Bollettino Diocesano: La Visita del Papa, I Restauri Parrocchiali e la Vita Comunitaria a Saint-Pierre

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Il bollettino parrocchiale bilingue di Dicembre 1991 della Diocesi d'Aosta funge da cronaca dettagliata delle attività ecclesiali e comunitarie, con un'attenzione particolare al contesto locale di Saint-Pierre. Il tema dominante è l'ampia copertura della terza visita estiva consecutiva di Papa Giovanni Paolo II in Valle d'Aosta, inclusa la messa ai piedi del Cervino e il suo messaggio sulla spiritualità alpina. A livello parrocchiale, il documento documenta l'avanzamento dei lavori di ristrutturazione dell'ex Asilo Mons. Centoz e i restauri della chiesa, insieme alla celebrazione del ventennale di importanti associazioni locali come gli Alpini e l'Avis. La pubblicazione include inoltre riflessioni teologiche, una critica sociale all'alienazione mediatica e un'analisi controversa sui Testimoni di Geova, oltre ai registri completi dei sacramenti e degli elenchi di donazioni del 1991.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
L'Echo de nos montagnes
La voce dei campanili
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE
Imprimerie Valdôtaine Aoste
Buon Natale
Heureux Noël
Paroisse de
Saint-Pierre
GIGNOD: le clocher
XXXII année - n. 12 DECEMBRE 1991


Testo Originale Estratto
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SAINT-PIERRE
LE
FACCE
DELLA
MORTE

«Sono vissuto come un cane, muoio come un uomo», ha detto quel mori-
bondo indiano raccolto da Madre Teresa di Calcutta ai bordi della strada. Mol-
tissimi, tuttavia, se ne vanno senza il tocco consolatore di una mano amica, pri-
vi persino di una parola di conforto. E ciò non solo nel Terzo Mondo, ma anche
qui da noi. Pensiamo agli anziani abbandonati, ai barboni, ai drogati, agli alco-
lizzati... senza nominare i 40 mila bambini stroncati ogni giorno dalla fame o
dalle sue conseguenze, i tubercolotici, i malarici, i lebbrosi... Questo nel Terzo
Mondo.
Quanti di costoro nascono, vivono e muoiono senza essere stati sfiorati da
una briciola di felicità terrena? È giusto? Sarebbe più logico domandarci se è
più giusto vivere in un certo modo che morire in un certo modo. Per rispondere
bisogna guardare in faccia la morte e studiarne gli aspetti, dato che vita e morte
sono collegate.
Un nostro grande poeta ha scritto un poema – i Sepolcri – per dirci che
l'unica vita che si prolunga oltre la morte è il ricordo che resta nei vivi, solo
questo, perpetuato nei monumenti sepolcrali. Troppo poco! Decisamente trop-
po po'! Se fosse questo il volto della morte ci sarebbe da disperarci. Dove an-
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Testo Originale Estratto
drebbe la differenza tra colui che ha goduto e colui che ha sofferto? Tra il ga-
lantuomo e l'assassino? L'appiattimento è ingiusto e crudele. La ragione stessa
richiede un diverso trattamento, oltre la tomba. In questa prospettiva, inoltre, la
morte sarebbe solo lacrime - legittime - intendiamoci... anche Cristo ha pianto
sulla tomba di Lazzaro e ha versato lacrime di sangue sulla sua morte nell'orto
degli ulivi...
Il vero volto della morte è un altro. Quando uno dei nostri muore noi dicia-
mo: «È partito». Sull'altra sponda, però, c'è Chi dice: «Eccolo che arriva». La
morte, quindi, più che una partenza è un arrivo. Questa è la nostra consolazio-
ne, sia in considerazione della morte dei nostri Cari, sia per quella dei milioni di
fratelli che in questo mondo hanno spartito solo sofferenze... Eccolo che arriva
dove non c'è più né fame, né lebbra, né dolore, né morte. «Le anime dei giusti
sono nelle mani di Dio e nessun tormento ormai le può raggiungere» (Sap. 3,1).
Non per niente la Scrittura paragona la morte a un parto (Rom. 9,19) perché in
quel momento si conclude la lunga gestazione della creatura nuova. Nasce l'uo-
mo nuovo, quello destinato a vivere sempre... Dies natalis, giorno natalizio, è
chiamata la morte nella liturgia dei Santi... Questo vorrei gridare a chi ha visto,
magari nelle ultime ferie, un loro congiunto ucciso sulla strada, battezzato nel
proprio sangue. Questo vorrei gridare ai milioni di morti in inutili guerre o alle
vittime - ancor più numerose - di crudeli ingiustizie perpetrate da coloro che
detengono il 90 per cento dei beni della Terra lasciando appena il 10 per cento
ai quasi quattro miliardi di sottoalimentati.
La morte è paragonata anche a un battesimo. Ed è la seconda grande im-
magine biblica per descrivere la morte. «C'è un battesimo con cui devo essere
battezzato», ha detto Cristo alludendo alla sua passione e morte. Solo attraverso
questo battesimo di passione e di morte sarebbe arrivato alla resurrezione. Lo
stesso discorso può essere applicato ai miliardi di uomini che vivono in costante
stato di passione e morte. Anch'essi risorgeranno con una veste nuova, eppure
identica a quella di prima perché «risorgerà la carne, ogni carne, la stessa car-
ne» (Tert. Res. 63). E sant'Agostino incalza: «noi vogliamo essere felici con la
nostra carne, non a dispetto di essa».
La carne del lebbroso, del morto di fame, delle vittime dell'ingiustizia o di
chi si consuma lentamente in un letto di dolore un giorno brillerà di una luce
speciale. Le stigmate della sofferenza diventeranno perle preziose e lucenti.
«Con la mia carne vedrò Dio, mio salvatore». Questa è un'altra faccia della
morte, la più consolante. Ma ve n'è una terza: quella di chi ha visto il fratello
nudo e non l'ha vestito, affamato e non gli ha dato da mangiare, malato e non
l'ha assistito, carcerato e non l'ha visitato... Purtroppo sappiamo bene quale
sarà la sentenza di Dio per questi «semplici spettatori».
Che dire, allora, di coloro che sono stati provocatori di fame, di ingiustizia
e quindi di malattia e di lebbra, di sfruttamento nei confronti dei deboli con il
loro perverso modo di vivere? Quale sarà il loro modo di morire? Quale faccia
avrà la loro morte? È una risposta troppo difficile per me.

Importanti lavori all'Asilo e in Chiesa

Da circa due mesi sono iniziati i
lavori di ristrutturazione dell'ex
«Asilo Mons. Centoz» il fabbricato
di proprietà della Parrocchia, dona-
to da S.E. Mons. Luigi Centoz e che
per un quarantennio è stato la de-
gna sede della scuola materna. La
casa, nonostante la maestria ed i
materiali con i quali è stata costrui-
ta, le continue manutenzioni effet-
tuate negli anni, aveva bisogno ur-
gente di essere ripresa per il rifaci-
mento di parti di primaria impor-
tanza. È previsto infatti il rifacimen-
to della copertura del tetto (sostitu-
zione di parte del legname, materia-
le isolante, lamiera zincata, lose); la
sostituzione di tutti i serramenti
esterni; l'imbiancatura e la pulizia
generale di tutto l'esterno, lavoro
assai complesso data la presenza di
notevoli parti in legno di particolare
fattura. Per quanto riguarda l'inter-
no non bisogna dire che la casa era nata
come fabbricato di civile abitazione
formata da tre alloggi disposti su tre

La nostra Chiesa pronta per la tinteggiatura
2
3


Testo Originale Estratto
piani oltre al seminterrato (cantine,
centrale termica, serbatoio gasolio).
Nonostante gli inconvenienti dovuti
ad una disposizione dei locali non
razionale nè consona per essere de-
stinata ad accogliere la scuola ma-
terna, è indubbio che l'asilo Mons.
Centoz ha comunque svolto ottima-
mente la funzione alla quale è stato
destinato dopo la sua costruzione.

Il fine al quale è destinata la casa
per volontà del donante, è quello di
provvedere all'educazione dei gio-
vani di Saint-Pierre. Per cui, chiuso
il capitolo scuola materna, si è pen-
sato di adattare la costruzione alle
esigenze delle attività parrocchiali
in particolare quelle connesse all'in-
segnamento catechistico. È stato
pertanto necessario ripensare com-

pletamente la disposizione interna
onde adattare gli spazi alle nuove
esigenze tenendo conto in particola-
re delle nuove normative riguardan-
te l'abbattimento delle barriere archi-
tettoniche.
Dovrà perciò essere installato un
ascensore per il collegamento dei
vari piani; un servoscala per l'acces-
so all'ingresso principale sul lato
est; servizi igienici adeguati; mini-
ma larghezza delle porte interne;
impianto elettrico ecc. Per il mo-
mento saranno ristrutturati sola-
mente il I° ed il II° piano dove ver-
ranno ricavate 5 grandi aule per i
catechismi o per riunioni varie, un
salone, la cappella e 4 servizi.
Naturalmente è previsto il rifaci-
mento di tutti gli impianti, intonaci,
pavimenti, serramenti interni ecc. Il
seminterrato ed il piano rialzato sa-
ranno oggetto di futura sistemazio-
ne. Il costo delle opere si aggira sui
300.000.000 di lire coperto in parte
dalla vendita della casa «Anselmoz»
vicino alla stazione di proprietà del-
la Parrocchia. Al momento si sta
operando per ottenere finanziamen-
ti dalla Regione. Al riguardo ci sono
buone possibilità dovute alla legi-
slazione vigente per questo tipo di
intervento. Attualmente sono state
eseguite, dopo lo svuotamento pres-
soché totale dei due piani, le nuove
divisioni interne, la scala di accesso
all'ingresso, la sede per l'ascensore.
Si prevede che i lavori possano esse-

re ultimati entro il mese di giugno
dell'anno prossimo.

***

A cura dell'Assessorato al Turi-
smo, sono terminati da poco i lavori
di tinteggiatura della chiesa e della
casa parrocchiale. In primavera que-
sti proseguiranno per il castello, il
campanile, la sacrestia e le altre par-
ti non rifinite ad intonaco. Da anni
si sentiva la necessità di questo in-
tervento per lo stato abbastanza pie-
toso in cui tutto l'insieme versava.
Ora la chiesa ha ripreso la dignità
che le si addice lasciando intravve-
dere fin d'ora l'aspetto che tutto il
complesso avrà a lavori ultimati. Ci
sentiamo quindi in dovere di ringra-
ziare pubblicamente l'Amministra-
zione Regionale per quanto fatto fi-
nora.

Approfittando della presenza dei
ponteggi messi in opera per la tin-
teggiatura, si è deciso di riaprire la
finestra centrale del coro chiuso
all'interno della chiesa. La vetrata
ora sistemata, anche se parzialmen-
te coperta dai fregi del grande qua-
dro sopra l'altare maggiore, accresce
piacevolmente la luminosità della
chiesa. Quanto prima la finestra ver-
so sud del coro verrà ridotata della
sua vetrata originale raffigurante
San Paolo in modo da rendere più
simmetrico ed uniforme la zona ab-
sidale della chiesa.

G.P.

I nostri cresimati, durante la Visita Pastorale
4


Testo Originale Estratto
Il gruppo Alpini di Saint-Pierre

Il giorno 17 novembre 1990 si è
svolta in Saint-Pierre la celebrazione
del ventennale di fondazione del locale
gruppo aderente alla Associazione Na-
zionale Alpini.

Dal luogo di ritrovo fissato presso il
Bar Chez Mario si è formato un corteo
che, preceduto dai labari delle Sezioni
ANA della Regione e con la partecipa-
zione della banda musicale di Quinci-
netto, ha attraversato le vie del paese
tra gli applausi della popolazione.

Particolare commozione tra gli alpi-
ni presenti ha destato la presenza dei
bambini dell'asilo, accompagnati dalle
maestre, venuti a salutare il corteo.

Dopo la deposizione di una corona
al monumento dei caduti gli alpini
hanno partecipato alla S. Messa offi-
ciata nella parrocchia del comune.

È seguito il pranzo ufficiale onorato
dalla presenza delle autorità comunali.

Nel pomeriggio si è svolta una lotte-
ria i cui proventi hanno permesso di
donare un video registratore alla co-
munità per anziani di Saint-Pierre.

La manifestazione è proseguita per
tutto il pomeriggio tra canti e danze e
si è conclusa in serata con abbracci tra
«veci» e giovani alpini.

Ventennale degli Alpini: si sfila per le vie del paese

In Chiesa con gli Alpini

I nostri Alpini dopo la Messa

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Testo Originale Estratto
Il Calcio: Unione Sportiva Saint-Pierre
Relazione attività stagione 1990/91
L'U.S. Saint-Pierre, fondata nel 1968, con questa relazione vuole portare a
conoscenza l'attività svolta nella corrente stagione sportiva:
1) Partecipazione al campionato di 2ª categoria
(dodicesimo posto nella classifica finale)
N. tesserati: 26
2) Partecipazione al campionato allievi provinciale
(quarti classificati)
N. tesserati: 15
3) Partecipazione al campionato esordienti provinciale
(quarti classificati)
N. tesserati: 16
4) Partecipazione al campionato pulcini provinciale
(quarti classificati)
N. tesserati: 20
5) Attività C.A.S. (Centro Coni di avviamento allo sport)
N. tesserati: 10
6) Settore tecnico: partecipazione di dirigenti (n. 2) e tecnici (n. 1) ai corsi in-
detti dalla F.I.G.C. attraverso il Coni
Il settore dirigenziale è composto da n. 16 persone suddivise nei vari set-
tori.
L'attività prevista per la prossima stagione sportiva comprende l'iscrizio-
ne ai campionati provinciali Pulcini, Giovanissimi, Under 18 e 2ª categoria.
Nell'ambito di questa previsione invitiamo la popolazione ad essere sen-
sibile ai problemi che ne derivano, sia finanziari, sia nel settore organizzativo
(partecipazione di persone nell'attività della Società).
L'impegno della Società è soprattutto dedicato ad una azione sociale ri-
volta alla non emarginazione dei giovani nel contesto della vita quotidiana.

Festa delle Cantorie
Il 19 maggio le Cantorie riuniti di
Chesallet, Cogne, Saint-Pierre, Ville-
neuve, Introd, Valsavarenche, Rhêmes-
Saint-Georges, si sono ritrovate nella
chiesa Parrocchiale di Saint-Pierre per
festeggiare la «30me rencontre des Sco-
læ Cantorum».
La messa solenne è stata presieduta
dal Vicario Generale Don Adolfo Bois
il quale ha porto il benvenuto e il salu-
to a tutti i partecipanti a nome di
Mons. Vescovo.
L'altare, i paramenti, i fiori, emerge-
vano col loro rosso fiammante e contri-
buivano a ricordarci che quello era il
giorno di Pentecoste. Infatti la celebra-
zione ha avuto inizio col solenne «Veni
Creator» di Perosi. Pareva proprio che
lo Spirito Santo fosse sceso ad animare
quel coro festante che all'unissono can-
tava con tanta bravura la «Grande
Messa - Tu es Petrus» - a 4 voci di F.
Vittadini.
Dirigeva il coro il Maestro Marco
Benech, all'organo il Maestro Poser. I
canti intermedi sono stati scelti e can-
tati con altrettanta sensibilità e buon
gusto.
All'omelia, il celebrante ha ricordato
ai Cantori l'importanza del loro ruolo
all'interno della Comunità: devono es-
sere consci di rendere un servizio alla
Chiesa usando il mezzo di cui Dio ha
fatto loro dono: la voce. Questo stru-
mento di comunicazione può essere
uno dei talenti di cui il Signore ci ha
fornito alla nostra nascita e come tale
va usato e «fruttificato».
L'uso che può farne un cantore è
senz'altro quello di metterlo al servizio

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Testo Originale Estratto
del culto per rendere onore a Dio stes-
so.
Ma la bella voce non va in alcun mo-
do disgiunta dalla fede perché non si
può essere cantori senza avere una fe-
de profonda.
Il cantore è come una locomotiva
che trascina tanti vagoni; il suo esem-
pio deve essere forza trainante nei con-
fronti di coloro che guardano a lui co-
me modello di persona cristiana che vi-
ve gli insegnamenti del vangelo.
Una chiesa non è completa se manca
la Cantoria: essa è l'animatrice nei mo-
menti di preghiera, nei momenti di fe-
sta della comunità, come in quelli di
tristezza può essere di conforto per chi
soffre. Per ricordare ancora le parole di
Mons. Vescovo rivolte ai cantori: «Voi
siete pietra viva per la costruzione del-
la Chiesa nel nostro tempo... essere
cantori significa essere ministri di San-
tità... un ruolo alquanto impegnativo,
ma con l'aiuto dello Spirito Santo e so-
prattutto tanta buona volontà da parte
nostra, chissà...».
Erano presenti alla celebrazione il
presidente della Giunta Regionale avv.
Gianni Bondaz e il padre avv. Vittorino
Bondaz grande estimatore e cantore lui
stesso. L'Amministrazione Comunale
di Saint-Pierre ha offerto a tutti i
partecipanti un ricco rinfresco. Per il
pranzo ci siamo spostati a Morgex al
Ristorante «La Cave» dove abbiamo
trascorso un bellissimo pomeriggio ri-
trovando amici vecchi e nuovi.
Salutandoci ci siamo dati appunta-
mento per l'anno prossimo nella Par-
rocchia di Chesallet.

Quale futuro per i nostri bambini?

Durante un recente viaggio in tre-
no, ho avuto modo di parlare con
una maestra che mi riferiva alcune
esperienze con i bambini della scuola
elementare. Tra i tanti episodi signifi-
cativi, uno mi è rimasto particolar-
mente impresso nella mente. Era ini-
ziato da pochi giorni il mese di di-
cembre e, avvicinandosi il Natale, la
maestra aveva chiesto ai bimbi di
scrivere alcuni pensieri sul Natale.
Un bambino ha espresso un solo pen-
siero: breve, conciso, ma molto signi-
ficativo sulla realtà dei rapporti fami-
liari: «O buon Gesù, fammi diventare
un televisore affinché alla sera i miei
genitori possano vedermi ed ascoltar-
mi».
Purtroppo ritengo che tale esempio
sia non già eccezionale, bensì consue-
to per la maggior parte dei nostri fi-
gli.
Tutte le nostre attività (lavorative e
non) vengono compiute nel minor
tempo possibile al fine di non ritar-
dare o mancare gli appuntamenti
successivi. Spesso la parte più «nobi-
le» del nostro corpo è comodamente
adagiata sul sedile della automobile
e, alla sera quando arriviamo a casa –
stanchi e stressati dal lavoro – accen-
diamo istintivamente la televisione
per ascoltare il telegiornale o per ve-
dere un film in modo da rilassarci un
Festa di Prima Comunione
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I Parroci della nostra zona pastorale
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Testo Originale Estratto
pochino, sicuri di aver assolto a tutti i
nostri doveri.

Ma come possiamo pensare di aver
compiuto il nostro dovere se non riu-
sciamo neanche a scambiare quattro
parole con la moglie o se cuciamo la
bocca ai figli facendo parlare sola-
mente la televisione?
Non è allarmante il fatto che un
bambino di 7-8 anni possa chiedere –
come dono di Natale – a Gesù di tra-
sformarlo da essere vivente in essere
inanimato – quale è la televisione –
per far sì che i genitori siano in grado
di ascoltare la sua voce?
Quali prospettive possono avere i
nostri figli in una società dove man-
cano totalmente i punti di riferimen-
to, dove la disoccupazione dilaga a
macchia d’olio, dove la scuola forma
poco ed educa ancora di meno e do-
ve la famiglia è in crisi?
Nella società consumistica siamo
(purtroppo) immersi fino al collo, si-
no al punto da non renderci conto del
pericolo rappresentato dalle stesse
conquiste della nostra società. Conti-
nuamente utilizziamo i mezzi della
tecnologia moderna senza conside-
rarne l’altra faccia della medaglia.
I mass-media (radio, televisione)
oppure i mezzi di trasporto (motoci-
cletta, automobile – spesso munita di
autoradio), vengono utilizzati così
frequentemente da noi fino a divenir-
ne vittime o dipendenti. Sappiamo
che la nostra televisione viene accesa
con intenzioni ottimali (avere le
informazioni del giorno), ma spesso
resta accesa per tutta la sera, esatta-

Patrono a Homené

mente in quell'arco di tempo in cui si
potrebbe stare tranquilli in famiglia e,
magari, ascoltare e comunicare con i
propri figli.
Se può essere grave una «teledi-
pendenza», più preoccupante e più
subdolo è l'esserne condizionati sen-
za neanche rendersene conto, senza
averne piena coscienza di ciò. Pro-
prio su questi sottili e subdoli condi-
zionamenti si basa la nostra società
propagandistica e consumistica; tali
fattori spesso impediscono all'uomo
di pensare al punto da assorbire più
o meno passivamente tutto ciò che gli
viene proposto dai mass-media; l’in-
flusso negativo si ripercuote poi sulle
cose più banali e, apparentemente,
insignificanti quali gli acquisti di tutti
i giorni.
Nella nostra società dove l’auto-
mobile diventa un imperativo catego-
rico (lavoro distante dalla propria
abitazione, spesso fuori dal centro
abitato; poca o scarsa efficienza dei
mezzi di trasporto pubblico), noi non
riusciamo a privarci della stessa auto-
mobile neppure nel giorno di festa,
quando decidiamo di andare a pas-
seggio in una villa, oppure semplice-
mente se andiamo all'edicola sotto
casa o in parrocchia per partecipare
alla Messa domenicale.
E allora se viviamo tale realtà, qua-
li sicurezze possiamo garantire ai no-
stri figli?
Quali chances per il loro domani?
Quale futuro per la società?

Un gruppo
di Cantori
dopo la Messa
di patrono
a Homené

12


Testo Originale Estratto
Ventennale dell'Avis

È vero che il fine dell'Avis è il do-
no del sangue nella forma più ano-
nima e umile, però, senza stravolge-
re il principio, quest'anno ci siamo
permessi di festeggiare i nostri
vent'anni di associazione dando
spazio alla formalità e a un po' di
sano orgoglio corporativo. Un note-
vole sforzo ha impegnato l'esecuti-
vo della Sezione nei mesi scorsi per
poter permettere la buona riuscita
della manifestazione. Sabato 28 set-
tembre è stato offerto alla popola-
zione un concerto d'organo in chie-
sa. Ha suonato con la solita maestria
ed entusiasmo il maestro concertista
Paolo Bougeat. In circa un'ora ha in-
terpretato alcune opere di Bach e
Mendelsshon riscuotendo una calda
approvazione degli intervenuti.
L'iniziativa, anche se non ha smosso
tanti Sempiolein, è stata sincera-
mente apprezzata. Domenica 29 set-
tembre abbiamo ricordato i nostri
vent'anni di Avis a Saint-Pierre. In-
sieme alle rappresentanze di altre
Sezioni, ad alcune autorità e alla
banda musicale di Hône abbiamo
sfilato lungo il vecchio borgo e salita
la ripida rampa fino in chiesa. La
messa è stata occasione per don Al-
do di ricordare che cosa significa
per la comunità questa organizza-
zione, di fare risaltare le qualità di

Dufour Carlo premiato dall'Assessore

generosità di questi donatori, di
queste persone che hanno uno «sti-
le» proprio, così ha definito i dona-
tori il parroco. Si è sentito quanto
accorato fosse il suo richiamo alla
comunità perché non si abbandoni
ad un egoismo, ad un isolazionismo
generalizzato. La cerimonia è prose-
guita con la deposizione di fiori al
monumento dei caduti, con alcuni
discorsi commemorativi e il conferi-
mento degli attestati di benemeren-
za presso il salone Comunale. Molti
gli intervenuti, molte le autorità pre-
senti, tra quest'ultime, le più rap-
presentative, hanno preso la parola
per porgere il proprio saluto o rivol-
gere il proprio pensiero ai presenti.
In queste circostanze, a volte, il ri-
schio è quello di scivolare un po'
nella retorica, ma certamente tutti,
in cuor loro hanno espresso convin-
zioni sincere e beneauguranti. Si è
proseguito, cercando di annoiare il
meno possibile la platea, conferendo
le benemerenze in programma: ve le
elenco.

Per aver superato le otto donazio-
ni è stato consegnato il diploma a:
Chentre Armando,
Manella Luigi,
Pozzini Marco,
Bochet Davide,
Charles Giorgio,
Val Frida,
Amato Amelia,
Jaccod Mauro,
Tedesco Assunta,
Zadkovic Luciano,
Bagnod Giancarlo,
Favre Persida,
Gerbelle Claudio,
Pellissier Valter,
Pozzini Paola,

Oreiller Marco premiato dalla Madrina

14
15


Testo Originale Estratto
Pranzo degli Avisini alla Lanterna
Benvenuto Fausta,
Boson Fabrizio,
Milliery Didier,
Mondet Ettore,
Raspo Patrik,
Vuillie Gildo.
Per aver superato le sedici dona-
zioni hanno ricevuto la medaglia di
bronzo:
Charles Stefano,
Cerva Piero,
Mosconi Silvio,
Lale Lacroix Pierino,
Moretto Idalo,
Talarico Mauro,
Lale Démoz Ilda,
Giri Claudio.
Per aver superato le 24 donazioni
hanno ricevuto la medaglia d'argen-
to:
Lale Demoz Alfredo,

Paillex Elso,
Centoz Giovanni,
Jocallaz René,
Domaine Thea,
Carlin Piero.
Per aver superato le 50 donazioni
hanno ricevuto la medaglia d'oro:
Charles Delfino,
Carlin Marco,
Oreiller Marco,
Persod Sisto,
Manella Enrico,
Empereur Olinto.
Per aver superato le 75 donazioni
hanno ricevuto il distintivo d'oro
con fronda:
Carlin Alessandro,
Bochet Guido,
Bochet Dino,
Dufour Carlo.
In questa occasione sono stati in-

Benvenuto, Santo Padre!
La Comunità cristiana della Valle d'Aosta saluta e ringrazia Sua Santità Gio-
vanni Paolo II che per la terza volta consecutiva viene a trascorrere un breve perio-
do di riposo nella quiete corroborante delle nostre montagne.
E' un privilegio straordinario quello di ospitare - sia pure per pochi giorni -
Colui che ricevendo la successione dell'Apostolo Pietro è stato costituito da Dio
Pastore e Maestro di tutte le Chiese, Araldo di pace per tutti i popoli della terra.
Noi che ben conosciamo quanto siano continue e ardue le fatiche del Santo
Padre, siamo lieti di potergli offrire un'ospitalità riposante e liberante. Faremo tut-
to il possibile perché questo periodo di riposo non venga turbato da nessuno e per
nessun motivo. Ormai abbiamo imparato a difendere le vacanze del Santo Padre
da occhi indiscreti e da intromissioni inopportune: siamo sempre stati discreti e
abbiamo imposto discrezione a chi non voleva stare alle regole. Faremo così anche
quest'anno.
A noi basta sapere che il Papa è con noi, prega per noi, ci benedice e benedice
anche i luoghi per i quali passa nelle sue passeggiate solitarie e assorte. Vogliamo
solo fargli sapere che preghiamo con Lui e siamo convinti che la nostra Comunità
diocesana trarrà molti vantaggi spirituali da questa presenza desiderata e amata.
Il nostro cielo Vi sia propizio, Padre Santo; i nostri monti Vi sorridano col
candore delle nevi e dei ghiacciai; i nostri prati Vi allietino col verde e i fiori di cui
si ammantano. Tutta la natura si unisca a noi per offrirVi un soggiorno sereno e
rassererante.
Ovidio Lari, Vescovo
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Testo Originale Estratto
Le vacanze del Papa in Valle d'Aosta
passeggiate, riposo, lavoro e preghiera

Quando i lettori avranno sotto gli oc-
chi questo scritto, le vacanze del Santo
Padre in Valle d'Aosta saranno termi-
nate. Molti serberanno il ricordo della
Messa celebrata nella conca del Cervi-
no, altri serberanno la felice impressio-
ne di averlo potuto avvicinare e salutare
personalmente, all'arrivo o alla parten-
za, i bambini continueranno a sentire il
suo bacio e la sua carezza sulla fronte, i
più dovranno accontentarsi di sapere
che il suo breve soggiorno fra questi
monti è stato di suo completo gradi-
mento.
Ma la curiosità non si appaga facil-
mente e vorrebbe conoscere che cosa il
Papa ha fatto, che cosa ha detto in que-
sti nove giorni della sua permanenza in
Valle.

Bisogna rispondere che alla curiosità
rimane poco spazio; le vacanze non so-
no tempi di avvenimenti degni di nota.
Il Papa in vacanza è contento di non in-
contrare persone sul suo cammino. Se
ne volete una prova, ecco un episodio
significativo. Il primo giorno dopo il
suo arrivo, il Santo Padre camminò e
pregò attraverso prati che erano un tap-
peto profumato di viole e non incontrò
nessuno. Al suo ritorno disse: “E' stato
molto bello; torniamoci anche domani”.
Questa volontà di nascondimento e di
silenzio va compresa. A chi, come il Pa-
pa, è immerso frequentemente in un ba-
gno di folla, si fa sentire acutamente il
desiderio di essere solo con se stesso e
con Dio, nel tempio del creato. A chi si
trova nell'occasione frequente di parla-
re alle folle di tutto il mondo, vien forte
il desiderio di ascoltare la voce del si-
lenzio; anche perché la parola che inci-
de, trasforma e crea è figlia del silenzio.
Con questo non si vuol dire che, se
gli capita d'incontrare qualcuno, il Papa
lo sfugga. C'è a tal proposito un episo-
dio grazioso che merita di esser cono-
sciuto.

Il Santo Padre era andato ai laghi di
Ziule, a quota 2520 sopra Vertosan e,
sulla via del ritorno, incontrò una signo-
ra con tre bambini. La piccola comitiva
stava osservando le mucche al pascolo
quando si trovò davanti il Papa.

Dopo un gesto di stupore e dopo un
primo saluto un po' impacciato, i tre ra-
gazzi si presentarono: erano Francesco,
Andrea e Daniele; tutti provenienti -
con la zia - dalla bassa Valle. La con-
versazione si accese e i tre seppero dire
che conoscevano bene la storia delle ap-
parizioni di Fatima e, per darne prova,
ripetevano con sicurezza il nome dei tre
veggenti. Così meritarono gli elogi e gli
incoraggiamenti del più grande devoto
della Madonna di Fatima.

Sarebbe una curiosità rispettabile an-
che quella di chi vorrebbe vedere il Pa-
pa che, all'ora del pranzo, mangia un
panino all'ombra di una pianta, oppure
tempera l'arsura estiva bevendo ad una
sorgente montana. Ma questi avveni-
menti non si possono dare “in diretta”, e
neppure filmare. E' meglio contemplarli
con la mente e col cuore.

Alle persone serie, basta sapere che
quelle del Papa sono state vacanze di la-
voro. Egli si è riposato cambiando atti-
vità. Ha lasciato Roma, le udienze pub-
bliche e private, per architettare una en-
ciclica sulla morale: questa notizia ha il
carattere dell'ufficialità. Ma ha pensato
anche ad altri problemi. Domenica 14
luglio, nella visita alla diocesi di Susa,
eran presenti tre vescovi brasiliani, con
i quali il Papa parlò del suo viaggio in
Brasile previsto per il prossimo ottobre.
Fu chiaro così che anche il Brasile, con
i suoi problemi religiosi e umani, ha te-
nuto compagnia al Papa durante la sua
breve vacanza.

E' meglio allora dimenticare le curio-
sità e solo rallegrarsi del ritorno fra noi
di questo ospite d'eccezione, dobbiamo
essere molto contenti che Egli abbia
trovato, qui fra noi, riposo, pace e nuo-
ve energie.

Ovidio Lari, Vescovo


Testo Originale Estratto
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Testo Originale Estratto
Nessun testo estratto.


Testo Originale Estratto
Il Papa ha celebrato la Santa Messa
ai piedi del Cervino dove «si sentono cantare gli angeli»
Ottomila persone
insieme al Papa
Alle otto di venerdì mattina 19 luglio
era già numerosa la gente che saliva a
piedi nella conca del Breuil, verso la
cappella degli alpini, dove Giovanni
Paolo II avrebbe celebrato la Santa
Messa con inizio alle ore 10 e 30; una
frase carpita al volo: “è bello vedere la
gente salire così a piedi, sembra pro-
prio un pellegrinaggio”. Ed è certa-
mente con lo spirito del pellegrino che
il Santo Padre, accompagnato dal canto
“Il tuo popolo in cammino” e preceduto
da oltre settanta sacerdoti, si è appresta-
to a salire all’altare, stupendamente pre-
disposto, per presiedere la Celebrazione
Eucaristica ai piedi della montagna per
eccellenza, il Cervino, davanti a circa
ottomila persone tra turisti e valligiani.
Hanno preso posto vicino al Papa il
Vescovo di Aosta, mons. Ovidio Lari, il
Prevosto Abate mitrato dei Canonici del
Gran San Bernardo, Mons. Angelin Lo-
vey, l’Abate mitrato della Cattedrale di
Friburgo Mons. Edouard Cantin, il suo
segretario Mons. Stanislao Dziwich,
Mons. Alberto Maria Careggio, il Par-
roco di Cervinia Don Silvio Sterpone e
quello di Valtournenche, Don Vittorio
Désandré.
Prima dell’inizio della Santa Messa il
Sindaco Carrel ed il Presidente Gianni
Bondaz hanno rivolto un indirizzo di
saluto e di ringraziamento, al termine
dei quali le guide ed i maestri di sci
hanno donato al Papa una piccozza, la
corda, un paio di sci ed una giacca a
vento.
«La popolazione che rappresento –
ha detto il Sindaco – è umile, operosa,
non di rado provata dalla fatica e dal
dolore. Nella sua storia e nelle sue tra-
dizioni ha però sempre trovato in Dio il
suo valido riferimento, l’Essere al qua-
le rivolgersi per non sentirsi soli, per
chiedere aiuto… Sul monte Tabor a
quei tre apostoli si è aperta per qualche
istante una finestra sull’eternità… An-
che su questi monti, Santità, ci accade
di godere di questa anticipazione... co-
me uno dei nostri antenati, Luc Ema-
nuel Meynet, che, giunto in vetta al
Cervino, ebbe ad esclamare “Qui si
sentono ridere e cantare gli angeli”».
«Sono certo di interpretare i senti-
menti profondi di tutta la comunità val-
dostana – ha detto il Presidente della
Giunta Gianni Bondaz – nell’esprimere
la gratitudine viva e sincera per aver
voluto, per la terza volta, trascorrere
un soggiorno di riposo nella nostra re-
gione. Siamo certi che, anche quest’an-
no, Vostra Santità avrà trovato un luo-
go rasserenante per il suo spirito e per
le sue energie, una gente che ha saputo
offrire tutta la sua simpatia e quei valo-
ri semplici, ma sinceri e forti, che ca-
ratterizzano la fisionomia spirituale e
la tradizione storica del popolo valdo-
stano. La presenza del Papa è stata av-
vertita da tutta la comunità come un ri-
conoscimento e come un segno di affet-
to speciale per la Valle d’Aosta e per la
sua gente... Santità, nel rinnovarLe il
più ardente ringraziamento, noi osiamo
sperare che Ella ci riserverà un affetto
e una memoria familiare. Non intendia-
mo, però, dirLe addio, ma solo un calo-
roso ed invitante “arrivederci” e ci
onoriamo di salutarLa con l’auspicio
che l’Onnipotente Iddio ci conservi a
lungo, prospera, la Vostra paternità».
Tra la numerosa folla alcune presen-
ze di spicco: tra le autorità civili e mili-
tari della nostra Valle abbiamo visto ol-
tre al Presidente della Giunta regionale
Gianni Bondaz, anche il Presidente del
Consiglio Giulio Dolchi, i parlamentari
sen. Dujany e l’on. Caveri.
La celebrazione Eucaristica è stata
animata da una mega-corale di eccezio-
ne, magistralmente diretta da Graziella
Carrozza e da don Amato Chatrian, e
composta dalle corali di Breuil-Cervi-
nia, Valtournenche, Antey-Saint-André,
Torgnon, Châtillon, Saint-Vincent, Ver-
rayes, Diémoz e Chambave.
Se a tutto questo si aggiunge che il
bel tempo ha ancor più valorizzato la


Testo Originale Estratto
bellezza incomparabile della natura, è
facile immaginare che la giornata di ve-
nerdì rimarrà a lungo nel cuore e negli
occhi sia dei presenti sia di quanti vi
hanno assistito attraverso la trasmissio-
ne televisiva di Rai Uno.
Dell'Omelia del Santo Padre vorrei,
qui, sottolineare un passaggio carico di
affetto e di premura nei confronti dei
nostri sacerdoti: «A voi, cari fratelli nel
sacerdozio, vorrei dire: coraggio, non
perdete lo slancio generoso di essere
sempre guide entusiaste, illuminate,
prudenti e coraggiose, come le numero-
se guide alpine di cui si gloria la Valle
d'Aosta».
In ricordo della sua presenza, Gio-
vanni Paolo II ha lasciato per la Chie-
setta degli Alpini del Battaglione Scia-
tori Monte Cervino, un prezioso calice e
una casula.
La conclusione è stata animata dai
canti del coro A.N.A. che sarebbe stato
meglio collocare in un momento di
maggior raccoglimento della gente pre-
sente.
Così come l'arrivo, anche la partenza
del Santo Padre è stata salutata dall'ab-
braccio affettuoso di tutti i presenti, a
cui il Papa ha risposto con benedizioni,
strette di mano e baci per i bambini ac-
corsi numerosi.
Viemme
(dal «Corriere della Valle»)

Ai piedi del Cervino, durante l'omelia
Il saluto del Papa ai Valdostani

Al termine della mia permanenza in
questa bella e suggestiva Valle d'Aosta,
rendo grazie oltre che a Dio, datore di
ogni bene, anche a tutti coloro che han-
no favorito il mio soggiorno estivo. La
mia gratitudine va al Vescovo di Aosta,
monsignor Ovidio Lari, che per il terzo
anno consecutivo mi ha amorevolmente
accolto nella sua diocesi.
La vista dei vostri monti, maestosi e
svettanti, il profondo silenzio che li av-
volge e l'aria purissima che da essi spi-
ra, non solo mi hanno liberato dal peso
delle fatiche quotidiane, ma mi hanno
fatto sentire uno di voi, che quotidiana-
mente vivete in questo naturale tempio
di Dio, o che ritemprate, come turisti, le
forze spirituali con quelle fisiche.
"Ad montes ut alta spectentur", biso-
gna salire, sì, per abbracciare, negli spa-
zi sconfinati, le mirabili opere di Dio.
Bisogna salire, per cogliere i reconditi
inviti a fare della propria vita una conti-
nua ascesa verso le sublimi vette delle
virtù umane e cristiane.
Saluto i confratelli nell'episcopato e i
numerosi sacerdoti qui presenti. A voi,
cari fratelli nel sacerdozio, vorrei dire:
coraggio, non perdete lo slancio genero-
so di essere sempre guide entusiaste, il-
luminate, prudenti e coraggiose, come
le numerose guide alpine di cui si gloria
la Valle d'Aosta. Le altezze sublimi del-
la vita cristiana esigono che i Sacerdoti,
primi fra tutti, posseggano l'arte del-
l'ascesi verso la santa montagna, che è
Cristo. A voi ripeto quanto Dio disse al
profeta Elia sul monte Oreb: "Esci e
fermati sul monte alla presenza del Si-
gnore" (1 Re, 19, 11).
Con il clero della diocesi ricordo an-
che tutti i religiosi e coloro che qui col-
laborano all'opera di evangelizzazione.
Un pensiero riconoscente va alle Au-
torità civili e militari: al Presidente della
Giunta Regionale, al Sindaco di Val-
tournenche, agli Amministratori e a tutti
coloro che mi hanno assicurato, con
competenza e discrezione, un sereno e
tranquillo soggiorno.
Desidero ricordare poi, con uno spe-
ciale pensiero, gli ammalati, i giovani e
i cari Alpini: quelli in servizio e quelli
che qui ritornano per rivivere tanti ricor-
di della loro vita. So che proprio questa
cappella votiva è stata costruita sulle
prime balze della strada che conduce al
Cervino in ricordo degli Alpini del Bat-
taglione Sciatori, che porta il nome di
questa montagna. Tutti desidero tener
presenti nella preghiera, invocando dal
Signore suffragio per i defunti e prote-
zione per i reduci.
Un grazie, a nome mio e di tutti gli
appassionati della montagna, rivolgo al-
le Guide alpine italiane e svizzere, che
operano qui e compiono spesso ardue
imprese di soccorso e di salvataggio. Un
grazie anche ai numerosi maestri di sci,
che educano i giovani all'esercizio di


Testo Originale Estratto
lo, qui di fronte a noi, percorso da
pellegrini e da Vescovi, alle cap-
pelle disseminate qua e là, alle
croci ed alle memorie della Vergi-
ne e dei Santi, tutta la vostra terra
esprime la fede cristiana, il desi-
derio di Dio, il gusto della pre-
ghiera.
Auspico che così sia ancor og-
gi per tutti voi, mentre faccio voti
che mai possiate cadere nella
noncuranza della vostra fede o
nell'indifferenza religiosa.
I Villeggianti, che numerosi
convengono in questa stupenda
Valle del Cervino alla ricerca di
un benefico ristoro, possano an-
cora scoprire in voi una popola-
zione alpina che sappia, come nel
passato, mettere sempre al primo
posto i valori primari dello spiri-

una pratica sportiva che, lungi dal-
la pura competizione, deve armo-
niosamente formare il corpo e lo
spirito.
Un ringraziamento, infine, a
tutta la cara popolazione valdosta-
na. Devo dire che mi sono trovato
molto bene con voi; che ho ap-
prezzato la vostra cordialità e la
vostra delicata ospitalità; che ho
trascorso giornate serene nella me-
ditazione e nella preghiera per voi
e per tutte le necessità della Chie-
sa; che ho goduto dei paesaggi stu-
pendi, donati a voi dal Creatore.
Voglio dire, ancora, che ho tro-
vato dappertutto i segni dell'antica
fede e delle tradizioni religiose dei
vostri Padri.
Dal passo del Colle del Teodu-


Testo Originale Estratto
C BREUIL-CERVINIA
VALTOURNENCHE
Fo Lignano (M)
CON TE


Testo Originale Estratto
OLI ALPINI BELLE
ETA MONTE ROS
AL DITE MONTE CERV
9 LUGLIO 1973
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82
È premiato Carlin Alessandro
ASSOCIAZION
ITALIANI
Un premio al Presidente Italo Manella
17


Testo Originale Estratto
signiti della decorazione internazio-
nale «Fischer» per meriti speciali
Carlin Alessandro
e Dufour Carlo.
A sorpresa l'avvocato Fresia, rap-
presentante dell'organizzazione
internazionale Fiods, ha nominato
cavaliere dell'ordine i soci:
Boson Carlo,
Chioso Mario,
Del Degan Ivo,

Manella Italo.
Il pranzo sociale che ha concluso
la manifestazione ha registrato un
numero di partecipanti davvero rag-
guardevole a dimostrazione del
sempre piacevole clima che accom-
pagna l'Avis e le sue manifestazioni.
Di ciò il Direttivo ne ha preso atto
con soddisfazione augurandosi di
poter mantenere tale spirito.
Avis Saint-Pierre

Il saluto del Parroco agli Avisini

Vent'anni fa, nella
Cappella dei Penitenti, un
gruppo di generosi pionieri
si riunirono per dar vita alla
sezione Avis di Saint-Pier-
re: c'era gioia, entusiasmo,
desiderio di bene, e io che
fui testimone di quella sera-
ta, ricordo i nobili sentimen-
ti che guidarono quei primi
passi della nostra associa-
zione.
Era nata così la sezione
locale dei donatori di san-
gue: una delle più impor-
tanti e belle iniziative della
nostra comunità.
E in vent'anni di storia
tale gruppo è stato un punto
di riferimento per chi voleva

essere concretamente vicino agli ammalati e ai sofferenti.
È tanto facile parlare di solidarietà: gli avisini hanno saputo, nei fatti e nel silen-
zio, trasformare le parole in gesti concreti e validi di bontà.
Come parroco non posso che esprimere tutta la mia riconoscente gratitudine a
questa associazione, che è stata ed è tutt'ora un segno della generosità solidale di tutto
il paese.
Gesù ha detto «Quello che farete al più piccolo dei miei fratelli è come se lo face-
ste a me», e quindi come sacerdote e cristiano sento che i donatori di sangue cammi-
nano sulla strada tracciata dal Signore, e questo mi dona la certezza che il cammino
seguito è quello giusto e quello più desiderabile.
Lo spirito di carità è il denominatore comune che unisce tutti gli uomini di buo-
na volontà, credenti o non credenti, che sono pronti a dedicarsi agli altri.
L'ammalato è la persona che maggiormente ha bisogno di solidarietà, e questo gli
avisini l'hanno capito!
Accanto al ringraziamento di tutta la Parrocchia per le benemerenze di tanti e
generosi donatori, ho da esprimere un desiderio che mi è molto caro: abbiamo tanti
giovani in paese e la gioventù manifesta sovente nelle sue espressioni il desiderio di
un mondo migliore, più giusto, più solidale, perché, allora, così pochi di essi si inseri-
scono nel gruppo dei donatori di sangue? non è forse questa una maniera vera e
profonda di rendere migliore e più accettabile il volto, non sempre bello, della nostra
società?

Il Parroco
don Aldo Rastello

Gli Avisini
per le vie del paese

18
19


Testo Originale Estratto
Uno sguardo sui Testimoni di Geova
I Disertori di Geova

Il rigidissimo e supercontrollato
«regno terreno» dei Testimoni di
Geova è attraversato da venti di
tempesta. A provocare questo som-
movimento sono i cosiddetti «pen-
titi».

Gli ex aderenti alla setta, infatti,
cominciano a denunciare pubblica-
mente i soprusi e le prevaricazioni,
a quanto sembra tipiche della pras-
si geovista, di cui sono stati vittime
non solo nel periodo di adesione
ma anche dopo l'abbandono.

I dirigenti dell'organizzazione
continuano a parlare di una consi-
stenza di circa 300 mila aderenti
sparși in 2.500 «sale del regno», na-
scondendo però l'esodo, tuttora in
atto, che coinvolge semplici fedeli e
anche responsabili medio alti della
gerarchia. Adriano Fontani, 20 anni
nei TdG e attualmente impegnato
nel «Coordinamento dei fuoriusciti
dai Testimoni di Geova», ci assicura
che è in atto un'emorragia difficil-
mente tamponabile. «Ogni giorno»
ci dice Fontani, «ricevo lettere e te-
lefonate di ex TdG che si rivolgono
a noi in cerca di aiuto».

I vertici dell'organizzazione de-
nominata ufficialmente «La torre di
guardia» hanno affermato che gli

adepti sono assolutamente liberi e
volontariamente hanno bussato al-
meno una volta in quasi ogni casa
d'Italia.

Dietro uno zelo così straordina-
rio sembra ci siano però tecniche di
persuasione e condizionamento
psicologico in grado di indurre, in
nome della fedeltà alla dottrina di-
vina, un individuo a sottostare a re-
gole e prassi di vita difficilmente
accettabili da persone realmente li-
bere.

Ma qual'è la molla che spinge
una persona ad aderire e poi ad al-
lontanarsi da una setta come quella
dei Testimoni di Geova? È Adriano
Fontani a spiegarlo: «Un motivo
per cui si entra nei “Testimoni” è
l'affabilità e l'interesse che percepi-
sce il nuovo "contattato”.

Gli italiani non conoscono la Bib-
bia; ciò che i TdG affermano, con la
pretesa di essere fedeli alle Scrittu-
re, impressiona quasi sempre lo
sprovveduto». «Una volta entrati
nell'organizzazione» prosegue Fon-
tani «bisogna però rinunciare a ri-
flettere con la propria intelligenza
perché prima o poi questo provoca
contrasti con le “guide” della con-
gregazione.

20

La norma, la dottrina, la morale
di ogni TdG è scritta nelle pubbli-
cazioni preparate nella sede centra-
le dell'organizzazione, a New York.
È li che si decide tutto, e ogni TdG
deve osservare alla lettera quelle
parole».

Che cosa significhi uscire dai Te-
stimoni di Geova è una questione
che assume tinte fosche e dramma-
tiche. È ancora Fontani a parlarne:
«Bisogna sapere» spiega «che do-
vunque ci sono i TdG esistono an-
che i Comitati giudiziari speciali,
attivissimi nel celebrare processi
farsa degni della peggiore Inquisi-
zione o dei macabri processi stali-
niani.

I giudici, generalmente, sono i re-
sponsabili stessi della congregazio-
ne che in tal caso esprimono la vera
natura di questa setta. Il “processo”
è costruito sulla delazione che è at-
tivamente incoraggiata.

Per incappare nelle maglie di
questo tribunale assurdo, è suffi-
ciente esprimere, o pensare, pareri
discordi sul “verbo” diffuso dalla
“cupola” che sarebbe la mente
dell'organizzazione che ha sede a
Brooklyn».

Quando poi si diventa un ex TdG
si è fatti oggetto di isolamento tota-
le e di azioni ancora più gravi. Nel
dossier curato dagli ex si possono
leggere nomi e cognomi di persone

che hanno subito azioni di autenti-
ca crudeltà.

Ad una mamma di settant'anni,
si legge nel dossier, è stato imposto
di non vedere più il figlio che ave-
va lasciato la setta: le venne detto
di considerarlo come morto. «Una
volta» è ancora Fontani a parlare
«presi le difese di M.F., ingiusta-
mente accusata di aver preso la co-
munione cattolica. La donna quasi
ottantenne, sola, ammalata e ab-
bandonata in ospedale, volle pre-
senziare alla messa nella cappella.

Fu immediatamente espulsa. Ab-
biamo raccolto centinaia di testimo-
nianze e ciò per dimostrare che non
si tratta di episodi isolati».

Si può tentare il ritratto del TdG?
Gli elementi concorrono a tracciare
un quadro da cui emerge una per-
sona scontenta della religiosità uffi-
ciale; desiderosa di trovare la «ve-
ra» Chiesa autorevole; con scarsa
preparazione culturale. «Il nostro
scopo» affermano al Coordinamen-
to degli ex «non è quello di andare
aprioristicamente contro la Torre di
Guardia.

Sulla base delle dolorose espe-
rienze compiute vogliamo rendere
nota la pericolosità sociale di que-
sto culto. Il problema degli ex co-
mincia a rivelarsi in tutta la sua
ampiezza anche ai responsabili del-
la pastorale cattolica».

21


Testo Originale Estratto
LA STORIA
Un impero
fondato sull'inganno
Il fondatore della setta religiosa conosciuta come «Testimoni di Geova» è
Charles Taze Russel, un abile commerciante di tessuti nato nel 1852 a Pitt-
sburg negli Stati Uniti. Nel 1876 un gruppuscolo per lo studio della Bibbia,
da lui stesso fondato, lo elegge «pastore». Nel 1879 comincia la stampa della
rivista La torre di guardia. Nel 1909, dopo il divorzio dalla moglie, e la cau-
sa per il mantenimento, viene alla luce la fortuna accumulata dal Russel. Nel
1913 è di nuovo in tribunale per una truffa legata a sementi di «grano mira-
coloso». Nel corso di un processo per diffamazione risulta la sua totale igno-
ranza del greco e dell'ebraico; crolla così la sua pretesa fama di studioso dei
testi biblici in lingua originale.
Il suo successore alla guida dei «Testimoni», Joseph Franklin Rutherford
affermò di essere il «portavoce di Geova per l'età presente e che Dio aveva
dato alle sue parole carattere di divino mandato».
Dagli Usa i seguaci si sono diffusi in numerose nazioni. Le loro riviste
hanno tirature vicine ai 13 milioni di copie, in 103 lingue. Le tipografie che
sfornano a getto continuo tonnellate di carta stampata sono le più grandi esi-
stenti nel mondo. Molte opere compiute dai seguaci geovisti all'interno
dell'organizzazione sono compiute gratuitamente. In questo modo si edifica-
no templi e sedi a costi irrisori. La fedeltà alla setta impone agli adepti di
non riconoscere importanti funzioni di ogni Stato: il servizio militare, e an-
che il servizio civile alternativo, l'assistenza sanitaria (rifiutano le trasfusio-
ni).
In Italia nel 1986 hanno ottenuto il riconoscimento giuridico. Tutti i loro
ministri di culto godono così dei vantaggi pensionistici. La bozza d'intesa
con lo Stato è bloccata a causa di numerose situazioni che collocano la setta
su posizioni contrarie alla legge.
Il recupero di quanti hanno subito l'indottrinamento della Torre di guar-
dia è abbastanza problematico. In Italia il Gruppo ricerca e informazione
sulle sette ha avviato già da tempo incontri a livello locale per aiutare quan-
ti, usciti dai TdG, non riescono più a stabilire rapporti significativi con altri
ambienti sociali.
22
Nuovi
membri
del
Popolo
di Dio
1) Il 17 febbraio battesimo di CARLIN MATTEO ALESSIO di Marco e di
Betti Paolo. Padrini: Carlin Alessandro e Betti Antonella.
2) Il 31 marzo battesimo di PERRONE SELVAGGIA DAISY BRUNA di At-
tilio e di Ravenda Francesca. Padrini: Vadalà Domenico e Stilo Giulia.
3) Il 13 aprile battesimo di CARCEA CARMELINA di Aldo e di Carcea Ro-
salia. Padrini: Lucà Tommaso e Scordamaglia Agatina.
4) Il 21 aprile battesimo di SANDRINI ANAIS di Oscar e di Dayné Ines. Pa-
drini: Oddi Diego e Ponzoni Tiziana.
5) Il 26 maggio battesimo di CECCARELLI MATTEO di Andrea e di Lavit
Patrizia. Padrini: Pellissier Romeo e Zanetta Maria.
6) Il 26 maggio battesimo di GERBELLE HANS di Ivo e di Nouchy Tiziana.
Padrini: Gerbelle Dario e D'Herin Antonietta.
7) Il 15 giugno battesimo di TRENTADUE CARLOTTA ANNAGIULIA di
Bartolomeo e di Carella Michelina. Padrini: D'Antonio Giuseppe e Carella
Rita.
8) Il 22 giugno battesimo di CHIANTELASSA ALICE di Guido e di Zun-
cheddu Paola. Padrini: Zuncheddu Cosimo e Marisa.
9) Il 14 luglio battesimo di RICCIARDI NICOLAS di Luigino e di Junod Ti-
ziana. Padrini: Ricciardi Renato e Iachi Bretto Sonia.
10) Il 4 agosto battesimo di COSSETTA DANIELE di Roberto e di Patti Vale-
ria. Padrini: Bracco Roberto e Patti Daniela.
11) Il 25 agosto battesimo di DE LUCIA RICCARDO ROBERTO di Mauro e
di Visentin Elide. Padrini: Lattanzi Loris e Dujany Luciana.
23


Testo Originale Estratto
12) Il 1º settembre battesimo di BRÉDY CAROL di Mauro e di Morina Paola.
Padri: Magnabosco Giovanni e Brédy Egle.
13) Il 1° settembre battesimo di MARANGELO VALENTINA di Aurelio e di
Maruca Franca. Padrini: Romeo Giuseppe e Maruca Rachele.
14) Il 14 settembre battesimo di SARTORE YURI di Ivan e di Biagioni Anto-
nella. Padrini: Adamo Leonardo e Garabello Anna.
15) Il 16 settembre battesimo di FORMISANO DEBORAH di Salvatore e di
Gianotti Francesca. Padrini Marangelo Aurelio e Marino Antonia.
16) Il 12 ottobre battesimo di CHRISTILLE MICHEL di Silvio e di Barmave-
rain Nadia. Padrini: Christille Pierre e Milliery Adelina.

Cresimati il 17 marzo 1991
da S.E. Mons. Ovidio Lari

1) CENTOZ ANDREA di Daniele, padrino Centoz Fulvio.
2) LALE DÉMOZ STEFANO di Luigi, padrino Lale Démoz Egidio.
3) LALE MURIX HÉRVÉ di Bruno, padrino Nicase Maurilio.
4) LOMBARDO ALESSANDRO di Antonino, padrino Alongi Giuseppe.
5) ROSSAN PAULO di Mario, padrino Bellini Adelio.
6) TRAVAINI GIORGIO di Piero, padrino Ronc Donato.
7) BÉRARD ELEONORA di Ezio, madrina Pivetta Elisa.
8) CHAMPRÉTAVY LORELLA di Corrado, madrina Thomasset Patrizia.
9) MAMMOLITI BARBARA di Guerrino, madrina Costanzo Silvana.
10) MAMONE SOLANGE di Pasquale, madrina Berthod Liliana.
11) NOTARI NICOLE di Michele, madrina Billo Antonietta.
12) OREILLER DELIA di Renato, madrina Rini Paola.
13) PAILLEX NICOLE di Marino, madrina Failla Rita.
14) PASCAL LORETTA di Corino, madrina Dussailler Alida.
15) PELLISSIER DENISE di Walter, madrina Rosset Marina.
16) PERRONE SILVIA di Antonio, madrina Perrone M. Assunta.
17) JORDANEY ARLETTE di Bruno, Agavit Emilia.

Matrimoni

1) Il 23 marzo matrimonio tra
OBERT ROBERTO e BESEN-
VAL MARILENA. Testimoni:
Thomasset Federica e Triglia Ni-
cola.
2) Il 4 maggio matrimonio tra JU-
GLAIR FLAVIO e ISABEL FA-
BIANA. Testimoni: Jocallaz Da-
niela e Giamberini Silvio.
3) Il 25 maggio matrimonio tra
LILLAZ GIOVANNI e ZOR-
ZETTO ELDA. Testimoni:
Broccard Emo e Besenval Mile-
na.
4) Il 15 giugno matrimonio tra PERRIER GRAZIANO e SIMONCINI
EGLE. Testimoni: Fassy Elia e Aglitta Marco.
5) Il 22 giugno matrimonio tra CASTAGNA ALESSANDRO e GUARDA
ALESSANDRA. Testimoni: Sacco Gabriella e Forte Luca.
6) Il 6 luglio matrimonio tra COGNEIN RUDY e RANIERO GLORIA. Testi-
moni: Capasso Loredana e Petigat Diego.
7) Il 31 agosto matrimonio tra PAILLEX VALTER e ARMAND LORENA.
Testimoni: Fenoil Emmanuele e Jacquemod Luisella.
8) Il 14 settembre matrimonio tra CONGIU SERGIO e MAGNANO CON-
CETTA. Testimoni: Tomasino Ida e Di Bernardo Angelo.
9) Il 14 settembre matrimonio tra CIAFFI GIOVANNI BATTISTA e D'AN-
NA DONATELLA. Testimoni: Mecci Francesco e D'Anna Roberto.
10) Il 5 ottobre matrimonio tra LYVEROULAZ DEVIS e NEGRO ELENA.
Testimoni: Arnaldi Barbara e Curtaz Luana.
11) Il 12 ottobre matrimonio tra CHRISTILLE SILVIO e BARMAVERAIN
NADIA. Testimoni: Lavy Ettore e Martarello Paola.

Noi abbiamo
creduto all'Amore.

24 25


Testo Originale Estratto
I nostri defunti

11) Il 4 luglio è deceduta LALE GÉRARD ZELIA, di anni 95.
12) L'8 luglio è deceduta PERRON AGOSTINA, di anni 80.
13) Il 14 agosto è deceduta LUBOZ NATALINA, di anni 78.
14) Il 16 agosto è deceduta NOSSEN MARIA BARBARA, di anni 88.
15) Il 22 agosto è deceduta CHAPPUIS M. SEVERINA, di anni 86.
16) Il 19 ottobre è deceduto CERIANO ROBERTO, di anni 76.
17) L'8 novembre è deceduta PASCAL MARIA CRISTINA, di anni 87.
18) Il 15 novembre è deceduta RÉAL MARGHERITA, di anni 80.
19) Il 18 novembre è deceduta DAVID BETTY, di anni 67.

OFFERTE

PER LA CHIESA
Di Nunzio Anna; Centoz Silvio; in
memoria Lale Castain Letizia; in me-
moria Pellissier Arsène e Stefania;
Saccani Nino; gruppo Alpini; Gerbo-
re; in onore S. Lucia; Glarey Daria;
Cabraz; Ocleppo-Centoz; in memoria
Persod Ernestina; Besenval-Oreiller;
Ronc; Chioso Giacinta; Centoz-Vit-
ton Mea; Petigat Ninfa; Paillex-Lu-
boz; N.N.; N.N.; Thérisod Vittorio;
Cogaein Enrico; Cogaein Mario; in
memoria Grosso Guido; Perrone-Jor-
daney; Battistioli; Tamietto-Tiblet;
Bérard-Ronzani; Boson-Centoz; in
memoria Thérisod Valeria; Champré-
tavy René; Oreiller Pierino; Pozzi;
classe 1935; in memoria Arnollin Ca-
millo; Curiat Aristine; Cali-Luboz;
Carconi; Jordaney Bruno; Jordaney
Odette; Longo-Villa; Cremaschi Mas-
simo; Ferrandoz; Cogaein Bruno;
Belli-Ceriano; Chenal-Viérin; N.N.;
Pozzini; Berthod Aldo; dott. Caput;
David Ernesto; Campese-Lale Dé-
Dei nostri morti ricordati, Signore
Splenda per loro la tua luce,
vivano nella tua pace per sempre. Amen.

13) Il 27 novembre è deceduta PERSOD ERNESTINA, di anni 87.
14) Il 22 dicembre è deceduta THÉRISOD M. VALERIA, di anni 82.
1) Il 1° febbraio è deceduta FETTOLINI ROSA, di anni 88.
2) L'8 febbraio è deceduta PÉTEY M. GIUSEPPINA, di anni 89.
3) Il 16 marzo è deceduta SCHIOPPO GIUSEPPINA, di anni 29.
4) Il 19 marzo è deceduto GLAREY RENATO, di anni 76.
5) Il 23 marzo è deceduto BOVEROD ITALO, di anni 49.
6) Il 12 aprile è deceduto VIÉRIN PIETRO, di anni 73.
7) Il 21 aprile è deceduto VUYET EVARISTO, di anni 70.
8) Il 28 aprile è deceduto BESENVAL ALBERTO, di anni 79.
9) Il 19 maggio è deceduta PERRIN LEONILDA, di anni 90.
10) Il 21 maggio è deceduto LALE ALIDORO, di anni 79.

moz; Bovard Silvio; Flecchia; Carlin
Marco; Carlin Alessandro; N.N.; Jo-
ris Ivo; Berthod Dino; Lavy Lino; Va-
retti Piero; Oreiller Lorenzo; Chabòd
Zella; Charruaz Enrico e Ivonne; Del
Negro Simona; Banard Giuseppina;
Lettry Georgette; Domaine Aldo; Bé-
temps Armando; Lucianaz; Fassy;
N.N.; Maran; Persod Mario; N.N.;
Del Negro Torindo; Berthod Liliana;
N.N.; in memoria Fettolini Rosa; Co-
gnein Piero; Chioso Mario; Charles
Giustino; Rossan Fernanda; Béthaz-
Garin; Notari; Christille Oscar; Lale
Vera; Guglielmetti; Travaini; Cachoz;
in memoria Chamonin Faustina;
Ronzani Guido; Lettry Dante; Lai-
Oreiller; Morandi Rosa; Cagliani;
Charles Roberto; N.N.; Lale Murix
Marcello; Persod Pierre; in memoria
Savoye Serafino; in memoria Chabòd
Venance; N.N.; Fenoli Tobia; Bérard
Ezio; Rossan Mario; Chauviat Anna;
Pariset Erminio; Fillietroz Elso;
N.N.: in memoria Boverod Italo;

26

27


Testo Originale Estratto
Franchin Mario; Chenevier Lilian;
Benvenuto Gina; Benvenuto Giusep-
pina; in memoria Bochet Idillio;
Meynet; in memoria Charles Agosti-
no; Carcea; in memoria Fiorani Aldo;
in memoria Viérin Pietro; Ceranto;
Sandrini; in memoria Voyet Evaristo;
Boson Alessandra e Fabrizio; in me-
moria Glarey Renato; Berthod-Tussi-
dor; in onore S. Antonio; bambini di
Prima Comunione; Jocallaz Remo;
Lale Lacroix Ernesto; in memoria
Besenval Alberto; Arnod-Del Degan;
in memoria Perrin Leonilda; Jorrioz
Giuseppe; Société Ouvrière; Borre
Giuseppe; Lale Murix Simona; Fru-
taz; Micotti; Perrier-Simoncini; Jor-
daney Aldo; in memoria Boverod Ita-
lo (i coscritti); Ronzani Fortunato;
Lanaro; Christille Nestor; Franchi-
netti; in memoria Lale Alidoro; Ca-
stagna-Guarda; in memoria Letty
Marcello; Cognejn-Raniero; Gerbelle
Pina; in memoria Lale Gérard Zelia;
in memoria def. Di Donato; in me-
moria Martini Lorenzo; Paillex Ro-
mano; Glarey Poldo; Ricciardi-Ju-
nod; Celesia Adolfo; in memoria Ca-
ligaris Domenico; Ceiano Rosito;
Cosseta; Jordaney-Pallais; in memo-
ria Savoie Pietro; in memoria Luboz
Natalina; in memoria Nossen Maria;
De Lucia; in memoria Chappuis Ma-
ria; Chappuis Maximin; Paillex-Tren-
taz; Squarzino; Pellissier Aldo; in
memoria Borney Giulio e Anna; Ada-
mo-Besenval; Congiu; Paillex-Ar-
mand; Rossi Mario; Chabòd Roberta;
Tussidor; Berthod Giacomo; A.V.I.S.;
Martin Marcelline; Thomasset Elso;
Lyveroulaz-Negro; in memoria Co-
gnejn Prospero e Persod Ernestina;
in memoria Ronzani Stefano; Cha-
bod René; Berno; in memoria Ceria-
no Roberto; in memoria Arnod Eli-
seo e Linty Luigia; Arnod Grato; Ar-
nod Luigi; Bonin Eddy; Lavjt-Pellis-
sier; Giono Calvetto Federica.
Totale L. 22.875.000

PER IL BOLLETTINO
Rossan Luigi; Olmo Mario; Belli;
Lale Lacroix Luigi; Trentaz Lino;
N.N.; Champrétavy René; Jordaney
Bruno; Jordaney Odette; Cremaschi;
Bochet Aldo; Carlin Gilda; Berthod
Aldo; N.N.; Dujany Marcel; Cortivo;
Perruquet; Chabod Zella; Carconi;
Charruaz; Ronc Dario; Ronc Felici-
no; Marguerettaz Cesarina; Lettry
Georgette; Bétèmps Armando; Ar-
nod Ivonne; Maran; N.N., Caligaris;
Bérard Alfonso; Ocleppo Giuseppe;
Perrone Osvaldo; Belley Dino; Vau-
dan Ines; Travaini; Perron-Colas; La-
le Murix Marcello; Savoie Osvaldo;
Lale Gérard Vincent; Domaine Rena-
to; Dayné Italo; Pariset Erminio; Fil-
lietroz Elso; N.N.; Franchin Mario;
Chenevier Lilian; Challancin Erne-
sto; Armand Eligio; Anselmet Albi-
no; Rosset; Chiantelassa; Lale Murix
Simona; Paillex Pierina; Branche Si-
mona; Thomasset Romilda; N.N.; Jo-
callaz Giuseppe; Mochet Pierino; Ne-
gro Dario; Jordaney Lidia; Chauviat
Anna; Jacquin Battista; Béthaz; Rossi
Mario; Avignone; Paillex Roger;
Centoz Daniele.
Alcune offerte per il bollettino so-
no segnate nelle offerte per la Chie-
sa.
Totale L. 1.365.000
D'un clocher... à l'autre
SAINT-VINCENT
Si è spento
il Diacono
Domenico
Comandini
Una voce si è spenta nella nostra co-
munità parrocchiale. La voce solenne
del diacono Domenico Comandini. Voce
che scendeva sull'assemblea durante le
cerimonie liturgiche e da sola bastava,
carica di fede e di calore, ad imporre
partecipazione a tutti. La ieratica figura,
lo sguardo limpido e sereno, la breve
candida barba su un volto su cui i tanti
avevano segnato molte rughe, mai una
piega amara, sollecitavano il rispetto e
la riflessione.
Nato a Cesena il 12 febbraio del
1904, da famiglia fervidamente prati-
cante, si era impegnato nelle opere cat-
toliche sin dai 15 anni, cofondatore del
Circolo Giovanile a Savona, poi
nell'Azione Cattolica, nelle varie sedi in
cui lo portarono prima gli studi e poi
l'insegnamento di matematica nelle
scuole medie a Treviso, Forlì, Cesena,
Firenze, Lucca. Dirigente dell'Unione
cattolica Italiana Insegnanti Medi e del
Movimento laureati cattolici, fondò nel
'64 il Centro Forlivese per la lotta con-
tro la fame nel mondo, aderente alla
Fao, e ne tenne la presidenza per tre an-
ni.
Nel 1974, ormai pensionato, venne a
stabilirsi, con il fratello Giuliano, pro-
fessore di francese laureato a Lione, e
una sorella, a Saint-Vincent, dove già
viveva una loro nipote.
Ripristinata dalla Chiesa, con il Vati-
cano II, la figura del diacono,
Comandini sentì di esservi chiamato e
seguì i corsi preparatori diocesani ad
Aosta. Il nostro Vescovo, Mons. Ovidio
Lari, volle che fosse proprio questo pre-
paratissimo sant'uomo il primo diacono
della diocesi aostana, dopo un vuoto di
secoli.
Il 18 novembre del 1976, nella chiesa
parrocchiale gremita di fedeli, si alzava
nel silenzio più completo la voce del ve-
scovo. "Vuoi tu. Domenico Comandini,
assumere gli obblighi e le regole del dia-
conato?". Il "sì" della risposta echeggia-
va solenne e profondo sotto le volte del-
la chiesa di San Vincenzo. Poi il grande


Testo Originale Estratto
vecchio andava a prostrarsi ai piedi del-
la gradinata che porta all'altare e vi re-
stava, bocconi, tutto il tempo della recita
delle litanie dei Santi, per ricevere infi-
ne, in ginocchio, l'imposizione delle
mani dal vescovo e la vestizione.
Da allora, fedele al Sacramento
dell'Ordine ricevuto, ha assolto al
"compito di servizio, strumento di carità
e di comunione", sempre presente, per
servire, nella vita parrocchiale, sino al
16 ottobre scorso, quando un ictus lo ha
colpito.
Assistito dalla nipote, Maria Luisa
Giampietro, ha ritrovato un filo di voce
solo per chiedere l'unzione degli infer-
mi, ricevuta, dalle mani di don Careg-
gio, in ospedale, dove si è spento, dome-
nica 3 novembre.
Al nipote, diacono Giorgio, missiona-
rio a Nyapea (Africa) e alle nipoti, le
nostre condoglianze.
R. C.

il y a de cela exactement 40 ans, votre
curé, M. Mario Jacquemod, commençait
ici à Bosses son ministère pastoral.
Ce n'est pas à moi de rappeler l'atta-
chement et le dévouement qu'il a
toujours démontré à l'égard de cette pa-
roisse pendant de si longues années.
D'ailleurs vous l'avez déjà souligné
admirablement vous-même en 1986 à
l'occasion de ses 35 ans de paroisse.
De ma part, vu que je suis moi aussi
curé de montagne depuis de longues
années, je peux vous dire que je com-
prends peut-être mieux que d'autres le
prix de cette fidélité.
Le syndic de cette Commune, M. Et-
tore Ronc, nous a dit que pour souligner
l'événement l'Administration commu-
nale est heureuse de nous avoir parmi
ses hôtes au moment de l'agape frater-
nelle. Nous le remercions de cette gen-
tillesse dans laquelle nous voyons en
même temps un geste d'amitié à notre
égard et un signe en plus de cette enten-
te cordiale et féconde qui caractérise, ici
à Bosses, les rapports entre l'Adminis-
tration communale et œuvre pastorale
du curé.”

BIONAZ
Angelo Venturini,
una vita di servizio

Giovedì scorso una folla troppo gran-
de per essere accolta nella piccola chiesa
di Bionaz, ha salutato per l'ultima volta,
nella semplicità più scarna, senza ban-
diere né corone, Angelo Venturini.
Era nato nel 1918. Rimasto orfano
della mamma era stato allevato dai non-
ni e dalle zie. Aveva lavorato alla Co-
gne.
Si era sposato con Ida Petitjacques.
La sua vita è stata un farsi dono: è sta-
to padre di dieci figli.
Dopo aver imparato a suonare l'orga-
no era disponibile per le funzioni reli-
giose. Nella sua vita ha preso parte alla
vita sociale e politica di Oyace dove abi-
tava e dove la sua famiglia era molto sti-
mata.
È stato consigliere comunale dal
1946 al 1965. Sindaco dal 1965 al 1975.
È stato uno dei fondatori dello sci-club.
Ora, da anni viveva a Bionaz dove si
era trasferito. Negli ultimi tempi soffriva
di un'asma bronchiale che lo limitava
nel suo agire.
Pochi mesi fa, il 21 settembre, aveva
voluto festeggiare i suoi cinquant'anni di
matrimonio.
La numerosa folla ha voluto stringersi
accanto alla moglie e ai numerosi figli
testimonianza dell'apprezzamento che
Angelo riscuoteva in chi lo conosceva:
La sua vita è infatti stata una vita di ser-
vizio, di impegno, di disponibilità.
Alla moglie, ai figli, in particolare a
don Rinaldo, parroco di Gressan, vadano
le nostre cristiane condoglianze.
31

SAINT-RHÉMY
EN-BOSSES

Rencontre
pour la
Saint-Léonard

A Saint-Rhémy-en-Bosses, le 6 no-
vembre 1991, à l'occasion de la fête pa-
tronale de Saint-Léonard, il y a eu la
rencontre annuelle des curés du Grand
Combin et de l'Entremont (Suisse). Au
début de la messe le curé Vuillermin, au
nom de ses confrères, adressa à la popu-
lation ces quelques mots: “Rassemblés
pour cette eucharistie en l'honneur de
Saint-Léonard, patron de cette paroisse,
j'ai le plaisir et l'honneur de saluer et
d'offrir la bienvenue la plus cordiale, au
nom de mes confrères de la zone pasto-
rale du Grand Combin, aux chanoines
de l'Hospice et des paroisses de l'Entre-
mont.
Depuis quelques années, nous nous
sommes proposés, les prêtres qui tra-
vaillent d'un côté et de l'autre du
Grand-Saint-Bernard, de nous trouver
deux fois par an pour une rencontre de
prière et d'amitié. Une première fois
c'est nous les valdôtains qui rendons vi-
site aux confrères suisses, à l'Hospice
ou dans une cure de l'Entremont; par la
suite c'est les Chanoines qui viennent
chez-nous, dans l'une ou l'autre de nos
paroisses.
Cette année nous avons proposé à vo-
tre curé de nous accueillir à Bosses en
cette heureuse circonstance de la fête de
Saint-Léonard.
Cela nous permet aussi de rappeler,
tous ensemble, que le 6 novembre 1951.
30


Testo Originale Estratto
Ridi... se vuoi! 
IL MATUSA
Lauretta fa ascoltare a suo padre un di- 
sco di musica beat che le hanno regala- 
to. 
- Ma dimmi pappi - trilla la ragazza - 
hai mai sentito nulla di simile?
- Una volta - dice il genitore. - Quando 
un camion carico di barattoli vuoti si 
scontrò con un furgone carico di porcel- 
lane...
IN TRIBUNALE
GUALE PER TUTTI
- Mi condannate perché ho stampato 
moneta falsa? Ma allora dov'è quella 
libertà di stampa...?
NOTTI AGITATE
Nel salone dell'albergo il cameriere si 
rivolge al cliente:
- Buongiorno, signore, avete dormito 
bene?
- Macché, non ho chiuso un occhio 
per tutta la notte!
- Allora è colpa sua - insiste il came- 
riere, - per dormire bisogna chiuderli 
tutti e due!
AMORE SINCERO
Puoi esserne sicuro, caro: non amo 
che te!...
PASSANTI
Un tale, per strada, ferma un passante:
- Scusi, dove posso trovare il Palazzo 
di Giustizia?
- Beh, il palazzo lo trova in fondo, sulla 
piazza. Ma la Giustizia, non lo so.
FRA ORCHESTRALI
- Secondo me dirige in maniera ec- 
cessivamente autoritaria
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982. n. 10/82
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