Bollettino Diocesano: La Visita del Papa, I Restauri Parrocchiali e la Vita Comunitaria a Saint-Pierre
12-1991.pdfIl bollettino parrocchiale bilingue di Dicembre 1991 della Diocesi d'Aosta funge da cronaca dettagliata delle attività ecclesiali e comunitarie, con un'attenzione particolare al contesto locale di Saint-Pierre. Il tema dominante è l'ampia copertura della terza visita estiva consecutiva di Papa Giovanni Paolo II in Valle d'Aosta, inclusa la messa ai piedi del Cervino e il suo messaggio sulla spiritualità alpina. A livello parrocchiale, il documento documenta l'avanzamento dei lavori di ristrutturazione dell'ex Asilo Mons. Centoz e i restauri della chiesa, insieme alla celebrazione del ventennale di importanti associazioni locali come gli Alpini e l'Avis. La pubblicazione include inoltre riflessioni teologiche, una critica sociale all'alienazione mediatica e un'analisi controversa sui Testimoni di Geova, oltre ai registri completi dei sacramenti e degli elenchi di donazioni del 1991.
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L'Echo de nos montagnes La voce dei campanili BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE Imprimerie Valdôtaine Aoste Buon Natale Heureux Noël Paroisse de Saint-Pierre GIGNOD: le clocher XXXII année - n. 12 DECEMBRE 1991
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drebbe la differenza tra colui che ha goduto e colui che ha sofferto? Tra il ga- lantuomo e l'assassino? L'appiattimento è ingiusto e crudele. La ragione stessa richiede un diverso trattamento, oltre la tomba. In questa prospettiva, inoltre, la morte sarebbe solo lacrime - legittime - intendiamoci... anche Cristo ha pianto sulla tomba di Lazzaro e ha versato lacrime di sangue sulla sua morte nell'orto degli ulivi... Il vero volto della morte è un altro. Quando uno dei nostri muore noi dicia- mo: «È partito». Sull'altra sponda, però, c'è Chi dice: «Eccolo che arriva». La morte, quindi, più che una partenza è un arrivo. Questa è la nostra consolazio- ne, sia in considerazione della morte dei nostri Cari, sia per quella dei milioni di fratelli che in questo mondo hanno spartito solo sofferenze... Eccolo che arriva dove non c'è più né fame, né lebbra, né dolore, né morte. «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento ormai le può raggiungere» (Sap. 3,1). Non per niente la Scrittura paragona la morte a un parto (Rom. 9,19) perché in quel momento si conclude la lunga gestazione della creatura nuova. Nasce l'uo- mo nuovo, quello destinato a vivere sempre... Dies natalis, giorno natalizio, è chiamata la morte nella liturgia dei Santi... Questo vorrei gridare a chi ha visto, magari nelle ultime ferie, un loro congiunto ucciso sulla strada, battezzato nel proprio sangue. Questo vorrei gridare ai milioni di morti in inutili guerre o alle vittime - ancor più numerose - di crudeli ingiustizie perpetrate da coloro che detengono il 90 per cento dei beni della Terra lasciando appena il 10 per cento ai quasi quattro miliardi di sottoalimentati. La morte è paragonata anche a un battesimo. Ed è la seconda grande im- magine biblica per descrivere la morte. «C'è un battesimo con cui devo essere battezzato», ha detto Cristo alludendo alla sua passione e morte. Solo attraverso questo battesimo di passione e di morte sarebbe arrivato alla resurrezione. Lo stesso discorso può essere applicato ai miliardi di uomini che vivono in costante stato di passione e morte. Anch'essi risorgeranno con una veste nuova, eppure identica a quella di prima perché «risorgerà la carne, ogni carne, la stessa car- ne» (Tert. Res. 63). E sant'Agostino incalza: «noi vogliamo essere felici con la nostra carne, non a dispetto di essa». La carne del lebbroso, del morto di fame, delle vittime dell'ingiustizia o di chi si consuma lentamente in un letto di dolore un giorno brillerà di una luce speciale. Le stigmate della sofferenza diventeranno perle preziose e lucenti. «Con la mia carne vedrò Dio, mio salvatore». Questa è un'altra faccia della morte, la più consolante. Ma ve n'è una terza: quella di chi ha visto il fratello nudo e non l'ha vestito, affamato e non gli ha dato da mangiare, malato e non l'ha assistito, carcerato e non l'ha visitato... Purtroppo sappiamo bene quale sarà la sentenza di Dio per questi «semplici spettatori». Che dire, allora, di coloro che sono stati provocatori di fame, di ingiustizia e quindi di malattia e di lebbra, di sfruttamento nei confronti dei deboli con il loro perverso modo di vivere? Quale sarà il loro modo di morire? Quale faccia avrà la loro morte? È una risposta troppo difficile per me. Importanti lavori all'Asilo e in Chiesa Da circa due mesi sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell'ex «Asilo Mons. Centoz» il fabbricato di proprietà della Parrocchia, dona- to da S.E. Mons. Luigi Centoz e che per un quarantennio è stato la de- gna sede della scuola materna. La casa, nonostante la maestria ed i materiali con i quali è stata costrui- ta, le continue manutenzioni effet- tuate negli anni, aveva bisogno ur- gente di essere ripresa per il rifaci- mento di parti di primaria impor- tanza. È previsto infatti il rifacimen- to della copertura del tetto (sostitu- zione di parte del legname, materia- le isolante, lamiera zincata, lose); la sostituzione di tutti i serramenti esterni; l'imbiancatura e la pulizia generale di tutto l'esterno, lavoro assai complesso data la presenza di notevoli parti in legno di particolare fattura. Per quanto riguarda l'inter- no non bisogna dire che la casa era nata come fabbricato di civile abitazione formata da tre alloggi disposti su tre La nostra Chiesa pronta per la tinteggiatura 2 3
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piani oltre al seminterrato (cantine, centrale termica, serbatoio gasolio). Nonostante gli inconvenienti dovuti ad una disposizione dei locali non razionale nè consona per essere de- stinata ad accogliere la scuola ma- terna, è indubbio che l'asilo Mons. Centoz ha comunque svolto ottima- mente la funzione alla quale è stato destinato dopo la sua costruzione. Il fine al quale è destinata la casa per volontà del donante, è quello di provvedere all'educazione dei gio- vani di Saint-Pierre. Per cui, chiuso il capitolo scuola materna, si è pen- sato di adattare la costruzione alle esigenze delle attività parrocchiali in particolare quelle connesse all'in- segnamento catechistico. È stato pertanto necessario ripensare com- pletamente la disposizione interna onde adattare gli spazi alle nuove esigenze tenendo conto in particola- re delle nuove normative riguardan- te l'abbattimento delle barriere archi- tettoniche. Dovrà perciò essere installato un ascensore per il collegamento dei vari piani; un servoscala per l'acces- so all'ingresso principale sul lato est; servizi igienici adeguati; mini- ma larghezza delle porte interne; impianto elettrico ecc. Per il mo- mento saranno ristrutturati sola- mente il I° ed il II° piano dove ver- ranno ricavate 5 grandi aule per i catechismi o per riunioni varie, un salone, la cappella e 4 servizi. Naturalmente è previsto il rifaci- mento di tutti gli impianti, intonaci, pavimenti, serramenti interni ecc. Il seminterrato ed il piano rialzato sa- ranno oggetto di futura sistemazio- ne. Il costo delle opere si aggira sui 300.000.000 di lire coperto in parte dalla vendita della casa «Anselmoz» vicino alla stazione di proprietà del- la Parrocchia. Al momento si sta operando per ottenere finanziamen- ti dalla Regione. Al riguardo ci sono buone possibilità dovute alla legi- slazione vigente per questo tipo di intervento. Attualmente sono state eseguite, dopo lo svuotamento pres- soché totale dei due piani, le nuove divisioni interne, la scala di accesso all'ingresso, la sede per l'ascensore. Si prevede che i lavori possano esse- re ultimati entro il mese di giugno dell'anno prossimo. *** A cura dell'Assessorato al Turi- smo, sono terminati da poco i lavori di tinteggiatura della chiesa e della casa parrocchiale. In primavera que- sti proseguiranno per il castello, il campanile, la sacrestia e le altre par- ti non rifinite ad intonaco. Da anni si sentiva la necessità di questo in- tervento per lo stato abbastanza pie- toso in cui tutto l'insieme versava. Ora la chiesa ha ripreso la dignità che le si addice lasciando intravve- dere fin d'ora l'aspetto che tutto il complesso avrà a lavori ultimati. Ci sentiamo quindi in dovere di ringra- ziare pubblicamente l'Amministra- zione Regionale per quanto fatto fi- nora. Approfittando della presenza dei ponteggi messi in opera per la tin- teggiatura, si è deciso di riaprire la finestra centrale del coro chiuso all'interno della chiesa. La vetrata ora sistemata, anche se parzialmen- te coperta dai fregi del grande qua- dro sopra l'altare maggiore, accresce piacevolmente la luminosità della chiesa. Quanto prima la finestra ver- so sud del coro verrà ridotata della sua vetrata originale raffigurante San Paolo in modo da rendere più simmetrico ed uniforme la zona ab- sidale della chiesa. G.P. I nostri cresimati, durante la Visita Pastorale 4
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Il gruppo Alpini di Saint-Pierre Il giorno 17 novembre 1990 si è svolta in Saint-Pierre la celebrazione del ventennale di fondazione del locale gruppo aderente alla Associazione Na- zionale Alpini. Dal luogo di ritrovo fissato presso il Bar Chez Mario si è formato un corteo che, preceduto dai labari delle Sezioni ANA della Regione e con la partecipa- zione della banda musicale di Quinci- netto, ha attraversato le vie del paese tra gli applausi della popolazione. Particolare commozione tra gli alpi- ni presenti ha destato la presenza dei bambini dell'asilo, accompagnati dalle maestre, venuti a salutare il corteo. Dopo la deposizione di una corona al monumento dei caduti gli alpini hanno partecipato alla S. Messa offi- ciata nella parrocchia del comune. È seguito il pranzo ufficiale onorato dalla presenza delle autorità comunali. Nel pomeriggio si è svolta una lotte- ria i cui proventi hanno permesso di donare un video registratore alla co- munità per anziani di Saint-Pierre. La manifestazione è proseguita per tutto il pomeriggio tra canti e danze e si è conclusa in serata con abbracci tra «veci» e giovani alpini. Ventennale degli Alpini: si sfila per le vie del paese In Chiesa con gli Alpini I nostri Alpini dopo la Messa 6 7
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Il Calcio: Unione Sportiva Saint-Pierre Relazione attività stagione 1990/91 L'U.S. Saint-Pierre, fondata nel 1968, con questa relazione vuole portare a conoscenza l'attività svolta nella corrente stagione sportiva: 1) Partecipazione al campionato di 2ª categoria (dodicesimo posto nella classifica finale) N. tesserati: 26 2) Partecipazione al campionato allievi provinciale (quarti classificati) N. tesserati: 15 3) Partecipazione al campionato esordienti provinciale (quarti classificati) N. tesserati: 16 4) Partecipazione al campionato pulcini provinciale (quarti classificati) N. tesserati: 20 5) Attività C.A.S. (Centro Coni di avviamento allo sport) N. tesserati: 10 6) Settore tecnico: partecipazione di dirigenti (n. 2) e tecnici (n. 1) ai corsi in- detti dalla F.I.G.C. attraverso il Coni Il settore dirigenziale è composto da n. 16 persone suddivise nei vari set- tori. L'attività prevista per la prossima stagione sportiva comprende l'iscrizio- ne ai campionati provinciali Pulcini, Giovanissimi, Under 18 e 2ª categoria. Nell'ambito di questa previsione invitiamo la popolazione ad essere sen- sibile ai problemi che ne derivano, sia finanziari, sia nel settore organizzativo (partecipazione di persone nell'attività della Società). L'impegno della Società è soprattutto dedicato ad una azione sociale ri- volta alla non emarginazione dei giovani nel contesto della vita quotidiana. Festa delle Cantorie Il 19 maggio le Cantorie riuniti di Chesallet, Cogne, Saint-Pierre, Ville- neuve, Introd, Valsavarenche, Rhêmes- Saint-Georges, si sono ritrovate nella chiesa Parrocchiale di Saint-Pierre per festeggiare la «30me rencontre des Sco- læ Cantorum». La messa solenne è stata presieduta dal Vicario Generale Don Adolfo Bois il quale ha porto il benvenuto e il salu- to a tutti i partecipanti a nome di Mons. Vescovo. L'altare, i paramenti, i fiori, emerge- vano col loro rosso fiammante e contri- buivano a ricordarci che quello era il giorno di Pentecoste. Infatti la celebra- zione ha avuto inizio col solenne «Veni Creator» di Perosi. Pareva proprio che lo Spirito Santo fosse sceso ad animare quel coro festante che all'unissono can- tava con tanta bravura la «Grande Messa - Tu es Petrus» - a 4 voci di F. Vittadini. Dirigeva il coro il Maestro Marco Benech, all'organo il Maestro Poser. I canti intermedi sono stati scelti e can- tati con altrettanta sensibilità e buon gusto. All'omelia, il celebrante ha ricordato ai Cantori l'importanza del loro ruolo all'interno della Comunità: devono es- sere consci di rendere un servizio alla Chiesa usando il mezzo di cui Dio ha fatto loro dono: la voce. Questo stru- mento di comunicazione può essere uno dei talenti di cui il Signore ci ha fornito alla nostra nascita e come tale va usato e «fruttificato». L'uso che può farne un cantore è senz'altro quello di metterlo al servizio 8 9
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del culto per rendere onore a Dio stes- so. Ma la bella voce non va in alcun mo- do disgiunta dalla fede perché non si può essere cantori senza avere una fe- de profonda. Il cantore è come una locomotiva che trascina tanti vagoni; il suo esem- pio deve essere forza trainante nei con- fronti di coloro che guardano a lui co- me modello di persona cristiana che vi- ve gli insegnamenti del vangelo. Una chiesa non è completa se manca la Cantoria: essa è l'animatrice nei mo- menti di preghiera, nei momenti di fe- sta della comunità, come in quelli di tristezza può essere di conforto per chi soffre. Per ricordare ancora le parole di Mons. Vescovo rivolte ai cantori: «Voi siete pietra viva per la costruzione del- la Chiesa nel nostro tempo... essere cantori significa essere ministri di San- tità... un ruolo alquanto impegnativo, ma con l'aiuto dello Spirito Santo e so- prattutto tanta buona volontà da parte nostra, chissà...». Erano presenti alla celebrazione il presidente della Giunta Regionale avv. Gianni Bondaz e il padre avv. Vittorino Bondaz grande estimatore e cantore lui stesso. L'Amministrazione Comunale di Saint-Pierre ha offerto a tutti i partecipanti un ricco rinfresco. Per il pranzo ci siamo spostati a Morgex al Ristorante «La Cave» dove abbiamo trascorso un bellissimo pomeriggio ri- trovando amici vecchi e nuovi. Salutandoci ci siamo dati appunta- mento per l'anno prossimo nella Par- rocchia di Chesallet. Quale futuro per i nostri bambini? Durante un recente viaggio in tre- no, ho avuto modo di parlare con una maestra che mi riferiva alcune esperienze con i bambini della scuola elementare. Tra i tanti episodi signifi- cativi, uno mi è rimasto particolar- mente impresso nella mente. Era ini- ziato da pochi giorni il mese di di- cembre e, avvicinandosi il Natale, la maestra aveva chiesto ai bimbi di scrivere alcuni pensieri sul Natale. Un bambino ha espresso un solo pen- siero: breve, conciso, ma molto signi- ficativo sulla realtà dei rapporti fami- liari: «O buon Gesù, fammi diventare un televisore affinché alla sera i miei genitori possano vedermi ed ascoltar- mi». Purtroppo ritengo che tale esempio sia non già eccezionale, bensì consue- to per la maggior parte dei nostri fi- gli. Tutte le nostre attività (lavorative e non) vengono compiute nel minor tempo possibile al fine di non ritar- dare o mancare gli appuntamenti successivi. Spesso la parte più «nobi- le» del nostro corpo è comodamente adagiata sul sedile della automobile e, alla sera quando arriviamo a casa – stanchi e stressati dal lavoro – accen- diamo istintivamente la televisione per ascoltare il telegiornale o per ve- dere un film in modo da rilassarci un Festa di Prima Comunione 10 I Parroci della nostra zona pastorale 11
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pochino, sicuri di aver assolto a tutti i nostri doveri. Ma come possiamo pensare di aver compiuto il nostro dovere se non riu- sciamo neanche a scambiare quattro parole con la moglie o se cuciamo la bocca ai figli facendo parlare sola- mente la televisione? Non è allarmante il fatto che un bambino di 7-8 anni possa chiedere – come dono di Natale – a Gesù di tra- sformarlo da essere vivente in essere inanimato – quale è la televisione – per far sì che i genitori siano in grado di ascoltare la sua voce? Quali prospettive possono avere i nostri figli in una società dove man- cano totalmente i punti di riferimen- to, dove la disoccupazione dilaga a macchia d’olio, dove la scuola forma poco ed educa ancora di meno e do- ve la famiglia è in crisi? Nella società consumistica siamo (purtroppo) immersi fino al collo, si- no al punto da non renderci conto del pericolo rappresentato dalle stesse conquiste della nostra società. Conti- nuamente utilizziamo i mezzi della tecnologia moderna senza conside- rarne l’altra faccia della medaglia. I mass-media (radio, televisione) oppure i mezzi di trasporto (motoci- cletta, automobile – spesso munita di autoradio), vengono utilizzati così frequentemente da noi fino a divenir- ne vittime o dipendenti. Sappiamo che la nostra televisione viene accesa con intenzioni ottimali (avere le informazioni del giorno), ma spesso resta accesa per tutta la sera, esatta- Patrono a Homené mente in quell'arco di tempo in cui si potrebbe stare tranquilli in famiglia e, magari, ascoltare e comunicare con i propri figli. Se può essere grave una «teledi- pendenza», più preoccupante e più subdolo è l'esserne condizionati sen- za neanche rendersene conto, senza averne piena coscienza di ciò. Pro- prio su questi sottili e subdoli condi- zionamenti si basa la nostra società propagandistica e consumistica; tali fattori spesso impediscono all'uomo di pensare al punto da assorbire più o meno passivamente tutto ciò che gli viene proposto dai mass-media; l’in- flusso negativo si ripercuote poi sulle cose più banali e, apparentemente, insignificanti quali gli acquisti di tutti i giorni. Nella nostra società dove l’auto- mobile diventa un imperativo catego- rico (lavoro distante dalla propria abitazione, spesso fuori dal centro abitato; poca o scarsa efficienza dei mezzi di trasporto pubblico), noi non riusciamo a privarci della stessa auto- mobile neppure nel giorno di festa, quando decidiamo di andare a pas- seggio in una villa, oppure semplice- mente se andiamo all'edicola sotto casa o in parrocchia per partecipare alla Messa domenicale. E allora se viviamo tale realtà, qua- li sicurezze possiamo garantire ai no- stri figli? Quali chances per il loro domani? Quale futuro per la società? Un gruppo di Cantori dopo la Messa di patrono a Homené 12
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Ventennale dell'Avis È vero che il fine dell'Avis è il do- no del sangue nella forma più ano- nima e umile, però, senza stravolge- re il principio, quest'anno ci siamo permessi di festeggiare i nostri vent'anni di associazione dando spazio alla formalità e a un po' di sano orgoglio corporativo. Un note- vole sforzo ha impegnato l'esecuti- vo della Sezione nei mesi scorsi per poter permettere la buona riuscita della manifestazione. Sabato 28 set- tembre è stato offerto alla popola- zione un concerto d'organo in chie- sa. Ha suonato con la solita maestria ed entusiasmo il maestro concertista Paolo Bougeat. In circa un'ora ha in- terpretato alcune opere di Bach e Mendelsshon riscuotendo una calda approvazione degli intervenuti. L'iniziativa, anche se non ha smosso tanti Sempiolein, è stata sincera- mente apprezzata. Domenica 29 set- tembre abbiamo ricordato i nostri vent'anni di Avis a Saint-Pierre. In- sieme alle rappresentanze di altre Sezioni, ad alcune autorità e alla banda musicale di Hône abbiamo sfilato lungo il vecchio borgo e salita la ripida rampa fino in chiesa. La messa è stata occasione per don Al- do di ricordare che cosa significa per la comunità questa organizza- zione, di fare risaltare le qualità di Dufour Carlo premiato dall'Assessore generosità di questi donatori, di queste persone che hanno uno «sti- le» proprio, così ha definito i dona- tori il parroco. Si è sentito quanto accorato fosse il suo richiamo alla comunità perché non si abbandoni ad un egoismo, ad un isolazionismo generalizzato. La cerimonia è prose- guita con la deposizione di fiori al monumento dei caduti, con alcuni discorsi commemorativi e il conferi- mento degli attestati di benemeren- za presso il salone Comunale. Molti gli intervenuti, molte le autorità pre- senti, tra quest'ultime, le più rap- presentative, hanno preso la parola per porgere il proprio saluto o rivol- gere il proprio pensiero ai presenti. In queste circostanze, a volte, il ri- schio è quello di scivolare un po' nella retorica, ma certamente tutti, in cuor loro hanno espresso convin- zioni sincere e beneauguranti. Si è proseguito, cercando di annoiare il meno possibile la platea, conferendo le benemerenze in programma: ve le elenco. Per aver superato le otto donazio- ni è stato consegnato il diploma a: Chentre Armando, Manella Luigi, Pozzini Marco, Bochet Davide, Charles Giorgio, Val Frida, Amato Amelia, Jaccod Mauro, Tedesco Assunta, Zadkovic Luciano, Bagnod Giancarlo, Favre Persida, Gerbelle Claudio, Pellissier Valter, Pozzini Paola, Oreiller Marco premiato dalla Madrina 14 15
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Pranzo degli Avisini alla Lanterna Benvenuto Fausta, Boson Fabrizio, Milliery Didier, Mondet Ettore, Raspo Patrik, Vuillie Gildo. Per aver superato le sedici dona- zioni hanno ricevuto la medaglia di bronzo: Charles Stefano, Cerva Piero, Mosconi Silvio, Lale Lacroix Pierino, Moretto Idalo, Talarico Mauro, Lale Démoz Ilda, Giri Claudio. Per aver superato le 24 donazioni hanno ricevuto la medaglia d'argen- to: Lale Demoz Alfredo, Paillex Elso, Centoz Giovanni, Jocallaz René, Domaine Thea, Carlin Piero. Per aver superato le 50 donazioni hanno ricevuto la medaglia d'oro: Charles Delfino, Carlin Marco, Oreiller Marco, Persod Sisto, Manella Enrico, Empereur Olinto. Per aver superato le 75 donazioni hanno ricevuto il distintivo d'oro con fronda: Carlin Alessandro, Bochet Guido, Bochet Dino, Dufour Carlo. In questa occasione sono stati in- Benvenuto, Santo Padre! La Comunità cristiana della Valle d'Aosta saluta e ringrazia Sua Santità Gio- vanni Paolo II che per la terza volta consecutiva viene a trascorrere un breve perio- do di riposo nella quiete corroborante delle nostre montagne. E' un privilegio straordinario quello di ospitare - sia pure per pochi giorni - Colui che ricevendo la successione dell'Apostolo Pietro è stato costituito da Dio Pastore e Maestro di tutte le Chiese, Araldo di pace per tutti i popoli della terra. Noi che ben conosciamo quanto siano continue e ardue le fatiche del Santo Padre, siamo lieti di potergli offrire un'ospitalità riposante e liberante. Faremo tut- to il possibile perché questo periodo di riposo non venga turbato da nessuno e per nessun motivo. Ormai abbiamo imparato a difendere le vacanze del Santo Padre da occhi indiscreti e da intromissioni inopportune: siamo sempre stati discreti e abbiamo imposto discrezione a chi non voleva stare alle regole. Faremo così anche quest'anno. A noi basta sapere che il Papa è con noi, prega per noi, ci benedice e benedice anche i luoghi per i quali passa nelle sue passeggiate solitarie e assorte. Vogliamo solo fargli sapere che preghiamo con Lui e siamo convinti che la nostra Comunità diocesana trarrà molti vantaggi spirituali da questa presenza desiderata e amata. Il nostro cielo Vi sia propizio, Padre Santo; i nostri monti Vi sorridano col candore delle nevi e dei ghiacciai; i nostri prati Vi allietino col verde e i fiori di cui si ammantano. Tutta la natura si unisca a noi per offrirVi un soggiorno sereno e rassererante. Ovidio Lari, Vescovo 16
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Le vacanze del Papa in Valle d'Aosta passeggiate, riposo, lavoro e preghiera Quando i lettori avranno sotto gli oc- chi questo scritto, le vacanze del Santo Padre in Valle d'Aosta saranno termi- nate. Molti serberanno il ricordo della Messa celebrata nella conca del Cervi- no, altri serberanno la felice impressio- ne di averlo potuto avvicinare e salutare personalmente, all'arrivo o alla parten- za, i bambini continueranno a sentire il suo bacio e la sua carezza sulla fronte, i più dovranno accontentarsi di sapere che il suo breve soggiorno fra questi monti è stato di suo completo gradi- mento. Ma la curiosità non si appaga facil- mente e vorrebbe conoscere che cosa il Papa ha fatto, che cosa ha detto in que- sti nove giorni della sua permanenza in Valle. Bisogna rispondere che alla curiosità rimane poco spazio; le vacanze non so- no tempi di avvenimenti degni di nota. Il Papa in vacanza è contento di non in- contrare persone sul suo cammino. Se ne volete una prova, ecco un episodio significativo. Il primo giorno dopo il suo arrivo, il Santo Padre camminò e pregò attraverso prati che erano un tap- peto profumato di viole e non incontrò nessuno. Al suo ritorno disse: “E' stato molto bello; torniamoci anche domani”. Questa volontà di nascondimento e di silenzio va compresa. A chi, come il Pa- pa, è immerso frequentemente in un ba- gno di folla, si fa sentire acutamente il desiderio di essere solo con se stesso e con Dio, nel tempio del creato. A chi si trova nell'occasione frequente di parla- re alle folle di tutto il mondo, vien forte il desiderio di ascoltare la voce del si- lenzio; anche perché la parola che inci- de, trasforma e crea è figlia del silenzio. Con questo non si vuol dire che, se gli capita d'incontrare qualcuno, il Papa lo sfugga. C'è a tal proposito un episo- dio grazioso che merita di esser cono- sciuto. Il Santo Padre era andato ai laghi di Ziule, a quota 2520 sopra Vertosan e, sulla via del ritorno, incontrò una signo- ra con tre bambini. La piccola comitiva stava osservando le mucche al pascolo quando si trovò davanti il Papa. Dopo un gesto di stupore e dopo un primo saluto un po' impacciato, i tre ra- gazzi si presentarono: erano Francesco, Andrea e Daniele; tutti provenienti - con la zia - dalla bassa Valle. La con- versazione si accese e i tre seppero dire che conoscevano bene la storia delle ap- parizioni di Fatima e, per darne prova, ripetevano con sicurezza il nome dei tre veggenti. Così meritarono gli elogi e gli incoraggiamenti del più grande devoto della Madonna di Fatima. Sarebbe una curiosità rispettabile an- che quella di chi vorrebbe vedere il Pa- pa che, all'ora del pranzo, mangia un panino all'ombra di una pianta, oppure tempera l'arsura estiva bevendo ad una sorgente montana. Ma questi avveni- menti non si possono dare “in diretta”, e neppure filmare. E' meglio contemplarli con la mente e col cuore. Alle persone serie, basta sapere che quelle del Papa sono state vacanze di la- voro. Egli si è riposato cambiando atti- vità. Ha lasciato Roma, le udienze pub- bliche e private, per architettare una en- ciclica sulla morale: questa notizia ha il carattere dell'ufficialità. Ma ha pensato anche ad altri problemi. Domenica 14 luglio, nella visita alla diocesi di Susa, eran presenti tre vescovi brasiliani, con i quali il Papa parlò del suo viaggio in Brasile previsto per il prossimo ottobre. Fu chiaro così che anche il Brasile, con i suoi problemi religiosi e umani, ha te- nuto compagnia al Papa durante la sua breve vacanza. E' meglio allora dimenticare le curio- sità e solo rallegrarsi del ritorno fra noi di questo ospite d'eccezione, dobbiamo essere molto contenti che Egli abbia trovato, qui fra noi, riposo, pace e nuo- ve energie. Ovidio Lari, Vescovo
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Il Papa ha celebrato la Santa Messa ai piedi del Cervino dove «si sentono cantare gli angeli» Ottomila persone insieme al Papa Alle otto di venerdì mattina 19 luglio era già numerosa la gente che saliva a piedi nella conca del Breuil, verso la cappella degli alpini, dove Giovanni Paolo II avrebbe celebrato la Santa Messa con inizio alle ore 10 e 30; una frase carpita al volo: “è bello vedere la gente salire così a piedi, sembra pro- prio un pellegrinaggio”. Ed è certa- mente con lo spirito del pellegrino che il Santo Padre, accompagnato dal canto “Il tuo popolo in cammino” e preceduto da oltre settanta sacerdoti, si è appresta- to a salire all’altare, stupendamente pre- disposto, per presiedere la Celebrazione Eucaristica ai piedi della montagna per eccellenza, il Cervino, davanti a circa ottomila persone tra turisti e valligiani. Hanno preso posto vicino al Papa il Vescovo di Aosta, mons. Ovidio Lari, il Prevosto Abate mitrato dei Canonici del Gran San Bernardo, Mons. Angelin Lo- vey, l’Abate mitrato della Cattedrale di Friburgo Mons. Edouard Cantin, il suo segretario Mons. Stanislao Dziwich, Mons. Alberto Maria Careggio, il Par- roco di Cervinia Don Silvio Sterpone e quello di Valtournenche, Don Vittorio Désandré. Prima dell’inizio della Santa Messa il Sindaco Carrel ed il Presidente Gianni Bondaz hanno rivolto un indirizzo di saluto e di ringraziamento, al termine dei quali le guide ed i maestri di sci hanno donato al Papa una piccozza, la corda, un paio di sci ed una giacca a vento. «La popolazione che rappresento – ha detto il Sindaco – è umile, operosa, non di rado provata dalla fatica e dal dolore. Nella sua storia e nelle sue tra- dizioni ha però sempre trovato in Dio il suo valido riferimento, l’Essere al qua- le rivolgersi per non sentirsi soli, per chiedere aiuto… Sul monte Tabor a quei tre apostoli si è aperta per qualche istante una finestra sull’eternità… An- che su questi monti, Santità, ci accade di godere di questa anticipazione... co- me uno dei nostri antenati, Luc Ema- nuel Meynet, che, giunto in vetta al Cervino, ebbe ad esclamare “Qui si sentono ridere e cantare gli angeli”». «Sono certo di interpretare i senti- menti profondi di tutta la comunità val- dostana – ha detto il Presidente della Giunta Gianni Bondaz – nell’esprimere la gratitudine viva e sincera per aver voluto, per la terza volta, trascorrere un soggiorno di riposo nella nostra re- gione. Siamo certi che, anche quest’an- no, Vostra Santità avrà trovato un luo- go rasserenante per il suo spirito e per le sue energie, una gente che ha saputo offrire tutta la sua simpatia e quei valo- ri semplici, ma sinceri e forti, che ca- ratterizzano la fisionomia spirituale e la tradizione storica del popolo valdo- stano. La presenza del Papa è stata av- vertita da tutta la comunità come un ri- conoscimento e come un segno di affet- to speciale per la Valle d’Aosta e per la sua gente... Santità, nel rinnovarLe il più ardente ringraziamento, noi osiamo sperare che Ella ci riserverà un affetto e una memoria familiare. Non intendia- mo, però, dirLe addio, ma solo un calo- roso ed invitante “arrivederci” e ci onoriamo di salutarLa con l’auspicio che l’Onnipotente Iddio ci conservi a lungo, prospera, la Vostra paternità». Tra la numerosa folla alcune presen- ze di spicco: tra le autorità civili e mili- tari della nostra Valle abbiamo visto ol- tre al Presidente della Giunta regionale Gianni Bondaz, anche il Presidente del Consiglio Giulio Dolchi, i parlamentari sen. Dujany e l’on. Caveri. La celebrazione Eucaristica è stata animata da una mega-corale di eccezio- ne, magistralmente diretta da Graziella Carrozza e da don Amato Chatrian, e composta dalle corali di Breuil-Cervi- nia, Valtournenche, Antey-Saint-André, Torgnon, Châtillon, Saint-Vincent, Ver- rayes, Diémoz e Chambave. Se a tutto questo si aggiunge che il bel tempo ha ancor più valorizzato la
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bellezza incomparabile della natura, è facile immaginare che la giornata di ve- nerdì rimarrà a lungo nel cuore e negli occhi sia dei presenti sia di quanti vi hanno assistito attraverso la trasmissio- ne televisiva di Rai Uno. Dell'Omelia del Santo Padre vorrei, qui, sottolineare un passaggio carico di affetto e di premura nei confronti dei nostri sacerdoti: «A voi, cari fratelli nel sacerdozio, vorrei dire: coraggio, non perdete lo slancio generoso di essere sempre guide entusiaste, illuminate, prudenti e coraggiose, come le numero- se guide alpine di cui si gloria la Valle d'Aosta». In ricordo della sua presenza, Gio- vanni Paolo II ha lasciato per la Chie- setta degli Alpini del Battaglione Scia- tori Monte Cervino, un prezioso calice e una casula. La conclusione è stata animata dai canti del coro A.N.A. che sarebbe stato meglio collocare in un momento di maggior raccoglimento della gente pre- sente. Così come l'arrivo, anche la partenza del Santo Padre è stata salutata dall'ab- braccio affettuoso di tutti i presenti, a cui il Papa ha risposto con benedizioni, strette di mano e baci per i bambini ac- corsi numerosi. Viemme (dal «Corriere della Valle») Ai piedi del Cervino, durante l'omelia Il saluto del Papa ai Valdostani Al termine della mia permanenza in questa bella e suggestiva Valle d'Aosta, rendo grazie oltre che a Dio, datore di ogni bene, anche a tutti coloro che han- no favorito il mio soggiorno estivo. La mia gratitudine va al Vescovo di Aosta, monsignor Ovidio Lari, che per il terzo anno consecutivo mi ha amorevolmente accolto nella sua diocesi. La vista dei vostri monti, maestosi e svettanti, il profondo silenzio che li av- volge e l'aria purissima che da essi spi- ra, non solo mi hanno liberato dal peso delle fatiche quotidiane, ma mi hanno fatto sentire uno di voi, che quotidiana- mente vivete in questo naturale tempio di Dio, o che ritemprate, come turisti, le forze spirituali con quelle fisiche. "Ad montes ut alta spectentur", biso- gna salire, sì, per abbracciare, negli spa- zi sconfinati, le mirabili opere di Dio. Bisogna salire, per cogliere i reconditi inviti a fare della propria vita una conti- nua ascesa verso le sublimi vette delle virtù umane e cristiane. Saluto i confratelli nell'episcopato e i numerosi sacerdoti qui presenti. A voi, cari fratelli nel sacerdozio, vorrei dire: coraggio, non perdete lo slancio genero- so di essere sempre guide entusiaste, il- luminate, prudenti e coraggiose, come le numerose guide alpine di cui si gloria la Valle d'Aosta. Le altezze sublimi del- la vita cristiana esigono che i Sacerdoti, primi fra tutti, posseggano l'arte del- l'ascesi verso la santa montagna, che è Cristo. A voi ripeto quanto Dio disse al profeta Elia sul monte Oreb: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Si- gnore" (1 Re, 19, 11). Con il clero della diocesi ricordo an- che tutti i religiosi e coloro che qui col- laborano all'opera di evangelizzazione. Un pensiero riconoscente va alle Au- torità civili e militari: al Presidente della Giunta Regionale, al Sindaco di Val- tournenche, agli Amministratori e a tutti coloro che mi hanno assicurato, con competenza e discrezione, un sereno e tranquillo soggiorno. Desidero ricordare poi, con uno spe- ciale pensiero, gli ammalati, i giovani e i cari Alpini: quelli in servizio e quelli che qui ritornano per rivivere tanti ricor- di della loro vita. So che proprio questa cappella votiva è stata costruita sulle prime balze della strada che conduce al Cervino in ricordo degli Alpini del Bat- taglione Sciatori, che porta il nome di questa montagna. Tutti desidero tener presenti nella preghiera, invocando dal Signore suffragio per i defunti e prote- zione per i reduci. Un grazie, a nome mio e di tutti gli appassionati della montagna, rivolgo al- le Guide alpine italiane e svizzere, che operano qui e compiono spesso ardue imprese di soccorso e di salvataggio. Un grazie anche ai numerosi maestri di sci, che educano i giovani all'esercizio di
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lo, qui di fronte a noi, percorso da pellegrini e da Vescovi, alle cap- pelle disseminate qua e là, alle croci ed alle memorie della Vergi- ne e dei Santi, tutta la vostra terra esprime la fede cristiana, il desi- derio di Dio, il gusto della pre- ghiera. Auspico che così sia ancor og- gi per tutti voi, mentre faccio voti che mai possiate cadere nella noncuranza della vostra fede o nell'indifferenza religiosa. I Villeggianti, che numerosi convengono in questa stupenda Valle del Cervino alla ricerca di un benefico ristoro, possano an- cora scoprire in voi una popola- zione alpina che sappia, come nel passato, mettere sempre al primo posto i valori primari dello spiri- una pratica sportiva che, lungi dal- la pura competizione, deve armo- niosamente formare il corpo e lo spirito. Un ringraziamento, infine, a tutta la cara popolazione valdosta- na. Devo dire che mi sono trovato molto bene con voi; che ho ap- prezzato la vostra cordialità e la vostra delicata ospitalità; che ho trascorso giornate serene nella me- ditazione e nella preghiera per voi e per tutte le necessità della Chie- sa; che ho goduto dei paesaggi stu- pendi, donati a voi dal Creatore. Voglio dire, ancora, che ho tro- vato dappertutto i segni dell'antica fede e delle tradizioni religiose dei vostri Padri. Dal passo del Colle del Teodu-
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C BREUIL-CERVINIA VALTOURNENCHE Fo Lignano (M) CON TE
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OLI ALPINI BELLE ETA MONTE ROS AL DITE MONTE CERV 9 LUGLIO 1973 Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82 È premiato Carlin Alessandro ASSOCIAZION ITALIANI Un premio al Presidente Italo Manella 17
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signiti della decorazione internazio- nale «Fischer» per meriti speciali Carlin Alessandro e Dufour Carlo. A sorpresa l'avvocato Fresia, rap- presentante dell'organizzazione internazionale Fiods, ha nominato cavaliere dell'ordine i soci: Boson Carlo, Chioso Mario, Del Degan Ivo, Manella Italo. Il pranzo sociale che ha concluso la manifestazione ha registrato un numero di partecipanti davvero rag- guardevole a dimostrazione del sempre piacevole clima che accom- pagna l'Avis e le sue manifestazioni. Di ciò il Direttivo ne ha preso atto con soddisfazione augurandosi di poter mantenere tale spirito. Avis Saint-Pierre Il saluto del Parroco agli Avisini Vent'anni fa, nella Cappella dei Penitenti, un gruppo di generosi pionieri si riunirono per dar vita alla sezione Avis di Saint-Pier- re: c'era gioia, entusiasmo, desiderio di bene, e io che fui testimone di quella sera- ta, ricordo i nobili sentimen- ti che guidarono quei primi passi della nostra associa- zione. Era nata così la sezione locale dei donatori di san- gue: una delle più impor- tanti e belle iniziative della nostra comunità. E in vent'anni di storia tale gruppo è stato un punto di riferimento per chi voleva essere concretamente vicino agli ammalati e ai sofferenti. È tanto facile parlare di solidarietà: gli avisini hanno saputo, nei fatti e nel silen- zio, trasformare le parole in gesti concreti e validi di bontà. Come parroco non posso che esprimere tutta la mia riconoscente gratitudine a questa associazione, che è stata ed è tutt'ora un segno della generosità solidale di tutto il paese. Gesù ha detto «Quello che farete al più piccolo dei miei fratelli è come se lo face- ste a me», e quindi come sacerdote e cristiano sento che i donatori di sangue cammi- nano sulla strada tracciata dal Signore, e questo mi dona la certezza che il cammino seguito è quello giusto e quello più desiderabile. Lo spirito di carità è il denominatore comune che unisce tutti gli uomini di buo- na volontà, credenti o non credenti, che sono pronti a dedicarsi agli altri. L'ammalato è la persona che maggiormente ha bisogno di solidarietà, e questo gli avisini l'hanno capito! Accanto al ringraziamento di tutta la Parrocchia per le benemerenze di tanti e generosi donatori, ho da esprimere un desiderio che mi è molto caro: abbiamo tanti giovani in paese e la gioventù manifesta sovente nelle sue espressioni il desiderio di un mondo migliore, più giusto, più solidale, perché, allora, così pochi di essi si inseri- scono nel gruppo dei donatori di sangue? non è forse questa una maniera vera e profonda di rendere migliore e più accettabile il volto, non sempre bello, della nostra società? Il Parroco don Aldo Rastello Gli Avisini per le vie del paese 18 19
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Uno sguardo sui Testimoni di Geova I Disertori di Geova Il rigidissimo e supercontrollato «regno terreno» dei Testimoni di Geova è attraversato da venti di tempesta. A provocare questo som- movimento sono i cosiddetti «pen- titi». Gli ex aderenti alla setta, infatti, cominciano a denunciare pubblica- mente i soprusi e le prevaricazioni, a quanto sembra tipiche della pras- si geovista, di cui sono stati vittime non solo nel periodo di adesione ma anche dopo l'abbandono. I dirigenti dell'organizzazione continuano a parlare di una consi- stenza di circa 300 mila aderenti sparși in 2.500 «sale del regno», na- scondendo però l'esodo, tuttora in atto, che coinvolge semplici fedeli e anche responsabili medio alti della gerarchia. Adriano Fontani, 20 anni nei TdG e attualmente impegnato nel «Coordinamento dei fuoriusciti dai Testimoni di Geova», ci assicura che è in atto un'emorragia difficil- mente tamponabile. «Ogni giorno» ci dice Fontani, «ricevo lettere e te- lefonate di ex TdG che si rivolgono a noi in cerca di aiuto». I vertici dell'organizzazione de- nominata ufficialmente «La torre di guardia» hanno affermato che gli adepti sono assolutamente liberi e volontariamente hanno bussato al- meno una volta in quasi ogni casa d'Italia. Dietro uno zelo così straordina- rio sembra ci siano però tecniche di persuasione e condizionamento psicologico in grado di indurre, in nome della fedeltà alla dottrina di- vina, un individuo a sottostare a re- gole e prassi di vita difficilmente accettabili da persone realmente li- bere. Ma qual'è la molla che spinge una persona ad aderire e poi ad al- lontanarsi da una setta come quella dei Testimoni di Geova? È Adriano Fontani a spiegarlo: «Un motivo per cui si entra nei “Testimoni” è l'affabilità e l'interesse che percepi- sce il nuovo "contattato”. Gli italiani non conoscono la Bib- bia; ciò che i TdG affermano, con la pretesa di essere fedeli alle Scrittu- re, impressiona quasi sempre lo sprovveduto». «Una volta entrati nell'organizzazione» prosegue Fon- tani «bisogna però rinunciare a ri- flettere con la propria intelligenza perché prima o poi questo provoca contrasti con le “guide” della con- gregazione. 20 La norma, la dottrina, la morale di ogni TdG è scritta nelle pubbli- cazioni preparate nella sede centra- le dell'organizzazione, a New York. È li che si decide tutto, e ogni TdG deve osservare alla lettera quelle parole». Che cosa significhi uscire dai Te- stimoni di Geova è una questione che assume tinte fosche e dramma- tiche. È ancora Fontani a parlarne: «Bisogna sapere» spiega «che do- vunque ci sono i TdG esistono an- che i Comitati giudiziari speciali, attivissimi nel celebrare processi farsa degni della peggiore Inquisi- zione o dei macabri processi stali- niani. I giudici, generalmente, sono i re- sponsabili stessi della congregazio- ne che in tal caso esprimono la vera natura di questa setta. Il “processo” è costruito sulla delazione che è at- tivamente incoraggiata. Per incappare nelle maglie di questo tribunale assurdo, è suffi- ciente esprimere, o pensare, pareri discordi sul “verbo” diffuso dalla “cupola” che sarebbe la mente dell'organizzazione che ha sede a Brooklyn». Quando poi si diventa un ex TdG si è fatti oggetto di isolamento tota- le e di azioni ancora più gravi. Nel dossier curato dagli ex si possono leggere nomi e cognomi di persone che hanno subito azioni di autenti- ca crudeltà. Ad una mamma di settant'anni, si legge nel dossier, è stato imposto di non vedere più il figlio che ave- va lasciato la setta: le venne detto di considerarlo come morto. «Una volta» è ancora Fontani a parlare «presi le difese di M.F., ingiusta- mente accusata di aver preso la co- munione cattolica. La donna quasi ottantenne, sola, ammalata e ab- bandonata in ospedale, volle pre- senziare alla messa nella cappella. Fu immediatamente espulsa. Ab- biamo raccolto centinaia di testimo- nianze e ciò per dimostrare che non si tratta di episodi isolati». Si può tentare il ritratto del TdG? Gli elementi concorrono a tracciare un quadro da cui emerge una per- sona scontenta della religiosità uffi- ciale; desiderosa di trovare la «ve- ra» Chiesa autorevole; con scarsa preparazione culturale. «Il nostro scopo» affermano al Coordinamen- to degli ex «non è quello di andare aprioristicamente contro la Torre di Guardia. Sulla base delle dolorose espe- rienze compiute vogliamo rendere nota la pericolosità sociale di que- sto culto. Il problema degli ex co- mincia a rivelarsi in tutta la sua ampiezza anche ai responsabili del- la pastorale cattolica». 21
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LA STORIA Un impero fondato sull'inganno Il fondatore della setta religiosa conosciuta come «Testimoni di Geova» è Charles Taze Russel, un abile commerciante di tessuti nato nel 1852 a Pitt- sburg negli Stati Uniti. Nel 1876 un gruppuscolo per lo studio della Bibbia, da lui stesso fondato, lo elegge «pastore». Nel 1879 comincia la stampa della rivista La torre di guardia. Nel 1909, dopo il divorzio dalla moglie, e la cau- sa per il mantenimento, viene alla luce la fortuna accumulata dal Russel. Nel 1913 è di nuovo in tribunale per una truffa legata a sementi di «grano mira- coloso». Nel corso di un processo per diffamazione risulta la sua totale igno- ranza del greco e dell'ebraico; crolla così la sua pretesa fama di studioso dei testi biblici in lingua originale. Il suo successore alla guida dei «Testimoni», Joseph Franklin Rutherford affermò di essere il «portavoce di Geova per l'età presente e che Dio aveva dato alle sue parole carattere di divino mandato». Dagli Usa i seguaci si sono diffusi in numerose nazioni. Le loro riviste hanno tirature vicine ai 13 milioni di copie, in 103 lingue. Le tipografie che sfornano a getto continuo tonnellate di carta stampata sono le più grandi esi- stenti nel mondo. Molte opere compiute dai seguaci geovisti all'interno dell'organizzazione sono compiute gratuitamente. In questo modo si edifica- no templi e sedi a costi irrisori. La fedeltà alla setta impone agli adepti di non riconoscere importanti funzioni di ogni Stato: il servizio militare, e an- che il servizio civile alternativo, l'assistenza sanitaria (rifiutano le trasfusio- ni). In Italia nel 1986 hanno ottenuto il riconoscimento giuridico. Tutti i loro ministri di culto godono così dei vantaggi pensionistici. La bozza d'intesa con lo Stato è bloccata a causa di numerose situazioni che collocano la setta su posizioni contrarie alla legge. Il recupero di quanti hanno subito l'indottrinamento della Torre di guar- dia è abbastanza problematico. In Italia il Gruppo ricerca e informazione sulle sette ha avviato già da tempo incontri a livello locale per aiutare quan- ti, usciti dai TdG, non riescono più a stabilire rapporti significativi con altri ambienti sociali. 22 Nuovi membri del Popolo di Dio 1) Il 17 febbraio battesimo di CARLIN MATTEO ALESSIO di Marco e di Betti Paolo. Padrini: Carlin Alessandro e Betti Antonella. 2) Il 31 marzo battesimo di PERRONE SELVAGGIA DAISY BRUNA di At- tilio e di Ravenda Francesca. Padrini: Vadalà Domenico e Stilo Giulia. 3) Il 13 aprile battesimo di CARCEA CARMELINA di Aldo e di Carcea Ro- salia. Padrini: Lucà Tommaso e Scordamaglia Agatina. 4) Il 21 aprile battesimo di SANDRINI ANAIS di Oscar e di Dayné Ines. Pa- drini: Oddi Diego e Ponzoni Tiziana. 5) Il 26 maggio battesimo di CECCARELLI MATTEO di Andrea e di Lavit Patrizia. Padrini: Pellissier Romeo e Zanetta Maria. 6) Il 26 maggio battesimo di GERBELLE HANS di Ivo e di Nouchy Tiziana. Padrini: Gerbelle Dario e D'Herin Antonietta. 7) Il 15 giugno battesimo di TRENTADUE CARLOTTA ANNAGIULIA di Bartolomeo e di Carella Michelina. Padrini: D'Antonio Giuseppe e Carella Rita. 8) Il 22 giugno battesimo di CHIANTELASSA ALICE di Guido e di Zun- cheddu Paola. Padrini: Zuncheddu Cosimo e Marisa. 9) Il 14 luglio battesimo di RICCIARDI NICOLAS di Luigino e di Junod Ti- ziana. Padrini: Ricciardi Renato e Iachi Bretto Sonia. 10) Il 4 agosto battesimo di COSSETTA DANIELE di Roberto e di Patti Vale- ria. Padrini: Bracco Roberto e Patti Daniela. 11) Il 25 agosto battesimo di DE LUCIA RICCARDO ROBERTO di Mauro e di Visentin Elide. Padrini: Lattanzi Loris e Dujany Luciana. 23
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12) Il 1º settembre battesimo di BRÉDY CAROL di Mauro e di Morina Paola. Padri: Magnabosco Giovanni e Brédy Egle. 13) Il 1° settembre battesimo di MARANGELO VALENTINA di Aurelio e di Maruca Franca. Padrini: Romeo Giuseppe e Maruca Rachele. 14) Il 14 settembre battesimo di SARTORE YURI di Ivan e di Biagioni Anto- nella. Padrini: Adamo Leonardo e Garabello Anna. 15) Il 16 settembre battesimo di FORMISANO DEBORAH di Salvatore e di Gianotti Francesca. Padrini Marangelo Aurelio e Marino Antonia. 16) Il 12 ottobre battesimo di CHRISTILLE MICHEL di Silvio e di Barmave- rain Nadia. Padrini: Christille Pierre e Milliery Adelina. Cresimati il 17 marzo 1991 da S.E. Mons. Ovidio Lari 1) CENTOZ ANDREA di Daniele, padrino Centoz Fulvio. 2) LALE DÉMOZ STEFANO di Luigi, padrino Lale Démoz Egidio. 3) LALE MURIX HÉRVÉ di Bruno, padrino Nicase Maurilio. 4) LOMBARDO ALESSANDRO di Antonino, padrino Alongi Giuseppe. 5) ROSSAN PAULO di Mario, padrino Bellini Adelio. 6) TRAVAINI GIORGIO di Piero, padrino Ronc Donato. 7) BÉRARD ELEONORA di Ezio, madrina Pivetta Elisa. 8) CHAMPRÉTAVY LORELLA di Corrado, madrina Thomasset Patrizia. 9) MAMMOLITI BARBARA di Guerrino, madrina Costanzo Silvana. 10) MAMONE SOLANGE di Pasquale, madrina Berthod Liliana. 11) NOTARI NICOLE di Michele, madrina Billo Antonietta. 12) OREILLER DELIA di Renato, madrina Rini Paola. 13) PAILLEX NICOLE di Marino, madrina Failla Rita. 14) PASCAL LORETTA di Corino, madrina Dussailler Alida. 15) PELLISSIER DENISE di Walter, madrina Rosset Marina. 16) PERRONE SILVIA di Antonio, madrina Perrone M. Assunta. 17) JORDANEY ARLETTE di Bruno, Agavit Emilia. Matrimoni 1) Il 23 marzo matrimonio tra OBERT ROBERTO e BESEN- VAL MARILENA. Testimoni: Thomasset Federica e Triglia Ni- cola. 2) Il 4 maggio matrimonio tra JU- GLAIR FLAVIO e ISABEL FA- BIANA. Testimoni: Jocallaz Da- niela e Giamberini Silvio. 3) Il 25 maggio matrimonio tra LILLAZ GIOVANNI e ZOR- ZETTO ELDA. Testimoni: Broccard Emo e Besenval Mile- na. 4) Il 15 giugno matrimonio tra PERRIER GRAZIANO e SIMONCINI EGLE. Testimoni: Fassy Elia e Aglitta Marco. 5) Il 22 giugno matrimonio tra CASTAGNA ALESSANDRO e GUARDA ALESSANDRA. Testimoni: Sacco Gabriella e Forte Luca. 6) Il 6 luglio matrimonio tra COGNEIN RUDY e RANIERO GLORIA. Testi- moni: Capasso Loredana e Petigat Diego. 7) Il 31 agosto matrimonio tra PAILLEX VALTER e ARMAND LORENA. Testimoni: Fenoil Emmanuele e Jacquemod Luisella. 8) Il 14 settembre matrimonio tra CONGIU SERGIO e MAGNANO CON- CETTA. Testimoni: Tomasino Ida e Di Bernardo Angelo. 9) Il 14 settembre matrimonio tra CIAFFI GIOVANNI BATTISTA e D'AN- NA DONATELLA. Testimoni: Mecci Francesco e D'Anna Roberto. 10) Il 5 ottobre matrimonio tra LYVEROULAZ DEVIS e NEGRO ELENA. Testimoni: Arnaldi Barbara e Curtaz Luana. 11) Il 12 ottobre matrimonio tra CHRISTILLE SILVIO e BARMAVERAIN NADIA. Testimoni: Lavy Ettore e Martarello Paola. Noi abbiamo creduto all'Amore. 24 25
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I nostri defunti 11) Il 4 luglio è deceduta LALE GÉRARD ZELIA, di anni 95. 12) L'8 luglio è deceduta PERRON AGOSTINA, di anni 80. 13) Il 14 agosto è deceduta LUBOZ NATALINA, di anni 78. 14) Il 16 agosto è deceduta NOSSEN MARIA BARBARA, di anni 88. 15) Il 22 agosto è deceduta CHAPPUIS M. SEVERINA, di anni 86. 16) Il 19 ottobre è deceduto CERIANO ROBERTO, di anni 76. 17) L'8 novembre è deceduta PASCAL MARIA CRISTINA, di anni 87. 18) Il 15 novembre è deceduta RÉAL MARGHERITA, di anni 80. 19) Il 18 novembre è deceduta DAVID BETTY, di anni 67. OFFERTE PER LA CHIESA Di Nunzio Anna; Centoz Silvio; in memoria Lale Castain Letizia; in me- moria Pellissier Arsène e Stefania; Saccani Nino; gruppo Alpini; Gerbo- re; in onore S. Lucia; Glarey Daria; Cabraz; Ocleppo-Centoz; in memoria Persod Ernestina; Besenval-Oreiller; Ronc; Chioso Giacinta; Centoz-Vit- ton Mea; Petigat Ninfa; Paillex-Lu- boz; N.N.; N.N.; Thérisod Vittorio; Cogaein Enrico; Cogaein Mario; in memoria Grosso Guido; Perrone-Jor- daney; Battistioli; Tamietto-Tiblet; Bérard-Ronzani; Boson-Centoz; in memoria Thérisod Valeria; Champré- tavy René; Oreiller Pierino; Pozzi; classe 1935; in memoria Arnollin Ca- millo; Curiat Aristine; Cali-Luboz; Carconi; Jordaney Bruno; Jordaney Odette; Longo-Villa; Cremaschi Mas- simo; Ferrandoz; Cogaein Bruno; Belli-Ceriano; Chenal-Viérin; N.N.; Pozzini; Berthod Aldo; dott. Caput; David Ernesto; Campese-Lale Dé- Dei nostri morti ricordati, Signore Splenda per loro la tua luce, vivano nella tua pace per sempre. Amen. 13) Il 27 novembre è deceduta PERSOD ERNESTINA, di anni 87. 14) Il 22 dicembre è deceduta THÉRISOD M. VALERIA, di anni 82. 1) Il 1° febbraio è deceduta FETTOLINI ROSA, di anni 88. 2) L'8 febbraio è deceduta PÉTEY M. GIUSEPPINA, di anni 89. 3) Il 16 marzo è deceduta SCHIOPPO GIUSEPPINA, di anni 29. 4) Il 19 marzo è deceduto GLAREY RENATO, di anni 76. 5) Il 23 marzo è deceduto BOVEROD ITALO, di anni 49. 6) Il 12 aprile è deceduto VIÉRIN PIETRO, di anni 73. 7) Il 21 aprile è deceduto VUYET EVARISTO, di anni 70. 8) Il 28 aprile è deceduto BESENVAL ALBERTO, di anni 79. 9) Il 19 maggio è deceduta PERRIN LEONILDA, di anni 90. 10) Il 21 maggio è deceduto LALE ALIDORO, di anni 79. moz; Bovard Silvio; Flecchia; Carlin Marco; Carlin Alessandro; N.N.; Jo- ris Ivo; Berthod Dino; Lavy Lino; Va- retti Piero; Oreiller Lorenzo; Chabòd Zella; Charruaz Enrico e Ivonne; Del Negro Simona; Banard Giuseppina; Lettry Georgette; Domaine Aldo; Bé- temps Armando; Lucianaz; Fassy; N.N.; Maran; Persod Mario; N.N.; Del Negro Torindo; Berthod Liliana; N.N.; in memoria Fettolini Rosa; Co- gnein Piero; Chioso Mario; Charles Giustino; Rossan Fernanda; Béthaz- Garin; Notari; Christille Oscar; Lale Vera; Guglielmetti; Travaini; Cachoz; in memoria Chamonin Faustina; Ronzani Guido; Lettry Dante; Lai- Oreiller; Morandi Rosa; Cagliani; Charles Roberto; N.N.; Lale Murix Marcello; Persod Pierre; in memoria Savoye Serafino; in memoria Chabòd Venance; N.N.; Fenoli Tobia; Bérard Ezio; Rossan Mario; Chauviat Anna; Pariset Erminio; Fillietroz Elso; N.N.: in memoria Boverod Italo; 26 27
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Franchin Mario; Chenevier Lilian; Benvenuto Gina; Benvenuto Giusep- pina; in memoria Bochet Idillio; Meynet; in memoria Charles Agosti- no; Carcea; in memoria Fiorani Aldo; in memoria Viérin Pietro; Ceranto; Sandrini; in memoria Voyet Evaristo; Boson Alessandra e Fabrizio; in me- moria Glarey Renato; Berthod-Tussi- dor; in onore S. Antonio; bambini di Prima Comunione; Jocallaz Remo; Lale Lacroix Ernesto; in memoria Besenval Alberto; Arnod-Del Degan; in memoria Perrin Leonilda; Jorrioz Giuseppe; Société Ouvrière; Borre Giuseppe; Lale Murix Simona; Fru- taz; Micotti; Perrier-Simoncini; Jor- daney Aldo; in memoria Boverod Ita- lo (i coscritti); Ronzani Fortunato; Lanaro; Christille Nestor; Franchi- netti; in memoria Lale Alidoro; Ca- stagna-Guarda; in memoria Letty Marcello; Cognejn-Raniero; Gerbelle Pina; in memoria Lale Gérard Zelia; in memoria def. Di Donato; in me- moria Martini Lorenzo; Paillex Ro- mano; Glarey Poldo; Ricciardi-Ju- nod; Celesia Adolfo; in memoria Ca- ligaris Domenico; Ceiano Rosito; Cosseta; Jordaney-Pallais; in memo- ria Savoie Pietro; in memoria Luboz Natalina; in memoria Nossen Maria; De Lucia; in memoria Chappuis Ma- ria; Chappuis Maximin; Paillex-Tren- taz; Squarzino; Pellissier Aldo; in memoria Borney Giulio e Anna; Ada- mo-Besenval; Congiu; Paillex-Ar- mand; Rossi Mario; Chabòd Roberta; Tussidor; Berthod Giacomo; A.V.I.S.; Martin Marcelline; Thomasset Elso; Lyveroulaz-Negro; in memoria Co- gnejn Prospero e Persod Ernestina; in memoria Ronzani Stefano; Cha- bod René; Berno; in memoria Ceria- no Roberto; in memoria Arnod Eli- seo e Linty Luigia; Arnod Grato; Ar- nod Luigi; Bonin Eddy; Lavjt-Pellis- sier; Giono Calvetto Federica. Totale L. 22.875.000 PER IL BOLLETTINO Rossan Luigi; Olmo Mario; Belli; Lale Lacroix Luigi; Trentaz Lino; N.N.; Champrétavy René; Jordaney Bruno; Jordaney Odette; Cremaschi; Bochet Aldo; Carlin Gilda; Berthod Aldo; N.N.; Dujany Marcel; Cortivo; Perruquet; Chabod Zella; Carconi; Charruaz; Ronc Dario; Ronc Felici- no; Marguerettaz Cesarina; Lettry Georgette; Bétèmps Armando; Ar- nod Ivonne; Maran; N.N., Caligaris; Bérard Alfonso; Ocleppo Giuseppe; Perrone Osvaldo; Belley Dino; Vau- dan Ines; Travaini; Perron-Colas; La- le Murix Marcello; Savoie Osvaldo; Lale Gérard Vincent; Domaine Rena- to; Dayné Italo; Pariset Erminio; Fil- lietroz Elso; N.N.; Franchin Mario; Chenevier Lilian; Challancin Erne- sto; Armand Eligio; Anselmet Albi- no; Rosset; Chiantelassa; Lale Murix Simona; Paillex Pierina; Branche Si- mona; Thomasset Romilda; N.N.; Jo- callaz Giuseppe; Mochet Pierino; Ne- gro Dario; Jordaney Lidia; Chauviat Anna; Jacquin Battista; Béthaz; Rossi Mario; Avignone; Paillex Roger; Centoz Daniele. Alcune offerte per il bollettino so- no segnate nelle offerte per la Chie- sa. Totale L. 1.365.000 D'un clocher... à l'autre SAINT-VINCENT Si è spento il Diacono Domenico Comandini Una voce si è spenta nella nostra co- munità parrocchiale. La voce solenne del diacono Domenico Comandini. Voce che scendeva sull'assemblea durante le cerimonie liturgiche e da sola bastava, carica di fede e di calore, ad imporre partecipazione a tutti. La ieratica figura, lo sguardo limpido e sereno, la breve candida barba su un volto su cui i tanti avevano segnato molte rughe, mai una piega amara, sollecitavano il rispetto e la riflessione. Nato a Cesena il 12 febbraio del 1904, da famiglia fervidamente prati- cante, si era impegnato nelle opere cat- toliche sin dai 15 anni, cofondatore del Circolo Giovanile a Savona, poi nell'Azione Cattolica, nelle varie sedi in cui lo portarono prima gli studi e poi l'insegnamento di matematica nelle scuole medie a Treviso, Forlì, Cesena, Firenze, Lucca. Dirigente dell'Unione cattolica Italiana Insegnanti Medi e del Movimento laureati cattolici, fondò nel '64 il Centro Forlivese per la lotta con- tro la fame nel mondo, aderente alla Fao, e ne tenne la presidenza per tre an- ni. Nel 1974, ormai pensionato, venne a stabilirsi, con il fratello Giuliano, pro- fessore di francese laureato a Lione, e una sorella, a Saint-Vincent, dove già viveva una loro nipote. Ripristinata dalla Chiesa, con il Vati- cano II, la figura del diacono, Comandini sentì di esservi chiamato e seguì i corsi preparatori diocesani ad Aosta. Il nostro Vescovo, Mons. Ovidio Lari, volle che fosse proprio questo pre- paratissimo sant'uomo il primo diacono della diocesi aostana, dopo un vuoto di secoli. Il 18 novembre del 1976, nella chiesa parrocchiale gremita di fedeli, si alzava nel silenzio più completo la voce del ve- scovo. "Vuoi tu. Domenico Comandini, assumere gli obblighi e le regole del dia- conato?". Il "sì" della risposta echeggia- va solenne e profondo sotto le volte del- la chiesa di San Vincenzo. Poi il grande
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vecchio andava a prostrarsi ai piedi del- la gradinata che porta all'altare e vi re- stava, bocconi, tutto il tempo della recita delle litanie dei Santi, per ricevere infi- ne, in ginocchio, l'imposizione delle mani dal vescovo e la vestizione. Da allora, fedele al Sacramento dell'Ordine ricevuto, ha assolto al "compito di servizio, strumento di carità e di comunione", sempre presente, per servire, nella vita parrocchiale, sino al 16 ottobre scorso, quando un ictus lo ha colpito. Assistito dalla nipote, Maria Luisa Giampietro, ha ritrovato un filo di voce solo per chiedere l'unzione degli infer- mi, ricevuta, dalle mani di don Careg- gio, in ospedale, dove si è spento, dome- nica 3 novembre. Al nipote, diacono Giorgio, missiona- rio a Nyapea (Africa) e alle nipoti, le nostre condoglianze. R. C. il y a de cela exactement 40 ans, votre curé, M. Mario Jacquemod, commençait ici à Bosses son ministère pastoral. Ce n'est pas à moi de rappeler l'atta- chement et le dévouement qu'il a toujours démontré à l'égard de cette pa- roisse pendant de si longues années. D'ailleurs vous l'avez déjà souligné admirablement vous-même en 1986 à l'occasion de ses 35 ans de paroisse. De ma part, vu que je suis moi aussi curé de montagne depuis de longues années, je peux vous dire que je com- prends peut-être mieux que d'autres le prix de cette fidélité. Le syndic de cette Commune, M. Et- tore Ronc, nous a dit que pour souligner l'événement l'Administration commu- nale est heureuse de nous avoir parmi ses hôtes au moment de l'agape frater- nelle. Nous le remercions de cette gen- tillesse dans laquelle nous voyons en même temps un geste d'amitié à notre égard et un signe en plus de cette enten- te cordiale et féconde qui caractérise, ici à Bosses, les rapports entre l'Adminis- tration communale et œuvre pastorale du curé.” BIONAZ Angelo Venturini, una vita di servizio Giovedì scorso una folla troppo gran- de per essere accolta nella piccola chiesa di Bionaz, ha salutato per l'ultima volta, nella semplicità più scarna, senza ban- diere né corone, Angelo Venturini. Era nato nel 1918. Rimasto orfano della mamma era stato allevato dai non- ni e dalle zie. Aveva lavorato alla Co- gne. Si era sposato con Ida Petitjacques. La sua vita è stata un farsi dono: è sta- to padre di dieci figli. Dopo aver imparato a suonare l'orga- no era disponibile per le funzioni reli- giose. Nella sua vita ha preso parte alla vita sociale e politica di Oyace dove abi- tava e dove la sua famiglia era molto sti- mata. È stato consigliere comunale dal 1946 al 1965. Sindaco dal 1965 al 1975. È stato uno dei fondatori dello sci-club. Ora, da anni viveva a Bionaz dove si era trasferito. Negli ultimi tempi soffriva di un'asma bronchiale che lo limitava nel suo agire. Pochi mesi fa, il 21 settembre, aveva voluto festeggiare i suoi cinquant'anni di matrimonio. La numerosa folla ha voluto stringersi accanto alla moglie e ai numerosi figli testimonianza dell'apprezzamento che Angelo riscuoteva in chi lo conosceva: La sua vita è infatti stata una vita di ser- vizio, di impegno, di disponibilità. Alla moglie, ai figli, in particolare a don Rinaldo, parroco di Gressan, vadano le nostre cristiane condoglianze. 31 SAINT-RHÉMY EN-BOSSES Rencontre pour la Saint-Léonard A Saint-Rhémy-en-Bosses, le 6 no- vembre 1991, à l'occasion de la fête pa- tronale de Saint-Léonard, il y a eu la rencontre annuelle des curés du Grand Combin et de l'Entremont (Suisse). Au début de la messe le curé Vuillermin, au nom de ses confrères, adressa à la popu- lation ces quelques mots: “Rassemblés pour cette eucharistie en l'honneur de Saint-Léonard, patron de cette paroisse, j'ai le plaisir et l'honneur de saluer et d'offrir la bienvenue la plus cordiale, au nom de mes confrères de la zone pasto- rale du Grand Combin, aux chanoines de l'Hospice et des paroisses de l'Entre- mont. Depuis quelques années, nous nous sommes proposés, les prêtres qui tra- vaillent d'un côté et de l'autre du Grand-Saint-Bernard, de nous trouver deux fois par an pour une rencontre de prière et d'amitié. Une première fois c'est nous les valdôtains qui rendons vi- site aux confrères suisses, à l'Hospice ou dans une cure de l'Entremont; par la suite c'est les Chanoines qui viennent chez-nous, dans l'une ou l'autre de nos paroisses. Cette année nous avons proposé à vo- tre curé de nous accueillir à Bosses en cette heureuse circonstance de la fête de Saint-Léonard. Cela nous permet aussi de rappeler, tous ensemble, que le 6 novembre 1951. 30
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Ridi... se vuoi! IL MATUSA Lauretta fa ascoltare a suo padre un di- sco di musica beat che le hanno regala- to. - Ma dimmi pappi - trilla la ragazza - hai mai sentito nulla di simile? - Una volta - dice il genitore. - Quando un camion carico di barattoli vuoti si scontrò con un furgone carico di porcel- lane... IN TRIBUNALE GUALE PER TUTTI - Mi condannate perché ho stampato moneta falsa? Ma allora dov'è quella libertà di stampa...? NOTTI AGITATE Nel salone dell'albergo il cameriere si rivolge al cliente: - Buongiorno, signore, avete dormito bene? - Macché, non ho chiuso un occhio per tutta la notte! - Allora è colpa sua - insiste il came- riere, - per dormire bisogna chiuderli tutti e due! AMORE SINCERO Puoi esserne sicuro, caro: non amo che te!... PASSANTI Un tale, per strada, ferma un passante: - Scusi, dove posso trovare il Palazzo di Giustizia? - Beh, il palazzo lo trova in fondo, sulla piazza. Ma la Giustizia, non lo so. FRA ORCHESTRALI - Secondo me dirige in maniera ec- cessivamente autoritaria Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982. n. 10/82 magazzini GATTI Acquistando - Casalinghi - Lavatrici - Congelatori - Lavastoviglie - Apparecchi Hi-Fi - Aspirapolveri - Lucidatrici - Frigoriferi - Cucine - Tv colore e bianco-nero - Video registratori - Battitappeto - Macchine caffè 40 anni di esperienza al vostro servizio Consegna - Garanzia - Assistenza ovunque in Valle d'Aosta ATTENZIONE! sconto 5% su acquisti superiori a L. 400.000 portando questa pagina ai magazzini GATTI N.B.: NON FACCIAMO SCONTI SU LISTE NOZZE Via Festaz, 75 - 11100 AOSTA - Tel. 32946 - 44059 - 35659