Bollettino Parrocchiale Saint-Pierre, Giugno 1984: Vita comunitaria, finanze, sacramenti e appelli globali.

6-1984.pdf

Il bollettino parrocchiale bilingue di Saint-Pierre, Aosta, datato Giugno 1984, fornisce un resoconto dettagliato della vita della comunità. I contenuti spaziano dalla sfera spirituale, con un appello dei Vescovi per la riconciliazione e la lotta alle disuguaglianze globali, all'amministrazione parrocchiale, che include l'insediamento del nuovo Consiglio Pastorale e il riassunto finanziario del 1983 (con entrate di circa 16.7 milioni di Lire). Il documento copre ampiamente le attività locali, come la celebrazione della Prima Comunione e delle Cresime, le feste scolastiche (Presepe vivente e Carnevale), e le notizie civiche, tra cui l'assemblea AVIS e i servizi sanitari disponibili. Sono presenti contributi storici sulla Confraternita di Bréan e sul prevosto Jean-Pierre Dondeynaz, insieme a necrologi, liste di offerte per la Chiesa e il bollettino, e notizie diocesane su giubilei sacerdotali e l'appello Caritas per i terremotati.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse
de Saint-Pierre
BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCÈSE D'AOSTE
XXVème ANNEE - N. 6
JUIN 1984
Photo: Gianni Masi
Tipografia Valdostana - Aosta
L'Echo de nos montagnes
La Voce dei campanili
Berger à Chalignes


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre
Una sola famiglia
nella giustizia e nella libertà
Lettera dei Vescovi ai cristiani
Convenuti da tutte le parti del mondo, noi Vescovi del Sinodo, in unione con
il nostro Santo Padre, siamo uniti a voi nel condividere dolori e speranze.
Con tristezza abbiamo considerato i mali che, in questo mondo, negano
all'uomo la possibilità di una vera liberazione e di una vita pienamente umana.
In particolare deploriamo e condanniamo:
- la privazione dei diritti umani e gli attacchi alla dignità e libertà degli
individui, contro la vita e la libertà di persone inermi;
- gli ostacoli frapposti alla libertà religiosa, impedendo ai credenti l'adem-
pimento dei loro doveri e l'esercizio del loro culto;
ogni tipo di discriminazione razziale;
- l'aggressione bellica, la violenza e il terrorismo;
- l'accumulo di armi, specialmente atomiche e lo scandaloso traffico di
armamenti bellici d'ogni genere;
- l'ingiusta distribuzione delle risorse del mondo, e quel tipo di strutture per
cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri più poveri.
L'ingiustizia dilaga sulla terra e la pace diviene sempre meno sicura. Tutte
via la speranza non può mai spegnersi. Dal profondo di questo suo dolore, il
cuore dell'uomo non desiste mai dall'aspirare alla vita e all'amore.
E tuttavia il cuore umano è in sé stesso diviso e piagato dal peccato; da ciò
spesso derivano anche la crudeltà e l'ingiustizia della nostra società.
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Testo Originale Estratto
La Parola di Dio interpella il genere umano circa il suo dolore e la sua
speranza; ci sollecita a convertirci e a tornare di nuovo a Dio. La Parola
proclamata dal Signore fin dall'inizio del suo ministero di riconciliazione si
rivolge con particolare vigore a tutti, credenti e non credenti, specialmente in
quest'Anno Santo: «Convertitevi e credete al Vangelo».

Questa Parola ci richiama alla penitenza e alla conversione del cuore,
affinché chiediamo perdono e ci riconciliamo col Padre. Il piano voluto dal
Padre per la nostra società è che viviamo come un'unica famiglia, nella giustizia
e nella verità, nella libertà e nell'amore.

La Parola di Dio ci introdurrà nel mistero dell'amore di Dio per noi,
facendoci comprendere il comando del Signore nel Vangelo; amare a nostra
volta Dio come noi stessi. Perciò in unione con la Chiesa universale noi parte-
cipiamo al compito affidatoci da Cristo: creare la civiltà dell'amore sanando,
riconciliando ed unificando il mondo spaccato e diviso. In quanto cristiani
chiediamo perdono dei nostri peccati e delle nostre deficienze, causa di tante
scissioni. Pastori e fedeli, tutti insieme, adempiamo tale missione in nome di
Cristo; al pari di Lui ci identifichiamo con la persona dei poveri, dei sofferenti,
degli oppressi, con l'umanità intera. Tutto il mondo deve diventare sempre più
una comunità riconciliata di popoli.

La Chiesa, in quanto sacramento di riconciliazione per il mondo stesso, deve
essere segno valido ed efficace della misericordia di Dio. Soprattutto nel sacra-
mento della Riconciliazione noi celebriamo e impetriamo il perdono di Dio,
mentre sperimentiamo il suo amore che risana. Questo sacramento rinnova e
risalda l'amicizia di ogni individuo con Dio e ci rende liberi per il suo servizio.

Per crescere nella santità personale, indubbiamente sono molto necessari la
preghiera, il digiuno, l'elemosina insieme con la fedeltà e con la pazienza nel
sopportare le sofferenze della vita di ogni giorno.

Lo Spirito Santo parla con particolare energia alla nostra generazione,
richiamandola al radicale rinnovamento del cuore e all'unità nella fede. Il
Concilio Vaticano II ha indicato con chiarezza cosa va fatto - in ultima analisi -
per attuare il piano di Dio riguardo al suo popolo nell'epoca nostra. Per adem-
piere tale dovere è necessario essere una sola cosa, nella mente e nel cuore.

Noi rivolgiamo un appello con una maggiore coesione all'interno stesso della
Chiesa. Esortiamo tutti i battezzati a scoprire insieme quella strada che conduce
diritto all'unità dei cristiani, affidandosi interamente alla verità evangelica.

Vogliamo collaborare con tutte le altre religioni e con tutti gli uomini di
buona volontà per il bene dell'umanità intera. E questo appello non ve lo
se Dio esortasse per mezzo nostro: «Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come
riconciliare con Dio».

La Chiesa intende adoperarsi per sanare le divisioni e le tensioni del mondo.
Anche noi saremo instancabili nel perseguire la pace e il disarmo e nell'attenuare
le tensioni, particolarmente tra Oriente e Occidente. Non abbiamo alcun potere

politico, ma possiamo far giungere agli stessi responsabili delle nazioni la voce
dei loro popoli, desiderosi d'un mondo più sicuro e pacifico.

La Chiesa non potrà mai essere acquiescente a strutture economiche e
politiche che perpetuo l'ingiustizia. Useremo, per esempio, tutta la forza e
l'autorità di cui disponiamo, per raggiungere un'effettiva riforma delle disu-
guaglianze esistenti fra l'emisfero Nord e quello Sud.

La Chiesa, specialmente attraverso la voce dello stesso successore di Pietro,
ha mai smesso di ricercare la giustizia e la pace in seno alla nostra società. Il
Sinodo è pronto a riconoscere che molti uomini desiderano cambiare questo
stato di cose, ma non ne hanno la possibilità. Rivolgiamo quindi un'appello a
quanti detengono il potere affinché mettano tutto l'impegno necessario a darci
una società più giusta e più pacifica.


I nuovi cresimati

2


Testo Originale Estratto
Nuovo Consiglio pastorale
Con il 1984 è entrato in funzione il
nuovo Consiglio Pastorale, eletto nel
mese di novembre del 1983. Il consiglio
pastorale parrocchiale ha il compito di
aiutare il parroco in tutte le attività legate
alla vita della Parrocchia.
Il consiglio era nato, da noi, quando si
erano posti i problemi del restauro della
Chiesa e, in questi ultimi anni, ha lavora-
to bene, dando un contributo fonda-
mentale al realizzarsi di opere importanti
pertutta la comunità.
La generosità e l'impegno dei singoli
membri del consiglio ha permesso a tutta
la parrocchia di farsi partecipe di enormi
lavori e di importanti decisioni, certa-
mente hanno saputo creare un clima di
grande corresponsabilità, permettendo
a tutta la comunità di sentirsi parte viva in
ogni realizzazione.
La parrocchia è l'insieme dei cristiani
di un paese, e ogni parrocchiano deve
sentirsi partecipe della costruzione di
una comunità di credenti: accanto al sa-
cerdozio dei ministri, esiste il sacerdozio
dei fedeli, essi lo ricevono col battesimo
e l'unzione della cresima.
I nuovi membri del Consiglio pastorale
sono: Persod Sisto - Bochet Camillo -
Pallais Guido - Barmaverain Ido - Benech
Marco - Finet Ines - Favre Augusta -
Vauthier Piera - Morelli Frida - Pozzini
Paola.
Nella prima riunione è stato eletto il
segretario del Consiglio nella persona di
Pallais Guido.
I primi impegni del nuovo consiglio
sono stati:
- l'esame della situazione delle varie
cappelle, con il proposito di salvaguar-
dare questo patrimonio culturale e reli-
gioso;
- l'analisi delle entrate e delle spese
della Chiesa;
- l'intendimento della collaborazione
più fattiva nei vari campi della pastorale;
- la situazione dell'Asilo Mons. Cen-
toz alla vigilia della chiusura della Scuola
Materna Parrocchiale e la sua eventuale
utilizzazione;
- un più concreto proposito di aiuto a
quanti sono nel bisogno.

Presepio vivente
Ci è stato chiesto di scrivere un arti-
colo sul presepio vivente fatto quest'an-
no a Saint Pierre durante la Messa di
mezzanotte. Eccoci così tornate indietro
nel tempo.
L'«idea» è nata da un incontro tra noi
catechisti nel mese di ottobre, con un
intento molto semplice, quello di rivivere
nel nostro piccolo ciò che di importante
è avvenuto 1983 anni prima in un paesi-
no della Palestina, Nazaret.
I protagonisti della scena sono stati i
bambini delle elementari che grazie al
loro impegno e alla loro costanza hanno
permesso la realizzazione dell'«idea»
nata li per lì.
Un particolare grazie al maestro Poser
che pazientemente tutte le settimane ha
dedicato gratuitamente del tempo per la
preparazione dei canti.
I complimenti vanno alle mamme e ai
papà per la loro creatività nel vestire i
pastorelli e le pastorelle.
Come ogni anno ai piedi dell'altare è
stata costruita la caratteristica capanna
che raffigura la tipica casa valdostana
per indicare che il Natale non è solo un
avvenimento da ricordare, ma Gesù vuol
poter nascere ancora oggi nelle nostre
cases.
La scena si è svolta in modo molto
semplice e ha voluto essere una prepa-
razione al Natale.
Frida, la cronista, ha fatto una breve
introduzione sottolineando il Natale co-
me la festa dell'Amore di Dio per gli uo-
mini e invitando tutti a considerare la
semplice rappresentazione come
espressione di fede e non soltanto del
folclore.
Ad essa è seguita la lettura dell'infan-
zia di Gesù dal Vangelo di Luca.
Frida ha letto l'episodio del Vangelo,
lasciando però ai personaggi: la dram-
matizzazione degli avvenimenti:
Arcangelo - Luca Nicoletti di 5° ele-
mentare
Madonna - Fusinaz Sabina di 5° ele-
mentare
Giuseppe - Mosconi Matteo di 5° ele-
mentare
Pastori - 3° elementare, Lussu Gianlu-
ca, Montemezzo Umberto, Chabodo Ivo,
Jocallaz Erik, Lale Lacroix Vittorio, Cor-
niolo Paolo, Del Negro Federico, Morelli
Angelo, Centoz Simone, Chenal Willy,
Ronzani Roberto, Ronzani Massimo,
Centoz Fulvio, Fazzari Nicodemo, Faz-
zari Cosimo, Barmaverain Nadir
4° elementare, Bonfanti Ken, Cachoz
Felice, Perron William, Verney Jari,
Courthoud Claudio, Glarey Michel, Lettry
Ermanno.
5° elementare, Rumiod Ivano, Trione
Christian, Lazzaro Giuseppe.
Pastorelle - 3° elementare, Sapegno
Valentina, Pecchini Sara, Balddracchi
Isabella, Thomasset Roberta, Angelini
Deborah, Fico Domenica, Coquillard
Katia, Bérard Ivana, David Erika.
4° elementare, Cossu Samantha,
Bérard Rita, Conchatre Sonia, Lale
Démoz Nada, Celesia Stefania, Cerise
Sonia.
5° elementare, Petey Letizia, Del Negro
Veronica, Bérard Nadia, Domaine Katia,
Campese Sara.
Angeli - 1° elementare, Piccini Barba-
ra, Jocallaz Nicole, Lale Lacroix Erica,
Bérard Aldo, Mosconi Ivan, Trentaz Sil-
vano, Trentaz Christian, Lazzaro Vin-
cenza.
2° elementare, Nicoletti Marco, Donato
Daniele, Fusinaz Joel, Pellissier Miriam,
Diodato Daniele, Pascal Daniele, Scalise
Loris, Carlin Christian, Trione Monique,
Del Degan Herik, Ronzani Dario, Riente
Armando, Pellissier Nathalie, Chappuis
Enzo, Masetto Enrico, Juglair Sandra.

RIASSUNTO DEI CONTI
DELLA CHIESA 1983
Entrate:
Offerte al Parroco
e in Chiesa L. 16.706.790
Uscite:
Spesa campanona L. 9.500.000
Spese ordinarie
e manutenzione L. 5.195.345
L. 14.695.345
Rimane fondo cassa L. 18.577.298
Restano ancora da versare circa L.
7.000.000 per completamento lavoro
dell'organo.
4


Testo Originale Estratto
(Purtrorppo nonostante la buona vo-
lontà, la costanza e la frequenza nella
preparazione non tutti hanno potuto es-
sere presenti alla Messa di Mezzanotte,
un bravi va ugualmente anche a loro).
Il momento dell'Annunciazione a Ma-
ria è stato proclamato dall'Arcangelo
(Luca) e la Madonna (Sabina) ha rivissu-
to l'atteggiamento di ascolto di Maria,
dopo con Giuseppe (Matteo) si sono di-
retti verso la capanna.
Dopo la nascita di Gesù, l'angelo ap-
pare anche ai pastori e si sente una
schiera di angeli che in coro cantano il
Gloria a Dio e pace sulla terra.
Intanto dal fondo della Chiesa, i pa-
storelli si dirigono verso la capanna can-
tando il tradizionale canto valdostano
«D'où viens-tu...». Alle loro domande ri-
spondono le pastorelle che dalla sacre-
stia si dirigono verso l'altare.
Dopo aver offerto i doni al Bambin
Gesù, il grande coro degli angeli e dei
pastori, prima della Santa Comunione,
con il canto «Preghiera per tutto il mon-
do» ci ha aiutati a rimanere in atteggia-
mento di preghiera e di silenzio per fare
spazio a Gesù.
Attraverso la spontaneità e la sempli-
cità dei bambini abbiamo potuto cogliere
il vero messaggio del Natale.
Le catechiste
***
Notizie dalla scuola materna
Il tempo è volato, siamo ormai giunti alla fine del nostro anno scolastico. Molte
iniziative sono state portate a termine, altre sono rimaste in sospeso, altre ancora non
sono state avviate perchè i bambini hanno richiesto tempi più lunghi per interiorizzare le
esperienze.
Una particolarità di quest'anno è stato il Carnevale.
L'improvvisazione è stata alla base dei festeggiamenti, di preparato c'erano solo dolci
e bibite offerte generosamente dai genitori.
Ore 8,30... alla scuola materna c'è un grande fermento, la festa «va per incominciare»,
pagliacci, zorro, fatine, Pierrot, contadine, biancaneve, sceriffi, orsi e chi più ne ha più
6
Bambini
dell'Asilo
con Suor Odetta
Bambini
dell'Asilo
con Paola
ne metta, danno inizio con canti, risate, schiamazzi, girotondi ad una splendida giorna-
ta.
Visto il tempo propizio e l'euforia delle mascherine, si è formato un piccolo corteo di
gioia e spensieratezza nelle vie del nostro paese.
In un batter d'occhio, mentre il campanile della Chiesa suonava le 16, anche la
«pancia» chiedeva la sua parte e allora... tutti di corsa a rifocillarsi al mini party nel
dehors della Scuola Materna.
Anche se i partecipanti erano tutti mini, l'abbuffata è stata grande.
Concludendo, concludendo (come dice qualcuno), stanchi, stravolti, esanimi ma
pieni di «buon sangue»... perchè? ma come perchè... se è giusto che il riso fa buon
sangue, la giornata è stata l'ideale... ecco perchè.
Le insegnanti
Bambini
dell'Asilo
con Fulvia
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Testo Originale Estratto
Prima Comunione

Domenica 6 maggio... grande appun-
tamento al piazzale della Chiesa, 22
bambini sono in attesa di ricevere per la
prima volta Gesù nella Santa Comunio-
ne.

Dopo la giornata nuvolosa di sabato
che aveva preoccupato le mamme, che
pensavano ai loro bambini vestiti di
bianco, domenica il sole è riuscito a
spazzare qualche nuvola e a rendere il
clima più disteso.

Quest'anno la festa è stata caratteriz-
zata da una particolarità: anche i ma-
schietti indossavano la tunica bianca e le
bambine invece del velo, portavano in
capo una semplice coroncina.

La novità è stata accolta e apprezzata
da tutti, perché oltre a evitare l'invidia da
parte dei bambini, ha sottolineato e dato
un'impronta particolare alla festa. Un

grazie al Consiglio Pastorale che ha de-
ciso l'acquisto e a suor Odetta che si è
interessata alla scelta delle tuniche.

Ore 9,45... i bambini sono tutti pronti e
colmi di gioia, in attesa che il parroco li
chiami per entrare in Chiesa. All'arrivo
del parroco i bambini si mettono in fila
per avviarsi all'altare accompagnati dal
canto. Grazie al clima che regnava nella
chiesa: tanta luce, fiori e silenzio e rac-
coglimennto i piccoli hanno potuto segui-
re con attenzione la messa adattata alla
circostanza.

La lettura del Vangelo «l'episodio di
Zaccheo» è stata spiegata semplice-
mente da don Aldo che ha saputo rivol-
gersi ai bambini cogliendoli nella loro
semplicità, nello stesso tempo ha aiutato
noi tutti a interrogarci sul nostro essere
cristiani e quindi segni per i bambini.

Molto commovente è stato il momento
della Comunione, i bambini erano rac-
colti e silenziosi e ci hanno dato un vero
esempio di come vivere l'incontro con
Gesù. Un grazie va ai cantori che hanno
saputo scegliere i canti appropriati alla
cerimonia.

Tutto si è concluso con le fotografie
che vogliono ricordare a ognuno un mo-
mento così bello e importante dell'infan-
zia.

Ogni bambino si è poi unito ai propri
familiari per continuare la festa o in casa
o all'albergo.

L'esito positivo è il risultato di tanta
costanza e impegno che i bambini hanno
saputo mettere per due anni di catechi-
smo. L'augurio che vien fatto a loro e alle
loro famiglie è che tutto non termini con
la festa della 1ª Comunione aspettando
cresima, ma continui in 3º - e 4º deside-
rosi di conoscere sempre meglio Gesù.

P.V.

[IMMAGINE DI BAMBINI IN TOGA BIANCA]

Prima Comunione

[IMMAGINE DI UN GRUPPO DI STUDENTI ALL'APERTO]
Scuole di La Charrère e Rumiod nel 1935 in passeggiata con il maestro Grosso Attilio e
la maestra Guerra

8
9


Testo Originale Estratto
Assemblea e rinnovo delle cariche
Notizie dei Donatori di Sangue

Il 5 febbraio 1984 la Sezione AVIS di St.
Pierre si è riunita per conoscere dal proprio
Consiglio Direttivo il resoconto dell'ultimo
anno di attività ed eleggere i nuovi delegati
che rimarranno in carica per tre anni.
Sono stati eletti in quella sede:
- Consiglio dei sindaci - Carlin Alessan-
dro, Barmaverein Franco, Campese Marco.
- Probiviri - Dufour Carlo, Bochet Ca-
millo, Persod Pietro.
Il Consiglio Direttivo, eletto da quella
Assemblea, riunitosi successivamente ha de-
signato le seguenti cariche:
- Presidente: Italo Manella; Vice Presi-
denti: Mario Chioso, Del Degan Ivo; Am-
ministratore: Carlo Boson; Segretario:
Giorgio David; Commissione Stampa Pro-
paganda Programmazione: Marco Carlin,
Oreiller Marco, Oscar Christille, Enrico
Charruaz.
Queste sono le persone che per tre anni
lavoreranno per l'AVIS sia per l'organiz-
zione spicciola della Sezione, ma anche
perché non venga meno nella gente e nei
donatori lo scopo del loro atto.

A proposito di scopi vorrei brevemente
riassumere quello che è stato il tema princi-
pale dell'Assemblea, anche per coloro che
non sono potuti intervenire. La nostra Se-
zione conta circa 120 iscritti tra benemeriti e
donatori effettivi il che è di già una cifra
riguardevole, anche se per un comune co-
me St. Pierre si potrebbe auspicare un nu-
mero più elevato, ma ciò che non va asso-
lutamente bene è che l'età minima dei suoi
soci è di circa trent'anni.
Ora vengono naturali alcune amare con-
siderazioni:

- c'è uno spazio vuoto di circa dieci anni
non più coperto dai giovani i quali tra l'altro
sono persone fisicamente più idonee, alle
10

quali però è mancata o la volontà morale o
molto più probabilmente la informazione
da parte nostra
- la popolazione avisina invecchia e per
naturali ragioni fisiche, opposte a quelle
precedentemente viste, le donazioni non
possono più essere regolari.
Risultato: stiamo raggiungendo una me-
dia donazione bassissima.
E' vero che al momento attuale in Valle
d'Aosta non si avverte carenza di sangue,
anzi siamo onorati di poterne dare anche a
regioni vicine, però è chiaro che se la ten-

denza dovesse seguire questo indice la si-
tuazione assumerebbe un aspetto allarman-
te.
Se non prendiamo atto della situazione e
non corriamo al rimedio noi saremo re-
sponsabili della scarsità di sangue in Valle
d'Aosta quando ciò si verificherà.
Mi spiego meglio: nel momento che uno
solo avrà bisogno di sangue sarà nella triste
situazione di non poter aspettare. Sono opi-
nioni che condivido con l'intero Consiglio
Direttivo e nelle quali credo fermamente e
ritengo pertanto che tutti gli interessati ne
siano a conoscenza. Il Direttivo appena co-
stituito farà tutto quanto gli sarà possibile
affinché la situazione venutasi a creare pos-
sa risolversi nel modo a cui tutti auspichia-
mo e i primi risultati positivi possano già
essere commentati nella prossima Assem-
blea annuale.

***

(Immagine: Skier 1, bib 48, Aosta)
Lale Murix Bruno nella gara di Verrayes

(Immagine: Skier 2, bib 78, Aosta)
Champretavy René alla gara di fondo
Avis

(Immagine: Skier 3, bib 78, Aosta)
Charles Delfino 2° classificato all'Avis

Gara di fondo
La Sezione di St. Pierre è stata ottima-
mente rappresentata nella gara di fondo re-
gionale svoltasi a Verrayes il 19 febbraio
1984.
L'intramontabile Renato Champretavy ha
conquistato la prima posizione nella catego-
ria «pionieri» lasciando di stucco i suoi av-
versari, anche più giovani, e il numeroso
pubblico presente. Charles Delfino è arrivato
secondo nella categoria «veterani» e Bruno
Lale Murix si è degnamente piazzato nella
lunga schiera dei «seniores».
La giornata eccezionalmente fredda ha
mantenuto la pista in condizioni ottimali e
una perfetta organizzazione ha permesso
l'ottima riuscita della manifestazione.

C.M.
11


Testo Originale Estratto
Servizi sanitari a Saint-Pierre
MEDICI
Dr. Caraffa: (Ambulatorio in via La Liberté, presso distributore) - orario: lune-
dì, mercoledì, venerdì ore 14-16; martedì, sabato ore 8.30-10.30.
Dr. Haudemond: (Ambulatorio presso Municipio) - orario: martedì, venerdì
ore 14-16; mercoledì, sabato ore 9-11
Dr. Di Francesco: (Ambulatorio frazione Chevreyron, ex negozio barbiere)
- riceve su appuntamento - telefono 93136 - 93155.
Guardia Medica: (Ambulatorio presso Municipio) - orario: tutti i giorno dalle
ore 20 alle ore 8, e dal sabato ore 14 al lunedì ore 8 - telefono 93375.
SERVIZIO INFERMIERISTICO
Presso ambulatorio Municipio tutti i martedì dalle ore 8 alle ore 10
SERVIZIO CONSULTORIALE
(Ambulatori in via La Liberté, casa Lanier - telefono 93285).
Consultorio Pediatrico
venerdì ore 8-13 (eccettuato il 1° del mese).
Servizio di Assistenza Sociale
venerdì mattino.
Servizio di Consulenza Psicologica
giovedì pomeriggio.
Servizio di Consulenza Psichiatrica
mercoledì pomeriggio (con prenotazione)
venerdì mattino (con prenotazione)
Consultorio Ginecologico
mercoledì ore 8,30-12,30 (1° e 3° e 5° del mese su prenotazione).
Consultorio Ostetrico
lunedì ore 9,30-11,30
giovedì ore 14,30-16,30
(visite ostetriche, pap-test, corso di preparazione al parto, prenotazione visite
ginecologiche).
Servizio di Fisioterapia
dal lunedì al venerdì su appuntamento.
Servizio di Logopedia
lunedì ore 14-18
mercoledì ore 8,30-12,30 / 14-17
giovedì ore 8,30-12,30
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NOTRE HISTOIRE
La Confrerie de Bréan ou Briand
Parmi les vieux papiers de famille j'ai
trouvé un fascicule d'une quinzaine de pages
contenant des documents relatifs à la
confrérie de Bréan (souvent l'orthographe
indique Brian ou Briand). Chose assez
étrange et singulière que cette confrérie car
elle n'était pas seulement une association de
gens qui avaient pour but des oeuvres de
Charité ou des objectifs religieux, mais elle
représentait un véritable Conseil Commu-
nal ou pour mieux dire un Conseil de
Quartier. En effet comme nous l'apprend le
dernier Procureur de la Confrérie, Mon-
sieur Balac Joseph Françis dans une lettre
du quinze janvier 1892 au Sous Préfet
Chiaro d'Aoste, «pendant le dîner annuel
des sociétaires on y traitait des intérêts des
villages respectifs de la viabilité, des eaux
d'irrigation et de ménage, de la dépaissance
(lieux de pâturage), des fours et moulins
etc., en un mot d'à peu près tout ce que traite
aujourd'hui une bonne administration
communale». Et, conclut Monsieur Balac,
«c'était du patriarcal».
Faisaient partie de la confrérie surtout les
habitants de Bussan et d'Etavel. «L'origine
et l'histoire exacte - nous dit encore le pro-
cureur Balac - de la Confrérie de Briand
manque. Elle date d'environ de trois siècles
suivant la tradition. Pour en faire partie
c'était d'usage que chaque membre donnait
annuellement une quartaine de seigle (un
peu plus d'un décalitre) ou de froment et
une quartaine (8 litres) de vin. Avec cela on
payait d'abord les frais de culte d'une pro-
cession dite de S.te Croix, de la Messe
chantée et d'un salut au très Saint Sacre-
ment. On donnait ensuite au frais de la
Confrérie un quart de pain à tous ceux qui
assistaient à cette procession». C'était en-
suite le dîner avec son petit parlement qui
occupait les confrères (aujourd'hui on dirait
une colazione di lavoro!) «A la fin du dîner
les résidus étaient partie distribués aux
pauvres et partie vendus à l'enchère pour
aider les dépenses de l'année suivante. C'est
avec les économies de ces ventes qu'on a
crée les capitaux que nous avons aujourd'-
hui et dont l'administration est cédée à la
Congrégation de Chârité». Monsieur Balac
termine sa lettre au Sous Préfet avec ces
paroles: «Jugez vous même du caractère de
cette Confrérie ou plutôt de cet ancien cer-
cle social».
Quant au pourquoi elle s'appelait de
Bréan, la chose reste entourée de quelques
Scolari d'altri tempi in passeggiata
13


Testo Originale Estratto
mystères. Faudratiil peut-être se rattacher à
une ypoihèse de M.elle M. Arnod selon la-
quelle le quartier de Bréan était jadis habité.
M.elle Arnod nous rappelle à ce propos par
un article paru su; le Bulletin Paroissial de
Juin 1972, un document du 14 Février 1005
se référant à un échange entre l'Evêque
d'Aoste et l'Abbaye de St. Maurice en Suisse
canton du Valais. L'Evêque de son côté
cédait à l'abbaye tous les biens de sa pro-
priété situés dans le Comté d'Ottingen en
Bavarle et recevait de l'Abbaye, entre au-
tres, Brayan village de Sain Pierre. Dans
les lieux actuels il n'y a plus aucune trace de ce
prétendu village. Selon l'ypothèse de M.elle
Arnod, on pourrait songer à un éboulement
du côteau de Bréan causé par l'infiltration
des eaux provenanttes d'Hômené.
Le dernier acte de la Confrérie de Bréan-
fut la cession de son administration à la lo-
cale Congrégation de Chârite selon les di-
spositions de la loi du 17 Juillet 1890 n. 6972
concernant le «Concentramento delle opere
pie ». C'etait le 26 Décembre 1891. Le résidu
actif était de L. 11 e 75 c.mes. Les signatai-
res du procès verbal Balac Joseph, Christille
Louis, Fenoil Tobie, Persod Joseph Félix,
Luboz Tobie, Pallex Pierre Joseph, Balac
Ambroise Léon, Luboz Emmanuel, Chri-
stille Napoléon, Bochet Eloi, Vallet
François, Branche Geneviève, Liaty Pierre,
Mochet Nicolas, Persod Grat Siméon, Duc
Alexandre et Lale Démoz Thomas se sou-
haitaient que «si l'on peut distribuer les
rentes de la Confréri, l'on tienne compte de
préférence des parents pauvres de ceux qui
ont été membres de la Confrérie».
G.P.

Nuovi membri
del Popolo di Dio

26) L'otto dicembre battesimo di MO-
RANDI CELINE di Gianpiero e di Guidon
Gisella. Padrini: Isabel Remo e Challan-
cin Felicina.
27) Il diciotto dicembre battesimo di
COGNEIN GIADA di Franco e di Cabraz
Nives. Padrini: Cognein Aldo e Brunet
Paola.

1) Il primo gennaio battesimo di NO-
TARI MICHEL di Michele Notari e di
Béthaz Marina. Padrini: Notari Nello e
Béthaz Bruna.
2) Il ventinove gennaio battesimo di
JACCOD MICHELLE di Mauro e di
Champretavy Lucina. Padrini: Vevey
Mario e Champretavy Cristina.
3) Il 18 febbraio battesimo di MOSCO-
NI IVAN SIMONE di Silvio e di Gastaldi
Antonella. Padrini: Battaglini Vittorio e
Gastaldi Nicla.
4) Il 4 marzo battesimo di GIRI SERGIO
di Claudio e di Riente Elena. Padrini:
Mochet Adelmo e Mochet Adriana.
5) Il primo aprile battesimo di MORET-
TO MATTEO di Alfonso e di Pasquan
Umberta. Padrini: Benedini Roberto e
Cortivo Giuliana.
6) Il 25 aprile battesimo di RIZZI STE-
FANO CARLO di Ennio e di Ghirello
Bianca. Padrini: Di Francesco Savino e
Ghirello Sabrina.
7) Il 29 aprile battesimo di JOCALLAZ
SOPHIE LEONIDA di Franco e di Rossan
Irene. Padrini: Berardon Jacques e Gai-
do Denise.
8) Il 29 aprile battesimo di CHARLES
FULVIO di Alberto e di Camarca Matilde.
Padrini: Bredy Germano e Charles Caro-
lina.
9) Il 6 maggio battesimo di MAMONE
SOLANGE CORINNE di Pasquale e di
Pepe Lorenza. Padrini: Communod Mi-
chelino e Berthod Liliana.

***
Nuovi Cresimati

Il 19 febbraio Mons. Ovidio Lari ha dato
la Cresima ai seguenti ragazzi:
1) Faldella Francesco di Leonardo,
padrino Nucci Secondo;
2) Gaspari Roberto di Raffaele, padri-
no Cristille Oscar;
3) Lazzaro Giuseppe di Salvatore, pa-
drino Mannarino Domenico;
4) Mosconi Matteo di Silvio, padrino
Taricco Vladimiro;
5) Nicoletti Luca di Bruno, padrino Ni-
coletti Mauro;
6) Rumiod Ivano di Donato, padrino
Armand Remo;
7) Thomasset Marco di Elso, padrino
Berard Mario;
8) Trione Christian di Mauro, padrino
Perpignano Pierangelo;
9) Belli Milena di Giuseppe, madrina
Martin Franca;
10) Bellot Barbara di Maurizio, madri-
na Savioz Silvia;
11) Berard Nadia di Venanzio, madrina
Therisod Elena;
12) Campese Sara di Marco, madrina
Campese Sabrina;
13) Del Negro Veronica di Sergio, ma-
drina Jocallaz Adelia;
14) Domaine Catia di Marino, madrina
Dayné Ines;
15) Dufour Nathalie di Carlo, madrina
Carlin Agnese;
16) Focarile Alessandra di Alessandro,
madrina Rovida Maddalena;
17) Fusinaz Sabina di Bruno, madrina
Fusinaz Persilda;
18) Guglielmetti Rita di Giuseppe, ma-
drina Migliorini Rosella;
19) Modena Aline di Severino, madrina
Balagna Corinne;
20) Petey Letizia di Lindo, madrina
Borre Linda;
21) Savoye Cristina di Luigino, madri-
na Savoye Daniela.

Nuovi
Focolari Cristiani

5) Il 10 dicembre matrimonio tra LALE
MURIX RENATO e GAIDO DENISE. Te-
stimoni: Putanier Andrée e Berardon
Annie.
15


Testo Originale Estratto
mo fondamentalmente buono.
Nostri Defunti
4 — Il 27 febbraio è morto PAILLEX
GIUSEPPE ULDERICO di anni 89.
E' stato sepolto a Saint Nicolas ac-
canto alla moglie Lea. Da tempo la sua
salute non era buona, e negli ultimi anni
non si era più mosso dal suo letto di ma-
lattia, curato con amore dalla figlia.
Quanti sacrifici, quanto lavoro nella sua
vita di agricoltore e di montanaro.
17 — Il due dicembre è morto RONC
FERDINANDO di anni 51.
Improvvisamente nella notte, fu colto
da malore, portato all'ospedale ogni
soccorso fu inutile, lasciando nel dolore
e nell'impotenza la moglie e i figli. Origi-
nario di Bosses, da alcuni anni era tra di
noi, e con il lavoro aveva saputo costrui-
re una casa nuova e un avvenire per la
sua famiglia.
Ricorderemo con ammirazione la sua
costanza e il suo spirito di sacrificio.
5 — Il 26 marzo è morta PALLAIS AL-
BINA di anni 63.
Da qualche anno la sua salute era mi-
nata da un grande male, ma quanto co-
rag gio e quanta forza di volontà in que-
sta brava Albina. I suoi figli, la sua fami-
glia, noi tutti portiamo nel cuore una
grande testimonianza generosa di bene,
di fede viva, di generosa fedeltà agli
ideali della vita.
1 — Il 24 gennaio è morto CURIAT
MAURICE di anni 78.
Era solo nella sua casa, quando un
malore improvviso l'ha stroncato. Fu la
sua una vita non facile, accompagnata
anche da momenti tragici. Il suo caratte-
re ne risentì, e i suoi rapporti con gli altri
divennero sovente difficili.
I suoi sacrifici, il suo lavoro, le sue pe-
ne restano a testimonianza di un grande
impegno di vita.
Fu anche membro attivo nel consiglio
pastorale parrocchiale, in cui mostrò
tutte le sue doti di equilibrio e di saggez-
za.
6 — Il 30 marzo è morto all'ospedale
CENTOZ GIULIO di anni 72.
Nativo di Rhêmes N. Dame, da molti
anni passava da noi la lunga stagione
invernale, e in questi ultimi tempi la sua
salute non era più buona e le sue soffe-
renze erano aumentate. La sua vita di
lavoro, di sacrifici, di amore alla famiglia
resta la vita eredità che trasmette a co-
loro che l'hanno amato e conosciuto.
2 — L'11 febbraio è deceduta ZOR-
DAN MARIA di anni 79.
In questi ultimi anni abitava ad Aosta,
ma è a Saint Pierre, suo paese di ado-
zione, che volle essere sepolta. Venuta
giovane tra noi, fu per tanti anni «la bi-
bella», e fu conosciuta e stimata da tutti.
Quanti sacrifici, quanto lavoro per poter
dare un pò di bene alla sua famiglia.
5 — Il 4 aprile è morto improvvisa-
mente nella sua casa PEDONI GIUSEP-
PE di anni 63.
Venuto molto giovane tra noi, presto la
sua salute lo costrinse a tanti anni di ri-
covero e di pene. L'amore della moglie e
delle figlie gli fu sempre di grande aiuto
e di conforto nel duro calvario che ha se-
gnato tanto tempo della sua esistenza.
In tempi in cui vediamo la famiglia
perdere i suoi valori più grandi, è bello
sottolineare l'esperienza di chi ha trova-
to un significato e un impegno nono-
stante la malattia e le prove.
3 — In ospedale il 15 febbraio è dece-
duto DUET OCTAVE di anni 73.
La sua salute da tempo non era più
buona e qualche volta doveva lasciare il
suo Champretavy per farsi curare. Viveva
solo e amava ricordare i tempi e i sacrifici
della sua esperienza di lavoro. Era cor-
diale e gentile con tutti, segno di un ani-
16
OFFERTE
PER LA CHIESA
Saccani; Cog nein Enrico; N.N.; N.N.;
Petigat Ninfa; Pompieri Etavel; Guyon
Pellissier; Terradura Lavinia; Cog nein Ma-
rio; Peruzzi; in onore S. Antonio; in me-
moria Pellissier Arsene; Chioso Giacinta; in
memoria Duc Graziano; in memoria Ronc
Ferdinando; N.N.; dott. Caput; Pompieri
Borgo; Berard-Ronzani; Pozzini Antonio;
in memoria Cog nein Prospero; Thussidor;
Ferrini Alfiero; Cog nein Giada; Ferrandoz
Sergio; Motta; Ferrandi Vittorio; in me-
moria Paillex Ettore; Armand Aurelio; Co-
g nein Bruno; in memoria Gerbore Gugliel-
mina; in memoria Corbet Maria; in memo-
ria Ceriano Innocenzo e Palmira; in me-
moria Arnollin Camillo; Trentaz Alberto;
Obert Lindo; Centoz Agata; Battistioli; La-
le Murix-Gaido; Berard Alfonso; Oreiller
Eligio; N.N.; Lettry Georgette; Lale Murix
Ines; Jordaney Bruno; in memoria Christil-
le Adele e Silvestro; Centoz Gino; in me-
moria Lettry Roberto; Domaine Aldo;
Cremaschi.
Fiorani Aldo; in memoria Fenoil Dario;
Cachoz; zona Chevrayron; Pompieri Ru-
miod; Champretavy Renė; Da Soghe; Lale
Lea; Persod Faustine; Lale Demoz-Cam-
pese; Garresi-Jordaney; Domaine Irma; in
memoria Lale Gerard Augusto; Carlin Pie-
ro; in memoria Zordan Maria; in memoria
Curiat Maurice; in memoria Christille
Graziella; Alice e Betty David; Mosconi; in
memoria Duet Octave; Bianco Primina;
Rossan Fernanda; in memoria Cog nein
Marcellina; Paillex Pierina; N.N.; Lale
Murix Simone; in memoria Isabel-Arnold;
Charles Michel; in memoria Savoye Serafi-
no; N.N.; Lucianaz; Cerise; in memoria
Torraca Stefania; Fusinaz; Fillietroz; Tho-
masset Elso; N.N.; in memoria Centoz
Giulio; in memoria Pedoni Giuseppe; Da-
vid Ernesto; Lavy Lino; in memoria Ber-
thod Franco e Luisa; Garresi; in memoria
Rosset-Cheney; Berthod Liliana; Belfrond;
Cortiana; in memoria Dossan Vittorino;
Jordaney Delfino; Garin Filippo; N.N.;
N.N.; Vallet; Bochet Camillo; Charles Al-
berto; N.N.; N.N.; Jordaney Callisto;
Chiantelassa Betto.
Totale L. 5.005.000
PER IL BOLLETTINO
Cento-Ocleppo; Terradura Lavinia; Per-
sod Faustina; Ferrandoz Sergio; Rossan
Luigi; N.N.; Dujiany Marcel; Paillex Etto-
re; Ceriano Rosito; Carlin Provino; Be-
temps Armando; Béthaz Luciana; Centoz
Agata; Olmo Mario; Lettry Georgette;
Morandi Carlo; Jordaney Virene; Jordaney
Bruno; Celesia Adolfo; Bochet Maria; Cre-
maschi; Fiorani Aldo; Bois Adolfo; Cachoz.
N.N.; Challancin; Lale Demoz-Campe-
se; Luboz Nestore; Lale Murix Simone;
Charles Michel; Savoye Serafino; Paillex
Elso; Paillex Cherie; Neyret Olga; Fusinaz;
Cossard Celestina; Fillietroz; Thomasset
Elso; Gorret Victorine; Lavy Lino; Lale
Murix Ottino; Perrod Florine; Berthod
Giacomo; Rosset-Cheney; Pellissier Secon-
dine; Jordaney Modeste; Cortiana; Frassy
Carlo; Barmaverain Franco; Jordaney Cal-
listo.
Totale L. 705.000
17


Testo Originale Estratto
D'un clocher...
à l'autre
AOSTA - Maria Immacolata
Nozze d'argento sacerdotali
Domenica 29 aprile la parrocchia di
Maria Immacolata ha festeggiato
due sacerdoti in occasione dei loro
venticinque anni di ordinazione sa-
cerdotale; Padre Antonio Di Bene-
detto, parroco, e don Alfonso Bois,
rettore del Seminario di Aosta.
Bella, sentita, cordiale e simpatica
la celebrazione che ha radunato i
numerosi fedeli che gremivano la
chiesa in una festa di famiglia con i
parenti e i confratelli Oblati diaconi
e seminaristi. Testimonianza di sti-
ma e di affetto a due persone che
hanno consacrato il loro lavoro, la
loro vita al servizio di Dio e delle ani-
me loro affidate.
Padre Antonio di Benedetto, nato a
Barletta il 4 settembre 1934, sacerdo-
te il 15 febbraio 1959, fu per lunghi
anni (1960-1968) segretario del vesco-
vo di Aosta Monsignor Blanchet e dal
1° gennaio 1971 è parroco di Maria
Immacolata.
Don Adolfo Bois, nato a Valgrisen-
che il 21 agosto 1933, sacerdote il 28
giugno 1959, direttore spirituale del
Seminario minore dal 1963 al 1969,
Cappellano militare ad Aosta
(1969-1981) è dal 1981 rettore del Se-
minario vescovile.
Con l'occasione i festeggiati hanno
chiesto ai fedeli una fattiva collabo-
razione per l'apertura di una borsa di
studio che permetta di aiutare un se-
minarista della Diocesi di Aosta. Il
seme è stato gettato e a tutt'oggi sono
stati raccolti circa 6 milioni di lire.
Un ringraziamento sentito per
questa iniziativa a Padre Di Bene-
detto e a Don Bois che lasciano così
un ricordo ancora più sentito della
loro opera, del loro ministero, della
simpatia che li accompagna...
E con il nostro grazie i nostri più
sentiti auguri!
«Ad multos annos».
* * *
Si ricorda che la somma minima
necessaria per avere un reddito suf-
ficiente a coprire la retta annuale di
un chierico è di 10 milioni di lire. Se
qualcuno volesse contribuire a com-
pletare la suddetta Borsa di studio, si
rivolga al rettore del Seminario o a
Padre Di Benedetto nella parrocchia
di Maria Immacolata.
Si porta a conoscenza dei cristiani
che ogni settimana, al giovedì, in Se-
minario si celebra una Messa per
tutti i benefattori di coloro che si
preparano al sacerdozio.
AOSTA
Le suore dell'ospedale in festa
Da 137 anni lavora-
no tra i malati della
Valle d'Aosta
Una comunità parrocchiale nume-
rosa allargata a significative pre-
senze cittadine, molte religiose di al-
tre Congregazioni, moltissime per-
Si è convenuto di intitolare la Bor-
sa di studio a «Padre Anselmo
Trèves»: questo sacerdote, deceduto
in fama di santità 50 anni or sono, ha
servito la Chiesa, anzitutto come sa-
cerdote diocesano, essendo vice-
parroco, successivamente a La Salle
e a St. Pierre, e più tardi esercitando
per un anno le funzioni di parroco a
Valtournenche, il cui attuale parroco
è don Vittorio Désandré che compie
egli pure 25 anni di sacerdozio.
P. Trèves intanto, nel 1901, era en-
trato nella Congregazione degli
Oblati di Maria Immacolata e, come
religioso, servì la Chiesa a Oné di
Fonte, a Roma e a Marino.
Il Seminario ringrazia e affida alla
riconoscenza di Dio tutti coloro che
si interessano concretamente
perché vi siano ancora dei sacerdoti
domani.
sone di tutti gli ambienti si sono
strette, domenica 8 aprile, a Maria
Immacolata, intorno alle Suore della
Carità, più conosciute come Suore di
18 19


Testo Originale Estratto
S. Giovanna Antida, o addirittura,
dal luogo in cui hanno sempre svolto
la loro opera qui da noi, Suore del-
l'Ospedale, per festeggiare i 50 anni
di canonizzazione della loro fonda-
trice, S. Giovanna Antida Thouret.
La messa delle 11 era in suo ricor-
do. Con la Santa Fondatrice sono
state ricordate con l'espressione di
riconoscenza e gratitudine di tutta la
popolazione le sue figlie, le Suore
della Carità e la loro splendida pre-
senza vicino a chi soffre.
Da Suor Anna, che abbiamo in-
contrato, vorremmo qualche notizia
sull'arrivo, sulla presenza, sulla vita
della Congregazione in Valle d'Ao-
sta.
«La storia delle Suore di Carità è la
storia dell'Ospedale di Aosta. Nel
1773 Papa Benedetto XII, trasferisce
all'Ordine Mauriziano i beni dei Ca-
nonici del Gran S. Bernardo, a patto
che siano usati per curare gli amma-
lati. Il primo Ospedale in Aosta, si-
tuato dov'è ora il Palazzo regionale,
disponeva di 12 posti letto. Nel 1845, il
Mauriziano di Torino, in cui opera-
vano le nostre Suore, ottiene una co-
munità delle stesse Suore per l'Ospe-
dale di Aosta. I posti letto erano in
quell'anno 36. Nel 1856 erano diven-
tati 60».
E da allora c'è stato un progres-
sivo continuo espandersi?
«Sì, arriviamo al 1942, quando si
apre l'Ospedale nuovo: le Suore sono
18, i malati 250.
In quale anno la vostra comunità di
Aosta è stata più numerosa?
«Nel 1945: eravamo 24 Suore. Il no-
stro alloggio era interno all'Ospeda-
le. Fino al 1946, l'anno in cui sono ar-
rivata io, pur essendo diminuito il
numero delle Suore, ora soltanto 15,
tutte, nell'Ospedale erano responsa-
bili di reparti, caposala con o senza
diploma. Il personale laico era com-
posto unicamente da infermieri ge-
nerici».

20

Che cosa è avvenuto dopo il 1969?
«Il nostro numero è andato conti-
nuamente scemando. Nel '77 abbia-
mo lasciato l'alloggio in Ospedale:
eravamo 11, abbiamo formato due
comunità e ci siamo sistemate in due
appartamenti (via Zimmermann e
via Parigi). L'anno scorso, è stato un
anno giusto il 12 aprile, la comunità
di via Zimmermann è stata soppres-
sa. Alcune Suore sono andate in pen-
sione...».
E oggi? Quante siete ad Aosta?
«Soltanto 4, di cui 3 lavorano anco-
ra in Ospedale».
Noi vi ringraziamo, care Suore
dell'Ospedale, per la Vostra abnega-
zione, per la vostra presenza che
rappresentava un punto sicuro di ri-
ferimento e anche per quelle pre-
ghiere che si sentivano recitare nei
corridoi e che con la sofferenza, ele-
mento costante della realtà in ospe-
dale, hanno sempre formato un bi-
nomio inscindibile. Grazie.

Carla Jacquemod
(dal «Corriere della Valle»)

* * *
AOSTA - Sant'Orso
E' morto Giachino Marco
E' ritornato alla casa del Padre,
giovedì della Settimana Santa, 19

aprile, Giachino Marco, di 64 anni.
Penose sofferenze hanno accompa-
gnato gli ultimi mesi della sua vita
terrena: sofferenze accettate e vis-
sute con fede convinta e serena spe-
ranza.
Porgiamo le nostre più sentite
condoglianze alla signora Adelina, ai
parenti e in modo particolare al figlio
don Michele, viceparroco di San-
t'Orso. Sia loro di aiuto il ricordo di
un cristiano che nella semplicità e
nel silenzio ha sempre compiuto sino
all'ultimo il suo dovere senza osten-
tazione, nell'umiltà e nella serenità
di chi è forte nel cuore perché è vici-
no a Dio.

* * *
AOSTA - S. Orso
Prima messa in Valle
di p. Sergio Rosset

Domenica 13 maggio, nella nostra
chiesa, un novello sacerdote, ordina-
to il cinque maggio nella diocesi di
Verona, a Poiano, per la Congrega-
zione dei Padri Canossiani, ha cele-
brato la Prima Messa solenne.
Padre Sergio Rosset, nativo della
nostra parrocchia, alunno fino al
1979 del seminario di Aosta, è stato
accompagnato all'altare dal parroco
don Perruquet e da vari confratelli,
con la partecipazione calda e gioiosa
del gruppo giovanile della comunità

di Sant'Orso nella quale egli è nato
ed è vissuto.
Saluti e voti calorosi gli sono stati
indirizzati da parenti e amici.
Abbiamo visto don Sergio sorri-
dente, franco, familiare. Gli augu-
riamo di cuore che possa mettere le
sue doti sempre al servizio della
Chiesa, soprattutto nel mondo gio-
vanile, e di favorire, là dove sarà
chiamato ad esercitare il ministero
sacerdotale, quella atmosfera di se-
rena fraternità che tutti hanno no-
tato come caratteristica della comu-
nità canossiana.
Vogliamo anche esprimere un gra-
zie sentito ai suoi genitori.

21


Testo Originale Estratto
La page de l'histoire
Le prévôt Jean-Pierre Dondeynaz

Le chanoine Duc eut pour successeur à la
prévôté son neveu du côté maternel le cha
noine Jean Pierre Dondeynaz de Martin, né
le 14 novembre 1721.

L'exemple et l'appui de son oncle ne furent
pas sans influence sur sa carrière. Il fit de
brillantes études au collège Saint Bening,
suivant les cours de philosophie au Séminaire
d'Aoste et il fut ordonné prêtre le 19 décembre
1744. En 1743 il avait gagné la bourse du
collège des Provinces, qui venait d'être fondé
par le roi Charles Emmanuel III, en
fréquentant ainsi pendant trois ans les cours
de l'Université théologique de Turin et le 2
juin 1746 il reçut le doctorat en théologie.
Plus tard il fut gradué en droit à l'Université
de Valence, le 2 juillet 1771. Ces années
d'études universitaires furent pour lui un
temps précieux pour se perfectionner dans les
études et une occasion propice pour se choisir
des amitiés qui lui servirent par la suite. Il se
lia entr'autre d'amitié avec le marquis Mo
rozzo plus tard ministre du roi.

Rentré dans le diocèse il occupa successi
vement les places de vicaire à Quart
(1746-48), à La Salle (1748-49), de chanoine
théologal (1749-62), d'official (1754-1802),
de vicaire capitulaire (1783-85), de père spi
rituel du monastère de la Visitation dès 1762.
Les douze premières années de son canonicat
Dondeynaz les passa déployant une activité
surprenante dans l'exercice de son ministère
et dans les études ecclésiastiques et histori
ques. Il avait été chargé de l'explication pu
blique de l'Ecriture Sainte à la cathédrale et
ses conférences, nourries de science et d'à
propos, n'étaient pas suivies seulement des
béguines frileuses de la ville comme il arrive
souvent.

En 1754 il est député à l'Assemblée des
Trois-États et enfin en 1762 il succéda à son
oncle dans la dignité de prévôt de la cathé
drale.

Cette nomination marque bien le début de
ses luttes et de ses différends avec Mgr de
Sales. Caractère fier et indépendant, il a usé
des appuis qu'il avait pour défendre les droits
du chapitre, même contre l'évêque, surtout à
l'occasion de la nomination de certains cha
noines qui était réservée au chapitre ou qui
n'était pas agréée par l'évêque. Mgr de Sales,
héritier d'un grand nom et surtout d'un nom
saint, élevé au milieu de la plus haute aristo
cratie savoyarde et française même, devait se
trouver mal à son aise dans l'évêché d'Aoste,
au milieu de campagnards plus ou moins
grossiers: de là ses démarches et ses décisions
un peu tranchantes, violentes même, et Don
deynaz, de sa part, apportait parfois des hu
meurs terribles à la défense d'une religion de
paix.

A' partir de 1767 les années de Dondeynaz
furent réellement pleines. Rapports avec la
délégation établie à Aoste pour la péréquation
foncière et conséquente dénonce des biens,
rentes et revenus de la prévôté et du clergé,
c'est ce qu'on appelle l'affranchissement des
cens; le procès du chapitre de la cathédrale
qu'il représentait contre Monseigneur l'Évê
que à propos de la collation du canonicat au
chanoine Raymond.

Dès 1768, lors de l'affranchissement des
dîmes, le clergé séculier des paroisses de
campagne avait volontiers renoncé à toutes
les redevances féodales (sauf au casuel), de
venues pratiquement presque inexigibles et
avait accepté la congrue fixée à L 333 pour les
curés seuls, à L 600 pour les curés avec vica
riat. Travail énorme.

L'évêque et les chapitres de la cathédrale et
de la collégiale continuèrent comme pour le
passé à percevoir les redevances féodales. Ce
n'est qu'en 1779 que Sa Majesté le Roi auto
risa son intendant dans le Duché d'Aoste,
Vignet des Etoles, de traiter avec les suprêmes
autorités ecclésiastiques du diocèse pour éta
blir l'indemnité que chacun d'eux en leur nom
et pour le compte de leurs successeurs devait
toucher. Jean Pierre Dondeynaz, prévôt de la
cathédrale, ouvrit le feu des pourparlers: ce-
pendant pour son compte il s'était déjà mis en
règle en renonçant aux redevances féodales
moyennant une somme fixée et payable à une
époque déterminée.

En 1769 commence le grand procès contre
l'évêque pour la nomination du chanoine
Raymond, fini en 1772 par une sentence du
Sénat de Savoie favorable au Prévôt et au
Chapitre, d'après laquelle Raymond fut
nommé chanoine théologal.

À la mort de Mgr de Sales il fut un des
vicaires capitulaires; en 1800 lors de l'arrivée
de Napoléon à Aoste, Mgr de Solar s'étant
enfui, c'est encore Dondeynaz déjà vieux, qui
recevra le Premier Consul à l'évêché en lui
faisant les honneurs de la maison.

Le prévôt Dondeynaz mourut en 1802
après avoir joué un rôle de premier plan dans
l'administration politique du Duché, mais
aussi après avoir rayonné par sa culture, son
jugement droit et équitable, ses éminentes
vertus sacerdotales, quoique Mgr Duc dise
que dans certaines questions canoniques il
n'avait pas toujours le droit de son côté. Il
écrivit plusieurs mémoires historiques qui
avaient leur valeur et dont quelques-uns sont
allés finir à Londres.

A. L.

Un invito della Caritas valdostana
Aiutiamo i terremotati

Una nuova sciagura, dalle conseguenze drammatiche non tanto in perdita di
vite umane, quanto in danni materiali e inenarrabili sofferenze morali, si è
abbattuta sull'Italia con il terremoto in Abruzzo, Lazio, Molise, Campania.

Il lungo sciame sismico ci obbliga ogni giorno a registrare situazioni di
profonda sofferenza fisica e morale e ad allungare la lista degli incalcolabili
danni materiali alle abitazioni; ormai sono più di 30.000 i senzatetto con dolore
particolarmente profondo per le persone anziane, ammalate, handicappate.

Per condividere queste tragiche situazioni dei terremotati, la Caritas dioce
sana invita ogni coscienza sensibile a farsi carico di tanto dolore e a contribuire
per alleviarlo.

Le offerte in denaro vengono raccolte presso:
— Tutte le Parrocchie della Valle;
— Curia Vescovile di Aosta.

22
23


Testo Originale Estratto
Aprimi fratello
Ho bussato alla tua porta
ho bussato al tuo cuore
per avere un letto
per avere un po' di fuoco:
perché mi respingi?

Aprimi, fratello!

Perché mi domandi
se vengo dall'Africa
se vengo dall'America
se vengo dall'Asia
se vengo dall'Europa?

Aprimi, fratello!

Perché mi domandi
la lunghezza del mio naso
lo spessore delle mie labbra
il colore della mia pelle
ed il nome dei miei dèi?

Aprimi, fratello!

non sono un nero
non sono un pellerossa
non sono un giallo
non sono un bianco:
sono soltanto un uomo.

Aprimi, fratello!

Aprimi la porta
aprimi il cuore.
Perché sono un uomo
l'uomo di tutti i tempi
l'uomo di tutti i cieli.
L'uomo: uno come te!

René Philombe (Camerum)

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