Bollettino Parrocchiale Saint-Pierre (1978): Fede, cronache locali e crisi dell'educazione in Valle d'Aosta.
1-1978.pdfIl bollettino parrocchiale di Saint-Pierre (Diocesi d'Aosta), Gennaio 1978, offre un'analisi complessa della vita comunitaria e spirituale. Il documento riflette su temi teologici centrali, sul ruolo della fede nella società moderna e sull'impatto di eventi internazionali (come l'incontro di pace Sadat-Israele). La cronaca locale documenta in dettaglio eventi come la Prima Comunione, la festa patronale e la Fête du vin, oltre a fornire un resoconto meticoloso di battesimi, matrimoni, necrologi e offerte. Particolare attenzione è dedicata alla storia e alla descrizione del campanile romanico e ai problemi di finanziamento dei restauri della chiesa. Un tema dominante è la critica serrata alla scarsa partecipazione civica e all'apatia dei genitori nell'ambito dei nuovi Organi Collegiali Scolastici, evidenziando il fallimento della collaborazione attiva tra scuola e famiglia.
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Paroisse de Saint - Pierre XIXème ANNÉE - N. 1 JANVIER 1978 BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE L'année 1978 ? Une année de foi de confiance d'engagement ! Floraison hivernale à Gressoney-La-Trinité La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tlp. Valdostana Aoste
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fratelli MAGNIN & C. NEGOZIO : VIA S. ANSELMO, 41 - Tel. 44.168 ESPOSIZIONE: Via Festaz, 5 - Telefono 32.321 11100 AOSTA - Centro Arredamento - Cucine componibili - Mobili - Lampadari - Elettrodomestici - TV Color NUOVO CENTRO VENDITA SAINT-CHRISTOPHE REG. AEROPORTO Tel. (0165) 43.824 INGRESSO LIBERO Saint-Pierre Cari amici, Ci avviamo al termine di un altro anno: quante esperienze, quante cose sono state bagaglio del nostro mondo di paese durante questi mesi del 1977! Ci sono stati momenti di impegno, di gioia, di generosità e accanto momenti di sofferenze, di lutti, di solitudini. Nel contesto storico e vitale di questo anno, quale posto ha occupato la nostra fede di Cristiani, il nostro credere in Dio? Come battezzati, come appartenenti ad una comunità parrocchiale, quale conto abbiamo fatto di Dio, della sua parola? PARLIAMO DI DIO Quando si pone ad un gruppo di persone la questione di Dio, a cosa serve, chi è... le risposte sono molto varie. - C'è chi a Dio non pensa affatto; che esista o no, la vita procede: ci sono i soldi, il lavoro, i capricci. Perché pensare a Dio? per avere scrupoli? per sentirsi dentro domande inutili? per diventare tristi sul più bello della festa? - C'è chi rifiuta Dio perchè lo sente ostile; è un giudice severo, un notaio puntiglioso e con gente del genere non è piacevole avere a che fare; non suscita fiducia ma timore e allora è meglio incontrarlo il più raramente possibile. - Molti sono più radicali: Dio è stato inventato dagli uomini per avere sicurezza o per fare quattrini o addirittura per impedire le rivo- luzioni. L'hanno inventato alcuni a danno di altri. - Fra quelli che credono in Dio, alcuni manifestano chiaramente motivazioni inadeguate. Come fanciulli sorpresi dal buio, parlano forte con qualcuno per sentirsi protetti, per illudersi di non essere soli; pen- sano a Dio come ad un protettore invisibile, ad un assicuratore contro i rischi, ad un risolutore dei problemi e dei momenti difficili. - Vi è anche però chi vive la realtà di Dio in modo diverso. Chi scopre in Lui la ragione della propria tensione vitale e quindi si rivolge a lui come motivo delle scelte quotidiane: dell'amore gratuito, della ricerca incondizionata di giustizia, dell'approfondimento di ogni verità, della donazione di vita... IL DIO DEI CRISTIANI Per i cristiani l'unico vero Dio è quello di Gesù Cristo. Sta scritto nel Vangelo di Giovanni « Nessuno mai ha visto Dio: il - 1
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Figlio di Dio, che è sempre vicino al Padre, ce l'ha fatto conoscere ». Il supremo rivelatore di Dio è Gesù Cristo. Il Dio dei cristiani non è un Dio fuori della storia degli uomini, ma è un Dio « incarnato ». Egli cioè si fa presente, si manifesta, si comunica attraverso gli uomini. I cristiani cre- dono che Gesù di Nazaret è il momento supremo della manifestazione storica di Dio e credono che Dio, apparso in Gesù, ha pronunciato in lui una parola di salvezza per ogni uomo. Tutti gli uomini sono chiamati a scoprire in Gesù, la propria possibilità di essere figli di Dio e quindi persone umane definitive. In Gesù l'amore ha sconfitto l'odio, la vita ha vinto la morte, la grazia ha annullato il peccato. Il Dio manifestatosi in Gesù è Vita, è misericordia e perdono, è invito alla conversione. In Gesù Dio ci fa tutti fratelli: ci scopriamo in lui solidariamente chiamati al medesimo destino, senza distinzione di razza o casta. Per questo la fede in Dio diventa nella storia esigenza di uguaglianza, giustizia, energia di pace e di bene. Chi ha conosciuto Dio, rivelatosi in Gesù, sa che è urgente diventare testimoni e portatori della sua azione; perchè solo in questa maniera essa diventa efficace. Solo attraverso gesti umani può rendersi credibile l'Amore che è più grande del cuore dell'uomo. I premiati alla festa dell'Avis 2 — Chiesa, cappella dei penitenti Da parecchi mesi ormai la nostra comunità parrocchiale si riunisce per le funzioni nella cappella des Pe- nitents. La Chiesa è ancora chiusa per re- stauri e lo sarà ancora per tanto tempo; i lavori, per mancanza di fi- nanziamenti, procedono a rilento. Per il momento è stato tolto il pa- vimento e tutta la terra sottostante: sono state riportate alla luce le fon- damenta delle chiese precedenti (del 1200 e del 1500). In un secondo tem- po dovrebbero poi essere fatti i rin- forzi al muro sud per mezzo di an- coraggi alla roccia. Ci vorrà natural- mente ancora parecchio tempo, per- chè poi dovremo pensare alla siste- mazione del tetto e dell'interno. Il disagio della comunità è note- vole, basta pensare alle funzioni del- le grandi feste e ai funerali, ma ci conforta il pensiero che questi lavori erano urgenti e necessari e poi che non passeremo alla storia come la generazione che ha lasciato andare in rovina la propria chiesa. Per intanto la chapelle des Peni- tents, nonostante le limitate capaci- tà recettive, ci serve in maniera ot- timale. Abbiamo scoperto di avere un ve- ro « gioiello » di cappella sia da un punto di vista architettonico e sia per l'atmosfera di facile raccogli- mento che sa creare. I restauri per metterla in funzione hanno portato alla luce una bellissima volta (del 1600) che con le sue linee eleganti dà il senso della grazia e della legge- rezza. Tutti (anche gli ospiti estivi) re- stano ammirati di questo piccolo gioiello di arte sacra che i nostri an- tenati hanno costruito e che noi ab- biamo potuto riportare alla luce e che poi potremo ancora valorizzare. — 3
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CRONACA DI PAESE Prima Comunione Domenica 8 maggio la Chapelle è ornata a festa perchè un gruppo di bambini riceve per la prima volta il Corpo di Cristo. L'ambiente è piccolo, ma la gioia e il raccoglimento sono tanti. I bambini sono posti a corona at- torno all'altare, con accanto, pre- senza vigile e commossa, le loro mamme. Ecco il nome dei piccoli neo-co- municandi: Banchero Walter, Boson Fabrizio, Chappuis Luigi, Chappuis Adolfo, Charles Giorgio, Iuliano Vit- torio, Junod Sandro, Lale Demoz Provino, Nucci Igor, Tormen Fabio, Rumiod Cesare, Rumiod Luca, Ar- mand Lorena, Berthod Monica, Bon- fanti Karol, Floccari Erminia, Mo- relli Sara, Luboz Katia, Negro Olim- pia, Obert Milena, Paillex Rosita, Ru- miod Elga, Savoye Daniela, Stroppa Silvia, Talarico Marisa, Thomasset Patrizia, Tonso Elda. *** S. Pietro La festa patronale è stata spostata all'ultima domenica di giugno, per l'abolizione della festività del 29. La giornata è bella e la nostra gente ne approfitta per una pausa di riposo. Don Christille, ritornato tra noi per l'occasione celebra la Messa e con la solita chiarezza e convinzione ci parla della necessità di non di- menticare Dio. Al pomeriggio, organizzata dalla Pro Loco, la solita festa a Breian, tra canti, giochi e tanta gioia nello stare insieme. *** Onore al merito Quand il y a une exposition-con- cours de l'artisanat typique valdô- tain, il y a un saintpierolein d'adop- tion qui se fait toujours grand hon- neur: c'est Thomasset Gino d'Etavel. La sculpture sur bois est un magni- fique témoignage de la culture val- dôtaine vivante. Compliments au bravo Gino, qui de son petit labo- ratoire nous donne toujours des com- positions artistiques admirablement reussies et qui tient haut le nom de Saint-Pierre soit à la foire de Saint- Ours soit dans les expositions de l'été. *** Fête du vin de l'Adret Le charmant et pittoresque site de Bréan a accueilli dimanche 10 juillet 1977, la fête des vignerons des Communes de Sarre, Villeneuve et Saint-Pierre, qui chaque année, tour à tour, organisent cette mani- festation pour faire connaître davan- tage ce produit du pays. Le mauvais temps, qui cet été a sevi chez nous, ce jour là avait chan- gé d'avis, et malgré les préoccupa- tions de la veille, a reservé une des plus belle journées de toute la sai- son. Après la messe en français, célé- brée par le chanoine Vaudan qui, entre autre est toujours présent a- vec son juvénile enthousiasme à ces fêtes, une rangée de tables avec 124 couverts, permit de goûter un repas préparé par la « Pro Loco » repas très simple composé de plats du terroir, et arrosé par un excel- lent vin d'un vigneron de Saint-Pier- re: M. Pacifique Lale Lacroix. L'après-midi fut reservé au specta- cle folklorique du Comité des Tra- ditions Valdôtaines et à, la remise des prix aux 36 expositeurs. Le premier prix pour le meilleur vin de Villeneuve fut décerné à un vétéran des vignerons M. Sixte Ce- riano, tandisque pour Sarre et Saint Pierre le premier prix fut accordé à deux jeunes: M. Louis Praz et M. Germain Cheney. M. l'Assesseur à l'Agriculture Hec- tor Marcoz, les syndics des trois communes et divers Présidents des Associations des Viticulteurs, hono- rèrent de leur présence, cette fête 4 — Discorsi alla festa dei Vignerons
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champêtre, qui avait pour but de passer une journée pas comme les autres. Et enfin quelques considérations sur cette fête. C'est un lieu commun de dire que dans notre commune, l'on ne réussit jamais à faire quelque chose. La bonne volonté demontrée par les vi- gnerons de l'Association, la géné- rosité des commerçants et des en- treprises avec leurs dons, la collabo- ration de la « Pro Loco » ont dementi encore une fois ce préjugé. Certes, il y a eu aussi des mécon- tents. Les 3500 bouteilles n'ont pu être toutes vendues. L'endroit un peu écarté et peu connu, la crise, d'autres manifestations dans la Val- lée, ont empêché sur le plan com- mercial d'avoir un plus grand suc- cès. Mais il faudrait aussi se rappeler du conseil de l'Assesseur Marcoz: il ne suffit pas d'avoir des vignes com- me des jardins, et par contre d'avoir des caves trop souvent très mal en- tretenues. G. L. 6 — Folla alla festa dei Vignerons Settembre: tutti a scuola Il 12 settembre l'asilo Mons. Cen- toz riapre i battenti con qualche giorno di ritardo sull'orario previsto. I bambini iscritti alla Scuola Mater- na per l'anno 1977-78 sono ben set- Le migliori chierichette... Ai piedi del Cervino con le lettrici tanta e viene così decisa l'apertura di una terza sezione. - Le insegnanti sono: suor Truc O- detta, Rossi Graziella e Gallo M. Te- resa, che iniziano con passione e amorevole cura il loro non facile la- voro. La cucina anche quest'anno è affidata alla cura solerte e generosa di suor Maura. Suor Filippina che con tanta competenza e intelligenza aveva insegnato nella nostra Scuola per due anni, è trasferita a Valtour- nenche: la ringraziamo del suo buon lavoro. Il 26 settembre inizia pure la sua attività la nostra scuola elementare. Ecco il quadro della popolazione scolastica: Prima elementare: 18 bambini, ins. Lale Vera; Seconda elem.: 20 bambini, ins. Martinet Alessandrina e Gerbelle Daria; Terza elem.: 19 bambini, ins. Gheza Elda; Quarta elem.: 26 bambini, ins. Pel- lissier Lidia; Quinta elem.: 22 bambini, ins. Ger- belle Cesarina. Scuola della Charrère (per prima, seconda e terza) 14 bambini, ins. Champrétavy Vanda. Scuola di Rumiod (per prima, ter- za, quarta e quinta) 4 bambini ins. Chappuis Luisa. *** La comunità del Priorato A Saint-Pierre, nella bella casa del Priorato, vive un gruppo di Sacer- doti, che, o per motivi di riposo o di Il direttivo dell'Avis — 7
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impegno diocesano, sono tra noi for- mando una bella comunità. I sacer- doti attualmente presenti sono: il superiore Can. Giulio Rosset già par- roco di Valtournanche e poi della Cattedrale di Aosta; l'economo Can. Camillo Rosset ex parroco di Exce- nex e attualmente can. di S. Orso; don Vacher Giuseppe per tanti anni parroco di Sarre; don Danna Eraldo già parroco di Gressoney-La-Trinité e poi professore in Svizzera; don Cuc Mosè, professore per tanti anni nel Seminario di Aosta; don Mus E- fisio già parroco di Champorcher e attualmente impegnato in varie at- tività diocesane; don Christillin Da- niele per molti anni parroco di Gres- soney-Saint-Jean; can. Perruchon Corrado per tanti anni direttore del- l'ufficio amministrativo diocesano. ※ ※ ※ RICORDANDO L'AMICO GLAREY FLAVIO Il mese di luglio di quest'anno è stato tanto triste: un amico era in agonia e poi dopo tanto calvario è morto. Flavio, a soli 15 anni, ci ha lasciato, ha lasciato i suoi cari e tut- te le cose belle che amava. Tornava da Breian, dopo una sim- patica festa con un gruppo di amici, quando cadendo dalla moto ripor- tava gravissime ferite alla testa. E da lì cominciava la sua inutile ma ostinata battaglia per la vita. Per più di un mese le speranze e le de- lusioni si succedevano fino al tragi- co epilogo. Vedendo l'enorme dolo- re di papà Poldo e della mamma Ada, possiamo solo immaginare che tre- mende giornate furono quelle della attesa e poi della morte. Era Flavio un ragazzo generoso e intelligente con una voglia grande 8 di riuscire, di aiutare il suo papà, di rendersi utile. Dove si metteva, nella scuola o nello sport o nell'a- micizia, ce la metteva tutta per farsi strada e certamente sarebbe stato qualcuno nella vita. Ma i suoi piani, quelli dei suoi cari, furono stroncati dal tragico in- cidente. Ora riposa nel nostro cimi- tero, dove la preghiera e il pianto dei suoi cari l'accompagnano. Nella sua immaginetta è stato scritto: « Eri buono, intelligente, af- fettuoso; amavi la vita con la forza dei tuoi giovani anni. Il tuo avvenire era pieno delle più rosee speranze, ma una crudele tragedia ti ha tolto al grande affetto della mamma, del pa- pà, del fratello, dei parenti. Sappia- mo che vivi nel regno di Dio e che sarai sempre con noi non solo nel ricordo più caro. Aiutaci a trovare la forza di affrontare anche questi momenti di dolorosa solitudine ». d. a. ※ ※ ※ E' difficile scrivere anche sola- mente due parole su un amico recen- temente scomparso. Posso dire che noi due siamo stati sempre grandi amici durante gli otto anni che ab- biamo trascorso a scuola insieme; ultimamente però la scuola e la com- pagnia diversa ci avevano un po' al- lontanati ma eri sempre per me un amico. Tu eri buono, educato, scher- zoso e quando facevi qualcosa cer- cavi di farla nel miglior modo pos- sibile, soprattutto a scuola dove si L'ANGOLO DELLA FAMIGLIA La famiglia nella scuola VORREBBE..... POTREBBE ENTRARE..... ! DA CHE PARTE.....? Quando questo Bollettino giungerà nel- le Vostre case, si saranno esaurite anche le operazioni elettorali riguardanti la for- mazione del nuovo Consiglio di Circolo, del Consiglio Scolastico Regionale e del Consiglio Distrettuale Scolastico, dopo che, nel novembre scorso, si era prov- veduto a rinnovare il Consiglio di Inter- classe con la scelta dei rappresentanti dei Genitori degli alunni di ogni classe. I dati, le cifre di novembre sono or- mai note, purtroppo sconfortanti; dalla consultazione di dicembre non ci si può aspettare che risultati similari. Come mai! Forse l'insieme dei decreti che han- no dato vita a questi Organi Collegiali è troppo complicato, troppo complesso da realizzare? Forse il Legislatore ha ecce- duto in concessioni troppo democratiche a componenti partecipative creando così malcontenti ed atteggiamenti di diffiden- za da parte di Genitori, Insegnanti, Alun- ni? Non lo so, non mi sento onestamen- faceva a gara per fare meglio. Adesso che non passi più per il Cognein con la tua moto, sento un senso di mancanza, come anche quan- do il pullman si ferma all'ultima fer- mata di Saint-Pierre e non ti vedo salire su. Spero che tu lassù abbia trovato la pace e che tu possa pre- gare per i tuoi familiari e per noi amici ed aiutarci a vivere meglio questa vita. f. o. te di poter dare una risposta obbiettiva a questi interrogativi, certo è che, vo- lendo, le cause del fallimento di questa collaborazione Scuola-Famiglia potrebbe- ro essere elencate con ricchezza di ar- gomenti e di esperienze, permettendo, presumo, ad ognuna di queste forze, di portare avanti validamente le proprie giu- stificazioni a posizioni ed atteggiamenti assunti. Avremmo pertanto la scuola in grado di dimostrarci che queste nuove aperture socio-didattiche, fatte nei confronti del- la famiglia, non sono poi così facilmente realizzabili come si pensava, in quanto il più delle volte, la famiglia stessa è im- preparata per fornire un certo tipo di collaborazione attiva; dall'altra parte sa- rà la famiglia a doversi lamentare per la impossibilità ad entrare più addentro ai problemi della scuola, denunciando un certo ostracismo, che di fatto esiste, e che si manifesta, il più delle volte, at- 9
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si vuol credere, anzi, non è che in mezzo ad essa regni l'affetto e la comprensione come sarebbe umano pretendere. Qual- cuno potrebbe dire, giustamente, che queste cose succedono anche in altre Famiglie, in altri paesi, ma, scusate il linguaggio, NON CE NE IMPORTA PRO- PRIO; cominciamo a mettere ordine in casa nostra se desideriamo che ritorni una certa passione e propensione per le cose al posto giusto attraverso espres- sioni di idee chiare e senza ipocrisia. Ma pensate veramente che si sia ca- pito il vero spirito di quella che dovreb- be essere la collaborazione tra Genitori ed Insegnanti? Credete proprio che a Saint-Pierre si stia portando avanti sere- namente e consapevolmente un program- ma di lavoro comune che tenda, in ultima analisi, ad ottenere per i nostri figli, il più idoneo e coerente discorso pedago- gico-culturale? Mah! Ognuno è libero di pensare nella maniera che ritiene più opportuna alle proprie capacità ed alle proprie aspirazioni, certo è che, se tal- volta ci soffermassimo a considerare che, sono i nostri figli coloro che alla fine, in un senso o nell'altro, subiscono gli ef- fetti delle nostre decisioni e delle nostre non-decisioni, se veramente una volta soltanto esaminassimo questa realtà, so- no certo che il nostro comportamento subirebbe delle profonde modifiche. E nel comportamento intendo individuare sia quello dei Genitori che quello degli Insegnanti i quali, esaurito il loro com- pito educativo, non possono certo dimen- ticare di essere a loro volta padri e madri. La scuola di Rumiod traverso una certa diffidenza pre-concei- ta nei confronti di Genitori che portano avanti discorsi critici. Con queste premesse si possono tran- quillamente trarre una serie infinita di considerazioni che, forse, alla fine risul- terebbero anche interessanti, per l'una o per l'altra parte, ma, tutto sommato, pen- so che sarebbero troppo generalizzate mentre a noi serve, in maniera partico- lare, creare un movimento critico nel con- testo del nostro paese, esaminando, per quanto ci è dato conoscere, quanto di valido e costruttivo sia nato, a Saint- Pierre, in questo triennio di collaborazio- ne Scuola-Famiglia. La nostra società consumistica non so- lo ci abitua, ma addirittura ci obbliga a vedere quasi ogni cosa con il metro dei numeri, delle cifre, lasciando sempre mi- nor spazio alla sensibilità umana, alla ca- pacità e volontà dell'individuo isolato; ebbene, cifre alla mano, signori cari, la nostra bella Famiglia di Saint-Pierre non è che sia poi così unita e compatta come 10 — Si mangia la polenta a Vetan carattere culturale ed educativo tali da consentire un minimo inserimento nel tes- suto sociale del momento. E non dite che non è vero, le cifre fa- mose cui facevo riferimento all'inizio Vi smentiscono purtroppo. Ai Consigli di Classe, quando ci andate, non è che par- liate molto, preferite pensare ai Vostri problemi della casa, della campagna, del lavoro e ad altri ancora, ma a vostro fi- glio, ai suoi problemi, alle sue ansie, alle sue aspirazioni, quanto spazio dedicate? « In casa mia si è sempre lavorato con fatica ed onestà, senza troppi grilli per la testa, ed ho dato a mio figlio «tutto quanto aveva bisogno! » Giusto, ma sei proprio sicuro di avergli dato tutto ? I nostri figli non sono delle cose inerti ma sono degli esseri pensanti eccezionali, stupendi, in grado di giungere rapida- mente a delle conclusioni logiche che neppure ci immaginiamo. E allora perché non soddisfare la loro curiosità, la loro sete di sapere? Perché non lavorare con loro e per loro? Perché oggi che esiste la possibilità di poter seguire diretta- mente il loro cammino educativo scola- stico non ci si avvale di questo diritto, non si approfitta di questa licenza come non è stato fatto fino ad oggi? Atten- zione! Forse qualche Insegnante Vi avrà detto che lo svolgimento del programma didat- tico segue i dettami previsti dalle dispo- sizioni Ministeriali emanate all'incirca nel periodo in cui questa nostra amata e bi- strattata Italia cercava, suturandosi in più parti, di darsi un aspetto esteriore più compatto e felice, ma allora è bene che si sappia che Voi genitori, attraverso i vostri rappresentanti di Classe, attra- verso il Consiglio di Interclasse, potete far pervenire al Consiglio di Circolo tut- te le osservazioni critiche che deside- rate, con la possibilità di vederle appli- cate dopo un esame ed una valutazione positiva dei competenti Consigli di Ge- nitori ed Insegnanti. Spero che vi rendiate conto della dimensione di tutto ciò! Non per nulla il legislatore ha previsto che la Presidenza del Consiglio di Circolo toc- casse ad un rappresentante dei Genitori! Ma allora, come si può continuare a dire che la colpa di tante situazioni è della Scuola quando le percentuali dei vo- tanti sfiorano il ridicolo! Credete proprio di poter ottenere una seppur minima con- siderazione se la Vostra forza esposta ha Carı Genitori, ho la vaga sensazione che Voi continuiate a considerare la Scuo- la e l'Asilo (in modo particolare) oltre che istituzioni sociali cui bisogna parte- cipare in una certa maniera, anche e so- prattutto come un parcheggio per i vostri figli, un luogo comodo e sicuro dove vengono portati al mattino e ritirati alla sera (si rivedono però per il pranzo) e dove vengono fornite loro prestazioni di — 11
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tali valori percentuali? Suvvia, siamo se- ri! Se si tratta di portare il vostro voto all'uomo politico, alla corrente ideologica che più si avvicina al vostro modo di pensare dimenticate per un istante i vo- stri problemi, i vostri impegni; se però dovete esprimere la vostra preferenza ed il vostro giudizio per vostro figlio, allora di tempo non ne avete. Non pensate di essere profondamente egoisti in tale cir- costanza? Badate, il voto è un diritto ma è anche un sacrosanto dovere e se non Patrono a Vetan 12 — I bambini alla festa degli alberi credete in voi stessi, nelle vostre capa- cità, come potete pensare che gli altri credano in voi. Non è che gli Insegnanti stiano meglio, no assolutamente, stanno attraversando un momento difficile, pericoloso, pieno di problemi e di conflitti a livello indivi- duale. Anche in loro c'è la mancanza di volontà di fare qualcosa di costruttivo e di tecnicamente valido. Preferiscono ri- manere adagiati fra schemi educativi am- piamente collaudati piuttosto che aprirsi a nuovi metodi ed orizzonti didattici. So- no spesso mal consigliati e quasi mai te- nuti in considerazione, oggetto di critiche feroci, di venerazioni corali e di linciag- gi morali. Tra di loro serpeggia il gioco del fare il minimo indispensabile, non riescono neppure, se non dopo mille dif- ficoltà, a formare una lista di candidati per il Consiglio di Circolo, e guai a chie- dere a qualcuno di far parte del Seggio elettorale! Non è molto entusiasmante tutto ciò, vero? Ma allora perchè non partecipare tutti assieme a questa real- tà scolastica? Alla sua gestione? Per- chè non impegnarci di più tutti, ripeto tutti assieme, per risolvere questi nostri grandi problemi, per riacquistare fiducia l'un l'altro, per ridare una dimensione ad un problema che esiste perchè lo abbia- mo voluto noi con la nostra reciproca vo- lontà di non collaborazione. Vogliamo veramente iniziare una seria politica co- struttiva nel nostro paese per coloro che domani dovranno essere amici, fratelli, coloro che dovranno avere fiducia nelle istituzioni e nelle strutture che appron- teremo loro. L'ho detto e lo ribadisco, c'è molto da fare purtroppo. Nel campo dei genitori per la loro impreparazione ad assimilare un certo tipo di discorso sociale, impre- parazione dovuta ad ipocrisie e ad ottu- sità che trovano vita nella mancanza di volontà di miglioramento. Nel campo de- gli Insegnanti per la loro non collabora- zione a priori, per la mancanza della vo- lontà di aggiornamento, per uno scadere dei valori di sensibilità a livello indivi- duale, per una scarsa passione per que- sto mestiere. Mettete il tutto assieme, agitatelo e vedrete che purtroppo partorirà soltanto tristezza! Smettiamo perciò di correre, di affan- narci dietro a disperate illusioni di sere- nità e di benessere, cogliamo una volta la gioia di piccoli momenti di felicità prendendo i nostri figli sulle ginocchia e parlando con loro come se parlassimo a noi stessi. Entrambe le parti si devono muovere, devono lavorare, non si può a- spettare che sia l'altro a muovere la pri- ma pedina; soltanto attraverso un sere- no apporto di idee, di suggerimenti e di esperienze personali si potrà, un giorno, dire onestamente, di aver contribuito un poco alla formazione ed alla maturazio- ne morale e civile di quell'importante fi- bra del tessuto sociale di oggi e di domani che si identifica sempre più nei GIOVANI. Un genitore giovane C. G. Patrono a Rumiod — 13
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PETIT COIN DE CHEZ NOUS Notizie sul campanile di Saint-Pierre Il nostro campanile è una costru- zione romanica risalente al XII-XIII secolo. Mancano purtroppo notizie storiche sull'anno della sua costru- zione. E' probabile comunque che sia contemporaneo dei suoi «fratel- li» di Sarre, Chesallet e Sainte Hé- lène di Sarre distrutto verso la fine del secolo scorso. Esso si erge imponente e domina la chiesa dallo sperone roccioso che serve da piedistallo alla casa par- rocchiale, alla chiesa stessa ed al castello. Vi si accede da una portici- na a fianco dell'altare della Madon- na; per mezzo di una ripida e stretta scaletta si arriva all'ingresso vero e proprio della torre campanaria che misura alla base ml. 4,75 di lato. I muri a filo del terreno hanno uno spessore di ml. 1,30. Salendo le ri- pide scale interne in legno si incon- trano dapprima 4 feritoie (una per lato), quindi 4 monofore, 4 bifore (tre delle quali occupate ora dai qua- dranti dell'orologio) ed infine 4 tri- fore nella cella delle campane. I vari piani sono divisi esteriormente da ornati in coccio a linee e archetti. La cuspide è a forma di piramide sormontata dalla croce. Su ogni lato della cuspide costruita in pietra, a metà altezza c'è un colombario. Nella cella campanaria sono allog- giate 6 campane che, alcune da se- coli altre da pochi anni, annunciano i momenti belli e quelli più tristi della vita parrocchiale. La campana Patrono di Bones I baldi 60enni 14 - N. 1 chiamata da tutti familiarmente « la grand cliotze », è stata fusa nel 1824 ed ha un diametro di cm 114. Essa porta la scritta Christus ab omni malo nos defendat - S.te Petre a fulgure et tempestate. La 2ª e la 3ª sono sul nostro cam- panile dal 1967 e misurano rispetti- vamente cm 100 e cm 90 di diametro. Sulla 2ª appare la scritta: Ut mentes nostras ad caelestia desideria erigas te rogamus audi nos; sulla 3ª: Canto al mattino il tuo amore, la sera la tua fedeltà. Entrambe sono state fu- se dalla ditta Achille Mazzola di Val- duggia (VC). La 4ª campana (diametro cm 80) è la più antica: la sua fusione risale infatti al 1457. Reca la scrittura in ca- ratteri gotici: Christus vincit, Chris- tus regnat, Christus imperat. La 5ª campana non porta alcuna data. Anche questa è sul campanile dal 1967 quando appunto fu amplia- to il concerto delle nostre campane. Essa proviene dalla scuola elemen- tare dove per tanti anni aveva chia- mato i bambini alle lezioni e vi era stata portata dalla vicina « Chapelle des Pénitents ». Apparteneva infatti alla confraternita dei « Pénitents ». Il suo diametro è di cm 70. Al mat- tino, a mezzogiorno ed alla sera i suoi rintocchi ci invitano ogni gior- no ad un attimo di preghiera per il momento dell'Angelus. - 15
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Infine la 6ª campana del diametro paiono neri di fuliggine. Il nonno di cm 60, è stata fusa nel 1654. mi ha detto che ciò è dovuto al fatto che la sera dei Santi era usanza suo- Tutte le campane sono azionate nare a morto la grand cliotze fino elettricamente; la 1ª, la 3ª e la 5ª pos- a mezzanotte. Allora le campane era- sono suonare sia a distesa sia a mar- no azionate manualmente e quella tello e sono quelle che la domenica sera due « maellié » si alternavano ci invitano alla S. Messa. La 2ª, la 4ª nell'incomodo lavoro e per riscaldar- e la 6ª sono invece fisse ed insieme si nelle pause accendevano il fuoco alle prime danno vita al « carillon ». su cui cuocevano le castagne. Una La 1ª campana è quella che annun- vecchia tradizione che si è persa co- cia la morte dei fedeli e che li ac- me purtroppo tante altre con l'av- compagna alla loro ultima dimora. vento della luce elettrica e dei com- plessi meccanismi che ora azionano A chi sale sul campanile, appena le nostre campane. sotto la cella campanaria, vicino al- l'orologio, i muri del campanile ap- G. P. Franca. Padrini: Cotting Francis e Cotting Eliane. 16) Il 6 novembre battesimo di JOCAL- LAZ NICOLE di Remo e di Bonin Lucia. Padrini: Pariset Paolo e Bonin Donata. *** Nuovi membri del popolo di Dio 8) Il 15 maggio è stata battezzata PER- RUQUET NADIA di Lino e di Pellissier Rosanna. Padrini: Pellissier Aldo e Sté- venin Lucia. 9) Il 15 maggio battesimo di DANIEL- LO FEDERICA di Auro e di Chenal Carla. Padrini: Daniello Carlo e Canova Ernida. 10) Il 5 giugno è stato battezzato GER- BORE JONATHA di Dante e di Soudaz Raffaella. Padrini: Cadau Giovanni e Ger- bore Mirka. 11) Il 21 agosto battesimo di LALE MU- RIX LORIS di Bruno e di Chaussod Olga. Padrini: Cogmein Piero e Barmasse Or- nella. 12) Il 4 settembre è stato battezzato BANCHERO FABIO di Ezio e di Bodda Anna Maria. Padrini: Banchero Pier Gior- gio e Bodda Angela. 13) Il 4 settembre battesimo di LAN- DONI MICHEL di Gianpaolo e di Simonini M. Wilma. Padrini: Landoni Lorenzo e Corsini Simonetta. 14) Il 18 settembre battesimo di BRAN- CHE LEO di Pacifico e di Rumiod Emilia. Padrini: Vauthier Mario e Vauthier Piera. 15) Il 9 ottobre battesimo di FERAN- DOZ STEFANO di Sergio e di Pallais Il dott. Caput che ha lasciato la nostra condotta Nuovi focolari cristiani 3) Il 5 giugno matrimonio tra PERRONE ANTONIO e JORDANEY NOEMI ERMINIA. Testimoni: Staffa Maria Brigida e Raspo Marco. 4) Il 20 agosto matrimonio tra BERARD EZIO e RONZANI ANNA MARIA. Testi- moni: Ronzani Fortunato e Molteni Ro- giero. 5) Il 3 settembre si sono sposati PAL- LAIS GUIDO e PETIGAT LUCIA. Testimo- ni: David Luciano e Petigat Aldo. Al collaboratore del nostro bollettino e alla sua gentile signora un particolare augurio di bene. 6) Il 22 ottobre matrimonio tra CHRIS- TILLE GIUSEPPE e GIGLIOTTI ADRIANA. Testimoni: Covolo Norma e Mazza Franco. 7) Il 22 ottobre si sono sposati LUBOZ ATTILIO e CHAPPUIS ANNALISA. Testi- moni: Cretier Ivana e Buillet Elio. 8) Il 26 novembre matrimonio tra DU- RELLO MARCO e BENVENUTO MIRAN- DA. Testimoni: Lucianaz Marino e Mazza Francesco. 16 — 17
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I nostri defunti 9) Il nove aprile è deceduta l’angiolet- to BRANCHE DILVA, figlia di Roger, di appena pochi giorni. Dal Paradiso veglia sui genitori sui suoi fratelli. 10) Il 5 maggio è morta D'URSO MA- RIA CAROLINA di anni 74 nativa di Vico Equense. Da poco tempo abitava a Sez e sempre l’abbiamo vista ammalata, cu- rata con tanto amore e generosità dal marito Torrese Eugenio. 11) In ospedale è deceduta DEVESO VITTORIA ved. BRANCHE di anni 47. Eb- be non sempre una vita facile e serena; l’amore della figlia l’accompagnò attra- verso gli ultimi anni e la malattia che pre- maturamente ne ha stroncato la vita. 12) Il 4 giugno è morto VAUDAN CAR- LO di anni 65. Nativo di Oyace. ebbe sempre una salute malferma, che ne con- dizionò tutte le attività e gli impegni. Aveva un cuore buono e un grande de- siderio di amicizia. Viveva con il fratello Giovanni che sempre l’ha amato e curato. 13) Nel cimitero di Introd è stata se- polta ABRAM ROSALIA ANGELICA ved. JOCALLAZ di anni 87, morta l’otto giu- gno. Madre di numerosa famiglia, donna di grande generosità, ebbe una vita di grossi sacrifici e dedizioni. Aveva una fede limpida e semplice, in essa trovava coraggio e conforto. Negli ultimi anni di malattia e di forzata inattività, l’affetto e la bontà dei figli le furono di grosso aiuto. 14) Il 20 luglio è deceduta VAUTHIER M. TERSILLA di anni 80. 18 - Da tempo la sua salute era malferma e solo l'aiuto dei suoi cari le permetteva di sentire meno il peso degli anni e del male. Visse per tanti anni a Verrogne con grandi sacrifici, desiderando sempre di trovare un avvenire migliore. 15) Il 28 luglio è morto IANNINO AN- TONIO di 71 anni. Nativo di Palermiti, da parecchi anni era tra noi, dov'era venuto per cercare un futuro migliore alla sua famiglia. Un fortuito incidente in pochi giorni ne ha distrutto la forte fibra. Gran lavoratore, lascia un esempio di dedizione ai suoi figli. 16) Il 29 luglio è morto GLAREY FLA- VIO di 15 anni. Dopo più di un mese di lunga estenuante agonia è morto il caro Flavio, lasciando nello strazio più gran- de i suoi cari e nella costernazione tutto un paese. Morire così giovane, con davanti un avvenire tanto roseo, sembra impossibile! Una immensa folla ha accompagnato il profondo dolore del papà Poldo, della mamma, del fratellino e degli zii. Mai co- me in queste occasioni comprendiamo che la fede in Cristo anche se non ci toglie il dolore e la sofferenza, ci difende però dalla disperazione e dalla resa. 17) Il 24 agosto è deceduto ROSSAN MAURIZIO di anni 63. Una tremenda ma- lattia da tempo ne minava la forte fibra. Era stato sempre un gran lavoratore e fino all'ultimo volle dedicarsi con estre- ma generosità alle sue cose. Non ebbe una vita sempre facile e fortunata, ma ebbe sempre la forza di ricominciare con spirito di sacrificio. 18) Il 12 settembre dopo breve malat- tia è morto all'ospedale CHENAL FRAN- CESCO di anni 73. L'amore per il lavoro e la famiglia furono le grandi costanti della sua vita; per questi beni dedicò i più grandi sacrifici. La moglie e le figlie portano nel cuore e come impegni di vi- ta gli esempi ricevuti. 19) Il 22 settembre è morta BORNEY ALICE di anni 75, all'ospedale di Aosta. Da alcuni anni la sua salute era malferma e aveva dovuto lasciare la casa e il paese per farsi curare. Ci lascia il ricordo di una donna generosa e sensibile, che amò con sacrifici e dedizione la sua famiglia. La preghiera fervorosa l'aiutò nei mo- menti duri della vita. 20) Il primo ottobre è morto SAVOYE PIETRO di anni 74. Nativo di Valgrisen- che, da tanti anni abitava a Saint-Pierre, dove aveva trovato lavoro e avvenire per la sua famiglia. Uomo di grande fede, di generosa rettitudine visse sempre col grande impegno cristiano della dedizione. Negli ultimi anni la sua salute andò de- clinando, ma, con l’aiuto dei suoi fami- liari, ebbe sempre la certezza che quel- lo che conta è vivere facendo la volontà di Dio. 21) Il 4 ottobre è deceduta PAILLEX MARIA ved. JOYEUSAZ, di anni 97. Quan- te vicende, quante opere di bene, quan- ti sacrifici nella sua lunga esistenza. Donna intelligente, amava con brio rac- contare le sue esperienze nei duri anni della giovinezza e dell’emigrazione. Aveva una grande fede, che sempre la guidò, anche negli ultimi tempi in cui il peso degli anni si faceva sentire e do- veva ormai dipendere dall'amore dei figli e dei nipoti. OFFERTE PER LA CHIESA Thérisod Emeric e Ivonne; Mammoliti; in memoria Thomasset Eliseo e Alda; in memoria Cachoz Leonilda; in memoria Barmaverain Adolfo, Pierino e Febronie; Saccani Nino; Thérisod Flavia; N. N.; in memoria Boverod Emilio; Campese Mar- co; Bochet Edillio; in memoria Cognein Flaviano; David Ernesto; in memoria Let- try Marcello; in memoria Jacquin Clelia; Belli-Ceriano; Micotti Renato; Classe 1917; Savoye Adrien; in memoria Besen- val Alfredo; Corniolo; Perrone-Jordaney; Jaccod-Garresi-Jordaney; in memoria Ar- nod Alessandro; N. N.; in memoria Chris- tille Elisa; in memoria Bochet Grato; in memoria Lale Gerard Marcellina; Ronzani Dome- nico; Cortiana; Bérard-Ronzani; in memo- ria Vauthier Tersilla; in memoria Vaudan Carlo; in memoria Branche Rina; in me- moria Iannino Antonio; Ronc Tino; in me- moria Rossan Maurizio; Banchero; Lan- doni; in memoria Glarey Flavio; Bois Carlo; in memoria Christille Luigi; in memoria Borney Alice; in memoria Fe- noil Arturo; N. N.; N. N.; in memoria Paillex Marie; Branche Roger; Ferrandoz Sergio; Charruaz; Rûmiod Maurizio; Bat- tistioli; in memoria Paillex Nelly; in me- moria Branche Adolfo; N. N.; in mem. Lale Ottavia; N. N.; Chenevier; Ceranto; Cognein Mario; Pallais Guido; in memo- ria Chenal Francesco; Oreiller Eliseo; Bonin Eddy; Jocallaz-Bonin; Pozzini; Lale Demoz Luigi; Meynet; Lale Murix Bruno; Oreiller Emilio; Cognein Piero; Chioso; in memoria Savoye Pierre; Pallais Rina; def. Bois Enrico; Lale Demoz Bruno; Pompieri Etavel; Pompieri Rumiod. Totale L. 1.569.000. PER IL BOLLETTINO Jocallaz Dino; Thérisod Emeric e Ivon- ne; Bonfanti; Jeanneret Simone; Paillex René; N. N.; Joris; Campese Marco; Vit- ton-Mea; Belli-Ceriano; Ceriano Rosito; Micotti Renato; Cognein Bruno; Savoye Adrien; N. N.; Lettry Giancarlo; Cornio- lo; Dayné Livio; Jacquin; Celesia Lubino; Giuppone; Vauthier Tersilla; Bétemps Ar- mando; Ronc Tino; Savoye Julien; Fer- randoz; Anselmet Albino; Bois Carlo; Pallais Albina; Vallet Prosper; Persod Luigi; Branche Adolfo; Terradura; Chene- vier; Chamonin; Thérisod Simon; Meynet; Chabod Venance; Paillex Ettore; Pozzini; Bois Henriette; Domaine Lea; Centoz Virgilio; David Ernesto; Chappuis Maxi- min. Totale L. 291.000. PER L'ASILO Thérisod Emeric e Ivonne; Thomasset Eliseo e Alda; Oreiller Cesarina; Campe- se Marco; Belli-Ceriano; Lale Démoz Lui- gi; in memoria Lale Ottavia (Rep. Co- struzioni Impianti Elettrici); la disciolta Corale ha offerto un metodo completo per l’insegnamento del Francese. Totale L. 51.000. — 19
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Dieu remis dans le jeu Le plus saisissant, dans la visite du président Sadate à la Knesset - après le fait, évidemment, qu'il se trouvait là - ce furent les paroles de prière par quoi lui-même et le chef du gouvernement d'Israël commencèrent leurs discours, les appels à Dieu lancés par l'un et par l'autre, leurs références aux textes fondamentaux de leur croyance, leurs citations des prophètes qui sont communs aux deux religions, bref leurs efforts pour se rejoindre, par-dessus les frontières contestées, les armements amassés, les cicatrices mal fermées des guerres récentes, dans le domaine supérieur de la foi et du sacré. Ce n'étaient pas les Nations unies qu'invoquaient les deux hommes d'État pour fonder leur espoir de paix, mais la Bible et le Coran. Tout peu arriver de cette rencontre audacieuse. D'abord qu'il n'en arrive rien. Ou bien que les défiances et les fanatismes s'exaspèrent, de part et d'autre, pour faire obstacle à la tentative. Ou que telle ou telle des superpuissances jette des brandons dans cette coupe sainte, afin de diviser le monde arabe et d'empêcher un accord contrariant pour les impérialismes économiques ou les visées hégémoniques. Il se peut que tout achoppe quand on en viendra aux aspects concrets des négociations. Mais il se peut aussi que la dyna- mique de la paix soit déclenchée, et que rien ne l'arrête. De toute manière l'important, et qui restera acquis, c'est que, dans une telle réunion, il aura été fait état de Dieu comme devant dicter l'attitude des peuples, inspirer les actes des dirigeants et conduire au rapprochement des deux camps. Depuis combien de temps, depuis combien de siècles, cela ne s'était-il pas produit? Voilà qui change, qui change d'un laïcisme pusillanime, tremblant de choquer si l'on ose parler du divin, et qui se refuge derrière les vocables de liberté et de justice, mais en oubliant que ces deux notions n'ont de fondement que religieux, ou n'en ont pas. Voilà qui change d'un matérialisme historique, négateur de toute transcendance, et qui a fini par imposer là où il peut se faire entendre, c'est-à-dire presque partout, son voca- bulaire et son système d'analyse. Voilà qui change du ton des fonctionnaires pragmatiques qui, dans les conférences internationales, tiennent l'économie et la statistique pour tout, et l'ardeur de la foi pour rien. Dieu, soudain, est remis dans le jeu de l'histoire. L'existence d'une volonté divine, soudain, est rappelée aux hommes par des chefs politiques. On reprend de la hauteur. Ce dimanche de novembre, où les yeux de toutes les nations étaient tournées vers Sadat e Begin, i prota- gonisti di uno storico incontro. Il Dio della Pace li aiuti a riportare pace, concordia, amore nel Medio Oriente ! de l'histoire ACTUALITÉ’ Jérusalem, ville trois fois sainte, le Saint-Père a convié tous les chrétiens du monde à prier pour que le Ciel favorise cette lueur de paix. C'était bien plus qu'un vœu pieux. Nous sa- vons l'ardente espérance de Paul VI, tout au long de son pontificat, en un rapprochement éthique et pacifique - entre les hommes des trois religions du Livre, et son attention à toute tentative Il est significatif également que le roi Hassan II, à l'angle de la Méditerranée et de l'Océan, ait encouragé la rencontre. Nous savons les déclarations, mais également les patientes et discrètes démarches par lesquelles il a aidé à ouvrir la voie du dialogue, parce que ce chef d'État, qui n'oublie jamais qu'il est en même temps commandeur de ses croyants, est convaincu, lui aussi, que l'apaisement est à rechercher dans une con- vergence des transcendances religieuses. Dans notre monde divisé entre les peuples qui croient en une cause suprême et les régimes qui nient toute valeur à toute foi, de très grands malheurs ne seront évités que si les spiritualistes de toute obédience savent élever leur regard, ensemble, et reconnaître ce qu'ils ont en commun. Oui, une espérance passe sur l'humanité. La paix se portait fort mal dans les mains des hommes. L'appel à Dieu et aux commandements sacrés n'est certes pas inutile. Maurice DRUON de l'Académie française "Le Figaro" 23 novembre 1977 ... e il commento dell'Osservatore Romano La risposta all'operazione generale verso la pace è nella religione. Il fatto politico più impressionante della settimana, l'incontro a Gerusalemme tra il capo del popolo egiziano e i governanti e il popolo d'Israele, è, prima che politico, un fatto religioso. Si potrà disquisirvi intorno come si vuole, ma è fuori dubbio che da tempo non si levava nel mondo un segno così marcato di volontà di pace. E la pace che Sadat è andato a proporre a Gerusalemme non è una pace qualunque: è - come ha detto egli stesso - la pace di Abramo, una pace che si impone per motivi religiosi, prima ancora che pratici e interessati. Infatti, dalle cronache dirette dell'avvenimento, è emersa ripetutamente la parola "preghiera", e si sono visti i protagonisti pregare, e si è sentito che per il suc- cesso dell'iniziativa pregava il presidente Carter, e alla preghiera invitava tutti i cattolici Paolo VI, nel suo discorso domenicale, coincidente con gli incontri in atto nella Terra di Gesù. La religione che gran parte del mondo moderno ha ritenuto di poter disattendere come cosa superflua o sorpassata, rivela il suo valore perenne, la sua efficacia ultima per la soluzione dei problemi degli uomini. Ma, per i cristiani, la risposta è più specifica: è Gesù Cristo. Opportunamente Paolo VI ha ricordato l'episodio di Cafarnao, quando i discepoli se ne andavano, perchè le parole del Signore parevano loro dure. La storia dell'uomo si ripete. Questa gente che si allontanava scrollando la testa, considerandolo quasi un demente, nonostante le parole sentite e le cose viste in molti mesi della sua vita pubblica, fa pensare al modo sbri- gativo con cui certa cultura e certo costume del nostro tempo hanno creduto di disfarsi di Gesù Cristo. Ma quando il Signore dice ai suoi, quasi come una sfida: "Volete andarvene anche voi?", si leva irruente la risposta di Pietro, l'unica degna e valida: "Da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna". Devono ricordarselo i cristiani dubbiosi. Si sta forse verificando la parola di Gesù: "Molti verranno dall'Oriente e dall'Occidente e prenderanno posto a tavola con Abramo nel Regno dei cieli: mentre i figli del Regno saranno gettati fuori nelle tenebre esteriori"? Virgilio LEVI Osservatore Romano 25 novembre 1977
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Un decalogo d'attualità * ESSERE GENEROSO è dimenticare se stessi per pensare agli altri. * ESSERE GENEROSO è perdonare sempre pensando che la debolezza umana è più grande della cattiveria. * ESSERE GENEROSO è avere pietà della debolezza altrui pensando che noi non siamo diversi dagli altri e nelle loro condizioni, forse, sarem- mo stati peggiori. * ESSERE GENEROSO è chiudere gli occhi davanti all’ingratitudine. * ESSERE GENEROSO è dare anche quando non si riceve, sorridendo a chi non comprende o non apprezza la nostra generosità. * ESSERE GENEROSO è sacrificarsi, aggiungendo al peso delle nostre pene di ogni giorno quello delle pene altrui. * ESSERE GENEROSO è tenere ben stretto il proprio cuore per riuscire a soffocare le sofferenze e sorridere costantemente. * ESSERE GENEROSO è accettare il fatto poco simpatico che più do- neremo e più ci sarà domandato. * ESSERE GENEROSO è riconoscere con semplicità che davvero « ge- neroso » è solo Iddio. ★ CRISTIANI E VIOLENZA La violenza nelle sue forme più vistore si è manifestata un po' ovunque. Il Signore ha detto: « Un albero buono non può dare frutti cattivi, così come un albero cattivo non può dare frutti buoni ». Ma se un albero non dà frutti buoni, allora lo si taglia e si butta nel fuoco. Chi ha fatto scuola di violenza in questi anni? Chi l'ha seminata a larghe mani? Il Papa? Il prete? l'A.C.? E' il Vangelo dottrina di violenza oppure sono altri vangeli ora alla moda che educano alla violenza ? Veramente il Vangelo di Gesù Cristo ci insegna: « Beati quelli che non sono violenti perchè Dio darà loro la terra promessa » e « Beati quel- li che diffondono la pace perchè Dio li accoglierà come suoi figli ». Il Vangelo di Marx invece insegna: l'odio di classe, la lotta è la con- dizione necessaria per creare l'uomo nuovo, il mondo nuovo. E l'aborto non è un fatto di violenza contro gli inermi ? e le ingiustizie sociali non sono violenza sovente legalizzata ? Un proverbio dice: « Chi semina vento raccoglie tempesta ». Il vento dell'odio è stato seminato. Ora è il tempo della raccolta. 22 — D'un clocher ... ... à l'autre que jamais dans un ordre tel que celui des « Chartreux », qui exige et demande à ses sujets la solitude, la contemplation, le si- lence et une austérité de vie à toute é- preuve. Telle était pourtant sa vocation. Le Seigneur la lui fit connaître très clairement au cours de la retraite prêchée au séminaire d'Aoste, le mois d'octobre de l'an 1926, au début de ses études de théo- logie, lorsqu'il avait 21 ans; pour lors « Coulaï » devint, pour ses amis du sémi- naire, le « Converti ». En fait le mois de décembre de la mê- me année il quittait le séminaire pour commencer son noviciat auprès de la Char- treuse de Lucques (Certosa di Farneta); il y trouva sa joie et son bonheur dans la fidélité à l'appel et à la volonté de son Seigneur. Il fut ordonné prêtre à Camaiore (Luc- ca) le 21 juin 1931. Il fut ensuite Supérieur de la Chartreu- se de Farneta du 15 février 1959 au 18 mars 1967. Il est actuellement aumônier de la Chartreuse des Moniales de Riva di Pinerolo. Il compte à ce jour 72 ans de vie et 51 ans de profession religieuse. Nous savons qu'il prie avec la ferveur des Chartreux pour notre Diocèse aussi et pour son Champorcher. Il est le seul et unique Prêtre Religieux de l'Ordre des Chartreux originaire de no- tre Diocèse. « La belle histoire d'une bonne, heureu- se vocation religieuse !». Tel pourrait bien être le titre d'un article que nous pour- rions écrire, si nous en avions le temps et l'espace, en guise de commentaire de la photo que nous publions ici où nous voyons, sur le seuil d'un couvent des Char- treux, le Père Anselme Gonthier de Cham- porcher, en compagnie de M. l'Abbé Jo- seph Fosson, curé d'Arvier, qui vient de lui rendre une visite amicale avec leur ami commun M. l'Abbé Jean Pession, ancien curé de Montjovet, tous les trois compa- gnons de cours au Grand Séminaire de Aoste. Père Anselme, dans le siècle, Nicolas Gonthier, né à Champorcher en 1905, a fait ses études du lycée et de la philoso- phie au séminaire d'Aoste; petit de taille, d'une vivacité débordante, intelligent, far- ceur et espiègle à l'envi, était bel et bien le boute-en-train de sa classe qui le dé- nommait tout simplement « Coulaï ». Per- sonne certes, ne pensait alors qu'il aurait eu un jour la vocation religieuse, moins N.B.: Nous aimons à noter ici qu'à la pé- riode où fleurissait cette même vocation, vers les années 1925-30, la vie de nos séminaires était très florissante; les séminaristes y étaient nombreux et les problèmes des vocations re- ligieuses et missionnaires y étaient particu- lièrement ressentis et soigneusement étudiés par les mêmes séminaristes. Nous en avons une preuve dans les faits — 23
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suivants; en ces mêmes années: Mr l'Abbé Conrad Perruchon s'en fut quel- ques mois chez les Chartreux; Mr l'Abbé Édouard Brunod chez les Béné- dictins à Rome (St-Paul-hors-les-Murs); Mr l'Abbé César Jeantet chez les Mission- naires de la Consolala à Turin; Mr l'Abbé Oswald Perrenchio chez les Bé- nédictins de Mont-Cassin; Mr l'Abbé Joseph Péaquin chez les Mission- naires de l'I. M. à Milan; Mr l'Abbé Paul Pession s'en fut chez les Dominicains de Chieri. On le voit: il y avait, au séminaire, une bel- le jeunesse, très ardente, un peu inquiète par- fois, mais désireuse de perfection, tendue à la recherche de la volonté du Seigneur, dans un pluralisme, en vérité de très bon aloi! Le Supérieur du Séminaire, Mr le Chanoine Louis Gorret, se proposait même de fonder à Aoste un séminaire pour les Missions. ★ Au cours de la dernière séance de l'Aca- démie de St-Anselme, qui a eu lieu au mois de septembre à Aoste, Mr l'Abbé Al- bert Marie Careggio a été nommé membre effectif de cette même Académie. Nous nous en réjouissons très vivement et lui présentons nos sincères félicitations. Nous notons volontiers que Mr l'Abbé Careggio est un fidèle et précieux colla- borateur de notre même Bulletin; il écrit de même pour le « Messager Valdôtain » et pour le « Corriere della Valle »; il soi- gne d'une façon exemplaire le Bulletin de sa paroisse; il travaille actuellement, acti- ve- ment et passionnément à une oeuvre d'envergure et d'importance diocésaine: il prépare en effet la publication de l'« Al- bum Dictionnaire Ecclésiastique du Cler- gé d'Aoste » pour le siècle que nous vivons. Félicitations et bon travail, Mr l'Abbé Careggio! ★ La Paroisse de Doues s'apprête à témoi- gner, le dimanche 18 décembre, son esti- me, son amour et sa reconnaissance à son 24 curé, Mr l'Abbé Antoine Gaod, à l'occasion de ses 40 ans de vie sacerdotale qu'il a vécus à Doues même, en qualité de vicaire d'abord, de curé ensuite. Pour l'heureuse circonstance, Mr le Syn- dic et l'Administration communale, la po- pulation du pays tout entière, les Curés du district et les prêtres de la paroisse feront belle couronne au curé Gaod qui a mille raisons de remercier le Bon Dieu pour le fructueux ministère qu'il a exercé avec dévouement pour le bien des âmes de l'endroit pendant de si longues années. Qu'il agrée nos félicitations les plus vi- ves. Nous aimons à noter ici les noms des nombreux prêtres qui sont nés à Doues et qui ont célébré leur première Messe au cours de ces 40 dernières années: Mr le chanoine Alexis Létey, MM. les Curés Éli- sée et Joseph Gerbaz, Mr l'Abbé Maurice Anselmet, les Pères Capucins Père Anto- nin et Anselme Gerbaz, le Père Laurent Bryer et le Religieux de la Vierge de la Salette Père Bryer. ★ Madre Leonia, la Superiora della Con- gregazione di San Giuseppe di Aosta è partita di questi giorni alla volta del Ma- dagascar. Con lei era Suor Romana di Torgnon che rientra così, dopo una breve vacanza in Valle, nel suo campo di apostolato. La Madre Superiora si fermerà per alcune settimane, in quella lontana isola del- l'Africa, dove le Suore di San Giuseppe dirigono oggi tre case o missioni con scuo- le, laboratori, ambulatori. Un magnifico campo di apostolato in verità. ★ Les RRds curés Pio AGUETTAZ et Paul BRUNODET ont été assez solennel- lement fêtés dans leurs respectives pa- roisses de Pontey et de Diémoz à l'occa- sion de leurs noces d'argent sacerdotales. Nous leur présentons nos félicitations et nos vœux. a confezioni VIALE PARTIGIANI, 16 AOSTA - 32.238 Rinnovare il vostro guardareba inver- nale costa molto, molto meno di quanto pensiate. Con la tradizionale convenienza e qualità di sempre Vi proponiamo ad esempio: Per uomo 1 cappotto 1 giacca 1 pantalone tutto a sole L. 70.000 Per Signora 1 cappotto tutto a sole 1 abito L. 44.000 Per Bambino/a 1 cappotto 1 pantalone 1 pullovers tutto a sole L. 29.900 Ovviamente questi articoli possono essere acquistati anche separatamente a confezioni VIALE PARTIGIANI, 16 AOSTA - 32.238 IL NEGOZIO DOVE SI TORNA SEMPRE VOLENTIERI INGRESSO LIBERO