Saint-Pierre: Bollettino di Giugno 1998 tra Rinnovi Pastorali, Eventi Comunitari e Progetto Giovani.
6-1998.pdfQuesto bollettino parrocchiale di Saint-Pierre (Giugno 1998) funge da cronaca completa della vita comunitaria e diocesana. Il documento copre gli aspetti amministrativi, inclusi il rinnovo dei Consigli Pastorali ed Economici, il consuntivo finanziario 1997 e i progressi nei lavori di ristrutturazione (Asilo Centoz, cappelle di Etavel e Bosses). Vengono narrati numerosi eventi liturgici e sociali (Natale, Pasqua, Corpus Domini, attività Caritas e raccolte fondi), affiancati da approfondimenti spirituali sulla preghiera e l'educazione familiare. Il bollettino riporta inoltre le attività diocesane (Ostensione della Sindone, incontri giovanili Indaba, Radio Proposta Aosta) e presenta in dettaglio il programma estivo 1998 del Progetto Giovani Grand Paradis. Le ultime pagine documentano i sacramenti celebrati, i defunti e gli appuntamenti spirituali futuri.
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L'écho de nos montagnes La voce dei campanili BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE Imprimerie Valdôtaine, Aoste GIGNOD: vie et couleurs à l'ombre du vieux clocher Paroisse de Saint-Pierre XXXIXⁿⁿⁿ année - n° 6 - JUIN 1998
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Se domandi ai partecipanti le loro reazioni, scopri che la preghiera ha risvegliato le energie più sane e profonde della persona; si sono sentiti in una comunità nella quale l'unione tra i partecipanti quasi si tocca; simultaneamen- te è cresciuto il senso di solidarietà con tanti, amici, compagni, gente che soffre e che non sono presenti; hanno scoperto i propri limiti, senza per questo abbat- tersi o sottovalutarsi; hanno intravisto che la propria esistenza e la storia del mondo si muovono verso l'oltre, fino all'infinito, come spinte e attratte da una forza misteriosa; hanno sentito e accolto Gesù Cristo come via, verità e vita; hanno condiviso con Maria il suo Cantico di vita, fiducia e ringraziamento; hanno sentito di comprendere per un momento il segreto dei santi. E tutto ciò senza evadere da questo mondo, senza abbandonare il proprio campo di lavo- ro o fuggire dagli avvenimenti. Ritornano infatti ai loro ambienti e alla loro vita quotidiana con una nuova visione delle cose, disposti a mettersi accanto a chi è bisognoso e a lottare per trasformare le situazioni. La preghiera non è un'evasione verso l'ignoto o l'occulto. È invece un modo di penetrare nel reale con uno sguardo più acuto e più responsabile. Quella cristiana poi emerge dagli avvenimenti storici della salvezza. È dunque come impastata dalle vicende umane nel cuore delle quali opera il Signore! Oggi se ne sente un'urgente necessità. E non come obbligo religioso, ma come respiro dell'anima e un bisogno di verità. Tutto quello che ci offre la moderna società lascia inevasi i grandi interrogativi dell'esistenza che a un certo momento insorgono potenti e reclamano una risposta. Benvenute dunque le veglie, le scuole, le adunanze e le esperienze di pre- ghiera autenticamente cristiane. L'accoglienza della fede e del Vangelo infatti non raggiunge il cuore se non riesce a creare in noi quegli atteggiamenti e quei sentimenti verso Dio che si esprimono nella pietà filiale. Non basta però l'esperienza occasionale, anche intensa e ben orientata. La preghiera rende umanamente e spiritualmente quando diventa atteggia- mento interiore, pratica quotidiana e cammino di maturità. L'apprendimento e la costanza sono necessari. Così lo capirono gli apostoli quando chiesero a Gesù di imparare a pregare. E così lo comprese anche Gesù quando insegnò loro le parole che meglio potevano esprimere il rapporto di amore che Dio ha verso di noi e i sentimenti che lo Spirito suscita nel cuore dell'uomo al quale viene rivelato tale rapporto. Allora la pace, la gioia, la solidarietà, il senso di una Presenza, l'apertura che sperimentiamo sensibilmente in alcuni momenti di preghiera, diventano parte della nostra vita quotidiana, che si svolge tutta alla luce di una invocazione: Padre! 2 Consiglio Pastorale Parrocchiale el mese di aprile è stato rin- novato il nostro Consiglio Pastorale Parrocchiale: sono stati eletti i membri di que- sto importante organismo che vuole ricordare la responsabilità che ogni fedele deve sentire nei confronti della vita parrocchiale. Il Consiglio risulta così composto: il Parroco, Ronzani Annamaria, Frutaz Antonioli Carla, Vauthier Piera, Tournod Franca, Therisod Lucia, Bonin Donata, Jocallaz Nico- le, Pedoni Franca, Bovard Josette e Favre Alessia. C'è una grande conti- nuità con il consiglio del quinquen- nio precedente; solo tre giovani (Lucia, Nicole e Alessia) vengono a rinvigorire il gruppo, che dovrà affrontare scelte a nome e per conto di tutta la comunità parrocchiale. La nostra riconoscenza sentita va a tutti coloro che hanno lavorato nel consiglio dal 1993 al 1998; un ringra- ziamento particolare va a Giono Cal- vetto Silvio, che si è trasferito ad Aosta, e che come moderatore ha per cinque anni messo le sue belle capacità al servizio di tutti, dimo- strandosi uomo di idee e di equili- brio e facendo fare a tutti noi una notevole crescita; un grazie anche a Boson Fabrizio, ultimamente impe- gnato a Torino per lo studio e per il suo servizio nel gruppo Abele, e che ha sempre portato il suo entusiasmo Consiglio Pastorale uscente 3
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giovanile nelle scelte pastorali; e come non ricordare la cara Campese Sara, che dal Cielo ha certamente continuato ad aiutarci con la dolcezza che ha sempre caratterizzato la sua presenza: il ricordo del suo sorriso, della sua generosità, hanno dato la forza a tutti noi di non perdere mai speranza. Scriveva, qualche tempo fa, Silvio Giono parlando della sua esperienza nel Consiglio di Saint-Pierre: «Imparare a lavorare con gli altri e a confrontare le proprie idee con quelle dei fratelli, sapendo che spesso non si tratta solo di posizioni personali, ma di idee e opinioni condivise da persone o gruppi nella parrocchia, è una esperienza difficile e appassionante, in cui non si è mai finito di imparare». E le riflessioni, discussioni, sui bisogni della Parrocchia, sono state tante e anche gli impegni, per rende- re più viva la vita della comunità, sono stati presi volendo considerare la parrocchia non solo una entità burocratica, ma un insieme di perso- ne unite dalla stessa fede. E così seguendo le indicazioni dei programmi annuali del Vescovo e delle varie commissioni diocesane o zonali, si è lavorato nel campo della catechesi, della formazione, della liturgia, del canto, dei giovani, della Caritas, della famiglia, della preghie- ra, delle feste... alcune iniziative hanno avuto un buon successo, altre stanno pian piano decollando, certa- mente non è mai mancata la buona volontà di rendere la nostra parroc- chia un po' più testimone della pre- senza di Cristo in mezzo a noi. E per il nuovo consiglio pastorale il lavoro non mancherà, per conti- nuare le cose buone fatte e cercare anche strade nuove. Uno dei primi impegni che l'aspetterà sarà la prepa- razione e lo svolgimento della Visita Pastorale che il Vescovo farà nella nostra parrocchia e nella nostra zona il prossimo anno. Scrive il Sinodo al riguardo: «La visita pastorale è momento privilegiato di incontro del Vescovo con le varie realtà che compongono la Chiesa locale. Tale incontro consente al Vescovo di rendersi conto personal- mente delle difficoltà e dei progressi dell'evangelizzazione, di verificare i progressi pastorali, di ascoltare i fra- telli, di incoraggiarli nella fede, di chiamare tutti alla conversione e ad una più intensa attività apostolica. Per le comunità parrocchiali, la visi- ta pastorale rappresenta una grazia da accogliere, un'occasione di rinno- vamento e una esperienza di comu- nione con la Chiesa diocesana». Buon lavoro a tutti. Consiglio per gli affari economici a comunità parrocchiale ha anche eletto i membri del con- siglio parrocchiale per gli affa- ri economici. Sono stati riconfermati: Bochet Camillo, Persod Sisto, Celesia Adolfo, Boson Carlo, Cogaein Enrico. Questo importante organismo ha il compito di collaborare con il Parroco per l'amministrazione economica della Parrocchia. Sono sotto la responsabilità di questo consiglio i beni della Parrocchia (Chiesa, cap- pelle, casa parrocchiale, Asilo Mons. Centoz) e le offerte in denaro fatte dalla popolazione. Il lavoro di questi anni è stato: - di portare avanti la gestione ordinaria delle strutture esistenti e coordinare le spese per fare funzio- nare le attività parrocchiali - di intervenire per la manuten- zione straordinaria dei vari beni (nella chiesa, in casa parrocchiale, nelle cappelle, nel campanile...) Il fiore all'occhiello dell'impegno dei nostri consiglieri è stato di aver portato a termine i lavori di ristrutturazione dell'Asilo Mons. Centoz (spesa di quasi seicento milioni), una struttura che è diventata punto importante per le attività della vita parrocchiale e comunitaria. Rimane, oltre gli impegni di ordi- naria amministrazione, un lavoro importante da fare: ristrutturare alcune cappelle che hanno raggiunto un degrado preoccupante (Etavel, Bosses). I progetti e i relativi per- messi sono avviati, ma c'è ancora tutto da fare. I lavori enormi che abbiamo fatto in questi ultimi anni, prima la ristrutturazione della Chie- sa e poi dell'Asilo, ci hanno portato a trascurare le cappelle della bassa collina (mentre quelle di Vetan, Rumiod, Verrogne sono state ben curate) e adesso non possiamo più rimandare questo impegno. Grazie e buon lavoro anche a que- sti bravi e generosi consiglieri. 4 28 marzo. I cresimati di Saint-Pierre 5
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si realizza anche mediante il «consigliare la Chiesa» in vista del comune discerni- mento per il servizio al vangelo. Il consigliare la Chiesa non è facoltativo ma è bensì necessario per il cammino da compiere e per le scelte pastorali da fare, è un'azione tipicamente ecclesiale la cui natura è qualificata dal diritto dovere di tutti i battezza- ti alla partecipazione corresponsabile e dall'impegno di rendere visibile una Chiesa di comunione. Allora ai futuri consiglieri e a tutta la comunità di Saint-Pierre vada il mio augurio di buon lavoro e di ogni bene. Joyeusaz Robert Lettera al Bollettino Carissimi amici, durante il periodo post pasquale ci siamo impegnati a rinnovare il consiglio pastorale e il consiglio per gli affari economici, seguendo l'invito del nostro Vescovo ed attenendoci alle norme dettate dal Sinodo Diocesano. Domenica ...un buon numero di parrocchiani ha segnalato tramite una scheda nominativi di persone disponibili e idonee a svolgere un tale servizio. La domenica successiva si sono svolte le votazioni a scrutinio segreto e sulla scheda ognuno ha scelto sia i candidati per il consiglio pastorale che quello per gli affari economici. Successivamente il signor parroco comunicherà il risultato dello scrutinio e delle persone che la comu- nità parrocchiale avrà chiamato a svolgere il compito nell'uno e nell'altro servizio. Vi ricordo che il consiglio pastorale e il consiglio per gli affari economici è strumen- to fondamentale per l'azione pastorale dell'intera comunità, affinché la comunione che tutti siamo chiamati a realizzare possa tradursi in un cammino pastorale unita- rio perché la crescita personale e comunitaria sia veramente al servizio dell'edifica- zione della Chiesa. Sarà quindi compito del nuovo consiglio pastorale costruire per la nostra chiesa locale un progetto pastorale. Le linee fondamentali del progetto pastorale sono quelle già disposte dalla chiesa univer- sale e da quella diocesana, ma queste vanno precisate per il cammino della concre- ta comunità parrocchiale. Il progetto deve interpretare i bisogni della parrocchia, pre- vedere le qualità e il numero dei ministeri opportuni, sce- gliere le mete possibili, privi- legiare gli obiettivi urgenti disporsi alla revisione annuale del cammino fatto, mantenere la memoria dei passi già compiuti. Esso è un punto di riferimento obietti- vo per tutti, sacerdoti e laici. Un momento significativo della partecipazione all'azio- ne pastorale della parrocchia Crocifisso sulla roccia davanti alla Chiesa 6 Conto Consuntivo 1997 della Parrocchia La Parrocchia è comunità e quindi anche famiglia. Vivere in famiglia, vuol dire anche conoscere le spese ed eventualmente contribuire a sostenerle. Per questo ci sembra giusto fare partecipi tutti del bilancio economico della nostra parrocchia. ENTRATE Per affitto Contributo Comunità Montana per Asilo Offerte date al Parroco Collette in Chiesa Per terremotati Totale USCITE Manutenzione straordinaria (asilo, casa parrocchiale, campanile) Tasse Assicurazioni Spese Culto Spese generali (luce, riscaldamento...) Spese diverse (bollettino, cancelleria...) Terremotati e altra Carità Totale Attivo Siamo ancora in attesa delle autorizzazioni della Regione per iniziare i lavori alla Cappella di Etavel; speriamo veramente di cominciare al più presto questo restauro indispensabile; poi passeremo alla cappella di Bosses. Il Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici 7 L. L. L. L. L. L. L. L. L. L. L. L. L. L. 12.327.502 9.000.000 28.490.000 12.644.000 2.250.000 64.711.502 15.697.400 3.511.000 1.687.000 5.233.000 10.875.800 7.187.100 2.750.000 46.941.300 17.770.202
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Di che cosa vive un prete Spesso si favoleggia sui soldi dei preti, dicendo che i preti non hanno pro- blemi economici, che hanno le tasche profonde, che sanno dove attingere, che chiedono soldi in continuazione, che non hanno bisogno di pagare le tasse... Per sapere esattamente di che cosa vive un prete, è necessario anticipare alcune distinzioni e alcune premesse. DISTINZIONI: 1) ci sono soldi e beni che appartengono al prete a titolo personale, in quan- to sono frutto di eredità o di acquisto; 2) ci sono soldi che competono al prete come remunerazione, in quanto egli è al servizio della diocesi come parroco o altro, e di questi soldi egli può disporre liberamente per vivere; 3) ci sono soldi (e beni) che appartengono alla parrocchia (o all'Istituzione religiosa) e di cui il prete è soltanto l'amministratore. PREMESSE: a) i preti non sono pagati dal Vaticano (che è giuridicamente uno stato auto- nomo indipendente dallo Stato Italiano); b) né dal Papa, né dal Vescovo; c) non sono nemmeno pagati (almeno direttamente) dallo stato italiano, a meno che non siano anche insegnanti o cappellani in qualche struttura come ospedali o carceri o caserme; d) non sono pagati dalla Regione o dal Comune. Secondo la parola di Gesù, il prete, come l'operaio, ha diritto al suo nutri- mento (o mercede o ricompensa); san Paolo aggiunge che chi annuncia il Van- gelo ha diritto a vivere del Vangelo. A) Il prete quindi è innanzitutto remunerato da coloro presso i quali presta servizio: - dalla parrocchia, dalla comunità parrocchiale, se è parroco; - dalla struttura ecclesiastica, come la Curia o il Seminario o altra, se vi è impiegato in qualche modo. B) Quasi nessuna di queste realtà (Parrocchia, Curia, Seminario...) è in grado di mantenere chi vi è addetto, perciò interviene in ogni diocesi l'I- 8 stituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Esso, mediante un Con- siglio di Amministrazione nominato dal Vescovo, gestisce i beni che una volta facevano parte del beneficio parrocchiale. Questi beni, che non appartenevano al parroco, sono confluiti per legge all'Istituto Diocesano e consistono per lo più in proprietà fondiarie (prati, boschi, fabbricati, alloggi) che possono essere liberamente venduti o permuta- ti, e il ricavato della vendita è impiegato per la ristrutturazione di altri edifici o investito in banca. Il reddito della gestione di tali beni non viene capitalizzato, ma distribuito ai preti che lavorano nella Diocesi. C) Ma neppure il reddito degli Istituti Diocesani è sufficiente, per cui inter- viene l'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero. Esso ha a disposi- zione: 1) le offerte liberali che i cittadini possono fare a favore del Clero, deducibili da imposte; 2) i fondi dell'otto per mille, secondo quanto i cittadini hanno destinato alla Chiesa Cattolica firmando appositamente i modelli della Dichiarazione dei Redditi (101-201-730-740). QUANTO GUADAGNA UN PRETE? A seconda del tipo del suo ministero e degli anni di sacerdozio (anzia- nità), un prete che lavora al servizio di una diocesi italiana percepisce una remunerazione mensile che va da un minimo lordo di lire 1.544.000 a un mas- simo lordo di lire 2.123.000. Tolte le tasse, che ogni prete, come ogni cittadino, deve pagare, e che vengono trattenute alla fonte, si va dalle lire 1.250.000 alle lire 1.670.000 nette mensili, per tutto il 1998. A questa «remunerazione» si deve aggiungere l'offerta per la celebrazione delle messe. Essa è riservata al prete, che ne può disporre liberamente, per la chiesa, per i poveri, per sé. Le altre offerte date in occasione della celebrazione di sacramenti (battesimi, cresime, ecc.) sono invece destinate alla parrocchia e alle sue attività. CONCLUSIONE Il prete è al servizio della gente, ma non vive soltanto d'aria e di poesia! Ha bisogno della comunità per vivere, ma non è un «mantenuto». Egli deve essere animato da uno spirito missionario e non da una mentalità mercenaria. Il suo ministero non va concepito come un mestiere, ma come un servizio. 9
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Il C.V.S. bambini a Saint-Pierre I 21 dicembre 1997 è stata una giornata veramente bella! I miei amici del CVS sono venuti a passare la domenica nel mio paese, a Saint-Pierre. La mattina siamo andati in chiesa dove, aspettando i ritardatari, abbiamo provato i canti per la messa celebrata da don Aldo a cui hanno partecipato tutti i bambini del Catechismo. Dopo la messa ci siamo rifugiati al Priorato, dove tutti sono stati molto gentili e affettuosi con noi, anche se abbiamo creato un po' di disordine, anche se abbiamo cantato e urlato a squarciagola, anche se abbiamo spostato tutti i tavoli e le sedie. Il pranzo è stato ottimo (grazie a Suor Carla e alle sue validissime collabo- ratrici!!) ed è stato fantastico vedere le mie piccole pesti del Catechismo fare amicizia con Mafi, Giada, Fabrizio, Maria, Mile, Cri, Fra, Federica... Dopo un pomeriggio passato all'insegna dell'allegria, tra bellissimi giochi e favole di Natale preparate per noi da Letizia e Riccardo, tra risate e nuove amicizie, è arrivato anche Babbo Natale che ha portato buonissime caramelle per tutti... E poi merenda... E poi ancora giochi e canti... E poi (sfortunatamente, vero?) sono arrivati i nostri genitori e ci siamo dovuti salutare. Giornate come queste sono davvero uniche. Ed è in giornate come questa che vorrei ringraziare Leti per avermi fatto conoscere il CVS, per avermi dato un posto dove divertirmi alla domenica, per avermi offerto la possibilità di tenermi sempre allegra e, soprattutto, per avermi regalato splendidi amici come voi! Insomma, Grazie a tutti voi per la vostra gioia e i vostri sorrisi. Alessia C.V.S. in festa 10 Santa Lucia S.A.S. Banco Beneficienza a Santa Lucia nche quest'anno, in occasione di S. Lucia, patrona di Saint-Pierre, la Caritas ha proposto un momento di riflessione e di solidarietà nei confronti delle persone bisognose. A tale scopo, sul sagrato della chie- sa, è stata allestita una bancarella denominata: S.A.S. Caritas (la sigla sta per Solidarietà a Sorpresa). Dopo le Sante Messe delle 8 e delle 10, sono stati offerti alla popolazione dei pacchetti apparentemente tutti uguali, ricoperti di carta bianca, ma ovvia- mente dal contenuto diverso e di vario costo, forniti da privati, da commer- cianti, e da alcune ditte locali. L'iniziativa ha fruttato alle casse della Caritas L. 2.000.000. Anna Maria 11
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Rinnovato il presepio mai come quest'anno la Comunità Parrocchiale si è attivata per prepa- rare la solennità del S. Natale. Infatti, su autorizzazione del Consi- glio per gli affari economici, si è provveduto ad un rinnovo del pre- sepio, i cui lavori hanno impegnato, a partire dall'autunno numerosi volontari. La realizzazione ha richiesto molto lavoro a tante persone, in particolare Enzo Pozzi ha seguito con competenza la fase di progettazione e di collaudo. La capanna stilizzata, utilizzata per più di trent'anni è stata sostituita con un'altra a forma di chalet tipico valdostano, in proporzioni ridotte, che si monta e si smonta in tronchi numerati di legname lamellare, in pratica come uno chalet vero. Progetto e fornitura dalla ditta Frutaz-Chenevier. Purtroppo però l'entusiasmo e la volontà non sono bastati ad Enzo per arrivare fino in fondo, la sua salute l'ha costretto ad un improvviso ricovero ospedaliero e, proprio sul più bello, ha dovuto delegare ad altri, l'allestimento di questo pre- sepio che lui sentiva come creatura sua. Ma la provvidenza non abbandona mai coloro che a lei si rivolgono con fiducia, e così, altri volontari hanno pro- seguito il lavoro iniziato da Enzo. È giusto ricordare: Armando Christille, Rino Chuc, Bruno Jordaney, Wilma e Davide Bochet, Marino Ferré, Fortunato, Guido e Anna Maria Ronza- ni, Alberto, Manuele, Luca e Carla Frutaz, Umberto Viérin ed altri ancora. Il risultato è stato assai apprezzato dai fedeli che in occasione delle festi- vità natalizie hanno ammirato il nuovo presepio. Anna Maria Il nuovo Presepio Santo Natale È stato un buon Natale Il Natale è indubbiamente una delle festività religiose maggiormente sentite, non solo dai bambini e dai ragazzi, ma anche dai meno giovani. Anche que- st'anno, a Saint-Pierre la S. Messa di mezzanotte è stata preceduta da una fiaccolata che illuminava il serpentone di persone che, partendo dal piazza- le antistante al Camposanto, cantando, si snodava sulla strada della collina che conduce in chiesa. Don Aldo, dopo aver deposto nella nuova capanna, a forma di chalet, Gesù Bambino appena nato, ha celebrato l'Eucarestia, allietata dalla cantoria parrocchiale che proponeva, per l'occasione, una S. Messa musicata da Marco Benech. La chiesa era gremita di fedeli, molte le persone in piedi, e, nonostante 12 13
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questa moltitudine, la partecipazione era raccolta e attenta e si respirava un'a- ria di festa e di gioia. Terminata la funzione religiosa, come è ormai consuetudine, sul sagrato i partecipanti all'assemblea, si sono scambiati gli auguri assaporando vin brûlé, cioccolata calda e panettone. La «buvette degli auguri di Natale» è un dolce pensiero offerto da don Aldo, che trova concreta realizzazione nella disponibilità dei coniugi Picheca, veri esperti del mestiere, coadiuvati da alcuni volontari. Se qualcuno, per il prossimo anno, desidera offrirsi per questo servizio alla comunità, è ben accetto fin d'ora ed è pregato di contattare don Aldo. Anna Maria Abbonamenti Corriere della Valle d'Aosta Anche quest'anno, il Consiglio Pastorale parrocchiale si è attivato, domenica 28 dicembre, per la giornata dedicata al settimanale diocesa- no «Il Corriere della Valle d'Aosta». Al termine delle funzioni religiose delle 8 delle 10, alcuni incaricati hanno raccolto gli importi per il rinno- vo dell'abbonamento al giornale. Gli abbonamenti rinnovati sono stati in totale 30 mentre le nuove ade- sioni sono state 2. Un buon risultato che premia lo sforzo di tutti coloro che volontaria- mente si impegnano per la divulgazione della stampa diocesana. Si trat- ta di un servizio all'utenza che evita di compilare bollettini o di recarsi ad Aosta alla sede del «Corriere della Valle d'Aosta» per pagare diretta- mente la quota. Anna Maria 14 ANGOLO DELLA FAMIGLIA Le qualità più importanti figli hanno un cartello ideale perennemente appeso al collo: «Lavori in corso». Se questi lavori sono disordinati, occasionali, senza un progetto, la vita si rivelerà per loro un cammino irto di ostacoli e di trabocchetti. La vita non si può affrontare con un vago bricolage per- sonale. Con una delle sue fulminanti sin- tesi, don Bosco proponeva come meta del suo sistema la formazione di «buoni cristiani e onesti cittadi- ni». A pensarci bene, non è poco. Esistono dei genitori che pare abbiano «ordinato» il figlio con la «lista della spesa»: alto così, bello così, intelligente così, sportivo così, deciso così... Se il figlio non corri- sponde alla presunta ordinazione, passano la giornata a correggere, mortificare, ammonire, limare, scal- fire il loro povero «acquisto». Per inseguire un sogno. Causando solo sofferenze e risentimenti. Non esistono le fatine che sulla culla dispensano qualità magiche ai bambini. Sono i genitori che devono aiutare i loro figli a trasformare in effettive capacità, le «doti» che hanno in grande quantità. Anche questo è uno dei prodigiosi poteri dei genitori. Se doveste fare una lista delle qualità che vorreste donare ai vostri figli, quali scegliereste? Ecco una prima lista di qualità necessarie per riuscire a vivere in un mondo in evidente stato confusionale come il nostro. ■ Aiutiamoli ad avere fiducia in se stessi. Solo i genitori possono far passare i figli al «ce la posso fare». Il bambino che crede di riuscire nella vita affronterà con energia ed entu- siasmo i compiti che gli vengono affidati. Bisogna scoprire quali sono le capacità e facoltà innate dei pro- pri figli e poi a poco a poco metterli nella condizione di esprimerle al meglio. Per questo i figli devono essere incoraggiati spesso. «Sono davvero orgoglioso di te» sono paro- le magiche. ■ Insegniamo il rispetto e l'onestà. Avere un'immagine sicura di sé non significa diventare egoisti o prepo- tenti. Ci vuole tempo e pazienza per insegnare ai bambini a dire la verità, a rispettare le leggi, i diritti altrui, le promesse fatte. Parole magiche: «Ti ringrazio per avermi raccontato come sono andate le cose. Posso davvero fidarmi di te per sapere che cosa è successo». Ma più magico ancora è l'esempio: solo genitori rispettosi e rispettabili possono inse- gnare rispetto e lealtà. 15
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molto sensibili al dolore e alla soffe- renza degli altri. I genitori possono coltivare o distruggere questa sensi- bilità, con l'esempio. Affrontiamo insieme difficoltà e insuccessi. In una famiglia in cui tutti sanno affrontare insieme gli eventuali insuccessi, si impara a sostenersi a vicenda e trarre inse- gnamento dai momenti difficili. «Insieme possiamo farcela» è la frase magica. Insegniamo l'arte della trattati- va. La nostra società è violenta. I figli devono imparare a ridurre le tensioni e a non rispondere all'ag- gressività con altrettanta aggressi- vità. Un proverbio arrogante e peri- coloso afferma: «Mi spezzo, ma non mi piego». Talvolta è meglio piegar- si, piuttosto che «spezzarsi». Dialo- gare, trattare, mettersi d'accordo sono meglio che combattere. Ma l'arte della trattativa è frutto dell'in- telligenza e dell'esercizio, soprattut- to di quello familiare. Inoltre, oggi più che mai, è necessario insegnare ai figli la capacità di affrontare qual- siasi cambiamento. Incoraggiamoli ad essere creati- vi. I bambini imparano ad essere creativi solo se sono accompagnati, stimolati, sollecitati dagli adulti. Devono essere incoraggiati ad essere curiosi, ad esplorare il nuovo, a sen- tire la vita come una bella avventu- ra. Perché non dire loro: «Adesso facciamo un bel sogno insieme. Che cosa faresti se ti trovassi in una situazione simile?». Ridiamo con loro. L'umorismo è un meraviglioso reagente, special- mente la capacità di ridere ogni tanto anche di se stessi. Una bambi- na di dieci anni ha scritto, in un componimento scolastico: «Qualche volta penso che mi piacerebbe essere adottata da un'altra famiglia dove si ride di più e dove si spiegano le cose». Fate in modo di creare mille occasioni per scambiare sorrisi e risate a casa vostra, ma fate attenzio- ne a non ridere mai dei vostri figli. Ridete con loro, mai di loro. Accompagniamoli sul sentiero della Speranza. Non c'è dono più grande per i propri figli di una autentica e profonda fede religiosa. Colui che crede fermamente nell'e- sistenza di un Dio amorevole che si occupa delle sue creature ed è pronto ad aiutarle, possiede la fonte di una forza che non l'abbandonerà mai. Un grande amore non ha bisogno di grandi parole. (W. Shakespeare) 17 Festa di chiusura dei catechismi In casa affidiamo loro compiti diversi. Una riunione settimanale, una lavagnetta in cucina per stabili- re i turni nei vari lavoretti domestici, piccoli trucchi per insegnare la responsabilità. Parole magiche: «Ognuno nella nostra famiglia ha dei compiti da svolgere e tu sei dav- vero bravo nei tuoi! Questo è un grande aiuto per mamma e papà». Carichiamoli di entusiasmo. È una qualità che i figli assorbono dai genitori. Nessuno ha mai realizzato niente di importante (ma neanche di piccolo) senza entusiasmo. Con i bambini, il problema non è tanto di infondere loro questa dote, quanto di difenderla. E non è facile, perché l'entusiasmo è fragile. E ci si metto- no proprio tutti, talvolta, a mortifi- care la baldanzosa voglia di vivere 16 dei ragazzi. Con il sarcasmo, l'iper- criticismo, il pessimismo e la distrut- tività nei confronti di tutto e di tutti. Secondo alcune ricerche, i bambini con genitori che si interessano alle attività scolastiche (fanno parte delle associazioni di insegnanti e genitori, aiutano a fare i compiti, si prestano per recite scolastiche o incontri spor- tivi genitori-figli), ottengono risulta- ti migliori a scuola di quelli i cui genitori non manifestano alcun inte- resse. I figli considerano importante quello che i genitori dimostrano di considerare tale. Le parole magiche di don Bosco: «Amate quello che amano i giovani, perché i giovani amino ciò che piace a voi» Rendiamoli sensibili e compas- sionevoli. I bambini di solito sono
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TERZA EDIZIONE «Giornata del Libro» Per il terzo anno consecutivo si è svolta, domenica 5 aprile, su iniziativa del Consiglio Pastorale parrocchiale, sul sagrato della Chiesa, la «Gior- nata del Libro» che anche quest'anno ha riscosso un lusinghiero suc- cesso di vendite e di promozione alla Buona Stampa. Un riconoscimento a coloro che si sono impegnati nell'iniziativa tesa appunto ad avvicinare la gente all'editoria cattolica e allo stesso tempo a rac- cogliere fondi (al netto delle spese) per alcune necessità della Parrocchia. Anna Maria Una veglia pasquale indimenticabile Valentina riceve il Battesimo LA STORIA Era l'11 aprile 1998, il cielo era nuvoloso. Davanti alla chiesa vi era un fuoco acceso e una numerosa folla che aspettava l'inizio della cele- brazione della veglia pasquale. Molti scouts mi attendevano, per- ché quella sera sarei diventata cri- stiana. Dopo la benedizione del fuoco da parte del sacerdote, ognu- no ha acceso la propria candelina dal fuoco. Siamo entrati in chiesa ed è incominciata la Santa Messa. Io ero seduta nel primo banco a sini- stra assieme ai padrini Franco e Gabriella. Nel corso della celebrazione c'è stata la benedizione dell'acqua santa, che sarebbe stata usata per i battesimi dell'anno. Dopo di che è iniziata la celebrazione del mio bat- tesimo, in seguito al quale ho rice- vuto la Prima Comunione. Questa è un po' la storia che ho vissuto quel giorno, oltre all'emozio- ne e alla gioia. LA SCELTA In terza elementare i miei genitori mi avevano chiesto se volevo riceve- re il battesimo per poi fare la Comu- nione assieme ai miei compagni, ma io ho rifiutato, perché allora non Le Palme: Giornata del libro 18 19
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partecipavo alle celebrazioni e non ero credente. Da quando sono entra- ta a fare parte degli scouts ho inizia- to a credere in Cristo, a pregare e a partecipare alla Messa con molto entusiasmo. Per questo io ringrazio la comunità degli scouts, la quale mi ha aiutata nel mio cammino ed era presente anche il giorno della cele- brazione. Grazie a loro ho deciso di battez- zarmi e di fare la Prima Comunione, ma il grande passo l'ho fatto da sola, senza nessuno che mi dicesse cosa avrei dovuto fare. RINGRAZIAMENTI Ringrazio la mia professoressa di religione che mi ha spinto a questa scelta, don Aldo che si è reso dispo- nibile subito e che mi è stato vicino durante la preparazione, la comu- nità della parrocchia di Saint-Pierre che ha partecipato alla celebrazione con molta gioia e tutta la comunità scoutistica dell'Aosta 2. Un ringraziamento particolare è rivolto anche alle catechiste e ai catechisti che hanno animato la Santa Messa con bellissime letture e riflessioni! Il prossimo anno riceverò la Cresi- ma e spero che la comunità si renda disponibile, come lo è stata que- st'anno, anche verso gli altri ragazzi! Valentina Sant'Antonio Abate D omenica 19 aprile è stato ricordato in parrocchia S. Antonio Abate, protettore dei campi e del mondo con- tadino in generale. Durante la S. Messa, all'offerto- rio, sono stati portati all'altare alcuni prodotti della terra: patate, mele, vino, pane nero, porri ecc. Al termine della funzione don Aldo ha benedetto i mezzi agricoli; c'erano molti trattori, ormai sono scomparsi i muli, gli asini soppian- tati dall'avanzata tecnologica. È seguita poi «l'enchère» e gra- zie all'abilità del banditore pubbli- co e alla genero- sità dei presenti, l'iniziativa ha fruttato comples- sivamente, al netto dalle spese, L. 6.450.000 che sono stati com- pletamente devo- luti in benefi-cien- za e così ripartiti: L. 2.450.000 alla Caritas Parroc- chiale; L. 2.000.000 ai Volontari del Soccorso; L. 1.000.000 all'Associazio- ne Valdostana Paraplegici; L. 1.000.000 alla Sezione Valdostana non Vedenti. Nelle prime ore del pomeriggio il Borgo e la parallela via della Libertà, hanno accolto la festosa sfi- lata dei mezzi agricoli, non sono mancate la musica, le danze e... qualche buon bicchiere di Torrette. Così l'allegra combriccola si è con- gedata strombazzando con un arri- vederci all'anno prossimo. Anna Maria Il 25 aprile 1998, Béthaz Cesare e Garin Maria-Clotilde, attorniati dalla famiglia, hanno festeggiato 40 anni di matrimonio. Auguri! 20 Festa di S. Antonio 21
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In cammino verso Gesù Se ci penso, mi sembrano pas- sati pochi giorni da quando, due anni fa, ho conosciuto i miei bambini del catechi- smo... eppure il tempo è passato e noi siamo cresciuti insieme, attraver- so momenti piacevoli ed altri più difficili, cercando di non dimentica- re mai che ci incontravamo perché volevamo che Gesù fosse parte inte- grante della nostra vita. Sembrano passati pochi giorni... ma il cammino è stato lungo, e que- st'anno è culminato nella Prima Comunione. Che responsabilità cer- care di trasmettere ai bambini l'im- portanza di quel momento, che gioia nel poterlo condividere con loro, che emozione il gran giorno, il 3 maggio scorso, quando le gambe tremavano a me più che a loro! I bambini hanno affrontato questo avvenimento con l'entusiasmo che li caratterizza, ma anche con una serietà e una profondità che mi hanno stupita. Durante la liturgia hanno voluto fare una processione offertoriale, in cui hanno portato all'altare dei sim- boli del loro cammino perché anche loro volevano donarsi a Gesù, come Lui avrebbe fatto poco dopo nei loro confronti. E subito prima, quando bambini della seconda hanno letto delle bellissime inten- zioni di preghiera scritte per l'occa- sione, li ho visti attenti e concentra- ti, al punto che quasi non li ricono- scevo più i miei bambini, di solito così scatenati. Ma il momento più bello è stato quello del loro primo incontro con Gesù nell'Eucaristia: guardando la felicità che traspariva dai loro volti emozionati ho avuto il miglior pre- mio possibile per questi due anni di intenso lavoro. Eleonora Notizie A. V. I. S. L'A.V.I.S. in gita Alcune notizie sull'attività svolta durante gli ultimi mesi. Il numero delle dona- zioni effettuate lo scorso anno è stato piuttosto equilibrato, in quanto c'è stato soltanto un piccolo calo rispetto all'anno precedente, dovuto al fatto che alcuni donatori hanno cessato la loro attività per motivi di salute. Sicuramente non possiamo ritenerci soddisfatti delle due sole iscrizioni del 1997: forse la pubblicità al Dono del Sangue non è molto incoraggiata dalla stampa, e, peraltro, molti sono i casi in cui le associazioni dei donatori vengono accusate ingiustamente. Dobbiamo comunque porgere un sentito rin- graziamento a chi ci sostiene, sia con il dono del proprio sangue, sia con Festa di Prima Comunione 22 23
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Gli avisini a S. Leo la partecipazione alla vita associati- va. Inoltre la nostra gratitudine va all'Amministrazione Comunale, che ci ha messo a disposizione una nuova sede a La Charrère, e al sig. Lale Demoz Bruno, che per molti anni ha permesso lo svolgimento della nostra attività nella sua casa. Quest'anno come di consuetudi- ne, si è svolta la gita sociale. La meta del 30 aprile è stata Pesaro, dove all'hôtel «Le Terrazze» siamo stati accolti con grande simpatia dai pro- prietari e dal personale. Il giorno seguente ci siamo diretti verso San Leo, nell'entroterra pesarese, cittadi- na arroccata su di una rupe a guar- dia della valle della Marecchia: sulla cima della rocca si erge il Forte, sorto in epoca medievale, famoso per avere rinchiuso tra le sue mura (era stato trasformato in prigione con l'arrivo della Stato Pontificio) Giuseppe Balsamo, più noto come il conte di Cagliostro. Nel pomeriggio abbiamo visitato Cartoceto, piccolo paesino rinascimentale, dove è stato possibile acquistare ottimo olio di oliva direttamente al frantoio. Il sabato abbiamo visitato Urbino con il maestoso palazzo Ducale ricco di capolavori, e la casa natale di Raf- faello. Il 3 maggio, sulla via del ritorno, ci siamo fermati a San Mari- no: purtroppo il bellissimo panora- ma ci è stato impedito a causa della fitta nebbia e della pioggia che non ci hanno mai abbandonato ma che non ci hanno impedito di divertirci. Arrivederci al prossimo appunta- mento, sperando che nuovi donatori vengano ad aiutarci e che tutti si adoperino a pubblicizzare la nostra attività. Il Direttivo A.V.I.S. La Sindone «Tutti gli uomini vedranno la sua salvezza» è questo il motto che il Cardi- nale Giovanni Saldarini, custode Pontificio della Sindone, ha scelto per sintetizzare l'Ostensione pubblica del sacro lino che si è svolta a Torino, dal 18 aprile al 14 giugno. Per Saldarini il motto scelto: «è un richiamo forte e affascinante al mistero della morte e della resurrezione di Cristo, il centro spirituale e non solo dell'Ostensione». «La Sindone - ha detto ancora il Cardinale di Torino - è prima di tutto l'immagine di una sofferenza grande, quella di un uomo che nelle sue piaghe richiama in maniera impres- sionante le piaghe che il Vangelo riferisce sulla Passione sulla morte di Gesù». Ed ancora: «I pellegrini che vengono a Torino vengono precisamente per «vedere» questa icona e, grazie ad essa, per riflettere sulla Salvezza che Cristo è venuto a portare attraverso la sua Morte e Resurrezione». Venerdì 8 maggio più di mille fedeli valdostani si sono recati a Torino per l'Ostensione della Sindone. Il pellegrinaggio, curato dall'apposito Ufficio Dioce- sano, è riuscito molto bene e si è concluso con una solenne funzione religiosa conce- lebrata da Monsignor Giuseppe Anfossi, nella chiesa di San Filippo Neri; un magni- fico edificio del 18mo secolo che conserva, tra l'altro un quadro e l'urna del beato Valfré, che fece una ricognizione della Sindone e che ne curò il rammendo. Si è parlato molto in questo periodo della Sindone, ma mi pare importante, seppure brevemente ritornare sull'argomento. Cosa è la Sindone? Tradizionalmente, con questo termi- ne si indica il Lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo dopo che fu deposto dalla Croce, e sul quale è impressa l'immagine di Gesù. È un tessuto a spina di pesce lungo cm 436 e largo cm 110. Su una sola faccia di questo lungo lenzuolo sono impresse le impronte frontali e dorsali di un corpo morto. Queste impronte corrispondono con straordinaria precisione alla descrizio- ne evangelica della passione e morte di Cristo. Un po' di storia: la Sindone da Gerusalemme a Torino Le notizie storicamente controllate della Sindone, hanno inizio intorno al 1353, quando essa è a Lirey nel nord della Francia, di proprietà di Goffredo di Charny. Ma cosa era avvenuto prima del 1353? Le prime notizie sono quelle contenute nei Vangeli: vi si legge infatti: «...e Giuseppe d'Arimatea, preso il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito...» (Mt 27,59). Da allora fino a poco prima dell'anno 1000, si hanno solo poche e indirette notizie. Attorno a 544 si parla di un misterioso oggetto di stoffa esi- stente ad Edessa, nell'Asia Minore, che portava l'immagine del volto di Cristo. Probabilmente è lo stesso che poi si troverà, per ignote vicende storiche, a Costantinopoli attorno al 944, dove 24 25
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veniva esposta alla vene- razione dei fedeli. Durante l'assedio che sconvolse Costantinopoli all'inizio del 13° secolo, al tempo delle Crociate, la Sindone scompare da quella città. Mes- sa in salvo da qualche zelante custode o trafugata da un crociato? Dopo la sua permanenza a Lirey in Francia, nel 1453 la Sindone la si trova a Chambery, in possesso dei Savoia e, nel 1578, a Torino portata dagli stessi Savoia, dove si trova tuttora. Gli studi sulla sua autenticità Che la Santa Sindone porti l'impronta del Cristo deposto dalla croce non è un dogma di fede. Ma gli studi effettuati e il perfetto accordo delle più minuziose impronte con la descrizione della pas- sione riportata nei Vangeli, e altre numerose e imprevedibili scoperte della scienza rendono quasi impossi- bile ogni altra ipotesi. La prima e determinante scoperta, ancora oggi inspiegabile, è l'effetto fotografico ottenuto dal primo foto- grafo della Sindone, l'avvocato Secon- 26 do Pia. Esattamente cent'anni fa, nel 1898: l'immagine impressa (e solo l'immagine, non gli altri ele- menti, es. le macchie dei rattoppi), è come «un negativo foto- grafico natu- rale». Vale a dire che fo- tografando l'immagine della Sindo- ne si ottiene un perfetto «positivo», una foto sviluppata, senza dover pas- sare come per ogni altra foto attraverso la pellicola «negativa». È appunto nel ricordo centenario di questa straordina- ria scoperta fotografica che la Santa Sindone viene esposta alla venerazio- ne dei fedeli. C'è da notare che ai lati del sacro lino si vedono i danni dovuti all'in- cendio del 1532 e gli accurati rammen- di eseguiti. Ovviamente questi vistosi segni non hanno nulla a che fare con l'immagine di Cristo che, fortunata- mente, nonostante altre peripezie e incendi (ultimo quello dell'aprile '97) non venne mai toccata. Nel 1931 il cav. Giuseppe Enrie ese- guì tre fotografie di insieme e 9 detta- gli. Tutto in grandezza naturale. Le fotografie mettono in evidenza il Dipinto di Caffaro Rore La sepoltura di Gesù corpo di Cristo intero: frontale e dor- sale, con le mani incrociate sull'addo- me, con i segni della passione descritti dai Vangeli. In seguito altre foto e altri sperimenti portarono alla conoscenza di particolari interessantissimi che con- fermano sempre di più la autenticità del Sacro Lino. Sono dunque molti i particolari emersi che trovano conferma anche nelle descrizioni evangeliche: dalla corona di spine alla ferita al costato, dai chiodi ai polsi e ai piedi ai segni della flagellazione, tanto per citarne alcuni. Certamente una risposta in assoluto non si può dare, ma non si può negare che i riscontri sono veramente tanti. Se si dovesse dar credito poi alla datazione della Sindone tra il 1260 e il 1300, come vorrebbero le prove al radiocarbonio, bisognerebbe pensare ad un crudele falsario che ha sottopo- sto nel Medioevo un suo contempora- neo a tutto il martirio di Cristo allo scopo di «impressionare» il suo cada- vere con questo telo. Ma, ammesso anche questo, come avrebbe potuto ottenere un risultato di questo genere se ancora oggi la scienza non sa darne spiegazione? Evidenziato questo il pensiero va a domenica 24 maggio, con la visita alla Sindone di Giovanni Paolo Secondo; il suo discorso tenuto nel Duomo di Torino, dopo l'omaggio al Sacro Lino, merita di essere ricordato. Eccone alcu- ni passaggi: «...La Sindone è provocazione all'intelligenza. Essa richiede innanzi- tutto l'impegno di ogni uomo, in parti- colare del ricercatore, per cogliere con umiltà il messaggio profondo inviato alla sua ragione ed alla sua vita. Il 27
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fascino misterioso esercitato dalla Sin- done spinge a formulare domande sul rapporto tra il sacro Lino e la vicenda storica di Gesù. Non trattandosi di una materia di fede, la Chiesa non ha com- petenza specifica per pronunciarsi su tali questioni. Essa affida agli scienziati il compito di continuare ad indagare per giungere a trovar risposte adegua- te agli interrogativi connessi con que- sto Lenzuolo che, secondo la tradizio- ne, avrebbe avvolto il corpo del nostro Redentore quando fu deposto dalla croce. La Chiesa esorta ad affrontare lo studio della Sindone senza posizioni precostituite, che diano per scontati risultati che tali non sono; li invita ad agire con libertà interiore e premuroso rispetto sia della metodologia scientifi- ca sia della sensibilità dei credenti. Ciò che soprattutto conta per il cre- dente è che la Sindone è specchio del Vangelo. In effetti, se si riflette sul sacro Lino, non si può prescindere dalla considerazione che l’immagine in esso presente ha un rapporto così profondo con quanto i Vangeli raccon- tano della passione e morte di Gesù che ogni uomo sensibile si sente inte- riormente toccato e commosso nel con- templarla». …Nella Sindone si riflette l’immagi- ne della sofferenza umana. Essa ricor- da all’uomo moderno, spesso distratto dal benessere e dalle conquiste tecno- logiche, il dramma di tanti fratelli, e lo invita ad interrogarsi sul mistero del dolore per approfondirne le cause. L’impronta del corpo martoriato del Crocifisso, testimoniando la tremenda capacità dell’uomo di procurare dolore e morte ai suoi simili, si pone come l’i- cona della sofferenza dell’innocente di 28 tutti i tempi: delle innumerevoli trage- die che hanno segnato la storia passa- ta, e dei drammi che continuano a con- sumarsi nel mondo. Davanti alla Sindone, come non pensare ai milioni di uomini che muoiono di fame, agli orrori perpetrati nelle tante guerre che insanguinano le Nazioni, allo sfruttamento brutale di donne e bambini, ai milioni di esseri umani che vivono di stenti e di umilia- zioni ai margini delle metropoli, spe- cialmente nei Paesi in via di sviluppo? Come non ricordare con smarrimento e pietà quanti non possono godere degli elementari diritti civili, le vittime della tortura e del terrorismo, gli schia- vi di organizzazioni criminali?» …La Sindone è anche immagine dell’amore di Dio, oltre che del peccato dell’uomo. Essa invita a riscoprire la causa ultima della morte redentrice di Gesù. Nell’incommensurabile soffe- renza da essa documentata, l’amore di Colui che «ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16) si rende quasi palpabile e manifesta le sue sorprendenti dimensioni. Dinanzi ad essa i credenti non possono non esclamare in tutta verità: «Signore, non mi potevi amare di più!», e rendersi subito conto che responsabile di quella sofferenza è il peccato: sono i peccati di ogni essere umano. Parlandoci di amore e di peccato, la Sindone invita tutti noi ad imprimere nel nostro spirito il volto dell’amore di Dio per escluderne la tremenda realtà del peccato. La Sindone è anche immagine di impotenza: impotenza della morte, in cui si rivela la conseguenza estrema del mistero dell’Incarnazione. Il telo sindonico ci spinge a misurarci con l’aspetto più conturbante del mistero dell’Incarna- zione, che è anche quello in cui si mostra con quanta verità Dio si sia fatto veramente uomo, assumendo la nostra condizione in tutto, fuorché nel pec- cato. Ognuno è scosso dal pensiero che nem- meno il Figlio di Dio abbia resistito alla forza della morte, ma tutti ci commuoviamo al pensiero che egli ha talmente partecipato alla nostra condizione umana da volersi sot- toporre all’impotenza totale del momento in cui la vita si spegne. La Sindone è imma- gine del silenzio. C’è un silenzio tragico del- l’incomunicabilità, che ha nella morte la sua massima espressione, e c’è il silenzio della fecondità, che è pro- prio di chi rinuncia a farsi sentire all’esterno per raggiungere nel profondo «le radici della verità e della vita. La Sindone esprime non solo il silenzio della morte, ma anche il silenzio coraggioso e fecondo del supera- mento dell’effimero, 29
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strazione Comunale ospita la nostra attrezzatura: due mezzi antincendio, motopompa, tubi, motofaro, ecc., che con una certa frequenza ne viene con- trollata la funzionalità e il buono stato con esercitazioni che servono anche ad affiatare i volontari. Ultimamente ci siamo addestrati nello spegnimento della bombola di gas e simulata l'evacuazione, causa incendio della Scuola Materna di Saint-Pierre e siamo stati chiamati per intervenire su incendi di: sterpaglie, boscaglia e canne fumarie. Vorrei per concludere rivolgere un appello a tutte le persone di buona volontà che desiderino far parte del nostro distaccamento, soprattutto i giova- ni, a telefonare al Capodistaccamento: Tournoud Franco telefono 0165-903424. T.F. Incontro con il Vescovo: famiglia e solidarietà Il nostro Vescovo, Mons. Giuseppe Anfossi ha incontrato le famiglie il 6 maggio, al Priorato di Saint-Pierre. Il tema dell'incontro era: famiglia e soli- darietà. Il Vescovo ha fatto degli esempi concreti su come si possa essere solidali tra famiglie. È possibile aiutarsi nei gesti quotidiani, di ogni giorno, ad esempio portando a scuola i bambini dei vicini, prestando o regalando gio- chi, vestitini dei bimbi ormai grandi, accogliendo nella nostra casa un bambi- no, un amico se magari è trascurato dalla sua famiglia, prestare la propria casa di montagna o di mare a qualche famiglia (molto difficile per noi valdostani, così legati alla proprietà...). L'importante è che la nostra casa e la nostra famiglia siano aperte agli sti- moli esterni, alle necessità quotidiane della gente che è vicina o lontana da noi. La famiglia diventa perciò luogo in cui si deve fare esperienza, palestra di soli- darietà, non un luogo chiuso e prevenuto verso ciò che accade al di fuori di casa. È comunque importante che la solidarietà la si senta veramente dentro di noi, che non ci si aspetti nulla in cambio, che sia completamente gratuita. È necessario inoltre che la famiglia educhi i propri figli agli altri e per fare questo è indispensabile che vengano avvicinati al concetto di responsabilità. L'incontro si è concluso con un dibattito durante il quale i partecipanti hanno posto domande. Grazie al Vescovo per la sua presenza e grazie allo «staff» del Priorato che ha preparato un rinfresco squisito. Donata 32 33 Le scuole elementari ai corsi di Sport Popolari
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Indaba: lo Spirito Santo e i giovani Un successone – Tre mesi di preparativi, lavoro e organizzazione, ma ne è valsa la pena! M a cosa vuol dire «Indaba»? Nell'America del 1600 l'«Indaba» era il raduno annuale dei capi tribù indiani. E allora quale nome più appropriato per una festa che voleva essere un grande raduno di giovani cattolici, evitando i soliti inflazionati meeting, rassegna e simili, visto che questa festa tanto attesa doveva essere «speciale» già a partire dal nome. Indaba 2 (nessuna vendetta) si è tenuta sabato 16 maggio ad Aosta, parte in piazza della Cattedrale e parte nella più mondana piazza E. Chanoux, e ha registrato un grandis- simo afflusso di pubblico. Iniziata alle ore 16 e conclusasi intorno alle mezzanotte, è stata una lunga gior- nata di festa, articolata in diversi momenti, ma sempre nello spirito cristiano dello stare insieme, del confrontarsi per crescere, del cono- scersi. Questa festa è stata pensata anzitutto come un fertile terreno di incontro, non solo tra noi, ma soprattutto fra noi e lo Spirito Santo, quello Spirito Santo che ci dà la forza, che è nostro consolatore, che è pace, che è fuoco vivo. La festa è iniziata in piazza Cha- noux con lo spazio dedicato all'Informa-giovani. Noi studenti universitari ci siamo sistemati in un angolo della piazza con il nostro 34 bancetto, per dare tutte le informa- zioni possibili a chi fosse interessato a proseguire gli studi: ogni facoltà aveva il suo rappresentante, pronto a fornire una testimonianza diretta e viva della sua esperienza. Una opportunità niente male per tutti coloro che ne hanno approfittato, davvero un'occasione mancata, invece, per quelli che hanno diserta- to l'invito, magari anche solo per timidezza, per paura di chiedere. Ma accipicchia! Scherziamo? Era va- mo lì proprio per rispondere a tutte le domande, anche quelle più banali, che non trovano spazio sulla guida dello studente... Sottolineo questo, per invitare tutti i giovani a non lasciarsi sfuggire, nelle prossime edizioni, questa occasione che viene loro offerta, e cioè di parlare con chi ha già intrapreso un cammino che dovranno poi a loro volta percorre- re: venite a chiedere tutto ciò che volete, sfruttate la nostra esperienza, perché anche questo è un modo di servire Dio. Sono fermamente con- vinta che si può vivere in pienezza l'annuncio di Cristo anche in circo- stanze quotidiane, come aiutare una persona a fare una scelta di vita: tutto ciò che facciamo per gli altri è sempre ben gradito! Alle 18 ci siamo spostati in piazza della Cattedrale, dove si è svolta la parte più propriamente spirituale e SC. EDUCAZIONE SC. COMUNICAZIONE PSICOLOGIA In piazza Chanoux: angolo degli universitari religiosa della festa. Sotto le tende (allestite nello spirito dell'Indaba) si è discusso dei grandi temi: il futuro della famiglia, della Valle d'Aosta, del Cristianesimo... La cosa più bella, secondo me, è che non si è trattato di monologhi, bensì di dia- loghi. In ciascuna tenda, infatti, le autorità che erano state invitate hanno intrattenuto una sorta di pia- cevole chiacchierata con il pubblico, un dibattito positivo in cui ciascuno si sentiva chiamato ad intervenire, a dire la sua opinione. Io ho partecipa- to all'incontro presieduto da Rugge- ro Marchetti, pastore della chiesa valdese, e dal prof. Tobia, teologo ed insegnante, sul futuro del Cristiane- simo. Eravamo tutti - noi giovani, il pastore e il teologo, seduti in cer- chio, a parlare di Gesù Cristo, della chiesa alle soglie del III millennio, dei cattolici sparsi in tutto il mondo, a discutere di ciò in cui crediamo e di quale sarà il futuro del nostro credo, di ciò che ci separa dai nostri fratelli protestanti e di quanto inve- ce speriamo di avvicinarci a loro come membra di quell'unico Corpo che è Cristo. È stato - penso per tutti - un bel momento passato insieme in fratellanza, come un raggio di ecu- menismo nei nostri cuori. Ma il più bello doveva ancora arrivare! Dopo una meritata pausa per la cena, consumata mentre diversi gruppi musicali si esibivano, ha fatto la sua entrata sul palco, in piazza della Cattedrale, don Oreste Benzi e accanto a lui il nostro vesco- vo, Giuseppe Anfossi. Un pubblico davvero numeroso, ma soprattutto 35
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alle ragazze che si prostituiscono sulla strada. E mentre don Benzi rac- conta di queste sue esperienze, è impossibile non interrogare la pro- pria coscienza, non essere richiamati alle proprie responsabilità di cristia- ni: non solo fede e speranza, ma anche carità. Questo uomo speciale, infatti, riesce a trasmettere dritto al cuore, anche solo attraverso le paro- le, il suo amore per gli altri, soprat- tutto per coloro che sono gli «emar- ginati» dalla società, i più deboli, perché in ognuno di loro vede il volto del Cristo sofferente. Allora grazie Signore, perché nel mondo esistono persone come don Oreste e altri come lui, che aldilà di ogni egoismo e pregiudizio, sono segno di gioia e di speranza. A tutti quanti, arrivederci al pros- simo anno! Nicole Indaba: tenda della scuola con la Preside di Villeneuve eterogeneo, com- posto da giovani e meno giovani, praticanti e non, credenti e non, un pubblico tanto più bello proprio per- ché misto (non sempre e solo le «solite» persone), ha ascoltato con grande attenzione le parole di don Oreste, che è par- roco di Rimini e in questa città parla di Gesù ai giovani nelle discoteche e Veglia di Pentecoste A nche quest'anno come di consueto si è tenuta in Cattedrale ad Aosta la veglia di Pentecoste, un momento di dolcissima preghiera a cui sono invitati tutti, ma in modo particolare i giovani. Di giovani quest'anno ce n'erano veramente tanti, ed è bello che, qui come in moltissime altre occasioni, rispondono così numerosi alle iniziative della nostra diocesi. Confrontandomi anche con altri ragazzi abbiamo fatto una considerazio- ne comune e cioè che per noi fare una veglia è un modo di pregare tutto parti- colare, più intimo e più profondo, è diverso dalla Messa. Durante la veglia, infatti, non si è «distratti» dalle risposte da dare al celebrante, perché si inter- viene pochissimo, è una preghiera soprattutto di ascolto: si ascoltano la Parola, le preghiere, i canti, l'omelia del Vescovo, si respira un'atmosfera di grande raccoglimento interiore. Insomma, provare per credere! Tutti i giovani della nostra parrocchia sono invitati, anche i più piccoli che non hanno la macchina perché sappiamo che i «patentati» sono felicissimi di poter dare loro un pas- saggio fino ad Aosta! Quest'anno, dopo l'omelia, il Vescovo ha proposto una cosa davvero inso- lita e che mi è piaciuta molto: ognuno di noi ha dovuto scrivere su un foglio quali sono gli ostacoli sul proprio cammino di fede, quindi tutti i foglietti sono stati buttai in un braciere che ardeva ai piedi dell'altare, così quegli ostacoli sono stati simbolicamente distrutti... Con il tempo speriamo che lo Spirito Santo ci aiuti veramente a camminare più spediti sul nostro cammino di fede, che ci aiuti cioè a superare le tante difficoltà che ogni giorno incontriamo nella nostra vita di cristiani. Il Vescovo e don Benzi in piazza della Cattedrale 36 Nicole 37
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RADIO PROPOSTA AOSTA Un po' di storia per sapere F in dagli anni '80 alcuni parroci si erano attrezzati ed avevano allestito delle radio parrocchiali, con una portata limita- ta al territorio della loro comunità. Nel 1992 una legge del governo poneva una regolamentazione in un settore che fino a quel momento si era rivelato una specie di Far West. Le nuove discipline non lasciavano scelta: così come erano state pensate, le radio parrocchiali erano destinate a sparire. Rimaneva una sola solu- zione, e fu quella che adottarono i parroci: le emittenti locali vennero fuse in un'associazione, denominata Radio Proposta Aosta, alla cui presi- denza e vice-presidenza furono nominati rispettivamente Gino Flo- rio e don Corrado Bagnod; il nome da dare all'emittente fu scelto in base ai contatti che in quel periodo si erano allacciati con Radio Propo- sta di Torino, i cui programmi veni- vano diffusi in Valle attraverso alcu- ni ponti radio. A guidare i primi passi della radio diocesana fu il canonico Michel Praplan, che, coa- diuvalo da Romano Pace, sistemò la rete dei ponti radio, in modo da rag- giungere buona parte del territorio della diocesi. La sede di Radio Pro- posta Aosta era in via De Sales, in alcuni locali del vescovado, da cui fu poi trasferita in via Xavier De Maistre, 23. Fu Mons. Giuseppe Anfossi che, a pochi mesi dal suo ingresso in diocesi, volle dare un nuovo slancio alla radio diocesana, costituendo una redazione giornali- stica e dando il via ad un nuovo palinsesto. Dopo aver raccolto alcu- ne informazioni, nel settembre del 1995 si decise di far rientrare Radio Proposta Aosta in Circuito Marconi, una rete di radio cattoliche italiane. Furono due i motivi che ispirarono l'ingresso in Circuito Marconi: in primo luogo si voleva evitare che l'emittente diocesana finisse per rin- chiudersi nell'ambito ristretto del territorio valdostano; non più «ogni diocesi un'antenna» ma «una rete di antenne collegate in un rapporto di collaborazione e di reciproco scam- bio». In secondo luogo, le forti spese per la ristrutturazione degli studi interni e dei ponti esterni (una doz- zina in tutta la Valle), imponevano che non ci fossero inutili sprechi e costosi doppioni: infatti la radio capo-fila di Circuito Marconi, prov- vedeva già ad alcuni servizi giorna- listici a carattere nazionale, come pure era attrezzata per fornire dei buoni programmi musicali per gio- vani; Radio Proposta Aosta, man- dando in onda questi programmi comuni a tutto il Circuito, era così in grado di concentrare tutte le proprie energie nell'ambito locale. Ed è quanto la nostra équipe sta cercando di fare al momento attuale. Dopo due anni di lavoro, constatiamo che Gita scolastica a Saint-Pierre-en-Faucigny 38 39
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L'emittente ha fatto dei progressi, sia a livello di qualità del suono che di contenuti, ma siamo ben coscienti di poter ancora migliorare, al fine di rendere un effettivo servizio alla comunità ecclesiale e civile della Valle. Abbiamo però bisogno del sostegno di tutti: per questo in ogni parrocchia sono disponibili dei volantini con i programmi ed un conto corrente postale per le offerte a favore di Radio Proposta Aosta. Michele Giachino C.C. 11229119 intestato a: Curia Vescovile Vescovado 11100 Aosta causale: Pro Radio Diocesana Radio Proposta - Aosta Trio Radio: Massimiliano Chionne, tecnico. Antonio Mannello, giornalista, pubblicista. Paola Borgnino, conduttrice di rubriche. 40 Che cos'è Radio Proposta Aosta È una radio comunitaria che non persegue fini di lucro. È lo strumento che la Diocesi si è dato, insieme al «Corriere della Valle», per meglio comunicare con la comunità valdostana. IMPOSTAZIONE EDITORIALE Radio Proposta Aosta vuole caratterizzarsi come una emittente che ricerca e promuove i valori umani e cristiani riporta fedelmente ciò che succede in Valle fa conoscere e parlare chi (singoli individui, gruppi ed associazioni) si «muove» per far crescere la solidarietà, la cultura e la dignità delle persone porta nelle case degli ascoltatori un riflesso sereno della vita Perciò i programmi di Radio Proposta Aosta si suddividono in quattro settori: programmi informativi: notiziari locali, notiziari sulle attività pastorali della Diocesi, proposte di lavoro, notiziari nazionali ed internazionali (in collegamento con Circuito Marconi e Radio Vaticana) programmi di approfondimento sulla vita sociale, culturale, politica e religiosa della Valle programmi di servizio: RPA si mette a servizio di collettività locali, asso- ciazioni e movimenti che agiscono per il bene di tutti programmi di intrattenimento: sono gli spazi dedicati alla musica legge- ra, classica e folk, le rubriche dedicate ai bambini e ai ragazzi. Frequenze di Radio Proposta Aosta Aosta - 102.600 e 107.500 MHz; Saint-Pierre - 102.600 MHz; La Salle - 93.700 MHz; Cogne - 102.700 MHz; Torgnon - 102.500 MHz; Valgrisenche - 88.000 MHz; Courmayeur - 103.800 MHz; Morgex - 99.500 MHz; Donnas - 102.300 MHz; Brusson - 88.500 MHz. Sede. Radio Proposta Aosta via Xavier de Maistre, 23 - 11100 Aosta tel. 0165/44575 Fax 0165/239654 41
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Mostra di taglio e cucito I partecipanti del corso di taglio e cucito Alcuni «capolavori» del corso di cucito Cassonetto della Caritas anche a Saint-Pierre In via della Libertà, vicino ai giardini pubblici, nel borgo di Saint- Pierre, è stato messo un cassonetto della Caritas, per la raccolta di indumenti usati, borse, scarpe. Gli indumenti ancora in buono stato verranno dati direttamente ai bisognosi, il resto sarà venduto e il ricavato servirà per la Caritas diocesana. Fate sapere a tutti di questa opportunità di adoperare BENE anche le cose usate. bituale appuntamento con il Taglio e il Cucito. Il 30 e il 31 maggio si è tenuta, nei locali dove si svolgono le lezioni, la Mostra di fine corso di Taglio e di Cucito, dei lavori eseguiti dalle allieve dei quattro anni. C'è stato come sempre entusiasmo tra le partecipanti che hanno così avuto occasione di esporre i loro manufatti. La mostra ha proposto più di 170 «pezzi» di vario genere che hanno riscosso, tra i visitatori, un notevole successo. Un giusto riconoscimento al lavoro fatto durante l'anno. Chi fosse interessato al corso di Taglio e di Cucito può chiedere informa- zioni all'insegnante Rosanna David, Saint-Pierre, telefono 0165 903909. Se la fede ci fa essere credenti e la speranza ci fa essere credibili, soltanto la carità ci fa essere creduti. (don Tonino Bello) 42 Non bastano le opere di carità, se manca la carità delle opere. Se manca l'amore da cui partono le opere, se manca la sorgente, se manca il punto di partenza che è l'eucaristia. (don Tonino Bello) 43
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Una mensa sul prato Corpus Domini: festa dell'erba verde ell'episodio della moltiplicazione dei pani raccontatoci da Marco c'è uno splendido particolare che basterebbe da solo a dare senso alla festa del «Corpus Domini». Gesù, prima di compiere il miracolo, ordinò ai discepoli di far sedere la folla affamata «sull'erba verde». Sull'erba verde. È su questo tappeto di speranza, impregnato di aromi selvatici, che i pani passano da una mano all'altra senza venir meno. È su questa tovaglia, intrisa anche dei profumi del forno che, quasi tor- nando nel grembo da cui furono generate, cadono le briciole senza contami- narsi. È su questa mensa verginale che Gesù compie, con un rito che sa di offer- torio e di consacrazione e di comunione insieme, un gesto di pace con la terra, restituendole ciò che le appartiene. Processione del Corpus Domini, per la strada del Borgo (foto Stefano Torrione) È su questo altare primordiale che egli fa le prove generali di un altro banchetto, in cui il Pane vivo disceso dal Cielo avrebbe riappacificato con Dio l'universo distrutto dalla disgregazione. Sembra proprio che «l'erba verde» sia la condizione preliminare per ogni impegno veramente eucaristico. Perciò, la festa del «Corpus Domini» deve essere la festa della riconcilia- zione cosmica. Dobbiamo chiedere al Signore che ci restituisca i sapori dell'erba verde, a foglia larga e a foglia stretta. Dobbiamo implorare che tornino tempi in cui sia possibile respirare a pieni polmoni senza aver paura delle radiazioni nucleari. Dobbiamo promettere a noi stessi che non inquineremo il nostro mare, che non imbratteremo i nostri muri, che non sporcheremo le vie della nostra città, che non ridurremo a pattumiera i vicoli delle nostre campagne. Dobbiamo chiedere al cielo che ci dia la forza esemplare per insegnare ai ragazzi che vanno rispettate le aiuole dei giardini pubblici, che non vanno divelte le panchine della villa comunale, che non si devono coprire di scritte oscene le insegne stradali. Dobbiamo esigere da Dio che sia severo che con chi ci ammorba l'acqua, Benedizione del Santissimo alla Stazione (foto Stefano Torrione) 44 45
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uno splendido particolare che basterebbe da solo a dare senso alla festa del «Corpus Domini». Gesù, prima di compiere il miracolo, ordinò ai discepoli di far sedere la folla affamata «sull'erba verde». Sull'erba verde. È su questo tappeto di speranza, impregnato di aromi selvatici, che i pani passano da una mano all'altra senza venir meno. È su questa tovaglia, intrisa anche dei profumi del forno che, quasi tor- nando nel grembo da cui furono generate, cadono le briciole senza contami- narsi. È su questa mensa verginale che Gesù compie, con un rito che sa di offer- torio e di consacrazione e di comunione insieme, un gesto di pace con la terra, restituendole ciò che le appartiene. Benedizione del Santissimo alla Stazione (foto Stefano Torrione) 44 Processione del Corpus Domini, per la strada del Borgo (foto Stefano Torrione) È su questo altare primordiale che egli fa le prove generali di un altro banchetto, in cui il Pane vivo disceso dal Cielo avrebbe riappacificato con Dio l'universo distrutto dalla disgregazione. Sembra proprio che «l'erba verde» sia la condizione preliminare per ogni impegno veramente eucaristico. Perciò, la festa del «Corpus Domini» deve essere la festa della riconcilia- zione cosmica. Dobbiamo chiedere al Signore che ci restituisca i sapori dell'erba verde, a foglia larga e a foglia stretta. Dobbiamo implorare che tornino tempi in cui sia possibile respirare a pieni polmoni senza aver paura delle radiazioni nucleari. Dobbiamo promettere a noi stessi che non inquineremo il nostro mare, che non imbratteremo i nostri muri, che non sporcheremo le vie della nostra città, che non ridurremo a pattumiera i vicoli delle nostre campagne. Dobbiamo chiedere al cielo che ci dia la forza esemplare per insegnare ai ragazzi che vanno rispettate le aiuole dei giardini pubblici, che non vanno divelte le panchine della villa comunale, che non si devono coprire di scritte oscene le insegne stradali. Dobbiamo esigere da Dio che sia severo che con chi ci ammorba l'acqua, 45
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armati contro la natura. La preghiera e il canto: un inno di amore a Gesù Eucaristia (foto Stefano Torrione) con chi ci avvelena il vino, con chi ci insidia il latte. Dobbiamo protestare contro coloro che violentano la natura, che deturpa- no i paesaggi, che speculano sulle bellezze della terra. Dobbiamo gridare con indignazione che solo gli aratri e non i cingoli dei carri armati hanno il diritto di calpestare «l'erba verde» delle nostre colline. Dobbiamo esecrare tutti coloro che, con la scusa del sacro, la domenica delle palme fanno scempio degli alberi a scopo vergognoso di lucro. .. Dobbiamo pregare perché ogni uomo comprenda che la strada della comunione col prossimo e con Dio non passa sullo svincolo dei sacrilegi ope- rati contro la natura. «Corpus Domini». Festa «dell'erba verde». Sarà anche la festa della spe- ranza in un mondo più limpido, restituito ad antiche trasparenze, se sapremo implorare da Dio che metta finalmente nel cuore degli uomini una incontenibi- le nostalgia di purezze perdute. (Don Tonino Bello, Festa del Corpus domini, 1986 «Alla finestra della speranza», 1997. Ed. San Paolo) 46 Progetto Giovani - Insieme si può I I Direttivo della Comunità Montana, dopo aver effettuato una ricerca di tipo sociale sul territorio dei suoi 12 Comuni, ha deliberato una progettazione pluriennale (97-98-99) denominata «Insieme si può». Questo Progetto Gio- vani, approvato dall'Assessorato alla Sanità, è dalla primavera 97 entrato nella sua fase operativa. Tale iniziativa si rivolge ai bambini, ai giovani fino a 28 anni e alle loro rispettive famiglie residenti nei dodici Comuni membri della Comunità Mon- tana e vuole rispondere ai bisogni della gioventù offrendo loro spazi ed occa- sioni per incontrarsi e diventare protagonisti del loro proprio tempo libero. Presso le strutture della Comunità Montana è aperto un ufficio dove il coordinatore del Progetto Giovani rimane a disposizione per informazioni o per raccogliere idee, proposte e suggerimenti. Il Progetto Giovani lavora in collaborazione con il territorio. Infatti i rap- presentanti dei giovani, dei servizi sociali, delle parrocchie, della scuola, gli amministratori partecipano con i propri rappresentanti nel gruppo di coordi- namento e nel gruppo di lavoro, organi questi istituiti per definire le linee organizzative e decisionali del progetto stesso. Il coinvolgimento dei giovani si concretizzerà con l'iscrizione e la parteci- pazione attiva allo Junior Club Grand Paradis, un'associazione di giovani tra i 14 e i 28 anni senza fini di lucro scevra da discriminazioni politiche, culturali e razziali. Questa associazione si prefigge i seguenti fini: • permettere l'incontro dei giovani per promuovere iniziative culturali, ricreative e sportive • rendere protagonisti i giovani rispetto al proprio tempo libero • favorire la partecipazione dei giovani alla gestione del Progetto Giovani (il Presidente dello Junior Club è membro del gruppo di lavoro e può racco- gliere esigenze, idee e proposte per portarle in sede di discussione). Per tutte le sue iniziative lo Junior Club potrà contare sul supporto delle strutture della Comunità Montana (personale, telefoni, fax, fotocopie...) Si possono iscrivere allo Junior Club tutti i giovani residenti nella Comu- nità Montana di età compresa tra i 14 e 28 anni che diventeranno soci ordinari dell'associazione e potranno usufruire dei vantaggi o delle proposte organiz- zate, avranno diritto di voto in sede di Assemblea e potranno ricoprire incari- chi di rappresentanza (tutti i soci possono candidarsi alla Presidenza o alle altre cariche dell'associazione). Possono partecipare alle attività organizzate dallo Junior Club anche i 47
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Il coinvolgimento dei giovani si concretizzerà con l'iscrizione e la parteci- pazione attiva allo Junior Club Grand Paradis, un'associazione di giovani tra i 14 e i 28 anni senza fini di lucro scevra da discriminazioni politiche, culturali e razziali. Questa associazione si prefigge i seguenti fini: • permettere l'incontro dei giovani per promuovere iniziative culturali, ricreative e sportive • rendere protagonisti i giovani rispetto al proprio tempo libero • favorire la partecipazione dei giovani alla gestione del Progetto Giovani (il Presidente dello Junior Club è membro del gruppo di lavoro e può racco- gliere esigenze, idee e proposte per portarle in sede di discussione). Per tutte le sue iniziative lo Junior Club potrà contare sul supporto delle strutture della Comunità Montana (personale, telefoni, fax, fotocopie...) Si possono iscrivere allo Junior Club tutti i giovani residenti nella Comu- nità Montana di età compresa tra i 14 e 28 anni che diventeranno soci ordinari dell'associazione e potranno usufruire dei vantaggi o delle proposte organiz- zate, avranno diritto di voto in sede di Assemblea e potranno ricoprire incari- chi di rappresentanza (tutti i soci possono candidarsi alla Presidenza o alle altre cariche dell'associazione). Possono partecipare alle attività organizzate dallo Junior Club anche i con chi ci avvelena il vino, con chi ci insidia il latte. Dobbiamo protestare contro coloro che violentano la natura, che deturpa- no i paesaggi, che speculano sulle bellezze della terra. Dobbiamo gridare con indignazione che solo gli aratri e non i cingoli dei carri armati hanno il diritto di calpestare «l'erba verde» delle nostre colline. Dobbiamo esecrare tutti coloro che, con la scusa del sacro, la domenica delle palme fanno scempio degli alberi a scopo vergognoso di lucro. ... Dobbiamo pregare perché ogni uomo comprenda che la strada della comunione col prossimo e con Dio non passa sullo svincolo dei sacrileghi ope- rati contro la natura. «Corpus Domini». Festa «dell'erba verde». Sarà anche la festa della spe- ranza in un mondo più limpido, restituito ad antiche trasparenze, se sapremo implorare da Dio che metta finalmente nel cuore degli uomini una incontenibi- le nostalgia di purezze perdute. (Don Tonino Bello, Festa del Corpus domini, 1986 «Alla finestra della speranza», 1997. Ed. San Paolo) 46 47
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Progetto giovani: Roller «ai parcheggi» bambini e i prea- dolescenti fino a 14 anni o eventua- li amici non resi- denti nella Comu- nità Montana Grand Paradis. L'associazio- ne ha un suo orga- nismo composto da un'Assemblea (tutti i soci ordina- ri), un Consiglio Direttivo, un Pre- sidente. Qualsiasi idea, proposta ed esigenza potrà essere raccolta dal Presidente e portata al gruppo di lavoro e in questa sede essere discussa. È questa l'occasione per partecipare in modo attivo e propositivo al Pro- getto Giovani. Lo Junior Club verrà rappresentato all'Assemblea Regionale diventando attore partecipe del mondo giovanile valdostano. Il Progetto Giovani ha presentato nel 1997 queste iniziative: • proposta transizione scuola/lavoro che ha permesso ad alcuni ragazzi di entrare nel mondo del lavoro • 2 feste evento presso la struttura del salone Polivalente di Avise • una serie di proposte culturali/sportive nel periodo estivo • uno scambio interculturale con l'isola di Malta • la nascita di un coro di ragazzi dai 12 ai 17 anni • un coro di Pianoforte • Alcune iniziative di avvicinamento alla montagna. Il Progetto Giovani metterà a disposizione di tutti i giovani due spazi ad 48 Aymavilles (loc. Saint-Léger) ed a Saint-Pierre (Asilo Centoz). Questi locali diventeranno un punto d'incontro dove un animatore accoglierà i ragazzi e li coinvolgerà in feste, gite, attività musicali, manuali e sportive. L'invito è rivolto a tutti: venite a vedere, telefonate, informatevi, propo- nete. Il Progetto Giovani cresce con lo sforzo di tutti. L'estate si avvicina! LUGLIO 1998 5 luglio Escursione a piedi al Bivacco M. Gontier Nomenon Partenza da Aymavilles (Centro aggregativo) 10 luglio Giornata all'Oasi di Viverone Prenotazioni e partenza dal Centro aggregativo di Saint-Pierre (tel. 0338 - 3888527). Costo lire 10.000 15 luglio Serata organizzata in collaborazione con la Biblioteca e la Pro Loco di Introd Cinema all'aperto - ore 21,00 - presso il Castello di Introd dal 18 al 28 luglio Torneo di Calcetto presso l'area sportiva di Saint-Pierre (dai 14 ai 20 anni) Cerca un gruppo di amici ed iscriviti presso la Comunità Montana entro il 10 luglio 1998 (quota lire 10.000 a giocatore con max 8 gio- catori) 25 e 26 luglio Gita con pernottamento in tenda a Vertosan Partenza da Vens (Saint-Nicolas) in mountain bike, cena prevista presso il ristorante in loco Serata sotto le stelle con la presenza dell'astronomo Guido Cossard Quota lire 30.000 AGOSTO 1998 dal 3 al 12 agosto Vieni con noi ad Aymavilles - Centro aggregativo loc. Saint Léger ed imparerai a disegnarti e personalizzarti le tue magliette Costo del corso lire 30.000 (maglietta compresa) Giorni previsti 3/6/10/12, dalle ore 16,30 alle ore 18,30 Iscriviti entro il 23 luglio 1998 a partire dai 10 anni 5 agosto Serata organizzata in collaborazione con la Biblioteca di Arvier Cinema all'aperto - ore 21,00 - nel borgo di Arvier 49
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Ingresso libero dal 10 al 18 agosto Probabile incontro amichevole tra la Primavera della Sampdoria e la rappresentativa Junior Club Grand Paradis (dai 16 ai 20 anni) al campo sportivo di Épinel - Cogne 16 agosto Gita a Donnas È previsto un fantastico bagno ed una mega grigliata e tante risate Partenza da Saint-Pierre - Centro aggregativo. Quota lire 10.000 dal 17 al 21 agosto È prevista la settimana di avviamento al Triathlon: alla Scuola Media di Villeneuve, dalle ore 9,30 alle 17,30, i bambini dai 6 ai 14 anni potranno nuotare, correre e pedalare seguiti da istruttori della Soc. Triathlon (nell'attività è compreso il servizio mensa) Costo individuale lire 150.000 Iscrizioni entro il 31 luglio 1998 presso la Comunità Montana 19 agosto Serata organizzata in collaborazione con Biblioteca di Aymavilles Cinema all'aperto - ore 21,00 - presso il Castello di Aymavilles Ingresso Libero 22 agosto per tutti - Giornata indimenticabile a Ceriale - Parco Acquatico Le Caravelle Costo lire 16.000. È possibile prenotare il pranzo Prenotazioni entro il 12 agosto telefonando in Comunità Montana (tel. 0165 921814 - 0165 921813) A Genova eravamo in 118: battiamo il record? 26 agosto Giornata all'Oasi di Viverone Prenotazioni e partenza dal Centro aggregativo di Aymavilles 0338- 3888527. Costo lire 10.000 29 agosto Gita ai laghi del Nivolet (a piedi) Pernottamento in rifugio Partenza da Villeneuve - Scuola Media M. Ida Viglino Il pernottamento è a carico del partecipante Per le escursioni i minorenni potranno partecipare in gruppo con l'a- nimatore o con la presenza di un maggiorenne che ne prenda la responsabilità. I parroci della Comunità Montana organizzano altre escursioni in montagna. Per informazioni rivolgersi al parroco di Vil- leneuve al n. tel. 95114 SETTEMBRE 1998 dal 3 al 6 settembre Gita ad Eurodisneyland Sono previsti 2 pernottamenti, 2 entrate al parco ed 1 giornata a Parigi Tutto a sole Lire 350.000 Non perdere l'occasione! Gita riservata ai soci dai 14 ai 28 anni - Per i minorenni è prevista la presenza degli animatori. Iscriviti entro il 17 agosto 1998 presso gli uffici della Comunità Montana Grand Paradis. 13 settembre Gita a FantasyWorld (Capriate - BG) Tante nuove attrazioni aspettano bambini, ragazzi e genitori Costo Lire 17.000. Prenotazioni entro il 3 settembre presso la Comunità Montana (tel. 0165 921814 - 0165 921813) Oltre a queste proposte, presso i centri aggregativi di Saint-Pierre ed Aymavilles (da luglio aperti tutti i pomeriggi) ci saranno attività ordinarie (feste, uscite sportive, passeg- giate, tornei di ping-pong, musica, amici...). Per motivi organizzativi, le proposte potranno subire piccole variazioni INFORMATI. Le attività sono riservate ai soci dello Junior Club Grand Paradis. Se un tuo amico non è iscritto, potrà farlo recandosi con una fototessera presso gli uffici della Comunità Mon- tana oppure ai centri aggregativi. I dettagli organizzativi verranno pubblicizzati con volantini ed informazioni che troverai presso i centri aggre- gativi di Aymavilles (loc. Saint Léger) e Saint-Pierre (via Cor- rado Gex, 28 - sopra la biblioteca) o pres- so gli uffici del Pro- getto Giovani della Comunità Grand Paradis - Villeneuve (tel. 0165 921814 - 0165 921813), o chiedendo ai giovani rappresentanti del tuo comune. Giovani a Genova 50 51
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Ricordando suor Rachele gni creatura uscita dalle mani di Dio ritorna a Lui, che è il principio e la Fine, Colui che è, che era e che viene. Il passaggio da questa vita a quella eterna, dalla realtà visibile a quella invisibile è sempre un esodo, una Pasqua. Così è stato per suor Rachele (Bisone Pasqualina), che il Signore ha chiamato con sé domenica 12 aprile, giorno della Risurrezione di Cristo, all’età di 86 anni. Nata ad Albiano di Ivrea nel 1911, era entrata nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe nel 1930 e una volta terminata la sua formazione aveva iniziato il suo iti- nerario di vita apostolica in alcune parrocchie della nostra Valle, dove le Suore erano presenti con le loro Comunità. Dal 1932 in poi la ricordiamo a Valtournenche, a Valgrisenche, ad Ayas, a Jovençan, a Morgex, a Saint- Pierre per 15 anni di seguito, luoghi in cui ha avuto modo di avvicinare con amore e dedizione la realtà dei bambini ospitati nei collegi. Ha sostato anche a Châtillon, presso la casa della Provvidenza e poi nella scuola materna, insieme a suor Elisa con la quale ha condiviso non solo il servizio per il Signore e per il suo Regno, ma anche una splendida e fedele amicizia, che ha mantenuto viva anche negli anni in cui suor Elisa, colpita da ictus cere- brale, non poteva più ricambiare le 52 delicate attenzioni che suor Rachele aveva per lei ogni volta che poteva renderle visita nell’infermeria della Casa Madre. Suor Rachele toccò così con mano la realtà dell’anzianità e della malat- tia, che incombeva su tante persone rimaste quasi sole e ospiti presso le case di riposo prima dell’Ospizio e poi a Cogne, dove lavorò con dedi- zione per 14 anni e dove ancora oggi la gente la ricorda con affetto per la sua capacità di affrontare la fatica, per il suo carattere forte e intrapren- dente, per la sua testimonianza di fede. La necessità di dover affrontare un intervento chirurgico, consiglia- rono ai Superiori di richiamarla ad Aosta dove, terminata la convale- scenza, prestò ancora qualche anno di servizio presso il Seminario Mag- giore, allora sede della scuola mater- na «Mons. Jourdain», fino a quando furono iniziati i lavori di ristruttura- zione dell’edificio. Si stabilì poi definitivamente in Convento, dando ancora dei tempi di aiuto in cucina, come si fa in una grande famiglia in cui ciascuno è contento di contribuire come può al bene comune e dove la fedeltà alle piccole cose la distingueva e ce la faceva amare. Il Signore, che conta i nostri giorni e conosce i nostri pensieri, le diede la gioia di poter partecipare alla festa di inaugurazione del Semina- rio Maggiore, per il quale lei ha sicu- Suor Rachele all'Asilo di Saint-Pierre ramente dato un contributo di pre- ghiera e di offerta molto grande anche se poco visibile ai nostri occhi, e che fortemente desiderava vedere nuovamente abitato dai sacerdoti e dai seminaristi. Prese parte a tutte le celebrazioni religiose della settimana santa, unendosi alla Passione di Gesù e anche alla sua morte, avvenuta repentina nel mattino di Pasqua di ritorno dalla Cattedrale, dove aveva ricevuto l’Eucaristia che è stata il suo viatico verso il cielo. Dammi, Signore, un cuore di bimbo per Dio, Un cuore di fratello per il prossimo, Un cuore di giudice per me stesso. (ignoto) 53
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In aiuto di chi soffre Ultimo saluto al can. Silvio Pession Eravamo abituati a vedere il canonico Pession mentre andava ad aiutare ora questo ora quel parroco. Sempre disponibile malgrado le forze lo stessero abbandonando e venisse maggiormente a galla il lato pessimistico della sua visione della vita. Nato a Valtournenche il 7 settem- bre 1907 aveva attraversato tutte le vicissitudini di questo secolo. Due guerre mondiali con il loro corteo di miseria, di violenza e di dolore; i cambiamenti innumerevoli di regimi politici e sociali che hanno movimentato gli ultimi cinquant'an- ni; le straordinarie imprese scientifi- che e tecniche, gli abissi di malva- gità e le testimonianze eroiche, per lo più silenziose, di tanti uomini e donne per cui la vita vale, in quanto è un dono, ad immagine di quella di Gesù. Il Seminario accolse l'adolescente Silvio e lo accompagnò, studio e for- mazione, sino all'Ordinazione sacer- dotale, avvenuta il 5 aprile 1930. Subito inizia il suo ministero sacerdotale, prima a Brusson (1930- 33), poi in Cattedrale ad Aosta. Ma la parrocchia di Torgnon diventa vacante ed il Vescovo posa gli occhi sul giovane sacerdote Sil- vio. 54 periodo di attività pastorale, dal 1934 al 1973. Durante la guerra più di una volta la sua vita fu in pericolo nell'impe- gno di portare soccorso a giovani e famiglie nei guai, minacciato più volte di fucilazione, ora da una parte belligerante, ora dall'altra. Il sacerdote non può guardare il colore politico dei suoi fedeli, sono tutti egualmente suoi figli; il suo compito consiste nel correre in aiuto di chi soffre, di chi è perseguitato, di chi è in miseria; solo Cristo è il ter- mine di paragone della sua azione. Ma il tempo scorre e nel dicembre 1973 il vescovo chiede a don Pession un nuovo servizio: essere canonico della Collegiata dei Santi Pietro e Orso in Città: preghiera corale, pre- dicazione, confessioni riempiendo d'ora in avanti la giornata del sacer- dote dai capelli d'argento, dal volto sorriden te, dalla disponibilità conti- nua a rendere servizio ai confratelli. Nel 1991, il canonico Pession ha ormai 84 anni, dà le dimissioni da canonico e inizia la vita nella Comu- nità del Priorato di Saint-Pierre. Tuttavia fin quasi agli ultimi mesi di vita non è mai venuto meno il suo grande spirito di servizio, per «dépanner» i confratelli, per stare vicino a vari gruppi, per esempio al Centro Volontari della Sofferenza (Cvs). Don Silvio Pession (secondo da sinistra in piedi), in una vecchia foto di sacerdoti originari di Torgnon Nelle prime ore dell'8 maggio, nel silenzio della notte, risuona la chia- mata definitiva del Signore e l'ango- scia, l'ansia e l'agitazione che lo ave- vano fatto soffrire si stemperano nell'abbraccio del Salvatore, ed il suo viso tirato si distende in una espressione di pace. Un folto gruppo di sacerdoti e la popolazione di Torgnon hanno preso parte ai suoi funerali; le sue spoglie mortali attendono la risurre- zione nel cimitero in cui ha accom- pagnato tanti suoi parrocchiani, vici- no al suo Cervino: «Ho levato i miei occhi verso i monti. Da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto verrà dal Salvatore». Nei mesi di LUGLIO e AGOSTO messe prefestive a: • VETAN ore 18,30 • RUMIOD ore 20,00 55
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Nuovi membri del Popolo di Dio 1) Il 15 febbraio battesimo di SPINARDI ALESSIA di Roberto e di Marcan- toni Adele. Padrini: Roncarolo Andrea e Cappio Barazzone Germana 2) Il 22 marzo battesimo di CHESSA DAVIDE di Mirco e di Denarier Patri- zia. Padrini: Chessa Alessandro e Perotti Nigra Paola. 3) Il 29 marzo battesimo di MORANDI MATTEO di Giampiero e di Fasano M. Caterina. Padrini: Tormen Gino e Pesce Daniela. 4) L'11 aprile battesimo di MANELLA VALENTINA di Luigi e di Chabod Rosanna. Padrini: Tournoud Franco e Cuc Mariagabriella. 5) Il 13 aprile battesimo di TURATO SIMONE di Nicola e di Manzone Patrizia. Padrini: Manzone Fabio e Perini Silvia. 6) Il 24 maggio battesimo di TOSETTI SARA di Giuseppe e di Nichele Tiziana. Padrini: Tosetti Gino e Vallet Barbara. 7) Il 31 maggio battesimo di LUBOZ NICCOLÒ di Dimitri e di Chatrian Lorena. Padrini: Montemezzo Umberto e Luboz Crislaine. Gita scolastica all'Isola d'Elba Santuario della Madonna di M. Serrato, Isola d'Elba. 20-24 aprile 1998. Classi 3ª e 5ª 56 Cresimati il 28 marzo da S.E. Mons. Anfossi 1 - AMBROGIO PASQUALE, padrino: Balestra Massimo 2 - BELLEY DAVIDE, padrino: Centoz Simone 3 - BORINATO MICHEL, padrino: Borinato Osvaldo 4 - BORRELLO GIAMPAOLO, padrino: Arnone Antonio 5 - CAMPERI SARA, madrina: Camperi Erica Regina 6 - COMMUNOD SERENA, madrina: Besenval Marilena 7 - D'ALFONSO ERIKA, madrina: Solferini Sara 8 - DIONISI DENIS, padrino: Martino Albert 9 - GERBELLE OMAR, padrino: Nouchy Alessandro 10 - LALE MURIX FRANÇOIS, padrino: Grand Larent-Yves 11 - MANNARINO MANFREDO, padrino: Mannarino Manfredo 12 - MARTORELLI GIACOMO, padrino: Lazzaro Silvano 13 - PERRONE CIRIACO, padrino: Perrone Luigi 14 - QUINTO FRANCESCA, madrina: D'Ippolito Paola 15 - ZANETTI RUDY, madrina: Dal Pos Michela 57
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Matrimoni 1) Il 9 maggio matrimonio tra Demoro Pascal e Trione Moni- que. Testimoni: Demoro Joseph e Fenoglio Tamara. 2) Il 23 maggio matrimonio tra Menegatti Mirco e Turato Sil- via. Testimoni: Marchesin Ste- fano, Fristachi Roberto, Turato Federica e Radizza Elena. 3) Il 30 maggio matrimonio tra Maino Ephrem e Aluisini Veronica. Testimoni: Maino Ismaele, Merivot Antonio, Burgazzi Mikaela e Paesani Federica. L'âme humaine est faite pour n'être pas seule. Teilhard de Chardin I nostri defunti L'eterno riposo dona loro Signore, splenda ad essi la Luce Perpetua, riposino in Pace. Amen 31) Il 23 novembre è deceduto DAVID REMO, di anni 67. 32) Il 12 dicembre è deceduto VAUDAN FRANCESCO PIETRO (Pierino), di anni 90. 33) Il 24 dicembre è deceduto LALE BRUNO ALDO, di anni 76. 1) Il 10 gennaio è deceduto CHRISTILLE INNOCENZO MASSIMINO, di anni 79. 2) Il 29 gennaio è deceduto BALLIANO NATALINO, di anni 90. 3) Il 13 febbraio è deceduto TIBLET LUCIANO, di anni 82. 4) Il 14 febbraio è deceduta BADIALI ELVIRA, di anni 92. 5) Il 18 febbraio è deceduto LALE MURIX SEVERO, di anni 81. 6) Il 22 aprile è deceduta PERRUCHON MARIA CELERINA, di anni 84. 7) Il 3 maggio è deceduto LUBOZ PIETRO, di anni 55. 8) Il 7 maggio è deceduta BOCHET ERMINIA, di anni 73. 9) L'8 maggio è deceduto il sac. PESSION SILVANO, di anni 90. 58 Classe 4ª al lago Lod di Chamois 59
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60 Offerte per la chiesa e le attività parrocchiali Charles-Nossen; Saccani Nino; Demoz Albina; Fazzari Giorgio; Bonin Eddy; in memoria Del Negro Pailex Zadkovich; Zadkovich Torindo; Bisacco; Therisod Vittorio; Luciano; Lucianaz; Montesano; Tra- Jocallaz Dina; Lale Murix Marcello; vaini; Oreiller-Therisod; in memoria Jocallaz Giulietta; in onore S. Anto- Tiblet Luciano; Vitton Mea; Betemps nio; Champretavy René; N.N.; Pozzi Armando; Scalise; Sapinet Elio; Del Enzo; in memoria Piacentino Anto- Negro-Jocallaz; Glarey-Meynet; in nia; David Ernesto; Oreiller Vittorio; memoria Badiali Elvira; Savoye in memoria Re Felice; A.N.A. Saint- Annette; Piccoli Stella; Fenoil; Bonin Pierre; Primiero Mario; Jordaney Donata; Lale-Rinaudo; Bovard-Ger- Raimonda; David-Giannini; belle; Oreiller Marco; Favre Augu- Cognein Mario; in memoria Vaudan sta; Maquignaz-Vauthier; in memo- Pierino; Caput; Bochet-Berard; ria Lale Murix Severo; Domaine Armand Federica; Lale Lacroix Aldo; Oreiller Maggiorina; N.N.; in Assunta; Bochet Daniel; De Mori ringraziamento; Boverod Itala; Lale Rita; Rini Ferdinando; Berthod Gerard Giuseppe; Mazza-Charles; Aldo; Pellissier Attilio; Pariset Emi- Gorraz Alice; i Cresimati; Bochet lio; in memoria Arnollin-Persod; Camillo; in memoria Centoz Gior- Formento-Belfrond; Motta Amelia; gio; Charrere Esterina; Tussidor N.N.; in memoria Challancin Enzo; Ovide; Berthod Dino; Centoz Denis; Belli-Fettolini; Berard-Ronzani; Berard Alfonso; Petrolini; Manella Vauthier Guido; Stevanoni; Martinet Enrico; Jordaney Romea; Turato Vittorio; Rosset Souvenir; Vuyet- Simone; Neyret Giuseppe; in memo- Branche; Persod Pietro; Sapinet ria Luboz Rina; in onore San Anto- Livio; Besenval-Glarey; Morandi- nio; Carconi; Chabod Zella; in Pedoni; in memoria Christille Inno- memoria Perruchon Celerina; Cen- cenzo; Centoz-Ocleppo; Cremaschi; toz Rosetta; Morandi Matteo; Lettry- Luboz-Calì; Cognein-Rossan; Ceran- Jordaney; Barberi; N.N., Paillex to Anna; Ballarini Claudio; in Roger; N.N.; Blanchet Dillio; libri memoria Lale Aldo; Oliva-Chanoux; Paoline; bambini Prima Comunione; Lale Demoz Graziella; Campese in memoria Luboz Nestore; Lanier Aldo; Carlin Alessandro; Dayné Luigi; Cognein Nadia; Thomasset Augusto; Sommariva; Pallais Eligio; Gino; in memoria Bochet Erminia; Cachoz; Rinaudo; Varetti; Thomas- Lettry Georgette; Chabod-Paradisi; set Romilda; in memoria Branche Pedoni; Del Degan-Therisod; Arnod Adolfo; Garin-Bethaz; Perron Otti- Alfredo; Lavit-Pellissier; Radici- lia; in memoria Balliano Natale; Montegrandi; Vallet Alex; Tosetti. Petigat Ninfa; in memoria Lale Totale L. 14.465.000 PRIORATO DI SAINT-PIERRE Incontri con il Signore Corsi di esercizi spirituali 2. Dal 21 al 27 giugno 1998 - P. FORTUNATO MUFFOLINI OMI «Vieni, Spirito Santo, luce soavissima» PER TUTTI 3. Dal 2 (sera) al 5 luglio 1998 - DON ALBINO LINTY BLANCHET «Ci ha rigenerati per una speranza viva» (1) Pt 1,6 PER TUTTI 4. Dall'8 al 12 luglio 1998 - DON FRANCO LOVIGNANA «Il frutto dello Spirito è amore, gioia» Gal 5, 22 PER TUTTI 5. Dal 19 al 25 luglio 1998 - DON ALBINO LINTY BLANCHET «Camminiamo secondo lo Spirito» Rom 8 PER GIOVANI 6. Dal 28 luglio al 2 agosto 1998 - P. ONORIO PONTOGLIO O.F.M. «Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa» Gv 14, 26 PER TUTTI 7. Dal 5 all'11 agosto 1998 - DON LUIGI MAQUIGNAZ «Rinascere da acqua e da Spirito» PER TUTTI 8. Dal 21 al 24 agosto 1998 - P. GEORGES COTTIER O.P. «Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera» Gv 16, 13 PER TUTTI 9. Dal 7 al 12 settembre 1998 - DON PAOLO CURTAZ «Il Gesù di Giovanni» (2) PER TUTTI 10. Dal 30/10 (sera) all'1/11/98 - DON ALBINO LINTY BLANCHET «Quando pregate dite: Padre nostro» Mt 6 PER GIOVANI 11. Dal 4 al 10 novembre 1998 - DON EDMONDO BRUNOD Il libro dell'Esodo PER TUTTI GIORNATE DI RITIRO E PREGHIERA Prima domenica del mese - RITIRO PER GIOVANI don Albino Linty-Blanchet 2-11-97/7-12-97/1-2-98/1-3-98/5-4-98/3-5-98 Seconda domenica del mese - RITIRO PER ADULTI don Albino Linty-Blanchet 9-11-97/14-12-97/8-2-98/8-3-98/10-5-98 INCONTRI PER FIDANZATI, SPOSI, FAMIGLIE don Edmondo Brunod Domenica 23-11-97/25-1-98/22-2-98 (Si assicura un servizio baby-sitter) INCONTRO DI PREGHIERA E DI FRATERNITÀ 5 - 6 - 7 giugno 1998 per i volontari della sofferenza 61
Testo Originale Estratto
La preghiera di Madre Teresa «L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico NON IMPORTA, AMALO Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici NON IMPORTA, FA' IL BENE Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici NON IMPORTA, REALIZZALI Il bene che fai verrà domani dimenticato NON IMPORTA, FA' IL BENE L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo NON IMPORTA, COSTRUISCI Se aiuti la gente, se ne risentirà NON IMPORTA, AIUTALA Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE» (Da una scritta sul muro a Shishu Bliavan, la Casa dei bambini di Calcutta fondata da Madre Teresa) 62 Recette (pour un bon mariage) Prenez un vase bien propre: jetez-y un litre d'eau pure. Ajoutez-y 50 gr. de racines de patience Ajoutez-y 50 gr. de racines d'oubli des torts Ajoutez-y 50 gr. de racines de discrétion Ajoutez-y 50 gr. de racines de prévenance Mettez encore poudre d'économie Mettez encore poudre de bonne cuisine Mettez encore poudre d'ordre Mettez encore poudre de propreté. Saupoudrez le tout de 100 gr. de sucre de la bonne humeur. Mêlez bien; faites cuire à petit feu sur le réchaud de l'amour de Dieu. Versez ensuite un litre d'humilité. Faites cuire le tout jusqu'à l'évaporation des mauvaises humeurs; passez à l'écumoire de la pénitence jusqu'à l'enlèvement complet de toute écume des défauts; laissez refroidir et servez. Vous offrirez l'élixir de la vraie charité. 63
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8 PREGHIERA uesta pagina vuole essere un «colpo d'ala», cioè una proposta e una palestra originale: un piccolo modesto aiuto per la crescita di chi operando nelle istituzioni e nelle iniziative di assistenza sociale crede, spera ed ama. Vivere è Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un'ala soltanto. L'altra, la tieni nascosta: forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me. Insegnami, allora, a librarmi con Te. Perché vivere non è «trascinare la vita», non è «strappare la vita», non è «rosicchiare la vita». Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l'avventura della libertà. Vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te! Mons. Tonino Bello Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82 N U M E R I U T I L I PRONTO INTERVENTO MEDICO 118 CARABINIERI POLIZIA VIGILI DEL FUOCO SOCCORSO STRADALE ACI SOCCORSO ALPINO SAINT-PIERRE Parrocchia Priorato UFFICI COMUNALI Guardia medica Biblioteca Scuola elementare - Dir. Didattica Scuola materna Uffici Sanitari: Arnese dott. Marco Caraffa Braga dott. Ettore Haudemand dott. Luciano Servizio Socio Sanitario n. 3 Microcomunità anziani Carabinieri Servizi staccati Idraulico Comunale Man. Illuminazione Pubblica Man. Cimitero Vigili del Fuoco 903801/903820 112 Centro Sportivo Prieuré 903701 113 Museo Regionale di Scienze Naturali 903485 115 Poste Italiane 903021 116 Banca di credito coop. Gran Paradiso-Monte Bianco (0165)23.82.22 903950 Ist. Bancario S. Paolo di Torino 903858 903015 ORARIO S. MESSE 903823 Parrocchia di St-Pierre feriale ore 18,30 festivo ore 8-10 PRIORATO 903016/903036 feriale ore 7,30 903811 (118) prefestivo ore 17,30 903926 festivo ore 17,30 903813 903213 Parrocchie di Aosta Cattedrale: prefest. ore 18; festivo ore 7,30-11,30-18 904118 Immacolata: prefest. ore 18,30; 903907 festivo ore 8,30-10-11-18,30 903322 S. Anselmo: prefest. ore 18,15; 903825 festivo ore 8,30-11 903702 S. Croce: festivo ore 10,30-20,15 S. Orso: prefest. ore 18,30; festivo ore 8-9,30-11-17,30 904124 S. Stefano: prefest. ore 17,30; festivo ore 8-9-11-17,30 903547 Saint-Martin-de-Corléans: 257479 prefest. ore 18,30; 40224 festivo ore 8,30-9,45 (in francese) -11-18,30