Saint-Pierre: Bollettino di Giugno 1998 tra Rinnovi Pastorali, Eventi Comunitari e Progetto Giovani.

6-1998.pdf

Questo bollettino parrocchiale di Saint-Pierre (Giugno 1998) funge da cronaca completa della vita comunitaria e diocesana. Il documento copre gli aspetti amministrativi, inclusi il rinnovo dei Consigli Pastorali ed Economici, il consuntivo finanziario 1997 e i progressi nei lavori di ristrutturazione (Asilo Centoz, cappelle di Etavel e Bosses). Vengono narrati numerosi eventi liturgici e sociali (Natale, Pasqua, Corpus Domini, attività Caritas e raccolte fondi), affiancati da approfondimenti spirituali sulla preghiera e l'educazione familiare. Il bollettino riporta inoltre le attività diocesane (Ostensione della Sindone, incontri giovanili Indaba, Radio Proposta Aosta) e presenta in dettaglio il programma estivo 1998 del Progetto Giovani Grand Paradis. Le ultime pagine documentano i sacramenti celebrati, i defunti e gli appuntamenti spirituali futuri.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
L'écho de nos montagnes
La voce dei campanili
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE
Imprimerie Valdôtaine, Aoste
GIGNOD: vie et couleurs à l'ombre du vieux clocher
Paroisse de
Saint-Pierre
XXXIXⁿⁿⁿ année - n° 6 - JUIN 1998


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre

Pregare...
è bello

Nella preghiera sco-
pri un un mondo nuovo.
La preghiera risve-
glia le energie più
sane e profonde di
una persona: fa sen-
tire la comunità e
apre alla solidarietà
universale. Fa capire
che l'esistenza e la
storia si muovono
verso l'infinito.

M
olti sono oggi alla ricerca di una esperienza spirituale come rimedio
a situazioni di stress, tedio, non senso, stanchezza, conflittualità.
Alcuni rincorrono pratiche esotiche, riempiono il loro vuoto con
vaghe esperienze spirituali che contengono il germe dell'alienazio-
ne, anche quando non arrivano a eccessi.
Altrettanto sovente però ci capita sotto gli occhi l'annuncio di una giorna-
ta di solitudine, di una veglia, adunanza o scuola di preghiera cristiana. L'invi-
to è spesso rivolto ai giovani, ma concorrono pure liberamente gli adulti. Se ci
vai, puoi trovarti in una chiesa o in un tendone pieno di giovani, seduti a piaz-
cere in silenzio meditativo, a recitare in forma compassata un salmo, ad ascol-
tare con attenzione insolita una lettura o mimando insieme con gesti espressi-
vi, ma moderati, una lode. Esprimono così la fede nella presenza di Dio nella
loro vita e se ne rallegrano rendendo grazie.
1


Testo Originale Estratto
Se domandi ai partecipanti le loro reazioni, scopri che la preghiera ha
risvegliato le energie più sane e profonde della persona; si sono sentiti in una
comunità nella quale l'unione tra i partecipanti quasi si tocca; simultaneamen-
te è cresciuto il senso di solidarietà con tanti, amici, compagni, gente che soffre
e che non sono presenti; hanno scoperto i propri limiti, senza per questo abbat-
tersi o sottovalutarsi; hanno intravisto che la propria esistenza e la storia del
mondo si muovono verso l'oltre, fino all'infinito, come spinte e attratte da una
forza misteriosa; hanno sentito e accolto Gesù Cristo come via, verità e vita;
hanno condiviso con Maria il suo Cantico di vita, fiducia e ringraziamento;
hanno sentito di comprendere per un momento il segreto dei santi. E tutto ciò
senza evadere da questo mondo, senza abbandonare il proprio campo di lavo-
ro o fuggire dagli avvenimenti. Ritornano infatti ai loro ambienti e alla loro
vita quotidiana con una nuova visione delle cose, disposti a mettersi accanto a
chi è bisognoso e a lottare per trasformare le situazioni.
La preghiera non è un'evasione verso l'ignoto o l'occulto. È invece un
modo di penetrare nel reale con uno sguardo più acuto e più responsabile.
Quella cristiana poi emerge dagli avvenimenti storici della salvezza. È dunque
come impastata dalle vicende umane nel cuore delle quali opera il Signore!

Oggi se ne sente un'urgente necessità. E non come obbligo religioso, ma
come respiro dell'anima e un bisogno di verità. Tutto quello che ci offre la
moderna società lascia inevasi i grandi interrogativi dell'esistenza che a un
certo momento insorgono potenti e reclamano una risposta.

Benvenute dunque le veglie, le scuole, le adunanze e le esperienze di pre-
ghiera autenticamente cristiane. L'accoglienza della fede e del Vangelo infatti
non raggiunge il cuore se non riesce a creare in noi quegli atteggiamenti e quei
sentimenti verso Dio che si esprimono nella pietà filiale.

Non basta però l'esperienza occasionale, anche intensa e ben orientata.
La preghiera rende umanamente e spiritualmente quando diventa atteggia-
mento interiore, pratica quotidiana e cammino di maturità. L'apprendimento e
la costanza sono necessari. Così lo capirono gli apostoli quando chiesero a
Gesù di imparare a pregare. E così lo comprese anche Gesù quando insegnò
loro le parole che meglio potevano esprimere il rapporto di amore che Dio ha
verso di noi e i sentimenti che lo Spirito suscita nel cuore dell'uomo al quale
viene rivelato tale rapporto. Allora la pace, la gioia, la solidarietà, il senso di
una Presenza, l'apertura che sperimentiamo sensibilmente in alcuni momenti
di preghiera, diventano parte della nostra vita quotidiana, che si svolge tutta
alla luce di una invocazione: Padre!
2

Consiglio Pastorale Parrocchiale
el mese di aprile è stato rin-
novato il nostro Consiglio
Pastorale Parrocchiale: sono
stati eletti i membri di que-
sto importante organismo che vuole
ricordare la responsabilità che ogni
fedele deve sentire nei confronti
della vita parrocchiale.

Il Consiglio risulta così composto:
il Parroco, Ronzani Annamaria,
Frutaz Antonioli Carla, Vauthier
Piera, Tournod Franca, Therisod
Lucia, Bonin Donata, Jocallaz Nico-
le, Pedoni Franca, Bovard Josette e
Favre Alessia. C'è una grande conti-
nuità con il consiglio del quinquen-
nio precedente; solo tre giovani
(Lucia, Nicole e Alessia) vengono a

rinvigorire il gruppo, che dovrà
affrontare scelte a nome e per conto
di tutta la comunità parrocchiale.

La nostra riconoscenza sentita va
a tutti coloro che hanno lavorato nel
consiglio dal 1993 al 1998; un ringra-
ziamento particolare va a Giono Cal-
vetto Silvio, che si è trasferito ad
Aosta, e che come moderatore ha
per cinque anni messo le sue belle
capacità al servizio di tutti, dimo-
strandosi uomo di idee e di equili-
brio e facendo fare a tutti noi una
notevole crescita; un grazie anche a
Boson Fabrizio, ultimamente impe-
gnato a Torino per lo studio e per il
suo servizio nel gruppo Abele, e che
ha sempre portato il suo entusiasmo
Consiglio
Pastorale
uscente
3


Testo Originale Estratto
giovanile nelle scelte pastorali; e
come non ricordare la cara Campese
Sara, che dal Cielo ha certamente
continuato ad aiutarci con la dolcezza
che ha sempre caratterizzato la
sua presenza: il ricordo del suo sorriso,
della sua generosità, hanno
dato la forza a tutti noi di non perdere
mai speranza.
Scriveva, qualche tempo fa, Silvio
Giono parlando della sua esperienza
nel Consiglio di Saint-Pierre: «Imparare
a lavorare con gli altri e a confrontare
le proprie idee con quelle
dei fratelli, sapendo che spesso non
si tratta solo di posizioni personali,
ma di idee e opinioni condivise da
persone o gruppi nella parrocchia, è
una esperienza difficile e appassionante,
in cui non si è mai finito di
imparare».
E le riflessioni, discussioni, sui
bisogni della Parrocchia, sono state
tante e anche gli impegni, per rende-
re più viva la vita della comunità,
sono stati presi volendo considerare
la parrocchia non solo una entità
burocratica, ma un insieme di perso-
ne unite dalla stessa fede.
E così seguendo le indicazioni dei
programmi annuali del Vescovo e
delle varie commissioni diocesane o
zonali, si è lavorato nel campo della
catechesi, della formazione, della
liturgia, del canto, dei giovani, della
Caritas, della famiglia, della preghie-
ra, delle feste... alcune iniziative
hanno avuto un buon successo, altre
stanno pian piano decollando, certa-
mente non è mai mancata la buona
volontà di rendere la nostra parroc-
chia un po' più testimone della pre-
senza di Cristo in mezzo a noi.
E per il nuovo consiglio pastorale
il lavoro non mancherà, per conti-
nuare le cose buone fatte e cercare
anche strade nuove. Uno dei primi
impegni che l'aspetterà sarà la prepa-
razione e lo svolgimento della
Visita Pastorale che il Vescovo farà
nella nostra parrocchia e nella
nostra zona il prossimo anno. Scrive
il Sinodo al riguardo: «La visita
pastorale è momento privilegiato di
incontro del Vescovo con le varie
realtà che compongono la Chiesa
locale. Tale incontro consente al
Vescovo di rendersi conto personal-
mente delle difficoltà e dei progressi
dell'evangelizzazione, di verificare i
progressi pastorali, di ascoltare i fra-
telli, di incoraggiarli nella fede, di
chiamare tutti alla conversione e ad
una più intensa attività apostolica.
Per le comunità parrocchiali, la visi-
ta pastorale rappresenta una grazia
da accogliere, un'occasione di rinno-
vamento e una esperienza di comu-
nione con la Chiesa diocesana».
Buon lavoro a tutti.

Consiglio per gli affari economici

a comunità parrocchiale ha
anche eletto i membri del con-
siglio parrocchiale per gli affa-
ri economici.
Sono stati riconfermati: Bochet
Camillo, Persod Sisto, Celesia
Adolfo, Boson Carlo, Cogaein Enrico.
Questo importante organismo ha
il compito di collaborare con il Parroco
per l'amministrazione economica
della Parrocchia. Sono sotto la
responsabilità di questo consiglio i
beni della Parrocchia (Chiesa, cap-
pelle, casa parrocchiale, Asilo Mons.
Centoz) e le offerte in denaro fatte
dalla popolazione.
Il lavoro di questi anni è stato:
- di portare avanti la gestione
ordinaria delle strutture esistenti e
coordinare le spese per fare funzio-
nare le attività parrocchiali
- di intervenire per la manuten-
zione straordinaria dei vari beni
(nella chiesa, in casa parrocchiale,
nelle cappelle, nel campanile...)

Il fiore all'occhiello dell'impegno
dei nostri consiglieri è stato di aver
portato a termine i lavori di ristrutturazione
dell'Asilo Mons. Centoz
(spesa di quasi seicento milioni),
una struttura che è diventata punto
importante per le attività della vita
parrocchiale e comunitaria.
Rimane, oltre gli impegni di ordi-
naria amministrazione, un lavoro
importante da fare: ristrutturare
alcune cappelle che hanno raggiunto
un degrado preoccupante (Etavel,
Bosses). I progetti e i relativi per-
messi sono avviati, ma c'è ancora
tutto da fare. I lavori enormi che
abbiamo fatto in questi ultimi anni,
prima la ristrutturazione della Chie-
sa e poi dell'Asilo, ci hanno portato
a trascurare le cappelle della bassa
collina (mentre quelle di Vetan,
Rumiod, Verrogne sono state ben
curate) e adesso non possiamo più
rimandare questo impegno.
Grazie e buon lavoro anche a que-
sti bravi e generosi consiglieri.

4
28 marzo. I cresimati di Saint-Pierre
5


Testo Originale Estratto
si realizza anche mediante il «consigliare la Chiesa» in vista del comune discerni-
mento per il servizio al vangelo. Il consigliare la Chiesa non è facoltativo ma è bensì
necessario per il cammino da compiere e per le scelte pastorali da fare, è un'azione
tipicamente ecclesiale la cui natura è qualificata dal diritto dovere di tutti i battezza-
ti alla partecipazione corresponsabile e dall'impegno di rendere visibile una Chiesa
di comunione. Allora ai futuri consiglieri e a tutta la comunità di Saint-Pierre vada
il mio augurio di buon lavoro e di ogni bene. Joyeusaz Robert

Lettera al Bollettino

Carissimi amici,
durante il periodo post pasquale ci siamo impegnati a rinnovare il consiglio
pastorale e il consiglio per gli affari economici, seguendo l'invito del nostro Vescovo
ed attenendoci alle norme dettate dal Sinodo Diocesano. Domenica ...un buon
numero di parrocchiani ha segnalato tramite una scheda nominativi di persone
disponibili e idonee a svolgere un tale servizio. La domenica successiva si sono
svolte le votazioni a scrutinio segreto e sulla scheda ognuno ha scelto sia i candidati
per il consiglio pastorale che quello per gli affari economici. Successivamente il
signor parroco comunicherà il risultato dello scrutinio e delle persone che la comu-
nità parrocchiale avrà chiamato a svolgere il compito nell'uno e nell'altro servizio.
Vi ricordo che il consiglio pastorale e il consiglio per gli affari economici è strumen-
to fondamentale per l'azione pastorale dell'intera comunità, affinché la comunione
che tutti siamo chiamati a realizzare possa tradursi in un cammino pastorale unita-
rio perché la crescita personale e comunitaria sia veramente al servizio dell'edifica-
zione della Chiesa. Sarà quindi compito del nuovo consiglio pastorale costruire per
la nostra chiesa locale un progetto pastorale. Le linee fondamentali del progetto
pastorale sono quelle già
disposte dalla chiesa univer-
sale e da quella diocesana,
ma queste vanno precisate
per il cammino della concre-
ta comunità parrocchiale. Il
progetto deve interpretare i
bisogni della parrocchia, pre-
vedere le qualità e il numero
dei ministeri opportuni, sce-
gliere le mete possibili, privi-
legiare gli obiettivi urgenti
disporsi alla revisione
annuale del cammino fatto,
mantenere la memoria dei
passi già compiuti. Esso è un
punto di riferimento obietti-
vo per tutti, sacerdoti e laici.
Un momento significativo
della partecipazione all'azio-
ne pastorale della parrocchia

Crocifisso sulla roccia
davanti alla Chiesa

6

Conto Consuntivo 1997 della Parrocchia

La Parrocchia è comunità e quindi anche famiglia. Vivere in famiglia, vuol
dire anche conoscere le spese ed eventualmente contribuire a sostenerle. Per
questo ci sembra giusto fare partecipi tutti del bilancio economico della nostra
parrocchia.
ENTRATE
Per affitto
Contributo Comunità Montana per Asilo
Offerte date al Parroco
Collette in Chiesa
Per terremotati
Totale

USCITE
Manutenzione straordinaria
(asilo, casa parrocchiale, campanile)
Tasse
Assicurazioni
Spese Culto
Spese generali (luce, riscaldamento...)
Spese diverse (bollettino, cancelleria...)
Terremotati e altra Carità
Totale
Attivo

Siamo ancora in attesa delle autorizzazioni della Regione per iniziare i
lavori alla Cappella di Etavel; speriamo veramente di cominciare al più presto
questo restauro indispensabile; poi passeremo alla cappella di Bosses.
Il Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici

7
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
L.
12.327.502
9.000.000
28.490.000
12.644.000
2.250.000
64.711.502
15.697.400
3.511.000
1.687.000
5.233.000
10.875.800
7.187.100
2.750.000
46.941.300
17.770.202


Testo Originale Estratto
Di che cosa vive un prete
Spesso si favoleggia sui soldi dei preti, dicendo che i preti non hanno pro-
blemi economici, che hanno le tasche profonde, che sanno dove attingere, che
chiedono soldi in continuazione, che non hanno bisogno di pagare le tasse...
Per sapere esattamente di che cosa vive un prete, è necessario anticipare
alcune distinzioni e alcune premesse.

DISTINZIONI:
1) ci sono soldi e beni che appartengono al prete a titolo personale, in quan-
to sono frutto di eredità o di acquisto;
2) ci sono soldi che competono al prete come remunerazione, in quanto egli
è al servizio della diocesi come parroco o altro, e di questi soldi egli può
disporre liberamente per vivere;
3) ci sono soldi (e beni) che appartengono alla parrocchia (o all'Istituzione
religiosa) e di cui il prete è soltanto l'amministratore.

PREMESSE:
a) i preti non sono pagati dal Vaticano (che è giuridicamente uno stato auto-
nomo indipendente dallo Stato Italiano);
b) né dal Papa, né dal Vescovo;
c) non sono nemmeno pagati (almeno direttamente) dallo stato italiano, a
meno che non siano anche insegnanti o cappellani in qualche struttura
come ospedali o carceri o caserme;
d) non sono pagati dalla Regione o dal Comune.

Secondo la parola di Gesù, il prete, come l'operaio, ha diritto al suo nutri-
mento (o mercede o ricompensa); san Paolo aggiunge che chi annuncia il Van-
gelo ha diritto a vivere del Vangelo.
A) Il prete quindi è innanzitutto remunerato da coloro presso i quali presta
servizio:
- dalla parrocchia, dalla comunità parrocchiale, se è parroco;
- dalla struttura ecclesiastica, come la Curia o il Seminario o altra, se vi è
impiegato in qualche modo.
B) Quasi nessuna di queste realtà (Parrocchia, Curia, Seminario...) è in
grado di mantenere chi vi è addetto, perciò interviene in ogni diocesi l'I-
8
stituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Esso, mediante un Con-
siglio di Amministrazione nominato dal Vescovo, gestisce i beni che una
volta facevano parte del beneficio parrocchiale.
Questi beni, che non appartenevano al parroco, sono confluiti per legge
all'Istituto Diocesano e consistono per lo più in proprietà fondiarie (prati,
boschi, fabbricati, alloggi) che possono essere liberamente venduti o permuta-
ti, e il ricavato della vendita è impiegato per la ristrutturazione di altri edifici o
investito in banca.
Il reddito della gestione di tali beni non viene capitalizzato, ma distribuito
ai preti che lavorano nella Diocesi.
C) Ma neppure il reddito degli Istituti Diocesani è sufficiente, per cui inter-
viene l'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero. Esso ha a disposi-
zione:
1) le offerte liberali che i cittadini possono fare a favore del Clero, deducibili
da imposte;
2) i fondi dell'otto per mille, secondo quanto i cittadini hanno destinato alla
Chiesa Cattolica firmando appositamente i modelli della Dichiarazione
dei Redditi (101-201-730-740).

QUANTO GUADAGNA UN PRETE?
A seconda del tipo del suo ministero e degli anni di sacerdozio (anzia-
nità), un prete che lavora al servizio di una diocesi italiana percepisce una
remunerazione mensile che va da un minimo lordo di lire 1.544.000 a un mas-
simo lordo di lire 2.123.000. Tolte le tasse, che ogni prete, come ogni cittadino,
deve pagare, e che vengono trattenute alla fonte, si va dalle lire 1.250.000 alle
lire 1.670.000 nette mensili, per tutto il 1998.
A questa «remunerazione» si deve aggiungere l'offerta per la celebrazione
delle messe. Essa è riservata al prete, che ne può disporre liberamente, per la
chiesa, per i poveri, per sé. Le altre offerte date in occasione della celebrazione
di sacramenti (battesimi, cresime, ecc.) sono invece destinate alla parrocchia e
alle sue attività.

CONCLUSIONE
Il prete è al servizio della gente, ma non vive soltanto d'aria e di poesia!
Ha bisogno della comunità per vivere, ma non è un «mantenuto». Egli deve
essere animato da uno spirito missionario e non da una mentalità mercenaria.
Il suo ministero non va concepito come un mestiere, ma come un servizio.
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Testo Originale Estratto
Il C.V.S. bambini a Saint-Pierre
I 21 dicembre 1997 è stata una giornata veramente bella! I miei amici del
CVS sono venuti a passare la domenica nel mio paese, a Saint-Pierre.
La mattina siamo andati in chiesa dove, aspettando i ritardatari, abbiamo
provato i canti per la messa celebrata da don Aldo a cui hanno partecipato
tutti i bambini del Catechismo.
Dopo la messa ci siamo rifugiati al Priorato, dove tutti sono stati molto
gentili e affettuosi con noi, anche se abbiamo creato un po' di disordine, anche
se abbiamo cantato e urlato a squarciagola, anche se abbiamo spostato tutti i
tavoli e le sedie.
Il pranzo è stato ottimo (grazie a Suor Carla e alle sue validissime collabo-
ratrici!!) ed è stato fantastico vedere le mie piccole pesti del Catechismo fare
amicizia con Mafi, Giada, Fabrizio, Maria, Mile, Cri, Fra, Federica...
Dopo un pomeriggio passato all'insegna dell'allegria, tra bellissimi giochi
e favole di Natale preparate per noi da Letizia e Riccardo, tra risate e nuove
amicizie, è arrivato anche Babbo Natale che ha portato buonissime caramelle
per tutti...
E poi merenda... E poi ancora giochi e canti...
E poi (sfortunatamente, vero?) sono arrivati i nostri genitori e ci siamo
dovuti salutare.
Giornate come queste sono davvero uniche. Ed è in giornate come questa
che vorrei ringraziare Leti per avermi fatto conoscere il CVS, per avermi dato
un posto dove divertirmi alla domenica, per avermi offerto la possibilità di
tenermi sempre allegra e, soprattutto, per avermi regalato splendidi amici
come voi!
Insomma, Grazie a tutti voi per la vostra gioia e i vostri sorrisi.
Alessia
C.V.S.
in festa
10
Santa
Lucia
S.A.S.
Banco
Beneficienza
a Santa Lucia
nche quest'anno, in occasione di S. Lucia, patrona di Saint-Pierre, la
Caritas ha proposto un momento di riflessione e di solidarietà nei
confronti delle persone bisognose. A tale scopo, sul sagrato della chie-
sa, è stata allestita una bancarella denominata: S.A.S. Caritas (la sigla
sta per Solidarietà a Sorpresa).
Dopo le Sante Messe delle 8 e delle 10, sono stati offerti alla popolazione
dei pacchetti apparentemente tutti uguali, ricoperti di carta bianca, ma ovvia-
mente dal contenuto diverso e di vario costo, forniti da privati, da commer-
cianti, e da alcune ditte locali.
L'iniziativa ha fruttato alle casse della Caritas L. 2.000.000.
Anna Maria
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Testo Originale Estratto
Rinnovato il presepio

mai come quest'anno la Comunità Parrocchiale si è attivata per prepa-
rare la solennità del S. Natale. Infatti, su autorizzazione del Consi-
glio per gli affari economici, si è provveduto ad un rinnovo del pre-
sepio, i cui lavori hanno impegnato, a partire dall'autunno numerosi
volontari.

La realizzazione ha richiesto molto lavoro a tante persone, in particolare
Enzo Pozzi ha seguito con competenza la fase di progettazione e di collaudo.
La capanna stilizzata, utilizzata per più di trent'anni è stata sostituita con
un'altra a forma di chalet tipico valdostano, in proporzioni ridotte, che si
monta e si smonta in tronchi numerati di legname lamellare, in pratica come
uno chalet vero. Progetto e fornitura dalla ditta Frutaz-Chenevier. Purtroppo
però l'entusiasmo e la volontà non sono bastati ad Enzo per arrivare fino in
fondo, la sua salute l'ha costretto ad un improvviso ricovero ospedaliero e,
proprio sul più bello, ha dovuto delegare ad altri, l'allestimento di questo pre-
sepio che lui sentiva come creatura sua. Ma la provvidenza non abbandona
mai coloro che a lei si rivolgono con fiducia, e così, altri volontari hanno pro-
seguito il lavoro iniziato da Enzo.

È giusto ricordare: Armando Christille, Rino Chuc, Bruno Jordaney,
Wilma e Davide Bochet, Marino Ferré, Fortunato, Guido e Anna Maria Ronza-
ni, Alberto, Manuele, Luca e Carla Frutaz, Umberto Viérin ed altri ancora.
Il risultato è stato assai apprezzato dai fedeli che in occasione delle festi-
vità natalizie hanno ammirato il nuovo presepio.
Anna Maria

Il nuovo Presepio

Santo Natale

È stato un buon Natale

Il Natale è indubbiamente una delle festività religiose maggiormente sentite,
non solo dai bambini e dai ragazzi, ma anche dai meno giovani. Anche que-
st'anno, a Saint-Pierre la S. Messa di mezzanotte è stata preceduta da una
fiaccolata che illuminava il serpentone di persone che, partendo dal piazza-
le antistante al Camposanto, cantando, si snodava sulla strada della collina che
conduce in chiesa.

Don Aldo, dopo aver deposto nella nuova capanna, a forma di chalet,
Gesù Bambino appena nato, ha celebrato l'Eucarestia, allietata dalla cantoria
parrocchiale che proponeva, per l'occasione, una S. Messa musicata da Marco
Benech. La chiesa era gremita di fedeli, molte le persone in piedi, e, nonostante

12 13


Testo Originale Estratto
questa moltitudine, la partecipazione era raccolta e attenta e si respirava un'a-
ria di festa e di gioia.
Terminata la funzione religiosa, come è ormai consuetudine, sul sagrato i
partecipanti all'assemblea, si sono scambiati gli auguri assaporando vin brûlé,
cioccolata calda e panettone.
La «buvette degli auguri di Natale» è un dolce pensiero offerto da don
Aldo, che trova concreta realizzazione nella disponibilità dei coniugi Picheca,
veri esperti del mestiere, coadiuvati da alcuni volontari.
Se qualcuno, per il prossimo anno, desidera offrirsi per questo servizio
alla comunità, è ben accetto fin d'ora ed è pregato di contattare don Aldo.
Anna Maria

Abbonamenti
Corriere della Valle d'Aosta
Anche quest'anno, il Consiglio Pastorale parrocchiale si è attivato,
domenica 28 dicembre, per la giornata dedicata al settimanale diocesa-
no «Il Corriere della Valle d'Aosta». Al termine delle funzioni religiose
delle 8 delle 10, alcuni incaricati hanno raccolto gli importi per il rinno-
vo dell'abbonamento al giornale.
Gli abbonamenti rinnovati sono stati in totale 30 mentre le nuove ade-
sioni sono state 2.
Un buon risultato che premia lo sforzo di tutti coloro che volontaria-
mente si impegnano per la divulgazione della stampa diocesana. Si trat-
ta di un servizio all'utenza che evita di compilare bollettini o di recarsi
ad Aosta alla sede del «Corriere della Valle d'Aosta» per pagare diretta-
mente la quota.
Anna Maria
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ANGOLO DELLA FAMIGLIA
Le qualità più importanti
figli hanno un cartello ideale
perennemente appeso al collo:
«Lavori in corso». Se questi lavori
sono disordinati, occasionali,
senza un progetto, la vita si rivelerà
per loro un cammino irto di ostacoli
e di trabocchetti. La vita non si può
affrontare con un vago bricolage per-
sonale.
Con una delle sue fulminanti sin-
tesi, don Bosco proponeva come
meta del suo sistema la formazione
di «buoni cristiani e onesti cittadi-
ni». A pensarci bene, non è poco.
Esistono dei genitori che pare
abbiano «ordinato» il figlio con la
«lista della spesa»: alto così, bello
così, intelligente così, sportivo così,
deciso così... Se il figlio non corri-
sponde alla presunta ordinazione,
passano la giornata a correggere,
mortificare, ammonire, limare, scal-
fire il loro povero «acquisto». Per
inseguire un sogno. Causando solo
sofferenze e risentimenti.
Non esistono le fatine che sulla
culla dispensano qualità magiche ai
bambini. Sono i genitori che devono
aiutare i loro figli a trasformare in
effettive capacità, le «doti» che
hanno in grande quantità. Anche
questo è uno dei prodigiosi poteri
dei genitori. Se doveste fare una lista
delle qualità che vorreste donare ai
vostri figli, quali scegliereste? Ecco
una prima lista di qualità necessarie
per riuscire a vivere in un mondo in
evidente stato confusionale come il
nostro.
■ Aiutiamoli ad avere fiducia in se
stessi. Solo i genitori possono far
passare i figli al «ce la posso fare». Il
bambino che crede di riuscire nella
vita affronterà con energia ed entu-
siasmo i compiti che gli vengono
affidati. Bisogna scoprire quali sono
le capacità e facoltà innate dei pro-
pri figli e poi a poco a poco metterli
nella condizione di esprimerle al
meglio. Per questo i figli devono
essere incoraggiati spesso. «Sono
davvero orgoglioso di te» sono paro-
le magiche.
■ Insegniamo il rispetto e l'onestà.
Avere un'immagine sicura di sé non
significa diventare egoisti o prepo-
tenti. Ci vuole tempo e pazienza per
insegnare ai bambini a dire la verità,
a rispettare le leggi, i diritti altrui, le
promesse fatte. Parole magiche: «Ti
ringrazio per avermi raccontato
come sono andate le cose. Posso
davvero fidarmi di te per sapere che
cosa è successo». Ma più magico
ancora è l'esempio: solo genitori
rispettosi e rispettabili possono inse-
gnare rispetto e lealtà.
15


Testo Originale Estratto
molto sensibili al dolore e alla soffe-
renza degli altri. I genitori possono
coltivare o distruggere questa sensi-
bilità, con l'esempio.

Affrontiamo insieme difficoltà e
insuccessi. In una famiglia in cui
tutti sanno affrontare insieme gli
eventuali insuccessi, si impara a
sostenersi a vicenda e trarre inse-
gnamento dai momenti difficili.
«Insieme possiamo farcela» è la
frase magica.

Insegniamo l'arte della trattati-
va. La nostra società è violenta. I
figli devono imparare a ridurre le
tensioni e a non rispondere all'ag-
gressività con altrettanta aggressi-
vità. Un proverbio arrogante e peri-
coloso afferma: «Mi spezzo, ma non
mi piego». Talvolta è meglio piegar-
si, piuttosto che «spezzarsi». Dialo-
gare, trattare, mettersi d'accordo
sono meglio che combattere. Ma
l'arte della trattativa è frutto dell'in-
telligenza e dell'esercizio, soprattut-
to di quello familiare. Inoltre, oggi
più che mai, è necessario insegnare
ai figli la capacità di affrontare qual-
siasi cambiamento.

Incoraggiamoli ad essere creati-
vi. I bambini imparano ad essere
creativi solo se sono accompagnati,
stimolati, sollecitati dagli adulti.
Devono essere incoraggiati ad essere
curiosi, ad esplorare il nuovo, a sen-
tire la vita come una bella avventu-
ra. Perché non dire loro: «Adesso
facciamo un bel sogno insieme. Che
cosa faresti se ti trovassi in una
situazione simile?».

Ridiamo con loro. L'umorismo è
un meraviglioso reagente, special-
mente la capacità di ridere ogni
tanto anche di se stessi. Una bambi-
na di dieci anni ha scritto, in un
componimento scolastico: «Qualche
volta penso che mi piacerebbe essere
adottata da un'altra famiglia dove si
ride di più e dove si spiegano le
cose». Fate in modo di creare mille
occasioni per scambiare sorrisi e
risate a casa vostra, ma fate attenzio-
ne a non ridere mai dei vostri figli.
Ridete con loro, mai di loro.

Accompagniamoli sul sentiero
della Speranza. Non c'è dono più
grande per i propri figli di una
autentica e profonda fede religiosa.
Colui che crede fermamente nell'e-
sistenza di un Dio amorevole che si
occupa delle sue creature ed è
pronto ad aiutarle, possiede la
fonte di una forza che non l'abbandonerà mai.

Un grande amore
non ha bisogno di grandi parole.
(W. Shakespeare)
17

Festa di chiusura dei catechismi

In casa affidiamo loro compiti
diversi. Una riunione settimanale,
una lavagnetta in cucina per stabili-
re i turni nei vari lavoretti domestici,
piccoli trucchi per insegnare la
responsabilità. Parole magiche:
«Ognuno nella nostra famiglia ha
dei compiti da svolgere e tu sei dav-
vero bravo nei tuoi! Questo è un
grande aiuto per mamma e papà».

Carichiamoli di entusiasmo. È
una qualità che i figli assorbono dai
genitori. Nessuno ha mai realizzato
niente di importante (ma neanche di
piccolo) senza entusiasmo. Con i
bambini, il problema non è tanto di
infondere loro questa dote, quanto
di difenderla. E non è facile, perché
l'entusiasmo è fragile. E ci si metto-
no proprio tutti, talvolta, a mortifi-
care la baldanzosa voglia di vivere
16

dei ragazzi. Con il sarcasmo, l'iper-
criticismo, il pessimismo e la distrut-
tività nei confronti di tutto e di tutti.
Secondo alcune ricerche, i bambini
con genitori che si interessano alle
attività scolastiche (fanno parte delle
associazioni di insegnanti e genitori,
aiutano a fare i compiti, si prestano
per recite scolastiche o incontri spor-
tivi genitori-figli), ottengono risulta-
ti migliori a scuola di quelli i cui
genitori non manifestano alcun inte-
resse. I figli considerano importante
quello che i genitori dimostrano di
considerare tale. Le parole magiche
di don Bosco: «Amate quello che
amano i giovani, perché i giovani
amino ciò che piace a voi»

Rendiamoli sensibili e compas-
sionevoli. I bambini di solito sono


Testo Originale Estratto
TERZA EDIZIONE
«Giornata del Libro»
Per il terzo anno consecutivo si è svolta, domenica 5 aprile, su iniziativa
del Consiglio Pastorale parrocchiale, sul sagrato della Chiesa, la «Gior-
nata del Libro» che anche quest'anno ha riscosso un lusinghiero suc-
cesso di vendite e di promozione alla Buona Stampa.
Un riconoscimento a coloro che si sono impegnati nell'iniziativa tesa
appunto ad avvicinare la gente all'editoria cattolica e allo stesso tempo a rac-
cogliere fondi (al netto delle spese) per alcune necessità della Parrocchia.
Anna Maria

Una veglia
pasquale
indimenticabile

Valentina riceve il Battesimo

LA STORIA
Era l'11 aprile 1998, il cielo era
nuvoloso. Davanti alla chiesa vi era
un fuoco acceso e una numerosa
folla che aspettava l'inizio della cele-
brazione della veglia pasquale.
Molti scouts mi attendevano, per-
ché quella sera sarei diventata cri-
stiana. Dopo la benedizione del
fuoco da parte del sacerdote, ognu-
no ha acceso la propria candelina
dal fuoco. Siamo entrati in chiesa ed
è incominciata la Santa Messa. Io
ero seduta nel primo banco a sini-
stra assieme ai padrini Franco e
Gabriella.
Nel corso della celebrazione c'è

stata la benedizione dell'acqua
santa, che sarebbe stata usata per i
battesimi dell'anno. Dopo di che è
iniziata la celebrazione del mio bat-
tesimo, in seguito al quale ho rice-
vuto la Prima Comunione.
Questa è un po' la storia che ho
vissuto quel giorno, oltre all'emozio-
ne e alla gioia.

LA SCELTA
In terza elementare i miei genitori
mi avevano chiesto se volevo riceve-
re il battesimo per poi fare la Comu-
nione assieme ai miei compagni, ma
io ho rifiutato, perché allora non

Le Palme: Giornata del libro
18 19


Testo Originale Estratto
partecipavo alle celebrazioni e non
ero credente. Da quando sono entra-
ta a fare parte degli scouts ho inizia-
to a credere in Cristo, a pregare e a
partecipare alla Messa con molto
entusiasmo. Per questo io ringrazio
la comunità degli scouts, la quale mi
ha aiutata nel mio cammino ed era
presente anche il giorno della cele-
brazione.
Grazie a loro ho deciso di battez-
zarmi e di fare la Prima Comunione,
ma il grande passo l'ho fatto da sola,
senza nessuno che mi dicesse cosa
avrei dovuto fare.

RINGRAZIAMENTI
Ringrazio la mia professoressa di

religione che mi ha spinto a questa
scelta, don Aldo che si è reso dispo-
nibile subito e che mi è stato vicino
durante la preparazione, la comu-
nità della parrocchia di Saint-Pierre
che ha partecipato alla celebrazione
con molta gioia e tutta la comunità
scoutistica dell'Aosta 2.

Un ringraziamento particolare è
rivolto anche alle catechiste e ai
catechisti che hanno animato la
Santa Messa con bellissime letture e
riflessioni!

Il prossimo anno riceverò la Cresi-
ma e spero che la comunità si renda
disponibile, come lo è stata que-
st'anno, anche verso gli altri ragazzi!
Valentina

Sant'Antonio Abate

D
omenica 19 aprile è stato
ricordato in parrocchia S.
Antonio Abate, protettore
dei campi e del mondo con-
tadino in generale.

Durante la S. Messa, all'offerto-
rio, sono stati portati all'altare alcuni
prodotti della terra: patate, mele,
vino, pane nero, porri ecc.

Al termine della funzione don
Aldo ha benedetto i mezzi agricoli;
c'erano molti trattori, ormai sono
scomparsi i muli, gli asini soppian-
tati dall'avanzata tecnologica.

È seguita poi «l'enchère» e gra-
zie all'abilità del
banditore pubbli-
co e alla genero-
sità dei presenti,
l'iniziativa ha
fruttato comples-
sivamente, al
netto dalle spese,
L. 6.450.000 che
sono stati com-
pletamente devo-
luti in benefi-cien-
za e così ripartiti:
L. 2.450.000 alla
Caritas Parroc-

chiale; L. 2.000.000 ai Volontari del
Soccorso; L. 1.000.000 all'Associazio-
ne Valdostana Paraplegici; L.
1.000.000 alla Sezione Valdostana
non Vedenti.

Nelle prime ore del pomeriggio
il Borgo e la parallela via della
Libertà, hanno accolto la festosa sfi-
lata dei mezzi agricoli, non sono
mancate la musica, le danze e...
qualche buon bicchiere di Torrette.
Così l'allegra combriccola si è con-
gedata strombazzando con un arri-
vederci all'anno prossimo.
Anna Maria

Il 25 aprile 1998, Béthaz Cesare e Garin Maria-Clotilde, attorniati dalla famiglia,
hanno festeggiato 40 anni di matrimonio. Auguri!

20
Festa di S. Antonio
21


Testo Originale Estratto
In cammino verso Gesù
Se ci penso, mi sembrano pas-
sati pochi giorni da quando, due anni fa, ho conosciuto i miei bambini del catechi-
smo... eppure il tempo è passato e noi siamo cresciuti insieme, attraver-
so momenti piacevoli ed altri più difficili, cercando di non dimentica-
re mai che ci incontravamo perché volevamo che Gesù fosse parte inte-
grante della nostra vita.
Sembrano passati pochi giorni...
ma il cammino è stato lungo, e que-
st'anno è culminato nella Prima
Comunione. Che responsabilità cer-
care di trasmettere ai bambini l'im-
portanza di quel momento, che gioia
nel poterlo condividere con loro, che
emozione il gran giorno, il 3 maggio
scorso, quando le gambe tremavano
a me più che a loro!
I bambini hanno affrontato questo
avvenimento con l'entusiasmo che li
caratterizza, ma anche con una
serietà e una profondità che mi
hanno stupita.
Durante la liturgia hanno voluto
fare una processione offertoriale, in
cui hanno portato all'altare dei sim-
boli del loro cammino perché anche
loro volevano donarsi a Gesù, come
Lui avrebbe fatto poco dopo nei
loro confronti. E subito prima,
quando bambini della seconda
hanno letto delle bellissime inten-
zioni di preghiera scritte per l'occa-
sione, li ho visti attenti e concentra-
ti, al punto che quasi non li ricono-
scevo più i miei bambini, di solito
così scatenati.
Ma il momento più bello è stato
quello del loro primo incontro con
Gesù nell'Eucaristia: guardando la
felicità che traspariva dai loro volti
emozionati ho avuto il miglior pre-
mio possibile per questi due anni di
intenso lavoro.
Eleonora
Notizie A. V. I. S.
L'A.V.I.S.
in gita
Alcune notizie sull'attività
svolta durante gli ultimi
mesi. Il numero delle dona-
zioni effettuate lo scorso
anno è stato piuttosto equilibrato, in
quanto c'è stato soltanto un piccolo
calo rispetto all'anno precedente,
dovuto al fatto che alcuni donatori
hanno cessato la loro attività per
motivi di salute. Sicuramente non
possiamo ritenerci soddisfatti delle
due sole iscrizioni del 1997: forse la
pubblicità al Dono del Sangue non è
molto incoraggiata dalla stampa, e,
peraltro, molti sono i casi in cui le
associazioni dei donatori vengono
accusate ingiustamente. Dobbiamo
comunque porgere un sentito rin-
graziamento a chi ci sostiene, sia con
il dono del proprio sangue, sia con
Festa di Prima Comunione
22
23


Testo Originale Estratto
Gli avisini a S. Leo
la partecipazione alla vita associati-
va. Inoltre la nostra gratitudine va
all'Amministrazione Comunale, che
ci ha messo a disposizione una
nuova sede a La Charrère, e al sig.
Lale Demoz Bruno, che per molti
anni ha permesso lo svolgimento
della nostra attività nella sua casa.
Quest'anno come di consuetudi-
ne, si è svolta la gita sociale. La meta
del 30 aprile è stata Pesaro, dove
all'hôtel «Le Terrazze» siamo stati
accolti con grande simpatia dai pro-
prietari e dal personale. Il giorno
seguente ci siamo diretti verso San
Leo, nell'entroterra pesarese, cittadi-
na arroccata su di una rupe a guar-
dia della valle della Marecchia: sulla
cima della rocca si erge il Forte,
sorto in epoca medievale, famoso
per avere rinchiuso tra le sue mura
(era stato trasformato in prigione
con l'arrivo della Stato Pontificio)
Giuseppe Balsamo, più noto come il
conte di Cagliostro. Nel pomeriggio
abbiamo visitato Cartoceto, piccolo
paesino rinascimentale, dove è stato
possibile acquistare ottimo olio di
oliva direttamente al frantoio. Il
sabato abbiamo visitato Urbino con
il maestoso palazzo Ducale ricco di
capolavori, e la casa natale di Raf-
faello. Il 3 maggio, sulla via del
ritorno, ci siamo fermati a San Mari-
no: purtroppo il bellissimo panora-
ma ci è stato impedito a causa della
fitta nebbia e della pioggia che non
ci hanno mai abbandonato ma che
non ci hanno impedito di divertirci.
Arrivederci al prossimo appunta-
mento, sperando che nuovi donatori
vengano ad aiutarci e che tutti si
adoperino a pubblicizzare la nostra
attività. Il Direttivo A.V.I.S.

La Sindone
«Tutti gli uomini vedranno la sua salvezza» è questo il motto che il Cardi-
nale Giovanni Saldarini, custode Pontificio della Sindone, ha scelto per
sintetizzare l'Ostensione pubblica del sacro lino che si è svolta a Torino,
dal 18 aprile al 14 giugno. Per Saldarini il motto scelto: «è un richiamo forte
e affascinante al mistero della morte e della resurrezione di Cristo, il centro spirituale e non
solo dell'Ostensione».
«La Sindone - ha detto ancora il Cardinale di Torino - è prima di tutto l'immagine di
una sofferenza grande, quella di un uomo che nelle sue piaghe richiama in maniera impres-
sionante le piaghe che il Vangelo riferisce sulla Passione sulla morte di Gesù». Ed ancora: «I
pellegrini che vengono a Torino vengono precisamente per «vedere» questa icona e, grazie ad
essa, per riflettere sulla Salvezza che Cristo è venuto a portare attraverso la sua Morte e
Resurrezione». Venerdì 8 maggio più di mille fedeli valdostani si sono recati a Torino
per l'Ostensione della Sindone. Il pellegrinaggio, curato dall'apposito Ufficio Dioce-
sano, è riuscito molto bene e si è concluso con una solenne funzione religiosa conce-
lebrata da Monsignor Giuseppe Anfossi, nella chiesa di San Filippo Neri; un magni-
fico edificio del 18mo secolo che conserva, tra l'altro un quadro e l'urna del beato
Valfré, che fece una ricognizione della Sindone e che ne curò il rammendo.
Si è parlato molto in questo periodo della Sindone, ma mi pare importante, seppure
brevemente ritornare sull'argomento.
Cosa è la Sindone?
Tradizionalmente, con questo termi-
ne si indica il Lenzuolo che avvolse il
corpo di Cristo dopo che fu deposto
dalla Croce, e sul quale è impressa
l'immagine di Gesù. È un tessuto a
spina di pesce lungo cm 436 e largo cm
110. Su una sola faccia di questo lungo
lenzuolo sono impresse le impronte
frontali e dorsali di un corpo morto.
Queste impronte corrispondono con
straordinaria precisione alla descrizio-
ne evangelica della passione e morte di
Cristo.
Un po' di storia: la Sindone
da Gerusalemme a Torino
Le notizie storicamente controllate
della Sindone, hanno inizio intorno al
1353, quando essa è a Lirey nel nord
della Francia, di proprietà di Goffredo
di Charny.
Ma cosa era avvenuto prima del 1353?
Le prime notizie sono quelle contenute
nei Vangeli: vi si legge infatti:
«...e Giuseppe d'Arimatea, preso il
corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito...»
(Mt 27,59). Da allora fino a poco prima
dell'anno 1000, si hanno solo poche e
indirette notizie. Attorno a 544 si parla
di un misterioso oggetto di stoffa esi-
stente ad Edessa, nell'Asia Minore, che
portava l'immagine del volto di Cristo.
Probabilmente è lo stesso che poi si
troverà, per ignote vicende storiche, a
Costantinopoli attorno al 944, dove
24 25


Testo Originale Estratto
veniva esposta alla vene-
razione dei fedeli.
Durante l'assedio
che sconvolse
Costantinopoli
all'inizio del
13° secolo, al
tempo delle
Crociate, la
Sindone
scompare
da quella
città. Mes-
sa in salvo
da qualche
zelante
custode o
trafugata da
un crociato?
Dopo la sua
permanenza a
Lirey in Francia,
nel 1453 la Sindone
la si trova a Chambery,
in possesso dei Savoia e,
nel 1578, a Torino portata dagli
stessi Savoia, dove si trova tuttora.

Gli studi sulla sua autenticità

Che la Santa Sindone porti l'impronta
del Cristo deposto dalla croce non è un
dogma di fede. Ma gli studi effettuati e
il perfetto accordo delle più minuziose
impronte con la descrizione della pas-
sione riportata nei Vangeli, e altre
numerose e imprevedibili scoperte
della scienza rendono quasi impossi-
bile ogni altra ipotesi.

La prima e determinante scoperta,
ancora oggi inspiegabile, è l'effetto
fotografico ottenuto dal primo foto-
grafo della Sindone, l'avvocato Secon-

26

do Pia. Esattamente
cent'anni fa, nel 1898:
l'immagine impressa
(e solo l'immagine,
non gli altri ele-
menti, es. le
macchie dei
rattoppi), è
come «un
negativo foto-
grafico natu-
rale». Vale a
dire che fo-
tografando
l'immagine
della Sindo-
ne si ottiene
un perfetto
«positivo», una
foto sviluppata,
senza dover pas-
sare come per ogni
altra foto attraverso la
pellicola «negativa».
È appunto nel ricordo
centenario di questa straordina-
ria scoperta fotografica che la Santa
Sindone viene esposta alla venerazio-
ne dei fedeli.
C'è da notare che ai lati del sacro
lino si vedono i danni dovuti all'in-
cendio del 1532 e gli accurati rammen-
di eseguiti. Ovviamente questi vistosi
segni non hanno nulla a che fare con
l'immagine di Cristo che, fortunata-
mente, nonostante altre peripezie e
incendi (ultimo quello dell'aprile '97)
non venne mai toccata.
Nel 1931 il cav. Giuseppe Enrie ese-
guì tre fotografie di insieme e 9 detta-
gli. Tutto in grandezza naturale. Le
fotografie mettono in evidenza il

Dipinto di Caffaro Rore
La sepoltura di Gesù

corpo di Cristo intero: frontale e dor-
sale, con le mani incrociate sull'addo-
me, con i segni della passione descritti
dai Vangeli. In seguito altre foto e altri
sperimenti portarono alla conoscenza
di particolari interessantissimi che con-
fermano sempre di più la autenticità
del Sacro Lino.
Sono dunque molti i particolari
emersi che trovano conferma anche
nelle descrizioni evangeliche: dalla
corona di spine alla ferita al costato,
dai chiodi ai polsi e ai piedi ai segni
della flagellazione, tanto per citarne
alcuni.
Certamente una risposta in assoluto
non si può dare, ma non si può negare
che i riscontri sono veramente tanti.
Se si dovesse dar credito poi alla
datazione della Sindone tra il 1260 e il
1300, come vorrebbero le prove al
radiocarbonio, bisognerebbe pensare

ad un crudele falsario che ha sottopo-
sto nel Medioevo un suo contempora-
neo a tutto il martirio di Cristo allo
scopo di «impressionare» il suo cada-
vere con questo telo. Ma, ammesso
anche questo, come avrebbe potuto
ottenere un risultato di questo genere
se ancora oggi la scienza non sa darne
spiegazione?
Evidenziato questo il pensiero va a
domenica 24 maggio, con la visita alla
Sindone di Giovanni Paolo Secondo; il
suo discorso tenuto nel Duomo di
Torino, dopo l'omaggio al Sacro Lino,
merita di essere ricordato. Eccone alcu-
ni passaggi:
«...La Sindone è provocazione
all'intelligenza. Essa richiede innanzi-
tutto l'impegno di ogni uomo, in parti-
colare del ricercatore, per cogliere con
umiltà il messaggio profondo inviato
alla sua ragione ed alla sua vita. Il

27


Testo Originale Estratto
fascino misterioso esercitato dalla Sin-
done spinge a formulare domande sul
rapporto tra il sacro Lino e la vicenda
storica di Gesù. Non trattandosi di una
materia di fede, la Chiesa non ha com-
petenza specifica per pronunciarsi su
tali questioni. Essa affida agli scienziati
il compito di continuare ad indagare
per giungere a trovar risposte adegua-
te agli interrogativi connessi con que-
sto Lenzuolo che, secondo la tradizio-
ne, avrebbe avvolto il corpo del nostro
Redentore quando fu deposto dalla
croce. La Chiesa esorta ad affrontare lo
studio della Sindone senza posizioni
precostituite, che diano per scontati
risultati che tali non sono; li invita ad
agire con libertà interiore e premuroso
rispetto sia della metodologia scientifi-
ca sia della sensibilità dei credenti.

Ciò che soprattutto conta per il cre-
dente è che la Sindone è specchio del
Vangelo. In effetti, se si riflette sul
sacro Lino, non si può prescindere
dalla considerazione che l’immagine in
esso presente ha un rapporto così
profondo con quanto i Vangeli raccon-
tano della passione e morte di Gesù
che ogni uomo sensibile si sente inte-
riormente toccato e commosso nel con-
templarla».

…Nella Sindone si riflette l’immagi-
ne della sofferenza umana. Essa ricor-
da all’uomo moderno, spesso distratto
dal benessere e dalle conquiste tecno-
logiche, il dramma di tanti fratelli, e lo
invita ad interrogarsi sul mistero del
dolore per approfondirne le cause.
L’impronta del corpo martoriato del
Crocifisso, testimoniando la tremenda
capacità dell’uomo di procurare dolore
e morte ai suoi simili, si pone come l’i-
cona della sofferenza dell’innocente di
28
tutti i tempi: delle innumerevoli trage-
die che hanno segnato la storia passa-
ta, e dei drammi che continuano a con-
sumarsi nel mondo.

Davanti alla Sindone, come non
pensare ai milioni di uomini che
muoiono di fame, agli orrori perpetrati
nelle tante guerre che insanguinano le
Nazioni, allo sfruttamento brutale di
donne e bambini, ai milioni di esseri
umani che vivono di stenti e di umilia-
zioni ai margini delle metropoli, spe-
cialmente nei Paesi in via di sviluppo?
Come non ricordare con smarrimento
e pietà quanti non possono godere
degli elementari diritti civili, le vittime
della tortura e del terrorismo, gli schia-
vi di organizzazioni criminali?»

…La Sindone è anche immagine
dell’amore di Dio, oltre che del peccato
dell’uomo. Essa invita a riscoprire la
causa ultima della morte redentrice di
Gesù. Nell’incommensurabile soffe-
renza da essa documentata, l’amore di
Colui che «ha tanto amato il mondo da
dare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16)
si rende quasi palpabile e manifesta le
sue sorprendenti dimensioni. Dinanzi
ad essa i credenti non possono non
esclamare in tutta verità: «Signore, non
mi potevi amare di più!», e rendersi
subito conto che responsabile di quella
sofferenza è il peccato: sono i peccati
di ogni essere umano.

Parlandoci di amore e di peccato, la
Sindone invita tutti noi ad imprimere
nel nostro spirito il volto dell’amore di
Dio per escluderne la tremenda realtà
del peccato.

La Sindone è anche immagine di
impotenza: impotenza della morte, in
cui si rivela la conseguenza estrema
del mistero dell’Incarnazione. Il telo
sindonico ci spinge a
misurarci con l’aspetto
più conturbante del
mistero dell’Incarna-
zione, che è anche
quello in cui si mostra
con quanta verità Dio
si sia fatto veramente
uomo, assumendo la
nostra condizione in
tutto, fuorché nel pec-
cato. Ognuno è scosso
dal pensiero che nem-
meno il Figlio di Dio
abbia resistito alla
forza della morte, ma
tutti ci commuoviamo
al pensiero che egli ha
talmente partecipato
alla nostra condizione
umana da volersi sot-
toporre all’impotenza
totale del momento in
cui la vita si spegne.

La Sindone è imma-
gine del silenzio. C’è
un silenzio tragico del-
l’incomunicabilità, che
ha nella morte la sua
massima espressione, e
c’è il silenzio della
fecondità, che è pro-
prio di chi rinuncia a
farsi sentire all’esterno
per raggiungere nel
profondo «le radici
della verità e della vita.
La Sindone esprime
non solo il silenzio
della morte, ma anche
il silenzio coraggioso e
fecondo del supera-
mento dell’effimero,
29


Testo Originale Estratto
strazione Comunale ospita la nostra attrezzatura: due mezzi antincendio,
motopompa, tubi, motofaro, ecc., che con una certa frequenza ne viene con-
trollata la funzionalità e il buono stato con esercitazioni che servono anche ad
affiatare i volontari. Ultimamente ci siamo addestrati nello spegnimento della
bombola di gas e simulata l'evacuazione, causa incendio della Scuola Materna
di Saint-Pierre e siamo stati chiamati per intervenire su incendi di: sterpaglie,
boscaglia e canne fumarie.
Vorrei per concludere rivolgere un appello a tutte le persone di buona
volontà che desiderino far parte del nostro distaccamento, soprattutto i giova-
ni, a telefonare al Capodistaccamento: Tournoud Franco telefono 0165-903424.
T.F.

Incontro con il Vescovo:
famiglia e solidarietà

Il nostro Vescovo, Mons. Giuseppe Anfossi ha incontrato le famiglie il 6
maggio, al Priorato di Saint-Pierre. Il tema dell'incontro era: famiglia e soli-
darietà. Il Vescovo ha fatto degli esempi concreti su come si possa essere
solidali tra famiglie. È possibile aiutarsi nei gesti quotidiani, di ogni giorno,
ad esempio portando a scuola i bambini dei vicini, prestando o regalando gio-
chi, vestitini dei bimbi ormai grandi, accogliendo nella nostra casa un bambi-
no, un amico se magari è trascurato dalla sua famiglia, prestare la propria casa
di montagna o di mare a qualche famiglia (molto difficile per noi valdostani,
così legati alla proprietà...).

L'importante è che la nostra casa e la nostra famiglia siano aperte agli sti-
moli esterni, alle necessità quotidiane della gente che è vicina o lontana da noi.
La famiglia diventa perciò luogo in cui si deve fare esperienza, palestra di soli-
darietà, non un luogo chiuso e prevenuto verso ciò che accade al di fuori di
casa.

È comunque importante che la solidarietà la si senta veramente dentro di
noi, che non ci si aspetti nulla in cambio, che sia completamente gratuita. È
necessario inoltre che la famiglia educhi i propri figli agli altri e per fare questo
è indispensabile che vengano avvicinati al concetto di responsabilità.

L'incontro si è concluso con un dibattito durante il quale i partecipanti
hanno posto domande. Grazie al Vescovo per la sua presenza e grazie allo
«staff» del Priorato che ha preparato un rinfresco squisito.

Donata

32
33

Le scuole
elementari
ai corsi
di Sport
Popolari


Testo Originale Estratto
Indaba: lo Spirito Santo e i giovani
Un successone – Tre mesi di preparativi,
lavoro e organizzazione, ma ne è valsa la pena!
M
a cosa vuol dire «Indaba»?
Nell'America del 1600
l'«Indaba» era il raduno
annuale dei capi tribù
indiani. E allora quale nome più
appropriato per una festa che voleva
essere un grande raduno di giovani
cattolici, evitando i soliti inflazionati
meeting, rassegna e simili, visto che
questa festa tanto attesa doveva
essere «speciale» già a partire dal
nome.
Indaba 2 (nessuna vendetta) si è
tenuta sabato 16 maggio ad Aosta,
parte in piazza della Cattedrale e
parte nella più mondana piazza E.
Chanoux, e ha registrato un grandis-
simo afflusso di pubblico. Iniziata
alle ore 16 e conclusasi intorno alle
mezzanotte, è stata una lunga gior-
nata di festa, articolata in diversi
momenti, ma sempre nello spirito
cristiano dello stare insieme, del
confrontarsi per crescere, del cono-
scersi. Questa festa è stata pensata
anzitutto come un fertile terreno di
incontro, non solo tra noi, ma
soprattutto fra noi e lo Spirito Santo,
quello Spirito Santo che ci dà la
forza, che è nostro consolatore, che è
pace, che è fuoco vivo.
La festa è iniziata in piazza Cha-
noux con lo spazio dedicato
all'Informa-giovani. Noi studenti
universitari ci siamo sistemati in un
angolo della piazza con il nostro
34
bancetto, per dare tutte le informa-
zioni possibili a chi fosse interessato
a proseguire gli studi: ogni facoltà
aveva il suo rappresentante, pronto
a fornire una testimonianza diretta e
viva della sua esperienza. Una
opportunità niente male per tutti
coloro che ne hanno approfittato,
davvero un'occasione mancata,
invece, per quelli che hanno diserta-
to l'invito, magari anche solo per
timidezza, per paura di chiedere.
Ma accipicchia! Scherziamo? Era va-
mo lì proprio per rispondere a tutte
le domande, anche quelle più banali,
che non trovano spazio sulla guida
dello studente... Sottolineo questo,
per invitare tutti i giovani a non
lasciarsi sfuggire, nelle prossime
edizioni, questa occasione che viene
loro offerta, e cioè di parlare con chi
ha già intrapreso un cammino che
dovranno poi a loro volta percorre-
re: venite a chiedere tutto ciò che
volete, sfruttate la nostra esperienza,
perché anche questo è un modo di
servire Dio. Sono fermamente con-
vinta che si può vivere in pienezza
l'annuncio di Cristo anche in circo-
stanze quotidiane, come aiutare una
persona a fare una scelta di vita:
tutto ciò che facciamo per gli altri è
sempre ben gradito!
Alle 18 ci siamo spostati in piazza
della Cattedrale, dove si è svolta la
parte più propriamente spirituale e
SC. EDUCAZIONE
SC. COMUNICAZIONE
PSICOLOGIA
In piazza Chanoux: angolo degli universitari
religiosa della festa. Sotto le tende
(allestite nello spirito dell'Indaba) si
è discusso dei grandi temi: il futuro
della famiglia, della Valle d'Aosta,
del Cristianesimo... La cosa più
bella, secondo me, è che non si è
trattato di monologhi, bensì di dia-
loghi. In ciascuna tenda, infatti, le
autorità che erano state invitate
hanno intrattenuto una sorta di pia-
cevole chiacchierata con il pubblico,
un dibattito positivo in cui ciascuno
si sentiva chiamato ad intervenire, a
dire la sua opinione. Io ho partecipa-
to all'incontro presieduto da Rugge-
ro Marchetti, pastore della chiesa
valdese, e dal prof. Tobia, teologo ed
insegnante, sul futuro del Cristiane-
simo. Eravamo tutti - noi giovani, il
pastore e il teologo, seduti in cer-
chio, a parlare di Gesù Cristo, della
chiesa alle soglie del III millennio,
dei cattolici sparsi in tutto il mondo,
a discutere di ciò in cui crediamo e
di quale sarà il futuro del nostro
credo, di ciò che ci separa dai nostri
fratelli protestanti e di quanto inve-
ce speriamo di avvicinarci a loro
come membra di quell'unico Corpo
che è Cristo. È stato - penso per tutti
- un bel momento passato insieme in
fratellanza, come un raggio di ecu-
menismo nei nostri cuori.
Ma il più bello doveva ancora
arrivare! Dopo una meritata pausa
per la cena, consumata mentre
diversi gruppi musicali si esibivano,
ha fatto la sua entrata sul palco, in
piazza della Cattedrale, don Oreste
Benzi e accanto a lui il nostro vesco-
vo, Giuseppe Anfossi. Un pubblico
davvero numeroso, ma soprattutto
35


Testo Originale Estratto
alle ragazze che si prostituiscono
sulla strada. E mentre don Benzi rac-
conta di queste sue esperienze, è
impossibile non interrogare la pro-
pria coscienza, non essere richiamati
alle proprie responsabilità di cristia-
ni: non solo fede e speranza, ma
anche carità. Questo uomo speciale,
infatti, riesce a trasmettere dritto al
cuore, anche solo attraverso le paro-
le, il suo amore per gli altri, soprat-
tutto per coloro che sono gli «emar-
ginati» dalla società, i più deboli,
perché in ognuno di loro vede il
volto del Cristo sofferente. Allora
grazie Signore, perché nel mondo
esistono persone come don Oreste e
altri come lui, che aldilà di ogni
egoismo e pregiudizio, sono segno
di gioia e di speranza.
A tutti quanti, arrivederci al pros-
simo anno!

Nicole

Indaba: tenda della scuola con la Preside di Villeneuve

eterogeneo, com-
posto da giovani e
meno giovani,
praticanti e non,
credenti e non, un
pubblico tanto più
bello proprio per-
ché misto (non
sempre e solo le
«solite» persone),
ha ascoltato con
grande attenzione
le parole di don
Oreste, che è par-
roco di Rimini e in
questa città parla
di Gesù ai giovani
nelle discoteche e

Veglia di Pentecoste

A nche quest'anno come di consueto si è tenuta in Cattedrale ad Aosta la
veglia di Pentecoste, un momento di dolcissima preghiera a cui sono
invitati tutti, ma in modo particolare i giovani. Di giovani quest'anno
ce n'erano veramente tanti, ed è bello che, qui come in moltissime altre
occasioni, rispondono così numerosi alle iniziative della nostra diocesi.
Confrontandomi anche con altri ragazzi abbiamo fatto una considerazio-
ne comune e cioè che per noi fare una veglia è un modo di pregare tutto parti-
colare, più intimo e più profondo, è diverso dalla Messa. Durante la veglia,
infatti, non si è «distratti» dalle risposte da dare al celebrante, perché si inter-
viene pochissimo, è una preghiera soprattutto di ascolto: si ascoltano la Parola,
le preghiere, i canti, l'omelia del Vescovo, si respira un'atmosfera di grande
raccoglimento interiore. Insomma, provare per credere! Tutti i giovani della
nostra parrocchia sono invitati, anche i più piccoli che non hanno la macchina
perché sappiamo che i «patentati» sono felicissimi di poter dare loro un pas-
saggio fino ad Aosta!
Quest'anno, dopo l'omelia, il Vescovo ha proposto una cosa davvero inso-
lita e che mi è piaciuta molto: ognuno di noi ha dovuto scrivere su un foglio
quali sono gli ostacoli sul proprio cammino di fede, quindi tutti i foglietti sono
stati buttai in un braciere che ardeva ai piedi dell'altare, così quegli ostacoli
sono stati simbolicamente distrutti... Con il tempo speriamo che lo Spirito
Santo ci aiuti veramente a camminare più spediti sul nostro cammino di fede,
che ci aiuti cioè a superare le tante difficoltà che ogni giorno incontriamo nella
nostra vita di cristiani.

Il Vescovo e don Benzi
in piazza della Cattedrale
36
Nicole
37


Testo Originale Estratto
RADIO PROPOSTA AOSTA
Un po' di storia per sapere
F in dagli anni '80 alcuni parroci
si erano attrezzati ed avevano
allestito delle radio parrocchiali, con una portata limita-
ta al territorio della loro comunità.
Nel 1992 una legge del governo
poneva una regolamentazione in un
settore che fino a quel momento si
era rivelato una specie di Far West.
Le nuove discipline non lasciavano
scelta: così come erano state pensate,
le radio parrocchiali erano destinate
a sparire. Rimaneva una sola solu-
zione, e fu quella che adottarono i
parroci: le emittenti locali vennero
fuse in un'associazione, denominata
Radio Proposta Aosta, alla cui presi-
denza e vice-presidenza furono
nominati rispettivamente Gino Flo-
rio e don Corrado Bagnod; il nome
da dare all'emittente fu scelto in
base ai contatti che in quel periodo
si erano allacciati con Radio Propo-
sta di Torino, i cui programmi veni-
vano diffusi in Valle attraverso alcu-
ni ponti radio. A guidare i primi
passi della radio diocesana fu il
canonico Michel Praplan, che, coa-
diuvalo da Romano Pace, sistemò la
rete dei ponti radio, in modo da rag-
giungere buona parte del territorio
della diocesi. La sede di Radio Pro-
posta Aosta era in via De Sales, in
alcuni locali del vescovado, da cui
fu poi trasferita in via Xavier De
Maistre, 23. Fu Mons. Giuseppe
Anfossi che, a pochi mesi dal suo
ingresso in diocesi, volle dare un
nuovo slancio alla radio diocesana,
costituendo una redazione giornali-
stica e dando il via ad un nuovo
palinsesto. Dopo aver raccolto alcu-
ne informazioni, nel settembre del
1995 si decise di far rientrare Radio
Proposta Aosta in Circuito Marconi,
una rete di radio cattoliche italiane.
Furono due i motivi che ispirarono
l'ingresso in Circuito Marconi: in
primo luogo si voleva evitare che
l'emittente diocesana finisse per rin-
chiudersi nell'ambito ristretto del
territorio valdostano; non più «ogni
diocesi un'antenna» ma «una rete di
antenne collegate in un rapporto di
collaborazione e di reciproco scam-
bio». In secondo luogo, le forti spese
per la ristrutturazione degli studi
interni e dei ponti esterni (una doz-
zina in tutta la Valle), imponevano
che non ci fossero inutili sprechi e
costosi doppioni: infatti la radio
capo-fila di Circuito Marconi, prov-
vedeva già ad alcuni servizi giorna-
listici a carattere nazionale, come
pure era attrezzata per fornire dei
buoni programmi musicali per gio-
vani; Radio Proposta Aosta, man-
dando in onda questi programmi
comuni a tutto il Circuito, era così in
grado di concentrare tutte le proprie
energie nell'ambito locale. Ed è
quanto la nostra équipe sta cercando
di fare al momento attuale. Dopo
due anni di lavoro, constatiamo che

Gita scolastica a Saint-Pierre-en-Faucigny

38 39


Testo Originale Estratto
L'emittente ha fatto dei progressi, sia
a livello di qualità del suono che di
contenuti, ma siamo ben coscienti di
poter ancora migliorare, al fine di
rendere un effettivo servizio alla
comunità ecclesiale e civile della
Valle. Abbiamo però bisogno del
sostegno di tutti: per questo in ogni
parrocchia sono disponibili dei
volantini con i programmi ed un
conto corrente postale per le offerte
a favore di Radio Proposta Aosta.
Michele Giachino

C.C. 11229119
intestato a:
Curia Vescovile
Vescovado
11100 Aosta
causale:
Pro Radio Diocesana
Radio Proposta - Aosta

Trio Radio:
Massimiliano Chionne,
tecnico.
Antonio Mannello,
giornalista, pubblicista.
Paola Borgnino,
conduttrice di rubriche.
40

Che cos'è Radio Proposta Aosta
È una radio comunitaria che non persegue fini di lucro. È lo strumento
che la Diocesi si è dato, insieme al «Corriere della Valle», per meglio
comunicare con la comunità valdostana.

IMPOSTAZIONE EDITORIALE
Radio Proposta Aosta vuole caratterizzarsi come una emittente che
ricerca e promuove i valori umani e cristiani
riporta fedelmente ciò che succede in Valle
fa conoscere e parlare chi (singoli individui, gruppi ed associazioni) si
«muove» per far crescere la solidarietà, la cultura e la dignità delle persone
porta nelle case degli ascoltatori un riflesso sereno della vita

Perciò i programmi di Radio Proposta Aosta si suddividono in
quattro settori:
programmi informativi: notiziari locali, notiziari sulle attività pastorali
della Diocesi, proposte di lavoro, notiziari nazionali ed internazionali (in
collegamento con Circuito Marconi e Radio Vaticana)
programmi di approfondimento sulla vita sociale, culturale, politica e
religiosa della Valle
programmi di servizio: RPA si mette a servizio di collettività locali, asso-
ciazioni e movimenti che agiscono per il bene di tutti
programmi di intrattenimento: sono gli spazi dedicati alla musica legge-
ra, classica e folk, le rubriche dedicate ai bambini e ai ragazzi.

Frequenze di Radio Proposta Aosta
Aosta - 102.600 e 107.500 MHz;
Saint-Pierre - 102.600 MHz;
La Salle - 93.700 MHz;
Cogne - 102.700 MHz;
Torgnon - 102.500 MHz;
Valgrisenche - 88.000 MHz;
Courmayeur - 103.800 MHz;
Morgex - 99.500 MHz;
Donnas - 102.300 MHz;
Brusson - 88.500 MHz.

Sede. Radio Proposta Aosta
via Xavier de Maistre, 23 - 11100 Aosta
tel. 0165/44575 Fax 0165/239654
41


Testo Originale Estratto
Mostra di taglio e cucito
I partecipanti del corso di taglio e cucito
Alcuni «capolavori» del corso di cucito
Cassonetto della Caritas
anche a Saint-Pierre
In via della Libertà, vicino ai giardini pubblici, nel borgo di Saint-
Pierre, è stato messo un cassonetto della Caritas, per la raccolta di
indumenti usati, borse, scarpe.
Gli indumenti ancora in buono stato verranno dati direttamente ai
bisognosi, il resto sarà venduto e il ricavato servirà per la Caritas
diocesana.
Fate sapere a tutti di questa opportunità di adoperare BENE anche
le cose usate.
bituale appuntamento con il Taglio e il Cucito. Il 30 e il 31 maggio si è
tenuta, nei locali dove si svolgono le lezioni, la Mostra di fine corso di
Taglio e di Cucito, dei lavori eseguiti dalle allieve dei quattro anni.
C'è stato come sempre entusiasmo tra le partecipanti che hanno così
avuto occasione di esporre i loro manufatti.
La mostra ha proposto più di 170 «pezzi» di vario genere che hanno
riscosso, tra i visitatori, un notevole successo. Un giusto riconoscimento al
lavoro fatto durante l'anno.
Chi fosse interessato al corso di Taglio e di Cucito può chiedere informa-
zioni all'insegnante Rosanna David, Saint-Pierre, telefono 0165 903909.
Se la fede ci fa essere credenti e la speranza ci fa
essere credibili, soltanto la carità ci fa essere creduti.
(don Tonino Bello)
42
Non bastano le opere di carità, se manca la carità delle
opere. Se manca l'amore da cui partono le opere, se manca
la sorgente, se manca il punto di partenza che è l'eucaristia.
(don Tonino Bello)
43


Testo Originale Estratto
Una mensa sul prato
Corpus Domini: festa dell'erba verde
ell'episodio della moltiplicazione dei pani raccontatoci da Marco c'è
uno splendido particolare che basterebbe da solo a dare senso alla
festa del «Corpus Domini». Gesù, prima di compiere il miracolo,
ordinò ai discepoli di far sedere la folla affamata «sull'erba verde».
Sull'erba verde.
È su questo tappeto di speranza, impregnato di aromi selvatici, che i pani
passano da una mano all'altra senza venir meno.
È su questa tovaglia, intrisa anche dei profumi del forno che, quasi tor-
nando nel grembo da cui furono generate, cadono le briciole senza contami-
narsi.
È su questa mensa verginale che Gesù compie, con un rito che sa di offer-
torio e di consacrazione e di comunione insieme, un gesto di pace con la terra,
restituendole ciò che le appartiene.
Processione del Corpus Domini, per la strada del Borgo (foto Stefano Torrione)
È su questo altare primordiale che egli fa le prove generali di un altro
banchetto, in cui il Pane vivo disceso dal Cielo avrebbe riappacificato con Dio
l'universo distrutto dalla disgregazione.
Sembra proprio che «l'erba verde» sia la condizione preliminare per ogni
impegno veramente eucaristico.
Perciò, la festa del «Corpus Domini» deve essere la festa della riconcilia-
zione cosmica.
Dobbiamo chiedere al Signore che ci restituisca i sapori dell'erba verde, a
foglia larga e a foglia stretta.
Dobbiamo implorare che tornino tempi in cui sia possibile respirare a
pieni polmoni senza aver paura delle radiazioni nucleari.
Dobbiamo promettere a noi stessi che non inquineremo il nostro mare,
che non imbratteremo i nostri muri, che non sporcheremo le vie della nostra
città, che non ridurremo a pattumiera i vicoli delle nostre campagne.
Dobbiamo chiedere al cielo che ci dia la forza esemplare per insegnare ai
ragazzi che vanno rispettate le aiuole dei giardini pubblici, che non vanno
divelte le panchine della villa comunale, che non si devono coprire di scritte
oscene le insegne stradali.
Dobbiamo esigere da Dio che sia severo che con chi ci ammorba l'acqua,
Benedizione del Santissimo alla Stazione (foto Stefano Torrione)
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Testo Originale Estratto
uno splendido particolare che basterebbe da solo a dare senso alla
festa del «Corpus Domini». Gesù, prima di compiere il miracolo,
ordinò ai discepoli di far sedere la folla affamata «sull'erba verde».
Sull'erba verde.
È su questo tappeto di speranza, impregnato di aromi selvatici, che i pani
passano da una mano all'altra senza venir meno.
È su questa tovaglia, intrisa anche dei profumi del forno che, quasi tor-
nando nel grembo da cui furono generate, cadono le briciole senza contami-
narsi.
È su questa mensa verginale che Gesù compie, con un rito che sa di offer-
torio e di consacrazione e di comunione insieme, un gesto di pace con la terra,
restituendole ciò che le appartiene.
Benedizione del Santissimo alla Stazione
(foto Stefano Torrione)
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Processione del Corpus Domini, per la strada del Borgo
(foto Stefano Torrione)
È su questo altare primordiale che egli fa le prove generali di un altro
banchetto, in cui il Pane vivo disceso dal Cielo avrebbe riappacificato con Dio
l'universo distrutto dalla disgregazione.
Sembra proprio che «l'erba verde» sia la condizione preliminare per ogni
impegno veramente eucaristico.
Perciò, la festa del «Corpus Domini» deve essere la festa della riconcilia-
zione cosmica.
Dobbiamo chiedere al Signore che ci restituisca i sapori dell'erba verde, a
foglia larga e a foglia stretta.
Dobbiamo implorare che tornino tempi in cui sia possibile respirare a
pieni polmoni senza aver paura delle radiazioni nucleari.
Dobbiamo promettere a noi stessi che non inquineremo il nostro mare,
che non imbratteremo i nostri muri, che non sporcheremo le vie della nostra
città, che non ridurremo a pattumiera i vicoli delle nostre campagne.
Dobbiamo chiedere al cielo che ci dia la forza esemplare per insegnare ai
ragazzi che vanno rispettate le aiuole dei giardini pubblici, che non vanno
divelte le panchine della villa comunale, che non si devono coprire di scritte
oscene le insegne stradali.
Dobbiamo esigere da Dio che sia severo che con chi ci ammorba l'acqua,
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Testo Originale Estratto
armati contro la natura.
La preghiera e il canto: un inno di amore a Gesù Eucaristia
(foto Stefano Torrione)
con chi ci avvelena il vino, con chi ci insidia il latte.
Dobbiamo protestare contro coloro che violentano la natura, che deturpa-
no i paesaggi, che speculano sulle bellezze della terra.
Dobbiamo gridare con indignazione che solo gli aratri e non i cingoli dei
carri armati hanno il diritto di calpestare «l'erba verde» delle nostre colline.
Dobbiamo esecrare tutti coloro che, con la scusa del sacro, la domenica
delle palme fanno scempio degli alberi a scopo vergognoso di lucro.
.. Dobbiamo pregare perché ogni uomo comprenda che la strada della
comunione col prossimo e con Dio non passa sullo svincolo dei sacrilegi ope-
rati contro la natura.
«Corpus Domini». Festa «dell'erba verde». Sarà anche la festa della spe-
ranza in un mondo più limpido, restituito ad antiche trasparenze, se sapremo
implorare da Dio che metta finalmente nel cuore degli uomini una incontenibi-
le nostalgia di purezze perdute.
(Don Tonino Bello, Festa del Corpus domini, 1986
«Alla finestra della speranza», 1997. Ed. San Paolo)
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Progetto Giovani - Insieme si può

I I Direttivo della Comunità Montana, dopo aver effettuato una ricerca di tipo
sociale sul territorio dei suoi 12 Comuni, ha deliberato una progettazione
pluriennale (97-98-99) denominata «Insieme si può». Questo Progetto Gio-
vani, approvato dall'Assessorato alla Sanità, è dalla primavera 97 entrato
nella sua fase operativa.
Tale iniziativa si rivolge ai bambini, ai giovani fino a 28 anni e alle loro
rispettive famiglie residenti nei dodici Comuni membri della Comunità Mon-
tana e vuole rispondere ai bisogni della gioventù offrendo loro spazi ed occa-
sioni per incontrarsi e diventare protagonisti del loro proprio tempo libero.
Presso le strutture della Comunità Montana è aperto un ufficio dove il
coordinatore del Progetto Giovani rimane a disposizione per informazioni o
per raccogliere idee, proposte e suggerimenti.
Il Progetto Giovani lavora in collaborazione con il territorio. Infatti i rap-
presentanti dei giovani, dei servizi sociali, delle parrocchie, della scuola, gli
amministratori partecipano con i propri rappresentanti nel gruppo di coordi-
namento e nel gruppo di lavoro, organi questi istituiti per definire le linee
organizzative e decisionali del progetto stesso.
Il coinvolgimento dei giovani si concretizzerà con l'iscrizione e la parteci-
pazione attiva allo Junior Club Grand Paradis, un'associazione di giovani tra i
14 e i 28 anni senza fini di lucro scevra da discriminazioni politiche, culturali e
razziali.
Questa associazione si prefigge i seguenti fini:

• permettere l'incontro dei giovani per promuovere iniziative culturali,
ricreative e sportive
• rendere protagonisti i giovani rispetto al proprio tempo libero
• favorire la partecipazione dei giovani alla gestione del Progetto Giovani (il
Presidente dello Junior Club è membro del gruppo di lavoro e può racco-
gliere esigenze, idee e proposte per portarle in sede di discussione).
Per tutte le sue iniziative lo Junior Club potrà contare sul supporto delle
strutture della Comunità Montana (personale, telefoni, fax, fotocopie...)
Si possono iscrivere allo Junior Club tutti i giovani residenti nella Comu-
nità Montana di età compresa tra i 14 e 28 anni che diventeranno soci ordinari
dell'associazione e potranno usufruire dei vantaggi o delle proposte organiz-
zate, avranno diritto di voto in sede di Assemblea e potranno ricoprire incari-
chi di rappresentanza (tutti i soci possono candidarsi alla Presidenza o alle
altre cariche dell'associazione).
Possono partecipare alle attività organizzate dallo Junior Club anche i
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Testo Originale Estratto
Il coinvolgimento dei giovani si concretizzerà con l'iscrizione e la parteci-
pazione attiva allo Junior Club Grand Paradis, un'associazione di giovani tra i
14 e i 28 anni senza fini di lucro scevra da discriminazioni politiche, culturali e
razziali.
Questa associazione si prefigge i seguenti fini:
• permettere l'incontro dei giovani per promuovere iniziative culturali,
ricreative e sportive
• rendere protagonisti i giovani rispetto al proprio tempo libero
• favorire la partecipazione dei giovani alla gestione del Progetto Giovani (il
Presidente dello Junior Club è membro del gruppo di lavoro e può racco-
gliere esigenze, idee e proposte per portarle in sede di discussione).
Per tutte le sue iniziative lo Junior Club potrà contare sul supporto delle
strutture della Comunità Montana (personale, telefoni, fax, fotocopie...)
Si possono iscrivere allo Junior Club tutti i giovani residenti nella Comu-
nità Montana di età compresa tra i 14 e 28 anni che diventeranno soci ordinari
dell'associazione e potranno usufruire dei vantaggi o delle proposte organiz-
zate, avranno diritto di voto in sede di Assemblea e potranno ricoprire incari-
chi di rappresentanza (tutti i soci possono candidarsi alla Presidenza o alle
altre cariche dell'associazione).
Possono partecipare alle attività organizzate dallo Junior Club anche i

con chi ci avvelena il vino, con chi ci insidia il latte.

Dobbiamo protestare contro coloro che violentano la natura, che deturpa-
no i paesaggi, che speculano sulle bellezze della terra.
Dobbiamo gridare con indignazione che solo gli aratri e non i cingoli dei
carri armati hanno il diritto di calpestare «l'erba verde» delle nostre colline.
Dobbiamo esecrare tutti coloro che, con la scusa del sacro, la domenica
delle palme fanno scempio degli alberi a scopo vergognoso di lucro.
... Dobbiamo pregare perché ogni uomo comprenda che la strada della
comunione col prossimo e con Dio non passa sullo svincolo dei sacrileghi ope-
rati contro la natura.

«Corpus Domini». Festa «dell'erba verde». Sarà anche la festa della spe-
ranza in un mondo più limpido, restituito ad antiche trasparenze, se sapremo
implorare da Dio che metta finalmente nel cuore degli uomini una incontenibi-
le nostalgia di purezze perdute.

(Don Tonino Bello, Festa del Corpus domini, 1986
«Alla finestra della speranza», 1997. Ed. San Paolo)

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Testo Originale Estratto
Progetto giovani:
Roller «ai parcheggi»

bambini e i prea-
dolescenti fino a
14 anni o eventua-
li amici non resi-
denti nella Comu-
nità Montana
Grand Paradis.
L'associazio-
ne ha un suo orga-
nismo composto
da un'Assemblea
(tutti i soci ordina-
ri), un Consiglio
Direttivo, un Pre-
sidente.
Qualsiasi idea, proposta ed esigenza potrà essere raccolta dal Presidente e
portata al gruppo di lavoro e in questa sede essere discussa.
È questa l'occasione per partecipare in modo attivo e propositivo al Pro-
getto Giovani.
Lo Junior Club verrà rappresentato all'Assemblea Regionale diventando
attore partecipe del mondo giovanile valdostano.
Il Progetto Giovani ha presentato nel 1997 queste iniziative:
• proposta transizione scuola/lavoro che ha permesso ad alcuni ragazzi di
entrare nel mondo del lavoro
• 2 feste evento presso la struttura del salone Polivalente di Avise
• una serie di proposte culturali/sportive nel periodo estivo
• uno scambio interculturale con l'isola di Malta
• la nascita di un coro di ragazzi dai 12 ai 17 anni
• un coro di Pianoforte
• Alcune iniziative di avvicinamento alla montagna.
Il Progetto Giovani metterà a disposizione di tutti i giovani due spazi ad
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Aymavilles (loc. Saint-Léger) ed a Saint-Pierre (Asilo Centoz). Questi locali
diventeranno un punto d'incontro dove un animatore accoglierà i ragazzi e li
coinvolgerà in feste, gite, attività musicali, manuali e sportive.
L'invito è rivolto a tutti: venite a vedere, telefonate, informatevi, propo-
nete.
Il Progetto Giovani cresce con lo sforzo di tutti.

L'estate si avvicina!

LUGLIO 1998
5 luglio Escursione a piedi al Bivacco M. Gontier Nomenon
Partenza da Aymavilles (Centro aggregativo)
10 luglio Giornata all'Oasi di Viverone
Prenotazioni e partenza dal Centro aggregativo di Saint-Pierre (tel.
0338 - 3888527). Costo lire 10.000
15 luglio Serata organizzata in collaborazione con la Biblioteca e la Pro
Loco di Introd
Cinema all'aperto - ore 21,00 - presso il Castello di Introd
dal 18 al 28 luglio Torneo di Calcetto presso l'area sportiva di Saint-Pierre (dai 14 ai
20 anni)
Cerca un gruppo di amici ed iscriviti presso la Comunità Montana
entro il 10 luglio 1998 (quota lire 10.000 a giocatore con max 8 gio-
catori)
25 e 26 luglio Gita con pernottamento in tenda a Vertosan
Partenza da Vens (Saint-Nicolas) in mountain bike, cena prevista
presso il ristorante in loco
Serata sotto le stelle con la presenza dell'astronomo Guido Cossard
Quota lire 30.000

AGOSTO 1998
dal 3 al 12 agosto Vieni con noi ad Aymavilles - Centro aggregativo loc. Saint Léger
ed imparerai a disegnarti e personalizzarti le tue magliette
Costo del corso lire 30.000 (maglietta compresa)
Giorni previsti 3/6/10/12, dalle ore 16,30 alle ore 18,30
Iscriviti entro il 23 luglio 1998 a partire dai 10 anni
5 agosto Serata organizzata in collaborazione con la Biblioteca di Arvier
Cinema all'aperto - ore 21,00 - nel borgo di Arvier
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Testo Originale Estratto
Ingresso libero
dal 10 al 18 agosto Probabile incontro amichevole tra la Primavera della Sampdoria
e la rappresentativa Junior Club Grand Paradis (dai 16 ai 20 anni) al
campo sportivo di Épinel - Cogne
16 agosto Gita a Donnas
È previsto un fantastico bagno ed una mega grigliata e tante risate
Partenza da Saint-Pierre - Centro aggregativo. Quota lire 10.000
dal 17 al 21 agosto È prevista la settimana di avviamento al Triathlon: alla Scuola
Media di Villeneuve, dalle ore 9,30 alle 17,30, i bambini dai 6 ai 14
anni potranno nuotare, correre e pedalare seguiti da istruttori della
Soc. Triathlon (nell'attività è compreso il servizio mensa)
Costo individuale lire 150.000
Iscrizioni entro il 31 luglio 1998 presso la Comunità Montana
19 agosto Serata organizzata in collaborazione con Biblioteca di Aymavilles
Cinema all'aperto - ore 21,00 - presso il Castello di Aymavilles
Ingresso Libero
22 agosto per tutti - Giornata indimenticabile a Ceriale - Parco Acquatico Le
Caravelle
Costo lire 16.000. È possibile prenotare il pranzo
Prenotazioni entro il 12 agosto telefonando in Comunità Montana
(tel. 0165 921814 - 0165 921813)
A Genova eravamo in 118: battiamo il record?
26 agosto Giornata all'Oasi di Viverone
Prenotazioni e partenza dal Centro aggregativo di Aymavilles 0338-
3888527. Costo lire 10.000
29 agosto Gita ai laghi del Nivolet (a piedi)
Pernottamento in rifugio
Partenza da Villeneuve - Scuola Media M. Ida Viglino
Il pernottamento è a carico del partecipante
Per le escursioni i minorenni potranno partecipare in gruppo con l'a-
nimatore o con la presenza di un maggiorenne che ne prenda la
responsabilità. I parroci della Comunità Montana organizzano altre
escursioni in montagna. Per informazioni rivolgersi al parroco di Vil-
leneuve al n. tel. 95114
SETTEMBRE 1998
dal 3 al 6 settembre Gita ad Eurodisneyland
Sono previsti 2 pernottamenti, 2 entrate al parco ed 1 giornata a Parigi
Tutto a sole Lire 350.000
Non perdere l'occasione!
Gita riservata ai soci dai 14 ai 28 anni - Per i minorenni è prevista la
presenza degli animatori. Iscriviti entro il 17 agosto 1998 presso gli
uffici della Comunità Montana Grand Paradis.
13 settembre Gita a FantasyWorld (Capriate - BG)
Tante nuove attrazioni aspettano bambini, ragazzi e genitori
Costo Lire 17.000. Prenotazioni entro il 3 settembre presso la
Comunità Montana (tel. 0165 921814 - 0165 921813)
Oltre a queste proposte, presso i centri aggregativi di Saint-Pierre ed Aymavilles (da
luglio aperti tutti i pomeriggi) ci saranno attività ordinarie (feste, uscite sportive, passeg-
giate, tornei di ping-pong, musica, amici...).
Per motivi organizzativi, le proposte potranno subire piccole variazioni INFORMATI.
Le attività sono riservate ai soci dello Junior Club Grand Paradis. Se un tuo amico non è
iscritto, potrà farlo recandosi con una fototessera presso gli uffici della Comunità Mon-
tana oppure ai centri aggregativi.
I dettagli organizzativi verranno pubblicizzati con volantini ed informazioni che troverai
presso i centri aggre-
gativi di Aymavilles
(loc. Saint Léger) e
Saint-Pierre (via Cor-
rado Gex, 28 - sopra
la biblioteca) o pres-
so gli uffici del Pro-
getto Giovani della
Comunità Grand
Paradis - Villeneuve
(tel. 0165 921814 -
0165 921813), o
chiedendo ai giovani
rappresentanti del tuo
comune.

Giovani a Genova
50                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       51


Testo Originale Estratto
Ricordando suor Rachele

gni creatura uscita dalle
mani di Dio ritorna a Lui,
che è il principio e la Fine,
Colui che è, che era e che
viene. Il passaggio da questa vita a
quella eterna, dalla realtà visibile a
quella invisibile è sempre un esodo,
una Pasqua.

Così è stato per suor Rachele
(Bisone Pasqualina), che il Signore
ha chiamato con sé domenica 12
aprile, giorno della Risurrezione di
Cristo, all’età di 86 anni.

Nata ad Albiano di Ivrea nel 1911,
era entrata nella Congregazione
delle Suore di San Giuseppe nel
1930 e una volta terminata la sua
formazione aveva iniziato il suo iti-
nerario di vita apostolica in alcune
parrocchie della nostra Valle, dove
le Suore erano presenti con le loro
Comunità.
Dal 1932 in poi la ricordiamo a
Valtournenche, a Valgrisenche, ad
Ayas, a Jovençan, a Morgex, a Saint-
Pierre per 15 anni di seguito, luoghi
in cui ha avuto modo di avvicinare
con amore e dedizione la realtà dei
bambini ospitati nei collegi.
Ha sostato anche a Châtillon,
presso la casa della Provvidenza e
poi nella scuola materna, insieme a
suor Elisa con la quale ha condiviso
non solo il servizio per il Signore e
per il suo Regno, ma anche una
splendida e fedele amicizia, che ha
mantenuto viva anche negli anni in
cui suor Elisa, colpita da ictus cere-
brale, non poteva più ricambiare le
52
delicate attenzioni che suor Rachele
aveva per lei ogni volta che poteva
renderle visita nell’infermeria della
Casa Madre.

Suor Rachele toccò così con mano
la realtà dell’anzianità e della malat-
tia, che incombeva su tante persone
rimaste quasi sole e ospiti presso le
case di riposo prima dell’Ospizio e
poi a Cogne, dove lavorò con dedi-
zione per 14 anni e dove ancora oggi
la gente la ricorda con affetto per la
sua capacità di affrontare la fatica,
per il suo carattere forte e intrapren-
dente, per la sua testimonianza di
fede.

La necessità di dover affrontare
un intervento chirurgico, consiglia-
rono ai Superiori di richiamarla ad
Aosta dove, terminata la convale-
scenza, prestò ancora qualche anno
di servizio presso il Seminario Mag-
giore, allora sede della scuola mater-
na «Mons. Jourdain», fino a quando
furono iniziati i lavori di ristruttura-
zione dell’edificio.

Si stabilì poi definitivamente in
Convento, dando ancora dei tempi
di aiuto in cucina, come si fa in una
grande famiglia in cui ciascuno è
contento di contribuire come può al
bene comune e dove la fedeltà alle
piccole cose la distingueva e ce la
faceva amare.

Il Signore, che conta i nostri giorni
e conosce i nostri pensieri, le diede
la gioia di poter partecipare alla
festa di inaugurazione del Semina-
rio Maggiore, per il quale lei ha sicu-

Suor Rachele all'Asilo di Saint-Pierre

ramente dato un contributo di pre-
ghiera e di offerta molto grande
anche se poco visibile ai nostri occhi,
e che fortemente desiderava vedere
nuovamente abitato dai sacerdoti e
dai seminaristi.

Prese parte a tutte le celebrazioni

religiose della settimana santa,
unendosi alla Passione di Gesù e
anche alla sua morte, avvenuta
repentina nel mattino di Pasqua di
ritorno dalla Cattedrale, dove aveva
ricevuto l’Eucaristia che è stata il
suo viatico verso il cielo.

Dammi, Signore,
un cuore di bimbo per Dio,
Un cuore di fratello per il prossimo,
Un cuore di giudice per me stesso.
(ignoto)

53


Testo Originale Estratto
In aiuto di chi soffre
Ultimo saluto al can. Silvio Pession
Eravamo abituati a vedere il
canonico Pession mentre
andava ad aiutare ora questo
ora quel parroco.
Sempre disponibile malgrado le
forze lo stessero abbandonando e
venisse maggiormente a galla il lato
pessimistico della sua visione della
vita.
Nato a Valtournenche il 7 settem-
bre 1907 aveva attraversato tutte le
vicissitudini di questo secolo.
Due guerre mondiali con il loro
corteo di miseria, di violenza e di
dolore; i cambiamenti innumerevoli
di regimi politici e sociali che hanno
movimentato gli ultimi cinquant'an-
ni; le straordinarie imprese scientifi-
che e tecniche, gli abissi di malva-
gità e le testimonianze eroiche, per
lo più silenziose, di tanti uomini e
donne per cui la vita vale, in quanto
è un dono, ad immagine di quella di
Gesù.
Il Seminario accolse l'adolescente
Silvio e lo accompagnò, studio e for-
mazione, sino all'Ordinazione sacer-
dotale, avvenuta il 5 aprile 1930.
Subito inizia il suo ministero
sacerdotale, prima a Brusson (1930-
33), poi in Cattedrale ad Aosta.
Ma la parrocchia di Torgnon
diventa vacante ed il Vescovo posa
gli occhi sul giovane sacerdote Sil-
vio.
54
periodo di attività pastorale, dal
1934 al 1973.
Durante la guerra più di una volta
la sua vita fu in pericolo nell'impe-
gno di portare soccorso a giovani e
famiglie nei guai, minacciato più
volte di fucilazione, ora da una
parte belligerante, ora dall'altra.
Il sacerdote non può guardare il
colore politico dei suoi fedeli, sono
tutti egualmente suoi figli; il suo
compito consiste nel correre in aiuto
di chi soffre, di chi è perseguitato, di
chi è in miseria; solo Cristo è il ter-
mine di paragone della sua azione.
Ma il tempo scorre e nel dicembre
1973 il vescovo chiede a don Pession
un nuovo servizio: essere canonico
della Collegiata dei Santi Pietro e
Orso in Città: preghiera corale, pre-
dicazione, confessioni riempiendo
d'ora in avanti la giornata del sacer-
dote dai capelli d'argento, dal volto
sorriden te, dalla disponibilità conti-
nua a rendere servizio ai confratelli.
Nel 1991, il canonico Pession ha
ormai 84 anni, dà le dimissioni da
canonico e inizia la vita nella Comu-
nità del Priorato di Saint-Pierre.
Tuttavia fin quasi agli ultimi mesi
di vita non è mai venuto meno il suo
grande spirito di servizio, per
«dépanner» i confratelli, per stare
vicino a vari gruppi, per esempio al
Centro Volontari della Sofferenza
(Cvs).
Don Silvio Pession (secondo da sinistra in piedi),
in una vecchia foto di sacerdoti originari di Torgnon
Nelle prime ore dell'8 maggio, nel
silenzio della notte, risuona la chia-
mata definitiva del Signore e l'ango-
scia, l'ansia e l'agitazione che lo ave-
vano fatto soffrire si stemperano
nell'abbraccio del Salvatore, ed il
suo viso tirato si distende in una
espressione di pace.
Un folto gruppo di sacerdoti e la
popolazione di Torgnon hanno
preso parte ai suoi funerali; le sue
spoglie mortali attendono la risurre-
zione nel cimitero in cui ha accom-
pagnato tanti suoi parrocchiani, vici-
no al suo Cervino: «Ho levato i miei
occhi verso i monti. Da dove mi
verrà l'aiuto? Il mio aiuto verrà dal
Salvatore».
Nei mesi di LUGLIO e AGOSTO
messe prefestive a:
• VETAN ore 18,30
• RUMIOD ore 20,00
55


Testo Originale Estratto
Nuovi membri del Popolo di Dio
1) Il 15 febbraio battesimo di SPINARDI ALESSIA di Roberto e di Marcan-
toni Adele. Padrini: Roncarolo Andrea e Cappio Barazzone Germana
2) Il 22 marzo battesimo di CHESSA DAVIDE di Mirco e di Denarier Patri-
zia. Padrini: Chessa Alessandro e Perotti Nigra Paola.
3) Il 29 marzo battesimo di MORANDI MATTEO di Giampiero e di Fasano
M. Caterina. Padrini: Tormen Gino e Pesce Daniela.
4) L'11 aprile battesimo di MANELLA VALENTINA di Luigi e di Chabod
Rosanna. Padrini: Tournoud Franco e Cuc Mariagabriella.
5) Il 13 aprile battesimo di TURATO SIMONE di Nicola e di Manzone
Patrizia. Padrini: Manzone Fabio e Perini Silvia.
6) Il 24 maggio battesimo di TOSETTI SARA di Giuseppe e di Nichele
Tiziana. Padrini: Tosetti Gino e Vallet Barbara.
7) Il 31 maggio battesimo di LUBOZ NICCOLÒ di Dimitri e di Chatrian
Lorena. Padrini: Montemezzo Umberto e Luboz Crislaine.

Gita scolastica all'Isola d'Elba
Santuario
della Madonna
di M. Serrato,
Isola d'Elba.
20-24 aprile
1998.
Classi 3ª e 5ª
56

Cresimati il 28 marzo da S.E. Mons. Anfossi
1 - AMBROGIO PASQUALE, padrino: Balestra Massimo
2 - BELLEY DAVIDE, padrino: Centoz Simone
3 - BORINATO MICHEL, padrino: Borinato Osvaldo
4 - BORRELLO GIAMPAOLO, padrino: Arnone Antonio
5 - CAMPERI SARA, madrina: Camperi Erica Regina
6 - COMMUNOD SERENA, madrina: Besenval Marilena
7 - D'ALFONSO ERIKA, madrina: Solferini Sara
8 - DIONISI DENIS, padrino: Martino Albert
9 - GERBELLE OMAR, padrino: Nouchy Alessandro
10 - LALE MURIX FRANÇOIS, padrino: Grand Larent-Yves
11 - MANNARINO MANFREDO, padrino: Mannarino Manfredo
12 - MARTORELLI GIACOMO,
padrino: Lazzaro Silvano
13 - PERRONE CIRIACO,
padrino: Perrone Luigi
14 - QUINTO FRANCESCA,
madrina: D'Ippolito Paola
15 - ZANETTI RUDY, madrina:
Dal Pos Michela

57


Testo Originale Estratto
Matrimoni
1) Il 9 maggio matrimonio tra
Demoro Pascal e Trione Moni-
que. Testimoni: Demoro Joseph
e Fenoglio Tamara.
2) Il 23 maggio matrimonio tra
Menegatti Mirco e Turato Sil-
via. Testimoni: Marchesin Ste-
fano, Fristachi Roberto, Turato
Federica e Radizza Elena.
3) Il 30 maggio matrimonio tra
Maino Ephrem e Aluisini
Veronica. Testimoni: Maino
Ismaele, Merivot Antonio,
Burgazzi Mikaela e Paesani
Federica.
L'âme humaine est faite
pour n'être pas seule.
Teilhard de Chardin
I nostri defunti
L'eterno riposo
dona loro Signore,
splenda ad essi
la Luce Perpetua,
riposino in Pace.
Amen
31) Il 23 novembre è deceduto DAVID REMO, di anni 67.
32) Il 12 dicembre è deceduto VAUDAN FRANCESCO PIETRO (Pierino), di
anni 90.
33) Il 24 dicembre è deceduto LALE BRUNO ALDO, di anni 76.
1) Il 10 gennaio è deceduto CHRISTILLE INNOCENZO MASSIMINO, di
anni 79.
2) Il 29 gennaio è deceduto BALLIANO NATALINO, di anni 90.
3) Il 13 febbraio è deceduto TIBLET LUCIANO, di anni 82.
4) Il 14 febbraio è deceduta BADIALI ELVIRA, di anni 92.
5) Il 18 febbraio è deceduto LALE MURIX SEVERO, di anni 81.
6) Il 22 aprile è deceduta PERRUCHON MARIA CELERINA, di anni 84.
7) Il 3 maggio è deceduto LUBOZ PIETRO, di anni 55.
8) Il 7 maggio è deceduta BOCHET ERMINIA, di anni 73.
9) L'8 maggio è deceduto il sac. PESSION SILVANO, di anni 90.
58
Classe 4ª
al lago Lod
di Chamois
59


Testo Originale Estratto
60
Offerte
per la chiesa e le attività parrocchiali
Charles-Nossen; Saccani Nino; Demoz Albina; Fazzari Giorgio;
Bonin Eddy; in memoria Del Negro Pailex Zadkovich; Zadkovich
Torindo; Bisacco; Therisod Vittorio; Luciano; Lucianaz; Montesano; Tra-
Jocallaz Dina; Lale Murix Marcello; vaini; Oreiller-Therisod; in memoria
Jocallaz Giulietta; in onore S. Anto- Tiblet Luciano; Vitton Mea; Betemps
nio; Champretavy René; N.N.; Pozzi Armando; Scalise; Sapinet Elio; Del
Enzo; in memoria Piacentino Anto- Negro-Jocallaz; Glarey-Meynet; in
nia; David Ernesto; Oreiller Vittorio; memoria Badiali Elvira; Savoye
in memoria Re Felice; A.N.A. Saint- Annette; Piccoli Stella; Fenoil; Bonin
Pierre; Primiero Mario; Jordaney Donata; Lale-Rinaudo; Bovard-Ger-
Raimonda; David-Giannini; belle; Oreiller Marco; Favre Augu-
Cognein Mario; in memoria Vaudan sta; Maquignaz-Vauthier; in memo-
Pierino; Caput; Bochet-Berard; ria Lale Murix Severo; Domaine
Armand Federica; Lale Lacroix Aldo; Oreiller Maggiorina; N.N.; in
Assunta; Bochet Daniel; De Mori ringraziamento; Boverod Itala; Lale
Rita; Rini Ferdinando; Berthod Gerard Giuseppe; Mazza-Charles;
Aldo; Pellissier Attilio; Pariset Emi- Gorraz Alice; i Cresimati; Bochet
lio; in memoria Arnollin-Persod; Camillo; in memoria Centoz Gior-
Formento-Belfrond; Motta Amelia; gio; Charrere Esterina; Tussidor
N.N.; in memoria Challancin Enzo; Ovide; Berthod Dino; Centoz Denis;
Belli-Fettolini; Berard-Ronzani; Berard Alfonso; Petrolini; Manella
Vauthier Guido; Stevanoni; Martinet Enrico; Jordaney Romea; Turato
Vittorio; Rosset Souvenir; Vuyet- Simone; Neyret Giuseppe; in memo-
Branche; Persod Pietro; Sapinet ria Luboz Rina; in onore San Anto-
Livio; Besenval-Glarey; Morandi- nio; Carconi; Chabod Zella; in
Pedoni; in memoria Christille Inno- memoria Perruchon Celerina; Cen-
cenzo; Centoz-Ocleppo; Cremaschi; toz Rosetta; Morandi Matteo; Lettry-
Luboz-Calì; Cognein-Rossan; Ceran- Jordaney; Barberi; N.N., Paillex
to Anna; Ballarini Claudio; in Roger; N.N.; Blanchet Dillio; libri
memoria Lale Aldo; Oliva-Chanoux; Paoline; bambini Prima Comunione;
Lale Demoz Graziella; Campese in memoria Luboz Nestore; Lanier
Aldo; Carlin Alessandro; Dayné Luigi; Cognein Nadia; Thomasset
Augusto; Sommariva; Pallais Eligio; Gino; in memoria Bochet Erminia;
Cachoz; Rinaudo; Varetti; Thomas- Lettry Georgette; Chabod-Paradisi;
set Romilda; in memoria Branche Pedoni; Del Degan-Therisod; Arnod
Adolfo; Garin-Bethaz; Perron Otti- Alfredo; Lavit-Pellissier; Radici-
lia; in memoria Balliano Natale; Montegrandi; Vallet Alex; Tosetti.
Petigat Ninfa; in memoria Lale Totale L. 14.465.000

PRIORATO DI SAINT-PIERRE
Incontri con il Signore
Corsi di esercizi spirituali
2. Dal 21 al 27 giugno 1998 - P. FORTUNATO MUFFOLINI OMI
«Vieni, Spirito Santo, luce soavissima» PER TUTTI
3. Dal 2 (sera) al 5 luglio 1998 - DON ALBINO LINTY BLANCHET
«Ci ha rigenerati per una speranza viva» (1) Pt 1,6 PER TUTTI
4. Dall'8 al 12 luglio 1998 - DON FRANCO LOVIGNANA
«Il frutto dello Spirito è amore, gioia» Gal 5, 22 PER TUTTI
5. Dal 19 al 25 luglio 1998 - DON ALBINO LINTY BLANCHET
«Camminiamo secondo lo Spirito» Rom 8 PER GIOVANI
6. Dal 28 luglio al 2 agosto 1998 - P. ONORIO PONTOGLIO O.F.M.
«Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa» Gv 14, 26 PER TUTTI
7. Dal 5 all'11 agosto 1998 - DON LUIGI MAQUIGNAZ
«Rinascere da acqua e da Spirito» PER TUTTI
8. Dal 21 al 24 agosto 1998 - P. GEORGES COTTIER O.P.
«Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera» Gv 16, 13 PER TUTTI
9. Dal 7 al 12 settembre 1998 - DON PAOLO CURTAZ
«Il Gesù di Giovanni» (2) PER TUTTI
10. Dal 30/10 (sera) all'1/11/98 - DON ALBINO LINTY BLANCHET
«Quando pregate dite: Padre nostro» Mt 6 PER GIOVANI
11. Dal 4 al 10 novembre 1998 - DON EDMONDO BRUNOD
Il libro dell'Esodo PER TUTTI

GIORNATE DI RITIRO E PREGHIERA
Prima domenica del mese - RITIRO PER GIOVANI don Albino Linty-Blanchet
2-11-97/7-12-97/1-2-98/1-3-98/5-4-98/3-5-98
Seconda domenica del mese - RITIRO PER ADULTI don Albino Linty-Blanchet
9-11-97/14-12-97/8-2-98/8-3-98/10-5-98
INCONTRI PER FIDANZATI, SPOSI, FAMIGLIE don Edmondo Brunod
Domenica 23-11-97/25-1-98/22-2-98 (Si assicura un servizio baby-sitter)
INCONTRO DI PREGHIERA E DI FRATERNITÀ
5 - 6 - 7 giugno 1998 per i volontari della sofferenza
61


Testo Originale Estratto
La
preghiera
di Madre
Teresa
«L'uomo è irragionevole, illogico,
egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE»
(Da una scritta sul muro a Shishu Bliavan,
la Casa dei bambini di Calcutta fondata da Madre Teresa)
62
Recette
(pour un bon mariage)
Prenez un vase bien propre:
jetez-y un litre d'eau pure.
Ajoutez-y 50 gr.
de racines de patience
Ajoutez-y 50 gr.
de racines d'oubli des torts
Ajoutez-y 50 gr.
de racines de discrétion
Ajoutez-y 50 gr. de racines de prévenance
Mettez encore poudre d'économie
Mettez encore poudre de bonne cuisine
Mettez encore poudre d'ordre
Mettez encore poudre de propreté.
Saupoudrez le tout de 100 gr. de sucre de la bonne humeur.
Mêlez bien; faites cuire à petit feu sur le réchaud de l'amour de
Dieu.
Versez ensuite un litre d'humilité. Faites cuire le tout jusqu'à
l'évaporation des mauvaises humeurs; passez à l'écumoire de
la pénitence jusqu'à l'enlèvement complet de toute écume des
défauts; laissez refroidir et servez.
Vous offrirez l'élixir de la vraie charité.
63


Testo Originale Estratto
8
PREGHIERA
uesta pagina vuole essere un «colpo d'ala», cioè una proposta e
una palestra originale: un piccolo modesto aiuto per la crescita
di chi operando nelle istituzioni e nelle iniziative di assistenza
sociale crede, spera ed ama.

Vivere è
Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli
uomini sono angeli con un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un'ala soltanto.
L'altra, la tieni nascosta:
forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me.
Insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere
non è «trascinare la vita»,
non è «strappare la vita»,
non è «rosicchiare la vita».
Vivere è abbandonarsi,
come un gabbiano, all'ebbrezza del vento.
Vivere è assaporare l'avventura della libertà.
Vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te!
Mons. Tonino Bello

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82

N U M E R I U T I L I
PRONTO INTERVENTO MEDICO
118
CARABINIERI
POLIZIA
VIGILI DEL FUOCO
SOCCORSO STRADALE ACI
SOCCORSO ALPINO

SAINT-PIERRE
Parrocchia
Priorato

UFFICI COMUNALI
Guardia medica
Biblioteca
Scuola elementare - Dir. Didattica
Scuola materna

Uffici Sanitari:
Arnese dott. Marco
Caraffa Braga dott. Ettore
Haudemand dott. Luciano
Servizio Socio Sanitario n. 3
Microcomunità anziani

Carabinieri

Servizi staccati
Idraulico Comunale
Man. Illuminazione Pubblica
Man. Cimitero

Vigili del Fuoco
903801/903820
112
Centro Sportivo Prieuré
903701
113
Museo Regionale di Scienze Naturali
903485
115
Poste Italiane
903021
116
Banca di credito coop. Gran Paradiso-Monte Bianco
(0165)23.82.22
903950
Ist. Bancario S. Paolo di Torino
903858

903015
ORARIO S. MESSE
903823
Parrocchia di St-Pierre
feriale
ore 18,30
festivo
ore 8-10

PRIORATO
903016/903036
feriale
ore 7,30
903811 (118)
prefestivo
ore 17,30
903926
festivo
ore 17,30
903813
903213
Parrocchie di Aosta
Cattedrale: prefest. ore 18;
festivo ore 7,30-11,30-18
904118
Immacolata: prefest. ore 18,30;
903907
festivo ore 8,30-10-11-18,30
903322
S. Anselmo: prefest. ore 18,15;
903825
festivo ore 8,30-11
903702
S. Croce: festivo ore 10,30-20,15
S. Orso: prefest. ore 18,30;
festivo ore 8-9,30-11-17,30
904124
S. Stefano: prefest. ore 17,30;
festivo ore 8-9-11-17,30

903547
Saint-Martin-de-Corléans:
257479
prefest. ore 18,30;
40224
festivo ore 8,30-9,45 (in francese)
-11-18,30