Bollettino Parrocchiale Saint-Pierre (AO): Natale 1997, AVIS, GMG e Vita Diocesana.
12-1997.pdfIl bollettino parrocchiale di Saint-Pierre (Diocesi d'Aoste), numero di dicembre 1997, intitolato "L'écho de nos montagnes / La voce dei campanili", offre un mix di riflessioni spirituali sul Natale, cronache comunitarie e orientamenti pastorali. Il documento copre in dettaglio le attività del volontariato locale, con ampi resoconti sulla festa annuale dell'AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue), la sua richiesta di una sede definitiva e l'inaugurazione della sede dell'Associazione Volontari del Soccorso Grand Paradis. Sono incluse cronache di pellegrinaggi, come la Giornata Mondiale della Gioventù a Parigi (agosto 1997) e la festa della Madonna delle Nevi a Cunéy. Il bollettino tratta anche temi familiari (ruolo paterno, incontri per sposi), riporta gli Orientamenti Pastorali 1997/98 diocesani, dati finanziari della Caritas e l'elenco della vita parrocchiale (battesimi, matrimoni, defunti, donazioni). Contiene anche sezioni culturali dedicate alla scrittrice Lalla Romano e si conclude con un ampio elenco di numeri utili locali.
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L'écho de nos montagnes La voce dei campanili BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE Imprimerie Valdôtaine, Aoste GIGNOD - arcate di cristallo a Buthier con vista sul Cervino e la Dent d'Hérens Joyeux Noël Paroisse de Saint-Pierre XXXVIIIme année - n° 12 - DECEMBRE 1997
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E noi? Tutto ci è permesso, tranne che rimanere neutrali. Se lo si accoglie, la vita acquisterà senso: «A quanti l'hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». Qui sta il senso del vivere, la sapienza, il sapore, il gusto. Quello che manca oggi: il gusto di vivere. Il sale nella minestra. Se Maria presenziasse oggi, ai nostri banchetti, come un giorno alle nozze di Cana, direbbe per noi, invece che «non hanno più vino»: Figlio, non hanno più sale! manca il sapore alla loro vita, perché non si accorgono di avere Dio presente e di essere stati chiamati ad «essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo». Capire questo è la vera sapienza. Facciamo nostra la preghiera dell'Apostolo «Preghiamo il Dio del Signore nostro Gesù Cristo... che ci dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della nostra mente per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità tra i santi» (cfr Ef 2, 17-18). Sia dunque il nostro un Natale di conversione piena per accogliere il Salvatore con tutto l'amore di cui è capace il nostro cuore. Sant'Agostino ci ammonisce: «La Madre lo portò nel grembo, noi portiamolo nel cuore... Cosa giova a me che Cristo sia nato una volta a Betlemme da Maria, se non nasce oggi nel mio cuore?». Questo è possibile per ciascuno. Dio è pronto a porre la sua tenda in mezzo a noi: se lo accogliamo, il peccato è per sempre vinto. La vita di figli che ci è stata data, non ci sarà tolta e noi potremo dire con verità, come san Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2,20). che località di periferia, chi abita vicino organizza la protesta. Per il verso contrario se per caso qualche persona importante abita o viene ad abi- tare a pochi metri dalla nostra casa, abbiamo piacere a farlo notare. Ma la notizia che Dio diventa nostro coinquilino non ci fa organizzare né cortei di protesta, né fuochi d'artificio per la gioia. Resta l'indifferenza, l'apatia. Riscoprire lo stupore Come fare allora a riscoprire lo stupore dell'annuncio che Dio ha posto «la sua tenda in mezzo a noi»? Queste parole ci mettono con le spalle al muro per la scelta più radicale della nostra vita: accogliere o rifiutare che Dio collochi la sua tenda in mezzo a noi. Stringi, stringi, è il vero caso serio dell'esistenza. Denunciarlo come abusivo? Far finta di niente? Oppure accoglierlo con i segni della festa? L'evangelista ci ripete con tutta forza quanto è avvenuto allora: «Venne tra la sua gente, ma i suoi non lo hanno accolto». 2 La cantoria di Saint-Pierre cerca voci nuove. Chi fosse interessato può presentarsi il venerdì alle ore 20,30 in Sala S. Carlo presso la casa parroc- chiale. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 903091 dopo le ore 20,00. Vi aspettiamo! 3
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Pellegrinaggio parrocchiale al Sacro monte di Varallo A chiusura del mese mariano un giorno di preghiera e di svago Il Sacro Monte di Varallo è il più antico e suggestivo tra tutti i Sacri Monti dell'area piemontese-lombarda. La sua origine è dovuta ad un'idea del Frate Bernardino Caimi che dopo essere stato per tanti anni in Palestina pensò di costruire in loco gli stessi luoghi Santi. Nel 1486 ottiene dal Pontefice Innocenzo VIII l'autorizzazione ad accettare i terreni donati da alcuni benefattori per costruire il convento della Madonna delle Grazie e per dare inizio all'idea. Nel 1491 è già terminata la prima cappella, quella del Santo Sepolcro, costruita a per- fetta imitazione di quella di Gerusa- lemme. L'idea di Padre Bernardino prose- gue negli anni attraverso l'impegno di altri religiosi. Oggi le Cappelle sono più di quaranta. Assai bella la Basilica costruita nel 1614 sotto gli auspici del Vescovo di Novara, Venerabile Carlo Bascapé e dedicata alla Madonna Assunta. È questa in sintesi la cronistoria della località scelta per il pellegri- naggio parrocchiale dell'8 giugno. Più di cinquanta persone accom- pagnate da don Aldo si sono recate al Sacro Monte di Varallo per una giornata di preghiera e di svago. Durante il viaggio di andata i par- tecipanti hanno recitato il Santo Rosario in preparazione alla giorna- ta che si andava vivendo. L'accoglienza al Santuario è stata calorosa e la S. Messa celebrata nella Basilica è stata vissuta dai pellegrini con intensità, partecipazione e con il pensiero rivolto a quanti, non poten- do essere presenti, si sono affidati al nostro ricordo. Prima del pranzo abbiamo potuto visitare le cappelle che sono la carat- teristica del Sacro Monte di Varallo. Grazie all'interessamento dei coniu- gi Chanoux, che proprio in questo luogo si sono sposati, abbiamo potu- to usufruire di una visita guidata e commentata. Dopo il pranzo, consumato alla Casa del Pellegrino, abbiamo ripreso la via del ritorno facendo tappa al lago di Viverone. Anche quest'anno il Pellegrinag- gio Parrocchiale è stato un'occasione per vivere assieme momenti di sva- go e di preghiera. Notizie A.V.I.S. Siamo giunti alla fine dell'an- no e, prima di esprimervi gli auguri di buone feste, vor- remmo riassumere breve- mente i momenti più significativi del periodo che si sta concludendo. Da sempre alterniamo una gita ad una festa conviviale: quest'anno è toccato alla cena sociale. È un momento dove quasi tutti i soci si ritrovano, ascoltano dai responsabili della sezione i resoconti dell'attività, si premiano i donatori che hanno raggiunto tappe importanti: que- st'anno Chioso Mario ha conseguito la croce d'oro per più di 100 dona- zioni; a Barmaverein Roberto, Belli Daniele, Savoye Osvaldo e Jordaney Simona è andata la medaglia d'oro per più di 50 donazioni; Empereur Maurizio, Gerbelle Claudio, Milliery Didier, Pailles Walter, Pellissier Wal- ter hanno conseguito la medaglia d'argento per più di 24 donazioni; Amato Amelia, Armando Corrado, Battistioli Hermes, Chioso Christian, Cianci Erik, Francesconi Enrico, Oreiller Franco, Pozzini Paola, Tar- zia Saverio, Tedesco Assunta e Vuil- len Gildo hanno ricevuto la meda- glia di bronzo per più di 16 donazio- ni; infine a Buonanno Domenico, Campese Sabrina, Metrucci Anna Rita, Neyroz Luciana e Vallet Michel è andato il diploma di benemerenza. Insieme ai nostri amici di Saint-Pier- Pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo 4 5
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ITALIANI SANGUE Premiazione alla festa dell'AVIS ITALIANI SANGUE Il tavolo della presidenza alla festa degli Avisini 6 Parla il presidente Avis re-en-Faucigny abbia- mo festeggiato la gior- nata a noi dedicata cer- cando di consolidare lo spirito di solidarietà e di serenità che ci ac- compagna da sempre. È però alla fine del- l'anno che si ha il polso dell'attività: ci appre- stiamo a concludere il '97 con un numero sia di donazioni che di do- natori più o meno sta- bile rispetto allo scorso anno. Si può fare me- glio! Basta un pizzico di buona volontà da parte di tutti. Noi ritenia- mo che a partire dal prossimo anno si potrà nuovamente intraprendere un'azione di promozione a tutti i livelli, sia tra i giovani che tra i meno giovani: una promozione che auspichiamo da tempo e che è alla base della nostra attività di volontariato. Forse fra pochi mesi l'AVIS di Saint-Pierre cambierà casa: dalle ul- time notizie la nuova sede dovrebbe diventare la vecchia scuola della Charrère, se ci sarà concessa dal- l'Amministrazione Comunale. Il for- se è scaramantico, speriamo ci porti fortuna: dopo 26 anni di attività, infatti, sarebbe giusto potersi accasa- re in modo definitivo. Questa sareb- be la terza «casa» che ci ospita, dopo la Parrocchia e la casa del sig. Lale Demoz Bruno. Salire in collina in una casetta messa a posto per l'occa- sione sarebbe di buon auspicio e buon augurio. Grazie a tutti e Buone Feste. Il Direttivo 7
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Parla il presidente Avis re-en-Faucigny abbiamo festeggiato la giornata a noi dedicata cercando di consolidare lo spirito di solidarietà e di serenità che ci accompagna da sempre. È però alla fine dell'anno che si ha il polso dell'attività: ci apprestiamo a concludere il '97 con un numero sia di donazioni che di donatori più o meno stabile rispetto allo scorso anno. Si può fare meglio! Basta un pizzico di buona volontà da parte di tutti. Noi riteniamo che a partire dal prossimo anno si potrà nuovamente intraprendere un'azione di promozione a tutti i livelli, sia tra i giovani che tra i meno giovani: una promozione che auspichiamo da tempo e che è alla base della nostra attività di volontariato. Forse fra pochi mesi l'AVIS di Saint-Pierre cambierà casa: dalle ultime notizie la nuova sede dovrebbe diventare la vecchia scuola della Charrère, se ci sarà concessa dall'Amministrazione Comunale. Il forse è scaramantico, speriamo ci porti fortuna: dopo 26 anni di attività, infatti, sarebbe giusto potersi accasare in modo definitivo. Questa sarebbe la terza «casa» che ci ospita, dopo la Parrocchia e la casa del sig. Lale Demoz Bruno. Salire in collina in una casetta messa a posto per l'occasione sarebbe di buon auspicio e buon augurio. Grazie a tutti e Buone Feste. Il Direttivo Premiazione alla festa dell'AVIS Il tavolo della presidenza alla festa degli Avisini ITALIANI SANGUE 6
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COMUNITÀ È VITA La crescita della famiglia ha un nome: la Fede Come nella fede genitori e figli possono fare una più intensa esperienza dell'Amore S empre di più nel nostro tempo e nella nostra società siamo presi dai problemi del quotidiano, dalla superficie e dall'immediatezza dell'esistere, come – dice Michel Quoist – passeggeri di un treno che non sanno dove vanno e perché corrono, né se si sveglieranno quando il treno entrerà in stazione. Riflessione, meditazione, preghiera rischia- no di diventare astrazioni, cose lontane come le galassie. Per questo il Sinodo ci richiama con forza e ci rammenta che forse l'uomo d'oggi dorme su un tesoro, un tesoro nascosto che ha sotterrato. Dobbiamo sve- gliarci, svegliare gli altri e dis- sotterrare il nostro tesoro nasco- sto, che è la fede. Il grande poeta libanese Kalil Gibran scrive: «La fede è il senso del cuore, come la vista è il senso dell'occhio». In queste parole è racchiuso un grande insegna- mento: quando pensiamo al cuore pensiamo a sentimenti come amore, gioia, tenerezza. La fede è questo. Non una cosa che si insegna, non una filosofia, ma vita, rapporto d'amore con Dio. Un rappor- to che, ricordiamoci, non nasce da noi, dal nostro impegno, ma da Dio stesso; la fede è dono dello Spirito Santo. Non a caso fin dall'inizio la parola di Gesù fu definita «Vangelo», «Buona Notizia», cioè non una serie di richie- ste di Dio, ma una serie di doni di Dio. È la famiglia il primo luogo in cui l'annuncio del Vangelo, la Buona Notizia, può essere vissuto e trasmes- so in modo spontaneo e semplice. Se i genitori creano un ambiente di fede attraverso parole, gesti, compor- tamenti, il bambino a suo modo li segue e li imita: non servono le formu- le, perché il bambino osserva i com- portamenti delle persone, non le loro idee. Solo più tardi la sua fede si arric- chirà dei contenuti della catechesi. Un momento difficile giunge quan- do i figli crescono e si affacciano alla fase dell'adolescenza: la religiosità di quest'età risulta uno dei problemi più complessi per molti genitori. Occorre allora continuare a seminare e testi- moniare, fiduciosi che, se la pianta è sana, difficilmente si perderà, e il seme gettato germoglierà un un giorno. Anche nella lettera del Papa ai bam- bini in occasione del Natale 1994 i rife- rimenti sono tutti rivolti alla famiglia, la prima e vivificante cellula da cui partire per tessere rapporti di autenti- ca umanità. La famiglia è chiamata ad essere. «Compito dei genitori infatti non è soltanto quello di generare i figli, ma anche di educarli sin dalla loro nascita». Ma se noi siamo indifferenti al cam- mino di fede dei nostri figli, oppure abbiamo relegato il trasmettere la fede solo alla celebrazione dei sacramenti, questa «fede» rischia fatalmente di finire fra le cose inutili, che non servo- no a nulla. Un poeta contemporaneo ha detto: «Gesù non lo si trova al termine dei nostri ragionamenti, ma al termine del nostro impegno». La famiglia deve riscoprire che la parola di Dio è sorgente di vita eterna che zampilla per l'eternità. Non ci è richiesto di prosciugare la sorgente, ma di dissetarci per camminare secon- do Dio! Come dissetarci? Poco, ma bene. Poco, ma con costanza. Poco, ma con concretezza. AVIS COMUNALE SANT-PIERRE VALLÉ D'AOSTA La parata dei labari avisini 8 9
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Festa degli anniversari di matrimonio a comunità parrocchiale di Saint-Pierre, domenica 29 giu- gno, in occasione del Santo Patrono, ha festeggiato, come è ormai consuetudine da qualche an- no, dodici coppie che ricordavano i 50 e i 25 anni di matrimonio. Nell'o- melia il parroco, don Aldo Rastello, ha evidenziato l'importanza del ma- trimonio e della famiglia additando i festeggiati come esempio di fedeltà e di unione sia nei momenti di gioia che nelle difficoltà della vita. Al ter- mine della funzione religiosa il moderatore del consiglio pastorale parrocchiale, Silvio Giono Calvetto, ha offerto a nome della comunità un dono alle coppie presenti. Festeggiavano le nozze d'oro: Ivo Morandi e Olga Ceranto, Salvatore Zuncheddu e Carmela Collù, Rug- gero Paillex e Adelina Gay, Paolo Glarey e Anita Touscoz; le nozze d'argento: Amato Frutaz e Carla An- tonioli, Salvatore Lazzaro e Maria Carcea, Giovanni Centoz e Piera Vauthier, Giorgio Turato e Francesca Lanaro, Enrico Pastoret e Franca Pe- doni, Sergio Ferrandoz e Franca Pal- lais, Remo Fenoil e Angela Corbet, Renato Magnin e Paola Lale-Demoz. Alla funzione religiosa è poi seguito un momento di festa che ha riunito le coppie, parenti e amici nella sala dell'asilo monsignor Centoz. Festa dei Volontari del Soccorso Benedizione dei locali per i Volontari del Soccorso D opo circa due anni e mezzo di attività, l'Associazione Volontari del Soccorso Grand Paradis, associazione costituitasi giuridicamente nel 1993 senza scopo di lucro e con l'intento di aiutare in special modo l'utenza della comunità, grazie ad una fattiva e proficua collaborazione con la Comunità Montana ed alla disponi- bilità dell'Amministrazione Comu- nale di Saint-Pierre, ha visto concre- tizzarsi, con l'inaugurazione di do- menica 15 giugno 1997, le sue più grandi aspettative: poter fruire di una propria sede operativa e poter operare con una propria ambulanza. A tutt'oggi, l'associazione conta cir- ca 60 soci, in possesso dell'attestato di Ausiliario Volontario del Soccor- so, e forma, annualmente, circa una decina di nuovi volontari, che, di complemento alla struttura pubbli- ca, prestano la loro opera nell'assi- stenza alle manifestazioni sportive, nel trasporto di pazienti che necessi- tano di cure diagnostiche e mediche specialistiche presso strutture ospe- daliere fuori valle, nonché nel servi- zio di supporto alle microcomunità per anziani presenti sul territorio valdostano. Per svolgere tale opera l'associazione fornisce un presidio della propria sede, ubicata in loc. Preille nel Comune di Saint-Pierre, nei giorni di sabato e domenica, nonché un'integrazione alla Centra- le Operativa 118 nei giorni di mar- tedì e mercoledì; per i restanti giorni della settimana la collaborazione dei volontari è comunque assiduamente richiesta. 10 11
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Ritomando alla giornata inaugu- rale, questa è iniziata alle ore 10,00 con la Santa Messa, celebrata dal parroco di Saint-Pierre don Aldo Ra- stello, alla presenza di un folto pub- blico, tra cui numerose autorità ed i rappresentanti delle Associazioni di Volontariato operanti in Valle d'Ao- sta. Successivamente sono stati be- nedetti il labaro, l'ambulanza e la sede dell'associazione, presso la quale è poi stato offerto, a tutti gli intervenuti, un rinfresco. Il Coro Nouvelle Harmony ha allietato lo svolgersi della manife- stazione. La giornata è proseguita in allegria presso il Ristorante Granta Parey di Rhêmes-Notre-Da- me, dove, commentando il cammi- no fatto dall'associazione, possia- mo riconoscere come, nonostante gli ostacoli, gli imprevisti, piccole incomprensioni ed impedimenti di varia natura, tanto lavoro è stato fatto, grandi traguardi sono stati raggiunti, grazie alla buona vo- lontà di tanti, ma soprattutto dei volontari in genere che, rimuoven- do il proprio individualismo, han- no operato per un proficuo gioco di squadra. Auspichiamo, in questo nostro cammino di crescita, di poter essere costantemente affiancati da forze nuove, sempre pronte ad aprirsi alle necessità del prossimo bisognoso, a testimoniale come l'ambiente valdo- stano sia un campo fertile nel settore del volontariato. Daniela Lale Demoz Viene benedetta l'Autoambulanza La messa per i Volontari del Soccorso 12 VOLONTARI DEL SOCCORSO MORGEX - LA SALLE PRE ST. DIDIER 1994 VOLONTARI DEL SOCCORSO VERRAVES GRAND - PARAC VALLE HA Le autorità al taglio del nastro per i locali del Volontariato 13
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Vetan: l'immagine del luogo nasce in me lontano ell'agosto di quest'anno è apparso sul «Corriere della Sera» un bellissimo articolo della scrittrice Lalla Romano, tutto dedicato a Vetan ed in partico- lare all'amore nato in lei per questo paesino meraviglioso in fondo alla vallata di Saint-Nicolas. Oramai da diversissimi anni Lalla Romano trascorre le sue vacanze estive ed invernali in Valle d'Aosta. La sua frequentazione ebbe inizio dopo la guerra e da allora cominciò una lunga storia ed una grande pas- sione per i nostri monti che oramai sono parte di lei. La passione e l'at- taccamento per questi luoghi sono cresciuti in lei con il trascorrere degli anni: ogni anno cresceva il suo lega- me nativo con il mistero della mon- tagna, ogni anno una località diver- sa: Courmayeur, Rhêmes, Valtour- nenche, Saint-Nicolas... Vetan è l'ul- tima tappa di questa lunga storia! Oramai da tre anni Lalla Romano sceglie di trascorrere a Vetan i suoi giorni di riposo, in compagnia a volte di Antonio - suo compagno - a volte di amici, e a volte anche da sola. L'incantevole paesaggio che si ammira da lassù, la pace, la tran- quillità, i luoghi alpestri che lo sovrastano le hanno ispirato nume- rosi libri. È facile incontrarla per Vetan, seduta su una panchina, o su un tronco in mezzo ad un prato, o ancora su una pietra con una penna in mano ed un foglio sulle ginoc- chia. Ama molto anche rifugiarsi a scrivere nella sala di lettura dell'Hô- tel Notre Maison, ammirando la Gri- vola attraverso un enorme finestro- ne che si apre su una lunga e spazio- sa terrazza. Questa sala deve piacerle molto, visto che trascorre qui gran parte del suo tempo: sarà forse perché è molto ampia, piena di luci e finestre, tap- pezzata su ciascuna parete di oggetti e strumenti artigianali, ma sicura- mente la cosa che le è più congeniale è il fatto che è un luogo quasi sem- pre deserto, in cui si può lavorare indisturbati, contemplando le nuvo- le e le montagne al di fuori. Prima di conoscerlo, Vetan era per lei una chiesetta bianca in alto con- tro il cielo: questo è infatti ciò che appare di Vetan a chi lo scruta dal basso. Lalla Romano ci arrivò per caso, quando un giorno, mentre si trovava sulla strada di Saint-Nico- las, decise di fare una puntatina più in alto. Oggi la scrittrice è divenuta un'as- sidua frequentatrice e amante di Vetan, tanto che la sua immagine nasce in lei anche «da lontano». Nicole e Lucia U n albergo a 1700 metri in Val d'Aosta, fra presenze concrete e figure che sopravvivono nella memoria dove la sella bianca del metafisico Ruitor appare come il simbolo del passaggio verso un altro mondo. Vetan: quel mistero oltre il ghiacciaio Il suono del nome è bello, musicale; e l'immagine del luogo nasce in me da lontano. Vetan (a 1700 metri d'altezza) fa parte del comune di Saint-Pierre, pochi chilometri dopo Aosta, in direzione del Monte Bianco. Ho spedito una volta la cartolina del posto al mio amico Giulio Bollati di Saint-Pierre: «Un saluto dal tuo antico feudo» (ma forse non era così). La passione per il complesso mondo della Valle, esplorato negli anni, è cresciuta sul mio legame nativo con il mistero della montagna. Perché dico mistero? La grandezza, o meglio l'immagine di grandezza che la montagna dà a chi la guarda, allude a qualcosa di ignoto che ci sovrasta, ma anche ci proteg- ge e forse ci ama. L'ignobile e ridicola versione «turistica» non mi tocca. La ignoro. Nel mio piccolo libro, Pralève, ho raccontato il mio rapporto profondo con Cheneil (Valtournenche) in anni lontani, quasi giovanili. Frequento Vetan da non molto tempo. Ho sostituito i miei soggiorni di alcuni anni a Courmayeur, dopo la morte di Innocenzo, mio marito. L'incanto di Vetan 14 15
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Quando ci trasferimmo a Milano, dopo la guerra, ebbe inizio la mia fre- quentazione della Valle. Una lunga storia, che ormai è dentro di me. Vetan è l'ultima tappa. nfiniti fine-settimane ho fatto con Innocenzo a Saint-Nicolas, sopra Saint-Pierre. Posteggiata la macchina, compravamo pane e fontina e olive al Commestibili (anzi Commestibile); poi andavamo, verso est (era già la strada per Vetan), fino a qual- che posto dove si potesse stare al sole su un muretto, o su uno strato di rami e foglie secche. Salendo attraverso il bosco, io prendevo a calci piccoli blocchi di neve, che rotola- vano giù; Innocenzo non approvava, ma tollerava. Avevamo poi scoperto una capanna, con terrazzino, certo usata per contenere attrezzi. Diventò nostra, nelle domeniche. Innocenzo sedeva con le spalle alla parete contro il sole; io dormivo distesa sul terrazzi- no in legno. osa era, allora, Vetan? Una piccola chiesa bianca in alto contro il cielo (infatti si apre dietro a quella chiesa la grande conca). C'eravamo andati una volta, lassù. Ero inorridita: per via delle villette. Ero molto puritana. Lo sono ancora, ma le villette scompaiono, nella vastità del giro d'orizzonte. Dalla piramide isolata, puntuta, dell'Emilius all'estrema sinistra, a quella, solenne, con i ghiacciai digradanti, della Grivola, ai ghiacciai lontani, propag- gini, del Gran Paradiso, in fondo alla valle di Rhêmes; fino al metafisico Rui- tor, simbolo per me del «passaggio all'Aldilà». Le villette, poche, non danno fastidio più delle mucche sul prato. Le montagne sono grandi, ma quassù appaiono sottomesse al cielo, infinitamente vasto come appare sul mare. Momenti cruciali possono scattare per occasioni minime. Avevamo – io e Antonio, vecchio (giovane) amico e adesso mio compagno – prenotato la cola- zione in un locale a mezza strada. A lui viene in mente di fare una puntata più in alto. Così scoprimmo la terrazza e la tavola calda di Antonella. Sono una famiglia, quelli del Ristorante Vetan. La signora Elide, molto giovanile e cuoca magnifica, è nativa di qui; il padre, del fondo valle: vecchio signore cortese, di poche parole. I figli, Antonella, ragazza sottile, bella e fine, direi aristocratica – soggiorna ogni tanto in Inghilterra – è moderna: promuove l'agriturismo. Abbiamo abitato anche noi, quando venivamo un mese d'estate, nella grande casa ristrutturata che comprende tanti piccoli appartamenti: si chiama «L'abri» (il riparo). Corrado, alto e aitante, mi fabbricò una volta con il temperino un bastone da passeggio. Adesso è «forestale» (il termine appartiene al mondo di Demonte, mio paese natale). La loro storia, di famiglia e del posto, è illustrata da grandi fotografie che occupano tutta una parete della sala da pranzo. Io mi sento «a casa», quando metto piede sulla terrazza che guarda la Gri- 16 A Vetan: alcuni anni fa vola (sì, proprio «l'alta Grivola bella» del vecchio Giosuè). E la piccola chiesa bianca che era stata una volta Vetan? Abbiamo anche soggiornato, con Antonio, vicino alla patetica «chiesetta». Non era ancora pronta la grande casa dell'Agriturismo e trovammo posto in curiosi minilocali di baite ristrutturate. Camera con balcone, in basso; e in alto, dopo una vertigi- nosa scala, un grande soggiorno con una sola finestra raggiungibile. to scrivendo dalla Sala di letture dell'Hotel Notre Maison a Vetan (ci siamo trasferiti qui, tre anni fa, quando l'hanno completato). C'è sole, ma anche vento: guardo la Grivola attraverso una grande finestra che dà su una lunga e spaziosa terrazza. È costato anni, per nascere e crescere, questo albergo un po' favoloso, massiccio, con molte dipendenze, in fondo alla gran- de conca, dove termina la strada, a 1800 metri. Ha un forte carattere, in quanto è in gran parte opera, non solo della volontà, ma anche delle mani di un artigiano scultore. Nella Sala di lettura in cui mi trovo, ci sono le prove, i documenti della passione per il lavoro artigia- nale. Per esempio una sega a mano, all'antica, appesa al muro; e vari strumenti ottocenteschi, come foratrici, pialle e banchi da falegname. Ma il più bello della sala di lettura è nel fatto che è amplissima, con varie luci e finestre, e 17
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quasi sempre deserta. Antonio ed io abbiamo qui il nostro campo di operazio- ni: di lettura e scrittura. Indisturbati, lavoriamo o contempliamo le nuvole, le montagne. Tra questo albergo e il ristorante Vetan abbiamo istituito una convi- venza: qui dormiamo, ceniamo; da Antonella, a cinquecento metri di distanza, la colazione. Dal Gran Paradiso al Cervino Vetan è la frazione più alta (1700 metri) di Saint-Pierre, località di fondo- valle a 650 metri di altitudine, situata sulla sinistra della Dora Baltea, a 8 Km da Aosta verso il Monte Bianco. Da Saint-Pierre si sale per 15 Km fino a raggiungere Vetan, pittoresco villaggio di montagna dal quale partono numerose passeggiate che raggiungono il Monte Fallère (m. 3601), con i suoi laghi e i suoi panorami: di qui lo sguardo può spaziare per 360 gradi dal Gran Paradiso al Ruitor, dal Monte Bianco al Gran Combin, dal Cervino alle estre- mità del Monte Rosa. A Saint-Pierre, posto in posizione strategica nella Valle, sorge un castello rimaneggiato verso la metà dell'Ottocento ma che esisteva già nell'undicesimo secolo, quando apparteneva alla nobile famiglia dei San Pietro, che più tardi diede prova di fedeltà ai Savoia e figurò tra i firmatari degli stati concessi agli abitanti della Valle d'Aosta dal conte Tommaso I. Oggi nel castello si trova un Museo di Scienze Naturali, mentre il vicino maniero di Sarriod de la Tour ospita una mostra di archeologia. Nella Cappella dei Peni- tenti si svolgono importanti concerti di musica classica. Nei dintorni, le colline dei Torretta sono ricoperte di vigneti dai quali si ricava un pregiato vino DOC. Sui «monti estremi» Di Vetan, di Saint-Nicolas, paese situato a 1200 metri sopra Saint-Pierre su un ripiano che domina la Valle, e degli altri luoghi alpestri che ispirano il racconto qui pubblicato, Lalla Romano aveva scritto nel libro «Nei mari estremi» (1ª edizione Mondadori, nuova edizione Einaudi 1996). Ne riportia- mo un brano, intitolato «Quattro mesi» «Qual era l'incanto di Saint-Nicolas? La strada del bosco di abeti col suo odore caldo, uno dei più buoni del mondo; ai bordi blocchi di neve gelata (era una passeggiata d'inverno) che io prendevo a calci per farli rotolare giù. Qual- che volta anche sassi, era stata una voluttà nell'infanzia. Lui non approvava ma non sgridava. L'incanto vero era dopo, nella luce: la valle, l'Emilius, la Gri- vola controluce, il profilo della Granta Parei in fondo alla valle di Rhêmes. Tutto questo però era soltanto la corte: al centro non era una vetta ma un colle, una sella. Bianca, perché è un ghiacciaio: il Ruitor. Mi è sempre apparsa come da oltrepassarsi in volo. Come colonne d'Ercole: per l'«aldilà». Contemplata infinite volte, e sempre con senso di pace. L'ho pensato per Silvia; poi sempre mi domandavo: e adesso, a chi toccherà? Era una vista però consolante, persi- no esaltante». Dal «Corriere della Sera» - Lalla Romano - 9 agosto 1997 Due giovani di Saint-Pierre a Parigi col Papa PIEMONTE - VALLE D'AOSTA XII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ LIONE - PARIGI 1997 Diario di bordo 14 agosto: ci troviamo in stazione carichi di bagagli e di aspettative; don Paolo Curtaz, uno dei nostri accompagnatori, ci consegna lo zaino del pellegrino, contenente cappellino, foulard, Vangelo e spilla. Facciamo conoscenza con i nostri compagni di viaggio (il gruppo è numeroso: 74 giovani di tutta la Valle d'Aosta!) e via: destinazione Lione. Alle 16 dopo un lungo, ma animato viag- gio, arriviamo a Lione dove siamo accolti dalla diocesi: giochi, musica e una festosa messa nella quale tutti i popoli del mondo si presentano. Verso sera veniamo divisi in gruppi di due e ospitati nelle famiglie francesi. 15 agosto: ci troviamo tutti in una scuola della campagna Lionese dove al mat- È bello far festa insieme 18 19
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Jean-Paul e Simone in Francia Alla giornata mondiale della gioventù tino, insieme alle diocesi polacche e piemontesi, assistiamo alla celebrazione di mons. Anfossi; il pomeriggio è dedicato al divertimento. 16 agosto: ci aspetta una giornata di preghiera e visita ad Ars, vicino a Lione. Finita la messa, visitiamo la città del famoso curé Jean-Marie Vianney e in seguito, stanchi per il caldo, torniamo dalle rispettive famiglie che, nel frattem- po, ci hanno preparato un succulento barbecue accompagnato da vini locali molto apprezzati. 17 agosto: è l'ultimo giorno che passiamo a Lione; è domenica e animiamo, insieme alle diocesi polacche, la messa. Alla sera ci godiamo la festa finale. 18 agosto: in mattinata, dispiaciuti di abbandonare le famiglie, ma impazienti di arrivare a Parigi, riprendiamo il nostro mitico pullman. All'arrivo veniamo ospitati in una palestra di una scuola di Evry, una diocesi posta a 30 km da Parigi: dormiamo per terra nei sacchi a pelo, ma ci sono comunque tutte le comodità necessarie grazie agli «Scouts de France» di Mongeron, che hanno prestato servizio sia di giorno che di notte! 19-20 agosto: dopo colazione ci spostiamo in cappella per recitare le lodi. Verso le 9 prendiamo il métro che ci porta a Parigi in un immenso palazzetto dello sport dove assistiamo, ogni giorno, alle catechesi e alle varie messe: siamo in 9000!! Nel pomeriggio, divisi in gruppi, visitiamo la capitale francese e le sue bellezze. 21 agosto: finalmente arriva il Papa! Nel pomeriggio, nel vasto Champ de Mars sotto la Tour Eiffel, il Santo Padre ha celebrato la messa davanti a 700 mila giovani di tutto il mondo; si sono innalzati cori e canti in tutte le lingue. 20 22 agosto: dopo la solita mattinata al palazzetto dello sport, possiamo visitare la città lungo la Senna sul bateaumouche. Alla sera, riviviamo la Via Crucis rap- presentata dai ragazzi del posto. 23 agosto: il momento chiave del pellegrinaggio. Dobbiamo lasciare la nostra ormai amata palestra di Evry per trasferirci a Longchamp do- ve, assieme al Papa, passere- mo all'aperto una veglia di preghiera. L'organizzazione, perfetta fino a quel momen- to, lascia un po' a desiderare: non troviamo una sistema- zione adeguata, il cibo non arriva e per andare in bagno code di 50 minuti!! È anche comprensibile: siamo in 1,5 milioni, tutti nelle stes- se condizioni. Alle 21,30 il Papa arriva e l'Eucaristia ha inizio: assistiamo al battesimo di 7 giovani venuti da ogni continente; la cerimonia è mozzafiato, tutti noi anche se stanchi partecipiamo a questo grande momento di preghie- ra, Longchamp si illumina piano piano grazie alle candele che ognuno tiene con sé. La giornata del 24 agosto è stata faticosa: il gran caldo ha creato parecchi pro- blemi al nostro gruppo, costringendo gli accompagnatori a farci ritornare sul pullman che ci ha riportati ad Aosta. Ci piace ricordare il nostro pellegrinaggio con questa frase: «Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare glo- ria al Tuo nome». A Parigi è proprio successo questo, lingua e colore della pelle non contavano, bastava un sorriso per conoscerci e per stare tutti uniti nella preghiera. Gli «eroici» pellegrini Jean-Paul & Simone 21
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Un papà come Dio «Non voglio essere intelligente, non voglio essere bene- ducato. Voglio essere come papà!», proclama alla mamma un fiero ometto di cinque anni.«Essere come papà» per lui è tutto. Dopo un'epoca che veniva definita quella della «società senza padre», oggi tutti gli studi di sociologia, psicologia, antropologia dimostrano il peso del ruolo paterno sull'equilibrio psicosociale dei figli. Eppure il papà è per i figli il genitore meno conosciuto. 9 umorista Erma Bombeck par- lando di suo padre ha scritto: «Quand'io ero piccola, il padre era come la luce all'in- terno del frigorifero: ogni casa li aveva, ma nessuno sapeva veramen- te che cosa facessero l'uno e l'altra una volta chiuso lo sportello». «Che gli allievi abbiano sempre sopra di loro l'occhio vigile del Direttore o degli Assistenti, che come padri amorosi parlino, servano da guida ad ogni even- to, diano consigli ed amorevolmente cor- reggano», questo il pensiero di don Bosco. Nessuno ha innate le doti di un buon padre: per diventarlo ci vogliono pazienza, applicazione e amore. E anche un certo grado di informazione. E come esempio abbiamo il più incredibile di tutti: Dio stesso. È Lui che nella Bibbia si definisce «Padre». E dimostra come si fa. Quando chiama Mosé, Dio afferma: «Ho osservato la miseria del mio popolo e ho udito il suo grido... Conosco infatti le sue soffe- 22 renze. Sono sceso per liberarlo...» (Es 3, 7-8). In questi quattro verbi troviamo le fasi di una magnifica pedagogia paterna: osservare - ascol- tare - conoscere - agire. Il tutto si può tradurre in alcune semplici conside- razioni. Per essere un buon padre occorre: • Essere se stessi e non indossare la maschera del Grande Padre. Fare il papà non è un ruolo da recitare e per questo non servono maschere. I papà perfetti, di solito, causano un sacco di guai. La gente che crede di sapere tutto può essere molto peri- colosa. Un padre non deve mettersi in competizione con i figli né diven- tare un simbolo d'irraggiungibile statura. «Come dev'essere un buon padre? Non deve essere autoritario, non deve essere permissivo, non deve essere assente ma neppure troppo presente», scrive Marcello Bernardi. «In conclusione, che cosa deve essere? Semplicissimo: se stes- so. Un uomo che rispetti gli altri ma che sia a sua volta rispettabile, un uomo che sappia amare senza pre- tendere nulla in cambio, un uomo che possegga e che cerchi di man- tenere quella co- rona della nostra specie chiamata ragione. Tutto qui. Vorrei ricordare che come la figura materna è l'inse- gna sotto la quale il bambino con- quista il mondo e la propria indi- pendenza, allo stesso modo la figura paterna è l'insegna sotto la quale il bambino scopre la famiglia. Prima aveva solo la mamma, con la quale viveva “in simbiosi”, ora ha due genitori, cioè una famiglia». • Essere presenti, interessarsi dei figli. Essere disponibili nel gioco, nella discussione, nell'ascolto. Quasi tutte le statistiche constatano che, in media, un papà trascorre meno di cinque minuti al giorno in modo autenticamente educativo con i pro- pri figli. Esistono ricerche che hanno riscontrato un nesso tra l'assenza del padre e lo scarso profitto scola- stico, il basso quoziente d'intelligen- za, la delinquenza e l'aggressività. La pedagogia divina suggerisce di osservare, ascoltare, conoscere. Os- servare è anche imparare a notare • Dare esempio di autocontrollo. Un saggio consiglio per i genitori suona così: «Ricorda: quando i tuoi figli fanno i capricci, non metterti a farne anche tu». Il controllo del pro- prio temperamento con i figli, come con gli estranei, è il primo grande esempio che si deve dare ai propri figli. Riuscire a mostrare pazienza e comprensione anche quando la ten- sione sale, serve a migliorare i rap- porti. tutti quei piccoli e grandi segnali che i ragazzi inviano continua- mente. • Dare sicurezza nelle piccole e grandi cose, per insegnare ai figli a vedere l'essenziale nei fatti positivi e 23
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negativi della vita. I figli devono poter contare sempre sul proprio papà. Deve essere lui la prima per- sona a cui si rivolgono in caso di necessità. • Insegnare l'arte di risolvere i pro- blemi: essere un padre che «alla fine» troverà una soluzione ai pro- blemi della vita. • Conquistarsi la confidenza e la stima dei figli. Un terzo dei bambini americani di quattro e cinque anni interrogati hanno detto che avrebbe- ro preferito rinunciare al papà piut- tosto che alla televisione. I papà non si devono te- nere emotiva- mente lontani i figli, ma cer- care di entra- re in sintonia con loro. Un buon padre ascolta i figli «con il cuo- re», pronun- cia spesso la frase magica: «Sono orgo- glioso di te». Può darsi che non sia del tutto orgo- glioso, ma lo diventerà presto, per- ché la frase è davvero por- tentosa. • Mostrare armonia, sti- I nostri pellegrini a Parigi 24 ma e concordanza pedagogica con la moglie davanti ai figli. Il buon papà fa fronte comune con la moglie. • Fare da bussola. La figura paterna è basilare nella costruzione della co- scienza. Soprattutto i preadolescenti hanno bisogno di indicazioni chiare e di una personalità forte a cui ap- poggiarsi nel tempo fragile e tempe- stoso dell'autoformazione. «Parlino, servano di guida ad ogni evento», afferma don Bosco. • Essere il porto accogliente per i «naufraghi della giornata» (compre- sa la moglie). Fare di qualche mo- mento particolare, la cena per esem- pio, un punto d'incontro per la fami- glia, dove si possa conversare in un clima sereno. Un buon papà sa crea- re la magia dei ricordi, attraverso i piccoli rituali dell'affetto. Perché non provare la «benedizione dei figli» tutte le sere? Si trova nel ma- nuale di preghiera per la famiglia preparato dai vescovi italiani. Una mamma che prega con i propri figli è una cosa bella, ma quasi normale. Un papà che prega con i propri figli lascerà in loro un'impronta inde- lebile. • Ringraziare i figli ogni tanto, per- ché fare il papà costringe a tirar fuo- ri il meglio da sé. Il mestiere di padre può essere utile agli uomini quanto lo è ai bambini. Nessun uo- mo potrà mai capire il significato della vita, il significato del mondo, il si- gnificato di qualsiasi cosa, finché non avrà un figlio da amare. Al- lora, l'univer- so intero mu- terà e nulla gli apparirà mai più esattamen- te come prima. E se un pa- pà vuole un termometro quasi sicuro della propria riuscita come padre, chieda alla madre dei suoi figli: «Vorresti che i nostri figli as- somigliassero a me?». A Parigi si fa festa con il Papa 25
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Lettera al parroco Caro don Aldo, sono un bambino del catechismo e ti scrivo per dirti grazie per la Messa d'inizio catechismo. Quando i miei genitori la domenica mi costringono ad andare a messa io sbuffo sempre, perché tanto so già che là mi annoio. E poi perché io devo andare e loro no? Ma la domenica della festa d'inizio catechismo non è stato così e ora ti racconto. Intanto mamma e papà sono venuti con me e poi la Messa è stata final- mente un po' movimentata e per niente noiosa. Mi è piaciuto quando all'inizio della messa i grandi erano già tutti seduti e noi bambini con te siamo entrati, sai mi sono sentito importante. Poi abbiamo portato dei doni all'altare, abbia- mo appeso al nostro cartellone dei disegni che avevamo colorato al catechi- smo, abbiamo anche cantato che a me piace tanto. E poi sai don Aldo noi bambini eravamo tantissimi, ho visto tutti i miei amici. Quello che non capisco è perché non si fa sempre la Messa così, almeno non sbufferei più la mattina e non mi annoierei stando seduto ad ascoltare la Messa che non mi piace. Volevo chiederti quando ci sarà un'altra Messa così bella, spero presto. Ciao 26 Salette, festa patronale - 5 ottobre 1997 Preghiera a N.S. della Salette Ricordati, o nostra Signora della Salette, delle lacrime che hai versato per noi sul Calvario. Ricordati anche della continua sollecitudine che hai per noi, tuo popolo, affinché nel nome di Cristo Gesù ci lasciamo riconciliare con Dio. Dopo aver fatto tanto per noi tuoi figli, Tu non puoi abbandonarci. Confortati dalla tua tenerezza, o Madre, noi ti supplichiamo, malgrado le nostre infedeltà e ingratitudini. Accogli le nostre preghiere, o Vergine Riconciliatrice, e converti i nostri cuori al tuo Figlio. Ottienici la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare anche Te con una vita dedicata alla gloria di Dio e all'amore dei nostri fratelli. Amen. Erano in tanti alla festa di apertura dei catechismi 27
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Il Vescovo consegna alla Diocesi gli Orientamenti Pastorali Gli Orientamenti pastorali 1997/98, dal titolo «Cam- minate secondo lo Spirito» (Gal 5,16), sono stati conse- gnati da Mons. Giuseppe Anfossi ai Parroci della Diocesi di Aosta in occasione della festa patronale di san Grato. Gli Orientamenti sono le indicazioni che il Vescovo - dopo aver sentito i suoi Consigli ed Uffici pastorali - offre alla comunità dioce- sana per indirizzare in modo unita- rio la vita e l'azione pastorale nel corso dell'anno. Come nei due anni precedenti la meta rimane quella di rifare il tessuto cristiano delle comu- nità ecclesiali in Valle d'Aosta, riag- gregando le persone intorno a Cristo e facendo maturare delle comunità fatte di persone adulte, attive e responsabili. Quest'anno gli Orientamenti si presentano in forma di lettera del Vescovo ai Sacerdoti, Diaconi, Reli- giose, Religiosi e Fedeli tutti della Diocesi. La lettera si apre con un interrogativo che pone subito il let- tore nella prospettiva della fede: «La domanda è una sola: "Che cosa vuole da noi il Signore Gesù, nostro fratello e unico salvatore, che cosa vuole dalla Chiesa che è in Valle d'Aosta?"». Per rispondere, guardiamoci attorno; pren- diamo in considerazione (...) i segni di speranza e le sfide che emergono dalla nostra storia presente e dalla vita della gente, e poi affidiamoci al discernimento che offre lo Spirito Santo in molti modi: con la Parola di Dio, con la grazia inte- riore che agisce nel nostro intimo e con quella che opera nell'insegnamento autorevole del Papa e dei Vescovi». ATTENTI AL CAMMINO DELLA CHIESA E DEL MONDO Il Vescovo ricorda che questo con- testo («storia presente», «vita della gente», «discernimento spiritua- le») va collocato sullo sfondo della preparazione del Giubileo indetto da Giovanni Paolo II per il duemila: il Giubileo intende portarci ad una vita cristiana più intensa e più gioio- sa. Per raggiungere questa meta, Mons. Anfossi propone innanzitutto di «coltivare uno sguardo sereno e posi- tivo sul mondo e sulla gente (...) Giudi- cando il mondo in cui siamo, non lascia- moci prendere dal negativo, non guar- diamo solo le cose che non vanno; men- tre critichiamo le falsità e le componenti disumanizzanti della cultura contempo- ranea, sforziamoci di vederne i valori positivi presenti e quelli che attendono di essere liberati: il mondo ci appaia fatto di ombre e di luci e non solo di ombre»; in secondo luogo propone di mettersi «in stato di conversione, di penitenza e di cambiamento riscoprendo il sacramento della Penitenza». Lo sguardo positivo sul presente e sul futuro e la conversione sono resi possibili dal dono di Dio per eccel- lenza, il dono dello Spirito Santo. Secondo il programma definito dal Papa nella lettera Tertio Millennio Adveniente, l'anno pastorale che ini- zia sarà proprio centrato sullo Spiri- to Santo (l'anno precedente era dedicato a Gesù Cristo e il prossimo sarà centrato sul Padre). Ed è allo Spirito che il Vescovo si affida per rileggere il cammino fatto in precedenza e soprattutto per guardare al futuro: «Se, infatti, voles- simo fare il punto della situazione - senza illusioni, ma anche senza sfiducia - dovremmo dire che è difficile fare cose nuove e anche che è già difficile fare arrivare a tutti un messaggio nuovo. Abbiamo scoperto che è difficile cambia- re e fare cose nuove anzi ciascuno di noi fa di tutto, senza volerlo, per non cam- biare. Il rischio è che tutto rimanga come prima, tante sono le resistenze che incontriamo, dovute a individualismo (lavorare sì, ma da soli), a visioni perso- nali (lavorare sì, ma senza confrontarci) e forse semplicemente ad abitudini con- solidate». Da parte del Vescovo arri- va un invito deciso: «Convertiamoci! Non riusciremo a "cambiare" e ad "aprirci" al nuovo, se non è proprio lo Spirito Santo ad operare in noi». Il per- corso è possibile e il Vescovo evi- denzia alcuni segni di speranza da lui colti personalmente, quali l'im- pegno di giovani e adulti nel volon- tariato, nella ricerca di Dio, la fedeltà quotidiana «vissuta spesso in solitudine ma a beneficio di tutti» da «sposi, vedove e vedovi, operatori pastorali, responsabili sociali e civili, (...) religiose, religiosi, sacerdoti e più precisamente parroci». ATTENZIONI PER L'ANNO 1997/98 Due le attenzioni che la comu- nità diocesana è chiamata a coltivare nel prossimo anno: comunione e formazione. «In realtà Un gruppo di nostri catechisti 28 29
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sono una cosa sola: se gli adulti sono consapevoli del Battesimo e della Cresi- ma che hanno ricevuto non possono non sentirsi parte di una “famiglia” molto grande, la Chiesa che è in Valle d'Aosta e non possono non sentire il bisogno di conoscere e sapere di più. La comunione e la formazione sono unificati dal biso- gno di diventare parte più consapevole e attiva della comunità credente». Per costruire comunione il Vescovo chiede a tutte le comunità di valorizzare i Consigli pastorali, di prestare attenzione ai bambini e ai ragazzi, di interrogarsi sulle doman- de di carità e mettere in opera inizia- tive di solidarietà. Per la formazione viene chiesto di prevedere appuntamenti di ritiro a livello parrocchiale, di riproporre l’esperienza degli Esercizi spirituali presso il Priorato di Saint-Pierre e il Foyer di Carità di Salera, di avviare una prima riflessione teologico- pastorale sul Battesimo e la Confer- mazione. Testimonianza di una volontaria A quasi due anni faccio parte dei Soci della Sezione valdostana della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori, come volontaria. Il giorno che iniziai questo servizio domiciliare, ero piuttosto tesa, mi assaliva- no mille dubbi e perplessità sulle mie capacità di affrontare emotiva- mente situazioni e problemi. Ora sono contenta della mia scelta, le difficoltà iniziali si sono dissolte presto, naturalmente è stato necessario un grande impegno di sensibilità, di disponibilità all'ascolto e alla comunicazione. Ho imparato che il malato è un grande maestro di vita, ci fa reagire den- tro, ci fa conoscere chi siamo, ci dà la misura del nostro egoismo o della nostra carità. Prego il Signore che mi dia la forza di continuare questo cammino. È molto bello e gratificante mettere a disposizione un po' del nostro tempo libero. Spesso la difficoltà sta nel fare il primo passo come sempre accade nella vita quando si cambia direzione. Ma cambiare è vivere. Fulvia Si preparano le castagne alla festa dei bimbi Patrono di Verrogne 30 31
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Attività Caritas: anno 1997 I 17 novembre u.s., nella sala S. Carlo, si è riunito il gruppo Caritas parroc- chiale. Sono state esaminate le attività svolte e si è stilato, come ogni anno, il consuntivo finanziario. Entrate 30 aprile 1997 - Offerta derivante dall'asta di S. Antonio L. 4.000.000 30 aprile 1997 - Offerta singola L. 200.000 1° novembre 1997; Festività di tutti i Santi (collette varie) L. 1.475.000 Totale entrate L. 5.675.000 Uscite Per aiuti a persone residenti a Saint-Pierre: 30 aprile 1997 L. 2.250.000 10 novembre 1997 L. 1.400.000 17 novembre 1997 L. 1.040.000 Totale uscite L. 4.690.000 La Caritas chiude con un attivo di L. 985.000 Positiva e efficace rimane la raccolta di generi alimentari di prima neces- sità e di legna da ardere. Al termine della riunione è stata ancora una volta evidenziata la generosità e la disponibilità di molte persone che, anche que- st'anno, si sono adoperate a favore dei bisognosi. Raccolta per la Caritas 32 A CENTO ANNI DALLA MORTE L'attualità del messaggio di Santa Teresa di Lisieux Il 19 ottobre di que- st'anno, Teresa di Li- sieux, la «più grande santa dei tempi mo- derni», come la definì San Pio X, è stata proclamata «Dottore della Chiesa»; è la terza donna a ricevere questo riconoscimento, dopo Caterina da Siena e Teresa d'Avila. A Parigi, durante le Giornate Mondiali della Gioventù, l'annuncio è stato dato da Giovanni Paolo Secondo. Nata il 2 gennaio 1873, ad Alençon in Francia, Francesca Teresa è la quin- ta figlia di Louis e di Azelie-Marie Martin. Entra in convento come edu- canda giovanissima, nel 1889 inizia il noviziato e alla fine del 1890 fa la pro- fessione religiosa. Sette anni dopo, il 30 settembre 1897, Teresa muore, attorniata dalle consorelle, dopo un'a- gonia durata tre giorni. Una vita breve quella di Teresa, ma densa di significati. Una religiosa che ha fatto «della piccola via, la via del- l'infanzia angelica» il programma della sua esistenza, scegliendo Gesù Bambino come fine e come modello. I suoi scritti sono molto semplici ma, allo stesso tempo, radicali: la Fede in Gesù Cristo come unico criterio di vita, l'abbandono totale al Padre, la docilità dello Spirito nell'accoglienza dell'amore misericordioso che salva. Sono suggestioni forti per l'uomo d'oggi, spesso confuso, provocato da una civiltà che il costante progresso tecnologico rende affascinante ma allo stesso tempo fragile. Teresa è una donna forte e geniale, dotata di una eccezionale maturità umana e spirituale. Nella sua autobio- grafia «Storia di un'anima», che ha scritto su ordine della Priora Madre Agnese di Gesù, Teresa fa emergere, oltre alla semplice cronaca degli avve- nimenti, un messaggio pieno di rifles- sioni spirituali, di carità fraterna, di preghiera intensa. La sua storia è «una sapienza che sgorga dall'esperienza»; Teresa nel convento evangelizza, sino a divenire, dalla sua cella solitaria, patrona delle 33
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Missioni dimostrando che il Vangelo è: «L'annuncio che irradia potente la Parola di Dio». La vita di Teresa è stata breve ma il suo messaggio, a cent'anni di distan- za, è sempre inedito e sorprendente e la «Storia di un'anima» è un libro da leggere e da tenere in casa. Il Cardinal Martini, in un recente intervento, parlando ai catecumeni nel Duomo di Milano, ha detto: «Grazie alla sua autobiografia, milioni di uomini e di donne di tutto il mondo hanno potuto conoscerla e apprender- ne il messaggio. Teresa ci dice: la san- tità è possibile, non è soltanto dei grandi uomini. L'importante è lasciar- si voler bene dal Signore, lasciare che Dio ci sia amico e ci porti nelle sue braccia». Il progetto Gemma L'iniziativa è promossa dalla Fondazione VITA NOVA, Opera del Movi- mento per la Vita, e consiste nell'offrire ad una mamma il sostegno econo- mico che le consenta di portare a termine con serenità il periodo di gesta- zione e la aiuti nel primo anno di vita del bambino. È un'idea in più da affiancare agli oltre 200 Centri di Aiuto alle maternità più contrastate. La richiesta di adozione prenatale a distanza verrà inserita nella banca dati di Progetto Gemma e immediatamente associata a uno dei tanti casi di bambini concepiti e segnalati dai CAV. Aderire a questa iniziativa significa aiutare la mamma per un periodo minimo di 18 mesi (gli ultimi 6 di gravidanza e i primi 12 di vita del bam- bino) con un contributo di almeno 300.000 lire mensili, da versare diretta- mente al CAV. Se l'impegno è troppo pesante per una persona o una famiglia, può comunque essere una bella opportunità per condividerlo con amici (parrocchiani, aderenti a associazioni o movimenti, come è più volte avvenuto nel corso di quest'anno nella nostra Diocesi). I tanti bambini che sono nati grazie a Progetto Gemma (ormai oltre 1200) sono veramente figli di un atto d'amore puro e totalmente disinteressato. VITA NOVA e CAV garantiscono infatti la massima riservatezza e l'ano- nimato sia della mamma che dell'adottante. Durante il periodo vengono fornite le notizie più importanti: la data di nascita, il nome del bambino salvato e, naturalmente, la sua fotografia. Terminati i 18 mesi, se la mamma lo acconsente e l'adottante lo desidera, è possibile continuare il rapporto indipendentemente dalla mediazione del CAV. Ottenere un'adozione prenatale a distanza è facile. Basta fare domanda a VITA NOVA - CENTRO ADOZIONE PRENATALE, via Tonezza 3 - 20147 Milano, tel. 02/48702890 - fax 02/48705429, oppure contattare il Movi- mento per la Vita di Aosta - tel. 0165/552145. Un'aiuola in nome della speranza N ell'ambito del progetto co- munitario «Horizon», dodici giovani disabili spagnoli hanno consegnato simbolica- mente, al comune di Saint-Pierre, un'aiuola allestita durante il loro sog- giorno nella nostra regione. La ceri- monia è avvenuta giovedì 10 luglio davanti al municipio della località. Erano presenti oltre al sindaco Giu- seppe Jocallaz anche il presidente della giunta Viérin e l'assessore re- gionale alla sanità Vicquéry. Nella breve permanenza in Valle d'Aosta i giovani spagnoli, oltre a preparare l'area messa a disposizio- ne dall'amministrazione comunale 34 di Saint-Pierre, hanno visitato alcu- ne riserve naturali e i sentieri attrez- zati per i portatori di handicap. Il progetto comunitario «Horizon» è promosso dall'Agenzia del lavoro della Presidenza della Giunta e coinvolge la Valle d'Aosta e l'Anda- lusia, in una serie finalizzata a favo- rire l'accesso nel mondo del lavoro delle persone svantaggiate, attra- verso un confronto delle realtà oc- cupazionali. Una bella aiuola piena di speranza per i giovani spagnoli. In una analoga iniziativa, a novem- bre, un gruppo di disabili valdosta- ni si recherà nella città di Huelva, in Andalusia. 35
Testo Originale Estratto
A Saint-Pierre: incontri per sposi Tra le varie iniziative diocesane, quest'an- no una particolare attenzione è stata rivolta alla pastorale fami- liare. Il Vescovo ha incon- trato le famiglie per la sen- sibilizzazione sui problemi di vita di coppia, alla luce della parola di Dio. È bene precisare che essendo stati incontri e non conferenze, tutto si è svolto nella massi- ma semplicità, con la possi- bilità di dialogare scam- biandosi opinioni e con momenti di preghiera, di meditazione e di riflessio- ne. Uno dei temi affrontati durante questi incontri è stato il giubileo nella fami- glia. L'anno giubilare è l'an- no della festa, della conver- sione, della gioia e del per- dono, sono infatti il perdo- no e la fedeltà alla base della spiritualità coniugale. Si è parlato inoltre dell'importanza della pre- ghiera in famiglia, come pregare, quando pregare, la preghiera nottur- na, la preghiera silenziosa, la pre- ghiera legata agli avvenimenti di lode, di ringraziamento, di richiesta, la preghiera con i bambini. Il gesto di pregare con i figli è fortemente educativo. Infine Gesù, modello di vita per gli sposi, lui stesso sposo fedele che ci aiuta a capire il mistero dell'amore di Dio. Allo scopo di aiu- tare le coppie a superare i problemi quotidiani, sono nati i gruppi fami- glia, formati da più coppie che con- frontandosi mettono in discussione la loro vita, le loro esperienze alla luce della parola di Dio. 36 Un'amica ricorda Attilia Ciao Cara Attilia Sovente non troviamo le parole per esprimere quello che vorremmo anche se avremmo vera- mente MOLTO da dire... Ecco, per te Attilia, grande, straordinaria, cara amica che, come un soffio, senza far rumo- re, senza disturbo, con discrezione ci hai lasciato, è proprio così! Mille sono i ricordi, i pensieri, gli affetti che mi legano a te. IL TUO CUORE grande, pieno di stelle, di luce, di gioia; TU, sempre così allegra, dina- mica, frizzante, non ti fermavi mai davanti a niente! Chiudo gli occhi e ti vedo qui, ora, davanti a me pronta come sempre a far fronte ad ogni situazione con sicurezza, decisione, ma anche con dolcezza e delicatezza. Faticosa, sempre per te è stata la vita, ma tu, con quel pizzico di testardag- gine... che ci vuole, non ti sei mai tirata indietro e, anche di fronte alla malat- tia, hai saputo lottare con grande forza e coraggio. Sempre hai pensato agli altri, sempre ce l'hai messa tutta per aiutare gli altri e mai hai chiesto aiuto per te! Anche allora sei riuscita ad assaporare la vita in ogni istante, anche dalle piccole cose... da quelle più semplici. Hai continuato a sperare, a vivere intensamente, con i normali «alti» e «bassi» di tutti, ma sempre con idee e progetti futuri. Faticosamente sei partita per un lungo viaggio nel «Regno dei Cieli» dopo questo breve, ma profondo cammino terreno dove, a chi ti conosceva, la TUA bontà, la TUA onestà, la TUA allegria, nonostante la tua riservatezza, non hai potuto non lasciar tra- sparire... A NESSUNO puoi essere rimasta indifferente! Anche se sei partita, in molti cuori, oggi, domani, nel pensiero continui a essere PRESENTE! 37
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Fabrizio, morto a 16 anni, in Calabria Da ormai più di 2 mesi Fabri- zio non è più fra noi. L'ab- biamo comunque voluto ricordare dedicandogli una messa celebrata il 25 settembre da don Aldo. In chiesa erano presenti molti ragazzi venuti per dare l'ulti- mo saluto ad un loro caro amico. La predica del parroco ci ha emozionati a tal punto che non abbiamo potuto trattenere le lacrime. Don Aldo ci ha ricordato che Fabrizio era un ragaz- zo molto solo, eppure sempre dispo- nibile verso il prossimo, al quale riservava sempre un sorriso e, anche se un po' scalmanato, un ragazzo pieno di dolcezza. Mi ricordo che 2 anni fa, per Nata- le, ricevetti una lettera di Fabrizio nella quale mi faceva gli auguri e mi pregava di scrivergli. Io naturalmen- te gli risposi e così da quel giorno cominciammo ad intrattenere una corrispondenza. Nelle sue lettere mi diceva che gli mancava molto la sua cara Valle d'Aosta e che sarebbe tor- nato su al più presto. Purtroppo a causa di un terri- bile incidente, non ha potuto rivedere il paesino a cui si era tanto affezionato. Comunque noi, suoi cari amici, lo ricorderemo nelle nostre preghiere e occuperà sempre un posto molto importante nei nostri cuori. Ti vogliamo bene, caro Fabrizio. Alice Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero del bollettino parrocchiale: EZIO, ANNAMARIA, ELEONORA, CARLA, LETIZIA, NICOLE, ALESSIA, IL DIRETTIVO DELL'AVIS DI SAINT-PIERRE, FLAVIANO, AMATO MAQUIGNAZ (CORRIERE DELLA VALLE D'AOSTA), FULVIA, ALICE, LUCIA, DONATA, DANIELA, SIMONE, JEAN PAUL, JOSETTE, IOLE. 38 Nuovi membri del popolo di Dio 6) Il 25 maggio battesi- mo di SACCANI GA- BRIELE di Gianluca e di Zanardi Laura. Padrini: Zanardi Giulio e Panigo- ni Isabella. 7) Il 25 maggio battesi- mo di OLIVA ERICA di Fabio e di Chanoux Egi- ziana. Padrini: Usel Aure- lio e Bochet Maria Vera. 8) Il 31 maggio battesimo di TORRIONE CARLOTTA MARIA di Stefano e di Milanese Simona. Padrini: Milanese Luca Andrea e Boson Alessandra. 9) L'8 giugno battesimo di ARMAND FEDERICA di Robert e di Benvenuto Miranda. Padrini: Durello Michel e Durello Chantal. 10) L'8 giugno battesimo di COC- CIMIGLIO FRANCESCO di Fran- cesco e di Mannarino Nella. Padrini: Mannarino Manfredo e Guzzo Rosa Maria. 11) Il 14 giugno battesimo di CHARLES PATRICK di Giorgio e di Rinaudo Paola. Padrini: Rinaudo Andrea e Rumiod Elga. 12) Il 21 giugno battesimo di DELLAVALLE ANDREA GU- GLIELMO di Pierluigi e di Spalla Alessandra. Padrini: Jacobacci Fabri- zio e Bosco Giada. 13) Il 17 luglio battesimo di DACISIO ALESSIA di Luigino e di Lancione Pia. Padrini: Filippini Loris e Frassy Annamaria. 14) Il 20 luglio battesimo di CANU MARINA CARLA di Gio- vanna. Padrini: Daroda Giuseppe e Canu Antonietta Angela. 15) Il 4 ottobre battesimo di BENECH ANDREA di Marco e di Gasparella Marisa. Padrini: Chirico Antonio e Gasparella Lucia. 16) Il 12 ottobre battesimo di BOCHET DANIEL di Davide e di Vidi Milena. Padrini: Bochet Cristia- no e Michelin Solange. 17) Il 26 ottobre battesimo di BIS- SACCO CHRISTIAN di Gianluca e di Briganti Milena. Padrini: Bissacco Mirco e Briganti Morena Ester. 18) Il 26 ottobre battesimo di PEL- LISSIER ANDRÉ di Marino e di Berthod Marialuisa. Padrini: Perru- quet Lino e Berthod Monica. 39
Testo Originale Estratto
Matrimoni 3) Il 31 maggio matrimonio tra NICOLET CLAUDIO e CLERICI NADIA. Testimoni: Follieri David, Stefani Lorena, Quaglino Fabrizio, Clerici Simona. 4) Il 7 giugno matrimonio tra GLAREY ROBERTO e THÆRI- SOD ANNA MARIA. Testimo- ni: Morandi Riccardo e Rizzotto Liliana. 5) Il 7 giugno matrimonio tra BEDE N’GUESSAN ROGER e MOYA ELISABETH. Testimo- ni: Gasparella Marisa, Jordaney Flora, Benech Marco e Letrry Giancarlo. 6) Il 22 giugno matrimonio tra LETTRY LEO ADOLFINO e PACENTI DANIELA. Testi- moni: Lubrini Giovanni, Rigol- let Nadia, Olivi Patrizia e Mor- bidelli Sandro. 7) Il 26 luglio matrimonio tra SALBITANI MARCELLO e SINICO RAFFAELLA. Testi- moni: Francescato Rino, Moran- di Sandra e Sinico Barbara. 8) Il 9 agosto matrimonio tra ESPOSITO SALVATORE e PITZA- LIS SABRINA. Testimoni: Cavaliere Luigi e Domaine Tiziana. 9) Il 30 agosto matrimonio tra PIEILLER CORRADO e CAMPESE SABRINA. Testimoni: Perron Ego e Telli Mariangela. 10) Il 6 settembre matrimonio tra MONETTI STEFANO e MARPE- 40 GAN PAOLA. Testimoni: Mona Giovanni e Apolito Angelamaria. 11) Il 13 settembre matrimonio tra ARGIRÒ GIOVANNI e FICO CARMELINA. Testimoni: Argirò Giuseppe e Fico Domenica. 12) Il 27 settembre matrimonio tra MORGANDO MARCO e STROP- PA SILVIA. Testimoni: Armanni Danilo, Ghislieri Luca Pietro, Dellea Marisa e Testa Giorgio. I nostri defunti Cristo, non hai dato una spiegazione del dolore, ma una presenza. Non sei venuto a distruggere la sofferenza, ma a soffrire con noi. Non sei venuto ad abolire la croce, ma a distenderti sopra per noi. (Paul Claudel) 20) Il 31 maggio è deceduto LUBOZ NESTORE, di anni 70. 21) Il 3 luglio è deceduta JACACCIA ATTILIA, di anni 39. 22) l'11 luglio è deceduta PAIL- LEX ESTER, di anni 88. 23) Il 14 luglio è deceduto VITTON MEA PIERINO, di anni 83. 24) Il 28 agosto è deceduto VAL GIUSEPPE FILIPPO, di anni 83. 25) Il 31 agosto è deceduta DOMAINE LUISA, di anni 38. 26) il 4 settembre è deceduta LALE DEMOZ MARIA ELISA NELIDA, di anni 93. 27) L'8 settembre è deceduto PUCCI CARMINE, di anni 37. 28) Il 6 ottobre è deceduto TOURNOUD SEVERINO, di anni 74. 29) Il primo novembre è decedu- to DEL NEGRO TORINDO, di anni 77. 30) Il 13 novembre è deceduta PIACENTINO ANTONIA, di anni 91. 41
Testo Originale Estratto
Offerte per la Chiesa e le attività parrocchiali Arnod-Del Degan; in memoria Caroli Giuseppina; Bettoni-Belli; La- le Lacroix Ernesto; in memoria Jor- daney Callisto; Cog nein-Rossan; Garin Filippo; Junod-Favre; in me- moria Luboz Nestore; in memoria Ferrandoz Gino; Pedoni-Morandi; Chabod Zella; Celesia Adolfo; Ronc Teresina; Rossan Fernanda; Monta- nari-Loro Piana; in memoria Centoz Giorgio; Fazzari; Anselmet-Fillie- troz; Lale Lacroix Luigi; Ronc-Fer- rod; Lauri-Obert; Fenoil Remo; Ger- belle Pina; in memoria Fico Antonio; Rinaudo Andrea; Sartor Dario; Lale Murix Simona; Perruquet Lino; in memoria Bochet Arnaldo; in memo- ria Paillex Ester; Paillex Romano; Morandi Sonia; Paillex Roger; in memoria Vitton Mea Pierino; Gu- glielmetti; Glarey Poldo; Savoye Osvaldo e Annette; Armand Eloi; in memoria Lale Lacroix Pacifico; Pal- lais Luigi; Battistioli; Pasquali; Ronc Tino; Lale Demoz-Chioso; in onore S. Antonio e S. Lucia; N.N.; Chap- puis Luigi; Lale Demoz Alfredo; Vuillermoz Geremia; in memoria Actis Marcella; Jordaney-Gerbaz; Jo- callaz Augusto; Dacisio Luigino; in memoria Jacaccia Attilia; Champre- tavy Silvio; Luboz Dario; Bethaz Celestino; in memoria Roberti Vera; Lazzaro Salvatore; Centoz-Vauthier; in memoria Val Giuseppe; Savoye Gorraz Albina; Puddinu-Arditu; Pellissier-Ferrandoz; Berthod-Tussi- dor; Berthod Giacomo; in memoria Villanova Fabrizio; Pieiller-Campe- se; in memoria Gerbore Noe; Jac- quin Battista; in memoria Mangoni Giovannina; in memoria Domaine Luisa; in memoria Centoz Silvio; in memoria Lale Demoz Nelida; Mor- gando-Stroppa; Clerici-Nicolet; Ron- zani Sandra; Pellissier Aldo; Frutaz Amato; Jocallaz Dina; Pozzini; Jocal- laz Franco; Jocallaz-Bonin; Rumiod Francesco; Frassy Carlo; Arnod- Campese; in memoria Tourboud Se- verino; Christille Silvano; Tonso- Persod; N.N.; N.N.; in memoria Bor- ney Giulio e Anna; N.N.; Lale Ge- rard Marcellina; Rossan Luigi; Ru- miod Donato; Vaudan-Rumiod; N.N.; Pozzini-Rumiod; Chioso Ma- rio; Corniolo; Savoye Annette; Pel- lissier-Ceccarelli-Lavit; Vauthier Ma- quignaz. Totale L. 11.880.000. Numeri utili Pronto Intervento Medico 118 Carabinieri 112 Polizia 113 Vigili del fuoco 115 Soccorso stradale ACI 116 Soccorso alpino (0165) 23.82.22 SAINT-PIERRE Parrocchia 903015 Priorato 903823 UFFICI COMUNALI Guardia medica 903016/903036 Biblioteca 903811 (118) Scuola elementare - Dir. Didattica 903926 Scuola materna 903813 903213 Uffici Sanitari: Arnese dott. Marco 904118 Caraffa Braga dott. Ettore 903907 Haudemand dott. Luciano 903322 Servizio Socio Sanitario n. 3 903825 Microcomunità anziani 903702 Carabinieri 904124 Servizi staccati Idraulico Comunale 903547 Man. Illuminazione Pubblica 257479 Man. Cimitero 40224 Vigili del Fuoco 903801/903820 Centro Sportivo Prieuré 903701 42 43
Testo Originale Estratto
Museo Regionale di Scienze Naturali 903485 Poste Italiane 903021 Banca di credito coop. Gran Paradiso-Monte Bianco 903950 Ist. Bancario S. Paolo di Torino 903858 ORARIO S. MESSE Parrocchie di St-Pierre feriale ore 18,30 festivo ore 8-10 Priorato feriale ore 7,30 prefestivo ore 17,30 festivo ore 17,30 Parrocchie di Aosta Cattedrale: prefest. ore 18; festivo ore 7,30-11,30-18 Immacolata: prefest. ore 18,30; festivo ore 8,30-10-11-18,30 S. Anselmo: prefest. ore 18,15; festivo ore 8,30-11 S. Croce: festivo ore 10,30-20,15 S. Orso: prefest. ore 18,30; festivo ore 8-9,30-11-17,30 S. Stefano: prefest. ore 17,30; festivo ore 8-9-11-17,30 St-Martin-de-Corléans: prefest. ore 18,30; festivo ore 8,30-9,45 (in francese) -11-18,30 44 Cinque agosto festa della Madonna delle Nevi Migliaia di persone ai Santuari mariani Il 5 agosto, festa della Madonna delle Nevi, ha richiamato migliaia di persone che si sono avviate verso i tanti Santuari, cappelle dedicate a Maria. Processioni di pel- legrini si sono lenta- mente incamminate lungo le valli, su per i pendii, ora in silenzio, ora ritmando i passi con le parole dell'Ave Maria o con le note di canti religiosi. È ancora il fascino misterioso di Maria, in una cornice stupenda di prati, di laghi, di monti, che attrae almeno per un giorno tanta gente. E tutti salgono, moltis- simi pregano. Nei cuori c'è un grande desiderio di pace, di amicizia, di riposo, di ricerca dell'incontro con il mistero. Il silenzio profondo, ma altrettanto carico di presenza che, senza rumore, parla di bellezza, invita a volgere lo sguardo in alto, a fermarsi a contemplare quel cielo miste- rioso che è la intimità della coscienza, per un giorno è stato rotto dal vociare gioioso, dai canti di gruppi. Per un giorno, la presenza silenziosa di Maria, che sfidando i secoli continua a farsi invito, messaggio di gioia, di fiducia, di speranza, ha interrotto il ritmo frenetico della vita di tanta gente. 45
Testo Originale Estratto
Un'occasione per ritrovare un po' di più se stessi e gli altri, la spiritualità in un tempo nel quale la quotidianità, purtroppo, implacabile, schiaccia le persone, le avvol- ge in un anonimato senza luci, riferimenti, grandi ragioni di fiducia, di speranza. Per un giorno il grande e stupendo Santuario della natura nel nome di Maria, che invita a contemplare Dio, si è popolato di gente che ha fatto una tappa piena di incontro e serenità nel faticoso cammino della vita. Madonna delle Nevi al Santuario di Cunéy Oltre un migliaio di pellegrini, che si sono ritrovati al santuario di Cunéy per incontrarsi con Maria Regina delle Nevi nel giorno a Lei dedicato. E Lei ci ha fatto trovare un tempo abbastanza favorevole dove, per tutta la giornata, sole e bianchi cirri si sono rincorsi nel cielo rega- landoci saette roventi subito tempe- rate dal broncio delle nuvole che si 46 hanno camminato per terra» e perché ha gioito e sofferto come ogni creatura umana. L'affluenza ai Sacramenti del Perdono e dell'Eucarestia è stata buona. Alla fine della Messa, si è svolta la tradizio- nale processione alla sorgen- te per la benedizione dell'ac- qua. È stato lo stesso vescovo a compiere l'antico rito della triplice immersione della croce nell'acqua a ricordo dei tre giorni trascorsi da Gesù nel sepolcro prima della sua risurrezione. Mons. Vescovo ha invitato i presenti a risco- prire con occhi da bambino il fascino della sorgente e la bellezza dell'acqua viva e pura (intanto, appena sotto, una mandria di mucche si avviava, in religioso silenzio, a placare la sua sete in quel- l'acqua limpida!). sono anche lasciate scappare qual- che lacrima. Ospite d'eccezione è stato Mons. Vescovo che si recava per la prima volta in questo Santuario. Ha presieduto la S. Messa «en plein air» e all'omelia ha ricordato che Maria non è solo sublime ma è una donna concreta anche a distan- za di 20 secoli perché «i suoi piedi 47
Testo Originale Estratto
NUMERI UTILI PRONTO INTERVENTO MEDICO CARABINIERI POLIZIA VIGILI DEL FUOCO SOCCORSO STRADALE ACI SOCCORSO ALPINO (0165) SAINT-PIERRE PARROCCHIA PRIORATO 903015 903823 UFFICI COMUNALI 903016/903036 Guardia medica Biblioteca Scuola elementare Direzione didattica Scuola materna 903811 903926 903813 903926 SERVIZI SANITARI: Caraffa Braga dott. Ettore Haudemand dr. Luciano Servizio Sociosanitario n. 3 Microcomunità anziani 903907 903322 903825 903702 SERVIZI STACCATI: Idraulico comunale Man. illuminazione pubblica Man. cimitero Vigili del fuoco Centro sportivo 903547 40224 40224 903801/903820 903701 GUARDIA MEDICA / PRONTO SOCCORSO (0165) Aosta Ospedale (centralino) Pronto Soccorso (0165) (0165) Châtillon Guardia Medica Volontari Soccorso (0166) (0166) Cogne Guardia Medica Volontari Soccorso (0165) (0165) Courmayeur Guardia Medica Pronto Soccorso Traumat. (0165) Volontari Soccorso (0165) (0165) La Thuile Guardia Medica Volontari Soccorso (0165) (0165) Morgex Guardia Medica Volontari Soccorso (0165) (0165) Nus Guardia Medica (0165) St-Vincent Guardia Medica Volontari Soccorso (0166) (0166) Verrès Guardia Medica Volontari Soccorso (0125) (0125) CARABINIERI Aosta Comando Gruppo Comando Compagnia (0165) (0165) Châtillon Comando Compagnia (0166) 118 112 113 115 116 23.82.22 3041 41400 304256 61777 62667 749107 74024 800461 844684 846320 800461 885293 800461 846320 767911 61777 929326 920888 361221 262260 61360 Cogne Courmayeur Donnas Etroubles Gressoney-Saint-Jean Morgex Nus Saint-Vincent Comando Compagnia Valpelline Nuova Caserma Verrès POLIZIA Aosta Questura (centralino) Polizia Stradale Courmayeur Polizia Stradale Polizia di Frontiera Pont-Saint-Martin Polizia Stradale Saint-Rhémy-en-Bosses Polizia di Frontiera Traforo Gran San Bernardo Colle Gran San Bernardo GUARDIA FORESTALE Aosta Arvier Aymavilles Châtillon Etroubles Morgex Nus Pont-Saint-Martin Pré-Saint-Didier Valpelline Verrès Villeneuve VIGILI DEL FUOCO Aosta Ayas Brusson Courmayeur Pont-Saint-Martin Saint-Vincent (0165) (0165) (0125) (0165) 78381/78229 (0125) (0165) 800321/809412 (0165) (0165) 767154/767934 (0166) (0165) (0125) (0165) (0165) (0165) (0125) (0165) (0165) (0165) (0165) (0125) (0166) (0165) (0165) (0125) (0165) (0125) (0165) (0125) (0165) (0125) (0165) (0125) (0166) (0336) (0125) Verrès NUMERI UTILI Guasti Enel Guasti Telecom Protezione civile Ospedale Servizio Veterinario (0165) 74026 842225 807054 355304 23711 361545/361546 869764 869737 807207 780918 780901 780948 231185/86 99018 902168 563265 78204 809754 767921 806858/59 87808 73238 921005/06 95026 44444 307628 300150 843087 806419 512223 236993 920232 44346 182 238222 3041 238770/238780 Essere buoni genitori iamo all'inizio dell'anno pastorale ed in un tempo in cui la famiglia si ritrova maggiormente riunita. Vi propongo a lettu- ra e meditazione questo Decalogo sulla famiglia! L'opera educativa comincia dal seno materno; se aspetti più tardi hai perso la corriera più importante della tua vita di genitore. Ricorda che i tuoi figli cominciano a capire assai prima di quanto tu credi e quando questo sia avvenuto non lo saprai mai. Previeni il male con la vigilanza più attenta, per non doverlo reprimere quando sarà troppo tardi; chi previene si fa amare, chi reprime si fa odiare. Non sgridare e non castigare con rabbia chi ha sbagliato, ma con- vincolo del suo errore con il ragionamento più sereno e più affet- tuoso. Non concedere tutto per esagerata tenerezza del cuore, perché chi dà i vizi li dovrà mantenere; la secchia con la corda sempre lunga sta sempre in fondo al pozzo. Non dire mai di sì quando devi dire di no; non dire mai di no quando puoi dire di sì. Nel sì e nel no i genitori siano sempre con- cordi ad ogni costo. Di fronte alle domande difficili dei tuoi figli non raccontare frottole: a lungo andare non ti crederanno; esponi la verità nel modo più conveniente, ma sii «veritiero» ad ogni costo. Meglio una verità imparata con difficoltà dai genitori che un errore imparato bene dagli amici. Non dire «Va' in chiesa», ma sempre: «Andiamo...». I tuoi figli ameranno Dio nella misura che lo amerai tu e ameranno te nella misura che ameranno Dio. Non dire: «Devi essere onesto». Da' tu l'esempio dell'onestà più cristallina, nelle parole come nelle azio- ni, e i tuoi figli si specchieranno in te. Non togliere Dio nella vita dei tuoi piccoli, perché commetterai un errore a loro danno; donando Dio ai tuoi figli, il tuo dono si ripeterà ogni giorno al di là del tuo tempo. (da «Decalogo della famiglia felice») Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82
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SAINT-PIERRE PARROCCHIA 903015 PRIORATO 903823 UFFICI COMUNALI 903016/903036 Guardia medica 903811 Biblioteca 903926 Scuola elementare 903813 Direzione didattica 903926 Scuola materna SERVIZI SANITARI: Caraffa Braga dott. Ettore 903907 Haudemand dr. Luciano 903322 Servizio Sociosanitario n. 3 903825 Microcomunità anziani 903702 SERVIZI STACCATI: Idraulico comunale 903547 Man. illuminazione pubblica 40224 Man. cimitero 40224 Vigili del fuoco 903801/903820 Centro sportivo 903701 GUARDIA MEDICA / PRONTO SOCCORSO Aosta Ospedale (centralino) (0165) 3041 Pronto Soccorso (0165) 41400 (0165) 304256 Châtillon Guardia Medica (0166) 61777 Volontari Soccorso (0166) 62667 Cogne Guardia Medica (0165) 749107 Volontari Soccorso (0165) 74024 Courmayeur Guardia Medica (0165) 800461 Pronto Soccorso Traumat. (0165) 844684 Volontari Soccorso (0165) 846320 La Thuile Guardia Medica (0165) 800461 Volontari Soccorso (0165) 885293 Morgex Guardia Medica (0165) 800461 Volontari Soccorso (0165) 846320 Nus Guardia Medica (0165) 767911 St-Vincent Guardia Medica (0166) 61777 Verrès Guardia Medica (0125) 929326 Volontari Soccorso (0125) 920888 CARABINIERI Aosta Comando Gruppo (0165) 361221 Comando Compagnia (0165) 262260 Châtillon Comando Compagnia (0166) 61360 Saint-Vincent Comando Compagnia (0166) 61360/61357 Valpelline Nuova Caserma (0165) 73209 Verrès (0125) 929010 POLIZIA Aosta Questura (centralino) (0165) 23711 Polizia Stradale (0165) 361545/361546 Courmayeur Polizia Stradale (0165) 869764 Polizia di Frontiera (0165) 869737 Pont-Saint-Martin Polizia Stradale (0125) 807207 Saint-Rhémy-en-Bosses Polizia di Frontiera (0165) 780918 Traforo Gran San Bernardo (0165) 780901 Colle Gran San Bernardo (0165) 780948 GUARDIA FORESTALE Aosta (0165) 231185/86 Arvier (0165) 99018 Aymavilles (0165) 902168 Châtillon (0166) 563265 Etroubles (0165) 78204 Morgex (0165) 809754 Nus (0165) 767921 Pont-Saint-Martin (0125) 806858/59 Pré-Saint-Didier (0165) 87808 Valpelline (0165) 73238 Verrès (0125) 921005/06 Villeneuve (0165) 95026 VIGILI DEL FUOCO Aosta (0165) 44444 Ayas (0125) 307628 Brusson (0125) 300150 Courmayeur (0165) 843087 Pont-Saint-Martin (0125) 806419 Saint-Vincent (0166) 512223 (0336) 236993 Verrès (0125) 920232 NUMERI UTILI Guasti Enel (0165) 44346 Guasti Telecom 182 Protezione civile 238222 Ospedale 3041 Servizio Veterinario 238770/238780