Bollettino Parrocchiale Saint-Pierre (AO): Natale 1997, AVIS, GMG e Vita Diocesana.

12-1997.pdf

Il bollettino parrocchiale di Saint-Pierre (Diocesi d'Aoste), numero di dicembre 1997, intitolato "L'écho de nos montagnes / La voce dei campanili", offre un mix di riflessioni spirituali sul Natale, cronache comunitarie e orientamenti pastorali. Il documento copre in dettaglio le attività del volontariato locale, con ampi resoconti sulla festa annuale dell'AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue), la sua richiesta di una sede definitiva e l'inaugurazione della sede dell'Associazione Volontari del Soccorso Grand Paradis. Sono incluse cronache di pellegrinaggi, come la Giornata Mondiale della Gioventù a Parigi (agosto 1997) e la festa della Madonna delle Nevi a Cunéy. Il bollettino tratta anche temi familiari (ruolo paterno, incontri per sposi), riporta gli Orientamenti Pastorali 1997/98 diocesani, dati finanziari della Caritas e l'elenco della vita parrocchiale (battesimi, matrimoni, defunti, donazioni). Contiene anche sezioni culturali dedicate alla scrittrice Lalla Romano e si conclude con un ampio elenco di numeri utili locali.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
L'écho de nos montagnes
La voce dei campanili
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE
Imprimerie Valdôtaine, Aoste
GIGNOD - arcate di cristallo a Buthier con vista sul Cervino e la Dent d'Hérens
Joyeux Noël
Paroisse de Saint-Pierre
XXXVIIIme année - n° 12 - DECEMBRE 1997


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre
Ha posto
la sua
tenda
in mezzo
a noi

«Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi». Questo il messaggio del Natale.
Diciamolo francamente: è un messaggio che non ci fa trasalire più, non ci coin-
volge più. Per troppa gente la notizia interessa meno che la sconfitta della squadra del
cuore.
Anche per molti cristiani, quello della coabitazione, anzi della inabitazione di Dio
tra noi, è un annuncio spento. Non ci fa reagire. Non ci raggiunge con lo stesso impat-
to umano, con cui, quasi duemila anni fa, raggiunse, stupi e mise in cammino poveri
pastori e ricchi re magi.
Don Mazzolari descrive così la disposizione d'animo di molta gente: «Per troppi,
Cristo è storia di ieri. È fuori della nostra strada e per vederlo bisogna tornare indietro.
Tornare indietro: un gesto assurdo e funereo».
Come si fa a stupirsi e a lasciarsi attrarre realmente da qualcuno che si crede non
sia vivo oggi? Resta l'indifferenza.
Se una comunità di sieropositivi si insedia tra i palazzi dei ricchi, si scatena il
rifiuto. Un centro di accoglienza per tossicodipendenti provoca reazioni per chi vi abita
accanto. Quando una famiglia di marocchini viene ad abitare in un condominio, spes-
so è tutto il palazzo che si ribella. Quando gli zingari impiantano i carrozzoni in qual-
1


Testo Originale Estratto
E noi? Tutto ci è permesso, tranne che rimanere neutrali.
Se lo si accoglie, la vita acquisterà senso: «A quanti l'hanno accolto ha dato
potere di diventare figli di Dio».
Qui sta il senso del vivere, la sapienza, il sapore, il gusto. Quello che manca oggi:
il gusto di vivere. Il sale nella minestra.
Se Maria presenziasse oggi, ai nostri banchetti, come un giorno alle nozze di
Cana, direbbe per noi, invece che «non hanno più vino»: Figlio, non hanno più sale!
manca il sapore alla loro vita, perché non si accorgono di avere Dio presente e di essere
stati chiamati ad «essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo».
Capire questo è la vera sapienza. Facciamo nostra la preghiera dell'Apostolo
«Preghiamo il Dio del Signore nostro Gesù Cristo... che ci dia uno spirito di
sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli
davvero illuminare gli occhi della nostra mente per farci comprendere a quale
speranza ci ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità tra i
santi» (cfr Ef 2, 17-18).
Sia dunque il nostro un Natale di conversione piena per accogliere il Salvatore
con tutto l'amore di cui è capace il nostro cuore. Sant'Agostino ci ammonisce: «La
Madre lo portò nel grembo, noi portiamolo nel cuore... Cosa giova a me che Cristo sia
nato una volta a Betlemme da Maria, se non nasce oggi nel mio cuore?».
Questo è possibile per ciascuno. Dio è pronto a porre la sua tenda in mezzo a noi:
se lo accogliamo, il peccato è per sempre vinto. La vita di figli che ci è stata data, non ci
sarà tolta e noi potremo dire con verità, come san Paolo: «Non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di
Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2,20).
che località di periferia, chi abita vicino organizza la protesta.
Per il verso contrario se per caso qualche persona importante abita o viene ad abi-
tare a pochi metri dalla nostra casa, abbiamo piacere a farlo notare.
Ma la notizia che Dio diventa nostro coinquilino non ci fa organizzare né cortei
di protesta, né fuochi d'artificio per la gioia. Resta l'indifferenza, l'apatia.

Riscoprire lo stupore
Come fare allora a riscoprire lo stupore dell'annuncio che Dio ha posto «la sua
tenda in mezzo a noi»?
Queste parole ci mettono con le spalle al muro per la scelta più radicale della
nostra vita: accogliere o rifiutare che Dio collochi la sua tenda in mezzo a noi. Stringi,
stringi, è il vero caso serio dell'esistenza. Denunciarlo come abusivo? Far finta di
niente? Oppure accoglierlo con i segni della festa?
L'evangelista ci ripete con tutta forza quanto è avvenuto allora: «Venne tra la
sua gente, ma i suoi non lo hanno accolto».
2
La cantoria di Saint-Pierre cerca voci nuove. Chi
fosse interessato può presentarsi il venerdì alle
ore 20,30 in Sala S. Carlo presso la casa parroc-
chiale.
Per ulteriori informazioni telefonare al numero
903091 dopo le ore 20,00. Vi aspettiamo!
3


Testo Originale Estratto
Pellegrinaggio parrocchiale
al Sacro monte di Varallo
A chiusura del mese mariano un giorno di preghiera e di svago

Il Sacro Monte di Varallo è il più antico e suggestivo tra tutti i Sacri
Monti dell'area piemontese-lombarda. La sua origine è dovuta ad
un'idea del Frate Bernardino Caimi
che dopo essere stato per tanti anni
in Palestina pensò di costruire in
loco gli stessi luoghi Santi.
Nel 1486 ottiene dal Pontefice
Innocenzo VIII l'autorizzazione ad
accettare i terreni donati da alcuni
benefattori per costruire il convento
della Madonna delle Grazie e per
dare inizio all'idea. Nel 1491 è già
terminata la prima cappella, quella
del Santo Sepolcro, costruita a per-
fetta imitazione di quella di Gerusa-
lemme.
L'idea di Padre Bernardino prose-
gue negli anni attraverso l'impegno
di altri religiosi. Oggi le Cappelle
sono più di quaranta. Assai bella la
Basilica costruita nel 1614 sotto gli
auspici del Vescovo di Novara,
Venerabile Carlo Bascapé e dedicata
alla Madonna Assunta.
È questa in sintesi la cronistoria
della località scelta per il pellegri-
naggio parrocchiale dell'8 giugno.
Più di cinquanta persone accom-
pagnate da don Aldo si sono recate
al Sacro Monte di Varallo per una
giornata di preghiera e di svago.
Durante il viaggio di andata i par-
tecipanti hanno recitato il Santo
Rosario in preparazione alla giorna-
ta che si andava vivendo.
L'accoglienza al Santuario è stata
calorosa e la S. Messa celebrata nella
Basilica è stata vissuta dai pellegrini
con intensità, partecipazione e con il
pensiero rivolto a quanti, non poten-
do essere presenti, si sono affidati al
nostro ricordo.
Prima del pranzo abbiamo potuto
visitare le cappelle che sono la carat-
teristica del Sacro Monte di Varallo.
Grazie all'interessamento dei coniu-
gi Chanoux, che proprio in questo
luogo si sono sposati, abbiamo potu-
to usufruire di una visita guidata e
commentata.
Dopo il pranzo, consumato alla
Casa del Pellegrino, abbiamo ripreso
la via del ritorno facendo tappa al
lago di Viverone.
Anche quest'anno il Pellegrinag-
gio Parrocchiale è stato un'occasione
per vivere assieme momenti di sva-
go e di preghiera.

Notizie A.V.I.S.

Siamo giunti alla fine dell'an-
no e, prima di esprimervi gli
auguri di buone feste, vor-
remmo riassumere breve-
mente i momenti più significativi
del periodo che si sta concludendo.
Da sempre alterniamo una gita ad
una festa conviviale: quest'anno è
toccato alla cena sociale. È un
momento dove quasi tutti i soci si
ritrovano, ascoltano dai responsabili
della sezione i resoconti dell'attività,
si premiano i donatori che hanno
raggiunto tappe importanti: que-
st'anno Chioso Mario ha conseguito
la croce d'oro per più di 100 dona-
zioni; a Barmaverein Roberto, Belli
Daniele, Savoye Osvaldo e Jordaney
Simona è andata la medaglia d'oro
per più di 50 donazioni; Empereur
Maurizio, Gerbelle Claudio, Milliery
Didier, Pailles Walter, Pellissier Wal-
ter hanno conseguito la medaglia
d'argento per più di 24 donazioni;
Amato Amelia, Armando Corrado,
Battistioli Hermes, Chioso Christian,
Cianci Erik, Francesconi Enrico,
Oreiller Franco, Pozzini Paola, Tar-
zia Saverio, Tedesco Assunta e Vuil-
len Gildo hanno ricevuto la meda-
glia di bronzo per più di 16 donazio-
ni; infine a Buonanno Domenico,
Campese Sabrina, Metrucci Anna
Rita, Neyroz Luciana e Vallet Michel
è andato il diploma di benemerenza.
Insieme ai nostri amici di Saint-Pier-

Pellegrinaggio al Sacro Monte di Varallo
4 5


Testo Originale Estratto
ITALIANI
SANGUE

Premiazione alla festa dell'AVIS

ITALIANI
SANGUE

Il tavolo della presidenza alla festa degli Avisini

6

Parla il presidente Avis

re-en-Faucigny abbia-
mo festeggiato la gior-
nata a noi dedicata cer-
cando di consolidare lo
spirito di solidarietà e
di serenità che ci ac-
compagna da sempre.
È però alla fine del-
l'anno che si ha il polso
dell'attività: ci appre-
stiamo a concludere il
'97 con un numero sia
di donazioni che di do-
natori più o meno sta-
bile rispetto allo scorso
anno. Si può fare me-
glio! Basta un pizzico di buona
volontà da parte di tutti. Noi ritenia-
mo che a partire dal prossimo anno
si potrà nuovamente intraprendere
un'azione di promozione a tutti i
livelli, sia tra i giovani che tra i
meno giovani: una promozione
che auspichiamo da tempo e che è
alla base della nostra attività di
volontariato.
Forse fra pochi mesi l'AVIS di
Saint-Pierre cambierà casa: dalle ul-
time notizie la nuova sede dovrebbe
diventare la vecchia scuola della

Charrère, se ci sarà concessa dal-
l'Amministrazione Comunale. Il for-
se è scaramantico, speriamo ci porti
fortuna: dopo 26 anni di attività,
infatti, sarebbe giusto potersi accasa-
re in modo definitivo. Questa sareb-
be la terza «casa» che ci ospita, dopo
la Parrocchia e la casa del sig. Lale
Demoz Bruno. Salire in collina in
una casetta messa a posto per l'occa-
sione sarebbe di buon auspicio e
buon augurio.
Grazie a tutti e Buone Feste.

Il Direttivo
7


Testo Originale Estratto
Parla il presidente Avis
re-en-Faucigny abbiamo festeggiato la giornata a noi dedicata cercando di consolidare lo spirito di solidarietà e di serenità che ci accompagna da sempre. È però alla fine dell'anno che si ha il polso dell'attività: ci apprestiamo a concludere il '97 con un numero sia di donazioni che di donatori più o meno stabile rispetto allo scorso anno. Si può fare meglio! Basta un pizzico di buona volontà da parte di tutti. Noi riteniamo che a partire dal prossimo anno si potrà nuovamente intraprendere un'azione di promozione a tutti i livelli, sia tra i giovani che tra i meno giovani: una promozione che auspichiamo da tempo e che è alla base della nostra attività di volontariato.
Forse fra pochi mesi l'AVIS di Saint-Pierre cambierà casa: dalle ultime notizie la nuova sede dovrebbe diventare la vecchia scuola della Charrère, se ci sarà concessa dall'Amministrazione Comunale. Il forse è scaramantico, speriamo ci porti fortuna: dopo 26 anni di attività, infatti, sarebbe giusto potersi accasare in modo definitivo. Questa sarebbe la terza «casa» che ci ospita, dopo la Parrocchia e la casa del sig. Lale Demoz Bruno. Salire in collina in una casetta messa a posto per l'occasione sarebbe di buon auspicio e buon augurio.
Grazie a tutti e Buone Feste.
Il Direttivo
Premiazione alla festa dell'AVIS
Il tavolo della presidenza alla festa degli Avisini
ITALIANI SANGUE
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Testo Originale Estratto
COMUNITÀ È VITA
La crescita della famiglia
ha un nome: la Fede
Come nella fede genitori e figli possono
fare una più intensa esperienza dell'Amore
S
empre di più nel nostro
tempo e nella nostra
società siamo presi dai
problemi del quotidiano,
dalla superficie e dall'immediatezza dell'esistere, come – dice
Michel Quoist – passeggeri di
un treno che non sanno dove
vanno e perché corrono, né se si
sveglieranno quando il treno
entrerà in stazione. Riflessione,
meditazione, preghiera rischia-
no di diventare astrazioni, cose
lontane come le galassie. Per
questo il Sinodo ci richiama con
forza e ci rammenta che forse
l'uomo d'oggi dorme su un
tesoro, un tesoro nascosto che
ha sotterrato. Dobbiamo sve-
gliarci, svegliare gli altri e dis-
sotterrare il nostro tesoro nasco-
sto, che è la fede. Il grande
poeta libanese Kalil Gibran scrive:
«La fede è il senso del cuore, come la
vista è il senso dell'occhio». In queste
parole è racchiuso un grande insegna-
mento: quando pensiamo al cuore
pensiamo a sentimenti come amore,
gioia, tenerezza.
La fede è questo. Non una cosa che
si insegna, non una filosofia, ma vita,
rapporto d'amore con Dio. Un rappor-
to che, ricordiamoci, non nasce da noi,
dal nostro impegno, ma da Dio stesso;
la fede è dono dello Spirito Santo.
Non a caso fin dall'inizio la parola
di Gesù fu definita «Vangelo», «Buona
Notizia», cioè non una serie di richie-
ste di Dio, ma una serie di doni di Dio.
È la famiglia il primo luogo in cui
l'annuncio del Vangelo, la Buona
Notizia, può essere vissuto e trasmes-
so in modo spontaneo e semplice.
Se i genitori creano un ambiente di
fede attraverso parole, gesti, compor-
tamenti, il bambino a suo modo li
segue e li imita: non servono le formu-
le, perché il bambino osserva i com-
portamenti delle persone, non le loro
idee. Solo più tardi la sua fede si arric-
chirà dei contenuti della catechesi.
Un momento difficile giunge quan-
do i figli crescono e si affacciano alla
fase dell'adolescenza: la religiosità di
quest'età risulta uno dei problemi più
complessi per molti genitori. Occorre
allora continuare a seminare e testi-
moniare, fiduciosi che, se la pianta è
sana, difficilmente si perderà, e il
seme gettato germoglierà un un giorno.
Anche nella lettera del Papa ai bam-
bini in occasione del Natale 1994 i rife-
rimenti sono tutti rivolti alla famiglia,
la prima e vivificante cellula da cui
partire per tessere rapporti di autenti-
ca umanità. La famiglia è chiamata ad
essere. «Compito dei genitori infatti
non è soltanto quello di generare i
figli, ma anche di educarli sin dalla
loro nascita».
Ma se noi siamo indifferenti al cam-
mino di fede dei nostri figli, oppure
abbiamo relegato il trasmettere la fede
solo alla celebrazione dei sacramenti,
questa «fede» rischia fatalmente di
finire fra le cose inutili, che non servo-
no a nulla.
Un poeta contemporaneo ha detto:
«Gesù non lo si trova al termine dei
nostri ragionamenti, ma al termine del
nostro impegno».
La famiglia deve riscoprire che la
parola di Dio è sorgente di vita eterna
che zampilla per l'eternità. Non ci è
richiesto di prosciugare la sorgente,
ma di dissetarci per camminare secon-
do Dio! Come dissetarci? Poco, ma
bene.
Poco, ma con costanza.
Poco, ma con concretezza.
AVIS COMUNALE
SANT-PIERRE
VALLÉ D'AOSTA
La parata
dei labari
avisini
8
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Testo Originale Estratto
Festa degli anniversari di matrimonio
a comunità parrocchiale di
Saint-Pierre, domenica 29 giu-
gno, in occasione del Santo
Patrono, ha festeggiato, come è
ormai consuetudine da qualche an-
no, dodici coppie che ricordavano i
50 e i 25 anni di matrimonio. Nell'o-
melia il parroco, don Aldo Rastello,
ha evidenziato l'importanza del ma-
trimonio e della famiglia additando
i festeggiati come esempio di fedeltà
e di unione sia nei momenti di gioia
che nelle difficoltà della vita. Al ter-
mine della funzione religiosa il
moderatore del consiglio pastorale
parrocchiale, Silvio Giono Calvetto,
ha offerto a nome della comunità un
dono alle coppie presenti.
Festeggiavano le nozze d'oro: Ivo
Morandi e Olga Ceranto, Salvatore
Zuncheddu e Carmela Collù, Rug-
gero Paillex e Adelina Gay, Paolo
Glarey e Anita Touscoz; le nozze
d'argento: Amato Frutaz e Carla An-
tonioli, Salvatore Lazzaro e Maria
Carcea, Giovanni Centoz e Piera
Vauthier, Giorgio Turato e Francesca
Lanaro, Enrico Pastoret e Franca Pe-
doni, Sergio Ferrandoz e Franca Pal-
lais, Remo Fenoil e Angela Corbet,
Renato Magnin e Paola Lale-Demoz.
Alla funzione religiosa è poi
seguito un momento di festa che ha
riunito le coppie, parenti e amici
nella sala dell'asilo monsignor
Centoz.

Festa dei Volontari del Soccorso

Benedizione dei locali per i Volontari del Soccorso

D
opo circa due anni e mezzo
di attività, l'Associazione
Volontari del Soccorso
Grand Paradis, associazione
costituitasi giuridicamente nel 1993
senza scopo di lucro e con l'intento
di aiutare in special modo l'utenza
della comunità, grazie ad una fattiva
e proficua collaborazione con la
Comunità Montana ed alla disponi-
bilità dell'Amministrazione Comu-
nale di Saint-Pierre, ha visto concre-
tizzarsi, con l'inaugurazione di do-
menica 15 giugno 1997, le sue più
grandi aspettative: poter fruire di
una propria sede operativa e poter
operare con una propria ambulanza.
A tutt'oggi, l'associazione conta cir-
ca 60 soci, in possesso dell'attestato
di Ausiliario Volontario del Soccor-
so, e forma, annualmente, circa una
decina di nuovi volontari, che, di
complemento alla struttura pubbli-
ca, prestano la loro opera nell'assi-
stenza alle manifestazioni sportive,
nel trasporto di pazienti che necessi-
tano di cure diagnostiche e mediche
specialistiche presso strutture ospe-
daliere fuori valle, nonché nel servi-
zio di supporto alle microcomunità
per anziani presenti sul territorio
valdostano. Per svolgere tale opera
l'associazione fornisce un presidio
della propria sede, ubicata in loc.
Preille nel Comune di Saint-Pierre,
nei giorni di sabato e domenica,
nonché un'integrazione alla Centra-
le Operativa 118 nei giorni di mar-
tedì e mercoledì; per i restanti giorni
della settimana la collaborazione dei
volontari è comunque assiduamente
richiesta.
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Testo Originale Estratto
Ritomando alla giornata inaugu-
rale, questa è iniziata alle ore 10,00
con la Santa Messa, celebrata dal
parroco di Saint-Pierre don Aldo Ra-
stello, alla presenza di un folto pub-
blico, tra cui numerose autorità ed i
rappresentanti delle Associazioni di
Volontariato operanti in Valle d'Ao-
sta. Successivamente sono stati be-
nedetti il labaro, l'ambulanza e la
sede dell'associazione, presso la
quale è poi stato offerto, a tutti gli
intervenuti, un rinfresco.
Il Coro Nouvelle Harmony ha
allietato lo svolgersi della manife-
stazione. La giornata è proseguita
in allegria presso il Ristorante
Granta Parey di Rhêmes-Notre-Da-
me, dove, commentando il cammi-
no fatto dall'associazione, possia-
mo riconoscere come, nonostante
gli ostacoli, gli imprevisti, piccole
incomprensioni ed impedimenti di
varia natura, tanto lavoro è stato
fatto, grandi traguardi sono stati
raggiunti, grazie alla buona vo-
lontà di tanti, ma soprattutto dei
volontari in genere che, rimuoven-
do il proprio individualismo, han-
no operato per un proficuo gioco di
squadra.
Auspichiamo, in questo nostro
cammino di crescita, di poter essere
costantemente affiancati da forze
nuove, sempre pronte ad aprirsi alle
necessità del prossimo bisognoso, a
testimoniale come l'ambiente valdo-
stano sia un campo fertile nel settore
del volontariato.
Daniela Lale Demoz

Viene benedetta l'Autoambulanza

La messa per i Volontari del Soccorso
12

VOLONTARI DEL
SOCCORSO
MORGEX - LA SALLE
PRE ST. DIDIER
1994

VOLONTARI DEL SOCCORSO
VERRAVES

GRAND - PARAC
VALLE HA
Le autorità al taglio del nastro per i locali del Volontariato
13


Testo Originale Estratto
Vetan: l'immagine del luogo
nasce in me lontano
ell'agosto di quest'anno è
apparso sul «Corriere della
Sera» un bellissimo articolo
della scrittrice Lalla Romano,
tutto dedicato a Vetan ed in partico-
lare all'amore nato in lei per questo
paesino meraviglioso in fondo alla
vallata di Saint-Nicolas.
Oramai da diversissimi anni Lalla
Romano trascorre le sue vacanze
estive ed invernali in Valle d'Aosta.
La sua frequentazione ebbe inizio
dopo la guerra e da allora cominciò
una lunga storia ed una grande pas-
sione per i nostri monti che oramai
sono parte di lei. La passione e l'at-
taccamento per questi luoghi sono
cresciuti in lei con il trascorrere degli
anni: ogni anno cresceva il suo lega-
me nativo con il mistero della mon-
tagna, ogni anno una località diver-
sa: Courmayeur, Rhêmes, Valtour-
nenche, Saint-Nicolas... Vetan è l'ul-
tima tappa di questa lunga storia!
Oramai da tre anni Lalla Romano
sceglie di trascorrere a Vetan i suoi
giorni di riposo, in compagnia a
volte di Antonio - suo compagno - a
volte di amici, e a volte anche da
sola.
L'incantevole paesaggio che si
ammira da lassù, la pace, la tran-
quillità, i luoghi alpestri che lo
sovrastano le hanno ispirato nume-
rosi libri. È facile incontrarla per
Vetan, seduta su una panchina, o su
un tronco in mezzo ad un prato, o
ancora su una pietra con una penna
in mano ed un foglio sulle ginoc-
chia. Ama molto anche rifugiarsi a
scrivere nella sala di lettura dell'Hô-
tel Notre Maison, ammirando la Gri-
vola attraverso un enorme finestro-
ne che si apre su una lunga e spazio-
sa terrazza.
Questa sala deve piacerle molto,
visto che trascorre qui gran parte del
suo tempo: sarà forse perché è molto
ampia, piena di luci e finestre, tap-
pezzata su ciascuna parete di oggetti
e strumenti artigianali, ma sicura-
mente la cosa che le è più congeniale
è il fatto che è un luogo quasi sem-
pre deserto, in cui si può lavorare
indisturbati, contemplando le nuvo-
le e le montagne al di fuori.
Prima di conoscerlo, Vetan era per
lei una chiesetta bianca in alto con-
tro il cielo: questo è infatti ciò che
appare di Vetan a chi lo scruta dal
basso. Lalla Romano ci arrivò per
caso, quando un giorno, mentre si
trovava sulla strada di Saint-Nico-
las, decise di fare una puntatina più
in alto.
Oggi la scrittrice è divenuta un'as-
sidua frequentatrice e amante di
Vetan, tanto che la sua immagine
nasce in lei anche «da lontano».
Nicole e Lucia
U n albergo a 1700 metri in Val d'Aosta, fra presenze concrete e
figure che sopravvivono nella memoria dove la sella bianca del
metafisico Ruitor appare come il simbolo del passaggio verso un
altro mondo.
Vetan: quel mistero oltre il ghiacciaio
Il suono del nome è bello, musicale; e l'immagine del luogo nasce in me
da lontano.
Vetan (a 1700 metri d'altezza) fa parte del comune di Saint-Pierre, pochi
chilometri dopo Aosta, in direzione del Monte Bianco.
Ho spedito una volta la cartolina del posto al mio amico Giulio Bollati di
Saint-Pierre: «Un saluto dal tuo antico feudo» (ma forse non era così).
La passione per il complesso mondo della Valle, esplorato negli anni, è
cresciuta sul mio legame nativo con il mistero della montagna. Perché dico
mistero? La grandezza, o meglio l'immagine di grandezza che la montagna dà
a chi la guarda, allude a qualcosa di ignoto che ci sovrasta, ma anche ci proteg-
ge e forse ci ama. L'ignobile e ridicola versione «turistica» non mi tocca. La
ignoro. Nel mio piccolo libro, Pralève, ho raccontato il mio rapporto profondo
con Cheneil (Valtournenche) in anni lontani, quasi giovanili.
Frequento Vetan da non molto tempo. Ho sostituito i miei soggiorni di
alcuni anni a Courmayeur, dopo la morte di Innocenzo, mio marito.
L'incanto di Vetan
14
15


Testo Originale Estratto
Quando ci trasferimmo a Milano, dopo la guerra, ebbe inizio la mia fre-
quentazione della Valle. Una lunga storia, che ormai è dentro di me. Vetan è
l'ultima tappa.
nfiniti fine-settimane ho fatto con Innocenzo a Saint-Nicolas, sopra Saint-Pierre.
Posteggiata la macchina, compravamo pane e fontina e olive al Commestibili (anzi
Commestibile); poi andavamo, verso est (era già la strada per Vetan), fino a qual-
che posto dove si potesse stare al sole su un muretto, o su uno strato di rami e foglie
secche.
Salendo attraverso il bosco, io prendevo a calci piccoli blocchi di neve, che rotola-
vano giù; Innocenzo non approvava, ma tollerava. Avevamo poi scoperto una capanna,
con terrazzino, certo usata per contenere attrezzi. Diventò nostra, nelle domeniche.
Innocenzo sedeva con le spalle alla parete contro il sole; io dormivo distesa sul terrazzi-
no in legno.
osa era, allora, Vetan? Una piccola chiesa bianca in alto contro il
cielo (infatti si apre dietro a quella chiesa la grande conca). C'eravamo
andati una volta, lassù. Ero inorridita: per via delle villette. Ero molto
puritana. Lo sono ancora, ma le villette scompaiono, nella vastità del giro
d'orizzonte.
Dalla piramide isolata, puntuta, dell'Emilius all'estrema sinistra, a quella,
solenne, con i ghiacciai digradanti, della Grivola, ai ghiacciai lontani, propag-
gini, del Gran Paradiso, in fondo alla valle di Rhêmes; fino al metafisico Rui-
tor, simbolo per me del «passaggio all'Aldilà». Le villette, poche, non danno
fastidio più delle mucche sul prato. Le montagne sono grandi, ma quassù
appaiono sottomesse al cielo, infinitamente vasto come appare sul mare.
Momenti cruciali possono scattare per occasioni minime. Avevamo – io e
Antonio, vecchio (giovane) amico e adesso mio compagno – prenotato la cola-
zione in un locale a mezza strada. A lui viene in mente di fare una puntata più
in alto. Così scoprimmo la terrazza e la tavola calda di Antonella. Sono una
famiglia, quelli del Ristorante Vetan. La signora Elide, molto giovanile e cuoca
magnifica, è nativa di qui; il padre, del fondo valle: vecchio signore cortese, di
poche parole. I figli, Antonella, ragazza sottile, bella e fine, direi aristocratica –
soggiorna ogni tanto in Inghilterra – è moderna: promuove l'agriturismo.
Abbiamo abitato anche noi, quando venivamo un mese d'estate, nella grande
casa ristrutturata che comprende tanti piccoli appartamenti: si chiama «L'abri»
(il riparo). Corrado, alto e aitante, mi fabbricò una volta con il temperino un
bastone da passeggio. Adesso è «forestale» (il termine appartiene al mondo di
Demonte, mio paese natale).
La loro storia, di famiglia e del posto, è illustrata da grandi fotografie che
occupano tutta una parete della sala da pranzo.
Io mi sento «a casa», quando metto piede sulla terrazza che guarda la Gri-
16
A Vetan: alcuni anni fa
vola (sì, proprio «l'alta Grivola bella» del vecchio Giosuè).
E la piccola chiesa bianca che era stata una volta Vetan? Abbiamo anche
soggiornato, con Antonio, vicino alla patetica «chiesetta». Non era ancora
pronta la grande casa dell'Agriturismo e trovammo posto in curiosi minilocali
di baite ristrutturate. Camera con balcone, in basso; e in alto, dopo una vertigi-
nosa scala, un grande soggiorno con una sola finestra raggiungibile.
to scrivendo dalla Sala di letture dell'Hotel Notre Maison a Vetan (ci
siamo trasferiti qui, tre anni fa, quando l'hanno completato). C'è sole, ma
anche vento: guardo la Grivola attraverso una grande finestra che dà su
una lunga e spaziosa terrazza. È costato anni, per nascere e crescere, questo
albergo un po' favoloso, massiccio, con molte dipendenze, in fondo alla gran-
de conca, dove termina la strada, a 1800 metri.
Ha un forte carattere, in quanto è in gran parte opera, non solo della
volontà, ma anche delle mani di un artigiano scultore. Nella Sala di lettura in
cui mi trovo, ci sono le prove, i documenti della passione per il lavoro artigia-
nale. Per esempio una sega a mano, all'antica, appesa al muro; e vari strumenti
ottocenteschi, come foratrici, pialle e banchi da falegname. Ma il più bello
della sala di lettura è nel fatto che è amplissima, con varie luci e finestre, e
17


Testo Originale Estratto
quasi sempre deserta. Antonio ed io abbiamo qui il nostro campo di operazio-
ni: di lettura e scrittura. Indisturbati, lavoriamo o contempliamo le nuvole, le
montagne. Tra questo albergo e il ristorante Vetan abbiamo istituito una convi-
venza: qui dormiamo, ceniamo; da Antonella, a cinquecento metri di distanza,
la colazione.

Dal Gran Paradiso al Cervino
Vetan è la frazione più alta (1700 metri) di Saint-Pierre, località di fondo-
valle a 650 metri di altitudine, situata sulla sinistra della Dora Baltea, a 8
Km da Aosta verso il Monte Bianco. Da Saint-Pierre si sale per 15 Km
fino a raggiungere Vetan, pittoresco villaggio di montagna dal quale partono
numerose passeggiate che raggiungono il Monte Fallère (m. 3601), con i suoi
laghi e i suoi panorami: di qui lo sguardo può spaziare per 360 gradi dal Gran
Paradiso al Ruitor, dal Monte Bianco al Gran Combin, dal Cervino alle estre-
mità del Monte Rosa. A Saint-Pierre, posto in posizione strategica nella Valle,
sorge un castello rimaneggiato verso la metà dell'Ottocento ma che esisteva
già nell'undicesimo secolo, quando apparteneva alla nobile famiglia dei San
Pietro, che più tardi diede prova di fedeltà ai Savoia e figurò tra i firmatari
degli stati concessi agli abitanti della Valle d'Aosta dal conte Tommaso I. Oggi
nel castello si trova un Museo di Scienze Naturali, mentre il vicino maniero di
Sarriod de la Tour ospita una mostra di archeologia. Nella Cappella dei Peni-
tenti si svolgono importanti concerti di musica classica. Nei dintorni, le colline
dei Torretta sono ricoperte di vigneti dai quali si ricava un pregiato vino DOC.

Sui «monti estremi»
Di Vetan, di Saint-Nicolas, paese situato a 1200 metri sopra Saint-Pierre su
un ripiano che domina la Valle, e degli altri luoghi alpestri che ispirano il
racconto qui pubblicato, Lalla Romano aveva scritto nel libro «Nei mari
estremi» (1ª edizione Mondadori, nuova edizione Einaudi 1996). Ne riportia-
mo un brano, intitolato «Quattro mesi»
«Qual era l'incanto di Saint-Nicolas? La strada del bosco di abeti col suo
odore caldo, uno dei più buoni del mondo; ai bordi blocchi di neve gelata (era
una passeggiata d'inverno) che io prendevo a calci per farli rotolare giù. Qual-
che volta anche sassi, era stata una voluttà nell'infanzia. Lui non approvava
ma non sgridava. L'incanto vero era dopo, nella luce: la valle, l'Emilius, la Gri-
vola controluce, il profilo della Granta Parei in fondo alla valle di Rhêmes.
Tutto questo però era soltanto la corte: al centro non era una vetta ma un colle,
una sella. Bianca, perché è un ghiacciaio: il Ruitor. Mi è sempre apparsa come
da oltrepassarsi in volo. Come colonne d'Ercole: per l'«aldilà». Contemplata
infinite volte, e sempre con senso di pace. L'ho pensato per Silvia; poi sempre
mi domandavo: e adesso, a chi toccherà? Era una vista però consolante, persi-
no esaltante».
Dal «Corriere della Sera» - Lalla Romano - 9 agosto 1997

Due giovani
di Saint-Pierre
a Parigi col Papa

PIEMONTE - VALLE D'AOSTA

XII GIORNATA
MONDIALE
DELLA
GIOVENTÙ

LIONE - PARIGI
1997

Diario di bordo
14 agosto: ci troviamo in stazione carichi di bagagli e di aspettative; don Paolo
Curtaz, uno dei nostri accompagnatori, ci consegna lo zaino del pellegrino,
contenente cappellino, foulard, Vangelo e spilla. Facciamo conoscenza con i
nostri compagni di viaggio (il gruppo è numeroso: 74 giovani di tutta la Valle
d'Aosta!) e via: destinazione Lione. Alle 16 dopo un lungo, ma animato viag-
gio, arriviamo a Lione dove siamo accolti dalla diocesi: giochi, musica e una
festosa messa nella quale tutti i popoli del mondo si presentano. Verso sera
veniamo divisi in gruppi di due e ospitati nelle famiglie francesi.

15 agosto: ci troviamo tutti in una scuola della campagna Lionese dove al mat-

È bello
far festa
insieme

18 19


Testo Originale Estratto
Jean-Paul e Simone in Francia

Alla giornata mondiale della gioventù

tino, insieme alle diocesi polacche e piemontesi, assistiamo alla celebrazione di
mons. Anfossi; il pomeriggio è dedicato al divertimento.

16 agosto: ci aspetta una giornata di preghiera e visita ad Ars, vicino a Lione.
Finita la messa, visitiamo la città del famoso curé Jean-Marie Vianney e in
seguito, stanchi per il caldo, torniamo dalle rispettive famiglie che, nel frattem-
po, ci hanno preparato un succulento barbecue accompagnato da vini locali
molto apprezzati.

17 agosto: è l'ultimo giorno che passiamo a Lione; è domenica e animiamo,
insieme alle diocesi polacche, la messa. Alla sera ci godiamo la festa finale.

18 agosto: in mattinata, dispiaciuti di abbandonare le famiglie, ma impazienti
di arrivare a Parigi, riprendiamo il nostro mitico pullman. All'arrivo veniamo
ospitati in una palestra di una scuola di Evry, una diocesi posta a 30 km da
Parigi: dormiamo per terra nei sacchi a pelo, ma ci sono comunque tutte le
comodità necessarie grazie agli «Scouts de France» di Mongeron, che hanno
prestato servizio sia di giorno che di notte!

19-20 agosto: dopo colazione ci spostiamo in cappella per recitare le lodi.
Verso le 9 prendiamo il métro che ci porta a Parigi in un immenso palazzetto
dello sport dove assistiamo, ogni giorno, alle catechesi e alle varie messe:
siamo in 9000!! Nel pomeriggio, divisi in gruppi, visitiamo la capitale francese
e le sue bellezze.

21 agosto: finalmente arriva il Papa! Nel pomeriggio, nel vasto Champ de
Mars sotto la Tour Eiffel, il Santo Padre ha celebrato la messa davanti a 700
mila giovani di tutto il mondo; si sono innalzati cori e canti in tutte le lingue.

20

22 agosto: dopo la solita
mattinata al palazzetto dello
sport, possiamo visitare la
città lungo la Senna sul
bateaumouche. Alla sera,
riviviamo la Via Crucis rap-
presentata dai ragazzi del
posto.

23 agosto: il momento chiave
del pellegrinaggio. Dobbiamo
lasciare la nostra ormai
amata palestra di Evry per
trasferirci a Longchamp do-
ve, assieme al Papa, passere-
mo all'aperto una veglia di
preghiera. L'organizzazione,
perfetta fino a quel momen-
to, lascia un po' a desiderare:
non troviamo una sistema-
zione adeguata, il cibo non
arriva e per andare in bagno
code di 50 minuti!! È anche comprensibile: siamo in 1,5 milioni, tutti nelle stes-
se condizioni. Alle 21,30 il Papa arriva e l'Eucaristia ha inizio: assistiamo al
battesimo di 7 giovani venuti da ogni continente; la cerimonia è mozzafiato,
tutti noi anche se stanchi partecipiamo a questo grande momento di preghie-
ra, Longchamp si illumina piano piano grazie alle candele che ognuno tiene
con sé.

La giornata del 24 agosto è stata faticosa: il gran caldo ha creato parecchi pro-
blemi al nostro gruppo, costringendo gli accompagnatori a farci ritornare sul
pullman che ci ha riportati ad Aosta.

Ci piace ricordare il nostro pellegrinaggio con questa frase: «Tutti i popoli
che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare glo-
ria al Tuo nome». A Parigi è proprio successo questo, lingua e colore della
pelle non contavano, bastava un sorriso per conoscerci e per stare tutti uniti
nella preghiera.

Gli «eroici» pellegrini

Jean-Paul & Simone
21


Testo Originale Estratto
Un papà come Dio

«Non voglio essere intelligente, non voglio essere bene-
ducato. Voglio essere come papà!», proclama alla
mamma un fiero ometto di cinque anni.«Essere come
papà» per lui è tutto. Dopo un'epoca che veniva definita
quella della «società senza padre», oggi tutti gli studi di
sociologia, psicologia, antropologia dimostrano il peso
del ruolo paterno sull'equilibrio psicosociale dei figli.
Eppure il papà è per i figli il genitore meno conosciuto.

9
umorista Erma Bombeck par-
lando di suo padre ha scritto:
«Quand'io ero piccola, il
padre era come la luce all'in-
terno del frigorifero: ogni casa li
aveva, ma nessuno sapeva veramen-
te che cosa facessero l'uno e l'altra
una volta chiuso lo sportello».

«Che gli allievi abbiano sempre sopra
di loro l'occhio vigile del Direttore o
degli Assistenti, che come padri amorosi
parlino, servano da guida ad ogni even-
to, diano consigli ed amorevolmente cor-
reggano», questo il pensiero di don
Bosco. Nessuno ha innate le doti di
un buon padre: per diventarlo ci
vogliono pazienza, applicazione e
amore. E anche un certo grado di
informazione. E come esempio
abbiamo il più incredibile di tutti:
Dio stesso. È Lui che nella Bibbia si
definisce «Padre». E dimostra come
si fa. Quando chiama Mosé, Dio
afferma: «Ho osservato la miseria
del mio popolo e ho udito il suo
grido... Conosco infatti le sue soffe-
22

renze. Sono sceso per liberarlo...»
(Es 3, 7-8). In questi quattro verbi
troviamo le fasi di una magnifica
pedagogia paterna: osservare - ascol-
tare - conoscere - agire. Il tutto si può
tradurre in alcune semplici conside-
razioni. Per essere un buon padre
occorre:

• Essere se stessi e non indossare la
maschera del Grande Padre. Fare il
papà non è un ruolo da recitare e
per questo non servono maschere. I
papà perfetti, di solito, causano un
sacco di guai. La gente che crede di
sapere tutto può essere molto peri-
colosa. Un padre non deve mettersi
in competizione con i figli né diven-
tare un simbolo d'irraggiungibile
statura. «Come dev'essere un buon
padre? Non deve essere autoritario,
non deve essere permissivo, non
deve essere assente ma neppure
troppo presente», scrive Marcello
Bernardi. «In conclusione, che cosa
deve essere? Semplicissimo: se stes-
so. Un uomo che rispetti gli altri ma
che sia a sua volta rispettabile, un

uomo che sappia
amare senza pre-
tendere nulla in
cambio, un uomo
che possegga e
che cerchi di man-
tenere quella co-
rona della nostra
specie chiamata
ragione. Tutto qui.
Vorrei ricordare
che come la figura
materna è l'inse-
gna sotto la quale
il bambino con-
quista il mondo e
la propria indi-
pendenza, allo
stesso modo la
figura paterna è
l'insegna sotto la
quale il bambino
scopre la famiglia.
Prima aveva solo
la mamma, con la quale viveva “in
simbiosi”, ora ha due genitori, cioè
una famiglia».

• Essere presenti, interessarsi dei
figli. Essere disponibili nel gioco,
nella discussione, nell'ascolto. Quasi
tutte le statistiche constatano che, in
media, un papà trascorre meno di
cinque minuti al giorno in modo
autenticamente educativo con i pro-
pri figli. Esistono ricerche che hanno
riscontrato un nesso tra l'assenza
del padre e lo scarso profitto scola-
stico, il basso quoziente d'intelligen-
za, la delinquenza e l'aggressività.
La pedagogia divina suggerisce di
osservare, ascoltare, conoscere. Os-
servare è anche imparare a notare

• Dare esempio di autocontrollo.
Un saggio consiglio per i genitori
suona così: «Ricorda: quando i tuoi
figli fanno i capricci, non metterti a
farne anche tu». Il controllo del pro-
prio temperamento con i figli, come
con gli estranei, è il primo grande
esempio che si deve dare ai propri
figli. Riuscire a mostrare pazienza e
comprensione anche quando la ten-
sione sale, serve a migliorare i rap-
porti.

tutti quei piccoli e grandi segnali
che i ragazzi inviano continua-
mente.

• Dare sicurezza nelle piccole e
grandi cose, per insegnare ai figli a
vedere l'essenziale nei fatti positivi e
23


Testo Originale Estratto
negativi della vita. I figli devono
poter contare sempre sul proprio
papà. Deve essere lui la prima per-
sona a cui si rivolgono in caso di
necessità.

• Insegnare l'arte di risolvere i pro-
blemi: essere un padre che «alla
fine» troverà una soluzione ai pro-
blemi della vita.

• Conquistarsi la confidenza e la
stima dei figli. Un terzo dei bambini
americani di quattro e cinque anni
interrogati hanno detto che avrebbe-
ro preferito rinunciare al papà piut-
tosto che alla televisione. I papà non
si devono te-
nere emotiva-
mente lontani
i figli, ma cer-
care di entra-
re in sintonia
con loro. Un
buon padre
ascolta i figli
«con il cuo-
re», pronun-
cia spesso la
frase magica:
«Sono orgo-
glioso di te».
Può darsi che
non sia del
tutto orgo-
glioso, ma lo
diventerà
presto, per-
ché la frase è
davvero por-
tentosa.

• Mostrare
armonia, sti-

I nostri pellegrini a Parigi

24

ma e concordanza pedagogica con
la moglie davanti ai figli. Il buon
papà fa fronte comune con la
moglie.

• Fare da bussola. La figura paterna
è basilare nella costruzione della co-
scienza. Soprattutto i preadolescenti
hanno bisogno di indicazioni chiare
e di una personalità forte a cui ap-
poggiarsi nel tempo fragile e tempe-
stoso dell'autoformazione. «Parlino,
servano di guida ad ogni evento»,
afferma don Bosco.

• Essere il porto accogliente per i
«naufraghi della giornata» (compre-

sa la moglie). Fare di qualche mo-
mento particolare, la cena per esem-
pio, un punto d'incontro per la fami-
glia, dove si possa conversare in un
clima sereno. Un buon papà sa crea-
re la magia dei ricordi, attraverso i
piccoli rituali dell'affetto. Perché
non provare la «benedizione dei
figli» tutte le sere? Si trova nel ma-
nuale di preghiera per la famiglia
preparato dai vescovi italiani. Una

mamma che prega con i propri figli
è una cosa bella, ma quasi normale.
Un papà che prega con i propri figli
lascerà in loro un'impronta inde-
lebile.

• Ringraziare i figli ogni tanto, per-
ché fare il papà costringe a tirar fuo-
ri il meglio da sé. Il mestiere di
padre può essere utile agli uomini
quanto lo è ai bambini. Nessun uo-
mo potrà mai capire il significato
della vita, il
significato del
mondo, il si-
gnificato di
qualsiasi cosa,
finché non
avrà un figlio
da amare. Al-
lora, l'univer-
so intero mu-
terà e nulla gli
apparirà mai
più esattamen-
te come prima.

E se un pa-
pà vuole un
termometro
quasi sicuro
della propria
riuscita come
padre, chieda
alla madre dei
suoi figli:
«Vorresti che i
nostri figli as-
somigliassero
a me?».

A Parigi si fa festa con il Papa

25


Testo Originale Estratto
Lettera al parroco

Caro don Aldo,
sono un bambino del catechismo e ti scrivo per dirti grazie per la Messa
d'inizio catechismo. Quando i miei genitori la domenica mi costringono ad
andare a messa io sbuffo sempre, perché tanto so già che là mi annoio. E poi
perché io devo andare e loro no?
Ma la domenica della festa d'inizio catechismo non è stato così e ora ti
racconto.
Intanto mamma e papà sono venuti con me e poi la Messa è stata final-
mente un po' movimentata e per niente noiosa. Mi è piaciuto quando all'inizio
della messa i grandi erano già tutti seduti e noi bambini con te siamo entrati,
sai mi sono sentito importante. Poi abbiamo portato dei doni all'altare, abbia-
mo appeso al nostro cartellone dei disegni che avevamo colorato al catechi-
smo, abbiamo anche cantato che a me piace tanto.
E poi sai don Aldo noi bambini eravamo tantissimi, ho visto tutti i miei
amici.
Quello che non capisco è perché non si fa sempre la Messa così, almeno
non sbufferei più la mattina e non mi annoierei stando seduto ad ascoltare la
Messa che non mi piace. Volevo chiederti quando ci sarà un'altra Messa così
bella, spero presto.
Ciao

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Salette, festa patronale - 5 ottobre 1997

Preghiera a N.S. della Salette
Ricordati,
o nostra Signora della Salette,
delle lacrime che hai versato
per noi sul Calvario.
Ricordati anche
della continua sollecitudine
che hai per noi, tuo popolo,
affinché nel nome di Cristo Gesù
ci lasciamo riconciliare con Dio.
Dopo aver fatto tanto per noi tuoi figli,
Tu non puoi abbandonarci.
Confortati dalla tua tenerezza,
o Madre, noi ti supplichiamo,
malgrado le nostre infedeltà
e ingratitudini.
Accogli le nostre preghiere,
o Vergine Riconciliatrice,
e converti i nostri cuori al tuo Figlio.
Ottienici la grazia
di amare Gesù sopra ogni cosa
e di consolare anche Te
con una vita dedicata alla gloria di Dio
e all'amore dei nostri fratelli.

Amen.

Erano
in tanti
alla festa
di apertura
dei
catechismi

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Testo Originale Estratto
Il Vescovo consegna alla Diocesi
gli Orientamenti Pastorali
Gli Orientamenti pastorali
1997/98, dal titolo «Cam-
minate secondo lo Spirito»
(Gal 5,16), sono stati conse-
gnati da Mons. Giuseppe Anfossi ai
Parroci della Diocesi di Aosta in
occasione della festa patronale di
san Grato. Gli Orientamenti sono le
indicazioni che il Vescovo - dopo
aver sentito i suoi Consigli ed Uffici
pastorali - offre alla comunità dioce-
sana per indirizzare in modo unita-
rio la vita e l'azione pastorale nel
corso dell'anno. Come nei due anni
precedenti la meta rimane quella di
rifare il tessuto cristiano delle comu-
nità ecclesiali in Valle d'Aosta, riag-
gregando le persone intorno a Cristo
e facendo maturare delle comunità
fatte di persone adulte, attive e
responsabili.
Quest'anno gli Orientamenti si
presentano in forma di lettera del
Vescovo ai Sacerdoti, Diaconi, Reli-
giose, Religiosi e Fedeli tutti della
Diocesi. La lettera si apre con un
interrogativo che pone subito il let-
tore nella prospettiva della fede: «La
domanda è una sola: "Che cosa vuole da
noi il Signore Gesù, nostro fratello e
unico salvatore, che cosa vuole dalla
Chiesa che è in Valle d'Aosta?"». Per
rispondere, guardiamoci attorno; pren-
diamo in considerazione (...) i segni di
speranza e le sfide che emergono dalla
nostra storia presente e dalla vita della
gente, e poi affidiamoci al discernimento
che offre lo Spirito Santo in molti modi:
con la Parola di Dio, con la grazia inte-
riore che agisce nel nostro intimo e con
quella che opera nell'insegnamento
autorevole del Papa e dei Vescovi».
ATTENTI AL CAMMINO DELLA
CHIESA E DEL MONDO
Il Vescovo ricorda che questo con-
testo («storia presente», «vita della
gente», «discernimento spiritua-
le») va collocato sullo sfondo della
preparazione del Giubileo indetto
da Giovanni Paolo II per il duemila:
il Giubileo intende portarci ad una
vita cristiana più intensa e più gioio-
sa. Per raggiungere questa meta,
Mons. Anfossi propone innanzitutto
di «coltivare uno sguardo sereno e posi-
tivo sul mondo e sulla gente (...) Giudi-
cando il mondo in cui siamo, non lascia-
moci prendere dal negativo, non guar-
diamo solo le cose che non vanno; men-
tre critichiamo le falsità e le componenti
disumanizzanti della cultura contempo-
ranea, sforziamoci di vederne i valori
positivi presenti e quelli che attendono
di essere liberati: il mondo ci appaia
fatto di ombre e di luci e non solo di
ombre»; in secondo luogo propone di
mettersi «in stato di conversione, di
penitenza e di cambiamento riscoprendo
il sacramento della Penitenza».
Lo sguardo positivo sul presente e
sul futuro e la conversione sono resi
possibili dal dono di Dio per eccel-
lenza, il dono dello Spirito Santo.
Secondo il programma definito dal
Papa nella lettera Tertio Millennio
Adveniente, l'anno pastorale che ini-
zia sarà proprio centrato sullo Spiri-
to Santo (l'anno precedente era
dedicato a Gesù Cristo e il prossimo
sarà centrato sul Padre).
Ed è allo Spirito che il Vescovo si
affida per rileggere il cammino fatto
in precedenza e soprattutto per
guardare al futuro: «Se, infatti, voles-
simo fare il punto della situazione -
senza illusioni, ma anche senza sfiducia
- dovremmo dire che è difficile fare cose
nuove e anche che è già difficile fare
arrivare a tutti un messaggio nuovo.
Abbiamo scoperto che è difficile cambia-
re e fare cose nuove anzi ciascuno di noi
fa di tutto, senza volerlo, per non cam-
biare. Il rischio è che tutto rimanga
come prima, tante sono le resistenze che
incontriamo, dovute a individualismo
(lavorare sì, ma da soli), a visioni perso-
nali (lavorare sì, ma senza confrontarci)
e forse semplicemente ad abitudini con-
solidate». Da parte del Vescovo arri-
va un invito deciso: «Convertiamoci!
Non riusciremo a "cambiare" e ad
"aprirci" al nuovo, se non è proprio lo
Spirito Santo ad operare in noi». Il per-
corso è possibile e il Vescovo evi-
denzia alcuni segni di speranza da
lui colti personalmente, quali l'im-
pegno di giovani e adulti nel volon-
tariato, nella ricerca di Dio, la
fedeltà quotidiana «vissuta spesso in
solitudine ma a beneficio di tutti» da
«sposi, vedove e vedovi, operatori
pastorali, responsabili sociali e civili,
(...) religiose, religiosi, sacerdoti e
più precisamente parroci».
ATTENZIONI
PER L'ANNO 1997/98
Due le attenzioni che la comu-
nità diocesana è chiamata a
coltivare nel prossimo anno:
comunione e formazione. «In realtà
Un gruppo
di nostri
catechisti
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29


Testo Originale Estratto
sono una cosa sola: se gli adulti sono
consapevoli del Battesimo e della Cresi-
ma che hanno ricevuto non possono non
sentirsi parte di una “famiglia” molto
grande, la Chiesa che è in Valle d'Aosta
e non possono non sentire il bisogno di
conoscere e sapere di più. La comunione
e la formazione sono unificati dal biso-
gno di diventare parte più consapevole e
attiva della comunità credente».
Per costruire comunione il Vescovo
chiede a tutte le comunità di
valorizzare i Consigli pastorali, di
prestare attenzione ai bambini e ai
ragazzi, di interrogarsi sulle doman-
de di carità e mettere in opera inizia-
tive di solidarietà.
Per la formazione viene chiesto di
prevedere appuntamenti di ritiro a
livello parrocchiale, di riproporre
l’esperienza degli Esercizi spirituali
presso il Priorato di Saint-Pierre e il
Foyer di Carità di Salera, di avviare
una prima riflessione teologico-
pastorale sul Battesimo e la Confer-
mazione.
Testimonianza di una volontaria
A quasi due anni faccio parte dei Soci della Sezione valdostana della
Lega Italiana per la lotta contro i Tumori, come volontaria. Il giorno
che iniziai questo servizio domiciliare, ero piuttosto tesa, mi assaliva-
no mille dubbi e perplessità sulle mie capacità di affrontare emotiva-
mente situazioni e problemi. Ora sono contenta della mia scelta, le difficoltà
iniziali si sono dissolte presto, naturalmente è stato necessario un grande
impegno di sensibilità, di disponibilità all'ascolto e alla comunicazione.
Ho imparato che il malato è un grande maestro di vita, ci fa reagire den-
tro, ci fa conoscere chi siamo, ci dà la misura del nostro egoismo o della nostra
carità.
Prego il Signore che mi dia la forza di continuare questo cammino.
È molto bello e gratificante mettere a disposizione un po' del nostro
tempo libero.
Spesso la difficoltà sta nel fare il primo passo come sempre accade nella
vita quando si cambia direzione. Ma cambiare è vivere.
Fulvia
Si preparano le castagne alla festa dei bimbi
Patrono di Verrogne
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Testo Originale Estratto
Attività Caritas: anno 1997
I 17 novembre u.s., nella sala S. Carlo, si è riunito il gruppo Caritas parroc-
chiale. Sono state esaminate le attività svolte e si è stilato, come ogni anno, il
consuntivo finanziario.
Entrate
30 aprile 1997 - Offerta derivante dall'asta di S. Antonio
L. 4.000.000
30 aprile 1997 - Offerta singola
L. 200.000
1° novembre 1997; Festività di tutti i Santi (collette varie)
L. 1.475.000
Totale entrate
L. 5.675.000
Uscite
Per aiuti a persone residenti a Saint-Pierre: 30 aprile 1997
L. 2.250.000
10 novembre 1997
L. 1.400.000
17 novembre 1997
L. 1.040.000
Totale uscite
L. 4.690.000
La Caritas chiude con un attivo di
L. 985.000
Positiva e efficace rimane la raccolta di generi alimentari di prima neces-
sità e di legna da ardere. Al termine della riunione è stata ancora una volta
evidenziata la generosità e la disponibilità di molte persone che, anche que-
st'anno, si sono adoperate a favore dei bisognosi.
Raccolta
per la
Caritas
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A CENTO ANNI DALLA MORTE
L'attualità del messaggio
di Santa Teresa di Lisieux
Il 19 ottobre di que-
st'anno, Teresa di Li-
sieux, la «più grande
santa dei tempi mo-
derni», come la definì San
Pio X, è stata proclamata
«Dottore della Chiesa»; è
la terza donna a ricevere
questo riconoscimento,
dopo Caterina da Siena e
Teresa d'Avila.
A Parigi, durante le
Giornate Mondiali della
Gioventù, l'annuncio è
stato dato da Giovanni
Paolo Secondo.
Nata il 2 gennaio 1873, ad Alençon
in Francia, Francesca Teresa è la quin-
ta figlia di Louis e di Azelie-Marie
Martin. Entra in convento come edu-
canda giovanissima, nel 1889 inizia il
noviziato e alla fine del 1890 fa la pro-
fessione religiosa. Sette anni dopo, il
30 settembre 1897, Teresa muore,
attorniata dalle consorelle, dopo un'a-
gonia durata tre giorni.
Una vita breve quella di Teresa, ma
densa di significati. Una religiosa che
ha fatto «della piccola via, la via del-
l'infanzia angelica» il programma
della sua esistenza, scegliendo Gesù
Bambino come fine e come modello.
I suoi scritti sono molto semplici
ma, allo stesso tempo, radicali: la Fede
in Gesù Cristo come unico criterio di
vita, l'abbandono totale al Padre, la
docilità dello Spirito nell'accoglienza
dell'amore misericordioso che salva.
Sono suggestioni forti per l'uomo
d'oggi, spesso confuso, provocato da
una civiltà che il costante progresso
tecnologico rende affascinante ma allo
stesso tempo fragile.
Teresa è una donna forte e geniale,
dotata di una eccezionale maturità
umana e spirituale. Nella sua autobio-
grafia «Storia di un'anima», che ha
scritto su ordine della Priora Madre
Agnese di Gesù, Teresa fa emergere,
oltre alla semplice cronaca degli avve-
nimenti, un messaggio pieno di rifles-
sioni spirituali, di carità fraterna, di
preghiera intensa.
La sua storia è «una sapienza che
sgorga dall'esperienza»; Teresa nel
convento evangelizza, sino a divenire,
dalla sua cella solitaria, patrona delle
33


Testo Originale Estratto
Missioni dimostrando che il Vangelo
è: «L'annuncio che irradia potente la
Parola di Dio».
La vita di Teresa è stata breve ma il
suo messaggio, a cent'anni di distan-
za, è sempre inedito e sorprendente e
la «Storia di un'anima» è un libro da
leggere e da tenere in casa.
Il Cardinal Martini, in un recente
intervento, parlando ai catecumeni nel
Duomo di Milano, ha detto: «Grazie
alla sua autobiografia, milioni di
uomini e di donne di tutto il mondo
hanno potuto conoscerla e apprender-
ne il messaggio. Teresa ci dice: la san-
tità è possibile, non è soltanto dei
grandi uomini. L'importante è lasciar-
si voler bene dal Signore, lasciare che
Dio ci sia amico e ci porti nelle sue
braccia».

Il progetto Gemma

L'iniziativa è promossa dalla Fondazione VITA NOVA, Opera del Movi-
mento per la Vita, e consiste nell'offrire ad una mamma il sostegno econo-
mico che le consenta di portare a termine con serenità il periodo di gesta-
zione e la aiuti nel primo anno di vita del bambino. È un'idea in più da
affiancare agli oltre 200 Centri di Aiuto alle maternità più contrastate. La
richiesta di adozione prenatale a distanza verrà inserita nella banca dati
di Progetto Gemma e immediatamente associata a uno dei tanti casi di
bambini concepiti e segnalati dai CAV.

Aderire a questa iniziativa significa aiutare la mamma per un periodo
minimo di 18 mesi (gli ultimi 6 di gravidanza e i primi 12 di vita del bam-
bino) con un contributo di almeno 300.000 lire mensili, da versare diretta-
mente al CAV. Se l'impegno è troppo pesante per una persona o una
famiglia, può comunque essere una bella opportunità per condividerlo
con amici (parrocchiani, aderenti a associazioni o movimenti, come è più
volte avvenuto nel corso di quest'anno nella nostra Diocesi).

I tanti bambini che sono nati grazie a Progetto Gemma (ormai oltre 1200)
sono veramente figli di un atto d'amore puro e totalmente disinteressato.
VITA NOVA e CAV garantiscono infatti la massima riservatezza e l'ano-
nimato sia della mamma che dell'adottante. Durante il periodo vengono
fornite le notizie più importanti: la data di nascita, il nome del bambino
salvato e, naturalmente, la sua fotografia. Terminati i 18 mesi, se la
mamma lo acconsente e l'adottante lo desidera, è possibile continuare il
rapporto indipendentemente dalla mediazione del CAV.

Ottenere un'adozione prenatale a distanza è facile. Basta fare domanda a
VITA NOVA - CENTRO ADOZIONE PRENATALE, via Tonezza 3 - 20147
Milano, tel. 02/48702890 - fax 02/48705429, oppure contattare il Movi-
mento per la Vita di Aosta - tel. 0165/552145.

Un'aiuola in nome della speranza

N
ell'ambito del progetto co-
munitario «Horizon», dodici
giovani disabili spagnoli
hanno consegnato simbolica-
mente, al comune di Saint-Pierre,
un'aiuola allestita durante il loro sog-
giorno nella nostra regione. La ceri-
monia è avvenuta giovedì 10 luglio
davanti al municipio della località.
Erano presenti oltre al sindaco Giu-
seppe Jocallaz anche il presidente
della giunta Viérin e l'assessore re-
gionale alla sanità Vicquéry.

Nella breve permanenza in Valle
d'Aosta i giovani spagnoli, oltre a
preparare l'area messa a disposizio-
ne dall'amministrazione comunale

34

di Saint-Pierre, hanno visitato alcu-
ne riserve naturali e i sentieri attrez-
zati per i portatori di handicap. Il
progetto comunitario «Horizon» è
promosso dall'Agenzia del lavoro
della Presidenza della Giunta e
coinvolge la Valle d'Aosta e l'Anda-
lusia, in una serie finalizzata a favo-
rire l'accesso nel mondo del lavoro
delle persone svantaggiate, attra-
verso un confronto delle realtà oc-
cupazionali. Una bella aiuola piena
di speranza per i giovani spagnoli.
In una analoga iniziativa, a novem-
bre, un gruppo di disabili valdosta-
ni si recherà nella città di Huelva, in
Andalusia.

35


Testo Originale Estratto
A Saint-Pierre: incontri per sposi Tra le varie iniziative diocesane, quest'an- no una particolare attenzione è stata rivolta alla pastorale fami- liare. Il Vescovo ha incon- trato le famiglie per la sen- sibilizzazione sui problemi di vita di coppia, alla luce della parola di Dio. È bene precisare che essendo stati incontri e non conferenze, tutto si è svolto nella massi- ma semplicità, con la possi- bilità di dialogare scam- biandosi opinioni e con momenti di preghiera, di meditazione e di riflessio- ne. Uno dei temi affrontati durante questi incontri è stato il giubileo nella fami- glia. L'anno giubilare è l'an- no della festa, della conver- sione, della gioia e del per- dono, sono infatti il perdo- no e la fedeltà alla base della spiritualità coniugale. Si è parlato inoltre dell'importanza della pre- ghiera in famiglia, come pregare, quando pregare, la preghiera nottur- na, la preghiera silenziosa, la pre- ghiera legata agli avvenimenti di lode, di ringraziamento, di richiesta, la preghiera con i bambini. Il gesto di pregare con i figli è fortemente educativo. Infine Gesù, modello di vita per gli sposi, lui stesso sposo fedele che ci aiuta a capire il mistero dell'amore di Dio. Allo scopo di aiu- tare le coppie a superare i problemi quotidiani, sono nati i gruppi fami- glia, formati da più coppie che con- frontandosi mettono in discussione la loro vita, le loro esperienze alla luce della parola di Dio. 36 Un'amica ricorda Attilia Ciao Cara Attilia Sovente non troviamo le parole per esprimere quello che vorremmo anche se avremmo vera- mente MOLTO da dire... Ecco, per te Attilia, grande, straordinaria, cara amica che, come un soffio, senza far rumo- re, senza disturbo, con discrezione ci hai lasciato, è proprio così! Mille sono i ricordi, i pensieri, gli affetti che mi legano a te. IL TUO CUORE grande, pieno di stelle, di luce, di gioia; TU, sempre così allegra, dina- mica, frizzante, non ti fermavi mai davanti a niente! Chiudo gli occhi e ti vedo qui, ora, davanti a me pronta come sempre a far fronte ad ogni situazione con sicurezza, decisione, ma anche con dolcezza e delicatezza. Faticosa, sempre per te è stata la vita, ma tu, con quel pizzico di testardag- gine... che ci vuole, non ti sei mai tirata indietro e, anche di fronte alla malat- tia, hai saputo lottare con grande forza e coraggio. Sempre hai pensato agli altri, sempre ce l'hai messa tutta per aiutare gli altri e mai hai chiesto aiuto per te! Anche allora sei riuscita ad assaporare la vita in ogni istante, anche dalle piccole cose... da quelle più semplici. Hai continuato a sperare, a vivere intensamente, con i normali «alti» e «bassi» di tutti, ma sempre con idee e progetti futuri. Faticosamente sei partita per un lungo viaggio nel «Regno dei Cieli» dopo questo breve, ma profondo cammino terreno dove, a chi ti conosceva, la TUA bontà, la TUA onestà, la TUA allegria, nonostante la tua riservatezza, non hai potuto non lasciar tra- sparire... A NESSUNO puoi essere rimasta indifferente! Anche se sei partita, in molti cuori, oggi, domani, nel pensiero continui a essere PRESENTE! 37


Testo Originale Estratto
Fabrizio, morto a 16 anni, in Calabria
Da ormai più di 2 mesi Fabri-
zio non è più fra noi. L'ab-
biamo comunque voluto
ricordare dedicandogli una
messa celebrata il 25 settembre da
don Aldo. In chiesa erano presenti
molti ragazzi venuti per dare l'ulti-
mo saluto ad un loro caro amico. La
predica del parroco ci ha emozionati
a tal punto che non abbiamo potuto
trattenere le lacrime. Don Aldo ci ha
ricordato che Fabrizio era un ragaz-
zo molto solo, eppure sempre dispo-
nibile verso il prossimo, al quale
riservava sempre un sorriso e, anche
se un po' scalmanato, un ragazzo
pieno di dolcezza.
Mi ricordo che 2 anni fa, per Nata-
le, ricevetti una lettera di Fabrizio
nella quale mi faceva gli auguri e mi
pregava di scrivergli. Io naturalmen-
te gli risposi e così da quel giorno
cominciammo ad intrattenere una
corrispondenza. Nelle sue lettere mi
diceva che gli mancava molto la sua
cara Valle d'Aosta e che sarebbe tor-
nato su al più presto.
Purtroppo a causa di un terri-
bile incidente, non ha potuto
rivedere il paesino a cui si era
tanto affezionato.
Comunque noi, suoi cari amici, lo
ricorderemo nelle nostre preghiere e
occuperà sempre un posto molto
importante nei nostri cuori.
Ti vogliamo bene, caro Fabrizio.
Alice
Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero del bollettino
parrocchiale:
EZIO, ANNAMARIA, ELEONORA, CARLA, LETIZIA, NICOLE, ALESSIA, IL
DIRETTIVO DELL'AVIS DI SAINT-PIERRE, FLAVIANO, AMATO MAQUIGNAZ
(CORRIERE DELLA VALLE D'AOSTA), FULVIA, ALICE, LUCIA, DONATA,
DANIELA, SIMONE, JEAN PAUL, JOSETTE, IOLE.
38
Nuovi membri del popolo di Dio
6) Il 25 maggio battesi-
mo di SACCANI GA-
BRIELE di Gianluca e di
Zanardi Laura. Padrini:
Zanardi Giulio e Panigo-
ni Isabella.
7) Il 25 maggio battesi-
mo di OLIVA ERICA di
Fabio e di Chanoux Egi-
ziana. Padrini: Usel Aure-
lio e Bochet Maria Vera.
8) Il 31 maggio battesimo
di TORRIONE CARLOTTA
MARIA di Stefano e di
Milanese Simona. Padrini: Milanese
Luca Andrea e Boson Alessandra.
9) L'8 giugno battesimo di
ARMAND FEDERICA di Robert e
di Benvenuto Miranda. Padrini:
Durello Michel e Durello Chantal.
10) L'8 giugno battesimo di COC-
CIMIGLIO FRANCESCO di Fran-
cesco e di Mannarino Nella. Padrini:
Mannarino Manfredo e Guzzo Rosa
Maria.
11) Il 14 giugno battesimo di
CHARLES PATRICK di Giorgio e
di Rinaudo Paola. Padrini: Rinaudo
Andrea e Rumiod Elga.
12) Il 21 giugno battesimo di
DELLAVALLE ANDREA GU-
GLIELMO di Pierluigi e di Spalla
Alessandra. Padrini: Jacobacci Fabri-
zio e Bosco Giada.
13) Il 17 luglio battesimo di
DACISIO ALESSIA di Luigino e di
Lancione Pia. Padrini: Filippini
Loris e Frassy Annamaria.
14) Il 20 luglio battesimo di
CANU MARINA CARLA di Gio-
vanna. Padrini: Daroda Giuseppe e
Canu Antonietta Angela.
15) Il 4 ottobre battesimo di
BENECH ANDREA di Marco e di
Gasparella Marisa. Padrini: Chirico
Antonio e Gasparella Lucia.
16) Il 12 ottobre battesimo di
BOCHET DANIEL di Davide e di
Vidi Milena. Padrini: Bochet Cristia-
no e Michelin Solange.
17) Il 26 ottobre battesimo di BIS-
SACCO CHRISTIAN di Gianluca e
di Briganti Milena. Padrini: Bissacco
Mirco e Briganti Morena Ester.
18) Il 26 ottobre battesimo di PEL-
LISSIER ANDRÉ di Marino e di
Berthod Marialuisa. Padrini: Perru-
quet Lino e Berthod Monica.
39


Testo Originale Estratto
Matrimoni
3) Il 31 maggio matrimonio
tra NICOLET CLAUDIO e
CLERICI NADIA. Testimoni:
Follieri David, Stefani Lorena,
Quaglino Fabrizio, Clerici
Simona.

4) Il 7 giugno matrimonio tra
GLAREY ROBERTO e THÆRI-
SOD ANNA MARIA. Testimo-
ni: Morandi Riccardo e Rizzotto
Liliana.
5) Il 7 giugno matrimonio tra
BEDE N’GUESSAN ROGER e
MOYA ELISABETH. Testimo-
ni: Gasparella Marisa, Jordaney
Flora, Benech Marco e Letrry
Giancarlo.
6) Il 22 giugno matrimonio
tra LETTRY LEO ADOLFINO
e PACENTI DANIELA. Testi-
moni: Lubrini Giovanni, Rigol-
let Nadia, Olivi Patrizia e Mor-
bidelli Sandro.
7) Il 26 luglio matrimonio tra
SALBITANI MARCELLO e
SINICO RAFFAELLA. Testi-
moni: Francescato Rino, Moran-
di Sandra e Sinico Barbara.
8) Il 9 agosto matrimonio tra
ESPOSITO SALVATORE e PITZA-
LIS SABRINA. Testimoni: Cavaliere
Luigi e Domaine Tiziana.
9) Il 30 agosto matrimonio tra
PIEILLER CORRADO e CAMPESE
SABRINA. Testimoni: Perron Ego e
Telli Mariangela.
10) Il 6 settembre matrimonio tra
MONETTI STEFANO e MARPE-
40

GAN PAOLA. Testimoni: Mona
Giovanni e Apolito Angelamaria.

11) Il 13 settembre matrimonio tra
ARGIRÒ GIOVANNI e FICO
CARMELINA. Testimoni: Argirò
Giuseppe e Fico Domenica.

12) Il 27 settembre matrimonio tra
MORGANDO MARCO e STROP-
PA SILVIA. Testimoni: Armanni
Danilo, Ghislieri Luca Pietro, Dellea
Marisa e Testa Giorgio.

I nostri defunti

Cristo, non hai dato
una spiegazione del dolore,
ma una presenza.
Non sei venuto a distruggere
la sofferenza,
ma a soffrire con noi.
Non sei venuto ad abolire la croce,
ma a distenderti sopra per noi.
(Paul Claudel)

20) Il 31 maggio è deceduto
LUBOZ NESTORE, di anni 70.

21) Il 3 luglio è deceduta
JACACCIA ATTILIA, di anni 39.

22) l'11 luglio è deceduta PAIL-
LEX ESTER, di anni 88.

23) Il 14 luglio è deceduto
VITTON MEA PIERINO, di
anni 83.

24) Il 28 agosto è deceduto VAL
GIUSEPPE FILIPPO, di anni 83.

25) Il 31 agosto è deceduta
DOMAINE LUISA, di anni 38.

26) il 4 settembre è deceduta
LALE DEMOZ MARIA ELISA
NELIDA, di anni 93.

27) L'8 settembre è deceduto
PUCCI CARMINE, di anni 37.

28) Il 6 ottobre è deceduto
TOURNOUD SEVERINO, di
anni 74.

29) Il primo novembre è decedu-
to DEL NEGRO TORINDO, di
anni 77.

30) Il 13 novembre è deceduta
PIACENTINO ANTONIA, di
anni 91.

41


Testo Originale Estratto
Offerte
per la Chiesa
e le attività
parrocchiali
Arnod-Del Degan; in memoria
Caroli Giuseppina; Bettoni-Belli; La-
le Lacroix Ernesto; in memoria Jor-
daney Callisto; Cog nein-Rossan;
Garin Filippo; Junod-Favre; in me-
moria Luboz Nestore; in memoria
Ferrandoz Gino; Pedoni-Morandi;
Chabod Zella; Celesia Adolfo; Ronc
Teresina; Rossan Fernanda; Monta-
nari-Loro Piana; in memoria Centoz
Giorgio; Fazzari; Anselmet-Fillie-
troz; Lale Lacroix Luigi; Ronc-Fer-
rod; Lauri-Obert; Fenoil Remo; Ger-
belle Pina; in memoria Fico Antonio;
Rinaudo Andrea; Sartor Dario; Lale
Murix Simona; Perruquet Lino; in
memoria Bochet Arnaldo; in memo-
ria Paillex Ester; Paillex Romano;
Morandi Sonia; Paillex Roger; in
memoria Vitton Mea Pierino; Gu-
glielmetti; Glarey Poldo; Savoye
Osvaldo e Annette; Armand Eloi; in
memoria Lale Lacroix Pacifico; Pal-
lais Luigi; Battistioli; Pasquali; Ronc
Tino; Lale Demoz-Chioso; in onore
S. Antonio e S. Lucia; N.N.; Chap-
puis Luigi; Lale Demoz Alfredo;
Vuillermoz Geremia; in memoria
Actis Marcella; Jordaney-Gerbaz; Jo-
callaz Augusto; Dacisio Luigino; in
memoria Jacaccia Attilia; Champre-
tavy Silvio; Luboz Dario; Bethaz
Celestino; in memoria Roberti Vera;
Lazzaro Salvatore; Centoz-Vauthier;
in memoria Val Giuseppe; Savoye
Gorraz Albina; Puddinu-Arditu;
Pellissier-Ferrandoz; Berthod-Tussi-
dor; Berthod Giacomo; in memoria
Villanova Fabrizio; Pieiller-Campe-
se; in memoria Gerbore Noe; Jac-
quin Battista; in memoria Mangoni
Giovannina; in memoria Domaine
Luisa; in memoria Centoz Silvio; in
memoria Lale Demoz Nelida; Mor-
gando-Stroppa; Clerici-Nicolet; Ron-
zani Sandra; Pellissier Aldo; Frutaz
Amato; Jocallaz Dina; Pozzini; Jocal-
laz Franco; Jocallaz-Bonin; Rumiod
Francesco; Frassy Carlo; Arnod-
Campese; in memoria Tourboud Se-
verino; Christille Silvano; Tonso-
Persod; N.N.; N.N.; in memoria Bor-
ney Giulio e Anna; N.N.; Lale Ge-
rard Marcellina; Rossan Luigi; Ru-
miod Donato; Vaudan-Rumiod;
N.N.; Pozzini-Rumiod; Chioso Ma-
rio; Corniolo; Savoye Annette; Pel-
lissier-Ceccarelli-Lavit; Vauthier Ma-
quignaz.
Totale L. 11.880.000.

Numeri utili
Pronto Intervento Medico 118
Carabinieri 112
Polizia 113
Vigili del fuoco 115
Soccorso stradale ACI 116
Soccorso alpino (0165) 23.82.22

SAINT-PIERRE
Parrocchia 903015
Priorato 903823

UFFICI COMUNALI
Guardia medica 903016/903036
Biblioteca 903811 (118)
Scuola elementare - Dir. Didattica 903926
Scuola materna 903813
903213

Uffici Sanitari:
Arnese dott. Marco 904118
Caraffa Braga dott. Ettore 903907
Haudemand dott. Luciano 903322
Servizio Socio Sanitario n. 3 903825
Microcomunità anziani 903702

Carabinieri 904124

Servizi staccati
Idraulico Comunale 903547
Man. Illuminazione Pubblica 257479
Man. Cimitero 40224
Vigili del Fuoco 903801/903820
Centro Sportivo Prieuré 903701
42 43


Testo Originale Estratto
Museo Regionale di Scienze Naturali 903485
Poste Italiane 903021
Banca di credito coop. Gran Paradiso-Monte Bianco 903950
Ist. Bancario S. Paolo di Torino 903858

ORARIO S. MESSE
Parrocchie di St-Pierre
feriale ore 18,30
festivo ore 8-10

Priorato
feriale ore 7,30
prefestivo ore 17,30
festivo ore 17,30

Parrocchie di Aosta
Cattedrale: prefest. ore 18; festivo ore 7,30-11,30-18
Immacolata: prefest. ore 18,30; festivo ore 8,30-10-11-18,30
S. Anselmo: prefest. ore 18,15; festivo ore 8,30-11
S. Croce: festivo ore 10,30-20,15
S. Orso: prefest. ore 18,30; festivo ore 8-9,30-11-17,30
S. Stefano: prefest. ore 17,30; festivo ore 8-9-11-17,30
St-Martin-de-Corléans: prefest. ore 18,30; festivo ore 8,30-9,45 (in francese)
-11-18,30

44

Cinque agosto festa della Madonna delle Nevi

Migliaia di persone
ai Santuari mariani

Il 5 agosto, festa
della Madonna delle
Nevi, ha richiamato
migliaia di persone che
si sono avviate verso i
tanti Santuari, cappelle
dedicate a Maria.
Processioni di pel-
legrini si sono lenta-
mente incamminate
lungo le valli, su per i
pendii, ora in silenzio,
ora ritmando i passi con
le parole dell'Ave Maria
o con le note di canti
religiosi.
È ancora il fascino
misterioso di Maria, in
una cornice stupenda di
prati, di laghi, di monti,
che attrae almeno per
un giorno tanta gente.
E tutti salgono, moltis-
simi pregano. Nei cuori
c'è un grande desiderio
di pace, di amicizia, di riposo, di ricerca dell'incontro con il mistero.
Il silenzio profondo, ma altrettanto carico di presenza che, senza rumore, parla di
bellezza, invita a volgere lo sguardo in alto, a fermarsi a contemplare quel cielo miste-
rioso che è la intimità della coscienza, per un giorno è stato rotto dal vociare gioioso,
dai canti di gruppi.
Per un giorno, la presenza silenziosa di Maria, che sfidando i secoli continua a
farsi invito, messaggio di gioia, di fiducia, di speranza, ha interrotto il ritmo frenetico
della vita di tanta gente.

45


Testo Originale Estratto
Un'occasione per ritrovare un po' di più se stessi e gli altri, la spiritualità in un
tempo nel quale la quotidianità, purtroppo, implacabile, schiaccia le persone, le avvol-
ge in un anonimato senza luci, riferimenti, grandi ragioni di fiducia, di speranza.
Per un giorno il grande e stupendo Santuario della natura nel nome di Maria,
che invita a contemplare Dio, si è popolato di gente che ha fatto una tappa piena di
incontro e serenità nel faticoso cammino della vita.
Madonna delle Nevi al Santuario di Cunéy

Oltre un migliaio di pellegrini,
che si sono ritrovati al santuario di
Cunéy per incontrarsi con Maria
Regina delle Nevi nel giorno a Lei
dedicato. E Lei ci ha fatto trovare un
tempo abbastanza favorevole dove,
per tutta la giornata, sole e bianchi
cirri si sono rincorsi nel cielo rega-
landoci saette roventi subito tempe-
rate dal broncio delle nuvole che si
46

hanno camminato per terra»
e perché ha gioito e sofferto
come ogni creatura umana.
L'affluenza ai Sacramenti del
Perdono e dell'Eucarestia è
stata buona. Alla fine della
Messa, si è svolta la tradizio-
nale processione alla sorgen-
te per la benedizione dell'ac-
qua. È stato lo stesso vescovo
a compiere l'antico rito della
triplice immersione della
croce nell'acqua a ricordo dei
tre giorni trascorsi da Gesù
nel sepolcro prima della sua
risurrezione. Mons. Vescovo
ha invitato i presenti a risco-
prire con occhi da bambino il
fascino della sorgente e la
bellezza dell'acqua viva e
pura (intanto, appena sotto,
una mandria di mucche si
avviava, in religioso silenzio,
a placare la sua sete in quel-
l'acqua limpida!).

sono anche lasciate scappare qual-
che lacrima.
Ospite d'eccezione è stato Mons.
Vescovo che si recava per la prima
volta in questo Santuario.
Ha presieduto la S. Messa «en
plein air» e all'omelia ha ricordato
che Maria non è solo sublime ma è
una donna concreta anche a distan-
za di 20 secoli perché «i suoi piedi
47


Testo Originale Estratto
NUMERI UTILI
PRONTO INTERVENTO MEDICO
CARABINIERI
POLIZIA
VIGILI DEL FUOCO
SOCCORSO STRADALE ACI
SOCCORSO ALPINO
(0165)
SAINT-PIERRE
PARROCCHIA
PRIORATO
903015
903823
UFFICI COMUNALI
903016/903036
Guardia medica
Biblioteca
Scuola elementare
Direzione didattica
Scuola materna
903811
903926
903813
903926
SERVIZI SANITARI:
Caraffa Braga dott. Ettore
Haudemand dr. Luciano
Servizio Sociosanitario n. 3
Microcomunità anziani
903907
903322
903825
903702
SERVIZI STACCATI:
Idraulico comunale
Man. illuminazione pubblica
Man. cimitero
Vigili del fuoco
Centro sportivo
903547
40224
40224
903801/903820
903701
GUARDIA MEDICA / PRONTO SOCCORSO
(0165)
Aosta
Ospedale (centralino)
Pronto Soccorso
(0165)
(0165)
Châtillon
Guardia Medica
Volontari Soccorso
(0166)
(0166)
Cogne
Guardia Medica
Volontari Soccorso
(0165)
(0165)
Courmayeur
Guardia Medica
Pronto Soccorso Traumat. (0165)
Volontari Soccorso
(0165)
(0165)
La Thuile
Guardia Medica
Volontari Soccorso
(0165)
(0165)
Morgex
Guardia Medica
Volontari Soccorso
(0165)
(0165)
Nus
Guardia Medica
(0165)
St-Vincent
Guardia Medica
Volontari Soccorso
(0166)
(0166)
Verrès
Guardia Medica
Volontari Soccorso
(0125)
(0125)
CARABINIERI
Aosta
Comando Gruppo
Comando Compagnia
(0165)
(0165)
Châtillon
Comando Compagnia
(0166)
118
112
113
115
116
23.82.22
3041
41400
304256
61777
62667
749107
74024
800461
844684
846320
800461
885293
800461
846320
767911
61777
929326
920888
361221
262260
61360
Cogne
Courmayeur
Donnas
Etroubles
Gressoney-Saint-Jean
Morgex
Nus
Saint-Vincent
Comando Compagnia
Valpelline Nuova Caserma
Verrès
POLIZIA
Aosta
Questura (centralino)
Polizia Stradale
Courmayeur
Polizia Stradale
Polizia di Frontiera
Pont-Saint-Martin
Polizia Stradale
Saint-Rhémy-en-Bosses
Polizia di Frontiera
Traforo Gran San Bernardo
Colle Gran San Bernardo
GUARDIA FORESTALE
Aosta
Arvier
Aymavilles
Châtillon
Etroubles
Morgex
Nus
Pont-Saint-Martin
Pré-Saint-Didier
Valpelline
Verrès
Villeneuve
VIGILI DEL FUOCO
Aosta
Ayas
Brusson
Courmayeur
Pont-Saint-Martin
Saint-Vincent
(0165)
(0165)
(0125)
(0165) 78381/78229
(0125)
(0165) 800321/809412
(0165)
(0165) 767154/767934
(0166)
(0165)
(0125)
(0165)
(0165)
(0165)
(0125)
(0165)
(0165)
(0165)
(0165)
(0125)
(0166)
(0165)
(0165)
(0125)
(0165)
(0125)
(0165)
(0125)
(0165)
(0125)
(0165)
(0125)
(0166)
(0336)
(0125)
Verrès
NUMERI UTILI
Guasti Enel
Guasti Telecom
Protezione civile
Ospedale
Servizio Veterinario
(0165)
74026
842225
807054
355304
23711
361545/361546
869764
869737
807207
780918
780901
780948
231185/86
99018
902168
563265
78204
809754
767921
806858/59
87808
73238
921005/06
95026
44444
307628
300150
843087
806419
512223
236993
920232
44346
182
238222
3041
238770/238780
Essere buoni genitori
iamo all'inizio dell'anno pastorale ed in un tempo in cui la
famiglia si ritrova maggiormente riunita. Vi propongo a lettu-
ra e meditazione questo Decalogo sulla famiglia!
L'opera educativa comincia dal seno materno; se aspetti più tardi
hai perso la corriera più importante della tua vita di genitore.
Ricorda che i tuoi figli cominciano a capire assai prima di quanto
tu credi e quando questo sia avvenuto non lo saprai mai.
Previeni il male con la vigilanza più attenta, per non doverlo
reprimere quando sarà troppo tardi; chi previene si fa amare, chi
reprime si fa odiare.
Non sgridare e non castigare con rabbia chi ha sbagliato, ma con-
vincolo del suo errore con il ragionamento più sereno e più affet-
tuoso.
Non concedere tutto per esagerata tenerezza del cuore, perché chi
dà i vizi li dovrà mantenere; la secchia con la corda sempre lunga
sta sempre in fondo al pozzo.
Non dire mai di sì quando devi dire di no; non dire mai di no
quando puoi dire di sì. Nel sì e nel no i genitori siano sempre con-
cordi ad ogni costo. Di fronte alle domande difficili dei tuoi figli
non raccontare frottole: a lungo andare non ti crederanno; esponi
la verità nel modo più conveniente, ma sii «veritiero» ad ogni
costo. Meglio una verità imparata con difficoltà dai genitori che
un errore imparato bene dagli amici.
Non dire «Va' in chiesa», ma sempre: «Andiamo...». I tuoi figli
ameranno Dio nella misura che lo amerai tu e ameranno te nella
misura che ameranno Dio. Non dire: «Devi essere onesto». Da' tu
l'esempio dell'onestà più cristallina, nelle parole come nelle azio-
ni, e i tuoi figli si specchieranno in te.
Non togliere Dio nella vita dei tuoi piccoli, perché commetterai
un errore a loro danno; donando Dio ai tuoi figli, il tuo dono si
ripeterà ogni giorno al di là del tuo tempo.
(da «Decalogo della famiglia felice»)
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82


Testo Originale Estratto
SAINT-PIERRE
PARROCCHIA 903015
PRIORATO 903823

UFFICI COMUNALI 903016/903036
Guardia medica 903811
Biblioteca 903926
Scuola elementare 903813
Direzione didattica 903926
Scuola materna

SERVIZI SANITARI:
Caraffa Braga dott. Ettore 903907
Haudemand dr. Luciano 903322
Servizio Sociosanitario n. 3 903825
Microcomunità anziani 903702

SERVIZI STACCATI:
Idraulico comunale 903547
Man. illuminazione pubblica 40224
Man. cimitero 40224
Vigili del fuoco 903801/903820
Centro sportivo 903701

GUARDIA MEDICA / PRONTO SOCCORSO
Aosta Ospedale (centralino) (0165) 3041
Pronto Soccorso (0165) 41400
(0165) 304256
Châtillon Guardia Medica (0166) 61777
Volontari Soccorso (0166) 62667
Cogne Guardia Medica (0165) 749107
Volontari Soccorso (0165) 74024
Courmayeur Guardia Medica (0165) 800461
Pronto Soccorso Traumat. (0165) 844684
Volontari Soccorso (0165) 846320
La Thuile Guardia Medica (0165) 800461
Volontari Soccorso (0165) 885293
Morgex Guardia Medica (0165) 800461
Volontari Soccorso (0165) 846320
Nus Guardia Medica (0165) 767911
St-Vincent Guardia Medica (0166) 61777
Verrès Guardia Medica (0125) 929326
Volontari Soccorso (0125) 920888

CARABINIERI
Aosta Comando Gruppo (0165) 361221
Comando Compagnia (0165) 262260
Châtillon Comando Compagnia (0166) 61360
Saint-Vincent Comando Compagnia (0166) 61360/61357
Valpelline Nuova Caserma (0165) 73209
Verrès (0125) 929010

POLIZIA
Aosta
Questura (centralino) (0165) 23711
Polizia Stradale (0165) 361545/361546
Courmayeur
Polizia Stradale (0165) 869764
Polizia di Frontiera (0165) 869737
Pont-Saint-Martin
Polizia Stradale (0125) 807207
Saint-Rhémy-en-Bosses
Polizia di Frontiera (0165) 780918
Traforo Gran San Bernardo (0165) 780901
Colle Gran San Bernardo (0165) 780948

GUARDIA FORESTALE
Aosta (0165) 231185/86
Arvier (0165) 99018
Aymavilles (0165) 902168
Châtillon (0166) 563265
Etroubles (0165) 78204
Morgex (0165) 809754
Nus (0165) 767921
Pont-Saint-Martin (0125) 806858/59
Pré-Saint-Didier (0165) 87808
Valpelline (0165) 73238
Verrès (0125) 921005/06
Villeneuve (0165) 95026

VIGILI DEL FUOCO
Aosta (0165) 44444
Ayas (0125) 307628
Brusson (0125) 300150
Courmayeur (0165) 843087
Pont-Saint-Martin (0125) 806419
Saint-Vincent (0166) 512223
(0336) 236993
Verrès (0125) 920232

NUMERI UTILI
Guasti Enel (0165) 44346
Guasti Telecom 182
Protezione civile 238222
Ospedale 3041
Servizio Veterinario 238770/238780