Saint-Pierre 1991: Critiche all'Amministrazione Comunale, Bilancio e Progetti Urbani

manifesto concour cerlogne 1993-2.pdf

Il documento è una raccolta di articoli dal notiziario "Quatrofoglí" del GIPS Saint-Pierre, pubblicato nel dicembre 1991. Presenta una critica approfondita e costante dell'amministrazione comunale di Saint-Pierre, in particolare della nuova maggioranza, evidenziando inefficienze, mancanza di trasparenza, scarsa partecipazione democratica e problematiche di gestione. Vengono analizzati e contestati il bilancio comunale (1992/94), i ritardi in progetti chiave come il polo scolastico e le micro-comunità per anziani, e le scelte urbanistiche, con una proposta dettagliata per la riqualificazione di un'area verde adiacente al Castello di Saint-Pierre, in contrasto con le contro-proposte della Giunta. Il documento affronta inoltre questioni di trasparenza negli appalti, la gestione dei rifiuti, lo stato delle strade e le controverse dinamiche di adozione dello statuto comunale, spesso in riferimento alla Legge 142/90 sulle autonomie locali.

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Testo Originale Estratto
CHIEZ MARIO
SAINT PIERRE (Aosta)
Tel. 90.38.05
*
RISTORANTE - BAR
GELATERIA
con déhors
di Giri Pellissier e Papallo
74082
quatrofogli
del GIPS Saint-Pierre
dicembre 1991
quadrimestrale
stampa in abbonamento
postale gruppo IV (70%)
CARLIN
MARCO
VIA VIA E. CHANOUX,
11010 SAINT-PIERRE
LO SPECIALISTA
DELLA PESCA
MISTER FISH
di GIGLIOTTI & BORON
Via della Libertà, 64
11010 St. Pierre
Tel. 0165/903213
n. 70
(AO)
Per un Consiglio comunale nuovo
Riflessioni e proposte
Ad un anno e mezzo dall'in-
sediamento della nuova
maggioranza, vogliamo pro-
vare a svolgere alcune con-
siderazioni sul suo "modus
vivendi" e sul suo tentativo
di sopravvivere. Esordivamo
nel nostro programma trac-
ciando di "grigiore" la mag-
gioranza uscente; ebbene
con questa siamo arrivati al
buio, al buio pesto. Franca-
mente ne siamo dispiaciuti.
Sì dispiaciuti, perché siamo
dei convinti sostenitori del ri-
cambio amministrativo e co-
sì ci era stato presentato il
rinnomanto che avveniva
nella lista dell'Union Valdô-
taine: un consapevole cade-
to, ma ci rendiamo di mezzo
tutti, come cittadini, e
badate bene quando dicia-
mo tutti, diciamo anche
quella maggioranza di abi-
tanti di Saint-Pierre che fan-
no riferimento all'Union
Valdôtaine nel momento e-
lettorale. Abbiamo sentito in
una delle solite animate di-
scussioni politiche fatte al
bar (come sapete le grandi
tematiche politico-ammini-
strative si affrontanonosolo
e puntualmente al bar) una
battuta di questo genere:
"Noi Unionisti le nostre cose
le discutiamo in sezione"
bene è da quando esistono
partiti che le sezioni sono
momento di dibattito e di in-
dirizzo politico, tale da esse-
re poi guida per l'operare
degli eletti nelle varie istitu-
zioni.
Ma questa pratica esiste an-
cora a Saint-Pierre?
re? Certo è sig. Christille
che la "cause" non si serve
così. Le ritirate meditative
sull'Aventino, nel nostro ca-
so sul sempre più appetibile
"Chatelair", sono datate. A
questo punto ci chiediamo
se veramente sia avvenuto
un ricambio o piuttosto una
grave esautorazione.
Ci rendiamo perfettamente
conto di sorprenderci con
queste osservazioni; in ef-
fetti è facile sostenere che
questi siano problemi della
maggioranza, e non nostri, e
quindi.... e quindi interessa-
no, signori, interessano ec-
come! Perché, sarà sconta-
to, ma è anpima di mezzo
non rimettere in cattiva luce
la pubblica amministrazio-
ne, ma ad una attenta ana-
lisi di ciò che non va. Se
con il passo di ormai stanchi
consiglieri, a nuova linfa vi-
tale che si affacciava all'im-
pegno mondo della pub-
blica amministrazione, il tut-
to nel segno della conti-
nuità.
Niente di tutto questo (al
peggio non c'è limite); in ef-
fetti continuità c'è, ma è
una continuità nella nullità.
E siamo al nulla, ma ad un
nulla fisico, nel senso che in
Consiglio il Sindaco non si
sprecaneanche più ad illu-
strare gli argomenti all'ordi-
ne del giorno, incaricando
direttamente il Segretario
comunale, assurto a tredice-
simo consigliere (vedi arti-
colo sul bilancio), ed il Con-
siglio, copione vecchio “déjà
vu", si esprime a mugugni,
brontolii e puntuale alzata
del magico ditino per le vo-
tazioni.
In questo clima ci preoccu-
pa il dissolvimento dell'ex
Sindaco Christille. Ma non
era lui il garante della conti-
nuità? In effetti un certo sen-
tore di lieve sbandamento si
è avuto in Consiglio: frec-
ciate ambigue fra i due per-
sonaggi, a puntuali osserva-
zioni e richieste espresse
dalla minoranza, di fronte ai
sorpresi silenzi del legittimo
Sindaco, rispondeva l'ex, in-
dubbiamante più addentro
alle cose della pubblica am-
ministrazione, tanto che per
un certo periodo si era diffu-
sa la battuta delle tre mino-
ranze all'interno del Consi-
glio. Poi più niente: il sig.
Christille svanisce. Cos'è,
real politik o aperto dissapo-
problemi che bene o male
ancora si risolvono, rispetto
ai guasti della politica nazio-
nale, anche qui dicevamo, si
intravedono le stesse diffi-
coltà che emergono altrove:
anche qui viene alla luce un
sistema politico amministra-
tivo ormai superato, vuoto di
idee e di dibattito politico,
improntato al classico siste-
ma clientelare piuttosto che
ad una attività intesa come
autentico servizio per la co-
munità.
Noi come sinistra ci siamo
candidati come alternativa
all'Union Valdôtaine, per di-
versi motivi e uno in partico-
lare: come abbiamo già det-
to, ma che si andavano ad
rispondere alle nostre preoc-
cupazioni attraverso tutte le
forze, politiche e non, pre-
senti a Saint-Pierre, e siamo
altrettanto convinti che sia
necessario uscire dalle se-
zioni, abbandonare i vecchi
steccati ideologici e final-
mente confrontarsi su pro-
grammi concreti, su progetti
e su fatti reali. Ci rendiamo
perfettamente conto che non
è facile ridare funzionalità
ed efficienza all'amminstra-
zione pubblica, ma in attesa
di una qualche seria riforma
elettorale, pensiamo sia
questa l'unica strada percor-
ribile.
LA REDAZIONE
Note e considerazioni dall'interno
Nel primo numero di Quat-
trofogli sono stati ribaditi gli
obiettivi e gli intenti dell'azio-
ne politico-amministrativa
dei due Consiglieri facenti
capo al gruppo di iniziativa
politica della sinistra di
Saint-Pierre. L'avvenuta a-
dozione dello statuto comu-
nale, previsto dalla legge
142/90 concernente il nuovo
ordinamento degli enti locali,
comporterà un nostro ulte-
riore ma prioritario impegno
rivolto alla stesura dei rego-
lamenti che lo statuto stesso
ha previsto quali strumenti
altrettanto importanti per l'in-
tera azione politico-ammini-
strativa del Comune. Visti i
sistemi di funzionamento
poco edificanti delle maggio-
ranza consiliare in merito
all'adozione delle norme sta-
tutaire inerenti alla parteci-
pazione popolare - di cui si
tratterà più diffusamente nel
prosieguo del giornale - il
compito che ci attende è
certamente arduo, ma fon-
damentale. E' infatti neces-
sario definire regole precise
per il corretto funzionamento
di tutti gli organismi che
compongono la "macchina
comunale", dal Consiglio al-
le relative commissioni, dai
rapporti tra Giunta e Consi-
glio a quelli tra Amministra-
zione comunale e cittadini.
L'aspetto che mi preme
maggiormente approfondi-
re, anche alla luce dell'attua-
le situazione non certo ro-
sea, riguarda il funziona-
mento del Consiglio comu-
nale. Spesso e volentieri, in-
fatti, gli atti relativi all'ordine
del giorno sono carenti od i-
pie si, è altrettanto necessa-
rio modificare lo spirito con il
quale il Consiglio comunale
deve svolgere il suo compi-
to.
La legge 142/90, stabilendo
chiaramente le competenze
consiliari, ha attribuito al
Consiglio le funzioni di pro-
grammazione, indirizzo e
controllo dell'azione politico-
amministrativa del Comune,
riservando alla Giunta le
azioni attinenti alla sfera
operativa. In quest'ottica è in-
dispensabile avere un Con-
siglio comunale forte, capa-
ce non solo di sostenere a
pieno lo che gli compete, pe-
na suo svilimento, e, paral-
lelamente all'assoluta man-
canza di volontà al confronto
da parte di una Giunta che si fa
forte della sola legge dei nu-
meri. Si potrà obiettare che
la maggioranza consiliare
svolge comunque il suo ruo-
lo mediante le pre consiliari,
le riunioni del movimento
politico, ecc. e che quindi la
vera presenza in Consiglio è
su che legittimamente rivol-
to all'esclusivo sostegno del-
la Giunta che esprime. Pur
non condividendo assoluta-
mente questo modo di svol-
gere il ruolo del consigliere
comunale, vista la sterilità
che ne deriva poi per il di-
battito sulla cosa pubblica
nell'unica sede istituzional-
mente preposta, occorre ri-
levare che neanche nelle
riunioni di sopra citate parrebbe
sussistere un preciso con-
fronto tra Giunta e maggio-
ranza consiliare, o per lo
meno con parte di essa. Da
scambi di opinione con alcu-
ni colleghi della maggioran-
za è emersa infatti la neces-
sità di affrontare in modo più
approfondito le tematiche e
le problematiche di una cer-
ta rilevanza per l'avvenire di
Saint-Pierre. Non va poi di-
menticata l'ormai annuale
assenza dal Consiglio co-
munale dell'ex sindaco Chri-
stille Silvio, a dimostrazione
che i rapporti nella maggio-
ranza non sono idilliaci e
che la tanto declamata con-
tinuità tra passata e presen-
te gestione del Comune era
solamente uno slogan elet-
torale di copertura, pronta-
mente smentito dalla perdu-
rante assenza dell'elemento
preposto a garantirla nonchè
dalle fratture prodotteasi a li-
vello di dirigenza politica
dell'Union Valdôtaine di
Saint-Pierre.
segue a pag.2- 4a colonna
SOMMARIO
Pagina 1
Per un Consiglio
Comunale nuovo
Pagina 2
Relazione previsionale
programmatica e
bilancio
Pagina 3
Un'area verde
adiacente al
castello/museo
Pagine 4 e 5
Area verde:
la planimetria
Pagina 6
Statuto Comunale
cronaca di un
"consiglio" mai dato
Pagina 7
Micro comunità 2
Una scuola annunciata
Pagina 8
Interrogazioni


Testo Originale Estratto
Chez Mario
SAINT PIERRE (Aosta)
Tel. 90.38.05
RISTORANTE - BAR
GELATERIA
con dehors
di Giri Pellissier e Papallo
quattrofogl
del GIPS Saint-Pierre
74082
2
dicembre 1991
quadrimestrale
stampa in abbonamento
postale gruppo IV (70%)
MISTER FISH®
di GIGLIOTTI & BORON
Via della Libertà, 64
11010 St. Pierre
Tel. 0165/903213
CARLIN
Via VIA E. CHANOUX,
11010 SAINT-PIERRE
MARCO
n. 70
(AO)
Per un con
Note e considerazioni dall'interno
Per un consiglio comunale nuovo
Riflessioni e proposte
Ad un anno e mezzo dall'in-
sediamento della nuova
maggioranza,vogliamo pro-
vare a svolgere alcune con-
siderazioni sul suo “modus
vivendi” e sul suo tentativo
di sopravvivere. Esordivamo
nel nostro programma tac-
ciando di “grigiore” la mag-
gioranza uscente; ebbene
con questa siamo arrivati al
buio, al buio pesto. Franca-
mente ne siamo dispiaciuti.
I dispiaciuti, perché siamo
dei convinti sostenitori del ri-
cambio amministrativo e co-
sì ci era stato presentato il
innovamento che avveniva
ella lista dell' Union Valdô-
taine: un consapevole cede-
re e il passo di ormai stanchi
consiglieri, a nuova linfa vi-
tale che si affacciava all'im-
pegnativo mondo della pub-
blica amministrazione, il tut-
to nel segno della conti-
nuità.
Niente di tutto questo (al
peggio non c'è limite); in ef-
fetti continuità c'è, ma è
una continuità nella nullità.
E siamo al nulla, ma ad un
nulla fisico, nel senso che in
Consiglio il Sindaco non si
sprecare neanche più ad illu-
strare gli argomenti all'ordi-
ne del giorno, incaricando
direttamente il Segretario
comunale, assurto a tredice-
simo consigliere (vedi arti-
colo sul bilancio), ed il Con-
siglio, copione vecchio “déjà
vu”, si esprime a mugugni,
brontolii e puntuale alzata
del magico ditino per le vo-
tazioni.
re? Certo è sig. Christille
che la "cause" non si serve
così. Le ritirate meditative
sull'Aventino, nel nostro ca-
so sul sempre più appetibile
“Chatelair”, sono datate. A
questo punto ci chiediamo
se veramente sia avvenuta
un ricambio o piuttosto un
grave esautorazione.
Ci rendiamo perfettamente
conto di sorprendervi con
queste osservazioni; in ef-
fetti è facile sostenere che
questi siano problemi della
maggioranza, e non nostri,
quindi.... e quindi interessa
no, signori, interessano ecc.
come! Perché, sarà sconta-
to, ma ci andiamo di mezzo
noi tutti, come cittadini, e
badate bene quando dicia-
mo tutti, diciamo anche
quella maggioranza di ab
bitanti di Saint-Pierre che fan-
no riferimento all'Union
Valdôtaine nel momento e
lettorale. Abbiamo sentito in
una delle solite animate di-
scussioni politiche fatte ai
bar (come sapete le grandl
tematiche politico-ammini-
strative si affrontano solo
e puntualmente al bar) una
battuta di questo genere:
“Noi Unionisti le nostre cose
le discutiamo in sezione”
bene è da quando esistono
partiti che le sezioni sono
momento di dibattito e di in-
dirizzo politico, tale da esse-
re poi guida per l'operare
degli eletti nelle varie istitu-
zioni.
Ma questa pratica esiste an-
cora a Saint-Pierre?
problemi che bene o male
ancora si risolvono, rispetto
ai guasti della politica nazio-
nale, anche qui dicevamo, si
intravedono le stesse diffi-
coltà che emergono altrove:
anche qui viene alla luce un
sistema politico amministra-
tivo ormai superato, vuoto di
idee e di dibattito politico,
improntato al classico siste-
ma clientelare piuttosto che
ad una attività intesa come
autentico servizio per la co-
munità.
Noi come sinistra ci siamo
candidati come alternativa
all'Union Valdôtaine, per di-
versi motivi e uno in partico-
lare, come abbiamo già det-
to all'inizio, se non altro per-
chè riteniamo importante il
ricambio amministrativo.
Oggi, francamente, con
quanto sta avvenendo un
po' a tutti i livelli istituzionali,
ci chiediamo se abbia anco-
ra senso operare per un'al-
ternativa di parte; riportiamo
l'interrogativo emerso in un
dibattito sulle riforme eletto-
rali. Potrebbe la sinistra al
Governo invertire la tenden-
za allo sfacelo in atto? E' in-
dubbiamente un interrogati-
vo enorme ed obbiettivamen-
te, forse, occorre qualcosa
di più ampio, di più coinvol-
gente, una sorta di rivolta
morale che vada al di là del-
la semplice vecchia contrap-
posizione di parte. E se l'in-
terrogativo è grave a livello
nazionale non di meno lo è
a livello locale.
Siamo profondamente con-
Nel primo numero di Quat-
trofogl sono stati ribaditi gli
obiettivi e gli intenti dell'azio-
ne politico-amministrativa
dei due Consiglieri facenti
capo al gruppo di iniziativa
politica della sinistra di
Saint-Pierre. L'avvenuta a-
dozione dello statuto comu-
nale, previsto dalla legge
142/90 concernente il nuovo
ordinamento degli enti locali,
comporterà un nostro ulte-
riore ma prioritario impegno
rivolto alla stesura dei rego-
lamenti che lo statuto stesso
ha previsto quali strumenti
altrettanto importanti per l'in-
tera azione politico-ammini-
strativa del Comune. Visti i
piccoli edificanti della maggio-
ranza consiliare in merito
all'adozione delle norme sta-
tutarie inerenti alla parteci-
pazione popolare - di cui si
tratterà più diffusamente nel
prosieguo del giornale - il
compito che ci attende è
certamente arduo, ma fon-
damentale. E' infatti neces-
sario definire regole precise
per il corretto funzionamento
di tutti gli organismi che
compongono la “macchina
comunale”, dal Consiglio al-
le relative commissioni, dai
rapporti tra Giunta e Consi-
glio a quelli tra Amministra-
zione comunale e cittadini.
L'aspetto che mi preme
maggiormente approfondi-
re, anche alla luce dell'attua-
le situazione non certo ro-
sea, riguarda il funziona-
mento del Consiglio comu-
nale. Spesso e volentieri, in-
fatti, gli atti relativi all'ordine
del giorno sono carenti od in-
piccoli edificanti della maggio-
ranza consiliare in merito
all'adozione delle norme sta-
tutarie inerenti alla parteci-
pazione popolare - di cui si
tratterà più diffusamente nel
prosieguo del giornale - il
compito che ci attende è
certamente arduo, ma fon-
damentale. E' infatti neces-
sario definire regole precise
per il corretto funzionamento
di tutti gli organismi che
compongono la “macchina
comunale”, dal Consiglio al-
le relative commissioni, dai
rapporti tra Giunta e Consi-
glio a quelli tra Amministra-
zione comunale e cittadini.
L'aspetto che mi preme
maggiormente approfondi-
re, anche alla luce dell'attua-
le situazione non certo ro-
sea, riguarda il funziona-
mento del Consiglio comu-
nale. Spesso e volentieri, in-
fatti, gli atti relativi all'ordine
del giorno sono carenti od in-
piccoli edificanti della maggio-
ranza consiliare in merito
all'adozione delle norme sta-
tutarie inerenti alla parteci-
pazione popolare - di cui si
tratterà più diffusamente nel
prosieguo del giornale - il
compito che ci attende è
certamente arduo, ma fon-
damentale. E' infatti neces-
sario definire regole precise
per il corretto funzionamento
di tutti gli organismi che
compongono la “macchina
comunale”, dal Consiglio al-
le relative commissioni, dai
rapporti tra Giunta e Consi-
glio a quelli tra Amministra-
zione comunale e cittadini.
L'aspetto che mi preme
maggiormente approfondi-
re, anche alla luce dell'attua-
le situazione non certo ro-
sea, riguarda il funziona-
mento del Consiglio comu-
nale. Spesso e volentieri, in-
fatti, gli atti relativi all'ordine
del giorno sono carenti od in-
piersi, è altrettanto necessa-
rio modificare lo spirito con il
quale il Consiglio comunale
deve svolgere il suo compi-
to.
La legge 142/90, stabilendo
chiaramente le competenze
consiliari, ha attribuito al
Consiglio le funzioni di pro-
grammazione, indirizzo e
controllo dell'azione politico-
amministrativa del Comune,
riservando alla Giunta le
funzioni attinenti alla sfera
esecutiva. In quest'ottica è in-
dispensabile avere un Con-
siglio comunale forte, capa-
ce cioè di sostenere a pieno
il ruolo che gli compete, pe-
na il suo svilimento, e, paral-
lelamente, una Giunta nuo-
va, preparata e determinata
nella pratica attuazione degli
indirizzi sanciti dall'assem-
blea consiliare. Lo stato del-
le cose a Saint-Pierre non ri-
sponde assolutamente agli
scopi prefissati dalla legge e
dagli atti propri dallo statuto co-
munale. Infatti, ci si scontra
con atteggiamenti della ma-
ggioranza finalizzati a rendere
l'azione del Consiglio mera-
mente legata ad un momen-
to di esclusiva ratifica delle
scelte effettuate a priori dal-
la Giunta stessa, senza che
la maggioranza consiliare la-
sci intravedere una seppur
minima volontà di rimuovere
storporo che la pervade. La ri-
cerca dell'approfondimento
e del dibattito è quindi la-
sciata esclusivamente all'ini-
ziativa del consigliere Dioni
e del sottoscritto, con esiti
per di più delle volte poco inci-
sivi stante l'assoluta mancan-
za di volontà al confronto da
parte di una Giunta che si fa
forte della sola legge dei nu-
meri. Si potrà obbiettare che
la maggioranza consiliare
svolge comunque il suo ruo-
lo mediante le pre consiliari,
le riunioni del movimento
politico, ecc. e che quindi la
sua presenza in Consiglio è
legittimamente rivol-
ta all'esclusivo sostegno del-
la Giunta che esprime. Pur
non condividendo assoluta-
mente questo modo di svol-
gere il ruolo del consigliere
comunale, vista la sterilità
che ne deriva poi per il di-
battito sulla cosa pubblica
all'unica sede istituzional-
mente preposta, occorre ri-
levare che neanche nelle
sedi sopra citate parrebbe
solamente uno slogan elet-
torale di copertura, pronta-
mente smentito dalla perdu-
rante assenza dell'elemento
preposto a garantirla nonchè
dalle fratture prodottesi a li-
vello di dirigenza politica
dell'Union Valdôtaine di
Saint-Pierre.
segue a pag.2 - 4° colonna
SOMMARIO
Pagina 1
Per un Consiglio
Comunale nuovo
Pagina 2
Relazione previsionale
programmatica e
bilancio
Pagina 3
Un'area verde
adiacente al
castello/museo
Pagina 4 e 5
Area verde:
la planimetria
Pagina 6
Statuto Comunale
cronaca di un
"consiglio" mai dato
Pagina 7
Micro comunità 2
Una scuola annunciata
Pagina 8
Interrogazioni
Se consideriamo il fatto che
il Sig. Armand, ieri Presiden-
te, oggi Sindaco, non sem-
bra più essere un gran fre-
quentatore della sezione, a-
vanziamo qualche dubbio.
Qualcuno, a torto o a ragio-
ne, sta già rimpiangendo le
precedenti amministrazioni
comunali.
Abbiamo svolto questa spe-
cie di disamina sull'attuale
maggioranza, non tanto per
mettere in cattiva luce que-
sta Union Valdôtaine locale,
anzi siamo convinti che vi
siano consiglieri, oggi come
nel passato, degni di ogni
stima, quanto piuttosto per
evidenziare che anche qui,
intorno al nostro idilliaco ca-
stello, davanti ai quotidiani
vinti che le nostre preoccu-
pazioni attraverso tutte le
forze, politiche e non, pre-
senti a Saint-Pierre, e siamo
altrettanto convinti che sia
necessario uscire dalle se-
zioni, abbandonare i vecchi
steccati ideologici e final-
mente confrontarsi su pro-
grammi concreti, su progetti
e su fatti reali. Ci rendiamo
perfettamente conto che non
è facile ridare funzionalità
ed efficienza all'amministra-
zione pubblica, ma in attesa
di una qualche seria riforma
elettorale, pensiamo sia
questa l'unica strada percor-
ribile.
LA REDAZIONE
nesistenti, le riunioni delle
commissioni consiliari, par-
quando convocate, sono fis-
sate in orari inidonei a favo-
rire la piena partecipazione
dei componenti, così come
gli orari delle sedute del
Consiglio comunale, sempre
corrispondenti a quelli cano-
nici della giornata lavorativa,
non favoriscono certamente
la possibile presenza della
popolazione, i modi di rela-
zionare in Consiglio dei la-
vori di commissione sono
parziali e scorretti. Oltre alla
necessità di stabilire regole
precise per tutti, volte ad as-
sicurare la massima parteci-
pazione ai lavori consiliari
ed un miglior apporto co-
struttivo al dibattito ed alle
conseguenti scelte da com-
piccoli edificanti della maggio-
ranza consiliare in merito
all'adozione delle norme sta-
tutarie inerenti alla parteci-
pazione popolare - di cui si
tratterà più diffusamente nel
prosieguo del giornale - il
compito che ci attende è
certamente arduo, ma fon-
damentale. E' infatti neces-
sario definire regole precise
per il corretto funzionamento
di tutti gli organismi che
compongono la “macchina
comunale”, dal Consiglio al-
le relative commissioni, dai
rapporti tra Giunta e Consi-
glio a quelli tra Amministra-
zione comunale e cittadini.
L'aspetto che mi preme
maggiormente approfondi-
re, anche alla luce dell'attua-
le situazione non certo ro-
sea, riguarda il funziona-
mento del Consiglio comu-
nale. Spesso e volentieri, in-
fatti, gli atti relativi all'ordine
del giorno sono carenti od in-
piersi, è altrettanto necessa-
rio modificare lo spirito con il
quale il Consiglio comunale
deve svolgere il suo compi-
to.
La legge 142/90, stabilendo
chiaramente le competenze
consiliari, ha attribuito al
Consiglio le funzioni di pro-
grammazione, indirizzo e
controllo dell'azione politico-
amministrativa del Comune,
riservando alla Giunta le
funzioni attinenti alla sfera
esecutiva. In quest'ottica è in-
dispensabile avere un Con-
siglio comunale forte, capa-
ce cioè di sostenere a pieno
il ruolo che gli compete, pe-
na il suo svilimento, e, paral-
lelamente, una Giunta nuo-
va, preparata e determinata
nella pratica attuazione degli
indirizzi sanciti dall'assem-
blea consiliare. Lo stato del-
le cose a Saint-Pierre non ri-
sponde assolutamente agli
scopi prefissati dalla legge e
dagli atti propri dallo statuto co-
munale. Infatti, ci si scontra
con atteggiamenti della ma-
ggioranza finalizzati a rendere
l'azione del Consiglio mera-
mente legata ad un momen-
to di esclusiva ratifica delle
scelte effettuate a priori dal-
la Giunta stessa, senza che
la maggioranza consiliare la-
sci intravedere una seppur
minima volontà di rimuovere
storporo che la pervade. La ri-
cerca dell'approfondimento
e del dibattito è quindi la-
sciata esclusivamente all'ini-
ziativa del consigliere Dioni
e del sottoscritto, con esiti
per di più delle volte poco inci-
sivi stante l'assoluta mancan-
za di volontà al confronto da
parte di una Giunta che si fa
forte della sola legge dei nu-
meri. Si potrà obbiettare che
la maggioranza consiliare
svolge comunque il suo ruo-
lo mediante le pre consiliari,
le riunioni del movimento
politico, ecc. e che quindi la
sua presenza in Consiglio è
legittimamente rivol-
ta all'esclusivo sostegno del-
la Giunta che esprime. Pur
non condividendo assoluta-
mente questo modo di svol-
gere il ruolo del consigliere
comunale, vista la sterilità
che ne deriva poi per il di-
battito sulla cosa pubblica
all'unica sede istituzional-
mente preposta, occorre ri-
levare che neanche nelle
sedi sopra citate parrebbe
piersi, è altrettanto necessa-
rio modificare lo spirito con il
quale il Consiglio comunale
deve svolgere il suo compi-
to.
La legge 142/90, stabilendo
chiaramente le competenze
consiliari, ha attribuito al
Consiglio le funzioni di pro-
grammazione, indirizzo e
controllo dell'azione politico-
amministrativa del Comune,
riservando alla Giunta le
funzioni attinenti alla sfera
esecutiva. In quest'ottica è in-
dispensabile avere un Con-
siglio comunale forte, capa-
ce cioè di sostenere a pieno
il ruolo che gli compete, pe-
na il suo svilimento, e, paral-
lelamente, una Giunta nuo-
va, preparata e determinata
nella pratica attuazione degli
indirizzi sanciti dall'assem-
blea consiliare. Lo stato del-
le cose a Saint-Pierre non ri-
sponde assolutamente agli
scopi prefissati dalla legge e
dagli atti propri dallo statuto co-
munale. Infatti, ci si scontra
con atteggiamenti della ma-
ggioranza finalizzati a rendere
l'azione del Consiglio mera-
mente legata ad un momen-
to di esclusiva ratifica delle
scelte effettuate a priori dal-
la Giunta stessa, senza che
la maggioranza consiliare la-
sci intravedere una seppur
minima volontà di rimuovere
storporo che la pervade. La ri-
cerca dell'approfondimento
e del dibattito è quindi la-
sciata esclusivamente all'ini-
ziativa del consigliere Dioni
e del sottoscritto, con esiti
per di più delle volte poco inci-
sivi stante l'assoluta mancan-
za di volontà al confronto da
parte di una Giunta che si fa
forte della sola legge dei nu-
meri. Si potrà obbiettare che
la maggioranza consiliare
svolge comunque il suo ruo-
lo mediante le pre consiliari,
le riunioni del movimento
politico, ecc. e che quindi la
sua presenza in Consiglio è
legittimamente rivol-
ta all'esclusivo sostegno del-
la Giunta che esprime. Pur
non condividendo assoluta-
mente questo modo di svol-
gere il ruolo del consigliere
comunale, vista la sterilità
che ne deriva poi per il di-
battito sulla cosa pubblica
all'unica sede istituzional-
mente preposta, occorre ri-
levare che neanche nelle
sedi sopra citate parrebbe
piersi, è altrettanto necessa-
rio modificare lo spirito con il
quale il Consiglio comunale
deve svolgere il suo compi-
to.
La legge 142/90, stabilendo
chiaramente le competenze
consiliari, ha attribuito al
Consiglio le funzioni di pro-
grammazione, indirizzo e
controllo dell'azione politico-
amministrativa del Comune,
riservando alla Giunta le
funzioni attinenti alla sfera
esecutiva. In quest'ottica è in-
dispensabile avere un Con-
siglio comunale forte, capa-
ce cioè di sostenere a pieno
il ruolo che gli compete, pe-
na il suo svilimento, e, paral-
lelamente, una Giunta nuo-
va, preparata e determinata
nella pratica attuazione degli
indirizzi sanciti dall'assem-
blea consiliare. Lo stato del-
le cose a Saint-Pierre non ri-
sponde assolutamente agli
scopi prefissati dalla legge e
dagli atti propri dallo statuto co-
munale. Infatti, ci si scontra
con atteggiamenti della ma-
ggioranza finalizzati a rendere
l'azione del Consiglio mera-
mente legata ad un momen-
to di esclusiva ratifica delle
scelte effettuate a priori dal-
la Giunta stessa, senza che
la maggioranza consiliare la-
sci intravedere una seppur
minima volontà di rimuovere
storporo che la pervade. La ri-
cerca dell'approfondimento
e del dibattito è quindi la-
sciata esclusivamente all'ini-
ziativa del consigliere Dioni
e del sottoscritto, con esiti
per di più delle volte poco inci-
sivi stante l'assoluta mancan-
za di volontà al confronto da
parte di una Giunta che si fa
forte della sola legge dei nu-
meri. Si potrà obbiettare che
la maggioranza consiliare
svolge comunque il suo ruo-
lo mediante le pre consiliari,
le riunioni del movimento
politico, ecc. e che quindi la
sua presenza in Consiglio è
legittimamente rivol-
ta all'esclusivo sostegno del-
la Giunta che esprime. Pur
non condividendo assoluta-
mente questo modo di svol-
gere il ruolo del consigliere
comunale, vista la sterilità
che ne deriva poi per il di-
battito sulla cosa pubblica
all'unica sede istituzional-
mente preposta, occorre ri-
levare che neanche nelle
sedi sopra citate parrebbe
più efficaci i tentativi di coin-
volgere la popolazione; tan-
to è vero che spesso è la
Giunta a farsi carico della
sola comunicazione - anche
quando non ne ha la compe-
tenza - con il rischio di con-
fondere il piano informativo
con quello più propriamen-
te dell'indagine per mezzo
del dibattito con i cittadini.
Da ultimo, ma non per im-
portanza, è il problema del
la comunicazione. Siamo
convinti che la gente di
Saint-Pierre voglia sapere, e
siamo certi che voglia parte-
cipare, ma per farlo la si de-
ve informare e la si deve
mettere in condizioni di far-
lo. E' a questo scopo che il
nostro giornale sta lavo-
rando e continuerà a lavo-
rare.
segue a pag.3 - 2° colonna
più efficaci i tentativi di coin-
volgere la popolazione; tan-
to è vero che spesso è la
Giunta a farsi carico della
sola comunicazione - anche
quando non ne ha la compe-
tenza - con il rischio di con-
fondere il piano informativo
con quello più propriamen-
te dell'indagine per mezzo
del dibattito con i cittadini.
Da ultimo, ma non per im-
portanza, è il problema del
la comunicazione. Siamo
convinti che la gente di
Saint-Pierre voglia sapere, e
siamo certi che voglia parte-
cipare, ma per farlo la si de-
ve informare e la si deve
mettere in condizioni di far-
lo. E' a questo scopo che il
nostro giornale sta lavo-
rando e continuerà a lavo-
rare.
segue a pag.3 - 2° colonna
più efficaci i tentativi di coin-
volgere la popolazione; tan-
to è vero che spesso è la
Giunta a farsi carico della
sola comunicazione - anche
quando non ne ha la compe-
tenza - con il rischio di con-
fondere il piano informativo
con quello più propriamen-
te dell'indagine per mezzo
del dibattito con i cittadini.
Da ultimo, ma non per im-
portanza, è il problema del
la comunicazione. Siamo
convinti che la gente di
Saint-Pierre voglia sapere, e
siamo certi che voglia parte-
cipare, ma per farlo la si de-
ve informare e la si deve
mettere in condizioni di far-
lo. E' a questo scopo che il
nostro giornale sta lavo-
rando e continuerà a lavo-
rare.
segue a pag.3 - 2° colonna
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Testo Originale Estratto
quattrofo
gli
dal Consiglio
Relazione revisionale-programmatica e Bilancio
Quando abbiamo analizzato di quella relativa al triennio
la relazione previsionale e 1991/93, vale a dire che il
programmatica per il trien- programma degli interventi
nio 1992/94 è emersa l'im- attuabili direttamente dal
mediata sensazione che i la- Comune privilegia sempre
vori preparatori svolti dalla comunque l'azione pubblica
Giunta fossero stati alquanto nel campo della viabilità,
impegnativi, non tanto per tralasciando settori altrettan-
gli innumerevoli problemi to importanti che concorrono
da risolvere - a fronte di en- ad elevare la qualità della
trate finanziarie tutto som- vita della comunità e l'im-
mato limitates -, ma per la magine del paese.
sorte di ipotetica lotteria che I rilievi mossi dalla
devono aver comportato. Il Giunta sono gli stessi di
gioco l'abbiamo immaginato approvazione della relazione
così: Confermiamo la rela- previsionale, il che non
zione precedente? Inventia- ha ritenuto proponibile
mo qualcosa? Prevediamo quella alternativa di ri-
questa nuova opera? Riman- qualificazione delle
diamo quell'altra? Tentiamo aree ormai di proprietà del
finalmente di ultimare que- Comune. E qui verranno
sto intervento? Ecc. ecc. le critiche.
L'amministrazione di un co- L'amministrazione di un co-
mune, però, non può essere mune, però, non può essere
affidata ad una lotteria, ben- affidata ad una lotteria, ben-
sì deve discendere da obiet- sì deve discendere da obiet-
tivi ben definiti e da conse- tivi ben definiti e da conse-
guenti precisi programmi at- guenti precisi programmi at-
tuativi, capaci di individuare tuativi, capaci di individuare
priorità e mezzi finanziari priorità e mezzi finanziari
per attuarle. per attuarle.
Le nostre sensazioni sono Le nostre sensazioni sono
state pienamente confermate state pienamente confermate
dallo svolgimento dei lavori dallo svolgimento dei lavori
del Consiglio comunale. Al- della zona in questione.
la richiesta di esplicitare i In proposito di studi su
criteri con i quali la Giunta piani attuativi tutto sommato
aveva predisposto la relazio- ben definiti. Non pare,
ne previsionale e program- però, che l'attuale Giunta
matica, le testuali parole del comunale sia seriamente
Sindaco sono state: “Avete intenzionata a darne attua-
avuto la fotocopia un mese zione o, al limite, a porli in
fa , se volete ve la rileggo”. discussione in sede consilia-
Un comportamento ed una re, preferendo vagheggiare
presa di posizione che, se da soluzioni alternative (vedi
un lato confermano il gioco proposito l'esito della nostra
della lotteria quale base del- interpellanza in merito alla
le scelte effettuate dalla questione). L'altro aspetto
Giunta, dall'altro dimostra- riguarda la soppressione di
no ancora una volta il ruolo qualsiasi riferimento circa la
distorto che la Giunta stessa possibile realizzazione di
vuole prefigurare per il Con- un'area attrezzata da desti-
siglio comunale, relegandolo narsi ad attività artigianale
a semplice organo preposto come si sa, l'aver localizzato
a ratificare “scelte” apriori- nella zona delle casermette
stiche. Entrare nello specifi- il futuro polo scolastico-
co della relazione previsio- socio-culturale ha azzerato
un consorzio di artigiani.
Nel sostenere la funzione
prettamente pubblica delle
casermette avevamo comun-
que sottolineato in
Consiglio la necessità di stu-
diare localizzazioni alterna-
tive per la realizzazione di
un'area artigianale attrezza-
ta, suggerendo la possibilità
di acquisire terreni com-
presi nella zona industriale
di Preille ovvero, congiunta-
mente ai comuni di Ayma-
villes e Villeneuve, sondare
la possibilità per l'utilizzo in
tal senso delle proprietà ex
Cogne a Chavonne, recente-
mente acquisite dall'Ammi-
nistrazione regionale.

I rilievi sopra esposti avreb-
bero dovuto far ribadire il
nostro voto contrario, così
come avvenuto lo scorso an-
no. Invece, pur a fronte di
questa volontà o incapacità
di programmare o quanto
meno di coinvolgere il Con-
siglio nelle scelte, ci siamo
astenuti dalla votazione -
denunciando, per l'ennesi-
ma volta, un metodo di ge-
stione particolare se non
normale - avendo riscontra-
to, anche se in un contesto
programmatico alquanto
confusonario, qualche spo-
radico intervento (acquisto
scuolabus, realizzazione a-
rea verde in rue La Liberté,
relegata comunque nelle
previsioni triennali) capace
di attuare una minimale in-
versione di tendenza nell'af-
frontare le problematiche di
Saint-Pierre.

Il succinto intervento del
Sindaco in merito alla rela-
zione previsionale e pro-
grammatica ci ha suggerito,
seduta stante, la messa in at-
to di una sorta di prova del
nove per verificare, se anco-
ra ce ne fosse stato bisogno,
il tenore del dibattito all'in-
terno del nostro Consiglio
comunale in un'occasione
ne politico-amministrativa
del Comune. Ci siamo ripro-
messi, in sostanza, di non
svolgere alcun intervento di
carattere prettamente politico
da parte dei restanti Con-
siglieri.

E dire che il bilancio, poi
approvato, di considerazioni
non richiedeva non poche.
Principalmente, sarebbe sta-
to opportuno, da parte della
Giunta, fornire una disamina
in merito al fatto che il do-
cumento finanziario sotto-
posto all'approvazione del
Consiglio risponde solo par-
zialmente alle effettive spe-
se di gestione che il Comu-
ne dovrà sostenere nell'anno
1992. Infatti, dai dati forniti
dal Segretario comunale, è
stimabile un “buco” di due-
cento milioni circa per la
gestione ordinaria dei servi-
zi già esistenti. A fronte di
ciò, nessuna argomentazione
in merito alla minore entra-
te, nessuna motivazione in
ordine ai tagli effettuati e
tanto meno alcuna soluzione
per recuperare i fondi neces-
sari. Come dire: “La legge
impone un bilancio in pareg-
gio, per i soldi mancanti si
vedrà ....!”.
In sede di votazione abbia-
mo comunque dichiarato la
nostra astensione, dovuto ai
metodi imposti dalla Giunta,
all'assenza di motivazioni ed
alla constatazione che la
Giunta stessa vede nella
compilazione del bilancio e
della relazione previsionale
e programmatica una mera
imposizione e non qual fon-
damentale momento di pro-
grammazione che tali stru-
menti devono rivestire
nell'ambito dell'economia
del Comune. Esemplificati-
va, in proposito, è la vicenda
dei previsti adeguamenti dei
saloni sottostanti alle scuole
elementari e materne, pro-
grammati nel 1991, non at-
tuati, e quindi riprevisti sola-
mente nel 1993 o 1994!
Per concludere, come sem-
pre, alcuni dati: Il bilancio
comunale svolge interamen-
te i compiti affidatigli, in ciò
sostenuto innanzitutto da
programmi chiari e perse-
guibili, rappresentativi delle
effettive esigenze della co-
munità locale, e dalla vo-
lontà di attuarli in modo effi-
ciente e trasparente, ribal-
tando la tendenza dell'attua-
le Giunta che è stata con-
frontata ad attendere pres-
soché esclusivamente le
decisioni regionali per qual-
cui quattrocentocinquanta
milioni da finanziarsi con la
cassa depositi e prestiti),
centosessanta milioni per
rimborso di mutui e trecen-
tosessantadue milioni per
partite di giro.
I principali interventi infra-
strutturali e non sono i se-
guenti:
- completamento parcheggio
a Bussan Dessus
lire 100.000.000
- costruzione parcheggio
a Etavel
lire 250.000
- allargamento e sistemazio-
ne strada intercomunale
Chateau Feuvillet - Bagno
lire 50.000.000
- manutenzione straordinaria
strade e bitumature
lire 130.000.000
- acquisto sorgenti in locali-
tà Meod
lire 100.000.000
- costruzione impianti di illu-
minazione al Borgo e nelle
località alte del Comune
lire 100.000.000
- pagamento parcelle
lire 291.000.000
- pagamento espropri
lire 100.000.000
- acquisto scuolabus
lire 70.000.000
- acquisto due veicoli elet-
trici
lire 67.000.000
E.D.D.

NOTE E CONSIDERAZIONI DALL'INTERNO

(continua da pag. 1)

Concludendo, è indispensa-
bile stabilire nell'immediato
regole chiare per il corretto
funzionamento degli organi-
smi consiliari e compiere
uno sforzo per riportare in
Consiglio comunale il dibat-
tito politico-amministrativo.
Per il futuro, dovrebbe esse-
re compito di tutte le forze
politiche interessate alla ge-
stione ed allo sviluppo del
comune di Saint-Pierre ado-
perarsi affinché il Consiglio
tale inversione di tendenza
comporterà, naturalmente,
un Consiglio formato da
persone consce dell'impe-
gnativo ruolo che dovranno
svolgere, ruolo non certo
assimilabile a quello inter-
pretato attualmente, troppo
spesso legato
all'esclusiva presenza numerica
in virtù
di un'appartenenza partiti-
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Testo Originale Estratto
quattrofogli 3
dal Consiglio
Un'area verde adiacente al Castello/museo: Perché no?

Quando nel programma e-
lettorale affermavamo di
volere essere propositivi e
non solo e sempre in op-
posizione, speravamo fos-
se possibile in qualche
modo colloquiare con la
maggioranza o quanto
meno confrontarci su idee
e progetti; in quest'ottica
non solo abbiamo sempre
chiesto che tutte le propo-
ste fossero filtrate nelle
commissioni consiliari,
ma abbiamo sempre sti-
molato la discussione in
Consiglio per fare in mo-
do che tutti i consiglieri
fossero consapevoli delle
scelte a cui erano chiamati
attraverso il voto.

Per coerenza con questa
nostra impostazione, ci
siamo presi la briga di
chiedere ad un architetto
di predisporre, a nostre
spese, un progetto di mas-
sima rispetto alla sistema-
zione dell'area adiacente
alla scuola ed alla cappel-
la dei penitenti e del rela-
tivo sentiero che sbocca
sotto la cava/palestra di
roccia e che prosegue a
sud della micro comunità
per anziani e si immette
sulla regionale per Saint-
Nicolas.

Ci sembrava impensabile
che l'amministrazione di
Saint-Pierre offrisse agli
oltre 70.000 visitatori del
museo solo gli scalini del-
la scuola elementare o
quelle due panchine fati-
cosamente recuperate nei
magazzini dell'ammini-
strazione regionale, come
unica soluzione per con-
sumare il pranzo al sacco
o semplicemente per go-
dersi un attimo di relax a
Saint-Pierre.

Così la proposta, semplice
e senza interventi di stra-
volgimento dell'ambiente,
intendeva ripristinare il
sentiero alternando tale
breve passeggiata con al-
cune piazzole per qualche
tavolo e qualche panchi-
na, ovviamente erano pre-
visti anche i servizi igieni-
ci e, ultimo piccolo tocco,
un minimo di arredo urba-
no e di risistemazione del
parcheggio prospiciente la
scuola e la cassa rurale
per rendere il tutto estre-
mamente più accettabile.

Rispetto alla viabilità la
proposta prevedeva la
realizzazione di un nuo-
vo tratto di strada dalla ca-
va/palestra di roccia sino
alla regionale per Saint-
Nicolas in modo da otte-
nere un anello a senso u-
nico. Vale a dire che la
circolazione prevista era
in senso unico dal cimite-
ro sino al parcheggio del
municipio, doppio senso
di circolazione da e per la
collina e senso unico in
uscita sulla regionale per
Saint-Nicolas per quanto
attiene all'ultimo tratto
per intenderci
quello realizza-
to attraverso
l'intervento ex
novo.

Tutto ciò avreb-
be permesso:
-la realizzazio-
ne di 35 posti
parcheggio lun-
go la strada a
senso unico dal
cimitero sino al
castello;
-la possibilità,
nello stesso
tratto, di preve-
dere un passag-
gio pedonale
per i turisti;
-la possibilità
di offrire, final-
mente, ai turi-
sti, alle gite
scolastiche, e, perchè no,
agli abitanti di Saint-Pie-
rre, un'area minimamen-
te attrezzata ed un mini-
mo di decenza rispetto all'a-
redo urbano;
-la valorizzazione della
Cappella dei penitenti,
tutt'oggi unica struttura
per pubblici intratteni-
menti;

C’è sempre un ma nei
buoni propositi ed in que-
sto caso di ma ce n’è più

co ed il loro parere è stato
positivo e di incoraggia-
mento; abbiamo interpel-
lato il Presidente dell’en-
te museo, Sig. Efisio Nous-
san, il quale ha fatto una
serie di proposte di ritoc-
chi utili e pertinenti, ma
sostanzialmente ci ha in-
coraggiato nel presentare
la proposta, anche perché
l'ente museo ha tutta l'in-
tenzione di non abbando-
nare, e per fortuna, il ca-
stello; abbiamo interpellato
il Presidente della cas-
sa rurale che, oltre a dirsi
favorevole, ha ipotizzato

di uno.
La convocazione della
commissione urbanistica,
da parte del Sindaco, è
tardata alquanto e, per
giunta, nell’ordine del
giorno non sono stati in-
seriti tutti gli oggetti da
noi richiesti ed in partico-
lare la presentazione e la
discussione della proposta
in questione. Abbiamo
così dovuto sollecitare la
convocazione di un'ulte-
riore riunione che, stante i
tempi ristretti, si è svolta
alla vigilia del Consiglio
comunale inerente all'ap-

PROGETTO
VERDE

un ampliamento della pro-
posta dicendo che sarebbe
interessante, in futuro,
prevedere di estendere l'a-
rea anche ad un'altra parte
della collinetta.
Siccome però il nostro in-
tento non era quello di fa-
re uno "scoop" a livello
pubblico con una proposta
e rimettere poi tutto nel
cassettino, prima di dare
pubblicità all'iniziativa
abbiamo percorso tutto
l'iter interno all'Ammini-
strazione, vale a dire che
abbiamo chiesto la convo-
cazione della commissio-
ne urbanistica per discute-
re della proposta, prima
della presentazione del bi-
lancio comunale, s'inten-
de, nella speranza che
questa arrivasse in Consi-
glio, ma……..

provaizone del bilancio.
L'atmosfera lasciava subi-
to trasparire la voglia di
sveltre le cose, dando
uno sguardo veloce allo
studio, (in perfetta sinto-
nia con lo "stile" di que-
sta Giunta del "tocca e
fuggi" senza mai ap-
profondire, anche perché
forse costa fatica), senza
troppo ascoltare motiva-
zioni e spiegazioni, solle-
vando subito obiezioni su
tutto, e cercare di chiude-
re la questione dicendo
che la Giunta aveva in
mente o stava verificando
altre soluzioni e finalità
per l'ambito territoriale in
esame e per le problema-
tiche oggetto della discus-
sione.

In effetti, però, di discus-
sione si può dire che non
ve ne sia stata, se per di-
scussione s'intende il
confronto tra posizioni di-

e.c.
verse su un problema ben
definito. Da una parte, in-
fatti, vi era la nostra pro-
posta, formalizzata con
uno studio di massima si-
curamente da approfondi-
re, perfezionare e, perchè
no, modificare; dall'altra
la maggioranza e qual-
che ma ed alcuni no,
senza che nel loro insieme
esprimessero però un al-
trettanto quadro organico
alternativo.

Veniamo ai fatti, vale a
dire alle osservazioni ed
alle contro proposte della
Giunta:

-creazione di sensi
unici: non sono ne-
cessari dato che la
Giunta ritiene ri-
proponibile il di-
vieto di accesso al
piazzale del muni-
cipio per i pul-
mann e che, co-
munque, a loro av-
viso non esiste un
problema di traffi-
co congestionato.
-percorsi pedonali
di accesso al ca-
stello: creazione di
un marciapiede a
sbalzo lungo il
tratto di strada
Pommier-Munici-
pio.
-reperimento di
spazi parcheggio
per i momenti di
maggior afflusso di visita-
tori al castello: non neces-
sario in quanto si possono
utilizzare le strade che dal
municipio portano alla
colllina di Saint-Pierre.
-riqualificazione ambien-
tale dell'attuale piazzale
del municipio e delle aree
circostanti la cappella dei
penitenti: è stato richiesto
alla Regione uno studio di
fattibilità per la creazione
di un parcheggio pluripia-
no tra l'attuale piazzale e
la cappella stessa onde
creare una struttura che
consenta anche un più a-
gevolo accesso carrabile
all'area antistante le scuo-
le ed il municipio.
-ripristino del sentiero e
crazione di spazi di sosta
attrezzati: è preferibile,
viste le prevedibili spese
di gestione, realizzare dei
sentieri che salgano al
Chatelair in quanto, una

volta terminati, non do-
vrebbero comportare ulte-
riori costi di manutenzio-
ne.
-realizzazione del tratto di
strada collegante la regio-
nale alla comunale Tache-
Combaz: non è possibil
assumere alcuna determi-
nazione in merito, in atte-
sa che la Regione avanza
le sue proposte circa un e-
ventuale ampliamento
della micro comunità per
anziani.
Si è detto che alla nostra
proposta non è stato con-
trapposto un altrettanto
quadro organico; le argo-
mentazioni della maggio-
ranza, però, denotano
chiaramente un'ottica to-
talmente distorta nell'a-
affrontare le tematiche
ballo o, addirittura, la non
volontà di affrontarle, so-
per spirito di contrappo-
sizione sia per mancanza di
sensibilità.
Se le nostre proposte in-
tendevano promuovere a
riqualificazione delle are
circostanti il municipio e
la parte bassa del Chat
lair mediante interver
tutto sommato "leggeri",
ma capaci anche di ren-
dere organicamente e glo-
balmente sulla carenza di
parcheggi nei momenti di
punta, sulla mancanza di
percorsi pedonali, sullo
stato di abbandono di al-
cune aree e sullo squallo-
re dell'attuale piazzale del
municipio, le proposte
della Giunta tendono ad
aggravare la situazione
esistente mediante opere
"pesanti", quali parcheg-
gio pluripiano, rampe di
accesso, marciapiede a
sbalzo, senza con questo
risolvere completament
tutti gli aspetti del proble-
ma, ma certamente "pe-
conando" ulteriormente
l'immagine di Saint-Pier-
re, sia a livello estetico,
sia a livello di distorta e
dequalificante offerta di
servizi per i residenti e
per gli innumerevoli turi-
sti.

Ermenegildo Del Degann
Germano Dionisii


Testo Originale Estratto
AREA DI PARCHEGGI MICROCOMUNITA' STRADA DI COLLEGAMENTO VIGNETI CASERMETTE CIMITERO COMUNE DI ST. PIERRE IPOTESI DI RIASSETTO VIABILE CON PARCHEGGI E ATTREZZATURE PUBBLICHE PER LA ZONA CIRCOSTANTE IL CASTELLO DI ST. PIERRE N. DIS. 1 SCALA A 1:1000 A 1:100 DATA 28.3.1991 19.8.1994 AGGIORNAMENTO DOTT. ARCH. ESTER SALTARELLI AOSTA VIALE GRAN S. BERNARDO, 9 TEL. 362272


Testo Originale Estratto
PIAZZETTE DI SOSTA CON TAVOLI E PANCHINE SERVIZI IGIENICI STRADA COMUNALE DI ST. NICOLAS VIGNETO CROIX SUB ST. PIERRE PIAZZALE CASTELLO STRADA VICINALE PILA


Testo Originale Estratto
quattrofoglli 6

STATUTO COMUNALE: cronaca di un "consiglio" mai dato.

COMINCIA SEMPRE
COSI':
-TANTO NON VENGONO
-E' SOLO PERDITA DI TEMPO
-CI HANNO VOTATO? ... /
... ORA COMANDIAMO NOI.

Dopo quasi due anni che occupo il posto di consigliere comunale e soprattutto dopo l'adozione dello statuto, in ottemperanza a quanto prevede la legge n.142 dell'8 giugno 1990, meglio nota come legge di riforma delle autonomie locali, ho proprio voglia di dare un consiglio al Consiglio e vi racconto perché.

POCHE RIGHE DI STORIA
La legge 142 prevede che ogni comune adotti uno statuto, il quale dovrebbe diventare una piccola Costituzione, una sorta di punto di riferimento per amministratori e cittadini rispetto al funzionamento della "cosa pubblica".
Viene quindi nominata una commissione comunale che, con la preziosa collaborazione del Dott. Louvin nominato consulente/esperto, dovrà redigere una bozza di statuto.
Prima piccola battaglia: quando in Consiglio la giunta propone la commissione, viene previsto un solo consigliere di minoranza, pur sapendo che le minoranze sono due; comunque alla nostra richiesta di ampliare la commissione perché anche l'altra" minoranza potesse contribuire, la proposta passa.......e la commissione inizia i suoi lavori.

CRONACA DALL'INTERNO, ovvero sintesi degli episodi più significativi del lavoro della commissione statuto.
La commissione, per fortuna, ha potuto usufruire di una prima bozza messa a punto dal Dott. Louvin e su questa ha iniziato a discutere ed a modificare.
Si potrebbe dissertare sul significato di "discutere" all'interno di questa commissione, ma, come recita un vecchio adagio, forse è meglio stendere un pietoso velo.
Gli episodi significativi si riducono a due.
1) La consultazione.
Lo statuto, nello spirito della 142, dovrebbe essere anche uno strumento per la partecipazione dei cittadini e, ad un certo punto dei lavori, proponemmo quindi che l'amministrazione si facesse promotrice di un pubblico confronto con gli abitanti di Saint-Pierre, per sentire un pochino anche loro, così come già avevano fatto altri comuni della Valle: risposte? Ne cito alcune, a caso: Non serve a niente, tanto non viene nessuno! Perché consultare tutti gli abitanti? Che ognuno consulti i propri iscritti!-
za degli abitanti di Saint-Pierre, cittadini senza una tessera di partito in tasca, non hanno diritto di parola. E' proprio vero che la storia spesso non insegna nulla.

2) Il consigliere relatore.
Per il funzionamento della commissione era stato redatto un regolamento il quale prevedeva che la proposta di statuto da adottare fosse presentata in Consiglio da un consigliere incaricato di relazione.
Nell'ultima seduta della commissione, presente il Dott. Louvin (credo sia doveroso evidenziare il buon lavoro fatto da questo consulente il quale ha proposto uno statuto contenuto, ma completo rendendolo quindi agile ed "agibile"), ed è inoltre riuscito, puntualmente a tradurre le richieste della commissione, ovviamente quanto per successo in Consiglio non è una sua responsabilità) si pone il problema di chi farà il relatore.
"Nessun problema - dice il consigliere, nonchè vice-sindaco, Jocallaz Giuseppe - io posso fare io." E aggiunge: "...Tanto basta leggere gli articoli e votare".
Puntualizzazioni varie, comprese quelle del dott. Louvin, chiariscono i compiti di un relatore, precisando che sarebbe necessario evidenziare i punti più significativi di accordo e soprattutto i punti su cui esiste ancora disaccordo e che pertanto vengono rinviati al Consiglio per una soluzione definitiva.

23 SETTEMBRE 1991-CONSIGLIO COMUNALE PER L'ADOZIONE DELLO STATUTO
ovvero come un organo democratico può ridurre la democrazia.
E veniamo alla parte centrale di questo racconto.
Il consigliere Jocallaz Giuseppe relaziona:
sottolinea che l'esigenza di dotarsi di uno statuto deriva dalla legge n° 142;
sintetizza, rapidamente, la 142; non evidenzia nessun disaccordo; non oltrepassa la soglia dei 5 minuti, per un lavoro durato.........
Si dà lettura degli articoli e si procede a votazione là dove ci sono proposte di emendamento.
Tutto procede senza particolari emozioni; facciamo però notare noi della minoranza, che lo statuto, in sede di adozione ufficiale, è redatto esclusivamente in lingua italiana e chiediamo, in prima istanza un rinvio a quando ci sarà anche una copia in lingua francese, in via subordinata che quanto prima si provveda alla traduzione
del testo. Proponiamo, inoltre, un emendamento all'art.2 (elenco delle frazioni di cui è composto il territorio comunale) in cui chiediamo che le frazioni quali, ad esempi
Bussan, denominate "di sopra, di mezzo e di sotto" vengano trascritte in francese in quanto le frazioni, di per sè, hanno una denominazione francese.
Emendamento bocciato dalla maggioranza: meglio in italiano, non solo, un assessore ha aggiunto: "Potrebbe creare delle complicazioni per la carta d'identità!" (Compito per i lettori: se qualcuno ha capito il senso di questa affermazione, in una regione autonoma il cui statuto speciale sancisce che le lingue ufficiali siano l'italiano ed il francese, ci scriva, per favore).
Le emozioni e lo stupore iniziano quando si affronta il titolo III dello statuto che si riferisce alla "Tutela del cittadino e partecipazione".
E' forse necessaria una rapida premessa:
la legge di riforma delle autonomie locali, la 142 appunto, introduce la tutela del cittadino e la partecipazione come elementi qualificanti, offrendo, per la prima volta, l'opportunità di istituire la figura del difensore civico, di utilizzare l'istituto del referendum su base comunale come forma di consultazione popolare e permettendo, inoltre, ai singoli cittadini di accedere alle informazioni relative all'attività dell'amministrazione. Nessuna illusione sul fatto che queste opportunità siano il toccasana per i problemi che attanagliano la vita del nostro paese e della nostra regione, vero è però che, se lo statuto deve essere una piccola "costituzione", è necessario sancire in esso una serie di principi, possibilmente praticabili nella realtà, a cui riferirsi nell'attività amministrativa.
Lo statuto proposto dalla commissione prevede due forme di referendum: uno consultivo ed uno abrogativo, rispettivamente agli artt. 37 e 38; perché potessero essere indetti, in sede di commissione si era deciso di fissare in 200 il numero di elettori per poter richiedere il referendum consultivo ed in 300 per quello abrogativo.

SORPRESA!
Nonostante questi fossero accordi già presi in sede di commissione, il sindaco propone un emendamento: "Propongo di non adottare un numero fisso (200/300) bensì una percentuale, poiché se dovessero aumentare nel tempo gli abitanti del comune, e quindi gli elettori, dovremmo modificare lo statuto per elevare tali cifre".
E' sino a questo punto la proposta di una consultazione saggia e condivisibile, la sorpresa sta nella proposta di percentuale.
"Propongo pertanto che possa richiedere un referendum consultivo non meno del 20% degli elettori e uno abrogativo non meno del 25%."
Che, nella sostanza, significa far passare da 200 a 351 gli elettori necessari per richiedere un referendum consultivo e da 300 a 439 per l'abrogativo (gli elettori del comune sono, al 31 luglio 1991, 1758). E siamo dichiarati d'accordo sulla percentuale in sostituzione del numero fisso, ma che questo rispettasse lo spirito di quanto concordato in commissione; del tutto inutile: fu approvato a maggioranza! I membri della commissione che erano presenti in commissione non hanno nemmeno avuto il buon gusto di attenersi, visto che in quella sede avevano concordato tutt'altro.
La non è finita! Conclusa la lettura dell'art. 40, che riportiamo per esteso, così sono più chiari i termini della questione:
Art. 40 dello statuto comunale proposto dalla commissione:
Il Consiglio comunale ha facoltà di convocare i cittadini in Assemblea generale ovvero per singole frazioni al fine di conoscere l'opinione, ma soprattutto, senza rispondere solo alla logica dell'appartenenza di gruppo.

Vi assicuro che questa seconda risposta mi ha fatto correre un brivido freddo lungo la schiena: e i non tesserati? Insomma, quelli che probabilmente sono la maggioranza.

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IL REFERENDUM IN ITALIA:
E' regolamentato dalla Legge nazionale 25 maggio 1970 N° 352 "Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa legislativa prevista dal popolo"
L'art. 7 prevede che per poter richiedere un referendum siano necessarie 500.000 firme

IL REFERENDUM IN VALLE D'AOSTA:
E' regolamentato dalla Legge regionale 7 maggio 1975 N° 16 "Norme sui referendum previsti dallo Statuto speciale della Valle d'Aosta e sull'iniziativa del popolo valdostano"
L'art. 3 prevede che per poter richiedere un referendum siano necessarie 4.000 firme

IL REFERENDUM A SAINT-PIERRE:
E' regolamentato dallo Statuto comunale agli artt. 37 - 38 - 39;
L'art. 3 prevede che per poter richiedere un referendum consultivo non meno del 20% degli elettori e uno abrogativo non meno del 25%.

Tabelle referendum:
IN ITALIA
n. elettori   firme richieste   percentuale
42.000.000     500.000         1,2

IN VALLE D'AOSTA
98.472         4.000           4,2

A SAINT-PIERRE
1758           351             20
1758           439             25

E adesso vi proponiamo un giochino: proviamo ad applicare le "democratiche" percentuali volute dalla maggioranza del comune di Saint-Pierre all'Italia ed alla Valle d'Aosta e vediamo cosa succede:

ITALIA
n. elettori   percentuale   firme richieste
42.000.000     25            10.500.000

VALLE D'AOSTA
97.712         25            24.428

emendamenti, è altrettanto vero però che stupisce che lo stesso consigliere relatore si faccia promotore di un emendamento che stravolge il senso di un intero articolo precedentemente concordato in commissione.
Visti gli esiti, come minoranza facciamo un ultimo tentativo: se la convocazione dell'assemblea, come possibilità, è solo in mano al Consiglio, che almeno la si regolamenti, si eviti di lasciare nell'articolo la generica "facoltà", si permetta ad almeno 1/3 dei consiglieri di proporne
di opinione, ma anche, soprattutto, senza rispondere solo alla logica dell'appartenenza di gruppo.

La domanda.
Alcuni mesi or sono sostenevo in una pubblica riunione l'esigenza improrogabile di un confronto serio e sui programmi con il movimento dell'Union Valdôtaine, poichè ritengo esista davvero una parte di questo movimento portatrice di valori e capace di metodi democratici, e allora la domanda, legittima e consequenziale:

MA QUESTA GIUNTA E QUESTA MAGGIORANZA RAPPRESENTANO VERAMENTE L'UNION VALDOTAINE ??

Germano Dionisi

Il consiglio.
E' un consiglio ai consiglieri, tutti, sottoscritto compreso: riprendiamoci in mano il consiglio e le sue funzioni e rispettiamo le regole della democrazia senza temere la partecipazione o il confronto con la gente, senza temere le diversità
Altro brivido di freddo lungo la schiena, e con questo vi passo le ultime informazioni prima di concludere, dopo che sul mio fedele bloc notes avevo registrato per ben due volte l'intervento a voce ben distinguibile di un membro della giunta che, probabilmente in perfetta sintonia rispetto alla concezione di democrazia del Sindaco, ha tentato di stroncare la discussione e gli interventi con un secco: "Adesso basta, votiamo!"
Come a dire: "Signori ci avete stufato, risolviamola con la forza, perchè la ragione conta fatica!"
Arrivato alla conclusione mi accorgo di aver dimenticato il consiglio al Consiglio preannunciato nel titolo, in realtà l'ho volutamente riservato per la fine, anzi voglio concludere con il Consiglio, ma anche con una domanda.
Il consiglio.
E' un consiglio ai consiglieri, tutti, sottoscritto compreso: riprendiamoci in mano il consiglio e le sue funzioni e rispettiamo le regole della democrazia senza temere la partecipazione o il confronto con la gente, senza temere le diversità


Testo Originale Estratto
quattrofogl
dal Consiglio
MICRO-COMUNITA' PER ANZIANI, SECONDA PUNTATA.
7
Il titolo potrebbe ricordare ne viene annullata dalla
una telenovela e, in effetti, Co.Re.Co; probabilmente
quanto sta succedendo in qualcuno ricorda il simpati-
quella struttura e la ostinata co episodio del nostro Sin-
volontà della Giunta di te- daco in versione "Rambo"
nerci fuori dalla commissio- che fa tutto lui, sia le propo-
ne di gestione, ha veramente ste per la maggioranza, sia
il sapore di quei "minestro- quelle per la minoranza.
ni" televisivi tipici delle
saghe familiari.
IL SEGUITO:
Se però dovessi scegliere un Si ripropone in Consiglio la
genere letterario a cui riferir- nomina della commissione
mi per tentare di raccontarvi di gestione e in questa se-
il seguito, credo che non a- conda tornata la maggioran-
vrei dubbi nell'utilizzare la za e la Giunta si superano.
favola. I personaggi? Credo Confesso che in quell'occa-
che all'assessore alla sanità sione sconto la mia in-
farei certamente fare il pro- genuità e mi lascio bella-
tagonista, poiché di fatto lo mente gabbare dall'astuto"
è. e devo dire che la vedo Sindaco, o da chi per lui ha
bene come un Pinocchio al preparato il "pacchetto".
femminile, visto che si osti- (Radio scarpa, o se volete i
na a raccontarci in Consiglio soliti bene informati, affer-
che tutto va bene, che la mi- mano che il tutto era già
cro comunità di Saint-Pierre stato preparato in pre consi-
è il fiore all'occhiello liare)
dell'amministrazione; ma
siccome molti sanno che le Rapido antefatto alla discus-
cose non stanno proprio co- sione: alla mia richiesta di e-
sì, ecco allora che anche a lei splicitare i motivi per cui
come a Pinocchio dovrebbe come minoranza non dove-
crescere il naso. vamo essere presenti nella
commissione per la gestione
Ma veniamo ai fatti! della micro, la risposta è
RIASSUNTO:
La prima delibera di nomina
della commissione di gestio-
gliato, perché non è di
Saint-Pierre, non conosce le
situazioni, e a volte sono
questioni delicate.....!"
A parte il fatto che la que-
stione posta in questi termi-
ni puzza un pochino di logi-
ca di appartenenza, se que-
sta affermazione significa
che si vogliono le persone
giuste al posto giusto, per
TUTTO O.K.
e.c.
competenza, rappresentati-
vità, e chi più ne ha più ne
metta, dunque se la logica è
questa, allora io chiedo a vi-
va voce che il nostro Sinda-
co si dimetta, poiché per es-
sere coerenti è decisamente
la persona sbagliata al posto
nominativi dei componenti,
dopo la tipologia della com-
posizione, vale a dire che ti-
po di rappresentanza deve
essere prevista nella com-
missione.
Il sottoscritto, assolutamente
convinto che la commissio-
ne, nella sua rappresentanza,
fu proposta come nel
precedente Consiglio, e do-
do del tutto la minoranza,
compresa"l'altra minoran-
za", dopo la discussione,
pare che la commissione è
composta, oltre che dai
membri di diritto, da: "due
rappresentanti del comune di
Saint-Pierre e due della mi-
noranza, che è possi-
bile riproporre chiunque, an-
che non appartenente al
Consiglio; guarda caso gli e-
letti risultano però essere
consiglieri della mag-
gioranza.
Come minoranza continuia-
mo ad interessarci, anche se
dall'esterno, del problema
micro e scopriamo che sem-
pre più spesso viene richie-
sto l'intervento delle orga-
nizzazioni sindacali per diri-
mere questioni relative al
personale, che l'assessorato
regionale alla sanità ha no-
minato una assistente sociale
esterna con il preciso scopo
di espletare un'indagine e di
relazionare circa l'andamen-
to della situazione, che sem-
pre più spesso ci sono epi-
sodi di intolleranza e che vo-
gliono creare "minacce"
nei confronti
personale.....
Allora assessore,
tutto va bene?
Po aver comicamente chie-
sto: "Ma cosa stiamo votan-
do, la composizione, non i
nominativi, vero?"
Non solo non viene sfiorato
dal dubbio che gli stanno
preparando un solenne "bi-
done", ma vota anche a fa-
Nel Consiglio successivo,
dopo la lettura del fatidico
verbale riferito alla compo-
sizione della commissione,
il mio collega Del Degan,
visibilmente spazientito ri-
spetto all'insistenza con la
quale si poneva il veto nei
miei confronti, si è candida-
to.
Ha pertanto denunciato l'o-
struzionismo nei miei con-
fronti ed ha preso atto che il
mancato inserimento di un
consigliere di minoranza
nella commissione era basa-
to soltanto su questioni per-
sonali.
Non solo, ha ipotizzato
un'alternanza tra lui ed il
consigliere Lettry Dante. In
quella sede la maggioranza
ha accettato, dichiarando
che avrebbe fatto dimettere
uno dei suoi due rappresen-
tanti per permettere l'ingres-
so di Del Degan.
Era l'inizio dell'estate
......stiamo ancora aspettan-
do che la maggioranza ri-
spetti quanto pubblicamente
concordato e forse aspettere-
mo ancora per molto.
Germano Dionisi
CRONACA DI UNA SCUOLA ANNUNCIATA
All'inizio dell'autunno 1990, durante
una riunione della commissione
cultura, su iniziativa dell'Assessore
Chentre Walter, era stato deciso di
creare un polo scolastico e socio
culturale nell'area delle casermette.
Questa decisione era poi stata for-
malizzata nella relazione previsio-
nale e programmatica per il triennio
1991-93, approvata dal Consiglio
comunale verso la fine dello stesso
anno. Nell'affrontare queste proble-
matiche avevamo rilevato la neces-
sità di adottare per la zona in og-
getto un'ulteriore variante al piano
regolatore onde conformare le pre-
visioni dello strumento urbanistico
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nanziamento regionale di 800 milio-
ni nel '91, per la realizzazione della
scuola elementare era invece ne-
cessario ottenere i finanziamenti
mediante una legge regionale chia-
mata comunemente FRIO.
In sostanza si tratta di un program-
ma di investimenti in opere pubbli-
che, redatto dalla regione in base al
complesso delle richieste di finan-
ziamento proposte dai comuni in
ordine ad opere pubbliche di varia
natura, che pone in graduatoria i
progetti stessi in base a vari criteri
e li finanzia secondo le disponibilità
prestabilite seguendo la graduato-
ria stessa sino ad esaurimento dei
non era soddisfatta, abbiamo chie-
sto la convocazione della commis-
sione urbanistica all'inizio del 1991
onde verificare le intenzioni della
Giunta a tal proposito, dato che i
tempi erano molto stretti per riusci-
re ad ottenere l'approvazione, da
parte della Regione, dell'apposita
variante al P.R.G.C. entro il 31 otto-
bre 1991, data entro la quale devo-
no essere presentati i progetti al
FRIO. A seguito dei lavori di com-
missione, in data 4 marzo '91 è sta-
ta finalmente adottata la variante al
P.R.G.C con la quale è stata sanci-
ta la nuova destinazione d'uso
dell'area delle casermette nonché
Probabilmente è stato in quella se-
de o addirittura in occasione
dell'approvazione della relazione
previsionale e programmatica per il
triennio 1991-93 che il Sindaco ha
categoricamente affermato: "FRIO
o non FRIO entro un anno saranno
iniziati anche i lavori di costruzione
della scuola elementare."
Nello scorso mese di ottobre sono
stati sottoposti all'approvazione del
Consiglio i progetti dell'asilo nido e
della scuola elementare, senza che
il Consiglio stesso avesse approva-
to quello studio piano volumetrico
previsto dalla variante del P.R.G.C.
Il risultato è che probabilmente si è
persa una grossa occasione di ri-
qualificare, in modo migliore, un'a-
rea pubblica mediante un'edifica-
zione coordinata sia a livello di fun-
zionalità sia a livello tipologico ed
estetico, stante la predisposizione
di due progetti esecutivi non aventi
tra loro alcunché in comune, se non
l'aver seguito esclusivamente una
griglia predeterminata, non si sa
bene da chi, la quale, a detta
dell'architetto progettista della
dell'approvazione del progetto della
scuola elementare a supporto della
nostra astensione, il Sindaco ha af-
fermato che stando così le cose, ci
vorranno quattro anni per veder ini-
ziare i lavori. L'Assessore Jocalaz
Giuseppe nel vano tentativo di di-
fendere la Giunta per questo lassi-
smo od incapacità ha tranquilla-
mente affermato che la scuola ele-
mentare non rientra nelle priorità
individuate dalla Giunta stessa, per
cui i tempi prospettati per la realiz-
zazione sono più che accettabili.
Dopo il danno anche la beffa, da
noi non condivisa e, riteniamo nep-
pure dell'Assessore Chentre, visto
valori.
Nell'ambito di un'iniziativa che si è
concretizzata nel corso del 1991, è
stato proposto un finanziamento re-
gionale di 800 milioni per la realiz-
zione di una scuola elementare.
Però, in quell'occasione si è persa
la possibilità di ottenere i finanzia-
menti mediante una legge regionale
chiamata comunemente FRIO.
Il Sindaco non si è minimamente
curato di informarsi
presso l'Assessore regionale com-
petente sulle decisioni dell'organo
tecnico (C.R.P.T.), sulle determina-
zioni che in merito avrebbe assunto
la Giunta regionale e, cosa ancor
più grave, non ha sollecitato una
rapida approvazione della variante,
ben sapendo che pendeva sul capo
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imisibile disinteressandosi total-
te degli esiti della variante al
G.C.
bronamento di tutto ciò, in rispo-
na a queste considerazioni da noi
s volte in Consiglio in occasione
pure dall'Assessore Chentre, visto
lo sbigottimento leggibile nel suo
sguardo nell'udire le affermazioni
dei suoi colleghi di Giunta.
Ermenegildo Del Degan


Testo Originale Estratto
quattrofoglì
interrogazioni
SCHEDA N° 2
Al Sig. Sindaco del comune di Saint-Pierre.
I sottoscritti consiglieri comunali Ermenegildo Del Degan e Germano
Dionisi chiedono che la seguente interrogazione venga inserita
all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
INTERROGAZIONE
PREMESSO che la Giunta comunale, con propria deliberazione n.
94 del 22 febbraio 1991, ha deliberato di procedere alla trattativa
privata con la ditta Elce Rita per l'affidamento dei lavori di pulizia
dei locali della scuola materna, scuola elementare e municipio;
RILEVATO che all'appalto in oggetto sono state invitate solamente tre
ditte del settore aventi sede nei comuni di Saint-Pierre, Verrès e Mor-
gex;
RITENUTO di ravvisare un comportamento amministrativamente ano-
malo della Giunta comunale volto a predeterminare l'assegnazione
malolo della Giunta comunale volto a predeterminare l'assegnazione
del servizio, stante il mancato invito ad altre ditte operanti in Saint-
Pierre nonché in comuni molto più prossimi quali Aosta,
INTERROGANO IL SINDACO
onde conoscere le motivazioni che hanno fatto escludere dall'invito
altre ditte, nonostante che, in occasione di analoga interrogazione,
fosse stata assicurata una maggiore e più puntuale verifica delle ditte
da invitarsi alle gare d'appalto, operanti in prima istanza nel territo-
rio comunale.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
SCHEDA N° 4
Al Sig. Sindaco del comune di Saint-Pierre.
I sottoscritti consiglieri comunali Ermenegildo Del Degan e Germano
Dionisi chiedono che la seguente interrogazione venga inserita
all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
INTERROGANO L'ASSESSORE COMPETENTE
onde conoscere:
- una valutazione in merito all'andamento della raccolta differenzia-
ta dei rifiuti solidi urbani;
- lo stato di attuazione del programma inerente alla realizzazione
dei ricoveri a protezione dei cassonetti;
- il funzionamento ed il livello di riempimento della discarica interco-
munale;
- gli intendimenti in ordine al potenziamento della raccolta differen-
ziata dei rifiuti con particolare riferimento ai materiali ferrosi e simili,
ai prodotti nocivi, quali gli anticrittogamici e/o altri prodotti chimici
altamente inquinanti.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
INTERROGAZIONE IN MERITO ALLA RACCOLTA
DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI
(Vedi scheda n.4)
Uno dei compiti della minoran-
za è quello di esercitare un con-
trollo rispetto all'operato
dell'esecutivo e, aggiungiamo,
sui livelli di qualità dei servi-
zi offerti. Gli esiti dell'interroga-
zione possono considerarsi positivi
in quanto è emerso che:
a) l'impegno del Consiglio
Comunale consentirà di incre-
mentare il numero dei cassonetti
più collassati;
b) la Giunta si è impegnata, su
nostra richiesta, di verificare
se, a livello di comunità monta-
na, è allo studio un'area per il
deposito dei materiali ferro-
si, ovvero, in caso negativo,
di prevederne una attigua alla di-
scarica per inerti;
c) la regione sembrerebbe in-
tenționata a definire un servi-
zio raccolta dei prodotti noci-
vi su scala regionale.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
SCHEDA N° 3
Al Sig. Sindaco del comune di Saint-Pierre.
I sottoscritti consiglieri comunali Ermenegildo Del Degan e Germano
Dionisi chiedono che la seguente interrogazione venga inserita
all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
INTERROGAZIONE
PREMESSO che il Consiglio comunale, con propria deliberazione n.
259 del 3 dicembre 1990, aveva deliberato di prorogare di un anno
il contratto con l'impresa Guyon Pellissier Osvaldo per i lavori di ma-
nutenzione dell'impianto di illuminazione pubblica, successivamente
annullata dalla CO.RE.CO.;
PRESO ATTO che la Giunta comunale, con propria deliberazione n.
93 del 22 febbraio 1991, ha deliberato di procedere alla trattativa
privata con la ditta Guyon Pellissier Osvaldo per l'appalto di manu-
tenzione di cui sopra;
RILEVATO che all'appalto in oggetto sono state invitate solamente tre
ditte aventi sede nei comuni di Saint-Pierre, Sarre e Chatillon, delle
quali una non opera più specificatamente nel settore;
RITENUTO di ravvisare un comportamento amministrativamente ano-
malo della Giunta comunale volto a predeterminare l'assegnazione
del servizio, stante il mancato invito ad altre ditte operanti in Saint-
Pierre nonché in comuni molto più prossimi,
INTERROGANO IL SINDACO
onde conoscere le motivazioni che hanno fatto escludere dall'invito
altre ditte, nonostante che, in occasione di analoga interrogazione,
fosse stata assicurata una maggiore e più puntuale verifica delle ditte
da invitarsi alle gare d'appalto, operanti in prima istanza nel terri-
torio comunale.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
SCHEDA N° 5
Al Sig. Sindaco del comune di Saint-Pierre.
I sottoscritti consiglieri comunali Ermenegildo Del Degan e Germano
Dionisi chiedono che la seguente interrogazione venga inserita
all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
INTERROGAZIONE
PREMESSO che numerosi tratti stradali comunali presentano innume-
revoli e spesso rilevanti manomissioni del fondo bituminoso e che ta-
le situazione è particolarmente diffusa nell'ambito delle frazioni di
Rusan;
INTERROGANO L'ASSESSORE COMPETENTE
- al fine di conoscere gli intendimenti e le misure che intende adotta-
re per sanare tali deprecabili condizioni delle strade, anche a fronte
di uno stanziamento nel bilancio di previsione, per interventi di bitu-
matura, pari a L. 100.000.000;
- onde conoscere quali strumenti abbia adottato o ritenga opportuno
adottare per tutelare il patrimonio stradale in occasione degli inter-
venti effettuati da ditte estranee all'Amministrazione comunale visti i
pessimi risultati che spesso ne conseguono.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
INTERROGAZIONE CIRCA LE CONDIZIONI
(PIETOSE) DELLE STRADE
(vedi scheda n.5)
L'unico esito positivo che ab-
biamo potuto riscontrare già
dalla discussione in Consiglio
Comunale è stato che la presen-
tazione dell'interrogazione ha
consentito di dare maggiore in-
formazione ai soggetti interes-
sati. Le Giunta arrogarsi giudizi
aprioristici rispetto alle qualità
delle ditte operanti nei vari set-
tori ritenendo che, ove possibile,
sia interesse dell'Amministra-
zione avere il concorso del mag-
gior numero di imprese e che la
verifica dell'operato delle ditte
aggiudicatarie debba avvenire
durante l'espletamento dei ser-
vizi o l'esecuzione delle opere
avvalendosi di precisi capitolati
d'appalto.
L'esigenza di trasparenza nell'am-
ministrare la cosa pubblica non
può essere sempre e solo invo-
cata per gli altri (Stato, Re-
gione, A.N.A.S., ecc...).
Che fine ha fatto la tanto de-
clamata "GLASNOST" che, in
sottile polemica con la prece-
dente amministrazione, ha ca-
ratterizzato tutta la campagna
elettorale del nostro Sindaco?
società responsabile affinchè le
imprese sub appaltatrici provve-
dessero immediatamente ad ese-
guire i lavori di rifinitura.
Dalla discussione che ne è se-
guita abbiamo strappato l'impe-
gno dell'assessore ai lavori pub-
blici, nonchè Vicesindaco, af-
finchè per il futuro si garantisca
al comune mediante apposite
convenzioni che sanciscano ob-
blighi e termini per le imprese
operanti sul suolo pubblico non
aventi alcuna interconnessione
con lavori effettuati dall'ammi-
nistrazione comunale.
SCHEDA N° 6
Al Sig. Sindaco del comune di Saint-Pierre.
I sottoscritti consiglieri comunali Ermenegildo Del Degan e Germano
Dionisi chiedono che la seguente interrogazione venga inserita
all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
INTERROGAZIONE
PREMESSO che l'Assessore regionale al turismo, sport e beni cultu-
rali, dott. Liborio Pascale, in un'intervista rilasciata al TG3 Valle
d'Aosta e trasmessa dalla Rai in data 29 settembre 1991, ha indica-
to un'area situata nel comune di Saint-Pierre quale possibile soluzio-
ne alternativa all'eventuale impossibilità di realizzare un campo da
golf a Fenis;
INTERROGANO IL SINDACO
al fine di conoscere se:
- le dichiarazioni dell'Assessore regionale siano legate a proposte
avanzate in tal senso dalla Giunta comunale;
- non ritenga opportuno che il Consiglio sancisca definitivamente le
scelte attuative relativamente alla zona F6, reinvestendo nuovamente
per tale compito la competente commissione consiliare.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
INTERROGAZIONE CIRCA L'IPOTETICO
CAMPO DI GOLF A BREYAN
(vedi scheda n.6)
Le dichiarazioni dell'Assessore re-
gionale al turismo, sport e beni
culturali, ci hanno preoccupato in
quanto abbiamo intravisto per la
zona di Bréyan un'altra soluzione
estemporanea piovuta dall'alto, an-
che se con effetti sicuramente di-
native e per di più a proporle, se
pur in via ufficiosa, ad interlocuto-
ri che, in prima istanza, nulla di
vrebbero avere a che fare con la
determinazione delle scelte a live-
llo comunale, in ciò prevaricando
una delle competenze riservate
esclusivamente al Consiglio comu-
nale dalla legge 142/90.
SCHEDA N° 1
Al Sig. Sindaco del comune di Saint-Pierre.
I sottoscritti consiglieri comunali Ermenegildo Del Degan e Germano
Dionisi chiedono che la seguente interrogazione venga inserita
all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
INTERROGAZIONE
PREMESSO che la Giunta comunale, con propria deliberazione
n.323 del 12 ottobre 1990, ha affidato un incarico di consulenza
assicurativa ed infortunistica al rag. Leonardo Solenne,
INTERROGANO IL SINDACO
onde conoscere le finalità specifiche di tale incarico e gli esiti dello
stesso.
Richiedono, infine, copia dell'eventuale documentazione fornita dal
Consulente.
Saint-Pierre, 30 settembre 1991.
INTERROGAZIONE IN MERITO ALL'INCARICO
PER CONSULENZA ASSICURATIVA
(vedi scheda n. 1)
Esaminando le deliberazioni di
Giunta, perchè ci siamo presi la
briga di fare anche questo lavoro,
ne abbiamo trovata una relativa
all'incarico di cui nella scheda.
La cosa che ci ha colpito è che in
prima istanza la deliberazione
era stata annullata dalla
CO.RE.CO. In quanto riteneva
che l'oggetto dell'incarico era di
competenza dei dipendenti co-
munali. Poichè la deliberazione è
stata riproposta dalla Giunta, ci è
sembrato opportuno interrogare
il Sindaco in merito alla ripropo-
sizione dell'incarico.
Nella risposta il Sindaco ha chia-
rito che la materia, relativamente
alle polizze assicurative, è parti-
colamente complessa ed esi-
geva una consulenza specifica
da parte di uno specialista del
settore.
Vendesi avviata attività commerciale di
generi alimentari sita in St. Pierre. Per
informazioni telefonare in ore serali ai
numeri 0165/903105 o 95984
quattrofoglì
Autorizzazione del Tribunale di Aosta n° 14/90 del 28/12/1990
Direttore Responsabile : Alida Caligaris
Composizione elettronica: PLURIMEDIA Coop. - Sarre (AO)
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