Saint-Pierre 1975: La Parrocchia tra Bilanci, Scuola Nuova e Vita Comunitaria.

3-1975.pdf

Il bollettino parrocchiale di Saint-Pierre del Marzo 1975 bilancia le preoccupazioni pastorali (scarsa partecipazione e l’urgente, ma bloccato, restauro della Chiesa, nonostante un attivo finanziario di oltre 5 milioni di Lire nel 1974) con una fervente attività civica. L'evento centrale è l'inaugurazione del nuovo edificio scolastico, documentata con dettagli cerimoniali, discorsi ufficiali e analisi storiche sull'educazione locale. Il bollettino riporta inoltre le elezioni dell'A.V.I.S. e del Consiglio di Circolo, evidenzia la crisi della squadra sportiva locale, celebra i volontari (pompieri) e riflette sull'erosione dell'identità comunitaria attraverso l'estinzione dei nomi storici di famiglia.

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Testo Originale Estratto
Paroisse de Saint - Pierre
XVIème ANNEE - N. 3
MARS 1975
BULLETIN
PAROISSIAL
DU DIOCÈSE
D'AOSTE
"Con Dio c'è tutto:
giustizia, rispetto,
pace, fraternità, coraggio"
Photo: A. Borettaz /
Sur la colline de Doues,
un chant de foi, d'espérance et d'amour !
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
Tip. Valdostana ~ Aosta


Testo Originale Estratto
Cari amici,
scrivo queste note all'inizio del tempo quaresimale, quando la comunità
cristiana ha appena cominciato il cammino verso la Pasqua del Signore. E'
un periodo dell'anno in cui il cristiano è chiamato a più riflessione, più inte-
riorizzazione. Ne abbiamo tutti tanto bisogno: viviamo un ritmo di vita
talmente esagitato e stressante, che non troviamo più il tempo per pensare
e per approfondire i valori dello spirito!
C'è vita parrocchiale a St. Pierre ?
Quante cose si dicono attraverso le pagine del bollettino, quante racco-
mandazioni, quanti inviti al bene, alla strada cristiana! Serve tutto questo?
Non si rischia qualche volta di sprecare i soldi (e sono tanti) per la stampa
e la diffusione di queste pagine, di queste notizie? Tante volte si ha l'impres-
sione di scrivere e parlare « nel deserto ». Non esiste a St. Pierre una vita
parrocchiale molto attiva, forse anche perchè il parroco non sa trovare il
giusto « segno dei tempi ».
Dopo l'ultimo bollettino ho ricevuto una lettera in cui una parrocchiana
dice: « Nella nota introduttiva alla sua lettera, pubblicata sul bollettino, si
sente tanta amarezza. Quanto dovremmo meditare sulle interrogazioni che
ci fa, che fa ai suoi cari amici. Certo non sappiamo rispondere ma riflettere
si, stare più attenti alle sue parole, diventare ogni giorno un poco più
buoni, fare qualche rinuncia, dedicare più tempo alla vita spirituale. Comin-
ciamo a capire che la vita del benessere non è l'unica, che vi sono ben altri
e più alti valori; abbiamo sempre e ovunque bisogno di Dio, che ci aiuti
a scorgere la sua luce di giustizia, di carità, di umiltà ». Ci sono, come in
questo caso, buone intenzioni personali; ma oltre a ciò c'è un senso di vita
parrocchiale a St. Pierre? Alla domenica, per esempio, siamo tanto in po-
chi! Il parroco ha sovente l'impressione di farsi solo delle illusioni e di
sentirsi utile quando si tratta di fare il « distributore » di sacramenti e di
messe.
Una proposta.
I problemi che si pongono attualmente all'interesse della vita parroc-
chiale sono tanti, a cominciare dai restauri urgenti da farsi alla nostra Chiesa
(nelle trattative con l'Amministrazione Regionale, il parroco è sempre troppo
solo), per finire a tutte quelle attività (catechesi dei bambini, degli adulti,
dei giovani, bollettino, lavori, amministrazione) che normalmente ci sono
in una comunità parrocchiale !
Perchè qualcuno non si presta per aiutare in questi compiti? La respon-
sabilità non dovrebbe essere un po' divisa tra tutti ?
Si potrebbe cominciare con un piccolo gruppo di persone, uomini,
donne e giovani, presi dalle varie zone del paese (borgo, collina di Etavel
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-1


Testo Originale Estratto
e collina di Praximond-Rumiod) per formare un inizio di Consiglio Pastorale,
prima provvisorio, poi eletto dalla popolazione.
E' possibile tutto questo? Aspetto pareri, consigli, indicazioni di per-
sone. Mi auguro solo che il tutto non rimanga solo un articolo di bollettino,
da leggersi e poi... da accantonare.

La Chiesa
casa di tutti

Il parroco, come amministratore
presenta i conti di questa «casa co-
mune ».

ENTRATE 1974
— collette festive L. 516.780
— offerte fatte diretta-
mente al parroco L. 1.324.500
Totale L. 1.841.280

USCITE 1974
— riscaldamento, luce,
campane L. 536.033
— spese varie (manu-
tenzione, assicurazio-
ni, ostie, ...) L. 431.220
Totale L. 967.253

Attivo L. 874.027

2 —
Attivo precedente L. 4.221.562
Attivo attuale L. 5.095.629
* * *

I lavori da fare sarebbero tanti (tin-
teggiatura, sistemazione del coro...)
e i soldi ci sarebbero, ma finchè
l'Amministrazione Regionale non de-
cide qualcosa di preciso sul rafforza-
mento di tutto lo stabile, ogni lavoro
è impossibile.

Ringrazio, a nome di tutti, quelle
persone che hanno dato gratuitamen-
te il loro lavoro (pulizia, campane,
elettricità, muratura) per la manuten-
zione.

BOLLETTINO
Entrate L. 465.500
Uscite L. 510.323
Passivo L. 44.823

NATALE 1974

sensazione di pace, quasi di sicura
tranquillità consci del fatto che quel
Bambino ci vuole bene disinteressa-
tamente, al di sopra di tutte le bas-
sezze umane e che viene per raduna-
re intorno a sè i suoi figli bisognosi
della sua guida e della sua parola per
rimanere saldamente sulla giusta via.
Quest'anno si è voluto ritornare al
presepio classico, allestito nel no-
stro ambiente naturale a significare
cioè che Gesù è venuto anche per noi
gente di montagna oltrechè per tutte
le genti del mondo. Gesù viene sulla
terra per tutti, indistintamente; spet-
ta a noi accoglierlo degnamente, ma
siamo ancora sensibili al suo messag-
gio? In altre parole il discorso può
essere sempre quello del tema che
si era scelto per il presepio del '73:
Gesù è venuto, viene e verrà, ma
c'è ancora posto per lui nel nostro
mondo?
— 3

Pensando al Natale ci si sente in-
vadere da quella atmosfera gioiosa
che caratterizza gli ultimi giorni del
l'anno e non si può fare a meno di
pensare anzitutto ai colori, alle luci,
ai suoni che rappresentano la parte
folcloristica di questa felice parte del-
l'anno. Ma il Natale non è tutto que-
sto, non è negli addobbi che va ricer-
cata la sua poesia; il Natale è in pri-
mo luogo la venuta del Salvatore sul-
la terra con il suo messaggio di pace
agli uomini di buona volontà.
Per preparare questa sua venuta
anche quest'anno, un gruppo di gio-
vani ha allestito il presepio in chiesa,
per far rivivere in modo più tangibile
la scena della Notte Santa.
Il presepio non è che un insieme
di statue che rappresentano dei per-
sonaggi, di elementi vari quali il mu-
schio, le luci, le piante, ecc., eppure
davanti ad esso si prova sempre una


Testo Originale Estratto
CONSIDERAZIONI
SUL NATALE
DI ALCUNI GIOVANI

In questi ultimi tempi il Natale sta
perdendo il suo vero significato, in-
fatti non è più considerato come Na-
tività del Signore, ma come un festi-
val di luci e di spese. Ciò che però
rattrista il Natale non è soltanto l'al-
legoria di luci, ma soprattutto l'inte-
resse che ognuno gli dà. Continuando
di questo passo si giungerà ad ab-
bandonare i più grandi valori della
vita e abbiamo paura che non ci vorrà
molto per arrivare a questo punto.

Purtroppo questa festa oltre a non
avere più il vero significato, viene an-
che usata a scopo pubblicitario.

Il Natale al giorno d'oggi viene con-
siderato una festa per divertirsi, per
addobbare le proprie case di luci, per
ricevere doni e per spendere.

Il Natale dovrebbe invece essere
accolto come segno di pace, frater-
nità, amore. Purtroppo però coloro che
sanno accettare così questa festa so-
no troppo pochi. Anche a St. Pierre
si sta tradendo il Natale? Pensiamo
di sì, anche se la risposta tocca ad
ognuno; quel Bambino conta qualcosa
per noi? la sua parola è importante?
i suoi atteggiamenti sono i nostri?

espresso un solo desiderio: la pace
nella democrazia; siamo tutti convin-
ti che la pace non è un regalo che gli
uomini, gli altri devono farci, ma una
conquista di tutti. La pace è una vir-
tù e implica una scelta interiore; se
non incominciamo da dentro di noi a
disarmare lo spirito da ogni pregiu-
dizio verso gli altri, da ogni esclu-
sione, da ogni disprezzo, come fac-
ciamo a parlare di pace? Gesù ha
detto: « Amatevi gli uni gli altri » e
finché non avremo cercato di portare
la nostra comprensione, la nostra di-
sponibilità verso gli altri, non avremo
lavorato per la pace. Ogni giorno si
combatte per la pace, poiché ogni
pensiero di menzogna è una prepara-

zione di guerra, ogni atto di ingiusti-
zia è un focolaio di guerra, ogni di-
scriminazione, ogni odio, ogni disprez-
zo dell'altro, accumula nella società
quella capacità di male che poi esplo-
de. La pace è il mio problema di uo-
mo, è la mia responsabilità di uomo
verso gli uomini.

Di queste cose si è parlato il 4 no-
vembre, non solo nell'omelia della
Messa, ma anche nei discorsi di fron-
te al monumento.

Poi c'è stato il solito contorno che
accompagna queste simpatiche feste:
ricordi, canti, allegria, un buon pran-
zetto, qualche buon bicchiere di « tor-
rette ».

IL 4 NOVEMBRE

La giornata del raduno degli ex-
combattenti è sempre dedicata alla
pace e alla fraternità. Proprio coloro
che hanno provato sulla propria pelle
la crudeltà e la devastazione delle
guerre, possono esprimere con mag-

gior sincerità il desiderio di un mon-
do più giusto.

In questi periodi si parla di « gol-
pe », si gettano bombe, ci sono pro-
vocazioni, violenze, proprio per que-
sto i nostri ex-combattenti hanno

Discorso
al monumento
dei Caduti

4 —

S. BARBARA

Anche quest'anno i nostri tre grup-
pi di pompieri (Rumiod, collina e
borgo), hanno festeggiato la loro pa-
trona.

Se un anno fa avevamo notato sin-
tomi di crisi in qualche gruppo (diffi-
coltà di ritrovarsi per il servizio fu-
nebre, poco tempo disponibile), ora
dobbiamo dire di aver trovato in loro
maggior slancio e desiderio di con-
tinuare in questo lavoro utile alla co-
munità.

Alcuni impegni sono stati da loro
presi per i funerali: fare questo la-
voro con maggior dedizione e serietà
e non uscire di Chiesa durante i fu-
nerali per esprimere meglio il rispet-
to alla Chiesa, al defunto, ai parenti.
Non possiamo che esprimere tutto il
nostro compiacimento per queste im-
portanti e nobili decisioni che fanno
onore a chi le ha prese.

Qualche tempo fa, avevo ricevuto
una lettera sui pompieri (prima delle
attuali decisioni), ve ne pubblico una
parte:

Pompieri di Etavel

— 5


Testo Originale Estratto
do quei pompieri dare un esempio
di serietà, speriamo che anche qual-
che altra persona si renda conto che
lo stare fuori a parlare, o andare a
bere il bicchierino, è una tradizione
che fa disonore a loro e a tutto il
paese. A volte, c'è gente che sta fuo-
ri, anche se da poco ha avuto un lutto
in famiglia, ma se tutti fanno come
lui, al funerale del suo parente ci
sarebbero stati ben pochi, e con
grande sofferenza anche per lui... ».
Pompieri di Rumiod
« ... Un grazie ai pompieri per il loro
lavoro; è veramente il loro un impe-
gno di grande servizio al paese. Un
grazie particolare a quei pompieri che
durante le messe di funerale restano
in Chiesa e non vanno ad aumentare
la folla dei chicchieroni, che si di-
rebbe prendano mezza giornata di ri-
poso per diventare il gazzettino del
paese, proprio mentre la gente in
Chiesa prega (poi dicono che siamo
noi donne le chiacchierone). Veden-
Inaugurazione del nuovo edificio scolastico
Il 2 febbraio rimarrà una data im-
portante nella storia del nostro paese:
il nuovo edificio scolastico ha ufficial-
mente riaperto i battenti.
Sorto accanto alla « Chapelle des
pénitents » dove già c'era un antico
edificio scolastico, domina, con la sua
linea sobria ed elegante, la zona
centrale del paese. C'era necessità
di questa nuova scuola, data la cre-
scita del paese e le nuove esigenze
in campo pedagogico.
S. MESSA
Alle 10 tutti gli scolari, con le inse-
gnanti, con le autorità regionali e al-
cune comunali, si sono recati alla no-
stra chiesa, colma di fedeli, per la
celebrazione di una Messa. Si è vo-
luto iniziare i festeggiamenti incon-
trando la parola di Dio e l'Eucarestia,
per non dimenticare che ogni vita,
anche quella scolastica, ha bisogno
della presenza illuminante e creatri-
ce di Dio. Dopo l'ascolto della parola
di Dio il parroco ci ha detto che una
società, che misura la felicità sul me-
tro dell'avere, del successo e del po-
tere, non è una società cristiana; ogni
educazione deve quindi portare a non
adorare il dio-ricchezza, ma ad amare
i fratelli nella volontà di Dio, deve
portare non a « farsi strada », far car-
riera, raggiungere « i primi posti »,
ma a cercare il bene degli altri, della
società.
Alla preghiera dei fedeli alcuni
bambini (Giuseppe, Mauro, Adriana,
Cristina, Alessandra e Luana), hanno
espresso a Dio, a nome di tutta la co-
munità, preghiere per il paese, la
Chiesa, le autorità, l'ambiente scola-
stico, i defunti.
I cantori hanno dato alla cerimonia
una particolare atmosfera religiosa,
Pompieri del Borgo
ELEZIONI DELL'A.V.I.S.
La nostra associazione dei donato-
ri di sangue si è riunita il 15 febbraio
per il rinnovo delle cariche. Il presi-
dente e il cassiere, all'inizio, hanno
presentato la situazione associativa
e finanziaria.
Il numero degli iscritti è di 73, le
donazioni effettuate nel 1974 sono
state 119; il conto consuntivo del
1974 si chiude con un fondo cassa
di L. 297.900.
Risultano eletti - nel direttivo: Ma-
nella Italo, Manella Enrico, Chioso
Mario, Boson Carlo, Rastello don Al-
do, Del Degan Ivo, Pallais Guido, Du-
four Carlo, Oreiller Marco; nei sinda-
ci: Barmaverain Franco, Carlin Ales-
sandro, Campese Marco; nei probivi-
ri: Bochet Camillo, Persod Lucia, Ce-
lesia Lubino.
6 —
La folla davanti alla nuova scuola
— 7


Testo Originale Estratto
alternando con i bambini canti di pre-
gevole fattura.
L'attenzione e la serietà con cui
l'assemblea ha partecipato alla Mes-
sa, fa dire al cronista che probabil-
mente si è trattato non di una pre-
senza tradizional-folcloristica (si è
sempre fatto così, quindi...) ma di un
vero incontro con Dio (sono stati
smentiti così i maligni che, vedendo
sui manifesti la Messa aggiunta a
matita, pensavano ad una voluta man-
canza).
CERIMONIA
D'INAUGURAZIONE
Dopo la funzione religiosa, tutta la
grande folla si è recata davanti alla
nuova scuola per una simpatica ceri-
monia che ha avuto come protagonisti
le autorità e i bambini (preparati dal-
le maestre).
Erano presenti: l'assessore ai la-
vori pubblici, l'assessore alle finanze,
il vice-presidente del Consiglio regio-
nale, il sindaco, tutti i consiglieri co-
munali, l'ispettore scolastico e il di-
rettore didattico, alcuni sindaci della
comunità montana.
Il parroco ha benedetto l'edificio
con una bellissima preghiera in lingua
francese. La maestra Lale Murix Anaïs
consigliere comunale, ha poi tagliato,
tra gli applausi, il nastro inaugurale.
Ha preso quindi la parola il nostro
sindaco che, a nome dell'amministra-
zione comunale, ha espresso la gioia
e l'orgoglio per questo lavoro portato
a compimento; si è augurato che le
nuove generazioni sappiano crescere
nella scienza mantenendo quelle tra-
dizioni in cui i nostri padri vissero e
credettero. L'assessore Manganone, a
nome dell'amministrazione regionale,
si è compiaciuto del buon lavoro fatto
e ha auspicato che la scuola di St.
Pierre sia luogo di crescita per dei
buoni cittadini e dei buoni valdostani.
E' stato poi la volta di tre scolari
(Liliana, Milena e Pietro) a farci sen-
tire la loro voce di gioia e di ricono-
scenza. I bimbi intanto, sotto la guida
del maestro Poser, hanno eseguito
bei canti tradizionali (anche se a vol-
te simpaticamente i più piccoli anda-
vano per conto loro).
Ai discorsi è seguita la visita dei
locali e il lauto rinfresco offerto dal-
l'amministrazione comunale.
Il cronista ha preso nota di alcuni
commenti sentiti tra la folla: « E' una
scuola di lusso », « Le rifiniture sono
perfette », « Con una scuola così stu-
dierei anch'io », « Giacché si faceva
un edificio nuovo, non si poteva fare
qualche aula in più, in vista della cre-
scita del paese ?», « Tra dieci anni
sarà ancora sufficiente?», «Quanta
luce e quanto spazio ».
PRANZO UFFICIALE
Alle tredici, al ristorante « Châ-
teau », invitati e molti genitori, si so-
no ritrovati attorno alla mensa, prepa-
rata con cura e meticolosità.
Al termine ci sono stati ancora al-
cuni discorsi di circostanza da parte
dell'assessore Fosson, del consigliere
Jorrioz e dell'ispettore scolastico Jo-
yeusaz che ha fatto una breve e ap-
plaudita storia della vita scolastica
a St. Pierre.
Sono seguiti canti e allegria: abbia-
mo scoperto, come sempre, che nul-
la ci rende così uniti come le vecchie
canzoni di «chez nous » e ci siamo
resi conto con gioia che anche le au-
torità, quando si mettono a cantare,
dimenticano le preoccupazioni e i lun-
ghi discorsi.
DISCORSO DEI BIMBI
Signor sindaco,
autorità regionali e comunali,
i bambini di St. Pierre vi dicono
tre volte grazie.
Grazie per la bella, accogliente e
funzionale scuola che avete voluto
darci; grazie per l'impegno che avete
dimostrato nel realizzarla; grazie per
il luogo che avete scelto per edifi-
carla.
Qui già sorgeva l'umile e modesta
scuola dei nostri avi, scuola nella qua-
le si sono formate intere generazioni
di « Seinpierolins » che con la loro
La Maestra Lale Murix
Anaïs taglia il nastro
inaugurale
8 —
Discorso dei bimbi
— 9


Testo Originale Estratto
laboriosità e intraprendenza hanno
fatto onore al nostro paese e che sa-
ranno per noi sempre un valido
esempio.
Ora, a nome delle nuove generazio-
ni che passeranno in queste luminose
aule, a nome del nostro direttore e
delle insegnanti, vi ripetiamo: grazie,
grazie, grazie.
Liliana
—X—
Pour vous témoigner notre grande
reconnaissance pour cette magnifique
école, nous tâcherons de bien accom-
plir notre travail et de devenir des
citoyens honnêtes et responsables
pour suivre l’exemple de nos an-
cêtres.
Milena
Me ze fenisso en dien un grou mer-
ci a mossieu lo senteucco, a totte le-s-
autoritò e, cieutte ensemblo, souete-
nosé que d’un heutta zenta écoula,
d’un nouho paï, d’un nouha valloda
vigneie jami a manqué la libertò, l’a-
mour pe nouhe tradiscion, pe lo fran-
çais et pe nouho zen et viou patouè.
Viva nouho senteucco, viva totte le-s-
s’autoritò, viva St. Pierre e nouha val-
lada.
Piero
L’Ecole à St-Pierre
partie du discours de Mr C. Joyeusaz
La cérémonie d'aujourd'hui est un
document vif et rare, qui passera dans
les annales historiques de la Commu-
ne et que quelque futur écrivain ira
dénicher, dans les temps à venir, pour
retracer l'histoire de Saint Pierre
(comme a fait d’autre part M. le cha-
noine Lale-Démoz jusqu’à la période
plus récente, mais non publiée).
J’ai vu beaucoup de monde, adultes
et enfants, s'intéresser au nouveau édi-
fice et m’a paru de voir parmi eux les
ombres de nos chers instituteurs dispa-
rus que plusieurs de nous ont connus
et appréciés: M.lle Arnod, M. Char-
ruaz, Mesmades Bochet, M. Salluard,
M. Perrod, M.lle Dorine Borney et m’a
paru d’entendre leurs discours émer-
veillés et presque incrédules.
10 —
Ils disaient: « Cependant que de
changements sur ce petit col au nord
de la rampe, à mi-chemin entre le bourg
et la colline ! Quel luxe ! Quelle pro-
fusion de nouveaux moyens didacti-
ques ! Que de facilités ! Pour nous tout
cela était un rêve et voilà que même
les rêves s’avèrent aujourd'hui ».
Je pense que la nouvelle école ait
déjà son intitulation, celle de M. l’ins-
tituteur Perrod, mais si, par hasard,
l’administration communale voudrait
dédier l’école à peine construite à quel-
qu’un de méritant, hé bien, je prierais
les institutrices d’avancer le nom d’un
cher ami, instituteur lui aussi, plein
d’enthousiasme et de bonté, saintpié-
rolain pur sang, qui n'a pas eu la mê-
me chance que vous: il est mort à vingt
ans sur les arides montagnes de l'Al-
banie avec dans les yeux, j'en suis sûr,
la vision de Saint Pierre, de son église,
du château, de l'école où sa mère oeu-
vrait encore. J'entends parler du sous-
lieutenant Eugène Bochet. Qui mieux
de lui pourrait représenter l'élan de la
vie et les mérites d'une formation com-
plète, jeune et vivifiante?
Saint Pierre s'est toujours fait hon-
neur dans la formation de ses futurs
citoyens. Les premières nouvelles sco-
laires à cet égard datent de l'année
1744.
Dans les régistres de la paroisse est
écrit: « Etat de la paroisse en 1820 -
Ecoles des garçons - Il y a dans cette
paroisse deux écoles de garçons, l'une
dans la plaine et l'autre dans la mon-
tagne. La première a été établie par
les libéralités de M. Christille en son
vivant, curé de la paroisse d'Arvier, et
de M. Sinaget, curé de cette paroisse,
ce qui conste par l'acte de fondation
du 21 février 1744, Persod notaire.
Discourso del Sindaco
La nomination du maître de l'école ap-
partient au Syndic pour celle de la plai-
ne, et au Conseil du ressort pour celle
de la montagne, avec l’approbation du
Rd. sieur Curé.
La seconde dans la montagne a été
établie par le moyen des fonds appar-
tenants à la chapelle du lieu, par con-
cession de Mgr. De Sales, alors Evê-
que d’Aoste, et par les libéralités de
quelques Particuliers. Cette école pos-
sède un capital de L. 840, dont les in-
térêts sont dûs au maître d’école.
- Ecole des filles - Les écoles des
filles de cette paroisse sont au nombre
de quatre dont trois existent dans la
plaine et une dans la montagne. La
première a été établie par le moyen
des fruits provenants des capitaux dûs
à la Confrérie du Saint Rosaire, ce
qui conste par la concession accordée
par Mgr. De Sales, Evêque d’Aoste,
ensuite d'une requête présentée à ce
sujet par M. Cerise, curé, le 22 mai
1766.
11


Testo Originale Estratto
ECOLE ELEMENTAIRE

L'école de la montagne et les deux
autres de la plaine ont été établies par
les libéralités de M. Darbelley prêtre
et ..., ce qui conste par la fondation du
10 avril 1766. La nomination des ma-
îtres et maîtresses des dites écoles des
filles appartient exclusivement au Rd.
Curé. Les Ecoles possèdent un capital
de L. 700 anciennes. Tous les maîtres
et maîtresses d'écoles sont de bonne
conduite, ils ont toujours enseigné à la
satisfaction du public ».

A peine hier, en 1935, la situation
scolaire était la suivante :

Saint Pierre - 1935:

élèves
Classe de lère
Institutrice Bochet Adèle 29
Classe 2ème - 3ème
Institutrice Bochet Colla 29
Classe de 4ème - 5ème
Institutrice Arnod 41
Total 99

12 --
Benedizione dei locali

Babelon:
Institutrice Lale - Gérard
Marcella 6

Homené:
Institutrice Maffer Teresa 6

Verrogne :
Institutrice Chauviat Anna 6

Vétan :
Institutrice Armand Maria 11

Total 128

Ecole Maternelle:
Zemoz Rosina: 14 élèves.

Aujourd'hui, au 1.er janvier 1975,
la situation est la suivante :

Chef-lieu:
5 institutrices 92 élèves
La Carrère :
12 élèves
Rumiod (sussidiata)
3 élèves

Total 107 élèves

I genitori nella scuola

Da febbraio i genitori sono entrati
a far parte, con i loro rappresentanti
e con una maggior corresponsabilità
del mondo della scuola.

Il mondo si sta trasformando rapi-
damente e anche la scuola ha bisogno
di strutture e di strumenti nuovi. Una
delle necessità più grosse e più sen-
tite era la partecipazione dei genitori
alla vita scolastica. I genitori sono i
primi responsabili di ogni educazione
e non possono delegarla; molti sono
persuasi di aver adempiuto in pieno
al loro dovere portando i bimbi a
scuola e ritirandoli alla fine delle le-
zioni, tutto il resto tocca agli inse-
gnanti (salvo ad accusarli di ogni col-
pa alla prima occasione).

Sono sufficienti le elezioni di un
gruppo di genitori ? bastano alcuni
delegati a risolvere il problema della
corresponsabilità ?

Tutto può essere utile a patto che
non sia un fuoco di paglia, ma l'ini-
zio di un nuovo modo di vedere la
vita scolastica.

Per gli eletti c'è l'impegno di fare
sentire meno soli gli educatori sco-
lastici nelle loro responsabilità, di
rendersi portatori delle istanze della
base per una scuola sempre più ade-

rente alla necessità della nostra so-
cietà. Per tutti i genitori c'è l'impe-
gno di continuare ad interessarsi del-
la scuola, vedendola come luogo di
formazione in cui senza la collabora-
zione delle varie componenti educa-
tive si rischia di lavorare invano.

A St. Pierre durante le assemblee
e le elezioni c'è stata una partecipa-
zione attiva, ci si augura che l'inte-
resse continui perché un insegna-
mento più moderno ha bisogno anche
dei genitori!

Classe di Rumiod

- 13


Testo Originale Estratto
Eletti nella Scuola
ELENCO DEI CANDIDATI PROCLAMATI ELETTI NEL
1 - CONSIGLIO DI CIRCOLO:
Genitori : Lista n. 1
Lista n. 2
Lista n. 3
Lista n. 4
Lista n. 6
Docenti : Lista unica
1) Béthaz Silvio
2) Lettry Giancarlo
6) Perrin Giuseppe
2) Stefenelli Silvio
1) Pallais Carlo
2) Cognein Rinaldo
4) Dattola Giuseppe
7) Stacchetti Elio
1) Bitossi Mirella
2) Blanc Rosanna n. Fougnier
3) Durand Ferdinando
4) Nelva Stellio Franca
5) Nelva Stellio Ida n. Dalla Vecchia
6) Rollandoz Graziella
7) Rosier Paola
8) Zuffo Giuseppina

2 - CONSIGLIO DI INTERCLASSE:
Classe 1ª
» 2ª
» 3ª
» 4ª
» 5ª
» della Charrère

I coscritti del 1914 !

preferenze
30
124
38
119
130
51
69
84
7
3
—
12
—
2
12
—

- Lettry Giancarlo
- Ioris Iole n. Vauthier
- Manella Enrico
- Berthod Guerrina n. Thussidor
- Dayné Marisa n. Domaine
- Pellissier M. Luisa n. Paillex

La Sportiva di St-Pierre e i suoi problemi

L'Unione Sportiva « Saint-Pierre »
costituitasi nella primavera del 1968,
sotto la presidenza del Sig. Sapinet
Edoardo e la cooperazione attiva dei già
deceduti Signori Charruaz Giusto e
Oreiller Eliseo, ha con un accordo
triennale, fatto l'attuale campo sporti-
vo con l'intento di perfezionarne la di-
sponibilità con un contratto novennale
o con acquisto. Però, dopo il primo an-
no di entusiasmo e di solidarietà, sono
iniziate le prime defezioni, sia tra gli
iscritti sostenitori sia tra i Dirigenti
cosicchè il quadro delle disponibilità si
è man mano ristretto; oggi la situa-
zione è desolante, la dirigenza è limi-
tata a pochi e gli stessi giocatori an-
ziani sono sempre fra i primi a riem-
pire i buchi, che la defezione dei gio-
vani provoca ad ogni passo, permet-
tendo di presentare in campo una squa-
dra di 11 elementi.

Tutto questo giustifica l'indirizzo se-
guito negli anni precedenti in cui si è
stati quasi costretti di formare la squa-
dra di IIIª categoria ricorrendo a ele-
menti fuori per formare l'ossatura della
squadra con un certo affidamento di
validità e continuità. Siamo così riu-
sciti nel campionato 1972-73 ad occu-
pare il secondo posto nel Campionato
Valdostano.

Con l'avvento dei giovani, che negli
anni precedenti avevano formato la
squadra dei ragazzi Juniores, si è po-
tuto pensare di proporre una squadra
di soli paesani; ed infatti smembrata
la squadra vice-campione, si è proce-
duto a rinnovarla di sana pianta e con
l'aiuto degli anziani e di pochi altri
restanti giocatori di Aosta (tre) si è
fatto il Campionato 1973-74 riuscen-
do a riprendere quota dopo un girone
di andata un po' misero e quindi a fi-
nire quarti a fine campionato.

L'autunno 1974 presentava un qua-
dro assai buono nelle prospettive, ma
ancora le defezioni e la chiamata alle
armi, fanno prevedere un torneo di
salvezza !

A tutt'oggi il problema del campo
sportivo è all'ordine del giorno, in
quanto paralizza tutto il rimanente.
Certamente la mancanza di una sicu-
rezza nel campo porta il problema de-
gli spogliatoi e del locale per l'arbitro
in prima linea, come quello per la ma-
nutenzione del terreno di gioco ed adia-
cenze.

Vive speranza si potrà nuovamente
avere se si riformerà una piccola squa-
dra dei giovani, in cui riporre la fede
di poter fra un paio di anni attingere
i nuovi rincalzi senza dover più rivol-
gersi all'esterno per completare i
quadri.

La stessa squadra femminile che si
era formata sotto l'egida di alcuni vo-
lenterosi e poi incorporata nel sodalizio
per continuarne l'attività, per le defe-
zioni e la mancanza di rincalzi, è stata
smantellata (erano rimaste soltanto in
sette le ragazze di Saint-Pierre) e quin-
di è venuto a mancare quel richiamo
di gioventù che comportava un altro
piccolo gruppo di sostenitori.

G. B.

- 15
14 -


Testo Originale Estratto
Petite Histoire
Vieux souvenirs
Dernièrement, les jeunes acteurs de
notre théâtre en patois, nous ont entre-
tenus dans une des pièces très amu-
santes de leurs séances récréatives, sur
un sujet digne de retenir toute notre
attention: les surnoms des familles de
St-Pierre. Un remerciement tout parti-
culier, même si tardif, est adressé à
l'auteur ou aux auteurs de ce mosaïque
si bien tourné, tout marqué au coin
d'un pétillant humour dans lequel on
a retrouvé la vieille âme de chez nous.

La pièce avait débuté par: « A la
baracca de Quarantotta l'ion eunvitè
eun moui de s'amì: Carnifla, lo Motzet,
lo Cloutrì, le s'allegresse ... etc. ». Dans
le cours de la présentation d'autres
surnoms sont venus encore sous les
feux de la rampe. Nous en rappelons
seulement une partie: Banastri, Mou
di ventro, Gian Maria, lo pieuch, lo
reinar de Buis, la Colatta, le Giogette,
Ponton, le magneun, le s'Ecrevisse, le
Dandoille, Cardeina, Bontgieu, Mandì,
Tarnaqueun, Sopattafoille, le Ross, le
Poméot, les Tribosset, le Polenta, le
Panada, lo Triolet, Qu-de-tèia, etc.

La pensée des présents allait aux as-
signataires de ces surnoms et la mé-
moire devait s'efforcer pour caser leurs
désormais vieilles demeures...

Ce rappel très sympathique et inté-
ressant a porté à notre mémoire une
constatation quelque peu pénible. Dans
notre Paroisse il y a des familles dont
le prénom a disparu (d'autres vont dis-
paraissant faute de descendants). Dans
quelques années ces jolis noms tombe-
ront dans l'oubli et l'histoire de Saint-
Pierre manquera d'une page pleine d'in-
térêt.

Voici le nom des familles éteintes
dont on garde aujourd'hui mémoire:
Sarriod de la Tour Frex
Anselmoz Gal
Anisson Lale dit Guillamin
Barrel Lale dit Lianet
Battistolo Lale dit Ganier
Beate Lale dit Francoz
Bourgeois Lale dit Triolet
Brun Marcorel
Bus Masucco
Biffard Miciolo
Cagliero Oddon
Camel Passarini
Canovaz Perolino
Casassa Pont
Champvillair Ponton
Colombin Tognan
Costaz Usel
Darbellem Zaninetti

Pour compléter cette liste tout à fait
inachevée, les lecteurs du Bulletin pa-
roissial encore passionnés de notre vie
d'antan, pourront joindre les noms ou-
bliés et les faire parvenir à notre Curé.
L. A.

16 —

Nuovi membri del
popolo di Dio
18) Il 1° dicembre è stata battezzata
FICO DOMENICA ENZA, di Sal-
vatore e di Carvelli Rosa. Padri-
ni: Challancin Ernesto e Longet
Bianca.
19) L'8 dicembre battesimo di MA-
GNIN MARCO, di Renato e di Lale
Demoz Paola. Padrini: Latella
Tommaso e Peruch Gioconda.
20) Il 15 dicembre battesimo di LET-
TRY ERMANNO, di Giancarlo e di
Jordaney Flora. Padrini: Matta-
raggia Renato e Vanin Ornella.
21) Il 22 dicembre battesimo di LALE
MURIX JONNY, di Mario e di Ze-
moz Maria. Padrini: Lale Gerard
Marco e Lale Gerard Marina.

***

Nuovi focolari Cristiani
10) Il 16 novembre si sono sposati:
CHENAL TEOFILO LUIGINO con
ROSSAN IOLE. Furono testimoni:
Scalise Mario e Cogmein Enrico.
11) Il 23 novembre matrimonio tra
BARMAVERAIN ROBERTO e BET-
TONI LILIANA. Testimoni: Domai-
ne Gianella e Ferrod Lelio.
12) Il 14 dicembre matrimonio tra
DEL DEGAN EGIDIO e CONTE
SILVANA. Testimoni: Mazza Fran-
co e Prevedel Laura.
1) Il 25 gennaio matrimonio tra PEL-
LISSIER LIVIO e MIGLIORIN RO-
SELLA. Testimoni: Prandini Egidio
e Maritan Lorenzina.
— 17


Testo Originale Estratto
La pagina della donna in casa

"Là dove non c'è il cuore
la mano non serve gran che"
(D'Aurevilly)

CONSIGLI SERI
Lo scrittore francese André Maurois
soleva dare questi consigli ai suoi amici:
— si deve vivere per altra cosa che per
se stessi;
— si deve fare, si deve agire ;
— bisogna credere alla potenza della vo-
lontà;
— bisogna essere nel numero di coloro
che non deludono mai ;
— a volte è necessario saper rifiutare de-
cisamente, duramente, che questo è
l'unico modo di rifiutare.

* * *

LE ESIGENZE ALIMENTARI DEI BAMBINI
Le esigenze alimentari dei bambini so-
no superiori a quelle degli adulti in rap-
porto alla statura e al peso. In pratica però
fino ai 10 anni la differenza è meno gran-
de. Ecco alcune indicazioni più precise
per i più piccoli e per ogni giorno: LATTE:
un mezzo litro almeno; CARNE: da 1 a
2 anni: 30 o 40 gg.; da 2 a 4 anni: 50-60
gg.; da 4 a 6 anni: 68-80 gg.; da 6 a 10
anni: 80-100 gg. FRUTTA FRESCA: 1 o 2
al giorno; LEGUMI VERDI: almeno un
piatto.

* * *

PER LA VOSTRA BELLEZZA
Se il freddo ha disseccato la pelle del
vostro viso, per ridarle un aspetto fresco
e vellutato, fate, ogni settimana, una ma-
schera di bellezza con questa formula :
sciogliete 100 gg. di miele nel succo di
un limone spremuto; applicate e tenete
20 minuti. Togliete con acqua minerale.
E' risaputo che il miele ritarda l'appa-
rizione delle rughe.

* * *

I SETTE PECCATI CAPITALI SONO PURE
NEMICI MORTALI DELLA VOSTRA SALUTE
L'ORGOGLIO dissecca il cuore, smorza
la sensibilità, inaridisce le sorgenti della
compassione e dell'amore. Rende l'aspet-
to del volto duro, distante, altezzoso, an-
tipatico.
L'EGOISMO, deturpa l'espressione del
viso e ne toglie ogni fascino di simpatia;
gli occhi sono senza gioia, non badano
agli altri, sono sempre fissi sul proprio io.

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato). Gli ar-
ticoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.

L'AVARIZIA: un peccato che porta solo
del danno; toglie ogni gioia e piacere; dà
al volto un aspetto segnato dall'impa-
zienza e dal timore e da una naturale dif-
fidenza verso gli altri.
LA LUSSURIA distrugge anzitempo l'in-
canto della giovinezza e la freschezza del
viso; distrugge la delicatezza dei senti-
menti.
L'INVIDIA è il cancro dell'anima: la rode
e la corrode in tristezza; nuoce al fegato
e di riflesso toglie la vivezza del colorito
del volto; dà all'invidioso un aspetto o-
scuro di perenne tristezza.
LA GOLOSITA': un'insidia temibile per
la donna specialmente che reca inevita-
bilmente il suo castigo: la perdita della
salute, della linea, della silhouette...
LA COLLERA, danneggia, distrugge l'e-
quilibrio nervoso; deforma i tratti del vol-
to, lo copre di rughe premature; allontana
dalla donna in particolare ogni gioia di
vivere perchè la priva di tutte le spe-
ranze che gli uomini depongono su di lei.

* * *

PROVERBIO CINESE
Se vuoi essere felice un'ora, ubriacati;
se vuoi essere felice una settimana:
fa' un bel viaggio;
se vuoi essere felice un anno: sposati;
se vuoi essere felice tutta la vita: fatti
giardiniere (o agricoltore e contadino).
LUCiLLA

ALFA CONFEZIONI
VIALE PARTIGIANI, 16 - TELEFONO 32.238
AOSTA

Sono arrivate le novità
della primavera per

Uomo

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