Mélange: Saint-Pierre tra Amministrazione, Cultura, Natura e Storie Locali
mélange 2000 (2).pdfIl documento è il numero 2, Anno 5, dell'agosto 2000 del periodico "Mélange", edito dalla Biblioteca Comunale di Saint-Pierre. Offre una panoramica multifacettata della vita locale in Saint-Pierre e nella Valle d'Aosta. Contiene aggiornamenti sull'amministrazione comunale, inclusa la formazione di nuove commissioni e la costituzione di enti come il Consorzio "Gran Paradiso natura" e il comitato Pro Loco. La pubblicazione mette in risalto numerose iniziative culturali e turistiche, eventi locali e progetti scolastici. Presenta inoltre approfondimenti sulla flora del Mont Fallère e un dettagliato resoconto storico-sociale del villaggio di Méod di sopra, con richiami poetici alla vita rurale. Viene celebrato il nuotatore locale Luca Duc, e sono promosse le attività della biblioteca comunale.
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Mélange 2 Quadrimestrale della Biblioteca Comunale di Saint-Pierre Anno 5 n° 2 Agosto 2000 Aut. tribunale di Aosta n° 9/96 Sped. abb. post. art. 2 - comma. 20/c legge 662/96 C.P.O. Villaggio di Meod mt. 1520
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2 Editoriale Mélange Direttore responsabile Marco Carlin Comitato di redazione Vanda Champrétavy, Denise Chappuis, Christian Chioso, Denny Cognetin, Germano Dionisi, Marina Lale-Murix, Claudio Obert, Ferruccio Sommariva Direzione e Redazione c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre Progetto grafico Arnaldo Tranti Realizzazione e Stampa Tipografia Valdostana C.so Padre Lorenzo, 5 11100 Aosta I rinnovo dell'Amministrazione comunale ha comportato conseguentemente una nuova Commissione di gestione della biblioteca della quale noi, redazione di Mé- Lange, costituiamo la parte scrivente. Un passaggio formale e sostanziale al qua- Le tutti ci atteniamo: un ringraziamento per chi ha lavorato finora e uno per chi ha deciso di prestare la propria collaborazione da oggi. Ciò detto colgo l'occasione per alcune riflessioni. Partecipando alla cerimonia di inaugurazione della scuola elementare e dell'asilo nido mi colpiva in particolare una pagina del giornale a questo tema, tanto mi aveva preso che la struttura in sé mi aveva colpito il luogo riservato ai nostri bambini, a Saint-Pierre, l'ho collegato ad una analoga scelta fatta per i nostri an- tavolmente emozionato il nome che è stato scelto: Société Ouvrière - Chalains e l'insegnamento che se ne consegue. Altri prima di me hanno scritto e detto frasi che sintetizzano molto bene anche il mio pen- siero, non voglio quindi ripeterle ma sono trascorsi alcuni mesi e ripensandoci mi viene da aggiungere che oggi Saint-Pierre ha concluso un ciclo importante, infatti, ha scuole, strutture sportive e pubbliche, quasi tutte nuove e tutto quanto un paese di queste dimen- sioni possa avere. E a me piacerebbe se si riuscisse ad individuare la potenzialità turistica-ambientale-culturale di Saint- Pierre e favorirne lo sviluppo, caratterizzare il paese e frenare la "periferizzazione" di Aosta. Mi fermo qui con il mio pensiero e il mio auspicio. Un'altra riflessione che voglio condividere è legata al fermento che si per- cepisce ultimamente quando parliamo di iniziative. In quest'ultimo periodo la calma piatta ha registrato una leggera brezza: car- nevale dei bambini, festa patronale, in al- passato, mostra di foto e brindisi sot- to le stelle del castello, cinema all'aperto e il prossimo dieci settembre la festa delle asso- ciazioni. Non è poco, e nasce anche la Pro Loco. È il massimo!!! È vero che i tempi non si ripetono però con un po' d'impegno... vivere a Saint-Pierre può essere piacevole. I due argomenti che ho cercato di esporre un po' si sovrappongono ma un filo comune esprime la volontà che il nostro paese sia vitale e forse è questo il vero nocciolo di tante parole. Mi sembra giusto che Mélange colga queste emozioni e sia parte attiva nel diffonderle tra la gente. Marco Carlin D.C. San Lorenzo, io lo so perché tanto Di stelle per l'aria tranquilla Arde e cade, perché si gran pianto Nel concavo cielo sfavilla. "X Agosto" Anche a Saint Pierre abbiamo ammirato le stelle, la sera di gio- 10 agosto. Non quelle cadenti cantate dal Pascoli bensì quelle che si vedevano dalla posizione privilegiata del castello. In tale data, infatti, nel nostro paese si è tenuta la prima edizione di "Brindisi sotto le stelle", iniziativa organizzata dal Comune in collaborazione con l'Ente Museo e l'APT Grand Paradis. La manifestazione, che si è svolta nel cortile e nelle sale del Ca- ha riscosso un notevole successo e centrato un duplice obietti- innanzi tutto promuovere i vini ed i prodotti del territorio del s tramite una degustazione degli stessi; una dozzina circa di bar piazzate nei punti strategici del parco, prese letteralmente d'a dai numerosi visitatori. Nello stesso tempo, si è cercato di presentare lo storico edifici insolita, quella serale: armigeri che guardavano l'ingresso e si s per le sale, il gioco di luci ed ombre offerto dai riflettori, la mu piccola ma coinvolgente orchestra; il tutto immerso nella magn del maniero. Naturalmente, tra un assaggio ed una bevuta, turisti e resident giustamente sfruttato l'opportunità di ammirare il Museo di S e la Mostra fotografica, ospitati all'interno dell'immobile. Che soddisfazione, per gli organizzatori, vedere uscire content i propri compaesani e sentirli confessare, un po' imbarazzati, e la prima volta che visitavano la struttura ed il suo contenuto. Sopra il limite superiore degli alberi... Sopra il limite superiore degli alberi e fino ad arri- vare sulla cima del Mont Fallère, troviamo un in- fiinito numero di specie di piante erbacee che for- mano grandi pascoli e che da sempre sono stati usati durante la stagione estiva per il pascolo del bestiame: siamo arrivati al confine del territorio comunale. Grande è il numero di graminacee presenti: Anthoxanthum odoratum L. (paleo odoroso), Poa alpina L. (fienarola alpi- na), Festuca rubra L. (festuca rossa), Festuca ovina L. (festu- ca delle pecore), Festuca violacea Gaudin (festuca violacea), Festuca paniculata (L.) Schinz & Thell. (festuca paniculata), Phleum alpinum L. (codolina delle Alpi), Agrostis capillaris L. (agrostide capillare). Insieme a leguminose quali Lotus cor- niculatus L. (ginestrino) dai bellissimi fiori gialli e Trifolium pratense L. (trifoglio dei prati) che tutti conoscono, costitui- scono la parte forte della dieta delle vacche (si spera, anco- ra!) per la produzione della fontina. Oltre a queste specie che possiamo definire fondamentali per i pascoli d'alta quota, ne troviamo molte altre che caratteriz- zano questi luoghi, rendendo i prati d'alta montagna molto belli, soprattutto nel periodo che va da giugno a fine luglio, quando la fioritura raggiunge la massima intensità. Tra le Ranuncolacee sono presenti Pulsatilla alpina L. (delabre (pulsatilla alpina), con fiori bianchi, spesso un po' violacei sul bordo esterno, Ranunculus montanus Willd. (ranuncolo dei monti), Ranunculus bulbosus L. (ranuncolo bulboso), en- trambi con i caratteristici fiori gialli a cinque petali. Sono pre- senti Rosacee come Potentilla grandiflora L. (potentilla a grandi fiori) e Potentilla crantzii (Crantz) G. Beck (potentil- la di Crantz), Alchemilla xanthochlora agg. (alchemilla gial- la verde) e Geum montanum L. (cariofillata dei monti); e poi delle Plantaginacee, con foglie lunghe e lanceola- te, Thymus serpyllum L. (timo serpillo), una Labiata dai fio- ri rosa o violacei, usata anche come condimento; Myosotis alpestris F. W. Schmidt (non ti scordare di me) Boraginacea dai fiori azzurri/blu, talvolta con macchia gialla al centro e che in pri- mavera riempie i prati di fiori bianchi. Più in quota e più vi- cino alle rocce, troviamo alcune Crassulacee come Sedum (semprevivo maggiore) con infiorescenza ricca di fiori porpora o rosa, e Sempervivum arachnoideum L. (semprevivo ragno), dai fio- ri rosa. L'elenco potrebbe continuare ancora, ma una delle cose mi- gliori è fare una bella gita al Mont Fallère (ad esempio), e gu- stare la bellezza di questi luoghi utilizzando non solo gli oc- chi, ma tutti e cinque i sensi. E poi, magari, voltarsi, e guar- dare Saint-Pierre, giù in basso. C. Chioso GLOSSARIO Paleo odoroso Fienarola alpina Codolina delle Alpi Festuca rossa Festuca delle pecore Festuca violacea Festuca paniculata Agrostide capillare Ginestrino Trifoglio dei prati Pulsatilla alpina Ranuncolo dei monti Ranuncolo bulboso Potentilla a grandi fiori Potentilla di Crantz Alchemilla gialla verde Cariofillata dei monti Tarassaco Arnica montana Senecione doronico Viola cornuta Erba brusca Bistorta Piantaggine delle Alpi Non ti scordar di me Crocco primaverile Semprevivo maggiore Semprevivo ragno Flouve odorante Paturin des Alpes Fléole des Alpes Fétuque rouge Fétuque ovine Fétuque violacée Fétuque paniculée Agrostide capillaire Lotier commun Trèfle des prés Pulsatille des Alpes Renoncule des montagnes Renoncule bulbeuse Potentille à grandes fleurs Potentille de Crantz Alchémille jaune vert Benoîte des montagnes Pissenlit officinal Arnica des montagnes Séneçon doronic Violette éperonnée Oseille des prés, Surette Serpentaire Plantain des Alpes Myosotis alpestre Crocus à fleurs blanches Joubarbe des toits Joubarbe aranéeuse 3
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2 Editoriale Mélange Direttore responsabile Marco Carlin Comitato di redazione Vanda Champrétavy, Denise Chappuis, Christian Chioso, Denny Cognetn, Germano Dionisi, Marina Lale-Murix, Claudio Obert, Ferruccio Sommariva Direzione e Redazione c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre Progetto grafico Arnaldo Tranti Realizzazione & Stampa Tipografia Valdostana C.so Padre Lorenzo, 5 11100 Aosta Il rinnovo dell'Amministrazione comunale ha comportato conseguentemente una nuova Commissione di gestione della biblioteca della quale noi, redazione di Mé- lange, costituiamo la parte scrivente. Un passaggio formale e sostanziale al qua- le dovremo saper dare risposte concrete prestando la propria collaborazione da oggi. Ciò detto colgo l'occasione per alcune riflessioni. Partecipando alla cerimonia di inaugurazione della scuola elementare e dell'asilo nido mi ero ripromesso di dedicare una pagina del giornale a questo tema, tanto mi aveva preso la lettura in sé mi aveva colpito il luogo riservato ai nostri bambini, in Saint-Pierre, l'ho collegato ad una analoga scelta fatta per i nostri antenati; mi aveva piacevolmente emozionato il nome che è stato scelto: Société Ouvrière - l'Union des samperrolains e l'insegnamento che ne consegue. Altri prima di me hanno scritto e detto frasi che sintetizzano molto bene anche il mio pen- siero, non voglio quindi ripetermi ma sono trascorsi alcuni mesi e ripensandoci mi viene da aggiungere che oggi Saint-Pierre ha concluso un ciclo importante, infatti, ha scuole, strutture sportive e pubbliche, quasi tutte nuove e tutto quanto un paese di queste dimen- sioni possa avere. E adesso mi piacerebbe se riuscissimo ad individuare le potenzialità turistica-ambientale-culturale di Saint- Pierre e favorirne lo sviluppo, caratterizzare il paese e frenare la "periferizzazione" di Aosta. Mi fermo qui con il mio pensiero e il mio auspicio. Un'altra riflessione che voglio condividere è legata al fermento che si per- cepisce ultimamente quando parliamo di iniziative. In quest'ultimo periodo la calma piatta ha registrato una leggera brezza: car- nevale dei bambini, festa patronale, in al- peggio a Pesse, mostra di foto e brindisi sot- to le stelle del castello, cinema all'aperto e il prossimo dieci settembre la festa delle asso- ciazioni. Non è poco, e nasce anche la Pro Loco. È il massimo!!! È vero che i tempi non si ripetono però con un po' d'impegno... vivere a Saint-Pierre può essere piacevole. I due argomenti che ho cercato di esporre un po' si sovrappongono ma un filo comune esprime la volontà che il nostro paese sia vitale e forse è questo il vero nocciolo di tante parole. Mi sembra giusto che Mélange colga queste emozioni e sia parte attiva nel diffonderle tra la gente. Marco Carlin D.C. 3 Sopra il limite superiore degli alberi... opra il limite superiore degli alberi e fino ad arri- vare sulla cima del Mont Fallère, troviamo un in- finito numero di specie di piante erbacee che for- mano grandi pascoli e che da sempre sono stati usati durante la stagione estiva per il pascolo del bestiame: siamo arrivati al confine del territorio comunale. Grande è il numero di graminacee presenti: Anthoxanthum odoratum L. (paleo odoroso), Poa alpina L. (fienarola alpi- na), Festuca rubra L. (festuca rossa), Festuca ovina L. (festu- ca delle pecore), Festuca violacea Gaudín (festuca violacea), Festuca paniculata (L.) Schinz & Thell. (festuca panicolata), Phleum alpinum L. (codolina delle Alpi), Agrostis capillaris L. (agrostide capillare). Insieme a leguminose quali Lotus cor- niculatus L. (ginestrino) dai bellissimi fiori gialli e Trifolium pratense L. (trifoglio dei prati) che tutti conoscono, costitui- scono la parte forte della dieta delle vacche (si spera, anco- ra!) per la produzione della fontina. Oltre a queste specie che possiamo definire fondamentali per i pascoli d'alta quota, ne troviamo molte altre che caratteriz- zano questi luoghi, rendendo i prati d'alta montagna molto belli, soprattutto nel periodo che va da giugno a fine luglio, quando la fioritura raggiunge la massima intensità. Tra le Ranunculacee sono presenti Pulsatilla alpina (L.) Delabre (pulsatilla alpina), con fiori bianchi, spesso un po' violacei sul bordo esterno, Ranunculus bulbosus L. (ranuncolo bulbo- so), entrambi con i caratteristici fiori gialli a cinque petali. Sono pre- senti Rosacee come Potentilla grandiflora L. (potentilla a grandi fiori) e Potentilla crantzii (Crantz) G. Beck (potentil- la di Crantz), Alchemilla xanthochlora agg. (alchemilla gial- la verde) e Geum montanum L. (cariofillata dei monti); e poi le Composite, con Taraxacum officinale aggr. (tarassaco), la cicoria insomma, quella buonissima da mangiare in prima- vera con le uova sode, e ancora Arnica montana L. (arnica montana) con i bellissimi fiori giallo arancio e nero, molto utile per fare impacchi in caso di traumi ed ematomi in ge- nere, Senecio doronicum (L.) (senecione doronico), dal fio- re giallo dorato. E ancora Viola calcarata L. (viola cornuta) la bella viola di colore violetto, più raramente bianco o giallo; nei pressi degli alpeggi, dove i pascoli sono più concimati da- gli animali e quindi ricchi di azoto è diffusissimo Rumex ace- tosa L. (erba brusca) appartenente alla famiglia delle Poligonacee, che può essere utilizzata come pianta tintoria (dalle foglie si ottiene un colorante giallo, mentre dalla radi- ce uno rosso), contiene acido ossalico e ha proprietà aperiti- ve e rinfrescanti; sempre alla stessa famiglia appartiene Polygonum bistorta L. (bistorta) dalla caratteristica infiore- scenza a spiga rosa, specie mellifera che un tempo veniva uti- lizzata, insieme alla farina di frumento, per la panificazione. L'elenco può continuare con Plantago alpina L. (piantaggine delle Alpi), Plantaginacee, con foglie lunghe e lanceola- te, Thymus serpyllum L. (timo serpolino), una Labiata dai fio- ri rosa o violacei, usata anche come condimento; Myosotis alpestris F.W. Schmidt (non ti scordar di me) Boraginacea dai fiori azzurri, Crocus albiflorus Kit. (croco primaverile), l'Iridacea che in primavera riempie i prati di fiori bianchi. Più in quota, sulle rocce, troviamo alcune Crassulacee come Sempervivum tectorum L. (semprevivo maggiore) e Sempervivum arachnoideum L. (semprevivo ragno), dai fio- ri rosa vivo. Questo elenco potrebbe continuare ancora, ma una delle cose mi- gliori è fare una bella gita al Mont Fallère (ad esempio), e gu- stare la bellezza di questi luoghi utilizzando non solo gli oc- chi, ma tutti e cinque i sensi. E poi, magari, voltarsi, e guar- dare Saint-Pierre, giù in basso. C. Chioso GLOSSARIO Paleo odoroso Fienarola alpina Codolina delle Alpi Festuca rossa Festuca delle pecore Festuca violacea Festuca panicolata Agristide capillare Ginestrino Trifoglio dei prati Pulsatilla alpina Ranuncolo dei monti Ranuncolo bulboso Potentilla a grandi fiori Potentilla di Crantz Alchemilla gialla verde Cariofillata dei monti Tarassaco Arnica montana Senecione doronico Viola cornuta Erba brusca Bistorta Piantaggine delle Alpi Non ti scordar di me Crocco primaverile Semprevivo maggiore Semprevivo ragno Flouve odorante Paturín des Alpes Fléole des Alpes Fétuque rouge Fétuque ovine Fétuque violacée Fétuque paniculée Agrostide capillaire Lotier commun Trèfle des prés Pulsatille des Alpes Renoncule des montagnes Renoncule bulbeuse Potentille à grandes fleurs Potentille de Crantz Alchémille jaune vert Benoîte des montagnes Pissenlit officinal Arnica des montagnes Sénançon doronic Violette éperonnée Oseille des prés, Surette Serpentaire Plantain des Alpes Myosotis alpestre Crocus à fleurs blanches Joubarbe des toits Joubarbe aranéeuse San Lorenzo, io lo so perché tanto Di stelle per l'aria tranquilla Arde e cade, perché si grande pianto Nel concavo cielo sfavilla. "X Agosto" Anche a Saint Pierre abbiamo ammirato le stelle, la sera di giovedì 10 agosto. Non quelle cadenti cantate dal Pascoli bensì quelle, men- tre si vedevano dalla posizione privilegiata del castello. In tale data, infatti, nel nostro paese si è tenuta la prima edizione di "Brindisi sotto le stelle", iniziativa organizzata dal Comune in collaborazione con l'Ente Museo e l'APT Grand Paradis. La manifestazione, che si è svolta nel cortile e nelle sale del Castello ha riscosso un notevole successo e centrato un duplice obiettivo: innanzi tutto promuovere i vini ed i prodotti del territorio del Gran tramite una degustazione degli stessi; una dozzina circa di bancarel- piatte nei punti strategici del parco, prese letteralmente d'assalto dai numerosi visitatori. Nello stesso tempo, si è cercato di presentare lo storico edificio in u- insolitata, quella serale: armigeri che guardavano l'ingresso e si aggi- per le sale, il gioco di luci ed ombre offerto dai riflettori, la musica piccola ma coinvolgente orchestra; il tutto immerso nella magica at- del maniero. Naturalmente, tra un assaggio ed una bevuta, turisti e residenti han- giustamente sfruttato l'opportunità di ammirare il Museo di Scienze e la Mostra fotografica, ospitati all'interno dell'immobile. Che soddisfazione, per gli organizzatori, vedere uscire contenti dalle i propri compaesani e sentirli confessare, un po' imbarazzati, essere la prima volta che visitavano la struttura ed il suo contenuto.
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4 Il Consiglio Comunale La Giunta Comunale Le Commissioni Verbale di nomina Ricevimento del Pubblico La pagina dell'Amministrazione Comunale In questo numero di Mélange, la parte dedicata all'attività amministrativa riguarderà la composizio- ne del neoeletto Consiglio, della Giunta e le nomine dei rappresentanti del Comune in seno ad enti, aziende, istituzioni e commissioni. Sarà attraverso tali organismi, forti dell'impegno e dell'entusia- smo dei loro componenti, che si articolerà il lavoro della nuova amministrazione. IL CONSIGLIO COMUNALE Il nuovo Consiglio comunale risulta così composto JOCALLAZ GIUSEPPE (Sindaco) DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO (Vice Sindaco) COGNEIN DENNY LUIGI (Consigliere anziano) VINANTE FRANCO DEL NEGRO SERGIO (Capogruppo Maggioranza "Ensemble pour Saint-Pierre") OBERT CLAUDIO DOMAINE ELIDA GLAREY LAURA MARIA GRAZIA CARLIN PIERO CHENTRE WALTER UMBERTO LILLAZ GIOVANNI MARIO D'ANNA ELOISA DONATELLA ZADKOVICH SUSANNA (Capogruppo Minoranza "Per un paese migliore") BONOMI ERMANNO MICHIELETTO RUGGIERO (Capogruppo Minoranza "Lavoriamo per Saint-Pierre") LA GIUNTA COMUNALE Durante la seduta del 22 maggio scorso, il Consiglio Comunale, su proposta del Sindaco, ha nominato la Giunta Comunale: JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO Vice Sindaco, Assessore Programmazione e Territorio DOMAINE ELIDA Assessore Assistenza e Sanità GLAREY LAURA Assessore Istruzione e Cultura CARLIN PIERO Assessore Sport, Turismo e Commercio COMMISSIONI COMUNALI E NOMINA DEI RAPPRESENTANTI DEL COMUNE IN SENO AD ENTI ED ISTITUZIONI COMMISSIONE ELETTORALE COMUNALE: Componenti effettivi: Sindaco (Presidente), Chentre Walter Umberto, Del Negro Sergio, Lillaz Giovanni Mario, Bonomi Ermanno (Minoranza) Componenti supplenti: Sindaco (Presidente), Obert Claudio, Vinante Franco, Cognein Denny Luigi, Michieletto Ruggiero (Minoranza) COMMISSIONE PER LA FORMAZIONE DEGLI ELENCHI DEI GIUDICI POPOLARI DI CORTE D'ASSISE E D'APPELLO: DEL NEGRO SERGIO (Maggioranza) MICHIELETTO RUGGIERO (Minoranza) RAPPRESENTANTI DEL COMUNE IN SENO ALLA COMUNITA' MONTANA GRAND PARADIS: GIUSEPPE JOCALLAZ (Sindaco) MIRET GIUSEPPE (rappresentante della Maggioranza) BERLIER DANIELA (rappresentante della Minoranza) COMMISSIONE DI GESTIONE DELLA BIBLIOTECA: CHENTRE WALTER delegato del Sindaco VAUTHIER IOLE aiuto bibliotecario con funzioni di esperto COGNEIN DENNY rappresentante di maggioranza D'ANNA ELOISA DONATELLA rappresentante di minoranza DIONISI GERMANO rappresentante degli utenti e Presidente D'HERIN DANIEL rappresentante degli utenti e Vice Presidente CHENEY LORIS rappresentante delle organizzazioni culturali (AVIS) CHARLES WALTER rappresentante delle organizzazioni culturali (Coro Nouvelle Harmonie) DOMAINE MARINO rappresentante delle organizzazioni culturali (Spazioclub) TOURNOUD FRANCO rappresentante delle organizzazioni culturali (Vigili del Fuoco Volontari) Durante l'ultimo Consiglio Comunale è stato deciso di modificare il Regolamento per aumentare di due membri il numero dei rap- presentanti degli utenti. Inoltre, la Commissione di Gestione, nel corso della sua prima riunione, ha provveduto a nominare la redazio- ne di Mélange, che risulta così composta: Carlin Marco (Direttore), Chappuis Denise, Christian Chioso, Dionisi Germano, Murix Marina, Cognein Denny. RAPPRESENTANTE DEL COMUNE ALL'ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DEI COMUNI-BACINO IMBRIFERO DORA BALTEA: CHENTRE WALTER UMBERTO COMMISSIONE DI GESTIONE DELLA MICROCOMUNITA' PER ANZIANI ED INABILI DI SAINT PIERRE: JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco DOMAINE ELIDA Assessore Comunale alla Sanità TRAVERSA MARIA LUISA Assistente sociale competente per territorio DEL NEGRO SERGIO Consigliere di maggioranza GLAREY LAURA Consigliere di maggioranza MICHIELETTO RUGGIERO Consigliere di minoranza HAUDEMAND LUCIANO Medico di base IANNINO TIZIANA Infermiera professionale esterna VAUTHIER PIERA Residente nel Comune di Saint Pierre RAPPRESENTANTI IN SENO ALL'ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DEPURAZIONE FOGNATURE: JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco LILLAZ GIOVANNI rappresentante della maggioranza BONOMI ERMANNO rappresentante della minoranza COMMISSIONE AFFARI GENERALI: JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO Vice Sindaco VINANTE FRANCO Consigliere di maggioranza LILLAZ GIOVANNI Consigliere di maggioranza DEL NEGRO SERGIO Consigliere di maggioranza BONOMI ERMANNO Consigliere di minoranza ZADKOVICH SUSANNA Consigliere di minoranza COMMISSIONE ALLA PROGRAMMAZIONE E TERRITORIO: JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO Vice Sindaco OBERT CLAUDIO Consigliere di maggioranza COGNEIN DENNY Consigliere di maggioranza
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6 DEL NEGRO SERGIO BONOMI ERMANNO ZADKOVICH SUSANNA Consigliere di maggioranza Consigliere di minoranza Consigliere di minoranza COMMISSIONE TURISMO, CULTURA E SPORT: CARLIN PIERO CHENTRE WALTER UMBERTO GLAREY LAURA OBERT CLAUDIO COGNEIN DENNY MICHILETTO RUGGIERO D'ANNA ELOISA DONATELLA Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di minoranza Consigliere di minoranza COMMISSION PERMANENTE DU JUMELAGE AVEC SAINT-PIERRE- EN- FAUCIGNY: CARLIN PIERO CHENTRE WALTER UMBERTO VAUTHIER IOLE Consigliere comunale Consigliere comunale Bibliotecaria REVISORE DEI CONTI: Dott. LOUVIN LORENZO Commercialista di Aosta VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE DEL 21/7/2000: NOMINA COMPONENTI ELETTIVI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE PER LA LEGISLATURA 2000/2005: Geom. GIUSEPPE JOCALLAZ Arch. ERMENEGILDO DEL DEGAN Sig. GIUSEPPE ZUCCONI Ing. PAOLO LAVY Arch. NATHALIE DUFOUR Arch. PAOLO VARETTI Geom. GIANFRANCO STROPPA esperto in materia di tutela del paesaggio (sostituto: arch. SERGIO BECHAZ) rappresentante dei gruppi di minoranza consiliari COMPONENTI DI DIRITTO: Dott. COLASANTI, delegato del servizio igienico-sanitario dell'unità sanitaria locale Sig. TOURNOUD Franco, delegato del servizio prevenzione incendi Nel corso della prima riunione la Commissione ha nominato quale presidente il sig. Del Degan Ermenegildo e vice Presidente il sig. Zucconi Giuseppe. DECRETO DEL SINDACO IN DATA 16/6/2000: Il Sindaco ha designato il Consigliere Cognein Denny quale rappresentante del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione dell'APT Grand Paradis. GIUNTA COMUNALE DI SAINT-PIERRE RICEVIMENTO DEL PUBBLICO Carica componenti della Giunta | Cognome e nome | Giorno ricevimento | Orario SINDACO | Jocallaz Giuseppe | Giovedì | 14.30 - 17.30 VICE SINDACO (con delega alla programmazione e territorio) | Del Degan Ermenegildo | Venerdì | 15.00 - 17.00 ASSESSORE (Sport, Turismo e Commercio) | Carlin Piero | Mercoledì | 17.00 - 18.00 ASSESSORE (Assistenza a Sanità) c/o l'ufficio amministrativo della Microcomunità | Domaine Elida | Venerdì | 15.00 - 16.00 ASSESSORE (Istruzione e Cultura) | Glarey Laura | Mercoledì | 08.30 - 09.30 Consorzio Gran Paradiso natura 7 10 luglio scorso è nato il Consorzio "GRAN PARADI- SO NATURA". Costituito e composto da operatori tu- ristici e aziende della Comunità Montana Grand Para- dis, il neo organismo, che nel nome si collega ad una natura a portata di mano tipica dei 13 Comuni del Com- prensorio, si pone due obiettivi principali: innanzi tutto, gra- zie al coordinamento fra gli attori socio economici del terri- torio, realizzare iniziative volte a promuovere l'immagine e la tipicità (ambiente, cultura, storia) della zona verso l'esterno, come fanno le "Borse del Turismo", per esempio; il tutto al- l'insegna di una migliore commercializzazione, qualità dei prodotti ed una maggiore varietà dei servizi a prezzi più con- tenuti. In secondo luogo, offrire dei vantaggi, economici e di imagcine, agli associati, finalmente forti di un'accresciuta capacità contrattuale garantita dalla sinergia creatasi. A rap- presentare il Consorzio è stato nominato l'albergatore Alber- to Gianni. La sede e gli uffici sono ubicati in località Cham- pagne 17 a Villeneuve, Valle d'Aosta. Tra le aziende facenti parte di questo nuovo interlocutore socioeconomico territo- riale si possono annoverare alberghi, ristoranti, bar, rifugi, campeggi, agriturismo, affittacamere, ma anche maestri e scuole di sci, guide di montagna, associazioni sportive, gui- de della natura, impianti di sport equestre, gestori di im- pianti di risalita, gruppi folkloristici, di animazione e pro lo- co, con il prezioso coinvolgimento di artigiani, viticoltori, lattiero-caseari, agricoltori e allevatori, commer- cianti e taxisti sotto l'egida rappresentativa dei Comuni, del- la Comunità Montana Grand Paradis, dell'Azienda di Pro- mozione Turistica, del Parco Nazionale Gran Paradiso e degli istituti di credito. Un treno da non perdere, quindi, un'im- portante possibilità di crescita economica non solo per i di- pendenti, ma per l'intero paese. Se la "locomotiva tu- ristica" viaggia veloce, infatti, può trainare tanti altri vagoni rappresentati da diversi settori produttivi come, per esempio, l'artigianato, il commercio, i servizi. Con conseguente au- mento di posti di lavoro e benessere generale. Ma bisogna solo crederci, progettare, darsi da fare. Fino a pochi decenni fa, Saint Pierre viveva di agricoltura. Ora, cambiati i tempi, dobbiamo sfruttare meglio anche altre opzioni, di cui il turismo rappresenta la più importante. Ma, come detto, è necessario proporre offerte competitive (l'apertura di un portale su Internet costituirà la vetrina virtuale ideale per presentare il Consorzio e le sue proposte), incentivare la gen- te a venirci a trovare, a portarci ricchezza. Il Consorzio Gran Paradiso Natura si pone proprio quest'obiettivo. Denny Cognein IL DIRETTIVO DEL CONSORZIO: ALBERTO GIANNI MAURIZIO FIORANO RENATO ANSELMET CORRADO BRUNET DINO DARENSOD albergatore in Valsavarenche - Presidente albergatore in Rhemes Notre Dame - Vice Presidente viticoltore in Villeneuve - Membro esecutivo artigiano in Introd - Consigliere rappr. La Cave des Onze Communes in Aymavilles - Consigliere PIERO DUC ROBERTA DURAND BENONINO GERBERE MIRKO PELLISSIER rappr. Cofruit in Saint Pierre - Consigliere albergatore in Villeneuve - Consigliere artigiano in Saint Nicolas - Consigliere centro equestre in Rhemes Saint Georges - Consigliere N° 1 rappresentante della Comunità Montana Grand Paradis, membro senza diritto di voto, da nominare Revisori dei conti: Commercialista: Consulente: Dottori Commercialisti Germano Gorrex, Renzo Louvin, Luca Poggianti Dott. Gianni Odisio Dottoressa Patrizia Guichardaz FLASH PRO-LOCO Con l'aiuto dell'Amministrazione comunale, delle associazioni di Saint-Pierre e di privati cittadini è stato creato un comitato promoto- re per la costituzione della Pro Loco di Saint-Pierre. Questo grup- po di persone, che si era già prodi- gato ad organizzare il carnevale dei bimbi, si sta occupando già da qualche mese di alcuni compiti: l'i- ter burocratico, la promozione del- l'iniziativa, la stesura dello statuto. Una prima manifestazione, che fe- steggia tutte le associazioni della nostra comunità, è stata organiz- zata per il 10 di settembre a parti- re dalle 10 di mattina al campo sportivo di Saint-Pierre. L'assemblea generale per la costi- tuzione della Pro Loco avrà luogo venerdì 15 di settembre alle ore 20,30 presso il salone comunale. Tutta la popolazione è invitata a partecipare numerosa.
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6 DEL NEGRO SERGIO BONOMI ERMANNO ZADKOVICH SUSANNA Consigliere di maggioranza Consigliere di minoranza Consigliere di minoranza COMMISSIONE TURISMO, CULTURA E SPORT: CARLIN PIERO CHENTRE WALTER UMBERTO GLAREY LAURA OBERT CLAUDIO COGNEIN DENNY MICHIELETTO RUGGIERO D'ANNA ELOISA DONATELLA Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di maggioranza Consigliere di minoranza Consigliere di minoranza COMMISSION PERMANENTE DU JUMELAGE AVEC SAINT- PIERRE- EN- FAUCIGNY: CARLIN PIERO CHENTRE WALTER UMBERTO VAUTHIER JOLE Consigliere comunale Consigliere comunale Bibliotecaria REVISORE DEI CONTI: Dott. LOUVIN LORENZO Commercialista di Aosta VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE DEL 21/7/2000:NOMINA COMPONENTI ELETTIVI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE PER LA LEGISLATURA 2000/2005: Geom. GIUSEPPE JOCALLAZ Arch. ERMENEGILDO DEL DEGAN Sig. GIUSEPPE ZUCCONI Ing. PAOLO LAVY Arch. NATHALIE DUFOUR Arch. PAOLO VARETTI Geom. GIANFRANCO STROPPA esperto in materia di tutela del paesaggio (sostituito: arch. SERGIO BECHAZ) rappresentante dei gruppi di minoranza consiliari Componenti di diritto: Dott. COLASANTI, delegato del servizio igienico-sanitario dell'unità sanitaria locale Sig. TOURNOUD FRANCO, delegato del servizio prevenzione incendi Nel corso della prima riunione la Commissione ha nominato quale presidente il sig. Del Degan Ermenegildo e vice presidente il sig. Zucconi Giuseppe. DECRETO DEL SINDACO IN DATA 16/6/2000: Il Sindaco ha designato il Consigliere Cogmein Denny quale rappresentante del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione dell'APT Grand Paradiso. GIUNTA COMUNALE DI SAINT-PIERRE RICEVIMENTO DEL PUBBLICO Consor Gran Paradiso natura 110 luglio scorso è nato il Consorzio "GRAN PARADI SO NATURA". Costituito e composto da operatori tu ristici e aziende della Comunità Montana Grand Para dis, il neo organismo, che nel nome si collega ad una natura a portata di mano tipica dei 13 Comuni del Com prensorio, si pone due obiettivi principali: innanzi tutto, gra zie al coordinamento fra gli attori socio economici del terri torio, realizzare iniziative volte a promuovere l'immagine e la IL DIRETTIVO DEL CONSORZIO: ALBERTO GIANNI MAURIZIO FIORANO RENATO ANSELMET CORRADO BRUNET DINO DARENSOD PIERO DUC ROBERTA DURAND BENONINO GERBERE MIRKO PELLISSIER N° 1 Revisori dei conti: Commercialista: Consulente: pianti di risalita, gruppi folcloristici, di animazione e pro lo co, con il prezioso coinvolgimento di artigiani, viticoltori, produttori lattiero-caseari, agricoltori e allevatori, commer cianti e tassisti, sotto l'egida rappresentativa dei Comuni, del la Comunità Montana Grand Paradiso, dell'Azienda di Pro mozione Turistica, del Parco Nazionale Gran Paradiso e degli enti di credito. Un treno da non perdere, quindi, un'im portante possibilità di crescita economica non solo per i di retti interessati, ma per l'intero paese. Se la "locomotiva tu rismo" viaggia veloce, infatti, può trainare tanti altri vagoni albergatore in Valsavarenche - Presidente albergatore in Rhemes Notre Vice Presidente viticultore in Villeneuve - Membro esecutivo artigiano in Introd - Consigliere rappr. La Cave des Onze Communes in Aymavilles - Consigliere rappr. Cofruit in Saint Pierre - Consigliere albergatore in Villeneuve - Consigliere artigiano in Saint Nicolas - Consigliere centro equestre in Rhemes Saint Georges - Consigliere rappresentante della Comunità Montana, Grand Paradiso, membro senza diritto di voto, da nominare Dottori Commercialisti Germano Gorrex, Renzo Louvin, Luca Poggianti Dott. Gianni Odisio Dottoressa Patrizia Guichardaz dominanti diversi settori produttivi come, per esempio, l'artigianato, il commercio, i servizi. Con conseguente au mento di posti di lavoro e benessere generale. Ma bisogna anzitutto crederci, progettare, darsi da fare. Fino a pochi tempi, dopo, Saint Pierre viveva di agricoltura. Ora, cambiati i il turismo rappresenta la più importante. Ma, come detto, è necessario proporre offerte competitive (l'apertura di un portale su Internet costituirà la vetrina virtuale ideale per re il Consorzio e le sue proposte), incentivare la gen turismo e la cultura, la storia) della zona verso l'esterno, come fanno le "Borse del Turismo", per esempio; il tutto al l'insegna di una migliore commercializzazione, qualità dei prodotti ed una maggiore varietà dei servizi a prezzi più con tenuti. In secondo luogo, offrire dei vantaggi, economici e di immagine, agli associati, finalmente forti di un'accresciuta capacità contrattuale garantita dalla sinergia creatasi. A rap presentare il Consorzio è stato nominato l'albergatore Alber to Gianni. La sede e gli uffici sono ubicati in località Cham pagne 17 a Villeneuve, Valle d'Aosta. Tra le aziende facenti parte di questo nuovo interlocutore socioeconomico territo riale si possono annoverare alberghi, ristoranti, bar, rifugi, campeggi, agriturismo, affittacamere, ma anche maestri e scuole di sci, guide di montagna, associazioni sportive, gui de della natura, impianti di sport equestre, gestori di im Denny Cogmein FLASHP FLASH PRO-LOCO Con l'aiuto dell'Amministrazione comunale, delle associazioni di Saint-Pierre e di privati cittadini è stato creato un comitato promoto re per la costituzione della Pro Loco di Saint-Pierre. Questo grup po di persone, che si era già prodi gato ad organizzare il carnevale dei bimbi, si sta occupando già da qualche mese di alcuni compiti: l'i- ter burocratico, la promozione del l'iniziativa, la stesura dello statuto. Una prima manifestazione, che fe steggia tutte le associazioni della nostra comunità, è stata organiz zata per il 10 di settembre a parti re dalle 10 di mattina al campo sportivo di Saint-Pierre. L'assemblea generale per la costi tuzione della Pro Loco avrà luogo venerdì 15 di settembre alle ore 20,30 presso il salone comunale. Tutta la popolazione è invitata a partecipare numerosa. Carica componenti della Giunta SINDACO VICE SINDACO (con delega alla programmazione e territorio) ASSESSORE (Sport, Turismo e Commercio) ASSESSORE (Assistenza a Sanità) c/o l'Ufficio amministrativo della Microcomunità ASSESSORE (Istruzione e Cultura) Cognome e nome Jocallaz Giuseppe Del Degan Ermenegildo Carlin Piero Domaine Elida Glarey Laura Giorno ricevimento Giovedi Venerdì Mercoledì Venerdì Mercoledì Orario 14,30 - 17,30 15,00 - 17,00 17,00 - 18,00 15,00 - 16,00 08.30 - 09.30
Testo Originale Estratto
8 Meod di sopra Un tempo in poteva chiamarsi “dominio dei Lale”, infatti quasi tutti gli abitanti del villaggio erano dei Lale A pochi chilometri da Verrogne, sulla strada dei Salassi, Méod di sopra è l’ultimo villaggio d’alta quota di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m. d’altitudine ed è una località più belle del paese. La “migrazione” da un villaggio all’altro era sempre difficoltosa perché si dovevano spostare non solo le suppellettili fondamentali, ma anche gli animali. Il mulo era allora indispensabile per portare i bambini, gli agnellini, le galline. Gli altri animali erano invece abituati ai trasferimenti. Una famiglia ad esempio aveva un’oca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la famiglia. Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e proseguiva lungo il costone fino a Vetan. Durante l’inverno, essendo molto esposta al vento, era spesso impercorribile a causa degli accumuli di neve che si formavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire all’acqua piovana di erodere il terreno ed era l’ideale per gli zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod! Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c’erano due mulini, uno di proprietà privata, l’altro pubblico costruito nel 1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo segale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a Greun, una zona verso Verrogne. I terreni intorno al villaggio in basso (Plarénet et Gaillè) e quelli verso Vetan (grand Méod) erano molto ben lavorati e venivano irrigati dalle acque del torrente di Valméache che ha la sorgente verso Vermian. La parte più bella di Méod (forse lo è ancora adesso) si trovava verso il grande bosco che sorge al confine con il vallone di Vermian, là dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bosco era costituito da enormi larici in mezzo a cui si aprivano vaste radure adatte al pascolo. Da qui si accedeva ad una zona incassata lungo il torrente chiamato “La Palma” (forse perché in parte paludosa) da cui si risaliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio. Il torrente Valméache era molto importante per il villaggio in quanto forniva acqua per l’irrigazione e per il mulino ed era una grande attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, era stato l’ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all’acqua. Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che alimentava i fontanili del villaggio. Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al ’68 quando è arrivato la strada. Nel ’79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet, è diventato un piccolo ed accogliente ristorante; nell’80 circa cominciarono a nascere una serie di villette sparse un po’ qui, un po’ là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco, vicino al vecchio mulino; nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del ’50 di fronte all’attuale casetta c’era un piccolo oratorio con una Madonna in legno. Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un totale di 80 persone. Attualmente è abitato per tutto l’anno, oltre ai proprietari del ristorante, (e i figli, da tre famiglie. Chi è vissuto nel “vecchio” Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato! Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l’aspetto iniziale, quasi si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per uccellini costruite dalle abili mani del primo “forestiero” giunto a Méod negli anni ’50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati della sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a rendere il villaggio vivo e bello. In quanto a bellezza non si può dimenticare il piccolo giardino antistante al ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si aveva l’impressione non di trovarsi a Saint-Pierre, ma in un vero e proprio giardino botanico tante erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare. Certo l’amore per un villaggio può fare dei miracoli! Vanda Champretavy Meod negli anni '50 9 Meod e un agreste suo ricordo Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono di un martellar di falce; esso mi riporta alla mente, come un lontano ricordo di gioventù, lavori ed usanze di un tempo che fu. Quando alle prime luci dell’alba già si era raggiunto il prato dalla smossa erba, come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada lo svelto, sempre più svelto far scorrere l’aguzzata falce. Di sprone era il sentir dietro di sé l’ansimare di un compagno che scherzosamente cercava di sopravanzare, l’affannoso risalire il ripido pendio, il ridiscenderlo e risalirlo, così, per ore ed ore il festoso accogliere l’arrivare della massaia col cesto delle vivande, la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini, una breve pausa ed il lavoro riprendeva. Allo scoccar dell’Angelus, come un tacito accordo, la comune battitura delle falci, il pranzo, la breve sosta all’ombra di un albero e il lavoro riprendeva anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole. La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto altri gli facevan coro l’eco lontano nella valle lo propagava e disperdevà. Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni l’immane fatica ma che sapeva dare uno scopo, un senso alla vita. S. C. Un campione di «casa nostra» FLASH Non si vive soltanto di sci e calcio, anche nella nostra realtà di montagna c’è chi si dedica ad altri sport come il nuoto. È il caso di Luca Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100 metri delfino ma si diletta anche nei 100 e 200 stile libero e nei 200 delfino. Oramai è qualche anno che si dedica al nuoto; fin da quando era piccolo ama questo sport ma dal ’94, forse incoraggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio, entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto club VDA. In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare un’attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai genitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e responsabilità oltre il dovuto. Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle maggiori difficoltà è conciliare l’attività sportiva con la scuola, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro atleta. Il suo meno che crescita, è in costante campione valdostano dei 100 mt. delfino. L’inverno scorso Luca ha partecipato ai Campionati Italiani Invernali, gara che lo ha visto piazzato all’8° posto nei 100 mt. delfino. Mesi dopo, a febbraio Luca si è ripetuto in un’altra importante gara a Candelo dove ha avuto luogo il Meeting Internazionale, riuscendo ad ottenere un 1° posto di categoria sempre nella sua specialità preferita. Il 2000 si è rivelato un ottimo anno per il nuotatore che ha raccolto ai campionati europei terminati. Questo buon auspicio possa influire positivamente sul futuro atletico del Luca. Obert
Testo Originale Estratto
8 Meod di sopra U n tempo poteva chiamarsi “dominio dei Lale”, infatti quasi tutti gli abitanti del vil- aggio erano dei Lale Gerard, Castain). Solo nel 1925 vi si stabilì la famiglia Mondet, prove- niente dalla Francia e nel 1943 la famiglia Champrétavy che vi rimase per 12 anni come fittavola di Lale Gerard Fortunato. Gli arrivati furono i Foretier che posseggono ancora la p casa, arrivando a Méod. A quell'epoca il villaggio era costituito da una lunga c zione in cui vivevano tre famiglie, da due case un po' d ste, verso Est ed una a Nord, sulla mulattiera che cond nei prati, alle spalle del villaggio e da lì a Vetan. I fienili ed i granai davano sulla strada (che correva d villaggio) e sul ruscello Valméache. La grande casa a comprendeva, oltre ad una stalla in cui, in estate, ver rinchiusi tutti i vitelli del villaggio, anche un grosso g ed il forno in cui si faceva il pane, in inverno. Il villaggio era abitato tutto l'anno solo dalla signora Lale Gerard e dai figli che era, oltre alla "custode" del gio, anche la persona di fiducia delle mamme che le vano i figli quando dovevano assentarsi. Tutti gli altri abitanti, avendo campi e prati in altre l (Rumiod, Champretavy, Rossan) si spostavano nei v riodi dell'anno. Meod negli anni '50 A pochi chilometri da Verrogne, sulla strada dei Salassi, Méod di sopra è l'ultimo villaggio d'alta quota di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m. d'altitudine ed è una delle località più belle del paese. che si adatta ai trasferimenti. Una famiglia ad esempio aveva un'oca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la fa- miglia. Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e prosegui- va lungo il costone fino a Vetan. Durante l'inverno, essendo molto esposta al vento, era spes- so impercorribile a causa degli accumuli di neve che si for- mavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire al- l'acqua piovana di erodere il terreno ed era l'ideale per gli zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod! Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c'erano due muli- ni, uno di proprietà privata, l'altro pubblico costruito nel 1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo se- gale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a Greun, una zona verso Verrogne. I terreni intorno al villaggio, in basso (Planét et Gaille) e quel- li verso Vetan (grand Méod) erano molto ben lavorati e venivano irrigati dalle acque del torrente di Vetan e da quelle di Valméache che ha la sorgente verso Vermian. La parte più bella di Méod (forse lo è ancora adesso) si trovava verso il grande bosco che sorge al confine con il vallone di Vermian, là dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bo- sco era costituito da enormi larici in mezzo a cui si aprivano vaste radure adatte al pa- scolo. Da qui si accedeva ad una zona incas- sata lungo il torrente chiamato “La Palma” (forse perché in parte paludosa) da cui si ri- saliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio. Il torrente Valméache era molto importante per il villaggio in quanto forniva acqua per l'irrigazione e per il mulino ed era una gran- de attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, sareb- be stato l'ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all'ac- qua. Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che ali- mentava i fontanili del villaggio. Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al '68 quando è arrivata la strada. Nel '79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet, è diventato un pic- colo ed accogliente ristorante, nell'80 circa cominciarono a nascere una serie di villette sparse un po' qui, un po' là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco, vicino al vecchio mulino, nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del '50 di fronte all'attuale chie- setta c'era un piccolo oratorio con una Madonna in legno. Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un totale di 80 persone. Attualmente è abitato per tutto l'anno, oltre ai proprietari del ristorante, (apri to tutto l'anno) e dei figli, da tre famiglie. Chi è vissuto nel "vecchio" Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato! Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l'aspetto iniziale, qui e là si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per gli uccellini costruite dalle abili mani del primo "forestiero" giunto a Méod negli anni '50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati della sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a mante- nere il villaggio vivo e bello. In quanto a bellezza poi non si può dimenticare il piccolo giardino antistante il ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si a- veva l'impressione non di trovarsi a Sain-Pierre, ma in un vero e proprio giardi- no botanico tanto erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare. Certo l'amore per un villaggio può fare dei miracoli! Vanda Champrétavy 9 Meod e un agreste suo ricordo Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono di un martellar di falce; esso mi riporta alla mente, come un lontano ricordo di gioventù, lavori ed usanze di un tempo che fu. Quando alle prime luci dell'alba già si era raggiunto il prato dalla smossa erba, come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada lo svelto, sempre più svelto far scorrere l'aguzzata falce. Di sprone era il sentir dietro di sé l'ansimare di un compagno che scherzosamente cercava di sopravanzare, l'affannoso risalire il ripido pendio, il ridiscenderlo e risalirlo, così, per ore ed ore il festoso accogliere l'arrivare della massaia col cesto delle vivande, la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini, una breve pausa ed il lavoro riprendeva. Allo scoccar dell'Angelus, come un tacito accordo, la comune battitura delle falci, il pranzo, la breve sosta all'ombra di un albero e il lavoro riprendeva anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole. La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto altri gli facevan coro l'eco lontano nella valle lo propagava e disperdeva. Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni l'immane fatica ma che sapeva dare uno scopo, un senso alla vita. S. C. Un campione di «casa nostra» N on si vive soltanto di sci e calcio, anche nella nostra realtà di montagna c'è chi si dedica ad altri sport come il nuoto. È il caso di Luca Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100 metri delfino e si diletta anche nei 100 e 200 stile libero e nei 200 delfino. Oramai è qualche che anno che si dedica al nuoto; fin da quando era piccolo ama questo sport ma dal '94, forse inco- raggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio, entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto club VDA. In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare un'attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai ge- nitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e re- sponsabilità oltre il dovuto. Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle maggiori difficoltà è conciliare l'attività sportiva con la scuo- la, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro atleta. FLASH Il suo medaglie- scita, è infatti 100 e 50 m. delfino to ai Campionati zarsi all'8° posto nei 100 braio, Luca ha partecipa- Viareggio dove lo ha visto scendo ad un importan- ottimo 3° posto di cate- goria sempre nella sua specialità preferita. Il 2000 si è ottimo anno per il nuo- to italiano che ha rac- colto molto buoni nati europei che po- da poco. Questo buon periodo speriamo fluire positivamente an- che il futuro atletico del nostro Luca. Obert
Testo Originale Estratto
Meod di sopra Un tempo poteva chiamarsi “dominio dei Lale”, infatti quasi tutti gli abitanti del vil- lagio erano dei Lale (Gerard, Castain). Solo nel 1925 vi si stabilì la famiglia Mondet, prove- niente dalla Francia e nel 1943 la famiglia Champrétavy che vi rimase per 12 anni come fittavola di Lale Gerard Fortunato. Gli ultimi arrivati furono i Foretier che posseggono ancora la loro casa, arrivando a Méod. A quell’epoca il villaggio era costituito da una lunga schiera di case in cui vivevano tre famiglie, da due case un po’ a parte, verso Est ed una a Nord, sulla mulattiera che conduceva nei prati, alle spalle del villaggio e da lì a Vetan. I fienili ed i granai davano sulla strada (che correva dietro il villaggio) e sul ruscello Valméache. La grande casa di sotto comprendeva, oltre ad una stalla in cui, in estate, venivano rinchiusi tutti i vitelli del villaggio, anche un grosso granaio ed il forno in cui si faceva il pane, in inverno. Il villaggio era abitato tutto l’anno solo dalla signora Maria Lale Gerard e dai figli che era, oltre alla “custode” del villaggio, anche la persona di fiducia delle mamme che le affidavano i figli quando dovevano assentarsi. Tutti gli altri abitanti, avendo campi e prati in altre località (Rumiod, Champrétavy, Rossan) si spostavano nei vari periodi dell’anno. A pochi chilometri da Verrogne, sulla strada dei Salassi, Méod di sopra è l’ultimo villaggio d’alta quota di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m. d’altitudine ed è una delle località più belle del paese. La “migrazione” da un villaggio all’altro era sempre difficoltosa per- ché si dovevano spostare non solo i suppellettili fondamentali, ma anche gli animali. Il mulo era allora indispensabile per portare i bambini, gli agnellini, le galline. Gli altri animali erano inve- ce abituati ai trasferimenti, una mucca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la fa- miglia. Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e prose-guiva lungo il costone fino a Vetan. Durante l’inverno, essendo molto esposta al vento, era spes- so impercorribile a causa degli accumuli di neve che si for- mavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire al- lo scivolamento ed era l’ideale per gli zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod! Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c’erano due muli- ni, uno di proprietà privata, l’altro pubblico costruito nel 1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo se- gale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a un Greun, una zona verso Verrogne. I terreni intorno al villaggio, in basso (Planet et Gaille) e quel- li verso Vetan (grand Méod) erano molto ben lavorati e venivano irrigati dalle acque del torrente di Vetan e da quelle di Valméache che ha la sorgente verso Vermian. La parte più bella di Méod (forse lo è ancora adesso) si trovava verso il grande bosco che sorge al confine con il vallone di Vermian, là dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bo- sco era costituito da enormi larici in mezzo a cui si aprivano vaste radure adatte al pa- scolo. Da qui si accedeva ad una zona incas- sata lungo il torrente chiamato “La Palma” (forse perché in parte paludosa) da cui si ri- saliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio. Il torrente Valméache era molto importante per il villaggio in quanto forniva acqua per l’irrigazione e per il mulino ed era una gran- de attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, sareb- be stato l’ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all’ac- qua. Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che ali- mentava i fontanili del villaggio. Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al ’68 quando è arrivata la strada. Nel ’79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet è diventato un pic- colo ed accogliente ristorante, nell’80 circa cominciarono a nascere una serie di villette sparse un po’ qui, un po’ là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco vicino al vecchio mulino, nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del ’50 di fronte all’attuale caset- ta c’era un piccolo oratorio con una Madonna in legno. Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un totale di 80 persone. Attualmente è abitato per tutto l’anno, oltre ai proprietari del ristorante, (abita- to tutto l’anno) e dei figli, da tre famiglie. Chi è vissuto nel “vecchio” Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato! Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l’aspetto iniziale, quan- do si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per uccellini costruite dalle abili mani del primo “forestiero” giunto a Méod negli anni ’50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati del- la sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a mante- nere il villaggio vivo e bello. In quanto a bellezza poi non si può dimenticare il piccolo giardino antistante il ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si a- veva l’impressione non di trovarsi a Sain-Pierre, ma in un vero e proprio giardi- no botanico tanto erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare. Certo l’amore per un villaggio può fare dei miracoli! Vanda Champetavy Meod e un agreste suo ricordo Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono di un martellar di falce; esso mi riporta alla mente, come un lontano ricordo di gioventù, lavori ed usanze di un tempo che fu. Quando alle prime luci dell’alba già si era raggiunto il prato dalla smossa erba, come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada lo svelto, sempre più svelto far scorrere l’aguzzata falce. Di sprone era il sentir dietro di sé l’ansimare di un compagno che scherzosamente cercava di sopravanzare, l’affannoso risalire il ripido pendio, il ridiscenderlo e risalirio, così, per ore ed ore il festoso accogliere l’arrivare della massaia col cesto delle vivande, la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini, una breve pausa ed il lavoro riprendeva. Allo scoccar dell’Angelus, come un tacito accordo, la comune battitura delle falci, il pranzo, la breve sosta all’ombra di un albero e il lavoro riprendeva anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole. La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto altri gli facevan coro l’eco lontano nella valle lo propagava e disperdeva. Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni l’immane fatica ma che sapeva dare uno scopo, un senso alla vita. S. C. Un campione di «casa nostra» FLASH Non si vive soltanto di sci e calcio, anche nella nostra realtà di montagna c’è chi si dedica ad altri sport come il nuoto. È il caso di Luca Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100 metri delfino ma si diletta anche nei 100 e 200 stile libero e nei 200 delfino. Oramai è qualche anno che si dedica al nuoto; fin da quando era piccolo ama questo sport ma dal ’94, forse inco- raggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio, entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto club VDA. In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare un’attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai ge- nitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e re- sponsabilità oltre il dovuto. Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle maggiori difficoltà è conciliare l’attività sportiva con la scuo- la, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro atleta. Il suo migliore risultato, fino ad oggi, è l'8° posto nei 100 metri delfino. Pochi mesi dopo, a febbraio, Luca si è ripetuto in un'altra importante gara a Viareggio dove ha avuto luogo il Meeting Internazionale, riuscendo ad ottenere un 3° posto di categoria, migliorando sempre nella sua specialità preferita. Il 2000 si è rivelato un ottimo anno per il nuo- to italiano che ha rac- colto molti campio- nati europei terminati da poco. Questo buon periodo spero possa in- positivamente an- fluire per un futuro atletico del nostro Luca. Obert Meod negli anni ’50
Testo Originale Estratto
8 Meod di sopra U n tempo poteva chiamarsi "dominio dei Lale", infatti quasi tutti gli abitanti del vil- laggio erano dei Lale (Gerard, Castain). Solo nel 1925 vi si stabilì la famiglia Mondet, prove- niente dalla Francia e nel 1943 la famiglia Champrétavy che vi rimase per 12 anni come fittavola di Lale Gerard Fortunato. Gli u arrivati furono i Foretier che posseggono ancora la p casa, arrivando a Méod. A quell'epoca il villaggio era costituito da una lunga co zione in cui vivevano tre famiglie, da due case un po' d ste, verso Est ed una a Nord, sulla mulattiera che condu nei prati, alle spalle del villaggio e da lì a Vetan. I fienili ed i granai davano sulla strada (che correva di villaggio) e sul ruscello Valméache. La grande casa a comprendeva, oltre ad una stalla in cui, in estate, ven rinchiusi tutti i vitelli del villaggio, anche un grosso gr ed il forno in cui si faceva il pane, in inverno. Il villaggio era abitato tutto l'anno solo dalla signora Lale Gerard e dai figli che era, oltre alla "custode" del gio, anche la persona di fiducia delle mamme che le vano i figli quando dovevano assentarsi. Tutti gli altri abitanti, avendo campi e prati in altre lu (Rumiod, Champrétavy, Rossan) si spostavano nei va riodi dell'anno. A pochi chilometri da Verrogne, sulla strada dei Salassi, Méod di sopra è l'ultimo villaggio d'alta quota di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m. d'altitudine ed è una delle località più belle del paese. che abituati ai trasferimenti. Una famiglia ad esempio aveva un'oca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la fa- miglia. Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e prosegui- va lungo il costone fino a Vetan. Durante l'inverno, essendo molto esposta al vento, era spes- so impercorribile a causa degli accumuli di neve che si for- mavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire al- l'acqua piovana di erodere il terreno ed era l'ideale per gli zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod! Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c'erano due muli- ni, uno di proprietà privata, l'altro pubblico costruito nel 1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo se- gale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a Greun, una zona verso Verrogne. I terreni intorno al villaggio, in basso (Planèt et Gaille) e quel- li verso il torrente (Grand Méod) erano molto ben lavorati e venivano irrigati dalle acque del torrente di Vetan e da quelle di Valméache che ha la sorgente verso Vermian. La parte più bella di Méod (forse lo è ancora adesso) si trovava verso il grande bosco che sorge al confine con il vallone di Vermian, là dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bo- sco era costituito da enormi larici in mezzo a cui si aprivano vaste radure adatte al pa- scolo. Da qui si accedeva ad una zona incas- sata lungo il torrente chiamato "La Palma" (forse perché in parte paludosa) da cui si ri- saliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio. Il torrente Valméache era molto importante per il villaggio in quanto forniva acqua per l'irrigazione e per il mulino ed era una gran- La "migrazione" da un villaggio all'altro era sempre difficoltosa per- ché si dovevano spostare non solo le suppellettili fondamentali, ma anche gli animali. Il mulo era allora indispensabile per portare i bambini, gli agnellini, le galline. Gli altri animali erano inve- de attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, sarebbe stato l'ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all'ac- qua. Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che ali- mentava i fontanili del villaggio. Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al '68 quando è arrivata la strada. Nel '79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet, è diventato un pic- colo ed accogliente ristorante, nell'80 circa cominciarono a nascere una serie di villette sparse un po' qui, un po' là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco, vicino al vecchio mulino, nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del '50 di fronte all'attuale chie- setta c'era un piccolo oratorio con una Madonna in legno. Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un totale di 80 persone. Attualmente è abitato per tutto l'anno, oltre ai proprietari del ristorante, (aper- to tutto l'anno) e dei figli, da tre famiglie. Chi è vissuto nel "vecchio" Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato! Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l'aspetto iniziale, e qui là si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per gli uccellini costruite dalle abili mani del primo "forestiero" giunto a Méod negli anni '50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati del- la sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a mante- nere il villaggio vivo e bello. In quanto a bellezza poi non si può dimenticare il piccolo giardino antistante al ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si ave- va l'impressione non di trovarsi a Sain-Pierre, ma in un vero e proprio giardi- no botanico tanto erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare. Certo l'amore per un villaggio può fare dei miracoli! Vanda Champrétavy Meod e un agreste suo ricordo Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono di un martellar di falce; esso mi riporta alla mente, come un lontano ricordo di gioventù, lavori ed usanze di un tempo che fu. Quando alle prime luci dell'alba già si era raggiunto il prato dalla smossa erba, come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada lo svelto, sempre più svelto far scorrere l'aguzzata falce. Di sprone era il sentir dietro di sé l'ansimare di un compagno che scherzosamente cercava di sopravanzare, l'affannoso risalire il ripido pendio, il ridiscenderlo e risalirio, così, per ore ed ore il festoso accogliere l'arrivare della massaia col cesto delle vivande, la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini, una breve pausa ed il lavoro riprendeva. Allo scoccar dell'Angelus, come un tacito accordo, la comune battitura delle falci, il pranzo, la breve sosta all'ombra di un albero e il lavoro riprendeva anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole. La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto altri gli facevan coro l'eco lontano in valla lo propagava e disperdeva. Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni l'immane fatica ma che sapeva dare uno scopo, un senso alla vita. S.C. 9 FLASH Un campione di «casa nostra» N on si vive soltanto di sci e calcio, anche nella nostra realtà di montagna c'è chi si dedica ad altri sport come il nuoto. È il caso di Luca Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100 metri delfino ma si diletta anche nei 100 e 200 stile libero e nei 200 delfino. Oramai è qualche anno che si dedica al nuoto; fin da quando era piccolo ama questo sport ma dal '94, forse inco- raggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio, entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto club VDA. In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare un'attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai ge- nitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e re- sponsabilità oltre il dovuto. Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle maggiori difficoltà è conciliare l'attività sportiva con la scuo- la, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro atleta. Il suo medaglie scita, è infatti 100 e 50 mt. s i Campion Italiani Invernali, gara che lo ha visto piaz- zarsi all'8° posto nei 100 dorso. Pochi mesi dopo, a feb- braio, Luca è si ripetuto in un'altra importante gara a Viareggio dove ha avuto luogo il Meeting Internazionale, riu- scendo ad ottenere un ottimo 3º posto di cate- goria sempre nella sua preferita. Il 2000 si è rivelato un ottimo anno per il nuo- to italiano che ha rac- colto molto ai campio- nati europei e terminati da poco. Questo buon periodo spera in un fluire positivamente an- che il futuro Luca nostro atletico del Obert Meod negli anni '50
Testo Originale Estratto
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Un dépliant turistico
L'operazione fu complessa, ma alla fine, grazie al papà di Ci auguriamo che, negli anni a venire quel turista frettoloso
Gaia, il prodotto ottenuto fu soddisfacente e così, qualche si sia trasformato in un visitatore attento e curioso di cono-
giorno prima delle vacanze di Pasqua il Sindaco ci invitò in scere un paesino di mezza montagna caratterizzato da ca-
biblioteca per la presentazione del dépliant. In quell'occa- stelli e raccontato da una classe di ragazzini di scuola
sione ringraziò tutta la classe per il lavoro svolto e offrì un
simpatico rinfresco.
Gli alunni di terza A
La Scuola
e il nostro paese
...a Rhêmes-Notre-Dame Le gite
dell'Associazione
e all'acquario «L'ÂGE
DE LA SAGESSE
di Genova...
Il 17 maggio scorso è stato presentato, presso la bi- zione essenziale ma, nello stesso tempo, completa, dei
blioteca, un dépliant sull'aspetto storico, geografico e principali "monumenti" e testimonianze del passato: i
ambientale di Saint Pierre. Finanziato dall'Amministra- tre Castelli, la Chiesa, il Priorato, i Villaggi (Vetan, Ver-
zione Comunale (che lo ha messo a disposizione degli rogne). Anche l'aspetto produttivo è stato considerato
risultato del lavoro della Classe Terza A della Scuola dall'agricoltura, con la produzione di vino e me-
Media "Maria Ida Voglino" di Villeneuve. Scritto sia in le, a quella economica, dedicata alla "Grolla" ed ai ne-
lingua italiana che in italiano, illustrato con disegni gozi caratteristici. A completare il tutto, una dettaglia-
simplicima esplicativi, il dépliant si divide ed abborda ta carta geografica del territorio, con l'indicazione di
diverse tematiche, vari argomenti inerenti il nostro pae- sentieri, strade, corsi d'acqua e, ovviamente, villaggi.
se. Dalle informazioni su come raggiungerli alle possi-
bili escursioni, dai numeri di pubblica utilità alle ricet- Un ottimo lavoro, dunque, anche se tutt'altro che sem-
te del territorio, la documentazione offertaci è vera- plice. Ma leggiamo una testimonianza rilasciata dai gio-
mente esauriente. In questo ritratto a tutto tondo la vani autori riguardo la nascita e la realizzazione del dé-
storia, naturalmente, la fa da padrone, con una descri- pliant...
Gita a Rhêmes Notre Dame
località Tumel, il giorno 29 giugno.
La buona accoglienza del ristorante, la giornata splendida,
l'affiatamento dei partecipanti hanno determinato l'ottima
riuscita della gita con grande soddisfazione di tutti.
dossò.
Abbiamo impiegato un po' di tempo a capire che quei gran-
chi imparentati all'impazzata in realtà non potevano as-
sediarsi in riva al mare per accompagnare i partecipa-
Una riuscita gita all'acquario di Genova soluto perché bastava togliere gli occhiali e l'illusione sva-
lire, ma quanta paura!
Un pullman carico di buon umore e tanta voglia di divertir-
si è approdato in riva al mare per accompagnare i parteci- Abbiamo poi pranzato in un bellissimo ristorante in riva al
panti dell'associazione Age de la sagesse di Saint-Pierre, in vi- mare e il menù, inutile dirlo, era tutto a base di pesce preli-
sita all'acquario di Genova. La gita turistico-culturale ha avu- bato. Abbiamo sgranchito le gambe passeggiando sul lungo-
to luogo sabato 3 giugno scorso, favorita dal bel tempo e da mare di Nervi e ci siamo poi risaliti in pullman per il rientro.
una meticolosa organizzazione.
Il viaggio di ritorno è trascorso veloce tra canti e barzellette.
È da parecchio che gli iscritti a questa associazione si ritro- Doveroso ringraziare, oltre agli organizzatori, anche l'auto-
vano, con ricorrenza settimanale, per trascorrere pomeriggi re che è stato al gioco e si è prestato per venire incontro alle
in compagnia effettuando svariate attività ludiche, per cui si nostre esigenze.
è creato un clima amichevole e costruttivo.
Questa uscita era molto attesa da tutti noi poiché si prospet- Siamo tornati alle nostre case veramente soddisfatti della bel-
tava di trascorrere una giornata molto particolare. la giornata e con il desiderio di poter ripetere in futuro que-
L'aspettativa non è stata delusa. L'acquario sta piacevole esperienza.
di Genova ci ha offerto l'opportunità di
ammirare e di conoscere razze di pesci mai
viste, specialmente per chi, come noi che
veniamo dalla montagna, non hanno di-
mestichezza con l'habitat marino. Ce n'e-
rano di tutte le dimensioni, non soltanto
pesci del Mediterraneo ma anche molte
specie provenienti dai mari tropicali.
Questi ultimi, più piccoli, evidenziavano
colori variopinti.
Siamo inoltre entrati in una sala cinema-
tografica dove ci hanno offerto degli oc-
chiali speciali per assistere ad una pro-
iezione tridimensionale, sempre inerente al-
l'ambiente marino. La particolarità di que-
sto filmato era che, grazie agli occhiali in
Luisa Casaliggi
L e giornate scolastiche sono spesso noiose ma, Abbiamo esplorato la frazione di Verrogne cortesemente gui-
ogni tanto, soprattutto quando gli adulti ci chia- dati dal Sig. Gildo Neyret che ci ha illustrato come si viveva
dono di renderci utili, il nostro entusiasmo sal- lì 50 anni fa e la funzione di alcuni edifici.
ì alle stelle e allora, senza accorgercene, lavo-
riamo con impegno e costruttività. È stata la fiducia Riguardo alle attività attuali invece abbiamo visitato e rac-
che hanno riposto in noi e così 3 anni fa l'attuale Terza A ha colto utili informazioni presso due strutture agrituristiche e
iniziato il percorso didattico che l'ha condotta a realizzare nella produzione del torrone.
il dépliant.
Tra le attività artigianali ci siamo recati alla Grolla poi, at-
Nel corso di due anni scolastici abbiamo dedicato all'attività traverso la visita alla struttura della Cofruit e l'intervista al
2 ore settimanali guidati dagli insegnanti di scienze e geo- direttore abbiamo raccolto utili informazioni sulla mela di
grafia. Saint-Pierre. Ci siamo quindi documentati circa la produ-
zione del vino Torrette presso le Cave des onze communes.
SAINT-PIERRE Il lavoro prodotto, raccolto in un dossier, alla fine della se-
natura, storia e cultura conda media, è stato presentato alla Giunta comunale corre-
dato di foto e disegni.
In quel dossier erano contenute tutte le nostre fatiche, qual-
che piccolo dispiacere, ma soprattutto tante speranze: che gli
amministratori del comune giudicassero positivamente il no-
stro lavoro e che ci chiedessero di trasporlo in un dépliant.
Le nostre ansie si allentarono grazie alle vacanze estive. A set-
tembre però, con la ripresa delle lezioni, l'interrogativo se il
dossier sarebbe rimasto tale o se si sarebbe trasformato in
un dépliant, tornò più vivo che mai.
Con nostra enorme soddisfazione ci venne comunicato che
il lavoro prodotto soddisfaceva le esigenze del comune, a quel
punto ci venne richiesto un ulteriore sforzo: trasformare il
materiale raccolto in un agile documento di consultazione
per un turista frettoloso prevedendone anche la traduzione
in francese.
Si è trattato di un pro-
getto di studio sull'am-
biente piùttosto sco-
Iolato: in fatti gli al-
unni si sono interessati
del comune di Saint-
Pierre per fornirci tut-
to quello che riguar-
da storia, cultura, il
lavoro, l'agricoltura,
la vita nelle frazioni.
Saint-Pierre ha una popolazione di circa 2550 abitanti. È interamente situato sul versante
soleggiato rispetto alla valle centrale e conserva importanti vestigia di storia Valdostana.
I suoi gioielli sono il Castello di Saint-Pierre, una chiesa con un campanile singolare. Una strada panoramica
circonda il borgo, un tempo importante nodo viario, da lì si può ammirare il Monte Bianco,
la Dora Baltea e il Monte Emilius.
Il suo territorio, in dolce declivio, è adatto alla coltura della mela,
della vite ed invita a piacevoli passeggiate.
Testo Originale Estratto
12 I libri e le attività della biblioteca comunale in biblioteca trovi: LA MUSICA DEL CUORE di R. Guaspari Roberta arriva a New York in una calda giornata d'estate del 1980: sta per divorziare, dopo anni di un matrimonio che lei credeva felice, ha due bambini piccoli e cerca un lavoro. La sua grande passione è la mu- sica e in passato, ha tenuto saltuariamente lezioni di violino. E questa appare ben presto, l'unica concreta possibilità di guadagno. La protagonista inizia così ad insegnare presso le scuole di Harlem, convinta che saper suonare uno strumento contribuisca alla matura- zione spirituale degli studenti emarginati. E il suo impegno per ga- rantire un'istruzione musicale anche alle minoranze più povere si tra- sforma ben presto nella battaglia dei ragazzi stessi, dei loro genitori e a dimostrare come persone di tutte le razze e di tutti i colori possano incontrarsi, se si appassionano insieme ad un'impresa difficile. L'ULTIMO NATALE DI GUERRA di P. Levi IL RAGAZZO E IL DELFINO di N. Bercovitch Sulle rive del mar Rosso, ai piedi del Sinai, una tribù nomade ha fon- dato il minuscolo villaggio di Mezaina, dove da generazioni i beduini trascorrono un periodo dell'anno dedicandosi alla pesca e alla colti- La pagin della Bibli vazione delle palme da datteri. Figlio di pescatori, Abid'allah è un bam- bino che incanta gli adulti con le sue storie di sirene e di spiriti mali- gni, fino al giorno in cui cade da una palma: il timpano è gravemente lesionato, il bambino non parla più, non sente più. Messo in diparte dalla tribù, cresce solitario, eccezion fatta per due piccoli sordomuti come lui. Con loro condivide il magico mondo del mare, impara a nuo- tare e diventa un abilissimo pescatore. Un giorno, mentre è sulla sua barca, avviene qualcosa di speciale: gli si avvicina un delfino, strana- mente isolato dai suoi compagni. È una femmina e il bambino la chia- ma Oline. Diventano inseparabili e trascorrono il tempo in incontri giocosi e affettuose carezze. Oline intuisce che il giovane non può sen- tire i messaggi sonori e modifica per lui il suo linguaggio cui il bam- bino risponde..... QUEL CHE IL CORPO RICORDA di S. Baldwin India 1937: siamo all'inizio di un decennio tumultuoso che sfocerà nel- la conquista dell'Indipendenza. Roop è un'adolescente graziosa e vi- vace che vive con il padre in una dignitosa povertà. Teme il futuro che l'aspetta e vede approssimarsi con inquietudine l'età del matrimonio. Per questo è felice quando apprende che sposerà in seconde nozze un ricco ingegnere, Sardaruj, cui la prima moglie non è riuscita a dare l'e- rede desiderato. Roop si trasferisce nella sua nuova casa convinta di trovare nella prima moglie del marito una sorella ma la realtà che l'aspetta è ben diversa, il rap- porto tra le due donne si mostra subito teso e difficile. NOVE MODI PER INSEGNARE AI RAGAZZI A ODIARE LA LETTURA di Gianni Rodari Presentare il libro come un'alternativa alla TV Presentare il libro come un'alternativa al fumetto Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura Trasformare il libro in uno strumento di tortura Rifiutarsi di leggere al bambino Non offrire una scelta sufficiente Ordinare di leggere QUESTIONE DI TEMPO di S. Deshpande Il romanzo, dalla trama solo apparentemente sempli- ce, racconta la condizione della donna indiana del no- stro tempo, stretta fra i valori della tradizione e l'indi- vidualismo occidentale. Che cosa dà senso al matri- monio? La possibilità per la donna di trovare un pro- prio posto all'interno della società o la maternità o l'amore, quel sentimento che unisce tanto fon- damentamente due esseri ma che, così come d'incanto nasce, altrettanto all'improvviso può scomparire? IL CIRCOLO DELLA CUCINA di N. Seton La protagonista, Nora, ha appreso da sua madre che la cucina è il cuore della casa non solo perché attorno al cibo ruota la vita della famiglia, ma anche perché lì le donne vivono i loro momenti più creativi, sperimen- tando gusti sempre nuovi, fantasticando in solitudine sullo sfondo dei mille profumi dei piatti, oppure in- contrando le amiche per scambiare con loro quelle par- ticolarissime confidenze che spaziano dai tempi di cot- tura di una torta ai grandi interrogativi sulla vita e sul- la morte. Così le ricette inserite nel libro sono un inso- lito, dolcissimo regalo della scrittrice alle sue lettrici, ma anche un modo per restituire l'incanto dei ricordi grazie alla suggestione dei sapori che ad esso si ac- compagna.