Mélange: Saint-Pierre tra Amministrazione, Cultura, Natura e Storie Locali

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Il documento è il numero 2, Anno 5, dell'agosto 2000 del periodico "Mélange", edito dalla Biblioteca Comunale di Saint-Pierre. Offre una panoramica multifacettata della vita locale in Saint-Pierre e nella Valle d'Aosta. Contiene aggiornamenti sull'amministrazione comunale, inclusa la formazione di nuove commissioni e la costituzione di enti come il Consorzio "Gran Paradiso natura" e il comitato Pro Loco. La pubblicazione mette in risalto numerose iniziative culturali e turistiche, eventi locali e progetti scolastici. Presenta inoltre approfondimenti sulla flora del Mont Fallère e un dettagliato resoconto storico-sociale del villaggio di Méod di sopra, con richiami poetici alla vita rurale. Viene celebrato il nuotatore locale Luca Duc, e sono promosse le attività della biblioteca comunale.

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Testo Originale Estratto
Mélange 2
Quadrimestrale della Biblioteca
Comunale di Saint-Pierre
Anno 5 n° 2
Agosto 2000
Aut. tribunale
di Aosta n° 9/96
Sped. abb. post.
art. 2 - comma. 20/c
legge 662/96
C.P.O.

Villaggio di Meod
mt. 1520


Testo Originale Estratto
2
Editoriale
Mélange
Direttore responsabile
Marco Carlin
Comitato di redazione
Vanda Champrétavy, Denise Chappuis,
Christian Chioso, Denny Cognetin,
Germano Dionisi, Marina Lale-Murix,
Claudio Obert, Ferruccio Sommariva
Direzione e Redazione
c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre
Progetto grafico
Arnaldo Tranti
Realizzazione e Stampa
Tipografia Valdostana
C.so Padre Lorenzo, 5
11100 Aosta
I rinnovo dell'Amministrazione comunale ha comportato conseguentemente una
nuova Commissione di gestione della biblioteca della quale noi, redazione di Mé-
Lange, costituiamo la parte scrivente. Un passaggio formale e sostanziale al qua-
Le tutti ci atteniamo: un ringraziamento per chi ha lavorato finora
e uno per chi ha deciso di prestare la propria collaborazione da oggi.
Ciò detto colgo l'occasione per alcune riflessioni.
Partecipando alla cerimonia di inaugurazione della scuola elementare e dell'asilo nido mi
colpiva in particolare una pagina del giornale a questo tema, tanto mi aveva preso
che la struttura in sé mi aveva colpito il luogo riservato ai nostri bambini,
a Saint-Pierre, l'ho collegato ad una analoga scelta fatta per i nostri an-
tavolmente emozionato il nome che è stato scelto: Société Ouvrière -
Chalains e l'insegnamento che se ne consegue.
Altri prima di me hanno scritto e detto frasi che sintetizzano molto bene anche il mio pen-
siero, non voglio quindi ripeterle ma sono trascorsi alcuni mesi e ripensandoci mi viene
da aggiungere che oggi Saint-Pierre ha concluso un ciclo importante, infatti, ha scuole,
strutture sportive e pubbliche, quasi tutte nuove e tutto quanto un paese di queste dimen-
sioni possa avere. E a me piacerebbe se si riuscisse ad individuare la potenzialità
turistica-ambientale-culturale di Saint-
Pierre e favorirne lo sviluppo, caratterizzare
il paese e frenare la "periferizzazione" di
Aosta. Mi fermo qui con il mio pensiero e il
mio auspicio. Un'altra riflessione che voglio
condividere è legata al fermento che si per-
cepisce ultimamente quando parliamo di
iniziative. In quest'ultimo periodo la calma
piatta ha registrato una leggera brezza: car-
nevale dei bambini, festa patronale, in al-
passato, mostra di foto e brindisi sot-
to le stelle del castello, cinema all'aperto e il
prossimo dieci settembre la festa delle asso-
ciazioni. Non è poco, e nasce anche la Pro
Loco. È il massimo!!!
È vero che i tempi non si ripetono però con
un po' d'impegno... vivere a Saint-Pierre
può essere piacevole. I due argomenti che ho
cercato di esporre un po' si sovrappongono
ma un filo comune esprime la volontà che il
nostro paese sia vitale e forse è questo il vero
nocciolo di tante parole.
Mi sembra giusto che Mélange colga queste
emozioni e sia parte attiva nel diffonderle tra
la gente.
Marco Carlin
D.C.
San Lorenzo, io lo so perché tanto
Di stelle per l'aria tranquilla
Arde e cade, perché si gran pianto
Nel concavo cielo sfavilla.
"X Agosto"
Anche a Saint Pierre abbiamo ammirato le stelle, la sera di gio-
10 agosto. Non quelle cadenti cantate dal Pascoli bensì quelle
che si vedevano dalla posizione privilegiata del castello.
In tale data, infatti, nel nostro paese si è tenuta la prima edizione
di "Brindisi sotto le stelle", iniziativa organizzata dal Comune
in collaborazione con l'Ente Museo e l'APT Grand Paradis.
La manifestazione, che si è svolta nel cortile e nelle sale del Ca-
ha riscosso un notevole successo e centrato un duplice obietti-
innanzi tutto promuovere i vini ed i prodotti del territorio del s
tramite una degustazione degli stessi; una dozzina circa di bar
piazzate nei punti strategici del parco, prese letteralmente d'a
dai numerosi visitatori.
Nello stesso tempo, si è cercato di presentare lo storico edifici
insolita, quella serale: armigeri che guardavano l'ingresso e si s
per le sale, il gioco di luci ed ombre offerto dai riflettori, la mu
piccola ma coinvolgente orchestra; il tutto immerso nella magn
del maniero.
Naturalmente, tra un assaggio ed una bevuta, turisti e resident
giustamente sfruttato l'opportunità di ammirare il Museo di S
e la Mostra fotografica, ospitati all'interno dell'immobile.
Che soddisfazione, per gli organizzatori, vedere uscire content
i propri compaesani e sentirli confessare, un po' imbarazzati, e
la prima volta che visitavano la struttura ed il suo contenuto.
Sopra il limite superiore
degli alberi...
Sopra il limite superiore degli alberi e fino ad arri-
vare sulla cima del Mont Fallère, troviamo un in-
fiinito numero di specie di piante erbacee che for-
mano grandi pascoli e che da sempre sono stati
usati durante la stagione estiva per il pascolo del bestiame: siamo
arrivati al confine del territorio comunale.
Grande è il numero di graminacee presenti: Anthoxanthum
odoratum L. (paleo odoroso), Poa alpina L. (fienarola alpi-
na), Festuca rubra L. (festuca rossa), Festuca ovina L. (festu-
ca delle pecore), Festuca violacea Gaudin (festuca violacea),
Festuca paniculata (L.) Schinz & Thell. (festuca paniculata),
Phleum alpinum L. (codolina delle Alpi), Agrostis capillaris
L. (agrostide capillare). Insieme a leguminose quali Lotus cor-
niculatus L. (ginestrino) dai bellissimi fiori gialli e Trifolium
pratense L. (trifoglio dei prati) che tutti conoscono, costitui-
scono la parte forte della dieta delle vacche (si spera, anco-
ra!) per la produzione della fontina.
Oltre a queste specie che possiamo definire fondamentali per
i pascoli d'alta quota, ne troviamo molte altre che caratteriz-
zano questi luoghi, rendendo i prati d'alta montagna molto
belli, soprattutto nel periodo che va da giugno a fine luglio,
quando la fioritura raggiunge la massima intensità. Tra le
Ranuncolacee sono presenti Pulsatilla alpina L. (delabre
(pulsatilla alpina), con fiori bianchi, spesso un po' violacei
sul bordo esterno, Ranunculus montanus Willd. (ranuncolo
dei monti), Ranunculus bulbosus L. (ranuncolo bulboso), en-
trambi con i caratteristici fiori gialli a cinque petali. Sono pre-
senti Rosacee come Potentilla grandiflora L. (potentilla a
grandi fiori) e Potentilla crantzii (Crantz) G. Beck (potentil-
la di Crantz), Alchemilla xanthochlora agg. (alchemilla gial-
la verde) e Geum montanum L. (cariofillata dei monti); e poi
delle Plantaginacee, con foglie lunghe e lanceola-
te, Thymus serpyllum L. (timo serpillo), una Labiata dai fio-
ri rosa o violacei, usata anche come condimento; Myosotis alpestris
F. W. Schmidt (non ti scordare di me) Boraginacea dai fiori
azzurri/blu, talvolta con macchia gialla al centro e che in pri-
mavera riempie i prati di fiori bianchi. Più in quota e più vi-
cino alle rocce, troviamo alcune Crassulacee come Sedum
(semprevivo maggiore) con infiorescenza ricca di fiori porpora o
rosa, e Sempervivum arachnoideum L. (semprevivo ragno), dai fio-
ri rosa.
L'elenco potrebbe continuare ancora, ma una delle cose mi-
gliori è fare una bella gita al Mont Fallère (ad esempio), e gu-
stare la bellezza di questi luoghi utilizzando non solo gli oc-
chi, ma tutti e cinque i sensi. E poi, magari, voltarsi, e guar-
dare Saint-Pierre, giù in basso.
C. Chioso
GLOSSARIO
Paleo odoroso
Fienarola alpina
Codolina delle Alpi
Festuca rossa
Festuca delle pecore
Festuca violacea
Festuca paniculata
Agrostide capillare
Ginestrino
Trifoglio dei prati
Pulsatilla alpina
Ranuncolo dei monti
Ranuncolo bulboso
Potentilla a grandi fiori
Potentilla di Crantz
Alchemilla gialla verde
Cariofillata dei monti
Tarassaco
Arnica montana
Senecione doronico
Viola cornuta
Erba brusca
Bistorta
Piantaggine delle Alpi
Non ti scordar di me
Crocco primaverile
Semprevivo maggiore
Semprevivo ragno
Flouve odorante
Paturin des Alpes
Fléole des Alpes
Fétuque rouge
Fétuque ovine
Fétuque violacée
Fétuque paniculée
Agrostide capillaire
Lotier commun
Trèfle des prés
Pulsatille des Alpes
Renoncule des montagnes
Renoncule bulbeuse
Potentille à grandes fleurs
Potentille de Crantz
Alchémille jaune vert
Benoîte des montagnes
Pissenlit officinal
Arnica des montagnes
Séneçon doronic
Violette éperonnée
Oseille des prés, Surette
Serpentaire
Plantain des Alpes
Myosotis alpestre
Crocus à fleurs blanches
Joubarbe des toits
Joubarbe aranéeuse
3


Testo Originale Estratto
2
Editoriale

Mélange
Direttore responsabile
Marco Carlin
Comitato di redazione
Vanda Champrétavy, Denise Chappuis,
Christian Chioso, Denny Cognetn,
Germano Dionisi, Marina Lale-Murix,
Claudio Obert, Ferruccio Sommariva
Direzione e Redazione
c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre
Progetto grafico
Arnaldo Tranti
Realizzazione & Stampa
Tipografia Valdostana
C.so Padre Lorenzo, 5
11100 Aosta

Il rinnovo dell'Amministrazione comunale ha comportato conseguentemente una
nuova Commissione di gestione della biblioteca della quale noi, redazione di Mé-

lange, costituiamo la parte scrivente. Un passaggio formale e sostanziale al qua-
le dovremo saper dare risposte concrete prestando la propria collaborazione da oggi.
Ciò detto colgo l'occasione per alcune riflessioni.

Partecipando alla cerimonia di inaugurazione della scuola elementare e dell'asilo nido mi
ero ripromesso di dedicare una pagina del giornale a questo tema, tanto mi aveva preso
la lettura in sé mi aveva colpito il luogo riservato ai nostri bambini, in Saint-Pierre, l'ho
collegato ad una analoga scelta fatta per i nostri antenati; mi aveva piacevolmente emozionato
il nome che è stato scelto: Société Ouvrière - l'Union des samperrolains e l'insegnamento che ne consegue.

Altri prima di me hanno scritto e detto frasi che sintetizzano molto bene anche il mio pen-
siero, non voglio quindi ripetermi ma sono trascorsi alcuni mesi e ripensandoci mi viene
da aggiungere che oggi Saint-Pierre ha concluso un ciclo importante, infatti, ha scuole,
strutture sportive e pubbliche, quasi tutte nuove e tutto quanto un paese di queste dimen-
sioni possa avere. E adesso mi piacerebbe se riuscissimo ad individuare le potenzialità
turistica-ambientale-culturale di Saint-
Pierre e favorirne lo sviluppo, caratterizzare
il paese e frenare la "periferizzazione" di
Aosta. Mi fermo qui con il mio pensiero e il
mio auspicio. Un'altra riflessione che voglio
condividere è legata al fermento che si per-
cepisce ultimamente quando parliamo di
iniziative. In quest'ultimo periodo la calma
piatta ha registrato una leggera brezza: car-
nevale dei bambini, festa patronale, in al-
peggio a Pesse, mostra di foto e brindisi sot-
to le stelle del castello, cinema all'aperto e il
prossimo dieci settembre la festa delle asso-
ciazioni. Non è poco, e nasce anche la Pro
Loco. È il massimo!!!

È vero che i tempi non si ripetono però con
un po' d'impegno... vivere a Saint-Pierre
può essere piacevole. I due argomenti che ho
cercato di esporre un po' si sovrappongono
ma un filo comune esprime la volontà che il
nostro paese sia vitale e forse è questo il vero
nocciolo di tante parole.

Mi sembra giusto che Mélange colga queste
emozioni e sia parte attiva nel diffonderle tra
la gente.
Marco Carlin

D.C.

3
Sopra il limite superiore
degli alberi...

opra il limite superiore degli alberi e fino ad arri-
vare sulla cima del Mont Fallère, troviamo un in-
finito numero di specie di piante erbacee che for-
mano grandi pascoli e che da sempre sono stati
usati durante la stagione estiva per il pascolo del bestiame:
siamo arrivati al confine del territorio comunale.

Grande è il numero di graminacee presenti: Anthoxanthum
odoratum L. (paleo odoroso), Poa alpina L. (fienarola alpi-
na), Festuca rubra L. (festuca rossa), Festuca ovina L. (festu-
ca delle pecore), Festuca violacea Gaudín (festuca violacea),
Festuca paniculata (L.) Schinz & Thell. (festuca panicolata),
Phleum alpinum L. (codolina delle Alpi), Agrostis capillaris
L. (agrostide capillare). Insieme a leguminose quali Lotus cor-
niculatus L. (ginestrino) dai bellissimi fiori gialli e Trifolium
pratense L. (trifoglio dei prati) che tutti conoscono, costitui-
scono la parte forte della dieta delle vacche (si spera, anco-
ra!) per la produzione della fontina.

Oltre a queste specie che possiamo definire fondamentali per
i pascoli d'alta quota, ne troviamo molte altre che caratteriz-
zano questi luoghi, rendendo i prati d'alta montagna molto
belli, soprattutto nel periodo che va da giugno a fine luglio,
quando la fioritura raggiunge la massima intensità. Tra le
Ranunculacee sono presenti Pulsatilla alpina (L.) Delabre
(pulsatilla alpina), con fiori bianchi, spesso un po' violacei
sul bordo esterno, Ranunculus bulbosus L. (ranuncolo bulbo-
so), entrambi con i caratteristici fiori gialli a cinque petali. Sono pre-
senti Rosacee come Potentilla grandiflora L. (potentilla a
grandi fiori) e Potentilla crantzii (Crantz) G. Beck (potentil-
la di Crantz), Alchemilla xanthochlora agg. (alchemilla gial-
la verde) e Geum montanum L. (cariofillata dei monti); e poi
le Composite, con Taraxacum officinale aggr. (tarassaco), la
cicoria insomma, quella buonissima da mangiare in prima-
vera con le uova sode, e ancora Arnica montana L. (arnica
montana) con i bellissimi fiori giallo arancio e nero, molto
utile per fare impacchi in caso di traumi ed ematomi in ge-
nere, Senecio doronicum (L.) (senecione doronico), dal fio-
re giallo dorato. E ancora Viola calcarata L. (viola cornuta) la
bella viola di colore violetto, più raramente bianco o giallo;
nei pressi degli alpeggi, dove i pascoli sono più concimati da-
gli animali e quindi ricchi di azoto è diffusissimo Rumex ace-
tosa L. (erba brusca) appartenente alla famiglia delle
Poligonacee, che può essere utilizzata come pianta tintoria
(dalle foglie si ottiene un colorante giallo, mentre dalla radi-
ce uno rosso), contiene acido ossalico e ha proprietà aperiti-
ve e rinfrescanti; sempre alla stessa famiglia appartiene
Polygonum bistorta L. (bistorta) dalla caratteristica infiore-
scenza a spiga rosa, specie mellifera che un tempo veniva uti-
lizzata, insieme alla farina di frumento, per la panificazione.
L'elenco può continuare con Plantago alpina L. (piantaggine

delle Alpi), Plantaginacee, con foglie lunghe e lanceola-
te, Thymus serpyllum L. (timo serpolino), una Labiata dai fio-
ri rosa o violacei, usata anche come condimento; Myosotis
alpestris F.W. Schmidt (non ti scordar di me) Boraginacea dai fiori
azzurri, Crocus albiflorus Kit. (croco primaverile), l'Iridacea
che in primavera riempie i prati di fiori bianchi. Più in
quota, sulle rocce, troviamo alcune Crassulacee come
Sempervivum tectorum L. (semprevivo maggiore) e
Sempervivum arachnoideum L. (semprevivo ragno), dai fio-
ri rosa vivo.

Questo elenco potrebbe continuare ancora, ma una delle cose mi-
gliori è fare una bella gita al Mont Fallère (ad esempio), e gu-
stare la bellezza di questi luoghi utilizzando non solo gli oc-
chi, ma tutti e cinque i sensi. E poi, magari, voltarsi, e guar-
dare Saint-Pierre, giù in basso.
C. Chioso

GLOSSARIO

Paleo odoroso
Fienarola alpina
Codolina delle Alpi
Festuca rossa
Festuca delle pecore
Festuca violacea
Festuca panicolata
Agristide capillare
Ginestrino
Trifoglio dei prati
Pulsatilla alpina
Ranuncolo dei monti
Ranuncolo bulboso
Potentilla a grandi fiori
Potentilla di Crantz
Alchemilla gialla verde
Cariofillata dei monti
Tarassaco
Arnica montana
Senecione doronico
Viola cornuta
Erba brusca
Bistorta
Piantaggine delle Alpi
Non ti scordar di me
Crocco primaverile
Semprevivo maggiore
Semprevivo ragno

Flouve odorante
Paturín des Alpes
Fléole des Alpes
Fétuque rouge
Fétuque ovine
Fétuque violacée
Fétuque paniculée
Agrostide capillaire
Lotier commun
Trèfle des prés
Pulsatille des Alpes
Renoncule des montagnes
Renoncule bulbeuse
Potentille à grandes fleurs
Potentille de Crantz
Alchémille jaune vert
Benoîte des montagnes
Pissenlit officinal
Arnica des montagnes
Sénançon doronic
Violette éperonnée
Oseille des prés, Surette
Serpentaire
Plantain des Alpes
Myosotis alpestre
Crocus à fleurs blanches
Joubarbe des toits
Joubarbe aranéeuse

San Lorenzo, io lo so perché tanto
Di stelle per l'aria tranquilla
Arde e cade, perché si grande pianto
Nel concavo cielo sfavilla.

"X Agosto"

Anche a Saint Pierre abbiamo ammirato le stelle, la sera di giovedì
10 agosto. Non quelle cadenti cantate dal Pascoli bensì quelle, men-
tre si vedevano dalla posizione privilegiata del castello.
In tale data, infatti, nel nostro paese si è tenuta la prima edizione
di "Brindisi sotto le stelle", iniziativa organizzata dal Comune
in collaborazione con l'Ente Museo e l'APT Grand Paradis.
La manifestazione, che si è svolta nel cortile e nelle sale del Castello
ha riscosso un notevole successo e centrato un duplice obiettivo:
innanzi tutto promuovere i vini ed i prodotti del territorio del Gran
tramite una degustazione degli stessi; una dozzina circa di bancarel-
piatte nei punti strategici del parco, prese letteralmente d'assalto
dai numerosi visitatori.
Nello stesso tempo, si è cercato di presentare lo storico edificio in u-
insolitata, quella serale: armigeri che guardavano l'ingresso e si aggi-
per le sale, il gioco di luci ed ombre offerto dai riflettori, la musica
piccola ma coinvolgente orchestra; il tutto immerso nella magica at-
del maniero.
Naturalmente, tra un assaggio ed una bevuta, turisti e residenti han-
giustamente sfruttato l'opportunità di ammirare il Museo di Scienze
e la Mostra fotografica, ospitati all'interno dell'immobile.
Che soddisfazione, per gli organizzatori, vedere uscire contenti dalle
i propri compaesani e sentirli confessare, un po' imbarazzati, essere
la prima volta che visitavano la struttura ed il suo contenuto.


Testo Originale Estratto
4
Il Consiglio Comunale
La Giunta Comunale
Le Commissioni
Verbale di nomina
Ricevimento
del Pubblico
La pagina
dell'Amministrazione
Comunale
In questo numero di Mélange, la parte dedicata all'attività amministrativa riguarderà la composizio-
ne del neoeletto Consiglio, della Giunta e le nomine dei rappresentanti del Comune in seno ad enti,
aziende, istituzioni e commissioni. Sarà attraverso tali organismi, forti dell'impegno e dell'entusia-
smo dei loro componenti, che si articolerà il lavoro della nuova amministrazione.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il nuovo Consiglio comunale risulta così composto
JOCALLAZ GIUSEPPE (Sindaco)
DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO (Vice Sindaco)
COGNEIN DENNY LUIGI (Consigliere anziano)
VINANTE FRANCO
DEL NEGRO SERGIO (Capogruppo Maggioranza "Ensemble pour Saint-Pierre")
OBERT CLAUDIO
DOMAINE ELIDA
GLAREY LAURA MARIA GRAZIA
CARLIN PIERO
CHENTRE WALTER UMBERTO
LILLAZ GIOVANNI MARIO
D'ANNA ELOISA DONATELLA
ZADKOVICH SUSANNA (Capogruppo Minoranza "Per un paese migliore")
BONOMI ERMANNO
MICHIELETTO RUGGIERO (Capogruppo Minoranza "Lavoriamo per Saint-Pierre")
LA GIUNTA COMUNALE
Durante la seduta del 22 maggio scorso, il Consiglio Comunale, su proposta del Sindaco,
ha nominato la Giunta Comunale:
JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco
DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO Vice Sindaco, Assessore Programmazione e Territorio
DOMAINE ELIDA Assessore Assistenza e Sanità
GLAREY LAURA Assessore Istruzione e Cultura
CARLIN PIERO Assessore Sport, Turismo e Commercio
COMMISSIONI COMUNALI E NOMINA DEI RAPPRESENTANTI DEL COMUNE
IN SENO AD ENTI ED ISTITUZIONI
COMMISSIONE ELETTORALE COMUNALE:
Componenti effettivi: Sindaco (Presidente),
Chentre Walter Umberto, Del Negro Sergio, Lillaz Giovanni Mario, Bonomi Ermanno (Minoranza)
Componenti supplenti: Sindaco (Presidente),
Obert Claudio, Vinante Franco, Cognein Denny Luigi, Michieletto Ruggiero (Minoranza)
COMMISSIONE PER LA FORMAZIONE DEGLI ELENCHI DEI GIUDICI POPOLARI
DI CORTE D'ASSISE E D'APPELLO:
DEL NEGRO SERGIO (Maggioranza)
MICHIELETTO RUGGIERO (Minoranza)
RAPPRESENTANTI DEL COMUNE IN SENO ALLA COMUNITA' MONTANA GRAND PARADIS:
GIUSEPPE JOCALLAZ (Sindaco)
MIRET GIUSEPPE (rappresentante della Maggioranza)
BERLIER DANIELA (rappresentante della Minoranza)
COMMISSIONE DI GESTIONE DELLA BIBLIOTECA:
CHENTRE WALTER delegato del Sindaco
VAUTHIER IOLE aiuto bibliotecario con funzioni di esperto
COGNEIN DENNY rappresentante di maggioranza
D'ANNA ELOISA DONATELLA rappresentante di minoranza
DIONISI GERMANO rappresentante degli utenti e Presidente
D'HERIN DANIEL rappresentante degli utenti e Vice Presidente
CHENEY LORIS rappresentante delle organizzazioni culturali (AVIS)
CHARLES WALTER rappresentante delle organizzazioni culturali (Coro Nouvelle Harmonie)
DOMAINE MARINO rappresentante delle organizzazioni culturali (Spazioclub)
TOURNOUD FRANCO rappresentante delle organizzazioni culturali (Vigili del Fuoco Volontari)
Durante l'ultimo Consiglio Comunale è stato deciso di modificare il Regolamento per aumentare di due membri il numero dei rap-
presentanti degli utenti. Inoltre, la Commissione di Gestione, nel corso della sua prima riunione, ha provveduto a nominare la redazio-
ne di Mélange, che risulta così composta: Carlin Marco (Direttore), Chappuis Denise, Christian Chioso, Dionisi Germano,
Murix Marina, Cognein Denny.
RAPPRESENTANTE DEL COMUNE ALL'ASSEMBLEA DEL CONSORZIO
DEI COMUNI-BACINO IMBRIFERO DORA BALTEA:
CHENTRE WALTER UMBERTO
COMMISSIONE DI GESTIONE DELLA MICROCOMUNITA' PER ANZIANI ED INABILI
DI SAINT PIERRE:
JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco
DOMAINE ELIDA Assessore Comunale alla Sanità
TRAVERSA MARIA LUISA Assistente sociale competente per territorio
DEL NEGRO SERGIO Consigliere di maggioranza
GLAREY LAURA Consigliere di maggioranza
MICHIELETTO RUGGIERO Consigliere di minoranza
HAUDEMAND LUCIANO Medico di base
IANNINO TIZIANA Infermiera professionale esterna
VAUTHIER PIERA Residente nel Comune di Saint Pierre
RAPPRESENTANTI IN SENO ALL'ASSEMBLEA DEL CONSORZIO DEPURAZIONE FOGNATURE:
JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco
LILLAZ GIOVANNI rappresentante della maggioranza
BONOMI ERMANNO rappresentante della minoranza
COMMISSIONE AFFARI GENERALI:
JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco
DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO Vice Sindaco
VINANTE FRANCO Consigliere di maggioranza
LILLAZ GIOVANNI Consigliere di maggioranza
DEL NEGRO SERGIO Consigliere di maggioranza
BONOMI ERMANNO Consigliere di minoranza
ZADKOVICH SUSANNA Consigliere di minoranza
COMMISSIONE ALLA PROGRAMMAZIONE E TERRITORIO:
JOCALLAZ GIUSEPPE Sindaco
DEL DEGAN ERMENEGILDO CELSO ROBERTO Vice Sindaco
OBERT CLAUDIO Consigliere di maggioranza
COGNEIN DENNY Consigliere di maggioranza


Testo Originale Estratto
6
DEL NEGRO SERGIO
BONOMI ERMANNO
ZADKOVICH SUSANNA
Consigliere di maggioranza
Consigliere di minoranza
Consigliere di minoranza
COMMISSIONE TURISMO, CULTURA E SPORT:
CARLIN PIERO
CHENTRE WALTER UMBERTO
GLAREY LAURA
OBERT CLAUDIO
COGNEIN DENNY
MICHILETTO RUGGIERO
D'ANNA ELOISA DONATELLA
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di minoranza
Consigliere di minoranza
COMMISSION PERMANENTE DU JUMELAGE AVEC SAINT-PIERRE- EN- FAUCIGNY:
CARLIN PIERO
CHENTRE WALTER UMBERTO
VAUTHIER IOLE
Consigliere comunale
Consigliere comunale
Bibliotecaria
REVISORE DEI CONTI:
Dott. LOUVIN LORENZO
Commercialista di Aosta
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE DEL 21/7/2000: NOMINA
COMPONENTI ELETTIVI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE PER LA LEGISLATURA 2000/2005:
Geom. GIUSEPPE JOCALLAZ
Arch. ERMENEGILDO DEL DEGAN
Sig. GIUSEPPE ZUCCONI
Ing. PAOLO LAVY
Arch. NATHALIE DUFOUR
Arch. PAOLO VARETTI
Geom. GIANFRANCO STROPPA
esperto in materia di tutela del paesaggio (sostituto: arch. SERGIO BECHAZ)
rappresentante dei gruppi di minoranza consiliari
COMPONENTI DI DIRITTO:
Dott. COLASANTI, delegato del servizio igienico-sanitario dell'unità sanitaria locale
Sig. TOURNOUD Franco, delegato del servizio prevenzione incendi
Nel corso della prima riunione la Commissione ha nominato quale presidente il sig. Del Degan Ermenegildo e vice
Presidente il sig. Zucconi Giuseppe.
DECRETO DEL SINDACO IN DATA 16/6/2000:
Il Sindaco ha designato il Consigliere Cognein Denny quale rappresentante del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione
dell'APT Grand Paradis.
GIUNTA COMUNALE DI SAINT-PIERRE
RICEVIMENTO DEL PUBBLICO
Carica componenti della Giunta | Cognome e nome | Giorno ricevimento | Orario
SINDACO | Jocallaz Giuseppe | Giovedì | 14.30 - 17.30
VICE SINDACO
(con delega alla programmazione e territorio) | Del Degan Ermenegildo | Venerdì | 15.00 - 17.00
ASSESSORE
(Sport, Turismo e Commercio) | Carlin Piero | Mercoledì | 17.00 - 18.00
ASSESSORE
(Assistenza a Sanità)
c/o l'ufficio amministrativo della Microcomunità | Domaine Elida | Venerdì | 15.00 - 16.00
ASSESSORE
(Istruzione e Cultura) | Glarey Laura | Mercoledì | 08.30 - 09.30
Consorzio
Gran Paradiso natura
7
10 luglio scorso è nato il Consorzio "GRAN PARADI-
SO NATURA". Costituito e composto da operatori tu-
ristici e aziende della Comunità Montana Grand Para-
dis, il neo organismo, che nel nome si collega ad una
natura a portata di mano tipica dei 13 Comuni del Com-
prensorio, si pone due obiettivi principali: innanzi tutto, gra-
zie al coordinamento fra gli attori socio economici del terri-
torio, realizzare iniziative volte a promuovere l'immagine e la
tipicità (ambiente, cultura, storia) della zona verso l'esterno,
come fanno le "Borse del Turismo", per esempio; il tutto al-
l'insegna di una migliore commercializzazione, qualità dei
prodotti ed una maggiore varietà dei servizi a prezzi più con-
tenuti. In secondo luogo, offrire dei vantaggi, economici e di
imagcine, agli associati, finalmente forti di un'accresciuta
capacità contrattuale garantita dalla sinergia creatasi. A rap-
presentare il Consorzio è stato nominato l'albergatore Alber-
to Gianni. La sede e gli uffici sono ubicati in località Cham-
pagne 17 a Villeneuve, Valle d'Aosta. Tra le aziende facenti
parte di questo nuovo interlocutore socioeconomico territo-
riale si possono annoverare alberghi, ristoranti, bar, rifugi,
campeggi, agriturismo, affittacamere, ma anche maestri e
scuole di sci, guide di montagna, associazioni sportive, gui-
de della natura, impianti di sport equestre, gestori di im-
pianti di risalita, gruppi folkloristici, di animazione e pro lo-
co, con il prezioso coinvolgimento di artigiani, viticoltori,
lattiero-caseari, agricoltori e allevatori, commer-
cianti e taxisti sotto l'egida rappresentativa dei Comuni, del-
la Comunità Montana Grand Paradis, dell'Azienda di Pro-
mozione Turistica, del Parco Nazionale Gran Paradiso e degli
istituti di credito. Un treno da non perdere, quindi, un'im-
portante possibilità di crescita economica non solo per i di-
pendenti, ma per l'intero paese. Se la "locomotiva tu-
ristica" viaggia veloce, infatti, può trainare tanti altri vagoni
rappresentati da diversi settori produttivi come, per esempio,
l'artigianato, il commercio, i servizi. Con conseguente au-
mento di posti di lavoro e benessere generale. Ma bisogna
solo crederci, progettare, darsi da fare. Fino a pochi
decenni fa, Saint Pierre viveva di agricoltura. Ora, cambiati i
tempi, dobbiamo sfruttare meglio anche altre opzioni, di cui
il turismo rappresenta la più importante. Ma, come detto, è
necessario proporre offerte competitive (l'apertura di un
portale su Internet costituirà la vetrina virtuale ideale per
presentare il Consorzio e le sue proposte), incentivare la gen-
te a venirci a trovare, a portarci ricchezza. Il Consorzio Gran
Paradiso Natura si pone proprio quest'obiettivo.
Denny Cognein
IL DIRETTIVO DEL CONSORZIO:
ALBERTO GIANNI
MAURIZIO FIORANO
RENATO ANSELMET
CORRADO BRUNET
DINO DARENSOD
albergatore in Valsavarenche - Presidente
albergatore in Rhemes Notre Dame -
Vice Presidente
viticoltore in Villeneuve - Membro esecutivo
artigiano in Introd - Consigliere
rappr. La Cave des Onze Communes
in Aymavilles - Consigliere
PIERO DUC
ROBERTA DURAND
BENONINO GERBERE
MIRKO PELLISSIER
rappr. Cofruit in Saint Pierre - Consigliere
albergatore in Villeneuve - Consigliere
artigiano in Saint Nicolas - Consigliere
centro equestre in Rhemes Saint Georges -
Consigliere
N° 1
rappresentante della Comunità Montana
Grand Paradis, membro senza diritto
di voto, da nominare
Revisori dei conti:
Commercialista:
Consulente:
Dottori Commercialisti Germano Gorrex,
Renzo Louvin, Luca Poggianti
Dott. Gianni Odisio
Dottoressa Patrizia Guichardaz
FLASH PRO-LOCO
Con l'aiuto dell'Amministrazione
comunale, delle associazioni di
Saint-Pierre e di privati cittadini è
stato creato un comitato promoto-
re per la costituzione della Pro
Loco di Saint-Pierre. Questo grup-
po di persone, che si era già prodi-
gato ad organizzare il carnevale dei
bimbi, si sta occupando già da
qualche mese di alcuni compiti: l'i-
ter burocratico, la promozione del-
l'iniziativa, la stesura dello statuto.
Una prima manifestazione, che fe-
steggia tutte le associazioni della
nostra comunità, è stata organiz-
zata per il 10 di settembre a parti-
re dalle 10 di mattina al campo
sportivo di Saint-Pierre.
L'assemblea generale per la costi-
tuzione della Pro Loco avrà luogo
venerdì 15 di settembre alle ore
20,30 presso il salone comunale.
Tutta la popolazione è invitata a
partecipare numerosa.


Testo Originale Estratto
6
DEL NEGRO SERGIO
BONOMI ERMANNO
ZADKOVICH SUSANNA
Consigliere di maggioranza
Consigliere di minoranza
Consigliere di minoranza
COMMISSIONE TURISMO, CULTURA E SPORT:
CARLIN PIERO
CHENTRE WALTER UMBERTO
GLAREY LAURA
OBERT CLAUDIO
COGNEIN DENNY
MICHIELETTO RUGGIERO
D'ANNA ELOISA DONATELLA
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di maggioranza
Consigliere di minoranza
Consigliere di minoranza
COMMISSION PERMANENTE DU JUMELAGE AVEC SAINT- PIERRE- EN- FAUCIGNY:
CARLIN PIERO
CHENTRE WALTER UMBERTO
VAUTHIER JOLE
Consigliere comunale
Consigliere comunale
Bibliotecaria
REVISORE DEI CONTI:
Dott. LOUVIN LORENZO
Commercialista di Aosta
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE DEL 21/7/2000:NOMINA
COMPONENTI ELETTIVI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE PER LA LEGISLATURA 2000/2005:
Geom. GIUSEPPE JOCALLAZ
Arch. ERMENEGILDO DEL DEGAN
Sig. GIUSEPPE ZUCCONI
Ing. PAOLO LAVY
Arch. NATHALIE DUFOUR
Arch. PAOLO VARETTI
Geom. GIANFRANCO STROPPA
esperto in materia di tutela del paesaggio (sostituito: arch. SERGIO BECHAZ)
rappresentante dei gruppi di minoranza consiliari
Componenti di diritto:
Dott. COLASANTI, delegato del servizio igienico-sanitario dell'unità sanitaria locale
Sig. TOURNOUD FRANCO, delegato del servizio prevenzione incendi
Nel corso della prima riunione la Commissione ha nominato quale presidente il sig. Del Degan Ermenegildo e vice
presidente il sig. Zucconi Giuseppe.
DECRETO DEL SINDACO IN DATA 16/6/2000:
Il Sindaco ha designato il Consigliere Cogmein Denny quale rappresentante del Comune in seno al Consiglio di Amministrazione
dell'APT Grand Paradiso.
GIUNTA COMUNALE DI SAINT-PIERRE
RICEVIMENTO DEL PUBBLICO
Consor
Gran Paradiso natura
110 luglio scorso è nato il Consorzio "GRAN PARADI
SO NATURA". Costituito e composto da operatori tu
ristici e aziende della Comunità Montana Grand Para
dis, il neo organismo, che nel nome si collega ad una
natura a portata di mano tipica dei 13 Comuni del Com
prensorio, si pone due obiettivi principali: innanzi tutto, gra
zie al coordinamento fra gli attori socio economici del terri
torio, realizzare iniziative volte a promuovere l'immagine e la
IL DIRETTIVO DEL CONSORZIO:
ALBERTO GIANNI
MAURIZIO FIORANO
RENATO ANSELMET
CORRADO BRUNET
DINO DARENSOD
PIERO DUC
ROBERTA DURAND
BENONINO GERBERE
MIRKO PELLISSIER
N° 1
Revisori dei conti:
Commercialista:
Consulente:
pianti di risalita, gruppi folcloristici, di animazione e pro lo
co, con il prezioso coinvolgimento di artigiani, viticoltori,
produttori lattiero-caseari, agricoltori e allevatori, commer
cianti e tassisti, sotto l'egida rappresentativa dei Comuni, del
la Comunità Montana Grand Paradiso, dell'Azienda di Pro
mozione Turistica, del Parco Nazionale Gran Paradiso e degli
enti di credito. Un treno da non perdere, quindi, un'im
portante possibilità di crescita economica non solo per i di
retti interessati, ma per l'intero paese. Se la "locomotiva tu
rismo" viaggia veloce, infatti, può trainare tanti altri vagoni
albergatore in Valsavarenche - Presidente
albergatore in Rhemes Notre
Vice Presidente
viticultore in Villeneuve - Membro esecutivo
artigiano in Introd - Consigliere
rappr. La Cave des Onze Communes
in Aymavilles - Consigliere
rappr. Cofruit in Saint Pierre - Consigliere
albergatore in Villeneuve - Consigliere
artigiano in Saint Nicolas - Consigliere
centro equestre in Rhemes Saint Georges -
Consigliere
rappresentante della Comunità Montana,
Grand Paradiso, membro senza diritto
di voto, da nominare
Dottori Commercialisti Germano Gorrex,
Renzo Louvin, Luca Poggianti
Dott. Gianni Odisio
Dottoressa Patrizia Guichardaz
dominanti diversi settori produttivi come, per esempio,
l'artigianato, il commercio, i servizi. Con conseguente au
mento di posti di lavoro e benessere generale. Ma bisogna
anzitutto crederci, progettare, darsi da fare. Fino a pochi
tempi, dopo, Saint Pierre viveva di agricoltura. Ora, cambiati i
il turismo rappresenta la più importante. Ma, come detto, è
necessario proporre offerte competitive (l'apertura di un
portale su Internet costituirà la vetrina virtuale ideale per
re il Consorzio e le sue proposte), incentivare la gen
turismo e la cultura, la storia) della zona verso l'esterno,
come fanno le "Borse del Turismo", per esempio; il tutto al
l'insegna di una migliore commercializzazione, qualità dei
prodotti ed una maggiore varietà dei servizi a prezzi più con
tenuti. In secondo luogo, offrire dei vantaggi, economici e di
immagine, agli associati, finalmente forti di un'accresciuta
capacità contrattuale garantita dalla sinergia creatasi. A rap
presentare il Consorzio è stato nominato l'albergatore Alber
to Gianni. La sede e gli uffici sono ubicati in località Cham
pagne 17 a Villeneuve, Valle d'Aosta. Tra le aziende facenti
parte di questo nuovo interlocutore socioeconomico territo
riale si possono annoverare alberghi, ristoranti, bar, rifugi,
campeggi, agriturismo, affittacamere, ma anche maestri e
scuole di sci, guide di montagna, associazioni sportive, gui
de della natura, impianti di sport equestre, gestori di im
Denny Cogmein
FLASHP
FLASH PRO-LOCO
Con l'aiuto dell'Amministrazione
comunale, delle associazioni di
Saint-Pierre e di privati cittadini è
stato creato un comitato promoto
re per la costituzione della Pro
Loco di Saint-Pierre. Questo grup
po di persone, che si era già prodi
gato ad organizzare il carnevale dei
bimbi, si sta occupando già da
qualche mese di alcuni compiti: l'i-
ter burocratico, la promozione del
l'iniziativa, la stesura dello statuto.
Una prima manifestazione, che fe
steggia tutte le associazioni della
nostra comunità, è stata organiz
zata per il 10 di settembre a parti
re dalle 10 di mattina al campo
sportivo di Saint-Pierre.
L'assemblea generale per la costi
tuzione della Pro Loco avrà luogo
venerdì 15 di settembre alle ore
20,30 presso il salone comunale.
Tutta la popolazione è invitata a
partecipare numerosa.
Carica componenti della Giunta
SINDACO
VICE SINDACO
(con delega alla programmazione e territorio)
ASSESSORE
(Sport, Turismo e Commercio)
ASSESSORE
(Assistenza a Sanità)
c/o l'Ufficio amministrativo della Microcomunità
ASSESSORE
(Istruzione e Cultura)
Cognome e nome
Jocallaz Giuseppe
Del Degan Ermenegildo
Carlin Piero
Domaine Elida
Glarey Laura
Giorno ricevimento
Giovedi
Venerdì
Mercoledì
Venerdì
Mercoledì
Orario
14,30 - 17,30
15,00 - 17,00
17,00 - 18,00
15,00 - 16,00
08.30 - 09.30


Testo Originale Estratto
8
Meod di sopra
Un tempo in poteva chiamarsi “dominio dei Lale”, infatti quasi tutti gli abitanti del villaggio erano dei Lale
A pochi chilometri da Verrogne, sulla strada dei Salassi, Méod di sopra è l’ultimo villaggio d’alta quota di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m. d’altitudine ed è una località più belle del paese.
La “migrazione” da un villaggio all’altro era sempre difficoltosa perché si dovevano spostare non solo le suppellettili fondamentali, ma anche gli animali. Il mulo era allora indispensabile per portare i bambini, gli agnellini, le galline. Gli altri animali erano invece abituati ai trasferimenti. Una famiglia ad esempio aveva un’oca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la famiglia.
Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e proseguiva lungo il costone fino a Vetan.
Durante l’inverno, essendo molto esposta al vento, era spesso impercorribile a causa degli accumuli di neve che si formavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire all’acqua piovana di erodere il terreno ed era l’ideale per gli zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod!
Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c’erano due mulini, uno di proprietà privata, l’altro pubblico costruito nel 1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo segale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a Greun, una zona verso Verrogne.
I terreni intorno al villaggio in basso (Plarénet et Gaillè) e quelli verso Vetan (grand Méod) erano molto ben lavorati e venivano irrigati dalle acque del torrente di Valméache che ha la sorgente verso Vermian.
La parte più bella di Méod (forse lo è ancora adesso) si trovava verso il grande bosco che sorge al confine con il vallone di Vermian, là dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bosco era costituito da enormi larici in mezzo a cui si aprivano vaste radure adatte al pascolo. Da qui si accedeva ad una zona incassata lungo il torrente chiamato “La Palma” (forse perché in parte paludosa) da cui si risaliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio.
Il torrente Valméache era molto importante per il villaggio in quanto forniva acqua per l’irrigazione e per il mulino ed era una grande attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, era stato l’ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all’acqua.
Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che alimentava i fontanili del villaggio.
Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al ’68 quando è arrivato la strada.
Nel ’79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet, è diventato un piccolo ed accogliente ristorante; nell’80 circa cominciarono a nascere una serie di villette sparse un po’ qui, un po’ là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco, vicino al vecchio mulino; nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del ’50 di fronte all’attuale casetta c’era un piccolo oratorio con una Madonna in legno.
Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un totale di 80 persone.
Attualmente è abitato per tutto l’anno, oltre ai proprietari del ristorante, (e
i figli, da tre famiglie.
Chi è vissuto nel “vecchio” Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato! Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l’aspetto iniziale, quasi si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per uccellini costruite dalle abili mani del primo “forestiero” giunto a Méod negli anni ’50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati della sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a rendere il villaggio vivo e bello.
In quanto a bellezza non si può dimenticare il piccolo giardino antistante al ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si aveva l’impressione non di trovarsi a Saint-Pierre, ma in un vero e proprio giardino botanico tante erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare.
Certo l’amore per un villaggio può fare dei miracoli!
Vanda Champretavy
Meod negli anni '50
9
Meod e un agreste suo ricordo
Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono di un martellar di falce; esso mi riporta alla mente, come un lontano ricordo di gioventù, lavori ed usanze di un tempo che fu.
Quando alle prime luci dell’alba già si era raggiunto il prato dalla smossa erba, come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada lo svelto, sempre più svelto far scorrere l’aguzzata falce. Di sprone era il sentir dietro di sé l’ansimare di un compagno che scherzosamente cercava di sopravanzare, l’affannoso risalire il ripido pendio, il ridiscenderlo e risalirlo, così, per ore ed ore il festoso accogliere l’arrivare della massaia col cesto delle vivande, la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini, una breve pausa ed il lavoro riprendeva.
Allo scoccar dell’Angelus, come un tacito accordo, la comune battitura delle falci, il pranzo, la breve sosta all’ombra di un albero e il lavoro riprendeva anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole.
La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto altri gli facevan coro l’eco lontano nella valle lo propagava e disperdevà. Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni l’immane fatica ma che sapeva dare uno scopo, un senso alla vita.
S. C.
Un campione di «casa nostra»
FLASH
Non si vive soltanto di sci e calcio, anche nella nostra realtà di montagna c’è chi si dedica ad altri sport come il nuoto. È il caso di Luca Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100 metri delfino ma si diletta anche nei 100 e 200 stile libero e nei 200 delfino.
Oramai è qualche anno che si dedica al nuoto; fin da quando era piccolo ama questo sport ma dal ’94, forse incoraggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio, entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto club VDA.
In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare un’attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai genitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e responsabilità oltre il dovuto.
Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle maggiori difficoltà è conciliare l’attività sportiva con la scuola, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro atleta.
Il suo meno che crescita, è in costante campione valdostano dei 100 mt. delfino. L’inverno scorso Luca ha partecipato ai Campionati Italiani Invernali, gara che lo ha visto piazzato all’8° posto nei 100 mt. delfino. Mesi dopo, a febbraio Luca si è ripetuto in un’altra importante gara a Candelo dove ha avuto luogo il Meeting Internazionale, riuscendo ad ottenere un 1° posto di categoria sempre nella sua specialità preferita.
Il 2000 si è rivelato un ottimo anno per il nuotatore che ha raccolto ai campionati europei terminati. Questo buon auspicio possa influire positivamente sul futuro atletico del Luca.
Obert


Testo Originale Estratto
8
Meod di sopra
U n tempo
poteva
chiamarsi
“dominio
dei Lale”, infatti quasi
tutti gli abitanti del vil-
aggio erano dei Lale
Gerard, Castain). Solo
nel 1925 vi si stabilì la
famiglia Mondet, prove-
niente dalla Francia e
nel 1943 la famiglia Champrétavy che vi rimase per
12 anni come fittavola di Lale Gerard Fortunato. Gli
arrivati furono i Foretier che posseggono ancora la p
casa, arrivando a Méod.
A quell'epoca il villaggio era costituito da una lunga c
zione in cui vivevano tre famiglie, da due case un po' d
ste, verso Est ed una a Nord, sulla mulattiera che cond
nei prati, alle spalle del villaggio e da lì a Vetan.
I fienili ed i granai davano sulla strada (che correva d
villaggio) e sul ruscello Valméache. La grande casa a
comprendeva, oltre ad una stalla in cui, in estate, ver
rinchiusi tutti i vitelli del villaggio, anche un grosso g
ed il forno in cui si faceva il pane, in inverno.
Il villaggio era abitato tutto l'anno solo dalla signora
Lale Gerard e dai figli che era, oltre alla "custode" del
gio, anche la persona di fiducia delle mamme che le
vano i figli quando dovevano assentarsi.
Tutti gli altri abitanti, avendo campi e prati in altre l
(Rumiod, Champretavy, Rossan) si spostavano nei v
riodi dell'anno.
Meod
negli anni '50
A pochi chilometri da Verrogne,
sulla strada dei Salassi,
Méod di sopra è l'ultimo villaggio
d'alta quota
di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m.
d'altitudine ed è una delle località
più belle del paese.
che si adatta ai trasferimenti. Una famiglia ad esempio aveva
un'oca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la fa-
miglia.
Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di
Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di
sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e prosegui-
va lungo il costone fino a Vetan.
Durante l'inverno, essendo molto esposta al vento, era spes-
so impercorribile a causa degli accumuli di neve che si for-
mavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire al-
l'acqua piovana di erodere il terreno ed era l'ideale per gli
zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod!
Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c'erano due muli-
ni, uno di proprietà privata, l'altro pubblico costruito nel
1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di
Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo se-
gale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a Greun,
una zona verso Verrogne.
I terreni intorno al villaggio, in basso (Planét et Gaille) e quel-
li verso Vetan (grand Méod) erano molto ben
lavorati e venivano irrigati dalle acque del
torrente di Vetan e da quelle di Valméache
che ha la sorgente verso Vermian.
La parte più bella di Méod (forse lo è ancora
adesso) si trovava verso il grande bosco che
sorge al confine con il vallone di Vermian, là
dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bo-
sco era costituito da enormi larici in mezzo
a cui si aprivano vaste radure adatte al pa-
scolo. Da qui si accedeva ad una zona incas-
sata lungo il torrente chiamato “La Palma”
(forse perché in parte paludosa) da cui si ri-
saliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio.
Il torrente Valméache era molto importante
per il villaggio in quanto forniva acqua per
l'irrigazione e per il mulino ed era una gran-
de attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, sareb-
be stato l'ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all'ac-
qua.
Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che ali-
mentava i fontanili del villaggio.
Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al '68 quando è arrivata la
strada.
Nel '79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet, è diventato un pic-
colo ed accogliente ristorante, nell'80 circa cominciarono a nascere una serie di
villette sparse un po' qui, un po' là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco,
vicino al vecchio mulino, nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San
Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del '50 di fronte all'attuale chie-
setta c'era un piccolo oratorio con una Madonna in legno.
Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un
totale di 80 persone.
Attualmente è abitato per tutto l'anno, oltre ai proprietari del ristorante, (apri
to tutto l'anno) e dei figli, da tre famiglie.
Chi è vissuto nel "vecchio" Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato!
Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l'aspetto iniziale, qui e là
si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per gli
uccellini costruite dalle abili mani del primo "forestiero" giunto a Méod negli
anni '50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati della
sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a mante-
nere il villaggio vivo e bello.
In quanto a bellezza poi non si può dimenticare il piccolo giardino antistante il
ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si a-
veva l'impressione non di trovarsi a Sain-Pierre, ma in un vero e proprio giardi-
no botanico tanto erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare.
Certo l'amore per un villaggio può fare dei miracoli!
Vanda Champrétavy

9
Meod e un agreste suo ricordo
Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono
di un martellar di falce;
esso mi riporta alla mente,
come un lontano ricordo di gioventù,
lavori ed usanze di un tempo che fu.
Quando alle prime luci dell'alba
già si era raggiunto il prato dalla smossa erba,
come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada
lo svelto, sempre più svelto far scorrere l'aguzzata falce.
Di sprone era il sentir dietro di sé l'ansimare di un compagno
che scherzosamente cercava di sopravanzare,
l'affannoso risalire il ripido pendio,
il ridiscenderlo e risalirlo, così, per ore ed ore
il festoso accogliere l'arrivare della massaia col cesto delle vivande,
la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini,
una breve pausa ed il lavoro riprendeva.
Allo scoccar dell'Angelus, come un tacito accordo,
la comune battitura delle falci, il pranzo,
la breve sosta all'ombra di un albero
e il lavoro riprendeva
anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole.
La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto
altri gli facevan coro
l'eco lontano nella valle lo propagava e disperdeva.
Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni
l'immane fatica ma che sapeva dare uno scopo,
un senso alla vita.
S. C.

Un campione di «casa nostra»
N on si vive soltanto di sci e calcio, anche nella
nostra realtà di montagna c'è chi si dedica ad
altri sport come il nuoto. È il caso di Luca
Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100
metri delfino e si diletta anche nei 100 e 200 stile libero
e nei 200 delfino.
Oramai è qualche che anno che si dedica al nuoto; fin da
quando era piccolo ama questo sport ma dal '94, forse inco-
raggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio,
entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto
club VDA.
In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle
risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare
un'attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai ge-
nitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e re-
sponsabilità oltre il dovuto.
Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle
maggiori difficoltà è conciliare l'attività sportiva con la scuo-
la, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro
atleta.
FLASH
Il suo medaglie-
scita, è infatti
100 e 50 m. delfino
to ai Campionati
zarsi all'8° posto nei 100
braio, Luca ha partecipa-
Viareggio dove lo ha visto
scendo ad un importan-
ottimo 3° posto di cate-
goria sempre nella sua
specialità preferita.
Il 2000 si è
ottimo anno per il nuo-
to italiano che ha rac-
colto molto buoni
nati europei che po-
da poco. Questo buon
periodo speriamo
fluire positivamente an-
che il futuro atletico del
nostro Luca.
Obert


Testo Originale Estratto
Meod di sopra

Un tempo poteva chiamarsi “dominio dei Lale”, infatti quasi tutti gli abitanti del vil-
lagio erano dei Lale (Gerard, Castain). Solo nel 1925 vi si stabilì la famiglia Mondet, prove-
niente dalla Francia e nel 1943 la famiglia Champrétavy che vi rimase per 12 anni come fittavola di Lale Gerard Fortunato. Gli ultimi arrivati furono i Foretier che posseggono ancora la loro casa, arrivando a Méod.
A quell’epoca il villaggio era costituito da una lunga schiera di case in cui vivevano tre famiglie, da due case un po’ a parte, verso Est ed una a Nord, sulla mulattiera che conduceva nei prati, alle spalle del villaggio e da lì a Vetan.
I fienili ed i granai davano sulla strada (che correva dietro il villaggio) e sul ruscello Valméache. La grande casa di sotto comprendeva, oltre ad una stalla in cui, in estate, venivano rinchiusi tutti i vitelli del villaggio, anche un grosso granaio ed il forno in cui si faceva il pane, in inverno.
Il villaggio era abitato tutto l’anno solo dalla signora Maria Lale Gerard e dai figli che era, oltre alla “custode” del villaggio, anche la persona di fiducia delle mamme che le affidavano i figli quando dovevano assentarsi.
Tutti gli altri abitanti, avendo campi e prati in altre località (Rumiod, Champrétavy, Rossan) si spostavano nei vari periodi dell’anno.

A pochi chilometri da Verrogne, sulla strada dei Salassi, Méod di sopra è l’ultimo villaggio d’alta quota di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m. d’altitudine ed è una delle località più belle del paese.

La “migrazione” da un villaggio all’altro era sempre difficoltosa per-
ché si dovevano spostare non solo i suppellettili fondamentali, ma anche gli animali. Il mulo era allora indispensabile per portare i bambini, gli agnellini, le galline. Gli altri animali erano inve-
ce abituati ai trasferimenti, una mucca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la fa-
miglia.
Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e prose-guiva lungo il costone fino a Vetan.

Durante l’inverno, essendo molto esposta al vento, era spes-
so impercorribile a causa degli accumuli di neve che si for-
mavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire al-
lo scivolamento ed era l’ideale per gli zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod!
Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c’erano due muli-
ni, uno di proprietà privata, l’altro pubblico costruito nel 1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo se-
gale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a un Greun,
una zona verso Verrogne.
I terreni intorno al villaggio, in basso (Planet et Gaille) e quel-
li verso Vetan (grand Méod) erano molto ben lavorati e venivano irrigati dalle acque del torrente di Vetan e da quelle di Valméache che ha la sorgente verso Vermian.
La parte più bella di Méod (forse lo è ancora adesso) si trovava verso il grande bosco che sorge al confine con il vallone di Vermian, là dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bo-
sco era costituito da enormi larici in mezzo a cui si aprivano vaste radure adatte al pa-
scolo. Da qui si accedeva ad una zona incas-
sata lungo il torrente chiamato “La Palma” (forse perché in parte paludosa) da cui si ri-
saliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio.
Il torrente Valméache era molto importante per il villaggio in quanto forniva acqua per l’irrigazione e per il mulino ed era una gran-
de attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, sareb-
be stato l’ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all’ac-
qua.
Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che ali-
mentava i fontanili del villaggio.
Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al ’68 quando è arrivata la
strada.
Nel ’79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet è diventato un pic-
colo ed accogliente ristorante, nell’80 circa cominciarono a nascere una serie di
villette sparse un po’ qui, un po’ là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco
vicino al vecchio mulino, nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San
Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del ’50 di fronte all’attuale caset-
ta c’era un piccolo oratorio con una Madonna in legno.
Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un
totale di 80 persone.
Attualmente è abitato per tutto l’anno, oltre ai proprietari del ristorante, (abita-
to tutto l’anno) e dei figli, da tre famiglie.
Chi è vissuto nel “vecchio” Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato!
Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l’aspetto iniziale, quan-
do si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per
uccellini costruite dalle abili mani del primo “forestiero” giunto a Méod negli
anni ’50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati del-
la sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a mante-
nere il villaggio vivo e bello.
In quanto a bellezza poi non si può dimenticare il piccolo giardino antistante il
ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si a-
veva l’impressione non di trovarsi a Sain-Pierre, ma in un vero e proprio giardi-
no botanico tanto erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare.
Certo l’amore per un villaggio può fare dei miracoli!
Vanda Champetavy

Meod e un agreste suo ricordo
Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono
di un martellar di falce;
esso mi riporta alla mente,
come un lontano ricordo di gioventù,
lavori ed usanze di un tempo che fu.
Quando alle prime luci dell’alba
già si era raggiunto il prato dalla smossa erba,
come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada
lo svelto, sempre più svelto far scorrere l’aguzzata falce.
Di sprone era il sentir dietro di sé l’ansimare di un compagno
che scherzosamente cercava di sopravanzare,
l’affannoso risalire il ripido pendio,
il ridiscenderlo e risalirio, così, per ore ed ore
il festoso accogliere l’arrivare della massaia col cesto delle vivande,
la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini,
una breve pausa ed il lavoro riprendeva.
Allo scoccar dell’Angelus, come un tacito accordo,
la comune battitura delle falci, il pranzo,
la breve sosta all’ombra di un albero
e il lavoro riprendeva
anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole.
La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto
altri gli facevan coro
l’eco lontano nella valle lo propagava e disperdeva.
Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni
l’immane fatica ma che sapeva dare uno scopo,
un senso alla vita.
S. C.

Un campione di «casa nostra» FLASH
Non si vive soltanto di sci e calcio, anche nella
nostra realtà di montagna c’è chi si dedica ad
altri sport come il nuoto. È il caso di Luca
Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100
metri delfino ma si diletta anche nei 100 e 200 stile libero
e nei 200 delfino.
Oramai è qualche anno che si dedica al nuoto; fin da
quando era piccolo ama questo sport ma dal ’94, forse inco-
raggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio,
entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto
club VDA.
In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle
risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare
un’attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai ge-
nitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e re-
sponsabilità oltre il dovuto.
Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle
maggiori difficoltà è conciliare l’attività sportiva con la scuo-
la, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro
atleta.
Il suo migliore risultato,
fino ad oggi, è l'8° posto nei
100 metri delfino. Pochi mesi
dopo, a febbraio, Luca si è
ripetuto in un'altra importante
gara a Viareggio dove ha avuto
luogo il Meeting Internazionale,
riuscendo ad ottenere un
3° posto di categoria,
migliorando sempre nella sua
specialità preferita.
Il 2000 si è rivelato un
ottimo anno per il nuo-
to italiano che ha rac-
colto molti campio-
nati europei terminati
da poco. Questo buon
periodo spero possa in-
positivamente an-
fluire per un
futuro atletico del
nostro
Luca.
Obert

Meod
negli anni ’50


Testo Originale Estratto
8
Meod di sopra

U
n tempo
poteva
chiamarsi
"dominio
dei Lale", infatti quasi
tutti gli abitanti del vil-
laggio erano dei Lale
(Gerard, Castain). Solo
nel 1925 vi si stabilì la
famiglia Mondet, prove-
niente dalla Francia e
nel 1943 la famiglia Champrétavy che vi rimase per
12 anni come fittavola di Lale Gerard Fortunato. Gli u
arrivati furono i Foretier che posseggono ancora la p
casa, arrivando a Méod.
A quell'epoca il villaggio era costituito da una lunga co
zione in cui vivevano tre famiglie, da due case un po' d
ste, verso Est ed una a Nord, sulla mulattiera che condu
nei prati, alle spalle del villaggio e da lì a Vetan.
I fienili ed i granai davano sulla strada (che correva di
villaggio) e sul ruscello Valméache. La grande casa a
comprendeva, oltre ad una stalla in cui, in estate, ven
rinchiusi tutti i vitelli del villaggio, anche un grosso gr
ed il forno in cui si faceva il pane, in inverno.
Il villaggio era abitato tutto l'anno solo dalla signora
Lale Gerard e dai figli che era, oltre alla "custode" del
gio, anche la persona di fiducia delle mamme che le
vano i figli quando dovevano assentarsi.
Tutti gli altri abitanti, avendo campi e prati in altre lu
(Rumiod, Champrétavy, Rossan) si spostavano nei va
riodi dell'anno.

A pochi chilometri da Verrogne,
sulla strada dei Salassi,
Méod di sopra è l'ultimo villaggio
d'alta quota
di Saint-Pierre. Si trova a 1520 m.
d'altitudine ed è una delle località
più belle del paese.

che abituati ai trasferimenti. Una famiglia ad esempio aveva
un'oca e un gatto che ogni volta seguivano a piedi tutta la fa-
miglia.
Si poteva giungere al villaggio sia da Sarriod, (frazione di
Saint-Nicolas) lungo il ruscello Valméache, sia da Méod di
sotto, lungo la mulattiera che saliva da Rumiod e prosegui-
va lungo il costone fino a Vetan.
Durante l'inverno, essendo molto esposta al vento, era spes-
so impercorribile a causa degli accumuli di neve che si for-
mavano. Il fondo stradale era acciottolato per impedire al-
l'acqua piovana di erodere il terreno ed era l'ideale per gli
zoccoli dei ragazzini che scendevano a scuola a Rumiod!
Poco lontano dal villaggio, verso il bosco, c'erano due muli-
ni, uno di proprietà privata, l'altro pubblico costruito nel
1854. Ne erano proprietari alcune famiglie di Vetan, di
Sarriod e gli abitanti del villaggio. Si macinava quasi solo se-
gale, coltivata nei campi alle spalle del villaggio e a Greun,
una zona verso Verrogne.
I terreni intorno al villaggio, in basso (Planèt et Gaille) e quel-
li verso il torrente (Grand Méod) erano molto ben
lavorati e venivano irrigati dalle acque del
torrente di Vetan e da quelle di Valméache
che ha la sorgente verso Vermian.
La parte più bella di Méod (forse lo è ancora
adesso) si trovava verso il grande bosco che
sorge al confine con il vallone di Vermian, là
dove scorre il torrente Valméache. Tutto il bo-
sco era costituito da enormi larici in mezzo
a cui si aprivano vaste radure adatte al pa-
scolo. Da qui si accedeva ad una zona incas-
sata lungo il torrente chiamato "La Palma"
(forse perché in parte paludosa) da cui si ri-
saliva fino a Vermian, allora ancora alpeggio.
Il torrente Valméache era molto importante
per il villaggio in quanto forniva acqua per
l'irrigazione e per il mulino ed era una gran-

La "migrazione" da un
villaggio all'altro era
sempre difficoltosa per-
ché si dovevano spostare
non solo le suppellettili
fondamentali, ma anche
gli animali. Il mulo era
allora indispensabile per
portare i bambini, gli
agnellini, le galline. Gli
altri animali erano inve-

de attrattiva per i bambini in quanto, scorrendo proprio dietro le case, sarebbe
stato l'ideale per giocarci. Purtroppo però era loro proibito avvicinarsi all'ac-
qua.
Lungo la strada verso Verrogne in località Verden-a nasceva la sorgente che ali-
mentava i fontanili del villaggio.
Méod ha cominciato a cambiare aspetto intorno al '68 quando è arrivata la
strada.
Nel '79 la grande costruzione a Nord, della famiglia Mondet, è diventato un pic-
colo ed accogliente ristorante, nell'80 circa cominciarono a nascere una serie di
villette sparse un po' qui, un po' là: sotto il villaggio, alle sue spalle, nel bosco,
vicino al vecchio mulino, nel 1985 infine fu costruita la cappella dedicata a San
Bernardo e alle vittime della montagna. Prima del '50 di fronte all'attuale chie-
setta c'era un piccolo oratorio con una Madonna in legno.
Ci fu un periodo in cui, a Méod, vivevano periodicamente 35 famiglie per un
totale di 80 persone.
Attualmente è abitato per tutto l'anno, oltre ai proprietari del ristorante, (aper-
to tutto l'anno) e dei figli, da tre famiglie.

Chi è vissuto nel "vecchio" Méod, ora fa fatica a riconoscerlo, tanto è cambiato!
Tutte le case sono state ristrutturate, pur conservando l'aspetto iniziale, e qui là
si trovano aiuole di fiori, ciuffi di betulle, qualche casetta in miniatura per gli
uccellini costruite dalle abili mani del primo "forestiero" giunto a Méod negli
anni '50 o forse prima. Il signor Roberto infatti ha trascorso qui tante estati del-
la sua infanzia ed ora vi trascorre tutti i momenti liberi contribuendo a mante-
nere il villaggio vivo e bello.

In quanto a bellezza poi non si può dimenticare il piccolo giardino antistante al
ristorante. Alcuni anni fa, infatti, quando era gestito dai signori Giustini, si ave-
va l'impressione non di trovarsi a Sain-Pierre, ma in un vero e proprio giardi-
no botanico tanto erano le varietà di fiori che vi si potevano ammirare.
Certo l'amore per un villaggio può fare dei miracoli!
Vanda Champrétavy

Meod e un agreste suo ricordo

Da lontano mi giunge il lento e ritmico suono
di un martellar di falce;
esso mi riporta alla mente,
come un lontano ricordo di gioventù,
lavori ed usanze di un tempo che fu.

Quando alle prime luci dell'alba
già si era raggiunto il prato dalla smossa erba,
come lucide perle cadevano a terra le gocce di rugiada
lo svelto, sempre più svelto far scorrere l'aguzzata falce.
Di sprone era il sentir dietro di sé l'ansimare di un compagno
che scherzosamente cercava di sopravanzare,
l'affannoso risalire il ripido pendio,
il ridiscenderlo e risalirio, così, per ore ed ore
il festoso accogliere l'arrivare della massaia col cesto delle vivande,
la ristoratrice colazione con cibi sani e genuini,
una breve pausa ed il lavoro riprendeva.
Allo scoccar dell'Angelus, come un tacito accordo,
la comune battitura delle falci, il pranzo,
la breve sosta all'ombra di un albero
e il lavoro riprendeva
anche se alti e cocenti erano ancora i raggi del sole.
La sera, al ritorno, una maschile voce intonava un canto
altri gli facevan coro
l'eco lontano in valla lo propagava e disperdeva.
Ancor rammento, con nostalgia, di quei giorni
l'immane fatica ma che sapeva dare uno scopo,
un senso alla vita.
S.C.

9
FLASH
Un campione di «casa nostra»

N
on si vive soltanto di sci e calcio, anche nella
nostra realtà di montagna c'è chi si dedica ad
altri sport come il nuoto. È il caso di Luca
Duc, classe 1985, la sua specialità sono i 100
metri delfino ma si diletta anche nei 100 e 200 stile libero
e nei 200 delfino.
Oramai è qualche anno che si dedica al nuoto; fin da
quando era piccolo ama questo sport ma dal '94, forse inco-
raggiato dalla mamma, ha deciso di provare a fare sul serio,
entrando in una delle tre società di nuoto valdostane, il Nuoto
club VDA.
In una regione come la nostra, dove la maggior parte delle
risorse sportive volgono verso lo sci ed il calcio, praticare
un'attività come il nuoto è alquanto difficile. Tocca così ai ge-
nitori supplire a queste carenze, sobbarcandosi oneri e re-
sponsabilità oltre il dovuto.
Considerato che Luca si allena quasi tutti i giorni, una delle
maggiori difficoltà è conciliare l'attività sportiva con la scuo-
la, ma questo non sembra creare alcun problema al nostro
atleta.

Il suo medaglie
scita, è infatti
100 e 50 mt. s
i Campion
Italiani Invernali, gara che lo ha visto piaz-
zarsi all'8° posto nei 100 dorso. Pochi mesi dopo, a feb-
braio, Luca è si ripetuto in un'altra importante gara a
Viareggio dove ha avuto luogo il Meeting Internazionale, riu-
scendo ad ottenere un
ottimo 3º posto di cate-
goria sempre nella sua
preferita.
Il 2000 si è rivelato un
ottimo anno per il nuo-
to italiano che ha rac-
colto molto ai campio-
nati europei e terminati
da poco. Questo buon
periodo spera in un
fluire positivamente an-
che il futuro Luca nostro
atletico del
Obert

Meod
negli anni '50


Testo Originale Estratto
10                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            11

Un dépliant turistico
                                                                                                                                                                                            L'operazione fu complessa, ma alla fine, grazie al papà di Ci auguriamo che, negli anni a venire quel turista frettoloso
                                                                                                                                                                                            Gaia, il prodotto ottenuto fu soddisfacente e così, qualche si sia trasformato in un visitatore attento e curioso di cono-
                                                                                                                                                                                            giorno prima delle vacanze di Pasqua il Sindaco ci invitò in scere un paesino di mezza montagna caratterizzato da ca-
                                                                                                                                                                                            biblioteca per la presentazione del dépliant. In quell'occa- stelli e raccontato da una classe di ragazzini di scuola
                                                                                                                                                                                            sione ringraziò tutta la classe per il lavoro svolto e offrì un
                                                                                                                                                                                            simpatico rinfresco.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Gli alunni di terza A
       La Scuola
     e il nostro paese
                                                                                                                                                                                            ...a Rhêmes-Notre-Dame                                                                                                                                 Le gite
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                dell'Associazione
                                                                                                                                                                                                    e all'acquario                                                                                                                                  «L'ÂGE
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          DE LA SAGESSE
                                                                                                                                                                                                       di Genova...

Il 17 maggio scorso è stato presentato, presso la bi-       zione essenziale ma, nello stesso tempo, completa, dei
blioteca, un dépliant sull'aspetto storico, geografico e     principali "monumenti" e testimonianze del passato: i
ambientale di Saint Pierre. Finanziato dall'Amministra-      tre Castelli, la Chiesa, il Priorato, i Villaggi (Vetan, Ver-
zione Comunale (che lo ha messo a disposizione degli         rogne). Anche l'aspetto produttivo è stato considerato
risultato del lavoro della Classe Terza A della Scuola       dall'agricoltura, con la produzione di vino e me-
Media "Maria Ida Voglino" di Villeneuve. Scritto sia in     le, a quella economica, dedicata alla "Grolla" ed ai ne-
lingua italiana che in italiano, illustrato con disegni      gozi caratteristici. A completare il tutto, una dettaglia-
simplicima esplicativi, il dépliant si divide ed abborda   ta carta geografica del territorio, con l'indicazione di
diverse tematiche, vari argomenti inerenti il nostro pae-   sentieri, strade, corsi d'acqua e, ovviamente, villaggi.
se. Dalle informazioni su come raggiungerli alle possi-
bili escursioni, dai numeri di pubblica utilità alle ricet-  Un ottimo lavoro, dunque, anche se tutt'altro che sem-
te del territorio, la documentazione offertaci è vera-       plice. Ma leggiamo una testimonianza rilasciata dai gio-
mente esauriente. In questo ritratto a tutto tondo la       vani autori riguardo la nascita e la realizzazione del dé-
storia, naturalmente, la fa da padrone, con una descri-      pliant...

                                                                                                                                                                                            Gita a Rhêmes Notre Dame
                                                                                                                                                                                            località Tumel, il giorno 29 giugno.

                                                                                                                                                                                            La buona accoglienza del ristorante, la giornata splendida,
                                                                                                                                                                                            l'affiatamento dei partecipanti hanno determinato l'ottima
                                                                                                                                                                                            riuscita della gita con grande soddisfazione di tutti.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              dossò.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Abbiamo impiegato un po' di tempo a capire che quei gran-
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              chi imparentati all'impazzata in realtà non potevano as-
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              sediarsi in riva al mare per accompagnare i partecipa-
                                                                                                                                                                                            Una riuscita gita all'acquario di Genova                                                                                                                       soluto perché bastava togliere gli occhiali e l'illusione sva-
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              lire, ma quanta paura!
                                                                                                                                                                                            Un pullman carico di buon umore e tanta voglia di divertir-
                                                                                                                                                                                            si è approdato in riva al mare per accompagnare i parteci-                                                                                                      Abbiamo poi pranzato in un bellissimo ristorante in riva al
                                                                                                                                                                                            panti dell'associazione Age de la sagesse di Saint-Pierre, in vi-                                                                                               mare e il menù, inutile dirlo, era tutto a base di pesce preli-
                                                                                                                                                                                            sita all'acquario di Genova. La gita turistico-culturale ha avu-                                                                                               bato. Abbiamo sgranchito le gambe passeggiando sul lungo-
                                                                                                                                                                                            to luogo sabato 3 giugno scorso, favorita dal bel tempo e da                                                                                                   mare di Nervi e ci siamo poi risaliti in pullman per il rientro.
                                                                                                                                                                                            una meticolosa organizzazione.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Il viaggio di ritorno è trascorso veloce tra canti e barzellette.
                                                                                                                                                                                            È da parecchio che gli iscritti a questa associazione si ritro-                                                                                                Doveroso ringraziare, oltre agli organizzatori, anche l'auto-
                                                                                                                                                                                            vano, con ricorrenza settimanale, per trascorrere pomeriggi                                                                                                   re che è stato al gioco e si è prestato per venire incontro alle
                                                                                                                                                                                            in compagnia effettuando svariate attività ludiche, per cui si                                                                                                nostre esigenze.
                                                                                                                                                                                            è creato un clima amichevole e costruttivo.

                                                                                                                                                                                            Questa uscita era molto attesa da tutti noi poiché si prospet-                                                                                               Siamo tornati alle nostre case veramente soddisfatti della bel-
                                                                                                                                                                                            tava di trascorrere una giornata molto particolare.                                                                                                           la giornata e con il desiderio di poter ripetere in futuro que-
                                                                                                                                                                                            L'aspettativa non è stata delusa. L'acquario                                                                                                                  sta piacevole esperienza.
                                                                                                                                                                                            di Genova ci ha offerto l'opportunità di
                                                                                                                                                                                            ammirare e di conoscere razze di pesci mai
                                                                                                                                                                                            viste, specialmente per chi, come noi che
                                                                                                                                                                                            veniamo dalla montagna, non hanno di-
                                                                                                                                                                                            mestichezza con l'habitat marino. Ce n'e-
                                                                                                                                                                                            rano di tutte le dimensioni, non soltanto
                                                                                                                                                                                            pesci del Mediterraneo ma anche molte
                                                                                                                                                                                            specie provenienti dai mari tropicali.
                                                                                                                                                                                            Questi ultimi, più piccoli, evidenziavano
                                                                                                                                                                                            colori variopinti.

                                                                                                                                                                                            Siamo inoltre entrati in una sala cinema-
                                                                                                                                                                                            tografica dove ci hanno offerto degli oc-
                                                                                                                                                                                            chiali speciali per assistere ad una pro-
                                                                                                                                                                                            iezione tridimensionale, sempre inerente al-
                                                                                                                                                                                            l'ambiente marino. La particolarità di que-
                                                                                                                                                                                            sto filmato era che, grazie agli occhiali in
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Luisa Casaliggi
L   e giornate scolastiche sono spesso noiose ma,     Abbiamo esplorato la frazione di Verrogne cortesemente gui-
     ogni tanto, soprattutto quando gli adulti ci chia-    dati dal Sig. Gildo Neyret che ci ha illustrato come si viveva
     dono di renderci utili, il nostro entusiasmo sal-    lì 50 anni fa e la funzione di alcuni edifici.
     ì alle stelle e allora, senza accorgercene, lavo-
riamo con impegno e costruttività. È stata la fiducia    Riguardo alle attività attuali invece abbiamo visitato e rac-
che hanno riposto in noi e così 3 anni fa l'attuale Terza A ha   colto utili informazioni presso due strutture agrituristiche e
iniziato il percorso didattico che l'ha condotta a realizzare   nella produzione del torrone.
il dépliant.
                                                     Tra le attività artigianali ci siamo recati alla Grolla poi, at-
Nel corso di due anni scolastici abbiamo dedicato all'attività    traverso la visita alla struttura della Cofruit e l'intervista al
2 ore settimanali guidati dagli insegnanti di scienze e geo-    direttore abbiamo raccolto utili informazioni sulla mela di
                                           grafia.     Saint-Pierre. Ci siamo quindi documentati circa la produ-
                                                     zione del vino Torrette presso le Cave des onze communes.

                                 SAINT-PIERRE          Il lavoro prodotto, raccolto in un dossier, alla fine della se-
                               natura, storia e cultura  conda media, è stato presentato alla Giunta comunale corre-
                                                     dato di foto e disegni.

                                                     In quel dossier erano contenute tutte le nostre fatiche, qual-
                                                     che piccolo dispiacere, ma soprattutto tante speranze: che gli
                                                     amministratori del comune giudicassero positivamente il no-
                                                     stro lavoro e che ci chiedessero di trasporlo in un dépliant.

                                                     Le nostre ansie si allentarono grazie alle vacanze estive. A set-
                                                     tembre però, con la ripresa delle lezioni, l'interrogativo se il
                                                     dossier sarebbe rimasto tale o se si sarebbe trasformato in
                                                     un dépliant, tornò più vivo che mai.

                                                     Con nostra enorme soddisfazione ci venne comunicato che
                                                     il lavoro prodotto soddisfaceva le esigenze del comune, a quel
                                                     punto ci venne richiesto un ulteriore sforzo: trasformare il
                                                     materiale raccolto in un agile documento di consultazione
                                                     per un turista frettoloso prevedendone anche la traduzione
                                                     in francese.

                                                     Si è trattato di un pro-
                                                     getto di studio sull'am-
                                                     biente piùttosto sco-
                                                     Iolato: in fatti gli al-
                                                     unni si sono interessati
                                                     del comune di Saint-
                                                     Pierre per fornirci tut-
                                                     to quello che riguar-
                                                     da storia, cultura, il
                                                     lavoro, l'agricoltura,
                                                     la vita nelle frazioni.

Saint-Pierre ha una popolazione di circa 2550 abitanti. È interamente situato sul versante
soleggiato rispetto alla valle centrale e conserva importanti vestigia di storia Valdostana.
I suoi gioielli sono il Castello di Saint-Pierre, una chiesa con un campanile singolare. Una strada panoramica
circonda il borgo, un tempo importante nodo viario, da lì si può ammirare il Monte Bianco,
la Dora Baltea e il Monte Emilius.
Il suo territorio, in dolce declivio, è adatto alla coltura della mela,
della vite ed invita a piacevoli passeggiate.


Testo Originale Estratto
12
I libri
e le attività
della biblioteca
comunale
in biblioteca trovi:
LA MUSICA DEL CUORE di R. Guaspari
Roberta arriva a New York in una calda giornata d'estate del 1980: sta
per divorziare, dopo anni di un matrimonio che lei credeva felice, ha
due bambini piccoli e cerca un lavoro. La sua grande passione è la mu-
sica e in passato, ha tenuto saltuariamente lezioni di violino. E questa
appare ben presto, l'unica concreta possibilità di guadagno.
La protagonista inizia così ad insegnare presso le scuole di Harlem,
convinta che saper suonare uno strumento contribuisca alla matura-
zione spirituale degli studenti emarginati. E il suo impegno per ga-
rantire un'istruzione musicale anche alle minoranze più povere si tra-
sforma ben presto nella battaglia dei ragazzi stessi, dei loro genitori e
a dimostrare come persone di tutte le razze e di tutti i colori possano
incontrarsi, se si appassionano insieme ad un'impresa difficile.
L'ULTIMO NATALE DI GUERRA di P. Levi
IL RAGAZZO E IL DELFINO di N. Bercovitch
Sulle rive del mar Rosso, ai piedi del Sinai, una tribù nomade ha fon-
dato il minuscolo villaggio di Mezaina, dove da generazioni i beduini
trascorrono un periodo dell'anno dedicandosi alla pesca e alla colti-
La pagin
della Bibli
vazione delle palme da datteri. Figlio di pescatori, Abid'allah è un bam-
bino che incanta gli adulti con le sue storie di sirene e di spiriti mali-
gni, fino al giorno in cui cade da una palma: il timpano è gravemente
lesionato, il bambino non parla più, non sente più. Messo in diparte
dalla tribù, cresce solitario, eccezion fatta per due piccoli sordomuti
come lui. Con loro condivide il magico mondo del mare, impara a nuo-
tare e diventa un abilissimo pescatore. Un giorno, mentre è sulla sua
barca, avviene qualcosa di speciale: gli si avvicina un delfino, strana-
mente isolato dai suoi compagni. È una femmina e il bambino la chia-
ma Oline. Diventano inseparabili e trascorrono il tempo in incontri
giocosi e affettuose carezze. Oline intuisce che il giovane non può sen-
tire i messaggi sonori e modifica per lui il suo linguaggio cui il bam-
bino risponde.....
QUEL CHE IL CORPO RICORDA di S. Baldwin
India 1937: siamo all'inizio di un decennio tumultuoso che sfocerà nel-
la conquista dell'Indipendenza. Roop è un'adolescente graziosa e vi-
vace che vive con il padre in una dignitosa povertà. Teme il futuro che
l'aspetta e vede approssimarsi con inquietudine l'età del matrimonio.
Per questo è felice quando apprende che sposerà in seconde nozze un
ricco ingegnere, Sardaruj, cui la prima moglie non è riuscita a dare l'e-
rede desiderato. Roop si trasferisce nella sua nuova casa
convinta di trovare nella prima moglie del marito una
sorella ma la realtà che l'aspetta è ben diversa, il rap-
porto tra le due donne si mostra subito teso e difficile.
NOVE MODI PER INSEGNARE AI RAGAZZI A ODIARE LA LETTURA
di Gianni Rodari
Presentare il libro come un'alternativa alla TV
Presentare il libro come un'alternativa al fumetto
Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più
Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni
Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura
Trasformare il libro in uno strumento di tortura
Rifiutarsi di leggere al bambino
Non offrire una scelta sufficiente
Ordinare di leggere
QUESTIONE DI TEMPO
di S. Deshpande
Il romanzo, dalla trama solo apparentemente sempli-
ce, racconta la condizione della donna indiana del no-
stro tempo, stretta fra i valori della tradizione e l'indi-
vidualismo occidentale. Che cosa dà senso al matri-
monio? La possibilità per la donna di trovare un pro-
prio posto all'interno della società o la maternità o
l'amore, quel sentimento che unisce tanto fon-
damentamente due esseri ma che, così come d'incanto nasce,
altrettanto all'improvviso può scomparire?
IL CIRCOLO DELLA CUCINA
di N. Seton
La protagonista, Nora, ha appreso da sua madre che la
cucina è il cuore della casa non solo perché attorno al
cibo ruota la vita della famiglia, ma anche perché lì le
donne vivono i loro momenti più creativi, sperimen-
tando gusti sempre nuovi, fantasticando in solitudine
sullo sfondo dei mille profumi dei piatti, oppure in-
contrando le amiche per scambiare con loro quelle par-
ticolarissime confidenze che spaziano dai tempi di cot-
tura di una torta ai grandi interrogativi sulla vita e sul-
la morte. Così le ricette inserite nel libro sono un inso-
lito, dolcissimo regalo della scrittrice alle sue lettrici,
ma anche un modo per restituire l'incanto dei ricordi
grazie alla suggestione dei sapori che ad esso si ac-
compagna.