Necrologio di Mons. Centoz e le riforme del Nuovo Rito della Messa a St Pierre, Novembre 1969.
11-1969.pdfQuesto bollettino parrocchiale di novembre 1969 è incentrato su due eventi cruciali: l'ampia commemorazione di S. E. Mons. Luigi Centoz, Arcivescovo e Nunzio Apostolico, deceduto il 27 ottobre a St-Pierre. Numerosi articoli ne ripercorrono la vita, i successi, l'assoluta fedeltà alla Chiesa e il lascito filantropico alla comunità, in particolare l'Asilo-convitto. Il secondo tema dominante è l'introduzione del Nuovo Rito della Messa, in vigore dal 30 novembre, con una spiegazione dettagliata delle riforme liturgiche volte a garantire una partecipazione più attiva e consapevole dei fedeli. Il documento include inoltre rubriche parrocchiali (dai registri), un dialogo tra il parroco e i giovani sulle obiezioni alla fede, notizie diocesane, e un resoconto della costituzione della Società Cooperativa dei produttori di frutta a Saint Pierre.
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Paroisse de St Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE Xème ANNEE - N. 11 NOVEMBRE 1969 Nostalgie de l'automne, des vieux châteaux en ruine... Haut les coeurs! la vie ne s'arrête pas, le printemps reviendra! La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tipografia Valdostana
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RISPOSTA - La fede cristiana è una iniezione di vita nuova nell’uomo. Alcune volte questa vita nuova non si vede o perchè richiede ancora del tempo per maturare o perchè... l'inie- zione non è stata fatta bene. Ma tutto questo non è un motivo per rigettare la fede: anzi è un motivo per alimentarla di più. In particolare voi, giovani, avete bisogno della fede, semplicemente per vivere in pienezza. Non vi accorgete che, nonostante il vostro vigore fisico e l'esuberanza dei vostri sentimenti, tante volte sie- te annoiati o avviliti o incerti o arrab- biati o addirittura disperati? Tante volte vi capita di non riuscire a rea- lizzare, come vorreste, l'amore, l'a- micizia, la solidarietà. E non siete forse voi stessi i primi a dire che non c’è gioia in tante vostre giornate e in tanti vostri incontri? Tutto questo dimostra che non basta essere giovani per essere fe- licio per combinare qualcosa di bello. Occorre avere una fede, cioè un ideale, un riferimento a qual- cosa di assoluto (o meglio a «qual- cuno » che sia in grado di garan- tirci un successo di fondo nella no- stra vita). Voi sapete - almeno per sentito dire - che questo «qualcuno» c’è, ben vivo e ben presente, ed è il Signore risorto. Perchè non pro- veremmo tutti insieme di andare alla scoperta o almeno alla ricerca di Lui? (In concreto il Parroco pensa che siano molto utili incontri di piccoli gruppi omogenei di giovani. Quando alcuni giovani sentono di avere in comune un problema reli- gioso, vanno dal Sacerdote o man- dano da lui uno di loro, e si com- bina un incontro, che poi potrà ri- petersi anche per un lungo perio- do, se si rivela interessante e u- tile). A chi si recava a confortarlo egli si preoccupava sempre di rivolge- re parole piene di arguzia, evitan- do che il discorso si concentrasse sulla propria persona, ma trasfe- rendolo sempre sulle necessità de- gli altri. Si teneva al corrente di tutto circa la vita di St. Pierre, di Rhêmes, del Vaticano e soprattut- to del Papa e della Chiesa in ge- nerale. Pur desiderando con tutte le forze di vivere a lungo e in salute, egli era pienamente e intimamente sot- tomesso al piano di Dio. Durante l'ultimo giorno di vita terrena, il lunedì 27 ottobre, egli seguì con perfetta lucidità e con profonda pietà le preghiere con cui la Chiesa affida all'amore del Signore gli am- malati e gli agonizzanti. Anche in quel lunedì egli sperò di farcela, di «superare le crisi», come era capitato tante volte pri- ma, « a Dio piacendo». La sera di quel giorno, alle 21,30, al Signore piacque trasferirlo dal- l'aiuola terrestre all'aiuola celeste. Così Mons. Centoz compi l'ultimo viaggio, il più lungo e il più im- pegnativo dei tanti compiuti du- rante la sua lunga vita: un viaggio senza valige, senza bauli e senza ritorno! Noi ci consoliamo pensando che certamente egli si è presentato al Signore non a mani vuote: lo ac- compagnava tutto il bene spiritua- le e materiale compiuto durante il corso della sua vita (soven- te nel più rigoroso segreto). Lo accompagnino anche le no- stre preghiere riconoscenti e la no- stra speranza di riunirci a lui nella nuova vita, che il Signore offre e prepara per tutti quanti. (In altra parte del Bollettino po- tete leggere altri servizi sulla vita e sui funerali di S.E. Mons. Centoz). La morte di S. E. Mons. Centoz Saint Pierre ha partecipato mol- to vivamente al cordoglio che ha colpito la Famiglia Centoz e la Chiesa intera per la morte di S. E. Mons. Luigi Centoz. Ai funerali ha preso parte una folla numero- sissima di donne e soprattutto di uomini, provenienti dai vari villag- gi. Questa larga partecipazione è stata anche una manifestazione di stima e di riconoscenza verso il defunto, che aveva onorato il paese portandone alto il nome in diver- se contrade del mondo, e lo aveva arricchito di un bellissimo Asilo. Il Parroco ha potuto conoscere da vicino S. E. Mons. Centoz sol- tanto durante l'ultimo anno di vi- ta, che fu anche di malattia. Assi- stito amorevolmente giorno e notte dai nipoti Georgette e Silvio, l'illu- stre infermo mostrava loro conti- nua riconoscenza e anche per una brevissima visita si profondeva in prolungati ringraziamenti: «Mille merci, mille merci», ripeteva so- vente. Avrebbe desiderato non essere mai di peso a nessuno: per questo evitava sempre di lamentarsi e na- scondeva il più possibile le sue sofferenze: «E' una cosa da nulla. Tra poco sarò guarito e faremo... una bella visita a Rhêmes». La Cooperativa dei produttori di frutta a Saint Pierre In autunno è stato praticamente inaugurato il magazzino delle me- le ed è stata costituita la Società Cooperativa dei produttori di frut- ta. E’ un bel passo avanti nel sen- so della collaborazione per il su- peramento dell'individualismo. Nel magazzino lavorano attualmente u- na quarantina di persone, quasi tutte di St. Pierre. Altri operai la- vorano nella piccola fabbrica alle- stita per la preparazione delle cas- sette per mele; (quest’anno ne so- no state consegnate al Consorzio circa 70.000). I frutticoltori aderenti alla Coo- perativa sono circa 170, di cui il 70 per cento è costituito da Saint- piérrolains. Presidente della Cooperativa è E- doardo Berthod; Vicepresidente, Ro- berto Luboz; Tesoriere, Edoardo Sapinet. Gli altri membri del Con- siglio sono: César Blond, Jules Bor- ney, Ferdinand Ceriano, Robert Ce- riano, Augusto Jocallaz, Pacifique Lale-Lacroix. Hanno la funzione di Sindaci: Grato Bochet, Severo Bochet, Albert Paillex, Ugo Paillex, Bartolomeo Tonso. Direttore del magazzino è Fré- déric Bondaz. 2 - - 3
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Dai registri parrocchiali Battesimi: Nel giovane focolare di Tonso Giacomo e Centoz Ada è nata la piccola Elda. *** Anche nel focolare di Lale De- moz Silvio e Chuc Maria Anna, è nato un vispo maschietto, cui è stato dato il nome dello zio scom- parso prematuramente, Provino. A questi neonati e a tutti gli al- tri dell'anno, vivissimi auguri di prosperità. *** Matrimoni: Il 27 settembre la giovane Tho- masset Liliana si è sposata con Bé- rard Venanzio di Rhêmes N. Da- me. Essi abiteranno a St Pierre nel villaggio di La Grange. *** L'undici ottobre Vuyet Alberto si è sposato con Collavo Delia di Introd. Anche questi sposi abiteran- no a St. Pierre. *** Lo stesso 11 ottobre Divernois Rita Anna si è sposata con Rinaudo Valerio, residente a Sarre, dove risiederanno. *** Il 19 ottobre Lyveroulaz Eugenia si è sposata con Celesia Lubino di Pollein. I novelli sposi staranno a St. Pierre. *** Ancora un matrimonio, celebra- to a Villeneuve, fra Petey Lindo e Berthod Nelly. Anche questi sposi stabiliranno la loro residenza a St Pierre, al villaggio di Etavel. *** Decessi: Ad Aosta è deceduto a 59 anni Segor Ugo. I suoi funerali si sono svolti a St Pierre il 13 settembre con larga partecipazione di gente. Uomo molto attivo, è stato rapito all'affetto dei suoi cari proprio quando avrebbe potuto godersi un meritato riposo. *** Il 27 ottobre è deceduto S. E., Mons. Luigi Centoz. Aveva 86 an- ni. Di lui si parla in altra parte del Bollettino. *** Il 16 novembre è spirato dopo lunga malattia Boverod Attilio, di anni 61. Il Signore gli conceda nel Regno dei beati l'equivalente di quelle soddisfazioni che egli non ebbe quaggiù. *** Ancora lo stesso giorno, 17 no- vembre, è stata sepolta nel nostro cimitero Borre Letizia nata Vallo- my, di anni 71. Risiedeva ad Ao- sta, ma in passato era rimasta a St Pierre, ove abita anche il figlio Giuseppe. Un male inesorabile, pur contrastato con tutte le forze per la durata di lunghi anni, l'ha ra- pita all'affetto dei suoi cari, fra i quali è anche il marito ultra - ottantenne. Mgr L. Centoz, un’âme d'élite (Extrait de l'article nécrologique du Courrier de la Vallée). Les funérailles de Mgr Centoz eurent lieu à St-Pierre le jeudi 30 octobre avec la participation: — du Cardinal de Turin, S. E. Pellegrino qui tint une savoureu- se homélie, riche de savantes ci- tations scripturaires; — de Mgr notre Evêque Ovi- de Lari, ei de Mgr Bongiannnino, évêque de Alba; — des Evêques Valdôtains qui survivent, Mgr Blanchet, Mgr Obert, Mgr Adam; — de M. le Prévôt du Grand-St- Bernard, Mgr Lovey; — d'un très nombreux clergé, ré- gulier et séculier, du Diocèse; — des différentes Congrégations Religieuses établies dans la Vallée; — des Autorités et de la popu- lation de St-Pierre; — des Autorités Régionales en les personnes de MM. Mauro Bor- don et Ange Mappelli. — de très nombreux admira- teurs, amis, simples fidèles, venus des différentes paroisses de la Val- lée et d'ailleurs; Sa Sainteté, le Pape Paul VI a fait parvenir à Mgr Lari un télé- gramme de condoléances émues, qui témoigne de la haute considé- ration que le Pape nourrissait pour le vénéré Défunt. La Messe d'obit était concélébrée par NN. SS. Pellegrino, Lari et Bongianinno et par les curés vi- vants de St-Pierre MM. les Abbés Gadda, Fosson, Maquignaz et Chris- tille et par l'Abbé Bich, qui fut vi- caire dans la paroisse. Le corps de Mgr Centoz repose dans l'humble cimetière de sa pa- roisse natale, dans l'attente de la résurrection des justes. Sur sa tombe les Saintpérolains ne manqueront pas de déposer de ferventes et reconnaissantes priè- res; pour ceux qui l'ont connu, la mémoire de Mgr Centoz demeure en bénédiction; pour le clergé en particulier sa longue vie consacrée aux services de l'Eglise et ses émi- nentes qualités et vertus humaines et sacerdotales en font un modèle exemplaire, digne d'admiration et d'imitation. Nos lecteurs connaissent déjà le riche et glorieux « curriculum vi- tae » de Mgr Centoz. Nous n'y reve- nons pas. Qu'il nous soit simplement per- mis de faire ici, à ce sujet, quel- ques observations qui nous vien- nent tout naturellement à l'esprit. SA DESTINEE — Il est de noter d'abord, de quelle curieuse, imprévisible desti- née a été marquée la vie de ce «pe- tit berger», originaire de Rhêmes- Notre-Dame, né d'une pauvre fa- mille de montagnards et d'agricul- teurs! De cet humble vicaire de Pont-Bozet ! Comme la Providence Divine a ses dessins mystérieux, in- sondables, inimaginables et que de fois, tout au long de l'histoire, elle continue à élever et exalter les pauvres et les humbles à l'instar de David et de la Vierge ! SON AME — Et n'est-il pas rare et admi- rable, d'autre part, que les hautes charges qui furent les siennes, que -- 5
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LES honneurs qui les accompagnent pour l'ordinaire, dans la carrière diplomatique en particulier, aux différents postes occupés sur les deux continents, n'est-il pas rare et admirable disons-nous, que tout cela, n'ait aucunement porté atteinte à l'humilité et à la simplicité de sa vie, de ses pensées, de ses senti- ments ? En fait, en dépit de la vie agitée, des innombrables relations person- nelles avec des autorités très haut placées, des incessants voyages à travers le monde, Mgr Centoz, a su conserver, intégralement, la bel- le âme du «petit berger» de chez nous et les humbles sentiments du «bon vicaire» de la plus pauvre de nos paroisses. — Dans ces conditions il est mê- me étonnant qu'il ait pu faire une si longue et si brillante carrière dans la diplomatie. On pense facilement pour l'or- dinaire, que cette carrière exige u- ne habileté rusée et astucieuse plu- tôt que de la simplicité et de la naïveté. Est-il bien vrai ? En tous les cas, la vie de Mgr Centoz nous prouve que la sincérité, les maniè- res simples et affables, la franche bonté ,la compréhension et la cha- rité évangélique sont aussi des ver- tus de tout premier ordre que les hommes savent comprendre et esti- mer; elles portent souvent de puis- sants atouts de succès. Dans la diplomatie ecclésiastique en particulier. Et de fait, dans l'hi- stoire, nous avons vu plus d'une fois, que des «colombes» humbles et simples, ont su désarmer mains «loups» fougueux et rageux. 6 — SES ATOUTS DE SUCCES Encore faut-il ajouter ici que Mgr Centoz avait en abondance d'autres atouts de succès qui nous expli- quent et son oeuvre et sa vie; je parle de son optimisme et de sa vie; je parle de son optimisme et de sa confiance dans l'avenir de l'humanité et de l'Eglise que lui commandait la foi sûre et vivante, axée sur Dieu qui dirige tous les événements, et de sa piété franche et tendre qui était celle de son en- fance et de son séminaire. Peut-être convient-il de rappeler ici, parmi ces atouts de succès, sa bonne connaissance des langues: de l'italienne et de la française évi- demment, mais aussi de l'espagnole, de l'allemande et de l'anglaise. — J'aime bien conclure ces quel- ques observations par trop incom- plètes et hâtives sur le vénéré pré- lat que nous venons de perdre, en notant son attachement et son ten- dre amour pour notre Vallée, pour Rhêmes-Notre-Dame et pour St- Pierre en particulier; dès que ses occupations le lui permettaient, il revenait souvent au Pays pour y retremper ses forces; dès qu'il lui fut possible il y revint définitive- ment pour y vivre, en toute simpli- cité et humilité, ses derniers jours. St-Pierre conserve, en particulier, un précieux témoignage de son a- mour de prédilection: c'est le ma- gnifique «Asile Mgr Louis Centoz», qu'il lui a généreusement legué. Cette belle villa, construite vers 1940, un peu à l'écart, alors, de la grande route, devait être dans les intentions primitives de Mgr Cen- toz, un séjour reposant et conforta- ble pour ses vacances et pour ses vieux jours. En fait il la destina, sans regret et dès le début, à l'éducation de l'enfance du pays et il continua, pour sa part, à vivre, sans grands conforts et très modestement, dans la maison paternelle. SA FIDELITE' EXEMPLAIRE Et, si après de ce que nous ve- nons de dire, nous devrions enco- re choisir la «fleur des fleurs» de l'âme sacerdotale de Mgr Centoz, pour la présenter à l'édifiante ad- miration de nos lecteurs, en ces temps de contestations que nous vivons nous choisirions sans hési- ter, son absolue, son indéfectible, sa joyeuse fidélité au Pape et à l'E- glise. Mgr Centoz a servi, très fidèle- ment, six Souverains Pontifes: Pie X, Benoit XV, Pie XI, Pie XII, Jean XXIII et Paul VI; il s'est méri- té l'estime et la reconnaissance de tous les six également. Peut-être est-il utile d'ajouter qu'il a pareillement aimé et esti- mé tous les évêques qui se sont succédés, sur la chaire de St Grat, dans notre Diocèse, tout au long de sa longue vie: N.N. SS. Duc, Tasso, Calabrese, Imberti, Blan- chet et Lari. De même il a témoigné de l'af- fection et a eu de délicates bontés envers tous les curés de St-Pierre qu'il a connus: MM. les Abbés Lya- bel, Gadda, les Ch.ne Fosson, Ma- quignaz et Christille. Cette fidélité et ces amours sont les signes les plus éloquents d'une âme sacerdotale que la foi éclaire, que l'esprit de Dieu anime et ins- pire. Que la belle âme de Mgr Centoz veuille bien bénir, du haut du ciel où elle survit, notre pays et notre Diocèse, l'Eglise universelle qui est notre Mère à tous! C'est notre voeu et notre humble prière. E. P. OFFRANDES Pour l'Eglise : 10.000 en la mémoire de Segor Ugo; 5.000 en l'occasion du mariage de Di- vernois Anna; 2.000 Garresi Rina; 2.000 Garin Louis; 10.000 en l'occasion des 35 ans de mariage du Géom. Cognein. * * * Pour le Bulletin : 2.500 Chauviat Anne; 1.000 Saccani A- damo; 1.000 Barberis Rodolfo; 3.000 N. N.; 1.000 Veuve Petigat Nymphe; 1.000 Duet Octave; 2.000 Thomasset Ernest; 2.000 Arnod Grato; 1.000 Jocallaz Josué; 1.000 Fenoil Maurice; 2.000 Fenoil Alice; 1.000 Lale Murix Ottino; 4.000 N.N.; 2.000 Del Negro Giovanni; 2.000 Car- lin Provino; 2.000 Lettry Robert; 1.000 N.N.; 1.000 Lale Lacroix Pacifique; 1.000 Savoye Julien; 2.000 Parleaz Anselmi- na; 3.000 Lale Demoz Tommasina; 1.000 Avignone Enrico; 5.000 en l'occasion du mariage de Lyveroulaz Eugenia; 2.000 Epoux Bérard Venance et Thomasset Liliana; 1.000 Veuve Petigat Nymphe; 2.000 Garin Louis; 1.500 Centoz Virgi- le; 2.000 Garresi Rina; 1.000 Branche Joséphine. * * * Pour les cloches : 15.000 en la mémoire de Bois Albert. * * * Pour les orgues: 100.000 en la mémoire de Branche César. — 7
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RICORDANDO Mons. Centoz Mons. Luigi Centoz è piamente deceduto, il 27 ottobre, nella sua casa di Saint-Pierre. La sua fu una lunga giornata (aveva 86 anni) intensamente vissuta tra la preghiera, lo studio, il lavoro, i viaggi, le responsabilità. Una viva pietà — genuina e fervente —, uno zelo paziente e operoso a servizio della Chiesa: erano le qualità dominanti della sua personalità, che si e- sprimeva con dolcezza e nobiltà. Arcivescovo e Nunzio Apostolico in Europa e in America, portò in alto e lontano il nome della Valle d'Aosta. Durante l'ultimo conflitto, fu a capo del Servizio Informazioni del Vaticano, che tanti preziosi servizi ha reso ai soldati, prigionieri e dispersi, e alle loro fa- miglie. Donò al suo paese natio - St-Pierre - una casa per i bimbi: l'Asilo «Mons. Centoz ». Il suo nome rimarrà in benedizione! L'Asilo-convitto «Mons. Centoz» a St-Pierre 8 —
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Nuovo rito nella Messa A partire dalla prima domenica di Av- vento andrà in vigore il nuovo rito della Messa secondo le norme contenute nella Istruzione generale del Messale Romano. Forse non pochi lettori penseranno : « Ci risiamo, ancora altri cambiamenti ! Ma quando finirà questa storia!? Dove andremo a finire ? ». E' vero che molte sono già state le modifiche che gradualmente sono state introdotte nella liturgia in questo pe- riodo postconciliare; altre ancora verranno ad aggiungersi alle già esistenti. Non dob- biamo tuttavia turbarci di fronte a que- sto fatto. Taluni forse di tutto ciò sa- ranno amareggiati e, abituati a conside- rare la Messa come un alcunchè di im- mutabile, male sopporteranno le riforme introdotte, rimpiangendo i bei tempi pas- sati... E' pure vero che la Messa, come sa- crificio di Cristo che si ripresenta miste- riosamente ogniqualvolta si ripete la Ce- na del Signore, ha un centro immutabile. Tuttavia accanto a questa sostanza tro- viamo anche molti altri elementi, i riti, che sono i segni espressivi ed il linguag- gio per mezzo del quale i fedeli, nel cor- so delle varie epoche, hanno potuto par- tecipare attivamente al sacrificio reden- tore di Cristo. La riforma generale della Liturgia vo- luta dal Concilio non ha quindi altro sco- po che quello di permettere ai fedeli di ogni una partecipazione consapevole, pie- na ed attiva, ai misteri di salvezza per mezzo di riti che maggiormente si adat- tano alle necessità spirituali del nostro tempo. I criteri ispiratori della riforma La Costituzione sulla Sacra Liturgia contiene i criteri che stanno alla base di tutte le riforme fatte e che ancora ci sa- ranno. Il documento conciliare così si esprime: « In tale riforma, l'ordinamen- to dei testi e dei riti deve essere con- dotto in modo che le sante realtà, da es- si significate, siano espresse più chiara- mente, il popolo cristiano possa capirne più facilmente il senso, e possa parteci- parvi con una celebrazione piena, attiva e comunitaria » (S. C. N. 21). Oltre alla preoccupazione di dare ai riti una forma semplice e accessibile, conservan'o pur sempre una loro pro- 12 – pria dignità, si è voluto sottolineare la parte determinante dei fedeli che da semplici spettatori isolati diventano ora soggetti attivi e protagonisti della stessa celebrazione. La riforma prevede infine una ampia libertà di scelta dei diversi formulari di Messa per acconsentire un migliore a- dattamento alle varie esigenze di ogni singola assemblea cristiana. L'Ordinario della Messa Un breve esame delle varie parti della Messa permetterà a tutti di scoprire la bellezza del nuovo rito e di apprezzare le riforme introdotte. ♦ RITI D'INTRODUZIONE La Messa si apre normalmente con la processione del sacerdote accompagnato dai ministri mentre l'assemblea esegue il canto d'ingresso. Se non si canta, lo si recita. Baciato l'altare e incensato, se occor- re, il sacerdote dalle sedi saluta l'assem- blea radunata con formulari a scelta del celebrante. A tale saluto il popolo rispon- de a sua volta. A questo punto è permes- so al sacerdote di introdurre i fedeli al- la celebrazione liturgica spiegando loro il senso della messa che stanno per in- cominciare. Un importante elemento introdotto dal- la riforma è l'atto penitenziale composto da un invito alla penitenza fatto dal sa- cerdote, da un tempo di silenzio neces- sario per un esame di coscienza, e dalla manifestazione collettiva del pentimento che può essere espressa in tre forme di- verse: a) con una recita abbreviata del « Confiteor », b) con un seguito di ver- setti e risposte, c) con una interessante combinazione di invocazioni a cui il po- polo risponde con il « Signore pietà ». Se non sono state inserite nell'atto pe- nitenziale, le invocazioni tradizionali « Si- gnore pietà... » si dicono, notando che sono riprese soltanto più due volte. Dopo la recita del «Gloria» quando esso è prescritto, segue la «Orazione» preceduta da una obbligatoria pausa di silenzio necessario per favorire lo spiri- to di raccoglimento e la preghiera per- sonale dei fedeli. All'inizio dell'orazione non c'è più il tradizionale saluto: il Si- gnore sia con voi. ♦ LITURGIA DELLA PAROLA « Affinchè la mensa della parola di Dio sia preparata ai fedeli con maggiore ab- bondanza, vengano aperti più largamen- te i tesori della Bibbia, in modo che, in un determinato numero di anni, si leg- gano al popolo le parti più importanti della S. Scrittura » (S. C. N. 51). Così si esprime il Concilio. Per realizzare le at- tese conciliari, la riforma prevede, nelle domeniche e nelle solennità, tre letture. La prima è presa dall'A.T., la seconda dagli scritti del N.T., la terza dai Van- geli. Al termine di ogni lettura il lettore dice: « Parola di Dio »; così è più facile per il popolo rispondere: « Rendiamo grazie a Dio » o il « Lode a te, o Cristo ». Dopo la prima lettura si canta il salmo responsoriale o si recitano alcuni ver- setti tratti dai Salmi. Dopo la seconda lettura si canta l'« Alleluia ». Tale ritmo ternario delle letture sarà obbligatorio non appena sarà terminata la traduzione del Lezionario. ♦ LITURGIA EUCARISTICA La Chiesa ha organizzato tutta la ce- lebrazione eucaristica con elementi che rispondono alle parole e ai gesti compiu- ti da Gesù nell'ultima Cena. Così si usa il pane e il vino, gli elementi usati dallo stesso Gesù; si rende grazie a Dio per l'opera di salvezza da lui compiuta e le offerte diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. L'unità dei fedeli è espressa nell'unico pane spezzato; per mezzo del- la comunione essi ricevono il Corpo e il Sangue del Signore nello stesso modo con cui gli Apostoli lo ricevettero dalle mani di Gesù. La preparazione dei doni (detta prima « Offertorio ») comporta alcune novità degne di rilievo. Il pane e il vino posso- no essere portati all'altare dagli stessi fedeli nel corso di una processione du- rante la quale si esegue un canto. La presentazione a Dio del pane e del vino che il sacerdote fa è accompagnata da una nuova preghiera fatta a voce alta, al termine della quale il popolo interviene con una acclamazione. La grande preghiera eucaristica, la pre- ghiera sacerdotale per eccellenza (e quindi da recitarsi unicamente dal sacer- dote e non dai fedeli), va proclamata nel silenzio assoluto degli strumenti di mu- sica. Il « Santo... » appartiene a tutta la assemblea e quindi deve essere cantato da tutto il popolo con il sacerdote. Al termine della Preghiera Eucaristica (una delle quattro, a libera scelta del sacerdote), il celebrante accompagnerà le parole: « Per Cristo, con Cristo, in Cri- sto... » innalzando il pane e il vino con- sacrati, con un nuovo gesto di ampia bellezza. Il rito di comunione ha subito lui pu- re alcune modifiche. Al termine del Pa- dre Nostro segue una preghiera di svi- luppo sensibilmente modificata, al ter- mine della quale l'assemblea risponde con una acclamazione. All'augurio sacerdotale : « La pace sia sempre con voi » può seguire, secondo la opportunità, l'invito a darsi simultanea- mente la pace con quelli che sono im- mediatamente vicini. Il gesto vuole e- sprimere la pace e la carità fraterna che devono essere in ogni fedele come con- dizione indispensabile per accostarsi de- gnamente al Corpo di Cristo. L'augurio « La pace sia con te » che il fedele rivolge al suo vicino è accompa- gnato da un sobrio gesto di apertura delle braccia simile a quello fatto dal sacerdote nel rivolgere il suo saluto al- l'assemblea. Colui che ha ricevuto la pa- ce del vicino risponde così: « E con il tuo spirito ». Prima di comunicarsi, il sacerdote, pre- sentando ai fedeli il Corpo di Cristo, do- po aver detto: « Ecco l'Agnello di Dio...» continuerà con l'affermare: « Beati quel- li che sono stati chiamati alla cena del- l'Agnello». Segue l'umile confessione del centurione (fatta una sola volta) duran- te la quale non ci si batte più il petto. Terminata la distribuzione della comu- nione, secondo l'opportunità, il sacerdote e i fedeli pregano in silenzio per un cer- to spazio di tempo. Si può anche ese- guire un canto di lode e di ringraziamen- to. Il sacerdote, dopo aver concluso con l'orazione dopo la comunione, salutato e benedetto il popolo, ritorna con i mini- stranti in sacrestia. ConclusionE L'impressione che può essere subentra- ta in alcuni lettori di una messa com- plicata e più lunga, svanirà subito non appena si prenderà parte attiva a tale rito. Non possiamo che accogliere con gioia un nuovo frutto che lo Spirito del Concilio ha voluto darci, impegnandoci ad approfondire sempre più ogni minimo elemento del nuovo rito per trarre il maggior beneficio possibile. A. C. — 13
Testo Originale Estratto
Deux Missionnaires — Père Ni- colas et le chanoine Pession — prê- chent ces jours-ci une Mission à Valsavaranche. Déjà Mgr notre E- vêque est monté pour apporter à la population sa parole d'encoura- gement et sa bénédiction; déjà les 250 paroissiens ont reçu avec piété l'image de la Vierge du Retour... La Mission se clôturera dimanche, 2 novembre. * * * Domenica 19 ottobre, nella cap- pella del Seminario, Mons. Vesco- vo ordinava «suddiacono » il chie- rico Pietro Lombard di St-Barthé- lemy. Sarà l'unico sacerdote novel- lo della Diocesi per il 1970. Il 4 ottobre ebbe luogo al Prieu- ré di St-Pierre il convegno di stu- dio dell'Azione Cattolica diocesana: una trentina di sacerdoti e un fol- to gruppo di laici hanno seguito con vivo interesse la relazione di Mons. Vescovo: «Amati da Dio, a- miamoci e costruiamo la comunità degli uomini nuovi ». Questo tema veniva poi approfondito e tradotto in programma di lavoro dai gruppi di studio. * * * La paroisse de St-Germain a eu la visite de Mgr Lari, dimanche 5 octobre: Monseigneur a consacré l'autel du sacrifice dans deux cha- pelles et a visité quelques familles particulièrement déshéritées. Mgr Louis Centoz Né à St-Pierre le 1er avril 1883; ordonné prêtre le 9 juin 1906; sacré archevêque titulaire d'Edesse le 14 fé- vrier 1932; Nonce apostoli- que; v. camerlingue; Grande Croix de l'Ordre «Condor des Andes » et Médaille d'Or de l'Instruction Pu- blique. Jeudi 30 octobre, à St-Pierre, se sont déroulées — austères et solen- nelles, pieuses et émues — les fu- nérailles de Son Excellence Mgr Louis Centoz, Archevêque et Nonce Apostolique. Le Cardinal de Turin, les Evêques d'Aoste et de Alba, ainsi que les Evêques valdôtains Mgr Blanchet, Mgr Adam, Mgr Obert et le Prévôt du Grand-St-Bernard, présidaient la Concélébration. Une assemblée at- tentive — parmi laquelle le Prési- dent de la Vallée avec quelques As- sesseurs, les autorités de la Com- mune, les autorités scolaires, une centaine de prêtres, les enfants de l'Asile «Mgr Centoz » — suivait les prières, les chants, la parole de Dieu et s'unissait avec foi à l'offrande du Sacrifice. Que Dieu veuille accorder le re- pos et la lumière des saints à cet- te Ame d'élite, qui a su conserver, au milieu des grandeurs du mon- de diplomatique, une aimable can- deur, une foi vive et une piété tou- jours fervente! Nella resta di Cristo Re la con- sueta Assemblea Diocesana di A.C. ha riunito ad Aosta uomini e don- ne, giovani e signorine di tutta la Valle. Questa Assemblea segna l'i- nizio dei lavori del nuovo anno so- ciale per cui si è già fissato un fitto calendario di iniziative. A que- 14 — ste anime particolarmente generose auguriamo un buon lavoro a servi- zio della Chiesa locale. D'un clocher ... à l'autre — 15
Testo Originale Estratto
Mgr Lari avec une délégation d'au- torités de la Région et de prêtres du Diocèse a rejoint l'Abbaye du Bec, en Normandie, où il partici- pera — samedi 1er novembre — aux fêtes pour la consécration de l'église abbatiale de Saint-Anselme, reconstruite après les destructions de la guerre. Le maître-autel de l'é- glise a été offert par la Vallée, en hommage au grand Saint Anselme d'Aoste qui fut Prieur — il y a 900 ans! — et ensuite Abbé de ce mo- nastère jusqu'à ce qu'il devint (en 1089) archevêque de Canterbury, en Angleterre. Un atto di accusa « Ho incontrato il Cristo all'età di ventott'anni. Considero gli anni che hanno preceduto questo incontro co- me anni perduti. Ma questa perdita è imputabile soltanto a me? Ascoltate : nessuno mai mi domandò di interes- sarmi del cristianesimo. « Ho avuto amici e conoscenze, cri- stiani praticanti, pienamente convinti di quanto apporta la religione in una vita umana ... Ma nessuno di loro mi parlò mai della sua fede. « Eppure si sapeva ch'io non ero nè un avventuriero, nè un libertino, nè uno schernitore di cui bisognasse te- mere i sarcasmi. Ero semplicemente uno di quelle migliaia, di quei milioni di giovani che non sono nè buoni nè cattivi, che hanno del cristianesimo Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato) Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con indicazione della fonte. 10 un'impressione molto vaga ed erronea... « Sapete perchè ho dovuto attende- re sì a lungo per scoprire la verità ? « Perchè la maggior parte dei cre- denti sono troppo indifferenti, troppo attaccati alle loro comodità, troppo pi- gri. Essi non si preoccupano dell'ani- ma del loro prossimo... ». Questo documento è un atto di ac- cusa contro molti cristiani che non si interessano affatto dei loro fratelli e ripetono la parola di Caino al Signore: « Sono forse io il custode di mio fra- tello? ». Ogni cristiano è il custode del suo fratello. Il cristiano è un uomo al qua- le Dio ha affidato altri uomini. Un cristianesimo che non sia socia- le non è cristianesimo. Les Valdôtains ont choisi? - Oui! Les Vêtements prêt-à-porter à LA SOCIALE 12, Avenue Battaglione Aosta - Et pourquoi donc? - Eh bien! Chez LA SOCIALE ils trouvent: - la qualité sûre - des prix honnêtes - un bon sourire accueillant, fraternel. La Sociale Vous remercie de votre confiance et préférence. La Sociale n'en doutez pas, sera toujours votre amie sincère et vraie!