Necrologio di Mons. Centoz e le riforme del Nuovo Rito della Messa a St Pierre, Novembre 1969.

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Questo bollettino parrocchiale di novembre 1969 è incentrato su due eventi cruciali: l'ampia commemorazione di S. E. Mons. Luigi Centoz, Arcivescovo e Nunzio Apostolico, deceduto il 27 ottobre a St-Pierre. Numerosi articoli ne ripercorrono la vita, i successi, l'assoluta fedeltà alla Chiesa e il lascito filantropico alla comunità, in particolare l'Asilo-convitto. Il secondo tema dominante è l'introduzione del Nuovo Rito della Messa, in vigore dal 30 novembre, con una spiegazione dettagliata delle riforme liturgiche volte a garantire una partecipazione più attiva e consapevole dei fedeli. Il documento include inoltre rubriche parrocchiali (dai registri), un dialogo tra il parroco e i giovani sulle obiezioni alla fede, notizie diocesane, e un resoconto della costituzione della Società Cooperativa dei produttori di frutta a Saint Pierre.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de St Pierre
BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCÈSE D'AOSTE
Xème ANNEE - N. 11
NOVEMBRE 1969

Nostalgie de l'automne, des vieux châteaux en ruine...
Haut les coeurs! la vie ne s'arrête pas, le printemps reviendra!

La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes

Tipografia Valdostana


Testo Originale Estratto
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Ai giovani e alle giovani di St Pierre
Il parroco capisce che sovente i
genitori gli vorrebbero chiedere :
« Che cosa fa lei per i nostri gio-
vani? ».
Il Parroco pensa che non bisogna
troppo staccare i giovani dal resto
della popolazione (non si può for-
marli «a parte») e che soprattutto
occorre creare delle forti «convin-
zioni» di fede (altrimenti si costrui-
sce forse in fretta, ma sulla sabbia).
Quando il Parroco avvicina qual-
che giovane per avviare con lui un
discorso cristiano, egli si sente spes-
so opporre delle obiezioni, che è
bene esaminare.

1.a OBIĘZIONE - «Perchè volete
insistere a... pescare noi giovani, quan-
do gli anziani non si dimostrano
per niente più cristiani di noi? Ri-
volgetevi agli adulti, ai moltissimi
che non vanno in Chiesa e che non
osservano i Comandamenti niente più
di noi. L'esempio viene dall'alto :
quando avrete convertito loro, forse
ci convertiremo anche noi».
RISPOSTA - In questa obiezione
c'è tanta verità, su cui ognuno deve
riflettere. Tuttavia io dico ai giovani:
« Ricordatevi che fra non molto sare-
te voi i padri e le madri di famiglia
che devono dare il buon esempio. Se
non cominciate subito a camminare
sulla strada giusta, sarà difficilissimo
che vi mettiate a posto fra una quin-
dicina d'anni! ».

2.a OBIĘZIONE - «Tra le cose che
ci chiedete vi è quella di frequentare
la Messa domenicale. Ma francamen-
te noi ci annoiamo in Chiesa, perchè
siamo obbligati a star lì passivi e non
c'è niente che ci interessa di quanto
vediamo o sentiamo. I canti, non li
capiamo e salvo alle grandissime fe-
ste ci lasciano freddi e non ci piac-
ciono. (Perchè non fate cantare tutti,
canti più semplici, ma più sentiti?).
Il comportamento della gente non ci
edifica (pochi fanno vedere di aver
fede). Il Parroco è lontano e dovreb-
be avvicinare il Vangelo alle questio-
ni che ci interessano e alla nostra vi-
ta di ogni giorno».

RISPOSTA - Anche qui, tante os-
servazioni giuste. Ma perchè non pro-
viamo tutti insieme a rendere più ve-
ra e più vibrante la nostra assemblea
domenicale intorno a Cristo risorto?
E voi, giovani, non potreste dare in
questo senso un contributo di primo
grado, magari riunendovi col Parroco
in un giorno su settimana a preparare
la liturgia domenicale e poi parteci-
pando alla Messa in modo compatto
e sentito, così da animare tutta l'as-
semblea? Tra l'altro con il 30 no-
vembre entra in vigore il nuovo or-
dinamento della Messa, che ha ap-
punto per scopo di rendere più vera
la partecipazione di tutti al Mistero
Eucaristico.

3.a OBIĘZIONE - «Va bene an-
dare a Messa. Ma a che cosa serve,
se poi nella vita di ogni giorno colo-
ro che vanno a Messa non si distin-
guono dagli altri, nè per bontà,
nè per onestà, nè per laboriosità, nè
per nessuna delle altre virtù che do-
vrebbero caratterizzare il cristiano?».
(A questo punto i giovani fanno dei
riferimenti molto concreti al compor-
tamento di certa gente che va a Mes-
sa, e concludono dicendo: «Per con-
tinuare a fare i propri comodi, tanto
vale non frequentare la Chiesa!»).
— 1


Testo Originale Estratto
RISPOSTA - La fede cristiana è
una iniezione di vita nuova nell’uomo.
Alcune volte questa vita nuova non
si vede o perchè richiede ancora del
tempo per maturare o perchè... l'inie-
zione non è stata fatta bene. Ma
tutto questo non è un motivo per
rigettare la fede: anzi è un motivo
per alimentarla di più.
In particolare voi, giovani, avete
bisogno della fede, semplicemente per
vivere in pienezza.
Non vi accorgete che, nonostante
il vostro vigore fisico e l'esuberanza
dei vostri sentimenti, tante volte sie-
te annoiati o avviliti o incerti o arrab-
biati o addirittura disperati? Tante
volte vi capita di non riuscire a rea-
lizzare, come vorreste, l'amore, l'a-
micizia, la solidarietà. E non siete
forse voi stessi i primi a dire che
non c’è gioia in tante vostre giornate
e in tanti vostri incontri?
Tutto questo dimostra che non
basta essere giovani per essere fe-
licio per combinare qualcosa di
bello. Occorre avere una fede, cioè
un ideale, un riferimento a qual-
cosa di assoluto (o meglio a «qual-
cuno » che sia in grado di garan-
tirci un successo di fondo nella no-
stra vita). Voi sapete - almeno per
sentito dire - che questo «qualcuno»
c’è, ben vivo e ben presente, ed è
il Signore risorto. Perchè non pro-
veremmo tutti insieme di andare
alla scoperta o almeno alla ricerca
di Lui?
(In concreto il Parroco pensa
che siano molto utili incontri di
piccoli gruppi omogenei di giovani.
Quando alcuni giovani sentono di
avere in comune un problema reli-
gioso, vanno dal Sacerdote o man-
dano da lui uno di loro, e si com-
bina un incontro, che poi potrà ri-
petersi anche per un lungo perio-
do, se si rivela interessante e u-
tile).
A chi si recava a confortarlo egli
si preoccupava sempre di rivolge-
re parole piene di arguzia, evitan-
do che il discorso si concentrasse
sulla propria persona, ma trasfe-
rendolo sempre sulle necessità de-
gli altri. Si teneva al corrente di
tutto circa la vita di St. Pierre, di
Rhêmes, del Vaticano e soprattut-
to del Papa e della Chiesa in ge-
nerale.
Pur desiderando con tutte le forze
di vivere a lungo e in salute, egli
era pienamente e intimamente sot-
tomesso al piano di Dio. Durante
l'ultimo giorno di vita terrena, il
lunedì 27 ottobre, egli seguì con
perfetta lucidità e con profonda
pietà le preghiere con cui la Chiesa
affida all'amore del Signore gli am-
malati e gli agonizzanti.
Anche in quel lunedì egli sperò
di farcela, di «superare le crisi»,
come era capitato tante volte pri-
ma, « a Dio piacendo».
La sera di quel giorno, alle 21,30,
al Signore piacque trasferirlo dal-
l'aiuola terrestre all'aiuola celeste.
Così Mons. Centoz compi l'ultimo
viaggio, il più lungo e il più im-
pegnativo dei tanti compiuti du-
rante la sua lunga vita: un viaggio
senza valige, senza bauli e senza
ritorno!
Noi ci consoliamo pensando che
certamente egli si è presentato al
Signore non a mani vuote: lo ac-
compagnava tutto il bene spiritua-
le e materiale compiuto durante
il corso della sua vita (soven-
te nel più rigoroso segreto).
Lo accompagnino anche le no-
stre preghiere riconoscenti e la no-
stra speranza di riunirci a lui nella
nuova vita, che il Signore offre e
prepara per tutti quanti.
(In altra parte del Bollettino po-
tete leggere altri servizi sulla vita e
sui funerali di S.E. Mons. Centoz).
La morte di S. E. Mons. Centoz
Saint Pierre ha partecipato mol-
to vivamente al cordoglio che ha
colpito la Famiglia Centoz e la
Chiesa intera per la morte di S.
E. Mons. Luigi Centoz. Ai funerali
ha preso parte una folla numero-
sissima di donne e soprattutto di
uomini, provenienti dai vari villag-
gi. Questa larga partecipazione è
stata anche una manifestazione di
stima e di riconoscenza verso il
defunto, che aveva onorato il paese
portandone alto il nome in diver-
se contrade del mondo, e lo aveva
arricchito di un bellissimo Asilo.
Il Parroco ha potuto conoscere
da vicino S. E. Mons. Centoz sol-
tanto durante l'ultimo anno di vi-
ta, che fu anche di malattia. Assi-
stito amorevolmente giorno e notte
dai nipoti Georgette e Silvio, l'illu-
stre infermo mostrava loro conti-
nua riconoscenza e anche per una
brevissima visita si profondeva in
prolungati ringraziamenti: «Mille
merci, mille merci», ripeteva so-
vente.
Avrebbe desiderato non essere
mai di peso a nessuno: per questo
evitava sempre di lamentarsi e na-
scondeva il più possibile le sue
sofferenze: «E' una cosa da nulla.
Tra poco sarò guarito e faremo...
una bella visita a Rhêmes».
La Cooperativa dei produttori di frutta a Saint Pierre
In autunno è stato praticamente
inaugurato il magazzino delle me-
le ed è stata costituita la Società
Cooperativa dei produttori di frut-
ta. E’ un bel passo avanti nel sen-
so della collaborazione per il su-
peramento dell'individualismo. Nel
magazzino lavorano attualmente u-
na quarantina di persone, quasi
tutte di St. Pierre. Altri operai la-
vorano nella piccola fabbrica alle-
stita per la preparazione delle cas-
sette per mele; (quest’anno ne so-
no state consegnate al Consorzio
circa 70.000).
I frutticoltori aderenti alla Coo-
perativa sono circa 170, di cui il
70 per cento è costituito da Saint-
piérrolains.
Presidente della Cooperativa è E-
doardo Berthod; Vicepresidente, Ro-
berto Luboz; Tesoriere, Edoardo
Sapinet. Gli altri membri del Con-
siglio sono: César Blond, Jules Bor-
ney, Ferdinand Ceriano, Robert Ce-
riano, Augusto Jocallaz, Pacifique
Lale-Lacroix. Hanno la funzione
di Sindaci: Grato Bochet, Severo
Bochet, Albert Paillex, Ugo Paillex,
Bartolomeo Tonso.
Direttore del magazzino è Fré-
déric Bondaz.
2 -
- 3


Testo Originale Estratto
Dai registri parrocchiali
Battesimi:
Nel giovane focolare di Tonso
Giacomo e Centoz Ada è nata la
piccola Elda.
***
Anche nel focolare di Lale De-
moz Silvio e Chuc Maria Anna, è
nato un vispo maschietto, cui è
stato dato il nome dello zio scom-
parso prematuramente, Provino.
A questi neonati e a tutti gli al-
tri dell'anno, vivissimi auguri di
prosperità.
***
Matrimoni:
Il 27 settembre la giovane Tho-
masset Liliana si è sposata con Bé-
rard Venanzio di Rhêmes N. Da-
me. Essi abiteranno a St Pierre
nel villaggio di La Grange.
***
L'undici ottobre Vuyet Alberto
si è sposato con Collavo Delia di
Introd. Anche questi sposi abiteran-
no a St. Pierre.
***
Lo stesso 11 ottobre Divernois
Rita Anna si è sposata con Rinaudo
Valerio, residente a Sarre, dove
risiederanno.
***
Il 19 ottobre Lyveroulaz Eugenia
si è sposata con Celesia Lubino di
Pollein. I novelli sposi staranno a
St. Pierre.
***
Ancora un matrimonio, celebra-
to a Villeneuve, fra Petey Lindo e
Berthod Nelly. Anche questi sposi
stabiliranno la loro residenza a
St Pierre, al villaggio di Etavel.
***
Decessi:
Ad Aosta è deceduto a 59 anni
Segor Ugo. I suoi funerali si sono
svolti a St Pierre il 13 settembre
con larga partecipazione di gente.
Uomo molto attivo, è stato rapito
all'affetto dei suoi cari proprio
quando avrebbe potuto godersi un
meritato riposo.
***
Il 27 ottobre è deceduto S. E.,
Mons. Luigi Centoz. Aveva 86 an-
ni. Di lui si parla in altra parte
del Bollettino.
***
Il 16 novembre è spirato dopo
lunga malattia Boverod Attilio, di
anni 61. Il Signore gli conceda nel
Regno dei beati l'equivalente di
quelle soddisfazioni che egli non
ebbe quaggiù.
***
Ancora lo stesso giorno, 17 no-
vembre, è stata sepolta nel nostro
cimitero Borre Letizia nata Vallo-
my, di anni 71. Risiedeva ad Ao-
sta, ma in passato era rimasta a
St Pierre, ove abita anche il figlio
Giuseppe. Un male inesorabile, pur
contrastato con tutte le forze per
la durata di lunghi anni, l'ha ra-
pita all'affetto dei suoi cari, fra i
quali è anche il marito ultra -
ottantenne.
Mgr L. Centoz, un’âme d'élite
(Extrait de l'article nécrologique
du Courrier de la Vallée).
Les funérailles de Mgr Centoz
eurent lieu à St-Pierre le jeudi 30
octobre avec la participation:
— du Cardinal de Turin, S. E.
Pellegrino qui tint une savoureu-
se homélie, riche de savantes ci-
tations scripturaires;
— de Mgr notre Evêque Ovi-
de Lari, ei de Mgr Bongiannnino,
évêque de Alba;
— des Evêques Valdôtains
qui survivent, Mgr Blanchet, Mgr
Obert, Mgr Adam;
— de M. le Prévôt du Grand-St-
Bernard, Mgr Lovey;
— d'un très nombreux clergé, ré-
gulier et séculier, du Diocèse;
— des différentes Congrégations
Religieuses établies dans la Vallée;
— des Autorités et de la popu-
lation de St-Pierre;
— des Autorités Régionales en
les personnes de MM. Mauro Bor-
don et Ange Mappelli.
— de très nombreux admira-
teurs, amis, simples fidèles, venus
des différentes paroisses de la Val-
lée et d'ailleurs;
Sa Sainteté, le Pape Paul VI a
fait parvenir à Mgr Lari un télé-
gramme de condoléances émues,
qui témoigne de la haute considé-
ration que le Pape nourrissait pour
le vénéré Défunt.
La Messe d'obit était concélébrée
par NN. SS. Pellegrino, Lari et
Bongianinno et par les curés vi-
vants de St-Pierre MM. les Abbés
Gadda, Fosson, Maquignaz et Chris-
tille et par l'Abbé Bich, qui fut vi-
caire dans la paroisse.
Le corps de Mgr Centoz repose
dans l'humble cimetière de sa pa-
roisse natale, dans l'attente de la
résurrection des justes.
Sur sa tombe les Saintpérolains
ne manqueront pas de déposer de
ferventes et reconnaissantes priè-
res; pour ceux qui l'ont connu, la
mémoire de Mgr Centoz demeure
en bénédiction; pour le clergé en
particulier sa longue vie consacrée
aux services de l'Eglise et ses émi-
nentes qualités et vertus humaines
et sacerdotales en font un modèle
exemplaire, digne d'admiration et
d'imitation.
Nos lecteurs connaissent déjà le
riche et glorieux « curriculum vi-
tae » de Mgr Centoz. Nous n'y reve-
nons pas.
Qu'il nous soit simplement per-
mis de faire ici, à ce sujet, quel-
ques observations qui nous vien-
nent tout naturellement à l'esprit.
SA DESTINEE
— Il est de noter d'abord, de
quelle curieuse, imprévisible desti-
née a été marquée la vie de ce «pe-
tit berger», originaire de Rhêmes-
Notre-Dame, né d'une pauvre fa-
mille de montagnards et d'agricul-
teurs! De cet humble vicaire de
Pont-Bozet ! Comme la Providence
Divine a ses dessins mystérieux, in-
sondables, inimaginables et que de
fois, tout au long de l'histoire, elle
continue à élever et exalter les
pauvres et les humbles à l'instar
de David et de la Vierge !
SON AME
— Et n'est-il pas rare et admi-
rable, d'autre part, que les hautes
charges qui furent les siennes, que
-- 5


Testo Originale Estratto
LES honneurs qui les accompagnent
pour l'ordinaire, dans la carrière
diplomatique en particulier, aux
différents postes occupés sur les
deux continents, n'est-il pas rare et
admirable disons-nous, que tout cela,
n'ait aucunement porté atteinte
à l'humilité et à la simplicité de sa
vie, de ses pensées, de ses senti-
ments ?

En fait, en dépit de la vie agitée,
des innombrables relations person-
nelles avec des autorités très haut
placées, des incessants voyages à
travers le monde, Mgr Centoz, a
su conserver, intégralement, la bel-
le âme du «petit berger» de chez
nous et les humbles sentiments du
«bon vicaire» de la plus pauvre de
nos paroisses.

— Dans ces conditions il est mê-
me étonnant qu'il ait pu faire une
si longue et si brillante carrière
dans la diplomatie.

On pense facilement pour l'or-
dinaire, que cette carrière exige u-
ne habileté rusée et astucieuse plu-
tôt que de la simplicité et de la
naïveté. Est-il bien vrai ? En tous
les cas, la vie de Mgr Centoz nous
prouve que la sincérité, les maniè-
res simples et affables, la franche
bonté ,la compréhension et la cha-
rité évangélique sont aussi des ver-
tus de tout premier ordre que les
hommes savent comprendre et esti-
mer; elles portent souvent de puis-
sants atouts de succès.

Dans la diplomatie ecclésiastique
en particulier. Et de fait, dans l'hi-
stoire, nous avons vu plus d'une
fois, que des «colombes» humbles
et simples, ont su désarmer mains
«loups» fougueux et rageux.

6 —

SES ATOUTS DE SUCCES

Encore faut-il ajouter ici que Mgr
Centoz avait en abondance d'autres
atouts de succès qui nous expli-
quent et son oeuvre et sa vie; je
parle de son optimisme et de sa
vie; je parle de son optimisme et
de sa confiance dans l'avenir de
l'humanité et de l'Eglise que lui
commandait la foi sûre et vivante,
axée sur Dieu qui dirige tous les
événements, et de sa piété franche
et tendre qui était celle de son en-
fance et de son séminaire.

Peut-être convient-il de rappeler
ici, parmi ces atouts de succès, sa
bonne connaissance des langues:
de l'italienne et de la française évi-
demment, mais aussi de l'espagnole,
de l'allemande et de l'anglaise.

— J'aime bien conclure ces quel-
ques observations par trop incom-
plètes et hâtives sur le vénéré pré-
lat que nous venons de perdre, en
notant son attachement et son ten-
dre amour pour notre Vallée, pour
Rhêmes-Notre-Dame et pour St-
Pierre en particulier; dès que ses
occupations le lui permettaient, il
revenait souvent au Pays pour y
retremper ses forces; dès qu'il lui
fut possible il y revint définitive-
ment pour y vivre, en toute simpli-
cité et humilité, ses derniers jours.

St-Pierre conserve, en particulier,
un précieux témoignage de son a-
mour de prédilection: c'est le ma-
gnifique «Asile Mgr Louis Centoz»,
qu'il lui a généreusement legué.

Cette belle villa, construite vers
1940, un peu à l'écart, alors, de la
grande route, devait être dans les
intentions primitives de Mgr Cen-
toz, un séjour reposant et conforta-

ble pour ses vacances et pour ses
vieux jours.

En fait il la destina, sans regret
et dès le début, à l'éducation de
l'enfance du pays et il continua,
pour sa part, à vivre, sans grands
conforts et très modestement, dans
la maison paternelle.

SA FIDELITE' EXEMPLAIRE

Et, si après de ce que nous ve-
nons de dire, nous devrions enco-
re choisir la «fleur des fleurs» de
l'âme sacerdotale de Mgr Centoz,
pour la présenter à l'édifiante ad-
miration de nos lecteurs, en ces
temps de contestations que nous
vivons nous choisirions sans hési-
ter, son absolue, son indéfectible, sa
joyeuse fidélité au Pape et à l'E-
glise.

Mgr Centoz a servi, très fidèle-
ment, six Souverains Pontifes: Pie
X, Benoit XV, Pie XI, Pie XII, Jean
XXIII et Paul VI; il s'est méri-
té l'estime et la reconnaissance de
tous les six également.

Peut-être est-il utile d'ajouter

qu'il a pareillement aimé et esti-
mé tous les évêques qui se sont
succédés, sur la chaire de St Grat,
dans notre Diocèse, tout au long
de sa longue vie: N.N. SS. Duc,
Tasso, Calabrese, Imberti, Blan-
chet et Lari.

De même il a témoigné de l'af-
fection et a eu de délicates bontés
envers tous les curés de St-Pierre
qu'il a connus: MM. les Abbés Lya-
bel, Gadda, les Ch.ne Fosson, Ma-
quignaz et Christille.

Cette fidélité et ces amours sont
les signes les plus éloquents d'une
âme sacerdotale que la foi éclaire,
que l'esprit de Dieu anime et ins-
pire.

Que la belle âme de Mgr Centoz
veuille bien bénir, du haut du ciel
où elle survit, notre pays et notre
Diocèse, l'Eglise universelle qui est
notre Mère à tous!

C'est notre voeu et notre humble
prière.

E. P.

OFFRANDES

Pour l'Eglise :
10.000 en la mémoire de Segor Ugo;
5.000 en l'occasion du mariage de Di-
vernois Anna; 2.000 Garresi Rina; 2.000
Garin Louis; 10.000 en l'occasion des
35 ans de mariage du Géom. Cognein.

* * *

Pour le Bulletin :
2.500 Chauviat Anne; 1.000 Saccani A-
damo; 1.000 Barberis Rodolfo; 3.000 N.
N.; 1.000 Veuve Petigat Nymphe; 1.000
Duet Octave; 2.000 Thomasset Ernest;
2.000 Arnod Grato; 1.000 Jocallaz Josué;
1.000 Fenoil Maurice; 2.000 Fenoil Alice;
1.000 Lale Murix Ottino; 4.000 N.N.;
2.000 Del Negro Giovanni; 2.000 Car-
lin Provino; 2.000 Lettry Robert; 1.000
N.N.; 1.000 Lale Lacroix Pacifique; 1.000
Savoye Julien; 2.000 Parleaz Anselmi-
na; 3.000 Lale Demoz Tommasina; 1.000
Avignone Enrico; 5.000 en l'occasion du
mariage de Lyveroulaz Eugenia; 2.000
Epoux Bérard Venance et Thomasset
Liliana; 1.000 Veuve Petigat Nymphe;
2.000 Garin Louis; 1.500 Centoz Virgi-
le; 2.000 Garresi Rina; 1.000 Branche
Joséphine.

* * *

Pour les cloches :
15.000 en la mémoire de Bois Albert.

* * *

Pour les orgues:
100.000 en la mémoire de Branche
César.

— 7


Testo Originale Estratto
RICORDANDO Mons. Centoz
Mons. Luigi Centoz è piamente deceduto, il 27 ottobre, nella sua casa di
Saint-Pierre.
La sua fu una lunga giornata (aveva 86 anni) intensamente vissuta tra la
preghiera, lo studio, il lavoro, i viaggi, le responsabilità.
Una viva pietà — genuina e fervente —, uno zelo paziente e operoso a
servizio della Chiesa: erano le qualità dominanti della sua personalità, che si e-
sprimeva con dolcezza e nobiltà.
Arcivescovo e Nunzio Apostolico in Europa e in America, portò in alto e
lontano il nome della Valle d'Aosta.
Durante l'ultimo conflitto, fu a capo del Servizio Informazioni del Vaticano,
che tanti preziosi servizi ha reso ai soldati, prigionieri e dispersi, e alle loro fa-
miglie.
Donò al suo paese natio - St-Pierre - una casa per i bimbi: l'Asilo
«Mons. Centoz ».
Il suo nome rimarrà in benedizione!

L'Asilo-convitto «Mons. Centoz» a St-Pierre

8 —


Testo Originale Estratto
Nuovo rito nella Messa

A partire dalla prima domenica di Av-
vento andrà in vigore il nuovo rito della
Messa secondo le norme contenute nella
Istruzione generale del Messale Romano.

Forse non pochi lettori penseranno :
« Ci risiamo, ancora altri cambiamenti !
Ma quando finirà questa storia!? Dove
andremo a finire ? ».

E' vero che molte sono già state le
modifiche che gradualmente sono state
introdotte nella liturgia in questo pe-
riodo postconciliare; altre ancora verranno
ad aggiungersi alle già esistenti. Non dob-
biamo tuttavia turbarci di fronte a que-
sto fatto. Taluni forse di tutto ciò sa-
ranno amareggiati e, abituati a conside-
rare la Messa come un alcunchè di im-
mutabile, male sopporteranno le riforme
introdotte, rimpiangendo i bei tempi pas-
sati...

E' pure vero che la Messa, come sa-
crificio di Cristo che si ripresenta miste-
riosamente ogniqualvolta si ripete la Ce-
na del Signore, ha un centro immutabile.
Tuttavia accanto a questa sostanza tro-
viamo anche molti altri elementi, i riti,
che sono i segni espressivi ed il linguag-
gio per mezzo del quale i fedeli, nel cor-
so delle varie epoche, hanno potuto par-
tecipare attivamente al sacrificio reden-
tore di Cristo.

La riforma generale della Liturgia vo-
luta dal Concilio non ha quindi altro sco-
po che quello di permettere ai fedeli di
ogni una partecipazione consapevole, pie-
na ed attiva, ai misteri di salvezza per
mezzo di riti che maggiormente si adat-
tano alle necessità spirituali del nostro
tempo.

I criteri ispiratori della riforma

La Costituzione sulla Sacra Liturgia
contiene i criteri che stanno alla base di
tutte le riforme fatte e che ancora ci sa-
ranno. Il documento conciliare così si
esprime: « In tale riforma, l'ordinamen-
to dei testi e dei riti deve essere con-
dotto in modo che le sante realtà, da es-
si significate, siano espresse più chiara-
mente, il popolo cristiano possa capirne
più facilmente il senso, e possa parteci-
parvi con una celebrazione piena, attiva
e comunitaria » (S. C. N. 21).

Oltre alla preoccupazione di dare ai
riti una forma semplice e accessibile,
conservan'o pur sempre una loro pro-
12 –
pria dignità, si è voluto sottolineare la
parte determinante dei fedeli che da
semplici spettatori isolati diventano ora
soggetti attivi e protagonisti della stessa
celebrazione.

La riforma prevede infine una ampia
libertà di scelta dei diversi formulari di
Messa per acconsentire un migliore a-
dattamento alle varie esigenze di ogni
singola assemblea cristiana.

L'Ordinario della Messa

Un breve esame delle varie parti della
Messa permetterà a tutti di scoprire la
bellezza del nuovo rito e di apprezzare
le riforme introdotte.

♦ RITI D'INTRODUZIONE

La Messa si apre normalmente con la
processione del sacerdote accompagnato
dai ministri mentre l'assemblea esegue
il canto d'ingresso. Se non si canta, lo
si recita.

Baciato l'altare e incensato, se occor-
re, il sacerdote dalle sedi saluta l'assem-
blea radunata con formulari a scelta del
celebrante. A tale saluto il popolo rispon-
de a sua volta. A questo punto è permes-
so al sacerdote di introdurre i fedeli al-
la celebrazione liturgica spiegando loro
il senso della messa che stanno per in-
cominciare.

Un importante elemento introdotto dal-
la riforma è l'atto penitenziale composto
da un invito alla penitenza fatto dal sa-
cerdote, da un tempo di silenzio neces-
sario per un esame di coscienza, e dalla
manifestazione collettiva del pentimento
che può essere espressa in tre forme di-
verse: a) con una recita abbreviata del
« Confiteor », b) con un seguito di ver-
setti e risposte, c) con una interessante
combinazione di invocazioni a cui il po-
polo risponde con il « Signore pietà ».

Se non sono state inserite nell'atto pe-
nitenziale, le invocazioni tradizionali « Si-
gnore pietà... » si dicono, notando che
sono riprese soltanto più due volte.

Dopo la recita del «Gloria» quando
esso è prescritto, segue la «Orazione»
preceduta da una obbligatoria pausa di
silenzio necessario per favorire lo spiri-
to di raccoglimento e la preghiera per-
sonale dei fedeli. All'inizio dell'orazione
non c'è più il tradizionale saluto: il Si-
gnore sia con voi.

♦ LITURGIA DELLA PAROLA

« Affinchè la mensa della parola di Dio
sia preparata ai fedeli con maggiore ab-
bondanza, vengano aperti più largamen-
te i tesori della Bibbia, in modo che, in
un determinato numero di anni, si leg-
gano al popolo le parti più importanti
della S. Scrittura » (S. C. N. 51). Così si
esprime il Concilio. Per realizzare le at-
tese conciliari, la riforma prevede, nelle
domeniche e nelle solennità, tre letture.
La prima è presa dall'A.T., la seconda
dagli scritti del N.T., la terza dai Van-
geli. Al termine di ogni lettura il lettore
dice: « Parola di Dio »; così è più facile
per il popolo rispondere: « Rendiamo
grazie a Dio » o il « Lode a te, o Cristo ».
Dopo la prima lettura si canta il salmo
responsoriale o si recitano alcuni ver-
setti tratti dai Salmi. Dopo la seconda
lettura si canta l'« Alleluia ». Tale ritmo
ternario delle letture sarà obbligatorio
non appena sarà terminata la traduzione
del Lezionario.

♦ LITURGIA EUCARISTICA

La Chiesa ha organizzato tutta la ce-
lebrazione eucaristica con elementi che
rispondono alle parole e ai gesti compiu-
ti da Gesù nell'ultima Cena. Così si usa
il pane e il vino, gli elementi usati dallo
stesso Gesù; si rende grazie a Dio per
l'opera di salvezza da lui compiuta e le
offerte diventano il Corpo e il Sangue
di Cristo. L'unità dei fedeli è espressa
nell'unico pane spezzato; per mezzo del-
la comunione essi ricevono il Corpo e il
Sangue del Signore nello stesso modo
con cui gli Apostoli lo ricevettero dalle
mani di Gesù.

La preparazione dei doni (detta prima
« Offertorio ») comporta alcune novità
degne di rilievo. Il pane e il vino posso-
no essere portati all'altare dagli stessi
fedeli nel corso di una processione du-
rante la quale si esegue un canto. La
presentazione a Dio del pane e del vino
che il sacerdote fa è accompagnata da
una nuova preghiera fatta a voce alta, al
termine della quale il popolo interviene
con una acclamazione.

La grande preghiera eucaristica, la pre-
ghiera sacerdotale per eccellenza (e
quindi da recitarsi unicamente dal sacer-
dote e non dai fedeli), va proclamata nel
silenzio assoluto degli strumenti di mu-
sica. Il « Santo... » appartiene a tutta la
assemblea e quindi deve essere cantato
da tutto il popolo con il sacerdote.

Al termine della Preghiera Eucaristica
(una delle quattro, a libera scelta del
sacerdote), il celebrante accompagnerà le
parole: « Per Cristo, con Cristo, in Cri-
sto... » innalzando il pane e il vino con-
sacrati, con un nuovo gesto di ampia
bellezza.

Il rito di comunione ha subito lui pu-
re alcune modifiche. Al termine del Pa-
dre Nostro segue una preghiera di svi-
luppo sensibilmente modificata, al ter-
mine della quale l'assemblea risponde
con una acclamazione.

All'augurio sacerdotale : « La pace sia
sempre con voi » può seguire, secondo la
opportunità, l'invito a darsi simultanea-
mente la pace con quelli che sono im-
mediatamente vicini. Il gesto vuole e-
sprimere la pace e la carità fraterna che
devono essere in ogni fedele come con-
dizione indispensabile per accostarsi de-
gnamente al Corpo di Cristo.

L'augurio « La pace sia con te » che il
fedele rivolge al suo vicino è accompa-
gnato da un sobrio gesto di apertura
delle braccia simile a quello fatto dal
sacerdote nel rivolgere il suo saluto al-
l'assemblea. Colui che ha ricevuto la pa-
ce del vicino risponde così: « E con il
tuo spirito ».

Prima di comunicarsi, il sacerdote, pre-
sentando ai fedeli il Corpo di Cristo, do-
po aver detto: « Ecco l'Agnello di Dio...»
continuerà con l'affermare: « Beati quel-
li che sono stati chiamati alla cena del-
l'Agnello». Segue l'umile confessione del
centurione (fatta una sola volta) duran-
te la quale non ci si batte più il petto.

Terminata la distribuzione della comu-
nione, secondo l'opportunità, il sacerdote
e i fedeli pregano in silenzio per un cer-
to spazio di tempo. Si può anche ese-
guire un canto di lode e di ringraziamen-
to. Il sacerdote, dopo aver concluso con
l'orazione dopo la comunione, salutato e
benedetto il popolo, ritorna con i mini-
stranti in sacrestia.

ConclusionE

L'impressione che può essere subentra-
ta in alcuni lettori di una messa com-
plicata e più lunga, svanirà subito non
appena si prenderà parte attiva a tale
rito. Non possiamo che accogliere con
gioia un nuovo frutto che lo Spirito del
Concilio ha voluto darci, impegnandoci
ad approfondire sempre più ogni minimo
elemento del nuovo rito per trarre il
maggior beneficio possibile.

A. C.

— 13


Testo Originale Estratto
Deux Missionnaires — Père Ni-
colas et le chanoine Pession — prê-
chent ces jours-ci une Mission à
Valsavaranche. Déjà Mgr notre E-
vêque est monté pour apporter à
la population sa parole d'encoura-
gement et sa bénédiction; déjà les
250 paroissiens ont reçu avec piété
l'image de la Vierge du Retour...
La Mission se clôturera dimanche,
2 novembre.
* * *
Domenica 19 ottobre, nella cap-
pella del Seminario, Mons. Vesco-
vo ordinava «suddiacono » il chie-
rico Pietro Lombard di St-Barthé-
lemy. Sarà l'unico sacerdote novel-
lo della Diocesi per il 1970.

Il 4 ottobre ebbe luogo al Prieu-
ré di St-Pierre il convegno di stu-
dio dell'Azione Cattolica diocesana:
una trentina di sacerdoti e un fol-
to gruppo di laici hanno seguito
con vivo interesse la relazione di
Mons. Vescovo: «Amati da Dio, a-
miamoci e costruiamo la comunità
degli uomini nuovi ». Questo tema
veniva poi approfondito e tradotto
in programma di lavoro dai gruppi
di studio.
* * *
La paroisse de St-Germain a eu
la visite de Mgr Lari, dimanche 5
octobre: Monseigneur a consacré
l'autel du sacrifice dans deux cha-
pelles et a visité quelques familles
particulièrement déshéritées.

Mgr Louis Centoz

Né à St-Pierre le 1er avril
1883; ordonné prêtre le 9
juin 1906; sacré archevêque
titulaire d'Edesse le 14 fé-
vrier 1932; Nonce apostoli-
que; v. camerlingue; Grande
Croix de l'Ordre «Condor
des Andes » et Médaille
d'Or de l'Instruction Pu-
blique.

Jeudi 30 octobre, à St-Pierre, se
sont déroulées — austères et solen-
nelles, pieuses et émues — les fu-
nérailles de Son Excellence Mgr
Louis Centoz, Archevêque et Nonce
Apostolique.

Le Cardinal de Turin, les Evêques
d'Aoste et de Alba, ainsi que les
Evêques valdôtains Mgr Blanchet,
Mgr Adam, Mgr Obert et le Prévôt
du Grand-St-Bernard, présidaient la
Concélébration. Une assemblée at-
tentive — parmi laquelle le Prési-
dent de la Vallée avec quelques As-
sesseurs, les autorités de la Com-
mune, les autorités scolaires, une
centaine de prêtres, les enfants de
l'Asile «Mgr Centoz » — suivait les
prières, les chants, la parole de Dieu
et s'unissait avec foi à l'offrande
du Sacrifice.

Que Dieu veuille accorder le re-
pos et la lumière des saints à cet-
te Ame d'élite, qui a su conserver,
au milieu des grandeurs du mon-
de diplomatique, une aimable can-
deur, une foi vive et une piété tou-
jours fervente!

Nella resta di Cristo Re la con-
sueta Assemblea Diocesana di A.C.
ha riunito ad Aosta uomini e don-
ne, giovani e signorine di tutta la
Valle. Questa Assemblea segna l'i-
nizio dei lavori del nuovo anno so-
ciale per cui si è già fissato un
fitto calendario di iniziative. A que-
14 —

ste anime particolarmente generose
auguriamo un buon lavoro a servi-
zio della Chiesa locale.

D'un clocher
... à l'autre

— 15


Testo Originale Estratto
Mgr Lari avec une délégation d'au-
torités de la Région et de prêtres
du Diocèse a rejoint l'Abbaye du
Bec, en Normandie, où il partici-
pera — samedi 1er novembre —
aux fêtes pour la consécration de
l'église abbatiale de Saint-Anselme,
reconstruite après les destructions
de la guerre. Le maître-autel de l'é-
glise a été offert par la Vallée, en
hommage au grand Saint Anselme
d'Aoste qui fut Prieur — il y a 900
ans! — et ensuite Abbé de ce mo-
nastère jusqu'à ce qu'il devint (en
1089) archevêque de Canterbury, en
Angleterre.

Un atto di accusa

« Ho incontrato il Cristo all'età di
ventott'anni. Considero gli anni che
hanno preceduto questo incontro co-
me anni perduti. Ma questa perdita è
imputabile soltanto a me? Ascoltate :
nessuno mai mi domandò di interes-
sarmi del cristianesimo.

« Ho avuto amici e conoscenze, cri-
stiani praticanti, pienamente convinti
di quanto apporta la religione in una
vita umana ... Ma nessuno di loro mi
parlò mai della sua fede.

« Eppure si sapeva ch'io non ero nè
un avventuriero, nè un libertino, nè
uno schernitore di cui bisognasse te-
mere i sarcasmi. Ero semplicemente
uno di quelle migliaia, di quei milioni
di giovani che non sono nè buoni nè
cattivi, che hanno del cristianesimo

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato)
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con
indicazione della fonte.
10

un'impressione molto vaga ed erronea...
« Sapete perchè ho dovuto attende-
re sì a lungo per scoprire la verità ?
« Perchè la maggior parte dei cre-
denti sono troppo indifferenti, troppo
attaccati alle loro comodità, troppo pi-
gri. Essi non si preoccupano dell'ani-
ma del loro prossimo... ».

Questo documento è un atto di ac-
cusa contro molti cristiani che non si
interessano affatto dei loro fratelli e
ripetono la parola di Caino al Signore:
« Sono forse io il custode di mio fra-
tello? ».

Ogni cristiano è il custode del suo
fratello. Il cristiano è un uomo al qua-
le Dio ha affidato altri uomini.
Un cristianesimo che non sia socia-
le non è cristianesimo.

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