Vita Parrocchiale, Restauro della Cappella di Vetan e Difesa Dottrinale contro i Testimoni di Geova

11-1985.pdf

Il Bollettino Parrocchiale della Diocesi d'Aosta di Novembre 1985 documenta intensamente la vita comunitaria e le sfide pastorali. Il contenuto spazia dalla cronaca parrocchiale dettagliata, includendo la celebrazione della Prima Comunione, l'adunata annuale degli Alpini con la premiazione degli ex-combattenti, e gli elenchi completi di battesimi, cresime, matrimoni e defunti, ai progetti di conservazione del patrimonio ecclesiastico, in particolare il minuzioso restauro della Cappella di San Lorenzo e San Bernardo a Vetan. Temi di riflessione centrale includono la progressiva dimenticanza del culto dei defunti e una lunga e strutturata sezione di critica dottrinale e pastorale contro le credenze dei Testimoni di Geova. Il bollettino riporta inoltre i risultati delle elezioni comunali e necrologi significativi, come quello di Mère Pacifique, offrendo uno spaccato completo della vita religiosa e civile della comunità.

Cerca nel contenuto di questo documento

Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de
Saint-Pierre

XXVIème ANNEE - N. 11 NOVEMBRE 1985
Au Grand-Saint-Bernard

L'Echo de nos montagnes
La Voce dei campanili

BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE
Tipografia Valdostana - Aosta


Testo Originale Estratto
fratelli
MAGNIN & c. MOBILI
CENTRO CUCINE - LAMPADARI
MAGNIN
ESPERIENZA
sente le vostre esigenze, consi-
glia e progetta l'ambiente con
gusto su misura
MAGNIN
ASSORTIMENTO
propone 60 modelli di cucine tra
cui 30 modelli esposti: SARILA
- PATRIARCA - MORETUZZO -
EFFE-TI VENETA CUCINE
MAGNIN
SCELTA
di elettrodomestici delle migliori
marche, incorporate nella vostra
cucina: BOSCH - AEG - NEFF
- REX - GASFAIRE - SAMET -
SMEG - SIEMENS
MAGNIN
RISPARMIO
i prezzi sono i più convenienti
sul mercato
SAINT-CHRISTOPHE
Regione Aeroporto
AOSTA - Via Festaz, 5
AOSTA - Via S. Anselmo
uguale
uguale
uguale
MAGNIN è garanzia
i nostri mobili sono garantiti 3 anni
confrontateci
preventivi gratuiti
I NOSTRI CENTRI VENDITA:
MOBILI D'OGNI GENERE
CENTRO CUCINE - LAMPADARI
ELETTRODOMESTICI DI INCASSO
CENTRO CUCINE
MACCHINE PER CUCIRE NECCHI
LAMPADARI - OGGETTI PER LA CASA
SAINT-PIERRE
I morti hanno diritto alla nostra memoria
Questo è il mese dei morti, ma nessuno se ne ricorda. Una volta si celebravano
tre messe il 2 novembre, e la novena dei morti e il rosario ancora per loro, lungo tutto
il mese.
Novembre, con le sue piogge e il cielo grigio, sembrava fatto apposta per risve-
gliare il ricordo pietoso dei defunti. Dico questo non per il gusto di rimpiangere il pas-
sato, ma perché sento come una profanazione l'oblio in cui sempre più vengono lasciati
i nostri morti.
Il culto dei morti è tra i più antichi dell'uomo. I ritrovamenti archeologici più
numerosi e più lontani nel tempo sono quelli delle tombe. Oggi succede un curioso
paradosso: mai la morte è stata più vicina e più facile per tutti, eppure mai la morte
è stata tanto esorcizzata. Seppellire i morti significa, spesso, seppellirne anche la
memoria.
Perfino la «festa dei morti», il 2 novembre, è stata soppressa dal calendario co-
siddetto civile. Sembra che i morti siano diventati oggetti ingombranti, come i loro
corpi che si abbandonano alla decomposizione. Si è cominciato col dire che era inutile
portare segni di lutto, che il lutto che conta è quello del cuore e si è finito per cancella-
re la pietà per i morti. È un grave sintomo di materialismo pratico. È come se si pen-
sasse che la morte si risolve tutta in un fatto biologico e si archivia con certi atti
burocratici che riguardano l'anagrafe, la sepoltura, la ricerca di un posto al cimitero,
le pompe (che orribile parola!) funebri, l'eredità e finalmente l'oblio.
Io passo parecchio tempo in conversazione spirituale con i miei morti e mi pare
che non potrei farne a meno. In questi giorni, in questo mese, più del solito penso
a tutti i miei morti: sto con loro, prego per loro, li ricordo, li prego. Mi pare di averli
tutti intorno e di sentire da loro un arrivederci.
Perché c'è anche questo pensiero che mi torna ogni anno: quanti sono coloro che
il 2 novembre dello scorso anno erano tra i vivi e quest'anno sono, anch'essi, i prota-


Testo Originale Estratto
Il nostro cimitero
gonisti del 2 novembre! E verrà un 2 novembre che troverà anche me tra i morti e
allora avrò tanto bisogno del ricordo dei vivi e della loro preghiera.
Il mese dei morti può essere anche solo una «convenzione», ma che importa se
ci aiuta a ritrovare uno dei temi fondamentali e inevitabili dell'uomo? Quanta saggez-
za potrebbe uscire dalle tombe, se non fossero ricoperte dai paraventi mondani del
conformismo o dalle follie di un'illusione vana!
Coloro che ci hanno lasciati hanno diritto alla nostra memoria. Mio Dio, tu li
hai chiamati alla vita e poi li hai chiamati alla morte per farli rinascere. Li hai fatti
tuoi figli e nostri fratelli; hai consentito che tra noi e loro si stabilissero vincoli di amore
e di affetto e poi hai consentito anche che questi vincoli apparissero spezzati per sem-
pre. Ma noi sappiamo, o Signore che essi vivono in te e che un giorno li rivedremo.
Abbi pietà di loro e di noi, come l'hai avuta per Lazzaro e per le sue sorelle. Non
ti chiediamo di risuscitarli, ma di farci vivere la loro morte come attesa di risurrezio-
ne, come i tre giorni che tu hai passato nel sepolcro di Giuseppe d'Arimatea.
E ti preghiamo, fa che i vivi non dimentichino i loro morti; fa che dal dolore o
dalla disperazione non si passi all'indifferenza, più disperante e tragica del dolore. Fa
che attraverso la memoria e la preghiera per i morti e per i superstiti, maturi in tutti
noi il senso pieno della vita e dell'eternità.
2
Restauro della cappella di
San Lorenzo e San Bernardo a Vetan
A chi arriva a Vetan in macchina lun-
go la strada o a piedi (saranno oramai
pochissimi) per la strada vecchia, la
cappella dei Santi Lorenzo e Bernardo
è la prima costruzione a farsi notare per
la sua posizione dominante sulla valle
sottostante, per il suo biancore ed ora
anche per il luccichio del rame che ri-
veste la guglia del campanile. Durante
i mesi di settembre e ottobre è stata in-
fatti oggetto di importanti lavori di re-
stauro e sistemazione che erano divenu-
ti quanto mai necessari. La cappella di
Vetan è senz'altro la più antica della
parrocchia: al contrario delle altre non
ne conosciamo la data di fondazione
tuttavia essa esisteva già nel XV° seco-
lo. Infatti l'Arcidiacono Pierre De Gil-
laren la menziona nel suo atto di visita
alla Parrocchia di Saint-Pierre il 1° lu-
glio 1436.
Il campanile di Vetan
Da notare che allora e ciò fino alla
prima metà del secolo scorso, il villag-
gio chiamato attualmente Vetan è sem-
pre indicato sui documenti col nome di
«Tan». La costruzione attuale è senza
dubbio posteriore al 1436, tuttavia non
abbiamo alcuna data certa in merito.
Due ex-voto datati 1756 e 1762 che fi-
no a qualche anno fa erano ancora vi-
sibili all'interno della cappella, rappre-
sentavano la stessa con un piccolo cam-
panile a bifora posto sul culmine del
tetto. In effetti il campanile attuale fu
costruito nel 1768 dall'allora parroco
Cerise. Nel 1862 fu rifatto il tetto co-
me risulta dalla data incisa sul trave di
colmo; nel 1926 lo stesso venne restau-
rato e rinnovato in parte. All'interno
è degno di nota l'altare barocco data-
to 1666. Tre statue in legno di prege-
vole fattura che ora si trovano al sicuro
in attesa della prossima sistemazione
del museo parrocchiale d'arte sacra,
rappresentano San Lorenzo, San Ber-
nardo e la Madonna. Altre statue di
fattura più antica poste sull'architrave
all'ingresso del coro, fanno pensare al-
l'esistenza di un altare più antico.
Nel 1926-1928 oltre alla sistemazio-
ne del tetto, venne pure rinnovato in
parte l'interno (intonaci, tinteggiatura,
vetri, pavimento in battuto di cemen-
to), la facciata ed il campanile che ri-
sultava quasi completamente scrostato
3


Testo Originale Estratto
e pericolante. All'interno della cella
campanaria la più piccola delle due
campane è datata 1680; l'altra fu requi-
sita dalle truppe napoleoniche e sosti-
tuita nel 1850.
Gli anni, le piogge, la neve e la tor-
menta hanno determinato la necessità
di intervenire nuovamente in modo ra-
dicale per salvaguardare l'edificio.
Pertanto il Consiglio Pastorale, sin
dalla riunione del 2 febbraio 1984 de-
cide di intervenire con dei lavori appro-
priati per sistemare degnamente la cap-
pella che tra l'altro, insieme a quella di
Rumiod, è la più usata.
Vengono decisi i lavori più importan-
ti da farsi e si chiede ad alcune impre-
se operanti in Saint-Pierre di far perve-
nire dei preventivi. L'impresa miglior
offerente risulta essere quella del Sig.
Lale Murix Mario. Nel frattempo ven-
gono redatti il progetto dei lavori, la
domanda di autorizzazione al Comune
e la richiesta di contributo all'Assesso-
rato al Turismo Antichità e Belle Arti.
L'importo previsto raggiunge la cifra
di L. 42.000.000.
Alla data odierna i lavori sono pres-
sochè ultimati. È stato rifatto comple-
tamento il tetto con la posa di legname
nuovo (ad eccezione del trave di colmo
che è quello del 1862 ancora perfetta-
mente conservato), lamiera zincata,
grondaie in rame e lose provenienti da
Morgex. L'interno è stato completa-
mente scrostato e reintonacato e dotato
di un bel pavimento in pietra. Esterna-
mente si è provveduto a costruire un cu-
nicolo sul lato Nord facente da interca-
pedine tra il muro ed il terreno a sal-
vaguardia dell'umidità che aveva pro-
vocato i danni maggiori all'interno.
L'intonaco esterno è pure stato rifat-
to. Il campanile, dal canto suo, ha cam-
biato notevolmente la sua fisionomia.
La cuspide che era mozza e piuttosto
Il campanile, in tal modo, è più alto
di 2 metri circa.
Rimangono ancora da sostituire i ser-
ramenti e da tinteggiare l'interno e l'e-
sterno.
Questi lavori verranno eseguiti nella
prossima primavera.
Durante la festa patronale dell'esta-
te 1986 verranno benedetti questi nuo-
vi importanti lavori che speriamo assi-
curino per lunghi anni la stabilità e l'ef-
ficienza della cappella di Vetan.
G.P.

Lavori a Vetan
contorta è stata rivestita in rame per cui
risulta sopraelevata di 90 cm. circa. La
grondaia in rame forma un motivo di
cornice.
I muri sono stati pure reintonacati ed
è stata riaperta la bifora murata del lato
ovest. Per sistemare il sagrato con la
posa di lose è stato necessario asporta-
re del terreno alla base del campanile
per cui si è provveduto alla formazio-
ne di un contrafforte in pietra che è il
proseguimento del muro costruito lun-
go la strada di accesso alla cappella a
sostegno del terreno a nord.

Il nuovo tetto della Cappella di Vetan
4
La cappella di Vetan
5


Testo Originale Estratto
lettera di una mamma
En souvenir de Mère Pacifique
Da gennaio bisogna «scegliere» la religione a Scuola
È una scelta che coinvolge la famiglia
Mère Pacifique (Marie Lale-Démoz)
vient de nous quitter, dans sa quatre-
vingtcinquième année, après une vie
riche et laborieuse dans la Congréga-
tion des Soeurs de Saint-Joseph.
Con le prescrizioni, che si raccoglieran-
no nelle scuole entro il 31 gennaio 1986
in vista dell'anno scolastico 1986-87, toc-
cherà ai genitori (almeno fino alla mag-
giore età dei figli; e quindi dalla scuola
elementare al penultimo delle medie su-
periori) scegliere se «avvalersi o non av-
valersi» dell'ora di religione nella scuola
di Stato. Spetta perciò alle famiglie deci-
dere e, come è facile capire, ricade su di
esse una importante responsabilità, per-
ché con la loro scelta si potranno, alme-
no in parte, orientare le future «decisioni
di vita» dei figli.
Le ragioni per cui i genitori possono dire
di «sì» all'ora di religione cattolica posso-
no essere riassunte in alcuni punti es-
senziali.
1. La scuola deve collaborare con la
famiglia a far crescere «tutta intera» la per-
sona che si educa nel rispetto dei diversi
momenti della vita psicologica e sociale.
I programmi scolastici debbono, pertan-
to, essere attenti alla dimensione fisica, so-
ciale, intellettuale, morale degli alunni; e
la dimensione religiosa della vita non co-
stituisce una «aggiunta» ai diversi aspetti
della personalità umana, ma rappresen-
ta una forma di educazione «al senso» del-
la vita che completa, sul piano pedagogi-
co, prima ancora che confessionale, l'of-
ferta educativa della scuola.
2. Si può obiettare: penso io, come
padre e come madre, alla educazione re-
ligiosa dei figli senza bisogno dell'interven-
to scolastico.
Ebbene, se l'impegno della famiglia è
6
fuori discussione, è giusto ammettere che
esso non è sufficiente. Come sul piano
della catechesi alla famiglia si affianca la
comunità di fede, così sul piano culturale
ai genitori si aggiunge la scuola che, men-
tre si occupa di storia, matematica, fisica
e chimica, si può anche impegnare a for-
nire e prospettare una risposta sul «senso».
3. Altra obiezione: mio figlio sceglierà
quando è adulto. Anche questo è vero:
ma il figlio potrà scegliere solo «se sa», e
cioè se la sua maturazione religiosa (che
certo non è solo di competenza della scuo-
la) è preceduta in modo armonico ed or-
ganico insieme alla sua preparazione cul-
turale. Privare il figlio dell'ora di religione
significa impoverirne la ricchezza cultura-
le, riducendogli (in nome di quale dirit-
to?) le possibilità di scelta personale.
4. L'occasione della scelta dell'ora di
religione può costituire in famiglia un'op-
portunità importante di dialogo tra i ge-
nitori e figli sul fatto religioso inteso non
come «fase alla quale passano tutti» (co-
me accadeva fino ad oggi), ma come
«scelta consapevole» e volontaria.
L'introduzione del «doppio regime» in
materia di insegnamento religioso (alun-
ni che lo seguono ed altri no) deve richia-
mare i Consigli di Classe, nei quali sono
presenti anche i genitori, a definire le mete
del progetto educativo comune per evi-
tare forme di discriminazione degli uni o
degli altri studenti. Occorre, in altre pa-
role, approfondire e realizzare comunque
un piano di educazione etica che rappre-
senti la base comune dell'impegno forma-
tivo della scuola.
Elle était née à Saint-Pierre, dans
une nombreuse famille, foncièrement
chrétienne, qui donnera à l'Église aussi
un prêtre, le très estimé Chanoine Jo-
seph Lale-Démoz de la Collégiale de
Saint-Ours.
Son enfance et son adolescence res-
sentirent du train familial, où la foi était
vécue ouvertement et profondément, et
les relations mutuelles étaient inspirées
par un amour constant et solide, qui por-
tait tout et chacun à s'assumer sa part
de travail et à grandir en sagesse et en
bonté. Dans le beau village de Bussan
elle fut donc enfant espiègle et sensible,
bergère gaie et judicieuse, écolière acti-
ve et diligente.
Pour la faire avancer dans les études
ses parents la mirent au Pensionnat
Saint Joseph d'Aoste, et c'est là qu'elle
connut de plus près les soeurs et reçut
de ses maîtresses cette orientation du
coeur vers Dieu qui la prépara à recon-
naître l'appel du Seigneur à la vie reli-
gieuse. Elle quitta alors sa famille, non
sans déchirement, mais dans la foi
qu'un amour plus fort l'aurait attirée et
guidée pour la vie entière.
Au Couvent elle continua ses études
et fut aussi à l'Université Catholique de
Milan où elle obtint la licence en belles
lettres en soutenant une thèse histori-
que-littéraire sur «Cerlogne: sa vie, son
oeuvre», thèse qui fut traduite en fran-
çais et publiée en 1936.
Ses talents et sa culture furent mis au
service de la Congrégation, où elle fut
enseignante consciencieuse et métho-
dique de générations de jeunes soeurs.
La Congrégation lui confia aussi des
charges de responsabilité, elle fut Assis-
tante Générale pendant 22 ans, Conseil-
lère et Secrétaire pendant 12 ans.
C'est donc au coeur même de la Con-
grégation qu'elle donna son apport
constant et courageux, souvent enfui
dans l'ombre et les difficultés de tout
genre, pendant tout le temps qui coïn-
cide avec les années de guerre 1940-45
et les années suivantes où on allait tou-
jours plus vers une nouvelle organisa-
tion politique et sociale et vers les multi-
ples exigences et tensions des temps
actuels.
A l'intérieur du couvent elle suivait la
vie régulière de la communauté avec
dévouement, foi et édification, aimant la
pauvreté religieuse et tout ce qui est
simple et vrai, travaillant soigneusement
dans les domaines les plus humbles,
inlassable comme une abeille dans sa
7


Testo Originale Estratto
ruche. En même temps son intelligence vive et cultivée restait ouverte et attentive aux richesses de la pensée, assidue aux lectures, sensible et intéressée à tout ce qui est expression d'une bonne culture. Elle aimait profondément sa Congrégation dont elle connaissait l'histoire et se passionnait aux événements les plus marquants de sa vie religieuse et apostolique; elle s'intéressait aussi de près aux familles des soeurs dont elle rappelait fidèlement situation et mérites. En 1973 la fatigue du travail et l'usure de sa santé se manifestèrent par une attaque d'apopléxie qui lui laissa une hémiplégie permanente; après quelques mois la fracture du fémur aggrava son infirmité. Le Bon Dieu lui laissa toutefois la lucidité d'esprit, ainsi pendant les ans qu'elle passa à l'infirmerie du couvent, sa longue solitude, toujours éclairée par la foi et la prière, eut aussi un grand soulagement dans la lecture assidue de diverse publications spirituelles, littéraires et d'actualité. Elle maintint par là un contact constant avec les événements de l'Eglise et du monde, qu'elle ne cessait de porter dans sa prière d'intercession et d'offrande. Ce furent aussi les années de la puri- fication douloureuse, patiente, profonde, qui la rendirent toujours plus trasparente dans sa foi, sensible et bonne envers tous, lumineuse et confiante dans son amour pour Dieu. Sa mort, survenue le 10 juin après une longue agonie, lui ouvrit les portes de la patrie bienheureuse qu'elle avait tant désirée et où Dieu même est la récompense de ses élus. Manifestazione Associazione Nazionale Alpini Gruppo di Saint-Pierre Domenica 21 aprile, gli Alpini di Saint-Pierre hanno celebrato la loro festa annuale iniziando la giornata con l'adunata generale presso il Bar Torrette dell'alpino Piero ArnoD, per un breve scambio di saluti e la mescita di qualche bicchiere di ottimo vino per riscaldare il corpo e predisporlo alla giornata alpina con più entusiasmo e vivacità. La manifestazione ha avuto il vero inizio con la partecipazione e la presenza di tutti gli Alpini alla Santa Messa. Nell'omelia, Don Aldo tra l'altro ha ricordato, con la sua dialettica penetrante e convincente che emerge in tutte le occasioni, siano esse felici o tristi, della vita della nostra comunità, che le Associazioni Volontarie, come l'Ana rappresentano un bene ed una forza trainante per la nostra Società aiutano a comprendere che la solidarietà, l'amore ed il rispetto tra gli uomini è necessario ed indispensabile anche per poter combattere e contenere il dilagare del male, dell'indifferenza che in questi tempi hanno raggiunto dei livelli preoccupanti. Al termine della Santa Messa tutti gli alpini in corteo hanno raggiunto il Monumento ai caduti delle Guerre 1915-1918 e 1940-1945 deponendovi, in loro doveroso e rispettoso ricordo un mazzo di fiori, quindi la sfilata è proseguita nuovamente presso il Bar Torrette per un aperitivo presente il nostro Sindaco, alpino Silvio, il rappresentante della Sezione Valdostana degli Alpini, Enrico Collé, e gli Alpini di Saint-Pierre in servizio di leva. A Vetan, l'entrata della Cappella Alla premiazione degli ex-combattenti 8 9


Testo Originale Estratto
I premiati con la medaglia d'oro

La giornata si è conclusa con il pranzo presso il Ristorante Chez Mario al quale
hanno partecipato oltre cinquanta tra Alpini ed invitati, al termine l'atmosfera si è
alquanto vivacizzata, complice il buon vino ed il menù veramente squisito (compli-
menti allo chef).

Durante il pranzo sono state consegnate medaglie a ricordo di questo incontro
agli Alpini Centoz Silvio, Lale La Croix Luigi e Thomasset Pietro appartenenti al set-
tore anziani del gruppo.

Un grazie a tutti i partecipanti alla manifestazione con l'augurio di ritrovarci più
numerosi nel 1986.

D.D.I.

Anche i giovani alla festa degli ex-combatteniti

11) Blond Cesare
12) Bochet Edillio
13) Borre Pietro
14) Carlin Dario
15) Carlin Provino
16) Christille Innocenzo
17) Christille Nestore

18) David Ernesto
19) Di Nunzio Salvatore
20) Dujany Marcello
21) Durello Giuseppe
22) Del Negro Torindo
23) Cabraz Giuseppe
24) Fenoil Tobia

Consegnate le medaglie agli ex-combattenti

Nella prima domenica di maggio sono state consegnate le medaglie al merito, ai
seguenti ex-combattenti:

1) Abelli Raimondo;
2) Abram Marco;
3) Armand Eligio
4) Armand Cesare
5) Baratella Pietro

6) Battistioli Silvio
7) Braga Piero
8) Burgay Giuseppe
9) Bertolin Agostino
10) Bertolin Giuseppe

Consegna della medaglia ad un ex-combattente

10
11


Testo Originale Estratto
Prima Comunione
Incontrare per la prima volta Gesù, diventare Suo amico, aprirGli le porte del pro-
prio cuore: tutto ciò significa ricevere la prima Comunione. Questo importante sacra-
mento lo hanno ricevuto 15 bambini di seconda elementare, domenica 28 aprile, un
giorno quindi molto significativo per loro, in quanto si sono avvicinati a Gesù, ricevendo
il Suo corpo. Benché la giornata sia stata piuttosto fredda, la partecipazione alla Santa
Messa è stata numerosa, infatti la chiesa era gremita di gente: questo dimostra che i
fedeli hanno voluto essere vicini, con la preghiera, a questi bimbi, in un momento così
bello e importante della loro vita.
Mancavano pochi minuti alle 10... sul piazzale, i bambini, molto emozionati e qual-
cuno forse anche un po' nervoso, aspettavano l'arrivo del parroco per poter entrare in
chiesa. Il silenzio raccolto dei fedeli e i canti hanno creato una serena atmosfera che
è stata, sicuramente, di aiuto a questi bimbi, nel momento in cui si avviavano verso i
loro banchi.
L'eucarestia è stata, certamente, la parte fondamentale di tutta la messa, in quanto
i bambini si sentivano uniti come fratelli, perché stavano per «mangiare» lo stesso corpo
di Gesù. Nel momento eucaristico, posso dire che una certa emozione si sia impadroni-
ta di me perché rivedevo in quei bambini me stessa quando, per la prima volta, anch'io
ho incontrato Gesù e L'ho accolto nel mio cuore. Per i bambini e per i loro familiari,
è stato di sicuro una giornata indimenticabile e un'occasione per stare tutti assieme, ma
credo che molti non siano a conoscenza di ciò che voglia dire «preparazione alla Co-
munione».
Le ore di catechismo, infatti, sono state dedicate ai bambini per raggiungere un fine
Parla il Sig. Ruffier
25) Gard Osvaldo
26) Garin Beniamino
27) Grosso Guido
28) Jordaney Edmondo
29) Joccallaz Giuseppe
30) Lale Alidoro
31) Lale Castain Renato
32) Lale Démoz Renato
33) Lale Démoz Bruno
34) Lale Gérard Giuseppino
35) Lale Murix Mario
36) Lale Murix Severo
37) Maquignaz Daniele
38) Micotti Renato
39) Mognol Ferdinando
40) Paillex Ruggero
41) Paillex Marcello
42) Pallais Eligio
43) Pallais Luigi
44) Persod Mario
45) Piccoli Giuseppe
46) Pillon Giorgio
47) Rosset Giovanni
48) Sapinet Edoardo
49) Therisod Vittorio
50) Therisod Mario
51) Thomasset Pietro
52) Tiblet Luciano
53) David Luigino
54) Lale Lacroix Ernesto
55) Lale Aldo
56) Barmaverain Aristide
57) Marra Domenico
58) Baravex Emilio
I bambini della prima Comunione
12 13


Testo Originale Estratto
molto importante: far loro conoscere Gesù. Questo non facile lavoro è stato svolto, l'anno
scorso, da suor Odetta che ha saputo dar loro le prime basi religiose per un migliore
cammino verso il Signore; e per tutto quello che ha fatto Le dico grazie. Quest'anno,
invece, questo compito don Aldo lo ha affidato a me. Devo ammettere, però, che ho
incontrato alcune difficoltà nel preparare questi bambini, in quanto mi sono trovata di
fronte a una classe molto vivace, irrequieta e anche poco interessata; inoltre ho notato
una scarsa collaborazione da parte di alcune famiglie. Questo è un fatto abbastanza gra-
ve, perché, secondo me, il difficile compito di educare i bambini alla vita religiosa, non
spetta solo a noi catechiste, ma anche le famiglie dovrebbero mostrare un certo interes-
se a questo importante problema.
Io penso, infatti, che se ci fosse un punto d'incontro tra noi catechiste e genitori,
il compito di educare e far crescere cristianamente questi bimbi, sarebbe meno difficile.
A.
* * *
Chi sono i Testimoni di Geova?
(Dal «Corriere della Valle» del 25 luglio 1985)

Qual'è la loro dottrina?
Presentano una Bibbia da loro modificata agli inizi di questo secolo.
Pretendono di avere ricevuto da Dio la conoscenza del vero senso della Bibbia,
che sarebbe rimasto all'umanità per quasi duemila anni, nonostante siano stati il cri-
stianesimo e la Chiesa a tramandare la Bibbia fino ai nostri giorni.
È uno strano modo di usare la Bibbia. Innanzitutto la Bibbia italiana che i testi-
moni di Geova adoperano s'intitola «Nuovo mondo delle Sacre Scritture», e non è tra-
dotta dai testi originali ebraici, aramaici e greci, ma da una Bibbia inglese: è, quindi,
una traduzione della traduzione, fatta a Brooklyn, non si sa da chi e vi si riscontrano
notevoli diversità in parecchi punti.
Per imbrogliare la gente succede spesso che si presentino a casa vostra con una
Bibbia delle edizioni cattoliche; ma la spiegazione però la danno sempre sulla base
del loro testo.
Ecco alcuni esempi di traduzione «addomesticata» ricavati dalla loro Bibbia!
1. Giovanni 1,1: «In principio era la Parola, e la Parola era presso dio» (con la
maiuscola, perché la Parola che è Gesù Cristo non può essere uguale a Dio! Dunque
ammettono l'esistenza degli dei, come i pagani, pur di negare la divinità di Gesù!.
2. Matteo 16,18: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questo masso di roccia edifichc-
rò la mia congregazione». (Per loro la Chiesa cattolica è la grande Babilonia, e Gesù
non ha fondato nessuna Chiesa, ma la «congregazione» come si chiamano loro stessi).
3. Matteo 26,26-28: «Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo... Beve-
tene tutti, poiché questo significa il mio sangue» (con questa traduzione il pane e il
vino consacrati non sono il Corpo e il Sangue di Cristo, ma solo dei simboli, perciò
la Messa non ha senso).
Questi sono alcuni esempi di molti altri che per carenza di spazio non possiamo
riportare!
Quindi, non solo la traduzione, ma anche la interpretazione è quanto mai arbi-
traria, del tutto diversa da quella delle chiese cristiane e degli stessi Ebrei.
Vorrebbero prendere tutto alla lettera, ma evidentemente non sempre ci riescono
e incorrono in molte incoerenze. Ad esempio dicono che gli «eletti» destinati al cielo
sono in tutto 144.000, prendendo alla lettera il passo dell'Apocalisse 7,4 che però par-
la delle 12 tribù degli Ebrei.
Ma lo stesso passo al versetto 9 dice: «dopo vidi una moltitudine immensa... che
nessuno poteva contare, di ogni razza, popolo, lingua e nazione...» e anche questa
moltitudine si trova in cielo perché «stavano in piedi davanti al trono» di Dio. E allo-
ra? Rispondono: Tutti i giusti Testimoni di Geova (gli altri saranno distrutti da Dio)
avranno la vita eterna, ma solo 144 mila eletti l'avranno in cielo, tutti gli altri l'avran-
no sulla terra!...
Prendere alla lettera certe espressioni è contro ogni buon senso. In ogni lingua
vi sono modi di dire figurati o simbolici; ad esempio: vado a fare due passi, oppure:
vado a prendere una boccata d'aria, oppure: beviamo una volta... ecc., non vuol mica
dire contare due passi, o fare un solo respiro.
La Scrittura parla del Dio invisibile servendosi di immagini prese dal linguaggio
umano e vanno perciò interpretate: così noi conosciamo Dio, ma come di riflesso (1
Corinti 13,12), in maniera cioè non falsa ma proporzionata alle nostre limitate capaci-
tà di creature umane, più o meno intelligenti, più o meno preparate culturalmente!
La Trinità
Essi affermano che la dottrina trinitaria è irragionevole perché uno non può esse-

Festa patronale a Bosses
14
15


Testo Originale Estratto
re uguale a tre. Un Dio a tre teste sarebbe un mos
fatto ad immagine di Dio, non è trino.
Affermano ancora che la dottrina trinitaria è di origine umana ed è un residuo
di paganesimo. Lo Spirito Santo è, secondo loro, «la forza attiva di Dio» e non una
persona!
La risposta cattolica è questa: la dottrina trinitaria corrisponde effettivamente ad
uno dei principali misteri della nostra fede. Il mistero non è mai una cosa irragionevo-
le: è invece una verità superiore della nostra umana e limitata intelligenza. Se anche
una dottrina è oscura ed incomprensibile per noi, purché sia certo che essa è stata rive-
lata da Dio, noi chiniamo la fronte dinanzi alla sua infallibile parola, così come fecero
gli apostoli dinanzi alle oscure affermazioni di Cristo a Cafarnao, quando annunciò
loro il mistero dell'Eucarestia: «Signore, e a chi ce ne andremo noi? Tu hai parole
di vita eterna. Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo figlio di Dio»
(Giovanni 6,69-70).
San Luca narra che nel tempo in cui il popolo accorreva a ricevere il battesimo
di Giovanni sul Giordano, «Gesù pure si fece battezzare e mentre stava pregando il
cielo si aperse e discese lo Spirito Santo sopra di Lui in sembianza corporea, come
una colomba, e venne dal cielo una voce, che diceva: "Tu sei il mio Figliolo diletto;
di Te ho riposto le mie compiacenze"» (Luca 3,21-22).
Così la Sacra Scrittura ci presenta in un unico passo il Figlio di Dio, lo Spirito
Santo che appare sopra di Lui e il Padre Divino.
Prima di abbandonare i suoi Apostoli, per ascendere in cielo, Gesù affida loro
la sua divina missione con queste parole: «Andate dunque, ammaestrate tutte le genti,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro
ad osservare tutto quanto vi ho comandato» (Matteo 28-18-20).
Per i cattolici la Trinità esiste e si approfondisce sempre di più in ogni tempo!

Le immagini
I Testimoni di Geova accusano i cattolici di adorare le Vergine e i Santi. Nel loro
insegnamento addirittura affermano che: «Nessuna immagine di Cristo fu usata dai
primi cristiani e non ebbero nessuna immagine di Maria, madre di Gesù, e tantomeno
dei Santi».
A sfatare questa affermazione bastano le raffigurazioni delle catacombe, roma-
ne, ove ricorre frequentemente l'immagine di Cristo pastore, redentore, maestro; e
non di rado la figura della Madonna con il Bambino e quella dei primi martiri della
Chiesa.
Inoltre affermano pure che dobbiamo vergognarci della croce, perché è un segno
pagano e strumento di ignominia.
E si appellano al comando di Geova che nell'Antico Testamento fa divieto al suo
popolo di costruirsi immagini di qualsiasi tipo. La nostra Religione invece non ha mai
affermato di adorare le immagini ma solo venerarle. Riteniamo che sappia di stantio
l'accusa che fanno i Testimoni di Geova, anche perché da quando Gesù Cristo ha pre-
so forma umana, è più che legittimo rappresentarlo e venerarlo in queste sembianze
di persona. Nessun cristiano mai si sogna di adorare una figura, anche se la pietà po-
polare fa uso di ceri e di doni votivi per esprimere la devozione. Questa si riferisce
sempre alla persona viva, non alla figura inerte.

16

La fine del mondo
Quanto alla fine del mondo le date stabilite dai Testimoni erano le seguenti: 1914,
1916, 1918, 1925, 1975, e poi?...
Come mai nessuna di queste date è risultata giusta? Perché si è sbagliato il calco-
lo, essi dicono. Infatti non si è tenuto conto che dopo aver creato Adamo, Dio ha
aspettato un po' di tempo prima di creare Eva: quanto tempo?... non lo sappiamo,
rispondono; perciò non sappiamo quando esattamente è cominciato il «settimo gior-
no» di riposo che corrisponderebbe all'inizio dei settemila anni di esistenza della crea-
zione, di cui seimila dovrebbero essere già finiti, e l'ultimo migliaio del Regno di Cristo
in terra avrebbe già dovuto incominciare.
Siccome non si è visto nulla, i Testimoni di Geova dicono che effettivamente è
cominciato nel 1914 ma di nascosto!

Le trasfusioni del sangue
Sappiamo che i Testimoni di Geova non le ammettono! Questa proibizione andò
in vigore dal 1945! Come al solito pretendono di sostenere le loro opinioni con versetti
della Bibbia, presi alla lettera (Levitico 17,10-12; Deuteronomio 12,13-25; Genesi 9,3-4)
senza tener conto nè dell'epoca, nè del contesto (si tratta del sangue di animali offerti
in sacrificio a Dio che è padrone della vita), nè della provvisorietà della legge, stabilita
per impedire che anche tra il popolo ebreo si introducessero delle superstizioni o dei
culti magici legati al sangue come venivano praticati presso i pagani dato che era men-
talità comune considerare il sangue elemento vitale: «il sangue è la vita». Ora la vita

[IMAGE: Group photo of many people, men and women, outdoors]

Hanno 45 anni e non li dimostrano!
17


Testo Originale Estratto
è dono di Dio e a Lui deve essere restituita: o sull'altare del sacrificio o nella terra
ma nessuno ha diritto di impossessarsene. Se il principio del rispetto della vita è fon-
damentale, è evidente però che non si attua quando si toglie ad una persona la possibi-
lità di sopravvivere con una semplice trasfusione di sangue, che d'altra parte la Bibbia
non poteva condannare, non essendo possibile a quei tempi, né prevedibile!

Come comportarsi con i testimoni di Geova?
È sbagliato trattarli con durezza!
Se non si vuole entrare in discussione con loro - come generalmente è preferibile
quando non si è preparati - basta rispondere con modi cortesi ma fermi: «No, grazie:
siamo cattolici e vogliamo restare cattolici!».
È sbagliato fare gli indifferenti!... o dare delle risposte evasive, e non è cristiano
cacciarli via malamente!
È giusto invece prendere occasione da questa realtà per approfondire seriamente
la propria fede e riscoprirne la verità, le ricchezze, gli impegni, attraverso incontri nel-
la propria parrocchia o in centri qualificati, che si trovano un po' ovunque!

Dobbiamo sempre ricordare che:
La fede è un dono, ma non è per nessuno un tranquillo possesso, come se fosse
un bel vestito che una volta indossato si può tenere finché si vuole.
La fede è ricerca, è conquista di ogni giorno; e se non si impegna a difenderla
la si perde!
Dobbiamo fare con lealtà un esame di coscienza sui nostri peccati di credenti sen-

50° di nozze
Fazzari - Jemma

18
za entusiasmo; di comunità cristiane troppo lente nel testimoniare l'amore di Cristo
verso i poveri, i sofferenti, i disorientati, gli sfiduciati, i malcontenti che cercano con
ansia dei fratelli che li comprendano. Sono forse queste delle cause che hanno spinto
alcuni cristiani a diventare Testimoni di Geova!

Ai Testimoni di Geova dico:
Se davvero cercate la verità, fate bene a cercarla nella Bibbia perché non si trova
altrove, però la verità non solo delle parole, ma è la parola, una persona che ha detto
di sé: «Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,6).
«Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà
la luce della vita» (Giovanni 8,12).
Quale vita?... «La vita eterna è questa, che conoscano Te o Padre, solo vero Dio
e colui che hai mandato Gesù Cristo» (Giovanni 17,3).
Tutta la Bibbia è orientata a Cristo: o come preparazione e annuncio profetico,
o come manifestazione ed annuncio evangelico. È un discorso di fede e di speranza
in Dio-Amore, è un invito a regolare i rapporti umani sulla legge dell'amore, perché
su di essa saremo giudicati. (Matteo 25,31ss).
A tutte le altre legittime domande che noi possiamo porci o di contenuto storico
o scientifico o filosofico, ecc... la Bibbia non risponde, perché ai fini della «vita eter-
na» sono secondarie e la risposta spetta all'intelligenza umana.
«Che giova infatti all'uomo, guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua vi-
ta?» (Matteo 16,26).

***
Se qualcuno desidera approfondire l'argomento Testimoni di Geova può consul-
tare questa bibliografia:
«Testimoni di Geova e credo cattolico»
Edizioni Paoline - 1976 - Angelo Stella
«Di fronte ai Testimoni di Geova»
Collana Mondo Nuovo - L. D. C. - Giovanni Sangalli
«Io ero Testimone di Geova»
Queriniana 1974 - Gunter Pape

★★★
Nuovo consiglio comunale
Nelle elezioni comunali del 12 maggio sono risultati eletti i seguent consiglie-
ri: Christille Silvio, Branche Ruggero, Carlin Marco, Carlin Piero, Chiono Gianni,
Dayné Italo, Gerbelle Giuseppina, Jaccod Mauro, Lale Gérard Vincent, Luboz Da-
rio, Rumiod Donato, Celesia Adolfo, Di Francesco Eugenio, Petey Lindo, Lettry
Dante.
È stato rieletto sindaco Christille Silvio e i suoi collaboratori di giunta sono Carlin
Marco, Dayné Italo, Chiono Gianni, Branche Pacifico.
A tutti l'augurio di un buon lavoro, con il ringraziamento per la dedizione con
cui si sono messi al servizio del bene comune.

19


Testo Originale Estratto
Curiosando nel passato
1) Ecco sessant'anni fa le notizie che dava il Bollettino
parrocchiale di Saint- Pierre.
Dans la Paroisse
Une espèce de grippe oblige de nou-
veau bien de nos enfants à s'aliter et nom-
bre de grandes personnes à garder une
stricte résidence. Rien cependant de bien
grave.
— La mort a ouvert les portes du ciel
à deux enfants de 2 ans: Arnod René et
René Aldo.
— Gerbore Emile saintpiérolain par al-
liance a été appelé d'Amérique au che-
vet de son père mourant, après 20 ans
d'absence. Il a fixé sa résidence à Saint-
Pierre pour les quelques mois qu'il passe
au pays. Qu'il agrée nos condoléances
pour la perte de son père.
— On attend, aussi d'Amérique, l'ar-
rivée de Rossan Humbert. Sa soeur Vir-
ginie ép. Larqué est de retour de Paris
depuis deux semaines.
— En mars nos maçons vont repren-
dre leurs travaux un peu partout dans la
Vallée. Leur réputation est faite en ce mo-
ment. Ils se sont spécialisés dans tous les
travaux de construction, surtout comme
couvreurs et comme cimenteurs.
Les anciens maçons dont on a conser-
vé le souvenir sont en partie d'origine
étrangère à la paroisse. Ainsi Fresc Michel
nous est venu d'Issime (Gaby); Catella
Grat, Gilardi Bernard et Gilardi Jean, de
Campiglia Cervo; Benedetto Pierre, de
Donato; Linty Pierre, de Valsavarenche;
Turille Victor de Pollein; Vaudan Célestin
de Bionaz; Duc Alexandre, son père ve-
nait d'Ayas; Chenal Antoine, son arrière
grand-père était de Pollein, Arnollin Fran-
çois descendait d'une vieille famille de
Saint-Pierre.
Les maçons actuellement en activité,
exceptés les tout jeunes ont en grande
partie fait leur apprentissage sous les frè-
res L. Démoz Louis et Félix.
Ils sont presque tous embauchés par les
entrepreneurs locaux Gerbore Baptiste, L.
Démoz Justin, L. Démoz Oreste, Besen-
val Ferdinand, Persod Louis, Branche Fi-
dèle, Rossan Prosper, Duc Eleuthère,
Castain Louis, etc.
Bochet Eloi a été un des premiers à im-
planter des conduites d'eau potable en
ciment.
* * *
2) Anche un Saintpierolein tra i morti del Titanic.
Durant quest'estate del 1985 alcuni ri-
cercatori hanno ritrovato in fondo all'ocea-
no i resti del famoso transatlantico Titanic,
colato a picco con circa 1500 persone in
seguito a una collisione con un iceberg nel
20
1912, sulla rotta per New York.
Tra i morti ci fu anche un uomo di
Saint-Pierre, un certo Bochet Pierre Jo-
seph che era nato nel 1868.

Nuovi membri
del popolo di Dio

1) Il 3 marzo battesimo di Persod Fabien
di Sisto e di Denarier Fernanda. Padrini: Ra-
velli Matteo e Milliery Wally.
2) Il 14 aprile è stato battezzato Conver-
sano Diego di Giorgio e di Paillex Tiziana.
Padrini: Chessa Marco e Picchi Mirella.
3) Il 12 maggio battesimo di Rigollet Fa-
biana di Alessandro e di Celesia Augusta. Pa-
drini: Aymonin Renato e Celesia Cristina
4) Il 19 maggio battesimo di Urraci Fede-
rica Giovanna di Valerio e di Macis Ornella.
Padrini: Urraci Leontina e Atzei Raimondo.
5) Il 30 giugno battesimo di Parleaz Pa-
trik Oreste di Renzo e di Blanc Irene. Padri-
ni: Luboz Dario e Verthuy Rosanna.
6) Il 13 luglio battesimo di Lale Lacroix
Micha Sandro di Dario e di Dervey Marlyse.
Padrini: Mammoliti Michele e Lale Lacroix
Manuela.
7) Il 13 luglio battesimo di Lale Lacroix
Cindy Phaedra di Dario e di Dervey Marly-
se. Padrini: Lale Lacroix Franco e Todesco
Assunta.
8) Il 28 luglio battesimo di Casetta Ros-
sella Maria Teresa di Agostino e di Mirabel-
li Franca. Padrini: Cuzzit Franco e Mirabelli
Gina.
9) L'otto settembre battesimo di Bonan-
no Roberta di Domenico e di Metrucci An-
na Rita. Padrini: Cardile Corrado e Metrucci
Valeria.
10) Il 22 settembre battesimo di Jocallaz
Consuelo di René e di Pesci Daniela. Padri-
ni: Isabel Sergio e Jocallaz Delia.
11) Il 29 settembre battesimo di Perri Eli-
sa di Pasqualino e Gard Miranda. Padrini:
Lopes Antonio e Gard Bruna.
12) Il 13 ottobre battesimo di Chiantelas-
sa Luna di Guido e di Zuncheddu Paola. Pa-
drini: Da Soghe Dorindo e Zuncheddu
Marisa.
13) Il 20 ottobre battesimo di Bagnod
Francesca di Giancarlo e di Ghione Maria Te-
resa. Padrini: Bagnod Arturo e Ghione Ro-
sina.
14) Il 27 ottobre battesimo di Zemoz Ales-
sio Giacomo di Fulvio e di D'Agostino Cri-
stina. Padrini: Zemoz Andrea e Bionaz
Nadia.
15) Il 27 ottobre battesimo di Charruaz
Luca di Enrico e di Varetti Maria Paola. Pa-
drini: Charruaz Aldo e Aillon Piera.
21


Testo Originale Estratto
Nuovi cresimati
Il 23 marzo 1985 hanno ricevuto la Cresi-
ma da Mons. Ovidio Lari:
1) Barmaverain Piero, padrino Savoye
Osvaldo;
2) Bonfanti Ken, padrino Arnod Renato;
3) Cachoz Felice, padrino Farinet Emilio;
4) Champrétavy Mirco, padrino Jacque-
mod Flavio;
5) Courthoud Claudio, padrino Nebiolo
Renato;
6) Glarey Michel, padrino Glarey Cor-
rado;
7) Lettry Ermanno, padrino Lettry Loris;
8) Perron Wiliam, padrino Guala Valen-
tino;
9) Rizzi Enrico, padrino Rizzi Ennio;
10) Verney Yari, padrino Fariselli Paolo;
11) Trento Christian, padrino Zadkovich
Luciano;
12) Barbieri Maurizia, madrina Fontanelle
Maria;
13) Bérard Rita, madrina Thomasset Li-
liana;
14) Buccomino Isidea, madrina Troiani
Maria;
15) Celesia Stefania, madrina Lyveroulaz
Paola;
16) Cerise Sonia, madrina Collomb Mo-
nica;
17) Chentre Sabrina, madrina Gérard
Anna;
18) Conchâtre Sonia, madrina Rosère Sil-
vana;
19) Cossu Samantha, madrina Paillex Li-
vietta;
20) Lale Démoz Nada, madrina Lale Dé-
moz Marcellina;
21) Porinotto Viviana, madrina Simonci-
ni Cristina;
22) Rizzi Aurora, madrina Ghirello
Bianca;
23) Thérisod Lucia, madrina Nicco Maria.
22
Nuovi focolari cristiani
7) Il 15 dicembre 1984 matrimonio tra Cha-
bod Renato Candido e Marquis Giuseppina.
Testimoni: Rey Margherita e Rossi Sergio.
1) Il 2 febbraio matrimonio tra Ducly Egi-
dio e Luboz Livia. Testimoni: Chabod Ro-
sanna e Manella Luigi.
2) Il 18 maggio matrimonio tra Romeo
Mario Rosario e Béthaz Graziella. Testimo-
ni: Parziani Giuliano e Vanzo Elena.
3) Il 25 maggio matrimonio tra Pitti Pa-
trizio Giuseppe e Ragno Catena. Testimoni:
Rizzo Giuseppe e Bianchi Dolly.
4) Il 29 giugno matrimonio tra Chenal Da-
rio e Lavy Ilde. Testimoni: Borinato Adria-
no e Riane Rita.
5) Il 6 luglio matrimonio tra Bonomi Ste-
fano e Bonin Donata. Testimoni: Manca Pa-
trizia e Pariset Paolo.
6) Il 7 settembre matrimonio tra Marthyn
Luigi e Pascal Marisa. Testimoni: Rosset En-
rico e Lale Démoz Elda.
I nostri defunti
«La morte è comune eredità di tutti gli uo-
mini, ma per un dono misterioso del Tuo
Amore Cristo con la sua vittoria ci redime
dalla morte e ci richiama con sé a vita nuo-
va» (dal prefazio).
Anche quest'anno è lungo l'elenco dei no-
stri morti; il dolore ha visitato tante case, tan-
te famiglie! Quando nel momento della prova
- e la morte dei nostri cari è una prova - ogni
conforto umano a poco serve, quando le pa-
role dell'amicizia, della partecipazione, del-
l'affetto non bastano a ridonarci la pace, la
fede si offre come rimedio unico della nostra
sofferenza. Perciò il cristiano sa dove anda-
re quando è afflitto; sa dove poter trovare la
parola che conta. Sa dove trovare la luce che
dirada almeno un poco il fitto mistero che av-
volge la nostra vita e che, nella morte, diventa
assolutamente impenetrabile e angoscioso.
16) Squarzino Simone di anni 74, decedu-
to il 3 novembre 1984.
17) Lale Murix Ludivina di anni 83, de-
ceduta il 24 novembre 1984.
18) Benvenuto Mario di anni 60, decedu-
to il 14 dicembre 1984.
1) Charrere Oreste di anni 51, deceduto l'8
febbraio 1985.
2) Di Nunzio Salvatore di anni 66, dece-
duto il 18 marzo 1985.
3) Del Negro Giovanni di anni 78, dece-
duto il 19 marzo 1985.
4) Ducly Valdino di anni 59, deceduto il
2 aprile 1985.
5) Zampieri Alfea di anni 51, deceduta
l'11 aprile 1985.
6) Barmaverain M. Luisa di anni 94, de-
ceduta il 4 maggio 1985.
7) Jaccod Lea di anni 88, deceduta il 21
maggio 1985.
8) Micotti Renato di anni 68, deceduto l'11
giugno 1985.
9) Lenta Maria di anni 73, deceduta il 7
giugno 1985.
10) De Mori Guido di anni 54, deceduto
il 17 luglio 1985.
11) Berno Angelo di anni 83, deceduto il
17 luglio 1985.
12) Lale Gérard Juliette di anni 82, dece-
duta il 19 settembre 1985.
13) Nassani Carlo di anni 89, deceduto il
25 settembre 1985.
14) Jaccod Rita di anni 90, deceduta il 28
settembre 1985.
15) Courthoud Stefania di anni 79, dece-
duta il 30 ottobre 1985.
16) Chappuis Sireno di anni 82, deceduto
il 10 novembre 1985.
Signore, per il bene che abbiamo voluto a
questi nostri fratelli mentre erano con noi,
fa loro sentire i benefici della nostra comu-
nione e della nostra preghiera per loro e con
loro.
Signore, i nostri fratelli sono partiti, ora
tocca a noi continuare quaggiù il nostro cam-
mino nella fede e nella speranza: rimanici ac-
canto, Signore, quando le forze vengono me-
no e diminuisce l'ardore, aiutaci ad esserti fe-
deli, nonostante tutto, e ispiraci continua-
mente un grande desiderio di Te.
OFFERTE
Per la Chiesa
Champrétavy René; Pompieri Borgo; Jac-
quin Battista; in memoria Pellissier Arsene;
Classi-48-49; Ronc Ferdinando; Lale Démoz
Giacinta; N.N.; Cogmein Irma; Malesan Ma-
ria; Mosconi; Chabod-Marquis; Rinaudo;
Cogmein Enrico; in memoria Paillex Ettore;
N.N.; Del Negro Giovanni; David Ernesto;
Pallais Guido; Motta; Belli-Ceriano; in me-
moria Arnollin Camillo; Campese Marco;
23


Testo Originale Estratto
Lettrry Georgette; in memoria Jordaney Sil-
vio; N.N.; Petigat Ninfa; Centoz Giorgio; Da
Soghe; in onore S. Antonio; Jordaney Vire-
ne; Caput; Bétèmps Armande; Primiero Ma-
rio; Jordaney Raimonda; in memoria Ben-
venuto Mario; Pozzini; Fenoi! Tobia; Ceran-
to; Garin Luigi; Rumiod Francesco; Jorda-
ney Edmondo; Domaine Aldo; Bochet Ca-
millo; Jordaney Carlo; Pompieri Etavel;
Christille Silvano; Jocallaz René; N.N.; in
memoria Christille Silvestro e Adele; in me-
moria Centoz Giulio; Ducly-Luboz; in me-
moria Pallais Albina; Cachoz; in memoria
Zordan Maria; in memoria Charrère Oreste;
in memoria Duet Octave; in memoria Savoie
Serafino; in memoria Lale Perrin Angelica
e Amedeo; Jordaney Bruno; Ferretti; Cam-
pese-Lale Démoz; in memoria Charles Mi-
chel; in memoria Centoz Battista; N.N.;
N.N.; Bérard Venanzio; Cortiana; Pellissier
Aldo; in memoria Lale Murix Ludivina; in
memoria Del Negro Giovanni; Lavy Lino; in
memoria Di Nunzio Salvatore; Oreiller Ri-
ta; Rossan Fernanda; Pedoni; Boson Carlo;
Chenevier; Ronzani-Bérard; Trentaz Giusep-
pe; in memoria Pellissier Yuliano; N.N.;
N.N.; N.N.; Lombardo; Carlin Provino; in
memoria Zampieri Alfea; Cogmein Mario;
Cogmein Enrico; in memoria Carlin Ottavia;
Bodro; Jocallaz Elso; Terradura Lavinia;
N.N.

In memoria Fenoil Dario; Lale Lea; Jor-
rioz-Micotti; in memoria Barmaverain Lui-
sa; Conversano-Paillex; Centoz Agata; Cha-
noux; in memoria Jaccod Lea; in onore S.
Antonio; N.N.; N.N.; Lale Gérard Vincent;
in memoria Lenta Maria; Champrétavy Re-
né; Saccani; Jordaney Rina; in memoria Mi-
cotti Renato; Lettry Dante; in memoria Let-
try Marcello; Lettry Giancarlo; Ferrandoz
Maurice; Boverod; Di Nunzio; Jocallaz Fran-
co; Franchin; Parleaz Patrik; Fillietroz Elso;
N.N.; Lale Démoz Teresa; Chanu; Belli-Cen-
toz; in memoria De Mori Guido; in memo-
ria Grimod Luisa; Glarey Leopoldo; Chenal-
Lavy; Tussidor; N.N.; Petrolini; Squarzino;
Nava Giuseppe; don Bruno; N.N.; Ferrare-
se; Bianchi; Casati; Sapinet Livio; Pasquet-
ti; Jocallaz-Bonin; Mautino; Garin Filippo;
Montrosset-Dossan; Gerbore Emma; Chio-
so Mario; in memoria Fenoil Linty Luigia;
in memoria Lale Murix Ottino; in memoria

24
Berno Angelo; Persod Faustina; in memoria
Savoye Pierre; Marthyn-Pascal; in memoria
Cogmein Prospero; N.N.; in memoria Savoye
Serafino; in memoria Zampieri Orsola; Co-
gmein Bruno; Perri; in memoria Nassani Car-
lo; N.N.; Lale Lacroix Luigi; Cabraz-Chri-
stile; in memoria Lale Gérard Juliette; in me-
moria Arnod Eliseo; per grazia ricevuta; in
memoria Ceriano Edison; David Ernesto; Ze-
moz; Varetti; Centoz Silvio; Battistioli Silvio;
Bagnod Giancarlo; Barmaverain Gaod Cele-
stina; Jacquin Marcello; Centoz-Glarey; Cen-
toz Bernoline; N.N.; Martin Marcellina; An-
selmet-Jocallaz; in memoria Paillex Ettore;
Bonin Eddy; Anselmet Faustina.
Totale L. 10.975.000

Per il Bollettino
Centoz - Ocleppo; Charles Delfino; Co-
gmein Bruno; Piccoli Giuseppe; Del Negro
Giovanni; Del Negro Sergio; Del Negro Cor-
rado; Guerra Pierina; Belli-Ceriano; Arnol-
lin Camillo; Campese Marco; Lettry Geor-
gette; Perlasco Mario; Perrone Noemi; Lale
Lacroix Pacifico; Chiantelassa; Da Soghe;
Petigat Ninfa; Jordaney Virene; Bétèmps Ar-
mando; Luboz Livía; Primiero Mario; Jor-
daney Raimonda; Morandi Carlo; Chabode
Renato; Jordaney Edmondo; Domaine Aldo;
Bois Adolfo; Christille Silvano; Jocallaz Re-
né; Curiat Aristide; Lale Murix Ines; Gerbelle
Pina; Ronzani Fortunato; Domaine Renato;
Paillex Elso; Neyret Olga; Savoye Osvaldo;
Bataillon; Jordaney Bruno; Campese-Lale
Démoz; Lale Démoz Silvio; Lyveroulaz Ro-
berto; Celesia Lubino; Challancin; Boverod;
Bérard Venanzio; Fiorani; Berthod Aldo;
Berthod Liliana; Cortiana; Lavy Lino; Bo-
chet Aldo; N.N.; Rossan Luigi; Paillex Al-
berto; Carlin Alessandro; Jorrioz-Micotti;
Belley-Ocleppo; Vitton Mea Pierino; Vitton
Mea Elina; Centoz Agata; Obert Lindo;
N.N.; Rumiod Roberta; Arnod Maria; Ga-
rin Luigi; Pallais Luigi; Camminada Pierina;
Tomasset Pietro; Di Nunzio; Cerise; Barma-
verain Dino; Cogmein Bruno; Petey Lindo;
Belli-Centoz; Jordaney Anna; Gerbaz-Jorda-
ney; Cogmein-Persod; sorelle Perdod; Neyret
Gildo; N.N.; Anselmet Faustina; Savoye
Osvaldo; Lale Lacroix Luigi; Ceriano; Ze-
moz; Gerbore Emma; Paillex Ettore.
Totale L. 1.218.000.

magazzini
GATTI
Operazione assistenza
– Lavatrici
– Frigoriferi
– Congelatori
– Cucine
– Lavastoviglie
– Tv colore e bianco-nero
– Apparecchi Hi-Fi
– Video registratori
– Aspirapolveri
– Battitappeto
– Lucidatrici
– Macchine caffè
35 anni di esperienza
al vostro servizio
Consegna - Garanzia - Assistenza
ovunque in Valle d'Aosta

ATTENZIONE! sconto 5%
su acquisti superiori a L. 200.000
portando questa pagina ai
magazzini GATTI

Via Festaz, 75 - 11100 AOSTA - Tel. 32946 - 44059 - 35 659