Vita Parrocchiale, Restauro della Cappella di Vetan e Difesa Dottrinale contro i Testimoni di Geova
11-1985.pdfIl Bollettino Parrocchiale della Diocesi d'Aosta di Novembre 1985 documenta intensamente la vita comunitaria e le sfide pastorali. Il contenuto spazia dalla cronaca parrocchiale dettagliata, includendo la celebrazione della Prima Comunione, l'adunata annuale degli Alpini con la premiazione degli ex-combattenti, e gli elenchi completi di battesimi, cresime, matrimoni e defunti, ai progetti di conservazione del patrimonio ecclesiastico, in particolare il minuzioso restauro della Cappella di San Lorenzo e San Bernardo a Vetan. Temi di riflessione centrale includono la progressiva dimenticanza del culto dei defunti e una lunga e strutturata sezione di critica dottrinale e pastorale contro le credenze dei Testimoni di Geova. Il bollettino riporta inoltre i risultati delle elezioni comunali e necrologi significativi, come quello di Mère Pacifique, offrendo uno spaccato completo della vita religiosa e civile della comunità.
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Paroisse de Saint-Pierre XXVIème ANNEE - N. 11 NOVEMBRE 1985 Au Grand-Saint-Bernard L'Echo de nos montagnes La Voce dei campanili BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE Tipografia Valdostana - Aosta
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Il nostro cimitero gonisti del 2 novembre! E verrà un 2 novembre che troverà anche me tra i morti e allora avrò tanto bisogno del ricordo dei vivi e della loro preghiera. Il mese dei morti può essere anche solo una «convenzione», ma che importa se ci aiuta a ritrovare uno dei temi fondamentali e inevitabili dell'uomo? Quanta saggez- za potrebbe uscire dalle tombe, se non fossero ricoperte dai paraventi mondani del conformismo o dalle follie di un'illusione vana! Coloro che ci hanno lasciati hanno diritto alla nostra memoria. Mio Dio, tu li hai chiamati alla vita e poi li hai chiamati alla morte per farli rinascere. Li hai fatti tuoi figli e nostri fratelli; hai consentito che tra noi e loro si stabilissero vincoli di amore e di affetto e poi hai consentito anche che questi vincoli apparissero spezzati per sem- pre. Ma noi sappiamo, o Signore che essi vivono in te e che un giorno li rivedremo. Abbi pietà di loro e di noi, come l'hai avuta per Lazzaro e per le sue sorelle. Non ti chiediamo di risuscitarli, ma di farci vivere la loro morte come attesa di risurrezio- ne, come i tre giorni che tu hai passato nel sepolcro di Giuseppe d'Arimatea. E ti preghiamo, fa che i vivi non dimentichino i loro morti; fa che dal dolore o dalla disperazione non si passi all'indifferenza, più disperante e tragica del dolore. Fa che attraverso la memoria e la preghiera per i morti e per i superstiti, maturi in tutti noi il senso pieno della vita e dell'eternità. 2 Restauro della cappella di San Lorenzo e San Bernardo a Vetan A chi arriva a Vetan in macchina lun- go la strada o a piedi (saranno oramai pochissimi) per la strada vecchia, la cappella dei Santi Lorenzo e Bernardo è la prima costruzione a farsi notare per la sua posizione dominante sulla valle sottostante, per il suo biancore ed ora anche per il luccichio del rame che ri- veste la guglia del campanile. Durante i mesi di settembre e ottobre è stata in- fatti oggetto di importanti lavori di re- stauro e sistemazione che erano divenu- ti quanto mai necessari. La cappella di Vetan è senz'altro la più antica della parrocchia: al contrario delle altre non ne conosciamo la data di fondazione tuttavia essa esisteva già nel XV° seco- lo. Infatti l'Arcidiacono Pierre De Gil- laren la menziona nel suo atto di visita alla Parrocchia di Saint-Pierre il 1° lu- glio 1436. Il campanile di Vetan Da notare che allora e ciò fino alla prima metà del secolo scorso, il villag- gio chiamato attualmente Vetan è sem- pre indicato sui documenti col nome di «Tan». La costruzione attuale è senza dubbio posteriore al 1436, tuttavia non abbiamo alcuna data certa in merito. Due ex-voto datati 1756 e 1762 che fi- no a qualche anno fa erano ancora vi- sibili all'interno della cappella, rappre- sentavano la stessa con un piccolo cam- panile a bifora posto sul culmine del tetto. In effetti il campanile attuale fu costruito nel 1768 dall'allora parroco Cerise. Nel 1862 fu rifatto il tetto co- me risulta dalla data incisa sul trave di colmo; nel 1926 lo stesso venne restau- rato e rinnovato in parte. All'interno è degno di nota l'altare barocco data- to 1666. Tre statue in legno di prege- vole fattura che ora si trovano al sicuro in attesa della prossima sistemazione del museo parrocchiale d'arte sacra, rappresentano San Lorenzo, San Ber- nardo e la Madonna. Altre statue di fattura più antica poste sull'architrave all'ingresso del coro, fanno pensare al- l'esistenza di un altare più antico. Nel 1926-1928 oltre alla sistemazio- ne del tetto, venne pure rinnovato in parte l'interno (intonaci, tinteggiatura, vetri, pavimento in battuto di cemen- to), la facciata ed il campanile che ri- sultava quasi completamente scrostato 3
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e pericolante. All'interno della cella campanaria la più piccola delle due campane è datata 1680; l'altra fu requi- sita dalle truppe napoleoniche e sosti- tuita nel 1850. Gli anni, le piogge, la neve e la tor- menta hanno determinato la necessità di intervenire nuovamente in modo ra- dicale per salvaguardare l'edificio. Pertanto il Consiglio Pastorale, sin dalla riunione del 2 febbraio 1984 de- cide di intervenire con dei lavori appro- priati per sistemare degnamente la cap- pella che tra l'altro, insieme a quella di Rumiod, è la più usata. Vengono decisi i lavori più importan- ti da farsi e si chiede ad alcune impre- se operanti in Saint-Pierre di far perve- nire dei preventivi. L'impresa miglior offerente risulta essere quella del Sig. Lale Murix Mario. Nel frattempo ven- gono redatti il progetto dei lavori, la domanda di autorizzazione al Comune e la richiesta di contributo all'Assesso- rato al Turismo Antichità e Belle Arti. L'importo previsto raggiunge la cifra di L. 42.000.000. Alla data odierna i lavori sono pres- sochè ultimati. È stato rifatto comple- tamento il tetto con la posa di legname nuovo (ad eccezione del trave di colmo che è quello del 1862 ancora perfetta- mente conservato), lamiera zincata, grondaie in rame e lose provenienti da Morgex. L'interno è stato completa- mente scrostato e reintonacato e dotato di un bel pavimento in pietra. Esterna- mente si è provveduto a costruire un cu- nicolo sul lato Nord facente da interca- pedine tra il muro ed il terreno a sal- vaguardia dell'umidità che aveva pro- vocato i danni maggiori all'interno. L'intonaco esterno è pure stato rifat- to. Il campanile, dal canto suo, ha cam- biato notevolmente la sua fisionomia. La cuspide che era mozza e piuttosto Il campanile, in tal modo, è più alto di 2 metri circa. Rimangono ancora da sostituire i ser- ramenti e da tinteggiare l'interno e l'e- sterno. Questi lavori verranno eseguiti nella prossima primavera. Durante la festa patronale dell'esta- te 1986 verranno benedetti questi nuo- vi importanti lavori che speriamo assi- curino per lunghi anni la stabilità e l'ef- ficienza della cappella di Vetan. G.P. Lavori a Vetan contorta è stata rivestita in rame per cui risulta sopraelevata di 90 cm. circa. La grondaia in rame forma un motivo di cornice. I muri sono stati pure reintonacati ed è stata riaperta la bifora murata del lato ovest. Per sistemare il sagrato con la posa di lose è stato necessario asporta- re del terreno alla base del campanile per cui si è provveduto alla formazio- ne di un contrafforte in pietra che è il proseguimento del muro costruito lun- go la strada di accesso alla cappella a sostegno del terreno a nord. Il nuovo tetto della Cappella di Vetan 4 La cappella di Vetan 5
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lettera di una mamma En souvenir de Mère Pacifique Da gennaio bisogna «scegliere» la religione a Scuola È una scelta che coinvolge la famiglia Mère Pacifique (Marie Lale-Démoz) vient de nous quitter, dans sa quatre- vingtcinquième année, après une vie riche et laborieuse dans la Congréga- tion des Soeurs de Saint-Joseph. Con le prescrizioni, che si raccoglieran- no nelle scuole entro il 31 gennaio 1986 in vista dell'anno scolastico 1986-87, toc- cherà ai genitori (almeno fino alla mag- giore età dei figli; e quindi dalla scuola elementare al penultimo delle medie su- periori) scegliere se «avvalersi o non av- valersi» dell'ora di religione nella scuola di Stato. Spetta perciò alle famiglie deci- dere e, come è facile capire, ricade su di esse una importante responsabilità, per- ché con la loro scelta si potranno, alme- no in parte, orientare le future «decisioni di vita» dei figli. Le ragioni per cui i genitori possono dire di «sì» all'ora di religione cattolica posso- no essere riassunte in alcuni punti es- senziali. 1. La scuola deve collaborare con la famiglia a far crescere «tutta intera» la per- sona che si educa nel rispetto dei diversi momenti della vita psicologica e sociale. I programmi scolastici debbono, pertan- to, essere attenti alla dimensione fisica, so- ciale, intellettuale, morale degli alunni; e la dimensione religiosa della vita non co- stituisce una «aggiunta» ai diversi aspetti della personalità umana, ma rappresen- ta una forma di educazione «al senso» del- la vita che completa, sul piano pedagogi- co, prima ancora che confessionale, l'of- ferta educativa della scuola. 2. Si può obiettare: penso io, come padre e come madre, alla educazione re- ligiosa dei figli senza bisogno dell'interven- to scolastico. Ebbene, se l'impegno della famiglia è 6 fuori discussione, è giusto ammettere che esso non è sufficiente. Come sul piano della catechesi alla famiglia si affianca la comunità di fede, così sul piano culturale ai genitori si aggiunge la scuola che, men- tre si occupa di storia, matematica, fisica e chimica, si può anche impegnare a for- nire e prospettare una risposta sul «senso». 3. Altra obiezione: mio figlio sceglierà quando è adulto. Anche questo è vero: ma il figlio potrà scegliere solo «se sa», e cioè se la sua maturazione religiosa (che certo non è solo di competenza della scuo- la) è preceduta in modo armonico ed or- ganico insieme alla sua preparazione cul- turale. Privare il figlio dell'ora di religione significa impoverirne la ricchezza cultura- le, riducendogli (in nome di quale dirit- to?) le possibilità di scelta personale. 4. L'occasione della scelta dell'ora di religione può costituire in famiglia un'op- portunità importante di dialogo tra i ge- nitori e figli sul fatto religioso inteso non come «fase alla quale passano tutti» (co- me accadeva fino ad oggi), ma come «scelta consapevole» e volontaria. L'introduzione del «doppio regime» in materia di insegnamento religioso (alun- ni che lo seguono ed altri no) deve richia- mare i Consigli di Classe, nei quali sono presenti anche i genitori, a definire le mete del progetto educativo comune per evi- tare forme di discriminazione degli uni o degli altri studenti. Occorre, in altre pa- role, approfondire e realizzare comunque un piano di educazione etica che rappre- senti la base comune dell'impegno forma- tivo della scuola. Elle était née à Saint-Pierre, dans une nombreuse famille, foncièrement chrétienne, qui donnera à l'Église aussi un prêtre, le très estimé Chanoine Jo- seph Lale-Démoz de la Collégiale de Saint-Ours. Son enfance et son adolescence res- sentirent du train familial, où la foi était vécue ouvertement et profondément, et les relations mutuelles étaient inspirées par un amour constant et solide, qui por- tait tout et chacun à s'assumer sa part de travail et à grandir en sagesse et en bonté. Dans le beau village de Bussan elle fut donc enfant espiègle et sensible, bergère gaie et judicieuse, écolière acti- ve et diligente. Pour la faire avancer dans les études ses parents la mirent au Pensionnat Saint Joseph d'Aoste, et c'est là qu'elle connut de plus près les soeurs et reçut de ses maîtresses cette orientation du coeur vers Dieu qui la prépara à recon- naître l'appel du Seigneur à la vie reli- gieuse. Elle quitta alors sa famille, non sans déchirement, mais dans la foi qu'un amour plus fort l'aurait attirée et guidée pour la vie entière. Au Couvent elle continua ses études et fut aussi à l'Université Catholique de Milan où elle obtint la licence en belles lettres en soutenant une thèse histori- que-littéraire sur «Cerlogne: sa vie, son oeuvre», thèse qui fut traduite en fran- çais et publiée en 1936. Ses talents et sa culture furent mis au service de la Congrégation, où elle fut enseignante consciencieuse et métho- dique de générations de jeunes soeurs. La Congrégation lui confia aussi des charges de responsabilité, elle fut Assis- tante Générale pendant 22 ans, Conseil- lère et Secrétaire pendant 12 ans. C'est donc au coeur même de la Con- grégation qu'elle donna son apport constant et courageux, souvent enfui dans l'ombre et les difficultés de tout genre, pendant tout le temps qui coïn- cide avec les années de guerre 1940-45 et les années suivantes où on allait tou- jours plus vers une nouvelle organisa- tion politique et sociale et vers les multi- ples exigences et tensions des temps actuels. A l'intérieur du couvent elle suivait la vie régulière de la communauté avec dévouement, foi et édification, aimant la pauvreté religieuse et tout ce qui est simple et vrai, travaillant soigneusement dans les domaines les plus humbles, inlassable comme une abeille dans sa 7
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ruche. En même temps son intelligence vive et cultivée restait ouverte et attentive aux richesses de la pensée, assidue aux lectures, sensible et intéressée à tout ce qui est expression d'une bonne culture. Elle aimait profondément sa Congrégation dont elle connaissait l'histoire et se passionnait aux événements les plus marquants de sa vie religieuse et apostolique; elle s'intéressait aussi de près aux familles des soeurs dont elle rappelait fidèlement situation et mérites. En 1973 la fatigue du travail et l'usure de sa santé se manifestèrent par une attaque d'apopléxie qui lui laissa une hémiplégie permanente; après quelques mois la fracture du fémur aggrava son infirmité. Le Bon Dieu lui laissa toutefois la lucidité d'esprit, ainsi pendant les ans qu'elle passa à l'infirmerie du couvent, sa longue solitude, toujours éclairée par la foi et la prière, eut aussi un grand soulagement dans la lecture assidue de diverse publications spirituelles, littéraires et d'actualité. Elle maintint par là un contact constant avec les événements de l'Eglise et du monde, qu'elle ne cessait de porter dans sa prière d'intercession et d'offrande. Ce furent aussi les années de la puri- fication douloureuse, patiente, profonde, qui la rendirent toujours plus trasparente dans sa foi, sensible et bonne envers tous, lumineuse et confiante dans son amour pour Dieu. Sa mort, survenue le 10 juin après une longue agonie, lui ouvrit les portes de la patrie bienheureuse qu'elle avait tant désirée et où Dieu même est la récompense de ses élus. Manifestazione Associazione Nazionale Alpini Gruppo di Saint-Pierre Domenica 21 aprile, gli Alpini di Saint-Pierre hanno celebrato la loro festa annuale iniziando la giornata con l'adunata generale presso il Bar Torrette dell'alpino Piero ArnoD, per un breve scambio di saluti e la mescita di qualche bicchiere di ottimo vino per riscaldare il corpo e predisporlo alla giornata alpina con più entusiasmo e vivacità. La manifestazione ha avuto il vero inizio con la partecipazione e la presenza di tutti gli Alpini alla Santa Messa. Nell'omelia, Don Aldo tra l'altro ha ricordato, con la sua dialettica penetrante e convincente che emerge in tutte le occasioni, siano esse felici o tristi, della vita della nostra comunità, che le Associazioni Volontarie, come l'Ana rappresentano un bene ed una forza trainante per la nostra Società aiutano a comprendere che la solidarietà, l'amore ed il rispetto tra gli uomini è necessario ed indispensabile anche per poter combattere e contenere il dilagare del male, dell'indifferenza che in questi tempi hanno raggiunto dei livelli preoccupanti. Al termine della Santa Messa tutti gli alpini in corteo hanno raggiunto il Monumento ai caduti delle Guerre 1915-1918 e 1940-1945 deponendovi, in loro doveroso e rispettoso ricordo un mazzo di fiori, quindi la sfilata è proseguita nuovamente presso il Bar Torrette per un aperitivo presente il nostro Sindaco, alpino Silvio, il rappresentante della Sezione Valdostana degli Alpini, Enrico Collé, e gli Alpini di Saint-Pierre in servizio di leva. A Vetan, l'entrata della Cappella Alla premiazione degli ex-combattenti 8 9
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I premiati con la medaglia d'oro La giornata si è conclusa con il pranzo presso il Ristorante Chez Mario al quale hanno partecipato oltre cinquanta tra Alpini ed invitati, al termine l'atmosfera si è alquanto vivacizzata, complice il buon vino ed il menù veramente squisito (compli- menti allo chef). Durante il pranzo sono state consegnate medaglie a ricordo di questo incontro agli Alpini Centoz Silvio, Lale La Croix Luigi e Thomasset Pietro appartenenti al set- tore anziani del gruppo. Un grazie a tutti i partecipanti alla manifestazione con l'augurio di ritrovarci più numerosi nel 1986. D.D.I. Anche i giovani alla festa degli ex-combatteniti 11) Blond Cesare 12) Bochet Edillio 13) Borre Pietro 14) Carlin Dario 15) Carlin Provino 16) Christille Innocenzo 17) Christille Nestore 18) David Ernesto 19) Di Nunzio Salvatore 20) Dujany Marcello 21) Durello Giuseppe 22) Del Negro Torindo 23) Cabraz Giuseppe 24) Fenoil Tobia Consegnate le medaglie agli ex-combattenti Nella prima domenica di maggio sono state consegnate le medaglie al merito, ai seguenti ex-combattenti: 1) Abelli Raimondo; 2) Abram Marco; 3) Armand Eligio 4) Armand Cesare 5) Baratella Pietro 6) Battistioli Silvio 7) Braga Piero 8) Burgay Giuseppe 9) Bertolin Agostino 10) Bertolin Giuseppe Consegna della medaglia ad un ex-combattente 10 11
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Prima Comunione Incontrare per la prima volta Gesù, diventare Suo amico, aprirGli le porte del pro- prio cuore: tutto ciò significa ricevere la prima Comunione. Questo importante sacra- mento lo hanno ricevuto 15 bambini di seconda elementare, domenica 28 aprile, un giorno quindi molto significativo per loro, in quanto si sono avvicinati a Gesù, ricevendo il Suo corpo. Benché la giornata sia stata piuttosto fredda, la partecipazione alla Santa Messa è stata numerosa, infatti la chiesa era gremita di gente: questo dimostra che i fedeli hanno voluto essere vicini, con la preghiera, a questi bimbi, in un momento così bello e importante della loro vita. Mancavano pochi minuti alle 10... sul piazzale, i bambini, molto emozionati e qual- cuno forse anche un po' nervoso, aspettavano l'arrivo del parroco per poter entrare in chiesa. Il silenzio raccolto dei fedeli e i canti hanno creato una serena atmosfera che è stata, sicuramente, di aiuto a questi bimbi, nel momento in cui si avviavano verso i loro banchi. L'eucarestia è stata, certamente, la parte fondamentale di tutta la messa, in quanto i bambini si sentivano uniti come fratelli, perché stavano per «mangiare» lo stesso corpo di Gesù. Nel momento eucaristico, posso dire che una certa emozione si sia impadroni- ta di me perché rivedevo in quei bambini me stessa quando, per la prima volta, anch'io ho incontrato Gesù e L'ho accolto nel mio cuore. Per i bambini e per i loro familiari, è stato di sicuro una giornata indimenticabile e un'occasione per stare tutti assieme, ma credo che molti non siano a conoscenza di ciò che voglia dire «preparazione alla Co- munione». Le ore di catechismo, infatti, sono state dedicate ai bambini per raggiungere un fine Parla il Sig. Ruffier 25) Gard Osvaldo 26) Garin Beniamino 27) Grosso Guido 28) Jordaney Edmondo 29) Joccallaz Giuseppe 30) Lale Alidoro 31) Lale Castain Renato 32) Lale Démoz Renato 33) Lale Démoz Bruno 34) Lale Gérard Giuseppino 35) Lale Murix Mario 36) Lale Murix Severo 37) Maquignaz Daniele 38) Micotti Renato 39) Mognol Ferdinando 40) Paillex Ruggero 41) Paillex Marcello 42) Pallais Eligio 43) Pallais Luigi 44) Persod Mario 45) Piccoli Giuseppe 46) Pillon Giorgio 47) Rosset Giovanni 48) Sapinet Edoardo 49) Therisod Vittorio 50) Therisod Mario 51) Thomasset Pietro 52) Tiblet Luciano 53) David Luigino 54) Lale Lacroix Ernesto 55) Lale Aldo 56) Barmaverain Aristide 57) Marra Domenico 58) Baravex Emilio I bambini della prima Comunione 12 13
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molto importante: far loro conoscere Gesù. Questo non facile lavoro è stato svolto, l'anno scorso, da suor Odetta che ha saputo dar loro le prime basi religiose per un migliore cammino verso il Signore; e per tutto quello che ha fatto Le dico grazie. Quest'anno, invece, questo compito don Aldo lo ha affidato a me. Devo ammettere, però, che ho incontrato alcune difficoltà nel preparare questi bambini, in quanto mi sono trovata di fronte a una classe molto vivace, irrequieta e anche poco interessata; inoltre ho notato una scarsa collaborazione da parte di alcune famiglie. Questo è un fatto abbastanza gra- ve, perché, secondo me, il difficile compito di educare i bambini alla vita religiosa, non spetta solo a noi catechiste, ma anche le famiglie dovrebbero mostrare un certo interes- se a questo importante problema. Io penso, infatti, che se ci fosse un punto d'incontro tra noi catechiste e genitori, il compito di educare e far crescere cristianamente questi bimbi, sarebbe meno difficile. A. * * * Chi sono i Testimoni di Geova? (Dal «Corriere della Valle» del 25 luglio 1985) Qual'è la loro dottrina? Presentano una Bibbia da loro modificata agli inizi di questo secolo. Pretendono di avere ricevuto da Dio la conoscenza del vero senso della Bibbia, che sarebbe rimasto all'umanità per quasi duemila anni, nonostante siano stati il cri- stianesimo e la Chiesa a tramandare la Bibbia fino ai nostri giorni. È uno strano modo di usare la Bibbia. Innanzitutto la Bibbia italiana che i testi- moni di Geova adoperano s'intitola «Nuovo mondo delle Sacre Scritture», e non è tra- dotta dai testi originali ebraici, aramaici e greci, ma da una Bibbia inglese: è, quindi, una traduzione della traduzione, fatta a Brooklyn, non si sa da chi e vi si riscontrano notevoli diversità in parecchi punti. Per imbrogliare la gente succede spesso che si presentino a casa vostra con una Bibbia delle edizioni cattoliche; ma la spiegazione però la danno sempre sulla base del loro testo. Ecco alcuni esempi di traduzione «addomesticata» ricavati dalla loro Bibbia! 1. Giovanni 1,1: «In principio era la Parola, e la Parola era presso dio» (con la maiuscola, perché la Parola che è Gesù Cristo non può essere uguale a Dio! Dunque ammettono l'esistenza degli dei, come i pagani, pur di negare la divinità di Gesù!. 2. Matteo 16,18: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questo masso di roccia edifichc- rò la mia congregazione». (Per loro la Chiesa cattolica è la grande Babilonia, e Gesù non ha fondato nessuna Chiesa, ma la «congregazione» come si chiamano loro stessi). 3. Matteo 26,26-28: «Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo... Beve- tene tutti, poiché questo significa il mio sangue» (con questa traduzione il pane e il vino consacrati non sono il Corpo e il Sangue di Cristo, ma solo dei simboli, perciò la Messa non ha senso). Questi sono alcuni esempi di molti altri che per carenza di spazio non possiamo riportare! Quindi, non solo la traduzione, ma anche la interpretazione è quanto mai arbi- traria, del tutto diversa da quella delle chiese cristiane e degli stessi Ebrei. Vorrebbero prendere tutto alla lettera, ma evidentemente non sempre ci riescono e incorrono in molte incoerenze. Ad esempio dicono che gli «eletti» destinati al cielo sono in tutto 144.000, prendendo alla lettera il passo dell'Apocalisse 7,4 che però par- la delle 12 tribù degli Ebrei. Ma lo stesso passo al versetto 9 dice: «dopo vidi una moltitudine immensa... che nessuno poteva contare, di ogni razza, popolo, lingua e nazione...» e anche questa moltitudine si trova in cielo perché «stavano in piedi davanti al trono» di Dio. E allo- ra? Rispondono: Tutti i giusti Testimoni di Geova (gli altri saranno distrutti da Dio) avranno la vita eterna, ma solo 144 mila eletti l'avranno in cielo, tutti gli altri l'avran- no sulla terra!... Prendere alla lettera certe espressioni è contro ogni buon senso. In ogni lingua vi sono modi di dire figurati o simbolici; ad esempio: vado a fare due passi, oppure: vado a prendere una boccata d'aria, oppure: beviamo una volta... ecc., non vuol mica dire contare due passi, o fare un solo respiro. La Scrittura parla del Dio invisibile servendosi di immagini prese dal linguaggio umano e vanno perciò interpretate: così noi conosciamo Dio, ma come di riflesso (1 Corinti 13,12), in maniera cioè non falsa ma proporzionata alle nostre limitate capaci- tà di creature umane, più o meno intelligenti, più o meno preparate culturalmente! La Trinità Essi affermano che la dottrina trinitaria è irragionevole perché uno non può esse- Festa patronale a Bosses 14 15
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re uguale a tre. Un Dio a tre teste sarebbe un mos fatto ad immagine di Dio, non è trino. Affermano ancora che la dottrina trinitaria è di origine umana ed è un residuo di paganesimo. Lo Spirito Santo è, secondo loro, «la forza attiva di Dio» e non una persona! La risposta cattolica è questa: la dottrina trinitaria corrisponde effettivamente ad uno dei principali misteri della nostra fede. Il mistero non è mai una cosa irragionevo- le: è invece una verità superiore della nostra umana e limitata intelligenza. Se anche una dottrina è oscura ed incomprensibile per noi, purché sia certo che essa è stata rive- lata da Dio, noi chiniamo la fronte dinanzi alla sua infallibile parola, così come fecero gli apostoli dinanzi alle oscure affermazioni di Cristo a Cafarnao, quando annunciò loro il mistero dell'Eucarestia: «Signore, e a chi ce ne andremo noi? Tu hai parole di vita eterna. Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Cristo figlio di Dio» (Giovanni 6,69-70). San Luca narra che nel tempo in cui il popolo accorreva a ricevere il battesimo di Giovanni sul Giordano, «Gesù pure si fece battezzare e mentre stava pregando il cielo si aperse e discese lo Spirito Santo sopra di Lui in sembianza corporea, come una colomba, e venne dal cielo una voce, che diceva: "Tu sei il mio Figliolo diletto; di Te ho riposto le mie compiacenze"» (Luca 3,21-22). Così la Sacra Scrittura ci presenta in un unico passo il Figlio di Dio, lo Spirito Santo che appare sopra di Lui e il Padre Divino. Prima di abbandonare i suoi Apostoli, per ascendere in cielo, Gesù affida loro la sua divina missione con queste parole: «Andate dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto quanto vi ho comandato» (Matteo 28-18-20). Per i cattolici la Trinità esiste e si approfondisce sempre di più in ogni tempo! Le immagini I Testimoni di Geova accusano i cattolici di adorare le Vergine e i Santi. Nel loro insegnamento addirittura affermano che: «Nessuna immagine di Cristo fu usata dai primi cristiani e non ebbero nessuna immagine di Maria, madre di Gesù, e tantomeno dei Santi». A sfatare questa affermazione bastano le raffigurazioni delle catacombe, roma- ne, ove ricorre frequentemente l'immagine di Cristo pastore, redentore, maestro; e non di rado la figura della Madonna con il Bambino e quella dei primi martiri della Chiesa. Inoltre affermano pure che dobbiamo vergognarci della croce, perché è un segno pagano e strumento di ignominia. E si appellano al comando di Geova che nell'Antico Testamento fa divieto al suo popolo di costruirsi immagini di qualsiasi tipo. La nostra Religione invece non ha mai affermato di adorare le immagini ma solo venerarle. Riteniamo che sappia di stantio l'accusa che fanno i Testimoni di Geova, anche perché da quando Gesù Cristo ha pre- so forma umana, è più che legittimo rappresentarlo e venerarlo in queste sembianze di persona. Nessun cristiano mai si sogna di adorare una figura, anche se la pietà po- polare fa uso di ceri e di doni votivi per esprimere la devozione. Questa si riferisce sempre alla persona viva, non alla figura inerte. 16 La fine del mondo Quanto alla fine del mondo le date stabilite dai Testimoni erano le seguenti: 1914, 1916, 1918, 1925, 1975, e poi?... Come mai nessuna di queste date è risultata giusta? Perché si è sbagliato il calco- lo, essi dicono. Infatti non si è tenuto conto che dopo aver creato Adamo, Dio ha aspettato un po' di tempo prima di creare Eva: quanto tempo?... non lo sappiamo, rispondono; perciò non sappiamo quando esattamente è cominciato il «settimo gior- no» di riposo che corrisponderebbe all'inizio dei settemila anni di esistenza della crea- zione, di cui seimila dovrebbero essere già finiti, e l'ultimo migliaio del Regno di Cristo in terra avrebbe già dovuto incominciare. Siccome non si è visto nulla, i Testimoni di Geova dicono che effettivamente è cominciato nel 1914 ma di nascosto! Le trasfusioni del sangue Sappiamo che i Testimoni di Geova non le ammettono! Questa proibizione andò in vigore dal 1945! Come al solito pretendono di sostenere le loro opinioni con versetti della Bibbia, presi alla lettera (Levitico 17,10-12; Deuteronomio 12,13-25; Genesi 9,3-4) senza tener conto nè dell'epoca, nè del contesto (si tratta del sangue di animali offerti in sacrificio a Dio che è padrone della vita), nè della provvisorietà della legge, stabilita per impedire che anche tra il popolo ebreo si introducessero delle superstizioni o dei culti magici legati al sangue come venivano praticati presso i pagani dato che era men- talità comune considerare il sangue elemento vitale: «il sangue è la vita». Ora la vita [IMAGE: Group photo of many people, men and women, outdoors] Hanno 45 anni e non li dimostrano! 17
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è dono di Dio e a Lui deve essere restituita: o sull'altare del sacrificio o nella terra ma nessuno ha diritto di impossessarsene. Se il principio del rispetto della vita è fon- damentale, è evidente però che non si attua quando si toglie ad una persona la possibi- lità di sopravvivere con una semplice trasfusione di sangue, che d'altra parte la Bibbia non poteva condannare, non essendo possibile a quei tempi, né prevedibile! Come comportarsi con i testimoni di Geova? È sbagliato trattarli con durezza! Se non si vuole entrare in discussione con loro - come generalmente è preferibile quando non si è preparati - basta rispondere con modi cortesi ma fermi: «No, grazie: siamo cattolici e vogliamo restare cattolici!». È sbagliato fare gli indifferenti!... o dare delle risposte evasive, e non è cristiano cacciarli via malamente! È giusto invece prendere occasione da questa realtà per approfondire seriamente la propria fede e riscoprirne la verità, le ricchezze, gli impegni, attraverso incontri nel- la propria parrocchia o in centri qualificati, che si trovano un po' ovunque! Dobbiamo sempre ricordare che: La fede è un dono, ma non è per nessuno un tranquillo possesso, come se fosse un bel vestito che una volta indossato si può tenere finché si vuole. La fede è ricerca, è conquista di ogni giorno; e se non si impegna a difenderla la si perde! Dobbiamo fare con lealtà un esame di coscienza sui nostri peccati di credenti sen- 50° di nozze Fazzari - Jemma 18 za entusiasmo; di comunità cristiane troppo lente nel testimoniare l'amore di Cristo verso i poveri, i sofferenti, i disorientati, gli sfiduciati, i malcontenti che cercano con ansia dei fratelli che li comprendano. Sono forse queste delle cause che hanno spinto alcuni cristiani a diventare Testimoni di Geova! Ai Testimoni di Geova dico: Se davvero cercate la verità, fate bene a cercarla nella Bibbia perché non si trova altrove, però la verità non solo delle parole, ma è la parola, una persona che ha detto di sé: «Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,6). «Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8,12). Quale vita?... «La vita eterna è questa, che conoscano Te o Padre, solo vero Dio e colui che hai mandato Gesù Cristo» (Giovanni 17,3). Tutta la Bibbia è orientata a Cristo: o come preparazione e annuncio profetico, o come manifestazione ed annuncio evangelico. È un discorso di fede e di speranza in Dio-Amore, è un invito a regolare i rapporti umani sulla legge dell'amore, perché su di essa saremo giudicati. (Matteo 25,31ss). A tutte le altre legittime domande che noi possiamo porci o di contenuto storico o scientifico o filosofico, ecc... la Bibbia non risponde, perché ai fini della «vita eter- na» sono secondarie e la risposta spetta all'intelligenza umana. «Che giova infatti all'uomo, guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua vi- ta?» (Matteo 16,26). *** Se qualcuno desidera approfondire l'argomento Testimoni di Geova può consul- tare questa bibliografia: «Testimoni di Geova e credo cattolico» Edizioni Paoline - 1976 - Angelo Stella «Di fronte ai Testimoni di Geova» Collana Mondo Nuovo - L. D. C. - Giovanni Sangalli «Io ero Testimone di Geova» Queriniana 1974 - Gunter Pape ★★★ Nuovo consiglio comunale Nelle elezioni comunali del 12 maggio sono risultati eletti i seguent consiglie- ri: Christille Silvio, Branche Ruggero, Carlin Marco, Carlin Piero, Chiono Gianni, Dayné Italo, Gerbelle Giuseppina, Jaccod Mauro, Lale Gérard Vincent, Luboz Da- rio, Rumiod Donato, Celesia Adolfo, Di Francesco Eugenio, Petey Lindo, Lettry Dante. È stato rieletto sindaco Christille Silvio e i suoi collaboratori di giunta sono Carlin Marco, Dayné Italo, Chiono Gianni, Branche Pacifico. A tutti l'augurio di un buon lavoro, con il ringraziamento per la dedizione con cui si sono messi al servizio del bene comune. 19
Testo Originale Estratto
Curiosando nel passato 1) Ecco sessant'anni fa le notizie che dava il Bollettino parrocchiale di Saint- Pierre. Dans la Paroisse Une espèce de grippe oblige de nou- veau bien de nos enfants à s'aliter et nom- bre de grandes personnes à garder une stricte résidence. Rien cependant de bien grave. — La mort a ouvert les portes du ciel à deux enfants de 2 ans: Arnod René et René Aldo. — Gerbore Emile saintpiérolain par al- liance a été appelé d'Amérique au che- vet de son père mourant, après 20 ans d'absence. Il a fixé sa résidence à Saint- Pierre pour les quelques mois qu'il passe au pays. Qu'il agrée nos condoléances pour la perte de son père. — On attend, aussi d'Amérique, l'ar- rivée de Rossan Humbert. Sa soeur Vir- ginie ép. Larqué est de retour de Paris depuis deux semaines. — En mars nos maçons vont repren- dre leurs travaux un peu partout dans la Vallée. Leur réputation est faite en ce mo- ment. Ils se sont spécialisés dans tous les travaux de construction, surtout comme couvreurs et comme cimenteurs. Les anciens maçons dont on a conser- vé le souvenir sont en partie d'origine étrangère à la paroisse. Ainsi Fresc Michel nous est venu d'Issime (Gaby); Catella Grat, Gilardi Bernard et Gilardi Jean, de Campiglia Cervo; Benedetto Pierre, de Donato; Linty Pierre, de Valsavarenche; Turille Victor de Pollein; Vaudan Célestin de Bionaz; Duc Alexandre, son père ve- nait d'Ayas; Chenal Antoine, son arrière grand-père était de Pollein, Arnollin Fran- çois descendait d'une vieille famille de Saint-Pierre. Les maçons actuellement en activité, exceptés les tout jeunes ont en grande partie fait leur apprentissage sous les frè- res L. Démoz Louis et Félix. Ils sont presque tous embauchés par les entrepreneurs locaux Gerbore Baptiste, L. Démoz Justin, L. Démoz Oreste, Besen- val Ferdinand, Persod Louis, Branche Fi- dèle, Rossan Prosper, Duc Eleuthère, Castain Louis, etc. Bochet Eloi a été un des premiers à im- planter des conduites d'eau potable en ciment. * * * 2) Anche un Saintpierolein tra i morti del Titanic. Durant quest'estate del 1985 alcuni ri- cercatori hanno ritrovato in fondo all'ocea- no i resti del famoso transatlantico Titanic, colato a picco con circa 1500 persone in seguito a una collisione con un iceberg nel 20 1912, sulla rotta per New York. Tra i morti ci fu anche un uomo di Saint-Pierre, un certo Bochet Pierre Jo- seph che era nato nel 1868. Nuovi membri del popolo di Dio 1) Il 3 marzo battesimo di Persod Fabien di Sisto e di Denarier Fernanda. Padrini: Ra- velli Matteo e Milliery Wally. 2) Il 14 aprile è stato battezzato Conver- sano Diego di Giorgio e di Paillex Tiziana. Padrini: Chessa Marco e Picchi Mirella. 3) Il 12 maggio battesimo di Rigollet Fa- biana di Alessandro e di Celesia Augusta. Pa- drini: Aymonin Renato e Celesia Cristina 4) Il 19 maggio battesimo di Urraci Fede- rica Giovanna di Valerio e di Macis Ornella. Padrini: Urraci Leontina e Atzei Raimondo. 5) Il 30 giugno battesimo di Parleaz Pa- trik Oreste di Renzo e di Blanc Irene. Padri- ni: Luboz Dario e Verthuy Rosanna. 6) Il 13 luglio battesimo di Lale Lacroix Micha Sandro di Dario e di Dervey Marlyse. Padrini: Mammoliti Michele e Lale Lacroix Manuela. 7) Il 13 luglio battesimo di Lale Lacroix Cindy Phaedra di Dario e di Dervey Marly- se. Padrini: Lale Lacroix Franco e Todesco Assunta. 8) Il 28 luglio battesimo di Casetta Ros- sella Maria Teresa di Agostino e di Mirabel- li Franca. Padrini: Cuzzit Franco e Mirabelli Gina. 9) L'otto settembre battesimo di Bonan- no Roberta di Domenico e di Metrucci An- na Rita. Padrini: Cardile Corrado e Metrucci Valeria. 10) Il 22 settembre battesimo di Jocallaz Consuelo di René e di Pesci Daniela. Padri- ni: Isabel Sergio e Jocallaz Delia. 11) Il 29 settembre battesimo di Perri Eli- sa di Pasqualino e Gard Miranda. Padrini: Lopes Antonio e Gard Bruna. 12) Il 13 ottobre battesimo di Chiantelas- sa Luna di Guido e di Zuncheddu Paola. Pa- drini: Da Soghe Dorindo e Zuncheddu Marisa. 13) Il 20 ottobre battesimo di Bagnod Francesca di Giancarlo e di Ghione Maria Te- resa. Padrini: Bagnod Arturo e Ghione Ro- sina. 14) Il 27 ottobre battesimo di Zemoz Ales- sio Giacomo di Fulvio e di D'Agostino Cri- stina. Padrini: Zemoz Andrea e Bionaz Nadia. 15) Il 27 ottobre battesimo di Charruaz Luca di Enrico e di Varetti Maria Paola. Pa- drini: Charruaz Aldo e Aillon Piera. 21
Testo Originale Estratto
Nuovi cresimati Il 23 marzo 1985 hanno ricevuto la Cresi- ma da Mons. Ovidio Lari: 1) Barmaverain Piero, padrino Savoye Osvaldo; 2) Bonfanti Ken, padrino Arnod Renato; 3) Cachoz Felice, padrino Farinet Emilio; 4) Champrétavy Mirco, padrino Jacque- mod Flavio; 5) Courthoud Claudio, padrino Nebiolo Renato; 6) Glarey Michel, padrino Glarey Cor- rado; 7) Lettry Ermanno, padrino Lettry Loris; 8) Perron Wiliam, padrino Guala Valen- tino; 9) Rizzi Enrico, padrino Rizzi Ennio; 10) Verney Yari, padrino Fariselli Paolo; 11) Trento Christian, padrino Zadkovich Luciano; 12) Barbieri Maurizia, madrina Fontanelle Maria; 13) Bérard Rita, madrina Thomasset Li- liana; 14) Buccomino Isidea, madrina Troiani Maria; 15) Celesia Stefania, madrina Lyveroulaz Paola; 16) Cerise Sonia, madrina Collomb Mo- nica; 17) Chentre Sabrina, madrina Gérard Anna; 18) Conchâtre Sonia, madrina Rosère Sil- vana; 19) Cossu Samantha, madrina Paillex Li- vietta; 20) Lale Démoz Nada, madrina Lale Dé- moz Marcellina; 21) Porinotto Viviana, madrina Simonci- ni Cristina; 22) Rizzi Aurora, madrina Ghirello Bianca; 23) Thérisod Lucia, madrina Nicco Maria. 22 Nuovi focolari cristiani 7) Il 15 dicembre 1984 matrimonio tra Cha- bod Renato Candido e Marquis Giuseppina. Testimoni: Rey Margherita e Rossi Sergio. 1) Il 2 febbraio matrimonio tra Ducly Egi- dio e Luboz Livia. Testimoni: Chabod Ro- sanna e Manella Luigi. 2) Il 18 maggio matrimonio tra Romeo Mario Rosario e Béthaz Graziella. Testimo- ni: Parziani Giuliano e Vanzo Elena. 3) Il 25 maggio matrimonio tra Pitti Pa- trizio Giuseppe e Ragno Catena. Testimoni: Rizzo Giuseppe e Bianchi Dolly. 4) Il 29 giugno matrimonio tra Chenal Da- rio e Lavy Ilde. Testimoni: Borinato Adria- no e Riane Rita. 5) Il 6 luglio matrimonio tra Bonomi Ste- fano e Bonin Donata. Testimoni: Manca Pa- trizia e Pariset Paolo. 6) Il 7 settembre matrimonio tra Marthyn Luigi e Pascal Marisa. Testimoni: Rosset En- rico e Lale Démoz Elda. I nostri defunti «La morte è comune eredità di tutti gli uo- mini, ma per un dono misterioso del Tuo Amore Cristo con la sua vittoria ci redime dalla morte e ci richiama con sé a vita nuo- va» (dal prefazio). Anche quest'anno è lungo l'elenco dei no- stri morti; il dolore ha visitato tante case, tan- te famiglie! Quando nel momento della prova - e la morte dei nostri cari è una prova - ogni conforto umano a poco serve, quando le pa- role dell'amicizia, della partecipazione, del- l'affetto non bastano a ridonarci la pace, la fede si offre come rimedio unico della nostra sofferenza. Perciò il cristiano sa dove anda- re quando è afflitto; sa dove poter trovare la parola che conta. Sa dove trovare la luce che dirada almeno un poco il fitto mistero che av- volge la nostra vita e che, nella morte, diventa assolutamente impenetrabile e angoscioso. 16) Squarzino Simone di anni 74, decedu- to il 3 novembre 1984. 17) Lale Murix Ludivina di anni 83, de- ceduta il 24 novembre 1984. 18) Benvenuto Mario di anni 60, decedu- to il 14 dicembre 1984. 1) Charrere Oreste di anni 51, deceduto l'8 febbraio 1985. 2) Di Nunzio Salvatore di anni 66, dece- duto il 18 marzo 1985. 3) Del Negro Giovanni di anni 78, dece- duto il 19 marzo 1985. 4) Ducly Valdino di anni 59, deceduto il 2 aprile 1985. 5) Zampieri Alfea di anni 51, deceduta l'11 aprile 1985. 6) Barmaverain M. Luisa di anni 94, de- ceduta il 4 maggio 1985. 7) Jaccod Lea di anni 88, deceduta il 21 maggio 1985. 8) Micotti Renato di anni 68, deceduto l'11 giugno 1985. 9) Lenta Maria di anni 73, deceduta il 7 giugno 1985. 10) De Mori Guido di anni 54, deceduto il 17 luglio 1985. 11) Berno Angelo di anni 83, deceduto il 17 luglio 1985. 12) Lale Gérard Juliette di anni 82, dece- duta il 19 settembre 1985. 13) Nassani Carlo di anni 89, deceduto il 25 settembre 1985. 14) Jaccod Rita di anni 90, deceduta il 28 settembre 1985. 15) Courthoud Stefania di anni 79, dece- duta il 30 ottobre 1985. 16) Chappuis Sireno di anni 82, deceduto il 10 novembre 1985. Signore, per il bene che abbiamo voluto a questi nostri fratelli mentre erano con noi, fa loro sentire i benefici della nostra comu- nione e della nostra preghiera per loro e con loro. Signore, i nostri fratelli sono partiti, ora tocca a noi continuare quaggiù il nostro cam- mino nella fede e nella speranza: rimanici ac- canto, Signore, quando le forze vengono me- no e diminuisce l'ardore, aiutaci ad esserti fe- deli, nonostante tutto, e ispiraci continua- mente un grande desiderio di Te. OFFERTE Per la Chiesa Champrétavy René; Pompieri Borgo; Jac- quin Battista; in memoria Pellissier Arsene; Classi-48-49; Ronc Ferdinando; Lale Démoz Giacinta; N.N.; Cogmein Irma; Malesan Ma- ria; Mosconi; Chabod-Marquis; Rinaudo; Cogmein Enrico; in memoria Paillex Ettore; N.N.; Del Negro Giovanni; David Ernesto; Pallais Guido; Motta; Belli-Ceriano; in me- moria Arnollin Camillo; Campese Marco; 23
Testo Originale Estratto
Lettrry Georgette; in memoria Jordaney Sil- vio; N.N.; Petigat Ninfa; Centoz Giorgio; Da Soghe; in onore S. Antonio; Jordaney Vire- ne; Caput; Bétèmps Armande; Primiero Ma- rio; Jordaney Raimonda; in memoria Ben- venuto Mario; Pozzini; Fenoi! Tobia; Ceran- to; Garin Luigi; Rumiod Francesco; Jorda- ney Edmondo; Domaine Aldo; Bochet Ca- millo; Jordaney Carlo; Pompieri Etavel; Christille Silvano; Jocallaz René; N.N.; in memoria Christille Silvestro e Adele; in me- moria Centoz Giulio; Ducly-Luboz; in me- moria Pallais Albina; Cachoz; in memoria Zordan Maria; in memoria Charrère Oreste; in memoria Duet Octave; in memoria Savoie Serafino; in memoria Lale Perrin Angelica e Amedeo; Jordaney Bruno; Ferretti; Cam- pese-Lale Démoz; in memoria Charles Mi- chel; in memoria Centoz Battista; N.N.; N.N.; Bérard Venanzio; Cortiana; Pellissier Aldo; in memoria Lale Murix Ludivina; in memoria Del Negro Giovanni; Lavy Lino; in memoria Di Nunzio Salvatore; Oreiller Ri- ta; Rossan Fernanda; Pedoni; Boson Carlo; Chenevier; Ronzani-Bérard; Trentaz Giusep- pe; in memoria Pellissier Yuliano; N.N.; N.N.; N.N.; Lombardo; Carlin Provino; in memoria Zampieri Alfea; Cogmein Mario; Cogmein Enrico; in memoria Carlin Ottavia; Bodro; Jocallaz Elso; Terradura Lavinia; N.N. In memoria Fenoil Dario; Lale Lea; Jor- rioz-Micotti; in memoria Barmaverain Lui- sa; Conversano-Paillex; Centoz Agata; Cha- noux; in memoria Jaccod Lea; in onore S. Antonio; N.N.; N.N.; Lale Gérard Vincent; in memoria Lenta Maria; Champrétavy Re- né; Saccani; Jordaney Rina; in memoria Mi- cotti Renato; Lettry Dante; in memoria Let- try Marcello; Lettry Giancarlo; Ferrandoz Maurice; Boverod; Di Nunzio; Jocallaz Fran- co; Franchin; Parleaz Patrik; Fillietroz Elso; N.N.; Lale Démoz Teresa; Chanu; Belli-Cen- toz; in memoria De Mori Guido; in memo- ria Grimod Luisa; Glarey Leopoldo; Chenal- Lavy; Tussidor; N.N.; Petrolini; Squarzino; Nava Giuseppe; don Bruno; N.N.; Ferrare- se; Bianchi; Casati; Sapinet Livio; Pasquet- ti; Jocallaz-Bonin; Mautino; Garin Filippo; Montrosset-Dossan; Gerbore Emma; Chio- so Mario; in memoria Fenoil Linty Luigia; in memoria Lale Murix Ottino; in memoria 24 Berno Angelo; Persod Faustina; in memoria Savoye Pierre; Marthyn-Pascal; in memoria Cogmein Prospero; N.N.; in memoria Savoye Serafino; in memoria Zampieri Orsola; Co- gmein Bruno; Perri; in memoria Nassani Car- lo; N.N.; Lale Lacroix Luigi; Cabraz-Chri- stile; in memoria Lale Gérard Juliette; in me- moria Arnod Eliseo; per grazia ricevuta; in memoria Ceriano Edison; David Ernesto; Ze- moz; Varetti; Centoz Silvio; Battistioli Silvio; Bagnod Giancarlo; Barmaverain Gaod Cele- stina; Jacquin Marcello; Centoz-Glarey; Cen- toz Bernoline; N.N.; Martin Marcellina; An- selmet-Jocallaz; in memoria Paillex Ettore; Bonin Eddy; Anselmet Faustina. Totale L. 10.975.000 Per il Bollettino Centoz - Ocleppo; Charles Delfino; Co- gmein Bruno; Piccoli Giuseppe; Del Negro Giovanni; Del Negro Sergio; Del Negro Cor- rado; Guerra Pierina; Belli-Ceriano; Arnol- lin Camillo; Campese Marco; Lettry Geor- gette; Perlasco Mario; Perrone Noemi; Lale Lacroix Pacifico; Chiantelassa; Da Soghe; Petigat Ninfa; Jordaney Virene; Bétèmps Ar- mando; Luboz Livía; Primiero Mario; Jor- daney Raimonda; Morandi Carlo; Chabode Renato; Jordaney Edmondo; Domaine Aldo; Bois Adolfo; Christille Silvano; Jocallaz Re- né; Curiat Aristide; Lale Murix Ines; Gerbelle Pina; Ronzani Fortunato; Domaine Renato; Paillex Elso; Neyret Olga; Savoye Osvaldo; Bataillon; Jordaney Bruno; Campese-Lale Démoz; Lale Démoz Silvio; Lyveroulaz Ro- berto; Celesia Lubino; Challancin; Boverod; Bérard Venanzio; Fiorani; Berthod Aldo; Berthod Liliana; Cortiana; Lavy Lino; Bo- chet Aldo; N.N.; Rossan Luigi; Paillex Al- berto; Carlin Alessandro; Jorrioz-Micotti; Belley-Ocleppo; Vitton Mea Pierino; Vitton Mea Elina; Centoz Agata; Obert Lindo; N.N.; Rumiod Roberta; Arnod Maria; Ga- rin Luigi; Pallais Luigi; Camminada Pierina; Tomasset Pietro; Di Nunzio; Cerise; Barma- verain Dino; Cogmein Bruno; Petey Lindo; Belli-Centoz; Jordaney Anna; Gerbaz-Jorda- ney; Cogmein-Persod; sorelle Perdod; Neyret Gildo; N.N.; Anselmet Faustina; Savoye Osvaldo; Lale Lacroix Luigi; Ceriano; Ze- moz; Gerbore Emma; Paillex Ettore. Totale L. 1.218.000. magazzini GATTI Operazione assistenza – Lavatrici – Frigoriferi – Congelatori – Cucine – Lavastoviglie – Tv colore e bianco-nero – Apparecchi Hi-Fi – Video registratori – Aspirapolveri – Battitappeto – Lucidatrici – Macchine caffè 35 anni di esperienza al vostro servizio Consegna - Garanzia - Assistenza ovunque in Valle d'Aosta ATTENZIONE! sconto 5% su acquisti superiori a L. 200.000 portando questa pagina ai magazzini GATTI Via Festaz, 75 - 11100 AOSTA - Tel. 32946 - 44059 - 35 659