Paroisse de St Pierre Gennaio 1974: Vita comunitaria, bilancio ecclesiastico e dibattiti sulle tradizioni.
1-1974.pdfQuesto bollettino parrocchiale della Diocesi di Aosta del gennaio 1974, numero 1 del XV anno, funge da cronaca dettagliata della vita della comunità di St-Pierre. I temi principali spaziano dalla guida spirituale, con riflessioni sul ruolo della famiglia nell'evangelizzazione e sul significato profondo del Presepio, alla documentazione delle attività locali. Il documento include il rendiconto finanziario 1973 della Chiesa (evidenziando un attivo consistente e lavori futuri), i successi della compagnia teatrale locale che affronta temi sociali, e le celebrazioni per gli ex-combattenti e i pompieri. Vengono affrontati anche dibattiti cruciali per il paese, come la conservazione delle antiche cappelle e l'opposizione a progetti edilizi moderni. Infine, il bollettino registra le necrologie dettagliate e il resoconto delle generose offerte raccolte per la Chiesa, l'Asilo e la pubblicazione stessa, inclusi fondi comunali.
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Paroisse de St Pierre XVème ANNEE - N. 1 JANVIER 1974 BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE « Une année nouvelle ? 365 jours pour bien faire ! ». Les skieurs : les dessinateurs artistes des neiges. Photo: Tairraz - Chamonix La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana - Aosta
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FAMIGLIA ED EVANGELIZZAZIONE Anche i valori religiosi vengono trasmessi nell'ambito di questo par- ticolare rapporto tra genitori e figli. L'annuncio delle verità rivelate non è fatto tanto attraverso la parola quanto piuttosto con la testimonianza di ciò che di più profondo e autentico vi è nella vita religiosa dei genitori. E' un insegnamento che avviene inevitabilmente, anche quando i genitori non ne sono coscienti, e avviene anche quando, non avendo essi valori religiosi, annunciano una realtà terrena priva della presenza di Dio. Così capita che chi cerca di dare una esperienza religiosa a un bambino che non l'ha mai avuta, non si trova di fronte un bambino nuovo, ma di fronte ad un bambino che ha già sviluppato, a contatto con i suoi fa- miliari, un certo modo di vedere la realtà umana e quindi anche quella soprannaturale, a un bambino insomma a cui si dà qualcosa di diverso da ciò che finora ha ricevuto e che non è cancellabile. ALCUNE CONCLUSIONI PRATICHE 1) Coloro che celebrano il sacramento del matrimonio devono essere consapevoli che con tale sacramento essi testimoniano la loro fede e si propongono di continuare tale impegno nella vita coniugale. 2) La richiesta di un battesimo per il figlio di pochi giorni (il quale viene battezzato nella fede dei suoi genitori) non può prescin- dere dalla consapevolezza di assumersi l'impegno preciso di una educazione cristiana. 3) Quanti chiedono per i figli il catechismo, la comunione, la cre- sima, devono prendere coscienza del loro ruolo nella forma- zione religiosa: i genitori hanno una funzione insostituibile nell' educazione religiosa dei propri figli, e il sacerdote e il catechista non potranno mai sostituirla. 4) Un bambino di St-Pierre mi diceva « non ho mai sentito i miei genitori parlare di Gesù, eppure sono stati battezzati, si sono sposati in Chiesa, mi hanno battezzato». A noi renderci conto di una realtà che va conosciuta in tutta la sua complessità e nelle sue conseguenze. 2— La Chiesa casa di tutti Al termine di ogni anno il Parroco, come amministratore della Chiesa, presenta i conti di questa « casa comune ». E' una occasione per tutti di rendersi conto della situazione finanziaria della Chiesa, che è proprietà di tutti i cristiani del paese. ENTRATE 1973 collette festive e cassette 649.250 offerte fatte direttamente al parroco (pubblicate sul bollettino) 1.708.500 Totale 2.357.750 USCITE 1973 riscaldamento, luce, campane 287.099 impianto amplificazione 495.000 assicurazione 18.740 ostie, giornali, lezionari, messali, cancelleria, chieri- chetti, cantori, presepio 371.980 Totale 1.172.819 Attivo 1.184.931 fondo cassa precedente 2.986.571 fondo cassa attuale 4.171.502 Per la Chiesa, nel prossimo futuro, ci aspettano grossi lavori; da più di un anno il parroco sta trattando con le autorità regionali, per studiare lo stato di stabilità di tutto l'edificio. Maggiori particolari ve li darò in seguito, quando il piano dei lavori sarà più preciso. Bollettino Parrocchiale ENTRATE offerte 625.000 USCITE 538.415 attivo 86.585 Da notare che resta da pagare questo bollettino (più di 150.000); co- munque da quando vi è stato fatto notare le difficoltà finanziarie per continuare questo lavoro, le offerte sono giunte puntuali e sostanziose. — 3
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Teatro Dicembre 1973 1971 — In occasione del Carneva- le nasce, se così si può dire, « La Compagni di Théâtre de Saint-Pier- re ». Vi ricordate Touéno con la sua lunga scala ? Le prime scenette co- me « Lo Raccomando »? Noi ricor- diamo soprattutto l’atteggiamento favorevole del pubblico ed il suo ap- poggio di fronte alla nostra inizia- tiva. Da molti anni non si entrava più in quella ex « Chapelle des Pé- nitents » se non per rovinare le po- che cose ancora in piedi messe su con tanta fatica dalla generazione antecedente la nostra. A Meod si vendono terreni... 1972 — In occasione dell'inizio del nuovo anno si ritorna sulla scena forti del successo del debutto di un anno prima. Fin dall’ottobre del '71 si prova, si studia soprattutto si cer- ca di abbellire, per quanto possibile, la sala del Teatro. Tende, Luci, tap- pezzerie sul palco ecc.. Le spese sono tante, le casse quasi vuote, ma an- cora una volta il pubblico apprezza il nostro operato e ci ricompensa largamente. A questa edizione partecipa la Co- rale da poco formatasi e il fisarmo- nicista Luciano Fasolo di Quart. Nel- 4 — la primavera dello stesso anno la Corale organizza uno spettacolo. La « Compagni di Théâtre » vi par- tecipa con una scena ed è la sua terza esibizione. Aprile 1973 — 4° appuntamento con il pubblico che ancora una volta si dimostra entusiasta. Si rifà l'im- pianto elettrico, il palco viene siste- mato e, come al solito, si spendono parecchi soldi. Intanto il Comune e la Valle ci vengono incontro con dei larghi contributi che tirano un po' su il morale e... le casse! Arriviamo così al Dicembre 1973, per quest'anno la sala poteva rima- nere così. Ci siamo perciò detti che invece di lavorare con le braccia po- tevamo spremerci un po' le meningi! E così sono nate le 4 scene che vi abbiamo presentato negli spettacoli tra il 13 e il 23 del mese scorso. Fino a quest'anno ci eravamo limitati a riprendere le farse proposte dallo Charaban. Per il 1973 abbiamo volu- to fare tutto da noi. Pur rimanendo nello stile della farsa, della scena cioè che fa ridere, abbiamo cercato di proporre, attra- verso il contenuto, alcuni problemi attuali che coinvolgono un po' tutti. Così il problema della scuola e del lavoro connessi con la differenza di mentalità fra 2 generazioni diverse per esperienza di vita, per modi di agire, di pensare ecc., problemi che troviamo nella prima scena. Nella seconda, oltre al desiderio di evasio- ne dalla vita di tutti i giorni verso un mondo dove si viva più umana- mente, si poteva intravedere, tra l' altro, in che modo l'uomo d'oggi si possa lasciare condizionare dai mez- zi di informazione (radio, TV, gior- nale ecc.). Nella terza, il problema più scot- tante: quello della speculazione edi- lizia ai danni unicamente di noi val- dostani proprietari così come nella ultima scena dove si riscontra una colossale truffa ai danni di un Con- sorzio lattiero-caseario. Troviamo inoltre gli stessi temi nelle belle canzoni inedite scritte dalla Signora Marguerite Bétemps di Châtillon e da Graziana. Questi can- ti, così come la poesia declamata con un sottofondo di canti tradizio- nali valdostani, sono stati molto be- ne accolti sia per le loro parole sia per la dolcezza della musica. Tutto ciò ha costituito un lavoro molto impegnativo che ha richiesto parecchi mesi per essere portato a termine. Quasi tutte le sere ci tro- vavamo per scrivere le scene. Si è iniziato con la scelta degli argomen- ti per passare poi al numero dei per- sonaggi e all'ambientazione delle va- rie vicende. Abbiamo svolto un la- voro di gruppo che di per sé è stato molto interessante per le discussioni che ne sono nate, per i punti di vista di ognuno di noi. Dopo le prime battute, le più difficili in quanto si doveva cercare di rendere immedia- ta la situazione che si voleva pro- porre, il discorso i movimenti, le fra- si comiche venivano abbastanza spon- tanee. Ad un certo punto del nostro la- voro sembrava che si andasse un po' alla deriva vuoi per la scarsa parte- cipazione, vuoi per la stanchezza, ma poi è prevalsa la « ragione » e così, pur tra non poche difficoltà, siamo arrivati alla mèta. Rimaneva il trat- to più difficile: gli ultimi cento me- tri! cioè la reazione del pubblico. Diciamo subito che per noi è stata molto positiva. I consensi sono stati generalmente unanimi. Riteniamo che, a parte il discorso che abbiamo voluto portare avanti, dobbiamo cer- Tutta la « Compagni di Téâtre » care di migliorare la recitazione ed i movimenti. Purtroppo ci dobbiamo accontentare dei ritagli di tempo per le prove per di più al freddo e sem- pre la sera fin quasi verso mezza- notte. Per chiudere questa piccola relazione vorremmo riportare le ul- time battute della scena: La leitii nouva di Borg. Ange — Se no se feien po pi feun que hen, hisse s'ono no se peucon eun saloda! Casemir — De ten-s-en ten couche raé pe le couhe fan di bien! Francoué — Fan réché. Agathe — SPEREN! Con l'augurio che questo SPEREN, questa bella parola, sia accompagna- ta da fatti concreti, oggi più che mai, con la collaborazione e il senso civico di tutti. Con questa conside- razione, porgiamo un caloroso gra- zie a tutti coloro che ci hanno aiu- tato ed hanno dimostrato il loro in- teressamento al nostro lavoro. Guido — 5
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Davanti al nostro presepio Presepio del 1973 Sono uno dei tanti che durante le feste di Natale mi sono fermato da- vanti ad un presepio e precisamente nella bella Chiesa di St-Pierre. Un presepio molto bello e molto ricco di senso, moderno... La Madonna, S. Giuseppe il Bambino, i personag- gi sono tutti qui. Sulla destra una grande ruota con su fotografie di fatti di tutto il mondo e al centro la foto di St-Pierre. Sullo sfondo una piramide geometricamente costruita guardando la quale l'occhio si porta spontaneamente in un punto. Guida la presenza di questi tre gruppi una scritta che dà il senso di tutto il presepio, eccola: « Cristo è venuto. C'è ancora posto per lui in noi, nel nostro paese, nel mondo? ». Tutto molto bello, molto ricco, molto moderno... ma è altrettanto vero? Il presepio, segno di una real- tà, la significa oppure è una ipocrita bugia? Sebbene sia difficile rispon- dere in modo completo, vi propongo alcune riflessioni. Gesù è venuto. Formidabile realtà storica che ha cambiato il volto de- gli eventi. E' finito il tempo della grande attesa ed è iniziato il tempo 6 — pieno della salvezza. In quel bambi- no di Betlemme si sono incontrate due strade, due mondi, due volontà. La strada, il mondo e la volontà di un Padre che voleva rimanere fedele al bene dell'uomo e la strada, il mondo e la volontà dell'uomo che questo bene aveva rifiutato col pec- cato, tradimento primo e unico del suo essere uomo. In quel bambino il Creatore e la creatura ritrovano la pace perchè quel bambino è il Libe- ratore, il Salvatore del male dell' uomo. Essere amici di Dio è quindi il grande dono che Betlemme offre a tutti. Il dono è lì, ma chi lo accetta? chi lo gradisce? chi in questo natale l'ha fatto suo? chi lo porta ogni giorno con sè? Nella realtà chi ha fatto un posticino a Gesù in questo tempo? La risposta a queste domande ha tre dimensioni, ce lo ricorda il pre- sepio. Fare un posto a Gesù in noi è una grande avventura che capovolge e sconvolge la vita intera. E' prima di tutto accettare di essere dei po- veri peccatori, ammalati di egoismo, di malizia, di sconforto, di tristezza di vuoto; accettare anche il limite del poco bene che sappiamo fare, della poca gioia che incontriamo in fondo agli sforzi che ci sembra di fare. Poi è non addormentare quella sete di bene senza limite, godere che il nostro cuore non trovi riposo nelle cose materiali e cerchi un senso più pieno al vivere, non si accontenti di una vita banale e anonima, abbia bisogno di sentire che quello che fa ogni giorno vale non solo in quanti- tà ma in qualità. E questo lo scopre solo se si sente amato. Per Dio l'uo- mo non è una pedina, una ruota d' ingranaggio, ma ha un posto nel suo cuore di Padre dove ha un nome ben Un gruppo di «artisti» del presepio preciso perchè è suo figlio. Il batte- simo ci ha messi in questo stato di grazia nella mente del Padre e qui non so se in questo Natale abbiamo gustato qualcosa di questo privilegio che ci mette nella famiglia di Dio proprio perchè Gesù è entrato nella famiglia dell'uomo. Non so se abbia- mo colto il senso che prende ogni uomo nel nostro cuore, se quel senso vago di bontà e di doni che ogni Na- tale porta con sè si è sviluppato in un atteggiamento nuovo verso tutti, perchè tutti, in questa avventura cri- stiana, siamo veramente fratelli; se abbiamo sentito il bisogno di cessa- re di essere cattivi, ingiusti, pesanti, nei confronti degli altri; se abbiamo scoperto che la fonte della nostra tristezza è l'orgoglio che ci soffoca ogni giorno e ci rende soli al mondo, in ginocchio davanti a noi stessi e a quegli idoli (ricchezza, onori, pia- ceri a qualunque costo...) che ci fab- brichiamo con le nostre mani per la tristezza dei nostri giorni. E la gioia? La gioia, quella che si trova sulle porte di casa nostra, nelle profondità del nostro cuore cambiato dal mes- saggio di Cristo, nei valori che Lui ci ha proposto, quella gioia, dico, l' abbiamo ignorata perchè di Gesù ne facciamo a meno, il suo nascere sulla terra non ci importa, per noi è stato inutile e senza senso. Tanto è vero che il nostro battesimo non ci dice più niente, la nostra Comunione e Cresima dimenticate... la nostra ani- ma? è lì soffocata dalla vita che con- duciamo. La Messa? mai! Forse è Natale e Pasqua ma è una abitudine di famiglia, si è sempre fatto così! In fondo non impegna. Forse anche tutte le domeniche, guai a mancarla... ma questo sacrificio li- beratore non ci ha liberati da nulla: continuiamo a essere disonesti, ava- ri, chiusi... in altre parole a non vo- lerci bene sul serio. E allora? Allora non c'è posto per Gesù in noi, è ve- nuto invano a St-Pierre e nel mondo intero. Quando abbiamo augurato buon Natale siamo stati ipocriti e bugiardi. Oggi troviamo sovente persone che dicono di aver perso la fede, qualcu- no se ne vanta. Molti, credo, non hanno perso niente perchè non ave- vano niente da perdere. Ma se il mes- saggio di Cristo è facoltativo, cioè lo puoi prendere o lasciare, tutto di- venta facoltativo e per di più senza senso, che tu sia nella gioia o triste, in salute o ammalato, ricco o povero, onorato o disonorato...; arrangiati, sono affari tuoi che cesseranno quan- do un metro di terra ti coprirà! Quello sarà il grande stop di tutti i — 7
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tuoi sogni e il premio delle tue fa- tiche. A far festa saranno gli eredi! Queste assurdità che ci accompa- gnano spesso, lasciamole un po' da parte, ci fanno morire. Cerchiamo piuttosto di rivedere la nostra vita alla luce divina di quei valori che il presepio ci ha appena ricordato. Troteremo un modo nuovo di essere Davanti al monumento 8 — I tre neo-cavalieri felici assieme agli altri, i problemi del paese saranno risolti per la via più breve e l'umanità intera una con- vivenza più giusta. Non dimentichia- mo: un cuore che cambia, cambia il mondo intero. Non c'è altra strada! Ciascuno ne senta l'impegno e la responsabilità. S. B. Notizie di paese 4 NOVEMBRE Solennemente anche quest'anno si è celebrata la giornata degli ex-com- battenti: occasione di ritrovo, di ri- cordi. Al mattino, durante la messa in suffragio dei defunti, il Parroco ha ricordato quanti, dalle guerre fino ad ora, ci hanno lasciato, ed ha in- vitato tutti ad essere generosi inter- preti di un messaggio di pace. Poi al monumento, mentre le cam- pane suonavano la marcia del Piave, c'è stata la cerimonia ufficiale. Do- po un istante di raccoglimento e di preghiera davanti alla lapide-ricor- do, ha preso la parola Bochet Grato, presidente dell'associazione, il qua- le, ricordando i tempi duri di una volta, ci ha invitati a desiderare un mondo sempre più giusto e in pace. Sono stati poi consegnati dal Sin- daco e dal presidente tre croci di guerra ai neo-cavalieri Rossan Ci- rillo, Mondet Maurizio, Anselmet E- miliano. E' stata notata la presenza di mol- ta popolazione (anche tanti giova- PREGHIERA PER LA PACE Signore, donaci la carità. La carità che educa alla concordia, la carità che insegna la giustizia, la carità che costruisce senza mai demolire Quella carità che sopporta ogni cosa, che non opera divisioni, che non scende a volgarità, che non sobilla, che compie ogni cosa con magnanimità, che sa essere amica con tutti. Quella carità che sa perdonare e dimentica le offese altrui. Signore, togli dal nostro mondo ogni inimicizia. Che gli uomini si sentano fratelli. Stabilisci in ogni angolo della terra il tuo amore. Signore, tu sei la carità e ami la pace. Donaci la vera concordia, perchè possiamo vivere nella vera pace. S. MARTINO A VETAN L'11 novembre, nella cappella di Vetan, si è celebrata la festa di S. Martino. Era una occasione per tutti gli abitanti di ritrovarsi e di ringra- ziare Dio della stagione estiva ap- pena terminata. Non è che la presen- za fosse particolarmente imponente ma il gruppetto dei partecipanti ha passato una giornata in serena com- pagnia. Ultimamente alcuni abitanti della «nuova » Vetan hanno espresso il desiderio (anche con una lettera a- perta al bollettino di St-Nicolas) di ni); molto applauditi furono i tre festeggiati, che da anni aspettavano questo umile riconoscimento ai loro sacrifici di gioventù. Poi ci fu il pranzo al Grivola: qual- che buona bottiglia e qualche canto di una volta hanno rallegrato il ban- chetto, dando a tanti la gioia di ri- trovarsi insieme. avere tra l'altro una nuova cappella tra le villette. Il parroco dopo aver discusso della cosa con gli abitanti in occasione della festa patronale di Vetan (S. Lorenzo), si è dimostrato fermamente contrario (con l'appog- gio di grandissima parte della popo- lazione) alla proposta. Vorrei qui ricordare alcune af- fermazioni fatte dai richiedenti del- la nuova cappella. « La nuova cap- pella deve essere centro propulsore spirituale del nuovo Vetan, motivo e punto di coesione tra i nuovi e i vecchi abitanti, deve raggruppare i – 9
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praticanti, richiamare i lontani, sve- gliare gli interessi tra gli indiffe- renti. Non lasciamoci tentare dalla più comoda idea di possibili messe domenicali nella vecchia chiesetta che, seppure ubicata su un incante- vole poggio, è troppo decentrata e perciò non potrà mai rappresentare il cuore vitale del nascente villag- gio... » (Sig. Casati Italo). Il parroco risponde che si augura che certe frasi siano frutto più di poesia che di reali convincimenti. Una cappella tra le villette sarebbe « centro propulsore » spirituale men- tre quella tra le vecchie case dei con- tadini non potrebbe esserlo. La chie- setta nuova, trecento metri più su sarebbe « coesione fra i nuovi e i vecchi abitanti » mentre quella vec- chia costruita secoli fa dai sacrifici della povera gente, non potrebbe esserlo. L'affermazione poi che la vecchia cappella sia « troppo decentrata » per essere « cuore vitale » mi sembra molto facile ma di poca sostanza: quanta poca gente andrebbe nelle nostre chiese se le volessero alle porte di casa. Vorrei poi ricordare che i nostri vecchi villaggi, le nostre vecchie case, le nostre secolari cap- pelle, costituiscono un patrimonio di grande valore spirituale, del quale dobbiamo essere orgogliosi e gelosi custodi: sono una delle massime e- S. Martino a Vetan 10 — La vecchia cappella di Vetan spressioni della nostra civiltà alpi- na. Trascurandoli perdiamo una del- le nostre tradizioni e chiediamo a chi viene tra noi e dice di amare la mon- tagna e la sua civiltà di aiutarci a non tradire questi nostri beni. An- che per questo credo che per il mo- mento S. Lorenzo non ha ancora bi- sogno della sua villetta trecento me- tri più in su. *** S. BARBARA I nostri tre gruppi di pompieri (Rumiod, Etavel e Borgo) hanno ce- lebrato anche quest'anno la festa in onore della loro patronna. La Messa al mattino è stata per tutti l'occa- sione di ribadire il valore delle cose spirituali, poi il pranzo, i canti han- no portato gioia e desiderio di fra- ternità. Ai pompieri faccio conoscere que- sta lettera che ho ricevuto. « Ringrazi, signor parroco, a no- me mio e di tutta la popolazione, i bravi pompieri, che rendono un così grande servizio al paese. Ho sentito parlare di alcuni un po' in crisi, ho sentito dire che alcuni vorrebbero proporre un carro funebre per i fu- nerali... dica loro di tenere buono, di non lasciare cadere la nobile tra- dizione che fa dei nostri pompieri i fraterni accompagnatori dei cari defunti. Dovessimo un giorno veder cadere questa nobile tradizione, do- vremmo vedere con tristezza i gru- ppi-pompieri perdere il significato più alto e la ragione più profonda del loro esistere e della simpatia con cui la popolazione li segue. Un grazie poi rivolga, sign. Par- Pompieri di Etavel roco, a quei pompieri che, con alto rispetto per i nostri morti, sanno aspettare in Chiesa la fine della fun- zione: ci sono di grande esempio e lo sono soprattutto per quelli che con riprovevole abitudine stanno a fare l'allegra chiacchierata in piazza. segue la firma » Pompieri di Rumiod — 11
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I nostri defunti OFFERTE vuota casa di Etavel. 22) Il 29 novembre, a Bussan di sopra, è morta PALLAIS M. ELISA di anni 85, moglie di Ferrere Enrico. Tanti anni di sacrifici e di lavoro, compendiano la sua lunga vita. Don- na di grande memoria, amava ri- cordare le cose e le persone di una volta. Il bravo Henry e il figlio ne serbano caro ricordo. 23) Dopo una dolorosa degenza al- l’ospedale è morto, l’otto di dicembre a Bussan di sopra, CHRISTILLE LUIGI di appena 62 anni. Una malattia di cuore ha stron- cato la sua tempra di gran lavoratore e di buon contadino. Era marito e padre affettuoso, pronto all’amicizia e alla solidarietà. Per anni era stato consigliere comunale, interessando- si all’amministrazione pubblica. La moglie Albina e i figli trovano co- aggio nei suoi esempi di generosità. 24) Il 14 dicembre è deceduta all’ ospedale, dove era da tempo ricove- rata, BARMAVERAIN FEBRONIE, di anni 83. A pochi mesi dalla morte del fratello, con cui era sempre vis- suta, anche Febronie ha raggiunto la pace eterna. Il suo lavoro fu umi- le e nascosto, in tanti anni di ser- vizio nella casa parrocchiale di Brus- son. In questi ultimi anni la salute era crollata, e i nipoti l’hanno cu- rata con amore. 20) Il sette novembre è deceduta a Praximond BRANCHÉ MARIA DEL- FINA di anni 78, moglie di Tonso Bartolomeo. Da anni una dolorosa malattia stava distruggendo la sua forte fibra. Suo marito e le figlie portano nel cuore il ricordo della sua bontà e generosità, del suo la- voro instancabile. 21) Il ventisette di novembre, ad Aosta, dove si era recato per lavoro, è morto improvvisamente, a soli 60 anni, BRANCHÉ ADOLFO. Idraulico conosciuto e apprezzato, amava il lavoro che svolgeva con competenza. Socievole e buono lascia un grosso vuoto in chi l’amava e conosceva. La moglie Romilda, lo piange nella 14 — Per la Chiesa : In memoria Savoie Giorgetta; in me- moria Boverod Anaïs; in memoria O- reiller Emilio; N. N.; Pompieri del Borgo; in memoria Branche Delfina; in memoria Lale Michel; Persod Luigi; in memoria Glarey Giuseppe e Paolina; Pompieri di Etavel; fam. Vuyet-Bran- che; N. N.; in memoria Eugenio Croux; Parleaz Renzo; N. N.; in memoria Bo- chet Mirco; fam. Miret; in memoria Branche Adolfo; in memoria Pallais Elisa; N. N.; N. N.; in memoria Chri- stille Luigi; in memoria Barmaverain Adolfo e Febronia; Del Negro Giovan- ni; in memoria Savoie Giorgetta; in memoria Fenoil Dario; Saccani Ada- mo; N. N.; N. N.; Cognetn Mario; So- relle Paillex; Ferrere Henry; Rossan Cirillo; Borre Giuseppe; Lale Murix Marcello. Totale L. 370.000. Per il Bollettino : Da Soghe Dorindo; Lale Demoz Tom- masina; fam. Cortiana; Cognetn Ma- rio; Gorret-Cognetn; Lale Gérard Vin- cent; Cavassa Marco; Borre Giuseppe; Barmaverain Dino; Lale Murix Mar- cello; Lale Vera; fam. Battistioli; Pa- riset Erminio; Saccani Erminia; Da- vid-Piana; Barmaverain Pierino; Bar- maverain Adolfo; fam. Loropiana; Mo- randi Sebastiano; Oreiller Emilio; N. N.; Sapinet Angelica; David Ernesto; N. N.; Chiosso Remo; Martignene Gui- do; Bochet Camillo; Persod Luigi; N. N.; Vuyet-Branche; N. N.; Padre Lale Gérard; Pellissier Secondine; Parleaz Renzo; Rosset-Cheney; Christille Sil- vano; N. N.; fam. Miret; Amministra- zione Comunale (L. 100.000); Branche Adolfo; Terradura Ottavia; Bois Car- lo; N. N.; Christille Luigi; Del Negro Giovanni; Lettry Roberto; Sorelle La- le Murix; N. N.; N. N.; fam. Ottino; Oreiller Marco. Totale L. 304.000. Per l'Asilo : In memoria Fenoil Dario; in memo- ria Vaudois Francesca; in memoria O- reiller Emilio; in memoria Eugenio Croux; Parleaz Renzo; in memoria Pallais Elisa; in memoria Christille Luigi. Totale L. 77.000. — 15
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La pagina della donna in casa LO SFERRUZZARE: UN LAVORO UTILE E BENEFICO AI NERVI Il fare la calza, il lavorare di maglia, il far merletti e lo sferruzzare in genere può portare un discreto vantaggio eco- nomico nelle spese familiari; ma quel che più conta, questi stessi umili lavori, vanno a tutto vantaggio della salute: - calmano i nervi; - conservano e accrescono la mobi- lità delle dita; - imprimono al corpo un ritmo ar- monioso. Il fare la maglia e lo sferruzzare, sono perfino raccomandati in certe cliniche, per gli agitati maniaci e per gli ipocon- driaci; e questo tanto agli uomini che alle donne. * * * LA LONGEVITA' DELLE DONNE Le donne vivono più a lungo degli uo- mini. Questa verità che già era risaputa, ven- ne recentemente riconfermata, con dati statistici alla mano, dall'Istituto Naziona- le Francese della sanità e delle ricerche medicinali. Le statistiche più recenti di- cono così: la durata media della vita, in Francia e con molta approssimazione nei paesi Europei, è di anni 75,3 per le donne e di anni 67,6 soltanto per gli uomini. Le donne vivono dunque, in media, 7,7 anni più a lungo degli uomini. Le stesse statistiche dicono pure che oltre i 75 anni si conta un solo uomo contro due donne; un uomo contro 3 don- ne oltre gli 85 anni; e un uomo contro 5 donne oltre i 95 anni. Perchè gli uomini vivono meno a lungo delle donne? La scienza non lo dice con certezza, avanza solo delle ipotesi: forse l'organismo dell'uomo è meno resistente di quello del cosidetto « sesso debole », forse gli uomini soccombono più nume- rosi e anzi tempo a causa degli abusi di alcoolici, di fumo? o muoiono più nume- rosi a causa di incidenti di lavoro o di macchine? o a causa delle guerre? o, forse, per tutti questi motivi presi in- sieme ?... * * * LA FORZA ENERGETICA DEL SOLE Gli scienziati dicono che il sole spande e manda sulla terra, ad ogni giorno, una quantità di energia che è superiore a tut- ta l'energia che l'umanità ha sviluppato e utilizzato, sotto forma di combustibile, di forza idroelettrica, di macchinari e di muscoli, attraverso tutta la lunga storia della sua plurimillenaria esistenza. Il giorno in cui l'uomo riuscisse a cap- tare, a conservare e a utilizzare appieno l'energia che il sole ci manda, la crisi energetica che oggi ci fa soffrire sarebbe definitivamente risolta! E gli Arabi starebbero freschi coi loro « ricatti ». * * * I SETTE VIZI CAPITALI DEL « CAPO » Una « tavola rotonda » è stata, di re- cente, organizzata, in Svizzera, in una cittadina vicino a Berna, per individuare quali siano i principali e più gravi difetti dei « capi » e dei « responsabili » a tutti i livelli. Al termine della curiosa e interessante discussione ne è venuto fuori il seguente elenco che è stato definito « dei sette vizi capitali del Capo ». Eccoveli qui nell'ordine d'importanza stabilito: 1) non sapere prendere delle decisioni; 2) tutto fare da se stesso; 3) non avere fiducia nei propri dipendenti; 4) non aver tempo; 5) perdere la padro- nanza di se stesso; 6) non saper dare le notizie sgradite; 7) credersi e stimarsi in- fallibile. LUCILLA Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato). Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte ALFA confezioni AOSTA - VIALE PARTIGIANI - Tel. (0165) 32238 (di fronte al Cinema Lux) Informa la Spettabile Clientela che sono iniziate le TRADIZIONALI VENDITE IN OFFERTA SPECIALE con interessanti occasioni e saldi invernali