La Voce dei Campanili: Comunità, Fede e Vita Parrocchiale a St Pierre, Novembre 1972.
11-1972.pdfIl documento è il Bollettino Parrocchiale della Diocesi di Aosta, intitolato "La Voce dei Campanili / L'Echo de nos montagnes", numero di Novembre 1972, della Paroisse de St Pierre. Il bollettino combina profonde riflessioni spirituali sui temi di vita, morte, risurrezione e il significato del Natale, criticando il consumismo e invitando alla pace e all'impegno cristiano. Parallelamente, funge da dettagliato registro della vita comunitaria: documenta le attività della Corale parrocchiale, la celebrazione del 4 Novembre in onore dei Caduti, i resoconti della popolazione scolastica, e le statistiche vitali che includono numerosi battesimi, matrimoni e una lunga lista di necrologi. Il fascicolo si conclude con una rubrica di offerte in denaro e annunci pubblicitari locali.
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Testo Originale Estratto
Paroisse de St Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE XIIIme ANNÉE - N. 11 NOVEMBRE 1972 « Il faut aimer l'Eglise locale, com- me doit l'être une mère! Il faut considérer son propre clo- cher, comme le plus beau de tous». (Paul VI) Les sanctuaires sur nos montagnes: un témoignage de la foi de nos ancêtres, une prenante invitation à la prière, à la louange du Seigneur... La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana - Aoste
Testo Originale Estratto
St Pierre
Cari amici,
novembre è il mese che apre le porte all'inverno, i colori sgar-
gianti dell'autunno lasciano il posto al grigiore delle piante e della na-
tura. Novembre è anche il mese dei defunti.
Il nostro bel cimitero è stato meta di cure e di visite nel ricordo
di coloro che ci hanno preceduti. Quanti ricordi e nostalgie in quel
piccolo angolo di terra!
AMORE PER I DEFUNTI A SAINT-PIERRE ?
A St-Pierre, come un po' in tutti i nostri paesi, esiste un vero
« culto » dei defunti. I funerali sono sempre luogo di incontro e di par-
tecipazione, le messe per i defunti sono costanti e seguite, il cimitero è
visitato e tenuto con amore e non solo per evitare « brutte figure » nel
giorno dei morti.
Si direbbe quindi che da noi c'è molto spirito religioso, perchè si
incontra Dio per trovare in Lui i nostri cari defunti.
Ma poi ci si rende conto che la parola di Dio è ben lungi dall'in-
cidere nel nostro ambiente, nelle nostre decisioni, nel nostro modo di
agire; il cristianesimo resta una scelta di pochi e non un ideale per tutti
quelli che si impegnano nel « culto » dei morti.
Allora si vede che tutto il pensare e pregare per i defunti resta
fine a sè stesso; una commemorazione d'obbligo, per tradizione, un ri-
cordo necessario solo per sentimento.
A St-Pierre, come vanno ai funerali, molti ricordano i propri morti,
ma pochi sanno andare oltre, vedere il messaggio dei nostri defunti,
capire come ogni morte ci fa aprire gli occhi sulla vita, su Dio, sul
Vangelo.
LA MORTE E IL CRISTIANO
« L'uomo, dice Malraux, è l'unico animale che sa di essere morta-
le ».
« Perchè gli eroi dei suoi libri sono così angosciati? » chiedeva un
giornalista a Françoise Sagan, « E' il fatto di vivere col pensiero della
morte » gli rispose lei.
Non si è uomini se non si guarda in faccia questo mistero della
morte e se non si è trovato, non dico la soluzione, ma qualcosa per
cui sopportarlo.
E questo mistero non riguarda solo il fatto della nostra morte, ma
comporta l'ignoranza completa del nostro avvenire, la separazione to-
tale con chi è scomparso: un po' di terra sopra e tutte le nostre rela-
zioni più vitali si annientano. L'amore si dice più forte della morte,
però la morte separa inesorabilmente quelli che si amano, non conce-
dendo l'elemosina del minimo segno di vita, del minimo segno d'
amore. Davanti a questi muri insormontabili, si capisce chi è tentato di
ribellarsi. Ma è inutile ribellarsi contro ciò che non si comprende. Ri-
bellarsi è rinunciare e bisogna invece continuare a cercare.
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Testo Originale Estratto
Il mistero non è un assurdo. L'assurdo è ciò che non ha senso e che non può averne, il mistero è soltanto ciò che non avremo mai finito di comprendere. Alle tremende domande poste dalla morte, il Cristo più che a parole risponde coi fatti: vive e fa vivere. Con i suoi gesti e la sua vita fa capire che c'è il segreto di una vita che oltrepassa la morte, che qualcosa del- l'uomo sopravvive attraverso la morte come la coscienza persiste attra- verso il sonno. La morte, come il sonno, assomiglia all'annientamento, ma per tutti e due c'è il risveglio che smentisce questa apparenza. Gesù è colui che è morto e risorto. Il cristiano è colui che credendo in Gesù morto e risorto sa che la morte è vinta. Ma se la morte prende un altro senso, anche la vita ne acquista un altro. Non è una promessa l'affermazione di una vita futura, è una realtà immediata che coinvol- ge tutto noi stessi: occorre morire alle nostre ambizioni, ai nostri pre- giudizi, al nostro egoismo, per risuscitare già ora nella Sua fede. UNA PROPOSTA E UN IMPEGNO Più che a pregare per i defunti, vi invito a pregare con i defunti. Non sentiamoli così lontano: incontrando Dio incontriamo i morti che in Lui vivono. Ascoltiamo il loro messaggio, che è invito a impegnare la vita nelle cose che valgono. Il « culto » per i morti quando finisce lì è poco pro- ficuo, perché è un incontro superficiale, che non porta a capire e a vivere il messaggio di quanti ci hanno preceduto. UNA LETTERA Da una persona, che ha passato l' estate tra noi, ho ricevuto una let- tera interessante : ve ne pubblico una parte. Alcune critiche sono for- se un po' generalizzate, comunque se non altro fanno riflettere. Signor Parroco, sono una signora, non più giova- nissima, che ha passato parte dell' estate nel suo bel paese. Era la pri- ma volta che passavo la villeggiatu- ra in St Pierre: per una cittadina, abituata allo smog e al clima in- fernale, che sollievo passeggiare nel- le stradine dietro al paese, respiran- do l'aria pura e godendo la vista indimenticabile della Grivola e del Ruitor. Ma non è per questi elogi natu- risti, forse un po' letterari, che le invio questa lettera. 2 — Il primo dovere che svolgo è di ringraziare il Parroco che per più di un mese è stato il donatore del- la Parola e del Corpo di Gesù: ho ammirato il suo sforzo per rendere attuale e viva la Messa e... Alcune cose religiose inerenti al paese, mi hanno colpito e vorrei sot- tolineargliele per cercare di capire di più il paese... Ho notato che alla messa domeni- cale c'era tanta folla, ma mi è sem- brato di vedere molta poca gente del paese. E' vero? Ho letto in quei giorni un libro valdostano sulle bel- le tradizioni di chez vous e so che la tradizione religiosa ha avuto un posto grande nella vita valdostana. Ma è ancora così? Ho parlato con il mio padrone di casa e mi ha detto che voi valdo- stani siete fieri delle tradizioni, ci tenete, vi battete per esse... ma qua- li tradizioni? Il vostro particolari- smo esiste nel dialetto (che non tut- ti salvano), nell'autonomia ammini- strativa, nelle votazioni, nei cartelli. Ma quelli che erano i capisaldi della tradizione, il regionalismo ve- ro, la moralità politica e sociale, la lingua, la religione, dove sono an- dati a finire?... Una volta poi mi è capitato di an- dare in Chiesa in un giorno feriale e ho trovato su quel piccolo bel piazzalino, da cui si gode una vista e una pace particolari, una folla di uomini in attesa: c'era chi chiac- chierava (quasi tutti in dialetto), chi scherzava, chi fumava... ho pen- sato all'attesa di qualche cerimonia particolare, invece ho poi visto che era gente al seguito di un funerale. Dentro la Chiesa c'era la funzione, la preghiera, il ricordo, le lacrime dei parenti e fuori... che triste spet- tacolo! Non sarà anche questa una di quelle tradizioni da salvare! Ho chiesto e mi è stato detto che è ormai da tempo che esiste questa brutta abitudine. Ma come è possibile, signor Par- roco, nella nobile e religiosa Valle d'Aosta questo esempio di cattiva educazione? se uno non vuole an- dare al funerale religioso, perché dare questo triste spettacolo offen- sivo per chi muore e per i parenti e per tutti? E se uno di questi individui, abi- tuati all'allegra chiacchierata in piaz- za, muore, lei lo costringe ad entra- re in Chiesa? Ma se tutta la vita non ha voluto contaminarsi entrando, perché far- lo quando non può più rifiutare?... Chiedo scusa di questa lunga chiacchierata, forse un po' brontolo- na ma sincera. Le sarei grato se mi rispondesse, perché mi piacerebbe tanto conoscere di più il suo caro paese: la storia e le abitudini degli uomini mi aiutano sempre di più a capire questo mondo in cui vorrei passare con gli occhi grandemente aperti, in attesa che l'eternità mi dia la luce che forse ho cercato troppo invano. Grazie e preghi per me. Segue firma e indirizzo La pagina di noi giovani Siamo ormai alle soglie del Na- tale: presto le nostre case, le nostre strade saranno piene del festoso, re- clamistico richiamo del Natale. Il mondo dei consumi sta prepa- randoci il suo Natale, ma per noi giovani è solo questo? Ormai an- che il nostro mondo paesano e con- tadino ha perso tanto; anche a St Pierre si pensa ai regali, agli alberi, ai colori. Eppure noi siamo convinti che l' atto storico della nascita di Gesù, non è solo il momento iniziale della sua biografia privata, ma è un fat- to che coinvolge ogni uomo. E' un fatto che cambia il segno dell'esi- stenza: viene trasformato alla radi- ce il rapporto dell'uomo con Dio e di conseguenza il rapporto con gli altri e con le cose. Per la nostra e la vostra riflessio- ne vi presentiamo due poesie nata- lizie, e un brano della scrittrice Edith Stein morta nella camera a gas del campo di Auschwitz nell'a- gosto del 1942. — 3
Testo Originale Estratto
Gesù, tu vieni oggi, in questo nostro mondo. E lo trovi ancora diviso Un mondo senza pace, che cerca la pace. C'è frattura fra poveri e ricchi, fra giovani e adulti, fra bianchi e neri, fra popolo e popolo fra cristiani e cristiani. Nella stessa famiglia, molte volte, c'è divisione, separazione. O Cristo, tu sei presente e ci vieni incontro in chi è affamato di pane, di amore, di verità e di speranza; in chi è prigioniero della ricchezza o della miseria; in chi è ammalato nel corpo e nello spirito; in chi geme sotto il peso di strutture oppressive ed alienanti. Sei presente in ogni uomo, perchè ogni uomo sia uomo, perchè ogni uomo sia immagine di Dio. Tu ci vieni incontro nell'uomo e ci chiedi di essere concretamente il Cristo-amore per il Cristo povero, il Cristo-liberatore per il Cristo prigioniero. O Cristo, non siamo in pace tra noi uomini perché non siamo in pace con Dio. Il Natale si avvicina Quando i giorni si fanno sempre più corti, quando in un normale in- verno incominciano a cadere i pri- mi fiocchi di neve, allora, timidi e lievi, fanno capolino anche i primi pensieri di Natale. La sola parola sa d'incanto, un incanto a cui, si può dire, nessun cuore può sottrarsi. Anche gli uo- mini di altra fede e quelli che non ne hanno affatto, per i quali la vec- chia storia del Bambino di Betlem- me non significa niente, fanno pre- parativi per la festa e pensano co- me poter accendere qua e là un rag- gio di gioia. Le Christ est venu pour ouvrir nos yeux. L'AMOUR est plus fort que nos MISERES Da settimane e mesi scende su tutta la terra come una calda cor- rente di amore. Una festa di amore e di gioia; ecco la stella, alla quale tutti mirano nei primi mesi dell'in- verno. Ma per il cristiano si tratta anche di ben altro. La stella lo gui- da al presepe, presso il Bambino che porta la pace sulla terra. Certo ognuno di noi ha già gusta- to questa felicità del Natale. Ma il cielo e la terra non sono diventati una cosa sola. La stella di Betlem- me è una stella che ancor og- splende in una notte oscura. Dov'è il giubilo delle schiere ce- lesti? dove la silente beatitudine della santa notte? dov'è la pace sul- la terra? Pace sulla terra a coloro che sono di buona volontà: ma non tutti sono di buona volontà. Fu quindi necessario che il Figlio dell'eterno Padre discendesse dalla magnificenza del cielo, poiché il mi- stero del male aveva immerso la terra nell'oscurità. Le tenebre coprivano la terra, ed Egli venne come luce che brilla tra le tenebre, ma le tenebre non l'han- no compreso. A coloro che lo accol- sero, portò luce e pace: la pace col Padre che sta nei cieli, la pace con tutti coloro che sono ugualmente fi- gli della luce e figli del Padre che è nei cieli, e infine l'intima pace del cuore. 4 — — 5
Testo Originale Estratto
Il Battesimo nella Messa spingervi sia veramente la vostra fede? — Vostro figlio, per scegliere un giorno Gesù, dovrà conoscerlo: vi sentite di impegnarvi a dare a lui una vera educazione religiosa? — Sarà sufficiente un'istruzione fatta a parole? non è soprattutto ne- cessario che voi viviate da cristiani, per dargli l'esempio? ECCO UN GIUDIZIO DI UNA CRI- STIANA SU QUELLA CERIMONIA Domenica 17 settembre i piccoli Luca Lale-Lacroix, Mirca Bochet, e Raffaella Miret hanno ricevuto il battesimo durante la funzione della messa domenicale. La cerimonia è stata particolar- mente suggestiva e toccante per la dolcezza con cui i tre bimbi hanno ricevuto il sacramento, per la gioia radiosa di genitori e padrini e per la partecipazione della comunità par- rocchiale. La liturgia stessa, imper- niata sul tema del battesimo, ne sot- tolineava l'importanza ed il valore e rendeva la funzione ricca di pro- fondi significati. Il bambino non può vivere da solo: nei primi anni della vita è la fami- glia che vive per il bimbo. I geni- tori hanno donato la vita: pensano anche a nutrirla, a curarla in caso di malattia, a difenderla dai peri- coli. Il battesimo pure dona al bam- bino una nuova vita: tocca ai geni- tori curare e far crescere anche que- sta vita, affinchè, fatto adulto, egli possa scegliere personalmente, ed in piena coscienza, di essere cristiano, perchè così lui vorrà. Da queste considerazioni nascono alcune domande per i genitori: — Voi portate a Gesù, nel Batte- simo, il vostro figlio: vi pare che a Raffaella riceve il battesimo Per la prima volta anche a Saint Pierre abbiamo dato il Battesimo solennemente, nella Messa, con la partecipazione di tutta la comunità cristiana, che riceveva con gioia questi suoi nuovi membri. E' stata una cerimonia molto se- guita e giudicata molto bella e ric- ca di significato. L'aspetto unanimemente giudica- to più appariscente nel nuovo rito è l'importanza data alla famiglia del bimbo. I neo battezzati con i genitori, padrini e madrine e il parroco 6 — La Corale di St Pierre - anno 1972 A più di un anno dalla sua rico- stituzione, ci è particolarmente gra- dito poter esporre in queste pagine, così seguite da noi tutti, l'attività svolta dalla Corale di Saint-Pierre durante quest'estate. Infatti, oltre alla solita, seppure importante partecipazione al radu- no annuale delle Corali tenutosi ad Aymavilles il 28 Maggio 1972, ab- biamo preso parte a diverse mani- festazioni canore, sagre e feste, fra le quali: — 3me Festival du vin « Petit Rou- ge » - Aymaville; — Fiera del legno di St Nicolas; — Convegno di diverse Corali a Introd; — Fête des Emigrés - St-Nicolas; — Sagra della Polenta - La Salle; — Serata Canora - folkloristica di Aosta; — Partecipazione alla chiusura « Corso dei Patoisants » - St- Nicolas. Una presenza così frequente alle più svariate manifestazioni, oltre ad essere una conferma del favore go- duto dalla Corale di St Pierre pres- so il pubblico, è anche, a nostro modesto parere, il logico risultato dell'assidua presenza alle lezioni di canto tenute settimanalmente dal Maestro Carlo Poser, dal vivo desi- derio di perfezionarsi e soprattutto da un impegno, serio e consapevole sino ad oggi dimostrato da tutti. Ottimismo dunque, per il momen- to più che giustificato e confortato dai primi buoni risultati raggiunti che ci incoraggiano a proseguire con buona costanza. Unico neo ad un così bel quadro, che ci permettiamo di evidenziare solo per realismo ed obbiettività: l' La corale di St-Pierre ad Aymaville — 7
Testo Originale Estratto
esigua presenza in seno alla corale dei Giovanissimi. Questa assenza se non nell'immediato futuro, sarà cer tamente negli anni prossimi sentita e costituirà purtroppo un elemento di notevole « handicap » per l'inse- rimento di nuove voci nel Coro. A loro dunque in particolare ri volgiamo un caldo invito ed inco raggiamento, ed a tutti i Saint Pie roleins il nostro saluto più cordiale. Un componente la Corale CORALE DI SAINT-PIERRE TENORI PRIMI 1) Brunet Teodoro 2) Charrère Evasio 3) Domaine Simone 4) Fenoil Remo 5) Lale La Croix Ernesto 6) Perlasco Mario 7) Persod Sisto. BASSI PRIMI 1) Besenval Odino 2) Charruaz Enrico 3) Cognejn Enrico 4) Lettry Giancarlo 5) Luvison Giovanni 6) Oreiller Marco 7) Persod Pietro, Pallais Guido. TENORI SECONDI 1) Arnod Renato 2) Battistioli Silvio 3) Champrétavy Rosito 4) Celesia Lubino 5) Dayné Augusto 6) De Belli Gianfranco 7) Glarey Augusto 8) Lale Gérard Aldo 9) Ronzani Fortunato 10) Ronzani Guido, Carlin Sandro. BASSI SECONDI 1) Cognejn Mario 2) D'Agostino Nino 3) Marquis Maurizio. Fête du bois et des Emigrés - St-Nicolas 6 agosto 1972 8 - Il 4 Novembre Giorno di ricordi, giorno di in contri, giorno di serena fraternità per i nostri « ex combattenti ». La cerimonia si è iniziata con la Messa in suffragio dei Caduti, du rante la quale il Parroco, ricordan do i morti, invitò a seguire il pre cetto dell'amore, che eviterà in av venire i dolori e le tragedie delle guerre e chiese a tutti l'impegno di spazzar via egoismi e personalismi, sì che non si debbano più innalza re monumenti ai caduti. Dopo la funzione religiosa, il cor teo si recò al monumento per la de posizione della corona di fiori: do po la benedizione prese la parola il presidente Bochet Grato, invitando all'unione, alla fraternità e alla gio ia in una giornata che ricordando le paure del passato è impegno per un avvenire migliore. Il tradizionale e festoso «rancio» si tenne a Rumiod «chez Venance» (un pullmann era a disposizione dei festeggiati). Buon vino, canti di gio ia, allegre risate, furono ingredienti di un pomeriggio festoso. Poi ci fu una scappata col pul mann sino a Rhêmes St Georges do ve si era inaugurato un monumento. E a sera la festa continuò fino a tarde ore; ci furono i tradizionali Preghiera al monumento dei Caduti quattro salti, che fecero dimenticare i reumatismi e gli acciacchi a tanti nonnini cavalieri. Per il 4 novembre: L'avvenire dei figli Quando ero piccolo, il mio papà mi prendeva sulle ginocchia mi cantava alcune canzoni erano le canzoni dei suoi 18 anni, Si va al monumento ai Caduti - 9
Testo Originale Estratto
canti della grande guerra. Poi smetteva di cantare e racconta- [va: quelle parole le ricordo tutte, una [per una, quelle storie fatte di avanzate e ri- [tirate, di fiumi attraversati, di lunghe attese nelle trincee, di ragazzi che morivano al fianco, [davanti, dietro. Di ragazzi che non sapevano e che [un giorno si erano trovati in mano un fucile, «tu devi sparare» avevano detto; avevano sparato, « ma perchè?» a- [vevano chiesto, «per l'avvenire dei tuoi figli». Quelle canzoni, quelle parole, mi [hanno insegnato che l'avvenire dei figli non sta nelle canne dei cannoni e [dei fucili, ma nel non farli sparare, perchè quando sparano anche se vai [avanti, vai sempre indietro. «Andate in tutto il mondo, predicate l'Evangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; chi invece non crederà sarà condannato». (Marco 16,15-17). A SCUOLA Ecco la popolazione scolastica e- lementare di St-Pierre. Capoluogo: Classe I, 17 alunni - ins. Lale Vera. Classe II, 24 alunni - ins. Rusche- na Gina Marchini. Classe III, 13 alunni - ins. Jorda- ney Romea Jaccod. Classe IV, 14 alunni - ins. Daren- sod Lina Di Nardo. Classe V, 19 alunni - ins. Nelva Stellio Ida Dalla Vecchia. La Charrère: Ins. Bozon Anna: Classe I, 1 alunno; Classe II, 2 alunni; Classe III, 3 alunni; Classe IV, 4 alunni. Rumiod: Ins. Pedoni Letiziana: Classe I, 2 alunni; Classe III, 1 alunno. Scuola Materna: Più di 40 bambini sono presenti. Insegnanti: Suor Elisa e Gerevini Lina. A tutti l'augurio di un buono e proficuo lavoro. NUOVI MEMBRI DEL POPOLO DI DIO 4) Il 26 maggio battesimo di Co- gnein Marzia Maria Carolina di Bru- no e di Traverso Nadia. Padrini: Traverso Adriano e Lanivi Rosella. 5) Il 25 giugno battesimo di Ar- nod Luisa Giuseppina Maria di Al- do e di Chabod Lucia. Padrini: Ar- nod Piero e Chabod Bruna. 6) Il 9 luglio a Vetan battesimo di Sapinet Alina di Livio e di Tho- masset Maria. Padrini: Carenzo Giu- seppe e Laura. 7) Il 9 luglio a Vétan battesimo di Genestrone Gian Luca Silvio di Pier Antonio e di Lugon Lea. Padrini: Gnavi Gustavo e Lugon Silvana. 8) Il 10 settembre battesimo di Fazzari Giorgio di Francesco e di Callà Elisabetta. Padrini: Callà Giu- seppe e Scalabrina Palmira. 9) Il 17 settembre battesimo di Lale-Lacroix Luca di Luigi e di Mi- cotti Giovanna. Padrini: Vuillermoz Roberto e Micotti Lorenzina. 10) Il 17 settembre battesimo di Bochet Mirca Marcella di Camillo e di Domaine Vilma. Padrini: Domai- ne Aldo e Dossan Elida. 11) Il 17 settembre battesimo di Miret Raffaella di Basilio e di Char- rère Amata. Padrini: Pallais Renzo e Perrin Ida. 12) Il 12 novembre battesimo di Barmaverain Fabio di Alessandro e di Savoye Paolina. Padrini: Savoye Attilio e Maquignaz Maria. La classe V dell'anno 1971-72 con l'insegnante Lale Vera 10 — — 11
Testo Originale Estratto
« Al di sopra di tutto vi sia la carità che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perchè ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! (Coloss. 3, 14-15). ...chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha la vita eterna e non cade in giudizio, ma passa dalla morte alla vita... ». (Giov. 5,24). NUOVI FOCOLARI CRISTIANI 4) Il 27 maggio si sono uniti in Matrimonio Vésan Riccardo di Tor- gnon e Lettry Lucia nativa di St- Pierre. Furono testimoni del rito: Galeri Giovanni e Chabod Gabriella. Gli sposi abitano a Torgnon, fac- ciamo loro cari auguri. 5) Il 29 giugno, giorno di S. Pie- tro, si sono sposati Marincola Vin- cenzo di Pizzo (Catanzaro) e Riggio Maria Teresa nativa di St Pierre. Testimoni: Mileto Domenico e Or- lini Vittorio. I nonni della sposa vivono anco- ra tra noi e li preghiamo di farsi portavoce dei nostri auguri. 6) Il 26 agosto si sono sposati Pastoret Enrico di Introd e Pedoni Franca di St Pierre. Furono testi- moni: Pedoni Letiziana e Giacum- bo Antonio. A questa giovanissima famiglia facciamo auguri di bene e lunga serenità. 7) Il 9 settembre si sono uniti in 12 — matrimonio Courthoud Mirco di Vil- leneuve e Besenval Irma di St Pier- re. Testimoni: Parleaz Ida e Cur- thoud Ezio. Attualmente gli sposi vivono a Villeneuve, ma pare che il buon clima e una nuova casetta li faran- no ritornare tra noi, auguri. 8) Il 9 settembre matrimonio tra David Luigi di Villeneuve e Pariset Ivonne di Rhêmes St Georges, do- miciliata a St Pierre. Testimoni fu- rono Luboz Bruno e Ferrod Nelly. Auguri tanti a questa nuova fa- miglia, che si è stabilita a Ville- neuve. 9) Il sette ottobre matrimonio di Fenoil Remo di St Pierre e Corbet Angela di Villeneuve. Testimoni: Perruch Idelma e Campese Marco. Hanno fissato la loro dimora al Borgo e facciamo loro l'augurio di vivere in serenità la loro promessa di amore. I NOSTRI DEFUNTI 13) In una notte tragica, il 27 maggio, è morto Parleaz Luigi di anni 42. Ci sono cose e gesti che tut- ti vorremmo inesistenti, ma che la vita ci presenta ancora così attuali e dolorosi. La misericordia di Dio sia la no- stra speranza, la bontà degli uomi- ni sia il nostro ideale: queste le co- se per cui abbiamo pregato attorno a quella bara. *** 14) Il quindici giugno nell'Ospe- dale di Aosta è morta Gerbore Pal- mira di anni 72, moglie di Ceriano Innocent. Dopo tanta sofferenza, la brava Palmira, circondata dal gros- so affetto del marito e dei figli, ha raggiunto la pace eterna. Sperava di poter abbracciare il figlio, la nuo- ra, e la nipotina, in arrivo dal Ca- nadà, ora guarda tutti dal luogo do- ve gli affetti si mantengono eterni. *** 15) Alla bella età di 92 anni è morta Christille Elisa, vedova di Duc Eleuterio. Ancora robusta, ma ormai da anni nella cecità assoluta, desiderava tanto la pace dell'eter- nità. Gli occhi della fede, la luce di Cristo, gli hanno aperto gli oriz- zonti dove si vede anche nella ce- — 13
Testo Originale Estratto
città. La sensibilità del cuore, i sa- crifici di una lunga vita, restano le pietre miliari di una esistenza spe- sa nel bene. * * * 16) Il 23 luglio improvvisamente decedeva Broglio Lino di 74 anni. Un malore improvviso lo coglieva per strada e dopo poche ore moriva in ospedale. Viveva solo nella sua casettina dietro al castello, amava la libertà anche se priva di comodità e piena di solitudine. Dalla morte di tutti i suoi cari, persone buone si curavano di lui e anche nella morte ha trovato chi ha voluto farlo riposare nel picco- lo cimitero dell'amata St Pierre. * * * 17) Dopo breve ma dura malat- tia è morta all'età di 65 anni Bois Perside moglie di Bois Carlo. Nati- va di Valgrisanehe, ricordava sem- pre con nostalgia il suo Fornet, do- ve aveva lasciato la casa e tanti ca- ri ricordi. Donna buona e di fede è vissuta per i suoi cari, facendo del bene nell'umiltà e nel silenzio. An- che nei momenti duri della vita ha avuto coraggio e speranza. * * * 18) Il nove agosto è deceduta al- l'età di 76 anni Lale Gerard Mar- cellina, moglie di Jordaney Arturo. Donna intraprendente, generosa e serena, ha lasciato in quanti l'han- no conosciuta e incontrata un vivo ricordo. Maestra dei villaggi alti, in gio- ventù, ha sempre conservato uno spirito di testimonianza e di sag- gezza. Aveva una fede silenziosa e schietta e lascia ai suoi cari e a noi 14 — tutti un caro esempio di vita bene spesa. * * * 19) All'ospedale di Aosta il 14 a- gosto decedeva Borney Dorina di anni 67. Di salute malferma era da parecchio ricoverata in una casa di riposo ad Aosta. Chi l'ha conosciu- ta ricorda una donna di preghiera, che amava la Chiesa come luogo di incontro e di speranza. * * * 20) Il 16 agosto moriva Luboz Giuseppe di 50 anni, dopo un lun- go periodo di malattia, che pian piano aveva minato la sua forte fi- bra. Uomo di lavoro e di compagnia, solo il male aveva potuto fermare i suoi coraggiosi impegni. A Etavel nella casa, che aveva costruito con tanti sacrifici, lascia la moglie Olga. * * * 21) Il diciannove agosto è morto Pozzini Giovanni di anni 75. Nativo di Trecate (Novara) era da molti anni tra noi, lasciando il ricordo di un uomo dal buon ca- rattere e generoso. Ha lavorato mol- to; vedovo da tanti anni, ha saputo con coraggio affrontare difficoltà e sacrifici. Ha riversato sul figlio e sui nipoti tutto l'affetto e la dedi- zione del suo grande cuore. * * * 22) Il nove settembre è morta Ballatore Adelaide di 88 anni, vedo- va di Franco Pietro, nativa di Ales- sandria. Da anni abitava nella no- stra stazione, curata con amore dal- la nuora. Aveva passato grandi do- lori con la morte del marito e dei due figli. Ebbe fede che l'aiuto nel- la speranza. Ogni mese riceveva il Corpo di Cristo quale pegno di ge- nerosità e di vita eterna. * * * 23) E' stato sepolto a St-Pierre il 18 settembre Jaccod Giuseppe di Aosta, per lunghi anni emigrato in Francia: amava il nostro paese e qui ha voluto riposare. * * * 24) A Rumiod il 17 settembre mo- riva Vailler Beatrice, sposa di Lale Murix Enrico, di anni 59. Da anni minata da un grave male, ebbe sem- pre un coraggio grande. Affrontò cure e malattie con straordinaria generosità. Donna lavoratrice, amava la fa- miglia e per essa donò sacrifici e salute. La fede silenziosa e umile l'aiuto nel bene e nella sofferenza. * * * 25) Dopo una ennesima crisi car- diaca è morto all'ospedale Del De- gan Egisto di anni 64, nativo di Ene- monso (Udine). Da tempo la salute malferma lo invitava al riposo e alla tranquillità, ma la sua intraprendenza e vitalità lo lasciavano raramente fermo. Ave- va girato la Valle per commercio e dappertutto lo ricordano come uo- mo cordiale e vivace. * * * 26) Il tre ottobre è morto Abelli Gildo di anni 74, vedovo di Chau- viati Giulia. Emigrato in Francia, lì si era sposato e aveva lavorato du- ro per dare vita e beni ai suoi cari. Ritornato da noi era vissuto con la sua famiglia a Bebelon. La morte della moglie Giulia l'anno scorso aveva dato un duro colpo alla già poca salute. Resta per noi il ricor- do di un uomo generoso. * * * 27) Dopo breve ma crudele ma- lattia, il primo novembre è morto Barmaverain Pierino di anni 74, proprio mentre stavamo per com- memorare tutti i fratelli defunti. Di fibra robusta l'avevamo visto lavorare con impegno i campi e le vigne che i suoi cari gli avevano la- sciato. Il male in breve tempo lo portò alla fine, ma sempre la gene- rosità gli diede luce e coraggio. Ha saputo portare nella vita e nel cuore la fede in cui i suoi avi avevano vissuto. * * * 28) Il due settembre è deceduta all'ospedale, dopo mesi di dure sof- ferenze, Lale Demoz Silvia di anni 86. Grande lavoratrice, aveva sapu- to nella vita raggiungere buoni ri- sultati. Sarta conosciuta e apprez- zata, ha insegnato il mestiere a mol- te apprendiste, che ancor oggi ri- cordano gli indirizzi della vecchia maestra. Desiderava tanto un fune- rale solenne e con tanta gente, è stata accontentata. — 15
Testo Originale Estratto
OFFERTE Per la Chiesa: Cogmrein Marzia 5000; Fam. Bondé 10.000; Maria e Adele Paillex 4000; Luboz Robert 5000; N. N. 40.000; in memoria Domaine Ernesto 15.000; in memoria Dreiller Emilio 5000; in me- moria Gerbore Palmira 5000; in me- moria Parleaz Luigi 15.000; N. N. 3000; in memoria Conchatre Marziano lire 10.000; Lanier Luigi 9000; Bochet Gra- to 8000; N. N. 5000; Fam. Arnod in memoria Isabel Aldo 10.000; in me- moria Christille Elisa 20.000; in me- moria Luboz Giuseppe 10.000; Cham- pretavy René 4000; in memoria Barni Giovanni 10.000; Besenval Cesare 1000; in memoria Oreiller Eliseo 10.000; in memoria Borney Dorina 20.000; in memoria Pozzini Giovanni 10.000; in memoria Bois Perside 8000; N. N. lire 3000; in memoria Lale Gérard Mar- cellina 10.000; in memoria Del Degan Egisto 20.000; in memoria Domaine Ida 5000; Petigat Ninfa 500; Charles Michel 8000; in memoria Jaccod Giu- seppe 10.000; Centoz Giovanni 10.000; N. N. 2000; in memoria Vailler Beatri- ce 10.000; N. N. 9000; Chenal François 1000; N. N. 300.000; Borre Giuseppe 2000. Per il Bollettino: Sorelle Lale Murix 5000; Lale Mu- rix Eligio 1500; N. N. 2000; N. N. 5000; Berard Battista 2000; Christille Lu- cienne 1000; Paillex Pierina 2000; Ru- miod Donato 2000; Fam. Zampieri 5000; Primiero Mario 2000; Centoz Dionigi 1000; Therisod Simon 1500; Chentre Umberto 1000; N. N. 3000; N. N. 2000; Luboz Letizia 1000; Theri- sod Camilla 3000; Fam. Boano 1000; 16 — Lettrv Dante 2000; N. N. 2000; Jaccod Rita 1000; Zemoz Franco 3000; Co- gnerin Marcellina 1000; Jordaney Artu- ro 3000; Lale Demoz Silvia 1000; Ce- riano Innocent 1000; N. N. 1000; Lale Demoz Silvio 3000; Besenval Albert 2000; N. N. 200; N. N. 2000; N. N. 2000; Pellissier Arsene 1000; Lale Demoz Luigi 1500; Lale Perrin Angelina 5000; Jocallaz Elso 1000; Tonso Bartolomeo 5000; N. N. 10.000; Fam. Sapinet 3000; Parleaz Luigi 5000; dott. Masoero 1000; Pallais Luigi 1000; N. N. 2000; Ceria- no Roger 10.000; Conchâtre Mareziano 2000; Bochet Grato 2000; N. N. 5000; Fam. Da Soghe 2000; Arnod Alfredo 3000; Champretavy René 3000; Co- gnein-Bonin 4000; Besenval Cesare lire 2000; Therisod Camilla 4000; Jordaney Sivio 3000; Bois Charles 2000; N. N. 2000; Christille Ivo 500; Jacquin Ali- dor 2000; Savoye Julien 2000; Negro Renata 2000; Petigat Ninfa 500; Char- les Michel 2000; N. N. 2000; Lale Mu- rix Enrico 5000; Caminada Domenico 2000; don Gadda 10.000; Chenal Fran- çois 1000; N. N. 1000; Borre Giuseppe 2000; Rumiod Francesco 1000; Sapi- net Angelique 2000. Per l'Asilo: Matrimonio Centoz-Vauthier 5000; in memoria Rosset Enrico 3000; in me- moria Oreiller Emilio 5000; in memo- ria Parleaz Luigi 10.000; Fam. Frassy 10.000; N. N. 1000; N. N. 1000; in me- moria Borney Dorina 10.000; in me- moria Lale Gerard Marcellina 10.000; in memoria Domaine Ida 5000. Un caro saluto a tutti. Il parroco Don Aldo confezioni per uomo, signora, ragazzo LA SOCIALE VESTE TUTTA LA FAMIGLIA A PREZZI IMBATTIBILI Corso Batt. Aosta 12 - Tel. 40.8.06 AOSTA informa che da domani ha inizio una ECCEZIONALE OFFERTA SPECIALE A PREZZI CHE AVEVATE DIMENTICATO per UOMO Abiti lana a partire da L. 15.000 Pantaloni lana » » L. 3.500 Giacche » » L. 7.000 Cappotti » » L. 15.000 per SIGNORA Abiti lana a partire da L. 3.500 Tailleurs » » L. 9.000 Cappotti » » L. 20.000 per RAGAZZI Pantaloni corti a partire da L. 1.500 Giacche » » L. 5.000 Abiti » » L. 7.000 Cappotti » » L. 8.000 Abitini bimba » » L. 3.500 A chi acquista una mantella da L. 5.000 verrà offerto in omaggio un paio di pantaloni Venite, mille altre occasioni Vi attendono!