Mélange: Vita e Cultura a Saint-Pierre tra Storia, Comunità e Sviluppo Urbano nel 2000
mélange 2000.pdfQuesto documento è una raccolta di articoli tratti da "Mélange", la pubblicazione quadrimestrale della Biblioteca Comunale di Saint-Pierre, con particolare riferimento ai numeri di Aprile e Dicembre 2000. Il contenuto offre uno spaccato dettagliato della vita locale e regionale, coprendo l'evoluzione storica e urbanistica di vari villaggi (come Ordines, Praximond e Sarriod), le tradizioni, i mestieri e la vita delle famiglie. Ampio spazio è dedicato alle attività dell'amministrazione comunale di Saint-Pierre, inclusi interventi infrastrutturali, l'approvazione del Piano Regolatore e le decisive azioni post-alluvione del 2000, che hanno visto una forte mobilitazione di gruppi di volontari e la Pro-loco. La rivista promuove anche la cultura attraverso laboratori teatrali, iniziative della biblioteca per la lettura e recensioni di libri, affrontando al contempo temi di attualità come la biotecnologia alimentare e l'agricoltura biologica. Un focus ricorrente è sulla solidarietà comunitaria e la valorizzazione del patrimonio locale e umano.
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Mélange Quadrimestrale della Biblioteca Comunale di Saint-Pierre Anno 5 n° 1 Aprile 2000 Aut. tribunale di Aosta n° 9/96 Sped. abb. post. art. 2 - comma. 20/c legge 662/96 C.P.O. contiene I.P. Ordines Villaggio di Saint-Pierre mt. 630
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2 Mélange Direttore responsabile Marco Carlin Comitato di redazione Vanda Champrétavy, Denise Chappuis, Walter Chentre, Christian Chioso, Germano Dionisi, Marina Lale-Murix, Claudio Obert, Ferruccio Sommariva Direzione e Redazione c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre Progetto grafico Arnaldo Tranti Realizzazione e Stampa Tipografia Valdostana C.so Padre Lorenzo, 5 11100 Aosta Editoriale Cosa mangiamo? Perché? E cco, dopo parecchi mesi di totale si- lenzio ritorna in prima pagina un ar- gomento di indubbio interesse. Sto parlando della biotecnologia appli- cata ai cibi. La maggiore risonanza è legata ai "cibi transge- nici, Seattle, WTO". Sono nomi che, in mente al- meno di chi legge, comunemente si fanno fre- quentemente per dirimere una questione. Alcuni mesi orsono la comunità internazionale si è riu- nita in Seattle, in America il WTO, l'Organiz- zazione Mondiale per il Commercio, per sta- bilire se fosse possibile commercializzare li- beramente prodotti agricoli e semi transgenici. Una parte (USA, Canada, Argentina, Uruguay) era favorevole alla liberalizzazione, l'altra parte (Europa e paesi in via di sviluppo) era con- traria. Innanziutto cosa sono i cibi transgenici? Sono cibi che, grazie alle conoscenze scientifiche, ven- gono ottenuti in laboratorio modificando la struttura originale della cellula, ottenendo mag- giore resistenza ai batteri e migliori caratteristi- che dal punto di vista della produttività. Perché i paesi legati agli USA vogliono poter esportare questi cibi? L'investimento tecnologico che hanno fatto fa sì che negli USA si trovino superficie mondiale transgenica per un fattura- to di 1500 milioni di dollari. Seguono Argentina col 15% e Canada col 9%. L'Europa (1%) e l'Italia (1%), l'industria italiana è a zero. Questi dati sarebbero più che sufficienti per ogni buon politico, ma i paesi produttori non sono però riusciti ad ottenere una completa liberalizzazio- ne, né hanno voluto forzare la mano di fronte ad una opposizione che porta due punti forti: l'agricoltura europea e dei paesi in via di svi- luppo crollerebbe non potendo contare su pro- dotti più "belli" e a minor costo. L'opinione pubblica europea è culturalmente più ambientalista. Per rimediare il fallimento di Seattle la comunità internazionale si è nuovamente riunita per sta- bilire comunque un accordo in materia e, a fine gennaio, i maggiori quotidiani italiani interpre- tavano così l'accordo ottenuto a Montreal sulla biosicurezza alimentare. Un sotto-protocollo per tutti: 130 paesi adottano uno storico proto- collo sulla biosicurezza: si potranno chiudere le frontiere agli alimenti transgenici. In verità in quelle maglie si fanno larghe in quanto ogni singolo paese, in base a tale accordo, dovrà di- mostrare se effettivamente il prodotto è nocivo e legiferare in materia: dividi et impera. Provate ad immaginare il più povero paese in via di sviluppo: quale analisi o deniego può opporre di fronte ad una "offerta" così liberista? Come possiamo sapere che cosa comporterà sul nostro fisico una mutazione genetica degli alimenti e fra quanto tempo? La ricerca scientifica ufficia- le al riguardo è ancora molto cauta. Mi rendo conto che, se una frenata pur minima si è verifi- cata da parte della superpotenza americana, ciò è dovuto alla sollecitazione dell'opinione pub- blica su un argomento che in Europa e nei ceti medi americani sta acquistando peso politico: salute e ambiente. A dimostrazione di ciò basti pensare che i paesi esportatori hanno ottenuto, nell'accordo di Montreal, che le etichette dei cibi geneticamente manipolati siano oggetto di stu- dio da definirsi entro due anni; evidentemente la consapevolezza di una crescente attenzione del consumatore induce i produttori a mimetizzare quanto più possibile ogni menzione di transge- nicità. L'Unione Europea invece ha stabilito, è no- tizia recentissima, che i cibi geneticamente ma- nipolati siano segnalati al consumatore previa una apposita etichetta. Ciò avverrà quando la percentuale modificata supererà l'1%, non sarà possibile o comunque molto difficile controllare né la materia prima né controllare prodotti d'im- portazione da Paesi nei quali non vige tale nor- mativa. Esistono ancora scappatoie anche se qualcosa in merito si sta facendo. La Spagna, la Germania e anche l'Inghilterra, quest'ultima con una inversione di tendenza di 180°, hanno vie- tato totalmente la vendita di prodotti genetica- mente manipolati. C'è da chiedersi a questo pun- to perché si verifichino comportamenti così di- versi nella Comunità di fronte ad un quesito che può avere una sola risposta. Ci si può ancora chiedere se i Paesi che hanno vietato i prodotti in questione abbiano agito tutelando la salute dei cittadini oppure privilegiato scelte commercia- li; in entrambi i casi sarebbe interessante cono- scere la logica dei restanti Paesi. Marco Carlin Ordines Questa volta ho trovato l'unica persona vissuta ad Ordines dal 1928 P resentando i villaggi del nostro paese, molti avran- no osservato che non ho seguito un filo logico... ma c'è una ragione in questo. Io faccio molto affidamento sulla testimonianza di persone che hanno conosciuto i vil- laggi, che vi sono nati o vissuti, che ne conoscono la storia. Questa volta ho trovato l'unica persona vissuta ad Ordines dal 1928, anno in cui la sua famiglia iniziò a costruire la sua casa. Ordines è sempre stato un villaggio piccolo, adagiato ai piedi della collinetta del «Chateler» a 731 m. sul livello del mare e di- stante 500 m. circa dal borgo di Saint-Pierre. Vi si giunge sia percorrendo la strada regionale per Saint- Nicolas, sia aggirando la collinetta, dal Municipio e dal Castello. Prima del 1928 il villaggio era costituito da due case in cui vi vivevano due famiglie (Zemoz e Dayné) e un anziano uomo solo di nome Joseph di cui si sa ben poco. La famiglia Zemoz era composta da due fratelli ed una sorella che abitavano parte dell'anno a Rhemes, a Chanavey, dove ge- stivano alpeggi, pascoli e boschi. Alle spalle del villaggio, tra le vigne, c'era una baracca chiama- ta Lo micho di rat (la casa dei topi). Una leggenda o un raccon- to popolare dice che apparteneva ai Signori del Castello di Introd che avevano quaggiù molte vigne. In autunno, nelle can- tine facevano la vinificazione. Spesso però avvenivano dei fur- ti per cui fu fatta una grande trappola e il «topo» fu catturato. Da qui il nome dato alla costruzione. Nel 1928 il padre della signora Rumiod Irene, la mia interlocu- trice, comprò l'immobile, pagò una certa cifra e in più costruì un'altra casetta per sostituire lo micho di rat. Questa costruzio- pala buttare fuori la sabbia che di notte si era depositata sul fon- do e poi trasportarla a destinazione con dei carretti. Un po' più in alto a circa 750 m. sul livello del mare, il villaggio si ingrandì. Nel '38 venne aperto il rifugio degli Alpini del <<Val- cordevole>>, un ristorante che diventerà poi la nuova sede della Microcomunità. In quelle stalle si stabili' il 7° reggimento degli Alpini <<Valcordevole>>. Erano più o meno 2000 uomini. Nella stessa zona, in una piccola costruzione ancora esistente, nel '39, in primavera, all'entrata in guerra della Francia, furono costruite le caserme là dove ora ci sono la scuola e la Microcomu- nità. In quelle stalle si stabili' il 7° reggimento degli Alpini <<Val- cordevole>>. Erano più o meno 2000 uomini che vi rimasero fin al 1948. In quelle sopra c'era la salmeria. Verso la fine della guerra, dopo gli alpini, ci fu l'artiglieria alpina. Per parecchio tempo rimasero vuote e poi vi si installarono vari laboratori (falegname- ria, lavorazione del ferro, del marmo ecc.) Nel '51 fu costruita la casa dei Cabraz, al confine con Villeneuve, in cui si è installato un albergo. Nei decenni successivi fu costruite altre case, lungo la strada reg. per Saint-Nicolas. (sopra) L'Hôtel Grivola nel 1948 (sotto) ...Quando si poteva passeggiare sulla regionale di Saint-Nicolas ne, modificata, esiste ancora ed è il garage della famiglia Cabraz. Qui il proprietario abitava, talvolta anche una settimana, du- rante il periodo del lavoro delle vigne. Nel '28 quindi il signor Rumiod iniziò la costruzione della sua casa. Nella cantina trovò una galleria rinchiusa con pie- tre. Scavò e dopo alcuni metri trovò una pergamena che ri- mase in casa loro finché negli anni '40, in tempo di guerra, un signore disse che l'avrebbe fatta decifrare. Gli affidarono la pergamena ed egli sparì e con lui il segreto della perga- mena. E dopo una delusione, un fatto allegro... Una mattina, nella cantina, fu trovato un cesto, di quelli col coperchio Dentro, sorpresa, fu trovata una gallina nera. Non si seppe mai chi di- menticò il cesto, un viandante stanco di ritorno dal mercato, due innamorati smemorati?... La ricostruzione richiese enormi sacrifici sia per i pochi sol- di di quei tempi, sia per le fatiche umane necessarie. Alle quat- tro del mattino bisognava salire alla piscina di Verne, con una
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4 Negli anni '30 - '40 tutto il terreno intorno a Ordines era colti- vato a pascolo e vigne. Più tardi vennero tolte le vigne e pian- tati meli.. Il signor Rumiod (come fecero poi altri dopo di lui) commerciava in frutta, aveva due squadre di operai per la rac- colta, una a Sarre e una a Saint-Pierre. La strada per Saint-Nicolas è stata costruita nel 1918. Era carrozzabile, ma molto stretta. Fu asfaltata nel '50 circa... alla vigilia di una elezione... Il fondo stradale fu fatto con «bo- gnasse» prese dalla Dora. Gli operai bagnavano il fondo con un in- fiatolo e poi si asfaltò. Naturalmente non durò molto, dopo pochi anni, dopo esser stata rifatta, era tutta una rovi- na. Era ripida. Le pietre miliari furono messe da un Gerbore poi proprietario di un magazzino di mezzi agricoli ad Aos- ta. Il primo camion che arrivò ad Ordines fu di proprietà del si- gnor Rumiod. Era un «Lancia» di color verde scuro ed era sta- to la vettura del Conte Rossi di Rhêmes. Allora esistevano frecce laterali e, siccome la strada non era molto larga, suc- deva spesso o quasi quotidianamente che arrivassero a casa penzoloni. Davanti all'attuale albergo «Grivola» c'era una scarpata con dei pioppi altissimi ai cui piedi si sentivano cantare i grilli. Sembra che, su un piccolo terreno adiacente al piazzale ci fosse una pic- cola piscina dove veniva fatta macerare la canapa. Ora il villaggio, dopo un periodo in cui comprendeva tutte le costruzioni sui due lati della strada regionale per Saint-Nicolas, si è di nuovo ristretto. La strada è diventata quasi una pista di rally (vista la velocità a cui vanno le auto), è rimasto un villag- gio prevalentemente agricolo e spesso si vedono animali da cor- tile liberi nei prati. La «collinetta» si è ripopolata di uccelli ed animaletti, visto che la vegetazione è abbastanza folta. Una nota allegra si è infine aggiunta con la costruzione della scuola e, durante la giornata, se il tempo è bello, si sentono le voci dei bimbi che giocano all'aperto. Vanda Champrétavy 5 Il laboratorio teatrale È da cinque anni che la biblioteca organizza un laboratorio teatrale per i ragazzi del nostro paese. A curare questo corso è la brava Paola CORTI, af- fermata attrice valdostana. All'inizio è stato un viaggio nel mondo della recitazione e dei suoi vari modi di espressione: potrebbe sembrare noioso, ma vi assicuro che è bello sapere perché veniamo tutti rapiti dal- le interpretazioni dei grandi attori e provare ad imitarli. Nel corso di questi anni abbiamo conosciuto vari autori, an- che i famosi Molière e Shakespeare di cui abbiamo reci- tato alcuni brani tratti dal Malato immaginario e dall'Amleto, aggiungendo ogni volta qualcosa di nostro, ideato nei mesi di prova, creando così un misto, fra il testo classico e il mo- derno, immaginato da noi ragazzi. E se fino ad ora i testi erano già pronti per essere recitati, que- st'anno Paola ci ha proposto una sfida: scrivere le pièces da recitare, abbinarvi le musiche e le luci giuste, perché il teatro è questo: un mix fra parole, gesti, ombre, emozioni e musica. Così, anche se inizialmente perplessi, ci siamo detti: «perché no?», e abbiamo cominciato a cercare e selezionare brani fra i libri che ci avevano maggiormente colpito. Ad ogni incontro sceglievamo i testi che più si avvicinavano al tema di riferi- mento scelto inizialmente fino ad arrivare ad un vero copio- ne. Come ho detto sopra la musica è una parte importante del lavoro teatrale e quindi, sempre su suggerimento di Paola, abbiamo cercato e trovato tantissime canzoni che, oltre a pia- cerci, fornivano un'ottima base per le nostre scelte letterarie. In un incontro Paola ci ha fatto ragionare sui nostri senti- menti e ricordi, bisognava solo «svitare» quella parte di noi che li racchiudeva, poi le parole uscivano dalla bocca come un fiume entrando a far parte del copione, rendendolo ancor più personalizzato. Finalmente il lavoro di ricerca e riscrittura dei testi era ter- minato e non ci restava che assegnare le parti, non è stato dif- ficile perché si è cercato di dare ad ognuno i pezzi scelti ini- zialmente. Ora non ci resta che impararli bene aggiungendoci le nostre emozioni per lo spettacolo finale. I nostri incontri si svolgono il sabato pomeriggio dalle 17 alle 19, le ultime lezioni sono invece individuali, infatti ci eserci- tiamo una volta per volta con Paola sicché siamo obbliga- ti a dare il meglio di noi! Attualmente il nostro gruppo comprende ragazzi di età com- presa fra i 13 i 17 anni, siamo molto uniti tra di noi e soprat- tutto dalla nostra insegnante perché ci ha trasmesso, oltre ad una bella amicizia, la passione per il teatro. Daniela Belley I ragazzi alle prove Artigiani a Sant'Orso 2000 30 e 31 gennaio 2000... 1000 anni di Fiera di Sant'Orso e forse più, chissà. A volte mi soffer- mo a pensare a come po- teva essere allora la Fiera e con quali sacrifici la gente arrivava da ogni parte della Valle per scambiare o vendere gli oggetti che era riuscita a prepa- rare durante l'inverno: i cestini e le gerle, le scale e i ra- li, i sabot e le calze di lana grezza e altri oggetti di uso co- ne lavorati dalle loro mani esperte. Qualche ricordo e un abbraccio augurale a tutti coloro che ci hanno fatto vivere questa Fiera Millenaria ...e le prossime! Quante cose sono cambiate. Oggi la Fiera è una grande espo- sizione con un'infinità di espositori che ogni anno portano le loro opere, i loro lavori a disposizione di chi riempie le vie della città alla ricerca di qualcosa da acquistare: un fio- gio, un cucchiaio o forse una scultura importante, un no vedere dentro al tron- co molto prima che qual- che forma precisa venga notata da un occhio pro- fano; la radice di un albe- ro non è «una radice di sarpa, o ancora un paesaggio alpino, ma noi non le vediamo queste cose fintanto che gli artigiani non espongono quella che «era» una radice sui banchi della Fiera. Anche a Saint-Pierre ci sono artigiani che portano le loro opere alla Fiera, qualcuno sulla piazza Chanoux, altri nelle vie del borgo, al solito posto o quasi: artigiani che fanno ruo- tare la loro vita intorno ai pezzi di legno fino a farne un me- stiere, il lavoro di tutti i giorni; o hobbisti che preparano gli oggetti per la Fiera dell'artigianato che si svolgono in Valle: scultori, a volte hobbisti e a volte lavoratori a tempo pieno. Non sto qui ad elencarli, vorrei solo fare un elogio al loro im- pegno, alla fantasia e all'amore che mettono nel realizzare tante cose: dal bassorilievo i cui personaggi sembrano muo- versi sotto il nostro sguardo curioso, alle scale di tutte le for- me e dimensioni; dai mobili di una bellezza impalpabile che non possiamo fare a meno di accarezzare per «sentire» quel- lo che hanno da dirci; dagli oggetti intagliati in modo sem- pre più minuzioso e preciso ai giocattoli di tutti i colori e per tutte le età; dai fiori di legno dalle forme nuove e colorate alle sculture quasi «viventi». Con queste immagini ancora vive nella mente e nel cuore, in- sieme ai volti degli espositori intenti a sistemare gli oggetti sui banchi e, dopo tanti anni di temperature rigide, senza sentire troppo freddo, vorrei augurare loro un futuro ricco di fantasia e di salute per continuare ciò che stanno facendo perché la Fiera di Sant'Orso fa bene a tutti! Grazie. Marina Iale Murix 1000ª fiera di Sant'Orso Porta Pretoria
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6 Primo carnevale dei bimbi L a manifesta- zione ha vi- sto parteci- pare una nu- trita folla di bambini delle scuole elementa- ri, accompagnati da Sabato 4 marzo a Saint-Pierre si è svolto il primo carnevale dei bimbi Partenza del carnevale dalle scuole genitori, parenti e amici, che si sono dati appuntamento in un fa- stoso corteo. Il serpentone della parata, un po' disordinato, ha prosegui- to ma nei pressi della Scuola materna, sno- dandosi attraverso rue de la Liberté per percor- rere a ritroso il borgo. La passeggiata, durata cir- ca due ore, si è conclusa con l'arrivo alla scuola elementare. Curiosi i costumi in carta e cartoncino che, per la realiz- zazione, hanno tenuto a lungo occupati i bambini, e gli insegnanti. Gli alunni sono stati premiati sia dal successo sia dallo spettacolo loro destinato offerto al termine della sfilata presso il salone maggiore della scuola ele- mentare... e poi verso le 17 è arrivato il tanto sospirato rinfresco, con bibite, bugie e torte. L'organizzazione di questa prima festa di carnevale è stata coordinata da alcuni membri delle associazioni del nostro pae- se, coadiuvati dal prezioso aiuto dei nu- merosi volontari. L'evento ha avuto una buona affluenza di pubblico e la soddisfa- zione di chi l'ha fortemente voluta è stata grande. Nella serata ha avuto luogo il naturale pro- seguimento della giornata. Molti membri della nostra comunità si sono ritrovati per degustare pasta e fagioli, minestrone e sa- lumi festeggiando e ballando nel locale gentilmente concesso dai nostri vigili del fuoco. Questa la cronaca del primo carnevale dei piccoli di Saint-Pierre, la speranza e le attese per il futuro sono molte e se il buon giorno si vede dal mattino, come recita il proverbio, non sono sicuramen- te mal poste. Claudio Obert Bambina in maschera Lavori di potenziamento dell'acquedotto comunale nonché ripristino e sdoppiamento della rete fognaria. 7 A cura dell'Amministrazione comunale In coincidenza con i lavori di potenziamento dell'acque- dotto comunale, nonché ripristino e sdoppiamento del- la rete fognaria in comune di Saint-Pierre, appaltati di- rettamente dall'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, che verranno realizzati sul territorio comunale nel prossimo triennio, al fine di dare ampia informazio- ne alla popolazione su quanto sta avvenendo, con parti- colare riguardo alla tipologia dei lavori in corso, e di coin- volgere gli utenti in termini di reciproca collaborazione, necessaria per gestire al meglio la fase di intervento re- lativa agli allacciamenti, si rende noto l'avviso pubblica- to dal Sindaco in data 22 marzo 2000. AVVISO IL SINDACO INFORMA Il Sindaco informa che, a partire dalla primavera 2000, il territorio di Saint-Pierre sarà interessato dai seguenti la- vori: • rifacimento di ampi tratti d'acquedotto e realizzazione di nuove vasche; • realizzazione di limitati tratti di fognature per acque nere; • realizzazione della rete di smaltimento delle acque bianche, che risulta indispensabile affinché, con l'entrata in funzione del nuovo acquedotto e l'allacciamento alle acque nere, i costi di smaltimento per la popolazione sia- no collegati all'effettiva portata delle sole acque nere. Per acque bianche si intendono esclusivamente: • le acque provenienti dai tetti; • le acque di raccolta dei piazzali e delle superfici esterne impermeabili; • le acque dei fontanili; INVITA QUINDI LA POPOLAZIONE A collegarsi alla rete delle acque bianche per tutti gli scarichi non domestici sopra individuati, ricordando che gli oneri per gli allacciamenti sono così attribuiti: • Presenza di scarico unificato in fognatura: l'utente dovrà provvedere a sue spese, direttamente o tramite l'im- presa appaltatrice del lotto, ad effettuare lo sdoppiamento della linea ed il nuovo collegamento di scarico del- le acque bianche o eventuale immissione in canali irrigu- i. • Presenza di doppia tubazione (una per acque bianche ed una per acque nere) all'interno dei pozzetti esistenti: l'onere per il collegamento della tubazione all'interno del pozzetto delle acque bianche è a carico dell'Amministrazione comunale. Gli allacciamenti di cui sopra dovranno essere eseguiti nel corso dei lavori di scavo e posa delle tubazioni da parte dell'impresa appaltatrice e comunque prima dell'esecuzione del tappetino finale d'asfaltatura (per strade comuna- li e/o asfaltate in genere). Per quanto riguarda invece gli allacciamenti alla rete del nuovo acquedotto comunale si comunica che: • Allacciamenti esistenti: tutti i tubi degli allacciamenti saranno sostituiti a carico dell'Amministrazione comuna- le, nel tratto compreso tra il nuovo pozzetto sino al confine della proprietà privata. • Allacciamenti richiesti dalle utenze non ancora collegati all'acquedotto comunale: tutti coloro che prevedono, in futuro di usufruire del servizio pubblico, possono, a proprie spese, far posare dall'impresa appaltatrice dei la- vori un tubo usufruendo dello scavo previsto per la posa della condotta principale, previa presentazione della richiesta d'allacciamento all'ufficio tecnico comunale. L'alimentazione definitiva del nuovo acquedotto sarà effettuata solo dopo la messa in esercizio di tutta l'opera. Per dubbi specifici, i privati potranno contattare direttamente l'assistente del cantiere Geometra Berthod Enrico (tel. 0335/6758364) oppure la direzione lavori nelle persone dell'Ing. Principato Carmelo (acquedotto) e Ing. Louvin Paolo (fognatura). Saint-Pierre, li 22 marzo 2000 F.to IL SINDACO
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8 A cura dell'Amministrazione comunale Definitivamente approvata la variante al piano regolatore AL seguito della deliberazione n. 2 del 20 marzo 2000 con la quale il Consiglio comunale ha accolto le pro- poste di modificazione avanzate dalla Giunta comu- nale, la variante n. 8 al piano regolatore comunale è definitivamente approvata. Si è così concluso un lungo e complesso iter che ha visto l'Amministrazione comunale impegnata nella revisione del P.R.G.C. approvato nel 1983, revisione affrontata alla luce dei se- guenti aspetti: Valutazione delle innumerevoli richieste avanzate nel tempo da soggetti privati, tese ad ampliare le zone destinate all'edifica- zione residenziale Alto grado di attuazione del piano regolatore, fatta eccezione per alcune parti del territorio legate a presupposti socio-economici che non hanno trovato pieno riscontro quali, ad esempio, una sostenuta offerta alberghiera lungo la S.S. n. 26 Necessità di rivedere la localizzazione di numerose aree desti- nate a servizi, in special modo parcheggi, sia in relazione alla venuta decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio sia in rela- zione di operare scelte localizzative maggiormente rispon- denti a criteri di razionalità, efficienza ed economicità Soddisfacimento di esigenze connesse all'abitazione primaria Incremento dell'azione di tutela di ambiti territoriali aventi una rilevante connotazione paesistico-ambientale Ulteriore impulso del settore terziario, soprattutto nei settori commerciale e direzionale, da affiancare alle previsioni concre- tizzate con la variante relativa alla zona di Brevan Rinvenimento di alcune scelte di sviluppo rimaste inattuate e risultanti ormai obsolete (vedi il previsto dominio sciistico del monte di Vetàn), stante anche il mutato quadro economico re- gionale. Tale revisione non ha comunque voluto snaturare il quadro urbani- stico ormai consolidatosi, bensì si è concretizzata in una genera- lizzata serie di affinamenti puntuali che nel loro insieme hanno ri- sposto alle esigenze derivanti dalle mutate condizioni socio-econo- miche del Comune, dai diversi presupposti di sviluppo e dalla necessità di mantenere, per quanto possibile, una caratterizzante leggibilità del territorio unitamente ad una pregevole offerta di vivibilità della po- polazione, data sia da un'adeguata infrastrutturazione sia da una equi- librata espansione dell'insediabilità residenziale. Le principali innovazioni apportate dalla variante hanno per tanto ri- guardato: A) L'attualizzazione ed una migliore leggibilità della cartografia di aggiornamento B) L'individuazione, quali centri storici, dei villaggi di Meod, Ordines, Breyes, Cogmein e Seez C) Lo scorporamento del vasto agglomerato storico del Borgo, con l'esclusione di tutto il patrimonio edilizio di più o meno recen- te edificazione non avente tali caratteristiche D) Una contenuta espansione delle zone destinate alle nuove resi- denze, mediante un minimo ampliamento di quelle già esisten- ti e l'individuazione di alcune altre che in pratica sono però un completamento di ambiti già parzialmente edificati E) La riconversione a funzioni prettamente residenziali delle zone C facenti capo alla località Cogmein e Seez dove, in quest'ultima, è stata riservata la possibilità di realizzare un intervento comu- nale F) Il completamento, senza più l'obbligo del P.U.D., del compren- sorio facente capo alle villette di Vetan e Meod nonché l'indivi- duazione di due apposite zone da destinare ad attività ricettive nelle due località G) L'ampliamento della zona artigianale di Preille, l'esplicita previ- sione di infrastrutturare il settore con viabilità e parcheggi non- ché la possibilità di insediarvi anche attività commerciali H) L'incremento del numero di comparti del territorio agricolo sot- toposti a salvaguardia paesistico-ambientale I) Una particolare attenzione nell'individuare e localizzare i ne- cessari parcheggi pubblici Come detto, l'approvazione della variante n. 8 è avvenuta dopo un complesso iter iniziato formalmente con la presentazione in Regione dello strumento urbanistico il 13 agosto 1998 e di fatto conclusosi con il recepimento di alcune modificazioni proposte dalla Giunta re- gionale, iter che non ha visto modificare sostanzialmente l'imposta- zione della variante, ma che ha permesso di apportare svariati e ne- cessari affinamenti dovuti all'accoglimento, parziale o totale, di 42 osservazioni sulle 56 presentate da cittadini. La maggior parte delle osservazioni ha riguardato la previsione di spazi pubblici e, in tal senso, va sottolineato il positivo approccio di- mostrato dagli interessati, quasi sempre improntato a fornire utili ele- menti per una soddisfacente risoluzione delle problematiche da ambo le parti. Delle quattro modificazioni proposte dalla Regione, quella più im- portante riguarda la necessità di subordinare il rilascio di concessio- ni per nuovi fabbricati residenziali alla verifica del rispetto, in ogni anno, del rapporto funzionale di 3 a 1, in termini volumetrici, tra i predetti interventi e quelli concernenti il recupero del patrimonio edi- lizio esistente; tale disciplina riveste certamente un peso notevole nel- la pratica attuazione del piano regolatore per cui il Consiglio comu- nale, pur accogliendone il principio, si è riservato la facoltà di appor- tare necessari correttivi tramite una successiva variante. Per concludere, si segnala che l'applicabilità della variante avverrà non appena pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione l'avviso inerente alle decisioni assunte con la citata deliberazione consiliare n. 2/2000 e che da tale pubblicazione le modificazioni apportate alle aree edificabili avranno effetto anche ai fini dell'I.C.I. per l'anno 2000. L'interno di questo numero di Mélange i lettori troveranno un opuscolo informativo predisposto dall'Amministrazione comunale riguardante la raccolta differenziata dei rifiuti nel nostro Co- mune. È importante che tutti gli utenti lo consultino attentamente per fare in modo che ciascu- no rispetti la tipologia di rifiuto venga recuperato e smaltito correttamente, anche allo scopo di mantenere i punti di raccolta per il più possibile puliti. Inoltre il coinvolgimento della cittadinanza più attenta per- mette di migliorare l'efficienza e di abbassare i costi del servizio, mantenendo al minimo la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (R.S.U.); considerato che lo smaltimento di quelli riutilizzabili (ad es. vetro, carta, plastica, pile, farmaci, cartoni, ferro, erba ecc) con la raccolta differenziata è gratuita. Vale ancora la pena informare, infine, che l'attuale grado di differenziazione nel nostro Comune è del 13,697% al 1° novembre '99 e del 15,74% nel secondo semestre, il che ha permesso di raggiungere sinora gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla R.A.V.A. e soprattutto di mantenere la tariffa minima di 33 L/kg. Tenendo conto che, per l'anno 2003, l'obiettivo fissato è del 35%, a maggior ragione, si ribadisce l'importanza di una fattiva partecipazione nell'azione di differenziazione dei rifiuti in collaborazione con l'Amministrazione co- munale. Si riporta per conoscenza una tabella contenente gli obiettivi, deliberati dalla Giunta Regionale, di raccolta dif- ferenziata nonché le relative tariffe di smaltimento presso il centro di trattamento dei R.S.U. ed assi- milati di Brissogne. OBIETTIVO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 30/06/1999 AL 31/12/1999 AL 01/07/2000 AL 01/02/2001 AL 01/01/2003 100% TARIFFA 55L/KG < 10% < 12% 100% TARIFFA 100 L/KG < 15% < 20% < 25% 80% TARIFFA 44 L/KG < 10% < 12% < 12% < 15% 60% TARIFFA 60 L/KG < 15% < 20% < 20% < 25% < 25% < 35% IL NOSTRO INSERTO 60% TARIFFA 33 L/KG < 12% < 15% 35% TARIFFA 35 L/KG < 20% < 25% < 35% FLASH FLASH Il giorno 14 febbraio i soci della Banca di credito cooperativo Grand-Paradis Mont Blanc hanno sancito l'accorpa- mento con la Banca di credito coope- rativo di Gressan e Saint-Christophe. I rappresentanti che faranno parte del nuovo consiglio di amministrazione sono Duc Piero, Dupont Vittorio, Domaine Roberto, Bogner Ugo e Vection Giacinta. Il 14 aprile i soci hanno approvato il bilancio 1999. Il 13 marzo e l'otto aprile si sono festeggiati due compleanni d'eccezione: cento anni per Rina Bianquin e Florine Christille. Entrambe sopperiscono agli acciacchi dell'età con una buona presenza di spirito. Auguri dalla redazione di Mélange!
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10 Appassionarsi giocando S ono ormai alcuni anni che ho intra- preso questa attività, per me comin- cia ad essere ripetitivo ma per i bimbi che vi partecipano è ogni vol- ta una scoperta. Un laboratorio di falegnameria per bambini organizzato dalla Comunità Montana e dalla Microcomunità Anziani di Saint-Pierre durante le vacanze di Natale tando anche un po' del mito che hanno del mio ruolo, riuscire a dare quel suggerimento che fa tornare loro il sorriso. Ed ecco che ripartono più convinti che mai! C'è chi è più costante e preciso e chi, magari Il loro entusiasmo, la felicità per essere riusciti a fare con esausto, ad un certo punto taglia corto tralasciando fini- le loro mani, sono ogni volta anche per me una gioia im- ture e dettagli pur di vedere in fretta il risultato. pagabile. Nascono così animali simpaticissimi come gli adulti non All'inizio, lo stupore e la fretta di provare tutto, viene la pra- saprebbero mai fare, automezzi vari, astronavi, aerei, navi, tica contenuta dalla noiosa quanto necessaria spiegazio- gru, cassette, altalene, giostre e le cose più strane. ne sul funzionamento e la sicurezza del laboratorio. Inutile chiedere cosa fanno, solo alcuni hanno già un proto- Insegnanti e genitori mi dicono che i bambini conserva- testa, è la scoperta degli attrezzi: un buco con il trapano, no a lungo i loro lavoretti e ne sono fieri. un taglio con la sega, la segatura che sembra neve, chiodi e viti piantate con il martello, ma già c'è anche il caccia- Chissà che assieme ai giochi non si portino dietro anche vite! una piccola passione, un clic emotivo che un giorno potrà forse essere una risposta in più. Non certo per mettersi tut- Sovente si bloccano e non sanno più andare avanti o, di ti a fare i falegnami, ma lo scoprire di poter fare potrebbe fronte ad una certa difficoltà, modificano e ridimensio- essere una piccola rivincita rispetto all'idea che le cose si no l'idea iniziale perdendosi d'animo. È bello, approfit- possono soltanto comprare già fatte. Vedere quanto può essere difficile e faticoso fabbricare qualche cosa forse potrà dare un'i- dea un po' meno virtuale della vita o vedere, con occhi diversi, certi mestieri oggi sempre meno presenti nell'immaginario dei ragazzi. Magari anche il numero dei concorrenti nei concorsi pubblici potrebbe diminuire, lo spi- rito imprenditoriale ha sovente alla sua base il piacere di realizzare qualcosa, di essere prota- gonisti e più attivi. A parte i tanti discorsi possibili, direi sempli- cemente, troppo bello. Gino Chabod Un buco che richiede... molto impegno L'Associazione «L'âge de la sagesse» sta crescendo «L 'âge de la sagesse» è l'ultima associazione nata nel nostro comune allo scopo di crea- re occasioni di incontro e svago per gli an- ziani di Saint-Pierre. I lavori per la crea- zione di questo gruppo sono iniziati già nel gennaio 1999, ma risale soltanto al 1° ottobre 1999 la data ufficiale di re- gistrazione dello stesso. L'idea di creare un'associazione, dopo aver organizzato per quattro anni la festa degli anziani, è partita dall'Amministrazione comunale e, dopo svariati incontri e non pochi problemi burocratici, insieme all'attuale direttivo del gruppo, si è riusciti a concretizzare il progetto. L'inizio non è certo stato facile, trovato il locale con i rispet- tivi arredi, oggi gli associati possono incontrarsi, in via Corrado Gex al n° 3. Gli iscritti per l'anno in corso risultano essere 73. Gli incon- tri dei soci, una ventina di persone, si svolgono tutti i giovedì, per fraternizzare, chiacchierare, giocare a carte e magari prendere un caffè o un tè con dolci portati dai partecipanti. Oltre a questi incontri settimanali sono stati organizzati due ritrovi per una «mordua», a cui hanno partecipato una cin- quantina di persone, per scambiare opinioni e pensieri tra un pezzo di pane, una salsiccia ed un sanguinaccio. Il suc- cesso ottenuto ha messo in risalto il fatto che, se per gli in- contri settimanali a cui partecipano 20-25 persone, era suf- ficiente la saletta sopra citata, per questi raduni la stanza del- la sede non era più adatta allo scopo prefissato. Al gruppo è stato quindi concesso, per le manifestazioni più importanti, l'utilizzo dell'adiacente salone, quello dove si svolge il tiro con la freccia. Viste le adesioni precedenti è stata organizzata una bella fe- sta per salutare l'arrivo del nuovo millennio. La nostra associazione ha tanta voglia di crescere e di farsi co- noscere da tutti ed in particolar modo da quegli anziani che finora ne ignorano l'esistenza. Molte le ipotesi per il futuro; completamento dell'arredamento, l'organizzazione di gite culturali, magari iniziando con escursioni di una giornata in città non troppo lontani per poi riuscire a concretizzare pro- getti un po' più ambiziosi quali gite di più giorni in città d'ar- te italiane. Per tutto questo serve un grande impegno e per questo anche dei contributi provenienti da enti pubblici. Per contattare l'associazione è possibile rivolgersi alla vice Presidente, sig.ra Livia Borney (0165-903156). Si coglie l'occasione per ricordare la notevole disponibilità dimostrata dal Presidente, sig. Nerino Floriani, esprimendo il nostro cordoglio per la sua improvvisa scomparsa. Claudio Obert Ginettocon i piccoli falegnami a Saint-Pierre
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12 La pagina della Biblioteca I corso Raccontami una storia, svolto in biblioteca è terminato e ho chiesto alla curatrice, sig. Viviana Rosi, esperta in letteratura per l'infanzia, di spiegare le motivazioni che ci hanno spinto ad orga- nizzarlo. Leggere ai bambini, non mi stancherò mai di ripeterlo, è creare un legame che va al di là della lettura: ci permette di arriva- re al cuore del bambino per affrontare le difficoltà del crescere e soprat- tutto mantiene vivo dentro di noi un pezzetto di infanzia dove sentirsi in sintonia con un bambino che ci ascolta. Fare cose con le parole Raccontami una storia è un corso, lo abbiamo iniziato a gennaio e finito a marzo. Come accade in ogni corso siamo partiti da un punto e abbiamo deciso di raggiungerne un altro. In mezzo c'era il «mare delle storie» e lo abbiamo navigato, come abbiamo potuto, con i mezzi, pochi o tanti, a no- stra disposizione: tecnica, fantasia, analisi, discussione. Abbiamo preso le parole e ne abbiamo fatto delle «cose», abbiamo costruito delle storie, una storia corale, anzi, che parla di libri, bibliotecarie, lettori, non lettori, bam- bini e video games. Il presupposto è stato: i bambini amano le storie, sono le storie che servo- no loro a crescere e a capire il mondo, sono le favole che portano alla luce i mostri, quelli che si nascondono nei boschi, nei corridoi bui e persino sotto il letto, ed è sempre attraverso le favole che impariamo quando af- frontare i draghi e quando invece è il caso di fuggire, legittimamente, a gambe levate. Le storie servono a vivere, insomma, e i bambini lo sanno bene. Ma cosa succede ai bambini ascoltatori instancabili di storie, ai piccoli ap- passionati lettori di libri scritti e illustrati quando, diventati più grandi, sembrano allontanarsi dalle parole scritte e non vogliono più avere alcun rapporto con libri e biblioteche? Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda provando a metterci senza pregiudizi e decisamente dalla par- te del ragazzo non lettore, dell'adolescente appassionato di Tomb Raider, di scooter e partite di pallone. Abbiamo anche provato ad indagare l'uni- verso narrativo per comprendere come le storie possono incantare lettori grandi e piccoli se e quando vengono costruite, inventate, elaborate aven- do a cuore onestamente bisogni, domande ed esigenze di coloro a cui sono destinate. Nel corso dei primi cinque incontri abbiamo, pertanto, miglio- rato le nostre competenze di lettori imparando a leggere con maggiore at- tenzione la produzione letteraria destinata all'infanzia. Bruno Germano è venuto a trovarci in veste di cantastorie e ci ha svelato i suoi segreti di scrittore in versi, versi destinati ai bambini ma, com'è ov- vio, seducenti e «funzionanti» grazie alla sapienza letteraria di un adulto lettore. Più tardi, in un'altra tappa della nostra navigazione, Ida Desandrè ci ha parlato di luoghi e di memoria, del rapporto tra scrittura e ricordo, piccole porzioni di reale attentamente osservato con occhi di bambini, appunto. Tutto questo, incontri, letture e scritture, ci ha condotto a realizzare un pro- getto «creativo», una scrittura a più mani, a far nascere una «cosa» tutta fatta di parole, una storia. Quando ce l'avrete tra le mani, la nostra storia, quando magari la leggere- te vi raccomandiamo di tenere a mente questo: da adulti si possono rac- contare storie ai bambini per aiutarli a crescere, certo, ma se la «cosa» fun- ziona, se la storia «passa» e arriva alla mente e al cuore di chi la legge o la ascolta è solo perché l'adulto scrittore si ricorda ad ogni riga del bambino che è stato e ne rivive gioie e paure, dubbi e certezze. Solo così, senza in- tenti marcatamente «pedagogici», senza approssimazioni adulte, scriven- do storie puntualmente fantasiose, precisamente sfrenate, ostentatamen te assurde, ma serie e oneste e libere, si riesce a convincere anche il bam- bino più diffidente o disilluso del fatto che leggere è davvero e in primo luogo un piacere. Viviana Rosi Libri da amare... L'EREDITÀ DI ESZTER di Sandor Marai Per vent'anni Eszter ha vissuto un'esistenza piana e senza scosse, nella qua- si inconsapevole attesa del ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia amato ma che l'ha sempre ingannata, che aveva detto di amare una sola donna, lei, e poi aveva sposato sua sorella. Ma un giorno... «Lajos sta per tornare!» Non so con quale tono di voce pronunciai quelle parole. Probabilmente non gridai dalla felicità. Devo aver parlato come una sonnambula che viene sve- gliata all'improvviso. Quello stralunato dormiveglia era durato vent'anni. Per vent'anni mi ero aggirata chissà dove sull'orlo di un precipizio, un pas- so dopo l'altro, tranquillamente, col sorriso sulle labbra. Ora che mi ero de- stata, vidi di colpo la realtà così com'era. Ma non mi vennero più le vertigi- ni. Nella realtà, sia in quella della vita che in quella della morte, vi è qual- cosa di tranquillante. IDA DESANDRÈ VITA DA DONNE Subito dopo aver letto il racconto di Ida, non avrei potuto dire né scrivere nulla tanta era l'angoscia che mi opprimeva. Ora che è trascorso un po' di tempo, posso ripercorrere quelle pagine con uno stato d'animo diverso, più pacato; posso parlarne, sia pure a bassa voce e con molta discrezione, perché la storia di Ida non tollera toni alti né punti esclamativi. La vita è la protagonista di quella storia: una vita dove c'è una bambina che apre il salvadanaio per comprare il gelato a tutti i bambini del paese, una ragazza che un giorno si mette un capello nero grande come un om- brello per andare a sposarsi e, a ventidue anni, nel giorno del suo com- pleanno, sale su un vagone piombato per andare in un luogo che «poteva essere dappertutto in un mondo vuoto»; una donna che, all'orrore dei cam- pi di sterminio, ripensa con struggente nostalgia al canto del ruscello del mayen di Vermian, il piccolo paradiso della sua infanzia. Le cose tragiche che Ida ha visto intorno a sé, che ha vissuto dentro di sé, le cose che dice e quelle che non dice in un continuo andirivieni della me- moria, si dispongono in un racconto scarno, essenziale, che raramente la- scia trasparire sentimenti ed emozioni. La tenerezza, l'umiliazione, la pietà, la rabbia, la paura sono tutte dentro, raggomitolate in fondo al cuore, come se chi narra volesse proteggere i suoi sentimenti da curiosità indiscrete, come se avesse pudore di una sofferenza che è troppo grande per essere raccontata. Per questo, come voleva Ida, il libro non fa piangere: colpisce come una staffilata, qualche volta fa sorridere di tenerezza, sempre ci co- stringe a confrontarci con la nostra condizione di uomini e donne. Che cosa può aggiungere, oggi, la testimonianza di Ida a quanto è stato detto sui campi di sterminio? Forse nulla, forse molto. In un mondo in cui le parole sono quasi sempre gridate (spesso tanto più vuote quanto più forte è il tono), Ida racconta a voce sommessa tante piccole cose «che tut- te insieme fanno una vita». Magari brutta, ma sempre vita è. Lei non è una vittima né una eroina. È soltanto una donna che ha vissuto una «vita da donne» con grande dignità. Gianna Cuaz Bonis (Tratto da IDA DESANDRÉ VITA DA DONNE, Litografia Pesando 1992)
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Mélange Quadrimestrale della Biblioteca Comunale di Saint-Pierre Anno 5 n° 3 Dicembre 2000 Aut. Tribunale di Aosta n° 9/96 legge 662/96 art. 2 - comma. 20/c C.P.O. contiene inserto 3 In occasione delle festività la redazione di Mélange invia i migliori auguri a tutti Villaggio di Praximond mt. 750
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2 Editoriale Mélange Direttore responsabile Cristina Dell'Aia Comitato di redazione Vanda Champrétavy, Denise Chappuis, Christian Chioso, Denny Cognetin, Germano Dionisi, Marina Lale-Murix, Claudio Obert, Ferruccio Sommariva Direzione e Redazione c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre bibliostpierre@netvallee.it Progetto grafico Arnaldo Tranti Realizzazione e Stampa Tipografia Valdostana C.so Padre Lorenzo, 5 11100 Aosta INSIEME A MÉLANGE proponiamo anche quest'anno un CALENDARIO. Abbiamo raccolto gli avvenimenti più significativi del 2000 e accostati a momenti che si sono già visti in passato. Alcuni ambienti del nostro paese completano la raccolta di fotografie. A valle d'Aosta è alluvionata, è difficile l'interruzione delle principali vie di comunicazione: questa metà ottobre senza renderci conto che era o poche ore si sarebbe risolta. portata. Vuoi perché avevamo già esperienza nel '93, avevamo insieme a pochi altri in- ma, soprattutto perché avevamo che la nostra regione, non era stata da tale disastro, abbiamo vissuto quei con relativa pacatezza. settimana sembrava ricca di difficoltà quando da i primi giorni normali radio notizia che alcuni convogli di aiuti sono parti- varie parti d'Italia e anche dalla Francia. dall'Esercito francese e di gravi di quanto si po- all'Umbria, in Abruzzo e nelle Marche qualche ni fa. Quando le regioni di Friuli, Nus, Donnas il è ancora un po' difficile vederlo come un quadro o. Solo in seguito si capisce che è stato più vicino a isolata. sta è cominciata la ri- e morale da edo non attualltà cre- chi è ti stati "avvisati" cogliamo questa opportunità, noi pae- se eccezionalmente incolume, per prevenire un di- sastro che avrebbe potuto essere anche nostro. volete, l'orgoglio di saper reagire, il senso di appar- tenenza di una comunità, una solidarietà reale. Una solidarietà che anche dal nostro paese non è venuta meno: il concorso di pubblico e privato ha garantito una presenza immediata di mezzi e per- sone, tanti giovani, e questo è da sottolineare. Ora, che le polemiche si affievoliscono e che il do- lore lascia pian piano spazio alla vita che continua, è tempo di ricostruire. Una valutazione seria su ciò che è accaduto ci ri- conduce inevitabilmente al modo di vivere la no- stra realtà montana, a saper interpretare una coe- sistenza tra le regole della natura e il progresso eco- nomico. È da riconsiderare l'attenta opera di "ma- nutenzione" della montagna che, fino a cin- quant'anni orsono, faceva parte del normale vive- re quotidiano e che oggi si vuole sostituire parzial- mente con la tecnologia. Detta così sembra un clas- sico e nostalgico riferimento ad un tempo passato dove tutto era meglio: è l'esatto contrario. Noi vi- viamo il nostro tempo, abbiamo le capacità e le ri- sorse per lavorare in armonia con la natura e dob- biamo farlo. A Saint-Pierre, subito dopo l'alluvione, si è deciso di monitorare il torrente che scende da Verrogne, veri- ficare se esistono delle iniziative che lo rendano in- nocuo in caso di pioggia ed eventualmente porvi ri- medio; ben venga questa iniziativa. Ora che siamo Marco Carlin Praximond uno dei villaggi "bassi" della collina di Saint- Pierre, infatti si trova a 775 m e ad un massimo di 10 minuti dal Municipio e dalla Chiesa. Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an- ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina. Davanti a una tazza di caffè fumante, la signora Marcellina, in risposta ad una mia domanda ci ha raccontato: "... È vero, fin dall'inizio del secolo Praximond è stato un vil- laggio di notevole importanza anche se non è molto grande. Esso è infatti tutto compreso tra i villaggi di Combaz e Vergnod e le due mulattiere (una volta) che l'attraversavano e la fiancheggiavano. Le famiglie che vi vivevano meritano di essere nominate una ad una in quanto tutte svolgevano qualche attività particolare. In alto, verso Vergnod c'era la famiglia Lyveroulaz. Avevano 5 figli. Il padre, Joseph, faceva il camionista e, a tempo per- so, il fabbro. Il figlio Louis riprese la sua attività. Erano mol- to apprezzati perché esperti nel forgiare attrezzi agricoli (zap- pe, aratri, falci) che cercavano di rendere sempre più leggeri e funzionali. Veniva poi la famiglia Lale Gérard. La signora Ambrogina, nel 1920 aprì un negozio di commestibili gesti- to dalla figlia Severina, meglio conosciuta col nome di Giulietta. Questo, se non fu il primo, fu senz'altro uno dei pri- mi negozi di commestibili di Saint-Pierre. Per ben 67 anni fu l'unico esercizio della zona ed ancora attualmente i discen- denti ne continuano la tradizione! La signora Giulietta, per i rifornimenti, nei primi tempi, si serviva della collaborazio- ne di un uomo di Sarre che, col carretto e il mulo, faceva i tra- sporti da Aosta. Accanto al negozio viveva la famiglia di Branche Louis. Possedeva due mulini e una segheria. In un mulino macinava granaglie per il bestiame e nell'altro gra- no per la panificazione. Il figlio Valeriano aveva due forni, uno più grosso (usato in inverno) l'altro più piccolo per l'e- state. Il periodo di cottura del pane durava più di un mese perché lo utilizzava gente proveniente anche dal borgo e da Villeneuve. Valeriano faceva inoltre il campanaro ed il ne- croforo. Ad ogni funzione religiosa lo si vedeva arrivare di corsa, scomparire frettolosamente dietro alla porticina po- sta a lato del pulpito e subito dopo si sentiva il rintocco del- le campane. Una sua sorella, Cesarina, si occupò per quasi 50 anni del giardino dell'ospedale vecchio e, anche quando fu sostituita per limiti di età, veniva chiamata a dare consigli e suggerimenti alla nuova "giardiniera". Vi erano poi le famiglie Torzet, Muriat. Una delle figlie Martin, Pascaline, fece per tantissimi anni la collaboratrice domestica di Lale Gérard occupava del bestiame, del bucato, della casa. Era così ai suoi padroni che ogni tanto prendeva la legna a mamma di Aldo per scaldare quella che amava a casa. Branche Thomas è stato per 40 anni "guardia dell'acqua". Il suo lavoro consisteva nello stabilire l'inizio dei turni dell'ir- rigazione, controllare che nessuno "rubasse" l'acqua agli al- tri e le date delle corvées ecc.; tutto ciò perché l'acqua era preziosa. Anche la famiglia Barmaverain aveva due forni e due muli- ni. Il pane veniva usata l'acqua della Meneresse con- migliore di quella della fontana. Fontana del villaggio
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Mélange Editoriale Direttore responsabile Marco Carlin Comitato di redazione Vanda Chanppretay, Denise Chappuis, Christian Chioso, Denny Cognetin, Germano Dionisi, Marina Lale-Murix, Claudio Obert, Ferruccio Sommariva Direzione e Redazione c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre bibliostpierre@netvallee.it Progetto grafico Arnaldo Tranti Realizzazione e Stampa Tipografia Valdostana C.so Padre Lorenzo, 5 11100 Aosta L a valle d'Aosta è a raggiungerla la causa principali vie di com sintesi, con alcune guito sapremo di Cogne, cosi Appena le acque si sono ritir no per il resto dell'inverno con il fango e la slitta. Convolgi di aiuti per noi? Si La settimana sembra ric qualche difficoltà quando da si ha notizia che alcuni convo ti di varie parti d'Italia e d cese?! Allora le cose sono più tesse intuire. Per paragone il Pia al Friuli, al Piemonte di alcu prime immagini ci mostrano quadro si fa drammaticamente parte di tutti non è certo m mancato e credo non clamori dell'attualità Insieme a MÉLANGE proponiamo anche quest'anno un CALENDARIO. Abbiamo raccolto gli avvenimenti più significativi del 2000 e accostati a momenti che si sono già visti in passato. Alcuni ambienti del nostro paese completano la raccolta di fotografie. Praximond 3 È vero fin dall'inizio del secolo Praximond è stato un vil- lagio di notevole importanza anche se non è molto grande. Esso è infatti tutto compreso tra i villaggi di Combaz e Vergnod e le due mulattiere (una volta) che l'attraversavano e la fiancheggiavano. Le famiglie che vi vivevano meritano di essere nominate una ad una in quanto tutte svolgevano qualche attività particolare. In alto, verso Vergnod c'era la famiglia Lyveroulaz. Avevano 5 figli. Il padre, Joseph, faceva il camionista e, a tempo per- so, il fabbro. Il figlio Louis riprese la sua attività. Erano mol- ti gli uomini di Saint-Pierre che erano capaci di lavorare il ferro e i metalli. Per ben 67 anni fu l'unico esercizio della zona ad ancora attualmente i discendenti ne continuano la tradizione! La signora Giulietta, per i primi tempi, si serviva della collabo- razione di un uomo di Saint-Pierre che col carretto e il mulo faceva il trasporto dei commestibili. Nel 1920 aprì un negozio di commestibili gestito dalla figlia Severina, meglio conosciuta col nome di Giulietta. Vi erano poi le famiglie Lale Castain il cui capofamiglia Joseph era falegname, e Christille. Questi ultimi vivevano a Fénis, Nus, Donnas. Anche la famiglia della signora Marcellina in estate viveva a Combellin dove avevano la casa e dei terreni. Nelle ultime... si sarà un uomo di Saint-Pierre, con una bottega di caffè e di alimentari. Della famiglia Praximond faceva parte anche la famiglia di Branche Louis. Possedeva due mulini e una segheria. In un mulino macinava granaglie per il bestiame e nell'altro gra- no per la panificazione. Il figlio Valeriano aveva due forni, uno più grosso (usato in inverno) l'altro più piccolo per l'e- state. Il periodo di cottura del pane durava più di un mese perché lo utilizzava gente proveniente anche dal borgo e da Villeneuve. Valeriano faceva inoltre il campanaro ed il ne- gozio ad ogni funzione religiosa lo si vedeva arrivare di corsa, scomparire frettolosamente dietro alla porticina po- sta a lato del pulpito e subito dopo si sentiva il rintocco del- le campane. Una sua sorella, Cesarina, si occupò per quasi 50 anni del giardino dell'ospedale vecchio e, anche quando fu sostituita per limiti di età, veniva chiamata a dare consigli e suggerimenti alla nuova "giardiniera". Fontana del villaggio Thomas è stato per 40 anni "guardia dell'acqua". Il sivo, controllava nello stabilire l'inizio dei turni dell'ir- di lì a poche ore si sarebbe rivisto a casa. L'acqua agli al- le date delle corvées ecc.; tutto ciò perché l'acqua epoca era preziosa. In una settimana... che ci avrebbe portato a casa. Comune di Saint-Pierre... Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an- ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina. Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an- ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina.
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2 3 Editoriale Praximond Mélange Direttore responsabile Marco Carlin Comitato di redazione Vanda Champrétavy, Denise Chappuis, Christian Chioso, Denny Cognetin, Germano Dionisi, Marina Lale-Murix, Claudio Obert, Ferruccio Sommariva Direzione e Redazione c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre bibliostpierre@netvallee.it Progetto grafico Arnaldo Tranti Realizzazione e Stampa Tipografia Valdostana C.so Padre Lorenzo, 5 11100 Aosta à valle d'Aosta è allu- uvionata, è difficile l'interruzione delle municazione: questa imagini di fiumi o un fine settimana e verità di quello che velato nella sua rea- mo già vissuto una uoi perché ci siamo Comuni spettatori erché mai avremmo ealtà potesse essere piamo vissuto quei za. minciare se pur con primi giornali radio di aiuti sono parti- nche dalla Francia. nuove l'Esercito fran- gravi di quanto si po- nsiero va all'Umbria, ni fa. Quando le Fénis, Nus, Donnas il completo. Solo in se- vicino e così isolata. è cominciata la ri- ateriale e morale da ncato e credo non amori dell'attualità evolezza di chi cre- voleti, l'orgoglio di saper reagire, il senso di appar- tenenza di una comunità, una solidarietà reale. Una solidarietà che anche dal nostro paese non è venuta meno: il concorso di pubblico e privato ha garantito una presenza immediata di mezzi e per- sone, tanti giovani, e questo è da sottolineare. Ora, che le polemiche si affievoliscono e che il do- lore lascia pian piano spazio alla vita che continua, è tempo di ricostruire. Una valutazione seria su ciò che è accaduto ci in- duce inevitabilmente al modo di vivere la no- stra realtà montana, a saper interpretare una coe- sistenza tra le regole della natura e il progresso eco- nomico. È da riconsiderare l'attenta opera di “ma- nutenzione” della montagna che, fino a cin- quant'anni orsono, faceva parte del normale vive- re quotidiano e che oggi si vuole sostituire parzial- mente con la tecnologia. Detta così sembra un clas- sico e nostalgico riferimento ad un tempo passato dove tutto era meglio: è l'esatto contrario. Noi vi- viamo il nostro tempo, abbiamo le capacità e le ri- sorse per lavorare in armonia con la natura e dob- biamo farlo. A Saint-Pierre, subito dopo l'alluvione, si è deciso di monitorare il torrente che scende da Verrogne, veri- ficare se esistono delle iniziative che lo rendano in- nocuo in caso di pioggia ed eventualmente porvi ri- medio; ben venga questa iniziativa. Ora che siamo stati “avvisati” cogliamo questa opportunità, noi pae- se si eccezionalmente incolume, per prevenire un di- sastro che avrebbe potuto essere anche nostro. Marco Carlin È uno dei villaggi "bassi" della collina di Saint- Pierre, infatti si trova a 775 m e ad un massimo di 10 minuti dal Municipio e dalla Chiesa. Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an- ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina. Davanti a una tazza di caffè fumante, la signora Marcellina, in risposta ad una mia domanda ci ha raccontato: "... È vero, fin dall'inizio del secolo Praximond è stato un vil- lagio di notevole importanza anche se non è molto grande. Esso è infatti tutto compreso tra i villaggi di Combaz e Vergnod e le due mulattiere (una volta) che l'attraversavano e la fiancheggiavano. Le famiglie che vi vivevano meritano di essere nominate una ad una in quanto tutte svolgevano qualche attività particolare. In alto, verso Vergnod c'era la famiglia Lyveroulaz. Avevano 5 figli. Il padre, Joseph, faceva il camionista e, a tempo per- so, il fabbro. Il figlio Louis riprese la sua attività. Erano mol- to apprezzati perché esperti nel forgiare attrezzi agricoli (zap- pe, aratri, falci) che cercavano di rendere sempre più leggeri e funzionali. Veniva poi la famiglia Lale Gérard. La signora Ambrogina, nel 1920 aprì un negozio di commestibili gesti- to dalla figlia Severina, meglio conosciuta col nome di Giulietta. Questo, se non fu il primo, fu senz'altro uno dei pri- mi negozi di commestibili di Saint-Pierre. Per ben 67 anni fu l'unico esercizio della zona ed ancora attualmente i discen- denti ne continuano la tradizione! La signora Giulietta, per i riferimenti, nei primi tempi, si serviva della collaborazio- ne di un uomo di Sarre che, col carretto e il mulo, faceva i tra- sporti da Aosta. Accanto al negozio viveva la famiglia di Branche Louis. Possedeva due mulini e una segheria. In un mulino macinava granaglie per il bestiame e nell'altro gra- no per la panificazione. Il figlio Valeriano aveva due forni, uno più grosso (usato in inverno) l'altro più piccolo per l'e- state. Il periodo di cottura del pane durava più di un mese perché lo utilizzava gente proveniente anche dal borgo e da Villeneuve. Valeriano faceva inoltre il campanaro ed il ne- croforo. Ad ogni funzione religiosa lo si vedeva arrivare di corsa, scomparire frettolosamente dietro alla porticina po- sta a lato del pulpito e subito dopo si sentiva il rintocco del- le campane. Una sua sorella, Cesarina, si occupò per quasi 50 anni del giardino dell'ospedale vecchio e, anche quando fu sostituita per limiti di età, veniva chiamata a dare consigli e suggerimenti alla nuova "giardiniera". Vi erano poi le famiglie Lale Castain il cui capofamiglia Joseph era falegname, e Christille. Questi ultimi vivevano buona parte dell'anno a Vetan. Anche la famiglia della signora Marcellina in estate viveva a Combellin dove avevano la casa e dei terreni. Scendevano verso Natale e portavano giù il fie- no per il resto dell'inverno con il mulo e la slitta. Fontana del villaggio Branche Thomas è stato per 40 anni "guardia dell'acqua". Il suo lavoro consisteva nello stabilire l'inizio dei turni dell'ir- rigazione, controllare che nessuno "rubasse" l'acqua agli al- tri, fissare le date delle corvées ecc.; tutto ciò perché l'acqua a quell'epoca era preziosa. Anche la famiglia Barmaverain aveva due forni e due muli- ni, per fare il pane usava l'acqua della Menenesse con- siderata migliore di quella della fontana. Nelle ultime case del villaggio vivevano le famiglie Torzet, Martin e Guriat. Una delle figlie Martin, Pascaline, fece per molti anni la collaboratrice domestica di Lale Gérard. Si oc- cupava del bestiame, del bucato, della casa. Era così affezionata ai suoi padroni che ogni tanto prendeva la legna nella casa della mamma di Aldo per scaldare quella che amava come la sua casa. Insieme a MÉLANGE proponiamo anche quest'anno un CALENDARIO. Abbiamo raccolto gli avvenimenti più significativi del 2000 e accostati a momenti che si sono già visti in passato. Alcuni ambienti del nostro paese completano la raccolta di fotografie.
Testo Originale Estratto
4 Anche i Curiat vivevano qui solo in inverno. In estate stava- no a Sarriod, nel comune di St. Nicolas. Accanto alla casa di Curiat infine vi era l'ultima costruzione: il Tempio della Chiesa Evangelista. Ancora adesso quest'angolo del villaggio viene chiamato "le Temple". Vi si celebrarono le funzioni re- ligiose per parecchio tempo poi venne chiuso. La strada che attraversava il villaggio era molto stretta, passando tra le case, ed era percorribile solo dai carretti. Il ruscello, che attualmente è coperto, scorreva in mezzo alla strada. Prima del mulino dei Barmarverain c'era una grossa roggia con due paratoie. Verso gli anni '50 il signor Jordaney Fedele fece domanda al Comune per poter co- prire il ruscello. Il lavoro non venne fatto tutto allora, ma un po' alla volta e per poter allargare la strada, fu anche abbattuto il mulino. I Barmarverain conservarono però una "presa" sotterranea che fa funzionare una centralina elet- trica. Nel 1921 il villaggio corse il pericolo di essere bruciato in se- guito ad un incendio scoppiato nella segheria dei Branche. Fortunatamente i pompieri di Etavel riuscirono presto ad in- tervenire ed i danni furono limitati. Tutto il villaggio utilizzava l'acqua dell'unica fontana (quel- la che vedevamo ancora oggi) sia per usi domestici che per ab- beverare il bestiame." ... Con l'andar del tempo, come d'altra parte in ogni altro vil- laggio, si sono iniziate delle trasformazioni: tutta la Menereasse venne interrata, la strada fu allargata, lungo la Gran Tsarie, l'altra strada che parte dalla regionale per St. Nicolas e sale verso gli altri villaggi, furono costruite numerose case. La Gran Tsarie fu rifatta negli anni '51-52 e vi collaborarono tutti gli abitanti del villaggio. Fu un lavoro lungo e faticoso perché si trattava di estrarre le pietre dal greto del torrente, trasportarle sul luogo coi carretti, fare i muri a secco e posa- re il fondo stradale. Solo negli anni '61-'62 venne poi nuova- Un nome particolare per un gruppo di musica blues. L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu- rioso abbinamento per il nome della neonata band. Dal marzo di quest'anno, in qualità di corista, una ra- gazza di Saint-Pierre fa parte delle cipolle blues. Si chia- ma Giada Cognein, ha 17 anni e frequenta il quarto anno del liceo scientifico di Aosta. Cantare è sempre stata una delle sue passioni, iniziata nel coro della sua scuola nello spettacolo di Natale del 1998. La solista dei Blues Onions, all'atto della forma- zione della compagnia, ripensando all'exibizione di Giada, le propose di partecipare al progetto di un grup- po di musica blues. Proposta accettata con grande en- tusiasmo dalla nostra giovane corista. La band è formata da 12 persone che vanno dai 15 ai 35 anni, il che sottolinea come, grazie alla musica, possa- no ritrovarsi persone di una fascia di età piuttosto va- riegata. I componenti del gruppo sono riusciti ad ottenere un Scorcio di Praximond Vanda Champrétavy buon affiat parecchio t settimanal propria am I Blues Onio occupa di p novità per i ni pezzi stru si stanno pr ti da loro. Le prime es dostani e du altre appari Alla nostra c ne e l'entusi grosso "in b che Aretha l inato il suo già buon rendimento scolastico e e sacrificio riesce a conciliare tutti i suoi im- ons sono il primo gruppo valdostano che si blues, fatto che rappresenta un'importante l nostro panorama musicale. Cover ed alcu- mentali costituiscono il loro repertorio ma preparando per presentare anche brani scrit- ibizioni sono avvenute in alcuni locali val- durante matrimoni o feste ma si prevedono zioni tra Natale e Capodanno. Giada non mancano certo la determinazio- siasmo, perciò non possiamo che farle un "bocca al lupo" per le sue prospettive future e Franklin sia con lei. Claudio Obert Aria di Natale 5 Racconto Questa favola è stata scritta pensando a tutti i bambini e gli adulti che credono a Babbo Natale, alla capacità umana di sognare e realizzare i propri sogni e a tutti coloro il cui cuore a gran voce di essere ascoltato. e luci delle vetrine e de- gli addobbi per le strade creavano un'atmosfera magica di colori e stelle e le note festose di musica natali- zia mettevano addosso gioia e alle- gria. Però non tutti riuscivano a godere delle bellezze di quella se- rata.... Un nugolo di ragazzi saltellava in- torno a un piccolo bambino tutto spettinato, bersaglio di decine di ge- lide palle di neve. Mogio mogio guardava la neve mista alle lacri- me cadergli fra le punte dei piedi, mentre mille voci di scherno lo feri- vano nell'animno. "Lui crede a Babbo Natale...... Lui crede a Babbo Natale....." Lo stupido ritornello faceva da colonna sonora alle risate e agli spin- toni che il bimbetto subiva senza fiatare. All'improvviso un omone grande e grosso, con un buffo berretto a pon- pon in testa, corse agitando le braccia verso il gruppetto strafottente e disperse la combriccola con poche urla del suo vocione. Poi, con fare delicato, si avvicinò e pose il suo nasone rosso all'altezza degli occhietti lucidi del bimbo. Due sopracciglia folte coprivano quasi completamente gli occhi dell'o- mone e quelli che sembravano due cespugli bianchi sopra gli occhi lu- minosi del suo salvatore fecero sorridere il bambino. Provò subito una profonda gioia e si sentì già meglio. "Non vorrai proprio piangere la notte di Natale - dis- se l'uomo porgendogli un fazzoletto - questa è una notte speciale..." "Nessuno più crede che questa sia una notte speciale - rispose il bim- bo tirando su con il nasino - anzi, mi prendono in giro perché credo a Babbo Natale. Invece loro.... - continuò il piccolo dopo aver tratto un profondo sospiro che scacciò le ultime lacrime - ....loro dicono che sono uno stupido a credere ancora a queste cose, alle favole, ai sogni e a Babbo Natale. Dicono che sono gli adulti a comprare i regali e che non esiste nessun Babbo Natale". L'omone non si scompose, anzi accentuò il suo sorriso dicendo: "Oh.... E tu piangi per questo? Quei tuoi amici devono essere dei gran sapientoni per sapere tutte queste cose a proposito delle fiabe, dei so- gni e di Babbo Natale. Ma, in fondo - aggiunse lisciandosi la barba fol- ta e con una luce negli occhi - hanno ragione. I regali a Natale li fanno proprio gli adulti.... O forse no... Uhm fammi pensare. Bè, sì e no". Il bimbo non ci capiva niente, insomma era vero o non era vero? Babbo Natale esisteva o no? O forse un po' sì e un po' no? E così si rivolse con aria interrogativa all'omone. "Sì, vedi... Ecco iniziamo così - disse l'omone accucciandosi di fronte al bambino. Rispondi a questo: Babbo Natale porta regali a tutte le per- sone del mondo?" "Certo - rispose sicuro il bambino - in ogni luogo del mondo e a tut- te le persone che durante l'anno hanno fatto qualcosa di buono. Nella notte di Natale, Babbo Natale sfreccia nel cielo con la sua slitta traina- ta da renne e campanelli e quando tutti dormono entra in casa e depo- sita i doni sotto l'Abete addobbato o accanto al Presepe, oppure riem- pie delle grandi calze rosse". "Bene. E secondo te - domandò l'o- mone abbozzando un sorriso - come fa a essere in tutti i posti del mondo, a casa di tutte le persone del mondo nella stessa notte?" Quella domanda era giunta come un botto di Capodanno. "Ma non ci ho mai pensato...." Rispose pensieroso il bimbo. "Ebben, posso spiegartelo io disse l'omone tirandosi ritto in piedi e disse: "Vedi, se Babbo Natale fosse un uomo in carne e ossa non sarebbe in grado di fare tutto quel gran lavoro di consegna dei doni in tutto il mondo, a casa di tutte le persone della Terra. Babbo Natale non ha neppure degli aiutanti vestiti come lui. Infatti le persone travestite da Babbo Natale che incontri per le strade o nei grandi magazzini sono solo de- gli animi che cercano di impersonarlo per ricordare a tutti che Babbo Natale esiste. Allora, come fare a sapere qual è il vero Babbo Natale?" "Ma - disse il bimbo - se Babbo Natale fosse una persona in carne e ossa non potrebbe essere dappertutto in una sola notte. E poi, con tutti quegli uomini vestiti da Babbo Natale, come si farebbe a sapere chi è quello vero?" L'omone sorrise e si rallegrò per quella prova di intelligenza, aggiun- gendo: "Vedi, per poter compiere il miracolo della consegna dei doni, Babbo Natale ha avuto una grande, grandissima idea. Si è trasforma- to in un sentimento...." "Un sentimento?" domandò il bambino incredulo. "Un sentimento! - rispose l'omone battendo le mani in uno schiocco - Un sentimento che con facilità scivola nei cuori degli uomini e delle don- ne e li rende migliori, più gentili, attenti ai desideri e ai sogni dei loro Riccardo Taraglio ni e delle persone a cui vogliono bene. Così tutti vengono presi nsidero di fare dei regali, di rendere felici gli altri donando qual- Così, nella notte di Natale, Babbo Natale, muovendosi nei cuori uomini e delle donne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e que". ...ma.... È magnifico!" esclamò il bambino tutto eccitato. Non gli vava vero! Natale esisteva! Esisteva davvero! E non solo questo, ma senza essuno lo potesse neanche immaginare, portava i doni anche a coloro che non credevano in Lui! Per la felicità prese a saltare come tto e a lanciare la neve in aria, a urlare dalla gioia e a fare capriole. tratto però si calmò. Un pensiero aveva cominciato a corrergli testa. Come faceva quell'omone simpatico a sapere tutte quelle u Babbo Natale? Si voltò per domandarglielo, ma non lo vide più. , sopra di lui, un trillo di campanelli lo salutò nella gelida notta- a Vigilia di Natale ornata di stelle. Natale – urlò l'uomo sulla slitta – Buon Natale... "
Testo Originale Estratto
4 Anche i Curiat vivevano qui solo in inverno. In estate stava- no a Sarriod, nel comune di St. Nicolas. Accanto alla casa di Curiat infine vi era l'ultima costruzione: il Tempio della Chiesa Evangelista. Ancora adesso quest'angolo del villaggio viene chiamato “le Temple”. Vi si celebrarono le funzioni re- ligiose per parecchio tempo poi venne chiuso. La strada che attraversava il villaggio era molto stretta, passando tra le case, ed era percorribile solo dai carretti. Il ruscello, che attualmente è coperto, scorreva in mezzo alla strada. Prima del mulino dei Barmaverain c'era una grossa roggia con due paratoie. Verso gli anni '50 il signor Jordaney Fedele fece domanda al Comune per poter co- prire il ruscello. Il lavoro non venne fatto tutto allora, ma un po' alla volta e per poter allargare la strada, fu anche abbattuto il mulino. I Barmaverain conservarono però una “presa” sotterranea che fa funzionare una centralina elet- trica. Nel 1921 il villaggio corse il pericolo di essere bruciato in se- guito ad un incendio scoppiato nella segheria dei Branche. Fortunatamente i pompieri di Etavel riuscirono presto ad in- tervenire ed i danni furono limitati. Tutto il villaggio utilizzava l'acqua dell'unica fontana (quel- la che vediamo ancora oggi) sia per usi domestici che per ab- beverare il bestiame”... Con l'andar del tempo, come d'altra parte in ogni altro vil- lagio, si sono iniziate delle trasformazioni: tutta la Menereese venne interrata, la strada fu allargata, lungo la Gran Tsarie, l'altra strada che parte dalla regionale per St. Nicolas e sale verso gli altri villaggi, furono costruite numerose case. La Gran Tsarie fu rifatta negli anni '51-52 e vi collaborarono tutti gli abitanti del villaggio. Fu un lavoro lungo e faticoso perché si trattava di estrarre le pietre dal greto del torrente, trasportarle sul luogo coi carretti, fare i muri a secco e posa- re il fondo stradale. Solo negli anni '61-62 venne poi nuova- mente allargata so: comprendeva St. Nicolas, il tor Vergnod e Com nitari, la Microm gozi ed altri edi Scrocio di Praximond Vanda Champrétavy Blues Onions Un nome particolare per un gruppo di musica blues. L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu- buon affiatamento; lo dimostra il fatto che trascorrono parecchio tempo insieme anche al di fuori delle prove e delle esibizioni, consolidando una vera e rata.... Un nugolo di ragazzi saltellava in- torno a un piccolo bambino tutto spettinato, bersaglio di decine di ge- lide palle di neve. Mogio mogio guardava la neve mista alle sue lacri- me cadergli fra le punte dei piedi, mentre mille voci di scherno lo feri- vano nell'animol. “Lui crede a Babbo Natale...... Lui crede a Babbo Natale......” Lo stupido ritornello faceva da colonna sonora alle risate e agli spin- toni che il bimbetto subiva senza fiatare. All'improvviso un omone grande e grosso, con un buffo berretto a pon- pon in testa, corse agitando le braccia verso il gruppetto strafottente e disperse la combriccola con poche urla del suo vocione. Poi, con fare delicato, si avvicinò e pose il suo nasone rosso all'altezza degli occhietti lucidi del bimbo. Due sopracciglia folte coprivano quasi completamente gli occhi dell'o- mone e quelli che sembravano due cespugli bianchi sopra gli occhi lu- minosi del suo salvatore fecero sorridere il bambino. Provò subito una particolare amicizia per quel faccione rubicondo che lo guardava e si sentì già meglio. “Non vorrai proprio piangere la notte di Natale – dis- se l'uomo porgendogli un fazzoletto – questa è una notte speciale...” “Nessuno più crede che questa sia una notte speciale – rispose il bim- bo tirando su con il nasino – anzi, mi prendono in giro perché credo a Babbo Natale. Invece loro.... – continuò il piccolo dopo aver tratto un profondo sospiro che scacciò le ultime lacrime - ...loro dicono che sono uno stupido a credere ancora a queste cose, alle favole, ai sogni e a Babbo Natale. Dicono che sono gli adulti a comprare i regali e che non esiste nessun Babbo Natale”. L'omone non si scompose, anzi accentuò il suo sorriso dicendo: “Oh.... E tu piangi per questo? Quei tuoi amici devono essere dei gran sapientoni per sapere tutte queste cose a proposito delle fiabe, dei so- gni e di Babbo Natale. Ma, in fondo – aggiunse lisciandosi la barba fol- ta e con una luce negli occhi – hanno ragione. I regali a Natale li fanno proprio gli adulti... O forse no... Uhm fammi pensare. Bè, sì e no”. Il bimbo non ci capiva niente, insomma era vero o non era vero? Babbo Natale esisteva o no? O forse un po' sì e un po' no? E così si rivolse con aria interrogativa all'omone. “Si, vedi... Ecco iniziamo così – disse l'omone accucciandosi di fronte al bambino. Rispondi a questo: Babbo Natale porta regali a tutte le per- sone del mondo?”. “Certo – rispose sicuro il bambino – in ogni luogo del mondo e a tut- te le persone che durante l'anno hanno fatto qualcosa di buono. Nella notte di Natale, Babbo Natale sfreccia nel cielo con la sua slitta traina- 5 Aria di Natale Racconto e luci delle vetrine e de- gli addobbi per le strade creavano un'atmosfera magica di colori e stelle e le note festive di musica natali- zia mettevano addosso gioia e alle- gria. Però non tutti riuscivano a godere delle bellezze di quella se- rata. Questa favola è stata scritta pensando a tutti i bambini e gli adulti che credono a Babbo Natale, alla capacità umana di sognare e realizzare i propri sogni e a tutti coloro il cui cuore chiede A gran voce di essere ascoltato. A loro è dedicata. “Luigi crede a Babbo Natale...” Lo zingaro finto che aveva una casa e delle terre e i figli spin- ton del tutto che sembrava un pò un poco per un momento in- diani dei buoni, e il nonno li voleva bene assai... Lo sotterranea che era il loro letto d'oro, la sofferenza e la dis- ta da renne e campanelli e quando tutti dormono entra in casa e depo- sita i doni sotto l'Abete addobbato o accanto al Presepe, oppure riem- pie delle grandi calze rosse”. “Bene. E secondo te – domandò l'o- mone abbozzando un sorriso – come fa a essere in tutti i posti del mondo, a casa di tutte le persone del mondo nella stessa notte?” Quella domanda era giunta come un botto di Capodanno. “Non ci ha mai pensato....” Rispose pensieroso il bimbo. “Però se lo spiegartelo io disse l'omone tirandosi ritto in piedi e poi guardati, se Babbo Natale fosse un uomo in carne e ossa non potrebbe fare tutto quel gran lavoro di consegna dei doni in tutto il mondo a tutte le persone della Terra. Babbo Natale non ha neppure i vestiti come lui. Infatti le persone travestite da Babbo Natale che incontri per le strade o nei grandi magazzini sono solo de- gli uomini che cercano di impersonarlo per ricordare a tutti che Babbo Natale esiste. E Allora, come fare a sapere qual è il vero Babbo Natale?” Ad un tratto si sentì un trillo di campanelli e una voce allegra nella testa. “È semplice” – disse – “Il vero Babbo Natale è cose su Babbo Natale”. E quello che ho è il meglio di ciò che è la speranza che lui ha creato e che continua a far sognare tutti quelli che credono in lui. In alto, sopra la slitta volò via verso le stelle la notte ta della Vigilia di Natale ornata di stelle. “Buon Natale!” migliori, più gentili, attenti ai desideri e ai sogni dei loro delle persone a cui vogliono bene. Così tutti vengono presi ti di fare dei regali, di rendere felici gli altri donando qual- nella notte di Natale, Babbo Natale, muovendosi nei cuori i e delle donne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e ...È magnifico!” esclamò il bambino tutto eccitato. Non gli aro! e esisteva! Esisteva davvero! E non solo questo, ma senza lo potesse neanche immaginare, portava i doni anche a ne non credevano in Lui! Per la felicità prese a saltare come lanciarre la neve in aria, a urlare dalla gioia e a fare capriole. però si calmò. Un pensiero aveva cominciato a corrergli me faceva quell'omone simpatico a sapere tutte quelle o Natale? Si voltò per domandarglielo, ma non lo vide più. di lui, un trillo di campanelli lo salutò nella gelida notta- ia di Natale ornata di stelle. – urlò l'uomo sulla slitta – Buon Natale...” Riccardo Taraglio propria amicizia. Il loro affiatamento è veramente un gio- ha però minato i loro impegni. I Blues Onions si sono il primo gruppo valdostano che si occupa di blues, fatto che rappresenta un'importante novità per il nostro panorama musicale. Cover ed alcu- ni pezzi strumentali costituiscono il loro repertorio ma si stanno preparando per presentare anche brani scrit- ti di loro. Le prime esibizioni sono avvenute in alcuni locali val- dostani e durante matrimoni o feste ma si prevedono altre apparizioni tra Natale e Capodanno. Alla nostra Giada non mancano certo la determinazio- ne e l'entusiasmo, perciò non possiamo che farle un grosso “in bocca al lupo” per le sue prospettive future e che Aretha Franklin sia con lei. Claudio Obert Un nome particolare per un gruppo di musica blues. L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu- rioso abbinamento per il nome della neonata band. Da marzo di quest'anno, in qualità di corista, una ra- gazza di Saint-Pierre fa parte delle cipolle blues. Si chia- ma Giada Cognetin, ha 17 anni e frequenta il quarto anno del liceo scientifico di Aosta. Cantare è sempre stata una delle sue passioni, iniziata nel coro della sua scuola nello spettacolo di Natale del 1998. La solista dei Blues Onions, all'atto della forma- zione della compagnia, ripensando all'esibizione di Giada, le propose di partecipare al progetto di un grup- po di musica blues. Proposta accettata con grande en- tusiasmo dalla nostra giovane corista. La band è formata da 12 persone che vanno dai 15 ai 35 anni, il che sottolinea come, grazie alla musica, possa- no ritrovarsi persone di una fascia di età piuttosto va- riegata. I componenti del gruppo sono riusciti ad ottenere un
Testo Originale Estratto
4 Anche i Curiat vivevano qui solo in inverno. In estate stava- no a Sarriod, nel comune di St. Nicolas. Accanto alla casa di Curiat infine vi era l'ultima costruzione: il Tempio della Chiesa Evangelista. Ancora adesso quest'angolo del villaggio viene chiamato “le Temple”. Vi si celebrarono le funzioni re- ligiose per parecchio tempo poi venne chiuso. La strada che attraversava il villaggio era molto stretta, passando tra le case, ed era percorribile solo dai carretti. Il ruscello, che attualmente è coperto, scorreva in mezzo alla strada. Prima del mulino dei Barmaverain c'era una grossa roggia con due paratoie. Verso gli anni '50 il signor Jordaney Fedele fece domanda al Comune per poter co- prire il ruscello. Il lavoro non venne fatto tutto allora, ma un po' alla volta e per poter allargare la strada, fu anche abbattuto il mulino. I Barmaverain conservarono però una “presa” sotterranea che fa funzionare una centralina elet- trica. Nel 1921 il villaggio corse il pericolo di essere bruciato in se- guito ad un incendio scoppiato nella segheria dei Branché. Fortunatamente i pompieri di Etavel riuscirono presto ad in- tervenire ed i danni furono limitati. Tutto il villaggio utilizzava l'acqua dell'unica fontana (quel- la che vediamo ancora oggi) sia per usi domestici che per ab- beverare il bestiame. ” Con l'andar del tempo, come d'altra parte in ogni altro vil- lagio, si sono iniziate delle trasformazioni: tutta la Menereuse venne interrata, la strada fu allargata, lungo la Gran Tsarie, l'altra strada che parte dalla regionale per St. Nicolas e sale verso gli altri villaggi, furono costruite numerose case. La Gran Tsarie fu rifatta negli anni '51-'52 e vi collaborarono tutti gli abitanti del villaggio. Fu un lavoro lungo e faticoso perché si trattava di estrarre le pietre dal greto del torrente, trasportarle sul luogo coi carretti, fare i muri a secco e posa- re il fondo stradale. Solo negli anni '61-'62 venne poi nuova- mente allargata e asfaltata. Ora il villaggio è molto più este- so, con nuove costruzioni tra la regionale per il torrente di Verrogne ed i villaggi di La Rosière, di Micrò, di Praximond, ed altri villaggi. Vi si possono trovare i servizi socio-sanitari, la Microcomunità per anziani, studi commerciali, ne- gori ed altri edifici di pubblica utilità. Vanda Champrétavy Blues Onions Un nome particolare per un gruppo di musica blues. L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu- rioso abbinamento per il nome della neonata band. Da marzo di quest'anno, in qualità di corista, una ra- gazza di Saint-Pierre fa parte delle cipolle blues. Si chia- ma Giada Cogno, ha 17 anni e frequenta il quarto anno del liceo scientifico di Aosta. Cantare è sempre stata una delle sue passioni, iniziata nel coro della sua scuola nello spettacolo di Natale del 1998. La solista dei Blues Onions, all'atto della forma- zione della compagnia, ripensando all'esibizione di Giada, le propose di partecipare al progetto di un grup- po di musica blues. Proposta accettata con grande en- tusiasmo dalla nostra giovane corista. La band è formata da 12 persone che vanno dai 15 ai 35 anni, il che sottolinea come, grazie alla musica, possa- no ritrovarsi persone di una fascia di età piuttosto va- riegata. I componenti del gruppo sono riusciti ad ottenere un buon affiatamento; lo dimostra il fatto che trascorrono parecchio tempo insieme anche al di fuori delle prove settimanali e delle esibizioni, consolidando una vera e propria amicizia. Questo nuovo impegno di Giada non ha però minato il suo già buon rendimento scolastico e il sacrificio riesce a conciliare tutti i suoi im- pegni. I Blues Onions sono il primo gruppo valdostano che si occupa di blues, dato che rappresenta un'importante novità per il nostro panorama musicale. Cover ed alcu- ni pezzi strumentali costituiscono il loro repertorio ma si stanno preparando per presentare anche brani scrit- ti da loro. Le prime esibizioni sono avvenute in alcuni locali val- dostani e durante matrimoni o feste ma si prevedono altre apparizioni tra Natale e Capodanno. Alla nostra Giada non mancano certo la determinazio- ne e l'entusiasmo, perciò non possiamo che farle un grosso “in bocca al lupo” per le sue prospettive future e che Aretha Franklin sia con lei. Claudio Obert Aria di Natale e luci delle vetrine e de- gli addobbi per le strade creavano un'atmosfera magica di colori e stelle e le note festose di musica natali- zia mettevano addosso gioia e alle- gria. Però non tutti riuscivano a godere delle bellezze di quella se- rata.... Un nugolo di ragazzi saltellava in- torno a un piccolo bambino tutto spettinato, bersaglio di decine di ge- lide palle di neve. Mogio mogio guardava la neve mista alle sue lacri- me cadergli fra le punte dei piedi, mentre mille voci di scherno lo feri- vano nell'animO. “Lui crede a Babbo Natale..... Lui crede a Babbo Natale.....” Lo stupido ritornello faceva da colonna sonora alle risate e agli spin- toni che il bimbetto subiva senza fiatare. All'improvviso un omone grande e grosso, con un buffo berretto a pon- pon in testa, corse agitando le braccia verso il gruppetto strafottente e disperse la combriccola con poche urla del suo vocione. Poi, con fare delicato, si avvicinò e pose il suo nasone rosso all'altezza degli occhietti lucidi del bimbo. Due sopracciglia folte coprivano quasi completamente gli occhi dell'o- mone e quelli che sembravano due cespugli bianchi sopra gli occhi lu- minosi del suo salvatore fecero sorridere il bambino. Provò subito una particolare amicizia per quel faccione rubicondo che lo guardava e si sentì già meglio. “Non vorrai proprio piangere la notte di Natale – dis- se l'omone porgendogli un fazzoletto – questa è una notte speciale...” “Nessuno più crede che questa sia una notte speciale – rispose il bim- bo tirando su con il nasino – anzi, mi prendono in giro perché credo a Babbo Natale. Invece loro.... – continuò il piccolo dopo aver tratto un profondo sospiro che scacciò le ultime lacrime – ....Loro dicono che sono uno stupido a credere ancora a queste cose, alle favole, ai sogni e a Babbo Natale. Dicono che sono gli adulti a comprare i regali e che non esiste nessun Babbo Natale”. L'omone non si scompose, anzi accentuò il suo sorriso dicendo: “Oh.... E tu piangi per questo? Quei tuoi amici devono essere dei gran sapientoni per sapere tutte queste cose a proposito delle fiabe, dei so- gni e di Babbo Natale. Ma, in fondo – aggiunse lisciandosi la barba fol- ta e con una luce negli occhi – hanno ragione. I regali a Natale li fanno proprio gli adulti... O forse no... Uhm fammi pensare. Bè, sì e no”. Il bimbo non ci capiva niente, Insomma era vero o non era vero? Babbo Natale esisteva o no? O forse un po' sì e un po' no? E così si rivolse con aria interrogativa all'omone. “Sì, vedi.... Ecco iniziamo così – disse l'omone accucciandosi di fronte al bambino. Rispondi a questo: Babbo Natale porta regali a tutte le per- sone del mondo?”. “Certo – rispose sicuro il bambino – in ogni luogo del mondo e a tut- te le persone che durante l'anno hanno fatto qualcosa di buono. Nella notte di Natale, Babbo Natale sfreccia in cielo con la sua slitta traina- 5 Racconto Questa favola è stata scritta pensando a tutti i bambini e gli adulti che credono a Babbo Natale, alla capacità umana di sognare e realizzare i propri sogni e a tutti coloro il cui cuore chiede a gran voce di essere ascoltato. “A loro è dedicata.... ta da renne e campanelli e quando tutti dormono entra in casa e depo- sita i doni sotto l'Abete addobbato o accanto al Presepe, oppure riem- pie delle grandi calze rosse”. “Bene. E secondo te – domandò l'o- mone abbozzando un sorriso – come fa a essere in tutti i posti del mondo, a casa di tutte le persone del mondo nella stessa notte?” Quella domanda era giunta come un botto di Capodanno. “Io non ci ho mai pensato....” Rispose pensieroso il bimbo. “Ma... non hai mai pensato che se io fossi Babbo Natale, potrei spiegartelo io disse l'omone tirandosi ritto in piedi e in un secondo? Vedi, se Babbo Natale fosse un uomo in carne e ossa non potrebbe fare tutto quel gran lavoro di consegna dei doni in tutto il mondo e a tutte le persone della Terra. Babbo Natale non ha neppure abbastanza vestiti come lui. Infatti le persone travestite da Babbo Natale sono degli aiutanti vestiti come lui. Babbo Natale non ha neppure il tempo per gli incontri per le strade o nei grandi magazzini sono solo de- gli aiutanti che cercano di impersonarlo per ricordare a tutti che Babbo Natale esiste. Allora, come fare a sapere qual è il vero Babbo Natale?” “Io – disse il bimbo – se Babbo Natale fosse una persona in carne e ossa non potrebbe essere dappertutto in una sola notte. E poi, con gli altri uomini vestiti da Babbo Natale, come si farebbe a sapere quello vero?” L'omone sorrise e si rallegrò per quella prova di intelligenza, aggiun- gendo: “Vedi, per poter compiere il miracolo della consegna dei doni, Babbo Natale ha avuto una grande, grandissima idea. Si è trasforma- to in un sentimento....” “Un sentimento? domandò il bambino incredulo. “Ma certo! – rispose l'omone battendo le mani in uno schiocco – Un sentimento che con facilità scivola nei cuori degli uomini e delle don- ne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e li riceve, attende i desideri e ai sogni dei loro cuori. I doni migliori, i più gentili, attenti ai desideri e ai sogni dei loro cuori e delle persone a cui vogliono bene. Così tutti vengono presi dal desiderio di fare dei regali, di rendere felici gli altri donando qual- cosa. Così, nella notte di Natale, Babbo Natale, muovendosi nei cuori degli uomini e delle donne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e ovunque per tutti. E’ magnifico!” esclamò il bambino tutto eccitato. Non gli parve vero! Babbo Natale esisteva! Esisteva davvero! E non solo questo, ma senza che nessuno lo potesse neanche immaginare, portava i doni anche a coloro che non credevano in Lui! Per la felicità prese a saltare come un matto e a lanciare la neve in aria, a urlare dalla gioia e a fare capriole. Ad un tratto però si calmò. Un pensiero aveva cominciato a corrergli nella testa. Come faceva quell'omone simpatico a sapere tutte quelle cose su Babbo Natale? Si voltò per domandarglielo, ma non lo vide più. In alto, sopra di lui, un trillo di campanelli lo salutò nella gelida notta- ta della Vigilia di Natale ornata di stelle. “Buon Natale – urlò l'uomo sulla slitta – Buon Natale....” Riccardo Taraglio
Testo Originale Estratto
6 Le Associazioni nel nostro Paese inalmente anche nel nostro paese! Dopo un sa ventennale si è ricostituita la Pro-loco di Saint-Pierre! L'idea è nata nell'aprile del '99 da una proposta del vescovo, mons. Anfossi, che, in visita alle associazio- ni di privati cittadini del gruppo si è incontrato ripe- tutamente per compiere un'analisi iniziale di docu- mento prima di lanciarsi ufficialmente nell'avventura della Pro-loco. Banco di prova per verificare la volontà degli organizzatori è stata la realizzazione del primo la dei bambini. La festa delle associazioni di Saint-Pierre, svoltasi lo so 10 settembre, si è rivelata un altro importante esame per il comitato promotore, che da lì a pochi giorni si sa- rebbe trasformato nella Pro-loco. Uno degli obiettivi del- le associazioni, oltre a quello di promuovere per trovare nuove adesioni alle stesse, è quello di coinvolgere l'intera popolazione, soprattutto i neo-residenti dal momento che queste iniziative hanno il fondamentale scopo di aggrega- re le persone ad una nuova realtà aggregando i menti festosi. Questo lungo cammino ha condotto il comitato promo- tore al fatidico giorno del 15 di settembre, quando è sta- ta indetta l'assemblea generale presso il salone comuna- le. L'affluenza della popolazione non è stata entu- siasmante, ma significativa: 55-60 i partecipanti. Questa riunione ha portato alla costituzione del direttivo così com- posto: Mario Chioso, presidente; Marino Domaine, vice presidente; Andrea Sapegno, tesoriere; Mirella Mon- tellanico, Maria Luisa Sartori, Diego Lale-Murix, Gianluca Saccani, Michele Chaboud, Claudio Besenval, consiglieri; Piero Carlin rap- presentante del Comune e fuori direttivo; Sergio Del Negro, segretario. Dopo varie incombenze burocratiche uno dei primi ri- sultati della neonata associazione è stato lo stilare il pro- gramma delle manifestazioni per il prossimo anno: Presepe vivente nella notte di Natale e rievocazione degli antichi mestieri lungo la strada che conduce alla Chiesa. Pro-loco Carnevale dei bambini nel pomeriggio di venerdì gras- so, con spettacolo di marionette, sfilata per le vie del paese e merenda finale per i partecipanti. Sabato grão, carnevale degli adulti con carri allegorici a tema: come immaginate il nuovo millennio. Previo contatto con l'Associazione Auto d'Epoca di prova cronometrata per le vie del paese con degu- stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1° maggio. Collaborazione con la Biblioteca comunale per l'al- lestimento di uno spettacolo teatrale a Verrogne nei mesi di giugno e agosto. Brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo il 10 agosto. Il numero delle manifestazioni non è particolarmente co- spicuo, ciò di proposito per non esasperare i volontari e non inflazionare le iniziative stesse. Un'importante considerazione da aggiungere è il fatto che la neo Pro-loco non ha nessuna intenzione di fagocitare appuntamenti avviati e collaudati da tempo, patrocinati ed organizzati dalle associazioni, anzi metterà a loro di- sposizione le proprie risorse in modo da portare un aiu- to maggiore. La Pro-loco ora è ufficialmente costituita, grazie al lavo- ro di un gruppo di persone collaudate ed affiatate ma ne- cessita soprattutto dell'apporto della popolazione. Saint-Pierre ancora a rischio iniziative? Saint-Pierre pa- tria dell'accidia sociale? Sono giuste le accuse che piovo- no ingenti sull'incapacità della nostra comunità di por- tare avanti iniziative belle e di richiamo? Ora gli strumenti ci sono e gli organi competenti si sono costituiti. Ancora un piccolo sforzo? Sì! Vivere il paese, come organizzatori e partecipanti, non deve essere solo l'impegno di un ri- stretta gruppo, ma sarebbe auspicabile coinvolgere l'in- tero paese, “vecchi” e “nuovi” residenti perché non venga a mancare lo spirito di comunità e di aggregazione. Un in- vito dunque per tutti: provare! Si coglie l'occasione per segnalare, per chi fosse interes- sato a contattare la Pro-loco, i recapiti del Presidente Mario Chioso 0165-903055, del Vice Presidente Marino Domaine 0165-903515 e del tesoriere Andrea Sapegno 0165-903221. Claudio Obert Gruppo di Volontari di Saint-Pierre n seguito alla grave catastrofe naturale che ha af- flitto la nostra Valle nello scorso mese di ottobre e anche se il nostro Comune non è stato col- pito dalla rovinosa calamità, si è messa in moto una grande iniziativa di solidarietà con il semplice scopo di aiutare chi ne avesse bisogno. Grande merito per l'iniziativa è da attribuire ad un no- stro compaesano, l'imprenditore Luigi Bonfanti che, in me- more di un'esperienza simile a Santo Stefano Belbo nel 1994, per primo e con grande tenacia, ha curato l'orga- nizzazione di un vero e proprio cantiere formato da mezzi pesanti e da tanti volontari di Saint-Pierre. L'Amministrazione comunale ha quindi deciso di fi- nanziare l'iniziativa stanziando 15 milioni necessari per l'acquisto di attrezzature varie (pale, picchi, raspa fan- go, stivali, ecc.), gasolio, generi alimentari e per com- piere le riparazioni di prima necessità. Il tutto è stato tempestivamente comunicato alla popolazione tramite un avviso che facilitasse il coordina- mento delle forze volontarie. Tante persone, tanti mezzi e necessariamente un grande sforzo organizzativo iniziato immediata- mente nei giorni a ridosso della tragica alluvio- ne. La solidarietà è scattata senza indugi e così diversi imprenditori e liberi professionisti della nostra comunità, con grande entusiasmo e sen- so civico hanno messo a disposizione camion, pale meccaniche, bobcat, escavatori, ecc. Dopo aver radunato mezzi e uomini era però necessa- rio conoscere l'esatta destinazione del nostro gruppo in modo tale da non intralciare chi era già al lavoro da qualche giorno. Dopo alcuni in- contri tra Bonfanti, il Direttore della Protezione civile Lorenzo Chentre e il Generale Zaninoni è finalmente emersa l'esatta ubicazione del can- tiere nel comune di Nus. La perseveranza di Bonfanti ha permesso al nostro gruppo di esse- re già operativo da sabato 21 ottobre, guada- gnando così due giorni rispetto alle previsioni fatte con la disponibilità dei mezzi che andavano comunque restituiti nella giornata di lunedì 30 ottobre. I primi volontari si sono mossi nella sera di ve- nerdì 20 ottobre per il trasporto e l'installazione del cantiere che consisteva in due box, il primo 7 Alluvione Ottobre 2000 adibito a contenere gli attrezzi e l'altro da utilizzarsi come magazzino e come piccola cucina da campo. L'acquisizione della totale autonomia del nostro gruppo ha avuto un particolare risalto, riuscendo così a non dipendere da nessuno per l'erogazione del pasto quotidiano. La pausa pranzo, soprattutto, si è rivelata un momento im- portante per i volontari che potevano non solo “rifocil- larsi”, ma approfondire o instaurare nuove conoscenze. Sono stati nove giorni di grande impegno per le nume- rose persone che si alternavano nelle giornate lavorati- ve. Per tutta la durata dell'iniziativa si sono sempre con- tati tra i 40 e i 50 volontari, numeri che fanno capire come la popolazione di Saint-Pierre abbia ben risposto alla richiesta di aiuto. Non resta quindi da ringraziare, a nome di tutta la no- stra comunità, tutti coloro che hanno aderito con co- scienza e trasporto all'importante iniziativa. Claudio Obert Al lavoro a Nus
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6 Le Associazioni nel nostro Paese F inalmente anche nel nostro paese! Dopo un'as- sa ventennale si è ricostituita la Pro-loco di Saint-Pierre! L'idea è nata nell'aprile del '99 da una proposta del vescovo, mons. Anfossi, che, in visita alle associazioni ope- ranti nel nostro Comune, ne suggerì l'unificazione con lo scopo di amalgamare la popolazione di Saint-Pierre e di creare momenti di condivisione tra i "Saintpiolen" di vec- chia data ed i nuovi arrivati. Questa idea ha messo in moto svariate persone che han- no iniziato a ritrovarsi e discutere sull'eventualità di ri- stituire la Pro-loco. Si è quindi formato un comitato pro- motore di alcuni rappresentanti delle nostre associazioni e di privati cittadini. Tale gruppo si è incontrato ripe- tutamente per compiere un'analisi iniziale di orienta- mento prima di lanciarsi ufficialmente nell'avventura del- la Pro-loco. Banco di prova per verificare la volontà degli organizzatori è stata la realizzazione del primo carneva- le dei bimbi. La festa delle associazioni di Saint-Pierre, svoltasi lo scor- so 10 settembre, si è rivelata un altro importante esame per il comitato promotore, che da lì a pochi giorni si sa- rebbe trasformato nella Pro-loco. Uno degli obiettivi prin- cipali della neonata associazione è quello di promuovere le associazioni, oltre a quello di promuovere per le nuove adesioni alle stesse, è quello di coinvolgere l'intera popolazione, soprattutto i neo-residenti dal momento che queste iniziative hanno il fondamentale scopo di integra- re le persone ad una nuova realtà aggregandole in mo- menti festosi. Questo lungo cammino ha condotto il comitato promo- tore al fatidico giorno del 15 di settembre, quando è sta- ta indetta l'assemblea generale presso il salone comuna- le. L'affluenza della popolazione non è stata entusias- mante, ma significativa: 55-60 i partecipanti. Questa riu- nione ha portato alla costituzione del direttivo così com- posto: Mario Chioso, presidente; Marino Domaines, vice presidente; Andrea Sapegno, tesoriere; Mirella Mon- tesano, Diego Lale-Murix, Gianluca Saccani, Maria Cha- bod, Claudio Besenval, consiglieri; Piero Carlin rap- presentante del Comune e fuori direttivo; Sergio Del Negro, segretario. Dopo varie incombenze burocratiche uno dei primi ri- sultati della neonata associazione è stato lo stilare il pro- gramma delle manifestazioni per il prossimo anno. • Presepe vivente nella notte di Natale e rievocazione degli antichi mestieri lungo la strada che conduce alla Chiesa. • Carnevale dei bimbi nel pomeriggio di venerdì gras- so, con spettacolo di marionette, sfilata per le vie del paese e merenda finale per i partecipanti. Sabato grasso, carnevale degli adulti con carri allegorici e prova cronometrata per le vie del paese con degu- stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1° maggio. • Previo contatto con l'Associazione Auto d'Epoca di Biella, raduno d'auto d'epoca sotto il castello con prova cronometrata per le vie del paese con degu- stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1° maggio. • Collaborazione con la Biblioteca comunale per l'al- lestimento di uno spettacolo teatrale a Verrogne nei mesi di giugno e agosto. • Brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo il 10 agosto. Il numero delle manifestazioni non è particolarmente co- spicuo, ciò di proposito per non esasperare i volontari e non inflazionare le iniziative stesse. Un'importante considerazione da aggiungere è il fatto che la neo Pro-loco non ha nessuna intenzione di fagocitare appuntamenti avviati e collaudati da tempo, patrocinati ed organizzati dalle associazioni, anzi metterà a loro di- sposizione le proprie risorse in modo da portare un aiu- to maggiore. La Pro-loco ora è ufficialmente costituita, grazie al lavo- ro di un gruppo di persone collaudate ed affiatate ma ne- cessita soprattutto dell'apporto della popolazione. Si coglie l'occasione per segnalare, per chi fosse interes- sato a contattare la Pro-loco, i recapiti del Presidente Mario Chioso 0165-903055, del vice Presidente Marino Domaine 0165-903515 e del tesoriere Andrea Sapegno 0165-903221. 7 Gruppo di Volontari di Saint-Pierre Alluvione Ottobre 2000 I n seguito alla grave catastrofe naturale che ha af- flitto la nostra Valle nello scorso mese di ottobre e anche se il nostro Comune non è stato colpito dalla rovinosa calamità, si è messa in moto una grande iniziativa di solidarietà con il semplice scopo di aiutare chi ne avesse bisogno. Grande merito per l'iniziativa è da attribuire ad un no- stro compaesano, l'imprenditore Luigi Bonfanti che, nel 1994, per primo e con grande tenacia, ha curato l'orga- nizzazione di un vero e proprio cantiere formato da mezzi pesanti e da tanti volontari di Saint-Pierre. L'Amministrazione comunale ha quindi deciso di fi- nanziare l'iniziativa stanziando 15 milioni necessari per l'acquisto di attrezzature varie (pale, picchi, raspa fan- go, stivali, ecc.), gasolio, generi alimentari e per com- piere le riparazioni di prima necessità. Il tutto è stato tempestivamente comunicato alla popolazione tramite un avviso che facilitasse il coordina- mento delle forze volontarie. Tante persone, tanti mezzi e necessariamente un grande sforzo organizzativo iniziato immediata- mente nei giorni a ridosso della tragica alluvio- ne. La solidarietà è scattata senza indugi e così diversi imprenditori e liberi professionisti della nostra comunità, con grande entusiasmo e sen- so civico hanno messo a disposizione camion, pale meccaniche, bobcat, scavatori, ecc. Dopo aver radunato mezzi e uomini era però necessa- rio conoscere l'esatta destinazione del nostro gruppo in modo tale da non intralciare chi era già al lavoro da qualche giorno. Dopo alcuni in- contri tra Bonfanti, il Direttore della Protezione civile Lorenzo Chentre ed il Generale Zaninon è finalmente emersa l'esatta ubicazione del can- tiere nel comune di Nus. La perseveranza di Bonfanti ha permesso al nostro gruppo di esse- re già operativo da sabato 21 ottobre, guada- gnando così due giorni rispetto alle previsioni fatte con la disponibilità dei mezzi che andavano comunque restituiti nella giornata di lunedì 30 ottobre. I primi volontari si sono mossi nella sera di ve- nerdì 20 ottobre per il trasporto e l'installazione del cantiere che consisteva in due box, il primo adibito a contenere gli attrezzi e l'altro da utilizzarsi come magazzino e come piccola cucina da campo. Durante la permanenza e l'operatività del cantiere, le donne del paese, rimboccandosi così a non dipendere da nessuno per l'erogazione del pasto quotidiano. La pausa pranzo, soprattutto, si è rivelata un momento im- portante per i volontari che potevano non solo "rifocil- larsi", ma anche o approfondire o instaurare nuove conoscenze. Sono stati nove giorni di grande impegno per le nume- rose persone che si alternavano nelle giornate lavorati- ve. Per tutta la durata dell'iniziativa si sono sempre con- tati tra i 40 e i 50 volontari, numeri che fanno capire come la popolazione di Saint-Pierre abbia ben risposto alla richiesta di aiuto. Non resta quindi da ringraziare, a nome di tutta la no- stra comunità, tutti coloro che hanno aderito con co- scienza e trasporto all'importante iniziativa. Claudio Obert Al lavoro a Nus
Testo Originale Estratto
6 Le Associazioni nel nostro Paese inalmente anche nel nostro paese! Dopo un sa ventennale si è ricostituita la Pro-loco di Saint-Pierre! L'idea è nata nell'aprile del '99 da una proposta del scovo, mons. Anfossi, che, in visita alle associazioni ranti nel nostro Comune, ne suggerì l'unificazione e scopo di amalgamare la popolazione di Saint-Pierre, creare momenti di condivisione tra i "Saintpiolen" d Questa idea ha messo in moto svariate persone che no iniziato a ritrovarsi e discutere sull'eventualità re istituire la Pro-loco. Si è quindi formato un comitato motore di alcuni rappresentanti delle nostre associa ni e di privati cittadini. Tale gruppo si è incontrato a tutamente per compiere un'analisi iniziale di orie mento prima di lanciarsi ufficialmente nell'avventura la Pro-loco. Banco di prova per verificare la volontà de organizzatori è stata la realizzazione del primo carne lei bimbi. La festa delle associazioni di Saint-Pierre, svoltasi lo so 10 settembre, si è rivelata un altro importante e que tradizionale della Pro-loco. Uno degli obiettivi de le associazioni, oltre a quello di promuoversi per t nuove adesioni dalle stesse, è quello di coinvolgere l' popolazione, soprattutto i neo-residenti dal momen queste iniziative hanno il fondamentale scopo di in re le persone ad una nuova realtà aggregandole in menti festosi. Questo lungo cammino ha condotto il comitato pro Dopo varie incombenze burocratiche uno dei primi r sultati della neonata associazione è stato lo stilare il p gramma delle manifestazioni per il prossimo anno: Presepe vivente nella notte di Natale e rievocazio degli antichi mestieri lungo la strada che cond alla Chiesa. Pro-loco Carnevale dei bimbi nel pomeriggio di venerdì gras so, con spettacolo di marionette, sfilata per le vie del paese e merenda finale per i partecipanti. Sabato grasso, carnevale degli adulti con carri allegorici a tema: come immaginate il nuovo millennio. Previo contatto con l'Associazione Auto d'Epoca di Biella, raduno d'auto d'epoca sotto il castello con prove cronometrate per le vie del paese con degu stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1° maggio. Collaborazione con la Biblioteca comunale per l'al lestimento di uno spettacolo teatrale a Verrogne nei mesi di giugno e agosto. Brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo il 10 agosto. Il numero delle manifestazioni non è particolarmente co spicuo, ciò di proposito per non esasperare i volontari e non inflazionare le iniziative stesse. Un'importante considerazione da aggiungere è il fatto che la neo Pro-loco non ha nessuna intenzione di fagocitare appuntamenti avviati e collaudati da tempo, patrocinati ed organizzati dalle associazioni, anzi metterà a loro di sposizione le proprie risorse in modo da portare un aiu to maggiore. La Pro-loco ora è ufficialmente costituita, grazie al lavo ro di un gruppo di persone collaudate ed affiatate ma ne cessita soprattutto dell'apporto della popolazione. Saint-Pierre ancora a rischio iniziative? Saint-Pierre pa tria dell'accidia sociale? Sono giuste le accuse che piovo no ingenti sull'incapacità della nostra comunità di por tare avanti iniziative belle e di richiamo? Ora gli strumenti ci sono e gli organi competenti si sono costituiti. Ancora un piccolo sforzo? Sì! Vivere il paese, come organizzatori e partecipanti, non deve essere solo l'impegno di un ri stretto gruppo, ma sarebbe auspicabile coinvolgere l'in tero paese, "vecchi" e "nuovi" residenti perché non venga a mancare lo spirito di comunità e di aggregazione. Un in vito dunque per tutti: provare! Si coglie l'occasione per segnalare, per chi fosse interes sato a contattare la Pro-loco, i recapiti del Presidente Mario Chioso 0165-903055, del vice Presidente Marino Domaine 0165-903515 e del tesoriere Andrea Sapegno 0165-903221. Andrea Sapegno Claudio Obert Gruppo di Volontari di Saint-Pierre n seguito alla grave catastrofe naturale che ha af flitto la nostra Valle nello scorso mese di ottobre e anche se il nostro Comune non è stato colpito dalla rovinosa calamità, si è messa in moto una grande iniziativa di solidarietà con il semplice scopo di aiutare chi ne avesse bisogno. Grande merito per l'iniziativa è da attribuire ad un no stro compaesano, l'imprenditore Luigi Bonfanti che, me more di un'esperienza simile a Santo Stefano Belbo nel 1994, per primo e con grande tenacia, ha curato l'orga nizzazione di un vero e proprio cantiere formato da mezzi pesanti e da tanti volontari di Saint-Pierre. L'Amministrazione comunale ha quindi deciso di fi nanziare l'iniziativa stanziando 15 milioni necessari per l'acquisto di attrezzature varie (pale, picchi, raspa fan go, stivali, ecc.), gasolio, generi alimentari e per com piere le riparazioni di prima necessità. Il tutto è stato tempestivamente comunicato alla popolazione tramite un avviso che facilitasse il coordina mento delle forze volontarie. Tante persone, tanti mezzi e necessariamente un grande sforzo organizzativo iniziato immediata mente nei giorni a ridosso della tragica alluvio ne. La solidarietà è scattata senza indugi e così diversi imprenditori e liberi professionisti della nostra comunità, con grande entusiasmo e sen so civico hanno messo a disposizione camion, pale meccaniche, bobcat, scavatori, ecc. Dopo aver radunato mezzi e uomini era però necessa rio conoscere l'esatta destinazione del nostro gruppo in modo tale da non intralciare chi era già al lavoro da qualche giorno. Dopo alcuni in contri tra Bonfanti, il Direttore della Protezione civile Lorenzo Chentre ed il Generale Zaninoni è finalmente emersa l'esatta ubicazione del can tiere nel comune di Nus. La perseveranza di Bonfanti ha permesso al nostro gruppo di esse re già operativo da sabato 21 ottobre, guada gnando così due giorni rispetto alle previsioni fatte con la disponibilità dei mezzi che andavano comunque restituiti nella giornata di lunedì 30 ottobre. I primi volontari si sono mossi nella sera di ve nerdì 20 ottobre per il trasporto e l'installazione del cantiere che consisteva in due box, il primo Alluvione Ottobre 2000 adibito a contenere gli attrezzi e l'altro da utilizzarsi come magazzino e come piccola cucina da campo. Infatti la totale autonomia del nostro gruppo ha avu importante e inaspettato risalto, riuscendo così a non dipendere dall'erogazione del pasto quotidiano. La pausa pranzo, soprattutto, si è rivelata un momento im portante per i volontari che potevano non solo "rifocil larsi", ma approfondire o instaurare nuove conoscenze. Sono stati nove giorni di grande impegno per le nume rose persone che si alternavano nelle giornate lavorati ve. Per tutta la durata dell'iniziativa si sono sempre con tati tra i 40 e i 50 volontari, numeri che fanno capire come la popolazione di Saint-Pierre abbia ben risposto alla richiesta di aiuto. Non resta quindi da ringraziare, a nome di tutta la no stra comunità, tutti coloro che hanno aderito con co scienza e trasporto all'importante iniziativa. Claudio Obert Al lavoro a Nus 7
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8 Il cammino de Compostela S e aprite l'atlante alla pagina della Spagna e con gli occhi vi spostate a...nord-ovest, proprio là vicino alla costa oceanica di Finisterre (creduta per se- coli la fine della terra), si trova Santia- go de Compostela. La leggenda narra che qui nell'813 D.C. un eremita pastore di nome Pelayo avverti il Vescovo di allora Teodomiro che una luce, o una stella (da qui il nome Compostela=Campus Stellae), comparivano nel luogo che era stato un antico cimitero romano. Iniziati gli scavi si rinvenne un sarcofago marmoreo contenente le spoglie di San Giacomo (Santiago in spagnolo) e dei suoi discepoli Teodosio ed Atanasio. La scoperta suscitò scalpore e si gridò al miracolo. A consacrare per sempre quel remoto angolo di Spagna fu allora la costruzione di una prima chiesa, attorno alla quale si sviluppò un piccolo borgo. Erano gli al- bori di Santiago la cui magia si dischiude oggi, immutata, ai pellegrini che da più di dieci secoli percorrono lunghi itinerari a piedi per giungervi. L'idea mi venne da un amico che l'anno scorso percorse a piedi parte del Cammino di Santiago e ne tornò entusiasta. Decisi di approfondire le mie conoscenze e tra Internet e varie guide per lo più straniere, mi venne il giusto entusiasmo per partire. Di tutti i sentieri percorsi per secoli dai pellegrini di tutta Europa per giun- gere a Santiago, quello che tuttora risulta essere il più frequentato e me- glio organizzato è il Cammino Francés che parte da St. Jean Pied de Port sui Pirenei francesi per giungere dopo circa 800 km a Santiago. L'importanza di questo cammino è stata riconosciuta dall'Unione Europea che lo ha denominato "Primo Itinerario Culturale Europeo". Il giorno in cui sono partita, in treno, da sola per la Spagna potevo con- tare sull'approvazione di pochi amici, che da sempre mi conoscono, ma soprattutto non potevo fare a meno di pensare a tutti coloro che crede- Ventinove giorni di cammino, 780 km percorsi a piedi. Il riassunto breve di una grande esperienza di vita. Il Cammino ti cambia, lascia dei segni indelebili sulla pelle e nel cuore ma una cosa è certa: nessuno potrà mai sapere all'inizio quale cambiamento esso de- terminerà. È solo camminando che si scoprono le cose... Si cammina senza fretta ed un passo per volta si attraversano intere regioni: Pirenei francesi, la Navarra, la Rioja, la Castilla-León con la Meseta e per ultima la Galizia. Ognuno segue il proprio ritmo che gli consente di non trovare troppa fatica, di guardarsi intorno, di pensare oppure di chiac- chierare... È importante ascoltare il proprio corpo: se è stanco, se ha sete, fame, caldo, freddo, nessun segno o dolore deve essere trascurato altri- menti poi se ne pagano le conseguenze. È un po' come curare la propria auto, con la differenza che qui però non ci sono pezzi di ricambio! I problemi più comuni (che fortunatamente non ho sperimentato) dal 15% dei pellegrini sono le vesciche sotto i piedi e le tendiniti. Tutto co- munque si risolve ed al limite ci si ferma un paio di giorni da qualche parte. Camminando ho provato infinite sensazioni e tante volte mi sono emo- zionata ed ho pianto. La mente si svuota camminando e si prova la sen- sazione di libertà totale anche dai pensieri. Questo naturalmente è quel- lo che è successo a me. Mi sono commossa infinite volte, per gli spetta- coli che la natura mi proponeva e per l'accoglienza ed il calore che la ter- ra di Spagna riserva ai pellegrini. Il Cammino si snoda su percorsi molto belli, quasi sempre strade sterra- te o sentieri e solo raramente qualche tratto di asfalto. Le frecce gialle del percorso sono presenti ovunque ed è impossibile perdersi. I paesaggi va- riano molto, dalle dolci montagne e colline della verde Navarra alle lun- ghissime piane mesetiche, al paesaggio rurale incontaminato e carico di tradizione ed agli stupendi boschi della piovosa Galizia. Non ci si annoia mai. All'arrivo a San Giacomo su di un palo(= pilar) e come ogni giorno, alle 12, nella cattedrale si celebrava il rito della Messa del Pellegrino. La cattedrale era gremita di gente e noi era- vamo lì davanti perché chi arriva a piedi da sem- pre ha qualcosa che non si può esprimere a parole: i nostri nomi... mentre l'enorme incensiere (Botafumeiro) passava tra noi indondandoci d'incenso. Ora capivo il significato di tutto ciò che era stato e la felicità di quei momenti si mescolava alla commozione, alla stan- chezza e si esprimeva...senza parole nei nostri occhi pieni di lacrime. Caterina Quarello Guida della Natura - Educatrice ambientale E-mail cate.q@libero.it del rifugio è qualcosa di particolare ed intrigante. Ritrovi tut- te le persone che hai incontrato sul cammino e dopo le varie faccende: doccia e lavaggio bianchera, c'è il tempo per ripo- sarsi, chiacchierare, massaggiarsi i piedi, scambiarsi cerotti o andare a visitare il paese. Si dorme in cameroni molto gran- di con i letti a castello, magari vicino al più grande russato- re del mondo. Anche a questo ci si abitua. Il Cammino è una grande esperienza di verità ed insegna ad ognuno qualcosa di diverso, sempre ad ognuno ciò di cui ha bisogno. La fatica è infinitamente ricompensata da regali ina- spettati. Ho capito tante cose. Ho ricevuto tantissimo. L'arrivo a Santiago, insieme ad alcuni amici incontrati sul percorso, è stato qualcosa che non scorderò mai...Ho pianto, come tut- ti hanno pianto... Era la Festa Nazionale della Virgen del Pilar (la Madonna che 9 Agricoltura biologica, perché, come dove Quest'anno è nata ufficial- mente, con se- de a Saint- Pierre, l'associazione di agricoltura biologica e biodinamica Tera nuova; in si- lenzio e con tante idee nel paniere si prepara a farsi conoscere (prossimamente con una fiera del biologi- co) da consumatori, produttori e simpatizzanti. Ma perché si sente tanto parlare del biologico, perché i consumatori, sempre più esigenti ed attenti a ciò che mangiano, vogliono la garanzia del prodotto biologico o biodinamico? L'Associazione biologica e biodinamica «Tera nuova» luogo la motivazione di chi sta nel campo a preparare il terreno, a renderlo pronto alla semina e alla crescita degli ortaggi, prevenendo ogni infestazione da parassiti fino alla distribuzione e alla vendita giornaliera. Anche in Valle d'Aosta si sta iniziando sottovoce a par- lare di produttori biologici (quelli certificati sono solo una decina), accanto ai quali ci sono però i piccoli pro- duttori, quelli che coltivano un orto un po' più grande del necessario per poter offrire (ad un merca- to limitato, purtroppo) l'eccedenza che non pos- sono chiamare biologica perché non certificata, ma che segue gli stessi principi e si avvicina molto all'agricol- tura biologica. Come fare a convincere sempre più gente a coltivare in modo biologico? Certo non con i soliti contributi, ma si deve pensare ad aiuti più mirati, come mettere a di- sposizione dei piccoli coltivatori tecnici preparati, at- trezzature adeguate per la preparazione del terreno, per la lavorazione e conservazione del prodotto, punti di raccolta per la distribuzione e la vendita. Tutto ciò sarebbe sicuramente un grande incentivo per gli agricoltori che ancora non sanno bene se inoltrarsi nella grande "avventura" biologica. Anche a questo servirà, per esempio, l'associazione Tera nou- va. Vogliamo tutti riprenderci i sapori della vera natura. Marina Lale Murix Sicuramente tutti noi, produttori e consumatori, non ci accontentiamo più di mangiare verdura e frutta perché sono sinonimo di salute, le vogliamo anche coltivate senza pesticidi, senza forzature del terreno, senza pro- tezione per la conservazione, vogliamo sentire di nuovo il sapore vero, delicato o forte, che la terra, l'acqua, il sole ci danno senza limiti. Ecco perché l'agricoltura biologica, e in modo ancor più "stretto" quella biodinamica, sono veramente una dife- sa per noi consumatori. Tra i principi di questa agricol- tura vi è la salvaguardia del territorio. Nessuna forzatu- ra, assolutamente nessun concime chimico e la difesa avviene solo con prodotti naturali che spesso è l'agri- coltore stesso a preparare. Sono ancora pochi i produttori biologici, (soprattutto in Italia); molta, al contrario, è la fatica dell'agricoltore: die- tro un cesto di mele o di zucchine infatti c'è in primo
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10 La Giunta comunale Alluvione Farmacia Sottopasso La pagina dell'Amministrazione comunale Laboratorio teatrale 11 Teatro: una scommessa vincente ALLUVIONE: 1) Per venire incontro ai tanti privati cittadini di Saint-Pierre che hanno dato il loro contributo nella ricostruzione dei paesi sconsi dall'alluvione, l'Amministrazione comunale ha stanziato 15 mi- ni di lire, destinati alla riparazione dei mezzi impiegati e all'acqui sto di carburante, alimenti e materiale ad uso delle squadre di soc corso. Inoltre i dipendenti comunali hanno allestito un centro (presso la palestra dell'ex Scuola Elementare) per la raccolta di generi ali mentari e vestiario, poi consegnati a Croce Rossa e Protezione Civile. Naturalmente la popolazione verrà al più presto informata sulle ini ziative intraprese e sulla destinazione delle somme ricavate dalla raccolta di fondi (presso la Banca di Credito Cooperativo, Conto Corrente N° 06/01/1744), promossa dall'Amministrazione, per aiu tare le zone più colpite dalla calamità. 2) Le Conseil Municipal et la population de Saint-Pierre et Faucigny ont été profondément affectés par la terrible catastro phe qui a frappé la Vallée d'Aoste. C'est pour ça que, lors de la séan du 26 octobre, ils ont décidé d'apporter un soutien financier de 30000 Frs. qui a été versé sur le compte ouvert auprès du Crédit Coopératif Valdôtain. 3) Il Comune di Saint Pierre ha messo a disposizione, ad una fa miglia di Pollein che ha perso la casa nel corso del disastro di ottobre, l'alloggio destinato al custode della nuova Scuola Elementare. 4) Il 30 ottobre scorso si è tenuto, presso il Salone Municipale, un incontro tra Amministrazione e residenti di La Charrère e delle zioni limitrofe). La riunione, richiesta dalla popolazione al fine di ottenere rassicurazioni sulla situazione di alcune zone del territorio, ha avuto una partecipazione numerosa. Anche se gli gici eventi non hanno coinvolto Saint Pierre, la gravità degli rali. Al momento il torrente ha ripreso il suo corso originario. • località Bressan, l'ispezione lungo il sentiero che porta al tor rente Méod e nella fascia immediatamente sottostante, non ha rilevato dissesti in atto • Piccoli dissesti sono stati rilevati nei seguenti punti, che ora non costituiscono un grado di rischio elevato: • bordo strada in località Rumiod-La Chappelle: erosione ban china (intervento consigliato: intasamento fessura e stesa di molte i dipendenti comunali hanno allestito un centro (presso la palestra dell'ex Scuola Elementare) per la raccolta di generi ali mentari e vestiario, poi consegnati a Croce Rossa e Protezione Civile. Naturalmente la popolazione verrà al più presto informata sulle ini ziative intraprese e sulla destinazione delle somme ricavate dalla raccolta di fondi (presso la Banca di Credito Cooperativo, Conto Corrente N° 06/01/1744), promossa dall'Amministrazione, per aiu tare le zone più colpite dalla calamità. 2) Le Conseil Municipal et la population de Saint-Pierre et Faucigny ont été profondément affectés par la terrible catastro phe qui a frappé la Vallée d'Aoste. C'est pour ça que, lors de la séan du 26 octobre, ils ont décidé d'apporter un soutien financier de 30000 Frs. qui a été versé sur le compte ouvert auprès du Crédit Coopératif Valdôtain. 3) Il Comune di Saint Pierre ha messo a disposizione, ad una fa miglia di Pollein che ha perso la casa nel corso del disastro di ottobre, l'alloggio destinato al custode della nuova Scuola Elementare. 4) Il 30 ottobre scorso si è tenuto, presso il Salone Municipale, un incontro tra Amministrazione e residenti di La Charrère e delle zioni limitrofe). La riunione, richiesta dalla popolazione al fine di ottenere rassicurazioni sulla situazione di alcune zone del territorio, ha avuto una partecipazione numerosa. Anche se gli gici eventi non hanno coinvolto Saint Pierre, la gravità degli stessi hanno richiesto il 20 ottobre dalla scrivente Amministrazione, che la relazione del sopralluogo, avvenuto il giorno successivo in pre senza del Sindaco: • zona Barma, lungo il coronamento dell'impluvio sito ad est l'oratorio di quota 1425 mt. s.l.m. risalendo lungo la vecchia nicchia di distacco, senza rilevare recenti riprese di smovi mento. • zona opera di presa del canale irriguo Orléans sul torrente Verrogne; il torrente e le opere in costruzione, in gran parte ot timate, non sono state interessate da fenomeni di alluviona mento o di frana. • impluvio di Barma, dalla vecchia nicchia di distacco, fino alla quota 1280 circa, l'area diffusamente imbibita non presenta fe nomenti di rilassamento in atto. • opera di captazione acquedotto in località Méod, nessun nuo vo particolare, il torrente Méod è debordato dall'alveo originario, rientrando dopo pochi metri, per crollo di detriti dalla scar pata sinistra, all'altezza dell'attraversamento della pista pede teli impermeabili sulla scarpata denudata). • bordo strada a valle di Chanteil, erosione banchina (intervento consigliato: recupero di gabbione, rete ed intasamento, con que sta, al piede dell'erosione del capo stradale e ricarico fino a ri pristinare la banchina). • 150 metri dall'innesto della strada per Bressan, grosso trovan te con attivo processo di dilavamento del substrato su cui pog gia innescato dalle recenti piogge; consigliabile rimuoverlo de molendolo ed operando con mantellone lungo le "facce" della scistosità. • piccolo franamento di terreno a bordo pista poderale sopra stante, a ridosso del frutteto dominante la Strada Regionale per Saint Nicolas, indicativamente a quota 820 mt. s.l.m. oltre il pic colo impluvio. Nel corso del dibattito è emersa la necessità, in futuro, di effettua re interventi di prevenzione come la pulizia e la manutenzione de gli alvei dei corsi d'acqua. L'Amministrazione Comunale, in colla borazione con la Regione, si impegnerà in tal senso. FARMACIA: Finalmente, a gennaio, aprirà la Farmacia di Saint Pierre. Risale al 20 agosto scorso, infatti, la deliberazione della Giunta regionale re lativa all'assegnazione al dottor Caprani Vittore della sede farma ceutica. L'esercizio inizierà l'attività nei locali dell'ex Pub Crapaud, in frazione Jonin. Una sede dall'accesso scomodo, bisogna ricono scerlo, sia per l'utenza, sia per gli addetti ai lavori. Ma una scelta obbligata, dettata da una Legge del 1991 che stabiliva fosse rispet tato il limite di distanza di almeno 3000 metri dalla farmacia più vicina, in questo caso ubicata a Villeneuve. Il vincolo in questione, però, non è più operativo, a condizione che la popolazione rag giunga almeno i 2500 abitanti; e tutto ciò sulla base di successive sentenze, di contenuto interpretativo della normativa vigente, da parte del T.A.R. Valle d'Aosta. Così, l'Amministrazione Comunale di Saint Pierre, la cui popolazione ha recentemente superato la so glia di 2500 abitanti, ha richiesto alla Regione l'eliminazione della condizione del limite di distanza dalla farmacia più vicina, affin ché il farmacista possa ubicare i locali in una zona del paese più fa cilmente accessibile e centrale. SOTTOPASSO: È stato ultimato il sottopasso pedonale che collega Via Libertà al Priorato ed al Centro Sportivo. La struttura consentirà a bambini ed anziani, principali frequentatori della zona, un transito in tutta sicurezza. Denny Cognegini 'anno che sta per iniziare, dal punto di vista delle at tività della biblioteca s'intende, è il sesto del Labo torio teatrale gestito con professionalità da da Paola Corti (si usa spesso questa dizione in ter mini formali ma, in questo caso, i risultati ci dicono in tratta di "sostanza"). Che dire poi dell'impegno messo dai ra gazzi...preferisco lasciar loro la parola. “ULIXES: Homo. Ulixes è l'uomo. Solo. Nudo. Mess Mi fanno paura gli avversari, gli ostacoli, la povertà e la fame nel mondo. Mi fa paura sapere che prima o poi tutto può finire. Mi fa paura il sonno, e se diventasse per sempre? Mi fa paura perdere chi amo, mi fa paura la tristezza, sì mi fa pau ra. Mi fanno paura la gelosia, i sospetti, i tradimenti i ragni e i ser penti. Mi fanno paura le tragedie umane, mi fa paura non riusci re a parlare con il mondo e poi la diffidenza l'ipocrisia e la falsità. Mi fa paura il TG4. Mi fa paura Heidi. Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio teatrale han no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha assistito alla rappresentazione la traduzione in scena ha significato una tem pesta di emozioni. Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere dei testi clas sici e contemporanei sapientemente cuciti tra loro stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, ironia, passione. E ancora emozioni per uno spaccato di sentimenti che affollano la mente di tutti noi, ma che forse non siamo ca paci di tradurre in parole così cristalline e significati. Anzi meno, di tradurre in un monologo. Mi fa paura la solitudine, mi fa paura...". Emozione finale per aver centrato, attraverso questa pluriennale proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace elencare: abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura a gesti e parole in un produttivo “mélange”; crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne capaci; abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo e degli uomini (quanto meno per la pluralità dei punti di vista). Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi “sapientemente” le video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni. In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi ca, ha portato in scena Alt là, alt là les diablotins sont là, una mi scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup po dei più piccoli che ha mimato il gioco "facciamo finta che..." Inutile dire che... l'avventura continua! Anche quest'anno verrà riproposto il laboratorio articolato in 3 gruppi i quali, insieme, se pur a livelli diversi, faranno rivivere il villaggio di Verogne. Il progetto è affascinante. Si tratta di un lavoro di ricerca, attra verso le testimonianze degli ultimi abitanti, di scritti e di im magini, che sfocerà in una rappresentazione “in loco", vale a dire che il luogo fisico della rappresentazione sarà lo stesso villaggio di Verogne. Con ogni probabilità la stessa sera (grazie ad una proficua col laborazione con la pro loco) si cercherà di far rivivere i luoghi "comuni" del villaggio: qualcuno rifarà il pane nel forno, maci nerà la segale nel mulino, farà il formaggio nella latteria. Stiamo lavorando perché il progetto si possa realizzare. Appuntamento a giugno. P.S. Chi non avesse potuto assistere allo spettacolo “Ulixes: Homo” può chiedere in visione alla bibliotecaria (attraverso un regolare prestito), la video cassetta registrata. Germano Dionisi Notte di Natale La Pro-loco di Saint-Pierre nell'au gurare a tutti Buone Feste dà l'ap puntamento per il 24 dicembre 2000: ore 21,00 inizio della rievocazione dei vecchi mestieri di dislocati tra la Chiesa ed il castello; ore 23,40 partenza dal cimitero della fiaccolata; ore 24,00 Santa Messa; ore 1,00 distribuzione di bevan de calde e panettone.
Testo Originale Estratto
10 La Giunta comunale Alluvione Farmacia Sottopasso dell'A ALLUVIONE: 1) Per venire incontro ai tanti privati cittadini di Saint-Pierre hanno dato il loro contributo nella ricostruzione dei paesi scon dall'alluvione, l'Amministrazione comunale ha stanziato 15 mi ni di lire, destinati alla riparazione dei mezzi impiegati e all'ac sto di carburante, alimenti e materiale ad uso delle squadre du corso. Inoltre i dipendenti comunali hanno allestito un centro (pre rale. Al momento il torrente ha ripreso il suo corso originario. • località Bressan, l'ispezione lungo il sentiero che porta al tor rente Méod e nella fascia immediatamente sottostante, non ha rilevato dissesti in atto. • Piccoli dissesti sono stati rilevati nei seguenti punti, che ora non costituiscono un grado di rischio elevato: • bordo strada in località Rumiod-La Chappelle: erosione ban china (intervento consigliato: intasamento fessura e stesa di palestra dell'ex Scuola Elementare) per la raccolta di generi ali mentari e vestiario, poi consegnati a Croce Rossa e Prote Civile. Naturalmente la popolazione verrà al più presto informata sulle ziative intraprese e sulla destinazione delle somme ricavate d raccolta di fondi (presso la Banca di Credito Cooperativo, Corrente N° 06/01/1744), promossa dall'Amministrazione, pe tare le zone più colpite dalla calamità. 2) Le Conseil Municipal et la population de Saint-Pierre Faucony ont été profondément affectés par la terrible catastro qui a frappé la Vallée d'Aoste. C'est pour ça que, lors de la sé du 26 octobre, ils ont décidé d'apporter un soutien financ 30000 Frs. qui a été versé sur le compte ouvert auprès du Coopératif Valdôtain. 3) Il Comune di Saint Pierre ha messo a disposizione, ad un miglia di Pollein che ha perso la casa nel corso del disastro ottobre, l'alloggio destinato al custode della nuova Scu Elementare. 4) Il 30 ottobre scorso si è tenuto, presso il Salone Municip incontro tra Amministrazione e residenti di La Charrère e zioni limitrofe). La riunione, richiesta dalla popolazione al ottenere rassicurazioni sulla situazione di alcune zone del territorio, ha avuto una partecipazione numerosa. Anche se gici eventi non hanno coinvolto Saint Pierre, la gravità degl si ha allarmato un po' tutti. Presente alla serata il geologo Protezione Civile Fabrizio Gregori, il cui intervento di moni Laboratorio teatrale te mento di fronte a se stesso, alle proprie paure, alle an limiti... E al tempo stesso, colmo di desideri, sogni zioni... Un uomo come tanti uomini, uomo elevato tenza: nel bene e nel male. Carne ed essenza fatta di guinario, cruento, violento, e al tempo stesso capace ti profondi, di tenerezza, di amore lemente, tremendamente consapevole sere "finito"... Sperduto, in un oceano dalle acque torbide, ora calme e cristalline... Voci, immagini, s role e versi di grandi autori della storia della letterar la loro universalità, ci hanno dato spunti di rifless abbiamo colto suggestioni e carpito stralci... E an scritte di nostro pugno". Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha rappresentazione la traduzione in scena ha significa pesta di emozioni. Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere sici e contemporanei sapientemente cuciti tra lor stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, iron E ancora emozioni per uno spaccato di sentiment affollano la mente di tutti noi, ma che forse non so paci di tradurre in parole così cristalline e significa meno, di tradurre in monologo. "Ma io ho paura... ric Mi fa paura la solitudine, mi fa paura... Emozione finale per aver centrato, attraverso questa plurienn proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace elencare: abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura e gesti e parole in un produttivo "mélange"; crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne capaci; abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo e degli uomini (quanto meno per la pluralità dei punti di vista). Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi "sapientemente" le video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni. In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi ca, ha portato in scena Alt là, alt là les Diablotins sont là, una mi scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup teli impermeabili sulla scarpata denudata). • bordo strada a valle di Chantel, erosione banchina (intervento consigliato: recupero di gabbione, rete ed intasamento, con que sta, al piede dell'erosione del capo stradale e ricarico fino a ri pristinare la banchina). • 150 metri dall'innesto della strada per Bressan, grosso trovan te con attivo processo di dilavamento del substrato su cui pog gia innescato dalle recenti piogge; consigliabile rimuoverlo de moldendolo ed operando con mantellone lungo le "facce" della schistosità. • piccolo franamento di terreno a bordo pista poderale sopra stante, a ridosso del frutteto dominante la Strada Regionale per Saint Nicolas, indicativamente a quota 820 mt. s.l.m. oltre il pic colo impluvio. Nel corso del dibattito è emersa la necessità, in futuro, di effettua re interventi di prevenzione come la pulizia e la manutenzione de gli alvei dei corsi d'acqua. L'Amministrazione Comunale, in colla borazione con la Regione, si impegnerà in tal senso. FARMACIA: Finalmente, a gennaio, aprirà la Farmacia di Saint Pierre. Risale al 21 agosto scorso, infatti, la deliberazione della Giunta regionale re lativa all'assegnazione al dottor Caprani Vittore della sede farma ceutica. L'esercizio inizierà l'attività nei locali dell'ex Pub Crapaud, in frazione Jonin. Una sede dall'accesso scomodo, bisogna ricono SOTTOPASSO: È stato ultimato il sottopasso pedonale che collega Via Libertà al Priorato ed al Centro Sportivo. La struttura consentirà a bambini ed anziani, principali frequentatori della zona, un transito in tutta sicurezza. Denny Cognetin mente di fronte a se stesso, alle proprie paure, alle an limiti... E al tempo stesso, colmo di desideri, sogni zioni... Un uomo come tanti uomini, uomo elevato tenza: nel bene e nel male. Carne ed essenza fatta di guinario, cruento, violento, e al tempo stesso capace ti profondi, di tenerezza, di amore e di mente, tremendamente consapevole di es sere "finito"... Sperduto, in un oceano dalle acque torbide, ora calme e cristalline... Voci, immagini, s role e versi di grandi autori della storia della letterar la loro universalità, ci hanno dato spunti di rifless abbiamo colto suggestioni e carpito stralci... E an scritte di nostro pugno”. Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha rappresentazione la traduzione in scena ha significa pesta di emozioni. Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere sici e contemporanei sapientemente cuciti tra lor stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, iron E ancora emozioni per uno spaccato di sentiment affollano la mente di tutti noi, ma che forse non so paci di tradurre in parole così cristalline e significa meno, di tradurre in monologo. “Ma io ho paura... ric Mi fa paura la solitudine, mi fa paura... Emozione finale per aver centrato, attraverso questa plurienn proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace elencare: abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura e gesti e parole in un produttivo “mélange”; crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne capaci; abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo e degli uomini (quanto meno per la pluralità dei punti di vista). Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi “sapientemente” le video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni. In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi ca, ha portato in scena Alt là, alt là les Diablotins sont là, una mi scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup paura la solitudine, mi fa paura... paura chi mi guarda in in modo minaccioso e sco il perché. Mi fanno paura le arr Mi fa paura l'abbandono la malattia. Mi fa paura troppo forte. Mi fa paura spetta gli altri. Mi fa paura sere in grado di affron mani. Mi fa paura rip errori. Mi fa paura l'in paura venire esclusa d Mi fanno paura gli uom di alcool, di sogni e d Mi fanno paura i mo buio, l'ospedale, il do il vuoto e... le interro Mi fa paura il razzism paura gli esperimenti 11 Teatro: una scommessa vincente lì. Mi fanno paura gli avversari, gli ostacoli, la povertà e la fame nel mondo. Mi fa paura sapere che prima o poi tutto può finire. Mi fa paura il sonno, e se diventasse per sempre? Mi fa paura perdere chi amo, mi fa paura la tristezza, sì mi fa pau ra. Mi fanno paura la gelosia, i sospetti, i tradimenti i ragni e i ser penti.. Mi fanno paura le tragedie umane, mi fa paura non riusci re a parlare con il mondo e poi la diffidenza l'ipocrisia e la falsità. Mi fa paura il TG4. Mi fa paura Heidi. l'anno che sta per iniziare, dal punto di v tività della biblioteca s'intende, è il sest torio teatrale gestito con professionalita da Paola Corti (si usa spesso questa di mini formali ma, in questo caso, i risultati ci d tratta di "sostanza"). Che dire poi dell'impegno m gazzi... preferisco lasciar loro la parola. "ULIXES: Homo. Ulixes è l'uomo. Solo. Nudo. Mess so impietosa- Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio tea trale hanno assistito alla tramutato in un tem po di dati clas sici dai ragazzi nella vita, passione. dati che spesso dovremmo ca creative e, ancor che un brillante pode La vista dell'at- mento di labora- tà e passione azione in ter- dicono che si messo dai ra- Non ho ancora NOTTE DI NATALE La Pro-loco di Saint-Pierre nell'au gurare a tutti Buone Feste dà l'ap puntamento per il 24 dicembre 2000: ore 21,00 inizio della rievocazione dei vecchi mestieri di slocati tra la Chiesa ed il castello; ore 23,40 partenza dal cimitero della fiaccolata; ore 24,00 Santa Messa; ore 1,00 distribuzione di bevan de calde e panettone. scenica di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup po dei più piccoli che ha mimato il gioco “facciamo finta che...” Inutile dire che... l'avventura continua! Anche quest'anno verrà riproposto il laboratorio articolato in 3 gruppi i quali, insieme, se pur a livelli diversi, faranno rivivere il villaggio di Verogne. Il progetto è affascinante. Si tratta di un lavoro di ricerca, attra verso le testimonianze degli ultimi abitanti, di scritti e di im magini, che sfocerà in una rappresentazione “in loco”, vale a dire che il luogo fisico della rappresentazione sarà lo stesso villaggio di Verogne. Con ogni probabilità la stessa sera (grazie ad una proficua col laborazione con la pro loco) si cercherà di far rivivere i luoghi “comuni” del villaggio: qualcuno rifarà il pane nel forno, maci nerà la segale nel mulino, farà il formaggio nella latteria. Stiamo lavorando perché il progetto si possa realizzare. Appuntamento a giugno. P.S. Chi non avesse potuto assistere allo spettacolo “Ulixes: Homo” può chiedere in visione alla bibliotecaria (attraverso un regolare prestito), la video cassetta registrata. Germano Dionisi ra. Mi fanno paura gli uomini ubriachi di falsa felicità. Eniei incubi, il dolore, la morte, ogazioni. eno e mi fanno sugli anima- paura rio, rientrando dopo pochi metri, per crollo di detriti dalla pata sinistra, all'altezza dell'attraversamento della pista pa zione Civile Fabrizio Gregori, il cui intervento di monito gio di aree instabili in località Barma e a monte di Bressan e s to richiesto il 20 ottobre dalla scrivente Amministrazione. Ci la relazione del sopralluogo, avvenuto il giorno successivo in senza del Sindaco: • zona Barma, lungo il coronamento dell'impluvio sito ad est l'oratorio di quota 1425 mt. s.l.m. risalendo lungo la vec nicchia di distacco, senza rilevare recenti riprese di sc mento. • zona opera di presa del canale irriguo Orléans sul torr Verrogne; il torrente e le opere in costruzione, in gran par timate, non non state interessate da fenomeni di alluvio mento o di frana. • impluvio di Barma, dalla vecchia nicchia di distacco, fin quota 1280 circa, l'area diffusamente imbibita non presen nomeni di rilassamento in atto. • opera di captazione acquedotto in località Méod, nessun ril vo particolare, il torrente Méod è debordato dall'alveo origi mente di fronte a se stesso, alle proprie paure, alle an limiti... E al tempo stesso, colmo di desideri, sogni zioni... Un uomo come tanti uomini, uomo elevato tenza: nel bene e nel male. Carne ed essenza fatta di guinario, cruento, violento, e al tempo stesso capace ti profondi, di tenerezza, di amore e di mente, tremendamente consapevole di es sere "finito"... Sperduto, in un oceano dalle acque torbide, ora calme e cristalline... Voci, immagini, s role e versi di grandi autori della storia della letterar la loro universalità, ci hanno dato spunti di rifless abbiamo colto suggestioni e carpito stralci... E an scritte di nostro pugno". Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha rappresentazione la traduzione in scena ha significa pesta di emozioni. Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere sici e contemporanei sapientemente cuciti tra lor stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, iron E ancora emozioni per uno spaccato di sentiment affollano la mente di tutti noi, ma che forse non so paci di tradurre in parole così cristalline e significa meno, di tradurre in monologo. “Ma io ho paura... ric Mi fa paura la solitudine, mi fa paura... Emozione finale per aver centrato, attraverso questa plurienn proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace elencare: abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura e gesti e parole in un produttivo “mélange”; crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne capaci; abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo e degli uomini (meno per la pluralità dei punti di vista). Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi “sapientemente” le video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni. In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi ca, ha portato in scena Alt là, alt là les Diablotins sont là, una mi scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup paura la solitudine, mi fa paura... paura chi mi guarda in in modo minaccioso e sco il perché. Mi fanno paura le arr Mi fa paura l'abbandono la malattia. Mi fa paura troppo forte. Mi fa paura spetta gli altri. Mi fa paura sere in grado di affron mani. Mi fa paura rip errori. Mi fa paura l'in paura venire esclusa d Mi fanno paura gli uom di alcool, di sogni e d Mi fanno paura i mo buio, l'ospedale, il do il vuoto e... le interro Mi fa paura il razzism paura gli esperimenti paura la solitudine, mi fa paura... paura chi mi guarda in in modo minaccioso e sco il perché. Mi fanno paura le arr Mi fa paura l'abbandono la malattia. Mi fa paura troppo forte. Mi fa paura spetta gli altri. Mi fa paura sere in grado di affron mani. Mi fa paura rip errori. Mi fa paura l'in paura venire esclusa d Mi fanno paura gli uom di alcool, di sogni e d Mi fanno paura i mo buio, l'ospedale, il do il vuoto e... le interro Mi fa paura il razzism paura gli esperimenti paura la solitudine, mi fa paura... paura chi mi guarda in in modo minaccioso e sco il perché. Mi fanno paura le arr Mi fa paura l'abbandono la malattia. Mi fa paura troppo forte. Mi fa paura spetta gli altri. Mi fa paura sere in grado di affron mani. Mi fa paura rip errori. Mi fa paura l'in paura venire esclusa d Mi fanno paura gli uom di alcool, di sogni e d Mi fanno paura i mo buio, l'ospedale, il do il vuoto e... le interro Mi fa paura il razzism paura gli esperimenti
Testo Originale Estratto
12 I libri e le attività della biblioteca comunale in biblioteca trovi: La pagin della Biblic AI BAMBINI PIACE LEGGERE di K. Zahler Una guida semplice, divertente per incoraggia re i libri. sensibilità di uomini del Nord. Se Camilleri è più un romanziere che uno scrit- tore, gli si deve riconoscere questa innovazione linguistica che già preoccupa- va Verga nei Malavoglia. Ma vi è un altro elemento che deve essere sottolineato nelle sue opere, un umorismo che è siciliano, espressione di una società che ha imparato nella sofferenza secolare a teatralizzare il dolore e la morte, ma è an- che universale, frutto di uno sguardo intelligente e lucido posato sulla realtà in- tera. Se poi posiamo uno sguardo all'insieme delle opere, romanzi e racconti, ci rendiamo conto che esse compongono un insieme coerente: l'accettazione del- l'imperfezione del mondo come fatalità ineluttabile permette all'intelligenza di sorriderne e forse questa è la sola libertà che è lasciata all'uomo. Consigliate i libri che amate Quali erano i vostri libri preferiti quando erava so tale predilezione con i vostri figli? Consiglia te i libri più amati, otterrete due risultati. Dimo gere, e inoltre che amate tanto i vostri figli da c di ricordare le vostre letture giovanili, dunque, blioteca per stimolare la memoria. Potreste sco che preferivate da ragazzi ha continuato a scri bri da scoprire insieme ai vostri figli. Non siate t bini non condividano la vostra passione per un certo libro. Ciò che più importa, in questo cas no al fatto che anche voi un tempo siete statib capacità e interessi infantili, può aprire nuove vostri figli. Il primo a cominciare la litania, o la novena o quello che era, fu il 27 dicembre, il Questore. “Montalbano, lei naturalmente la notte di capodanno la passerà con la sua Livia, vero?” No, non l'avrebbe passata con la sua Livia, la notte di capodan- no. C'era stata tra loro due una terribile azzuffatina, di quelle pericolose perché principiano con la frase “Cerchiamo di ragionare con calma” e finiscono inevita- bilmente a schifo. Il Questore notò che qualcosa non marciava e fu pronto a evi- tare a Montalbano un'imbarazzata risposta. “Perché altrimenti saremmo felici d'averla a casa nostra. Mia moglie è da tempo che non la vede, non fa altro che chiedere di lei”. Il commissario stava per slanciarsi in un “sì” di riconoscenza, quando il Questore seguìto: “Verrà anche il dottor Lattes, la sua signora è dovuta correre a Merano perché ha la mamma che non sta bene”. E manco a Montalbano stava bene la prisenza del dottor Lattes, soprannominato “Lattes e Mieles” per la sua untuosità. Sicuramente durante la cena e doppo non si sarebbe parlato d'al- tro che dei “problemi dell'ordine pubblico in Italia”, così si potevano intitolare i lunghi monologhi del dottor Lattes, capo di gabinetto. “Veramente avevo già pre- so.” Il Questore l'interrup. sapeva benissimo come la pensasse Montalbano sul dottor Lattes. “Senta, però, se non può, potremmo vederci a pranzo il giorno di ca- podanno.” “Ci sarò” promise il commissario. Poi fu la volta della signora Clementina. “Se non ha di meglio da fare, perché non viene da me? Ci saranno macari mio figlio, sua moglie e il bambino.” E lui che ve- niva a rappresentare in quella bella riunione di famiglia? Rispose, a malincuore, di no. Poi fu il turno del preside Burgio. Andava, con la mogliera, a Comitani, in casa di una nipote. “È gente simpatica, sa? Perché non si aggrega?” Potevano es- sere simpatici oltre i limiti della simpatia stessa, ma lui non aveva voglia di ag- gregarsi. Forse il preside aveva sbagliato verbo, se avesse detto “tenerci compa- gnia”, qualche possibilità ci sarebbe stata. Tornando a casa, trovò sul tavolino della cucina un biglietto della cammarera Adelina. “Mi scusasi mi primetto che dumani a sira esento che è capo de lanno e priparo ghli arancini chi ci piacciono. Se vosia mi voli fari l'onori di pasare a mangiare la intirizo lo sapi?” Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasuto nel dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva due giornate sane a prepararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummarodoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si prepara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pez- zettini 'na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggras- sata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s'ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s'assistema nel palmo di una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell'altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d'ovo e nel pane gratta- to. Doppio. tutti ghli arancini s'infilano in una padeddra d'oglo bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d'oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano! Montalbano non ebbe dubio con chi cenare la notte di capodanno. (Tratto da GLI ARANCINI DI MONTALBANO di A. Camilleri) la bibliotecaria Suggerite ragioni pratiche per leggere: fare acquisti Per i bambini, è difficile collegare le attività quotidiane alla lettura, specialmente se intendono quest'ultima come un'attività scolastica. Nondimeno, anche il più semplice giro per negozi implica la lettura, come i vostri figli capiranno imme- diatamente se adotterete alcuni semplici accorgimenti. Come leggere facendo acquisti ➤ Chiedete ai vostri figli di leggere i cartelli per trovare le informazioni che vi occorrono. ➤ Chiedete di confrontare le etichette dei diversi prodotti, in modo da valu- tare il prezzo, il contenuto, le dimensioni, e scegliere l'acquisto migliore. ➤ Indicate i marchi e spiegate che i produttori li usano per fare in modo che i compratori possano riconoscere i prodotti a prima vista senza dover leg- gere le scritte. Così, anche i bambini non ancora capaci di leggere potran- no riconoscere, in base ai marchi, i prodotti preferiti. ➤ Chiedete ai vostri figli di scegliere i marchi in base ai criteri da voi forni- ti. Per esempio, domandate loro d'individuare, fra i biscotti che preferi- scono, quelli che hanno il minor contenuto di zucchero, oppure, fra le loro bibite preferite, quelle che non contengono caffeina. Una volta tornati a casa, mentre scaricate gli acquisti, spiegate perché saper leg- gere è importante per poter far bene le compere. Ricordate come avete dovuto fare ricorso alla lettura per trovare il negozio, per scegliere i prodotti, per usare la carta di credito o per compilare un assegno, e così via. Chiedete ai bambini come abbiano utilizzato la lettura e domandate loro di im- maginare per quali ragioni fare acquisti sarebbe stato più difficile, per loro, o più costoso, oppure avrebbe richiesto più tempo, se non avessero saputo legge- re correttamente. Un famoso romanziere, Andrea Camilleri Nato a Porto Empedocle nel 1925, ha lavorato a lungo come sceneggiatore e re- gista televisivo, esordisce come romanziere nel 1978 ma è in questi ultimi anni diventa famoso, soprattutto con il personaggio di Montalbano, riproposto anche in uno sceneggiato televisivo. Le impressioni dei lettori della biblioteca ardo, molto varie: i giovani lo amano per la sua scrittura un po' ir- riverente, gli adulti sono categorici, o piace o non piace ma se riescono a capire la sua parlata che altro non è che il suo dialetto natio, ne apprezzano lo stile e la capacità di far rivivere le cose e i personaggi attingendo proprio alla ricchezza del dialetto che, in una società che corre inarrestabilmente verso la globalizza- zione, va conservato ed amato. La Sicilia è restituita vivente dalle pagine di Camilleri, dal suo linguaggio inno- vativo che vuole rendere il dialetto siciliano leggibile all'Italia intera, mante- nendone inalterati echi e musicalità. Ed è proprio questa musicalità che ricrea al lettore il mondo siciliano, che possiamo sentire più o meno vicino alla nostra
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12 Libri e le iniziative della Biblioteca comunale. in biblioteca per bambini La pagina della Biblioteca AI BAMBINI PIACE LEGGERE di K. Zahler sensibilità di uomini del Nord. Se Camilleri è più un romanziere che uno scrit-