Mélange: Vita e Cultura a Saint-Pierre tra Storia, Comunità e Sviluppo Urbano nel 2000

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Questo documento è una raccolta di articoli tratti da "Mélange", la pubblicazione quadrimestrale della Biblioteca Comunale di Saint-Pierre, con particolare riferimento ai numeri di Aprile e Dicembre 2000. Il contenuto offre uno spaccato dettagliato della vita locale e regionale, coprendo l'evoluzione storica e urbanistica di vari villaggi (come Ordines, Praximond e Sarriod), le tradizioni, i mestieri e la vita delle famiglie. Ampio spazio è dedicato alle attività dell'amministrazione comunale di Saint-Pierre, inclusi interventi infrastrutturali, l'approvazione del Piano Regolatore e le decisive azioni post-alluvione del 2000, che hanno visto una forte mobilitazione di gruppi di volontari e la Pro-loco. La rivista promuove anche la cultura attraverso laboratori teatrali, iniziative della biblioteca per la lettura e recensioni di libri, affrontando al contempo temi di attualità come la biotecnologia alimentare e l'agricoltura biologica. Un focus ricorrente è sulla solidarietà comunitaria e la valorizzazione del patrimonio locale e umano.

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Testo Originale Estratto
Mélange Quadrimestrale della Biblioteca Comunale di Saint-Pierre Anno 5 n° 1 Aprile 2000 Aut. tribunale di Aosta n° 9/96 Sped. abb. post. art. 2 - comma. 20/c legge 662/96 C.P.O. contiene I.P. Ordines Villaggio di Saint-Pierre mt. 630


Testo Originale Estratto
2

Mélange
Direttore responsabile
Marco Carlin
Comitato di redazione
Vanda Champrétavy, Denise Chappuis,
Walter Chentre, Christian Chioso,
Germano Dionisi, Marina Lale-Murix,
Claudio Obert, Ferruccio Sommariva
Direzione e Redazione
c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre
Progetto grafico
Arnaldo Tranti
Realizzazione e Stampa
Tipografia Valdostana
C.so Padre Lorenzo, 5
11100 Aosta

Editoriale

Cosa
mangiamo?
Perché?

E

cco, dopo parecchi mesi di totale si-
lenzio ritorna in prima pagina un ar-
gomento di indubbio interesse. Sto
parlando della biotecnologia appli-
cata ai cibi.

La maggiore risonanza è legata ai "cibi transge-
nici, Seattle, WTO". Sono nomi che, in mente al-
meno di chi legge, comunemente si fanno fre-
quentemente per dirimere una questione. Alcuni
mesi orsono la comunità internazionale si è riu-
nita in Seattle, in America il WTO, l'Organiz-
zazione Mondiale per il Commercio, per sta-
bilire se fosse possibile commercializzare li-
beramente prodotti agricoli e semi transgenici.
Una parte (USA, Canada, Argentina, Uruguay)
era favorevole alla liberalizzazione, l'altra
parte (Europa e paesi in via di sviluppo) era con-
traria.

Innanziutto cosa sono i cibi transgenici? Sono
cibi che, grazie alle conoscenze scientifiche, ven-
gono ottenuti in laboratorio modificando la
struttura originale della cellula, ottenendo mag-
giore resistenza ai batteri e migliori caratteristi-
che dal punto di vista della produttività.
Perché i paesi legati agli USA vogliono poter
esportare questi cibi? L'investimento tecnologico
che hanno fatto fa sì che negli USA si trovino
superficie mondiale transgenica per un fattura-
to di 1500 milioni di dollari. Seguono Argentina
col 15% e Canada col 9%. L'Europa (1%)
e l'Italia (1%), l'industria italiana è a zero.

Questi dati sarebbero più che sufficienti per ogni
buon politico, ma i paesi produttori non sono però
riusciti ad ottenere una completa liberalizzazio-
ne, né hanno voluto forzare la mano di fronte ad
una opposizione che porta due punti forti:
l'agricoltura europea e dei paesi in via di svi-
luppo crollerebbe non potendo contare su pro-
dotti più "belli" e a minor costo.
L'opinione pubblica europea è culturalmente più
ambientalista.

Per rimediare il fallimento di Seattle la comunità
internazionale si è nuovamente riunita per sta-
bilire comunque un accordo in materia e, a fine
gennaio, i maggiori quotidiani italiani interpre-
tavano così l'accordo ottenuto a Montreal sulla
biosicurezza alimentare. Un sotto-protocollo per
tutti: 130 paesi adottano uno storico proto-

collo sulla biosicurezza: si potranno chiudere le
frontiere agli alimenti transgenici.
In verità in quelle maglie si fanno larghe in quanto ogni
singolo paese, in base a tale accordo, dovrà di-
mostrare se effettivamente il prodotto è nocivo
e legiferare in materia: dividi et impera.
Provate ad immaginare il più povero paese in via
di sviluppo: quale analisi o deniego può opporre
di fronte ad una "offerta" così liberista? Come
possiamo sapere che cosa comporterà sul nostro
fisico una mutazione genetica degli alimenti e
fra quanto tempo? La ricerca scientifica ufficia-
le al riguardo è ancora molto cauta. Mi rendo
conto che, se una frenata pur minima si è verifi-
cata da parte della superpotenza americana, ciò
è dovuto alla sollecitazione dell'opinione pub-
blica su un argomento che in Europa e nei ceti
medi americani sta acquistando peso politico:
salute e ambiente. A dimostrazione di ciò basti
pensare che i paesi esportatori hanno ottenuto,
nell'accordo di Montreal, che le etichette dei cibi
geneticamente manipolati siano oggetto di stu-
dio da definirsi entro due anni; evidentemente
la consapevolezza di una crescente attenzione del
consumatore induce i produttori a mimetizzare
quanto più possibile ogni menzione di transge-
nicità. L'Unione Europea invece ha stabilito, è no-
tizia recentissima, che i cibi geneticamente ma-
nipolati siano segnalati al consumatore previa
una apposita etichetta. Ciò avverrà quando la
percentuale modificata supererà l'1%, non sarà
possibile o comunque molto difficile controllare
né la materia prima né controllare prodotti d'im-
portazione da Paesi nei quali non vige tale nor-
mativa. Esistono ancora scappatoie anche se
qualcosa in merito si sta facendo. La Spagna, la
Germania e anche l'Inghilterra, quest'ultima con
una inversione di tendenza di 180°, hanno vie-
tato totalmente la vendita di prodotti genetica-
mente manipolati. C'è da chiedersi a questo pun-
to perché si verifichino comportamenti così di-
versi nella Comunità di fronte ad un quesito che
può avere una sola risposta. Ci si può ancora
chiedere se i Paesi che hanno vietato i prodotti
in questione abbiano agito tutelando la salute dei
cittadini oppure privilegiato scelte commercia-
li; in entrambi i casi sarebbe interessante cono-
scere la logica dei restanti Paesi.
Marco Carlin
Ordines

Questa volta ho trovato l'unica persona
vissuta ad Ordines dal 1928

P

resentando i villaggi del nostro paese, molti avran-
no osservato che non ho seguito un filo logico...
ma c'è una ragione in questo. Io faccio molto affidamento
sulla testimonianza di persone che hanno conosciuto i vil-
laggi, che vi sono nati o vissuti, che ne conoscono la storia.

Questa volta ho trovato l'unica persona vissuta ad Ordines dal
1928, anno in cui la sua famiglia iniziò a costruire la sua casa.
Ordines è sempre stato un villaggio piccolo, adagiato ai piedi
della collinetta del «Chateler» a 731 m. sul livello del mare e di-
stante 500 m. circa dal borgo di Saint-Pierre.

Vi si giunge sia percorrendo la strada regionale per Saint-
Nicolas, sia aggirando la collinetta, dal Municipio e dal Castello.
Prima del 1928 il villaggio era costituito da due case in cui vi
vivevano due famiglie (Zemoz e Dayné) e un anziano uomo solo
di nome Joseph di cui si sa ben poco.
La famiglia Zemoz era composta da due fratelli ed una sorella
che abitavano parte dell'anno a Rhemes, a Chanavey, dove ge-
stivano alpeggi, pascoli e boschi.
Alle spalle del villaggio, tra le vigne, c'era una baracca chiama-
ta Lo micho di rat (la casa dei topi). Una leggenda o un raccon-
to popolare dice che apparteneva ai Signori del Castello di
Introd che avevano quaggiù molte vigne. In autunno, nelle can-
tine facevano la vinificazione. Spesso però avvenivano dei fur-
ti per cui fu fatta una grande trappola e il «topo» fu catturato.
Da qui il nome dato alla costruzione.
Nel 1928 il padre della signora Rumiod Irene, la mia interlocu-
trice, comprò l'immobile, pagò una certa cifra e in più costruì
un'altra casetta per sostituire lo micho di rat. Questa costruzio-

pala buttare fuori la sabbia che di notte si era depositata sul fon-
do e poi trasportarla a destinazione con dei carretti.
Un po' più in alto a circa 750 m. sul livello del mare, il villaggio
si ingrandì. Nel '38 venne aperto il rifugio degli Alpini del <<Val-
cordevole>>, un ristorante che diventerà poi la nuova sede della
Microcomunità. In quelle stalle si stabili' il 7° reggimento degli
Alpini <<Valcordevole>>. Erano più o meno 2000 uomini.
Nella stessa zona, in una piccola costruzione ancora esistente,
nel '39, in primavera, all'entrata in guerra della Francia, furono
costruite le caserme là dove ora ci sono la scuola e la Microcomu-
nità. In quelle stalle si stabili' il 7° reggimento degli Alpini <<Val-
cordevole>>. Erano più o meno 2000 uomini che vi rimasero fin
al 1948. In quelle sopra c'era la salmeria. Verso la fine della guerra,
dopo gli alpini, ci fu l'artiglieria alpina. Per parecchio tempo
rimasero vuote e poi vi si installarono vari laboratori (falegname-
ria, lavorazione del ferro, del marmo ecc.)
Nel '51 fu costruita la casa dei Cabraz, al confine con Villeneuve,
in cui si è installato un albergo. Nei decenni successivi fu costruite
altre case, lungo la strada reg. per Saint-Nicolas.

(sopra)
L'Hôtel Grivola
nel 1948

(sotto)
...Quando
si poteva
passeggiare
sulla regionale
di Saint-Nicolas

ne, modificata, esiste ancora ed è il garage della famiglia Cabraz.
Qui il proprietario abitava, talvolta anche una settimana, du-
rante il periodo del lavoro delle vigne.

Nel '28 quindi il signor Rumiod iniziò la costruzione della
sua casa. Nella cantina trovò una galleria rinchiusa con pie-
tre. Scavò e dopo alcuni metri trovò una pergamena che ri-
mase in casa loro finché negli anni '40, in tempo di guerra,
un signore disse che l'avrebbe fatta decifrare. Gli affidarono
la pergamena ed egli sparì e con lui il segreto della perga-
mena.

E dopo una delusione, un fatto allegro... Una mattina, nella
cantina, fu trovato un cesto, di quelli col coperchio Dentro,
sorpresa, fu trovata una gallina nera. Non si seppe mai chi di-
menticò il cesto, un viandante stanco di ritorno dal mercato,
due innamorati smemorati?...

La ricostruzione richiese enormi sacrifici sia per i pochi sol-
di di quei tempi, sia per le fatiche umane necessarie. Alle quat-
tro del mattino bisognava salire alla piscina di Verne, con una


Testo Originale Estratto
4
Negli anni '30 - '40 tutto il terreno intorno a Ordines era colti-
vato a pascolo e vigne. Più tardi vennero tolte le vigne e pian-
tati meli.. Il signor Rumiod (come fecero poi altri dopo di lui)
commerciava in frutta, aveva due squadre di operai per la rac-
colta, una a Sarre e una a Saint-Pierre.
La strada per Saint-Nicolas è stata costruita nel 1918. Era
carrozzabile, ma molto stretta. Fu asfaltata nel '50 circa... alla
vigilia di una elezione... Il fondo stradale fu fatto con «bo-
gnasse» prese dalla Dora. Gli operai bagnavano il fondo con un in-
fiatolo e poi si asfaltò. Naturalmente non durò molto, dopo
pochi anni, dopo esser stata rifatta, era tutta una rovi-
na. Era ripida. Le pietre miliari furono messe da un Gerbore
poi proprietario di un magazzino di mezzi agricoli ad Aos-
ta.
Il primo camion che arrivò ad Ordines fu di proprietà del si-
gnor Rumiod. Era un «Lancia» di color verde scuro ed era sta-
to la vettura del Conte Rossi di Rhêmes. Allora esistevano
frecce laterali e, siccome la strada non era molto larga, suc-
deva spesso o quasi quotidianamente che arrivassero a casa
penzoloni.
Davanti all'attuale albergo «Grivola» c'era una scarpata con dei
pioppi altissimi ai cui piedi si sentivano cantare i grilli. Sembra
che, su un piccolo terreno adiacente al piazzale ci fosse una pic-
cola piscina dove veniva fatta macerare la canapa.
Ora il villaggio, dopo un periodo in cui comprendeva tutte le
costruzioni sui due lati della strada regionale per Saint-Nicolas,
si è di nuovo ristretto. La strada è diventata quasi una pista di
rally (vista la velocità a cui vanno le auto), è rimasto un villag-
gio prevalentemente agricolo e spesso si vedono animali da cor-
tile liberi nei prati. La «collinetta» si è ripopolata di uccelli ed
animaletti, visto che la vegetazione è abbastanza folta.
Una nota allegra si è infine aggiunta con la costruzione della
scuola e, durante la giornata, se il tempo è bello, si sentono le
voci dei bimbi che giocano all'aperto.
Vanda Champrétavy

5
Il laboratorio
teatrale
È da cinque anni che la biblioteca organizza un
laboratorio teatrale per i ragazzi del nostro paese.
A curare questo corso è la brava Paola CORTI, af-
fermata attrice valdostana.
All'inizio è stato un viaggio nel mondo della recitazione e dei
suoi vari modi di espressione: potrebbe sembrare noioso, ma
vi assicuro che è bello sapere perché veniamo tutti rapiti dal-
le interpretazioni dei grandi attori e provare ad imitarli.
Nel corso di questi anni abbiamo conosciuto vari autori, an-
che i famosi Molière e Shakespeare di cui abbiamo reci-
tato alcuni brani tratti dal Malato immaginario e dall'Amleto,
aggiungendo ogni volta qualcosa di nostro, ideato nei mesi
di prova, creando così un misto, fra il testo classico e il mo-
derno, immaginato da noi ragazzi.
E se fino ad ora i testi erano già pronti per essere recitati, que-
st'anno Paola ci ha proposto una sfida: scrivere le pièces da
recitare, abbinarvi le musiche e le luci giuste, perché il teatro
è questo: un mix fra parole, gesti, ombre, emozioni e musica.
Così, anche se inizialmente perplessi, ci siamo detti: «perché
no?», e abbiamo cominciato a cercare e selezionare brani fra
i libri che ci avevano maggiormente colpito. Ad ogni incontro
sceglievamo i testi che più si avvicinavano al tema di riferi-
mento scelto inizialmente fino ad arrivare ad un vero copio-
ne. Come ho detto sopra la musica è una parte importante
del lavoro teatrale e quindi, sempre su suggerimento di Paola,
abbiamo cercato e trovato tantissime canzoni che, oltre a pia-
cerci, fornivano un'ottima base per le nostre scelte letterarie.
In un incontro Paola ci ha fatto ragionare sui nostri senti-
menti e ricordi, bisognava solo «svitare» quella parte di noi
che li racchiudeva, poi le parole uscivano dalla bocca come
un fiume entrando a far parte del copione, rendendolo ancor
più personalizzato.
Finalmente il lavoro di ricerca e riscrittura dei testi era ter-
minato e non ci restava che assegnare le parti, non è stato dif-
ficile perché si è cercato di dare ad ognuno i pezzi scelti ini-
zialmente.
Ora non ci resta che impararli bene aggiungendoci le nostre
emozioni per lo spettacolo finale.
I nostri incontri si svolgono il sabato pomeriggio dalle 17 alle
19, le ultime lezioni sono invece individuali, infatti ci eserci-
tiamo una volta per volta con Paola sicché siamo obbliga-
ti a dare il meglio di noi!
Attualmente il nostro gruppo comprende ragazzi di età com-
presa fra i 13 i 17 anni, siamo molto uniti tra di noi e soprat-
tutto dalla nostra insegnante perché ci ha trasmesso, oltre ad
una bella amicizia, la passione per il teatro.

Daniela Belley
I ragazzi
alle prove
Artigiani a Sant'Orso 2000

30 e 31 gennaio 2000...
1000 anni di Fiera di
Sant'Orso e forse più,
chissà. A volte mi soffer-
mo a pensare a come po-
teva essere allora la Fiera
e con quali sacrifici la gente arrivava da ogni parte della Valle
per scambiare o vendere gli oggetti che era riuscita a prepa-
rare durante l'inverno: i cestini e le gerle, le scale e i ra-
li, i sabot e le calze di lana grezza e altri oggetti di uso co-
ne lavorati dalle loro mani esperte.

Qualche ricordo
e un abbraccio augurale
a tutti coloro che
ci hanno fatto vivere
questa Fiera Millenaria ...e le prossime!

Quante cose sono cambiate. Oggi la Fiera è una grande espo-
sizione con un'infinità di espositori che ogni anno portano
le loro opere, i loro lavori a disposizione di chi riempie le vie
della città alla ricerca di qualcosa da acquistare: un fio-
gio, un cucchiaio o forse una scultura importante, un
no vedere dentro al tron-
co molto prima che qual-
che forma precisa venga
notata da un occhio pro-
fano; la radice di un albe-
ro non è «una radice di
sarpa, o ancora un paesaggio alpino, ma noi non le vediamo
queste cose fintanto che gli artigiani non espongono quella
che «era» una radice sui banchi della Fiera.

Anche a Saint-Pierre ci sono artigiani che portano le loro
opere alla Fiera, qualcuno sulla piazza Chanoux, altri nelle
vie del borgo, al solito posto o quasi: artigiani che fanno ruo-
tare la loro vita intorno ai pezzi di legno fino a farne un me-
stiere, il lavoro di tutti i giorni; o hobbisti che preparano gli
oggetti per la Fiera dell'artigianato che si svolgono in Valle:
scultori, a volte hobbisti e a volte lavoratori a tempo pieno.
Non sto qui ad elencarli, vorrei solo fare un elogio al loro im-
pegno, alla fantasia e all'amore che mettono nel realizzare
tante cose: dal bassorilievo i cui personaggi sembrano muo-
versi sotto il nostro sguardo curioso, alle scale di tutte le for-
me e dimensioni; dai mobili di una bellezza impalpabile che
non possiamo fare a meno di accarezzare per «sentire» quel-
lo che hanno da dirci; dagli oggetti intagliati in modo sem-
pre più minuzioso e preciso ai giocattoli di tutti i colori e per
tutte le età; dai fiori di legno dalle forme nuove e colorate alle
sculture quasi «viventi».

Con queste immagini ancora vive nella mente e nel cuore, in-
sieme ai volti degli espositori intenti a sistemare gli oggetti
sui banchi e, dopo tanti anni di temperature rigide, senza
sentire troppo freddo, vorrei augurare loro un futuro ricco di
fantasia e di salute per continuare ciò che stanno facendo
perché la Fiera di Sant'Orso fa bene a tutti! Grazie.

Marina Iale Murix

1000ª
fiera di Sant'Orso
Porta Pretoria


Testo Originale Estratto
6
Primo carnevale
dei bimbi
L
a manifesta-
zione ha vi-
sto parteci-
pare una nu-
trita folla di bambini
delle scuole elementa-
ri, accompagnati da
Sabato 4 marzo
a Saint-Pierre si è svolto
il primo carnevale dei bimbi
Partenza
del carnevale
dalle scuole
genitori, parenti e amici, che si sono dati appuntamento in un fa-
stoso corteo.
Il serpentone della parata, un po' disordinato, ha prosegui-
to
ma nei pressi della
Scuola materna, sno-
dandosi attraverso rue
de la Liberté per percor-
rere a ritroso il borgo. La
passeggiata, durata cir-
ca due ore, si è conclusa
con l'arrivo alla scuola elementare.
Curiosi i costumi in carta e cartoncino che, per la realiz-
zazione, hanno tenuto a lungo occupati i bambini, e gli
insegnanti. Gli alunni sono stati premiati
sia dal successo sia dallo spettacolo loro
destinato offerto al termine della sfilata
presso il salone maggiore della scuola ele-
mentare... e poi verso le 17 è arrivato il
tanto sospirato rinfresco, con bibite, bugie
e torte.
L'organizzazione di questa prima festa di
carnevale è stata coordinata da alcuni
membri delle associazioni del nostro pae-
se, coadiuvati dal prezioso aiuto dei nu-
merosi volontari. L'evento ha avuto una
buona affluenza di pubblico e la soddisfa-
zione di chi l'ha fortemente voluta è stata
grande.
Nella serata ha avuto luogo il naturale pro-
seguimento della giornata. Molti membri
della nostra comunità si sono ritrovati per
degustare pasta e fagioli, minestrone e sa-
lumi festeggiando e ballando nel locale
gentilmente concesso dai nostri vigili del
fuoco.
Questa la cronaca del primo carnevale
dei piccoli di Saint-Pierre, la speranza e
le attese per il futuro sono molte e se il
buon giorno si vede dal mattino, come
recita il proverbio, non sono sicuramen-
te mal poste.
Claudio Obert
Bambina
in maschera
Lavori di potenziamento
dell'acquedotto comunale
nonché ripristino e sdoppiamento
della rete fognaria.
7
A cura
dell'Amministrazione
comunale
In coincidenza con i lavori di potenziamento dell'acque-
dotto comunale, nonché ripristino e sdoppiamento del-
la rete fognaria in comune di Saint-Pierre, appaltati di-
rettamente dall'Amministrazione regionale della Valle
d'Aosta, che verranno realizzati sul territorio comunale
nel prossimo triennio, al fine di dare ampia informazio-
ne alla popolazione su quanto sta avvenendo, con parti-
colare riguardo alla tipologia dei lavori in corso, e di coin-
volgere gli utenti in termini di reciproca collaborazione,
necessaria per gestire al meglio la fase di intervento re-
lativa agli allacciamenti, si rende noto l'avviso pubblica-
to dal Sindaco in data 22 marzo 2000.
AVVISO
IL SINDACO INFORMA
Il Sindaco informa che, a partire dalla primavera 2000, il territorio di Saint-Pierre sarà interessato dai seguenti la-
vori:
• rifacimento di ampi tratti d'acquedotto e realizzazione di nuove vasche;
• realizzazione di limitati tratti di fognature per acque nere;
• realizzazione della rete di smaltimento delle acque bianche, che risulta indispensabile affinché, con l'entrata in
funzione del nuovo acquedotto e l'allacciamento alle acque nere, i costi di smaltimento per la popolazione sia-
no collegati all'effettiva portata delle sole acque nere.
Per acque bianche si intendono esclusivamente:
• le acque provenienti dai tetti;
• le acque di raccolta dei piazzali e delle superfici esterne impermeabili;
• le acque dei fontanili;
INVITA QUINDI LA
POPOLAZIONE
A collegarsi alla rete delle acque bianche per tutti gli scarichi non domestici sopra individuati, ricordando che gli
oneri per gli allacciamenti sono così attribuiti:
• Presenza di scarico unificato in fognatura: l'utente dovrà provvedere a sue spese, direttamente o tramite l'im-
presa appaltatrice del lotto, ad effettuare lo sdoppiamento della linea ed il nuovo collegamento di scarico del-
le acque bianche o eventuale immissione in canali irrigu-
i.
• Presenza di doppia tubazione (una per acque bianche ed una per acque nere) all'interno dei pozzetti esistenti:
l'onere per il collegamento della tubazione all'interno del pozzetto delle acque bianche è a carico
dell'Amministrazione comunale.
Gli allacciamenti di cui sopra dovranno essere eseguiti nel corso dei lavori di scavo e posa delle tubazioni da parte
dell'impresa appaltatrice e comunque prima dell'esecuzione del tappetino finale d'asfaltatura (per strade comuna-
li e/o asfaltate in genere).
Per quanto riguarda invece gli allacciamenti alla rete del nuovo acquedotto comunale si comunica che:
• Allacciamenti esistenti: tutti i tubi degli allacciamenti saranno sostituiti a carico dell'Amministrazione comuna-
le, nel tratto compreso tra il nuovo pozzetto sino al confine della proprietà privata.
• Allacciamenti richiesti dalle utenze non ancora collegati all'acquedotto comunale: tutti coloro che prevedono,
in futuro di usufruire del servizio pubblico, possono, a proprie spese, far posare dall'impresa appaltatrice dei la-
vori un tubo usufruendo dello scavo previsto per la posa della condotta principale, previa presentazione della
richiesta d'allacciamento all'ufficio tecnico comunale.
L'alimentazione definitiva del nuovo acquedotto sarà effettuata solo dopo la messa in esercizio di tutta l'opera.
Per dubbi specifici, i privati potranno contattare direttamente l'assistente del cantiere Geometra Berthod Enrico
(tel. 0335/6758364) oppure la direzione lavori nelle persone dell'Ing. Principato Carmelo (acquedotto) e Ing. Louvin
Paolo (fognatura).
Saint-Pierre, li 22 marzo 2000
F.to IL SINDACO


Testo Originale Estratto
8

A cura
dell'Amministrazione
comunale

Definitivamente
approvata la variante
al piano regolatore

AL seguito della deliberazione n. 2 del 20 marzo 2000
con la quale il Consiglio comunale ha accolto le pro-
poste di modificazione avanzate dalla Giunta comu-
nale, la variante n. 8 al piano regolatore comunale è
definitivamente approvata.

Si è così concluso un lungo e complesso iter che ha visto
l'Amministrazione comunale impegnata nella revisione del
P.R.G.C. approvato nel 1983, revisione affrontata alla luce dei se-
guenti aspetti:

Valutazione delle innumerevoli richieste avanzate nel tempo da
soggetti privati, tese ad ampliare le zone destinate all'edifica-
zione residenziale

Alto grado di attuazione del piano regolatore, fatta eccezione per
alcune parti del territorio legate a presupposti socio-economici
che non hanno trovato pieno riscontro quali, ad esempio, una
sostenuta offerta alberghiera lungo la S.S. n. 26

Necessità di rivedere la localizzazione di numerose aree desti-
nate a servizi, in special modo parcheggi, sia in relazione alla
venuta decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio sia in rela-
zione di operare scelte localizzative maggiormente rispon-
denti a criteri di razionalità, efficienza ed economicità

Soddisfacimento di esigenze connesse all'abitazione primaria

Incremento dell'azione di tutela di ambiti territoriali aventi una
rilevante connotazione paesistico-ambientale

Ulteriore impulso del settore terziario, soprattutto nei settori
commerciale e direzionale, da affiancare alle previsioni concre-
tizzate con la variante relativa alla zona di Brevan

Rinvenimento di alcune scelte di sviluppo rimaste inattuate e
risultanti ormai obsolete (vedi il previsto dominio sciistico del
monte di Vetàn), stante anche il mutato quadro economico re-
gionale.

Tale revisione non ha comunque voluto snaturare il quadro urbani-
stico ormai consolidatosi, bensì si è concretizzata in una genera-
lizzata serie di affinamenti puntuali che nel loro insieme hanno ri-
sposto alle esigenze derivanti dalle mutate condizioni socio-econo-
miche del Comune, dai diversi presupposti di sviluppo e dalla necessità di
mantenere, per quanto possibile, una caratterizzante leggibilità del
territorio unitamente ad una pregevole offerta di vivibilità della po-
polazione, data sia da un'adeguata infrastrutturazione sia da una equi-
librata espansione dell'insediabilità residenziale.

Le principali innovazioni apportate dalla variante hanno per tanto ri-
guardato:

A) L'attualizzazione ed una migliore leggibilità della cartografia di
aggiornamento
B) L'individuazione, quali centri storici, dei villaggi di Meod,
Ordines, Breyes, Cogmein e Seez
C) Lo scorporamento del vasto agglomerato storico del Borgo, con

l'esclusione di tutto il patrimonio edilizio di più o meno recen-
te edificazione non avente tali caratteristiche
D) Una contenuta espansione delle zone destinate alle nuove resi-
denze, mediante un minimo ampliamento di quelle già esisten-
ti e l'individuazione di alcune altre che in pratica sono però un
completamento di ambiti già parzialmente edificati

E) La riconversione a funzioni prettamente residenziali delle zone
C facenti capo alla località Cogmein e Seez dove, in quest'ultima,
è stata riservata la possibilità di realizzare un intervento comu-
nale

F) Il completamento, senza più l'obbligo del P.U.D., del compren-
sorio facente capo alle villette di Vetan e Meod nonché l'indivi-
duazione di due apposite zone da destinare ad attività ricettive
nelle due località

G) L'ampliamento della zona artigianale di Preille, l'esplicita previ-
sione di infrastrutturare il settore con viabilità e parcheggi non-
ché la possibilità di insediarvi anche attività commerciali
H) L'incremento del numero di comparti del territorio agricolo sot-
toposti a salvaguardia paesistico-ambientale
I) Una particolare attenzione nell'individuare e localizzare i ne-
cessari parcheggi pubblici

Come detto, l'approvazione della variante n. 8 è avvenuta dopo un
complesso iter iniziato formalmente con la presentazione in Regione
dello strumento urbanistico il 13 agosto 1998 e di fatto conclusosi
con il recepimento di alcune modificazioni proposte dalla Giunta re-
gionale, iter che non ha visto modificare sostanzialmente l'imposta-
zione della variante, ma che ha permesso di apportare svariati e ne-
cessari affinamenti dovuti all'accoglimento, parziale o totale, di 42
osservazioni sulle 56 presentate da cittadini.

La maggior parte delle osservazioni ha riguardato la previsione di
spazi pubblici e, in tal senso, va sottolineato il positivo approccio di-
mostrato dagli interessati, quasi sempre improntato a fornire utili ele-
menti per una soddisfacente risoluzione delle problematiche da ambo
le parti.

Delle quattro modificazioni proposte dalla Regione, quella più im-
portante riguarda la necessità di subordinare il rilascio di concessio-
ni per nuovi fabbricati residenziali alla verifica del rispetto, in ogni
anno, del rapporto funzionale di 3 a 1, in termini volumetrici, tra i
predetti interventi e quelli concernenti il recupero del patrimonio edi-
lizio esistente; tale disciplina riveste certamente un peso notevole nel-
la pratica attuazione del piano regolatore per cui il Consiglio comu-
nale, pur accogliendone il principio, si è riservato la facoltà di appor-
tare necessari correttivi tramite una successiva variante.

Per concludere, si segnala che l'applicabilità della variante avverrà
non appena pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione l'avviso
inerente alle decisioni assunte con la citata deliberazione consiliare
n. 2/2000 e che da tale pubblicazione le modificazioni apportate alle
aree edificabili avranno effetto anche ai fini dell'I.C.I. per l'anno 2000.

L'interno di questo numero di Mélange i lettori troveranno un opuscolo informativo predisposto
dall'Amministrazione comunale riguardante la raccolta differenziata dei rifiuti nel nostro Co-
mune. È importante che tutti gli utenti lo consultino attentamente per fare in modo che ciascu-
no rispetti la tipologia di rifiuto venga recuperato e smaltito correttamente, anche allo scopo di mantenere
i punti di raccolta per il più possibile puliti. Inoltre il coinvolgimento della cittadinanza più attenta per-
mette di migliorare l'efficienza e di abbassare i costi del servizio, mantenendo al minimo la tariffa per lo
smaltimento dei rifiuti solidi urbani (R.S.U.); considerato che lo smaltimento di quelli riutilizzabili (ad
es. vetro, carta, plastica, pile, farmaci, cartoni, ferro, erba ecc) con la raccolta differenziata è gratuita.
Vale ancora la pena informare, infine, che l'attuale grado di differenziazione nel nostro Comune è del
13,697% al 1° novembre '99 e del 15,74% nel secondo semestre, il che ha permesso di raggiungere
sinora gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla R.A.V.A. e soprattutto di mantenere la tariffa minima di 33 L/kg.

Tenendo conto che, per l'anno 2003, l'obiettivo fissato è del 35%, a maggior ragione, si ribadisce l'importanza di
una fattiva partecipazione nell'azione di differenziazione dei rifiuti in collaborazione con l'Amministrazione co-
munale.

Si riporta per conoscenza una tabella contenente gli obiettivi, deliberati dalla Giunta Regionale, di raccolta dif-
ferenziata nonché le relative tariffe di smaltimento presso il centro di trattamento dei R.S.U. ed assi-
milati di Brissogne.

OBIETTIVO DI RACCOLTA
DIFFERENZIATA
AL 30/06/1999
AL 31/12/1999
AL 01/07/2000
AL 01/02/2001
AL 01/01/2003

100% TARIFFA
55L/KG
< 10%
< 12%
100% TARIFFA
100 L/KG
< 15%
< 20%
< 25%

80% TARIFFA
44 L/KG
< 10% < 12%
< 12% < 15%
60% TARIFFA
60 L/KG
< 15% < 20%
< 20% < 25%
< 25% < 35%

IL
NOSTRO
INSERTO

60% TARIFFA
33 L/KG
< 12%
< 15%
35% TARIFFA
35 L/KG
< 20%
< 25%
< 35%

FLASH

FLASH

Il giorno 14 febbraio i soci della Banca
di credito cooperativo Grand-Paradis
Mont Blanc hanno sancito l'accorpa-
mento con la Banca di credito coope-
rativo di Gressan e Saint-Christophe. I
rappresentanti che faranno parte del
nuovo consiglio di amministrazione
sono Duc Piero, Dupont Vittorio,
Domaine Roberto, Bogner Ugo e
Vection Giacinta.

Il 14 aprile i soci hanno approvato il
bilancio 1999.

Il 13 marzo e l'otto aprile si sono festeggiati
due compleanni d'eccezione:
cento anni per Rina Bianquin e Florine Christille.
Entrambe sopperiscono agli acciacchi dell'età con una
buona presenza di spirito.
Auguri dalla redazione di Mélange!


Testo Originale Estratto
10
Appassionarsi
giocando
S
ono
ormai
alcuni anni
che ho intra-
preso questa
attività, per me comin-
cia ad essere ripetitivo
ma per i bimbi che vi
partecipano è ogni vol-
ta una scoperta.
Un laboratorio di falegnameria
per bambini organizzato
dalla Comunità Montana
e dalla Microcomunità
Anziani di Saint-Pierre
durante le vacanze di Natale
tando anche un po' del
mito che hanno del mio
ruolo, riuscire a dare
quel suggerimento che
fa tornare loro il sorriso.
Ed ecco che ripartono
più convinti che mai!
C'è chi è più costante e
preciso e chi, magari
Il loro entusiasmo, la felicità per essere riusciti a fare con esausto, ad un certo punto taglia corto tralasciando fini-
le loro mani, sono ogni volta anche per me una gioia im- ture e dettagli pur di vedere in fretta il risultato.
pagabile.
Nascono così animali simpaticissimi come gli adulti non
All'inizio, lo stupore e la fretta di provare tutto, viene la pra- saprebbero mai fare, automezzi vari, astronavi, aerei, navi,
tica contenuta dalla noiosa quanto necessaria spiegazio- gru, cassette, altalene, giostre e le cose più strane.
ne sul funzionamento e la sicurezza del laboratorio. Inutile
chiedere cosa fanno, solo alcuni hanno già un proto- Insegnanti e genitori mi dicono che i bambini conserva-
testa, è la scoperta degli attrezzi: un buco con il trapano, no a lungo i loro lavoretti e ne sono fieri.
un taglio con la sega, la segatura che sembra neve, chiodi
e viti piantate con il martello, ma già c'è anche il caccia- Chissà che assieme ai giochi non si portino dietro anche
vite!
una piccola passione, un clic emotivo che un giorno potrà
forse essere una risposta in più. Non certo per mettersi tut-
Sovente si bloccano e non sanno più andare avanti o, di ti a fare i falegnami, ma lo scoprire di poter fare potrebbe
fronte ad una certa difficoltà, modificano e ridimensio- essere una piccola rivincita rispetto all'idea che le cose si
no l'idea iniziale perdendosi d'animo. È bello, approfit- possono soltanto comprare già fatte.
Vedere quanto può essere difficile e faticoso
fabbricare qualche cosa forse potrà dare un'i-
dea un po' meno virtuale della vita o vedere,
con occhi diversi, certi mestieri oggi sempre
meno presenti nell'immaginario dei ragazzi.
Magari anche il numero dei concorrenti nei
concorsi pubblici potrebbe diminuire, lo spi-
rito imprenditoriale ha sovente alla sua base il
piacere di realizzare qualcosa, di essere prota-
gonisti e più attivi.
A parte i tanti discorsi possibili, direi sempli-
cemente, troppo bello.
Gino Chabod
Un buco che
richiede...
molto impegno
L'Associazione
«L'âge de la sagesse»
sta crescendo
«L
'âge de la sagesse» è l'ultima associazione
nata nel nostro comune allo scopo di crea-
re occasioni di incontro e svago per gli an-
ziani di Saint-Pierre. I lavori per la crea-
zione di questo gruppo sono iniziati già nel gennaio 1999,
ma risale soltanto al 1° ottobre 1999 la data ufficiale di re-
gistrazione dello stesso.
L'idea di creare un'associazione, dopo aver organizzato per
quattro anni la festa degli anziani, è partita
dall'Amministrazione comunale e, dopo svariati incontri e
non pochi problemi burocratici, insieme all'attuale direttivo
del gruppo, si è riusciti a concretizzare il progetto.
L'inizio non è certo stato facile, trovato il locale con i rispet-
tivi arredi, oggi gli associati possono incontrarsi, in via
Corrado Gex al n° 3.
Gli iscritti per l'anno in corso risultano essere 73. Gli incon-
tri dei soci, una ventina di persone, si svolgono tutti i giovedì,
per fraternizzare, chiacchierare, giocare a carte e magari
prendere un caffè o un tè con dolci portati dai partecipanti.
Oltre a questi incontri settimanali sono stati organizzati due
ritrovi per una «mordua», a cui hanno partecipato una cin-
quantina di persone, per scambiare opinioni e pensieri tra
un pezzo di pane, una salsiccia ed un sanguinaccio. Il suc-
cesso ottenuto ha messo in risalto il fatto che, se per gli in-
contri settimanali a cui partecipano 20-25 persone, era suf-
ficiente la saletta sopra citata, per questi raduni la stanza del-
la sede non era più adatta allo scopo prefissato. Al gruppo è
stato quindi concesso, per le manifestazioni più importanti,
l'utilizzo dell'adiacente salone, quello dove si svolge il tiro con
la freccia.
Viste le adesioni precedenti è stata organizzata una bella fe-
sta per salutare l'arrivo del nuovo millennio.
La nostra associazione ha tanta voglia di crescere e di farsi co-
noscere da tutti ed in particolar modo da quegli anziani che
finora ne ignorano l'esistenza. Molte le ipotesi per il futuro;
completamento dell'arredamento, l'organizzazione di gite
culturali, magari iniziando con escursioni di una giornata in
città non troppo lontani per poi riuscire a concretizzare pro-
getti un po' più ambiziosi quali gite di più giorni in città d'ar-
te italiane. Per tutto questo serve un grande impegno e per
questo anche dei contributi provenienti da enti pubblici.
Per contattare l'associazione è possibile rivolgersi alla vice
Presidente, sig.ra Livia Borney (0165-903156).
Si coglie l'occasione per ricordare la notevole disponibilità
dimostrata dal Presidente, sig. Nerino Floriani, esprimendo
il nostro cordoglio per la sua improvvisa scomparsa.
Claudio Obert
Ginettocon i
piccoli falegnami
a Saint-Pierre


Testo Originale Estratto
12

La pagina
della Biblioteca

I corso Raccontami una storia, svolto in biblioteca è terminato e ho
chiesto alla curatrice, sig. Viviana Rosi, esperta in letteratura per
l'infanzia, di spiegare le motivazioni che ci hanno spinto ad orga-
nizzarlo. Leggere ai bambini, non mi stancherò mai di ripeterlo, è
creare un legame che va al di là della lettura: ci permette di arriva-
re al cuore del bambino per affrontare le difficoltà del crescere e soprat-
tutto mantiene vivo dentro di noi un pezzetto di infanzia dove sentirsi in
sintonia con un bambino che ci ascolta.

Fare cose con le parole
Raccontami una storia è un corso, lo abbiamo iniziato a gennaio e finito a
marzo. Come accade in ogni corso siamo partiti da un punto e abbiamo
deciso di raggiungerne un altro. In mezzo c'era il «mare delle storie» e lo
abbiamo navigato, come abbiamo potuto, con i mezzi, pochi o tanti, a no-
stra disposizione: tecnica, fantasia, analisi, discussione. Abbiamo preso le
parole e ne abbiamo fatto delle «cose», abbiamo costruito delle storie, una
storia corale, anzi, che parla di libri, bibliotecarie, lettori, non lettori, bam-
bini e video games.
Il presupposto è stato: i bambini amano le storie, sono le storie che servo-
no loro a crescere e a capire il mondo, sono le favole che portano alla luce
i mostri, quelli che si nascondono nei boschi, nei corridoi bui e persino
sotto il letto, ed è sempre attraverso le favole che impariamo quando af-
frontare i draghi e quando invece è il caso di fuggire, legittimamente, a
gambe levate. Le storie servono a vivere, insomma, e i bambini lo sanno
bene.
Ma cosa succede ai bambini ascoltatori instancabili di storie, ai piccoli ap-
passionati lettori di libri scritti e illustrati quando, diventati più grandi,
sembrano allontanarsi dalle parole scritte e non vogliono più avere alcun
rapporto con libri e biblioteche? Abbiamo cercato di rispondere a questa
domanda provando a metterci senza pregiudizi e decisamente dalla par-
te del ragazzo non lettore, dell'adolescente appassionato di Tomb Raider,
di scooter e partite di pallone. Abbiamo anche provato ad indagare l'uni-
verso narrativo per comprendere come le storie possono incantare lettori
grandi e piccoli se e quando vengono costruite, inventate, elaborate aven-
do a cuore onestamente bisogni, domande ed esigenze di coloro a cui sono
destinate. Nel corso dei primi cinque incontri abbiamo, pertanto, miglio-
rato le nostre competenze di lettori imparando a leggere con maggiore at-
tenzione la produzione letteraria destinata all'infanzia.
Bruno Germano è venuto a trovarci in veste di cantastorie e ci ha svelato i
suoi segreti di scrittore in versi, versi destinati ai bambini ma, com'è ov-
vio, seducenti e «funzionanti» grazie alla sapienza letteraria di un adulto
lettore. Più tardi, in un'altra tappa della nostra navigazione, Ida Desandrè
ci ha parlato di luoghi e di memoria, del rapporto tra scrittura e ricordo,
piccole porzioni di reale attentamente osservato con occhi di
bambini, appunto.
Tutto questo, incontri, letture e scritture, ci ha condotto a realizzare un pro-
getto «creativo», una scrittura a più mani, a far nascere una «cosa» tutta
fatta di parole, una storia.
Quando ce l'avrete tra le mani, la nostra storia, quando magari la leggere-
te vi raccomandiamo di tenere a mente questo: da adulti si possono rac-
contare storie ai bambini per aiutarli a crescere, certo, ma se la «cosa» fun-
ziona, se la storia «passa» e arriva alla mente e al cuore di chi la legge o la
ascolta è solo perché l'adulto scrittore si ricorda ad ogni riga del bambino
che è stato e ne rivive gioie e paure, dubbi e certezze. Solo così, senza in-
tenti marcatamente «pedagogici», senza approssimazioni adulte, scriven-
do storie puntualmente fantasiose, precisamente sfrenate, ostentatamen
te assurde, ma serie e oneste e libere, si riesce a convincere anche il bam-
bino più diffidente o disilluso del fatto che leggere è davvero e in primo
luogo un piacere.

Viviana Rosi

Libri da amare...
L'EREDITÀ DI ESZTER di Sandor Marai
Per vent'anni Eszter ha vissuto un'esistenza piana e senza scosse, nella qua-
si inconsapevole attesa del ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia amato
ma che l'ha sempre ingannata, che aveva detto di amare una sola donna,
lei, e poi aveva sposato sua sorella. Ma un giorno...
«Lajos sta per tornare!»
Non so con quale tono di voce pronunciai quelle parole. Probabilmente non
gridai dalla felicità. Devo aver parlato come una sonnambula che viene sve-
gliata all'improvviso. Quello stralunato dormiveglia era durato vent'anni.
Per vent'anni mi ero aggirata chissà dove sull'orlo di un precipizio, un pas-
so dopo l'altro, tranquillamente, col sorriso sulle labbra. Ora che mi ero de-
stata, vidi di colpo la realtà così com'era. Ma non mi vennero più le vertigi-
ni. Nella realtà, sia in quella della vita che in quella della morte, vi è qual-
cosa di tranquillante.

IDA DESANDRÈ VITA DA DONNE
Subito dopo aver letto il racconto di Ida, non avrei potuto dire né scrivere
nulla tanta era l'angoscia che mi opprimeva. Ora che è trascorso un po' di
tempo, posso ripercorrere quelle pagine con uno stato d'animo diverso,
più pacato; posso parlarne, sia pure a bassa voce e con molta discrezione,
perché la storia di Ida non tollera toni alti né punti esclamativi.
La vita è la protagonista di quella storia: una vita dove c'è una bambina
che apre il salvadanaio per comprare il gelato a tutti i bambini del paese,
una ragazza che un giorno si mette un capello nero grande come un om-
brello per andare a sposarsi e, a ventidue anni, nel giorno del suo com-
pleanno, sale su un vagone piombato per andare in un luogo che «poteva
essere dappertutto in un mondo vuoto»; una donna che, all'orrore dei cam-
pi di sterminio, ripensa con struggente nostalgia al canto del ruscello del
mayen di Vermian, il piccolo paradiso della sua infanzia.
Le cose tragiche che Ida ha visto intorno a sé, che ha vissuto dentro di sé,
le cose che dice e quelle che non dice in un continuo andirivieni della me-
moria, si dispongono in un racconto scarno, essenziale, che raramente la-
scia trasparire sentimenti ed emozioni. La tenerezza, l'umiliazione, la pietà,
la rabbia, la paura sono tutte dentro, raggomitolate in fondo al cuore, come
se chi narra volesse proteggere i suoi sentimenti da curiosità indiscrete,
come se avesse pudore di una sofferenza che è troppo grande per essere
raccontata. Per questo, come voleva Ida, il libro non fa piangere: colpisce
come una staffilata, qualche volta fa sorridere di tenerezza, sempre ci co-
stringe a confrontarci con la nostra condizione di uomini e donne.

Che cosa può aggiungere, oggi, la testimonianza di Ida a quanto è stato
detto sui campi di sterminio? Forse nulla, forse molto. In un mondo in cui
le parole sono quasi sempre gridate (spesso tanto più vuote quanto più
forte è il tono), Ida racconta a voce sommessa tante piccole cose «che tut-
te insieme fanno una vita». Magari brutta, ma sempre vita è.
Lei non è una vittima né una eroina. È soltanto una donna che ha vissuto
una «vita da donne» con grande dignità.

Gianna Cuaz Bonis
(Tratto da IDA DESANDRÉ VITA DA DONNE, Litografia Pesando 1992)


Testo Originale Estratto
Mélange
Quadrimestrale della Biblioteca
Comunale di Saint-Pierre

Anno 5 n° 3
Dicembre 2000
Aut. Tribunale
di Aosta n° 9/96
legge 662/96
art. 2 - comma. 20/c
C.P.O.
contiene inserto
3

In occasione delle festività
la redazione di Mélange
invia i migliori auguri a tutti

Villaggio di Praximond
mt. 750


Testo Originale Estratto
2
Editoriale

Mélange
Direttore responsabile
Cristina Dell'Aia
Comitato di redazione
Vanda Champrétavy, Denise Chappuis,
Christian Chioso, Denny Cognetin,
Germano Dionisi, Marina Lale-Murix,
Claudio Obert, Ferruccio Sommariva
Direzione e Redazione
c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre
bibliostpierre@netvallee.it
Progetto grafico
Arnaldo Tranti
Realizzazione e Stampa
Tipografia Valdostana
C.so Padre Lorenzo, 5
11100 Aosta

INSIEME A MÉLANGE
proponiamo
anche quest'anno
un CALENDARIO.
Abbiamo raccolto
gli avvenimenti
più significativi
del 2000 e accostati
a momenti che si sono
già visti in passato.
Alcuni ambienti
del nostro paese
completano la raccolta
di fotografie.

A valle d'Aosta è alluvionata, è difficile
l'interruzione delle
principali vie di comunicazione: questa
metà ottobre senza renderci conto che era
o poche ore si sarebbe risolta.
portata. Vuoi perché avevamo già
esperienza nel '93, avevamo
insieme a pochi altri in-
ma, soprattutto perché avevamo
che la nostra regione, non era stata
da tale disastro, abbiamo vissuto quei
con relativa pacatezza.
settimana sembrava ricca di
difficoltà quando da i primi giorni normali radio
notizia che alcuni convogli di aiuti sono parti-
varie parti d'Italia e anche dalla Francia.
dall'Esercito francese e di gravi di quanto si po-
all'Umbria, in Abruzzo e nelle Marche qualche
ni fa. Quando le regioni di Friuli, Nus, Donnas il
è ancora un po' difficile vederlo come un quadro
o. Solo in seguito si capisce che è stato più vicino a
isolata.
sta è cominciata la ri-
e morale da
edo non
attualltà
cre-
chi è
ti stati "avvisati" cogliamo questa opportunità, noi pae-
se eccezionalmente incolume, per prevenire un di-
sastro che avrebbe potuto essere anche nostro.

volete, l'orgoglio di saper reagire, il senso di appar-
tenenza di una comunità, una solidarietà reale.
Una solidarietà che anche dal nostro paese non è
venuta meno: il concorso di pubblico e privato ha
garantito una presenza immediata di mezzi e per-
sone, tanti giovani, e questo è da sottolineare.
Ora, che le polemiche si affievoliscono e che il do-
lore lascia pian piano spazio alla vita che continua,
è tempo di ricostruire.
Una valutazione seria su ciò che è accaduto ci ri-
conduce inevitabilmente al modo di vivere la no-
stra realtà montana, a saper interpretare una coe-
sistenza tra le regole della natura e il progresso eco-
nomico. È da riconsiderare l'attenta opera di "ma-
nutenzione" della montagna che, fino a cin-
quant'anni orsono, faceva parte del normale vive-
re quotidiano e che oggi si vuole sostituire parzial-
mente con la tecnologia. Detta così sembra un clas-
sico e nostalgico riferimento ad un tempo passato
dove tutto era meglio: è l'esatto contrario. Noi vi-
viamo il nostro tempo, abbiamo le capacità e le ri-
sorse per lavorare in armonia con la natura e dob-
biamo farlo.
A Saint-Pierre, subito dopo l'alluvione, si è deciso
di monitorare il torrente che scende da Verrogne, veri-
ficare se esistono delle iniziative che lo rendano in-
nocuo in caso di pioggia ed eventualmente porvi ri-
medio; ben venga questa iniziativa. Ora che siamo
Marco Carlin

Praximond
uno dei villaggi "bassi" della collina di Saint-
Pierre, infatti si trova a 775 m e ad un massimo
di 10 minuti dal Municipio e dalla Chiesa.

Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di
Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an-
ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina.

Davanti a una tazza di caffè fumante, la signora Marcellina,
in risposta ad una mia domanda ci ha raccontato:

"... È vero, fin dall'inizio del secolo Praximond è stato un vil-
laggio di notevole importanza anche se non è molto grande.
Esso è infatti tutto compreso tra i villaggi di Combaz e
Vergnod e le due mulattiere (una volta) che l'attraversavano
e la fiancheggiavano. Le famiglie che vi vivevano meritano
di essere nominate una ad una in quanto tutte svolgevano
qualche attività particolare.
In alto, verso Vergnod c'era la famiglia Lyveroulaz. Avevano
5 figli. Il padre, Joseph, faceva il camionista e, a tempo per-
so, il fabbro. Il figlio Louis riprese la sua attività. Erano mol-
to apprezzati perché esperti nel forgiare attrezzi agricoli (zap-
pe, aratri, falci) che cercavano di rendere sempre più leggeri
e funzionali. Veniva poi la famiglia Lale Gérard. La signora
Ambrogina, nel 1920 aprì un negozio di commestibili gesti-
to dalla figlia Severina, meglio conosciuta col nome di
Giulietta. Questo, se non fu il primo, fu senz'altro uno dei pri-
mi negozi di commestibili di Saint-Pierre. Per ben 67 anni fu
l'unico esercizio della zona ed ancora attualmente i discen-
denti ne continuano la tradizione! La signora Giulietta, per i
rifornimenti, nei primi tempi, si serviva della collaborazio-
ne di un uomo di Sarre che, col carretto e il mulo, faceva i tra-
sporti da Aosta. Accanto al negozio viveva la famiglia di
Branche Louis. Possedeva due mulini e una segheria. In un
mulino macinava granaglie per il bestiame e nell'altro gra-
no per la panificazione. Il figlio Valeriano aveva due forni,
uno più grosso (usato in inverno) l'altro più piccolo per l'e-
state. Il periodo di cottura del pane durava più di un mese
perché lo utilizzava gente proveniente anche dal borgo e da
Villeneuve. Valeriano faceva inoltre il campanaro ed il ne-
croforo. Ad ogni funzione religiosa lo si vedeva arrivare di
corsa, scomparire frettolosamente dietro alla porticina po-
sta a lato del pulpito e subito dopo si sentiva il rintocco del-
le campane. Una sua sorella, Cesarina, si occupò per quasi 50
anni del giardino dell'ospedale vecchio e, anche quando fu
sostituita per limiti di età, veniva chiamata a dare consigli e
suggerimenti alla nuova "giardiniera".

Vi erano poi le famiglie Torzet, Muriat. Una delle figlie Martin, Pascaline, fece per
tantissimi anni la collaboratrice domestica di Lale Gérard
occupava del bestiame, del bucato, della casa. Era così
ai suoi padroni che ogni tanto prendeva la legna
a mamma di Aldo per scaldare quella che amava
a casa.

Branche Thomas è stato per 40 anni "guardia dell'acqua". Il
suo lavoro consisteva nello stabilire l'inizio dei turni dell'ir-
rigazione, controllare che nessuno "rubasse" l'acqua agli al-
tri e le date delle corvées ecc.; tutto ciò perché l'acqua
era preziosa.

Anche la famiglia Barmaverain aveva due forni e due muli-
ni. Il pane veniva usata l'acqua della Meneresse con-
migliore di quella della fontana.

Fontana
del villaggio


Testo Originale Estratto
Mélange
Editoriale
Direttore responsabile
Marco Carlin
Comitato di redazione
Vanda Chanppretay, Denise Chappuis,
Christian Chioso, Denny Cognetin,
Germano Dionisi, Marina Lale-Murix,
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c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre
bibliostpierre@netvallee.it
Progetto grafico
Arnaldo Tranti
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C.so Padre Lorenzo, 5
11100 Aosta
L a valle d'Aosta è a
raggiungerla la causa
principali vie di com
sintesi, con alcune
guito sapremo di Cogne, cosi
Appena le acque si sono ritir
no per il resto dell'inverno con il fango e la slitta.
Convolgi di aiuti per noi? Si
La settimana sembra ric
qualche difficoltà quando da
si ha notizia che alcuni convo
ti di varie parti d'Italia e d
cese?! Allora le cose sono più
tesse intuire. Per paragone il Pia
al Friuli, al Piemonte di alcu
prime immagini ci mostrano
quadro si fa drammaticamente
parte di tutti non è certo m
mancato e credo non
clamori dell'attualità
Insieme a MÉLANGE
proponiamo
anche quest'anno
un CALENDARIO.
Abbiamo raccolto
gli avvenimenti
più significativi
del 2000 e accostati
a momenti che si sono
già visti in passato.
Alcuni ambienti
del nostro paese
completano la raccolta
di fotografie.
Praximond
3
È vero fin dall'inizio del secolo Praximond è stato un vil-
lagio di notevole importanza anche se non è molto grande.
Esso è infatti tutto compreso tra i villaggi di Combaz e
Vergnod e le due mulattiere (una volta) che l'attraversavano
e la fiancheggiavano. Le famiglie che vi vivevano meritano
di essere nominate una ad una in quanto tutte svolgevano
qualche attività particolare.
In alto, verso Vergnod c'era la famiglia Lyveroulaz. Avevano
5 figli. Il padre, Joseph, faceva il camionista e, a tempo per-
so, il fabbro. Il figlio Louis riprese la sua attività. Erano mol-
ti gli uomini di Saint-Pierre che erano capaci di lavorare
il ferro e i metalli.
Per ben 67 anni fu l'unico esercizio della zona ad ancora
attualmente i discendenti ne continuano la tradizione! La
signora Giulietta, per i primi tempi, si serviva della collabo-
razione di un uomo di Saint-Pierre che col carretto e il mulo
faceva il trasporto dei commestibili.
Nel 1920 aprì un negozio di commestibili gestito dalla figlia
Severina, meglio conosciuta col nome di Giulietta.
Vi erano poi le famiglie Lale Castain il cui capofamiglia
Joseph era falegname, e Christille. Questi ultimi vivevano
a Fénis, Nus, Donnas.
Anche la famiglia della signora Marcellina in estate viveva a
Combellin dove avevano la casa e dei terreni.
Nelle ultime...
si sarà un uomo di Saint-Pierre, con una bottega di caffè e di alimentari.
Della famiglia Praximond faceva parte anche la famiglia di
Branche Louis. Possedeva due mulini e una segheria. In un
mulino macinava granaglie per il bestiame e nell'altro gra-
no per la panificazione. Il figlio Valeriano aveva due forni,
uno più grosso (usato in inverno) l'altro più piccolo per l'e-
state. Il periodo di cottura del pane durava più di un mese
perché lo utilizzava gente proveniente anche dal borgo e da
Villeneuve. Valeriano faceva inoltre il campanaro ed il ne-
gozio ad ogni funzione religiosa lo si vedeva arrivare di
corsa, scomparire frettolosamente dietro alla porticina po-
sta a lato del pulpito e subito dopo si sentiva il rintocco del-
le campane. Una sua sorella, Cesarina, si occupò per quasi 50
anni del giardino dell'ospedale vecchio e, anche quando fu
sostituita per limiti di età, veniva chiamata a dare consigli e
suggerimenti alla nuova "giardiniera".
Fontana del villaggio
Thomas è stato per 40 anni "guardia dell'acqua". Il
sivo, controllava nello stabilire l'inizio dei turni dell'ir-
di lì a poche ore si sarebbe rivisto a casa. L'acqua agli al-
le date delle corvées ecc.; tutto ciò perché l'acqua
epoca era preziosa.
In una settimana...
che ci avrebbe portato a casa.
Comune di Saint-Pierre...
Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di
Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an-
ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina.
Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di
Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an-
ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina.


Testo Originale Estratto
2
3
Editoriale
Praximond
Mélange
Direttore responsabile
Marco Carlin
Comitato di redazione
Vanda Champrétavy, Denise Chappuis,
Christian Chioso, Denny Cognetin,
Germano Dionisi, Marina Lale-Murix,
Claudio Obert, Ferruccio Sommariva
Direzione e Redazione
c/o Biblioteca comunale di Saint-Pierre
bibliostpierre@netvallee.it
Progetto grafico
Arnaldo Tranti
Realizzazione e Stampa
Tipografia Valdostana
C.so Padre Lorenzo, 5
11100 Aosta
à valle d'Aosta è allu-
uvionata, è difficile
l'interruzione delle
municazione: questa
imagini di fiumi
o un fine settimana
e verità di quello che
velato nella sua rea-
mo già vissuto una
uoi perché ci siamo
Comuni spettatori
erché mai avremmo
ealtà potesse essere
piamo vissuto quei
za.
minciare se pur con
primi giornali radio
di aiuti sono parti-
nche dalla Francia.
nuove l'Esercito fran-
gravi di quanto si po-
nsiero va all'Umbria,
ni fa. Quando le
Fénis, Nus, Donnas il
completo. Solo in se-
vicino e così isolata.
è cominciata la ri-
ateriale e morale da
ncato e credo non
amori dell'attualità
evolezza di chi cre-
voleti, l'orgoglio di saper reagire, il senso di appar-
tenenza di una comunità, una solidarietà reale.
Una solidarietà che anche dal nostro paese non è
venuta meno: il concorso di pubblico e privato ha
garantito una presenza immediata di mezzi e per-
sone, tanti giovani, e questo è da sottolineare.
Ora, che le polemiche si affievoliscono e che il do-
lore lascia pian piano spazio alla vita che continua,
è tempo di ricostruire.
Una valutazione seria su ciò che è accaduto ci in-
duce inevitabilmente al modo di vivere la no-
stra realtà montana, a saper interpretare una coe-
sistenza tra le regole della natura e il progresso eco-
nomico. È da riconsiderare l'attenta opera di “ma-
nutenzione” della montagna che, fino a cin-
quant'anni orsono, faceva parte del normale vive-
re quotidiano e che oggi si vuole sostituire parzial-
mente con la tecnologia. Detta così sembra un clas-
sico e nostalgico riferimento ad un tempo passato
dove tutto era meglio: è l'esatto contrario. Noi vi-
viamo il nostro tempo, abbiamo le capacità e le ri-
sorse per lavorare in armonia con la natura e dob-
biamo farlo.
A Saint-Pierre, subito dopo l'alluvione, si è deciso di
monitorare il torrente che scende da Verrogne, veri-
ficare se esistono delle iniziative che lo rendano in-
nocuo in caso di pioggia ed eventualmente porvi ri-
medio; ben venga questa iniziativa. Ora che siamo
stati “avvisati” cogliamo questa opportunità, noi pae-
se si eccezionalmente incolume, per prevenire un di-
sastro che avrebbe potuto essere anche nostro.
Marco Carlin
È uno dei villaggi "bassi" della collina di Saint-
Pierre, infatti si trova a 775 m e ad un massimo
di 10 minuti dal Municipio e dalla Chiesa.
Come è ormai nostra consuetudine, per parlare di
Praximond, siamo andati a trovare una delle persone più an-
ziane del villaggio, la signora Jordaney Marcellina.
Davanti a una tazza di caffè fumante, la signora Marcellina,
in risposta ad una mia domanda ci ha raccontato:
"... È vero, fin dall'inizio del secolo Praximond è stato un vil-
lagio di notevole importanza anche se non è molto grande.
Esso è infatti tutto compreso tra i villaggi di Combaz e
Vergnod e le due mulattiere (una volta) che l'attraversavano
e la fiancheggiavano. Le famiglie che vi vivevano meritano
di essere nominate una ad una in quanto tutte svolgevano
qualche attività particolare.
In alto, verso Vergnod c'era la famiglia Lyveroulaz. Avevano
5 figli. Il padre, Joseph, faceva il camionista e, a tempo per-
so, il fabbro. Il figlio Louis riprese la sua attività. Erano mol-
to apprezzati perché esperti nel forgiare attrezzi agricoli (zap-
pe, aratri, falci) che cercavano di rendere sempre più leggeri
e funzionali. Veniva poi la famiglia Lale Gérard. La signora
Ambrogina, nel 1920 aprì un negozio di commestibili gesti-
to dalla figlia Severina, meglio conosciuta col nome di
Giulietta. Questo, se non fu il primo, fu senz'altro uno dei pri-
mi negozi di commestibili di Saint-Pierre. Per ben 67 anni fu
l'unico esercizio della zona ed ancora attualmente i discen-
denti ne continuano la tradizione! La signora Giulietta, per i
riferimenti, nei primi tempi, si serviva della collaborazio-
ne di un uomo di Sarre che, col carretto e il mulo, faceva i tra-
sporti da Aosta. Accanto al negozio viveva la famiglia di
Branche Louis. Possedeva due mulini e una segheria. In un
mulino macinava granaglie per il bestiame e nell'altro gra-
no per la panificazione. Il figlio Valeriano aveva due forni,
uno più grosso (usato in inverno) l'altro più piccolo per l'e-
state. Il periodo di cottura del pane durava più di un mese
perché lo utilizzava gente proveniente anche dal borgo e da
Villeneuve. Valeriano faceva inoltre il campanaro ed il ne-
croforo. Ad ogni funzione religiosa lo si vedeva arrivare di
corsa, scomparire frettolosamente dietro alla porticina po-
sta a lato del pulpito e subito dopo si sentiva il rintocco del-
le campane. Una sua sorella, Cesarina, si occupò per quasi 50
anni del giardino dell'ospedale vecchio e, anche quando fu
sostituita per limiti di età, veniva chiamata a dare consigli e
suggerimenti alla nuova "giardiniera".
Vi erano poi le famiglie Lale Castain il cui capofamiglia
Joseph era falegname, e Christille. Questi ultimi vivevano
buona parte dell'anno a Vetan. Anche la famiglia della signora
Marcellina in estate viveva a Combellin dove avevano la casa
e dei terreni. Scendevano verso Natale e portavano giù il fie-
no per il resto dell'inverno con il mulo e la slitta.
Fontana
del villaggio
Branche Thomas è stato per 40 anni "guardia dell'acqua". Il
suo lavoro consisteva nello stabilire l'inizio dei turni dell'ir-
rigazione, controllare che nessuno "rubasse" l'acqua agli al-
tri, fissare le date delle corvées ecc.; tutto ciò perché l'acqua
a quell'epoca era preziosa.
Anche la famiglia Barmaverain aveva due forni e due muli-
ni, per fare il pane usava l'acqua della Menenesse con-
siderata migliore di quella della fontana.
Nelle ultime case del villaggio vivevano le famiglie Torzet,
Martin e Guriat. Una delle figlie Martin, Pascaline, fece per
molti anni la collaboratrice domestica di Lale Gérard. Si oc-
cupava del bestiame, del bucato, della casa. Era così
affezionata ai suoi padroni che ogni tanto prendeva la legna
nella casa della mamma di Aldo per scaldare quella che amava
come la sua casa.
Insieme a MÉLANGE
proponiamo
anche quest'anno
un CALENDARIO.
Abbiamo raccolto
gli avvenimenti
più significativi
del 2000 e accostati
a momenti che si sono
già visti in passato.
Alcuni ambienti
del nostro paese
completano la raccolta
di fotografie.


Testo Originale Estratto
4
Anche i Curiat vivevano qui solo in inverno. In estate stava-
no a Sarriod, nel comune di St. Nicolas. Accanto alla casa di
Curiat infine vi era l'ultima costruzione: il Tempio della
Chiesa Evangelista. Ancora adesso quest'angolo del villaggio
viene chiamato "le Temple". Vi si celebrarono le funzioni re-
ligiose per parecchio tempo poi venne chiuso.

La strada che attraversava il villaggio era molto stretta,
passando tra le case, ed era percorribile solo dai carretti.
Il ruscello, che attualmente è coperto, scorreva in mezzo
alla strada. Prima del mulino dei Barmarverain c'era una
grossa roggia con due paratoie. Verso gli anni '50 il signor
Jordaney Fedele fece domanda al Comune per poter co-
prire il ruscello. Il lavoro non venne fatto tutto allora, ma
un po' alla volta e per poter allargare la strada, fu anche
abbattuto il mulino. I Barmarverain conservarono però una
"presa" sotterranea che fa funzionare una centralina elet-
trica.

Nel 1921 il villaggio corse il pericolo di essere bruciato in se-
guito ad un incendio scoppiato nella segheria dei Branche.
Fortunatamente i pompieri di Etavel riuscirono presto ad in-
tervenire ed i danni furono limitati.

Tutto il villaggio utilizzava l'acqua dell'unica fontana (quel-
la che vedevamo ancora oggi) sia per usi domestici che per ab-
beverare il bestiame." ...

Con l'andar del tempo, come d'altra parte in ogni altro vil-
laggio, si sono iniziate delle trasformazioni: tutta la Menereasse
venne interrata, la strada fu allargata, lungo la Gran Tsarie,
l'altra strada che parte dalla regionale per St. Nicolas e sale
verso gli altri villaggi, furono costruite numerose case.

La Gran Tsarie fu rifatta negli anni '51-52 e vi collaborarono
tutti gli abitanti del villaggio. Fu un lavoro lungo e faticoso
perché si trattava di estrarre le pietre dal greto del torrente,
trasportarle sul luogo coi carretti, fare i muri a secco e posa-
re il fondo stradale. Solo negli anni '61-'62 venne poi nuova-

Un nome particolare per un gruppo di musica blues.
L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver
sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu-
rioso abbinamento per il nome della neonata band.

Dal marzo di quest'anno, in qualità di corista, una ra-
gazza di Saint-Pierre fa parte delle cipolle blues. Si chia-
ma Giada Cognein, ha 17 anni e frequenta il quarto
anno del liceo scientifico di Aosta.

Cantare è sempre stata una delle sue passioni, iniziata
nel coro della sua scuola nello spettacolo di Natale del
1998. La solista dei Blues Onions, all'atto della forma-
zione della compagnia, ripensando all'exibizione di
Giada, le propose di partecipare al progetto di un grup-
po di musica blues. Proposta accettata con grande en-
tusiasmo dalla nostra giovane corista.

La band è formata da 12 persone che vanno dai 15 ai 35
anni, il che sottolinea come, grazie alla musica, possa-
no ritrovarsi persone di una fascia di età piuttosto va-
riegata.

I componenti del gruppo sono riusciti ad ottenere un

Scorcio
di Praximond

Vanda Champrétavy

buon affiat
parecchio t
settimanal
propria am

I Blues Onio
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novità per i
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Le prime es
dostani e du
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ne e l'entusi
grosso "in b
che Aretha l

inato il suo già buon rendimento scolastico e
e sacrificio riesce a conciliare tutti i suoi im-

ons sono il primo gruppo valdostano che si
blues, fatto che rappresenta un'importante
l nostro panorama musicale. Cover ed alcu-
mentali costituiscono il loro repertorio ma
preparando per presentare anche brani scrit-

ibizioni sono avvenute in alcuni locali val-
durante matrimoni o feste ma si prevedono
zioni tra Natale e Capodanno.

Giada non mancano certo la determinazio-
siasmo, perciò non possiamo che farle un
"bocca al lupo" per le sue prospettive future e
Franklin sia con lei.
Claudio Obert

Aria di Natale

5
Racconto

Questa favola è stata scritta
pensando a tutti i bambini e gli adulti
che credono a Babbo Natale,
alla capacità umana di sognare
e realizzare i propri sogni e a tutti
coloro il cui cuore
a gran voce di essere ascoltato.

e luci delle vetrine e de-
gli addobbi per le strade
creavano un'atmosfera
magica di colori e stelle
e le note festose di musica natali-
zia mettevano addosso gioia e alle-
gria. Però non tutti riuscivano a
godere delle bellezze di quella se-
rata....

Un nugolo di ragazzi saltellava in-
torno a un piccolo bambino tutto
spettinato, bersaglio di decine di ge-
lide palle di neve. Mogio mogio guardava la neve mista alle lacri-
me cadergli fra le punte dei piedi, mentre mille voci di scherno lo feri-
vano nell'animno.

"Lui crede a Babbo Natale...... Lui crede a Babbo Natale....."
Lo stupido ritornello faceva da colonna sonora alle risate e agli spin-
toni che il bimbetto subiva senza fiatare.

All'improvviso un omone grande e grosso, con un buffo berretto a pon-
pon in testa, corse agitando le braccia verso il gruppetto strafottente e
disperse la combriccola con poche urla del suo vocione. Poi, con fare
delicato, si avvicinò e pose il suo nasone rosso all'altezza degli occhietti
lucidi del bimbo.

Due sopracciglia folte coprivano quasi completamente gli occhi dell'o-
mone e quelli che sembravano due cespugli bianchi sopra gli occhi lu-
minosi del suo salvatore fecero sorridere il bambino. Provò subito una
profonda gioia e si sentì già meglio. "Non vorrai proprio piangere la notte
di Natale - dis- se l'uomo porgendogli un fazzoletto - questa è una notte speciale..."

"Nessuno più crede che questa sia una notte speciale - rispose il bim-
bo tirando su con il nasino - anzi, mi prendono in giro perché credo a
Babbo Natale. Invece loro.... - continuò il piccolo dopo aver tratto un
profondo sospiro che scacciò le ultime lacrime - ....loro dicono che
sono uno stupido a credere ancora a queste cose, alle favole, ai sogni e
a Babbo Natale. Dicono che sono gli adulti a comprare i regali e che non
esiste nessun Babbo Natale".

L'omone non si scompose, anzi accentuò il suo sorriso dicendo:
"Oh.... E tu piangi per questo? Quei tuoi amici devono essere dei gran
sapientoni per sapere tutte queste cose a proposito delle fiabe, dei so-
gni e di Babbo Natale. Ma, in fondo - aggiunse lisciandosi la barba fol-
ta e con una luce negli occhi - hanno ragione. I regali a Natale li fanno
proprio gli adulti.... O forse no... Uhm fammi pensare. Bè, sì e no".
Il bimbo non ci capiva niente, insomma era vero o non era vero? Babbo
Natale esisteva o no? O forse un po' sì e un po' no? E così si rivolse con
aria interrogativa all'omone.

"Sì, vedi... Ecco iniziamo così - disse l'omone accucciandosi di fronte
al bambino. Rispondi a questo: Babbo Natale porta regali a tutte le per-
sone del mondo?"
"Certo - rispose sicuro il bambino - in ogni luogo del mondo e a tut-
te le persone che durante l'anno hanno fatto qualcosa di buono. Nella
notte di Natale, Babbo Natale sfreccia nel cielo con la sua slitta traina-
ta da renne e campanelli e quando
tutti dormono entra in casa e depo-
sita i doni sotto l'Abete addobbato
o accanto al Presepe, oppure riem-
pie delle grandi calze rosse".
"Bene. E secondo te - domandò l'o-
mone abbozzando un sorriso -
come fa a essere in tutti i posti del
mondo, a casa di tutte le persone del
mondo nella stessa notte?"
Quella domanda era giunta come
un botto di Capodanno.

"Ma non ci ho mai pensato...." Rispose pensieroso il bimbo.
"Ebben, posso spiegartelo io disse l'omone tirandosi ritto in piedi e
disse: "Vedi, se Babbo Natale fosse un uomo in carne e ossa non
sarebbe in grado di fare tutto quel gran lavoro di consegna dei doni in tutto il
mondo, a casa di tutte le persone della Terra. Babbo Natale non ha neppure
degli aiutanti vestiti come lui. Infatti le persone travestite da Babbo
Natale che incontri per le strade o nei grandi magazzini sono solo de-
gli animi che cercano di impersonarlo per ricordare a tutti che Babbo
Natale esiste. Allora, come fare a sapere qual è il vero Babbo Natale?"
"Ma - disse il bimbo - se Babbo Natale fosse una persona in carne
e ossa non potrebbe essere dappertutto in una sola notte. E poi, con
tutti quegli uomini vestiti da Babbo Natale, come si farebbe a sapere
chi è quello vero?"

L'omone sorrise e si rallegrò per quella prova di intelligenza, aggiun-
gendo: "Vedi, per poter compiere il miracolo della consegna dei doni,
Babbo Natale ha avuto una grande, grandissima idea. Si è trasforma-
to in un sentimento...."

"Un sentimento?" domandò il bambino incredulo.
"Un sentimento! - rispose l'omone battendo le mani in uno schiocco - Un
sentimento che con facilità scivola nei cuori degli uomini e delle don-
ne e li rende migliori, più gentili, attenti ai desideri e ai sogni dei loro
Riccardo Taraglio

ni e delle persone a cui vogliono bene. Così tutti vengono presi
nsidero di fare dei regali, di rendere felici gli altri donando qual-
Così, nella notte di Natale, Babbo Natale, muovendosi nei cuori
uomini e delle donne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e
que".
...ma.... È magnifico!" esclamò il bambino tutto eccitato. Non gli
vava vero!
Natale esisteva! Esisteva davvero! E non solo questo, ma senza
essuno lo potesse neanche immaginare, portava i doni anche a
coloro che non credevano in Lui! Per la felicità prese a saltare come
tto e a lanciare la neve in aria, a urlare dalla gioia e a fare capriole.
tratto però si calmò. Un pensiero aveva cominciato a corrergli
testa. Come faceva quell'omone simpatico a sapere tutte quelle
u Babbo Natale? Si voltò per domandarglielo, ma non lo vide più.
, sopra di lui, un trillo di campanelli lo salutò nella gelida notta-
a Vigilia di Natale ornata di stelle.
Natale – urlò l'uomo sulla slitta – Buon Natale... "


Testo Originale Estratto
4
Anche i Curiat vivevano qui solo in inverno. In estate stava-
no a Sarriod, nel comune di St. Nicolas. Accanto alla casa di
Curiat infine vi era l'ultima costruzione: il Tempio della
Chiesa Evangelista. Ancora adesso quest'angolo del villaggio
viene chiamato “le Temple”. Vi si celebrarono le funzioni re-
ligiose per parecchio tempo poi venne chiuso.
La strada che attraversava il villaggio era molto stretta,
passando tra le case, ed era percorribile solo dai carretti.
Il ruscello, che attualmente è coperto, scorreva in mezzo
alla strada. Prima del mulino dei Barmaverain c'era una
grossa roggia con due paratoie. Verso gli anni '50 il signor
Jordaney Fedele fece domanda al Comune per poter co-
prire il ruscello. Il lavoro non venne fatto tutto allora, ma
un po' alla volta e per poter allargare la strada, fu anche
abbattuto il mulino. I Barmaverain conservarono però una
“presa” sotterranea che fa funzionare una centralina elet-
trica.
Nel 1921 il villaggio corse il pericolo di essere bruciato in se-
guito ad un incendio scoppiato nella segheria dei Branche.
Fortunatamente i pompieri di Etavel riuscirono presto ad in-
tervenire ed i danni furono limitati.
Tutto il villaggio utilizzava l'acqua dell'unica fontana (quel-
la che vediamo ancora oggi) sia per usi domestici che per ab-
beverare il bestiame”...
Con l'andar del tempo, come d'altra parte in ogni altro vil-
lagio, si sono iniziate delle trasformazioni: tutta la Menereese
venne interrata, la strada fu allargata, lungo la Gran Tsarie,
l'altra strada che parte dalla regionale per St. Nicolas e sale
verso gli altri villaggi, furono costruite numerose case.
La Gran Tsarie fu rifatta negli anni '51-52 e vi collaborarono
tutti gli abitanti del villaggio. Fu un lavoro lungo e faticoso
perché si trattava di estrarre le pietre dal greto del torrente,
trasportarle sul luogo coi carretti, fare i muri a secco e posa-
re il fondo stradale. Solo negli anni '61-62 venne poi nuova-
mente allargata
so: comprendeva
St. Nicolas, il tor
Vergnod e Com
nitari, la Microm
gozi ed altri edi
Scrocio
di Praximond
Vanda Champrétavy

Blues Onions

Un nome particolare per un gruppo di musica blues.
L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver
sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu-
buon affiatamento; lo dimostra il fatto che trascorrono
parecchio tempo insieme anche al di fuori delle prove
e delle esibizioni, consolidando una vera e
rata....
Un nugolo di ragazzi saltellava in-
torno a un piccolo bambino tutto
spettinato, bersaglio di decine di ge-
lide palle di neve. Mogio mogio guardava la neve mista alle sue lacri-
me cadergli fra le punte dei piedi, mentre mille voci di scherno lo feri-
vano nell'animol.
“Lui crede a Babbo Natale...... Lui crede a Babbo Natale......”
Lo stupido ritornello faceva da colonna sonora alle risate e agli spin-
toni che il bimbetto subiva senza fiatare.
All'improvviso un omone grande e grosso, con un buffo berretto a pon-
pon in testa, corse agitando le braccia verso il gruppetto strafottente e
disperse la combriccola con poche urla del suo vocione. Poi, con fare
delicato, si avvicinò e pose il suo nasone rosso all'altezza degli occhietti
lucidi del bimbo.
Due sopracciglia folte coprivano quasi completamente gli occhi dell'o-
mone e quelli che sembravano due cespugli bianchi sopra gli occhi lu-
minosi del suo salvatore fecero sorridere il bambino. Provò subito una
particolare amicizia per quel faccione rubicondo che lo guardava e si
sentì già meglio. “Non vorrai proprio piangere la notte di Natale – dis-
se l'uomo porgendogli un fazzoletto – questa è una notte speciale...”
“Nessuno più crede che questa sia una notte speciale – rispose il bim-
bo tirando su con il nasino – anzi, mi prendono in giro perché credo a
Babbo Natale. Invece loro.... – continuò il piccolo dopo aver tratto un
profondo sospiro che scacciò le ultime lacrime - ...loro dicono che
sono uno stupido a credere ancora a queste cose, alle favole, ai sogni e
a Babbo Natale. Dicono che sono gli adulti a comprare i regali e che non
esiste nessun Babbo Natale”.
L'omone non si scompose, anzi accentuò il suo sorriso dicendo:
“Oh.... E tu piangi per questo? Quei tuoi amici devono essere dei gran
sapientoni per sapere tutte queste cose a proposito delle fiabe, dei so-
gni e di Babbo Natale. Ma, in fondo – aggiunse lisciandosi la barba fol-
ta e con una luce negli occhi – hanno ragione. I regali a Natale li fanno
proprio gli adulti... O forse no... Uhm fammi pensare. Bè, sì e no”.
Il bimbo non ci capiva niente, insomma era vero o non era vero? Babbo
Natale esisteva o no? O forse un po' sì e un po' no? E così si rivolse con
aria interrogativa all'omone.
“Si, vedi... Ecco iniziamo così – disse l'omone accucciandosi di fronte
al bambino. Rispondi a questo: Babbo Natale porta regali a tutte le per-
sone del mondo?”.
“Certo – rispose sicuro il bambino – in ogni luogo del mondo e a tut-
te le persone che durante l'anno hanno fatto qualcosa di buono. Nella
notte di Natale, Babbo Natale sfreccia nel cielo con la sua slitta traina-

5
Aria di Natale

Racconto

e luci delle vetrine e de-
gli addobbi per le strade
creavano un'atmosfera
magica di colori e stelle
e le note festive di musica natali-
zia mettevano addosso gioia e alle-
gria. Però non tutti riuscivano a
godere delle bellezze di quella se-
rata.
Questa favola è stata scritta
pensando a tutti i bambini e gli adulti
che credono a Babbo Natale,
alla capacità umana di sognare
e realizzare i propri sogni e a tutti
coloro il cui cuore chiede
A gran voce di essere ascoltato.
A loro è dedicata.

“Luigi crede a Babbo Natale...”
Lo zingaro finto che aveva una casa e delle terre e i figli spin-
ton del tutto che sembrava un pò un poco per un momento in-
diani dei buoni, e il nonno li voleva bene assai... Lo
sotterranea che era il loro letto d'oro, la sofferenza e la dis-
ta da renne e campanelli e quando
tutti dormono entra in casa e depo-
sita i doni sotto l'Abete addobbato
o accanto al Presepe, oppure riem-
pie delle grandi calze rosse”.
“Bene. E secondo te – domandò l'o-
mone abbozzando un sorriso –
come fa a essere in tutti i posti del
mondo, a casa di tutte le persone del
mondo nella stessa notte?”
Quella domanda era giunta come
un botto di Capodanno.
“Non ci ha mai pensato....” Rispose pensieroso il bimbo.
“Però se lo spiegartelo io disse l'omone tirandosi ritto in piedi e
poi guardati, se Babbo Natale fosse un uomo in carne e ossa non
potrebbe fare tutto quel gran lavoro di consegna dei doni in tutto il
mondo a tutte le persone della Terra. Babbo Natale non ha neppure
i vestiti come lui. Infatti le persone travestite da Babbo
Natale che incontri per le strade o nei grandi magazzini sono solo de-
gli uomini che cercano di impersonarlo per ricordare a tutti che Babbo
Natale esiste. E Allora, come fare a sapere qual è il vero Babbo Natale?”
Ad un tratto si sentì un trillo di campanelli e una voce allegra
nella testa. “È semplice” – disse – “Il vero Babbo Natale è
cose su Babbo Natale”. E quello che ho è il meglio di ciò che
è la speranza che lui ha creato e che continua a far sognare tutti
quelli che credono in lui.
In alto, sopra la slitta volò via verso le stelle la notte
ta della Vigilia di Natale ornata di stelle.
“Buon Natale!”

migliori, più gentili, attenti ai desideri e ai sogni dei loro
delle persone a cui vogliono bene. Così tutti vengono presi
ti di fare dei regali, di rendere felici gli altri donando qual-
nella notte di Natale, Babbo Natale, muovendosi nei cuori
i e delle donne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e

...È magnifico!” esclamò il bambino tutto eccitato. Non gli
aro!
e esisteva! Esisteva davvero! E non solo questo, ma senza
lo potesse neanche immaginare, portava i doni anche a
ne non credevano in Lui! Per la felicità prese a saltare come
lanciarre la neve in aria, a urlare dalla gioia e a fare capriole.
però si calmò. Un pensiero aveva cominciato a corrergli
me faceva quell'omone simpatico a sapere tutte quelle
o Natale? Si voltò per domandarglielo, ma non lo vide più.
di lui, un trillo di campanelli lo salutò nella gelida notta-
ia di Natale ornata di stelle.
– urlò l'uomo sulla slitta – Buon Natale...”
Riccardo Taraglio

propria amicizia. Il loro affiatamento è veramente un gio-
ha però minato i loro impegni.
I Blues Onions si sono il primo gruppo valdostano che si
occupa di blues, fatto che rappresenta un'importante
novità per il nostro panorama musicale. Cover ed alcu-
ni pezzi strumentali costituiscono il loro repertorio ma
si stanno preparando per presentare anche brani scrit-
ti di loro.
Le prime esibizioni sono avvenute in alcuni locali val-
dostani e durante matrimoni o feste ma si prevedono
altre apparizioni tra Natale e Capodanno.
Alla nostra Giada non mancano certo la determinazio-
ne e l'entusiasmo, perciò non possiamo che farle un
grosso “in bocca al lupo” per le sue prospettive future e
che Aretha Franklin sia con lei.
Claudio Obert

Un nome particolare per un gruppo di musica blues.
L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver
sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu-
rioso abbinamento per il nome della neonata band.
Da marzo di quest'anno, in qualità di corista, una ra-
gazza di Saint-Pierre fa parte delle cipolle blues. Si chia-
ma Giada Cognetin, ha 17 anni e frequenta il quarto
anno del liceo scientifico di Aosta.
Cantare è sempre stata una delle sue passioni, iniziata
nel coro della sua scuola nello spettacolo di Natale del
1998. La solista dei Blues Onions, all'atto della forma-
zione della compagnia, ripensando all'esibizione di
Giada, le propose di partecipare al progetto di un grup-
po di musica blues. Proposta accettata con grande en-
tusiasmo dalla nostra giovane corista.
La band è formata da 12 persone che vanno dai 15 ai 35
anni, il che sottolinea come, grazie alla musica, possa-
no ritrovarsi persone di una fascia di età piuttosto va-
riegata.
I componenti del gruppo sono riusciti ad ottenere un


Testo Originale Estratto
4
Anche i Curiat vivevano qui solo in inverno. In estate stava-
no a Sarriod, nel comune di St. Nicolas. Accanto alla casa di
Curiat infine vi era l'ultima costruzione: il Tempio della
Chiesa Evangelista. Ancora adesso quest'angolo del villaggio
viene chiamato “le Temple”. Vi si celebrarono le funzioni re-
ligiose per parecchio tempo poi venne chiuso.
La strada che attraversava il villaggio era molto stretta,
passando tra le case, ed era percorribile solo dai carretti.
Il ruscello, che attualmente è coperto, scorreva in mezzo
alla strada. Prima del mulino dei Barmaverain c'era una
grossa roggia con due paratoie. Verso gli anni '50 il signor
Jordaney Fedele fece domanda al Comune per poter co-
prire il ruscello. Il lavoro non venne fatto tutto allora, ma
un po' alla volta e per poter allargare la strada, fu anche
abbattuto il mulino. I Barmaverain conservarono però una
“presa” sotterranea che fa funzionare una centralina elet-
trica.
Nel 1921 il villaggio corse il pericolo di essere bruciato in se-
guito ad un incendio scoppiato nella segheria dei Branché.
Fortunatamente i pompieri di Etavel riuscirono presto ad in-
tervenire ed i danni furono limitati.
Tutto il villaggio utilizzava l'acqua dell'unica fontana (quel-
la che vediamo ancora oggi) sia per usi domestici che per ab-
beverare il bestiame. ”
Con l'andar del tempo, come d'altra parte in ogni altro vil-
lagio, si sono iniziate delle trasformazioni: tutta la Menereuse
venne interrata, la strada fu allargata, lungo la Gran Tsarie,
l'altra strada che parte dalla regionale per St. Nicolas e sale
verso gli altri villaggi, furono costruite numerose case.
La Gran Tsarie fu rifatta negli anni '51-'52 e vi collaborarono
tutti gli abitanti del villaggio. Fu un lavoro lungo e faticoso
perché si trattava di estrarre le pietre dal greto del torrente,
trasportarle sul luogo coi carretti, fare i muri a secco e posa-
re il fondo stradale. Solo negli anni '61-'62 venne poi nuova-
mente allargata e asfaltata. Ora il villaggio è molto più este-
so, con nuove costruzioni tra la regionale per
il torrente di Verrogne ed i villaggi di La Rosière,
di Micrò, di Praximond, ed altri villaggi. Vi si possono trovare
i servizi socio-sanitari, la Microcomunità per anziani, studi commerciali, ne-
gori ed altri edifici di pubblica utilità.
Vanda Champrétavy
Blues Onions
Un nome particolare per un gruppo di musica blues.
L'idea è venuta al chitarrista, Christian, che dopo aver
sognato un orologio a cipolla ha proposto questo cu-
rioso abbinamento per il nome della neonata band.
Da marzo di quest'anno, in qualità di corista, una ra-
gazza di Saint-Pierre fa parte delle cipolle blues. Si chia-
ma Giada Cogno, ha 17 anni e frequenta il quarto
anno del liceo scientifico di Aosta.
Cantare è sempre stata una delle sue passioni, iniziata
nel coro della sua scuola nello spettacolo di Natale del
1998. La solista dei Blues Onions, all'atto della forma-
zione della compagnia, ripensando all'esibizione di
Giada, le propose di partecipare al progetto di un grup-
po di musica blues. Proposta accettata con grande en-
tusiasmo dalla nostra giovane corista.
La band è formata da 12 persone che vanno dai 15 ai 35
anni, il che sottolinea come, grazie alla musica, possa-
no ritrovarsi persone di una fascia di età piuttosto va-
riegata.
I componenti del gruppo sono riusciti ad ottenere un
buon affiatamento; lo dimostra il fatto che trascorrono
parecchio tempo insieme anche al di fuori delle prove
settimanali e delle esibizioni, consolidando una vera e
propria amicizia. Questo nuovo impegno di Giada non
ha però minato il suo già buon rendimento scolastico e
il sacrificio riesce a conciliare tutti i suoi im-
pegni.
I Blues Onions sono il primo gruppo valdostano che si
occupa di blues, dato che rappresenta un'importante
novità per il nostro panorama musicale. Cover ed alcu-
ni pezzi strumentali costituiscono il loro repertorio ma
si stanno preparando per presentare anche brani scrit-
ti da loro.
Le prime esibizioni sono avvenute in alcuni locali val-
dostani e durante matrimoni o feste ma si prevedono
altre apparizioni tra Natale e Capodanno.
Alla nostra Giada non mancano certo la determinazio-
ne e l'entusiasmo, perciò non possiamo che farle un
grosso “in bocca al lupo” per le sue prospettive future e
che Aretha Franklin sia con lei.
Claudio Obert
Aria di Natale
e luci delle vetrine e de-
gli addobbi per le strade
creavano un'atmosfera
magica di colori e stelle
e le note festose di musica natali-
zia mettevano addosso gioia e alle-
gria. Però non tutti riuscivano a
godere delle bellezze di quella se-
rata....
Un nugolo di ragazzi saltellava in-
torno a un piccolo bambino tutto
spettinato, bersaglio di decine di ge-
lide palle di neve. Mogio mogio guardava la neve mista alle sue lacri-
me cadergli fra le punte dei piedi, mentre mille voci di scherno lo feri-
vano nell'animO.
“Lui crede a Babbo Natale..... Lui crede a Babbo Natale.....”
Lo stupido ritornello faceva da colonna sonora alle risate e agli spin-
toni che il bimbetto subiva senza fiatare.
All'improvviso un omone grande e grosso, con un buffo berretto a pon-
pon in testa, corse agitando le braccia verso il gruppetto strafottente e
disperse la combriccola con poche urla del suo vocione. Poi, con fare
delicato, si avvicinò e pose il suo nasone rosso all'altezza degli occhietti
lucidi del bimbo.
Due sopracciglia folte coprivano quasi completamente gli occhi dell'o-
mone e quelli che sembravano due cespugli bianchi sopra gli occhi lu-
minosi del suo salvatore fecero sorridere il bambino. Provò subito una
particolare amicizia per quel faccione rubicondo che lo guardava e si
sentì già meglio. “Non vorrai proprio piangere la notte di Natale – dis-
se l'omone porgendogli un fazzoletto – questa è una notte speciale...”
“Nessuno più crede che questa sia una notte speciale – rispose il bim-
bo tirando su con il nasino – anzi, mi prendono in giro perché credo a
Babbo Natale. Invece loro.... – continuò il piccolo dopo aver tratto un
profondo sospiro che scacciò le ultime lacrime – ....Loro dicono che
sono uno stupido a credere ancora a queste cose, alle favole, ai sogni e
a Babbo Natale. Dicono che sono gli adulti a comprare i regali e che non
esiste nessun Babbo Natale”.
L'omone non si scompose, anzi accentuò il suo sorriso dicendo:
“Oh.... E tu piangi per questo? Quei tuoi amici devono essere dei gran
sapientoni per sapere tutte queste cose a proposito delle fiabe, dei so-
gni e di Babbo Natale. Ma, in fondo – aggiunse lisciandosi la barba fol-
ta e con una luce negli occhi – hanno ragione. I regali a Natale li fanno
proprio gli adulti... O forse no... Uhm fammi pensare. Bè, sì e no”.
Il bimbo non ci capiva niente, Insomma era vero o non era vero? Babbo
Natale esisteva o no? O forse un po' sì e un po' no? E così si rivolse con
aria interrogativa all'omone.
“Sì, vedi.... Ecco iniziamo così – disse l'omone accucciandosi di fronte
al bambino. Rispondi a questo: Babbo Natale porta regali a tutte le per-
sone del mondo?”.
“Certo – rispose sicuro il bambino – in ogni luogo del mondo e a tut-
te le persone che durante l'anno hanno fatto qualcosa di buono. Nella
notte di Natale, Babbo Natale sfreccia in cielo con la sua slitta traina-
5
Racconto
Questa favola è stata scritta
pensando a tutti i bambini e gli adulti
che credono a Babbo Natale,
alla capacità umana di sognare
e realizzare i propri sogni e a tutti
coloro il cui cuore chiede
a gran voce di essere ascoltato.
“A loro è dedicata....
ta da renne e campanelli e quando
tutti dormono entra in casa e depo-
sita i doni sotto l'Abete addobbato
o accanto al Presepe, oppure riem-
pie delle grandi calze rosse”.
“Bene. E secondo te – domandò l'o-
mone abbozzando un sorriso –
come fa a essere in tutti i posti del
mondo, a casa di tutte le persone del
mondo nella stessa notte?”
Quella domanda era giunta come
un botto di Capodanno.
“Io non ci ho mai pensato....” Rispose pensieroso il bimbo.
“Ma... non hai mai pensato che se io fossi Babbo Natale, potrei spiegartelo io
disse l'omone tirandosi ritto in piedi e
in un secondo? Vedi, se Babbo Natale fosse un uomo in carne e ossa non
potrebbe fare tutto quel gran lavoro di consegna dei doni in tutto il
mondo e a tutte le persone della Terra. Babbo Natale non ha neppure
abbastanza vestiti come lui. Infatti le persone travestite da Babbo
Natale sono degli aiutanti vestiti come lui. Babbo Natale non ha neppure
il tempo per gli incontri per le strade o nei grandi magazzini sono solo de-
gli aiutanti che cercano di impersonarlo per ricordare a tutti che Babbo
Natale esiste. Allora, come fare a sapere qual è il vero Babbo Natale?”
“Io – disse il bimbo – se Babbo Natale fosse una persona in carne
e ossa non potrebbe essere dappertutto in una sola notte. E poi, con
gli altri uomini vestiti da Babbo Natale, come si farebbe a sapere
quello vero?”
L'omone sorrise e si rallegrò per quella prova di intelligenza, aggiun-
gendo: “Vedi, per poter compiere il miracolo della consegna dei doni,
Babbo Natale ha avuto una grande, grandissima idea. Si è trasforma-
to in un sentimento....”
“Un sentimento? domandò il bambino incredulo.
“Ma certo! – rispose l'omone battendo le mani in uno schiocco – Un
sentimento che con facilità scivola nei cuori degli uomini e delle don-
ne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e
li riceve, attende i desideri e ai sogni dei loro
cuori. I doni migliori, i più gentili, attenti ai desideri e ai sogni dei loro
cuori e delle persone a cui vogliono bene. Così tutti vengono presi
dal desiderio di fare dei regali, di rendere felici gli altri donando qual-
cosa. Così, nella notte di Natale, Babbo Natale, muovendosi nei cuori
degli uomini e delle donne di tutto il mondo, porta i regali a tutti e
ovunque per tutti. E’ magnifico!” esclamò il bambino tutto eccitato. Non gli
parve vero!
Babbo Natale esisteva! Esisteva davvero! E non solo questo, ma senza
che nessuno lo potesse neanche immaginare, portava i doni anche a
coloro che non credevano in Lui! Per la felicità prese a saltare come
un matto e a lanciare la neve in aria, a urlare dalla gioia e a fare capriole.
Ad un tratto però si calmò. Un pensiero aveva cominciato a corrergli
nella testa. Come faceva quell'omone simpatico a sapere tutte quelle
cose su Babbo Natale? Si voltò per domandarglielo, ma non lo vide più.
In alto, sopra di lui, un trillo di campanelli lo salutò nella gelida notta-
ta della Vigilia di Natale ornata di stelle.
“Buon Natale – urlò l'uomo sulla slitta – Buon Natale....”
Riccardo Taraglio


Testo Originale Estratto
6
Le Associazioni
nel nostro Paese
inalmente anche nel nostro paese! Dopo un
sa ventennale si è ricostituita la Pro-loco di
Saint-Pierre!
L'idea è nata nell'aprile del '99 da una proposta del
vescovo, mons. Anfossi, che, in visita alle associazio-
ni di privati cittadini del gruppo si è incontrato ripe-
tutamente per compiere un'analisi iniziale di docu-
mento prima di lanciarsi ufficialmente nell'avventura
della Pro-loco. Banco di prova per verificare la volontà
degli organizzatori è stata la realizzazione del primo
la dei bambini.
La festa delle associazioni di Saint-Pierre, svoltasi lo
so 10 settembre, si è rivelata un altro importante esame
per il comitato promotore, che da lì a pochi giorni si sa-
rebbe trasformato nella Pro-loco. Uno degli obiettivi del-
le associazioni, oltre a quello di promuovere per trovare
nuove adesioni alle stesse, è quello di coinvolgere l'intera
popolazione, soprattutto i neo-residenti dal momento che
queste iniziative hanno il fondamentale scopo di aggrega-
re le persone ad una nuova realtà aggregando i
menti festosi.
Questo lungo cammino ha condotto il comitato promo-
tore al fatidico giorno del 15 di settembre, quando è sta-
ta indetta l'assemblea generale presso il salone comuna-
le. L'affluenza della popolazione non è stata entu-
siasmante, ma significativa: 55-60 i partecipanti. Questa
riunione ha portato alla costituzione del direttivo così com-
posto: Mario Chioso, presidente; Marino Domaine, vice
presidente; Andrea Sapegno, tesoriere; Mirella Mon-
tellanico, Maria Luisa Sartori, Diego Lale-Murix, Gianluca
Saccani, Michele Chaboud, Claudio Besenval, consiglieri; Piero Carlin rap-
presentante del Comune e fuori direttivo; Sergio Del
Negro, segretario.
Dopo varie incombenze burocratiche uno dei primi ri-
sultati della neonata associazione è stato lo stilare il pro-
gramma delle manifestazioni per il prossimo anno:
Presepe vivente nella notte di Natale e rievocazione
degli antichi mestieri lungo la strada che conduce
alla Chiesa.
Pro-loco
Carnevale dei bambini nel pomeriggio di venerdì gras-
so, con spettacolo di marionette, sfilata per le vie del
paese e merenda finale per i partecipanti. Sabato
grão, carnevale degli adulti con carri allegorici a
tema: come immaginate il nuovo millennio.
Previo contatto con l'Associazione Auto d'Epoca di
prova cronometrata per le vie del paese con degu-
stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i
partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1°
maggio.
Collaborazione con la Biblioteca comunale per l'al-
lestimento di uno spettacolo teatrale a Verrogne nei
mesi di giugno e agosto.
Brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo il
10 agosto.
Il numero delle manifestazioni non è particolarmente co-
spicuo, ciò di proposito per non esasperare i volontari e
non inflazionare le iniziative stesse.
Un'importante considerazione da aggiungere è il fatto che
la neo Pro-loco non ha nessuna intenzione di fagocitare
appuntamenti avviati e collaudati da tempo, patrocinati
ed organizzati dalle associazioni, anzi metterà a loro di-
sposizione le proprie risorse in modo da portare un aiu-
to maggiore.
La Pro-loco ora è ufficialmente costituita, grazie al lavo-
ro di un gruppo di persone collaudate ed affiatate ma ne-
cessita soprattutto dell'apporto della popolazione.
Saint-Pierre ancora a rischio iniziative? Saint-Pierre pa-
tria dell'accidia sociale? Sono giuste le accuse che piovo-
no ingenti sull'incapacità della nostra comunità di por-
tare avanti iniziative belle e di richiamo? Ora gli strumenti
ci sono e gli organi competenti si sono costituiti. Ancora
un piccolo sforzo? Sì! Vivere il paese, come organizzatori
e partecipanti, non deve essere solo l'impegno di un ri-
stretta gruppo, ma sarebbe auspicabile coinvolgere l'in-
tero paese, “vecchi” e “nuovi” residenti perché non venga
a mancare lo spirito di comunità e di aggregazione. Un in-
vito dunque per tutti: provare!
Si coglie l'occasione per segnalare, per chi fosse interes-
sato a contattare la Pro-loco, i recapiti del Presidente
Mario Chioso 0165-903055, del Vice Presidente Marino
Domaine 0165-903515 e del tesoriere Andrea Sapegno
0165-903221.
Claudio Obert
Gruppo di Volontari
di Saint-Pierre
n seguito alla grave catastrofe naturale che ha af-
flitto la nostra Valle nello scorso mese di ottobre
e anche se il nostro Comune non è stato col-
pito dalla rovinosa calamità, si è messa in moto una
grande iniziativa di solidarietà con il semplice scopo
di aiutare chi ne avesse bisogno.
Grande merito per l'iniziativa è da attribuire ad un no-
stro compaesano, l'imprenditore Luigi Bonfanti che, in me-
more di un'esperienza simile a Santo Stefano Belbo nel
1994, per primo e con grande tenacia, ha curato l'orga-
nizzazione di un vero e proprio cantiere formato da
mezzi pesanti e da tanti volontari di Saint-Pierre.
L'Amministrazione comunale ha quindi deciso di fi-
nanziare l'iniziativa stanziando 15 milioni necessari per
l'acquisto di attrezzature varie (pale, picchi, raspa fan-
go, stivali, ecc.), gasolio, generi alimentari e per com-
piere le riparazioni di prima necessità. Il tutto è stato
tempestivamente comunicato alla popolazione
tramite un avviso che facilitasse il coordina-
mento delle forze volontarie.
Tante persone, tanti mezzi e necessariamente un
grande sforzo organizzativo iniziato immediata-
mente nei giorni a ridosso della tragica alluvio-
ne. La solidarietà è scattata senza indugi e così
diversi imprenditori e liberi professionisti della
nostra comunità, con grande entusiasmo e sen-
so civico hanno messo a disposizione camion,
pale meccaniche, bobcat, escavatori, ecc. Dopo
aver radunato mezzi e uomini era però necessa-
rio conoscere l'esatta destinazione del nostro
gruppo in modo tale da non intralciare chi era
già al lavoro da qualche giorno. Dopo alcuni in-
contri tra Bonfanti, il Direttore della Protezione
civile Lorenzo Chentre e il Generale Zaninoni è
finalmente emersa l'esatta ubicazione del can-
tiere nel comune di Nus. La perseveranza di
Bonfanti ha permesso al nostro gruppo di esse-
re già operativo da sabato 21 ottobre, guada-
gnando così due giorni rispetto alle previsioni
fatte con la disponibilità dei mezzi che andavano
comunque restituiti nella giornata di lunedì 30
ottobre.
I primi volontari si sono mossi nella sera di ve-
nerdì 20 ottobre per il trasporto e l'installazione
del cantiere che consisteva in due box, il primo
7
Alluvione
Ottobre 2000
adibito a contenere gli attrezzi e l'altro da utilizzarsi
come magazzino e come piccola cucina da campo.
L'acquisizione della totale autonomia del nostro gruppo ha avuto
un particolare risalto, riuscendo così a non dipendere
da nessuno per l'erogazione del pasto quotidiano. La
pausa pranzo, soprattutto, si è rivelata un momento im-
portante per i volontari che potevano non solo “rifocil-
larsi”, ma approfondire o instaurare nuove conoscenze.
Sono stati nove giorni di grande impegno per le nume-
rose persone che si alternavano nelle giornate lavorati-
ve. Per tutta la durata dell'iniziativa si sono sempre con-
tati tra i 40 e i 50 volontari, numeri che fanno capire
come la popolazione di Saint-Pierre abbia ben risposto
alla richiesta di aiuto.
Non resta quindi da ringraziare, a nome di tutta la no-
stra comunità, tutti coloro che hanno aderito con co-
scienza e trasporto all'importante iniziativa.
Claudio Obert
Al lavoro a Nus


Testo Originale Estratto
6
Le Associazioni
nel nostro Paese
F
inalmente anche nel nostro paese! Dopo un'as-
sa ventennale si è ricostituita la Pro-loco di
Saint-Pierre!
L'idea è nata nell'aprile del '99 da una proposta del
vescovo, mons. Anfossi, che, in visita alle associazioni ope-
ranti nel nostro Comune, ne suggerì l'unificazione con lo
scopo di amalgamare la popolazione di Saint-Pierre e di
creare momenti di condivisione tra i "Saintpiolen" di vec-
chia data ed i nuovi arrivati.
Questa idea ha messo in moto svariate persone che han-
no iniziato a ritrovarsi e discutere sull'eventualità di ri-
stituire la Pro-loco. Si è quindi formato un comitato pro-
motore di alcuni rappresentanti delle nostre associazioni
e di privati cittadini. Tale gruppo si è incontrato ripe-
tutamente per compiere un'analisi iniziale di orienta-
mento prima di lanciarsi ufficialmente nell'avventura del-
la Pro-loco. Banco di prova per verificare la volontà degli
organizzatori è stata la realizzazione del primo carneva-
le dei bimbi.
La festa delle associazioni di Saint-Pierre, svoltasi lo scor-
so 10 settembre, si è rivelata un altro importante esame
per il comitato promotore, che da lì a pochi giorni si sa-
rebbe trasformato nella Pro-loco. Uno degli obiettivi prin-
cipali della neonata associazione è quello di promuovere
le associazioni, oltre a quello di promuovere per le
nuove adesioni alle stesse, è quello di coinvolgere l'intera
popolazione, soprattutto i neo-residenti dal momento che
queste iniziative hanno il fondamentale scopo di integra-
re le persone ad una nuova realtà aggregandole in mo-
menti festosi.

Questo lungo cammino ha condotto il comitato promo-
tore al fatidico giorno del 15 di settembre, quando è sta-
ta indetta l'assemblea generale presso il salone comuna-
le. L'affluenza della popolazione non è stata entusias-
mante, ma significativa: 55-60 i partecipanti. Questa riu-
nione ha portato alla costituzione del direttivo così com-
posto: Mario Chioso, presidente; Marino Domaines, vice
presidente; Andrea Sapegno, tesoriere; Mirella Mon-
tesano, Diego Lale-Murix, Gianluca Saccani, Maria Cha-
bod, Claudio Besenval, consiglieri; Piero Carlin rap-
presentante del Comune e fuori direttivo; Sergio Del
Negro, segretario.
Dopo varie incombenze burocratiche uno dei primi ri-
sultati della neonata associazione è stato lo stilare il pro-
gramma delle manifestazioni per il prossimo anno.

• Presepe vivente nella notte di Natale e rievocazione
degli antichi mestieri lungo la strada che conduce
alla Chiesa.

• Carnevale dei bimbi nel pomeriggio di venerdì gras-
so, con spettacolo di marionette, sfilata per le vie del
paese e merenda finale per i partecipanti. Sabato
grasso, carnevale degli adulti con carri allegorici e
prova cronometrata per le vie del paese con degu-
stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i
partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1°
maggio.
• Previo contatto con l'Associazione Auto d'Epoca di
Biella, raduno d'auto d'epoca sotto il castello con
prova cronometrata per le vie del paese con degu-
stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i
partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1°
maggio.
• Collaborazione con la Biblioteca comunale per l'al-
lestimento di uno spettacolo teatrale a Verrogne nei
mesi di giugno e agosto.
• Brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo il
10 agosto.

Il numero delle manifestazioni non è particolarmente co-
spicuo, ciò di proposito per non esasperare i volontari e
non inflazionare le iniziative stesse.

Un'importante considerazione da aggiungere è il fatto che
la neo Pro-loco non ha nessuna intenzione di fagocitare
appuntamenti avviati e collaudati da tempo, patrocinati
ed organizzati dalle associazioni, anzi metterà a loro di-
sposizione le proprie risorse in modo da portare un aiu-
to maggiore.

La Pro-loco ora è ufficialmente costituita, grazie al lavo-
ro di un gruppo di persone collaudate ed affiatate ma ne-
cessita soprattutto dell'apporto della popolazione.
Si coglie l'occasione per segnalare, per chi fosse interes-
sato a contattare la Pro-loco, i recapiti del Presidente
Mario Chioso 0165-903055, del vice Presidente Marino
Domaine 0165-903515 e del tesoriere Andrea Sapegno
0165-903221.

7
Gruppo di Volontari
di Saint-Pierre
Alluvione
Ottobre 2000

I
n seguito alla grave catastrofe naturale che ha af-
flitto la nostra Valle nello scorso mese di ottobre
e anche se il nostro Comune non è stato colpito
dalla rovinosa calamità, si è messa in moto una
grande iniziativa di solidarietà con il semplice scopo
di aiutare chi ne avesse bisogno.
Grande merito per l'iniziativa è da attribuire ad un no-
stro compaesano, l'imprenditore Luigi Bonfanti che, nel
1994, per primo e con grande tenacia, ha curato l'orga-
nizzazione di un vero e proprio cantiere formato da
mezzi pesanti e da tanti volontari di Saint-Pierre.
L'Amministrazione comunale ha quindi deciso di fi-
nanziare l'iniziativa stanziando 15 milioni necessari per
l'acquisto di attrezzature varie (pale, picchi, raspa fan-
go, stivali, ecc.), gasolio, generi alimentari e per com-
piere le riparazioni di prima necessità. Il tutto è stato
tempestivamente comunicato alla popolazione
tramite un avviso che facilitasse il coordina-
mento delle forze volontarie.
Tante persone, tanti mezzi e necessariamente un
grande sforzo organizzativo iniziato immediata-
mente nei giorni a ridosso della tragica alluvio-
ne. La solidarietà è scattata senza indugi e così
diversi imprenditori e liberi professionisti della
nostra comunità, con grande entusiasmo e sen-
so civico hanno messo a disposizione camion,
pale meccaniche, bobcat, scavatori, ecc. Dopo
aver radunato mezzi e uomini era però necessa-
rio conoscere l'esatta destinazione del nostro
gruppo in modo tale da non intralciare chi era
già al lavoro da qualche giorno. Dopo alcuni in-
contri tra Bonfanti, il Direttore della Protezione
civile Lorenzo Chentre ed il Generale Zaninon è
finalmente emersa l'esatta ubicazione del can-
tiere nel comune di Nus. La perseveranza di
Bonfanti ha permesso al nostro gruppo di esse-
re già operativo da sabato 21 ottobre, guada-
gnando così due giorni rispetto alle previsioni
fatte con la disponibilità dei mezzi che andavano
comunque restituiti nella giornata di lunedì 30
ottobre.
I primi volontari si sono mossi nella sera di ve-
nerdì 20 ottobre per il trasporto e l'installazione
del cantiere che consisteva in due box, il primo
adibito a contenere gli attrezzi e l'altro da utilizzarsi
come magazzino e come piccola cucina da campo.
Durante la permanenza e l'operatività del cantiere, le
donne del paese, rimboccandosi così a non dipendere
da nessuno per l'erogazione del pasto quotidiano. La
pausa pranzo, soprattutto, si è rivelata un momento im-
portante per i volontari che potevano non solo "rifocil-
larsi", ma anche o approfondire o instaurare nuove conoscenze.
Sono stati nove giorni di grande impegno per le nume-
rose persone che si alternavano nelle giornate lavorati-
ve. Per tutta la durata dell'iniziativa si sono sempre con-
tati tra i 40 e i 50 volontari, numeri che fanno capire
come la popolazione di Saint-Pierre abbia ben risposto
alla richiesta di aiuto.
Non resta quindi da ringraziare, a nome di tutta la no-
stra comunità, tutti coloro che hanno aderito con co-
scienza e trasporto all'importante iniziativa.
Claudio Obert

Al lavoro a Nus


Testo Originale Estratto
6
Le Associazioni
nel nostro Paese
inalmente anche nel nostro paese! Dopo un
sa ventennale si è ricostituita la Pro-loco di
Saint-Pierre!
L'idea è nata nell'aprile del '99 da una proposta del
scovo, mons. Anfossi, che, in visita alle associazioni
ranti nel nostro Comune, ne suggerì l'unificazione e
scopo di amalgamare la popolazione di Saint-Pierre,
creare momenti di condivisione tra i "Saintpiolen" d
Questa idea ha messo in moto svariate persone che
no iniziato a ritrovarsi e discutere sull'eventualità re
istituire la Pro-loco. Si è quindi formato un comitato
motore di alcuni rappresentanti delle nostre associa
ni e di privati cittadini. Tale gruppo si è incontrato a
tutamente per compiere un'analisi iniziale di orie
mento prima di lanciarsi ufficialmente nell'avventura
la Pro-loco. Banco di prova per verificare la volontà de
organizzatori è stata la realizzazione del primo carne
lei bimbi.
La festa delle associazioni di Saint-Pierre, svoltasi lo
so 10 settembre, si è rivelata un altro importante e
que tradizionale della Pro-loco. Uno degli obiettivi de
le associazioni, oltre a quello di promuoversi per t
nuove adesioni dalle stesse, è quello di coinvolgere l'
popolazione, soprattutto i neo-residenti dal momen
queste iniziative hanno il fondamentale scopo di in
re le persone ad una nuova realtà aggregandole in
menti festosi.
Questo lungo cammino ha condotto il comitato pro
Dopo varie incombenze burocratiche uno dei primi r
sultati della neonata associazione è stato lo stilare il p
gramma delle manifestazioni per il prossimo anno:
Presepe vivente nella notte di Natale e rievocazio
degli antichi mestieri lungo la strada che cond
alla Chiesa.
Pro-loco
Carnevale dei bimbi nel pomeriggio di venerdì gras
so, con spettacolo di marionette, sfilata per le vie del
paese e merenda finale per i partecipanti. Sabato
grasso, carnevale degli adulti con carri allegorici a
tema: come immaginate il nuovo millennio.
Previo contatto con l'Associazione Auto d'Epoca di
Biella, raduno d'auto d'epoca sotto il castello con
prove cronometrate per le vie del paese con degu
stazione di prodotti tipici e rinfresco finale per i
partecipanti da svolgersi o il 25 aprile o il 1°
maggio.
Collaborazione con la Biblioteca comunale per l'al
lestimento di uno spettacolo teatrale a Verrogne nei
mesi di giugno e agosto.
Brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo il
10 agosto.
Il numero delle manifestazioni non è particolarmente co
spicuo, ciò di proposito per non esasperare i volontari e
non inflazionare le iniziative stesse.
Un'importante considerazione da aggiungere è il fatto che
la neo Pro-loco non ha nessuna intenzione di fagocitare
appuntamenti avviati e collaudati da tempo, patrocinati
ed organizzati dalle associazioni, anzi metterà a loro di
sposizione le proprie risorse in modo da portare un aiu
to maggiore.
La Pro-loco ora è ufficialmente costituita, grazie al lavo
ro di un gruppo di persone collaudate ed affiatate ma ne
cessita soprattutto dell'apporto della popolazione.
Saint-Pierre ancora a rischio iniziative? Saint-Pierre pa
tria dell'accidia sociale? Sono giuste le accuse che piovo
no ingenti sull'incapacità della nostra comunità di por
tare avanti iniziative belle e di richiamo? Ora gli strumenti
ci sono e gli organi competenti si sono costituiti. Ancora
un piccolo sforzo? Sì! Vivere il paese, come organizzatori
e partecipanti, non deve essere solo l'impegno di un ri
stretto gruppo, ma sarebbe auspicabile coinvolgere l'in
tero paese, "vecchi" e "nuovi" residenti perché non venga
a mancare lo spirito di comunità e di aggregazione. Un in
vito dunque per tutti: provare!
Si coglie l'occasione per segnalare, per chi fosse interes
sato a contattare la Pro-loco, i recapiti del Presidente
Mario Chioso 0165-903055, del vice Presidente Marino
Domaine 0165-903515 e del tesoriere Andrea Sapegno
0165-903221.
Andrea Sapegno
Claudio Obert
Gruppo di Volontari
di Saint-Pierre
n seguito alla grave catastrofe naturale che ha af
flitto la nostra Valle nello scorso mese di ottobre
e anche se il nostro Comune non è stato colpito
dalla rovinosa calamità, si è messa in moto una
grande iniziativa di solidarietà con il semplice scopo
di aiutare chi ne avesse bisogno.
Grande merito per l'iniziativa è da attribuire ad un no
stro compaesano, l'imprenditore Luigi Bonfanti che, me
more di un'esperienza simile a Santo Stefano Belbo nel
1994, per primo e con grande tenacia, ha curato l'orga
nizzazione di un vero e proprio cantiere formato da
mezzi pesanti e da tanti volontari di Saint-Pierre.
L'Amministrazione comunale ha quindi deciso di fi
nanziare l'iniziativa stanziando 15 milioni necessari per
l'acquisto di attrezzature varie (pale, picchi, raspa fan
go, stivali, ecc.), gasolio, generi alimentari e per com
piere le riparazioni di prima necessità. Il tutto è stato
tempestivamente comunicato alla popolazione
tramite un avviso che facilitasse il coordina
mento delle forze volontarie.
Tante persone, tanti mezzi e necessariamente un
grande sforzo organizzativo iniziato immediata
mente nei giorni a ridosso della tragica alluvio
ne. La solidarietà è scattata senza indugi e così
diversi imprenditori e liberi professionisti della
nostra comunità, con grande entusiasmo e sen
so civico hanno messo a disposizione camion,
pale meccaniche, bobcat, scavatori, ecc. Dopo
aver radunato mezzi e uomini era però necessa
rio conoscere l'esatta destinazione del nostro
gruppo in modo tale da non intralciare chi era
già al lavoro da qualche giorno. Dopo alcuni in
contri tra Bonfanti, il Direttore della Protezione
civile Lorenzo Chentre ed il Generale Zaninoni è
finalmente emersa l'esatta ubicazione del can
tiere nel comune di Nus. La perseveranza di
Bonfanti ha permesso al nostro gruppo di esse
re già operativo da sabato 21 ottobre, guada
gnando così due giorni rispetto alle previsioni
fatte con la disponibilità dei mezzi che andavano
comunque restituiti nella giornata di lunedì 30
ottobre.
I primi volontari si sono mossi nella sera di ve
nerdì 20 ottobre per il trasporto e l'installazione
del cantiere che consisteva in due box, il primo
Alluvione
Ottobre 2000
adibito a contenere gli attrezzi e l'altro da utilizzarsi
come magazzino e come piccola cucina da campo.
Infatti la totale autonomia del nostro gruppo ha avu
importante e inaspettato risalto, riuscendo così a non
dipendere dall'erogazione del pasto quotidiano. La
pausa pranzo, soprattutto, si è rivelata un momento im
portante per i volontari che potevano non solo "rifocil
larsi", ma approfondire o instaurare nuove conoscenze.
Sono stati nove giorni di grande impegno per le nume
rose persone che si alternavano nelle giornate lavorati
ve. Per tutta la durata dell'iniziativa si sono sempre con
tati tra i 40 e i 50 volontari, numeri che fanno capire
come la popolazione di Saint-Pierre abbia ben risposto
alla richiesta di aiuto.
Non resta quindi da ringraziare, a nome di tutta la no
stra comunità, tutti coloro che hanno aderito con co
scienza e trasporto all'importante iniziativa.
Claudio Obert
Al lavoro a Nus
7


Testo Originale Estratto
8
Il cammino
de Compostela
S e aprite l'atlante alla pagina
della Spagna e con gli occhi
vi spostate a...nord-ovest,
proprio là vicino alla costa
oceanica di Finisterre (creduta per se-
coli la fine della terra), si trova Santia-
go de Compostela.
La leggenda narra che qui nell'813 D.C.
un eremita pastore di nome Pelayo avverti il Vescovo di allora Teodomiro
che una luce, o una stella (da qui il nome Compostela=Campus Stellae),
comparivano nel luogo che era stato un antico cimitero romano. Iniziati gli
scavi si rinvenne un sarcofago marmoreo contenente le spoglie di San
Giacomo (Santiago in spagnolo) e dei suoi discepoli Teodosio ed
Atanasio. La scoperta suscitò scalpore e si gridò al miracolo. A consacrare
per sempre quel remoto angolo di Spagna fu allora la costruzione di una
prima chiesa, attorno alla quale si sviluppò un piccolo borgo. Erano gli al-
bori di Santiago la cui magia si dischiude oggi, immutata, ai pellegrini che
da più di dieci secoli percorrono lunghi itinerari a piedi per giungervi.
L'idea mi venne da un amico che l'anno scorso percorse a piedi parte del
Cammino di Santiago e ne tornò entusiasta. Decisi di approfondire le mie
conoscenze e tra Internet e varie guide per lo più straniere, mi venne il
giusto entusiasmo per partire.
Di tutti i sentieri percorsi per secoli dai pellegrini di tutta Europa per giun-
gere a Santiago, quello che tuttora risulta essere il più frequentato e me-
glio organizzato è il Cammino Francés che parte da St. Jean Pied de Port
sui Pirenei francesi per giungere dopo circa 800 km a Santiago.
L'importanza di questo cammino è stata riconosciuta dall'Unione Europea
che lo ha denominato "Primo Itinerario Culturale Europeo".
Il giorno in cui sono partita, in treno, da sola per la Spagna potevo con-
tare sull'approvazione di pochi amici, che da sempre mi conoscono, ma
soprattutto non potevo fare a meno di pensare a tutti coloro che crede-
Ventinove giorni di cammino,
780 km percorsi a piedi.
Il riassunto breve di una grande
esperienza di vita.
Il Cammino ti cambia, lascia dei segni
indelebili sulla pelle e nel cuore ma una
cosa è certa: nessuno potrà mai sapere
all'inizio quale cambiamento esso de-
terminerà. È solo camminando che si
scoprono le cose...
Si cammina senza fretta ed un passo
per volta si attraversano intere regioni:
Pirenei francesi, la Navarra, la Rioja, la Castilla-León con la Meseta e per
ultima la Galizia. Ognuno segue il proprio ritmo che gli consente di non
trovare troppa fatica, di guardarsi intorno, di pensare oppure di chiac-
chierare... È importante ascoltare il proprio corpo: se è stanco, se ha sete,
fame, caldo, freddo, nessun segno o dolore deve essere trascurato altri-
menti poi se ne pagano le conseguenze. È un po' come curare la propria
auto, con la differenza che qui però non ci sono pezzi di ricambio!
I problemi più comuni (che fortunatamente non ho sperimentato) dal
15% dei pellegrini sono le vesciche sotto i piedi e le tendiniti. Tutto co-
munque si risolve ed al limite ci si ferma un paio di giorni da qualche
parte.
Camminando ho provato infinite sensazioni e tante volte mi sono emo-
zionata ed ho pianto. La mente si svuota camminando e si prova la sen-
sazione di libertà totale anche dai pensieri. Questo naturalmente è quel-
lo che è successo a me. Mi sono commossa infinite volte, per gli spetta-
coli che la natura mi proponeva e per l'accoglienza ed il calore che la ter-
ra di Spagna riserva ai pellegrini.
Il Cammino si snoda su percorsi molto belli, quasi sempre strade sterra-
te o sentieri e solo raramente qualche tratto di asfalto. Le frecce gialle del
percorso sono presenti ovunque ed è impossibile perdersi. I paesaggi va-
riano molto, dalle dolci montagne e colline della verde Navarra alle lun-
ghissime piane mesetiche, al paesaggio rurale incontaminato e carico di
tradizione ed agli stupendi boschi della piovosa Galizia. Non ci si annoia
mai.
All'arrivo a San Giacomo su di un palo(= pilar) e come ogni
giorno, alle 12, nella cattedrale si celebrava il rito della Messa
del Pellegrino. La cattedrale era gremita di gente e noi era-
vamo lì davanti perché chi arriva a piedi da sem-
pre ha qualcosa che non si può esprimere a parole: i nostri
nomi... mentre l'enorme incensiere (Botafumeiro) passava
tra noi indondandoci d'incenso.
Ora capivo il significato di tutto ciò che era stato e la felicità
di quei momenti si mescolava alla commozione, alla stan-
chezza e si esprimeva...senza parole nei nostri occhi pieni
di lacrime.
Caterina Quarello
Guida della Natura - Educatrice ambientale
E-mail cate.q@libero.it
del rifugio è qualcosa di particolare ed intrigante. Ritrovi tut-
te le persone che hai incontrato sul cammino e dopo le varie
faccende: doccia e lavaggio bianchera, c'è il tempo per ripo-
sarsi, chiacchierare, massaggiarsi i piedi, scambiarsi cerotti
o andare a visitare il paese. Si dorme in cameroni molto gran-
di con i letti a castello, magari vicino al più grande russato-
re del mondo. Anche a questo ci si abitua.
Il Cammino è una grande esperienza di verità ed insegna ad
ognuno qualcosa di diverso, sempre ad ognuno ciò di cui ha
bisogno. La fatica è infinitamente ricompensata da regali ina-
spettati. Ho capito tante cose. Ho ricevuto tantissimo. L'arrivo
a Santiago, insieme ad alcuni amici incontrati sul percorso,
è stato qualcosa che non scorderò mai...Ho pianto, come tut-
ti hanno pianto...
Era la Festa Nazionale della Virgen del Pilar (la Madonna che
9
Agricoltura biologica,
perché, come dove
Quest'anno è
nata ufficial-
mente, con se-
de a Saint-
Pierre, l'associazione di
agricoltura biologica e biodinamica Tera nuova; in si-
lenzio e con tante idee nel paniere si prepara a farsi
conoscere (prossimamente con una fiera del biologi-
co) da consumatori, produttori e simpatizzanti.
Ma perché si sente tanto parlare del biologico, perché i
consumatori, sempre più esigenti ed attenti a ciò che
mangiano, vogliono la garanzia del prodotto biologico
o biodinamico?
L'Associazione biologica
e biodinamica
«Tera nuova»
luogo la motivazione di chi
sta nel campo a preparare il
terreno, a renderlo pronto
alla semina e alla crescita
degli ortaggi, prevenendo
ogni infestazione da parassiti fino alla distribuzione e
alla vendita giornaliera.
Anche in Valle d'Aosta si sta iniziando sottovoce a par-
lare di produttori biologici (quelli certificati sono solo
una decina), accanto ai quali ci sono però i piccoli pro-
duttori, quelli che coltivano un orto un po' più grande
del necessario per poter offrire (ad un merca-
to limitato, purtroppo) l'eccedenza che non pos-
sono chiamare biologica perché non certificata, ma che
segue gli stessi principi e si avvicina molto all'agricol-
tura biologica.
Come fare a convincere sempre più gente a coltivare in
modo biologico? Certo non con i soliti contributi, ma si
deve pensare ad aiuti più mirati, come mettere a di-
sposizione dei piccoli coltivatori tecnici preparati, at-
trezzature adeguate per la preparazione del terreno, per
la lavorazione e conservazione del prodotto, punti di
raccolta per la distribuzione e la vendita.
Tutto ciò sarebbe sicuramente un grande incentivo
per gli agricoltori che ancora non sanno bene se
inoltrarsi nella grande "avventura" biologica. Anche a
questo servirà, per esempio, l'associazione Tera nou-
va. Vogliamo tutti riprenderci i sapori della vera
natura.
Marina Lale Murix
Sicuramente tutti noi, produttori e consumatori, non ci
accontentiamo più di mangiare verdura e frutta perché
sono sinonimo di salute, le vogliamo anche coltivate
senza pesticidi, senza forzature del terreno, senza pro-
tezione per la conservazione, vogliamo sentire di nuovo
il sapore vero, delicato o forte, che la terra, l'acqua, il
sole ci danno senza limiti.
Ecco perché l'agricoltura biologica, e in modo ancor più
"stretto" quella biodinamica, sono veramente una dife-
sa per noi consumatori. Tra i principi di questa agricol-
tura vi è la salvaguardia del territorio. Nessuna forzatu-
ra, assolutamente nessun concime chimico e la difesa
avviene solo con prodotti naturali che spesso è l'agri-
coltore stesso a preparare.
Sono ancora pochi i produttori biologici, (soprattutto in
Italia); molta, al contrario, è la fatica dell'agricoltore: die-
tro un cesto di mele o di zucchine infatti c'è in primo


Testo Originale Estratto
10
La Giunta comunale
Alluvione
Farmacia
Sottopasso
La pagina
dell'Amministrazione
comunale
Laboratorio teatrale
11
Teatro:
una scommessa
vincente
ALLUVIONE:
1) Per venire incontro ai tanti privati cittadini di Saint-Pierre che
hanno dato il loro contributo nella ricostruzione dei paesi sconsi
dall'alluvione, l'Amministrazione comunale ha stanziato 15 mi-
ni di lire, destinati alla riparazione dei mezzi impiegati e all'acqui
sto di carburante, alimenti e materiale ad uso delle squadre di soc
corso.
Inoltre i dipendenti comunali hanno allestito un centro (presso la
palestra dell'ex Scuola Elementare) per la raccolta di generi ali
mentari e vestiario, poi consegnati a Croce Rossa e Protezione
Civile.
Naturalmente la popolazione verrà al più presto informata sulle ini
ziative intraprese e sulla destinazione delle somme ricavate dalla
raccolta di fondi (presso la Banca di Credito Cooperativo, Conto
Corrente N° 06/01/1744), promossa dall'Amministrazione, per aiu
tare le zone più colpite dalla calamità.
2) Le Conseil Municipal et la population de Saint-Pierre et
Faucigny ont été profondément affectés par la terrible catastro
phe qui a frappé la Vallée d'Aoste. C'est pour ça que, lors de la séan
du 26 octobre, ils ont décidé d'apporter un soutien financier de
30000 Frs. qui a été versé sur le compte ouvert auprès du Crédit
Coopératif Valdôtain.
3) Il Comune di Saint Pierre ha messo a disposizione, ad una fa
miglia di Pollein che ha perso la casa nel corso del disastro di
ottobre, l'alloggio destinato al custode della nuova Scuola
Elementare.
4) Il 30 ottobre scorso si è tenuto, presso il Salone Municipale, un
incontro tra Amministrazione e residenti di La Charrère e delle
zioni limitrofe). La riunione, richiesta dalla popolazione al fine di
ottenere rassicurazioni sulla situazione di alcune zone del
territorio, ha avuto una partecipazione numerosa. Anche se gli
gici eventi non hanno coinvolto Saint Pierre, la gravità degli
rali. Al momento il torrente ha ripreso il suo corso originario.
• località Bressan, l'ispezione lungo il sentiero che porta al tor
rente Méod e nella fascia immediatamente sottostante, non ha
rilevato dissesti in atto
• Piccoli dissesti sono stati rilevati nei seguenti punti, che ora
non costituiscono un grado di rischio elevato:
• bordo strada in località Rumiod-La Chappelle: erosione ban
china (intervento consigliato: intasamento fessura e stesa di
molte i dipendenti comunali hanno allestito un centro (presso la
palestra dell'ex Scuola Elementare) per la raccolta di generi ali
mentari e vestiario, poi consegnati a Croce Rossa e Protezione
Civile.
Naturalmente la popolazione verrà al più presto informata sulle ini
ziative intraprese e sulla destinazione delle somme ricavate dalla
raccolta di fondi (presso la Banca di Credito Cooperativo, Conto
Corrente N° 06/01/1744), promossa dall'Amministrazione, per aiu
tare le zone più colpite dalla calamità.
2) Le Conseil Municipal et la population de Saint-Pierre et
Faucigny ont été profondément affectés par la terrible catastro
phe qui a frappé la Vallée d'Aoste. C'est pour ça que, lors de la séan
du 26 octobre, ils ont décidé d'apporter un soutien financier de
30000 Frs. qui a été versé sur le compte ouvert auprès du Crédit
Coopératif Valdôtain.
3) Il Comune di Saint Pierre ha messo a disposizione, ad una fa
miglia di Pollein che ha perso la casa nel corso del disastro di
ottobre, l'alloggio destinato al custode della nuova Scuola
Elementare.
4) Il 30 ottobre scorso si è tenuto, presso il Salone Municipale, un
incontro tra Amministrazione e residenti di La Charrère e delle
zioni limitrofe). La riunione, richiesta dalla popolazione al fine di
ottenere rassicurazioni sulla situazione di alcune zone del
territorio, ha avuto una partecipazione numerosa. Anche se gli
gici eventi non hanno coinvolto Saint Pierre, la gravità degli stessi
hanno richiesto il 20 ottobre dalla scrivente Amministrazione, che
la relazione del sopralluogo, avvenuto il giorno successivo in pre
senza del Sindaco:
• zona Barma, lungo il coronamento dell'impluvio sito ad est
l'oratorio di quota 1425 mt. s.l.m. risalendo lungo la vecchia
nicchia di distacco, senza rilevare recenti riprese di smovi
mento.
• zona opera di presa del canale irriguo Orléans sul torrente
Verrogne; il torrente e le opere in costruzione, in gran parte ot
timate, non sono state interessate da fenomeni di alluviona
mento o di frana.
• impluvio di Barma, dalla vecchia nicchia di distacco, fino alla
quota 1280 circa, l'area diffusamente imbibita non presenta fe
nomenti di rilassamento in atto.
• opera di captazione acquedotto in località Méod, nessun nuo
vo particolare, il torrente Méod è debordato dall'alveo originario,
rientrando dopo pochi metri, per crollo di detriti dalla scar
pata sinistra, all'altezza dell'attraversamento della pista pede
teli impermeabili sulla scarpata denudata).
• bordo strada a valle di Chanteil, erosione banchina (intervento
consigliato: recupero di gabbione, rete ed intasamento, con que
sta, al piede dell'erosione del capo stradale e ricarico fino a ri
pristinare la banchina).
• 150 metri dall'innesto della strada per Bressan, grosso trovan
te con attivo processo di dilavamento del substrato su cui pog
gia innescato dalle recenti piogge; consigliabile rimuoverlo de
molendolo ed operando con mantellone lungo le "facce" della
scistosità.
• piccolo franamento di terreno a bordo pista poderale sopra
stante, a ridosso del frutteto dominante la Strada Regionale per
Saint Nicolas, indicativamente a quota 820 mt. s.l.m. oltre il pic
colo impluvio.
Nel corso del dibattito è emersa la necessità, in futuro, di effettua
re interventi di prevenzione come la pulizia e la manutenzione de
gli alvei dei corsi d'acqua. L'Amministrazione Comunale, in colla
borazione con la Regione, si impegnerà in tal senso.
FARMACIA:
Finalmente, a gennaio, aprirà la Farmacia di Saint Pierre. Risale al
20 agosto scorso, infatti, la deliberazione della Giunta regionale re
lativa all'assegnazione al dottor Caprani Vittore della sede farma
ceutica. L'esercizio inizierà l'attività nei locali dell'ex Pub Crapaud,
in frazione Jonin. Una sede dall'accesso scomodo, bisogna ricono
scerlo, sia per l'utenza, sia per gli addetti ai lavori. Ma una scelta
obbligata, dettata da una Legge del 1991 che stabiliva fosse rispet
tato il limite di distanza di almeno 3000 metri dalla farmacia più
vicina, in questo caso ubicata a Villeneuve. Il vincolo in questione,
però, non è più operativo, a condizione che la popolazione rag
giunga almeno i 2500 abitanti; e tutto ciò sulla base di successive
sentenze, di contenuto interpretativo della normativa vigente, da
parte del T.A.R. Valle d'Aosta. Così, l'Amministrazione Comunale
di Saint Pierre, la cui popolazione ha recentemente superato la so
glia di 2500 abitanti, ha richiesto alla Regione l'eliminazione della
condizione del limite di distanza dalla farmacia più vicina, affin
ché il farmacista possa ubicare i locali in una zona del paese più fa
cilmente accessibile e centrale.
SOTTOPASSO:
È stato ultimato il sottopasso pedonale che collega Via Libertà al
Priorato ed al Centro Sportivo. La struttura consentirà a bambini
ed anziani, principali frequentatori della zona, un transito in tutta
sicurezza.
Denny Cognegini
'anno che sta per iniziare, dal punto di vista delle at
tività della biblioteca s'intende, è il sesto del Labo
torio teatrale gestito con professionalità da
da Paola Corti (si usa spesso questa dizione in ter
mini formali ma, in questo caso, i risultati ci dicono in
tratta di "sostanza"). Che dire poi dell'impegno messo dai ra
gazzi...preferisco lasciar loro la parola.
“ULIXES: Homo. Ulixes è l'uomo. Solo. Nudo. Mess
Mi fanno paura gli avversari, gli ostacoli, la povertà e la fame
nel mondo.
Mi fa paura sapere che prima o poi tutto può finire. Mi fa paura
il sonno, e se diventasse per sempre?
Mi fa paura perdere chi amo, mi fa paura la tristezza, sì mi fa pau
ra. Mi fanno paura la gelosia, i sospetti, i tradimenti i ragni e i ser
penti. Mi fanno paura le tragedie umane, mi fa paura non riusci
re a parlare con il mondo e poi la diffidenza l'ipocrisia e la falsità.
Mi fa paura il TG4. Mi fa paura Heidi.
Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio teatrale han
no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha assistito alla
rappresentazione la traduzione in scena ha significato una tem
pesta di emozioni.
Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere dei testi clas
sici e contemporanei sapientemente cuciti tra loro stessi in un
equilibrato gioco di drammaticità, ironia, passione.
E ancora emozioni per uno spaccato di sentimenti che
affollano la mente di tutti noi, ma che forse non siamo ca
paci di tradurre in parole così cristalline e significati. Anzi
meno, di tradurre in un monologo.
Mi fa paura la solitudine, mi fa paura...".
Emozione finale per aver centrato, attraverso questa pluriennale
proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace
elencare:
abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca
paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di
occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura
a gesti e parole in un produttivo “mélange”;
crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie
me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa
gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne
capaci;
abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu
ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo
e degli uomini (quanto meno per la pluralità dei punti di vista).
Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi “sapientemente” le
video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior
ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te
stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un
possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere
insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri
torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni.
In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora
torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi
ca, ha portato in scena Alt là, alt là les diablotins sont là, una mi
scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup
po dei più piccoli che ha mimato il gioco "facciamo finta che..."
Inutile dire che... l'avventura continua! Anche quest'anno verrà
riproposto il laboratorio articolato in 3 gruppi i quali, insieme,
se pur a livelli diversi, faranno rivivere il villaggio di Verogne.
Il progetto è affascinante. Si tratta di un lavoro di ricerca, attra
verso le testimonianze degli ultimi abitanti, di scritti e di im
magini, che sfocerà in una rappresentazione “in loco", vale a dire
che il luogo fisico della rappresentazione sarà lo stesso villaggio
di Verogne.
Con ogni probabilità la stessa sera (grazie ad una proficua col
laborazione con la pro loco) si cercherà di far rivivere i luoghi
"comuni" del villaggio: qualcuno rifarà il pane nel forno, maci
nerà la segale nel mulino, farà il formaggio nella latteria.
Stiamo lavorando perché il progetto si possa realizzare.
Appuntamento a giugno.
P.S. Chi non avesse potuto assistere allo spettacolo “Ulixes:
Homo” può chiedere in visione alla bibliotecaria (attraverso un
regolare prestito), la video cassetta registrata.
Germano Dionisi
Notte di Natale
La Pro-loco di Saint-Pierre nell'au
gurare a tutti Buone Feste dà l'ap
puntamento per il 24 dicembre
2000:
ore 21,00 inizio della rievocazione
dei vecchi mestieri di
dislocati tra la Chiesa ed il
castello;
ore 23,40 partenza dal cimitero
della fiaccolata;
ore 24,00 Santa Messa;
ore 1,00 distribuzione di bevan
de calde e panettone.


Testo Originale Estratto
10
La Giunta comunale
Alluvione
Farmacia
Sottopasso
dell'A
ALLUVIONE:
1) Per venire incontro ai tanti privati cittadini di Saint-Pierre
hanno dato il loro contributo nella ricostruzione dei paesi scon
dall'alluvione, l'Amministrazione comunale ha stanziato 15 mi
ni di lire, destinati alla riparazione dei mezzi impiegati e all'ac
sto di carburante, alimenti e materiale ad uso delle squadre du
corso.
Inoltre i dipendenti comunali hanno allestito un centro (pre
rale. Al momento il torrente ha ripreso il suo corso originario.
• località Bressan, l'ispezione lungo il sentiero che porta al tor
rente Méod e nella fascia immediatamente sottostante, non ha
rilevato dissesti in atto.
• Piccoli dissesti sono stati rilevati nei seguenti punti, che ora
non costituiscono un grado di rischio elevato:
• bordo strada in località Rumiod-La Chappelle: erosione ban
china (intervento consigliato: intasamento fessura e stesa di
palestra dell'ex Scuola Elementare) per la raccolta di generi ali
mentari e vestiario, poi consegnati a Croce Rossa e Prote
Civile.
Naturalmente la popolazione verrà al più presto informata sulle
ziative intraprese e sulla destinazione delle somme ricavate d
raccolta di fondi (presso la Banca di Credito Cooperativo,
Corrente N° 06/01/1744), promossa dall'Amministrazione, pe
tare le zone più colpite dalla calamità.
2) Le Conseil Municipal et la population de Saint-Pierre
Faucony ont été profondément affectés par la terrible catastro
qui a frappé la Vallée d'Aoste. C'est pour ça que, lors de la sé
du 26 octobre, ils ont décidé d'apporter un soutien financ
30000 Frs. qui a été versé sur le compte ouvert auprès du
Coopératif Valdôtain.
3) Il Comune di Saint Pierre ha messo a disposizione, ad un
miglia di Pollein che ha perso la casa nel corso del disastro
ottobre, l'alloggio destinato al custode della nuova Scu
Elementare.
4) Il 30 ottobre scorso si è tenuto, presso il Salone Municip
incontro tra Amministrazione e residenti di La Charrère e
zioni limitrofe). La riunione, richiesta dalla popolazione al
ottenere rassicurazioni sulla situazione di alcune zone del
territorio, ha avuto una partecipazione numerosa. Anche se
gici eventi non hanno coinvolto Saint Pierre, la gravità degl
si ha allarmato un po' tutti. Presente alla serata il geologo
Protezione Civile Fabrizio Gregori, il cui intervento di moni
Laboratorio teatrale
te
mento di fronte a se stesso, alle proprie paure, alle an
limiti... E al tempo stesso, colmo di desideri, sogni
zioni... Un uomo come tanti uomini, uomo elevato
tenza: nel bene e nel male. Carne ed essenza fatta di
guinario, cruento, violento, e al tempo stesso capace
ti profondi, di tenerezza, di amore
lemente, tremendamente consapevole
sere "finito"... Sperduto, in un oceano dalle acque
torbide, ora calme e cristalline... Voci, immagini, s
role e versi di grandi autori della storia della letterar
la loro universalità, ci hanno dato spunti di rifless
abbiamo colto suggestioni e carpito stralci... E an
scritte di nostro pugno".
Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio
no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha
rappresentazione la traduzione in scena ha significa
pesta di emozioni.
Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere
sici e contemporanei sapientemente cuciti tra lor
stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, iron
E ancora emozioni per uno spaccato di sentiment
affollano la mente di tutti noi, ma che forse non so
paci di tradurre in parole così cristalline e significa
meno, di tradurre in
monologo.
"Ma io ho paura... ric
Mi fa paura la solitudine, mi fa paura...
Emozione finale per aver centrato, attraverso questa plurienn
proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace
elencare:
abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca
paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di
occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura
e gesti e parole in un produttivo "mélange";
crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie
me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa
gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne
capaci;
abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu
ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo
e degli uomini (quanto meno per la pluralità dei punti di vista).
Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi "sapientemente" le
video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior
ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te
stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un
possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere
insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri
torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni.
In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora
torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi
ca, ha portato in scena Alt là, alt là les Diablotins sont là, una mi
scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup
teli impermeabili sulla scarpata denudata).
• bordo strada a valle di Chantel, erosione banchina (intervento
consigliato: recupero di gabbione, rete ed intasamento, con que
sta, al piede dell'erosione del capo stradale e ricarico fino a ri
pristinare la banchina).
• 150 metri dall'innesto della strada per Bressan, grosso trovan
te con attivo processo di dilavamento del substrato su cui pog
gia innescato dalle recenti piogge; consigliabile rimuoverlo de
moldendolo ed operando con mantellone lungo le "facce" della
schistosità.
• piccolo franamento di terreno a bordo pista poderale sopra
stante, a ridosso del frutteto dominante la Strada Regionale per
Saint Nicolas, indicativamente a quota 820 mt. s.l.m. oltre il pic
colo impluvio.
Nel corso del dibattito è emersa la necessità, in futuro, di effettua
re interventi di prevenzione come la pulizia e la manutenzione de
gli alvei dei corsi d'acqua. L'Amministrazione Comunale, in colla
borazione con la Regione, si impegnerà in tal senso.
FARMACIA:
Finalmente, a gennaio, aprirà la Farmacia di Saint Pierre. Risale al
21 agosto scorso, infatti, la deliberazione della Giunta regionale re
lativa all'assegnazione al dottor Caprani Vittore della sede farma
ceutica. L'esercizio inizierà l'attività nei locali dell'ex Pub Crapaud,
in frazione Jonin. Una sede dall'accesso scomodo, bisogna ricono
SOTTOPASSO:
È stato ultimato il sottopasso pedonale che collega Via Libertà al
Priorato ed al Centro Sportivo. La struttura consentirà a bambini
ed anziani, principali frequentatori della zona, un transito in tutta
sicurezza.
Denny Cognetin
mente di fronte a se stesso, alle proprie paure, alle an
limiti... E al tempo stesso, colmo di desideri, sogni
zioni... Un uomo come tanti uomini, uomo elevato
tenza: nel bene e nel male. Carne ed essenza fatta di
guinario, cruento, violento, e al tempo stesso capace
ti profondi, di tenerezza, di amore e di
mente, tremendamente consapevole di es
sere "finito"... Sperduto, in un oceano dalle acque
torbide, ora calme e cristalline... Voci, immagini, s
role e versi di grandi autori della storia della letterar
la loro universalità, ci hanno dato spunti di rifless
abbiamo colto suggestioni e carpito stralci... E an
scritte di nostro pugno”.
Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio
no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha
rappresentazione la traduzione in scena ha significa
pesta di emozioni.
Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere
sici e contemporanei sapientemente cuciti tra lor
stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, iron
E ancora emozioni per uno spaccato di sentiment
affollano la mente di tutti noi, ma che forse non so
paci di tradurre in parole così cristalline e significa
meno, di tradurre in
monologo.
“Ma io ho paura... ric
Mi fa paura la solitudine, mi fa paura...
Emozione finale per aver centrato, attraverso questa plurienn
proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace
elencare:
abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca
paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di
occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura
e gesti e parole in un produttivo “mélange”;
crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie
me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa
gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne
capaci;
abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu
ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo
e degli uomini (quanto meno per la pluralità dei punti di vista).
Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi “sapientemente” le
video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior
ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te
stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un
possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere
insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri
torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni.
In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora
torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi
ca, ha portato in scena Alt là, alt là les Diablotins sont là, una mi
scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup
paura la solitudine, mi fa paura...
paura chi mi guarda in
in modo minaccioso e
sco il perché.
Mi fanno paura le arr
Mi fa paura l'abbandono
la malattia. Mi fa paura
troppo forte. Mi fa paura
spetta gli altri. Mi fa paura
sere in grado di affron
mani. Mi fa paura rip
errori. Mi fa paura l'in
paura venire esclusa d
Mi fanno paura gli uom
di alcool, di sogni e d
Mi fanno paura i mo
buio, l'ospedale, il do
il vuoto e... le interro
Mi fa paura il razzism
paura gli esperimenti
11
Teatro:
una scommessa
vincente
lì. Mi fanno paura gli avversari, gli ostacoli, la povertà e la fame
nel mondo.
Mi fa paura sapere che prima o poi tutto può finire. Mi fa paura
il sonno, e se diventasse per sempre?
Mi fa paura perdere chi amo, mi fa paura la tristezza, sì mi fa pau
ra. Mi fanno paura la gelosia, i sospetti, i tradimenti i ragni e i ser
penti.. Mi fanno paura le tragedie umane, mi fa paura non riusci
re a parlare con il mondo e poi la diffidenza l'ipocrisia e la falsità.
Mi fa paura il TG4. Mi fa paura Heidi.
l'anno che sta per iniziare, dal punto di v
tività della biblioteca s'intende, è il sest
torio teatrale gestito con professionalita
da Paola Corti (si usa spesso questa di
mini formali ma, in questo caso, i risultati ci d
tratta di "sostanza"). Che dire poi dell'impegno m
gazzi... preferisco lasciar loro la parola.
"ULIXES: Homo. Ulixes è l'uomo. Solo. Nudo. Mess
so impietosa-
Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio tea
trale hanno assistito alla
tramutato in un tem
po di dati clas
sici dai ragazzi
nella vita,
passione.
dati che spesso
dovremmo ca
creative e, ancor
che un brillante
pode
La vista dell'at-
mento di labora-
tà e passione
azione in ter-
dicono che si
messo dai ra-
Non ho ancora
NOTTE DI NATALE
La Pro-loco di Saint-Pierre nell'au
gurare a tutti Buone Feste dà l'ap
puntamento per il 24 dicembre
2000:
ore 21,00 inizio della rievocazione
dei vecchi mestieri di
slocati tra la Chiesa ed il
castello;
ore 23,40 partenza dal cimitero
della fiaccolata;
ore 24,00 Santa Messa;
ore 1,00 distribuzione di bevan
de calde e panettone.
scenica di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup
po dei più piccoli che ha mimato il gioco “facciamo finta che...”
Inutile dire che... l'avventura continua! Anche quest'anno verrà
riproposto il laboratorio articolato in 3 gruppi i quali, insieme,
se pur a livelli diversi, faranno rivivere il villaggio di Verogne.
Il progetto è affascinante. Si tratta di un lavoro di ricerca, attra
verso le testimonianze degli ultimi abitanti, di scritti e di im
magini, che sfocerà in una rappresentazione “in loco”, vale a dire
che il luogo fisico della rappresentazione sarà lo stesso villaggio
di Verogne.
Con ogni probabilità la stessa sera (grazie ad una proficua col
laborazione con la pro loco) si cercherà di far rivivere i luoghi
“comuni” del villaggio: qualcuno rifarà il pane nel forno, maci
nerà la segale nel mulino, farà il formaggio nella latteria.
Stiamo lavorando perché il progetto si possa realizzare.
Appuntamento a giugno.
P.S. Chi non avesse potuto assistere allo spettacolo “Ulixes:
Homo” può chiedere in visione alla bibliotecaria (attraverso un
regolare prestito), la video cassetta registrata.
Germano Dionisi
ra.
Mi fanno paura gli uomini ubriachi
di falsa felicità.
Eniei incubi, il
dolore, la morte,
ogazioni.
eno e mi fanno
sugli anima-
paura
rio, rientrando dopo pochi metri, per crollo di detriti dalla
pata sinistra, all'altezza dell'attraversamento della pista pa
zione Civile Fabrizio Gregori, il cui intervento di monito
gio di aree instabili in località Barma e a monte di Bressan e s
to richiesto il 20 ottobre dalla scrivente Amministrazione. Ci
la relazione del sopralluogo, avvenuto il giorno successivo in
senza del Sindaco:
• zona Barma, lungo il coronamento dell'impluvio sito ad est
l'oratorio di quota 1425 mt. s.l.m. risalendo lungo la vec
nicchia di distacco, senza rilevare recenti riprese di sc
mento.
• zona opera di presa del canale irriguo Orléans sul torr
Verrogne; il torrente e le opere in costruzione, in gran par
timate, non non state interessate da fenomeni di alluvio
mento o di frana.
• impluvio di Barma, dalla vecchia nicchia di distacco, fin
quota 1280 circa, l'area diffusamente imbibita non presen
nomeni di rilassamento in atto.
• opera di captazione acquedotto in località Méod, nessun ril
vo particolare, il torrente Méod è debordato dall'alveo origi
mente di fronte a se stesso, alle proprie paure, alle an
limiti... E al tempo stesso, colmo di desideri, sogni
zioni... Un uomo come tanti uomini, uomo elevato
tenza: nel bene e nel male. Carne ed essenza fatta di
guinario, cruento, violento, e al tempo stesso capace
ti profondi, di tenerezza, di amore e di
mente, tremendamente consapevole di es
sere "finito"... Sperduto, in un oceano dalle acque
torbide, ora calme e cristalline... Voci, immagini, s
role e versi di grandi autori della storia della letterar
la loro universalità, ci hanno dato spunti di rifless
abbiamo colto suggestioni e carpito stralci... E an
scritte di nostro pugno".
Questa è la premessa che i ragazzi del laboratorio
no scritto al testo del loro spettacolo e, per chi ha
rappresentazione la traduzione in scena ha significa
pesta di emozioni.
Emozioni per la bravura, emozioni per lo scorrere
sici e contemporanei sapientemente cuciti tra lor
stessi in un equilibrato gioco di drammaticità, iron
E ancora emozioni per uno spaccato di sentiment
affollano la mente di tutti noi, ma che forse non so
paci di tradurre in parole così cristalline e significa
meno, di tradurre in
monologo.
“Ma io ho paura... ric
Mi fa paura la solitudine, mi fa paura...
Emozione finale per aver centrato, attraverso questa plurienn
proposta di laboratorio più di un obiettivo che non mi dispiace
elencare:
abbiamo tenuto insieme (meglio sarebbe dire che sono stati ca
paci di stare insieme) un gruppo di adolescenti che ha scelto di
occuparsi di teatro e di letteratura abbinando lettura, scrittura
e gesti e parole in un produttivo “mélange”;
crediamo di aver contribuito, anche se in piccola parte ed insie
me a molti altri, compresi i loro genitori che li hanno accompa
gnati con entusiasmo, alla loro formazione di uomini e donne
capaci;
abbiamo rispettato il ruolo della biblioteca: avvicinare alla lettu
ra, ai libri intesi come possibile chiave interpretativa del mondo
e degli uomini (meno per la pluralità dei punti di vista).
Mi auguro, dall'interno, che la scuola utilizzi “sapientemente” le
video cassette registrate dello spettacolo che nei prossimi gior
ni (a duplicazione conclusa) invieremo loro quale omaggio e te
stimonianza. La speranza è di riuscire a creare e rafforzare un
possibile ponte tra scuola e biblioteca, anche solo per riflettere
insieme su quale futuro formativo per i ragazzi del nostro terri
torio se non per collaborare attraverso iniziative comuni.
In ultimo è bene non dimenticare il secondo gruppo del labora
torio teatrale che, attraverso la stessa impostazione metodologi
ca, ha portato in scena Alt là, alt là les Diablotins sont là, una mi
scellanea di leggende valdostane sapientemente recitate e il grup
paura la solitudine, mi fa paura...
paura chi mi guarda in
in modo minaccioso e
sco il perché.
Mi fanno paura le arr
Mi fa paura l'abbandono
la malattia. Mi fa paura
troppo forte. Mi fa paura
spetta gli altri. Mi fa paura
sere in grado di affron
mani. Mi fa paura rip
errori. Mi fa paura l'in
paura venire esclusa d
Mi fanno paura gli uom
di alcool, di sogni e d
Mi fanno paura i mo
buio, l'ospedale, il do
il vuoto e... le interro
Mi fa paura il razzism
paura gli esperimenti
paura la solitudine, mi fa paura...
paura chi mi guarda in
in modo minaccioso e
sco il perché.
Mi fanno paura le arr
Mi fa paura l'abbandono
la malattia. Mi fa paura
troppo forte. Mi fa paura
spetta gli altri. Mi fa paura
sere in grado di affron
mani. Mi fa paura rip
errori. Mi fa paura l'in
paura venire esclusa d
Mi fanno paura gli uom
di alcool, di sogni e d
Mi fanno paura i mo
buio, l'ospedale, il do
il vuoto e... le interro
Mi fa paura il razzism
paura gli esperimenti
paura la solitudine, mi fa paura...
paura chi mi guarda in
in modo minaccioso e
sco il perché.
Mi fanno paura le arr
Mi fa paura l'abbandono
la malattia. Mi fa paura
troppo forte. Mi fa paura
spetta gli altri. Mi fa paura
sere in grado di affron
mani. Mi fa paura rip
errori. Mi fa paura l'in
paura venire esclusa d
Mi fanno paura gli uom
di alcool, di sogni e d
Mi fanno paura i mo
buio, l'ospedale, il do
il vuoto e... le interro
Mi fa paura il razzism
paura gli esperimenti


Testo Originale Estratto
12
I libri
e le attività
della biblioteca
comunale
in biblioteca trovi:
La pagin
della Biblic
AI BAMBINI PIACE LEGGERE di K. Zahler
Una guida semplice, divertente per incoraggia
re i libri.
sensibilità di uomini del Nord. Se Camilleri è più un romanziere che uno scrit-
tore, gli si deve riconoscere questa innovazione linguistica che già preoccupa-
va Verga nei Malavoglia. Ma vi è un altro elemento che deve essere sottolineato
nelle sue opere, un umorismo che è siciliano, espressione di una società che ha
imparato nella sofferenza secolare a teatralizzare il dolore e la morte, ma è an-
che universale, frutto di uno sguardo intelligente e lucido posato sulla realtà in-
tera. Se poi posiamo uno sguardo all'insieme delle opere, romanzi e racconti, ci
rendiamo conto che esse compongono un insieme coerente: l'accettazione del-
l'imperfezione del mondo come fatalità ineluttabile permette all'intelligenza di
sorriderne e forse questa è la sola libertà che è lasciata all'uomo.
Consigliate i libri che amate
Quali erano i vostri libri preferiti quando erava
so tale predilezione con i vostri figli? Consiglia
te i libri più amati, otterrete due risultati. Dimo
gere, e inoltre che amate tanto i vostri figli da c
di ricordare le vostre letture giovanili, dunque,
blioteca per stimolare la memoria. Potreste sco
che preferivate da ragazzi ha continuato a scri
bri da scoprire insieme ai vostri figli. Non siate t
bini non condividano la vostra passione per un
certo libro. Ciò che più importa, in questo cas
no al fatto che anche voi un tempo siete statib
capacità e interessi infantili, può aprire nuove
vostri figli.
Il primo a cominciare la litania, o la novena o quello che era, fu il 27 dicembre, il
Questore. “Montalbano, lei naturalmente la notte di capodanno la passerà con la
sua Livia, vero?” No, non l'avrebbe passata con la sua Livia, la notte di capodan-
no. C'era stata tra loro due una terribile azzuffatina, di quelle pericolose perché
principiano con la frase “Cerchiamo di ragionare con calma” e finiscono inevita-
bilmente a schifo. Il Questore notò che qualcosa non marciava e fu pronto a evi-
tare a Montalbano un'imbarazzata risposta. “Perché altrimenti saremmo felici
d'averla a casa nostra. Mia moglie è da tempo che non la vede, non fa altro che
chiedere di lei”. Il commissario stava per slanciarsi in un “sì” di riconoscenza,
quando il Questore seguìto: “Verrà anche il dottor Lattes, la sua signora è dovuta
correre a Merano perché ha la mamma che non sta bene”. E manco a Montalbano
stava bene la prisenza del dottor Lattes, soprannominato “Lattes e Mieles” per la
sua untuosità. Sicuramente durante la cena e doppo non si sarebbe parlato d'al-
tro che dei “problemi dell'ordine pubblico in Italia”, così si potevano intitolare i
lunghi monologhi del dottor Lattes, capo di gabinetto. “Veramente avevo già pre-
so.” Il Questore l'interrup. sapeva benissimo come la pensasse Montalbano sul
dottor Lattes. “Senta, però, se non può, potremmo vederci a pranzo il giorno di ca-
podanno.” “Ci sarò” promise il commissario.
Poi fu la volta della signora Clementina. “Se non ha di meglio da fare, perché non
viene da me? Ci saranno macari mio figlio, sua moglie e il bambino.” E lui che ve-
niva a rappresentare in quella bella riunione di famiglia? Rispose, a malincuore,
di no. Poi fu il turno del preside Burgio. Andava, con la mogliera, a Comitani, in
casa di una nipote. “È gente simpatica, sa? Perché non si aggrega?” Potevano es-
sere simpatici oltre i limiti della simpatia stessa, ma lui non aveva voglia di ag-
gregarsi. Forse il preside aveva sbagliato verbo, se avesse detto “tenerci compa-
gnia”, qualche possibilità ci sarebbe stata.
Tornando a casa, trovò sul tavolino della cucina un biglietto della cammarera
Adelina. “Mi scusasi mi primetto che dumani a sira esento che è capo de lanno
e priparo ghli arancini chi ci piacciono. Se vosia mi voli fari l'onori di pasare a
mangiare la intirizo lo sapi?”
Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che
sicuramente gli era trasuto nel dna, nel patrimonio genetico. Adelina ci metteva
due giornate sane a prepararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti
si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco
lentissimo per ore e ore con cipolla, pummarodoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il
giorno appresso si prepara un risotto, quello che chiamano alla milanisa (senza
zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa
rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pez-
zettini 'na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggras-
sata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco
della carne s'ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto,
s'assistema nel palmo di una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un
cucchiaio di composta e si copre con dell'altro riso a formare una bella palla. Ogni
palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d'ovo e nel pane gratta-
to. Doppio. tutti ghli arancini s'infilano in una padeddra d'oglo bollente e si fanno
friggere fino a quando pigliano un colore d'oro vecchio. Si lasciano scolare sulla
carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!
Montalbano non ebbe dubio con chi cenare la notte di capodanno.
(Tratto da GLI ARANCINI DI MONTALBANO di A. Camilleri)
la bibliotecaria
Suggerite ragioni pratiche per leggere: fare acquisti
Per i bambini, è difficile collegare le attività quotidiane alla lettura, specialmente
se intendono quest'ultima come un'attività scolastica. Nondimeno, anche il più
semplice giro per negozi implica la lettura, come i vostri figli capiranno imme-
diatamente se adotterete alcuni semplici accorgimenti. Come leggere facendo
acquisti
➤ Chiedete ai vostri figli di leggere i cartelli per trovare le informazioni che
vi occorrono.
➤ Chiedete di confrontare le etichette dei diversi prodotti, in modo da valu-
tare il prezzo, il contenuto, le dimensioni, e scegliere l'acquisto migliore.
➤ Indicate i marchi e spiegate che i produttori li usano per fare in modo che
i compratori possano riconoscere i prodotti a prima vista senza dover leg-
gere le scritte. Così, anche i bambini non ancora capaci di leggere potran-
no riconoscere, in base ai marchi, i prodotti preferiti.
➤ Chiedete ai vostri figli di scegliere i marchi in base ai criteri da voi forni-
ti. Per esempio, domandate loro d'individuare, fra i biscotti che preferi-
scono, quelli che hanno il minor contenuto di zucchero, oppure, fra le loro
bibite preferite, quelle che non contengono caffeina.
Una volta tornati a casa, mentre scaricate gli acquisti, spiegate perché saper leg-
gere è importante per poter far bene le compere. Ricordate come avete dovuto
fare ricorso alla lettura per trovare il negozio, per scegliere i prodotti, per usare
la carta di credito o per compilare un assegno, e così via.
Chiedete ai bambini come abbiano utilizzato la lettura e domandate loro di im-
maginare per quali ragioni fare acquisti sarebbe stato più difficile, per loro, o
più costoso, oppure avrebbe richiesto più tempo, se non avessero saputo legge-
re correttamente.
Un famoso romanziere, Andrea Camilleri
Nato a Porto Empedocle nel 1925, ha lavorato a lungo come sceneggiatore e re-
gista televisivo, esordisce come romanziere nel 1978 ma è in questi ultimi anni
diventa famoso, soprattutto con il personaggio di Montalbano, riproposto
anche in uno sceneggiato televisivo. Le impressioni dei lettori della biblioteca
ardo, molto varie: i giovani lo amano per la sua scrittura un po' ir-
riverente, gli adulti sono categorici, o piace o non piace ma se riescono a capire
la sua parlata che altro non è che il suo dialetto natio, ne apprezzano lo stile e la
capacità di far rivivere le cose e i personaggi attingendo proprio alla ricchezza
del dialetto che, in una società che corre inarrestabilmente verso la globalizza-
zione, va conservato ed amato.
La Sicilia è restituita vivente dalle pagine di Camilleri, dal suo linguaggio inno-
vativo che vuole rendere il dialetto siciliano leggibile all'Italia intera, mante-
nendone inalterati echi e musicalità. Ed è proprio questa musicalità che ricrea
al lettore il mondo siciliano, che possiamo sentire più o meno vicino alla nostra


Testo Originale Estratto
12
Libri
e le iniziative
della Biblioteca
comunale.
in biblioteca per bambini
La pagina
della Biblioteca
AI BAMBINI PIACE LEGGERE di K. Zahler
sensibilità di uomini del Nord. Se Camilleri è più un romanziere che uno scrit-