Bollettino Parrocchiale di Saint-Pierre (Dicembre 1983): Dalla Fede al Restauro del Campanone.

12-1983.pdf

Il documento è il numero 12 del dicembre 1983 del bollettino bilingue parrocchiale e diocesano di Saint-Pierre e Aosta, intitolato "L'Echo de nos montagnes" / "La Voce dei campanili". Il contenuto bilancia riflessioni teologiche e resoconti comunitari: il tema spirituale principale riguarda l'importanza del suffragio per i defunti attraverso la carità e la fede, supportato da testimonianze personali di guarigione. Ampio spazio è dedicato alla storia e al restauro del campanone fessurato della chiesa e alla simbologia delle campane. Tra gli eventi sociali, spiccano i reportage sulla riuscita "Fête du vin de l'Adret" e sulla gita della sezione AVIS a Cocconato d'Asti, oltre a un incontro interscolastico tra bambini. Il bollettino funge anche da registro ufficiale, documentando gli atti sacramentali (battesimi, matrimoni, defunti) e l'elenco dettagliato delle offerte raccolte dalla comunità tra maggio e ottobre, chiudendo con annunci pubblicitari locali e rubriche umoristiche.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse
de Saint-Pierre
XXIVème ANNEE - N. 12
DECEMBRE 1983
BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCÈSE D'AOSTE
Photo: Gianni Masi
Tipografia Valdostana - Aosta
L'Echo de nos montagnes
La Voce dei campanili
BOSSES (Cerisey) - Lo pan de noutra tera


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre

Il fiore
che non
marcisce

Il mese di novembre ci ha riportato in cimitero. Molte tombe in questi giorni
sono state coperte di fiori, altre sono spoglie e abbandonate.
I fiori su di una bara e su una tomba esprimono il nostro atteggiamento di
fronte alla morte.
Al di là delle mode e dei condizionamenti sociali, inondiamo di fiori una
bara perché vogliamo affermare la vita.
Ma sono fiori stroncati come la vita dei nostri cari. Dopo alcuni giorni
saranno fiori appassiti destinati a marcire, come il corpo che abbiamo deposto
nella tomba.
Sono simbolo della morte e della nostra impotenza di fronte ad essa, non
della risurrezione.
Alcuni, forse in numero sempre maggiore, negli annunci funebri aggiun-
gono: «non fiori ma opere di bene».
In realtà queste non marciscono e sono segno di vita e di risurrezione.
Di solito per opere di bene si intendono suffragi, preghiere, celebrazione di
Sante Messe.
Ciò risponde alla fede nella comunione dei santi e all'antica tradizione della
Chiesa.
Le preghiere rivolte a Dio per i nostri cari defunti, e soprattutto il sacrificio
della S. Messa, in forza di quella stretta e vitale unione che lega insieme tutte le
membra di Cristo, siano esse pellegrine sulla terra, oppure già pervenute in
patria, possono essere loro di aiuto se devono ancora purificarsi dalle tracce del
passato, perdonato da Dio, ma non ancora sufficientemente riparato.
Ma la tradizione della Chiesa unisce ai suffragi di preghiera i suffragi di
carità.
Anche quando onoriamo Gesù Cristo nella persona dei poveri, dandogli da
mangiare, da bere, ospitandolo se pellegrino, visitandolo se ammalato, e lo

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1


Testo Originale Estratto
facciamo in suffragio dei nostri cari defunti, noi sollecitiamo il Signore in modo 
efficace a sollevare e abbreviare le sofferenze della purificazione per i loro 
peccati. 

E' il medesimo sistema vitale della comunione dei santi, - cioè dell'ultima 
unione fra tutti gli uomini che sono uniti a Cristo e sono da lui resi santi, - che 
entra in funzione: un fatto positivo, un atto di carità, entra in circolazione e porta 
vitalità a tutto l'organismo, in particolare alle membra cui è specificatamente 
destinato. 

Mentre il suffragio di preghiere è molto comune, quello di opere di carità 
assai meno. 

Sì, ci sono opere dedicate alla memoria di un caro defunto; ma si tratta di 
casi rari, di gesti di persone che hanno molti mezzi, di carattere piuttosto laico 
(alla memoria, per mantenere viva la memoria) che religioso (in suffragio, per 
giovare all'anima del defunto). 

Non è un largo costume popolare. Lo è, soprattutto nel Meridione, e in 
Sicilia in particolare, sotto il nome «il fiore che non marcisce». 

Al posto di una corona di fiori viene data un'offerta alla Chiesa, soprattutto 
per le spese del culto, sembra meno per l'aiuto ai poveri. 

Eppure sarebbe una forma concreta per l'educazione della comunità cri-
stiana all'esercizio della carità; tanto più efficace perché si esprime in un 
momento di vita particolarmente significativo e che coinvolge interamente la 
persona di ciascun familiare e dell'intera famiglia. 

Molte parrocchie hanno costituito il fondo di solidarietà in cui confluiscono 
i vari segni di fraternità di tutta la comunità parrocchiale e che serve per venire 
incontro alle varie necessità dei poveri vicini e lontani. 

Il dono in suffragio della persona cara defunta può essere versato in modo 
indeterminato a questo fondo che continuamente si costituisce e si esaurisce. 
Oppure può essere destinato ad uno scopo specifico, per esempio ad una micro-
realizzazione per il Terzo Mondo. 

Il dono può essere consegnato alla Caritas parrocchiale o a quella dioce-
sana perché lo trasmetta alla Caritas Italiana; oppure può essere inviato diret-
tamente alla Caritas Italiana, indicando la finalità specifica. 

Questa è una indicazione, ma può essere scelto qualsiasi altro obiettivo di 
carità e qualsiasi altro canale ad es. le Missioni, l'Associazione Amici dei 
Lebbrosi, Madre Teresa, ecc. 

Importante è che la fede si esprima nella carità: anche nel suffragio per i 
cari defunti. 

Questi sono fiori che non marciscono.

***

Il campanone

Di una persona che canta in modo non 
del tutto accettabile «musicalmente par-
lando» si dice: è stonato come una cam-
pana. L'affermazione sta bene quando si 
intende una campana rotta che manda i 
suoi rintocchi sgraziati e profondamente 
sgradevoli com'è successo al campano-
ne del nostro campanile la domenica 11 
febbraio 1979 all'uscita della messa 
grande. Una piccola fessura quasi invi-
sibile si era aperta e questa bastava a 
rendere il suo canto completamente sto-
nato. Che fare: il periodo scelto dal 
campanone per andare in pensione non 
era certo dei migliori: la chiesa in fase di 
consolidamento, il tetto da rifare, in se-
guito si sarebbe dovuto provvedere al 
nuovo altare, alla ristrutturazione del-
l'organo e quindi non si poteva pensare 
di risolvere subito il problema. Si è do-
vuto aspettare quindi che i lavori priori-
tari fossero terminati e pagati. All'inizio di 
quest'anno si è potuto dare il via alla 
Ditta Mazzola di Valduggia (VC). 

Verso la metà di giugno dopo che era 
stato preparato un ponte di collegamen-
to tra il campanile ed il giardino del ca-
stello a cura della Ditta Bochet e di alcuni 
volontari, il campanone è stato smonta-
to, caricato sul «dumper» quindi su un 
autocarro per essere portato a Valduggia 
dove è stato rifuso. 

Era della «classe 1824», probabilmen-
te fuso in Francia (Descharmes et les 
Petitsfours - fondeurs) e vederlo andare 
via dopo una fine un po' ingloriosa in 
fondo dispiaceva. Ma all'inizio di agosto 
eccolo di ritorno nuovo fiammante, con i 
suoi 8 ql., 110 cm. di diametro, un bel MI 
nella sua voce piena e rotonda. Ha preso 
subito servizio il giorno dopo essere sta-

Il campanone ritorna a casa

to piazzato per annunciare purtroppo la 
morte di una anziana Signora di Etavel. 

Il lavoro è costato sui 10.000.000 di lire 
(una campana nuova sarebbe costata 
sui 15.000.000). Ora anche le altre sue 
cinque sorelle del nostro campanile 
sembrano cantare meglio dopo il ritorno 
della prima campana anche se rimane 
ancora da sistemare qualcosa per quan-
to riguarda il carillon e gli interludi. 

Qualche cenno di storia sull'uso delle 
campane (da campane e campanili di 
Dante Balboni Segretario della Pontificia 
Commissione Centrale per l'Arte Sacra 
in Italia). 

Dal periodo bizantino ai nostri giorni, il 
campanile e le campane fanno parte 
dell'architettura e della prassi liturgica 
delle chiese occidentali. Le due metro-
poli che nei secoli di mezzo hanno in-
fluito nella vita religiosa e civile dell'Eu-
ropa sono Roma e Ravenna. Le tradizio-
ni della società romana, filtrate attraver-

2 3


Testo Originale Estratto
Il «liber pontificalis» della Chiesa Ro-
mana parla di campane donate, nella
metà del secolo VIII, alla Basilica Vatica-
na. Da allora la diffusione della campana
è pressoché universale, anche se pochi
sono gli esemplari antichi rimasti fino ad
oggi; ricordiamo quella di Canino del-
l'ottavo secolo.
La frase di dedica apposta sulle cam-
pane si presenta in forme varie, le quali
esprimono la funzione della campana:
«Defunctos ploro, nimbum fugo, festa
decoro», invitano al cordoglio nei fune-
rali, respingono i temporali incombenti
sulla campagna e rallegrano le sagre
paesane.
«Laudo Deum Verum, plebem voco,
congrego clerum»: il timbro argentino
innalza a Dio, il suono grave convoca i
fedeli, la garrula campanella chiama alla
preghiera comunitaria i monaci.
Sulla tomba di Dante a Ravenna, nel
Castello di Rovereto, i rintocchi della
campana richiamano a pensieri ed a va-
lori umani e patriottici.
La campana diviene oggetto sacro ed
è dedicata a Cristo, alla Vergine, ai Santi,
con un particolare rito, altra volta riser-
vato al Vescovo; per cui essa è la «vox
clamantis», la voce sacra che chiama a
raccolta i figli di Dio per elevare a Lui la
prece di lode e di impetrazione.
Come nella vita civile la campana - con
la tromba - ha servito a radunare il po-
polo, a stimolare i dormienti e a celebrare
le vittorie, «excito lentos, dissipo ventos,
placo cruentos», così nella vita religiosa
essa adegua il suo suono alla gioia del
Natale, tace al Venerdì Santo e squilla
gioiosamente nel giorno della Pasqua di
risurrezione per annunciare all'umanità
la Redenzione di Cristo.
Guido P.

Sul campanile, prima di rimettere il campa-
none

so la nuova sede imperiale d'occidente,
hanno diffuso rapidamente le usanze
delle capitali. Ben presto infatti si trasfe-
riscono i «tintinabula» ed i «signa» dei
mercati e dei templi pagani alle riunioni
ed ai luoghi di culto cristiani, come lo
attestano i numerosi reperti delle cata-
combe. In seguito i monasteri prebene-
dettini della Campania con la «campana
sonora» e la rumorosa «tabula» scandi-
vano i giorni ed i lavori della comunità.
Certamente dal secolo V le testimonian-
ze s'inflittiscono e Gregorio di Tours (+
594) assicura che anche le parrocchie
rurali avevano i propri «signa» con cui
convocare i fedeli.

4

Il premio dato al vino,
al migliore

Fête du vin de l'Adret

La fête des vignerons, avec l'exposi-
tion des vins des Communes de Sarre,
Villeneuve et Saint-Pierre, a été reportée
au mois d'octobre, à cause des nom-
breuses fêtes qui se déroulent au mois
de juillet, et pour donner aux expositeurs
la possibilité de présenter avec le vin,
quelques belles grappes de raisin. Sur
cette dernière question, tout le monde

n'a pas été d'accord, mais un premier
résultat a été obtenu. Avec les raisins,
des viticulteurs de bonne volonté, ont
présenté des gâteaux de pommes avec
d'autres produits de la terre. A signaler la
composition très bien réussie de l'expo-
sitrice Mad. Tobie Fenoil.

La fête se déroulait devant les maga-
sins de la «Cofruits» (un grand merci au

Sul palco prima delle
premiaizoni.

5


Testo Originale Estratto
Président et au Directeur pour leur col- laboration) et c'était naturel de faire une bonne propagande pour leurs produits.
Pendant la Messe un groupe de viti- culteurs a présenté à l'Autel des produits de la terre, et ce geste a toujours une signification particulière. Après la Mes- se, la population a été invitée à se rendre à Tache pour le vin d'honneur, offert par la Municipalité et cet invitation a permis de parler des problèmes de la viticulture avec nos administrateurs.
L'exposition et la vente des produits a commencé vers 14 h. et malgré le temps le pessimisme de la veille, on eu la sati- orageux, une foule nombreuse a dégusté le vin des 30 expositeurs, qui malgré le pessimisme de la veille, ont eu la satisfaction une grande partie du vin apporté.
La remise des prix s'est effectuée avec
la participation de M. l'Assesseur Martin et des conseillers Perrin et Maquignaz, des Syndics des trois Communes et des Présidents des Ass. Viticulteurs.
Le premier prix pour la Commune de Sarre a été décerné à M. Louis Bozon, pour Villeneuve à M. François Pellissier et pour Saint-Pierre à M. Auguste Jocal- laz.
Le soir à 20 h. plus de cent convives ont participé au dîner social, soigneuse- ment préparé par M.me Nilla Barmave- rain à l'Hôtel Grivola, suivi par le bal, qui a permis à tout le monde de cloturer une fête, que l'on peut juger bien réussie.
Les expositeurs et l'Ass. viticulteurs de Saint-Pierre, tiennent à remercier les Magasins, les Banques et les personnes privées qui ont offert généreusement des dons très appréciés.
L. G.

Esperienza di vita e di fede

Riceviamo da una signora di Saint-Pierre questa testimonianza di vita e di fede, e vo- lentieri la pubblichiamo, sperando che pos- sa servire a molti.
Sono una madre di famiglia e semplice casalinga, desidero raccontare la mia testi- monianza di fede nella sofferenza, con la speranza di essere d'aiuto al mio prossimo, nella vita di ogni giorno e nella famiglia.
Sono stata gravemente ammalata di esaurimento nervoso, per lungo tempo; dieci anni, e in questo periodo di sofferenza, a volte allucinante, ho invocato spesso la morte come una liberazione, perché era di- ventato terribile vivere giorno per giorno in quel tormento.
Poi il Signore, nella sua infinita bontà ha messo sul mio cammino una cara persona (anche lei era stata provata dalla mia stessa sofferenza) che mi ha insegnato ad invocare Dio e pregarlo. Così ho cominciato, con grande sforzo, ad impegnarmi nella pre- ghiera, ogni giorno mi rivolgevo a Dio, of- frendo le mie sofferenze. Ed un giorno (era un lunedì santo), mentre sentivo una enor- me sofferenza, attraverso la preghiera sentii
che Dio entrava in me illuminandomi e do- nandomi la fede, provai una gioia indescri- vile e incontenibile. La mia vita ne fu to- talmente cambiata. E' vero, ci furono anche momenti di ribellione, ma sentendomi di nuovo in preda alla disperazione e allo sconforto, capii quanto fosse importante Dio e la preghiera nella mia vita. Forse in quelle occasioni il Signore volle mettere alla prova la mia fede per rafforzarla, perché arrivai a capire ancora una volta quanto fosse terribile vivere nella sofferenza morale e fisica senza di Lui.
Da allora cerco di non venire mai meno a questo impegno quotidiano della preghiera per mantenere sempre vivo questo grande dono che Dio mi ha fatto. Dono che tutti possiamo avere, basta la volontà e l'impe- gno costante. Nel Vangelo sta scritto «bussa e ti sarà aperto, cerca e troverai» e questo vale per tutti noi senza distinzioni.
La guarigione dell'anima, per me, ha portato, anche se lentamente, alla guarigio- ne dell'esaurimento nervoso. L'ho ottenuto allontanando da me tutti i pensieri nocivi, come orgoglio, gelosia, egoismo, odio, e

Davanti alla Cofruits, festa dell'adret
6

I vivandieri alla festa
del vino
7


Testo Originale Estratto
chiedendo aiuto al Signore con umiltà
perché questi pensieri non si impossessas-
sero più di me, e tutto il mio essere ne ha
tratto un grande beneficio morale, spirituale
e fisico. Quanto miglioramento in me ho
sentito nell'offrire a Dio la mia sofferenza
per il bene mio e degli altri: dovremmo
renderci conto che i primi ad essere benefi-
ciati siamo noi se ci sforziamo di liberarci
dall'egoismo e dal nostro io! Ringrazio Dio
per avermi dato la sofferenza, perché solo
attraverso questa ho potuto conoscerLo,
amarLo e godere di tanta serenità, cancel-
lando dalla mia mente tutte le paure, gli
incubi, le ossessioni di cui sono stata vittima
per tanti anni.
Mettiamo Dio al centro della nostra vita,
amandoLo e inevitabilmente ameremo tut-
to quanto ci circonda, la famiglia, il prossi-
mo, la natura. Lasciamoci guidare intera-
mente da Lui, per i nostri problemi quoti-
8

diani, non precipitiamo mai le cose, dispe-
randoci, diamo tempo al tempo e tutto si
accomoderà, semplificando così la nostra
vita. Io a volte, inconsciamente, mi agito, mi
affanno e sbaglio, allora mi calmo e dico
«Signore guidami, agisci tu per me, fai tu
quello che credi più giusto» e mi rassereno
perché sono sicura nelle Sue mani, tutto
andrà per il verso giusto.
Grazie Signore, tu solo mi hai guarita e
redenta, hai cambiato la mia vita in modo
radicale, portando anche alla mia povera
mente sconvolta, serenità e equilibrio, dopo
tante sofferenze.
Solo Tu hai operato questo grande mira-
colo in me, attraverso la preghiera, la S.
Messa, l'Eucarestia. Fa' che io non mi al-
lontani mai da Te per nessun motivo. Tu sei
stato e sarai la forza dell'anima e del corpo,
senza di Te sarei una nullità.
***

Classe 1918 in festa

Per voi ragazzi delle elementari

Grazie per la vita bontà e generosità

Nell'ultimo numero del bollettino parrocchiale era stata pubblicata l'esperienza
fatta dai bambini di 3ª elementare l'anno scorso.
Un giovedì del mese di maggio i bambini di Aosta e quelli di Saint-Pierre si sono
incontrati, per conoscersi e fare così amicizia.
L'incontro è avvenuto alla Scuola materna, 20 i bambini giunti con il treno da Aosta,
e 20 quelli di Saint-Pierre.
Il bel tempo ha permesso di poter stare fuori per giocare insieme, divertirsi e
conoscersi.
I bambini di Aosta per ringraziarci di tutto ci hanno inviato questa lettera.

Cari bambini di Saint-Pierre,

siamo stati tanto contenti dell'accoglienza che ci avete offerto e di tutto il lavoro che
avete fatto per prepararci i giochi e la merenda. Di questo ringraziate molto anche le
vostre mamme, suor Odetta e le vostre maestre.
Voi, per noi, siete diventati degli amici ed è sempre tanto bello trovare degli amici;
noi pensiamo che i «grandi» spesso siano così tristi, perché non hanno degli amici veri:
noi quindi siamo fortunati ad averne.
Parecchi di noi, ormai, finite le scuole, si preparano a partire per la Calabria o per la
Sicilia, altri ci andranno più avanti, nell'estate, o non ci andranno proprio. Quelli che

I piccoli dell'Asilo in gita
9


Testo Originale Estratto
siamo rimasti ad Aosta, spesso andiamo ai giardinetti, qualche volta in piscina o, più
spesso, giochiamo per le vie del centro, soprattutto via Lostan, che è meno frequentata.
Nel pomeriggio facciamo i compiti delle vacanze con suor Ines.
Voi siete quasi tutti partiti? Vi auguriamo di star bene. Ci ricorderemo di voi, perché
non avremmo più voluto venir via da Saint-Pierre.
Vi ringraziamo ancora tanto tanto, anche per i doni di Natale e per questa giornata e
vi diciamo «ciao, ciao», dondovi un grosso bacio: Giuseppe, Stefania, Savina, Chiara,
Renato, Salvina, Giuseppina, Barbara, Manuela, Stella, Massimo, Franco, Giorgio, Ma-
riella, Franco, Maria, Carmela, Enza, Giancarlo, Giuseppe, Andrea.
***
L'Avis a Cocconato d'Asti
Il Direttivo della Sezione di Saint-Pier-
re quest'anno ha pensato che sarebbe
stata più apprezzata dai soci una «gior-
nata» diversa dalla gita tradizionale in
qualche località famosa.
I fatti hanno dato ragione alle suppo-
sizioni, in quanto in brevissimo arco di
tempo si è raggiunto il numero sufficien-
te per prenotare un pullman completo.
Ci siamo recati in un paese, Coccona-
to d'Asti, grande geograficamente
quanto la metà di Saint-Pierre, arroccato
su una collinetta tipica delle colline asti-
giane.
E' in questa cornice dal sapore me-
lanconicamente medioevale che si è de-
filato un corteo storico carico di tradi-
zione, rappresentante appunto sette
contrade e i relativi regnanti alle prese
con il nemico comune: i Savoia.
Ha destato particolarmente stupore in
noi, solamente spettatori, la partecipa-
zione attiva della gente locale sia per la
particolare cura della coreografia della
sfilata, sia per il tradizionale palio degli
asini. Un palio, un simbolo, una tradizio-
ne: è quello che conta per la gente di
Cocconato.
Per noi, meno romantici in quella oc-
casione, abbiamo apprezzato in pari
modo l'ottima cucina del Leon d'Oro
nonché il suo vino.
A sera, carichi dei nostri acquisti,
perché sì, ricordiamoci, abbiamo appro-
fittato del tempo e del luogo per com-
prare numerosi capi in pelle di buon
prezzo e fattura, ce ne siamo tornati a
casa.
Il piccolo inconveniente del guasto al
mezzo di trasporto è stato brillantemente
superato dalla ditta stessa che ha prov-
veduto alla immediata sostituzione del
pullman.
Il direttivo è giustamente soddisfatto
per la buona riuscita della «giornata»
che è anche l'ultimo atto pubblico del
suo mandato in quanto nei primi mesi
dell'ottantaquattro si rinnoverà nelle sue
cariche; pertanto grazie al Direttivo
uscente e auguri al nuovo che verrà.
M. C.

Folla alla festa degli ex-combattenti
Sono negli...anta, e chi
lo direbbe
10 11


Testo Originale Estratto
12
Coniugi Jocallaz, pri-
mo premio per il vino

Festa del quattro no-
vembre

NUOVI MEMBRI
DEL POPOLO DI DIO

10) Il 15 maggio, battesimo di TRIO-
NE SARA, di Walter e di Béthaz Silva-
na. Padrini: Costenaro Giuseppe e
Clap Wilma.

11) Il 29 maggio, battesimo di BET-
TONI SIMONA, di Franco e di Belli
Gisella. Padrini: Belli Marino e Bettoni
Liliana.

12) Il 29 maggio, battesimo di BEL-
LEY DANIELA, di Dino e di Ocleppo
Rita. Padrini: Belley Marino e Belley
Silvana.

13) Il 5 giugno, battesimo di CALLI-
PARI ALESSIA, di Franco e di Cerise
Ivana. Padrini: Nirta Franco e Cerise
Graziella.

14) Il 19 giugno, battesimo di MON-
TEGRANDI SIMONE ELVINO, di
Loris e di Pedoni Letiziana. Padrini:
Ghiorzi Umberto e Bilotti Rosemary.

15) Il 26 giugno, battesimo di TOUR-
NOUD ELISA, di Valter e di Persod
Maria Chiara. Padrini: Tournoud Lui-
gi e Persod Piera Luisella.

16) Il 3 luglio, battesimo di BERT-
HOD CLAUDIO, di Vittorio e di Rave-
ra Giacinta Angela. Padrini: Thomas-
set Bruno e Petitgat Claudia.

17) Il 24 luglio, battesimo di MON-
TELEONE ROSARIO ANTONIO, di
Paolo e di Richichi Giuseppa. Padrini:
Giovinazza Giorgio e Raso Emilia.

18) Il 4 agosto, battesimo di BOVI
MICOL, di Corrado e di Lanier Patri-
zia. Padrini: Lia Gianpiero e Panato
Claudia.

19) Il 28 agosto, battesimo di VAUT-
HIER CLAIRE, di Valter e di Vuiller-
moz Silvana. Padrini: Vuillermoz Da-
nilo e Berlier Carla.

20) L'11 settembre, battesimo di
PELLISSIER DIDIER, di Lino e di
Paillex Maria Luisa. Padrini: Gian-
sante Emidio e Jaccod Lidia.

21) Il 17 settembre, battesimo di
BORBEY ALAIN, di Riccardo e di Lu-
boz Delfina. Padrini: Borbey Ezio e
Luboz Livia.

22) Il 22 settembre, battesimo di
CHAPPUIS DENISE, di Luisa. Padri-
ni: Luboz Attilio e Chappuis Annalisa.

23) Il 23 ottobre, battesimo di PA-
STORET FRANCESCO, di Enrico e di
Pedoni Franca. Padrini: Pastoret Giu-
seppe e Pastoret Mariagrazia.

24) Il 30 ottobre, battesimo di COM-
MUNOD RICARDO, di Michelino e di
Berthod Liliana. Padrini: Renato Vin-
cenzo e Vevey Ilde.

25) Il 30 ottobre, battesimo di CAR-
LIN XAVIER, di Piero e di Lale Gerard
Marina. Padrini: Lale Gerard Marco e
Belli Cristina.

NUOVI FOCOLARI CRISTIANI

2) Il 12 maggio, matrimonio tra MA-
RIN MAURO e LALE DEMOZ DA-
NIELA. Testimoni: De Vecchi Roberto
e Bongiorno Pierpaola.

3) L'11 giugno, matrimonio di JAC-
COD MAURO e CHAMPRETAVY
LUCINA. Testimoni: Curtaz Luana e
Vevey Mario.

4) Il 29 ottobre, matrimonio tra VAL-
LET ELSO e BURGAY ELIDA MA-
RIA. Testimoni: Cerise Gino e Cartu-
rier Lucia.
13


Testo Originale Estratto
I NOSTRI DEFUNTI
9) Il 10 maggio, nel cuore della notte,
è morto improvvisamente LETTRY
ROBERTO di anni 65. Per quanto da
tempo la sua salute non fosse buona,
questa morte improvvisa ha lasciato
nello strazio la sua famiglia e nel cor-
doglio i tanti amici e conoscenti. Di
Roberto tutti porteremo nel cuore un
caro ricordo, per il suo amore alla fa-
miglia, per la sua infaticabile attività
lavorativa, per la sua fede limpida e
profonda, per il senso profondo dell'a-
micizia.
10) Il 18 giugno si sono svolti i fune-
rali di CHARLES MARIA di anni 70,
originaria di Valgrisanche, solo da poco
tempo era venuta a Saint-Pierre, pres-
so il figlio. Chi l'ha conosciuta ed ama-
ta, ricorda i tanti sacrifici della sua vita,
col desiderio sempre grande di bene, il-
luminato dalla fede nella presenza e
grandezza di Dio.
11) Il 4 agosto è deceduta in ospedale
VAUTHIER ELENA vedova LESCA
di anni 84. La sua fu una vita di lavoro,
di sacrifici, di dedizione. Prima a Ver-
rogne, poi all'estero, infine a Etavel.
Sempre fu impegnata nei suoi doveri
con quello spirito di generosità, che ca-
ratterizzò tutta la sua vita.
12) Il 13 agosto, nella sua Rumiod, è
morta LALE-MURIX SIMERIA di an-
ni 73. Da tanti anni era ammalata e solo
l'amore grande del marito, del figlio, dei
nipoti le ha permesso di affrontare la
croce della sofferenza. I sacrifici furo-
no parte integrante della sua vita, lassù
nella nostra alta collina, in tempi in cui
il lavoro era tanto e le soddisfazioni
poche.
13) Il 5 settembre è morto DUC
GRAZIANO di anni 72. Da alcuni anni
la sua salute era minata da un grande
male, che seppe affrontare con lucidità
e coraggio, aiutato dalla dedizione ge-
nerosa della moglie e del figlio. Uomo
capace, volitivo, servizievole, seppe col
lavoro e i sacrifici, realizzare i suoi
ideali, dando bene e avvenire alla sua
famiglia.
14) L'8 settembre, è morto in ospeda-
le COGNEIN PROSPERO di anni 72.
Era ormai da parecchi anni che non
stava bene, e una operazione chirurgi-
ca è stata fatale al suo fisico ormai de-
bole. La dedizione della moglie e dei fi-
gli, l'amore dei nipoti, lo hanno aiutato
nel suo doloroso calvario. Uomo intel-
ligente, vivace, lascia un grande vuoto,
consolato dal ricordo del suo grande
cuore, dei suoi sacrifici, del suo amore
alla famiglia e al paese.
15) Il 12 settembre si sono svolti i fu-
nerali di LETTRY DAMIEN di anni 90.
Vissuto per tanti anni in Francia per
trovare avvenire e lavoro, è ritornato
nel suo paese natale per vivere una se-
rena vecchiaia, accanto alla sua gene-
rosa moglie. Amava la sua famiglia,
aveva un grande senso dell'amicizia e
ricordando i suoi sacrifici di emigrato,
sottolineava il grande amore per il suo
paese e per la sua terra.
16) Il 18 ottobre è morta CHRISTIL-
LE GRAZIELLA di anni 70. Ai parenti
che l'hanno amata e curata per tanti
anni va il grande merito di avere reso
meno penose le sue giornate. Ricordia-
moci che Dio mai dimentica il bene che
viene fatto a chi, nella vita, è meno for-
tunato di noi.

OFFERTE
Per la Chiesa
In memoria Lettry Robert: Thomasset
Gino; Trione Walter; Cognetn Enrico; Bel-
li-Centoz; Poser Carlo; i sessantenni; Flo-
riani; Bettoni Franco; Gaod Celestina;
N.N.; Saccani; Cognetn Bruno; Marra;
N.N.; Champrétavy Lucina; Battistioli;
Duc Piero; Rumiod Roberta; Boverod;
David Ernesto; Da Soghe; Garin Luigi;
Verzoni; in memoria Charles Maria; in
memoria Christille Adele e Silvestro; in
memoria Bonfanti Epifanio; Conchatrc; in
memoria Lettry Marcello; Lettry Dante;
Branche-Vuyet; N.N.; Charles Michel;
Chamonin; Ferrandoz Maurizio; Chappuis
Sireno; Marin Daniela e Mauro; in memo-
ria Lale Murix Anais; Bertolin; in memoria
Lale Perrin Angelica e Amedeo; N.N.;
Christille Albina; Martin Marcelline; in
memoria Luboz Alina e Fenoil Luigia;
Charrère Maria; in memoria Lale Gerard
Marcellina; in memoria Vauthier Elena; in
memoria Fenoil Luigia; in memoria Savo-
ye Pierre; in onore S. Lucia; in memoria Lale
Murix Simeria; Lale Demoz Faustine; Ni-
tri; N.N.; Fillietroz Elso; in memoria Ros-
san Cirillo e Modeste; in memoria Cognetn
Luigi; Pailles Andrea; Pailles Enrico; Sa-
voye Annetta; in memoria Lettry Roberto;
Chauviat Anna; Rosaire-Rappelli; Arnod
Edvige; in memoria Cognetn Prospero;
Daniello; in memoria Duc Graziano; Lale
Murix Simone; in memoria Lettry Damien;
Gerbore Emma; in memoria Lale Murix
Desire; in memoria Lale Castain Innocent;
Fenoil Arturo; N.N.; Trentaz Alberto; Lale
Lacroix Luigi; in memoria Ceriano Edison;
in memoria Lettry Robert (i coscritti); in
memoria Arnod Eliseo; Zemoz Franco;
Luboz Ricciotto; N.N.; Terradura Lavinia;
in memoria Jordaney Silvio; Centoz Silvio;
Vallet-Burgay; Pariset Erminio; N.N.; Du-
four Carlo; in memoria Barmaverain Pieri-
no; in memoria Jacquin Marcello; Jacquin
Battista; Cognetn Mario; Glarey Renato; in
memoria Centoz Luigi; Savoie Mario; Bo-
nin Eddy; Del Negro-Lettry; Campese
Marco; Oreiller Emilio.
Totale L. 5.160.000.
Per il bollettino
Champrétavy Corrado; Borre Giuseppe;
Belli-Centoz; Lale Demoz Graziano; Ney-
ret Gilda; Rumiod Francesco; Pailles Enri-
co; Cognetn Bruno; Duc Piero; Cachoz;
Cerise; Da Soghe; Garin Luigi; N.N.;
Branche-Vuyet; Pailles Ettore; N.N.; N.N.;
Chamonin; Menegatti; Luboz Venance;
Stevanoni; Ronzani Fortunato; sorelle Per-
sod; Bataillon Michele; Christille Albina;
Arnollin; Lale Demoz Faustine; Gerbore
Adolfo; Oreiller Augusta; Fillietroz Elso;
Fenoil Maurice; Savoie Annetta; Anselmet
Albino; Rossi; Jocallaz Ivana; Lale Lacroix
Luigi; Ceriano Edison; Savoie Luigino;
Perlasco; Mario; Perrone-Jordaney; Carlin
Provino; Centoz Silvio; Meynet Laurent;
Glarey Renato; Centoz Luigi; Del Negro
Giovanni; Del Negro Sergio; Del Negro
Corrado; Bochet Aldo; Jocallaz Elsa.
Totale L. 625.000.
14
15


Testo Originale Estratto
Ridi...
se vuoi!
MODESTIE
Un grand leader de la politique com-
mente, devant ses acolytes, l'accident de
voiture dont il est sorti indemne:
- Tout d'abord, j'ai regretté de n'y
avoir pas quitté mes plumes. Je serais
maintenant au paradis...
- Et puis?
- Et puis j'ai pensé: mais que de-
viendrait le Pays sans moi?!
***
LA TAUPE
Sur la tombe de sa femme, Bernard
pleure et supplie:
- Reviens à moi, Rosalie! Reviens à
ton amour!
Tout à coup, à ses pieds, une taupe se
met à remuer la terre.
Glacé d'effroi, Bernard s'écrie:
- Ecoute, Rosalie, si tu n'es pas trop
mal, tu peux bien rester là! Je tâcherai de
me débrouiller tout seul!...
- Funziona benissimo! E' una trasmissione
sulla pittura moderna.
CHAMPIONS DE VELO
Grand concours de vélos dans la
Vallée.
Malheureusement le temps se gâte, et
la plupart des concurrents annoncés re-
noncent, soit au départ soit en cours de
route.
Francis et Roger, les deux as rivaux,
arrivent seuls, au but, à la distance d'une
demi-heure l'un de l'autre.
- Alors, ça a bien marché, hier? de-
mande-t-on, le lendemain, à Roger.
- Pas mal! Je suis arrivé le deuxième.
- Et ton copain Francis?
- Peuh! L'avant-dernier!
- Smetta di dire insolenze, e mi dica se
devo mettere il freno a mano o no.
Il cow boy dall'oculista...
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato).
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: Don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82
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