Vita parrocchiale, necrologi e riflessioni sociali nella Valle d'Aosta del 1973
10-1973.pdfIl bollettino parrocchiale di St Pierre, datato Ottobre 1973, funge da cronaca dettagliata e forum di riflessione spirituale per la comunità della Diocesi di Aosta. Il documento affronta temi sociali urgenti come la solitudine, l'individualismo e la crisi dell'educazione religiosa (sottolineando la responsabilità primaria dei genitori). Ampio spazio è dedicato ai necrologi e alla memoria, in particolare con la biografia e il ricordo dell'Archiprêtre Adolphe Barmaverain e dell'Abbé Pacifique Nano, oltre alla commemorazione del giovane Dario Fenoil. Le cronache locali documentano le feste patronali, le attività culturali (come il doposcuola e gli spettacoli di 'Lo Charaban'), e i dati su battesimi, matrimoni e donazioni. Non mancano le critiche allo sviluppo edilizio indiscriminato e all'impatto negativo del turismo sul paesaggio montano. Infine, vengono riportati eventi diocesani, inclusa la cancellazione di un pellegrinaggio in Terra Santa a causa del riaccendersi del conflitto in Medio Oriente.
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Paroisse de St Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE XIVème ANNEE - N. 10 OCTOBRE 1973 [Image of cows grazing with mountains in background] A Derby, face au Mont-Blanc: paix champêtre, poésie de l'automne chez nous ... (Photo: Freppa) « J'ai une mère sur la terre: c'est ma maman: J'ai une mère au Ciel: c'est la Vierge Marie ». La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana Aoste
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Cari amici, St-Pierre al termine del periodo estivo il bollettino riprende il suo colloquio con i fratelli vicini e lontani. LA NOSTRA SOLITUDINE « Perché sei arrivato ad ubriacarti così sovente? » Per uscire dalla solitudine. « E ci sei riuscito ? » No « Dove pensi di poter arrivare ? » A farla finita un giorno. Questa fu la conversazione che ebbi con un uomo, trovato in un angolo delle nostre strade, al termine di un giorno di festa. La paura della solitudine sta diventando nel nostro mondo quasi una malattia collettiva. Anche nei nostri paesi di campagna, dove forse più facile è sempre stato il clima di fraternizzazione, stiamo vedendo l'avanzare della « malattia del secolo ». Quanta incomunicabilità, quanta concorrenza, quanto sfacciato individualismo! - La società e l'educazione aiutano l'uomo ad essere meno solo? La solitudine diventa sempre più grave perché ci troviamo in una società che privilegia tutti i valori individualistici e che ha creato dei modelli fondati sulla sopraffazione. Così a fare la guerra non si impara nelle caserme ma in famiglia quando i genitori cominciano a sgridare il figlio perché non ha riportato a scuola i voti migliori del compagno, perché non ha vinto. L'uomo che da bambino viene istruito alla « vittoria » e non alla « collaborazione », porta dentro di sé il gusto della guerra e quindi vorrà averla vinta sempre: sul compagno a scuola, sulla donna nel matrimonio, sul compagno nel partito, sugli altri in tutte le circostanze della vita. Questa visione antagonista dei rapporti tra gli uomini ha creato la società dei consumi, fondata sul profitto e la produzione. E in una società in cui contano solo coloro che producono e guadagnano, cresce inevitabilmente il numero dei candidati alla solitudine. - Un altro motivo di solitudine, in questo contesto, è la nostra super- ficialità. Siamo talmente drogati dalla superficialità che non si è più abituati a parlare con se stesso e meno ancora con la natura e con gli altri uomini. Quanta gente da noi dice di aver perso la fede, di aver smarrito Dio solo perché non è più capace di rientrare in se stesso o perché ha troppo da fare o perché non ha il coraggio di pensare con la propria testa: e questa è super- ficialità. E poi ci si stupisce se troviamo sempre più vicini i frutti amari della La ditta IMAGNIN Via S. Anselmo 41 - Tel. 44168 Concessionaria macchine per cucire NECCHI Radio - Tv - Elettrodomestici annuncia l'apertura di una NUOVA ESPOSIZIONE in via Festaz, 5 Cucine componibili - Lampadari Frigoriferi - Lavatrici - Lavastoviglie Macchine per cucire, ecc. ENTRATA LIBERA di più e di meglio a minor prezzo autoscuola CHAMBERY di Cremonese p. i. Roberto Via Chambéry, 115/A - Telef. 32033 - AOSTA L'autoscuola moderna per i giovani moderni Patenti ad uso pubblico e privato per veicoli delle categorie A-B-C-D-E-F - Corsi regolamentari - Personale esperto e qualificato - Le più moderne attrezzature didattiche - Preparazione seria ed accurata per divenire un buon utente della strada - 1
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solitudine : l'alcolismo, rottura delle famiglie, depravazione sessuale, suicidio, pazzia. Cosa si può fare ? Bisogna avere il coraggio di ricercare le soluzioni che possono aiutare l'uomo a vivere e forgiarsi un destino migliore. Ecco tre proposte per la nostra riflessione: - riscoprire la solidarietà evangelica : amare il fratello, collaborare, non cercare di essere felice da solo, battersi per una società a misura d'uomo. - trovare lo spazio per la riflessione personale : ascolto delle parole che valgono, interiorità, preghiera. - avere il coraggio di pensare con la propria testa : non lasciarsi mas- sificare, fare ciò che è giusto non quello che fanno « gli altri », non avere paura del giudizio della gente. Lettera ai genitori Siamo all'inizio dell'anno scolasti- co e come sempre si ripropone il problema educativo anche nell'am- bito religioso. Quando voi avete portato i vostri bimbi in Chiesa nel giorno del Bat- tesimo il Sacerdote vi ha rivolto que- ste parole : « Cari genitori, chiedendo il Bat- tesimo per i vostri figli, voi vi impe- gnate ad educarli nella fede, perché nell'osservanza dei comandamenti imparino ad amare Dio e il prossi- mo come Cristo ci ha insegnato. Sie- te consapevoli di questa responsabi- lità ? ». Con la vostra risposta vi siete pub- blicamente impegnati nell'educazio- ne cristiana. E da quel giorno la re- sponsabilità educativa è vostra: la scuola e il sacerdote vi sono solo di aiuto. E sempre più ci rendiamo conto che senza la presenza determinante della famiglia, il lavoro del Sacerdo- te resta solo superficiale e con risul- tati limitati. Il cristianesimo non è semplice- mente un complesso di verità da credere e di precetti da osservare. E' una storia d'amore e di salvezza che dà la possibilità di vivere una vita divina. Il cristiano è il risultato del- l'incontro tra la storia di amore con cui Dio si mette in contatto con l'uo- mo e la risposta di amore con cui l' uomo aderisce liberamente a Dio. Perciò l'educazione religiosa non può esaurirsi in un compito di semplice istruzione. Sua mèta specifica sarà di aiutare il cristiano a formarsi « una mentalità di fede », per cui quando si trovi a pensare, a giudi- care, a parlare, ad agire, sia portato a farlo con un certo stile che è poi lo stile cristiano, lo stile di Cristo. Il che non significa fare delle perso- ne impeccabili, ma piuttosto delle persone sensibili ad una certa con- dotta. E cosa può fare il Parroco senza la famiglia ? E' dalle parole e dall' Asilo 1973 con le suore e l'Ins. Gerevini Lina esempio dei suoi cari che il bimbo imparerà questo stile di vita. Senza poi parlare della contraddizione che sorge nel cuore del bimbo, della in- certezza in cui si sente precipitare quando si accorge che gli adulti si contraddicono l'un l'altro e quando ad esempio i genitori insegnano (o vivono) diversamente da quanto il sacerdote dice. E' qui che viene get- tato il seme della successiva incre- dulità religiosa. Quale grossa responsabilità ! Poniamoci una mano sul cuore e cerchiamo ognuno di portare avanti quell'impegno che la nostra « voca- zione » richiede. L'absurdité de la mort Il est des circonstances où l'on voudrait se taire, quand la mort frap- pe un être cher, dans l'impuissance où l'on est de traduire ce que l'on ressent très fort au plus profond de soi. Il faut pourtant parfois, à ces moments-là, surtout si l'on est prê- tre, délivrer la Parole de Dieu, libé- rer aussi ce que nous ressentons en- semble alors d'indéfinissable et d'u- nanime, rassemblés autour d'une fa- mille dont on ne saurait combler l' immense peine. C'est du moins ce que j'éprouvais récemment devant la mort des plus tragiques d'une jeune mère de famil- Gesù la mèta di ogni educazione cri- stiana. - 3
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le amie. Il est un mot qui venait sur toutes les lèvres devant les circons- tances de l'accident: c'est absurde. Tout était absurde dans cette mort: quand on pense aux multiples coïn- cidences qu'il a fallu pour qu'elle soit là, lorsque deux voitures se télé- scopent à quelques vingt mètres de là, et que l'une d'elles dérape à cet instant fatal, à l'endroit précis où la jeune femme, la main à la portiè- re, rejoignait son mari déjà au vo- lant. Hémorragie interne, quelques heures après, c'en était fait. Elle, plei- ne de vie, d'espoir et de projets, ac- tive, engagée dans divers secteurs d'activités; dans l'action politique, à la Maison des jeunes, codirectrice d'un foyer de vieillards qui aujourd' hui hochent la tête sans compren- dre, avec le souvenir vivant de son sourire et de sa jeunesse. Vingt-huit ans. Trois enfants en bas âge, et à quelques semaines d'ac- coucher d'un superbe garçon tué sur le coup. Comme un bourgeon prêt à s'ouvrir au soleil de la vie. Une telle mort est absurde. Toute mort est absurde. Celle du dernier Vietnamien avant le « cessez- le-feu » comme celle d'un enfant une veille de Noël. Mais la mort des jeu- nes nous révolte, celle des anciens nous trouve résignés. Devant ce scandale déjà décrit dans la Bible par l'histoire de Job, trois attitudes nous sont possibles. Aller répétant que le monde est absurde, comme Jean-Paul Sartre et son école. Pren- dre le parti de n'y pas penser, com- me le suggère notre société de con- sommation qui en fait un sujet ta- bou, dont on n'ose parler aux en- fants ni regarder la réalité en face. Quitte à provoquer des névroses par cette sorte de raffinement à faire si- lence sur la mort. Mais la mort est d'autant plus ab- surde que la vie n'a pas son vrai sens, qu'elle paraît elle-même une absurdité. Conditions de travail, de transport, vie humaine déshumani- sée, sans âme, individualisme... On meurt de plus en plus pour des rai- sons absurdes: pour un profit plus rapace, pour aller plus vite. Une mê- me semaine, dans mon quartier, deux moins de 20 ans sont décédés par ac- cident de moto ou de voiture. La se- maine suivante, pareillement deux jeunes, dans la commune voisine. Les jeunes appellent la voiture « le cercueil ». Et pourtant, il est une troisième attitude devant la mort, celle que révèle l'Évangile des croyants, et que d'autres que les chrétiens pressen- tent confusément. Leur secret, c'est de regarder la vie et la mort d'un même regard et comme liés l'un à l'autre. L'expérience lucide et cou- rageuse de la vie quotidienne rejoint le conseil de l'Évangile: il faut mou- rir chaque jour. Qu'est-ce à dire? Choisir la solidarité, l'engagement au service de la collectivité, c'est se dépasser en mourant soi-même tous les jours. Les mères de famille, les militants de tous partis le savent bien qui meurent quotidiennement à la tâche en s'arrachant à leur con- fort, à leur tranquillité. C'est cha- que jour que chacun d'entre nous, nous choisissons de vivre ou de mou- rir. Mais ce qui meurt alors c'est l' égoïsme qui empêche de vivre tota- lement. L'amour qui naît au prix de l'oubli de soi ne peut mourir. L'hom- me est ainsi fait qu'il tend à la liber- té totale et se veut immortel. A ceux qui se replient sur eux-mê- mes, sur leur confort, leurs petites sécurités, et vivent un ennui mortel comme on dit, à ces morts en sursis s'adresse cette parole de la sagesse des nations: « Qui ne meurt avant sa mort connaîtra une vraie mort quand il mourra ». Le chrétien sait que la mort biolo- gique - celle du corps - n'est qu'un La mort 4 – LA MORT – 5
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passage qui débouche sur une vie totale. Et c'est la vie qui a le dernier mot. « O mort, où est ta victoire ? » dit saint Paul. Ces arrachements d' aujourd'hui, cet écrasement dans la peine ouvrent sur l'espérance. « Ce- lui qui croit en moi, dit le Christ, fût-il passé par la mort, vivra ». C'est sur la foi en la Parole du Christ, sur le fait de sa propre résurrection que le chrétien fonde sa certitude en la plénitude de la vie par-delà la mort. Et n'allez pas rendre responsable Dieu de l'absurdité de la mort. Ce n'est pas « Dieu qui a rappelé à lui » ceux que nous pleurons. Je n'aime pas cette expression encore trop fré- quente sur les faire-part de sépultu- re. Ce n'est pas vrai. Un tel Dieu qui serait coupable d'une cruauté dont nous ne serions pas capables nous- mêmes — « tout mauvais que nous sommes », dit l'Evangile — ne mé- riterait pas notre foi. Le germe mys- térieux de mort qui est en nous est venu du plus profond du mal qui est partout. Mais Dieu, lui, accueille, oui, dans sa tendresse, dans sa paix, ceux qui ont partagé notre tendresse et notre combat quotidien. Toute mort, même la plus brutale, la plus injustifiée, nous interpelle, nous et notre vie, nous et nos solida- rités, nous et la tâche quotidienne qui nous veut au coude à coude, décidés à en finir avec le côté ab- surde de la vie qui nous précipite vers une mort absurde et son non- sens. Nous sommes appelés plus que jamais à oeuvrer pour une libération de l'homme asservi par l'avoir et écrasé par des structures déshuma- nisantes, mais aussi voués à enfan- ter ce que saint Paul appelait déjà « l'homme nouveau pour un monde nouveau. Souvenons-nous-en pen- dant ce Carême ». « Si le grain ne meurt, il ne peut porter du fruit... ». Il n'est pas de vies pour rien, pas de morts inutiles. Nos morts enfan- tent en Jésus-Christ, pour une part, ce monde neuf qu'il vous promet, lui, et qu'il confie à nos efforts com- muns. C'est la vie qui est la plus forte. C'est l'espérance partagée qui sera la plus forte. Ricordo Fenoil Dario vo senso di sbigottimento e di pro- fondo rimpianto. Ci si rifiutava di accettare la triste verità perché a nessuno pareva vero che un ragaz- zo così giovane, così aitante, così pieno di ricche promesse dovesse soccombere tanto presto! La notizia della tragica e improv- visa dipartita del giovane Dario Fe- noil, vittima di un infortunio sul la- voro a St-Denis, ha suscitato nella nostra Comunità parrocchiale un vi- Dario era un ragazzo buono, labo- rioso, simpatico, allegro; la sua di- partita lascia un grande, incolmabi- le vuoto nella sua famiglia e tra i numerosi amici che ora lo cercano invano nei loro ritrovi. La famiglia parrocchiale si strin- ge commossa attorno ai familiari in pianto e assicura, col ricordo, pre- ghiere per il caro Dario. 6 A. L. L'Archiprêtre Barmaverain nous a quittés « Ce que j'ai cru, je le vois; ce que j'ai espéré a abouti a- vec surabondance ». (Tiré des écrits de l'Abbé Barmaverain). SON TREPAS Le 31 du mois de mai, aux premières heures de la solennité de l'Ascension, se mourait, dans l'accueillante maison du Prieuré de St-Pierre, M. l'Archiprêtre Adolphe Barmaverain, au bel âge de 87 ans. A son chevet veillaient très amoureu- sement, M. le Chan. Commod, M. l'Abbé Louis Maquignaz, ses neveux et le per- sonnel de la maison qui l'avait assisté avec beaucoup de dévouement en ces derniers temps. M. l'Abbé Barmaverain s'était retiré au Prieuré vers la mi-décembre de l'an pas- sé, après la mort de son frère Pierre et à la suite de la maladie et de l'âge avan- cé de sa soeur M.lle Fébronia (sa cadet- te de cinq ans) avec laquelle il avait vé- cu tout au long de son ministère parois- sial à Brusson et, depuis l'an 1968, dans sa maison paternelle à St-Pierre, au ha- meau de Praximond, qu'il chérissait tout particulièrement. Ces derniers temps sa santé s'était af- faiblie et ses conversations, pour l'ordi- naire si alertes et si agréables, bien nourries d'une bonne culture et d'une profonde spiritualité, procédaient au ra- lenti, au gré des souvenirs qui effleu- raient et disparaissaient sous l'effet de l'artériosclérose qui avançait. En fait, une vieillesse sereine qui se clôt sur une mort sans douleurs; une vie bien vécue qui s'éteint sur la terre pour se rallumer plus joyeusement dans le ciel et pour l'éternité. SON CURRICULUM VITAE Et voici brièvement son curriculum vitae: M. l'Abbé Barmaveain nacquit à St- Pierre le 29 août 1886, au sein d'une fa- mille où la foi, la piété et le travail étaient les grandes richesses; la famille comp- tait six frères et une soeur; parmi les enfants deux se consacrèrent à Dieu et au service de l'Eglise; Adolphe, le véné- ré archiprêtre que nous rappelons ici et Louis qui entra dans la Compagnie de Jésus et qui fut 42 ans Missionnaire en Chine, puis dix ans au Madagascar où il mourut le 10 octobre 1963 à l'âge de 87 ans (l'âge même du défunt que nous pleurons en ce jour). Le jeune Adolphe Barmaverain fit ses premières études supérieures les écoles gymnasiales auprès de la Maîtrise de la Cathédrale que dirigeait M. l'Abbé Sté- venin; de là naquit entre le disciple et le maître une estime et une amitié qui les lia pour la vie. Nous aimons à noter que M. l'Abbé Barmaverain était, depuis quelque temps, l'unique et le dernier survivant des 43 prêtres que la bienmé- ritante institution de la Maîtrise a donné au Diocèse. 7
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Le jeune Adolphe passa ensuite au Grand Séminaire pour y terminer ses études ecclésiastiques et il fut ordonné prêtre par Mgr Tasso le 29 juin 1911. Dès lors commença son vicariat, de 1911 à 1915: il s'en fut tour à tour à Torgnon, à Fontainemore, à St-Denis et à Valtour- nanche. En 1915 sonne la diane qui appelle les citoyens à la défense du Pays: l'Abbé Barmaverain est mobilisé et son service militaire durera jusqu'à la fin de la guer- re, en 1918. A son retour il est encore vicaire, à Nus d'abord, puis de nouveau à Fontai- nemore. Le 4 octobre 1922 Mgr Calabrese le nomme enfin Curé de Brusson où il rem- place M. le curé Gabriel Pession qui vient d'être nommé chanoine de la Cathédrale d'Aoste. L'Abbé Barmaverain demeurera à ce poste l'espace de 46 ans, jusqu'au 30 avril 1968, époque où il donne sa démis- sion en raison de l'âge; il a pour lors 82 ans. Il rentre alors en son Praximond. L'HOMME QU'IL FUT SON CARACTERE SES AMOURS D'une taille légèrement inférieure à la moyenne, M. l'Abbé Barmaverain avait la carrure de l'homme fort; les traits du visage fortement prononcés; le teint ba- sané et rouge; les mains et les doigts carnus et carrés; la voix forte. De la famille il avait hérité une endu- rance à toutes épreuves et l'ardeur au travail qui le portait à étudier avec cons- tance, avec méthode et sans relâche. Il suffit de voir sa bibliothèque pour s'en rendre compte: de très nombreux volu- mes des différentes disciplines ecclé- siastiques et profanes, très abondam- ment soulignés et garnis de notes per- sonnelles, d'observation et d'apostilles; les livres de théologie y côtoyent ceux de la philosophie et de la liturgie, des sciences sociales, de l'histoire ecclésias- tique et civile, de l'histoire locale en par- ticulier. Vous y trouvez des livres an- ciens, les oeuvres de Rosmini entre au- tres, et modernes, tels que le « Paysan de la Garonne » de Jacques Maritain et différents livres de Teilhard De Chardin qui le passionnaient encore ses derniers jours. L'ordre et la précision méticuleuses étaient les caractéristiques les plus évi- dentes qui apparaissaient dans toutes ses notes, dans tous ses écrits, dans sa correspondance qu'il classait et catalo- guait soigneusement. Tout le monde connaît son amour pas- sionné pour le Pays, pour ses meilleures traditions et son attachement à la langue française; pour sa part il n'a cessé, mal- gré les pressions en sens contraire du temps du fascisme, de parler, de prêcher, d'enseigner le catéchisme en langue française. Ce n'est pas par un hasard que son bureau de travail, à Brusson comme à Praximond, était orné d'un grand cruci- fix, encadré de part et d'autre, des pho- tos, grand format, de Mgr Stévenin et d'Emile Chanoux, tout aux côtés des pho- tos du Pape et de l'Evêque du Diocèse. En fait, le Christ, l'Eglise, le Pays, les âmes étaient ses grands amours ! La de- vise de la « Jeune Vallée d'Aoste »: « pro aris et focis » « pour Dieu pour le Pays » était bien la sienne depuis toujours; mais aussi n'a-t-il jamais voulu en dissocier la formule: le « pro aris » « pour Dieu » pri- mait même chez lui le « pro focis » et lorsqu'un jour, au cours des années trou- bles de l'après-guerre, quelqu'un avait cru pouvoir l'accuser de collusion avec un mouvement qui favorisait les enne- mis de la religion il tint à faire une dé- claration publique, très précise et for- melle: « tout pour le Pays, oui d'accord, mais jamais au péril de trahir la foi et la religion de nos ancêtres; pour le Pays toujours, mais sans compromission avec les ennemis de cette civilisation chré- tienne qui a donné une âme à notre Pays ». Très franchement, il demeurait par là sur la ligne de ses maîtres et amis qu'il vénérait: d'Emile Chanoux, de Bréan, de Mgr Stévenin. ... ET SES FUNERAILLES Les funérailles de l'Abbé Barmaverain eurent lieu à St-Pierre même, le samedi 2 du mois de juin avec le concours de très nombreux fidèles de St-Pierre, de Brusson et d'autres pays encore. On a noté la couronne offerte par l'Admini- stration Communale de Brusson et le corps des Ex-Combattants de Saint-Pier- re. Les membres du Clergé étaient nom- breux. Quinze Prêtres ont concélébré la Messe d'Obit. Mgr Eugène Brunod, le Grand-Vicaire du Diocèse a prononcé l'homélie. Le corps du Vénéré Défunt repose dans l'attente de la résurrection des Justes dans le tombeau de la famille au cimetière de St-Pierre, non loin de l'Eglise de son baptême et de sa pre- mière Messe. Qu'il repose dans la paix du Christ qu'il a aimé et qu'il a bien servi. R.I.P. Brevi notizie di paese - Il 6 maggio un bel gruppo di frugolletti ha solennemente ricevuto la prima comunione. Essi sono: Bo- chet Cristiano, Ciancamerla Paolo, Charles Stefano, Degani Mauro, La- le Murix Giorgio, Lyveroulaz Eddy, Lussu Antonello, Pellissier Mauro, Pozzini Marco, Ronc Gildo, Raspo Stefano, Ronzani Stefano, Udali Fran- co, Zadkovich Luciano, Barmaverain Alice, Berthod Milena, Celesia Cri- stina, Charruaz Edy, D'Agostino Cri- stina, Chappuis Cinzia, Domaine Pa- tizia, Degani Iris Ornella, Empereur Loredana, Iannino Tiziana, Iuliano Flora, Junod Tiziana, Lale Murix E- lena, Mochet Adriana. *** - Il 29 giugno abbiamo solenne- mente celebrato la festa del nostro patrono. Don Christille, ritornato dall'Africa, è venuto a trovarci e a celebrare la Messa. Ci ha parlato so- prattutto del lebbrosario a cui la po- polazione di St-Pierre ha mandato le offerte della Quaresima 1972: un' opera fraterna per ammalati poveri e abbandonati. Nel pomeriggio, in località Breyan, Le bimbe della Prima Comunione 8 — — 9
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I bimbi della Prima Comunione è stata organizzata una festa popo- lare con canti, danze, fuochi e cena comunitaria. Preparata con cura dai giovani del Centre Culturel la festa ha avuto un buon risultato, dando l’occasione alla popolazione di trovarsi riunita nella gioia e nella fraternità. Finalmente anche Saint-Pierre ha qualche giovane che cerca di fare qualcosa per superare divisioni e in- dividualismi: il lavoro di questi gio- vani non è sempre facile e sovente incompreso, ma meritano tutto il plauso di coloro che ne vedono la generosità e la dedizione. Criticare è sempre facile, ma lo può fare solo chi ha cercato di fare qualcosa... *** ® Il tre giugno, in Chiesa, si è svolta una cerimonia nuova e sim- patica: il ringraziamento a Dio dei bambini al termine dell'anno scola- Tutta « la banda » dei chierichetti 10 — Noi grandi abbiamo voluto dare a tutti i chierichetti un piccolo regalo di riconoscenza e alla squadra più generosa (c’erano ben quattro squa- dre con 7 elementi) un dono più consistente. La premiazione fu fatta al termi- ne della Messa (in cui i bambini hanno fatto i lettori e i presentatori della preghiera dei fedeli) e furono le mamme di Mirco Bochet e di En- zo Challancin, chierichetti defunti, a presentare i doni ad ognuno. *** ® Il 12 agosto festa patronale a Vétan; nella bella cappellina che do- mina la vallata, un gruppo di per- sone si è riunito attorno all'altare di S. Lorenzo. Vétan sta diventando un centro di villeggiatura estiva sempre più ricer- cato. Le villette stanno aumentando a vista d'occhio e il paesaggio sta cambiando volto. C’è chi vede con gioia questo sviluppo turistico, altri criticano invece l'indiscriminato co- struire e la mancanza di un rispetto più rigoroso al paesaggio montano. *** La squadra chierichetti vincitrice stico e la premiazione dei chieri- chetti. Tutti i bambini di terza, quarta e quinta fanno parte del gruppo dei chierichetti, che con generosità ser- vono all'altare. Patrono a Vétan — 11
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Il 26 agosto festa in onore di S. Bartolomeo a Rumiod. Un bel gruppo di persone si è riunito nella vecchia cappella, per onorare l'apo- stolo martire. Anche Rumiod nella sua conca verdeggiante (il nuovo impianto di irrigazione dà un volto nuovo alla zona) sta per raggiungere uno svi- luppo turistico: quante case sono in costruzione. Speriamo che venga an- che qui salvato il paesaggio e non si debba un giorno lamentare l'inva- sione del cemento, con case eccessi- vamente deturpanti. * * * Il 13 settembre, a Verrogne, fe- sta in onore di S. Teodulo. E' que- sto ormai un villaggio disabitato, ec- cetto che in pochissimi periodi dell' anno. Ma il giorno del patrono, molti abitanti ritornano, ricordando e ri- vivendo i periodi in cui Verrogne a- veva una vita intensa. Il clima che si crea in questo patrono è sempre simpatico e fraterno: ci si trova sem- pre tutti assieme per parlare, can- tare, brindare. La strada dei Salassi forse ridarà Patrono a Verrogne volto nuovo a tutta questa zona (compresa quella di Homené) e ri- porterà nuova vita a questa stupen- da balconata panoramica, dominan- te tutta la vallata. La nostra corale anche durante questa estate ha portato i suoi canti e le sue voci in varie località della Valle. Ad Aosta, in piazza Chanoux, a Bosses (fête du jambon), a Introd, a Sarre (fête du vin) è stato ammi- rato il repertorio del nostro gruppo. I responsabili lamentano qualche defezoione e la mancanza incisiva dei giovani, speriamo che i « resti » sap- piano generosamente continuare. * * * La sezione A.V.I.S. di St-Pierre continua la sua opera, anche se il direttivo lamenta una generosità in flessione. Donare il sangue a quanti sono ammalati è un'opera altamente uma- nitaria, che richiede sacrifici e gene- rosità, però la soddisfazione di aiu- tare bisogni così estremi è un bene irrinunciabile. L'anno scorso (1972) furono fatte più di 120 donazioni, quest'anno per ora sono solo una settantina, un po' poco per una sezione che conta più di 70 iscritti. Festa dell'AVIS La nostra corale Ricordo del Dopo-scuola 1972-73 Anche quest'anno, come è ormai consuetudine a Saint-Pierre, il Pa- tronato Scolastico ha organizzato un corso di doposcuola per gli alunni della Scuola Media. Il Corso — ospitato dalla Parroc- chia nella saletta San Carlo — ha avuto inizio il 13 novembre e si è chiuso alla fine di maggio. La quota di partecipazione è stata di L. 5.000 ed è servita ad arricchire la Biblio- teca del doposcuola. Così, in questo anno scolastico, i ragazzi hanno avu- to a disposizione per le loro ricer- che e consultazioni — oltre alle tre Enciclopedie già esistenti — tre a- ggiornatissimi Dizionari: di italiano, di francese e di latino. I sette alunni iscrittisi al corso hanno frequentato con una certa re- 12 — — 13
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golarità fino alla fine del mese di marzo. Con.... l' « aprile dolce dormi-re », soltanto due sono rimasti ai loro posti di combattimento e, devo dire con tutta sincerità, si tratta di due tra i ragazzi che hanno tratto maggior giovamento dal doposcuola. Ma quest'anno c'è stata una novi-tà: con il mese di febbraio è stato organizzato un altro doposcuola, per iniziativa dell'Assessorato alla Pub- blica Istruzione della Regione. A questo corso, preparato con l'aiuto degli stessi professori della scuola, hanno partecipato altri sette ragazzi che - proprio perchè erano stati in-vitati ad iscriversi dai loro insegnan-ti - sono stati presenti fino alla fi- ne. In tutto, dunque, quattordici tra ragazze e ragazzi di Saint-Pierre si sono riuniti ogni giorno, per 2 ore, nella saletta San Carlo, a fare i com-piti e a prepararsi alle lezioni. Chi scrive non è nuova all'inse- gnamento, ma è alla sua prima espe-rienza di doposcuola e all'inizio ha incontrato non poche difficoltà. Con il trascorrere del tempo, poi, si è sta-bilito il contatto con i ragazzi, è co-minciata la collaborazione e le idee sul da farsi sono diventate più chia-re. E' dunque dopo questa preziosa esperienza, che posso senz'altro af- fermare l'utilità dei corsi del dopo- scuola. Utili non perchè da essi ci si debba attendere il superamento di tutte quelle difficoltà che i ragaz-zi incontrano nelle loro fatiche sco-lastiche: la presenza di una sola in-segnante e la pluralità, invece, delle materie, rende ciò praticamente im-possibile e d'altra parte a questo scopo esistono i corsi di recupero. L'utilità del doposcuola consiste nel fatto che i ragazzi hanno a loro disposizione, per fare i compiti e studiare, un ambiente adatto: un luogo dove non si fa altro che quel-lo; dove c'è una persona che li sti-mola, li incoraggia e, nei limiti del-le sue possibilità, li aiuta a superare certi scogli e talune incertezze; do-ve - sia pure ancora molto limita- tamente - esistono dei mezzi ausi-liari di ricerca e di studio; dove si esercita, di fatto, la più completa collaborazione in quanto allo sfor-zo individuale segue in primo luogo l'aiuto dei compagni poi quello del- l'insegnante. L'altro elemento, infine, che si è rivelato di una grande importanza è il colloquio che si è stabilito tra al-cuni genitori, l'insegnante del do-poscuola ed i professori. E' stato possibile adottare, così, una linea di condotta caso per caso che è risultata abbastanza efficace. Naturalmente molto importante è l' atteggiamento dei ragazzi nei con-fronti del doposcuola. Ecco perchè, come accennavo all'inizio, alcuni ne hanno tratto maggior giovamento di altri. Si tratta di quelli (non molti) che hanno frequentato i corsi con volontà, sollecitando loro stessi l'aiu-to dei compagni e dell'insegnante. Questo il giudizio, rapido e sinteti-co, di chi ha avuto l'incarico, per quest'anno, di seguire il doposcuola. Sarebbe ora molto utile, per tutti, conoscere il parere dei genitori e dei ragazzi. Luigina Fegatelli Il doposcuola con l'insegnante 14 — AVEC LES POETES DU VAL D'AOSTE Saint - Pierre S'étageant sur le roc, l'église et le chateau, Qui dominent sérieux le bourg et le village, Découpent dans le ciel d'azur et de nuages, L'une son vieux clocher, l'autre ses vieux créneaux. Ensemble solennel de force et de douceur, Séculaires témoins de la paisible histoire, D'une race fidèle aux rives de la Doire, L'église et château veillent parmi les fleurs. Bourgade parfumée, pâturages heureux, Prieuré qui le soir rêve mystérieux, Dans les champs lourds de blés et d'herbes frissonnantes. Et puis, sur le fond pur du sublime tableau, Se détache légère et claire comme l'eau, La Grivola, du bourg incomparable amante. St-Pierre, le 29 juin 1951. Edmon Trentaz LA VOIX DES EMIGRÉS Echos de Paris C'est le 7 Avril 1973, que les Val-dotains de Paris ont eu la joie d'ap-plaudir le théâtre en patois « Lo Cha-raban » dirigé par M. René Willien. Les pièces jouées furent, Lo Rabeuil-leur, l'égue potable, Notre pain quo-tidien (en Français) de René Wil-lien, et Adam et Eve 2000, de Willen et Robert Saluart. Toutes ces pièces ont été jouées — 15
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avec un art consommé, qui firent notre admiration et nous inspirèrent les rimes libres en patois que je dé- die ci-contre en l'honneur de notre groupe théâtral « Lo Charaban », dont la renommée dépasse désormais le cadre de nos frontières. Le Rideau Valdôtain, qui ne fait plus qu'un avec Lo Charaban, nous a présenté une pièce de Georges Fey- deau « Feu la mère de madame » qui reçu comme d'habitude des applau- dissements nourris. Cette sympathique rencontre devait se terminer par des agapes frater- nelles, et levant le verre bien haut, pour le XVème anniversaire du Cha- raban, au dynamique Rideau Valdô- tain, à la Vallée d'Aoste, et enfin à noutro dzen patoué et francé. Invitation et tentation de la montagne Ami, je suis la montagne, arrête ta course, regarde autour de toi, ce spectacle grandiose, allons, donne- moi ta main et suis-moi dans ce sen- tier. Quoi, tu trouve la marche trop harassante alors, assieds-toi parmi les mélèzes et les sapins et sous ces frais ombrages, regarde déjà au lointan la Vallée que ton oeil embrasse, ses chateaux petits comme des pains de sucre, et la Doire Baltée qui se tor- tille comme un serpent, mais ne t'arrête pas là, courage, reprend la marche vers les cimes altières. Che- min faisant, vois cette source qui surgit, cette eau vierge et limpide des neiges éternelles où tout com- mence. Ami, vois comme je suis belle, en toute saison; viens ici retremprer ton âme, toi, homme des mornes cités, toi, le metallo etc... échappe un instant à ta prison et viens en mon sein goûter à la plus pure des liber- tés, viens goûter aux charmes chan- geants que je t'offre. Vois mes lacs au fond bleu, escalade mes cols et dans mes pâturages tu rencontreras mes rudes habitants, qui au passa- ge te donneront une écuelle de bon lait ou de fleurette (brossa) et t'in- diqueront la route à suivre pour ve- nir embrasser mes sommets; Oh, je suis parfois méchante et dans ma co- lère je peux t'emporter dans l'abî- me, t'offrant ici le plus immaculé des linceuls, attention aussi à l'im- prudent qui veut, pour sa gloire con- quérir mes sommets, je suis jalouse et je me venge parfois terriblement mais ma colère est passagère et si tu veux me voir sourire dans ma su- blime beauté, lève-toi à l'aube, et at- tends que mon dieu le soleil apparais- se, caressant de ses rayons bienfai- sants toute la Vallée; admire ce ciel sans nuages d'une luminosité incom- parable. Ami, qui que tu sois, d'où que tu vienne, je suis ton amie, moi la mon- tagne de Savoie, du Val d'Aoste, ou d'ailleur, mon pays, c'est le tien, c'est le notre, car mon grand maître est dame nature et je n'ais pas de con- fins. Viens donc ici, bercer ton âme, sur mes pentes neigeuses, caresser mes rudes rochers, cueillir ces edel- weis, étoiles des alpes, ces fleurs ve- loutées que tu placeras dans ton al- bum de souvenirs, donne-en à tes amis, comme gage de mon amitié et invitation, mais avant de repartir vers tes citées lointaines, attends le crépuscule, la terre ayant terminé son cycle, regarde cette fois le soleil disparaître doucement sur mes flancs regarde encore ces teintes rosées, qui cette fois s'en vont, pour laisser descendre le manteau de la nuit, avec sa voûtre parsemée d'étoiles, vois la demi lune ou pleine lune qui éclaire mes glaciers, va-t-en doucement, com- me une fée et emporte avec toi, la paix, quiète solitude et dans ta vie, les souvenirs reveillant en toi, la dou- ce et irrésistible tentation qu'offre la montagne. Alors, ami, tu reviendras, Guy de Saint Pierre VETAN : Ville nel verde VETAN : Un nuovo volto 16 — — 17
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NUOVI MEMBRI DEL POPOLO DI DIO 6) Il 22 aprile battesimo di DU- FOUR NATHALIE di Carlo e di Car- lin Bruna. Padrini. Dufour Rodolfo e Carlin Sonia. 7) Il 29 aprile battesimo di DEVAL PIERRE di Ncberto e di Guala Lo- renzina. Padrini: Guala Giovanni e Petitjacques Alessandra. 8) Il 6 maggio battesimo di RU- MIOD IVANO di Donato e di Ar- mand Liviana. Padrini: Dayné Augu- sto e Thomasset Maria. 9) Il 13 maggio battesimo di FER- RANDOZ MASSIMO di Pierino e di Martinod Maura. Padrini: Gerbore Mario e Gerbore Erminia. 10) Il 13 maggio battesimo di CAMPESE SARA di Marco e di Ar- nod Silvia. Padrini: Distrotti Lucia- no e Fenoil Anna. 11) Il 31 maggio battesimo di DO- MAINE CATIA di Marino e di Jo- callaz Isalina. Padrini: Centoz Gio- vanni e Vauthier Piera. 12) L'8 luglio battesimo di CHE- NTRE SABRINA di Pierino e di Gé- rad Giovanna. Padrini: Gérard Fran- co e Gérard Anna. 13) Il 29 luglio battesimo di MI- LANESIO RICCARDO NICOLA ET- TORE di Bruno e di Bochet Emilia. Padrini: Bochet Grato e Gaspardo Elsa. 14) Il 23 agosto battesimo di CHA- NOUX MARINA di Albino e di Chap- puis Silvia. Padrini: Guala Albino e Luboz Delfina. 18 - NUOVI FOCOLARI CRISTIANI 3) Il 5 maggio BOIS ANNA MA- RIA si è sposata con BLANC EVAN- ZIO di Doues. Essi hanno fissato la loro dimora ad Aosta. 4) Il 5 maggio si sono sposati CEN- TOZ DANIELE e ARMAND MARIA ESTERINA. Essi abitano alla Ro- sière. 5) Il 12 maggio matrimonio tra GLAREY SERGIO e BERARD MA- RILENA di Villeneuve. Abitano a Cretallaz. 6) Il 28 luglio matrimonio tra JO- CALLAZ FRANCO e ROSSAN IRENE di Lyon (France). Essi abitano a Bussan di sotto. 7) Il 28 luglio CANOVA ERNIDA ha sposato CORNIOLO PIER GIO- VANNI di Aosta. Hanno fissato la loro dimora al Borgo. 8) L'8 settembre BLOND LAURA si è sposata con JUGLAIR ANGELO di Aosta. Abiteranno al Cogrein. 9) Il 22 settembre DEL DEGAN I- VO si è sposato con BISAZZA FIO- RELLA di Sarre. Abitano a Sarre. 10) Il 29 settembre BELLI FUL- VIA ha sposato PECCHINI BRUNO di Aosta. Abitano a Praximond. - 19 15) Il primo settembre battesimo di GUERINI RUDY di Gianfranco e di Iannino Maria. Padrini: Noussan Camillo e Guerini Ivana. 16) Il 9 settembre battesimo di MA- GNIN STEFANIA di Renato e di La- le Demoz Paola. Padrini: Lale Demoz Alfredo e Magnin Paola. 17) L'11 settembre battesimo di BERARD NADIA di Venanzio e di Thomasset Liliana. Padrini : Tho- masset Ezio e Armand Maria Este- rina. 18) Il 16 settembre battesimo di DEL NEGRO VERONICA DANY di Sergio e di Jocallaz Daniela. Padrini: Del Negro Corrado e Arnod Lucia. 19) Il 30 settembre battesimo di GASPARI ROBERTO IVAN di Raf- faele e di Chevrière Carla. Padrini : Breilorh Sergio e Breilorh Marisa.
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I NOSTRI DEFUNTI 10) Il 27 aprile è improvvisamen- te deceduta BRANCHE GIUSEPPI- NA di anni 66, moglie di Lale Murix Ottino. A neppure due mesi dalla tragica morte della figlia Carla, è deceduta stroncata da un dolore troppo insop- portabile. La sua casetta di Etavel è adesso ancora più vuota e il povero Ottino ha un doppio grande peso da por- tare. 11) Il tre maggio in un incidente di lavoro è morto FENOIL DARIO di anni 25. Giovane attivo, pieno di floride speranze, amante della vita, del lavoro e della famiglia: tutto è stato stroncato quel pomeriggio in un cantiere di lavoro di St-Denis. 20 — I suoi funerali, alla presenza di autorità e immensa folla, furono una bella testimonianza di affetto e so- lidarietà per il papà Tobia, per la mamma, per i fratelli e per la fidan- zata. 12) Alla bella età di 91 anni è de- ceduto il 25 maggio CHENTRE PIE- TRO. Nativo di Bionaz era venuto tra noi dandoci grande esempio di dedizione al lavoro. La sua famiglia ricorda i tanti anni di coraggiosa de- dizione alla ricerca di un futuro mi- gliore. 13) Il 30 maggio è morta THERI- SOD MARCELLA di anni 53. Amma- lata da tanti anni ha trovato in casa della sorella cure ed affetto. Fu una vita la sua piena di croci e sofferenze. Noi che siamo fortunati, tante volte dimentichiamo di guar- darci indietro. 14) Il 31 maggio è deceduto al Priorato il Sac. BARMAVERAIN A- DOLFO di anni 87. Nativo di St-Pier- re era stato per 46 anni parroco di Brusson. Da 5 anni era tornato nel suo caro paese natio, con la sorella Febronie, che per anni era stata ge- nerosamente al suo fianco. Abbiamo ammirato in questi anni la profon- da fede dell’Arciprete, la sua cultu- ra, il suo amore per la causa valdo- stana. 15) Il primo luglio è immatura- mente deceduto il maestro CHAR- RUAZ GIUSTO di anni 56. Da qual- che tempo era ammalato e la sua grande vitalità trovava duro vivere tra medicine e ospedale. Lo ricor- diamo come maestro generoso, co- me marito e padre affettuoso, come uomo cordiale e altruista. La moglie Ivonne, che lo ha curato con grande amore e ammirevole dedizione, e i figli ne serbano il ricordo più caro. 16) Alla giovane età di 40 anni è morto BOIS ERNESTO, dopo anni di malattia. Coraggioso nel male, ge- neroso negli impegni, buono e affet- tuoso coi bimbi, delicato nel suo animo da « artista »: quante belle doti in quest’uomo di fede, che ha trovato nella croce di Cristo la for- za per sopportare la sua. La corag- giosa mamma Enriette ne serba il ricordo con fede, nella sempre più vuota casa di Bachod. 17) Il 17 agosto all’ospedale è de- ceduta VAUDOIS MARIA FRANCE- SCA ved. di Carlin Pietro, all’età di 93 anni. Una breve malattia ha po- sto termine alla sua lunga generosa vita. I suoi figli e nipoti non potranno mai dimenticare i grandi enormi sa- crifici, la delicata affettuosità, la bontà previdente e assidua. Tutti noi ricorderemo la sua grande fede, e- spressa con serena generosità. Quan- te preghiere ha detto per tutti noi e quale esempio per noi che non tro- viamo mai il tempo per dedicarci ai valori dello spirito. * * * 18) Dopo lunga malattia è morta SAVOIE GIORGETTA ved. Rumiod. Di salute delicata, ma forte nell’ani- mo, è vissuta nei sacrifici e nel la- voro per il bene della sua famiglia. La fede, i sacramenti, la preghiera l’hanno aiutata nel bene e nel dolo- re. I figli l’hanno curata con grande amore, rendendole meno dura la pe- na della malattia, e ne serbano il ri- cordo con immutato affetto. 19) A Vétan è deceduta BOVE- ROD MARIA ANAIS di anni 85. Tanti anni vissuti nell’alta collina di St-Pierre, in mezzo a grandi sa- crifici, le avevano dato un carattere forte, abituato alle fatiche e alle pene. La figlia l’ha curata e amata, ricom- pensando il bene di tutta una vita. * * * Le 15 septembre est décédée à Pa- ris Raymonde Lale Demoz, à l’âge de 50 ans, après une cruelle maladie. Nous faisons à son mari, Guy, les plus sincères condoléances. * * * Le 26 septembre est décédé à Mon- treuil (Seine St-Denis), à l’âge de 65 ans, Besenval César. L’inhumation de notre compatriote a eu lieu au cime- tière de St. Aubin sur Mer. — 21
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PER LA CHIESA : Lale Lacroix Amedeo; in memoria Da- vid Elia e Giuseppina; in memoria Chal- lancin Enzo; Pellissier Arsène; N. N.; Mo- randi Sebastiano; Lale Demoz-Campese; in occasione nozze d'oro Persod-Lale De- moz; in memoria Lale Gérard Fortuné; N. N.; Ferrandoz Sergio; in memoria Bé- rard Adelina; Glarey Laura; in memoria Branche Giuseppina; N. N.; Thomasset Gino; matrimonio Centoz-Armand; N. N.; Luboz Robert; in memoria Gerbore Pal- mira; N. N.; nozze Zenti-Mete; in memo- ria Chentre Pietro; N. N.; Persod Luigi; in memoria Therisod Marcella; N. N.; in memoria Borney Dorina; N. N.; in memo- ria Barni Giovanni; in memoria Charruaz Giusto; Oreiller Marco; in memoria Bal- latore Adelaide; Floccari; in memoria Luboz Giuseppe; Garin Luigi; in memo- ria Vaudois Françoise; matrimonio Ma- lesan-Jordaney; in memoria Del Degan Egisto; in memoria Barmaverain Pierino; in memoria Lale Lacroix Eugenia; in me- moria Mocbet Sidonia; N. N.; Lale La- croix Pacifico; Garin Filippo (per la Sa- lette). Totale: L. 497.000. PER IL BOLLETTINO : Lale Lacroix Amedeo; Chabode Venan- ce; N. N.; Lale Demoz-Campese; Charles Delfino; Chenal François; Lavit Augusto; Chincheré Evaldó; N. N.; Ferrandoz Ser- gio; Fam. Empereur; fam. Anselmet; Gla- rey Laura; N. N.; Perrod Jean; Ferdinand Fenoil; N. N.; Luboz Robert; dott. Car- rel; N. N.; fam. Conchâtre; fam. Benech; Masoero; Jacquin Marine; Fenoil Mauri- zio; Bochet Marcel; Jans Savy; Perpoli Giuseppe; Centoz Giorgio; Vitton Mea Elina; Lale Murix Mario; Giuppone; N. N.; Thomasset Louis; Thomasset Delfi- na; Oreiller Marco; Celesia Lubino; Be- temps; Besenval Cesar; Jordaney Lidia; Jordaney Anna; Savoye Julien; Garin Lui- gi; Bonin Eddy. Totale: L. 121.500. PER L'ASILO : In memoria Fenoil Dario (i vicini di casa); lascito Barmaverain Abbé Adol- phe; in memoria Gerbore Guglielmina; in memoria Therisod Marcella; Canova Er- nida; N. N.. Totale L. 364.000. Un caro saluto a tutti. Il Parroco 22 — D'un clocher ... à l'autre Le 13 septembre est décédé, à l'Hô- pital Régional d'Aoste, Mr l'Abbé Pa- cifique Nano à l'âge de 70 ans. Originaire de Donnaz par ses pa- rents, l'Abbé Nano naquit à Mor- gex le premier janvier 1903; il fut ordonné Prêtre en 1927; vicaire de la Cathédrale de 1927 à 1931, il fut curé de la paroisse d'Hône de 1931 à 1938; depuis lors il fut par inter- valle vicaire à Donnaz, à Quart et à Fénis. Le plus long de son ministère il le déploya, avec zèle et succès, auprès des soldats en qualité d'Aumônier Militaire: dans le corps des Alpins de 1940 à 1944, dans le premier Ré- giment de l'Infanterie de 1945 jus- qu'à l'âge de sa retraite lorsqu'il ren- tra dans le Diocèse et vint s'établir à Donnaz, où il rendit encore de pré- cieux services à différents Curés, de la basse Vallée en particulier. Il est de noter que l'Abbé Nano é- tait le cadet d'une belle famille de 8 enfants qui a donné à l'Eglise 4 Prê- tres: Mr l'Abbé Ubald qui mourut sur le champ d'honneur lors de la guerre 1915-18, MM. les Abbés Louis et César qui furent Salésiens de Don Bosco et Mr l'Abbé Pacifique que nous rappelons ici. Un cinquième fils, Pierino, aspirait également au Sacerdoce, mais la mort le ravit quand il était Diacre. *** La Paroisse de Brusson a célébré très dignement, et très solennelle- ment, avec une édifiante unanimité de sentiments pieux et joyeux le Pre- mier Centenaire de la reconstruction de son église: Mgr notre Evêque, les Autorités Régionales et Communales, la population locale tout entière ont pris une part active aux manifesta- tions de ce glorieux centième anni- versaire. En parlant de la belle procession qui s'est déroulée, en l'honneur de St Maurice, Patron de la Paroisse, à la fin de la Grande Messe concélé- brée par Mgr l'Evêque, le Curé lo- cal et les Prêtres de Brusson, le Syndic de la Commune Mr Jean Tur- cotti a écrit : « Poi una processione di quelle che non si erano più viste da diverso tempo: banda musicale, fanciulli, la- bari di tutte le corporazioni esisten- ti in Brusson con le loro rappresen- tanze, Vigili del Fuoco, Donatori del Sangue, Ex Combattenti, Corale di Brusson, Ex Alpini «penne nere », ed altri ancora; Clero numeroso, Au- torità e fedeli tutti, si snodò dal piaz- zale del Comune lungo l'antica stra- da «Via della Chiesa » sino al piaz- zale della Casa di Dio ». Triomphalisme que cela ? Non pas; une belle manifestation publique de foi et de piété d'un peuple qui veut conserver l'esprit religieux qui fut de ses ancêtres et qui demeure vi- vant dans les cœurs et dans les âmes ! *** La Parrocchia di Perloz ha un nuo- vo Parroco nella persona del Rev.do Don Ugo Nicco, nativo di Donnaz; lo ha accolto con viva gioia la do- menica 30 settembre. Don Nicco è il più giovane Parro- co della Diocesi essendo nato il 28 settembre 1948 e essendo stato or- dinato Sacerdote il 7 settembre di quest'anno 1973. Al nuovo Parroco che presterà pu- re un prezioso servizio di coadiuto- re alla vicina e popolosa Parrocchia di Pont-St-Martin, presentiamo le no- 23
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stre felicitazioni e i nostri auguri più vivi di un fecondo e sereno mini- stero. *** A l’occasion du 20ème anniversaire de la mort du toujours très regretté Chanoine Bréan, le Comité des Tra- ditions Valdôtaines a eu l’heureuse idée d'ériger une plaque commémo- rative en son honneur sur les murs de la Maison Communale de Brus- son, son pays natal. La cérémonie de la découverte de la plaque s’est déroulée le dimanche 30 septembre avec le concours de très nombreux amis de l'illustre di- sparu, à la présence du Président de la Junte Régionale, des Autorités Communales et de plusieurs autres personnalités. Une Messe a été célébrée pour le repos de l'âme du vénéré défunt, et une gerbe de fleurs a été déposée sur sa tombe. *** I Pellegrinaggi Diocesani, indetti e organizzati dall'Azione Cattolica, presso i vari e più celebrati Santua- ri della nostra Valle - a Machaby, a Plout, a Perloz e a Courmayeur per meglio corrispondere ai deside- ri della Chiesa che ha proclamato « Anno di Preghiera alla Vergine » l'anno che stiamo vivendo, hanno avuto un esito quanto mai felice e lusinghiero, e questo per il numero dei partecipanti e, più ancora, per l' intensa pietà Mariana e Eucaristica che li caratterizzarono. Nell'ultimo Pellegrinaggio del 23 settembre presso il Santuario di N. S. della Guarigione a Courmayeur, i pellegrini, che provenivano da qua- si tutte le Parrocchie della Valle, erano oltre 1200. Una prova anche questa della tra- dizionale, ma pur sempre viva e sen- tita, devozione alla Madonna del po- polo Valdostano! 24 — Les Séminaristes qui étudient, cet- te année, au Petit Séminaire d'Aos- te, et qui se préparent à mieux con- naître les desseins que le Bon Dieu peut avoir pour leur avenir, les ap- pelant peut-être au Sacerdoce, sont au nombre de 76. Les étudiants du Grand Séminai- re, pour les cours du lycée et de la Théologie, sont au nombre de quinze. La direction spirituelle et morale des deux séminaires Diocésains est confiée à Mr l’Abbé Louis Garino qui est secondé dans la délicate besogne par Mr l’Abbé Richard Quey, par les deux nouveaux Prêtres Pierre Gam- ba et Lucien Danna et par l'abbé Gianelli Rodolphe. A tous nos Séminaristes et à leurs Supérieurs nous présentons nos vœux les meilleurs. Que nos lecteurs veuillent bien se rappeler dans leurs prières, des né- cessités des séminaires, des voca- tions sacerdotales et religieuses, de la sanctification du clergé. *** Un folto numero di Valdostani, con a capo S.E. Mons. Vescovo e al- cuni Sacerdoti della Diocesi era par- tito, sabato 6 ottobre, per un pelle- grinaggio in Terra Santa. I Pellegrini avrebbero dovuto, im- barcarsi a Roma, su un aeroplano che li avrebbe portati, in serata, in Palestina. L'improvviso, violento riaccender- si delle ostilità belliche nell’annoso conflitto del Medio Oriente, tra l’E- gitto, la Siria e Israele, ha impedito la partenza dell'apparecchio da Ciam- pino. I Pellegrini sono rientrati in Val- le dopo una breve sosta a Roma. Formuliamo qui, il voto più arden- te: che la PACE, tanto desiderata e sospirata da tutti possa presto ritor- nare su quelle tormentate regioni che udirono, un giorno, il « PRINCI- PE DELLA PACE » predicare al mon- do la « PATERNITÀ' DI DIO » e la « FRATELLANZA » di tutti gli uo- mini! alfa confezioni VESTE TUTTA LA FAMIGLIA A PREZZI IMBATTIBILI Viale Partigiani, 16 (di fronte Cinema Lux) - Telefono 32238 Sono arrivate le novità per l'Autunno - Inverno Ancora per pochi giorni, OFFERTE SPECIALI APPROFITTATENE!!! Uomo giacche da L. 10.000 abiti » 15.000 cappotti » 15.000 Signora pant. gabardine linea giovane L. 4.900 Tailleur » 15.000 cappotti » 15.000 abiti » 5.000 gonne » 3.500 Ragazzo/a cappotti da L. 9.000 giubb. lana int. pelo » 5.900 inoltre un vasto assortimento di articoli sportivi per uomo - donna - ragazzo