Vita parrocchiale, necrologi e riflessioni sociali nella Valle d'Aosta del 1973

10-1973.pdf

Il bollettino parrocchiale di St Pierre, datato Ottobre 1973, funge da cronaca dettagliata e forum di riflessione spirituale per la comunità della Diocesi di Aosta. Il documento affronta temi sociali urgenti come la solitudine, l'individualismo e la crisi dell'educazione religiosa (sottolineando la responsabilità primaria dei genitori). Ampio spazio è dedicato ai necrologi e alla memoria, in particolare con la biografia e il ricordo dell'Archiprêtre Adolphe Barmaverain e dell'Abbé Pacifique Nano, oltre alla commemorazione del giovane Dario Fenoil. Le cronache locali documentano le feste patronali, le attività culturali (come il doposcuola e gli spettacoli di 'Lo Charaban'), e i dati su battesimi, matrimoni e donazioni. Non mancano le critiche allo sviluppo edilizio indiscriminato e all'impatto negativo del turismo sul paesaggio montano. Infine, vengono riportati eventi diocesani, inclusa la cancellazione di un pellegrinaggio in Terra Santa a causa del riaccendersi del conflitto in Medio Oriente.

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Testo Originale Estratto
Paroisse de St Pierre

BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCESE D'AOSTE

XIVème ANNEE - N. 10
OCTOBRE 1973

[Image of cows grazing with mountains in background]

A Derby, face au Mont-Blanc: paix champêtre, poésie de l'automne chez nous ...

(Photo: Freppa)

« J'ai une mère sur la terre:
c'est ma maman:
J'ai une mère au Ciel:
c'est la Vierge Marie ».

La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes

Tip. Valdostana Aoste


Testo Originale Estratto
Cari amici,

St-Pierre

al termine del periodo estivo il bollettino riprende il suo colloquio
con i fratelli vicini e lontani.

LA NOSTRA SOLITUDINE

« Perché sei arrivato ad ubriacarti così sovente? »
Per uscire dalla solitudine.
« E ci sei riuscito ? »
No
« Dove pensi di poter arrivare ? »
A farla finita un giorno.
Questa fu la conversazione che ebbi con un uomo, trovato in un angolo
delle nostre strade, al termine di un giorno di festa.

La paura della solitudine sta diventando nel nostro mondo quasi una
malattia collettiva. Anche nei nostri paesi di campagna, dove forse più facile
è sempre stato il clima di fraternizzazione, stiamo vedendo l'avanzare della
« malattia del secolo ». Quanta incomunicabilità, quanta concorrenza, quanto
sfacciato individualismo!

- La società e l'educazione aiutano l'uomo ad essere meno solo? La
solitudine diventa sempre più grave perché ci troviamo in una società che
privilegia tutti i valori individualistici e che ha creato dei modelli fondati sulla
sopraffazione. Così a fare la guerra non si impara nelle caserme ma in famiglia
quando i genitori cominciano a sgridare il figlio perché non ha riportato a
scuola i voti migliori del compagno, perché non ha vinto. L'uomo che da
bambino viene istruito alla « vittoria » e non alla « collaborazione », porta
dentro di sé il gusto della guerra e quindi vorrà averla vinta sempre: sul
compagno a scuola, sulla donna nel matrimonio, sul compagno nel partito,
sugli altri in tutte le circostanze della vita. Questa visione antagonista dei
rapporti tra gli uomini ha creato la società dei consumi, fondata sul profitto
e la produzione. E in una società in cui contano solo coloro che producono
e guadagnano, cresce inevitabilmente il numero dei candidati alla solitudine.
- Un altro motivo di solitudine, in questo contesto, è la nostra super-
ficialità.
Siamo talmente drogati dalla superficialità che non si è più abituati a
parlare con se stesso e meno ancora con la natura e con gli altri uomini.
Quanta gente da noi dice di aver perso la fede, di aver smarrito Dio solo
perché non è più capace di rientrare in se stesso o perché ha troppo da fare
o perché non ha il coraggio di pensare con la propria testa: e questa è super-
ficialità. E poi ci si stupisce se troviamo sempre più vicini i frutti amari della

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- 1


Testo Originale Estratto
solitudine : l'alcolismo, rottura delle famiglie, depravazione sessuale, suicidio,
pazzia.
Cosa si può fare ?
Bisogna avere il coraggio di ricercare le soluzioni che possono aiutare
l'uomo a vivere e forgiarsi un destino migliore.
Ecco tre proposte per la nostra riflessione:
- riscoprire la solidarietà evangelica : amare il fratello, collaborare,
non cercare di essere felice da solo, battersi per una società a
misura d'uomo.
- trovare lo spazio per la riflessione personale : ascolto delle parole
che valgono, interiorità, preghiera.
- avere il coraggio di pensare con la propria testa : non lasciarsi mas-
sificare, fare ciò che è giusto non quello che fanno « gli altri »,
non avere paura del giudizio della gente.

Lettera ai genitori

Siamo all'inizio dell'anno scolasti-
co e come sempre si ripropone il
problema educativo anche nell'am-
bito religioso.
Quando voi avete portato i vostri
bimbi in Chiesa nel giorno del Bat-

tesimo il Sacerdote vi ha rivolto que-
ste parole :
« Cari genitori, chiedendo il Bat-
tesimo per i vostri figli, voi vi impe-
gnate ad educarli nella fede, perché
nell'osservanza dei comandamenti
imparino ad amare Dio e il prossi-
mo come Cristo ci ha insegnato. Sie-
te consapevoli di questa responsabi-
lità ? ».

Con la vostra risposta vi siete pub-
blicamente impegnati nell'educazio-
ne cristiana. E da quel giorno la re-
sponsabilità educativa è vostra: la
scuola e il sacerdote vi sono solo di
aiuto.

E sempre più ci rendiamo conto
che senza la presenza determinante
della famiglia, il lavoro del Sacerdo-
te resta solo superficiale e con risul-
tati limitati.

Il cristianesimo non è semplice-
mente un complesso di verità da
credere e di precetti da osservare. E'
una storia d'amore e di salvezza che
dà la possibilità di vivere una vita
divina. Il cristiano è il risultato del-
l'incontro tra la storia di amore con
cui Dio si mette in contatto con l'uo-

mo e la risposta di amore con cui l'
uomo aderisce liberamente a Dio.
Perciò l'educazione religiosa non può
esaurirsi in un compito di semplice
istruzione. Sua mèta specifica sarà
di aiutare il cristiano a formarsi
« una mentalità di fede », per cui
quando si trovi a pensare, a giudi-
care, a parlare, ad agire, sia portato
a farlo con un certo stile che è poi
lo stile cristiano, lo stile di Cristo.
Il che non significa fare delle perso-
ne impeccabili, ma piuttosto delle
persone sensibili ad una certa con-
dotta.
E cosa può fare il Parroco senza
la famiglia ? E' dalle parole e dall'

Asilo 1973 con le suore e l'Ins. Gerevini Lina

esempio dei suoi cari che il bimbo
imparerà questo stile di vita. Senza
poi parlare della contraddizione che
sorge nel cuore del bimbo, della in-
certezza in cui si sente precipitare
quando si accorge che gli adulti si
contraddicono l'un l'altro e quando
ad esempio i genitori insegnano (o
vivono) diversamente da quanto il
sacerdote dice. E' qui che viene get-
tato il seme della successiva incre-
dulità religiosa.
Quale grossa responsabilità !
Poniamoci una mano sul cuore e
cerchiamo ognuno di portare avanti
quell'impegno che la nostra « voca-
zione » richiede.

L'absurdité de la mort

Il est des circonstances où l'on
voudrait se taire, quand la mort frap-
pe un être cher, dans l'impuissance
où l'on est de traduire ce que l'on
ressent très fort au plus profond de
soi. Il faut pourtant parfois, à ces
moments-là, surtout si l'on est prê-
tre, délivrer la Parole de Dieu, libé-

rer aussi ce que nous ressentons en-
semble alors d'indéfinissable et d'u-
nanime, rassemblés autour d'une fa-
mille dont on ne saurait combler l'
immense peine.
C'est du moins ce que j'éprouvais
récemment devant la mort des plus
tragiques d'une jeune mère de famil-

Gesù la mèta di ogni educazione cri-
stiana.


- 3


Testo Originale Estratto
le amie. Il est un mot qui venait sur
toutes les lèvres devant les circons-
tances de l'accident: c'est absurde.
Tout était absurde dans cette mort:
quand on pense aux multiples coïn-
cidences qu'il a fallu pour qu'elle
soit là, lorsque deux voitures se télé-
scopent à quelques vingt mètres de
là, et que l'une d'elles dérape à cet
instant fatal, à l'endroit précis où
la jeune femme, la main à la portiè-
re, rejoignait son mari déjà au vo-
lant. Hémorragie interne, quelques
heures après, c'en était fait. Elle, plei-
ne de vie, d'espoir et de projets, ac-
tive, engagée dans divers secteurs
d'activités; dans l'action politique, à
la Maison des jeunes, codirectrice
d'un foyer de vieillards qui aujourd'
hui hochent la tête sans compren-
dre, avec le souvenir vivant de son
sourire et de sa jeunesse.
Vingt-huit ans. Trois enfants en
bas âge, et à quelques semaines d'ac-
coucher d'un superbe garçon tué sur
le coup. Comme un bourgeon prêt
à s'ouvrir au soleil de la vie. Une
telle mort est absurde.
Toute mort est absurde. Celle du
dernier Vietnamien avant le « cessez-
le-feu » comme celle d'un enfant une
veille de Noël. Mais la mort des jeu-
nes nous révolte, celle des anciens
nous trouve résignés. Devant ce
scandale déjà décrit dans la Bible
par l'histoire de Job, trois attitudes
nous sont possibles. Aller répétant
que le monde est absurde, comme
Jean-Paul Sartre et son école. Pren-
dre le parti de n'y pas penser, com-
me le suggère notre société de con-
sommation qui en fait un sujet ta-
bou, dont on n'ose parler aux en-
fants ni regarder la réalité en face.
Quitte à provoquer des névroses par
cette sorte de raffinement à faire si-
lence sur la mort.
Mais la mort est d'autant plus ab-
surde que la vie n'a pas son vrai
sens, qu'elle paraît elle-même une
absurdité. Conditions de travail, de
transport, vie humaine déshumani-
sée, sans âme, individualisme... On
meurt de plus en plus pour des rai-
sons absurdes: pour un profit plus
rapace, pour aller plus vite. Une mê-
me semaine, dans mon quartier, deux
moins de 20 ans sont décédés par ac-
cident de moto ou de voiture. La se-
maine suivante, pareillement deux
jeunes, dans la commune voisine.
Les jeunes appellent la voiture « le
cercueil ».
Et pourtant, il est une troisième
attitude devant la mort, celle que
révèle l'Évangile des croyants, et que
d'autres que les chrétiens pressen-
tent confusément. Leur secret, c'est
de regarder la vie et la mort d'un
même regard et comme liés l'un à
l'autre. L'expérience lucide et cou-
rageuse de la vie quotidienne rejoint
le conseil de l'Évangile: il faut mou-
rir chaque jour. Qu'est-ce à dire?
Choisir la solidarité, l'engagement
au service de la collectivité, c'est se
dépasser en mourant soi-même tous
les jours. Les mères de famille, les
militants de tous partis le savent
bien qui meurent quotidiennement
à la tâche en s'arrachant à leur con-
fort, à leur tranquillité. C'est cha-
que jour que chacun d'entre nous,
nous choisissons de vivre ou de mou-
rir. Mais ce qui meurt alors c'est l'
égoïsme qui empêche de vivre tota-
lement. L'amour qui naît au prix de
l'oubli de soi ne peut mourir. L'hom-
me est ainsi fait qu'il tend à la liber-
té totale et se veut immortel.
A ceux qui se replient sur eux-mê-
mes, sur leur confort, leurs petites
sécurités, et vivent un ennui mortel
comme on dit, à ces morts en sursis
s'adresse cette parole de la sagesse
des nations: « Qui ne meurt avant
sa mort connaîtra une vraie mort
quand il mourra ».
Le chrétien sait que la mort biolo-
gique - celle du corps - n'est qu'un
La mort
4 –
LA MORT
– 5


Testo Originale Estratto
passage qui débouche sur une vie
totale. Et c'est la vie qui a le dernier
mot. « O mort, où est ta victoire ? »
dit saint Paul. Ces arrachements d'
aujourd'hui, cet écrasement dans la
peine ouvrent sur l'espérance. « Ce-
lui qui croit en moi, dit le Christ,
fût-il passé par la mort, vivra ».
C'est sur la foi en la Parole du Christ,
sur le fait de sa propre résurrection
que le chrétien fonde sa certitude en
la plénitude de la vie par-delà la
mort.

Et n'allez pas rendre responsable
Dieu de l'absurdité de la mort. Ce
n'est pas « Dieu qui a rappelé à lui »
ceux que nous pleurons. Je n'aime
pas cette expression encore trop fré-
quente sur les faire-part de sépultu-
re. Ce n'est pas vrai. Un tel Dieu qui
serait coupable d'une cruauté dont
nous ne serions pas capables nous-
mêmes — « tout mauvais que nous
sommes », dit l'Evangile — ne mé-
riterait pas notre foi. Le germe mys-
térieux de mort qui est en nous est
venu du plus profond du mal qui est
partout. Mais Dieu, lui, accueille, oui,
dans sa tendresse, dans sa paix, ceux

qui ont partagé notre tendresse et
notre combat quotidien.
Toute mort, même la plus brutale,
la plus injustifiée, nous interpelle,
nous et notre vie, nous et nos solida-
rités, nous et la tâche quotidienne
qui nous veut au coude à coude,
décidés à en finir avec le côté ab-
surde de la vie qui nous précipite
vers une mort absurde et son non-
sens. Nous sommes appelés plus que
jamais à oeuvrer pour une libération
de l'homme asservi par l'avoir et
écrasé par des structures déshuma-
nisantes, mais aussi voués à enfan-
ter ce que saint Paul appelait déjà
« l'homme nouveau pour un monde
nouveau. Souvenons-nous-en pen-
dant ce Carême ».
« Si le grain ne meurt, il ne peut
porter du fruit... ».
Il n'est pas de vies pour rien, pas
de morts inutiles. Nos morts enfan-
tent en Jésus-Christ, pour une part,
ce monde neuf qu'il vous promet,
lui, et qu'il confie à nos efforts com-
muns.
C'est la vie qui est la plus forte.
C'est l'espérance partagée qui sera
la plus forte.

Ricordo Fenoil Dario

vo senso di sbigottimento e di pro-
fondo rimpianto. Ci si rifiutava di
accettare la triste verità perché a
nessuno pareva vero che un ragaz-
zo così giovane, così aitante, così
pieno di ricche promesse dovesse
soccombere tanto presto!

La notizia della tragica e improv-
visa dipartita del giovane Dario Fe-
noil, vittima di un infortunio sul la-
voro a St-Denis, ha suscitato nella
nostra Comunità parrocchiale un vi-

Dario era un ragazzo buono, labo-
rioso, simpatico, allegro; la sua di-
partita lascia un grande, incolmabi-
le vuoto nella sua famiglia e tra i
numerosi amici che ora lo cercano
invano nei loro ritrovi.

La famiglia parrocchiale si strin-
ge commossa attorno ai familiari in
pianto e assicura, col ricordo, pre-
ghiere per il caro Dario.

6
A. L.

L'Archiprêtre Barmaverain nous a quittés

« Ce que j'ai cru, je le vois;
ce que j'ai espéré a abouti a-
vec surabondance ».
(Tiré des écrits de l'Abbé
Barmaverain).

SON TREPAS

Le 31 du mois de mai, aux premières
heures de la solennité de l'Ascension, se
mourait, dans l'accueillante maison du
Prieuré de St-Pierre, M. l'Archiprêtre
Adolphe Barmaverain, au bel âge de 87
ans.

A son chevet veillaient très amoureu-
sement, M. le Chan. Commod, M. l'Abbé
Louis Maquignaz, ses neveux et le per-
sonnel de la maison qui l'avait assisté
avec beaucoup de dévouement en ces
derniers temps.

M. l'Abbé Barmaverain s'était retiré au
Prieuré vers la mi-décembre de l'an pas-
sé, après la mort de son frère Pierre et
à la suite de la maladie et de l'âge avan-
cé de sa soeur M.lle Fébronia (sa cadet-

te de cinq ans) avec laquelle il avait vé-
cu tout au long de son ministère parois-
sial à Brusson et, depuis l'an 1968, dans
sa maison paternelle à St-Pierre, au ha-
meau de Praximond, qu'il chérissait tout
particulièrement.

Ces derniers temps sa santé s'était af-
faiblie et ses conversations, pour l'ordi-
naire si alertes et si agréables, bien
nourries d'une bonne culture et d'une
profonde spiritualité, procédaient au ra-
lenti, au gré des souvenirs qui effleu-
raient et disparaissaient sous l'effet de
l'artériosclérose qui avançait.

En fait, une vieillesse sereine qui se
clôt sur une mort sans douleurs; une vie
bien vécue qui s'éteint sur la terre pour
se rallumer plus joyeusement dans le
ciel et pour l'éternité.

SON CURRICULUM VITAE

Et voici brièvement son curriculum
vitae:

M. l'Abbé Barmaveain nacquit à St-
Pierre le 29 août 1886, au sein d'une fa-
mille où la foi, la piété et le travail étaient
les grandes richesses; la famille comp-
tait six frères et une soeur; parmi les
enfants deux se consacrèrent à Dieu et
au service de l'Eglise; Adolphe, le véné-
ré archiprêtre que nous rappelons ici et
Louis qui entra dans la Compagnie de
Jésus et qui fut 42 ans Missionnaire en
Chine, puis dix ans au Madagascar où il
mourut le 10 octobre 1963 à l'âge de 87
ans (l'âge même du défunt que nous
pleurons en ce jour).

Le jeune Adolphe Barmaverain fit ses
premières études supérieures les écoles
gymnasiales auprès de la Maîtrise de la
Cathédrale que dirigeait M. l'Abbé Sté-
venin; de là naquit entre le disciple et
le maître une estime et une amitié qui
les lia pour la vie. Nous aimons à noter
que M. l'Abbé Barmaverain était, depuis
quelque temps, l'unique et le dernier
survivant des 43 prêtres que la bienmé-
ritante institution de la Maîtrise a donné
au Diocèse.

7


Testo Originale Estratto
Le jeune Adolphe passa ensuite au
Grand Séminaire pour y terminer ses
études ecclésiastiques et il fut ordonné
prêtre par Mgr Tasso le 29 juin 1911. Dès
lors commença son vicariat, de 1911 à
1915: il s'en fut tour à tour à Torgnon,
à Fontainemore, à St-Denis et à Valtour-
nanche.
En 1915 sonne la diane qui appelle les
citoyens à la défense du Pays: l'Abbé
Barmaverain est mobilisé et son service
militaire durera jusqu'à la fin de la guer-
re, en 1918.
A son retour il est encore vicaire, à
Nus d'abord, puis de nouveau à Fontai-
nemore.
Le 4 octobre 1922 Mgr Calabrese le
nomme enfin Curé de Brusson où il rem-
place M. le curé Gabriel Pession qui vient
d'être nommé chanoine de la Cathédrale
d'Aoste.
L'Abbé Barmaverain demeurera à ce
poste l'espace de 46 ans, jusqu'au 30
avril 1968, époque où il donne sa démis-
sion en raison de l'âge; il a pour lors
82 ans. Il rentre alors en son Praximond.

L'HOMME QU'IL FUT
SON CARACTERE SES AMOURS
D'une taille légèrement inférieure à la
moyenne, M. l'Abbé Barmaverain avait
la carrure de l'homme fort; les traits du
visage fortement prononcés; le teint ba-
sané et rouge; les mains et les doigts
carnus et carrés; la voix forte.
De la famille il avait hérité une endu-
rance à toutes épreuves et l'ardeur au
travail qui le portait à étudier avec cons-
tance, avec méthode et sans relâche. Il
suffit de voir sa bibliothèque pour s'en
rendre compte: de très nombreux volu-
mes des différentes disciplines ecclé-
siastiques et profanes, très abondam-
ment soulignés et garnis de notes per-
sonnelles, d'observation et d'apostilles;
les livres de théologie y côtoyent ceux
de la philosophie et de la liturgie, des
sciences sociales, de l'histoire ecclésias-
tique et civile, de l'histoire locale en par-
ticulier. Vous y trouvez des livres an-
ciens, les oeuvres de Rosmini entre au-
tres, et modernes, tels que le « Paysan
de la Garonne » de Jacques Maritain et
différents livres de Teilhard De Chardin
qui le passionnaient encore ses derniers
jours.
L'ordre et la précision méticuleuses
étaient les caractéristiques les plus évi-
dentes qui apparaissaient dans toutes
ses notes, dans tous ses écrits, dans sa
correspondance qu'il classait et catalo-
guait soigneusement.
Tout le monde connaît son amour pas-
sionné pour le Pays, pour ses meilleures
traditions et son attachement à la langue
française; pour sa part il n'a cessé, mal-
gré les pressions en sens contraire du
temps du fascisme, de parler, de prêcher,
d'enseigner le catéchisme en langue
française.
Ce n'est pas par un hasard que son
bureau de travail, à Brusson comme à
Praximond, était orné d'un grand cruci-
fix, encadré de part et d'autre, des pho-
tos, grand format, de Mgr Stévenin et
d'Emile Chanoux, tout aux côtés des pho-
tos du Pape et de l'Evêque du Diocèse.
En fait, le Christ, l'Eglise, le Pays, les
âmes étaient ses grands amours ! La de-
vise de la « Jeune Vallée d'Aoste »: « pro
aris et focis » « pour Dieu pour le Pays »
était bien la sienne depuis toujours; mais
aussi n'a-t-il jamais voulu en dissocier la
formule: le « pro aris » « pour Dieu » pri-
mait même chez lui le « pro focis » et
lorsqu'un jour, au cours des années trou-
bles de l'après-guerre, quelqu'un avait
cru pouvoir l'accuser de collusion avec
un mouvement qui favorisait les enne-
mis de la religion il tint à faire une dé-
claration publique, très précise et for-
melle: « tout pour le Pays, oui d'accord,
mais jamais au péril de trahir la foi et la
religion de nos ancêtres; pour le Pays
toujours, mais sans compromission avec
les ennemis de cette civilisation chré-
tienne qui a donné une âme à notre
Pays ». Très franchement, il demeurait
par là sur la ligne de ses maîtres et amis
qu'il vénérait: d'Emile Chanoux, de Bréan,
de Mgr Stévenin.

... ET SES FUNERAILLES
Les funérailles de l'Abbé Barmaverain
eurent lieu à St-Pierre même, le samedi
2 du mois de juin avec le concours de
très nombreux fidèles de St-Pierre, de
Brusson et d'autres pays encore. On a
noté la couronne offerte par l'Admini-
stration Communale de Brusson et le
corps des Ex-Combattants de Saint-Pier-
re. Les membres du Clergé étaient nom-
breux. Quinze Prêtres ont concélébré la
Messe d'Obit. Mgr Eugène Brunod, le
Grand-Vicaire du Diocèse a prononcé
l'homélie. Le corps du Vénéré Défunt
repose dans l'attente de la résurrection
des Justes dans le tombeau de la famille
au cimetière de St-Pierre, non loin de
l'Eglise de son baptême et de sa pre-
mière Messe.
Qu'il repose dans la paix du Christ
qu'il a aimé et qu'il a bien servi.
R.I.P.

Brevi notizie di paese

- Il 6 maggio un bel gruppo di
frugolletti ha solennemente ricevuto
la prima comunione. Essi sono: Bo-
chet Cristiano, Ciancamerla Paolo,
Charles Stefano, Degani Mauro, La-
le Murix Giorgio, Lyveroulaz Eddy,
Lussu Antonello, Pellissier Mauro,
Pozzini Marco, Ronc Gildo, Raspo
Stefano, Ronzani Stefano, Udali Fran-
co, Zadkovich Luciano, Barmaverain
Alice, Berthod Milena, Celesia Cri-
stina, Charruaz Edy, D'Agostino Cri-
stina, Chappuis Cinzia, Domaine Pa-
tizia, Degani Iris Ornella, Empereur
Loredana, Iannino Tiziana, Iuliano
Flora, Junod Tiziana, Lale Murix E-
lena, Mochet Adriana.

***

- Il 29 giugno abbiamo solenne-
mente celebrato la festa del nostro
patrono. Don Christille, ritornato
dall'Africa, è venuto a trovarci e a
celebrare la Messa. Ci ha parlato so-
prattutto del lebbrosario a cui la po-
polazione di St-Pierre ha mandato
le offerte della Quaresima 1972: un'
opera fraterna per ammalati poveri
e abbandonati.

Nel pomeriggio, in località Breyan,

Le bimbe della
Prima
Comunione



8 —

— 9


Testo Originale Estratto
I bimbi della Prima
Comunione
è stata organizzata una festa popo-
lare con canti, danze, fuochi e cena
comunitaria.
Preparata con cura dai giovani del
Centre Culturel la festa ha avuto
un buon risultato, dando l’occasione
alla popolazione di trovarsi riunita
nella gioia e nella fraternità.
Finalmente anche Saint-Pierre ha
qualche giovane che cerca di fare
qualcosa per superare divisioni e in-
dividualismi: il lavoro di questi gio-
vani non è sempre facile e sovente
incompreso, ma meritano tutto il
plauso di coloro che ne vedono la
generosità e la dedizione. Criticare
è sempre facile, ma lo può fare solo
chi ha cercato di fare qualcosa...
***
® Il tre giugno, in Chiesa, si è
svolta una cerimonia nuova e sim-
patica: il ringraziamento a Dio dei
bambini al termine dell'anno scola-

Tutta « la banda »
dei chierichetti
10 —
Noi grandi abbiamo voluto dare a
tutti i chierichetti un piccolo regalo
di riconoscenza e alla squadra più
generosa (c’erano ben quattro squa-
dre con 7 elementi) un dono più
consistente.
La premiazione fu fatta al termi-
ne della Messa (in cui i bambini
hanno fatto i lettori e i presentatori
della preghiera dei fedeli) e furono
le mamme di Mirco Bochet e di En-
zo Challancin, chierichetti defunti,
a presentare i doni ad ognuno.
***
® Il 12 agosto festa patronale a
Vétan; nella bella cappellina che do-
mina la vallata, un gruppo di per-
sone si è riunito attorno all'altare
di S. Lorenzo.
Vétan sta diventando un centro di
villeggiatura estiva sempre più ricer-
cato. Le villette stanno aumentando
a vista d'occhio e il paesaggio sta
cambiando volto. C’è chi vede con
gioia questo sviluppo turistico, altri
criticano invece l'indiscriminato co-
struire e la mancanza di un rispetto
più rigoroso al paesaggio montano.
***
La squadra chierichetti vincitrice
stico e la premiazione dei chieri-
chetti.
Tutti i bambini di terza, quarta e
quinta fanno parte del gruppo dei
chierichetti, che con generosità ser-
vono all'altare.

Patrono a Vétan
— 11


Testo Originale Estratto
Il 26 agosto festa in onore di
S. Bartolomeo a Rumiod. Un bel
gruppo di persone si è riunito nella
vecchia cappella, per onorare l'apo-
stolo martire.
Anche Rumiod nella sua conca
verdeggiante (il nuovo impianto di
irrigazione dà un volto nuovo alla
zona) sta per raggiungere uno svi-
luppo turistico: quante case sono in
costruzione. Speriamo che venga an-
che qui salvato il paesaggio e non
si debba un giorno lamentare l'inva-
sione del cemento, con case eccessi-
vamente deturpanti.
* * *
Il 13 settembre, a Verrogne, fe-
sta in onore di S. Teodulo. E' que-
sto ormai un villaggio disabitato, ec-
cetto che in pochissimi periodi dell'
anno. Ma il giorno del patrono, molti
abitanti ritornano, ricordando e ri-
vivendo i periodi in cui Verrogne a-
veva una vita intensa. Il clima che
si crea in questo patrono è sempre
simpatico e fraterno: ci si trova sem-
pre tutti assieme per parlare, can-
tare, brindare.
La strada dei Salassi forse ridarà
Patrono a Verrogne
volto nuovo a tutta questa zona
(compresa quella di Homené) e ri-
porterà nuova vita a questa stupen-
da balconata panoramica, dominan-
te tutta la vallata.
La nostra corale anche durante
questa estate ha portato i suoi canti
e le sue voci in varie località della
Valle. Ad Aosta, in piazza Chanoux,
a Bosses (fête du jambon), a Introd,
a Sarre (fête du vin) è stato ammi-
rato il repertorio del nostro gruppo.
I responsabili lamentano qualche
defezoione e la mancanza incisiva dei
giovani, speriamo che i « resti » sap-
piano generosamente continuare.
* * *
La sezione A.V.I.S. di St-Pierre
continua la sua opera, anche se il
direttivo lamenta una generosità in
flessione.
Donare il sangue a quanti sono
ammalati è un'opera altamente uma-
nitaria, che richiede sacrifici e gene-
rosità, però la soddisfazione di aiu-
tare bisogni così estremi è un bene
irrinunciabile.
L'anno scorso (1972) furono fatte
più di 120 donazioni, quest'anno per
ora sono solo una settantina, un po'
poco per una sezione che conta più
di 70 iscritti.
Festa
dell'AVIS
La nostra corale
Ricordo del Dopo-scuola 1972-73
Anche quest'anno, come è ormai
consuetudine a Saint-Pierre, il Pa-
tronato Scolastico ha organizzato un
corso di doposcuola per gli alunni
della Scuola Media.
Il Corso — ospitato dalla Parroc-
chia nella saletta San Carlo — ha
avuto inizio il 13 novembre e si è
chiuso alla fine di maggio. La quota
di partecipazione è stata di L. 5.000
ed è servita ad arricchire la Biblio-
teca del doposcuola. Così, in questo
anno scolastico, i ragazzi hanno avu-
to a disposizione per le loro ricer-
che e consultazioni — oltre alle tre
Enciclopedie già esistenti — tre a-
ggiornatissimi Dizionari: di italiano,
di francese e di latino.
I sette alunni iscrittisi al corso
hanno frequentato con una certa re-
12 —
— 13


Testo Originale Estratto
golarità fino alla fine del mese di
marzo. Con.... l' « aprile dolce dormi-re », soltanto due sono rimasti ai
loro posti di combattimento e, devo
dire con tutta sincerità, si tratta di
due tra i ragazzi che hanno tratto
maggior giovamento dal doposcuola.
Ma quest'anno c'è stata una novi-tà: con il mese di febbraio è stato
organizzato un altro doposcuola, per
iniziativa dell'Assessorato alla Pub-
blica Istruzione della Regione. A
questo corso, preparato con l'aiuto
degli stessi professori della scuola,
hanno partecipato altri sette ragazzi
che - proprio perchè erano stati in-vitati ad iscriversi dai loro insegnan-ti - sono stati presenti fino alla fi-
ne. In tutto, dunque, quattordici tra
ragazze e ragazzi di Saint-Pierre si
sono riuniti ogni giorno, per 2 ore,
nella saletta San Carlo, a fare i com-piti e a prepararsi alle lezioni.
Chi scrive non è nuova all'inse-
gnamento, ma è alla sua prima espe-rienza di doposcuola e all'inizio ha
incontrato non poche difficoltà. Con
il trascorrere del tempo, poi, si è sta-bilito il contatto con i ragazzi, è co-minciata la collaborazione e le idee
sul da farsi sono diventate più chia-re. E' dunque dopo questa preziosa
esperienza, che posso senz'altro af-
fermare l'utilità dei corsi del dopo-
scuola. Utili non perchè da essi ci
si debba attendere il superamento
di tutte quelle difficoltà che i ragaz-zi incontrano nelle loro fatiche sco-lastiche: la presenza di una sola in-segnante e la pluralità, invece, delle
materie, rende ciò praticamente im-possibile e d'altra parte a questo
scopo esistono i corsi di recupero.
L'utilità del doposcuola consiste
nel fatto che i ragazzi hanno a loro
disposizione, per fare i compiti e
studiare, un ambiente adatto: un
luogo dove non si fa altro che quel-lo; dove c'è una persona che li sti-mola, li incoraggia e, nei limiti del-le sue possibilità, li aiuta a superare
certi scogli e talune incertezze; do-ve - sia pure ancora molto limita-
tamente - esistono dei mezzi ausi-liari di ricerca e di studio; dove si
esercita, di fatto, la più completa
collaborazione in quanto allo sfor-zo individuale segue in primo luogo
l'aiuto dei compagni poi quello del-
l'insegnante.
L'altro elemento, infine, che si è
rivelato di una grande importanza è
il colloquio che si è stabilito tra al-cuni genitori, l'insegnante del do-poscuola ed i professori.
E' stato possibile adottare, così,
una linea di condotta caso per caso
che è risultata abbastanza efficace.
Naturalmente molto importante è l'
atteggiamento dei ragazzi nei con-fronti del doposcuola. Ecco perchè,
come accennavo all'inizio, alcuni ne
hanno tratto maggior giovamento di
altri. Si tratta di quelli (non molti)
che hanno frequentato i corsi con
volontà, sollecitando loro stessi l'aiu-to dei compagni e dell'insegnante.
Questo il giudizio, rapido e sinteti-co, di chi ha avuto l'incarico, per
quest'anno, di seguire il doposcuola.
Sarebbe ora molto utile, per tutti,
conoscere il parere dei genitori e dei
ragazzi.
Luigina Fegatelli
Il doposcuola con l'insegnante
14 —
AVEC LES POETES
DU VAL D'AOSTE
Saint - Pierre
S'étageant sur le roc, l'église et le chateau,
Qui dominent sérieux le bourg et le village,
Découpent dans le ciel d'azur et de nuages,
L'une son vieux clocher, l'autre ses vieux créneaux.
Ensemble solennel de force et de douceur,
Séculaires témoins de la paisible histoire,
D'une race fidèle aux rives de la Doire,
L'église et château veillent parmi les fleurs.
Bourgade parfumée, pâturages heureux,
Prieuré qui le soir rêve mystérieux,
Dans les champs lourds de blés et d'herbes frissonnantes.
Et puis, sur le fond pur du sublime tableau,
Se détache légère et claire comme l'eau,
La Grivola, du bourg incomparable amante.
St-Pierre, le 29 juin 1951.
Edmon Trentaz
LA VOIX DES EMIGRÉS
Echos de Paris
C'est le 7 Avril 1973, que les Val-dotains de Paris ont eu la joie d'ap-plaudir le théâtre en patois « Lo Cha-raban » dirigé par M. René Willien.
Les pièces jouées furent, Lo Rabeuil-leur, l'égue potable, Notre pain quo-tidien (en Français) de René Wil-lien, et Adam et Eve 2000, de Willen
et Robert Saluart.
Toutes ces pièces ont été jouées
— 15


Testo Originale Estratto
avec un art consommé, qui firent
notre admiration et nous inspirèrent
les rimes libres en patois que je dé-
die ci-contre en l'honneur de notre
groupe théâtral « Lo Charaban »,
dont la renommée dépasse désormais
le cadre de nos frontières.
Le Rideau Valdôtain, qui ne fait
plus qu'un avec Lo Charaban, nous
a présenté une pièce de Georges Fey-
deau « Feu la mère de madame » qui
reçu comme d'habitude des applau-
dissements nourris.
Cette sympathique rencontre devait
se terminer par des agapes frater-
nelles, et levant le verre bien haut,
pour le XVème anniversaire du Cha-
raban, au dynamique Rideau Valdô-
tain, à la Vallée d'Aoste, et enfin à
noutro dzen patoué et francé.

Invitation et tentation de la montagne

Ami, je suis la montagne, arrête
ta course, regarde autour de toi, ce
spectacle grandiose, allons, donne-
moi ta main et suis-moi dans ce sen-
tier. Quoi, tu trouve la marche trop
harassante alors, assieds-toi parmi les
mélèzes et les sapins et sous ces frais
ombrages, regarde déjà au lointan
la Vallée que ton oeil embrasse, ses
chateaux petits comme des pains de
sucre, et la Doire Baltée qui se tor-
tille comme un serpent, mais ne
t'arrête pas là, courage, reprend la
marche vers les cimes altières. Che-
min faisant, vois cette source qui
surgit, cette eau vierge et limpide
des neiges éternelles où tout com-
mence.
Ami, vois comme je suis belle, en
toute saison; viens ici retremprer
ton âme, toi, homme des mornes
cités, toi, le metallo etc... échappe un
instant à ta prison et viens en mon
sein goûter à la plus pure des liber-
tés, viens goûter aux charmes chan-
geants que je t'offre. Vois mes lacs
au fond bleu, escalade mes cols et
dans mes pâturages tu rencontreras
mes rudes habitants, qui au passa-
ge te donneront une écuelle de bon
lait ou de fleurette (brossa) et t'in-
diqueront la route à suivre pour ve-
nir embrasser mes sommets; Oh, je
suis parfois méchante et dans ma co-
lère je peux t'emporter dans l'abî-
me, t'offrant ici le plus immaculé
des linceuls, attention aussi à l'im-
prudent qui veut, pour sa gloire con-
quérir mes sommets, je suis jalouse
et je me venge parfois terriblement
mais ma colère est passagère et si
tu veux me voir sourire dans ma su-
blime beauté, lève-toi à l'aube, et at-
tends que mon dieu le soleil apparais-
se, caressant de ses rayons bienfai-
sants toute la Vallée; admire ce ciel
sans nuages d'une luminosité incom-
parable.
Ami, qui que tu sois, d'où que tu
vienne, je suis ton amie, moi la mon-
tagne de Savoie, du Val d'Aoste, ou
d'ailleur, mon pays, c'est le tien, c'est
le notre, car mon grand maître est
dame nature et je n'ais pas de con-
fins. Viens donc ici, bercer ton âme,
sur mes pentes neigeuses, caresser
mes rudes rochers, cueillir ces edel-
weis, étoiles des alpes, ces fleurs ve-
loutées que tu placeras dans ton al-
bum de souvenirs, donne-en à tes
amis, comme gage de mon amitié et
invitation, mais avant de repartir
vers tes citées lointaines, attends le
crépuscule, la terre ayant terminé
son cycle, regarde cette fois le soleil
disparaître doucement sur mes flancs
regarde encore ces teintes rosées,
qui cette fois s'en vont, pour laisser
descendre le manteau de la nuit, avec
sa voûtre parsemée d'étoiles, vois la
demi lune ou pleine lune qui éclaire
mes glaciers, va-t-en doucement, com-
me une fée et emporte avec toi, la
paix, quiète solitude et dans ta vie,
les souvenirs reveillant en toi, la dou-
ce et irrésistible tentation qu'offre la
montagne.

Alors, ami, tu reviendras,
Guy de Saint Pierre

VETAN : Ville nel verde

VETAN : Un nuovo volto

16 —

— 17


Testo Originale Estratto
NUOVI MEMBRI
DEL POPOLO DI DIO
6) Il 22 aprile battesimo di DU-
FOUR NATHALIE di Carlo e di Car-
lin Bruna. Padrini. Dufour Rodolfo
e Carlin Sonia.
7) Il 29 aprile battesimo di DEVAL
PIERRE di Ncberto e di Guala Lo-
renzina. Padrini: Guala Giovanni e
Petitjacques Alessandra.
8) Il 6 maggio battesimo di RU-
MIOD IVANO di Donato e di Ar-
mand Liviana. Padrini: Dayné Augu-
sto e Thomasset Maria.
9) Il 13 maggio battesimo di FER-
RANDOZ MASSIMO di Pierino e di
Martinod Maura. Padrini: Gerbore
Mario e Gerbore Erminia.
10) Il 13 maggio battesimo di
CAMPESE SARA di Marco e di Ar-
nod Silvia. Padrini: Distrotti Lucia-
no e Fenoil Anna.
11) Il 31 maggio battesimo di DO-
MAINE CATIA di Marino e di Jo-
callaz Isalina. Padrini: Centoz Gio-
vanni e Vauthier Piera.
12) L'8 luglio battesimo di CHE-
NTRE SABRINA di Pierino e di Gé-
rad Giovanna. Padrini: Gérard Fran-
co e Gérard Anna.
13) Il 29 luglio battesimo di MI-
LANESIO RICCARDO NICOLA ET-
TORE di Bruno e di Bochet Emilia.
Padrini: Bochet Grato e Gaspardo
Elsa.
14) Il 23 agosto battesimo di CHA-
NOUX MARINA di Albino e di Chap-
puis Silvia. Padrini: Guala Albino e
Luboz Delfina.
18 -
NUOVI FOCOLARI CRISTIANI
3) Il 5 maggio BOIS ANNA MA-
RIA si è sposata con BLANC EVAN-
ZIO di Doues. Essi hanno fissato la
loro dimora ad Aosta.
4) Il 5 maggio si sono sposati CEN-
TOZ DANIELE e ARMAND MARIA
ESTERINA. Essi abitano alla Ro-
sière.
5) Il 12 maggio matrimonio tra
GLAREY SERGIO e BERARD MA-
RILENA di Villeneuve. Abitano a
Cretallaz.
6) Il 28 luglio matrimonio tra JO-
CALLAZ FRANCO e ROSSAN IRENE
di Lyon (France). Essi abitano a
Bussan di sotto.
7) Il 28 luglio CANOVA ERNIDA
ha sposato CORNIOLO PIER GIO-
VANNI di Aosta. Hanno fissato la
loro dimora al Borgo.
8) L'8 settembre BLOND LAURA
si è sposata con JUGLAIR ANGELO
di Aosta. Abiteranno al Cogrein.
9) Il 22 settembre DEL DEGAN I-
VO si è sposato con BISAZZA FIO-
RELLA di Sarre. Abitano a Sarre.
10) Il 29 settembre BELLI FUL-
VIA ha sposato PECCHINI BRUNO
di Aosta. Abitano a Praximond.
- 19
15) Il primo settembre battesimo
di GUERINI RUDY di Gianfranco e
di Iannino Maria. Padrini: Noussan
Camillo e Guerini Ivana.
16) Il 9 settembre battesimo di MA-
GNIN STEFANIA di Renato e di La-
le Demoz Paola. Padrini: Lale Demoz
Alfredo e Magnin Paola.
17) L'11 settembre battesimo di
BERARD NADIA di Venanzio e di
Thomasset Liliana. Padrini : Tho-
masset Ezio e Armand Maria Este-
rina.
18) Il 16 settembre battesimo di
DEL NEGRO VERONICA DANY di
Sergio e di Jocallaz Daniela. Padrini:
Del Negro Corrado e Arnod Lucia.
19) Il 30 settembre battesimo di
GASPARI ROBERTO IVAN di Raf-
faele e di Chevrière Carla. Padrini :
Breilorh Sergio e Breilorh Marisa.


Testo Originale Estratto
I NOSTRI DEFUNTI

10) Il 27 aprile è improvvisamen-
te deceduta BRANCHE GIUSEPPI-
NA di anni 66, moglie di Lale Murix
Ottino.

A neppure due mesi dalla tragica
morte della figlia Carla, è deceduta
stroncata da un dolore troppo insop-
portabile.

La sua casetta di Etavel è adesso
ancora più vuota e il povero Ottino
ha un doppio grande peso da por-
tare.

11) Il tre maggio in un incidente
di lavoro è morto FENOIL DARIO
di anni 25. Giovane attivo, pieno di
floride speranze, amante della vita,
del lavoro e della famiglia: tutto è
stato stroncato quel pomeriggio in
un cantiere di lavoro di St-Denis.

20 —

I suoi funerali, alla presenza di
autorità e immensa folla, furono una
bella testimonianza di affetto e so-
lidarietà per il papà Tobia, per la
mamma, per i fratelli e per la fidan-
zata.

12) Alla bella età di 91 anni è de-
ceduto il 25 maggio CHENTRE PIE-
TRO. Nativo di Bionaz era venuto
tra noi dandoci grande esempio di
dedizione al lavoro. La sua famiglia
ricorda i tanti anni di coraggiosa de-
dizione alla ricerca di un futuro mi-
gliore.

13) Il 30 maggio è morta THERI-
SOD MARCELLA di anni 53. Amma-
lata da tanti anni ha trovato in casa
della sorella cure ed affetto.

Fu una vita la sua piena di croci e
sofferenze. Noi che siamo fortunati,

tante volte dimentichiamo di guar-
darci indietro.

14) Il 31 maggio è deceduto al
Priorato il Sac. BARMAVERAIN A-
DOLFO di anni 87. Nativo di St-Pier-
re era stato per 46 anni parroco di
Brusson. Da 5 anni era tornato nel
suo caro paese natio, con la sorella
Febronie, che per anni era stata ge-
nerosamente al suo fianco. Abbiamo
ammirato in questi anni la profon-
da fede dell’Arciprete, la sua cultu-
ra, il suo amore per la causa valdo-
stana.

15) Il primo luglio è immatura-
mente deceduto il maestro CHAR-
RUAZ GIUSTO di anni 56. Da qual-
che tempo era ammalato e la sua
grande vitalità trovava duro vivere
tra medicine e ospedale. Lo ricor-
diamo come maestro generoso, co-
me marito e padre affettuoso, come
uomo cordiale e altruista. La moglie
Ivonne, che lo ha curato con grande
amore e ammirevole dedizione, e i
figli ne serbano il ricordo più caro.

16) Alla giovane età di 40 anni è
morto BOIS ERNESTO, dopo anni
di malattia. Coraggioso nel male, ge-
neroso negli impegni, buono e affet-
tuoso coi bimbi, delicato nel suo
animo da « artista »: quante belle
doti in quest’uomo di fede, che ha
trovato nella croce di Cristo la for-
za per sopportare la sua. La corag-
giosa mamma Enriette ne serba il
ricordo con fede, nella sempre più
vuota casa di Bachod.

17) Il 17 agosto all’ospedale è de-
ceduta VAUDOIS MARIA FRANCE-
SCA ved. di Carlin Pietro, all’età di
93 anni. Una breve malattia ha po-
sto termine alla sua lunga generosa
vita.

I suoi figli e nipoti non potranno
mai dimenticare i grandi enormi sa-
crifici, la delicata affettuosità, la
bontà previdente e assidua. Tutti noi
ricorderemo la sua grande fede, e-
spressa con serena generosità. Quan-
te preghiere ha detto per tutti noi e
quale esempio per noi che non tro-
viamo mai il tempo per dedicarci ai
valori dello spirito.

* * *

18) Dopo lunga malattia è morta
SAVOIE GIORGETTA ved. Rumiod.
Di salute delicata, ma forte nell’ani-
mo, è vissuta nei sacrifici e nel la-
voro per il bene della sua famiglia.

La fede, i sacramenti, la preghiera
l’hanno aiutata nel bene e nel dolo-
re. I figli l’hanno curata con grande
amore, rendendole meno dura la pe-
na della malattia, e ne serbano il ri-
cordo con immutato affetto.

19) A Vétan è deceduta BOVE-
ROD MARIA ANAIS di anni 85.

Tanti anni vissuti nell’alta collina
di St-Pierre, in mezzo a grandi sa-
crifici, le avevano dato un carattere
forte, abituato alle fatiche e alle pene.
La figlia l’ha curata e amata, ricom-
pensando il bene di tutta una vita.

* * *

Le 15 septembre est décédée à Pa-
ris Raymonde Lale Demoz, à l’âge
de 50 ans, après une cruelle maladie.

Nous faisons à son mari, Guy, les
plus sincères condoléances.

* * *

Le 26 septembre est décédé à Mon-
treuil (Seine St-Denis), à l’âge de 65
ans, Besenval César. L’inhumation de
notre compatriote a eu lieu au cime-
tière de St. Aubin sur Mer.

— 21


Testo Originale Estratto
PER LA CHIESA :

Lale Lacroix Amedeo; in memoria Da-
vid Elia e Giuseppina; in memoria Chal-
lancin Enzo; Pellissier Arsène; N. N.; Mo-
randi Sebastiano; Lale Demoz-Campese;
in occasione nozze d'oro Persod-Lale De-
moz; in memoria Lale Gérard Fortuné;
N. N.; Ferrandoz Sergio; in memoria Bé-
rard Adelina; Glarey Laura; in memoria
Branche Giuseppina; N. N.; Thomasset
Gino; matrimonio Centoz-Armand; N. N.;
Luboz Robert; in memoria Gerbore Pal-
mira; N. N.; nozze Zenti-Mete; in memo-
ria Chentre Pietro; N. N.; Persod Luigi;
in memoria Therisod Marcella; N. N.; in
memoria Borney Dorina; N. N.; in memo-
ria Barni Giovanni; in memoria Charruaz
Giusto; Oreiller Marco; in memoria Bal-
latore Adelaide; Floccari; in memoria
Luboz Giuseppe; Garin Luigi; in memo-
ria Vaudois Françoise; matrimonio Ma-
lesan-Jordaney; in memoria Del Degan
Egisto; in memoria Barmaverain Pierino;
in memoria Lale Lacroix Eugenia; in me-
moria Mocbet Sidonia; N. N.; Lale La-
croix Pacifico; Garin Filippo (per la Sa-
lette).

Totale: L. 497.000.

PER IL BOLLETTINO :

Lale Lacroix Amedeo; Chabode Venan-
ce; N. N.; Lale Demoz-Campese; Charles
Delfino; Chenal François; Lavit Augusto;
Chincheré Evaldó; N. N.; Ferrandoz Ser-
gio; Fam. Empereur; fam. Anselmet; Gla-
rey Laura; N. N.; Perrod Jean; Ferdinand
Fenoil; N. N.; Luboz Robert; dott. Car-
rel; N. N.; fam. Conchâtre; fam. Benech;
Masoero; Jacquin Marine; Fenoil Mauri-
zio; Bochet Marcel; Jans Savy; Perpoli
Giuseppe; Centoz Giorgio; Vitton Mea
Elina; Lale Murix Mario; Giuppone; N.
N.; Thomasset Louis; Thomasset Delfi-
na; Oreiller Marco; Celesia Lubino; Be-
temps; Besenval Cesar; Jordaney Lidia;
Jordaney Anna; Savoye Julien; Garin Lui-
gi; Bonin Eddy.

Totale: L. 121.500.

PER L'ASILO :

In memoria Fenoil Dario (i vicini di
casa); lascito Barmaverain Abbé Adol-
phe; in memoria Gerbore Guglielmina; in
memoria Therisod Marcella; Canova Er-
nida; N. N..

Totale L. 364.000.

Un caro saluto a tutti.

Il Parroco

22 —

D'un clocher

... à l'autre

Le 13 septembre est décédé, à l'Hô-
pital Régional d'Aoste, Mr l'Abbé Pa-
cifique Nano à l'âge de 70 ans.

Originaire de Donnaz par ses pa-
rents, l'Abbé Nano naquit à Mor-
gex le premier janvier 1903; il fut
ordonné Prêtre en 1927; vicaire de
la Cathédrale de 1927 à 1931, il fut
curé de la paroisse d'Hône de 1931
à 1938; depuis lors il fut par inter-
valle vicaire à Donnaz, à Quart et à
Fénis.

Le plus long de son ministère il le
déploya, avec zèle et succès, auprès
des soldats en qualité d'Aumônier
Militaire: dans le corps des Alpins
de 1940 à 1944, dans le premier Ré-
giment de l'Infanterie de 1945 jus-
qu'à l'âge de sa retraite lorsqu'il ren-
tra dans le Diocèse et vint s'établir
à Donnaz, où il rendit encore de pré-
cieux services à différents Curés, de
la basse Vallée en particulier.

Il est de noter que l'Abbé Nano é-
tait le cadet d'une belle famille de 8
enfants qui a donné à l'Eglise 4 Prê-
tres: Mr l'Abbé Ubald qui mourut
sur le champ d'honneur lors de la
guerre 1915-18, MM. les Abbés Louis
et César qui furent Salésiens de Don
Bosco et Mr l'Abbé Pacifique que
nous rappelons ici. Un cinquième
fils, Pierino, aspirait également au
Sacerdoce, mais la mort le ravit
quand il était Diacre.

***

La Paroisse de Brusson a célébré
très dignement, et très solennelle-
ment, avec une édifiante unanimité
de sentiments pieux et joyeux le Pre-
mier Centenaire de la reconstruction
de son église: Mgr notre Evêque, les
Autorités Régionales et Communales,
la population locale tout entière ont
pris une part active aux manifesta-

tions de ce glorieux centième anni-
versaire.

En parlant de la belle procession
qui s'est déroulée, en l'honneur de
St Maurice, Patron de la Paroisse, à
la fin de la Grande Messe concélé-
brée par Mgr l'Evêque, le Curé lo-
cal et les Prêtres de Brusson, le
Syndic de la Commune Mr Jean Tur-
cotti a écrit :

« Poi una processione di quelle che
non si erano più viste da diverso
tempo: banda musicale, fanciulli, la-
bari di tutte le corporazioni esisten-
ti in Brusson con le loro rappresen-
tanze, Vigili del Fuoco, Donatori del
Sangue, Ex Combattenti, Corale di
Brusson, Ex Alpini «penne nere »,
ed altri ancora; Clero numeroso, Au-
torità e fedeli tutti, si snodò dal piaz-
zale del Comune lungo l'antica stra-
da «Via della Chiesa » sino al piaz-
zale della Casa di Dio ».

Triomphalisme que cela ? Non pas;
une belle manifestation publique de
foi et de piété d'un peuple qui veut
conserver l'esprit religieux qui fut
de ses ancêtres et qui demeure vi-
vant dans les cœurs et dans les
âmes !

***

La Parrocchia di Perloz ha un nuo-
vo Parroco nella persona del Rev.do
Don Ugo Nicco, nativo di Donnaz;
lo ha accolto con viva gioia la do-
menica 30 settembre.

Don Nicco è il più giovane Parro-
co della Diocesi essendo nato il 28
settembre 1948 e essendo stato or-
dinato Sacerdote il 7 settembre di
quest'anno 1973.

Al nuovo Parroco che presterà pu-
re un prezioso servizio di coadiuto-
re alla vicina e popolosa Parrocchia
di Pont-St-Martin, presentiamo le no-

23


Testo Originale Estratto
stre felicitazioni e i nostri auguri più
vivi di un fecondo e sereno mini-
stero.

***

A l’occasion du 20ème anniversaire
de la mort du toujours très regretté
Chanoine Bréan, le Comité des Tra-
ditions Valdôtaines a eu l’heureuse
idée d'ériger une plaque commémo-
rative en son honneur sur les murs
de la Maison Communale de Brus-
son, son pays natal.

La cérémonie de la découverte de
la plaque s’est déroulée le dimanche
30 septembre avec le concours de
très nombreux amis de l'illustre di-
sparu, à la présence du Président de
la Junte Régionale, des Autorités
Communales et de plusieurs autres
personnalités.

Une Messe a été célébrée pour le
repos de l'âme du vénéré défunt, et
une gerbe de fleurs a été déposée sur
sa tombe.

***

I Pellegrinaggi Diocesani, indetti e
organizzati dall'Azione Cattolica,
presso i vari e più celebrati Santua-
ri della nostra Valle - a Machaby,
a Plout, a Perloz e a Courmayeur
per meglio corrispondere ai deside-
ri della Chiesa che ha proclamato
« Anno di Preghiera alla Vergine »
l'anno che stiamo vivendo, hanno
avuto un esito quanto mai felice e
lusinghiero, e questo per il numero
dei partecipanti e, più ancora, per l'
intensa pietà Mariana e Eucaristica
che li caratterizzarono.

Nell'ultimo Pellegrinaggio del 23
settembre presso il Santuario di N.
S. della Guarigione a Courmayeur,
i pellegrini, che provenivano da qua-
si tutte le Parrocchie della Valle,
erano oltre 1200.

Una prova anche questa della tra-
dizionale, ma pur sempre viva e sen-
tita, devozione alla Madonna del po-
polo Valdostano!

24 —
Les Séminaristes qui étudient, cet-
te année, au Petit Séminaire d'Aos-
te, et qui se préparent à mieux con-
naître les desseins que le Bon Dieu
peut avoir pour leur avenir, les ap-
pelant peut-être au Sacerdoce, sont
au nombre de 76.

Les étudiants du Grand Séminai-
re, pour les cours du lycée et de la
Théologie, sont au nombre de quinze.
La direction spirituelle et morale
des deux séminaires Diocésains est
confiée à Mr l’Abbé Louis Garino qui
est secondé dans la délicate besogne
par Mr l’Abbé Richard Quey, par les
deux nouveaux Prêtres Pierre Gam-
ba et Lucien Danna et par l'abbé
Gianelli Rodolphe.

A tous nos Séminaristes et à leurs
Supérieurs nous présentons nos
vœux les meilleurs.

Que nos lecteurs veuillent bien se
rappeler dans leurs prières, des né-
cessités des séminaires, des voca-
tions sacerdotales et religieuses, de
la sanctification du clergé.

***

Un folto numero di Valdostani,
con a capo S.E. Mons. Vescovo e al-
cuni Sacerdoti della Diocesi era par-
tito, sabato 6 ottobre, per un pelle-
grinaggio in Terra Santa.

I Pellegrini avrebbero dovuto, im-
barcarsi a Roma, su un aeroplano
che li avrebbe portati, in serata, in
Palestina.

L'improvviso, violento riaccender-
si delle ostilità belliche nell’annoso
conflitto del Medio Oriente, tra l’E-
gitto, la Siria e Israele, ha impedito
la partenza dell'apparecchio da Ciam-
pino.

I Pellegrini sono rientrati in Val-
le dopo una breve sosta a Roma.

Formuliamo qui, il voto più arden-
te: che la PACE, tanto desiderata e
sospirata da tutti possa presto ritor-
nare su quelle tormentate regioni
che udirono, un giorno, il « PRINCI-
PE DELLA PACE » predicare al mon-
do la « PATERNITÀ' DI DIO » e la
« FRATELLANZA » di tutti gli uo-
mini!

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