Bollettino Diocesano d'Aosta: Natale 1999 e Preparazione al Grande Giubileo del 2000.

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Il bollettino parrocchiale bilingue "L'ÉCHO DE NOS MONTAGNES / La Voce dei Campanili", edizione Dicembre 1999, funge da guida pastorale e cronaca per la Diocesi d'Aosta (Parrocchia di Saint-Pierre) in vista del Grande Giubileo del 2000. Il Vescovo Giuseppe Anfossi fornisce ampie direttive sull'Incarnazione, l'importanza dell'Eucaristia, la necessità di conversione, e gli orientamenti pastorali per il 1999/2000, enfatizzando la cura dei giovani e degli anziani e la trasparenza delle attività Caritas. Il documento documenta il soggiorno estivo di Giovanni Paolo II in Valle d'Aosta, presenta in dettaglio il calendario giubilare diocesano, i pellegrinaggi a Roma (sia per adulti che per la Giornata Mondiale della Gioventù), e descrive le numerose attività sociali e ricreative dello Junior Club. Sono inoltre inclusi i registri sacramentali e anagrafici (battesimi, matrimoni, defunti), resoconti finanziari e il programma dei corsi di esercizi spirituali.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
L'ÉCHO DE NOS MONTAGNES
La Voce dei Campanili
Bulletin Paroissial du Diocèse d'Aoste
IMPRIMERIE VALDÔTAINE - AOSTE
COURMAYEUR - HIVER EN VAL FERRET
Joyeux Noël
Paroisse de
SAINT-PIERRE
XLÈME ANNÉE - N. 12 - DÉCEMBRE 1999


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre
Il Verbo
si è
fatto
carne
Sono rimasto colpito dall'affermazione di uno scrittore francese: "La Carne è tri-
ste, ohimè! E io ho letto tutti i libri" (Mallarmé).
Ha cercato nella carne la felicità, essa lo ha illuso: ha cercato nelle parole dei libri
un assoluto, lo hanno deluso. La sua domanda di senso, non ha trovato risposta né nel-
la carne, né sui libri. Se avesse cercato nel libro per eccellenza, la Bibbia, avrebbe letto:
"Il Verbo si è fatto carne". Qui c'è la risposta.
La parola carne rimanda a tutto ciò che è umano, quotidiano, fragile, provvisorio:
la parola Verbo rimanda a Dio: "In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio e
il Verbo era Dio" (Gv 1,1). E dunque, se crediamo, dobbiamo allora riconoscere che tra
l'infinità di Dio e la nostra finitezza c'è stato un punto di contatto: Dio si è fatto carne
e ci ha portato la Buona Novella della salvezza.
Gesù è l'ultima parola di Dio su se stesso: "Dio che aveva parlato molte volte e
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Testo Originale Estratto
in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha
parlato a noi per mezzo del Figlio" (Eb 1,1-2).
Per comunicarsi a noi, Dio si è fatto uno di noi: "Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato" (Gv 1,18).
Questo mistero del Verbo di Dio fatto uomo, è il cuore della nostra fede: deve esserlo
della nostra pietà, come risposta di amore al suo amore che salva: "Dio, nostro Salvato
re, ha manifestato la sua bontà e la sua tenerezza entrando nella nostra storia e salvan
doci" (cf Tito 2,11).
Ma non si è manifestato a noi per saziare la nostra pietà sensibile, ma per rapirci
in lui: "Conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore del
le realtà invisibili" (Prefazio della festa). Dio ci offre di realizzare l'antico sogno uma
no: si fa uomo per farci dèi, se accettiamo di accogliere la sua grazia, invece di avere la
pretesa di conquistarlo. "A quanti l'hanno accolto ha dato potere di diventare figli
di Dio: a quelli che credono nel suo nome" (Gv 1,12). Noi siamo tra quelli. Ingi
nocchiamoci e adoriamo.
Dio da Dio, Luce da Luce
Adorare! Questo è l'atteggiamento più giusto, anche per resistere agli influssi di
questa nostra società che tanto si è allontanata dallo spirito del Natale! Stiamo assistendo
ad una pericolosa involuzione alla rovescia, perché se i cristiani del IV secolo sono riu
sciti a cristianizzare una festa pagana, gli uomini che si preparano al terzo millennio ten
dono a rendere pagana e secolarizzata questa festa cristiana.
Non lasciamoci sviare dagli aspetti deteriori di uno sfrenato consumismo: rivol
giamo la mente e il cuore all'avvenimento della salvezza a noi donata da Cristo luce del
mondo.
La luce che la propaganda commerciale sfrutta per le luminarie natalizie, sempre
più accattivanti per invogliare alle compere, deve invece essere per noi punto di parten
za per una profonda riflessione di fede.
E dunque è necessario accostarsi al Natale non con il facile sentimentalismo che di
solito accompagna queste giornate, ma con la fede che adora il mistero del Verbo incar
nato: "Luce da Luce, Dio vero da Dio vero", "splendore del Figlio unico di Dio
Padre, pieno di grazia e di verità".
E ricordiamolo bene: il passaggio dal "Natale del sentimento", al "Natale della fede",
porta con sé la decisione di accoglierlo nella vita e di sentirsi rigenerati come figli di Dio;
non è tanto il suo nascere che deve avvenire, ma il mio nascere, il mio rinascere. Sono io
che sono chiamato a ricevere da Lui il dono della sua vita immortale.
Chiediamo alla Madonna che ci aiuti e ripetiamo con san Bernardo: "Nascondi, o
Maria, il fulgore del nuovo Sole: avvolgi in panni il Bambino perché proprio quei panni
sono la nostra ricchezza e deponilo nel presepio del nostro cuore".
Lettera del Vescovo
dopo la visita pastorale
Al Consiglio Pastorale Parrocchiale
di Saint-Pierre e a don Aldo Rastello
Per prima cosa, citando l'Omelia finale, vi voglio ricordare lo scopo della
visita pastorale, "che Dio infonda la sapienza dello Spirito Santo in tutti
gli abitanti di Saint-Pierre, in modo che possiate riconoscere la voce di
Cristo". Per questo sono venuto a trovarvi, perché siate ancora più at
tenti di prima quando Gesù Buon pastore vi chiama, e gli rispondiate "sì".
Voglio ancora una volta soltanto ricordare quanto è importante mettere al
centro di tutte le attività pastorali la persona di Gesù, la fede in Lui, la fiducia in
Lui, la relazione con Lui che si esprime nella preghiera e finalmente quell'in
contro culmine che è la Messa o l'Eucaristia domenicale.
Ho trovato incontrandovi, una comunità viva e attiva dove molte persone
danno il loro contributo. Auspico che questo si accresca ancora e mi permetto di
suggerirlo anche per la vita della comunità civile. Lascio a voi di pensare come
potete far sì che vi sia accoglienza delle persone e famiglie che si sono stabilite
sul vostro territorio senza entrare nel vivo della sua vita. Il Consiglio cercherà
anche le migliori intese possibili tra tutti – comprese le istituzioni civili e laiche
– perché si trovino le soluzioni migliori per i problemi nuovi e vecchi della co
munità.
Desidero poi ringraziarvi per l'eccellente organizzazione della visita che voi
come Consiglio, unitamente a don Aldo, avete curato e inoltre per l'accoglienza
riservatami e per l'attenzione mostrata alle cose che vi ho detto. Il grazie si esten
de a tutti coloro che in tanti modi si sono prestati con semplicità per la buona
riuscita della Visita (liturgia, canto, catechesi, pastorale dei bambini, ragazzi e
giovani, pulizie, aiuti al parroco...). 
Vengo a voi per incoraggiarvi a proseguire sul cammino intrapreso che vede
coinvolte molte persone in molte espressioni della vita parrocchiale: la cateche
si, la pastorale dei ragazzi e dei giovani, il canto corale...
Un punto che voglio ricordare per la sua sintonia con l'anno 1999-2000 è un
invito a mantenere la coscienza vigile sul dovere del perdono come condizione
normale di vita e come ragione per collaborare di più tra cristiani. Penso poi al
buon esempio che ho ricevuto da molte persone che ho visitato, per lo più an
ziane, sole e/o ammalate, e ai loro parenti e vicini che le assistono con pazienza
3
2


Testo Originale Estratto
e affetto, mentre le ricordo mi interrogo sulla disponibilità di alcuni di voi per-
ché essi ricevano visite, amicizia e conforto.

Volendo dare qualche suggerimento concreto vi invito a mettere in atto del-
le iniziative in cui si esprima la vostra cura dei giovani in vista dell'età adulta,
del matrimonio e della famiglia e ancora dei giovani in coppia sia sposati con il
sacramento del matrimonio, sia coppie di fatto o conviventi.

Vedrei bene anche qualche iniziativa rivolta ai genitori giovani per aiutarli
nel delicato compito di educare i figli alla vita e alla vita di fede proponendo loro
delle conferenzine di pedagogia familiare e religiosa. Questo naturalmente sup-
pone che essi siano disponibili a “uscire” di casa qualche volta.

Mi piacerebbe una ancor maggiore disponibilità dei genitori a coinvolger-
si nella vita dei ragazzi, rispondendo sia a esigenze di gioco sia di vita affettiva
sia di formazione catechistica.

Sulla cura dei ragazzi e dei giovani so che già siete molto sensibili e attenti
e vi chiedo di mantenere viva l'attenzione a tutto ciò che può essere fatto per loro
e ciò che la diocesi o la zona vi offre.

Alla parrocchia tutta suggerisco di aprirsi alla diocesi, zona e alle parroc-
chie vicine e chiedo al Consiglio pastorale che con l'aiuto del parroco si man-
tenga ben informato sulle iniziative della diocesi e della zona e curare, come già
ha fatto, la partecipazione dei fedeli interessati. Ancora ricordo la necessità sem-
4

Il Vescovo
in microcomunità

pre più urgente di pre-
parare degli operatori
pastorali che assumano
dei piccoli ma signifi-
cativi compiti nella co-
munità credente, penso
soprattutto ai giovani e
alle famiglie... Per que-
sto scopo, come sapete,
sta per aprirsi un Cor-
so per operatori pasto-
rali.

La mia raccoman-
dazione più importan-
te riguarda i diversi
modi che permettono
di coltivare la vita di
fede dei giovani e degli
adulti. Oggi tutti noi
siamo obbligati dalla
vita moderna a passare
da una fede tradiziona-
le a una più consape-
vole scoperta e riscoperta a contatto con gli altri: non è vero che si può pregare
da soli e a casa e che questo basta, conta molto pregare insieme, andare a Mes-
sa la domenica soprattutto con la comunità, cercare nei diversi momenti della
vita che cosa il Signore Gesù chiede a ciascuno di noi. La fede, ce lo ricorda il
Giubileo, è convertirsi.

Fanno parte integrante della vita cristiana la carità reciproca e quella rivol-
ta a chi è solo, malato e soprattutto povero. Sapendo che avete una buona orga-
nizzazione della Caritas vi incoraggio a proseguire il cammino intrapreso e anzi
a migliorare ancora.

Termino con qualche annotazione. La prima riguarda l' aumento di lavoro
e di responsabilità che ho dovuto chiedere a don Aldo, la cura della parrocchia
di Saint-Nicolas. Mentre esprimo gratitudine a don Aldo, chiedo a voi di ren-
dervi ancora più disponibili – sebbene lo siete già tantissimo – per aiutarlo. Più
propriamente chiederei a qualcuno di voi di prepararsi per assumere con mag-
giore competenza alcuni servizi nella catechesi, liturgia e carità, animazione dei

I nostri cresimati in Cattedrale col Vescovo


Testo Originale Estratto
Il Vescovo nell'incontro con i Consigli parrocchiali
ragazzi, giovani e famiglie, vicinanza ai malati e agli anziani.
Una seconda annotazione riguarda il mondo degli adulti in generale e in
particolare il rapporto con i giovani. Sento il dovere di dire in tutte le parrocchie
– a voi poi di accogliere sulla base della realtà che conoscete – che a mio modo
di vedere gli adulti non devono mai smettere di interrogarsi sul rapporto che
hanno con i giovani, sullo spazio di responsabilità che danno a loro e sui mes-
saggi che inviano per fare sì che la loro presenza sia favorita, il loro apporto ap-
prezzato e si dispongano ad assumere responsabilità.
Il Signore vi benedica e per l'intercessione di san Pietro faccia fruttificare il
vostro impegno di consiglieri.
Aosta, ottobre 1999
† Giuseppe Anfossi
Gli orientamenti pastorali
per il 1999/2000
n contemplazio-
ne del mistero
della Trinità e
dell'Incarnazio-
ne, quali risposte
vogliamo dare,
come uomini e
donne credenti, cri-
stiani e cattolici del-
la Valle, quali come
religiosi, religiose,
diaconi, sacerdoti
e... vescovo all'in-
dizione del Giubi-
leo da parte di Gio-
vanni Paolo II?
A questa do-
manda seria rispon-
do con una premessa
e con quattro indica-
zioni.
La premessa è un
invito a non lasciar-
si turbare da ecces-
si di parole, inviti o
stimoli. Possiamo
anche tener presenti le osservazioni critiche, se fondate, perché ci aiutano a evi-
tare errori. Quanto a me, suggerisco semplicemente di lasciare cadere tutto ciò
che sa di pettegolezzo, inutile parola, critica prevenuta.
Questo, positivamente vuol dire prendere sul serio la proposta di Giovanni
Paolo II nella sua essenzialità e impegnarsi a realizzarla nella nostra Chiesa, in
ogni parrocchia e comunità, e soprattutto in ciascuno di noi secondo le indica-
zioni che offro in questa lettera, frutto di attente e ripetute consultazioni.
1) Come ho già detto, la nostra prima risposta consiste nel «cantare» la lode alla
Trinità, per ringraziarLa del dono dell'Incarnazione e della salvezza. Sugge-
risco di ricordare questa lode con un profondo inchino ogni volta che nella Li-
MISERICORDIA MOTUS EST. ... va' e anche tu fa' lo stesso (Lc 10,37)
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Testo Originale Estratto
turgia, in particolare nella Eu-
carestia, ci rivolgiamo alla
Santissima Trinità.
2) Il canto di lode e quello di rin-
graziamento avranno come ri-
sultato una maggiore unità tra
di noi e ci aiuteranno a chie-
derci reciprocamente perdo-
no e a chiedere perdono a
Dio come singoli, come fami-
glia, come comunità, come
diocesi e come Chiesa univer-
sale.
Quanto a me, presente in Val-
le come vescovo da quattro
anni e qualche mese, sono qui
a chiedere perdono dei miei
peccati, errori, offese consa-
pevoli e no, e mi rivolgo a tut-
ti, in particolare ai poveri non ascoltati o serviti male e ai sacerdoti. Non è una
bella frase soltanto, il perdono lo chiedo proprio e con convinzione.
3) Il canto di lode e quello di ringraziamento condurranno a riscoprire il «Cre-
do», a riscegliere Gesù Cristo, a ratificare il Battesimo e a migliorare la qua-
lità credente della vita di ciascuno di noi. Tutti i fedeli della Valle sono invi-
tati a venire in pellegrinaggio in Cattedrale proprio per dire questo "sì, voglio
essere un cristiano, lo confermo!" Il pellegrinaggio alla Cattedrale, centro della
Chiesa locale e sede del vescovo, esprime, da un lato, la riconoscenza verso i
primi vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che hanno portato la fede nella Valle
e, dall'altro, fa sentire in modo più forte che apparteniamo ad una Chiesa che
è più grande della nostra parrocchia.
4) Quel canto e quel grazie produrranno in noi una vera conversione, con l'aiu-
to di Dio misericordioso. A questo dobbiamo tendere: è già implicita nei pun-
ti precedenti, ma qui ne voglio riparlare, per mostrare che cosa può voler dire
per noi quest'anno conversione:
a. Riscoperta del valore del «metterci in discussione», parlando di noi stes-
si con un consigliere e possibilmente con un sacerdote.
b. Riscoperta della Parola di Dio: non ci sarà vera conversione del nostro sen-
tire intimo e della nostra mentalità, se non ci confronteremo con la Sacra
Scrittura, in particolare con il Vangelo, ascoltata da soli, in gruppo, in as-
semblea liturgica.
c. Una seria e concreta predisposizione a incidere sulla povertà e sulle in-
8
giustizie sociali. Non dobbiamo dimenticare che i Giubilei dell'Antico Te-
stamento e l'anno di grazia inaugurato da Gesù stesso nel Vangelo di San
Luca al capitolo quarto, ci obbligano a promuovere solidarietà, condivi-
sione e giustizia. Questo impegno ha la grazia di essere condiviso da tut-
ti i cristiani e accolto da tutti gli uomini.
d. Un impegno a conoscere e valorizzare gli edifici della fede e della carità:
la chiesa parrocchiale, le cappelle, i cimiteri e i luoghi del servizio frater-
no, con quanto conservano di testimonianza della vita cristiana dei nostri
antenati. La rilettura della nostra storia ci rivela le radici e ci fa sentire par-
te viva di un popolo credente. Le comunità parrocchiali si scoprono fami-
glia, si aprono a chi chiede accoglienza e sentono di appartenere ad una
zona più ampia, a una diocesi e ad una Chiesa grande come il mondo.
Questa premessa e queste indicazioni ci permettono di relativizzare - parlo
a persone di buon senso umano e cristiano - le iniziative predisposte e riportate
poco dopo sul calendario, ma anche a valorizzarle: il singolo fedele, non spinto
da interessi sbrigativi o di immagine, ma da sentimento di fede interiore sce-
glierà le «sue» iniziative, quelle che sente di più e che gli fanno vivere i valori
autentici del Giubileo.

Una consegna ai giovani
Vorrei ora consegnare la parabola del Samaritano ai giovani con un mio
messaggio particolare: lo formulo a partire da una splendida citazione di un Pa-
dre della Chiesa, Gregorio di Nissa, vissuto nel quarto secolo, il quale parlando
di Gesù come Buon Samaritano dice: "costui con il suo corpo (che è rappresentato
dalla sua cavalcatura), fermatosi nel luogo della miseria umana, ne curò le ferite e lo ada-
giò sulla sua bestia, e fece in modo che divenisse locanda per l'uomo il suo amore per l'u-
manità nella quale si riposano tutti quelli che sono affaticati ed afflitti".

Non lasciatevi prendere dal benessere un po' vero e un po' illusorio, punta-
te su una vita più sobria, non sul denaro neppure quando scegliete una profes-
sione; trovate il tempo per fare delle cose gratuite e altre utili per la gente; pen-
sate di più al vostro futuro e a quello del vostro paese, e cercate per tempo e con
impegno - magari interrogando molto voi stessi e altri - ciò che volete fare da
grandi. Abbiate così un pezzo di ideale da realizzare. Abituatevi a non evitare i
"luoghi della miseria umana" e non abbiate paura di Gesù Cristo: la fede in lui vi
farà comprendere che davvero il Suo amore per l'umanità, per la gente... pro-
prio per tutti è una locanda per l'uomo dove si riposano tutti quelli che sono affaticati
e afflitti.

✠ Giuseppe ANFOSSI
vescovo

Aosta, 7 settembre 1999
Nella solennità di San Grato, patrono della Diocesi
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Testo Originale Estratto
Saint-Pierre: festa degli anniversari
Anniversari di matrimonio: dopo la messa
19 coppie di sposi si sono ritrovate, in occasione della festa patronale di San
Pietro e Paolo, a Saint-Pierre, per l'ormai tradizionale "Festa degli anniversari
di matrimonio" organizzata, anche quest'anno dal Consiglio Pastorale Parroc-
chiale. Dopo la Santa Messa celebrata nella chiesa Parrocchiale da don Aldo Ra-
stello, che ha ricordato l'impegno dei festeggiati in ambito famigliare, donando
loro anche un libro ricordo, le coppie di sposi sono state accolte sul sagrato, dal-
le note festose della banda musicale di Quart.
All'asilo Monsignor Centoz il Consiglio Pastorale Parrocchiale, aiutato da
Enrico e Anita, ha poi offerto il consueto "aperitivo" aperto a parenti ed amici
dei festeggiati.
Dopo le foto ricordo di rito le coppie si sono recate all'albergo Saint-Pierre
per il pranzo che ha concluso anche quest'anno in modo positivo e simpatico
una bella giornata di festa.
Ma ricordiamo le coppie festeggiate:
50 anni di matrimonio: ARMANDO ELIGIO e NATALINA;
45 LUBOZ Venanzio e Orietta; 45 PERLASCO Mario e Simona; 35
CUC Rino e Paolina; 35 CHARLES Delfino e Pierina; 35 DENA-
RIER Felice e Giuseppina; 35 DOMAINE Aldo e Armanda; 35
LALE MURIX Eligio e Elsa; 35 PRIMIERO Mario e Simona; 35
PAILLEX Italo e Maria; 30 TRENTÀZ Giuseppe e Marta; 30 TON-
SO Giacomo e Ada; 30 LETTRY Dante e Ida; 30 RINAUDO Va-
lerio e Rita; 30 PETEY Lindo e Nelly; 30 VUYET Alberto e Delia;
25 COSSU Tonello e Livia; 25 AVANTEY Giuseppe e Livia; 25
LALE LACROIX Franco e Assunta.
All'asilo foto ricordo per anniversari di matrimonio
Anna Maria
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Testo Originale Estratto
Le «lezioni» estive di Giovanni Paolo II

n vacanza in Valle d'Aosta il Papa, in occasione dei due "Angelus"
ha parlato della montagna come "scuola di vita" e del monastero
come "centrale di energia spirituale".

Lo abbiamo scritto più volte: la venuta di Giovanni Paolo Secondo in Valle
d'Aosta è un fatto importante. Sempre nei suoi soggiorni estivi, trascorsi nella
nostra regione a Les Combes di Introd, la sua presenza è stata sinonimo, per i
credenti almeno, di una opportunità unica, di sensazioni positive e di una cre-
scita interiore.

Anche quest'ultimo periodo di vacanza, trascorso tra noi, il più lungo mai
trascorso in Valle (dal 7 al 20 luglio) non ha deluso le aspettative.

Ma andiamo per ordine: Giovanni Paolo Secondo è arrivato a Les Combes,
mercoledì 7 luglio, poco dopo le 19,30; ad attenderlo sul campo antistante la co-
lonia estiva dei Salesiani, autorità religiose, civili e militari, alcuni bambini e un
gruppo degli abitanti di Les Combes. L'accoglienza è stata come sempre: sem-
plice, discreta e cordiale. Le vacanze di Giovanni Paolo Secondo si sono svolte
secondo un programma ormai collaudato tale da garantire all'illustre ospite la
massima tranquillità per meditare, pregare, riposare certo ma anche per un quo-
tidiano contatto con la natura e quindi passeggiate tra i boschi e in quota. Una
vacanza trascorsa secondo ritmi precisi e con due appuntamenti pubblici, gli
"Angelus" domenicali dell'11 luglio dalla casa di Les Combes e del 18 luglio dal
monastero di Quart.

Due vere "lezioni" estive che meritano di essere ricordate:

Domenica 11 luglio

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Per la settima volta ho la gioia di trascorrere qualche giorno di riposo in
questa splendida località di Les Combes, nel comune di Introd, tra le montagne
della Val d'Aosta. Ringrazio di questo il Signore e quanti mi offrono ospitalità.
Rivolgo un cordiale saluto al Sindaco di Introd e alle Autorità della Regione,
come pure al caro Vescovo di Aosta, Monsignore Giuseppe Anfossi. Vedo anche
tra gli ospiti si trova Mons. Alberto Careggio, che mi ha introdotto in questa
esperienza estiva della Val d'Aosta.

Sono lieto di ritrovarmi in mezzo a voi, cari valligiani e villeggianti. Augu-
ro una stagione favorevole alle numerose famiglie che dal turismo ricavano so-
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stentamento; ed a quanti,
come me, stanno trascor-
rendo un periodo di va-
canza, auguro di saper go-
dere di tante bellezze na-
turali - dell'aria, dei bo-
schi, delle acque... - con
grande rispetto per i teso-
ri che il Creatore ci affida.

2. Ogni volta che ho
la possibilità di recarmi in
montagna e di contempla-
re questi paesaggi, ringra-
zio Dio per la maestosa
bellezza del creato. Lo rin-
grazio per la sua stessa
Bellezza, di cui il cosmo è
come un riflesso, capace di
affascinare gli animi atten-
ti e di spingerli a lodarne
la grandezza.

La montagna, in parti-
colare, non solo costituice un magnifico scenario da contemplare, ma quasi una
scuola di vita. In essa si impara a faticare per raggiungere una meta, ad aiutarsi a
vicenda nei momenti di difficoltà, a gustare insieme il silenzio, a riconoscere la pro-
pria piccolezza in un ambiente maestoso e solenne.

3. Tutto questo invita a riflettere sul ruolo dell'uomo nel cosmo. Chiamato
a coltivare e custodire il giardino del mondo (cfr Gen 2,15), l'essere umano ha
una specifica responsabilità circa l'ambiente vitale, in rapporto non solo al pre-
sente, ma anche alle generazioni future. La grande sfida ecologica trova nella
Bibbia una luminosa e forte fondazione spirituale ed etica, per una soluzione ri-
spettosa del grande bene della vita, di ogni vita.

Possa l'umanità del Duemila riconciliarsi con il creato e trovare le vie di uno
sviluppo armonico e sostenibile.

O Maria, che risplendi di singolare bellezza, aiutaci ad apprezzare e rispet-
tare il creato. Tu che sei tanto amata dalle genti di montagna, e che in queste val-
li sei venerata in numerosi santuari, proteggi gli abitanti della Valle d'Aosta, per-
ché siano fedeli alle loro tradizioni e restino sempre aperti e ospitali.

Aiutaci a fare della nostra esistenza un'ascensione verso Dio e a seguire fe-
delmente Gesù Cristo, tuo Figlio, che ci guida alla meta, dove, nella nuova crea-
zione, godremo la pienezza della vita e della pace.

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Testo Originale Estratto
11 luglio: festa liturgica di san Benedetto
Al termine della recita dell'Angelus, Giovanni Paolo II ha ricordato che l'11
luglio ricorre la festa liturgica di san Benedetto, Patriarca del monachesimo oc-
cidentale e Patrono d'Europa, ed ha rivolto un "augurio cordiale" a tutti i mo-
naci e le monache dell'Ordine benedettino. Queste le parole del Papa:
Ricorre oggi, 11 luglio, la festa liturgica di san Benedetto, Patriarca del monache-
simo occidentale e Patrono d'Europa. Rivolgo un augurio cordiale a tutti i monaci e le
monache dell'Ordine benedettino, ricordando che proprio oggi iniziano le celebrazioni
per i 1500 anni da quando Benedetto fondò il suo primo monastero in Subiaco. La vita
monastica benedettina, ritmata dalla preghiera e dal lavoro, secondo il celebre motto "ora
et labora", costituisce una testimonianza attualissima per l'umanità del 2000. Auspi-
co che questo ideale di totale consacrazione a Cristo conosca una rinnovata fioritura, a
beneficio della Chiesa e dell'intera famiglia umana.
Il ricordo delle vittime della montagna,
in particolare quelle del tunnel del Monte Bianco
Successivamente il Santo Padre, in lingua francese, ha rivolto un caloroso
saluto agli abitanti della Valle d'Aosta e a tutti i fedeli francofoni presenti alla re-
cita dell'Angelus. Giovanni Paolo II ha poi ricordato le vittime della montagna,
in particolare quelle del tragico incidente nel tunnel del Monte Bianco. Prima di
14
congedarsi dai numerosi fedeli convenuti, il Santo Padre ha espresso un caloro-
so ringraziamento ai ragazzi del coro che con i loro canti hanno voluto testimo-
niare al Papa il loro affetto e la loro devozione.
Domenica 18 luglio
Un monastero è un'autentica "centrale"
di energia spirituale che si alimenta
alla sorgente della contemplazione
«Un monastero è un'autentica "centrale" di energia spirituale che si alimenta
alla sorgente della contemplazione». Lo ha sottolineato Giovanni Paolo II all'An-
gelus di domenica 18 luglio, recitato davanti al monastero carmelitano "Mater Mi-
sericordiae", nel comune di Quart, in Val d'Aosta, da lui benedetto dieci anni fa.
Queste sono le parole del Papa:
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Oggi ho la gioia di recitare la preghiera dell'Angelus nel cuore della Val d'Ao-
sta, dove sto trascorrendo un periodo di riposo. Dico "nel cuore" non solo perché il co-
mune di Quart occupa una posizione centrale nella Vallée, ma soprattutto perché qui si
trova il Carmelo "Mater Misericordiae", da me benedetto esattamente dieci anni fa, il
16 luglio 1989, il quale costituisce, in un certo senso, il centro contemplativo della Chie-
sa valdostana. Alle Monache Carmelitane, che qui vivono offrendo quotidianamente il
servizio della preghiera, va il mio più cordiale saluto;
Un monastero è un'autentica "centrale" di energia spirituale, che si alimenta alla
sorgente della contemplazione, sull'esempio della preghiera a cui Gesù si dedicava nella
solitudine, immergendosi totalmente nel dialogo con Dio Padre, per attingere la forza
necessaria alla sua missione salvifica.
La Chiesa prolunga nel tempo la missione di Cristo: tra i molteplici carismi che la
arricchiscono, essa conserva anche quello assai prezioso della vita contemplativa, colti-
vata nei monasteri, come risposta all'amore assoluto di Dio che nel Verbo incarnato si è
unito all'umanità con vincolo eterno e indissolubile. I monasteri femminili manifestano
con particolare eloquenza l'unione esclusiva della Chiesa con Cristo suo Sposo, riviven-
do l'esperienza di Maria, Vergine del silenzio e dell'ascolto.
2. In questa comunità monastica di Quart, Maria, Regina del Carmelo, è venerata
con il titolo di "Madre della Misericordia". Dando alla luce Gesù, la Vergine santa ha
infatti donato al mondo il Testimone supremo dell'amore misericordioso di Dio. In que-
15


Testo Originale Estratto
sto disegno di salvezza, Ella non è mero strumento, bensì docile cooperatrice: la divina
Misericordia trova in Maria perfetta consonanza. Nel suo Cuore immacolato si rispec-
chiano adeguatamente la tenerezza di Dio, la sua volontà di perdono per i peccatori, i fre-
miti della sua paterna compassione.
La maternità di Maria si compie sul Calvario, dove la divina Misericordia realiz-
za, nel Sacrificio di Cristo sulla Croce, il supremo atto redentore. In quell'ora tragica e
gloriosa, Maria diventa per sempre la Madre della Misericordia. Al suo sublime modello
si ispirano le monache Carmelitano, offrendo se stesse per la salvezza di tutti gli uomi-
ni. Ringraziamo il Signore, perché non cessa di chiamare anime elette ad essere, nel cuo-
re della Chiesa, apostole oranti del suo Amore misericordioso.
Da questo luogo così significativo per la Chiesa valdostana, desidero rivol-
gere un cordiale saluto a tutti i sacerdoti della Diocesi, come pure ai religiosi e
alle religiose. In modo particolare, un pensiero augurale va alle suore di San Giu-
seppe di Aosta, che iniziano il loro Capitolo Generale.
Penso poi con affetto alla comunità del seminario di Aosta, incoraggio i se-
minaristi a vivere con impegno il loro itinerario formativo, mentre auspico che
numerosi giovani accolgano con gioia e riconoscenza la chiamata del Signore a
dedicare la vita al servizio del Vangelo. Ma la vita cristiana è sempre risposta ad
una vocazione del Signore, la quale chiede però di essere riconosciuta ed accol-
ta con generosità.
Il 20 luglio, il giorno della partenza a Les Combes c'era commozione e an-
che tristezza che accompagnano ogni saluto fra amici che non sanno se o quan-
do si rivedranno. Prima di salire sull'elicottero Giovanni Paolo Secondo ha det-
to: "Voglio ringraziare tutti i presenti per l'accoglienza e adesso per il congedo,
vi benedico... Arrivederci, arrivederci a Roma per l'anno giubilare".
Un lungo applauso ha accompagnato Giovanni Paolo Secondo mentre sa-
liva sull'elicottero.
Ezio Bérard
16
Riflessione di fine millennio
Da qui all'eternità con una guida
davvero speciale: il prete
G
eorge Bernanos, con una delle sue
fantasiose affermazioni, ha scritto:
"Possiamo immaginare la Chiesa
come una vasta impresa di tra-
sporto, di trasporto in Paradiso". Uomini,
donne, vecchi e bambini, tutti in carrozza ver-
so la meta finale, verso la città immensa della
misericordia di Dio.
Immaginiamo, dunque seguendo l'idea di
Bernanos, questa impresa che è la Chiesa.
A guardarla dal fuori, essa può avere
rappresentanze grandiose, strumenti spetta-
colari: cattedrali superbe, campanili svettanti
nel cielo, prestigiose abbazie, vasti chiostri si-
lenziosi... Può avere anche mezzi poveri, cose
da poco: una piccola chiesa di montagna, bian-
ca e spoglia, una cappella di paglia in un vil-
laggio accanto a una foresta africana...
Forse non importa tanto come sono i mez-
zi o gli strumenti.
Un mezzo di trasporto è una grande nave,
un aereo, un treno, ma se ne hai bisogno su
una strada di montagna o in mezzo a un bo-
sco, chi ti può servire è soltanto un asino o un
mulo.
Non è importante il mezzo. Importante, in-
vece, è il conducente... Potrà essere un con-
ducente di alto livello scientifico, di ottima pro-
fessionalità, come si addice a un aereo, a una
nave, a un treno.
Potrà essere un conducente di nessuna cul-
tura, per quel che basta ad un asino o a un
mulo, ma pur sempre anch'egli bravo nel suo
mestiere.
Chi sono i conducenti proposti dalla gran-
de impresa di trasporto che è la Chiesa? Sarà
un vescovo, solenne nella sua potestà pastora-
le, per la cattedrale; sarà un prete qualunque
per una chiesa di campagna. Ma c'è sempre
qualcuno che ti fa da conducente. Puoi imbat-
terti in uno solenne o santo o intellettuale o
semplice. C'è sempre un prete da qualche par-
te. E sarà sempre lui che ti porrà a disposizio-
ne il mezzo di trasporto per il Paradiso, che ti
porterà il biglietto per potervi salire.
Quale biglietto? Quello che è il perdono dei
tuoi peccati, quello che è l'attirare su di te la
misericordia di Dio.
Guardati pure attorno, potrai vedere in giro
per il mondo personaggi anche più solenni, an-
che più colti, perfino anche più santi, ma non
c'è nessuno che ti possa dare questo passaggio,
se non questo conducente dell'impresa di tra-
sporto che è la Chiesa. Ecco, lui aiuta te, ma
anche tu gli devi dare una mano, perché egli
dovendo pensare agli altri, non è in grado di
pensare materialmente a se stesso, forse nep-
pure di campare degnamente: e tu puoi soste-
nerlo con la tua amicizia, puoi sostenerlo con
una tua offerta in denaro.
Poi, alla fine, potrebbe anche darsi che que-
sto conducente talvolta non ti piaccia o per-
ché ti molesta la coscienza con le sue predi-
che o magari perché lui stesso non è sempre
così bravo come chiede di esserlo agli altri.
Vorresti abbandonarlo per questo? Vorresti
rinunciare al passaggio che egli ti può dare per
il Paradiso? Diceva don Milani: "La Chiesa
può essere brutta fin che vuoi. Ma se me ne
vado, chi mi darà l'assoluzione dei miei pecca-
ti? Forse il direttore dell'Espresso?".
17


Testo Originale Estratto
Che cosa è il Giubileo

• Il Giubileo ci colloca nel contesto della storia della
salvezza

Essa trova in Gesù il suo punto culminante e il suo si-
gnificato supremo, novità questa che supera ogni at-
tesa dell'umanità e che resterà sempre tale attraverso
le epoche storiche, vero criterio per giudicare la realtà temporale e ogni pro-
getto umano.

• Il Giubileo è occasione di conversione e penitenza

Attraverso tale condizione, l'uomo può recuperare quello che non potrebbe
conseguire con le proprie forze: l'amicizia e la grazia di Dio. La grazia della
misericordia, operata dalla redenzione mediante la morte e resurrezione di
Cristo, viene incontro agli esseri umani affinché diventino “salvati median-
te la sua vita”. (Rm 5,10)

• Il Giubileo è un canto di lode alla Trinità in attesa del ritorno del Signore
glorificato

Celebrando l'incarnazione, i credenti tengono fisso lo sguardo sulla Trinità:
Gesù ha rivelato il voto misericordioso del Padre e inviando lo Spirito rende
manifesto il mistero di amore della Trinità.

• Il Giubileo è impegno missionario di evangelizzazione

I credenti, certi di questo ritorno e consapevoli di dover testimoniare nel mon-
do la luce vera, devono prendere maggiore coscienza del mistero e del com-
pito apostolico affidato dal Signore e messo in risalto dal Concilio.

• Il Giubileo è un avvenimento ecumenico

I cristiani che hanno ricevuto lo stesso battesimo, manifestino nella piena co-
munione la grazia della figliolanza da un unico Padre e non diano l'imma-
gine di una terra arida dopo aver ricevuto la pioggia della Parola di Dio; va-
lorizzino ciò che già li unisce e puntino lo sguardo solo su Cristo.

• Il Giubileo è una grande festa

La chiesa innalza un inno di lode a Dio che ha reso tutti concittadini dei san-
ti e familiari di Dio (Ef 2,19): tutti sono invitati a gioire con i cristiani, anche
i seguaci di altre religioni e lontani dalla fede in Dio.
Nessuno si comporti come il fratello maggiore che, nella parabola del figliol
prodigo, si rifiuta di entrare nella casa del padre a far festa. (cfr Lc 15,11-32)
18
[Image: Logo IUBILAEUM CHRISTUS HODIE HERI SEMPER A.D. 2000]

Come si celebra

• È celebrato contemporaneamente in tutte le chiese particolari. Avrà due poli:
Roma e la terra santa dove Ebrei, cristiani e musulmani possono scambiarsi
un saluto di pace. L'apertura avverrà la notte del Natale 1999 a Roma, Ge-
rusalemme e Betlemme. Seguiranno le basiliche romane (San Paolo il 18 gen-
naio inizio della settimana per l'unità dei cristiani). Nelle chiese particolari
sarà celebrato con una liturgia il giorno di Natale. La chiusura avverrà il 6
gennaio 2001.

• Punto di partenza e di arrivo è la celebrazione del sacramento della peni-
tenza e dell'Eucaristia. Essa deve essere accompagnata dalla testimonianza
di comunione con la Chiesa, espressa anche attraverso la preghiera e dall'e-
sercizio di atti di carità e penitenza.

• La celebrazione del Giubileo può essere effettuata nelle chiese particolari con

Calendario diocesano del Giubileo

• 25 dicembre 1999: apertura del Giubileo – Celebrazione in Cattedrale
• Visita pastorale zona 2 (date da definire)
• Pellegrinaggi parrocchiali in Cattedrale (vedi elenco domeniche dispo-
nibili)
• 11 febbraio 2000: giornata per gli ammalati
• 25 marzo 2000: collegamento con i santuari di tutto il mondo – cele-
brazione presso il santuario di M. Immacolata
• Maggio 2000: pellegrinaggio diocesano Roma
• Agosto 2000: accoglienza presso le famiglie e nella comunità dioce-
sana dei giovani in pellegrinaggio verso Roma per la Giornata mondia-
le (10-14 agosto)
• 15 agosto: giornata mondiale dei Giovani con il Papa
• Autunno: pellegrinaggio Sindone
• 19 novembre 2000: celebrazione contemporanea, in tutte le parroc-
chie, della festa della comunità locale
• Incontro per le famiglie e i bambini: data da fissare
• Pellegrinaggi estivi: date da fissare
• 6 gennaio 2001: celebrazione di chiusura in Cattedrale
19


Testo Originale Estratto
le seguenti iniziative: Pellegrinaggio alla Chiesa Cattedrale oppure visita
per un tempo congruo ai fratelli in difficoltà e bisognosi. Altre iniziative
concrete possibili sono: astenersi da consumi voluttuari devolvendo l'equi-
valente ai poveri; sostenere in modo significativo opere in favore dell'infan-
zia abbandonata, gioventù in difficoltà, anziani bisognosi, extracomunitari;
infine dedicare congruo tempo libero ad attività per la comunità. In Diocesi
di Aosta la celebrazione del Giubileo sarà incentrata su tre ambiti successi-
vamente illustrati. Ciascuno di essi deve aiutare il cristiano a vivere l'espe-
rienza del Giubileo secondo lo spirito degli obiettivi descritti nella Bolla del
Papa, a due livelli:
• livello personale e famigliare
• livello di comunità parrocchiale e diocesana

UFFICO PELLEGRINAGGI DIOCESANI
via Hotel des Etats, 15 (Curia Diocesana) - AOSTA
tel. 0165 238515 - fax 0165 238517

PELLEGRINAGGIO
DIOCESANO A ROMA
PRESIEDUTO DA MONSIGNOR VESCOVO
15/19 MAGGIO 2000

Lunedì 15 maggio
partenza in pullman da Aosta, via Mazzini (Stadio Puchoz), ore 5,30 - il
pullman caricherà lungo la Valle alle fermate di linea - in base alle preno-
tazioni ci sarà un pullman con partenza da Courmayeur - sosta a Lucca:
celebrazione della Parola - pranzo in ristorante - arrivo a Roma - sistema-
zione in Istituto religioso - cena e pernottamento

Martedì 16 maggio
pensione completa a Roma - in mattinata visita alle Basiliche di Santa Ma-
ria Maggiore e di San Giovanni in Laterano - pranzo in ristorante conven-
zionato - nel pomeriggio nella Basilica di San Paolo fuori le Mura: cele-
brazione del Sacramento della Penitenza e possibilità di confessioni indi-
viduali - cena e pernottamento

Mercoledì 17 maggio
pensione completa a Roma - in mattinata partecipazione all'Udienza del
20
Santo Padre (se presente a Roma) - pranzo in ristorante convenzionato -
nel pomeriggio visita alla Basilica di San Pietro ed Eucaristia - cena e per-
not tamento

Giovedì 18 maggio
pensione completa a Roma - in mattinata Eucaristia e visita alle Catacom-
be di San Callisto - pranzo in ristorante convenzionato - pomeriggio libe-
ro - cena e pernottamento

Venerdì 19 maggio
in mattinata partenza da Roma sosta ad Orvieto: celebrazione Eucaristica
- pranzo in ristorante - nel pomeriggio proseguimento verso la Valle - rien-
tro ad Aosta verso le 23,00 circa
Il prezzo complessivo del viaggio, vitto e pernottamento è di L. 820.000 -
€ 423,49
supplemento per camera singola L. 105.000 - € 77,47
Massimo 400 partecipanti
Le iscrizioni si chiudono il 31 marzo 2000 o ad esaurimento dei posti
Anticipo da versare all'atto dell'iscrizione: L. 300.000 - € 155,00
Saldo totale della quota entro il 31 marzo: L. 520.000 - € 268,49
Ad ogni partecipante sarà consegnata la Carta del Pellegrino personale

PRENOTARSI PRESSO LA CURIA DIOCESANA - VIA HOTEL DES ETATS, 15 - AOSTA
DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 9,00 ALLE 12,00 E DALLE 15,00 ALLE 17,00
21


Testo Originale Estratto
Progetto giovani - «Insieme si può»
Progetto giovani - «Junior Club»

a Comunità Montana Grand Paradis, dopo avere effettuato
una ricerca sul territorio dei suoi 12 comuni, ha deciso di
creare un servizio che si chiama “Progetto Giovani – In- sie-
me si può”.
Questo progetto si rivolge ai bambini, ragazzi e giovani fino ai 28 anni re-
sidenti nei comuni della comunità e alle loro rispettive famiglie, con lo scopo di
creare spazi e opportunità per incontrarsi, occupando il tempo libero in modo
qualificato, con tempi e proposte ludiche, sportive, culturali, ricreative, pensate
per i ragazzi ma soprattutto con i ragazzi.
Dal 1997 questo progetto è divenuto operativo, con l’apertura di tre centri
aggregativi e con la creazione di una associazione giovanile chiamata Junior
Club.
I centri di incontro si trovano nei tre paesi di fondo valle e precisamente a

Saint-Pierre presso la casa Centoz, via Corrado Gex tel. 0165 909033
Aymavilles presso la casa famiglia, loc. Saint-Léger tel. 0165 902878
Villeneuve in loc. Parco Fluviale sotto il parcheggio tel. 0165 920035

I centri sono gestiti, dal mese di marzo, dalla cooperativa sociale “Ombre
con l’Acca” di Aosta, e sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 15,00 alle ore
19,00. Le attività che vi si svolgono durante la settimana riguardano soprattut-
to l’incontro, iniziative dedicate all’aggregazione, giochi ed attività di tipo crea-
tivo ed espressivo (murales, tatuaggi all’henné...) e sportivo (tornei di ping pong,
calcio balilla,...).
Il sabato è dedicato ad attività esterne ai centri che vengono programmate
di volta in volta dagli animatori: Elisa, Valentina, Davide, Sara e Luca.

Lo Junior Club è un’associazione di circa 500 ragazzi tra i 14 e i 28 anni,
composta dall’assemblea, dal direttivo e dal presidente che si riuniscono pe-
riodicamente per dare voce alle esigenze e alle proposte dei ragazzi. Lo sco-
po è quello di renderli il più possibile autonomi e protagonisti del proprio
tempo libero.
22

Attività e iniziative 1999
Progetto giovani - Junior Club

La Comunità Montana, l’Associazione giovanile Junior Club e da marzo an-
che la cooperativa sociale Ombre con l’Acca, che gestisce i tre centri di incontro,
si sono adoperati per offrire al territorio una serie di iniziative rientranti nelle at-
tività del servizio sociale, rivolte ai bambini e ai giovani dei 12 comuni del com-
prensorio.

Gli obiettivi del progetto giovani sono da sempre la prevenzione del disa-
gio, il miglioramento delle condizioni di vita delle giovani generazioni, l’offer-
ta di stimoli culturali, ludici ed ideali, dando opportunità, spazi ed occasioni ai
bambini e ai ragazzi di vivere le loro relazioni, i loro problemi e i loro bisogni in
un contesto aggregativo e con l’individuazione di strategie che li rendano pro-
gressivamente compartecipi dello sviluppo sociale del territorio della Comunità
Montana Grand Paradis.

La strategia preventiva che si è messa in atto utilizza il concetto importan-
te di “connessione” tra la pluralità di risorse pubbliche e private, istituzionali e
sociali, educative e ludiche, presenti sul territorio, ma anche con iniziative sin-
gole e di percorso.

Con la messa in atto di alcuni interventi si è cercato di sviluppare progres-
sivamente il protagonismo adolescenziale e giovanile, con la crescita e lo svi-
luppo delle potenzialità che essi possiedono.

Gli interventi dall’inizio del 1999 sono stati molteplici. A partire dal mese
di ottobre 1998 hanno preso il via le seguenti attività:
Coro “Les enfants du Grand Paradis”
Coro “Les notes fleuries du Grand Paradis”
Corso di pianoforte
Corso di ginnastica ritmica

• Nel mese di febbraio sono stati organizzati presso i diversi centri, (Aymavil-
les, Saint-Pierre, Villeneuve) un atelier di maschere per carnevale per orga-
nizzare la festa finale che si è svolta il 13 febbraio presso il centro di Ville-
neuve.
• Nel mese di marzo sono stati organizzati dai centri di incontro un torneo di
calcio balilla e due uscite ad Aosta (Luna Park e biblioteca).
• Nel mese di aprile è stato organizzato un torneo di calcio a 5 ad Arvier, una
uscita ad Aosta in occasione del concerto presso il centro comunale cultura-
le di Aosta “Anita”, ed un torneo di pallavolo.
• Nel mese di maggio è stata organizzata una festa per la promozione della lu-
doteca situata presso il centro di incontro di Villeneuve per tutti i bambini
23


Testo Originale Estratto
Festa mosaico dei bambini
delle scuole materne ed elementari, in collaborazione con l'associazione "Il
Mosaico", ed un torneo di green volley per i ragazzi più grandi.
• Nel mese di giugno sono stati organizzati i saggi finali dei due cori e del cor-
so di pianoforte, la festa di fine scuola dello Junior Club presso il salone po-
livalente di Avise, e il 22 giugno è stata organizzata la gita al parco di diver-
timento di Gardaland alla quale hanno partecipato 67 persone.
• Dal mese di luglio si sono avviate le attività estive:
- i centri diurni estivi a Villeneuve dal 5 al 30 luglio per bambini delle scuole ma-
terne ed elementari con la presenza media di circa 130 bambini a settimana;
- lo stage di calcio dal 5 all'11 luglio per i ragazzi delle scuole medie tenuto
dalla nuova Polisportiva Grand Paradis;
- la vacanza a Lignano Sabbiadoro (UD) dal 19 al 2 agosto per i bambini delle
scuole elementari e medie per un totale di 101 bambini;
- i centri aggregativi hanno invece proposto: le uscite al cinema di Saint-Vin-
cent, alla festa di Mi Tzoten ad Arvier mentre il pomeriggio di rafting spor-
tivo è stato proposto dallo Junior Club.
• Nel mese di agosto sono continuate le attività estive organizzate dalla Co-
munità Montana con:
- la vacanza in Francia nel "Tour des Alpes et Roussillon" per i ragazzi delle
scuole medie dal 30 luglio al 13 agosto, per un totale di 17 ragazzi;
- la settimana al rifugio Chalet de l'Epée per i bambini delle scuole elementa-
24
Tour Alpe Roussillon
ri dal 4 al 9 agosto, per un totale di 7 partecipanti organizzato in collabora-
zione con l'associazione guide "Esprit de Montagne 4061";
- lo stage di triathlon dal 12 al 20 agosto, per i ragazzi delle scuole medie e del-
le scuole elementari per un totale di 37 partecipanti organizzato in collabo-
razione con l'associazione "Triathlon Valle d'Aosta";
- il laboratorio creativo dei 5 sensi per i bimbi delle scuole materne dal 16 al
20 agosto per un totale di 21 bambini;
- la gita Tour du Mont Rose per le scuole medie e superiori in collaborazione
con l'associazione guide "Esprit de Montagne 4061" dal 23 al 26 agosto per
un totale di 6 ragazzi;
- lo stage di calcio per le scuole elementari dal 23 al 29 agosto in collaborazio-
ne con la "Polisportiva Grand Paradis" per un totale di 21 bambini.
In parallelo lo Junior Club ha organizzato alcune serate di cinema all'aperto a
- Villeneuve il 29 luglio, (Benvenuti a Sarajevo - Welcome to Sarajevo)
- Aymavilles il 5 agosto 1999 (C'è posta per te)
- Valgrisenche il 12 agosto 1999 (L'uomo che sussurrava ai cavalli - The horse
whisperer)
- Avise il 19 agosto (Tutti pazzi per Mary - There is something about Mary)
Nonché il torneo di calcetto a 5 che si è tenuto dal 2 al 7 agosto sui campi di
Arvier dove hanno partecipato 5 squadre maschili e 2 femminili.
25


Testo Originale Estratto
Il Progetto Giovani ha anche organizzato alcune uscite sul territorio in col-
laborazione con comuni e pro loco, come la festa della Favò ad Ozein, una gior-
nata di animazione a Rhêmes-Saint-Georges, la festa dei giovani a Valsavaren-
che, la festa celtica ad Aosta, un pomeriggio di giochi e animazione a Cogne, e
un torneo di pallavolo a Saint-Nicolas.
– Il 27 agosto in collaborazione con il Progetto giovani è stata organizzata una
gita a Moutiers (tarentaise) a visitare il centro giovani e ad incontrare i gio-
vani che si erano recati ad Aymavilles il 29 luglio.
– Dal 30 agosto al 5 settembre si è organizzato in collaborazione con tutti gli
sci club della comunità montana una vacanza sportiva sugli sci a Tignes per
un totale di 25 ragazzi residenti nel territori della Comunità Montana Grand
Paradis.
• Nel mese di settembre sono continuate le attività:
– Il 2 settembre si è organizzata una gita al lago di San Grato a Valgrisenche
con i ragazzi che parteciparono alla vacanza in Francia per creare una nuo-
va occasione di incontro.
– Dal 9 al 12 settembre lo Junior Club ha organizzato la gita a Mirabilandia ed
Aquafan aperta a tutti i ragazzi della comunità, vi hanno partecipato 30 ra-
gazzi.
– Il 4 settembre è stata riproposta l'attività di rafting in collaborazione con il
Rafting adventure di Villeneuve.
Il Progetto Giovani ha deciso di proporre con l'inizio delle attività scolasti-
che, una serie di iniziative per il mercoledì pomeriggio dedicate a tutti i bambi-
ni delle scuole materne ed elementari, che prende il nome di Gigamondo. il 22
e il 29 settembre si sono svolte due giornate: la prima una caccia al tesoro ad Ay-
mavilles e la seconda una giornata di giochi musicali presso la palestra di Introd.
• Nel mese di ottobre sono conti-
nuate le attività:
– il Gigamondo Attività del merco-
ledì pomeriggio per i bambini del-
le elementari, con attività nei tre
diversi centri, e pomeriggi comuni
nella palestra di Introd;
– al centro di Saint-Pierre è stato pro-
posto uno spettacolo di Tribal
Sound (laboratorio di percussioni);
– il 10 ottobre è stata organizzata la
gita alla Foire de la Tarentaise per
proseguire i contatti già instaurati
nei precedenti incontri.
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Settembre 1999 - Gita a Mirabilandia
Escursione al lago San Grato
Torneo di Pallacanestro ad Arvier
27


Testo Originale Estratto
Percussioni, Djembé... a Saint-Pierre

Per l'autunno lo Junior Club propone:

- una festa discoteca e latino americano al salone di Runaz per il giorno 23 ot-
tobre 1999;

- una castagnata presso il centro di Aymavilles per il giorno 6 novembre;

- un pomeriggio e una serata dedicati al pattinaggio ad Aosta.

In data 29 ottobre il Consiglio della Comunità Montana Grand Paradis ha
approvato la programmazione triennale del progetto giovani per il periodo 2000-
2002. Tale progetto conferma le attività che vengono tuttora svolte nei Centri gio-
vani e dallo Junior Club ed incentiva nuove iniziative sul territorio comunitario.

Per informazione vi potete quindi rivolgere direttamente ai centri, ai se-
guenti numeri telefonici:

Saint-Pierre presso la casa Centoz, via Corrado Gex tel. 0165 909033
Aymavilles presso la casa famiglia, loc. Saint-Léger tel. 0165 902878
Villeneuve in loc. Parco Fluviale sotto il parcheggio tel. 0165 920035

...e ancora se desiderate intervenire attivamente alla vita dell'associazione Ju-
nior Club o se avete idee, desideri, proposte potete chiamare direttamente in Co-
munità Montana al settore sociale ai seguenti numeri:

Chatrian Monique 0165 921805
Luboz Luciano 0165 921813
Ghiotto Valeria 0165 921814

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Il Sacramento dell'unzione dei malati

Per una presentazione più vera e gradita
del Sacramento dell'Unzione

Il rinnovamento radicale della celebrazione di questo Sacramento è stato
fatto dal Rituale Romano (1974), inserendolo nella cura pastorale degli infermi,
eliminando la denominazione di «Estrema Unzione», sostituita da quella di «Un-
zione degli Infermi». Tuttavia rimane ancora uno dei riti meno familiari della
riforma liturgica. Perciò è necessario rileggere e meditare con particolare cura le
preziose premesse, specialmente quelle più innovative.

La questione centrale è la malattia e i modi con i quali la Chiesa può essere
vicina a coloro che sono malati.

1. La prima novità essenziale è questa: il Sacramento dell'Unzione degli in-
fermi non è destinato ai moribondi, ma a quei fedeli il cui grado di salute
risulta seriamente compromesso per malattia o vecchiaia.

2. Per infermo si intende un fedele attivo, che partecipa al ministero della Chiesa,
alla sua missione, al culto liturgico: non più visto solo come oggetto delle cure
dei sacerdoti, ma come collaboratore della salvezza del mondo di Cristo. Si pre-
vede la celebrazione del sacramento non solo nelle case e negli ospedali, ma an-
che nelle chiese, nell'ambito dell'assemblea di tutti i fedeli. Quindi suggerisce
l'idea di persone che non vengono portate, ma che vanno da sole in chiesa e sia-
no esse stesse a chiedere il sacramento. Il criterio giusto per valutare lo stato di
malattia non deve essere solo quello fisico, ma psicosomatico e spirituale, di cri-
si spirituale. Ciò significa che, come per il principio generale valido per tutti i
sacramenti, l'iniziativa di chiedere l'Unzione spetta al soggetto. È la persona
malata che deve decidere se il sacramento le sarebbe di beneficio per la fede e
il benessere personale, oppure no.

3. Il Concilio, nella «Lumen Gentium» ha una indicazione molto preziosa: «Con
la sacra Unzione degli infermi e con la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa rac-
comanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché rechi loro sollievo
e li salvi, anzi li esorta a unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cri-
sto, per contribuire al bene del Popolo di Dio» (n. 11).

4. «Nella catechesi sia pubblica che familiare si abbia cura di educare i fedeli a chie-
dere essi stessi l'Unzione e, appena ne verrà il momento, a riceverla con fede e devo-
zione grande, senza indulgere alla pessima abitudine di rinviare la ricezione di que-
sto sacramento. Anche a tutti coloro che prestano servizio ai malati si spieghi la na-
tura e l'efficacia del sacramento dell'Unzione».

a) La catechesi dovrà vincere il pregiudizio troppo radicato tra i cattolici che
vede l'Unzione come il sacramento dei moribondi.

b) «L'importanza grandissima della catechesi» viene ripresa perché «la celebrazio-

29


Testo Originale Estratto
ne nutra, irrobustisca, ed esprima la
fede... e perché i fedeli, i malati sia-
no condotti per mano a preparare e a
partecipare attivamente alla celebra-
zione».
5. «Nel Corpo di Cristo che è la Chiesa,
se un membro soffre, soffrono con lui
tutti gli altri membri» (1 Cor.
12,26). Di conseguenza: «Anche
questo sacramento, ha come tutti gli
altri, un carattere comunitario, e tale
carattere deve risultare, per quanto è
possibile, nella loro celebrazione». I
Vescovi del Piemonte sottolinea-
no questo aspetto nella loro nota
pastorale (1997): «Per favorire il re-
cupero della dimensione comunitaria ed ecclesiale di questo sacramento è opportu-
no che la parrocchia, una giornata apposita (per esempio, nella Giornata Mondiale
del Malato) ne curi la celebrazione solenne alla presenza di tutta la comunità, come
richiamo attorno al mistero della sofferenza e al rinnovamento dell'impegno nei con-
fronti del malato».
6. «Il ministro, tenute presenti le circostanze concrete e altre necessità, come pure le
eventuali richieste dei malati e degli altri fedeli, si serva volentieri delle varie pos-
sibilità proposte dal rito». «Pur conservando nella celebrazione la struttura del rito,
il ministro sappia adattarla alle circostanze di luogo e di persone... Potrà sostitui-
re con una monizione la preghiera di rendimento di grazie sull'olio». È data fa-
coltà allo stesso sacerdote di benedire l'olio durante il rito: il collegare la be-
nedizione direttamente alla celebrazione del sacramento può essere molto
più significativa.
In forza di queste considerazioni, insieme con il cappellano di Savigliano,
don Domenico Oggero, ho cercato di curare l'edizione di un opuscolo:
«L'Olio della speranza per la vita», che intende:
proporre una celebrazione comunitaria;
offrire schemi di omelie, di catechesi, di didascalie, formule di preghiere,
perché possa esserci possibilità di scelta e di arricchimento della celebra-
zione, come le invocazioni dello Spirito Santo;
attraverso la stessa veste tipografica, l'abbondanza delle foto e la loro
varietà con evidenti accenni alla sofferenza e all'Eucaristia, perché an-
che ai laici, ai fedeli possano essere graditi e l'opuscolo e il sacramento
dell'Unzione.
don Luigi Ronco
Cappellano dell'Ospedale di Aosta
30
Apertura catechismi
omenica, 24 ottobre 1999, si è
svolta la giornata di inaugu-
razione dell'anno catechisti-
co a cui ha partecipato la co-
munita parrocchiale di Saint-Pierre.
La festa è iniziata con la celebra-
zione della Santa Messa animata da
numerosi bambini accompagnati dai
loro genitori ed è poi proseguita nel
pomeriggio con castagnata, giochi e
merenda super abbondante presso
l'asilo Monsignor Centoz.
Quest'anno, per la prima volta, mi
è stato proposto da don Aldo di oc-
cuparmi del catechismo per i bambi-
ni di 2ª elementare.
La mia risposta non è stata subito
affermativa in quanto pensavo di non
essere all'altezza di questo compito
così importante e anche impegnativo,
avendo una famiglia numerosa: le
cose da fare sono sempre tante! E te-
mevo di non avere il tempo necessa-
rio.
D'altra parte, però, pensavo che
avrei potuto trasmettere anche senza
tanta preparazione il contenuto della
mia fede e la ricchezza che la mia vita
ha ricevuto nell'incontro con Cristo.
Riflettendo su questo impegno che
mi sono assunta ho anche pensato che
non posso da sola rivolgermi ai bam-
bini per educarli alla fede e alla vita
cristiana.
Chiedo quindi la collaborazione
anche dei famigliari di questi fan-
ciulli perché forse è inutile insegnare
a pregare durante l'ora di catechismo
Festa per i bimbi del catechismo
31


Testo Originale Estratto
se poi in famiglia non si prega mai.
I primi educatori devono essere i
genitori, perché la fede non è un in-
sieme di formule insegnate dai cate-
chisti, ma è un'esperienza di vita al-
l'interno della famiglia e della comu-
nità.
È inutile far comprendere ai bam-
bini l'importanza dell'Eucaristia do-
menicale se poi i genitori non li ac-
compagnano o non li lasciano parte-
cipare.
Spero comunque che il mio lavoro
catechistico non sia vano e che possa
iniziare un cammino di fede insieme
ai bambini che mi sono stati affidati.
Carla

LA CARITAS:
mani sporche ma coscienza trasparente

Quest'anno la raccolta straordinaria di indumenti usati, fissata per il 6
novembre, non è stata effettuata. La decisione è stata presa già nel
corso dell'estate quando la nuova ditta che acquista "il raccolto" ci ha
informati che in questo momento il mercato dell'usato non è conve-
niente e che era necessario sospendere, fino a tempi migliori, la raccolta straor-
dinaria e limitarsi a quella ordinaria dei cassonetti collocati in città e nei co-
muni del fondovalle. È però possibile ed ancora conveniente che le parrocchie
che hanno già messo da parte del materiale usato o che intendessero fare una
raccolta per conto loro, portino tale materiale al container del nostro magazzi-
no in Regione Tzamberlet 10/c (tel. 0165 239604, tra la piscina comunale e l'au-
tostrada). È pure possibile che i volontari del magazzino, su richiesta, vadano
sul posto con un nostro mezzo se vi si trova una certa quantità di materiale già
raccolto e disponibile. Aggiungo a questa doverosa informazione alcune con-
siderazioni che si riferiscono alle recenti notizie evidenziate dai mass-media
sulla sigla Caritas finita in discarica. La prima un po' aspra ma precisa e sti-
molante la prendo dall'articolo di Domenico Rosati pubblicato su Avvenire e
di cui riporto alcuni stralci: «Ormai tutte le spiegazioni sono state date. È stato chia-
rito che la Caritas non ha effettuato raccolte di indumenti per il Kosovo, né per la Tur-
chia né per le altre contrade sventurate. Quindi nessuna parentela con la "missione
Arcobaleno", tanto vituperata alla fine quanto lodata in corso d'opera. Ed è stato pre-
cisato che alcune diocesi hanno mantenuto l'abitudine di racimolare abiti usati vuoi
per opere di misericordia ("vestire gli ignudi"), vuoi per ricavare dalla loro vendita
mezzi da spendere nel campo della solidarietà. Sono state pure descritte le procedure
seguite, dalla cernita immediata per il reimpiego dei capi in buono stato alla cessione
dei rimanenti ad imprese del ramo. Tutto alla luce del sole e, se si vuole, anche con un
merito aggiuntivo di carattere... ecologico visto che, in fondo, si tratta di una forma di
Il cassonetto Caritas di Saint-Pierre

raccolta differenziata di materiale di scarto. Riconosciuto tutto questo, come è dovero-
so per chiunque sia in buona fede, non si può tuttavia negare che c'è stata una sensa-
zione di fastidiosa sorpresa nel veder emergere dai cumuli variopinti della discarica di
Casal Principe i sacchetti gialli delle Caritas di questa o quella diocesi; e nel rintrac-
ciarli all'interno di capannoni pieni di balle di stracci in Campania ma anche in Lom-
bardia. Perché negare un'impressione sgradevole, come quella che si prova quando si
avverte che c'è qualcosa d'inatteso fuori posto? La riflessione è aspra e forse anche ec-
cessiva rispetto alla portata dell'episodio. Ma il valore in discussione è troppo impor-
tante. Se un allarme c'è, conviene raccogliere subito nell'interesse di tutti. Può darsi
che tutto si risolva con una piccola – ma importante – precauzione: evitare che i sac-
chetti gialli seguano il loro contenuto anche oltre il controllo delle Caritas. Può darsi
che ci sia bisogno anche di qualcosina d'altro. Non si tratta comunque di interrompe-
re il ciclo della solidarietà, semmai di seguire con più attenzione certe operazioni, di ri-
ciclo, affinché le sigle giuste non vengano a trovarsi nel sito sbagliato. La carità del
Vangelo non ha nulla da perdere se, rimanendo "paziente e benigna", come la descri-
ve Paolo, si esercita anche nella virtù della prudenza". La seconda conseguente alla
prima, riguarda proprio quella piccola ma importante precauzione suggerita
dall'articolo e che vorrei attuare subito chiedendo che non si usino più dei sac-
chetti con la sigla Caritas. Per questo, se dalle raccolte degli anni precedenti
fossero avanzati dei sacchetti gialli con la scritta Caritas, vorrei raccomandare

32 33


Testo Originale Estratto
di non farne più uso. La terza considerazione riguarda l'opportunità di conti-
nuare la raccolta abituale sempre all'insegna della necessaria trasparenza e con
le motivazioni che sono state all'origine dell'iniziativa e che permangono va-
lide e convenienti:

• sia per l'aiuto diretto e giornaliero che, con tali risorse, si può offrire ai bi-
sognosi che si presentano e che potete indirizzare al magazzino;

• sia per il ricavato della vendita della merce eccedente con la quale possia-
mo finanziare la casa di prima accoglienza, il piatto caldo e tante altre spe-
se di gestione;

• sia per l'educazione alla raccolta differenziata dello scarto che, oltre ad un
dovere "ecologico" risponde all'esigenza di una buona educazione civica e
sociale. Aggiungo altre informazioni per una doverosa trasparenza:

1) Ricavato delle raccolte straordinarie: 1994, L. 42.762.000 – 1995, L. 42.982.000
– 1996, L. 36.988.000 – 1997, L. 25.714.000 – 1998, L. 21.979.450 – Per un to-
tale di L. 170.425.450.

2) La raccolta abituale: nel '97 sono stati collocati nella città di Aosta 20 cas-
sonetti gialli per la raccolta abituale. Nel '98 ne sono stati collocati altri 20
nei comuni del fondo valle. Fino al 15 settembre 1999 tale raccolta abituale
che impegna 8 volontari per 42 ore settimanali ha reso la cifra lorda di L.
79.591.450, permettendo inoltre la distribuzione gratuita di indumenti ai
bisognosi che ne fanno richiesta.

3) I contratti con le ditte acquirenti fino al 10 luglio tutta la merce raccolta ve-
niva ritirata dalla ditta Tesniapri di Prato al prezzo, prima di 500 lire al kg,
poi sempre meno, fino ad una offerta di L. 200 al kg che non abbiamo più
accettato. Abbiamo pertanto chiuso con la suddetta ditta e stipulato un con-
tratto con la F.lli Gestri S.n.c. – ingrosso stracci e indumenti usati di Niche-
lino (TO) via Vernea, 66 (tel. e fax 011 621538) che ha depositato un contai-
ner davanti al magazzino ritirando la merce settimanalmente e pagandola
al prezzo di L. 350 al kg.

4) Utilizzo: i 250 milioni realizzati sono stati utilizzati per la ristrutturazione
della casa di prima accoglienza e per ammortizzare la spesa per l'acquisto
del magazzino come risulta dai bilanci della Fondazione Opere Caritas, che
gestisce tutta l'attività con i volontari dell'Associazione "Diaconia".

5) Mobilio usato: i volontari del magazzino ritirano anche mobilio usato che
viene rimesso a disposizione gratuitamente o con versamento di una of-
ferta secondo le possibilità. È quanto mi è sembrato utile fare conoscere a
tutti i lettori del Corriere e a tutti coloro che hanno dato un contributo alla
riuscita di questa raccolta sporcandosi le mani ma non la coscienza.

Don Ugo Busso

34

La «carta» della famiglia

Uno dei motti più utili nella vita è quello del falegname: “Misura due
volte perché si può tagliare una volta sola”. È la saggezza di chi im-
para a pensare prima di agire. Il pilota dell’aereo prima di decollare
ha un piano di volo che comporta una meta e una rotta...

1. Ricercare le aspirazioni
e le attese di ciascuno.

Esaminando con attenzione le dif-
ficoltà che incontrano molte coppie
sposate, si constata che perlopiù pro-
vengono da attese differenti sul ruo-
lo di ciascuno e sono esacerbate dal-
le divergenze sul modo di affrontare
i problemi. Un marito può pensare
che tocca alla moglie gestire il bilan-
cio familiare, perché così faceva sua
madre. Ma la moglie, che ha avuto
un esempio diverso dal proprio pa-
dre, è sicura che tocca al marito pren-

a famiglia non può essere una
nave in balia delle correnti e dei
venti, dei valori e delle tenden-
ze in voga nella società, ma
un’imbarcazione saldamente guida-
ta verso una meta da un equipaggio
corresponsabile e concorde.

Lo strumento migliore per arriva-
re a una cultura familiare comune è
formulare una “carta” della famiglia.
Si tratta di riprendere la metafora
dell’aereo: la creazione di una “car-
ta” familiare dona a tutti una desti-
nazione e una bussola. Per arrivarci
si può passare attraverso tre tappe.

Ci
riconosciamo
ancora?
Classe
5ª del 1940

35


Testo Originale Estratto
dersi questa responsabilità. Ognuno
se la prende con l’altro e così un pic-
colo problema diventa una fonte con-
tinua di irritazione, equivoci e litigi.
È importante che ogni coppia di-
scuta con calma e seriamente le atte-
se, il ruolo, il modo di risolvere i pro-
blemi, i valori, la visione di ciascuno,
per arrivare alla messa in comune
delle “missioni”, cioè degli obiettivi
e del modo di raggiungerli. È questo
che fa la forza della famiglia: supera-
re il “tu” e l’“io”, per creare un modo
nuovo, più elevato, di vedere la vita:
il “noi”. Il modo più semplice è par-
tire da alcune domande. Tutti i mem-
bri della famiglia devono sforzarsi di
rispondere. Dopo qualche incertezza,
vi accorgerete che ne può nascere un
momento di grande soddisfazione re-
ciproca, soprattutto se il momento
della discussione è stato scelto con
cura.
Qual è l'obiettivo della nostra fami-
glia? Quale tipo di famiglia vogliamo es-
sere? Qual è la nostra missione? Che at-
mosfera vogliamo? Come sarà il nostro
rapporto con gli altri? Quali le priorità?
Quali sono le responsabilità di ognuno?
Secondo quali principi vogliamo vivere?
Chi sono i nostri eroi? Che cosa ci piace
in loro? Che cosa vorremmo riprodurre
nella nostra famiglia? Che dono possia-
mo fare, come famiglia, alla società e alla
Chiesa? Che posto riserviamo a Dio?
Come ci comporteremo quando sorge-
ranno divergenze?
Probabilmente si otterranno rispo-
ste variamente assortite. È essenziale
ricordare che ognuno appartiene alla
famiglia a pieno titolo. Le opinioni di
ciascuno sono importanti. Il parere
dell’altro non va giudicato, ma ri-
spettato. Dal probabile guazzabuglio
delle risposte occorre con pazienza
estrarre idee e valori che siano vera-
mente condivisi, ricordando sempre
che una “carta” familiare enuncia
delle possibilità, non dei limiti. Idee
e propositi devono essere gerarchiz-
zati: in testa vanno collocati i più im-
portanti, quelli veramente irrinun-
ciabili.

2. Scrivere la “carta”.

La “carta” deve poi essere scritta.
Non è necessario che sia un docu-
mento lungo e complicato. Può ri-
dursi ad una sola frase o ad un mot-
to. Può essere un’immagine o un sim-
bolo. Può essere impaginata al com-
puter o ricamata a punto croce su un
centrino. Dipende dalla creatività e
dalla fantasia. Esprimere per scritto o
simbolicamente la missione familia-
re si rivelerà il mezzo migliore per
imprimerla nel cuore e nella mente.
Ecco un esempio di “carta” che
campeggia in una cucina, dall’aria
molto “frequentata”:
“La nostra famiglia sarà un’oasi di
pace, gioia, benessere e felicità per noi, i
nostri amici e quelli che inviteremo. Vo-
gliamo esprimere l’amore che sentiamo
gli uni per gli altri, avere una vera con-
fidenza, essere onesti, sforzarci di com-
prenderci, rispettarci e aiutarci in qua-
lunque circostanza, soprattutto in quel-
le più difficili. Ognuno si impegnerà a
creare un’atmosfera sana, organizzata e
piacevole. Sceglieremo con cura ciò che
mangeremo, leggeremo, guarderemo e fa-
remo in casa. Discuteremo con pazienza
le difficoltà e risolveremo insieme i pro-
blemi. Pregheremo insieme tutti i gior-
ni”. Seguono le firme dei genitori e
dei figli, comprese le impronte digi-
tali di “pappina” il più piccolo.

3. Fare riferimento alla “carta”.

La “carta” della famiglia non è
l’avvenimento di un giorno, una spe-
cie di gioco, che dura un po’ e poi si
dimentica. Se i genitori lo vogliono,
può diventare come la Costituzione
per lo Stato: una forma di autorità
morale. Riferirsi ad essa rinforza
l’autorevolezza dei genitori e crea,
anche nei figli, una visione del mon-
do e un’idea di valori condivisi e
consapevoli.
Il segreto per ottenere una vera ef-
ficacia è fare in modo che ognuno si
senta l’autore della “carta” e la con-
sideri quindi una sua scelta, un suo
impegno.
Una famiglia decise di collocare ac-
canto alla porta d’ingresso una for-
mella di ceramica, sulla quale aveva
fatto incidere: “In questa casa regnano
l’amore e la dedizione”. Entrando ed
uscendo di casa, tutti i membri della
famiglia ricordavano così che tipo di
famiglia avevano deciso di essere.

Un gruppo
di coscritti
del 1928,
nei loro
70 anni!

36
37


Testo Originale Estratto
Feste
patronali
estive
Patrono a Verrogne, ieri
Patrono a Verrogne, oggi
38
Messa
all'aperto
per San
Lorenzo,
a Vetan
Enchère a Vetan
Autorità e cantori alla festa di Vetan
39


Testo Originale Estratto
Messa di
patrono
a Santa
Margherita,
ad Homené

Patrono a Homené

Si festeggia ad Homené

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A voi giovani dico...

La vocazione cristiana, dono di Dio, è patrimonio di tutti. Sia gli sposati sia
i consacrati, sono tutti scelti da Dio per annunciare il Vangelo e comuni-
care la salvezza: non da soli, però, ma nella Chiesa e con la Chiesa. All'u-
niversale chiamata di Dio a vivere e testimoniare l'annuncio di salvezza,
si affiancano vocazioni particolari con compiti specifici all'interno della Chiesa:
esse sono frutto di una Grazia speciale ed esigono un supplemento di impegno
morale e spirituale. Sono le vocazioni al sacerdozio, alla vita religiosa, all'opera
missionaria e alla vita contemplativa.

In molti giovani, disorientati dal consumismo e dalla crisi di ideali, la ricerca di
un autentico stile di vita può maturare, se sostenuta dalla coerente e gioiosa te-
stimonianza della comunità cristiana, nella disponibilità ad ascoltare il grido del
mondo assetato di verità e di giustizia. È facile allora che il cuore si apra ad ac-
cogliere con generosità il dono della vocazione di consacrazione...

Vorrei, infine, rivolgermi a voi, cari giovani, e ripetervi con affetto: siate gene-
rosi nel donare la vita al Signore. Non abbiate paura! Lasciate che cresca in voi
il desiderio di progetti grandi e nobili. Coltivate sentimenti di solidarietà: essi
sono il segno dell'azione divina nel vostro cuore. Più sarete pronti nel donare voi
stessi a Dio e ai fratelli, più scoprirete l'autentico senso della vita. Iddio attende
molto da voi!

Giovanni Paolo II

Per i giovani della nostra Valle, l'agosto del 2000 si presenta come un'op-
portunità interessante per vivere un forte momento di Chiesa.
Due sono le iniziative che li possono coinvolgere:

• l'accoglienza di giovani francofoni c/o le famiglie, dal 10 al 14 agosto;
• il pellegrinaggio a Roma, dal 14 al 20 agosto.

ACCOGLIENZA NELLE FAMIGLIE
Molte famiglie hanno dato la loro disponibilità per cui si potranno accogliere 200
giovani nella nostra diocesi. Il programma prevede le seguenti iniziative:

• una giornata di visita all'ospizio del Gran San Bernardo;
• una gita in montagna;
• una visita alla città di Aosta;
• la festa dell'accoglienza;
• l'Eucaristia domenicale in parrocchia;
• l'Eucaristia di congedo con il Vescovo in cattedrale.

41


Testo Originale Estratto
PELLEGRINAGGIO A ROMA
A partire dal 14 sera inizierà il pellegrinaggio dei giovani a Roma che cul-
minerà con l'incontro con il Papa il 20 agosto. Perché questa iniziativa coinvol-
ga veramente tutti si è pensato di inviare almeno un rappresentante per comu-
nità, per questo ti chiediamo di fare la proposta ai giovani della tua parrocchia
e inviare il nominativo di un/a giovane (età 18/30 anni) entro il 15 gennaio 2000
a don Albino, seminario diocesano, via Xavier de Maistre, 17 – 11100 Aosta (tel.
0165 40115).
Le diocesi del Piemonte e Valle d’Aosta hanno scelto le seguenti modalità
di partecipazione:
• Viaggio: in pullman da Aosta a Roma
• Periodo: dal 14 sera al 20 notte
• Soggiorno: c/o famiglie di una parrocchia di Roma
• Costo: 470.000 lire
La quota di partecipazione va versata in due momenti:
• L. 230.000 entro il 15 gennaio 2000, all’atto dell’iscrizione;
• L. 240.000 entro il 15 maggio 2000.
Chi è interessato si rivolga a Jocallaz Nicole (tel. 0165 903007)

«I nostri
bambini e
...l'ambiente

Ex catechiste, ormai universitarie

42
43


Testo Originale Estratto
Una sede per gli anziani
Gli anziani di Saint-Pierre
hanno ora, ufficialmente,
una sede per le attività ri-
creative e culturali. L'inau-
gurazione, alla presenza del Sindaco
e di numerose Autorità Comunali, è
avvenuta domenica 12 settembre in
occasione dell'annuale festa degli an-
ziani.
Il programma della manifestazio-
ne, promossa anche quest'anno dal
consiglio Comunale, dallo Spazio
Club in collaborazione con i Vigili del
Fuoco Volontari, è iniziato con la San-
ta Messa celebrata dal parroco don
Aldo Rastello, nella chiesa parroc-
chiale affollata per l'occasione.
Il parroco nell'omelia ha sollecita-
to una maggiore attenzione verso gli
anziani, quest'anno tra l'altro si cele-
bra l'anno internazionale a loro dedi-
cato, e ha rivalutato la figura dell'an-
ziano come perno insostituibile della
società, capace di tramandare alle
nuove generazioni i valori autentici.
È seguita la benedizione e l'inau-
gurazione della sede, con la consegna
delle chiavi al presidente dell'Asso-
ciazione "L'âge de la sagesse" il si-
gnor Floriani, situata nella scuola ma-
terna in via Corrado Gex. I presenti
hanno potuto così visitare il nuovo
spazio corredato da un'ampia cucina
più salone con angolo biblioteca e ser-
vizi, il tutto accessibile anche alle per-
sone disabili.
Dopo l'aperitivo i festeggiati si
sono recati alla Microcomunità dove
assieme agli ospiti abituali hanno
consumato il pranzo.
Nel pomeriggio si è svolta una gara
di ballo a premi, che ha riscosso, tra
i partecipanti, un notevole successo.
La giornata anche quest'anno ha
premiato gli sforzi degli organizzato-
ri; gli anziani del paese e quelli della
Microcomunità (complessivamente
erano 128) hanno dimostrato di gra-
dire questo momento di festa e di in-
contro in una giornata che li ha visti
protagonisti.
Anna Maria Ronzani

UTILI SUGGERIMENTI
per pregare
Una definizione, tra le più belle, della preghiera è quella di padre De Fou-
cauld: "Pregare è pensare a Dio, amandolo". È il segreto per fare della
nostra vita una preghiera continua. Chi ha già sperimentato questo amo-
re per Dio, non può più fare a meno di pregare, diventa una esigenza
del cuore.
Le difficoltà che incontriamo quando preghiamo, ti dicono che non è facile
amare. Per questo chiediamo aiuto a Gesù: "Maestro, insegnaci a pregare".
I suggerimenti che proponiamo vogliono essere un aiuto, possibile a tutti,
per riscoprire le diverse forme di preghiera che già conosciamo.
• Il segno della croce. È l'abbraccio di Dio al nostro risveglio. È sentirci ama-
ti dalle tre Divine Persone. È riconoscerci dimora di Dio, sostenuti dal suo
Spirito. È ricordare il suo amore per noi. È fare memoriale della sua passio-
ne, della sua morte e risurrezione. È offerta della nostra vita, consegna delle
gioie e delle sofferenze che prevediamo nella giornata. È il sigillo cristiano di
quella fede che vogliamo testimoniare lungo il giorno.
• Le preghiere vocali. Il Padre nostro donatoci da Gesù, le altre preghiere re-
galateci dalla Chiesa, le preghiere dei Santi... Sono veri trattati di preghiera
da riscoprire, da ricreare, da gustare parola per parola. Anche le giaculatorie
sono brevi espressioni di affetto per la persona amata.
• Le preghiere di ringraziamento. Sono un invito a sgomitolare la nostra gior-
nata, per vedere i gesti di amore di Dio. È piccola storia sacra dell'amore di
Dio per noi: è la storia della nostra salvezza.
• Preghiere di contemplazione e adorazione. È vivere alla sua presenza. È
sentirsi avvolti dal suo amore; l'amore ci cambia la vita. È credere che Lui
è tutto!
Don Aldo benedice i locali della nuova sede per gli anziani
44 45


Testo Originale Estratto
• La preghiera di alcuni personaggi che hanno incontrato Gesù Cristo. Fac-
ciamo nostre le loro parole e i loro atteggiamenti. Pensiamo a Pietro in di-
versi momenti della sua vita; al pubblicano in fondo al tempio, ai lebbrosi, al
figlio scappato da casa, al buon ladrone sulla croce...
• Le preghiere del nostro corpo. Inginocchiati, seduti in atteggiamento di con-
fidenza e ascolto, prostrati in segno di adorazione, in piedi in segno di atte-
sa e risurrezione. Le mani in posizione di supplica, di offerta, di richiesta di
perdono.
• La preghiera di ascolto, del giudizio di Dio sugli avvenimenti della nostra
vita, per accettare la sua volontà, per rifiutare la resistenza a Dio. È la pre-
ghiera che porta la rivoluzione nella nostra vita.
• La preghiera degli occhi, guardando il tabernacolo, il crocifisso, il mare, le
montagne, l'aurora, il tramonto, il volto di un bimbo, di un anziano, di un
povero.
• La preghiera delle mani tese del mendicante che ha bisogno di tutto. È la
preghiera insistente e fiduciosa, come Gesù ci ha insegnato, senza stancarci
mai.
A pregare si impara pregando e lasciandosi condurre dallo Spirito.
G.A.
Le logo des Nations Unies pour l'Année
internationale des Personnes Âgées, 1999,
veut exprimer vitalité, mouvement,
diversité et indépendance.
Problèmes des Personnes âgées:
Problèmes de tous
Marginalisation
Parmi les problèmes que ren-
contrent souvent les per-
sonnes âgées dans leur vie
d'aujourd'hui, l'un d'entre
eux – peut-être plus que les autres –
porte atteinte à la dignité de la per-
sonne: la marginalisation. Le dévelop-
pement de ce phénomène, relative-
ment récent, a trouvé un terrain ferti-
le dans une société qui mise sur l'ef-
ficacité et sur l'image peaufinée d'un
homme éternellement jeune, excluant
ainsi de ses "réseaux de relation"
ceux qui ne satisfont plus à certains
critères.
L'éviction des responsabilités insti-
tutionnelles avec les déficiences so-
ciales qui en découlent, la pauvreté
46
Quanta gente per la festa degli anziani
47


Testo Originale Estratto
ou la réduction drastique des revenus
et des ressources économiques ca-
pables de garantir une vie digne et la
possibilité de bénéficier de soins adé-
quats, de même que l'éloignement
plus ou moins progressif de la per-
sonne âgée de son milieu social et fa-
milial, sont les facteurs qui placent de
nombreuses personnes âgées en mar-
ge de la communauté humaine et de
la vie civile.
La dimension la plus dramatique
de cette marginalisation est le
manque de rapports humains qui
provoque chez de nombreuses per-
sonnes âgées non seulement la souf-
france du détachement, mais aussi de
l'abandon, de la solitude et de l'isole-
ment. En outre, la diminution des
contacts interpersonnels et sociaux
amenuise l'entrain et réduit le niveau
d'information ainsi que les instru-
ments culturels. Lorsqu'elles se sen-

48

tent impuissantes à changer leur si-
tuation, n'ayant pas la possibilité de
participer aux processus de décision
qui les concernent, aussi bien en tant
que personnes qu'en tant que ci-
toyens, les personnes âgées finissent
par perdre le sens d'appartenance à la
communauté dont elles sont
membres.
Le problème concerne tout le mon-
de et c'est la société, à travers ses di-
verses instances, qui doit intervenir
pour garantir la tutelle effective, no-
tamment juridique, de cette partie im-
portante de la population qui vit en
état de précarité socio-économico-in-
formative.

Assistance
[...] Une société consciente de ses
propres devoirs à l'égard des généra-
tions les plus âgées, qui ont contribué

à édifier son présent, doit savoir créer
des institutions et des services appro-
priés.
[...] Du fait même qu'elles héber-
gent des personnes qui ont dû quitter
leur maison, les résidences pour per-
sonnes âgées doivent être encoura-
gées à respecter toujours mieux l'au-
tonomie et la personnalité de chaeu-
ne, à garantir à toutes la possibilité
d'exercer des activités liées à leurs in-
térêts, à dispenser tous les soins né-
cessaires en fonction de l'âge qui
avance, conférant à cet accueil une di-
mension la plus familiale possible.

Formation et travail
[...] Il semble désormais prouvé
que la mise à la retraite obligatoire en-
traîne un processus de vieillissement
précoce alors que l'exercice d'une ac-
tivité au-delà de l'âge de la retraite
aurait un effet bénéfique sur la quali-
té de la vie. Le temps libre dont dis-
posent les personnes âgées est donc
la première ressource à prendre en
considération pour leur redonner un
rôle actif, favorisant leur accès aux
nouvelles technologies, leur engage-
ment dans des travaux utiles sur le
plan social ou une ouverture à des ex-
périences de service et de volontariat.

Participation
On peut constater que, lorsqu'elles
en ont l'opportunité, les personnes
âgées participent activement à la vie
sociale, aussi bien sur le plan civil que
sur le plan culturel et associatif. Les
nombreux postes de responsabilité
qu'occupent les retraités le confir-

Nel salone della microcomunità per la festa degli anziani

Le plus bel héritage
Une personne âgée, c'est
quelqu'un qui possède beaucoup
de richesses en elle et qui ne
demande pas mieux que de les
partager. C'est une personne
remplie de bonté, de sagesse et
de douceur. C'est une personne
sur qui on peut prendre exemple
pour construire son avenir. C'est
une personne dont l'expérience
de vie est d'une valeur inesti-
mable. C'est une personne avec
un amour inconditionnel pour sa
famille.

Somme toute, les personnes
âgées sont le plus bel héritage
pour les générations futures.

Nicole Des Rochers

ment, par exemple au niveau du vo-
lontariat, ainsi que leur poids poli-
tique non négligeable. Il faut rectifier
les représentations erronées des per-
sonnes âgées, les préjugés et les dé-
viations du comportement qui, de
nos jours, portent préjudice à leur
image.

Les personnes âgées doivent être
en mesure d'influencer les politiques
qui concernent leur vie, mais aussi la
vie de la société en général, et ce grâ-
ce à des organisations spécifiques à
leur catégorie et à une représentation
politique et syndicale. Il faut donc en-
courager la création d'associations de
personnes âgées et soutenir celles qui
existent déjà. Comme l'a souhaité
Jean-Paul II, elles "doivent être re-
connues par les responsables de la so-

49


Testo Originale Estratto
Suor Candida, nata a Castello di
Godego (TV) il 5 ottobre 1921, era la
prima di una numerosa famiglia.
Crebbe nell'affetto dei suoi cari, nella
fede e nella preghiera, nell'impegno
che la mamma affidava a lei, la più
grande di casa, di farsi responsabile e
attenta ai più piccoli, nell'aiutarla a
crescerli e ad educarli. Il bel garbo, la
capacità di accudire a tante necessità
degli uni e degli altri, il saper orga-
nizzare la vita di casa con ordine e
buon gusto, sereno giudizio e corag-
gio nei piccoli doveri quotidiani, fe-
cero di lei una donna anzitempo, un
aiuto sul quale la mamma sapeva di
potersi appoggiare in tutto. Ma gli
anni della seconda guerra mondiale
erano duri e le figlie maggiori di tan-
te famiglie numerose andavano a la-
vorare nelle fabbriche per poter con-
tribuire al bilancio familiare. Fu così
che Rosa lasciò la casa e venne a Châ-
tillon in Valle d'Aosta con altre sue
coetanee, e fu ospitata presso la Casa
della Provvidenza.

Suor Albertina, direttrice saggia e
di gran cuore, apprezzò quella ragaz-
za giudiziosa e buona, matura e ge-
nerosa, e la aiutò a cogliere la chia-
mata del Signore alla vita religiosa,
accompagnandola poi al noviziato
delle Suore di San Giuseppe. Dopo gli
anni di formazione, suor Candida si
rese utile nelle mansioni di infermie-
ra, assistente, guardarobiera presso le
ragazze del collegio San Giuseppe di
Aosta, e in piccoli collegi della Valle
(a Saint-Pierre, Saint-Christophe, Vil-
lair), che accoglievano ragazzi con
difficoltà familiari durante il ciclo sco-
lastico delle classi elementari. La sua

présenza in parrocchia la rendeva
preziosa anche per la cura del decoro
della Chiesa e per la visita agli am-
malati e alle famiglie.

Nel 1978 le fu affidata la direzione
della Villa Garnier di Bordighera, per
l'accoglienza di persone e famiglie bi-
sognose di mare. Anche in questa cir-
costanza le sue doti di cordialità e di
accoglienza, di laboriosità e servizio
generoso la fecero apprezzare dai nu-
merosi ospiti, che trovarono nel loro
soggiornare nella casa un clima di
cordialità e di amicizia, di riposo se-
reno e di accompagnamento nella
preghiera.

Furono anni spesi interamente al
servizio del Signore e dei fratelli, ma
che segnarono la vita di suor Candi-
da e la sua salute iniziò ad accusare
alcuni disturbi che ne consigliarono il
rientro in Casa Madre. La prova del-
la malattia nasconde sempre un mi-
stero ai nostri occhi, troppo grande da
comprendere se non lo si accetta nel-
la dimensione ancora più vasta della
croce del Signore, che attraverso essa
redime il mondo. Gli ultimi anni del-
la vita di suor Candida furono questo
intreccio del dono di sé con la prova
della diminuzione fisica. Questo pati-
re all'ombra della croce del Signore le
valse infine la Parola che dischiude
l'orizzonte del cuore umano alla gioia
tanto a lungo cercata: “Oggi sarai con
me in paradiso”.

Nel paradiso di Dio, con le vesti
rese candide (come ci richiama il suo
nome) dal sangue dell'Agnello che
l'unì a sé per sempre, suor Candida
fece il suo ingresso domenica 18 lu-
glio.

È bello stare insieme in fraternità

ciété comme expression légitime de la
voix des personnes âgées, et surtout
de celle qui sont les plus démunies”.

Pour endiguer la culture de l'indif-
férence, l'individualisme exaspéré, la
compétitivité et l'utilitarisme qui me-
nacent aujourd'hui tous les milieux de
la société humaine, et pour conjurer

toute cassure entre les générations, il
est nécessaire de faire mûrir une nou-
velle mentalité, de nouveaux styles de
vie, une nouvelle façon d'être, une
nouvelle culture. Il est nécessaire de
chercher à atteindre un bien-être et
une justice sociale qui respectent la
personne humaine et sa dignité.

Il caro ricordo di suor Candida

ull'epigrafe che annunciava il
ritorno al Padre di suor Can-
dida (Bobbato Rosa), era ri-
preso questo versetto evange-
lico: “Oggi sarai con me in paradiso”.
L'intento evidente era, ed è anche
adesso, quello di lasciare alla fede il
compito di aprirci la strada del cuore
alla comprensione dell'evento della
morte. Il nostro dolore per la separa-
zione da suor Candida trova così nel-

le parole del Signore una promessa e
un luogo in cui raccogliersi e trovare
conforto. La morte è il “giorno e l'o-
ra” che noi non conosciamo, l'oggi, in
cui Gesù viene per introdurci con lui
in paradiso. Sostenuti da questa Pa-
rola, possiamo ritrovare nelle giorna-
te terrene di questa nostra sorella,
l'impronta dei passi che il Signore ha
percorso con lei fino al suo ultimo
giorno, domenica 18 luglio.
50
51


Testo Originale Estratto
PRIORATO DI SAINT-PIERRE
Incontri con il Signore
Corsi di esercizi spirituali - 1999/2000
1. Dal 26 al 31 dicembre 1999
PER TUTTI
P. NICOLA GONTIER, CAPPUCCINO
«Lasciatevi riconciliare con Dio» 2Cor 5,20
2. Nei giorni 19-20-21 maggio 2000
PER TUTTI
DON PAOLO CURTAZ
«La gioia: un cammino giubilare»
3. Nei giorni 2-3-4 giugno 2000
PER GIOVANI
DON ALBINO LINTY BLANCHET
«Le icone della Pentecoste e dell'Eucarestia»
4. Dal 18 al 24 giugno 2000
PER TUTTI
P. FORTUNATO MUFFOLINI O.M.I.
«Erano assidui e concordi nella preghiera con Maria» At 1,14
5. Dal 13 al 18 luglio 2000
PER TUTTI
DON DOMENICO OGGERO
«Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi» 1Gv 4,16
6. Dal 20 al 26 luglio 2000
PER GIOVANI
DON ALBINO LINTY BLANCHET
«Credo in Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo»
7. Dal 30 luglio al 5 agosto 2000
PER TUTTI
DON LUIGI MAQUIGNAZ
«Il Verbo si fece carne» Gv 1,14
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8. Dall'8 al 12 agosto 2000
PER TUTTI
P. GEORGES COTTIER O.P.
«Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio» Gv 17,3
9. Dal 16 al 20 agosto 2000
PER TUTTI
P. ALBERTO GNEMMI, O.M.I.
«Io credo... la fede cristiana»
10. Dal 10 al 16 settembre 2000
PER TUTTI
DON PAOLO CURTAZ
«Le icone volto del Dio invisibile»
11. Nei giorni 3-4-5 novembre 2000
PER GIOVANI
DON ALBINO LINTY BLANCHET
«I Salmi: preghiera di Cristo e della Chiesa»
12. Dal 6 all'11 novembre 2000
PER TUTTI
DON EDMONDO BRUNOD
«Il libro di Tobia»
13. Dal 26 al 31 dicembre 2000
DON P. ORESTE FABBRONE, CAPPUCCINO
«Il volto di Dio Padre raccontato da Gesù a coloro che accolgono il suo Regno»
Giornate di ritiro e preghiera
Prima domenica del mese
Ritiro per giovani don Albino Linty-Blanchet
«Le icone» 5-12-99/anno 2000 - 6-2-00/5-3-00/2-4-00/7-5-00
Seconda domenica del mese
Ritiro per adulti don Albino Linty-Blanchet
«Le icone» 14-11-99/12-12-99/anno 2000 - 13-2-00/12-3-00/9-4-00/14-5-00
Incontri PER FIDANZATI, SPOSI, FAMIGLIE don Edmondo Brunod
Domenica 19-9-99/17-10-99/21-11-99/anno 2000 - domenica: 24-9-00; 22-10-00; 26-11-00
• Gli incontri sono aperti a tutti: preti, religiose e laici, celibi e coniugati di qualsiasi ambiente
o professione, purché si attengano alle norme comuni.
• Per iscriversi spedire in busta chiusa il tagliando di iscrizione a: Priorato 11010 Saint-Pier-
re - AO - tel. 0165 903823.
• Si accettano le iscrizioni solo per la durata completa dei Corsi, che iniziano alle ore 19,30 e
terminano alle ore 14,00 dei giorni indicati. Chi viene da lontano può arrivare sin dalla sera
precedente prenotandosi per lettera o telefono. I ritiri di una giornata iniziano alle 9,30 e
terminano alle 16,30. È gradita la prenotazione telefonica entro il giorno prima.
• È richiesto il silenzio esterno totale per favorire l'incontro interiore con il Signore.
• La casa vive esclusivamente di offerte. Per le spese di ospitalità ognuno versa in busta ano-
nima la quota che corrisponde alle sue reali possibilità.
53


Testo Originale Estratto
Nuovi membri della parrocchia
3) Il 23 maggio battesi-
mo di GLASSIER
SOFIA di Paolo e di
Miret Maria Teresa.
Padrini: Mapelli
Umberto e Pulz Da-
ria.
4) Il 18 luglio battesimo
di LALE MURIX
ANDRÉ di Giorgio
e di Vetticoz Bruna.
Padrini: Lale Murix
Diego e Lucianaz
Sara.
5) Il 22 agosto battesi-
mo di GERBORE
RENÉ JÉRÔME di
Romano e di Chap-
puis Luisa. Padrini:
Gerbore Corrado e
Chappuis Renata.
6) Il 22 agosto battesimo di GIUSTINI FRANCESCA ELIANA di Maurizio e
di Farina Maria Maddalena. Padrini: Farina Giuseppe e Giustini Nicole.
7) Il 22 agosto battesimo di SCIARPA LORENZO di Roberto e di Epis De-
bora. Padrini: Epis Virginio e Daniello Natia.
8) Il 28 agosto battesimo di GENNARELLI STEFANO di Ivan e di Noro Ales-
sandra. Padrini: Guaramonti Valerio e Corvo Rossella Anna.
9) Il 19 settembre battesimo di SALANDINI AARON JOSHUA LINO di Pao-
lo e di Tormen Erika. Padrini: Reccagni Andrea e Chabod Susy.
10) Il 19 settembre battesimo di LAURI LETIZIA di Luigi e di Obert Lucia. Pa-
drini: Pensa Rino e Obert Rosina.
11) Il 26 settembre battesimo di CASTAGNINO MARIKA ELEONORA di
Pasquale e di Garofalo Maria. Padrini: Castagnino Natalino e Curcio Si-
mona.
54
12) Il 10 ottobre battesimo di PELLISSIER ELISA di Dino e di Obert Milena.
Padrini: Falconieri Paolo e Pellissier Vilma.
13) Il 17 ottobre battesimo di SACCANI ANNA CHIARA di Gianluca e di Za-
nardi Laura. Padrini: Saccani Adamo e Viotti Graziella.
Cresimati
23 maggio – Cattedrale di Aosta
1) Barberis Edoardo, padrino Montemezzo Umberto
2) Cantele Sacha, madrina Marsura Carla
3) Carlin Michel, padrino Carlin Xavier
4) Chanoux Andrea, padrino Chanoux Uberto
5) Charruaz Nicole, madrina Varetti M. Paola
6) Christille Jean Marc, padrino Frachitti Onorio
7) Curatola Francesca, madrina Stroppa Silvia
8) Del Giudice Andrea, padrino Bottani Giancarlo
9) Di Mattia Simone, padrino Tarquinio Vincenzo
10) Fabiani Lorenzo, padrino Mastelli Pietro
11) Giri Devis, padrino Gaglianone Ciriaco
12) Manella Sara, madrina Ambroggio Silvia
13) Manella Valentina, madrina Cuc Gabriella
14) Therisod Tiziana, madrina Anselmet Marta
15) Tournoud Sophie, madrina Persod Muriel
16) Tomas Andres, padrino Liscidini Daniele
17) Vinante Federica, madrina Faccin Liana
55


Testo Originale Estratto
Matrimoni
3) Il 23 maggio matrimonio tra Ghirardi Giorgio Natale Dionigi e Agaglia-
te Enza. Testimoni: Ghirardi Paolo e Novaroli Emiliano.
4) Il 10 luglio matrimonio tra Bochet Cristiano e Gongea Patricea Nicoleta.
Testimoni: Val Nives e Bochet Mirca.
5) Il 22 agosto matrimonio tra Sciarpa Rober-
to e Epis Debora Bar-
bara. Testimoni: Da-
niello Carlo e Longo
Rita.
6) Il 18 settembre matri-
monio tra Perino Fa-
bio Andrea e Lanaro
Wanda. Testimoni: Bo-
nomelli Omar, Telesfo-
ro Marco, Tormena
Stefania, Simonini Pa-
trizia.
7) Il 16 ottobre matrimo-
nio tra Benzoni Clau-
dio Eugenio e Flocca-
ri Katia. Testimoni:
Benzoni Roberto e
Floccari Erminia.
56
Abbiate come faro affascinante
la faccia di Cristo
trasparente nel volto
della Chiesa.
Paolo VI

I nostri defunti
Cristo, non hai dato
una spiegazione del dolore,
ma una presenza.
Non sei venuto a distruggere
la sofferenza,
ma a soffrire con noi.
Non sei vento ad abolire
la croce,
ma a distenderti
sopra per noi.
(Paul Claudel)

10) Il 2 giugno è deceduto Giuppone Virgilio di anni 86.
11) Il 4 giugno è deceduta Frassy Maria Annetta di anni 90.
12) Il 29 giugno è deceduta Gianotti Cherie Palmira di anni 82.
13) L'11 luglio è deceduto Perpoli Giuseppe di anni 81.
14) Il 17 luglio è deceduto Thomasset Pietro di anni 87.
15) Il 24 luglio è deceduta Brunet Nadina Renata di anni 75.
16) Il 29 agosto è deceduta Vaudan Maria Linda di anni 89.
17) L'11 ottobre è deceduto Rossi Mario di anni 87.
18) Il 20 novembre è deceduto Fazzari Giorgio di anni 88.
57


Testo Originale Estratto
Offerte
per la Chiesa e le attività parrocchiali
Cossard Celestina; anniversari ma- trimoni; Del Degan-Therisod; Glas- sier-Miret; Miret Basilio; Celesia Adolfo; Avisini; Vauthier-Martinet; Montesano; Vaudois Luigi; Christille Franca; Pozzi; in memoria Giuppone Virgilio; Trentaz-Di Donato; Fazzari; Lavít-Pellissier; Fenoil Guglielmina; Montegrandi-Radici; in memoria Frassy Annetta; Gerbelle Pina; Boson- Centoz; Favre-Junod; Borre Giusep- pe; Lale Murix Simona; Viana-Par- leaz; Oreiller Lorenzo; N.N.; Belli- Centoz; in memoria Belli-Fettolini; Mochet Pierino; Fillietroz-Anselmet; Lombardo-Anselmet; Bochet-Gongea; Paillex Romano; Champretavy-Ar- mand; sorelle Martinet; Vinante-Ja- caccia; Lettry Dante; in memoria Per- poli Giuseppe; Puddinu; Fico; in me- moria Thomasset Pierre; Christille Jean Marc; Lale Murix Giorgio; in memoria Lussu Antonello; in memo- ria Brunet Nadine; Glarey Leopoldo; Lale Demoz Giustina; Cogmein Enri- co; Lovison Giovanni; in memoria Bo- chet Arnaldo; Vection Odette; in me- moria Gianotti Palmira (Cappella Eta- vel); Luboz Livia e Delfina; Besenval
Luisa; Gerbore René; Gerbore-Chap- puis; Jordaney-Chappuis; Saladini- Tormen; Savoye Albina; Berthod Oscar; Tonso-Persod; Lale Lacroix Si- mona; in memoria Jorrioz Fiorentina; Giustini Maurizio; Bochet Camillo; De Mori; in memoria Vaudan Linda; Neyret Gildo; in memoria Jordaney Virène e Modeste; in memoria def. Jordaney-Chauviat; Gerbore Emma; Gennarelli; Champrevaty Silvio; Lale Demoz-Gay; N.N.; Pariset Giulia; Sciarpa-Epis; Saladini Aaron; Pozzi- ni-Rogate; Ronzani Fortunato e San- dra; Rumiod Francesco; Savoye Osvaldo; Micotti-Lale Lacroix; Oreil- ler Vittorio; Jocallaz Augusto; in me- moria Borney Giulio e Anna; sorelle Arnollin; Pellissier-Obert; Ceccarelli- Lavít, Lauri-Obert; Bonin Donata; Frassy Carlo; Lale Gerard Vincent; Rossan-Fontana; Cheney-Rosset; N.N.; Bois Maria; Berthod Giacomo; Tussidor-Berthod; Therisod Vittorio; Castagnino; Nucci; Frutaz Amato; Guerra; Thomasset-Caminada; Del Negro-Garin; Campese-Arnod; Bo- nin Eddy; Saccani Nino.
Totale L. 14.250.000
Sinceri con Dio
Non dire Padre
se ogni giorno non ti comporti da figlio.
Non dire Nostro
se vivi isolato nel tuo egoismo.
Non dire che sei nei cieli
se pensi solo alle cose terrene.
Non dire Sia santificato il tuo nome
se non lo onori.
Non dire venga il tuo regno
se lo confondi con il successo materiale.
Non dire sia fatta la tua volontà
se non l'accetti quando è dolorosa.
Non dire dacci oggi il nostro pane
se non ti preoccupi della gente che ha fame,
è senza cultura e senza mezzi per vivere.
Non dire perdona i nostri debiti
se conservi un rancore verso tuo fratello.
Non dire non lasciarci cadere
nella tentazione
se hai intenzione di continuare a peccare.
Non dire liberaci dal male
se non prendi posizione contro il male.
Non dire Amen
se non prendi sul serio le parole del
Padre nostro!
58 59


Testo Originale Estratto
Risvegliamo il cristiano che è in noi!
o dicono tutti, lo scrivono sui giornali: la nostra società si sta «scri-
stianizzando»; sta, cioè, dimenticando di essere (o almeno di essere
stata) cristiana: nei comportamenti pubblici e privati, nelle idee che si
affermano e sono veicolate dalla televisione, si introducono sempre
più modi di intendere la vita non cristiani e talvolta apertamente anticri-
stiani.
In parte è vero, anche se al male viene dato, in tutti i mezzi di comuni-
cazione, tanto più spazio che al bene! Un proverbio ci ricorda che fa più ru-
more un albero che cade di un'intera foresta che cresce. Non dobbiamo per-
ciò lasciarci trascinare dal gusto perverso della notizia scabrosa, ma deve
partire proprio da noi cristiani l'attenzione al tanto bene che c'è nel mondo
e alla presenza di tanti cristiani impegnati a compierlo ovunque.
Questo è il primo passo proprio per dare una maggior presenza ai valo-
ri cristiani nella nostra società.
Ma cosa vuol dire realmente, per una persona, «essere cristiano»?
Poco prima di risuscitare Lazzaro, Gesù, parlando con Marta la sorella
di Lazzaro, le dice che suo fratello risusciterà. Marta gli risponde: «Lo so che
risusciterà, nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù non le dice che risu-
sciterà subito, ma prende l'occasione per affermare in che cosa consiste l'a-
desione alla sua Persona e al suo Vangelo: «Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me non
morrà mai. Credi tu questo?». Marta risponde: «Sì, Signore, io credo che tu
sei il Messia, il Figlio di Dio, che deve venire nel mondo».
Ecco cosa significa essere cristiani: credere che Gesù è figlio di Dio e che
è il Messia, il Cristo, ossia «il consacrato» che, col suo sacrificio, riconcilia l'u-
manità con Dio.
Milioni di persone lo hanno creduto e tanti sono morti per proclamarlo.
È per questo che il messaggio è giunto fino a noi, perché Cristo continua a
parlare all'umanità e tante persone lo ascoltano.
Quante? Non ha la minima importanza. Dopo che Gesù aveva procla-
mato il mistero dell'Eucaristia «Chi non mangia la mia carne e non beve il
mio sangue non avrà la vita eterna», molti, che non riuscivano a capire, lo ab-
bandonano. Gesù non li rincorre, non cerca di spiegarsi meglio, ma si rivol-
ge agli Apostoli dicendo: «Volete andarvene anche voi?». Risponde Pietro:
«Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna».
Ecco: Pietro crede che Gesù è il Figlio di Dio, il «Consacrato» e quindi
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non può che dire cose
giuste: accetta la sua li-
mitatezza ed avrà in
cambio la piena cono-
scenza di Dio.
Questo per Gesù è
importante: non il nu-
mero dei seguaci, ma
la qualità della loro
fede.
Crediamo noi che
Gesù è il Figlio di Dio,
il «Consacrato» per ri-
conciliare con Dio l'u-
manità intera?».
Sì, qualcosa cre-
diamo, chi più chi
meno. Anche chi va
spesso in chiesa forse
non si sofferma spesso
a pensarci e a medi-
tarci.
Eppure tutta la
nostra storia è impre-
gnata di cristianesimo
e non solo per le eccel-
se opere d'arte o le
grandi opere sociali che i secoli ci hanno tramandato, ma soprattutto per il
senso del bene e del male che ha plasmato la nostra cultura. Un grande filo-
sofo laicista, Benedetto Croce, pur non essendo credente affermava che nes-
suno di noi poteva dirsi «non cristiano», perché tutta la cultura europea è per-
vasa di cristianesimo.
Tutti noi abbiamo ricevuto questa eredità preziosa: in ognuno di noi dor-
me o sonnecchia un cristiano. Il cristiano che dorme è quello che ha impara-
to il catechismo, ma non si è ricordato spesso di ripassarlo; il cristiano che
dorme è colui che ha imparato le preghiere, ma le dice raramente; il cristia-
no che dorme è colui che sa che Cristo ha ragione, ma non gliela dà tutti i
giorni. Manda i propri figli al catechismo, perché sa che «non gli insegnano
male», ma non si affanna più di tanto.
E se questo cristiano si svegliasse? Se si chiedesse: «Credo io veramente
61


Testo Originale Estratto
che Gesù è il Figlio di Dio ed è morto per noi ed è risuscitato?». Scoprirebbe
di colpo che la sua vita sarebbe diversa; scoprirebbe che su quelle fondamenta,
che i suoi genitori e il suo parroco avevano gettato quand'era piccolo, egli
può costruire la sua felicità oggi, perché l'amore di Gesù è bello e dà gioia,
perché ci dà una prospettiva eterna».
«Io sono la risurrezione e la vita» dice Gesù. Vogliamo vivere in eterno?
E allora risvegliamo il cristiano che è in noi e prepariamolo a gustare la vita
che sarà eterna: quella dello spirito.
Svegliamo il cristiano che è in noi!
62
Un mazzo di rose
Infine telefonò a un'amica
perché l'aiutasse
a scoprire il mistero.
Una frase dell'amica
le fece all'improvviso
balenare un'idea.
«Di, sei stata tu
a mandarmi dei fiori?».
«Sì».
«Perché?»
«Perché l'ultima volta che ci siamo par-
late eri di umor nero.
Volevo che trascorressi un giorno
pensando a tutte le persone che ti vo-
gliono bene».
B. F.
63
Un giorno,
una giovane donna
ricevette una dozzina di rose
con un biglietto che diceva:
«Una persona
che ti vuole bene».
Senza però la firma.
Non essendo sposata,
il suo pensiero andò
agli uomini della sua vita:
vecchie fiamme,
nuove conoscenze.
Oppure erano
stati la mamma
e il papà?
Qualche collega di lavoro?
Fece un rapido elenco
mentale.


Testo Originale Estratto
«lo sono la risurrezione e la vita»,
dice Gesù.
«Chi crede in me, anche se muore, vivrà».
E credo, sì credo che un giorno,
il tuo giorno, o Dio, avanzerò verso di te,
col mio passo incerto, con tutte le lacrime
che ho pianto e questo cuore meraviglioso
che ci hai donato, questo cuore troppo
grande per noi, dato che l'hai fatto per te...
Un giorno verrò e tu leggerai sul mio volto
tutta la tenacia, tutte le lotte,
tutte le sconfitte lungo le strade della libertà.
E tu vedrai ogni mio peccato,
ma io so, o Dio, che il peccato non è grave,
quando si è davanti a te.
Davanti agli uomini infatti si è umiliati,
ma davanti a te è meraviglioso
essere così poveri,
poiché il tuo amore è così grande!
Un giorno, il tuo giorno,
verrò verso di te, o Dio.
E nella stupenda esplosione
della mia risurrezione
saprò infine che la tenerezza sei tu,
che la mia libertà sei ancora tu.
Verrò verso di te, o Dio mio,
e mi mostrerai il tuo volto.
Verrò verso di te con il mio sogno più folle:
portarti il mondo fra le mie braccia.
Verrò verso di te
e griderò con tutta la mia voce
la verità della vita sulla terra.
Griderò il mio urlo
che viene dal fondo di tutte le età:
«Padre! Ho tentato di essere un Uomo,
e sono il tuo bambino».

NUMERI UTILI
PRONTO INTERVENTO MEDICO 118
CARABINIERI 112
POLIZIA 113
VIGILI DEL FUOCO 115
SOCCORSO STRADALE ACI 116
SOCCORSO ALPINO (0165) 23.82.22

GUARDIA MEDICA / PRONTO SOCCORSO
Aosta Ospedale (centralino) (0165) 3041
Pronto Soccorso (0165) 41400
(0165) 304256

Antey-Saint-André Guardia Medica (0166) 548106
Brusson Guardia Medica (0125) 300493
Volontari Soccorso (0125) 300243
Châtillon Guardia Medica (0166) 61777
Volontari Soccorso (0166) 62667
Cogne Guardia Medica (0165) 749107
Volontari Soccorso (0165) 74024
Courmayeur Guardia Medica (0165) 800461
Pronto Soccorso Traumat. (0165) 844684
Volontari Soccorso (0165) 846320
Donnas Guardia Medica (0125) 807388
Gignod Guardia Medica (0165) 256885
Gressoney-Saint-Jean Guardia Medica (0125) 345993
Volontari Soccorso (0125) 355400
La Thuile Guardia Medica (0165) 800461
Volontari Soccorso (0165) 885293
Morgex Guardia Medica (0165) 800461
Volontari Soccorso (0165) 846320
Nus Guardia Medica (0165) 767911
Saint-Pierre Guardia Medica (0165) 903811
Torgnon Guardia Medica (0166) 548106
Volontari Soccorso (0166) 540257
St-Vincent Guardia Medica (0166) 61777
Valtournenche Guardia Medica (0166) 548106
Volontari Soccorso (0166) 93027
Verrès Guardia Medica (0125) 929326
Volontari Soccorso (0125) 920888

CARABINIERI
Aosta Comando Gruppo (0165) 361221
Comando Compagnia (0165) 262260
Breuil Posto fisso Breuil (0166) 949073
Posto fisso Plan Maison (0166) 949149
Brusson (0125) 300123
Châtillon Comando Compagnia (0166) 61360
Cogne (0165) 74026
Courmayeur (0165) 842225
Donnas (0125) 807054
Etroubles (0165) 78381/78229
Gressoney-Saint-Jean (0125) 355304
Morgex (0165) 800321/809412
Nus (0165) 767154/767934

Saint-Pierre (0165) 904124
Saint-Vincent (0166) 61360/61357
Valpelline Nuova Caserma (0165) 73209
Valtournenche (0166) 92022
Verrès (0125) 929010

POLIZIA
Aosta Questura (centralino) (0165) 23711
Polizia Stradale (0165) 361545/361546
Courmayeur Polizia Stradale (0165) 869764
Polizia di Frontiera (0165) 869737
Pont-Saint-Martin Polizia Stradale (0125) 807207
Saint-Rhémy-en-Bosses Polizia di Frontiera (0165) 780918
Traforo Gran San Bernardo (0165) 780901
Colle Gran San Bernardo (0165) 780948

GUARDIA FORESTALE
Aosta (0165) 231185/86
Antey-Saint-André (0166) 548235
Arvier (0165) 99018
Aymavilles (0165) 902168
Brusson (0125) 300145
Châtillon (0166) 563265
Etroubles (0165) 78204
Gaby (0125) 345940
Morgex (0165) 809754
Nus (0165) 767921
Pontboset (0125) 806913
Pont-Saint-Martin (0125) 806858/59
Pré-Saint-Didier (0165) 87808
Valpelline (0165) 73238
Verrès (0125) 921005/06
Villeneuve (0165) 95026

VIGILI DEL FUOCO
Aosta (0165) 44444
Ayas (0125) 307628
Brusson (0125) 300150
Courmayeur (0165) 843087
Pont-Saint-Martin (0125) 806419
Saint-Pierre (0165) 903103
Saint-Vincent (0166) 512223
(0336) 236993
Verrès (0125) 920232

NUMERI UTILI
Guasti Enel (0165) 44346
Guasti Telecom 182
Protezione civile 238222
Ospedale 3041
Servizio Veterinario 238770/238780

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta.
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Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82