Bollettino Diocesano d'Aosta: Natale 1999 e Preparazione al Grande Giubileo del 2000.
12-1999.pdfIl bollettino parrocchiale bilingue "L'ÉCHO DE NOS MONTAGNES / La Voce dei Campanili", edizione Dicembre 1999, funge da guida pastorale e cronaca per la Diocesi d'Aosta (Parrocchia di Saint-Pierre) in vista del Grande Giubileo del 2000. Il Vescovo Giuseppe Anfossi fornisce ampie direttive sull'Incarnazione, l'importanza dell'Eucaristia, la necessità di conversione, e gli orientamenti pastorali per il 1999/2000, enfatizzando la cura dei giovani e degli anziani e la trasparenza delle attività Caritas. Il documento documenta il soggiorno estivo di Giovanni Paolo II in Valle d'Aosta, presenta in dettaglio il calendario giubilare diocesano, i pellegrinaggi a Roma (sia per adulti che per la Giornata Mondiale della Gioventù), e descrive le numerose attività sociali e ricreative dello Junior Club. Sono inoltre inclusi i registri sacramentali e anagrafici (battesimi, matrimoni, defunti), resoconti finanziari e il programma dei corsi di esercizi spirituali.
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L'ÉCHO DE NOS MONTAGNES La Voce dei Campanili Bulletin Paroissial du Diocèse d'Aoste IMPRIMERIE VALDÔTAINE - AOSTE COURMAYEUR - HIVER EN VAL FERRET Joyeux Noël Paroisse de SAINT-PIERRE XLÈME ANNÉE - N. 12 - DÉCEMBRE 1999
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in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Eb 1,1-2). Per comunicarsi a noi, Dio si è fatto uno di noi: "Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato" (Gv 1,18). Questo mistero del Verbo di Dio fatto uomo, è il cuore della nostra fede: deve esserlo della nostra pietà, come risposta di amore al suo amore che salva: "Dio, nostro Salvato re, ha manifestato la sua bontà e la sua tenerezza entrando nella nostra storia e salvan doci" (cf Tito 2,11). Ma non si è manifestato a noi per saziare la nostra pietà sensibile, ma per rapirci in lui: "Conoscendo Dio visibilmente, per mezzo suo siamo rapiti all'amore del le realtà invisibili" (Prefazio della festa). Dio ci offre di realizzare l'antico sogno uma no: si fa uomo per farci dèi, se accettiamo di accogliere la sua grazia, invece di avere la pretesa di conquistarlo. "A quanti l'hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome" (Gv 1,12). Noi siamo tra quelli. Ingi nocchiamoci e adoriamo. Dio da Dio, Luce da Luce Adorare! Questo è l'atteggiamento più giusto, anche per resistere agli influssi di questa nostra società che tanto si è allontanata dallo spirito del Natale! Stiamo assistendo ad una pericolosa involuzione alla rovescia, perché se i cristiani del IV secolo sono riu sciti a cristianizzare una festa pagana, gli uomini che si preparano al terzo millennio ten dono a rendere pagana e secolarizzata questa festa cristiana. Non lasciamoci sviare dagli aspetti deteriori di uno sfrenato consumismo: rivol giamo la mente e il cuore all'avvenimento della salvezza a noi donata da Cristo luce del mondo. La luce che la propaganda commerciale sfrutta per le luminarie natalizie, sempre più accattivanti per invogliare alle compere, deve invece essere per noi punto di parten za per una profonda riflessione di fede. E dunque è necessario accostarsi al Natale non con il facile sentimentalismo che di solito accompagna queste giornate, ma con la fede che adora il mistero del Verbo incar nato: "Luce da Luce, Dio vero da Dio vero", "splendore del Figlio unico di Dio Padre, pieno di grazia e di verità". E ricordiamolo bene: il passaggio dal "Natale del sentimento", al "Natale della fede", porta con sé la decisione di accoglierlo nella vita e di sentirsi rigenerati come figli di Dio; non è tanto il suo nascere che deve avvenire, ma il mio nascere, il mio rinascere. Sono io che sono chiamato a ricevere da Lui il dono della sua vita immortale. Chiediamo alla Madonna che ci aiuti e ripetiamo con san Bernardo: "Nascondi, o Maria, il fulgore del nuovo Sole: avvolgi in panni il Bambino perché proprio quei panni sono la nostra ricchezza e deponilo nel presepio del nostro cuore". Lettera del Vescovo dopo la visita pastorale Al Consiglio Pastorale Parrocchiale di Saint-Pierre e a don Aldo Rastello Per prima cosa, citando l'Omelia finale, vi voglio ricordare lo scopo della visita pastorale, "che Dio infonda la sapienza dello Spirito Santo in tutti gli abitanti di Saint-Pierre, in modo che possiate riconoscere la voce di Cristo". Per questo sono venuto a trovarvi, perché siate ancora più at tenti di prima quando Gesù Buon pastore vi chiama, e gli rispondiate "sì". Voglio ancora una volta soltanto ricordare quanto è importante mettere al centro di tutte le attività pastorali la persona di Gesù, la fede in Lui, la fiducia in Lui, la relazione con Lui che si esprime nella preghiera e finalmente quell'in contro culmine che è la Messa o l'Eucaristia domenicale. Ho trovato incontrandovi, una comunità viva e attiva dove molte persone danno il loro contributo. Auspico che questo si accresca ancora e mi permetto di suggerirlo anche per la vita della comunità civile. Lascio a voi di pensare come potete far sì che vi sia accoglienza delle persone e famiglie che si sono stabilite sul vostro territorio senza entrare nel vivo della sua vita. Il Consiglio cercherà anche le migliori intese possibili tra tutti – comprese le istituzioni civili e laiche – perché si trovino le soluzioni migliori per i problemi nuovi e vecchi della co munità. Desidero poi ringraziarvi per l'eccellente organizzazione della visita che voi come Consiglio, unitamente a don Aldo, avete curato e inoltre per l'accoglienza riservatami e per l'attenzione mostrata alle cose che vi ho detto. Il grazie si esten de a tutti coloro che in tanti modi si sono prestati con semplicità per la buona riuscita della Visita (liturgia, canto, catechesi, pastorale dei bambini, ragazzi e giovani, pulizie, aiuti al parroco...). Vengo a voi per incoraggiarvi a proseguire sul cammino intrapreso che vede coinvolte molte persone in molte espressioni della vita parrocchiale: la cateche si, la pastorale dei ragazzi e dei giovani, il canto corale... Un punto che voglio ricordare per la sua sintonia con l'anno 1999-2000 è un invito a mantenere la coscienza vigile sul dovere del perdono come condizione normale di vita e come ragione per collaborare di più tra cristiani. Penso poi al buon esempio che ho ricevuto da molte persone che ho visitato, per lo più an ziane, sole e/o ammalate, e ai loro parenti e vicini che le assistono con pazienza 3 2
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e affetto, mentre le ricordo mi interrogo sulla disponibilità di alcuni di voi per- ché essi ricevano visite, amicizia e conforto. Volendo dare qualche suggerimento concreto vi invito a mettere in atto del- le iniziative in cui si esprima la vostra cura dei giovani in vista dell'età adulta, del matrimonio e della famiglia e ancora dei giovani in coppia sia sposati con il sacramento del matrimonio, sia coppie di fatto o conviventi. Vedrei bene anche qualche iniziativa rivolta ai genitori giovani per aiutarli nel delicato compito di educare i figli alla vita e alla vita di fede proponendo loro delle conferenzine di pedagogia familiare e religiosa. Questo naturalmente sup- pone che essi siano disponibili a “uscire” di casa qualche volta. Mi piacerebbe una ancor maggiore disponibilità dei genitori a coinvolger- si nella vita dei ragazzi, rispondendo sia a esigenze di gioco sia di vita affettiva sia di formazione catechistica. Sulla cura dei ragazzi e dei giovani so che già siete molto sensibili e attenti e vi chiedo di mantenere viva l'attenzione a tutto ciò che può essere fatto per loro e ciò che la diocesi o la zona vi offre. Alla parrocchia tutta suggerisco di aprirsi alla diocesi, zona e alle parroc- chie vicine e chiedo al Consiglio pastorale che con l'aiuto del parroco si man- tenga ben informato sulle iniziative della diocesi e della zona e curare, come già ha fatto, la partecipazione dei fedeli interessati. Ancora ricordo la necessità sem- 4 Il Vescovo in microcomunità pre più urgente di pre- parare degli operatori pastorali che assumano dei piccoli ma signifi- cativi compiti nella co- munità credente, penso soprattutto ai giovani e alle famiglie... Per que- sto scopo, come sapete, sta per aprirsi un Cor- so per operatori pasto- rali. La mia raccoman- dazione più importan- te riguarda i diversi modi che permettono di coltivare la vita di fede dei giovani e degli adulti. Oggi tutti noi siamo obbligati dalla vita moderna a passare da una fede tradiziona- le a una più consape- vole scoperta e riscoperta a contatto con gli altri: non è vero che si può pregare da soli e a casa e che questo basta, conta molto pregare insieme, andare a Mes- sa la domenica soprattutto con la comunità, cercare nei diversi momenti della vita che cosa il Signore Gesù chiede a ciascuno di noi. La fede, ce lo ricorda il Giubileo, è convertirsi. Fanno parte integrante della vita cristiana la carità reciproca e quella rivol- ta a chi è solo, malato e soprattutto povero. Sapendo che avete una buona orga- nizzazione della Caritas vi incoraggio a proseguire il cammino intrapreso e anzi a migliorare ancora. Termino con qualche annotazione. La prima riguarda l' aumento di lavoro e di responsabilità che ho dovuto chiedere a don Aldo, la cura della parrocchia di Saint-Nicolas. Mentre esprimo gratitudine a don Aldo, chiedo a voi di ren- dervi ancora più disponibili – sebbene lo siete già tantissimo – per aiutarlo. Più propriamente chiederei a qualcuno di voi di prepararsi per assumere con mag- giore competenza alcuni servizi nella catechesi, liturgia e carità, animazione dei I nostri cresimati in Cattedrale col Vescovo
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Il Vescovo nell'incontro con i Consigli parrocchiali ragazzi, giovani e famiglie, vicinanza ai malati e agli anziani. Una seconda annotazione riguarda il mondo degli adulti in generale e in particolare il rapporto con i giovani. Sento il dovere di dire in tutte le parrocchie – a voi poi di accogliere sulla base della realtà che conoscete – che a mio modo di vedere gli adulti non devono mai smettere di interrogarsi sul rapporto che hanno con i giovani, sullo spazio di responsabilità che danno a loro e sui mes- saggi che inviano per fare sì che la loro presenza sia favorita, il loro apporto ap- prezzato e si dispongano ad assumere responsabilità. Il Signore vi benedica e per l'intercessione di san Pietro faccia fruttificare il vostro impegno di consiglieri. Aosta, ottobre 1999 † Giuseppe Anfossi Gli orientamenti pastorali per il 1999/2000 n contemplazio- ne del mistero della Trinità e dell'Incarnazio- ne, quali risposte vogliamo dare, come uomini e donne credenti, cri- stiani e cattolici del- la Valle, quali come religiosi, religiose, diaconi, sacerdoti e... vescovo all'in- dizione del Giubi- leo da parte di Gio- vanni Paolo II? A questa do- manda seria rispon- do con una premessa e con quattro indica- zioni. La premessa è un invito a non lasciar- si turbare da ecces- si di parole, inviti o stimoli. Possiamo anche tener presenti le osservazioni critiche, se fondate, perché ci aiutano a evi- tare errori. Quanto a me, suggerisco semplicemente di lasciare cadere tutto ciò che sa di pettegolezzo, inutile parola, critica prevenuta. Questo, positivamente vuol dire prendere sul serio la proposta di Giovanni Paolo II nella sua essenzialità e impegnarsi a realizzarla nella nostra Chiesa, in ogni parrocchia e comunità, e soprattutto in ciascuno di noi secondo le indica- zioni che offro in questa lettera, frutto di attente e ripetute consultazioni. 1) Come ho già detto, la nostra prima risposta consiste nel «cantare» la lode alla Trinità, per ringraziarLa del dono dell'Incarnazione e della salvezza. Sugge- risco di ricordare questa lode con un profondo inchino ogni volta che nella Li- MISERICORDIA MOTUS EST. ... va' e anche tu fa' lo stesso (Lc 10,37) 6 7
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turgia, in particolare nella Eu- carestia, ci rivolgiamo alla Santissima Trinità. 2) Il canto di lode e quello di rin- graziamento avranno come ri- sultato una maggiore unità tra di noi e ci aiuteranno a chie- derci reciprocamente perdo- no e a chiedere perdono a Dio come singoli, come fami- glia, come comunità, come diocesi e come Chiesa univer- sale. Quanto a me, presente in Val- le come vescovo da quattro anni e qualche mese, sono qui a chiedere perdono dei miei peccati, errori, offese consa- pevoli e no, e mi rivolgo a tut- ti, in particolare ai poveri non ascoltati o serviti male e ai sacerdoti. Non è una bella frase soltanto, il perdono lo chiedo proprio e con convinzione. 3) Il canto di lode e quello di ringraziamento condurranno a riscoprire il «Cre- do», a riscegliere Gesù Cristo, a ratificare il Battesimo e a migliorare la qua- lità credente della vita di ciascuno di noi. Tutti i fedeli della Valle sono invi- tati a venire in pellegrinaggio in Cattedrale proprio per dire questo "sì, voglio essere un cristiano, lo confermo!" Il pellegrinaggio alla Cattedrale, centro della Chiesa locale e sede del vescovo, esprime, da un lato, la riconoscenza verso i primi vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che hanno portato la fede nella Valle e, dall'altro, fa sentire in modo più forte che apparteniamo ad una Chiesa che è più grande della nostra parrocchia. 4) Quel canto e quel grazie produrranno in noi una vera conversione, con l'aiu- to di Dio misericordioso. A questo dobbiamo tendere: è già implicita nei pun- ti precedenti, ma qui ne voglio riparlare, per mostrare che cosa può voler dire per noi quest'anno conversione: a. Riscoperta del valore del «metterci in discussione», parlando di noi stes- si con un consigliere e possibilmente con un sacerdote. b. Riscoperta della Parola di Dio: non ci sarà vera conversione del nostro sen- tire intimo e della nostra mentalità, se non ci confronteremo con la Sacra Scrittura, in particolare con il Vangelo, ascoltata da soli, in gruppo, in as- semblea liturgica. c. Una seria e concreta predisposizione a incidere sulla povertà e sulle in- 8 giustizie sociali. Non dobbiamo dimenticare che i Giubilei dell'Antico Te- stamento e l'anno di grazia inaugurato da Gesù stesso nel Vangelo di San Luca al capitolo quarto, ci obbligano a promuovere solidarietà, condivi- sione e giustizia. Questo impegno ha la grazia di essere condiviso da tut- ti i cristiani e accolto da tutti gli uomini. d. Un impegno a conoscere e valorizzare gli edifici della fede e della carità: la chiesa parrocchiale, le cappelle, i cimiteri e i luoghi del servizio frater- no, con quanto conservano di testimonianza della vita cristiana dei nostri antenati. La rilettura della nostra storia ci rivela le radici e ci fa sentire par- te viva di un popolo credente. Le comunità parrocchiali si scoprono fami- glia, si aprono a chi chiede accoglienza e sentono di appartenere ad una zona più ampia, a una diocesi e ad una Chiesa grande come il mondo. Questa premessa e queste indicazioni ci permettono di relativizzare - parlo a persone di buon senso umano e cristiano - le iniziative predisposte e riportate poco dopo sul calendario, ma anche a valorizzarle: il singolo fedele, non spinto da interessi sbrigativi o di immagine, ma da sentimento di fede interiore sce- glierà le «sue» iniziative, quelle che sente di più e che gli fanno vivere i valori autentici del Giubileo. Una consegna ai giovani Vorrei ora consegnare la parabola del Samaritano ai giovani con un mio messaggio particolare: lo formulo a partire da una splendida citazione di un Pa- dre della Chiesa, Gregorio di Nissa, vissuto nel quarto secolo, il quale parlando di Gesù come Buon Samaritano dice: "costui con il suo corpo (che è rappresentato dalla sua cavalcatura), fermatosi nel luogo della miseria umana, ne curò le ferite e lo ada- giò sulla sua bestia, e fece in modo che divenisse locanda per l'uomo il suo amore per l'u- manità nella quale si riposano tutti quelli che sono affaticati ed afflitti". Non lasciatevi prendere dal benessere un po' vero e un po' illusorio, punta- te su una vita più sobria, non sul denaro neppure quando scegliete una profes- sione; trovate il tempo per fare delle cose gratuite e altre utili per la gente; pen- sate di più al vostro futuro e a quello del vostro paese, e cercate per tempo e con impegno - magari interrogando molto voi stessi e altri - ciò che volete fare da grandi. Abbiate così un pezzo di ideale da realizzare. Abituatevi a non evitare i "luoghi della miseria umana" e non abbiate paura di Gesù Cristo: la fede in lui vi farà comprendere che davvero il Suo amore per l'umanità, per la gente... pro- prio per tutti è una locanda per l'uomo dove si riposano tutti quelli che sono affaticati e afflitti. ✠ Giuseppe ANFOSSI vescovo Aosta, 7 settembre 1999 Nella solennità di San Grato, patrono della Diocesi 9
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Saint-Pierre: festa degli anniversari Anniversari di matrimonio: dopo la messa 19 coppie di sposi si sono ritrovate, in occasione della festa patronale di San Pietro e Paolo, a Saint-Pierre, per l'ormai tradizionale "Festa degli anniversari di matrimonio" organizzata, anche quest'anno dal Consiglio Pastorale Parroc- chiale. Dopo la Santa Messa celebrata nella chiesa Parrocchiale da don Aldo Ra- stello, che ha ricordato l'impegno dei festeggiati in ambito famigliare, donando loro anche un libro ricordo, le coppie di sposi sono state accolte sul sagrato, dal- le note festose della banda musicale di Quart. All'asilo Monsignor Centoz il Consiglio Pastorale Parrocchiale, aiutato da Enrico e Anita, ha poi offerto il consueto "aperitivo" aperto a parenti ed amici dei festeggiati. Dopo le foto ricordo di rito le coppie si sono recate all'albergo Saint-Pierre per il pranzo che ha concluso anche quest'anno in modo positivo e simpatico una bella giornata di festa. Ma ricordiamo le coppie festeggiate: 50 anni di matrimonio: ARMANDO ELIGIO e NATALINA; 45 LUBOZ Venanzio e Orietta; 45 PERLASCO Mario e Simona; 35 CUC Rino e Paolina; 35 CHARLES Delfino e Pierina; 35 DENA- RIER Felice e Giuseppina; 35 DOMAINE Aldo e Armanda; 35 LALE MURIX Eligio e Elsa; 35 PRIMIERO Mario e Simona; 35 PAILLEX Italo e Maria; 30 TRENTÀZ Giuseppe e Marta; 30 TON- SO Giacomo e Ada; 30 LETTRY Dante e Ida; 30 RINAUDO Va- lerio e Rita; 30 PETEY Lindo e Nelly; 30 VUYET Alberto e Delia; 25 COSSU Tonello e Livia; 25 AVANTEY Giuseppe e Livia; 25 LALE LACROIX Franco e Assunta. All'asilo foto ricordo per anniversari di matrimonio Anna Maria 10 11
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Le «lezioni» estive di Giovanni Paolo II n vacanza in Valle d'Aosta il Papa, in occasione dei due "Angelus" ha parlato della montagna come "scuola di vita" e del monastero come "centrale di energia spirituale". Lo abbiamo scritto più volte: la venuta di Giovanni Paolo Secondo in Valle d'Aosta è un fatto importante. Sempre nei suoi soggiorni estivi, trascorsi nella nostra regione a Les Combes di Introd, la sua presenza è stata sinonimo, per i credenti almeno, di una opportunità unica, di sensazioni positive e di una cre- scita interiore. Anche quest'ultimo periodo di vacanza, trascorso tra noi, il più lungo mai trascorso in Valle (dal 7 al 20 luglio) non ha deluso le aspettative. Ma andiamo per ordine: Giovanni Paolo Secondo è arrivato a Les Combes, mercoledì 7 luglio, poco dopo le 19,30; ad attenderlo sul campo antistante la co- lonia estiva dei Salesiani, autorità religiose, civili e militari, alcuni bambini e un gruppo degli abitanti di Les Combes. L'accoglienza è stata come sempre: sem- plice, discreta e cordiale. Le vacanze di Giovanni Paolo Secondo si sono svolte secondo un programma ormai collaudato tale da garantire all'illustre ospite la massima tranquillità per meditare, pregare, riposare certo ma anche per un quo- tidiano contatto con la natura e quindi passeggiate tra i boschi e in quota. Una vacanza trascorsa secondo ritmi precisi e con due appuntamenti pubblici, gli "Angelus" domenicali dell'11 luglio dalla casa di Les Combes e del 18 luglio dal monastero di Quart. Due vere "lezioni" estive che meritano di essere ricordate: Domenica 11 luglio Carissimi Fratelli e Sorelle! 1. Per la settima volta ho la gioia di trascorrere qualche giorno di riposo in questa splendida località di Les Combes, nel comune di Introd, tra le montagne della Val d'Aosta. Ringrazio di questo il Signore e quanti mi offrono ospitalità. Rivolgo un cordiale saluto al Sindaco di Introd e alle Autorità della Regione, come pure al caro Vescovo di Aosta, Monsignore Giuseppe Anfossi. Vedo anche tra gli ospiti si trova Mons. Alberto Careggio, che mi ha introdotto in questa esperienza estiva della Val d'Aosta. Sono lieto di ritrovarmi in mezzo a voi, cari valligiani e villeggianti. Augu- ro una stagione favorevole alle numerose famiglie che dal turismo ricavano so- 12 stentamento; ed a quanti, come me, stanno trascor- rendo un periodo di va- canza, auguro di saper go- dere di tante bellezze na- turali - dell'aria, dei bo- schi, delle acque... - con grande rispetto per i teso- ri che il Creatore ci affida. 2. Ogni volta che ho la possibilità di recarmi in montagna e di contempla- re questi paesaggi, ringra- zio Dio per la maestosa bellezza del creato. Lo rin- grazio per la sua stessa Bellezza, di cui il cosmo è come un riflesso, capace di affascinare gli animi atten- ti e di spingerli a lodarne la grandezza. La montagna, in parti- colare, non solo costituice un magnifico scenario da contemplare, ma quasi una scuola di vita. In essa si impara a faticare per raggiungere una meta, ad aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà, a gustare insieme il silenzio, a riconoscere la pro- pria piccolezza in un ambiente maestoso e solenne. 3. Tutto questo invita a riflettere sul ruolo dell'uomo nel cosmo. Chiamato a coltivare e custodire il giardino del mondo (cfr Gen 2,15), l'essere umano ha una specifica responsabilità circa l'ambiente vitale, in rapporto non solo al pre- sente, ma anche alle generazioni future. La grande sfida ecologica trova nella Bibbia una luminosa e forte fondazione spirituale ed etica, per una soluzione ri- spettosa del grande bene della vita, di ogni vita. Possa l'umanità del Duemila riconciliarsi con il creato e trovare le vie di uno sviluppo armonico e sostenibile. O Maria, che risplendi di singolare bellezza, aiutaci ad apprezzare e rispet- tare il creato. Tu che sei tanto amata dalle genti di montagna, e che in queste val- li sei venerata in numerosi santuari, proteggi gli abitanti della Valle d'Aosta, per- ché siano fedeli alle loro tradizioni e restino sempre aperti e ospitali. Aiutaci a fare della nostra esistenza un'ascensione verso Dio e a seguire fe- delmente Gesù Cristo, tuo Figlio, che ci guida alla meta, dove, nella nuova crea- zione, godremo la pienezza della vita e della pace. 13
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11 luglio: festa liturgica di san Benedetto Al termine della recita dell'Angelus, Giovanni Paolo II ha ricordato che l'11 luglio ricorre la festa liturgica di san Benedetto, Patriarca del monachesimo oc- cidentale e Patrono d'Europa, ed ha rivolto un "augurio cordiale" a tutti i mo- naci e le monache dell'Ordine benedettino. Queste le parole del Papa: Ricorre oggi, 11 luglio, la festa liturgica di san Benedetto, Patriarca del monache- simo occidentale e Patrono d'Europa. Rivolgo un augurio cordiale a tutti i monaci e le monache dell'Ordine benedettino, ricordando che proprio oggi iniziano le celebrazioni per i 1500 anni da quando Benedetto fondò il suo primo monastero in Subiaco. La vita monastica benedettina, ritmata dalla preghiera e dal lavoro, secondo il celebre motto "ora et labora", costituisce una testimonianza attualissima per l'umanità del 2000. Auspi- co che questo ideale di totale consacrazione a Cristo conosca una rinnovata fioritura, a beneficio della Chiesa e dell'intera famiglia umana. Il ricordo delle vittime della montagna, in particolare quelle del tunnel del Monte Bianco Successivamente il Santo Padre, in lingua francese, ha rivolto un caloroso saluto agli abitanti della Valle d'Aosta e a tutti i fedeli francofoni presenti alla re- cita dell'Angelus. Giovanni Paolo II ha poi ricordato le vittime della montagna, in particolare quelle del tragico incidente nel tunnel del Monte Bianco. Prima di 14 congedarsi dai numerosi fedeli convenuti, il Santo Padre ha espresso un caloro- so ringraziamento ai ragazzi del coro che con i loro canti hanno voluto testimo- niare al Papa il loro affetto e la loro devozione. Domenica 18 luglio Un monastero è un'autentica "centrale" di energia spirituale che si alimenta alla sorgente della contemplazione «Un monastero è un'autentica "centrale" di energia spirituale che si alimenta alla sorgente della contemplazione». Lo ha sottolineato Giovanni Paolo II all'An- gelus di domenica 18 luglio, recitato davanti al monastero carmelitano "Mater Mi- sericordiae", nel comune di Quart, in Val d'Aosta, da lui benedetto dieci anni fa. Queste sono le parole del Papa: Carissimi Fratelli e Sorelle! 1. Oggi ho la gioia di recitare la preghiera dell'Angelus nel cuore della Val d'Ao- sta, dove sto trascorrendo un periodo di riposo. Dico "nel cuore" non solo perché il co- mune di Quart occupa una posizione centrale nella Vallée, ma soprattutto perché qui si trova il Carmelo "Mater Misericordiae", da me benedetto esattamente dieci anni fa, il 16 luglio 1989, il quale costituisce, in un certo senso, il centro contemplativo della Chie- sa valdostana. Alle Monache Carmelitane, che qui vivono offrendo quotidianamente il servizio della preghiera, va il mio più cordiale saluto; Un monastero è un'autentica "centrale" di energia spirituale, che si alimenta alla sorgente della contemplazione, sull'esempio della preghiera a cui Gesù si dedicava nella solitudine, immergendosi totalmente nel dialogo con Dio Padre, per attingere la forza necessaria alla sua missione salvifica. La Chiesa prolunga nel tempo la missione di Cristo: tra i molteplici carismi che la arricchiscono, essa conserva anche quello assai prezioso della vita contemplativa, colti- vata nei monasteri, come risposta all'amore assoluto di Dio che nel Verbo incarnato si è unito all'umanità con vincolo eterno e indissolubile. I monasteri femminili manifestano con particolare eloquenza l'unione esclusiva della Chiesa con Cristo suo Sposo, riviven- do l'esperienza di Maria, Vergine del silenzio e dell'ascolto. 2. In questa comunità monastica di Quart, Maria, Regina del Carmelo, è venerata con il titolo di "Madre della Misericordia". Dando alla luce Gesù, la Vergine santa ha infatti donato al mondo il Testimone supremo dell'amore misericordioso di Dio. In que- 15
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sto disegno di salvezza, Ella non è mero strumento, bensì docile cooperatrice: la divina Misericordia trova in Maria perfetta consonanza. Nel suo Cuore immacolato si rispec- chiano adeguatamente la tenerezza di Dio, la sua volontà di perdono per i peccatori, i fre- miti della sua paterna compassione. La maternità di Maria si compie sul Calvario, dove la divina Misericordia realiz- za, nel Sacrificio di Cristo sulla Croce, il supremo atto redentore. In quell'ora tragica e gloriosa, Maria diventa per sempre la Madre della Misericordia. Al suo sublime modello si ispirano le monache Carmelitano, offrendo se stesse per la salvezza di tutti gli uomi- ni. Ringraziamo il Signore, perché non cessa di chiamare anime elette ad essere, nel cuo- re della Chiesa, apostole oranti del suo Amore misericordioso. Da questo luogo così significativo per la Chiesa valdostana, desidero rivol- gere un cordiale saluto a tutti i sacerdoti della Diocesi, come pure ai religiosi e alle religiose. In modo particolare, un pensiero augurale va alle suore di San Giu- seppe di Aosta, che iniziano il loro Capitolo Generale. Penso poi con affetto alla comunità del seminario di Aosta, incoraggio i se- minaristi a vivere con impegno il loro itinerario formativo, mentre auspico che numerosi giovani accolgano con gioia e riconoscenza la chiamata del Signore a dedicare la vita al servizio del Vangelo. Ma la vita cristiana è sempre risposta ad una vocazione del Signore, la quale chiede però di essere riconosciuta ed accol- ta con generosità. Il 20 luglio, il giorno della partenza a Les Combes c'era commozione e an- che tristezza che accompagnano ogni saluto fra amici che non sanno se o quan- do si rivedranno. Prima di salire sull'elicottero Giovanni Paolo Secondo ha det- to: "Voglio ringraziare tutti i presenti per l'accoglienza e adesso per il congedo, vi benedico... Arrivederci, arrivederci a Roma per l'anno giubilare". Un lungo applauso ha accompagnato Giovanni Paolo Secondo mentre sa- liva sull'elicottero. Ezio Bérard 16 Riflessione di fine millennio Da qui all'eternità con una guida davvero speciale: il prete G eorge Bernanos, con una delle sue fantasiose affermazioni, ha scritto: "Possiamo immaginare la Chiesa come una vasta impresa di tra- sporto, di trasporto in Paradiso". Uomini, donne, vecchi e bambini, tutti in carrozza ver- so la meta finale, verso la città immensa della misericordia di Dio. Immaginiamo, dunque seguendo l'idea di Bernanos, questa impresa che è la Chiesa. A guardarla dal fuori, essa può avere rappresentanze grandiose, strumenti spetta- colari: cattedrali superbe, campanili svettanti nel cielo, prestigiose abbazie, vasti chiostri si- lenziosi... Può avere anche mezzi poveri, cose da poco: una piccola chiesa di montagna, bian- ca e spoglia, una cappella di paglia in un vil- laggio accanto a una foresta africana... Forse non importa tanto come sono i mez- zi o gli strumenti. Un mezzo di trasporto è una grande nave, un aereo, un treno, ma se ne hai bisogno su una strada di montagna o in mezzo a un bo- sco, chi ti può servire è soltanto un asino o un mulo. Non è importante il mezzo. Importante, in- vece, è il conducente... Potrà essere un con- ducente di alto livello scientifico, di ottima pro- fessionalità, come si addice a un aereo, a una nave, a un treno. Potrà essere un conducente di nessuna cul- tura, per quel che basta ad un asino o a un mulo, ma pur sempre anch'egli bravo nel suo mestiere. Chi sono i conducenti proposti dalla gran- de impresa di trasporto che è la Chiesa? Sarà un vescovo, solenne nella sua potestà pastora- le, per la cattedrale; sarà un prete qualunque per una chiesa di campagna. Ma c'è sempre qualcuno che ti fa da conducente. Puoi imbat- terti in uno solenne o santo o intellettuale o semplice. C'è sempre un prete da qualche par- te. E sarà sempre lui che ti porrà a disposizio- ne il mezzo di trasporto per il Paradiso, che ti porterà il biglietto per potervi salire. Quale biglietto? Quello che è il perdono dei tuoi peccati, quello che è l'attirare su di te la misericordia di Dio. Guardati pure attorno, potrai vedere in giro per il mondo personaggi anche più solenni, an- che più colti, perfino anche più santi, ma non c'è nessuno che ti possa dare questo passaggio, se non questo conducente dell'impresa di tra- sporto che è la Chiesa. Ecco, lui aiuta te, ma anche tu gli devi dare una mano, perché egli dovendo pensare agli altri, non è in grado di pensare materialmente a se stesso, forse nep- pure di campare degnamente: e tu puoi soste- nerlo con la tua amicizia, puoi sostenerlo con una tua offerta in denaro. Poi, alla fine, potrebbe anche darsi che que- sto conducente talvolta non ti piaccia o per- ché ti molesta la coscienza con le sue predi- che o magari perché lui stesso non è sempre così bravo come chiede di esserlo agli altri. Vorresti abbandonarlo per questo? Vorresti rinunciare al passaggio che egli ti può dare per il Paradiso? Diceva don Milani: "La Chiesa può essere brutta fin che vuoi. Ma se me ne vado, chi mi darà l'assoluzione dei miei pecca- ti? Forse il direttore dell'Espresso?". 17
Testo Originale Estratto
Che cosa è il Giubileo • Il Giubileo ci colloca nel contesto della storia della salvezza Essa trova in Gesù il suo punto culminante e il suo si- gnificato supremo, novità questa che supera ogni at- tesa dell'umanità e che resterà sempre tale attraverso le epoche storiche, vero criterio per giudicare la realtà temporale e ogni pro- getto umano. • Il Giubileo è occasione di conversione e penitenza Attraverso tale condizione, l'uomo può recuperare quello che non potrebbe conseguire con le proprie forze: l'amicizia e la grazia di Dio. La grazia della misericordia, operata dalla redenzione mediante la morte e resurrezione di Cristo, viene incontro agli esseri umani affinché diventino “salvati median- te la sua vita”. (Rm 5,10) • Il Giubileo è un canto di lode alla Trinità in attesa del ritorno del Signore glorificato Celebrando l'incarnazione, i credenti tengono fisso lo sguardo sulla Trinità: Gesù ha rivelato il voto misericordioso del Padre e inviando lo Spirito rende manifesto il mistero di amore della Trinità. • Il Giubileo è impegno missionario di evangelizzazione I credenti, certi di questo ritorno e consapevoli di dover testimoniare nel mon- do la luce vera, devono prendere maggiore coscienza del mistero e del com- pito apostolico affidato dal Signore e messo in risalto dal Concilio. • Il Giubileo è un avvenimento ecumenico I cristiani che hanno ricevuto lo stesso battesimo, manifestino nella piena co- munione la grazia della figliolanza da un unico Padre e non diano l'imma- gine di una terra arida dopo aver ricevuto la pioggia della Parola di Dio; va- lorizzino ciò che già li unisce e puntino lo sguardo solo su Cristo. • Il Giubileo è una grande festa La chiesa innalza un inno di lode a Dio che ha reso tutti concittadini dei san- ti e familiari di Dio (Ef 2,19): tutti sono invitati a gioire con i cristiani, anche i seguaci di altre religioni e lontani dalla fede in Dio. Nessuno si comporti come il fratello maggiore che, nella parabola del figliol prodigo, si rifiuta di entrare nella casa del padre a far festa. (cfr Lc 15,11-32) 18 [Image: Logo IUBILAEUM CHRISTUS HODIE HERI SEMPER A.D. 2000] Come si celebra • È celebrato contemporaneamente in tutte le chiese particolari. Avrà due poli: Roma e la terra santa dove Ebrei, cristiani e musulmani possono scambiarsi un saluto di pace. L'apertura avverrà la notte del Natale 1999 a Roma, Ge- rusalemme e Betlemme. Seguiranno le basiliche romane (San Paolo il 18 gen- naio inizio della settimana per l'unità dei cristiani). Nelle chiese particolari sarà celebrato con una liturgia il giorno di Natale. La chiusura avverrà il 6 gennaio 2001. • Punto di partenza e di arrivo è la celebrazione del sacramento della peni- tenza e dell'Eucaristia. Essa deve essere accompagnata dalla testimonianza di comunione con la Chiesa, espressa anche attraverso la preghiera e dall'e- sercizio di atti di carità e penitenza. • La celebrazione del Giubileo può essere effettuata nelle chiese particolari con Calendario diocesano del Giubileo • 25 dicembre 1999: apertura del Giubileo – Celebrazione in Cattedrale • Visita pastorale zona 2 (date da definire) • Pellegrinaggi parrocchiali in Cattedrale (vedi elenco domeniche dispo- nibili) • 11 febbraio 2000: giornata per gli ammalati • 25 marzo 2000: collegamento con i santuari di tutto il mondo – cele- brazione presso il santuario di M. Immacolata • Maggio 2000: pellegrinaggio diocesano Roma • Agosto 2000: accoglienza presso le famiglie e nella comunità dioce- sana dei giovani in pellegrinaggio verso Roma per la Giornata mondia- le (10-14 agosto) • 15 agosto: giornata mondiale dei Giovani con il Papa • Autunno: pellegrinaggio Sindone • 19 novembre 2000: celebrazione contemporanea, in tutte le parroc- chie, della festa della comunità locale • Incontro per le famiglie e i bambini: data da fissare • Pellegrinaggi estivi: date da fissare • 6 gennaio 2001: celebrazione di chiusura in Cattedrale 19
Testo Originale Estratto
le seguenti iniziative: Pellegrinaggio alla Chiesa Cattedrale oppure visita per un tempo congruo ai fratelli in difficoltà e bisognosi. Altre iniziative concrete possibili sono: astenersi da consumi voluttuari devolvendo l'equi- valente ai poveri; sostenere in modo significativo opere in favore dell'infan- zia abbandonata, gioventù in difficoltà, anziani bisognosi, extracomunitari; infine dedicare congruo tempo libero ad attività per la comunità. In Diocesi di Aosta la celebrazione del Giubileo sarà incentrata su tre ambiti successi- vamente illustrati. Ciascuno di essi deve aiutare il cristiano a vivere l'espe- rienza del Giubileo secondo lo spirito degli obiettivi descritti nella Bolla del Papa, a due livelli: • livello personale e famigliare • livello di comunità parrocchiale e diocesana UFFICO PELLEGRINAGGI DIOCESANI via Hotel des Etats, 15 (Curia Diocesana) - AOSTA tel. 0165 238515 - fax 0165 238517 PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A ROMA PRESIEDUTO DA MONSIGNOR VESCOVO 15/19 MAGGIO 2000 Lunedì 15 maggio partenza in pullman da Aosta, via Mazzini (Stadio Puchoz), ore 5,30 - il pullman caricherà lungo la Valle alle fermate di linea - in base alle preno- tazioni ci sarà un pullman con partenza da Courmayeur - sosta a Lucca: celebrazione della Parola - pranzo in ristorante - arrivo a Roma - sistema- zione in Istituto religioso - cena e pernottamento Martedì 16 maggio pensione completa a Roma - in mattinata visita alle Basiliche di Santa Ma- ria Maggiore e di San Giovanni in Laterano - pranzo in ristorante conven- zionato - nel pomeriggio nella Basilica di San Paolo fuori le Mura: cele- brazione del Sacramento della Penitenza e possibilità di confessioni indi- viduali - cena e pernottamento Mercoledì 17 maggio pensione completa a Roma - in mattinata partecipazione all'Udienza del 20 Santo Padre (se presente a Roma) - pranzo in ristorante convenzionato - nel pomeriggio visita alla Basilica di San Pietro ed Eucaristia - cena e per- not tamento Giovedì 18 maggio pensione completa a Roma - in mattinata Eucaristia e visita alle Catacom- be di San Callisto - pranzo in ristorante convenzionato - pomeriggio libe- ro - cena e pernottamento Venerdì 19 maggio in mattinata partenza da Roma sosta ad Orvieto: celebrazione Eucaristica - pranzo in ristorante - nel pomeriggio proseguimento verso la Valle - rien- tro ad Aosta verso le 23,00 circa Il prezzo complessivo del viaggio, vitto e pernottamento è di L. 820.000 - € 423,49 supplemento per camera singola L. 105.000 - € 77,47 Massimo 400 partecipanti Le iscrizioni si chiudono il 31 marzo 2000 o ad esaurimento dei posti Anticipo da versare all'atto dell'iscrizione: L. 300.000 - € 155,00 Saldo totale della quota entro il 31 marzo: L. 520.000 - € 268,49 Ad ogni partecipante sarà consegnata la Carta del Pellegrino personale PRENOTARSI PRESSO LA CURIA DIOCESANA - VIA HOTEL DES ETATS, 15 - AOSTA DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 9,00 ALLE 12,00 E DALLE 15,00 ALLE 17,00 21
Testo Originale Estratto
Progetto giovani - «Insieme si può» Progetto giovani - «Junior Club» a Comunità Montana Grand Paradis, dopo avere effettuato una ricerca sul territorio dei suoi 12 comuni, ha deciso di creare un servizio che si chiama “Progetto Giovani – In- sie- me si può”. Questo progetto si rivolge ai bambini, ragazzi e giovani fino ai 28 anni re- sidenti nei comuni della comunità e alle loro rispettive famiglie, con lo scopo di creare spazi e opportunità per incontrarsi, occupando il tempo libero in modo qualificato, con tempi e proposte ludiche, sportive, culturali, ricreative, pensate per i ragazzi ma soprattutto con i ragazzi. Dal 1997 questo progetto è divenuto operativo, con l’apertura di tre centri aggregativi e con la creazione di una associazione giovanile chiamata Junior Club. I centri di incontro si trovano nei tre paesi di fondo valle e precisamente a Saint-Pierre presso la casa Centoz, via Corrado Gex tel. 0165 909033 Aymavilles presso la casa famiglia, loc. Saint-Léger tel. 0165 902878 Villeneuve in loc. Parco Fluviale sotto il parcheggio tel. 0165 920035 I centri sono gestiti, dal mese di marzo, dalla cooperativa sociale “Ombre con l’Acca” di Aosta, e sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 15,00 alle ore 19,00. Le attività che vi si svolgono durante la settimana riguardano soprattut- to l’incontro, iniziative dedicate all’aggregazione, giochi ed attività di tipo crea- tivo ed espressivo (murales, tatuaggi all’henné...) e sportivo (tornei di ping pong, calcio balilla,...). Il sabato è dedicato ad attività esterne ai centri che vengono programmate di volta in volta dagli animatori: Elisa, Valentina, Davide, Sara e Luca. Lo Junior Club è un’associazione di circa 500 ragazzi tra i 14 e i 28 anni, composta dall’assemblea, dal direttivo e dal presidente che si riuniscono pe- riodicamente per dare voce alle esigenze e alle proposte dei ragazzi. Lo sco- po è quello di renderli il più possibile autonomi e protagonisti del proprio tempo libero. 22 Attività e iniziative 1999 Progetto giovani - Junior Club La Comunità Montana, l’Associazione giovanile Junior Club e da marzo an- che la cooperativa sociale Ombre con l’Acca, che gestisce i tre centri di incontro, si sono adoperati per offrire al territorio una serie di iniziative rientranti nelle at- tività del servizio sociale, rivolte ai bambini e ai giovani dei 12 comuni del com- prensorio. Gli obiettivi del progetto giovani sono da sempre la prevenzione del disa- gio, il miglioramento delle condizioni di vita delle giovani generazioni, l’offer- ta di stimoli culturali, ludici ed ideali, dando opportunità, spazi ed occasioni ai bambini e ai ragazzi di vivere le loro relazioni, i loro problemi e i loro bisogni in un contesto aggregativo e con l’individuazione di strategie che li rendano pro- gressivamente compartecipi dello sviluppo sociale del territorio della Comunità Montana Grand Paradis. La strategia preventiva che si è messa in atto utilizza il concetto importan- te di “connessione” tra la pluralità di risorse pubbliche e private, istituzionali e sociali, educative e ludiche, presenti sul territorio, ma anche con iniziative sin- gole e di percorso. Con la messa in atto di alcuni interventi si è cercato di sviluppare progres- sivamente il protagonismo adolescenziale e giovanile, con la crescita e lo svi- luppo delle potenzialità che essi possiedono. Gli interventi dall’inizio del 1999 sono stati molteplici. A partire dal mese di ottobre 1998 hanno preso il via le seguenti attività: Coro “Les enfants du Grand Paradis” Coro “Les notes fleuries du Grand Paradis” Corso di pianoforte Corso di ginnastica ritmica • Nel mese di febbraio sono stati organizzati presso i diversi centri, (Aymavil- les, Saint-Pierre, Villeneuve) un atelier di maschere per carnevale per orga- nizzare la festa finale che si è svolta il 13 febbraio presso il centro di Ville- neuve. • Nel mese di marzo sono stati organizzati dai centri di incontro un torneo di calcio balilla e due uscite ad Aosta (Luna Park e biblioteca). • Nel mese di aprile è stato organizzato un torneo di calcio a 5 ad Arvier, una uscita ad Aosta in occasione del concerto presso il centro comunale cultura- le di Aosta “Anita”, ed un torneo di pallavolo. • Nel mese di maggio è stata organizzata una festa per la promozione della lu- doteca situata presso il centro di incontro di Villeneuve per tutti i bambini 23
Testo Originale Estratto
Festa mosaico dei bambini delle scuole materne ed elementari, in collaborazione con l'associazione "Il Mosaico", ed un torneo di green volley per i ragazzi più grandi. • Nel mese di giugno sono stati organizzati i saggi finali dei due cori e del cor- so di pianoforte, la festa di fine scuola dello Junior Club presso il salone po- livalente di Avise, e il 22 giugno è stata organizzata la gita al parco di diver- timento di Gardaland alla quale hanno partecipato 67 persone. • Dal mese di luglio si sono avviate le attività estive: - i centri diurni estivi a Villeneuve dal 5 al 30 luglio per bambini delle scuole ma- terne ed elementari con la presenza media di circa 130 bambini a settimana; - lo stage di calcio dal 5 all'11 luglio per i ragazzi delle scuole medie tenuto dalla nuova Polisportiva Grand Paradis; - la vacanza a Lignano Sabbiadoro (UD) dal 19 al 2 agosto per i bambini delle scuole elementari e medie per un totale di 101 bambini; - i centri aggregativi hanno invece proposto: le uscite al cinema di Saint-Vin- cent, alla festa di Mi Tzoten ad Arvier mentre il pomeriggio di rafting spor- tivo è stato proposto dallo Junior Club. • Nel mese di agosto sono continuate le attività estive organizzate dalla Co- munità Montana con: - la vacanza in Francia nel "Tour des Alpes et Roussillon" per i ragazzi delle scuole medie dal 30 luglio al 13 agosto, per un totale di 17 ragazzi; - la settimana al rifugio Chalet de l'Epée per i bambini delle scuole elementa- 24 Tour Alpe Roussillon ri dal 4 al 9 agosto, per un totale di 7 partecipanti organizzato in collabora- zione con l'associazione guide "Esprit de Montagne 4061"; - lo stage di triathlon dal 12 al 20 agosto, per i ragazzi delle scuole medie e del- le scuole elementari per un totale di 37 partecipanti organizzato in collabo- razione con l'associazione "Triathlon Valle d'Aosta"; - il laboratorio creativo dei 5 sensi per i bimbi delle scuole materne dal 16 al 20 agosto per un totale di 21 bambini; - la gita Tour du Mont Rose per le scuole medie e superiori in collaborazione con l'associazione guide "Esprit de Montagne 4061" dal 23 al 26 agosto per un totale di 6 ragazzi; - lo stage di calcio per le scuole elementari dal 23 al 29 agosto in collaborazio- ne con la "Polisportiva Grand Paradis" per un totale di 21 bambini. In parallelo lo Junior Club ha organizzato alcune serate di cinema all'aperto a - Villeneuve il 29 luglio, (Benvenuti a Sarajevo - Welcome to Sarajevo) - Aymavilles il 5 agosto 1999 (C'è posta per te) - Valgrisenche il 12 agosto 1999 (L'uomo che sussurrava ai cavalli - The horse whisperer) - Avise il 19 agosto (Tutti pazzi per Mary - There is something about Mary) Nonché il torneo di calcetto a 5 che si è tenuto dal 2 al 7 agosto sui campi di Arvier dove hanno partecipato 5 squadre maschili e 2 femminili. 25
Testo Originale Estratto
Il Progetto Giovani ha anche organizzato alcune uscite sul territorio in col- laborazione con comuni e pro loco, come la festa della Favò ad Ozein, una gior- nata di animazione a Rhêmes-Saint-Georges, la festa dei giovani a Valsavaren- che, la festa celtica ad Aosta, un pomeriggio di giochi e animazione a Cogne, e un torneo di pallavolo a Saint-Nicolas. – Il 27 agosto in collaborazione con il Progetto giovani è stata organizzata una gita a Moutiers (tarentaise) a visitare il centro giovani e ad incontrare i gio- vani che si erano recati ad Aymavilles il 29 luglio. – Dal 30 agosto al 5 settembre si è organizzato in collaborazione con tutti gli sci club della comunità montana una vacanza sportiva sugli sci a Tignes per un totale di 25 ragazzi residenti nel territori della Comunità Montana Grand Paradis. • Nel mese di settembre sono continuate le attività: – Il 2 settembre si è organizzata una gita al lago di San Grato a Valgrisenche con i ragazzi che parteciparono alla vacanza in Francia per creare una nuo- va occasione di incontro. – Dal 9 al 12 settembre lo Junior Club ha organizzato la gita a Mirabilandia ed Aquafan aperta a tutti i ragazzi della comunità, vi hanno partecipato 30 ra- gazzi. – Il 4 settembre è stata riproposta l'attività di rafting in collaborazione con il Rafting adventure di Villeneuve. Il Progetto Giovani ha deciso di proporre con l'inizio delle attività scolasti- che, una serie di iniziative per il mercoledì pomeriggio dedicate a tutti i bambi- ni delle scuole materne ed elementari, che prende il nome di Gigamondo. il 22 e il 29 settembre si sono svolte due giornate: la prima una caccia al tesoro ad Ay- mavilles e la seconda una giornata di giochi musicali presso la palestra di Introd. • Nel mese di ottobre sono conti- nuate le attività: – il Gigamondo Attività del merco- ledì pomeriggio per i bambini del- le elementari, con attività nei tre diversi centri, e pomeriggi comuni nella palestra di Introd; – al centro di Saint-Pierre è stato pro- posto uno spettacolo di Tribal Sound (laboratorio di percussioni); – il 10 ottobre è stata organizzata la gita alla Foire de la Tarentaise per proseguire i contatti già instaurati nei precedenti incontri. 26 Settembre 1999 - Gita a Mirabilandia Escursione al lago San Grato Torneo di Pallacanestro ad Arvier 27
Testo Originale Estratto
Percussioni, Djembé... a Saint-Pierre Per l'autunno lo Junior Club propone: - una festa discoteca e latino americano al salone di Runaz per il giorno 23 ot- tobre 1999; - una castagnata presso il centro di Aymavilles per il giorno 6 novembre; - un pomeriggio e una serata dedicati al pattinaggio ad Aosta. In data 29 ottobre il Consiglio della Comunità Montana Grand Paradis ha approvato la programmazione triennale del progetto giovani per il periodo 2000- 2002. Tale progetto conferma le attività che vengono tuttora svolte nei Centri gio- vani e dallo Junior Club ed incentiva nuove iniziative sul territorio comunitario. Per informazione vi potete quindi rivolgere direttamente ai centri, ai se- guenti numeri telefonici: Saint-Pierre presso la casa Centoz, via Corrado Gex tel. 0165 909033 Aymavilles presso la casa famiglia, loc. Saint-Léger tel. 0165 902878 Villeneuve in loc. Parco Fluviale sotto il parcheggio tel. 0165 920035 ...e ancora se desiderate intervenire attivamente alla vita dell'associazione Ju- nior Club o se avete idee, desideri, proposte potete chiamare direttamente in Co- munità Montana al settore sociale ai seguenti numeri: Chatrian Monique 0165 921805 Luboz Luciano 0165 921813 Ghiotto Valeria 0165 921814 28 Il Sacramento dell'unzione dei malati Per una presentazione più vera e gradita del Sacramento dell'Unzione Il rinnovamento radicale della celebrazione di questo Sacramento è stato fatto dal Rituale Romano (1974), inserendolo nella cura pastorale degli infermi, eliminando la denominazione di «Estrema Unzione», sostituita da quella di «Un- zione degli Infermi». Tuttavia rimane ancora uno dei riti meno familiari della riforma liturgica. Perciò è necessario rileggere e meditare con particolare cura le preziose premesse, specialmente quelle più innovative. La questione centrale è la malattia e i modi con i quali la Chiesa può essere vicina a coloro che sono malati. 1. La prima novità essenziale è questa: il Sacramento dell'Unzione degli in- fermi non è destinato ai moribondi, ma a quei fedeli il cui grado di salute risulta seriamente compromesso per malattia o vecchiaia. 2. Per infermo si intende un fedele attivo, che partecipa al ministero della Chiesa, alla sua missione, al culto liturgico: non più visto solo come oggetto delle cure dei sacerdoti, ma come collaboratore della salvezza del mondo di Cristo. Si pre- vede la celebrazione del sacramento non solo nelle case e negli ospedali, ma an- che nelle chiese, nell'ambito dell'assemblea di tutti i fedeli. Quindi suggerisce l'idea di persone che non vengono portate, ma che vanno da sole in chiesa e sia- no esse stesse a chiedere il sacramento. Il criterio giusto per valutare lo stato di malattia non deve essere solo quello fisico, ma psicosomatico e spirituale, di cri- si spirituale. Ciò significa che, come per il principio generale valido per tutti i sacramenti, l'iniziativa di chiedere l'Unzione spetta al soggetto. È la persona malata che deve decidere se il sacramento le sarebbe di beneficio per la fede e il benessere personale, oppure no. 3. Il Concilio, nella «Lumen Gentium» ha una indicazione molto preziosa: «Con la sacra Unzione degli infermi e con la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa rac- comanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché rechi loro sollievo e li salvi, anzi li esorta a unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cri- sto, per contribuire al bene del Popolo di Dio» (n. 11). 4. «Nella catechesi sia pubblica che familiare si abbia cura di educare i fedeli a chie- dere essi stessi l'Unzione e, appena ne verrà il momento, a riceverla con fede e devo- zione grande, senza indulgere alla pessima abitudine di rinviare la ricezione di que- sto sacramento. Anche a tutti coloro che prestano servizio ai malati si spieghi la na- tura e l'efficacia del sacramento dell'Unzione». a) La catechesi dovrà vincere il pregiudizio troppo radicato tra i cattolici che vede l'Unzione come il sacramento dei moribondi. b) «L'importanza grandissima della catechesi» viene ripresa perché «la celebrazio- 29
Testo Originale Estratto
ne nutra, irrobustisca, ed esprima la fede... e perché i fedeli, i malati sia- no condotti per mano a preparare e a partecipare attivamente alla celebra- zione». 5. «Nel Corpo di Cristo che è la Chiesa, se un membro soffre, soffrono con lui tutti gli altri membri» (1 Cor. 12,26). Di conseguenza: «Anche questo sacramento, ha come tutti gli altri, un carattere comunitario, e tale carattere deve risultare, per quanto è possibile, nella loro celebrazione». I Vescovi del Piemonte sottolinea- no questo aspetto nella loro nota pastorale (1997): «Per favorire il re- cupero della dimensione comunitaria ed ecclesiale di questo sacramento è opportu- no che la parrocchia, una giornata apposita (per esempio, nella Giornata Mondiale del Malato) ne curi la celebrazione solenne alla presenza di tutta la comunità, come richiamo attorno al mistero della sofferenza e al rinnovamento dell'impegno nei con- fronti del malato». 6. «Il ministro, tenute presenti le circostanze concrete e altre necessità, come pure le eventuali richieste dei malati e degli altri fedeli, si serva volentieri delle varie pos- sibilità proposte dal rito». «Pur conservando nella celebrazione la struttura del rito, il ministro sappia adattarla alle circostanze di luogo e di persone... Potrà sostitui- re con una monizione la preghiera di rendimento di grazie sull'olio». È data fa- coltà allo stesso sacerdote di benedire l'olio durante il rito: il collegare la be- nedizione direttamente alla celebrazione del sacramento può essere molto più significativa. In forza di queste considerazioni, insieme con il cappellano di Savigliano, don Domenico Oggero, ho cercato di curare l'edizione di un opuscolo: «L'Olio della speranza per la vita», che intende: proporre una celebrazione comunitaria; offrire schemi di omelie, di catechesi, di didascalie, formule di preghiere, perché possa esserci possibilità di scelta e di arricchimento della celebra- zione, come le invocazioni dello Spirito Santo; attraverso la stessa veste tipografica, l'abbondanza delle foto e la loro varietà con evidenti accenni alla sofferenza e all'Eucaristia, perché an- che ai laici, ai fedeli possano essere graditi e l'opuscolo e il sacramento dell'Unzione. don Luigi Ronco Cappellano dell'Ospedale di Aosta 30 Apertura catechismi omenica, 24 ottobre 1999, si è svolta la giornata di inaugu- razione dell'anno catechisti- co a cui ha partecipato la co- munita parrocchiale di Saint-Pierre. La festa è iniziata con la celebra- zione della Santa Messa animata da numerosi bambini accompagnati dai loro genitori ed è poi proseguita nel pomeriggio con castagnata, giochi e merenda super abbondante presso l'asilo Monsignor Centoz. Quest'anno, per la prima volta, mi è stato proposto da don Aldo di oc- cuparmi del catechismo per i bambi- ni di 2ª elementare. La mia risposta non è stata subito affermativa in quanto pensavo di non essere all'altezza di questo compito così importante e anche impegnativo, avendo una famiglia numerosa: le cose da fare sono sempre tante! E te- mevo di non avere il tempo necessa- rio. D'altra parte, però, pensavo che avrei potuto trasmettere anche senza tanta preparazione il contenuto della mia fede e la ricchezza che la mia vita ha ricevuto nell'incontro con Cristo. Riflettendo su questo impegno che mi sono assunta ho anche pensato che non posso da sola rivolgermi ai bam- bini per educarli alla fede e alla vita cristiana. Chiedo quindi la collaborazione anche dei famigliari di questi fan- ciulli perché forse è inutile insegnare a pregare durante l'ora di catechismo Festa per i bimbi del catechismo 31
Testo Originale Estratto
se poi in famiglia non si prega mai.
I primi educatori devono essere i
genitori, perché la fede non è un in-
sieme di formule insegnate dai cate-
chisti, ma è un'esperienza di vita al-
l'interno della famiglia e della comu-
nità.
È inutile far comprendere ai bam-
bini l'importanza dell'Eucaristia do-
menicale se poi i genitori non li ac-
compagnano o non li lasciano parte-
cipare.
Spero comunque che il mio lavoro
catechistico non sia vano e che possa
iniziare un cammino di fede insieme
ai bambini che mi sono stati affidati.
Carla
LA CARITAS:
mani sporche ma coscienza trasparente
Quest'anno la raccolta straordinaria di indumenti usati, fissata per il 6
novembre, non è stata effettuata. La decisione è stata presa già nel
corso dell'estate quando la nuova ditta che acquista "il raccolto" ci ha
informati che in questo momento il mercato dell'usato non è conve-
niente e che era necessario sospendere, fino a tempi migliori, la raccolta straor-
dinaria e limitarsi a quella ordinaria dei cassonetti collocati in città e nei co-
muni del fondovalle. È però possibile ed ancora conveniente che le parrocchie
che hanno già messo da parte del materiale usato o che intendessero fare una
raccolta per conto loro, portino tale materiale al container del nostro magazzi-
no in Regione Tzamberlet 10/c (tel. 0165 239604, tra la piscina comunale e l'au-
tostrada). È pure possibile che i volontari del magazzino, su richiesta, vadano
sul posto con un nostro mezzo se vi si trova una certa quantità di materiale già
raccolto e disponibile. Aggiungo a questa doverosa informazione alcune con-
siderazioni che si riferiscono alle recenti notizie evidenziate dai mass-media
sulla sigla Caritas finita in discarica. La prima un po' aspra ma precisa e sti-
molante la prendo dall'articolo di Domenico Rosati pubblicato su Avvenire e
di cui riporto alcuni stralci: «Ormai tutte le spiegazioni sono state date. È stato chia-
rito che la Caritas non ha effettuato raccolte di indumenti per il Kosovo, né per la Tur-
chia né per le altre contrade sventurate. Quindi nessuna parentela con la "missione
Arcobaleno", tanto vituperata alla fine quanto lodata in corso d'opera. Ed è stato pre-
cisato che alcune diocesi hanno mantenuto l'abitudine di racimolare abiti usati vuoi
per opere di misericordia ("vestire gli ignudi"), vuoi per ricavare dalla loro vendita
mezzi da spendere nel campo della solidarietà. Sono state pure descritte le procedure
seguite, dalla cernita immediata per il reimpiego dei capi in buono stato alla cessione
dei rimanenti ad imprese del ramo. Tutto alla luce del sole e, se si vuole, anche con un
merito aggiuntivo di carattere... ecologico visto che, in fondo, si tratta di una forma di
Il cassonetto Caritas di Saint-Pierre
raccolta differenziata di materiale di scarto. Riconosciuto tutto questo, come è dovero-
so per chiunque sia in buona fede, non si può tuttavia negare che c'è stata una sensa-
zione di fastidiosa sorpresa nel veder emergere dai cumuli variopinti della discarica di
Casal Principe i sacchetti gialli delle Caritas di questa o quella diocesi; e nel rintrac-
ciarli all'interno di capannoni pieni di balle di stracci in Campania ma anche in Lom-
bardia. Perché negare un'impressione sgradevole, come quella che si prova quando si
avverte che c'è qualcosa d'inatteso fuori posto? La riflessione è aspra e forse anche ec-
cessiva rispetto alla portata dell'episodio. Ma il valore in discussione è troppo impor-
tante. Se un allarme c'è, conviene raccogliere subito nell'interesse di tutti. Può darsi
che tutto si risolva con una piccola – ma importante – precauzione: evitare che i sac-
chetti gialli seguano il loro contenuto anche oltre il controllo delle Caritas. Può darsi
che ci sia bisogno anche di qualcosina d'altro. Non si tratta comunque di interrompe-
re il ciclo della solidarietà, semmai di seguire con più attenzione certe operazioni, di ri-
ciclo, affinché le sigle giuste non vengano a trovarsi nel sito sbagliato. La carità del
Vangelo non ha nulla da perdere se, rimanendo "paziente e benigna", come la descri-
ve Paolo, si esercita anche nella virtù della prudenza". La seconda conseguente alla
prima, riguarda proprio quella piccola ma importante precauzione suggerita
dall'articolo e che vorrei attuare subito chiedendo che non si usino più dei sac-
chetti con la sigla Caritas. Per questo, se dalle raccolte degli anni precedenti
fossero avanzati dei sacchetti gialli con la scritta Caritas, vorrei raccomandare
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Testo Originale Estratto
di non farne più uso. La terza considerazione riguarda l'opportunità di conti- nuare la raccolta abituale sempre all'insegna della necessaria trasparenza e con le motivazioni che sono state all'origine dell'iniziativa e che permangono va- lide e convenienti: • sia per l'aiuto diretto e giornaliero che, con tali risorse, si può offrire ai bi- sognosi che si presentano e che potete indirizzare al magazzino; • sia per il ricavato della vendita della merce eccedente con la quale possia- mo finanziare la casa di prima accoglienza, il piatto caldo e tante altre spe- se di gestione; • sia per l'educazione alla raccolta differenziata dello scarto che, oltre ad un dovere "ecologico" risponde all'esigenza di una buona educazione civica e sociale. Aggiungo altre informazioni per una doverosa trasparenza: 1) Ricavato delle raccolte straordinarie: 1994, L. 42.762.000 – 1995, L. 42.982.000 – 1996, L. 36.988.000 – 1997, L. 25.714.000 – 1998, L. 21.979.450 – Per un to- tale di L. 170.425.450. 2) La raccolta abituale: nel '97 sono stati collocati nella città di Aosta 20 cas- sonetti gialli per la raccolta abituale. Nel '98 ne sono stati collocati altri 20 nei comuni del fondo valle. Fino al 15 settembre 1999 tale raccolta abituale che impegna 8 volontari per 42 ore settimanali ha reso la cifra lorda di L. 79.591.450, permettendo inoltre la distribuzione gratuita di indumenti ai bisognosi che ne fanno richiesta. 3) I contratti con le ditte acquirenti fino al 10 luglio tutta la merce raccolta ve- niva ritirata dalla ditta Tesniapri di Prato al prezzo, prima di 500 lire al kg, poi sempre meno, fino ad una offerta di L. 200 al kg che non abbiamo più accettato. Abbiamo pertanto chiuso con la suddetta ditta e stipulato un con- tratto con la F.lli Gestri S.n.c. – ingrosso stracci e indumenti usati di Niche- lino (TO) via Vernea, 66 (tel. e fax 011 621538) che ha depositato un contai- ner davanti al magazzino ritirando la merce settimanalmente e pagandola al prezzo di L. 350 al kg. 4) Utilizzo: i 250 milioni realizzati sono stati utilizzati per la ristrutturazione della casa di prima accoglienza e per ammortizzare la spesa per l'acquisto del magazzino come risulta dai bilanci della Fondazione Opere Caritas, che gestisce tutta l'attività con i volontari dell'Associazione "Diaconia". 5) Mobilio usato: i volontari del magazzino ritirano anche mobilio usato che viene rimesso a disposizione gratuitamente o con versamento di una of- ferta secondo le possibilità. È quanto mi è sembrato utile fare conoscere a tutti i lettori del Corriere e a tutti coloro che hanno dato un contributo alla riuscita di questa raccolta sporcandosi le mani ma non la coscienza. Don Ugo Busso 34 La «carta» della famiglia Uno dei motti più utili nella vita è quello del falegname: “Misura due volte perché si può tagliare una volta sola”. È la saggezza di chi im- para a pensare prima di agire. Il pilota dell’aereo prima di decollare ha un piano di volo che comporta una meta e una rotta... 1. Ricercare le aspirazioni e le attese di ciascuno. Esaminando con attenzione le dif- ficoltà che incontrano molte coppie sposate, si constata che perlopiù pro- vengono da attese differenti sul ruo- lo di ciascuno e sono esacerbate dal- le divergenze sul modo di affrontare i problemi. Un marito può pensare che tocca alla moglie gestire il bilan- cio familiare, perché così faceva sua madre. Ma la moglie, che ha avuto un esempio diverso dal proprio pa- dre, è sicura che tocca al marito pren- a famiglia non può essere una nave in balia delle correnti e dei venti, dei valori e delle tenden- ze in voga nella società, ma un’imbarcazione saldamente guida- ta verso una meta da un equipaggio corresponsabile e concorde. Lo strumento migliore per arriva- re a una cultura familiare comune è formulare una “carta” della famiglia. Si tratta di riprendere la metafora dell’aereo: la creazione di una “car- ta” familiare dona a tutti una desti- nazione e una bussola. Per arrivarci si può passare attraverso tre tappe. Ci riconosciamo ancora? Classe 5ª del 1940 35
Testo Originale Estratto
dersi questa responsabilità. Ognuno se la prende con l’altro e così un pic- colo problema diventa una fonte con- tinua di irritazione, equivoci e litigi. È importante che ogni coppia di- scuta con calma e seriamente le atte- se, il ruolo, il modo di risolvere i pro- blemi, i valori, la visione di ciascuno, per arrivare alla messa in comune delle “missioni”, cioè degli obiettivi e del modo di raggiungerli. È questo che fa la forza della famiglia: supera- re il “tu” e l’“io”, per creare un modo nuovo, più elevato, di vedere la vita: il “noi”. Il modo più semplice è par- tire da alcune domande. Tutti i mem- bri della famiglia devono sforzarsi di rispondere. Dopo qualche incertezza, vi accorgerete che ne può nascere un momento di grande soddisfazione re- ciproca, soprattutto se il momento della discussione è stato scelto con cura. Qual è l'obiettivo della nostra fami- glia? Quale tipo di famiglia vogliamo es- sere? Qual è la nostra missione? Che at- mosfera vogliamo? Come sarà il nostro rapporto con gli altri? Quali le priorità? Quali sono le responsabilità di ognuno? Secondo quali principi vogliamo vivere? Chi sono i nostri eroi? Che cosa ci piace in loro? Che cosa vorremmo riprodurre nella nostra famiglia? Che dono possia- mo fare, come famiglia, alla società e alla Chiesa? Che posto riserviamo a Dio? Come ci comporteremo quando sorge- ranno divergenze? Probabilmente si otterranno rispo- ste variamente assortite. È essenziale ricordare che ognuno appartiene alla famiglia a pieno titolo. Le opinioni di ciascuno sono importanti. Il parere dell’altro non va giudicato, ma ri- spettato. Dal probabile guazzabuglio delle risposte occorre con pazienza estrarre idee e valori che siano vera- mente condivisi, ricordando sempre che una “carta” familiare enuncia delle possibilità, non dei limiti. Idee e propositi devono essere gerarchiz- zati: in testa vanno collocati i più im- portanti, quelli veramente irrinun- ciabili. 2. Scrivere la “carta”. La “carta” deve poi essere scritta. Non è necessario che sia un docu- mento lungo e complicato. Può ri- dursi ad una sola frase o ad un mot- to. Può essere un’immagine o un sim- bolo. Può essere impaginata al com- puter o ricamata a punto croce su un centrino. Dipende dalla creatività e dalla fantasia. Esprimere per scritto o simbolicamente la missione familia- re si rivelerà il mezzo migliore per imprimerla nel cuore e nella mente. Ecco un esempio di “carta” che campeggia in una cucina, dall’aria molto “frequentata”: “La nostra famiglia sarà un’oasi di pace, gioia, benessere e felicità per noi, i nostri amici e quelli che inviteremo. Vo- gliamo esprimere l’amore che sentiamo gli uni per gli altri, avere una vera con- fidenza, essere onesti, sforzarci di com- prenderci, rispettarci e aiutarci in qua- lunque circostanza, soprattutto in quel- le più difficili. Ognuno si impegnerà a creare un’atmosfera sana, organizzata e piacevole. Sceglieremo con cura ciò che mangeremo, leggeremo, guarderemo e fa- remo in casa. Discuteremo con pazienza le difficoltà e risolveremo insieme i pro- blemi. Pregheremo insieme tutti i gior- ni”. Seguono le firme dei genitori e dei figli, comprese le impronte digi- tali di “pappina” il più piccolo. 3. Fare riferimento alla “carta”. La “carta” della famiglia non è l’avvenimento di un giorno, una spe- cie di gioco, che dura un po’ e poi si dimentica. Se i genitori lo vogliono, può diventare come la Costituzione per lo Stato: una forma di autorità morale. Riferirsi ad essa rinforza l’autorevolezza dei genitori e crea, anche nei figli, una visione del mon- do e un’idea di valori condivisi e consapevoli. Il segreto per ottenere una vera ef- ficacia è fare in modo che ognuno si senta l’autore della “carta” e la con- sideri quindi una sua scelta, un suo impegno. Una famiglia decise di collocare ac- canto alla porta d’ingresso una for- mella di ceramica, sulla quale aveva fatto incidere: “In questa casa regnano l’amore e la dedizione”. Entrando ed uscendo di casa, tutti i membri della famiglia ricordavano così che tipo di famiglia avevano deciso di essere. Un gruppo di coscritti del 1928, nei loro 70 anni! 36 37
Testo Originale Estratto
Feste patronali estive Patrono a Verrogne, ieri Patrono a Verrogne, oggi 38 Messa all'aperto per San Lorenzo, a Vetan Enchère a Vetan Autorità e cantori alla festa di Vetan 39
Testo Originale Estratto
Messa di patrono a Santa Margherita, ad Homené Patrono a Homené Si festeggia ad Homené 40 A voi giovani dico... La vocazione cristiana, dono di Dio, è patrimonio di tutti. Sia gli sposati sia i consacrati, sono tutti scelti da Dio per annunciare il Vangelo e comuni- care la salvezza: non da soli, però, ma nella Chiesa e con la Chiesa. All'u- niversale chiamata di Dio a vivere e testimoniare l'annuncio di salvezza, si affiancano vocazioni particolari con compiti specifici all'interno della Chiesa: esse sono frutto di una Grazia speciale ed esigono un supplemento di impegno morale e spirituale. Sono le vocazioni al sacerdozio, alla vita religiosa, all'opera missionaria e alla vita contemplativa. In molti giovani, disorientati dal consumismo e dalla crisi di ideali, la ricerca di un autentico stile di vita può maturare, se sostenuta dalla coerente e gioiosa te- stimonianza della comunità cristiana, nella disponibilità ad ascoltare il grido del mondo assetato di verità e di giustizia. È facile allora che il cuore si apra ad ac- cogliere con generosità il dono della vocazione di consacrazione... Vorrei, infine, rivolgermi a voi, cari giovani, e ripetervi con affetto: siate gene- rosi nel donare la vita al Signore. Non abbiate paura! Lasciate che cresca in voi il desiderio di progetti grandi e nobili. Coltivate sentimenti di solidarietà: essi sono il segno dell'azione divina nel vostro cuore. Più sarete pronti nel donare voi stessi a Dio e ai fratelli, più scoprirete l'autentico senso della vita. Iddio attende molto da voi! Giovanni Paolo II Per i giovani della nostra Valle, l'agosto del 2000 si presenta come un'op- portunità interessante per vivere un forte momento di Chiesa. Due sono le iniziative che li possono coinvolgere: • l'accoglienza di giovani francofoni c/o le famiglie, dal 10 al 14 agosto; • il pellegrinaggio a Roma, dal 14 al 20 agosto. ACCOGLIENZA NELLE FAMIGLIE Molte famiglie hanno dato la loro disponibilità per cui si potranno accogliere 200 giovani nella nostra diocesi. Il programma prevede le seguenti iniziative: • una giornata di visita all'ospizio del Gran San Bernardo; • una gita in montagna; • una visita alla città di Aosta; • la festa dell'accoglienza; • l'Eucaristia domenicale in parrocchia; • l'Eucaristia di congedo con il Vescovo in cattedrale. 41
Testo Originale Estratto
PELLEGRINAGGIO A ROMA A partire dal 14 sera inizierà il pellegrinaggio dei giovani a Roma che cul- minerà con l'incontro con il Papa il 20 agosto. Perché questa iniziativa coinvol- ga veramente tutti si è pensato di inviare almeno un rappresentante per comu- nità, per questo ti chiediamo di fare la proposta ai giovani della tua parrocchia e inviare il nominativo di un/a giovane (età 18/30 anni) entro il 15 gennaio 2000 a don Albino, seminario diocesano, via Xavier de Maistre, 17 – 11100 Aosta (tel. 0165 40115). Le diocesi del Piemonte e Valle d’Aosta hanno scelto le seguenti modalità di partecipazione: • Viaggio: in pullman da Aosta a Roma • Periodo: dal 14 sera al 20 notte • Soggiorno: c/o famiglie di una parrocchia di Roma • Costo: 470.000 lire La quota di partecipazione va versata in due momenti: • L. 230.000 entro il 15 gennaio 2000, all’atto dell’iscrizione; • L. 240.000 entro il 15 maggio 2000. Chi è interessato si rivolga a Jocallaz Nicole (tel. 0165 903007) «I nostri bambini e ...l'ambiente Ex catechiste, ormai universitarie 42 43
Testo Originale Estratto
Una sede per gli anziani Gli anziani di Saint-Pierre hanno ora, ufficialmente, una sede per le attività ri- creative e culturali. L'inau- gurazione, alla presenza del Sindaco e di numerose Autorità Comunali, è avvenuta domenica 12 settembre in occasione dell'annuale festa degli an- ziani. Il programma della manifestazio- ne, promossa anche quest'anno dal consiglio Comunale, dallo Spazio Club in collaborazione con i Vigili del Fuoco Volontari, è iniziato con la San- ta Messa celebrata dal parroco don Aldo Rastello, nella chiesa parroc- chiale affollata per l'occasione. Il parroco nell'omelia ha sollecita- to una maggiore attenzione verso gli anziani, quest'anno tra l'altro si cele- bra l'anno internazionale a loro dedi- cato, e ha rivalutato la figura dell'an- ziano come perno insostituibile della società, capace di tramandare alle nuove generazioni i valori autentici. È seguita la benedizione e l'inau- gurazione della sede, con la consegna delle chiavi al presidente dell'Asso- ciazione "L'âge de la sagesse" il si- gnor Floriani, situata nella scuola ma- terna in via Corrado Gex. I presenti hanno potuto così visitare il nuovo spazio corredato da un'ampia cucina più salone con angolo biblioteca e ser- vizi, il tutto accessibile anche alle per- sone disabili. Dopo l'aperitivo i festeggiati si sono recati alla Microcomunità dove assieme agli ospiti abituali hanno consumato il pranzo. Nel pomeriggio si è svolta una gara di ballo a premi, che ha riscosso, tra i partecipanti, un notevole successo. La giornata anche quest'anno ha premiato gli sforzi degli organizzato- ri; gli anziani del paese e quelli della Microcomunità (complessivamente erano 128) hanno dimostrato di gra- dire questo momento di festa e di in- contro in una giornata che li ha visti protagonisti. Anna Maria Ronzani UTILI SUGGERIMENTI per pregare Una definizione, tra le più belle, della preghiera è quella di padre De Fou- cauld: "Pregare è pensare a Dio, amandolo". È il segreto per fare della nostra vita una preghiera continua. Chi ha già sperimentato questo amo- re per Dio, non può più fare a meno di pregare, diventa una esigenza del cuore. Le difficoltà che incontriamo quando preghiamo, ti dicono che non è facile amare. Per questo chiediamo aiuto a Gesù: "Maestro, insegnaci a pregare". I suggerimenti che proponiamo vogliono essere un aiuto, possibile a tutti, per riscoprire le diverse forme di preghiera che già conosciamo. • Il segno della croce. È l'abbraccio di Dio al nostro risveglio. È sentirci ama- ti dalle tre Divine Persone. È riconoscerci dimora di Dio, sostenuti dal suo Spirito. È ricordare il suo amore per noi. È fare memoriale della sua passio- ne, della sua morte e risurrezione. È offerta della nostra vita, consegna delle gioie e delle sofferenze che prevediamo nella giornata. È il sigillo cristiano di quella fede che vogliamo testimoniare lungo il giorno. • Le preghiere vocali. Il Padre nostro donatoci da Gesù, le altre preghiere re- galateci dalla Chiesa, le preghiere dei Santi... Sono veri trattati di preghiera da riscoprire, da ricreare, da gustare parola per parola. Anche le giaculatorie sono brevi espressioni di affetto per la persona amata. • Le preghiere di ringraziamento. Sono un invito a sgomitolare la nostra gior- nata, per vedere i gesti di amore di Dio. È piccola storia sacra dell'amore di Dio per noi: è la storia della nostra salvezza. • Preghiere di contemplazione e adorazione. È vivere alla sua presenza. È sentirsi avvolti dal suo amore; l'amore ci cambia la vita. È credere che Lui è tutto! Don Aldo benedice i locali della nuova sede per gli anziani 44 45
Testo Originale Estratto
• La preghiera di alcuni personaggi che hanno incontrato Gesù Cristo. Fac- ciamo nostre le loro parole e i loro atteggiamenti. Pensiamo a Pietro in di- versi momenti della sua vita; al pubblicano in fondo al tempio, ai lebbrosi, al figlio scappato da casa, al buon ladrone sulla croce... • Le preghiere del nostro corpo. Inginocchiati, seduti in atteggiamento di con- fidenza e ascolto, prostrati in segno di adorazione, in piedi in segno di atte- sa e risurrezione. Le mani in posizione di supplica, di offerta, di richiesta di perdono. • La preghiera di ascolto, del giudizio di Dio sugli avvenimenti della nostra vita, per accettare la sua volontà, per rifiutare la resistenza a Dio. È la pre- ghiera che porta la rivoluzione nella nostra vita. • La preghiera degli occhi, guardando il tabernacolo, il crocifisso, il mare, le montagne, l'aurora, il tramonto, il volto di un bimbo, di un anziano, di un povero. • La preghiera delle mani tese del mendicante che ha bisogno di tutto. È la preghiera insistente e fiduciosa, come Gesù ci ha insegnato, senza stancarci mai. A pregare si impara pregando e lasciandosi condurre dallo Spirito. G.A. Le logo des Nations Unies pour l'Année internationale des Personnes Âgées, 1999, veut exprimer vitalité, mouvement, diversité et indépendance. Problèmes des Personnes âgées: Problèmes de tous Marginalisation Parmi les problèmes que ren- contrent souvent les per- sonnes âgées dans leur vie d'aujourd'hui, l'un d'entre eux – peut-être plus que les autres – porte atteinte à la dignité de la per- sonne: la marginalisation. Le dévelop- pement de ce phénomène, relative- ment récent, a trouvé un terrain ferti- le dans une société qui mise sur l'ef- ficacité et sur l'image peaufinée d'un homme éternellement jeune, excluant ainsi de ses "réseaux de relation" ceux qui ne satisfont plus à certains critères. L'éviction des responsabilités insti- tutionnelles avec les déficiences so- ciales qui en découlent, la pauvreté 46 Quanta gente per la festa degli anziani 47
Testo Originale Estratto
ou la réduction drastique des revenus et des ressources économiques ca- pables de garantir une vie digne et la possibilité de bénéficier de soins adé- quats, de même que l'éloignement plus ou moins progressif de la per- sonne âgée de son milieu social et fa- milial, sont les facteurs qui placent de nombreuses personnes âgées en mar- ge de la communauté humaine et de la vie civile. La dimension la plus dramatique de cette marginalisation est le manque de rapports humains qui provoque chez de nombreuses per- sonnes âgées non seulement la souf- france du détachement, mais aussi de l'abandon, de la solitude et de l'isole- ment. En outre, la diminution des contacts interpersonnels et sociaux amenuise l'entrain et réduit le niveau d'information ainsi que les instru- ments culturels. Lorsqu'elles se sen- 48 tent impuissantes à changer leur si- tuation, n'ayant pas la possibilité de participer aux processus de décision qui les concernent, aussi bien en tant que personnes qu'en tant que ci- toyens, les personnes âgées finissent par perdre le sens d'appartenance à la communauté dont elles sont membres. Le problème concerne tout le mon- de et c'est la société, à travers ses di- verses instances, qui doit intervenir pour garantir la tutelle effective, no- tamment juridique, de cette partie im- portante de la population qui vit en état de précarité socio-économico-in- formative. Assistance [...] Une société consciente de ses propres devoirs à l'égard des généra- tions les plus âgées, qui ont contribué à édifier son présent, doit savoir créer des institutions et des services appro- priés. [...] Du fait même qu'elles héber- gent des personnes qui ont dû quitter leur maison, les résidences pour per- sonnes âgées doivent être encoura- gées à respecter toujours mieux l'au- tonomie et la personnalité de chaeu- ne, à garantir à toutes la possibilité d'exercer des activités liées à leurs in- térêts, à dispenser tous les soins né- cessaires en fonction de l'âge qui avance, conférant à cet accueil une di- mension la plus familiale possible. Formation et travail [...] Il semble désormais prouvé que la mise à la retraite obligatoire en- traîne un processus de vieillissement précoce alors que l'exercice d'une ac- tivité au-delà de l'âge de la retraite aurait un effet bénéfique sur la quali- té de la vie. Le temps libre dont dis- posent les personnes âgées est donc la première ressource à prendre en considération pour leur redonner un rôle actif, favorisant leur accès aux nouvelles technologies, leur engage- ment dans des travaux utiles sur le plan social ou une ouverture à des ex- périences de service et de volontariat. Participation On peut constater que, lorsqu'elles en ont l'opportunité, les personnes âgées participent activement à la vie sociale, aussi bien sur le plan civil que sur le plan culturel et associatif. Les nombreux postes de responsabilité qu'occupent les retraités le confir- Nel salone della microcomunità per la festa degli anziani Le plus bel héritage Une personne âgée, c'est quelqu'un qui possède beaucoup de richesses en elle et qui ne demande pas mieux que de les partager. C'est une personne remplie de bonté, de sagesse et de douceur. C'est une personne sur qui on peut prendre exemple pour construire son avenir. C'est une personne dont l'expérience de vie est d'une valeur inesti- mable. C'est une personne avec un amour inconditionnel pour sa famille. Somme toute, les personnes âgées sont le plus bel héritage pour les générations futures. Nicole Des Rochers ment, par exemple au niveau du vo- lontariat, ainsi que leur poids poli- tique non négligeable. Il faut rectifier les représentations erronées des per- sonnes âgées, les préjugés et les dé- viations du comportement qui, de nos jours, portent préjudice à leur image. Les personnes âgées doivent être en mesure d'influencer les politiques qui concernent leur vie, mais aussi la vie de la société en général, et ce grâ- ce à des organisations spécifiques à leur catégorie et à une représentation politique et syndicale. Il faut donc en- courager la création d'associations de personnes âgées et soutenir celles qui existent déjà. Comme l'a souhaité Jean-Paul II, elles "doivent être re- connues par les responsables de la so- 49
Testo Originale Estratto
Suor Candida, nata a Castello di Godego (TV) il 5 ottobre 1921, era la prima di una numerosa famiglia. Crebbe nell'affetto dei suoi cari, nella fede e nella preghiera, nell'impegno che la mamma affidava a lei, la più grande di casa, di farsi responsabile e attenta ai più piccoli, nell'aiutarla a crescerli e ad educarli. Il bel garbo, la capacità di accudire a tante necessità degli uni e degli altri, il saper orga- nizzare la vita di casa con ordine e buon gusto, sereno giudizio e corag- gio nei piccoli doveri quotidiani, fe- cero di lei una donna anzitempo, un aiuto sul quale la mamma sapeva di potersi appoggiare in tutto. Ma gli anni della seconda guerra mondiale erano duri e le figlie maggiori di tan- te famiglie numerose andavano a la- vorare nelle fabbriche per poter con- tribuire al bilancio familiare. Fu così che Rosa lasciò la casa e venne a Châ- tillon in Valle d'Aosta con altre sue coetanee, e fu ospitata presso la Casa della Provvidenza. Suor Albertina, direttrice saggia e di gran cuore, apprezzò quella ragaz- za giudiziosa e buona, matura e ge- nerosa, e la aiutò a cogliere la chia- mata del Signore alla vita religiosa, accompagnandola poi al noviziato delle Suore di San Giuseppe. Dopo gli anni di formazione, suor Candida si rese utile nelle mansioni di infermie- ra, assistente, guardarobiera presso le ragazze del collegio San Giuseppe di Aosta, e in piccoli collegi della Valle (a Saint-Pierre, Saint-Christophe, Vil- lair), che accoglievano ragazzi con difficoltà familiari durante il ciclo sco- lastico delle classi elementari. La sua présenza in parrocchia la rendeva preziosa anche per la cura del decoro della Chiesa e per la visita agli am- malati e alle famiglie. Nel 1978 le fu affidata la direzione della Villa Garnier di Bordighera, per l'accoglienza di persone e famiglie bi- sognose di mare. Anche in questa cir- costanza le sue doti di cordialità e di accoglienza, di laboriosità e servizio generoso la fecero apprezzare dai nu- merosi ospiti, che trovarono nel loro soggiornare nella casa un clima di cordialità e di amicizia, di riposo se- reno e di accompagnamento nella preghiera. Furono anni spesi interamente al servizio del Signore e dei fratelli, ma che segnarono la vita di suor Candi- da e la sua salute iniziò ad accusare alcuni disturbi che ne consigliarono il rientro in Casa Madre. La prova del- la malattia nasconde sempre un mi- stero ai nostri occhi, troppo grande da comprendere se non lo si accetta nel- la dimensione ancora più vasta della croce del Signore, che attraverso essa redime il mondo. Gli ultimi anni del- la vita di suor Candida furono questo intreccio del dono di sé con la prova della diminuzione fisica. Questo pati- re all'ombra della croce del Signore le valse infine la Parola che dischiude l'orizzonte del cuore umano alla gioia tanto a lungo cercata: “Oggi sarai con me in paradiso”. Nel paradiso di Dio, con le vesti rese candide (come ci richiama il suo nome) dal sangue dell'Agnello che l'unì a sé per sempre, suor Candida fece il suo ingresso domenica 18 lu- glio. È bello stare insieme in fraternità ciété comme expression légitime de la voix des personnes âgées, et surtout de celle qui sont les plus démunies”. Pour endiguer la culture de l'indif- férence, l'individualisme exaspéré, la compétitivité et l'utilitarisme qui me- nacent aujourd'hui tous les milieux de la société humaine, et pour conjurer toute cassure entre les générations, il est nécessaire de faire mûrir une nou- velle mentalité, de nouveaux styles de vie, une nouvelle façon d'être, une nouvelle culture. Il est nécessaire de chercher à atteindre un bien-être et une justice sociale qui respectent la personne humaine et sa dignité. Il caro ricordo di suor Candida ull'epigrafe che annunciava il ritorno al Padre di suor Can- dida (Bobbato Rosa), era ri- preso questo versetto evange- lico: “Oggi sarai con me in paradiso”. L'intento evidente era, ed è anche adesso, quello di lasciare alla fede il compito di aprirci la strada del cuore alla comprensione dell'evento della morte. Il nostro dolore per la separa- zione da suor Candida trova così nel- le parole del Signore una promessa e un luogo in cui raccogliersi e trovare conforto. La morte è il “giorno e l'o- ra” che noi non conosciamo, l'oggi, in cui Gesù viene per introdurci con lui in paradiso. Sostenuti da questa Pa- rola, possiamo ritrovare nelle giorna- te terrene di questa nostra sorella, l'impronta dei passi che il Signore ha percorso con lei fino al suo ultimo giorno, domenica 18 luglio. 50 51
Testo Originale Estratto
PRIORATO DI SAINT-PIERRE Incontri con il Signore Corsi di esercizi spirituali - 1999/2000 1. Dal 26 al 31 dicembre 1999 PER TUTTI P. NICOLA GONTIER, CAPPUCCINO «Lasciatevi riconciliare con Dio» 2Cor 5,20 2. Nei giorni 19-20-21 maggio 2000 PER TUTTI DON PAOLO CURTAZ «La gioia: un cammino giubilare» 3. Nei giorni 2-3-4 giugno 2000 PER GIOVANI DON ALBINO LINTY BLANCHET «Le icone della Pentecoste e dell'Eucarestia» 4. Dal 18 al 24 giugno 2000 PER TUTTI P. FORTUNATO MUFFOLINI O.M.I. «Erano assidui e concordi nella preghiera con Maria» At 1,14 5. Dal 13 al 18 luglio 2000 PER TUTTI DON DOMENICO OGGERO «Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi» 1Gv 4,16 6. Dal 20 al 26 luglio 2000 PER GIOVANI DON ALBINO LINTY BLANCHET «Credo in Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo» 7. Dal 30 luglio al 5 agosto 2000 PER TUTTI DON LUIGI MAQUIGNAZ «Il Verbo si fece carne» Gv 1,14 52 8. Dall'8 al 12 agosto 2000 PER TUTTI P. GEORGES COTTIER O.P. «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio» Gv 17,3 9. Dal 16 al 20 agosto 2000 PER TUTTI P. ALBERTO GNEMMI, O.M.I. «Io credo... la fede cristiana» 10. Dal 10 al 16 settembre 2000 PER TUTTI DON PAOLO CURTAZ «Le icone volto del Dio invisibile» 11. Nei giorni 3-4-5 novembre 2000 PER GIOVANI DON ALBINO LINTY BLANCHET «I Salmi: preghiera di Cristo e della Chiesa» 12. Dal 6 all'11 novembre 2000 PER TUTTI DON EDMONDO BRUNOD «Il libro di Tobia» 13. Dal 26 al 31 dicembre 2000 DON P. ORESTE FABBRONE, CAPPUCCINO «Il volto di Dio Padre raccontato da Gesù a coloro che accolgono il suo Regno» Giornate di ritiro e preghiera Prima domenica del mese Ritiro per giovani don Albino Linty-Blanchet «Le icone» 5-12-99/anno 2000 - 6-2-00/5-3-00/2-4-00/7-5-00 Seconda domenica del mese Ritiro per adulti don Albino Linty-Blanchet «Le icone» 14-11-99/12-12-99/anno 2000 - 13-2-00/12-3-00/9-4-00/14-5-00 Incontri PER FIDANZATI, SPOSI, FAMIGLIE don Edmondo Brunod Domenica 19-9-99/17-10-99/21-11-99/anno 2000 - domenica: 24-9-00; 22-10-00; 26-11-00 • Gli incontri sono aperti a tutti: preti, religiose e laici, celibi e coniugati di qualsiasi ambiente o professione, purché si attengano alle norme comuni. • Per iscriversi spedire in busta chiusa il tagliando di iscrizione a: Priorato 11010 Saint-Pier- re - AO - tel. 0165 903823. • Si accettano le iscrizioni solo per la durata completa dei Corsi, che iniziano alle ore 19,30 e terminano alle ore 14,00 dei giorni indicati. Chi viene da lontano può arrivare sin dalla sera precedente prenotandosi per lettera o telefono. I ritiri di una giornata iniziano alle 9,30 e terminano alle 16,30. È gradita la prenotazione telefonica entro il giorno prima. • È richiesto il silenzio esterno totale per favorire l'incontro interiore con il Signore. • La casa vive esclusivamente di offerte. Per le spese di ospitalità ognuno versa in busta ano- nima la quota che corrisponde alle sue reali possibilità. 53
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Nuovi membri della parrocchia 3) Il 23 maggio battesi- mo di GLASSIER SOFIA di Paolo e di Miret Maria Teresa. Padrini: Mapelli Umberto e Pulz Da- ria. 4) Il 18 luglio battesimo di LALE MURIX ANDRÉ di Giorgio e di Vetticoz Bruna. Padrini: Lale Murix Diego e Lucianaz Sara. 5) Il 22 agosto battesi- mo di GERBORE RENÉ JÉRÔME di Romano e di Chap- puis Luisa. Padrini: Gerbore Corrado e Chappuis Renata. 6) Il 22 agosto battesimo di GIUSTINI FRANCESCA ELIANA di Maurizio e di Farina Maria Maddalena. Padrini: Farina Giuseppe e Giustini Nicole. 7) Il 22 agosto battesimo di SCIARPA LORENZO di Roberto e di Epis De- bora. Padrini: Epis Virginio e Daniello Natia. 8) Il 28 agosto battesimo di GENNARELLI STEFANO di Ivan e di Noro Ales- sandra. Padrini: Guaramonti Valerio e Corvo Rossella Anna. 9) Il 19 settembre battesimo di SALANDINI AARON JOSHUA LINO di Pao- lo e di Tormen Erika. Padrini: Reccagni Andrea e Chabod Susy. 10) Il 19 settembre battesimo di LAURI LETIZIA di Luigi e di Obert Lucia. Pa- drini: Pensa Rino e Obert Rosina. 11) Il 26 settembre battesimo di CASTAGNINO MARIKA ELEONORA di Pasquale e di Garofalo Maria. Padrini: Castagnino Natalino e Curcio Si- mona. 54 12) Il 10 ottobre battesimo di PELLISSIER ELISA di Dino e di Obert Milena. Padrini: Falconieri Paolo e Pellissier Vilma. 13) Il 17 ottobre battesimo di SACCANI ANNA CHIARA di Gianluca e di Za- nardi Laura. Padrini: Saccani Adamo e Viotti Graziella. Cresimati 23 maggio – Cattedrale di Aosta 1) Barberis Edoardo, padrino Montemezzo Umberto 2) Cantele Sacha, madrina Marsura Carla 3) Carlin Michel, padrino Carlin Xavier 4) Chanoux Andrea, padrino Chanoux Uberto 5) Charruaz Nicole, madrina Varetti M. Paola 6) Christille Jean Marc, padrino Frachitti Onorio 7) Curatola Francesca, madrina Stroppa Silvia 8) Del Giudice Andrea, padrino Bottani Giancarlo 9) Di Mattia Simone, padrino Tarquinio Vincenzo 10) Fabiani Lorenzo, padrino Mastelli Pietro 11) Giri Devis, padrino Gaglianone Ciriaco 12) Manella Sara, madrina Ambroggio Silvia 13) Manella Valentina, madrina Cuc Gabriella 14) Therisod Tiziana, madrina Anselmet Marta 15) Tournoud Sophie, madrina Persod Muriel 16) Tomas Andres, padrino Liscidini Daniele 17) Vinante Federica, madrina Faccin Liana 55
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Matrimoni 3) Il 23 maggio matrimonio tra Ghirardi Giorgio Natale Dionigi e Agaglia- te Enza. Testimoni: Ghirardi Paolo e Novaroli Emiliano. 4) Il 10 luglio matrimonio tra Bochet Cristiano e Gongea Patricea Nicoleta. Testimoni: Val Nives e Bochet Mirca. 5) Il 22 agosto matrimonio tra Sciarpa Rober- to e Epis Debora Bar- bara. Testimoni: Da- niello Carlo e Longo Rita. 6) Il 18 settembre matri- monio tra Perino Fa- bio Andrea e Lanaro Wanda. Testimoni: Bo- nomelli Omar, Telesfo- ro Marco, Tormena Stefania, Simonini Pa- trizia. 7) Il 16 ottobre matrimo- nio tra Benzoni Clau- dio Eugenio e Flocca- ri Katia. Testimoni: Benzoni Roberto e Floccari Erminia. 56 Abbiate come faro affascinante la faccia di Cristo trasparente nel volto della Chiesa. Paolo VI I nostri defunti Cristo, non hai dato una spiegazione del dolore, ma una presenza. Non sei venuto a distruggere la sofferenza, ma a soffrire con noi. Non sei vento ad abolire la croce, ma a distenderti sopra per noi. (Paul Claudel) 10) Il 2 giugno è deceduto Giuppone Virgilio di anni 86. 11) Il 4 giugno è deceduta Frassy Maria Annetta di anni 90. 12) Il 29 giugno è deceduta Gianotti Cherie Palmira di anni 82. 13) L'11 luglio è deceduto Perpoli Giuseppe di anni 81. 14) Il 17 luglio è deceduto Thomasset Pietro di anni 87. 15) Il 24 luglio è deceduta Brunet Nadina Renata di anni 75. 16) Il 29 agosto è deceduta Vaudan Maria Linda di anni 89. 17) L'11 ottobre è deceduto Rossi Mario di anni 87. 18) Il 20 novembre è deceduto Fazzari Giorgio di anni 88. 57
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Offerte per la Chiesa e le attività parrocchiali Cossard Celestina; anniversari ma- trimoni; Del Degan-Therisod; Glas- sier-Miret; Miret Basilio; Celesia Adolfo; Avisini; Vauthier-Martinet; Montesano; Vaudois Luigi; Christille Franca; Pozzi; in memoria Giuppone Virgilio; Trentaz-Di Donato; Fazzari; Lavít-Pellissier; Fenoil Guglielmina; Montegrandi-Radici; in memoria Frassy Annetta; Gerbelle Pina; Boson- Centoz; Favre-Junod; Borre Giusep- pe; Lale Murix Simona; Viana-Par- leaz; Oreiller Lorenzo; N.N.; Belli- Centoz; in memoria Belli-Fettolini; Mochet Pierino; Fillietroz-Anselmet; Lombardo-Anselmet; Bochet-Gongea; Paillex Romano; Champretavy-Ar- mand; sorelle Martinet; Vinante-Ja- caccia; Lettry Dante; in memoria Per- poli Giuseppe; Puddinu; Fico; in me- moria Thomasset Pierre; Christille Jean Marc; Lale Murix Giorgio; in memoria Lussu Antonello; in memo- ria Brunet Nadine; Glarey Leopoldo; Lale Demoz Giustina; Cogmein Enri- co; Lovison Giovanni; in memoria Bo- chet Arnaldo; Vection Odette; in me- moria Gianotti Palmira (Cappella Eta- vel); Luboz Livia e Delfina; Besenval Luisa; Gerbore René; Gerbore-Chap- puis; Jordaney-Chappuis; Saladini- Tormen; Savoye Albina; Berthod Oscar; Tonso-Persod; Lale Lacroix Si- mona; in memoria Jorrioz Fiorentina; Giustini Maurizio; Bochet Camillo; De Mori; in memoria Vaudan Linda; Neyret Gildo; in memoria Jordaney Virène e Modeste; in memoria def. Jordaney-Chauviat; Gerbore Emma; Gennarelli; Champrevaty Silvio; Lale Demoz-Gay; N.N.; Pariset Giulia; Sciarpa-Epis; Saladini Aaron; Pozzi- ni-Rogate; Ronzani Fortunato e San- dra; Rumiod Francesco; Savoye Osvaldo; Micotti-Lale Lacroix; Oreil- ler Vittorio; Jocallaz Augusto; in me- moria Borney Giulio e Anna; sorelle Arnollin; Pellissier-Obert; Ceccarelli- Lavít, Lauri-Obert; Bonin Donata; Frassy Carlo; Lale Gerard Vincent; Rossan-Fontana; Cheney-Rosset; N.N.; Bois Maria; Berthod Giacomo; Tussidor-Berthod; Therisod Vittorio; Castagnino; Nucci; Frutaz Amato; Guerra; Thomasset-Caminada; Del Negro-Garin; Campese-Arnod; Bo- nin Eddy; Saccani Nino. Totale L. 14.250.000 Sinceri con Dio Non dire Padre se ogni giorno non ti comporti da figlio. Non dire Nostro se vivi isolato nel tuo egoismo. Non dire che sei nei cieli se pensi solo alle cose terrene. Non dire Sia santificato il tuo nome se non lo onori. Non dire venga il tuo regno se lo confondi con il successo materiale. Non dire sia fatta la tua volontà se non l'accetti quando è dolorosa. Non dire dacci oggi il nostro pane se non ti preoccupi della gente che ha fame, è senza cultura e senza mezzi per vivere. Non dire perdona i nostri debiti se conservi un rancore verso tuo fratello. Non dire non lasciarci cadere nella tentazione se hai intenzione di continuare a peccare. Non dire liberaci dal male se non prendi posizione contro il male. Non dire Amen se non prendi sul serio le parole del Padre nostro! 58 59
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Risvegliamo il cristiano che è in noi! o dicono tutti, lo scrivono sui giornali: la nostra società si sta «scri- stianizzando»; sta, cioè, dimenticando di essere (o almeno di essere stata) cristiana: nei comportamenti pubblici e privati, nelle idee che si affermano e sono veicolate dalla televisione, si introducono sempre più modi di intendere la vita non cristiani e talvolta apertamente anticri- stiani. In parte è vero, anche se al male viene dato, in tutti i mezzi di comuni- cazione, tanto più spazio che al bene! Un proverbio ci ricorda che fa più ru- more un albero che cade di un'intera foresta che cresce. Non dobbiamo per- ciò lasciarci trascinare dal gusto perverso della notizia scabrosa, ma deve partire proprio da noi cristiani l'attenzione al tanto bene che c'è nel mondo e alla presenza di tanti cristiani impegnati a compierlo ovunque. Questo è il primo passo proprio per dare una maggior presenza ai valo- ri cristiani nella nostra società. Ma cosa vuol dire realmente, per una persona, «essere cristiano»? Poco prima di risuscitare Lazzaro, Gesù, parlando con Marta la sorella di Lazzaro, le dice che suo fratello risusciterà. Marta gli risponde: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù non le dice che risu- sciterà subito, ma prende l'occasione per affermare in che cosa consiste l'a- desione alla sua Persona e al suo Vangelo: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me non morrà mai. Credi tu questo?». Marta risponde: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Messia, il Figlio di Dio, che deve venire nel mondo». Ecco cosa significa essere cristiani: credere che Gesù è figlio di Dio e che è il Messia, il Cristo, ossia «il consacrato» che, col suo sacrificio, riconcilia l'u- manità con Dio. Milioni di persone lo hanno creduto e tanti sono morti per proclamarlo. È per questo che il messaggio è giunto fino a noi, perché Cristo continua a parlare all'umanità e tante persone lo ascoltano. Quante? Non ha la minima importanza. Dopo che Gesù aveva procla- mato il mistero dell'Eucaristia «Chi non mangia la mia carne e non beve il mio sangue non avrà la vita eterna», molti, che non riuscivano a capire, lo ab- bandonano. Gesù non li rincorre, non cerca di spiegarsi meglio, ma si rivol- ge agli Apostoli dicendo: «Volete andarvene anche voi?». Risponde Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna». Ecco: Pietro crede che Gesù è il Figlio di Dio, il «Consacrato» e quindi 60 non può che dire cose giuste: accetta la sua li- mitatezza ed avrà in cambio la piena cono- scenza di Dio. Questo per Gesù è importante: non il nu- mero dei seguaci, ma la qualità della loro fede. Crediamo noi che Gesù è il Figlio di Dio, il «Consacrato» per ri- conciliare con Dio l'u- manità intera?». Sì, qualcosa cre- diamo, chi più chi meno. Anche chi va spesso in chiesa forse non si sofferma spesso a pensarci e a medi- tarci. Eppure tutta la nostra storia è impre- gnata di cristianesimo e non solo per le eccel- se opere d'arte o le grandi opere sociali che i secoli ci hanno tramandato, ma soprattutto per il senso del bene e del male che ha plasmato la nostra cultura. Un grande filo- sofo laicista, Benedetto Croce, pur non essendo credente affermava che nes- suno di noi poteva dirsi «non cristiano», perché tutta la cultura europea è per- vasa di cristianesimo. Tutti noi abbiamo ricevuto questa eredità preziosa: in ognuno di noi dor- me o sonnecchia un cristiano. Il cristiano che dorme è quello che ha impara- to il catechismo, ma non si è ricordato spesso di ripassarlo; il cristiano che dorme è colui che ha imparato le preghiere, ma le dice raramente; il cristia- no che dorme è colui che sa che Cristo ha ragione, ma non gliela dà tutti i giorni. Manda i propri figli al catechismo, perché sa che «non gli insegnano male», ma non si affanna più di tanto. E se questo cristiano si svegliasse? Se si chiedesse: «Credo io veramente 61
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che Gesù è il Figlio di Dio ed è morto per noi ed è risuscitato?». Scoprirebbe di colpo che la sua vita sarebbe diversa; scoprirebbe che su quelle fondamenta, che i suoi genitori e il suo parroco avevano gettato quand'era piccolo, egli può costruire la sua felicità oggi, perché l'amore di Gesù è bello e dà gioia, perché ci dà una prospettiva eterna». «Io sono la risurrezione e la vita» dice Gesù. Vogliamo vivere in eterno? E allora risvegliamo il cristiano che è in noi e prepariamolo a gustare la vita che sarà eterna: quella dello spirito. Svegliamo il cristiano che è in noi! 62 Un mazzo di rose Infine telefonò a un'amica perché l'aiutasse a scoprire il mistero. Una frase dell'amica le fece all'improvviso balenare un'idea. «Di, sei stata tu a mandarmi dei fiori?». «Sì». «Perché?» «Perché l'ultima volta che ci siamo par- late eri di umor nero. Volevo che trascorressi un giorno pensando a tutte le persone che ti vo- gliono bene». B. F. 63 Un giorno, una giovane donna ricevette una dozzina di rose con un biglietto che diceva: «Una persona che ti vuole bene». Senza però la firma. Non essendo sposata, il suo pensiero andò agli uomini della sua vita: vecchie fiamme, nuove conoscenze. Oppure erano stati la mamma e il papà? Qualche collega di lavoro? Fece un rapido elenco mentale.
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«lo sono la risurrezione e la vita», dice Gesù. «Chi crede in me, anche se muore, vivrà». E credo, sì credo che un giorno, il tuo giorno, o Dio, avanzerò verso di te, col mio passo incerto, con tutte le lacrime che ho pianto e questo cuore meraviglioso che ci hai donato, questo cuore troppo grande per noi, dato che l'hai fatto per te... Un giorno verrò e tu leggerai sul mio volto tutta la tenacia, tutte le lotte, tutte le sconfitte lungo le strade della libertà. E tu vedrai ogni mio peccato, ma io so, o Dio, che il peccato non è grave, quando si è davanti a te. Davanti agli uomini infatti si è umiliati, ma davanti a te è meraviglioso essere così poveri, poiché il tuo amore è così grande! Un giorno, il tuo giorno, verrò verso di te, o Dio. E nella stupenda esplosione della mia risurrezione saprò infine che la tenerezza sei tu, che la mia libertà sei ancora tu. Verrò verso di te, o Dio mio, e mi mostrerai il tuo volto. Verrò verso di te con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le mie braccia. Verrò verso di te e griderò con tutta la mia voce la verità della vita sulla terra. Griderò il mio urlo che viene dal fondo di tutte le età: «Padre! Ho tentato di essere un Uomo, e sono il tuo bambino». NUMERI UTILI PRONTO INTERVENTO MEDICO 118 CARABINIERI 112 POLIZIA 113 VIGILI DEL FUOCO 115 SOCCORSO STRADALE ACI 116 SOCCORSO ALPINO (0165) 23.82.22 GUARDIA MEDICA / PRONTO SOCCORSO Aosta Ospedale (centralino) (0165) 3041 Pronto Soccorso (0165) 41400 (0165) 304256 Antey-Saint-André Guardia Medica (0166) 548106 Brusson Guardia Medica (0125) 300493 Volontari Soccorso (0125) 300243 Châtillon Guardia Medica (0166) 61777 Volontari Soccorso (0166) 62667 Cogne Guardia Medica (0165) 749107 Volontari Soccorso (0165) 74024 Courmayeur Guardia Medica (0165) 800461 Pronto Soccorso Traumat. (0165) 844684 Volontari Soccorso (0165) 846320 Donnas Guardia Medica (0125) 807388 Gignod Guardia Medica (0165) 256885 Gressoney-Saint-Jean Guardia Medica (0125) 345993 Volontari Soccorso (0125) 355400 La Thuile Guardia Medica (0165) 800461 Volontari Soccorso (0165) 885293 Morgex Guardia Medica (0165) 800461 Volontari Soccorso (0165) 846320 Nus Guardia Medica (0165) 767911 Saint-Pierre Guardia Medica (0165) 903811 Torgnon Guardia Medica (0166) 548106 Volontari Soccorso (0166) 540257 St-Vincent Guardia Medica (0166) 61777 Valtournenche Guardia Medica (0166) 548106 Volontari Soccorso (0166) 93027 Verrès Guardia Medica (0125) 929326 Volontari Soccorso (0125) 920888 CARABINIERI Aosta Comando Gruppo (0165) 361221 Comando Compagnia (0165) 262260 Breuil Posto fisso Breuil (0166) 949073 Posto fisso Plan Maison (0166) 949149 Brusson (0125) 300123 Châtillon Comando Compagnia (0166) 61360 Cogne (0165) 74026 Courmayeur (0165) 842225 Donnas (0125) 807054 Etroubles (0165) 78381/78229 Gressoney-Saint-Jean (0125) 355304 Morgex (0165) 800321/809412 Nus (0165) 767154/767934 Saint-Pierre (0165) 904124 Saint-Vincent (0166) 61360/61357 Valpelline Nuova Caserma (0165) 73209 Valtournenche (0166) 92022 Verrès (0125) 929010 POLIZIA Aosta Questura (centralino) (0165) 23711 Polizia Stradale (0165) 361545/361546 Courmayeur Polizia Stradale (0165) 869764 Polizia di Frontiera (0165) 869737 Pont-Saint-Martin Polizia Stradale (0125) 807207 Saint-Rhémy-en-Bosses Polizia di Frontiera (0165) 780918 Traforo Gran San Bernardo (0165) 780901 Colle Gran San Bernardo (0165) 780948 GUARDIA FORESTALE Aosta (0165) 231185/86 Antey-Saint-André (0166) 548235 Arvier (0165) 99018 Aymavilles (0165) 902168 Brusson (0125) 300145 Châtillon (0166) 563265 Etroubles (0165) 78204 Gaby (0125) 345940 Morgex (0165) 809754 Nus (0165) 767921 Pontboset (0125) 806913 Pont-Saint-Martin (0125) 806858/59 Pré-Saint-Didier (0165) 87808 Valpelline (0165) 73238 Verrès (0125) 921005/06 Villeneuve (0165) 95026 VIGILI DEL FUOCO Aosta (0165) 44444 Ayas (0125) 307628 Brusson (0125) 300150 Courmayeur (0165) 843087 Pont-Saint-Martin (0125) 806419 Saint-Pierre (0165) 903103 Saint-Vincent (0166) 512223 (0336) 236993 Verrès (0125) 920232 NUMERI UTILI Guasti Enel (0165) 44346 Guasti Telecom 182 Protezione civile 238222 Ospedale 3041 Servizio Veterinario 238770/238780 Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta. Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82