Bollettino 1987: Riforme ecclesiali, sostentamento del clero e la nuova micro-comunità per anziani a Saint-Pierre.

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Il bollettino parrocchiale bilingue "L'Echo de nos montagnes / La Voce dei campanili" di dicembre 1987 affronta i maggiori temi pastorali e amministrativi della Diocesi d'Aosta e della comunità di Saint-Pierre. Il contenuto si focalizza sulla dottrina ecclesiale, discutendo l'Anno Mariano, il prossimo Sinodo diocesano e il ruolo cruciale del laicato nella Chiesa. Un'ampia sezione è dedicata all'esposizione dettagliata della riforma dei beni ecclesiastici post-Concordato (1984), inclusa la soppressione dei Benefici e l'istituzione dell'I.D.S.C. con il nuovo sistema di sostentamento del clero. La cronaca locale evidenzia in modo significativo l'inaugurazione del nuovo complesso socio-sanitario per anziani ("Micro-comunità") a Ordines, con annesse riflessioni sulla vecchiaia. Completano il documento i resoconti delle attività culturali (Semaines Musicales, Cantorie), iniziative sociali (A.V.I.S., teatro) e le consuete rubriche anagrafiche e di donazioni.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Buon Natale
Heureux Noël
L'Echo de nos montagnes
La Voce dei campanili
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE
Tipografia Valdostana - Aosta
Noël à Gignod
Paroisse de
Saint-Pierre
XXVIIIème ANNEE - N. 12 DECEMBRE 1987


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SAINT-PIERRE

Anche i laici saranno protagonisti
nella chiesa del terzo millennio

In ottobre si è svolto a Roma il Sinodo dei Vescovi nel quale è stato messo
sul tappeto un tema di grande attualità. Il tema trattato, infatti, è stato «Vocazio-
ne e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo».

Prima di tutto cerchiamo di capire la definizione di laico, data dal Concilio
Vaticano II nel Decreto su «L'Apostolato dei Laici». «Col nome di laici si inten-
dono tutti i fedeli che dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e costi-
tuiti in popolo di Dio... compiono nella Chiesa e nel mondo la missione propria
di tutto il popolo cristiano».

Il Concilio parla dei laici oltre 200 volte nei 16 documenti, e ne parla benissi-
mo. «I laici esercitano il loro multiforme apostolato sia nella Chiesa sia nel mon-
do. Su questo duplice fronte si aprono svariati campi di attività laicale, come: le
comunità della Chiesa, la famiglia, i giovani, l'ambiente sociale, l'ordine naziona-
le e internazionale... Siccome poi ai nostri giorni le donne prendono parte sempre
più attiva in tutta la vita sociale, è di grande importanza una loro più larga parte-
cipazione anche nei vari campi dell'apostolato della Chiesa».

Sembra tutto chiaro. In realtà, se la strada percorsa finora dai laici appare
segnata da tappe positive, è punteggiata anche da molte incertezze, da punti oscu-
ri. Perdura ancora la mentalità in base alla quale la Chiesa si identifica con la mis-
sione della sola gerarchia: il Papa, i vescovi, i sacerdoti. I laici, per essere buoni,
dovevano «ricevere» le direttive dall'alto insieme alla dottrina e ai sacramenti.

Nello spirito del Concilio, però, dietro il tema della vocazione e missione dei
laici emergono delle realtà ben più ampie che non sono state approfondite (sarà
compito del Sinodo approfondirle e chiarirle). Basti ricordare alcuni ricorrenti bi-

1


Testo Originale Estratto
nomi: fede-storia, fede-cultura, fede e impegno socio-politico. Il tutto nel bino-
mio più ampio: Chiesa-mondo.
Il laico nella Chiesa italiana non pretende di rivendicare spazio e potere, ma
vuole un rapporto più di comunione con la gerarchia, un maggior inserimento nel-
la vita ecclesiale, nelle scelte e nelle elaborazioni dei piani pastorali e nell'assunzio-
ne delle relative responsabilità.
Paolo VI nel 1972 ha ricordato che «L'Azione cattolica ha curato, fin dalle
origini, la promozione del laicato nella Chiesa, percorrendo i tempi e preparando,
possiamo dire, quella magnifica fioritura che il Concilio ha portato con sé in que-
sto campo dell'attività dei laici» (12/5/72).
Giovanni Paolo II ribadisce continuamente che l'Azione Cattolica è «una sin-
golare forma di ministerialità laicale... colonna vertebrale del laicato organizzato».
Lo schema «Chiesa ai preti e mondo ai laici» si sta fortunatamente sgretolan-
do, anche se il rapporto tra clero e laici non è sempre facile. Comunque ormai
è pacifico che la ricchezza carismatica e ministeriale NON risiede tutta nella gerar-
chia. Anche i laici possono e devono dire la loro, perché anch'essi sono Chiesa.
Il Vangelo configura i laici come «lievito nella pasta», un lievito che deve fer-
mentare il mondo in positivo nella verità e nel bene. In un recente documento (Chiesa
e lavoratori nel cambiamento) i vescovi hanno scritto: «I laici, come discepoli del
Signore, sono chiamati a vivere la fede nella realtà di tutti i giorni, cioè nella fami-
glia, nella società, nel lavoro, nella cultura, nell'economia, ecc. Essere laici è dun-
que una chiamata, una vocazione, un dono che viene da Dio e che invita ad un
compito alto e difficile: incarnare la fede e darle forma nella realtà quotidiana.
È soprattutto nei laici che avviene l'innesto tra fede e vita, tra Chiesa e mondo».
In questo nostro tempo in cui anche i valori più sacri come quello di vita, di
rispetto per i deboli (anziani, bambini, handicappati, malati, sfruttati, drogati, di-
soccupati...) vengono meno, i laici sono chiamati a cambiare la storia proprio in-
serendosi nella realtà umana con lo spirito del Vangelo. Il ruolo di essere fermento
che rinnova la società è fondamentale. Una volta si parlava dei preti operai per
cristianizzare le masse operaie. Oggi questo compito spetta ai laici... dal Parla-
mento alla più umile fabbrica, dall'intellettuale al più nascosto manovale.
Che il Sinodo tracci norme precise, fondate su una sicura base teologica, in
modo che anche i laici, che sono la parte più numerosa del popolo di Dio, possano
diventare veri protagonisti nella Chiesa del terzo millennio.
2

Priére du Pape

pour l'Année Mariale

(1987-1988)

Mère du Rédempteur, en cette année qui t'est consacrée, dans la joie nous
te proclamons bienheureuse.
Dieu le Père t'a choisie avant la création du monde pour réaliser son projet
providentiel de salut.
Tu as cru à son amour et obéi à sa parole.
Le Fils de Dieu t'a voulue pour mère lorsqu'il se fit homme pour sauver le
monde.
Tu l'as accueilli dans une prompte obéissance et un coeur sans partage.
L'Esprit Saint t'a aimée comme son épouse mystique et t'a comblée de dons
exceptionnels.
Docilement, tu t'es laissée façonner par son action secrète et puissante.
A la veille du troisième millénaire chrétien, à toi nous confions l'Eglise, qui
te reconnaît et t'invoque comme Mère.
Toi qui, sur la terre, as précédé l'Eglise dans le cheminement de la foi,
réconforte-la dans les difficultés et les épreuves, et fais que dans le monde elle
soit toujours davantage signe et instrument de l'union intime avec Dieu et de
l'unité de tout le genre humain.
A toi, Mère des chrétiens, nous confions spécialement les peuples qui célè-
brent au cours de cette Année mariale le sixième centenaire ou le millénaire de
leur adhésion à l'Evangile.
3


Testo Originale Estratto
Leur longue histoire est profondément marquée par leur dévotion envers toi.
Tourne vers eux ton regard plein d'amour; donne la force à tous ceux qui souffrent pour la foi.
A toi, Mère des hommes et des nations, nous confions l'humanité tout entière avec ses espoirs.
Ne la laisse pas manquer de la lumière de la vraie sagesse. Guide-la dans la recherche de la liberté et de la justice pour tous. Oriente ses pas sur les voies de la paix.
Fais que tous rencontrent le Christ, voie, vérité et vie.
Soutiens, ô Vierge Marie, notre cheminement dans la foi et obtiens-nous la grâce du salut éternel.
O clémente, ô compatissante, ô douce Vierge Marie!
Joannes Paulus II
Première Pentecôte, jour de naissance de l'Eglise. Ou plutôt: sur la scène du monde, première manifestation de l'Eglise née le Vendredi Saint du flanc ouvert de Jésus mort sur le bois de la croix.
Pentecôte 1987: début de l'Année Mariale. Cette coïncidence seraitelle due au hasard? Ou ne nous rappelle-t-elle pas plutôt que, là où sont l'Esprit et l'Eglise, Marie aussi est toujours là?
L'Esprit, Marie et l'Eglise: voilà la constellation sous laquelle nous sommes invités à vivre l'Evangile et à le porter au monde, à nos contemporains. L'évangélisation, en effet, n'a rien à voir avec une campagne publicitaire; elle n'est pas affaire de technique ou de stratégie avant tout. Elle est plutôt la longue aventure d'une naissance, par laquelle le monde des hommes reçoit Dieu pour Père et l'Eglise pour mère. Il a fallu l'ombre de l'Esprit Saint et le «oui» de Marie pour que le Fils de Dieu se fasse homme; c'est cette même double présence qui est indispensable pour que le Christ fasse naître les hommes à la dignité d'enfants de Dieu. C'est cela, précisément, qui s'inaugure avec la première Pentecôte.
Cardinal Godfried Danneels
«Le Feu de l'Esprit» (extraits)
4
Con Maria e col Papa
verso il Sinodo diocesano
Dopo l'annuncio da parte di Mons. Vescovo di un Sinodo diocesano, è uscita la Lettera Pastorale che lo stesso Vescovo, in occasione della Quaresima, indirizza a tutti i fedeli della diocesi.
Il tema della Lettera non poteva essere che questo: «Con Maria e col Papa verso il Sinodo diocesano». L'idea infatti d'indire una solenne assise del popolo cristiano venne al Vescovo proprio in seguito al viaggio del S. Padre in Valle d'Aosta.
Il progetto sinodale stava facendo i suoi primi passi quando dal Papa venne l'annuncio di celebrare un Anno Mariano dalla prossima Pentecoste all'Assunta del 1988.
Attorno a questi due avvenimenti dunque si sviluppa tutta la tematica della Lettera. Scritta con grande maestria, con uno stile semplice e discorsivo, è ricchissima di temi pastorali e teologici da studiare e da sviluppare per il successo del Sinodo.
Tutti quindi sono invitati a procurarsi e a leggere questo importante documento per farne oggetto di studio e di dialogo. Dandone un breve riassunto, vogliamo sottolinearne soprattutto la ricchezza di contenuti, e mettere in evidenza le mete e le proposte operative in essa sviluppate.
Suddivisa in quattro parti, la prima intitolata: Alla scoperta del Sinodo, risponde alle molteplici domande che si sono poste legittimamente i fedeli sin dal primo momento: che cos'è un Sinodo? Quali sono gli scopi che si prefigge?
Le risposte sono date alla luce della definizione che Benedetto XIV diede del Sinodo. Quel Papa lo presentava come un'assemblea di sacerdoti, religiosi e laici, uniti attorno al Vescovo, per stabilire ciò che può essere utile a «estirpare i vizi, a promuovere le virtù, a riformare i costumi, a restaurare e incrementare la disciplina ecclesiastica».
Il Vescovo, dunque, pur a malincuore, parte col focalizzare una serie di vizi personali e sociali. L'egoismo nella vita della coppia, le separazioni, i divorzi, il problema dei figli di genitori separati, l'aborto, le manipolazioni genetiche, l'edonismo, i disordini sessuali, il vizio della droga, l'alcoolismo, la cupidigia «hanno trovato — afferma Mons. Vescovo - fertile terreno e facile sviluppo anche fra le nostre montagne». Da qui nasce l'esigenza di studiare le cause di tanto degrado per arrivare alla riforma dei costumi e alla pratica delle virtù non solo naturali, ma soprattutto di quelle teologali, che delle prime sono fonte e lievito. Si tratta di arrivare a una riforma di un modo di vivere, corrotto nel quale «la morale cattolica è rinnegata e sbeffeggiata specialmente in quei principi che riguardano il dominio della sessualità e il rispetto della giustizia» 5


Testo Originale Estratto
Con la diffusa decadenza dei costumi e il conse
sce — osserva il Vescovo — se subentrano anche ne
disciplina ecclesiastica, dove «la tentazione di farsi
to». Un segno allarmante di questo fenomeno sono
dello spiritismo. Il venir meno all’osservanza dei «P
altri doveri cristiani. Tutto ciò, evidentemente, apre

Nella seconda parte, la Lettera Pastorale affronta i temi che formeranno l’ani-
ma del Sinodo: la Comunione e la Missionarietà, due termini che riassumono effica-
cemente l'azione della Chiesa, soprattutto nel post-Concilio.

Punto di confronto di questa bipolarità sono le persone divine che vivono «l’u-
na con l’altra, l’una per l’altra, l’una nell’altra». I fedeli «devono saper stare insieme
per fare assemblea, fare comunità... così da ripetere, per quanto è possibile alle crea-
ture, quelle relazioni unificanti e santificanti che esistono fra le Persone divine».

La missionarietà è la conseguenza logica di una vita cristiana profondamente
vissuta. L’opera di evangelizzazione infatti non è soltanto un dovere cristiano, ma
un’esigenza essenziale dell’essere discepolo di Cristo.

Il Vescovo non tralascia di parlare delle strutture organizzative del Sinodo. Tutti
i fedeli della diocesi saranno interessati, nella fase ante-preparatoria, a dare indica-
zioni e suggerimenti sui temi da trattare. Subentreranno, nella fase preparatoria, va-
rie commissioni di sacerdoti e laici, che studieranno i temi proposti ed elaboreranno
gli schemi dei documenti da trattare nelle solenni assisi. Le parrocchie saranno pre-
senti con delegazioni di fedeli, ed è questa una ragione in più perché la Lettera Pa-
storale sia letta e meditata da tutti.

Un piccolo trattato di mariologia è la terza parte del documento. Maria, che nel
Vangelo si presenta come creatura «evangelizzata» ed «evangelizzante», è qui indi-
cata come modello e promotrice di comunione alla luce e nel clima della Penteco-
ste. Come nel Cenacolo Maria preparò i discepoli a ricevere il dono dello Spirito
Santo, fonte in essi della carità e della missionarietà, così essa deve far capire a tutti
cosa vuol dire essere Chiesa. «Noi vogliamo — afferma mons. Vescovo — che
il nostro Sinodo sia una vera Pentecoste». Pertanto dal Vescovo parte l’invito pres-
sante a pregare molto Maria soprattutto nei santuari alpini a Lei dedicati, durante
i pellegrinaggi e nelle feste mariane perché Maria diventi davvero la «Regina del
Sinodo».

L’ultima parte della Lettera è tutta consacrata ai temi toccati dal S. Padre nella
sua recente visita alla diocesi. Nei discorsi pontifici, riportati nella Lettera con ampie
citazioni, il Vescovo legge, come in filigrana, tutti i temi di un Sinodo diocesano:
do speciale ai settori più delicati della pastorale, quali, la famiglia, la gioventù, le
vocazioni sacerdotali e religiose, i malati, il mondo del lavoro e quello del turismo.

La Lettera Pastorale termina con un pressante e vibrato appello del Vescovo
alla sua diocesi: il cammino del Sinodo possa essere davvero un «camminare insie-
me» per raggiungere, «in un clima di fede, d’amore, di speranza e di gioia», quella
meta finale a cui tutti dobbiamo tendere.

A.M. Careggio

6

Riforma dell'amministrazione degli
enti parrocchiali e sostentamento dei sacerdoti

In seguito a quanto stabilito dal Concilio Vaticano II, conclusosi nel 1965, si
è avuta la pubblicazione, nel 1983, del nuovo Codice di Diritto Canonico, la raccol-
ta cioè di tutte le leggi e disposizioni che devono regolare l’ordinamento e la vita
della chiesa nel nostro tempo. Fra le innumerevoli novità, vi è anche una profonda
riforma che riguarda l’amministrazione degli enti parrocchiali e il sostentamento
dei sacerdoti.

In questo, come in altri campi, anche lo Stato Italiano ha tenuto conto dei radi-
cali cambiamenti avvenuti e quindi, nel febbraio 1984, è stato stipulato un nuovo
Concordato fra l’Italia e la Santa Sede (Vaticano), a cui hanno fatto seguito nel
1985-86, leggi e disposizioni di attuazione pratica.

È dunque dal Concilio, dal Codice di diritto canonico e dal Concordato che
abbiamo le norme legislative che regoleranno anche l’amministrazione delle par-
rocchie e il sostentamento dei sacerdoti. Ciò avverrà, evidentemente, in modo gra-
duale e progressivo, dato che ogni riforma ha sempre bisogno di un periodo di

I cresimati.


Testo Originale Estratto
avviamento e di rodaggio, perché il tutto possa funzionare e, speriamo, funzionare
bene.
Proviamo ora a spiegare i cambiamenti avvenuti, sforzandoci al massimo di
essere semplici e chiari, se ci riusciremo, data la complessità dell'argomento.
1) Sino a circa un anno fa, in una parrocchia esistevano diversi enti eccle-
siastici: chiesa parrocchiale, beneficio o prebenda parrocchiale, cappelle; in certi paesi
anche: rettoria, vicariato, cappellania, santuario ecc., a seconda degli usi, costumi
e situazioni locali.
2) Oggi tutti questi enti ecclesiastici sopraelencati sono stati soppressi, sono
«defunti», per cui bisogna ora parlare di ex-chiesa, ex-beneficio, ecc.
Ognuno di questi enti abitualmente aveva un'amministrazione propria, con le
sue entrate e uscite, e quindi la cassa per il denaro.
3) In sostituzione dei vari enti «defunti», è nato un solo ed unico ente, la par-
rocchia, legalmente riconosciuta, oltre che in campo ecclesiastico anche in campo
civile dallo Stato Italiano. Questo nuovo ente parrocchia è diventato proprietario
dei beni della ex-chiesa parrocchiale, delle ex-cappelle, degli ex-santuari; è previ-
sta una sola amministrazione, di cui sono responsabili il parroco e il Consiglio par-
rocchiale degli affari economici; ci sarà una cassa unica, in cui confluiranno tutte
le entrate e da cui usciranno i soldi per tutte le spese della parrocchia.
4) Discorso a parte si deve fare per gli ex-benefici ecclesiastici (prebende par-
rocchiali, rettorie, vicariati, cappellanie, ecc.), i cui beni e redditi sono stati tutti tra-
sferiti al «nuovo Istituto diocesano per il sostentamento del clero», che dovrà fare
la sua parte nel provvedere a che i sacerdoti possano vivere dignitosamente.
La situazione di Saint-Pierre
a) I beni della prebenda parrocchiale (bar-ristorante des Alpes, la grande vi-
gna sotto la Chiesa, il terreno sotto il Luboz) sono passati sotto l'amministrazione
dell'Istituto Diocesano per il sostentamento del clero (ad Aosta).
b) La Chiesa, le cappelle, l'Asilo Mons. Centoz, la casa Anselmoz, la casa par-
rocchiale, sono passati tutti sotto l'amministrazione dell'Ente Parrocchia. Tale am-
ministrazione è sotto la responsabilità del parroco e di cinque membri nominati dal
consiglio pastorale, e cioè Pallais Guido, Bochet Camillo, Persod Sisto, Vauthier
Piera, Barmaverain Ido.
Compito di questo consiglio parrocchiale per gli affari economici è quello di
raccogliere tutte le entrate (offerte, affitti...) e predisporre le spese necessarie per
il corretto funzionamento delle attività parrocchiali. Su un registro apposito vengo-
no segnate e controllate le varie spese ed entrate e i soldi sono tenuti su un conto
corrente bancario, con la firma del Parroco e di uno dei membri del consiglio.
c) Tra i compiti dell'Ente parrocchia c'è anche la manutenzione degli edifici
di sua proprietà: e se per la Chiesa, per cui c'è stato ultimamente l'acquisto dei
nuovi banchi (spesa di circa ventidue milioni), la situazione è ormai buona, riman-
gono da sistemare alcune cappelle (Homené, Etavel, Bosses) e da ristrutturare e
riutilizzare l'Asilo; lavori non facili, per cui il Consiglio per gli affari economici sta
preparando piani di intervento.

Buon Natale

Facciamo i conti in tasca ai preti
Si è fatto un gran parlare del nuovo sistema di sostentamento del clero, sovente
con scarsa competenza e soprattutto con molte imprecisioni. Si è dato la colpa un po'
a tutti, dal Card. Casaroli in giù e da Craxi in sù.
In realtà la rivoluzione, e di vera rivoluzione si tratta, trova i suoi fondamenti
nel Codice di Diritto Canonico del 1983.
Il vecchio Codice di Dr. Can. (1917-18) al Can. 1409 definiva «Il Beneficio Eccle-
siastico, un ente giuridico... che consta di un ufficio sacro e del diritto di percepire
i redditi della dote annessa all'ufficio».
In altre parole non era pensabile un Ufficio Sacro, ad es. una parrocchia, senza
una fonte di reddito atta a garantire il sostentamento al sacerdote.
Il Nuovo Codice del 1983 pone l'accento sul Sacerdote «servitore del Vangelo»
e sul diritto ad uno stipendio derivante dal suo servizio.
Can. 281 - Ai chierici in quanto si dedicano al ministero ecclesiastico spetta una
remunerazione...
Can. 1271 - Nelle regioni dove ancora esistono benefici ecclesiastici propriamente

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Testo Originale Estratto
detti, spetta alla Conferenza Episcopale regolarne il governo... così che i redditi e per
quanto è possibile, la stessa dote dei benefici, siamo trasferiti all'Istituto di cui al Can.
1274.
Can. 1274 - Nelle singole Diocesi ci sia un Istituto speciale che raccolga i beni
e le offerte al preciso scopo che si provveda al sostentamento dei Clerici che prestano
servizio a favore della Diocesi...
Il nuovo Concordato non ha fatto altro che recepire queste istanze e farle diven-
tare anche leggi dello Stato.
È bene? È male? ai posteri l'ardua sentenza!
Certamente non è facile ed è scomodo per i soggetti passivi della riforma i Preti
che si sono visti ridotti a salariati dopo essere stati spogliati delle più o meno consis-
tenti proprietà di cui ab immemorabili erano usufruttuari.
Non è facile ed è scomodo anche per i soggetti attivi della riforma - i fedeli che
dovranno comprendere che il Sacerdote è al loro servizio e di conseguenza devono farsi
carico della sua decorosa sussistenza.
E dei beni ecclesiastici che ne fa?
Evidentemente i beni ecclesiastici più o meno consistenti e più o meno favorevoli
esistono. Si sarebbe potuto risolvere il problema con un altro incameramento da parte
dello Stato, con la conseguenza che ne sarebbe derivato al medesimo l'impegno di ga-
rantire ai sacerdoti un congruo stipendio. In Svizzera i parroci sono stipendiati come
i Maestri di scuola, nella Germania Protestante, come i Professori di Liceo. Evidente-
mente, a conti fatti, Craxi o chi per esso, ha ritenuto che non fosse conveniente per
lo Stato.
Si è dunque risolto il problema in questo modo: i Beni ecclesiastici rientrano oggi
in due categorie:
A) Beni ex beneficiali, destinati cioè a dare un reddito finalizzato al sostentamen-
to del clero. Questi beni sono passati in proprietà all'Istituto Diocesano per il Sosten-
tamento del Clero che dovrà destinare il reddito ad integrare la retribuzione assicurata
dalle parrocchie o da Enti similari quando queste non sono autosufficienti.
B) Beni destinati alla attività Pastorale, la cui proprietà passa agli Enti parroc-
chiali, all'Ente Diocesi ecc.
Vanno comprese in questa categoria: chiese, cappelle, case delle opere oratori par-
rocchiali, ecc.
Per la gestione di questi beni i Sacerdoti dovranno avvalersi della preziosa colla-
borazione del Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici.
A questo punto vengono spontanee due domande:
Quanto guadagna un prete? - chi lo paga?
Il sistema in base al quale si determina lo stipendio di un sacerdote è apparente-
mente assai complesso, in realtà semplice.
Ogni prete, sia egli Vescovo o Vice-parroco ha diritto ad uno stipendio base uguale
per tutti, al quale si aggiungono dei punti, vale a dire dei coefficienti correttivi, di an-
zianità, di disagio, di funzione, di luogo, di alloggio.
Senza scendere in particolari noiosi e complicati il nostro Vescovo percepisce uno
stipendio di L. 1.285.000 che al netto delle ritenute fiscali (perché anche noi paghia-
A Vetan:
dopo la Messa del Patrono.
10
A Vetan si distribuisce le pain bénit.
11


Testo Originale Estratto
mo le tasse) diventa uno stipendio netto di L. 1.128.000 (una parte di questa somma
è costituita dalla pensione maturata con l'insegnamento).
Un altro Sacerdote in media può aver diritto ad uno stipendio lordo di L. 1.150.000
che detratte le ritenute previdenziali (se non ha maturato la pensione di anzianità) e
le ritenute fiscali può aggirarsi tra i 900.000 lire, e 1.000.000.
Chi lo paga?
È questo il quesito che i grandi giornali, informatissimi e faciloni, non si sono
posto, immaginando che lo stipendio venisse dal Vaticano o da Dio solo sa chi. Allo-
ra, chi paga lo stipendio al Prete?
1) Il primo Ente tenuto a provvedere al sostentamento del prete è l'Ente presso
cui egli svolge il suo servizio: la parrocchia, la Diocesi, il Seminario ecc. ecc. Vuole
essere un ritorno al Vangelo. Quando Gesù mandò in missione i discepoli ingiunse
loro di cercare l'ospitalità dei fedeli accettando quanto veniva loro offerto Mat. X-9/15
Marco VI-7/13 Luca IX-1/6.
Il discorso è semplice. Volete il parroco? Lo volete a tempo pieno? Assicurategli
un minimo perché possa vivere.
C'è chi dice, vada a lavorare! Ma in genere sono poi gli stessi che quando per
caso serve a loro, quando fa loro comodo, lo esigono disponibile 24 ore su 24.
Provate a proporre a certa gente un matrimonio o un funerale alle cinque o alle
sei del pomeriggio, perché il parroco è impegnato a scuola od in altra qualsiasi attivi-
tà! Fulmini e saette e minacce di chissà quali ritorsioni!
La quota di retribuzione a carico del Ente (ad es. parrocchia) è il Vescovo che
la stabilisce caso per caso, tenuto conto del numero degli abitanti, delle loro possibili-
tà medie, dei beni di cui la parrocchia può disporre, ecc. in breve, tenuto conto del
bilancio dell'Ente interessato.
2 - Quando l'Ente presso cui il Sacerdote lavora (es. parrocchia) non è in grado
di provvedere al sostentamento totale del Sacerdote (ed è la quasi totalità dei casi) su-
bentra l'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero che con il reddito dei beni
già appartenenti ai benefici, ha il compito di integrare fino ad esaurimento delle sue
disponibilità. Senza voler piangere miseria, va detto che la situazione della nuova Diocesi
è tutt'altro che florida. Per anni o per secoli i sacerdoti valdostani sono vissuti in una
povertà decorosa (salvo poche eccezioni) con la fama di essere ricchi. Il fatto che le
case parrocchiali siano state in massima parte adattate per poterne affittare una parte
più o meno consistente (fatto impensabile per altre Diocesi) è la prova evidente di uno
sforzo per sfuggire alla miseria. Molto semplicemente in Valle d'Aosta i benefici Ec-
clesiastici sono pressoché inesistenti, ragione per cui l'Istituto Diocesano di Aosta ha
ben poco da prendere e non molto da distribuire.
3 - Nel caso che le entrate dell'Istituto Diocesano non siano sufficienti ad assicu-
rare a tutti i Sacerdoti l'integrazione necessaria per raggiungere la retribuzione stabili-
ta (ed è il caso nostro) è l'Istituto centrale per il Sostentamento del Clero che dovrà
intervenire ad assicurare ad ogni Sacerdote lo stipendio. Come e con quali mezzi? Fi-
no al 1989 lo Stato continuerà a versare l'equivalente delle Congrue non più ai singoli
aventi diritto, ma alla Conferenza Episcopale Italiana che, dovrà assicurare i fondi
necessari all'Istituto centrale.
Dal 1990 in poi lo Stato destinerà a scopi umanitari l'8 per mille dell'IRPEF ri-
scossa. Ogni cittadino dovrà indicare in apposita casella del Mod. 740 se intende affi-
dare la gestione di questo 8 per mille allo Stato o alla chiesa, la quale tra i vari scopi
umanitari — la fame nel mondo, aiuti al terzo mondo, interventi in casi di calamità
ecc. potrà destinarne una parte del provento anche alla fame dei Preti.
Sarà inoltre possibile contribuire con liberalità destinate per questo scopo alla Con-
ferenza Episcopale Italiana che in tale caso saranno deducibili dal reddito imponibile.
Molti chiedono: è meglio ora o prima?
La risposta non è semplice. La riforma si era prefissa come scopo di eliminare
le sperequazioni. Nonostante le buone intenzioni qualche ingiustizia rimane.
È certo che coloro che prima avevano molto o almeno di più, oggi ci rimettono.
Quelli che prima avevano poco o nulla, ci guadagnano. L'avvenire è sicuramente mol-
to incerto. Molto dipenderà dall'immagine di sé stessi che i Preti sapranno dare. Un
prete seriamente impegnato nella carità e nel servizio sicuramente troverà generosità
e rispondenza nei fedeli.
Can. Luigi Garino
Scuola maschile del 1924 col maestro Saluard.
12 13


Testo Originale Estratto
Si è spenta Suor Elisa
Ha vissuto coi bambini i suoi migliori anni
Giovedì, 13 agosto u.s., è deceduta
Suor Elisa, dopo tredici anni di immo-
bilità a cui l'aveva ridotta una paralisi
progressiva. Con lei, la congregazione
delle Suore di San Giuseppe perde un'al-
tra delle care ex-convittrici di Châtillon,
che, negli anni venti, hanno offerto ge-
nerosamente la loro vita per servire Dio
e il prossimo nella nostra Valle.
Nata a Enego (VI) nel 1907, Maria
Vettori trascorse i suoi verdi anni in una
famiglia profondamente cristiana: i suoi
parenti la ricordano come una bimba dol-
cissima. Scoppiata la Grande Guerra do-
vette sfollare con la sua famiglia a Noto
(SI), dove rimase fino al termine delle
ostilità, soffrendo l'esperienza dei disa-
gi e della lontananza dalla propria ter-
ra. Tornata a casa e fattasi grande cercò
il lavoro alla «Soie» di Châtillon e fu lì
che avverti il fascino della misteriosa
chiamata alla vita religiosa e chiese di en-
trare nella Congregazione di San Giusep-
pe. Più tardi anche sua sorella Lisetta
lascerà la casa paterna per entrare pres-
so le suore Canossiane di Venezia.
Entrata nel Convento di San Giusep-
pe nel 1928, dopo il periodo richiesto per
la formazione iniziale alla vita religiosa
e alla professione di maestra di Scuola
Materna, Maria, divenuta Suor Elisa, vis-
se la sua prima esperienza a contatto con
i bambini nell'Asilo Mons. Jourdain: qui
scopri di essere un'educatrice nata e da
allora il mondo dell'infanzia, che la ten-
ne impegnata fino al 1974, per lei non eb-
be più segreti.
Le famiglie delle varie parrocchie (Jo-
vençan, Curiglia (VA), Sarre, Donnaz,
Châtillon, St. Pierre) che hanno avuto la
fortuna di conoscerla, le affidavano i pic-
coli a occhi chiusi: accanto a Suor Elisa
14
non solo sarebbero stati buoni, ma avreb-
bero imparato un'infinità di cose belle.
Come insegnante era un'artista: con un
materiale didattico di scarto sapeva crea-
re molti oggetti originali intorno ai qua-
li costruiva delle vicende che non finivano
più e che i bambini ascoltavano incanta-
ti perché immersi nel suo fascinoso mon-
do fantastico, così ricco di sorprese e di
bontà premiata.
Anche le consorelle la ricordano per la
sua umiltà gioiosa, la sua capacità di ser-
vire senza farsi notare e, soprattutto, per
la sua creatività nel rendere «viva» la vi-
ta comunitaria: erano famose le sorpre-
se che, con le sue abili dita di ricamatrice,
essa preparava in occasione delle feste di
famiglia.
Aperta e gioviale con tutti, Suor Elisa
soffrì enormemente quando si vide co-
stretta all'inazione: nonostante gli affet-
tuosi e pazienti cure delle consorelle e le
frequenti visite dei suoi cari, stentò a ras-
segnarsi. Quando però capi che la sua in-
fermità era una tappa voluta dal Signore
nel cammino della purificazione, entrò
progressivamente nel disegno divino e
concluse la sua giornata terrena nella pa-
ce serena dei santi.
Les Semaines Musicales de Saint-Pierre
Interpreti e coro del «Don Pasquale» nella Chapelle des Pénitents.
Con la serata dedicata al mezzo-soprano Giulietta Simionato e alla presen-
tazione del libro in prima Europea «Giulietta Simionato - Come Cenerentola di-
venne Regina» di Jean Jacques Hanine Vallaut, edito da Azzali-Parma,
l'Associazione musicale Harmonie ha concluso la sua seconda stagione musicale.
Altrettanto bene era iniziata il 18 giugno scorso con un concerto di musi-
che romantiche - Pietro Paolo Tosti - che la «gran bella voce» del baritono
valdostano Bruno Praticò ha saputo interpretare magistralmente ottenendo per
l'occasione un caldo successo di pubblico, che al termine ha saputo strappare
ancora alcuni «bis» a suon d'applausi! E ben meritati!
Ma è all'inizio di luglio che «Les Semaines Musicales» prendono inizio uffi-
cialmente con un programma ancor più nutrito dell'anno precedente. Si esibi-
scono nella nostra chiesa parrocchiale il Coro Magnificat di Torino, composto
per l'occasione da una trentina di studentesse piemontesi. Perfettamente af-
fiate e ben dirette hanno offerto un saggio di bravura con un repertorio ben
selezionato e ottimamente commentato ci hanno fatto spaziare con musica sa-
cra e profana, dagli albori del Quattrocento alla musica polifonica contemporanea.
Il 12 Luglio, Orchestra da Camera Internazionale diretta dal Maestro Giuseppe
Gavazzi. Il complesso ci propone una interpretazione de «Le 4 stagioni» di A. Vivaldi
e della simpatica «Sinfonia degli addii» di Haydn. Nel breve intervallo si esibisce an-
15


Testo Originale Estratto
che il baritono Valdengo in una inconsueta aria di Mozart. La sua voce, meno brillan-
te del solito per i postumi di un malanno, non mancò di piacere al pubblico presente
che ad onor del vero non era molto numeroso, come l'occasione avrebbe meritato.
La collocazione di spettacoli in ore pomeridiane e festive va certamente rimediata.
Seguiranno un eccellente concerto di musiche liriche, Verdi, Bellini, Donizetti.
Apre la focosa voce del mezzo soprano Lauretta Brovida, facendo echeggiare sotto
la volta della nostra Cappella una coloratissima «vampa che s'alza al ciel!». Le faran-
no eco gorgheggi del soprano Daniela Lo Jarro la cui agilità e tecnica di canto sono
certamente non comuni vista la giovanissima età della cantante.
Si esibisce quindi il Tenore Bertolo che sin dalle prime note si presenta con voce
potente e rotonda. L'aria della «Fille du Régiment» di Donizetti «Ah! mes amis quel
jour; quelle fête...!» è sempre più musica che molti tenori oggi debbono cantare per
onorare il cartellone, ma non sempre con buona pace e letizia delle nostre orecchie!
Ma il tenore Bertolo non è certo fra questi ed i suoi dieci squillanti «do» infilati senza
alcuna incertezza, resteranno piacevolmente ed a lungo nelle nostre orecchie e nella
nostra mente.
L'8 agosto i giovani studenti dell'Institut Musical con il loro Ensemble Classique
danno prova del buon livello raggiunto con musica da camera per pianoforte, violino,
violoncello e clarinetto. Anche la Spagna di Garcia Lorca è all'appuntamento con St.
Pierre, con il mezzo/soprano Brovida ed il chitarrista Carlo Lo Presti. Musica nuova
per noi di folclore catalano, su liriche del poeta. Più popolare ed accessibile la secon-
da parte della serata nella quale i maestri Cassardo e Costantini eseguono al pianofor-
te a quattromani brani di Donorà e di Rossini.
Il «Cartellone» in chiusura propone l'opera Don Pasquale di G. Donizetti in for-
ma di concerto. Emerge nell'occasione la bravura del Baritono Giuseppe Valdengo,
che interpreta magistralmente le ingenuità dello sprovveduto nobilotto da Cornedo.
Grande teatralità dell'Artista di grande esperienza. Lo attorniano, è il caso di dirlo,
il tenore Bertolo, il baritono Hugonin ed una Norina non sempre all'altezza. Alesan-
dra Ruffini, Ubi es? Bene anche il «Piccolo Coro» di Harmonie che seppure alle prese

con uno spartito più impegnativo di quello dell'anno precedente si è dimostrato anco-
ra una volta ben preparato e pimpante.
Non numerosi, 14, ma appassionati e con belle voci danno l'anima e si sente.
Non dimenticheremo il saggio musicale degli allievi del Prof. Cassardo di Tori-
no. Allievi di pianoforte, alcuni dei quali già diplomati, che hanno scelto, a loro dire,
il quadro unico del nostro complesso chiesa-castello-cappella dei penitenti per esibirsi
il 28 giugno.
Anche il concerto-saggio degli allievi di organo del maestro Carlo Poser, che è
pure il maestro preparatore del piccolo Coro di Harmonie, ha visto la nostra Associa-
zione collaborare per il migliore svolgimento della manifestazione. Ai giovani allievi
di questo corso organisti, il nostro augurio ed incoraggiamento più sentito affinché
possano perseverare nel loro sforzo e contribuire così in futuro al mantenimento della
musica e del canto sacro nelle nostre Chiese.
A chiusura di questa carrellata, nonostante le numerose difficoltà incontrate, non
possiamo non ritenerci soddisfatti per il lavoro compiuto. Anche se la partecipazione
del pubblico, in particolare quello di Saint-Pierre, non ci ha sempre confortato come
speravamo, non sono mancati incoraggiamenti e critiche favorevoli e positive. La dif-
fusione della Grande Musica è e rimane lo scopo statutario dell'Associazione Harmo-
nie ed in questo senso intendiamo proseguire. Confidando anche per il futuro nell'aiuto
indispensabile dell'Assessorato al Turismo e in una rinnovata collaborazione con
l'Amm.ne Comunale di St-Pierre, formuliamo l'augurio che Les Semaines Musicales
di St-Pierre non rimangano un evento artistico sporadico e confuso tra i tanti di que-
sta ricca estate musicale valdostana, ma possa divenire punto d'incontro del bel canto
e della musica, qualificato e gradito agli amanti.

Erano piccoli, ora...
A novembre: ricordo dei nostri defunti.
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17


Testo Originale Estratto
Un gruppo fa teatro
È un giorno come tutti gli altri, quando ci viene in mente che un progetto ab-
bandonato da tempo potrebbe essere realizzato.
Fare teatro: questo è sempre stato un nostro grande sogno. Poichè non trovia-
mo amanti di teatro come noi tra i giovani della nostra età, ci rivolgiamo ai ragazzini
delle scuole Medie ottenendo larghe approvazioni. Dapprima incontriamo molti osta-
coli da superare: conoscere bene i bambini, mettere in luce le loro qualità, assegna-
re le parti più adeguate ad ognuno, organizzare il lavoro in modo che tutti partecipino
attivamente... Le prove all'inizio si svolgono all'asilo, successivamente ci trasferia-
mo alla cappella dei Penitenti. Il lavoro procede bene e fissiamo così la data della
rappresentazione. Ma nel frattempo alcune mini-attrici (così chiamiamo le coraggio-
se ragazzine che hanno appoggiato la nostra impresa) si ammalano! Come fare?! Chi
le sostituisce?! Ormai le locandine pubblicitarie sono state affisse nel paese: non si
può rimandare, domenica 8 marzo si recita a qualunque costo! Il pubblico è abba-
stanza numeroso e tutto va per il meglio.
Ora a distanza di sei mesi, possiamo informare che il denaro raccolto durante
la recita è stato utilizzato nell'acquisto di un proiettore per diapositive per i bambini
handicappati che durante l'estate hanno soggiornato presso l'asilo Mons. Centoz di
Saint-Pierre.
Ringraziamo quindi tutti coloro che hanno contribuito con un'offerta al nostro
Mini-attrici al lavoro sul palco della Chapelle!
intento: quello cioè di aiutare in qualche modo quei bambini che hanno il diritto di
vivere come noi anche se colpiti da qualche handicap fisico e psichico.
Con questa piccola rappresentazione teatrale abbiamo voluto dimostrare quan-
to sia importante per noi giovani sentirci uniti in un paese in cui non lo siamo assolu-
tamente e speriamo di essere riuscite a fare capire che i giovani (badate bene: questa
non è retorica!) non sono passivi e del tutto disinteressati alla vita di questo piccolo
paese.
Rossana Baldracchi
Maria Teresa Miret
P.S. Sentiti ringraziamenti per l'aiuto datoci al Sig. Parroco, al Sig. Sindaco e
ai responsabili del restauro della cappella.
Hanno partecipato alla rappresentazione (in ordine alfabetico): Angelini Debo-
rah, Isabella Baldracchi, Isidea Buccomino, Stefania Celesia, Sonia Cerise, Saman-
tha Cossu, Sandra Gbedey, Denise Junod, Olimpia Negro, Letizia Petey, Viviana
Porinotto e Roberta Thomasset.
Notiziario A.V.I.S.
La nostra Sezione, che quest'anno
compie sedici anni, è sempre viva e reale
nella società che cambia e si evolve e nella
sua vitalità contribuisce al vivere quoti-
diano anche della comunità di St-Pierre.
Come in tutte le associazioni affronta pe-
riodi più brillanti alternati a fasi di stan-
ca come quella assenza di giovani che
alcuni anni fa ci aveva seriamente preoc-
cupati; possiamo ora affermare con sod-
disfazione che è in atto un concreto
incremento di nuovi donatori che insie-
me all'attuale centinaio di soci effettivi
e un folto gruppo di benemeriti ci fa ben
sperare per la continuità della Sezione.
L'attività degli avisini non si riduce pe-
rò alla sola offerta del sangue, atto che
comunque ci si augura in crescita, ma al-
cuni e il direttivo in particolare, si impe-
gnano annualmente per organizzare
manifestazioni promozionali e attività
sportive.
È infatti ormai abituale l'informazio-
ne che si porta nelle scuole elementari,
e dall'anno scorso anche nelle medie, per
far conoscere le motivazioni e sensibiliz-
zare i giovani in tal senso.
Una volta formato il gruppo bisogna
anche pensare a tenerlo unito, a farlo vi-
vere e per questo a volte un pranzo o una
gita sono un mezzo di provata efficacia.
Nei tre giorni che quest'anno abbiamo
passato ad Arezzo, Perugia, Siena, As-
sisi ho notato, al di là di ogni retorica,
il piacere di stare insieme e l'implicito in-
vito agli organizzatori a ripetere queste
esperienze.
Alcune competizioni sportive durante
l'inverno e per i nostri atleti conclude
questa breve panoramica sulla nostra at-
tività e se qualcuno ha buoni consigli o
voglia di impegnarsi con noi ce lo dica.
M.
18
19


Testo Originale Estratto
I pompieri volontari: un unico gruppo
I pompieri volontari di Saint-Pierre hanno finalmente deciso di operare con-
giuntamente. Non più i tre gruppi separati: Borgo, Collina e Rumiod ma un grup-
po unico, che grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale capeggiata
dal geom. Silvio Christille dispone ora anche di una spaziosa ed adeguata sede
per gli automezzi in dotazione, dislocata in frazione Ordines nei pressi della nuova
microcomunità. Rimane comunque operante un distaccamento in frazione
Rumiod.
Festa dei pompieri di Etavel.
La decisione è stata presa all'unanimità in una riunione che si è svolta il
15 marzo 1987. I tre segretari Guido Ronzani per il gruppo del Borgo, Giovanni
Luvison per il gruppo della Collina e Pierino Chappuis per il gruppo di Rumiod,
in tale occasione hanno versato i fondi disponibili, in una cassa comune. A capo
gli aiutanti saranno: Cristiano Bochet, Mario Lale Gerard e Dario Luboz.
La forza del distaccamento dei pompieri volontari di Saint-Pierre è attual-
mente di 57 elementi provenienti, lo ricordiamo dal gruppo del borgo (27 pom-
pieri), dal gruppo della Collina (17 elementi) e dal gruppo di Rumiod (13 pompieri).
La decisione della unificazione dei tre gruppi era da tempo auspicata e la
sua attuazione è stata appresa dalla popolazione di Saint-Pierre con grande sod-
disfazione.
Ezio Bérard
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Questioni educative
Mezzi uomini perché orfani della fede
«Badate sempre ai ragazzi e ai giovani se vi sta a cuore di averne degli uomi-
ni. Che le occasioni non diano mala piega alle loro passioncelle: che una sprovve-
duta condiscendenza o un'eccessiva durezza o una micidiale trascuratezza non
li lascino in bilico di credere giusto ciò che piace e abominevole ciò che dispiace.
Date loro occasioni di trovare bella, santa, piacevole la virtù, e brutto e spiacevole
il vizio».
Così Ippolito Nievo nel libro «Confessioni di un ottuagenario». Una buona pre-
messa per leggere con attenzione due decaloghi rivolti ai genitori: il primo ci arriva
dalla federazione oratori; il secondo è opera dell'USL di Torino.
Sarebbe interessante commentare questi decaloghi e tante precisazioni an-
drebbero fatte: mi limito a far notare che manca l'essenziale.
Tanti buoni ed utili consigli: non c'è dubbio che, seguendoli, si possano for-
mare dei bravi cittadini e delle discrete personalità.
Poveri ragazzi!
Con queste regole vi vogliono far diventare uomini a metà. Seguitele, ma non
fermatevi ad esse.
Come si può diseducare un figlio
1) Fin dall'infanzia, date al bambino tutto quello che vuole. Così crescerà con-
vinto che il mondo abbia l'obbligo di mantenerlo.
2) Se impara una parolaccia, ridetene. Crederà di essere divertente.
3) Non dategli alcuna educazione spirituale. Aspettate che abbia 18 anni e
lasciate che allora «decida da sé».
4) Mettete in ordine tutto quello che lui lascia in giro: libri, scarpe, abiti. Fate
voi quello che dovrebbe fare lui, in modo che si abitui a scaricare sugli
altri tutte le responsabilità.
5) Litigate spesso in sua presenza. Così non si stupirà troppo se ad un certo
momento vedrà disgregarsi la famiglia.
6) Date al ragazzo tutto il denaro da spendere che vi chiede. Non lasciate
mai che lo guadagni. Perché dovrebbe faticare per avere quello che vuo-
le, come avete fatto voi?
7) Soddisfate ogni suo desiderio per il mangiare, il bere e le comodità. Ne-
gargli qualche cosa potrebbe dargli pericolosi «complessi».
8) Prendete le sue parti contro i vicini di casa, gli insegnanti, gli agenti di po-
lizia. Sono tutti prevenuti verso vostro figlio.
9) Quando si mette in un guaio serio, scusatevi con voi stessi dicendo: «non
sono mai riuscito a farlo rigare dritto».
10) Preparatevi ad una vita di amarezze. Non vi mancheranno!
21


Testo Originale Estratto
Ai genitori dell'adolescente
1) Ascoltalo rispettandone la personalità.
2) Accetta le sue scelte, pur non rinunciando alle tue opinioni.
3) Dagli fiducia in se stesso, apprezzando i suoi lati positivi.
4) Non colpevolizzarlo con un atteggiamento troppo autoritario.
5) Riguardo alla scuola, evita le posizioni estreme (disinteresse o troppa at-
tenzione ai risultati).
6) Dai a tuo figlio un tempo libero che sia davvero suo.
7) Parlagli di sesso senza separarlo mai dall'amore e dalla responsabilità.
8) Accetta le sue scelte sentimentali.
9) Rispetta la sua intimità.
10) Dagli, con la vita, esempi di onestà, civiltà, umanità, coerenza.

Gli adulti, per pudore o ignoranza o paura o colpa, tacciono ciò che è centrale
nell'educazione: Dio e la fede.
Eccolii gli uomini del duemila: il corpo ben curato, l'intelligenza ben curata,
magari anche il cuore ben curato.
Chi vi spiegherà il senso della vita? Chi vi aiuterà a rispondere alle perenni
e fondamentali domande: chi sono io? da dove vengo? verso dove sto andando?
Se non c'è la fede, l'uomo scende al livello dell'animale. Gli adulti non parla-
no più di queste realtà, alla televisione spesso deridono chi cerca di viverle, molti
insegnanti attaccano la Chiesa, molti genitori dicono: «su questo deciderà quando
sarà maggiorenne».
Eppure, mentre tutto passa sulla scena di questo mondo, solo Dio è perenne.
Cari adulti: perché volete rubare Dio ai ragazzi e ai giovani? Cari ragazzi e
giovani: conoscere, amare e seguire Dio... è lo scopo della vita... pretendete dagli
adulti che vi aiutino in questo cammino!

Quanti anni sono passati!

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La Micro-comunità per i nostri anziani

Il 25 settembre sono stati ufficialmente inaugurati il complesso sanitario
e la microcomunità per gli anziani, nella zona di Ordines.
Dopo la benedizione impartita dal parroco, ci sono stati i discorsi inaugura-
li del sindaco e dell'assessore regionale alla sanità (erano presenti pure, con il
presidente della giunta regionale, vari consiglieri regionali e comunali e una
piccola folla di invitati).
Il sindaco ha fatto una breve cronistoria di tutto il complesso socio-sanitario,
esprimendo la gioia e il compiacimento di tutta la popolazione di Saint-Pierre
per questa opera così importante per gli ammalati e gli anziani.
L'assessore regionale alla sanità ha spiegato l'importanza della decentra-
lizzazione di tutto il comparto sanitario e assistenziale, invitando la popolazio-
ne di Saint-Pierre ad essere vicina ai propri anziani, con una presenza vigile
e attiva.
Poi c'è stata la visita ai locali del complesso, da parte di autorità e invitati.
Fin qui la cronaca stringata di una giornata inaugurale riuscita, con un so-

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Testo Originale Estratto
lo rammarico: perché la popolazione tutta di Saint-Pierre non è stata invitata?
bastavà qualche manifesto...
È ormai, comunque, da parecchi mesi che questo stupendo complesso è in
funzione e quanti hanno visto tale opera, non possono che compiacersi con gli
amministratori per questa casa così importante e realizzata con criteri funzionali!
Specialmente la micro-comunità per gli anziani ha ottenuto il plauso e l'ap-
provazione di tutta la popolazione.
Basta andare in visita, in un giorno qualunque, a questa casa-famiglia, per
riportarne una impressione decisamente buona. I locali sono ampi, aerati, per-
sino lussuosi, con tutti i conforts necessari agli anziani ospiti. Le giovani assi-
stenti sanno dare un clima di serena familiarità a tutto l'ambiente. Com'è bello
e importante che i nostri anziani, non più autosufficienti, possano rimanere nel
proprio ambiente.
Il concetto che l'anziano deve essere sempre amato, aiutato, assistito dalla
grande famiglia del proprio paese, è pieno di verità e di umana saggezza, e la
nostra comunità non deve stancarsi di rimeditarlo e di tentarne sempre l'ope-
rosa attuazione.

Parla il Sindaco, nel giorno dell'inaugurazione del complesso socio-sanitario.

Il dono dell'anzianità

Gli anziani hanno troppa esperienza di vita per potersi illudere. Vadano
a raccontare agli altri gli elogi per la saggezza serena e forte che sarebbe il pri-
vilegio della persona in età: la persona in età diffida anche di se stessa.
Com'è vero che esistono gli anziani riusciti (e allora difficilmente si trova
qualcosa di altrettanto bello, parola!), è anche vero che – spesso – la vecchiaia
è soltanto uno zitellaggio di ritorno.
«Un vecchio non ha più vizi, diceva amaramente M. Jacob. Sono i vizi che
hanno lui».
Ciascuno di noi conosce quei poveretti che – invecchiati – non hanno più
altro da fare che misurarsi il battito del polso, nella paura d'aver tutte le ma-
lattìe; incapaci di slancio, appassionatamente decisi a non osare più uno spre-
co, spenti dalla loro stessa preoccupazione di sopravvivere.
«Il vecchio è un bambino che sa di dover morire», chiude, disilluso, M. de
Unamuno.
Ma è soltanto colpa dei vecchi questo loro rinchiudersi a riccio, impauriti,
e per questo avari, pessimisti, piagnoni, conservatori? Cosa ci si aspetta da quelli
che sono continuamente ricacciati fuori dalla stima e dall'affetto?
Per fortuna, c'è anche quello che la bibbia chiama «il dono dell'anzianità».
Lasciate che un uomo si costruisca, giorno dopo giorno, durante una vita

Una cameretta per i nostri anziani.
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Testo Originale Estratto
lo rammarico: perché la popolazione tutta di Saint-Pierre non è stata invitata?
bastava qualche manifesto...
È ormai, comunque, da parecchi mesi che questo stupendo complesso è in
funzione e quanti hanno visto tale opera, non possono che compiacersi con gli
amministratori per questa casa così importante e realizzata con criteri funzionali!
Specialmente la micro-comunità per gli anziani ha ottenuto il plauso e l'ap-
provazione di tutta la popolazione.
Basta andare in visita, in un giorno qualunque, a questa casa-famiglia, per
riportarne una impressione decisamente buona. I locali sono ampi, aerati, per-
sino lussuosi, con tutti i conforts necessari agli anziani ospiti. Le giovani assi-
stenti sanno dare un clima di serena familiarità a tutto l'ambiente. Com'è bello
e importante che i nostri anziani, non più autosufficienti, possano rimanere nel
proprio ambiente.
Il concetto che l'anziano deve essere sempre amato, aiutato, assistito dalla
grande famiglia del proprio paese, è pieno di verità e di umana saggezza, e la
nostra comunità non deve stancarsi di rimeditarlo e di tentarne sempre l'ope-
rosa attuazione.

Parla il Sindaco, nel giorno dell'inaugurazione del complesso socio-sanitario.

Il dono dell'anzianità

Gli anziani hanno troppa esperienza di vita per potersi illudere. Vadano
a raccontare agli altri gli elogi per la saggezza serena e forte che sarebbe il pri-
vilegio della persona in età: la persona in età diffida anche di se stessa.
Com'è vero che esistono gli anziani riusciti (e allora difficilmente si trova
qualcosa di altrettanto bello, parola!), è anche vero che — spesso — la vecchiaia
è soltanto uno zitellaggio di ritorno.
«Un vecchio non ha più vizi, diceva amaramente M. Jacob. Sono i vizi che
hanno lui».
Ciascuno di noi conosce quei poveretti che — invecchiati — non hanno più
altro da fare che misurarsi il battito del polso, nella paura d'aver tutte le ma-
lattie: incapaci di slancio, appassionatamente decisi a non osare più uno spre-
co, spenti dalla loro stessa preoccupazione di sopravvivere.
«Il vecchio è un bambino che sa di dover morire», chiude, disilluso, M. de
Unamuno.
Ma è soltanto colpa dei vecchi questo loro rinchiudersi a riccio, impauriti,
e per questo avari, pessimisti, piagnoni, conservatori? Cosa ci si aspetta da quelli
che sono continuamente ricacciati fuori dalla stima e dall'affetto?
Per fortuna, c'è anche quello che la bibbia chiama «il dono dell'anzianità».
Lasciate che un uomo si costruisca, giorno dopo giorno, durante una vita

Una cameretta per i nostri anziani.
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Testo Originale Estratto
intera, le qualità umane del suo esistere; non è possibile che tanto impegno sva-
nisca nel nulla. Il risultato si vedrà per forza. E si vedrà proprio alla fine, quando
la pazienza di una crescita quotidiana darà il suo frutto.
Perché il giovane è bello
ma il vegliardo è grande.
E si vede una fiamma negli occhi dei giovani
ma nell'occhio del gran vecchio
si scorge molta luce
(V. Hugo).

L'anziano, uomo evangelico?
Togliete alla razza umana l'apporto che le viene dall'anzianità: avete pro-
vato a contare quel che resta?
La parte «attiva» della popolazione non ha più tempo che per gli affari. «Or-
mai soltanto i vecchi hanno tempo per amare. I giovani remano sulle galee del-
l'ambizione» (Balzac).
L'amore dell'anziano (purché non sia un anziano inacidito!) non ha più quella
dura volontà di conquista, che lo fa irascibile e geloso, passionale e dunque in-
transigente. C'è ormai una tale tenerezza in chi si è acquietato nella pace!

Gli anziani nel grande soggiorno!

L'anziano sa dire il valore delle cose, non si agita più per quei terribili non-
nulla che spremono tutte le forze giovanili (non s'accende più per un vestito, per
un ballo, e neanche per un concorso, neanche per un successo).
L'anziano non ha più bisogno di lottare a coltello per arrivare primo, fuori
dalla concorrenza per un posto o per un privilegio. Ne fa tesoro per distribuire
tolleranza, mitezza, infinita dolce pazienza, e finalmente un sorriso disinteres-
sato e gratuito.
Quel che fa, lui lo fa gratuitamente, per il puro piacere di far piacere.
Se ne accorgono i bambini, questi giudici infallibili degli stati d'animo del-
le persone.
L'anziano – sempre che sia riuscito a non tornare zitello – non è autorita-
rio, non pretende d'imporsi, lascia correre proprio per merito dell'esperienza.
Guarda il mondo da più in alto.
Non è facile, mai, trovar realizzate le beatitudini del Vangelo: non sono tanti
quelli che sono distaccati dalle ambizioni, capaci di sopportare con pazienza,

Nel refettorio della microcomunità per anziani.

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Testo Originale Estratto
miti, attenti alla giustizia, misericordiosi, liberi, dimenticati e non per questo
bizzosi: ma se c'è qualcuno che assomiglia a questo ritratto ideale dell'Uomo se-
condo il Gesù delle beatitudini, lo trovi tra gli anziani molto più facilmente che
tra i giovani.
Il meglio è che questi imprevisti campioni sono tutto questo, ma sanno di
esserlo, perché nessuno glielo dice: in fondo, dal vecchio ci si aspetta che sia fat-
to proprio così, e ci si irrita se non arriva all'ideale, come se fosse del tutto na-
turale questo svuotamento dell'ambizione.
Tutto guadagnato: chi sa di essere bravo recita sempre la sua parte di per-
sonaggio illustre, e diventa antipatico.
La «povertà» benedetta dal Vangelo sta proprio in questo essere come i fan-
ciullini, vergini d'orgoglio, e per questo autentici.

La complementarietà delle stagioni umane
Si diceva: togliete dalla popolazione umana le qualità che vengono offerte
dalle persone anziane. Probabilmente rimangono solo aggressività e ambizione,
lavoro duro e niente tenerezza.
Senza bambini, senza malati... senza anziani, quale sarebbe la sorte della
nostra umanità?
È un pensiero che dovrebbe rincuorare gli anziani.

Le assistenti e i primi ospiti della microcomunità.
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Page de Méditation

L'Archevêque de Paris aux Aînés
de «Ma Maison»

de la rue Philippe-de-Girard

Frères et soeurs qui souffrez dans votre corps, qui êtes parfois affligés par
l'âge et la souffrance, vous êtes de ceux qui doivent faire preuve de la plus grande
foi et de la plus grande espérance, car vous êtes dans les moments les plus diffi-
ciles et les plus beaux de la vie; les moments où la foi, parce qu'elle devient diffi-
cile, doit devenir plus pure, où l'espérance, puisqu'elle ne peut plus se fonder
sur l'espoir parfois plein d'illusions de la jeunesse, est obligée de s'appuyer uni-
quement sur Dieu, où l'amour est d'autant plus pur qu'il est souvent vécu dans
la solitude et de façon complètement désintéressée, c'est-à-dire sans espoir de
retour. Certains d'entre vous sont tout seuls! Ils ont des compagnons ici, ils ont
des soeurs qui les aiment et qui vivent avec eux, mais dans leur coeur ils souf-
frent peut-être d'être seuls, n'ayant plus, près d'eux, ceux qu'ils ont aimés ou
qui les ont fait souffrir. Et voici qu'à vous aussi est demandé le véritable amour,

L'entrata del complesso socio-sanitario in fraz. Ordines.
29


Testo Originale Estratto
Il complesso socio-sanitario.
d'autant plus vrai et pur qu'il est désintéressé, sans retour. Et donc, cette période
de votre vie où vous êtes pour la plupart est peut-être la plus belle. Ne vivez pas
dans la nostalgie du bonheur passé et des souvenirs perdus. Mais, y compris
dans l'affliction et la misère physique, reconnaissez, si vous le pouvez, que ce
que vous faites est précieux pour l'Eglise, indispensable pour le salut du
monde, que ces moments qui vous sont donnés sont des moments de haute exi-
gence spirituelle, de grande beauté, une vie pleine de sens, dont chaque
seconde compte, est précieuse aux yeux de Dieu.
Et sachez aussi que vous êtes aidés, non seulement par cette amitié qui vous est
proche en la personne des soeurs, de vos compagnons, des prêtres qui sont là,
mais par la prière de l'Eglise entière. Imaginez cette multitude innombrable qui
est déjà près de Dieu et qui, dans l'amour de Dieu, prie pour vous, frères et soeurs,
en disant: «Voilà! Ils travaillent avec nous, dans la prière, dans l'amour, dans
la patience; ils souffrent pour le salut du monde en étant unis au Christ». Ils
vous assistent de la compassion infinie de Dieu lui-même, du Christ, ils vous
aident de la prière de la Vierge Marie, ils vous gardent dans la foi de la prière
de Joseph, l'homme juste, notre modèle, celui qui marche dans l'ombre.
Vous n'êtes pas seuls car c'est l'Eglise entière qui vous porte, elle pour qui,
s'il plaît à Dieu, vous saurez offrir ces moments si beaux et si grands d'une vie
humaine qui trouve son sens véritable en se tournant vers Dieu le Père. N'ayez
pas peur, comme dit l'ange à Joseph. N'ayez pas peur, celui que vous suivez
c'est Jésus, le Seigneur-sauve!

Cardinal Jean-Marie Lustiger
30

Nuovi membri del Popolo di Dio

16) Il 13 novembre 1986 battesimo di La-
le Murix Francois René di Renato e di Gai-
do Denise. Padrini: Lale Murix Mario e
Rey Annie.

1) Il 3 maggio battesimo di Gagliardi
Francesco Karl di Roberto e di Ghisaeus
Maria. Padrini: Ceresa Bruno e Gagliardi
Vanessa.

2) Il 3 maggio battesimo di Agostino Al-
bino di Salvatore e di Chanoux Simona.
Padrini: Agostino Domenico e Glarey Zita.

3) Il 3 maggio battesimo di Damiano
Cinzia di Pellegrino e di Micanti Benedet-
ta. Padrini: Fissore Pietro e Ariaudo
Teresa.

4) Il 10 maggio battesimo di Tournoud
Sophie di Franco e di Persod Rosa. Padri-
ni: Bovio Ruggero e Ravelli Annalisa.

5) Il 16 maggio battesimo di Charruaz
Nicole di Aldo e di Carconi Anna. Padri-
ni: Degani Pietro e Cognetn Silvana.

6) Il 31 maggio battesimo di Bontempi
Jair di Roberto e di Quiroga Marta. Pa-
drini: Buontempi Giovanni e Tonello
Daniela.

7) Il 7 giugno battesimo di Barberis
Edoardo di Rodolfo e di Chatrian Alida.
Padrini: Dieter Mittmann e Chatrian
Lorena.

8) Il 13 giugno battesimo di Lombardi
Aster Shanti di Marco e di Lele Murix Ma-
rina. Padrini: Mara Maurizio e Lale Mu-
rix Renata.

9) Il 13 giugno battesimo di Lale Murix
Garella Elisa di Maurizio e di Lale Murix
Marina. Padrini: Jeanneret Maurice e La-
le Murix Simona.

10) Il 12 luglio battesimo di Villanova
Loredana di Nicola e di Ieropoli Maria. Pa-
drini: Ceschetti Emilio e Ieropoli Antonia.

11) Il 25 luglio battesimo di Chabod
Matthias di Saverio e di Menel Narcisa. Pa-
drini: Chabod Ivo e Genoud Nathalie.

12) Il 23 agosto battesimo di Charles Syl-
vie di Alberto e di Camarca Matilde. Pa-
drini: Bozza Bruno e Camarca Maria
Teresa.

13) Il 13 settembre battesimo di Lai Ele-
na di Andrea e di Oreiller Adriana. Padri-
ni: Oreiller Franco e Lai Mariafranca.

14) Il 10 ottobre battesimo di Christille
Jean Marc di Armando e di Vallet Maria.
Padrini: Vallet Michel e Drogo Partizia.

15) Il 25 ottobre battesimo di Chanoux
Andrea di Fulvio e di Tosetti Graziella. Pa-
drini: Francesconi Enrico e Pellissier
Manuela.

16) Il 30 ottobre battesimo di Papa Da-
vide di Angelo e di Vecchioli Nadia. Pa-
drini: Vecchioli Mauro e Bracci Concetta.

17) Il 31 ottobre battesimo di Tringali
Valeria Maria Lucia di Michele e di Mina
Giuliana. Padrini: Tringali Massimo e Mi-
na Lucia.

18) Il 15 novembre battesimo di Ferre-
ro Maura di Claudio e di Duriavig Lore-
dana. Padrini: Ferrero Mario e Yoccoz
Wanda.
31


Testo Originale Estratto
Matrimoni
1) Il 15 febbraio matrimonio tra Longo
Bernardo e Villa Anna Maria. Testimoni:
Villa Paola e Longo Margherita.
2) Il 5 maggio matrimonio tra Belfrond
Renato e Mombelloni Roberta. Testimo-
ni: Nitri Gian Marco e Mombelloni Anita.
3) Il 13 giugno matrimonio tra Gianni-
ni Mauro e Congiu Paola. Testimoni: Con-
giu Silvana e La Torre Leonardo.
4) Il 26 settembre matrimonio tra Blanc
Pietro e Favre Nathalie. Testimoni: Che-
ney Daniela e Georgy Augusto.
5) Il 14 novembre matrimonio tra Peti-
gat Diego e Bonfanti Kathya. Testimoni:
Lyveroulaz Devis e Joris Cinzia.
I nostri morti
Nel momento della prova abbiamo bi-
sogno di aggrapparci a qualche grande si-
curezza. Quando sembra che tutto intorno
a noi e dentro di noi vacilli abbiamo biso-
gno di un sostegno superiore che ci permet-
ta di stare saldi in mezzo alle umane
vicissitudini, all'apparenza così problema-
tiche e così poco comprensibili, di cui la
morte è certo il mistero più grande. Dove
troveremo questa sicurezza, dove questo
sostegno? Potrebbe risponderci l'apostolo
S. Giovanni, che ha detto: «Questa è la vit-
toria, la nostra fede! Nel momento in cui
noi, avvertendo il peso della nostra condi-
zione umana, siamo oppressi dal pensiero
della morte, possiamo nella fede celebrare
la vita. Gesù ci ha detto «Abbiate fede in
Dio e abbiate fede anche in me».
E ancora: «Io sono la resurrezione e la
vita, chi crede in me, anche se morto, vi-
vrà e chi vive e crede in me non morirà in
eterno».
18) Carlin Maria Speranza, di anni 83, de-
ceduta il 28 dicembre.
1) Bochet Anna Umbertina, di anni 82,
deceduta il 13 gennaio.
32
6) Jocallaz Vittorio, di anni 63, decedu-
to il 22 gennaio.
7) Lettry Maria Alice, di anni 87, dece-
duta il 22 gennaio.
8) Foretier Amato di anni 82, deceduto
il 27 gennaio.
9) Don Peaquin Giuseppe, di anni 85,
deceduto il 9 febbraio.
10) Cavassa Marco, di anni 80, decedu-
to il 6 aprile.
11) Albrechtsen Connie, di anni 57, de-
ceduta il 7 aprile.
12) Lale Demoz Ester, di anni 93, dece-
duta l'11 aprile.
13) Chabod Venanzio, di anni 69, dece-
duto il 13 aprile.
14) Bertolin Giuseppe, di anni 77, dece-
duto il 21 aprile.
15) Paillex Enrico, di anni 79, deceduto
il 5 giugno.
16) Vaudan Giovanni, di anni 78, dece-
duto il 2 luglio.
17) Raimondo Emilia, di anni 86, dece-
duta il 12 luglio.
18) Chamoin Germano, di anni 82, de-
ceduto il 14 agosto.
19) Squarzino Giorgio, di anni 15, de-
ceduto il 16 agosto.
20) Bochet Marcello, di anni 84, dece-
duto il 30 agosto.
21) Rojaie Margherita, di anni 87, de-
ceduta l'11 settembre.
22) Terradura Lavinia di anni 66, dece-
duta il 23 ottobre.
23) Berthod Esterina, di anni 81, dece-
duta il 24 ottobre.
24) Fornara Maria, di anni 74, decedu-
ta il 6 novembre.
Offerte
Per la Chiesa
Trentaz Alberto; in memoria Glarey Au-
gusto; Pompieri Rumiod; Martin Jourioz;
Verzoni; in memoria Lale Gerard Giulietta;
Oreiller Emilio; Vallet; Ferrod Renato;
Trentaz-Paillex; in memoria Paillex Ettore;
Pompieri Etavel; Paillex Italo; Centoz-
Ocleppo; Saccani; Lettry Simona; Chiante-
lassa; Maran; Charles Michel; N.N.; Glarey
Renato; Terradura Lavinia; in memoria Lu-
boz Letizia; Cognetn Enrico; N.N.; Ronc;
Pompieri Borgo; Thomasset Elso; Chenal-
Lavy; Tournoud Franco; Chioso Giacinta; in
memoria Luboz Edvige; David Ernesto;
Cianci (in memoria zia); Perrone-Jordaney;
N.N.; in memoria don Bois Silvio; Mosco-
ni; in onore S. Antonio; Caput; Lettry Geor-
gette; Arnollin; in memoria Charrere Oreste;
N.N.; in memoria defunti Petigat; Cognetn
Mario; N.N.; Petrolini; Borney Pia; in me-
2) Lale Demoz Maria Teresa, di anni 82,
deceduta il 14 gennaio.
3) Jordaney Virène, di anni 83, decedu-
ta il 14 gennaio.
4) Carlin Provino, di anni 63, deceduto
il 15 gennaio.
5) Vaudan Renata, di anni 49, deceduta
il 21 gennaio.
moria Carlin Maria; Squarzino; Pitti-Ragno;
Bérard Ezio; Ceranto; Motta; Persod Fau-
stina, Nassani; Frutaz Amato; Colla Ulderi-
ca; in memoria Carlin Provino; in memoria
Lale Demoz Teresa; in memoria Bochet An-
na; in memoria Jordaney Virène; in onore S.
Antonio; Vuillemoz-Borney; in memoria
Lettry Alice; in memoria David Bettina; in
memoria Savoye Serafino; N.N.; N.N.; Fil-
lietroz Elso; Cognetn Bruno; Therisod Gui-
do; in memoria Pallais Albina; in memoria
Jocallaz Vittorio (sez. cacciatori di Saint-
Pierre); in memoria Jocallaz Vittorio; in me-
moria Carlin Provino e Jocallaz Vittorio (i
coscritti); in memoria Lettry Roberto; Gran-
ge Marcel; Lale Demoz-Campese; Longo-
Villa; Lucianaz; Domaine Aldo; Bochet Ca-
millo; Fusinaz; Pellissier Ugo; in memoria
don Péaquin; Di Nunzio; Lavy Lino; Cen-
toz Giulio; Barmaverain Dino; Lale Vera; in
33


Testo Originale Estratto
onore S. Antonio; Paillex Romano; Rosset-
Cheney; Ferretti; Barberis; Champrétavy Re-
né; Béthaz Cesare; Ceriano-Belli; Benvenu-
to Gina; N.N.; Bérard Alfonso; N.N.;
Fenoil Tobia; Vaudois Luigi; Cortiana; Jor-
daney Raimondo; Corti-Lovison; in memo-
ria Cavassa Marcello; in memoria Lale Demoz
Ester; in memoria Chabod Venance; Berthod
Giacomo; Berthod Milena; Arnod Piero;
Centoz Daniele; in memoria Bertolin Giusep-
pe; N.N.; Gagliardi; Agostino; N.N.; fratelli
Gerbore; in memoria Albrechtsen Connie;
Rossan Fernanda; Lavy Simone; Vauthier-
Gerbelle; Garin-Vaudois; N.N.; Del Negro
Giovanni; Varetti; Jocallaz Franco; Cossard
Celestina; N.N.; Charruaz Aldo; Pellissier
Aldo; Micotti; Centoz Agata; Obert Lindo;
Oreiller Lorenzo; Carvelli; in memoria Chri-
stille Adele e Silvestro; Lale Castain Emilia;
Lale Demoz Bruno; Rosset Souvenir; in me-
moria Lettry Marcello; Lettry Dante; Lale
Murix Simona; N.N.; N.N.; N.N.; Lale De-
moz Silvio; in memoria Paillex Enrico; in me-
moria Vaudan Giovanni; in memoria
Raimondo Emilia; Berno; in memoria defun-
ti Berthod-Tussidor; Glarey Leopoldo; Pail-
lex Roger; Jordaney Marcelline; in onore S.
Lucia; N.N.; in memoria Jordaney Arturo e
Marcellina; Chabod Saverio; Giuppone; in
memoria Therisod Sidonie; Battistioli; Ron-
zani Domenico; Ronzani Fortunato; Rumiod
Roberta; Charles Alberto; in memoria Squa-
rzino Giorgio; Boson Carlo; N.N.; Savoye
Pierre; Chappuis Maximin; Cognetn Piero;
Glarey-Meynet; Favre Augusta; Cabraz; Giu-
stini; classe 1927; Chioso Mario; in memo-
ria Bochet Marcel; N.N.; Lale Lacroix Luigi;
in memoria Rogate Margherita; Christille In-
nocenzo; Persod Pierre; Marchetti; Domai-
ne Evaristo; in memoria Arnod Eliseo; in
memoria Fenoil Luigia; Chanoux Andrea;
Oreiller Vittorio; Centoz Silvio; Benzoini-
Rossan; coniugi Vuillermoz; in memoria Ter-
radura Lavinia; N.N.; in memoria Berthod
Esterina; N.N.; in memoria Chenal François;
classe 1947; in memoria Di Donato Giusep-
pe; in memoria Jacquin Marcello; in memo-
ria Fornara Maria.
Totale L. 14.930.000

Per il bollettino
Chamonin; Martin-Jourioz; Verzoni; Bor-
re Giuseppe; Paillex Rina; Manella Enrico;
Bataillon Michele; Del Negro Corrado; Del
Negro Sergio; Lettry Simona; Glarey Rena-
to; Raimondo Pia; N.N.; Thomasset Elso;
Martin Rosina; Curiat Aristide; Lettry Geor-
gette; Arnollin; Parleaz Renzo; Lale Murix
Simona; Fiorani Aldo; Petrolini; fam. Vau-
thier; Bétremps Armando; Ronzani Fortuna-
to, Vaudan Ines; Nassani; Frutaz Amato;
Bois Adolfo; Colla Ulderica; Jordaney Rai-
monda; Bianquin Rina; Cachoz; Lettry Ali-
ce; Gerbore Emma; Savoye Osvaldo; Maran;
Fillietroz Elso; De Mori; Grange Marcel;
Giuppone; Morandi Carlo; Lavy Lino; Do-
maine Renato; Obert Virgilio; N.N.; Barma-
verain Dino; Gattoni; Bianchi Daniela;
Guglielmetti; Chabod Venance; Rosset-
Cheney; Challancin; Champrétavy René;
Grangeon; Béthaz Cesare; Ceriano-Belli;
Branche Pierre; Bérard Venance; Cortiana;
Jordaney Raimondo; Paillex Elso; Paillex
Cherie; Neyret Olga; Centoz Daniele; Vitton
Mea Pierino e Elina; Belli-Centoz; N.N.; so-
relle Persod; Persod Angela; Lale Lacroix
Pacifico; Pallais Giuseppina; Centoz Agata;
Obert Lindo; N.N.; Rossan Luigi; Gerbelle
Pina; Lale Castain Emilia; Anselmet Fausti-
na; Lombardo Antonino; Berno; Cali; Chau-
viat Anna; Gerbaz-Jordaney; Jocallaz
Augusto; Lale Demoz Guy; Garin Beniami-
no; Lale Lacroix Luigi; Vuyet Evaristo; Vuil-
lermoz Geremia; Berthod Aldo e Liliana;
Thomasset Pierre.
Totale L. 1.620.000.

Noël

Combien, dans le monde d'aujourd'hui, se sentent incompris, isolés!
Vieillards dont nul ne s'occupe, veuves sans appui,
épouses délaissées, mères célibataires, personnes déplacées, handicapés,
tous ceux qui souffrent de complexes douloureux...
Journaux et films nous en fournissent un tableau dramatique.
Même ceux qui, apparemment, ont réussi et sont comblés,
ressentent au plus intime d'eux-mêmes les divisions qui les déchirent.
Dans l'isolement radical qui est celui de tout homme,
compréhension, visites, amitié,
ne sont-elles pas souvent source d'un vrai réconfort?
C'est, peut-être, un bon programme pour ton Noël.

34 35


Testo Originale Estratto
Il est né le divin Enfant
Moderato ( J. = 84 )
S. REFRAN
Il est né, le di-vin En-fant! Jou-ez, haut-bois, ré-son-nez, mu-
-set-tes; Il est né, le di-vin En-fant! Chan-tons tous son a-vè-ne-ment.
Fin
1. De-puis plus de qua-tre mille ans, Nous le pro-met-taient les pro-phè-tes
De-puis plus de qua-tre mille ans, Nous at-ten-dions cet neu-reux temps
Refrain:
Il est né, le divin Enfant!
Jouez, hautbois, résonnez, musettes;
Il est né, le divin Enfant!
Chantons tous son avènement.
1. Depuis plus de quatre mille ans,
Nous le promettaient les prophètes
Depuis plus de quatre mille ans,
Nous attendions cet heureux temps.
3. Partez, ô Rois de l'Orient!
venez vous unir à nos fêtes.
Partez, ô Rois de l'Orient,
venez adorer cet Enfant!
2. Une étable est son logement;
un peu de paille est sa couchette;
une étable est son logement,
pour un Dieu quel abaissement!
4. O Jésus, ô Roi tout-puissant,
tout petit Enfant que vous êtes.
ô Jésus, ô Roi tout-puissant,
régnez sur nous entièrement.
36
D'un clocher...
à l'autre
AOSTA
Incontro delle Cantorie in Cattedrale
S. Cecilia crea ancora
armonia e partecipazione
Chi si è trovato, come me, domenica po-
meriggio, 15 novembre, in Cattedrale di
Aosta, in mezzo ai cantori di varie parroc-
chie che festeggiavano insieme la Santa Pa-
trona Cecilia, è stato coinvolto in
un'esperienza molto intensa e bella di pre-
ghiera: trascinato, messo come dentro la
corrente di un fiume, quasi trasportato dal-
le melodie che s'innalzavano a Dio, mi sen-
tivo profondamente inserito in questo
popolo che «canta e cammina» verso il Si-
gnore e così molto semplicemente, ho can-
tato e pregato insieme a loro ed ho
ringraziato il Signore per averci dato la mu-
sica ed il canto.
L'occasione che ci è stata data domeni-
ca è uno stimolo ed un esempio che dob-
biamo trasportare nelle nostre realtà
parrocchiali: un grazie vada quindi alla co-
stanza ed alla bravura del direttore don
Chatrian, alla partecipazione del «Gruppo
Ottoni» dell'Istituto Musicale Regionale ed
all'impegno delle 14 Cantorie parrocchiali
che hanno accolto la proposta di questo in-
contro annuale, a dire il vero «poche, ma
buone», come dice il motto popolare. Vi
hanno preso parte le Cantorie di Gaby,
Fontainemore, Donnas, Hône, Valtour-
nenche, Diémoz, Nus, Saint-Christophe,
Signayes, Gressan, Aymavilles, Sarre,
Saint-Pierre e Villeneuve.
Il Vescovo che presiedeva questa celebra-
zione, nell'omelia ha sottolineato come il
servizio svolto dai cantori deve armoniz-
zarsi con gli altri ministeri e compiti all'in-
terno della Chiesa: ognuno con la sua
«nota» ma sintonizzati per formare una
grande orchestra o coro che ricerchi la glo-
ria di Dio ed il bene dei fratelli.
L'incontro delle cantorie si è concluso al-
la casa delle opere della Cattedrale condi-
videndo in serenità un pezzo di panettone
inaffiato con un bicchier di vino!
Renato Roux
37


Testo Originale Estratto
NOMINE
Il sacerdote Hérin don Pio, l'11 febbraio
1987, è stato nominato membro del Con-
siglio di amministrazione dell'I.D.S.C. e,
il 29 aprile, presidente del medesimo Con-
siglio. Avendo, don Hérin in seguito ras-
segnato le dimissioni da ambedue gli uffici,
esse furono accettate il 10 agosto 1987.
***
Nella stessa data del 10 agosto, Mons.
Vescovo ha nominato Presidente il can.
Garino don Luigi e nuovo membro e vice-
presidente il sac. Reboulaz don Ivano.
***
Con decreto in data 24 settembre 1986,
il Rev. P. Fortunato Muffolini O.M.I. è
stato nominato cappellano della Casa Cir-
condariale di Brissogne (Aosta).
***
Il 1° ottobre 1987, il sacerdote novello
Tringali don Mario è stato nominato vica-
rio parrocchiale di Saint-Martin de Cor-
léans in Aosta.
***
Il 12 ottobre 1987, il sacerdote Anselmet
don Maurizio, parroco di Saint-Vincent è
stato nominato Amministratore Parroc-
chiale di Pontey in sostituzione del sacer-
dote Gros don Antonino Pio.
VERT
Festeggiati i 25 anni
di parrocchia di
don Verraz
Domenica 15 novembre, la parrocchia di
Vert ha vissuto una festa particolare: ven-
ticinque anni di fedele servizio alla comu-
nità del parroco don Adolfo Verraz.
Per ricordare questa data sono accorsi
molti confratelli sacerdoti e la popolazio-
ne di quella piccola frazione di Donnas do-
ve, come sacerdote, in questi anni don
Alfonso è stato annunciatore del Vangelo
di Cristo.
Don Verraz è nato 57 anni fa a Saint-
38
L'ingresso in parrocchia, 25 anni fa
Oyen, piccolo ma fervente paese della Valle
del Gran San Bernardo, terra che ha dato
i natali a molte vocazioni sacerdotali.
Dopo essere stato assistente in Semina-
rio Minore, fu ordinato sacerdote nel 1956
e in seguito fu inviato come vice parroco
a Saint-Vincent, poi a Courmayeur, in se-
guito a Vert, parrocchia che era rimasta per
undici mesi vacante dopo la morte di don
Brunet.
In questi anni egli ha offerto i suoi doni
alla sua gente: la passione per la musica,
una grande sensibilità per i malati e i sof-
ferenti uniti ad un carattere schivo e sem-
pre disponibile allo scherzo, all'allegria.
In questo periodo molte sono le opere da
lui realizzate: la trasformazione della casa
parrocchiale, lavori alle cappelle di Pra-
motton, Clapey e Pianas, elettrificazione
delle campane.
Ma i frutti più belli e più veri dell'opera
di un sacerdote non sono quelli materiali
e visibili, bensì il dono misterioso e reale
di Dio offerto con la parola, la testimo-
nianza, i sacramenti, un servizio agli uo-
mini per invitarli a saper guardare il cielo.
E su questo il giudizio non è degli uomi-
ni ma di Dio. I parrocchiani di cui don Al-
fonso parla con simpatia gli hanno regalato
in segno di riconoscenza un crocifisso scol-
pito da Binel.
Don Alfonso auguri!
GRESSAN
Festa del gruppo alpini e benedizione di una cappella
La popolazione di Gressan in festa at-
torno agli «Alpini» per la benedizione e
inaugurazione della rinnovata cappella di
Colombier: sono stati loro infatti a pensa-
re e realizzare la ristrutturazione di quello
che era ormai un rudere... È una cappella
molto antica (da un documento del 1296
si apprende che esisteva già), ma, essendo
lontana dall'abitato e vicina alla chiesa,
nessuno aveva interesse ad usarla e a man-
tenerla agibile; gli «Alpini» ogni anno fe-
steggiano S. Maurizio, patrono delle
«penne nere», e così verranno qui in que-
sta cappella diventata, per opera loro, più
bella che mai.
La comunità parrocchiale, cui la cappel-
la rimane in proprietà, deve dire loro un
grande grazie per questa realizzazione, la
gioia e la gratitudine la gente l'ha dimostra-
ta partecipando numerosa alle cerimonie
civili e religiose di domenica 22 novembre:
ritrovo nella sede del gruppo, sfilata dei
presenti – tra cui autorità militari e civili,
rappresentanti di altri «Gruppi» – al mo-
numento ai caduti poi alla chiesa per la
messa solenne (ancor più solenne e parte-
cipata per la contemporanea presenza di
pellegrini lourdiani convocati per un incon-
tro); alle 11 processione verso la cappella,
taglio del nastro, benedizione, un canto di
preghiera, brevi discorsi e bicchierata per
tutti.
Gli «Alpini», gli invitati, i simpatizzan-
ti si sono ritrovati poi per il pranzo e i canti
in amicizia e la castagnata e infine la ve-
glia verde.
Si può dire bravi a questi «Alpini» che
si adoperano a «difendere» quelli che so-
no i beni, le ricchezze di tutti; è un bene
di tutti questa cappella ma anche, e ancor
più, il saper stare insieme in serenità ed
amicizia; e questa è opera di pace.
39


Testo Originale Estratto
Ridi... se vuoi!
SCALOGNA
- Non avevi rotto una gamba sola?
- Si, ma il contropeso mi è caduto sul-
l'altra...
***
MARITO PRATICO
- Ieri ho incontrato tua moglie!
- E che cosa ti ha detto?
- Niente!
- Allora non era mia moglie!
***
UNA MOGLIE GENTILE
- Caro, io spengo la luce, ma tu puoi
continuare a leggere!
***
SANGUE BLU
La regina d'Inghilterra riceve un giorno
la regina delle isole Sandwich che dice:
- Anch'io ho un po' di sangue inglese
nelle vene!
- Come mai, Maestà?
- Certo, mio bisnonno ha mangiato pa-
recchi inglesi!
***
GIOVENTÙ D'OGGI
Il padrone:
- Quando si lavora, non si fuma!
- Non lavoro mica io!
***
DOMANDA
PROVOCANTE
- Beh, si può sapere il mo-
tivo della sua visita?
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10.82
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