Documenti Scolastici Italiani di Fine '800: Didattica, Geografia e Formazione Morale

scuola - quaderni scolastici di Petit Louis 1884.pdf

Questo documento è una raccolta di pagine tratte da quaderni scolastici italiani di fine Ottocento, risalenti agli anni 1878-1884. Copre un vasto curriculum didattico che spazia dagli esercizi di calligrafia, inclusi i quaderni del 'Metodo Cobianchi', a dettagliate lezioni di geografia fisica e politica dell'Italia. Ampio spazio è dedicato anche all'istruzione civica, all'amministrazione dello Stato, a principi morali e religiosi come la storia della Natività, e a nozioni di base di scienze naturali ed economia. Sono presenti anche esempi di lavori studenteschi, come dettati, traduzioni e lettere personali, che offrono uno spaccato delle pratiche educative e della vita quotidiana di alunni come Petit Louis-Eloi nell'Italia post-unitaria.

Cerca nel contenuto di questo documento

Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
15.
METODO COBIANCHI
a norma dei Programmi Governativi
diviso in cinque Serie
da
CINQUE QUADERNI CIASCUNA
Iª Serie Per la Classe Iª Sez. infer.
IIª Serie idem Iª Sez. sup. e IIª Classe
IIIª Serie idem IIIª Classe
IVª Serie idem IVª Classe
Vª Serie Per la Scrittura Rotonda e Gotica
Serie IIIª_ Quaderno V°
Appartenente
All' Allievo
Cominciato il giorno
Terminato il giorno
Punti di Merito
Diligenza
Profitto
CLASSE IIIª
Pietro e F:: Cobianchi - Intra (lago Maggiore)


Testo Originale Estratto
ETOOLO OBIVNCHI
CINQUE QUADERNIM CIVASCONY
V Ordine
CLASSE III
abbellirsi, raggomitolare, lealtà
abbellirsi raggomitolare lealtà
maremme carovane
12 4567890
3


Testo Originale Estratto
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z z z z
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z z z z

Alessandria, Bologna, Candia
Alessandria, Bologna, Candia

materno carovane
mensa arroccarsi

1234567890
1234567890

4

5


Testo Originale Estratto
Dresda, Empoli, Faenza, Gaeta
Dresda Empoli Faenza Gaeta
mensa arrovesciarsi
1234567890
6
Hannover, Imola, Konisberga
Hannover Imola Konisberga
mensa arrovesciarsi
1234567890
7


Testo Originale Estratto
Lugano, Montebello, Numidia
Lugano, Montebello, Numidia
numidia
1234567890
8
O. Oldenburgo, Pietroburgo, P
O. Oldenburgo, Pietroburgo, P
scrosciare
1234567890
9


Testo Originale Estratto
Piombino, Quito, Ratisbona, S
Piombino, Quito, Ratisbona S
Tripoli, Ulma, Venezia, Zara, Z
Tripoli, Ulma Venezia, Zara g

scrosciare scrosciare
1234567890
10
scrosciare scrosciare
1234567890.
11


Testo Originale Estratto
Acqua torbida non fa specchio.
Acqua torbida non fa specchio.
Assai ha chi si contenta. M
Assai ha chi si contenta. M
1234567890
1234567890
12
13


Testo Originale Estratto
Colla pazienza si vince l'ostacolo
Colla pazienza si vince l'ostacolo
Sk Sk Sk Sk Sk scrivere
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0
14

Dal sapere vien l'avere. Dio
Dal sapere vien l'avere. Dio
Sk Sk Sk Sk Sk scrivere
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0
15


Testo Originale Estratto
AVVERTENZE

Abbiamo diviso l'intero METODO in cinque distinte SERIE, allo scopo
di dare con ciascuna di esse quell' insieme di esercizj, che non solo corri-
spondessero all' età dei fanciulli, ma che fossero a un tempo concretati in
un' altezza di scrittura proporzionata all' età dei medesimi.

Fu nostra cura che il sistema riuscisse in ciascun suo punto il più pos-
sibilmente progressivo e riassuntivo, rimanendo solo per tal modo agevolato
al fanciullo l' apprendimento della scrittura.
Il passare con giusto criterio dal facile al difficile, dal semplice al com-
posto, e, fatte tre o quattro lettere, riassumerle in esercizj di sillabe e parole,
è sistema che la didattica insegna, e che l'esperienza conferma ne' suoi utili
risultati.

Abbiamo pure avuto cura speciale di distribuire con largo sviluppo
(e sempre col principio della progressione e riassunzione) le lettere maju-
scole; e quindi ad ogni pagina non solo troverassi una stessa majuscola più
volte ripetuta, ma ad essa farà sempre seguito una parola che riassume, in
tutto od in parte, le minuscole prima eseguite.

Il presente Metodo, che ragionevolmente si può chiamare SISTEMA PER
TRACCIA, non esclude l'uso della lavagna.
Si raccomanda pertanto di tracciare sulla medesima tutti gli esercizj
che dovranno essere eseguiti dagli allievi, porgendo di essi le relative spie-
gazioni.

POSlTURA DEL CORPO E TENUTA DELLA PENNA

L' alunno deve sedere compostamente: star diritto della persona, col
petto alquanto discosto dal banco.
La luce si faccia venire da sinistra a destra.
L' antibraccio sinistro poggi in senso quasi orizzontale sul banco, e sopra
esso si aggravi il peso del corpo; così resterà più libero nella sua azione
l' antibraccio destro, il quale poggerà sul banco per due terzi soltanto.
La mano sinistra rimanga sempre aperta, e con essa tengasi fermo il
quaderno.
La penna, appoggiata alla terza falange, sia costantemente impugnata
con tre dita, e la mano si collochi in guisa che la penna, colla sua estremità
superiore sia sempre rivolta alla spalla destra.


Testo Originale Estratto
Cantico cristiano in preparazione
alla Novena del S. Natale

Adamo lui peccò di grande errore.
Dio presto mostrò il Salvatore;
Egli è nato poveretto
Nella fredda stagion, il verbo eterno
Per più maggior patir nasce d'Inverno.

A Cesare gli venne un'ambizione
Che vuole numerar le sue persone.
Ordinando un gran Decreto
Comandava ai genitori, in ogni villa
Di andar a denotar la lor famiglia.

E san Giuseppe un dì, per ogni costo,
Lui vuole ubbidir, Cesare Augusto;
Ventiquattro di Dicembre
San Giuseppe si parti, e Maria insieme,
Andò a fare il nome in Bethlehemme.


Testo Originale Estratto
Partì Di buon mattino, in allegria
Maria gli volle andare in compagnia
Camminando tutto il giorno
Senza quasi riposar; la forza manca
Maria dal camminar divenne stanca.

La strada era lunga e ben cattiva
Maria dalla stanchezza, lei pativa
San Giuseppe in confidenza
A Maria comincia a dir, con gran dolcezza
Bisogna camminar con la stanchezza.

Iddio è qui con noi, ci dà coraggio
Ci aiuta a proseguir il nostro viaggio
Bethlemme è da lontano
Ma Iddio ci aiuterà col piede lesto
Ch'andremo a Bethlemme presto presto.

Alzate voi Maria la vostra fronte
Che Bethlemme è là sopra quel monte
Camminiamo con pazienza

Che possiamo giunger là con cuor contento
Che io ben cercherò alloggiamento.

Quando saremo là sposa mia
Andrò cercando presto un'osteria
E ce ne andremo a riposare
Nella pace del Signor con gran dolcezza
Così ci passerà questa stanchezza

Ecco che Bethlemme è qui vicino
Bisogna separarvi un momentino
O Maria voi siete stanca
Riposatevi un tantin su questo poggio
Che andrò nella città cercando alloggio.

Giuseppe entrò in città e ha ricercato,
Alloggio entro colà non ha trovato;
Le osterie son tutte piene
Molta gente accorse là da ogni villa
Per farsi ben notar la sua famiglia


Testo Originale Estratto
San Giuseppe allor fu mal contento
Per chè non hai trovato alloggiamento
Corse presto da Maria
e la venne a saludar, dando la nuova
che in Bethlemme alloggio non ne trovò.

Maria gli ragionò con confidenza;
"Se alloggio non ce n'è ci vuol pazienza
Confidiamo nel Signore
Qualche aiuto ci darà, (o vuoi pazienza)
Noi dormiremo qui sotto sta pianta."

"Ce ne staremo qui, al freddo, al gelo,
Abbiamo in compagno il Re del Ciel;
Che se Dio ci ha destinata
Questa notte di soffrir freddo e rigore
Sia benedetto sempre il Creatore."

Il pastor Gelindo passa per la strada.
Passando per la strada un contadino

Vide Maria e Giuseppe in mal destino
Qui si ferma sulla via
e commincia a rimirar queste persone
e prova al suo buon cuor gran compassione.

Vide colà un uomo già attempato
con una Verginella al destro lato;
E gli disse: "O Buona gente,
(or vengo a salutar con buon contento
è tempo di cercarvi alloggiamento."

Giuseppe allor comincia a ragionare;
"In Bethlemme non si può alloggiare.
Ho girato le osterie, le locande quà e là
per ogni lato,
ma alloggio entro colo non ho trovato."

Allora gli rispose il contadino:
"Oh fate la mia casa quì vicino
Vi darò un buon alloggio
Con da bere e da mangiar di vero cuore."


Testo Originale Estratto
Per chi sembrate gente Del Signore
A darvi a voi alloggio è caso strano
Perché mia casa siede ancor lontano
Io son povero vecchiarello
Il cammin mi fa venir le gambe rotte
Prima che si è a casa è mezza notte
Luce luna luna fa bel camminare
Cielo sereno Dio ci vuol donare;
Questa notte è molto fredda
E gran gelo vi sarà; col bastoncino
Se troverò del gelo andrò pianino.
Addio buona gente vado via
Ma nel mio cuore ho gran malinconia
Mi rincresce fortemente
Di lasciarvi qui a languir in male stato
Che porto col mio cuore appassionato
Venite dietro a me sposina bella
Che io vi insegnerò una capannella
E qui poco da lontano
Là ci è un bue e un asinell, e vi è del fieno
Ma state meglio là che qui al sereno.
E presto il contadino ha camminato
Questa capannella loro ha insegnato
E Maria di vero cuore
Ringraziò quel buon pastor con cuor contento
Che presto gl'insegnò l'alloggiamento
Maria lo benedì di vero cuore
E gli augurò la grazia del Signore
E gli disse: andate in pace
Che possiate camminar con sicurezza
Andare a casa vostra con allegrezza
Andate a casa e state in allegria
Che Dio sarà in vostra compagnia
Non abbiate alcun timore
Che Dio vi guarderà di non cascare
Anderete la casa vostra a giubilare


Testo Originale Estratto
Gelindo parte (a casa)
Appena che Gelindo è andato via
Giuseppe allora si voltò a Maria
E le disse: Sposa cara,
Ringraziam il Signor con cuor contento
Che ci fece trovare alloggiamento

Giuseppe con Maria son ben contenti
Perchè colà ci stavan due giumenti
Vi era un bue e un asinello
Con del fieno da dormir, e con man pia
Giuseppe preparò il letto a Maria.

Appena che Maria fu coricata
Restò placidamente addormentata
Venne un angelo dal Cielo
E nel sonno gli annunziò parlar Divino
Che deve partorir Gesù Bambino.

Il ragionamento che fece l'angelo del Signore
alla SS. Vergine Maria mentre lei dormiva
nella capanna.

O Vergine Maria sta in allegrezza
Che questa notte avrai gran contentezza
Proprio qui su questo fieno
Tu vedrai a riposar il Verbo Eterno
Al nascer di costui, trema l'Inferno

Tu sai o gran Maria che notte è questa
Che tutto il Paradiso fa gran festa
Questa sera a mezza notte
Noi verremo qui a cantar canti d'amore
A render gloria al nato Salvatore

Rallegrati gran Vergine Maria
Perché tu sei la madre del Messia
Dal tuo seno immacolato
Qui fra poco spunterà il fior giocondo
Il gran Redentor di tutto il mondo


Testo Originale Estratto
Li risveglio Maria dal sonno vero
Racconta a san Giuseppe il gran mistero;
O San Giuseppe sposo mio.
Io vengo ad annunziar grande allegrezza
Che in questa notte averemo gran contentezza.

In questa notte fredda e di rigore
In questo luogo nascerà il Signore
Ringraziamo il Padre Eterno
Della che ci fa dobbiam lodarlo
Che noi saremo i primi ad abbraciarlo.

Le profezie si sono avverate
Gesù Bambino è nato a mezza notte
San Giuseppe con premura
Prese in braccio il gran bambino sì meschinello
E presto lo fasciò nel suo mantello.

E dopo san Giuseppe con pia
Porge il bambino in braccio a Maria
E Maria pietosamente.

Prese in braccio il suo Bambino e lo allattava
Mentre gli dava il latte; lo adorava.

Diceva: Io ti adoro o bel Bambino,
Figlio di Dio Eterno, uno e trino,
Hai lasciato il Paradiso
Per venir quì a soffrir freddo e rigore
E tutto per salvar il peccatore.

La notte era fredda e ben gelava
Freddo nella capanna penetrava
E Maria chiamò Giuseppe
Lei gli disse: Per pietà che noi si vede
Che nostro Bambino trema il freddo.

Prendete o mio Giuseppe il Bambinello
Passatelo fra il bue e l'asinello
Acciocché col loro fiato
Gli potranno riparar il gran rigore
Facendo caldo al loro corpetto.


Testo Originale Estratto
Quel Dio che da la forza agli elementi
Prende il calor dal fiato dei giumenti
Ecco qui in una greppia
Sta fasciato il mio Bambin in un mantello
Prender calor dal bue e l'asinello

Al punto di mezzanotte ben preciso
Ecco che già si apre il paradiso
Gli angioletti a schiera a schiere
Son discesi giù a cantar canti d'onore
A ringraziar il nato Salvatore

Ecco che tutto il cielo fa gran festa
Si sente la gran musica celeste;
Gloria in cielo, pace in terra
A chi ha buona volontà con santo zelo
La pace sia in terra e gloria in cielo.

Gelindo arrivò a casa sano e salvo.
Torniamo a ragionar di quel pastore
Gelindo uomo giusto e di buon cuore

Dopo un'ora di mezzanotte
Arrivò a sua abitazione con gioia grata
Trovò la sua famiglia ancor levata

Trovò la moglie e figli ben contenti
Vestiti coi più belli vestimenti
E la moglie di Gelindo
Gli comincia a ragionar con gran dolcezza
"Marito mio state in allegrezza"

Gelindo caro state in allegria
"Vi annunzio che è nato il gran Messia
Eravamo qui in stalla
Che vi stavamo aspettar con gran amore
Abbiamo veduto in aria un gran splendore,

Questo splendor ci venne a noi d'intorno
Più mille volte chiaro che di giorno
Siamo usciti dalla stalla
Per veder questo splendor che illuminava
Un angelo del cielo ci girava intorno


Testo Originale Estratto
Il ragionamento che fece l'Angelo del Signore
ai pastori di Betlemme.
Pastori state tutti in allegrezza
Che io vi porto gran contentezza
Camminate in Betlemme
E andate ad adorar con cuor contento
Che è nato il Redentor di tutto il mondo

Là fuori di Betlemme in via diretta
Vo troverete là una capannetta
Là vedrete un uomo vecchierello
E una vergine di onor e un bambinello
Riposto in una greppia in un mantello

Credete o pastorelli del Signore
Che quel Bambino è proprio il Redentore
Camminate prestamente
E andate ad adorar il gran Messia
Il portator di pace e di allegria.

L'Angelo si parte (in cielo)
Gelindo si rivolta alla sua sposa
E comincia a raccontargli ogni cosa
E le disse: "a Betlemme"
"Io trovai due passeggier in male stato
Che alloggio in luogo alcun non han trovato"

"Trova sotto una pianta un vecchietto
Che aveva una sposina di bel aspetto
Era tanto così bella
Che faceva innamorar il suo bel viso
Sembrava un angiolin del paradiso"

"Aveva un volto docile e paziente
Soffriva freddo e non diceva niente
Mi gli venne a compassione
A veder sti passeggier in male stato
Che presto una capanna loro ho insegnato"

"Io credo ben per certo in fede mia
Che quella sia la madre del Messia"


Testo Originale Estratto
Lei mi ha tanto ringraziato
E con la sua benedizione parti contento
Eson venuto a casa a salvamento

Prendiamo un bocconcino tutt'insieme
E poi ce ne andremo in Betlemme
Camminiamo con premura
Che possiamo arrivar là con santo amore
Per adorare il nato Redentore

E presto i pastorelli tutti uniti
Per santa compagnia si son partiti
E Gelindo andava avanti
La sua moglie Pietro a sè, coi figli assieme
Son giunti sul far del giorno a Betlemme

Ecco che la capanna è qui vicino
Si sente già i vagiti del Bambino
Senti senti, moglie mia
Il Bambino a sospirar soffre rigore
Comincia già a patir per nostro amore

Gelindo disse ai figli: State attenti
Che ora vi darò gli avvertimenti!
Prepariamo il nostro cuore
A una vera devozione, con gran rispetto
Il luogo dove andiamo è benedetto

In questa capannetta ben preciso
Ci sta colui che fece il Paradiso
Cari figli state attenti
Di gettarvi in ginocchioni con vero cuore
Per adorare il nostro Salvatore

I pastorelli dentro sono entrati
Si sono pietosamente inginocchiati
Gli han portato da mangiare
Con dei panni da vestir di bianco lino
Con fascie da fasciar Gesù Bambino

Chi potrà mai spiegare il gran contento
Che ebbero i pastori in quel momento?
Al veder Gesù Bambino


Testo Originale Estratto
Tutto pieno di santo amor in quel bel viss
Vedevosi il più bel del Paradiso

I santi pastorelli di buon cuore
Si fecero natale col Signore
Tutto il Di nella capanna
Adorar Gesù Bambino in compagnia
Assieme con Giuseppe e con Maria.

E dopo una gran stella risplendente
Comparve ai tre Re d'Oriente
Ed allora i tre Re Magi
Si son messi a camminar uniti insieme
La stella li guidò in Gerusalemme

Appena in città lo sono entrati
Dal re Erode son prest'andati
Gli han presto domandato
Che gli dica per piacer in cortesia
Dov'è ch'è nato questo gran Messia

Allora il Re si cominciò a turbare
Andò dai sacerdoti a domandare
E loro disse: O sacerdoti
Io vi vengo a domandare con vero amore
Dove nascerà sto Redentore.

Allora i sacerdoti, quieti, quieti
Han ripassato i libri dei profeti
Investigando le scritture
Tutti fecero un parlar uniti insieme
Che Cristo ha da nascer in Betlemme

Allora Erode pien di gelosia
I tre Re Magi li spedisce via
E loro disse: in Betlemme
Ha da nascer il gran Re; bisogna amarlo
Anch'io voglio andar ad adorarlo

Cercate il luogo fisso e ben preciso
E presto ritornate a darmi avviso
E i Re Magi prestamente


Testo Originale Estratto
Son usciti di città ben consolati
La Stella alla capanna li ha guidati

E presto i tre Re Magi entrati dentro
Si sono inginocchiati in sul momento
Ma han deposte le corone
E tutti a piedi del Bambino, con gran decoro.
Egli han donato incenso, mirra e oro.

E dopo i Re si sono addormentati.
Un angelo di Dio li ha avvisati
E loro disse: O Re cristiani
Dio vi manda ad avvertir che a casa andate.
Ma più in Gerusalemme non passate.

Perchè Erode pien di gelosia
Lui cerca di dar morte al gran Messia
Voi prendete un'altra strada
Che più sicura vi sarà, e con contento
Andrete ai vostri regni al salvamento.

Allora i Re si son risvegliati
E tutti e tre si sono consigliati
Dovunque andiamo a casa nostra
Ringraziando il Creatore con vero cuore
Che abbiamo trovato il Salvatore.

E dopo i tre Re Magi in compagnia
Dalla capanna son fugiti via
Si son posti per viaggio
Tutti pieni di gioia al cuore e con contento
Son giunti ai loro regni al salvamento.

Appena giunti a casa con onore
Per tutto lor parlavano del Signore
Benedetto il Padre eterno
Che usò la gran bontà verso i pagani
Che di gentili vennero cristiani

La storia di Natale è terminata
Piacessa a Dio che fosse meditata.


Testo Originale Estratto
Gesù Cristo nato povero
Per venire ad insegnar il buon affetto
Comanda Di far bene al poveretto.

Colui che fa Del bene ad un meschino
È come se lo fa a Gesù Bambino
Facendo bene ai poveretti
Il Signor ci premierà si sa preciso
Che chi fa la carità va in Paradiso.

Fine Della Storia.


Testo Originale Estratto
Questo Quaderno
appartiene a
Petit Giovanni Battista
di Rema San Giorgio.
Anno 1878.


Testo Originale Estratto
Capitolo 1°
La patria.
L'uomo deve amare il suo paese, ed
ama averne la lode dagli altri.
Un felice istinto ci porta ad amare
il nostro paese a preferenza di tutti
gli altri. Chi fu esule, o visse in
lontani paesi per molti anni ben sa
dire quale dolore abbia provato duran-
te l'esilio. Non vi ha malinconia
più affliggente di questa! Essa tal volta
rende l'uomo insensato, e talvolta si
trasforma in grave malattia detta la
nostalgia.
Miserabile è colui che non sente al-
cun dolore, allorché si allontana dai
parenti ed amici, dalla casa e dal
luogo della sua infanzia! L'anima di

costui non sentirà mai nulla di grazia,
di generoso, di gentile.

Il paese nativo.
Il nostro paese natio può essere un
piccolo comune, una terra, una città
o una capitale. Il comune può ave-
re borgate o frazioni distinte con
proprio nome. Nelle città ogni via ha an-
che il suo nome, che piglia ora un
grande uomo, ora da luoghi famosi per
vittorie riportate: così diciamo via
Cristoforo Colombo, via Garibaldi, via
Solferino.
Lontani dal nostro paese natio
allorché diciamo Genovesi, o Lom-
bardi, Piemontesi o Veneti. E se an-
diamo dove la nostra lingua più non
sia intesa dal popolo, ci diciamo a


Testo Originale Estratto
Direttura Italiana: Con questo nome Dobbiamo chiamare non è tutti quelli che intendono la nostra lingua e che la natura ha separati dagli altri popoli col mezzo del mare e delle Alpi: Pochi anni or sono questi popoli erano divisi barbaramente gli uni dagli altri, e non si poteva viaggiare da un capo all'altro d'Italia senza passaporti, e senza che ad ogni tanto le barriere delle Dogane avvertissero, che si cangiava governo, leggi, usanze; mentre era pur chiaro che formavano una sola nazione ed un sol popolo. Quello che Dio aveva bellamente unito gli uomini nelle loro Discordie avevano diviso. Ora finalmente gli Italiani dopo molti e ripetuti sforzi rivendicarono i loro Diritti, e l'Italia, la nostra bella patria tornò ad essere una. Cessarono le Discordie, si atterrarono le barriere, e i nostri valorosi soldati stanno pronti a difenderne la unità e la indipendenza. Aspetto dell'Italia. L'Italia guardata sopra la carta geografica, dal basso in alto ossia quella parte in mezzo, presenta l'aspetto di un vasto ponte di mare: le isole di Corsica e di Sardegna da una parte, l'isola di Sicilia dall'altra ne formano i due moli. Tra questi due moli sta il Tirreno, che è il vero bacino di questo grandissimo porto. Il continente poi presenta la forma di uno stivale: le Alpi che si separano dalla Francia, ne sono l'orlo e gli Appennini che


Testo Originale Estratto
5 Pag
lo solcano nella sua lunghezza ne sono la
costura. L'Italia intiera sarebbe anchi'
essa un'isola se fosse da tutte le ban-
die circondata dalle acque; ma la una
parte è attaccata al continente, ossia
Dal lato Di mezzanotte; perciò l'Ital-
la penisola. Invece la Sardegna e
la Sicilia sono vere isole, perchè il
mare le cinge tutt'all'intorno.
L'Italia è fra tutti i paesi dell'
Europa il più bello per aspetto del
cielo, per varietà infinite D'incantevoli
punti Di vista; delizioso e fertile in
ogni maniera Di produzioni, tanto che
Si chiama il Giardino D'Europa.
Importantissima è la sua posizio
ne; giacché da una banda si collega
colla Germania e colla Francia Dall

altra col suo prolungamento occupa il
punto centrale Del mare Mediterraneo
e molti i suoi abitanti in facile relazi
one con molti altri popoli.
Ogni italiano deve adunque compi
acersi D'essere figliolo D'una terra che
venne da Dio privilegiala Di tanti
benifizi, e non solo compiacersi, ma a
mare questa sua patria, ciòè Desider
zarne il suo bene, la grandezza, la li-
quità, e concorrere coi suoi sforzi a
mantenerla in quel posto Di onore,
che le compete.

Mari D'Italia.
La penisola italiana è bagnata da tre
bance d'acqua del mare. Questa imme-
ensa massa D'acqua viene Dall'Oceano
Atlantico; entra per lo stretto Di Gibilterra.


Testo Originale Estratto
rare in prima le coste Della
Della Francia, indi la Liguria ila Tos
tana, la provincia Citta terra di lavoro e
le Calabrie.
Si chiama mare Ligure
Di mare o gran Golfo che bagna le spia
ggie Della Liguria a ponente e a levante
Di Genova, sino al Golfo Della Spezia.
Da questo punto fino a
ta de Calabria puglia nome Di mare
Tirreno. Poi e il mare Jonio infine al
canale Di Otranto passato
nel mare Adriatico. Tale è il nome di quel
lungo golfo che e rinchiuso tra la peniso
la nostra, la Dalmazia, e l'Albania che
le hanno dirimpetto.
Uno che partisse da Genova per mare av-
viato verso Venezia percorrerebbe appunto
lutti questi tratti Di mare e si liggioro
la tutta la peninsula.
Superficie D'Italia
La lunghezza Dell'Italia da Monte
Bianco al capo Di Santa Maria Di Leuca
sorpassa i mila Due cento chilometri.
La sua maggiore larghezza presa
nell'alta Italia è Di su cento chilometri.
La sua superficie è Di tre cento trentun
mila sei cento settanta chilometri quadrati.
Si contano ottanta abitanti per ogni chilo
metro quadrato, eppure il popolo Italiano
comprendi più Di venti sei milioni Di per
sone. Delle quali quasi un sesto ancora
appartengono a governi forestieri al Fran-
cese cioè all'Inglese all'Austriaco, il
alla Svizzera.


Testo Originale Estratto
Le Alpi e gli Appennini.
L'Italia è separata dal continente europeo
Dalla grande catena delle Alpi che formano
i suoi naturali confini; cioè separano l'Ita-
lia della Francia, della Svizzera e della Ger-
mania. Vicino a Savona si smuovono da-
gli Alpi gli Appennini che corrono tor-
tuosamente per quanto è lunga l'Italia con-
tinentale bipartendosi verso il fine: l'un
ramo va al capo di Spartivento nella pun-
ta delle Calabrie; e l'altro a santa Maria
Di Leuca; ed hanno una lunghezza di
1,418 chilometri.
La catena delle Alpi invece forma un se-
micerchio di 1200 chilometri. Onde un gran
de poeta ha detto che l'Italia
è il bel paese
Che Appennin parte, il mar circonda e l'Alpe.

Divisione degli Appennini.
La catena degli Appennini si suole dividere in
quattro pezzi. Quella parte incomincia e che toc-
ca il Genovesato dicesi Appennini ligure-etrusco
a Toscano il pezzo della Toscana; a questo si
attacca l'Appennino Romano; e per ultimo il
Napoletano.
Gli Appennini liguri si estendono dalle
Alpi fino al confine della Toscana.
Dal pendio meridionale verso il mare medi-
terraneo detto in questa parte ligustio; questi
monti hanno un aspetto svariato e pittoresco.
Il pendio settentrionale ed orientale guarda il
Piemonte. Qui hanno la loro sorgente molte
acque, le quali portano il loro tributo al maggiore
fiume dell'Italia, il Po.
L'Appennino piglia il nome di Etrusco com-
minciando dal monte Pellegrino fino al mon-
te Cornaro in retta linea tra Firenze e Pisa.


Testo Originale Estratto
11.
Il monte Cornard si avvicina di più al mare
Adriatico, dal quale dista soltanto per trenta
sette chilometri
Nell'Appennino etrusco scaturisce il fiume Arno,
nel quale dopo aver attraversato Firenze e Pisa,
entra nel mediterraneo.
L'Appennino romano corre proprio nel mezzo
dello stivale fino oltre Roma e monte Velino.
Da questo punto hanno cominciamento gli
Appennini Napoletani, i quali comprendono
tutto quel sistema di montagne che sono
alle due estremità della Terra di Otranto
e delle Calabrie.
L'Appennino venne perforato in vari punti
per dar passo alle ferrovie.
Delle isole italiane:
Tratto tratto in mezzo al mare spiccano isole
per opportuno riposo di naviganti, per ricovero
12.
e per abitar loro a guisa di termini fitti in mare
le migliori di loro viaggiate intorno alla nostra patria
abbondano le isole quali fruttifere e quali incultre,
quali abitate e quali senza abitanti.
Le più maggiori sono la Sicilia, la Sardegna e
la Corsica. Quest'ultima appartiene all'impero
francese, le altre sono gemme della corona del
regno d'Italia. Di fronte alla Toscana nel
mar Tirreno vi ha un gruppo di piccole isole detto
arcipelago Toscano le quali hanno a capo l'Isola
d'Elba che è considerata da navigatori come un vero
ricovero delle navi nei tempi burrascosi.
Di rimpetto al golfo di Napoli sta l'arcipelago
Campano formato dalle isole Pontine e Partenopee.
La Sardegna e la Sicilia hanno poi esse altre
piccole isole in giro a loro quasi figliuoli in
torno alla madre.


Testo Originale Estratto
Sicilia.
La Sicilia è l'isola più vicina al continente Italiano, da cui
è separata per mezzo dello Stretto di Messina che è un canale di
mare largo soltanto tredici chilometri.
Ella ha la forma di un triangolo onde fu detta dagli anti-
chi romani Trinacria. I suoi tre lati sono volti uno a
mezzogiorno verso il mar Tirreno, uno a levante verso il
mare Ionio, ed il terzo largo dalla parte di mezzogiorno
verso in mare pelagiano.
Le punte o vertici dove cioè s'incontrano i lati del trian-
golo, ci danno tre capi il Faro nello stretto di Messina il
Boco ed il Passaggio. Sul lato orientale del triangolo sorge
l'Etna di un'altezza di 3.513 metri. Esso è al pari del
Vesuvio isolato, e par che quasi man mano formato colle
materie che il vulcano va vomitano dalle sue viscere.
Le città più cospicue della Sicilia sono Palermo Catania
e Girgenti. La Sicilia è celebre per suoi prodotti e per
i golfi che da lei si estrae.

Le isole di Sardegna e di Corsica.
La Corsica è a parte più vicina al continente italiano
che non la Sardegna, fra l'una e l'altra ovvero il mare
ma è quasi stretto in una specie di canale che passa
fra le due terre. A questo canale si dà appunto
il nome di stretto di Bonifazio.
La Corsica può rassomigliare ad una mezzafo-
glia il suo gambo è volto all'occidente, e il suo
contorno è assai frastagliato.
La Sardegna invece si avvicina nella forma
ad un parallelogrammo i cui lati più corti sono
quelli di mezzanotte e mezzogiorno. Il contorno di
quest'isola abbonda di golfi fra i quali è bellis-
simo quello di Cagliari e l'altro all'estremità
opposto detto degli Aranci. Lungo il suo litorale
l'aria respira ordinariamente un'aria poco salubre
anzi talora pericolosa alla salute a cagione delle
paludi e stagni che vi si formarono, e che la incuria
degli abitanti ha lasciato crescere. La Sarde-
gna non ha di presente la centesima parte di


Testo Originale Estratto
quella che potrebbe produrre,
gran città della Sardegna
e Sassari, quella al capo meridionale e
questo al capo settentrionale.
__
Fiumi d'Italia.
Le Alpi che circondano l'Italia superiore,
e gli Appennini che la segnano per lo mezzo,
in quella che rendono variato all'infinito
l'aspetto e la temperatura della penisola,
avvolgono nelle loro viscere e sulle loro
eretto enorme quantità d'acqua. L'acqua
le infiltrando a poco a poco per filoni inte
riori, e scorrendo per fianchi delle montagne
da origine a fiumi. Quindi queste due lun
ghe catene di monti si possono considerare
come immensi serbatoi d'acqua destinati ad
irrigare e fertilizzare i nostri campi, e ad
essere sorgente inesausta di forza motrice.

Singolarmente irrigata per ogni verso e la
gran valle che dal Monviso si stende fino
all'Adriatico. Detta la valle del Po.
__
Hanno scaricarsi nel
mediterraneo
1°. Il varo, il quale un sono pochi anni formava
la linea di confine che ci separava dalla
Francia, e sbocca nel mare Ligustico a po-
nente di Nizza. Ora scorre sul terreno
francese.
2°. La Magra, prende dagli Appennini,
e va in mare al di là del golfo della
Spezia in vicinanza di Sarzana.
3°. Il Serchio che irriga le campagne Lucchesi
ed entra nel mar Tirreno, in vicinanza
di Viareggio.
4°. L'Arno, che bagna Firenze e Pisa, e si
scarica nel Tirreno in vicinanza di questa
città.


Testo Originale Estratto
5° L'Ombrone, tributario esso pure Del Cifino, percorrere il Senese intri ne provincia di Grosseto, dove serpeggia pigro. e trismonte una palude, e forma le maremme Toscane. Ne' tempi antichi il suo corso era più rego lare, e l'alveo assai più profondo.
6° Il Tevere, famoso perché bagna la terza più ricetta città. Roma; gli si dà la qualità di biondo, perché le sue acque sono sempre torbide.
7° Il Garigliano, il quale si getta in mare nel golfo di Gaeta. Dove così placidamen te che gli antichi lo dissero il Vulturno.
8° Finalmente il Volturno, il quale ha un letto tortuosissimo e corso assai rapido, bagna Capua e s'imbocca non epp nel golfo di Gaetta.
Il mare Ionio accoglie le acque Del Crati, Dell'Ufente e Del Brandano.
Fiumi che imboccano nell'Adriatico.
1° Il Po ha varie foci nel golfo di Venezia. Esso scaturisce ne' fianchi di Monviso, 2. G. & C. divide d'apprima il Piemonte nel bel mez zo e segna un confine della regione detta Emilia. Incontra nel suo corso queste maggio ri città: Torino, Casale, Valenza, Piacenza Cremona, Ferrara. Esso è il più grande fiume d'Italia per copia di acqua e per lunghezza di corso.
2° L'Adige è il secondo fiume d'Italia. Sor te dal Tirolo, lambisce Bolzano, Trento Verona e Legnago e termina nel golfo di Venezia a poche miglia di distanza del Po.
3° La Piave comincia dall'estremo lem bo delle Alpi, passa per Pieve di Cadore Belluno, Conegliano e d'imboccano in mare quindi nel golfo di Venezia.
4° Il Tagliamento il quale ha la sua origi


Testo Originale Estratto
non lunge Dalla Pieve e si sca-
rica nel golfo Di Venezia.
5° L'Isonzo il quale porta le
sue acque nel golfo di Trieste.
Tutti questi entrano in mare nella parte
estrema dell'Adriatico; nel resto Della sua
lunghezza abbiamo: Il Metauro
ha la sua foce tra Fano e Pesaro; il Chienti
tra Loreto e Fermo; il Tronto che ha le
sue fonti ne' monti abbruzzesi Della Provin-
cia D'Aquila ed entra in mare a pochissi-
ma glia 9.10. di distanza da Ascoli; La Pescara che
nasce Dagli stessi monti Del precedente, e pas-
sa vicino ad Aquila, Acciano, Popoli,
Chieti, e Pescara, presso quest'ultima si
perde in mare; finalmente L'Ofanto
ha origine nella Provincia Di Avellino,
e ha foce nel golfo Di Manfredo-
nia.
Laghi dell'Italia superiore.
I laghi sono grandi ragunate D'acque
non comunicanti immediatamente col
mare, e il quale invitano in piccole
e vivande. Frequentissime e si sono
sul territorio italiano, e ben se ne po-
trebbero noverare sopra cinquanta.
Ora si noni niveranno i principali, com-
inciando Dai più raguarivevoli Dell'alta
Italia. Il Lago D'Orta nella Provincia
Di Novara il quale Da un lato si pro-
lunga per 13 chilometri e per l'altro
un chilometro. Nel bel mezzo ha un'
isola quasi ovale Detta S. Giulio.
Omegna e Orta sono i borghi più
raguardevoli che si specchiano nell'on-
De purissime Di questo lago.
Il lago D'Orta tributa il superficio
Delle sue acque al Verbano o lago Maggiore


Testo Originale Estratto
Da esso trae la sua origine il fiume Adda, mercè cui si può andare in barca fino a Venezia, tornare a Como risalendo il Po e quindi l'Adda. Al levante del Lario è il lago d'Iseo o anche Sebino, le cui acque si sfogano nell'Oglio. Il lago di Garda (Benaco) è pari in lunghezza al Verbano, e doppio di questo in larghezza. Sono suoi porti: Garda, Salò, Peschiera, Desenzano e Riva. E da origine al fiume Mincio.
Laghi dell'Italia centrale. Il Trasimeno che si domanda anche Lago di Perugia si'accosta ai venti chilometri di lunghezza. Gli acquistano bellezza tre isolette denominate Polvese, Isola Maggiore e isola minore. Il lago di Bolsena che è vicino al


Testo Originale Estratto
24
confine meridionale della Toscana hanno
circonferenza di cinquanta chilometri.
Questo lago non riceve il tributo da fiumi:
ha pure due isole. Il lago di Bracciano
a levante di Civitavecchia della quale dista di
pochi chilometri.
Il lago d'Albano o di Castel Gandolfo,
che è a poca distanza da Roma, ha una
forma ovale e la sua superficie non o-
ltrepassa in quindici chilometri.

Laghi dell'Italia meridionale.
Il lago Fucino o lago di Celano, il quale si
sta di presente prosciugando con grandissi-
mo vantaggio della Provincia d'Aquila
nella quale esso giace.
Il lago Averno a venti chilometri a
ponente di Napoli, fu già famoso nell'
antichità per l'abbondanza e squisitezza

25
del pesce che alimentava, ora è in gran parte
occupato dal Monte Nuovo che s'innalzò
repentiramente dal suolo trecento e venti
anni or sono. Il resto è palude separata
dal mare per una sottile striscia di terra.
Il lago d'Averno così denominato dagli
antichi; perché nella loro superstizione lo
credevano abitato da genii infernali.
Esso è in vicinanza del lago Lucrino,
dal quale anticamente partiva un cana-
le che metteva in comunicazione l'un lago
coll'altro. Il più ragguardevole lago del-
la Sicilia è quello di Biviere, il quale
giace tra la costa orientale di Catania
e Augusta. Questo lago mette le sue ac-
que nel mare Jonio sotto il fiume
Giaretta.


Testo Originale Estratto
26
Il Vesuvio e l'Etna.
La grande massa di fuoco che si aduna
nelle viscere della terra dà origine ai volta-
ni, ai terremoti; ed alle acque termali
che caldissime zampillano in alcuni luo-
ghi. In antico i volcani erano molto
frequenti specialmente in Italia, e nessus
siete restano ancora le trave delle erusioni
volcaniche; nel cratere di alcuni di questi
volcani spenti si formarono paludi e la-
ghi, e fra questi citeremo i laghi nomina-
ti di sopra cioè il Lucrino e l'Averna.
Il solo vulcano che in tutta Europa
tuttavia fuma è il Vesuvio nelle vicinan
ze di Napoli. Forse in antico la sua
bocca chiusa per molto tempo, giacché
49 anni dalla nascita di Gesù Cristo,
a 23 di novembre, cioè quasi mille ed
otto cento anni or sono; avvenne la famosa
27
eruzione nella quale restarono sepolte
le città di Ercolano e Pompei.
Tutto il pendio del Vesuvio era colti-
vato e pieno di abitazioni e di abitanti.
Da quel tempo il vulcano restò in
attività per mille anni, poi si riposò
di nuovo, e così stabilmente che pare
va spento; onde le genti circonvicine
si affrettarono di coltivare quelle fertili
pendici. Ma nel 1611 il cratere si ri-
aprì e sperperò in gran parte l'opera
dei pazienti coltivatori.
L'eruzione più terribilmente memo-
randa fu nel 1822 dal 24 al 28 ottobre.
Furono giorni di spavento per gli
abitanti di Portici, di Torre, del Gre-
co, dell'Annunziata, non che delle ruina
e Napoli. In questo tener dietro a breve
in intervallo altre grandi eruzioni, nel


Testo Originale Estratto
28
1839 dal 1 al 5 gennaio, ad una più
recente nel 1840. Trattasi pure che il
Vesuvio abbia ripresa la sua antica vigen=
za. Dell'Etna in Sicilia nella Provincia
di Catania sono memorande le eruzioni
1669 del 1745 e nel 1784 nelle quali
spaventevole materia fu vomitata da
quella bocca accesa.

Valli pianure e vallate principali
d'Italia.
Valle si denomina quel tratto di terra che
resta interposta tra due catene di montagne;
e vallata si dice quando questo spazio di
terreno pianeggiante si allarga ad addirami
secondari di valli; e dove scorra un fiume di
considererò la lunghezza. Noi qui presenteremo
solo le principalissime, fra le quali nell'Italia
superiore; La pianura del Po è di sette mila

29.
cinque cento miglia quadrate, irrigata dalle copiose
fiumane (ciascuna delle quali ha origine ed
altrettante valli che pigliano nome dal fiume)
ricca di pascoli e cereali; e adeguata da belle e
e seminata da belle e industriose città.
Nel cantone italiano della Svizzera abbiamo le valli
Levantina che termina a Biasca poco dopo
Bellinzona e rimette al S. Gottardo.
La Valtellina, il cui corso è bagnato dal fiume
Adda. Questa ha due rami, per uno dei quali si
va per lo Spluga nel cantone de' Grigioni e per
l'altro si passa in Tirolo pel monte Stelvio.
La valle Dell'Adige la quale abbiamo il Brentino.
Nell'Italia centrale ritroviamo piccole valli
ma assai ubertose e quindi denominate Val d'Ar=
no superiore, Val d'Elsa, Val di Chiana.
Nell'Italia meridionale sono notevoli alcune
valli per ampiezza e fertilità nella Puglia nel=
la Basilicata e nella Campania.


Testo Originale Estratto
28
1839 dal 1 al 3 gennaio, ad una più
recente nel 1840. Sebbene pare che il
Vesuvio abbia ripresa la sua antica vigoria
dell'Etna in Sicilia nella Provincia
di Catania sono memorande le eruzioni
1669 del 1748, e nel 1787 nelle quali
spaventevole materia fu vomitata da
quella bocca accesa.

Valli pianure e vallate principali
d'Italia.

Valle si denomina quel tratto di terra che
resta interposta tra due catene di montagne;
e vallata si dice quando questo spazio di
terreno pianeggiante dia luogo ad altissimi
secondari di valli; e dove scorra un fiume di
considerovole lunghezza. Noi qui presenteremo
solo le principali piazze, fra le quali nell'Italia
Superiore: La pianura del Po è di settemila
29
cinque cento miglia quadrate, irrigata da copioso
fiume (ciascuna delle quali ha origine da
altrettante valli che pigliano nome dal fiume)
ricca di pascoli e cereali, rallegrata da laghi
e seminata da belle e industriose città.
Nel cantone italiano della Svizzera abbiamo la valle
Levantina che cammina ad aprirsi poco dopo
Bellingana e si mette al S. Gottardo.
La Valtellina, il cui corso è bagnato dal fiume
Adda. Questa ha due rami, per uno dei quali si
va per la Spluga nel cantone de' Grigioni; e per
l'altro si passa in Tirano pel monte Stelvio.
La valle dell'Adige la quale abbraccia il Trentino.
Nell'Italia centrale notiamo le piccole valli
ma assai ubertose e cinque denominate Val d'Or-
no superiore, Val d'Elsa, Val di Chiana.
Nell'Italia meridionale sono notevoli alcune
valli per ampiezza e fertilità nella Puglia, nel
la Basilicata e nella Campania.


Testo Originale Estratto
30

In quanto alla Sicilia sono celebri la Valli Di Di-
mena, la Valle Di Noto e la Valle Di Mazara .

Clima dell'Italia
Pocho paesi possono vantare al pari del nostro tanto
gentle e chiaro Di clima congiunta a grandissima
varietà Di temperatura e Di vicende atmosferiche.
A chi scende per le Alpi in Italia dalla parte della
Francia e della Svizzera si fa ben tosto sentire la
Diversità Del clima, cioè una più dolce temperatura, e
gli si affaccia non orizzonte ben più steso verdente.
L'aria generalmente è sana, fretta sulle Alpi e sugli
Appennini, tolla né luoghi piani:
E chi và luogo ad una grande varietà di produ-
zione Del suolo anche nell'intervallo di poche miglia.
Le stagioni sono temperate: l'inverno non è rigi-
do ne lungo ne anche nelle parti settentrionali;
tollerabili le calori delle state.
Tuttavia è malsana l'aria nelle Maremme

31
Toscane e nelle paludi Pontine, in vicinanza
Degli stagni della Sardegna e Corsica e gene-
ralmente Dove si coltiva il riso, o Dove si
macra la canepa in grandi quantità.

CAPITOLO II
Divisione politica ed amministrativa d'Italia e delle sue
speciali istituzioni Di essa.
Scopartimento d'Italia.
Il Regno d'Italia non è costituito oggigiorno per
estensione e per popolazione il sesto fra Stati d'Eu-
ropa. Tuttavia non tutta l'Italia è di presente
congiunta ad unità perfetta. - Dobbiamo infat-
ti in alcune parti di territori, che ancora appar-
tengono ad estere nazioni; D'altre parti che
si reggono da se con particolare governo.
La Francia domina sull'isola di Corsica;
il gruppo Delle Isole Di Malta sono sotto la
Signoria dell'Inghilterra; il Circolo è restato


Testo Originale Estratto
32.
sotto il Dominio Dell'Austria. E questi sono i soli
Comuni stranieri che sono rimasti in Italia
dopo le guerre recentemente combattute dagl'
Italiani. La comarca romana e gli stati del
la chiesa o governo pontificio abbracciano quel
tratto del suolo Italiano, nel cui mezzo sta
Roma che ha a ponente il Mediterraneo,
a mezzogiorno la Campania, a levante gli
gli d'Abruzzi e l'Umbria a settentrione la
Toscana. La sua popolazione tocca appena il
mezzo milione.
La Repubblica Di S. Marino in romanza
Di Rimini, piccola repubblica antichissima
equivalente ad uno dei nostri comuni si go-
verna in quella maniera con cui i patriarchi go-
vernavano le loro numerose famiglie. La sua
popolazione è di sette milla e cinque cento
abitanti.
La Svizzera Italiana comprende il can-
33.
ton Ticino, e parte del cantone Grigioni.
E qui ciascuno si governa nell'interno da sè
ma è considerato a tutti gli altri per tut-
to ciò che può essere d'interesse comune.
La popolazione Italiana nella Svizzera
è di un cento venti mila.

Regimento politico del regno D'Italia
Il patto fondamentale della Monarchia italiana
è lo Statuto accordato dal Re Carlo
Alberto il Di 8 febbraio 1848 all'allora
Regno Sardo, e che fu poi esteso all'altre
tanti provincie italiane nel 1860.
In virtù di esso l'autorità sovrana risiede nel
re e nella nazione che è rappresentata dal
Parlamento, il qual si divide nel Senato e
nella Camera Dei Deputati.
I senatori sono nominati dal Re i de-
putati della nazione; il numero di quali


Testo Originale Estratto
40
non è determinato, il numero di questi è fisso, ma
ne hanno ad ogni data quantità di popolazione.
Il Re è il capo supremo dello Stato; coman-
da gli eserciti di Terra e di Mare; nomina agli
impieghi; fa la guerra; conchiude la pace; le allean-
ze e tutte le altre negoziazioni; sanziona le leggi; le
promulga; le fa eseguire; può far grazia
e commutare le pene che sono pronunciate
Dai Tribunali; convoca, proroga e scioglie
La Camera dei Deputati. Il Governo per mez-
zo dei ministri è responsabile.
Le Leggi devono pure approvarsi Dal
La Camera Dei Deputati, Dal Senato,
sanzionate e promulgate Dal Re.

Divisione territoriale del regno
L'Italia si suole dividere in tredici grandi
compartimenti che si possono chiamare re-
gioni; ciascuna regione comprende più,
di Provincie.


Testo Originale Estratto
4° La Venezia recentemente aggiunta alle
regioni d’Italia che dovrebbe comprendere
presso il Tirolo e fors’anche l’Istria, per
ora non arriva che ai confini del Friuli.
Le città maggiori sono Venezia, Verona
Padova, Treviso, Belluno e Vicenza.
5° La Emilia che è il territorio Piacentino
Parmigiano, Modenese e la così detta Ro-
magna fino alla Cattolica. Città prin-
cipali di essa Piacenza, Parma, Modena
Reggio, Bologna e Ferrara.
6° La Toscana che comprende le seguenti
provincie Firenze, Lucca, Siena, Pisa,
Livorno, Grosseto, Terrato.
7° Marche ed Umbria che comprendono
il territorio a levante dell’Appennino.
8° La Campania che attraversa Napoli,
Caserta e Avellino e Salerno.
9° Gli Abruzzi sotto il quale nome si intendono le provin-
cie di Chieti, Aquila e Teramo.
10° Le Calabrie sotto cui vengono tre vaste provin-
cie che stanno dell’Appennino verso il mar Ionico
e Tirreno, cioè Reggio, Catanzaro e Cosenza.
11° Le Puglie contengono le provincie rispondenti
alle precedenti, ma verso il mar Adriatico cioè la
Capitanata che ha la sua sede a Foggia, la terra
Di Bari a Bari, la terra d’Otranto a Lecce.
12° La Sicilia. 13° La Sardegna.

Pubblica amministrazione.
Il Governo del Re è costituito da suoi ministri,
la cui riunione forma il consiglio de’ ministri.
Questi sono al presente nove ed hanno sotto
di loro tutta la pubblica amministrazione.
1° Il Ministro degli affari esteri, il quale è in
relazione colle potenze estere mediante un
rappresentante che si chiama o ambascia-
tore o ministro o incaricato d’affari o console
col suo mezzo protegge gl’interessi de’ cittadini dello Stato
all’estero. Il primo segnale dell’inimicizia è:


Testo Originale Estratto
38
1. in potenza si è il richiamo degli ambasciatori.
2. Il Ministro dell'Interno, siccome il Ministro
degli affari esteri cerca di difendere lo Stato
sorvegliando l'operare delle altre nazioni;
così il Ministero dell'Interno provvede
all'interna tranquillità della nazione, e
specialmente soprintendente all'amminis-
trazione delle provincie e dei comuni.
3. Il Ministro delle finanze ha per ufficio
di provvedere entrate ed alle spese dello
Stato, contrae il prestito e amministra
le proprietà dello Stato.
4. Il Ministro della guerra commenda all'eser-
cito, provvede a tutti i mezzi di difesa dello
Stato; cioè ai soldati, alle armi, alla istru-
zione militare ed alle fortezze.
5. Il Ministro di grazia, giustizia e dei culti
ha e demanda per Guardasigilli, ha l'ammi-
nistrazione della giustizia, propone al Re
le grazie e ne forma i decreti e aumenta la
responsabilità.

39
6. Il Ministro della pubblica istruzione dal
quale è cura di vigilare sulla pubblica istru-
zione e su tutto ciò che ad essa si riferisce.
7. Il Ministro della marina sovrinten-
dente alle cose di mare, alle navi, ai porti, ec.
8. Il Ministro dei lavori pubblici promuove
le pubbliche costruzioni come strade, ponti,
argini, canali.
9. Il Ministro dell'agricoltura industria
e commercio ha per ufficio di procurare il
prosperamento dell'agricoltura, di aiutare
le industrie, e di agevolare il commercio.
------------------------------
Provincie, circondari e comuni.
Sta al governo delle provincie un prefetto il qua-
le riassume in sè l'autorità di parecchi minis-
teri. Egli è assistito per ciò che spetta all'amminis-
trazione della amministrazione da un consiglio
e.
e a prefettura è per quello che si attiene al gover-
no della provincia da un consiglio provinciale
altre. Dipendenti della provincia sono i


Testo Originale Estratto
43
irrotatori governati con un solo prefetto.
Il governo dello Stato, e della nazione è
il comune, antica esistente istituzione italiana.
In ogni comune v'è il consiglio dello Stato
libero degli elettori, questo si legge nel proprio senso.
La Giunta, il Sindaco presiede la Giunta ed i con-
siglio degli eletti del popolo.
Il consiglio comunale si aduna due volte l'anno
in primavera e nell'autunno. La Giunta fa
eseguire le deliberazioni del Consiglio, spania
tutti gli affari ordinari, forma le listi elettorali,
interviene nelle operazioni della leva militare,
cerca e promuove il benessere ed il decoro del pa-
ese. Il Sindaco firma tutti gli atti, fa pubblica-
re le leggi, tiene il registro dello Stato civile o de
matrimonii, delle nascite e delle morti, e simili.

Condizioni delle popolazioni.
Il popolo è uno Stato si divide per rispetto al
la proprietà che posseggono all'arte professione o

mestiere che esercitano e rispetto alle cariche
sociali che hanno.
1.° Si dicono possidenti o proprietari quelli che
posseggono case, campi e simili cose immobili
le quali si possono cedere altrui per vendetta.
2.° Le arti sono liberali, e industriali o meccaniche.
La musica e la pittura, la scultura, il Disegno,
la Storia, l'incisione, l'architettura sono arti
liberali. L'industria è rappresentata da tutti quei
lavori che preparano alle arti meccaniche la
materia de' loro esercizi con l'industria estra-
ra e nel renderlo acommdato ai molti lavori di
che si occupano i mestieri dell'arruainato del
fabbro, ferraio e simili.
Le arti meccaniche sono quelle in cui simpi
ega più la forza del braccio che quella della
mente, e l'intelligenza non fa altro che diri-
gere l'uso della forza sia questa della natura,
degli animali o dell'uomo; il segatore di legna
l'arrotino il mugnaio esercitano un'arte meccanica.


Testo Originale Estratto
42.
3° Esercitano una professione gli ingegneri, gli avvocati
i medici i maestri di scuola i notai, i negozian-
ti o commercianti.
4° Il mestiere è una piccola industria, ristretta
ad una classe sola di lavori, la quale s'impara
con un dato tirocinio tale è quella del tessitore,
del calzolaio, del pappellaio.
5° Per rispetto agli uffizi sociali abbiamo
gli impiegati civili, militari ed ecclesiastici.
Vi è finalmente la classe più numerosa e
più utile quella degli agricoltori. Secondo il
modo con cui l'agricoltore lavora, egli fa ora un
industria ora un'arte ora un semplice mestiere.
Esercita una vera industria colui che pigliando
un terreno bruciato sterile lo rende coll'opera suo
fruttifero; esercita un'arte colui che sa modifi-
care e perfezionare gli strumenti dell'agricoltura
come un'arte è introdurre nuove legge d'icoltura,
e fa un mestiere colui che non sa fare altro
che scavare la terra colla zappa o colla vanga.

43.
Perchè da noi siano pur troppo la vera industria agricola
e pochi fanno l'agricoltura come un'arte. Eppure niuna
nazione potrebbe stare a fronte per ricchezza se si po-
nessimo davvero a coltivare questa nobilissima arte.
~~~ Gerarchia ecclesiastica. ~~~
La società dei credenti al pari della società civile all'osser-
vanza, menu il quale le prescrizioni della Chiesa sono san-
cite e promulgate.
Alla capo di questa efa risiede il Romano Pontefice,
il Papa, assistito dal consiglio di Cardinali i quali ri-
cevono perciò anche principi del Sacro romano im-
pero. E delle varie regioni in cui si divide il mondo
cristiano dette arcidiocesi si evono gli arcivescovi dai
quali dipendono i vescovi. Questi comandano nelle
Diocesi e reggono i parrochi, ordinando i preti e prov-
vedono all'istruzione del clero e dalla istruzione reli-
giosa di tutto il popolo.
È complesso adunque il clero ha un'ordine d'indipendenza
che si chiama gherarchia.


Testo Originale Estratto
I preti siccome ministri della nostra religione meritano rispetto non per l'abito che portano ma per l'augusto ministero che esercitano. Sono i soli che ci assolsero la prima volta nella chiesa, e ci ascrissero alla milizia di Dio. Ci benedissero alle nostre nozze, ci confortano nell'estremo passo dalla vita all'eternità, e benediranno ancora la fredda salma prima di riconsegnarla alla terra.

Pubblica beneficenza.

Non tutti quelli che sanno un'arte o un mestiere hanno la stessa attitudine. Diciamo ancora, non riescono tutti egualmente nel loro intento. Di qui sorge in una vera ingiustizia pel troppo lavoro e per le esigenze dei suoi avventori; mentre l'altro sarà quasi condannato all'ozio forzato, perché non seppe procacciarsi molto il lavoro nel popolo. Di qui una causa della differenza della fortuna. L'uno sana, vigoroso e robusto, l'altro debole di ragionevole salute e anche difettoso. Quale atto bello in comodi? Istruire un ignorante, o qualunque sia ignorante, perché non gli si apprestarono i mezzi di addottrinarsi.

Le malattie in fine, le disgrazie impreviste, e persino nell'uguaglianza senza alcuna colpa, piombarono nell'estrema miseria. Donne operaie murate il lettoio andavano su piedi, persone soccorse senza fine e per un salto, purtroppo mortale. La famiglia che viveva nel suo lavoro, eccola nella miseria! Non v'ebbero un nuovo per epizootia epidemica il disarme di un povero tutto ad un tratto! Una lunga e intera malattia della moglie e d'un figliuolo che consumano ogni risparmio che riducono alle strette. Chi è che non sente compassione dinanzi a chi non muore in quello stato? Noi attendiamo dagli altri quello che in simili circostanze avremmo sperato verso di loro. La natura ci spinge a questo, la morale e la religione ce lo comandano. Perciò uomini pietosi lasciarono le loro sostanze per dar vita a case di ricovero per bambini orfani, e speciali per i malati, case per i vecchi, istituti d'industria per i giovani il quale non manca il lavoro. Istituti di pietà, case di risparmio, istituti per i ciechi, per i sordo-muti, per i cronici e per i convalescenti e simili.


Testo Originale Estratto
46
Istruzione.
Le scuole sono oggetti dappertutto considerate come una
cosa di prima necessità; infatti si vanno prodigiosamente
accrescendo non solo in numero, ma in varietà nella
qualità. Il bambino dai due anni ai sei è raccol-
to negli asili d'infanzia, dove riceve
una buona minestra, istruzione ed educazione.
Questa istituzione fa un gran bene alla città
e nei paesi dediti all'industria dove le donne
lavorano negli opifici, e non possono badare ai
loro figliuoli. Gli asili sono un effetto della
carità pubblica; ordinariamente sono mantenuti
da società di cittadini più coraggiosi.
Le scuole elementari tengono immediatamente dietro
all'asilo. Ormai si può dire non vi è più comune
in Italia dove non siano scuole maschili e femminili
costituite e mantenute dai comuni. Il Governo ha
pensato a formare maestri e maestre col mezzo delle
scuole normali e magistrali, e ai migliori maestri
che si innalzano per questa via, concede sussidi.

47
annui. Durante il loro tirocinio.
Le scuole elementari non gioverebbero a molti
se l'istruzione ivi appena incamminata da
non venisse continuata anche agli adulti
col mezzo delle scuole serali o festive, e
ancora non si pensasse a far raccolta
di libri popolari da farsi circolare fra
il popolo. Non tarderà molto che ogni
paese avrà la sua biblioteca popolare, dalla
quale ciascuno che il voglia, potrà avere
libri per leggere il dì e d'estate e nelle
lunghe serate invernali.
Oh se i padri di famiglia si persuadessero
dei vantaggi che possono ricavare dalla
lettura, si adoperassero per dar vita
ad associazioni per promuovere più
biblioteche circolanti! Negli Stati Uniti
d'America e in alcuni Dipartimenti della
Francia per iniziativa di generosi cittadini
si fondarono e prosperano queste asso-
ciazioni.


Testo Originale Estratto
48.
Casse di risparmio.
L'uomo che sa il suo conto, e che ha il sentimento
della sua dignità, può e deve bastare a sè
ed a'suoi; purchè egli usi della sua ragione
a prevedere ed a provvedere i bisogni
del domani col porro in serbo nella
buona stagione quello che gli può far
mestieri nella stagione cattiva.
A questo scopo si sono immaginate e si
fondarono le casse di risparmio nelle
quali il lavorante, l'artigiano pone le
suoi piccoli risparmi ad un modico
interesse, che suol essere il 4 per cento.
Per esse si può depositare anche solo una
lira la quale fruttà subito: vi si rilascia
un libretto che fa fede del vostro credito.
Per ordinario si restituiscono le somme al
disposto di cento lire, oppure senza la richiesta,
per qualche maggior bisogno si può prendere
per qualche giorno.

49.
Ogni padre di famiglia, ogni buon artigiano
dovrebbe avere il suo libretto di risparmio
ed avere al sicuro qualche centinaio
di lire; questi gli torneranno utilissime
ne' vari bisogni della vita che non si possono
prevedere ma che pure dobbiamo
aspettarci.
Nelle casse di risparmio il danaro è
in sicuro da ogni pericolo ed in più
si aumenta coll'interesse il quale si
trasforma in capitale.

La giustizia.
Gli uomini si possono dividere in buoni e cat-
tivi, lucidi e pregiudiosi, pieghevoli e superbi.
Che amministrare la giustizia in modo
che siano rispettati i diritti di tutti senza
nella società. Dei tribunali: essi sono:
Il Conciliatore, il quale giudica di tutte
le azioni personali, civili o commerciali;


Testo Originale Estratto
relative ai beni pubblici mobili; il valore delle quali non ecceda
L.30 e di tutte le locazioni relative alle locazioni di beni im-
mobili; se la pigione o il fitto per tutta la durata della
locazione non ecceda il detto valore. Ha pure il mandato
di comporre le controversie, quando ne sia richiesta.
L) Pretori che giudica di tutte le azioni civili e com-
merciali, non inferiori in valore alle L.30 e non superiori
alle L.1500, e di tutte le azioni per prestazione di alimen-
ti e di pensioni elementari periodiche e per la liberazione
totale o parziale delle obbligazioni relative, se la prestazione
in controversia non ecceda il valore di annue L.200.
Pronunzia pure in grado di appello sulle sentenze dei
conciliatori nel caso in cui veste in questione di competenza.
J) Tribunali civili i quali giudicano: 1. in prima istanza
di tutte le cause in materia civile, il cui valore ecceda
L. 1500 e di tutte le cause in materia d'imposte dirette
o indirette, qualunque ne sia il valore; 2. in grado d'ap-
pello, di tutte le cause civili decise in prima istanza dai
pretori. Conoscono pure con distinzione sopra indicata delle
cause in materia commerciale quando fanno le veci dei
tribunali di commercio.
[...]aria la quale, non sposa, gina
casa sia lontana in que centri donde esco
donore anche grate, quali sono quelle dei gia-
tra lontana pure cagli stagni, perché l'aria
non diventa troppo umida.
Poiché la gente di campagna è ancorché più
delle città, se buona cibi, delle squisite sena
che è tanto più forte e robusta de ricchi agiati
cittadini? Per ragione della sua, per la copiosa
ricchezza dell'aria. e che non contiene abba
fregioni putridosi, ove si fa una degli abitanti in
qualche si s’investire anzi tempo. Di quanto
è preferibile di vivere sui colli e sui monti!

Il governo della casa
Il governo della casa spetta alla donna. L'ordina
e la nettezza della casa danno indizi sicuro che vi
abita una donna a modo. Le camere da letto
sono rinfrescale ogni giorno e spazzate diligentemente.
La nettezza ne libera da cattive esalazioni è da
incomodi di insetti; l'aria che rinnova nel giorno


Testo Originale Estratto
qualità sociale. La pena stabilita a chi viola la legge
penale, secondo la gravità della medesima, è applicata
dal Pretore o dai Tribunali correzionali o dalle
Corte di Assisie.
Il Pretore giudica dei reati punibili con pena
eccedente tre mesi di carcere, di confine, d'esilio locale,
con L.500 di multa; Dei reati punibili cogli arresti
e coll'ammenda. Il Tribunale correzionale giudica
dei reati punibili col carcere, colla custodia, col confi-
ne, coll'esilio locale, colla soppressione dei pubblici of-
fizj e colla multa.
La Corte di Assisie giudica coll'intervento dei giu-
rati dei reati punibili colla morte, coi lavori forzati,
colla reclusione, colla relegazione e coll'interdizione dei
pubblici uffizj.
I giurati sono persone scelte fra gli elettori politici
esse devono stare attenti all'esame dei testi e periti
alle arringhe del pubblico ministero e dei difensori;
Debbono esaminare colla sincerità della loro coscienza
quale impressione abbian fatto sulle loro ragione
le prove riportate contro l'accusato e i mezzi di-

-83-
Difesa, e rispondere per alle loro questioni; che saran
no loro formulate dal presidente della corte su i fat-
ti principali, sulle circostanze aggravanti e propor-
zionare ciò a favore dell'accusato o militano
circostanze attenuanti. La corte giusta risposte
dei giurati applica la pena.
Il Pubblico Ministero è il magistrato che rap-
presenta la società offesa e ne domanda la punizione.
L'avvocato difende, il presidente dirige la discussione
I dibattimenti dei tribunali sono pubblici.
Dalla sentenza del Pretore si ricorre in appello al
Tribunale Correzionale; dalla sentenza del Tribuna-
le Correzionale si ricorre alla Corte d'Appello.
Le sentenze profferite inappellabilmente in materia
penale possono anche essere annullate dalla
Corte di Cassazione. Ogni persona che si pretende
offesa o danneggiata da un reato può portare que-
rela a Procuratore del Re, al Pretore, al Sindaco,
ai Delegati e Ufficiali di pubblica sicurezza, agli uf-
fiziali o bassi ufficiali dei Carabinieri.
Possono anche portare querela il marito per la moglie


Testo Originale Estratto
17s.
L'ascendente per discendenti minori sottoposti
alla sua potestà, il Tutore ed il protettore
per chi è soggetto a tutela .

Forza pubblica.
La forza pubblica oltre al difendere dai nemici
esterni è ordinata a mantenere l'ordine all'in-
terno, cioè ad impedire le ribellioni, i tumulti;
ad osservare a far rispettare le leggi, i magistrati;
a tutelare le persone, le cose e ad arrestare
coloro che sono sospetti di delitti.
Essa è formata dall'esercito, dall'armata,
dalla guardia nazionale e dagli agenti di pubblica
sicurezza. Dell'interna sicurezza mura principalmen-
te il corpo così ben disciplinato de' Carabinieri,
de' quali oggidì abbiamo oltre 20,000, i quali
stanziano divisi in piccoli distaccamenti in vari
punti d'ogni provincia. Essi possono arrestare
qualsiasi cittadino quando sia sorpreso nell'atto
che commette un delitto o il cadavere in flagrante
delitto; gli altri arresti si operano per mandato...

odel Pretore e del Tribunale. Altri carabinieri
vi sono le guardie ed i sicurezza pubblica; queste
risiedono nelle città e vegliano i mercati, le
fiere, le stanze, le osterie, acciò che non s'ingom-
brino lavori, non si tengano giuochi proibiti,
non si facciano frodi e simili.

La guardia nazionale è anche all'esercito
in tempo di guerra e concorre ancor essa al
mantenimento dell'ordine.

Lavori pubblici.
Sono lavori pubblici quelli che si compiono dallo
Stato, dalle provincie e dai comuni a benefizio
di tutti e alla prosperità della nazione.
Tali sono le strade ferrate, le strade comuni,
i telegrafi, le poste, i vapori postali, i
canali, i porti, gli argini de' fiumi, e il
prosciugamento delle paludi. Si dicono
ore de' strade, quando esse sono le une alle
attre coordinate, le principali si domandano
no arterie ad imitazione de' canali comuni.

X


Testo Originale Estratto
16.
Del sangue nel corpo umano.
Affinchè le popolazioni possano essere
in comunicazione tra loro sono necessarie queste
opere. Che sarebbe della Sardegna e della
Sicilia se non vi fossero corse periodiche di
navi a vapore tra quelle isole e il Continente.
Quasi tutti i giorni si può parlare alla gente
di esse o almeno scrivere, e la lettera manda
da colà costa tanto, come se la si spedisse a
pochi chilometri dal nostro paese natio.
Le strade sono il primo fattore della
prosperità d'un paese; un paese senza strade
è un paese senza commercio e senza comodità;
dove invece si distendono ampie reti di strade,
ivi può essere sicuro regnare l'agiatezza e la
civiltà.
Dove poi abbondano i fiumi ivi sono indis-
pensabili i ponti per attraversarli.

Sistema legale di pesi e misure.
In generale il primo introdotto del sistema di pesi

17.
e misure nuove; si mostravano avversi ed amarono
preferito di continuare come prima; si elevarono
lamenti; quasi si volesero rendere proni al
popolo ed approfittare dalla sua
ignoranza. Eppure il governo aveva tutt'altre
mire. Esso voleva facilitare i contratti, impedire
gli inganni, sorvegliare diligentemente affinchè
nessuno facesse frode volendo il comprato. Esso stabilì
pure un ufficio per verificare i pesi pubblici, le
bilance e le misure dei bottegai. Sarebbe stato
ciò possibile se ogni provincia d'Italia avesse conser-
vato le sue misure? Quand'il compratore ed il venditore
si sarebbe dovuto conservare? Quale delle misure
che pure hanno uno stesso nome, fosse per un modello
o le altre? La lira d'una regione non è uguale a
quella d'un'altra, la libbra parimente è molto diversa
da a Genova a Torino, e a Milano. Dunque fu un
benefizio vero la introduzione d'un sistema uniforme.
Noi abbiamo dovuto dimenticare le vecchie misure
ed imparare a vivere le nuove; ma i nostri figliuoli
impareranno fin dall'infanzia le misure nuove.


Testo Originale Estratto
78.
avranno subito il vantaggio di farsi intendere
Da un capo all'altro della grande patria italiana.
Per lo proscritto un siciliano che fosse in troba
a Milano in una bottega da fornaio, ed avesse
richiesto nelle misure del suo paese un rotolo di pane,
che cosa al avrebbe risposto il fornaio? forse
avrebbe risposto se voi glie di questo pane a rotolo
non ve ne pesa una libbra per cinque soldi.
Ma il siciliano non avrebbe compreso la parola sola.
Il merito delle misure dei pesi delle
monete era il primo mezzo per agevolare il com-
mercio. Semplicissimo poi è il sistema nuovo
perché in tutto deriva dal metro. Da tutte le
misure si può tornare al metro.
Doveri.
Quelle azioni che Dio comanda delle quali si chiederà conto, si
chiamano doveri morali dell'uomo; quelli che ci commandano le
leggi della società, sono i Doveri del cittadino.
Un uomo può essere cittadino in ozio, tollerabile e tuttavia
non essere uomo onesto e morale. Guai a quell'uomo che
null'altro teme fuorché la prigione e la giustizia degli uomini.
quello è peggiore del padre, perché il ladro sconta la pena del suo
malfare, l'altro persevera nella sua malvagità; perché crede
d'ingannarlo impunito.
Il debito che ha il padrone verso il servitore, verso l'operaio,
si prescrive in due anni; ma chi potrebbe negare il salario
di un uomo che lasciò trascorrere due anni senza nulla domandare?
Il solo malvagio può ciò fare.
La legge ci permette di prestare il denaro a qualsiasi usura;
ma se voi sapete che un onesto padre di famiglia ha estremo
bisogno di pane, e gli concedette il cattivo grano al prezzo dell'ottimo
perché gli convettete un po' di respiro, questa è azione da uomo
crudele, che approfitta delle strettezze altrui per fare un
guadagno ingiusto.
Chi vi può costringere ad amare il vostro prossimo la vostra
patria? Nessuno. Voi potete nel vostro animo desiderare il
male anziché il bene e nessuno ve n'è che ha diritto di chia-
marvi a rispondere. È un'altra cosa quella che si acquista
per forza, la virtù vera dell'amore. Così chi ama la patria
e preferisce il bene di essa al proprio è degno di stima e di
gratitudine. Egli è detto un eroe!
I doveri sociali o per amore o per forza si fanno; i doveri morali si
compiono liberamente.


Testo Originale Estratto
Diritti. 60.
I Doveri corrispondono ai Diritti; quel rispetto che si
debbe agli altri, ti fa avore alle loro libertà, e
debbe pure a me, alle cose mie ed alla mia libertà.
Ogni cosa /epra con ragione ere mia, e /epra
la quale gli altri non possono elevare presa for-
ma un mio Diritto.
Di Diritti altri sono civili ed altri politici;
quelli regolano il vivere in comune dei cittadini,
questi danno ai cittadini una speci di poteri
pagine al reggimento dello Stato.
Sono Diritti civili: la facoltà di
Di comprare di vendere e di far testamento
e di ereditare.
Sono Diritti politici: la facoltà di leggere
e di fare e farsi rappresentare il comune, la
provincia e la nazione.
La società può privare dell'esercizio
Dei Diritti coloro che mostrano un'aperta
incapacità di esercitarli, così il pazzo non può
ne vendere ne comprare; colui che commisse
grave Delitti viene spoglio de' i Diritti
civili et politici.

Capitolo III.
Della materia del lavoro.
La varietà della terra.
Mari e monti, fiumi e colline fanno la terra più in-
finita varietà, e la rendono utile all'Uomo.
I campi ed i prati coltivati dalla mano
dell'Uomo danno i primi e più necessari ali-
quelli anima ci agli animali e donne, de'i
quali carne de i quali ci pasciamo e delle cui
pelli e lane ci vestiamo.
Per entro all'interno Uomo se pre-
sentano dalle rocie: l'uomo studia sa trovare le
miniere e sa estrarre il minerale si bile e
separarlo dalla terra e dalle pietre con cui
trovasi mischiato.
Anche i mari hanno la loro utilità; per là
notte quasi proposte che sa trarre profitto da
questo elemento! Espo fa il sale indispensabile
cosa veramente e per la ignoranza.


Testo Originale Estratto
62
Il nome ch'essa, non teme, il sapere libera
l'uomo dalle paure vane, gli fa prevedere i
pericoli e trovare la via per scamparli.
Chi abita luoghi più interni al mare, si
sostiene, si è e s'ordina colle erbe del mare,
pascia per l'ordinario la sua vita nel lavoro dei
campi; ma chi abita in riva al mare è tirato
naturalmente alle arti marittime. Il mare
è il suo campo e il suo vigneto; egli lavora o
come marinaro, barcaiuolo, pescatore, o costruttore
di barche.
La terra in riva al mare o è troppo
ardua o troppo sassosa; quindi sterile, o è ribe-
volta dove si stende, e si allarga in spiaggia
elementi, e può essere arenosa e perciò poco
ferace. Se forza si fa si può sforzare a
dare frutti. La spuma separata dalle onde,
le quali durante le burrasche, quando il mare
ingrossa, la possono invadere, poi a forza d'ingra-
di se ne nuda quasi la natura.
Nel mare si può raccogliere senza aver seminato,
quindi vi è la vera ricchezza dei popoli littorani.

63
Denominazione del mare.
Il lido è lo spazio che il mare ora invade
ora lascia asciutto. Il lido può essere arenoso,
ove possono approdare i navigli. Dicesi prota.
Il fondo dicesi la riva alta è dirisa.
Riva è l'ultimo confine dove battono le onde.
La spiaggia è più distesa, e talvolta è coltivata.
Dove paesi e città che siedono sulla riva
del mare al più sulla sponda e al più più
discaste dal lido.
Sul lido si distendono le reti di pesca di sera
per rimendarle, si ripuliscono e si preparano
per venderle.
Sulla riva si tirano le barchette fuori del-
l'acqua quando il tempo minaccia il mare
e agitato. Sulla spiaggia si dispongono i
cantieri per la costruzione delle bastimentali.
Se il mare è in seno spaziosamente di nella
terra chiamasi mare interno o mediterraneo;
se non è in seno tanto ampiamente da
meritare il nome di mare, dicesi secondo i


Testo Originale Estratto
casi, seno, golfo e baia. Ma un breve
tratto di mare che è stretto fra terra chia-
masi stretto o passo. Se questo tratto di
mare è un po' lungo e ampio dicesi cana-
le o manica. Chi scavo nelle viscere della
terra questa fossa cosi terminata? Chi
volle che la terra ove si curvase in gomiti
ove sporgesse in promontori, ove si chiuse
in costa, ed ove si sfogasse in spiaggie; in un
luogo desse stretta entrata alle onde per far
canali in oltre vi allargasse senza confini?
È un Dio immenso che non confessa che
a dio si racchiude una virtù onnipotente.

Le acque.
Le acque comuni, non solo che sgorgano dalla
superficie della terra e la solcano in canali o
no naturali o artificiali: pigliano il nome di:
Sorgenti. Di Ruscello. Di Rivate. Di Fiumicino. Di Fiurme.
Le acque è un elemento necessario a tutti
dell'uomo, degli animali e delle piante.
ferò la colla natura in copia provveduto.
Lo scienzo dell'uomo invenò molte macchine
sia per trasportar la sovra mena, sia per
trarre da essa, affinché in corso, la forza per
muovere molte o quasi tutte le varie forme, le
quali dette le direzione dell'uomo eseguissono
lavori amirabili; qua una macchina riduce il
gran in farina, la compie
e nell'uso di Stradiario o di torchio, in una e l'altra
sorge la sopra di Dorio per fornire legno e
molte altre. Deve comprendere quale sia la sua
in foglie. Per la proprietà che essa ha di
elevarsi, e può salire su letto o ad altezze grandi
dore eguati a quelle donde sia discesa, o può scot-
oversi in zampilli verticali bellissimi a vedersi.
Del suo dominio che l'uomo esercita sulle acque si
vede la superiorità che si trova sulla natura.
La velocità adunque dell'acqua propri a operare
come forza motrice, e ogni giunco può avere alle
sue grandi fabbriche apposite messe in moto.
Ma quale forza che la natura serenissima
per guidar la sia.


Testo Originale Estratto
64.
Qualunque sia l'acqua che debbe uscire dalla
terra o vicina, allora si denomina termale.
Le acque termali si sperimentano avere
virtù utilissime medicinali per alcuna malattia,
specialmente in quelle pelle.

L'acqua può avere tre Stati; o la tempera
tura ordinaria è liquida come fiume e lago;
ma un forte freddo la congela e la riduce in
stato solido, allora piglia il nome di ghiaccio.
La prima, la neve, la grandine sono acqua
congelata che cade invece della rugiada e la rugiada
già quando l'aria è fredda, in atto il calore la
spuglia e la discioglie. In certi paesi gelosi
siamo in laghi e fiumi perenne l'oceano.
Le sue regioni poste dalla terra alle quali si
vede mandare i suoi raggi molto obliquamente
sono coperte di neve o di ghiaccio.

Finalm.te l'acqua passa allo stato aeriforme
e si disipa e si vola in alto sotto forma di vapore,
e panni li mi bagno di sotto e si vede un
fumare nell'inverno si vedono fumare i quali fiumi
e per l'appunto è il vapore. E que li sarà più

65.
abbondante e più forte sarà il calore a cui l'acqua
è esposta. Esso liberamente si sprigiona quando l'
acqua bolle. Allora una densa colonna si solleva
se la pentola che contiene l'acqua fosse chiusa
la forza del vapore si leverebbe il coperchio;
e ove queste non si potesse rimuovere farebbe
scoppiare la pentola.

Con questo fatto semplicissimo e giocato si il
segreto di tutte le macchine messe in moto dalla
forza espansiva del vapore. Le locomotive delle
strade ferrate, le macchine, le cartiere, le seghe,
le filande e molte altre opefici sono oggetti
messe in moto dal vapore.

L'aria.

L'acqua ricopre i tre quarti della intera superficie della
terra, ma l'aria la ricopre tutta e la invoglie in tutta
il suo ambito e piglia il nome di atmosfera, e per
questo perché avvolge e circonda il glob. terrestre.
È dotato uno strato atmosferico è alto più di
60 chilometri. E Essa non ha odore ni sapore, ni
colore, è invisibile mobilissima e elastica è tras-
parente alla luce e il calore. E essa vede la sua


Testo Originale Estratto
69
trasparenza per la presenza delle nuvole.
L'aria si mescola con molti corpi, e quasi in
essa si discioglie; così l'acqua acquista per essa
quella leggerezza, e d'un certo sapore che la rende
grata al palato, e più digeribile.
Essa è per se stessa e per la sua proprietà un
un corpo della più grande importanza, anzi è
di assoluta necessità. Essa è indispensabile al
la vita degli i corpi organici, animali e
vegetali che hanno nell'aria l'alimento o la loro
respirazione. Per essa ha luogo la combustione
mediante cui si provvediamo luce e calore.
Colla sua pressione istante contribuisce ad impedire
la evaporazione troppo rapida dell'acqua mantenendo
equilibrio fra l'acqua che evapora e quella che
ricade dalla terra. L'aria col suo moto serve
a Distribuire il calore che emana il sole.
I metalli
I metalli si distinguono per loro peso, per la
Sua Pesantezza e la durezza. Fra questi vi è ferro.
70
l'argento, il rame, lo stagno, il piombo,
lo zinco e il mercurio.
Ora tutti questi il più utile, il più diffuso
in natura è il ferro, e molti e più sono i lavori
che intorno ad esso si fanno: il primo lavoro è
che i minatori che lo estraggono dalle miniere non
lo trovano ancora in colla terra, o con poco corpo di
terra o altra materia.
Sembra che la natura abbia provvidenzialmente
diffuso il ferro in ragione delle sue diverse applicazioni.
L'industria del ferro è la più importante
dal momento che la società attuale non potrebbe
farne senza. Lo si ricerca avidamente, e con
grande cura si lavora. L'Inghilterra sola ne fornisce
circa 12 milioni di quintali metrici, e più 120
milioni di miriagrammi: tutti gli arnesi e tutte
gli strumenti traggono la loro materia dal ferro.
Colla penna a scrivere fino alle lunghe barre
che vengono comuni le parti degli edifici;
dal chiodo per cuocere e le armi della guerra, dal
coltello all'aratro, da tutte compare il ferro..


Testo Originale Estratto
71-
Dopo il ferro viene il Rame
negl’utensili di cucina, è pure quest’uso
non è senza pericolo; perché su Rame si fa una
ruggine verde detta verderame, la quale è velenosa
e guai a chi mangia le vivande cotte e conservate
in vasi simili; guai pure se si tiene per il Rame
ed altre sostanza acidulata in recipiente di Rame.

Agricoltura

L’arte più antica, la più utile è l’agricoltura.
E si compone di molte e variatissime occupazioni
secondo la stagione e il clima la natura del suolo
e il genere di coltura.
Quest’arte ci dà gli alimenti, purifica l’aria
abbellisce la terra e la rende soggiorno più gradito
all’uomo. I deserti sono stanze degli animali feroci
Dei rettili velenosi; inveci dei terreni coltivati
sfuggono. La terra ha naturalmente una virtù
germinativa, ma questa si accresce cogli ingrassi
e coi concimi, o si corregge mescolandovi altre
sostanze. I terreni si distinguono in argillosi

72-
silicei e calcarei. I primi contengono la terra
propria per fare mattoni e stoviglie. Si ri-
conosce facilmente perché è polvosa, semiunida
secca e tiene farina simile al tatto. Quei
terreni in cui prepondera l’argilla le piante
crescono lentamente, ma vivono di lunga vita.
Difficile è l’aratura, la quale però giova
assai specialmente se frequente e profonda.
Come giova vangare in torno ai piedi
degli alberi affinche l'aria e l'umido por-
tino a questi maggior nutrimento.
Le terre silicee hanno natura opposta
alle precedenti; le piante vegetano celere-
mente, ma hanno breve vita; e per pres-
tarne meglio alle colture irrigue come orti
e prati: l'acqua è immediatamente
assorbita, né vi ha pericolo che ristagni;
Ma correggerne la soverchia aridità gio-
vano i concimi pastosi e freschi, e sover-
chiarli, e i lupini che sottostanno nel so-
suolo prima della maturità.


Testo Originale Estratto
43
Finalmente vi sono i terreni calcarei i quali
cioè contengono molta calce; Inti sono i
terreni sui colli a piè di monti, e si di-
stinguono dal colore bianco. E ne sono an-
che varii, affinché i ghiaiosi.

V'era tuttavia facile il trovare un terreno
o l'aspetto argilloso o siliceo; dal più al meno
contengono tutte argilla, l'età delle o pre-
gli elementi ch'erano predominan-
ti vi ricava, poichè non vi è terreno che
sia del tutto ingrato alle cure dell'uomo.
Qualunque terra, più ricca o
più povera, può dare buoni prodotti precisamente
come avvien degli uomini; i quali tutti hanno
una vocazione secondo la qual possono
rendersi utili agl'altri e a loro stessi.

3 due agricoltori

Per far sorgere dalla terra i frutti e le messi,
Dio e l'uomo si uniscono in una bella
unione di forze. L'uomo si avvia la

44
mattina al luogo del lavoro, e Dio già vi
l'aspettava. La mano dell'uomo apre il solco
e vi sparge il seme, e la mano di Dio vi man-
da la ruggiada. Dio ha dato la fecondità
alla terra, l'uomo trae profitto da questa.

Mentre l'uomo si riposa a motivo
della sua debolezza, Dio compie e perfeziona
il lavoro e corona di fiori le piante, le prepara
i frutti, li colora, li rende odorosi, li matura.
Ed allora la mano dell'uomo si stende a
coglierli. Quella bellezza nei vostri lavori
o contadini, mentre gli altri operai operano
sul legno, sulla pietra, sul ferro, sul rame,
sull'argento, sul marmo, puliscono, tagliano,
ricavano, incidono, scolpiscono, intagliano,
e fanno tutte le altre meravigliose lavori;
questi oggetti restano tuttavia quelli ch'erano
dapprima una materia morta e senza vita.

Ma sotto la vostra opera e aforzata a
quella di Dio, o coltivatori, la materia di-
anima e si avviva. E voi lasciate cadere nella


Testo Originale Estratto
Terra un grano seco e nudo, indi sarà trito o la
vanga torricogno, e quindi lasciato il campo
sotto l'azione di Dio.
Sotto la zolla che l'arruore dell'aratro ha
rotto ecco un filto d'erba delicato, il quale
tuttavia si conserva vivo sotto teneri, e dalla
sugliarsi di questo diventa una sottile
camicia allungata e rotonda, che poscia
si ricopre d'una verde guaina dalla quale
all'ultimo esce una spiga portante in bocca
chiude le beneficenze di Dio che inverrà sangue
la carne et la vista dell'uomo.
Oh intendilo bene, o coltivatore, la
forma i colori, i sughi, i sapori, che proprietà
tutte della pianta non vengono dati; l'aria
il calore la luce, la nuvola la pioggia, la rugiada, il
vento, la brezza, cosa tutta necessaria alla tua spica non vengono
date. E se tu bene guarderai, in ogni foglia,
in ogni fiore, e su ogni frutto tu leggerai il nome
del lavoro produttore, dell'onnipotente Dio!
Ti sgorghi allora dal cuore commosso e ricco
non tanto la lode, la benedizione, il rendimento
ti di grazia; si eleva la tua fronte e la tua
mente verso il cielo; poichè senti d'ipotere
sotto l'ordinamento divino, lasciar cadere
dalle tue mani gli strumenti del
tuo lavoro, senza che ti arresti la germinazione
e il fecondirsi, e la maturazione delle tue colture.
Le leggi fondamentale di natura
le legge fondamentale venne imposto all'
uomo; la legge del lavoro, la legge del riposo e quella
della preghiera.
Col lavoro l'uomo provvede ai suoi bisogni;
al riposo rifà e ristora le forze della preghiera
purifica il suo cuore e glorifica Dio.
Per assicurare il perfetto adempimento di
queste tre condizioni di nostra esistenza Dio
tolto ha fissato il numero e l'ordine dei
giorni che noi dobbiamo consacrare vicenda volmente
al lavoro, al riposo, alla preghiera.


Testo Originale Estratto
Tu lavorerai; disse Dio al primo uomo. Durante
sei giorni e farai tutto ciò che avrai a fare; ma
il settimo è il giorno del riposo del Signore tuo
Dio. In questo giorno non farai alcun lavoro, nè
tu nè tuo figlio, nè la tua figlia, nè il tuo servo,
nè la tua serva, nè le bestie di soma, nè lo
straniero che è in casa tua.
La provvidenza del Creatore ha voluto che
il riposo accordato all'uomo si estendesse fino agli
animali domestici; perchè gli è giusto che l'ani-
male il quale ha lavorato coll'uomo si riposi
come l'uomo.
Questa benefica o denotativa al riposo ed al
lavoro, così mirabilmente proporzionata alle
forze dell'uomo e ai suoi bisogni è fondata
ancora sull'esempio di Dio medesimo, il quale
coronò la gran settimana della creazione col
settimo giorno della santificazione.
La settimana dell'uomo è dunque riproduzione
fedele ed il ricordo sempre vivente della misterio-
sa settimana della creazione.
De lavoro.
Il lavoro è virtù, è dignità, è grandezza; il lavoro
è la legge, è la virtù dell'umanità. Il frutto del
lavoro, lavorare, sta scritto nelle prime pagine
della storia del mondo. Tu mangerai il pane
bagnato col sudore della tua fronte, finché tu
ritorni nella terra da cui fosti tratto.
Questo s'intende si compie ogni giorno se il
sudore bagna la fronte, e scorre per le tempie.
Ogni uomo se non è il sudore del lavoro, di-
prezzierà quello che è spremuto dall'angustia
dello sventurato, e questo comando volle
appoggiarsi a Giesù Cristo, buono Dio.
Del resto, i nostri bisogni, i nostri dolori,
il freddo, la fame ci dicono con voce abbastanza
chiara e persuasiva che bisogna lavorare.
Ma, per quanto sia sia rapido il progresso,
la terra dura sempre, e non bisognerà sempre
spingere la zolla a forza di braccia. L'uomo
avrà sempre bisogno di nutrirsi, di vestirsi,
e d'un letto ove ricoverarsi, e non è poca cosa.


Testo Originale Estratto
Il pane che si mangia quante fatiche
ha costato! E l'abito onde vestirsi rimpol-
pisce, si pavoneggia, a prezzo di quante fatiche
si è intessuto! Si è dovuto coltivare la terra,
piantare il cotone, seminare il lino, la canapa,
raccoglierlo, filare, tessere, imbiancare, tossi-
care e intire; si è dovuto spianare monti,
arginare fiumi, valicar mari, affondar bos-
chetti; si è dovuto scavar miniere, fondere i
metalli, far brillare strumenti, e costruire l'en-
gno. L'uomo vorrebbe vivere senza lavorare!
Ma allora almeno bisognerebbe trovar degli u-
omini per provvedere a'le nuove abiti e lenzuoli,
trabarli ed arroste, trarre li e pollù, cornici e
panni etc. Purchè questo segreto non sia scoper-
to bisogna lavorare, bisogna lavorare.
Senza il lavoro che far della vita, del tempo,
delle forze? Si cade nell'ozio; e l'ozio è un
infelice disprezzato e disprezzabile. Uomo ozioso
dunque non è un ozioso, perché egli non reca frutto
a nessuno perché così è sulla via del delitto.

Il lavoro invece è un piacere, un godimento, un
bisogno, una gran passione.
Che delizia bastare a sè stesso! Provvedere
alla moglie, ai figli, farli contenti e felici!
Vedete il giovane artigiano, amico del lavoro, come
è lieto, raggiante di gioia in quel giorno che
comincia a lavorare per proprio conto, e apre
bottega. Tutto ciò che si possiede è frutto delle
sue fatiche; non si coglie che alle sue braccia.
Il lavoro significa moralità e robustezza,
pace e sanità. Gli uomini laboriosi costituis-
cono la vera ricchezza della società.
Giovanni B. Piria, onore della sua città e dei
Paesi alle quali la Francia deve la indipen-
denza, e la gloria sua, aveva scritto sull'uscio
del suo campestre abituro: Viva il lavoro.

La previdenza.
Il lavoro è dignità e virtù ma spesso deve
avere una compagna fedele, e questa è la
previdenza. Chi vale un lavoro perché


Testo Originale Estratto
81
dovuto dar la settimana, se poi sciupa nella
Domenica il frutto dei suoi sudori. Il pigro
suole vivere alla giornata, e manca di prevedenza.
L'ordine e l'economia. Egli è principalmente
nella gioventù che si dimentica l'avvenire, si
sciupano le forze e la salute, il tempo ed il denaro.
Si crede che la primavera abbia a durar sempre,
ma tutto passa, e rapidamente passa, e tardi
e a tutte danno gli invidii patimenti e tardi
rimorsi, la furia provata. Il giovanotto spera
dicò che per quanto guadagna non fa rispar-
mi, intanto il tempo d'ammogliarsi è venuto.
Ed egli prende per compagna della sua vita
una giovine che si mise in capo tutti i suoi
Deci suoi lavori. Poi vengono i figliuoli,
avviene una malattia, manca il lavoro, ed
ecco una famiglia povera, uno dei bambini
gettati sulla via della mendicità e del vizio.
Ma il giovane operaio che è saggio e amico
del lavoro, porta a casa ogni settimana per-
la qualche cosa alla cassa dei risparmi.

82
poichè non si lascia sviare, nè dal giuoco ne
dalle osterie. Egli va un giorno a metter
casa e far principio di una famiglia, tiene
vecchio una buona fanciulla, modesta, laboriosa.
Egli è amico del fratello di lei, che è uno
dei migliori agricoltori, ne frequenta la casa,
e vede che la vi regna l'agiatezza, la concordia,
l'ubbidienza e l'amore. Eppure quella famiglia
è venuta su dal niente, con virtù di pochi
risparmi. Il padre era dapprima un giovanotto
nel povero, nel suo sfaticato lavoro, il padrone e
Suo figlio si è tenuto peggio a peggio, lo stesso
si ritrova in migliore abitazione: cosa certo adopera
dal primi risparmi la famiglia si è pensato
ad avere pochi bisogni, ed essere contenta del poco.

Il buon costume.

La previdenza non è un errore; il buon costume
è la chiave di una buona fortuna, di un ben essere,
una vita. Chi un giovane non ha la infelicità,
giovane è il principio. Ma se si preferisce


Testo Originale Estratto
— 83 —
scende la povertà nella casa, la fame
che spesso, spingono l’uomo e lo trascina nel fango.
La più fatta in un'ubriachezza dote i linelli
generosi e come è obbrutito, anzi è sceso più in basso dei brutti.
Dite. Dov'è quella impronta divina che dà all'uomo
tanta dignità? Essa è scomposta e distrutta da
una degradazione un avvilimento, che umilia.
Osservate persino il camminare egli non sa più
reggere e governare il suo corpo. La figura ben poiquale
governo sarà dai suoi affetti della sua volontà?
Egli è diventato uno schiavo, anzi una macchina
che si muove a seconda della passione.
— — —
La casa e i suoi abitanti.
Necessità della casa.
Quanto bisogna all'uomo è circondato furono gli studi
primi e il ritrovamento delle arti e delle industrie, che
maravigliose. L'uomo sin dal principio dell'umano
senti il bisogno di porsi al riparo dall'intemperie
O in amenità delle stagioni, di ricoprire il corpo
Di farsene al coperto, di tenere in serbo gli olii

— 84 —
menti precisi e per gli animali domestici degni degini
Di stabilimenti in principio gli altri dappoimano
poi mano mano da panno ricoperto tolto foglie delle
piante, torrette e tenute da lui branchi e l'alberi.
E quale non ha dato origine questo bisogno
dell'abitare, da quella semplicissima del legnaiolo
fino allo no bilissima dell'architetto, il quale ha
trovato le forme più eleganti per bellezza, più
solide nella costruzione, più comode per la distribu-
zione. Ma onde ebbe gli strumenti l'uomo? Il
Legnaiolo, egli ebbe bisogno del fabbro che togliendo
la materia donnea il ferro e l'acciaio lo riduceva in
quella forma che è più conveniente per le varie difune
operazioni della sua arte. E il ferro stesso pro-
della sua arte. E il ferro stesso pro-
di essere punto in natura bello e disposto ad essere
lavorato. E anche qui occorsero molte arti e molte mani.
Che si riuniscono in precisione e si aiutano.
Eppure nella costruzione d'una casa entrano molte
altri mestieri, i quali alla sua volta danno origi-
ne a nuovi mestieri. I fornaciai si preparano la calce
Le varie foggie di mattone e le tegole.


Testo Originale Estratto
88-
Ecco come son nate le arti e le professioni! Sin
Dal principio si comprese che nessuno poteva riuscire
perfetto esercitando più arti, ma che conveniva
concentrare l'intelligenza ad una sola per
aggiungere nuove perfezioni a questo, e non per
altro, cioè accelerare il lavoro per l'abitudine e
non si confondere nell'esercizio.

Distribuzione della casa.

La casa è il nido che ci accoglie, perfetto o sia ed
giorno vi troviamo il cibo che ci guadagnammo co 'lle
fatiche; qui abbiamo il letto che ci da così riposo della
notte e il necessario ristoro.
Nell'officina, nei campi, o sul mare e viaggi, in
tutto ci avviene ai nostri sudori; e là de' suoi uomi
ni passiamo solamente la terza parte del giorno; fra
le sette della moglie, della madre
della sorelle, dei bambini. La a casa è per loro un piccolo
mondo. Imparate a lungo con questo piccolo mondo
a ben le migliori condizioni di comodità e di salubrità.
Queste due qualità sono bene in accordo.

l'argento, il rame, il ferro, lo stagno, il piombo, de
l'oro e il mercurio.
Fra tutti questi il più utile, il più indispensabile,
per la natura a ben esplicate
Il primo lavoro è di miniera mescolato o in armonia.
Terra, è di compietre, il più è altre materie.
Sembra che la natura abbia lavorato
in ragione della
sue applicazioni. L'industria del ferro
in comporre il momento che la società avesse non
potrebbe farne senza. Ecco si ridusse ovviamente,
e con grande cura di bisogna o si ispirava come ne
forniscono le miniere, e di quante ne trae
[...] milioni di miriagrammi. Colla quale tutti
che l'uomo si propone di fare materia dal ferro.
C'era delle armi della guerra, del castello at
lavoro è perfetto comparire il ferro.
il rame, il quale si adopera


Testo Originale Estratto
99
peghli ustensili Di cucina; eppure quest'uso non è
senza pericolo; perche sul rame si fa una ruggine
veria Della verderame; la quale è velenosa; guai
chi mangiasse vivande cotte o conservate in vas-
senili, guai pure se si bevesse il vino ed e'altra
sostanza acidula in recipienti Di rame!

Un jour, distrait, la plume aura en pres dument,
et avec une admiration toute surprenant
je ne sçaise je vous écris quelques lignes
petites nouvelles, si votre cœur tant aimable que doux
et gracieux comme complaisant aurait il peut
être la bonté de recevoir de deux traits de lignes
D'un bien que vous bune ou'i profond armen.

100 et Dernier pages
Lettera ad una persona Lettre a une personne
che si rispetto. que l'on respects.

Signore? Monsieur
Non saprei come migliore Je ne saurais mieux com-
ministro l'anno entrante. mener l'année qu'en vous
se non augurandovelo fe- la souhaitant heureuse et
lice, ed assicurandovi nel vous assurant en même
tempo Della conti- temps de la continuation
nuazione Del mio profondo de mes profonds
rispetto. respects.

Ora questi i primi Doveri Ce sont les premiers et
e più sacri doveri a cui les plus sacrées devoirs dont
Soggetto verso Di voi e je m'acquitte vers vous
nulla più mancare olla et il ne peut manquer à
mia felicità se li accogliete mon bonheur si vous
favorévolmente. Voi avrete les recevez favorablement.
in ogni tempo Dimostrato Vous avez eu pour moi dans
per me della bontà, e non tous les temps des bontés,
prego spero tanto riconosci- que je ne puis reconnaître
re quanto lo merita, e autant qu'elles le méritent
e non null'almeno vi et je suis votre


Testo Originale Estratto
Suplico a volermi con-
tinuare.
Saro e sarò sempre,
Signore con un pro-
fondo rispetto.
Vostro Dev.
Piso.
Je me voudrois toujours con-
tinuer.
Je suis et serais toujours
Monsieur avec un pro-
fond respect.
Votre, etc.


Testo Originale Estratto
A. Beyda
AOSTA


Testo Originale Estratto
Ce cahier de propre
appartient à
Petit Louis


Testo Originale Estratto
Cahier
pour les Dictées, les Devoirs
et les exercices de nomenclature
à l'usage
de
Petit Louis-Eloi
de Joseph Etienne
écolier dans l'école communale
des garçons
de
Phénes St Georges
année scolaire
1883-1884.


Testo Originale Estratto
Dettatura delli 9 Novembre 1883.
Poesia.

Sempre alla scuola debbo venire;
Studiare attento ed ubbidire;
E nel lavoro essere destro;
Far quello che dice il maestro.
Per i compagni avere amore,
Dei genitori esser l'onore,
Ed fra lo studio e il diletto
Ornar sempre l'intelletto.

Compito.
Volgete la precedente poesia in prosa.
Io Debbo venir sempre alla scuola per studiarvi attentamente e per ubbidire ed anche per essere Destro nel lavoro. A scuola io Debbo far quello che dice il maestro, Debbo portare amore ai compagni e per l'onore Dei genitori miei e ornare sempre il mio intelletto collo studio e l'acquisto del sapere.

Compito delli 9 Novembre 1883.
Dite quali cose osservate nella scuola.


Testo Originale Estratto
Nella mia scuola io vedo:
Il maestro, i condiscepoli, il crocifisso, il quadro del
Poe, i banchi, le penne, i calamai, la tavola,
i cappelli, i beretti, la sega, le finestre, la
sedia, il seghetto, i libri, le regole, le matite, il
secchio, le legne da ardere, il tavolino del maestro,
la stufa, il cavalletto, il cartellone, la credenza,
il quadro dei pesi e misure, metriche, la porta, la
lavagna, l'armadio, i fiori del soffitto, la palumiera
la scopa, la secchia, l'innaffiatoio, i polverini, il
gesso, la spugna, il calendario scolastico.

Dictée du 9 Novembre 1883.
L'école, l'étude, lesavoir La scuola, lo studio, il sapere
le devoir, les écoliers, les il dovere, gli scolari, le
leçons, les exercices. lezioni, gli esercizi.
Les devoirs des écoliers. I doveri degli scolari.
L'intelligence des enfants. L'intelligenza dei fanciulli.
Les livres des élèves. I libri degli scolari.
Je préfère l'utile à l'a Io preferisco all'aggradevole
gréable, la pauvreté aux la povertà alle

injustices. Le maître pre- ingiustizie. Il maestro pu-
fère les écoliers sages et la nisce gli scolari savi e la
bonté aux écoliers volages, bontà agli scolari leggieri
et negligents. e negligenti.
Je serai bon et affable avec io sarò buono e affabile cogli
les inférieurs, docile et poli inferiori, docile e pulito
avec les supérieurs, obligeant coi superiori, cortese e
et complaisant avec les compiacente cogli eguali
égaux. gli eguali.
Je serai constant dans io sarò costante nelle
mes résolutions et exact mie risoluzioni ed esatto
dans mes devoirs. nei miei doveri.

Dite quali cose voi vedete nella campagna
Nella campagna io vedo:
I monti, i torrenti, gli alberi, le selve, i campi, i prati
le case, i villaggi, i borghi, gli oratori, le cappelle
la chiesa, dei mucchi, di pietre, le strade, i sentieri
Dei valloni, delle paludi, dei boschetti, dei ruscelli, dei
rigagnoli, le chiudende, i ponti, la riviera, dei pozzi,
dei mulini, delle seghe, delle baracche, delle cascine.


Testo Originale Estratto
dei greggi, la neve, il ghiaccio, i muri, delle
frame, i viaggiatori, i contadini, le contadine
gli agricoltori, i pastori, i mulattieri.
Dictée du 10 Novembre 1883.
Usons de tout avec prudence.
Adolphe jeune étourdi s'avisa un jour
de cueillir de belles roses qui ornaient le jardins
paternel: il le fit avec tant de préci-
pitations que les épines, donc la tige du rosier était
couverte lui entrèrent dans les doigts. Il en
éprouva de vives douleurs. Pourquoi, demanda
l'enfant à son père, ces roses si belles et
d'un parfum si suave ont elles des épines
si aiguës? - C'est peut être, répondit le père
pour nous rappeler que les choses les plus
admirables et les plus douces peuvent nous
être funestes, si nous en usons d'une manière
imprudente.

Devoir.
Recopiez d'abord tous les noms et ensuite
tous les adjectifs qualificatifs compris dans
la dictée precedente.

1. Noms: Prudence, Adolphe, étourdi, jour, roses,
jardins, précipitation, épines, tige, rosier, doigts, douleurs,
enfant, père, roses, parfum, épines, père, choses,
manière.
2. Adjectifs: jeune, belles, paternel, couverte, vives
belles, suave, aiguës, admirable, douces, funestes,
imprudentes.

Devoir du 11 Novembre 1883.
Dites quels sont les travaux des champs qui vous plaisent le plus.
Les travaux champêtres qui me plaisent le plus sont
de faucher le foin; couper le blé; Faire le foin avec la
faucille; Transporter du fumier; Piocher les champs la vigne;
Trainer du bois avec le traineau; le couper; Ratteler le foin
Le transporter à la maison; Faire des rigoles par les
pres, les abreuver. Aller en pleine vendange.


Testo Originale Estratto
Balayer les feuilles par la campagne
Planter des pinus par les prés, et tenir la charrue.
Planter des pommes de terre.

Devoir et traduction du 12 g-bre
On doit défendre aux enfants les jeux trop bruyants.
Les petits ruisseaux font les grandes rivières.
Dieu a donné des plumes aux oiseaux, de la laine aux brebis,
des fourrures aux bêtes sauvages. L'homme s'est composé des vêtements
avec les plumes, les laines et les fourrures des animaux.

Si devono difendere ai fanciulli i giuochi strepitosi.
I piccoli ruscelli fanno i grandi fiumi.
Dio ha dato delle piume agli uccelli, della lana alle pecore,
della pelliccia alle bestie selvaggie. L'uomo si è composto dei vestimenti
colle piume, le lane e le pelliccie degli animali.

Autre traduction.
1. Celui qui donne aux pauvres place son argent dans le ciel.
2. Le chant du coq matinal appelle aux travaux champêtres les habitants des campagnes.
3. La santé de l'esprit et du corps est le fruit de la tempérance.

Altra traduzione.
1. Colui che dà ai poveri colloca il suo denaro nel cielo.
2. Il canto del gallo mattinale chiama ai lavori campestri gli abitanti delle campagne.
3. La sanità dello spirito e del corpo è il frutto della temperanza.

Altro compito sugli articoli.
L'allievo sostituirà un articolo ai punti, e ciò farà nel ricopiare.
L'insegnante proibisce... allievi... ciarle e... percosse.
Iddio... suoi comandamenti difende... uomini... lavoro...
...domeniche,... scandalo,... omicidio,... furto. Iddio ha dato... animale... pelo... piante... foglie... uccelli...
piume e... uomo... abiti per vestirsi... inverno succede...
...autunno e... autunno... estate.


Testo Originale Estratto
Correzione.
L'insegnante proibisce agli allievi le ciarle e le
percosse. Iddio nei suoi comandamenti difende
agli uomini il lavoro le domeniche, lo scandalo,
l'omicidio, il furto. Iddio ha dato agli animali
il pelo, alle piante le foglie, agli uccelli le
piume e all'uomo gli abiti per vestirsi.
L'inverno succede all'autunno e l'autunno all'estate.

Traduction du 12 Novembre 1883
1: Les rois sont inférieurs. 1: I re sono inferiori
aux empereurs. 2: Les officiers agli imperatori. Gli ufficiali
commandent aux soldats. comandano ai soldati.
3. Le maître donnera des Il maestro darà delle
recompenses aux écoliers sages ricompense agli scolari
et laborieux. 4. L'écolier saggi e laboriosi. Lo scolaro
doit faire attentions aux deve fare attenzione alle
explications du maître. spiegazioni del maestro.

Devoir
Lettre d'un élève à son père pour le
solliciter de lui acheter un dictionnaire.

A Rhêmes St Georges le 1 Novembre 1883.
Mon cher père.
A l'école le maître fait bien souvent écrire sous dictée
en français et en italien et me donne aussi bien des
traductions à faire parcit il me laisse le moyen qu'il le
peut à ne rien faire. Comme vous le savez les dictées
il faut les corriger très soigneusement surtout les jours
de compositions, et dans les traductions soit de l'italien
en français soit du français en italien il faut à tout
bout de champ avoir recours au Dictionnaire français-
italien et italien-français. Le maître me le prête bien
quelques fois mais j'aimerai bien mieux en avoir un à
moi pour l'user en toute liberté tant à la maison
qu'à l'école. Ce dictionnaire ne me servirait pas seulement
maintenant, mais on a l'occasion de s'en servir toute sa
vie. Je vous prie donc instamment de vous imposer encore
un sacrifice en ma faveur, je sais que vous avez à cœur
mon instruction et il ne s'agit dans la demande que je
vous fait, que de le vouloir, je suis donc certain que vous au
rez la bonté de m'acheter ce livre.
Je vous en serais reconnaissant.


Testo Originale Estratto
Exaucez, cher père, la prière de votre affectionné fils
Louis.
P.S. Je profite de cette occasion de vouloir encore
m'acheter un cahier neuf pour le propre.
Je le voudrais du prix de 50 centimes
Votre.

Traduction du 13 Novembre 1883
sur les adjectifs démonstratifs.

1. Cette cravatte me va bien. 1. Questa cravatta mi sta bene.
2. Ces habits te vont bien. 2. Codesti abiti ti vanno bene.
3. Ces campagnes sont très bien cultivées. 3. Quelle campagne sono benissimo coltivate.
4. Hilarion, prête moi ce livre. 4. Ilarione, presta mi codesto libro.
5. Eloi montre moi cette règle. 5. Eligio mostrami codesta riga.
6. Ce jardin (proche de qui parle et de qui écoute) m'appartient. 6. Questo giardino mi appartiene.
7. Cette ville (proche de qui écoute) est la patrie de Michel Ange. 7. Questa città è la patria di Michel Angelo.
8. Ces écoliers (éloignés de qui écoute et de qui parle) sont très laborieux et leur conduite ne laisse rien à désirer. 8. Questi scolari sono laboriosissimi e la loro condotta non lascia nulla a desiderare.

9. Cette écriture, ces caractères (proche de qui parle) me semblent ceux de votre fils René.
9. Questa scrittura questi caratteri mi sembrano quelli di vostra figlio Renato.

Compito
Scrivete tanti nomi d'uomo quante sono le lettere dell'alfabeto italiano.
Lavori
Ambrogio, Bernardo, Cirillo, Delfino, Eligio, Francesco, Gregorio, Marione, Luigi, Martino, Nicola, Olimpo, Pietro, Quirino, Renato, Serafino, Teodoro, Ulterico, Vittorio, Zaccaria.

Altro compito
Scrivete tanti nomi di città quante sono le lettere dell'alfabeto italiano.
Aosta, Biella, Carmagnola, Domodossola, Eboli, Firenze, Genova, Haiti, Isernia, Larino, Maddaloni, Napoli, Oneglia, Palmanova, Rivoli, Sampierdarena, Torino.


Testo Originale Estratto
Udine, Vicenza, Zurigo.

Dettatura del 13 Novembre 1883
Il lavoro unito al sapere fa si che l'uomo sia superiore
agli animali irragionevoli. Ed il lavoro che gli fa divenire
agiata la vita. Gli scioperati sono di peso alla società.
Chi lavora fa il suo dovere, poi che è dovere di ogni uomo
lavorare a beneficio suo e de' suoi simili.

Traduction!
Le travail uni au savoir fait de manière que l'homme
est supérieur aux animaux irraisonnables. C'est le travail
qui fait devenir la vie aisée. Les fainéants sont à
charge à la société. Celui qui travaille fait son devoir
car c'est un devoir pour tout homme de travailler
à son profit et à celui de ses semblables.

Dettatura del 14 Novembre 1883
St Remy St Georges.
St Remy St Georges è il mio comune natale.
La sua situazione trovasi al sud-ovest della città d'Aosta da cui è distante circa venticinque chilometri.
Due altissimi monti separano questo comune all'ovest da
Valsavaranche e al ponente da Valgrisenche e confina
a mezzodì con St Remy St Georges e al nord con Morges.
La sua lunghezza è di dieci chilometri in circa e la sua
altitudine è di mille due cento trenta metri. La popolazione
ne è di seicento cinquanta tre anime in circa. Nella
parte inferiore del comune crescono molti alberi fruttiferi,
tutti i cereali ed ortaggi salvo che il mais ed il riso. Gli uomini
e le donne sono agricoltori laboriosi, e d'inverno parecchi an-
dando a fare la loro campagna in Piemonte da spazza-
cammini e da mercanti ambulanti.

Compito dello stesso giorno
Ricopiare i nomi comuni e poi i nomi propri
compresi nella presente Dettatura
Nomi comuni: Comune, situazione, città, chilometri,
monte, comune, lunghezza, chilometri, altitudine, metri,
popolazione, anime, parte, alberi, cereale, ortaggi, mais, riso,
uomini, donne, agricoltori, inverno, campagna, spazza-
cammini e mercanti.


Testo Originale Estratto
Devoir
Dites quels adjectifs qualificatifs on a
formé avec chacun
des noms suivants
Propreté, ponctualité, exactitude, correction, blancheur
modestie, sévérité, honnêteté, économie, necessité
soin, bonté, solidité, consolation, hauteur, longueur
largeur, puissance.
Travail.
Propreté forme propre. Necessité forme nécessaire.
Ponctualité forme ponctuelle. Soin forme soigneux.
Exactitude forme exacte. Bonté forme bonne.
Correction forme correcte. Solidité forme solide.
Blancheur forme blanche. Consolation forme consolant.
Modestie forme modeste. Hauteur forme haute.
Sévérité forme sévère. Longueur forme longue.
Honnêteté forme honnête. Largeur forme large.
Economie forme économe. Puissance forme puissant.

Devoir
Trace de lettres.
Jules qui a gravement offensé son père par ses
désobéissances lui demande pardon et lui promet qu'à l'avenir
il se fera un devoir sacré de lui obéir toujours promptement
de manière que, autant il a été chagriné par le passé, autant
il sera consolé désormais.

désormais.
À Bohèmes Saint Georges le 14 Novembre 1883.
Mon très cher père,
J'ai eu la faiblesse de vous offenser gravement par mes
désobéissances, surtout par celles de hier, lorsque j'ai voulu
m'échapper de la maison malgré vos défenses. Je vous
en demande sincèrement pardon et je vous promets
qu'à l'avenir je me ferai un devoir de vous obéir promp-
tement de manière que, autant vous avez été chagriné
par le passé, autant vous serez consolé désormais.
Je vous demande pardon.
Votre tout dévoué fils,
Petit Louis.

Lettera tradotta dal francese.
Mio caro amico,
Io ti scrivo questa lettera per participarti le mie notizie


Testo Originale Estratto
I ho finito ieri il mio servizio e io mi trovo ora in casa
io ho ritrovato mia madre in buona sanità
Tu non puoi comprendere quanta gioia ella abbia prova-
to rivedendomi di ritorno a casa. La mia gioia non era
minore. Nella mia lontananza dalla mia cara mamma
io devo dirtelo io pensava spesso a lei, io mi votava
soventissimo colla mente prepo di lei. Io mi figurava
bene sovente di essere con lei e di tenerle compagnia
io ho però quantunque lontano da lei lavorato per lei
che io le ho portato ora un buon salarij. il quale l'aiuta
a sopportare le spese della casa. io mi porto benissimo
e mi trovo contento. A rivederli
Io sono tuo devotissimo
Luigi Petit.

Dictée du 17 Novembre 1883.
Un bon petit cœur.
Le petit Paul, le visage tout attristé vint un
jour trouver sa mère dans sa chambre
« Maman, lui dit il, il y a dans la cuisine
un petit ramonneur, que vous avez fait appeler.

pour nettoyer nos cheminées. Il est bien malheureux, je vous
assure. Ses vêtements sont tout usés, sa chemise en lambeaux
couvre à peine sa poitrine. Il a les pieds nus dans des
souliers troués.
« Ne permettez-vous de lui faire cadeau d'une de mes
chemises et de la choisir aussi neuve que possible
afin qu'elle dure plus longtemps.
« Si vous le voulez bien, je lui offrirai une paire de bas de
laine qui lui seront également très utiles. Enfin parmi
mes souliers j'en ai qui bien que n'étant plus tout à fait
neufs, vaudront beaucoup mieux que ces misérables chaussures.
Consentez à ce que je les abandonnes. La mère attira son
fils dans ses bras et le couvrant de baisers. « Oui, dit mon
enfant, lui dit elle, je consens de bon cœur à la demande
que tu m'adresses et je suis sûre que Dieu te bénira
Il aime et comble de ses bénédictions ceux qui soulagent
les malheureux.

Dettatura del 27 Novembre 1883.
Iddio.
Iddio è uno spirito eterno onnipotente, immenso e infinito.


Testo Originale Estratto
Dio è uno spirito perché non si vede, non si tocca, non avendo
parte corporea.
Dio è eterno perché è senza principio e senza fine.
Dio è onnipotente perché può fare tutto quello che vuole,
avendo creato il cielo e la terra e quanto essi contengono.
Dio è immenso perché egli è presente in ogni luogo.
Dio è infinito perché le sue qualità sono senza
limite, cioè senza fine.
Dio sa tutto quel che io penso, tutto quel che io so
e dico, tanto nella oscurità che nell'inspien
mezzogiorno.
Alla mia morte Dio che tiene conto di
tutto mi ricompenserà ogni punisia secondo
che io avrò operato bene o male.

Compito del 30 novembre 1885
Tema: Nominate le principali parti del
corpo umano.
Le principali parti del corpo umano sono:
La testa, i capelli, gli orecchi, gli occhi, la fronte, il naso,
la bocca, il mento, le guancie, i denti, la lingua, il
palato, il collo, le spalle, i bracci, il pugno, i gomiti, le mani, le
dita, le unghie, lo stomaco, il petto, la schiena, il ventre,
le gambe, i piedi, i talloni, i piedi, i diti, le unghie.

Dettatura del 30 Novembre 1885.
I vestimenti dell'uomo.
L'uomo ha ancora bisogno di vestimenti a fine di difendere
il suo corpo dal freddo, dal vento, dalla pioggia. I principali
vestimenti dell'uomo sono: la camicia, i pantaloni, le mutande, il panciotto, l'abito, il cappello, il berretto, il caschet-
to, le calze, la cravatta, il moccichino, gli stivali, gli zoccoli,
le scarpe, la cintura, le millene, i guanti.
La camicia ha il collo, le maniche e i polsini, lo spara,
il punto scritto. L'abito ha il collaretto, le maniche,
i bottoni, gli occhielli. I pantaloni hanno la sera, le
bretelle, lo spardolo, i cammoni.

Composizione
Recate un esempio col quale dimostriate la verità
del proverbio. Presto e bene raro avviene.
Svolgimento. Vittorio è un mio compagno


Testo Originale Estratto
gli aranci e le palme di San Remo ecc.
Il pepe ci viene dall’India; la cannella dalla China
e dall’America; il garofano dalle isole Moluche
nell’Oceania; il sughero nasce nella Sardegna. La can-
na da zucchero, il carubo, l’albero del cotone
si coltivano in Sicilia; la cultura del baco da seta
del tabacco è molto sparsa in tutta l’Italia.
Il miglior caffè viene dalla città di Mocha
nell’Arabia.
garofano, isole, sughero, canna
carubo, albero cotone,
baco, seta, tabacco,
caffè, città.
Oceania, Sardegna,
Sicilia, Italia
Mocha, Arabia.
Compito
Lo scolaro classificherà i nomi compresi nella precedente
dettatura secondo che sono comuni
o propri.
Scrivete per ordine alfabeto i principali nomi
di famiglia de Rèhemes St Georges.
Anselmet, Barnay, Blanchet, Berthod, Copard, Courtain
D.C. Lavre, Ferrod, G.H. Junin, L. Martin,
Lygot, Pariset, Pellissier, Petit, Raymond,
Therisod & Gautier.
Nomi comuni:
Prodotti, regola, le patate,
vino, castagne, canapa,
gruviera, valle, meliga, riso, olio
oliva, limone, provincia,
arance, palme, pepe, cannella
Nomi propri:
Aosta, Piemonte, Lom-
bardia, Brescia, Voghiera
Lucca, Genova, Salò
Brescia, San Remo
India, China, Moluche
Dite quali sono le otto più belle
città d’Italia.
Risposta: Le otto più belle città d’Italia sono
Torino, Genova, Milano, Napoli, Palermo,
Firenze, Roma, e Venezia.
Dite ancora quali sono le più grandi e più
popolose città d’Italia.


Testo Originale Estratto
Risposta: le più grandi e più popolose città
d'Italia sono:
Napoli con 448.000 mille abitanti; Roma con
441.000 mille abitanti; Milano con 201.000 abitanti;
Palermo con 219.000 abitanti; Torino con 219.000
abitanti; Firenze con 104.000 abitanti; Genova
con 130.000 mille abitanti e Bologna con 130.000
mille abitanti.

Preponete un conveniente articolo determinativo
ai seguenti nomi:
Campo, frutto, temperino, casa, barca, soldato,
madre, fragole, primavera, cavallo, montagna,
prati, fiori, fanciullo, rondine, biade, grano, specchio,
schioppo, scudo, uomini, più, studi, scolari.
Nomi preceduti dall'articolo.
Il campo, il frutto, il temperino, la casa, la barca,
il soldato, la madre, le fragole, la primavera, il
cavallo, le montagne, i prati, i fiori, il fanciullo,
la rondine, le biade, il grano, lo specchio, lo schioppo, lo
scudo, gli uomini, gli più, lo studio, gli scolari.

Poésie du 6 Décembre 1883.
Si vous négligez dans votre adolescence,
D'acquérir la sagesse et la science,
L'incant vous arriverez à l'âge mûr,
D'avoir perdu des biens aussi solides.
Vous vous repentez il est bien sûr
Mais alors les trouvez à mains vives,
Si quand vous pouviez vous ne vouliez pas,
Lorsque vous le voulez vous ne pouvez pas.

Rendete di genere femminile i seguenti nomi
di genere maschile.
Maestro, giardiniere, contadino, albergatore, ripetitore, im-
paratore, conte, signore, padrone, servo, duca, suonatore,
uomo, fratello, scolaro, fanciullo, direttore.
Nomi resi di genere femminile.
Maestra, giardiniera, contadina, albergatrice, regina,
pittrice, imperatrice, contessa, signorina, padrona, serva,
duchessa, suonatrice, donna, sorella, scolara, fanciulla,
direttrice.


Testo Originale Estratto
Altro compito
Date un conveniente soggetto ai seguenti
verbi, formandone brevi proposizioni.
Abbrustolisce, abbrucia, abbaia, rischiara, mugge, scivola,
striscia, vola, corre, salta, morde, vegetano, scrivono,
parlano, leggono, insegna, lavora, risplendono,
belano.
Preposizioni
Il cavallo nitrisce, il fuoco abbrucia, la cagna
abbaia, il fuoco rischiara, il vento mugge, lo
acque dotno, il serpente striscia, l'uccello vola.
L'uomo corre, l'agnella salta, le piante vegetano
gli uomini scrivono, gli scolari leggono, il maestro
insegna, il contadino lavora, la mosca morde,
le stelle risplendono, le pecore belano.

Esercizio di geografia.
Dites quels sont les quatres points cardinaux
et donnez en la definition.
Dites encore quels sont les quatres points
intermediaires aux points cardinaux.

Réponse: Les quatres points cardinaux sont,
Le levant, le couchant, le midi et le nord. On les
appelle encore l'est, le sud, l'ouest, le nord et à la
place de levant, on dit encore orient et au lieu de
couchant on dit encore occident.
Le levant est le coté où le soleil se lève; Midi où
le soleil est à midi; Le couchant est le coté où le so-
leil se couche, et le nord ou septentrion, est le coté
opposé au midi.
Le point intermédiaire entre le levant et le
midi s'appelle sud-est. Le point intermédiaire
entre le midi et le couchant s'appelle sud-ouest.
Le point entre couchant et le nord s'appelle nord-est
et le point intermédiaire entre le nord et le levant
s'appelle nord-est.

Ricuverare dalli seguenti nomi di città
provincie, regno quello degli abitanti.
Aosta, Bergamo, Brescia, Francia, Genova, Italia,
Inghilterra, Milano, Napoli, Novara, Palermo,
Roma, Sardegna, Svizzera, Germania, Toscana.


Testo Originale Estratto
Sicilia, Torino, Spagna, Prussia, Turchia
Portogallo, Savoia, Palermo, Parigi, Europa
Austria, Lombardia, Olanda, Parma
Lavoro
Nomi di città o provincia. Nomi dell'abitanti.
Aosta Un Aostano
Bergamo Un Bergamasco
Brescia Un Bresciano
Francia Un Francese
Genova Un Genovese
Italia Un Italiano
Inghilterra Un Inglese
Milano Un Milanese
Napoli Un Napolitano
Novara Un Novarese
Padova Un Padovano
Roma Un Romano
Sardegna Un Sardo
Sicilia Un Siciliano
Torino Un Torinese

Corseapone Un Toscano
Venezia Un Veneziano
Spagna Una Spagnuola
Svizzera Un Svizzero
Germania Un Tedesco
Prussia Un Prussiano
Turchia Un Turco
Portogallo Un Portoghese
Savoia Un Savoiardo
Palermo Un Palermitano
Parigi Un Parigino
Europa Un Europeo
Austria Un Austriano
Lombardia Un Lombardo
Olanda Un Olandese
Parma Un Parmigiano
Piemonte Un Piemontese
America Un Americano
Africa Un Africano


Testo Originale Estratto
Trovare i nomi di significato
contrario ai seguenti.
A Abbondanza, addizione, allegrezza, ricompensa,
guadagno, perdono, pace, figlio, passato, silenzio,
scienza, sanità.
Contrario.
Carestia, sottrazione, tristezza, punizione, vendetta,
guerra, figlia, avvenire, chiasso, ignoranza,
perdita, malattia.

Devoir du 7 Décembre 1883.
I. Écrivez vingt noms de profession ou de
métier que vous traduirez ensuite en
italien.
II. Donnez la définition des noms suivants:
Propriétaire, Usufruitier, ménagère, agriculteur ou
laboureur, paysans, bailleur ou loueur, locataire ou
preneur, fermier, métayer ou copartenaire, facteur, biens,
fonds ou immeubles, mobilier, propriété, usufruit,
maison, ferme, métairie, chalet, villa, bail à loyer,
bail à ferme, instrument aratoire.

Travail Lavoro.
Propriétaire: Celui qui a des propriétés des maisons, ou
autres en sa possession.
Usufruitier: Celui qui a la jouissance de choses dont un autre
a la propriété.
Ménagère: Femme qui a le soin du ménage.
Agriculteur, laboureur: Celui qui cultive la terre.
Paysans: Homme de village ou de la campagne qui travaillent
encore la terre.
Bailleur, loueur: Celui qui donne des biens des maisons
a louages.
Locataire, preneur: Celui qui paye des maisons à louage,
chambres et appartements.
Fermier: Celui qui tient une ferme à louer.

Possedante, proprietario: Chi ha podere, case e altro in proprietà.
Usufruttuario: Colui che ha il godimento delle cose di cui un altro ha la proprietà.
Massaia: Donna che ha la cura della masserizia.
Agricoltore: contadino. Colui che coltiva la terra.
Contadino: Uomo del contado che coltiva ancora la terra.
Affittatore, affittante: Chi dà stabili terreni in affitto.
Fittaiuolo: Colui che piglia case a louage, camere e appartamenti.
Affittaiuolo: Colui che tiene una masseria in affitto.


Testo Originale Estratto
Bien, fonds immeuble. Propriété
Le ou édifice, comme champs,
maisons, etc.
Ménager: Fermier qui rend au
propriétaire une partie des récoltes des meubles
loués ordinairement la moitié.
Caducité: Agent employé, préposé à l'administration et
à la comptabilité d'une ferme.
Mobilier: Ensemble des
meubles d'une maison ou
d'un appartement.
Propriété: Pièce de terre.
Usufruit: Jouissance d'une
chose contenu en autre à la
propriété.
Maison: Bâtiment servant
d'habitation où l'on demeure.
Ferme: Maison de campagne
habitée par des gens qui la
cultivent.

Stabile immobile: Podere o
edificio come campi, pascoli,
ecc.
Massaria: Il fittaiuolo che
rende al proprietario una
parte dei raccolti degli stabili o fitato
per solito la metà.
Stallone: Agente impiegato
preposto all'amministrazione
e alla contabilità d'una masseria.
Mobilia: Insieme dei mobili
d'una casa e d'un appartamento.
Podere: Pezzo di terra.
Usufructo: Godimento d'una
cosa, in altro tra la
proprietà.
Casa: Bastimento servente
d'abitazione ove si abita.
Masseria: Casa di campagna
abitata da gente che la coltiva.

Métayrie: Ferme dont le
preneur paye le loyer avec
la moitié des récoltes.
Chalet: Maison isolée où
l'on tient du bétail pour
en travailler le lait.
Villa: Maison de plaisance
avec des propriétés ou nouveaux
environs d'une ville.
Bail à loyer: C'est le louage
des meubles d'une maison.
Bail à ferme: Louage des
immeubles ruraux tels que
prés, champs, etc.
Instruments aratoires: Instrument
servant à la culture
de campagne.

Masseria: Masseria il
cui affittaiuolo paga la metà
dei raccolti.
Cascina: Casa isolata dove
si tiene il bestiame per lavorare
il latte.
Villa: Casa di piacenza con
proprietà o nome intorno d'una
città.
Locazione: È la pigione dei
mobili d'una casa.
Locazione: È quella degli immobili
rurali come prati, campi ecc.
Istrumenti aratori: Istrumenti
atto di coltivare la
campagna.

Lettre.
Demander à un condisciple qu'il vous
prête une carte géographique d'Italie.


Testo Originale Estratto
St Georges le 10 Jolie 1883.
Mon cher Condisciple.
Me tenant certain de ta bienveillance à mon égard
Je me permets de te demander un nouveau plaisir.
C'est que tu veuilles bien me prêter pendant
deux ou trois jours une carte géographique que tu as.
Sois assuré que j'en prendrai tous les soins possibles.
Et lorsque je serai à même de te rendre quelques services
je le ferai très volontiers parce que je me trouve heureux
De pouvoir me rendre utile à mes compagnons surtout.
Je finis ma lettre en te saluant d'un fort baiser mon
Cœur.
Ton tout dévoué condisciple
Petit Louis

Chermes - du 11 Decembre 1883
Je me lave fréquemment je me lave fréquemment
le visage, le cou, les oreilles,
les mains, les pieds.
La propreté du visage

des oreilles, du cou, des mains,
des doigts, des ongles, des pieds
des cheveux et le trouble corps
est très nécessaire à la
santé

L'instruction est à l'esprit
ce que la nourriture est
au corps. Le maître se
plaît les écoliers laborieux.
Dieu est dans le ciel, sur la terre
dans les plantes, dans les an
maux et en nous.

delle orecchie, del collo, le mani
e ditti, i piedi, unghie dei piedi
dei capelli, e del tutto il corpo
è necessario
alla sanità.

L'instruzione è allo spirito
quello che la nourriture è
ial corpo, Il maestro si
piace coeli scolari laboriosi.
Dio è nel cielo, sulla terra
nelle piante, negli animali
e in noi.

Compito (p. 12 n°12)
Fingete che vi siate l'ultima pri
mavera passato la metà del tempo al
servizio d'un ricco possidente, quale
domestico, e che vi trovate ora nell'ur
gente necessità di chiedere un acconto
al padrone, per far fronte alle spese di casa.
Il padrone consente e vi dà l'acconto richiesto
e di S. V. Tocca a voi fargli la ricevuta.


Testo Originale Estratto
Io solto scritto Petit Luigi del vivente Stefane Giuseppe
Domiciliato in Rehemes St Georges Eischiare e l'aver
ricevuto del Signor Martin Sulpizio fu... ello stesso
comune ove proprietario la somma di lire quindici (15)
per acconto del mio dipendio di domestio Curante
l'anno corrente 1883.
In fede a Rehemes St Georges il 12 decembre 1883.
Petit Luigi

Traduction de la lettre du 13 Oct 1883.
Domandate ad un condiscipolo
che vi presti una carta di
geografia d'Italia.
A Rehemes Saint Georges 13 10br 1883.
Mio carissimo amico
Tenendomi certo della tua benevolenza al mio
riguardo io mi permetto di domandarti un nuovo
piacere. Cie è che tu voglia bene prestarmi i due
o tre giorni una Carta geografia
che tu hai. Se è certo che mi è caro tutte le
pure possibile. Caliorché io sarò in grado di renire
qualche servizio lo farò volontarissimo perché io mi
trovo felice di poter rendermi utile a miei compagni
soprattutto.

Io finisco la mia lettera in salutandoti dal fondo
del mio cuore.
Il tuo letto Devote condiscepolo
Petit Luigi

Dictée du 10 Décembre 1883.
Portrait d'une bonne vache et du cochon pour l'engraissement.
La bonté des vaches ne dépend pas en général de leur bel
aspect. Les plus belles ne sont pas toujours les plus gracieuses.
Les bonnes vaches sont ordinairement maigres et malfaites,
elles ont les os minces, la peau douce, pliantes, et détachées,
les poils fins, les veines des mamelles grosses, prolongées sous les
ventres et tortueuses; la tête petite et allongée, les yeux vifs,
le cou long et mince, les cornes fines, horizontales à la base,
la queue fine, mince et longue; les jambes courtes
et fines, les reins larges et les mamelles développées pourvues
de sans chairs en dehors.


Testo Originale Estratto
Les bons cochons pour l'engraissement sont plutôt
longs avec les crins rares et fins, la peau pas trop épaisse
les oreilles plutôt longs, et l'ossature plutôt grosse.

Nomenclature des parties d'une
bovine.

Les parties extérieures d'une bête bovine portant
les noms suivants:
1 Le front 2 la ganache 3 le cou, 4 la poitrine.
5 le fanon 6 le garrot, 7 les épaules, 8 les jambes 9 l'avant
jambes 10 les genoux 11 les canons 12 le paturon;
13 la couronné, 14 les ongles 15 le dos 16 le flanc;
17 le ventre 18 la croupe, 19 la hanche, 20 les écuries, 21 la
cuisse 22 les jarrets.

Devoir
L'élève recopiera les adjectifs contenus dans la
dictée du 15 Décembre 1883.

Bonnes, bel, belles, productions, bonnes, maigres, mal faites
minces, douces, pliantes, détachées, fins, grosses.

prolongés, tortueux, petits, allongés vifs, longs, horizontales,
finis, minces, longues, courtes, fins, larges, larges, enveloppées
Bons, longs, rares, fins, épaisses, longues, grosses.

Compito
Correggete gli errori che troverete agli aggettivi qualificativi compresi
nella proposizione seguenti.

Gli scolari indifferenti sono d'ordinario negligenti. La mia
lezione è difficile, la tua è più facile. L'acciaio è lucente
e duro: i metalli sono fatti dure e lucenti. Quelle operaie
sono docile, laboriose e felici.

Vi sono negli animali domestici diverse razze. Le vacche
appartengono alla razza bovina. Le capre alla razza caprina;
le pecore alla razza ovina; gli asini alla asina; i catti i
muli alla equina e i maiali alla suina.

Lavori corretti.
Gli scolari indifferenti sono d'ordinario negligenti. La mia
lezione è difficile, la tua è più facile. L'acciaio è lucente e duro:
i metalli sono duri e lucenti. Quelle operaie sono stimate
dalla loro padrona, perché elle sono docili, laboriose e felici.


Testo Originale Estratto
Vi sono negli animali domestici diverse razze, le vacche
appartengono alla razza bovina, le capre appartengono
alla razza caprina; le pecore alla razza ovina; gli
asini alla asina; i cavalli i muli alla razza equina
e i maiali alla razza suina.

Dettatura del 18, 10th 1885.
L'uomo.
L'uomo è la più bella creatura di Dio sulla
terra. L'uomo ha la ragione ma gli animali non l'hanno.
Egli parla, sa significare i suoi pensieri colla parola.
Egli sa quello che è bene quello che è male. Egli studia
e impara. Egli sa fare tante belle cose.
L'uomo sta ritto su due piedi; tiene alta la fronte;
e guarda il cielo. Egli è composto di anima e di corpo.
L'uomo colle mani fa tutto; gli fabbrica le case; fa le
vesti, costruisce tutti gli strumenti per i suoi bisogni.
doma le bestie; dirige il corso delle acque; riempie
le valli; fora le montagne. tutto supera, vince e
assoggetta al suo potere per suo servizio. L'uomo
sa di essere creato da Dio.

Perciò lo adora e lo prega. Opera bene per meritare
i benefici di lui.
Quando l'uomo muore il suo corpo vien seppellito
in terra nel Campo Santo; Ma l'anima è immortale.
Essa torna a Dio con cui vive un'altra vita più
bella più lieta.

Compito.
Date una obbligazione colla quale vi dichiarate
Debitore della somma di due so per un mucchio di fieno.
O di 10 so voi comperato dal Sign. Berthot Giulio la qual
somma voi vi pagate alla fine del mese di aprile
primo venturo:
Io sotto scritto Petit Luigi del vivente Giuseppe Stefani,
domiciliato a Rehemes Saint Georges mi dichiaro
Debitore verso il Sign. Berthot Giulio del fu Sebastiano
la somma di due cinquanta per un mucchio di fieno
da me comperato con obligo dello stesso Berthot Giulio
di transportarmelo al mio fenile, la qual somma
prometto di pagargli alla fine di aprile prossimo
cioè nell'anno 1883.


Testo Originale Estratto
In fede a Rhêmes S. P. Luigi del 1885.
Petit Louis
Debitore

(firmato Jean Diderot Restituire)

Les communes de la vallie D'Aoste.
Aoste, Allain, Antey, St André, Antey
de la Madeleine, Arnas, Arvier, Avise
Bionaz, Brissogne, Brusson, Challant, Champdepraz, Champorcher, Charvensod,
Châtillon, Cogne, Courmayeur, Donnas, Doues
Emarèse, Etroubles, Fénis, Fontainemore, Gignod
Gressan, Gressoney la Trinité, Gressoney St Jean
Introd, Issime, Jovençan, La Salle, La
Thuile, Lillianes, Mondjovet, Morgex, Nus
Ollomont, Oyace, Perloz, Pollein, Pontboset
Pontey, Pré St Martin, Pré St Didier
Quart, Rhêmes St Pierre, Rhêmes St Georges
Roisan, Sarre, St Christophe, St Denis, St
Marcel, St Nicolas, St Oyen, St Pierre.

Saint Pierre, St Vincent, Courmayeur,
Valgrisenche, Valsavarenche, Valpelline, Valtour-
nanche, Verrayes, Verrès, Villeneuve.

Compito grammaticale.
Sostituire i convenienti aggettivi indicativi ai tre
puntini che trovansi nelle seguenti
proposizioni.

Questo cappello che non ti sta bene, prendi invece quello
che ti do. Guarda Luigi, mia cravatta essa mi stata
regalata da quel signore che tu vedi laggiù. Tutti gli animali
che pascolano lassù per il pendio della montagna.
Questo cappello che non ti sta bene, prendi invece
questo che ti do. Guarda Luigi, questa cravatta essa mi
è stata regalata da quel signore che tu vedi laggiù. Tutti quegli
animali che pascolano lassù per il pendio della montagna.

Compito
Dite quali sono le diverse parti di una casa.
Le diverse parti di una casa sono la cucina, la camera,


Testo Originale Estratto
le stanze, la cantina, il celliere, la soffitta, il tetto
la galleria, il cortile, il forno, il granaio, la legnaia, la
rimessa, le scale ecc.
Gli appartamenti si trovano o sotterra o al pian
terreno o al primo piano, o al secondo, o al terzo. Le
case e gli appartamenti hanno delle finestre con le
inferriate, le invetriate e le imposte; e delle porte con
la toppa, le chiave, il saliscendi e i gangheri. Nella
cucina vi ha ancora il focolare dove si fa il fuoco
e il cammino, con la cappa, la gola e il fumaiolo
per dove esce il fumo.
Le scale (escaliers) hanno i gradini (degrés) le branche (rampes)
i pianerottoli (paliers) la ringhiera (garde-fou)

✓ Altro esercizio di nomenclatura.
Nominate in francese e in italiano
i mobili e gli utensili della cucina.
Les marmites, le marmitte. Les cuillères, le cucchiai.
Les pots à feu, le pentole. Les ecavelles, le scodelle.
Les poêles, le padelle. Les cuillères à pot, i romaioli.
Les poêlons, i padellini. Les fourchettes, le forchette.
Les plats. I piatti
Les assiettes. i tondi.
Les couteaux. i coltelli.
Les plateaux. i vassoi.
Les terrines. le zuppiere
Les chaudrons. i paioli
Les seaux. i secchi.
Les bidons. i bidoni.
Les casseroles. le casseruole.
Les trépieds. i trepiedi.
Les tamis. gli stacci.
Les écumoires. le schiumarole.
La râpe. la grattugia
Les cruches. le mezze.
La crémaillère. la catenaccia (fuoco)
La poivrière. la peparola.
Les nappes. i mantili.
Les serviettes. i tovaglioli.
Le saloir. Il bondolo (o) il sale.
La table. la tavola.
Des chaises. le sedie.
Le buffet. la credenza.
L'étagère. la scansia.
Les coffres. i cofani.
Les bouteilles. le bottiglie.
Les verres. i bicchieri.
Le mortier. il mortaio.
Le pilon. il pestello.
Le soufflet. il soffietto.
Le rouleau. il mattone.
La palette. la paletta.
Les pinceaux. le pinzette.
Les paniers. i panieri.
Les corbeilles. le ceste.
Les tabourets. gli sgabelli.
Le taille-pain. il taglia-pane.


Testo Originale Estratto
Esercizio grammaticale
Copia i seguenti nomi premettendo loro conveniente
aggettivi possessivi.

I Carro vetturale, carrettiere, mulattiere, asinaio, capraio
pecoraio, vaccaio, pastore.
II Mula, vacca, manza, capra, pecora, gallina.
III. Muli, buoi, manzi, montoni, becchi, galli.
IV. Ceste, gerle, pialle, carriuola, slitta, barelle.
V. Scure, accetta, pialla, suichelli, trivella, menarola,
scarpello, seghe, arcolaio, tanaglie, filaio.

I Il mio carro, il tuo vetturale, il suo carrettiere, il nostro
mulattiere, il loro asinaio, il loro capraio, il suo
pecoraio, il suo vaccaio, il mio pastore.
II La mia mula, la tua vacca,
La mia manza, la sua capra, la nostra pecora, la vostra
gallina.
III I miei muli, i tuoi buoi, i suoi montoni, i nostri becchi,
i suoi galli.
IV. Le mie ceste, le tue gerle, le tue pialle, le sue carriuole,
le mie slitte, le sue barelle.

V. Le mie scure, la tua accetta, la mia pialla, le tue suichelli,
il mio trivello, la loro menarola, il mio scarpello, le sue seghe,
il mio arcolaio, le tue tanaglie.

Devoir
Traduction du 21 Décembre 1884
Sur les adjectifs interrogatifs.

I. Je dois savoir en quelle année
on quel mois et en quel jour je
suis né, afin qu'en cas d'inter-
rogation je sache répondre combien
d'années j'ai.
Combien de plumes et combien
de livres avez-vous?
J'ai tant de plumes et tant
de livres que sans les compter
je ne saurais vous le dire.
Beaucoup d'écoliers sont
moins instruits que beaucoup
d'écoliers.

I. Io debbo sapere in quell'an-
no, in qual mese e in qual
giorno io sono nato affinché
in caso di interrogazione io
sappia rispondere quanti anni ho.
Quanti penne e quanti libri
avete voi?
Io ho tante penne e tanti
libri che senza contarli io
non saprei dirvelo.
Molti scolari sono meno
istruiti che molte scolare.


Testo Originale Estratto
Traduction de la dictée précédente
Vasi e mobili della cantina
I principali vasi e mobili della cantina sono le
botti e tini; barili e barilotti; gli imbuti; gli imblugli;
il vino; la pecora; la brenta; la secchia; le bottiglie;
i fiaschi; i bicchieri; le bigonze; le damigiane;
le caldaie; i panieri; il torchiò; il lambiccò; il
maglio; lo scaffale; il pigiatoio.
Le botti e i tini posano sopra la calandra e le
doghe. Le botti hanno i
cerchi, i coperchimi, il zipolò, il tappo o zaffo, la
cannella e la chiavetta; il mezule.
Tartaro è la crosta formata dal vino alle pareti
interne delle botti.
Feccia è la parte più grossa del vino che va
al fondo della botte.

Les chante-pleurs, les entonnoirs à tonneaux, les brentes,
les seaux, les bouteilles, les flacons, les verres, les baquets,
les dames-jeannes, les chaudières, les paniers, le pressoir,
l'alambic, le maillet, le rayon, le fouloir. Les tonneaux
et les cuves se posent sur le chantier, et sont formés
de douves. Les tonneaux ont les cercles, les bondons,
le tampon, les bouchons, la cannelle avec la broche,
la barre.

Tartre est la croûte formée du vin aux parois intérieures
des tonneaux.
La lie est la partie la plus grossière du vin qui va
au fond des tonneaux.

Mettre un tonneau en perce. Signifie lui
adapter une cannelle avec sa broche pour pouvoir
plus facilement en tirer du vin.

Bonder ou tamponner un tonneau c'est lui mettre
un bondon ou un tampon, bombuger un tonneau
ou un autre vase en bois c'est lui mettre de l'eau pour
l'imbiber afin que les douves se serrent d'avantage et
qu'il ne fuie pas.

Dictée du 7 Décembre 1883.
Vases et meubles de la cave.
Les principaux vases et meubles de la cave
sont les tonneaux, les cuves, les barils, les barillettes.


Testo Originale Estratto
Exercice de nomenclature.
Dans le garde-meubles.
Il y a: la charrue, les pelles, les tridents, les rateaux,
la fourche, les brouettes, les civières, les leviers, les hottes,
les paniers, les pioches, les haches, les hachettes,
les serpets, les pics, la sape, les bêche-mottes, la faucille,
la faux, les échelles, les maillets, les marteaux, la massue,
les vents, les cribles, les traineaux, les charrettes,
les balais, les rouets, les dévidoirs, les bobines,
les tabourets, les travouels,

Dictée du 29 Décembre 1883.
Notre père et notre mère nous ont donnés l'existence
et ont eu tous les soins imaginables de notre
premières enfance, et maintenant encore ils nous
nourrissent, nous habillent, nous enseignent, le travail
nous font instruire et nous animent de l'amour
le plus assidus et le plus sincère. Les enfants
bien élevés sont reconnaissants envers leurs parents
des soins incessants et des sacrifices pénibles dont
ils ont été l'objet. Les bons enfants aiment
honorent, respectent, assistent et obéissent à leurs
parents; ils se plaisent d'être en leur compagnie
et leur donnent toutes les satisfactions possibles et c'est
bien ce qu'ils doivent faire.
On trouve dans l'histoire des exemples admirables
de l'amour et du dévouement des enfants envers leurs
parents. En voici un:
Lors de l'éruption du Vésuve arrivée l'an 79,
sous l'empire de Titus, la ville de Naples courait
un grand danger d'être ensevelie sous les laves.
Cline le jeune avait sa mère vieille et infirme
qui ne pouvait d'elle même se sauver. Que fait
alors Pline le jeune? Plein d'amour et de respect
pour sa mère, il la prend sur ses épaules, la transporte
hors de la ville dans un lieu sûr et il ne l'abandonne
jamais. Plusieurs fois ils furent couverts par les cendres
du Vésuve, mais ils purent heureusement se sauver.
Ainsi la piété filiale était par la Providence
récompensée par le salut de la mère.

Petit Louis L'or De Milli


Testo Originale Estratto
Exercice de langue
sur les pronoms personnels.
Traduction du français en italien.

Mon cher père, je vous écris cette lettre pour vous annoncer que je continue à me porter bien et à penser à vous. Je dois vous le confesser: la pensée d'avoir encore mon père me console et m'encourage. J'ai écrit il y a quelques jours à ma sœur Justine pour lui recommander de m'envoyer une de ses filles en qualité de servante. J'espère d'en recevoir la réponse ces jours prochains. Je vous prierais de lui écrire vous aussi pour l'en persuader à votre tour. car elle vous écouterait ordinairement ment toujours et dites lui que ma nièce se trouvera mieux avec vous qu'avec elle, n'ayant autres choses à faire que la propreté de la chambre. Je vous salue et me déclare votre affectionné fils Louis.

Mio caro padre: io vi scrivo questa lettera per annunciarvi che io continuo a portarmi bene e a pensare a voi. Io debbo confessarvelo: il mio pensiero d'aver ancora il mio padre mi consola e m'incoraggia. Io ho scritto sono qualche giorno alla mia sorella Giustina per raccomandarhle di mandarmi una delle sue figlie in qualità di serva. Io spero riceverò la risposta questi giorni primi venturi. Io vi pregherei di scriverle anche voi per persuaderla al vostro turno. che ella ascolta ordinariamente sempre e ditele che la mia nipote si troverà meglio con me che con lei non avendo altre cose da fare che la pulizia della stanza. io vi saluto e mi dichiaro vostro affezionato figlio Luigi.

Lettre à un père pour le premier jour de l'an.
Mon cher père,
C'est aujourd'hui le premier jour de l'an. Il est de mon devoir de vous écrire aujourd'hui dès mon lever pour vous souhaiter une bonne année à vous. Vous savez combien je vous aime, vous savez par conséquent combien mes vœux sont sincères. Je prie Dieu chaque jour afin que vous soyez toujours heureux.

Lettera a un padre per il primo giorno dell'anno.
Mio caro padre,
È oggi il primo giorno dell'anno. È mio dovere scrivervi oggi fin dal mio levarmi per augurarvi un buon anno. Voi sapete quanto io vi amo, voi sapete perciò quanto i miei voti sono sinceri. Io prego Dio ogni giorno affinché voi siate sempre felice.


Testo Originale Estratto
Le Seigneur exauce la prière des enfants laborieux
et sages. C'est pourquoi je vous promets d'être de plus en
plus obéissant et je vous assure d'être toujours plus obéissant
au maître et aux autres supérieurs quel qu'ils soient.
Je finis ma lettre en vous saluant du fond de mon
cœur,
Je suis votre très dévoué fils
Petit Louis.

Compito del 1 Gennaio 1884.
Dite quali sono le principali regole dell'urbanità
che uno scolaro deve osservare nella società? Date questa
composizione in forma di lettera ad un compagno.

Carissimo mio condiscepolo,
Vedendoti con mio gran dispiacere che tu non ti com-
porti molto bene non solocoi tuoi prima anche
coi superiori e che tu non ti conduci in società secondo
le regole della buona creanza mi è venuto oggi il pensiero
di dirti da amico qualche cosa intorno alle principali regole
dell'urbanità. Tu hai dunque da sapere che se tu

desideri parere ed essere un fanciullo urbano e continuato
tu devi mantenere sempre pulito ed nel tuo corpo o nel tuo
veste e presentarti con gentilezza e cortesia a tutti quelli che
tu incontri, salutandoli con buona maniera e massime
coi superiori. Entrando in casa altrui tu devi farti annunzire
e salutare prima i padroni e gli altri dopo e badare di non
andare a sedere nei banchi più onorevoli prima d'essere
invitato; e se ti ci arrivi allorché si è a mensa tu devi augurare.
Il buon appetito non fissando gli occhi su quello che mangiano
Quando ti avviene di star zittire di soffiarti il naso o di tossire
tu devi volgerli dalla parte ove vi è meno gente. Tu hai da
ricordarti che chi ride per ogni nonnulla o quando altri ti è stato
mostra di essere leggiero e molto incivile e se abin cade
in isbaglio non deve ridere e neppure mettere a correggere con
arroganza ma farai vedere di non esserti accorto o vero correggere
con prudenza e riservatezza. Tu non releverai i difetti allo
anzicercerai di nasconderli ne farai vedere di sapere o di valere
più degli altri che un provochio dice: Chi si loda s'imbroglia.
Non è neppure bello mostrare colle dita le persone o le cose
che si guardano e neppure è civile il parlare all'orecchio in
compagnia o valersi di espressioni o di una favella che tutti


Testo Originale Estratto
gli astanti non comprendono e agli vien fatta di non aver
inteso, e si dice: io non ho compreso quello che avete detto, e se si
debba dire ad alcuno qualche parola in confidenza lo si
tira in disparte per parlargli. Lo sbadigliare, lo stirar le
braccia, il fare scricchiolare le dita, l'essere distratto o l'annoiarsi
mentre altri parlano sono tali atti che l'urbanità condanna.
Tu non devi contraffare con parole e con atti le difformità
o incorrettezza altrui e se ti capita di dovere contradire
ad alcuno tu lo farai con buona maniera, e non ti interrom-
perai come si sia gli altri quando parlano.
Ti direi ancora molte cose da dirti ma per non essere troppo
lungo io finisco qui lasciando a te la cura di supplire a
quello che io non ti ho detto e ti prego di pensare un pochino
quanto sia bello il mostrarsi civile ogni dove e quanto
la costanza contribuisca a farti amare e onorare.
Ti gradirò dunque i miei poveri consigli e ricevi un
bacio dal tuo devotissimo a

Petit Luigi.

Dites quels sont les principaux arbres
qui croissent à Bohêmes St Georges.
Réponse: Les principaux arbres qui croissent
à Bohêmes St Georges sont:
Les noyers, les pommiers, les pruniers, les mélèzes, les sa-
pins, les trembles, les bouleaux, les vernes, les cerisiers, les
hêtres, les alisiers, les chênes, les tilleuls, les peupliers, les
alinanchers, les saules, les églantiers, les épines, les oriettes,
les groseilliers, les genevriers, les sabines, les rhododendrons
etc.

Dictée du 8 janvier 1887.
Des étoiles tombantes, des aurores boréales et des feux follets.
Les étoiles tombantes sont des apparitions lumineuses
qui se présentent comme des étoiles que parcourent avec une
extrême vitesse, et avec une lumière l'azurée du
ciel et puis disparaissent à l'instant. On croit que
ce sont de véritables planètes, qui tournent autour du
soleil et qui dans leurs courses précipitées rencontrent
l'orbite terrestre, lesquelles s'allument par l'excitation de


Testo Originale Estratto
leur mouvement et par le frottement qu'elles
subirent.
Les aurores boréales, sont des lueurs d'une couleur
rougeâtres qui apparaissent la nuit du côté du nord.
Le ciel devient rouge comme du sang. C'est un effet
produit par le soleil. Il ne faut pas croire les ignorants
qui les prennent comme des signes de guerre et de
calamités publiques.
Les faux follets, sont de pâles petites flammes que
l'on voit dans les lieux marécageux, dans les
cimetières et là où il y a des substances en putréfaction.
Ils proviennent d'un gaz qui s'allumerait au
contact de l'air.
Vous n'aviez en vous pas trop dans l'eau.

Dettatura del 1 Gennaio 1884.
La patria.
Tranquillo sono io. Evviva l'Italia.
Ma grande nazione.
Del mio suolo natio. Le grande è vivente.
Già sento l'amore. Vo' tutto mostrare.

L'amore che sento. Col ben operare.
Evviva l'Italia.
Ciò che so fare, Per questa mia terra.
Col senno e la mano, Vo' lieto alla guerra.
L'arte di mostrare, Di venci anche cento.
Che sono Italiani. Non temo il cimento.
Evviva l'Italia. Evviva l'Italia.

Se non è straniero, Morir ma pugnando.
La guerra minaccia, Pel suolo natio.
Allora mio guerriero, Il nome gridando.
Ci mostra la faccia, D'Italia e di Dio.
Evviva l'Italia. Evviva l'Italia.

Tema di letto. Tema di lettera.
Un tronçon d'une nolite via. Un pezzo di una strada si è or
mal, veut de début il s'agit. ora rovinata, si tratta
de faire construire dans le plus, dunque di fare costruire nel più
bref délai un mur de soutene. breve tempo un muro di sostegno.
ment et il faut que ce. Bisogna che questo.
Travail soit fait par un. Lavoro sia fatto da un.


Testo Originale Estratto
maître maçon. Écrivez à un
voisin pour le prier de proposer
de se cotiser ensemble aux habi-
tants des villages qui ont droit
à ce chemin de se cotiser à fin
de faire face à cette dépense.
Priez qu'il profite de son
influence pour faire approuver
ce projet.
Mon cher amis. Vous savez
un tronçon de la route vicinale
qui conduit à Verrogne vient
de s'ébouler. Il s'agit donc de
faire construire le plus vite que
possible un mur de soutènement.
et il faut que cet ouvrage soit
fait par un maître maçon.
Écrivez je vous prie à quelques
voisins pour leur proposer de se
cotiser ensemble des habitants
qui ont part à fin de faire
maestro muratore. Scrivete a un
vicino per pregarlo di proporre
agli abitanti
di villaggi che hanno diritto
a quella strada di quotizzarsi
a fin di fare fronte a questa spesa.
Pregatelo che approfitti della sua
influenza per fare approvare quel
progetto.
Miei caro amici. Voi sapete
che un pezzo della strada vicinale
che conduce a Verrogne si è
testè rovinato. Egli si tratta
dunque di fare costruire il più
presto possibile un muro di sostegno.
e bisogna che questa opera sia
fatta da un maestro muratore.
Scrivete io vi prego a qualche
vicino per proporre agli
abitanti che
hanno diritto a quella strada.
face à cette dépense moins
elle paraîtra lourde, & je vous
prie en outre de faire une
assemblée pour faire approuver
à ce projet. Car chacun
peut comprendre l'utilité de ce
projet. Je vous salue et me dit
votre tout dévoué serviteur
P. L.
a fine di fare fronte a quella spesa.
meno ella parrà grave. Io vi prego
in oltre di fare una assemblea
per fare approvare
questo progetto. Ché ciascuno
può comprendere l'utilità di questo
progetto. Io vi (prega) saluto e il mio
amico vostro tutto devoto servitore.
G. S.
Esercizio di lingua. il 8 Gennaio 1884
Trovate un conveniente verbo attributivo ad ognuno
dei seguenti nomi: formandone tante brevi
proposizioni che ridurrate quindi al
passivo.
La stradina, il molinaro, i boscaioli, gli ingegneri, il lattaio,
le cucitrici, i calzolai, i fabbri, gli arrotini, i carradore,
le cuoche, i rigatieri, i macellai, i cardatori.
Lavoro.
La stradina sarà la biancheria.
Il molinare macina i grani.


Testo Originale Estratto
L'orologiaio fa e vende e raconcia gli orologi.
Gli ingegneri traciamo e dirigono i lavori di strade di
fortificazioni.
Il lattaio lavora la latta.
Lo scultore fa le statue.
I ciabattini raconcciano le ciabatte cioè le scarpe vecchie
logore.
I fabbri lavorano il ferro.
Gli arrotini arrotano gli oggetti trincianti.
I carradori fanno i carricci.
Le cuoche fanno cuocere le vivande.
I rigattieri rivendono i vestimenti e masserizie usate.
I macellai uccidono le bestie.
Lo scardassino scardassa la lana.

Traduzione al passivo
La biancheria viene stirata dalla stiratrice.
I grani vengono macinati dal molinaro.
Gli orologi vengono fatti venduti e raconciati dall'orologiaio.
I lavori di fortificazioni e delle strade vengono traciate
dagli ingegneri.

La latta viene lavorata dal lattaio.
Le statue sono fatte dallo scultore.
Le ciabatte cioè le scarpe vecchie e logore vengono raconciate dai
ciabattini.
Il ferro è lavorato dai fabbri.
Gli oggetti trincianti vengono arrotati dagli arrotini.
I carri sono fatti dai carradori.
Le vivande sono fatte e cucinate dalle cuoche.
Le vestimenti e masserizie usate sono rivendute dai rigattieri.
Le bestie vengono uccise dal macellaio.
La lana è scardassata dallo scardassino.

Parabola.
Ora appelli parabola o recitiamo l'esposizione d'un fatto qui può annuiare.
Le figuier stérile: Un homme avait un figuier dans sa vigne.
et alla pour chercher les fruits mais il n'en trouva pas. Il
dit au vigneron: "Voilà, il y a déjà trois ans que je viens pour cher-
cher des fruits à ce figuier et je n'en trouve pas. Coupez-le donc."
Le vigneron lui dit: "Monsieur, laissez-le encore cette année."


Testo Originale Estratto
il produira du fruit bien si non nous le couperons
Dans cette parabole est figuré la sorte
produit pas des fruits de bonnes œuvres.

Dettatura del 10 Gennaio 1884.
La donnola, l'ermellino, la martora, il tasso e la furetola
sono animali selvaggi carnivori. La donnola è uno dei
più piccoli carnivori. Il suo corpo allungato è superiormente
bruno e inferiormente bianco. Egli vive nei mucchi di
pietre e nei covi del terreno. Malgrado la sua piccolezza
essa ha una grande avidità di sangue e un coraggio
straordinario.
L'ermellino ha la forma di una grossa donnola.
Essa ha la pelle di un colore bruno e chiaro che viene
d'inverno bianco. L'ermellino ha le stesse abitudini
che la donnola.
La martora ha il pelame giallo e una macchia bianca
giallognola sul petto. Essa vive nei buchi nelle cavità
degli alberi e si nutrisce di uccelli, di lepre, di insetti, di frutta.
Il tasso ha un muso aguzzo e il corpo massiccio.
Il suo pelame ispido è chiaro sulla parte superiore, bianco
gialluccio che viene bianco puro sulla testa e la fronte
bruno scuro nella parte inferiore, due strisce nere simili
scendono sopra gli occhi e gli orecchi.
La faina posando sul suolo tutta la larghezza dei suoi
piedi e ha una borsa piena di un grasso giallastro di un odore
fetido. Egli vive solitario nei boschi in fondo alle tane che vi
sono e che hanno molti compartimenti. Egli dorme tutto
il giorno ripiegato su se stesso, e solamente la notte è alla
dona la sua abitazione per andare a cercare radici, frutta ecc.
La faina è di un colore grigio bruno con il petto bianco.
Il suo pelo è lungo e la sua coda è un po' più lunga della
metà del suo corpo.
La puzzola è di un colore nero bruno uniforme con una
piccola lana gialla al piede del pelo.
La pelliccia di questi animali sono ricercatissima e servono
per doppiare e per ornare i vestimenti, ecc.

Dictée du 10 janvier 1884.
L'épargne et la prévoyance.
Antoine avait quinze ans quand il perdit ses parents.


Testo Originale Estratto
Reste seul il se mit à courir par les hameaux et les villages portant sur ses épaules une balle ou caisse de fils d'aiguilles, d'épingles, de rubans, de ciseaux, et qu'il vendait aux ménagères pour gagner sa vie.
Mais comme Antoine était sobre, amateur du travail et prévoyant il fut ainsi dans peu de temps mettre à cote de la somme nécessaire pour s'acheter une petite boutique et augmenter de beaucoup son commerce.
Antoine put faire tout cela parce qu'il avait appris non seulement à lire à écrire et à calculer, mais encore à épargner et à prévoir.

L'épargne consiste à régler ses dépenses de manière qu'il reste dans les mains un excédent libre dans les fonds à dépenser.
La prévoyance consiste à voir et à juger par avance ce que doit arriver et à prendre les précautions nécessaires, pour arriver à son but.

Les Métaux.
Les métaux sont corps qui, una volta purificati, sono più formati, dure, preziosi, risplendenti, e capaci di ferro, tutti quali sono l'oro, l'argento, il ferro, il rame, il piombo, ecc.

Racconto per imitazione.
Luigino era un fanciullo e leggere imprudente che si faceva spesso molto male. La mamma gli raccomandava diverse volte di camminare sempre lentamente ma Luigina non ci badava. Un giorno dunque che si era recato alla camera a prendere qualche cosa urtò un piede a d'impigliare e si fece molto male. Un'altra volta entrando in una stalla e mentre camminava contro con precipitazione accadde che di un uomo subito per raccogliere non so che cosa che aveva lasciato cadere e diede della testa in una sedia e si fece molto male.
Mentre che piangeva la mamma venne con lui e gli disse: "Se tu fossi ubbidiente ai miei comandi le tue mani te l'avresti fatto male." Dopo finita la preditorza


Testo Originale Estratto
Dettatura e traduzione del 18 Gennaio 1884.
Le diverse parti di un albero.
Gli alberi hanno delle radici, un tronco, dei rami, delle foglie, dei fiori e dei frutti.
Il tronco comprende la corteccia, l'alburno, il legno, la midolla e i nodi.
Le noci hanno il mallo, il guscio, l'epicarpo e l'anima. Le pesche, le ciliegie, hanno il nocciolo che contiene il seme il quale è anche buono a mangiare.
Le pere, le mele, ecc. hanno in mezzo il torsolo che contiene i semi. La parte che si mangia dicesi la polpa; i fiori degli alberi, perciò, i filamenti che hanno i fiori chiamati pannocchie, le quali contengono il seme o frutto.

Le fut du pins et bon à manger et s'appelle pignons. (Il frutto del pino è buono a mangiarsi e chiamasi pignone.)

Les diverses parties d'un arbre.
Les arbres ont des racines, un tronc, des branches, des feuilles, des fleurs et des fruits.
Le tronc comprend l'écorce.
L'aubier, le bois, la moelle, les nœuds.
Les noix ont le brou, la coque, la pulpe et l'amande. Les pêches, les cerises, ont le noyau qui contient la semence ou l'amande, de laquelle est aussi bon à manger.
Les poires, les pommes, etc. ont au milieu le trognon qui contient les pépins. La partie qui se mange est la pulpe. Les fleurs des arbres, c'est-à-dire, les filaments qui ont les fleurs appelées panicules, lesquelles contiennent la semence ou le fruit.

Riconoscere i nomi concreti, astratti e collettivi nei seguenti esempi.
Martello, rasoio, forbici, calce, freddo, stanchezza, esercito, compagnia, famiglia, scaldatore, filatrice, gruccio, economia, temperanza, scolaresca, società.

Concretto | Astratto | Collettivo
------------------------------------
Martello | Rasoio | Esercito
Forbici | Freddo | Compagnia
Scaldatore | Stanchezza | Famiglia
Filatrice | Economia | Scolaressca
Gruccio | Temperanza | Società

Composizione.
Argomento: Dite dovessi voglio dire questa massima: 'Date il passo secondo la gamba' o, meglio, 'un esempio che faccia vedere come colui che non si attiene alla suddetta savia massima va solo incontro alla miseria'.


Testo Originale Estratto
Svolgimento.
Questa mattina, fare il passo secondo la gamba
vuol dire che bisogna misurarsi nelle spese, non farle
più alte che le entrate. Farà tanti esempi che si
vedono tutti i giorni di persone che perché non sanno mettere
a una si trova massima mandano la loro casa in malora,
come uno.

Baldassare perdette i suoi genitori all'età di circa vent'anni.
E siccome già nell'età vivente era un vero fannullone
della prima qualità e ad un tempo un ghiottone
avenne cosi che dopo la morte dei suoi non volle più
lavorare né tenere da conto la roba e volendo però sempre
mangiare allo stesso modo dovette contrattare debiti e
poco a poco vendere il patrimonio lasciatogli dai genitori
e vivere poi una vita di miseria ed umiliazioni.
Se Baldassare avesse saputo per tempo darsi
al lavoro e regolare le sue spese, non
gli sarebbe toccata quella disgrazia e anzi avrebbe
potuto vivere meglio e agiatamente in seno a molti più
che ora sono ridotti in bisogno, e fare il passo
secondo la gamba.

Lettre à un ami
St Philomès Saint Georges le 20 Janvier 1881.
Mon cher ami,
L'amitié la plus intime qui nous unis depuis longtemps me fait
sentir bien vivement notre separation car elle m'empêche
de pouvoir vous dire de vive voix l'attachement et l'estime que
j'éprouve pour le meilleur des amis.
C'est pourquoi je viens aujourd'hui par cette lettre vous dire
ce que je ne puis autrement vous exprimer?
Je m'en vais donc vous tracer quelques lignes pour vous faire
un détail des nouvelles de la paroisse à un même temps vous
faire savoir l'état de ma santé ainsi que de celle de ma
famille. Laquelle pour le moment est très bonne comme j'espère
que vous jouissiez du même avantage.
Pour a présent je suis à l'école et je vous dis que selon ma capacité
que j'apprend encore bien grace aux soins les plus
assidus de notre maitre.
Des votre depart il n'y pas grand chose de nouveau cette année
je paie de récolte. Le pommes terres sont bien petites mais heureusement
nous n'en avons pas encore trouvé des poivrons ni de
maladies. Le blé a été médiocre de même que l'orge.


Testo Originale Estratto
L'avoine, le froment, le seigle.
Le maïs est à trois francs et cinquante
autres céréales j'en ignore le prix, mais je pense qu'il
sera à proportion.
Il n'est pas encore venu grand'chose de neige; il ne
fait pas froid à proportion de la saison.
Pour le moment je n'ai pas grand'chose autre à vous dire.
Seulement j'ajoute que dans la paroisse il y a eu des enfants
malades pour de la toux, mais à présent ils sont sains.
Ainsi je finis la lettre en vous saluant du fond de
mon cœur et je vous dis votre tout dévoué ami
O. P. L.

Dettatura del 18 Gennaio 1884.
Alcuni consigli di Carl'Ambrogio.
Un vecchio contadino per nome Carl'Ambrogio che aveva
saputo in sua gioventù fare molte ricchezze mediante
il lavoro, lo sparagno, l'ordine e acquistarne onore.
mediante la sua onestà, su cui si sono attenuti
dei fanciulli che venivano dalla scuola vedendo il rispetto
ad accattato parte loro con. Pregate, fanciulli miei,

fare tesoro del tempo che avete a vostra disposizione.
Chi ha tempo non aspetti tempo: il tempo è un'ingiustizia
al lavoro. Il vostro lavoro è al presente lo studio che vi studii
acquista scienza: la scienza è ricchezza che niuno vi potra
togliere. Sappiate obbedire ai vostri genitori e mettere in
pratica il loro ammaestramento. Ricordatevi che chi disprezza
i consigli del padre della madre si trova sempre male.
Sappiate fin da fanciulli acquistarvi buona reputazione e la
libertà con la cortesia, l'onestà, il rispetto della pulizia,
con la pratica della religione e col rispetto verso tutti
l'obbedienza verso i vostri superiori. Ciò che la carità vi
procurerà onore. Chi fa onore è un Signore.

Dettatura del 19 Gennaio 1884
Amo il patrio dei Sardi.
La Sardegna è una grande isola del Mediterraneo ap-
partenente all'Italia, la cui popolazione è d'un milione di
circa e le cui principali città sono Cagliari e Sassari.
è qualche anche capo luoghi di provincia. La Sardegna
è un luogo caldo e i suoi abitanti sono molto propensi alla
vendetta.


Testo Originale Estratto
Ora verso la fine dell'ultimo secolo i Francesi avevano
deliberato di conquistar la Sardegna e già avevano dato
ordine alla loro armata di invaderla.
Al grido della difesa tutti risposero i Sardi con tale
un'ardenza ed un'animosità che ben faceva vedere quanto
amore nutrivano per la patria ed il proprio Re.
Da ogni parte giungevano al Viceré generose proposte
chi offriva egregie somme chi fornimento di viveri
chi soldati armati e sostenutati a propria spesa.
Ebbero che mandò al Viceré la nota delle sue sostanze
e lo stato del proprio patrimonio.
Altri si iscrivevano a combattere a loro spese e ovunque
al Viceré piacesse.
Un negoziante Cagaritano diede 100 mila lire
ad altrettanti ne esibiva alla prima richiesta.
L'amore della patria e della devozione del Re scaturiva
ogni petto.
Si notò per fino che in quei giorni gli omicidi erano
notevolmente scemati e che la sete della vendetta
privata era spenta nel cuore nei Sardi.

Trace de lettre.
Feignez d'avoir été pendant la campagne de sous la moitié
du temps serviteur chez un riche propriétaire et que le salaire
convenu à été de 600 frs. N'ayant pas encore reçu votre
gage vous écrivez à votre maître pour le prévenir que vous vous
trouvez dans la necessité de faire face à vos affaires et qu'à quoi
vous vous permettez de lui demander le payement de ce qu'il
vous doit.
Supposez que vous ayez reçu le salaire demandé faites-en la
quittance.

Mon cher ami/maitre.
Les circonstances et le besoin d'argent dans lequel je me trouve
actuellement m'obligent à vous écrire deux mots pour vous prévenir
bien dans le délai de quinze jours me satisfaire de
la somme que vous me devez et dont vous savez le montant.
J'aurais bien moins aimé n'avoir pas occasion pour à present
de vous le demander, mais des circonstances causées par une
perte d'une partie de la récolte m'ont forcé de vous présenter
aujourd'hui le memoire de votre debite plus tôt que je me le
croyais. Et quelque minime que soit cette somme il m'est,


Testo Originale Estratto
impossible de faire face à mes affaires qu'en revurant ce qui m'est dû.
Connaissant votre activité, j'espère que vous passiez votre devoir.
En même temps vous obligez infiniment.
Votre tout dévoué serviteur
D. L.
Quittance de la lettre précédente
Je soussigné le Heir P. L. de vivant Joseph Etienne,
resident à Rehemes St Georges reconnais et declare d'avoir reçu de
M. S. feu Sébastien domicile à la meme commune
la somme de Livres soixant, soixant le montant En valeur
moyennant lequel je l'ai servi en qualité de domestique
la moitié du temps de la campagne de 1883.
D. L. (signature des témoino)

Definition del 21 janvier 1884. Suite.
Quelques Definitions
Le commerce est un trafic et un échange d'argent et de
marchandises. Le commerce est maritime quand il a lieu par
mer ou l'est quand il a lieu par terre ou le est intérieur,
ou intérieur selon qu'il est fait avec les étrangers ou par les habitants
d'un même pays entre eux: L'importation quand on achète des marchan
dises à l'etranger pour les revendre dans son pays.
L'exportation quand on achète des marchandises dans son pays pour
les revendre a l'etranger.
La halle est un emplacement ordinairement couvert où se tient le marché
hallo aux beurres, aux fromages, aux œufs, et là où l'on vend ces produits.
Le producteur est celui qui crée, ou achète par son travail ou son
industrie les produits agricoles ou industriels et qui les met en vente.
Le consommateur est celui qui achète pour son usage.
Les arrhes sont un argent donné en garantie d'un marché (En Italie
on les dits "caparre") avouent un bon foi, c'est donner des arrhes ou des
acomptes pour assurer l'achat du bien fait.
Les vices rédhibitoires sont ceux qui peuvent entraîner l'annulation de la
vente, c'est à dire les vices que le vendeur est légalement tenu de déclarer.
Le rabais est une diminution de prix et de valeur, vendu au rabais.
Les commissionnaires est celui qui vend qui achète pour le compte
d'autrui.
Le commis est un employé d'un negociant.
On appelle maison de commerce un établissement d'achat et de vente
a l'en gros ou en détail.


Testo Originale Estratto
Compito
Tratte dalla Storia Sacra un esempio
di Costanza per il bene.

Costanza di Eleazaro.
Durante la persecuzione del re Antioco gran numero di
Giudei sfidarono la morte piuttosto che abbandonare la legge di
Dio. Il vecchio Eleazaro diede fra gli altri un magnifico
esempio di costanza. Eleazaro era un uomo di novant'anni
rispettabile per il suo sapere e per la sua virtù. Condotto in
presenza di Antioco si voleva forzarlo a mangiare della carne
di porco; ma preferendo una morte gloriosa a una vita
disonorata, egli cammino volontariamente al supplizio.
Mentre che lo si conduceva i suoi amici gli consigliarono
di sottrarsi alla morte in facende le viste di mangiare
delle vivande proibite, ma egli dichiaro altamente che egli
non voleva per una fine colpevole e un funesto esempio altacare
la vergogna e l'esecrazione ai suoi vecchi anni e egli subì
intrepudamente il martirio.

Dettatura del 23 Gennaio 1884.
Personale.
Se alcuno v'offende con parole pungenti, sgarbate, se alcuno vi
offende con atti poco onesti, non fate altrettanto ma sappiate
agire con maggior prudenza e urbanità. Dite con bel modo le vostre
ragioni e perdonate. Ma non vendicatevi mai.
Il vendicarsi non è da forte non è da animo ben fatto e religioso.
Ricordatevi sempre che la vendetta non apporta alcun bene.
La più bella vendetta dell'uomo onesto è il perdono.
Perdonate e voi assaporerete la più bella soddisfazione dell'anima.
Perdonando si può cambiare un nemico in amico se dimostra
d'avere un cuore generoso, si segue l'esempio di Gesù Cristo
che perdonò dalla croce.
Benedette voi, sapete stampare nel cuore la santa parola
Perdono.

Nelle al genere femminile.
Dio, re, croce, cane, conte, duca, principe, poeta, profeta, dottore
fattore, leone, pavone, cantatore, imperatore, governatore, parlatore
pittore, autore.


Testo Originale Estratto
Femminile
Dea, regina, eroina, cagna, contessa, duchessa, principessa,
poetessa, profetessa, dottoressa, fattoressa, padronessa, cantatrice,
imperatrice, governatrice, parlatrice, pittrice, autrice.
Molti al plurale i nomi seguenti.
Dei, uomo, bue, centinaio, migliaio, miglio, moggio, paio,
staio, superficie, specie, vertice, mogli.
Plurale.
Dei, uomini, buoi, centinaia, migliaia, miglia, moggia, paia,
staia, superficie, specie, vertice, mogli.
Dettatura del 25 Gennaio 1884
Alcune norme per ingrassare il bestiame.
L'ingrassamento del bestiame come pure quello dei maiali si
deve incominciare colle sostanze acquose rinfrescanti,
terminare con quelle che sotto un piccolo peso contengono
molte principii nutritivi come le granelle, le sostanze farinose,
le ghiande e le castagne secche.
Dunque è il buon la precisione nelle mezze dei pasti, l'oggetto e non
di buona temperatura mezza sono le cure principali che si
debbono avere durante l'ingrassamento del bestiame.

Il sale è in generale le sostanze amare facilitano la digestione.
E gli alimenti contribuiscono pure non poco all'alleviamento della
faringitudine.

Molti al plurale i nomi seguenti colla desinenza in
maschile e femminile.
Anello, braccio, budello, calcagno, carro, castello, ciglio, cervello, coltello,
corno, cuoio, dito, fondamento, fuso, ginocchio, gomito, pannello,
labro, lenzuolo, membro, muro, osso, pugno, polpastrello, quadrello, poggio,
sacco, strido, tonnara.

Singolare. Plurale.
Desinenza maschile. Desinenza femminile.
Anello gli anelli le anella
Braccio i bracci le braccia
Budello i budelli le budella
Calcagno i calcagni le calcagna
Carro i carri le carra
Castello i castelli le castella
Ciglio i cigli le ciglia
Cervello i cervelli le cervella
Coltello i coltelli le coltella


Testo Originale Estratto
Corne
Cuoio
Dito
Filo
Fondamento
Fosse
Fusa
Ginocchio
Gomito
Guanello
Labbro
Lenguola
Membro
Muro
Osso
Pugno
Polpastrello
Quadrello
Riso
Sacco
Strido
Tomai
i corni
i cuoi
i diti
i fili
i fondamenti
i fossi
i fusi,
i ginocchi
i gomiti
i guanelli
i labbri
i lenguoli
i membri
i muri
gli ossi
i pugni
i polpastrelli
i quadrelli
i risi
i sacchi
gli stridi
i tomaï
le corna.
le cuoia
le dita
le fila,
le fondamenti
le fosse,
le fusa.
le ginocchia.
le gomita
le guanella.
le labbra.
le lenguole.
le membra.
le mura.
le ossa.
le pugna
le polpastrella.
le quadrella.
le risa.
le sacca
le strida.
le tomaie.


Dictée du 20 janvier 1884.
Le forgeron.
Un jour, passant près de minuit devant l'atelier d'un pauvre forgeron
je m'aperçus qu'il travaillait encore. Pourquoi à cette heure, me dis-je,
je vous aint donc ainsi à l'ouvrage jusqu'au milieu de la nuit
))= u Ce n'est pas pour moi que je travaille, dit le forgeron
c'est pour D'ivre mon voisin: le malheureux a été incendié. L'est sur
la paille avec ses enfants, je me lève deux heures plus tôt, je me couche
deux heures plus tard; cela fait deux journées par semaine. Dont je
puisse lui céder le produit; ce sont quelques coups de marteau que je
donnes de plus. Si je possédais quelques choses je le partagerais avec
lui, mais je n'ai que mon enclume. Dieu merci! la besogne ne manque
pas dans cette saison.
Au total je n'en serai pas plus pauvre. Il faut bien que l'on
s'entraide. Si c'était ma maison qui eût brulé je serais bien aise
qu'il en fût autant pour moi.

Les passe-ports sont des ordres par écrit donnes par l'autorité
pour laisser voyager librement. Les coffres-forts sont des caisses
garnies de fer pour mettre de l'argent et des valeurs. Les D'ante, les Pétrarque
les Verets et les base ont illustre l'Italie par leurs ouvrages de littéra
ture.


Testo Originale Estratto
Devoir du 27 janvier 1884.
Argument.
Écrivez au nom de votre père une
lettre à un maçon de votre connaisance pour le prier de
venir dès la fin avril p. prochain exécuter divers travaux
dans notre maison tels que restauration à divers escaliers
réparation au Toit, ouverture de deux nouvelles fenêtres à une
muraille et recrepissage de quelques appartements etc.

Mon cher,

Mon père m'a chargé de vous écrire cette lettre pour vous
prier de venir depuis le mois d'avril p. prochain exécuter
divers travaux dans notre maison tels que restauration
a divers escaliers, réparation au toit, ouvrir deux fenêtres
et y faire une muraille, crépir les murs de la cuisine et de
l'étable.
Vous lui ferez un grand plaisir, car le mur de
l'étable est tout à fait dégarni. Il faut y entrer par les
trous des murailles.

En finissant je vous salue du fond de mon cœur.
je suis votre tout dévoué ami.
P. S.

Composition sur la géographie.

L'élève répondra aux questions suivantes:
I: Donner la Définition de la géographie.
II: Dites ce qu'enseigne la géographie.
III: À quelles classes de personnes est plus particulièrement utile l'é-
tude de la géographie.

Réponses.

I: Le mot géographie est la description de la terre.
II: La géographie enseigne à connaître les divers pays de la terre
depuis la commune natale jusqu'aux régions les plus lointaines.
Elle fait connaître les mers, les îles, les continents qui existent
sur la surface de la terre. Elle subdivise les continents en empu
en royaumes, en républiques, en provinces etc. Elle fait connaître
leurs climats, leurs populations, leurs produits, leurs richesses,
le degré de civilisation de leurs habitants, les fleuves et les
rivières, les montagnes, les villes, ainsi que les routes qu'elles
relient et enfin met tout ce qu'il y a d'intéressant dans
l'univers. La géographie fait encore connaître les astres et le
mouvement.
III: L'étude de la géographie est plus particulièrement utile aux voyageurs, aux
marins, aux officiers de l'armée, aux astronomes etc.


Testo Originale Estratto
Dettatura del 29 Gennaio 1884
Generosità e Lealtà.
Un giovane signore insieme con altri suoi amici era a
caccia in un parco in quando un capriccio. Il giovane animale
e c c
risoluto detta una tanta di nove spicco un salto oltre il muro
di vista. Sulis nomini e bestie sono fuori di inquieta.
Quella si quardà, nella si risparmia campà e vigne letto è
questate, ma finalmente il capriccio è acceso. L'infortunio
arriva alla casa di quel signore, il contadino danneggiato Domani
da cinque cento lire, e il signore glielo fa.
V ha vedendo poveri il contadino che il danno non era
in sulle prime parma rimando le cinque cento lire al giovane
uccidore.
Quente stipito di tanta lealtà in quel contadino
solle scompansato unita al
figlietto riportato in alto di mille lire.
La generosità è virtù che induce l'uomo a dipore de rui
vantaggi in sacrificare i suoi interessi in favore degli altri.
La lealtà consiste che si fa seguire tutte l'omere dalla guistizia
Della società è fare apertamente quanto è ignoranto i suoi
Exercice d'une quittance.
Votre fermier s'est rendu chez vous pour vous payer le fermage de la
dernière année échu de certaines biens venues que vous lui avez loué.
L'éclame la quittance faite le lui.

Quittance de fermage.
Je soussigné, Petit Louis demeurant Etienne Joseph Demeurant à
Sehomar Saint Georges déclare d'avoir reçu du Siens Martin Simon
mis Domicilié à la même commune la somme de L. 25 pour un terme
échu le 31 de décembre dernier du fermage de certains biens ruraux
que je lui ai loué sur la paroisse de cette commune.
A St Homar Saint Georges les Janvier 1884.
Petit Louis.
(Signature Autonome).

Dettatura del 1 Febbraio 1884
L'imperatore Teodosio.
Ci fu altre volte a Roma un'imperatore chiamato Teodo
Il quale era di ammirabile benignità e clemenza. Egli non condanna
va mai a morte nessuno di quelli che l'offendevano, e domandava
come sia fosse possibile rispondere con puntuali soluti padri.


Testo Originale Estratto
risuscitare i molti che fanno morire i vivi. Nuova cosa
più lodevole negli uomini che perdonare le ingiurie.
Il miglior modo di vendicarsi è perdonare.

Traduction de la dictée précédente
L'empereur Théodose
Il y eut autrefois à Rome un empereur appelé Théodose
le quel était d'une admirable légimité et clémence. Il n'envoyait
pas jamais à mort aucune de ceux qui l'offenssait. Et ayant
été interrogé comment cela était possible il répondit. J'e voudrais
plutôt pouvoir resusciter les morts que de faire mourir les vivants.
Aucune chose est plus louable dans les hommes que pardonner les
injures.
Le meilleur moyen de se venger c'est de pardonner.

Egli consola i suoi parenti quando li vede dolenti e fa tutto il suo
possibile perché siano allegri e contenti. Perciò egli resta ritirato sì
di giorno che di notte. Egli si contenta sempre di cibi che vengono
serviti a mensa, non fa il muso quando gli vengono presentati alimenti
non buoni desolati quando gli viene commandato di indossare abiti
più rattoppati e meno belli; ma non guarda altro che di potere
piacere ai genitori e contentarli. Che benefica è conoscere che ai suoi
genitori egli è debitore di quanto egli possiede e anche della sua vita e che
la sua riconoscenza verso di loro è per lui un dovere e una necessità.
Imitate, cari fanciulli, il buon Marchetta se volete avere la vostra
felicità e quella dei vostri cari genitori.

Dettatura del 5 Ottobre 1884
Marchetta

Marchetta è proprio un bravo fanciullo. Egli fa sempre quanto
può per aiutare i suoi genitori. Li rispetta, gli ama e obbedisce
Loro volentieri e egli non aspetta i comandi di loro per
eseguire le faccende di casa le quali egli crede poter far

Thème de lettre
Domandare à un condisciple les règles à suivre pour bien lire.

Mio très cher compagno,
Ayant déjà plus d'une fois occasion de connaître l'exception
nelle bienveillance qui vous caractérise, comme aussi la promptité
de vos connaissances, je n'hésite aucunement à m'adresser à vous
pour vous demander un plaisir. Devertissant tellement apprendre
à bien lire, je te prie, et sachant que tu possèdes à fond l'art de bien
lire.


Testo Originale Estratto
Je te prie de me donner à cet égard le règles que te suis
toi même en lisant et persuader comme je le suis que tu
me le refusera pas.
En attendant la bienveillante réponse, je te salue bien
cordiallement et je te prie à l'avance de recevoir mes mille
actions de grace et je suis votre tout dévoué
condisciple
Petit Louis.

R racconto per imitazione.
Consigli di uno zio al suo nipotino sul modo di studiare
la lezione di memoria.
Guglietto era un fanciullo vispo rispetto sugli otto o nove anni
tutto voglia d'imparare ma aveva il difetto di studiare tutte
ad una volta di sommo al fondo la lezione. Il suo zio
gli disse di studiare punto per punto e prendo sapere
periodo perché così si comprende meglio e si impara
presto.
Guglietto segui il consiglio dell'zio e se ne trovò
contente.

Stefensone rifiutò di andare alla bettola.
Giorgio Stefensone fu un meccanico inglese e l'inventore
della locomotiva. Egli nacque nel 1781 e morì
nel 1847.
Giorgio Stefensone si ammogliò giovine. Per sovenire
ai bisogni della sua famiglia egli dovette lavorare più
che mai.
La domenica egli impiegava i suoi agi ad istruirsi leggende
e calcolando senza discontinuaazione, studiando su disegni
il meccanismo di tutte le macchine novelle e mettendosi
anche meglio al corso delle cose del suo mestiere.
Egli era sì sobrio che si non è mai veduto alle bettole. Egli si
espose anche a scontentare il capo della mina al quale egli dovera
il suo impiego di (di necessario) meccanico piuttosto che consentire
ad accompagnarlo in una taverna per prendere un bicchiere
di acqua vitae.
Lavatemi, Signore, rispose fermamente Stefensone, ma io mi
sono promesso di non mai bevere.


Testo Originale Estratto
Remplacer le tiret par un article ou la
préposition de,
1° Je n'ai pas en ce moment d'argent sur moi. 2° Ce ne
sont plus de nouvelles pour moi. 3° Je ne vous donne pas
de leçons inutiles. 4° Une foule de sauterelles ravageant le pays.
5° Voici de beaux livres et des cahiers très propres. 6° Une
troupe d'enfants jouaient dans la prairie. 7° Une infi-
nité de personnes pensent très peu à l'avenir. 8° C'est une
école à trop de babille et pas assez d'amour pour
l'étude. 9° Si vous n'avez pas de propreté vous vous
acquérez peu d'estime, et moins encore d'honneur.
10. Il lui reste peu des en-

fants qu'il avait; ils sont presque tous morts. 11° La
plupart des propriétés qu'il a sont grevées d'hypo-
thèques. 12° Bien des enfants sont intelligents.

Dictée du 9 Février 1884.
Un héros de douze ans.
C'était dans le mois de juillet de l'an 1880. Des enfants
dans la ville d'Alexandrie s'amusaient sur la rive du
Cana. Un enfant de quatre ans voit qu'il lui manquait le
terrain ou qu'un pied lui glisse tomba dans le fleuve. Deux
bien gentilles et où chables nagères étaient restées d'autre fois
emportées par les eaux. vous firent un cri d'épouvante, mais person-
nes n'osa affronter le tourbillon courant. Un enfant
de douze ans seul risque sa vie avec un magnanime courage.
Il s'agenouille il fait le signe de la croix se recommande
à Dieu et se jette dans l'eau. Courageux par le tournant.
Il va au fond, saisit le petit corps submergé et comparaît.


Testo Originale Estratto
à la surface de l'eau avec lui. L'onde mourissante le fait
tournoyer la heurte ça et là L'approche et l'éloigne de la rive
suspire. Un garde étant accourut peut lui tendre la main
et le tirer presque sans force avec l'enfant sauvé est
évanouis qu'il tient étroitement avec une main
Le valeureux enfant le petit héros s'appelle Edouard Pozzi
fils d'un pauvre journalier et écolier de la section élémentaire
Ou lui demanda s'il ne craignait il rien être
emporté par les ondes. Il répondit que s'il mourait
en faisant une bonne action il irait en paradis.
Votre roi Humbert I lui conféra la medaille d'argent
à la valeur civile qui lui fait consigne avec un
grand homme et des personnes pieuses et pleines de générosité
se mirent à instruire cet enfant à leurs dépens.

Devoir du 10 Février 1884.
Écriver, à un propriétaire pour lui demander
s'il veut vous affermer deux propriétés immobilières
que vous lui indiquerez,
"Faites le bail à terme de ces deux propriétés pour
le prix annuel de L 100.

I

Mon cher ami.
j'ai appris il y a quelques jours d'un ami qu'erous êtes disposé
à louer vos biens communaux situés dans cette commune. Je me permets
donc la liberté de vous demander si vous voudriez me louer
les deux prés ci à près désignés et qui sont les plus à porter
savoir: le pré appelé la Kasima mas du Cove et l'autre
appelé la Ballu mas de ce nom.
Lesquelles propriétés je les voudrais pendant trois années
pour le moins et au prix de Livres cent par année pour
toutes les deux.
Si ainsi vous êtes du sentiment je vous prierais de me
le faire savoir le plutôt possible afin de pas souffrir
inconvénients.
Votre tout dévoué
Petit Louis

II

L'an dix huit cent quatre vingt quatre et le jour quinze du mois
de mars au bureau du Cachey commune de Bohemia Sains.
Georges
Est present le sous soussigné Cherisso Grille de Joseph.


Testo Originale Estratto
marchant, ambulant Domicilié à Bohemes St
Georges d'une part.
Et le sieur Petit Louis fils de feu Joseph.
propriétaire Domicilié à Bohemes Saint Georges d'autre part
sont convenus ce qui sui savoir,
M. Cherisoe Cyrille donne à bail à ferme Deux pieces
De pres, l'un appelle la Susanna et l'autre la Patte
pour le prix de livres cent par annee à ces deux pies
et pendant trois annces au Dit Petit
Louis qui l'accepte.
Le quel preneur promed de maintenir ces
deux propriete's
en bon état, en bon agriculture et en bon pere
De famille.
Le quel, Fait Doubles à Bohemes Saint Georges
Le 1er Mars 1881.
Cherisoe Cyrille
Petit Louis.
Dictée du 11 Février 1881.
Fidelité d'un Chien.
Un marchand fait une longue route accompagné de son chien
qu'il aime beaucoup. A mellieur du chemein il s'arrête
au pied d'un arbre se débarasse de la sa coche que contient
son argent et des provisions et il se met à manger d'après
son repas, et se remet en route oubliant par distraction
la sa coche sous l'arbre. Son chien qui le voit partir temoigne
de l'inquiétude, hurle, lui barre le chemin, lui met même
les jambes et les mains pour le tirer en arrière.
Le marchand s'imagine que son chien devenu
enragé désespere il lui tire un coup de pistolet et s'eloigne
a grand pas. Cent a coup il s'apercoit qu'il a oublié
sa sa coche. Il revient en toute hate et il trouve son chien
qui mortellement blessé s'etait traîné jusqu'à la sa csche
et la couvre de son corps.
Dictée du meme jour 1881.
Le savoir-vivre.
Un jour un maréchal français appellé Catinat se promenait
dans son Demaine, il était tres simplement vetu selon sa


Testo Originale Estratto
coutume. Un jeune homme de Paris l'aborde et lui
parlant le chapeau sur la tête à bon homme lui dit
« Je ne connais pas le propriétaire de ce domaine, mais vous
pouvez lui dire que j'y ai fait une bonne chasse. »
Des paysans qui l'entendaient se mirent à rire aux éclats.
Alors le chasseur leur demanda d'un ton arrogant
De quoi ils riaient? De l'insolence avec la quelle vous
osez parler à monsieur le maréchal lui répondirent ils
« Il m'a dit un mot ou fait un signe nous vous
aurions assommé. » Confus le jeune homme, courut
s'excuser aux près de M. le maréchal. Celui-ci, qui ne le
connaissait pas et ne voyait pas qu'il fût simplement celui-ci,
je ne vois pas qu'il faille connaître quelqu'un pour lui
ôter son chapeau. »

Dictée du 16 Février 1884
Chacun profite du travail de ses semblables.
Les hommes ne comprennent pas assez quels services ils
retirent des uns des autres; sans cela il s'apprécieraient davantage.
Ainsi pendant que tu es dans les bois à abattre les arbres
en chantant sans penser à personne, je me suis conduit.

D'individus s'occupent pour toi.
Le laboureur cultive le blé que tu dois manger; le meunier
le moud et le boulanger le cuit; le taillandier façonne les outils
sans laquelle tu ne ferais rien; le berger garde les moutons dont
on filera la laine que le tisserand transmuera en une étoffe dont
le tailleur fera ta veste. Afin que tu puisses abattre tranquillement
les arbres sans te déranger, le maçon, le menuisier, le serrurier
le vitrier sont à tes ordres pour faire ce que tu leur demanderas.
Le potier fabrique ses marmites et ses assiettes pour que tu
boives son lait au besoins. L'épicier va chercher à droite et à gauche
le sel, le poivre l'huile, le vinaigre qu'il te faut pour assaisonner
les aliments et que tu vas te procurer chez lui sans dérangement.
ceux travailleront à fin que tu puisses vaquer plus librement
à l'abattage des arbres au milieu de la forêt.

Phrases détachées. Cet ouvrier travaille nu-tête nu-bras nu-
pieds; mais moi je n'ai jamais la tête nue, les bras nus, ni les pieds
nus en travaillant aux champs. Un mille mesure linéaire égale environ
une demie heure. J'ai connu mon jeune grand-père et ma jeune grand-mère.
nos œillets sentent très bons. Le lac d'Epargne, en Italie, mesure
trois cent kilomètres carrés de superficie tandis que le lac Majeur,


Testo Originale Estratto
n'ina que deux cent onze ongs. Et l'union construit en mille huit cent et quarante de longueur de cent quatre vingt-quatre metres.

Dettatura del 19 Febbraio 1884.
L'ubriachezza è rovinosa alla salute.
Essa degrada l'uomo e l'espono al delitto.
Dai raggi di tutte i medici: l'acqua vite nuoce più uomini
che non la guerra e il colera. L'ubbriaco che abusa di ques-
to liquore forte sconosciuto agli antichi e che i selvaggi chiamano
acqua di fuoco si bruccia a poco a poco lo stomaco
perde l'appetito e il sonno prova vertigini, tremiti nelle sue mani
e nelle sue gambe le quali vacillano. Vengono poi d'esso la ticchezza
o la paralisi le convulsioni un dimagrimento considerevole
un'alterazione profonda dell'intelletto il deliro e la malinconia
la voglia del suo odio.
L'ubriachezza dei debito produce tristi
moralta. Il numero dei debiti commessi dell'ubriachezza è enorme.
Colui il quale entra nella bettola si espone a lasciare
la sua ragione. Si vedono tutti gli anni ubriachi
uccidere loro padre, loro madre, altri uccidere la loro.

moglie o le loro fanciulle. Oltre a queste gli ubriachi rovinano
la loro casa perché spendono nelle bettole il denaro destinato a nutrire
la loro famiglia vi fanno debiti ingenti per pagare i quali sono poi
costretti a vendere le loro sostanze e danno, quello che è peggio il
cattivo esempio ai loro fanciulli come pure ai loro domestici o loro apri.

Bracia di lettera.

Oi! avete promesso mesi sono ad un vostro amico di non
passare la quindicina senza scrivervi. Adempite a questo dovere
dandogli tutte le notizie che possono interessarlo o piacergli intorno
la scuola che frequentate.

Mie Pregiatissime amiche,
Se vi aveva promesso mesi sono di non lasciare passare niuna
quindicina senza scrivervi. Adempio stavolta a questo sacro dovere
col darvi alcune notizie interno alla scuola.
Vi dico dunque che stando io bene ne ho molta facilità per attenere
vicmeglio allo studio e frequentare assiduamente la scuola io mi vi
piace non può perché mi accorgo che imparo ogni giorno più.
io ho già appreso a fare i conti la caligrafia e anche a fare delle
lettere gotiche a parlare in italiano e in francese. Se i
insegna due giorni l'italiano che sono martedì e venerdì.


Testo Originale Estratto
e gli all'i giorni il francese, per adire
vato due serate del costo io sono sere
che tutte le cose marciano a modo. Il numero degli scolari a
dieci sette che sono Martin Francesco, Petit Luigi, Còrt
Cypriano, Ebhisod Cirillo, Favre Vittorio, Cantùr Giuseppe,
Obert Delfino, Junin Vittorio, Pellissier Celestine, Pellissier
Marione, Còpard Giuseppe, Courthoud Giuseppe, Dervod Serapino,
Cossand Leonardo, Pellissier Giorgio, Obert Giuseppe, e Martin
Silvano.
Del comune non so tanto che darvi; io vi dico solamente
che ci è venuto un poco di neve e non fa tanto freddo.
Adesso io finisco qui, e vi saluto, e mi chiamo il vostro tutto
ricolto l'uno amico.
Petit Luigi.

Po Devouir des vacances de carnaval.
I brace de lettres: Un de vos amis a lesprit imbue de mille
et supposition il ne scroit faire un travail sans regarder la bue
il ne permet point à ses gens de faire certains travaux
(nommes lesquels) certains jours de la semaine parce qu'il
les croit mauvais il prétend que la vue et les chants.

certains oiseaux ait un mauvais présage comme aussi l'apparition
des comètes et des aurores boréales etc. Corrigez lui pour l'engager
à quitter ces erreurs en lui faisant connaître par des raisons
que vous lui avancerez combien il se trompe en ajoutant foi à ces
préjugés.
II Coniugare il verbo solere, avoir, coutumer, con un complemento alle
treza persona del plurale.
Nota: Nei tempi composti questo verbo si coniuga valendosi delle
verbo essere col participio solito e si dice: j'essere solito (io era-io lui) solito.
I remit.
Mon cher ami,
votre intelligence en fait l'agriculture n'a pas besoin de mes conseils, mais
cependant j'espère que vous ne me sauvez pas mauvais que si je me prenais
aujourd'hui la liberté de vous écrire deux mots pour vous engager à sortir
de vos faux préjugés dont vous êtes rempli la tête.
J'ai appris que vous ajoutez trop bonne foi à l'apparition des comètes et
aurores boréales ainsi qu'au chants de certains oiseaux les prenant pour
de mauvais présages et que vous faites trop attention aux phases de la lune.
Quand il s'agit de labourer vos champs et de les ensemencer.
J'ai aussi observé que vous défendez à vos gens de service de faire


Testo Originale Estratto
De t'établir la vérité que vous ne leur permettez pas de suivre les lunes et des semences par le mercredi et que vous n'occupent à la vue des observations locales des comités des jours fériés et de novembre 13. Le bon Dieu a créé tous les jours de la semaine sont également bons pour le travail, les observations locales (novembre 13) cela ne sont point des sujets de crainte. Ce sont des opinions erronées qu'il faut abandonner.
Quant au rapport aux phases de la lune il est bien cependant que certains cas auxquels il est bien utile d'y faire attention, surtout s'il s'agit de couper du bois de construction, de la saison, etc.
Mais quant aux autres signes que vous paraissez redouter, ce ne sont que des fausses idées d'ignorants. A des gens sans expérience. Dans certains pays et surtout dans ceux du nord, ces phénomènes s'y font voir très souvent sans cependant qu'aucun fléau s'y manifeste.
J'aurais bien encore des raisons à vous faire connaître sur ces faux préjugés, mais je ne doute pas que vous ne reveniez de vos erreurs.
Ainsi je finis en vous saluant du fond de mon cœur et je me déclare pour la vie
Petit Louis.

II°
Indicativo presente:
Je soglie, tu soglie, celui soglie, noi sogliamo, voi soglie, coloro sogliono
lavorare pulitamente.

Imperfetto.
Je sobra, tu sobra, colui sohra, noi sobriamo, voi sobat, coloro sobat
Pregare directement.

Passato prossimo.
je sono soble, tu sei soble, colui e soble, noi siamo soble, voi siete soble, coloro
sono soble, fare il bene senza esitazione.

Trapassato prossimo
je era soble, tu eri soble, colui era soble, noi eravamo soble, voi eravate soble
coloro erano soble, fare il dovere con esattezza.

Trapassato remoto.
je fu soble, tu fosti soble, colui fu soble, noi fummo soble, voi fuste soble
coloro furono soble, scrivere correttamente.

Futuro anteriore.
je sarai soble, tu sarai soble, colui sarai soble, noi saremo soble, voi sarete
soble, coloro saramo soble, leggere con senso.

Congiuntivo presente
Bisogna chi io soglie, tu soglie, che colui soglie, noi sogliamo, voi soglie, coloro
soglia.
schivare le cattive parole.


Testo Originale Estratto
Imperfetto.
Bisognerebbe che io solessi, che tu solessi, che colui solesse, che noi
solessimo, voi soleste, che coloro solessero a mangiare con temperanza.
Passato.
È giusto che io sia solito, che tu sia solito, che colui sia
solito, che noi siamo soliti, che voi siate soliti, che coloro siano
soliti praticare la virtù di giustizia.
Trapassato.
Sarebbe bene che io fossi solito, che tu fossi solito, che colui fosse
solito, che noi fossimo soliti, che voi foste soliti, che coloro fossero soliti andare
a scuola assiduamente.
Condizionale Passato.
io sarei solito, tu saresti solito, colui sarebbe solito, noi saremmo soliti,
voi sareste soliti, coloro sarebbero soliti andare a messa per tempo.
Modo infinito.
Solere è parlare con buona maniera e con grazia.
Passato.
Essere solito a lavarsi il viso e le mani ogni giorno.
Gerundio semplice.
Solendo frequentare i buoni.
Gerundio composto. Essendo solito obbedire ai genitori.
Compito.
L'allievo trascriverà la letterina
trovandosi nella 1ma colonna qui sot
to, usando la 3a persona del singo
lare col dare cioè del lui.
Pregiatmo Sigre. Benéfattore, Pregiatissimo Sigr. Benefattore,
Le molte e pregevoli Le molte e pregevoli qualità della
vostre qualità da me tante S.V. da me tante volte
volte sperimentate, mi face sperimentate, mi facevano sus
vano sospirare il giorno dal pirare il giorno
la vostra festa. Ora che è della sua festa. Ora che
giunta, degnatevi accettare e già questo degnatevi la Vostra
Dire il mazzello di fiori che è gradito il mazzetto di fiori
vi presento qual sincero testimonio le presento qual sincero
che della mia stima e affezione, testimonio della mia stima.
Dal canto mio supplichevolissimo Dal santissimo suppliche
la divina bontà a degnare la divina bontà a degnare di
conservarvi lungamente per conservare S.V. lungamente per
opere e gagliardia. Onoratemi pera e gagliardia. Mi onore
colendomi sempre. colendomi sempre.
Vostro Dev.mo servitore. Suo Dev.mo servitore.


Testo Originale Estratto
Dictée du 1 Mars 1884.
Une sage reponse.
Le gouverneur de la Virginie en Amérique causait un jour
dans la rue avec un négociant. Lorque passa un negre
qui le salua, il lui rendit le salut. Comment! dit le négociant
vous saluez un negre. Sans doute, répondit le gouverneur
je serai bien faché qu’un negre montrat plus poli que moi.

Phrases d'histoire: Notre armée se compose de deux
cent cinquante mille hommes en temps de paix et de cing
à cente mille en temps de guerre. Cette composition
compte trois cent soldats et vingt officiers. Un octogénaire
à quatre-vingts ans. Quelques personnes aiment la
proprete et la mettent en pratique; Quelques pauvres,
quelle société.

Gracia di lettra.
L'españe è un ragazzo molto pigro il quale non è verso
di farlo lavorare. I suoi genitori hanno disavuto tutte
i mezzi ummaginabilmente imituale all'abbitudine del
lavore e dell'ostudio ma non hanno fatto altro che prestare.

L'acqua nel mortaio. Cremonieri vi alumenno dei sui compagne
provateur con buone aggiunio: de farigli comprendere la nassunità
di lavorare riciclandogli quiste provetti. L'ozioso è sempre bisogno.
chi non suda non ha roba; chi si aiuta Dio l'aiuta; chi imita
La formica nell'estate non va pel paese nell'inverno; giovinetto bisogna.
vecchio ozioso; volpe che Dimme neve sempre magra; chi si vede
gogna di lavorare abbia vergogna di mangiare, fortuna i coraggio
auto e i pergei rifido. finite rivinendo. Distruttivamente è
pregandola che favorisca prendere in buona parte le veste
considerazione e che voglia per il suo bene a amore mettere
di buon grado al lavoro.

Mois carissime Respastiono
Je l'ai apprise giovedi soir dans un amici che tu se un poco
figli femi sono prezo oggi la liberta di scrivere due righe perfette dare
alume miei notizie e parti conosco alume dei miei proverbii.
Il lavoro preserva l'anima dalla corruzione e preserwa il corpo
tessù da molte malattie. L'ozio è il padre della miseria e dei vizi.
Anche l'uomo è nato per lavare. Il gioco è un'espirazione. Chi non
suda non ha roba. Chi si aiuta. Dio l'aiuta. Chi imita la formica
nell'estate non va pel paese d'inverno.


Testo Originale Estratto
giovinetto aquisa, vecchio bisognoso. Volpe che domenicava sempre
magra chi ha vergogna di lavorare abbia vergogna di
mangiare. Fortuna e coraggio aiutano i pigri e i rifiutati.
Definisci queste pregate tanto di mettere in pratica i miei consigli.
gloria e salute.
Lodano il vostro tutto devotissimo amico
D.L.

Lieto della farfalla presa si aprì, adoprò la mano e ne fiaccava
gli occhi per ammirare i bei colori loro e la persona dell'anima.
ahi me, non trovai nulla più che per volare e una schifosa via
mi aveva condotto la sua. N'ebbe un detto
la madre ma io crederei anche l'apparenza fosse una nebbia.
A. Pegonai

Dictée du 6 Mars 1884.
La prière d'un enfant...
C'était un Dimanche et les cloches sonnaient à toute volée.
Le jeune Hobbard s'était rendu à l'église vêtue des
habits des plus beaux jours de fête.
Il s'agenouille sur une chaise auprès d'un pilier, il priait.
Tout près de lui priait aussi un pauvre vieillard agenouillé sur
la pierre, il était pâle, il avait l'air souffrant et ses genoux
tremblaient sur les dalles froides.
Le jeune Hobbard sentit son cœur épris de pitié, sans bruit il s'approcha
de l'église sa chaise derrière le bon vieillard, il mit dans la main
amaigrie du pauvre homme. Le vieux genoux que son père lui avait
donné pour payer sa chaise, puis s'agenouillant à son tour sur
la pierre, il dit tout bas: Oh! Seigneur, vous...

Dettatura del 4 Maggio 1884.
L'apparenza non è realtà.
Quando avevo sette anni, stando in giù nell'orto vidi
una farfalletta dalle ali screziate a veni bellissime
colori e testa. Mi invogliai di prenderla. Siccome con concetti
volai in alto, la rassennai; il cuore godeva la vicinanza, io per
correndo la seguitava in uno camino e in tanto
calpestavo l'insalata e i cavoli, gli erbaggi e i fiori.
Allora la madre sgridatemi perché io rovinava l'orto.
Soggiunse che un povero verme non rovinava il danno.
Mi olteggiava la pena della cosa. Non obbediente
continuai e quando la farfalla si posò sopra un fiore
subito la serrai nella mano e staccava il più prezioso.


Testo Originale Estratto
Le pauvre vieillard le remerciant d'un regard d'amour
L'ombre du grand pieplier. L'action de l'enfant
était accomplie sans que personne le remarquât. Mais
quand Hébert reprit sa preuve interrompue ainsi par une
bonne action il lui sembla que son âme en était
devenue meilleure et que du fond de son coeur montait vers
Dieu une prière plus forte et plus pure.

Dettatura del 8 Maggio 1884.
Origine della lingua Italiana.
L'Italia finchè fu soggetta ai Romani adoprava
la lingua latina: ma questa dopo il regno dell'imperatore
Cesare Augusto andavasi a poco a poco corrompendo. Circa
l'anno 476 cioè alla venuta dei Barbari, popoli venuti dal nord
dell'Europa, che usavano più i loro rozzi dialetti, il latino si guastò
sempre a segno che il popolo non comprendeva quasi più questa
lingua pura ancora usata nelle leggi, negli atti notarili, nelle
prediche della chiesa.
S. Francesco d'Assisi che viveva in quel tempo (dal 1182 al 1226)
per meglio giovare al prossimo cominciò a scrivere
in lingua volgare, ed opere che si dirà laudi.
Altri scrittori presero a scrivere in lingua volgare in argomento
di sollazzo come canzoni, sonetti e simili; e già erano in uso
nei discorsi che facevansi pubblicamente nelle repubbliche per
trattare gli affari di generale interesse. Infine finalmente Dante
Alighieri fiorentino, il quale pigliandola dalla bocca del popolo
la sottomise a più certe regole grammaticali e le diede regolare
la maggiore e forza.
Il Petrarca ed il Boccaccio i quali vissero a quei tempi contribui-
rono anche non poco alla creazione della lingua italiana.
Invero dopo Dino Compagni, il Machiavelli, il Baldo, il Beoni,
il Bartoli, il Segneri, il Bembo, il Metastasio, il Goldoni,
il Tassoni, l'Alfieri, il Parini, il Monti, il Manzoni e gli uguali
tutti furono celeberrimi scrittori italiani.
All'esempio di tanti sommi scrittori uguali si sono adoperati
a rendere la lingua patria nella bellezza e purità in cui trovasi
ora. Dobbiamo anchenoi fare quanto il potere per impararla e per ben
trasmetterla ai nostri posteri.

Lettera di un principiante Bolognese ad un amico
Mio amatissimo amico
Io ti avevo promesso nella mia ultima lettera che ti avrei scritto di nuovo.


Testo Originale Estratto
allorquando io sarei stato in vicinato. Coome dunqure io m'invenerò a
adempiere la mia promessa. Tappia dunque che io mi trovo, folte di aver
scelta una professione per la quale io ho sempre avuta inclinazione poichè, al
die del mio padrone, io vi ho da sensibil'i progressi. Il tempo passa
gradvolissimamente in mezzo ad occupazione cosi' variate e cosi' volleggiata
Li. In fatti io ha egli &è più bello a mangliare che i piatti, gli scagazzi
le sedie e i scucchetti, i tivelli, l'accetta e i cucchetti le squadrone.
io ha già appreso solamente, dopo il poco tempo ch'io' sono qui a fare
delle tavolta a scaffottini di cofani a più compartimenti. E lo ed
Eu non puoi immaginarti quante io sono attento alle spiegazioni e
alle indicazioni del mio maestro. Io ho dell' arte allora io sono
bell'occhio per ascoltarlo e bell'occhio per riguardare io ho l'intenzione
di restare in vicinato fino a che il mio maestro mi trovi abbastanza
abile per eseguire l'opera più fine io non' lo dimenticherò di Dart
che il mio maestro mi ha, attenzione per me e che gli m'insegna con
garbo. Lavorando qui con me sotto lo stesso padrone che altri anni pass'
Nella mia vita e che sono bravi ragazzi io non'lo dico più oggi io
finisco dunque presentandoti le mie salutazioni più sincere e
Recevimi il tuo affezionatissimo amico
Petit Luigi
Formato proposizione coi seguente vocaboli affini o sinonimi
ma disignificato di verso.
Preso, preso, prezzo — peso, fesso — peso, pozzzo
spesso spesso — cenacerne — sete sette.
Proposizioni
io ho preso questa mattina una buona risoluzione — io sono
preso della mia casa — io ho comprato un libro del prezzo
Lire 8. — Ci sarà forse qualche cosa di più prezioso che lo stutto
io non mangio se mi mancheranno le forze io non ho preso in
io sono
io andato al pozzo a prendere acqua — io spesso Firenze, io sono spesso
in confezzione — io sono alle sette provvisioni — finalmente
ho dato un nome gegrafia — Dio ci ha avuto sette — io so già
contare fino a mille.
Horaccie di lettura
Sapendo voi che gli uccelli sono utili all'agricoltura, come pure i ricci,
i topi, le lucertole, i pipistrelli, le talpe, i muovono un altro amicos distruggendo
di quanti uccelli e d'invere ci sono notturni che gli captano nell'oscurità
rispettare meglio d'ora innanzi quegli amici all'uomo accarezzandogliene
e un'azione e dandogli un appoggio qualche esempio che valga a renderli persuasi
Di quanto gli vuole Iddio


Testo Originale Estratto
Mia cara amico,
Jo ho appresso giorni sono da un iniquo fededegno che mi portat? fede
gli uomini che dicono gli uccelli essere inutili oppure noiosi all'agricol
tura e ciò si direbbe come notturni. Poi fate male di crederli chiu? poic
accertatevi che altro che non sono inutili sono anzi utilissimi. Sono ch
i rieci i rospi le lucertole, i pipis belli le talpe devono essere rispettate
perchè sono distruggitore degli insetti.
Come un campo? che vada più che le mie povere ragioni ? adducimi
provare di quanto io vi si.

Federico II re di Prussia stavane un giorno passeggiando
per un delizioso bosco ove erano le più rare specie d'alberi da frutto
che meritavano coltivate con diligente cura. Mentre egli ammirava
un magnifico ciliegio il quale portava in gran copia le più belle cilieg
che a veder si potevano come un piccolo stuolo di passeri posarsi sull'albero
e beccare le ciliege. Ma d'altre fra se iro ? i più feroci nemici dell'agricol
tura. Ma in pochi giorni l'editto facea un grande miracolo
le più grosse spesse che vanno in breve talmente moltiplicate che facevano un'ombra doppia di
ille frascose. Allora il buon re accortisi dell'errore fece imporre nel
regno con molta spesa una grande quantità di passeri.

i quali lasciati liberi si moltiplicarono tanto che distrussero le miriadi di inset
che ricavavano un si grave danno alle piante.
Io potrei raccontarvene ancora, mio caro, raccontare molti altri simili fatti
i quali tutti dimostrano quanto stelli distruttori degli uccelli, ma
non volendo dilungarmi troppo finisco qui la mia lettera nel forte
calda preghiera perchè tu lavi una buona volta stare a quegli amici
dell'uomo e ti credi il tuo sincero amico
Petit Luigi

Dettatura del 11 Marzo 1884.
Chi fa bene trova bene.
Un gentiluomo di Siena essendo in cammino diede ad malandrino che lo
volevano uccidere. Egli era un uomo liberale e grande
benefattore. Uno dei malandrini si esaltò e subito gridò “Oh! non l'amazzate
fate perchè costui è un uomo raro, fa piacere a tutti”. Dopo breve este a ett
servizio d'amzaggios Compiaciuto per queste parole non solamente si astenne
l'assassino ma tutti insieme gli fecero compagnia e si finò a lavorare.
La virtù della carità è onesta in pregio anche
degli assassini e la fa innocente e pietosa.


Testo Originale Estratto
Dictée du 1er Mars 1884.
Prix de la santé
Nous sommes si imprudents et exposons notre santé par nos imprévoyances
que nous nous exposons souvent parce que nous ne réfléchissons pas assez à toutes
les conséquences de la maladie. Outre les souffrances qu'elle occasionne
C'est souvent qu'après avoir été brisé par la maladie, le corps a bonne figure
ce n'est qu'une machine raccommodée qui ne peut retrouver sa solidité
mais c'est là le moindre inconvénient. Il faut calculer qu'une maladie
peut produire de tristes résultats: Perte de temps et poursuite inverse
ment de nos projets, espérances trompées, chagrines et fatigues pour nos proches,
il pouvons même causer maladies et infirmités.
On ne devrait jamais oublier que s'exposer imprudemment à la
maladie c'est faire des avances au malheur. De tous les capitaux dont nous
avons les dispositions sur la terre, la santé est celui qui nous devrions le plus
ménager. Bruisses d'Adages – Depuis l'invention du microscope, des
millions d'êtres vivants dont l'existence n'était pas connue, nous pouvions
être l'objet d'observations de naturalistes. D'après ces plages, insectes et adultes
ont été où l'homme n'a jamais résolu couverts ou bien sur. Et ils ne sont pas
bien se présentant qu'un seul mobile. Il nous prouve il nous montre qu'une
bonne éducation est à celui et que le travail à soutenir. Heureuses
celles qui une bonne éducation est à celui et que le travail à entreprendre.

Dettatura del 14 Maggio 1884.
Precauzioni che ciascuno deve prendersi per conservarsi la salute.
Il proverbio dice, mi dicono alcuni; è questo è molto vero. Perché
a ben poco valgono le prescrizioni del medico se una volta che
si è per mancanza di precauzione ricaduti in subita malattia.
Edunque s'vuol sapere ciò che per conservarsi sano bisogna:
I° Vivere con sobria astensione dal mangiare e dal bere troppo, non usare
giusto alimento troppo grasso, frutta non matura o troppo acerba, e non
ancora evitando di bere liquori forti e spiritosi.
II° Non dormire troppo né alzarsi alla prima né alla sera, non aspettare
una moderata fatica. Col lavoro il nostro corpo
si conserva più allegro e contento. Il vantaggio, ben si sa, è facile
consegue buono.
III° Non esporsi a testa nuda all'aria né al sole ardente, né alla
bevande fredde, o stare fermi al freddo, quando si ha il calore o si è
sudato. Non rimanere addossati ad un sole ardente col capo nudo.
IV° Astenerci dal mangiare alimenti che sono lavorati o che sono
già macerati troppo lungo tempo in un vaso o in altro preparato.
Si deve anche guardare il mangiare qualunque specie di funghi poiché
non sono tutti velenosi.


Testo Originale Estratto
V: Guardarsi dal conservarsi subcorpor vedimento fragnate dalla pioggia o dal sudore.
VI: Evitare di camminare coi piedi nudi per il fango per l'acqua fredda per la neve o dal ghiaccio.
VII: Evitare di chiudersi in istanze o appartamenti senza camino dove ci fosse fuoco o bragia in combustione perché la cattiva aria ossia l'acido carbonico che se ne sprigiona tale tragedia potrebbe cagionare l'asfissia o la morte.

Dittato del 18 Marzo 1884.
I quattro più celebri poeti italiani:
Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Lodovico Ariosto, Torquato Tasso sono i quattro più celebri poeti di cui si vanta la nostra Italia.
Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265. Fin dalla sua fanciullezza gli approfittò molto delle lezioni dei suoi maestri o mediante uno studio indefesso giunse a guadagnare una celebrità universale. Egli compose una scelta opera intitolata La Divina Commedia in cui prese a descrivere l'Inferno il Purgatorio e il Paradiso. Egli scrisse anche altre opere molto pregiate. Il Dante morì a Ravenna nel 1321 in età di 56 anni. Visse in quei tempi in cui cominciarono a parlare italiano.

Francesco Petrarca nacque in Arezzo di Toscana nel 1304. Egli si applicò tanto nello studio che fin dalla sua gioventù venne ammirato per i primi geni dell'Italia e fu meritamente incoronato in Roma con un alto ballo fra questi il più grande onore che si potesse fare. Egli morì negli anni nel 1374 mentre leggeva il poeta latino Virgilio.
Altro celebre scrittore italiano fu Lodovico Ariosto nato nella città di Reggio nell'anno 1474. Fu studiosissimo fin da fanciullo e compose un libro intitolato l'Orlando Furioso, scritto molto pregiavola per la lingua e per lo stile. L'Ariosto morì nel 1532.
Torquato Tasso fu pure valentissimo poeta e scrittore assai rinomato per una sua poesia intitolata Gerusalemme Liberata. Con la sua di grande ingegno gli venne offerta la corona di alloro come viene fatto al Petrarca ma non si poté fare la solenne cerimonia perché era caduto malato. Alla sua morte avvenuta nell'aprile del 1595 il suo corpo venne poi nobilmente vestito e la sua chioma cinta di alloro mentre fu traslato con molta pompa fuori di Roma in un'abbateglia. Egli era nato nel 1544.

Carissimi allievi. Volete voi diventare uomini istruiti e fare sempre delle mostrare natura. Ebbene imitate lo studio e il lavoro di quei valenti italiani.


Testo Originale Estratto
V. Guardarsi dalconsumare sulcorpo vestimento fraquati dalle
pioggia o dal sudore.
VI. Evitare dal camminare coi piedi nudi per il fango per l'acqua
fredda per la neve o col ghiaccio.
VII. Evitare di chiudersi in estanzo o appartamento senza camino d'ove
si fosse fuoco a bragia o in combustione poichè l'accattivo in una ossia
l'acido carbonico che vi si sprigiona tale frapio potrebbe cagionare
l'asfissia o la morte.
Dettato del 18 Marzo 1884.
I quattro più celebri poeti italiani.
Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Lodovico Ariosto, Torquato
Tasso sono i quattro più celebri poeti di cui si vanta la nostra
Italia.
Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265. Sin dalla sua fanciullezza
gli approfittò molte delle lezioni de' suoi maestri e mediante uno studio
indefesso giunse a guadagnarsi una celebrità universale. Egli compose
uno scritto a poema intitolato La divina Commedia in cui pose
a descrivere l'Inferno il Purgatorio e il Paradiso ed altre opere molto
altre opere molto pregiate. Il Dante mori a Ravenna nel 1321 in
età di 56 anni. Viveva in quei tempi in cui incominciavasi a
parlar Italiano.
Francesco Petrarca nacque in Arezzo di Toscana nel 1304.
Egli si applicò tanto nello studio che fu dall'età giovanile amato come
fra i primi giura dell'Italia e fu meritamente incoronato in Roma.
e con un certo dall'anno tra questo il più grande onore che si potesse pretare.
morì egli mori nel 1346 mentre leggeva il poeta latino Virgilio.
Altro celebre scrittore italiano fu Lodovico Ariosto nato nella città di
Reggio nell'a 1474. Fu studiossissimo fin da fanciullo e compose un libro
intitolato l'Orlando Furioso, scritto molto pregiato per la lingua
e per lo stile. L'Ariosto mori nel 1532.
Torquato Tasso fu pure valentissimo poeta e scrittore assai rinomato
per una sua poesia intitolata Gerusalemme liberata. Con dotato
di grande ingegno e gli venne offerta la corona di alloro come si era
fatto al Petrarca ma non si potè fare la solenne cerimonia poichè
era caduto malato. Alla sua morte avvenuta nell'aprile del 1595 il suo
corpo venne però nobilmente vestito e la sua chioma cinto di alloro
mentre fu trasportato con molta pompa fuori di Roma. e fu seppellito
Egli era nato nel 1544.
Cari miei allievi Volete voi diventare uomini istruiti e fare onore alla
nostra patria: ebbene imitate lo studio e il lavoro di questi celebrati italiani.


Testo Originale Estratto
abbiamo parlato scritta la vita in questo Dittato.
Dittato del 21 Marzo 1884.
Non dir bugie.
Il fanciullo non mentire L'invidia è quel che nuoce
L'invidia è una villà Brutta cosa è la menzogna
Non nascondere o tradire Chi la dice n'ha vergogna
Non la santa verità. E' crudeltà pure non è.

Chiama sempre pane il pane
Chiama il cane sempre cane.

Altra poesia.
Pregio del sapere.
Tutto il bene che apprendeste Potrai perdere ogni cosa
Da un sagace ducator Che la novità più ti fu
E il retaggio che ti resta Non la vita non felice
Qui invoca il miglior Tra il sapere e la virtù.

Dictée du 22 Mars 1884.
Les autorités communales ont donné une coupe de bois Les bûcherons sont
arrivés et ont déjà beaucoup travaillé. Voyez beaucoup qu'ils ont abattus
ébranchés, écorcés, divisés en billots qu'ils ont embarqués et palis-
Les scions de long aussi sont venus. Voyez les chevalets et les échafauds
qu'ils ont improvisés. Les pièces qu'ils ont entiquées dessins sont
têtes et les planches qui ont été aussi par une exposé au soleil et
ensuite empilées au grand air pour être desséchées. Les menuisiers
je les ai vu travailler: deux se sont blessé une jambe mais ils n'ont
pas pourtant discontinué pour cela de travailler. Voilà les planches
que je leur ai vu raboter; rognée et aussi les poteaux qu'ils ont équarris
puis préparés et lascivés comme aussi les poutres qu'ils ont équarris
planches et rances pour être employés aux planchesage d'une maison.

Dettatura del 25 marzo 1884.
Non rimandare al domani quello che si può fare oggi.
La moglie di un affittuario coltivava con grandissima cura nel suo
orticello molte spese di erbaggio.
Da due settimane aveva trapiantato in un quadro alcune piantine
di cavolo le quali ormai segnavano di mettere il capuccio. Quan
do venuta un bel mattino ad esaminare la crescita, s'ebbe ad


Testo Originale Estratto
accorgere di una cosa che le nuocerebbe.
alla figlia Lisetta che ora con lui
tante punti gialli che sono sulle foglie
cui nasceranno migliaia di brucchi. Bisogna fare in modo che
non nascano e quindi avrai cura tra oggi e domani. Di purgare
le foglie di coteste uova.
Poi la madre fu colta da una febbre che la tenne a letto più giorni.
La Lisetta, pur per queste, ma perché credeva di esserle sempre un
tempo, fu di [voler] dimenticare il comando della madre.
In questa guisa fu quattro volte a scendere nell'orto a vedere come
fossero cresciuti i cavoli. Ma ahimè! Di quelle piante non
restarono che i fusti e le costole più dure, le foglie erano divor-
ate dai brucchi.
La Lisetta confusa ed afflitta non osava alzar gli occhi
alla madre, la quale, come di giusto, la rimproverò della sua
[negligenza] commentandole il proverbio:
'Chi ha tempo non aspetti tempo; e quel che oggi si può fare
a diman non rimandare.'

Dettatura del 28 marzo 1832.
Non si deve prestar fede a tutti i rapporti né
seguire i cattivi consigli della
collera.
L'imperatore Costantino, il quale visse nel IV secolo, era
un uomo pieno di buonissime qualità, ma egli aveva due
difetti: di essere talvolta un po' troppo credulo, e massime di non
sapere signoreggiarsi nei momenti collerici.
Un giorno l'imperatrice Fausta, sua seconda moglie, accusò
Crispo, figlio di lui e di Minervina, sua prima moglie, di
aver tentato la sua onestà. Seppe ella, coloro il fatto (o contatti?)
calunnia che nell'impeto della collera l'imperatore condannò a
morte il proprio figliuolo. Ma poco dopo, scoperto la men
zogna di Fausta (or Crispo and the perfidy of Fausta), nel trasporto del suo sdegno,
la fece annegare in un bagno bollente nel quale fu soffocato.
Costantino fu dolentissimo per tutta la vita dell'essersi così
ingannato dal falso rapporto di cotesta donna, senza essersi
precedentemente accertato della verità del fatto, ed essersi
anche lasciato dominare dai cattivi consigli della collera.


Testo Originale Estratto
Il giuoco: Storia di un giuocatore
Il giuocatore come il ladro è un uomo che vuole arricchire senza lavorare e alle spese degli altri. Colui il quale passa tutto il suo tempo a giuocare sperando sempre che gli farà fortuna fa prova di pigrizia e di immoralità. Di pigrizia perché vuole in un minuto o in un giorno fare guadagno che domanderebbe all'onesto uomo mesi di lavoro e di immoralità giacché questo guadagno sarà denaro rubato ad un altro. Quando il giuocatore si è rovinato se la sua moglie e i suoi fanciulli non hanno di che vivere egli resta da fare (se non si ammanta di rubare o di uccidere) di degenerare a sopperire ai suoi errori e di cercare nel lavoro l'ultima respirazione.

Uno degli uomini politici più celebri di Inghilterra, uno dei primi che domandarono di abolire il traffico dei negri vale a dire la vendita e la compra degli schiavi si era lasciato nella sua gioventù trascinare a giuocare. In questa prima prova il giuoco il caso lo favorì talmente che egli vinse tutta la fortuna del suo avversario. Testimonio di questa rovina si ravvedette della profonda disperazione di quello che perdette egli fu spaventato da lui stesso, comprendendo quanto v'è di odioso in un cotal guadagno, volle restituire tutto al suo avversario, facendosi a se stesso il giuramento Di non mai più giuocare una sola volta. Egli fu fedele a questo giuramento tutta la sua vita.

Dettatura del 25 Marzo 1884.
Non rimandate al domani quello che potete
far oggi
La moglie di un affittuario coltivava con grandissima cura nel suo orto molte specie di erbaggi. In due settimane aveva trapiantato in un quadro alcune piantine di cavolo le quali come segnavano di mettere il capuccio. Quando tornò bel mattino ad esaminare la raccolta si ebbe ad accorgere di una cosa che le incresce non poco. Voltesi alla figlia Lisetta che era lì a dire. Vide quei tanti puntini gialli che sono le uova delle migliaia di bruchi. Bisogna fare in modo che non ne nascano; e quindi non basta una cura oggi e domani di purgare le foglie di cotesta uva. Ma la madre fu colta da una febbre che la tenne a letto per pochi giorni. La Lisetta tra per questi tra per pochi ordini di essere sempre in tempo finì ad dimenticare il comando della madre. Ora questa come fu quanto volle scendere nell'orto a vedere siccome fossero cresciti i cavoli. Ma ahi me; Di quelle piantine non restavano che i fusti e le costolle più due le foglie erano state divorate dai bruchi. La Lisetta confusa ed afflitta non osava alzare gli occhi alla madre. La quale come di questo la riamproverò della sua trascuraggine rammentandole il proverbio


Testo Originale Estratto
Chi ha tempo non aspetti tempo: a qual che oggi puoi
fare non rimandare.

Dettatura del 27 Marzo 1884.
La stalla.

La stalla è la stanza in cui si tengono gli animali
domestici. I contadini ci abitano una grande parte
dell'anno nella stalla onde soffrire meno freddo e avere
maggior comodità onde vedere e curare il suo bestiame.
La stalla vien d'ordinario divisa in due parti
dal l'una, che è più illuminata e più pulita, sta
la famiglia, ivi sono i banchi la tavola gli sgabelli
la stufa ecc. Il suo suolo è pavimentato.
Dall'altra parte trovasi il bestiame grosso o minuto
attaccato ogni capo al suo posto alla mangiatoia
divisi tra loro dai battifianchi. Dietro il
bestiame trovasi la gianella la quale riceve
le rine e il bestiame per la maggior
pulizia

Dictée du 28 Mars 1884.
Michel Ange, Buonarrotti, Raphaël
et Le Bramante.
Ces trois grands artistes italiens.

Obligation.
Je soussigne Petit Louis demeurant Joseph domicilié dans la commune
de Rohimes Saint Georges me declare debiteur vers Mr
Centrgjules fils de fu Etienne domicilié dans la même commune
de la juste somme de livre cent vingt cinq prix d'un genisson
agé de trois ans avec le poil rouge et la tache de blanc que j'ai lui
ai acheté aujourd'hui laquelle somme je promets de lui payer
avant la fin du mois de mais plus prochain sans intrest
Fait à Rohimes St Georges le 9 janvier 1883.
Petit Louis (signatures des témoins).

Quittance.
Je soussigne P. Louis de versent Joseph resident a Rohimes
St Georges reconnait et declare d'avoir reçu de Mr. Thomas
la somme de livre cent vingt cinq qu'il
me devait pour l'achat d'un genisson delaquelle somme je le
tiens quitte. Fait à St. Georges le 19 mars 1883.


Testo Originale Estratto
Quittance d'un acompte reçu et d'un intérêt payé
Je soussigné Mr. S. propriétaire domicilié à Bohèmes St Georges
reconnais avoir reçu de S. N. de la dite commune la somme de
cent dix huit francs, dont deux cent francs pour acompte de la somme
de trois cent francs qu'il me doit et les dix huit francs pour les intérêts an-
nuel et échu à ce jour et dès ce jour je lui donne la quittance.
En foi à Bohèmes Saint Georges le 12 Février 1884.

Obligation
Dont le payement de la somme précitée doit se
en parties brisées.

L'an dix huit cent quatre vingt quatre et le six
février à Bohèmes St Georges.
Je soussigné Petit Louis de vivant Joseph domicilié à Bohèmes
St Georges me déclare débiteur vers le sieur M. F. domicilié
dans la même commune de la juste somme livre six cent
que j'ai reçu ce jourd'hui, pour argent de gracieux prêt laquelle
somme je promets et m'oblige lui rembourser dans deux ans dès ce
jour avec les intérêts au taux du cinq pour cent en trois

payements égaux de deux cent livres chacun dont le premier
s'effectuera le quinze mai de la courante année, le second le
trente novembre de cette année même et le troisième cinq octobre
de l'année suivante. Il est convenu qu'il ne sera facultatif
de payer les intérêts lors du troisième terme.
Petit Louis bon pour la somme de six cent livres.
Signatures des témoins
les intérêts à chaque terme échu ou en un seul payement

Dictée
Charlemagne
Charlemagne fut le premier de nos rois qui eut fondé des
écoles. Ce moteur de l'instruction comme il était il se plaisait
à les visiter souvent pour encourager les écoliers. Un jour
donc qu'il entra dans une école il se fit montrer les travaux
écrits des jeunes gens. Les élèves studieux devaient se ranger
à sa droite. Les ignorants et les paresseux devaient passer
à sa gauche.
Charlemagne se tourna vers les élèves laborieux et leurs
dit: je suis heureux de votre application, persévérez et efforcez
vous de devenir chaque jour plus instruits et plus sages.


Testo Originale Estratto
Vous assurez ainsi votre felicite et ma recompense en son temps
ne vous manquez pas Quand a vous seoriat il d'un ton errite
en se tournant vers la gauche vous paresseux et inutites qui croyez
le savoir sans l'importance je vous le declare n'avez a l'espirez
de moi aucune faveur si vous ne renoncer a votre paresse pour
devenir serieux et appliqués car vos beaux jolis habits et vos jolis
visages ne sont rien a mes yeux si ces qualites ne sont accompa
gnez des qualites de l'esprits et du coeur.

Proverbes.
Aide toi le ciel t'aidera.
Qui bien aime bien taquine.
Quand l'arbresest tombe chacun court aux branches
Dans royaume des aveugles les borgnessont rois.
Bien mal acquis ne prospere pas.
A brebis tondue Dieu mesure le vent.
Une faul pas mettre la charrue devant les boeufs.
Chat echaude craint l'eau froide.
A bon chat bon rat.
La nuit tous les chats sont gris.
Les maladies viennent a cheval et s'en vont a pied.

Come si deve leggere. Certe fanciulli leggono assai
male; tanto male che fa proprio pena l'ascoltarli.
Alora Giannino legge bene, con grazia con sentimento
to. Un fanciulletto, se legge bene, vuol dire che
intende quel che legge. Il libri si leggono apposto
per intenderli, e per far nostro più delle buone
cose che insegnano. Giannino si rammenta ancora
quel che dice il signor Maestro l'han passato.
I fanciulletti che leggono i libri senza capir
nulla sono tanti pappagalli.

Dettato. - I chiacchierini. - Gli scuolari
chiacchierini disturbano la scuola. Cristoforo
foro un giorno, appena arrivato, incominciò
a raccontare (di un nido di uccelli che aveva
trovato nell'orto. I fanciulli che gli'erano at
torno, l'ascoltavano pieni meraviglia. In quel
mentre il maestro si fece ad interrogarli e nes-
suno seppe rispondergli; ma egli subito rimbro-
no che ne aveva la colpa e disse; Cristoforo
io ti ho già ammonito per ben due volte;


Testo Originale Estratto
Ora non posso più lasciarti sedere insieme
coi tuoi compagni; levati di lì e mettiti in
quel banco laggiù in disparte. Cristoforo
dovettero obbedire; e chiunque entrava in scuola
lo vedeva seduto solo e soletto da parte, sic
che egli ne aveva molta vergogna.
Il bravo scolaro. – Ernestino è uno dei più bravi sco
lari della nostra scuola. Egli scrive con diligenza e con atten
zione. Sta composto, e tiene tanto bene
la penna che è un piacere il guardarlo. Non v’è un gra
ffio, mai uno scarabocchio, una cancellatura, uno spro
posito, e i suoi pennini nella scatolina, e non li giuoca mai.
Appena finito di scrivere, asciuga colla pezzuolina
la penna perché non abbia a pigliare la ruggine.
Dittato. Il re d’Italia. – Il nostro re
è Umberto 1° di Casa Savoia. Egli nacque il
14 marzo 1844 e salì al trono il giorno stesso della
morte del padre, Vittorio Emanuele II. Detto il re gal
lantissimo. La moglie del re, ossia la Regina, è
Margherita di Savoia, ed è anche cugina
Di Umberto. Il re Umberto cooperò al
l’unificazione della patria nostra, versando
il sangue alla battaglia di Custozza, dove venne
ferito. La Regina Margherita è una
cara creatura, e l’idolo del popolo italiano.
Ogni bocca ha per la Regina una benedizione.
Geografia. – La terra su cui abitiamo abitiamo è
stata divisa in cinque grandi parti o continenti, cioè
Europa, Asia, Africa, America e Oceania.
La nostra cara patria l’Italia è compresa nell’Eu
ropa. Dunque gli italiani sono detti Europei.
La popolazione italiana ascende a ventiotto
milioni di abitanti. La forma dell’Italia è
quella di una gamba, ed è lunga mille tre
cento chilometri e larga sei cento. È circondata
da Belle Alpi ed attraversata dagli Appen
nini. I monti più alti delle Alpi sono
il Cervino, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Giumalto
e il Meouriso.


Testo Originale Estratto
Storia naturale. La lana. – Vi sono
certi animali assai utili ai bisogni dell'uomo.
Oltre la carne, il suo danno anche il loro
pelo, col quale si fanno moltissimi lavori.
Colla lana delle pecore si fanno coperti, vestiti,
camicie e tante altre cose. La pecora è un ani-
male che bruca l'erba e è un ruminante
come la capra, il bue, il cammello, il camosci,
e tanti altri animali. La pecora è un ani-
male lattifero. Col suo latte si fa un ottimo
formaggio. Detto anche formaggio pecorino.
Le migliori pecore dell'Italia si trovano in Piemonte.

Esercizi di ginnastica. – Saluto. – Posizione
ginnastiche. – Battuta continua delle mani e
dei piedi simultaneamente e alternativamente.
Battuta uno per due mano contro mano; i due
dei piedi; Battuta 2 per 2, 4 per 4. Battuta 3
per 3 mani sul banco e 3 per 3 mano contra ma-
no con vivacità. – Battuta sei per 6 mani sul
banco e 6 per 6 mano contra mano. – Equilibrio
sui piedi.

Nomenclatura. Il nostro corpo.
Osserviamo come sia formato il nostro
corpo e confrontiamolo con quello degli
altri animali. La parte più elevata del
nostro corpo è la testa. La parte più grossa
è la testa o il capo, è il tronco o il
busto o torso. Al tronco stanno unite le
braccia e le gambe le quali si chiamano
anche membra o estremità superiori, e le
due gambe membra o estremità inferiori.

Domande. – Qual'è la parte più elevata del corpo umano?
Quali nomi sono stati dati alla parte più grossa del nostro
corpo? Oltre la fronte e testa quali parti stanno unite
al tronco? Che nome comune prendono? Come si di-
stinguono? Quante e quali sono adunque le parti del
nostro corpo?

Arti e mestieri. – Di che sono fatti il tuo giubboni e i
tuoi calzoni? Di panno. Di che cosa è il panno?
Di lana. Che cosa è la lana? È il pelo o il vello della pecora.
Che bisogna fare per avere la lana? Bisogna tosarla dalla pecora.
Che si fa della lana tosata? Viene digrassata e poi filata.


Testo Originale Estratto
Dalle donne o dalle matassine?
Che si fa colla lana filata? Si fanno calze, berrette, coperte, tappeti, stoffe e panni. Per aver panni che si deve fare della lana filata? Si deve distenderla sul telaio, e poi che si fa? Si tessono i panni. Da chi? Dal tessitore. Dove? Nei lanifici. Tessuto il panno che si fa? Si tagliano i sfilamenti che sporgono. Da chi? Dal cimatore. E poi che si fa? Si purga e si assodano i panni sotto lo stratoio. Da chi? Dal qualchieraio. E per ultimo che si fa? Si portano al pannaiolo perché si venda al minuto.

Detto. A questo mondo, o miei cari allievi, tutto dobbiamo lavorare. Il lavoro è necessario alla vita; senza lavoro non si mangia, e l'uomo senza pane muore. Non vedete l'ape...? Essa tutto il giorno vola su questo o su quel fiore per sugge il succo, e riposa nell'alveare a lungo il miele tanto prezioso. È il contadino...? Oh! anch'esso poveretto suda la mano a sera per lavorare la terra affinché possa produrre il grano che a noi tutti è necessario. Sì, bambini, miei; tutti lavorano e noi dobbiamo amare la fatica. Anche voi bambini avete pure da lavorare. Il vostro dovere consiste nello studiare, nel prestare ai vostri genitori quei piccoli serviggi che sono relativi alle vostre forze e alla vostra età.

Agricoltura. È l'arte di preparare la terra per renderla più fertile, e per ricavarne un più guadagno colla minor spesa possibile. L'agricoltura non è certamente un'arte nuova, essa ha avuto la sua origine con la terra stessa. Che riconosci ta l'arte più utile, onde provvedere ai tanti biso gni dell'uomo. Lo studio e l'esperienza ha por tarono al più grande perfezionamento.
L'Italia nostra Dilettissima patria è una delle terre le più agricole del mondo.

Detto. Bambini! Noi siamo Italiani, perché siamo nati nella ridente Italia, nostra Dilettissima patria, che noi dobbiamo amare sempre ed onorare con le buone azioni. L'Italia ha per Re l'amato Re Vittorio Emanuele II. Il Re ha molta


Testo Originale Estratto
e la moglie del re si chiamava regina. La regina d'Italia
è Margherita Di Savoia, la quale fu un figlio per
nome Vittorio Emanuele III. In ogni scuola si vede
il quadro del re. Anche noi l'abbiamo; ecco bambini
il quadro del re. Le parti di questo quadro sono la
cornice, il vetro e la stampa. Questa prima è la corni-
ce, questo il vetro, e sotto il vetro c'è la stampa.
Il re abita a Roma città capitale del regno d'Ita
lia. Anche il re va rispettato, e chi non lo rispetta è
un pessimo cittadino.

Geografia. — L'aspetto dell'Italia.
L'Italia, figliuoli miei, per la sua forma e
per le sue regioni, si divide in Dieci parti, cioè:
Piemonte, colle città Di Torino, Alessandria, Cuneo, Asti,
Mondovì, Vercelli e Novara; Liguria, con Genova e Sa
vona; Lombardia, con Milano, Pavia, Bergamo,
Brescia, Cremona e Mantova; Veneto, con Venezia,
Padova, Verona, Vicenza e Treviso; Emilia; con
Parma, Piacenza, Modena, Reggio, Bologna,
Ferrara, Forlì, Ravenna; Toscana, con Firenze
Leonard a sa tante
Arten a son prof
Massimilien a son Parrain
Vie a sa Marraine
Eugenie a sa Marraine absente
Florentina a sa marraine
Eleonore a sa tante
Polonie a sa marraine
Euphrosine a sa marraine
Marie a sa marraine absente.