Documenti Scolastici Italiani di Fine '800: Didattica, Geografia e Formazione Morale
scuola - quaderni scolastici di Petit Louis 1884.pdfQuesto documento è una raccolta di pagine tratte da quaderni scolastici italiani di fine Ottocento, risalenti agli anni 1878-1884. Copre un vasto curriculum didattico che spazia dagli esercizi di calligrafia, inclusi i quaderni del 'Metodo Cobianchi', a dettagliate lezioni di geografia fisica e politica dell'Italia. Ampio spazio è dedicato anche all'istruzione civica, all'amministrazione dello Stato, a principi morali e religiosi come la storia della Natività, e a nozioni di base di scienze naturali ed economia. Sono presenti anche esempi di lavori studenteschi, come dettati, traduzioni e lettere personali, che offrono uno spaccato delle pratiche educative e della vita quotidiana di alunni come Petit Louis-Eloi nell'Italia post-unitaria.
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Testo Originale Estratto
15. METODO COBIANCHI a norma dei Programmi Governativi diviso in cinque Serie da CINQUE QUADERNI CIASCUNA Iª Serie Per la Classe Iª Sez. infer. IIª Serie idem Iª Sez. sup. e IIª Classe IIIª Serie idem IIIª Classe IVª Serie idem IVª Classe Vª Serie Per la Scrittura Rotonda e Gotica Serie IIIª_ Quaderno V° Appartenente All' Allievo Cominciato il giorno Terminato il giorno Punti di Merito Diligenza Profitto CLASSE IIIª Pietro e F:: Cobianchi - Intra (lago Maggiore)
Testo Originale Estratto
ETOOLO OBIVNCHI CINQUE QUADERNIM CIVASCONY V Ordine CLASSE III abbellirsi, raggomitolare, lealtà abbellirsi raggomitolare lealtà maremme carovane 12 4567890 3
Testo Originale Estratto
a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z z z z a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z z z z Alessandria, Bologna, Candia Alessandria, Bologna, Candia materno carovane mensa arroccarsi 1234567890 1234567890 4 5
Testo Originale Estratto
Dresda, Empoli, Faenza, Gaeta Dresda Empoli Faenza Gaeta mensa arrovesciarsi 1234567890 6 Hannover, Imola, Konisberga Hannover Imola Konisberga mensa arrovesciarsi 1234567890 7
Testo Originale Estratto
Lugano, Montebello, Numidia Lugano, Montebello, Numidia numidia 1234567890 8 O. Oldenburgo, Pietroburgo, P O. Oldenburgo, Pietroburgo, P scrosciare 1234567890 9
Testo Originale Estratto
Piombino, Quito, Ratisbona, S Piombino, Quito, Ratisbona S Tripoli, Ulma, Venezia, Zara, Z Tripoli, Ulma Venezia, Zara g scrosciare scrosciare 1234567890 10 scrosciare scrosciare 1234567890. 11
Testo Originale Estratto
Acqua torbida non fa specchio. Acqua torbida non fa specchio. Assai ha chi si contenta. M Assai ha chi si contenta. M 1234567890 1234567890 12 13
Testo Originale Estratto
Colla pazienza si vince l'ostacolo Colla pazienza si vince l'ostacolo Sk Sk Sk Sk Sk scrivere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 14 Dal sapere vien l'avere. Dio Dal sapere vien l'avere. Dio Sk Sk Sk Sk Sk scrivere 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 15
Testo Originale Estratto
AVVERTENZE Abbiamo diviso l'intero METODO in cinque distinte SERIE, allo scopo di dare con ciascuna di esse quell' insieme di esercizj, che non solo corri- spondessero all' età dei fanciulli, ma che fossero a un tempo concretati in un' altezza di scrittura proporzionata all' età dei medesimi. Fu nostra cura che il sistema riuscisse in ciascun suo punto il più pos- sibilmente progressivo e riassuntivo, rimanendo solo per tal modo agevolato al fanciullo l' apprendimento della scrittura. Il passare con giusto criterio dal facile al difficile, dal semplice al com- posto, e, fatte tre o quattro lettere, riassumerle in esercizj di sillabe e parole, è sistema che la didattica insegna, e che l'esperienza conferma ne' suoi utili risultati. Abbiamo pure avuto cura speciale di distribuire con largo sviluppo (e sempre col principio della progressione e riassunzione) le lettere maju- scole; e quindi ad ogni pagina non solo troverassi una stessa majuscola più volte ripetuta, ma ad essa farà sempre seguito una parola che riassume, in tutto od in parte, le minuscole prima eseguite. Il presente Metodo, che ragionevolmente si può chiamare SISTEMA PER TRACCIA, non esclude l'uso della lavagna. Si raccomanda pertanto di tracciare sulla medesima tutti gli esercizj che dovranno essere eseguiti dagli allievi, porgendo di essi le relative spie- gazioni. POSlTURA DEL CORPO E TENUTA DELLA PENNA L' alunno deve sedere compostamente: star diritto della persona, col petto alquanto discosto dal banco. La luce si faccia venire da sinistra a destra. L' antibraccio sinistro poggi in senso quasi orizzontale sul banco, e sopra esso si aggravi il peso del corpo; così resterà più libero nella sua azione l' antibraccio destro, il quale poggerà sul banco per due terzi soltanto. La mano sinistra rimanga sempre aperta, e con essa tengasi fermo il quaderno. La penna, appoggiata alla terza falange, sia costantemente impugnata con tre dita, e la mano si collochi in guisa che la penna, colla sua estremità superiore sia sempre rivolta alla spalla destra.
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Cantico cristiano in preparazione alla Novena del S. Natale Adamo lui peccò di grande errore. Dio presto mostrò il Salvatore; Egli è nato poveretto Nella fredda stagion, il verbo eterno Per più maggior patir nasce d'Inverno. A Cesare gli venne un'ambizione Che vuole numerar le sue persone. Ordinando un gran Decreto Comandava ai genitori, in ogni villa Di andar a denotar la lor famiglia. E san Giuseppe un dì, per ogni costo, Lui vuole ubbidir, Cesare Augusto; Ventiquattro di Dicembre San Giuseppe si parti, e Maria insieme, Andò a fare il nome in Bethlehemme.
Testo Originale Estratto
Partì Di buon mattino, in allegria Maria gli volle andare in compagnia Camminando tutto il giorno Senza quasi riposar; la forza manca Maria dal camminar divenne stanca. La strada era lunga e ben cattiva Maria dalla stanchezza, lei pativa San Giuseppe in confidenza A Maria comincia a dir, con gran dolcezza Bisogna camminar con la stanchezza. Iddio è qui con noi, ci dà coraggio Ci aiuta a proseguir il nostro viaggio Bethlemme è da lontano Ma Iddio ci aiuterà col piede lesto Ch'andremo a Bethlemme presto presto. Alzate voi Maria la vostra fronte Che Bethlemme è là sopra quel monte Camminiamo con pazienza Che possiamo giunger là con cuor contento Che io ben cercherò alloggiamento. Quando saremo là sposa mia Andrò cercando presto un'osteria E ce ne andremo a riposare Nella pace del Signor con gran dolcezza Così ci passerà questa stanchezza Ecco che Bethlemme è qui vicino Bisogna separarvi un momentino O Maria voi siete stanca Riposatevi un tantin su questo poggio Che andrò nella città cercando alloggio. Giuseppe entrò in città e ha ricercato, Alloggio entro colà non ha trovato; Le osterie son tutte piene Molta gente accorse là da ogni villa Per farsi ben notar la sua famiglia
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San Giuseppe allor fu mal contento Per chè non hai trovato alloggiamento Corse presto da Maria e la venne a saludar, dando la nuova che in Bethlemme alloggio non ne trovò. Maria gli ragionò con confidenza; "Se alloggio non ce n'è ci vuol pazienza Confidiamo nel Signore Qualche aiuto ci darà, (o vuoi pazienza) Noi dormiremo qui sotto sta pianta." "Ce ne staremo qui, al freddo, al gelo, Abbiamo in compagno il Re del Ciel; Che se Dio ci ha destinata Questa notte di soffrir freddo e rigore Sia benedetto sempre il Creatore." Il pastor Gelindo passa per la strada. Passando per la strada un contadino Vide Maria e Giuseppe in mal destino Qui si ferma sulla via e commincia a rimirar queste persone e prova al suo buon cuor gran compassione. Vide colà un uomo già attempato con una Verginella al destro lato; E gli disse: "O Buona gente, (or vengo a salutar con buon contento è tempo di cercarvi alloggiamento." Giuseppe allor comincia a ragionare; "In Bethlemme non si può alloggiare. Ho girato le osterie, le locande quà e là per ogni lato, ma alloggio entro colo non ho trovato." Allora gli rispose il contadino: "Oh fate la mia casa quì vicino Vi darò un buon alloggio Con da bere e da mangiar di vero cuore."
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Per chi sembrate gente Del Signore A darvi a voi alloggio è caso strano Perché mia casa siede ancor lontano Io son povero vecchiarello Il cammin mi fa venir le gambe rotte Prima che si è a casa è mezza notte Luce luna luna fa bel camminare Cielo sereno Dio ci vuol donare; Questa notte è molto fredda E gran gelo vi sarà; col bastoncino Se troverò del gelo andrò pianino. Addio buona gente vado via Ma nel mio cuore ho gran malinconia Mi rincresce fortemente Di lasciarvi qui a languir in male stato Che porto col mio cuore appassionato Venite dietro a me sposina bella Che io vi insegnerò una capannella E qui poco da lontano Là ci è un bue e un asinell, e vi è del fieno Ma state meglio là che qui al sereno. E presto il contadino ha camminato Questa capannella loro ha insegnato E Maria di vero cuore Ringraziò quel buon pastor con cuor contento Che presto gl'insegnò l'alloggiamento Maria lo benedì di vero cuore E gli augurò la grazia del Signore E gli disse: andate in pace Che possiate camminar con sicurezza Andare a casa vostra con allegrezza Andate a casa e state in allegria Che Dio sarà in vostra compagnia Non abbiate alcun timore Che Dio vi guarderà di non cascare Anderete la casa vostra a giubilare
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Gelindo parte (a casa) Appena che Gelindo è andato via Giuseppe allora si voltò a Maria E le disse: Sposa cara, Ringraziam il Signor con cuor contento Che ci fece trovare alloggiamento Giuseppe con Maria son ben contenti Perchè colà ci stavan due giumenti Vi era un bue e un asinello Con del fieno da dormir, e con man pia Giuseppe preparò il letto a Maria. Appena che Maria fu coricata Restò placidamente addormentata Venne un angelo dal Cielo E nel sonno gli annunziò parlar Divino Che deve partorir Gesù Bambino. Il ragionamento che fece l'angelo del Signore alla SS. Vergine Maria mentre lei dormiva nella capanna. O Vergine Maria sta in allegrezza Che questa notte avrai gran contentezza Proprio qui su questo fieno Tu vedrai a riposar il Verbo Eterno Al nascer di costui, trema l'Inferno Tu sai o gran Maria che notte è questa Che tutto il Paradiso fa gran festa Questa sera a mezza notte Noi verremo qui a cantar canti d'amore A render gloria al nato Salvatore Rallegrati gran Vergine Maria Perché tu sei la madre del Messia Dal tuo seno immacolato Qui fra poco spunterà il fior giocondo Il gran Redentor di tutto il mondo
Testo Originale Estratto
Li risveglio Maria dal sonno vero Racconta a san Giuseppe il gran mistero; O San Giuseppe sposo mio. Io vengo ad annunziar grande allegrezza Che in questa notte averemo gran contentezza. In questa notte fredda e di rigore In questo luogo nascerà il Signore Ringraziamo il Padre Eterno Della che ci fa dobbiam lodarlo Che noi saremo i primi ad abbraciarlo. Le profezie si sono avverate Gesù Bambino è nato a mezza notte San Giuseppe con premura Prese in braccio il gran bambino sì meschinello E presto lo fasciò nel suo mantello. E dopo san Giuseppe con pia Porge il bambino in braccio a Maria E Maria pietosamente. Prese in braccio il suo Bambino e lo allattava Mentre gli dava il latte; lo adorava. Diceva: Io ti adoro o bel Bambino, Figlio di Dio Eterno, uno e trino, Hai lasciato il Paradiso Per venir quì a soffrir freddo e rigore E tutto per salvar il peccatore. La notte era fredda e ben gelava Freddo nella capanna penetrava E Maria chiamò Giuseppe Lei gli disse: Per pietà che noi si vede Che nostro Bambino trema il freddo. Prendete o mio Giuseppe il Bambinello Passatelo fra il bue e l'asinello Acciocché col loro fiato Gli potranno riparar il gran rigore Facendo caldo al loro corpetto.
Testo Originale Estratto
Quel Dio che da la forza agli elementi Prende il calor dal fiato dei giumenti Ecco qui in una greppia Sta fasciato il mio Bambin in un mantello Prender calor dal bue e l'asinello Al punto di mezzanotte ben preciso Ecco che già si apre il paradiso Gli angioletti a schiera a schiere Son discesi giù a cantar canti d'onore A ringraziar il nato Salvatore Ecco che tutto il cielo fa gran festa Si sente la gran musica celeste; Gloria in cielo, pace in terra A chi ha buona volontà con santo zelo La pace sia in terra e gloria in cielo. Gelindo arrivò a casa sano e salvo. Torniamo a ragionar di quel pastore Gelindo uomo giusto e di buon cuore Dopo un'ora di mezzanotte Arrivò a sua abitazione con gioia grata Trovò la sua famiglia ancor levata Trovò la moglie e figli ben contenti Vestiti coi più belli vestimenti E la moglie di Gelindo Gli comincia a ragionar con gran dolcezza "Marito mio state in allegrezza" Gelindo caro state in allegria "Vi annunzio che è nato il gran Messia Eravamo qui in stalla Che vi stavamo aspettar con gran amore Abbiamo veduto in aria un gran splendore, Questo splendor ci venne a noi d'intorno Più mille volte chiaro che di giorno Siamo usciti dalla stalla Per veder questo splendor che illuminava Un angelo del cielo ci girava intorno
Testo Originale Estratto
Il ragionamento che fece l'Angelo del Signore ai pastori di Betlemme. Pastori state tutti in allegrezza Che io vi porto gran contentezza Camminate in Betlemme E andate ad adorar con cuor contento Che è nato il Redentor di tutto il mondo Là fuori di Betlemme in via diretta Vo troverete là una capannetta Là vedrete un uomo vecchierello E una vergine di onor e un bambinello Riposto in una greppia in un mantello Credete o pastorelli del Signore Che quel Bambino è proprio il Redentore Camminate prestamente E andate ad adorar il gran Messia Il portator di pace e di allegria. L'Angelo si parte (in cielo) Gelindo si rivolta alla sua sposa E comincia a raccontargli ogni cosa E le disse: "a Betlemme" "Io trovai due passeggier in male stato Che alloggio in luogo alcun non han trovato" "Trova sotto una pianta un vecchietto Che aveva una sposina di bel aspetto Era tanto così bella Che faceva innamorar il suo bel viso Sembrava un angiolin del paradiso" "Aveva un volto docile e paziente Soffriva freddo e non diceva niente Mi gli venne a compassione A veder sti passeggier in male stato Che presto una capanna loro ho insegnato" "Io credo ben per certo in fede mia Che quella sia la madre del Messia"
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Lei mi ha tanto ringraziato E con la sua benedizione parti contento Eson venuto a casa a salvamento Prendiamo un bocconcino tutt'insieme E poi ce ne andremo in Betlemme Camminiamo con premura Che possiamo arrivar là con santo amore Per adorare il nato Redentore E presto i pastorelli tutti uniti Per santa compagnia si son partiti E Gelindo andava avanti La sua moglie Pietro a sè, coi figli assieme Son giunti sul far del giorno a Betlemme Ecco che la capanna è qui vicino Si sente già i vagiti del Bambino Senti senti, moglie mia Il Bambino a sospirar soffre rigore Comincia già a patir per nostro amore Gelindo disse ai figli: State attenti Che ora vi darò gli avvertimenti! Prepariamo il nostro cuore A una vera devozione, con gran rispetto Il luogo dove andiamo è benedetto In questa capannetta ben preciso Ci sta colui che fece il Paradiso Cari figli state attenti Di gettarvi in ginocchioni con vero cuore Per adorare il nostro Salvatore I pastorelli dentro sono entrati Si sono pietosamente inginocchiati Gli han portato da mangiare Con dei panni da vestir di bianco lino Con fascie da fasciar Gesù Bambino Chi potrà mai spiegare il gran contento Che ebbero i pastori in quel momento? Al veder Gesù Bambino
Testo Originale Estratto
Tutto pieno di santo amor in quel bel viss Vedevosi il più bel del Paradiso I santi pastorelli di buon cuore Si fecero natale col Signore Tutto il Di nella capanna Adorar Gesù Bambino in compagnia Assieme con Giuseppe e con Maria. E dopo una gran stella risplendente Comparve ai tre Re d'Oriente Ed allora i tre Re Magi Si son messi a camminar uniti insieme La stella li guidò in Gerusalemme Appena in città lo sono entrati Dal re Erode son prest'andati Gli han presto domandato Che gli dica per piacer in cortesia Dov'è ch'è nato questo gran Messia Allora il Re si cominciò a turbare Andò dai sacerdoti a domandare E loro disse: O sacerdoti Io vi vengo a domandare con vero amore Dove nascerà sto Redentore. Allora i sacerdoti, quieti, quieti Han ripassato i libri dei profeti Investigando le scritture Tutti fecero un parlar uniti insieme Che Cristo ha da nascer in Betlemme Allora Erode pien di gelosia I tre Re Magi li spedisce via E loro disse: in Betlemme Ha da nascer il gran Re; bisogna amarlo Anch'io voglio andar ad adorarlo Cercate il luogo fisso e ben preciso E presto ritornate a darmi avviso E i Re Magi prestamente
Testo Originale Estratto
Son usciti di città ben consolati La Stella alla capanna li ha guidati E presto i tre Re Magi entrati dentro Si sono inginocchiati in sul momento Ma han deposte le corone E tutti a piedi del Bambino, con gran decoro. Egli han donato incenso, mirra e oro. E dopo i Re si sono addormentati. Un angelo di Dio li ha avvisati E loro disse: O Re cristiani Dio vi manda ad avvertir che a casa andate. Ma più in Gerusalemme non passate. Perchè Erode pien di gelosia Lui cerca di dar morte al gran Messia Voi prendete un'altra strada Che più sicura vi sarà, e con contento Andrete ai vostri regni al salvamento. Allora i Re si son risvegliati E tutti e tre si sono consigliati Dovunque andiamo a casa nostra Ringraziando il Creatore con vero cuore Che abbiamo trovato il Salvatore. E dopo i tre Re Magi in compagnia Dalla capanna son fugiti via Si son posti per viaggio Tutti pieni di gioia al cuore e con contento Son giunti ai loro regni al salvamento. Appena giunti a casa con onore Per tutto lor parlavano del Signore Benedetto il Padre eterno Che usò la gran bontà verso i pagani Che di gentili vennero cristiani La storia di Natale è terminata Piacessa a Dio che fosse meditata.
Testo Originale Estratto
Gesù Cristo nato povero Per venire ad insegnar il buon affetto Comanda Di far bene al poveretto. Colui che fa Del bene ad un meschino È come se lo fa a Gesù Bambino Facendo bene ai poveretti Il Signor ci premierà si sa preciso Che chi fa la carità va in Paradiso. Fine Della Storia.
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Questo Quaderno appartiene a Petit Giovanni Battista di Rema San Giorgio. Anno 1878.
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Capitolo 1° La patria. L'uomo deve amare il suo paese, ed ama averne la lode dagli altri. Un felice istinto ci porta ad amare il nostro paese a preferenza di tutti gli altri. Chi fu esule, o visse in lontani paesi per molti anni ben sa dire quale dolore abbia provato duran- te l'esilio. Non vi ha malinconia più affliggente di questa! Essa tal volta rende l'uomo insensato, e talvolta si trasforma in grave malattia detta la nostalgia. Miserabile è colui che non sente al- cun dolore, allorché si allontana dai parenti ed amici, dalla casa e dal luogo della sua infanzia! L'anima di costui non sentirà mai nulla di grazia, di generoso, di gentile. Il paese nativo. Il nostro paese natio può essere un piccolo comune, una terra, una città o una capitale. Il comune può ave- re borgate o frazioni distinte con proprio nome. Nelle città ogni via ha an- che il suo nome, che piglia ora un grande uomo, ora da luoghi famosi per vittorie riportate: così diciamo via Cristoforo Colombo, via Garibaldi, via Solferino. Lontani dal nostro paese natio allorché diciamo Genovesi, o Lom- bardi, Piemontesi o Veneti. E se an- diamo dove la nostra lingua più non sia intesa dal popolo, ci diciamo a
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Direttura Italiana: Con questo nome Dobbiamo chiamare non è tutti quelli che intendono la nostra lingua e che la natura ha separati dagli altri popoli col mezzo del mare e delle Alpi: Pochi anni or sono questi popoli erano divisi barbaramente gli uni dagli altri, e non si poteva viaggiare da un capo all'altro d'Italia senza passaporti, e senza che ad ogni tanto le barriere delle Dogane avvertissero, che si cangiava governo, leggi, usanze; mentre era pur chiaro che formavano una sola nazione ed un sol popolo. Quello che Dio aveva bellamente unito gli uomini nelle loro Discordie avevano diviso. Ora finalmente gli Italiani dopo molti e ripetuti sforzi rivendicarono i loro Diritti, e l'Italia, la nostra bella patria tornò ad essere una. Cessarono le Discordie, si atterrarono le barriere, e i nostri valorosi soldati stanno pronti a difenderne la unità e la indipendenza. Aspetto dell'Italia. L'Italia guardata sopra la carta geografica, dal basso in alto ossia quella parte in mezzo, presenta l'aspetto di un vasto ponte di mare: le isole di Corsica e di Sardegna da una parte, l'isola di Sicilia dall'altra ne formano i due moli. Tra questi due moli sta il Tirreno, che è il vero bacino di questo grandissimo porto. Il continente poi presenta la forma di uno stivale: le Alpi che si separano dalla Francia, ne sono l'orlo e gli Appennini che
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5 Pag lo solcano nella sua lunghezza ne sono la costura. L'Italia intiera sarebbe anchi' essa un'isola se fosse da tutte le ban- die circondata dalle acque; ma la una parte è attaccata al continente, ossia Dal lato Di mezzanotte; perciò l'Ital- la penisola. Invece la Sardegna e la Sicilia sono vere isole, perchè il mare le cinge tutt'all'intorno. L'Italia è fra tutti i paesi dell' Europa il più bello per aspetto del cielo, per varietà infinite D'incantevoli punti Di vista; delizioso e fertile in ogni maniera Di produzioni, tanto che Si chiama il Giardino D'Europa. Importantissima è la sua posizio ne; giacché da una banda si collega colla Germania e colla Francia Dall altra col suo prolungamento occupa il punto centrale Del mare Mediterraneo e molti i suoi abitanti in facile relazi one con molti altri popoli. Ogni italiano deve adunque compi acersi D'essere figliolo D'una terra che venne da Dio privilegiala Di tanti benifizi, e non solo compiacersi, ma a mare questa sua patria, ciòè Desider zarne il suo bene, la grandezza, la li- quità, e concorrere coi suoi sforzi a mantenerla in quel posto Di onore, che le compete. Mari D'Italia. La penisola italiana è bagnata da tre bance d'acqua del mare. Questa imme- ensa massa D'acqua viene Dall'Oceano Atlantico; entra per lo stretto Di Gibilterra.
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rare in prima le coste Della Della Francia, indi la Liguria ila Tos tana, la provincia Citta terra di lavoro e le Calabrie. Si chiama mare Ligure Di mare o gran Golfo che bagna le spia ggie Della Liguria a ponente e a levante Di Genova, sino al Golfo Della Spezia. Da questo punto fino a ta de Calabria puglia nome Di mare Tirreno. Poi e il mare Jonio infine al canale Di Otranto passato nel mare Adriatico. Tale è il nome di quel lungo golfo che e rinchiuso tra la peniso la nostra, la Dalmazia, e l'Albania che le hanno dirimpetto. Uno che partisse da Genova per mare av- viato verso Venezia percorrerebbe appunto lutti questi tratti Di mare e si liggioro la tutta la peninsula. Superficie D'Italia La lunghezza Dell'Italia da Monte Bianco al capo Di Santa Maria Di Leuca sorpassa i mila Due cento chilometri. La sua maggiore larghezza presa nell'alta Italia è Di su cento chilometri. La sua superficie è Di tre cento trentun mila sei cento settanta chilometri quadrati. Si contano ottanta abitanti per ogni chilo metro quadrato, eppure il popolo Italiano comprendi più Di venti sei milioni Di per sone. Delle quali quasi un sesto ancora appartengono a governi forestieri al Fran- cese cioè all'Inglese all'Austriaco, il alla Svizzera.
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Le Alpi e gli Appennini. L'Italia è separata dal continente europeo Dalla grande catena delle Alpi che formano i suoi naturali confini; cioè separano l'Ita- lia della Francia, della Svizzera e della Ger- mania. Vicino a Savona si smuovono da- gli Alpi gli Appennini che corrono tor- tuosamente per quanto è lunga l'Italia con- tinentale bipartendosi verso il fine: l'un ramo va al capo di Spartivento nella pun- ta delle Calabrie; e l'altro a santa Maria Di Leuca; ed hanno una lunghezza di 1,418 chilometri. La catena delle Alpi invece forma un se- micerchio di 1200 chilometri. Onde un gran de poeta ha detto che l'Italia è il bel paese Che Appennin parte, il mar circonda e l'Alpe. Divisione degli Appennini. La catena degli Appennini si suole dividere in quattro pezzi. Quella parte incomincia e che toc- ca il Genovesato dicesi Appennini ligure-etrusco a Toscano il pezzo della Toscana; a questo si attacca l'Appennino Romano; e per ultimo il Napoletano. Gli Appennini liguri si estendono dalle Alpi fino al confine della Toscana. Dal pendio meridionale verso il mare medi- terraneo detto in questa parte ligustio; questi monti hanno un aspetto svariato e pittoresco. Il pendio settentrionale ed orientale guarda il Piemonte. Qui hanno la loro sorgente molte acque, le quali portano il loro tributo al maggiore fiume dell'Italia, il Po. L'Appennino piglia il nome di Etrusco com- minciando dal monte Pellegrino fino al mon- te Cornaro in retta linea tra Firenze e Pisa.
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11. Il monte Cornard si avvicina di più al mare Adriatico, dal quale dista soltanto per trenta sette chilometri Nell'Appennino etrusco scaturisce il fiume Arno, nel quale dopo aver attraversato Firenze e Pisa, entra nel mediterraneo. L'Appennino romano corre proprio nel mezzo dello stivale fino oltre Roma e monte Velino. Da questo punto hanno cominciamento gli Appennini Napoletani, i quali comprendono tutto quel sistema di montagne che sono alle due estremità della Terra di Otranto e delle Calabrie. L'Appennino venne perforato in vari punti per dar passo alle ferrovie. Delle isole italiane: Tratto tratto in mezzo al mare spiccano isole per opportuno riposo di naviganti, per ricovero 12. e per abitar loro a guisa di termini fitti in mare le migliori di loro viaggiate intorno alla nostra patria abbondano le isole quali fruttifere e quali incultre, quali abitate e quali senza abitanti. Le più maggiori sono la Sicilia, la Sardegna e la Corsica. Quest'ultima appartiene all'impero francese, le altre sono gemme della corona del regno d'Italia. Di fronte alla Toscana nel mar Tirreno vi ha un gruppo di piccole isole detto arcipelago Toscano le quali hanno a capo l'Isola d'Elba che è considerata da navigatori come un vero ricovero delle navi nei tempi burrascosi. Di rimpetto al golfo di Napoli sta l'arcipelago Campano formato dalle isole Pontine e Partenopee. La Sardegna e la Sicilia hanno poi esse altre piccole isole in giro a loro quasi figliuoli in torno alla madre.
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Sicilia. La Sicilia è l'isola più vicina al continente Italiano, da cui è separata per mezzo dello Stretto di Messina che è un canale di mare largo soltanto tredici chilometri. Ella ha la forma di un triangolo onde fu detta dagli anti- chi romani Trinacria. I suoi tre lati sono volti uno a mezzogiorno verso il mar Tirreno, uno a levante verso il mare Ionio, ed il terzo largo dalla parte di mezzogiorno verso in mare pelagiano. Le punte o vertici dove cioè s'incontrano i lati del trian- golo, ci danno tre capi il Faro nello stretto di Messina il Boco ed il Passaggio. Sul lato orientale del triangolo sorge l'Etna di un'altezza di 3.513 metri. Esso è al pari del Vesuvio isolato, e par che quasi man mano formato colle materie che il vulcano va vomitano dalle sue viscere. Le città più cospicue della Sicilia sono Palermo Catania e Girgenti. La Sicilia è celebre per suoi prodotti e per i golfi che da lei si estrae. Le isole di Sardegna e di Corsica. La Corsica è a parte più vicina al continente italiano che non la Sardegna, fra l'una e l'altra ovvero il mare ma è quasi stretto in una specie di canale che passa fra le due terre. A questo canale si dà appunto il nome di stretto di Bonifazio. La Corsica può rassomigliare ad una mezzafo- glia il suo gambo è volto all'occidente, e il suo contorno è assai frastagliato. La Sardegna invece si avvicina nella forma ad un parallelogrammo i cui lati più corti sono quelli di mezzanotte e mezzogiorno. Il contorno di quest'isola abbonda di golfi fra i quali è bellis- simo quello di Cagliari e l'altro all'estremità opposto detto degli Aranci. Lungo il suo litorale l'aria respira ordinariamente un'aria poco salubre anzi talora pericolosa alla salute a cagione delle paludi e stagni che vi si formarono, e che la incuria degli abitanti ha lasciato crescere. La Sarde- gna non ha di presente la centesima parte di
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quella che potrebbe produrre, gran città della Sardegna e Sassari, quella al capo meridionale e questo al capo settentrionale. __ Fiumi d'Italia. Le Alpi che circondano l'Italia superiore, e gli Appennini che la segnano per lo mezzo, in quella che rendono variato all'infinito l'aspetto e la temperatura della penisola, avvolgono nelle loro viscere e sulle loro eretto enorme quantità d'acqua. L'acqua le infiltrando a poco a poco per filoni inte riori, e scorrendo per fianchi delle montagne da origine a fiumi. Quindi queste due lun ghe catene di monti si possono considerare come immensi serbatoi d'acqua destinati ad irrigare e fertilizzare i nostri campi, e ad essere sorgente inesausta di forza motrice. Singolarmente irrigata per ogni verso e la gran valle che dal Monviso si stende fino all'Adriatico. Detta la valle del Po. __ Hanno scaricarsi nel mediterraneo 1°. Il varo, il quale un sono pochi anni formava la linea di confine che ci separava dalla Francia, e sbocca nel mare Ligustico a po- nente di Nizza. Ora scorre sul terreno francese. 2°. La Magra, prende dagli Appennini, e va in mare al di là del golfo della Spezia in vicinanza di Sarzana. 3°. Il Serchio che irriga le campagne Lucchesi ed entra nel mar Tirreno, in vicinanza di Viareggio. 4°. L'Arno, che bagna Firenze e Pisa, e si scarica nel Tirreno in vicinanza di questa città.
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5° L'Ombrone, tributario esso pure Del Cifino, percorrere il Senese intri ne provincia di Grosseto, dove serpeggia pigro. e trismonte una palude, e forma le maremme Toscane. Ne' tempi antichi il suo corso era più rego lare, e l'alveo assai più profondo. 6° Il Tevere, famoso perché bagna la terza più ricetta città. Roma; gli si dà la qualità di biondo, perché le sue acque sono sempre torbide. 7° Il Garigliano, il quale si getta in mare nel golfo di Gaeta. Dove così placidamen te che gli antichi lo dissero il Vulturno. 8° Finalmente il Volturno, il quale ha un letto tortuosissimo e corso assai rapido, bagna Capua e s'imbocca non epp nel golfo di Gaetta. Il mare Ionio accoglie le acque Del Crati, Dell'Ufente e Del Brandano. Fiumi che imboccano nell'Adriatico. 1° Il Po ha varie foci nel golfo di Venezia. Esso scaturisce ne' fianchi di Monviso, 2. G. & C. divide d'apprima il Piemonte nel bel mez zo e segna un confine della regione detta Emilia. Incontra nel suo corso queste maggio ri città: Torino, Casale, Valenza, Piacenza Cremona, Ferrara. Esso è il più grande fiume d'Italia per copia di acqua e per lunghezza di corso. 2° L'Adige è il secondo fiume d'Italia. Sor te dal Tirolo, lambisce Bolzano, Trento Verona e Legnago e termina nel golfo di Venezia a poche miglia di distanza del Po. 3° La Piave comincia dall'estremo lem bo delle Alpi, passa per Pieve di Cadore Belluno, Conegliano e d'imboccano in mare quindi nel golfo di Venezia. 4° Il Tagliamento il quale ha la sua origi
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non lunge Dalla Pieve e si sca- rica nel golfo Di Venezia. 5° L'Isonzo il quale porta le sue acque nel golfo di Trieste. Tutti questi entrano in mare nella parte estrema dell'Adriatico; nel resto Della sua lunghezza abbiamo: Il Metauro ha la sua foce tra Fano e Pesaro; il Chienti tra Loreto e Fermo; il Tronto che ha le sue fonti ne' monti abbruzzesi Della Provin- cia D'Aquila ed entra in mare a pochissi- ma glia 9.10. di distanza da Ascoli; La Pescara che nasce Dagli stessi monti Del precedente, e pas- sa vicino ad Aquila, Acciano, Popoli, Chieti, e Pescara, presso quest'ultima si perde in mare; finalmente L'Ofanto ha origine nella Provincia Di Avellino, e ha foce nel golfo Di Manfredo- nia. Laghi dell'Italia superiore. I laghi sono grandi ragunate D'acque non comunicanti immediatamente col mare, e il quale invitano in piccole e vivande. Frequentissime e si sono sul territorio italiano, e ben se ne po- trebbero noverare sopra cinquanta. Ora si noni niveranno i principali, com- inciando Dai più raguarivevoli Dell'alta Italia. Il Lago D'Orta nella Provincia Di Novara il quale Da un lato si pro- lunga per 13 chilometri e per l'altro un chilometro. Nel bel mezzo ha un' isola quasi ovale Detta S. Giulio. Omegna e Orta sono i borghi più raguardevoli che si specchiano nell'on- De purissime Di questo lago. Il lago D'Orta tributa il superficio Delle sue acque al Verbano o lago Maggiore
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Da esso trae la sua origine il fiume Adda, mercè cui si può andare in barca fino a Venezia, tornare a Como risalendo il Po e quindi l'Adda. Al levante del Lario è il lago d'Iseo o anche Sebino, le cui acque si sfogano nell'Oglio. Il lago di Garda (Benaco) è pari in lunghezza al Verbano, e doppio di questo in larghezza. Sono suoi porti: Garda, Salò, Peschiera, Desenzano e Riva. E da origine al fiume Mincio. Laghi dell'Italia centrale. Il Trasimeno che si domanda anche Lago di Perugia si'accosta ai venti chilometri di lunghezza. Gli acquistano bellezza tre isolette denominate Polvese, Isola Maggiore e isola minore. Il lago di Bolsena che è vicino al
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24 confine meridionale della Toscana hanno circonferenza di cinquanta chilometri. Questo lago non riceve il tributo da fiumi: ha pure due isole. Il lago di Bracciano a levante di Civitavecchia della quale dista di pochi chilometri. Il lago d'Albano o di Castel Gandolfo, che è a poca distanza da Roma, ha una forma ovale e la sua superficie non o- ltrepassa in quindici chilometri. Laghi dell'Italia meridionale. Il lago Fucino o lago di Celano, il quale si sta di presente prosciugando con grandissi- mo vantaggio della Provincia d'Aquila nella quale esso giace. Il lago Averno a venti chilometri a ponente di Napoli, fu già famoso nell' antichità per l'abbondanza e squisitezza 25 del pesce che alimentava, ora è in gran parte occupato dal Monte Nuovo che s'innalzò repentiramente dal suolo trecento e venti anni or sono. Il resto è palude separata dal mare per una sottile striscia di terra. Il lago d'Averno così denominato dagli antichi; perché nella loro superstizione lo credevano abitato da genii infernali. Esso è in vicinanza del lago Lucrino, dal quale anticamente partiva un cana- le che metteva in comunicazione l'un lago coll'altro. Il più ragguardevole lago del- la Sicilia è quello di Biviere, il quale giace tra la costa orientale di Catania e Augusta. Questo lago mette le sue ac- que nel mare Jonio sotto il fiume Giaretta.
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26 Il Vesuvio e l'Etna. La grande massa di fuoco che si aduna nelle viscere della terra dà origine ai volta- ni, ai terremoti; ed alle acque termali che caldissime zampillano in alcuni luo- ghi. In antico i volcani erano molto frequenti specialmente in Italia, e nessus siete restano ancora le trave delle erusioni volcaniche; nel cratere di alcuni di questi volcani spenti si formarono paludi e la- ghi, e fra questi citeremo i laghi nomina- ti di sopra cioè il Lucrino e l'Averna. Il solo vulcano che in tutta Europa tuttavia fuma è il Vesuvio nelle vicinan ze di Napoli. Forse in antico la sua bocca chiusa per molto tempo, giacché 49 anni dalla nascita di Gesù Cristo, a 23 di novembre, cioè quasi mille ed otto cento anni or sono; avvenne la famosa 27 eruzione nella quale restarono sepolte le città di Ercolano e Pompei. Tutto il pendio del Vesuvio era colti- vato e pieno di abitazioni e di abitanti. Da quel tempo il vulcano restò in attività per mille anni, poi si riposò di nuovo, e così stabilmente che pare va spento; onde le genti circonvicine si affrettarono di coltivare quelle fertili pendici. Ma nel 1611 il cratere si ri- aprì e sperperò in gran parte l'opera dei pazienti coltivatori. L'eruzione più terribilmente memo- randa fu nel 1822 dal 24 al 28 ottobre. Furono giorni di spavento per gli abitanti di Portici, di Torre, del Gre- co, dell'Annunziata, non che delle ruina e Napoli. In questo tener dietro a breve in intervallo altre grandi eruzioni, nel
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28 1839 dal 1 al 5 gennaio, ad una più recente nel 1840. Trattasi pure che il Vesuvio abbia ripresa la sua antica vigen= za. Dell'Etna in Sicilia nella Provincia di Catania sono memorande le eruzioni 1669 del 1745 e nel 1784 nelle quali spaventevole materia fu vomitata da quella bocca accesa. Valli pianure e vallate principali d'Italia. Valle si denomina quel tratto di terra che resta interposta tra due catene di montagne; e vallata si dice quando questo spazio di terreno pianeggiante si allarga ad addirami secondari di valli; e dove scorra un fiume di considererò la lunghezza. Noi qui presenteremo solo le principalissime, fra le quali nell'Italia superiore; La pianura del Po è di sette mila 29. cinque cento miglia quadrate, irrigata dalle copiose fiumane (ciascuna delle quali ha origine ed altrettante valli che pigliano nome dal fiume) ricca di pascoli e cereali; e adeguata da belle e e seminata da belle e industriose città. Nel cantone italiano della Svizzera abbiamo le valli Levantina che termina a Biasca poco dopo Bellinzona e rimette al S. Gottardo. La Valtellina, il cui corso è bagnato dal fiume Adda. Questa ha due rami, per uno dei quali si va per lo Spluga nel cantone de' Grigioni e per l'altro si passa in Tirolo pel monte Stelvio. La valle Dell'Adige la quale abbiamo il Brentino. Nell'Italia centrale ritroviamo piccole valli ma assai ubertose e quindi denominate Val d'Ar= no superiore, Val d'Elsa, Val di Chiana. Nell'Italia meridionale sono notevoli alcune valli per ampiezza e fertilità nella Puglia nel= la Basilicata e nella Campania.
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28 1839 dal 1 al 3 gennaio, ad una più recente nel 1840. Sebbene pare che il Vesuvio abbia ripresa la sua antica vigoria dell'Etna in Sicilia nella Provincia di Catania sono memorande le eruzioni 1669 del 1748, e nel 1787 nelle quali spaventevole materia fu vomitata da quella bocca accesa. Valli pianure e vallate principali d'Italia. Valle si denomina quel tratto di terra che resta interposta tra due catene di montagne; e vallata si dice quando questo spazio di terreno pianeggiante dia luogo ad altissimi secondari di valli; e dove scorra un fiume di considerovole lunghezza. Noi qui presenteremo solo le principali piazze, fra le quali nell'Italia Superiore: La pianura del Po è di settemila 29 cinque cento miglia quadrate, irrigata da copioso fiume (ciascuna delle quali ha origine da altrettante valli che pigliano nome dal fiume) ricca di pascoli e cereali, rallegrata da laghi e seminata da belle e industriose città. Nel cantone italiano della Svizzera abbiamo la valle Levantina che cammina ad aprirsi poco dopo Bellingana e si mette al S. Gottardo. La Valtellina, il cui corso è bagnato dal fiume Adda. Questa ha due rami, per uno dei quali si va per la Spluga nel cantone de' Grigioni; e per l'altro si passa in Tirano pel monte Stelvio. La valle dell'Adige la quale abbraccia il Trentino. Nell'Italia centrale notiamo le piccole valli ma assai ubertose e cinque denominate Val d'Or- no superiore, Val d'Elsa, Val di Chiana. Nell'Italia meridionale sono notevoli alcune valli per ampiezza e fertilità nella Puglia, nel la Basilicata e nella Campania.
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30 In quanto alla Sicilia sono celebri la Valli Di Di- mena, la Valle Di Noto e la Valle Di Mazara . Clima dell'Italia Pocho paesi possono vantare al pari del nostro tanto gentle e chiaro Di clima congiunta a grandissima varietà Di temperatura e Di vicende atmosferiche. A chi scende per le Alpi in Italia dalla parte della Francia e della Svizzera si fa ben tosto sentire la Diversità Del clima, cioè una più dolce temperatura, e gli si affaccia non orizzonte ben più steso verdente. L'aria generalmente è sana, fretta sulle Alpi e sugli Appennini, tolla né luoghi piani: E chi và luogo ad una grande varietà di produ- zione Del suolo anche nell'intervallo di poche miglia. Le stagioni sono temperate: l'inverno non è rigi- do ne lungo ne anche nelle parti settentrionali; tollerabili le calori delle state. Tuttavia è malsana l'aria nelle Maremme 31 Toscane e nelle paludi Pontine, in vicinanza Degli stagni della Sardegna e Corsica e gene- ralmente Dove si coltiva il riso, o Dove si macra la canepa in grandi quantità. CAPITOLO II Divisione politica ed amministrativa d'Italia e delle sue speciali istituzioni Di essa. Scopartimento d'Italia. Il Regno d'Italia non è costituito oggigiorno per estensione e per popolazione il sesto fra Stati d'Eu- ropa. Tuttavia non tutta l'Italia è di presente congiunta ad unità perfetta. - Dobbiamo infat- ti in alcune parti di territori, che ancora appar- tengono ad estere nazioni; D'altre parti che si reggono da se con particolare governo. La Francia domina sull'isola di Corsica; il gruppo Delle Isole Di Malta sono sotto la Signoria dell'Inghilterra; il Circolo è restato
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32. sotto il Dominio Dell'Austria. E questi sono i soli Comuni stranieri che sono rimasti in Italia dopo le guerre recentemente combattute dagl' Italiani. La comarca romana e gli stati del la chiesa o governo pontificio abbracciano quel tratto del suolo Italiano, nel cui mezzo sta Roma che ha a ponente il Mediterraneo, a mezzogiorno la Campania, a levante gli gli d'Abruzzi e l'Umbria a settentrione la Toscana. La sua popolazione tocca appena il mezzo milione. La Repubblica Di S. Marino in romanza Di Rimini, piccola repubblica antichissima equivalente ad uno dei nostri comuni si go- verna in quella maniera con cui i patriarchi go- vernavano le loro numerose famiglie. La sua popolazione è di sette milla e cinque cento abitanti. La Svizzera Italiana comprende il can- 33. ton Ticino, e parte del cantone Grigioni. E qui ciascuno si governa nell'interno da sè ma è considerato a tutti gli altri per tut- to ciò che può essere d'interesse comune. La popolazione Italiana nella Svizzera è di un cento venti mila. Regimento politico del regno D'Italia Il patto fondamentale della Monarchia italiana è lo Statuto accordato dal Re Carlo Alberto il Di 8 febbraio 1848 all'allora Regno Sardo, e che fu poi esteso all'altre tanti provincie italiane nel 1860. In virtù di esso l'autorità sovrana risiede nel re e nella nazione che è rappresentata dal Parlamento, il qual si divide nel Senato e nella Camera Dei Deputati. I senatori sono nominati dal Re i de- putati della nazione; il numero di quali
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40 non è determinato, il numero di questi è fisso, ma ne hanno ad ogni data quantità di popolazione. Il Re è il capo supremo dello Stato; coman- da gli eserciti di Terra e di Mare; nomina agli impieghi; fa la guerra; conchiude la pace; le allean- ze e tutte le altre negoziazioni; sanziona le leggi; le promulga; le fa eseguire; può far grazia e commutare le pene che sono pronunciate Dai Tribunali; convoca, proroga e scioglie La Camera dei Deputati. Il Governo per mez- zo dei ministri è responsabile. Le Leggi devono pure approvarsi Dal La Camera Dei Deputati, Dal Senato, sanzionate e promulgate Dal Re. Divisione territoriale del regno L'Italia si suole dividere in tredici grandi compartimenti che si possono chiamare re- gioni; ciascuna regione comprende più, di Provincie.
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4° La Venezia recentemente aggiunta alle regioni d’Italia che dovrebbe comprendere presso il Tirolo e fors’anche l’Istria, per ora non arriva che ai confini del Friuli. Le città maggiori sono Venezia, Verona Padova, Treviso, Belluno e Vicenza. 5° La Emilia che è il territorio Piacentino Parmigiano, Modenese e la così detta Ro- magna fino alla Cattolica. Città prin- cipali di essa Piacenza, Parma, Modena Reggio, Bologna e Ferrara. 6° La Toscana che comprende le seguenti provincie Firenze, Lucca, Siena, Pisa, Livorno, Grosseto, Terrato. 7° Marche ed Umbria che comprendono il territorio a levante dell’Appennino. 8° La Campania che attraversa Napoli, Caserta e Avellino e Salerno. 9° Gli Abruzzi sotto il quale nome si intendono le provin- cie di Chieti, Aquila e Teramo. 10° Le Calabrie sotto cui vengono tre vaste provin- cie che stanno dell’Appennino verso il mar Ionico e Tirreno, cioè Reggio, Catanzaro e Cosenza. 11° Le Puglie contengono le provincie rispondenti alle precedenti, ma verso il mar Adriatico cioè la Capitanata che ha la sua sede a Foggia, la terra Di Bari a Bari, la terra d’Otranto a Lecce. 12° La Sicilia. 13° La Sardegna. Pubblica amministrazione. Il Governo del Re è costituito da suoi ministri, la cui riunione forma il consiglio de’ ministri. Questi sono al presente nove ed hanno sotto di loro tutta la pubblica amministrazione. 1° Il Ministro degli affari esteri, il quale è in relazione colle potenze estere mediante un rappresentante che si chiama o ambascia- tore o ministro o incaricato d’affari o console col suo mezzo protegge gl’interessi de’ cittadini dello Stato all’estero. Il primo segnale dell’inimicizia è:
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38 1. in potenza si è il richiamo degli ambasciatori. 2. Il Ministro dell'Interno, siccome il Ministro degli affari esteri cerca di difendere lo Stato sorvegliando l'operare delle altre nazioni; così il Ministero dell'Interno provvede all'interna tranquillità della nazione, e specialmente soprintendente all'amminis- trazione delle provincie e dei comuni. 3. Il Ministro delle finanze ha per ufficio di provvedere entrate ed alle spese dello Stato, contrae il prestito e amministra le proprietà dello Stato. 4. Il Ministro della guerra commenda all'eser- cito, provvede a tutti i mezzi di difesa dello Stato; cioè ai soldati, alle armi, alla istru- zione militare ed alle fortezze. 5. Il Ministro di grazia, giustizia e dei culti ha e demanda per Guardasigilli, ha l'ammi- nistrazione della giustizia, propone al Re le grazie e ne forma i decreti e aumenta la responsabilità. 39 6. Il Ministro della pubblica istruzione dal quale è cura di vigilare sulla pubblica istru- zione e su tutto ciò che ad essa si riferisce. 7. Il Ministro della marina sovrinten- dente alle cose di mare, alle navi, ai porti, ec. 8. Il Ministro dei lavori pubblici promuove le pubbliche costruzioni come strade, ponti, argini, canali. 9. Il Ministro dell'agricoltura industria e commercio ha per ufficio di procurare il prosperamento dell'agricoltura, di aiutare le industrie, e di agevolare il commercio. ------------------------------ Provincie, circondari e comuni. Sta al governo delle provincie un prefetto il qua- le riassume in sè l'autorità di parecchi minis- teri. Egli è assistito per ciò che spetta all'amminis- trazione della amministrazione da un consiglio e. e a prefettura è per quello che si attiene al gover- no della provincia da un consiglio provinciale altre. Dipendenti della provincia sono i
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43 irrotatori governati con un solo prefetto. Il governo dello Stato, e della nazione è il comune, antica esistente istituzione italiana. In ogni comune v'è il consiglio dello Stato libero degli elettori, questo si legge nel proprio senso. La Giunta, il Sindaco presiede la Giunta ed i con- siglio degli eletti del popolo. Il consiglio comunale si aduna due volte l'anno in primavera e nell'autunno. La Giunta fa eseguire le deliberazioni del Consiglio, spania tutti gli affari ordinari, forma le listi elettorali, interviene nelle operazioni della leva militare, cerca e promuove il benessere ed il decoro del pa- ese. Il Sindaco firma tutti gli atti, fa pubblica- re le leggi, tiene il registro dello Stato civile o de matrimonii, delle nascite e delle morti, e simili. Condizioni delle popolazioni. Il popolo è uno Stato si divide per rispetto al la proprietà che posseggono all'arte professione o mestiere che esercitano e rispetto alle cariche sociali che hanno. 1.° Si dicono possidenti o proprietari quelli che posseggono case, campi e simili cose immobili le quali si possono cedere altrui per vendetta. 2.° Le arti sono liberali, e industriali o meccaniche. La musica e la pittura, la scultura, il Disegno, la Storia, l'incisione, l'architettura sono arti liberali. L'industria è rappresentata da tutti quei lavori che preparano alle arti meccaniche la materia de' loro esercizi con l'industria estra- ra e nel renderlo acommdato ai molti lavori di che si occupano i mestieri dell'arruainato del fabbro, ferraio e simili. Le arti meccaniche sono quelle in cui simpi ega più la forza del braccio che quella della mente, e l'intelligenza non fa altro che diri- gere l'uso della forza sia questa della natura, degli animali o dell'uomo; il segatore di legna l'arrotino il mugnaio esercitano un'arte meccanica.
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42. 3° Esercitano una professione gli ingegneri, gli avvocati i medici i maestri di scuola i notai, i negozian- ti o commercianti. 4° Il mestiere è una piccola industria, ristretta ad una classe sola di lavori, la quale s'impara con un dato tirocinio tale è quella del tessitore, del calzolaio, del pappellaio. 5° Per rispetto agli uffizi sociali abbiamo gli impiegati civili, militari ed ecclesiastici. Vi è finalmente la classe più numerosa e più utile quella degli agricoltori. Secondo il modo con cui l'agricoltore lavora, egli fa ora un industria ora un'arte ora un semplice mestiere. Esercita una vera industria colui che pigliando un terreno bruciato sterile lo rende coll'opera suo fruttifero; esercita un'arte colui che sa modifi- care e perfezionare gli strumenti dell'agricoltura come un'arte è introdurre nuove legge d'icoltura, e fa un mestiere colui che non sa fare altro che scavare la terra colla zappa o colla vanga. 43. Perchè da noi siano pur troppo la vera industria agricola e pochi fanno l'agricoltura come un'arte. Eppure niuna nazione potrebbe stare a fronte per ricchezza se si po- nessimo davvero a coltivare questa nobilissima arte. ~~~ Gerarchia ecclesiastica. ~~~ La società dei credenti al pari della società civile all'osser- vanza, menu il quale le prescrizioni della Chiesa sono san- cite e promulgate. Alla capo di questa efa risiede il Romano Pontefice, il Papa, assistito dal consiglio di Cardinali i quali ri- cevono perciò anche principi del Sacro romano im- pero. E delle varie regioni in cui si divide il mondo cristiano dette arcidiocesi si evono gli arcivescovi dai quali dipendono i vescovi. Questi comandano nelle Diocesi e reggono i parrochi, ordinando i preti e prov- vedono all'istruzione del clero e dalla istruzione reli- giosa di tutto il popolo. È complesso adunque il clero ha un'ordine d'indipendenza che si chiama gherarchia.
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I preti siccome ministri della nostra religione meritano rispetto non per l'abito che portano ma per l'augusto ministero che esercitano. Sono i soli che ci assolsero la prima volta nella chiesa, e ci ascrissero alla milizia di Dio. Ci benedissero alle nostre nozze, ci confortano nell'estremo passo dalla vita all'eternità, e benediranno ancora la fredda salma prima di riconsegnarla alla terra. Pubblica beneficenza. Non tutti quelli che sanno un'arte o un mestiere hanno la stessa attitudine. Diciamo ancora, non riescono tutti egualmente nel loro intento. Di qui sorge in una vera ingiustizia pel troppo lavoro e per le esigenze dei suoi avventori; mentre l'altro sarà quasi condannato all'ozio forzato, perché non seppe procacciarsi molto il lavoro nel popolo. Di qui una causa della differenza della fortuna. L'uno sana, vigoroso e robusto, l'altro debole di ragionevole salute e anche difettoso. Quale atto bello in comodi? Istruire un ignorante, o qualunque sia ignorante, perché non gli si apprestarono i mezzi di addottrinarsi. Le malattie in fine, le disgrazie impreviste, e persino nell'uguaglianza senza alcuna colpa, piombarono nell'estrema miseria. Donne operaie murate il lettoio andavano su piedi, persone soccorse senza fine e per un salto, purtroppo mortale. La famiglia che viveva nel suo lavoro, eccola nella miseria! Non v'ebbero un nuovo per epizootia epidemica il disarme di un povero tutto ad un tratto! Una lunga e intera malattia della moglie e d'un figliuolo che consumano ogni risparmio che riducono alle strette. Chi è che non sente compassione dinanzi a chi non muore in quello stato? Noi attendiamo dagli altri quello che in simili circostanze avremmo sperato verso di loro. La natura ci spinge a questo, la morale e la religione ce lo comandano. Perciò uomini pietosi lasciarono le loro sostanze per dar vita a case di ricovero per bambini orfani, e speciali per i malati, case per i vecchi, istituti d'industria per i giovani il quale non manca il lavoro. Istituti di pietà, case di risparmio, istituti per i ciechi, per i sordo-muti, per i cronici e per i convalescenti e simili.
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46 Istruzione. Le scuole sono oggetti dappertutto considerate come una cosa di prima necessità; infatti si vanno prodigiosamente accrescendo non solo in numero, ma in varietà nella qualità. Il bambino dai due anni ai sei è raccol- to negli asili d'infanzia, dove riceve una buona minestra, istruzione ed educazione. Questa istituzione fa un gran bene alla città e nei paesi dediti all'industria dove le donne lavorano negli opifici, e non possono badare ai loro figliuoli. Gli asili sono un effetto della carità pubblica; ordinariamente sono mantenuti da società di cittadini più coraggiosi. Le scuole elementari tengono immediatamente dietro all'asilo. Ormai si può dire non vi è più comune in Italia dove non siano scuole maschili e femminili costituite e mantenute dai comuni. Il Governo ha pensato a formare maestri e maestre col mezzo delle scuole normali e magistrali, e ai migliori maestri che si innalzano per questa via, concede sussidi. 47 annui. Durante il loro tirocinio. Le scuole elementari non gioverebbero a molti se l'istruzione ivi appena incamminata da non venisse continuata anche agli adulti col mezzo delle scuole serali o festive, e ancora non si pensasse a far raccolta di libri popolari da farsi circolare fra il popolo. Non tarderà molto che ogni paese avrà la sua biblioteca popolare, dalla quale ciascuno che il voglia, potrà avere libri per leggere il dì e d'estate e nelle lunghe serate invernali. Oh se i padri di famiglia si persuadessero dei vantaggi che possono ricavare dalla lettura, si adoperassero per dar vita ad associazioni per promuovere più biblioteche circolanti! Negli Stati Uniti d'America e in alcuni Dipartimenti della Francia per iniziativa di generosi cittadini si fondarono e prosperano queste asso- ciazioni.
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48. Casse di risparmio. L'uomo che sa il suo conto, e che ha il sentimento della sua dignità, può e deve bastare a sè ed a'suoi; purchè egli usi della sua ragione a prevedere ed a provvedere i bisogni del domani col porro in serbo nella buona stagione quello che gli può far mestieri nella stagione cattiva. A questo scopo si sono immaginate e si fondarono le casse di risparmio nelle quali il lavorante, l'artigiano pone le suoi piccoli risparmi ad un modico interesse, che suol essere il 4 per cento. Per esse si può depositare anche solo una lira la quale fruttà subito: vi si rilascia un libretto che fa fede del vostro credito. Per ordinario si restituiscono le somme al disposto di cento lire, oppure senza la richiesta, per qualche maggior bisogno si può prendere per qualche giorno. 49. Ogni padre di famiglia, ogni buon artigiano dovrebbe avere il suo libretto di risparmio ed avere al sicuro qualche centinaio di lire; questi gli torneranno utilissime ne' vari bisogni della vita che non si possono prevedere ma che pure dobbiamo aspettarci. Nelle casse di risparmio il danaro è in sicuro da ogni pericolo ed in più si aumenta coll'interesse il quale si trasforma in capitale. La giustizia. Gli uomini si possono dividere in buoni e cat- tivi, lucidi e pregiudiosi, pieghevoli e superbi. Che amministrare la giustizia in modo che siano rispettati i diritti di tutti senza nella società. Dei tribunali: essi sono: Il Conciliatore, il quale giudica di tutte le azioni personali, civili o commerciali;
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relative ai beni pubblici mobili; il valore delle quali non ecceda L.30 e di tutte le locazioni relative alle locazioni di beni im- mobili; se la pigione o il fitto per tutta la durata della locazione non ecceda il detto valore. Ha pure il mandato di comporre le controversie, quando ne sia richiesta. L) Pretori che giudica di tutte le azioni civili e com- merciali, non inferiori in valore alle L.30 e non superiori alle L.1500, e di tutte le azioni per prestazione di alimen- ti e di pensioni elementari periodiche e per la liberazione totale o parziale delle obbligazioni relative, se la prestazione in controversia non ecceda il valore di annue L.200. Pronunzia pure in grado di appello sulle sentenze dei conciliatori nel caso in cui veste in questione di competenza. J) Tribunali civili i quali giudicano: 1. in prima istanza di tutte le cause in materia civile, il cui valore ecceda L. 1500 e di tutte le cause in materia d'imposte dirette o indirette, qualunque ne sia il valore; 2. in grado d'ap- pello, di tutte le cause civili decise in prima istanza dai pretori. Conoscono pure con distinzione sopra indicata delle cause in materia commerciale quando fanno le veci dei tribunali di commercio. [...]aria la quale, non sposa, gina casa sia lontana in que centri donde esco donore anche grate, quali sono quelle dei gia- tra lontana pure cagli stagni, perché l'aria non diventa troppo umida. Poiché la gente di campagna è ancorché più delle città, se buona cibi, delle squisite sena che è tanto più forte e robusta de ricchi agiati cittadini? Per ragione della sua, per la copiosa ricchezza dell'aria. e che non contiene abba fregioni putridosi, ove si fa una degli abitanti in qualche si s’investire anzi tempo. Di quanto è preferibile di vivere sui colli e sui monti! Il governo della casa Il governo della casa spetta alla donna. L'ordina e la nettezza della casa danno indizi sicuro che vi abita una donna a modo. Le camere da letto sono rinfrescale ogni giorno e spazzate diligentemente. La nettezza ne libera da cattive esalazioni è da incomodi di insetti; l'aria che rinnova nel giorno
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qualità sociale. La pena stabilita a chi viola la legge penale, secondo la gravità della medesima, è applicata dal Pretore o dai Tribunali correzionali o dalle Corte di Assisie. Il Pretore giudica dei reati punibili con pena eccedente tre mesi di carcere, di confine, d'esilio locale, con L.500 di multa; Dei reati punibili cogli arresti e coll'ammenda. Il Tribunale correzionale giudica dei reati punibili col carcere, colla custodia, col confi- ne, coll'esilio locale, colla soppressione dei pubblici of- fizj e colla multa. La Corte di Assisie giudica coll'intervento dei giu- rati dei reati punibili colla morte, coi lavori forzati, colla reclusione, colla relegazione e coll'interdizione dei pubblici uffizj. I giurati sono persone scelte fra gli elettori politici esse devono stare attenti all'esame dei testi e periti alle arringhe del pubblico ministero e dei difensori; Debbono esaminare colla sincerità della loro coscienza quale impressione abbian fatto sulle loro ragione le prove riportate contro l'accusato e i mezzi di- -83- Difesa, e rispondere per alle loro questioni; che saran no loro formulate dal presidente della corte su i fat- ti principali, sulle circostanze aggravanti e propor- zionare ciò a favore dell'accusato o militano circostanze attenuanti. La corte giusta risposte dei giurati applica la pena. Il Pubblico Ministero è il magistrato che rap- presenta la società offesa e ne domanda la punizione. L'avvocato difende, il presidente dirige la discussione I dibattimenti dei tribunali sono pubblici. Dalla sentenza del Pretore si ricorre in appello al Tribunale Correzionale; dalla sentenza del Tribuna- le Correzionale si ricorre alla Corte d'Appello. Le sentenze profferite inappellabilmente in materia penale possono anche essere annullate dalla Corte di Cassazione. Ogni persona che si pretende offesa o danneggiata da un reato può portare que- rela a Procuratore del Re, al Pretore, al Sindaco, ai Delegati e Ufficiali di pubblica sicurezza, agli uf- fiziali o bassi ufficiali dei Carabinieri. Possono anche portare querela il marito per la moglie
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17s. L'ascendente per discendenti minori sottoposti alla sua potestà, il Tutore ed il protettore per chi è soggetto a tutela . Forza pubblica. La forza pubblica oltre al difendere dai nemici esterni è ordinata a mantenere l'ordine all'in- terno, cioè ad impedire le ribellioni, i tumulti; ad osservare a far rispettare le leggi, i magistrati; a tutelare le persone, le cose e ad arrestare coloro che sono sospetti di delitti. Essa è formata dall'esercito, dall'armata, dalla guardia nazionale e dagli agenti di pubblica sicurezza. Dell'interna sicurezza mura principalmen- te il corpo così ben disciplinato de' Carabinieri, de' quali oggidì abbiamo oltre 20,000, i quali stanziano divisi in piccoli distaccamenti in vari punti d'ogni provincia. Essi possono arrestare qualsiasi cittadino quando sia sorpreso nell'atto che commette un delitto o il cadavere in flagrante delitto; gli altri arresti si operano per mandato... odel Pretore e del Tribunale. Altri carabinieri vi sono le guardie ed i sicurezza pubblica; queste risiedono nelle città e vegliano i mercati, le fiere, le stanze, le osterie, acciò che non s'ingom- brino lavori, non si tengano giuochi proibiti, non si facciano frodi e simili. La guardia nazionale è anche all'esercito in tempo di guerra e concorre ancor essa al mantenimento dell'ordine. Lavori pubblici. Sono lavori pubblici quelli che si compiono dallo Stato, dalle provincie e dai comuni a benefizio di tutti e alla prosperità della nazione. Tali sono le strade ferrate, le strade comuni, i telegrafi, le poste, i vapori postali, i canali, i porti, gli argini de' fiumi, e il prosciugamento delle paludi. Si dicono ore de' strade, quando esse sono le une alle attre coordinate, le principali si domandano no arterie ad imitazione de' canali comuni. X
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16. Del sangue nel corpo umano. Affinchè le popolazioni possano essere in comunicazione tra loro sono necessarie queste opere. Che sarebbe della Sardegna e della Sicilia se non vi fossero corse periodiche di navi a vapore tra quelle isole e il Continente. Quasi tutti i giorni si può parlare alla gente di esse o almeno scrivere, e la lettera manda da colà costa tanto, come se la si spedisse a pochi chilometri dal nostro paese natio. Le strade sono il primo fattore della prosperità d'un paese; un paese senza strade è un paese senza commercio e senza comodità; dove invece si distendono ampie reti di strade, ivi può essere sicuro regnare l'agiatezza e la civiltà. Dove poi abbondano i fiumi ivi sono indis- pensabili i ponti per attraversarli. Sistema legale di pesi e misure. In generale il primo introdotto del sistema di pesi 17. e misure nuove; si mostravano avversi ed amarono preferito di continuare come prima; si elevarono lamenti; quasi si volesero rendere proni al popolo ed approfittare dalla sua ignoranza. Eppure il governo aveva tutt'altre mire. Esso voleva facilitare i contratti, impedire gli inganni, sorvegliare diligentemente affinchè nessuno facesse frode volendo il comprato. Esso stabilì pure un ufficio per verificare i pesi pubblici, le bilance e le misure dei bottegai. Sarebbe stato ciò possibile se ogni provincia d'Italia avesse conser- vato le sue misure? Quand'il compratore ed il venditore si sarebbe dovuto conservare? Quale delle misure che pure hanno uno stesso nome, fosse per un modello o le altre? La lira d'una regione non è uguale a quella d'un'altra, la libbra parimente è molto diversa da a Genova a Torino, e a Milano. Dunque fu un benefizio vero la introduzione d'un sistema uniforme. Noi abbiamo dovuto dimenticare le vecchie misure ed imparare a vivere le nuove; ma i nostri figliuoli impareranno fin dall'infanzia le misure nuove.
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78. avranno subito il vantaggio di farsi intendere Da un capo all'altro della grande patria italiana. Per lo proscritto un siciliano che fosse in troba a Milano in una bottega da fornaio, ed avesse richiesto nelle misure del suo paese un rotolo di pane, che cosa al avrebbe risposto il fornaio? forse avrebbe risposto se voi glie di questo pane a rotolo non ve ne pesa una libbra per cinque soldi. Ma il siciliano non avrebbe compreso la parola sola. Il merito delle misure dei pesi delle monete era il primo mezzo per agevolare il com- mercio. Semplicissimo poi è il sistema nuovo perché in tutto deriva dal metro. Da tutte le misure si può tornare al metro. Doveri. Quelle azioni che Dio comanda delle quali si chiederà conto, si chiamano doveri morali dell'uomo; quelli che ci commandano le leggi della società, sono i Doveri del cittadino. Un uomo può essere cittadino in ozio, tollerabile e tuttavia non essere uomo onesto e morale. Guai a quell'uomo che null'altro teme fuorché la prigione e la giustizia degli uomini. quello è peggiore del padre, perché il ladro sconta la pena del suo malfare, l'altro persevera nella sua malvagità; perché crede d'ingannarlo impunito. Il debito che ha il padrone verso il servitore, verso l'operaio, si prescrive in due anni; ma chi potrebbe negare il salario di un uomo che lasciò trascorrere due anni senza nulla domandare? Il solo malvagio può ciò fare. La legge ci permette di prestare il denaro a qualsiasi usura; ma se voi sapete che un onesto padre di famiglia ha estremo bisogno di pane, e gli concedette il cattivo grano al prezzo dell'ottimo perché gli convettete un po' di respiro, questa è azione da uomo crudele, che approfitta delle strettezze altrui per fare un guadagno ingiusto. Chi vi può costringere ad amare il vostro prossimo la vostra patria? Nessuno. Voi potete nel vostro animo desiderare il male anziché il bene e nessuno ve n'è che ha diritto di chia- marvi a rispondere. È un'altra cosa quella che si acquista per forza, la virtù vera dell'amore. Così chi ama la patria e preferisce il bene di essa al proprio è degno di stima e di gratitudine. Egli è detto un eroe! I doveri sociali o per amore o per forza si fanno; i doveri morali si compiono liberamente.
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Diritti. 60. I Doveri corrispondono ai Diritti; quel rispetto che si debbe agli altri, ti fa avore alle loro libertà, e debbe pure a me, alle cose mie ed alla mia libertà. Ogni cosa /epra con ragione ere mia, e /epra la quale gli altri non possono elevare presa for- ma un mio Diritto. Di Diritti altri sono civili ed altri politici; quelli regolano il vivere in comune dei cittadini, questi danno ai cittadini una speci di poteri pagine al reggimento dello Stato. Sono Diritti civili: la facoltà di Di comprare di vendere e di far testamento e di ereditare. Sono Diritti politici: la facoltà di leggere e di fare e farsi rappresentare il comune, la provincia e la nazione. La società può privare dell'esercizio Dei Diritti coloro che mostrano un'aperta incapacità di esercitarli, così il pazzo non può ne vendere ne comprare; colui che commisse grave Delitti viene spoglio de' i Diritti civili et politici. Capitolo III. Della materia del lavoro. La varietà della terra. Mari e monti, fiumi e colline fanno la terra più in- finita varietà, e la rendono utile all'Uomo. I campi ed i prati coltivati dalla mano dell'Uomo danno i primi e più necessari ali- quelli anima ci agli animali e donne, de'i quali carne de i quali ci pasciamo e delle cui pelli e lane ci vestiamo. Per entro all'interno Uomo se pre- sentano dalle rocie: l'uomo studia sa trovare le miniere e sa estrarre il minerale si bile e separarlo dalla terra e dalle pietre con cui trovasi mischiato. Anche i mari hanno la loro utilità; per là notte quasi proposte che sa trarre profitto da questo elemento! Espo fa il sale indispensabile cosa veramente e per la ignoranza.
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62 Il nome ch'essa, non teme, il sapere libera l'uomo dalle paure vane, gli fa prevedere i pericoli e trovare la via per scamparli. Chi abita luoghi più interni al mare, si sostiene, si è e s'ordina colle erbe del mare, pascia per l'ordinario la sua vita nel lavoro dei campi; ma chi abita in riva al mare è tirato naturalmente alle arti marittime. Il mare è il suo campo e il suo vigneto; egli lavora o come marinaro, barcaiuolo, pescatore, o costruttore di barche. La terra in riva al mare o è troppo ardua o troppo sassosa; quindi sterile, o è ribe- volta dove si stende, e si allarga in spiaggia elementi, e può essere arenosa e perciò poco ferace. Se forza si fa si può sforzare a dare frutti. La spuma separata dalle onde, le quali durante le burrasche, quando il mare ingrossa, la possono invadere, poi a forza d'ingra- di se ne nuda quasi la natura. Nel mare si può raccogliere senza aver seminato, quindi vi è la vera ricchezza dei popoli littorani. 63 Denominazione del mare. Il lido è lo spazio che il mare ora invade ora lascia asciutto. Il lido può essere arenoso, ove possono approdare i navigli. Dicesi prota. Il fondo dicesi la riva alta è dirisa. Riva è l'ultimo confine dove battono le onde. La spiaggia è più distesa, e talvolta è coltivata. Dove paesi e città che siedono sulla riva del mare al più sulla sponda e al più più discaste dal lido. Sul lido si distendono le reti di pesca di sera per rimendarle, si ripuliscono e si preparano per venderle. Sulla riva si tirano le barchette fuori del- l'acqua quando il tempo minaccia il mare e agitato. Sulla spiaggia si dispongono i cantieri per la costruzione delle bastimentali. Se il mare è in seno spaziosamente di nella terra chiamasi mare interno o mediterraneo; se non è in seno tanto ampiamente da meritare il nome di mare, dicesi secondo i
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casi, seno, golfo e baia. Ma un breve tratto di mare che è stretto fra terra chia- masi stretto o passo. Se questo tratto di mare è un po' lungo e ampio dicesi cana- le o manica. Chi scavo nelle viscere della terra questa fossa cosi terminata? Chi volle che la terra ove si curvase in gomiti ove sporgesse in promontori, ove si chiuse in costa, ed ove si sfogasse in spiaggie; in un luogo desse stretta entrata alle onde per far canali in oltre vi allargasse senza confini? È un Dio immenso che non confessa che a dio si racchiude una virtù onnipotente. Le acque. Le acque comuni, non solo che sgorgano dalla superficie della terra e la solcano in canali o no naturali o artificiali: pigliano il nome di: Sorgenti. Di Ruscello. Di Rivate. Di Fiumicino. Di Fiurme. Le acque è un elemento necessario a tutti dell'uomo, degli animali e delle piante. ferò la colla natura in copia provveduto. Lo scienzo dell'uomo invenò molte macchine sia per trasportar la sovra mena, sia per trarre da essa, affinché in corso, la forza per muovere molte o quasi tutte le varie forme, le quali dette le direzione dell'uomo eseguissono lavori amirabili; qua una macchina riduce il gran in farina, la compie e nell'uso di Stradiario o di torchio, in una e l'altra sorge la sopra di Dorio per fornire legno e molte altre. Deve comprendere quale sia la sua in foglie. Per la proprietà che essa ha di elevarsi, e può salire su letto o ad altezze grandi dore eguati a quelle donde sia discesa, o può scot- oversi in zampilli verticali bellissimi a vedersi. Del suo dominio che l'uomo esercita sulle acque si vede la superiorità che si trova sulla natura. La velocità adunque dell'acqua propri a operare come forza motrice, e ogni giunco può avere alle sue grandi fabbriche apposite messe in moto. Ma quale forza che la natura serenissima per guidar la sia.
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64. Qualunque sia l'acqua che debbe uscire dalla terra o vicina, allora si denomina termale. Le acque termali si sperimentano avere virtù utilissime medicinali per alcuna malattia, specialmente in quelle pelle. L'acqua può avere tre Stati; o la tempera tura ordinaria è liquida come fiume e lago; ma un forte freddo la congela e la riduce in stato solido, allora piglia il nome di ghiaccio. La prima, la neve, la grandine sono acqua congelata che cade invece della rugiada e la rugiada già quando l'aria è fredda, in atto il calore la spuglia e la discioglie. In certi paesi gelosi siamo in laghi e fiumi perenne l'oceano. Le sue regioni poste dalla terra alle quali si vede mandare i suoi raggi molto obliquamente sono coperte di neve o di ghiaccio. Finalm.te l'acqua passa allo stato aeriforme e si disipa e si vola in alto sotto forma di vapore, e panni li mi bagno di sotto e si vede un fumare nell'inverno si vedono fumare i quali fiumi e per l'appunto è il vapore. E que li sarà più 65. abbondante e più forte sarà il calore a cui l'acqua è esposta. Esso liberamente si sprigiona quando l' acqua bolle. Allora una densa colonna si solleva se la pentola che contiene l'acqua fosse chiusa la forza del vapore si leverebbe il coperchio; e ove queste non si potesse rimuovere farebbe scoppiare la pentola. Con questo fatto semplicissimo e giocato si il segreto di tutte le macchine messe in moto dalla forza espansiva del vapore. Le locomotive delle strade ferrate, le macchine, le cartiere, le seghe, le filande e molte altre opefici sono oggetti messe in moto dal vapore. L'aria. L'acqua ricopre i tre quarti della intera superficie della terra, ma l'aria la ricopre tutta e la invoglie in tutta il suo ambito e piglia il nome di atmosfera, e per questo perché avvolge e circonda il glob. terrestre. È dotato uno strato atmosferico è alto più di 60 chilometri. E Essa non ha odore ni sapore, ni colore, è invisibile mobilissima e elastica è tras- parente alla luce e il calore. E essa vede la sua
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69 trasparenza per la presenza delle nuvole. L'aria si mescola con molti corpi, e quasi in essa si discioglie; così l'acqua acquista per essa quella leggerezza, e d'un certo sapore che la rende grata al palato, e più digeribile. Essa è per se stessa e per la sua proprietà un un corpo della più grande importanza, anzi è di assoluta necessità. Essa è indispensabile al la vita degli i corpi organici, animali e vegetali che hanno nell'aria l'alimento o la loro respirazione. Per essa ha luogo la combustione mediante cui si provvediamo luce e calore. Colla sua pressione istante contribuisce ad impedire la evaporazione troppo rapida dell'acqua mantenendo equilibrio fra l'acqua che evapora e quella che ricade dalla terra. L'aria col suo moto serve a Distribuire il calore che emana il sole. I metalli I metalli si distinguono per loro peso, per la Sua Pesantezza e la durezza. Fra questi vi è ferro. 70 l'argento, il rame, lo stagno, il piombo, lo zinco e il mercurio. Ora tutti questi il più utile, il più diffuso in natura è il ferro, e molti e più sono i lavori che intorno ad esso si fanno: il primo lavoro è che i minatori che lo estraggono dalle miniere non lo trovano ancora in colla terra, o con poco corpo di terra o altra materia. Sembra che la natura abbia provvidenzialmente diffuso il ferro in ragione delle sue diverse applicazioni. L'industria del ferro è la più importante dal momento che la società attuale non potrebbe farne senza. Lo si ricerca avidamente, e con grande cura si lavora. L'Inghilterra sola ne fornisce circa 12 milioni di quintali metrici, e più 120 milioni di miriagrammi: tutti gli arnesi e tutte gli strumenti traggono la loro materia dal ferro. Colla penna a scrivere fino alle lunghe barre che vengono comuni le parti degli edifici; dal chiodo per cuocere e le armi della guerra, dal coltello all'aratro, da tutte compare il ferro..
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71- Dopo il ferro viene il Rame negl’utensili di cucina, è pure quest’uso non è senza pericolo; perché su Rame si fa una ruggine verde detta verderame, la quale è velenosa e guai a chi mangia le vivande cotte e conservate in vasi simili; guai pure se si tiene per il Rame ed altre sostanza acidulata in recipiente di Rame. Agricoltura L’arte più antica, la più utile è l’agricoltura. E si compone di molte e variatissime occupazioni secondo la stagione e il clima la natura del suolo e il genere di coltura. Quest’arte ci dà gli alimenti, purifica l’aria abbellisce la terra e la rende soggiorno più gradito all’uomo. I deserti sono stanze degli animali feroci Dei rettili velenosi; inveci dei terreni coltivati sfuggono. La terra ha naturalmente una virtù germinativa, ma questa si accresce cogli ingrassi e coi concimi, o si corregge mescolandovi altre sostanze. I terreni si distinguono in argillosi 72- silicei e calcarei. I primi contengono la terra propria per fare mattoni e stoviglie. Si ri- conosce facilmente perché è polvosa, semiunida secca e tiene farina simile al tatto. Quei terreni in cui prepondera l’argilla le piante crescono lentamente, ma vivono di lunga vita. Difficile è l’aratura, la quale però giova assai specialmente se frequente e profonda. Come giova vangare in torno ai piedi degli alberi affinche l'aria e l'umido por- tino a questi maggior nutrimento. Le terre silicee hanno natura opposta alle precedenti; le piante vegetano celere- mente, ma hanno breve vita; e per pres- tarne meglio alle colture irrigue come orti e prati: l'acqua è immediatamente assorbita, né vi ha pericolo che ristagni; Ma correggerne la soverchia aridità gio- vano i concimi pastosi e freschi, e sover- chiarli, e i lupini che sottostanno nel so- suolo prima della maturità.
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43 Finalmente vi sono i terreni calcarei i quali cioè contengono molta calce; Inti sono i terreni sui colli a piè di monti, e si di- stinguono dal colore bianco. E ne sono an- che varii, affinché i ghiaiosi. V'era tuttavia facile il trovare un terreno o l'aspetto argilloso o siliceo; dal più al meno contengono tutte argilla, l'età delle o pre- gli elementi ch'erano predominan- ti vi ricava, poichè non vi è terreno che sia del tutto ingrato alle cure dell'uomo. Qualunque terra, più ricca o più povera, può dare buoni prodotti precisamente come avvien degli uomini; i quali tutti hanno una vocazione secondo la qual possono rendersi utili agl'altri e a loro stessi. 3 due agricoltori Per far sorgere dalla terra i frutti e le messi, Dio e l'uomo si uniscono in una bella unione di forze. L'uomo si avvia la 44 mattina al luogo del lavoro, e Dio già vi l'aspettava. La mano dell'uomo apre il solco e vi sparge il seme, e la mano di Dio vi man- da la ruggiada. Dio ha dato la fecondità alla terra, l'uomo trae profitto da questa. Mentre l'uomo si riposa a motivo della sua debolezza, Dio compie e perfeziona il lavoro e corona di fiori le piante, le prepara i frutti, li colora, li rende odorosi, li matura. Ed allora la mano dell'uomo si stende a coglierli. Quella bellezza nei vostri lavori o contadini, mentre gli altri operai operano sul legno, sulla pietra, sul ferro, sul rame, sull'argento, sul marmo, puliscono, tagliano, ricavano, incidono, scolpiscono, intagliano, e fanno tutte le altre meravigliose lavori; questi oggetti restano tuttavia quelli ch'erano dapprima una materia morta e senza vita. Ma sotto la vostra opera e aforzata a quella di Dio, o coltivatori, la materia di- anima e si avviva. E voi lasciate cadere nella
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Terra un grano seco e nudo, indi sarà trito o la vanga torricogno, e quindi lasciato il campo sotto l'azione di Dio. Sotto la zolla che l'arruore dell'aratro ha rotto ecco un filto d'erba delicato, il quale tuttavia si conserva vivo sotto teneri, e dalla sugliarsi di questo diventa una sottile camicia allungata e rotonda, che poscia si ricopre d'una verde guaina dalla quale all'ultimo esce una spiga portante in bocca chiude le beneficenze di Dio che inverrà sangue la carne et la vista dell'uomo. Oh intendilo bene, o coltivatore, la forma i colori, i sughi, i sapori, che proprietà tutte della pianta non vengono dati; l'aria il calore la luce, la nuvola la pioggia, la rugiada, il vento, la brezza, cosa tutta necessaria alla tua spica non vengono date. E se tu bene guarderai, in ogni foglia, in ogni fiore, e su ogni frutto tu leggerai il nome del lavoro produttore, dell'onnipotente Dio! Ti sgorghi allora dal cuore commosso e ricco non tanto la lode, la benedizione, il rendimento ti di grazia; si eleva la tua fronte e la tua mente verso il cielo; poichè senti d'ipotere sotto l'ordinamento divino, lasciar cadere dalle tue mani gli strumenti del tuo lavoro, senza che ti arresti la germinazione e il fecondirsi, e la maturazione delle tue colture. Le leggi fondamentale di natura le legge fondamentale venne imposto all' uomo; la legge del lavoro, la legge del riposo e quella della preghiera. Col lavoro l'uomo provvede ai suoi bisogni; al riposo rifà e ristora le forze della preghiera purifica il suo cuore e glorifica Dio. Per assicurare il perfetto adempimento di queste tre condizioni di nostra esistenza Dio tolto ha fissato il numero e l'ordine dei giorni che noi dobbiamo consacrare vicenda volmente al lavoro, al riposo, alla preghiera.
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Tu lavorerai; disse Dio al primo uomo. Durante sei giorni e farai tutto ciò che avrai a fare; ma il settimo è il giorno del riposo del Signore tuo Dio. In questo giorno non farai alcun lavoro, nè tu nè tuo figlio, nè la tua figlia, nè il tuo servo, nè la tua serva, nè le bestie di soma, nè lo straniero che è in casa tua. La provvidenza del Creatore ha voluto che il riposo accordato all'uomo si estendesse fino agli animali domestici; perchè gli è giusto che l'ani- male il quale ha lavorato coll'uomo si riposi come l'uomo. Questa benefica o denotativa al riposo ed al lavoro, così mirabilmente proporzionata alle forze dell'uomo e ai suoi bisogni è fondata ancora sull'esempio di Dio medesimo, il quale coronò la gran settimana della creazione col settimo giorno della santificazione. La settimana dell'uomo è dunque riproduzione fedele ed il ricordo sempre vivente della misterio- sa settimana della creazione. De lavoro. Il lavoro è virtù, è dignità, è grandezza; il lavoro è la legge, è la virtù dell'umanità. Il frutto del lavoro, lavorare, sta scritto nelle prime pagine della storia del mondo. Tu mangerai il pane bagnato col sudore della tua fronte, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto. Questo s'intende si compie ogni giorno se il sudore bagna la fronte, e scorre per le tempie. Ogni uomo se non è il sudore del lavoro, di- prezzierà quello che è spremuto dall'angustia dello sventurato, e questo comando volle appoggiarsi a Giesù Cristo, buono Dio. Del resto, i nostri bisogni, i nostri dolori, il freddo, la fame ci dicono con voce abbastanza chiara e persuasiva che bisogna lavorare. Ma, per quanto sia sia rapido il progresso, la terra dura sempre, e non bisognerà sempre spingere la zolla a forza di braccia. L'uomo avrà sempre bisogno di nutrirsi, di vestirsi, e d'un letto ove ricoverarsi, e non è poca cosa.
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Il pane che si mangia quante fatiche ha costato! E l'abito onde vestirsi rimpol- pisce, si pavoneggia, a prezzo di quante fatiche si è intessuto! Si è dovuto coltivare la terra, piantare il cotone, seminare il lino, la canapa, raccoglierlo, filare, tessere, imbiancare, tossi- care e intire; si è dovuto spianare monti, arginare fiumi, valicar mari, affondar bos- chetti; si è dovuto scavar miniere, fondere i metalli, far brillare strumenti, e costruire l'en- gno. L'uomo vorrebbe vivere senza lavorare! Ma allora almeno bisognerebbe trovar degli u- omini per provvedere a'le nuove abiti e lenzuoli, trabarli ed arroste, trarre li e pollù, cornici e panni etc. Purchè questo segreto non sia scoper- to bisogna lavorare, bisogna lavorare. Senza il lavoro che far della vita, del tempo, delle forze? Si cade nell'ozio; e l'ozio è un infelice disprezzato e disprezzabile. Uomo ozioso dunque non è un ozioso, perché egli non reca frutto a nessuno perché così è sulla via del delitto. Il lavoro invece è un piacere, un godimento, un bisogno, una gran passione. Che delizia bastare a sè stesso! Provvedere alla moglie, ai figli, farli contenti e felici! Vedete il giovane artigiano, amico del lavoro, come è lieto, raggiante di gioia in quel giorno che comincia a lavorare per proprio conto, e apre bottega. Tutto ciò che si possiede è frutto delle sue fatiche; non si coglie che alle sue braccia. Il lavoro significa moralità e robustezza, pace e sanità. Gli uomini laboriosi costituis- cono la vera ricchezza della società. Giovanni B. Piria, onore della sua città e dei Paesi alle quali la Francia deve la indipen- denza, e la gloria sua, aveva scritto sull'uscio del suo campestre abituro: Viva il lavoro. La previdenza. Il lavoro è dignità e virtù ma spesso deve avere una compagna fedele, e questa è la previdenza. Chi vale un lavoro perché
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81 dovuto dar la settimana, se poi sciupa nella Domenica il frutto dei suoi sudori. Il pigro suole vivere alla giornata, e manca di prevedenza. L'ordine e l'economia. Egli è principalmente nella gioventù che si dimentica l'avvenire, si sciupano le forze e la salute, il tempo ed il denaro. Si crede che la primavera abbia a durar sempre, ma tutto passa, e rapidamente passa, e tardi e a tutte danno gli invidii patimenti e tardi rimorsi, la furia provata. Il giovanotto spera dicò che per quanto guadagna non fa rispar- mi, intanto il tempo d'ammogliarsi è venuto. Ed egli prende per compagna della sua vita una giovine che si mise in capo tutti i suoi Deci suoi lavori. Poi vengono i figliuoli, avviene una malattia, manca il lavoro, ed ecco una famiglia povera, uno dei bambini gettati sulla via della mendicità e del vizio. Ma il giovane operaio che è saggio e amico del lavoro, porta a casa ogni settimana per- la qualche cosa alla cassa dei risparmi. 82 poichè non si lascia sviare, nè dal giuoco ne dalle osterie. Egli va un giorno a metter casa e far principio di una famiglia, tiene vecchio una buona fanciulla, modesta, laboriosa. Egli è amico del fratello di lei, che è uno dei migliori agricoltori, ne frequenta la casa, e vede che la vi regna l'agiatezza, la concordia, l'ubbidienza e l'amore. Eppure quella famiglia è venuta su dal niente, con virtù di pochi risparmi. Il padre era dapprima un giovanotto nel povero, nel suo sfaticato lavoro, il padrone e Suo figlio si è tenuto peggio a peggio, lo stesso si ritrova in migliore abitazione: cosa certo adopera dal primi risparmi la famiglia si è pensato ad avere pochi bisogni, ed essere contenta del poco. Il buon costume. La previdenza non è un errore; il buon costume è la chiave di una buona fortuna, di un ben essere, una vita. Chi un giovane non ha la infelicità, giovane è il principio. Ma se si preferisce
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— 83 — scende la povertà nella casa, la fame che spesso, spingono l’uomo e lo trascina nel fango. La più fatta in un'ubriachezza dote i linelli generosi e come è obbrutito, anzi è sceso più in basso dei brutti. Dite. Dov'è quella impronta divina che dà all'uomo tanta dignità? Essa è scomposta e distrutta da una degradazione un avvilimento, che umilia. Osservate persino il camminare egli non sa più reggere e governare il suo corpo. La figura ben poiquale governo sarà dai suoi affetti della sua volontà? Egli è diventato uno schiavo, anzi una macchina che si muove a seconda della passione. — — — La casa e i suoi abitanti. Necessità della casa. Quanto bisogna all'uomo è circondato furono gli studi primi e il ritrovamento delle arti e delle industrie, che maravigliose. L'uomo sin dal principio dell'umano senti il bisogno di porsi al riparo dall'intemperie O in amenità delle stagioni, di ricoprire il corpo Di farsene al coperto, di tenere in serbo gli olii — 84 — menti precisi e per gli animali domestici degni degini Di stabilimenti in principio gli altri dappoimano poi mano mano da panno ricoperto tolto foglie delle piante, torrette e tenute da lui branchi e l'alberi. E quale non ha dato origine questo bisogno dell'abitare, da quella semplicissima del legnaiolo fino allo no bilissima dell'architetto, il quale ha trovato le forme più eleganti per bellezza, più solide nella costruzione, più comode per la distribu- zione. Ma onde ebbe gli strumenti l'uomo? Il Legnaiolo, egli ebbe bisogno del fabbro che togliendo la materia donnea il ferro e l'acciaio lo riduceva in quella forma che è più conveniente per le varie difune operazioni della sua arte. E il ferro stesso pro- della sua arte. E il ferro stesso pro- di essere punto in natura bello e disposto ad essere lavorato. E anche qui occorsero molte arti e molte mani. Che si riuniscono in precisione e si aiutano. Eppure nella costruzione d'una casa entrano molte altri mestieri, i quali alla sua volta danno origi- ne a nuovi mestieri. I fornaciai si preparano la calce Le varie foggie di mattone e le tegole.
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88- Ecco come son nate le arti e le professioni! Sin Dal principio si comprese che nessuno poteva riuscire perfetto esercitando più arti, ma che conveniva concentrare l'intelligenza ad una sola per aggiungere nuove perfezioni a questo, e non per altro, cioè accelerare il lavoro per l'abitudine e non si confondere nell'esercizio. Distribuzione della casa. La casa è il nido che ci accoglie, perfetto o sia ed giorno vi troviamo il cibo che ci guadagnammo co 'lle fatiche; qui abbiamo il letto che ci da così riposo della notte e il necessario ristoro. Nell'officina, nei campi, o sul mare e viaggi, in tutto ci avviene ai nostri sudori; e là de' suoi uomi ni passiamo solamente la terza parte del giorno; fra le sette della moglie, della madre della sorelle, dei bambini. La a casa è per loro un piccolo mondo. Imparate a lungo con questo piccolo mondo a ben le migliori condizioni di comodità e di salubrità. Queste due qualità sono bene in accordo. l'argento, il rame, il ferro, lo stagno, il piombo, de l'oro e il mercurio. Fra tutti questi il più utile, il più indispensabile, per la natura a ben esplicate Il primo lavoro è di miniera mescolato o in armonia. Terra, è di compietre, il più è altre materie. Sembra che la natura abbia lavorato in ragione della sue applicazioni. L'industria del ferro in comporre il momento che la società avesse non potrebbe farne senza. Ecco si ridusse ovviamente, e con grande cura di bisogna o si ispirava come ne forniscono le miniere, e di quante ne trae [...] milioni di miriagrammi. Colla quale tutti che l'uomo si propone di fare materia dal ferro. C'era delle armi della guerra, del castello at lavoro è perfetto comparire il ferro. il rame, il quale si adopera
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99 peghli ustensili Di cucina; eppure quest'uso non è senza pericolo; perche sul rame si fa una ruggine veria Della verderame; la quale è velenosa; guai chi mangiasse vivande cotte o conservate in vas- senili, guai pure se si bevesse il vino ed e'altra sostanza acidula in recipienti Di rame! Un jour, distrait, la plume aura en pres dument, et avec une admiration toute surprenant je ne sçaise je vous écris quelques lignes petites nouvelles, si votre cœur tant aimable que doux et gracieux comme complaisant aurait il peut être la bonté de recevoir de deux traits de lignes D'un bien que vous bune ou'i profond armen. 100 et Dernier pages Lettera ad una persona Lettre a une personne che si rispetto. que l'on respects. Signore? Monsieur Non saprei come migliore Je ne saurais mieux com- ministro l'anno entrante. mener l'année qu'en vous se non augurandovelo fe- la souhaitant heureuse et lice, ed assicurandovi nel vous assurant en même tempo Della conti- temps de la continuation nuazione Del mio profondo de mes profonds rispetto. respects. Ora questi i primi Doveri Ce sont les premiers et e più sacri doveri a cui les plus sacrées devoirs dont Soggetto verso Di voi e je m'acquitte vers vous nulla più mancare olla et il ne peut manquer à mia felicità se li accogliete mon bonheur si vous favorévolmente. Voi avrete les recevez favorablement. in ogni tempo Dimostrato Vous avez eu pour moi dans per me della bontà, e non tous les temps des bontés, prego spero tanto riconosci- que je ne puis reconnaître re quanto lo merita, e autant qu'elles le méritent e non null'almeno vi et je suis votre
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Suplico a volermi con- tinuare. Saro e sarò sempre, Signore con un pro- fondo rispetto. Vostro Dev. Piso. Je me voudrois toujours con- tinuer. Je suis et serais toujours Monsieur avec un pro- fond respect. Votre, etc.
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A. Beyda AOSTA
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Ce cahier de propre appartient à Petit Louis
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Cahier pour les Dictées, les Devoirs et les exercices de nomenclature à l'usage de Petit Louis-Eloi de Joseph Etienne écolier dans l'école communale des garçons de Phénes St Georges année scolaire 1883-1884.
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Dettatura delli 9 Novembre 1883. Poesia. Sempre alla scuola debbo venire; Studiare attento ed ubbidire; E nel lavoro essere destro; Far quello che dice il maestro. Per i compagni avere amore, Dei genitori esser l'onore, Ed fra lo studio e il diletto Ornar sempre l'intelletto. Compito. Volgete la precedente poesia in prosa. Io Debbo venir sempre alla scuola per studiarvi attentamente e per ubbidire ed anche per essere Destro nel lavoro. A scuola io Debbo far quello che dice il maestro, Debbo portare amore ai compagni e per l'onore Dei genitori miei e ornare sempre il mio intelletto collo studio e l'acquisto del sapere. Compito delli 9 Novembre 1883. Dite quali cose osservate nella scuola.
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Nella mia scuola io vedo: Il maestro, i condiscepoli, il crocifisso, il quadro del Poe, i banchi, le penne, i calamai, la tavola, i cappelli, i beretti, la sega, le finestre, la sedia, il seghetto, i libri, le regole, le matite, il secchio, le legne da ardere, il tavolino del maestro, la stufa, il cavalletto, il cartellone, la credenza, il quadro dei pesi e misure, metriche, la porta, la lavagna, l'armadio, i fiori del soffitto, la palumiera la scopa, la secchia, l'innaffiatoio, i polverini, il gesso, la spugna, il calendario scolastico. Dictée du 9 Novembre 1883. L'école, l'étude, lesavoir La scuola, lo studio, il sapere le devoir, les écoliers, les il dovere, gli scolari, le leçons, les exercices. lezioni, gli esercizi. Les devoirs des écoliers. I doveri degli scolari. L'intelligence des enfants. L'intelligenza dei fanciulli. Les livres des élèves. I libri degli scolari. Je préfère l'utile à l'a Io preferisco all'aggradevole gréable, la pauvreté aux la povertà alle injustices. Le maître pre- ingiustizie. Il maestro pu- fère les écoliers sages et la nisce gli scolari savi e la bonté aux écoliers volages, bontà agli scolari leggieri et negligents. e negligenti. Je serai bon et affable avec io sarò buono e affabile cogli les inférieurs, docile et poli inferiori, docile e pulito avec les supérieurs, obligeant coi superiori, cortese e et complaisant avec les compiacente cogli eguali égaux. gli eguali. Je serai constant dans io sarò costante nelle mes résolutions et exact mie risoluzioni ed esatto dans mes devoirs. nei miei doveri. Dite quali cose voi vedete nella campagna Nella campagna io vedo: I monti, i torrenti, gli alberi, le selve, i campi, i prati le case, i villaggi, i borghi, gli oratori, le cappelle la chiesa, dei mucchi, di pietre, le strade, i sentieri Dei valloni, delle paludi, dei boschetti, dei ruscelli, dei rigagnoli, le chiudende, i ponti, la riviera, dei pozzi, dei mulini, delle seghe, delle baracche, delle cascine.
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dei greggi, la neve, il ghiaccio, i muri, delle frame, i viaggiatori, i contadini, le contadine gli agricoltori, i pastori, i mulattieri. Dictée du 10 Novembre 1883. Usons de tout avec prudence. Adolphe jeune étourdi s'avisa un jour de cueillir de belles roses qui ornaient le jardins paternel: il le fit avec tant de préci- pitations que les épines, donc la tige du rosier était couverte lui entrèrent dans les doigts. Il en éprouva de vives douleurs. Pourquoi, demanda l'enfant à son père, ces roses si belles et d'un parfum si suave ont elles des épines si aiguës? - C'est peut être, répondit le père pour nous rappeler que les choses les plus admirables et les plus douces peuvent nous être funestes, si nous en usons d'une manière imprudente. Devoir. Recopiez d'abord tous les noms et ensuite tous les adjectifs qualificatifs compris dans la dictée precedente. 1. Noms: Prudence, Adolphe, étourdi, jour, roses, jardins, précipitation, épines, tige, rosier, doigts, douleurs, enfant, père, roses, parfum, épines, père, choses, manière. 2. Adjectifs: jeune, belles, paternel, couverte, vives belles, suave, aiguës, admirable, douces, funestes, imprudentes. Devoir du 11 Novembre 1883. Dites quels sont les travaux des champs qui vous plaisent le plus. Les travaux champêtres qui me plaisent le plus sont de faucher le foin; couper le blé; Faire le foin avec la faucille; Transporter du fumier; Piocher les champs la vigne; Trainer du bois avec le traineau; le couper; Ratteler le foin Le transporter à la maison; Faire des rigoles par les pres, les abreuver. Aller en pleine vendange.
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Balayer les feuilles par la campagne Planter des pinus par les prés, et tenir la charrue. Planter des pommes de terre. Devoir et traduction du 12 g-bre On doit défendre aux enfants les jeux trop bruyants. Les petits ruisseaux font les grandes rivières. Dieu a donné des plumes aux oiseaux, de la laine aux brebis, des fourrures aux bêtes sauvages. L'homme s'est composé des vêtements avec les plumes, les laines et les fourrures des animaux. Si devono difendere ai fanciulli i giuochi strepitosi. I piccoli ruscelli fanno i grandi fiumi. Dio ha dato delle piume agli uccelli, della lana alle pecore, della pelliccia alle bestie selvaggie. L'uomo si è composto dei vestimenti colle piume, le lane e le pelliccie degli animali. Autre traduction. 1. Celui qui donne aux pauvres place son argent dans le ciel. 2. Le chant du coq matinal appelle aux travaux champêtres les habitants des campagnes. 3. La santé de l'esprit et du corps est le fruit de la tempérance. Altra traduzione. 1. Colui che dà ai poveri colloca il suo denaro nel cielo. 2. Il canto del gallo mattinale chiama ai lavori campestri gli abitanti delle campagne. 3. La sanità dello spirito e del corpo è il frutto della temperanza. Altro compito sugli articoli. L'allievo sostituirà un articolo ai punti, e ciò farà nel ricopiare. L'insegnante proibisce... allievi... ciarle e... percosse. Iddio... suoi comandamenti difende... uomini... lavoro... ...domeniche,... scandalo,... omicidio,... furto. Iddio ha dato... animale... pelo... piante... foglie... uccelli... piume e... uomo... abiti per vestirsi... inverno succede... ...autunno e... autunno... estate.
Testo Originale Estratto
Correzione. L'insegnante proibisce agli allievi le ciarle e le percosse. Iddio nei suoi comandamenti difende agli uomini il lavoro le domeniche, lo scandalo, l'omicidio, il furto. Iddio ha dato agli animali il pelo, alle piante le foglie, agli uccelli le piume e all'uomo gli abiti per vestirsi. L'inverno succede all'autunno e l'autunno all'estate. Traduction du 12 Novembre 1883 1: Les rois sont inférieurs. 1: I re sono inferiori aux empereurs. 2: Les officiers agli imperatori. Gli ufficiali commandent aux soldats. comandano ai soldati. 3. Le maître donnera des Il maestro darà delle recompenses aux écoliers sages ricompense agli scolari et laborieux. 4. L'écolier saggi e laboriosi. Lo scolaro doit faire attentions aux deve fare attenzione alle explications du maître. spiegazioni del maestro. Devoir Lettre d'un élève à son père pour le solliciter de lui acheter un dictionnaire. A Rhêmes St Georges le 1 Novembre 1883. Mon cher père. A l'école le maître fait bien souvent écrire sous dictée en français et en italien et me donne aussi bien des traductions à faire parcit il me laisse le moyen qu'il le peut à ne rien faire. Comme vous le savez les dictées il faut les corriger très soigneusement surtout les jours de compositions, et dans les traductions soit de l'italien en français soit du français en italien il faut à tout bout de champ avoir recours au Dictionnaire français- italien et italien-français. Le maître me le prête bien quelques fois mais j'aimerai bien mieux en avoir un à moi pour l'user en toute liberté tant à la maison qu'à l'école. Ce dictionnaire ne me servirait pas seulement maintenant, mais on a l'occasion de s'en servir toute sa vie. Je vous prie donc instamment de vous imposer encore un sacrifice en ma faveur, je sais que vous avez à cœur mon instruction et il ne s'agit dans la demande que je vous fait, que de le vouloir, je suis donc certain que vous au rez la bonté de m'acheter ce livre. Je vous en serais reconnaissant.
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Exaucez, cher père, la prière de votre affectionné fils Louis. P.S. Je profite de cette occasion de vouloir encore m'acheter un cahier neuf pour le propre. Je le voudrais du prix de 50 centimes Votre. Traduction du 13 Novembre 1883 sur les adjectifs démonstratifs. 1. Cette cravatte me va bien. 1. Questa cravatta mi sta bene. 2. Ces habits te vont bien. 2. Codesti abiti ti vanno bene. 3. Ces campagnes sont très bien cultivées. 3. Quelle campagne sono benissimo coltivate. 4. Hilarion, prête moi ce livre. 4. Ilarione, presta mi codesto libro. 5. Eloi montre moi cette règle. 5. Eligio mostrami codesta riga. 6. Ce jardin (proche de qui parle et de qui écoute) m'appartient. 6. Questo giardino mi appartiene. 7. Cette ville (proche de qui écoute) est la patrie de Michel Ange. 7. Questa città è la patria di Michel Angelo. 8. Ces écoliers (éloignés de qui écoute et de qui parle) sont très laborieux et leur conduite ne laisse rien à désirer. 8. Questi scolari sono laboriosissimi e la loro condotta non lascia nulla a desiderare. 9. Cette écriture, ces caractères (proche de qui parle) me semblent ceux de votre fils René. 9. Questa scrittura questi caratteri mi sembrano quelli di vostra figlio Renato. Compito Scrivete tanti nomi d'uomo quante sono le lettere dell'alfabeto italiano. Lavori Ambrogio, Bernardo, Cirillo, Delfino, Eligio, Francesco, Gregorio, Marione, Luigi, Martino, Nicola, Olimpo, Pietro, Quirino, Renato, Serafino, Teodoro, Ulterico, Vittorio, Zaccaria. Altro compito Scrivete tanti nomi di città quante sono le lettere dell'alfabeto italiano. Aosta, Biella, Carmagnola, Domodossola, Eboli, Firenze, Genova, Haiti, Isernia, Larino, Maddaloni, Napoli, Oneglia, Palmanova, Rivoli, Sampierdarena, Torino.
Testo Originale Estratto
Udine, Vicenza, Zurigo. Dettatura del 13 Novembre 1883 Il lavoro unito al sapere fa si che l'uomo sia superiore agli animali irragionevoli. Ed il lavoro che gli fa divenire agiata la vita. Gli scioperati sono di peso alla società. Chi lavora fa il suo dovere, poi che è dovere di ogni uomo lavorare a beneficio suo e de' suoi simili. Traduction! Le travail uni au savoir fait de manière que l'homme est supérieur aux animaux irraisonnables. C'est le travail qui fait devenir la vie aisée. Les fainéants sont à charge à la société. Celui qui travaille fait son devoir car c'est un devoir pour tout homme de travailler à son profit et à celui de ses semblables. Dettatura del 14 Novembre 1883 St Remy St Georges. St Remy St Georges è il mio comune natale. La sua situazione trovasi al sud-ovest della città d'Aosta da cui è distante circa venticinque chilometri. Due altissimi monti separano questo comune all'ovest da Valsavaranche e al ponente da Valgrisenche e confina a mezzodì con St Remy St Georges e al nord con Morges. La sua lunghezza è di dieci chilometri in circa e la sua altitudine è di mille due cento trenta metri. La popolazione ne è di seicento cinquanta tre anime in circa. Nella parte inferiore del comune crescono molti alberi fruttiferi, tutti i cereali ed ortaggi salvo che il mais ed il riso. Gli uomini e le donne sono agricoltori laboriosi, e d'inverno parecchi an- dando a fare la loro campagna in Piemonte da spazza- cammini e da mercanti ambulanti. Compito dello stesso giorno Ricopiare i nomi comuni e poi i nomi propri compresi nella presente Dettatura Nomi comuni: Comune, situazione, città, chilometri, monte, comune, lunghezza, chilometri, altitudine, metri, popolazione, anime, parte, alberi, cereale, ortaggi, mais, riso, uomini, donne, agricoltori, inverno, campagna, spazza- cammini e mercanti.
Testo Originale Estratto
Devoir Dites quels adjectifs qualificatifs on a formé avec chacun des noms suivants Propreté, ponctualité, exactitude, correction, blancheur modestie, sévérité, honnêteté, économie, necessité soin, bonté, solidité, consolation, hauteur, longueur largeur, puissance. Travail. Propreté forme propre. Necessité forme nécessaire. Ponctualité forme ponctuelle. Soin forme soigneux. Exactitude forme exacte. Bonté forme bonne. Correction forme correcte. Solidité forme solide. Blancheur forme blanche. Consolation forme consolant. Modestie forme modeste. Hauteur forme haute. Sévérité forme sévère. Longueur forme longue. Honnêteté forme honnête. Largeur forme large. Economie forme économe. Puissance forme puissant. Devoir Trace de lettres. Jules qui a gravement offensé son père par ses désobéissances lui demande pardon et lui promet qu'à l'avenir il se fera un devoir sacré de lui obéir toujours promptement de manière que, autant il a été chagriné par le passé, autant il sera consolé désormais. désormais. À Bohèmes Saint Georges le 14 Novembre 1883. Mon très cher père, J'ai eu la faiblesse de vous offenser gravement par mes désobéissances, surtout par celles de hier, lorsque j'ai voulu m'échapper de la maison malgré vos défenses. Je vous en demande sincèrement pardon et je vous promets qu'à l'avenir je me ferai un devoir de vous obéir promp- tement de manière que, autant vous avez été chagriné par le passé, autant vous serez consolé désormais. Je vous demande pardon. Votre tout dévoué fils, Petit Louis. Lettera tradotta dal francese. Mio caro amico, Io ti scrivo questa lettera per participarti le mie notizie
Testo Originale Estratto
I ho finito ieri il mio servizio e io mi trovo ora in casa io ho ritrovato mia madre in buona sanità Tu non puoi comprendere quanta gioia ella abbia prova- to rivedendomi di ritorno a casa. La mia gioia non era minore. Nella mia lontananza dalla mia cara mamma io devo dirtelo io pensava spesso a lei, io mi votava soventissimo colla mente prepo di lei. Io mi figurava bene sovente di essere con lei e di tenerle compagnia io ho però quantunque lontano da lei lavorato per lei che io le ho portato ora un buon salarij. il quale l'aiuta a sopportare le spese della casa. io mi porto benissimo e mi trovo contento. A rivederli Io sono tuo devotissimo Luigi Petit. Dictée du 17 Novembre 1883. Un bon petit cœur. Le petit Paul, le visage tout attristé vint un jour trouver sa mère dans sa chambre « Maman, lui dit il, il y a dans la cuisine un petit ramonneur, que vous avez fait appeler. pour nettoyer nos cheminées. Il est bien malheureux, je vous assure. Ses vêtements sont tout usés, sa chemise en lambeaux couvre à peine sa poitrine. Il a les pieds nus dans des souliers troués. « Ne permettez-vous de lui faire cadeau d'une de mes chemises et de la choisir aussi neuve que possible afin qu'elle dure plus longtemps. « Si vous le voulez bien, je lui offrirai une paire de bas de laine qui lui seront également très utiles. Enfin parmi mes souliers j'en ai qui bien que n'étant plus tout à fait neufs, vaudront beaucoup mieux que ces misérables chaussures. Consentez à ce que je les abandonnes. La mère attira son fils dans ses bras et le couvrant de baisers. « Oui, dit mon enfant, lui dit elle, je consens de bon cœur à la demande que tu m'adresses et je suis sûre que Dieu te bénira Il aime et comble de ses bénédictions ceux qui soulagent les malheureux. Dettatura del 27 Novembre 1883. Iddio. Iddio è uno spirito eterno onnipotente, immenso e infinito.
Testo Originale Estratto
Dio è uno spirito perché non si vede, non si tocca, non avendo parte corporea. Dio è eterno perché è senza principio e senza fine. Dio è onnipotente perché può fare tutto quello che vuole, avendo creato il cielo e la terra e quanto essi contengono. Dio è immenso perché egli è presente in ogni luogo. Dio è infinito perché le sue qualità sono senza limite, cioè senza fine. Dio sa tutto quel che io penso, tutto quel che io so e dico, tanto nella oscurità che nell'inspien mezzogiorno. Alla mia morte Dio che tiene conto di tutto mi ricompenserà ogni punisia secondo che io avrò operato bene o male. Compito del 30 novembre 1885 Tema: Nominate le principali parti del corpo umano. Le principali parti del corpo umano sono: La testa, i capelli, gli orecchi, gli occhi, la fronte, il naso, la bocca, il mento, le guancie, i denti, la lingua, il palato, il collo, le spalle, i bracci, il pugno, i gomiti, le mani, le dita, le unghie, lo stomaco, il petto, la schiena, il ventre, le gambe, i piedi, i talloni, i piedi, i diti, le unghie. Dettatura del 30 Novembre 1885. I vestimenti dell'uomo. L'uomo ha ancora bisogno di vestimenti a fine di difendere il suo corpo dal freddo, dal vento, dalla pioggia. I principali vestimenti dell'uomo sono: la camicia, i pantaloni, le mutande, il panciotto, l'abito, il cappello, il berretto, il caschet- to, le calze, la cravatta, il moccichino, gli stivali, gli zoccoli, le scarpe, la cintura, le millene, i guanti. La camicia ha il collo, le maniche e i polsini, lo spara, il punto scritto. L'abito ha il collaretto, le maniche, i bottoni, gli occhielli. I pantaloni hanno la sera, le bretelle, lo spardolo, i cammoni. Composizione Recate un esempio col quale dimostriate la verità del proverbio. Presto e bene raro avviene. Svolgimento. Vittorio è un mio compagno
Testo Originale Estratto
gli aranci e le palme di San Remo ecc. Il pepe ci viene dall’India; la cannella dalla China e dall’America; il garofano dalle isole Moluche nell’Oceania; il sughero nasce nella Sardegna. La can- na da zucchero, il carubo, l’albero del cotone si coltivano in Sicilia; la cultura del baco da seta del tabacco è molto sparsa in tutta l’Italia. Il miglior caffè viene dalla città di Mocha nell’Arabia. garofano, isole, sughero, canna carubo, albero cotone, baco, seta, tabacco, caffè, città. Oceania, Sardegna, Sicilia, Italia Mocha, Arabia. Compito Lo scolaro classificherà i nomi compresi nella precedente dettatura secondo che sono comuni o propri. Scrivete per ordine alfabeto i principali nomi di famiglia de Rèhemes St Georges. Anselmet, Barnay, Blanchet, Berthod, Copard, Courtain D.C. Lavre, Ferrod, G.H. Junin, L. Martin, Lygot, Pariset, Pellissier, Petit, Raymond, Therisod & Gautier. Nomi comuni: Prodotti, regola, le patate, vino, castagne, canapa, gruviera, valle, meliga, riso, olio oliva, limone, provincia, arance, palme, pepe, cannella Nomi propri: Aosta, Piemonte, Lom- bardia, Brescia, Voghiera Lucca, Genova, Salò Brescia, San Remo India, China, Moluche Dite quali sono le otto più belle città d’Italia. Risposta: Le otto più belle città d’Italia sono Torino, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Firenze, Roma, e Venezia. Dite ancora quali sono le più grandi e più popolose città d’Italia.
Testo Originale Estratto
Risposta: le più grandi e più popolose città d'Italia sono: Napoli con 448.000 mille abitanti; Roma con 441.000 mille abitanti; Milano con 201.000 abitanti; Palermo con 219.000 abitanti; Torino con 219.000 abitanti; Firenze con 104.000 abitanti; Genova con 130.000 mille abitanti e Bologna con 130.000 mille abitanti. Preponete un conveniente articolo determinativo ai seguenti nomi: Campo, frutto, temperino, casa, barca, soldato, madre, fragole, primavera, cavallo, montagna, prati, fiori, fanciullo, rondine, biade, grano, specchio, schioppo, scudo, uomini, più, studi, scolari. Nomi preceduti dall'articolo. Il campo, il frutto, il temperino, la casa, la barca, il soldato, la madre, le fragole, la primavera, il cavallo, le montagne, i prati, i fiori, il fanciullo, la rondine, le biade, il grano, lo specchio, lo schioppo, lo scudo, gli uomini, gli più, lo studio, gli scolari. Poésie du 6 Décembre 1883. Si vous négligez dans votre adolescence, D'acquérir la sagesse et la science, L'incant vous arriverez à l'âge mûr, D'avoir perdu des biens aussi solides. Vous vous repentez il est bien sûr Mais alors les trouvez à mains vives, Si quand vous pouviez vous ne vouliez pas, Lorsque vous le voulez vous ne pouvez pas. Rendete di genere femminile i seguenti nomi di genere maschile. Maestro, giardiniere, contadino, albergatore, ripetitore, im- paratore, conte, signore, padrone, servo, duca, suonatore, uomo, fratello, scolaro, fanciullo, direttore. Nomi resi di genere femminile. Maestra, giardiniera, contadina, albergatrice, regina, pittrice, imperatrice, contessa, signorina, padrona, serva, duchessa, suonatrice, donna, sorella, scolara, fanciulla, direttrice.
Testo Originale Estratto
Altro compito Date un conveniente soggetto ai seguenti verbi, formandone brevi proposizioni. Abbrustolisce, abbrucia, abbaia, rischiara, mugge, scivola, striscia, vola, corre, salta, morde, vegetano, scrivono, parlano, leggono, insegna, lavora, risplendono, belano. Preposizioni Il cavallo nitrisce, il fuoco abbrucia, la cagna abbaia, il fuoco rischiara, il vento mugge, lo acque dotno, il serpente striscia, l'uccello vola. L'uomo corre, l'agnella salta, le piante vegetano gli uomini scrivono, gli scolari leggono, il maestro insegna, il contadino lavora, la mosca morde, le stelle risplendono, le pecore belano. Esercizio di geografia. Dites quels sont les quatres points cardinaux et donnez en la definition. Dites encore quels sont les quatres points intermediaires aux points cardinaux. Réponse: Les quatres points cardinaux sont, Le levant, le couchant, le midi et le nord. On les appelle encore l'est, le sud, l'ouest, le nord et à la place de levant, on dit encore orient et au lieu de couchant on dit encore occident. Le levant est le coté où le soleil se lève; Midi où le soleil est à midi; Le couchant est le coté où le so- leil se couche, et le nord ou septentrion, est le coté opposé au midi. Le point intermédiaire entre le levant et le midi s'appelle sud-est. Le point intermédiaire entre le midi et le couchant s'appelle sud-ouest. Le point entre couchant et le nord s'appelle nord-est et le point intermédiaire entre le nord et le levant s'appelle nord-est. Ricuverare dalli seguenti nomi di città provincie, regno quello degli abitanti. Aosta, Bergamo, Brescia, Francia, Genova, Italia, Inghilterra, Milano, Napoli, Novara, Palermo, Roma, Sardegna, Svizzera, Germania, Toscana.
Testo Originale Estratto
Sicilia, Torino, Spagna, Prussia, Turchia Portogallo, Savoia, Palermo, Parigi, Europa Austria, Lombardia, Olanda, Parma Lavoro Nomi di città o provincia. Nomi dell'abitanti. Aosta Un Aostano Bergamo Un Bergamasco Brescia Un Bresciano Francia Un Francese Genova Un Genovese Italia Un Italiano Inghilterra Un Inglese Milano Un Milanese Napoli Un Napolitano Novara Un Novarese Padova Un Padovano Roma Un Romano Sardegna Un Sardo Sicilia Un Siciliano Torino Un Torinese Corseapone Un Toscano Venezia Un Veneziano Spagna Una Spagnuola Svizzera Un Svizzero Germania Un Tedesco Prussia Un Prussiano Turchia Un Turco Portogallo Un Portoghese Savoia Un Savoiardo Palermo Un Palermitano Parigi Un Parigino Europa Un Europeo Austria Un Austriano Lombardia Un Lombardo Olanda Un Olandese Parma Un Parmigiano Piemonte Un Piemontese America Un Americano Africa Un Africano
Testo Originale Estratto
Trovare i nomi di significato contrario ai seguenti. A Abbondanza, addizione, allegrezza, ricompensa, guadagno, perdono, pace, figlio, passato, silenzio, scienza, sanità. Contrario. Carestia, sottrazione, tristezza, punizione, vendetta, guerra, figlia, avvenire, chiasso, ignoranza, perdita, malattia. Devoir du 7 Décembre 1883. I. Écrivez vingt noms de profession ou de métier que vous traduirez ensuite en italien. II. Donnez la définition des noms suivants: Propriétaire, Usufruitier, ménagère, agriculteur ou laboureur, paysans, bailleur ou loueur, locataire ou preneur, fermier, métayer ou copartenaire, facteur, biens, fonds ou immeubles, mobilier, propriété, usufruit, maison, ferme, métairie, chalet, villa, bail à loyer, bail à ferme, instrument aratoire. Travail Lavoro. Propriétaire: Celui qui a des propriétés des maisons, ou autres en sa possession. Usufruitier: Celui qui a la jouissance de choses dont un autre a la propriété. Ménagère: Femme qui a le soin du ménage. Agriculteur, laboureur: Celui qui cultive la terre. Paysans: Homme de village ou de la campagne qui travaillent encore la terre. Bailleur, loueur: Celui qui donne des biens des maisons a louages. Locataire, preneur: Celui qui paye des maisons à louage, chambres et appartements. Fermier: Celui qui tient une ferme à louer. Possedante, proprietario: Chi ha podere, case e altro in proprietà. Usufruttuario: Colui che ha il godimento delle cose di cui un altro ha la proprietà. Massaia: Donna che ha la cura della masserizia. Agricoltore: contadino. Colui che coltiva la terra. Contadino: Uomo del contado che coltiva ancora la terra. Affittatore, affittante: Chi dà stabili terreni in affitto. Fittaiuolo: Colui che piglia case a louage, camere e appartamenti. Affittaiuolo: Colui che tiene una masseria in affitto.
Testo Originale Estratto
Bien, fonds immeuble. Propriété Le ou édifice, comme champs, maisons, etc. Ménager: Fermier qui rend au propriétaire une partie des récoltes des meubles loués ordinairement la moitié. Caducité: Agent employé, préposé à l'administration et à la comptabilité d'une ferme. Mobilier: Ensemble des meubles d'une maison ou d'un appartement. Propriété: Pièce de terre. Usufruit: Jouissance d'une chose contenu en autre à la propriété. Maison: Bâtiment servant d'habitation où l'on demeure. Ferme: Maison de campagne habitée par des gens qui la cultivent. Stabile immobile: Podere o edificio come campi, pascoli, ecc. Massaria: Il fittaiuolo che rende al proprietario una parte dei raccolti degli stabili o fitato per solito la metà. Stallone: Agente impiegato preposto all'amministrazione e alla contabilità d'una masseria. Mobilia: Insieme dei mobili d'una casa e d'un appartamento. Podere: Pezzo di terra. Usufructo: Godimento d'una cosa, in altro tra la proprietà. Casa: Bastimento servente d'abitazione ove si abita. Masseria: Casa di campagna abitata da gente che la coltiva. Métayrie: Ferme dont le preneur paye le loyer avec la moitié des récoltes. Chalet: Maison isolée où l'on tient du bétail pour en travailler le lait. Villa: Maison de plaisance avec des propriétés ou nouveaux environs d'une ville. Bail à loyer: C'est le louage des meubles d'une maison. Bail à ferme: Louage des immeubles ruraux tels que prés, champs, etc. Instruments aratoires: Instrument servant à la culture de campagne. Masseria: Masseria il cui affittaiuolo paga la metà dei raccolti. Cascina: Casa isolata dove si tiene il bestiame per lavorare il latte. Villa: Casa di piacenza con proprietà o nome intorno d'una città. Locazione: È la pigione dei mobili d'una casa. Locazione: È quella degli immobili rurali come prati, campi ecc. Istrumenti aratori: Istrumenti atto di coltivare la campagna. Lettre. Demander à un condisciple qu'il vous prête une carte géographique d'Italie.
Testo Originale Estratto
St Georges le 10 Jolie 1883. Mon cher Condisciple. Me tenant certain de ta bienveillance à mon égard Je me permets de te demander un nouveau plaisir. C'est que tu veuilles bien me prêter pendant deux ou trois jours une carte géographique que tu as. Sois assuré que j'en prendrai tous les soins possibles. Et lorsque je serai à même de te rendre quelques services je le ferai très volontiers parce que je me trouve heureux De pouvoir me rendre utile à mes compagnons surtout. Je finis ma lettre en te saluant d'un fort baiser mon Cœur. Ton tout dévoué condisciple Petit Louis Chermes - du 11 Decembre 1883 Je me lave fréquemment je me lave fréquemment le visage, le cou, les oreilles, les mains, les pieds. La propreté du visage des oreilles, du cou, des mains, des doigts, des ongles, des pieds des cheveux et le trouble corps est très nécessaire à la santé L'instruction est à l'esprit ce que la nourriture est au corps. Le maître se plaît les écoliers laborieux. Dieu est dans le ciel, sur la terre dans les plantes, dans les an maux et en nous. delle orecchie, del collo, le mani e ditti, i piedi, unghie dei piedi dei capelli, e del tutto il corpo è necessario alla sanità. L'instruzione è allo spirito quello che la nourriture è ial corpo, Il maestro si piace coeli scolari laboriosi. Dio è nel cielo, sulla terra nelle piante, negli animali e in noi. Compito (p. 12 n°12) Fingete che vi siate l'ultima pri mavera passato la metà del tempo al servizio d'un ricco possidente, quale domestico, e che vi trovate ora nell'ur gente necessità di chiedere un acconto al padrone, per far fronte alle spese di casa. Il padrone consente e vi dà l'acconto richiesto e di S. V. Tocca a voi fargli la ricevuta.
Testo Originale Estratto
Io solto scritto Petit Luigi del vivente Stefane Giuseppe Domiciliato in Rehemes St Georges Eischiare e l'aver ricevuto del Signor Martin Sulpizio fu... ello stesso comune ove proprietario la somma di lire quindici (15) per acconto del mio dipendio di domestio Curante l'anno corrente 1883. In fede a Rehemes St Georges il 12 decembre 1883. Petit Luigi Traduction de la lettre du 13 Oct 1883. Domandate ad un condiscipolo che vi presti una carta di geografia d'Italia. A Rehemes Saint Georges 13 10br 1883. Mio carissimo amico Tenendomi certo della tua benevolenza al mio riguardo io mi permetto di domandarti un nuovo piacere. Cie è che tu voglia bene prestarmi i due o tre giorni una Carta geografia che tu hai. Se è certo che mi è caro tutte le pure possibile. Caliorché io sarò in grado di renire qualche servizio lo farò volontarissimo perché io mi trovo felice di poter rendermi utile a miei compagni soprattutto. Io finisco la mia lettera in salutandoti dal fondo del mio cuore. Il tuo letto Devote condiscepolo Petit Luigi Dictée du 10 Décembre 1883. Portrait d'une bonne vache et du cochon pour l'engraissement. La bonté des vaches ne dépend pas en général de leur bel aspect. Les plus belles ne sont pas toujours les plus gracieuses. Les bonnes vaches sont ordinairement maigres et malfaites, elles ont les os minces, la peau douce, pliantes, et détachées, les poils fins, les veines des mamelles grosses, prolongées sous les ventres et tortueuses; la tête petite et allongée, les yeux vifs, le cou long et mince, les cornes fines, horizontales à la base, la queue fine, mince et longue; les jambes courtes et fines, les reins larges et les mamelles développées pourvues de sans chairs en dehors.
Testo Originale Estratto
Les bons cochons pour l'engraissement sont plutôt longs avec les crins rares et fins, la peau pas trop épaisse les oreilles plutôt longs, et l'ossature plutôt grosse. Nomenclature des parties d'une bovine. Les parties extérieures d'une bête bovine portant les noms suivants: 1 Le front 2 la ganache 3 le cou, 4 la poitrine. 5 le fanon 6 le garrot, 7 les épaules, 8 les jambes 9 l'avant jambes 10 les genoux 11 les canons 12 le paturon; 13 la couronné, 14 les ongles 15 le dos 16 le flanc; 17 le ventre 18 la croupe, 19 la hanche, 20 les écuries, 21 la cuisse 22 les jarrets. Devoir L'élève recopiera les adjectifs contenus dans la dictée du 15 Décembre 1883. Bonnes, bel, belles, productions, bonnes, maigres, mal faites minces, douces, pliantes, détachées, fins, grosses. prolongés, tortueux, petits, allongés vifs, longs, horizontales, finis, minces, longues, courtes, fins, larges, larges, enveloppées Bons, longs, rares, fins, épaisses, longues, grosses. Compito Correggete gli errori che troverete agli aggettivi qualificativi compresi nella proposizione seguenti. Gli scolari indifferenti sono d'ordinario negligenti. La mia lezione è difficile, la tua è più facile. L'acciaio è lucente e duro: i metalli sono fatti dure e lucenti. Quelle operaie sono docile, laboriose e felici. Vi sono negli animali domestici diverse razze. Le vacche appartengono alla razza bovina. Le capre alla razza caprina; le pecore alla razza ovina; gli asini alla asina; i catti i muli alla equina e i maiali alla suina. Lavori corretti. Gli scolari indifferenti sono d'ordinario negligenti. La mia lezione è difficile, la tua è più facile. L'acciaio è lucente e duro: i metalli sono duri e lucenti. Quelle operaie sono stimate dalla loro padrona, perché elle sono docili, laboriose e felici.
Testo Originale Estratto
Vi sono negli animali domestici diverse razze, le vacche appartengono alla razza bovina, le capre appartengono alla razza caprina; le pecore alla razza ovina; gli asini alla asina; i cavalli i muli alla razza equina e i maiali alla razza suina. Dettatura del 18, 10th 1885. L'uomo. L'uomo è la più bella creatura di Dio sulla terra. L'uomo ha la ragione ma gli animali non l'hanno. Egli parla, sa significare i suoi pensieri colla parola. Egli sa quello che è bene quello che è male. Egli studia e impara. Egli sa fare tante belle cose. L'uomo sta ritto su due piedi; tiene alta la fronte; e guarda il cielo. Egli è composto di anima e di corpo. L'uomo colle mani fa tutto; gli fabbrica le case; fa le vesti, costruisce tutti gli strumenti per i suoi bisogni. doma le bestie; dirige il corso delle acque; riempie le valli; fora le montagne. tutto supera, vince e assoggetta al suo potere per suo servizio. L'uomo sa di essere creato da Dio. Perciò lo adora e lo prega. Opera bene per meritare i benefici di lui. Quando l'uomo muore il suo corpo vien seppellito in terra nel Campo Santo; Ma l'anima è immortale. Essa torna a Dio con cui vive un'altra vita più bella più lieta. Compito. Date una obbligazione colla quale vi dichiarate Debitore della somma di due so per un mucchio di fieno. O di 10 so voi comperato dal Sign. Berthot Giulio la qual somma voi vi pagate alla fine del mese di aprile primo venturo: Io sotto scritto Petit Luigi del vivente Giuseppe Stefani, domiciliato a Rehemes Saint Georges mi dichiaro Debitore verso il Sign. Berthot Giulio del fu Sebastiano la somma di due cinquanta per un mucchio di fieno da me comperato con obligo dello stesso Berthot Giulio di transportarmelo al mio fenile, la qual somma prometto di pagargli alla fine di aprile prossimo cioè nell'anno 1883.
Testo Originale Estratto
In fede a Rhêmes S. P. Luigi del 1885. Petit Louis Debitore (firmato Jean Diderot Restituire) Les communes de la vallie D'Aoste. Aoste, Allain, Antey, St André, Antey de la Madeleine, Arnas, Arvier, Avise Bionaz, Brissogne, Brusson, Challant, Champdepraz, Champorcher, Charvensod, Châtillon, Cogne, Courmayeur, Donnas, Doues Emarèse, Etroubles, Fénis, Fontainemore, Gignod Gressan, Gressoney la Trinité, Gressoney St Jean Introd, Issime, Jovençan, La Salle, La Thuile, Lillianes, Mondjovet, Morgex, Nus Ollomont, Oyace, Perloz, Pollein, Pontboset Pontey, Pré St Martin, Pré St Didier Quart, Rhêmes St Pierre, Rhêmes St Georges Roisan, Sarre, St Christophe, St Denis, St Marcel, St Nicolas, St Oyen, St Pierre. Saint Pierre, St Vincent, Courmayeur, Valgrisenche, Valsavarenche, Valpelline, Valtour- nanche, Verrayes, Verrès, Villeneuve. Compito grammaticale. Sostituire i convenienti aggettivi indicativi ai tre puntini che trovansi nelle seguenti proposizioni. Questo cappello che non ti sta bene, prendi invece quello che ti do. Guarda Luigi, mia cravatta essa mi stata regalata da quel signore che tu vedi laggiù. Tutti gli animali che pascolano lassù per il pendio della montagna. Questo cappello che non ti sta bene, prendi invece questo che ti do. Guarda Luigi, questa cravatta essa mi è stata regalata da quel signore che tu vedi laggiù. Tutti quegli animali che pascolano lassù per il pendio della montagna. Compito Dite quali sono le diverse parti di una casa. Le diverse parti di una casa sono la cucina, la camera,
Testo Originale Estratto
le stanze, la cantina, il celliere, la soffitta, il tetto la galleria, il cortile, il forno, il granaio, la legnaia, la rimessa, le scale ecc. Gli appartamenti si trovano o sotterra o al pian terreno o al primo piano, o al secondo, o al terzo. Le case e gli appartamenti hanno delle finestre con le inferriate, le invetriate e le imposte; e delle porte con la toppa, le chiave, il saliscendi e i gangheri. Nella cucina vi ha ancora il focolare dove si fa il fuoco e il cammino, con la cappa, la gola e il fumaiolo per dove esce il fumo. Le scale (escaliers) hanno i gradini (degrés) le branche (rampes) i pianerottoli (paliers) la ringhiera (garde-fou) ✓ Altro esercizio di nomenclatura. Nominate in francese e in italiano i mobili e gli utensili della cucina. Les marmites, le marmitte. Les cuillères, le cucchiai. Les pots à feu, le pentole. Les ecavelles, le scodelle. Les poêles, le padelle. Les cuillères à pot, i romaioli. Les poêlons, i padellini. Les fourchettes, le forchette. Les plats. I piatti Les assiettes. i tondi. Les couteaux. i coltelli. Les plateaux. i vassoi. Les terrines. le zuppiere Les chaudrons. i paioli Les seaux. i secchi. Les bidons. i bidoni. Les casseroles. le casseruole. Les trépieds. i trepiedi. Les tamis. gli stacci. Les écumoires. le schiumarole. La râpe. la grattugia Les cruches. le mezze. La crémaillère. la catenaccia (fuoco) La poivrière. la peparola. Les nappes. i mantili. Les serviettes. i tovaglioli. Le saloir. Il bondolo (o) il sale. La table. la tavola. Des chaises. le sedie. Le buffet. la credenza. L'étagère. la scansia. Les coffres. i cofani. Les bouteilles. le bottiglie. Les verres. i bicchieri. Le mortier. il mortaio. Le pilon. il pestello. Le soufflet. il soffietto. Le rouleau. il mattone. La palette. la paletta. Les pinceaux. le pinzette. Les paniers. i panieri. Les corbeilles. le ceste. Les tabourets. gli sgabelli. Le taille-pain. il taglia-pane.
Testo Originale Estratto
Esercizio grammaticale Copia i seguenti nomi premettendo loro conveniente aggettivi possessivi. I Carro vetturale, carrettiere, mulattiere, asinaio, capraio pecoraio, vaccaio, pastore. II Mula, vacca, manza, capra, pecora, gallina. III. Muli, buoi, manzi, montoni, becchi, galli. IV. Ceste, gerle, pialle, carriuola, slitta, barelle. V. Scure, accetta, pialla, suichelli, trivella, menarola, scarpello, seghe, arcolaio, tanaglie, filaio. I Il mio carro, il tuo vetturale, il suo carrettiere, il nostro mulattiere, il loro asinaio, il loro capraio, il suo pecoraio, il suo vaccaio, il mio pastore. II La mia mula, la tua vacca, La mia manza, la sua capra, la nostra pecora, la vostra gallina. III I miei muli, i tuoi buoi, i suoi montoni, i nostri becchi, i suoi galli. IV. Le mie ceste, le tue gerle, le tue pialle, le sue carriuole, le mie slitte, le sue barelle. V. Le mie scure, la tua accetta, la mia pialla, le tue suichelli, il mio trivello, la loro menarola, il mio scarpello, le sue seghe, il mio arcolaio, le tue tanaglie. Devoir Traduction du 21 Décembre 1884 Sur les adjectifs interrogatifs. I. Je dois savoir en quelle année on quel mois et en quel jour je suis né, afin qu'en cas d'inter- rogation je sache répondre combien d'années j'ai. Combien de plumes et combien de livres avez-vous? J'ai tant de plumes et tant de livres que sans les compter je ne saurais vous le dire. Beaucoup d'écoliers sont moins instruits que beaucoup d'écoliers. I. Io debbo sapere in quell'an- no, in qual mese e in qual giorno io sono nato affinché in caso di interrogazione io sappia rispondere quanti anni ho. Quanti penne e quanti libri avete voi? Io ho tante penne e tanti libri che senza contarli io non saprei dirvelo. Molti scolari sono meno istruiti che molte scolare.
Testo Originale Estratto
Traduction de la dictée précédente Vasi e mobili della cantina I principali vasi e mobili della cantina sono le botti e tini; barili e barilotti; gli imbuti; gli imblugli; il vino; la pecora; la brenta; la secchia; le bottiglie; i fiaschi; i bicchieri; le bigonze; le damigiane; le caldaie; i panieri; il torchiò; il lambiccò; il maglio; lo scaffale; il pigiatoio. Le botti e i tini posano sopra la calandra e le doghe. Le botti hanno i cerchi, i coperchimi, il zipolò, il tappo o zaffo, la cannella e la chiavetta; il mezule. Tartaro è la crosta formata dal vino alle pareti interne delle botti. Feccia è la parte più grossa del vino che va al fondo della botte. Les chante-pleurs, les entonnoirs à tonneaux, les brentes, les seaux, les bouteilles, les flacons, les verres, les baquets, les dames-jeannes, les chaudières, les paniers, le pressoir, l'alambic, le maillet, le rayon, le fouloir. Les tonneaux et les cuves se posent sur le chantier, et sont formés de douves. Les tonneaux ont les cercles, les bondons, le tampon, les bouchons, la cannelle avec la broche, la barre. Tartre est la croûte formée du vin aux parois intérieures des tonneaux. La lie est la partie la plus grossière du vin qui va au fond des tonneaux. Mettre un tonneau en perce. Signifie lui adapter une cannelle avec sa broche pour pouvoir plus facilement en tirer du vin. Bonder ou tamponner un tonneau c'est lui mettre un bondon ou un tampon, bombuger un tonneau ou un autre vase en bois c'est lui mettre de l'eau pour l'imbiber afin que les douves se serrent d'avantage et qu'il ne fuie pas. Dictée du 7 Décembre 1883. Vases et meubles de la cave. Les principaux vases et meubles de la cave sont les tonneaux, les cuves, les barils, les barillettes.
Testo Originale Estratto
Exercice de nomenclature. Dans le garde-meubles. Il y a: la charrue, les pelles, les tridents, les rateaux, la fourche, les brouettes, les civières, les leviers, les hottes, les paniers, les pioches, les haches, les hachettes, les serpets, les pics, la sape, les bêche-mottes, la faucille, la faux, les échelles, les maillets, les marteaux, la massue, les vents, les cribles, les traineaux, les charrettes, les balais, les rouets, les dévidoirs, les bobines, les tabourets, les travouels, Dictée du 29 Décembre 1883. Notre père et notre mère nous ont donnés l'existence et ont eu tous les soins imaginables de notre premières enfance, et maintenant encore ils nous nourrissent, nous habillent, nous enseignent, le travail nous font instruire et nous animent de l'amour le plus assidus et le plus sincère. Les enfants bien élevés sont reconnaissants envers leurs parents des soins incessants et des sacrifices pénibles dont ils ont été l'objet. Les bons enfants aiment honorent, respectent, assistent et obéissent à leurs parents; ils se plaisent d'être en leur compagnie et leur donnent toutes les satisfactions possibles et c'est bien ce qu'ils doivent faire. On trouve dans l'histoire des exemples admirables de l'amour et du dévouement des enfants envers leurs parents. En voici un: Lors de l'éruption du Vésuve arrivée l'an 79, sous l'empire de Titus, la ville de Naples courait un grand danger d'être ensevelie sous les laves. Cline le jeune avait sa mère vieille et infirme qui ne pouvait d'elle même se sauver. Que fait alors Pline le jeune? Plein d'amour et de respect pour sa mère, il la prend sur ses épaules, la transporte hors de la ville dans un lieu sûr et il ne l'abandonne jamais. Plusieurs fois ils furent couverts par les cendres du Vésuve, mais ils purent heureusement se sauver. Ainsi la piété filiale était par la Providence récompensée par le salut de la mère. Petit Louis L'or De Milli
Testo Originale Estratto
Exercice de langue sur les pronoms personnels. Traduction du français en italien. Mon cher père, je vous écris cette lettre pour vous annoncer que je continue à me porter bien et à penser à vous. Je dois vous le confesser: la pensée d'avoir encore mon père me console et m'encourage. J'ai écrit il y a quelques jours à ma sœur Justine pour lui recommander de m'envoyer une de ses filles en qualité de servante. J'espère d'en recevoir la réponse ces jours prochains. Je vous prierais de lui écrire vous aussi pour l'en persuader à votre tour. car elle vous écouterait ordinairement ment toujours et dites lui que ma nièce se trouvera mieux avec vous qu'avec elle, n'ayant autres choses à faire que la propreté de la chambre. Je vous salue et me déclare votre affectionné fils Louis. Mio caro padre: io vi scrivo questa lettera per annunciarvi che io continuo a portarmi bene e a pensare a voi. Io debbo confessarvelo: il mio pensiero d'aver ancora il mio padre mi consola e m'incoraggia. Io ho scritto sono qualche giorno alla mia sorella Giustina per raccomandarhle di mandarmi una delle sue figlie in qualità di serva. Io spero riceverò la risposta questi giorni primi venturi. Io vi pregherei di scriverle anche voi per persuaderla al vostro turno. che ella ascolta ordinariamente sempre e ditele che la mia nipote si troverà meglio con me che con lei non avendo altre cose da fare che la pulizia della stanza. io vi saluto e mi dichiaro vostro affezionato figlio Luigi. Lettre à un père pour le premier jour de l'an. Mon cher père, C'est aujourd'hui le premier jour de l'an. Il est de mon devoir de vous écrire aujourd'hui dès mon lever pour vous souhaiter une bonne année à vous. Vous savez combien je vous aime, vous savez par conséquent combien mes vœux sont sincères. Je prie Dieu chaque jour afin que vous soyez toujours heureux. Lettera a un padre per il primo giorno dell'anno. Mio caro padre, È oggi il primo giorno dell'anno. È mio dovere scrivervi oggi fin dal mio levarmi per augurarvi un buon anno. Voi sapete quanto io vi amo, voi sapete perciò quanto i miei voti sono sinceri. Io prego Dio ogni giorno affinché voi siate sempre felice.
Testo Originale Estratto
Le Seigneur exauce la prière des enfants laborieux et sages. C'est pourquoi je vous promets d'être de plus en plus obéissant et je vous assure d'être toujours plus obéissant au maître et aux autres supérieurs quel qu'ils soient. Je finis ma lettre en vous saluant du fond de mon cœur, Je suis votre très dévoué fils Petit Louis. Compito del 1 Gennaio 1884. Dite quali sono le principali regole dell'urbanità che uno scolaro deve osservare nella società? Date questa composizione in forma di lettera ad un compagno. Carissimo mio condiscepolo, Vedendoti con mio gran dispiacere che tu non ti com- porti molto bene non solocoi tuoi prima anche coi superiori e che tu non ti conduci in società secondo le regole della buona creanza mi è venuto oggi il pensiero di dirti da amico qualche cosa intorno alle principali regole dell'urbanità. Tu hai dunque da sapere che se tu desideri parere ed essere un fanciullo urbano e continuato tu devi mantenere sempre pulito ed nel tuo corpo o nel tuo veste e presentarti con gentilezza e cortesia a tutti quelli che tu incontri, salutandoli con buona maniera e massime coi superiori. Entrando in casa altrui tu devi farti annunzire e salutare prima i padroni e gli altri dopo e badare di non andare a sedere nei banchi più onorevoli prima d'essere invitato; e se ti ci arrivi allorché si è a mensa tu devi augurare. Il buon appetito non fissando gli occhi su quello che mangiano Quando ti avviene di star zittire di soffiarti il naso o di tossire tu devi volgerli dalla parte ove vi è meno gente. Tu hai da ricordarti che chi ride per ogni nonnulla o quando altri ti è stato mostra di essere leggiero e molto incivile e se abin cade in isbaglio non deve ridere e neppure mettere a correggere con arroganza ma farai vedere di non esserti accorto o vero correggere con prudenza e riservatezza. Tu non releverai i difetti allo anzicercerai di nasconderli ne farai vedere di sapere o di valere più degli altri che un provochio dice: Chi si loda s'imbroglia. Non è neppure bello mostrare colle dita le persone o le cose che si guardano e neppure è civile il parlare all'orecchio in compagnia o valersi di espressioni o di una favella che tutti
Testo Originale Estratto
gli astanti non comprendono e agli vien fatta di non aver inteso, e si dice: io non ho compreso quello che avete detto, e se si debba dire ad alcuno qualche parola in confidenza lo si tira in disparte per parlargli. Lo sbadigliare, lo stirar le braccia, il fare scricchiolare le dita, l'essere distratto o l'annoiarsi mentre altri parlano sono tali atti che l'urbanità condanna. Tu non devi contraffare con parole e con atti le difformità o incorrettezza altrui e se ti capita di dovere contradire ad alcuno tu lo farai con buona maniera, e non ti interrom- perai come si sia gli altri quando parlano. Ti direi ancora molte cose da dirti ma per non essere troppo lungo io finisco qui lasciando a te la cura di supplire a quello che io non ti ho detto e ti prego di pensare un pochino quanto sia bello il mostrarsi civile ogni dove e quanto la costanza contribuisca a farti amare e onorare. Ti gradirò dunque i miei poveri consigli e ricevi un bacio dal tuo devotissimo a Petit Luigi. Dites quels sont les principaux arbres qui croissent à Bohêmes St Georges. Réponse: Les principaux arbres qui croissent à Bohêmes St Georges sont: Les noyers, les pommiers, les pruniers, les mélèzes, les sa- pins, les trembles, les bouleaux, les vernes, les cerisiers, les hêtres, les alisiers, les chênes, les tilleuls, les peupliers, les alinanchers, les saules, les églantiers, les épines, les oriettes, les groseilliers, les genevriers, les sabines, les rhododendrons etc. Dictée du 8 janvier 1887. Des étoiles tombantes, des aurores boréales et des feux follets. Les étoiles tombantes sont des apparitions lumineuses qui se présentent comme des étoiles que parcourent avec une extrême vitesse, et avec une lumière l'azurée du ciel et puis disparaissent à l'instant. On croit que ce sont de véritables planètes, qui tournent autour du soleil et qui dans leurs courses précipitées rencontrent l'orbite terrestre, lesquelles s'allument par l'excitation de
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leur mouvement et par le frottement qu'elles subirent. Les aurores boréales, sont des lueurs d'une couleur rougeâtres qui apparaissent la nuit du côté du nord. Le ciel devient rouge comme du sang. C'est un effet produit par le soleil. Il ne faut pas croire les ignorants qui les prennent comme des signes de guerre et de calamités publiques. Les faux follets, sont de pâles petites flammes que l'on voit dans les lieux marécageux, dans les cimetières et là où il y a des substances en putréfaction. Ils proviennent d'un gaz qui s'allumerait au contact de l'air. Vous n'aviez en vous pas trop dans l'eau. Dettatura del 1 Gennaio 1884. La patria. Tranquillo sono io. Evviva l'Italia. Ma grande nazione. Del mio suolo natio. Le grande è vivente. Già sento l'amore. Vo' tutto mostrare. L'amore che sento. Col ben operare. Evviva l'Italia. Ciò che so fare, Per questa mia terra. Col senno e la mano, Vo' lieto alla guerra. L'arte di mostrare, Di venci anche cento. Che sono Italiani. Non temo il cimento. Evviva l'Italia. Evviva l'Italia. Se non è straniero, Morir ma pugnando. La guerra minaccia, Pel suolo natio. Allora mio guerriero, Il nome gridando. Ci mostra la faccia, D'Italia e di Dio. Evviva l'Italia. Evviva l'Italia. Tema di letto. Tema di lettera. Un tronçon d'une nolite via. Un pezzo di una strada si è or mal, veut de début il s'agit. ora rovinata, si tratta de faire construire dans le plus, dunque di fare costruire nel più bref délai un mur de soutene. breve tempo un muro di sostegno. ment et il faut que ce. Bisogna che questo. Travail soit fait par un. Lavoro sia fatto da un.
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maître maçon. Écrivez à un voisin pour le prier de proposer de se cotiser ensemble aux habi- tants des villages qui ont droit à ce chemin de se cotiser à fin de faire face à cette dépense. Priez qu'il profite de son influence pour faire approuver ce projet. Mon cher amis. Vous savez un tronçon de la route vicinale qui conduit à Verrogne vient de s'ébouler. Il s'agit donc de faire construire le plus vite que possible un mur de soutènement. et il faut que cet ouvrage soit fait par un maître maçon. Écrivez je vous prie à quelques voisins pour leur proposer de se cotiser ensemble des habitants qui ont part à fin de faire maestro muratore. Scrivete a un vicino per pregarlo di proporre agli abitanti di villaggi che hanno diritto a quella strada di quotizzarsi a fin di fare fronte a questa spesa. Pregatelo che approfitti della sua influenza per fare approvare quel progetto. Miei caro amici. Voi sapete che un pezzo della strada vicinale che conduce a Verrogne si è testè rovinato. Egli si tratta dunque di fare costruire il più presto possibile un muro di sostegno. e bisogna che questa opera sia fatta da un maestro muratore. Scrivete io vi prego a qualche vicino per proporre agli abitanti che hanno diritto a quella strada. face à cette dépense moins elle paraîtra lourde, & je vous prie en outre de faire une assemblée pour faire approuver à ce projet. Car chacun peut comprendre l'utilité de ce projet. Je vous salue et me dit votre tout dévoué serviteur P. L. a fine di fare fronte a quella spesa. meno ella parrà grave. Io vi prego in oltre di fare una assemblea per fare approvare questo progetto. Ché ciascuno può comprendere l'utilità di questo progetto. Io vi (prega) saluto e il mio amico vostro tutto devoto servitore. G. S. Esercizio di lingua. il 8 Gennaio 1884 Trovate un conveniente verbo attributivo ad ognuno dei seguenti nomi: formandone tante brevi proposizioni che ridurrate quindi al passivo. La stradina, il molinaro, i boscaioli, gli ingegneri, il lattaio, le cucitrici, i calzolai, i fabbri, gli arrotini, i carradore, le cuoche, i rigatieri, i macellai, i cardatori. Lavoro. La stradina sarà la biancheria. Il molinare macina i grani.
Testo Originale Estratto
L'orologiaio fa e vende e raconcia gli orologi. Gli ingegneri traciamo e dirigono i lavori di strade di fortificazioni. Il lattaio lavora la latta. Lo scultore fa le statue. I ciabattini raconcciano le ciabatte cioè le scarpe vecchie logore. I fabbri lavorano il ferro. Gli arrotini arrotano gli oggetti trincianti. I carradori fanno i carricci. Le cuoche fanno cuocere le vivande. I rigattieri rivendono i vestimenti e masserizie usate. I macellai uccidono le bestie. Lo scardassino scardassa la lana. Traduzione al passivo La biancheria viene stirata dalla stiratrice. I grani vengono macinati dal molinaro. Gli orologi vengono fatti venduti e raconciati dall'orologiaio. I lavori di fortificazioni e delle strade vengono traciate dagli ingegneri. La latta viene lavorata dal lattaio. Le statue sono fatte dallo scultore. Le ciabatte cioè le scarpe vecchie e logore vengono raconciate dai ciabattini. Il ferro è lavorato dai fabbri. Gli oggetti trincianti vengono arrotati dagli arrotini. I carri sono fatti dai carradori. Le vivande sono fatte e cucinate dalle cuoche. Le vestimenti e masserizie usate sono rivendute dai rigattieri. Le bestie vengono uccise dal macellaio. La lana è scardassata dallo scardassino. Parabola. Ora appelli parabola o recitiamo l'esposizione d'un fatto qui può annuiare. Le figuier stérile: Un homme avait un figuier dans sa vigne. et alla pour chercher les fruits mais il n'en trouva pas. Il dit au vigneron: "Voilà, il y a déjà trois ans que je viens pour cher- cher des fruits à ce figuier et je n'en trouve pas. Coupez-le donc." Le vigneron lui dit: "Monsieur, laissez-le encore cette année."
Testo Originale Estratto
il produira du fruit bien si non nous le couperons Dans cette parabole est figuré la sorte produit pas des fruits de bonnes œuvres. Dettatura del 10 Gennaio 1884. La donnola, l'ermellino, la martora, il tasso e la furetola sono animali selvaggi carnivori. La donnola è uno dei più piccoli carnivori. Il suo corpo allungato è superiormente bruno e inferiormente bianco. Egli vive nei mucchi di pietre e nei covi del terreno. Malgrado la sua piccolezza essa ha una grande avidità di sangue e un coraggio straordinario. L'ermellino ha la forma di una grossa donnola. Essa ha la pelle di un colore bruno e chiaro che viene d'inverno bianco. L'ermellino ha le stesse abitudini che la donnola. La martora ha il pelame giallo e una macchia bianca giallognola sul petto. Essa vive nei buchi nelle cavità degli alberi e si nutrisce di uccelli, di lepre, di insetti, di frutta. Il tasso ha un muso aguzzo e il corpo massiccio. Il suo pelame ispido è chiaro sulla parte superiore, bianco gialluccio che viene bianco puro sulla testa e la fronte bruno scuro nella parte inferiore, due strisce nere simili scendono sopra gli occhi e gli orecchi. La faina posando sul suolo tutta la larghezza dei suoi piedi e ha una borsa piena di un grasso giallastro di un odore fetido. Egli vive solitario nei boschi in fondo alle tane che vi sono e che hanno molti compartimenti. Egli dorme tutto il giorno ripiegato su se stesso, e solamente la notte è alla dona la sua abitazione per andare a cercare radici, frutta ecc. La faina è di un colore grigio bruno con il petto bianco. Il suo pelo è lungo e la sua coda è un po' più lunga della metà del suo corpo. La puzzola è di un colore nero bruno uniforme con una piccola lana gialla al piede del pelo. La pelliccia di questi animali sono ricercatissima e servono per doppiare e per ornare i vestimenti, ecc. Dictée du 10 janvier 1884. L'épargne et la prévoyance. Antoine avait quinze ans quand il perdit ses parents.
Testo Originale Estratto
Reste seul il se mit à courir par les hameaux et les villages portant sur ses épaules une balle ou caisse de fils d'aiguilles, d'épingles, de rubans, de ciseaux, et qu'il vendait aux ménagères pour gagner sa vie. Mais comme Antoine était sobre, amateur du travail et prévoyant il fut ainsi dans peu de temps mettre à cote de la somme nécessaire pour s'acheter une petite boutique et augmenter de beaucoup son commerce. Antoine put faire tout cela parce qu'il avait appris non seulement à lire à écrire et à calculer, mais encore à épargner et à prévoir. L'épargne consiste à régler ses dépenses de manière qu'il reste dans les mains un excédent libre dans les fonds à dépenser. La prévoyance consiste à voir et à juger par avance ce que doit arriver et à prendre les précautions nécessaires, pour arriver à son but. Les Métaux. Les métaux sont corps qui, una volta purificati, sono più formati, dure, preziosi, risplendenti, e capaci di ferro, tutti quali sono l'oro, l'argento, il ferro, il rame, il piombo, ecc. Racconto per imitazione. Luigino era un fanciullo e leggere imprudente che si faceva spesso molto male. La mamma gli raccomandava diverse volte di camminare sempre lentamente ma Luigina non ci badava. Un giorno dunque che si era recato alla camera a prendere qualche cosa urtò un piede a d'impigliare e si fece molto male. Un'altra volta entrando in una stalla e mentre camminava contro con precipitazione accadde che di un uomo subito per raccogliere non so che cosa che aveva lasciato cadere e diede della testa in una sedia e si fece molto male. Mentre che piangeva la mamma venne con lui e gli disse: "Se tu fossi ubbidiente ai miei comandi le tue mani te l'avresti fatto male." Dopo finita la preditorza
Testo Originale Estratto
Dettatura e traduzione del 18 Gennaio 1884. Le diverse parti di un albero. Gli alberi hanno delle radici, un tronco, dei rami, delle foglie, dei fiori e dei frutti. Il tronco comprende la corteccia, l'alburno, il legno, la midolla e i nodi. Le noci hanno il mallo, il guscio, l'epicarpo e l'anima. Le pesche, le ciliegie, hanno il nocciolo che contiene il seme il quale è anche buono a mangiare. Le pere, le mele, ecc. hanno in mezzo il torsolo che contiene i semi. La parte che si mangia dicesi la polpa; i fiori degli alberi, perciò, i filamenti che hanno i fiori chiamati pannocchie, le quali contengono il seme o frutto. Le fut du pins et bon à manger et s'appelle pignons. (Il frutto del pino è buono a mangiarsi e chiamasi pignone.) Les diverses parties d'un arbre. Les arbres ont des racines, un tronc, des branches, des feuilles, des fleurs et des fruits. Le tronc comprend l'écorce. L'aubier, le bois, la moelle, les nœuds. Les noix ont le brou, la coque, la pulpe et l'amande. Les pêches, les cerises, ont le noyau qui contient la semence ou l'amande, de laquelle est aussi bon à manger. Les poires, les pommes, etc. ont au milieu le trognon qui contient les pépins. La partie qui se mange est la pulpe. Les fleurs des arbres, c'est-à-dire, les filaments qui ont les fleurs appelées panicules, lesquelles contiennent la semence ou le fruit. Riconoscere i nomi concreti, astratti e collettivi nei seguenti esempi. Martello, rasoio, forbici, calce, freddo, stanchezza, esercito, compagnia, famiglia, scaldatore, filatrice, gruccio, economia, temperanza, scolaresca, società. Concretto | Astratto | Collettivo ------------------------------------ Martello | Rasoio | Esercito Forbici | Freddo | Compagnia Scaldatore | Stanchezza | Famiglia Filatrice | Economia | Scolaressca Gruccio | Temperanza | Società Composizione. Argomento: Dite dovessi voglio dire questa massima: 'Date il passo secondo la gamba' o, meglio, 'un esempio che faccia vedere come colui che non si attiene alla suddetta savia massima va solo incontro alla miseria'.
Testo Originale Estratto
Svolgimento. Questa mattina, fare il passo secondo la gamba vuol dire che bisogna misurarsi nelle spese, non farle più alte che le entrate. Farà tanti esempi che si vedono tutti i giorni di persone che perché non sanno mettere a una si trova massima mandano la loro casa in malora, come uno. Baldassare perdette i suoi genitori all'età di circa vent'anni. E siccome già nell'età vivente era un vero fannullone della prima qualità e ad un tempo un ghiottone avenne cosi che dopo la morte dei suoi non volle più lavorare né tenere da conto la roba e volendo però sempre mangiare allo stesso modo dovette contrattare debiti e poco a poco vendere il patrimonio lasciatogli dai genitori e vivere poi una vita di miseria ed umiliazioni. Se Baldassare avesse saputo per tempo darsi al lavoro e regolare le sue spese, non gli sarebbe toccata quella disgrazia e anzi avrebbe potuto vivere meglio e agiatamente in seno a molti più che ora sono ridotti in bisogno, e fare il passo secondo la gamba. Lettre à un ami St Philomès Saint Georges le 20 Janvier 1881. Mon cher ami, L'amitié la plus intime qui nous unis depuis longtemps me fait sentir bien vivement notre separation car elle m'empêche de pouvoir vous dire de vive voix l'attachement et l'estime que j'éprouve pour le meilleur des amis. C'est pourquoi je viens aujourd'hui par cette lettre vous dire ce que je ne puis autrement vous exprimer? Je m'en vais donc vous tracer quelques lignes pour vous faire un détail des nouvelles de la paroisse à un même temps vous faire savoir l'état de ma santé ainsi que de celle de ma famille. Laquelle pour le moment est très bonne comme j'espère que vous jouissiez du même avantage. Pour a présent je suis à l'école et je vous dis que selon ma capacité que j'apprend encore bien grace aux soins les plus assidus de notre maitre. Des votre depart il n'y pas grand chose de nouveau cette année je paie de récolte. Le pommes terres sont bien petites mais heureusement nous n'en avons pas encore trouvé des poivrons ni de maladies. Le blé a été médiocre de même que l'orge.
Testo Originale Estratto
L'avoine, le froment, le seigle. Le maïs est à trois francs et cinquante autres céréales j'en ignore le prix, mais je pense qu'il sera à proportion. Il n'est pas encore venu grand'chose de neige; il ne fait pas froid à proportion de la saison. Pour le moment je n'ai pas grand'chose autre à vous dire. Seulement j'ajoute que dans la paroisse il y a eu des enfants malades pour de la toux, mais à présent ils sont sains. Ainsi je finis la lettre en vous saluant du fond de mon cœur et je vous dis votre tout dévoué ami O. P. L. Dettatura del 18 Gennaio 1884. Alcuni consigli di Carl'Ambrogio. Un vecchio contadino per nome Carl'Ambrogio che aveva saputo in sua gioventù fare molte ricchezze mediante il lavoro, lo sparagno, l'ordine e acquistarne onore. mediante la sua onestà, su cui si sono attenuti dei fanciulli che venivano dalla scuola vedendo il rispetto ad accattato parte loro con. Pregate, fanciulli miei, fare tesoro del tempo che avete a vostra disposizione. Chi ha tempo non aspetti tempo: il tempo è un'ingiustizia al lavoro. Il vostro lavoro è al presente lo studio che vi studii acquista scienza: la scienza è ricchezza che niuno vi potra togliere. Sappiate obbedire ai vostri genitori e mettere in pratica il loro ammaestramento. Ricordatevi che chi disprezza i consigli del padre della madre si trova sempre male. Sappiate fin da fanciulli acquistarvi buona reputazione e la libertà con la cortesia, l'onestà, il rispetto della pulizia, con la pratica della religione e col rispetto verso tutti l'obbedienza verso i vostri superiori. Ciò che la carità vi procurerà onore. Chi fa onore è un Signore. Dettatura del 19 Gennaio 1884 Amo il patrio dei Sardi. La Sardegna è una grande isola del Mediterraneo ap- partenente all'Italia, la cui popolazione è d'un milione di circa e le cui principali città sono Cagliari e Sassari. è qualche anche capo luoghi di provincia. La Sardegna è un luogo caldo e i suoi abitanti sono molto propensi alla vendetta.
Testo Originale Estratto
Ora verso la fine dell'ultimo secolo i Francesi avevano deliberato di conquistar la Sardegna e già avevano dato ordine alla loro armata di invaderla. Al grido della difesa tutti risposero i Sardi con tale un'ardenza ed un'animosità che ben faceva vedere quanto amore nutrivano per la patria ed il proprio Re. Da ogni parte giungevano al Viceré generose proposte chi offriva egregie somme chi fornimento di viveri chi soldati armati e sostenutati a propria spesa. Ebbero che mandò al Viceré la nota delle sue sostanze e lo stato del proprio patrimonio. Altri si iscrivevano a combattere a loro spese e ovunque al Viceré piacesse. Un negoziante Cagaritano diede 100 mila lire ad altrettanti ne esibiva alla prima richiesta. L'amore della patria e della devozione del Re scaturiva ogni petto. Si notò per fino che in quei giorni gli omicidi erano notevolmente scemati e che la sete della vendetta privata era spenta nel cuore nei Sardi. Trace de lettre. Feignez d'avoir été pendant la campagne de sous la moitié du temps serviteur chez un riche propriétaire et que le salaire convenu à été de 600 frs. N'ayant pas encore reçu votre gage vous écrivez à votre maître pour le prévenir que vous vous trouvez dans la necessité de faire face à vos affaires et qu'à quoi vous vous permettez de lui demander le payement de ce qu'il vous doit. Supposez que vous ayez reçu le salaire demandé faites-en la quittance. Mon cher ami/maitre. Les circonstances et le besoin d'argent dans lequel je me trouve actuellement m'obligent à vous écrire deux mots pour vous prévenir bien dans le délai de quinze jours me satisfaire de la somme que vous me devez et dont vous savez le montant. J'aurais bien moins aimé n'avoir pas occasion pour à present de vous le demander, mais des circonstances causées par une perte d'une partie de la récolte m'ont forcé de vous présenter aujourd'hui le memoire de votre debite plus tôt que je me le croyais. Et quelque minime que soit cette somme il m'est,
Testo Originale Estratto
impossible de faire face à mes affaires qu'en revurant ce qui m'est dû. Connaissant votre activité, j'espère que vous passiez votre devoir. En même temps vous obligez infiniment. Votre tout dévoué serviteur D. L. Quittance de la lettre précédente Je soussigné le Heir P. L. de vivant Joseph Etienne, resident à Rehemes St Georges reconnais et declare d'avoir reçu de M. S. feu Sébastien domicile à la meme commune la somme de Livres soixant, soixant le montant En valeur moyennant lequel je l'ai servi en qualité de domestique la moitié du temps de la campagne de 1883. D. L. (signature des témoino) Definition del 21 janvier 1884. Suite. Quelques Definitions Le commerce est un trafic et un échange d'argent et de marchandises. Le commerce est maritime quand il a lieu par mer ou l'est quand il a lieu par terre ou le est intérieur, ou intérieur selon qu'il est fait avec les étrangers ou par les habitants d'un même pays entre eux: L'importation quand on achète des marchan dises à l'etranger pour les revendre dans son pays. L'exportation quand on achète des marchandises dans son pays pour les revendre a l'etranger. La halle est un emplacement ordinairement couvert où se tient le marché hallo aux beurres, aux fromages, aux œufs, et là où l'on vend ces produits. Le producteur est celui qui crée, ou achète par son travail ou son industrie les produits agricoles ou industriels et qui les met en vente. Le consommateur est celui qui achète pour son usage. Les arrhes sont un argent donné en garantie d'un marché (En Italie on les dits "caparre") avouent un bon foi, c'est donner des arrhes ou des acomptes pour assurer l'achat du bien fait. Les vices rédhibitoires sont ceux qui peuvent entraîner l'annulation de la vente, c'est à dire les vices que le vendeur est légalement tenu de déclarer. Le rabais est une diminution de prix et de valeur, vendu au rabais. Les commissionnaires est celui qui vend qui achète pour le compte d'autrui. Le commis est un employé d'un negociant. On appelle maison de commerce un établissement d'achat et de vente a l'en gros ou en détail.
Testo Originale Estratto
Compito Tratte dalla Storia Sacra un esempio di Costanza per il bene. Costanza di Eleazaro. Durante la persecuzione del re Antioco gran numero di Giudei sfidarono la morte piuttosto che abbandonare la legge di Dio. Il vecchio Eleazaro diede fra gli altri un magnifico esempio di costanza. Eleazaro era un uomo di novant'anni rispettabile per il suo sapere e per la sua virtù. Condotto in presenza di Antioco si voleva forzarlo a mangiare della carne di porco; ma preferendo una morte gloriosa a una vita disonorata, egli cammino volontariamente al supplizio. Mentre che lo si conduceva i suoi amici gli consigliarono di sottrarsi alla morte in facende le viste di mangiare delle vivande proibite, ma egli dichiaro altamente che egli non voleva per una fine colpevole e un funesto esempio altacare la vergogna e l'esecrazione ai suoi vecchi anni e egli subì intrepudamente il martirio. Dettatura del 23 Gennaio 1884. Personale. Se alcuno v'offende con parole pungenti, sgarbate, se alcuno vi offende con atti poco onesti, non fate altrettanto ma sappiate agire con maggior prudenza e urbanità. Dite con bel modo le vostre ragioni e perdonate. Ma non vendicatevi mai. Il vendicarsi non è da forte non è da animo ben fatto e religioso. Ricordatevi sempre che la vendetta non apporta alcun bene. La più bella vendetta dell'uomo onesto è il perdono. Perdonate e voi assaporerete la più bella soddisfazione dell'anima. Perdonando si può cambiare un nemico in amico se dimostra d'avere un cuore generoso, si segue l'esempio di Gesù Cristo che perdonò dalla croce. Benedette voi, sapete stampare nel cuore la santa parola Perdono. Nelle al genere femminile. Dio, re, croce, cane, conte, duca, principe, poeta, profeta, dottore fattore, leone, pavone, cantatore, imperatore, governatore, parlatore pittore, autore.
Testo Originale Estratto
Femminile Dea, regina, eroina, cagna, contessa, duchessa, principessa, poetessa, profetessa, dottoressa, fattoressa, padronessa, cantatrice, imperatrice, governatrice, parlatrice, pittrice, autrice. Molti al plurale i nomi seguenti. Dei, uomo, bue, centinaio, migliaio, miglio, moggio, paio, staio, superficie, specie, vertice, mogli. Plurale. Dei, uomini, buoi, centinaia, migliaia, miglia, moggia, paia, staia, superficie, specie, vertice, mogli. Dettatura del 25 Gennaio 1884 Alcune norme per ingrassare il bestiame. L'ingrassamento del bestiame come pure quello dei maiali si deve incominciare colle sostanze acquose rinfrescanti, terminare con quelle che sotto un piccolo peso contengono molte principii nutritivi come le granelle, le sostanze farinose, le ghiande e le castagne secche. Dunque è il buon la precisione nelle mezze dei pasti, l'oggetto e non di buona temperatura mezza sono le cure principali che si debbono avere durante l'ingrassamento del bestiame. Il sale è in generale le sostanze amare facilitano la digestione. E gli alimenti contribuiscono pure non poco all'alleviamento della faringitudine. Molti al plurale i nomi seguenti colla desinenza in maschile e femminile. Anello, braccio, budello, calcagno, carro, castello, ciglio, cervello, coltello, corno, cuoio, dito, fondamento, fuso, ginocchio, gomito, pannello, labro, lenzuolo, membro, muro, osso, pugno, polpastrello, quadrello, poggio, sacco, strido, tonnara. Singolare. Plurale. Desinenza maschile. Desinenza femminile. Anello gli anelli le anella Braccio i bracci le braccia Budello i budelli le budella Calcagno i calcagni le calcagna Carro i carri le carra Castello i castelli le castella Ciglio i cigli le ciglia Cervello i cervelli le cervella Coltello i coltelli le coltella
Testo Originale Estratto
Corne Cuoio Dito Filo Fondamento Fosse Fusa Ginocchio Gomito Guanello Labbro Lenguola Membro Muro Osso Pugno Polpastrello Quadrello Riso Sacco Strido Tomai i corni i cuoi i diti i fili i fondamenti i fossi i fusi, i ginocchi i gomiti i guanelli i labbri i lenguoli i membri i muri gli ossi i pugni i polpastrelli i quadrelli i risi i sacchi gli stridi i tomaï le corna. le cuoia le dita le fila, le fondamenti le fosse, le fusa. le ginocchia. le gomita le guanella. le labbra. le lenguole. le membra. le mura. le ossa. le pugna le polpastrella. le quadrella. le risa. le sacca le strida. le tomaie. Dictée du 20 janvier 1884. Le forgeron. Un jour, passant près de minuit devant l'atelier d'un pauvre forgeron je m'aperçus qu'il travaillait encore. Pourquoi à cette heure, me dis-je, je vous aint donc ainsi à l'ouvrage jusqu'au milieu de la nuit ))= u Ce n'est pas pour moi que je travaille, dit le forgeron c'est pour D'ivre mon voisin: le malheureux a été incendié. L'est sur la paille avec ses enfants, je me lève deux heures plus tôt, je me couche deux heures plus tard; cela fait deux journées par semaine. Dont je puisse lui céder le produit; ce sont quelques coups de marteau que je donnes de plus. Si je possédais quelques choses je le partagerais avec lui, mais je n'ai que mon enclume. Dieu merci! la besogne ne manque pas dans cette saison. Au total je n'en serai pas plus pauvre. Il faut bien que l'on s'entraide. Si c'était ma maison qui eût brulé je serais bien aise qu'il en fût autant pour moi. Les passe-ports sont des ordres par écrit donnes par l'autorité pour laisser voyager librement. Les coffres-forts sont des caisses garnies de fer pour mettre de l'argent et des valeurs. Les D'ante, les Pétrarque les Verets et les base ont illustre l'Italie par leurs ouvrages de littéra ture.
Testo Originale Estratto
Devoir du 27 janvier 1884. Argument. Écrivez au nom de votre père une lettre à un maçon de votre connaisance pour le prier de venir dès la fin avril p. prochain exécuter divers travaux dans notre maison tels que restauration à divers escaliers réparation au Toit, ouverture de deux nouvelles fenêtres à une muraille et recrepissage de quelques appartements etc. Mon cher, Mon père m'a chargé de vous écrire cette lettre pour vous prier de venir depuis le mois d'avril p. prochain exécuter divers travaux dans notre maison tels que restauration a divers escaliers, réparation au toit, ouvrir deux fenêtres et y faire une muraille, crépir les murs de la cuisine et de l'étable. Vous lui ferez un grand plaisir, car le mur de l'étable est tout à fait dégarni. Il faut y entrer par les trous des murailles. En finissant je vous salue du fond de mon cœur. je suis votre tout dévoué ami. P. S. Composition sur la géographie. L'élève répondra aux questions suivantes: I: Donner la Définition de la géographie. II: Dites ce qu'enseigne la géographie. III: À quelles classes de personnes est plus particulièrement utile l'é- tude de la géographie. Réponses. I: Le mot géographie est la description de la terre. II: La géographie enseigne à connaître les divers pays de la terre depuis la commune natale jusqu'aux régions les plus lointaines. Elle fait connaître les mers, les îles, les continents qui existent sur la surface de la terre. Elle subdivise les continents en empu en royaumes, en républiques, en provinces etc. Elle fait connaître leurs climats, leurs populations, leurs produits, leurs richesses, le degré de civilisation de leurs habitants, les fleuves et les rivières, les montagnes, les villes, ainsi que les routes qu'elles relient et enfin met tout ce qu'il y a d'intéressant dans l'univers. La géographie fait encore connaître les astres et le mouvement. III: L'étude de la géographie est plus particulièrement utile aux voyageurs, aux marins, aux officiers de l'armée, aux astronomes etc.
Testo Originale Estratto
Dettatura del 29 Gennaio 1884 Generosità e Lealtà. Un giovane signore insieme con altri suoi amici era a caccia in un parco in quando un capriccio. Il giovane animale e c c risoluto detta una tanta di nove spicco un salto oltre il muro di vista. Sulis nomini e bestie sono fuori di inquieta. Quella si quardà, nella si risparmia campà e vigne letto è questate, ma finalmente il capriccio è acceso. L'infortunio arriva alla casa di quel signore, il contadino danneggiato Domani da cinque cento lire, e il signore glielo fa. V ha vedendo poveri il contadino che il danno non era in sulle prime parma rimando le cinque cento lire al giovane uccidore. Quente stipito di tanta lealtà in quel contadino solle scompansato unita al figlietto riportato in alto di mille lire. La generosità è virtù che induce l'uomo a dipore de rui vantaggi in sacrificare i suoi interessi in favore degli altri. La lealtà consiste che si fa seguire tutte l'omere dalla guistizia Della società è fare apertamente quanto è ignoranto i suoi Exercice d'une quittance. Votre fermier s'est rendu chez vous pour vous payer le fermage de la dernière année échu de certaines biens venues que vous lui avez loué. L'éclame la quittance faite le lui. Quittance de fermage. Je soussigné, Petit Louis demeurant Etienne Joseph Demeurant à Sehomar Saint Georges déclare d'avoir reçu du Siens Martin Simon mis Domicilié à la même commune la somme de L. 25 pour un terme échu le 31 de décembre dernier du fermage de certains biens ruraux que je lui ai loué sur la paroisse de cette commune. A St Homar Saint Georges les Janvier 1884. Petit Louis. (Signature Autonome). Dettatura del 1 Febbraio 1884 L'imperatore Teodosio. Ci fu altre volte a Roma un'imperatore chiamato Teodo Il quale era di ammirabile benignità e clemenza. Egli non condanna va mai a morte nessuno di quelli che l'offendevano, e domandava come sia fosse possibile rispondere con puntuali soluti padri.
Testo Originale Estratto
risuscitare i molti che fanno morire i vivi. Nuova cosa più lodevole negli uomini che perdonare le ingiurie. Il miglior modo di vendicarsi è perdonare. Traduction de la dictée précédente L'empereur Théodose Il y eut autrefois à Rome un empereur appelé Théodose le quel était d'une admirable légimité et clémence. Il n'envoyait pas jamais à mort aucune de ceux qui l'offenssait. Et ayant été interrogé comment cela était possible il répondit. J'e voudrais plutôt pouvoir resusciter les morts que de faire mourir les vivants. Aucune chose est plus louable dans les hommes que pardonner les injures. Le meilleur moyen de se venger c'est de pardonner. Egli consola i suoi parenti quando li vede dolenti e fa tutto il suo possibile perché siano allegri e contenti. Perciò egli resta ritirato sì di giorno che di notte. Egli si contenta sempre di cibi che vengono serviti a mensa, non fa il muso quando gli vengono presentati alimenti non buoni desolati quando gli viene commandato di indossare abiti più rattoppati e meno belli; ma non guarda altro che di potere piacere ai genitori e contentarli. Che benefica è conoscere che ai suoi genitori egli è debitore di quanto egli possiede e anche della sua vita e che la sua riconoscenza verso di loro è per lui un dovere e una necessità. Imitate, cari fanciulli, il buon Marchetta se volete avere la vostra felicità e quella dei vostri cari genitori. Dettatura del 5 Ottobre 1884 Marchetta Marchetta è proprio un bravo fanciullo. Egli fa sempre quanto può per aiutare i suoi genitori. Li rispetta, gli ama e obbedisce Loro volentieri e egli non aspetta i comandi di loro per eseguire le faccende di casa le quali egli crede poter far Thème de lettre Domandare à un condisciple les règles à suivre pour bien lire. Mio très cher compagno, Ayant déjà plus d'une fois occasion de connaître l'exception nelle bienveillance qui vous caractérise, comme aussi la promptité de vos connaissances, je n'hésite aucunement à m'adresser à vous pour vous demander un plaisir. Devertissant tellement apprendre à bien lire, je te prie, et sachant que tu possèdes à fond l'art de bien lire.
Testo Originale Estratto
Je te prie de me donner à cet égard le règles que te suis toi même en lisant et persuader comme je le suis que tu me le refusera pas. En attendant la bienveillante réponse, je te salue bien cordiallement et je te prie à l'avance de recevoir mes mille actions de grace et je suis votre tout dévoué condisciple Petit Louis. R racconto per imitazione. Consigli di uno zio al suo nipotino sul modo di studiare la lezione di memoria. Guglietto era un fanciullo vispo rispetto sugli otto o nove anni tutto voglia d'imparare ma aveva il difetto di studiare tutte ad una volta di sommo al fondo la lezione. Il suo zio gli disse di studiare punto per punto e prendo sapere periodo perché così si comprende meglio e si impara presto. Guglietto segui il consiglio dell'zio e se ne trovò contente. Stefensone rifiutò di andare alla bettola. Giorgio Stefensone fu un meccanico inglese e l'inventore della locomotiva. Egli nacque nel 1781 e morì nel 1847. Giorgio Stefensone si ammogliò giovine. Per sovenire ai bisogni della sua famiglia egli dovette lavorare più che mai. La domenica egli impiegava i suoi agi ad istruirsi leggende e calcolando senza discontinuaazione, studiando su disegni il meccanismo di tutte le macchine novelle e mettendosi anche meglio al corso delle cose del suo mestiere. Egli era sì sobrio che si non è mai veduto alle bettole. Egli si espose anche a scontentare il capo della mina al quale egli dovera il suo impiego di (di necessario) meccanico piuttosto che consentire ad accompagnarlo in una taverna per prendere un bicchiere di acqua vitae. Lavatemi, Signore, rispose fermamente Stefensone, ma io mi sono promesso di non mai bevere.
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Remplacer le tiret par un article ou la préposition de, 1° Je n'ai pas en ce moment d'argent sur moi. 2° Ce ne sont plus de nouvelles pour moi. 3° Je ne vous donne pas de leçons inutiles. 4° Une foule de sauterelles ravageant le pays. 5° Voici de beaux livres et des cahiers très propres. 6° Une troupe d'enfants jouaient dans la prairie. 7° Une infi- nité de personnes pensent très peu à l'avenir. 8° C'est une école à trop de babille et pas assez d'amour pour l'étude. 9° Si vous n'avez pas de propreté vous vous acquérez peu d'estime, et moins encore d'honneur. 10. Il lui reste peu des en- fants qu'il avait; ils sont presque tous morts. 11° La plupart des propriétés qu'il a sont grevées d'hypo- thèques. 12° Bien des enfants sont intelligents. Dictée du 9 Février 1884. Un héros de douze ans. C'était dans le mois de juillet de l'an 1880. Des enfants dans la ville d'Alexandrie s'amusaient sur la rive du Cana. Un enfant de quatre ans voit qu'il lui manquait le terrain ou qu'un pied lui glisse tomba dans le fleuve. Deux bien gentilles et où chables nagères étaient restées d'autre fois emportées par les eaux. vous firent un cri d'épouvante, mais person- nes n'osa affronter le tourbillon courant. Un enfant de douze ans seul risque sa vie avec un magnanime courage. Il s'agenouille il fait le signe de la croix se recommande à Dieu et se jette dans l'eau. Courageux par le tournant. Il va au fond, saisit le petit corps submergé et comparaît.
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à la surface de l'eau avec lui. L'onde mourissante le fait tournoyer la heurte ça et là L'approche et l'éloigne de la rive suspire. Un garde étant accourut peut lui tendre la main et le tirer presque sans force avec l'enfant sauvé est évanouis qu'il tient étroitement avec une main Le valeureux enfant le petit héros s'appelle Edouard Pozzi fils d'un pauvre journalier et écolier de la section élémentaire Ou lui demanda s'il ne craignait il rien être emporté par les ondes. Il répondit que s'il mourait en faisant une bonne action il irait en paradis. Votre roi Humbert I lui conféra la medaille d'argent à la valeur civile qui lui fait consigne avec un grand homme et des personnes pieuses et pleines de générosité se mirent à instruire cet enfant à leurs dépens. Devoir du 10 Février 1884. Écriver, à un propriétaire pour lui demander s'il veut vous affermer deux propriétés immobilières que vous lui indiquerez, "Faites le bail à terme de ces deux propriétés pour le prix annuel de L 100. I Mon cher ami. j'ai appris il y a quelques jours d'un ami qu'erous êtes disposé à louer vos biens communaux situés dans cette commune. Je me permets donc la liberté de vous demander si vous voudriez me louer les deux prés ci à près désignés et qui sont les plus à porter savoir: le pré appelé la Kasima mas du Cove et l'autre appelé la Ballu mas de ce nom. Lesquelles propriétés je les voudrais pendant trois années pour le moins et au prix de Livres cent par année pour toutes les deux. Si ainsi vous êtes du sentiment je vous prierais de me le faire savoir le plutôt possible afin de pas souffrir inconvénients. Votre tout dévoué Petit Louis II L'an dix huit cent quatre vingt quatre et le jour quinze du mois de mars au bureau du Cachey commune de Bohemia Sains. Georges Est present le sous soussigné Cherisso Grille de Joseph.
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marchant, ambulant Domicilié à Bohemes St Georges d'une part. Et le sieur Petit Louis fils de feu Joseph. propriétaire Domicilié à Bohemes Saint Georges d'autre part sont convenus ce qui sui savoir, M. Cherisoe Cyrille donne à bail à ferme Deux pieces De pres, l'un appelle la Susanna et l'autre la Patte pour le prix de livres cent par annee à ces deux pies et pendant trois annces au Dit Petit Louis qui l'accepte. Le quel preneur promed de maintenir ces deux propriete's en bon état, en bon agriculture et en bon pere De famille. Le quel, Fait Doubles à Bohemes Saint Georges Le 1er Mars 1881. Cherisoe Cyrille Petit Louis. Dictée du 11 Février 1881. Fidelité d'un Chien. Un marchand fait une longue route accompagné de son chien qu'il aime beaucoup. A mellieur du chemein il s'arrête au pied d'un arbre se débarasse de la sa coche que contient son argent et des provisions et il se met à manger d'après son repas, et se remet en route oubliant par distraction la sa coche sous l'arbre. Son chien qui le voit partir temoigne de l'inquiétude, hurle, lui barre le chemin, lui met même les jambes et les mains pour le tirer en arrière. Le marchand s'imagine que son chien devenu enragé désespere il lui tire un coup de pistolet et s'eloigne a grand pas. Cent a coup il s'apercoit qu'il a oublié sa sa coche. Il revient en toute hate et il trouve son chien qui mortellement blessé s'etait traîné jusqu'à la sa csche et la couvre de son corps. Dictée du meme jour 1881. Le savoir-vivre. Un jour un maréchal français appellé Catinat se promenait dans son Demaine, il était tres simplement vetu selon sa
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coutume. Un jeune homme de Paris l'aborde et lui parlant le chapeau sur la tête à bon homme lui dit « Je ne connais pas le propriétaire de ce domaine, mais vous pouvez lui dire que j'y ai fait une bonne chasse. » Des paysans qui l'entendaient se mirent à rire aux éclats. Alors le chasseur leur demanda d'un ton arrogant De quoi ils riaient? De l'insolence avec la quelle vous osez parler à monsieur le maréchal lui répondirent ils « Il m'a dit un mot ou fait un signe nous vous aurions assommé. » Confus le jeune homme, courut s'excuser aux près de M. le maréchal. Celui-ci, qui ne le connaissait pas et ne voyait pas qu'il fût simplement celui-ci, je ne vois pas qu'il faille connaître quelqu'un pour lui ôter son chapeau. » Dictée du 16 Février 1884 Chacun profite du travail de ses semblables. Les hommes ne comprennent pas assez quels services ils retirent des uns des autres; sans cela il s'apprécieraient davantage. Ainsi pendant que tu es dans les bois à abattre les arbres en chantant sans penser à personne, je me suis conduit. D'individus s'occupent pour toi. Le laboureur cultive le blé que tu dois manger; le meunier le moud et le boulanger le cuit; le taillandier façonne les outils sans laquelle tu ne ferais rien; le berger garde les moutons dont on filera la laine que le tisserand transmuera en une étoffe dont le tailleur fera ta veste. Afin que tu puisses abattre tranquillement les arbres sans te déranger, le maçon, le menuisier, le serrurier le vitrier sont à tes ordres pour faire ce que tu leur demanderas. Le potier fabrique ses marmites et ses assiettes pour que tu boives son lait au besoins. L'épicier va chercher à droite et à gauche le sel, le poivre l'huile, le vinaigre qu'il te faut pour assaisonner les aliments et que tu vas te procurer chez lui sans dérangement. ceux travailleront à fin que tu puisses vaquer plus librement à l'abattage des arbres au milieu de la forêt. Phrases détachées. Cet ouvrier travaille nu-tête nu-bras nu- pieds; mais moi je n'ai jamais la tête nue, les bras nus, ni les pieds nus en travaillant aux champs. Un mille mesure linéaire égale environ une demie heure. J'ai connu mon jeune grand-père et ma jeune grand-mère. nos œillets sentent très bons. Le lac d'Epargne, en Italie, mesure trois cent kilomètres carrés de superficie tandis que le lac Majeur,
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n'ina que deux cent onze ongs. Et l'union construit en mille huit cent et quarante de longueur de cent quatre vingt-quatre metres. Dettatura del 19 Febbraio 1884. L'ubriachezza è rovinosa alla salute. Essa degrada l'uomo e l'espono al delitto. Dai raggi di tutte i medici: l'acqua vite nuoce più uomini che non la guerra e il colera. L'ubbriaco che abusa di ques- to liquore forte sconosciuto agli antichi e che i selvaggi chiamano acqua di fuoco si bruccia a poco a poco lo stomaco perde l'appetito e il sonno prova vertigini, tremiti nelle sue mani e nelle sue gambe le quali vacillano. Vengono poi d'esso la ticchezza o la paralisi le convulsioni un dimagrimento considerevole un'alterazione profonda dell'intelletto il deliro e la malinconia la voglia del suo odio. L'ubriachezza dei debito produce tristi moralta. Il numero dei debiti commessi dell'ubriachezza è enorme. Colui il quale entra nella bettola si espone a lasciare la sua ragione. Si vedono tutti gli anni ubriachi uccidere loro padre, loro madre, altri uccidere la loro. moglie o le loro fanciulle. Oltre a queste gli ubriachi rovinano la loro casa perché spendono nelle bettole il denaro destinato a nutrire la loro famiglia vi fanno debiti ingenti per pagare i quali sono poi costretti a vendere le loro sostanze e danno, quello che è peggio il cattivo esempio ai loro fanciulli come pure ai loro domestici o loro apri. Bracia di lettera. Oi! avete promesso mesi sono ad un vostro amico di non passare la quindicina senza scrivervi. Adempite a questo dovere dandogli tutte le notizie che possono interessarlo o piacergli intorno la scuola che frequentate. Mie Pregiatissime amiche, Se vi aveva promesso mesi sono di non lasciare passare niuna quindicina senza scrivervi. Adempio stavolta a questo sacro dovere col darvi alcune notizie interno alla scuola. Vi dico dunque che stando io bene ne ho molta facilità per attenere vicmeglio allo studio e frequentare assiduamente la scuola io mi vi piace non può perché mi accorgo che imparo ogni giorno più. io ho già appreso a fare i conti la caligrafia e anche a fare delle lettere gotiche a parlare in italiano e in francese. Se i insegna due giorni l'italiano che sono martedì e venerdì.
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e gli all'i giorni il francese, per adire vato due serate del costo io sono sere che tutte le cose marciano a modo. Il numero degli scolari a dieci sette che sono Martin Francesco, Petit Luigi, Còrt Cypriano, Ebhisod Cirillo, Favre Vittorio, Cantùr Giuseppe, Obert Delfino, Junin Vittorio, Pellissier Celestine, Pellissier Marione, Còpard Giuseppe, Courthoud Giuseppe, Dervod Serapino, Cossand Leonardo, Pellissier Giorgio, Obert Giuseppe, e Martin Silvano. Del comune non so tanto che darvi; io vi dico solamente che ci è venuto un poco di neve e non fa tanto freddo. Adesso io finisco qui, e vi saluto, e mi chiamo il vostro tutto ricolto l'uno amico. Petit Luigi. Po Devouir des vacances de carnaval. I brace de lettres: Un de vos amis a lesprit imbue de mille et supposition il ne scroit faire un travail sans regarder la bue il ne permet point à ses gens de faire certains travaux (nommes lesquels) certains jours de la semaine parce qu'il les croit mauvais il prétend que la vue et les chants. certains oiseaux ait un mauvais présage comme aussi l'apparition des comètes et des aurores boréales etc. Corrigez lui pour l'engager à quitter ces erreurs en lui faisant connaître par des raisons que vous lui avancerez combien il se trompe en ajoutant foi à ces préjugés. II Coniugare il verbo solere, avoir, coutumer, con un complemento alle treza persona del plurale. Nota: Nei tempi composti questo verbo si coniuga valendosi delle verbo essere col participio solito e si dice: j'essere solito (io era-io lui) solito. I remit. Mon cher ami, votre intelligence en fait l'agriculture n'a pas besoin de mes conseils, mais cependant j'espère que vous ne me sauvez pas mauvais que si je me prenais aujourd'hui la liberté de vous écrire deux mots pour vous engager à sortir de vos faux préjugés dont vous êtes rempli la tête. J'ai appris que vous ajoutez trop bonne foi à l'apparition des comètes et aurores boréales ainsi qu'au chants de certains oiseaux les prenant pour de mauvais présages et que vous faites trop attention aux phases de la lune. Quand il s'agit de labourer vos champs et de les ensemencer. J'ai aussi observé que vous défendez à vos gens de service de faire
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De t'établir la vérité que vous ne leur permettez pas de suivre les lunes et des semences par le mercredi et que vous n'occupent à la vue des observations locales des comités des jours fériés et de novembre 13. Le bon Dieu a créé tous les jours de la semaine sont également bons pour le travail, les observations locales (novembre 13) cela ne sont point des sujets de crainte. Ce sont des opinions erronées qu'il faut abandonner. Quant au rapport aux phases de la lune il est bien cependant que certains cas auxquels il est bien utile d'y faire attention, surtout s'il s'agit de couper du bois de construction, de la saison, etc. Mais quant aux autres signes que vous paraissez redouter, ce ne sont que des fausses idées d'ignorants. A des gens sans expérience. Dans certains pays et surtout dans ceux du nord, ces phénomènes s'y font voir très souvent sans cependant qu'aucun fléau s'y manifeste. J'aurais bien encore des raisons à vous faire connaître sur ces faux préjugés, mais je ne doute pas que vous ne reveniez de vos erreurs. Ainsi je finis en vous saluant du fond de mon cœur et je me déclare pour la vie Petit Louis. II° Indicativo presente: Je soglie, tu soglie, celui soglie, noi sogliamo, voi soglie, coloro sogliono lavorare pulitamente. Imperfetto. Je sobra, tu sobra, colui sohra, noi sobriamo, voi sobat, coloro sobat Pregare directement. Passato prossimo. je sono soble, tu sei soble, colui e soble, noi siamo soble, voi siete soble, coloro sono soble, fare il bene senza esitazione. Trapassato prossimo je era soble, tu eri soble, colui era soble, noi eravamo soble, voi eravate soble coloro erano soble, fare il dovere con esattezza. Trapassato remoto. je fu soble, tu fosti soble, colui fu soble, noi fummo soble, voi fuste soble coloro furono soble, scrivere correttamente. Futuro anteriore. je sarai soble, tu sarai soble, colui sarai soble, noi saremo soble, voi sarete soble, coloro saramo soble, leggere con senso. Congiuntivo presente Bisogna chi io soglie, tu soglie, che colui soglie, noi sogliamo, voi soglie, coloro soglia. schivare le cattive parole.
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Imperfetto. Bisognerebbe che io solessi, che tu solessi, che colui solesse, che noi solessimo, voi soleste, che coloro solessero a mangiare con temperanza. Passato. È giusto che io sia solito, che tu sia solito, che colui sia solito, che noi siamo soliti, che voi siate soliti, che coloro siano soliti praticare la virtù di giustizia. Trapassato. Sarebbe bene che io fossi solito, che tu fossi solito, che colui fosse solito, che noi fossimo soliti, che voi foste soliti, che coloro fossero soliti andare a scuola assiduamente. Condizionale Passato. io sarei solito, tu saresti solito, colui sarebbe solito, noi saremmo soliti, voi sareste soliti, coloro sarebbero soliti andare a messa per tempo. Modo infinito. Solere è parlare con buona maniera e con grazia. Passato. Essere solito a lavarsi il viso e le mani ogni giorno. Gerundio semplice. Solendo frequentare i buoni. Gerundio composto. Essendo solito obbedire ai genitori. Compito. L'allievo trascriverà la letterina trovandosi nella 1ma colonna qui sot to, usando la 3a persona del singo lare col dare cioè del lui. Pregiatmo Sigre. Benéfattore, Pregiatissimo Sigr. Benefattore, Le molte e pregevoli Le molte e pregevoli qualità della vostre qualità da me tante S.V. da me tante volte volte sperimentate, mi face sperimentate, mi facevano sus vano sospirare il giorno dal pirare il giorno la vostra festa. Ora che è della sua festa. Ora che giunta, degnatevi accettare e già questo degnatevi la Vostra Dire il mazzello di fiori che è gradito il mazzetto di fiori vi presento qual sincero testimonio le presento qual sincero che della mia stima e affezione, testimonio della mia stima. Dal canto mio supplichevolissimo Dal santissimo suppliche la divina bontà a degnare la divina bontà a degnare di conservarvi lungamente per conservare S.V. lungamente per opere e gagliardia. Onoratemi pera e gagliardia. Mi onore colendomi sempre. colendomi sempre. Vostro Dev.mo servitore. Suo Dev.mo servitore.
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Dictée du 1 Mars 1884. Une sage reponse. Le gouverneur de la Virginie en Amérique causait un jour dans la rue avec un négociant. Lorque passa un negre qui le salua, il lui rendit le salut. Comment! dit le négociant vous saluez un negre. Sans doute, répondit le gouverneur je serai bien faché qu’un negre montrat plus poli que moi. Phrases d'histoire: Notre armée se compose de deux cent cinquante mille hommes en temps de paix et de cing à cente mille en temps de guerre. Cette composition compte trois cent soldats et vingt officiers. Un octogénaire à quatre-vingts ans. Quelques personnes aiment la proprete et la mettent en pratique; Quelques pauvres, quelle société. Gracia di lettra. L'españe è un ragazzo molto pigro il quale non è verso di farlo lavorare. I suoi genitori hanno disavuto tutte i mezzi ummaginabilmente imituale all'abbitudine del lavore e dell'ostudio ma non hanno fatto altro che prestare. L'acqua nel mortaio. Cremonieri vi alumenno dei sui compagne provateur con buone aggiunio: de farigli comprendere la nassunità di lavorare riciclandogli quiste provetti. L'ozioso è sempre bisogno. chi non suda non ha roba; chi si aiuta Dio l'aiuta; chi imita La formica nell'estate non va pel paese nell'inverno; giovinetto bisogna. vecchio ozioso; volpe che Dimme neve sempre magra; chi si vede gogna di lavorare abbia vergogna di mangiare, fortuna i coraggio auto e i pergei rifido. finite rivinendo. Distruttivamente è pregandola che favorisca prendere in buona parte le veste considerazione e che voglia per il suo bene a amore mettere di buon grado al lavoro. Mois carissime Respastiono Je l'ai apprise giovedi soir dans un amici che tu se un poco figli femi sono prezo oggi la liberta di scrivere due righe perfette dare alume miei notizie e parti conosco alume dei miei proverbii. Il lavoro preserva l'anima dalla corruzione e preserwa il corpo tessù da molte malattie. L'ozio è il padre della miseria e dei vizi. Anche l'uomo è nato per lavare. Il gioco è un'espirazione. Chi non suda non ha roba. Chi si aiuta. Dio l'aiuta. Chi imita la formica nell'estate non va pel paese d'inverno.
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giovinetto aquisa, vecchio bisognoso. Volpe che domenicava sempre magra chi ha vergogna di lavorare abbia vergogna di mangiare. Fortuna e coraggio aiutano i pigri e i rifiutati. Definisci queste pregate tanto di mettere in pratica i miei consigli. gloria e salute. Lodano il vostro tutto devotissimo amico D.L. Lieto della farfalla presa si aprì, adoprò la mano e ne fiaccava gli occhi per ammirare i bei colori loro e la persona dell'anima. ahi me, non trovai nulla più che per volare e una schifosa via mi aveva condotto la sua. N'ebbe un detto la madre ma io crederei anche l'apparenza fosse una nebbia. A. Pegonai Dictée du 6 Mars 1884. La prière d'un enfant... C'était un Dimanche et les cloches sonnaient à toute volée. Le jeune Hobbard s'était rendu à l'église vêtue des habits des plus beaux jours de fête. Il s'agenouille sur une chaise auprès d'un pilier, il priait. Tout près de lui priait aussi un pauvre vieillard agenouillé sur la pierre, il était pâle, il avait l'air souffrant et ses genoux tremblaient sur les dalles froides. Le jeune Hobbard sentit son cœur épris de pitié, sans bruit il s'approcha de l'église sa chaise derrière le bon vieillard, il mit dans la main amaigrie du pauvre homme. Le vieux genoux que son père lui avait donné pour payer sa chaise, puis s'agenouillant à son tour sur la pierre, il dit tout bas: Oh! Seigneur, vous... Dettatura del 4 Maggio 1884. L'apparenza non è realtà. Quando avevo sette anni, stando in giù nell'orto vidi una farfalletta dalle ali screziate a veni bellissime colori e testa. Mi invogliai di prenderla. Siccome con concetti volai in alto, la rassennai; il cuore godeva la vicinanza, io per correndo la seguitava in uno camino e in tanto calpestavo l'insalata e i cavoli, gli erbaggi e i fiori. Allora la madre sgridatemi perché io rovinava l'orto. Soggiunse che un povero verme non rovinava il danno. Mi olteggiava la pena della cosa. Non obbediente continuai e quando la farfalla si posò sopra un fiore subito la serrai nella mano e staccava il più prezioso.
Testo Originale Estratto
Le pauvre vieillard le remerciant d'un regard d'amour L'ombre du grand pieplier. L'action de l'enfant était accomplie sans que personne le remarquât. Mais quand Hébert reprit sa preuve interrompue ainsi par une bonne action il lui sembla que son âme en était devenue meilleure et que du fond de son coeur montait vers Dieu une prière plus forte et plus pure. Dettatura del 8 Maggio 1884. Origine della lingua Italiana. L'Italia finchè fu soggetta ai Romani adoprava la lingua latina: ma questa dopo il regno dell'imperatore Cesare Augusto andavasi a poco a poco corrompendo. Circa l'anno 476 cioè alla venuta dei Barbari, popoli venuti dal nord dell'Europa, che usavano più i loro rozzi dialetti, il latino si guastò sempre a segno che il popolo non comprendeva quasi più questa lingua pura ancora usata nelle leggi, negli atti notarili, nelle prediche della chiesa. S. Francesco d'Assisi che viveva in quel tempo (dal 1182 al 1226) per meglio giovare al prossimo cominciò a scrivere in lingua volgare, ed opere che si dirà laudi. Altri scrittori presero a scrivere in lingua volgare in argomento di sollazzo come canzoni, sonetti e simili; e già erano in uso nei discorsi che facevansi pubblicamente nelle repubbliche per trattare gli affari di generale interesse. Infine finalmente Dante Alighieri fiorentino, il quale pigliandola dalla bocca del popolo la sottomise a più certe regole grammaticali e le diede regolare la maggiore e forza. Il Petrarca ed il Boccaccio i quali vissero a quei tempi contribui- rono anche non poco alla creazione della lingua italiana. Invero dopo Dino Compagni, il Machiavelli, il Baldo, il Beoni, il Bartoli, il Segneri, il Bembo, il Metastasio, il Goldoni, il Tassoni, l'Alfieri, il Parini, il Monti, il Manzoni e gli uguali tutti furono celeberrimi scrittori italiani. All'esempio di tanti sommi scrittori uguali si sono adoperati a rendere la lingua patria nella bellezza e purità in cui trovasi ora. Dobbiamo anchenoi fare quanto il potere per impararla e per ben trasmetterla ai nostri posteri. Lettera di un principiante Bolognese ad un amico Mio amatissimo amico Io ti avevo promesso nella mia ultima lettera che ti avrei scritto di nuovo.
Testo Originale Estratto
allorquando io sarei stato in vicinato. Coome dunqure io m'invenerò a adempiere la mia promessa. Tappia dunque che io mi trovo, folte di aver scelta una professione per la quale io ho sempre avuta inclinazione poichè, al die del mio padrone, io vi ho da sensibil'i progressi. Il tempo passa gradvolissimamente in mezzo ad occupazione cosi' variate e cosi' volleggiata Li. In fatti io ha egli &è più bello a mangliare che i piatti, gli scagazzi le sedie e i scucchetti, i tivelli, l'accetta e i cucchetti le squadrone. io ha già appreso solamente, dopo il poco tempo ch'io' sono qui a fare delle tavolta a scaffottini di cofani a più compartimenti. E lo ed Eu non puoi immaginarti quante io sono attento alle spiegazioni e alle indicazioni del mio maestro. Io ho dell' arte allora io sono bell'occhio per ascoltarlo e bell'occhio per riguardare io ho l'intenzione di restare in vicinato fino a che il mio maestro mi trovi abbastanza abile per eseguire l'opera più fine io non' lo dimenticherò di Dart che il mio maestro mi ha, attenzione per me e che gli m'insegna con garbo. Lavorando qui con me sotto lo stesso padrone che altri anni pass' Nella mia vita e che sono bravi ragazzi io non'lo dico più oggi io finisco dunque presentandoti le mie salutazioni più sincere e Recevimi il tuo affezionatissimo amico Petit Luigi Formato proposizione coi seguente vocaboli affini o sinonimi ma disignificato di verso. Preso, preso, prezzo — peso, fesso — peso, pozzzo spesso spesso — cenacerne — sete sette. Proposizioni io ho preso questa mattina una buona risoluzione — io sono preso della mia casa — io ho comprato un libro del prezzo Lire 8. — Ci sarà forse qualche cosa di più prezioso che lo stutto io non mangio se mi mancheranno le forze io non ho preso in io sono io andato al pozzo a prendere acqua — io spesso Firenze, io sono spesso in confezzione — io sono alle sette provvisioni — finalmente ho dato un nome gegrafia — Dio ci ha avuto sette — io so già contare fino a mille. Horaccie di lettura Sapendo voi che gli uccelli sono utili all'agricoltura, come pure i ricci, i topi, le lucertole, i pipistrelli, le talpe, i muovono un altro amicos distruggendo di quanti uccelli e d'invere ci sono notturni che gli captano nell'oscurità rispettare meglio d'ora innanzi quegli amici all'uomo accarezzandogliene e un'azione e dandogli un appoggio qualche esempio che valga a renderli persuasi Di quanto gli vuole Iddio
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Mia cara amico, Jo ho appresso giorni sono da un iniquo fededegno che mi portat? fede gli uomini che dicono gli uccelli essere inutili oppure noiosi all'agricol tura e ciò si direbbe come notturni. Poi fate male di crederli chiu? poic accertatevi che altro che non sono inutili sono anzi utilissimi. Sono ch i rieci i rospi le lucertole, i pipis belli le talpe devono essere rispettate perchè sono distruggitore degli insetti. Come un campo? che vada più che le mie povere ragioni ? adducimi provare di quanto io vi si. Federico II re di Prussia stavane un giorno passeggiando per un delizioso bosco ove erano le più rare specie d'alberi da frutto che meritavano coltivate con diligente cura. Mentre egli ammirava un magnifico ciliegio il quale portava in gran copia le più belle cilieg che a veder si potevano come un piccolo stuolo di passeri posarsi sull'albero e beccare le ciliege. Ma d'altre fra se iro ? i più feroci nemici dell'agricol tura. Ma in pochi giorni l'editto facea un grande miracolo le più grosse spesse che vanno in breve talmente moltiplicate che facevano un'ombra doppia di ille frascose. Allora il buon re accortisi dell'errore fece imporre nel regno con molta spesa una grande quantità di passeri. i quali lasciati liberi si moltiplicarono tanto che distrussero le miriadi di inset che ricavavano un si grave danno alle piante. Io potrei raccontarvene ancora, mio caro, raccontare molti altri simili fatti i quali tutti dimostrano quanto stelli distruttori degli uccelli, ma non volendo dilungarmi troppo finisco qui la mia lettera nel forte calda preghiera perchè tu lavi una buona volta stare a quegli amici dell'uomo e ti credi il tuo sincero amico Petit Luigi Dettatura del 11 Marzo 1884. Chi fa bene trova bene. Un gentiluomo di Siena essendo in cammino diede ad malandrino che lo volevano uccidere. Egli era un uomo liberale e grande benefattore. Uno dei malandrini si esaltò e subito gridò “Oh! non l'amazzate fate perchè costui è un uomo raro, fa piacere a tutti”. Dopo breve este a ett servizio d'amzaggios Compiaciuto per queste parole non solamente si astenne l'assassino ma tutti insieme gli fecero compagnia e si finò a lavorare. La virtù della carità è onesta in pregio anche degli assassini e la fa innocente e pietosa.
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Dictée du 1er Mars 1884. Prix de la santé Nous sommes si imprudents et exposons notre santé par nos imprévoyances que nous nous exposons souvent parce que nous ne réfléchissons pas assez à toutes les conséquences de la maladie. Outre les souffrances qu'elle occasionne C'est souvent qu'après avoir été brisé par la maladie, le corps a bonne figure ce n'est qu'une machine raccommodée qui ne peut retrouver sa solidité mais c'est là le moindre inconvénient. Il faut calculer qu'une maladie peut produire de tristes résultats: Perte de temps et poursuite inverse ment de nos projets, espérances trompées, chagrines et fatigues pour nos proches, il pouvons même causer maladies et infirmités. On ne devrait jamais oublier que s'exposer imprudemment à la maladie c'est faire des avances au malheur. De tous les capitaux dont nous avons les dispositions sur la terre, la santé est celui qui nous devrions le plus ménager. Bruisses d'Adages – Depuis l'invention du microscope, des millions d'êtres vivants dont l'existence n'était pas connue, nous pouvions être l'objet d'observations de naturalistes. D'après ces plages, insectes et adultes ont été où l'homme n'a jamais résolu couverts ou bien sur. Et ils ne sont pas bien se présentant qu'un seul mobile. Il nous prouve il nous montre qu'une bonne éducation est à celui et que le travail à soutenir. Heureuses celles qui une bonne éducation est à celui et que le travail à entreprendre. Dettatura del 14 Maggio 1884. Precauzioni che ciascuno deve prendersi per conservarsi la salute. Il proverbio dice, mi dicono alcuni; è questo è molto vero. Perché a ben poco valgono le prescrizioni del medico se una volta che si è per mancanza di precauzione ricaduti in subita malattia. Edunque s'vuol sapere ciò che per conservarsi sano bisogna: I° Vivere con sobria astensione dal mangiare e dal bere troppo, non usare giusto alimento troppo grasso, frutta non matura o troppo acerba, e non ancora evitando di bere liquori forti e spiritosi. II° Non dormire troppo né alzarsi alla prima né alla sera, non aspettare una moderata fatica. Col lavoro il nostro corpo si conserva più allegro e contento. Il vantaggio, ben si sa, è facile consegue buono. III° Non esporsi a testa nuda all'aria né al sole ardente, né alla bevande fredde, o stare fermi al freddo, quando si ha il calore o si è sudato. Non rimanere addossati ad un sole ardente col capo nudo. IV° Astenerci dal mangiare alimenti che sono lavorati o che sono già macerati troppo lungo tempo in un vaso o in altro preparato. Si deve anche guardare il mangiare qualunque specie di funghi poiché non sono tutti velenosi.
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V: Guardarsi dal conservarsi subcorpor vedimento fragnate dalla pioggia o dal sudore. VI: Evitare di camminare coi piedi nudi per il fango per l'acqua fredda per la neve o dal ghiaccio. VII: Evitare di chiudersi in istanze o appartamenti senza camino dove ci fosse fuoco o bragia in combustione perché la cattiva aria ossia l'acido carbonico che se ne sprigiona tale tragedia potrebbe cagionare l'asfissia o la morte. Dittato del 18 Marzo 1884. I quattro più celebri poeti italiani: Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Lodovico Ariosto, Torquato Tasso sono i quattro più celebri poeti di cui si vanta la nostra Italia. Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265. Fin dalla sua fanciullezza gli approfittò molto delle lezioni dei suoi maestri o mediante uno studio indefesso giunse a guadagnare una celebrità universale. Egli compose una scelta opera intitolata La Divina Commedia in cui prese a descrivere l'Inferno il Purgatorio e il Paradiso. Egli scrisse anche altre opere molto pregiate. Il Dante morì a Ravenna nel 1321 in età di 56 anni. Visse in quei tempi in cui cominciarono a parlare italiano. Francesco Petrarca nacque in Arezzo di Toscana nel 1304. Egli si applicò tanto nello studio che fin dalla sua gioventù venne ammirato per i primi geni dell'Italia e fu meritamente incoronato in Roma con un alto ballo fra questi il più grande onore che si potesse fare. Egli morì negli anni nel 1374 mentre leggeva il poeta latino Virgilio. Altro celebre scrittore italiano fu Lodovico Ariosto nato nella città di Reggio nell'anno 1474. Fu studiosissimo fin da fanciullo e compose un libro intitolato l'Orlando Furioso, scritto molto pregiavola per la lingua e per lo stile. L'Ariosto morì nel 1532. Torquato Tasso fu pure valentissimo poeta e scrittore assai rinomato per una sua poesia intitolata Gerusalemme Liberata. Con la sua di grande ingegno gli venne offerta la corona di alloro come viene fatto al Petrarca ma non si poté fare la solenne cerimonia perché era caduto malato. Alla sua morte avvenuta nell'aprile del 1595 il suo corpo venne poi nobilmente vestito e la sua chioma cinta di alloro mentre fu traslato con molta pompa fuori di Roma in un'abbateglia. Egli era nato nel 1544. Carissimi allievi. Volete voi diventare uomini istruiti e fare sempre delle mostrare natura. Ebbene imitate lo studio e il lavoro di quei valenti italiani.
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V. Guardarsi dalconsumare sulcorpo vestimento fraquati dalle pioggia o dal sudore. VI. Evitare dal camminare coi piedi nudi per il fango per l'acqua fredda per la neve o col ghiaccio. VII. Evitare di chiudersi in estanzo o appartamento senza camino d'ove si fosse fuoco a bragia o in combustione poichè l'accattivo in una ossia l'acido carbonico che vi si sprigiona tale frapio potrebbe cagionare l'asfissia o la morte. Dettato del 18 Marzo 1884. I quattro più celebri poeti italiani. Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Lodovico Ariosto, Torquato Tasso sono i quattro più celebri poeti di cui si vanta la nostra Italia. Dante Alighieri nacque a Firenze nel 1265. Sin dalla sua fanciullezza gli approfittò molte delle lezioni de' suoi maestri e mediante uno studio indefesso giunse a guadagnarsi una celebrità universale. Egli compose uno scritto a poema intitolato La divina Commedia in cui pose a descrivere l'Inferno il Purgatorio e il Paradiso ed altre opere molto altre opere molto pregiate. Il Dante mori a Ravenna nel 1321 in età di 56 anni. Viveva in quei tempi in cui incominciavasi a parlar Italiano. Francesco Petrarca nacque in Arezzo di Toscana nel 1304. Egli si applicò tanto nello studio che fu dall'età giovanile amato come fra i primi giura dell'Italia e fu meritamente incoronato in Roma. e con un certo dall'anno tra questo il più grande onore che si potesse pretare. morì egli mori nel 1346 mentre leggeva il poeta latino Virgilio. Altro celebre scrittore italiano fu Lodovico Ariosto nato nella città di Reggio nell'a 1474. Fu studiossissimo fin da fanciullo e compose un libro intitolato l'Orlando Furioso, scritto molto pregiato per la lingua e per lo stile. L'Ariosto mori nel 1532. Torquato Tasso fu pure valentissimo poeta e scrittore assai rinomato per una sua poesia intitolata Gerusalemme liberata. Con dotato di grande ingegno e gli venne offerta la corona di alloro come si era fatto al Petrarca ma non si potè fare la solenne cerimonia poichè era caduto malato. Alla sua morte avvenuta nell'aprile del 1595 il suo corpo venne però nobilmente vestito e la sua chioma cinto di alloro mentre fu trasportato con molta pompa fuori di Roma. e fu seppellito Egli era nato nel 1544. Cari miei allievi Volete voi diventare uomini istruiti e fare onore alla nostra patria: ebbene imitate lo studio e il lavoro di questi celebrati italiani.
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abbiamo parlato scritta la vita in questo Dittato. Dittato del 21 Marzo 1884. Non dir bugie. Il fanciullo non mentire L'invidia è quel che nuoce L'invidia è una villà Brutta cosa è la menzogna Non nascondere o tradire Chi la dice n'ha vergogna Non la santa verità. E' crudeltà pure non è. Chiama sempre pane il pane Chiama il cane sempre cane. Altra poesia. Pregio del sapere. Tutto il bene che apprendeste Potrai perdere ogni cosa Da un sagace ducator Che la novità più ti fu E il retaggio che ti resta Non la vita non felice Qui invoca il miglior Tra il sapere e la virtù. Dictée du 22 Mars 1884. Les autorités communales ont donné une coupe de bois Les bûcherons sont arrivés et ont déjà beaucoup travaillé. Voyez beaucoup qu'ils ont abattus ébranchés, écorcés, divisés en billots qu'ils ont embarqués et palis- Les scions de long aussi sont venus. Voyez les chevalets et les échafauds qu'ils ont improvisés. Les pièces qu'ils ont entiquées dessins sont têtes et les planches qui ont été aussi par une exposé au soleil et ensuite empilées au grand air pour être desséchées. Les menuisiers je les ai vu travailler: deux se sont blessé une jambe mais ils n'ont pas pourtant discontinué pour cela de travailler. Voilà les planches que je leur ai vu raboter; rognée et aussi les poteaux qu'ils ont équarris puis préparés et lascivés comme aussi les poutres qu'ils ont équarris planches et rances pour être employés aux planchesage d'une maison. Dettatura del 25 marzo 1884. Non rimandare al domani quello che si può fare oggi. La moglie di un affittuario coltivava con grandissima cura nel suo orticello molte spese di erbaggio. Da due settimane aveva trapiantato in un quadro alcune piantine di cavolo le quali ormai segnavano di mettere il capuccio. Quan do venuta un bel mattino ad esaminare la crescita, s'ebbe ad
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accorgere di una cosa che le nuocerebbe. alla figlia Lisetta che ora con lui tante punti gialli che sono sulle foglie cui nasceranno migliaia di brucchi. Bisogna fare in modo che non nascano e quindi avrai cura tra oggi e domani. Di purgare le foglie di coteste uova. Poi la madre fu colta da una febbre che la tenne a letto più giorni. La Lisetta, pur per queste, ma perché credeva di esserle sempre un tempo, fu di [voler] dimenticare il comando della madre. In questa guisa fu quattro volte a scendere nell'orto a vedere come fossero cresciuti i cavoli. Ma ahimè! Di quelle piante non restarono che i fusti e le costole più dure, le foglie erano divor- ate dai brucchi. La Lisetta confusa ed afflitta non osava alzar gli occhi alla madre, la quale, come di giusto, la rimproverò della sua [negligenza] commentandole il proverbio: 'Chi ha tempo non aspetti tempo; e quel che oggi si può fare a diman non rimandare.' Dettatura del 28 marzo 1832. Non si deve prestar fede a tutti i rapporti né seguire i cattivi consigli della collera. L'imperatore Costantino, il quale visse nel IV secolo, era un uomo pieno di buonissime qualità, ma egli aveva due difetti: di essere talvolta un po' troppo credulo, e massime di non sapere signoreggiarsi nei momenti collerici. Un giorno l'imperatrice Fausta, sua seconda moglie, accusò Crispo, figlio di lui e di Minervina, sua prima moglie, di aver tentato la sua onestà. Seppe ella, coloro il fatto (o contatti?) calunnia che nell'impeto della collera l'imperatore condannò a morte il proprio figliuolo. Ma poco dopo, scoperto la men zogna di Fausta (or Crispo and the perfidy of Fausta), nel trasporto del suo sdegno, la fece annegare in un bagno bollente nel quale fu soffocato. Costantino fu dolentissimo per tutta la vita dell'essersi così ingannato dal falso rapporto di cotesta donna, senza essersi precedentemente accertato della verità del fatto, ed essersi anche lasciato dominare dai cattivi consigli della collera.
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Il giuoco: Storia di un giuocatore Il giuocatore come il ladro è un uomo che vuole arricchire senza lavorare e alle spese degli altri. Colui il quale passa tutto il suo tempo a giuocare sperando sempre che gli farà fortuna fa prova di pigrizia e di immoralità. Di pigrizia perché vuole in un minuto o in un giorno fare guadagno che domanderebbe all'onesto uomo mesi di lavoro e di immoralità giacché questo guadagno sarà denaro rubato ad un altro. Quando il giuocatore si è rovinato se la sua moglie e i suoi fanciulli non hanno di che vivere egli resta da fare (se non si ammanta di rubare o di uccidere) di degenerare a sopperire ai suoi errori e di cercare nel lavoro l'ultima respirazione. Uno degli uomini politici più celebri di Inghilterra, uno dei primi che domandarono di abolire il traffico dei negri vale a dire la vendita e la compra degli schiavi si era lasciato nella sua gioventù trascinare a giuocare. In questa prima prova il giuoco il caso lo favorì talmente che egli vinse tutta la fortuna del suo avversario. Testimonio di questa rovina si ravvedette della profonda disperazione di quello che perdette egli fu spaventato da lui stesso, comprendendo quanto v'è di odioso in un cotal guadagno, volle restituire tutto al suo avversario, facendosi a se stesso il giuramento Di non mai più giuocare una sola volta. Egli fu fedele a questo giuramento tutta la sua vita. Dettatura del 25 Marzo 1884. Non rimandate al domani quello che potete far oggi La moglie di un affittuario coltivava con grandissima cura nel suo orto molte specie di erbaggi. In due settimane aveva trapiantato in un quadro alcune piantine di cavolo le quali come segnavano di mettere il capuccio. Quando tornò bel mattino ad esaminare la raccolta si ebbe ad accorgere di una cosa che le incresce non poco. Voltesi alla figlia Lisetta che era lì a dire. Vide quei tanti puntini gialli che sono le uova delle migliaia di bruchi. Bisogna fare in modo che non ne nascano; e quindi non basta una cura oggi e domani di purgare le foglie di cotesta uva. Ma la madre fu colta da una febbre che la tenne a letto per pochi giorni. La Lisetta tra per questi tra per pochi ordini di essere sempre in tempo finì ad dimenticare il comando della madre. Ora questa come fu quanto volle scendere nell'orto a vedere siccome fossero cresciti i cavoli. Ma ahi me; Di quelle piantine non restavano che i fusti e le costolle più due le foglie erano state divorate dai bruchi. La Lisetta confusa ed afflitta non osava alzare gli occhi alla madre. La quale come di questo la riamproverò della sua trascuraggine rammentandole il proverbio
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Chi ha tempo non aspetti tempo: a qual che oggi puoi fare non rimandare. Dettatura del 27 Marzo 1884. La stalla. La stalla è la stanza in cui si tengono gli animali domestici. I contadini ci abitano una grande parte dell'anno nella stalla onde soffrire meno freddo e avere maggior comodità onde vedere e curare il suo bestiame. La stalla vien d'ordinario divisa in due parti dal l'una, che è più illuminata e più pulita, sta la famiglia, ivi sono i banchi la tavola gli sgabelli la stufa ecc. Il suo suolo è pavimentato. Dall'altra parte trovasi il bestiame grosso o minuto attaccato ogni capo al suo posto alla mangiatoia divisi tra loro dai battifianchi. Dietro il bestiame trovasi la gianella la quale riceve le rine e il bestiame per la maggior pulizia Dictée du 28 Mars 1884. Michel Ange, Buonarrotti, Raphaël et Le Bramante. Ces trois grands artistes italiens. Obligation. Je soussigne Petit Louis demeurant Joseph domicilié dans la commune de Rohimes Saint Georges me declare debiteur vers Mr Centrgjules fils de fu Etienne domicilié dans la même commune de la juste somme de livre cent vingt cinq prix d'un genisson agé de trois ans avec le poil rouge et la tache de blanc que j'ai lui ai acheté aujourd'hui laquelle somme je promets de lui payer avant la fin du mois de mais plus prochain sans intrest Fait à Rohimes St Georges le 9 janvier 1883. Petit Louis (signatures des témoins). Quittance. Je soussigne P. Louis de versent Joseph resident a Rohimes St Georges reconnait et declare d'avoir reçu de Mr. Thomas la somme de livre cent vingt cinq qu'il me devait pour l'achat d'un genisson delaquelle somme je le tiens quitte. Fait à St. Georges le 19 mars 1883.
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Quittance d'un acompte reçu et d'un intérêt payé Je soussigné Mr. S. propriétaire domicilié à Bohèmes St Georges reconnais avoir reçu de S. N. de la dite commune la somme de cent dix huit francs, dont deux cent francs pour acompte de la somme de trois cent francs qu'il me doit et les dix huit francs pour les intérêts an- nuel et échu à ce jour et dès ce jour je lui donne la quittance. En foi à Bohèmes Saint Georges le 12 Février 1884. Obligation Dont le payement de la somme précitée doit se en parties brisées. L'an dix huit cent quatre vingt quatre et le six février à Bohèmes St Georges. Je soussigné Petit Louis de vivant Joseph domicilié à Bohèmes St Georges me déclare débiteur vers le sieur M. F. domicilié dans la même commune de la juste somme livre six cent que j'ai reçu ce jourd'hui, pour argent de gracieux prêt laquelle somme je promets et m'oblige lui rembourser dans deux ans dès ce jour avec les intérêts au taux du cinq pour cent en trois payements égaux de deux cent livres chacun dont le premier s'effectuera le quinze mai de la courante année, le second le trente novembre de cette année même et le troisième cinq octobre de l'année suivante. Il est convenu qu'il ne sera facultatif de payer les intérêts lors du troisième terme. Petit Louis bon pour la somme de six cent livres. Signatures des témoins les intérêts à chaque terme échu ou en un seul payement Dictée Charlemagne Charlemagne fut le premier de nos rois qui eut fondé des écoles. Ce moteur de l'instruction comme il était il se plaisait à les visiter souvent pour encourager les écoliers. Un jour donc qu'il entra dans une école il se fit montrer les travaux écrits des jeunes gens. Les élèves studieux devaient se ranger à sa droite. Les ignorants et les paresseux devaient passer à sa gauche. Charlemagne se tourna vers les élèves laborieux et leurs dit: je suis heureux de votre application, persévérez et efforcez vous de devenir chaque jour plus instruits et plus sages.
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Vous assurez ainsi votre felicite et ma recompense en son temps ne vous manquez pas Quand a vous seoriat il d'un ton errite en se tournant vers la gauche vous paresseux et inutites qui croyez le savoir sans l'importance je vous le declare n'avez a l'espirez de moi aucune faveur si vous ne renoncer a votre paresse pour devenir serieux et appliqués car vos beaux jolis habits et vos jolis visages ne sont rien a mes yeux si ces qualites ne sont accompa gnez des qualites de l'esprits et du coeur. Proverbes. Aide toi le ciel t'aidera. Qui bien aime bien taquine. Quand l'arbresest tombe chacun court aux branches Dans royaume des aveugles les borgnessont rois. Bien mal acquis ne prospere pas. A brebis tondue Dieu mesure le vent. Une faul pas mettre la charrue devant les boeufs. Chat echaude craint l'eau froide. A bon chat bon rat. La nuit tous les chats sont gris. Les maladies viennent a cheval et s'en vont a pied. Come si deve leggere. Certe fanciulli leggono assai male; tanto male che fa proprio pena l'ascoltarli. Alora Giannino legge bene, con grazia con sentimento to. Un fanciulletto, se legge bene, vuol dire che intende quel che legge. Il libri si leggono apposto per intenderli, e per far nostro più delle buone cose che insegnano. Giannino si rammenta ancora quel che dice il signor Maestro l'han passato. I fanciulletti che leggono i libri senza capir nulla sono tanti pappagalli. Dettato. - I chiacchierini. - Gli scuolari chiacchierini disturbano la scuola. Cristoforo foro un giorno, appena arrivato, incominciò a raccontare (di un nido di uccelli che aveva trovato nell'orto. I fanciulli che gli'erano at torno, l'ascoltavano pieni meraviglia. In quel mentre il maestro si fece ad interrogarli e nes- suno seppe rispondergli; ma egli subito rimbro- no che ne aveva la colpa e disse; Cristoforo io ti ho già ammonito per ben due volte;
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Ora non posso più lasciarti sedere insieme coi tuoi compagni; levati di lì e mettiti in quel banco laggiù in disparte. Cristoforo dovettero obbedire; e chiunque entrava in scuola lo vedeva seduto solo e soletto da parte, sic che egli ne aveva molta vergogna. Il bravo scolaro. – Ernestino è uno dei più bravi sco lari della nostra scuola. Egli scrive con diligenza e con atten zione. Sta composto, e tiene tanto bene la penna che è un piacere il guardarlo. Non v’è un gra ffio, mai uno scarabocchio, una cancellatura, uno spro posito, e i suoi pennini nella scatolina, e non li giuoca mai. Appena finito di scrivere, asciuga colla pezzuolina la penna perché non abbia a pigliare la ruggine. Dittato. Il re d’Italia. – Il nostro re è Umberto 1° di Casa Savoia. Egli nacque il 14 marzo 1844 e salì al trono il giorno stesso della morte del padre, Vittorio Emanuele II. Detto il re gal lantissimo. La moglie del re, ossia la Regina, è Margherita di Savoia, ed è anche cugina Di Umberto. Il re Umberto cooperò al l’unificazione della patria nostra, versando il sangue alla battaglia di Custozza, dove venne ferito. La Regina Margherita è una cara creatura, e l’idolo del popolo italiano. Ogni bocca ha per la Regina una benedizione. Geografia. – La terra su cui abitiamo abitiamo è stata divisa in cinque grandi parti o continenti, cioè Europa, Asia, Africa, America e Oceania. La nostra cara patria l’Italia è compresa nell’Eu ropa. Dunque gli italiani sono detti Europei. La popolazione italiana ascende a ventiotto milioni di abitanti. La forma dell’Italia è quella di una gamba, ed è lunga mille tre cento chilometri e larga sei cento. È circondata da Belle Alpi ed attraversata dagli Appen nini. I monti più alti delle Alpi sono il Cervino, il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Giumalto e il Meouriso.
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Storia naturale. La lana. – Vi sono certi animali assai utili ai bisogni dell'uomo. Oltre la carne, il suo danno anche il loro pelo, col quale si fanno moltissimi lavori. Colla lana delle pecore si fanno coperti, vestiti, camicie e tante altre cose. La pecora è un ani- male che bruca l'erba e è un ruminante come la capra, il bue, il cammello, il camosci, e tanti altri animali. La pecora è un ani- male lattifero. Col suo latte si fa un ottimo formaggio. Detto anche formaggio pecorino. Le migliori pecore dell'Italia si trovano in Piemonte. Esercizi di ginnastica. – Saluto. – Posizione ginnastiche. – Battuta continua delle mani e dei piedi simultaneamente e alternativamente. Battuta uno per due mano contro mano; i due dei piedi; Battuta 2 per 2, 4 per 4. Battuta 3 per 3 mani sul banco e 3 per 3 mano contra ma- no con vivacità. – Battuta sei per 6 mani sul banco e 6 per 6 mano contra mano. – Equilibrio sui piedi. Nomenclatura. Il nostro corpo. Osserviamo come sia formato il nostro corpo e confrontiamolo con quello degli altri animali. La parte più elevata del nostro corpo è la testa. La parte più grossa è la testa o il capo, è il tronco o il busto o torso. Al tronco stanno unite le braccia e le gambe le quali si chiamano anche membra o estremità superiori, e le due gambe membra o estremità inferiori. Domande. – Qual'è la parte più elevata del corpo umano? Quali nomi sono stati dati alla parte più grossa del nostro corpo? Oltre la fronte e testa quali parti stanno unite al tronco? Che nome comune prendono? Come si di- stinguono? Quante e quali sono adunque le parti del nostro corpo? Arti e mestieri. – Di che sono fatti il tuo giubboni e i tuoi calzoni? Di panno. Di che cosa è il panno? Di lana. Che cosa è la lana? È il pelo o il vello della pecora. Che bisogna fare per avere la lana? Bisogna tosarla dalla pecora. Che si fa della lana tosata? Viene digrassata e poi filata.
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Dalle donne o dalle matassine? Che si fa colla lana filata? Si fanno calze, berrette, coperte, tappeti, stoffe e panni. Per aver panni che si deve fare della lana filata? Si deve distenderla sul telaio, e poi che si fa? Si tessono i panni. Da chi? Dal tessitore. Dove? Nei lanifici. Tessuto il panno che si fa? Si tagliano i sfilamenti che sporgono. Da chi? Dal cimatore. E poi che si fa? Si purga e si assodano i panni sotto lo stratoio. Da chi? Dal qualchieraio. E per ultimo che si fa? Si portano al pannaiolo perché si venda al minuto. Detto. A questo mondo, o miei cari allievi, tutto dobbiamo lavorare. Il lavoro è necessario alla vita; senza lavoro non si mangia, e l'uomo senza pane muore. Non vedete l'ape...? Essa tutto il giorno vola su questo o su quel fiore per sugge il succo, e riposa nell'alveare a lungo il miele tanto prezioso. È il contadino...? Oh! anch'esso poveretto suda la mano a sera per lavorare la terra affinché possa produrre il grano che a noi tutti è necessario. Sì, bambini, miei; tutti lavorano e noi dobbiamo amare la fatica. Anche voi bambini avete pure da lavorare. Il vostro dovere consiste nello studiare, nel prestare ai vostri genitori quei piccoli serviggi che sono relativi alle vostre forze e alla vostra età. Agricoltura. È l'arte di preparare la terra per renderla più fertile, e per ricavarne un più guadagno colla minor spesa possibile. L'agricoltura non è certamente un'arte nuova, essa ha avuto la sua origine con la terra stessa. Che riconosci ta l'arte più utile, onde provvedere ai tanti biso gni dell'uomo. Lo studio e l'esperienza ha por tarono al più grande perfezionamento. L'Italia nostra Dilettissima patria è una delle terre le più agricole del mondo. Detto. Bambini! Noi siamo Italiani, perché siamo nati nella ridente Italia, nostra Dilettissima patria, che noi dobbiamo amare sempre ed onorare con le buone azioni. L'Italia ha per Re l'amato Re Vittorio Emanuele II. Il Re ha molta
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e la moglie del re si chiamava regina. La regina d'Italia è Margherita Di Savoia, la quale fu un figlio per nome Vittorio Emanuele III. In ogni scuola si vede il quadro del re. Anche noi l'abbiamo; ecco bambini il quadro del re. Le parti di questo quadro sono la cornice, il vetro e la stampa. Questa prima è la corni- ce, questo il vetro, e sotto il vetro c'è la stampa. Il re abita a Roma città capitale del regno d'Ita lia. Anche il re va rispettato, e chi non lo rispetta è un pessimo cittadino. Geografia. — L'aspetto dell'Italia. L'Italia, figliuoli miei, per la sua forma e per le sue regioni, si divide in Dieci parti, cioè: Piemonte, colle città Di Torino, Alessandria, Cuneo, Asti, Mondovì, Vercelli e Novara; Liguria, con Genova e Sa vona; Lombardia, con Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova; Veneto, con Venezia, Padova, Verona, Vicenza e Treviso; Emilia; con Parma, Piacenza, Modena, Reggio, Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna; Toscana, con Firenze Leonard a sa tante Arten a son prof Massimilien a son Parrain Vie a sa Marraine Eugenie a sa Marraine absente Florentina a sa marraine Eleonore a sa tante Polonie a sa marraine Euphrosine a sa marraine Marie a sa marraine absente.