Bollettino Parrocchiale Aosta: Fede, Missioni e Vita Diocesana dopo l'Allunaggio (Settembre 1969)
9-1969.pdfIl Bollettino Parrocchiale della Diocesi d'Aosta del settembre 1969 riflette intensamente sull'intersezione tra fede e progresso scientifico, in particolare a seguito dell'allunaggio dell'Apollo 11, e incoraggia la riscoperta della preghiera autentica nella comunità. Il documento combina cronache diocesane (l'attività di Mons. Lari, eventi storici e il danneggiamento dei campanili), resoconti anagrafici locali (battesimi, decessi a St-Pierre) e temi sociali urgenti, come l'importanza dell'educazione giovanile e la responsabilità congiunta di Famiglia, Scuola, Chiesa e Stato. Vengono inoltre evidenziati gli impegni caritativi e missionari della Valle d'Aosta, con la descrizione dell'ampliamento della Piccola Casa Cottolengo a Saint-Vincent e l'annuncio della partenza di Padre Gian Carlo Todesco come primo missionario valdostano nel Laos. La pubblicazione include anche annunci commerciali locali.
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Paroisse de St-Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE Xme ANNÉE - N. 9 SEPTEMBRE 1969 Fin septembre chez nous: le retour... Foto Freppa Si nous savions regarder le monde, si nous savions écouter Dieu, toute la vie deviendrait prière. La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes TIP. VALDOSTANA - AOSTA
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dice ai giornalisti: « Abbiamo pensa- to a tutto: ora, non ci resta che pre- gare ». La giornata degli astronauti nell'a- bitacolo dell'Apollo è fissata in prece- denza nei minimi particolari e con ma- tematica precisione: le ore del lavo- ro e del riposo, il momento della sve- glia e della preghiera... Mentre la spedizione compie la sua missione, in molte chiese d'America si susseguono turni ininterrotti di pre- ghiera, nelle chiese cattoliche e nei templi protestanti. Una targa sarà lasciata sulla luna; porta una data: non quella della sco- perta dell'America o dell'ultima guer- ra, ma quella della nascita terrena di Gesù Cristo a Betlemme: « Anno Do- mini 1969 ». Il Presidente degli Stati Uniti, par- lando via radio agli uomini sulla lu- na, dice: « La nostra preghiera è con voi e per voi ». Il messaggio del Papa, portato las- sù in micro-film con i messaggi di 70 Capi di Stato, reca il canto del Sal- mo 8: « O Signore, nostro Signore, quanto è ammirabile il tuo nome su tutta la terra! Contempio i tuoi cieli, l'opera delle tue mani: la luna e le stelle da te disposte... La tua maestà s'innalza al di sopra dei cieli ! ». E le parole di Aldrin, il secondo uomo dopo Armstrong a mettere pie- de sulla luna? Nella pausa di una conversazione sui risultati dei vari collaudi, prima di uscire dall'Aquila sulla luna, ri- chiama gli uomini della terra al rac- coglimento e alla preghiera: « Vorrei cogliere quest'occasione per chiedere a ogni persona che si trovi in ascol- to, chiunque sia, dovunque essa si trovi, di raccogliersi qualche istante per rendersi conto di ciò che è suc- cesso in queste ultime ore e ringrazia- re Colui in cui crede ». Ecco: a noi — uomini di oggi — l'invito a pregare, a ringraziare Dio ci viene ripetuto anche dalla luna! (Immagine di paesaggio con casa/mulino) Fra il passato dove sono i ricordi e l'avvenire dove sono le nostre spe- ranze, vi è il presente dove sono i doveri. (Ozanam) 2 — La parola del Parroco St-Pierre Uno dei compiti più importanti di un parroco è quello di aiutare la gen- te a pregare. A Saint-Pierre si lavora molto, ma si prega poco. A volte sembra che manchi il tempo di pregare; forse più sovente si pensa che non è poi tanto importante o addirittura che è inutile o impossibile pregare. Stando qui mi sono reso conto di una cosa che mi piace; perché non ho trovato quasi nessuna di quelle for- me di superstizione o di bigottismo che dilagano altrove. Qui non si cre- de al potere magico di certe partico- lari preghiere, né ci si attendono de- gli interventi miracolistici da parte di chissà quali esseri misteriosi, così co- me fortunatamente non si ha tanto, la tendenza di ridurre la religione al compimento di certi riti o alla recita di certe formule: la religione è vita e come tale va vissuta in pienezza per le strade, in famiglia, sul lavoro, o- vunque ! D'altra parte però noto sovente una scarsità di preghiera — anche di quella autentica — davvero impres- sionante. Vorrei sbagliarmi, ma ho l'impres- sione che ci siano a St-Pierre decine, anzi centinaia di persone che non pre- gano mai: né in chiesa, né a casa, né fuori. Per uno che è unito a Cristo attraverso il battesimo è già una e- normità che egli lasci trascorrere tut- ta una settimana senza rivolgersi per- sonalmente a Lui; ma credo che ci siano molti battezzati che lasciano tra- scorrere l'anno intero senza neppure tentare mai di mettersi a tu per tu con il Signore attraverso un qualche atto di fede. Vi dico francamente che una cosa del genere mi impressiona molto e se non mi sembrasse vera la crederei im- possibile. Voi sapete che, sia attraverso le letture come attraverso i viaggi o i contatti personali, ho avuto modo di conoscere gente di tutte le razze e di tutte le religioni. Ma riguardo all'argomento che sto trattando ho notato un fatto straor- dinario: i cattolici pregano, i prote- stanti pregano, gli ebrei pregano, i mussulmani pregano, i buddisti pre- gano, i pagani stessi pregano, tutti pregano; come fanno allora alcuni Saintpiérrolains a non pregare mai? Mi rifiuto di credere che siano pro- prio atei o del tutto indifferenti; per cui una spiegazione del fenomeno an- cora non l'ho trovata. Comunque sia la cosa, lasciate che io inviti ognuno di voi a rifletterci su. Voi sapete che non mi piace far- vi delle prediche, né sarei capace di farvele in modo efficace. Ma posso invitare ognuno di voi a chiedersi che cosa vuol decidere di fare riguardo alla preghiera, che è un valore univer- salmente riconosciuto nel mondo. Per conto mio vi dico che, se non riuscissi a pregare ogni giorno molto a lungo, non saprei come vivere, co- me dare forza e senso alla mia vita. E ho l'impressione che anche per voi sia così. — 3
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Capisc che non potete pregare ogni giorno per delle ore: però ci so- no a vostra disposizione tanti momen- ti e tante forme di preghiera (con o senza libro, individuale, della sera, del mattino, alla domenica, ascoltan- do la radio, eccetera), che avete solo l'imbarazzo della scelta; purché siate convinti che vi serve pregare. E perché siate convinti, provate a pensare se non è vero che la preghie- ra trasforma l'uomo rendendolo dispo- nibile di fronte a Dio. Mi sembra che senza la preghiera l'uomo diven- ta materializzato, preoccupato, tirato nell'egoismo. Invece con la preghiera l'uomo si umanizza, si rasserenà, si apre al fratello. Credo che ognuno di voi potrebbe un giorno o l'altro provare di dire, almeno nel segreto del suo cuore: « Signore, salvami. Tu solo puoi dar- mi una vita piena, una vita che non finisce mai. Signore, prendimi, sono tuo. Signore, guidami. Signore, con- ducimi nella via del bene, nella via dell'amore ». Oppure, più semplicemente, ognu- no potrebbe subito provare a recitare di nuovo con convinzione il « Padre nostro », che è poi la preghiera mi- gliore, perché insegnataci dal Signore. Il vostro parroco Dai registri parrocchiali Battesimi: Forse un po' alla volta anche il villaggio di Rumiod ricomincia a po- polarsi di bambini: il 20 giugno una nuova nascita ha rallegrato il giovane focolare di Chanoux Albino e Chap- puis Silvia con la comparsa del pic- colo Adolfo. Al Sacro Fonte fungeva- no da padrini Luira Aldo e Jordaney Raimonda *** L'otto luglio una vispa bimbetta ha allietato la famiglia dei Berthod di Château Feuillé, nel giovane focolare di Berthod Giacomo e Buschino Ilva. La neonata ha come padrini Ber- thod Franco e Buschino Zita. *** Il 20 luglio nella nostra chiesa ha ricevuto il Battesimo la piccola Karo- le, nata in Svizzera (Monthey) dai co- niugi Bonfanti Luigi e Bianchi Dally. Fungevano da padrini Jacquemin Cle- lio e Visenta Michaela. 4 — La piccola Rosita, secondogenita dei coniugi Paillex Italo e Bois Ma- ria, è nata il 26 luglio ed ha ricevuto il Battesimo il 3 agosto, avendo per padrini il Rev. Don Silvio Bois e la signora Paillex Elsa. *** Il 9 agosto una graziosa bimbetta, Marisa, è venuta ad aggiungersi ai tre fratellini della famiglia di Talarico An- tonio e Aiello Luigina. La neonata ha come padrini Perrone Attilio e Per- rone Emilia. *** Il 14 agosto è stata la volta di due gemelli, Cesare e Luca, che sono sta- ti accolti con gioia dai coniugi Rumiod Francesco e Abram Teresa. I padrini di Cesare sono Perrod Alfredo e Bé- rard Léa; quelli di Luca sono Fusinaz Mauro e Bérard Ornella. *** Il 24 agosto un vispo maschietto è entrato nel giovane focolare di Nuc- ci Secondo e Christille Franca. Al Sa- cro Fonte il neonato ha ricevuto il nome di Igor. Fungevano da padrini: Morandi Carlo e Morandi Gilda. *** Ancora una nascita in agosto, con la comparsa del piccolo Sandro nel focolare di Favre Bruno e Som Re- née. Il neonato è stato battezzato nella nostra chiesa la domenica 7 set- tembre. *** Matrimoni: Durante l'estate si è avuto un solo Matrimonio a St-Pierre: si tratta di Lettry Marcel, che è passato a secon- de nozze con Bonin Georgette. Il sa- cro rito è avvenuto il 30 giugno con semplicità nel suggestivo recinto del- l'Asilo Mons. Centoz, alla presenza dei parenti più intimi. Agli sposi era pure giunto un telegramma augurale del Vaticano: il Santo Padre era sta- to messo al corrente dell'avvenimen- to dallo zio della sposa, Sua Ecc. Mons. Centoz, che aveva voluto te- stimoniare anche in quel modo la ri- conoscenza per le amorevoli cure da lei ricevute. *** Decessi: All'età di 57 anni, quando era an- cora in piena attività, è stato rapito all'affetto dei suoi cari Campese Gu- glielmo Augusto, addetto alla Stazio- ne ferroviaria di Villeneuve. Vittima di un incidente stradale, sembrava non averne riportato gravi conseguenze, ma poi fu necessario ri- coverarlo all'ospedale e dopo qualche settimana la sua forte fibra dovette purtroppo soccombere. Egli lascia il ri- cordo di un uomo particolarmente af- fabile, facile alla conversazione e pron- to al servizio del prossimo. Ai fune- rali ha partecipato numerosa folla ve- nuta anche dai paesi vicini. Tra gli altri gesti di solidarietà è da notare quello dei Ferrovieri della Stazione di Aosta, i quali hanno of- ferto la somma di lire 10.000 per la celebrazione di Sante Messe in suo suffragio. *** Nelle prime ore del giorno di San Pietro è deceduto Bois Albert, nella sua abitazione della Rosière. Aveva 64 anni ed era stato costretto a lun- ghe cure negli ultimi mesi di vita. Originario di Valgrisanche, si era tra- sferito da una ventina d'anni a St- Pierre, dove aveva svolto il lavoro di messo comunale. Abile anche come guaritore, aveva reso preziosi servizi ad un grandissimo numero di perso- ne. In chiesa era assiduo come can- tore. Cristiano convinto, ma senza o- stentazione, ha saputo allevare i suoi numerosi figli ispirandosi a saldi prin- cipi e durante la sua malattia ha da- to l'esempio di una fede in Dio pro- fonda e rasserenante. Ai suoi funera- li ha partecipato, oltre a numerosa folla, uno stuolo imponente di sacer- doti, alcuni dei quali (una quindici- na) hanno celebrato la S. Messa at- torniando all'altare il figlio del defun- to, Don Adolfo. *** Dopo due mesi di sosta la morte ha ricominciato a ripercorrere il pae- se: il 1 settembre è deceduto Martin Desiderio, di anni 59. Da qualche tempo stava al villaggio di Etavel con la mamma Secondina. Era origi- nario di Rhêmes-St-Georges, dove è stato sepolto con molto rimpianto. *** Il 3 settembre è deceduto a Torino Aimé Ciocchetti, di anni 74. Solo da qualche tempo egli aveva stabilito la — 5
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La gioventù merita fiducia L'impegno di tutti: l'educazione dell'infanzia, della gioventù — è suscettibile di educazione e di formazione; — nè è priva di nobili e alti ideali! Non è credibile che quando tutto, nel- la vita e nel mondo, progredisce -- nella tecnica, nella cultura e nell'econo- mia - ad un ritmo vertiginoso, l'uomo si deteriori irrimediabilmente e si cor- rompa inevitabilmente. Chi questo pensasse, mancherebbe, mi pare, di FEDE in DIO che tutto con- duce e dirige, e di FIDUCIA nell'UOMO che è «re del Creato» e «immagine vivente di Dio ». TEMPI MERAVIGLIOSI, TEMPI DIFFICILI E' vero invece che sono gli anni che viviamo che sono DIFFICILI e proprio perchè sono MERAVIGLIOSI di rapidi progressi materiali ed economici che esigono per essere dominati: — una cultura adeguata ; — una forza morale superiore ; — una educazione, finalmente, più as- sidua, comprensiva e vigilante, dol- «L'avvenire dei bimbi: la preoccupazio- ne di tutti i genitori». I giornali parlano troppo spesso e con raccapriccianti dettagli, di giovani, di ra- gazzi e di adolescenti a volte, dell'uno e dell'altro sesso, che traviano, fuggono di casa, commettono delitti, che disprez- zano la virtù e, a volte, la propria o l'altrui vita. Leggendo i fatti dolorosi o ignobili si genera facilmente, nei meno provvedu- ti, un sentimento di sfiducia nell'infan- zia e nella gioventù di oggi. E' quello, un sentimento deleterio che tarpa le ali degli ideali e di ogni azione educativa. Noi crediamo che a dispetto delle ap- parenze e dei fatti delittuosi e racca- priccianti troppo frequenti, crediamo che la gioventù di oggi: — è pure e ancora in grande maggio- ranza e sostanzialmente sana ; 8 — ce e forte! — un senso più vivo dei veri valori umani e perenni; L'IMPEGNO E' GRAVE, E' DI TUTTI Ogni bimbo o giovane ha il DIRITTO di apprendere dai «MAGGIORI» a con- quistare la forza morale che gli permet- terà di affrontare, vittoriosamente, le difficoltà e i dolori della vita e la mor- te; ha il DIRITTO che gli insegnino a percorrere la sua via godendo onesta- mente delle bellezze e delle gioie che la vita dà; ha il DIRITTO che i «MAG- GIORI» gli apprendano a godere della forza e della gioia che un alto ideale conferisce. A questi naturali diritti corrispondo- no altrettanti DOVERI da parte dei «MAGGIORI»: — della FAMIGLIA che è la prima, naturale, insostituibile EDUCATRI- CE dell'infanzia e della gioventù ; — della SCUOLA che completa e al- larga - sostituisce a volte - la educazione familiare ; — della CHIESA che è, per divino Volere, «MADRE e MAESTRA » di umanesimo completo, per il tem- po e per l'eternità ; — dello STATO che deve provvedere al «bene comune» che è frutto dell'ordine, della giustizia e della pace; dell'educazione, in ultima analisi, dei cittadini ; — dei MEZZI di COMUNICAZIONE, in modo speciale oggi: delle riviste e dei fumetti, della radio e della televisione, del cinema e dei di- schi che tanta influenza esercita- no sull'animo dei bambini e dei giovani ; — di OGNI ADULTO infine, perchè tutti gli uomini sono SOLIDALI ed è di TUTTI il collaborare per un avvenire migliore e per un'umani- tà più perfetta. SE..... Se tutte queste forze sapessero col- laborare e si impegnassero seriamente per una educazione e formazione miglio- re dell'infanzia e della gioventù, allora veramente, il mondo vedrebbe giorni migliori! E. P. «Un'adolescenza gioconda che guarda lontano, che aspetta molto dalla vita » «Un'infanzia, precocemente pensosa, fiduciosa... è degli adulti il non deluderla!».
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Padre Gian Carlo: primo Missionario Valdostano nel Laos Per i primi mesi si tratterà di impa- rare la lingua laoziana e i vari dialetti del posto; poi incomincerà il vero mi- nistero di apostolato presso le famiglie e le singole anime; specie presso l'in- fanzia che abbonda e che frequenta le scuole della missione. Il papà e la mamma, le sorelle e il fratello di Padre Gian Carlo nella lo- ro bella fede e nel loro tenero affetto per il loro congiunto, sono concordi nel dire: « Se questa è la volontà di Dio, se Gian Carlo è FELICE per questa sua scelta, felici siamo anche noi! Che Dio lo aiuti! e ci aiuti! ». Padre Gian Carlo, i lettori del no- stro Bollettino, l'accompagnano nel Laos con la loro simpatia, coi loro auguri, con le loro preghiere! PE. ...una mamma, un bimbo del Laos... ...una chiesa nel Laos... La posizione del cristiano è una po- sizione di testimonianza operante al- l'interno del mondo moderno, non di compromesso con esso, di cedimento sull'essenziale, di annacquamento della sua fede. In questo secondo caso egli è ... il propagandista di un cristiane- simo ridotto a pura socialità, cioè di quella società atea ed empia, che egli non solo non riscatta, ma insieme al- la quale perde se stesso. E questo non è testimoniare fino all'estremo sacri- ficio: è tradire comodamente e anche ipocritamente. I Cristiani nel mondo di F. SCIASCIA Nel prossimo mese di ottobre un sa- cerdote, nato e cresciuto in Valle di Ao- sta, partirà, missionario, per il Laos. Si tratta di Padre Gian Carlo Tode- sco nato 28 anni fa in Aosta, Oblato di Maria Immacolata; i nostri lettori ricor- dano la sua Ordinazione Sacerdotale e la sua Prima Messa avvenute il due e tre aprile del 1966, nella sua stessa par- rocchia di origine, nella chiesa di Maria Immacolata. La famiglia Todesco, oriunda del Ve- neto, è assai conosciuta e stimata in Aosta e specialmente nel quartier ope- raio della Cogne dove vive da parecchi decenni; è composta dai genitori, da due fratelli e da cinque sorelle; due di que- ste si sono ugualmente consacrate a Dio presso l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Tutta la famiglia si distin- gue per una attiva partecipazione alla vita parrocchiale e per una fedele e vi- va adesione all'Azione Cattolica. Campo di azione apostolica del nostro giovane Missionario sarà, come detto, il Laos. La dolorosa e ormai lunghissima guerra del Vietnam ci ha familiarizzato con questo nome e con questo paese 10 — della lontana penisola Indocinese che, diversamente, ignoreremmo forse com- pletamente. E' il Laos un paese, in prevalenza a- gricolo, che confina colla Birmania, con la Thailandia, colla Cambogia e col Vietnam del Nord e del Sud. La sua vicinanza con questi due a- cerrimi contendenti lo fa teatro, troppo spesso di frequenti e pericolose invasio- ni di guerriglieri. Il Laos è di religione prevalentemente buddista; ma conta ormai numerose e promettenti comunità cristiane e catto- liche. *** Padre Gian Carlo è felice di partire per la Missione. Ci dice: « Si sta realizzando l'IDEALE della mia Vita! Ho sempre sognato, dall'infanzia e lungo tutti gli anni dei miei studi, a questa offerta, completa, totale e asso- luta a Dio e alla Chiesa, per il servizio e la salvezza dei nostri fratelli, più bi- sognosi della luce e della carità di Cri- sto! Ne ringrazio di gran cuore il Signo- re! ». — 11
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Un'altra casa ospitale in Valle renu, già proprietà di Page Jean e al momento della transazione del di lui nipote geom. Fosson Pio: su questo terreno fu costruito dall'Amministra- zione della Piccola Casa di Torino — essendo Superiore Generale padre Mi- chelangelo Accomasso — un primo e- dificio capace di ospitare circa 25 per- sone anziane bisognose di ricovero. Il 7 luglio 1957, detto edificio fu inau- gurato con solenne cerimonia: sul piazzale antistante era presente la po- polazione con il Vescovo Mons. Blan- chet, il Presidente, avv. Bondaz, l'as- sessore regionale dott. Marchiando, il sindaco cav. Fosson e il parroco don Hosquet. Dopo la benedizione, la Ban- da degli Invalidi del Cottolengo di Torino si esibi in pezzi d'opera e in canti che rallegrarono quella simpati- ca e cordiale festa. La popolazione vi- sitava quindi i locali, esprimendo vi- va gratitudine alla Piccola Casa del Cottolengo per il compimento dell'o- pera. Dieci anni dopo — nel 1967 — la Direzione di Torino, accogliendo be- nevolmente le continue e numerose richieste che le pervenivano da tutta la Valle, decideva di ampliare e am- modernare la Succursale di St-Vincent: Il 'COTTOLENGO' di St-Vincent Alle falde del Monte Zerbion e a ridosso dell'abitato di Saint-Vincent, nella regione Moulin-Capard, tra fila- ri di vigneti, vi è uno spazioso re- cinto (mq. 7.117) con al centro un imponente caseggiato di 7.920 metri cubi, che copre un'area di mq. 803: è la « Piccola Casa della Divina Prov- videnza — Cottolengo — succursale di Saint-Vincent », che ospita in lo- cali moderni e funzionali persone an- ziane, amorevolmente assistite e cura- te dalle Suore del Cottolengo. L'iniziatore di quest'opera benefica fu il rev. padre Amato Maquignaz, già missionario in Cina: egli — nel 1949 — lasciò con testamento olo- grafo la sua casa di Saint-Vincent — Via Roma — al Cottolengo di To- rino. Subito — nell'estate 1950 — ven- nero ad abitarvi le Suore del Cotto- lengo, a turno, per un breve periodo di riposo e per usufruire della bene- fica cura delle acque della Fons Sa- lutis. In quel frattempo, già accudiva- no nella loro casa a qualche caso pie- toso. Nel 1956, il Comune di St-Vincent, con il contributo di generose offerte della popolazione locale, offriva gra- ziosamente al Cottolengo un vasto ter- acquistava nuovi terreni da diversi proprietari limitrofi e iniziava subito i lavori, che furono eseguiti dall'Im- presa Riccardo Rollandin e diretti dal geom. Giuseppe Castiglioni. Finalmente il 22 febbraio 1969, il nuovo Vescovo di Aosta, Mons. Lari, benediceva la grande ala nuova ad oc- cidente dell'edificio primitivo e con- sacrava il nuovo altare della cappella, anch'essa ridimensionata e abbellita. (L'Amministrazione Regionale ha con- tribuito a questi lavori con la som- ma di 15 milioni). Ora la Casa ospita 20 uomini e 30 donne provenienti da tutta la Valle; le Suore assistenti sono 7. La capien- za dell'Istituto potrebbe elevarsi a 70 ospiti se il personale di assistenza po- tesse essere accresciuto. Così Saint-Vincent, accanto alle at- trezzature turistiche, possiede una Ca- sa della Carità a cui tutti guardano con simpatia e con ammirazione. A questa Piccola Casa, emanazione della Carità di Cristo che alberga nel cuore dei figli e delle figlie di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, augu- riamo un buon lavoro a sollievo del- l'umanità sofferente. Mons. Lari fra le ospiti del Cottolengo di St-Vincent, il 22 febbraio 1969. — 13.
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D'un clocher clocher ... à l'autre Le clocher et le village de Leverogne (Arvier) Champillon sur Doues, le 5 août Ai convegni estivi dei pastorelli sull'alpe partecipò quest'anno anche siens et de tous ceux qui connaissaient cette caractéristique figure de prêtre de campagne: sa pauvreté, joyeuse- ment acceptée, et son zèle, discret et charitable, le rendaient singulièrement aimable. giene, il dispensario, la scuola ... il Vescovo, Mons. Lari, come aveva Ringrazio i miei amici e benefattori della Valle di Aosta, riconoscente se vorranno ancora aiutarci: non li di- mentico nelle mie preghiere ». promesso in occasione del loro radu- no in Aosta, la primavera scorsa. I pastorelli di St-Barthélemy, di St- Pierre, di Bosses, di Brusson, di Ol- lomont, di Lilliane... ascoltarono con gioia la sua parola, si confessarono a lui e con lui vissero una giornata di serenità e di affetto. Dall'Africa (Ruanda), ci scrive pa- dre Prospero Avoyer di Bosses: « La mia salute è ottima e non man- ca il buon umore. Due settimane fa, ho percorso in auto-stop km. 1.300 per recarmi a Kampàla in occasione della visita del Papa: cortesia gene- rale, entusiasmo indimenticabile. Ho cercato d'incontrare Mons. Vallainc, ma mi fu impossibile trovarlo. Qui nella mia missione, il lavoro è molto. Ho in cantiere 170.000 mat- toni per la casa delle Suore e per suc- cursali nell'immensa boscaglia che ci circonda. Problemi complicati per l'acqua, l'i- Anche gli alunni del Seminario Maggiore si unirono ai vari collabora- tori dell'O.D.A. e visitarono i pasto- relli sulle montagne. Mons. Vescovo ebbe parole di ap- provazione e di incoraggiamento per questa iniziativa « tra le più belle e benefiche della nostra Diocesi ». Le dernier numéro du bulletin, a- dressé à ses paroissiens lorsqu'il était déjà bien malade et où il recomman- de instamment la sanctification de la fête, sera gardé par les habitants de Diémoz comme le testament spirituel de leur Curé. Paix à son âme! Comme tous les ans au mois d'août, les Émigrés Valdôtains se sont réunis à Aoste pour leur grande fête. Cette année encore, le 10 août, la Messe a été célébrée pour eux en l'é- glise de St-Ours par l'aumônier de l'é- migration, M. le chan. Pession. L'église était déjà bondée lorsque les autorités de la Vallée et les prési- M. l'abbé Victor Glarey — natif d'Arvier, ancien curé de La-Magdelei- ne, curé de Diémoz depuis l'an 1941 — est pieusement décédé le 3 du mois d'août, à l'âge de 84 ans. Doué d'une belle intelligence et d'un grand cœur, il s'était gagné la sympathie et l'affection de ses paroi- Mgr Lari parle aux Emigrés, en la collégiale de St Ours. 14 — 15
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dents des divers groupements prirent place aux stalles du choeur. La cho- rale tira de son répertoire les chants les plus émouvants: une ambiance de recueillement et de prière. Mais le clou de la cérémonie a été le sermon de Mgr Lari: son premier discours en langue française, la lan- gue maternelle des Valdôtains. Tous les présents ont fort apprécié 'a parole de Mgr Lari et n'ont pas manqué de l'en féliciter, touchés com- me ils l'étaient dans leurs sentiments les plus profonds. * * * Nel mese di settembre del 1909 — sessant'anni fa — si svolgeva in Ao- sta il solenne Congresso Mariale per ricordare l'ottavo centenario della morte di S. Anselmo. Funzioni reli- giose nella chiesa Cattedrale e con- ferenze di studio nella Collegiata; un Cardinale Legato del Papa e numero- si Vescovi; insigni oratori giunti dal- l'Italia, dalla Francia, dall'Inghilter- ra, dalla Svizzera, dalla Polonia: un Congresso internazionale in onore di Maria che conseguì un successo no- tevolissimo. * * * Cet été, un coup de foudre a en- dommagé le sommet du clocher de St-Vincent. Quelques jours après, c'est le clocher de Torgnon qui à son tour subit de plus graves dommages. L'exposition d'Art Sacré dans les salles de l'évêché d'Aoste se clôt le 21 sep- tembre. Si vous ne l'avez pas en- core visitée hatez-vous: ça mérite! Eccezionale vendita di fine stagione da oggi a LA SOCIALE confezioni Corso Battaglione, 12 - Aosta E' UN AFFARE! Abbiamo praticato riduzioni anche del 50% VISITATECI Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato). Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. 16 —