Bollettino Parrocchiale Aosta: Fede, Missioni e Vita Diocesana dopo l'Allunaggio (Settembre 1969)

9-1969.pdf

Il Bollettino Parrocchiale della Diocesi d'Aosta del settembre 1969 riflette intensamente sull'intersezione tra fede e progresso scientifico, in particolare a seguito dell'allunaggio dell'Apollo 11, e incoraggia la riscoperta della preghiera autentica nella comunità. Il documento combina cronache diocesane (l'attività di Mons. Lari, eventi storici e il danneggiamento dei campanili), resoconti anagrafici locali (battesimi, decessi a St-Pierre) e temi sociali urgenti, come l'importanza dell'educazione giovanile e la responsabilità congiunta di Famiglia, Scuola, Chiesa e Stato. Vengono inoltre evidenziati gli impegni caritativi e missionari della Valle d'Aosta, con la descrizione dell'ampliamento della Piccola Casa Cottolengo a Saint-Vincent e l'annuncio della partenza di Padre Gian Carlo Todesco come primo missionario valdostano nel Laos. La pubblicazione include anche annunci commerciali locali.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de St-Pierre
BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCÈSE D'AOSTE
Xme ANNÉE - N. 9
SEPTEMBRE 1969
Fin septembre chez nous: le retour...
Foto Freppa
Si nous savions regarder le monde,
si nous savions écouter Dieu,
toute la vie deviendrait prière.
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
TIP. VALDOSTANA - AOSTA


Testo Originale Estratto
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Sistema di vendita che non suggestiona il cliente:
nell'acquisto ci si può servire da soli
I primi uomini sulla luna.
Oggi ancora
nel mondo
si crede e si prege
In questo secolo del progresso, in
questi tempi della tecnica, in questo
inizio dell'evo lunare, è ancora valida
la Fede, è ancora ragionevole pregare?
Ecco alcune testimonianze di uomi-
ni illustri, lette sui giornali durante
questi mesi estivi, in occasione soprat-
tutto dell'impresa spaziale che condus-
se — il 20 luglio 1969 — i primi
uomini sulla luna.
Lindberg il primo trasvolatore del-
l'Atlantico:
« La scienza è un sentiero che non
porta a nessuna mèta definitiva: fini-
sce per sperdersi nel mistero ».
Paolo VI, mercoledì 16 luglio, a
Castelgandolfo:
« L'uomo non è il principio, la cau-
sa del mondo. L'uomo non crea le
cose, ma le fa spiritualmente sue. Il
cosmo deriva da una mente creatrice,
da una potenza segreta e superiore...;
cioè: è creato. Nel volo nello spazio
ritroviamo l'idea di Dio. Ascoltate co-
me una voce profonda che sgorga da-
gli abissi del tempo e degli spazi: —
In principio Dio creò il cielo e la
terra — Non c'è cosa più estasian-
te che vedere Dio nel mondo e il mon-
do in Dio ».
Von Braun, uno dei cervelli di Ca-
po Kennedy, prima della partenza del-
l'Apollo 11 per la fantastica impresa
— 1


Testo Originale Estratto
dice ai giornalisti: « Abbiamo pensa-
to a tutto: ora, non ci resta che pre-
gare ».
La giornata degli astronauti nell'a-
bitacolo dell'Apollo è fissata in prece-
denza nei minimi particolari e con ma-
tematica precisione: le ore del lavo-
ro e del riposo, il momento della sve-
glia e della preghiera...
Mentre la spedizione compie la sua
missione, in molte chiese d'America
si susseguono turni ininterrotti di pre-
ghiera, nelle chiese cattoliche e nei
templi protestanti.
Una targa sarà lasciata sulla luna;
porta una data: non quella della sco-
perta dell'America o dell'ultima guer-
ra, ma quella della nascita terrena di
Gesù Cristo a Betlemme: « Anno Do-
mini 1969 ».
Il Presidente degli Stati Uniti, par-
lando via radio agli uomini sulla lu-
na, dice: « La nostra preghiera è con
voi e per voi ».
Il messaggio del Papa, portato las-
sù in micro-film con i messaggi di 70
Capi di Stato, reca il canto del Sal-
mo 8:
« O Signore, nostro Signore,
quanto è ammirabile il tuo nome su
tutta la terra!
Contempio i tuoi cieli, l'opera delle
tue mani:
la luna e le stelle da te disposte...
La tua maestà s'innalza al di sopra
dei cieli ! ».
E le parole di Aldrin, il secondo
uomo dopo Armstrong a mettere pie-
de sulla luna?
Nella pausa di una conversazione
sui risultati dei vari collaudi, prima
di uscire dall'Aquila sulla luna, ri-
chiama gli uomini della terra al rac-
coglimento e alla preghiera: « Vorrei
cogliere quest'occasione per chiedere
a ogni persona che si trovi in ascol-
to, chiunque sia, dovunque essa si
trovi, di raccogliersi qualche istante
per rendersi conto di ciò che è suc-
cesso in queste ultime ore e ringrazia-
re Colui in cui crede ».
Ecco: a noi — uomini di oggi —
l'invito a pregare, a ringraziare Dio
ci viene ripetuto anche dalla luna!
(Immagine di paesaggio con casa/mulino)
Fra il passato dove sono i ricordi e l'avvenire dove sono le nostre spe-
ranze, vi è il presente dove sono i doveri.
(Ozanam)
2 —
La parola del Parroco
St-Pierre
Uno dei compiti più importanti di
un parroco è quello di aiutare la gen-
te a pregare.
A Saint-Pierre si lavora molto, ma
si prega poco. A volte sembra che
manchi il tempo di pregare; forse più
sovente si pensa che non è poi tanto
importante o addirittura che è inutile
o impossibile pregare.
Stando qui mi sono reso conto di
una cosa che mi piace; perché non ho
trovato quasi nessuna di quelle for-
me di superstizione o di bigottismo
che dilagano altrove. Qui non si cre-
de al potere magico di certe partico-
lari preghiere, né ci si attendono de-
gli interventi miracolistici da parte di
chissà quali esseri misteriosi, così co-
me fortunatamente non si ha tanto,
la tendenza di ridurre la religione al
compimento di certi riti o alla recita
di certe formule: la religione è vita
e come tale va vissuta in pienezza per
le strade, in famiglia, sul lavoro, o-
vunque !
D'altra parte però noto sovente
una scarsità di preghiera — anche di
quella autentica — davvero impres-
sionante.
Vorrei sbagliarmi, ma ho l'impres-
sione che ci siano a St-Pierre decine,
anzi centinaia di persone che non pre-
gano mai: né in chiesa, né a casa, né
fuori. Per uno che è unito a Cristo
attraverso il battesimo è già una e-
normità che egli lasci trascorrere tut-
ta una settimana senza rivolgersi per-
sonalmente a Lui; ma credo che ci
siano molti battezzati che lasciano tra-
scorrere l'anno intero senza neppure
tentare mai di mettersi a tu per tu
con il Signore attraverso un qualche
atto di fede.
Vi dico francamente che una cosa
del genere mi impressiona molto e se
non mi sembrasse vera la crederei im-
possibile.
Voi sapete che, sia attraverso le
letture come attraverso i viaggi o i
contatti personali, ho avuto modo di
conoscere gente di tutte le razze e di
tutte le religioni.
Ma riguardo all'argomento che sto
trattando ho notato un fatto straor-
dinario: i cattolici pregano, i prote-
stanti pregano, gli ebrei pregano, i
mussulmani pregano, i buddisti pre-
gano, i pagani stessi pregano, tutti
pregano; come fanno allora alcuni
Saintpiérrolains a non pregare mai?
Mi rifiuto di credere che siano pro-
prio atei o del tutto indifferenti; per
cui una spiegazione del fenomeno an-
cora non l'ho trovata.
Comunque sia la cosa, lasciate che
io inviti ognuno di voi a rifletterci
su. Voi sapete che non mi piace far-
vi delle prediche, né sarei capace di
farvele in modo efficace. Ma posso
invitare ognuno di voi a chiedersi che
cosa vuol decidere di fare riguardo
alla preghiera, che è un valore univer-
salmente riconosciuto nel mondo.
Per conto mio vi dico che, se non
riuscissi a pregare ogni giorno molto
a lungo, non saprei come vivere, co-
me dare forza e senso alla mia vita.
E ho l'impressione che anche per voi
sia così.
— 3


Testo Originale Estratto
Capisc che non potete pregare
ogni giorno per delle ore: però ci so-
no a vostra disposizione tanti momen-
ti e tante forme di preghiera (con o
senza libro, individuale, della sera,
del mattino, alla domenica, ascoltan-
do la radio, eccetera), che avete solo
l'imbarazzo della scelta; purché siate
convinti che vi serve pregare.

E perché siate convinti, provate a
pensare se non è vero che la preghie-
ra trasforma l'uomo rendendolo dispo-
nibile di fronte a Dio. Mi sembra
che senza la preghiera l'uomo diven-
ta materializzato, preoccupato, tirato
nell'egoismo. Invece con la preghiera
l'uomo si umanizza, si rasserenà, si
apre al fratello.

Credo che ognuno di voi potrebbe
un giorno o l'altro provare di dire,
almeno nel segreto del suo cuore:
« Signore, salvami. Tu solo puoi dar-
mi una vita piena, una vita che non
finisce mai. Signore, prendimi, sono
tuo. Signore, guidami. Signore, con-
ducimi nella via del bene, nella via
dell'amore ».

Oppure, più semplicemente, ognu-
no potrebbe subito provare a recitare
di nuovo con convinzione il « Padre
nostro », che è poi la preghiera mi-
gliore, perché insegnataci dal Signore.
Il vostro parroco

Dai registri parrocchiali

Battesimi:
Forse un po' alla volta anche il
villaggio di Rumiod ricomincia a po-
polarsi di bambini: il 20 giugno una
nuova nascita ha rallegrato il giovane
focolare di Chanoux Albino e Chap-
puis Silvia con la comparsa del pic-
colo Adolfo. Al Sacro Fonte fungeva-
no da padrini Luira Aldo e Jordaney
Raimonda

***

L'otto luglio una vispa bimbetta
ha allietato la famiglia dei Berthod di
Château Feuillé, nel giovane focolare
di Berthod Giacomo e Buschino Ilva.
La neonata ha come padrini Ber-
thod Franco e Buschino Zita.

***

Il 20 luglio nella nostra chiesa ha
ricevuto il Battesimo la piccola Karo-
le, nata in Svizzera (Monthey) dai co-
niugi Bonfanti Luigi e Bianchi Dally.
Fungevano da padrini Jacquemin Cle-
lio e Visenta Michaela.

4 —
La piccola Rosita, secondogenita
dei coniugi Paillex Italo e Bois Ma-
ria, è nata il 26 luglio ed ha ricevuto
il Battesimo il 3 agosto, avendo per
padrini il Rev. Don Silvio Bois e la
signora Paillex Elsa.

***

Il 9 agosto una graziosa bimbetta,
Marisa, è venuta ad aggiungersi ai tre
fratellini della famiglia di Talarico An-
tonio e Aiello Luigina. La neonata
ha come padrini Perrone Attilio e Per-
rone Emilia.

***

Il 14 agosto è stata la volta di due
gemelli, Cesare e Luca, che sono sta-
ti accolti con gioia dai coniugi Rumiod
Francesco e Abram Teresa. I padrini
di Cesare sono Perrod Alfredo e Bé-
rard Léa; quelli di Luca sono Fusinaz
Mauro e Bérard Ornella.

***

Il 24 agosto un vispo maschietto
è entrato nel giovane focolare di Nuc-
ci Secondo e Christille Franca. Al Sa-
cro Fonte il neonato ha ricevuto il
nome di Igor. Fungevano da padrini:
Morandi Carlo e Morandi Gilda.

***

Ancora una nascita in agosto, con
la comparsa del piccolo Sandro nel
focolare di Favre Bruno e Som Re-
née. Il neonato è stato battezzato
nella nostra chiesa la domenica 7 set-
tembre.

***

Matrimoni:
Durante l'estate si è avuto un solo
Matrimonio a St-Pierre: si tratta di
Lettry Marcel, che è passato a secon-
de nozze con Bonin Georgette. Il sa-
cro rito è avvenuto il 30 giugno con
semplicità nel suggestivo recinto del-
l'Asilo Mons. Centoz, alla presenza
dei parenti più intimi. Agli sposi era
pure giunto un telegramma augurale
del Vaticano: il Santo Padre era sta-
to messo al corrente dell'avvenimen-
to dallo zio della sposa, Sua Ecc.
Mons. Centoz, che aveva voluto te-
stimoniare anche in quel modo la ri-
conoscenza per le amorevoli cure da
lei ricevute.

***

Decessi:
All'età di 57 anni, quando era an-
cora in piena attività, è stato rapito
all'affetto dei suoi cari Campese Gu-
glielmo Augusto, addetto alla Stazio-
ne ferroviaria di Villeneuve.

Vittima di un incidente stradale,
sembrava non averne riportato gravi
conseguenze, ma poi fu necessario ri-
coverarlo all'ospedale e dopo qualche
settimana la sua forte fibra dovette
purtroppo soccombere. Egli lascia il ri-
cordo di un uomo particolarmente af-
fabile, facile alla conversazione e pron-
to al servizio del prossimo. Ai fune-
rali ha partecipato numerosa folla ve-
nuta anche dai paesi vicini.

Tra gli altri gesti di solidarietà è
da notare quello dei Ferrovieri della
Stazione di Aosta, i quali hanno of-
ferto la somma di lire 10.000 per la
celebrazione di Sante Messe in suo
suffragio.

***

Nelle prime ore del giorno di San
Pietro è deceduto Bois Albert, nella
sua abitazione della Rosière. Aveva
64 anni ed era stato costretto a lun-
ghe cure negli ultimi mesi di vita.
Originario di Valgrisanche, si era tra-
sferito da una ventina d'anni a St-
Pierre, dove aveva svolto il lavoro di
messo comunale. Abile anche come
guaritore, aveva reso preziosi servizi
ad un grandissimo numero di perso-
ne. In chiesa era assiduo come can-
tore. Cristiano convinto, ma senza o-
stentazione, ha saputo allevare i suoi
numerosi figli ispirandosi a saldi prin-
cipi e durante la sua malattia ha da-
to l'esempio di una fede in Dio pro-
fonda e rasserenante. Ai suoi funera-
li ha partecipato, oltre a numerosa
folla, uno stuolo imponente di sacer-
doti, alcuni dei quali (una quindici-
na) hanno celebrato la S. Messa at-
torniando all'altare il figlio del defun-
to, Don Adolfo.

***

Dopo due mesi di sosta la morte
ha ricominciato a ripercorrere il pae-
se: il 1 settembre è deceduto Martin
Desiderio, di anni 59. Da qualche
tempo stava al villaggio di Etavel
con la mamma Secondina. Era origi-
nario di Rhêmes-St-Georges, dove è
stato sepolto con molto rimpianto.

***

Il 3 settembre è deceduto a Torino
Aimé Ciocchetti, di anni 74. Solo da
qualche tempo egli aveva stabilito la

— 5


Testo Originale Estratto
La gioventù merita fiducia
L'impegno di tutti: l'educazione dell'infanzia, della gioventù

— è suscettibile di educazione e di
formazione;
— nè è priva di nobili e alti ideali!
Non è credibile che quando tutto, nel-
la vita e nel mondo, progredisce --
nella tecnica, nella cultura e nell'econo-
mia - ad un ritmo vertiginoso, l'uomo
si deteriori irrimediabilmente e si cor-
rompa inevitabilmente.
Chi questo pensasse, mancherebbe,
mi pare, di FEDE in DIO che tutto con-
duce e dirige, e di FIDUCIA nell'UOMO
che è «re del Creato» e «immagine
vivente di Dio ».

TEMPI MERAVIGLIOSI, TEMPI DIFFICILI
E' vero invece che sono gli anni che
viviamo che sono DIFFICILI e proprio
perchè sono MERAVIGLIOSI di rapidi
progressi materiali ed economici che
esigono per essere dominati:
— una cultura adeguata ;
— una forza morale superiore ;
— una educazione, finalmente, più as-
sidua, comprensiva e vigilante, dol-

«L'avvenire dei bimbi: la preoccupazio-
ne di tutti i genitori».

I giornali parlano troppo spesso e con
raccapriccianti dettagli, di giovani, di ra-
gazzi e di adolescenti a volte, dell'uno
e dell'altro sesso, che traviano, fuggono
di casa, commettono delitti, che disprez-
zano la virtù e, a volte, la propria o
l'altrui vita.
Leggendo i fatti dolorosi o ignobili si
genera facilmente, nei meno provvedu-
ti, un sentimento di sfiducia nell'infan-
zia e nella gioventù di oggi.
E' quello, un sentimento deleterio che
tarpa le ali degli ideali e di ogni azione
educativa.
Noi crediamo che a dispetto delle ap-
parenze e dei fatti delittuosi e racca-
priccianti troppo frequenti, crediamo che
la gioventù di oggi:
— è pure e ancora in grande maggio-
ranza e sostanzialmente sana ;

8 —
ce e forte!
— un senso più vivo dei veri valori
umani e perenni;

L'IMPEGNO E' GRAVE, E' DI TUTTI
Ogni bimbo o giovane ha il DIRITTO
di apprendere dai «MAGGIORI» a con-
quistare la forza morale che gli permet-
terà di affrontare, vittoriosamente, le
difficoltà e i dolori della vita e la mor-
te; ha il DIRITTO che gli insegnino a
percorrere la sua via godendo onesta-
mente delle bellezze e delle gioie che
la vita dà; ha il DIRITTO che i «MAG-
GIORI» gli apprendano a godere della
forza e della gioia che un alto ideale
conferisce.
A questi naturali diritti corrispondo-
no altrettanti DOVERI da parte dei
«MAGGIORI»:
— della FAMIGLIA che è la prima,
naturale, insostituibile EDUCATRI-
CE dell'infanzia e della gioventù ;
— della SCUOLA che completa e al-
larga - sostituisce a volte - la
educazione familiare ;
— della CHIESA che è, per divino
Volere, «MADRE e MAESTRA » di

umanesimo completo, per il tem-
po e per l'eternità ;
— dello STATO che deve provvedere
al «bene comune» che è frutto
dell'ordine, della giustizia e della
pace; dell'educazione, in ultima
analisi, dei cittadini ;
— dei MEZZI di COMUNICAZIONE, in
modo speciale oggi: delle riviste
e dei fumetti, della radio e della
televisione, del cinema e dei di-
schi che tanta influenza esercita-
no sull'animo dei bambini e dei
giovani ;
— di OGNI ADULTO infine, perchè
tutti gli uomini sono SOLIDALI ed
è di TUTTI il collaborare per un
avvenire migliore e per un'umani-
tà più perfetta.

SE.....
Se tutte queste forze sapessero col-
laborare e si impegnassero seriamente
per una educazione e formazione miglio-
re dell'infanzia e della gioventù, allora
veramente, il mondo vedrebbe giorni
migliori!

E. P.

«Un'adolescenza gioconda che guarda
lontano, che aspetta molto dalla vita »

«Un'infanzia, precocemente pensosa, fiduciosa... è degli adulti il non deluderla!».


Testo Originale Estratto
Padre Gian Carlo:
primo Missionario
Valdostano nel Laos

Per i primi mesi si tratterà di impa-
rare la lingua laoziana e i vari dialetti
del posto; poi incomincerà il vero mi-
nistero di apostolato presso le famiglie
e le singole anime; specie presso l'in-
fanzia che abbonda e che frequenta le
scuole della missione.
Il papà e la mamma, le sorelle e il
fratello di Padre Gian Carlo nella lo-
ro bella fede e nel loro tenero affetto
per il loro congiunto, sono concordi nel
dire:

« Se questa è la volontà di Dio, se
Gian Carlo è FELICE per questa sua
scelta, felici siamo anche noi!
Che Dio lo aiuti! e ci aiuti! ».

Padre Gian Carlo, i lettori del no-
stro Bollettino, l'accompagnano nel Laos
con la loro simpatia, coi loro auguri,
con le loro preghiere!

PE.

...una mamma, un bimbo del Laos... ...una chiesa nel Laos...

La posizione del cristiano è una po-
sizione di testimonianza operante al-
l'interno del mondo moderno, non di
compromesso con esso, di cedimento
sull'essenziale, di annacquamento della
sua fede. In questo secondo caso egli
è ... il propagandista di un cristiane-
simo ridotto a pura socialità, cioè di
quella società atea ed empia, che egli
non solo non riscatta, ma insieme al-
la quale perde se stesso. E questo non
è testimoniare fino all'estremo sacri-
ficio: è tradire comodamente e anche
ipocritamente.

I Cristiani nel mondo

di F. SCIASCIA

Nel prossimo mese di ottobre un sa-
cerdote, nato e cresciuto in Valle di Ao-
sta, partirà, missionario, per il Laos.
Si tratta di Padre Gian Carlo Tode-
sco nato 28 anni fa in Aosta, Oblato di
Maria Immacolata; i nostri lettori ricor-
dano la sua Ordinazione Sacerdotale e
la sua Prima Messa avvenute il due e
tre aprile del 1966, nella sua stessa par-
rocchia di origine, nella chiesa di Maria
Immacolata.
La famiglia Todesco, oriunda del Ve-
neto, è assai conosciuta e stimata in
Aosta e specialmente nel quartier ope-
raio della Cogne dove vive da parecchi
decenni; è composta dai genitori, da due
fratelli e da cinque sorelle; due di que-
ste si sono ugualmente consacrate a Dio
presso l'Istituto delle Figlie di Maria
Ausiliatrice. Tutta la famiglia si distin-
gue per una attiva partecipazione alla
vita parrocchiale e per una fedele e vi-
va adesione all'Azione Cattolica.

Campo di azione apostolica del nostro
giovane Missionario sarà, come detto, il
Laos.

La dolorosa e ormai lunghissima
guerra del Vietnam ci ha familiarizzato
con questo nome e con questo paese

10 —
della lontana penisola Indocinese che,
diversamente, ignoreremmo forse com-
pletamente.
E' il Laos un paese, in prevalenza a-
gricolo, che confina colla Birmania, con
la Thailandia, colla Cambogia e col
Vietnam del Nord e del Sud.
La sua vicinanza con questi due a-
cerrimi contendenti lo fa teatro, troppo
spesso di frequenti e pericolose invasio-
ni di guerriglieri.
Il Laos è di religione prevalentemente
buddista; ma conta ormai numerose e
promettenti comunità cristiane e catto-
liche.

***
Padre Gian Carlo è felice di partire
per la Missione. Ci dice:
« Si sta realizzando l'IDEALE della mia
Vita! Ho sempre sognato, dall'infanzia
e lungo tutti gli anni dei miei studi, a
questa offerta, completa, totale e asso-
luta a Dio e alla Chiesa, per il servizio
e la salvezza dei nostri fratelli, più bi-
sognosi della luce e della carità di Cri-
sto!
Ne ringrazio di gran cuore il Signo-
re! ».

— 11


Testo Originale Estratto
Un'altra casa ospitale in Valle
renu, già proprietà di Page Jean e al
momento della transazione del di lui
nipote geom. Fosson Pio: su questo
terreno fu costruito dall'Amministra-
zione della Piccola Casa di Torino —
essendo Superiore Generale padre Mi-
chelangelo Accomasso — un primo e-
dificio capace di ospitare circa 25 per-
sone anziane bisognose di ricovero. Il
7 luglio 1957, detto edificio fu inau-
gurato con solenne cerimonia: sul
piazzale antistante era presente la po-
polazione con il Vescovo Mons. Blan-
chet, il Presidente, avv. Bondaz, l'as-
sessore regionale dott. Marchiando, il
sindaco cav. Fosson e il parroco don
Hosquet. Dopo la benedizione, la Ban-
da degli Invalidi del Cottolengo di
Torino si esibi in pezzi d'opera e in
canti che rallegrarono quella simpati-
ca e cordiale festa. La popolazione vi-
sitava quindi i locali, esprimendo vi-
va gratitudine alla Piccola Casa del
Cottolengo per il compimento dell'o-
pera.
Dieci anni dopo — nel 1967 —
la Direzione di Torino, accogliendo be-
nevolmente le continue e numerose
richieste che le pervenivano da tutta
la Valle, decideva di ampliare e am-
modernare la Succursale di St-Vincent:
Il 'COTTOLENGO' di St-Vincent
Alle falde del Monte Zerbion e a
ridosso dell'abitato di Saint-Vincent,
nella regione Moulin-Capard, tra fila-
ri di vigneti, vi è uno spazioso re-
cinto (mq. 7.117) con al centro un
imponente caseggiato di 7.920 metri
cubi, che copre un'area di mq. 803:
è la « Piccola Casa della Divina Prov-
videnza — Cottolengo — succursale
di Saint-Vincent », che ospita in lo-
cali moderni e funzionali persone an-
ziane, amorevolmente assistite e cura-
te dalle Suore del Cottolengo.
L'iniziatore di quest'opera benefica
fu il rev. padre Amato Maquignaz,
già missionario in Cina: egli — nel
1949 — lasciò con testamento olo-
grafo la sua casa di Saint-Vincent —
Via Roma — al Cottolengo di To-
rino.
Subito — nell'estate 1950 — ven-
nero ad abitarvi le Suore del Cotto-
lengo, a turno, per un breve periodo
di riposo e per usufruire della bene-
fica cura delle acque della Fons Sa-
lutis. In quel frattempo, già accudiva-
no nella loro casa a qualche caso pie-
toso.
Nel 1956, il Comune di St-Vincent,
con il contributo di generose offerte
della popolazione locale, offriva gra-
ziosamente al Cottolengo un vasto ter-
acquistava nuovi terreni da diversi
proprietari limitrofi e iniziava subito
i lavori, che furono eseguiti dall'Im-
presa Riccardo Rollandin e diretti dal
geom. Giuseppe Castiglioni.
Finalmente il 22 febbraio 1969, il
nuovo Vescovo di Aosta, Mons. Lari,
benediceva la grande ala nuova ad oc-
cidente dell'edificio primitivo e con-
sacrava il nuovo altare della cappella,
anch'essa ridimensionata e abbellita.
(L'Amministrazione Regionale ha con-
tribuito a questi lavori con la som-
ma di 15 milioni).
Ora la Casa ospita 20 uomini e 30
donne provenienti da tutta la Valle;
le Suore assistenti sono 7. La capien-
za dell'Istituto potrebbe elevarsi a 70
ospiti se il personale di assistenza po-
tesse essere accresciuto.
Così Saint-Vincent, accanto alle at-
trezzature turistiche, possiede una Ca-
sa della Carità a cui tutti guardano
con simpatia e con ammirazione.
A questa Piccola Casa, emanazione
della Carità di Cristo che alberga nel
cuore dei figli e delle figlie di San
Giuseppe Benedetto Cottolengo, augu-
riamo un buon lavoro a sollievo del-
l'umanità sofferente.
Mons. Lari fra le ospiti del Cottolengo di St-Vincent, il 22 febbraio 1969.
— 13.


Testo Originale Estratto
D'un clocher
clocher
...
à l'autre
Le clocher et le village de Leverogne (Arvier)
Champillon sur Doues, le 5 août
Ai convegni estivi dei pastorelli
sull'alpe partecipò quest'anno anche
siens et de tous ceux qui connaissaient
cette caractéristique figure de prêtre
de campagne: sa pauvreté, joyeuse-
ment acceptée, et son zèle, discret et
charitable, le rendaient singulièrement
aimable.
giene, il dispensario, la scuola ...
il Vescovo, Mons. Lari, come aveva
Ringrazio i miei amici e benefattori
della Valle di Aosta, riconoscente se
vorranno ancora aiutarci: non li di-
mentico nelle mie preghiere ».
promesso in occasione del loro radu-
no in Aosta, la primavera scorsa.
I pastorelli di St-Barthélemy, di St-
Pierre, di Bosses, di Brusson, di Ol-
lomont, di Lilliane... ascoltarono con
gioia la sua parola, si confessarono a
lui e con lui vissero una giornata di
serenità e di affetto.
Dall'Africa (Ruanda), ci scrive pa-
dre Prospero Avoyer di Bosses:
« La mia salute è ottima e non man-
ca il buon umore. Due settimane fa,
ho percorso in auto-stop km. 1.300
per recarmi a Kampàla in occasione
della visita del Papa: cortesia gene-
rale, entusiasmo indimenticabile. Ho
cercato d'incontrare Mons. Vallainc,
ma mi fu impossibile trovarlo.
Qui nella mia missione, il lavoro
è molto. Ho in cantiere 170.000 mat-
toni per la casa delle Suore e per suc-
cursali nell'immensa boscaglia che ci
circonda.
Problemi complicati per l'acqua, l'i-
Anche gli alunni del Seminario
Maggiore si unirono ai vari collabora-
tori dell'O.D.A. e visitarono i pasto-
relli sulle montagne.
Mons. Vescovo ebbe parole di ap-
provazione e di incoraggiamento per
questa iniziativa « tra le più belle e
benefiche della nostra Diocesi ».
Le dernier numéro du bulletin, a-
dressé à ses paroissiens lorsqu'il était
déjà bien malade et où il recomman-
de instamment la sanctification de la
fête, sera gardé par les habitants de
Diémoz comme le testament spirituel
de leur Curé.
Paix à son âme!
Comme tous les ans au mois d'août,
les Émigrés Valdôtains se sont réunis
à Aoste pour leur grande fête.
Cette année encore, le 10 août, la
Messe a été célébrée pour eux en l'é-
glise de St-Ours par l'aumônier de l'é-
migration, M. le chan. Pession.
L'église était déjà bondée lorsque
les autorités de la Vallée et les prési-
M. l'abbé Victor Glarey — natif
d'Arvier, ancien curé de La-Magdelei-
ne, curé de Diémoz depuis l'an 1941
— est pieusement décédé le 3 du mois
d'août, à l'âge de 84 ans.
Doué d'une belle intelligence et
d'un grand cœur, il s'était gagné la
sympathie et l'affection de ses paroi-
Mgr Lari parle aux Emigrés, en la collégiale de St Ours.
14 — 15


Testo Originale Estratto
dents des divers groupements prirent
place aux stalles du choeur. La cho-
rale tira de son répertoire les chants
les plus émouvants: une ambiance de
recueillement et de prière.
Mais le clou de la cérémonie a été
le sermon de Mgr Lari: son premier
discours en langue française, la lan-
gue maternelle des Valdôtains.
Tous les présents ont fort apprécié
'a parole de Mgr Lari et n'ont pas
manqué de l'en féliciter, touchés com-
me ils l'étaient dans leurs sentiments
les plus profonds.
* * *
Nel mese di settembre del 1909 —
sessant'anni fa — si svolgeva in Ao-
sta il solenne Congresso Mariale per
ricordare l'ottavo centenario della
morte di S. Anselmo. Funzioni reli-
giose nella chiesa Cattedrale e con-
ferenze di studio nella Collegiata; un
Cardinale Legato del Papa e numero-
si Vescovi; insigni oratori giunti dal-
l'Italia, dalla Francia, dall'Inghilter-
ra, dalla Svizzera, dalla Polonia: un
Congresso internazionale in onore di
Maria che conseguì un successo no-
tevolissimo.
* * *
Cet été, un coup de foudre a en-
dommagé le sommet du clocher de
St-Vincent. Quelques jours après, c'est
le clocher de Torgnon qui à son tour
subit de plus graves dommages.

L'exposition
d'Art Sacré
dans les salles
de l'évêché
d'Aoste se
clôt le 21 sep-
tembre.
Si vous ne
l'avez pas en-
core visitée
hatez-vous: ça
mérite!

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