Centenario del Rifugio di Aosta e vita parrocchiale, Maggio 1969.

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Il bollettino parrocchiale bilingue "La Voce dei Campanili / L'Echo de nos montagnes" di Maggio 1969 documenta la vita della comunità di St-Pierre e della Diocesi d'Aosta. Il focus principale del numero è la celebrazione del Centenario (1869-1969) del Rifugio di Aosta, con dettagli storici sulla fondazione di Padre Lachenal, l'opera delle Piccole Suore dei Poveri e il programma dei festeggiamenti di giugno. Il documento include inoltre i registri parrocchiali aggiornati (con decessi, inclusi quelli dovuti a un tragico incidente), notizie locali come l'inaugurazione del campo sportivo e le Prime Comunioni, e i resoconti delle raccolte fondi per missioni e per la riparazione dell'organo. Infine, presenta ampie riflessioni spirituali sul valore morale di anziani e malati, l'importanza della Messa e della Comunione, l'analisi del fenomeno della bestemmia e l'incoraggiamento alla devozione mariana, oltre ad annunci diocesani e aggiornamenti su eventi ecclesiastici locali.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de St Pierre
BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCÈSE D'AOSTE
MAI 1969
Xme ANNEE - N. 5
Comple felicemente 1 cento anni di vita!
« Amiamoci l'un l'altro
...chi ama è nato da Dio
...perchè Dio è amore ».
(1 Giov. IV-7,8)
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
Tip. Valdostana - Aosta


Testo Originale Estratto
Le Jeudi 29 du mois de mai aura lieu à Aoste le
XIIème Rassemblement des
Petits Bergers de la Vallée d'Aoste
organisé par l'Oeuvre Diocésaine de l'Assistance.
La Ste Messe sera célébrée à 9 h, en la Cathédrale par
Mgr Lari; qui inaugurera aussi et bénira
l'EXPOSITION DE L'ART PASTORAL des Bergers.
Dans l'après-midi: l'heure de la Joie dans la cour du
Petit Séminaire.

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troverete il più vasto assortimento di calzature
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nell'acquisto ci si può servire da soli

I vecchi e gli ammalati

Quasi in ogni casa c'è un vecchio
ou un ammalato, almeno in certi pe-
riodi dell'anno. Talora poi si trat-
ta di malati inguaribili, i quali so-
no portati a dire: « A che vale an-
cora vivere? Io non posso più es-
sere di aiuto a nessuno. Anzi sono
di peso a tutti (e principalmente a
me stesso ! )».
Dobbiamo stare attenti a non im-
postare l'utilità della vita unica-
mente in termini economici e ma-
terialistici. Non di solo pane vive
l'uomo (e neppure di solo compa-
natico), ma di ogni parola che e-
sce dalla bocca di Dio.
Ora Dio può parlarci attraverso
la vecchiaia e attraverso la malat-
tia con una parola che è più inci-
siva e più convincente di tante al-
tre parole umane.
Nella vecchiaia, ad esempio, Egli
riesce a farci capire chiaramen-
te che certe cose valgono ben po-
co, se sono ricercate bestialmente (i
piaceri, gli onori, i soldi) e che in-
vece valgono molto altre cose trop-
po trascurate, come l'armonia, la
comprensione, la serenità, la dedi-
zione al prossimo, eccetera.
I vecchi fanno riflettere anche i
giovani, perché sono una fotogra-
fia anticipata di ciò che essi saran-
no domani.
Le stesse argomentazioni si pos-
sono fare nei riguardi dei malati.
Un ammalato può dare, in cam-
bio dei servizi che riceve, un sor-
riso, una benedizione, una preghie-
ra, l'offerta del proprio dolore. E
chissà che questi beni morali e spi-

rituali non siano per una famiglia
un tesoro più prezioso di tante al-
tre ricchezze, di tanti biglietti da
mille, di tante mucche nella stalla,
di tante case e di tanti prati e
campi!
Coloro che non sono ancora nel-
la vecchiaia o nella malattia devo-
no quindi circondare i vecchi e i
malati di molta stima, di molto ri-
spetto, di molto amore e di molte
cure, come si farebbe con un bam-
bino grazioso e paffutello: non è
detto che i vecchi e i malati « val-
gano » meno dei bambini o dei gio-
vani o degli adulti sani e vigorosi!
A tutti poi è necessario avere
molto coraggio, molta fiducia, per
portare avanti il meglio possibile la
vita così com'è: solo portando fino
al calvario la « sua » croce, il Si-
gnore è arrivato alla gloria della ri-
surrezione.

-1


Testo Originale Estratto
Dai registri parrocchiali
Battesimi
Un vispo maschietto, Marino, è
venuto ad allietare i coniugi Luboz
Brunero e Jannino Caterina. Egli
è nato il 20 marzo, una quindicina
di giorni appena prima che moris-
se la sua nonna Severina. Al Sacro
Fonte fungevano da padrini Jocal-
laz Augusto e Fioravanti Fidelma.

Nel giovane focolare di Rumiod
Donato e Armand Liliana è sboccia-
ta il 20 aprile la piccola Elga Em-
ma, cui fanno da padrini André ed
Emma Jeoffroi.

Una vispa bimbetta, Lorena, è ve-
nuta ad aggiungersi il 29 aprile alle
sorelle Lina e Delia nella famiglia
dei coniugi Armand Eligio e Duja-
ny Natalina. I suoi padrini sono
Domenico e Irma Remondaz.

L'undici maggio è stata battezza-
ta nella nostra Chiesa la primoge-
nita di Vargiolu Antonio e Pina E-
lena, una famiglia stabilitasi a St-
Pierre (La Charrère) da poco. Alla
neonata è stato dato il nome di Pa-
trizia, mentre fungevano da padri-
ni Lale Gérard Vincenzo e Borney
Dalia.

Pure nella nostra Chiesa è stato
battezzato il piccolo Fabrizio Lui-
gi, che si aggiunge alla sorellina
Alessandra nella famiglia di Bozon
Carlo e di Centoz Natalina. Al Sa-
cro Fonte fungevano da padrini i
coniugi Vallet di St-Vincent.
2 —
Matrimonio
Il ferroviere Francesco Quintiero
si è unito in matrimonio con Caro-
lina Caputo. Il sacro rito è avve-
nuto a Sapri il 13 aprile.
I novelli sposi staranno a Saint-
Pierre.

Il 26 aprile il prof. Arnod Cali-
sto Renato si è unito in seconde
nozze con la signorina Bajno Anna.
Il sacro rito si è svolto al Priorato
di St-Pierre.

Il 1° maggio si sono sposati nella
nostra Chiesa Motto Franco e Ju-
nod Giuseppina, i quali si stabili-
ranno ad Aosta.

Un altro nuovo focolare si sta-
bilirà fuori St-Pierre e più precisa-
mente a Valpelline: è quello di Ger-
baz Dionigi e di Jordaney Lidia, che
si sono sposati a Champorcher il
26 aprile.

In una cornice di particolare gran-
diosità si sono uniti in matrimonio
Lettry Dante e Ziggiotto Ida. Il sa-
cro rito è avvenuto l'8 maggio. I
novelli sposi staranno a St-Pierre.

Il 24 maggio si sono sposati Man-
cini Agostino e Bois Leocadia. Il
Matrimonio è stato benedetto dal
fratello della sposa, Don Adolfo. An-
che questi sposi andranno a stare
ad Aosta.

Decessi
All'età di 70 anni è deceduto il
24 marzo De Mori Giovanni. Duran-
te la sua lunga malattia egli aveva
dimostrato un grande coraggio ed
era stato assistito amorevolmente
giorno e notte dalla sposa, Borney
Alice.

Nel pomeriggio del giorno di Pa-
squa è spirata improvvisamente la
ottantaduennne Sapinet Séverine ved.'
Luboz. Essa lascia il ricordo di u-
na donna continuamente dedita al
lavoro.

Ancora improvvisamente è dece-
duta il 17 aprile Vaudan Florina n.
Dujany. Aveva appena 57 anni e la-
scia nel pianto lo sposo e quattro
figli.

Nella sua abitazione di La Gran-
ge, attorniato dai figli e dalla spo-
sa, è spirato il 4 maggio il buon
Glarey Giuseppe, di anni 74. Egli
era stato anche un po' di tempo
all'Ospedale, dove aveva voluto ri-
cevere i Sacramenti.

All'Ospedale di Aosta, munito lui

pure dei Sacramenti, è deceduto il
giorno dopo, 5 maggio, il cinquan-
tacinquenne Carlin Giuseppe, che è
stato sepolto nel nostro Cimitero.

In seguito ad un tremendo inci-
dente automobilistico hanno perso
la vita il 10 maggio due bravi pa-
dri di famiglia residenti a St-Pier-
re: Mazza Antonio e Gigliotti Giu-
seppe. Essi stavano lavorando a Po-
rossan, quando sono stati investiti
mortalmente insieme con la pro-
prietaria dell'Albergo Miravalle. Il
Gigliotti lascia tre bambini in te-
nera età. Per il loro sostentamen-
to sono giunte alcune generose of-
ferte alla vedova, che desidera rin-
graziare tutti attraverso le colonne
del Bollettino.

Parlando di defunti dobbiamo an-
che ricordare alcuni che sono mor-
ti fuori paese, ma che erano qui
conosciuti: Gérard Luigi, morto tren-
taquenne a Cogne, dopo pochi me-
si di matrimonio con Pallais Giu-
seppina; la ottantacinquenne Pau-
line Thérisod v. Ferrère, nonna del
nostro Sindaco e deceduta a St-Ni-
colas; Marradi Cesare, stroncato
nella piena fioritura della sua vita
e sepolto nel cimitero di St-Pierre.

Notizie varie
Il 12 aprile si sono celebrati con
un sontuoso banchetto i 90 anni di
Lettry Cyrille, residente in Svizzera,
a Iverdun, ma giunto a St-Pierre per
la lieta circostanza: vispo come un
giovanotto, egli ha avuto il piacere
di vedersi circondato dalla presen-
za e dall'affetto dei suoi numerosi
parenti.

Il 19 marzo i cantori hanno vo-
luto manifestare — con una meda-
glia d'oro, la pergamena e un ban-
chetto — la loro riconoscenza alla
maestra Lale-Murix Anaïs ved. Ja-
cod, che per molti anni si è prodi-
gata a favore della cantoria soprat-
tutto incoraggiando ed orientando
le «chanteuses ». La maestra Anaïs
ha pure dotato ultimamente la no-
— 3


Testo Originale Estratto
stra Chiesa di un bellissimo nuovo
harmonium, che servirà per le ri-
petizioni di canto.

* * *

Il venticinque aprile u.s. è
stato inaugurato ufficialmente il
campo sportivo, che è stato trac-
ciato nella parte terminale del pra-
to del Priorato, a levante. Alla ce-
rimonia erano presenti, in mezzo a
numerosa folla: il Presidente della
locale Unione Sportiva, Bochet Gra-
to; il Cav. Ghignone, Presidente Re-
gionale del CONI; il Consigliere Mi-
lanesio in rappresentanza dell'Asses-
sore Regionale al Turismo; il Sin-
daco; il medico condotto Dott. Ca-
put; il Maresciallo dei Carabinieri;
il Parroco e altre autorità. E' segui-
ta una partita di calcio fra ammo-
gliati e scapoli, con la vittoria di
questi utlimi.

* * *

Abbiamo appreso con piacere che
il Dott. Luciano Motto si è laurea-
to in Giurisprudenza il 25 marzo
presso l'Università di Pavia.

* * *

Il portalettere, Silvano Christille,
ha cessato il servizio per raggiunti
limiti di età. Lo ricorderemo a lun-
ga per la sua gentilezza e la sua
tempestività nel recapito della cor-
rispondenza. Lo sostituisce un bra-
vo giovane di Introd: Bruno Naudin.

* * *

Ripassiamo l'organo

Avrete notato che il bellissimo
organo della nostra Chiesa ha bi-
sogno di essere ripassato: ci sono
dei registri che non funzionano più.

4

Il maestro Poser, che si incaricherà
di seguire i lavori di un organaro,
ha aperto la sottoscrizione offrendo
personalmente la somma di Lire
50.000.

* * *

La Prima Comunione

Il 4 maggio abbiamo avuto la
Prima Comunione. I bambini am-
messi erano quindici. Essi sono sta-
ti preparati durante l'anno dalle
Suore, dalla Signorina Georgette
Centoz e nell'ultimo mese anche
dalla Signorina Lucia Persod, la
quale si è dedicata a questo lavoro
con lo slancio e l'entusiasmo di u-
na novizia. Ecco i nomi dei bam-
bini che hanno fatto la Prima Co-
munione: Arnollin Romeo (villag-
gio : Bercher), Besenval Mauro
(Bussan), Besenval Marilena (Bor-
go), Branche Livio (Vergnod), Bo-
chet Mirco (Bussan), Charles Pie-
rino (Lacroix), Cogmein Paolo (Châ-
teau Feuillet), Degasperi Tiziano e
Roberto (Proximond), Fenoil Em-
manuele (Bussan), Paillex Cinzia
(Praximond), Paillex Walter (Eta-
vel), Persod M. Chiara (Borgo), Ra-
velli Annalisa (Borgo), Vanzetti Pie-
tro (Asilo).

* * *

Ricavato di giornate varie

La Giornata organizzata per le
Missioni dai Padri Comboniani ha
fruttato nel giugno scorso lire 110
mila; quella organizzata per il Ma-
dagascar da Padre Bethaz L. 80.700;
quella per il Biafra L. 83.000.

Offrandes pour l'Eglise

2500 Fam. Duc Gratien; 1000 Giu-
seppina Gerbore; 2500 Christille A-
dèle v. Gerbelle; 1000 Barmaverain
Sisto; 2000 Savoye Séraphin; 3000
Lettry Marcel; 10.000 E. D.; 3000
Centoz Laurette et Georgette; 1000
Belli Guido; 2000 N.N.; 4000 Sorel-
le Cachod; 2000 N.N.; 1500 N.N.;
2000 N.N.; 2000 Centoz Isidore; 2000
Cogmein Enrico; 5000 N.N. 10.000
Lettry Dante; 5000 Lale Démoz Gra-
tien; 5000 N.N. 3500 N.N. 4000 Sa-
voye Adrien; 5000 Yocallaz Ludu-
vine; 1000 Borney Joséphine v. Bran-
che; 3000 Fam. Ciocchetti; 3000 Ma-
mans École Charrère; 2000 Pellis-
sier Arsène; 3000 N.N.; 1000 Fam.
Chanoux et Chappuis; 2000 Lale Dé-
moz Silvio (pour la chaîne de la
chapelle de Bosses).

* * *

POUR LE BULLETIN

1000 Saccani Erminia; 5000 N.N.;
1000 Bétemps Armand; 5000 Curiat
Maurice; 1000 Christille Emma; 2500
Fam. Duc Gratien; 1000 Giuseppina
Gerbore; 1000 Fam. Anselmet Emi-
lien; 1000 Thussidor Louise; 2500
Christille Adèle v. Gerbelle; 1000
Lale Démoz Eméric; 1000 N.N.; 1000
Barmaverain Sisto; 2000 Savoye Sé-
raphin; 2000 Fam. Testolin; 1000
Lettry Cyrille (Iverdun); 2000 Let-
try Marcel; 5000 Géom. Cogmein;
2000 Centoz Laurette et Georgette;
1000 Thomasset Elisée; 1000 Gorret
Victorine v. Cogmein; 2500 N. N.;
1000 N.N.; 1000 Belli Guido; 2000
N.N.; 3000 N.N.; 1000 N.N.; 1500
N.N.; 500 N.N.; 2000 Centoz Isidore;

2000 Cogmein Enrico; 1000 N. N.;
1000 Ocleppo Domenica; 1000 Bran-
che Roger; 1000 Luboz Giuseppe;
5000 Prof. Isaline Jaccod Dessena;
1500 Frères Ceriano; 2900 Joséphi-
ne Persod (Suisse); 1000 Arnollin
Camille; 3000 Lale Demoz Gratien;
1000 N.N.; 1000 Oreiller Giovanni;
2500 N.N.; 1000 Rossan Cyrille; 1500
Fam. Canova; 2000 Centoz Jules;
3000 Savoye Adrien; 1000 Ronc Te-
resina; 1000 Chentre Albert; 1000
N.N.; 1500 Paillex Marcel; 1000 Fa-
mille Carlin Françoise; 500 Jocal-
laz Luduvine; 5000 Cogmein Mario;
3000 Cogmein Marie; 1000 Fam. Le-
sca et Varthier; 1000 Oreiller Sé-
vérine; 1000 Barmaverain Fortuné;
2000 N. N.; 2000 Lavil Lino; 1500
Fam. Oreiller Vittorio; 1000 Théri-
sod Simon et Marie; 1000 Rumiod
Séraphin; 1000 Pellissier Arsène;
1000 Ceranto Antonio; 1000 Char-
rère Esthérine; 1500 Cogmein Mar-
celline; 1000 Champrétavy Corrado;
1000 Fam. Chappuis et Chanoux;
1000 Comoli Giuseppina.

* * *

POUR LES CLOCHES

5000 N.N.; 7000 en la mémoire
de Giovanni De Mori; 45.000 Bochet
Camille.

* * *

POUR L'ASILE

20.000 E.D.; 1000 Arnollin Camil-
le; 20.000 en la mémoire de Savoye
Baptistine; 2000 N.N.

- 5


Testo Originale Estratto
Messa e Comunioni
Ogni giorno il sacerdote nella
Messa ripete quest'azione del Signo-
re; ma il giorno per eccellenza in
cui si celebra e si riceve questo
pane di vita è la domenica: il gior-
no del Signore, il giorno della gioia
perchè il Cristo, immolato e glorio-
so, è in mezzo a noi.
La domenica i battezzati si riu-
niscono in chiesa e ascoltano la
parola di Dio. Gesù si fa presente
sull'altare («Questo è il mio Corpo,
questo è il mio Sangue») e si of-
fre al Padre: noi ci offriamo con
Lui e con Lui rendiamo grazie al
Padre. E nella Comunione ci nu-
triamo di questo pane vivo.
I figli di Dio ricevono il Corpo
di Cristo con sul cuore la veste
candida, cioè la grazia (essere in
grazia di Dio). Un'ora prima della
Comunione preparano il loro corpo
a ricevere Gesù, non prendendo
nè cibo nè bevanda, tranne l'acqua
(digiuno eucaristico). E si acco-
stano a ricevere Gesù con raccogli-
mento, con gioia, con fede e amore
(pensare chi si va a ricevere).
Con la Messa e la Comunione, i
fedeli crescono nell'amore di Dio
e del prossimo e si dispongono
a vivere come Gesù.
Ogni volta che si partecipa alla
Messa appunto per una parte-
cipazione più piena si dovrebbe
poter fare la Comunione.
Si riceve la Comunione non per-
chè si è santi, ma per diventare
santi.
Fare la Comunione vuol dire nu-
trirsi di Gesù per poter cammina-
re, insieme con tutti gli uomini
nostri fratelli, verso la casa del
Padre.
Ecco alcune idee tolte dal cate-
chismo: aiuteranno i genitori a ben
preparare i loro bimbi alla Prima
Comunione e potranno aiutarci tut-
ti a partecipare meglio alla Messa,
ricevendo devotamente il Pane Eu-
caristico.
Dopo la moltiplicazione dei pani,
Gesù promette il pane di vita che
donerà agli Apostoli nell'ultima Ce-
na, comandando loro: «Fate questo
in memoria di me».
6-
PER IGNORANZA? - Potrà sem-
brare; ma non c'è bisogno di mol-
ta istruzione per comprendere quan-
to sia male oltraggiare in questo
modo Dio.
PER CATTIVA EDUCAZIONE? -
Certamente, chi invece di crescere
con buoni principi ha la sventura
di vivere in ambienti corrotti e scan-
dalosi, è degno di compassione.
Però neppure a lui mancano del
tutto certi richiami nè le occasioni
di riflettere e di correggersi.
PER SEMPLICE ABITUDINE?
E' la scusa più comoda che tanti
avanzano quando vanno in escan-
descenze blasfeme. Ma l'abitudine
è l'effetto di un vizio che non è
stato seriamente represso.
PER MANCANZA DI CONTROL-
LO? - Purtroppo il caso è frequen-
te e potrebbe essere una valida
spiegazione. Ma è illogico prender-
sela con Dio, dal quale non può ve-
nire che bene. Un uomo, però, sano
di mente, deve essere capace di con-
controllarsi. A ciò vale un buon
esercizio.
In un mondo come il nostro, la
bestemmia è conseguenza in buona
parte di mancanza di calma e di
controllo. Oggi tutto ci eccita e
quindi si è portati a prendersela
Perchè si bestemmia?
con qualcuno, a prendersela con Dio
che in verità non può aver causato
quel male o quell'inconveniente, pro-
vocato invece da altri fattori. E'
questione di convinzione, di volon-
tà, di autocontrollo.
Se mai nei momenti di impazien-
za, c'è bisogno di una parola più
forte quasi a scaricare la bile, si
potrà anche dirla; ma che sia una
parola che non offende nessuno,
tanto meno Dio, infinitamente buo-
no grande e santo.
Avete notato?
Nel nostro dialetto valdostano
non c'è la bestemmia: i nostri ante-
nati erano uomini di fede e non
si sognavano nemmeno lontanamen-
te che si potesse mancare di rispet-
to al nome di Dio.
E noi? andremo a prendere in
prestito un altro dialetto per be-
stemmiare?
No! Conserviamo le belle tradi-
zioni di fede, di gentilezza e mettia-
mo al bando la bestemmia.
Chi nell'adempimento del precer-
to di pasquale ha fatto un proposi-
to in merito procuri di essere fe-
dele, ad ogni costo.
E' questione di sensibilità, di e-
ducazione civica e cristiana.
Le pagine del nostro bollettino - Numero di febbraio - sul problema antibla-
sfemo hanno suscitato consensi e propositi buoni.
L'Unione Nazionale Antiblasfema così scriveva alla nostra Redazione in data 28
febbraio: «Ci è pervenuto il Bollettino «La voce dei Campanili» con le bellissime
pagine sul problema antiblasfemo. Sentiamo il dovere di ringraziare voi tutti per
la veramente squisita sensibilità apostolica».
E alla lettera faceva seguito l'invio di materiale per la campagna antibla-
sfema e il dono di un libro «Pator 1963» ove è raccontato il pellegrinaggio a piedi
Torino - Roma di alcuni uomini generosi con lo scopo di sensibilizzare l'opinione
pubblica perchè abbia a cessare il brutto vezzo della bestemmia: quasi una marcia
di protesta contro la bestemmia.
Mentre ringraziamo vivamente l'U.N.A., ne ricordiamo l'indirizzo ai nostri lettori:
U.N.A. 10096 LEUMANN - Torino.
-7


Testo Originale Estratto
IL RIFUGIO
Cento anni
al servizio degli anziani, soli e bisognosi
1869
Si sta ultimando l'imponente caseg-
giato che sorge nell'aperta campagna,
appena sotto l'antico convento dei cap-
puccini. E' una coraggiosa iniziativa di
Padre Lorenzo Lachenal, il cappuccino
già grande predicatore in Francia e Pro-
vinciale del suo Ordine e ora Vicario
Generale della Diocesi di Aosta di cui
è Vescovo Mons. Jans. Le notevoli
somme di danaro raccolte in Francia
durante le sue peregrinazioni apostoli-
che gli hanno consentito - come da tem-
po sognava - di iniziare nell'estate del
1867 la costruzione di una casa desti-
nata ad accogliere i poveri della città:
una grande e ardita cappella; ampi lo-
cali, alti e lumniosi, ai due lati.
Si attende ora alle ultime rifiniture:
Buon appetito, nonnine!
8 —
presto giungeranno le Piccole Suore
dei Poveri, la cui Congregazione è ap-
pena sorta in Bretagna; presto ver-
ranno accolti i poveri... Tutto deve es-
sere pronto per quella data. Padre Lo-
renzo - sessantenne: era nato nel sob-
borgo del Ponte di Pietra il 15 agosto
1809 - sale ogni giorno dal Vescovado,
ov'è il suo studio di Vicario, o dal Se-
minario, di cui è Superiore.
Il suo portamento è nobile e sciolto:
solo la barba bianca tradisce il numero
degli anni.
Come un padre amoroso, cura ogni
particolare: provvede alle necessità dei
ricoverati cui nulla deve mancare se-
condo le possibilità del tempo: tavoli
e panche di legno rozzo in refettorio;
pagliericci nei dormitori; una divisa u-
guale per tutti gli ospiti (che le Piccole
Suore non vorranno più rinnovare quasi
a rispettare la personalità di ognuno).
A novembre giungono le prime Pic-
cole Suore: Suor Giuseppe-Augusta,
Donatella, Isabella, Ilaria e Ignazia. Giun-
gono gli ospiti: i poveri per cui la casa
è stata preparata. E finalmente — il
21 novembre 1869 - una processione
che parte dalla Cattedrale, con Mons.
Jans, il Clero, le Confraternite, va
ad inaugurare solennemente l'Istituto.
La «Feuille d'Aoste » scrive in da-
ta 17 nov. 1869: «Un établissement, si
utile pour le bien de la société comme
pour celui de la religion, nous le possé-
dons: beau, vaste... L'histoire dira aux
générations futures comme un pauvre
a pu enrichir des pauvres».
RAPIDA CARRELLATA ATTRAVERSO I
CENTO ANNI.
Pochi giorni dopo l'inaugurazione del
Rifugio, Padre Lorenzo — quale teologo
al seguito di Mons. Jans — parte per
il Concilio Vaticano I. Il 27 settembre
1880, muore nel suo Rifugio: i funerali
sono un trionfo.
Sepolta dapprima nel cimitero di S.
Orso, la sua salma viene trasferita al
Rifugio, il 20 ottobre 1886, ove riposa
nella cripta della cappella. La cittadinan-
za aostana erigerà una statua in bron-
La Cappella, cuore della Casa
zo — opera dello scultore Bistolfi —
sulla facciata del Rifugio e dedicherà
al grande Benefattore la via che condu-
ce al Rifugio: Corso Padre Lorenzo.
Fra i visitatori illustri, ricordiamo: il
re Umberto I, la regina Margherita, la
principessa Maria-José, Vescovi e Pre-
lati.
Tra i benefattori: i Bérard, i Blanchet,
i Roulet e i tanti anonimi che amano
donare al Rifugio, così apprezzato in
Valle e a cui si guarda con simpatia e
amore.
— 9


Testo Originale Estratto
Del Rifugio scrissero l'abbé Fenoll, ii
can.co E. Duc, il can.co L. Demoz per
il cinquantenario, il can.co Bréan per il
70° e, ultimamente, Père Félix.

La figura di una Piccola Suora que-
stuante?
Soeur Françoise che tutti ricordano,
simpaticamente briosa, nelle sue este-
nuanti corse attraverso la Valle.
Dei benemeriti Cappellani mi sovvie-
ne il nome dell'abate Fenoll, del prof.
Berruquier, del can.co Vesan e — dal
1965 — del prof. Emiro Pession.

Il numero degli ospiti del Rifugio va
sempre crescendo: 67 ospiti nel 1874,
100 nel 1882, 170 nel 1969.

La mobilia via via si rinnova: la cu-
cina, la lavanderia, si adeguano ai tem-
pi. Viene messo in opera il riscalda-
mento centrale.
Dal 1958 — sotto la direzione di Ma-
dre M. Prassede — grandi lavori tra-
sformano completamente il Rifugio: la
stalla viene separata dall'abitato; i ca-
meroni sono divisi in tante camere ac-
coglienti; tavole separate, sedie, tova-
glie e tovaglioli in refettorio; la cap-
pella è sistemata secondo gli ultimi
dettami della liturgia; l'alto muro peri-
metrale è sostituito da una leggera cin-

ta che permette agli ospiti di vivere con
un occhio sul mondo. Con l'estensione
della città e con l'allargamento delle
vie adiacenti, il Rifugio è ormai nel
cuore di Aosta.

1969

Il Rifugio — vecchio di 100 anni —
è oggi una casa linda e accogliente, un
albergo che ospita persone anziane con
attrezzature moderne: infermerie e sa-
le di soggiorno, ascensore e televisori;
e soprattutto tanta comprensione, tanta
bontà e carità da parte delle Piccole
Suore che lo dirigono: Mère Odille, fran-
cese; suor Cristina, italiana; suor I-
melda, inglese; suor Marcella, italiana;
suor Giulia, spagnola; suor Rosalia, co-
lombiana; suor Lucia, canadese; suor
Gemma, italiana; suor Maddalena, ita-
liana; suor Maria Consolata, spagnola;
suor Camilla, italiana; suor M. Pia, ita-
liana.

Alle Piccole Suore — che in questi
ultimi anni hanno mutato l'abito religio-
so ma non lo spirito della loro fonda-
zione — diciamo qui tutta la riconoscen-
za della popolazione valdostana per la
loro opera altamente benemerita. E lo

facciamo con le stesse parole con cui
— cento anni fa — il settimanale « La
Feuille d'Aoste » salutava il loro arri-
vo in Valle: « Qu'elles soient les bien-
venues au sein de notre cité et au seuil
de nos maisons ces généreuses messa-
gères de la charité ! Sans éclat et
sans bruit, elles ont tout quitté — pa-
rents, amis, patrie — pour venir nous
apporter les trésors de leur dévoue-
ment ».

R. F.

Una sala da pranzo

Il Centenario del Rifugio sarà degna-
mente ricordato nel prossimo mese di
giugno.

Il programma dei festeggiamenti è il seguente:

12 GIUGNO: GIOVEDI'
ore 10 - 12: Incontro Gruppi Fanciulli con gli Ospiti
della Casa.
ore 16
: Pomeriggio ricreativo in onore degli Ospiti.

13 GIUGNO: VENERDI'
FESTA DEL S. CUORE
ore 10
: S. Messa di Mons. Vescovo.
ore 16
: Processione e Benedizione del SS.mo Sa-
cramento.

14 GIUGNO: SABATO
ore 10
: Solenne Concelebrazione con Mons. Ve-
scovo.
ore 15
: Discorso ufficiale del Centenario - Canti
corali e pomeriggio ricreativo.

...e i tre giorni è aperta una Mostra dell'opera delle Piccole Suore dei Poveri.

Come occupare il tempo libero?
10 —

Coniugi e amici in sereno colloquio
(Foto: Avignone)
— 11


Testo Originale Estratto
Maman!
Quel nom plus doux à prononcer?
C'est l'assurance du bonheur et de
la paix, le souvenir des années d'en-
fance où les problèmes n'existaient
pas parce qu'elle était là pour nous
aider à les solutionner. Maman, c'est
le visage rayonnant de celle que
l'on peut toujours déranger, qui
comprend, de celle qui peut repro-
cher sévèrement les imperfections,
car elle le fait avec tant de justice
et de douceur. C'est le nom de cet-
te femme qui a travaillé, souffert
et a tout fait pour mettre un peu
plus de bonheur à la maison.
Maman, un nom qui s'accommo-
de avec amour.
LES VERTES ANNEES
18 ans, l'âge où déjà, on pense à
la vie de demain. 18 ans, l'âge où
l'on s'y prépare.
Elle a 18 ans. Elle rencontre Hen-
ri et, rapidement, sent qu'il ne pou-
vait pas être un étranger pour elle.
Il a 21 ans. Son service militaire
est presque terminé. Il détient un
métier qui lui permettra de gagner
honorablement sa vie. Et il est at-
tiré par Edith.
Ils se voient et se revoient. Ils é-
changent leurs idées, leurs goûts,
leurs espoirs. Il se préparent à s'ai-
mer. Si bien que petit à petit le
jour du mariage arrive. Ils partent
tous deux dans la vie. Heureux d'ê-
tre l'un avec l'autre. Décidés à ne
faire qu'un pour traverser ensemble
les joies, les peines, les difficultés
qu'ils rencontreront. Dire ce que se-
ront leurs premières années de ma-
riage n'avancerait pas à grand cho-
se. Ils vivent heureux parce qu'ils
s'aiment. Lui, fait tout ce qu'il peut
pour elle; elle, de même.
Puis, quelque chose bouleverse
leur vie. Elle sent en elle une vie
qui commence à naître. Lui, dès
qu'il le sait se trouve fou de joie.
Pendant ces longs mois, ils font
tous deux attention pour que rien
de fâcheux ne vienne troubler cette
vie qui grandit. Edith sait que le
petit sera ce qu'ils en feront. C'est
pourquoi, durant tout le temps de
l'attente, ils s'efforcent de vivre en-
core plus heureux. Non pas en s'a-
chetant tout ce qu'ils peuvent dé-
sirer, mais en créant un climat de
confiance plus grand, en s'ingéniant
à bâtir un ménage encore plus uni,
en s'efforçant de tout mettre en oeu-
vre pour que leur foyer soit capa-
ble de donner une vraie vie.
ET VOICI LE GERME DE VIE
Le jour arrive où naît le petit Y-
ves. Le bonheur des parents se lit
sur leur visage. Il suffit de les re-
garder pour comprendre. Il lui dit:
« Maman ». Elle lui répond: « Papa».
Deux mots, deux simples mots
qu'on ne peut séparer et qui ne
prennent leur sens qu'ensemble.
Les années passent, Yves grandit.
Il a deux petits frères et une soeur.
Maman, elle a pour mission d'ai-
mer, d'être au service de la vie en
acceptant pour cela de s'oublier el-
le-même. Elle unit sa vie à son é-
poux pour, ensemble, transmettre
ce qu'ils ont de meilleur: leur vie.
L'enfant n'est en effet rien d'autre
qu'un germe de vie qui à son tour
la transmettra. Or, la vie n'a qu'une
seule espérance, celle d'être heureu-
se et pour cela d'aimer, d'aimer
vraiment et non de s'aimer.
Une maman a la terrible mission
de donner la vie, de l'aider à s'é-
panouir pleinement et, pour cela
de lui apprendre à aimer. Ce n'est
pas toujours facile. Edith le savait.
Combien de fois, avec Henri, n'ont-
ils pas pris le temps de réfléchir
pour mieux connaître leurs enfants.
Ils n'hésitaient pas à lire, à inter-
roger, pour découvrir leur caractère.
Combien de fois n'ont-ils pas parlé
avec les instituteurs et les éduca-
teurs, afin d'aider leurs enfants à
s'épanouir au maximum.
Ils savaient que, pour être au ser-
vice des leurs, il faut chercher et
s'instruire. Un enfant ne ressemble
pas à un autre enfant, et il est né-
cessaire de le bien connaître.
Edith et Henri rêvaient, pour
leurs enfants, de belles situations,
mais ce qui comptait avant tout,
c'était le bonheur de leurs enfants.
Des difficultés, ils en connurent,
mais jamais ils n'ont refusé leurs
responsabilités. Ensemble, ils les
portaient. Parfois, il fallait être sé-
vère: c'était ensemble qu'ils l'é-
taient, en essayant de le faire avec
le plus de justice et de vérité pos-
sible.
MAMAN, tu donnes la vie — tu
donnes ta vie. Ton amour ne finit
pas.
Mamans du monde entier, soyez
fêtées, Vous êtes mises à l'honneur,
c'est votre fête, mais également cel-
le de votre foyer.
11 Mai
12 —
— 13


Testo Originale Estratto
Magggio: rianima,
riattiva la tua
devozione a Maria!

Il mese che si apre è dedicato per antica pia e benefica tradizione,
ad una particolare e filiale devozione alla Madonna.
Il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla Chiesa, rievoca le so-
lide basi teologiche su cui poggia tale bella e popolare devozione :

« Maria infatti — vi si legge — che accolse nel cuore e nel corpo
il Verbo di Dio e portò la VITA AL MONDO, è riconosciuta e
onorata come VERA MADRE DI DIO e redentore ».
« Essa, unita al Figlio di Dio da uno stretto e indissolubile vin-
colo, è insignita del SOMMO UFFICIO E DIGNITA' di MADRE
DEL FIGLIO DI DIO ... e per quel dono di grazia esimia precede
di gran lunga tutte le altre creature CELESTI E TERRESTRI ».
« Per questo la Chiesa Cattolica, edotta dallo Spirito Santo, la
venera con affetto di pietà filiale come sua MADRE AMAN-
TISSIMA ».

E' risaputo che la devozione verso la Madonna è profondamente sen-
tita e largamente diffusa, per antica e recente tradizione, nella nostra Dio-
cesi, nelle nostre singole Parrocchie; ne sono eloquente testimonianza :

— i tanti santuari sparsi nella nostra Valle da Perloz a Cour-
mayeur, da Champorcher a St-Barthélemy, da Ayas a Fon-
teinte presso il Gran San Bernardo, da Issime a Cheneil e
al Breuil sopra Valtournanche, da Machaby a Rochefort;
— le numerose chiese Parrocchiali e le cento e cento cappelle
di villaggio che alla Madonna sono dedicate;

14 —

— le tante statue della Vergine che troneggiano sui nostri mon-
ti, dal Dente del Gigante al Rutor, al Gran Paradiso, dal-
l'Emilius allo Zerbion;
— i mille e mille quadri e le innumerevoli statue che si con-
servano piamente, ornandole spesso di fiori e di luci, nelle
nostre case;
— i numerosi e frequentati pellegrinaggi che si organizzano,
ogni anno, verso i santuari più celebri: a Oropa, a Loreto, a
Lourdes o a Fatima, o ancora a Machaby, a Plout, al Berrier
o a Barmasc;
— le festose celebrazioni, in tutte le Parrocchie delle feste
principali della Vergine, specie quelle dell'Immacolata e del-
l'Assunta;
— le belle, vive, devote e gioconde funzioni infine che si cele-
brano, nelle chiese parrocchiali e spesso nei villaggi, in oc-
casione del mese di maggio.

Questa devozione alla Vergine è SICURA GARANZIA DI SALVEZZA
per il nostro popolo.

Per parte tua, amico lettore, in questo mese di Maggio:

— riaccendi e riattiva il tuo FILIALE E DEVOTO Amore verso
la « TUA MADRE »;
— prega, ogni giorno, la Madonna; e se lo puoi, partecipa alla
funzione che si fa, in Suo onore, nella tua chiesa o nel tuo
villaggio;
— procura di imitarne le preziose virtù che la caratterizzano,
specialmente la FEDE VIVA, l'UMILTA' PROFONDA, il te-
nero e forte AMORE a Gesù;
— abbi FIDUCIA e SII SERENO: se sei convinto che Dio ti
ama e che la Madonna veglia, materna, su di te, che avrai
da temere?

pe.

L'AZIONE CATTOLICA DELLA DIOCESI
Organizza, per la Domenica 15 Giugno l'annuale, tradizionale
CONVEGNO - PELLEGRINAGGIO
a tipo familiare (uomini, donne, figli) presso il celebrato
SANTUARIO DI PLOUT
Con il seguente programma:
Ore 9 - S. Messa cantata con omelia;
Ore 11 - Conversazione;
Ore 15 - Funzione e recita del Rosario.
Vi intervengano i devoti della Madonna di tutta la Valle.

— 15


Testo Originale Estratto
D'un clocher
... à l'autre
M. l'abbé Vacquin, curé de Poros-
san et professeur à l'école moyenne
"J. B. Cerlogne", vient de perdre i-
nopinement son frère Baptiste, âgé de
39 ans et père de famille. Nous lui
présentons nos condoléances ainsi que
l'assurance d'une prière.
* * *
La campagna contro la fame, che
quest'anno vuole recare un pane ai
bimbi del Biafra, ha sinora raggiunto
in Diocesi la cifra di L. 6.648.142.
Degna di menzione è l'iniziativa del-
la gioventù della parrocchia di S. Lo-
renzo presso la Collegiata di S. Orso,
che ha raccolto nelle case: carta, strac-
ci, oggetti fuori uso, realizzando così
una bella somma che andrà pure a be-
neficio delle popolazioni sottosvilup-
pate.
* * *
Une bonne Mission fut prêchée à
Chambave par deux pères capucins et
deux prêtres diocésains: elle s'est clô-
turée le dimanche de Pâques, 6 avril.
La Mission c'est la parole de Dieu:
bienheureux ceux qui l'écoutent et la
mettent en pratique.
neve imbianca ancora la città e il fon-
do valle. Decisamente, l'inverno con-
trasta il passo alla primavera, non
senza danni per l'agricoltura.
* * *
Le 25 avril, une centaine de miıı-
des se sont réunis au Prieuré de St-
Pierre pour une journée de prière, de
méditation et d'organisation en vue
d'un apostolat pour la sanctification
de la souffrance. Mgr notre Evêque
adressa la parole à cet auditoire par-
ticulièrement disposé à recevoir la pa-
role de la foi et de l'espérance chré-
tiennes.
* * *
Il 29 aprile un gruppo di sacerdoti
si è riunito con Mons. Vescovo per
studiare assieme i problemi della « Pa-
storale giovanile »; il 30 aprile il con-
siglio presbiterale ha tenuto la sua se-
conda riunione con Mons. Lari. At-
tendiamo di conoscerne le conclusioni.
* * *
L'archiprête mgr Vuillermoz a re-
joint les 60 ans de Messe! Dimanche
27 avril, la population de Villeneuve
s'est réunie à l'église pour rappeler
avec le héros de la fête l'heureux an-
niversaire: Mgr Lari a tenu le discours
de circonstance. A' mgr Vuillermoz
nos vivats et nos souhaits!
A Pasqua, quest'anno, c'è stata la
neve che cadde a larghe falde tutta la
mattinata: ad Aosta si è dovuto fare
uso dello spazzaneve. Il 22 aprile, la
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato).
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con
l'indicazione della fonte.
16 -
Les Valdôtains ont choisi ?
- Oui! Les Vêtements prêt-à-porter à
LA SOCIALE
12, Avenue Battaglione Aosta
- Et pourquoi donc?
- Eh bien! Chez LA SOCIALE ils trouvent:
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fraternel.
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Vous remercie de votre confiance
et préférence.
La Sociale
n'en doutez pas, sera toujours votre
amie sincère et vraie!