L'Écho de nos Montagnes: Visita Pastorale del Vescovo Anfossi, Vita Parrocchiale e Giubileo 2000 (1999).

6-1999.pdf

Il bollettino parrocchiale bilingue di Saint-Pierre (Giugno 1999, Diocesi di Aosta) offre un resoconto completo della vita comunitaria e pastorale. L'evento centrale è la Visita Pastorale del Vescovo Monsignor Giuseppe Anfossi (20-25 aprile 1999), documentata attraverso incontri dettagliati con le autorità civili, i volontari, i cantori, i giovani e le famiglie, affrontando sfide locali come il disavanzo finanziario del 1998 e la scarsa partecipazione adulta. Il documento copre inoltre le attività liturgiche e caritatevoli dell'anno (Avvento, Natale, Quaresima, con una raccolta fondi per i profughi albanesi). Ampio spazio è dedicato alla preparazione spirituale per il Grande Giubileo del 2000, alla riflessione sulla dignità e il ruolo degli anziani e all'importanza delle attività giovanili estive. Il bollettino si conclude con le cronache sacramentali (battesimi, matrimoni, defunti) e dati amministrativi della parrocchia e del Comune.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
L'ÉCHO DE NOS MONTAGNES
La Voce dei Campanili
Bulletin Paroissial du Diocèse d'Aoste

IMPRIMERIE VALDÔTAINE - AOSTE
ÉGLISE DE SAINT LÉONARD - SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES

Paroisse de
SAINT-PIERRE
XLÈME ANNÉE - N. 6 - JUIN 1999


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre

Cari
parrocchiani,

è terminata, da poco tempo, la Visita Pastorale del nostro Vescovo, ed è
stato un momento impegnativo e importante per tutta la Comunità. Il Vescovo
è venuto a conoscere, incoraggiare e rassicurare. Siamo convinti che è a lui che
dobbiamo rivolgerci per avere la certezza che la fede in cui crediamo è la stes-
sa vissuta dalle comunità cristiane del passato; è lui che ci permette una comu-
nione con le altre Chiese sorelle sparse nel mondo. La Chiesa di Aosta, antica e
madre di grandi santi, deve prepararsi al terzo millennio con fede rinnovata.
Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre. Le realtà sociali dei nostri paesi stanno
cambiando, i credenti sono una minoranza e il Vescovo è venuto a sostenerci
in questo cambiamento, per dirci di vivere con convinzione la nostra fede, in
un mondo che manca di riferimenti al Vangelo.

La nostra chiesa, che attraversa un momento difficile a causa anche della

1


Testo Originale Estratto
mancanza di preti (ormai 47 parrocchie hanno il parroco "part-time") ha biso-
gno di laici, ci ha detto il Vescovo, che prendano in mano l'annuncio del Van-
gelo.
Siamo ormai alle soglie dell'anno giubilare e il cammino della chiesa si fa
più intenso. L'anno del Padre, ultima preparazione al Giubileo, c'invita a riflet-
tere sul volto del Padre e sulla sua misericordia. Chi è Dio? Come possiamo
chiamarlo e parlargli? Qual è il suo atteggiamento e quali sono i suoi senti-
menti verso di noi? Per rispondere a queste domande dobbiamo metterci alla
scuola di Gesù, che ci parla di Dio come di un Padre, e insegna anche a noi a
rivolgerci a Lui come a nostro Padre.
Ricordate la parabola del "Padre misericordioso" (quella comunemente
chiamata del "figlio prodigo")? Essa ci rivela in modo sostanziale come sente e
ragiona Dio, qual è il vero cuore di Dio Padre. In questa parabola Dio ci appa-
re veramente come il Padre delle misericordie, come il Padre che è pronto a
perdonare tutto. Appena
il figlio ritorna, non fa
alcun rimprovero, solo
allarga le braccia per
accoglierlo e perdonarlo.
Ricordate la pre-
ghiera del "Padre
nostro"? In quest'anno
dedicato al Padre, do-
vremmo riscoprire la
dolcezza di questa pre-
ghiera che è uscita dal
cuore di Gesù: è vera-
mente un riassunto vivo
del Vangelo.
Non è il Padre mio,
ma nostro, per cui non
possiamo considerarci
figli se non ci comportia-
mo da fratelli. Tutti
insieme chiediamo al
Padre la salvezza, e il
Padre si serve di ognuno
di noi per portare questa
salvezza gli uni agli altri.
Don Aldo
2
Conto Consuntivo 1998 della Parrocchia
La Parrocchia è comunità e quindi anche famiglia. Vivere in famiglia,
vuol dire anche conoscere le spese ed eventualmente contribuire a
sostenerle. Per questo ci sembra giusto fare partecipi tutti del bilancio
economico della nostra parrocchia.
ENTRATE
Per affitto L. 11.206.820
Offerte date al parroco L. 36.885.000
Collette in Chiesa L. 11.681.700
Totale L. 59.773.520
USCITE
Per lavori cappella Etavel L. 33.374.000
Tasse L. 5.503.940
Assicurazioni L. 1.687.000
Spese Culto L. 6.037.500
Spese generali (luce, riscaldamento...) L. 13.457.000
Spese diverse
(bollett. cancelleria, documenti, libri...) L. 12.338.550
Totale L. 72.398.490
DISAVANZO L. 12.624.970
Sono iniziati i lavori alla cappella di Etavel: il tetto è a buon punto, per
il resto gli intoppi burocratici sono ancora tanti.
Un altro grosso e urgente lavoro bussa intanto alle nostre porte: dob-
biamo rifare l'impianto di riscaldamento della Chiesa, perché non è più
a norma secondo le ultime leggi sulla sicurezza: i problemi tecnici al
riguardo non sono di facile esecuzione (la chiesa è costruita su una roc-
cia), speriamo che le ditte interpellate sappiano darci soluzioni buone.
Il Consiglio per gli affari economici
3


Testo Originale Estratto
Preparazione all'Avvento

I segni del nostro Avvento
Quest'anno, l'Avvento, noi
bambini del catechismo
l'abbiamo vissuto intensa-
mente perché abbiamo
voluto interpretarlo con dei simboli
e un canto nuovo.
Ad ogni incontro di catechismo ci
veniva consegnato un foglietto dove
era scritto il riassunto del Vangelo
della domenica successiva e lavora-
vamo sul simbolo da presentare
durante la Santa Messa domenicale.
Per la prima domenica di Avvento
abbiamo preparato il Semafaro che
significa "State attenti e Pronti alla
venuta di Gesù" e la Corona d'Av-
vento con quattro candele che rap-
presentano le quattro domeniche
che precedono il Natale.
Per la seconda domenica di
4

Avvento abbiamo costruito dei Mat-
toncini recanti il nostro nome con i
nostri difetti; con questi abbiamo
innalzato un muro che rappresenta-
va gli ostacoli che incontravamo
sulla strada per arrivare da Gesù.
Con l'atto penitenziale abbiamo eli-
minato i peccati e don Aldo ha
abbattuto il muro riducendolo in
macerie.
Per l'Immacolata don Aldo ha
acceso la corona della Madonna e ha
posto un vaso di fiori bianchi ai
piedi della statua. Sul sagrato della
chiesa noi bambini abbiamo venduto
i bigliettini di Natale che avevamo
precedentemente disegnato e colora-
to con la maestra Tiziana. Il ricavato
l'abbiamo devoluto tutto in benefi-
cenza alla Caritas parrocchiale.

Per la terza domenica di Avvento
abbiamo portato all'altare dei Fiori
sui quali vi erano scritti i luoghi
dove incontriamo Gesù e li abbiamo
raccolti in un cestino. Ognuno di noi
ha indicato luoghi diversi, al termi-
ne della raccolta, sui petali erano
presenti tutti i casi nei quali abbia-
mo incontrato Gesù.
Per la quarta domenica di Avven-
to abbiamo preparato degli Angeli
con in mano un foglio sul quale
abbiamo scritto dei consigli per i
nostri genitori.
Per di più, tutte le domeniche,

c'erano alcuni bambini che porta-
vano degli oggetti all'altare: il pane,
il vino, il simbolo rappresentato e
una candela.
A tutti noi bambini del catechi-
smo è piaciuta l'animazione dell'Av-
vento perché ci siamo sentiti coin-
volti attivamente nella preparazione
del Natale e abbiamo partecipato
alle liturgie domenicali, perciò ci
auguriamo di poter ripetere quest'e-
sperienza.

Michela e i bambini
della classe quarta che frequentano
il catechismo il lunedì.

Avvento: tempo di riflessione

Anche quest'anno, un nutrito nume
ro di bambini delle scuole elemen-
tari, ha accolto l'invito Caritas e si è
prestato, durante l'Avvento, per
preparare i biglietti natalizi, i sovrap-
pacchi e i segnaposti per il pran-
zo di Natale. Promotrice di quest'ini-
ziativa è stata Tiziana Pedoni che

La bancarella dei biglietti natalizi
5


Testo Originale Estratto
con il disegno ha molta dimestichezza ed è riuscita, con pennarelli e cartonci-
no di recupero, a sollecitare la fantasia e la creatività dei bimbi che hanno ade-
rito a questa proposta.

È stato questo un momento di riflessione in preparazione alla nascita di
Gesù Bambino in quanto, gli artisti in erba, sapevano che il ricavato era devo-
luto ai bimbi meno fortunati di loro, e che proprio grazie a questo impegno,
potevano avere un Natale più felice.

Nel giorno dell'Immacolata il lavoro dei bambini è stato esposto su
un'apposita bancarella e l'ammontare complessivo delle offerte è stato di circa
900.000 lire. Bravi bambini e complimenti a Tiziana.

Anna Maria

Santo Natale

a parecchi anni ormai la
veglia di Natale segue un
filone collaudato. Iniziano
i giovani con una proces-
sione che parte dal piazzale anti-
stante al Camposanto e che, con
fiaccole multicolori, con canti e
nenie si dirige verso la chiesa.
Ad attenderli sul sagrato c'è

sempre una moltitudine di fedeli
che si unisce al coro e che partecipa
alla solenne Messa di mezzanotte.

Accanto all'altare maggiore, lo
chalet, con il caratteristico prese pio
valdostano, è al centro dell'atten-
zione, simboleggiando l'avveni-
mento che ricorda la nascita di
Gesù nostro Salvatore.

Si prepara
il "vin brulé"
e la cioccolata

Il nostro bel presepio, 1998

Dopo la Messa di
mezzanotte: tutto è
pronto per scam-
biarsi gli auguri

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Testo Originale Estratto
Fa tanto
freddo
nella notte
di Natale,
ma ci si può
scaldare...

"Il presepio ravviva la memoria del
grande avvenimento, la nascita di
Gesù, il Salvatore, il figlio di Dio fatto
uomo..., il presepio rappresenta con
candida e ingenua semplicità il qua-
dro di Betlemme, e diventa una scena
evangelica, diventa una lezione di spi-
rito cristiano. Il presepio ci dice come
Gesù ha voluto entrare nel mondo:
povero, piccolo, respinto dai cultori
dei cosiddetti valori della terra; è
venuto in modo che i poveri, i piccoli,
i reietti lo potessero avvicinare per
primi; è venuto per farsi uomo dei
nostri togliendo ogni distanza, ogni
ostacolo ogni timore". (Paolo VI)
Nell'omelia don Aldo ha eviden-
ziato i valori significativi del Nata-
le: abolire il superfluo, essere vicini
8
a chi soffre, essere solidali con i
bisognosi e aperti all'accoglienza.
Anche quest'anno la Santa Messa
è stata resa solenne, oltre che dai
riti liturgici, dai brani proposti
dalla cantoria diretta dai maestri
Poser e Benech.
A cerimonia terminata, sul
sagrato, nonostante l'ora tarda,
grazie alla generosità della parroc-
chia e all'impegno di alcuni volon-
tari, sono stati offerti panettoni,
vin brûlé e cioccolata calda, prov-
videnziali per combattere il freddo
pungente, ma soprattutto piacevo-
le occasione per scambiarsi gli
auguri.

Anna Maria

In cammino verso la Pasqua...

Durante il periodo della
Quaresima la nostra par-
rocchia si è avventurata in
un lungo e faticoso viag-
gio simbolico. Dopo esserci radu-
nati il mercoledì delle Ceneri,

come dei veri camminatori, armati
di forza e di tanta buona volontà,
abbiamo intrapreso il nostro cam-
mino, guidati dalla Parola e del-
l'Amore di Dio. Come nello zaino
di un avventuriero non può man-

La Croce
ci prepara
alla Pasqua

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Testo Originale Estratto
care una mappa che indichi la stra-
da da percorreere e la meta verso la
quale si è diretti, così anche il
nostro itinerario era guidato da
una mappa, che posizionata accan-
to all'altare della Chiesa, ci ricor-
dava la direzione da seguire e le
tappe che, domenica dopo dome-
nica, avremmo dovuto percorrer,
fino a giungere alla nostra ambita
destinazione: la risurrezione di
Cristo.
I veri protagonisti di questo
cammino erano i bambini del cate-
chismo: durante la Messa delle ore
10, essi hanno partecipato ogni
volta in maniera attiva portando
all'altare, durante l'Offertorio, i
simboli del loro impegno e della
loro fede: il grande poster con il
volto di Gesù, le carte d'identità,
simbolo della nostra appartenenza
alla grande famiglia dei credenti,
la Croce, che sistemata accanto
all'altare ci ricordava la morte e la
passione di Gesù, la Bibbia che con
le sue parole guida i nostri passi, il
pane e il vino, per ricordarci il
corpo e sangue di Cristo.

Grazie, Signore,
perché mi hai dato la fede,
hai alimentato la mia speranza
mi hai reso figlio della tua carità.
Per tutto grazie, Signore!

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Inoltre, durante questo periodo
di Quaresima, ci eravamo proposti
un importante progetto di solida-
rietà, mediante la raccolta perso-
nale di una piccola somma di
denaro, da devolvere poi in favore
dei bambini profughi albanesi,
curdi e kossovari, ospitati nei cen-
tri di accoglienza della Puglia. Il
nostro obiettivo è stato raggiunto
in maniera più che soddisfacente,
se si pensa che, con i piccoli rispar-
mi donati dai bambini, è stata rag-
giunta la somma di 230.000 lire.
Il nostro viaggio si è poi conclu-
so domenica 4 aprile quando tutti
insieme, uniti nella gioia e nell'a-
more fraterno, abbiamo festeggia-
to la Santa Pasqua.
Con il tempo speriamo che lo
Spirito Santo ci aiuti a camminare
più spediti e decisi sul nostro cam-
mino di fede, aiutandoci a supera-
re le tante difficoltà che incontria-
mo ogni giorno nella nostra vita di
cristiani e a crescere la nostra sen-
sibilità e il nostro amore verso il
prossimo.
L.C.

La visita
Pastorale

"Vengo nel nome
del Signore,
come suo
rappresentante
e ministro".

D

al 20 al 25 aprile, il vescovo Monsignor Giuseppe Anfossi ha effettua-
to la visita pastorale nella nostra parrocchia. È stata un'occasione di
incontro e di conoscenza reciproca. Nella lettera indirizzata a tutti i
fedeli della Diocesi, Monsignor Anfossi aveva scritto: "...il Signore
Gesù attraverso una decisione del Papa mi ha messo qui in questa Valle a fare
il vescovo; io, consapevole dei miei limiti, difetti e peccati, ho accettato e ora
sento una responsabilità che supera le mie capacità e perciò mi affido alla
vostra collaborazione e preghiera e soprattutto a quella dei sacerdoti. Vengo
ora da voi con colui al quale il Signore vi ha affidati nel cammino di fede; con
la mia visita voglio ravvivare la vostra fede e aiutarvi a riscoprire la bellezza
della vita cristiana anche oggi”.
“Vengo anche a sostenere la speranza e la carità. Vengo perciò ad incorag-
giare coloro che sono depressi o sconsolati, e sostenere coloro che si sentono in
difficoltà ad amare o perdonare come vorrebbe il Signore”.
La visita pastorale a Saint-Pierre, un avvenimento che ha animato, per
diversi giorni l'attività della comunità parrocchiale, è stata caratterizzata da
una serie intensa di incontri che hanno coinvolto tante persone, dai più giova-
ni agli anziani. Prima di entrare nel dettaglio degli avvenimenti, il programma
della visita pastorale effettuato nella nostra parrocchia:

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Testo Originale Estratto
VISITA PASTORALE
20 - 25 aprile 1999
Martedì 20 aprile
ore 19,30
Benvenuto al vescovo da parte dei membri
del Consiglio Pastorale;
ore 21,00
Incontro con l'Amministrazione comunale
Mercoledì 21 aprile
ore 15,00
Incontro con i bambini del catechismo all'Asi-
lo Mgr. Centoz
ore 17,00
Visita al Progetto Giovani
ore 18,00
Incontro con i cantori
ore 21,00
Incontro con le Associazioni di volontariato
presso la sala riunioni della COFRUIT
Giovedì 22 aprile
ore 15,00
Incontro con i membri del C.V.S., dell'A.C.,
della Caritas al Priorato
ore 18,00
Incontro con i membri del Consiglio Pastorale
e del Consiglio per gli Affari Economici al
Priorato
ore 19,15
Cena con i Consigli al Priorato
ore 20,45
Incontro con i genitori e le famiglie presso il
salone dell'Asilo Mgr. Centoz
Venerdì 23 aprile
in mattinata Visita agli anziani e ammalati
ore 15,00
Visita alla scuola di "Taglio e cucito"
ore 16,00
Visita alla Microcomunità per anziani e incon-
tro con il gruppo “Age de la sagesse"
Sabato 24 aprile
in mattinata Visita agli anziani e ammalati
ore 15,00
Incontro con i ragazzi delle scuole medie
presso l'Asilo Mgr. Centoz
ore 17,00
Incontro con i giovani presso la sala San
Carlo;
ore 21,00
Serata animata dal coro Harmony presso la
Cappella dei Penitenti
Domenica 25 aprile ore 10,00
Messa di chiusura
Rinfresco nel sagrato, offerto dall'Ammini-
strazione comunale
In Consiglio Comunale
Uno dei primi incontri che il Vescovo ha fatto nella nostra comunità, è
stato quello con il Consiglio Comunale. Si è voluto così rendere onore
ai legali rappresentanti del Paese e poi conoscere, da una fonte istitu-
zionale, le problematiche di una popolazione con i suoi grossi e rapi-
di cambiamenti, alle soglie di un nuovo millennio.
È stato un incontro improntato alla cordialità e al rispetto, nella consa-
pevolezza dei ruoli diversi, ma anche dal desiderio di collaborazione per il bene
comune.
Interessante l'opuscoletto preparato dalla Giunta per illustrare le caratte-
ristiche generali del territorio, della popolazione, dell'economia, degli elemen-
ti organizzativi e dei servizi.
Alcuni dati, esposti dal sindaco, sono talmente significativi, da meritare
una sottolineatura.
Il Sindaco offre
un dono-ricordo
12
13


Testo Originale Estratto
TERRITORIO
• Superficie in kmq 26
• Altitudine s. 1. m. minima 613,20
massima 3.089,80
• Strade regionali Km 9,480
• Strade statali Km 2,850
• Strade comunali Km 42,280
Ulteriori caratteristiche: n. 62 località abitate abitualmente o saltuariamente

POPOLAZIONE
• Popolazione legale al censimento 81 n. 1.801
• Popolazione legale al censimento 91 n. 2.199
• Popolazione residente alla fine del penultimo anno precedente
n. 2.449
di cui maschi n. 1.207
femmine n. 1.242
nuclei familiari n. 1.026
comunità/convivenze n. 3
• Popolazione all'1 gennaio 1997
(penultimo anno precedente) n. 2.458
• Nati nell'anno n. 23
• Deceduti nell'anno n. 29
Saldo naturale -6
• Immigrati nell'anno n. 88
• Emigrati nell'anno n. 91
Saldo migratorio -3
• Popolazione al 31 dicembre 1997
(penultimo anno precedente) n. 2.449
di cui:
• In età 0/2 anni compiuti n. 62
• In età 3/5 anni compiuti n. 84
• In età 6/10 anni compiuti n. 105
• In età 11/13 anni compiuti n. 58
• In età 14/29 anni compiuti n. 508
• In età 30/64 anni compiuti n. 1.230
• In età 65/74 anni compiuti n. 228
• In età oltre 75 anni compiuti n. 174

Tasso di natalità 0,93
Tasso di mortalità 1,18

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[IMMAGINE: Incontro nella bella sala del Comune]

CAPACITÀ RICETTIVA
• Alberghi n. 5 posti letto 187
• Agriturismo n. 6 posti letto 38
• Affittacamere n. 1 posti letto 10
• Altro (pensionati) n. 1 posti letto 65

Licenze commerciali
• Bar n. 13
• Ristoranti n. 13
• Agriturismo n. 6
• Attività di intrattenimento n. /
• Commercio al minuto n. 20 + 1 (Produzione pane)

Industria e artigianato
Imprese n. 80

Agricoltura
Aziende n. 150

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Testo Originale Estratto
ULTERIORI ELEMENTI SIGNIFICATIVI
• Esistono circa n. 700 abitazioni destinate a seconda casa
• La realtà socio-economica denota una buona vitalità dei settori agricolo,
artigianale, turistico-commerciale, pur dovendo riscontrare una forte
dipendenza con Aosta e cintura a livello occupazionale.
Dopo aver fatto conoscere tutti gli elementi organizzativi necessari per il
funzionamento di un Comune (personale e strumenti operativi), il Sinda-
co ha esposto tutte le previsioni di spesa per una giusta amministrazione,
e i lavori in corso o previsti per il bene della Comunità.
Non sono mancati gli importanti bilanci per la biblioteca e i principali
interventi a favore delle associazioni locali.
Particolare importanza è stata data ai servizi in campo sociale.
• Trasporto alunni costo più di 109 milioni (concorso degli utenti 7 milioni
circa il 6,42%)
• Mensa scolastica costo più di 178 milioni (concorso degli utenti 75 milioni
circa il 42,12%)
• Assistenza domiciliare
Servizio istituito il 16 luglio 1982
n. utenti attuali
19 per l'igiene, sostegno psicologico, rior-
dino abitazione, ecc.
10 per pasti caldi giornalieri.
personale impiegato: n. 2 assistenti a tempo pieno
n. 1 assistente a tempo parziale
costo del servizio: Lire 122.257.000
concorso degli assistiti alla spesa Lire 20.456.000 (circa 17%)

SERVIZIO DI ASSISTENZA PRESSO LA MICROCOMUNITÀ
Servizio istituito il 10 marzo 1987
n. utenti attuali
25 di cui:
6 autosufficienti
7 parzialmente autosufficienti
12 totalmente dipendenti
5 ospiti diurni di cui:
4 totalmente dipendenti
1 parzialmente dipendente
2 ospiti per il pranzo
Nei 12 anni di servizio hanno usufruito della struttura 163 ospiti.

16

Personale impiegato (tutelare e amministrativo): n. 18 a tempo pieno
n. 5 a tempo parziale
Personale infermieristico n. 3
Obiettori di coscienza n. 2
Costo del servizio Lire 1.214.233.000
di cui per il personale Lire 863.300.000
Concorso degli anziani e dei parenti alla spesa: Lire 470.708.000
(circa il 39%)

CRITICITÀ
• personale insufficiente per la tipologia degli assistiti (circa il 50% total-
mente dipendente);
• scarsa presenza dei parenti e di volontari;
• ospiti inseriti in struttura contro la loro volontà;
• mancanza di accordo di programma con l'U.S.L. sia per la fornitura di
materiale farmaceutico e parafarmaceutico, sia per il collegamento orga-
nizzativo del personale infermieristico assegnato alla struttura;
• difficoltà nel mettere in attuazione le nuove normative di legge.

ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE
• festeggiamenti in ricorrenza del compimento degli anni di tutti gli ospiti;
• uscite e visite;
• incontri con altre Microcomunità;
• pranzo presso un ristorante in occasione delle feste natalizie;
• allestimento del presepe da volontari;
• tombolone dell'Epifania;
• visite settimanali di volontari della Caritas;
• festa delle stagioni, gara delle torte;
• Santa Messa una volta al mese;
• visite delle scolaresche;
• spettacoli corali, gruppo associazioni alpini di Aosta, esibizione della
scuola di ballo del C.R.A.L. ecc.,
• festa degli anziani del paese nel mese di settembre - quest'anno sarà la
quarta edizione: partecipano gli anziani che hanno compiuto 65 anni (n.
419 anziani la popolazione ultrasessantacinquenne residente nel comune
di Saint-Pierre al settembre 1998), ed è sempre presente una delegazione
di anziani dell'associazione "Plaisir de Vivre" del paese francese di Saint-
17


Testo Originale Estratto
Pierre En Faucigny gemellato con il nostro dal 1995. Da questi incontri è
scaturita la volontà di formare il gruppo "L'Age de la Sagesse" che conta
circa 100 tesserati.

Dopo questa esauriente e precisa esposizione da parte dell'Ammi-
nistrazione sui gravosi compiti di un Comune, è nata una sere-
na discussione sui dati esposti e sulle problematiche di una
Comunità che cresce non sempre facilmente e non sempre gesti-
bile in tutti i suoi aspetti.
Il Vescovo è intervenuto per esprimere il suo personale apprezza-
mento per i molti progetti e servizi ed ha parlato dell'opera e della presen-
za della Chiesa in una comunità; il lavoro per la gente ha valore in quanto
servizio dato con spirito di dedizione.
Un caldo invito fa il Vescovo perché ci sia un interesse profondo per
le realtà giovanili, attenti e aperti a tutti i disagi veri degli adolescenti. Ai
giovani gli adulti devono inviare un messaggio di accoglienza, non devo-
no trovare uno spirito di chiusura, facciamo che imparino a non pensare
solo a se stessi, a non divertirsi sempre fuori paese, lontano dagli adulti e
dagli anziani, insegnamo i valori che devono guidare ogni persona.
Vari consiglieri sono intervenuti per esporre idee e preoccupazioni
sul domani di una comunità che è diventata "dormitorio" e si sente sem-
pre meno partecipe di uno stesso contesto sociale...
Come aprirsi ai nuovi venuti per farli sentire partecipi di uno stesso
paese? Come educare la gente ad un giusto senso civico di rispetto alle
persone e alle cose? Come imparare a non sempre solo chiedere ma anche
dare per il bene di tutti? Sono domande grosse che ci si è posti, con la
coscienza che cercare almeno una piccola risposta è camminare con un po'
più di speranza verso il domani.

Incontro del Vescovo
con i bambini del catechismo

Finalmente è arrivato! Accolto
da un fragoroso applauso
monsignor Anfossi ha incon-
trato, mercoledì 21 aprile alle
ore 15, all'asilo Mons. Centoz, un
folto gruppo di bambini, delle
scuole elementari. In pratica tutti i
bimbi che frequentano il catechi-
smo, vale a dire seconde, terze e
quarte elementari ad eccezione
delle quinte che erano, in quei gior-
ni, in gita scolastica a Venezia.
Oltre a don Aldo erano presenti tre
catechiste: Jole, Daniela e Anna
Maria.

Il vescovo ha salutato tutti e poi
si è presentato. Ha spiegato che da
bambino è vissuto per parecchi
anni in Trentino e che lì ha frequen-
tato le scuole elementari per cui è
abituato a vivere in montagna, anzi
l'ama molto e quando è stato nomi-
nato vescovo, ha accolto con piace-
re il trasferimento in Valle. Ha
ancora la mamma che vive a Tori-
no, ha una sorella che è assistente

Le cose buone nascono in un ambiente dove regna la
calma e l'armonia. Nulla di buono ha origine nella discor-
dia e nell'odio. Dalla discordia nascono solamente male-
volenza e maldicenza, dall'odio inimicizie e guerre. Ma
dai cuori che convivono con l'amore e l'armonia si può
sperare soltanto la pace e la felicità.

I bambini del catechismo in allegria attorno al Vescovo

18 19


Testo Originale Estratto
sociale e un fratello che fa il meteo-
rologo.
I bambini sono stati molto colpiti
dal modo semplice e naturale con
cui il vescovo ha spiegato l'essenza
del suo compito: un pastore che ha
cura delle sue pecore, che le ama,
che le vuole conoscere bene una ad
una come ci ha insegnato Gesù.
Ha spiegato che Gesù usava
spesso queste espressioni agresti
poiché a quel tempo la popolazione
era quasi esclusivamente contadina
e gli esempi dovevano essere com-
prensibili a tutti.
Come un pastore che meglio ci
vuole conoscere lui è venuto a farci
visita e desidera essere la nostra
guida, noi dobbiamo seguire i suoi
suggerimenti e i suoi consigli.
Ha poi sollecitato delle domande
ai bambini, i quali per nulla intimo-
riti facevano a gara con il dito alza-
to per essere ascoltati. Sono state
infatti più di 20 le domande rivolte-
gli. Qui ne ricordiamo solo alcune,
anche per evidenziare la sponta-
neità dei bambini presenti:
"Ha mai detto parolacce?" - "Da
20
bambino andava bene a scuola?" -
"Un vescovo può sposarsi?" - "Ha
mai passato un giorno senza prega-
re?" - "Ma Gesù ci perdona pro-
prio tutti i peccati?" - "Da piccolo, i
suoi fratelli o i suoi amici l'hanno
mai picchiata?" - "Quando ha visto
il Papa l'ultima volta?" - "Deside-
rava fin da piccolo diventare sacer-
dote?" - "Perché è diventato Vesco-
vo?".
Monsignor Anfossi ha risposto
con semplicità seguito con molta
attenzione dai piccoli interlocutori.
L'incontro si è concluso con una
domanda fatta dal vescovo ai bam-
bini: "voi quando pregate?". Le
risposte non sono mancate: al mat-
tino, solo alla sera, prima di un'in-
terrogazione difficile, al catechi-
smo, a Messa. Il vescovo ha inse-
gnato loro a pregare con il cuore
anche durante la giornata, contem-
plando magari qualcosa che la
natura ci suggerisce in quel preciso
momento.
Al termine tutti sono scesi nel
cortile per la foto ricordo.
Anna Maria
Fa' di tutto per essere sincero, anche se ciò costa.
Nessuno ha il diritto di esigere che tu sia perfetto.
Solamente Dio è perfetto. Ma chiunque deve poter
pensare che tu non menti, non vivi di scappatoie e
non cerchi scuse alle tue cadute. Affronta con dignità i
tuoi errori, per trarne l'umiltà di correggerli.
Con i Cantori
Quest'anno, in occasione della visita pastorale, il Vescovo ha incon-
trato i nostri cantori. Ci siamo riuniti mercoledì 21 aprile in Sala San
Carlo per parlare e gustare assieme una mordüa, il tradizionale
spuntino ospitale.
Prima di assaggiare le gourmandises imbandite, Monsignore ha voluto
confrontarsi con la nostra realtà di cantoria forse piccola, ma sempre vitale.
Egli ha sottolineato l'importanza del canto che accompagna e mette in risalto i
momenti principali delle funzioni, ed ha affermato la necessità di una guida
(una cantoria sempre più preparata) al canto assembleare. Ci ha ricordato che
il nostro è, e deve essere, un importante servizio alla comunità, perché non solo
"chi canta prega due volte", ma permette anche a chi ascolta il canto di avvici-
narsi di un passo di più al Mistero: "Voi accompagnate l'assemblea fin sulla
soglia del Mistero, poi spetta a ciascuno di decidere di compiere il passo che lo
porterà oltre quella soglia".
Il Vescovo ha detto inoltre di conoscere le difficoltà che la nostra cantoria
ha dovuto affrontare, specialmente negli ultimi anni, e ci ha esortati a conti-
nuare con costanza nel nostro impegno, senza mai lasciarci scoraggiare: "Tene-
te duro, perché i disagi che incontrate servono a rendervi più forti e più consa-
pevoli del servizio cui vi dedicate".
Constatando inoltre la difficoltà di attirare i più piccoli ed i giovani alla
I cantori con il Vescovo
21


Testo Originale Estratto
Associazioni di Volontariato
resso la sala riunioni della
Cofruit, mercoledì 21 aprile,
c'è stato l'incontro del
ci si realizza pienamente e donando
agli altri si riceve veramente. Chi
lavora solo per se stesso, per la pro-
pria affermazione o interesse, può
Vescovo con le varie associa-
trovarsi spesso insoddisfatto o delu-
zioni di volontariato operanti nel
so di tutto.
paese. Erano presenti i direttivi e gli
Citando la prima parte dell'Ave
associati dei Donatori di Sangue
Maria, il Vescovo ha sottolineato
(Avis), dei Pompieri, dei Volontari
come venga complimentata una
del Soccorso, dello Spazio Club,
donna in cui tutto sa di dono e di
della Biblioteca, degli ex-combarten-
gratuità. Le associazioni sono un
ti, degli Alpini, della Société Ouvriè-
messaggio di fiducia e di vitalità per
re e dei gruppi sportivi.
le nostre comunità.
Il Vescovo ha aperto il dialogo
Poi la parola è passata ai presenti
parlando dell'importanza del vo-
che con domande e osservazioni
lontariato nella vita di una comu-
puntuali, hanno reso più vivo l'in-
nità.
contro.
Operare nel sociale ci avvicina
Le difficoltà dei gruppi di volon-
alla gratuità stessa di Dio. È la gra-
tariato, è stato sottolineato, nascono
tuità appunto il grande valore di
dalla incapacità di trovare giovani
ogni forma di volontariato: solo così
In sala S. Carlo con i cantori
vita di parrocchia in generale, ed alla cantoria in particolare, abbiamo discusso
di come interessare i bambini e gli adolescenti al canto corale. Ci rendiamo
tutti conto che non sarà facile, ma sempre più ci impegneremo per invogliare
le nuove generazioni a cantare assieme, e a cantare con noi. Solo così, infatti,
potremo assicurare la prosecuzione di una tradizione antica che sarebbe un
vero peccato dimenticare.
Dopo un momento principalmente dedicato al dialogo, abbiamo fatto onore
alla tavola imbandita, non senza aver prima rivolto al Signore un canto di
ringraziamento per tutto ciò che ci dà, e di gioia per festeggiare il nostro illu-
stre Ospite. Durante la festicciola che è seguita, Monsignore si è felicitato col
nostro organista, il Maestro Carlo Poser, per i circa sessant'anni di impegno
fedele nella cantoria di Saint-Pierre.
Infine, approfitto di questo spazio per rivolgere un invito a tutti i Senpiolens: se
avete voce, voglia di cantare e di stare in allegria, unitevi ai cantori: vi aspet-
tiamo!
Lucia
I dirigenti delle Associazioni di Volontariato, porgono il saluto al Vescovo
22
23


Testo Originale Estratto
Il Vescovo
con la scultura-ricordo
dei Volontari
leve decise ad impegnarsi nel socia-
le; per molti giovani c'è voglia di
vivere tutto e subito, in modo a
volte banale e superficiale.
E poi non sono un po' le stesse
persone, è stato detto, che ruotano
nelle associazioni, tenendone vivo lo
spirito?
Tante nuove famiglie arrivano a
Saint-Pierre, come fare per aprire
loro le porte del volontariato? Non
sarebbe questo un modo per farle
inserire in una comunità, che perde
sempre più le caratteristiche di
paese, diventando un posto-dormi-
torio, sempre più anonimo e inca-
24
pace di creare rapporti veri tra le
famiglie?
La conclusione è stata comunque
di speranza: lavoriamo per il futuro,
i risultati non si vedono sempre
subito, ma il cammino è quello giu-
sto: chi lavora per gli altri, lavora
per Dio che vive nei fratelli e nelle
sorelle.
Al termine i responsabili delle
associazioni, con gentile atto di sim-
patia, hanno donato al Vescovo, una
bella e significativa scultura, a ricor-
do di una serata interessante, che ha
riunito insieme tante forze vive del
nostro paese.
Con il C. V. S., la Caritas e l'Azione Cattolica
G
iovedì 22 aprile alle ore 15
Monsignor Vescovo ha intrat-
tenuto presso il Priorato i
membri del C.V.S., della Cari-
tas e dell'A.C.. All'incontro hanno parte-
cipato le rappresentanze di ogni gruppo.
Dopo una preghiera iniziale il Vescovo
ha parlato della sofferenza e del senso
che essa ha per il credente.
Ci sono dei momenti nella nostra vita
in cui ci sembra di essere stati abbando-
nati da Dio e ci chiediamo ad esempio:
perché Dio permette questo? Perché pro-
prio a me? Cosa ho fatto di male per
meritarmi questo?
Viene naturale cercare la risposta nel
rapporto tra il peccato e la sofferenza e
considerare le nostri «croci» come un
castigo.
Invece troviamo la risposta in Gesù
che è venuto a dare un valore alla soffe-
renza salvando l'umanità attraverso la
Sua morte in croce.
Se la malattia ha il nome di «Croce» in
essa c'è Gesù che completa la sua pas-
sione. Il vangelo di Gesù non è la libera-
zione dal dolore, ma è la salvezza nel
dolore.
Il vescovo ha concluso dicendo che è
difficile fare chiarezza totale sulla soffe-
renza perché c'è sempre qualcosa di
misterioso, ma chi ne è colpito deve affi-
darsi a Dio e pregare per trovare forza e
generosità.
Al termine il responsabile di ogni set-
tore ha esposto l'attività svolta dal pro-
prio gruppo ed il Vescovo dopo aver
ascoltato con attenzione, ci ha incorag-
giato a continuare e migliorare nel
nostro apostolato.
Carla
Il Vescovo incontra il Consiglio Pastorale
M
artedì 20 aprile 1999 il
Vescovo di Aosta, Monsi-
gnor Giuseppe Anfossi ha
inaugurato la sua visita
pastorale nella Parrocchia di Saint-
Pierre.
Noi membri del Consiglio Pastora-
le, incaricati di organizzare la visita
Al Priorato
si riuniscono
i Consigli
Parrocchiali
25


Testo Originale Estratto
nei suoi vari momenti, avevamo pen-
sato di dare il benvenuto al Vescovo,
cenando con lui nella casa parroc-
chiale. Un pasto "alla buona", prepa-
rato da noi, giusto per sedersi intorno
al tavolo e conoscersi un po' nella
maniera più semplice, chiacchierando
piacevolmente, tra una portata e l'al-
tra. Il Vescovo è arrivato verso le
19,30 e dopo i primi attimi di dovuto
"imbarazzo" (la mamma di don
Aldo, Giulietta era molto emozionata,
ma anche noi eravamo un po' nervo-
si), e le presentazioni, ci siamo messi
a tavola e... abbiamo "rotto il ghiac-
cio": il Vescovo si è interessato di noi,
di chi siamo, di cosa facciamo, della
vita nella Parrocchia, e poi ci ha par-
lato di sé e delle visite pastorali che
aveva già concluso. La cena si è svol-
ta in un clima molto rilassato, soprat-
tutto perché il Vescovo ha la capacità
di mettere le persone a proprio agio,
e il tempo è letteralmente volato. Poi,
siccome alle 21 il Vescovo doveva
incontrare l'Amministrazione comu-
nale nel salone del Municipio, dopo
aver bevuto la tisana calda di rito, ci
siamo congedati, dandoci appunta-
mento al giovedì.
Giovedì 22 aprile alle ore 18, infatti,
si sono riuniti nella splendida sala
della biblioteca, al Priorato, sia il Con-
siglio Pastorale che il Consiglio per gli
Affari Economici. Si è trattato di un
incontro piacevole, a tratti anche viva-
ce, durante il quale ci siamo confron-
tati sui problemi che ci sembravano
importanti per la parrocchia: in parti-
colar modo, cosa fare per coinvolgere
i bambini, i giovani, ma non solo loro,
nella vita parrocchiale. E il punto
dolente è risultato essere proprio que-
sto, e cioè la scarsa partecipazione,
soprattutto da parte degli adulti, che
si rileva in ogni iniziativa a carattere
"religioso", pur essendo Saint-Pierre
un paese di più di 2.500 persone! Il
Vescovo ci ha "consolato" con le stati-
stiche: le nostre cifre si collocano nella
media nazionale, non siamo né più
bravi, né più cattivi. Ma ha comunque
evidenziato come Saint-Pierre - così
come Sarre o Saint-Christophe, cioè
quei comuni collocati nell'immediata
cintura di Aosta - viva una realtà par-
ticolare: è principalmente un "paese
dormitorio", dove la gente non vive, e
di conseguenza non partecipa, o par-
tecipa poco, alla vita della parrocchia,
e dove il tasso di immigrazione/emi-
grazione è altissimo. Ma proprio per
questo motivo - ha sottolineato il
Vescovo - è fondamentale mantenere
un atteggiamento di apertura e di
accoglienza nei confronti di tutti,
senza aspettarci nulla, senza preten-
dere di avvicinare le persone nella
speranza di farle confluire in un cam-
mino di fede. Il messaggio che il
Vescovo ci ha lasciato è quindi un
invito a continuare a lavorare con otti-
mismo: è vero, siamo una minoranza,
ma non per questo dobbiamo scorag-
giarci, perché non si ragiona sui
numeri, bensì sulle persone.
L'incontro si è concluso alle 19,30
con un'ottima e abbondante cena,
preparata dalle suore del Priorato.
Josette

Incontro con le famiglie

La sera di giovedì 22 aprile, alle
h. 20,45, presso il salone dell'a-
silo Mgr. Centoz, il Vescovo ha
incontrato le famiglie della
Parrocchia di Saint-Pierre.
Molti erano i presenti, genitori
giovani e meno giovani, e... anche
alcuni nonni, che hanno accolto con
entusiasmo l'invito di Monsignor
Anfossi.
Il desiderio comune è stato quello
di ascoltare le parole del Vescovo, e
di confrontarsi con lui in un dialogo
aperto su un argomento fondamen-
tale e molto delicato della vita: l'e-
ducazione dei figli.
Partendo da un'analisi sociologica
dell'attuale situazione della fami-
glia, il Vescovo ha illustrato come le
condizioni di oggi siano radicalmen-
te cambiate rispetto a pochi decenni
fa: il lavoro di entrambi i genitori, la
difficoltà di conciliare lavoro e fami-
glia, la ristrettezza del tempo da
dedicare ai nostri figli, il numero
sempre più crescente di figli unici e
il calo delle nascite. Il Vescovo ha
così sottolineato che tutto ciò ha
determinato una serie di aspetti non
sempre favorevoli per i nostri ragaz-
zi: spesso essi vivono in mezzo a soli
adulti, i quali tendono a responsabi-
lizzarli poco, ad affidare loro sempre
meno "compiti", a viziarli e a cocco-
larli, talvolta a soffocarli, senza per-
mettere loro di confrontarsi con i
coetanei e con la realtà circostante.
Ha poi seguito un interessante
dibattito con alcune domande da
parte dei genitori e dei nonni,
riguardanti proprio il delicato rap-
porto con i figli, oggi minato pur-
troppo da una società materialistica,
consumistica e violenta. Ancora una
volta il Vescovo ha dato ai genitori
alcuni consigli, evidenziando l'im-
portanza del dialogo, della disponi-
bilità, dell'accoglienza nel loro rap-
porto coi figli, alla luce della fede.
Giuliana

Il Consiglio Pastorale accoglie il Vescovo nella casa parrocchiale
26 27


Testo Originale Estratto
Con gli anziani e ammalati
Venerdì 23 aprile, nel pomeriggio, il salone della Microcomunità è pieno di gente per l'incontro del Vescovo con gli anziani del paese.
Sono presenti gli ospiti della Microcomunità e tanti anziani venuti per portare il saluto al Pastore della Diocesi. Sotto la sapiente regia dell'ass. Domaine Elida e del cons. Del Negro Sergio, tutto è stato preparato con gusto e gioia partecipativa. Formano l'ossatura dei presenti i membri dell'"Age de la sagesse", associazione che sta facendo un buon lavoro per i nostri anziani. Da ricordare che da poco tale associazione ha eletto le sue cariche sociali: Presidente Floriani Nerino, Vice Borney Livia, segretario Borre Giu-
seppe, tesoriere Barmaverain Luigi, Revisori: Cantatore Roberto e Paillex Andrea, Consiglieri: Barmaverain Germano, China Ferruccio, Carù Enrica, Fioravanti Fidelma, Garin Beniamino, Giono Ivonne e Oreiller Maggiorina.

Il Vescovo ha espresso la sua gioia di essere in mezzo a coloro che esprimono nella comunità la saggezza e l'esperienza di vita. Poi ha invitato tutti i presenti a riflettere sull'importanza per gli anziani di vivere in modo sereno, allontanando noia e tristezza, non chiudendosi in se stessi, cercando amicizie, avendo cura del proprio fisico, del vestire... C'è tanto bene da fare, c'è ancora tanto amore e disponibilità nei nostri nonni! Non manchi, aggiunge

Quanta gente nel salone della Microcomunità

il Vescovo, l'amore alla preghiera, la cura della vita spirituale: quante gioie inaspettate in chi sa vivere con l'animo aperto e generoso; carica la

tua anima di bontà, apri gli occhi e datti da fare.

Il saluto cordiale e riconoscente al personale della Casa, la benedizione

L'Assessore Domaine presenta il Vescovo
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I nostri anziani attenti alle parole del Vescovo
29


Testo Originale Estratto
Il salone della
Microcomunità è
preparato a festa
speciale agli ammalati più gravi
nelle camere, hanno concluso una
visita densa di significato e di valore
umano e spirituale.
Nelle mattinate di venerdì e
sabato il Vescovo è andato nelle
famiglie a trovare ammalati ed
anziani: sono stati incontri molto
belli e arricchenti.
Quanta gioia nell'ascoltare la
parola del nostro Pastore, quale
incoraggiamento per chi soffre e per
i familiari che dedicano tanto amore
ai loro cari. Il Vescovo ha confidato:
"Ho trovato tanto bene in queste
case, ho sentito tanto amore dato e
ricevuto, c'è tanto da imparare da
tutti!".
Il Vescovo parla nella Microcomunità
I ragazzi della Scuola Media
Sabato 24 aprile, alle ore 15,00,
noi ragazzi delle scuole medie ci
siamo riuniti all'Asilo Mons.
Centoz per un incontro con il
nostro simpaticissimo vescovo Giusep-
pe Anfossi.
Quest'anno, infatti, egli è venuto
nella nostra parrocchia per effettuare la
cosiddetta "Visita Pastorale”, durante la
quale ha voluto incontrare anche noi
più "piccoli". Inizialmente, egli si è pre-
sentato e, in seguito, noi abbiamo fatto
lo stesso.
Mons. Anfossi ci ha interpellato
riguardo le nostre attività, nelle quali ci
sentiamo a nostro agio e ci divertiamo.
La maggior parte di noi si dedica allo
sport e al gruppo di amici, inoltre vi
sono altri svaghi, fra cui la musica, il
canto, lo studio, la corrispondenza per
lettera, gli scouts, la TV, la lettura, l'arte
del dipingere...
Ma lo scopo di questo discorso era
arrivare a parlare della preghiera nel
mondo dei giovani.
Noi da bambini, spesso, pensavamo
che pregare fosse un compito esclusiva-
mente nostro, mentre invece Gesù,
quando voleva che gli uomini pregas-
ro, si rivolgeva agli adulti. No giovani
dobbiamo pregare ma, come dice il
Vescovo, dobbiamo farlo a modo nostro,
cioè in gruppo, cantando, disegnando o
esprimendo delle sensazioni positive.
Troppo spesso, però, ci si riduce a chie-
dere aiuto a Dio solo nei momenti di
difficoltà, "appena ci fa comodo", quan-
do invece bisognerebbe ringraziarlo
tutti i giorni per la vita che ci ha dato,
migliore di altre sparse per il mondo.
Abbiamo il dovere di ringraziare il
Signore di darci la possibilità di studia-
re, di divertirci, di giocare, di avere
degli amici e una famiglia.
Una domanda molto discussa è stata:
"Come mai dopo aver ricevuto la Cresi-
ma, quasi la maggior parte dei ragazzi
non si reca più in chiesa per partecipare
alla cerimonia della Santa Messa?".
Noi ragazzi abbiamo saputo rispon-
dere al Vescovo. Le nostre motivazioni
sono state che la Chiesa non va incontro
alle necessità dei giovani, i quali vorreb-
bero delle Messe più allegre, con canzo-
ni moderne, delle regole meno rigorose,
in poche parole un adattamento della
chiesa alla società odierna.
Il Vescovo ci ha saputo rispondere
prontamente affermando che nella
società non vi sono soltanto i desideri
dei giovani, ma anche quelli di altre
generazioni.
In effetti, è proprio vero, in quanto se
si cambiassero alcune cose, sicuramente
la maggior parte delle persone anziane
non parteciperebbe più alla Santa
Messa.
Uno di noi ha ribattuto dicendo: "Ma
i giovani, non sono forse la società del
futuro?".
Purtroppo il tempo per parlare con
Mons. Anfossi era decisamente al termi-
ne, perciò questo argomento è stato
lasciato un po' in sospeso, anche perché
non è così semplice come sembra.
Il Vescovo mi è parso, dopotutto, sod-
disfatto del nostro incontro, poiché ha
detto che ci siamo dimostrati maturi di
fronte a grandi problemi e molto sinceri.
Ci siamo salutati, dandoci appunta-
mento al 23 maggio, il giorno della ceri-
monia della cresima, che, quest'anno, si
30
31


Testo Originale Estratto
svolgerà nella Cattedrale di Aosta.
Vi saranno più di cento cresimandi
provenienti dalle parrocchie dell'alta
valle, alle quali Mons. Anfossi ha fatto
visita quest'anno.
Mi sembra una bella idea per riunire
tanti ragazzi diversi, provenienti da vari
paesi nella chiesa del Vescovo.
Concludo, dicendo che mons. Anfos-
si è molto simpatico e disponibile verso
i giovani e speriamo che sia sempre
cosi!
Valentina e i ragazzi
che hanno partecipato all'incontro
Il Vescovo al corso di taglio e cucito
È stato un incontro improntato
con tutta semplicità, l'occasione per
sorseggiare chi una tazza di tisana,
chi un caffè e, a poco a poco, la ten-
sione si è sciolta e ha lasciato spazio
per una piacevole chiacchierata.
I giovani della Parrocchia
a tu per tu con il Vescovo
Al termine della visita la maestra
Rosanna ha donato al vescovo, a
nome di tutte, un ditale d'argento a
ricordo delle "sartine" di Saint-
Pierre.
A.M.
el corso della visita pastorale
il Vescovo ha espresso l'esi-
genza di trovare un'occasio-
ne di dialogo con i giovani...
e così è stato! L'appuntamento è
stato fissato per sabato pomeriggio
22 aprile in sala San Carlo e puntuali
alle 17,00 ci siamo ritrovati in una
ventina tra ragazzi e ragazze ad
aspettare di vederlo sbucare dalla
rampa, reduce da una giornata
piena di impegni... ma si sa, la Visi-
ta Pastorale è una sfaccinata!
Nelle intenzioni del Vescovo l'in-
contro non doveva essere un mono-
logo, ma un dialogo che scaturisse
dalle sue proposte, dai suoi stimoli
per riuscire a realizzare un mini-
confronto tra il nostro punto di vista
e il suo. Abbiamo chiacchierato
soprattutto di quanto sia difficile,
oggi più di ieri, essere giovani, cioè
vivere e crescere nella società del
duemila. Il trovarsi di fronte a miria-
di di possibilità di scelta, a nuovi
quadri di riferimento, a sempre
Le signore del taglio e cucito attorno al Vescovo
e allieve del corso
di taglio e cucito
non osavano spera-
re che monsignor
Anfossi visitasse la loro
scuola ed hanno accolto
con gioia la sua venuta.
Il vescovo ha dimo-
strato curiosità e interes-
se informandosi sul tipo
di corso che le allieve
frequentano, sul nume-
ro di iscritte che ci sono
e sul lavoro pratico che
svolgono.
Viene offerto al Vescovo un ditale d'argento
I giovani dopo
l'incontro-preghiera
32
33


Testo Originale Estratto
soprattutto perché Luca ci ha fatto il
regalo di arrivare con la chitarra e
perché c’erano con noi (per gentile
concessione di Don Franco, Rettore
del Seminario di Aosta) due Semi-
naristi, Andrea e Marco, ad intonare
i canti. Nella nostra preghiera
abbiamo ricordato soprattutto i gio-
vani di tutto il mondo, di ogni colo-
re, razza, nazione, ideologia e reli-
gione perché il Signore li aiuti a sce-
gliere la strada giusta e diventino
nel mondo testimonianza e esempio
di vita cristiana.
Grazie e... alla prossima a tutti i
ragazzi che hanno partecipato all’in-
contro.
Nicole

Soirée harmonie

[IMMAGINE]
La cappella dei Penitenti accoglie il concerto in onore del Vescovo

nuovi modelli e esempi di vita... e
spesso fra tante strade percorribili,
s’imbocca proprio quella sbagliata,
la strada del menefreghismo, della
superficialità, della deresponsabiliz-
zazione, della poltronaggine, o peg-
gio ancora la strada più buia, quella
dell’annullamento e del disprezzo di
sé, il tunnel della droga o dell’alcool
in cui è facile entrare ma da cui costa
tanta fatica uscire e spesso non vi si
riesce. Ma oggi, come ieri, c’è un
punto di riferimento che è sempre
lo stesso, che è vecchio di duemila
anni, ma che ancora non è cambiato:
è il Vangelo! La buona novella!
Certo non quelle pagine prese alla
lettera, ma un Vangelo attualizzato,
adattato al tempo e allo spazio in
cui viviamo, come un quinto Vange-
lo che sia sempre e comunque un
insegnamento di bene, di rispetto e
di amore (il più incondizionato pos-
sibile) ma per gli uomini del XX
secolo!

Dopo la chiacchierata ci siamo

34

spostati in Chiesa per la lectio. La
lectio non è una messa ma un
momento di preghiera un po’ parti-
colare in cui prima si legge la parola,
poi la si medita, con i suggerimenti
di una guida e poi in silenzio ognu-
no la interiorizza per proprio conto,
e infine la si mette in pratica, cioè ci
si prende il proposito di rendere
concreto il Vangelo nella propria
vita quotidiana per non rischiare che
ciò che si è ascoltato e meditato
vada perduto.

La lectio si è svolta in modo
molto informale, il Vescovo si è
seduto vicino a noi e abbiamo pre-
gato e cantato assieme all’insegna
della semplicità, che è sempre la
scelta più appropriata per la pre-
ghiera (NB: il Signore non guarda le
cose esteriori, la cornice, la pompa
magna, ma scruta la sincerità dei
cuori). Durante la lectio, momento
forte di raccoglimento e meditazio-
ne, sono i canti, e noi certo non
abbiamo risparmiato la voce,

L’occasion de la visite pasto-
rale de Monseigneur Giu-
seppe Anfossi, évêque d’Ao-
ste, à la paroisse de Saint-
Pierre du 20 au 25 avril 1999, le con-
seil pastoral a organisé une soirée de
clôture le samedi 24 avril 1999 à la
Chapelle des Pénitents.

C’est le choeur “Nouvelle Harmo-
nie” de Saint-Pierre qui a eu l’im-

mense plaisir de donner un concert
en l’honneur de Monseigneur
Anfossi.

Cette chorale est née officielle-
ment le 30 avril 1996 à Saint-Pierre.
Du petit groupe initial issu de l’as-
sociation culturelle “Harmonie” le
choeur est arrivé aux cinquante élé-
ments actuels qui proviennent de
diverses communes de la Vallée et

35


Testo Originale Estratto
Au mois de septembre de la
même année, le choeur s'est produit
au festival de la saison culturelle de
Pola (Croatie).
Au niveau local, il a participé à de
nombreuses manifestations en
période hivernale à l'occasion de
Noël et en période estivale avec un
répertoire italien et international
très apprécié.
Le groupe collabore avec le Maître
Marco Benech qui l'accompagne au
piano.
Le choeur est dirigé par le Maître
Paola Sermotic titulaire d'une maî-
trise en pédagogie musicale obtenue
dont les âges sont compris entre 15
et 60 ans environ.
Le choeur s'est présenté avec
succès en 1997 et 1998 à l'Assemblée
Régionale de Chant Choral; il a par-
Il coro Nouvelle Harmonie dopo il concerto
ticipié, représentant la Région Vallée
d'Aoste, au festival des choeurs des
pays alpins à Füssen (Allemagne) en
décembre 1997 et à l'Arbre de Noël
à Grenoble, en janvier 1998.
à l'université de Fiume (Croatie),
spécialisé en direction musicale et
direction artistique de nombreux
groupe vocaux de succès à Pola
(Croatie).
Outre a Monseigneur Anfossi
étaient présents le Curé don Aldo
Rastello, Monsieur le Maire Giusep-
pe Jocallaz et Madame Elida Domai-
ne Assesseur Communale.
La soirée s'est déroulé dans une
ambiance très chaleureuse et le
public a apprécié le répertoire varié,
religieux et profane, présenté par
“Nouvelle Harmonie”
.
D.G.
Messa di chiusura della Visita Pastorale
a soddisfazione per una par-
rocchia che funziona bene, la
necessità di fare sempre di più,
con la preghiera e concreta-
mente, per aiutare il parroco nel suo
compito, pensare di più ai giovani e
alle loro esigenze: sono questi alcuni
spunti che il Vescovo ha lasciato alla
nostra riflessione durante l'omelia
conclusiva della visita pastorale, nel
corso della S. Messa di domenica 25
aprile. La sua predica era dedicata,
infatti, alla nostra comunità, alla
realtà che il vescovo aveva conosciu-
to nella settimana precedente e con-
teneva dei preziosi consigli per fare
di più, detti con l'affetto e l'incorag-
giamento di un Pastore che ci vuole
bene.
La celebrazione si è svolta quindi
in un clima di vera e propria festa:
dai bambini agli adulti, dai membri
delle varie associazioni all'intera
comunità. Questa occasione è stata
percepita come un tempo di grazia
di cui fare tesoro per l'impegno
futuro. Un ruolo da protagonisti lo
hanno sicuramente rivestito i bam-
bini del catechismo, numerosissimi
e, nonostante la lunga celebrazione,
molto silenziosi. Essi hanno animato
la celebrazione con la processione
offertoriale, in cui si è ringraziato il
Signore per il dono della visita
pastorale e durante la quale è stato
offerto al vescovo un bassorilievo
raffigurante il nostro patrono, S. Pie-
tro, e con il canto finale “Io lo so
tutto”.
Mons. Anfossi ringrazia e augura ogni bene ai bravi coristi
36
37


Testo Originale Estratto
sia stabilito davvero un buon rap-
porto: infatti, quando, dopo la fine
della Messa e i discorsi di saluto del
sindaco e di un componente del con-
siglio parrocchiale, ci si è trovati sul
sagrato per il rinfresco offerto dal-
l'Amministrazione Comunale, c'è
stato un momento di dialogo molto
bello e spontaneo tra i presenti e il
Vescovo che, a suo agio anche tra un
gruppo così numeroso di persone,
ha conversato con tutti amabilmente
e con cordialità.
È stata la conclusione migliore di
una settimana emozionante, resa
ancor più piacevole dalla promessa
che siamo riusciti ad estorcere al
Vescovo: quella di ritornare presto a
trovarci.
Eleonora

Omelia del Vescovo
oco fa ho pregato a nome di tutti voi così: "O Dio, nostro padre (...)
infondi in noi la sapienza dello Spirito perché (...) sappiamo riconoscere la
voce di Cristo Buon Pastore (...)". Ecco lo scopo della visita pastorale, che
Dio infonda la sapienza dello Spirito Santo in tutti gli abitanti di Saint-
Pierre, in modo che possiate riconoscere la voce di Cristo. Per questo sono
venuto a trovarvi, perché siate ancora più attenti di prima quando Gesù Buon
Pastore vi chiama, e gli rispondiate "sì". Vale in particolare per i giovani e i
ragazzi che hanno la loro vita ancora tutta da impostare.
Mi è anche simpatico osservare che in questa messa di conclusione di
Visita Pastorale a San Pietro, a Saint-Pierre, la liturgia ci proponga un brano
degli Atti degli Apostoli in cui San Pietro è protagonista e una seconda lettura
tratta dalla prima lettera di San Pietro.
Diamo allora la parola a lui nostro patrono, che nella prima lettura ci tra-
smette in riassunto una catechesi battesimale antichissima, propria dei primi
cristiani. Ce ne accorgiamo dalla domanda rituale che ancora si conserva:
"Che cosa dobbiamo fare, fratelli?" che con tutta probabilità apparteneva al
rito battesimale di quel primissimo tempo della Chiesa. Io a mia volta attribui-
sco a voi questa stessa domanda, è come se mi domandaste a conclusione della
Visita Pastorale, che cosa dobbiamo fare?
Vi rispondo con San Pietro così:
1. pentitevi dei vostri peccati,
2. ricevete il battesimo,
3. ricevete insieme il perdono dei peccati e
4. ricevete il dono dello Spirito Santo.
In questo brano scritturistico si parla di adulti e giovani che si convertono
e ricevono il battesimo. E ora che cosa dobbiamo imparare o ricevere noi già

Sul piazzale rinfresco di amicizia offerto dal Comune

Signore” eseguito con entusiasmo e
trepidazione, desiderosi di lasciare
un bel ricordo nel cuore del nostro
Vescovo. Penso che questo obiettivo
sia stato raggiunto e che tra i parroc-
chiani di Saint-Pierre e il Vescovo si

Dialogo con il Vescovo dopo la Messa
38 39


Testo Originale Estratto
batteszzati? C'è un invito a chiedere perdono dopo esserci convertiti e invocare
lo Spirito Santo: lo abbiamo già fatto con l'orazione iniziale, chiedendo che ci
renda disponibili a ascoltare le voce di Gesù.
La risposta alla domanda può essere completata dalle altre due letture. La
seconda (dalla prima lettera di San Pietro) ci mette davanti l'esempio di Gesù
e ci dice: imitatelo! "non commise peccato, non si trovò inganno sulla sua
bocca, oltraggiato non rispondeva con oltraggi e soffrendo non minacciava
vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia".
I cristiani sanno che perdonare è proprio delle persone buone e forti, che
la vendetta migliore è il perdono e che come ha fatto Gesù anche loro si rimet-
tono a Dio che giudica con giustizia: è una regola da seguire sul lavoro, in
famiglia, tra parenti, in parrocchia.
San Pietro poi aggiunge un'altra raccomandazione “se facendo il bene
sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A que-
sto, infatti, siete chiamati".
Penso al buon esempio che ho ricevuto da molte persone che ho visitato,
per lo più anziane, sole e/o ammalate, e ai loro parenti e vicini che le assistono
con pazienza e affetto.
Ma questo invito vale per tutti: la sofferenza non è mai solo negativa, da
buttare, ma scuola di vita, conoscenza di noi stessi e degli altri, contributo,
uniti a Gesù, per salvare il mondo.
San Pietro dice un'altra cosa ancora "eravate erranti come pecore, ma ora
siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime”. La risurrezione di
Gesù ha fatto nascere la comunità, grazie a lui risorto stiamo insieme senza
litigare e dividerci.
E ora il Vangelo.
La gente a cui Gesù parlava capiva bene l'immagine tratta dalla vita
nomade dei pastori, il pastore e tante pecore. A questa gente Gesù ha detto
delle parole molto affettuose e molto coinvolgenti. Ve ne presento alcune: Lui,
Gesù, ha un rapporto di intimità con le persone, lo si riconosce dal fatto che
dice di sé, "io entro nel recinto passante dalla porta"; a questa intimità corri-
sponde una bella disponibilità da parte delle pecore a ascoltarlo, a fidarsi di
lui, a dire “io credo in te” (il Vangelo dice che egli chiama per nome le sue
pecore una a una e loro "ascoltano la sua voce". Abbiamo allora capito anche
la parola di Pietro "eravate erranti come pecore" cioè pecore perdute senza
pastore e “ora siete tornate al pastore”.
Voglio a questo punto, in un'omelia di fine visita pastorale, riprendere
qualche parola che ho detto incontrandovi nei diversi gruppi dopo avermi
ascoltato: voglio semplicemente sottolineare ancora una volta quanto è impor-
tante mettere al centro di tutte le attività pastorali la persona di Gesù, la fede
in Lui, la fiducia in Lui, la relazione con Lui che si esprime nella preghiera e
finalmente quel-
l'incontro culmine
che è la Messa o
l'Eucaristia dome-
nicale: il momento
che più di tutti
esprime Gesù
pastore e guardia-
no delle nostre
anime, quel Gesù
Cristo, il Nazareno
che – come dice
San Pietro poco
oltre (4,8-12) – voi
lo avete crocifisso
e Dio lo ha risusci-
tato dai morti. “Io
sono venuto per-
ché abbiano la vita
e l'abbiano in
ab b ondanza”
come dal Vangelo.
Tutto il Van-
gelo poi parla di
un pastore attento
e delicato che si
cura molto delle
pecore: mi pare di poter trarre di qui un elogio per la vostra comunità parroc-
chiale, per il parroco, tutti i gruppi e tutte le iniziative.
Se posso fare un augurio di crescita e di sviluppo auguro ad essa di conti-
nuare tutto ciò che sta facendo, avendo più cura dei giovani e interrogandosi
ancora e di più sulla accoglienza delle persone e delle famiglie che sono venu-
te da fuori ad abitare e che ancora non si sentono parte dell’“ovile”.
E, infine, prima di terminare, mi permetto di consegnarvi qualche annota-
zione e esortazione. Le faccio precedere da alcuni miei sentiti grazie: uno è per
l'accoglienza che mi avete mostrato tutti, singoli e gruppi; un secondo per il
Consiglio pastorale perché unitamente a Don Aldo ha pensato e organizzato
bene il programma della visita stessa; una terza per l'amministrazione comu-
nale di cui ho apprezzato la collaborazione che attua nei confronti della par-
rocchia.
La prima annotazione riguarda un aumento di lavoro e di responsabilità
che ho dovuto chiedere a Don Aldo, la cura della Parrocchia di Saint-Nicolas.
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Testo Originale Estratto
Non è cosa da lasciare passare sotto silenzio. Mentre sono grato a Don Aldo,
chiedo a voi di rendervi ancora più disponibili – lo siete già tantissimo – per
aiutarlo. Più propriamente chiederei a qualcuno di voi di prepararsi per assu-
mere con maggiore competenza alcuni servizi nella catechesi, liturgia e carità,
animazione dei ragazzi e giovani, vicinanza ai malati e agli anziani.
Per questo nascerà una scuola vera e propria, Corso Operatori Pastorali,
al termine della Visita pastorale per tutte le parrocchie interessate.
Una seconda annotazione riguarda il mondo degli adulti in generale e in
particolare il rapporto con i giovani. Non sono in grado di dare suggerimenti
specifici alla vostra comunità civile e religiosa. Dico soltanto che sento il dove-
re di dire in tutte le parrocchie – a voi poi di accogliere o no sulla base della
realtà che conoscete – che a mio modo di vedere gli adulti non devono mai
smettere di interrogarsi sul rapporto che hanno con i giovani, sullo spazio di
responsabilità che danno a loro e sui messaggi che inviano per fare sì che la
loro presenza sia favorita, il loro apporto apprezzato e il loro punto di vista
ascoltato.
Il Signore vi benedica tutti e faccia, per l'intercessione della Vergine Maria
Regina della Valle, fruttificare l'impegno che avete messo in occasione di que-
sta mia visita.

Indirizzo di saluto del Sindaco

C on la celebrazione della messa solenne di oggi, domenica 25 aprile, si conclu-
de la settimana di visita pastorale del nostro Vescovo mons. Anfossi nella
Comunità di Saint-Pierre e sono particolarmente onorato di trovarmi qui in
Chiesa, per porgerle un sentito ringraziamento per la sua presenza a nome di
tutta l'Amministrazione comunale.
È senza dubbio con rinnovata gioia che gli abitanti di Saint-Pierre ed il Con-
siglio pastorale l'hanno accolta con grande fraternità; infatti la Comunità di
Saint-Pierre ebbe già l'occasione di conoscerla alcuni anni fa in occasione del
festeggiamento dei 30 anni di sacerdozio di don Aldo, quando era giunto da poco
alla guida della Diocesi di Aosta, traendo un'ottima impressione per la semplicità
e l'informalità con cui ella si presentò.
In questa settimana di Visita Pastorale nell'incontro con il Consiglio Comu-
nale è stata dedicata particolare attenzione su alcuni aspetti critici della nostra
comunità come le problematiche giovanili, gli approcci diretti con le famiglie, gli
anziani e le relative politiche sociali.
Nel cercare di dare una risposta positiva a determinate situazioni difficili è
42
emersa la necessità di
intensificare l'impe-
gno sociale da parte di
tutte le istituzioni e di
costruire nuove colla-
borazioni, anche con le
forze di volontariato
presenti sul territorio,
cercando di impegnare
soprattutto i giovani
con iniziative, attività
e progetti educativi in
grado di responsabi-
lizzarli e coinvolgerli
alla vita del paese.
Da parte del-
l'Amministrazione
comunale c'è senz'al-
tro la volontà di impe-
gnarci in questo diffi-
cile ma importante
aspetto sociale e in tal
senso ritengo sia
necessario trovare
nuove energie raffor-
zando ancora di più la
collaborazione con il
Consiglio Pastorale,
gli assistenti sociali e
la Comunità Montana a cui apparteniamo.

Ma d'altra parte è indispensabile l'aiuto dei genitori e della scuola nell'educa-
zione dei giovani perché crescano con maggiore senso di responsabilità, disponibi-
lità agli altri, rispetto per le strutture pubbliche, l'ambiente e quanto fa parte del
bene comune.

Concludo ringraziando nuovamente monsignor Anfossi per la visita alla
nostra Comunità ed invito tutti i presenti a partecipare al rinfresco, sul sagrato
della Chiesa, per condividere ancora un momento di fraternità e salutare calorosa-
mente il nostro Vescovo.
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Testo Originale Estratto
Saluto di conclusione
Eccellenza,
ggi spetta a me, come compo-
nente del Consiglio Pastorale
Parrocchiale porgerle, a nome
di tutta la comunità di Saint-
Pierre, un sincero ringraziamento. Non
è solo riconoscenza, ma soprattutto
vuole essere l'occasione per esprimere la
gioia che ci ha procurato nell'averla
avuta tra noi.
Personalmente ritengo che la visi-
ta pastorale sia stata per lei occasione
per conoscere da vicino diversi aspetti
della nostra comunità, mentre per noi
sono stati momenti di crescita umana e
spirituale.
Questo per noi è stato soprattutto
un momento di grazia, che ci lascia nel
cuore semi preziosi da far germogliare,
affinché ognuno di noi impari ad essere
per gli altri una bella notizia, testimone
di quell'unica bella notizia che è Cristo.
Dalla sua visita abbiamo capito che possiamo contare sulla presenza di un
vescovo che ci è vicino e che ci vuole bene, che si interessa di noi, per il quale ognu-
no di noi è speciale. E così anche noi ci sentiamo più forti e più coraggiosi, pronti ad
impegnarci di più nella vita della nostra parrocchia.
Chiediamo al Signore il dono della perseveranza per mantenere questi propo-
siti sempre, anche quando la strada sembra in salita, anche quando ci sentiamo
stanchi di camminare e quando le difficoltà sembrano accanirsi contro di noi.
Chiediamo che in quei momenti lo Spirito Santo ci illumini, che ci faccia senti-
re uniti, capaci di sostenerci a vicenda e di lavorare sempre, insieme con don Aldo,
per il bene della parrocchia e di tutte le persone che ci circondano.
E al nostro vescovo chiediamo di pregare per noi, assicurandogli che noi, con-
sci della difficoltà del suo compito e degli sforzi che compie per svolgerlo al meglio,
lo ricorderemo sempre nelle nostre preghiere, e fin d'ora lo affidiamo alla Madre di
Dio, che conosce e comprende le necessità di tutti.
Grazie Eccellenza di essere venuto fra noi, grazie del tempo che ci ha dedicato;
abbiamo capito che adesso tocca a noi impegnarci e far fruttare questa visita... lei
però deve tornare a trovarci.
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GIUBILEO DELL'ANNO 2000
Spalancate le porte a Cristo
Che cos'è il Giubileo?
È
un invito straordinario a comprendere meglio il mistero dell'Incarnazio-
ne: Ricordati che Dio ti ma, poiché per tuo amore, Gesù 2000 anni or
sono si fece uomo; e ricordati, perciò, di amare tutte le persone come Cri-
sto ci amò: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo
a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti (Mt 7,12)».
Ogni persona – in occasione del Giubileo, anniversario della nascita di
Cristo – è chiamata a riflettere su questo Dio che è Amore. L'amore ti condu-
ce a Lui ed alla serenità in te stesso.
Tu che sei cristiano – cioè seguace di Cristo – hai saputo trovare un
momento di silenzio interiore per chiederti il perché di questo grande evento?
«Ecco il tempo favorevole: ecco il giorno della salvezza (2 Cor 6,2)».
Il Giubileo o Anno Santo è:
• l'anno della rinascita spirituale;
• l'anno dell'incontro personale con Cristo;
• l'anno di un amore generoso di Dio e a Dio,
di un amore generoso dei fratelli e ai fratelli.
Perché il Giubileo del 2000?
S
ignificativamente il computo del corso degli anni si fa quasi dappertutto a
partire dalla venuta di Cristo nel mondo. «Alle soglie del nuovo Millen-
nio i cristiani devono porsi umilmente davanti al Signore per interrogarsi
sulle responsabilità che anch'essi hanno nei confronti dei mali del nostro tempo».
Nell'era elettronica che giudizio dare della società umana su scala mon-
diale?
E la testimonianza dei cristiani nel mondo, oggi, com'è?
«La ricorrenza giubilare dovrà confermare nei cristiani di oggi la fede in Dio,
rivelatosi in Cristo, sostenere la speranza protesa nell'aspettativa della vita eterna,
ravvivare la carità operosamente impegnata al servizio dei fratelli».
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Testo Originale Estratto
È facile lamentarsi dei mali che affliggono il mondo: ma tu personalmente
che cosa fai affinché prevalga il bene? Il Giubileo è un'occasione che il Signo-
re ti offre per rinnovare la tua vita e per dare la tua testimonianza di fede.

Il significato del simbolo del Giubileo
Il simbolo rappresenta bene la globalizzazione
del messaggio cristiano: la parte centrale, in
colore azzurro, indica il globo su cui, quasi a
fasciarlo, domina la Croce. Le cinque colombe,
di colore diverso, rappresentano i cinque conti-
nenti. Dal centro della Croce si sprigiona una
luce, simbolo di Cristo «vera luce del mondo»,
come viene anche indicato dalle parole: «Chri-
stus heri, hodie, semper»: Cristo ieri, oggi, sem-
pre.
L'intrecciarsi delle colombe significa lo spirito di
unità dei figli di Dio e di riconciliazioni tra i popoli.
La Croce ricorda che Cristo è morto per la salvezza di tutti e le tre linee
multicolori che la compongono richiamano il mistero della Trinità.

Come il cristiano celebra il Giubileo
Nell'anno giubilare i cristiani si porranno con rinnovato stupore di fede di
fronte all'amore del Padre, che ha amato il suo Figlio, "perché chiunque
crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Gv 3,16)".
È necessario:
1. Un esame approfondito sulla propria vita di battezzato
Che cosa sto facendo della mia vita? Perché vivo? Mi dico cristiano? Lo
sono nei fatti? La mia fede è viva? Gli altri chi sono per me? Penso alle
parole del Vangelo: «Che giova all'uomo guadagnare anche il mondo
intero, se poi si perde o rovina se stesso?» (Lc 9,25)?
2. Un pentimento sincero
Con il Signore nessuno può fingere; ognuno ha di che pentirsi:
«La gioia di ogni Giubileo è in particolar modo una gioia per la remissione delle
colpe, la gioia della conversione».
«C'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si con-
verte (Lc 15,10)».
3. Un proposito fermo
«Mi leverò e andrò da mio Padre... (Lc 15,18)», in risposta agli inviti:
«Convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1,15)»; «Venite a me, voi tutti, che
siete affaticati ed oppressi, ed io vi ristorerò (Mt 11,28)».

Le pratiche per l'indulgenza Giubilare
L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i pec-
cati, già rimessi quanto alla colpa. Il Giubileo è un anno di «grazia»,
finalizzato al rinnovamento interiore. Le condizioni per acquistare le
indulgenze, come indicate nella recente Bolla per l'Anno Santo, sono:
1. La Confessione sacramentale che porti ad una vera conversione del
cuore.
2. La Comunione eucaristica «Il Duemila sarà un anno intensamente eucaristi-
co».
3. Il pellegrinaggio per ricordare che «Tutta la vita cristiana è come un grande
pellegrinaggio verso la casa del Padre».
4. Le preghiere Credo, Padre Nostro, Ave Maria, Gloria secondo l'intenzio-
ne del Papa.
5. La visita ad una chiesa indicata dall'Autorità Ecclesiale.
6. Le attività caritative verso infermi, carcerati, anziani in solitudine, handi-
cappati, infanzia abbandonata, gioventù in difficoltà e tutti i fratelli che si
trovano in necessità poiché Cristo è presente in loro (Mt 25,34-46).

La storia dei Giubilei
La Chiesa vive da 2000 anni». Il Giubileo o Anno Santo si celebra da secoli
nella Chiesa. Attualmente ricorre ogni 25 anni. Per motivi particolari,
vengono indetti anche Giubilei «straordinari».

Gli Anni Santi ordinari
1300. Bonifacio VIII 1350. Clemente VI
1390. Urbano VI e Bonifacio IX 1400. Bonifacio IX
1425. Martino V 1450. Niccolò V
1475. Paolo II e Sisto IV 1500. Alessandro VI
1525. Clemente VII 1550. Paolo III e Giulio III
1575. Gregorio XIII 1600. Clemente VIII
1625. Urbano VIII 1650. Innocenzo X
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Testo Originale Estratto
1675. Clemente X
1725. Benedetto XIII
1775. Clemente XIV e Pio VI
1875. Pio IX
1925. Pio XI
1975. Paolo VI
1700. Innocenzo XII e Clemente XI
1750. Benedetto XIV
1825. Leone XII
1900. Leone XIII
1950. Pio XII
2000. Giovanni Paolo II
Il Giubileo del 2000, indetto con la Bolla «Incarnationis Mysterium»,
ha inizio il 24 dicembre 1999 con l’apertura della Porta Santa da parte del
Sommo Pontefice a San Pietro in Vaticano; e successivamente nelle altre tre
Basiliche patriarcali in Roma.
Anche nelle Cattedrali di tutto il mondo – ed in particolare a Gerusalem-
me – è celebrata una liturgia d’inizio del Giubileo.
Il messaggio del grande Giubileo del 2000
I Giubileo ha uno scopo ben determinato: «Obiettivo prioritario del Giubileo è il
rinvigorimento della fede e della testimonianza cristiana».
È un forte richiamo per tutti a:
1. Conoscere di più il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, insieme con Maria
Madre del Redentore.
Non si può amare chi non si conosce.
E pertanto si richiede un impegno personale a:
a) leggere la Sacra Scrittura:
«I cristiani tornino con rinnovato interesse alla Bibbia»;
b) approfondire la dottrina cattolica con «lo studio del Catechismo della Chiesa
Cattolica»;
c) partecipare alla Liturgia, in modo particolare alla Santa Messa.
2. Testimoniare la fede:
a) con coerenza cristiana nella vita personale, familiare, sociale, lavorativa,
ecclesiale;
b) con le opere di carità: la fede senza le opere è morta;
c) con l’offerta a Dio nelle proprie sofferenze, unendole alla Croce salvifica
di Cristo.
«Maria, Madre del Redentore..., che duemila anni fa offrì al mondo il Verbo incarnato,
orienti l'umanità del nuovo millennio verso Colui che “è la luce vera, quella che illu-
mina ogni uomo” (Gv 1,9)».
48
Le logo des Nations Unies pour l'Année
internationale des Personnes Âgées, 1999,
veut exprimer vitalité, mouvement,
diversité et indépendance.
1777
Dignité et mission des Personnes Âgées
Dans l'Église et dans le monde
Année internationale des personnes âgées, décrétée par l'ONU pour
1999, suscite études, réflexions, initiatives diverses avec, soulignons-le de
nouveau, des différences assez notables d'intérêt.
“Une société pour tous les âges, affirmait le Secrétaire général de l'ONU,
Kofi Annan, dans son message pour la Journée mondiale des personnes
âgées 1998, est une société qui, loin de réduire les personnes âgées au rang caricatu-
ral d’infirmes et de retraités, les considère au contraire comme des agents et
bénéficiaires du développement”.
Convaincue que ces dernières “ont encore beaucoup à donner et peuvent
encore beaucoup donner à la vie de la société”, l’Église faisait paraître, dès le
1er octobre, un document d’une grande richesse sur “la dignité et la mission
des personnes âgées dans l’Église et dans le monde”. Ces pages, au ton réso-
lument positif, sont publiées par le “Conseil pontifical pour les laïcs”, présidé
par le cardinal américain James F. Stafford.
Sens et valeur de la vieillesse
L’image la plus répandue
aujourd’hui est celle du troisième âge
comme phase de déclin où l’insuffi-
sance humaine et sociale est donnée
pour acquise. Il s’agit pourtant d’un
stéréotype qui ne correspond pas à
une condition des faits qui, dans la
réalité, est beaucoup plus diversifiée
car les personnes âgées ne constituent
pas un groupe humain homogène et
la vieillesse est vécue de façons fort
différentes. Il existe une catégorie de
personnes capables de saisir la signi-
fication de la vieillesse dans l’existen-
ce humaine et qui la vit non seule-
ment avec sérénité et dignità, mais
aussi comme une saison de vie
offrant de nouvelles occasions de
croissance et d’engagement. Et puis il
y a une autre catégorie – précisément
49


Testo Originale Estratto
la plus nombreuse de nos jours –
pour laquelle la vieillesse constitue
un traumatisme. (...)
Nous pouvons donc affirmer que
les visages des troisième et quatrième
âges sont aussi nombreux qu'il existe
de personnes âgées et que chaque
personne prépare la façon de vivre sa
vieillesse au cours de l'ensemble de
sa vie. En ce sens, la vieillesse croît
avec nous et la qualité de notre vieil-
lesse dépendra surtout de notre capa-
cité à saisir son sens et sa valeur,
aussi bien sur le plan purement
humain que sur celui de la foi. Il faut
donc situer la vieillesse dans un des-
sein précis de Dieu qui est amour, en
la vivant comme une étape sur le che-
min par lequel le Christ nous conduit
à la maison du Père (cf. Jn 14, 2). De
fait, ce n'est qu'à la lumière de la foi,
forts de l'espérance qui ne déçoit
jamais (cf. Rm 5, 5), que nous serons
capables de la vivre comme un don et
comme un devoir, d'une manière
véritablement chrétienne. C'est le
secret de la jeunesse de l'esprit que
nous pouvons cultiver malgré le pas-
sage des années. Linda, une femme
qui a vécu 106 ans, a laissé un mer-
veilleux témoignage en ce sens. A
l'occasion de son 101e anniversaire,
elle confiait à une amie: “J'ai 101 ans,
mais je suis forte, tu sais. Physique-
ment, j'ai quelques problèmes, mais
spirituellement je fais tout, je ne me
laisse pas affliger par les choses phy-
siques, je ne les écoute pas. Je ne vis
pas la vieillesse parce que je n'écoute
pas ma vieillesse: elle va de l'avant
toute seule, mais moi je ne lui accorde
pas d'importance. Le seul moyen de
bien la vivre, c'est de la vivre en
Dieu”.
Corriger la représentation négative
que l'on se fait actuellement de la
vieillesse constitue donc un engage-
ment culturel et éducatif qui doit
impliquer toutes les générations. La
responsabilité envers les personnes
âgées consiste à les aider à saisir le
sens de leur âge, en appréciant les
ressources et en rejetant la tentation
du refus, de l'auto-isolement, de la
résignation, du sentiment d'inutilité
et du désespoir. Nous avons une
responsabilité envers les générations
futures: celle de préparer un contexte
humain, social et spirituel au sein
duquel chaque personne puisse vivre
pleinement et dignement cette étape
de la vie.
Dans son message adressé à l'As-
semblée mondiale sur les problèmes
du vieillissement de la population
(1982), Jean-Paul II affirmait: “La vie
est un don que Dieu fait aux hommes
créés par amour à son image et à sa
ressemblance. Cette compréhension
de la dignité sacrée de la personne
humaine conduit à accorder une
valeur à toutes les étapes de la vie.
C'est une question de cohérence et de
justice. En effet, il est impossible d'ac-
coder véritablement une valeur à la
vie d'une personne âgée si l'on ne
donne pas vraiment sa valeur à la vie
d'un enfant dès le moment de sa con-
ception. Personne ne sait où l'on
pourrait arriver si la vie n'était plus
respectée comme un bien inaliénable
et sacré”.
La construction d'une société pre-
nant en compte toutes les générations
ne perdurera que si elle est fondée
sur le respect de la vie dans toutes ses
phases. La présence de tant de per-
sonnes âgées dans le monde contem-
porain est un don, une richesse
humaine et spirituelle nouvelle. Un
signe des temps qui, s'il est pleine-
ment compris et accueilli, peut aider
l'homme d'aujourd'hui à retrouver le
sens de la vie, qui va bien au-delà des
significations contingentes qui lui
“Les personnes âgées
constituent
la “mémoire historique”
des générations les plus jeunes...
Lorsque la mémoire
vient à manquer,
les racines aussi
viennent à manquer”.
Conseil pontifical pour les laïcs
sont attribuées par le marché, par l'E-
tat et par la mentalité dominante.
L'expérience que les personnes
âgées peuvent apporter au processus
d'humanisation de notre société et de
notre culture est on ne peut plus pré-
cieuse et doit être sollicitée en met-
tant en valeur ce que nous pourrions
qualifier de charismes propres à la
vieillesse:
– La gratuité. La culture dominan-
te mesure la valeur de nos actions
avec les paramètres d'une efficacité
qui ignore la dimension de la gra-
tuité. La personne âgée, qui vit le
temps de la disponibilité, peut attirer
l'attention d'une société trop occupée
sur l'exigence d'abattre les barrières
de l'indifférence qui avilit, décourage
et endigue le flux des impulsions
altruistes.
– La mémoire. Les générations les
plus jeunes sont en train de perdre le
sens de l'histoire et, avec lui, celui de
leur identité. Une société qui minimi-
se le sens de l'histoire élude la forma-
tion des jeunes. Une société qui igno-
re le passé risque aisément de repro-
La bicchierata
con le autorità
50 51


Testo Originale Estratto
duire ses erreurs. La perte du sens de me et la nécessité de recoudre le tissu
l'histoire est également imputable à des rapports interpersonnels et
un système de vie qui a éloigné et sociaux.
isolé les personnes âgées, rendant
ainsi plus difficile le dialogue entre – Une vision plus complète de la
les générations. vie. Notre vie est dominée par la
hâte, par l'agitation, et souvent même
– L'expérience. Nous vivons par la névrose. C'est une vie disper-
aujourd'hui dans un monde où les sée, qui oublie les interrogations fon-
réponses de la science et de la techni- damentales concernant la vocation, la
que semblent avoir supplanté l'utilité dignité et le destin de l'homme. Le
de l'expérience de vie accumulée par troisième âge est aussi l'âge de la
les personnes âgées au cours de toute simplicité, de la contemplation. Les
leur existence. Cette sorte de barrière valeurs affectives, morales et religieu-
culturelle ne doit pas décourager les ses vécues par les personnes âgées,
personnes des troisième et quatrième représentent une ressource indispen-
âges car elles ont beaucoup de choses sable pour l'équilibre de la société,
à dire aux jeunes générations, beau- des familles et des personnes. Elles
coup de choses à partager avec elles. vont du sens de la responsabilité, de
– L'interdépendance. Personne ne l'amitié, de la nonrecherche du pou-
peut vivre seul, mais l'individualisme voir à la prudence de jugement, à la
et la volonté exagérée des personnes patience et à la sagesse, en passant
de toujours se mettre au premier plan par l'intériorité, le respect de la créa-
masquent cette vérité. Les personnes tion et l'édification de la paix. La per-
âgées, qui recherchent la compagnie sonne âgée saisit bien la supériorité
des autres, contestent une société au de l'"être" sur le "faire" et sur
sein de laquelle les plus faibles sont l'"avoir". Les sociétés humaines
souvent livrés à eux-mêmes. Elles seront meilleures si elles savent béné-
rappellent la nature sociale de l'hom- ficier des charismes de la vieillesse.

Ci si scambia i saluti
prima di lasciare la
Microcomunità
52

ESTATE E VACANZE: per molti giovani
momento di elaborazione e di crescita

Le vacanze sono uno dei sogni più attesi dai giovani. Essi ci
pensano, vi investono progetti. E per molti sono un test per la vita

G li adulti specialmente Per tanti ragazzi si apre la sta-
quando sono molto gione dei nuovi amori, di ricerche
impegnati hanno paura e di avventure. A gruppi passeran-
dei tempi liberi; li chia- no ore interminabili a caccia di
mano tempi morti. I giovani che possibilità e di amicizie. Frequen-
solitamente sono fuori dai cicli tando i bar di quartiere o di paese,
produttivi e vedono il mondo andando nei paesi vicini, invaden-
rovesciato, amano i tempi liberi do pinete e spiagge. Un po' meno
come le vacanze. la montagna perché richiede fatica.

I fine settimana anzitutto, quan- Ma la vacanza dei giovani non è
do le giornate sono ritmate in solamente questo vivere leggero e
modo autonomo, senza gli orari spensierato e colpisce il fatto che
che altri scelgono per le ragazze e i un numero crescente di giovani
ragazzi. attende il periodo estivo, per rea-
lizzare obiettivi culturali per sé o
Ma le vacanze estive rappresen- progetti di solidarietà e di forma-
tano uno dei sogni più attesi. Su di zione.
esse si investono fantasia e progetti.

È vero, per tanti giovani i mesi Un tempo c'erano i campi di
estivi rappresentano un periodo lavoro dell'abbé Pierre, poi si
più faticoso di altri. Al lavoro aggiunsero le prime campagne di
manuale sotto padrone si aggiun- cooperazione. L'esplosione del
ge il caldo afoso dei cantieri. Ma volontariato ha aperto nuove pos-
per un numero rilevante di ragaz- sibilità, e i giovani non sono rima-
zi, quando la scuola chiude, si sti insensibili. Le vacanze, per
popola la strada. I muretti e gli molti, sono diventate anche occa-
angoli del quartiere si animano sione di misurare quanto interesse
sino a notte fonda. Ragazze e abbiano i giovani di aiutare pro-
ragazzi hanno più tempo per par- getti capaci di cambiare il futuro.
lare, per le confidenze. Non c'è Fra questi giovani che si rimboc-
problema al mattino, si può ripo- cano le maniche per iniziative che,
sare qualche ora di più, le sveglie e non di rado, non sono meno impe-
le campanelle di scuola tacciono e gnative ed esigenti della scuola
la paura, di perdere l'autobus o il come: campi di lavoro e di forma-
treno, è sospesa. zione, microrealizzazioni, stages
53


Testo Originale Estratto
di servizi ai più piccoli o agli
anziani, tutela dei monumenti,
animatori di incontri o di campi
scuola; c'è un grande entusiasmo.
A questo punto i grandi dovreb-
bero fare un piccolo pensiero:
quanto gioverebbe di più creare
scuole e centri educativi rispon-
denti alle attese dei giovani. Se

d'estate riescono a fare tante cose
con senso di responsabilità, come
mai nella scuola, molti di loro, tor-
nano ad essere apatici, quasi
"infantili"?
Estate e vacanze come tempo di
crescita e di una diversa qualità
della vita. Estate e vacanze, una
lezione da ripensare.

Il consiglio del Papa
Durante le vacanze leggere la Bibbia

Partendo per le vacanze portatevi la Bibbia ed imparate a leg-
gerne qualche pagina, vi sarà utile anche quando tornerete al
lavoro. Questo, in sostanza, l'invito che Giovanni Paolo II rivol-
ge a chi si appresta a fare le valigie.

"Nel cuore dell'estate – ha detto il Papa – nei momenti di riposo fisico
e di distensione interiore, viene offerta l'opportunità di prestare mag-
giore attenzione anche alle esigenze dello spirito. In particolare, desi-
dero sottolineare – ha aggiunto – l'importanza dell'ascolto della parola
di Dio. Questa, rivelandoci gli orizzonti dell'amore del Signore, non
mancherà di arricchire il tempo delle vacanze con una particolare nota
di spiritualità, che condurrà poi a vivere con animo rinnovato le con-
suete attività. Il ritmo frenetico della vita forse impedisce spesso a
molti di accostarsi alla Bibbia come vorrebbero. Perché non approfitta-
re delle vacanze per portarla con sé e soffermarsi sull'una o l'altra
delle sue pagine immortali?".
54

«Seguitemi, vi farò pescatori di uomini»
Mt 6,19

Domenica 7 febbraio 1999 è stata celebrata nella Cattedrale di Aosta la
"Festa della vita consacrata". La messa solenne è stata presieduta da
Mons. Anfossi, numerosi sacerdoti hanno concelebrato, nell'assemblea la
varia e lieta presenza di religiosi e religiose provenienti da tutta la diocesi,
nonché numerosi laici intervenuti per condividere questo felice momento di pre-
ghiera assieme. I fedeli hanno pregato per tutti i consacrati della Chiesa universale
affinché diano sempre testimonianza di un'autentica comunione fraterna e rivelino
al mondo l'amore misterioso di Dio Padre, affinché scelti a rivivere la vita di Gesù
Cristo nella castità, nella povertà, nell'obbedienza possano essere segno di valori
eterni e della presenza di Dio nel mondo. Non è mancata la preghiera per tutti
quei giovani che sono alla ricerca di grandi ideali, perché sappiano rispondere alla
chiamata di Dio e mettersi al servizio del Signore e della Chiesa.

Nella Concelebrazione abbiamo ricordato Père Dominique, Cappuccino, man-
cato proprio il giorno precedente, all'età di 91 anni, e poi tutti i religiosi e le religio-
se che festeggiavano il loro giubileo di Professione o di Ordinazione sacerdotale:
Suor Bartolomea Cantatore (S. Giuseppe) 70°
Suor Aristide Blanchet (S. Giuseppe) 70°
Suor Teresa Drufowka (S. Giuseppe) 70°
Suor Ofelia Marangoni (Figlie Maria Ausiliatrice) 50°
Suor Augusta Scomparin (Figlie Maria Ausiliatrice) 50°
Padre Nicola Gontier (Cappuccino) 60°
Padre Renato Giraud (Can. G.S. Bernardo) 60°
Padre Dante Cassiani (Cappuccino) 50°
Padre Sergio Specia (Cappuccino) 50°

Nel corso dell'Eucarestia sorelle e fratelli religiosi hanno rinnovato, col cuore
colmo di gratitudine al Signore per i doni ricevuti, i loro voti perpetui, hanno con-
fermato la loro ferma volontà di consacrarsi sempre più intimamente a Dio e di
seguire con gioia Cristo in tutta la loro vita, per vivere nella perfetta carità al servi-
zio di Dio e della Chiesa, con la grazia dello Spirito Santo e con l'aiuto della Vergi-
ne Maria.

Le Carmelitane del monastero di Quart (unica Famiglia claustrale presente in
Valle d'Aosta), non hanno partecipato alla funzione, anche se certamente presenti
con la preghiera.

A tutti i consacrati della diocesi un grazie di cuore per le loro preghiere e per i
servizi che rendono alle nostre comunità, nelle scuole, negli ospedali, nelle micro-
comunità, nelle case di preghiera e nelle parrocchie.
55


Testo Originale Estratto
25 bambini in festa con il Signore
Chiusura catechismi
Prima Comunione a Saint-Pierre, domenica 2 maggio 1999
omenica 2 maggio, nella
chiesa parrocchiale di
Saint-Pierre, hanno rice-
vuto la prima comunione
venticinque bambini.
Ecco l’elenco dei festeggiati:
Christian Besenval, Andrea Cam-
peri, Matteo Carlin, Michele
Chabod, Alice Chiantelassa, Lara
Chiono, Michel Christille, Pierre
D’Alfonso, Monia Dionisi, Chri-
stian Jordan, Marco Lazzaro,
Matteo Luna, Claire Martinet,
Simone Martorello, Antonio
Mazza, Nicole Michelazzo, Mat-
teo Milliery, Andrea Montanari,
Doroty Opezzo, Alessandro Pail-
lex, Federica Rossi, Anais Sandri-
ni, Salvatore Sirianni, Jonathan
Therisod, Leonel Tomàs.
la storia dei due fratelli è stato
il tema guida dei giochi che
hanno caratterizzato la tradi-
zionale giornata di chiusura
dei catechismi a Saint-Pierre. Nel
piazzale dell’asilo Monsignor Cen-
toz quasi 50 bambini delle varie
classi delle elementari hanno parte-
cipato ai giochi, coordinati dalle
catechiste con l’aiuto di alcuni geni-
tori. La storia del “Figliol prodigo”,
in chiave moderna è stato il filo con-
duttore dei vari giochi che hanno
coinvolto e divertito i bambini. Ai
vincitori delle prove veniva conse-
gnato un tassello di un puzzle, raffi-
gurante la scena dell’incontro del
figlio prodigo con il padre, tratto
dalla copertina degli orientamenti
pastorali 1998/1999; il tutto in sinto-
nia con l’anno preparatorio al giubi-
leo, dedicato per l’appunto al Padre.
Importante è stato l’aiuto che ci è
stato dato da alcuni genitori tra cui
Marco che ha bene interpretato la
scenetta iniziale rappresentando la
figura del Padre buono, prestandosi
ancora nello svolgimento dei giochi
nonché nella lettura finale della
parabola a più voci.
Grazie inoltre a Carolina che,
all’ultimo, è stata coinvolta come
animatrice di un gioco e che con
entusiasmo e capacità si è “buttata”
in questo ruolo per lei insolito, riu-
scendoci pienamente.
Al termine dei giochi è stato con-
segnato ai bambini un cuore in
legno a testimoniare la bontà del
Padre che tutto perdona e un volan-
tino contenente una riflessione sulla
parabola e un proposito educativo
Festa di fine catechismo
56
57


Testo Originale Estratto
da effettuare durante le vacanze estive. Il pomeriggio si è concluso con il tradizionale “merendone” offerto dai genitori dei bambini. Accanto al pomeriggio ludico, non bisogna dimenticare che in mattinata i bambini avevano animato con preghiere, canti, e con la processione offertoríale, la Santa Messa celebrata dal Parroco. Si gioca anche con la Nutella alla festa di chiusura. Anche le mamme attente ai giochi dei bambini. Notizie Avis. L’Avis di Saint-Pierre ha eletto un nuovo direttivo per il triennio 1999-2001: presidente Mario Chioso; vicepresidente Giorgio David; Segretario Oscar Christille; amministratore Franco Oreiller; consiglieri Mario Cortiana, Carlo Dufour, Marco Carlin, Loris Cheney, Italo Manella. Probiviri: Sisto Persod presidente, Enrico Manella e Ivo Del Degan consiglieri. Sindaci: Marco Oreiller presidente, Claudio Giri e Alessandro Carlin consiglieri. Delegato al consiglio regionale: Italo Manella. Delegato al consiglio nazionale: Ivo Del Degan. Delegato al gran Giurì nazionale: Carlo Boson. Nell’assemblea regionale che si è tenuta a Cogne il 25 aprile i delegati delle Sezioni comunali hanno fatto proprie le nostre candidature ed eletto quali rappresentanti nazionali a livello nazionale Ivo Del Degan e Carlo Boson. Ci rallegriamo per la fiducia che è stata loro accordata e gli formuliamo i migliori auguri di buon lavoro. Il 20 maggio scorso a Bressanone l’assemblea nazionale ha ratificato la nomina di consigliere del signor Ivo Del Degan e nominato Carlo Boson nel consiglio del Gran Giurì nazionale. A Saint-Pierre, tra gli impegni principali del nuovo direttivo vi è il coinvolgimento del mondo giovanile per garantire un’opera di grande solidarietà umana, il dono del sangue. Abbiate come faro affascinante la faccia di Cristo trasparente nel volto della Chiesa. Paolo VI. 58. 59.


Testo Originale Estratto
Beato il papà
Beato il papà che sa giocare con i figli
e perdere tempo con loro.
Beato il papà per il quale i figli
contano più degli hobby e della partita.
Beato il papà che sa ascoltare
e dialogare anche quando è stanco.
Beato il papà che dà sicurezza
con la sua presenza e il suo amore.
Beato il papà che sa pregare con i figli
e confrontare la vita con il Vangelo.
Beato il papà convinto che un sorriso
vale più di un rimprovero,
uno scherzo più di una critica,
un abbraccio più di una predica.
Beato il papà
che cresce insieme ai figli
e li aiuta a diventare se stessi.
Beato il papà che sa capire
e perdonare gli sbagli dei figli
e riconoscere i propri.
Beato il papà che non sommerge
i figli di cose, ma li educa
alla sobrietà e alla condivisione.
Beato il papà
che non si ritiene perfetto
e sa ironizzare sui propri limiti.
Beato il papà che cammina con i figli
verso orizzonti sconfinati
aperti all'uomo, al mondo, all'eternità
60

Nuovi membri del Popolo di Dio

20) Il 29 novembre 1998
battesimo di FRAN-
CESCONI FABIO
di Enrico e di Pel-
lissier Manuela.
Padrini: Vesan Al-
berto e Girardi Ro-
berta.

1) Il 21 febbraio 1999
battesimo di TRIC-
CA LUCA di Giu-
liano e di Luboz
Gabriella. Padrini:
Salerno Franco e
Sarteur Michèle.

2) Il 25 aprile battesi-
mo di VAUDOIS
LUCA di Luigi e di
Bonomo Giuseppi-
na. Padrini: Vau-
dois Olinto e Fassi-
no Myriam.

La mia gioia
è sentire che ovunque
la Tua mano mi guida.

Tutti noi siamo membri della stessa famiglia umana
che popola la terra. Le differenze che esistono sono
molto superficiali in confronto a ciò che è essenziale,
cioè la vita animata dalla stessa sostanza divina ed
eterna, l'anima.
Tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre e pertanto
sono tutti nostri fratelli.
61


Testo Originale Estratto
Matrimoni
1) L'8 maggio matrimonio tra KURMANN PATRIC e TAM-
BURRINO MARIA GRAZIA. Testimoni: Bellini Claudio
e Hort-Kurmann Erika.
2) 1 15 maggio matrimonio tra CHABOD IVO e PARISET
ELENA. Testimoni: David Luigi e Pariset Ivonna.

I nostri defunti
L'eterno riposo
dona loro Signore,
splenda ad essi
la Luce Perpetua,
riposino in Pace.
Amen

20) Il 30 dicembre 1998 è deceduto Bétemps Armando Vittorio di anni 90.
1) Il 15 gennaio 1999 è deceduta Petigat Gasparina Clementina (Ninplie) di
anni 86.
2) Il 22 gennaio è deceduta Martin Leonina Marcellina di anni 98.
3) L'8 febbraio è deceduta Persod Maria Erminia Stefania di anni 94.
4) Il 25 febbraio è deceduto Blond Cesare Marcello di anni 88.
5) Il 9 marzo è deceduto Paillex Innocenzo Giuseppe Fortunato di anni 95.
6) Il 24 marzo è deceduto Lale Gérard Giuseppe Renato di anni 78.
7) Il 27 marzo è deceduto Messina Vincenzo di anni 32.
8) L'8 aprile è deceduta Leoni Anna di anni 71.
9) Il 19 aprile è deceduta Deval Maria di anni 90.

62 63


Testo Originale Estratto
NUMERI UTILI
PRONTO INTERVENTO MEDICO
118
CARABINIERI
112
POLIZIA
113
VIGILI DEL FUOCO
115
SOCCORSO STRADALE ACI
116
SOCCORSO ALPINO
(0165)23.82.22
SAINT-PIERRE
Parrocchia
0165 903015
Priorato
0165 903823
UFFICII COMUNALI
Centralino
0165 927800
Guardia medica
0165 903811 (118)
Biblioteca
0165 903926
Scuola elementare - Dir. Didattica 0165 903813
Scuola materna
0165 903213
Comunità Montana G. Paradis 0165 921800
Progetto Giovani
0165 909033
Polizia municipale
0165 927832
Uffici Sanitari:
Caraffa Braga dott. Ettore
0165 903907
Haudemand dott. Luciano
0165 903322
Guardia medica
0165 903811
Servizio Socio Sanitario n. 3
0165 903825
Microcomunità anziani
0165 903702
Carabinieri
0165 904124
Servizi staccati
Idraulico Comunale
0165 904045
Man. Illuminazione Pubblica
0165 257479
Man. Cimitero
0165 40224
Vigili del Fuoco
0165 903424
0347 0400090
Centro Sportivo Prieuré
0165 903701
Museo Regionale di Scienze Naturali 0165 903485
(apertura da aprile ad ottobre)
Poste italiane
0165 903021
Banca di credito coop. Gran Paradiso-Monte Bianco
0165 903950
Ist. Bancario S. Paolo di Torino 0165 903858
ORARIO S. MESSE
Parrocchia di Saint-Pierre
feriale
ore 18,30
festivo
ore 8-10
Parrocchia di Saint-Nicolas
prefestivo
ore 18,30
festivo
ore 11,30
PRIORATO
feriale
ore 7,30
prefestivo
ore 17,30
festivo
ore 17,30
Parrocchie di Aosta
Cattedrale: prefest. ore 18;
festivo ore 7,30-11,30-18
Immacolata: prefest. ore 18,30;
festivo ore 8,30-10-11-18,30
S. Anselmo: prefest. ore 18,15;
festivo ore 8,30-11
S. Croce: festivo ore 10,30-20,15
S. Orso: prefest. ore 18,30;
festivo ore 8-9,30-11-17,30
S. Stefano: prefest. ore 17,30;
festivo ore 8-9-11-17,30
Saint-Martin-de-Corléans:
prefest. ore 18,30;
festivo ore 8,30-9,45 (in francese)
-11-18,30
Offerte
per la Chiesa e le attività parrocchiali
In memoria Vauthier Ivo (i coscritti – offerta versata nel 7/98 e non scrit
ta nel bollettino precedente per erro
re di trascrizione); Lovison Giovanni;
Poser Carlo; Charles Delfino; Jocal
laz-Grosso; in onore S. Antonio;
Mavilla; Lale Démoz Bruno e Danie
la; Pozzi Enzo; Savoye Annetta; Vuil
lermoz Geremia; Franchin Mario;
Dayné Italo; Petitjacques-Chappuis;
in memoria def. Vaudan; N.N.; Sac
cani Nino; i Cantori; Bochet-Bérard;
Oreiller Teresina; Savoye Daniela;
Savoye Luigino; Jordaney Bruno; Jor
daney Raimonda; N.N.; Primiero-Jor
daney; Petrolini; Bochet Daniel;
Manella Enrico; Bassignana Luigi;
Restano Emma; N.N.; Berthod-Jor
rioz; Joyeusaz Robert; Caput; in
memoria Bois Henriette; N.N.;
Mazza-Charles; in memoria Lale
Aldo; Simoncini Egle; Champrétavy
René; Arnollin-Cog nein; Rini Ferdi
nando; Pallais Eligio; N.N.; N.N.;
Lale Démoz-Besenval; Branche
Vuyet; Del Negro Sergio; Christille
Gerbore; David Ernesto; Bérard-Ron
zani; in memoria Savoie Gilda; Cam
pese-Arnod; Ocleppo-Centoz;
Morandi-Pedoni; Persod Pietro; Car
lin Alessandro; Lale Démoz-Cam pe
se; in memoria Bétèmps Armando;
Cremaschi Gianni e Massimo; Peti
gat-Jordan; Chauviat-Jordaney;
Dayné Augusto; in memoria Martin
Marcellina; Sapinet Elio; in memoria
def. Zadkovich; Cog nein Angela;
Persod Elisa; in memoria Lale
Démoz Albina; Chab od Zella; Théri
sod Maria; in memoria Petigat Ninfa;
Cog nein Mario; in memoria Ballarini
Rinaldo; Ballarini Claudio; Perpoli
Giuseppe; Jordaney Aldo; Jordaney
Rina; Lucianaz; Oreiller Vittorio;
Centoz-Oreiller; Thérisod Vittorio;
Besenval-Oreiller; Lale Murix René;
Jaccod Mauro; Paillex Roger; in
memoria Martin Marcellina; Floriani;
Cachoz; Jordaney-Jaccod; in memo
ria Blond Cesare; Savoye Osvaldo; in
memoria Persod Stefania; Domaine
Aldo; Trentaz-Paillex; Guglielmetti;
Domaine-Ferretti; Fenoil Lorenzina;
Glarey Paolo Augusto; Lettry Vally e
Lucia; Challancin Ernesto; Centoz
Glarey; Maquignaz-Vauthier; gruppo
Alpini; Vitton Mea; Rinaudo; N.N.;
Pascal Daniele; Di Nunzio; in memo
ria Paillex Innocenzo; Lale Castain
Linda; Gorraz Alice; Berthod Aldo;
Boverod Itala; Bochet Camillo;
Bérard Alfonso; N.N.; Paillex Elsa;
Armand Eligio; in memoria Lale
Gérard Giuseppe; Jordaney-Lettry;
Viérin-Chenal-Daniello; Barberis
Alida; in memoria Deval Maria; Cuc
Rino; Paradisi-Chabod; Micotti-Jor
rioz; Traverso Nadia; Lavy Lino; Car
coni; Favre Augusta; Lale Lacroix
Ernesto; bambini Prima Comunione;
Rossan Fernanda; Ceriano Irma;
Pariset-Chabod; Kurmann Patric.
Totale L. 18.025.000.
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta.
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82