L'Écho de nos Montagnes: Visita Pastorale del Vescovo Anfossi, Vita Parrocchiale e Giubileo 2000 (1999).
6-1999.pdfIl bollettino parrocchiale bilingue di Saint-Pierre (Giugno 1999, Diocesi di Aosta) offre un resoconto completo della vita comunitaria e pastorale. L'evento centrale è la Visita Pastorale del Vescovo Monsignor Giuseppe Anfossi (20-25 aprile 1999), documentata attraverso incontri dettagliati con le autorità civili, i volontari, i cantori, i giovani e le famiglie, affrontando sfide locali come il disavanzo finanziario del 1998 e la scarsa partecipazione adulta. Il documento copre inoltre le attività liturgiche e caritatevoli dell'anno (Avvento, Natale, Quaresima, con una raccolta fondi per i profughi albanesi). Ampio spazio è dedicato alla preparazione spirituale per il Grande Giubileo del 2000, alla riflessione sulla dignità e il ruolo degli anziani e all'importanza delle attività giovanili estive. Il bollettino si conclude con le cronache sacramentali (battesimi, matrimoni, defunti) e dati amministrativi della parrocchia e del Comune.
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L'ÉCHO DE NOS MONTAGNES La Voce dei Campanili Bulletin Paroissial du Diocèse d'Aoste IMPRIMERIE VALDÔTAINE - AOSTE ÉGLISE DE SAINT LÉONARD - SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES Paroisse de SAINT-PIERRE XLÈME ANNÉE - N. 6 - JUIN 1999
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mancanza di preti (ormai 47 parrocchie hanno il parroco "part-time") ha biso- gno di laici, ci ha detto il Vescovo, che prendano in mano l'annuncio del Van- gelo. Siamo ormai alle soglie dell'anno giubilare e il cammino della chiesa si fa più intenso. L'anno del Padre, ultima preparazione al Giubileo, c'invita a riflet- tere sul volto del Padre e sulla sua misericordia. Chi è Dio? Come possiamo chiamarlo e parlargli? Qual è il suo atteggiamento e quali sono i suoi senti- menti verso di noi? Per rispondere a queste domande dobbiamo metterci alla scuola di Gesù, che ci parla di Dio come di un Padre, e insegna anche a noi a rivolgerci a Lui come a nostro Padre. Ricordate la parabola del "Padre misericordioso" (quella comunemente chiamata del "figlio prodigo")? Essa ci rivela in modo sostanziale come sente e ragiona Dio, qual è il vero cuore di Dio Padre. In questa parabola Dio ci appa- re veramente come il Padre delle misericordie, come il Padre che è pronto a perdonare tutto. Appena il figlio ritorna, non fa alcun rimprovero, solo allarga le braccia per accoglierlo e perdonarlo. Ricordate la pre- ghiera del "Padre nostro"? In quest'anno dedicato al Padre, do- vremmo riscoprire la dolcezza di questa pre- ghiera che è uscita dal cuore di Gesù: è vera- mente un riassunto vivo del Vangelo. Non è il Padre mio, ma nostro, per cui non possiamo considerarci figli se non ci comportia- mo da fratelli. Tutti insieme chiediamo al Padre la salvezza, e il Padre si serve di ognuno di noi per portare questa salvezza gli uni agli altri. Don Aldo 2 Conto Consuntivo 1998 della Parrocchia La Parrocchia è comunità e quindi anche famiglia. Vivere in famiglia, vuol dire anche conoscere le spese ed eventualmente contribuire a sostenerle. Per questo ci sembra giusto fare partecipi tutti del bilancio economico della nostra parrocchia. ENTRATE Per affitto L. 11.206.820 Offerte date al parroco L. 36.885.000 Collette in Chiesa L. 11.681.700 Totale L. 59.773.520 USCITE Per lavori cappella Etavel L. 33.374.000 Tasse L. 5.503.940 Assicurazioni L. 1.687.000 Spese Culto L. 6.037.500 Spese generali (luce, riscaldamento...) L. 13.457.000 Spese diverse (bollett. cancelleria, documenti, libri...) L. 12.338.550 Totale L. 72.398.490 DISAVANZO L. 12.624.970 Sono iniziati i lavori alla cappella di Etavel: il tetto è a buon punto, per il resto gli intoppi burocratici sono ancora tanti. Un altro grosso e urgente lavoro bussa intanto alle nostre porte: dob- biamo rifare l'impianto di riscaldamento della Chiesa, perché non è più a norma secondo le ultime leggi sulla sicurezza: i problemi tecnici al riguardo non sono di facile esecuzione (la chiesa è costruita su una roc- cia), speriamo che le ditte interpellate sappiano darci soluzioni buone. Il Consiglio per gli affari economici 3
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Preparazione all'Avvento I segni del nostro Avvento Quest'anno, l'Avvento, noi bambini del catechismo l'abbiamo vissuto intensa- mente perché abbiamo voluto interpretarlo con dei simboli e un canto nuovo. Ad ogni incontro di catechismo ci veniva consegnato un foglietto dove era scritto il riassunto del Vangelo della domenica successiva e lavora- vamo sul simbolo da presentare durante la Santa Messa domenicale. Per la prima domenica di Avvento abbiamo preparato il Semafaro che significa "State attenti e Pronti alla venuta di Gesù" e la Corona d'Av- vento con quattro candele che rap- presentano le quattro domeniche che precedono il Natale. Per la seconda domenica di 4 Avvento abbiamo costruito dei Mat- toncini recanti il nostro nome con i nostri difetti; con questi abbiamo innalzato un muro che rappresenta- va gli ostacoli che incontravamo sulla strada per arrivare da Gesù. Con l'atto penitenziale abbiamo eli- minato i peccati e don Aldo ha abbattuto il muro riducendolo in macerie. Per l'Immacolata don Aldo ha acceso la corona della Madonna e ha posto un vaso di fiori bianchi ai piedi della statua. Sul sagrato della chiesa noi bambini abbiamo venduto i bigliettini di Natale che avevamo precedentemente disegnato e colora- to con la maestra Tiziana. Il ricavato l'abbiamo devoluto tutto in benefi- cenza alla Caritas parrocchiale. Per la terza domenica di Avvento abbiamo portato all'altare dei Fiori sui quali vi erano scritti i luoghi dove incontriamo Gesù e li abbiamo raccolti in un cestino. Ognuno di noi ha indicato luoghi diversi, al termi- ne della raccolta, sui petali erano presenti tutti i casi nei quali abbia- mo incontrato Gesù. Per la quarta domenica di Avven- to abbiamo preparato degli Angeli con in mano un foglio sul quale abbiamo scritto dei consigli per i nostri genitori. Per di più, tutte le domeniche, c'erano alcuni bambini che porta- vano degli oggetti all'altare: il pane, il vino, il simbolo rappresentato e una candela. A tutti noi bambini del catechi- smo è piaciuta l'animazione dell'Av- vento perché ci siamo sentiti coin- volti attivamente nella preparazione del Natale e abbiamo partecipato alle liturgie domenicali, perciò ci auguriamo di poter ripetere quest'e- sperienza. Michela e i bambini della classe quarta che frequentano il catechismo il lunedì. Avvento: tempo di riflessione Anche quest'anno, un nutrito nume ro di bambini delle scuole elemen- tari, ha accolto l'invito Caritas e si è prestato, durante l'Avvento, per preparare i biglietti natalizi, i sovrap- pacchi e i segnaposti per il pran- zo di Natale. Promotrice di quest'ini- ziativa è stata Tiziana Pedoni che La bancarella dei biglietti natalizi 5
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con il disegno ha molta dimestichezza ed è riuscita, con pennarelli e cartonci- no di recupero, a sollecitare la fantasia e la creatività dei bimbi che hanno ade- rito a questa proposta. È stato questo un momento di riflessione in preparazione alla nascita di Gesù Bambino in quanto, gli artisti in erba, sapevano che il ricavato era devo- luto ai bimbi meno fortunati di loro, e che proprio grazie a questo impegno, potevano avere un Natale più felice. Nel giorno dell'Immacolata il lavoro dei bambini è stato esposto su un'apposita bancarella e l'ammontare complessivo delle offerte è stato di circa 900.000 lire. Bravi bambini e complimenti a Tiziana. Anna Maria Santo Natale a parecchi anni ormai la veglia di Natale segue un filone collaudato. Iniziano i giovani con una proces- sione che parte dal piazzale anti- stante al Camposanto e che, con fiaccole multicolori, con canti e nenie si dirige verso la chiesa. Ad attenderli sul sagrato c'è sempre una moltitudine di fedeli che si unisce al coro e che partecipa alla solenne Messa di mezzanotte. Accanto all'altare maggiore, lo chalet, con il caratteristico prese pio valdostano, è al centro dell'atten- zione, simboleggiando l'avveni- mento che ricorda la nascita di Gesù nostro Salvatore. Si prepara il "vin brulé" e la cioccolata Il nostro bel presepio, 1998 Dopo la Messa di mezzanotte: tutto è pronto per scam- biarsi gli auguri 6 7
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Fa tanto freddo nella notte di Natale, ma ci si può scaldare... "Il presepio ravviva la memoria del grande avvenimento, la nascita di Gesù, il Salvatore, il figlio di Dio fatto uomo..., il presepio rappresenta con candida e ingenua semplicità il qua- dro di Betlemme, e diventa una scena evangelica, diventa una lezione di spi- rito cristiano. Il presepio ci dice come Gesù ha voluto entrare nel mondo: povero, piccolo, respinto dai cultori dei cosiddetti valori della terra; è venuto in modo che i poveri, i piccoli, i reietti lo potessero avvicinare per primi; è venuto per farsi uomo dei nostri togliendo ogni distanza, ogni ostacolo ogni timore". (Paolo VI) Nell'omelia don Aldo ha eviden- ziato i valori significativi del Nata- le: abolire il superfluo, essere vicini 8 a chi soffre, essere solidali con i bisognosi e aperti all'accoglienza. Anche quest'anno la Santa Messa è stata resa solenne, oltre che dai riti liturgici, dai brani proposti dalla cantoria diretta dai maestri Poser e Benech. A cerimonia terminata, sul sagrato, nonostante l'ora tarda, grazie alla generosità della parroc- chia e all'impegno di alcuni volon- tari, sono stati offerti panettoni, vin brûlé e cioccolata calda, prov- videnziali per combattere il freddo pungente, ma soprattutto piacevo- le occasione per scambiarsi gli auguri. Anna Maria In cammino verso la Pasqua... Durante il periodo della Quaresima la nostra par- rocchia si è avventurata in un lungo e faticoso viag- gio simbolico. Dopo esserci radu- nati il mercoledì delle Ceneri, come dei veri camminatori, armati di forza e di tanta buona volontà, abbiamo intrapreso il nostro cam- mino, guidati dalla Parola e del- l'Amore di Dio. Come nello zaino di un avventuriero non può man- La Croce ci prepara alla Pasqua 9
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care una mappa che indichi la stra- da da percorreere e la meta verso la quale si è diretti, così anche il nostro itinerario era guidato da una mappa, che posizionata accan- to all'altare della Chiesa, ci ricor- dava la direzione da seguire e le tappe che, domenica dopo dome- nica, avremmo dovuto percorrer, fino a giungere alla nostra ambita destinazione: la risurrezione di Cristo. I veri protagonisti di questo cammino erano i bambini del cate- chismo: durante la Messa delle ore 10, essi hanno partecipato ogni volta in maniera attiva portando all'altare, durante l'Offertorio, i simboli del loro impegno e della loro fede: il grande poster con il volto di Gesù, le carte d'identità, simbolo della nostra appartenenza alla grande famiglia dei credenti, la Croce, che sistemata accanto all'altare ci ricordava la morte e la passione di Gesù, la Bibbia che con le sue parole guida i nostri passi, il pane e il vino, per ricordarci il corpo e sangue di Cristo. Grazie, Signore, perché mi hai dato la fede, hai alimentato la mia speranza mi hai reso figlio della tua carità. Per tutto grazie, Signore! 10 Inoltre, durante questo periodo di Quaresima, ci eravamo proposti un importante progetto di solida- rietà, mediante la raccolta perso- nale di una piccola somma di denaro, da devolvere poi in favore dei bambini profughi albanesi, curdi e kossovari, ospitati nei cen- tri di accoglienza della Puglia. Il nostro obiettivo è stato raggiunto in maniera più che soddisfacente, se si pensa che, con i piccoli rispar- mi donati dai bambini, è stata rag- giunta la somma di 230.000 lire. Il nostro viaggio si è poi conclu- so domenica 4 aprile quando tutti insieme, uniti nella gioia e nell'a- more fraterno, abbiamo festeggia- to la Santa Pasqua. Con il tempo speriamo che lo Spirito Santo ci aiuti a camminare più spediti e decisi sul nostro cam- mino di fede, aiutandoci a supera- re le tante difficoltà che incontria- mo ogni giorno nella nostra vita di cristiani e a crescere la nostra sen- sibilità e il nostro amore verso il prossimo. L.C. La visita Pastorale "Vengo nel nome del Signore, come suo rappresentante e ministro". D al 20 al 25 aprile, il vescovo Monsignor Giuseppe Anfossi ha effettua- to la visita pastorale nella nostra parrocchia. È stata un'occasione di incontro e di conoscenza reciproca. Nella lettera indirizzata a tutti i fedeli della Diocesi, Monsignor Anfossi aveva scritto: "...il Signore Gesù attraverso una decisione del Papa mi ha messo qui in questa Valle a fare il vescovo; io, consapevole dei miei limiti, difetti e peccati, ho accettato e ora sento una responsabilità che supera le mie capacità e perciò mi affido alla vostra collaborazione e preghiera e soprattutto a quella dei sacerdoti. Vengo ora da voi con colui al quale il Signore vi ha affidati nel cammino di fede; con la mia visita voglio ravvivare la vostra fede e aiutarvi a riscoprire la bellezza della vita cristiana anche oggi”. “Vengo anche a sostenere la speranza e la carità. Vengo perciò ad incorag- giare coloro che sono depressi o sconsolati, e sostenere coloro che si sentono in difficoltà ad amare o perdonare come vorrebbe il Signore”. La visita pastorale a Saint-Pierre, un avvenimento che ha animato, per diversi giorni l'attività della comunità parrocchiale, è stata caratterizzata da una serie intensa di incontri che hanno coinvolto tante persone, dai più giova- ni agli anziani. Prima di entrare nel dettaglio degli avvenimenti, il programma della visita pastorale effettuato nella nostra parrocchia: 11
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VISITA PASTORALE 20 - 25 aprile 1999 Martedì 20 aprile ore 19,30 Benvenuto al vescovo da parte dei membri del Consiglio Pastorale; ore 21,00 Incontro con l'Amministrazione comunale Mercoledì 21 aprile ore 15,00 Incontro con i bambini del catechismo all'Asi- lo Mgr. Centoz ore 17,00 Visita al Progetto Giovani ore 18,00 Incontro con i cantori ore 21,00 Incontro con le Associazioni di volontariato presso la sala riunioni della COFRUIT Giovedì 22 aprile ore 15,00 Incontro con i membri del C.V.S., dell'A.C., della Caritas al Priorato ore 18,00 Incontro con i membri del Consiglio Pastorale e del Consiglio per gli Affari Economici al Priorato ore 19,15 Cena con i Consigli al Priorato ore 20,45 Incontro con i genitori e le famiglie presso il salone dell'Asilo Mgr. Centoz Venerdì 23 aprile in mattinata Visita agli anziani e ammalati ore 15,00 Visita alla scuola di "Taglio e cucito" ore 16,00 Visita alla Microcomunità per anziani e incon- tro con il gruppo “Age de la sagesse" Sabato 24 aprile in mattinata Visita agli anziani e ammalati ore 15,00 Incontro con i ragazzi delle scuole medie presso l'Asilo Mgr. Centoz ore 17,00 Incontro con i giovani presso la sala San Carlo; ore 21,00 Serata animata dal coro Harmony presso la Cappella dei Penitenti Domenica 25 aprile ore 10,00 Messa di chiusura Rinfresco nel sagrato, offerto dall'Ammini- strazione comunale In Consiglio Comunale Uno dei primi incontri che il Vescovo ha fatto nella nostra comunità, è stato quello con il Consiglio Comunale. Si è voluto così rendere onore ai legali rappresentanti del Paese e poi conoscere, da una fonte istitu- zionale, le problematiche di una popolazione con i suoi grossi e rapi- di cambiamenti, alle soglie di un nuovo millennio. È stato un incontro improntato alla cordialità e al rispetto, nella consa- pevolezza dei ruoli diversi, ma anche dal desiderio di collaborazione per il bene comune. Interessante l'opuscoletto preparato dalla Giunta per illustrare le caratte- ristiche generali del territorio, della popolazione, dell'economia, degli elemen- ti organizzativi e dei servizi. Alcuni dati, esposti dal sindaco, sono talmente significativi, da meritare una sottolineatura. Il Sindaco offre un dono-ricordo 12 13
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TERRITORIO • Superficie in kmq 26 • Altitudine s. 1. m. minima 613,20 massima 3.089,80 • Strade regionali Km 9,480 • Strade statali Km 2,850 • Strade comunali Km 42,280 Ulteriori caratteristiche: n. 62 località abitate abitualmente o saltuariamente POPOLAZIONE • Popolazione legale al censimento 81 n. 1.801 • Popolazione legale al censimento 91 n. 2.199 • Popolazione residente alla fine del penultimo anno precedente n. 2.449 di cui maschi n. 1.207 femmine n. 1.242 nuclei familiari n. 1.026 comunità/convivenze n. 3 • Popolazione all'1 gennaio 1997 (penultimo anno precedente) n. 2.458 • Nati nell'anno n. 23 • Deceduti nell'anno n. 29 Saldo naturale -6 • Immigrati nell'anno n. 88 • Emigrati nell'anno n. 91 Saldo migratorio -3 • Popolazione al 31 dicembre 1997 (penultimo anno precedente) n. 2.449 di cui: • In età 0/2 anni compiuti n. 62 • In età 3/5 anni compiuti n. 84 • In età 6/10 anni compiuti n. 105 • In età 11/13 anni compiuti n. 58 • In età 14/29 anni compiuti n. 508 • In età 30/64 anni compiuti n. 1.230 • In età 65/74 anni compiuti n. 228 • In età oltre 75 anni compiuti n. 174 Tasso di natalità 0,93 Tasso di mortalità 1,18 14 [IMMAGINE: Incontro nella bella sala del Comune] CAPACITÀ RICETTIVA • Alberghi n. 5 posti letto 187 • Agriturismo n. 6 posti letto 38 • Affittacamere n. 1 posti letto 10 • Altro (pensionati) n. 1 posti letto 65 Licenze commerciali • Bar n. 13 • Ristoranti n. 13 • Agriturismo n. 6 • Attività di intrattenimento n. / • Commercio al minuto n. 20 + 1 (Produzione pane) Industria e artigianato Imprese n. 80 Agricoltura Aziende n. 150 15
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ULTERIORI ELEMENTI SIGNIFICATIVI • Esistono circa n. 700 abitazioni destinate a seconda casa • La realtà socio-economica denota una buona vitalità dei settori agricolo, artigianale, turistico-commerciale, pur dovendo riscontrare una forte dipendenza con Aosta e cintura a livello occupazionale. Dopo aver fatto conoscere tutti gli elementi organizzativi necessari per il funzionamento di un Comune (personale e strumenti operativi), il Sinda- co ha esposto tutte le previsioni di spesa per una giusta amministrazione, e i lavori in corso o previsti per il bene della Comunità. Non sono mancati gli importanti bilanci per la biblioteca e i principali interventi a favore delle associazioni locali. Particolare importanza è stata data ai servizi in campo sociale. • Trasporto alunni costo più di 109 milioni (concorso degli utenti 7 milioni circa il 6,42%) • Mensa scolastica costo più di 178 milioni (concorso degli utenti 75 milioni circa il 42,12%) • Assistenza domiciliare Servizio istituito il 16 luglio 1982 n. utenti attuali 19 per l'igiene, sostegno psicologico, rior- dino abitazione, ecc. 10 per pasti caldi giornalieri. personale impiegato: n. 2 assistenti a tempo pieno n. 1 assistente a tempo parziale costo del servizio: Lire 122.257.000 concorso degli assistiti alla spesa Lire 20.456.000 (circa 17%) SERVIZIO DI ASSISTENZA PRESSO LA MICROCOMUNITÀ Servizio istituito il 10 marzo 1987 n. utenti attuali 25 di cui: 6 autosufficienti 7 parzialmente autosufficienti 12 totalmente dipendenti 5 ospiti diurni di cui: 4 totalmente dipendenti 1 parzialmente dipendente 2 ospiti per il pranzo Nei 12 anni di servizio hanno usufruito della struttura 163 ospiti. 16 Personale impiegato (tutelare e amministrativo): n. 18 a tempo pieno n. 5 a tempo parziale Personale infermieristico n. 3 Obiettori di coscienza n. 2 Costo del servizio Lire 1.214.233.000 di cui per il personale Lire 863.300.000 Concorso degli anziani e dei parenti alla spesa: Lire 470.708.000 (circa il 39%) CRITICITÀ • personale insufficiente per la tipologia degli assistiti (circa il 50% total- mente dipendente); • scarsa presenza dei parenti e di volontari; • ospiti inseriti in struttura contro la loro volontà; • mancanza di accordo di programma con l'U.S.L. sia per la fornitura di materiale farmaceutico e parafarmaceutico, sia per il collegamento orga- nizzativo del personale infermieristico assegnato alla struttura; • difficoltà nel mettere in attuazione le nuove normative di legge. ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE • festeggiamenti in ricorrenza del compimento degli anni di tutti gli ospiti; • uscite e visite; • incontri con altre Microcomunità; • pranzo presso un ristorante in occasione delle feste natalizie; • allestimento del presepe da volontari; • tombolone dell'Epifania; • visite settimanali di volontari della Caritas; • festa delle stagioni, gara delle torte; • Santa Messa una volta al mese; • visite delle scolaresche; • spettacoli corali, gruppo associazioni alpini di Aosta, esibizione della scuola di ballo del C.R.A.L. ecc., • festa degli anziani del paese nel mese di settembre - quest'anno sarà la quarta edizione: partecipano gli anziani che hanno compiuto 65 anni (n. 419 anziani la popolazione ultrasessantacinquenne residente nel comune di Saint-Pierre al settembre 1998), ed è sempre presente una delegazione di anziani dell'associazione "Plaisir de Vivre" del paese francese di Saint- 17
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Pierre En Faucigny gemellato con il nostro dal 1995. Da questi incontri è scaturita la volontà di formare il gruppo "L'Age de la Sagesse" che conta circa 100 tesserati. Dopo questa esauriente e precisa esposizione da parte dell'Ammi- nistrazione sui gravosi compiti di un Comune, è nata una sere- na discussione sui dati esposti e sulle problematiche di una Comunità che cresce non sempre facilmente e non sempre gesti- bile in tutti i suoi aspetti. Il Vescovo è intervenuto per esprimere il suo personale apprezza- mento per i molti progetti e servizi ed ha parlato dell'opera e della presen- za della Chiesa in una comunità; il lavoro per la gente ha valore in quanto servizio dato con spirito di dedizione. Un caldo invito fa il Vescovo perché ci sia un interesse profondo per le realtà giovanili, attenti e aperti a tutti i disagi veri degli adolescenti. Ai giovani gli adulti devono inviare un messaggio di accoglienza, non devo- no trovare uno spirito di chiusura, facciamo che imparino a non pensare solo a se stessi, a non divertirsi sempre fuori paese, lontano dagli adulti e dagli anziani, insegnamo i valori che devono guidare ogni persona. Vari consiglieri sono intervenuti per esporre idee e preoccupazioni sul domani di una comunità che è diventata "dormitorio" e si sente sem- pre meno partecipe di uno stesso contesto sociale... Come aprirsi ai nuovi venuti per farli sentire partecipi di uno stesso paese? Come educare la gente ad un giusto senso civico di rispetto alle persone e alle cose? Come imparare a non sempre solo chiedere ma anche dare per il bene di tutti? Sono domande grosse che ci si è posti, con la coscienza che cercare almeno una piccola risposta è camminare con un po' più di speranza verso il domani. Incontro del Vescovo con i bambini del catechismo Finalmente è arrivato! Accolto da un fragoroso applauso monsignor Anfossi ha incon- trato, mercoledì 21 aprile alle ore 15, all'asilo Mons. Centoz, un folto gruppo di bambini, delle scuole elementari. In pratica tutti i bimbi che frequentano il catechi- smo, vale a dire seconde, terze e quarte elementari ad eccezione delle quinte che erano, in quei gior- ni, in gita scolastica a Venezia. Oltre a don Aldo erano presenti tre catechiste: Jole, Daniela e Anna Maria. Il vescovo ha salutato tutti e poi si è presentato. Ha spiegato che da bambino è vissuto per parecchi anni in Trentino e che lì ha frequen- tato le scuole elementari per cui è abituato a vivere in montagna, anzi l'ama molto e quando è stato nomi- nato vescovo, ha accolto con piace- re il trasferimento in Valle. Ha ancora la mamma che vive a Tori- no, ha una sorella che è assistente Le cose buone nascono in un ambiente dove regna la calma e l'armonia. Nulla di buono ha origine nella discor- dia e nell'odio. Dalla discordia nascono solamente male- volenza e maldicenza, dall'odio inimicizie e guerre. Ma dai cuori che convivono con l'amore e l'armonia si può sperare soltanto la pace e la felicità. I bambini del catechismo in allegria attorno al Vescovo 18 19
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sociale e un fratello che fa il meteo- rologo. I bambini sono stati molto colpiti dal modo semplice e naturale con cui il vescovo ha spiegato l'essenza del suo compito: un pastore che ha cura delle sue pecore, che le ama, che le vuole conoscere bene una ad una come ci ha insegnato Gesù. Ha spiegato che Gesù usava spesso queste espressioni agresti poiché a quel tempo la popolazione era quasi esclusivamente contadina e gli esempi dovevano essere com- prensibili a tutti. Come un pastore che meglio ci vuole conoscere lui è venuto a farci visita e desidera essere la nostra guida, noi dobbiamo seguire i suoi suggerimenti e i suoi consigli. Ha poi sollecitato delle domande ai bambini, i quali per nulla intimo- riti facevano a gara con il dito alza- to per essere ascoltati. Sono state infatti più di 20 le domande rivolte- gli. Qui ne ricordiamo solo alcune, anche per evidenziare la sponta- neità dei bambini presenti: "Ha mai detto parolacce?" - "Da 20 bambino andava bene a scuola?" - "Un vescovo può sposarsi?" - "Ha mai passato un giorno senza prega- re?" - "Ma Gesù ci perdona pro- prio tutti i peccati?" - "Da piccolo, i suoi fratelli o i suoi amici l'hanno mai picchiata?" - "Quando ha visto il Papa l'ultima volta?" - "Deside- rava fin da piccolo diventare sacer- dote?" - "Perché è diventato Vesco- vo?". Monsignor Anfossi ha risposto con semplicità seguito con molta attenzione dai piccoli interlocutori. L'incontro si è concluso con una domanda fatta dal vescovo ai bam- bini: "voi quando pregate?". Le risposte non sono mancate: al mat- tino, solo alla sera, prima di un'in- terrogazione difficile, al catechi- smo, a Messa. Il vescovo ha inse- gnato loro a pregare con il cuore anche durante la giornata, contem- plando magari qualcosa che la natura ci suggerisce in quel preciso momento. Al termine tutti sono scesi nel cortile per la foto ricordo. Anna Maria Fa' di tutto per essere sincero, anche se ciò costa. Nessuno ha il diritto di esigere che tu sia perfetto. Solamente Dio è perfetto. Ma chiunque deve poter pensare che tu non menti, non vivi di scappatoie e non cerchi scuse alle tue cadute. Affronta con dignità i tuoi errori, per trarne l'umiltà di correggerli. Con i Cantori Quest'anno, in occasione della visita pastorale, il Vescovo ha incon- trato i nostri cantori. Ci siamo riuniti mercoledì 21 aprile in Sala San Carlo per parlare e gustare assieme una mordüa, il tradizionale spuntino ospitale. Prima di assaggiare le gourmandises imbandite, Monsignore ha voluto confrontarsi con la nostra realtà di cantoria forse piccola, ma sempre vitale. Egli ha sottolineato l'importanza del canto che accompagna e mette in risalto i momenti principali delle funzioni, ed ha affermato la necessità di una guida (una cantoria sempre più preparata) al canto assembleare. Ci ha ricordato che il nostro è, e deve essere, un importante servizio alla comunità, perché non solo "chi canta prega due volte", ma permette anche a chi ascolta il canto di avvici- narsi di un passo di più al Mistero: "Voi accompagnate l'assemblea fin sulla soglia del Mistero, poi spetta a ciascuno di decidere di compiere il passo che lo porterà oltre quella soglia". Il Vescovo ha detto inoltre di conoscere le difficoltà che la nostra cantoria ha dovuto affrontare, specialmente negli ultimi anni, e ci ha esortati a conti- nuare con costanza nel nostro impegno, senza mai lasciarci scoraggiare: "Tene- te duro, perché i disagi che incontrate servono a rendervi più forti e più consa- pevoli del servizio cui vi dedicate". Constatando inoltre la difficoltà di attirare i più piccoli ed i giovani alla I cantori con il Vescovo 21
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Associazioni di Volontariato resso la sala riunioni della Cofruit, mercoledì 21 aprile, c'è stato l'incontro del ci si realizza pienamente e donando agli altri si riceve veramente. Chi lavora solo per se stesso, per la pro- pria affermazione o interesse, può Vescovo con le varie associa- trovarsi spesso insoddisfatto o delu- zioni di volontariato operanti nel so di tutto. paese. Erano presenti i direttivi e gli Citando la prima parte dell'Ave associati dei Donatori di Sangue Maria, il Vescovo ha sottolineato (Avis), dei Pompieri, dei Volontari come venga complimentata una del Soccorso, dello Spazio Club, donna in cui tutto sa di dono e di della Biblioteca, degli ex-combarten- gratuità. Le associazioni sono un ti, degli Alpini, della Société Ouvriè- messaggio di fiducia e di vitalità per re e dei gruppi sportivi. le nostre comunità. Il Vescovo ha aperto il dialogo Poi la parola è passata ai presenti parlando dell'importanza del vo- che con domande e osservazioni lontariato nella vita di una comu- puntuali, hanno reso più vivo l'in- nità. contro. Operare nel sociale ci avvicina Le difficoltà dei gruppi di volon- alla gratuità stessa di Dio. È la gra- tariato, è stato sottolineato, nascono tuità appunto il grande valore di dalla incapacità di trovare giovani ogni forma di volontariato: solo così In sala S. Carlo con i cantori vita di parrocchia in generale, ed alla cantoria in particolare, abbiamo discusso di come interessare i bambini e gli adolescenti al canto corale. Ci rendiamo tutti conto che non sarà facile, ma sempre più ci impegneremo per invogliare le nuove generazioni a cantare assieme, e a cantare con noi. Solo così, infatti, potremo assicurare la prosecuzione di una tradizione antica che sarebbe un vero peccato dimenticare. Dopo un momento principalmente dedicato al dialogo, abbiamo fatto onore alla tavola imbandita, non senza aver prima rivolto al Signore un canto di ringraziamento per tutto ciò che ci dà, e di gioia per festeggiare il nostro illu- stre Ospite. Durante la festicciola che è seguita, Monsignore si è felicitato col nostro organista, il Maestro Carlo Poser, per i circa sessant'anni di impegno fedele nella cantoria di Saint-Pierre. Infine, approfitto di questo spazio per rivolgere un invito a tutti i Senpiolens: se avete voce, voglia di cantare e di stare in allegria, unitevi ai cantori: vi aspet- tiamo! Lucia I dirigenti delle Associazioni di Volontariato, porgono il saluto al Vescovo 22 23
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Il Vescovo con la scultura-ricordo dei Volontari leve decise ad impegnarsi nel socia- le; per molti giovani c'è voglia di vivere tutto e subito, in modo a volte banale e superficiale. E poi non sono un po' le stesse persone, è stato detto, che ruotano nelle associazioni, tenendone vivo lo spirito? Tante nuove famiglie arrivano a Saint-Pierre, come fare per aprire loro le porte del volontariato? Non sarebbe questo un modo per farle inserire in una comunità, che perde sempre più le caratteristiche di paese, diventando un posto-dormi- torio, sempre più anonimo e inca- 24 pace di creare rapporti veri tra le famiglie? La conclusione è stata comunque di speranza: lavoriamo per il futuro, i risultati non si vedono sempre subito, ma il cammino è quello giu- sto: chi lavora per gli altri, lavora per Dio che vive nei fratelli e nelle sorelle. Al termine i responsabili delle associazioni, con gentile atto di sim- patia, hanno donato al Vescovo, una bella e significativa scultura, a ricor- do di una serata interessante, che ha riunito insieme tante forze vive del nostro paese. Con il C. V. S., la Caritas e l'Azione Cattolica G iovedì 22 aprile alle ore 15 Monsignor Vescovo ha intrat- tenuto presso il Priorato i membri del C.V.S., della Cari- tas e dell'A.C.. All'incontro hanno parte- cipato le rappresentanze di ogni gruppo. Dopo una preghiera iniziale il Vescovo ha parlato della sofferenza e del senso che essa ha per il credente. Ci sono dei momenti nella nostra vita in cui ci sembra di essere stati abbando- nati da Dio e ci chiediamo ad esempio: perché Dio permette questo? Perché pro- prio a me? Cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Viene naturale cercare la risposta nel rapporto tra il peccato e la sofferenza e considerare le nostri «croci» come un castigo. Invece troviamo la risposta in Gesù che è venuto a dare un valore alla soffe- renza salvando l'umanità attraverso la Sua morte in croce. Se la malattia ha il nome di «Croce» in essa c'è Gesù che completa la sua pas- sione. Il vangelo di Gesù non è la libera- zione dal dolore, ma è la salvezza nel dolore. Il vescovo ha concluso dicendo che è difficile fare chiarezza totale sulla soffe- renza perché c'è sempre qualcosa di misterioso, ma chi ne è colpito deve affi- darsi a Dio e pregare per trovare forza e generosità. Al termine il responsabile di ogni set- tore ha esposto l'attività svolta dal pro- prio gruppo ed il Vescovo dopo aver ascoltato con attenzione, ci ha incorag- giato a continuare e migliorare nel nostro apostolato. Carla Il Vescovo incontra il Consiglio Pastorale M artedì 20 aprile 1999 il Vescovo di Aosta, Monsi- gnor Giuseppe Anfossi ha inaugurato la sua visita pastorale nella Parrocchia di Saint- Pierre. Noi membri del Consiglio Pastora- le, incaricati di organizzare la visita Al Priorato si riuniscono i Consigli Parrocchiali 25
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nei suoi vari momenti, avevamo pen- sato di dare il benvenuto al Vescovo, cenando con lui nella casa parroc- chiale. Un pasto "alla buona", prepa- rato da noi, giusto per sedersi intorno al tavolo e conoscersi un po' nella maniera più semplice, chiacchierando piacevolmente, tra una portata e l'al- tra. Il Vescovo è arrivato verso le 19,30 e dopo i primi attimi di dovuto "imbarazzo" (la mamma di don Aldo, Giulietta era molto emozionata, ma anche noi eravamo un po' nervo- si), e le presentazioni, ci siamo messi a tavola e... abbiamo "rotto il ghiac- cio": il Vescovo si è interessato di noi, di chi siamo, di cosa facciamo, della vita nella Parrocchia, e poi ci ha par- lato di sé e delle visite pastorali che aveva già concluso. La cena si è svol- ta in un clima molto rilassato, soprat- tutto perché il Vescovo ha la capacità di mettere le persone a proprio agio, e il tempo è letteralmente volato. Poi, siccome alle 21 il Vescovo doveva incontrare l'Amministrazione comu- nale nel salone del Municipio, dopo aver bevuto la tisana calda di rito, ci siamo congedati, dandoci appunta- mento al giovedì. Giovedì 22 aprile alle ore 18, infatti, si sono riuniti nella splendida sala della biblioteca, al Priorato, sia il Con- siglio Pastorale che il Consiglio per gli Affari Economici. Si è trattato di un incontro piacevole, a tratti anche viva- ce, durante il quale ci siamo confron- tati sui problemi che ci sembravano importanti per la parrocchia: in parti- colar modo, cosa fare per coinvolgere i bambini, i giovani, ma non solo loro, nella vita parrocchiale. E il punto dolente è risultato essere proprio que- sto, e cioè la scarsa partecipazione, soprattutto da parte degli adulti, che si rileva in ogni iniziativa a carattere "religioso", pur essendo Saint-Pierre un paese di più di 2.500 persone! Il Vescovo ci ha "consolato" con le stati- stiche: le nostre cifre si collocano nella media nazionale, non siamo né più bravi, né più cattivi. Ma ha comunque evidenziato come Saint-Pierre - così come Sarre o Saint-Christophe, cioè quei comuni collocati nell'immediata cintura di Aosta - viva una realtà par- ticolare: è principalmente un "paese dormitorio", dove la gente non vive, e di conseguenza non partecipa, o par- tecipa poco, alla vita della parrocchia, e dove il tasso di immigrazione/emi- grazione è altissimo. Ma proprio per questo motivo - ha sottolineato il Vescovo - è fondamentale mantenere un atteggiamento di apertura e di accoglienza nei confronti di tutti, senza aspettarci nulla, senza preten- dere di avvicinare le persone nella speranza di farle confluire in un cam- mino di fede. Il messaggio che il Vescovo ci ha lasciato è quindi un invito a continuare a lavorare con otti- mismo: è vero, siamo una minoranza, ma non per questo dobbiamo scorag- giarci, perché non si ragiona sui numeri, bensì sulle persone. L'incontro si è concluso alle 19,30 con un'ottima e abbondante cena, preparata dalle suore del Priorato. Josette Incontro con le famiglie La sera di giovedì 22 aprile, alle h. 20,45, presso il salone dell'a- silo Mgr. Centoz, il Vescovo ha incontrato le famiglie della Parrocchia di Saint-Pierre. Molti erano i presenti, genitori giovani e meno giovani, e... anche alcuni nonni, che hanno accolto con entusiasmo l'invito di Monsignor Anfossi. Il desiderio comune è stato quello di ascoltare le parole del Vescovo, e di confrontarsi con lui in un dialogo aperto su un argomento fondamen- tale e molto delicato della vita: l'e- ducazione dei figli. Partendo da un'analisi sociologica dell'attuale situazione della fami- glia, il Vescovo ha illustrato come le condizioni di oggi siano radicalmen- te cambiate rispetto a pochi decenni fa: il lavoro di entrambi i genitori, la difficoltà di conciliare lavoro e fami- glia, la ristrettezza del tempo da dedicare ai nostri figli, il numero sempre più crescente di figli unici e il calo delle nascite. Il Vescovo ha così sottolineato che tutto ciò ha determinato una serie di aspetti non sempre favorevoli per i nostri ragaz- zi: spesso essi vivono in mezzo a soli adulti, i quali tendono a responsabi- lizzarli poco, ad affidare loro sempre meno "compiti", a viziarli e a cocco- larli, talvolta a soffocarli, senza per- mettere loro di confrontarsi con i coetanei e con la realtà circostante. Ha poi seguito un interessante dibattito con alcune domande da parte dei genitori e dei nonni, riguardanti proprio il delicato rap- porto con i figli, oggi minato pur- troppo da una società materialistica, consumistica e violenta. Ancora una volta il Vescovo ha dato ai genitori alcuni consigli, evidenziando l'im- portanza del dialogo, della disponi- bilità, dell'accoglienza nel loro rap- porto coi figli, alla luce della fede. Giuliana Il Consiglio Pastorale accoglie il Vescovo nella casa parrocchiale 26 27
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Con gli anziani e ammalati Venerdì 23 aprile, nel pomeriggio, il salone della Microcomunità è pieno di gente per l'incontro del Vescovo con gli anziani del paese. Sono presenti gli ospiti della Microcomunità e tanti anziani venuti per portare il saluto al Pastore della Diocesi. Sotto la sapiente regia dell'ass. Domaine Elida e del cons. Del Negro Sergio, tutto è stato preparato con gusto e gioia partecipativa. Formano l'ossatura dei presenti i membri dell'"Age de la sagesse", associazione che sta facendo un buon lavoro per i nostri anziani. Da ricordare che da poco tale associazione ha eletto le sue cariche sociali: Presidente Floriani Nerino, Vice Borney Livia, segretario Borre Giu- seppe, tesoriere Barmaverain Luigi, Revisori: Cantatore Roberto e Paillex Andrea, Consiglieri: Barmaverain Germano, China Ferruccio, Carù Enrica, Fioravanti Fidelma, Garin Beniamino, Giono Ivonne e Oreiller Maggiorina. Il Vescovo ha espresso la sua gioia di essere in mezzo a coloro che esprimono nella comunità la saggezza e l'esperienza di vita. Poi ha invitato tutti i presenti a riflettere sull'importanza per gli anziani di vivere in modo sereno, allontanando noia e tristezza, non chiudendosi in se stessi, cercando amicizie, avendo cura del proprio fisico, del vestire... C'è tanto bene da fare, c'è ancora tanto amore e disponibilità nei nostri nonni! Non manchi, aggiunge Quanta gente nel salone della Microcomunità il Vescovo, l'amore alla preghiera, la cura della vita spirituale: quante gioie inaspettate in chi sa vivere con l'animo aperto e generoso; carica la tua anima di bontà, apri gli occhi e datti da fare. Il saluto cordiale e riconoscente al personale della Casa, la benedizione L'Assessore Domaine presenta il Vescovo 28 I nostri anziani attenti alle parole del Vescovo 29
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Il salone della Microcomunità è preparato a festa speciale agli ammalati più gravi nelle camere, hanno concluso una visita densa di significato e di valore umano e spirituale. Nelle mattinate di venerdì e sabato il Vescovo è andato nelle famiglie a trovare ammalati ed anziani: sono stati incontri molto belli e arricchenti. Quanta gioia nell'ascoltare la parola del nostro Pastore, quale incoraggiamento per chi soffre e per i familiari che dedicano tanto amore ai loro cari. Il Vescovo ha confidato: "Ho trovato tanto bene in queste case, ho sentito tanto amore dato e ricevuto, c'è tanto da imparare da tutti!". Il Vescovo parla nella Microcomunità I ragazzi della Scuola Media Sabato 24 aprile, alle ore 15,00, noi ragazzi delle scuole medie ci siamo riuniti all'Asilo Mons. Centoz per un incontro con il nostro simpaticissimo vescovo Giusep- pe Anfossi. Quest'anno, infatti, egli è venuto nella nostra parrocchia per effettuare la cosiddetta "Visita Pastorale”, durante la quale ha voluto incontrare anche noi più "piccoli". Inizialmente, egli si è pre- sentato e, in seguito, noi abbiamo fatto lo stesso. Mons. Anfossi ci ha interpellato riguardo le nostre attività, nelle quali ci sentiamo a nostro agio e ci divertiamo. La maggior parte di noi si dedica allo sport e al gruppo di amici, inoltre vi sono altri svaghi, fra cui la musica, il canto, lo studio, la corrispondenza per lettera, gli scouts, la TV, la lettura, l'arte del dipingere... Ma lo scopo di questo discorso era arrivare a parlare della preghiera nel mondo dei giovani. Noi da bambini, spesso, pensavamo che pregare fosse un compito esclusiva- mente nostro, mentre invece Gesù, quando voleva che gli uomini pregas- ro, si rivolgeva agli adulti. No giovani dobbiamo pregare ma, come dice il Vescovo, dobbiamo farlo a modo nostro, cioè in gruppo, cantando, disegnando o esprimendo delle sensazioni positive. Troppo spesso, però, ci si riduce a chie- dere aiuto a Dio solo nei momenti di difficoltà, "appena ci fa comodo", quan- do invece bisognerebbe ringraziarlo tutti i giorni per la vita che ci ha dato, migliore di altre sparse per il mondo. Abbiamo il dovere di ringraziare il Signore di darci la possibilità di studia- re, di divertirci, di giocare, di avere degli amici e una famiglia. Una domanda molto discussa è stata: "Come mai dopo aver ricevuto la Cresi- ma, quasi la maggior parte dei ragazzi non si reca più in chiesa per partecipare alla cerimonia della Santa Messa?". Noi ragazzi abbiamo saputo rispon- dere al Vescovo. Le nostre motivazioni sono state che la Chiesa non va incontro alle necessità dei giovani, i quali vorreb- bero delle Messe più allegre, con canzo- ni moderne, delle regole meno rigorose, in poche parole un adattamento della chiesa alla società odierna. Il Vescovo ci ha saputo rispondere prontamente affermando che nella società non vi sono soltanto i desideri dei giovani, ma anche quelli di altre generazioni. In effetti, è proprio vero, in quanto se si cambiassero alcune cose, sicuramente la maggior parte delle persone anziane non parteciperebbe più alla Santa Messa. Uno di noi ha ribattuto dicendo: "Ma i giovani, non sono forse la società del futuro?". Purtroppo il tempo per parlare con Mons. Anfossi era decisamente al termi- ne, perciò questo argomento è stato lasciato un po' in sospeso, anche perché non è così semplice come sembra. Il Vescovo mi è parso, dopotutto, sod- disfatto del nostro incontro, poiché ha detto che ci siamo dimostrati maturi di fronte a grandi problemi e molto sinceri. Ci siamo salutati, dandoci appunta- mento al 23 maggio, il giorno della ceri- monia della cresima, che, quest'anno, si 30 31
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svolgerà nella Cattedrale di Aosta. Vi saranno più di cento cresimandi provenienti dalle parrocchie dell'alta valle, alle quali Mons. Anfossi ha fatto visita quest'anno. Mi sembra una bella idea per riunire tanti ragazzi diversi, provenienti da vari paesi nella chiesa del Vescovo. Concludo, dicendo che mons. Anfos- si è molto simpatico e disponibile verso i giovani e speriamo che sia sempre cosi! Valentina e i ragazzi che hanno partecipato all'incontro Il Vescovo al corso di taglio e cucito È stato un incontro improntato con tutta semplicità, l'occasione per sorseggiare chi una tazza di tisana, chi un caffè e, a poco a poco, la ten- sione si è sciolta e ha lasciato spazio per una piacevole chiacchierata. I giovani della Parrocchia a tu per tu con il Vescovo Al termine della visita la maestra Rosanna ha donato al vescovo, a nome di tutte, un ditale d'argento a ricordo delle "sartine" di Saint- Pierre. A.M. el corso della visita pastorale il Vescovo ha espresso l'esi- genza di trovare un'occasio- ne di dialogo con i giovani... e così è stato! L'appuntamento è stato fissato per sabato pomeriggio 22 aprile in sala San Carlo e puntuali alle 17,00 ci siamo ritrovati in una ventina tra ragazzi e ragazze ad aspettare di vederlo sbucare dalla rampa, reduce da una giornata piena di impegni... ma si sa, la Visi- ta Pastorale è una sfaccinata! Nelle intenzioni del Vescovo l'in- contro non doveva essere un mono- logo, ma un dialogo che scaturisse dalle sue proposte, dai suoi stimoli per riuscire a realizzare un mini- confronto tra il nostro punto di vista e il suo. Abbiamo chiacchierato soprattutto di quanto sia difficile, oggi più di ieri, essere giovani, cioè vivere e crescere nella società del duemila. Il trovarsi di fronte a miria- di di possibilità di scelta, a nuovi quadri di riferimento, a sempre Le signore del taglio e cucito attorno al Vescovo e allieve del corso di taglio e cucito non osavano spera- re che monsignor Anfossi visitasse la loro scuola ed hanno accolto con gioia la sua venuta. Il vescovo ha dimo- strato curiosità e interes- se informandosi sul tipo di corso che le allieve frequentano, sul nume- ro di iscritte che ci sono e sul lavoro pratico che svolgono. Viene offerto al Vescovo un ditale d'argento I giovani dopo l'incontro-preghiera 32 33
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soprattutto perché Luca ci ha fatto il regalo di arrivare con la chitarra e perché c’erano con noi (per gentile concessione di Don Franco, Rettore del Seminario di Aosta) due Semi- naristi, Andrea e Marco, ad intonare i canti. Nella nostra preghiera abbiamo ricordato soprattutto i gio- vani di tutto il mondo, di ogni colo- re, razza, nazione, ideologia e reli- gione perché il Signore li aiuti a sce- gliere la strada giusta e diventino nel mondo testimonianza e esempio di vita cristiana. Grazie e... alla prossima a tutti i ragazzi che hanno partecipato all’in- contro. Nicole Soirée harmonie [IMMAGINE] La cappella dei Penitenti accoglie il concerto in onore del Vescovo nuovi modelli e esempi di vita... e spesso fra tante strade percorribili, s’imbocca proprio quella sbagliata, la strada del menefreghismo, della superficialità, della deresponsabiliz- zazione, della poltronaggine, o peg- gio ancora la strada più buia, quella dell’annullamento e del disprezzo di sé, il tunnel della droga o dell’alcool in cui è facile entrare ma da cui costa tanta fatica uscire e spesso non vi si riesce. Ma oggi, come ieri, c’è un punto di riferimento che è sempre lo stesso, che è vecchio di duemila anni, ma che ancora non è cambiato: è il Vangelo! La buona novella! Certo non quelle pagine prese alla lettera, ma un Vangelo attualizzato, adattato al tempo e allo spazio in cui viviamo, come un quinto Vange- lo che sia sempre e comunque un insegnamento di bene, di rispetto e di amore (il più incondizionato pos- sibile) ma per gli uomini del XX secolo! Dopo la chiacchierata ci siamo 34 spostati in Chiesa per la lectio. La lectio non è una messa ma un momento di preghiera un po’ parti- colare in cui prima si legge la parola, poi la si medita, con i suggerimenti di una guida e poi in silenzio ognu- no la interiorizza per proprio conto, e infine la si mette in pratica, cioè ci si prende il proposito di rendere concreto il Vangelo nella propria vita quotidiana per non rischiare che ciò che si è ascoltato e meditato vada perduto. La lectio si è svolta in modo molto informale, il Vescovo si è seduto vicino a noi e abbiamo pre- gato e cantato assieme all’insegna della semplicità, che è sempre la scelta più appropriata per la pre- ghiera (NB: il Signore non guarda le cose esteriori, la cornice, la pompa magna, ma scruta la sincerità dei cuori). Durante la lectio, momento forte di raccoglimento e meditazio- ne, sono i canti, e noi certo non abbiamo risparmiato la voce, L’occasion de la visite pasto- rale de Monseigneur Giu- seppe Anfossi, évêque d’Ao- ste, à la paroisse de Saint- Pierre du 20 au 25 avril 1999, le con- seil pastoral a organisé une soirée de clôture le samedi 24 avril 1999 à la Chapelle des Pénitents. C’est le choeur “Nouvelle Harmo- nie” de Saint-Pierre qui a eu l’im- mense plaisir de donner un concert en l’honneur de Monseigneur Anfossi. Cette chorale est née officielle- ment le 30 avril 1996 à Saint-Pierre. Du petit groupe initial issu de l’as- sociation culturelle “Harmonie” le choeur est arrivé aux cinquante élé- ments actuels qui proviennent de diverses communes de la Vallée et 35
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Au mois de septembre de la même année, le choeur s'est produit au festival de la saison culturelle de Pola (Croatie). Au niveau local, il a participé à de nombreuses manifestations en période hivernale à l'occasion de Noël et en période estivale avec un répertoire italien et international très apprécié. Le groupe collabore avec le Maître Marco Benech qui l'accompagne au piano. Le choeur est dirigé par le Maître Paola Sermotic titulaire d'une maî- trise en pédagogie musicale obtenue dont les âges sont compris entre 15 et 60 ans environ. Le choeur s'est présenté avec succès en 1997 et 1998 à l'Assemblée Régionale de Chant Choral; il a par- Il coro Nouvelle Harmonie dopo il concerto ticipié, représentant la Région Vallée d'Aoste, au festival des choeurs des pays alpins à Füssen (Allemagne) en décembre 1997 et à l'Arbre de Noël à Grenoble, en janvier 1998. à l'université de Fiume (Croatie), spécialisé en direction musicale et direction artistique de nombreux groupe vocaux de succès à Pola (Croatie). Outre a Monseigneur Anfossi étaient présents le Curé don Aldo Rastello, Monsieur le Maire Giusep- pe Jocallaz et Madame Elida Domai- ne Assesseur Communale. La soirée s'est déroulé dans une ambiance très chaleureuse et le public a apprécié le répertoire varié, religieux et profane, présenté par “Nouvelle Harmonie” . D.G. Messa di chiusura della Visita Pastorale a soddisfazione per una par- rocchia che funziona bene, la necessità di fare sempre di più, con la preghiera e concreta- mente, per aiutare il parroco nel suo compito, pensare di più ai giovani e alle loro esigenze: sono questi alcuni spunti che il Vescovo ha lasciato alla nostra riflessione durante l'omelia conclusiva della visita pastorale, nel corso della S. Messa di domenica 25 aprile. La sua predica era dedicata, infatti, alla nostra comunità, alla realtà che il vescovo aveva conosciu- to nella settimana precedente e con- teneva dei preziosi consigli per fare di più, detti con l'affetto e l'incorag- giamento di un Pastore che ci vuole bene. La celebrazione si è svolta quindi in un clima di vera e propria festa: dai bambini agli adulti, dai membri delle varie associazioni all'intera comunità. Questa occasione è stata percepita come un tempo di grazia di cui fare tesoro per l'impegno futuro. Un ruolo da protagonisti lo hanno sicuramente rivestito i bam- bini del catechismo, numerosissimi e, nonostante la lunga celebrazione, molto silenziosi. Essi hanno animato la celebrazione con la processione offertoriale, in cui si è ringraziato il Signore per il dono della visita pastorale e durante la quale è stato offerto al vescovo un bassorilievo raffigurante il nostro patrono, S. Pie- tro, e con il canto finale “Io lo so tutto”. Mons. Anfossi ringrazia e augura ogni bene ai bravi coristi 36 37
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sia stabilito davvero un buon rap- porto: infatti, quando, dopo la fine della Messa e i discorsi di saluto del sindaco e di un componente del con- siglio parrocchiale, ci si è trovati sul sagrato per il rinfresco offerto dal- l'Amministrazione Comunale, c'è stato un momento di dialogo molto bello e spontaneo tra i presenti e il Vescovo che, a suo agio anche tra un gruppo così numeroso di persone, ha conversato con tutti amabilmente e con cordialità. È stata la conclusione migliore di una settimana emozionante, resa ancor più piacevole dalla promessa che siamo riusciti ad estorcere al Vescovo: quella di ritornare presto a trovarci. Eleonora Omelia del Vescovo oco fa ho pregato a nome di tutti voi così: "O Dio, nostro padre (...) infondi in noi la sapienza dello Spirito perché (...) sappiamo riconoscere la voce di Cristo Buon Pastore (...)". Ecco lo scopo della visita pastorale, che Dio infonda la sapienza dello Spirito Santo in tutti gli abitanti di Saint- Pierre, in modo che possiate riconoscere la voce di Cristo. Per questo sono venuto a trovarvi, perché siate ancora più attenti di prima quando Gesù Buon Pastore vi chiama, e gli rispondiate "sì". Vale in particolare per i giovani e i ragazzi che hanno la loro vita ancora tutta da impostare. Mi è anche simpatico osservare che in questa messa di conclusione di Visita Pastorale a San Pietro, a Saint-Pierre, la liturgia ci proponga un brano degli Atti degli Apostoli in cui San Pietro è protagonista e una seconda lettura tratta dalla prima lettera di San Pietro. Diamo allora la parola a lui nostro patrono, che nella prima lettura ci tra- smette in riassunto una catechesi battesimale antichissima, propria dei primi cristiani. Ce ne accorgiamo dalla domanda rituale che ancora si conserva: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?" che con tutta probabilità apparteneva al rito battesimale di quel primissimo tempo della Chiesa. Io a mia volta attribui- sco a voi questa stessa domanda, è come se mi domandaste a conclusione della Visita Pastorale, che cosa dobbiamo fare? Vi rispondo con San Pietro così: 1. pentitevi dei vostri peccati, 2. ricevete il battesimo, 3. ricevete insieme il perdono dei peccati e 4. ricevete il dono dello Spirito Santo. In questo brano scritturistico si parla di adulti e giovani che si convertono e ricevono il battesimo. E ora che cosa dobbiamo imparare o ricevere noi già Sul piazzale rinfresco di amicizia offerto dal Comune Signore” eseguito con entusiasmo e trepidazione, desiderosi di lasciare un bel ricordo nel cuore del nostro Vescovo. Penso che questo obiettivo sia stato raggiunto e che tra i parroc- chiani di Saint-Pierre e il Vescovo si Dialogo con il Vescovo dopo la Messa 38 39
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batteszzati? C'è un invito a chiedere perdono dopo esserci convertiti e invocare lo Spirito Santo: lo abbiamo già fatto con l'orazione iniziale, chiedendo che ci renda disponibili a ascoltare le voce di Gesù. La risposta alla domanda può essere completata dalle altre due letture. La seconda (dalla prima lettera di San Pietro) ci mette davanti l'esempio di Gesù e ci dice: imitatelo! "non commise peccato, non si trovò inganno sulla sua bocca, oltraggiato non rispondeva con oltraggi e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia". I cristiani sanno che perdonare è proprio delle persone buone e forti, che la vendetta migliore è il perdono e che come ha fatto Gesù anche loro si rimet- tono a Dio che giudica con giustizia: è una regola da seguire sul lavoro, in famiglia, tra parenti, in parrocchia. San Pietro poi aggiunge un'altra raccomandazione “se facendo il bene sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A que- sto, infatti, siete chiamati". Penso al buon esempio che ho ricevuto da molte persone che ho visitato, per lo più anziane, sole e/o ammalate, e ai loro parenti e vicini che le assistono con pazienza e affetto. Ma questo invito vale per tutti: la sofferenza non è mai solo negativa, da buttare, ma scuola di vita, conoscenza di noi stessi e degli altri, contributo, uniti a Gesù, per salvare il mondo. San Pietro dice un'altra cosa ancora "eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime”. La risurrezione di Gesù ha fatto nascere la comunità, grazie a lui risorto stiamo insieme senza litigare e dividerci. E ora il Vangelo. La gente a cui Gesù parlava capiva bene l'immagine tratta dalla vita nomade dei pastori, il pastore e tante pecore. A questa gente Gesù ha detto delle parole molto affettuose e molto coinvolgenti. Ve ne presento alcune: Lui, Gesù, ha un rapporto di intimità con le persone, lo si riconosce dal fatto che dice di sé, "io entro nel recinto passante dalla porta"; a questa intimità corri- sponde una bella disponibilità da parte delle pecore a ascoltarlo, a fidarsi di lui, a dire “io credo in te” (il Vangelo dice che egli chiama per nome le sue pecore una a una e loro "ascoltano la sua voce". Abbiamo allora capito anche la parola di Pietro "eravate erranti come pecore" cioè pecore perdute senza pastore e “ora siete tornate al pastore”. Voglio a questo punto, in un'omelia di fine visita pastorale, riprendere qualche parola che ho detto incontrandovi nei diversi gruppi dopo avermi ascoltato: voglio semplicemente sottolineare ancora una volta quanto è impor- tante mettere al centro di tutte le attività pastorali la persona di Gesù, la fede in Lui, la fiducia in Lui, la relazione con Lui che si esprime nella preghiera e finalmente quel- l'incontro culmine che è la Messa o l'Eucaristia dome- nicale: il momento che più di tutti esprime Gesù pastore e guardia- no delle nostre anime, quel Gesù Cristo, il Nazareno che – come dice San Pietro poco oltre (4,8-12) – voi lo avete crocifisso e Dio lo ha risusci- tato dai morti. “Io sono venuto per- ché abbiano la vita e l'abbiano in ab b ondanza” come dal Vangelo. Tutto il Van- gelo poi parla di un pastore attento e delicato che si cura molto delle pecore: mi pare di poter trarre di qui un elogio per la vostra comunità parroc- chiale, per il parroco, tutti i gruppi e tutte le iniziative. Se posso fare un augurio di crescita e di sviluppo auguro ad essa di conti- nuare tutto ciò che sta facendo, avendo più cura dei giovani e interrogandosi ancora e di più sulla accoglienza delle persone e delle famiglie che sono venu- te da fuori ad abitare e che ancora non si sentono parte dell’“ovile”. E, infine, prima di terminare, mi permetto di consegnarvi qualche annota- zione e esortazione. Le faccio precedere da alcuni miei sentiti grazie: uno è per l'accoglienza che mi avete mostrato tutti, singoli e gruppi; un secondo per il Consiglio pastorale perché unitamente a Don Aldo ha pensato e organizzato bene il programma della visita stessa; una terza per l'amministrazione comu- nale di cui ho apprezzato la collaborazione che attua nei confronti della par- rocchia. La prima annotazione riguarda un aumento di lavoro e di responsabilità che ho dovuto chiedere a Don Aldo, la cura della Parrocchia di Saint-Nicolas. 40 41
Testo Originale Estratto
Non è cosa da lasciare passare sotto silenzio. Mentre sono grato a Don Aldo, chiedo a voi di rendervi ancora più disponibili – lo siete già tantissimo – per aiutarlo. Più propriamente chiederei a qualcuno di voi di prepararsi per assu- mere con maggiore competenza alcuni servizi nella catechesi, liturgia e carità, animazione dei ragazzi e giovani, vicinanza ai malati e agli anziani. Per questo nascerà una scuola vera e propria, Corso Operatori Pastorali, al termine della Visita pastorale per tutte le parrocchie interessate. Una seconda annotazione riguarda il mondo degli adulti in generale e in particolare il rapporto con i giovani. Non sono in grado di dare suggerimenti specifici alla vostra comunità civile e religiosa. Dico soltanto che sento il dove- re di dire in tutte le parrocchie – a voi poi di accogliere o no sulla base della realtà che conoscete – che a mio modo di vedere gli adulti non devono mai smettere di interrogarsi sul rapporto che hanno con i giovani, sullo spazio di responsabilità che danno a loro e sui messaggi che inviano per fare sì che la loro presenza sia favorita, il loro apporto apprezzato e il loro punto di vista ascoltato. Il Signore vi benedica tutti e faccia, per l'intercessione della Vergine Maria Regina della Valle, fruttificare l'impegno che avete messo in occasione di que- sta mia visita. Indirizzo di saluto del Sindaco C on la celebrazione della messa solenne di oggi, domenica 25 aprile, si conclu- de la settimana di visita pastorale del nostro Vescovo mons. Anfossi nella Comunità di Saint-Pierre e sono particolarmente onorato di trovarmi qui in Chiesa, per porgerle un sentito ringraziamento per la sua presenza a nome di tutta l'Amministrazione comunale. È senza dubbio con rinnovata gioia che gli abitanti di Saint-Pierre ed il Con- siglio pastorale l'hanno accolta con grande fraternità; infatti la Comunità di Saint-Pierre ebbe già l'occasione di conoscerla alcuni anni fa in occasione del festeggiamento dei 30 anni di sacerdozio di don Aldo, quando era giunto da poco alla guida della Diocesi di Aosta, traendo un'ottima impressione per la semplicità e l'informalità con cui ella si presentò. In questa settimana di Visita Pastorale nell'incontro con il Consiglio Comu- nale è stata dedicata particolare attenzione su alcuni aspetti critici della nostra comunità come le problematiche giovanili, gli approcci diretti con le famiglie, gli anziani e le relative politiche sociali. Nel cercare di dare una risposta positiva a determinate situazioni difficili è 42 emersa la necessità di intensificare l'impe- gno sociale da parte di tutte le istituzioni e di costruire nuove colla- borazioni, anche con le forze di volontariato presenti sul territorio, cercando di impegnare soprattutto i giovani con iniziative, attività e progetti educativi in grado di responsabi- lizzarli e coinvolgerli alla vita del paese. Da parte del- l'Amministrazione comunale c'è senz'al- tro la volontà di impe- gnarci in questo diffi- cile ma importante aspetto sociale e in tal senso ritengo sia necessario trovare nuove energie raffor- zando ancora di più la collaborazione con il Consiglio Pastorale, gli assistenti sociali e la Comunità Montana a cui apparteniamo. Ma d'altra parte è indispensabile l'aiuto dei genitori e della scuola nell'educa- zione dei giovani perché crescano con maggiore senso di responsabilità, disponibi- lità agli altri, rispetto per le strutture pubbliche, l'ambiente e quanto fa parte del bene comune. Concludo ringraziando nuovamente monsignor Anfossi per la visita alla nostra Comunità ed invito tutti i presenti a partecipare al rinfresco, sul sagrato della Chiesa, per condividere ancora un momento di fraternità e salutare calorosa- mente il nostro Vescovo. 43
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Saluto di conclusione Eccellenza, ggi spetta a me, come compo- nente del Consiglio Pastorale Parrocchiale porgerle, a nome di tutta la comunità di Saint- Pierre, un sincero ringraziamento. Non è solo riconoscenza, ma soprattutto vuole essere l'occasione per esprimere la gioia che ci ha procurato nell'averla avuta tra noi. Personalmente ritengo che la visi- ta pastorale sia stata per lei occasione per conoscere da vicino diversi aspetti della nostra comunità, mentre per noi sono stati momenti di crescita umana e spirituale. Questo per noi è stato soprattutto un momento di grazia, che ci lascia nel cuore semi preziosi da far germogliare, affinché ognuno di noi impari ad essere per gli altri una bella notizia, testimone di quell'unica bella notizia che è Cristo. Dalla sua visita abbiamo capito che possiamo contare sulla presenza di un vescovo che ci è vicino e che ci vuole bene, che si interessa di noi, per il quale ognu- no di noi è speciale. E così anche noi ci sentiamo più forti e più coraggiosi, pronti ad impegnarci di più nella vita della nostra parrocchia. Chiediamo al Signore il dono della perseveranza per mantenere questi propo- siti sempre, anche quando la strada sembra in salita, anche quando ci sentiamo stanchi di camminare e quando le difficoltà sembrano accanirsi contro di noi. Chiediamo che in quei momenti lo Spirito Santo ci illumini, che ci faccia senti- re uniti, capaci di sostenerci a vicenda e di lavorare sempre, insieme con don Aldo, per il bene della parrocchia e di tutte le persone che ci circondano. E al nostro vescovo chiediamo di pregare per noi, assicurandogli che noi, con- sci della difficoltà del suo compito e degli sforzi che compie per svolgerlo al meglio, lo ricorderemo sempre nelle nostre preghiere, e fin d'ora lo affidiamo alla Madre di Dio, che conosce e comprende le necessità di tutti. Grazie Eccellenza di essere venuto fra noi, grazie del tempo che ci ha dedicato; abbiamo capito che adesso tocca a noi impegnarci e far fruttare questa visita... lei però deve tornare a trovarci. 44 GIUBILEO DELL'ANNO 2000 Spalancate le porte a Cristo Che cos'è il Giubileo? È un invito straordinario a comprendere meglio il mistero dell'Incarnazio- ne: Ricordati che Dio ti ma, poiché per tuo amore, Gesù 2000 anni or sono si fece uomo; e ricordati, perciò, di amare tutte le persone come Cri- sto ci amò: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti (Mt 7,12)». Ogni persona – in occasione del Giubileo, anniversario della nascita di Cristo – è chiamata a riflettere su questo Dio che è Amore. L'amore ti condu- ce a Lui ed alla serenità in te stesso. Tu che sei cristiano – cioè seguace di Cristo – hai saputo trovare un momento di silenzio interiore per chiederti il perché di questo grande evento? «Ecco il tempo favorevole: ecco il giorno della salvezza (2 Cor 6,2)». Il Giubileo o Anno Santo è: • l'anno della rinascita spirituale; • l'anno dell'incontro personale con Cristo; • l'anno di un amore generoso di Dio e a Dio, di un amore generoso dei fratelli e ai fratelli. Perché il Giubileo del 2000? S ignificativamente il computo del corso degli anni si fa quasi dappertutto a partire dalla venuta di Cristo nel mondo. «Alle soglie del nuovo Millen- nio i cristiani devono porsi umilmente davanti al Signore per interrogarsi sulle responsabilità che anch'essi hanno nei confronti dei mali del nostro tempo». Nell'era elettronica che giudizio dare della società umana su scala mon- diale? E la testimonianza dei cristiani nel mondo, oggi, com'è? «La ricorrenza giubilare dovrà confermare nei cristiani di oggi la fede in Dio, rivelatosi in Cristo, sostenere la speranza protesa nell'aspettativa della vita eterna, ravvivare la carità operosamente impegnata al servizio dei fratelli». 45
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È facile lamentarsi dei mali che affliggono il mondo: ma tu personalmente che cosa fai affinché prevalga il bene? Il Giubileo è un'occasione che il Signo- re ti offre per rinnovare la tua vita e per dare la tua testimonianza di fede. Il significato del simbolo del Giubileo Il simbolo rappresenta bene la globalizzazione del messaggio cristiano: la parte centrale, in colore azzurro, indica il globo su cui, quasi a fasciarlo, domina la Croce. Le cinque colombe, di colore diverso, rappresentano i cinque conti- nenti. Dal centro della Croce si sprigiona una luce, simbolo di Cristo «vera luce del mondo», come viene anche indicato dalle parole: «Chri- stus heri, hodie, semper»: Cristo ieri, oggi, sem- pre. L'intrecciarsi delle colombe significa lo spirito di unità dei figli di Dio e di riconciliazioni tra i popoli. La Croce ricorda che Cristo è morto per la salvezza di tutti e le tre linee multicolori che la compongono richiamano il mistero della Trinità. Come il cristiano celebra il Giubileo Nell'anno giubilare i cristiani si porranno con rinnovato stupore di fede di fronte all'amore del Padre, che ha amato il suo Figlio, "perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Gv 3,16)". È necessario: 1. Un esame approfondito sulla propria vita di battezzato Che cosa sto facendo della mia vita? Perché vivo? Mi dico cristiano? Lo sono nei fatti? La mia fede è viva? Gli altri chi sono per me? Penso alle parole del Vangelo: «Che giova all'uomo guadagnare anche il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?» (Lc 9,25)? 2. Un pentimento sincero Con il Signore nessuno può fingere; ognuno ha di che pentirsi: «La gioia di ogni Giubileo è in particolar modo una gioia per la remissione delle colpe, la gioia della conversione». «C'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si con- verte (Lc 15,10)». 3. Un proposito fermo «Mi leverò e andrò da mio Padre... (Lc 15,18)», in risposta agli inviti: «Convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1,15)»; «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati ed oppressi, ed io vi ristorerò (Mt 11,28)». Le pratiche per l'indulgenza Giubilare L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i pec- cati, già rimessi quanto alla colpa. Il Giubileo è un anno di «grazia», finalizzato al rinnovamento interiore. Le condizioni per acquistare le indulgenze, come indicate nella recente Bolla per l'Anno Santo, sono: 1. La Confessione sacramentale che porti ad una vera conversione del cuore. 2. La Comunione eucaristica «Il Duemila sarà un anno intensamente eucaristi- co». 3. Il pellegrinaggio per ricordare che «Tutta la vita cristiana è come un grande pellegrinaggio verso la casa del Padre». 4. Le preghiere Credo, Padre Nostro, Ave Maria, Gloria secondo l'intenzio- ne del Papa. 5. La visita ad una chiesa indicata dall'Autorità Ecclesiale. 6. Le attività caritative verso infermi, carcerati, anziani in solitudine, handi- cappati, infanzia abbandonata, gioventù in difficoltà e tutti i fratelli che si trovano in necessità poiché Cristo è presente in loro (Mt 25,34-46). La storia dei Giubilei La Chiesa vive da 2000 anni». Il Giubileo o Anno Santo si celebra da secoli nella Chiesa. Attualmente ricorre ogni 25 anni. Per motivi particolari, vengono indetti anche Giubilei «straordinari». Gli Anni Santi ordinari 1300. Bonifacio VIII 1350. Clemente VI 1390. Urbano VI e Bonifacio IX 1400. Bonifacio IX 1425. Martino V 1450. Niccolò V 1475. Paolo II e Sisto IV 1500. Alessandro VI 1525. Clemente VII 1550. Paolo III e Giulio III 1575. Gregorio XIII 1600. Clemente VIII 1625. Urbano VIII 1650. Innocenzo X 46 47
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1675. Clemente X 1725. Benedetto XIII 1775. Clemente XIV e Pio VI 1875. Pio IX 1925. Pio XI 1975. Paolo VI 1700. Innocenzo XII e Clemente XI 1750. Benedetto XIV 1825. Leone XII 1900. Leone XIII 1950. Pio XII 2000. Giovanni Paolo II Il Giubileo del 2000, indetto con la Bolla «Incarnationis Mysterium», ha inizio il 24 dicembre 1999 con l’apertura della Porta Santa da parte del Sommo Pontefice a San Pietro in Vaticano; e successivamente nelle altre tre Basiliche patriarcali in Roma. Anche nelle Cattedrali di tutto il mondo – ed in particolare a Gerusalem- me – è celebrata una liturgia d’inizio del Giubileo. Il messaggio del grande Giubileo del 2000 I Giubileo ha uno scopo ben determinato: «Obiettivo prioritario del Giubileo è il rinvigorimento della fede e della testimonianza cristiana». È un forte richiamo per tutti a: 1. Conoscere di più il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, insieme con Maria Madre del Redentore. Non si può amare chi non si conosce. E pertanto si richiede un impegno personale a: a) leggere la Sacra Scrittura: «I cristiani tornino con rinnovato interesse alla Bibbia»; b) approfondire la dottrina cattolica con «lo studio del Catechismo della Chiesa Cattolica»; c) partecipare alla Liturgia, in modo particolare alla Santa Messa. 2. Testimoniare la fede: a) con coerenza cristiana nella vita personale, familiare, sociale, lavorativa, ecclesiale; b) con le opere di carità: la fede senza le opere è morta; c) con l’offerta a Dio nelle proprie sofferenze, unendole alla Croce salvifica di Cristo. «Maria, Madre del Redentore..., che duemila anni fa offrì al mondo il Verbo incarnato, orienti l'umanità del nuovo millennio verso Colui che “è la luce vera, quella che illu- mina ogni uomo” (Gv 1,9)». 48 Le logo des Nations Unies pour l'Année internationale des Personnes Âgées, 1999, veut exprimer vitalité, mouvement, diversité et indépendance. 1777 Dignité et mission des Personnes Âgées Dans l'Église et dans le monde Année internationale des personnes âgées, décrétée par l'ONU pour 1999, suscite études, réflexions, initiatives diverses avec, soulignons-le de nouveau, des différences assez notables d'intérêt. “Une société pour tous les âges, affirmait le Secrétaire général de l'ONU, Kofi Annan, dans son message pour la Journée mondiale des personnes âgées 1998, est une société qui, loin de réduire les personnes âgées au rang caricatu- ral d’infirmes et de retraités, les considère au contraire comme des agents et bénéficiaires du développement”. Convaincue que ces dernières “ont encore beaucoup à donner et peuvent encore beaucoup donner à la vie de la société”, l’Église faisait paraître, dès le 1er octobre, un document d’une grande richesse sur “la dignité et la mission des personnes âgées dans l’Église et dans le monde”. Ces pages, au ton réso- lument positif, sont publiées par le “Conseil pontifical pour les laïcs”, présidé par le cardinal américain James F. Stafford. Sens et valeur de la vieillesse L’image la plus répandue aujourd’hui est celle du troisième âge comme phase de déclin où l’insuffi- sance humaine et sociale est donnée pour acquise. Il s’agit pourtant d’un stéréotype qui ne correspond pas à une condition des faits qui, dans la réalité, est beaucoup plus diversifiée car les personnes âgées ne constituent pas un groupe humain homogène et la vieillesse est vécue de façons fort différentes. Il existe une catégorie de personnes capables de saisir la signi- fication de la vieillesse dans l’existen- ce humaine et qui la vit non seule- ment avec sérénité et dignità, mais aussi comme une saison de vie offrant de nouvelles occasions de croissance et d’engagement. Et puis il y a une autre catégorie – précisément 49
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la plus nombreuse de nos jours – pour laquelle la vieillesse constitue un traumatisme. (...) Nous pouvons donc affirmer que les visages des troisième et quatrième âges sont aussi nombreux qu'il existe de personnes âgées et que chaque personne prépare la façon de vivre sa vieillesse au cours de l'ensemble de sa vie. En ce sens, la vieillesse croît avec nous et la qualité de notre vieil- lesse dépendra surtout de notre capa- cité à saisir son sens et sa valeur, aussi bien sur le plan purement humain que sur celui de la foi. Il faut donc situer la vieillesse dans un des- sein précis de Dieu qui est amour, en la vivant comme une étape sur le che- min par lequel le Christ nous conduit à la maison du Père (cf. Jn 14, 2). De fait, ce n'est qu'à la lumière de la foi, forts de l'espérance qui ne déçoit jamais (cf. Rm 5, 5), que nous serons capables de la vivre comme un don et comme un devoir, d'une manière véritablement chrétienne. C'est le secret de la jeunesse de l'esprit que nous pouvons cultiver malgré le pas- sage des années. Linda, une femme qui a vécu 106 ans, a laissé un mer- veilleux témoignage en ce sens. A l'occasion de son 101e anniversaire, elle confiait à une amie: “J'ai 101 ans, mais je suis forte, tu sais. Physique- ment, j'ai quelques problèmes, mais spirituellement je fais tout, je ne me laisse pas affliger par les choses phy- siques, je ne les écoute pas. Je ne vis pas la vieillesse parce que je n'écoute pas ma vieillesse: elle va de l'avant toute seule, mais moi je ne lui accorde pas d'importance. Le seul moyen de bien la vivre, c'est de la vivre en Dieu”. Corriger la représentation négative que l'on se fait actuellement de la vieillesse constitue donc un engage- ment culturel et éducatif qui doit impliquer toutes les générations. La responsabilité envers les personnes âgées consiste à les aider à saisir le sens de leur âge, en appréciant les ressources et en rejetant la tentation du refus, de l'auto-isolement, de la résignation, du sentiment d'inutilité et du désespoir. Nous avons une responsabilité envers les générations futures: celle de préparer un contexte humain, social et spirituel au sein duquel chaque personne puisse vivre pleinement et dignement cette étape de la vie. Dans son message adressé à l'As- semblée mondiale sur les problèmes du vieillissement de la population (1982), Jean-Paul II affirmait: “La vie est un don que Dieu fait aux hommes créés par amour à son image et à sa ressemblance. Cette compréhension de la dignité sacrée de la personne humaine conduit à accorder une valeur à toutes les étapes de la vie. C'est une question de cohérence et de justice. En effet, il est impossible d'ac- coder véritablement une valeur à la vie d'une personne âgée si l'on ne donne pas vraiment sa valeur à la vie d'un enfant dès le moment de sa con- ception. Personne ne sait où l'on pourrait arriver si la vie n'était plus respectée comme un bien inaliénable et sacré”. La construction d'une société pre- nant en compte toutes les générations ne perdurera que si elle est fondée sur le respect de la vie dans toutes ses phases. La présence de tant de per- sonnes âgées dans le monde contem- porain est un don, une richesse humaine et spirituelle nouvelle. Un signe des temps qui, s'il est pleine- ment compris et accueilli, peut aider l'homme d'aujourd'hui à retrouver le sens de la vie, qui va bien au-delà des significations contingentes qui lui “Les personnes âgées constituent la “mémoire historique” des générations les plus jeunes... Lorsque la mémoire vient à manquer, les racines aussi viennent à manquer”. Conseil pontifical pour les laïcs sont attribuées par le marché, par l'E- tat et par la mentalité dominante. L'expérience que les personnes âgées peuvent apporter au processus d'humanisation de notre société et de notre culture est on ne peut plus pré- cieuse et doit être sollicitée en met- tant en valeur ce que nous pourrions qualifier de charismes propres à la vieillesse: – La gratuité. La culture dominan- te mesure la valeur de nos actions avec les paramètres d'une efficacité qui ignore la dimension de la gra- tuité. La personne âgée, qui vit le temps de la disponibilité, peut attirer l'attention d'une société trop occupée sur l'exigence d'abattre les barrières de l'indifférence qui avilit, décourage et endigue le flux des impulsions altruistes. – La mémoire. Les générations les plus jeunes sont en train de perdre le sens de l'histoire et, avec lui, celui de leur identité. Une société qui minimi- se le sens de l'histoire élude la forma- tion des jeunes. Une société qui igno- re le passé risque aisément de repro- La bicchierata con le autorità 50 51
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duire ses erreurs. La perte du sens de me et la nécessité de recoudre le tissu l'histoire est également imputable à des rapports interpersonnels et un système de vie qui a éloigné et sociaux. isolé les personnes âgées, rendant ainsi plus difficile le dialogue entre – Une vision plus complète de la les générations. vie. Notre vie est dominée par la hâte, par l'agitation, et souvent même – L'expérience. Nous vivons par la névrose. C'est une vie disper- aujourd'hui dans un monde où les sée, qui oublie les interrogations fon- réponses de la science et de la techni- damentales concernant la vocation, la que semblent avoir supplanté l'utilité dignité et le destin de l'homme. Le de l'expérience de vie accumulée par troisième âge est aussi l'âge de la les personnes âgées au cours de toute simplicité, de la contemplation. Les leur existence. Cette sorte de barrière valeurs affectives, morales et religieu- culturelle ne doit pas décourager les ses vécues par les personnes âgées, personnes des troisième et quatrième représentent une ressource indispen- âges car elles ont beaucoup de choses sable pour l'équilibre de la société, à dire aux jeunes générations, beau- des familles et des personnes. Elles coup de choses à partager avec elles. vont du sens de la responsabilité, de – L'interdépendance. Personne ne l'amitié, de la nonrecherche du pou- peut vivre seul, mais l'individualisme voir à la prudence de jugement, à la et la volonté exagérée des personnes patience et à la sagesse, en passant de toujours se mettre au premier plan par l'intériorité, le respect de la créa- masquent cette vérité. Les personnes tion et l'édification de la paix. La per- âgées, qui recherchent la compagnie sonne âgée saisit bien la supériorité des autres, contestent une société au de l'"être" sur le "faire" et sur sein de laquelle les plus faibles sont l'"avoir". Les sociétés humaines souvent livrés à eux-mêmes. Elles seront meilleures si elles savent béné- rappellent la nature sociale de l'hom- ficier des charismes de la vieillesse. Ci si scambia i saluti prima di lasciare la Microcomunità 52 ESTATE E VACANZE: per molti giovani momento di elaborazione e di crescita Le vacanze sono uno dei sogni più attesi dai giovani. Essi ci pensano, vi investono progetti. E per molti sono un test per la vita G li adulti specialmente Per tanti ragazzi si apre la sta- quando sono molto gione dei nuovi amori, di ricerche impegnati hanno paura e di avventure. A gruppi passeran- dei tempi liberi; li chia- no ore interminabili a caccia di mano tempi morti. I giovani che possibilità e di amicizie. Frequen- solitamente sono fuori dai cicli tando i bar di quartiere o di paese, produttivi e vedono il mondo andando nei paesi vicini, invaden- rovesciato, amano i tempi liberi do pinete e spiagge. Un po' meno come le vacanze. la montagna perché richiede fatica. I fine settimana anzitutto, quan- Ma la vacanza dei giovani non è do le giornate sono ritmate in solamente questo vivere leggero e modo autonomo, senza gli orari spensierato e colpisce il fatto che che altri scelgono per le ragazze e i un numero crescente di giovani ragazzi. attende il periodo estivo, per rea- lizzare obiettivi culturali per sé o Ma le vacanze estive rappresen- progetti di solidarietà e di forma- tano uno dei sogni più attesi. Su di zione. esse si investono fantasia e progetti. È vero, per tanti giovani i mesi Un tempo c'erano i campi di estivi rappresentano un periodo lavoro dell'abbé Pierre, poi si più faticoso di altri. Al lavoro aggiunsero le prime campagne di manuale sotto padrone si aggiun- cooperazione. L'esplosione del ge il caldo afoso dei cantieri. Ma volontariato ha aperto nuove pos- per un numero rilevante di ragaz- sibilità, e i giovani non sono rima- zi, quando la scuola chiude, si sti insensibili. Le vacanze, per popola la strada. I muretti e gli molti, sono diventate anche occa- angoli del quartiere si animano sione di misurare quanto interesse sino a notte fonda. Ragazze e abbiano i giovani di aiutare pro- ragazzi hanno più tempo per par- getti capaci di cambiare il futuro. lare, per le confidenze. Non c'è Fra questi giovani che si rimboc- problema al mattino, si può ripo- cano le maniche per iniziative che, sare qualche ora di più, le sveglie e non di rado, non sono meno impe- le campanelle di scuola tacciono e gnative ed esigenti della scuola la paura, di perdere l'autobus o il come: campi di lavoro e di forma- treno, è sospesa. zione, microrealizzazioni, stages 53
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di servizi ai più piccoli o agli anziani, tutela dei monumenti, animatori di incontri o di campi scuola; c'è un grande entusiasmo. A questo punto i grandi dovreb- bero fare un piccolo pensiero: quanto gioverebbe di più creare scuole e centri educativi rispon- denti alle attese dei giovani. Se d'estate riescono a fare tante cose con senso di responsabilità, come mai nella scuola, molti di loro, tor- nano ad essere apatici, quasi "infantili"? Estate e vacanze come tempo di crescita e di una diversa qualità della vita. Estate e vacanze, una lezione da ripensare. Il consiglio del Papa Durante le vacanze leggere la Bibbia Partendo per le vacanze portatevi la Bibbia ed imparate a leg- gerne qualche pagina, vi sarà utile anche quando tornerete al lavoro. Questo, in sostanza, l'invito che Giovanni Paolo II rivol- ge a chi si appresta a fare le valigie. "Nel cuore dell'estate – ha detto il Papa – nei momenti di riposo fisico e di distensione interiore, viene offerta l'opportunità di prestare mag- giore attenzione anche alle esigenze dello spirito. In particolare, desi- dero sottolineare – ha aggiunto – l'importanza dell'ascolto della parola di Dio. Questa, rivelandoci gli orizzonti dell'amore del Signore, non mancherà di arricchire il tempo delle vacanze con una particolare nota di spiritualità, che condurrà poi a vivere con animo rinnovato le con- suete attività. Il ritmo frenetico della vita forse impedisce spesso a molti di accostarsi alla Bibbia come vorrebbero. Perché non approfitta- re delle vacanze per portarla con sé e soffermarsi sull'una o l'altra delle sue pagine immortali?". 54 «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini» Mt 6,19 Domenica 7 febbraio 1999 è stata celebrata nella Cattedrale di Aosta la "Festa della vita consacrata". La messa solenne è stata presieduta da Mons. Anfossi, numerosi sacerdoti hanno concelebrato, nell'assemblea la varia e lieta presenza di religiosi e religiose provenienti da tutta la diocesi, nonché numerosi laici intervenuti per condividere questo felice momento di pre- ghiera assieme. I fedeli hanno pregato per tutti i consacrati della Chiesa universale affinché diano sempre testimonianza di un'autentica comunione fraterna e rivelino al mondo l'amore misterioso di Dio Padre, affinché scelti a rivivere la vita di Gesù Cristo nella castità, nella povertà, nell'obbedienza possano essere segno di valori eterni e della presenza di Dio nel mondo. Non è mancata la preghiera per tutti quei giovani che sono alla ricerca di grandi ideali, perché sappiano rispondere alla chiamata di Dio e mettersi al servizio del Signore e della Chiesa. Nella Concelebrazione abbiamo ricordato Père Dominique, Cappuccino, man- cato proprio il giorno precedente, all'età di 91 anni, e poi tutti i religiosi e le religio- se che festeggiavano il loro giubileo di Professione o di Ordinazione sacerdotale: Suor Bartolomea Cantatore (S. Giuseppe) 70° Suor Aristide Blanchet (S. Giuseppe) 70° Suor Teresa Drufowka (S. Giuseppe) 70° Suor Ofelia Marangoni (Figlie Maria Ausiliatrice) 50° Suor Augusta Scomparin (Figlie Maria Ausiliatrice) 50° Padre Nicola Gontier (Cappuccino) 60° Padre Renato Giraud (Can. G.S. Bernardo) 60° Padre Dante Cassiani (Cappuccino) 50° Padre Sergio Specia (Cappuccino) 50° Nel corso dell'Eucarestia sorelle e fratelli religiosi hanno rinnovato, col cuore colmo di gratitudine al Signore per i doni ricevuti, i loro voti perpetui, hanno con- fermato la loro ferma volontà di consacrarsi sempre più intimamente a Dio e di seguire con gioia Cristo in tutta la loro vita, per vivere nella perfetta carità al servi- zio di Dio e della Chiesa, con la grazia dello Spirito Santo e con l'aiuto della Vergi- ne Maria. Le Carmelitane del monastero di Quart (unica Famiglia claustrale presente in Valle d'Aosta), non hanno partecipato alla funzione, anche se certamente presenti con la preghiera. A tutti i consacrati della diocesi un grazie di cuore per le loro preghiere e per i servizi che rendono alle nostre comunità, nelle scuole, negli ospedali, nelle micro- comunità, nelle case di preghiera e nelle parrocchie. 55
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25 bambini in festa con il Signore Chiusura catechismi Prima Comunione a Saint-Pierre, domenica 2 maggio 1999 omenica 2 maggio, nella chiesa parrocchiale di Saint-Pierre, hanno rice- vuto la prima comunione venticinque bambini. Ecco l’elenco dei festeggiati: Christian Besenval, Andrea Cam- peri, Matteo Carlin, Michele Chabod, Alice Chiantelassa, Lara Chiono, Michel Christille, Pierre D’Alfonso, Monia Dionisi, Chri- stian Jordan, Marco Lazzaro, Matteo Luna, Claire Martinet, Simone Martorello, Antonio Mazza, Nicole Michelazzo, Mat- teo Milliery, Andrea Montanari, Doroty Opezzo, Alessandro Pail- lex, Federica Rossi, Anais Sandri- ni, Salvatore Sirianni, Jonathan Therisod, Leonel Tomàs. la storia dei due fratelli è stato il tema guida dei giochi che hanno caratterizzato la tradi- zionale giornata di chiusura dei catechismi a Saint-Pierre. Nel piazzale dell’asilo Monsignor Cen- toz quasi 50 bambini delle varie classi delle elementari hanno parte- cipato ai giochi, coordinati dalle catechiste con l’aiuto di alcuni geni- tori. La storia del “Figliol prodigo”, in chiave moderna è stato il filo con- duttore dei vari giochi che hanno coinvolto e divertito i bambini. Ai vincitori delle prove veniva conse- gnato un tassello di un puzzle, raffi- gurante la scena dell’incontro del figlio prodigo con il padre, tratto dalla copertina degli orientamenti pastorali 1998/1999; il tutto in sinto- nia con l’anno preparatorio al giubi- leo, dedicato per l’appunto al Padre. Importante è stato l’aiuto che ci è stato dato da alcuni genitori tra cui Marco che ha bene interpretato la scenetta iniziale rappresentando la figura del Padre buono, prestandosi ancora nello svolgimento dei giochi nonché nella lettura finale della parabola a più voci. Grazie inoltre a Carolina che, all’ultimo, è stata coinvolta come animatrice di un gioco e che con entusiasmo e capacità si è “buttata” in questo ruolo per lei insolito, riu- scendoci pienamente. Al termine dei giochi è stato con- segnato ai bambini un cuore in legno a testimoniare la bontà del Padre che tutto perdona e un volan- tino contenente una riflessione sulla parabola e un proposito educativo Festa di fine catechismo 56 57
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da effettuare durante le vacanze estive. Il pomeriggio si è concluso con il tradizionale “merendone” offerto dai genitori dei bambini. Accanto al pomeriggio ludico, non bisogna dimenticare che in mattinata i bambini avevano animato con preghiere, canti, e con la processione offertoríale, la Santa Messa celebrata dal Parroco. Si gioca anche con la Nutella alla festa di chiusura. Anche le mamme attente ai giochi dei bambini. Notizie Avis. L’Avis di Saint-Pierre ha eletto un nuovo direttivo per il triennio 1999-2001: presidente Mario Chioso; vicepresidente Giorgio David; Segretario Oscar Christille; amministratore Franco Oreiller; consiglieri Mario Cortiana, Carlo Dufour, Marco Carlin, Loris Cheney, Italo Manella. Probiviri: Sisto Persod presidente, Enrico Manella e Ivo Del Degan consiglieri. Sindaci: Marco Oreiller presidente, Claudio Giri e Alessandro Carlin consiglieri. Delegato al consiglio regionale: Italo Manella. Delegato al consiglio nazionale: Ivo Del Degan. Delegato al gran Giurì nazionale: Carlo Boson. Nell’assemblea regionale che si è tenuta a Cogne il 25 aprile i delegati delle Sezioni comunali hanno fatto proprie le nostre candidature ed eletto quali rappresentanti nazionali a livello nazionale Ivo Del Degan e Carlo Boson. Ci rallegriamo per la fiducia che è stata loro accordata e gli formuliamo i migliori auguri di buon lavoro. Il 20 maggio scorso a Bressanone l’assemblea nazionale ha ratificato la nomina di consigliere del signor Ivo Del Degan e nominato Carlo Boson nel consiglio del Gran Giurì nazionale. A Saint-Pierre, tra gli impegni principali del nuovo direttivo vi è il coinvolgimento del mondo giovanile per garantire un’opera di grande solidarietà umana, il dono del sangue. Abbiate come faro affascinante la faccia di Cristo trasparente nel volto della Chiesa. Paolo VI. 58. 59.
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Beato il papà Beato il papà che sa giocare con i figli e perdere tempo con loro. Beato il papà per il quale i figli contano più degli hobby e della partita. Beato il papà che sa ascoltare e dialogare anche quando è stanco. Beato il papà che dà sicurezza con la sua presenza e il suo amore. Beato il papà che sa pregare con i figli e confrontare la vita con il Vangelo. Beato il papà convinto che un sorriso vale più di un rimprovero, uno scherzo più di una critica, un abbraccio più di una predica. Beato il papà che cresce insieme ai figli e li aiuta a diventare se stessi. Beato il papà che sa capire e perdonare gli sbagli dei figli e riconoscere i propri. Beato il papà che non sommerge i figli di cose, ma li educa alla sobrietà e alla condivisione. Beato il papà che non si ritiene perfetto e sa ironizzare sui propri limiti. Beato il papà che cammina con i figli verso orizzonti sconfinati aperti all'uomo, al mondo, all'eternità 60 Nuovi membri del Popolo di Dio 20) Il 29 novembre 1998 battesimo di FRAN- CESCONI FABIO di Enrico e di Pel- lissier Manuela. Padrini: Vesan Al- berto e Girardi Ro- berta. 1) Il 21 febbraio 1999 battesimo di TRIC- CA LUCA di Giu- liano e di Luboz Gabriella. Padrini: Salerno Franco e Sarteur Michèle. 2) Il 25 aprile battesi- mo di VAUDOIS LUCA di Luigi e di Bonomo Giuseppi- na. Padrini: Vau- dois Olinto e Fassi- no Myriam. La mia gioia è sentire che ovunque la Tua mano mi guida. Tutti noi siamo membri della stessa famiglia umana che popola la terra. Le differenze che esistono sono molto superficiali in confronto a ciò che è essenziale, cioè la vita animata dalla stessa sostanza divina ed eterna, l'anima. Tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre e pertanto sono tutti nostri fratelli. 61
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Matrimoni 1) L'8 maggio matrimonio tra KURMANN PATRIC e TAM- BURRINO MARIA GRAZIA. Testimoni: Bellini Claudio e Hort-Kurmann Erika. 2) 1 15 maggio matrimonio tra CHABOD IVO e PARISET ELENA. Testimoni: David Luigi e Pariset Ivonna. I nostri defunti L'eterno riposo dona loro Signore, splenda ad essi la Luce Perpetua, riposino in Pace. Amen 20) Il 30 dicembre 1998 è deceduto Bétemps Armando Vittorio di anni 90. 1) Il 15 gennaio 1999 è deceduta Petigat Gasparina Clementina (Ninplie) di anni 86. 2) Il 22 gennaio è deceduta Martin Leonina Marcellina di anni 98. 3) L'8 febbraio è deceduta Persod Maria Erminia Stefania di anni 94. 4) Il 25 febbraio è deceduto Blond Cesare Marcello di anni 88. 5) Il 9 marzo è deceduto Paillex Innocenzo Giuseppe Fortunato di anni 95. 6) Il 24 marzo è deceduto Lale Gérard Giuseppe Renato di anni 78. 7) Il 27 marzo è deceduto Messina Vincenzo di anni 32. 8) L'8 aprile è deceduta Leoni Anna di anni 71. 9) Il 19 aprile è deceduta Deval Maria di anni 90. 62 63
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NUMERI UTILI PRONTO INTERVENTO MEDICO 118 CARABINIERI 112 POLIZIA 113 VIGILI DEL FUOCO 115 SOCCORSO STRADALE ACI 116 SOCCORSO ALPINO (0165)23.82.22 SAINT-PIERRE Parrocchia 0165 903015 Priorato 0165 903823 UFFICII COMUNALI Centralino 0165 927800 Guardia medica 0165 903811 (118) Biblioteca 0165 903926 Scuola elementare - Dir. Didattica 0165 903813 Scuola materna 0165 903213 Comunità Montana G. Paradis 0165 921800 Progetto Giovani 0165 909033 Polizia municipale 0165 927832 Uffici Sanitari: Caraffa Braga dott. Ettore 0165 903907 Haudemand dott. Luciano 0165 903322 Guardia medica 0165 903811 Servizio Socio Sanitario n. 3 0165 903825 Microcomunità anziani 0165 903702 Carabinieri 0165 904124 Servizi staccati Idraulico Comunale 0165 904045 Man. Illuminazione Pubblica 0165 257479 Man. Cimitero 0165 40224 Vigili del Fuoco 0165 903424 0347 0400090 Centro Sportivo Prieuré 0165 903701 Museo Regionale di Scienze Naturali 0165 903485 (apertura da aprile ad ottobre) Poste italiane 0165 903021 Banca di credito coop. Gran Paradiso-Monte Bianco 0165 903950 Ist. Bancario S. Paolo di Torino 0165 903858 ORARIO S. MESSE Parrocchia di Saint-Pierre feriale ore 18,30 festivo ore 8-10 Parrocchia di Saint-Nicolas prefestivo ore 18,30 festivo ore 11,30 PRIORATO feriale ore 7,30 prefestivo ore 17,30 festivo ore 17,30 Parrocchie di Aosta Cattedrale: prefest. ore 18; festivo ore 7,30-11,30-18 Immacolata: prefest. ore 18,30; festivo ore 8,30-10-11-18,30 S. Anselmo: prefest. ore 18,15; festivo ore 8,30-11 S. Croce: festivo ore 10,30-20,15 S. Orso: prefest. ore 18,30; festivo ore 8-9,30-11-17,30 S. Stefano: prefest. ore 17,30; festivo ore 8-9-11-17,30 Saint-Martin-de-Corléans: prefest. ore 18,30; festivo ore 8,30-9,45 (in francese) -11-18,30 Offerte per la Chiesa e le attività parrocchiali In memoria Vauthier Ivo (i coscritti – offerta versata nel 7/98 e non scrit ta nel bollettino precedente per erro re di trascrizione); Lovison Giovanni; Poser Carlo; Charles Delfino; Jocal laz-Grosso; in onore S. Antonio; Mavilla; Lale Démoz Bruno e Danie la; Pozzi Enzo; Savoye Annetta; Vuil lermoz Geremia; Franchin Mario; Dayné Italo; Petitjacques-Chappuis; in memoria def. Vaudan; N.N.; Sac cani Nino; i Cantori; Bochet-Bérard; Oreiller Teresina; Savoye Daniela; Savoye Luigino; Jordaney Bruno; Jor daney Raimonda; N.N.; Primiero-Jor daney; Petrolini; Bochet Daniel; Manella Enrico; Bassignana Luigi; Restano Emma; N.N.; Berthod-Jor rioz; Joyeusaz Robert; Caput; in memoria Bois Henriette; N.N.; Mazza-Charles; in memoria Lale Aldo; Simoncini Egle; Champrétavy René; Arnollin-Cog nein; Rini Ferdi nando; Pallais Eligio; N.N.; N.N.; Lale Démoz-Besenval; Branche Vuyet; Del Negro Sergio; Christille Gerbore; David Ernesto; Bérard-Ron zani; in memoria Savoie Gilda; Cam pese-Arnod; Ocleppo-Centoz; Morandi-Pedoni; Persod Pietro; Car lin Alessandro; Lale Démoz-Cam pe se; in memoria Bétèmps Armando; Cremaschi Gianni e Massimo; Peti gat-Jordan; Chauviat-Jordaney; Dayné Augusto; in memoria Martin Marcellina; Sapinet Elio; in memoria def. Zadkovich; Cog nein Angela; Persod Elisa; in memoria Lale Démoz Albina; Chab od Zella; Théri sod Maria; in memoria Petigat Ninfa; Cog nein Mario; in memoria Ballarini Rinaldo; Ballarini Claudio; Perpoli Giuseppe; Jordaney Aldo; Jordaney Rina; Lucianaz; Oreiller Vittorio; Centoz-Oreiller; Thérisod Vittorio; Besenval-Oreiller; Lale Murix René; Jaccod Mauro; Paillex Roger; in memoria Martin Marcellina; Floriani; Cachoz; Jordaney-Jaccod; in memo ria Blond Cesare; Savoye Osvaldo; in memoria Persod Stefania; Domaine Aldo; Trentaz-Paillex; Guglielmetti; Domaine-Ferretti; Fenoil Lorenzina; Glarey Paolo Augusto; Lettry Vally e Lucia; Challancin Ernesto; Centoz Glarey; Maquignaz-Vauthier; gruppo Alpini; Vitton Mea; Rinaudo; N.N.; Pascal Daniele; Di Nunzio; in memo ria Paillex Innocenzo; Lale Castain Linda; Gorraz Alice; Berthod Aldo; Boverod Itala; Bochet Camillo; Bérard Alfonso; N.N.; Paillex Elsa; Armand Eligio; in memoria Lale Gérard Giuseppe; Jordaney-Lettry; Viérin-Chenal-Daniello; Barberis Alida; in memoria Deval Maria; Cuc Rino; Paradisi-Chabod; Micotti-Jor rioz; Traverso Nadia; Lavy Lino; Car coni; Favre Augusta; Lale Lacroix Ernesto; bambini Prima Comunione; Rossan Fernanda; Ceriano Irma; Pariset-Chabod; Kurmann Patric. Totale L. 18.025.000. Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta. Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82