Bollettino Diocesano Aosta, Giugno 1972: Carità in Camerun e cronache di St-Pierre.

6-1972.pdf

Il bollettino parrocchiale della Diocesi di Aosta, intitolato "La Voce dei Campanili" (Giugno 1972), documenta la vita spirituale, caritatevole e sociale della comunità di St-Pierre. Il tema predominante è l'impegno caritativo internazionale, con un ampio resoconto e lettere di ringraziamento relative alla raccolta di 700.000 lire destinata alla costruzione del Dispensario "Salle Saint Pierre" per i lebbrosi a Sangmélima, in Camerun, gestito da Don Christille. Il documento copre anche eventi sacramentali e sociali locali, tra cui le testimonianze dei ragazzi sulla Cresima, la cronaca delle Prime Comunioni, e il resoconto sull'inaugurazione della sezione A.V.I.S. e l'aumento dei donatori di sangue. Sono inoltre inclusi articoli di riflessione sulla fede, necrologi dettagliati (come quello di Vaudan Sergio), registri parrocchiali, liste di offerte per la Chiesa e l'Asilo, storia locale e una rubrica domestica.

Cerca nel contenuto di questo documento

Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de St Pierre
BULLETIN
PAROISSIAL
DU DIOCÈSE
D'AOSTE
XIIIme ANNEE — N. 6
JUIN 1972
« La créature sans créateur
s'évanouit ... et même l'oubli
de Dieu rend opaque la créa-
ture elle-même ». (Concile)
Chez nous, avant l'ère des autos et motos; l'hom-
me et la bête, sur le sentier qui conduit au châ-
teau de Graines.
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
Tip. Valdostana - Aosta


Testo Originale Estratto
La ditta F.MAGNIN Via S. Anselmo 41 - Tel. 44168
Concessionaria macchine per cucire NECCHI
Radio - Tv - Elettrodomestici
annuncia l'apertura di una
NUOVA ESPOSIZIONE in via Festaz, 5
Cucine componibili - Lampadari
Frigoriferi - Lavatrici - Lavastoviglie
Macchine per cucire, ecc.
ENTRATA LIBERA
di più e di meglio a minor prezzo
al SUPERMARKET Calzature
11100 AOSTA - Via Torino 12 - Tel. 40889
troverete il più vasto assortimento di calzature
per UOMO, DONNA, BAMBINO
TERRA - MARE - MONTI
Visitateci! entrata libera
Sistema di vendita che non suggestiona il cliente:
Self-service Servitevi da soli

St-Pierre
Cari amici,
è così passato anche quest'anno il lungo inverno, che se non
estremamente rigido, ha portato sovente difficoltà e indisposizioni.
La nostra comunità ha passato in questi mesi giorni di gioia e di
festa come anche giorni di tristezza e di pianto: è nel destino della
vita che i fiori e le spine si intreccino variamente.
Abbiamo gioito per le nascite che hanno portato vita nuova in
tante famiglie, per i matrimoni che hanno coronato sogni e impegni di
vita, per i bimbi cresimati e comunicati che hanno avuto nuovo inco-
raggiamento e grazia nella crescita, per i giovani e gli adulti che vivono
in serenità il loro impegno umano.
Abbiamo sofferto di fronte a coloro che ci hanno lasciati, di fronte
alle famiglie in lutto, di fronte agli ammalati e ai poveri, di fronte a
quelli che hanno qualche dramma nel cuore e nella vita. Ci sono stati
parecchi morti ed ogni volta è sempre stato qualcosa di tutti noi che
se ne andava.
Anche due giovani hanno raggiunto l'eternità e tutti abbiamo sof-
ferto perché è duro veder partire coloro che sono solo all'inizio del loro
cammino; li abbiamo visti soffrire di una malattia tanto crudele e do-
lorosa e ci siamo sentiti tutti così impotenti di fronte a certi drammi
della vita.
Veramente mentre il progresso tecnico e scientifico persegue mète
impensate, l'uomo si sperimenta ancora maggiormente debole e insicuro.
Quanti problemi tormentanti ci nascono dentro. Perchè si vive ? per-
ché si muore ? perchè si soffre ? perchè l'egoismo ?
Siamo come dei viaggiatori che sentono il desiderio di essere illu-
minati, consigliati, guidati. Se interroghiamo i nostri simili non tro-
viamo che esitazione, indifferenza, imprecisione.
A chi rivolgerci ? Molti, in passato ed ora, si sono rivolti al Vangelo,
a Dio, e hanno trovato Parole e Luce.
E' ancora possibile nel nostro mondo così pieno di tante parole
poter ascoltare Dio che parla ? E' possibile ma occorre non avere il
cuore duro e distratto : troppo sovente il nostro cuore è occupato da
pregiudizi e egoismi. Quante volte non siamo disponibili nè all'ascolto,
nè all'accettazione di questa parola.
Occorre forse ritrovare il tempo e la volontà per essere disponibili,
se non altro per trovare un po' di luce nel caos delle cose e dei pro-
blemi che ci circondano.


Testo Originale Estratto
La parola di un giovane
Siamo ancora capaci di rientrare in noi stessi?

E' purtroppo vero che l'uomo è
facilmente portato ad estraniarsi da
se stesso, a distrarsi e sempre con
maggior difficoltà, al contrario, rie-
sce a entrare un poco in se stesso,
a raccogliersi nel proprio io per ri-
flettere, pensare, meditare.
Sono purtroppo molto pochi co-
loro che riescono a parlare con se
stessi nel proprio intimo, vivere un
poco nell'interiorità della propria
coscienza, e sempre più numerosi
quelli cui questo linguaggio è pur-
troppo sconosciuto: non lo com-
prendono o piuttosto non ne voglio-
no sapere.
Certo tutto ciò non è favorito af-
fatto da molti fattori esterni che ap-
partengono alla nostra società, e tra
questi bisogna mettere in primo pia-
no l'aumento considerevole dei mez-
zi di divertimento sempre più inge-
gnosi e perfezionati con il larghis-
simo uso e spesso abuso che ne è
derivato. Ma di fronte a questa real-
tà il cristiano non deve assoluta-
mente perdere la consapevolezza del
vero valore della meditazione.
Deve cioè attribuire il giusto po-
sto nella sua vita non solo allo sva-
go, necessario e utile per la salute
fisica, ma anche a quell'elemento di
grande importanza per la sua salute
spirituale che è il coltivare la vita
interiore. Se sempre più forte è la
tentazione a uscire da noi stessi, per
così dire, ed occuparci delle mille
cose che ci attirano, sempre mag-
giore deve essere la nostra resisten-
za, il nostro autocontrollo e più te-
nace l'abitudine all'interiorizzazione
di noi stessi.
La meditazione deve servire a con-
centrare la nostra mente sui pro-
blemi della nostra vita, della no-
stra coscienza; spendere un poco
del nostro tempo per questo fine è
cosa vantaggiosa e soprattutto og-
gigiorno quanto mai indispensabile,
per corroborare il nostro spirito e
meglio determinarlo a seguire la via
del bene, della verità, della giustizia,
e, in una parola, della santità. Il
nostro spirito ne ha bisogno perchè
ne riceve luce, forza, calore, corag-
gio; una vita sempre nuova infatti
sarà la nostra se ci impegnamo a
seguire questa strada.
E per dirla col Papa: « se noi ab-
biamo la fortuna di possederla (la
fede) dobbiamo esercitarla, dobbia-
mo respirarla, dobbiamo professar-
la: PRIMA INTERIORMENTE ; per
accettarne l'umiltà, per sperimentar-
ne la luce, per sentirne la dolcezza,
per goderne l'energia, di cui ci
riempie; poi per esprimerla ester-
namente, nella nostra parola, nel
nostro canto, nella nostra condot-
ta ».
Ricordiamoci che se il nostro fi-
sico ha bisogno attraverso la disten-
sione e lo svago di riacquistare nuo-
vo vigore e fresche energie, pure il
nostro spirito ha la stessa esigenza;
e dissetandolo sovente alle pure sor-
genti della Parola di Vita ne trar-
remo immenso ristoro che ridon-
derà a vantaggio del nostro essere
e del nostro operare.

G. L.

Risposta alla Quaresima di fraternità

Il giorno di Pasqua abbiamo rac-
colto i frutti dei nostri risparmi,
dei nostri sacrifici quaresimali, co-
me offerta d'amore per chi ha biso-
gno. Abbiamo raccolto 700.000 lire
(150.000 date dalla parrocchia di
Porossan). Come vi avevo annun-
ciato ho spedito questi soldi a don
Christille in Africa.
E' una goccia d'acqua nel gran
mare dei bisogni ma forse serve ad
indicare che dietro la nostra offerta
ci sta il desiderio di un mondo più
giusto e umano alla cui costruzione
dobbiamo tutti lavorare. Scriveva
recentemente un Vescovo cileno:
« I cristiani che, nei paesi più svi-
luppati, celebrano le funzioni della
Quaresima non possono sfuggire al-
la richiesta che nasce dalla stessa
natura della quaresima; che tanto
hanno fatto e che cosa fanno, e che
cosa sono pronti a fare per mettere
fine, in modo rapido e efficace, alla
situazione d'ingiustizia mondiale che
viola il precetto di Cristo e che ri-
schia di condannare certi popoli al
sotto-sviluppo e l'insieme dei popo-
li al sotto-sviluppo morale?
Noi cristiani dal terzo mondo ab-
biamo qualche volta la sensazione
che i nostri fratelli più privilegiati
non ci conoscano abbastanza, e non
siano conseguenti rispetto al vange-
lo che noi tutti professiamo.
Non ci conoscono abbastanza. Non
sanno esattamente chi siamo, come
viviamo, di che cosa abbiamo biso-
gno e con quale urgenza vitale.
Essi non ci conoscono affatto: 43
nazioni dell'Africa con 360 milioni
di abitanti, per i quali le speranze
di vita non vanno al di là dei 40 an-
ni; 25 nazioni dell'Asia con più di
due miliardi di abitanti che consu-
mano meno di 1000 calorie al gior-

(Foto)
Don Christille nel villaggio dei lebbrosi

— 3


Testo Originale Estratto
no per persona; 300 milioni dell’A-
merica latina, dei quali 100 milioni
sono analfabeti; 700 milioni di anal-
fabeti dell’Asia, Africa e America la-
tina; 230 milioni di popolazione at-
tiva che non riesce a ottenere un
lavoro remunerativo; 390 milioni
che soffrono la fame cruda e un mi-
liardo e 300 milioni che soffrono la
fame mascherata. Non ci conoscono
abbastanza e non sono conseguenti
di fronte al Vangelo, davanti allo
spettacolo di tanta gente che possie-
de così poco e di poca gente che
possiede tanto, di fronte allo spet-
tacolo di individui e di popoli la
cui ricchezza aumenta continuamen-
te, mentre i poveri diventano ogni
giorno più poveri...» (Lettera del
Card. Silva Henriquez - Santiago).

Ecco le lettere di don Christille e
del direttore del lebbrosario di Sang-
mélima.

* * *

Due lebbrosi ringraziano
4 —

Sangmélima, le 26 avril 1972

Chers habitants de Saint Pierre,

je viens de recevoir ici, à Sang-
mélima, un chèque de 700.000 lires!
Votre cher Curé m'a écrit qu'il s'a-
git des fruits de votre générosité et
des sacrifices que vous avez offerts
en l'occasion du Carême. C'est for-
midable!

J'ai tout de suite changé cet ar-
gent en monnaie camerounaise (ce
qui fait 312.000 francs d'ici) et j'ai
apporté cette grosse somme aux Frè-
res Conceptionnistes, qui s'occupent
des lépreux, à quelque quatre kilo-
mètre de la ville de Sangmélima. Ils
se sont vivement réjouis, et je crois
que leur Supérieur va écrire à votre
Curé une lettre de remerciement.

Le dimanche suivant, c'est-à-dire
le 16 avril, pendant la Messe, l'on
a donné l'annonce de votre offran-

de aux gens du Village des Lépreux.
On leur a expliqué que c'était un
don offert par les chrétiens de Saint
Pierre, un très joli pays, où « Père
Jean » a été Curé avant de venir ici...
Evidemment j'étais présent à cette
Messe. Tout le monde s'est mis à
lancer des cris de joie et à applaudir
(c'est l'usage ici); les lépreux agi-
taient leurs moignons en signe de
joie.

Prochainement on va commencer
au Village la construction d'un Dis-
pensaire, qui aura aussi deux cham-
bres pour l'hospitalisation des lé-
preux les plus malheureux: on don-
nera à ces chambres le nom de « no-
tre » cher pays, et l'on dira: Salle
Saint Pierre (pour hommes), Salle
Saint Pierre (pour femmes).

Votre beau geste m'a profondé-
ment ému. J'ai cru y voir aussi vo-
tre désir de témoigner de l'affection
à moi-même, qui ai desservi votre
paroisse pendant trois ans, le court
espace d'un matin...

Pour un instant je me suis laissé
prendre par la rêverie et il m'a sem-
blé de voir le visage de chacun d'
entre vous: élèves des Ecoles Pri-
maires, jeunes gens, pères et mères
de famille, vieux et malades... Ma
pensée a parcouru toute la Paroisse,
depuis le Bourg jusqu'aux hameaux
les plus éloignés: Vétan, Rumiod,
Orléans, Verrogne...

A un certain moment j'ai eu l'im-
pression d'entendre une voix, qui
me disait: « Tu as été bien stupide,
quand tu as décidé de quitter un
pays comme Saint Pierre, une po-
pulation si bonne! ». Mais je me
suis aussitôt secoué et j'ai rappelé
à moi-même que le prêtre a suivi
l'appel du Christ uniquement pour
servir, et non pas pour son bien-
être personnel.

4
Au fur et à mesure que le temps
passe je me rends compte que Saint
Pierre est actuellement très bien
servi, par un Curé bon et actif, ca-
pable d'entrainer aussi la jeunesse,
c'est-à-dire la génération montante.
Et le résultat de votre « Campagne
pour la Fraternité » — 700.000 lires!
— fait bien voir que ses appels ne
tombent pas dans le vide!

C'est ainsi que, dans mon coeur,
le regret (et aussi, un peu, le re-
mords) de vous avoir quittés sont
remplacés, tout simplement, par la
reconnaissance et par la joie. Et il
ne me reste autre chose à faire que
de prier pour vous (et pour vos
chers défunts). Je demanderai sur-
tout au Bon Dieu de vous accorder
la grâce de savoir toujours avoir un
coeur ouvert, un coeur large; car, fi-
nalement, comme dit le Seigneur,
même ici-bas, il y a plus de bonheur
à donner qu'à recevoir.

Abbé Jean Christille

* * *

Sangmélima, 23 aprile 1972

Rev.mo Sig. Parroco
Don Aldo Rastello
11010 St Pierre (Aosta)

Il M. Rev.do P. Christille ci ha
consegnato l'offerta di F. c.f.a. 312
mila pari a L. italiane 700.000 (set-
tecentomila) che è stata raccolta
nella Parrocchia di St Pierre a be-
neficio dei lebbrosi di Sangmélima.
Tutti i malati si uniscono a me per
ringraziare Lei e ogni singolo offe-
rente, per tanta generosità.

Stiamo ora preparando il proget-
to per un Ospedale-Dispensario, i
cui lavori avranno inizio nel pros-
simo mese di maggio; l'ala sinistra
sarà adibita ad Ospedale e compren-
derà due sale di degenza, una per


Testo Originale Estratto
gli uomini e l'altra per le donne che
prenderà il nome della Vostra città
« Saint Pierre » e una targa ricor-
derà il dono. Era una inderogabile
necessità quella dell'Ospedale-Di-
spensario, perchè fino ad ora la o-
spedalizzazione non era possibile e
a causa di questo anche i malati più
gravi e bisognosi di assistenza conti-
nuata, dovevano restare nelle loro
capanne; le medicazioni poi veniva-
no praticate in una baracca di le-
gno veramente inadeguata.

Domenica scorsa 16 c.m., è stata
data notizia ai lebbrosi radunati in
chiesa e sono stati invitati a dare
una particolare intenzione alle pre-
ghiere e sofferenze di quel giorno
offrendole tutte al Signore affinchè
benedica tutti gli offerenti di Saint
Pierre e le loro famiglie. Tale in-

Ricordo di Vaudan Sergio

« In paradiso ti conducano gli An-
geli... » con questo canto tutta St
Pierre e molti dei paesi limitrofi
hanno accompagnato il 20 marzo al-
la sua ultima dimora terrena un fi-
glio, un fratello, un amico e per al-
cuni un coscritto. E ricordandolo la
prima cosa che ci tocca tutti pro-
fondamente è la sua immatura scom-
parsa: 23 anni. Soltanto pochi anni
fa, intorno ad una tavola imbandita,
ci si rallegrava nel festeggiare i no-
stri 18 anni pieni di vita e di spe-
ranze e non si pensava affatto chi
di noi, eravamo numerosi coscritti,
avrebbe lasciato per primo questa
vita terrena per un altro e tanto
meno di morire giovani. Neanche
Sergio, allegro e pieno di vita co-
m'era!

Frequentate le scuole elementari
insieme, ci siamo poi persi di vista
alcuni anni, ognuno preso dai pro-
pri studi o lavoro. Un giorno poi mi
confidò di voler frequentare la Scuo-
la Alberghiera, pensando così di
viaggiare molto. Infatti la sua pro-
fessione fu quella di cameriere, sen-
za però aver avuto la possibilità di
realizzare i suoi sogni completa-
mente.

Partito militare, la sua salute già
malferma lo costringeva a stare lun-
ghi periodi in ospedale e in casa
tenzione sarà rinnovata ogni terza
domenica del mese.

La prego, Rev.mo Don Aldo, di
rendersi interprete dei sentimenti
di gioia e di gratitudine di tutti i
lebbrosi e miei personali, verso tut-
ti i Suoi Parrocchiani che hanno
voluto prendere parte a questa ga-
ra di carità.

Allego alla presente alcune foto
scattate all'uscita della S. Messa do-
menicale; erano spiritualmente pre-
senti nel gruppo anche i numerosi
lebbrosi costretti a letto nelle loro
capanne a causa delle loro gravi mu-
tilazioni.

Voglia gradire i miei devoti os-
sequi.

Il Direttore
(Maino Pierre)

convalescente. E' in questo tempo
che ho avuto modo di incontrarlo
sovente e ci piaceva conversare in
aperta campagna all'ombra di un
bel noce o di un melo. Di carattere
abbastanza chiuso, preferiva tenere
per sè ciò che confidava. Ed ecco
che Sergio, in pochi anni viene a
conoscenza della sofferenza morale
e fisica.

Quasi al termine della vita mili-
tare muore la sua cara e tanto ama-
ta mamma. L'ultimo suo ricordo:
lo sguardo dolce e tenero di una
madre che accompagna suo figlio
più del solito, quasi a essere un av-
vertimento della disgrazia, lungo la
strada di campagna che lo riporta
in caserma dopo un periodo di con-
valescenza.

Dopo tempo dopo viene colpito
da un male che non perdona e deve
lasciare il suo lavoro. Mai nelle sue
conversazioni faceva pesare il suo
male, ma cercava di essere sorriden-
te e sempre col cuore aperto.

Una volta soltanto me ne parlò
e disse: « Soffro e ho sofferto mol-
tissimo e mi pare di essere matura-
to tanto da capire cose che prima
mi sembravano futili ». « Ecco: la
sofferenza non è mai vana se viene
sopportata con cristiana rassegna-
zione. Sono certo che Sergio nei mo-
menti in cui il male diventava più
acuto e meno sopportabile, volgeva
lo sguardo a Colui che fu maestro
nella sofferenza.

Così lo voglio ricordare il mio ca-
ro amico Sergio. Sorridente nella
sofferenza e di cuore molto aperto.
Caro Sergio, mentre noi ti ricordia-
mo nella preghiera, tu intercedi per
noi e per i tuoi cari affinchè pos-
siamo un giorno rivederci e mai più
lasciarci.

Mario

- 6 - (Piede pagina)
- 7 (Piede pagina)


Testo Originale Estratto
Il giorno della nostra Cresima
ventare una cristiana adulta e una
testimone di Gesù.



M. Paola

***

Già quando sono partita di casa
avevo nel mio cuore un'immensa
gioia di ricevere il sacramento della
Cresima. Grande emozione ho pro-
vato anche quando sono andata a
leggere la preghiera dei fedeli. Io
non avevo mai parlato al microfono
davanti a tanta gente e in fondo mi
vergognavo un po'. Ringrazio assie-
me ai miei compagni Mons. Blan-
chet che ci ha cresimati. Egli è già
un po' anziano ma è ancora sempre
bravo e buono come una volta.




Annalisa

I cresimati dopo la funzione

Dopo tanta preparazione da parte
del nostro bravo parroco don Aldo,
il 26 marzo, io e i miei compagni
abbiamo ricevuto la Cresima dalle
mani del nostro buon Vescovo Mons.
Maturino Blanchet.

Una grande emozione ho provato
quando Mons. Blanchet parlando si
è messo quasi a piangere dalla com-
mozione di poter dare a noi cresi-
mandi il dono dello Spirito Santo.



Cinzia

***

Il nostro parroco ci ha preparati
molto bene e ci ha spiegato il si-
gnificato di questo sacramento. I
giorni sono passati molto in fretta
ed è arrivata la domenica che noi
aspettavamo.

Io avevo timore di sbagliare ma
quando sono entrata in chiesa mi
è passato del tutto. Lo Spirito San-
to che è in me non solo mi ha unito
di più a Gesù, ma mi ha fatto di-

8 —

crisma della salvezza, nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo.



Maria Chiara

***

In quel giorno mi sentivo più im-
portante perché ricevevo un sacra-
mento che non si può ricevere due
volte. Il primo pensiero che ho avu-
to, dopo la Cresima, è che avrei do-
vuto in futuro dare il buon esempio
a tanti bambini più piccoli di me.




Paolo

***

Quando sono andato a ricevere la
Cresima ero convinto che il Vesco-
vo mi avesse interrogato di cate-
chismo, perciò ero un po' intimori-
to. Quando poi sono andato a leg-
gere la preghiera dei fedeli mi sen-
tivo già più tranquillo perché il
più importante era ormai passato e
forse lo Spirito Santo era sceso su
di me per darmi forza e coraggio
nella fede.




Livio

I Cresimati ed i padrini

Subito dopo aver ricevuto la Cre-
sima abbiamo letto la preghiera dei
fedeli, scritta da noi personalmente.
La mia era per i nostri cari defunti
e io l'ho dedicata particolarmente
alla mia cara mamma e al mio gran-
de amico Mirco che il Signore ha
voluto con sè.




Claudio

***

Il giorno della Cresima nella no-
stra Chiesa erano riunite tante per-
sone per assistere a questa cerimo-
nia molto importante.

Ci ha rattristato il ricordo del ca-
ro compagno Mirco volato in cielo
l'anno scorso, ma egli era presente,
ci ascoltava e ci vedeva.

Io ringrazio coi miei compagni i
suoi genitori che molto generosa-
mente hanno voluto darci un rega-
lo in suo ricordo.




Marilena

***

Dopo la Prima Comunione


Testo Originale Estratto
Aria di festa il 30 aprile per la
Prima Comunione. Sedici bimbi si
sono accostati per la prima volta
al banchetto eucaristico.

C'era tanta gente a rendere r'
vera e partecipata la cerimonia. Alla
preghiera dei fedeli sono stati i bim-
bi stessi a leggere le intenzioni di
tutta la comunità, le vocine erano
un po' incerte ed emozionate ma de-

licatamente sincere.
I bambini comunicati sono : Day-
né Luca, Domenicali Nello, Flocca-
ri Alfredo, Floccari Enzo, Jocallaz
Piero, Iannino Giuliano, Miret Giu-
seppe, Cheney Daniela, Degani A-
driana, Lale Murix Marica, Nelva
Stellio Cristina, Scaborro Marina,
Villanova Marco, Villanova Ornella,
Lale Murix Danilo, Belli Marino.

Festa dell'inaugurazione della sezione
A.V.I.S. di St-Pierre

Domenica 14 maggio abbiamo fe-
steggiato l'inaugurazione della no-
stra sezione A.V.I.S. Comunale.

Hanno partecipato alla nostra gio-
ia le rappresentanze di ben otto se-
zioni A.V.I.S. della Valle : Pont St

Martin, Verrès, Châtillon, Aosta, Vil-
leneuve, Aymavilles, La Salle, La
Thuile.
Il corteo degli Avisini è partito
dal bar « Chez Mario », sfilando sot-
to le scritte augurali, è giunto al
piazzale dei Caduti dove il più gio-
vane donatore ha posto un mazzo
di fiori in omaggio ai Caduti delle
guerre, i quali, oltre il sangue, han-
no donato la vita per i fratelli e per
il loro ideale.
Alle 10,30 abbiamo partecipato in
modo vivo alla S. Messa in cui han-
no portato all'altare l'offerta del pa-
ne, del vino, i diplomi e medaglie
da benedire.
Al termine della S. Messa il Par-

roco ha benedetto il nostro Labaro,
di cui è madrina la signora Cogmein
Agnese.

E' stato molto apprezzata l'ome-
lia del Parroco che paragonò il ge-
sto dei donatori volontari con quel-
lo del « buon Samaritano » che si
dona al fratello bisognoso.
Sul piazzale della Chiesa, sul pal-
co allestito da alcuni volontari, ha
parlato dapprima Italo Manella, Pre-
sidente della nostra A.V.I.S. Comu-
nale, illustrando quanto ha fatto la
nostra sezione sorta nello scorso
giugno con 18 donatori effettivi
giunti ora a 63.
Il Presidente dell'A.V.I.S., regio-
nale signor Ezio Rocca ha rilevato

I donatori A.V.I.S. premiati
Benedizione Labaro A.V.I.S.

– 10 –
– 11


Testo Originale Estratto
l'alto valore umano del dono volon-
tario del proprio sangue per i fra-
telli, si è poi congratulato del buon
inizio della nostra sezione auguran-
doci un buon proseguimento.
Il prof. Artaz ci ha parlato del
fabbisogno sempre maggiore di san-
gue a causa dei tanti incidenti auto-
mobilistici e del lavoro, per cui la
maggior parte dei flaconi viene u-
sata subito e di una parte se ne con-
serva il plasma.
Pure il Sindaco si è congratulato
della nostra sezione a nome del
Consiglio Comunale.
Si è poi proseguito alla distribu-
zione di quattro diplomi e di sei
medaglie di bronzo ai signori:
Carlin Provino con 8 donazioni;
Bochet Dino con 11 donazioni;
Jocallaz Giuseppe con 14 dona-
zioni;
Manella Italo con 15 donazioni;
Carlin Alessandro con 16 dona-
zioni;
Chioso Mario con 18 donazioni;
Favre Marino con 19 donazioni;
Bochet Camillo con 20 donazioni;
Chanoux Uberto con 20 donazioni;
Persod Pietro con 22 donazioni.
Marino Favre nostro primo alfiere
e generoso donatore, ora a Los An-
geles, con gesto significativo, ha do-
nato la sua medaglia di bronzo al
nostro Labaro.
Ci siamo recati al Ristorante Lan-
terna per consumare, in fraterna al-
legria, il pranzo sociale.
P. L.
PETIT COIN DE CHEZ NOUS
BRAYAN
In Collina prosegue una strada
che congiunge St Pierre a Sarre.
La strada attraversa una proprie-
tà chiamata Brayan che è quasi tut-
ta coltivata a vigna. A giugno quan-
do le viti ostentano i loro tralci ca-
richi di un bel fogliame verde tene-
ro è una bellezza da contemplare.
Nelle giornate di leggera brezza que-
sta estensione può essere paragona-
ta alla superficie di un mare di sme-
raldo lievemente ondeggiante.
Anticamente quella località era
abitata. Di questo ne fa prova un
documento del 1005 che è ricorda-
to nella poderosa « Histoire de l'E-
glise valdotaine » di Mons. A. Duc,
vescovo di Aosta.
Il documento in data 14 febbraio
1005 si riferisce a una permuta con
la quale il Vescovo di Aosta cedette
all'Abbazia di St. Marice in Svizze-
ra, cantone del Vallese, tutti i beni
di sua proprietà situati nella contea
di Ottingen in Baviera, ed il Vesco-
vo di Aosta ebbe in cambio fra al-
tri possedimenti situati in Valle an-
che Brayan villaggio di St Pierre.
La permuta agevolava l'uno e l'altro
dei contraenti perchè riuniva i ter-
ritori permutati ai territori dei sin-
goli interessati.
Come mai non rimane più nessu-
na traccia del passato fuorchè una
sorgente d'acqua potabile che ora
ha cambiato in parte il suo percor-
so e si è diretta a Sarre? Sul piano
delle ipotesi si può alla caduta di
una frana di grande dimensione che
ha seppellito il tutto lasciando la
costa sovrastante brulla e desolata
e che così rimase fino al giorno in
cui la forestale ha iniziato un lavoro
di rimboschimento.
L'acqua che serviva all'uso degli
abitanti del villaggio proveniva con
certezza da Homenè, e chissà se la
causa dello sfaldamento non sia sta-
ta provocata da una lenta e costan-
te infiltrazione di quell'acqua! Che
la sorgente provenisse da Homené
lo ha dimostrato il canonico Grap-
pein di Cogne valente rabdomante.
Egli con la sua bacchetta dalle sen-
sibili vibrazioni dovute alla presen-
za di sorgenti sotterranee, partendo
dalla sorgente di Brayan e seguen-
do l'indicazione della sua bacchet-
ta raggiunse Homenè dove trovò la
sua origine.
Rifornando alla strada di Brayan,
essa ci fornisce un interessante par-
ticolare storico. Era un tratto della
strada pubblica che dal Piccolo San
Bernardo giungeva ad Aosta. Ci pas-
sò Napoleone la prima volta che ven-
ne in Italia e i nostri antenati la
chiamavano la strada di Napoleone.
Egli la trovò in tutto il percorso
tortuosa e disagevole e ideò e pro-
mosse la costruzione ai primi del-
l'ottocento di quella attuale.
M. A.
DAI REGISTRI PARROCCHIALI
Nuovi membri del Popolo di Dio:
1) Il 12 marzo battesimo di Ber-
thod Jonny di Franco e di Thussi-
dor Guerrina. Padrini: Thussidor
Celestino e Buschino Ilva.
2) Il 12 marzo battesimo di Ber-
thod Fabio di Giacomo e di Buschi-
no Ilva. Padrini: Berthod Vittorio
e Buschino Elda.
3) Il 9 aprile battesimo di Cour-
thoud Alda di Ezio e di Isabel Rita.
Padrini: Courthoud Mauro e Jocal-
laz Delia.
***
Nuovi Focolari Cristiani:
2) Il 25 marzo si sono sposati
Ferrandoz Sergio di St-Nicolas e
Pallais Franca di St-Pierre. Ai due
bravi giovani che abitano a St-Pier-
re, Bachod, facciamo auguri cari di
bene e felicità.
3) Il 6 maggio si sono sposati
Centoz Giovanni e Vauthier Piera.
Auguriamo loro serenità e felicità.
***
Nella Pace del Signore:
7) Il 2 marzo è morta Oreiller Se-
verina di 78 anni, nativa di Rhêmes
N. Dame, dopo una lunga malattia.
Ha vissuto una vita semplice, fatta
di sacrifici e di lavoro; aveva il ca-
rattere di chi sa affrontare lutti e
malattie con fede e coraggio.
8) Ad Aosta all'età di 90 anni è
morta Fenoil Maria Rosa il 7 mar-
zo. Chi l'ha conosciuta ricorda una
donna particolarmente dolce e se-
rena. Amava la preghiera come luce
e forza delle sue giornate.
9) A Torino, in ospedale, dov'era
ricoverata per una grave malattia, è
12 — 13


Testo Originale Estratto
morta Vallet Germana di 63 anni ve-
dova di Jacob Giovanni.

Era stata a lungo ammalata, pro-
vando quanto è duro vivere tra me-
dicine e ospedali. I figli ricordano i
sacrifici e il coraggio della mamma
che non si è lasciata travolgere dalle
avversità dell'esistenza.

10) Il 18 marzo a soli 23 anni, è
morto Vaudan Sergio, dopo doloro-
sa e crudele sofferenza. Di carattere
chiuso, sapeva nascondere in un
buon sorriso il male tremendo che
lo minava. Amava i fiori, l'amicizia,
la vita, con la forza dei suoi giovani
anni, ora riposa con la sua amata
mamma nel Regno del Padre.

OFFERTE

Per la Chiesa :

In memoria Vallet Germana 15.000;
Lale Lacroix Francesco 10.000; in me-
moria Oreiller Severina 10.000; Co-
gcein Prosper 1000; in memoria Vau-
thier Amedeo 10.000; Curiat Maurice
5000; Barmaverain Pierino 3000; in me-
moria Bianco Adolfo 5000; Domaine
Ernesto 10.000; in occasione battesimo
Courthoud Alda 5000; Lettry Dante
5000; Verzoni Adriano 50.000; in me-
moria Joccoz Ernesto 7000; Jordaney
Arturo 1000; Ceriano Innocenzo 1000;
N. N. 5000; Lale Murix Marcello 2000;
N. N. 2000; N. N. 2000; in memoria
di Paradisi Maurizio 10.000; Pellissier
Arsène 2000; in memoria Glarey Giu-
seppe 9.000; in memoria Berard Ade-
lina 10.000; Morandi Sebastiano 2000;
Lale Demoz Luigi 1500.

* * *

Per il Bollettino :

Chenal François 1000; Dayné Livio
2000; David Ernesto 2000; fam. Carrel

11) Il 9 aprile decedeva Doaine
Ernesto. Dopo una vita di lavoro,
anche all'estero, stava godendosi il
meritato riposo; ma la sua salute
non era più buona e sovente doveva
fare lunghe cure; è passato dal son-
no all'eternità serenamente com'era
vissuto.

12) Il 22 aprile improvvisamente
è deceduto all'età di 82 anni Para-
disi Maurizio di Rhêmes St-Georges.
Si è spento serenamente. Sapeva che
vivere vuol dire lottare e saper sem-
pre ricominciare. Ci resta l'esempio
di un uomo generoso e buono : ha
raggiunto la sua cara Letizia in quel-
la Patria che desiderava e aspettava.

rice 5000; Barmaverain Pierino 2000;
Christille Silvestro 2000; Covolo 2000;
Bianco Maria 1000; N. N. 2000; N. N.
5000; N. N. 1500; Lale Gerard Aldo
6000; N. N. 10.000; Belli Bruno 2000;
Ferrandoz Innocenzo 1500; Lale Ge-
rard Fortuné 2000 (cont.).

5000; N. N. 2500; Micotti Renato 5000;
Chabod Luigi 2000; Jocallaz Franco
1000; Gerbore Davide 2000; Cena Nel-
ly 2000; De Mori 1500; Jocallaz Giosué
1000; Lanier Ines 3000; N. N. 1000; An-
semet Albino 1500; Nervino 2000; Bor-
ney Jules 2000; Celesia Adolfo 5000;
Maquignaz-Vauthier 2000; Lumignon
Ezio 1000; Thomasset Eliseo 2000; Be-
rard Venance 5000; Jans Savy Giusep-
pe 1000; Chabod Venance 1000; N. N.
1000; Thussidor Fortuné 1000; Cham-
pretavy Corrado 2000; Olmo 1000;
Christille Luigi 1000; Ferrere Enrico
2000; N. N. 1000; N. N. 1000; Cheney-
Rosset 1000; Jordaney Noemi 4000;
Christille Nestor 1000; N. N. 1000; Do-
maine Renato 2000; Ocleppo 4000; La-
le Demoz Renato 2000; N. N. 2000; La-
le Murix Ottino 2000; Branche Ida
2000; Lesca-Vauthier 1000; Cogcein
Prosper 1000; Betemps Armando 1000;
Branche Adolfo 3000; Paillex Elso lire
2000; Paillex Marcel Cherie 2000; Lu-
boz Giuseppe 3000; Pellissier Eliseo
2000; N. N. 10.000; Jacquin Marcel
2000; Sorelle Persod 2000; Curiat Mau-

Per Asilo :

in memoria Fenoil Zita 8000; Do-
maine Ernest 10.000; Lettry Dante li-
re 3000; in memoria Paradisi Mauri-
zio 10.000; in memoria Vallet Germa-
na 5000; Lale Demoz Luigi 2000.

Un caro saluto a tutti.

don Aldo

I bimbi dell'Asilo con le buone Suore
e l'ins. Jordaney Maria

14 —

— 15


Testo Originale Estratto
giungendovi poi un bicchierino di cognac
o di rhum, ma, in quel caso andate su-
bito a letto.
***
LA SCRITTURA TRADISCE
IL BAMBINO BUGIARDO
Ci sono dei segni nella grafia che tra-
discono il bugiardo.
Per i grafologi la bugia è mancanza di
armonia tra intenzione e azione.
Se i vostri bambini tracciano delle let-
tere che non si rassomigliano, degli «e»
che rassomigliano a degli «o» o a degli
«a», state attenti: c'è qualche cosa nel
bambino che non va.
Questa mancanza di nettezza, nascon-
de una mancanza di sincerità nel carat-
tere.
Se le lettere sono smisurate, attenti
ancora: sono il segno di un fondo di e-
sagerazione e di millanteria nel carattere.
Se invece il bambino tende a scrivere
in lettere troppo piccole e a chiudere
con troppa cura gli «o» o gli «a», è in-
dice allora di un certo ripiegamento su
di sè che è vicino alla dissimulazione.
La scrittura dev'essere limpida, chiara,
modesta; allora c'è armonia tra intenzio-
ne e azione; allora c'è sincerità.
***
Sapete che la carne di pesce favorisce
lo sviluppo della memoria?
Per questo la dietetica consiglia la car-
ne di pesce a quanti soffrono di distur-
bi e di perdita di memoria.
La carne di pesce infatti è ricca di fo-
sforo e di fosforo ha bisogno il nostro
cervello.
***
MOT D'ENFANT
Claire voudrait bien savoir comment
elle est née, et sa mère lui donne la
traditionnelle réponse des choux et des
roses :
— Tu vois, lui dit-elle, tu étais dans
le grand rosier grimpant. Un matin, je
suis descendue et je t'ai entendue pleu-
rer tout au fond d'une grosse rose.
— J'ai eu de la chance che tu descen-
des la première, s'écrie la petite fille.
Ça aurait pu être Mémé qui soit ma
mère!
LUCILLA

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2. Concordato).
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con
l'indicazione della fonte.
confezioni per uomo, signora, ragazzo

la
SOCIALE
VESTE TUTTA
LA FAMIGLIA
A PREZZI
IMBATTIBILI
Corso Batt. Aosta 12 - Tel. 40.8.06 AOSTA

Occasioni del mese:

abiti donna L. 3.500

tailleurs da L. 7.000 a L. 15.000

abiti uomo da L. 10.000 a L. 21.000

giacche ragazzo da L. 4.000 a L. 10.000

ed altri numerosi articoli
a prezzi ribassati

« La mancanza di decoro
è una mancanza di buon senso ».
Roscommon

IL «VIN BRULE»

E' una medicina da non dimenticare:
nei tempi che furono guariva i raffred-
dori, le influenze e tutti i mali dell'in-
verno.
Avremmo torto di dimenticarla.
La sera, riuniti tra amici, nelle giorna-
te piovose specialmente o in alta mon-
tagna, il « vin brulé » conserva tutte le
sue proprietà toniche e benefiche.
Per fare un buon «vin brulé» è neces-
sario, è chiaro, di usare vino di buona
qualità e di gradazione; se rosso, alme-
no 11 o 12 gradi; se bianco è preferibi-
le quello dolce.
In una pentola di smalto o di acciaio
inossidabile, si faccia bollire il vino fino
a che si formi sul liquido una bella schiu-
ma evanescente. Zuccherate abbondante-
mente e profumate con cannella o chio-
di di garofano; potete aggiungere una
buccia di limone; bevete subito. Il « vin
brulé » non sa aspettare nè si conserva.
Dev'essere servito in bicchieri fini che
resistono meglio al calore; per maggio-
re sicurezza mettete nel bicchiere un
cucchiaino con dello zucchero.
Potete anche bruciare e avvampare il
vino come si usa per i « punch », ag-