Bollettino Diocesano Aosta, Giugno 1972: Carità in Camerun e cronache di St-Pierre.
6-1972.pdfIl bollettino parrocchiale della Diocesi di Aosta, intitolato "La Voce dei Campanili" (Giugno 1972), documenta la vita spirituale, caritatevole e sociale della comunità di St-Pierre. Il tema predominante è l'impegno caritativo internazionale, con un ampio resoconto e lettere di ringraziamento relative alla raccolta di 700.000 lire destinata alla costruzione del Dispensario "Salle Saint Pierre" per i lebbrosi a Sangmélima, in Camerun, gestito da Don Christille. Il documento copre anche eventi sacramentali e sociali locali, tra cui le testimonianze dei ragazzi sulla Cresima, la cronaca delle Prime Comunioni, e il resoconto sull'inaugurazione della sezione A.V.I.S. e l'aumento dei donatori di sangue. Sono inoltre inclusi articoli di riflessione sulla fede, necrologi dettagliati (come quello di Vaudan Sergio), registri parrocchiali, liste di offerte per la Chiesa e l'Asilo, storia locale e una rubrica domestica.
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Paroisse de St Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE XIIIme ANNEE — N. 6 JUIN 1972 « La créature sans créateur s'évanouit ... et même l'oubli de Dieu rend opaque la créa- ture elle-même ». (Concile) Chez nous, avant l'ère des autos et motos; l'hom- me et la bête, sur le sentier qui conduit au châ- teau de Graines. La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana - Aosta
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La parola di un giovane Siamo ancora capaci di rientrare in noi stessi? E' purtroppo vero che l'uomo è facilmente portato ad estraniarsi da se stesso, a distrarsi e sempre con maggior difficoltà, al contrario, rie- sce a entrare un poco in se stesso, a raccogliersi nel proprio io per ri- flettere, pensare, meditare. Sono purtroppo molto pochi co- loro che riescono a parlare con se stessi nel proprio intimo, vivere un poco nell'interiorità della propria coscienza, e sempre più numerosi quelli cui questo linguaggio è pur- troppo sconosciuto: non lo com- prendono o piuttosto non ne voglio- no sapere. Certo tutto ciò non è favorito af- fatto da molti fattori esterni che ap- partengono alla nostra società, e tra questi bisogna mettere in primo pia- no l'aumento considerevole dei mez- zi di divertimento sempre più inge- gnosi e perfezionati con il larghis- simo uso e spesso abuso che ne è derivato. Ma di fronte a questa real- tà il cristiano non deve assoluta- mente perdere la consapevolezza del vero valore della meditazione. Deve cioè attribuire il giusto po- sto nella sua vita non solo allo sva- go, necessario e utile per la salute fisica, ma anche a quell'elemento di grande importanza per la sua salute spirituale che è il coltivare la vita interiore. Se sempre più forte è la tentazione a uscire da noi stessi, per così dire, ed occuparci delle mille cose che ci attirano, sempre mag- giore deve essere la nostra resisten- za, il nostro autocontrollo e più te- nace l'abitudine all'interiorizzazione di noi stessi. La meditazione deve servire a con- centrare la nostra mente sui pro- blemi della nostra vita, della no- stra coscienza; spendere un poco del nostro tempo per questo fine è cosa vantaggiosa e soprattutto og- gigiorno quanto mai indispensabile, per corroborare il nostro spirito e meglio determinarlo a seguire la via del bene, della verità, della giustizia, e, in una parola, della santità. Il nostro spirito ne ha bisogno perchè ne riceve luce, forza, calore, corag- gio; una vita sempre nuova infatti sarà la nostra se ci impegnamo a seguire questa strada. E per dirla col Papa: « se noi ab- biamo la fortuna di possederla (la fede) dobbiamo esercitarla, dobbia- mo respirarla, dobbiamo professar- la: PRIMA INTERIORMENTE ; per accettarne l'umiltà, per sperimentar- ne la luce, per sentirne la dolcezza, per goderne l'energia, di cui ci riempie; poi per esprimerla ester- namente, nella nostra parola, nel nostro canto, nella nostra condot- ta ». Ricordiamoci che se il nostro fi- sico ha bisogno attraverso la disten- sione e lo svago di riacquistare nuo- vo vigore e fresche energie, pure il nostro spirito ha la stessa esigenza; e dissetandolo sovente alle pure sor- genti della Parola di Vita ne trar- remo immenso ristoro che ridon- derà a vantaggio del nostro essere e del nostro operare. G. L. Risposta alla Quaresima di fraternità Il giorno di Pasqua abbiamo rac- colto i frutti dei nostri risparmi, dei nostri sacrifici quaresimali, co- me offerta d'amore per chi ha biso- gno. Abbiamo raccolto 700.000 lire (150.000 date dalla parrocchia di Porossan). Come vi avevo annun- ciato ho spedito questi soldi a don Christille in Africa. E' una goccia d'acqua nel gran mare dei bisogni ma forse serve ad indicare che dietro la nostra offerta ci sta il desiderio di un mondo più giusto e umano alla cui costruzione dobbiamo tutti lavorare. Scriveva recentemente un Vescovo cileno: « I cristiani che, nei paesi più svi- luppati, celebrano le funzioni della Quaresima non possono sfuggire al- la richiesta che nasce dalla stessa natura della quaresima; che tanto hanno fatto e che cosa fanno, e che cosa sono pronti a fare per mettere fine, in modo rapido e efficace, alla situazione d'ingiustizia mondiale che viola il precetto di Cristo e che ri- schia di condannare certi popoli al sotto-sviluppo e l'insieme dei popo- li al sotto-sviluppo morale? Noi cristiani dal terzo mondo ab- biamo qualche volta la sensazione che i nostri fratelli più privilegiati non ci conoscano abbastanza, e non siano conseguenti rispetto al vange- lo che noi tutti professiamo. Non ci conoscono abbastanza. Non sanno esattamente chi siamo, come viviamo, di che cosa abbiamo biso- gno e con quale urgenza vitale. Essi non ci conoscono affatto: 43 nazioni dell'Africa con 360 milioni di abitanti, per i quali le speranze di vita non vanno al di là dei 40 an- ni; 25 nazioni dell'Asia con più di due miliardi di abitanti che consu- mano meno di 1000 calorie al gior- (Foto) Don Christille nel villaggio dei lebbrosi — 3
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no per persona; 300 milioni dell’A- merica latina, dei quali 100 milioni sono analfabeti; 700 milioni di anal- fabeti dell’Asia, Africa e America la- tina; 230 milioni di popolazione at- tiva che non riesce a ottenere un lavoro remunerativo; 390 milioni che soffrono la fame cruda e un mi- liardo e 300 milioni che soffrono la fame mascherata. Non ci conoscono abbastanza e non sono conseguenti di fronte al Vangelo, davanti allo spettacolo di tanta gente che possie- de così poco e di poca gente che possiede tanto, di fronte allo spet- tacolo di individui e di popoli la cui ricchezza aumenta continuamen- te, mentre i poveri diventano ogni giorno più poveri...» (Lettera del Card. Silva Henriquez - Santiago). Ecco le lettere di don Christille e del direttore del lebbrosario di Sang- mélima. * * * Due lebbrosi ringraziano 4 — Sangmélima, le 26 avril 1972 Chers habitants de Saint Pierre, je viens de recevoir ici, à Sang- mélima, un chèque de 700.000 lires! Votre cher Curé m'a écrit qu'il s'a- git des fruits de votre générosité et des sacrifices que vous avez offerts en l'occasion du Carême. C'est for- midable! J'ai tout de suite changé cet ar- gent en monnaie camerounaise (ce qui fait 312.000 francs d'ici) et j'ai apporté cette grosse somme aux Frè- res Conceptionnistes, qui s'occupent des lépreux, à quelque quatre kilo- mètre de la ville de Sangmélima. Ils se sont vivement réjouis, et je crois que leur Supérieur va écrire à votre Curé une lettre de remerciement. Le dimanche suivant, c'est-à-dire le 16 avril, pendant la Messe, l'on a donné l'annonce de votre offran- de aux gens du Village des Lépreux. On leur a expliqué que c'était un don offert par les chrétiens de Saint Pierre, un très joli pays, où « Père Jean » a été Curé avant de venir ici... Evidemment j'étais présent à cette Messe. Tout le monde s'est mis à lancer des cris de joie et à applaudir (c'est l'usage ici); les lépreux agi- taient leurs moignons en signe de joie. Prochainement on va commencer au Village la construction d'un Dis- pensaire, qui aura aussi deux cham- bres pour l'hospitalisation des lé- preux les plus malheureux: on don- nera à ces chambres le nom de « no- tre » cher pays, et l'on dira: Salle Saint Pierre (pour hommes), Salle Saint Pierre (pour femmes). Votre beau geste m'a profondé- ment ému. J'ai cru y voir aussi vo- tre désir de témoigner de l'affection à moi-même, qui ai desservi votre paroisse pendant trois ans, le court espace d'un matin... Pour un instant je me suis laissé prendre par la rêverie et il m'a sem- blé de voir le visage de chacun d' entre vous: élèves des Ecoles Pri- maires, jeunes gens, pères et mères de famille, vieux et malades... Ma pensée a parcouru toute la Paroisse, depuis le Bourg jusqu'aux hameaux les plus éloignés: Vétan, Rumiod, Orléans, Verrogne... A un certain moment j'ai eu l'im- pression d'entendre une voix, qui me disait: « Tu as été bien stupide, quand tu as décidé de quitter un pays comme Saint Pierre, une po- pulation si bonne! ». Mais je me suis aussitôt secoué et j'ai rappelé à moi-même que le prêtre a suivi l'appel du Christ uniquement pour servir, et non pas pour son bien- être personnel. 4 Au fur et à mesure que le temps passe je me rends compte que Saint Pierre est actuellement très bien servi, par un Curé bon et actif, ca- pable d'entrainer aussi la jeunesse, c'est-à-dire la génération montante. Et le résultat de votre « Campagne pour la Fraternité » — 700.000 lires! — fait bien voir que ses appels ne tombent pas dans le vide! C'est ainsi que, dans mon coeur, le regret (et aussi, un peu, le re- mords) de vous avoir quittés sont remplacés, tout simplement, par la reconnaissance et par la joie. Et il ne me reste autre chose à faire que de prier pour vous (et pour vos chers défunts). Je demanderai sur- tout au Bon Dieu de vous accorder la grâce de savoir toujours avoir un coeur ouvert, un coeur large; car, fi- nalement, comme dit le Seigneur, même ici-bas, il y a plus de bonheur à donner qu'à recevoir. Abbé Jean Christille * * * Sangmélima, 23 aprile 1972 Rev.mo Sig. Parroco Don Aldo Rastello 11010 St Pierre (Aosta) Il M. Rev.do P. Christille ci ha consegnato l'offerta di F. c.f.a. 312 mila pari a L. italiane 700.000 (set- tecentomila) che è stata raccolta nella Parrocchia di St Pierre a be- neficio dei lebbrosi di Sangmélima. Tutti i malati si uniscono a me per ringraziare Lei e ogni singolo offe- rente, per tanta generosità. Stiamo ora preparando il proget- to per un Ospedale-Dispensario, i cui lavori avranno inizio nel pros- simo mese di maggio; l'ala sinistra sarà adibita ad Ospedale e compren- derà due sale di degenza, una per
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gli uomini e l'altra per le donne che prenderà il nome della Vostra città « Saint Pierre » e una targa ricor- derà il dono. Era una inderogabile necessità quella dell'Ospedale-Di- spensario, perchè fino ad ora la o- spedalizzazione non era possibile e a causa di questo anche i malati più gravi e bisognosi di assistenza conti- nuata, dovevano restare nelle loro capanne; le medicazioni poi veniva- no praticate in una baracca di le- gno veramente inadeguata. Domenica scorsa 16 c.m., è stata data notizia ai lebbrosi radunati in chiesa e sono stati invitati a dare una particolare intenzione alle pre- ghiere e sofferenze di quel giorno offrendole tutte al Signore affinchè benedica tutti gli offerenti di Saint Pierre e le loro famiglie. Tale in- Ricordo di Vaudan Sergio « In paradiso ti conducano gli An- geli... » con questo canto tutta St Pierre e molti dei paesi limitrofi hanno accompagnato il 20 marzo al- la sua ultima dimora terrena un fi- glio, un fratello, un amico e per al- cuni un coscritto. E ricordandolo la prima cosa che ci tocca tutti pro- fondamente è la sua immatura scom- parsa: 23 anni. Soltanto pochi anni fa, intorno ad una tavola imbandita, ci si rallegrava nel festeggiare i no- stri 18 anni pieni di vita e di spe- ranze e non si pensava affatto chi di noi, eravamo numerosi coscritti, avrebbe lasciato per primo questa vita terrena per un altro e tanto meno di morire giovani. Neanche Sergio, allegro e pieno di vita co- m'era! Frequentate le scuole elementari insieme, ci siamo poi persi di vista alcuni anni, ognuno preso dai pro- pri studi o lavoro. Un giorno poi mi confidò di voler frequentare la Scuo- la Alberghiera, pensando così di viaggiare molto. Infatti la sua pro- fessione fu quella di cameriere, sen- za però aver avuto la possibilità di realizzare i suoi sogni completa- mente. Partito militare, la sua salute già malferma lo costringeva a stare lun- ghi periodi in ospedale e in casa tenzione sarà rinnovata ogni terza domenica del mese. La prego, Rev.mo Don Aldo, di rendersi interprete dei sentimenti di gioia e di gratitudine di tutti i lebbrosi e miei personali, verso tut- ti i Suoi Parrocchiani che hanno voluto prendere parte a questa ga- ra di carità. Allego alla presente alcune foto scattate all'uscita della S. Messa do- menicale; erano spiritualmente pre- senti nel gruppo anche i numerosi lebbrosi costretti a letto nelle loro capanne a causa delle loro gravi mu- tilazioni. Voglia gradire i miei devoti os- sequi. Il Direttore (Maino Pierre) convalescente. E' in questo tempo che ho avuto modo di incontrarlo sovente e ci piaceva conversare in aperta campagna all'ombra di un bel noce o di un melo. Di carattere abbastanza chiuso, preferiva tenere per sè ciò che confidava. Ed ecco che Sergio, in pochi anni viene a conoscenza della sofferenza morale e fisica. Quasi al termine della vita mili- tare muore la sua cara e tanto ama- ta mamma. L'ultimo suo ricordo: lo sguardo dolce e tenero di una madre che accompagna suo figlio più del solito, quasi a essere un av- vertimento della disgrazia, lungo la strada di campagna che lo riporta in caserma dopo un periodo di con- valescenza. Dopo tempo dopo viene colpito da un male che non perdona e deve lasciare il suo lavoro. Mai nelle sue conversazioni faceva pesare il suo male, ma cercava di essere sorriden- te e sempre col cuore aperto. Una volta soltanto me ne parlò e disse: « Soffro e ho sofferto mol- tissimo e mi pare di essere matura- to tanto da capire cose che prima mi sembravano futili ». « Ecco: la sofferenza non è mai vana se viene sopportata con cristiana rassegna- zione. Sono certo che Sergio nei mo- menti in cui il male diventava più acuto e meno sopportabile, volgeva lo sguardo a Colui che fu maestro nella sofferenza. Così lo voglio ricordare il mio ca- ro amico Sergio. Sorridente nella sofferenza e di cuore molto aperto. Caro Sergio, mentre noi ti ricordia- mo nella preghiera, tu intercedi per noi e per i tuoi cari affinchè pos- siamo un giorno rivederci e mai più lasciarci. Mario - 6 - (Piede pagina) - 7 (Piede pagina)
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Il giorno della nostra Cresima ventare una cristiana adulta e una testimone di Gesù. M. Paola *** Già quando sono partita di casa avevo nel mio cuore un'immensa gioia di ricevere il sacramento della Cresima. Grande emozione ho pro- vato anche quando sono andata a leggere la preghiera dei fedeli. Io non avevo mai parlato al microfono davanti a tanta gente e in fondo mi vergognavo un po'. Ringrazio assie- me ai miei compagni Mons. Blan- chet che ci ha cresimati. Egli è già un po' anziano ma è ancora sempre bravo e buono come una volta. Annalisa I cresimati dopo la funzione Dopo tanta preparazione da parte del nostro bravo parroco don Aldo, il 26 marzo, io e i miei compagni abbiamo ricevuto la Cresima dalle mani del nostro buon Vescovo Mons. Maturino Blanchet. Una grande emozione ho provato quando Mons. Blanchet parlando si è messo quasi a piangere dalla com- mozione di poter dare a noi cresi- mandi il dono dello Spirito Santo. Cinzia *** Il nostro parroco ci ha preparati molto bene e ci ha spiegato il si- gnificato di questo sacramento. I giorni sono passati molto in fretta ed è arrivata la domenica che noi aspettavamo. Io avevo timore di sbagliare ma quando sono entrata in chiesa mi è passato del tutto. Lo Spirito San- to che è in me non solo mi ha unito di più a Gesù, ma mi ha fatto di- 8 — crisma della salvezza, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Maria Chiara *** In quel giorno mi sentivo più im- portante perché ricevevo un sacra- mento che non si può ricevere due volte. Il primo pensiero che ho avu- to, dopo la Cresima, è che avrei do- vuto in futuro dare il buon esempio a tanti bambini più piccoli di me. Paolo *** Quando sono andato a ricevere la Cresima ero convinto che il Vesco- vo mi avesse interrogato di cate- chismo, perciò ero un po' intimori- to. Quando poi sono andato a leg- gere la preghiera dei fedeli mi sen- tivo già più tranquillo perché il più importante era ormai passato e forse lo Spirito Santo era sceso su di me per darmi forza e coraggio nella fede. Livio I Cresimati ed i padrini Subito dopo aver ricevuto la Cre- sima abbiamo letto la preghiera dei fedeli, scritta da noi personalmente. La mia era per i nostri cari defunti e io l'ho dedicata particolarmente alla mia cara mamma e al mio gran- de amico Mirco che il Signore ha voluto con sè. Claudio *** Il giorno della Cresima nella no- stra Chiesa erano riunite tante per- sone per assistere a questa cerimo- nia molto importante. Ci ha rattristato il ricordo del ca- ro compagno Mirco volato in cielo l'anno scorso, ma egli era presente, ci ascoltava e ci vedeva. Io ringrazio coi miei compagni i suoi genitori che molto generosa- mente hanno voluto darci un rega- lo in suo ricordo. Marilena *** Dopo la Prima Comunione
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Aria di festa il 30 aprile per la Prima Comunione. Sedici bimbi si sono accostati per la prima volta al banchetto eucaristico. C'era tanta gente a rendere r' vera e partecipata la cerimonia. Alla preghiera dei fedeli sono stati i bim- bi stessi a leggere le intenzioni di tutta la comunità, le vocine erano un po' incerte ed emozionate ma de- licatamente sincere. I bambini comunicati sono : Day- né Luca, Domenicali Nello, Flocca- ri Alfredo, Floccari Enzo, Jocallaz Piero, Iannino Giuliano, Miret Giu- seppe, Cheney Daniela, Degani A- driana, Lale Murix Marica, Nelva Stellio Cristina, Scaborro Marina, Villanova Marco, Villanova Ornella, Lale Murix Danilo, Belli Marino. Festa dell'inaugurazione della sezione A.V.I.S. di St-Pierre Domenica 14 maggio abbiamo fe- steggiato l'inaugurazione della no- stra sezione A.V.I.S. Comunale. Hanno partecipato alla nostra gio- ia le rappresentanze di ben otto se- zioni A.V.I.S. della Valle : Pont St Martin, Verrès, Châtillon, Aosta, Vil- leneuve, Aymavilles, La Salle, La Thuile. Il corteo degli Avisini è partito dal bar « Chez Mario », sfilando sot- to le scritte augurali, è giunto al piazzale dei Caduti dove il più gio- vane donatore ha posto un mazzo di fiori in omaggio ai Caduti delle guerre, i quali, oltre il sangue, han- no donato la vita per i fratelli e per il loro ideale. Alle 10,30 abbiamo partecipato in modo vivo alla S. Messa in cui han- no portato all'altare l'offerta del pa- ne, del vino, i diplomi e medaglie da benedire. Al termine della S. Messa il Par- roco ha benedetto il nostro Labaro, di cui è madrina la signora Cogmein Agnese. E' stato molto apprezzata l'ome- lia del Parroco che paragonò il ge- sto dei donatori volontari con quel- lo del « buon Samaritano » che si dona al fratello bisognoso. Sul piazzale della Chiesa, sul pal- co allestito da alcuni volontari, ha parlato dapprima Italo Manella, Pre- sidente della nostra A.V.I.S. Comu- nale, illustrando quanto ha fatto la nostra sezione sorta nello scorso giugno con 18 donatori effettivi giunti ora a 63. Il Presidente dell'A.V.I.S., regio- nale signor Ezio Rocca ha rilevato I donatori A.V.I.S. premiati Benedizione Labaro A.V.I.S. – 10 – – 11
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l'alto valore umano del dono volon- tario del proprio sangue per i fra- telli, si è poi congratulato del buon inizio della nostra sezione auguran- doci un buon proseguimento. Il prof. Artaz ci ha parlato del fabbisogno sempre maggiore di san- gue a causa dei tanti incidenti auto- mobilistici e del lavoro, per cui la maggior parte dei flaconi viene u- sata subito e di una parte se ne con- serva il plasma. Pure il Sindaco si è congratulato della nostra sezione a nome del Consiglio Comunale. Si è poi proseguito alla distribu- zione di quattro diplomi e di sei medaglie di bronzo ai signori: Carlin Provino con 8 donazioni; Bochet Dino con 11 donazioni; Jocallaz Giuseppe con 14 dona- zioni; Manella Italo con 15 donazioni; Carlin Alessandro con 16 dona- zioni; Chioso Mario con 18 donazioni; Favre Marino con 19 donazioni; Bochet Camillo con 20 donazioni; Chanoux Uberto con 20 donazioni; Persod Pietro con 22 donazioni. Marino Favre nostro primo alfiere e generoso donatore, ora a Los An- geles, con gesto significativo, ha do- nato la sua medaglia di bronzo al nostro Labaro. Ci siamo recati al Ristorante Lan- terna per consumare, in fraterna al- legria, il pranzo sociale. P. L. PETIT COIN DE CHEZ NOUS BRAYAN In Collina prosegue una strada che congiunge St Pierre a Sarre. La strada attraversa una proprie- tà chiamata Brayan che è quasi tut- ta coltivata a vigna. A giugno quan- do le viti ostentano i loro tralci ca- richi di un bel fogliame verde tene- ro è una bellezza da contemplare. Nelle giornate di leggera brezza que- sta estensione può essere paragona- ta alla superficie di un mare di sme- raldo lievemente ondeggiante. Anticamente quella località era abitata. Di questo ne fa prova un documento del 1005 che è ricorda- to nella poderosa « Histoire de l'E- glise valdotaine » di Mons. A. Duc, vescovo di Aosta. Il documento in data 14 febbraio 1005 si riferisce a una permuta con la quale il Vescovo di Aosta cedette all'Abbazia di St. Marice in Svizze- ra, cantone del Vallese, tutti i beni di sua proprietà situati nella contea di Ottingen in Baviera, ed il Vesco- vo di Aosta ebbe in cambio fra al- tri possedimenti situati in Valle an- che Brayan villaggio di St Pierre. La permuta agevolava l'uno e l'altro dei contraenti perchè riuniva i ter- ritori permutati ai territori dei sin- goli interessati. Come mai non rimane più nessu- na traccia del passato fuorchè una sorgente d'acqua potabile che ora ha cambiato in parte il suo percor- so e si è diretta a Sarre? Sul piano delle ipotesi si può alla caduta di una frana di grande dimensione che ha seppellito il tutto lasciando la costa sovrastante brulla e desolata e che così rimase fino al giorno in cui la forestale ha iniziato un lavoro di rimboschimento. L'acqua che serviva all'uso degli abitanti del villaggio proveniva con certezza da Homenè, e chissà se la causa dello sfaldamento non sia sta- ta provocata da una lenta e costan- te infiltrazione di quell'acqua! Che la sorgente provenisse da Homené lo ha dimostrato il canonico Grap- pein di Cogne valente rabdomante. Egli con la sua bacchetta dalle sen- sibili vibrazioni dovute alla presen- za di sorgenti sotterranee, partendo dalla sorgente di Brayan e seguen- do l'indicazione della sua bacchet- ta raggiunse Homenè dove trovò la sua origine. Rifornando alla strada di Brayan, essa ci fornisce un interessante par- ticolare storico. Era un tratto della strada pubblica che dal Piccolo San Bernardo giungeva ad Aosta. Ci pas- sò Napoleone la prima volta che ven- ne in Italia e i nostri antenati la chiamavano la strada di Napoleone. Egli la trovò in tutto il percorso tortuosa e disagevole e ideò e pro- mosse la costruzione ai primi del- l'ottocento di quella attuale. M. A. DAI REGISTRI PARROCCHIALI Nuovi membri del Popolo di Dio: 1) Il 12 marzo battesimo di Ber- thod Jonny di Franco e di Thussi- dor Guerrina. Padrini: Thussidor Celestino e Buschino Ilva. 2) Il 12 marzo battesimo di Ber- thod Fabio di Giacomo e di Buschi- no Ilva. Padrini: Berthod Vittorio e Buschino Elda. 3) Il 9 aprile battesimo di Cour- thoud Alda di Ezio e di Isabel Rita. Padrini: Courthoud Mauro e Jocal- laz Delia. *** Nuovi Focolari Cristiani: 2) Il 25 marzo si sono sposati Ferrandoz Sergio di St-Nicolas e Pallais Franca di St-Pierre. Ai due bravi giovani che abitano a St-Pier- re, Bachod, facciamo auguri cari di bene e felicità. 3) Il 6 maggio si sono sposati Centoz Giovanni e Vauthier Piera. Auguriamo loro serenità e felicità. *** Nella Pace del Signore: 7) Il 2 marzo è morta Oreiller Se- verina di 78 anni, nativa di Rhêmes N. Dame, dopo una lunga malattia. Ha vissuto una vita semplice, fatta di sacrifici e di lavoro; aveva il ca- rattere di chi sa affrontare lutti e malattie con fede e coraggio. 8) Ad Aosta all'età di 90 anni è morta Fenoil Maria Rosa il 7 mar- zo. Chi l'ha conosciuta ricorda una donna particolarmente dolce e se- rena. Amava la preghiera come luce e forza delle sue giornate. 9) A Torino, in ospedale, dov'era ricoverata per una grave malattia, è 12 — 13
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morta Vallet Germana di 63 anni ve- dova di Jacob Giovanni. Era stata a lungo ammalata, pro- vando quanto è duro vivere tra me- dicine e ospedali. I figli ricordano i sacrifici e il coraggio della mamma che non si è lasciata travolgere dalle avversità dell'esistenza. 10) Il 18 marzo a soli 23 anni, è morto Vaudan Sergio, dopo doloro- sa e crudele sofferenza. Di carattere chiuso, sapeva nascondere in un buon sorriso il male tremendo che lo minava. Amava i fiori, l'amicizia, la vita, con la forza dei suoi giovani anni, ora riposa con la sua amata mamma nel Regno del Padre. OFFERTE Per la Chiesa : In memoria Vallet Germana 15.000; Lale Lacroix Francesco 10.000; in me- moria Oreiller Severina 10.000; Co- gcein Prosper 1000; in memoria Vau- thier Amedeo 10.000; Curiat Maurice 5000; Barmaverain Pierino 3000; in me- moria Bianco Adolfo 5000; Domaine Ernesto 10.000; in occasione battesimo Courthoud Alda 5000; Lettry Dante 5000; Verzoni Adriano 50.000; in me- moria Joccoz Ernesto 7000; Jordaney Arturo 1000; Ceriano Innocenzo 1000; N. N. 5000; Lale Murix Marcello 2000; N. N. 2000; N. N. 2000; in memoria di Paradisi Maurizio 10.000; Pellissier Arsène 2000; in memoria Glarey Giu- seppe 9.000; in memoria Berard Ade- lina 10.000; Morandi Sebastiano 2000; Lale Demoz Luigi 1500. * * * Per il Bollettino : Chenal François 1000; Dayné Livio 2000; David Ernesto 2000; fam. Carrel 11) Il 9 aprile decedeva Doaine Ernesto. Dopo una vita di lavoro, anche all'estero, stava godendosi il meritato riposo; ma la sua salute non era più buona e sovente doveva fare lunghe cure; è passato dal son- no all'eternità serenamente com'era vissuto. 12) Il 22 aprile improvvisamente è deceduto all'età di 82 anni Para- disi Maurizio di Rhêmes St-Georges. Si è spento serenamente. Sapeva che vivere vuol dire lottare e saper sem- pre ricominciare. Ci resta l'esempio di un uomo generoso e buono : ha raggiunto la sua cara Letizia in quel- la Patria che desiderava e aspettava. rice 5000; Barmaverain Pierino 2000; Christille Silvestro 2000; Covolo 2000; Bianco Maria 1000; N. N. 2000; N. N. 5000; N. N. 1500; Lale Gerard Aldo 6000; N. N. 10.000; Belli Bruno 2000; Ferrandoz Innocenzo 1500; Lale Ge- rard Fortuné 2000 (cont.). 5000; N. N. 2500; Micotti Renato 5000; Chabod Luigi 2000; Jocallaz Franco 1000; Gerbore Davide 2000; Cena Nel- ly 2000; De Mori 1500; Jocallaz Giosué 1000; Lanier Ines 3000; N. N. 1000; An- semet Albino 1500; Nervino 2000; Bor- ney Jules 2000; Celesia Adolfo 5000; Maquignaz-Vauthier 2000; Lumignon Ezio 1000; Thomasset Eliseo 2000; Be- rard Venance 5000; Jans Savy Giusep- pe 1000; Chabod Venance 1000; N. N. 1000; Thussidor Fortuné 1000; Cham- pretavy Corrado 2000; Olmo 1000; Christille Luigi 1000; Ferrere Enrico 2000; N. N. 1000; N. N. 1000; Cheney- Rosset 1000; Jordaney Noemi 4000; Christille Nestor 1000; N. N. 1000; Do- maine Renato 2000; Ocleppo 4000; La- le Demoz Renato 2000; N. N. 2000; La- le Murix Ottino 2000; Branche Ida 2000; Lesca-Vauthier 1000; Cogcein Prosper 1000; Betemps Armando 1000; Branche Adolfo 3000; Paillex Elso lire 2000; Paillex Marcel Cherie 2000; Lu- boz Giuseppe 3000; Pellissier Eliseo 2000; N. N. 10.000; Jacquin Marcel 2000; Sorelle Persod 2000; Curiat Mau- Per Asilo : in memoria Fenoil Zita 8000; Do- maine Ernest 10.000; Lettry Dante li- re 3000; in memoria Paradisi Mauri- zio 10.000; in memoria Vallet Germa- na 5000; Lale Demoz Luigi 2000. Un caro saluto a tutti. don Aldo I bimbi dell'Asilo con le buone Suore e l'ins. Jordaney Maria 14 — — 15
Testo Originale Estratto
giungendovi poi un bicchierino di cognac o di rhum, ma, in quel caso andate su- bito a letto. *** LA SCRITTURA TRADISCE IL BAMBINO BUGIARDO Ci sono dei segni nella grafia che tra- discono il bugiardo. Per i grafologi la bugia è mancanza di armonia tra intenzione e azione. Se i vostri bambini tracciano delle let- tere che non si rassomigliano, degli «e» che rassomigliano a degli «o» o a degli «a», state attenti: c'è qualche cosa nel bambino che non va. Questa mancanza di nettezza, nascon- de una mancanza di sincerità nel carat- tere. Se le lettere sono smisurate, attenti ancora: sono il segno di un fondo di e- sagerazione e di millanteria nel carattere. Se invece il bambino tende a scrivere in lettere troppo piccole e a chiudere con troppa cura gli «o» o gli «a», è in- dice allora di un certo ripiegamento su di sè che è vicino alla dissimulazione. La scrittura dev'essere limpida, chiara, modesta; allora c'è armonia tra intenzio- ne e azione; allora c'è sincerità. *** Sapete che la carne di pesce favorisce lo sviluppo della memoria? Per questo la dietetica consiglia la car- ne di pesce a quanti soffrono di distur- bi e di perdita di memoria. La carne di pesce infatti è ricca di fo- sforo e di fosforo ha bisogno il nostro cervello. *** MOT D'ENFANT Claire voudrait bien savoir comment elle est née, et sa mère lui donne la traditionnelle réponse des choux et des roses : — Tu vois, lui dit-elle, tu étais dans le grand rosier grimpant. Un matin, je suis descendue et je t'ai entendue pleu- rer tout au fond d'une grosse rose. — J'ai eu de la chance che tu descen- des la première, s'écrie la petite fille. Ça aurait pu être Mémé qui soit ma mère! LUCILLA Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2. Concordato). Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. confezioni per uomo, signora, ragazzo la SOCIALE VESTE TUTTA LA FAMIGLIA A PREZZI IMBATTIBILI Corso Batt. Aosta 12 - Tel. 40.8.06 AOSTA Occasioni del mese: abiti donna L. 3.500 tailleurs da L. 7.000 a L. 15.000 abiti uomo da L. 10.000 a L. 21.000 giacche ragazzo da L. 4.000 a L. 10.000 ed altri numerosi articoli a prezzi ribassati « La mancanza di decoro è una mancanza di buon senso ». Roscommon IL «VIN BRULE» E' una medicina da non dimenticare: nei tempi che furono guariva i raffred- dori, le influenze e tutti i mali dell'in- verno. Avremmo torto di dimenticarla. La sera, riuniti tra amici, nelle giorna- te piovose specialmente o in alta mon- tagna, il « vin brulé » conserva tutte le sue proprietà toniche e benefiche. Per fare un buon «vin brulé» è neces- sario, è chiaro, di usare vino di buona qualità e di gradazione; se rosso, alme- no 11 o 12 gradi; se bianco è preferibi- le quello dolce. In una pentola di smalto o di acciaio inossidabile, si faccia bollire il vino fino a che si formi sul liquido una bella schiu- ma evanescente. Zuccherate abbondante- mente e profumate con cannella o chio- di di garofano; potete aggiungere una buccia di limone; bevete subito. Il « vin brulé » non sa aspettare nè si conserva. Dev'essere servito in bicchieri fini che resistono meglio al calore; per maggio- re sicurezza mettete nel bicchiere un cucchiaino con dello zucchero. Potete anche bruciare e avvampare il vino come si usa per i « punch », ag-