MÉLANGE: Museo di Storia Naturale, Evoluzione degli Uccelli e Solidarietà per il Nicaragua.
me_lange_marzo_1985.pdfIl numero di Marzo 1985 della pubblicazione trimestrale "MÉLANGE," curata dalla Biblioteca Comunale di Saint-Pierre (Valle d'Aosta), affronta una vasta gamma di temi che spaziano dalla cultura locale alla solidarietà internazionale. A livello locale, il documento critica la gestione delle biblioteche e annuncia la prossima riapertura del Museo Regionale di Storia Naturale presso il Castello di Saint-Pierre, descrivendone le collezioni, i finanziamenti regionali e gli obiettivi didattici. Ampio spazio è dedicato anche ad articoli di storia naturale (come l'evoluzione, il volo e il canto degli uccelli) e a una significativa campagna di solidarietà per il Nicaragua. Questa sezione illustra la caduta del regime di Somoza, la minaccia della guerra controrivoluzionaria finanziata dagli USA, il lavoro di volontari valdostani e una riflessione teologico-sociale sui concetti di pace e sottosviluppo. Infine, il periodico riporta aggiornamenti sulla comunità, inclusi i risultati dell'evento "Lancio dei Palloncini" e l'annuncio del rinnovo della Commissione di Gestione della Biblioteca Comunale.
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9 3367 MÉLANGE Pubblicazione Trimestrale - ANNO 3° - N. 1 Spedizione in abb. post. (gruppo IV - 70%) Etavel 11010 SAINT PIERRE MARZO 1985 MÉLANGE - Direttore Responsabile: Alida Caligaris - Direzione e Redazione: Biblioteca Comunale Saint-Pierre (Valle d'Aosta) - Autorizzazione del Tribunale di Aosta n. 4/83 del 4.5.1983 - Tipografia ITLA, Via Monte Solarolo 15, Aosta - Copertina: G. Zuppini
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catalogazione, acquisto e invio libri). Non è neppure per la mancanza di finanziamenti, i libri sono stati ordinati da più di un anno ma probabilmente sono ancora inscatolati e in attesa di catalogazione ne gli uffici del Servizio Biblioteche, vuoi per mancanza di personale, vuoi per vuoti dirigenziali. Così il patrimonio librario si impoverisce e quando devo dare rispo- ste negative agli studenti mi sembra che una legge così importante co me quella dell'istituzione delle biblioteche abbia deluso le aspetta- tive. A questo discorso si potrebbe obiettare che, in fin dei conti, la bi- blioteca non è poi così importante per il paese, l'interesse per la lettura è scarso ma anche se questo è vero in parte, deve funzionare per quelle persone, poche o tante non importa, che la frequentano abi tualmente e poi vi è sempre la speranza che i bambini che oggi la usa no regolarmente possano essere domani dei cittadini per i quali l'in- formazione, la cultura sono un diritto. ============================== Un libro : IL VENTO TRA I SALICI Tra i salici in riva al fiume il Vento racconta storie fantastiche: c'è un Rospo ricco e vanitoso appassionato di automobili; c'è un Topo d'acqua intelligente e sensibile che scrive poesie, c'è una Talpa en- tusiasta del mondo, c'è un Tasso saggio ..... Per gli adulti che non hanno dimenticato la fantasia, per i bambini un mondo incantato per poi discuterne insieme ...... ============================== MERLO ACQUAIOLO Volare, Icaro e Leonardo sono i punti di riferimento che ci conferma no quanto l'uomo abbia sempre cercato di vincere la gravità, di po- ter guardare dall'alto questo meraviglioso Eden utilizzando la sua forza fisica, ma senza mai poterlo fare. Certo, ora, noi possiamo vo lare. Portati da grosse macchine ideate dalla nostra intelligenza siamo già arrivati sulla luna e forse andremo oltre, ma le acrobati- che evoluzioni degli uccelli rimarranno per noi solamente un sogno. Ecco perché questi nostri vicini hanno sempre sollecitato la nostra fantasia: angeli, demoni, Superman, mentre noi continuiamo, passo dietro passo ad arrancare faticosamente sulla crosta terrestre. Come sono nati gli uccelli? E' questa una domanda che non ci siamo mai posti'. Per noi sono sempre esistiti, fin da bambini li abbiamo visti volare sopra di noi e mai abbiamo pensato che anch'essi, un tempo, fossero legati alla terra. L'evoluzione degli uccelli è inve- ce stata lenta. Probabilmente l'origine risale al periodo Triassico (225/180 milioni d'anni fa) quando alcuni rettili hanno subito una trasformazione che li ha portati progressivamente ad avere la carat teristica degli attuali uccelli. -4- - 5 -
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GIA circa 60 milioni d'anni fa esistevano alcune specie d'uccelli mo- derni che attraverso le varie epoche glaciali arrivano sino a noi con circa 8600 specie. Prendiamo ora in esame quelle caratteristiche che più ammiriamo negli uccelli: il volo, il canto e i colori. La capacità di volare gli è data dalla struttura aerodinamica del cor- po, dal suo peso ridotto per l'ossatura cava, dalla forza dei muscoli pettorali atti a rimuovere gli arti anteriori (ali), il tutto bilan- ciato in modo armonico che gli permette di spostarsi velocemente nel- l'aria'. Il canto è un altro aspetto interessante di questi animali. Molti credono che un uccello canti per il proprio piacere perché spes- so così fa l'uomo, ma purtroppo non possiamo paragonarlo al nostro canto, il suo canto è un mezzo di comunicazione. Le manifestazioni vo- cali degli uccelli si possono distinguere in gridi o versi e canto ve- ro e proprio. I primi possono avere diversi significati quali: allar- me, richiamo, litigio, paura, ecc. Il secondo, molto più ricco di no- te, è usato per avvisare gli estranei della presa di possesso di un territorio ed in alcune specie per identificarsi nei riguardi dell'al- tro sesso. Un altro segnale utile all'economia di sopravvivenza degli uccelli, come anche in altri animali, sono i colori'. Sgargianti in alcuni, mi- metici in altri, hanno anch'essi una funzione ben precisa: farsi rico- noscere dall'altro sesso o confondersi con l'ambiente circostante. Questi sono alcuni degli aspetti più interessanti di questi simpatici animali e non è certo con questa breve carrellata che si possa appro- fondire l'argomento uccelli, ben altro bisognerebbe dire sulle altre importanti caratteristiche e sulla utilità che hanno per l'equilibrio dell'ambiente e per la stessa sopravvivenza del genere umano. Abbiamo solo guardato in alto, nel cielo, e captato i segnali più ap- pariscenti che essi ci fanno avvertire, ma il loro mondo è ben più complesso di quanto ci appaia. - 6 - (F.S.) MI DAI UNA PENNA? VOGLIO IMPARARE A SCRIVERE Il Movimento Laici America Latina (M.L.A.L.), presente da quattro an- ni in Nicaragua con numerosi programmi di volontariato, ha promosso una campagna di raccolta di materiale didattico (penne, matite, pa- stell1, quaderni, carta, ecc.) da inviare in Nicaragua. A tale inizia- tiva collaborano, in campo nazionale le A.C.L.I. e l'A.R.C.I. In campo regionale si stanno impegnando nella realizzazione di tale progetto oltre alle ACLI e all'ARCI le sezioni valdostane dell'asso- ciazione di amicizia e di solidarietà Italia-Nicaragua e altre asso- ciazioni sensibili al problema della pace. In tutta la Valle sono stati proposti dei centri di raccolta di mate- riale didattico, tra cui la Biblioteca Comunale di Saint Pierre, la quale ha accettato ed oltre alla pubblicizzazione di tale campagna si vuol fare conoscere meglio la realtà del Nicaragua con la proiezione di un audiovisivo in alcuni paesi della Valle, in biblioteche e scuo- le. Tale audiovisivo è stato realizzato con il materiale raccolto dai vari volontari, sia italiani che di altri paesi, che sono stati in Ni- caragua. Al termine di questa proiezione, se ci sarà qualcuno interes- sato a vederla, sarà proiettata una serie di diapositive che racconta no l'esperienza di volontariato in Nicaragua della valdostana Elena Pozza. PERCHE' IL NICARAGUA? Nel 1979, dopo circa mezzo secolo di dittatura l'ultimo rappresen- te della dinastia dei Somoza, abbandona il Nicaragua con l'incalzare del fronte sandinista di liberazione nazionale e lasciando dietro di sè un paese praticamente distrutto: cinquantamila morti e una situa- zione economica e sociale assai drammatica. Ma la vicenda del Nicara- gua è la prova che si può vincere la battaglia per la democrazia, per il progresso anche nelle condizioni più difficili. E' stata una gran- de dimostrazione di forza e di capacità di autodeterminazione, che co- stituisce un grande esempio per l'intera Amercia Latina e per tutti i popoli che in ogni parte del mondo lottano per la propria indipenden- za contro ogni tipo di oppressione politica, militare ed economica. Vi è stata la presa di coscienza della necessità di una rottura degli equilibri creati in questa vasta area del mondo dal dominio imperiali - 7 -
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sta e dalle grandi società multinazionali. E la rivoluzione in Nicar gua oggi continua, per rivoluzione i Nicaraguensi intendono un lungo processo di trasformazione della società che va costruito giorno per giorno con la partecipazione di tutta la popolazione la quale, come ha dato il consenso e l'adesione politica-militare alla lotta del fronte sandinista così oggi si trova impegnata nella rinascita di un nuovo paese (Tratto da "Atti del Convegno sul Nicaragua" Genova - giugno 1980). Purtroppo, però, anche lo stato di guerra continua in Nicaragua la cui popolazione è continuamente aggredita da bande controrivoluziona- rie finanziate dagli USA che uccidono e distruggono con uno stillici dio continuo (8.000 morti dal '79 ad oggi). Il processo di ricostruzione del paese, che procede nonostante enor- mi difficoltà, viene così continuamente sabotato nel tentativo di im pedire a questo popolo la realizzazione del suo progetto di indipen- denza, di libertà, di democrazia e di pace. La ricostruzione del paese continua grazie anche all'aiuto economico di vari paesi europei sollecitati dal lavoro di informazione sulla situazione nicaraguense e di sostegno dei vari gruppi e associazioni di solidarietà, e grazie anche all'impegno diretto dei vari volonta- ri che si recano a lavorare in quel paese. UNA VOLONTARIA VALDOSTANA IN NICARAGUA Tra i volontari presenti in Nicaragua presta la sua opera nel setto- re sanitario, ormai da due anni e mezzo, la valdostana Elena Fozza, direttrice della scuola per infermiere professionali di Aosta, Per cercare di capire, sia pur parzialmente quello che può essere lo impegno sia di lavoro che di coscienza di questi volontari riportia- mo alcuni brani di un articolo da lei scritto e pubblicato da Adista- Aosta (Agenzia mensile informazioni stampa) di gennaio-febbraio 1985. - Approfittando di una mia breve pausa di riposo in Italia, vorrei riprendere l'argomento, aggiornandovi su quanto si fa oggi, in parti- colare nel settore sanitario in cui opero, per ricostruire il Nicar gua pur in una situazione di guerra e di stillicidio continuo di di- struzione da parte delle bande controrivoluzionarie. Vorrei, anche per far precedere il resoconto da alcune mie riflessio ni sulla pace, per farvi partecipi delle motivazioni che stanno alla base del mio lavoro e della mia presenza in mezzo a campesinos che vi vono in una situazione di guerra (non dichiarata). LA MIA RICERCA Inserita in un servizio di volontariato in un paese in armi, duramen- te aggredito, martoriato, ho vissuto lunghi momenti di sofferenza e di conflitto, prima di capire che cosa voleva dire per me, cristiana, la pace. Alcune considerazioni le avevo già scritte laggiù, in Nicaragua; pen- sieri sparsi, osservazioni a cui ora cerco di dare un filo logico, perché - mi diceva un amico - chi tiene per sé i pensieri di pace, se li troverà marciti. Punto di annuncio-provocazione della mia ricerca è stata (ed è tutto- ra) la parola di Gesù: "Vi lascio la pace, vi dò la mia pace. Non co- me la dà il mondo, io la dò a voi". (Giov. 14,27). Pertanto punto di partenza e di riferimento è stata per me la figura di Gesù di Naza- reth, la sua parola e la sua prassi. Gesù è il messia che mette in at to il Regno di giustizia, di verità e di amore donato dal Padre a tut ti gli uomini. Così su queste rifelssioni io mi sono chiesta: "Come posso io attuare la pace che dà Cristo? C'è differenza tra la pace di Cristo e quella del mondo"? La mia risposta personale è stata che la pace vera è quella del Regno, pace che passa e si realizza nel mondo attraverso un "cuore converti- to" e le "situazioni storiche". Si trattava di una risposta molto per sonale, come personale è stato il cammino fatto per conciliare nella mia vita fede e politica. Ma il bisogno profondo di capire e di confrontare con altri quanto avevo intuito, mi ha portato a scrutare nel pensiero della Chiesa, e- spresso soprattutto nelle ultime encicliche, qual era la parola del magistero. Riporto alcune considerazioni che ho fatto dopo lunghe fa- tiche e con discussioni con amici volontari svedesi che, come me, ave vano vissuto situazioni conflittuali e di sofferenza. LA MIA RISPOSTA Il magistero della Chiesa sulla pace non ha espresso un principio - 9 -
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universale, valido sempre e dovunque. Infatti Paolo VI° passava dalla accettazione "della insurrezione rivoluzionaria" (Populorum Progres- sio, n. 31) alla dichiarazione che la violenza è sempre da respingere perché "non è cristiana né evangelica" (Evangelo Nuntiandi, n. 37). Giovanni Paolo II° a Vienna, nel suo discorso del 12/9/83, dirà: "Ci sono casi in cui la lotta armata è un male inevitabile, a cui in cir- costanze tragiche non possono sottrarsi neanche i cristiani". Così, in assenza di un principio universale valido in sé in ogni cir- costanza, spetterà alle comunità cristiane ricercare soluzioni concre- te, legate alla propria situazione storica, cercando di tener conto della proposta non violenta che viene dal Vangelo. Il Concilio ha sottolineato con insistenza il legame tra pace e giu- stizia. Costruire la pace significa anche lottare contro il sottosvi- luppo. E' difficile cogliere il legame tra pace e fame. Noi cattolici abbiamo dato notevole attenzione al Terzo Mondo, spesso in forma assi stenziale, e minor attenzione alla pace; così due problemi sono rima- sti separati. Solo recentemente, mi sembra si stia prendendo coscien- za del legame tra sottosviluppo e pace; però io penso che nel mondo non ci sarà né sviluppo né pace senza una nuova politica, una nuova economia. Così, per me cristiana, costruire la pace nella mia quotidianità ha voluto dire cercare, attraverso la preghiera, che cosa significa 'en- trare nell'azione di Dio nella storia', perché la pace - ricordiamolo - è dono di Dio, affidato agli uomini'. Tutta l'impalcatura della pace biblica, con le sue esigenze anche materiali, è mantenuta e radicaliz zata nel Regno di Dio. Il Regno della pace è promesso per il futuro, ma è già qui nella storia. E nella storia il Regno conosce un itine rio che attraversa le strutture sociali e politiche. In questo itine- rario noi volontari ci siamo inseriti con sforzo e con sofferenza, vi- vendo con gli 'ultimi', credendo che il traguardo finale sia quello della fraternità universale, fraternità che si può raggiungere solo partendo dai poveri, pensando che un'umanità liberata nascerà solo da loro. E noi non possiamo andare loro incontro pensando di portare la liberazione, ma andiamo con loro per liberarci insieme. (a cura di Giancarlo Bagnod e Ghione M. Teresa) - 10 - BAMBINI, ricordate il LANCIO DEI PALLONCINI? Sono ritornate sei cartoline, di cui cinque provengono dalla Francia (sarà per il bilinguismo?) e una di queste cartoline portava anche una lettera che molto volentieri pubblichiamo. Mon père, Michel Dalmasso, a trouvé la carte accrochée au balon pendant qu'il travaillait dans les vignes, je précise le lieu: en France, dans le Var à Roquebrune sur Agens. Le soir en rentrant de l'école, car j'ai 14 ans et demi, il m'apprend la nouvelle et j'en suis ravi. Je m'empresse de t'écrire, mais je n'ai pas d'enveloppe, eh, oui! cela arrive. Donc ma lettre te parviendra un peu en retard, mais elle te parviendra. Je trouve que la paix est une cause excellante et espérons que je te ferai gagner le concours. Je précise entre parenthèse que moi et ma famille sommes d'origine italienne. Si tu gagne le concours fait moi le savoir. RAYMOND DALMASSO - 11 -
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Il Museo Regionale di Storia Naturale nelle stanze del Castello di Saint Pierre A partire dal mese di maggio, verranno riaperte al Castello di Saint Pierre, al termine dei lavori di restauro eseguiti dalla Sovrinten- denza ai Beni Culturali, le prime cinque sale, che ospiteranno la prima sezione del Museo Regionale di Storia Naturale. In esse troveranno posto la descrizione degli ambienti naturali del- la nostra Regione (ambiente alpino invernale, estivo, boschivo e xe- rotermico, cioè caldo-secco), gli uccelli, i mammiferi, gli insetti (soprattutto lepidotteri e coleotteri) che vivono in Valle. Minerali flora e vegetazione saranno sistemati nelle altre sale del castello al piano terra, agibili, una volta terminati i lavori di ristruttura zione ancora in corso, probabilmente dal prossimo anno. Nucleo fondamentale del Museo sono le collezioni formatesi negli an- ni ad opera dei soci della "Société de la Flore Valdôtaine" (che già dal 1978 al 1982, anno in cui cominciarono i restauri nel castello, aveva esposto parte del materiale in suo possesso) a partire dal se- colo scorso: un centinaio fra mammiferi e uccelli, minerali e rocce, un erbario di circa 1200 piante, legni locali ed esotici. A queste si aggiungeranno: la collezione di farfalle diurne di Zaverio Manino, quella di carabidi di Mario Debernardi, un giovane entomologo prema- turamente scomparso, donata in un primo tempo dalla famiglia al Mu- seo Civico di Storia Naturale di Milano, ma che ora tornerà in Valle; la collezione di insetti fitofagi e di altri esemplari di Massimo Bocca, uno dei curatori dell'iniziativa, che ha raccolto anche mammif feri e uccelli in circa 400 esemplari. Di questi e di altri 200 uc- celli acquatici verranno esposti i migliori: tutto il materiale che lo spazio non permetterà di sistemare convenientemente verrà colloca to in altri locali del castello, a disposizione di studenti e studio si della materia. - 12 - Il Museo potrà infatti costituire un concreto e ormai necessario pun- to di riferimento per chi inizi l'attività naturalistica e, in futuro, un centro studi. Il riordino del materiale e l'allestimento del Museo sono stati affi- dati, oltre che ad Efisio Noussan, Presidente della "Société de la Flore Valdôtaine", ad un gruppo di giovani studiosi i quali, dice Noussan: "hanno contribuito alla realizzazione dell'iniziativa con un grande ed essenziale apporto intellettuale, che è del tutto gratuito". Il preventivo di spesa complessivo, infatti, raggiunge gli 85 milioni di lire, per lo più forniti dalla Regione, con un contributo della "Société" e del Comune di Saint Pierre: tutto sommato una somma mode- sta, se rapportata al tipo di realizzazione e alle sue caratteristi- che scientifiche. Da quando si è sparsa la voce dell'imminente apertu ra del Museo, anzi, molti privati hanno offerto gratuitamente materia li da esporre, che andranno ad arricchire le già numerose collezioni disponibili. "La struttura del castello non permette purtroppo un percorso organi- co - ci ha detto l'Arch. Donato Piatti, che ha curato la disposizione e l'allestimento delle teche (in plexiglas e metallo) - quindi abbia- mo scelto di organizzare percorsi piccoli e brevi, cercando di di- sporre sin dove possibile il materiale secondo un punto di vista di- dattico e sistematico". Nelle teche verrà sistemato il reperto, com- pleto di una scheda didattico-informativa e di fotografie, recenti e non. Ci sono esemplari rari? "Abbiamo preferito mostrare la fauna consue- ta - precisano Massimo Bocca e Maurizio Bovio, che hanno curato più specificatamente la parte naturalistica - perché il nostro scopo è didattico-divulgativo e non collezionistico". L'unica eccezione è infatti un gipeto, uccello rapace ormai estinto sulle Alpi, ma presente in Afghanistan e sui Pirenei. - 13 -
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L'esemplare che verrà esposto al Museo, che ha un'apertura alare di m 2,60, fu abbattuto in Val di Rhêmes nel 1913. Infine una curiosità: nel cortile del castello è stato sistemato il tronco pluricentenario di un abete proveniente da La Thuile, di stra- ordinarie dimensioni. Il Museo di Storia Naturale sarà aperto da maggio a settembre, dati i problemi connessi con il riscaldamento del castello. Il suo futuro as- setto, gestionale e organizzativo, è oggetto di un disegno di legge, che si spera possa essere approvato prima del 4 maggio, data presunta dell'inaugurazione del Museo. Alida Caligaris RINNOVO COMMISSIONE DI GESTIONE DELLA BIBLIOTECA dal regolamento della biblioteca comunale: La gestione culturale della biblioteca è affidata ad una Commissione composta da 12 membri, nominati dal Consiglio Comunale, di cui: n.3 membri in rappresentanza della maggioranza consi- gliare e n.2 membri in rappresentanza della minoranza consigliare; n.4 membri proposti al Consiglio dalle Associazioni, istituzioni e circoli culturali. n.3 membri in rappresentanza degli utenti iscritti al la biblioteca, in modo da garantire la presenza dei l voratori, degli studenti, dei genitori, designati in apposita assemblea. I membri della commissione di ge- stione durano in carica fino al rinnovo del Consiglio Comunale e sono rieleggibili. Le associazioni culturali, presenti e operanti sul te ritorio comunale, che intendono avere propri rapprese tanti all'interno della commissione di gestione posso no inviare la loro richiesta all'Amministrazione comu l'assemblea degli iscritti è convocata per il giorno 5/6/85 ore 20,30, presso la sede della Biblioteca. - 14 - - 15 -
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SE NE VA CON IL FANTASMA LA VECCHIA COMMISSIONE DI GESTIONE RINGRAZIANDO E SALUTANDO TUTTI I LETTORI