Saint-Pierre, Maggio 1976: Restauro della Chiesa, Consiglio Pastorale e Cronache Comuni.

5-1976.pdf

Questo bollettino parrocchiale della Paroisse de Saint-Pierre (Maggio 1976) offre un quadro completo della vita religiosa e sociale della comunità valdostana. I temi centrali includono l'urgente gestione del complesso della Chiesa, con l'approvazione del Rendiconto 1975, l'incarico a tecnici specializzati per la verifica strutturale e la pianificazione di un restauro biennale che richiederà lo spostamento temporaneo nella Cappella dei Penitenti. Parallelamente agli impegni amministrativi, il fascicolo propone riflessioni morali sull'educazione, la strumentalizzazione dell'uomo e il vero significato del Natale. La cronaca locale documenta un'ampia gamma di attività: cerimonie religiose (Cresima, Festa dei Pompieri), commemorazioni storiche (65° Anniversario Società Operaia), e il dettagliato programma della neonata Pro Loco. Il bollettino si conclude con un'ampia sezione dedicata agli eventi vitali (battesimi, matrimoni, necrologi) e i risultati delle offerte caritatevoli diocesane (Guatemala, fame nel mondo).

Cerca nel contenuto di questo documento

Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de Saint - Pierre
XVIIème ANNÉE - N. 5
MAI 1976
BULLETIN
PAROISSIAL
DU DIOCÈSE
D'AOSTE
Si vous avez la Foi, l'Espéran-
ce et l'Amour la vie est tou-
jours belle!
Les radieux sourires du printemps de la vie,
du printemps de la nature
Supplemento a:
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
Mon Clocher
Mon Pays
Tip. Valdostana - Aosta


Testo Originale Estratto
Carissimi amici,

A St. Pierre in questi ultimi mesi abbiamo assistito ad episodi di
gravi lacerazioni dovute a lettere, accuse, maldicenze, egoismi; il clima
che si è creato è stato sovente anche drammatico, tanta gente ha sofferto
e soffre tutt'ora. E' giusto tutto questo? La nostra è ancora una comunità?
Non vorrei fare del facile moralismo, ma desidererei porre le nostre
considerazioni ad un livello più elevato: abbiamo bisogno ancora di edu-
carci al rispetto e all'amore dell'uomo.

Educare l'uomo all'umanità

Fare oggi un discorso sull'uomo sembra semplicissimo. Chi, sentendo
parlare uomini politici, di cultura, governanti, industriali, sindacalisti,
insegnanti, ecc. non ha sentito bellissimi discorsi sull'uomo, sulla sua di-
gnità, grandezza, valore? Tutte le fonti che concorrono a formare l'opi-
nione pubblica sono concordi quando si tratta questo argomento: l'uomo
è un valore. Parimenti sono concordi tutte le religioni, tutte le ideologie,
tutte le politiche, tutte le dichiarazioni più o meno universali fatte da tut-
ti quanti gli organismi e le istituzioni, anch'esse più o meno universali.

I discorsi sulle motivazioni del valore sono i più vari; vanno dalla
rivelazione religiosa, dalla fede, alla semplice razionalità, al «senso co-
mune », ma tutti quanti concordano nelle conclusioni. Tutto questo però
solo nella teoria.

Nella pratica invece mai principio è stato più contraddetto di questo.

Nel corso della storia, nel nostro mondo di oggi, nella nostra espe-
rienza di ogni giorno l'uomo, al contrario di essere considerato un valo-
re, è stato ed è tuttora il soggetto più strumentalizzato, ignorato, merci-
ficato, oppresso, calpestato e a volte anche eliminato. Diamo un'occhiata
alla storia: da una parte pochi uomini, i detentori del potere, dei canali di
informazione, dei mezzi di produzione; dall'altra enormi greggi di suddi-
ti, di volta in volta utilizzati a costruire palazzi e a distruggerli, a edifica-
re piramidi, a fare guerre, a tracciare confini, a difendere interessi di al-
tri, a scannarsi fra di loro, a vendersi per pezzetti di potere apparente,
a crocifiggere chi vorrebbe aprire loro gli occhi, a far funzionare campi
di sterminio per i loro simili e per loro stessi.

Diamo poi un'occhiata al mondo di oggi. Viviamo immersi in un tipo
di società, siamo perni di una macchina che produce e mantiene squili-
bri assurdi, che ha istituzionalizzato il fatto che gli ammalati mentali
vadano messi in prigione, che lo stomaco del superburocrate abbia un vo-
lume venti volte superiore a quello di un pensionato, mettendo le retribu-
zioni in tale proporzione, che i meridionali emigrati al nord abbiano i loro
figli bocciati a scuola, che lascia ingrassare tanti parassiti ma morire mol-

Centro arredamento cucine componibili

una guida
sicura per
arredare la
vostra cucina
Visitateci

CONCESSIONARIO CUCINE SARILA

IMAGNIN

Radio - Tv - Elettrodomestici - Lampadari

Negozio : Via S. Anselmo, 41 - Tel. 44168
Esposizione: Via Festaz, 5 - Tel. 32321
11100 AOSTA

Mese del lampadario
sconti dal 30 al 40 %

APPROFITTATENE!

— 1


Testo Originale Estratto
ti più lebbrosi, che spende tanto per gli armamenti e tanto poco per sfa-
mare i poveri.
Guardiamo anche gli aspetti meno drammatici della realtà che ci
circonda. Dov'è l'uomo? Esso non si presenta mai come tale, ma sempre
ricoperto da un ruolo, da una funzione!
E' concorrente da battere, potente da riverire, elettore da orientare,
burocrate da assecondare, amico da strumentalizzare, consumatore da
conquistare, collega da invidiare, malato, lebbroso, handicappato, anziano,
povero, baraccato da dimenticare. Tutto questo quando va bene. In tanti
altri paesi esso è nero da segregare, nemico da uccidere, detenuto da
torturare e purtroppo tante altre cose.
Quindi noi ci troviamo anche oggi a dover constatare che la teoria è
opposta alla prassi, che l'uomo, purtroppo, trova sempre pochissimo spa-
zio ed è quasi sempre relegato all'ultimo posto. Dall'analisi storica e da
tutte le precedenti valutazioni sulla nostra cosiddetta « civiltà » ci vengo-
no tanti motivi di preoccupazione nei riguardi dell'uomo e del suo desti-
no; ci può venire però anche una indicazione positiva e costruttiva, una
chiarificazione. Nella storia ci sono sì gli oppressori, gli egoisti, i de-
linquenti, ma ci sono anche i santi, i ricercatori, i missionari, e tutti
coloro che in tutti i settori svolgono servizi utili agli altri.
Ecco quindi, anche per giungere al messaggio centrale di questo
discorso, l'indicazione da trarre: bisogna considerare l'uomo non come
entità, ma come progetto, non come è stato o è, ma come può scegliere
di essere in futuro.
Educare l'uomo all'umanità potrebbe allora voler dire cercare di
fare degli uomini che negli altri sappiano vedere dei loro simili, degli
altri uomini, non degli oggetti da usare, ma dei soggetti coi quali
cooperare.
Questa mentalità nuova porterebbe cambiamenti nei rapporti inter-
personali, nelle strutture e nei rapporti di potere e alla lunga cambie-
rebbe la nostra cultura e la nostra società.
Io penso che tali uomini saprebbero finalmente creare un mondo
dove sarebbe possibile realizzare un rapporto fraterno alla pari, da
uomini uniti da situazioni comuni e orientati verso il soddisfacimento
di comuni necessità ed aspirazioni. In tale mondo troverebbero posto
la solidarietà, il rispetto, la cooperazione, il servizio; verrebbero ab-
battuti i pregiudizi e le barriere contro il prossimo; si instaurerebbero
nuovi rapporti con gli altri basati sulla generosità e la parità; si rime-
dierebbe almeno in parte a tutte le nostre colpe del passato; in una parola
il valore della persona sarebbe riconosciuto e incomincerebbe a rea-
lizzarsi più giustizia.
A questo progetto dovrebbero dare un grande contributo sopratutto
coloro che per fede dovrebbero non solo cercare la giustizia, ma anche
assumersi le croci degli altri e superare la giustizia con la carità, dovendo
essi riconoscere, nei più piccoli dei loro fratelli, il volto del Signore.
Consiglio
Pastorale
Relazione del
Segretario
sull'attività
svolta.
Dal nostro ultimo incontro nume-
rosi sono stati gli argomenti presi
in esame dal Consiglio Pastorale e
per alcuni di essi, che rivestivano una
importanza ed un carattere di par-
ticolare urgenza, si è provveduto,
nell'ambito delle disponibilità e del-
le competenze, in modo solerte e
preciso.
Iniziamo subito a parlare di quel-
lo che è l'argomento che ci sta più
a cuore e che sappiamo ormai essere
al centro dell'attenzione della no-
stra Comunità: la Chiesa e più pre-
cisamente tutto il complesso dell'e-
dificio che la compone. Vi assicu-
riamo subito che non esistono stan-
do alle ultime relazioni di cui siamo
in possesso e che Vi illustreremo in
seguito, dei pericoli impellenti, nè
hanno ragioni di esistere le pur uma-
ne preoccupazioni di molti, per i ti-
mori di crolli e di improvvisi cedi-
menti del fabbricato.
Nel corso, infatti, dell'ultima riu-
nione, avvenuta il giorno 30 marzo
u.s., il Presidente del Consiglio Pa-
storale, Don Aldo Rastello, ha svolto
una concreta relazione in base ai do-
cumenti trasmessigli dal Presidente
della Giunta Regionale Avvocato Ma-
rio Andrione. Il presidente della
Giunta infatti, informa di aver dato
mandato all'Assessorato ai Lavori
Pubblici della Valle d'Aosta perchè
si incarichi del programma di lavoro
mentre contemporaneamente deter-
mina l'intervento di alcuni tecnici-
esperti, provenienti da Ditte Specia-
lizzate della provincia di Milano, al-
lo scopo di esaminare ulteriormente
la situazione e relazionare, pensiamo
definitivamente e completamente, i
competenti Organi Regionali.
E' particolarmente complesso en-
trare nel dettaglio specifico di quello
che è il programma di intervento, sa-
rebbe necessario anche da parte no-
stra una buona preparazione tecnica,
comunque ci ripromettiamo, quando
verrà definito nelle sue linee essen-
ziali, di renderlo pubblico attraverso
una riunione appositamente indetta.
E' chiaro che, parallelamente a
2 —
— 3


Testo Originale Estratto
questo, si sviluppa il discorso pro-
grammatico di quella che dovrà es-
sere la soluzione temporanea della
sostituzione del luogo di culto. I la-
vori di restauro, infatti, quando a-
vranno preso il via, si impegneranno
attraverso un arco di tempo non in-
feriore ad un paio di anni e pertanto
anche le soluzioni provvisorie do-
vranno essere particolarmente pro-
grammate e studiate a priori.
E' evidente che l'unica possibilità
attuale ci viene offerta dalla Cap-
pella dei Penitenti, sita accanto al
nuovo plesso scolastico e tradizio-
nale sede di rappresentazioni cine-
matografiche e teatrali.
La situazione attuale dei locali del-
la suddetta Cappella è però abba-
stanza preoccupante, se non altro da
un punto di vista economico, in quan-
to, per renderla agibile al culto sono
necessari alcuni interventi di discre-
ta entità finanziaria. Si è così prov-
veduto ad impostare un programma
di massima al termine del quale il
Consiglio Pastorale sarà in grado di
definire l'importo economico-tecnico
che questa riattivazione comporta.
Il Presidente ha, in questo periodo,
presentato un dettagliato Rendicon-
to Economico della Gestione Finan-
ziaria 1975 della Chiesa. Sottoelenca-
ti troverete le cifre relative ad ogni
entità economica, comunque l'esame
analitico delle voci che lo compon-
gono è stato particolareggiato ed e-
sauriente, risultando poi essere ap-
provato, all'unanimità, da parte dei
presenti consiglieri.
Entrate: 2.571.100
Uscite: 1.562.733
Fondo cassa: 6.199.016
4 —
In conclusione la situazione pre-
senta una soddisfacente posizione at-
tiva, in ogni suo capitolo, anche se,
come è stato rilevato, le previsioni
di spesa futura sono, per la natura
stessa dei loro interventi, assai gra-
vose.
Come avrete avuto occasione di
constatare personalmente si è prov-
veduto ad anticipare di mezz'ora lo
svolgimento della funzione Religiosa
festiva, che tradizionalmente aveva
inizio alle ore 10,30; vi avevamo già
accennato che questa decisione del
Consiglio non era stata accolta, agli
inizii, con particolare entusiasmo ed
anzi onestamente si era incontrato
parecchio scetticismo in proposito.
Dopo un periodo di esperimento
sembra però che vada sempre più
incontrando i favori dei fedeli e sia-
mo certi che con l'avvento del bel
tempo e delle scampagnate domeni-
cali in montagna, questa iniziativa
sarà sempre più gradita.
Gradito è stato, tra l'altro, il con-
statare che dopo alcuni richiami ad
un maggior senso di responsabilità
e coscienza da parte di coloro che
erano soliti acquistare i giornali po-
sti all'entrata della Chiesa, si sia ri-
tornati alla normalità amministrati-
va nel senso che mentre prima la
proporzione dei giornali mancanti e
denaro trovato nelle cassette era as-
solutamente ridicola, ora i conti qua-
drano un po' meglio, ragione per cui
questa vendita, per alcuni assai co-
moda, continuerà ad aver luogo.
Ancora una cosa riguardante la
manutenzione del castello del grup-
po campanario. Il Consiglio Pastora-
le, dopo attento esame delle offerte
pervenute e dopo una indagine co-
noscitiva che rendesse possibile una
alternativa di intervento, ha deciso
di affidare il lavoro comune di ri-
verniciatura e piccola manutenzione
a personale della nostra Parrocchia,
mentre per la parte propriamente
tecnica ci si continuerà ad avvalere
della collaborazione offerta da una
Ditta, specializzata nel settore, aven-
te sede in Acqui Terme.
Altre approfondite discussioni su
catechesi, evangelizzazione e promo-
zione umana, hanno caratterizzato le
nostre riunioni: è stata sottolineata
l'importanza di una responsabilizza-
zione dei singoli e delle famiglie al-
l'opera di crescita cristiana.
E' tutto per questa volta, grazie
per l'attenzione e arrivederci.
Il Segretario del Consiglio P.
Carlo Gobbo
Cronaca di paese
4 Novembre
Gli ex-combattenti, come ogni an-
no si sono ritrovati per celebrare la
pace, nel ricordo di quanti soffriro-
no a causa della guerra. Dopo la
messa in suffragio dei defunti di tut-
te le guerre e per i morti dell'asso-
ciazione, ci si è recati al monumento
mentre la campane suonavano l'Inno
del Piave. Attorno alla lapide, tutti
i presenti si sono raccolti in preghie-
ra, ricordando i sacrifici e le pene di
quanti sono morti desiderando un
mondo più giusto e fraterno.
Il presidente dell'associazione,
Borre Giuseppe, dopo aver ricorda-
to il significato profondo e umano
della festa, ha commemorato Boche
Grato, prematuramente scomparso,
che in tanti anni ha lavorato per il
bene degli ex-combattenti. Ha pre-
so, quindi, la parola il Sindaco, ri-
Discorsi
al monumento
— 5


Testo Originale Estratto
questo, si sviluppa il discorso pro-
grammatico di quella che dovrà es-
sere la soluzione temporanea della
sostituzione del luogo di culto. I la-
vori di restauro, infatti, quando a-
vranno preso il via, si impegneranno
attraverso un arco di tempo non in-
feriore ad un paio di anni e pertanto
anche le soluzioni provvisorie do-
vranno essere particolarmente pro-
grammate e studiate a priori.
E' evidente che l'unica possibilità
attuale ci viene offerta dalla Cap-
pella dei Penitenti, sita accanto al
nuovo plesso scolastico e tradizio-
nale sede di rappresentazioni cine-
matografiche e teatrali.

La situazione attuale dei locali del-
la suddetta Cappella è però abba-
stanza preoccupante, se non altro da
un punto di vista economico, in quan-
to, per renderla agibile al culto sono
necessari alcuni interventi di discre-
ta entità finanziaria. Si è così prov-
veduto ad impostare un programma
di massima al termine del quale il
Consiglio Pastorale sarà in grado di
definire l'importo economico-tecnico
che questa riattivazione comporta.

Il Presidente ha, in questo periodo,
presentato un dettagliato Rendicon-
to Economico della Gestione Finan-
ziaria 1975 della Chiesa. Sottoelenca-
ti troverete le cifre relative ad ogni
entità economica, comunque l'esame
analitico delle voci che lo compon-
gono è stato particolareggiato ed e-
sauriente, risultando poi essere ap-
provato, all'unanimità, da parte dei
presenti consiglieri.

Entrate: 2.571.100
Uscite: 1.562.733
Fondo cassa: 6.199.016

4 —
In conclusione la situazione pre-
senta una soddisfacente posizione at-
tiva, in ogni suo capitolo, anche se,
come è stato rilevato, le previsioni
di spesa futura sono, per la natura
stessa dei loro interventi, assai gra-
vose.

Come avrete avuto occasione di
constatare personalmente si è prov-
veduto ad anticipare di mezz'ora lo
svolgimento della funzione Religiosa
festiva, che tradizionalmente aveva
inizio alle ore 10,30; vi avevamo già
accennato che questa decisione del
Consiglio non era stata accolta, agli
inizi, con particolare entusiasmo ed
anzi onestamente si era incontrato
parecchio scetticismo in proposito.
Dopo un periodo di esperimento
sembra però che vada sempre più
incontrando i favori dei fedeli e sia-
mo certi che con l'avvento del bel
tempo e delle scampagnate domeni-
cali in montagna, questa iniziativa
sarà sempre più gradita.

Gradito è stato, tra l'altro, il con-
statare che dopo alcuni richiami ad
un maggior senso di responsabilità
e coscienza da parte di coloro che
erano soliti acquistare i giornali po-
sti all'entrata della Chiesa, si sia ri-
tornati alla normalità amministrati-
va nel senso che mentre prima la
proporzione dei giornali mancanti e
denaro trovato nelle cassette era as-
solutamente ridicola, ora i conti qua-
drano un po' meglio, ragione per cui
questa vendita, per alcuni assai co-
moda, continuerà ad aver luogo.

Ancora una cosa riguardante la
manutenzione del castello del grup-
po campanario. Il Consiglio Pastora-
le, dopo attento esame delle offerte
pervenute e dopo una indagine co-
noscitiva che rendesse possibile una
alternativa di intervento, ha deciso
di affidare il lavoro comune di ri-
verniciatura e piccola manutenzione
a personale della nostra Parrocchia,
mentre per la parte propriamente
tecnica ci si continuerà ad avvalere
della collaborazione offerta da una
Ditta, specializzata nel settore, aven-
te sede in Acqui Terme.

Altre approfondite discussioni su
catechesi, evangelizzazione e promo-
zione umana, hanno caratterizzato le
nostre riunioni: è stata sottolineata
l'importanza di una responsabilizza-
zione dei singoli e delle famiglie al-
l'opera di crescita cristiana.

E' tutto per questa volta, grazie
per l'attenzione e arrivederci.
Il Segretario del Consiglio P.
Carlo Gobbo

Cronaca di paese

4 Novembre
Gli ex-combattenti, come ogni an-
no si sono ritrovati per celebrare la
pace, nel ricordo di quanti soffriro-
no a causa della guerra. Dopo la
messa in suffragio dei defunti di tut-
te le guerre e per i morti dell'asso-
ciazione, ci si è recati al monumento
mentre le campane suonavano l'inno
del Piave. Attorno alla lapide, tutti
i presenti si sono raccolti in preghie-
ra, ricordando i sacrifici e le pene di
quanti sono morti desiderando un
mondo più giusto e fraterno.

Il presidente dell'associazione,
Borre Giuseppe, dopo aver ricorda-
to il significato profondo e umano
della festa, ha commemorato Bochet
Grato, prematuramente scomparso,
che in tanti anni ha lavorato per il
bene degli ex-combattenti. Ha pre-
so, quindi, la parola il Sindaco, ri-

Discorsi
al monumento

— 5


Testo Originale Estratto
cordando il valore di chi si è battu-
to per creare un mondo più giusto,
più democratico.

La festa si è conclusa « Chez Ma-
rio » dove, attorno alla mensa, si è
provata la gioia della fraternità, del
buon vino e dei lieti canti.

* * *

Festa dei Pompieri

I nostri tre gruppi di pompieri,
Rumiod-Borgo-Collina, hanno cele-
brato la festa di S. Barbara, loro
patrona. Nella cappella di Etavel,
Priorato e Rumiod è stata celebrata
la Messa per chiedere a Dio luce e
protezione per tutta la comunità. Il
Parroco ha ricordato a tutti i Pom-
pieri il significato della festa, por-
tando poi l'esempio di S. Barbara
che con coraggio e serenità testimo-
niò la sua fede in un mondo ostile,
invitando a lottare contro la piaga
del « rispetto umano » che molte vol-
te a tanta gente è di ostacolo per pro-
fessare con coraggio la propria fede.
Pompieri di Etavel

Il Parroco ha inoltre ringraziato, a
nome di tutto il paese, i Pompieri
per il loro lavoro, per tanta abnega-
zione specie in occasione dei fune-
rali, dove sanno dare anche il buon
esempio di rispetto e generosità, non
andando ad aumentare il numero di
coloro che, con estrema faciloneria,
preferiscono l'indecorosa chiacchie-
rata... in piazza.

Pompieri di Rumiod
6 —

Sono sempre simpatiche queste fe-
ste perché aiutano a cementare ami-
cizie e fraternità, di cui anche il no-
stro paese ha estremamente bisogno.
Sovente notiamo che egoismo e ge-
losie creano fratture, lotte, accuse,
maldicenze; se ci si ritrovasse di più

assieme forse si capirebbe che il vo-
lersi bene, l'aiutarsi sono valori di
cui tutti abbiamo bisogno, per poter
ancora credere in un mondo più se-
reno, non dominato soltanto dal cie-
co desiderio del profitto e del de-
naro.
Pompieri del Borgo

NATALE

La festa della Natività del Signo-
re è stata celebrata nella nostra par-
rocchia nel raccoglimento e nella
gioia. Un gruppo di giovani, guidati
da alcuni membri del Consiglio Pa-
storale, hanno preparato un bel pre-
sepio in stile valdostano, volendo co-
sì indicare l'attualità della nascita
di Cristo nel nostro piccolo mondo
paesano.

Alla messa di mezzanotte, una
grande folla ha assistito al ricordo
della Natività e tre bambine (Liliana,
Alessandra, Milena) hanno letto un
messaggio natalizio, visto attraverso
il cuore e gli occhi dell'infanzia.

A Natale è tutta la parrocchia, tut-
ta la Comunità che si riunisce in
Chiesa per ricordare la nascita di
Gesù.

Noi bambini ci facciamo voce di
tutta l'assemblea per esprimere in
questo momento solenne, riflessioni,
preghiere, sentimenti.

Ascoltando la radio, la televisione,
guardando le vetrine, abbiamo, in
questi giorni, sentito parlare del Na-
tale con l'invito a comperare a fare
regali.

Panettoni, spumanti, liquori, su-
permercati sono diventati il centro
di strani presepi, accompagnati da
dolci musichette, da volti di bambi-


Testo Originale Estratto
Natale è festa perché Gesù si è fatto
uomo ed è venuto a vivere tra noi.
Questo è il Natale: Gesù venuto
per me, per ognuno di noi, per tutti
noi. E' venuto a portarci la sua pa-
rola, la sua luce e la sua pace.
Lui ci interessa più di tutti i re-
gali che ogni giorno vediamo esposti
nei negozi. I regali ci fanno contenti
un istante e poi torniamo come pri-
ma: non sappiamo cosa fare per di-
vertirci, ci lamentiamo, litighiamo
con i fratelli e con gli amici, disob-
bediamo ai genitori anche se aveva-
mo promesso di stare buoni. Gesù
invece ci dà una gioia che non fini-
sce, ci libera dai peccati, ci insegna
ad essere più impegnati e sereni.
Per noi Natale è avvicinarci di più
a Gesù, essere amici suoi, cercare
di mettere in pratica i suoi esempi,
la sua bontà. A Natale tutti parlano
di bontà; ma se mettessimo in pra-
tica la bontà di Gesù, come sarebbe
più bello vivere! Non ci sarebbero
più guerre, ingiustizie, gente senza
lavoro, poveri, affamati. Allora ve-
ramente capiremmo che dacché Ge-
sù è nato non ci è più lecito essere
felici da soli.
Ascoltate questo esempio.
Alcuni anni fa, la cittadina di Na-
zareth vide arrivare tanti gruppi di
profughi arabi, che si installarono
dappertutto, anche nelle grotte.
Il 25 dicembre, in una grotta umi-
da, un bambino di pelle nera stava
male: gli occhi febbricitanti, il re-
spiro affannoso. Sua madre, una gio-
vane donna araba, lo mise a dormire
nella mangiatoia della grotta tra due
manciate di paglia asciutta. Poi an-
dò a chiamare l'unica persona che
poteva aiutarla: un sacerdote dalle
mani corrose dalla calce, che stava
lavorando come muratore per fare
delle casette per i profughi.
Il prete, stanchissimo, andò con
la madre. Vide il ventre gonfio del
bambino, lo prese in braccio e disse
alla donna: Andiamo all'ospedale.
L'infermiera, nell'ufficio accetta-
zioni, domandò il nome della madre,
quello del bambino, il documento
che provava la loro condizione di
profughi. Il prete era molto stanco
e perse la pazienza.
Rispose: Infermiera, scriva che il
nome del bambino è Gesù, che sua
madre si chiama Maria e che stava
per morire in una grotta il giorno di
Natale; basterà, e per amor di Dio
lo porti a letto.
L'infermiera arrossì, ma disse con
umiltà: ha ragione, padre; spesso
ci dimentichiamo cosa vuol dire
Natale.
Terminiamo con questa preghiera:
1
Gesù,
tu vieni oggi,
in questo nostro mondo.
E lo trovi ancora diviso.
Un mondo senza pace,
che cerca la pace.
C'è frattura
fra poveri e ricchi,
fra giovani e adulti,
fra bianchi e neri,
fra popolo e popolo
fra cristiani e cristiani.
Nella stessa famiglia,
molte volte, c'è divisione,
separazione.
O Gesù,
non siamo in pace tra noi uomini
perché non siamo in pace con Dio.
Tu sei il Principe della pace,
vieni a portare la pace,
la tua pace,
non come la dà il mondo.
Tu vieni a riconciliarci con Dio
e fra noi.
Non possiamo celebrare
il tuo Natale
se non diventiamo
« costruttori di pace »,
se non ci riconciliamo con Dio
e fra noi.
Agnello di Dio,
che togli il peccato del mondo,
donaci la pace,
nella verità,
nella giustizia,
nell'amore.
2
O Gesù,
tu sei presente
e ci vieni incontro
in chi è affamato di pane, di amore,
di verità e di speranza;
in chi è prigioniero
della ricchezza o della miseria;
in chi è ammalato
nel corpo e nello spirito;
in chi geme sotto il peso
di strutture oppressive.
Sei presente in ogni uomo,
perché ogni uomo
sia immagine di Dio.
Tu ci vieni incontro nell'uomo
e ci chiedi di essere concretamente
il Cristo-amore
il Cristo-liberatore
Amen
ni sempre contenti e felici. Per farci
consumare di più quante belle pa-
role e quante trovate! Ma è tutto
qui il Natale?
Centinaia e migliaia di cartoline
e di lettere in tutto il mondo sono in
viaggio per portare gli auguri di
Buon Natale a tanta gente.
Le vetrine sono piene di prodotti
natalizi. Le strade sono illuminate.
La gente si affretta a fare gli acqui-
sti straordinari. I bambini e i grandi
pensano ai regali; a casa si pensa al
bel pranzetto, agli inviti, all'albero
illuminato. E' tutto qui il Natale?
Se il Natale fosse solo questo, non
valeva la pena di uscire in questa
notte dalle nostre case per venire fin
qui in Chiesa. Il Natale dei cristiani,
il nostro Natale, ha un significato
molto più profondo. Per noi il Na-
tale non può fermarsi al panettone.
8 —
— 9


Testo Originale Estratto
ni sempre contenti e felici. Per farci
consumare di più quante belle pa-
role e quante trovate! Ma è tutto
qui il Natale?
Centinaia e migliaia di cartoline
e di lettere in tutto il mondo sono in
viaggio per portare gli auguri di
Buon Natale a tanta gente.
Le vetrine sono piene di prodotti
natalizi. Le strade sono illuminate.
La gente si affretta a fare gli acqui-
sti straordinari. I bambini e i grandi
pensano ai regali; a casa si pensa al
bel pranzetto, agli inviti, all'albero
illuminato. E' tutto qui il Natale?
Se il Natale fosse solo questo, non
valeva la pena di uscire in questa
notte dalle nostre case per venire fin
qui in Chiesa. Il Natale dei cristiani,
il nostro Natale, ha un significato
molto più profondo. Per noi il Na-
tale non può fermarsi al panettone.
8 —
Natale è festa perchè Gesù si è fatto
uomo ed è venuto a vivere tra noi.
Questo è il Natale: Gesù venuto
per me, per ognuno di noi, per tutti
noi. E' venuto a portarci la sua pa-
rola, la sua luce e la sua pace.
Lui ci interessa più di tutti i re-
gali che ogni giorno vediamo esposti
nei negozi. I regali ci fanno contenti
un istante e poi torniamo come pri-
ma: non sappiamo cosa fare per di-
vertirci, ci lamentiamo, litighiamo
con i fratelli e con gli amici, disob-
bediamo ai genitori anche se aveva-
mo promesso di stare buoni. Gesù
invece ci dà una gioia che non fini-
sce, ci libera dai peccati, ci insegna
ad essere più impegnati e sereni.
Per noi Natale è avvicinarci di più
a Gesù, essere amici suoi, cercare
di mettere in pratica i suoi esempi,
la sua bontà. A Natale tutti parlano
di bontà; ma se mettessimo in pra-
tica la bontà di Gesù, come sarebbe
più bello vivere! Non ci sarebbero
più guerre, ingiustizie, gente senza
lavoro, poveri, affamati. Allora ve-
ramente capiremmo che dacchè Ge-
sù è nato non ci è più lecito essere
felici da soli.
Ascoltate questo esempio.
Alcuni anni fa, la cittadina di Na-
zareth vide arrivare tanti gruppi di
profughi arabi, che si installarono
dappertutto, anche nelle grotte.
Il 25 dicembre, in una grotta umi-
da, un bambino di pelle nera stava
male: gli occhi febbricitanti, il re-
spiro affannoso. Sua madre, una gio-
vane donna araba, lo mise a dormire
nella mangiatoia della grotta tra due
manciate di paglia asciutta. Poi an-
dò a chiamare l'unica persona che
poteva aiutarla: un sacerdote dalle
mani corrose dalla calce, che stava
lavorando come muratore per fare
delle casette per i profughi.
Il prete, stanchissimo, andò con
la madre. Vide il ventre gonfio del
bambino, lo prese in braccio e disse
alla donna: Andiamo all'ospedale.
L'infermiera, nell'ufficio accetta-
zioni, domandò il nome della madre,
quello del bambino, il documento
che provava la loro condizione di
profughi. Il prete era molto stanco
e perse la pazienza.
Rispose: Infermiera, scriva che il
nome del bambino è Gesù, che sua
madre si chiama Maria e che stava
per morire in una grotta il giorno di
Natale; basterà, e per amor di Dio
lo porti a letto.
L'infermiera arrossì, ma disse con
umiltà: ha ragione, padre; spesso
ci dimentichiamo cosa vuol dire
Natale.
Terminiamo con questa preghiera:
1
Gesù,
tu vieni oggi,
in questo nostro mondo.
E lo trovi ancora diviso.
Un mondo senza pace,
che cerca la pace.
C'è frattura
fra poveri e ricchi,
fra giovani e adulti,
fra bianchi e neri,
fra popolo e popolo
fra cristiani e cristiani.
Nella stessa famiglia,
molte volte, c'è divisione,
separazione.
O Gesù,
non siamo in pace tra noi uomini
perchè non siamo in pace con Dio.
Tu sei il Principe della pace,
vieni a portare la pace,
la tua pace,
non come la dà il mondo.
Tu vieni a riconciliarci con Dio
e fra noi.
Non possiamo celebrare
il tuo Natale
se non diventiamo
« costruttori di pace »,
se non ci riconciliamo con Dio
e fra noi.
Agnello di Dio,
che togli il peccato del mondo,
donaci la pace,
nella verità,
nella giustizia,
nell'amore.
2
O Gesù,
tu sei presente
e ci vieni incontro
in chi è affamato di pane, di amore,
di verità e di speranza;
in chi è prigioniero
della ricchezza o della miseria;
in chi è ammalato
nel corpo e nello spirito;
in chi geme sotto il peso
di strutture oppressive.
Sei presente in ogni uomo,
perchè ogni uomo
sia immagine di Dio.
Tu ci vieni incontro nell'uomo
e ci chiedi di essere concretamente
il Cristo-amore
il Cristo-liberatore
Amen
— 9


Testo Originale Estratto
LA CRESIMA
Il 29 febbraio 24 ragazzi della no-
stra parrocchia hanno ricevuto la
Cresima.
Belli Marino, Bochet Cristiano,
Charles Stefano, Ciancamerla Pao-
lo, Degani Mauro, Lale Murix Gior-
gio, Lyveroulaz Eddy, Pellissier Mau-
ro, Pozzini Marco, Udali Franco, Zad-
kovich Luciano, Sinopoli Angelo, Bar-
maverain Alice, Berthod Milena, Ce-
lesia Cristina, Chappuis Cinzia, Char-
ruaz Edy, D'agostino Cristina, Dega-
ni Ornella Iris, Empereur Loredana,
Iannino Tiziana, Iuliano Flora, Ju-
nod Tiziana, Mochet Adriana.
Ronzani Stefano, ammalato il gior-
no della festa, è stato cresimato ad
Aymavilles il 19 marzo.
Ecco il commento di una cresi-
mata:
La grande ansia è passata e la fe-
sta è finita. Questa grande festa è
la mia Cresima, che l'ho attesa con
tanta ansia!
E' stato tutto molto bello, l'unico
punto è che forse io non mi sentivo
all'altezza di prendervi parte, per-
chè anche se il parroco ci aveva pre-
parato molto bene io facendo l'esa-
me di coscienza mi sentivo qualcosa
che mi mancava e che non so speci-
ficarlo in parole. La mattina di que-
sto bel giorno splendeva un sole me-
raviglioso, sembrava che volesse par-
tecipare anche lui alla nostra gioia.
Ci ritrovammo tutti sul piazzale
della chiesa e quando arrivò il Ve-
scovo sentimmo tutti una grande e-
mozione, ci incamminammo verso la
chiesa accompagnati dal dolce suo-
no dell'organo, ed io mi sentivo tan-
to vicino a Gesù. Seguì la messa con
molta attenzione e pensavo sempre
al momento in cui avrei ricevuto il
sacramento. Il delizioso canto ci ac-
compagnava dinnanzi al cenacolo
ove il Vescovo uno ad uno ci segnò
la fronte col Crisma, in quell'istante
sentii una grande emozione che, cre-
do, nella mia vita, ricorderò sempre.
Quel giorno feci tante promesse a
Gesù e spero di poterle mantenere.
Alla fine della messa ci diedero un
dono della parrocchia, il Vangelo che
io accolsi con amore. Finita la fun-
zione tutti se ne andarono salutando
il Vescovo. Ci incamminammo verso
casa sentendo dentro di noi tanta fe-
licità.
65ème Anniversaire de la Fondation de la
Société Ouvrière de Secours Mutuels et Protection
« L'union des Saimpierroleins »
Samedi le premier Mai, jour de la
fête du travail, s'est déroulé avec so-
lennité le 65ème anniversaire de la fon-
dation de la Société Ouvrière. Le 8
janvier 1911, comme nous l'apprend
l'article 1 du Statut, à Saint Pierre
s'est constituée une Société Ouvriè-
re de secours mutuels et protection
sous la dénomination de « L'Union
des Saimpierroleins ». L'articolo 2
I bambini della Cresima
10 —
La prima « Société Ouvrière » — 11


Testo Originale Estratto
nous rappelle quels sont les buts de
cette Société:
1) de consolider les liens de fra-
ternité qui doivent exister entre en-
fants d'une même Commune;
2) de prêter tout l'appui moral et
matériel aux membres de la Société
dans le cas de maladie.
Dans une époque où l'on ne sa-
vait pas ce qu'était une Société Mu-
tuelle d'Assurance; la fondation d'une
Société Ouvrière représentait une
conquête Sociale non indifférente.
On était en effet à la veille de la pre-
mière guerre mondiale; les condi-
tions économiques et sociales de nos
paysans étaient loin d'être florissan-

tes; beaucoup de gens n'avaient pas
les moyens suffisants pour mainte-
nir leurs familles et souvent on ne
trouvait pas l'argent pour payer le
docteur et les médicaments.
Aujourd'hui on est orgueilleux de
nos ancêtres qui dans un certain sens
on sû prévenir les temps modernes.
A' la fête du premier Mai on a a-
perçu beaucoup de jeunes: c'est un
bon signe qui nous fait penser que
la Société est une de ces Associations
qui vivront encore même si de nos
jours on peut bien affirmer que les
conditions de vie sociales et économi-
ques se sont notamment améliorées.
G. P.

Attività e programmi della
Pro Loco di St-Pierre

Fondazione 19 agosto 1975.
Assemblea generale ore 21 presen-
ti 40 iscritti si procede alla votazio-
ne del Consiglio Direttivo:
Presidente: Chinchere Eraldo
V. Presidente: Pellissier Lino
V. Presidente: Lale Gerard Aldo
Rappresentanti categorie:
Commercianti: Bois Enrico
Artigiani: Paillex Romano
Agricoltori: Glarey Augusto
Alberghieri: Cognetn Bruno
U. S. St. Pierre: Manella Enrico
Segretario Tesoriere: Barberis Ro-
dolfo
Viene approvato lo Statuto, e si in-
carica il presidente, visto il periodo
di ferie, di organizzare eventuali ma-
nifestazioni.
Si organizza per il 18-10-75 una
partita di calcio tra scapoli e ammo-
gliati con coppa in palio.
Il presidente e il segretario sono

na, ed inoltre il 1° Festival masche-
rato per bambini, dell'Alta Valle di
Aosta, con una massiccia partecipa-
zione di bambini, insegnanti e geni-
tori, vengono distribuiti numerosi
premi.
Il calendario delle manifestazioni
approvato dal Consiglio Direttivo,
comprende:
1) Incontro di calcio Scapoli-Am-
mogliati;
2) Festa del Patrono: a Breian e
al Borgo, con giochi, ecc.;
3) Festa dei Salassi a Breian;
4) Corsa campestre;
5) Promenade a Paletta;
6) Corso e Torneo di scacchi;
7) Mostra pittori e scultori resi-
denti in St-Pierre al Castello;

8) Mostra artigianato tipico val-
dostano;
9) Mostra balconi fioriti;
10) Promenade al Fallère;
11) Gara di monopattino;
12) Torneo di calcio a Vetan;
13) Corso di sci per i bambini;
14) Corso di calcio per i bambini
delle elementari;
15) Corso di pattinaggio per i bam-
bini delle elementari.
ed altre che l'occasione possa fa-
vorirci.
I soci attuali sono 90.
Abbiamo bisogno di tutta la popo-
lazione per riuscire almeno in parte
a svolgere il calendario propostoci.
G. P.

incaricati del disbrigo delle richieste
di affitto locali stagionali e non, ven-
gono contrattate n. 5 richieste, di
cui 4 a buon fine.
Si organizza per il 13-12-75 una fe-
sta danzante al Castello illuminato
per l'occasione, con « boudette ».
Si organizza per il 31-12-75 un ce-
none dei soci, con oltre 70 presenze.
Si organizza il 14-2-1976 una gara
di slalom gigante a Courmayeur con
ricchi premi, 60 iscritti.
Si organizza una gara di fondo a
Vetan con ricchi premi, 27 iscritti.
Si organizza una gara di belote al-
l'Hôtel Grivola, con ricchi premi di
prodotti locali, presenti 30 coppie.
Vengono nominati revisore dei
conti per il triennio 75-78 i Signori:
Boson Carlo, Arnod Renato e Ron-
zani Guido.
Si organizza per il carnevale '76
due serate danzanti all'Hôtel Lanter-

Carnevale dei bambini

12 —
— 13


Testo Originale Estratto
Lettera aperta ad un padre di St-Pierre
Caro amico, ho riflettuto molto su
quanto mi hai accennato l'ultima
volta che ci siamo visti ed ho pensa-
to che forse non sarebbe una cattiva
idea se tu ed io, un giorno, ci incon-
trassimo meglio, avendo un po' più
di tempo a disposizione, per poter
fare due chiacchiere tranquille e se-
rene su quelli che sono i nostri pro-
blemi di ogni giorno, le nostre ansie,
i nostri desideri. E vorrei proprio
che si parlasse di un argomento che
so, per certo, ci sta molto a cuore e
che senz'altro, non mancherebbe di
interessare un numero notevole di
padri; mi riferisco cioè al problema
dell'educazione dei nostri figli.
Non scopro niente di nuovo certa-
mente nel dirti che i problemi che ho
al riguardo sono numerosi e che le
soluzioni, anche soltanto provvisorie,
sono sempre più pericolose; come
sai i miei figli sono un vispo ma-
schietto ed una birba di femminuc-
cia ed il problema dell'educazione,
stante proprio la loro tenera età, mi
si presenta nel modo più completo
e dirompente creandomi una serie di
interrogativi a cui talvolta, credimi,
non so proprio come rispondere.
E' il momento dei PERCHE' e dei
COME — COME MAI — COME E'
STATO — COSA FAI — COME E'
SUCCESSO ed i tempi, sembra già
anacronistico il dirlo, sono assai
cambiati, anche solo da quando fum-
mo educati noi, ragione per cui le
risposte di allora non vanno proprio
più bene. Ti sembra?
Per quanto mi riguarda godo di
parecchio tempo libero e quindi pos-
so stare con i miei figli ascoltandone
tutte le necessità e tutti i loro pro-
blemini senza togliere nulla né alla
famiglia stessa né al lavoro, ma mi
sono chiesto parecchie volte come
tu possa conciliare tutto ciò.
So che il lavoro che hai assorbe
quasi completamente il tuo tempo
libero e che molte volte ti alzi presto
al mattino quando i figli dormono
ancora e ritorni a casa quando loro
sono già a letto. Non deve essere cer-
to né bello né facile però non è nem-
pure giusto ed onesto pensare che il
compito dell'educazione dei figli
spetti solo alla moglie, non è, se non
altro, sufficiente, non credi? Si è
vero tu mi dici che lavori troppo e
che tua moglie facendo la casalinga
ha tutto il tempo di pensare ai bam-
bini, e anche se mi costa un po' di
fatica dirlo, anch'io ero della mede-
sima idea; ma in fondo mi sono ac-
corto che sbagliavo, perché i bam-
bini hanno bisogno di tutti e due i
genitori e tutti e due nella stessa
maniera e misura. Non parliamo poi
dei casi in cui i bambini sono uno
solo. Se fosse giusto quello che dici
tu, allora quel bambino che cosa im-
parerebbe da quello che, dei due ge-
nitori, è il troppo impegnato? Lo
chiamerebbe senz'altro papà o mam-
ma perché l'altro glielo avrebbe in-
segnato, ma in sostanza imparereb-
be a vivere, ad amare, a comportar-
si, almeno nelle linee essenziali, co-
me vive, ama e si comporta quello
che, dei due, lo educa. Ti pare logico?
Adesso immagina che tua moglie
lavorasse, che avesse cioè un impie-
go fuori casa; lei ti farebbe lo stesso
discorso, ti direbbe cioè che il lavoro,
la casa, le faccende domestiche l'as-
sorbono completamente e non può
seguire bene i bambini da sola, per-
ciò sarebbe meglio che anche tu le
dessi una mano. Cosa risponderesti.
Che non puoi? Non è possibile, sa-
rebbe una vigliaccheria e ti conosco
abbastanza bene per sapere che non
faresti una cosa simile.
Potresti pensare di assumere qual-
cuno per la loro sorveglianza e quin-
di per la loro educazione e non sa-
rebbe, per te, un grosso problema
perchè, il denaro, per questo ulte-
riore onere familiare, non ti manca,
ma non risolveresti il problema in
quanto, in definitiva, sarebbe un sot-
trarsi da responsabilità ben chiare e
precise che tu hai assunto il giorno
in cui hai deciso di mettere al mondo
dei figli. Giusto?
Questi figli bisogna educarli, biso-
gna rispondere ai loro perchè ed alle
loro richieste, con calma e serenità
e soprattutto con un senso di giusti-
zia. Dobbiamo, mio caro amico, met-
terci una mano sul cuore e chiederci
cosa abbiamo fatto, fino ad oggi, di
giusto e di sbagliato nei loro con-
fronti; cosa avremmo potuto fare e
non abbiamo fatto, quante brutte
cose avremmo potuto evitare se in-
vece di zittire i nostri figli avessimo
dato loro un po' più di ascolto, se
invece di pensare a loro come es-
sere ancora troppo ingenui per ri-
sposte oneste e vere avessimo cre-
duto un po' di più in essi e nella loro
sensibilità, anche infantile, se, in de-
finitiva, avessimo dato loro un po'
più d'amore.
Questo è un po' il nocciolo della
questione e credimi, sarebbe bello
parlarne assieme, perché le tue espe-
rienze sono diverse dalle mie e le
nostre, diverse da quelle di tanti al-
tri e se è vero che l'esperienza è una
serie di errori commessi, è sciocco e
presuntuoso pensare di essere solo
noi nel giusto e ritenere superfluo il
colloquio e la collaborazione.
Ora, c'è un punto inamovibile sul
quale non si discute, dobbiamo non
solo EDUCARE MEGLIO i nostri fi-
gli ma penso proprio che dobbiamo
EDUCARE i nostri figli. La società
di oggi, che è società sia che si parli
di Saint-Pierre, di Roma, di Londra,
I bambini dell'Asilo con le insegnanti
— 14 —
— 15


Testo Originale Estratto
ha assunto una sua fisionomia pre- cisa e ben definita e i fatti e le cose che ci circondano non possono essere nè smentite nè ignorate. Non si può fare finta di non vedere e di non sen- tire, quindi niente ipocrisie, niente falsità con i bambini, soprattutto niente falsi pudori, perchè le cose, se non gliele dici tu, se le fanno dire da- gli amici più grandi che forse sanno ma che spesso hanno avuto a loro volta informazioni vaghe e pericolo- samente distorte. Non dire ai bambini perciò, che non hai tempo per loro quando non sai la risposta ai loro interrogativi, non dare loro uno schiaffo se ti chie- dono una cosa che a te pare sporca, sovente la sporcizia è dentro di te, cerca invece di fare in modo che ab- biano fiducia in te, che vedano in te un amico, che si confidino, perchè il giorno che decideranno che, tanto con te, non vale la pena perdere del tempo, allora quel giorno potrai tranquillamente pensare a te stesso come ad un disgraziato essere u- mano. Il nostro tempo è abbastanza pri- vo di valori umani e sociali e quindi abbastanza sporco ed instabile che, se mai decidiamo di dedicare un po' del nostro tempo all'educazione se- ria dei nostri figli e nel contempo di noi stessi, potremmo, forse, non riac- quistargli del tutto i valori umani e sociali, ma certamente potremmo dargli un po' più di stabilità e di pulizia. Bene, adesso ti lascio, ho approfit- tato fin troppo della tua pazienza e della tua cortesia. Spero solo che ci si possa davvero trovare perchè il problema mi sta veramente a cuore e spero non solo a me. Ti abbraccio affettuosamente e ti prego, appena puoi, di farmi sapere qualcosa in proposito. Ciao, tuo............ I baldi coscritti del '40 ! 16 — Une des manifestations religieuses du temps passé L'actuelle Pasquetta qui suit la so- lennité de Pâques, n'était pas connue autrefois. La journée était fériée. Le matin, messes comme aux jours de fête, puis aux premières heures de l'après midi on se retrouvait en- core à l'Eglise pour participer à la procession du mont de Thoule. C'était là un rite qui se répétait chaque année; c'était l'expression fi- dèle d'un grand esprit de foi et de confiance en Dieu à qui on deman- dait de saines, abondantes récoltes des fruits de la terre. La procession se formait sur la place de l'Eglise. Tout d'abord, la grande Croix portée, en général, par un confrère du Saint Sacrement (pé- nitent). Puis venaient les enfants, petits et grands, heureux de cette es- capade un peu insolite, suivaient les Filles de Marie avec leurs voiles blancs, les femmes qui égrènaient bien fort leur chapelet, les chanteu- ses, les chantres, le clergé, les con- frères du St Sacrement habillés en blanc et, finalement, toujours en grand nombre, les hommes. La procession formée, traversait la Viplane, montait à Etavel où, de- vant la chapelle on s'arrêtait pour in- séner dans le défilé, les participants de Per-de-lé (La Rosière, Bachod-La Charrère etc.) et du groupe Etavel, Jaunin, Praulin, Bercher. L'ordre ré- tabli, on repartait longeant la route qui menait à La Croix et de là, à Breyan. Les « ora pro nobis » se mélan- geaient aux « Parce Domine » dans un accent de piété sincère et joyeuse. Arrivés au Moreau, la procession tournait à droite, rencontrait les vi- gnes de Crou-Levrot et du vaste ter- ritoire de Thoule. Ici une halte s'im- posait car le panorama qui se pré- sentait était merveilleux. On admi- rait les montagnes, les paysages de presque toute la Vallée. Les chantres et les chanteuses pro- fitaient de ce moment de repos pour revoir le répertoire de leurs chants car tout était passé: litanie de la Vierge, Litanie des Saints, psaumes de la pénitence, Magnificat, Nous voulons Dieu... A' nous, les jeunes, qui ne connaissions pas le latin, le verset « Te rogamus audi nos » avait un charme particulier et nous le ré- pétions de toutes nos forces sûrs que nos voix seraient arrivées plus faci- lement jusqu'à Dieu. La route du retour Thoule-Revers était pierreuse et droite. On se pié- tinait, on perdait l'équilibre, on riait de nos mésaventures. C'était amu- sant! Arrivés au Revers, l'ordre se rétablissait. On descendait vers les trois Bussan, La Grange, Tâche. La procession se faisait plus réduite car les pèlerins le quittaient, au fur et à mesure qu'ils se trouvaient à côté de leurs habitations. A' l'Eglise arrivaient les chantres, les chanteuses, le clergé, les habitants des villages d'en bas. Une petite bé- nédiction clôturait la fête puis cha- cun rentrait au logis, fatigué mais content d'avoir porté sa contribution à cette manifestation de foi simple et confiante dans l'aide de la Provi- dence. L. A. - 17


Testo Originale Estratto
Nuovi membri del Popolo di Dio

19) Il 28 dicembre è stata battez-
zata Junod Denise di Mario e di Pas-
toret Ernestina. Padrini: Musitelli
Giulio e Junod Maria Pia.

1) Il 21 marzo battesimo di Pec-
chini Sara di Bruno e di Belli Ful-
via. Padrini: Pavesi Ivano e Belli
Maura.

2) Il 18 aprile è stato battezzato
Lale Lacroix Vittorio di Pierino e di
Tedesco Assunta. Padrini: Lale La-
croix Dario e Dervay Marlyse.

3) Il 19 aprile battesimo di Juglair
Sandra di Angelo e di Blond Laura.
Padrini: Juglair Felicino e Blond
Daria.

4) Il 15 maggio battesimo di Mat-
ta Oliviero Antioco Mario di Luciano
e di Persod Laura. Padrini: Persod
Mario e Matta Adriana.

Nuovi focolari cristiani

1) Il 7 febbraio si sono sposati:
Pellissier Ugo e Chabòd Anna Maria.
Furono testimoni: Martin Pierino e
Cerlogne Alma.

2) Il 24 aprile si sono sposati:
Roveyaz Luigi Carlo e Benech Gio-
vanna Ebe. Furono testimoni: Ribo-
ni Gaetano e Bellò Marina.

3) Il 2 maggio si sono sposati Pel-
lissier Valter e Charles Rita. Testi-
moni: Zamboni Giovanni e Boverod
Itala.

4) Il 16 maggio matrimonio tra
Mara Maurizio e Lale Murix Renata.
Testimoni: Berthod Liliana e Com-
munod Michelino.

18 —

I nostri defunti

per il paese, per il canto, per la bat-
tuta rasserenante, per tutto ciò che
unisce e affratella, restano nel cuore
e negli occhi dei figli e di quanti
l'hanno conosciuto e amato.

***
24) Il 13 dicembre, all'ospedale di
Aosta, dopo breve ricovero, è morto
Jordaney Osvaldo di anni 73. Da tem-
po la sua salute era malferma, ma
nulla lasciava presagire questa fine
così rapida.

La moglie e i figli sempre l'hanno
circondato di affetto e di cure, ricor-
dando riconoscenti i sacrifici, il la-
voro, lo spirito di intraprendenza
che hanno dato valore e significato
alla sua esistenza.

25) Il 28 dicembre è morta Girod
M. Faustina di anni 89, dopo lunga
e dolorosa malattia. Nativa di Fon-
tainemore, da molti anni era venuta
tra noi per cercare un lavoro, un av-
venire migliore.

Enormi sacrifici hanno costellato
tanta parte della sua esistenza. L'af-
fetto per il figlio, la bontà di cuore,
hanno aiutato questi suoi ultimi do-
lorosi anni di vita, mai dimentican-
do che la fede le prospettava oriz-
zonti sereni nella Casa del Padre.

***
22) Il 4 luglio a Chavonne, presso
uno dei figli, è morta Lale-Maria ved.
Canova, di anni 94.

Fu la sua una vita dedicata alla
famiglia, al lavoro. Ebbe il coraggio
della donna di fede nei momenti du-
ri, mai dimenticando che la vita va
vissuta in quei valori di dedizione e
di sacrificio, che tante volte noi, nei
meandri di una vita che diciamo
« più civile » dimentichiamo.

***
23) Improvvisamente, dopo alcu-
ne ore di agonia è morto il 25 no-
vembre Gilardi Francesco di anni 73.
Era sceso ad Aosta per degli impe-
gni e un improvviso malore ha stron-
cato la vita del caro « Cino ».

Uomo generoso e sereno, nono-
stante le prove e le pene, lascia un
grande vuoto nella sua famiglia, nel
Borgo e nella cantoria. Il suo amore

1) Il 23 gennaio, a pochi mesi dalla
morte della moglie, è deceduto Ce-
ranto Antonio di anni 83. Da tempo
la malattia aveva minato la sua forte
fibra, e solo l'affetto delle figlie e
dei parenti era sollievo nel calvario
del dolore.

Era venuto in Valle d'Aosta dal Ve-
neto tanti anni fa e coi suoi sacrifici
e col suo lavoro indefesso aveva dato
pane e avvenire alla numerosa fa-
miglia.

— 19


Testo Originale Estratto
2) Il 31 gennaio, dopo malattia, è
morto Rumiod Maurizio di anni 77.
Lavoro e sacrifici hanno caratteriz-
zato gli anni della sua esistenza, las-
sù nell'alta collina di St-Pierre. La
moglie Henry Marcellina, i nipoti
l'hanno amato ed aiutato specie
quando la salute e gli anni hanno co-
minciato a farsi duri e pesanti.
* * *
3) Dopo mesi di penosa malattia,
sopportata con enorme coraggio e
volontà, è morto il 19 febbraio Pail-
lex Giuseppe Marcello di anni 67. La-
voratore indefesso e intraprendente,
attaccato ai valori della famiglia, fi-
no all'ultimo ha sperato di poter tor-
nare alle sue occupazioni nell'amata
Etavel. Il male è stato crudelmente
più forte; ma i suoi cari, la moglie, la
figlia, i nipoti, i parenti hanno nel
cuore e nella vita il ricordo di tanti
esempi di bene e di donazione.
* * *
4) Dopo breve ma dura malattia è
morta Balac Giovanna di anni 79.
Da tanti anni viveva sola nella casa
paterna di La Croix, casa piena di ri-
cordi di quanti l'hanno preceduta e
di quanti sono partiti per altre terre
a cercare avvenire migliore.
E' un'altra famiglia che scompare
dall'anagrafe del nostro paese, una
famiglia che ha avuto un passato
anche importante nella storia di St-
Pierre.
* * *
5) Il 31 marzo all'Ospedale è de-
ceduta Vallet Maria Rosa ved. Bian-
co, di anni 81.
Dopo lunga e penosa malattia, as-
sistita con pazienza ed amore dai
suoi cari, è tornata alla casa del Pa-
20
dre. La famiglia ricorda la sua de-
dizione, i suoi sacrifici, sapendo che
la vita trova un significato quando
la si può spendere con amore, es-
sendo così certi che anche il dolore
non è mai speso invano.
* * *
6) Il 30 aprile, dopo mesi di ospe-
dale, è morta Christille Adele di anni
73, ved. di Lale Murix Attilio.
Con coraggio e serenità ha soppor-
tato operazioni e cure, sempre sor-
retta dal desiderio di ritornare all'a-
mata Rumiod, accanto all'affetto del
figlio.
E' ritornata a Rumiod solo per ri-
cevere l'omaggio e la stima degli al-
tri abitanti del villaggio. Il figlio,
rimasto solo, porta nel cuore il ri-
cordo di esempi e di bene, che solo
una mamma sa e può lasciare.
* * *
7) Il 4 maggio è morto a Etavel
Lesca Edoardo di anni 82.
Nativo di Viverone, emigrato per
tanti anni in Francia, è venuto tra
noi all'inizio della guerra con la mo-
glie Vauthier Elena. Di salute cagio-
nevole, ha sempre sopportato con co-
raggio pene, sofferenze e sacrifici,
lasciando ai suoi cari un ricordo di
bene, un impegno di generosità an-
che di fronte alle avversità della vita.
* * *
8) Il 16 maggio, dopo breve de-
genza in ospedale, al seguito di una
difficile ma necessaria operazione, è
morta Bochet Modeste di anni 78,
sposa di Rossan Cirillo. Donna di
grande fede, espressa con coraggio
e fermezza, lascia nei suoi cari e in
quanti l'hanno conosciuta un ricordo
di serena e dolce dedizione.
*
*
*
Attorno alla sua bara, al pianto
del marito e dei figli, abbiamo unito
la nostra preghiera, con la certezza
che certi valori, certi esempi non sa-
ranno solo un ricordo, ma un impe-
gno di vita per chi non vuole spen-
dere invano i giorni della propria e-
sistenza.
* * *
Il 28 novembre è morta a Torino
De Martin Gemma, sposata Arancio,
PER LA CHIESA
Thussidor Fortuné; Pompieri Etavel; N.
N.; in memoria Lale Murix Henri; in ono-
re di S. Antonio; Champrétavy Corrado;
T. N. P.; Garin Luigi; in memoria Cog nein
Flaviano; Chenevier Lilian; Fam. Ronc;
Arnod Edvige; Savoye Pierre; Morandi
Sebastiano; David Ernesto; Pompieri Bor-
go; Ronzani Guido; N. N.; Joyeusaz Ma-
ria; N. N.; N. N.; Ronzani Fortunato;
Jordaney Anna; Jaccod Garresi Jordaney;
Besenval Pierino; Morelli; Champrétavy
René; N. N.; in memoria Gilardi France-
sco; Jaccod Silvio; in memoria Canova
Carlo; in memoria def. fam. Bois Bruno;
in memoria Luboz Marcella; Domaine An-
gela; in memoria Ceranto Antonio; in me-
moria Boverod Emilio; Domaine Aldo; in
memoria Christille Adele e Silvestro; Da-
vid Luigi e Ivonne; in memoria Ceranto
Antonio; Cog nein Mario; Borre Giuseppe;
Berthod Milena; Sorelle Lale Murix; in
memoria Paillex Marcello; Cog nein En-
rico; in memoria Branche Ida; in memo-
ria Rumiod Maurizio; in memoria Dayné
Palmira; Thérisod Camilla; in memoria
Gerbore Valentina; in memoria Balc Jean-
ne; Cache Giuseppe; in memoria Gerbo-
re Guglielmina; N. N.; N. N.; in memoria
Fasinaz Elisa; in memoria Vallet Maria;
Lale Lacroix Amedeo; in memoria def.
fam. Domaine Filippo; in memoria Do-
maine Mario; Bérard Alfonso; N. N., Fe-
noli Linty Luisa; in memoria Favre En-
rico e Elsa; Thérisod Noël; N. N.; Char-
ruaz-Centoz; Campese-Lale Demoz in me-
moria Bochet Mirco; Thérisod Emerico.
Totale: L. 1.093.000.
di anni 45. Dopo un incidente banale
quanto tragico, dopo ore di agonia è
deceduta in ospedale la brava Gem-
ma. E' stata sepolta al cimitero del
paese natale, Andorno Micca, dove
un gruppo di Sainpierroleins era pre-
sente in segno di stima e di affetto.
Era una donna laboriosa, attacca-
ta alla sua famiglia; questa morte
tragica e inaspettata lascia nello stra-
zio il marito e i figli, che la ricorda-
no con tanto amore.
OFFERTE
PER IL BOLLETTINO
N. N.; fam. Terradura; Oreiller Lorenzo;
Garin Luigi; Domaine Lea; Rosset-Cheney;
Chenevier Lilian; fam. Ronc; Thérisod Ma-
rine; Arnod Edvige; fam. Giudici; Joyeu-
saz Maria; Perrono Rinaldo; Degani M.;
N. N.; Lale Lacroix Luigi; Lale Murix Ot-
tino; Jordaney Anna; Jaccod Garresi Jor-
daney; Besenval Pierina; Jordaney Virè-
ne; Morelli; Champrétavy René; Jacquin
Battista; Villanova; Ronzani A. M.; Ca-
setta-Morandi; Gilardi Jaccod Silvio; Cor-
niolo; Bannard; Battistioli; Abelli; fra-
telli Ceriano; Chabod Luigi; Luboz Ve-
nance; Belirond; Domaine Aldo; Charrère
Evasio; Gerbelle Giuseppina; Ocleppo; Del
Negro Giovanni; Cog nein Mario; Borre
Giuseppe; Champrétavy Corrado; Vuyet
Alberto; Branche Simona; sorelle Lale
Murix; Marisa Longo; Charruaz Enrico;
Lale Castain Innocent; Paillex Elso; Co-
g nein Enrico; Rossan Cirillo; Lale Teresa;
Branche Pierina; Thérisod Camilla; N. N.;
Bannard Giuseppina; Cache Giuseppe; La-
le Lacroix Amedeo; Bérard Alfonso; N.
N.; Thomasset Eliseo; Caminada; Fenoli
Linty; Thérisod Noël; Charruaz-Centoz;
Campese-Lale Demoz; Bochet Nicoline;
Thérisod Emerico; Lale Gérard Vincent;
N. N..
Totale: L. 315.000.
PER L'ASILO
Garin Luigi; in memoria Cog nein Fla-
viano; N. N.; in memoria Gilardi France-
sco; N. N.; Travaini; in memoria Rumiod
Maurizio; in memoria Balac Jeanne.
Totale: L. 137.000.
— 21


Testo Originale Estratto
2) Il 31 gennaio, dopo malattia, è
morto Rumiod Maurizio di anni 77.
Lavoro e sacrifici hanno caratteriz-
zato gli anni della sua esistenza, las-
sù nell'alta collina di St-Pierre. La
moglie Henry Marcellina, i nipoti
l'hanno amato ed aiutato specie
quando la salute e gli anni hanno co-
minciato a farsi duri e pesanti.
* * *
3) Dopo mesi di penosa malattia,
sopportata con enorme coraggio e
volontà, è morto il 19 febbraio Pail-
lex Giuseppe Marcello di anni 67. La-
voratore indefesso e intraprendente,
attaccato ai valori della famiglia, fi-
no all'ultimo ha sperato di poter tor-
nare alle sue occupazioni nell'amata
Etavel. Il male è stato crudelmente
più forte; ma i suoi cari, la moglie, la
figlia, i nipoti, i parenti hanno nel
cuore e nella vita il ricordo di tanti
esempi di bene e di donazione.
* * *
4) Dopo breve ma dura malattia è
morta Balac Giovanna di anni 79.
Da tanti anni viveva sola nella casa
paterna di La Croix, casa piena di ri-
cordi di quanti l'hanno preceduta e
di quanti sono partiti per altre terre
a cercare avvenire migliore.
E' un'altra famiglia che scompare
dall'anagrafe del nostro paese, una
famiglia che ha avuto un passato
anche importante nella storia di St-
Pierre.
* * *
5) Il 31 marzo all'Ospedale è de-
ceduta Vallet Maria Rosa ved. Bian-
co, di anni 81.
Dopo lunga e penosa malattia, as-
sistita con pazienza ed amore dai
suoi cari, è tornata alla casa del Pa-
20 —
dre. La famiglia ricorda la sua de-
dizione, i suoi sacrifici, sapendo che
la vita trova un significato quando
la si può spendere con amore, es-
sendo così certi che anche il dolore
non è mai speso invano.
* * *
6) Il 30 aprile, dopo mesi di ospe-
dale, è morta Christille Adele di anni
73, ved. di Lale Murix Attilio.
Con coraggio e serenità ha soppor-
tato operazioni e cure, sempre sor-
retta dal desiderio di ritornare all'a-
mata Rumiod, accanto all'affetto del
figlio.
E' ritornata a Rumiod solo per ri-
cevere l'omaggio e la stima degli al-
tri abitanti del villaggio. Il figlio,
rimasto solo, porta nel cuore il ri-
cordo di esempi e di bene, che solo
una mamma sa e può lasciare.
* * *
7) Il 4 maggio è morto a Etavel
Lesca Edoardo di anni 82.
Nativo di Viverone, emigrato per
tanti anni in Francia, è venuto tra
noi all'inizio della guerra con la mo-
glie Vauthier Elena. Di salute cagio-
nevole, ha sempre sopportato con co-
raggio pene, sofferenze e sacrifici,
lasciando ai suoi cari un ricordo di
bene, un impegno di generosità an-
che di fronte alle avversità della vita.
* * *
8) Il 16 maggio, dopo breve de-
genza in ospedale, al seguito di una
difficile ma necessaria operazione, è
morta Bochet Modeste di anni 78,
sposa di Rossan Cirillo. Donna di
grande fede, espressa con coraggio
e fermezza, lascia nei suoi cari e in
quanti l'hanno conosciuta un ricordo
di serena e dolce dedizione.
Attorno alla sua bara, al pianto
del marito e dei figli, abbiamo unito
la nostra preghiera, con la certezza
che certi valori, certi esempi non sa-
ranno solo un ricordo, ma un impe-
gno di vita per chi non vuole spen-
dere invano i giorni della propria e-
sistenza.
* * *
Il 28 novembre è morta a Torino
De Martin Gemma, sposata Arancio,
OFFERTE
PER LA CHIESA
Thussidor Fortuné; Pompieri Etavel; N.
N.; in memoria Lale Murix Henri; in ono-
re di S. Antonio; Champrétavy Corrado;
T. N. P.; Garin Luigi; in memoria Cog-
nein Flaviano; Chenevier Lilian; Fam. Ronc;
Arnod Edvige; Savoye Pierre; Morandi
Sebastiano; David Ernesto; Pompieri Bor-
go; Ronzani Guido; N. N.; Joyeusaz Ma-
ria; N. N.; N. N.; Ronzani Fortunato;
Jordanez Anna; Jaccod Garresi Jordaney;
Besenval Pierino; Morelli; Champrétavy
René; N. N.; in memoria Gilardi France-
sco; Jaccod Silvio; in memoria Canova
Carlo; in memoria def. fam. Bois Bruno;
in memoria Luboz Marcella; Domaine An-
gela; in memoria Ceranto Antonio; in me-
moria Boverod Emilio; in memoria Do-
maine Christille Adele e Silvestro; Da-
vid Luigi e Ivonne; in memoria Ceranto
Antonio; Cog nein Mario; Borre Giuseppe;
Berthod Milena; Sorelle Lale Murix; in
memoria Paillex Marcello; Cog nein En-
rico; in memoria Branche Ida; in memo-
ria Rumiod Maurizio; in memoria Dayné
Palmira; Thérisod Camilla; in memoria
Gerbore Valentina; in memoria Balac Jean-
ne; Cache Giuseppe; in memoria Gerbo-
re Guglielmina; N. N.; N. N.; in memoria
Fasinaz Elisa; in memoria Vallet Maria;
Lale Lacroix Amedeo; in memoria def.
fam. Domaine Filippo; in memoria Do-
maine Mario; Bérard Alfonso; N. N.; Fe-
noil Linty Luisa; in memoria Favre En-
rico e Elsa; Thérisod Noël; N. N.; Char-
ruaz-Centoz; Campese-Lale Demoz in me-
moria Bochet Mirco; Thérisod Emerico.
Totale: L. 1.093.000.
di anni 45. Dopo un incidente banale
quanto tragico, dopo ore di agonia è
deceduta in ospedale la brava Gem-
ma. E' stata sepolta al cimitero del
paese natale, Andorno Micca, dove
un gruppo di Sainpieroleins era pre-
sente in segno di stima e di affetto.
Era una donna laboriosa, attacca-
ta alla sua famiglia; questa morte
tragica e inaspettata lascia nello stra-
zio il marito e i figli, che la ricorda-
no con tanto amore.
* * *
PER IL BOLLETTINO
N. N.; fam. Terradura; Oreiller Lorenzo;
Garin Luigi; Domaine Lea; Rosset-Cheney;
Chenevier Lilian; fam. Ronc; Thérisod Ma-
rine; Arnod Edvige; fam. Giudici; Joyeu-
saz Maria; Perrono Rinaldo; Degani M.;
N. N.; Lale Lacroix Luigi; Lale Murix Ot-
tino; Jordaney Anna; Jaccod Garresi Jor-
daney; Besenval Pierina; Jordaney Virè-
ne; Morelli; Champrétavy René; Jacquin
Battista; Villanova; Ronzani A. M.; Ca-
setta-Morandi; Gilardi; Jaccod Silvio; Cor-
niolo; Bannard; Battistioli; Abelli; fra-
telli Ceriano; Chaboud Luigi; Luboz Ve-
nance; Belirond; Domaine Aldo; Charrère
Evasio; Gerbelle Giuseppina; Ocleppo; Del
Negro Giovanni; Cog nein Mario; Borre
Giuseppe; Champrétavy Corrado; Vuyet
Alberto; Branche Simona; Sorelle Lale
Murix; Marisa Longo; Charruaz Enrico;
Lale Castain Innocent; Paillex Elso; Co-
g nein Enrico; Rossan Cirillo; Lale Teresa;
Branche Pierina; Thérisod Camilla; N. N.;
Bannard Giuseppina; Cache Giuseppe; La-
le Lacroix Amedeo; Bérard Alfonso; N.
N.; Thomasset Eliseo; Caminada; Fenoil
Linty; Thérisod Noël; Charruaz-Centoz;
Campese-Lale Demoz; Bochet Nicoline;
Thérisod Emerico; Lale Gérard Vincent;
N. N.
Totale: L. 315.000.
PER L'ASILO
Garin Luigi; in memoria Cog nein Fla-
viano; N. N.; in memoria Gilardi France-
sco; N. N.; Travaini; in memoria Rumiod
Maurizio; in memoria Balac Jeanne.
Totale: L. 137.000.
— 21


Testo Originale Estratto
D’un clocher à l’autre
Ici les nouveaux Prêtres du
Diocèse d'Aoste de l'an 1926.
Nos lecteurs les connaissent
ou les rappellent:
– debout de gauche à droite:
Mgr César Jeantet († 1971),
Mr l'Archiprêtre Aristide
Blanchet curé de Rhêmes-
N.-Dame, Mr l'Abbé Emile
Commod († 1965);
– assis de gauche à droite:
Mr l'Abbé Joseph Péaquin
curé de La-Madeleine, Mr
l'Abbé Séverin Fey († 1944)
et Mr le Chanoine Auguste
Quey.
Les trois survivants, bien ac-
tifs et alertes encore, ont cé-
lébré tout récemment leurs
Noces d'Or Sacerdotales, le
Jeudi Saint en la Cathédrale
d'Aoste Mr le Chan. Quey et
Mr l'Abbé Blanchet, en la pa-
roisse de La-Madeleine Mr
l'Abbé Péaquin.
Aux heureux jubilaires nous
présentons nos félicitations et
nos vœux les meilleurs; sur
la tombe des chers disparus nous dépo-
sons la fleur de notre souvenir affectueux
et une fervente prière.
***
CARITA' DIOCESANA
La sottoscrizione promossa nella nostra
Diocesi per venire in aiuto ai terremota-
ti del GUATEMALA ha fruttato a tutt'og-
gi la somma di 8.629.545 lire che già sono
giunte a destinazione tramite la Caritas
Italiana.
La campagna contro la FAME NEL
MONDO che pure non è ancora conclusa,
ha dato a tutt'oggi la somma di lire
8.333.100.
La generosità e lo spirito di comprensio-
ne dei nostri diocesani non si smenti-
scono.
***
Et ici encore les RR.des Soeurs de St
Joseph dans l'accomplissement de leur
oeuvre d'amour, d'éducation et de forma-
tion, auprès des enfants de leur lointaine
Mission au Madagascar.
22 –
Jeunesses ardentes, prometteuses,
joyeuses: les quatre lévites du Seigneur
ordonnés diacres le Jeudi-Saint, 15 avril,
en la Cathédrale d'Aoste, qui seront or-
donnés Prêtres en la fête de Saint-Grat
le 7 septembre 1976.
Dans l'ordre, de gauche à droite :
– Linty-Blanchet Albin de Gressan,
– Reboulaz Ivan de St-Barthélémy,
– Roux René d'Emarèse,
– Chasseur Paul d'Ayas.
Lors de leur ordination on a chanté :
Ton appel, Seigneur, les a lancés sur les
chemins et les grandes-routes.
Nourris de ta parole et riches de ton
seul Amour, ils vont donner la joie à ceux
qui les écoutent et te reçoivent :
Et encore:
Merveille de ta grâce: Tu confies à des
hommes les secrets du Père!
1. Messagers de la bonne nouvelle, ils an-
noncent la paix aux limites du monde.
2. Serviteurs d'espérance, ils invitent à
l'amour et célèbrent le Royaume.
3. Témoins du Seigneur ressuscité, ils ras-
semblent des frères à la louange de sa
gloire.
Qui la Colonia
« Genzianella » di
Cesenatico che o-
spiterà nei pros-
simi mesi di luglio
e agosto, circa 330
bambini Valdosta-
ni che trascor-
reranno un perio-
do di serene e
gioconde vacanze
al mare, amore-
volmente assistiti
dalle R.R.de Suo-
re di S. Giusep-
pe (Suor Emilia,
Suor Isabella, Suor Fernanda e Suor Lorenzina) che saranno validamente coadiuva-
te da un gruppo di vigilatrici e di inservienti amabili e volonterose e dai Cappellani Don
Elio Vittaz e Don Antonio Bizzotto.
Per la comodità delle famiglie interessate riportiamo qui l'indirizzo della colonia:
Colonia GENZIANELLA Piazza Marco Polo, 4 - 47042 CESENATICO (Forlì) Tel. (0547) 81371
– 23


Testo Originale Estratto
il benedicite del mondo del lavoro

BENEDITE il Signore, lavoratori di tutta la terra
BENEDITEIO voi che costruite la cattedrale del mondo!
BENEDITEIO con Cristo, divino operaio di Nazareth vostro fratello
BENEDITEIO con sua Madre, voi donne lavoratrici!
BENEDITEIO voi, apprendisti inesperti
BENEDITEIO voi, tecnici, figli di Dio!
BENEDITEIO nel sudore della fronte
BENEDITEIO col vostro lavoro
BENEDITEIO con le opere delle mani, del genio e del cuore!
BENEDITEIO dall'alto dei cieli e sulle ali dei venti
BENEDITEIO ovunque operate
BENEDITEIO sulle vie del mare e nella oscurità della terra!
BENEDITEIO se costruite una Chiesa dove abiti Iddio
BENEDITEIO se tessete una tela al telaio
BENEDITEIO se alzate una casa per accogliere Cristo pellegrino!
BENEDITEIO voi, costruttori di piste, di ponti e di strade!
BENEDITEIO voi, artigiani pazienti!
BENEDICILO tu, pastore errante d'Australia che pascoli i greggi
BENEDICILO voi, coltivatori di riso nell'Asia!
BENEDICILO tu che in America o in Russia costruisci le lune
BENEDICILO tu che in Africa cacci i leoni o raccogli cotone!
BENEDICILO tu, pescatore che lanci la rete nei mari
BENEDICILO tu che attendi nel porto le navi!
BENEDITEIO, operai dell'industria ai bagliori dei forni
BENEDITEIO voi, minatori che scendete nel buio!
BENEDITEIO voi, redattori e tipografi in attesa dell'alba
BENEDITEIO voi, artisti dei colori, dei suoni e della luce!
BENEDITE il Signore, scienziati attenti ai misteri di Dio
BENEDITEIO voi, maestri con tutte le schiere dei bimbi educati alla vita!
BENEDITE il Signore, voi che curate i malati
BENEDITEIO voi che vegliate gli infermi dovunque in incognito Egli soffre nei vostri
fratelli!
BENEDITE il Signore voi, lavoratori dei campi
BENEDITEIO voi che cogliete la spiga e il grappolo d'uva!
BENEDITE il Signore voi che offrite il pane e il vino all'altare e alla mensa
BENEDITEIO voi, strumenti di tutti i lavori
BENEDITEIO torni, sirene e scalpelli
BENEDITEIO voi penne, quadranti, pennelli, colori e metalli!
BENEDITEIO, acque dei cieli e dei mari acque di tutte le fonti
BENEDICILO o fuoco che scintilli in tutti i motori!
BENEDITE il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo voi che amate Cristo nei vostri fratelli!
P. Crippa S.C.J.

24 —

ALFA confezioni
VIALE PARTIGIANI 16 - TELEFONO 32.238
A OSTA

ANCORA UN'ECCEZIONALE OCCASIONE PER
ACQUISTARE BENE RISPARMIANDO DI PIU'.
IN TUTTI I REPARTI
Offerte Speciali
DI STRAORDINARIA CONVENIENZA

UOMO

PANTALONI LANA
da L. 8.900
GIACCHE LANA
da L. 17.500
ABITI LANA
da L. 35.000
PULLOVER
da L. 4.500
CAMICIE
da L. 3.500

SIGNORA

PANTALONI LANA
da L. 5.000
GONNE LANA
da L. 6.500
ABITI LANA
da L. 12.500
TAILLEURS LANA
da L. 19.000

RAGAZZO/A

PANTALONI LANA
da L. 4.000
GONNE LANA
da L. 4.000
PULLOVER LANA
da L. 3.500

INGRESSO LIBERO