Saint-Pierre, Maggio 1976: Restauro della Chiesa, Consiglio Pastorale e Cronache Comuni.
5-1976.pdfQuesto bollettino parrocchiale della Paroisse de Saint-Pierre (Maggio 1976) offre un quadro completo della vita religiosa e sociale della comunità valdostana. I temi centrali includono l'urgente gestione del complesso della Chiesa, con l'approvazione del Rendiconto 1975, l'incarico a tecnici specializzati per la verifica strutturale e la pianificazione di un restauro biennale che richiederà lo spostamento temporaneo nella Cappella dei Penitenti. Parallelamente agli impegni amministrativi, il fascicolo propone riflessioni morali sull'educazione, la strumentalizzazione dell'uomo e il vero significato del Natale. La cronaca locale documenta un'ampia gamma di attività: cerimonie religiose (Cresima, Festa dei Pompieri), commemorazioni storiche (65° Anniversario Società Operaia), e il dettagliato programma della neonata Pro Loco. Il bollettino si conclude con un'ampia sezione dedicata agli eventi vitali (battesimi, matrimoni, necrologi) e i risultati delle offerte caritatevoli diocesane (Guatemala, fame nel mondo).
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Paroisse de Saint - Pierre XVIIème ANNÉE - N. 5 MAI 1976 BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE Si vous avez la Foi, l'Espéran- ce et l'Amour la vie est tou- jours belle! Les radieux sourires du printemps de la vie, du printemps de la nature Supplemento a: La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Mon Clocher Mon Pays Tip. Valdostana - Aosta
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Carissimi amici, A St. Pierre in questi ultimi mesi abbiamo assistito ad episodi di gravi lacerazioni dovute a lettere, accuse, maldicenze, egoismi; il clima che si è creato è stato sovente anche drammatico, tanta gente ha sofferto e soffre tutt'ora. E' giusto tutto questo? La nostra è ancora una comunità? Non vorrei fare del facile moralismo, ma desidererei porre le nostre considerazioni ad un livello più elevato: abbiamo bisogno ancora di edu- carci al rispetto e all'amore dell'uomo. Educare l'uomo all'umanità Fare oggi un discorso sull'uomo sembra semplicissimo. Chi, sentendo parlare uomini politici, di cultura, governanti, industriali, sindacalisti, insegnanti, ecc. non ha sentito bellissimi discorsi sull'uomo, sulla sua di- gnità, grandezza, valore? Tutte le fonti che concorrono a formare l'opi- nione pubblica sono concordi quando si tratta questo argomento: l'uomo è un valore. Parimenti sono concordi tutte le religioni, tutte le ideologie, tutte le politiche, tutte le dichiarazioni più o meno universali fatte da tut- ti quanti gli organismi e le istituzioni, anch'esse più o meno universali. I discorsi sulle motivazioni del valore sono i più vari; vanno dalla rivelazione religiosa, dalla fede, alla semplice razionalità, al «senso co- mune », ma tutti quanti concordano nelle conclusioni. Tutto questo però solo nella teoria. Nella pratica invece mai principio è stato più contraddetto di questo. Nel corso della storia, nel nostro mondo di oggi, nella nostra espe- rienza di ogni giorno l'uomo, al contrario di essere considerato un valo- re, è stato ed è tuttora il soggetto più strumentalizzato, ignorato, merci- ficato, oppresso, calpestato e a volte anche eliminato. Diamo un'occhiata alla storia: da una parte pochi uomini, i detentori del potere, dei canali di informazione, dei mezzi di produzione; dall'altra enormi greggi di suddi- ti, di volta in volta utilizzati a costruire palazzi e a distruggerli, a edifica- re piramidi, a fare guerre, a tracciare confini, a difendere interessi di al- tri, a scannarsi fra di loro, a vendersi per pezzetti di potere apparente, a crocifiggere chi vorrebbe aprire loro gli occhi, a far funzionare campi di sterminio per i loro simili e per loro stessi. Diamo poi un'occhiata al mondo di oggi. Viviamo immersi in un tipo di società, siamo perni di una macchina che produce e mantiene squili- bri assurdi, che ha istituzionalizzato il fatto che gli ammalati mentali vadano messi in prigione, che lo stomaco del superburocrate abbia un vo- lume venti volte superiore a quello di un pensionato, mettendo le retribu- zioni in tale proporzione, che i meridionali emigrati al nord abbiano i loro figli bocciati a scuola, che lascia ingrassare tanti parassiti ma morire mol- Centro arredamento cucine componibili una guida sicura per arredare la vostra cucina Visitateci CONCESSIONARIO CUCINE SARILA IMAGNIN Radio - Tv - Elettrodomestici - Lampadari Negozio : Via S. Anselmo, 41 - Tel. 44168 Esposizione: Via Festaz, 5 - Tel. 32321 11100 AOSTA Mese del lampadario sconti dal 30 al 40 % APPROFITTATENE! — 1
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ti più lebbrosi, che spende tanto per gli armamenti e tanto poco per sfa- mare i poveri. Guardiamo anche gli aspetti meno drammatici della realtà che ci circonda. Dov'è l'uomo? Esso non si presenta mai come tale, ma sempre ricoperto da un ruolo, da una funzione! E' concorrente da battere, potente da riverire, elettore da orientare, burocrate da assecondare, amico da strumentalizzare, consumatore da conquistare, collega da invidiare, malato, lebbroso, handicappato, anziano, povero, baraccato da dimenticare. Tutto questo quando va bene. In tanti altri paesi esso è nero da segregare, nemico da uccidere, detenuto da torturare e purtroppo tante altre cose. Quindi noi ci troviamo anche oggi a dover constatare che la teoria è opposta alla prassi, che l'uomo, purtroppo, trova sempre pochissimo spa- zio ed è quasi sempre relegato all'ultimo posto. Dall'analisi storica e da tutte le precedenti valutazioni sulla nostra cosiddetta « civiltà » ci vengo- no tanti motivi di preoccupazione nei riguardi dell'uomo e del suo desti- no; ci può venire però anche una indicazione positiva e costruttiva, una chiarificazione. Nella storia ci sono sì gli oppressori, gli egoisti, i de- linquenti, ma ci sono anche i santi, i ricercatori, i missionari, e tutti coloro che in tutti i settori svolgono servizi utili agli altri. Ecco quindi, anche per giungere al messaggio centrale di questo discorso, l'indicazione da trarre: bisogna considerare l'uomo non come entità, ma come progetto, non come è stato o è, ma come può scegliere di essere in futuro. Educare l'uomo all'umanità potrebbe allora voler dire cercare di fare degli uomini che negli altri sappiano vedere dei loro simili, degli altri uomini, non degli oggetti da usare, ma dei soggetti coi quali cooperare. Questa mentalità nuova porterebbe cambiamenti nei rapporti inter- personali, nelle strutture e nei rapporti di potere e alla lunga cambie- rebbe la nostra cultura e la nostra società. Io penso che tali uomini saprebbero finalmente creare un mondo dove sarebbe possibile realizzare un rapporto fraterno alla pari, da uomini uniti da situazioni comuni e orientati verso il soddisfacimento di comuni necessità ed aspirazioni. In tale mondo troverebbero posto la solidarietà, il rispetto, la cooperazione, il servizio; verrebbero ab- battuti i pregiudizi e le barriere contro il prossimo; si instaurerebbero nuovi rapporti con gli altri basati sulla generosità e la parità; si rime- dierebbe almeno in parte a tutte le nostre colpe del passato; in una parola il valore della persona sarebbe riconosciuto e incomincerebbe a rea- lizzarsi più giustizia. A questo progetto dovrebbero dare un grande contributo sopratutto coloro che per fede dovrebbero non solo cercare la giustizia, ma anche assumersi le croci degli altri e superare la giustizia con la carità, dovendo essi riconoscere, nei più piccoli dei loro fratelli, il volto del Signore. Consiglio Pastorale Relazione del Segretario sull'attività svolta. Dal nostro ultimo incontro nume- rosi sono stati gli argomenti presi in esame dal Consiglio Pastorale e per alcuni di essi, che rivestivano una importanza ed un carattere di par- ticolare urgenza, si è provveduto, nell'ambito delle disponibilità e del- le competenze, in modo solerte e preciso. Iniziamo subito a parlare di quel- lo che è l'argomento che ci sta più a cuore e che sappiamo ormai essere al centro dell'attenzione della no- stra Comunità: la Chiesa e più pre- cisamente tutto il complesso dell'e- dificio che la compone. Vi assicu- riamo subito che non esistono stan- do alle ultime relazioni di cui siamo in possesso e che Vi illustreremo in seguito, dei pericoli impellenti, nè hanno ragioni di esistere le pur uma- ne preoccupazioni di molti, per i ti- mori di crolli e di improvvisi cedi- menti del fabbricato. Nel corso, infatti, dell'ultima riu- nione, avvenuta il giorno 30 marzo u.s., il Presidente del Consiglio Pa- storale, Don Aldo Rastello, ha svolto una concreta relazione in base ai do- cumenti trasmessigli dal Presidente della Giunta Regionale Avvocato Ma- rio Andrione. Il presidente della Giunta infatti, informa di aver dato mandato all'Assessorato ai Lavori Pubblici della Valle d'Aosta perchè si incarichi del programma di lavoro mentre contemporaneamente deter- mina l'intervento di alcuni tecnici- esperti, provenienti da Ditte Specia- lizzate della provincia di Milano, al- lo scopo di esaminare ulteriormente la situazione e relazionare, pensiamo definitivamente e completamente, i competenti Organi Regionali. E' particolarmente complesso en- trare nel dettaglio specifico di quello che è il programma di intervento, sa- rebbe necessario anche da parte no- stra una buona preparazione tecnica, comunque ci ripromettiamo, quando verrà definito nelle sue linee essen- ziali, di renderlo pubblico attraverso una riunione appositamente indetta. E' chiaro che, parallelamente a 2 — — 3
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questo, si sviluppa il discorso pro- grammatico di quella che dovrà es- sere la soluzione temporanea della sostituzione del luogo di culto. I la- vori di restauro, infatti, quando a- vranno preso il via, si impegneranno attraverso un arco di tempo non in- feriore ad un paio di anni e pertanto anche le soluzioni provvisorie do- vranno essere particolarmente pro- grammate e studiate a priori. E' evidente che l'unica possibilità attuale ci viene offerta dalla Cap- pella dei Penitenti, sita accanto al nuovo plesso scolastico e tradizio- nale sede di rappresentazioni cine- matografiche e teatrali. La situazione attuale dei locali del- la suddetta Cappella è però abba- stanza preoccupante, se non altro da un punto di vista economico, in quan- to, per renderla agibile al culto sono necessari alcuni interventi di discre- ta entità finanziaria. Si è così prov- veduto ad impostare un programma di massima al termine del quale il Consiglio Pastorale sarà in grado di definire l'importo economico-tecnico che questa riattivazione comporta. Il Presidente ha, in questo periodo, presentato un dettagliato Rendicon- to Economico della Gestione Finan- ziaria 1975 della Chiesa. Sottoelenca- ti troverete le cifre relative ad ogni entità economica, comunque l'esame analitico delle voci che lo compon- gono è stato particolareggiato ed e- sauriente, risultando poi essere ap- provato, all'unanimità, da parte dei presenti consiglieri. Entrate: 2.571.100 Uscite: 1.562.733 Fondo cassa: 6.199.016 4 — In conclusione la situazione pre- senta una soddisfacente posizione at- tiva, in ogni suo capitolo, anche se, come è stato rilevato, le previsioni di spesa futura sono, per la natura stessa dei loro interventi, assai gra- vose. Come avrete avuto occasione di constatare personalmente si è prov- veduto ad anticipare di mezz'ora lo svolgimento della funzione Religiosa festiva, che tradizionalmente aveva inizio alle ore 10,30; vi avevamo già accennato che questa decisione del Consiglio non era stata accolta, agli inizii, con particolare entusiasmo ed anzi onestamente si era incontrato parecchio scetticismo in proposito. Dopo un periodo di esperimento sembra però che vada sempre più incontrando i favori dei fedeli e sia- mo certi che con l'avvento del bel tempo e delle scampagnate domeni- cali in montagna, questa iniziativa sarà sempre più gradita. Gradito è stato, tra l'altro, il con- statare che dopo alcuni richiami ad un maggior senso di responsabilità e coscienza da parte di coloro che erano soliti acquistare i giornali po- sti all'entrata della Chiesa, si sia ri- tornati alla normalità amministrati- va nel senso che mentre prima la proporzione dei giornali mancanti e denaro trovato nelle cassette era as- solutamente ridicola, ora i conti qua- drano un po' meglio, ragione per cui questa vendita, per alcuni assai co- moda, continuerà ad aver luogo. Ancora una cosa riguardante la manutenzione del castello del grup- po campanario. Il Consiglio Pastora- le, dopo attento esame delle offerte pervenute e dopo una indagine co- noscitiva che rendesse possibile una alternativa di intervento, ha deciso di affidare il lavoro comune di ri- verniciatura e piccola manutenzione a personale della nostra Parrocchia, mentre per la parte propriamente tecnica ci si continuerà ad avvalere della collaborazione offerta da una Ditta, specializzata nel settore, aven- te sede in Acqui Terme. Altre approfondite discussioni su catechesi, evangelizzazione e promo- zione umana, hanno caratterizzato le nostre riunioni: è stata sottolineata l'importanza di una responsabilizza- zione dei singoli e delle famiglie al- l'opera di crescita cristiana. E' tutto per questa volta, grazie per l'attenzione e arrivederci. Il Segretario del Consiglio P. Carlo Gobbo Cronaca di paese 4 Novembre Gli ex-combattenti, come ogni an- no si sono ritrovati per celebrare la pace, nel ricordo di quanti soffriro- no a causa della guerra. Dopo la messa in suffragio dei defunti di tut- te le guerre e per i morti dell'asso- ciazione, ci si è recati al monumento mentre la campane suonavano l'Inno del Piave. Attorno alla lapide, tutti i presenti si sono raccolti in preghie- ra, ricordando i sacrifici e le pene di quanti sono morti desiderando un mondo più giusto e fraterno. Il presidente dell'associazione, Borre Giuseppe, dopo aver ricorda- to il significato profondo e umano della festa, ha commemorato Boche Grato, prematuramente scomparso, che in tanti anni ha lavorato per il bene degli ex-combattenti. Ha pre- so, quindi, la parola il Sindaco, ri- Discorsi al monumento — 5
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questo, si sviluppa il discorso pro- grammatico di quella che dovrà es- sere la soluzione temporanea della sostituzione del luogo di culto. I la- vori di restauro, infatti, quando a- vranno preso il via, si impegneranno attraverso un arco di tempo non in- feriore ad un paio di anni e pertanto anche le soluzioni provvisorie do- vranno essere particolarmente pro- grammate e studiate a priori. E' evidente che l'unica possibilità attuale ci viene offerta dalla Cap- pella dei Penitenti, sita accanto al nuovo plesso scolastico e tradizio- nale sede di rappresentazioni cine- matografiche e teatrali. La situazione attuale dei locali del- la suddetta Cappella è però abba- stanza preoccupante, se non altro da un punto di vista economico, in quan- to, per renderla agibile al culto sono necessari alcuni interventi di discre- ta entità finanziaria. Si è così prov- veduto ad impostare un programma di massima al termine del quale il Consiglio Pastorale sarà in grado di definire l'importo economico-tecnico che questa riattivazione comporta. Il Presidente ha, in questo periodo, presentato un dettagliato Rendicon- to Economico della Gestione Finan- ziaria 1975 della Chiesa. Sottoelenca- ti troverete le cifre relative ad ogni entità economica, comunque l'esame analitico delle voci che lo compon- gono è stato particolareggiato ed e- sauriente, risultando poi essere ap- provato, all'unanimità, da parte dei presenti consiglieri. Entrate: 2.571.100 Uscite: 1.562.733 Fondo cassa: 6.199.016 4 — In conclusione la situazione pre- senta una soddisfacente posizione at- tiva, in ogni suo capitolo, anche se, come è stato rilevato, le previsioni di spesa futura sono, per la natura stessa dei loro interventi, assai gra- vose. Come avrete avuto occasione di constatare personalmente si è prov- veduto ad anticipare di mezz'ora lo svolgimento della funzione Religiosa festiva, che tradizionalmente aveva inizio alle ore 10,30; vi avevamo già accennato che questa decisione del Consiglio non era stata accolta, agli inizi, con particolare entusiasmo ed anzi onestamente si era incontrato parecchio scetticismo in proposito. Dopo un periodo di esperimento sembra però che vada sempre più incontrando i favori dei fedeli e sia- mo certi che con l'avvento del bel tempo e delle scampagnate domeni- cali in montagna, questa iniziativa sarà sempre più gradita. Gradito è stato, tra l'altro, il con- statare che dopo alcuni richiami ad un maggior senso di responsabilità e coscienza da parte di coloro che erano soliti acquistare i giornali po- sti all'entrata della Chiesa, si sia ri- tornati alla normalità amministrati- va nel senso che mentre prima la proporzione dei giornali mancanti e denaro trovato nelle cassette era as- solutamente ridicola, ora i conti qua- drano un po' meglio, ragione per cui questa vendita, per alcuni assai co- moda, continuerà ad aver luogo. Ancora una cosa riguardante la manutenzione del castello del grup- po campanario. Il Consiglio Pastora- le, dopo attento esame delle offerte pervenute e dopo una indagine co- noscitiva che rendesse possibile una alternativa di intervento, ha deciso di affidare il lavoro comune di ri- verniciatura e piccola manutenzione a personale della nostra Parrocchia, mentre per la parte propriamente tecnica ci si continuerà ad avvalere della collaborazione offerta da una Ditta, specializzata nel settore, aven- te sede in Acqui Terme. Altre approfondite discussioni su catechesi, evangelizzazione e promo- zione umana, hanno caratterizzato le nostre riunioni: è stata sottolineata l'importanza di una responsabilizza- zione dei singoli e delle famiglie al- l'opera di crescita cristiana. E' tutto per questa volta, grazie per l'attenzione e arrivederci. Il Segretario del Consiglio P. Carlo Gobbo Cronaca di paese 4 Novembre Gli ex-combattenti, come ogni an- no si sono ritrovati per celebrare la pace, nel ricordo di quanti soffriro- no a causa della guerra. Dopo la messa in suffragio dei defunti di tut- te le guerre e per i morti dell'asso- ciazione, ci si è recati al monumento mentre le campane suonavano l'inno del Piave. Attorno alla lapide, tutti i presenti si sono raccolti in preghie- ra, ricordando i sacrifici e le pene di quanti sono morti desiderando un mondo più giusto e fraterno. Il presidente dell'associazione, Borre Giuseppe, dopo aver ricorda- to il significato profondo e umano della festa, ha commemorato Bochet Grato, prematuramente scomparso, che in tanti anni ha lavorato per il bene degli ex-combattenti. Ha pre- so, quindi, la parola il Sindaco, ri- Discorsi al monumento — 5
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cordando il valore di chi si è battu- to per creare un mondo più giusto, più democratico. La festa si è conclusa « Chez Ma- rio » dove, attorno alla mensa, si è provata la gioia della fraternità, del buon vino e dei lieti canti. * * * Festa dei Pompieri I nostri tre gruppi di pompieri, Rumiod-Borgo-Collina, hanno cele- brato la festa di S. Barbara, loro patrona. Nella cappella di Etavel, Priorato e Rumiod è stata celebrata la Messa per chiedere a Dio luce e protezione per tutta la comunità. Il Parroco ha ricordato a tutti i Pom- pieri il significato della festa, por- tando poi l'esempio di S. Barbara che con coraggio e serenità testimo- niò la sua fede in un mondo ostile, invitando a lottare contro la piaga del « rispetto umano » che molte vol- te a tanta gente è di ostacolo per pro- fessare con coraggio la propria fede. Pompieri di Etavel Il Parroco ha inoltre ringraziato, a nome di tutto il paese, i Pompieri per il loro lavoro, per tanta abnega- zione specie in occasione dei fune- rali, dove sanno dare anche il buon esempio di rispetto e generosità, non andando ad aumentare il numero di coloro che, con estrema faciloneria, preferiscono l'indecorosa chiacchie- rata... in piazza. Pompieri di Rumiod 6 — Sono sempre simpatiche queste fe- ste perché aiutano a cementare ami- cizie e fraternità, di cui anche il no- stro paese ha estremamente bisogno. Sovente notiamo che egoismo e ge- losie creano fratture, lotte, accuse, maldicenze; se ci si ritrovasse di più assieme forse si capirebbe che il vo- lersi bene, l'aiutarsi sono valori di cui tutti abbiamo bisogno, per poter ancora credere in un mondo più se- reno, non dominato soltanto dal cie- co desiderio del profitto e del de- naro. Pompieri del Borgo NATALE La festa della Natività del Signo- re è stata celebrata nella nostra par- rocchia nel raccoglimento e nella gioia. Un gruppo di giovani, guidati da alcuni membri del Consiglio Pa- storale, hanno preparato un bel pre- sepio in stile valdostano, volendo co- sì indicare l'attualità della nascita di Cristo nel nostro piccolo mondo paesano. Alla messa di mezzanotte, una grande folla ha assistito al ricordo della Natività e tre bambine (Liliana, Alessandra, Milena) hanno letto un messaggio natalizio, visto attraverso il cuore e gli occhi dell'infanzia. A Natale è tutta la parrocchia, tut- ta la Comunità che si riunisce in Chiesa per ricordare la nascita di Gesù. Noi bambini ci facciamo voce di tutta l'assemblea per esprimere in questo momento solenne, riflessioni, preghiere, sentimenti. Ascoltando la radio, la televisione, guardando le vetrine, abbiamo, in questi giorni, sentito parlare del Na- tale con l'invito a comperare a fare regali. Panettoni, spumanti, liquori, su- permercati sono diventati il centro di strani presepi, accompagnati da dolci musichette, da volti di bambi-
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Natale è festa perché Gesù si è fatto uomo ed è venuto a vivere tra noi. Questo è il Natale: Gesù venuto per me, per ognuno di noi, per tutti noi. E' venuto a portarci la sua pa- rola, la sua luce e la sua pace. Lui ci interessa più di tutti i re- gali che ogni giorno vediamo esposti nei negozi. I regali ci fanno contenti un istante e poi torniamo come pri- ma: non sappiamo cosa fare per di- vertirci, ci lamentiamo, litighiamo con i fratelli e con gli amici, disob- bediamo ai genitori anche se aveva- mo promesso di stare buoni. Gesù invece ci dà una gioia che non fini- sce, ci libera dai peccati, ci insegna ad essere più impegnati e sereni. Per noi Natale è avvicinarci di più a Gesù, essere amici suoi, cercare di mettere in pratica i suoi esempi, la sua bontà. A Natale tutti parlano di bontà; ma se mettessimo in pra- tica la bontà di Gesù, come sarebbe più bello vivere! Non ci sarebbero più guerre, ingiustizie, gente senza lavoro, poveri, affamati. Allora ve- ramente capiremmo che dacché Ge- sù è nato non ci è più lecito essere felici da soli. Ascoltate questo esempio. Alcuni anni fa, la cittadina di Na- zareth vide arrivare tanti gruppi di profughi arabi, che si installarono dappertutto, anche nelle grotte. Il 25 dicembre, in una grotta umi- da, un bambino di pelle nera stava male: gli occhi febbricitanti, il re- spiro affannoso. Sua madre, una gio- vane donna araba, lo mise a dormire nella mangiatoia della grotta tra due manciate di paglia asciutta. Poi an- dò a chiamare l'unica persona che poteva aiutarla: un sacerdote dalle mani corrose dalla calce, che stava lavorando come muratore per fare delle casette per i profughi. Il prete, stanchissimo, andò con la madre. Vide il ventre gonfio del bambino, lo prese in braccio e disse alla donna: Andiamo all'ospedale. L'infermiera, nell'ufficio accetta- zioni, domandò il nome della madre, quello del bambino, il documento che provava la loro condizione di profughi. Il prete era molto stanco e perse la pazienza. Rispose: Infermiera, scriva che il nome del bambino è Gesù, che sua madre si chiama Maria e che stava per morire in una grotta il giorno di Natale; basterà, e per amor di Dio lo porti a letto. L'infermiera arrossì, ma disse con umiltà: ha ragione, padre; spesso ci dimentichiamo cosa vuol dire Natale. Terminiamo con questa preghiera: 1 Gesù, tu vieni oggi, in questo nostro mondo. E lo trovi ancora diviso. Un mondo senza pace, che cerca la pace. C'è frattura fra poveri e ricchi, fra giovani e adulti, fra bianchi e neri, fra popolo e popolo fra cristiani e cristiani. Nella stessa famiglia, molte volte, c'è divisione, separazione. O Gesù, non siamo in pace tra noi uomini perché non siamo in pace con Dio. Tu sei il Principe della pace, vieni a portare la pace, la tua pace, non come la dà il mondo. Tu vieni a riconciliarci con Dio e fra noi. Non possiamo celebrare il tuo Natale se non diventiamo « costruttori di pace », se non ci riconciliamo con Dio e fra noi. Agnello di Dio, che togli il peccato del mondo, donaci la pace, nella verità, nella giustizia, nell'amore. 2 O Gesù, tu sei presente e ci vieni incontro in chi è affamato di pane, di amore, di verità e di speranza; in chi è prigioniero della ricchezza o della miseria; in chi è ammalato nel corpo e nello spirito; in chi geme sotto il peso di strutture oppressive. Sei presente in ogni uomo, perché ogni uomo sia immagine di Dio. Tu ci vieni incontro nell'uomo e ci chiedi di essere concretamente il Cristo-amore il Cristo-liberatore Amen ni sempre contenti e felici. Per farci consumare di più quante belle pa- role e quante trovate! Ma è tutto qui il Natale? Centinaia e migliaia di cartoline e di lettere in tutto il mondo sono in viaggio per portare gli auguri di Buon Natale a tanta gente. Le vetrine sono piene di prodotti natalizi. Le strade sono illuminate. La gente si affretta a fare gli acqui- sti straordinari. I bambini e i grandi pensano ai regali; a casa si pensa al bel pranzetto, agli inviti, all'albero illuminato. E' tutto qui il Natale? Se il Natale fosse solo questo, non valeva la pena di uscire in questa notte dalle nostre case per venire fin qui in Chiesa. Il Natale dei cristiani, il nostro Natale, ha un significato molto più profondo. Per noi il Na- tale non può fermarsi al panettone. 8 — — 9
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ni sempre contenti e felici. Per farci consumare di più quante belle pa- role e quante trovate! Ma è tutto qui il Natale? Centinaia e migliaia di cartoline e di lettere in tutto il mondo sono in viaggio per portare gli auguri di Buon Natale a tanta gente. Le vetrine sono piene di prodotti natalizi. Le strade sono illuminate. La gente si affretta a fare gli acqui- sti straordinari. I bambini e i grandi pensano ai regali; a casa si pensa al bel pranzetto, agli inviti, all'albero illuminato. E' tutto qui il Natale? Se il Natale fosse solo questo, non valeva la pena di uscire in questa notte dalle nostre case per venire fin qui in Chiesa. Il Natale dei cristiani, il nostro Natale, ha un significato molto più profondo. Per noi il Na- tale non può fermarsi al panettone. 8 — Natale è festa perchè Gesù si è fatto uomo ed è venuto a vivere tra noi. Questo è il Natale: Gesù venuto per me, per ognuno di noi, per tutti noi. E' venuto a portarci la sua pa- rola, la sua luce e la sua pace. Lui ci interessa più di tutti i re- gali che ogni giorno vediamo esposti nei negozi. I regali ci fanno contenti un istante e poi torniamo come pri- ma: non sappiamo cosa fare per di- vertirci, ci lamentiamo, litighiamo con i fratelli e con gli amici, disob- bediamo ai genitori anche se aveva- mo promesso di stare buoni. Gesù invece ci dà una gioia che non fini- sce, ci libera dai peccati, ci insegna ad essere più impegnati e sereni. Per noi Natale è avvicinarci di più a Gesù, essere amici suoi, cercare di mettere in pratica i suoi esempi, la sua bontà. A Natale tutti parlano di bontà; ma se mettessimo in pra- tica la bontà di Gesù, come sarebbe più bello vivere! Non ci sarebbero più guerre, ingiustizie, gente senza lavoro, poveri, affamati. Allora ve- ramente capiremmo che dacchè Ge- sù è nato non ci è più lecito essere felici da soli. Ascoltate questo esempio. Alcuni anni fa, la cittadina di Na- zareth vide arrivare tanti gruppi di profughi arabi, che si installarono dappertutto, anche nelle grotte. Il 25 dicembre, in una grotta umi- da, un bambino di pelle nera stava male: gli occhi febbricitanti, il re- spiro affannoso. Sua madre, una gio- vane donna araba, lo mise a dormire nella mangiatoia della grotta tra due manciate di paglia asciutta. Poi an- dò a chiamare l'unica persona che poteva aiutarla: un sacerdote dalle mani corrose dalla calce, che stava lavorando come muratore per fare delle casette per i profughi. Il prete, stanchissimo, andò con la madre. Vide il ventre gonfio del bambino, lo prese in braccio e disse alla donna: Andiamo all'ospedale. L'infermiera, nell'ufficio accetta- zioni, domandò il nome della madre, quello del bambino, il documento che provava la loro condizione di profughi. Il prete era molto stanco e perse la pazienza. Rispose: Infermiera, scriva che il nome del bambino è Gesù, che sua madre si chiama Maria e che stava per morire in una grotta il giorno di Natale; basterà, e per amor di Dio lo porti a letto. L'infermiera arrossì, ma disse con umiltà: ha ragione, padre; spesso ci dimentichiamo cosa vuol dire Natale. Terminiamo con questa preghiera: 1 Gesù, tu vieni oggi, in questo nostro mondo. E lo trovi ancora diviso. Un mondo senza pace, che cerca la pace. C'è frattura fra poveri e ricchi, fra giovani e adulti, fra bianchi e neri, fra popolo e popolo fra cristiani e cristiani. Nella stessa famiglia, molte volte, c'è divisione, separazione. O Gesù, non siamo in pace tra noi uomini perchè non siamo in pace con Dio. Tu sei il Principe della pace, vieni a portare la pace, la tua pace, non come la dà il mondo. Tu vieni a riconciliarci con Dio e fra noi. Non possiamo celebrare il tuo Natale se non diventiamo « costruttori di pace », se non ci riconciliamo con Dio e fra noi. Agnello di Dio, che togli il peccato del mondo, donaci la pace, nella verità, nella giustizia, nell'amore. 2 O Gesù, tu sei presente e ci vieni incontro in chi è affamato di pane, di amore, di verità e di speranza; in chi è prigioniero della ricchezza o della miseria; in chi è ammalato nel corpo e nello spirito; in chi geme sotto il peso di strutture oppressive. Sei presente in ogni uomo, perchè ogni uomo sia immagine di Dio. Tu ci vieni incontro nell'uomo e ci chiedi di essere concretamente il Cristo-amore il Cristo-liberatore Amen — 9
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LA CRESIMA Il 29 febbraio 24 ragazzi della no- stra parrocchia hanno ricevuto la Cresima. Belli Marino, Bochet Cristiano, Charles Stefano, Ciancamerla Pao- lo, Degani Mauro, Lale Murix Gior- gio, Lyveroulaz Eddy, Pellissier Mau- ro, Pozzini Marco, Udali Franco, Zad- kovich Luciano, Sinopoli Angelo, Bar- maverain Alice, Berthod Milena, Ce- lesia Cristina, Chappuis Cinzia, Char- ruaz Edy, D'agostino Cristina, Dega- ni Ornella Iris, Empereur Loredana, Iannino Tiziana, Iuliano Flora, Ju- nod Tiziana, Mochet Adriana. Ronzani Stefano, ammalato il gior- no della festa, è stato cresimato ad Aymavilles il 19 marzo. Ecco il commento di una cresi- mata: La grande ansia è passata e la fe- sta è finita. Questa grande festa è la mia Cresima, che l'ho attesa con tanta ansia! E' stato tutto molto bello, l'unico punto è che forse io non mi sentivo all'altezza di prendervi parte, per- chè anche se il parroco ci aveva pre- parato molto bene io facendo l'esa- me di coscienza mi sentivo qualcosa che mi mancava e che non so speci- ficarlo in parole. La mattina di que- sto bel giorno splendeva un sole me- raviglioso, sembrava che volesse par- tecipare anche lui alla nostra gioia. Ci ritrovammo tutti sul piazzale della chiesa e quando arrivò il Ve- scovo sentimmo tutti una grande e- mozione, ci incamminammo verso la chiesa accompagnati dal dolce suo- no dell'organo, ed io mi sentivo tan- to vicino a Gesù. Seguì la messa con molta attenzione e pensavo sempre al momento in cui avrei ricevuto il sacramento. Il delizioso canto ci ac- compagnava dinnanzi al cenacolo ove il Vescovo uno ad uno ci segnò la fronte col Crisma, in quell'istante sentii una grande emozione che, cre- do, nella mia vita, ricorderò sempre. Quel giorno feci tante promesse a Gesù e spero di poterle mantenere. Alla fine della messa ci diedero un dono della parrocchia, il Vangelo che io accolsi con amore. Finita la fun- zione tutti se ne andarono salutando il Vescovo. Ci incamminammo verso casa sentendo dentro di noi tanta fe- licità. 65ème Anniversaire de la Fondation de la Société Ouvrière de Secours Mutuels et Protection « L'union des Saimpierroleins » Samedi le premier Mai, jour de la fête du travail, s'est déroulé avec so- lennité le 65ème anniversaire de la fon- dation de la Société Ouvrière. Le 8 janvier 1911, comme nous l'apprend l'article 1 du Statut, à Saint Pierre s'est constituée une Société Ouvriè- re de secours mutuels et protection sous la dénomination de « L'Union des Saimpierroleins ». L'articolo 2 I bambini della Cresima 10 — La prima « Société Ouvrière » — 11
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nous rappelle quels sont les buts de cette Société: 1) de consolider les liens de fra- ternité qui doivent exister entre en- fants d'une même Commune; 2) de prêter tout l'appui moral et matériel aux membres de la Société dans le cas de maladie. Dans une époque où l'on ne sa- vait pas ce qu'était une Société Mu- tuelle d'Assurance; la fondation d'une Société Ouvrière représentait une conquête Sociale non indifférente. On était en effet à la veille de la pre- mière guerre mondiale; les condi- tions économiques et sociales de nos paysans étaient loin d'être florissan- tes; beaucoup de gens n'avaient pas les moyens suffisants pour mainte- nir leurs familles et souvent on ne trouvait pas l'argent pour payer le docteur et les médicaments. Aujourd'hui on est orgueilleux de nos ancêtres qui dans un certain sens on sû prévenir les temps modernes. A' la fête du premier Mai on a a- perçu beaucoup de jeunes: c'est un bon signe qui nous fait penser que la Société est une de ces Associations qui vivront encore même si de nos jours on peut bien affirmer que les conditions de vie sociales et économi- ques se sont notamment améliorées. G. P. Attività e programmi della Pro Loco di St-Pierre Fondazione 19 agosto 1975. Assemblea generale ore 21 presen- ti 40 iscritti si procede alla votazio- ne del Consiglio Direttivo: Presidente: Chinchere Eraldo V. Presidente: Pellissier Lino V. Presidente: Lale Gerard Aldo Rappresentanti categorie: Commercianti: Bois Enrico Artigiani: Paillex Romano Agricoltori: Glarey Augusto Alberghieri: Cognetn Bruno U. S. St. Pierre: Manella Enrico Segretario Tesoriere: Barberis Ro- dolfo Viene approvato lo Statuto, e si in- carica il presidente, visto il periodo di ferie, di organizzare eventuali ma- nifestazioni. Si organizza per il 18-10-75 una partita di calcio tra scapoli e ammo- gliati con coppa in palio. Il presidente e il segretario sono na, ed inoltre il 1° Festival masche- rato per bambini, dell'Alta Valle di Aosta, con una massiccia partecipa- zione di bambini, insegnanti e geni- tori, vengono distribuiti numerosi premi. Il calendario delle manifestazioni approvato dal Consiglio Direttivo, comprende: 1) Incontro di calcio Scapoli-Am- mogliati; 2) Festa del Patrono: a Breian e al Borgo, con giochi, ecc.; 3) Festa dei Salassi a Breian; 4) Corsa campestre; 5) Promenade a Paletta; 6) Corso e Torneo di scacchi; 7) Mostra pittori e scultori resi- denti in St-Pierre al Castello; 8) Mostra artigianato tipico val- dostano; 9) Mostra balconi fioriti; 10) Promenade al Fallère; 11) Gara di monopattino; 12) Torneo di calcio a Vetan; 13) Corso di sci per i bambini; 14) Corso di calcio per i bambini delle elementari; 15) Corso di pattinaggio per i bam- bini delle elementari. ed altre che l'occasione possa fa- vorirci. I soci attuali sono 90. Abbiamo bisogno di tutta la popo- lazione per riuscire almeno in parte a svolgere il calendario propostoci. G. P. incaricati del disbrigo delle richieste di affitto locali stagionali e non, ven- gono contrattate n. 5 richieste, di cui 4 a buon fine. Si organizza per il 13-12-75 una fe- sta danzante al Castello illuminato per l'occasione, con « boudette ». Si organizza per il 31-12-75 un ce- none dei soci, con oltre 70 presenze. Si organizza il 14-2-1976 una gara di slalom gigante a Courmayeur con ricchi premi, 60 iscritti. Si organizza una gara di fondo a Vetan con ricchi premi, 27 iscritti. Si organizza una gara di belote al- l'Hôtel Grivola, con ricchi premi di prodotti locali, presenti 30 coppie. Vengono nominati revisore dei conti per il triennio 75-78 i Signori: Boson Carlo, Arnod Renato e Ron- zani Guido. Si organizza per il carnevale '76 due serate danzanti all'Hôtel Lanter- Carnevale dei bambini 12 — — 13
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Lettera aperta ad un padre di St-Pierre Caro amico, ho riflettuto molto su quanto mi hai accennato l'ultima volta che ci siamo visti ed ho pensa- to che forse non sarebbe una cattiva idea se tu ed io, un giorno, ci incon- trassimo meglio, avendo un po' più di tempo a disposizione, per poter fare due chiacchiere tranquille e se- rene su quelli che sono i nostri pro- blemi di ogni giorno, le nostre ansie, i nostri desideri. E vorrei proprio che si parlasse di un argomento che so, per certo, ci sta molto a cuore e che senz'altro, non mancherebbe di interessare un numero notevole di padri; mi riferisco cioè al problema dell'educazione dei nostri figli. Non scopro niente di nuovo certa- mente nel dirti che i problemi che ho al riguardo sono numerosi e che le soluzioni, anche soltanto provvisorie, sono sempre più pericolose; come sai i miei figli sono un vispo ma- schietto ed una birba di femminuc- cia ed il problema dell'educazione, stante proprio la loro tenera età, mi si presenta nel modo più completo e dirompente creandomi una serie di interrogativi a cui talvolta, credimi, non so proprio come rispondere. E' il momento dei PERCHE' e dei COME — COME MAI — COME E' STATO — COSA FAI — COME E' SUCCESSO ed i tempi, sembra già anacronistico il dirlo, sono assai cambiati, anche solo da quando fum- mo educati noi, ragione per cui le risposte di allora non vanno proprio più bene. Ti sembra? Per quanto mi riguarda godo di parecchio tempo libero e quindi pos- so stare con i miei figli ascoltandone tutte le necessità e tutti i loro pro- blemini senza togliere nulla né alla famiglia stessa né al lavoro, ma mi sono chiesto parecchie volte come tu possa conciliare tutto ciò. So che il lavoro che hai assorbe quasi completamente il tuo tempo libero e che molte volte ti alzi presto al mattino quando i figli dormono ancora e ritorni a casa quando loro sono già a letto. Non deve essere cer- to né bello né facile però non è nem- pure giusto ed onesto pensare che il compito dell'educazione dei figli spetti solo alla moglie, non è, se non altro, sufficiente, non credi? Si è vero tu mi dici che lavori troppo e che tua moglie facendo la casalinga ha tutto il tempo di pensare ai bam- bini, e anche se mi costa un po' di fatica dirlo, anch'io ero della mede- sima idea; ma in fondo mi sono ac- corto che sbagliavo, perché i bam- bini hanno bisogno di tutti e due i genitori e tutti e due nella stessa maniera e misura. Non parliamo poi dei casi in cui i bambini sono uno solo. Se fosse giusto quello che dici tu, allora quel bambino che cosa im- parerebbe da quello che, dei due ge- nitori, è il troppo impegnato? Lo chiamerebbe senz'altro papà o mam- ma perché l'altro glielo avrebbe in- segnato, ma in sostanza imparereb- be a vivere, ad amare, a comportar- si, almeno nelle linee essenziali, co- me vive, ama e si comporta quello che, dei due, lo educa. Ti pare logico? Adesso immagina che tua moglie lavorasse, che avesse cioè un impie- go fuori casa; lei ti farebbe lo stesso discorso, ti direbbe cioè che il lavoro, la casa, le faccende domestiche l'as- sorbono completamente e non può seguire bene i bambini da sola, per- ciò sarebbe meglio che anche tu le dessi una mano. Cosa risponderesti. Che non puoi? Non è possibile, sa- rebbe una vigliaccheria e ti conosco abbastanza bene per sapere che non faresti una cosa simile. Potresti pensare di assumere qual- cuno per la loro sorveglianza e quin- di per la loro educazione e non sa- rebbe, per te, un grosso problema perchè, il denaro, per questo ulte- riore onere familiare, non ti manca, ma non risolveresti il problema in quanto, in definitiva, sarebbe un sot- trarsi da responsabilità ben chiare e precise che tu hai assunto il giorno in cui hai deciso di mettere al mondo dei figli. Giusto? Questi figli bisogna educarli, biso- gna rispondere ai loro perchè ed alle loro richieste, con calma e serenità e soprattutto con un senso di giusti- zia. Dobbiamo, mio caro amico, met- terci una mano sul cuore e chiederci cosa abbiamo fatto, fino ad oggi, di giusto e di sbagliato nei loro con- fronti; cosa avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, quante brutte cose avremmo potuto evitare se in- vece di zittire i nostri figli avessimo dato loro un po' più di ascolto, se invece di pensare a loro come es- sere ancora troppo ingenui per ri- sposte oneste e vere avessimo cre- duto un po' di più in essi e nella loro sensibilità, anche infantile, se, in de- finitiva, avessimo dato loro un po' più d'amore. Questo è un po' il nocciolo della questione e credimi, sarebbe bello parlarne assieme, perché le tue espe- rienze sono diverse dalle mie e le nostre, diverse da quelle di tanti al- tri e se è vero che l'esperienza è una serie di errori commessi, è sciocco e presuntuoso pensare di essere solo noi nel giusto e ritenere superfluo il colloquio e la collaborazione. Ora, c'è un punto inamovibile sul quale non si discute, dobbiamo non solo EDUCARE MEGLIO i nostri fi- gli ma penso proprio che dobbiamo EDUCARE i nostri figli. La società di oggi, che è società sia che si parli di Saint-Pierre, di Roma, di Londra, I bambini dell'Asilo con le insegnanti — 14 — — 15
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ha assunto una sua fisionomia pre- cisa e ben definita e i fatti e le cose che ci circondano non possono essere nè smentite nè ignorate. Non si può fare finta di non vedere e di non sen- tire, quindi niente ipocrisie, niente falsità con i bambini, soprattutto niente falsi pudori, perchè le cose, se non gliele dici tu, se le fanno dire da- gli amici più grandi che forse sanno ma che spesso hanno avuto a loro volta informazioni vaghe e pericolo- samente distorte. Non dire ai bambini perciò, che non hai tempo per loro quando non sai la risposta ai loro interrogativi, non dare loro uno schiaffo se ti chie- dono una cosa che a te pare sporca, sovente la sporcizia è dentro di te, cerca invece di fare in modo che ab- biano fiducia in te, che vedano in te un amico, che si confidino, perchè il giorno che decideranno che, tanto con te, non vale la pena perdere del tempo, allora quel giorno potrai tranquillamente pensare a te stesso come ad un disgraziato essere u- mano. Il nostro tempo è abbastanza pri- vo di valori umani e sociali e quindi abbastanza sporco ed instabile che, se mai decidiamo di dedicare un po' del nostro tempo all'educazione se- ria dei nostri figli e nel contempo di noi stessi, potremmo, forse, non riac- quistargli del tutto i valori umani e sociali, ma certamente potremmo dargli un po' più di stabilità e di pulizia. Bene, adesso ti lascio, ho approfit- tato fin troppo della tua pazienza e della tua cortesia. Spero solo che ci si possa davvero trovare perchè il problema mi sta veramente a cuore e spero non solo a me. Ti abbraccio affettuosamente e ti prego, appena puoi, di farmi sapere qualcosa in proposito. Ciao, tuo............ I baldi coscritti del '40 ! 16 — Une des manifestations religieuses du temps passé L'actuelle Pasquetta qui suit la so- lennité de Pâques, n'était pas connue autrefois. La journée était fériée. Le matin, messes comme aux jours de fête, puis aux premières heures de l'après midi on se retrouvait en- core à l'Eglise pour participer à la procession du mont de Thoule. C'était là un rite qui se répétait chaque année; c'était l'expression fi- dèle d'un grand esprit de foi et de confiance en Dieu à qui on deman- dait de saines, abondantes récoltes des fruits de la terre. La procession se formait sur la place de l'Eglise. Tout d'abord, la grande Croix portée, en général, par un confrère du Saint Sacrement (pé- nitent). Puis venaient les enfants, petits et grands, heureux de cette es- capade un peu insolite, suivaient les Filles de Marie avec leurs voiles blancs, les femmes qui égrènaient bien fort leur chapelet, les chanteu- ses, les chantres, le clergé, les con- frères du St Sacrement habillés en blanc et, finalement, toujours en grand nombre, les hommes. La procession formée, traversait la Viplane, montait à Etavel où, de- vant la chapelle on s'arrêtait pour in- séner dans le défilé, les participants de Per-de-lé (La Rosière, Bachod-La Charrère etc.) et du groupe Etavel, Jaunin, Praulin, Bercher. L'ordre ré- tabli, on repartait longeant la route qui menait à La Croix et de là, à Breyan. Les « ora pro nobis » se mélan- geaient aux « Parce Domine » dans un accent de piété sincère et joyeuse. Arrivés au Moreau, la procession tournait à droite, rencontrait les vi- gnes de Crou-Levrot et du vaste ter- ritoire de Thoule. Ici une halte s'im- posait car le panorama qui se pré- sentait était merveilleux. On admi- rait les montagnes, les paysages de presque toute la Vallée. Les chantres et les chanteuses pro- fitaient de ce moment de repos pour revoir le répertoire de leurs chants car tout était passé: litanie de la Vierge, Litanie des Saints, psaumes de la pénitence, Magnificat, Nous voulons Dieu... A' nous, les jeunes, qui ne connaissions pas le latin, le verset « Te rogamus audi nos » avait un charme particulier et nous le ré- pétions de toutes nos forces sûrs que nos voix seraient arrivées plus faci- lement jusqu'à Dieu. La route du retour Thoule-Revers était pierreuse et droite. On se pié- tinait, on perdait l'équilibre, on riait de nos mésaventures. C'était amu- sant! Arrivés au Revers, l'ordre se rétablissait. On descendait vers les trois Bussan, La Grange, Tâche. La procession se faisait plus réduite car les pèlerins le quittaient, au fur et à mesure qu'ils se trouvaient à côté de leurs habitations. A' l'Eglise arrivaient les chantres, les chanteuses, le clergé, les habitants des villages d'en bas. Une petite bé- nédiction clôturait la fête puis cha- cun rentrait au logis, fatigué mais content d'avoir porté sa contribution à cette manifestation de foi simple et confiante dans l'aide de la Provi- dence. L. A. - 17
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Nuovi membri del Popolo di Dio 19) Il 28 dicembre è stata battez- zata Junod Denise di Mario e di Pas- toret Ernestina. Padrini: Musitelli Giulio e Junod Maria Pia. 1) Il 21 marzo battesimo di Pec- chini Sara di Bruno e di Belli Ful- via. Padrini: Pavesi Ivano e Belli Maura. 2) Il 18 aprile è stato battezzato Lale Lacroix Vittorio di Pierino e di Tedesco Assunta. Padrini: Lale La- croix Dario e Dervay Marlyse. 3) Il 19 aprile battesimo di Juglair Sandra di Angelo e di Blond Laura. Padrini: Juglair Felicino e Blond Daria. 4) Il 15 maggio battesimo di Mat- ta Oliviero Antioco Mario di Luciano e di Persod Laura. Padrini: Persod Mario e Matta Adriana. Nuovi focolari cristiani 1) Il 7 febbraio si sono sposati: Pellissier Ugo e Chabòd Anna Maria. Furono testimoni: Martin Pierino e Cerlogne Alma. 2) Il 24 aprile si sono sposati: Roveyaz Luigi Carlo e Benech Gio- vanna Ebe. Furono testimoni: Ribo- ni Gaetano e Bellò Marina. 3) Il 2 maggio si sono sposati Pel- lissier Valter e Charles Rita. Testi- moni: Zamboni Giovanni e Boverod Itala. 4) Il 16 maggio matrimonio tra Mara Maurizio e Lale Murix Renata. Testimoni: Berthod Liliana e Com- munod Michelino. 18 — I nostri defunti per il paese, per il canto, per la bat- tuta rasserenante, per tutto ciò che unisce e affratella, restano nel cuore e negli occhi dei figli e di quanti l'hanno conosciuto e amato. *** 24) Il 13 dicembre, all'ospedale di Aosta, dopo breve ricovero, è morto Jordaney Osvaldo di anni 73. Da tem- po la sua salute era malferma, ma nulla lasciava presagire questa fine così rapida. La moglie e i figli sempre l'hanno circondato di affetto e di cure, ricor- dando riconoscenti i sacrifici, il la- voro, lo spirito di intraprendenza che hanno dato valore e significato alla sua esistenza. 25) Il 28 dicembre è morta Girod M. Faustina di anni 89, dopo lunga e dolorosa malattia. Nativa di Fon- tainemore, da molti anni era venuta tra noi per cercare un lavoro, un av- venire migliore. Enormi sacrifici hanno costellato tanta parte della sua esistenza. L'af- fetto per il figlio, la bontà di cuore, hanno aiutato questi suoi ultimi do- lorosi anni di vita, mai dimentican- do che la fede le prospettava oriz- zonti sereni nella Casa del Padre. *** 22) Il 4 luglio a Chavonne, presso uno dei figli, è morta Lale-Maria ved. Canova, di anni 94. Fu la sua una vita dedicata alla famiglia, al lavoro. Ebbe il coraggio della donna di fede nei momenti du- ri, mai dimenticando che la vita va vissuta in quei valori di dedizione e di sacrificio, che tante volte noi, nei meandri di una vita che diciamo « più civile » dimentichiamo. *** 23) Improvvisamente, dopo alcu- ne ore di agonia è morto il 25 no- vembre Gilardi Francesco di anni 73. Era sceso ad Aosta per degli impe- gni e un improvviso malore ha stron- cato la vita del caro « Cino ». Uomo generoso e sereno, nono- stante le prove e le pene, lascia un grande vuoto nella sua famiglia, nel Borgo e nella cantoria. Il suo amore 1) Il 23 gennaio, a pochi mesi dalla morte della moglie, è deceduto Ce- ranto Antonio di anni 83. Da tempo la malattia aveva minato la sua forte fibra, e solo l'affetto delle figlie e dei parenti era sollievo nel calvario del dolore. Era venuto in Valle d'Aosta dal Ve- neto tanti anni fa e coi suoi sacrifici e col suo lavoro indefesso aveva dato pane e avvenire alla numerosa fa- miglia. — 19
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2) Il 31 gennaio, dopo malattia, è morto Rumiod Maurizio di anni 77. Lavoro e sacrifici hanno caratteriz- zato gli anni della sua esistenza, las- sù nell'alta collina di St-Pierre. La moglie Henry Marcellina, i nipoti l'hanno amato ed aiutato specie quando la salute e gli anni hanno co- minciato a farsi duri e pesanti. * * * 3) Dopo mesi di penosa malattia, sopportata con enorme coraggio e volontà, è morto il 19 febbraio Pail- lex Giuseppe Marcello di anni 67. La- voratore indefesso e intraprendente, attaccato ai valori della famiglia, fi- no all'ultimo ha sperato di poter tor- nare alle sue occupazioni nell'amata Etavel. Il male è stato crudelmente più forte; ma i suoi cari, la moglie, la figlia, i nipoti, i parenti hanno nel cuore e nella vita il ricordo di tanti esempi di bene e di donazione. * * * 4) Dopo breve ma dura malattia è morta Balac Giovanna di anni 79. Da tanti anni viveva sola nella casa paterna di La Croix, casa piena di ri- cordi di quanti l'hanno preceduta e di quanti sono partiti per altre terre a cercare avvenire migliore. E' un'altra famiglia che scompare dall'anagrafe del nostro paese, una famiglia che ha avuto un passato anche importante nella storia di St- Pierre. * * * 5) Il 31 marzo all'Ospedale è de- ceduta Vallet Maria Rosa ved. Bian- co, di anni 81. Dopo lunga e penosa malattia, as- sistita con pazienza ed amore dai suoi cari, è tornata alla casa del Pa- 20 dre. La famiglia ricorda la sua de- dizione, i suoi sacrifici, sapendo che la vita trova un significato quando la si può spendere con amore, es- sendo così certi che anche il dolore non è mai speso invano. * * * 6) Il 30 aprile, dopo mesi di ospe- dale, è morta Christille Adele di anni 73, ved. di Lale Murix Attilio. Con coraggio e serenità ha soppor- tato operazioni e cure, sempre sor- retta dal desiderio di ritornare all'a- mata Rumiod, accanto all'affetto del figlio. E' ritornata a Rumiod solo per ri- cevere l'omaggio e la stima degli al- tri abitanti del villaggio. Il figlio, rimasto solo, porta nel cuore il ri- cordo di esempi e di bene, che solo una mamma sa e può lasciare. * * * 7) Il 4 maggio è morto a Etavel Lesca Edoardo di anni 82. Nativo di Viverone, emigrato per tanti anni in Francia, è venuto tra noi all'inizio della guerra con la mo- glie Vauthier Elena. Di salute cagio- nevole, ha sempre sopportato con co- raggio pene, sofferenze e sacrifici, lasciando ai suoi cari un ricordo di bene, un impegno di generosità an- che di fronte alle avversità della vita. * * * 8) Il 16 maggio, dopo breve de- genza in ospedale, al seguito di una difficile ma necessaria operazione, è morta Bochet Modeste di anni 78, sposa di Rossan Cirillo. Donna di grande fede, espressa con coraggio e fermezza, lascia nei suoi cari e in quanti l'hanno conosciuta un ricordo di serena e dolce dedizione. * * * Attorno alla sua bara, al pianto del marito e dei figli, abbiamo unito la nostra preghiera, con la certezza che certi valori, certi esempi non sa- ranno solo un ricordo, ma un impe- gno di vita per chi non vuole spen- dere invano i giorni della propria e- sistenza. * * * Il 28 novembre è morta a Torino De Martin Gemma, sposata Arancio, PER LA CHIESA Thussidor Fortuné; Pompieri Etavel; N. N.; in memoria Lale Murix Henri; in ono- re di S. Antonio; Champrétavy Corrado; T. N. P.; Garin Luigi; in memoria Cog nein Flaviano; Chenevier Lilian; Fam. Ronc; Arnod Edvige; Savoye Pierre; Morandi Sebastiano; David Ernesto; Pompieri Bor- go; Ronzani Guido; N. N.; Joyeusaz Ma- ria; N. N.; N. N.; Ronzani Fortunato; Jordaney Anna; Jaccod Garresi Jordaney; Besenval Pierino; Morelli; Champrétavy René; N. N.; in memoria Gilardi France- sco; Jaccod Silvio; in memoria Canova Carlo; in memoria def. fam. Bois Bruno; in memoria Luboz Marcella; Domaine An- gela; in memoria Ceranto Antonio; in me- moria Boverod Emilio; Domaine Aldo; in memoria Christille Adele e Silvestro; Da- vid Luigi e Ivonne; in memoria Ceranto Antonio; Cog nein Mario; Borre Giuseppe; Berthod Milena; Sorelle Lale Murix; in memoria Paillex Marcello; Cog nein En- rico; in memoria Branche Ida; in memo- ria Rumiod Maurizio; in memoria Dayné Palmira; Thérisod Camilla; in memoria Gerbore Valentina; in memoria Balc Jean- ne; Cache Giuseppe; in memoria Gerbo- re Guglielmina; N. N.; N. N.; in memoria Fasinaz Elisa; in memoria Vallet Maria; Lale Lacroix Amedeo; in memoria def. fam. Domaine Filippo; in memoria Do- maine Mario; Bérard Alfonso; N. N., Fe- noli Linty Luisa; in memoria Favre En- rico e Elsa; Thérisod Noël; N. N.; Char- ruaz-Centoz; Campese-Lale Demoz in me- moria Bochet Mirco; Thérisod Emerico. Totale: L. 1.093.000. di anni 45. Dopo un incidente banale quanto tragico, dopo ore di agonia è deceduta in ospedale la brava Gem- ma. E' stata sepolta al cimitero del paese natale, Andorno Micca, dove un gruppo di Sainpierroleins era pre- sente in segno di stima e di affetto. Era una donna laboriosa, attacca- ta alla sua famiglia; questa morte tragica e inaspettata lascia nello stra- zio il marito e i figli, che la ricorda- no con tanto amore. OFFERTE PER IL BOLLETTINO N. N.; fam. Terradura; Oreiller Lorenzo; Garin Luigi; Domaine Lea; Rosset-Cheney; Chenevier Lilian; fam. Ronc; Thérisod Ma- rine; Arnod Edvige; fam. Giudici; Joyeu- saz Maria; Perrono Rinaldo; Degani M.; N. N.; Lale Lacroix Luigi; Lale Murix Ot- tino; Jordaney Anna; Jaccod Garresi Jor- daney; Besenval Pierina; Jordaney Virè- ne; Morelli; Champrétavy René; Jacquin Battista; Villanova; Ronzani A. M.; Ca- setta-Morandi; Gilardi Jaccod Silvio; Cor- niolo; Bannard; Battistioli; Abelli; fra- telli Ceriano; Chabod Luigi; Luboz Ve- nance; Belirond; Domaine Aldo; Charrère Evasio; Gerbelle Giuseppina; Ocleppo; Del Negro Giovanni; Cog nein Mario; Borre Giuseppe; Champrétavy Corrado; Vuyet Alberto; Branche Simona; sorelle Lale Murix; Marisa Longo; Charruaz Enrico; Lale Castain Innocent; Paillex Elso; Co- g nein Enrico; Rossan Cirillo; Lale Teresa; Branche Pierina; Thérisod Camilla; N. N.; Bannard Giuseppina; Cache Giuseppe; La- le Lacroix Amedeo; Bérard Alfonso; N. N.; Thomasset Eliseo; Caminada; Fenoli Linty; Thérisod Noël; Charruaz-Centoz; Campese-Lale Demoz; Bochet Nicoline; Thérisod Emerico; Lale Gérard Vincent; N. N.. Totale: L. 315.000. PER L'ASILO Garin Luigi; in memoria Cog nein Fla- viano; N. N.; in memoria Gilardi France- sco; N. N.; Travaini; in memoria Rumiod Maurizio; in memoria Balac Jeanne. Totale: L. 137.000. — 21
Testo Originale Estratto
2) Il 31 gennaio, dopo malattia, è morto Rumiod Maurizio di anni 77. Lavoro e sacrifici hanno caratteriz- zato gli anni della sua esistenza, las- sù nell'alta collina di St-Pierre. La moglie Henry Marcellina, i nipoti l'hanno amato ed aiutato specie quando la salute e gli anni hanno co- minciato a farsi duri e pesanti. * * * 3) Dopo mesi di penosa malattia, sopportata con enorme coraggio e volontà, è morto il 19 febbraio Pail- lex Giuseppe Marcello di anni 67. La- voratore indefesso e intraprendente, attaccato ai valori della famiglia, fi- no all'ultimo ha sperato di poter tor- nare alle sue occupazioni nell'amata Etavel. Il male è stato crudelmente più forte; ma i suoi cari, la moglie, la figlia, i nipoti, i parenti hanno nel cuore e nella vita il ricordo di tanti esempi di bene e di donazione. * * * 4) Dopo breve ma dura malattia è morta Balac Giovanna di anni 79. Da tanti anni viveva sola nella casa paterna di La Croix, casa piena di ri- cordi di quanti l'hanno preceduta e di quanti sono partiti per altre terre a cercare avvenire migliore. E' un'altra famiglia che scompare dall'anagrafe del nostro paese, una famiglia che ha avuto un passato anche importante nella storia di St- Pierre. * * * 5) Il 31 marzo all'Ospedale è de- ceduta Vallet Maria Rosa ved. Bian- co, di anni 81. Dopo lunga e penosa malattia, as- sistita con pazienza ed amore dai suoi cari, è tornata alla casa del Pa- 20 — dre. La famiglia ricorda la sua de- dizione, i suoi sacrifici, sapendo che la vita trova un significato quando la si può spendere con amore, es- sendo così certi che anche il dolore non è mai speso invano. * * * 6) Il 30 aprile, dopo mesi di ospe- dale, è morta Christille Adele di anni 73, ved. di Lale Murix Attilio. Con coraggio e serenità ha soppor- tato operazioni e cure, sempre sor- retta dal desiderio di ritornare all'a- mata Rumiod, accanto all'affetto del figlio. E' ritornata a Rumiod solo per ri- cevere l'omaggio e la stima degli al- tri abitanti del villaggio. Il figlio, rimasto solo, porta nel cuore il ri- cordo di esempi e di bene, che solo una mamma sa e può lasciare. * * * 7) Il 4 maggio è morto a Etavel Lesca Edoardo di anni 82. Nativo di Viverone, emigrato per tanti anni in Francia, è venuto tra noi all'inizio della guerra con la mo- glie Vauthier Elena. Di salute cagio- nevole, ha sempre sopportato con co- raggio pene, sofferenze e sacrifici, lasciando ai suoi cari un ricordo di bene, un impegno di generosità an- che di fronte alle avversità della vita. * * * 8) Il 16 maggio, dopo breve de- genza in ospedale, al seguito di una difficile ma necessaria operazione, è morta Bochet Modeste di anni 78, sposa di Rossan Cirillo. Donna di grande fede, espressa con coraggio e fermezza, lascia nei suoi cari e in quanti l'hanno conosciuta un ricordo di serena e dolce dedizione. Attorno alla sua bara, al pianto del marito e dei figli, abbiamo unito la nostra preghiera, con la certezza che certi valori, certi esempi non sa- ranno solo un ricordo, ma un impe- gno di vita per chi non vuole spen- dere invano i giorni della propria e- sistenza. * * * Il 28 novembre è morta a Torino De Martin Gemma, sposata Arancio, OFFERTE PER LA CHIESA Thussidor Fortuné; Pompieri Etavel; N. N.; in memoria Lale Murix Henri; in ono- re di S. Antonio; Champrétavy Corrado; T. N. P.; Garin Luigi; in memoria Cog- nein Flaviano; Chenevier Lilian; Fam. Ronc; Arnod Edvige; Savoye Pierre; Morandi Sebastiano; David Ernesto; Pompieri Bor- go; Ronzani Guido; N. N.; Joyeusaz Ma- ria; N. N.; N. N.; Ronzani Fortunato; Jordanez Anna; Jaccod Garresi Jordaney; Besenval Pierino; Morelli; Champrétavy René; N. N.; in memoria Gilardi France- sco; Jaccod Silvio; in memoria Canova Carlo; in memoria def. fam. Bois Bruno; in memoria Luboz Marcella; Domaine An- gela; in memoria Ceranto Antonio; in me- moria Boverod Emilio; in memoria Do- maine Christille Adele e Silvestro; Da- vid Luigi e Ivonne; in memoria Ceranto Antonio; Cog nein Mario; Borre Giuseppe; Berthod Milena; Sorelle Lale Murix; in memoria Paillex Marcello; Cog nein En- rico; in memoria Branche Ida; in memo- ria Rumiod Maurizio; in memoria Dayné Palmira; Thérisod Camilla; in memoria Gerbore Valentina; in memoria Balac Jean- ne; Cache Giuseppe; in memoria Gerbo- re Guglielmina; N. N.; N. N.; in memoria Fasinaz Elisa; in memoria Vallet Maria; Lale Lacroix Amedeo; in memoria def. fam. Domaine Filippo; in memoria Do- maine Mario; Bérard Alfonso; N. N.; Fe- noil Linty Luisa; in memoria Favre En- rico e Elsa; Thérisod Noël; N. N.; Char- ruaz-Centoz; Campese-Lale Demoz in me- moria Bochet Mirco; Thérisod Emerico. Totale: L. 1.093.000. di anni 45. Dopo un incidente banale quanto tragico, dopo ore di agonia è deceduta in ospedale la brava Gem- ma. E' stata sepolta al cimitero del paese natale, Andorno Micca, dove un gruppo di Sainpieroleins era pre- sente in segno di stima e di affetto. Era una donna laboriosa, attacca- ta alla sua famiglia; questa morte tragica e inaspettata lascia nello stra- zio il marito e i figli, che la ricorda- no con tanto amore. * * * PER IL BOLLETTINO N. N.; fam. Terradura; Oreiller Lorenzo; Garin Luigi; Domaine Lea; Rosset-Cheney; Chenevier Lilian; fam. Ronc; Thérisod Ma- rine; Arnod Edvige; fam. Giudici; Joyeu- saz Maria; Perrono Rinaldo; Degani M.; N. N.; Lale Lacroix Luigi; Lale Murix Ot- tino; Jordaney Anna; Jaccod Garresi Jor- daney; Besenval Pierina; Jordaney Virè- ne; Morelli; Champrétavy René; Jacquin Battista; Villanova; Ronzani A. M.; Ca- setta-Morandi; Gilardi; Jaccod Silvio; Cor- niolo; Bannard; Battistioli; Abelli; fra- telli Ceriano; Chaboud Luigi; Luboz Ve- nance; Belirond; Domaine Aldo; Charrère Evasio; Gerbelle Giuseppina; Ocleppo; Del Negro Giovanni; Cog nein Mario; Borre Giuseppe; Champrétavy Corrado; Vuyet Alberto; Branche Simona; Sorelle Lale Murix; Marisa Longo; Charruaz Enrico; Lale Castain Innocent; Paillex Elso; Co- g nein Enrico; Rossan Cirillo; Lale Teresa; Branche Pierina; Thérisod Camilla; N. N.; Bannard Giuseppina; Cache Giuseppe; La- le Lacroix Amedeo; Bérard Alfonso; N. N.; Thomasset Eliseo; Caminada; Fenoil Linty; Thérisod Noël; Charruaz-Centoz; Campese-Lale Demoz; Bochet Nicoline; Thérisod Emerico; Lale Gérard Vincent; N. N. Totale: L. 315.000. PER L'ASILO Garin Luigi; in memoria Cog nein Fla- viano; N. N.; in memoria Gilardi France- sco; N. N.; Travaini; in memoria Rumiod Maurizio; in memoria Balac Jeanne. Totale: L. 137.000. — 21
Testo Originale Estratto
D’un clocher à l’autre Ici les nouveaux Prêtres du Diocèse d'Aoste de l'an 1926. Nos lecteurs les connaissent ou les rappellent: – debout de gauche à droite: Mgr César Jeantet († 1971), Mr l'Archiprêtre Aristide Blanchet curé de Rhêmes- N.-Dame, Mr l'Abbé Emile Commod († 1965); – assis de gauche à droite: Mr l'Abbé Joseph Péaquin curé de La-Madeleine, Mr l'Abbé Séverin Fey († 1944) et Mr le Chanoine Auguste Quey. Les trois survivants, bien ac- tifs et alertes encore, ont cé- lébré tout récemment leurs Noces d'Or Sacerdotales, le Jeudi Saint en la Cathédrale d'Aoste Mr le Chan. Quey et Mr l'Abbé Blanchet, en la pa- roisse de La-Madeleine Mr l'Abbé Péaquin. Aux heureux jubilaires nous présentons nos félicitations et nos vœux les meilleurs; sur la tombe des chers disparus nous dépo- sons la fleur de notre souvenir affectueux et une fervente prière. *** CARITA' DIOCESANA La sottoscrizione promossa nella nostra Diocesi per venire in aiuto ai terremota- ti del GUATEMALA ha fruttato a tutt'og- gi la somma di 8.629.545 lire che già sono giunte a destinazione tramite la Caritas Italiana. La campagna contro la FAME NEL MONDO che pure non è ancora conclusa, ha dato a tutt'oggi la somma di lire 8.333.100. La generosità e lo spirito di comprensio- ne dei nostri diocesani non si smenti- scono. *** Et ici encore les RR.des Soeurs de St Joseph dans l'accomplissement de leur oeuvre d'amour, d'éducation et de forma- tion, auprès des enfants de leur lointaine Mission au Madagascar. 22 – Jeunesses ardentes, prometteuses, joyeuses: les quatre lévites du Seigneur ordonnés diacres le Jeudi-Saint, 15 avril, en la Cathédrale d'Aoste, qui seront or- donnés Prêtres en la fête de Saint-Grat le 7 septembre 1976. Dans l'ordre, de gauche à droite : – Linty-Blanchet Albin de Gressan, – Reboulaz Ivan de St-Barthélémy, – Roux René d'Emarèse, – Chasseur Paul d'Ayas. Lors de leur ordination on a chanté : Ton appel, Seigneur, les a lancés sur les chemins et les grandes-routes. Nourris de ta parole et riches de ton seul Amour, ils vont donner la joie à ceux qui les écoutent et te reçoivent : Et encore: Merveille de ta grâce: Tu confies à des hommes les secrets du Père! 1. Messagers de la bonne nouvelle, ils an- noncent la paix aux limites du monde. 2. Serviteurs d'espérance, ils invitent à l'amour et célèbrent le Royaume. 3. Témoins du Seigneur ressuscité, ils ras- semblent des frères à la louange de sa gloire. Qui la Colonia « Genzianella » di Cesenatico che o- spiterà nei pros- simi mesi di luglio e agosto, circa 330 bambini Valdosta- ni che trascor- reranno un perio- do di serene e gioconde vacanze al mare, amore- volmente assistiti dalle R.R.de Suo- re di S. Giusep- pe (Suor Emilia, Suor Isabella, Suor Fernanda e Suor Lorenzina) che saranno validamente coadiuva- te da un gruppo di vigilatrici e di inservienti amabili e volonterose e dai Cappellani Don Elio Vittaz e Don Antonio Bizzotto. Per la comodità delle famiglie interessate riportiamo qui l'indirizzo della colonia: Colonia GENZIANELLA Piazza Marco Polo, 4 - 47042 CESENATICO (Forlì) Tel. (0547) 81371 – 23
Testo Originale Estratto
il benedicite del mondo del lavoro BENEDITE il Signore, lavoratori di tutta la terra BENEDITEIO voi che costruite la cattedrale del mondo! BENEDITEIO con Cristo, divino operaio di Nazareth vostro fratello BENEDITEIO con sua Madre, voi donne lavoratrici! BENEDITEIO voi, apprendisti inesperti BENEDITEIO voi, tecnici, figli di Dio! BENEDITEIO nel sudore della fronte BENEDITEIO col vostro lavoro BENEDITEIO con le opere delle mani, del genio e del cuore! BENEDITEIO dall'alto dei cieli e sulle ali dei venti BENEDITEIO ovunque operate BENEDITEIO sulle vie del mare e nella oscurità della terra! BENEDITEIO se costruite una Chiesa dove abiti Iddio BENEDITEIO se tessete una tela al telaio BENEDITEIO se alzate una casa per accogliere Cristo pellegrino! BENEDITEIO voi, costruttori di piste, di ponti e di strade! BENEDITEIO voi, artigiani pazienti! BENEDICILO tu, pastore errante d'Australia che pascoli i greggi BENEDICILO voi, coltivatori di riso nell'Asia! BENEDICILO tu che in America o in Russia costruisci le lune BENEDICILO tu che in Africa cacci i leoni o raccogli cotone! BENEDICILO tu, pescatore che lanci la rete nei mari BENEDICILO tu che attendi nel porto le navi! BENEDITEIO, operai dell'industria ai bagliori dei forni BENEDITEIO voi, minatori che scendete nel buio! BENEDITEIO voi, redattori e tipografi in attesa dell'alba BENEDITEIO voi, artisti dei colori, dei suoni e della luce! BENEDITE il Signore, scienziati attenti ai misteri di Dio BENEDITEIO voi, maestri con tutte le schiere dei bimbi educati alla vita! BENEDITE il Signore, voi che curate i malati BENEDITEIO voi che vegliate gli infermi dovunque in incognito Egli soffre nei vostri fratelli! BENEDITE il Signore voi, lavoratori dei campi BENEDITEIO voi che cogliete la spiga e il grappolo d'uva! BENEDITE il Signore voi che offrite il pane e il vino all'altare e alla mensa BENEDITEIO voi, strumenti di tutti i lavori BENEDITEIO torni, sirene e scalpelli BENEDITEIO voi penne, quadranti, pennelli, colori e metalli! BENEDITEIO, acque dei cieli e dei mari acque di tutte le fonti BENEDICILO o fuoco che scintilli in tutti i motori! BENEDITE il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo voi che amate Cristo nei vostri fratelli! P. Crippa S.C.J. 24 — ALFA confezioni VIALE PARTIGIANI 16 - TELEFONO 32.238 A OSTA ANCORA UN'ECCEZIONALE OCCASIONE PER ACQUISTARE BENE RISPARMIANDO DI PIU'. IN TUTTI I REPARTI Offerte Speciali DI STRAORDINARIA CONVENIENZA UOMO PANTALONI LANA da L. 8.900 GIACCHE LANA da L. 17.500 ABITI LANA da L. 35.000 PULLOVER da L. 4.500 CAMICIE da L. 3.500 SIGNORA PANTALONI LANA da L. 5.000 GONNE LANA da L. 6.500 ABITI LANA da L. 12.500 TAILLEURS LANA da L. 19.000 RAGAZZO/A PANTALONI LANA da L. 4.000 GONNE LANA da L. 4.000 PULLOVER LANA da L. 3.500 INGRESSO LIBERO