Bollettino Parrocchiale St. Pierre, Aprile 1973: Visita Pastorale, Comunità e Omaggio a Enzo Challancin
4-1973.pdfQuesto documento è il Bollettino Parrocchiale della Parrocchia di St. Pierre (Aosta), numero 4, Aprile 1973, incentrato su una ricca cronaca di eventi spirituali e sociali. L'argomento principale è la Visita Pastorale del Vescovo Ovidio Lari, descritta in dettaglio con resoconti degli incontri comunitari, l'amministrazione della Cresima e la sua lettera pastorale. Una parte significativa del bollettino è dedicata alla toccante commemorazione del chierichetto Enzo Challancin, deceduto a soli 10 anni, con tributi della comunità e dei suoi compagni di classe. Parallelamente, il documento esplora la vita sociale locale, come la 'Festa dei gemelli,' e la complessa identità culturale valdostana, includendo articoli sulla parità della lingua francese, la figura di Dante e il ruolo degli emigrati a Parigi. Sono inoltre presenti l'anagrafe parrocchiale, l'elenco delle offerte, riflessioni sul ruolo del sacerdote e un'intervista con gli studenti sulla campagna contro la fame nel mondo.
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Paroisse de St Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE XIVème ANNEE - N. 4 AVRIL 1973 [Image of a chapel] Sur la montagne, nos sanctuaires chantent la foi et l'espérance de nos ancêtres; ils sont parmi les traits les plus prenants du visage de notre Pays. Ici, la chapelle de Fenillia sur Brusson. PHOTO: FREPPA Le salut des premiers chrétiens, le jour de Pâques : – Le Christ est ressuscité, alléluia ! – Oui, il est vraiment ressuscité, alléluia ! La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana - Aosta
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Visita Pastorale Dal verbale della visita compilato dal Vescovo e conservato negli ar- chivi: nei giorni 20, 23, 24, 25 marzo è stata visitata la Parrocchia di St. Pierre. Martedì 20 marzo Mons. Vescovo è giunto in parrocchia alle ore 9 ed è passato nelle varie classi della scuola elementare. Una speciale atten- zione è stata rivolta ai cresimandi e ai neo-comunicandi. Ai cresimandi è stato ricordato un compagno che si preparava come loro a ricevere il sacramento e che improvvisamente è passato all'eternità. I piccoli sono stati profondamente colpiti da questo avvenimento, perciò Mons. Vescovo ha ritenuto opportuno invitarli a vedere anche questo fatto nella luce della fede e a trovare insegnamento per la vita. Venerdì 23 marzo, alle 9,30, Mons. Vescovo celebra la messa in par- rocchia e parla a poco più di 40 donne. Dopo la messa viene effettuata la visita ad alcuni infermi ed anziani: tutti gradiscono questo gesto. Sabato 24 marzo, alle ore 20,30, Mons. Vescovo s'incontra con gli uo- mini e i giovani, nella sala parrocchiale. L'uditorio è poco numeroso e il tempo è breve per la prova di canto che deve seguire. Domenica 25 marzo Mons. Vescovo giunge alle ore 9,30 sul sagrato della Chiesa, riceve il saluto del Sindaco e di due bambini, quindi dà l'inizio alla S. Messa, durante la quale amministra la Cresima e parla della neces- sità di santificare la festa e di santificare noi stessi nel giorno di festa. IL DISCORSO DEL SINDACO AL VESCOVO Eccellenza! A nome di tutta la popolazione e dell'Amministrazione comunale di St. Pierre, sono onorato di porgerle il più cordiale benvenuto per la sua prima visita pastorale. Il Vescovo con un gruppo di Chierichetti desta in noi le forze sopite del Battesimo che è la nostra nascita a figli di Dio, riaccende il fuoco dello spirito santo che è nella Cresima fece di noi un vangelo vivente e convincente, riconferma la grazia del Matrimonio, per cui gli sposi sono un segno dell'unione tra Cristo e la Chiesa e son consa- crati sacerdoti del tempio domestico. E' così: Gesù viene a visitarci come l'amico che diventa medico, come il medico che diventa amico. E' l'amico che vuole stare con noi per guarirci incoraggiarci, trasformarci; è il medico che vuole curarci, assisterci, amarci come il nostro migliore amico. Chi vorrà chiudere la porta ad un tale visitatore? Non certo voi, ca- rissimi parrocchiani di Saint Pierre, specialmente ora che avete compreso come la sola cosa importante, nella vita presente, è quella di accogliere, con generoso impegno, le numerose visite di cui ci onora Gesù, il Pastore buono delle anime nostre. ⚛ OVIDIO LARI, Vescovo Il benvenuto del Sindaco... 2 —
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A Lei che è Padre, Pastore spirituale e anche guida del vivere civile, a Lei, sorretto da una fede illuminata e sicura; a Lei profondo conoscitore dei problemi del mondo e degli uomini, è stata affidata una grande missione, quella di portare, tra le nostre popolazioni, una parola di pace, di amore, di fraternità. Je vous renouvelle, Monseigneur, mes plus vives félicitations et forme les souhaits les meilleurs pour un apostolat riche et fécond. I DISCORSI DI DUE BAMBINI Monsignore, a nome di tutta la comunità parrocchiale di St. Pierre, anche noi le porgiamo il nostro cordiale e filiale benvenuto. Ci troviamo di fronte a questa bellissima chiesa, che proprio cento anni fa i nostri antenati finivano di ricostruire: vero monumento di fede e di impegno religioso. Dopo tanti anni forse non abbiamo mantenuto tutti gli impegni e le Il Vescovo con i cresimati... tradizioni dei nostri padri, anche se la gente di St. Pierre ha portato sempre nel mondo il suo spirito di tenacia e di laboriosità. Lei è venuto oggi tra noi per la visita pastorale; è il buon pastore che viene a conoscere ed amare i suoi fedeli, a portare la parola di Cristo. Ascol- teremo con cuore aperto la parola che in nome di Dio ci rivolgerà per illu- minarci, confortarci e correggerci. 4 – Proprio ultimamente il nostro Parroco ha dato a noi bambini un la- voro di ricerca per vedere quanta gente, quanti battezzati ancora parteci- pano alle funzioni domenicali o religiose. I risultati non sono stati molto buoni: umilmente dobbiamo riconoscere che specialmente i grandi, pur dan- doci l'esempio meraviglioso di lavoro e generosità, non sempre ce ne danno altrettanto per la pratica religiosa. Eppure tutti abbiamo bisogno di fede e di speranza ci siamo resi conto in questi giorni, con la morte di un piccolo nostro caro amico, quanto la vita sia un passaggio e quanto abbiamo bisogno di credere. La sua parola e la sua preghiera aiutino tutti, anche quelli che hanno deciso di non ritrovarsi con noi alla Messa. Da parte nostra ci sarà l'impegno di rinnovare le promesse battesi- mali sinceramente e di vivere oggi e sempre con la parola di Dio nel cuore e nella vita. * * * Monsignore, i più felici del suo arrivo siamo noi cresimandi, che aspettiamo dalle sue mani paterne lo Spirito Santo, per diventare testimoni di Cristo. È tutto l'anno che ci prepariamo a questo passo, pregando e studiando, co- scienti che da questo momento la nostra vita dovrà essere più vera, più ricca, più adulta. Siamo convinti che d'ora innanzi dovremo impegnarci an- cora di più ad essere testimoni di fede, di speranza, di amore davanti a tutto il paese, con le parole e le opere. Vorremmo veramente, secondo il desiderio espresso da Lei nella visita a scuola, che tornando negli anni successivi possa vedere questi figlioli spi- rituali sempre fedeli alle loro promesse. La sua preghiera ci aiuterà a mantenere questi propositi, che pubbli- camente prendiamo. La sua benedizione raggiunga tutti noi, tutto il nostro paese; possa raggiungere gli ammalati e gli anziani, che rinnovano il calvario di Gesù; raggiunga quelli che soffrono, quelli che hanno qualche pena nel cuore, un lutto, una mancanza d'amore; raggiunga i piccoli, i bambini perché cre- scano sani e buoni. Raggiunga la sua benedizione tutte le nostre famiglie, perché in esse regni l'amore e lo spirito cristiano; raggiunga anche quelli che non credono e si tengono lontano dalla luce del Signore. La ringraziamo di tutto questo sin d'ora e le promettiamo una pre- ghiera semplice ma sincera per il proseguire della sua missione pastorale. 1) Besenval Mauro di Alberto, padr. Chentre Pierino. 2) Charles Pierino di Giustino, Savoye Pietro. 3) Glarey Flavio di Leopoldo, Jocallaz Franco. 4) Fenoil Emanuele di Tobia, Fenoil Sandro. 5) Oreiller Franco di Lorenzo, Berard Carlo. 6) Paillex Walter di Elso, Paillex Tersillo. – 5
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7) Belli Cristina di Alfredo, madr. Battistioli Vittoria. 8) Chabud M. Luisa di Luigi, Lale Castain Germana. 9) Dayné Ines di Italo, Ragazza Eva. 10) Lanier Patrizia di Luigi, Canova Ernida. 11) Lavy Ilde di Lino, Agavel Luisa. 12) Nelva Stellio Daniela di Patrizio, Nelva Stellio Franca. 13) Paillex Tiziana di Andrea, Zanetti Ornella. 14) Perron Miriana di Lorenzo, Lucinaz M. Clara. Ricordo del Chierichetto Enzo Challancin Giovedì 15 marzo, mentre si re- cava alla Messa e al catechismo, è morto stroncato da infarto ai piedi del- la rampa, il piccolo e caro Enzo Chal- lancin di anni 10. Ogni soccorso, per quanto pronto e generoso, fu inutile; il suo piccolo cuore aveva già cessato di battere; an- che la corsa affannosa all'ospedale fu solo un estremo tentativo per conti- nuare a sperare. Poi non ci fu che prendere atto di questa grossa trage- dia; assistere impotenti e strazianti al dolore coraggioso e tremendo della 6 — pà Ernesto e di mamma Bianca. Domenica 18 una immensa folla par- tecipò alla messa e alla sepoltura del caro Enzo: attorno a quella piccola bara bianca tutti abbiamo sofferto e pregato. Era Enzo un bambino vivace e buo- no; sapeva essere biricchino, come lo si è a 10 anni, generoso, con una sensibilità particolare per chi stava ma- le e soffriva. Quando due anni fa era morto il piccolo Mirco, lui era uno di quelli che ne aveva sofferto di più e sovente scappava al cimitero a saluta- re l'amico: adesso l'ha raggiunto dove non ci sono più mali e dove si trova giovinezza eterna. Era un chierichetto generoso e pre- ciso: faceva sovente e bene anche que- sto dovere. Caro Enzo, ricordati di tutti noi. Chiedi a Gesù di dare tanto corag- gio a papà e mamma; è così tremendo per loro essere senza di te: fai loro sentire ancora la tua presenza, fa loro mamma, alla tragica sofferenza del pa- pà, della sorella e dei parenti. Il piccolo Enzo ci aveva lasciati. Fu un giorno triste e duro per tutti: ve- dere un bambino così vivace e pieno di vita giacere nella quiete della mor- te! Vedere lo strazio dei genitori e parenti, senza poter fare nulla! I com- pagni e il Parroco, che hanno assisti- to alle fasi di questa tragedia, ancora oggi portano la ferita di questa dolo- rosa giornata. Tutto il paese rimase scosso e par- tecipò unanime alla sofferenza di pa- capire che il loro grande amore e i tanti sacrifici non sono stati donati in- vano. Chiedi aiuto per tua sorella, che possa crescere buona e generosa; pre- ga per tutti i parenti che ti amavano e stimavano. Chiedi a Gesù di aiutare la tua maestra, i tuoi compagni, i chie- richetti, i tuoi compaesani, il tuo par- roco, che ti ricorderà come un caro pic- colo amico. Arrivederci a quando ci ritroveremo nella Patria Eterna. * * * La maestra e i compagni ricordano Enzo Breve come lo spazio d'un mattino è stata la tua vita, piccolo Enzo, ma tanto grando il vuoto che hai lasciato attorno a te. All'inizio delle lezioni la tua mae- stra non scorge più, tra gli altri, il tuo visino così vivace, aperto, simpatico e non ode più la tua voce così squillan- te quando sorridendo la salutavi: Buon- Classe 5ª elementare — 7
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giorno, signora maestra! Ogni giorno i tuoi compagni ed io parliamo un po' di te, ricordiamo tante piccole cose e così ci sembra di non averti perduto del tutto, di averti in qualche modo ancora con noi. Enzo caro, tu che eri buono, gen- tile, prega Dio misericordioso che con- soli e aiuti tutti quelli che ti hanno conosciuto e amato. Dì alla tua mam- ma, al tuo papà, alla tua sorella: Non vi ho lasciati per sempre, ho solo rag- giunto prima di voi la casa del Padre. La tua maestra * * * Eri molto vivace; quando la maestra aveva finito le ore di lezione, eri sem- pre pronto a uscire ed eri anche il primo che salutavi la maestra. Ilde * * * Eri un mio caro compagno, mi rac- contavi spesso delle barzellette, ed io sentendole mi mettevo a ridere. Io ti ricorderò come un bambino vivace, gen- tile e « scherzoso ». Daniela * * * Quando era l'ora di andare a casa, ap- pena uscito dalla classe, buttavi la car- tella per terra e correvi a prendere le scarpe in fretta e furia per essere il primo della fila. Eri proprio un ful- mine, però buono e simpatico. Maria-Luisa * * * Ti piaceva tanto ridere, correre, scher- zare, giocare al pallone e con noi a scuola giocavi a ruba bandiera. Al ca- techismo scherzavi e un giorno il par- roco ti sgridò ma tu dopo un'ora gli andasti a chiedere perdono. Ti piace- va anche prendere in giro le bambine 8 - e in classe per farci ridere facevi Na- poleone III. Tiziana * * * Oltre a ruba-bandiera ti piaceva anche giocare al pallone, prima che la mae- stra arrivasse, e così ti eri rotto le scarpe rosse. Cristina * * * Mi ricordo che un giorno, mentre la maestra era andata in direzione, tu ti eri messo a fare Napoleone e hai fat- to ridere tutti. Flavio * * * Ti piaceva scherzare e molte volte mi nascondevi le pantoffole e dopo un po' me le restituivi dandomi delle cara- melle perchè avevi paura che mi ar- rabbiassi. Felicino * * * Quando venivi a giocare con me a pal- lone eri l'unico che non ti arrabbiavi e quando perdevamo dicevi che prima di vincere si doveva perdere. Però tu adesso sei il vincitore sei salito per primo in cielo. Pierino * * * Tu sei stato il mio più grande amico e molte volte venivi a giocare con me e ci divertivamo molto, però quando perdevi ti arrabbiavi. In terza quando sei arrivato ti sei accattivato subito tutte le simpatie facendo scherzetti e prendendoci in giro scherzosamente. Franco * * * Quando era l'ora di uscire avevi sem- pre molta fretta e prima di uscire ad alta voce salutavi sempre la maestra per primo. Walter * * * Quando mi incontravi per la strada, con la bici, mi dicevi di spingerti per andare più veloce; a un certo punto ci fermavamo e ci mettevamo a scherza- re per passare il tempo. Italo * * * Avevi sempre voglia di scherzare e riu- scivi sempre a farci ridere. Andavi d'accordo con tutti e quando venivi a giocare con me non volevi mai per- dere un un minuto di tempo. Anche in bicicletta cercavi sempre di superarci per arrivare primo. Patrizia * * * Io ti ricordo come un compagno vi- vace, ti piaceva fare dispetti alle bam- bine, le quali ti correvano dietro per prenderti a costo di buttare in aria tutta l'aula. Emanuele * * * Quando era l'ora di uscire salutavi sempre la tua maestra dicendole « Buon giorno signora maestra, buon appetito ». Io ti ricordo come un bam- bino sempre molto gentile e vivace. Miriana * * * Eri sempre vivace, però qualche volta ti arrabbiavi: mi ricordo quella volta che, alla festa di carnevale, abbiamo invitato anche Flavio; tu dicevi che non dovevamo e ti sei arrabbiato, ma subito dopo abbiamo fatto la pace. Ines * * * Caro Enzo io mi ricordo quando gio- cavamo a ruba-bandiera nel corridoio della nostra classe e quando riuscivi a prendere la bandierina venivi da me e mi abbracciavi per esprimere la tua gioia. Mauro Festa dei gemelli Lunedì 19 marzo a St. Pierre c'è stata una festa singolare e simpa- tica: i gemelli del paese hanno vo- luto riunirsi. Chi mai poteva pensare che a St. Pierre ci fossero così tanti gemelli? Ben ventuno sono le coppie viventi (i più giovani di 4 anni e i più an- ziani di 93) più cinque gemelli ri- masti soli: sono un vero record per un paese di 1.500 abitanti. Mancavano alla festa le « doyen- nes » del gruppo, le sorelle Paillex di 93 anni, che non avrebbero man- cato con la loro arguzia e serenità di rallegrare la compagnia; ma han- no promesso che il prossimo anno resisteranno all'influenza e non man- cheranno. Al mattino tutti insieme si sono trovati attorno all'altare per prega- re chiedendo aiuto e rinnovando impegni. Il pranzo « da Mario » fu un suc- - 9
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I gemelli di St-Pierre cesso per il buon cibo, il buon u- more e tanta serenità; l'impegno di tutti è di rifare presto questo in- contro: gli organizzatori Manella Enrico e Primiero Mario se ne sono presi l'impegno. ELENCO DEI GEMELLI Paillex Maria e Adele Vauthier Giuseppina e Maria Tersilla Jordaney Raimondo Vaudan Carlo Carlin Dario e Elena Gerbore Lina e Adolfo Borney Livia e Ilda Arnod Maria e Linda Collomb Rita e Lina Charruaz Dino e Nello Jordaney Raimonda e Simona Primiero Luira Mario e Aldo Manella Enrico e Giuseppe Savoye Prosperina e Persida Sapinet Orietta Bianco Anita Paillex Italo e Elsa Vauthier Renato e Ilva Rossan Eliana e Eugenia Cogrein Piero Ferrandoz Sergio e Pierino Jordaney Raimondo e Romano Luboz Livia e Delfina Anselmet Franco e Oreste Arnollin Isa e Rosita Rumiod Luca e Cesare. 10 — La voix des Emigrés Nous avons reçu d'un émigré ces articles, bien volontier nous les pu- blions, en esperant qu'il soit l'oc- casion pour maintenir avec eux un contact plus vif. CULTURE ITALIENNE Dante: un grand federaliste Nous autres, Valdôtains Francop- hones (I) qui luttons pour le main- tien et le respect de notre langue Française en Vallée d'Aoste, ne dé- daignons pas nous pencher quelque- fois sur la culture italienne, ce qui prouve que nous ne nourrissons au- cun sentiment Italophobe, malgré les idées bien arrêtées de défendre à tout prix notre particularisme. Ce n'est pas le cas de certains Val- dôtáins, qui au pays veulent se faire passer pour des ultra-italianissimes poussant le ridicule jusqu'à avoir honte de leurs noms, bannissant tout ce qui est Valdôtain, peut-être par peur de se faire traiter de (france- si) par ceux d'en bas, ce qui est mieux encore, si vous prononcez le mot (Valdotain) devant ces gens là vous risquez d'être bientôt frappé d'hérésie, enfin une crise de Gallo- phobie hystérique s'est emparée de ces malheureux renégats, si bien que le coq Gaulois qui est sur le faite de nos clochers depuis des lustres doit en rougir de honte. Puisqu'il est question d'Italianis- me, je pense qu'il n'est pas de plus grand Italien que DANTE, lui qui créa cette harmonieuse langue du Dante devante le Collège de France - Rue des Ecoles à Paris SI, l'idioma gentile, que nous ai- mons beaucoup et qui avec le fran- çais sont les plus belles langues la- tines. Si nos Gallophobes avaient lu DANTE ils sauraient que celui-ci fit des études philosophiques à Paris, ainsi alors que son maître Brunetto La- tini, alors que la Sorbonne en était à ses premiers balbutiements, qu'il parlait et pratiquait le français et aussi le provençal, et c'est d'ailleurs en cet idiome qu'il faillit écrire la DIVINE COMEDIE, sur le plan ré- ligieux il avait déjà préconisé la sé- paration de l'état avec l'église et en politique il fut un des premiers ar- tisans de l'unité Italienne, mais dans un régime fédéral ou chaque région serait autonome. Voici donc la preuve que le p' grand génie de l'Italie, dont 1
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triotisme était irréprochable, impré- gné de culture Française servit et sert encore à unir deux grandes cul- tures latines, la France et l'Italie. La Vallée d'Aoste qui siège au mi- lieu serait bien stupide de ne pas en profiter, qu'en pensent nos Gal- lophobes. GUY DE SAINT PIERRE Francophones ou Francophiles: sont ceux qui, quoique appartenant aux nationalités les plus diverses, se ser- vent du Français, tant comme lan- gue maternelle ou culturelle. * * * ECHOS DE PARIS Le Secrétariat Valdôtain, de la rue des Vinaigriers, a organisé cette an- née son arbre de Noël à Issy les Moulineaux, et son succès a dépassé toutes les prévisions, des ressortis- sants d'autres autonomie s'étaient joints à cette fête très populaire; on pouvait remarquer l'honorable pré- sence de notre président Dujany, de notre jeune et sympathique député Emile Chanoux, de notre illustre mi- nistre des finances M. Chantel et bien d'autres personnalités importan- tes. Le groupe théâtral de l'Union Valdôtaine de Paris, le Rideau Val- dôtain, a largement participé, par son talent artistique, au succès de cet arbre de Noël, qui évoque le sou- venir de l'illustre Abbé Petigat. — 12 — Le 23 février, a eu lieu à l'hôtel Littre, à Paris un dîner-débat ayant pour thème: « Pour que la langue française soit langue de l'Europe », d'éminentes personnalités du monde des lettres prirent la parole à ce su- jet, notamment le Professeur Alain Guillermou, qui connaît très bien la Vallée d'Aoste, a évoqué en ter- mes succincts le problème du Fran- çais en notre pays, deux représen- tants de l'Union Valdôtaine de Pa- ris assistèrent à ce débat et firent un exposé sur « La lutte héroïque de la langue Française en Vallée d'Aoste » à travers son histoire, le problème en faveur de la télévision française et Suisse Romande, fut lar- gement développé. * * * Nous attendons pour le mois d'Avril le célèbre groupe théâtral pa- toisan « Lo Charaban » quand au- rons nous le plaisir d'applaudir la dynamique chorale de Saint Pierre? * * * On dit qu'il n'y a que les monta- gnes qui ne se rencontreront pas, rien n'est plus vrai, au débat-dîner cité plus en haut, dans le feu de la discussion, une dame professeur, vint à moi et me dit, alors vous êtes de S. Pierre? oui madame, mais moi aussi figurez-bien, que ma grand mère est des Lale Demoz à Bussan, bien, ai-je répondu, alors on s'em- brasse. NOTRE LANGUE ET SA POESIE De par l'arrêté ministériel n. 545 du 7-9-1945 et par le statut spécial du 10-3-1948; la République Italienne nous a donné l'autonomie admini- strative et le droit de faire usage de la langue Française à parité de l'Italienne. Ce petit poème, ne peut mieux illustrer ce que sont la langue française et italienne en Vallée d'Aoste. LA LANGUE FRANCAISE ET ITALIENNE DANS LA VALLEE D'AOSTE Sonnet Il est deux nobles soeurs à l'harmonieux langage Plein de grâce, de charme et d'exquise beauté; L'écho joyeux redit leurs chants près du rivage. Aux pieds des monts neigeux, dans l'antique cité, L'une est vive, câline et pareille au ramage, De l'oisillon des bois fredonnant en gaieté; L'autre est douce à ravir, et fait vibrer, je gage, De merveilleux accords sur un luth enchanté, Elles ont des accents fiers, émus, admirables, Pour tout ce qui fait battre un coeur loyal et grand. Aimez d'un double amour ces deux soeurs tant aimables; Car leur parfaite entente ignore un premier rang, Reconnaissez toujours en leur douce harmonie, La voix de vos aïeux, la voix de la patrie. Baron MARY C. JOCTEAU Poème tiré de la revue de l'instruction publique régionale L'ECOLE VALDOTAINE Castello Sarriod de la Tour fotografato nel 1901 — 13
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Petit coin de chez nous Lac des morts Su tutte le nostre Alpi sono dis- seminati graziosi laghetti che inter- rompono l’omogeneità del paesaggio e lo abbelliscono. Rallegrano il tu- rista che si sofferma per ammirarli e magari anche per consumare uno spuntino sulle loro rive. La passeg- giata diventa, grazie alla loro pre- senza, più allettante e più suggesti- va. Anche St. Pierre ha i suoi laghetti. Lungo l'itinerario per raggiungere il Falère, a Paletta, precisamente sulla località chiamata dai nostri antenati « plan de la bataille » s'incontra il « lac des morts ». Di questo laghetto si dice ch'esso habia un vortice, un mulinello che fa sparire qualunque cosa vi capiti senza più la speranza di rivederla a galla. Nei lontani tempi, nonostante l'impedimento delle Alpi Pennine, i pastori svizzeri del Canton del Val- lese, portavano abusivamente il lo- ro greggi a pascolare nei nostri ter- ritori, impossessandosi pure delle nostre baite. In qualche alpeggio so- litario, particolarmente al plan de la bataille, nascevano delle lotte a vol- te anche sanguinarie. I pastori val- dostani difendevano i nostri pascoli, i nostri territori e cercavano di cac- ciare gli usurpatori svizzeri. In uno di questi combattimenti rimasero uccisi dei pastori che furo- no poi gettati nel lago, dove venne- ro inghiottiti dal vortice, tanto che delle povere vittime fu perduta ogni traccia. Da allora il laghetto prese il nome di lac des morts. Questo fatto fu ampiamente de- scritto dal prof. Henri Menabrea, vi- ce presidente dell'accademia di Sa- voia, nella sua pubblicazione « La Vallée d'Aoste du passé », nel capi- tolo intitolato « La crise du 1536, les agitations suisses... ». M. A. Je me souviens Je me souviens, petit enfant, Je galopais insoucient Dans les sentiers tout blancs, Au milieu des prés et des champs, Près de mes parents et frères plus grands. De mes yeux innocents je regardais, indifférent, La richesse et la beauté inégalées De ma vallée où je suis né. Et j'étais fort étonné, après une dure journée, Quand je les voyais s'arrêter Au détour d'un chemin, ou bien sur un rocher. Les yeux brillants d'amour Admirer les alentours Et murmurer tout bas: « Mon Dieu, Faites qu'ils n'oublient pas » Cette campagne si belle, Ces montagnes et toutes ces merveilles Et ce clocher perché, là-haut. Qu'il soit pour eux, toujours, le plus beau ». Malgré leurs émouvantes prières, J'ai dû vous quitter, ma Mère, Avec toi, ma douce Vallée, Ma joie de vivre et mes plus belles années. Ce nid qu'avec tant de peine Vous aviez construit, est devenu trop petit; Et la grande niche a dû s'envoler. Triste, le cœur meurtri, J'ai déposé mon léger bagage Sur un beau et lointain rivage. Depuis se sont écoulées de longues années, Loin de ceux que j'ai tant aimés. Mais jamais, nulle part ailleurs, Je n'ai retrouvé le bonheur. Humilié, l'âme en détresse, Nuit et jour je pense à vous sans cesse, Et quand, enfin, rempli de remords, Je reviens apaiser mon chagrin, ironie du sort, Vous n'êtes plus là, comme autrefois, Pour me serrer dans vos bras. Et de mes yeux grand ouverts La classe di seconda elementare, che si sta preparando alla Prima Comunione 14 — — 15
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Coulent des larmes amères Quand je pense à Toi, SAINT-PIERRE, À ma chère maison paternelle, À ta campagne si belle, à ta verte Prairie, tes coteaux, tes vallons, Au murmure de l'eau claire Qui coule dans la rivière Au mugissement du vent, quand il secoue Nos belles treilles d'argent, À ton magnifique château qui, de là-haut, Domine ta riche et riante colline, Au vieux banc vermoulu, Où le soir, après l'Angélus, Assis tous en rang, on écoutait Les histoires de Grand'Maman. Oui, bien heureux sont tes enfants Qui chaque saison ont vut mûrir ta moisson Et, chaque Printemps, fleurir tes amandiers, Et chaque jour de l'année entendu le son de ton clocher. Nicoline BOCHET-THOMASSET La colonia estiva 1972 con le brave suore 16 — Lettera al Bollettino Si sente spesso parlare di ecologia, di difesa della natura, di studi sull'am- biente naturale, ma pochi di noi san- no che cosa significhi in realtà tutto ciò. Si legge sovente sui giornali di casi di inquinamento, ma benchè nei nostri discorsi condanniamo coloro che ne sono causa, non facciamo nulla per salvaguardare la natura e preservarla dalle ingiurie della nostra civiltà, anzi spesso siamo noi stessi causa di dan- neggiamento e di ingiuria, con le no- stre azioni, ma soprattutto con il no- stro assenteismo. Mi rivolgo a tutti, ma in particolar modo ai giovani, e non pretendo che l'amore per la natura sia immenso e indiscriminato in tutti noi, ma vorrei almeno che coloro che ne capiscono la funzione si sveglino e si occupino dell'ingrediente principale ed essenziale per la vita stessa. Molti si chiederanno il modo per poter agire in difesa del nostro patri- monio naturale, ebbene esiste in Val- le d'Aosta la «Societé de la Flore val- dotaine » che ha sede in piazza Cha- noux e che conta oggi più di 400 soci; nell'ambito della società un gruppo di giovani si sta impegnando per la co- stituzione di gruppi di studio sui vari argomenti naturalistici (flora, fauna, agricoltura, acque, geologia, ecc.) se qualcuno ha interesse per questa ini- ziativa e volesse sapere qualche cosa di più non ha che da telefonare al n. 95.172 (di sera) per avere consigli e ragguagli sulla nostra attività. Premet- to che accettiamo solo coloro che han- no intenzione di impegnarsi con serie- tà e buona volontà in questo lavoro, auspicando l'intervento di esperti e professori che ci diano un valido aiuto per avviarci nel compiere i primi e più faticosi passi nell'attuazione del nostro impegno. Spero di potervi dare in seguito in- formazioni sulla nostra attività con la speranza di potervi interessare e di farvi accorrere numerosi ad ingrossare le nostre file. Perrone- Veduta dal castello nel 1900 - 17
Testo Originale Estratto
NUOVI MEMBRI DEL POPOLO DI DIO 2) Il ventotto gennaio è stata bat- tezzata PICCINI KATIA di Elio e di Christille Claudia. Padrini: Pail- lex Romano e Zadkovich Onorina. 3) Il ventotto febbraio è stato bat- tezzato MACHET MAURO di Walter e di Esposito Gelsomina. Padrini: Ondoli Carlo e Machet Rosanna. 4) Il diciannove marzo è stata bat- tezzata ISABEL BARBARA di Ser- gio e di Jocallaz Delia. Padrini: Belli Bruno e Armand Delia. 5) Il diciannove marzo battesi- mo di VALCARENGHI CRISTINA di Roberto e di Borsato Fulvia. Pa- drini: Bonin Eddy e Cogmein Sil- vana. NUOVI FOCOLARI CRISTIANI 2) Il diciassette febbraio SAVIOZ RINA di St. Pierre si è sposata con BIANQUIN MATURINO di Char- vensod. Hanno fissato la loro dimora a Charvensod, facciamo loro l'augurio di realizzare in serenità la loro pro- messa d'amore. — 18 — I NOSTRI DEFUNTI 5) Il due marzo tragicamente è morta a Villeneuve LALE MURIX CARLA di 30 anni, sposata con Ro- saire Giovanni. Buona mamma e sposa, gran lavoratrice, lascia in chi l'ha conosciuta un ottimo ricordo. E' stata sepolta a St. Pierre, suo paese natio, dove vivono ancora i genitori prostrati da tanto dolore. 6) Il 14 marzo è deceduta all'o- spedale, dopo breve malattia, DAY- NE PALMIRA di anni 65, sposa di Jacaccia Michele. Nativa di Valsa- varanche fu una donna attiva e in- traprendente che lavorò infaticabile per la sua famiglia. Adesso stava prendendo il giusto riposo nella ca- sa nuova costruita a St. Pierre, in- vece la morte l'ha richiamata alla casa del Padre. 7) Il 18 marzo sepoltura di CHAL- LANCIN ENZO di anni 10. Mai di- menticheremo il suo sorriso, la sua bontà, la sua generosità. Era un bim- bo sereno e gentile che amava la vi- ta e le cose con la gioia spensierata dei suoi verdi anni. Ora riposa dove anche il sorriso di un bimbo rifiori- sce per l'eternità. 8) Il 20 marzo dopo lunghe ed estenuanti sofferenze è deceduta MARTIGNENE VALENTINA di an- ni 60, sposa di Gerbore Davide. Don- na buona generosa, attiva lascia nel marito e in quelli che l'hanno ama- ta un vuoto enorme. La fede l'ha aiutata nei momenti dell'impegno e in quelli tremendi della sofferenza. 9) Tragicamente il 4 aprile è de- ceduto LALE GERARD FORTUNE' di 65 anni. Era uomo lavoratore, intraprendente, socievole; in questi ultimi anni una dolorosa malattia ne ha minato la forte fibra. La mo- glie Marcelline e il figlio Aldo l'han- no amato e curato con tanto affetto. — 19
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Offerte Per la Chiesa Centoz Isidoro 5.000; in memoria Luboz Marcelle 8.000; Favre Enrico 8.000; Bel- frond 3.000; N.N. 5.000; In memoria Da Soghe Dina 20.000; Colla 3.000; N.N. 10 mila; Pompieri Rumiod 5.000; Per Mes- sa Canova Carlo (amici: Savoye, Favre, Blanc, Fusinaz, Del Negro) 10.000; In me- moria Lale Lacroix Francesco 10.000; In memoria Canova Carlo (amico Paillex Enrico) 50.000; Val Leonardo 3.000; N.N. 5.000; In memoria di nonno Tipo 15.000; In memoria Vauthier Amedco 5.000; In memoria Oreiller Angela 5.000; N.N. 10 mila; N.N. 10.000; Machet Walter 10.000; In memoria Oreiller Severina 9.000; N.N. 10.000; In memoria Luboz Luigia 9.000; N.N. 10.000; Bambini Praximond 13.500; N.N. 1.500; In memoria Paillex Lidia Jor- daney 10.000; In memoria Dayné Palmira 40.000; Cogcein Mario 8.000; In memoria Martignene Valentina 30.000; In memoria Lale Murix Carla (papà e marito) 20.000; Therisod Camilla 5.000. Per il Bollettino Centoz Isidoro 4.000; Favre Enrico 2 mila; Belfrond 2.000; Oreiller 3.000; Colla 2.000; Lavy Lino 2.000; Chappuis Renato 2.500; Chappuis-Chanoux 1.500; Paillex Ul- derico 1.500; Luboz Venance 5.000; Lale Murix Sevère 1.500; Champretavy Silvio 4.000; Luisa Aldo 3.000; Meynet Lorenzo 2.000; Chappuis Luigi 2.000; Guala 2.000; Lale Murix Bruno 2.000; Henry Marcelli- na 2.000; Paillex Adele 2.000; Lucianaz 1.000; N.N. 1.500; Cogaein Marcelline 1.500; Dossan 2.000; Jordaney Arturo 3.000; Tho- masset Pierre 2.000; Paillex Italo 2.000; Lale Lacroix Ernesto 5.000; Jocallaz Gio- sué 1.000; Chabod 2.000; Centoz Dionigi 1.000; Dujany Marcel 1.000; Belli Giusep- pe 5.000; N.N. 5.000; Luboz Nestor 3.000; Marquis Jean 2.000; Christille Innocent 5 mila; Christille Sergio 5.000; Christille Lucienne 2.000; Berard Battista 1.500; N. N. 5.000; Saccani Adamo 5.000; Fillietroz Elso 1.000; Pellissier Eliseo 2.000; N.N. 5.000; Rosset-Cheney 1.000; Christille Sil- vestro 2.000; N.N. 1.000; Vallet Maria 1.000; N.N. 3.000; Cognein Mario 2.000; Therisod Camilla 3.000; Ocleppo 4.000; Jacquin 2 mila; N.N. 2.000. Per l'Asilo In memoria Mochettaz Maria (SITAV St. Vincent) 25.000; N.N. 10.000; In me- moria Mochettaz 10.000; N.N. 5.000; In memoria Paillex Lidia Jordaney 5.000; in memoria Dayné Palmira 20.000; Zemoz Franco 5.000; In memoria Domaine Er- nesto 10.000. Un caro saluto a tutti il parroco Don ALDO IL PRETE Nelle città e nei paesi di campa- gna vi sono varie persone che han- no come compito di procurare il bene comune di ordine temporale: il sindaco, il segretario, il medico, i carabinieri, i maestri, ecc.. Sono tutte persone la cui opera è som- mamente utile, anzi indispensabile per il bene della comunità umana. Ma vi è un bene molto più gran- de e più necessario di quello tem- porale: è il bene della vita virtuo- sa per cui uno si comporta retta- mente con Dio, col prossimo, con se stesso. Chiunque ha un po’ di senno considera questo bene molto superiore a qualsiasi altro, perché con esso si è felici, per quanto pos- sibile, in questo mondo e si è felici nell'altro. Nei tempi antichi, il compito di procurare agli uomini il bene spiri- tuale spettava ai sacerdoti per quel che concerne il culto reso a Dio; ai genitori, ai maestri, ai saggi per quel che riguardava la vita virtuosa. Il sacerdote cattolico compie in- sieme questi due uffici: è maestro di virtù e come tale insegna agli uo- mini la retta condotta; è ministro del culto e come tale presenta a Dio il sacrificio della comunità e da Dio chiede con la preghiera e comunica coi sacramenti l'aiuto necessario per praticare la vita virtuosa. Da queste considerazioni risulta chiarissimo che il sacerdote, in vir- tù della sua missione, non vive e non opera che per il bene del pros- simo, anzi per il bene del prossimo più grande e più necessario. Dal mattino alla sera e dalla sera al mat- tino egli non ha che una preoccupa- zione: aiutare i suoi fratelli ad es- sere virtuosi, cioè a credere in Dio, amarlo, servirlo e ad amare e aiuta- re il prossimo perché siano felici in questo mondo e nell'altro. Passa il sindaco: vedo l'uomo de- dito al buon andamento del Comu- ne. Passa il medico: vedo l'uomo attento alla salute degli uomini. Passa il maestro: vedo l'uomo che si sacrifica per istruire e educare la gioventù. Passa il prete: vedo in lui l'individuo che vive, pensa, agisce solo per render felici quaggiù e las- sù i suoi fratelli, aiutandoli ad esse- re virtuosi. Ogni suo pensiero, ogni suo atto, ogni suo passo non ha al- tro scopo che quello. Non dimentica certo le necessità temporali degli uomini: aiuta, nel- la misura delle sue possibilità, il prossimo povero, ammalato, biso- gnoso di consigli, di direttive. Nul- la di quello che è bene del prossi- mo lo lascia indifferente: lo vede, ci pensa, cerca di provvedere. Ma quel che più di tutto gl'importa è che i suoi fratelli amino Dio e il prossimo, perché in questo consiste il loro bene più grande e più indi- spensabile, quel bene senza cui so- no vani ed inutili tutti gli altri beni. Vogliamo vedere nel sacerdote il nostro migliore amico e un dono di inestimabile valore che ci fa il Signore per la nostra felicità tem- porale ed eterna. J. C. — 20 — — 21
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INTERVISTA I giovani e la campagna contro la fame nel mondo In questa intervista parlano gli alunni della terza media, sezione H, della Scuola « De Tillier » di Aosta. Alla domanda: « Cosa vuol dire ” Campagna contro la fame” », Mau- ro risponde: « Far capire alla gente che non è bello pensare solo a se stessi, ma che si deve pensare anche agli al- tri, in modo speciale a quelli che soffrono uno dei mali che maggior- mente affliggono l'umanità: la fa- me ». Anna aggiunge: « Per me la cam- pagna contro la fame significa aiu- tare tutte le persone che stanno peggio di noi... Per questo bisogne- rebbe arrivare a far capire a coloro che vivono agiatamente che nella vita non è possibile non tener pre- sente quelli che soffrono la fame, altrimenti non siamo neanche uo- mini. E pensare che dobbiamo con- siderarci tutti fratelli ». Alla domanda: « È bene alla tua età occuparsi della campagna con- tro la fame », Mauro risponde: « Sì perché alla mia età si posso- no capire delle cose che poi, an- dando avanti con gli anni, non sarei più in grado di sentire, per esempio sentirmi solidale con chi soffre, inte- ressarmi al problema della fame... Penso che invecchiando sarei ten- tato di pensare di più a me stesso che agli altri ». 22 Anna aggiunge: « Io credo che è una esperienza positiva che mi de- ve aiutare a maturare ed a raffor- zare le mie convinzioni. Poi, essen- do giovani abbiamo quell'entusia- smo che magari non sentiremo più quando saremo adulti. Inoltre, pen- so che questa esperienza mi aiuti ad allargare le mie conoscenze. Soprat- tutto, mi aiuta a spegnere in me l’ egoismo, a rafforzare la fede, a ca- pire che siamo tutti fratelli ». Alla domanda: « In che modo tu puoi partecipare concretamente ed attivamente alla campagna contro la fame ? », Mauro risponde: « Io cercherei di privarmi di al- cune cose che mi piacciono o mi interessano particolarmente come ad esempio un cinema, una giornata a sciare, un giornalino, delle sigaret- te. I soldi risparmiati destinarli per questa campagna. Questi piccoli sa- crifici li faccio volentieri se penso che c'è tanta gente che muore di fame e che in qualche modo riusci- rei ad alleviare un po' la sofferenza umana ». Anna aggiunge: « bisogna tene- re presente che la fame che fa sof- frire tanta parte dell'umanità non è solo quella che si riferisce al pane materiale. Tanta gente ha fame di libertà, fame di verità, fame di con- siderazione e di affetto, fame di Dio. Tutti questi tipi di fame condizio- nano l'uomo e lo tengono schiavo ». tono di fame nel mondo? », Ennio risponde: « Si con la preghiera per esem- pio, possiamo chiedere al Signore di fare Lui quello che non possia- mo fare noi. Poi, il fatto di interes- sarci di questo problema potrebbe anche suggerirci l'idea di farci mis- sionari...». Viene chiesto a Anna di conclu- dere l'intervista con qualche altra riflessione. Anna risponde: « In questa nuo- va esperienza che ci è stata propo- sta ci siamo sentiti veramente uniti e questo ha servito a consolidare la nostra fede. Inoltre, abbiamo cono- sciuto una cosa di grande attualità di cui avevamo sentito solo vaga- mente parlare. Attraverso la ricerca che abbiamo fatto abbiamo consta- tato la gravità del problema e sia- mo anche male impressionati della grande indifferenza che c'è nel mon- do riguardo a questo problema. Conversando tra di noi, abbiamo constatato che la nostra società è molto egoista e cerca di sfruttare tutto e tutti e noi giovani vorrem- mo tanto col nostro contributo cer- care di migliorare il mondo. Può sembrare superbo e ambizioso il no- stro modo di pensare, ma se ognu- no riflettesse sul serio su quella che è la situazione reale, non esiterebbe a dare il proprio contributo. Come vorremmo far capire a tutti che tut- ti siamo fratelli, che ogni uomo ha bisogno degli altri e che siamo crea- ti per aiutare il prossimo. Noi tutti riteniamo che questa esperienza è nettamente positiva e perciò convie- ne continuarla senza stancarci né scoraggiarci, perché siamo convinti che Dio è con noi ». C. R. - 23 Alla domanda: « Pensi che al- la tua età si possa essere veramente generosi nel collaborare alla cam- pagna contro la fame ? », Piero ri- sponde: « Penso di sì. Alla nostra età ab- biamo la tendenza a spendere con tanta facilità il denaro di cui dispo- niamo, qualche volta per delle vere sciocchezze. Ora, il problema del- la fame nel mondo ci dà modo di riflettere su quella che è la realtà del mondo di guardare obiettiva- mente alla nostra situazione agiata e di confrontarla con quella di 'an- ti fratelli bisognosi ». Alla domanda: « Oltre all'offerta materiale in denaro, c'è qualche al- tro modo per esprimere la nostra solidarietà verso le persone che muo-
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La pagina della donna in casa « L'ozio è simile alla ruggine, esso rovina più che il lavoro ». un controllo delle mani che hanno il po- tere di calmare i nervi. * * * PER ESSERE PIU' BELLE E' risaputo: il sorriso abbellisce i volti e li rende simpatici. Un'aria triste, cupa, oscura il volto e gli toglie ogni fascino; un aspetto an- noiato, preoccupato, non piace a nes- suno. Per la vostra bellezza, sappiate colti- vare il sorriso. Il sorriso, la calma e la serenità del volto, vi renderanno di tanto più belle e più simpatiche. * * * LA COLAZIONE DEL MATTINO CHE RINGIOVANISCE Vi suggerisco una colazione che vi ri- mette « in forma » e che vi dà il colo- rito di una giovane ragazza. Lavate accuratamente una quantità uguale di fagioli, di prugne e di uva sec- ca. Immergete il tutto per 2 ore nell'ac- qua fredda aggiungendovi un cucchiaio di miele. Questa mistura presa ogni mattina a colazione regolarizza perfettamente la funzione intestinale e tonifica la pelle assicurandovi un colorito... da ragazza. * * * RIONS UN PEU Le jeune homme demande à sa fian- cée qui l'a présenté la veille à sa fa- mille : - Alors, qu'est-ce-que tes parent pensent de moi? - Je n'en sais rien. Papa n'a encore rien dit et maman attend qu'il donne son avis pour dire le contraire. * * * PENSEE « Ne dites pas à une femme qu'elle est belle, mais dites lui qu'elle est plus belle que son amie ». (Jacqueline Maillon) LUCILLA CONTRO L'ANSIA E IL NERVOSISMO Eccovi un rimedio efficace, facile, uti- le per lottare contro l'ansia, la noia e il nervosismo: fate la calza, lavorate di maglia, fate pizzi e merletti, sferruzzate! Se vi occupate così, un'ora almeno ogni giorno, vi accorgerete che le vo- stre ansie e il vostro nervosismo dimi- nuiranno o scompariranno. Quello dello sferruzzare è un vero passatempo, che non esige concentra- zione di mente e che permette al cer- vello di distendersi. Potrete dirmi: tanto varrebbe riposar- si nel dolce far-niente. Tale non è il consiglio del medico: quando non si fa niente, il cervello con- tinua a lavorare cercando di risolvere i propri problemi. Le membra sì, si riposano, ma il cer- vello no. La dose di attenzione che esige lo sferruzzare è la dose giusta che permet- te al cervello di non preoccuparsi di al- tri problemi più gravi; li rimanda que- sti, automaticamente, a più tardi. Del resto lo sferruzzare o il fare la maglia esige una regolarità di gesti e Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2. Concordato). Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte alfa confezioni VESTE TUTTA LA FAMIGLIA A PREZZI IMBATTIBILI Viale Partigiani, 36 (di fronte Cinema Lux) - Telefono 32238 UOMO abiti lana da L. 18.000 giacche " L. 7.000 camicie " L. 3.900 SIGNORA tailleur lana da L. 9.000 abiti lana " L. 8.000 gonne lana " L. 4.000 pantaloni lana " L. 4.500 RAGAZZO abiti lana da L. 9.000 jeans lana " L. 3.500 pantaloni lana corti ,, L. 2.000 Sono arrivate le novità della primavera ma i prezzi sono quelli di sempre!