Bollettino Parrocchiale St. Pierre, Aprile 1973: Visita Pastorale, Comunità e Omaggio a Enzo Challancin

4-1973.pdf

Questo documento è il Bollettino Parrocchiale della Parrocchia di St. Pierre (Aosta), numero 4, Aprile 1973, incentrato su una ricca cronaca di eventi spirituali e sociali. L'argomento principale è la Visita Pastorale del Vescovo Ovidio Lari, descritta in dettaglio con resoconti degli incontri comunitari, l'amministrazione della Cresima e la sua lettera pastorale. Una parte significativa del bollettino è dedicata alla toccante commemorazione del chierichetto Enzo Challancin, deceduto a soli 10 anni, con tributi della comunità e dei suoi compagni di classe. Parallelamente, il documento esplora la vita sociale locale, come la 'Festa dei gemelli,' e la complessa identità culturale valdostana, includendo articoli sulla parità della lingua francese, la figura di Dante e il ruolo degli emigrati a Parigi. Sono inoltre presenti l'anagrafe parrocchiale, l'elenco delle offerte, riflessioni sul ruolo del sacerdote e un'intervista con gli studenti sulla campagna contro la fame nel mondo.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de St Pierre
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE
XIVème ANNEE - N. 4
AVRIL 1973
[Image of a chapel]
Sur la montagne, nos sanctuaires chantent la foi et l'espérance de nos ancêtres; ils sont
parmi les traits les plus prenants du visage de notre Pays.
Ici, la chapelle de Fenillia sur Brusson. PHOTO: FREPPA
Le salut des premiers chrétiens, le jour de Pâques :
– Le Christ est ressuscité, alléluia !
– Oui, il est vraiment ressuscité, alléluia !
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
Tip. Valdostana - Aosta


Testo Originale Estratto
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Lettera del Vescovo agli abitanti di Saint-Pierre

Carissimi parrocchiani di Saint Pierre,

son passato recentemente tra voi per la Visita Pastorale: in questa oc-
casione ho imparato a conoscervi meglio, ad amarvi di più. Vi dirò che sono
tornato dalla visita alla vostra parrocchia con una grande gioia e un grande
rammarico: la gioia è quella di aver parlato con molti di voi; il rammarico
è di non aver potuto parlare con tutti.

Il vostro Parroco mi ha fatto osservare che se davvero volevo parlare
a tutti, potevo anche farlo: bastava che scrivessi una lettera sul « Bollettino
Parrocchiale ». A questa notizia, non mi sono fatto pregare due volte, ho
preso la penna ed ho scritto questa specie di lettera pastorale tutta per voi.

Che cosa devo dirvi? Vi ricorderò che la visita alla vostra parrocchia
non è finita, è anzi appena incominciata. Proprio così. La visita pastorale
non la fa il Vescovo: la fa Gesù, il Pastore unico, il Pastore buono che vuol
far di voi tanti agnelli del suo gregge. Quando il Vescovo viene in Visita
Pastorale dice una sola cosa: state attenti, perché Gesù è il visitatore che
sta continuamente alla porta del vostro cuore e chiede con dolce insistenza
di essere accolto.

Non sentite anche voi che Gesù bussa alla porta del vostro cuore?
Non sentite che vuole inserirsi nella vostra vita? Accoglietelo, dunque, per-
chè Egli è la luce, la vita, la gioia, la speranza, la salvezza, senza di lui tutto
è buio e morte.

Gesù è l'amico che viene continuamente a trovarvi. Se lo accogliete
vi manifesterà tutto il suo amore. Vi farà notare che per voi è nato, ha
sofferto, ha predicato, s'è lasciato condannare e uccidere, è risuscitato. Poi
vi dirà: non vuoi corrispondere al mio amore? Non vuoi ricordarti di me
con un pensiero affettuoso che si chiama preghiera? Non vuoi accostarti
a quel banchetto che in ogni festa io imbandisco sull'altare e si chiama
Messa? Non vuoi mettere in pratica quegli insegnamenti che io ti ho dato
e si chiamano Vangelo?

Non vuoi venire ad abitare in quella casa che ti ho preparato e che si
chiama Paradiso?

Chi accetta con semplicità e serenità la visita del Signore, non può
rispondere di no a queste domande. Al più potrà dire di essere debole, pieno
di difetti, incapace per questo di praticare il Vangelo.

Allora il visitatore divino si trasformerà in medico e darà i rimedi
contro le debolezze umane. Egli ha una medicina che opera miracoli: si chia-
ma « grazia », e viene distribuita nei Sacramenti. Il Cristo-medico indica il
sacramento del perdono e del rinnovamento che è la confessione, offre il
sacramento della nutrizione e del perfezionamento che è l'Eucarestia, ri-

- 1


Testo Originale Estratto
Visita Pastorale

Dal verbale della visita compilato dal Vescovo e conservato negli ar-
chivi: nei giorni 20, 23, 24, 25 marzo è stata visitata la Parrocchia di St.
Pierre. Martedì 20 marzo Mons. Vescovo è giunto in parrocchia alle ore 9
ed è passato nelle varie classi della scuola elementare. Una speciale atten-
zione è stata rivolta ai cresimandi e ai neo-comunicandi.

Ai cresimandi è stato ricordato un compagno che si preparava come
loro a ricevere il sacramento e che improvvisamente è passato all'eternità.
I piccoli sono stati profondamente colpiti da questo avvenimento, perciò
Mons. Vescovo ha ritenuto opportuno invitarli a vedere anche questo fatto
nella luce della fede e a trovare insegnamento per la vita.
Venerdì 23 marzo, alle 9,30, Mons. Vescovo celebra la messa in par-
rocchia e parla a poco più di 40 donne. Dopo la messa viene effettuata la
visita ad alcuni infermi ed anziani: tutti gradiscono questo gesto.
Sabato 24 marzo, alle ore 20,30, Mons. Vescovo s'incontra con gli uo-
mini e i giovani, nella sala parrocchiale. L'uditorio è poco numeroso e il
tempo è breve per la prova di canto che deve seguire.

Domenica 25 marzo Mons. Vescovo giunge alle ore 9,30 sul sagrato
della Chiesa, riceve il saluto del Sindaco e di due bambini, quindi dà l'inizio
alla S. Messa, durante la quale amministra la Cresima e parla della neces-
sità di santificare la festa e di santificare noi stessi nel giorno di festa.

IL DISCORSO DEL SINDACO AL VESCOVO

Eccellenza!

A nome di tutta la popolazione e dell'Amministrazione comunale di St.
Pierre, sono onorato di porgerle il più cordiale benvenuto per la sua prima
visita pastorale.

Il Vescovo con un gruppo di Chierichetti

desta in noi le forze sopite del Battesimo che è la nostra nascita a figli di
Dio, riaccende il fuoco dello spirito santo che è nella Cresima fece di noi
un vangelo vivente e convincente, riconferma la grazia del Matrimonio, per
cui gli sposi sono un segno dell'unione tra Cristo e la Chiesa e son consa-
crati sacerdoti del tempio domestico.

E' così: Gesù viene a visitarci come l'amico che diventa medico, come
il medico che diventa amico. E' l'amico che vuole stare con noi per guarirci
incoraggiarci, trasformarci; è il medico che vuole curarci, assisterci, amarci
come il nostro migliore amico.

Chi vorrà chiudere la porta ad un tale visitatore? Non certo voi, ca-
rissimi parrocchiani di Saint Pierre, specialmente ora che avete compreso
come la sola cosa importante, nella vita presente, è quella di accogliere, con
generoso impegno, le numerose visite di cui ci onora Gesù, il Pastore buono
delle anime nostre.

⚛ OVIDIO LARI, Vescovo

Il benvenuto del Sindaco...

2 —


Testo Originale Estratto
A Lei che è Padre, Pastore spirituale e anche guida del vivere civile,
a Lei, sorretto da una fede illuminata e sicura; a Lei profondo conoscitore
dei problemi del mondo e degli uomini, è stata affidata una grande missione,
quella di portare, tra le nostre popolazioni, una parola di pace, di amore,
di fraternità.
Je vous renouvelle, Monseigneur, mes plus vives félicitations et forme
les souhaits les meilleurs pour un apostolat riche et fécond.

I DISCORSI DI DUE BAMBINI

Monsignore,
a nome di tutta la comunità parrocchiale di St. Pierre, anche noi le
porgiamo il nostro cordiale e filiale benvenuto. Ci troviamo di fronte a questa
bellissima chiesa, che proprio cento anni fa i nostri antenati finivano di
ricostruire: vero monumento di fede e di impegno religioso.
Dopo tanti anni forse non abbiamo mantenuto tutti gli impegni e le

Il Vescovo con i cresimati...

tradizioni dei nostri padri, anche se la gente di St. Pierre ha portato sempre
nel mondo il suo spirito di tenacia e di laboriosità.
Lei è venuto oggi tra noi per la visita pastorale; è il buon pastore che
viene a conoscere ed amare i suoi fedeli, a portare la parola di Cristo. Ascol-
teremo con cuore aperto la parola che in nome di Dio ci rivolgerà per illu-
minarci, confortarci e correggerci.

4 –

Proprio ultimamente il nostro Parroco ha dato a noi bambini un la-
voro di ricerca per vedere quanta gente, quanti battezzati ancora parteci-
pano alle funzioni domenicali o religiose. I risultati non sono stati molto
buoni: umilmente dobbiamo riconoscere che specialmente i grandi, pur dan-
doci l'esempio meraviglioso di lavoro e generosità, non sempre ce ne danno
altrettanto per la pratica religiosa. Eppure tutti abbiamo bisogno di fede e di
speranza ci siamo resi conto in questi giorni, con la morte di un piccolo nostro
caro amico, quanto la vita sia un passaggio e quanto abbiamo bisogno di
credere. La sua parola e la sua preghiera aiutino tutti, anche quelli che
hanno deciso di non ritrovarsi con noi alla Messa.

Da parte nostra ci sarà l'impegno di rinnovare le promesse battesi-
mali sinceramente e di vivere oggi e sempre con la parola di Dio nel cuore
e nella vita.

* * *

Monsignore,

i più felici del suo arrivo siamo noi cresimandi, che aspettiamo dalle
sue mani paterne lo Spirito Santo, per diventare testimoni di Cristo. È
tutto l'anno che ci prepariamo a questo passo, pregando e studiando, co-
scienti che da questo momento la nostra vita dovrà essere più vera, più
ricca, più adulta. Siamo convinti che d'ora innanzi dovremo impegnarci an-
cora di più ad essere testimoni di fede, di speranza, di amore davanti a tutto
il paese, con le parole e le opere.
Vorremmo veramente, secondo il desiderio espresso da Lei nella visita
a scuola, che tornando negli anni successivi possa vedere questi figlioli spi-
rituali sempre fedeli alle loro promesse.
La sua preghiera ci aiuterà a mantenere questi propositi, che pubbli-
camente prendiamo.

La sua benedizione raggiunga tutti noi, tutto il nostro paese; possa
raggiungere gli ammalati e gli anziani, che rinnovano il calvario di Gesù;
raggiunga quelli che soffrono, quelli che hanno qualche pena nel cuore, un
lutto, una mancanza d'amore; raggiunga i piccoli, i bambini perché cre-
scano sani e buoni.

Raggiunga la sua benedizione tutte le nostre famiglie, perché in esse
regni l'amore e lo spirito cristiano; raggiunga anche quelli che non credono
e si tengono lontano dalla luce del Signore.

La ringraziamo di tutto questo sin d'ora e le promettiamo una pre-
ghiera semplice ma sincera per il proseguire della sua missione pastorale.

1) Besenval Mauro di Alberto, padr. Chentre Pierino.
2) Charles Pierino di Giustino, Savoye Pietro.
3) Glarey Flavio di Leopoldo, Jocallaz Franco.
4) Fenoil Emanuele di Tobia, Fenoil Sandro.
5) Oreiller Franco di Lorenzo, Berard Carlo.
6) Paillex Walter di Elso, Paillex Tersillo.

– 5


Testo Originale Estratto
7) Belli Cristina di Alfredo, madr. Battistioli Vittoria.
8) Chabud M. Luisa di Luigi, Lale Castain Germana.
9) Dayné Ines di Italo, Ragazza Eva.
10) Lanier Patrizia di Luigi, Canova Ernida.
11) Lavy Ilde di Lino, Agavel Luisa.
12) Nelva Stellio Daniela di Patrizio, Nelva Stellio Franca.
13) Paillex Tiziana di Andrea, Zanetti Ornella.
14) Perron Miriana di Lorenzo, Lucinaz M. Clara.

Ricordo del Chierichetto
Enzo Challancin

Giovedì 15 marzo, mentre si re-
cava alla Messa e al catechismo, è
morto stroncato da infarto ai piedi del-
la rampa, il piccolo e caro Enzo Chal-
lancin di anni 10.
Ogni soccorso, per quanto pronto
e generoso, fu inutile; il suo piccolo
cuore aveva già cessato di battere; an-
che la corsa affannosa all'ospedale fu
solo un estremo tentativo per conti-
nuare a sperare. Poi non ci fu che
prendere atto di questa grossa trage-
dia; assistere impotenti e strazianti al
dolore coraggioso e tremendo della
6 —
pà Ernesto e di mamma Bianca.
Domenica 18 una immensa folla par-
tecipò alla messa e alla sepoltura del
caro Enzo: attorno a quella piccola
bara bianca tutti abbiamo sofferto e
pregato.
Era Enzo un bambino vivace e buo-
no; sapeva essere biricchino, come lo
si è a 10 anni, generoso, con una
sensibilità particolare per chi stava ma-
le e soffriva. Quando due anni fa era
morto il piccolo Mirco, lui era uno di
quelli che ne aveva sofferto di più e
sovente scappava al cimitero a saluta-
re l'amico: adesso l'ha raggiunto dove
non ci sono più mali e dove si trova
giovinezza eterna.
Era un chierichetto generoso e pre-
ciso: faceva sovente e bene anche que-
sto dovere.
Caro Enzo, ricordati di tutti noi.
Chiedi a Gesù di dare tanto corag-
gio a papà e mamma; è così tremendo
per loro essere senza di te: fai loro
sentire ancora la tua presenza, fa loro
mamma, alla tragica sofferenza del pa-
pà, della sorella e dei parenti.
Il piccolo Enzo ci aveva lasciati. Fu
un giorno triste e duro per tutti: ve-
dere un bambino così vivace e pieno
di vita giacere nella quiete della mor-
te! Vedere lo strazio dei genitori e
parenti, senza poter fare nulla! I com-
pagni e il Parroco, che hanno assisti-
to alle fasi di questa tragedia, ancora
oggi portano la ferita di questa dolo-
rosa giornata.
Tutto il paese rimase scosso e par-
tecipò unanime alla sofferenza di pa-
capire che il loro grande amore e i
tanti sacrifici non sono stati donati in-
vano. Chiedi aiuto per tua sorella, che
possa crescere buona e generosa; pre-
ga per tutti i parenti che ti amavano e
stimavano. Chiedi a Gesù di aiutare la
tua maestra, i tuoi compagni, i chie-
richetti, i tuoi compaesani, il tuo par-
roco, che ti ricorderà come un caro pic-
colo amico. Arrivederci a quando ci
ritroveremo nella Patria Eterna.
* * *
La maestra e i compagni
ricordano Enzo
Breve come lo spazio d'un mattino
è stata la tua vita, piccolo Enzo, ma
tanto grando il vuoto che hai lasciato
attorno a te.
All'inizio delle lezioni la tua mae-
stra non scorge più, tra gli altri, il tuo
visino così vivace, aperto, simpatico e
non ode più la tua voce così squillan-
te quando sorridendo la salutavi: Buon-
Classe 5ª elementare
— 7


Testo Originale Estratto
giorno, signora maestra! Ogni giorno i
tuoi compagni ed io parliamo un po'
di te, ricordiamo tante piccole cose
e così ci sembra di non averti perduto
del tutto, di averti in qualche modo
ancora con noi.
Enzo caro, tu che eri buono, gen-
tile, prega Dio misericordioso che con-
soli e aiuti tutti quelli che ti hanno
conosciuto e amato. Dì alla tua mam-
ma, al tuo papà, alla tua sorella: Non
vi ho lasciati per sempre, ho solo rag-
giunto prima di voi la casa del Padre.
La tua maestra
* * *
Eri molto vivace; quando la maestra
aveva finito le ore di lezione, eri sem-
pre pronto a uscire ed eri anche il
primo che salutavi la maestra.
Ilde
* * *
Eri un mio caro compagno, mi rac-
contavi spesso delle barzellette, ed io
sentendole mi mettevo a ridere. Io ti
ricorderò come un bambino vivace, gen-
tile e « scherzoso ».
Daniela
* * *
Quando era l'ora di andare a casa, ap-
pena uscito dalla classe, buttavi la car-
tella per terra e correvi a prendere le
scarpe in fretta e furia per essere il
primo della fila. Eri proprio un ful-
mine, però buono e simpatico.
Maria-Luisa
* * *
Ti piaceva tanto ridere, correre, scher-
zare, giocare al pallone e con noi a
scuola giocavi a ruba bandiera. Al ca-
techismo scherzavi e un giorno il par-
roco ti sgridò ma tu dopo un'ora gli
andasti a chiedere perdono. Ti piace-
va anche prendere in giro le bambine
8 -
e in classe per farci ridere facevi Na-
poleone III.
Tiziana
* * *
Oltre a ruba-bandiera ti piaceva anche
giocare al pallone, prima che la mae-
stra arrivasse, e così ti eri rotto le
scarpe rosse.
Cristina
* * *
Mi ricordo che un giorno, mentre la
maestra era andata in direzione, tu ti
eri messo a fare Napoleone e hai fat-
to ridere tutti.
Flavio
* * *
Ti piaceva scherzare e molte volte mi
nascondevi le pantoffole e dopo un po'
me le restituivi dandomi delle cara-
melle perchè avevi paura che mi ar-
rabbiassi.
Felicino
* * *
Quando venivi a giocare con me a pal-
lone eri l'unico che non ti arrabbiavi
e quando perdevamo dicevi che prima
di vincere si doveva perdere. Però tu
adesso sei il vincitore sei salito per
primo in cielo.
Pierino
* * *
Tu sei stato il mio più grande amico
e molte volte venivi a giocare con me
e ci divertivamo molto, però quando
perdevi ti arrabbiavi. In terza quando
sei arrivato ti sei accattivato subito
tutte le simpatie facendo scherzetti e
prendendoci in giro scherzosamente.
Franco
* * *
Quando era l'ora di uscire avevi sem-
pre molta fretta e prima di uscire ad
alta voce salutavi sempre la maestra
per primo.
Walter
* * *
Quando mi incontravi per la strada,
con la bici, mi dicevi di spingerti per
andare più veloce; a un certo punto ci
fermavamo e ci mettevamo a scherza-
re per passare il tempo.
Italo
* * *
Avevi sempre voglia di scherzare e riu-
scivi sempre a farci ridere. Andavi
d'accordo con tutti e quando venivi a
giocare con me non volevi mai per-
dere un un minuto di tempo. Anche in
bicicletta cercavi sempre di superarci
per arrivare primo.
Patrizia
* * *
Io ti ricordo come un compagno vi-
vace, ti piaceva fare dispetti alle bam-
bine, le quali ti correvano dietro per
prenderti a costo di buttare in aria
tutta l'aula.
Emanuele
* * *
Quando era l'ora di uscire salutavi
sempre la tua maestra dicendole
« Buon giorno signora maestra, buon
appetito ». Io ti ricordo come un bam-
bino sempre molto gentile e vivace.
Miriana
* * *
Eri sempre vivace, però qualche volta
ti arrabbiavi: mi ricordo quella volta
che, alla festa di carnevale, abbiamo
invitato anche Flavio; tu dicevi che
non dovevamo e ti sei arrabbiato, ma
subito dopo abbiamo fatto la pace.
Ines
* * *
Caro Enzo io mi ricordo quando gio-
cavamo a ruba-bandiera nel corridoio
della nostra classe e quando riuscivi
a prendere la bandierina venivi da me
e mi abbracciavi per esprimere la tua
gioia.
Mauro
Festa dei gemelli
Lunedì 19 marzo a St. Pierre c'è
stata una festa singolare e simpa-
tica: i gemelli del paese hanno vo-
luto riunirsi.
Chi mai poteva pensare che a St.
Pierre ci fossero così tanti gemelli?
Ben ventuno sono le coppie viventi
(i più giovani di 4 anni e i più an-
ziani di 93) più cinque gemelli ri-
masti soli: sono un vero record per
un paese di 1.500 abitanti.
Mancavano alla festa le « doyen-
nes » del gruppo, le sorelle Paillex
di 93 anni, che non avrebbero man-
cato con la loro arguzia e serenità
di rallegrare la compagnia; ma han-
no promesso che il prossimo anno
resisteranno all'influenza e non man-
cheranno.
Al mattino tutti insieme si sono
trovati attorno all'altare per prega-
re chiedendo aiuto e rinnovando
impegni.
Il pranzo « da Mario » fu un suc-
- 9


Testo Originale Estratto
I gemelli di St-Pierre
cesso per il buon cibo, il buon u-
more e tanta serenità; l'impegno di
tutti è di rifare presto questo in-
contro: gli organizzatori Manella
Enrico e Primiero Mario se ne sono
presi l'impegno.
ELENCO DEI GEMELLI
Paillex Maria e Adele
Vauthier Giuseppina e Maria Tersilla
Jordaney Raimondo
Vaudan Carlo
Carlin Dario e Elena
Gerbore Lina e Adolfo
Borney Livia e Ilda
Arnod Maria e Linda
Collomb Rita e Lina
Charruaz Dino e Nello
Jordaney Raimonda e Simona
Primiero Luira Mario e Aldo
Manella Enrico e Giuseppe
Savoye Prosperina e Persida
Sapinet Orietta
Bianco Anita
Paillex Italo e Elsa
Vauthier Renato e Ilva
Rossan Eliana e Eugenia
Cogrein Piero
Ferrandoz Sergio e Pierino
Jordaney Raimondo e Romano
Luboz Livia e Delfina
Anselmet Franco e Oreste
Arnollin Isa e Rosita
Rumiod Luca e Cesare.
10 —
La voix des Emigrés
Nous avons reçu d'un émigré ces
articles, bien volontier nous les pu-
blions, en esperant qu'il soit l'oc-
casion pour maintenir avec eux un
contact plus vif.
CULTURE ITALIENNE
Dante: un grand federaliste
Nous autres, Valdôtains Francop-
hones (I) qui luttons pour le main-
tien et le respect de notre langue
Française en Vallée d'Aoste, ne dé-
daignons pas nous pencher quelque-
fois sur la culture italienne, ce qui
prouve que nous ne nourrissons au-
cun sentiment Italophobe, malgré
les idées bien arrêtées de défendre
à tout prix notre particularisme.
Ce n'est pas le cas de certains Val-
dôtáins, qui au pays veulent se faire
passer pour des ultra-italianissimes
poussant le ridicule jusqu'à avoir
honte de leurs noms, bannissant tout
ce qui est Valdôtain, peut-être par
peur de se faire traiter de (france-
si) par ceux d'en bas, ce qui est
mieux encore, si vous prononcez le
mot (Valdotain) devant ces gens là
vous risquez d'être bientôt frappé
d'hérésie, enfin une crise de Gallo-
phobie hystérique s'est emparée de
ces malheureux renégats, si bien que
le coq Gaulois qui est sur le faite
de nos clochers depuis des lustres
doit en rougir de honte.
Puisqu'il est question d'Italianis-
me, je pense qu'il n'est pas de plus
grand Italien que DANTE, lui qui
créa cette harmonieuse langue du
Dante devante le Collège de France -
Rue des Ecoles à Paris
SI, l'idioma gentile, que nous ai-
mons beaucoup et qui avec le fran-
çais sont les plus belles langues la-
tines. Si nos Gallophobes avaient lu
DANTE ils sauraient que celui-ci fit
des études philosophiques à Paris,
ainsi alors que son maître Brunetto La-
tini, alors que la Sorbonne en était
à ses premiers balbutiements, qu'il
parlait et pratiquait le français et
aussi le provençal, et c'est d'ailleurs
en cet idiome qu'il faillit écrire la
DIVINE COMEDIE, sur le plan ré-
ligieux il avait déjà préconisé la sé-
paration de l'état avec l'église et en
politique il fut un des premiers ar-
tisans de l'unité Italienne, mais dans
un régime fédéral ou chaque région
serait autonome.
Voici donc la preuve que le p'
grand génie de l'Italie, dont 1


Testo Originale Estratto
triotisme était irréprochable, impré-
gné de culture Française servit et
sert encore à unir deux grandes cul-
tures latines, la France et l'Italie.
La Vallée d'Aoste qui siège au mi-
lieu serait bien stupide de ne pas
en profiter, qu'en pensent nos Gal-
lophobes.

GUY DE SAINT PIERRE

Francophones ou Francophiles: sont
ceux qui, quoique appartenant aux
nationalités les plus diverses, se ser-
vent du Français, tant comme lan-
gue maternelle ou culturelle.
* * *
ECHOS DE PARIS

Le Secrétariat Valdôtain, de la rue
des Vinaigriers, a organisé cette an-
née son arbre de Noël à Issy les
Moulineaux, et son succès a dépassé
toutes les prévisions, des ressortis-
sants d'autres autonomie s'étaient
joints à cette fête très populaire; on
pouvait remarquer l'honorable pré-
sence de notre président Dujany, de
notre jeune et sympathique député
Emile Chanoux, de notre illustre mi-
nistre des finances M. Chantel et
bien d'autres personnalités importan-
tes. Le groupe théâtral de l'Union
Valdôtaine de Paris, le Rideau Val-
dôtain, a largement participé, par
son talent artistique, au succès de
cet arbre de Noël, qui évoque le sou-
venir de l'illustre Abbé Petigat.

— 12 —

Le 23 février, a eu lieu à l'hôtel
Littre, à Paris un dîner-débat ayant
pour thème: « Pour que la langue
française soit langue de l'Europe »,
d'éminentes personnalités du monde
des lettres prirent la parole à ce su-
jet, notamment le Professeur Alain
Guillermou, qui connaît très bien
la Vallée d'Aoste, a évoqué en ter-
mes succincts le problème du Fran-
çais en notre pays, deux représen-
tants de l'Union Valdôtaine de Pa-
ris assistèrent à ce débat et firent
un exposé sur « La lutte héroïque
de la langue Française en Vallée
d'Aoste » à travers son histoire, le
problème en faveur de la télévision
française et Suisse Romande, fut lar-
gement développé.
* * *

Nous attendons pour le mois
d'Avril le célèbre groupe théâtral pa-
toisan « Lo Charaban » quand au-
rons nous le plaisir d'applaudir la
dynamique chorale de Saint Pierre?
* * *

On dit qu'il n'y a que les monta-
gnes qui ne se rencontreront pas,
rien n'est plus vrai, au débat-dîner
cité plus en haut, dans le feu de la
discussion, une dame professeur,
vint à moi et me dit, alors vous
êtes de S. Pierre? oui madame, mais
moi aussi figurez-bien, que ma grand
mère est des Lale Demoz à Bussan,
bien, ai-je répondu, alors on s'em-
brasse.

NOTRE LANGUE ET SA POESIE

De par l'arrêté ministériel n. 545 du 7-9-1945 et par le statut spécial
du 10-3-1948; la République Italienne nous a donné l'autonomie admini-
strative et le droit de faire usage de la langue Française à parité de l'Italienne.
Ce petit poème, ne peut mieux illustrer ce que sont la langue française
et italienne en Vallée d'Aoste.

LA LANGUE FRANCAISE ET ITALIENNE
DANS LA
VALLEE D'AOSTE

Sonnet

Il est deux nobles soeurs à l'harmonieux langage
Plein de grâce, de charme et d'exquise beauté;
L'écho joyeux redit leurs chants près du rivage.
Aux pieds des monts neigeux, dans l'antique cité,
L'une est vive, câline et pareille au ramage,
De l'oisillon des bois fredonnant en gaieté;
L'autre est douce à ravir, et fait vibrer, je gage,
De merveilleux accords sur un luth enchanté,
Elles ont des accents fiers, émus, admirables,
Pour tout ce qui fait battre un coeur loyal et grand.
Aimez d'un double amour ces deux soeurs tant aimables;
Car leur parfaite entente ignore un premier rang,
Reconnaissez toujours en leur douce harmonie,
La voix de vos aïeux, la voix de la patrie.

Baron MARY C. JOCTEAU

Poème tiré de la revue de l'instruction publique régionale
L'ECOLE VALDOTAINE

Castello Sarriod de la
Tour fotografato nel 1901

— 13


Testo Originale Estratto
Petit coin de chez nous
Lac des morts
Su tutte le nostre Alpi sono dis-
seminati graziosi laghetti che inter-
rompono l’omogeneità del paesaggio
e lo abbelliscono. Rallegrano il tu-
rista che si sofferma per ammirarli
e magari anche per consumare uno
spuntino sulle loro rive. La passeg-
giata diventa, grazie alla loro pre-
senza, più allettante e più suggesti-
va.
Anche St. Pierre ha i suoi laghetti.
Lungo l'itinerario per raggiungere il
Falère, a Paletta, precisamente sulla
località chiamata dai nostri antenati
« plan de la bataille » s'incontra il
« lac des morts ».
Di questo laghetto si dice ch'esso
habia un vortice, un mulinello che
fa sparire qualunque cosa vi capiti
senza più la speranza di rivederla a
galla.
Nei lontani tempi, nonostante
l'impedimento delle Alpi Pennine, i
pastori svizzeri del Canton del Val-
lese, portavano abusivamente il lo-
ro greggi a pascolare nei nostri ter-
ritori, impossessandosi pure delle
nostre baite. In qualche alpeggio so-
litario, particolarmente al plan de la
bataille, nascevano delle lotte a vol-
te anche sanguinarie. I pastori val-
dostani difendevano i nostri pascoli,
i nostri territori e cercavano di cac-
ciare gli usurpatori svizzeri.
In uno di questi combattimenti
rimasero uccisi dei pastori che furo-
no poi gettati nel lago, dove venne-
ro inghiottiti dal vortice, tanto che
delle povere vittime fu perduta ogni
traccia. Da allora il laghetto prese
il nome di lac des morts.
Questo fatto fu ampiamente de-
scritto dal prof. Henri Menabrea, vi-
ce presidente dell'accademia di Sa-
voia, nella sua pubblicazione « La
Vallée d'Aoste du passé », nel capi-
tolo intitolato « La crise du 1536, les
agitations suisses... ».
M. A.
Je me souviens
Je me souviens, petit enfant,
Je galopais insoucient
Dans les sentiers tout blancs,
Au milieu des prés et des champs,
Près de mes parents et frères plus grands.
De mes yeux innocents je regardais, indifférent,
La richesse et la beauté inégalées
De ma vallée où je suis né.
Et j'étais fort étonné, après une dure journée,
Quand je les voyais s'arrêter
Au détour d'un chemin, ou bien sur un rocher.
Les yeux brillants d'amour
Admirer les alentours
Et murmurer tout bas: « Mon Dieu,
Faites qu'ils n'oublient pas »
Cette campagne si belle,
Ces montagnes et toutes ces merveilles
Et ce clocher perché, là-haut.
Qu'il soit pour eux, toujours, le plus beau ».
Malgré leurs émouvantes prières,
J'ai dû vous quitter, ma Mère,
Avec toi, ma douce Vallée,
Ma joie de vivre et mes plus belles années.
Ce nid qu'avec tant de peine
Vous aviez construit, est devenu trop petit;
Et la grande niche a dû s'envoler.
Triste, le cœur meurtri,
J'ai déposé mon léger bagage
Sur un beau et lointain rivage.
Depuis se sont écoulées de longues années,
Loin de ceux que j'ai tant aimés.
Mais jamais, nulle part ailleurs,
Je n'ai retrouvé le bonheur.
Humilié, l'âme en détresse,
Nuit et jour je pense à vous sans cesse,
Et quand, enfin, rempli de remords,
Je reviens apaiser mon chagrin, ironie du sort,
Vous n'êtes plus là, comme autrefois,
Pour me serrer dans vos bras.
Et de mes yeux grand ouverts
La classe di seconda elementare, che si sta preparando alla Prima Comunione
14 — — 15


Testo Originale Estratto
Coulent des larmes amères
Quand je pense à Toi, SAINT-PIERRE,
À ma chère maison paternelle,

À ta campagne si belle, à ta verte
Prairie, tes coteaux, tes vallons,
Au murmure de l'eau claire
Qui coule dans la rivière

Au mugissement du vent, quand il secoue
Nos belles treilles d'argent,
À ton magnifique château qui, de là-haut,
Domine ta riche et riante colline,

Au vieux banc vermoulu,
Où le soir, après l'Angélus,
Assis tous en rang, on écoutait
Les histoires de Grand'Maman.

Oui, bien heureux sont tes enfants
Qui chaque saison ont vut mûrir ta moisson
Et, chaque Printemps, fleurir tes amandiers,
Et chaque jour de l'année entendu le son de ton clocher.

Nicoline BOCHET-THOMASSET

La colonia estiva 1972 con le brave suore

16 —

Lettera al Bollettino

Si sente spesso parlare di ecologia,
di difesa della natura, di studi sull'am-
biente naturale, ma pochi di noi san-
no che cosa significhi in realtà tutto
ciò. Si legge sovente sui giornali di
casi di inquinamento, ma benchè nei
nostri discorsi condanniamo coloro che
ne sono causa, non facciamo nulla per
salvaguardare la natura e preservarla
dalle ingiurie della nostra civiltà, anzi
spesso siamo noi stessi causa di dan-
neggiamento e di ingiuria, con le no-
stre azioni, ma soprattutto con il no-
stro assenteismo. Mi rivolgo a tutti,
ma in particolar modo ai giovani, e non
pretendo che l'amore per la natura
sia immenso e indiscriminato in tutti
noi, ma vorrei almeno che coloro che
ne capiscono la funzione si sveglino e
si occupino dell'ingrediente principale
ed essenziale per la vita stessa.

Molti si chiederanno il modo per
poter agire in difesa del nostro patri-
monio naturale, ebbene esiste in Val-
le d'Aosta la «Societé de la Flore val-
dotaine » che ha sede in piazza Cha-
noux e che conta oggi più di 400 soci;
nell'ambito della società un gruppo di
giovani si sta impegnando per la co-
stituzione di gruppi di studio sui vari
argomenti naturalistici (flora, fauna,
agricoltura, acque, geologia, ecc.) se
qualcuno ha interesse per questa ini-

ziativa e volesse sapere qualche cosa
di più non ha che da telefonare al n.
95.172 (di sera) per avere consigli e
ragguagli sulla nostra attività. Premet-
to che accettiamo solo coloro che han-
no intenzione di impegnarsi con serie-
tà e buona volontà in questo lavoro,
auspicando l'intervento di esperti e
professori che ci diano un valido aiuto
per avviarci nel compiere i primi e più
faticosi passi nell'attuazione del nostro
impegno.

Spero di potervi dare in seguito in-
formazioni sulla nostra attività con la
speranza di potervi interessare e di
farvi accorrere numerosi ad ingrossare
le nostre file.

Perrone-

Veduta dal castello nel 1900

- 17


Testo Originale Estratto
NUOVI MEMBRI
DEL POPOLO DI DIO

2) Il ventotto gennaio è stata bat-
tezzata PICCINI KATIA di Elio e
di Christille Claudia. Padrini: Pail-
lex Romano e Zadkovich Onorina.

3) Il ventotto febbraio è stato bat-
tezzato MACHET MAURO di Walter
e di Esposito Gelsomina. Padrini:
Ondoli Carlo e Machet Rosanna.

4) Il diciannove marzo è stata bat-
tezzata ISABEL BARBARA di Ser-
gio e di Jocallaz Delia. Padrini: Belli
Bruno e Armand Delia.

5) Il diciannove marzo battesi-
mo di VALCARENGHI CRISTINA
di Roberto e di Borsato Fulvia. Pa-
drini: Bonin Eddy e Cogmein Sil-
vana.



NUOVI FOCOLARI CRISTIANI

2) Il diciassette febbraio SAVIOZ
RINA di St. Pierre si è sposata con
BIANQUIN MATURINO di Char-
vensod.

Hanno fissato la loro dimora a
Charvensod, facciamo loro l'augurio
di realizzare in serenità la loro pro-
messa d'amore.

— 18 —

I NOSTRI DEFUNTI

5) Il due marzo tragicamente è
morta a Villeneuve LALE MURIX
CARLA di 30 anni, sposata con Ro-
saire Giovanni. Buona mamma e
sposa, gran lavoratrice, lascia in chi
l'ha conosciuta un ottimo ricordo.
E' stata sepolta a St. Pierre, suo
paese natio, dove vivono ancora i
genitori prostrati da tanto dolore.

6) Il 14 marzo è deceduta all'o-
spedale, dopo breve malattia, DAY-
NE PALMIRA di anni 65, sposa di
Jacaccia Michele. Nativa di Valsa-
varanche fu una donna attiva e in-
traprendente che lavorò infaticabile
per la sua famiglia. Adesso stava
prendendo il giusto riposo nella ca-
sa nuova costruita a St. Pierre, in-
vece la morte l'ha richiamata alla
casa del Padre.

7) Il 18 marzo sepoltura di CHAL-
LANCIN ENZO di anni 10. Mai di-
menticheremo il suo sorriso, la sua

bontà, la sua generosità. Era un bim-
bo sereno e gentile che amava la vi-
ta e le cose con la gioia spensierata
dei suoi verdi anni. Ora riposa dove
anche il sorriso di un bimbo rifiori-
sce per l'eternità.

8) Il 20 marzo dopo lunghe ed
estenuanti sofferenze è deceduta
MARTIGNENE VALENTINA di an-
ni 60, sposa di Gerbore Davide. Don-
na buona generosa, attiva lascia nel
marito e in quelli che l'hanno ama-
ta un vuoto enorme. La fede l'ha
aiutata nei momenti dell'impegno e
in quelli tremendi della sofferenza.

9) Tragicamente il 4 aprile è de-
ceduto LALE GERARD FORTUNE'
di 65 anni. Era uomo lavoratore,
intraprendente, socievole; in questi
ultimi anni una dolorosa malattia
ne ha minato la forte fibra. La mo-
glie Marcelline e il figlio Aldo l'han-
no amato e curato con tanto affetto.

— 19


Testo Originale Estratto
Offerte
Per la Chiesa
Centoz Isidoro 5.000; in memoria Luboz
Marcelle 8.000; Favre Enrico 8.000; Bel-
frond 3.000; N.N. 5.000; In memoria Da
Soghe Dina 20.000; Colla 3.000; N.N. 10
mila; Pompieri Rumiod 5.000; Per Mes-
sa Canova Carlo (amici: Savoye, Favre,
Blanc, Fusinaz, Del Negro) 10.000; In me-
moria Lale Lacroix Francesco 10.000; In
memoria Canova Carlo (amico Paillex
Enrico) 50.000; Val Leonardo 3.000; N.N.
5.000; In memoria di nonno Tipo 15.000;
In memoria Vauthier Amedco 5.000; In
memoria Oreiller Angela 5.000; N.N. 10
mila; N.N. 10.000; Machet Walter 10.000;
In memoria Oreiller Severina 9.000; N.N.
10.000; In memoria Luboz Luigia 9.000;
N.N. 10.000; Bambini Praximond 13.500;
N.N. 1.500; In memoria Paillex Lidia Jor-
daney 10.000; In memoria Dayné Palmira
40.000; Cogcein Mario 8.000; In memoria
Martignene Valentina 30.000; In memoria
Lale Murix Carla (papà e marito) 20.000;
Therisod Camilla 5.000.
Per il Bollettino
Centoz Isidoro 4.000; Favre Enrico 2
mila; Belfrond 2.000; Oreiller 3.000; Colla
2.000; Lavy Lino 2.000; Chappuis Renato
2.500; Chappuis-Chanoux 1.500; Paillex Ul-
derico 1.500; Luboz Venance 5.000; Lale
Murix Sevère 1.500; Champretavy Silvio
4.000; Luisa Aldo 3.000; Meynet Lorenzo
2.000; Chappuis Luigi 2.000; Guala 2.000;
Lale Murix Bruno 2.000; Henry Marcelli-
na 2.000; Paillex Adele 2.000; Lucianaz
1.000; N.N. 1.500; Cogaein Marcelline 1.500;
Dossan 2.000; Jordaney Arturo 3.000; Tho-
masset Pierre 2.000; Paillex Italo 2.000;
Lale Lacroix Ernesto 5.000; Jocallaz Gio-
sué 1.000; Chabod 2.000; Centoz Dionigi
1.000; Dujany Marcel 1.000; Belli Giusep-
pe 5.000; N.N. 5.000; Luboz Nestor 3.000;
Marquis Jean 2.000; Christille Innocent 5
mila; Christille Sergio 5.000; Christille
Lucienne 2.000; Berard Battista 1.500; N.
N. 5.000; Saccani Adamo 5.000; Fillietroz
Elso 1.000; Pellissier Eliseo 2.000; N.N.
5.000; Rosset-Cheney 1.000; Christille Sil-
vestro 2.000; N.N. 1.000; Vallet Maria 1.000;
N.N. 3.000; Cognein Mario 2.000; Therisod
Camilla 3.000; Ocleppo 4.000; Jacquin 2
mila; N.N. 2.000.
Per l'Asilo
In memoria Mochettaz Maria (SITAV
St. Vincent) 25.000; N.N. 10.000; In me-
moria Mochettaz 10.000; N.N. 5.000; In
memoria Paillex Lidia Jordaney 5.000; in
memoria Dayné Palmira 20.000; Zemoz
Franco 5.000; In memoria Domaine Er-
nesto 10.000.
Un caro saluto a tutti
il parroco Don ALDO
IL PRETE
Nelle città e nei paesi di campa-
gna vi sono varie persone che han-
no come compito di procurare il
bene comune di ordine temporale:
il sindaco, il segretario, il medico, i
carabinieri, i maestri, ecc.. Sono
tutte persone la cui opera è som-
mamente utile, anzi indispensabile
per il bene della comunità umana.
Ma vi è un bene molto più gran-
de e più necessario di quello tem-
porale: è il bene della vita virtuo-
sa per cui uno si comporta retta-
mente con Dio, col prossimo, con
se stesso. Chiunque ha un po’ di
senno considera questo bene molto
superiore a qualsiasi altro, perché
con esso si è felici, per quanto pos-
sibile, in questo mondo e si è felici
nell'altro.
Nei tempi antichi, il compito di
procurare agli uomini il bene spiri-
tuale spettava ai sacerdoti per quel
che concerne il culto reso a Dio; ai
genitori, ai maestri, ai saggi per
quel che riguardava la vita virtuosa.
Il sacerdote cattolico compie in-
sieme questi due uffici: è maestro
di virtù e come tale insegna agli uo-
mini la retta condotta; è ministro
del culto e come tale presenta a Dio
il sacrificio della comunità e da Dio
chiede con la preghiera e comunica
coi sacramenti l'aiuto necessario
per praticare la vita virtuosa.
Da queste considerazioni risulta
chiarissimo che il sacerdote, in vir-
tù della sua missione, non vive e
non opera che per il bene del pros-
simo, anzi per il bene del prossimo
più grande e più necessario. Dal
mattino alla sera e dalla sera al mat-
tino egli non ha che una preoccupa-
zione: aiutare i suoi fratelli ad es-
sere virtuosi, cioè a credere in Dio,
amarlo, servirlo e ad amare e aiuta-
re il prossimo perché siano felici in
questo mondo e nell'altro.
Passa il sindaco: vedo l'uomo de-
dito al buon andamento del Comu-
ne. Passa il medico: vedo l'uomo
attento alla salute degli uomini.
Passa il maestro: vedo l'uomo che
si sacrifica per istruire e educare la
gioventù. Passa il prete: vedo in lui
l'individuo che vive, pensa, agisce
solo per render felici quaggiù e las-
sù i suoi fratelli, aiutandoli ad esse-
re virtuosi. Ogni suo pensiero, ogni
suo atto, ogni suo passo non ha al-
tro scopo che quello.
Non dimentica certo le necessità
temporali degli uomini: aiuta, nel-
la misura delle sue possibilità, il
prossimo povero, ammalato, biso-
gnoso di consigli, di direttive. Nul-
la di quello che è bene del prossi-
mo lo lascia indifferente: lo vede,
ci pensa, cerca di provvedere. Ma
quel che più di tutto gl'importa è
che i suoi fratelli amino Dio e il
prossimo, perché in questo consiste
il loro bene più grande e più indi-
spensabile, quel bene senza cui so-
no vani ed inutili tutti gli altri beni.
Vogliamo vedere nel sacerdote il
nostro migliore amico e un dono
di inestimabile valore che ci fa il
Signore per la nostra felicità tem-
porale ed eterna.
J. C.
— 20 — — 21


Testo Originale Estratto
INTERVISTA
I giovani e la campagna
contro la fame nel mondo

In questa intervista parlano gli
alunni della terza media, sezione
H, della Scuola « De Tillier » di
Aosta.

Alla domanda: « Cosa vuol dire
” Campagna contro la fame” », Mau-
ro risponde:

« Far capire alla gente che non
è bello pensare solo a se stessi, ma
che si deve pensare anche agli al-
tri, in modo speciale a quelli che
soffrono uno dei mali che maggior-
mente affliggono l'umanità: la fa-
me ».

Anna aggiunge: « Per me la cam-
pagna contro la fame significa aiu-
tare tutte le persone che stanno
peggio di noi... Per questo bisogne-
rebbe arrivare a far capire a coloro
che vivono agiatamente che nella
vita non è possibile non tener pre-
sente quelli che soffrono la fame,
altrimenti non siamo neanche uo-
mini. E pensare che dobbiamo con-
siderarci tutti fratelli ».

Alla domanda: « È bene alla tua
età occuparsi della campagna con-
tro la fame », Mauro risponde:

« Sì perché alla mia età si posso-
no capire delle cose che poi, an-
dando avanti con gli anni, non sarei
più in grado di sentire, per esempio
sentirmi solidale con chi soffre, inte-
ressarmi al problema della fame...
Penso che invecchiando sarei ten-
tato di pensare di più a me stesso
che agli altri ».

22
Anna aggiunge: « Io credo che è
una esperienza positiva che mi de-
ve aiutare a maturare ed a raffor-
zare le mie convinzioni. Poi, essen-
do giovani abbiamo quell'entusia-
smo che magari non sentiremo più
quando saremo adulti. Inoltre, pen-
so che questa esperienza mi aiuti ad
allargare le mie conoscenze. Soprat-
tutto, mi aiuta a spegnere in me l’
egoismo, a rafforzare la fede, a ca-
pire che siamo tutti fratelli ».

Alla domanda: « In che modo tu
puoi partecipare concretamente ed
attivamente alla campagna contro
la fame ? », Mauro risponde:

« Io cercherei di privarmi di al-
cune cose che mi piacciono o mi
interessano particolarmente come ad
esempio un cinema, una giornata a
sciare, un giornalino, delle sigaret-
te. I soldi risparmiati destinarli per
questa campagna. Questi piccoli sa-
crifici li faccio volentieri se penso
che c'è tanta gente che muore di
fame e che in qualche modo riusci-
rei ad alleviare un po' la sofferenza
umana ».

Anna aggiunge: « bisogna tene-
re presente che la fame che fa sof-
frire tanta parte dell'umanità non è
solo quella che si riferisce al pane
materiale. Tanta gente ha fame di
libertà, fame di verità, fame di con-
siderazione e di affetto, fame di Dio.
Tutti questi tipi di fame condizio-
nano l'uomo e lo tengono schiavo ».
tono di fame nel mondo? », Ennio
risponde:

« Si con la preghiera per esem-
pio, possiamo chiedere al Signore
di fare Lui quello che non possia-
mo fare noi. Poi, il fatto di interes-
sarci di questo problema potrebbe
anche suggerirci l'idea di farci mis-
sionari...».

Viene chiesto a Anna di conclu-
dere l'intervista con qualche altra
riflessione.

Anna risponde: « In questa nuo-
va esperienza che ci è stata propo-
sta ci siamo sentiti veramente uniti
e questo ha servito a consolidare la
nostra fede. Inoltre, abbiamo cono-
sciuto una cosa di grande attualità
di cui avevamo sentito solo vaga-
mente parlare. Attraverso la ricerca
che abbiamo fatto abbiamo consta-
tato la gravità del problema e sia-
mo anche male impressionati della
grande indifferenza che c'è nel mon-
do riguardo a questo problema.
Conversando tra di noi, abbiamo
constatato che la nostra società è
molto egoista e cerca di sfruttare
tutto e tutti e noi giovani vorrem-
mo tanto col nostro contributo cer-
care di migliorare il mondo. Può
sembrare superbo e ambizioso il no-
stro modo di pensare, ma se ognu-
no riflettesse sul serio su quella che
è la situazione reale, non esiterebbe
a dare il proprio contributo. Come
vorremmo far capire a tutti che tut-
ti siamo fratelli, che ogni uomo ha
bisogno degli altri e che siamo crea-
ti per aiutare il prossimo. Noi tutti
riteniamo che questa esperienza è
nettamente positiva e perciò convie-
ne continuarla senza stancarci né
scoraggiarci, perché siamo convinti
che Dio è con noi ».

C. R.

- 23

Alla domanda: « Pensi che al-
la tua età si possa essere veramente
generosi nel collaborare alla cam-
pagna contro la fame ? », Piero ri-
sponde:

« Penso di sì. Alla nostra età ab-
biamo la tendenza a spendere con
tanta facilità il denaro di cui dispo-
niamo, qualche volta per delle vere
sciocchezze. Ora, il problema del-
la fame nel mondo ci dà modo di
riflettere su quella che è la realtà
del mondo di guardare obiettiva-
mente alla nostra situazione agiata
e di confrontarla con quella di 'an-
ti fratelli bisognosi ».

Alla domanda: « Oltre all'offerta
materiale in denaro, c'è qualche al-
tro modo per esprimere la nostra
solidarietà verso le persone che muo-


Testo Originale Estratto
La pagina della donna in casa
« L'ozio è simile alla ruggine,
esso rovina più che il lavoro ».
un controllo delle mani che hanno il po-
tere di calmare i nervi.
* * *
PER ESSERE PIU' BELLE
E' risaputo: il sorriso abbellisce i volti
e li rende simpatici.
Un'aria triste, cupa, oscura il volto e
gli toglie ogni fascino; un aspetto an-
noiato, preoccupato, non piace a nes-
suno.
Per la vostra bellezza, sappiate colti-
vare il sorriso. Il sorriso, la calma e la
serenità del volto, vi renderanno di
tanto più belle e più simpatiche.
* * *
LA COLAZIONE DEL MATTINO
CHE RINGIOVANISCE
Vi suggerisco una colazione che vi ri-
mette « in forma » e che vi dà il colo-
rito di una giovane ragazza.
Lavate accuratamente una quantità
uguale di fagioli, di prugne e di uva sec-
ca. Immergete il tutto per 2 ore nell'ac-
qua fredda aggiungendovi un cucchiaio
di miele.
Questa mistura presa ogni mattina a
colazione regolarizza perfettamente la
funzione intestinale e tonifica la pelle
assicurandovi un colorito... da ragazza.
* * *
RIONS UN PEU
Le jeune homme demande à sa fian-
cée qui l'a présenté la veille à sa fa-
mille :
- Alors, qu'est-ce-que tes parent
pensent de moi?
- Je n'en sais rien. Papa n'a encore
rien dit et maman attend qu'il donne
son avis pour dire le contraire.
* * *
PENSEE
« Ne dites pas à une femme qu'elle
est belle, mais dites lui qu'elle est plus
belle que son amie ».
(Jacqueline Maillon)
LUCILLA
CONTRO L'ANSIA E IL NERVOSISMO
Eccovi un rimedio efficace, facile, uti-
le per lottare contro l'ansia, la noia e il
nervosismo: fate la calza, lavorate di
maglia, fate pizzi e merletti, sferruzzate!
Se vi occupate così, un'ora almeno
ogni giorno, vi accorgerete che le vo-
stre ansie e il vostro nervosismo dimi-
nuiranno o scompariranno.
Quello dello sferruzzare è un vero
passatempo, che non esige concentra-
zione di mente e che permette al cer-
vello di distendersi.
Potrete dirmi: tanto varrebbe riposar-
si nel dolce far-niente.
Tale non è il consiglio del medico:
quando non si fa niente, il cervello con-
tinua a lavorare cercando di risolvere i
propri problemi.
Le membra sì, si riposano, ma il cer-
vello no.
La dose di attenzione che esige lo
sferruzzare è la dose giusta che permet-
te al cervello di non preoccuparsi di al-
tri problemi più gravi; li rimanda que-
sti, automaticamente, a più tardi.
Del resto lo sferruzzare o il fare la
maglia esige una regolarità di gesti e
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2. Concordato).
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con
l'indicazione della fonte

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