Bollettino Diocesano Aosta, Dicembre 1998: preparazione al Giubileo e annuncio della Visita Pastorale.
12-1998.pdfIl bollettino parrocchiale diocesano di Aosta, datato Dicembre 1998, funge da sintesi delle attività comunitarie e da strumento di preparazione spirituale per il Giubileo del 2000, dedicando ampio spazio alla riflessione su Dio Padre e al Natale. Il documento annuncia e dettaglia l'imminente Visita Pastorale del Vescovo Giuseppe Anfossi a Saint-Pierre (aprile 1999) e riporta gli Orientamenti Pastorali 1998/99. La cronaca parrocchiale documenta intensamente le attività giovanili (Progetto Les Espaces Jeunes, con gite ed eventi ricreativi), le celebrazioni per la Terza Età (Festa Anziani e riflessioni sulla dignità della vita e della morte), e la commemorazione di anniversari storici. Sono inoltre trattati temi etici come l'impatto della televisione sulle famiglie, e vengono forniti aggiornamenti su vocazioni sacerdotali, la raccolta Caritas, le attività A.V.I.S. e gli immancabili registri sacramentali e necrologi.
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L'écho de nos montagnes La voce dei campanili BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE Imprimerie Valdôtaine, Aoste DERBY photo: René Monjoie Joyeux Noël Paroisse de Saint-Pierre XXXIXème année - n° 12 - DECEMBRE 1998
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il vescovo; io, consapevole dei miei limiti, difetti e peccati, ho accettato e ora sento una responsabilità che supera le mie capacità e perciò mi affido alla vostra collaborazione e preghiera e soprattutto a quella dei sacerdoti. Vengo ora da voi come colui al quale il Signore vi ha affidati nel cammino di fede; con la mia visita voglio ravvivare la vostra fede e aiutarvi a riscoprire la bel- lezza della vita cristiana anche oggi. Vengo anche a sostenere la speranza e la carità. Vengo perciò a incoraggia- re coloro che sono depressi o sconsolati, e sostenere coloro che si sentono in difficoltà ad amare o perdonare come vorrebbe il Signore. Che cosa verrà a fare? Verrò soprattutto ad ascoltare per conoscere e per rendermi conto dei pro- blemi e delle situazioni; verrò anche per condividere... e poi per parlare, per rispondere alle vostre domande, chiarire dei dubbi e dire come deve essere e pensare un vero cristiano. Cercherò anche di dirvi ciò che ha insegnato il Concilio Vaticano II. Quel- la grande riunione di tutti i vescovi del mondo (iniziata dal Papa Giovanni XXIII nel 1962 e portata a termine da Paolo VI nel 1965) ha aiutato la Chiesa a capire come dire la fede oggi e quale ricchezza della Chiesa antica doveva essere ripresa e che cosa doveva essere cambiato per un suo sano aggiorna- mento. Sarà mio desiderio e compito anche mantenere viva la tradizione della Chiesa in particolare quella della nostra diocesi e riproporla. Con quale stile? Verrò da voi come un fratello, un amico e un padre, meglio come un pastore che veglia e che vuol bene alle pecore. La mia visita non dovrebbe provocare manifestazioni esteriori, ma l'in- contro, dove i benvenuti brevi e semplici mettono tutti a proprio agio. Non vorrei neppure limitare la visita alle persone che si ritrovano abitual- mente in Chiesa o le più vicine ad essa, anche se a queste riserverò delle parti- colari attenzioni; amerei scambiare una parola con tutti, anche con chi è lonta- no dalla chiesa o è molto critico nei suoi confronti. Si potranno prevedere degli incontri anche con chi ha responsabilità civili e con chi esercita professioni che riguardano l'educazione, l'insegnamento la sanità e la terza età. Dovendo, tuttavia, fare delle scelte, cercherò di rispettare i gusti di Gesù nel Vangelo; i suoi preferiti sono i piccoli, i deboli, gli ammalati, gli anziani, in generale chi soffre, chi si interroga sulla fede e chi è scoraggiato o disperato e chi vuole cambiare vita e convertirsi. Che cosa mi aspetto? Della gente che ha atteso la visita pregando e che è disposta a cambiare qualche cosa, in breve della gente dal cuore aperto. Per fare bene la visita ho bisogno di tutti; i lavoratori più impegnati saran- no i parroci, non lasciateli soli. Chiedo poi la collaborazione dei Consigli Pastorali Parrocchiali e dei Consigli per gli Affari Economici. Ancora una cosa importante La visita accompagna il Giubileo del 2000 – lo prepara e lo segue –, un anno che ricorda la nascita, la vita, la passione, la morte e la risurrezione di Gesù, e noi salvati da Lui. Il Giubileo perciò ci ricorda anche i santi che qui in Valle hanno portato la fede cristiana e l'hanno diffusa; ricorderemo perciò, in modo particolare, san Grato nostro patrono. Di conseguenza, saremo invitati a andare in pellegrinaggio alla nostra bella Cattedrale e là rinnoveremo la nostra fede in Gesù Cristo con la promessa battesimale. Un'immagine e una preghiera Per questa ragione l'immagine di san Grato accompagnerà la visita pasto- rale. Quanto a me, lo invoco con le parole di un altro grande santo valdostano, sant'Anselmo: San Grato Beato amico di Dio Questo tuo vicario indegno A te ritorna senza stancarsi nel dubbio, nell'incertezza, con il pensiero del tuo popolo, imploro da te consiglio, chiedo il tuo aiuto, guida loro e con loro me Tu me li affidi, ed io ti affido me e loro. Colui che ci hai dato per patrono rendilo, Signore, sollecito per noi fa che otteniamo per lui la tua grazia. (Passim, da Orazione di un vescovo o di un abate al santo patrono, in Anselmo d'Aosta, Orazioni e meditazioni, Milano, Jaca Book, 1997) ✠ Giuseppe Anfossi, vescovo Aosta, 18 ottobre 1998 29ª settimana del Tempo Ordinario Il vescovo sarà in visita pastorale a Saint-Pierre dal 19 al 25 aprile 1999 3
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Lettera del parroco Vedere il Natale con occhi nuovi Siamo tutti convinti che il Natale non è solo il panettone, la tredi- cesima, la possibi- lità di alcuni giorni di vacanza, il calo- re di una festa familiare, l'albero con le luci colorate. E neppure soltanto tirare fuori le sta- tuine del presepio che avevamo con- servate così bene dall'anno prece- dente! Ci vogliono veramente occhi nuovi per vedere, o meglio, per con- templare l'evento stupendo di un Dio che si fa Uomo, che diventa bambino per noi. Non basta però sapere ciò una volta per tutte: è necessario ascolta- re di nuovo questa buona notizia e farla circolare nel modo giusto. E qual è il modo giu- sto per parlare del Natale? 4 Bisogna togliere i luoghi comuni dai nostri discorsi, evitare le sdolci- nature e tutti i sentimentalismi di cui la pubblicità ci offre svariati modelli. Anche un certo infantilismo che si ferma al Gesù Bambino che non cre- sce mai non rispecchia tutta la realtà del mistero che celebriamo. Ci vogliono quindi occhi nuovi, diversi! Che sappiano vedere la realtà di tutti i giorni con maggiore trasparenza e... stupore. Anche le persone sono da vedere con uno sguardo... meno materiali- stico e utilitaristico! Ecco gli occhi della fede, di chi sa contemplare in quel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio. Buon Natale allora! Ma un Nata- le che sia luce per tutti. Vorrei formulare i miei auguri sot- tolineando tre parole che sono per me un significativo messaggio: 1. Piccolezza – Gesù nasce Bambi- no, non irrompe nella storia da adul- to. Non si impone come certi eroi, a cui siamo abituati. Si presenta piccolo, indifeso e anche perseguitato. Trascorre poi 30 anni a Nazareth nel silenzio, condi- videndo la normale vita di ogni abi- tante della Palestina. Fa grandi le piccole cose, dà valore alla quotidia- nità, esalta la ferialità. Ci aiuta a non dire più: «Che noia questa vita!». 2. Semplicità – Sono proprio i pastori, gente semplice, considerata ignorante e non acculturata, che sco- prono per primi l'evento della nasci- ta di quel Bambino che segna la sto- ria. Maria e Giuseppe sono due perso- ne umili, ma sagge, nella loro uma- nità e nella fede profonda. Allora se siamo complicati, arte- fatti, troppo esigenti e difficili, non riusciamo a cogliere il messaggio del Natale! Se siamo più preoccupati della salute che della salvezza, della nostra libertà che della serenità inte- riore, dei nostri diritti che della fidu- cia in Lui... allora il Natale sarà solo una festa di routine. 3. Universalità – Con i tempi che corrono è necessario allargare lo sguardo e superare le varie spinte separatiste e razziste. Gesù viene per tutti gli uomini, non solo per alcuni. La pace che gli Angeli cantano sulla grotta di Betlemme è una invo- cazione per ogni popolo, razza e individuo. Chiediamo allora occhi nuovi per non giudicare subito l'altro come diverso, come potenziale nemico. Buon Natale a tutti, e iniziamo l'anno nuovo con fiducia e speranza! Un pensiero per chi fa più fatica perché malato, solo o in difficoltà e l'assicurazione che noi sacerdoti ricorderemo tutti nella celebrazione eucaristica. 5
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Perché sono nato, dice Dio Sono nato nudo, dice Dio perché tu sappia spogliarti di te stesso. Sono nato povero perché tu possa considerarmi l'unica ricchezza. Sono nato in una stalla perché tu impari a santificare ogni ambiente. Sono nato debole, dice Dio perché tu non abbia mai paura di me. Sono nato per amore perché tu non dubiti mai del mio amore. Sono nato di notte perché tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà. Sono nato persona, dice Dio perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso. Sono nato uomo perché tu possa essere «dio». Sono nato perseguitato perché tu sappia accettare le difficoltà. Sono nato nella semplicità perché tu smetta di essere complicato. Sono nato nella tua vita, dice Dio per portare tutti alla casa del Padre. Lambert Noben Per non dimenticare... I undici luglio del 1948, due giovani di Saint-Pierre, René Rumiod di 18 anni e Renato Oreiller di 17, persero la vita nelle acque del lago Cha- molé. Insieme ad un gruppo di amici avevano partecipato ad una pro- cessione al Santuario di San Grato e poi, per concludere la giornata, erano saliti al lago. Fu fatalità, destino o imprudenza?... Come tutte le disgrazie, anche questa sconvolse la vita di noi famigliari, degli amici e lasciò il paese nel dolore. Ora, a cinquanta anni di distanza, ho sentito il bisogno di ricordare quel giorno. Non sapendo come organizzarmi, mi sono rivolta agli amici di allora, ai coscritti di René. In capo ad una settimana tutto era pronto, da parte mia estesi l'invito a tutti coloro che avrebbero avuto il piacere di unirsi a noi. Decidemmo quindi di recarci al lago di Chamolé il 12 luglio con il seguente programma: – 8,30 ritrovo presso il piazzale dell'Hôtel du Château – Santa messa – pranzo al sacco «comunitario» – rientro prima dell'ultima corsa della seggiovia (ore 17). Domenica 12 luglio ci trovammo quindi nel luogo convenuto e partimmo dopo aver sistemato chi era sprovvisto di automobile. I familiari di René e Renato a Chamolé
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Messa di anniversario a Chamolé All'arrivo al lago, il sig. Camillo Bochet, che era arrivato su con un enor- me zaino, provvide a sistemare una placca ricordo in marmo, su cui era scolpi- ta la scritta «i coscritti» e la data. Finito questo «lavoro» si è scelto il luogo dove celebrare la santa messa in memoria dei due giovani. L'altare (un tavolo da campo) fu subito pronto e la santa messa fu celebrata da don Gaod. Era stato invitato don Fosson, che all'e- poca della disgrazia era parroco di Saint-Pierre, ma non poté pervenire con suo e nostro rammarico, per motivi di salute. La celebrazione, seguita con molto interesse anche dai numerosi turisti presenti, fu accompagnata dai cori di alcuni cantori e dei coscritti. Al termine della santa messa si diede inizio al «pranzo comunitario», che si rivelò abbon- dante e dotato di una fornitissima enoteca, allietata da ricordi, battute, canti e soprattutto da tanta cordialità e allegria. Prima del rientro abbiamo voluto lasciare un ultimo pensiero ai nostri cari intonando «Montagnes Valdôtaines». Ciò che mi ha maggiormente colpito è stato lo spirito gioviale che ci ha accompagnati durante tutta la giornata. Spesso mi ero chiesta: «chissà se qual- cuno si ricorda quel giorno», ebbene ho avuto la certezza che nessuno li aveva «dimenticati» e che l'amicizia era ancora viva in loro. Di questo io e la mia famiglia ringraziamo, non solo i coscritti di René e di Renato, ma tutti coloro che si sono uniti a noi in questa giornata, consapevoli che l'amicizia conta ancora molto. Un caloroso ringraziamento a tutti. Renata 8 Alla messa si educa in famiglia La vita di fede dovrebbe essere come l'acqua per i pesci, qualcosa di indispensabile in cui si vive facendo le cose importanti dell'esistenza U na madre domandò quando avrebbe dovuto iniziare a educare la figlia. «Quanti anni ha la bambina?», domandò a sua volta l'esperto. «Cinque». «Cinque! Corri a casa! Sei già in ritardo di cinque anni!». Se questo è certo per l'educazione in generale, è verissimo per l'educazione spiritua- le. Le riviste religiose e i parroci sono sempre più spesso assillati da domande del tipo: «Ho allevato i miei figli nella fede, ma adesso che sono grandi si rifiutano di andare a messa. Che cosa devo fare?». Le risposte sono quasi sempre farfugliati inviti a pazientare, a pregare, a sperare. Molti genitori si sentono sinceramente in colpa e si chiedono in che cosa possano avere sbagliato. Parlando dell'educazione spirituale in famiglia, abbia- mo affermato che la vita spirituale si forma nel clima di un'educazione «atmosfe- rica». Le linee portanti di questo tipo di pedagogia potrebbero essere riassunte così: il comportamento dei genitori conta più delle loro parole; non bisogna avere paura di dire chiaramente quello che si pensa, fosse anche un deciso «no», ai propri figli, perché qualunque sia la reazione visibile, hanno un bisogno vitale di punti di riferimento; ciò che i genitori si dicono tra di loro è più importante di ciò che essi dicono ai figli: non si può pretendere che i bambini prendano sul serio la vita spiri- tuale se non sentono i genitori parlare d'altro che di automobili, soldi, man- giare, scuola o sberle. LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA Questo è valido anche per educare i figli a quel particolare e fondamentale momento della vita cristiana che è la santa messa. Perché la messa entri a far parte della vita, i bambini devono percepire e vivere gli atteggiamenti che in essa sono celebrati. Si va a messa per piacere e non per dovere. Mentre troppi vanno a messa per «timbrare il cartellino» e tutto quello che desiderano è che finisca presto. Ecco alcuni degli atteggiamenti essenziali per partecipare e non solo assistere alla messa. Tutti devono essere in qualche modo «educati prima». Prepararsi per un avvenimento importante e sentire la festa. In famiglia, è importante imparare a preparare con gioia le feste, gli onomastici e le ricorrenze, anche quelle degli amici, e predisporre l'atmosfera giusta. La messa deve essere sentita come uno splendido evento per il quale si vestono a festa il corpo e il cuore. 9
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La gioia di incontrarsi e di essere accolti. Quando si riceve o si ricambia la visita di parenti e di amici, i bambini sono chiamati a partecipare all'incontro e ai suoi riti: abbracci, strette di mano, dialoghi, scambi di doni. Perdono. È difficile dire: «Perdonami». Lo è altrettanto dire: «Ti perdono». Ma solo se queste esperienze sono realmente vissute in famiglia, si comprendono i riti iniziali della messa. Ascolto. Quanto ci si ascolta in famiglia? Pochissimo. Le orecchie sono costantemente «occupate» da suoni elettronici. Così è difficile ascoltare le parole vive, semplici e dirette che più volte nella messa sono definite «Parola di Dio», e che dovrebbero arrivare al cuore di chi ascolta. Lettura ad alta voce. Per molti bambini la lettura ad alta voce rischia di essere un semplice rumore di fondo. Fare silenzio. Bisognerebbe ogni tanto giocare con i bambini «ad ascoltare il silenzio». Rispondere. Quando si va a una festa, non si va soltanto ad ascoltare. Si parla, si condividono i ricordi e i pareri, si grida talvolta la propria gioia e il pro- prio consenso. I bambini devono imparare che se si va a messa non solo per ascolta- re e ricevere. Nella messa esprimiamo il nostro accordo con la Parola di Dio con l'«Amen» e l'«Alleluia» e diciamo forte la nostra fede nel «Credo». Sentirsi parte di una comunità. «Far parte di...» è un'esperienza che di soli- to i bambini vivono con entusiasmo. Pregare. La preghiera con la mamma e il papà è una di quelle esperienze che si imprimono nella persona in modo indelebile. Ed è il modo migliore di imparare a pregare. Donare. I bambini devono scoprire la soddisfazione di ricevere e di fare pic- coli regali. Il sacrificio fatto per amore. Per questa esperienza i genitori possono dav- vero essere i maestri più adatti, a patto di volerlo essere. Memoria. I bambini e i ragazzi di oggi vivono praticamente solo nel presen- te, in una specie di «tutto e subito» quasi ossessivo. Hanno bisogno di imparare la bellezza e l'utilità del ricordare le persone e gli avvenimenti del passato. Padre. Se la parola non ha un senso profondo e vivo nella vita quotidiana, difficilmente lo acquisterà durante la messa. E finirà per essere una parola cinci- schiata in più. Scambiarsi segni di fraternità. Sorridere ai vicini, salutare cordialmente, augurare bene e felicità a chi si incontra: la civiltà dell'amore comincia così. Mangiare insieme. A tavola, in famiglia, si impara a condividere il cibo e le parole. Solo se questo avviene davvero, i bambini possono comprendere il senso della parola «banchetto» che tante volte ricorre durante la messa. Ringraziare. La gratitudine chiaramente espressa, l'apprezzamento recipro- co, la riconoscenza dovrebbero essere alcuni dei valori portanti della convivenza familiare. Essere benedetti. È una sensazione bellissima, ma oggi quasi sconosciuta. Nel giorno del patrono sono state festeggiate le coppie con 25 e 50 anni di matrimonio 10 Il pranzo dei festeggiati per 25 e 50 anni di matrimonio 11
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Nel «Benedizionale» ufficiale della Chiesa c'è anche la benedizione ai figli data dai genitori. Ma quanti genitori lo sanno? Ricevere una missione di testimonianza e di impegno. Quando ci si lascia, dopo una festa o dopo un incontro, si fanno tante promesse. Spesso si prendono impegni per il futuro: «Non ci dimenticheremo!». Se la festa è stata bella e piena di gioia, si desidera soprattutto ritrovarsi. Nello stesso tempo si è più soddisfatti, più ricchi dentro. Anche i bambini possono accorgersi che esistono avvenimenti ed incontri che cambiano la vita. E la messa è il più grande di tutti. DUE CORSI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO NELLA NOSTRA ZONA IL PRIMO AL PRIORATO Lunedì 18 e 25 gennaio Lunedì 1, 8, 15 e 22 febbraio IL SECONDO A MORGEX Lunedì 12, 19 e 26 aprile Lunedì 3, 10 e 17 maggio Dopo la messa di anniversario dei matrimoni 12 Progetto giovani della Comunità Montana Vi ricordiamo con questa sintesi il percorso evolutivo dei Centri Aggregativi aperti dal mese di marzo '98 nell'ambito del Progetto Giovani della Comu- nità Montana. Nella prima fase di apertura il loro utilizzo fu parziale con chiusure e aperture in alternanza (Aymavilles/Saint-Pierre) essendovi un solo animatore incaricato del loro funzionamento. L'entusiasmo dei giovani, sin dall'inizio, fu chiaramente espresso con la loro partecipazione alle prime proposte di attività peraltro scaturite dalle loro domande e bisogni. Ecco qui un sunto delle attività intraprese: Nell'ambito del Progetto Giovani: - corsi di piano, danza moderna, una corale «Les jeunes du Grand Paradis» - teatro, triathlon - 2 gite aperte a tutti, una a Genova in primavera e l'altra alle Caravelle di Ceriale in estate Nell'ambito dello «Junior Club» (associazione giovanile nata con l'impulso del Progetto Giovani): - Le feste innanzitutto, quella di primavera (al salone polivalente di Avise) e quella di Halloween nel mese scorso, sempre ad Avise. Forse è inutile precisar- lo ma come potete immaginare queste due serate hanno raccolto un successo- ne presso i giovani, (400 persone per la prima e 500 per la seconda). - 3 gite proposte ai giovani nel periodo estivo; 1) gita al Nomenon che purtrop- Gemellaggio Malta - Comunità Montana 13
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po ha avuto pochi partecipanti, 2) gita alle guglie di Donnas, dove un folto gruppo di giovani temerari si è tuffato nell'acqua piuttosto fredda per non dire gelida, ed infine la 3) e grandiosa gita all'Eurodisneyland di Parigi dove 63 giovani partecipanti hanno visitato in modo strabiliante, seppur in tempi brevi (3 giorni), le molteplici attrazioni del Parco divertimenti e il fascino intramon- tabile della capitale francese. Inoltre l'associazione ha proposto in occasione de «Mondiale '98» l'allestimen- to di un maxi schermo presso la scuola media di Villeneuve, 7 serate per 7 par- tite con una folta presenza di pubblico, piccoli, giovani e adulti. Sempre con il maxi schermo 3 serate di cinema all'aperto hanno attirato 410 spettatori, la programmazione cinema continua attualmente non più all'aperto (visto le temperature già rigide), presso le palestre e gli auditorium dei vari comuni componenti la Comunità Montana. Per quel che riguarda lo sport, l'associazione «Junior Club» ha organizzato un torneo di calcio a cinque che ha ottenuto un gradimento e una partecipazione importante: 8 squadre per un totale di circa 60 partecipanti. Nel mese di giugno '98 l'assunzione di 2 animatrici ha aumentato la possibilità di proporre e preparare – con i giovani stessi – altre attività, alcune già intraprese dall'animatore ed altre completamente nuove. Quindi per quel che riguarda in particolare i «centri aggregativi - Les Espaces Jeunes» le attività intraprese possono essere molteplici, alcune a carattere ordinario mentre altre più saltuarie o eccezionali... ve ne elenchiamo alcune qui di seguito: - partitelle di calcio presso il campetto parrocchiale di don Primo di Aymavilles; - escursioni in montagna; - uscite al palaghiaccio e in piscina, ad Aosta o Courmayeur; - partite di «Street Hockey» e pratica dei «Rollers» ai «parcheggi» di Saint-Pierre; - feste e festicciole organizzate e preparate per lo svolgimento nei Centri Aggre- gativi (compleanni, gemellaggi tra classi valdostane e classi provenienti da altre regioni, ecc...); - uscite all'Oasi di Viverone durante il periodo estivo; - numerosi giochi di società presenti e a disposizione dei ragazzi all'interno dei Centri stessi (dimensione ludoteca); - castagnata al centro di Aymavilles e, grazie all'acquisto recente di una T.V. con videoregistratore, “séance video” per tutti. La lista non è esaustiva e tante altre attività possono essere intraprese, vogliamo comunque ricordarvi che la ragione d'essere dei Centri non è solo quella legata alla loro dimensione ricreativa, nei Centri i giovani possono trovare anche un aiuto o un «colpo di mano» per ogni tipo di problema, dall'inserzione professionale e scolasti- ca, alla ricerca di informazioni riguardanti i vari centri di interesse (salute, vacanze, cultura, studi e così via...) o al semplice bisogno di essere ascoltati in un contesto relazionale (animatori-giovani) conviviale e valorizzante per i giovani stessi. Gli animatori del Progetto Giovani Berlier Lara - Fongo Roberto - Ghiotto Valeria 14 Gita dei giovani della Comunità a Ceriale Roller ai parcheggi di Saint-Pierre Soggiorno in Camargue dei nostri ragazzi 15
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po ha avuto pochi partecipanti, 2) gita alle guglie di Donnas, dove un folto gruppo di giovani temerari si è tuffato nell'acqua piuttosto fredda per non dire gelida, ed infine la 3) e grandiosa gita all'Eurodisneyland di Parigi dove 63 giovani partecipanti hanno visitato in modo strabiliante, seppur in tempi brevi (3 giorni), le molteplici attrazioni del Parco divertimenti e il fascino intramon- tabile della capitale francese. Inoltre l'associazione ha proposto in occasione de «Mondiale '98» l'allestimen- to di un maxi schermo presso la scuola media di Villeneuve, 7 serate per 7 par- tite con una folta presenza di pubblico, piccoli, giovani e adulti. Sempre con il maxi schermo 3 serate di cinema all'aperto hanno attirato 410 spettatori, la programmazione cinema continua attualmente non più all'aperto (visto le temperature già rigide), presso le palestre e gli auditorium dei vari comuni componenti la Comunità Montana. Per quel che riguarda lo sport, l'associazione «Junior Club» ha organizzato un torneo di calcio a cinque che ha ottenuto un gradimento e una partecipazione importante: 8 squadre per un totale di circa 60 partecipanti. Nel mese di giugno '98 l'assunzione di 2 animatrici ha aumentato la possibilità di proporre e preparare - con i giovani stessi - altre attività, alcune già intraprese dall'animatore ed altre completamente nuove. Quindi per quel che riguarda in particolare i «centri aggregativi - Les Espaces Jeunes» le attività intraprese possono essere molteplici, alcune a carattere ordinario mentre altre più saltuarie o eccezionali... ve ne elenchiamo alcune qui di seguito: - partitelle di calcio presso il campetto parrocchiale di don Primo di Aymavilles; - escursioni in montagna; - uscite al palaghiaccio e in piscina, ad Aosta o Courmayeur; - partite di «Street Hockey» e pratica dei «Roller» ai «parcheggi» di Saint-Pierre; - feste e festicciole organizzate e preparate per lo svolgimento nei Centri Aggre- gativi (compleanni, gemellaggi tra classi valdostane e classi provenienti da altre regioni, ecc...); - uscite all'Oasi di Viverone durante il periodo estivo; - numerosi giochi di società presenti e a disposizione dei ragazzi all'interno dei Centri stessi (dimensione ludoteca); - castagnata al centro di Aymavilles e, grazie all'acquisto recente di una T.V. con videoregistratore, "séance video" per tutti. La lista non è esaustiva e tante altre attività possono essere intraprese, vogliamo comunque ricordarvi che la ragione d'essere dei Centri non è solo quella legata alla loro dimensione ricreativa, nei Centri i giovani possono trovare anche un aiuto o un «colpo di mano» per ogni tipo di problema, dall'inserzione professionale e scolasti- ca, alla ricerca di informazioni riguardanti i vari centri di interesse (salute, vacanze, cultura, studi e così via...) o al semplice bisogno di essere ascoltati in un contesto relazionale (animatori-giovani) conviviale e valorizzante per i giovani stessi. Gli animatori del Progetto Giovani Berlier Lara - Fongo Roberto - Ghiotto Valeria 14 Gita dei giovani della Comunità a Ceriale 'Roller ai parcheggi di Saint-Pierre Soggiorno in Camargue dei nostri ragazzi 15
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Notizie A.V.I.S. Festa dell'Avis qualche anno fa! È buona norma, a fine anno, tirare le somme dell'anda- mento dell'attività associati- va. La nostra sezione ha subito un calo piuttosto sensibile di iscritti, dovuto sia al fatto che un numero consistente di donatori ha dovuto abbandonare per motivi di salute, sia alla diminuzione di nuovi iscritti (una sola adesione quest'anno). È vero che donare sangue è un atto di volontà, e quindi non esistono obbli- ghi particolari, ma è comunque importante sottolineare che il nostro gesto serve essenzialmente ad aiuta- re chi soffre, quindi sarebbe molto bello se il numero di iscritti e quindi le donazioni aumentassero. Quest'anno scade il mandato del direttivo in carico: è necessario che 16 qualcuno abbia voglia di dedicare un po' del suo tempo libero per le attività della nostra sezione, perché alcune persone del direttivo uscente devono lasciare per motivi persona- li, ed inoltre elementi nuovi porte- rebbero nuove idee. Tra le nostre attività c'è anche la gara di bocce che nel mese di set- tembre si è svolta al bocciodromo di Gressan organizzata dalla nostra sezione e valida per il Trofeo A.V.I.S. Regionale: vi hanno partecipato 36 avisini (compresi quelli delle altre sezioni regionali), che hanno conclu- so le «ostilità» con un'immancabile spaghettata. Augurando buone feste, speria- mo, con queste poche righe, di otte- nere qualche buon risultato. Il Direttivo Saint-Pierre: festa anziani Per il terzo anno consecutivo sono stati festeggiati gli anziani di Saint-Pierre. La manifestazione, promossa dall'Amministrazione Comunale e organizzata dallo Spazio Club e da un apposito comitato, si è svolta domenica 6 settembre e ha riscontra- to un notevole successo di parteci- pazione. La giornata è iniziata con la Celebrazione Eucaristica nella chie- sa parrocchiale officiata da don Aldo Rastello. Più volte il parroco si è rivolto agli anziani con affettuose parole di ringraziamento per l'impegno, l'o- nestà e l'esempio che ci tramandano, esortandoli a non sentirsi inutili ma a preservare nel trasmettere la loro esperienza di vita e nell'esserci vici- ni con la loro saggez- za. I partecipanti, con le autorità e con una delegazione di anziani di Saint-Pierre-en- Faucigny, paese ge- mellato con Saint- Pierre, con i parenti si sono ritrovati alla mi- crocomunità per anziani per l'aperitivo e per il pranzo. La festa è proseguita nel pomeriggio con l'esi- bizione, assai apprezzata, di un corso di ballo del Cral Cogne di Aosta e con l'intrattenimento musi- cale. Nel corso del pomeriggio agli anziani presenti è stata consegnata gratuitamente la tessera dell'Asso- ciazione «L'âge de la sagesse», che si propone di mantenere uniti gli ultrasessantacinquenni con incontri per trascorrere insieme ore di diver- timento o organizzare possibili gite e viaggi. A conclusione della giornata di festa tutti erano contenti: gli ospiti della microcomunità, per aver tra- scorso un pomeriggio diverso e in compagnia, e gli anziani «esterni» per aver ritrovato vecchi amici con cui ricordare i bei tempi andati. Annamaria Sorrisi e allegria alla festa degli anziani 17
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NOTIZIE A.V.I.S. Saint-Pierre: festa anziani Festa dell'Avis qualche anno fa! È buona norma, a fine anno, tirare le somme dell'anda- mento dell'attività associati- va. La nostra sezione ha subito un calo piuttosto sensibile di iscritti, dovuto sia al fatto che un numero consistente di donatori ha dovuto abbandonare per motivi di salute, sia alla diminuzione di nuovi iscritti (una sola adesione quest'anno). È vero che donare sangue è un atto di volontà, e quindi non esistono obbli- ghi particolari, ma è comunque importante sottolineare che il nostro gesto serve essenzialmente ad aiuta- re chi soffre, quindi sarebbe molto bello se il numero di iscritti e quindi le donazioni aumentassero. Quest'anno scade il mandato del direttivo in carico: è necessario che qualcuno abbia voglia di dedicare un po' del suo tempo libero per le attività della nostra sezione, perché alcune persone del direttivo uscente devono lasciare per motivi persona- li, ed inoltre elementi nuovi porte- rebbero nuove idee. Tra le nostre attività c'è anche la gara di bocce che nel mese di set- tembre si è svolta al bocciodromo di Gressan organizzata dalla nostra sezione e valida per il Trofeo A.V.I.S. Regionale: vi hanno partecipato 36 avisini (compresi quelli delle altre sezioni regionali), che hanno conclu- so le «ostilità» con un'immancabile spaghettata. Augurando buone feste, speria- mo, con queste poche righe, di otte- nere qualche buon risultato. Il Direttivo per il terzo anno consecutivo sono stati festeggiati gli anziani di Saint-Pierre. La manifestazione, promossa dall'Amministrazione Comunale e organizzata dallo Spazio Club e da un apposito comitato, si è svolta domenica 6 settembre e ha riscontra- to un notevole successo di parteci- pazione. La giornata è iniziata con la Celebrazione Eucaristica nella chie- sa parrocchiale officiata da don Aldo Rastello. Più volte il parroco si è rivolto agli anziani con affettuose parole di ringraziamento per l'impegno, l'o- nestà e l'esempio che ci tramandano, esortandoli a non sentirsi inutili ma a preservare nel trasmettere la loro esperienza di vita e nell'esserci vici- ni con la loro saggez- za. I partecipanti, con le autorità e con una delegazione di anziani di Saint-Pierre-en- Faucigny, paese ge- mellato con Saint- Pierre, con i parenti si sono ritrovati alla mi- crocomunità per anziani per l'aperitivo e per il pranzo. La festa è proseguita nel pomeriggio con l'esi- bizione, assai apprezzata, di un corso di ballo del Cral Cogne di Aosta e con l'intrattenimento musi- cale. Nel corso del pomeriggio agli anziani presenti è stata consegnata gratuitamente la tessera dell'Asso- ciazione «L'âge de la sagesse», che si propone di mantenere uniti gli ultrasessantacinquenni con incontri per trascorrere insieme ore di diver- timento a organizzare possibili gite e viaggi. A conclusione della giornata di festa tutti erano contenti: gli ospiti della microcomunità, per aver tra- scorso un pomeriggio diverso e in compagnia, e gli anziani «esterni» per aver ritrovato vecchi amici con cui ricordare i bei tempi andati. Annamaria Sorrisi e allegria alla festa degli anziani 16 17
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Le autorità fanno gli auguri Le logo des Nations Unies pour l'Année internationale des Personnes Agées, 1999, veut exprimer vitalité, mouvement, diversité et indépendance. 1999 Un seuil d'espérance Au cours de son voyage pastoral en Autriche, du 19 au 21 juin dernier, le Pape Jean-Paul II a rendu visite aux malades de l'Hospice Rennweg de la «Caritas Socialis» de Vienne. Du message adressé à ses «bien-aimés frères et sœurs» de cet Hospice et «à tous ceux qui vivent et travaillent dans le monde de la souffrance et de la douleur», nous extrayons de longs passages, qui ouvrent une porte d'espérance sur les réalités de la vie et de la mort. Le texte intégral de ce Message a été publié dans l'Osservatore Romano du 30 juin 1998. Vivre avant la mort Nous vivons dans une société où l'on cherche à supprimer la douleur. La souf- france, la maladie et la mort sont effacées de la mémoire personnelle et publique, même si leur présence finit par s'imposer de multiples manières dans la presse, la télévision, les conférences. Le rejet de la mort se manifeste également dans le fait que de nombreux malades meurent dans les hôpitaux ou dans d'autres structures, c'est-à-dire en dehors de leur milieu habituel. Gino e Pierre premiati alla festa degli anziani Che bella tavolata per i nostri anziani I nostri anziani della Comunità 18 19
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Le autorità fanno gli auguri Gino e Pierre premiati alla festa degli anziani Che bella tavolata per i nostri anziani 18 Le logo des Nations Unies pour l'Année internationale des Personnes Agées, 1999, veut exprimer vitalité, mouvement, diversité et indépendance. Un seuil d'espérance Au cours de son voyage pastoral en Autriche, du 19 au 21 juin dernier, le Pape Jean-Paul II a rendu visite aux malades de l'Hospice Rennweg de la «Caritas Socialis» de Vienne. Du message adressé à ses «bien-aimés frères et sœurs» de cet Hospice et «à tous ceux qui vivent et travaillent dans le monde de la souffrance et de la douleur», nous extrayons de longs passages, qui ouvrent une porte d'espérance sur les réalités de la vie et de la mort. Le texte intégral de ce Message a été publié dans l'Osservatore Romano du 30 juin 1998. Vivre avant la mort Nous vivons dans une société où l'on cherche à supprimer la douleur. La souf- france, la maladie et la mort sont effacées de la mémoire personnelle et publique, même si leur présence finit par s'imposer de multiples manières dans la presse, la télévision, les conférences. Le rejet de la mort se manifeste également dans le fait que de nombreux malades meurent dans les hôpitaux ou dans d'autres structures, c'est-à-dire en dehors de leur milieu habituel. I nostri anziani della Comunità 19 1999
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Affronter ces questions avec délicatesse et sensibilité - tel est le devoir de ceux qui travaillent dans les hôpitaux et les hospices. Il est important de parler de la souffrance et de la mort de façon à en atténuer la peur. En effet, mourir fait égale- ment partie de la vie. A notre époque, il y a un besoin urgent de personnes qui renouvellent cette conscience (...). L'amour plus fort que la mort Au chrétien aussi, la mort cache la vision directe de ce qui doit venir, mais le croyant peut avoir confiance dans les paroles du Seigneur: «Je vis et vous aussi vous vivrez» (Jn 14, 19). Les paroles de Jésus et le témoignage des Apôtres nous montrent, à travers un langage suggestif, le nouveau monde de la résurrection et expriment l'espérance: «Ainsi nous serons avec le Seigneur toujours» (1 Th 4, 17). Pour que les malades en phase terminale et les personnes mourantes acceptent plus facilement ce message, il est nécessaire que ceux qui les approchent démontrent par leur conduite qu'ils prennent au sérieux les paroles de l'Évangile (...). La douleur et la souffrance du présent peuvent ainsi être illuminées par la bonne nouvelle. Main- tenant donc «demeurent la foi, l'espérance et la charité mais la plus grande des trois, c'est la charité» (1 Co 13, 13). Car l'amour est plus fort que la mort (cf. Ct 8, 6). Tout comme la conscience d'être aimés atténue la peur de la souffrance, ainsi le respect de la dignité du malade l'aide, en cette grave et douloureuse étape de sa vie, à découvrir une riche possibilité de maturation humaine et chrétienne (...). Pour aider l'autre de façon concrète, il faut respecter sa douleur spécifique, en reconnaissant la dignité qu'il conserve en dépit des effets dévastateurs que la dou- leur comporte parfois. Jean Paul II 21 juin 1998 Pronti ad assistere allo spettacolo di danza En réalité, la majorité des personnes désirent pouvoir fermer les yeux dans leur maison, parmi les membres de leur famille et leurs amis fidèles, mais tant de familles ne se sentent pas en mesure, psychologiquement ou physiquement, de satisfaire ce désir. Il existe en outre de nombreuses personnes seules, qui n'ont per- sonne qui puisse rester auprès d'elles à la fin de leur chemin terrestre. Même en mourant «sous» un toit, leur cœur est resté «sans» toit (...). Par leur simple présence ici, les malades, qui souffrent ou qui sont sur le point de mourir, invitent le visiteur qui les rencontre à ne pas se cacher la réalité de la souffrance et de la mort. Il est encouragé à se rendre compte des limites de son exis- tence et à les affronter ouvertement. L'Hospice fait comprendre que mourir signifie vivre avant la mort (...). Ce lieu devient un seuil d'espérance, qui conduit au-delà de la souffrance et de la mort (...). Les grandes interrogations Pour la majorité des personnes, la mort arrive trop tôt. Nombre de nos contem- porains, même très âgés, souhaitent une mort rapide et indolore, d'autres demandent un peu de temps pour prendre congé. Mais les peurs, les interrogations, les doutes et les désirs sont toujours présents au cours de la dernière étape de la vie. Les chrétiens doivent, eux aussi, affronter la peur de la mort, qui est le dernier ennemi, comme le dit l'Écriture sainte (cf. 1 Co 15, 26; Ap 20, 14). La fin de la vie place l'homme devant de grandes interrogations: comment sera ma mort? Serai-je seul ou pourrai-je avoir auprès de moi les personnes qui me sont chères? Qu'est-ce qui m'attend après la mort? Serai-je accueilli par la miséri- corde divine? Microcomunità in festa 20 21
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«Pregate il padrone della messe, che mandi operai per la sua messe» (Lc 10,2) È proprio di quest'anno (inaugurazione il 2 marzo '98) il trasferimento dei seminaristi della nostra diocesi dal Piccolo Seminario al Seminario Maggiore in via Xavier de Maistre ad Aosta. Il motivo di questo trasfe- rimento è dei più belli: negli ultimi anni il numero dei seminaristi è aumentato, attualmente ben dieci ragazzi, tutti valdostani, frequentano il seminario... davvero una grande grazia per tutta la diocesi! La scelta di entrare in un seminario è il primo passo di un lungo cammino di formazione spirituale e intellettuale verso la definitiva consacrazione della propria vita al servizio di Dio. Questo cammino di preparazione è segnato da alcune tappe di riflessione in cui i ragazzi sono chiamati a meditare sulla loro scelta e a confermare il loro proposito di divenire testimoni di Cristo. Venerdì 13 novembre in Cattedrale, tre dei nostri seminaristi hanno con- fermato, nel corso di una cerimonia emozionante presieduta dal Vescovo, la loro volontà di proseguire con entusiasmo di fede il cammino fin qui intrapre- so. Durante l'Euca- restia Andrea Mar- coz (parrocchia di Saint-Rhémy-en- Bosses) è stato ammesso alla pre- parazione al presbi- terato, mentre San- dro Nogara (parroc- chia di Charvensod) e Marco Bonvicini (parrocchia di Sant'Orso) sono stati ammessi al ministero di lettori, In Cattedrale seminaristi iniziano il cammino verso il Sacerdozio 22 cioè annunciatari della parola con l'impegno di farla germogliare fedelmente nel cuore di ognuno. Come ricordava il Vescovo durante la predica, il seminario è un cerchio, un cerchio attorno al quale stanno tanti altri cerchi che circondano e sorreggo- no il primo. Noi tutti, religiosi e laici, siamo chiamati a essere parte viva, attiva di questi cerchi, come? Con la preghiera! Non dimentichiamo nelle nostre pre- ghiere di ringraziare il Signore per averci donato questi ragazzi che così festo- samente, così meravigliosamente hanno deciso di vivere per lui, con lui ed in lui; per loro preghiamo perché il Signore li sostenga e li confermi nella loro vocazione... per loro che forse saranno i parroci dei nostri figli, dei nostri nipoti. Davvero un grande grazie al Signore, perché, in questo momento in cui i parroci sono sempre più una merce rara, ha fatto germogliare dalla nostra piccola Valle tanto amore, tanta dedizione, tanta voglia di servizio. Nicole Preghiamo per il seminario: Vieni o Spirito Santo risveglia in tutti noi un desiderio autentico di seguire Gesù là dove ci chiama insegnaci ad offrire al Padre le gioie e le fatiche della vita quotidiana per il dono di nuovi ministri del Vangelo. Accompagna ed illumina i giovani che si preparano al servizio di presbiteri e coloro che sono chiamati a formarli 23
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Il caro intruso Quando si parla di televisione in famiglia, si respira un clima da guerra civile. Lo spettro della colpevolezza incombe su telespettatori e genitori. I bambini l'adorano. Nonni e genitori la guardano sempre di più il ritorno da un'escursione nel nostro pianeta, due marziani offrono in dono al loro capo un televisore. «Non siamo riusciti a catturare nes- sun terrestre», spiegano, «ma abbia- mo messo le mani su uno dei loro dei». Gli esperti minacciano conse- guenze apocalittiche. La povera TV viene caricata di tutte le colpe e di tutte le nefandezze possibili. È diventata oggetto di digiuno quare- simale e quindi paragonata al cibo. C'è chi prevede una «festa della TV», come per il papà e la mamma. Tutti discutono, parlano, terrorizza- no, si scandalizzano. Ma poi, alla sera, sprofondano in poltrone e guardano la TV. È insomma uno di quegli argomenti che è doveroso affrontare con un alto grado di sere- nità, perché dice il saggio: «Di fron- te all'inevitabile, rilassati». Proponiamo dieci semplici consi- derazioni per riflettere in modo equilibrato sul problema: 1. La televisione crea problemi non per quello che fa, ma per quello che non fa fare. Come sarebbe la vita familiare se non esistesse il televisore? È franca- mente terribile la statistica che dimostra che la grande maggioran- za delle famiglie italiane fa consiste- re lo stare insieme semplicemente nel «guardare la televisione». Men- tre in passato erano i genitori e i nonni a trasmettere i valori della società e della famiglia ai giovani, ora è la televisione a trasmettere mode e opinioni; e poiché i giovani sono più ricettivi ai messaggi tele- visivi, essi trasmettono a genitori e nonni la cultura televisiva. Ne deri- va una riorganizzazione «al contra- rio» della trasmissione culturale tra generazioni. 2. Non si deve mai usare la causa- lità diretta, ma una causalità circolare con «rinforzo». Significa semplicemente che non bisogna servirsi della polemica anti- televisione come di un alibi. Non si può dire: «La televisione non ci fa più parlare!». Se fosse vero baste- rebbe spegnere il televisore e, come d'incanto, si dovrebbe ricominciare il dialogo familiare. Tutti quelli che hanno provato affermano invece che non succede nulla. 24 3. È necessario insegnare ai figli a «seguire un programma» non a «guardare la TV». Molti ingurgitano televisione in modo bulimico, soltanto perché non hanno niente di meglio da fare. Guardano senza vedere. Passano da un programma all'altro seguendo spezzoni incoerenti. Questo è certa- mente un modo stupido di passare il tempo. Un programma scelto e seguito con attenzione può istruire, diverti- re, informare. L'uso del videoregi- stratore e delle videocassette aiuta i genitori e gli educatori a creare au- tentico interesse intorno ad un pro- gramma specifico. 4. I ragazzi hanno bisogno di una bussola. I bambini non vedono solo i pro- grammi loro diretti. Amano moltis- simo vedere i programmi degli adulti. E quindi vedono di tutto. Ma in disordine, alla rinfusa, senza ri- guardo per differenti gradi di ma- turità o scelte valoriali della fami- glia. Oggi molto presto il bambino im- para che ci sono mariti che ingan- nano le mogli, che dei giovani rubano nei supermercati, che gli animali (e gli uomini) si divorano tra di loro, che si guadagnano più soldi con una rapina in banca o un giochetto imbecille che lavorando Patrono di Vetan 25
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Il caro intruso Quando si parla di televisione in famiglia, si respira un clima da guerra civile. Lo spettro della colpevolezza incombe su telespettatori e genitori. I bambini l'adorano. Nonni e genitori la guardano sempre di più D I ritorno da un'escursione nel nostro pianeta, due marziani offrono in dono al loro capo un televisore. «Non siamo riusciti a catturare nes- sun terrestre», spiegano, «ma abbia- mo messo le mani su uno dei loro dei». Gli esperti minacciano conse- guenze apocalittiche. La povera TV viene caricata di tutte le colpe e di tutte le nefandezze possibili. È diventata oggetto di digiuno quare- simale e quindi paragonata al cibo. C'è chi prevede una «festa della TV», come per il papà e la mamma. Tutti discutono, parlano, terrorizza- no, si scandalizzano. Ma poi, alla sera, sprofondano in poltrone e guardano la TV. È insomma uno di quegli argomenti che è doveroso affrontare con un alto grado di sere- nità, perché dice il saggio: «Di fron- te all'inevitabile, rilassati». Proponiamo dieci semplici consi- derazioni per riflettere in modo equilibrato sul problema: 1. La televisione crea problemi non per quello che fa, ma per quello che non fa fare. Come sarebbe la vita familiare se 24 non esistesse il televisore? È franca- mente terribile la statistica che dimostra che la grande maggioran- za delle famiglie italiane fa consiste- re lo stare insieme semplicemente nel «guardare la televisione». Men- tre in passato erano i genitori e i nonni a trasmettere i valori della società e della famiglia ai giovani, ora è la televisione a trasmettere mode e opinioni; e poiché i giovani sono più recettivi ai messaggi tele- visivi, essi trasmettono a genitori e nonni la cultura televisiva. Ne deri- va una riorganizzazione «al contra- rio» della trasmissione culturale tra generazioni. 2. Non si deve mai usare la causa- lità diretta, ma una causalità circolare con «rinforzo». Significa semplicemente che non bisogna servirsi della polemica anti- televisione come di un alibi. Non si può dire: «La televisione non ci fa più parlare!». Se fosse vero baste- rebbe spegnere il televisore e, come d'incanto, si dovrebbe ricominciare il dialogo famigliare. Tutti quelli che hanno provato affermano invece che non succede nulla. 3. È necessario insegnare ai figli a «seguire un programma» non a «guardare la TV». Molti ingurgitano televisione in modo bulimico, soltanto perché non hanno niente di meglio da fare. Guardano senza vedere. Passano da un programma all'altro seguendo spezzoni incoerenti. Questo è certa- mente un modo stupido di passare il tempo. Un programma scelto e seguito con attenzione può istruire, diverti- re, informare. L'uso del videoregi- stratore e delle videocassette aiuta i genitori e gli educatori a creare au- tentico interesse intorno ad un pro- gramma specifico. 4. I ragazzi hanno bisogno di una bussola. I bambini non vedono solo i pro- grammi loro diretti. Amano moltis- simo vedere i programmi degli adulti. E quindi vedono di tutto. Ma in disordine, alla rinfusa, senza ri- guardo per differenti gradi di ma- turità o scelte valoriali della fami- glia. Oggi molto presto il bambino im- para che ci sono mariti che ingan- nano le mogli, che dei giovani rubano nei supermercati, che gli animali (e gli uomini) si divorano tra di loro, che si guadagnano più soldi con una rapina in banca o un giochetto imbecille che lavorando Patrono di Vetan 25
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ecc. Un bambino esposto troppo a lungo alla TV rischia davvero di essere «scombussolato»: ha bisogno di qualcuno che gli insegni a «giu- dicare» e a distinguere ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è nor- male e ciò che non lo è, il bello e il brutto. 5. Bisogna imparare a neutralizza- re la pubblicità. Il linguaggio pubblicitario sfrutta magnificamente le possibilità comu- nicative del mezzo televisivo. È un linguaggio che non passa per la via del ragionamento e della riflessione: vuole soltanto «sedurre» attraverso la forza emotiva dell'immagine e del suono. La pubblicità è «il pro- gramma più lungo della TV». 6. È essenziale ricuperare gli altri mezzi di comunicazione. Questa può essere la dimentican- za educativa peggiore di tutte. Il bambino ha bisogno di imparare «a parlare parlando». Non lo farà se passerà lunghe ore in silenzio, al buio, ad ascoltare o guardare una «macchina». I ragazzi hanno biso- gno di imparare a leggere e di fanta- sticare, di apprezzare un quadro e un concerto. 7. È necessario mantenere il con- tatto con la realtà. Le esperienze che i bambini vivo- no di fronte al teleschermo sono «di seconda mano». Rischiano di vivere in una forma pericolosa di confusio- ne, in cui saltano i confini tra realtà e finzione, in cui tutto magari diventa solo finzione. I bambini devono essere presi per mano e por- tati a vedere un vero tramonto, un vero albero di pesco fiorito, una vera mucca. Devono vedere il papà e la mamma che lavorano. 8. Insegnare ai figli il gusto di fare, non di stare a guardare. L'apertura mentale del bambino si sviluppa grazie ai sensi. Come il cibo nutre l'organismo, così il tocca- re, le sensazioni, i movimenti, le immagini, i suoni, i sapori, gli odori sono tutti «alimenti» fondamentali per l'attenzione, la memoria, il pen- siero, i sentimenti di un bambino e anche per la formazione della sua identità. Per crescere, svilupparsi, acquisire sicurezza, i bambini han- no bisogno di toccare, di giocare, di fare, di sperimentare le bellezze, la varietà e la complessità del mondo. Devono sviluppare il gusto dell'atti- vità, della creatività, non abituarsi semplicemente a fare gli «spettatori professionisti». 9. Costruire delle teste ben fatte. La televisione non rimpiazzerà mai la scuola, ma la scuola non può con- tinuare come se la televisione non esistesse. La televisione costringe veramente l'educatore a modificare il suo ruolo. L'educatore post-televi- sivo non è più un dispensatore di conoscenze (a questo provvedono abbondantemente i mass media), ma colui che aiuta i ragazzi a organiz- zare queste conoscenze e a farle proprie in un insieme coerente. I mass media forniscono una miriade di tessere colorate, gli educatori devono fornire il «disegno» in cui devono essere collocate per avere un senso. Insegnare a pensare è uno degli obiettivi fondamentali dell'e- ducazione familiare. 10. Il pulsante che accende e spe- gne è sempre nelle vostre mani. E, di solito, è l'unico potere effettivo che avete sul vostro televisore. E soprattutto ricordate sempre ciò che afferma un saggio proverbio cinese: «Non è il vino che ubriaca l'uomo. È l'uomo che si ubriaca». Messa di San Lorenzo a Vetan 26 27
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Gli orientamenti pastorali per il 1998/99 esperienza di vita. Per la parte poi che dovesse risultare negativa, introducete un pen- siero di purificazione: e siate buoni con chi vi ha dato la vita e ha custodito la vostra infanzia e forse anche la vostra giovinezza. Fatelo, sarà più facile per voi dire: “Padre nostro che sei nei cieli”». Quale paternità oggi? Il Vescovo propone partendo dal tema del Padre una riflessione sulla paternità: «se da un lato i figli hanno bisogno di un padre per la loro identità, da un altro lato è anche vero che i padri sono oggi troppo spesso in crisi di identità loro stes- si, come se fossero a disagio nel loro ruolo, ed è forse per questo che la figura del padre è molto assente. Come riscoprire la paternità, come farne esperienza? Come delineare la nuova figura di padre? Sono questi dei temi di cui potremo parlare insieme quando ci incontreremo, se lo desiderate» e ancora «L'esperienza della paternità è decisiva per sentire che l'esistenza personale “poggia”, ha un sostegno e che a sua volta può reggere, e che quindi un altro può contare su di te. Paternità dice sicurezza non come rifugio, ma come fondamento per osare e per “buttarsi”. Paternità dice autorità e autorevolezza che può rimproverare e correggere e che soprattutto fa da modello, almeno perché indica l'ideale. Il padre è uno che “rimane”, uno che c'è, dall'adole- scenza in poi, uno su cui puoi contare». In occasione della festa di San Grato, patrono della Diocesi, mons. Giu- seppe Anfossi ha consegnato una lettera ai Sacerdoti, ai Diaconi, ai Religiosi e religiose e a tutti i Fedeli della Diocesi di Aosta, per illustrare gli orientamen- ti e il calendario delle iniziative dell’anno pastorale 1998/1999. Proviamo insieme, in tre tappe, a ripercorrerne i passaggi più significativi, quelli che parlano direttamente alle nostre comunità parrocchiali o al nostro vivere la fede nella vita quotidiana. Ma cosa sono gli orientamenti? Il Vescovo definisce gli orientamenti pastorali «un tentativo di capire quello che il Signore Gesù, nostro fratello e salvatore si attende dalla Chiesa che è in Valle d’Aosta per rispondere all’appello di tante persone che anche oggi le chiedono un aiuto per vivere meglio e per essere salvate». È importante che questi diventino anche un patrimonio comune delle nostre comunità parrocchiali, soprattutto per quel che riguarda la parola del Vangelo attraverso la quale siamo chiama- ti a leggere in controluce le nostre vite. Orientamenti pastorali 1998-1999 alla luce del «figliuolo prodigo» Il tema dell’anno è «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro» (Luca 6,36). La proposta poggia sulla meditazione della pagina evan- gelica conosciuta come il «figliolo prodigo». Leggendo questa pagina «ognuno si sente volta per volta, o nello stesso momento, Prodigo e Maggiore: sulla strada che va o su quella del ritorno: con davanti l'agonia o la gioia diffusiva del Padre: con l'in- ferno nel cuore o le prime note della festività che si canta perfino in Cielo, per Colui che dapprima era morto e ora è risuscitato» (don Primo Mazzolari). Scrive ancora il vescovo presentando gli Orientamenti «Perché possiate aprirvi al Vangelo del Padre buono, del figlio prodigo e del figlio geloso, vi invito a chiudere per un momento la casa bella in cui abitate ora, e a riaprire furtivamente e tremando il vecchio uscio della casa che vi ha visti bambini. Rievocate, nel ricordo, la vostra casa paterna e benedite tutto ciò che il Signore, grazie ad essa, vi ha donato in 28 I nostri cantori a Vetan 29
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Gruppo giovanissimi dell'A. C. «Sta lieto, o giovane nella tua giovinezza e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù» Quoelet 11,9 I responsabili nazionali dell'Azione Cattolica Italiana sono sempre più convinti che l'età che ha bisogno di una attenzione educatrice più forte sia l'età dell'adolescenza e che dunque l'impegno educativo verso que- sta età è uno dei più forti che gli animatori devono assumersi. Il gruppo giovanissimi di Saint-Pierre è proprio la proposta dell'Azio- ne Cattolica Italiana ai ragazzi del nostro paese, ragazzi di 14, 15 e 16 anni con cui ci riuniamo ogni venerdì pomeriggio dalle ore 15,00 in sala San Carlo. La parrocchia si è impegnata a fornire a questi giovani i luoghi di incontro e le persone guida con cui svolgere esperienze stimolanti, signifi- cative, per scoprire assieme l'Amore di Dio, il suo essere un Padre buono, premuroso, un Padre che sa perdonare, un Padre che dà aiuto e conforto nelle situazioni più difficili come nelle vicissitudini quotidiane. Al gruppo si viene per un momento di preghiera, di riflessione collet- tiva in cui si ricorda come preghiera e vita non sono realtà separate, ma unite perché sono anche un sorriso, una telefonata, un aiuto, un gesto di perdono, una parola, un abbraccio ecc. Sono gesti quotidiani di preghiera, perché la preghiera è amore. Ma al gruppo si viene anche per parlare di sé, degli altri, per confrontarsi, per discutere di amicizia, amore, famiglia, scuola, divertimenti. Si viene per trovare assieme la risposta a quegli interrogativi congeniti con l'essere adolescenti. Visto che l'adolescente è per antonomasia «colui che è per strada», che è in cammino, al gruppo si cerca, con la collaborazio- ne di tutti, di dare un senso a questo camminare e di porsi delle mete da raggiungere-durante la marcia. Nicole 32 33 Le nonne preparano le castagne Non c'è festa dei ragazzi senza una buona castagnata È festa all'Asilo per i bambini del catechismo
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«Padre sia santificato il tuo nome» Lc 11,2 «Andare ad un ritiro spirituale, non è andare a una conferenza di teologia: al ritiro si arriva al centro della fede, il ritiro è esperienza totalizzante di fede vissuta». Don Albino I giorni 30/31 ottobre e 1° novembre al Priorato di Saint-Pierre, don Albino Linty (...l'instancabile predi- catore dei giovani valdostani!) ha predicato un ritiro spirituale dal tito- lo «Padre, sia santificato il Tuo no- me». I ragazzi della diocesi hanno accolto, come sempre numerosi, l'in- vito di don Albino a trascorrere tre giorni nel silenzio, nella preghiera e nella meditazione a tu per tu con il Signore. Al centro della riflessione, la figura del Padre, del Padre nostro sempre in ascolto a cui rivolgiamo le nostre preghiere, e del Padre nostro sempre misericordioso a cui chiedia- mo il perdono delle nostre colpe. Assieme abbiamo riflettuto anzi- tutto sulla preghiera, sul come prega- re, sul saper pregare. Ma perché pre- gare è tanto difficile? Forse perché la preghiera esige la fede, esige il nostro affidarsi a Dio, il nostro abbandonar- ci a lui. Forse perché la preghiera ci obbliga a essere veri, autentici, a fer- marci, a guardarci dentro. Forse per- ché, essendo un dialogo d'amore con un Dio invisibile, esige lo sforzo di staccarci dalla maternità in cui siamo immersi. Forse perché pregare esige gratuità di tempo in un mondo come il nostro in cui domina una mentalità efficentista e calcolatrice. Allora chiediamoci ognuno di noi 34 «perché è difficile pregare, cosa mi blocca nella preghiera, cosa mi blocca davanti a Dio?» e cerchiamo di elimi- nare ognuno i suoi ostacoli, le sue barriere e lasciamo che si liberi den- tro di noi la segreta energia della pre- ghiera. E per imparare a pregare met- tiamoci alla scuola di Cristo, guardia- mo a come lui pregava il Padre, lui che ai discepoli che gli chiedevano di insegnargli a pregare disse «Dite Pa- dre nostro» quel Padre nostro che ci viene consegnato al momento del Battesimo come preghiera dei figli, perché proprio col Battesimo si diventa figli del Padre. Preghiamo dunque senza la paura di guardarci dentro e di trovare, chi più chi meno, la sua immondizia, i suoi errori, le sue mancanze, le sue colpe; iniziamo proprio con la pre- ghiera a buttare verso l'altra sponda, quella del Padre, il ponte che si era spezzato, attraverso la preghiera pre- pariamo la nostra riconciliazione con lui e infine con la Confessione rinno- viamo la nostra professione di fede, il nostro impegno all'amore per il Pa- dre. L'invito per tutti è a riscoprire il volto del Dio buono che ci perdona, a fare nostra la certezza che possiamo sempre ripartire e a vivere la pre- ghiera come dono del Padre a noi che siamo suoi figli. Nicole Condividere il superfluo per aiutare chi è nel bisogno La distribuzione di un piatto caldo giornaliero alle persone bisognose e la gestione dell'accoglienza notturna in Aosta sono gli obiettivi principali a cui verranno destinati i proventi della 5ª raccolta diocesana di indumenti usati, scarpe e borse, che si è effettuata sabato 7 novembre. La raccolta in tutta la Valle ha avuto un buon riscontro: numerosi sono stati infatti i mezzi che hanno trasportato alla stazione ferroviaria di Aosta i sacchetti contenenti l'usato. Il numero dei vagoni riempiti è stato superiore agli scorsi anni, ma questo era un dato prevedibile poiché si deve tener conto che, ad eccezione delle vallate laterali, in Aosta e in tutto il resto della Regione sono stati collocati gli appositi cassonetti «raccolta indumenti Caritas». Quindi se si tiene conto della raccolta di un anno intero i dati sono decisamente supe- riori. Come già avevamo annunciato nel precedente numero del bollettino, anche a Saint-Pierre è stato col- locato in via Corrado Gex, vici- no ai giardinetti dei bimbi, il cassonetto Caritas. Un servizio che funziona a pieno ritmo e che è apprezzato dagli utenti ed il cui svuotamento avviene set- timanalmente. Ciò nonostante Camillo Bochet, in occasione della sud- detta giornata diocesana, ha tra- sportato ad Aosta un camion carico di sacchetti. Il nostro vescovo aveva invitato «a condividere il superfluo delle nostre famiglie per aiutare chi è nel bisogno» e attraverso il bollettino la Cari- tas parrocchiale ringrazia colo- ro che hanno accolto questo invito. Anna Maria Cassonetto della Caritas in centro del Borgo FONDAZIO I OPERE CAR' AS - AOSTA RACCOLTA PERM NENTE ABITI USA' I-SCARPE+BORSE ATTENZIONE I CAPI INE INO STATO VENGONO REP PERATI COME INDUMENTI SI RACCOGLIE: ABI MAGLIERIA BIANCA I-CA P PELLI, BORSE -CON ITE TENDE -CO PE APPALAIE IN DUO I STATO ATTENZIONE VIP IGHIAMO DI DEPOSIT IE IL MATERIALE IN SAUDHI U BUSTE IN PLASTICA CHIUsi GRAZIE PER IL VOSTRO AIUTO PER ALTRE INFORMAZIONI O COMUNICAZIONI TELEFONARE AL MAGAZZINO CARITAS DI AOSTA TEL. 0165/23 96 04-33 326 OPPURE AL N. DI 35
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Monastero di Les Voirons «Quando lo Spirito Santo fa la sua dimora in un uomo, costui non può più smettere di pregare, perché lo Spirito Santo prega in lui incessantemente» Isacco di Ninive Sopra Boëge, a due ore circa di auto da casa nostra, a 1200 m. d'altitu- dine, immerse in una natura incantevole e incontaminata, un centi- naio di giovani monache, età media 25 anni, hanno compiuto la scel- ta radicale di vivere nella preghiera, nel silenzio, nella solitudine, secondo quel precetto di San Paolo «pregate senza interruzione» (1 Tess. 5,17). La famiglia monastica a cui queste ragazze appartengono ha ricevuto spontaneamente, al momento della sua fondazione nel 1950, il nome di «monache di Betlemme» dal primo oratorio da loro fondato in una povera stalla come evocazione dell'umile grotta in cui nacque Gesù. È dunque un ordine ascetico, contemplativo caratterizzato dalla preghiera incessan- te, dalla solitudine con Dio e dalla continua comunione con l'Amore del Padre. È comune a molti la critica alle monache o monaci contemplativi, definiti spesso persone inutili, vite sprecate: ebbene costoro non sanno della grande forza della preghiera. In realtà se avessimo fede quanto un granello di senapa sposteremmo le montagne! Sono convinta anch'io che la chiesa ha bisogno di persone consacrate che si orientino più direttamente verso il mondo per evangelizzarlo, ciò nonostan- te la chiesa ha anche bisogno di coloro che cercano, coltivano e testimoniano la presenza di Dio nell'intenzione di ottenere la santificazione dell'umanità. Lo stesso Gesù andava verso gli uomini per portare loro la luce, ma anche cercava la solitudine per darsi alla contemplazione e alla preghiera. Credo che nessuna di queste due esigenze possa essere trascurata nella vita attuale della chiesa, tanto la vita attiva, quanto quella di ascesi collabora- no al disegno del Padre di un mondo di pace, di amore, di un mondo in cui volerci bene come fratelli diventi la cosa più naturale. In soli 50 anni di vita la famiglia monastica delle monache di Betlemme ha ispirato numerosissime vocazioni, si contano attualmente 24 monasteri sparși in tutto il mondo (Italia, Francia, Belgio, Spagna, Argentina, Cile, Polo- nia, Lituania, Stati Uniti, Brasile ecc.), con un numero complessivo di 500 membri. Il monastero di Les Voirons è il più numeroso perché è un monastero di noviziato in cui le giovani ricevono la loro formazione per essere mandate nelle varie parti del mondo. Religiose in preghiera a Les Voirons Esiste anche il ramo maschile, fondato più recentemente, nel 1976, presen- te in Italia e in Francia con 2 monasteri. Entrambi gli ordini seguono la medesi- ma regola di vita e la medesima liturgia ispirata alla tradizione dell'Oriente cristiano, quindi grandi prostrazioni, incensazioni ecc. Se qualcuno fosse interessato a visitare il monastero, per una giornata di raccoglimento interiore, i visitatori sono ben accetti la domenica, giorno in cui il silenzio è interrotto da un pasto comunitario e da una lunga passeggiata comune. Essi possono partecipare assieme alla comunità all'Eucarestia delle ore 11 e alla adorazione del Santissimo Sacramento (Ostia, simbolo del corpo di Gesù) che viene esposto sull'altare della cappella a diverse ore del giorno. Indicazioni stradali: traforo del Monte Bianco - Autostrada per Ginevra - uscita Boëge - dal centro del paese seguire le indicazioni per «Les Montsvoi- rons». Nicole J. 36 37
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Nel tempo del Padre I Papa Giovanni Paolo II ha volu- vicenda umana di Gesù. Egli è la to che il 1999 fosse l'anno dedica- vicinanza di Dio all'uomo, la realtà to alla scoperta di Dio, in ciascu- di un Padre che si prende cura di no di noi e nel mondo intero, ciascuna delle sue creature. come Padre. Abbiamo 365 giorni per preparar- Dio Padre, amore oltre misura ci al 2000 e alla celebrazione del Giubileo. Gesù ci «mostra» l'aspetto più profondo e strepitoso di Dio come Ma per conoscere quello che Dio Padre morendo in croce manifestan- fa come Padre, bisogna sapere quel- do così come il Padre ci ama. lo che Dio è per sua natura. «Nessuno può conoscere Dio, se Nella Pasqua non è solo Gesù che non il Figlio e colui al quale il Figlio muore e risorge, ma è il Padre stesso lo voglia rivelare». che è toccato da questi avvenimenti. Dio Figlio si separa dal Dio Padre Gesù è il missionario del Padre, per poter stare con gli uomini, sepa- colui che ce lo rivela e ce lo «mo- rati da Dio. Il Dio crocifisso dice fino stra» («Mostraci il Padre» - gli chie- a che punto Dio è solidale con gli de l'apostolo Filippo) con i suoi di- uomini; fino a che punto condivide scorsi, i suoi comportamenti, i suoi totalmente il destino dell'uomo, di miracoli, il suo modo di affidarsi a ogni uomo; fino a che punto il Padre Lui; con il suo modo di vivere le ci ami: oltre ogni misura, sino a scelte della vita, fino alla croce. donare tutto se stesso per noi. «Filippo, chi vede me, vede il Pa- Come Cristo, ogni cristiano è co- dre». lui che si consegna totalmente al Padre, che vuole che tutti gli uomini In lui Dio non solo ha comunicato siano «salvi» e, animato dall'amore con l'uomo, ma si è comunicato, si è del padre, si consegna totalmente ai donato tutto, a tutti. fratelli. Dio Padre, presenza vicina È per questo che ognuno di noi, Dio, Padre nostro oggi, sta davanti a Dio come un figlio sta davanti al proprio padre, Lo stupore e la meraviglia devo- perché quest'uomo, Gesù, è il Figlio no trovare in noi la disponibilità e di Dio. farsi lode e preghiera. Gesù stesso si è preoccupato di insegnarci a prega- Da tutte le pagine del Vangelo in- re Dio come Padre. fatti traspare l'intuizione di una pre- senza paterna, che si è avvicinata Non sempre è facile esprimere le alla storia di ogni uomo mediante la affermazioni del Padre Nostro, la- sciandoci prendere totalmente da 38 esse. Padre di inestimabile tenerezza e sorgente in noi dell'amore e della vita; Padre sempre pronto ad ascoltarci e ad esaudirci; Padre che ti curi di noi, ci guidi e ci sostieni, nel rispetto assoluto della nostra libertà; Padre che ci rendi fratelli tra di noi per condividere la gioia di amare; Padre che oltrepassi gli orizzonti della terra e sei nel cuore di ogni vita e di ogni avvenimento; Padre che ci hai parlato e hai voluto rivelarci il tuo volto per mezzo del Figlio Tuo; Padre che continuamente vieni e sei già presente in ogni luogo e tempo per riconciliarci; Padre venga il tempo in cui il potere si tradurrà in silenzio, in cui l'avere farà nascere condivisione; Padre concedici di compiere ogni giorno la tua volontà nella santità, giustizia ed amore fraterno; Padre che ci garantisci il necessario e non il di più, affinché non accu- muliamo troppo per il domani con il rischio di tenere per noi ciò che è necessario agli altri; Padre che ci perdoni sempre, di nuovo, infinitamente affinché impariamo a perdonare; Padre che ci doni il desiderio di essere perdonati e perdonandoci ci rendi apostoli di riconciliazione; Padre che non ci lasci mai soli in balia della tentazione, delle prove e delle sofferenze; Padre che ti preoccupi che non veniamo sopraffatti dalla seduzione del- l'avere e del potere, dalla violenza e dal desiderio di comando; Padre che il nostro cuore non sia turbato dalla rassegnazione, dalle nostre angosce, dalla nostra viltà, dal gusto del denaro e dall'egoismo; Padre rendici capaci di liberarci e di liberare là dove i popoli sono sfrut- tati, affamati, schiacciati da forze inique ed ingiuste; Padre liberaci dal Tentatore e dal Maligno, perché sia realizzato e reso visibile ovunque il Tuo Regno: Regno di giustizia, di amore e di pace. 39
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Alcuni stentano a dire «sia fatta la tua volontà» per paura che il Padre domandi loro cose difficili o impos- sibili; altri riconoscono la loro inca- pacità di perdonare: «rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori». Ogni parola del «Padre Nostro» dice quanto sia impegnativo ripeter- 40 la ogni giorno, ed ogni giorno testi- moniarla con la vita. Tuttavia questa preghiera ci aiuta a sentirci più figli e fratelli: tutte le volte che ci uniamo a Gesù, che pre- ga il Padre, nel silenzio o nell’ango- scia dell’Orto, impariamo a sussur- rare all’orecchio del Padre le parole d’amore. riceviamo e pubblichiamo Décès de Florentine E n septembre dernier, au bel âge de 90 ans est décédée madame JOR- RIOZ Florentine veuve Chevrère, originaire d’une excellente famille du pays. Ses funérailles se sont déroulées à Saint-Pierre, là où pendant ses der- nières années elle habitait près de sa fille Miranda, épouse Berthod qui l’a assistée et soignée avec un dévouement tout à fait exemplaire. Les Introlins ont bien voulu témoigner leur estime à la défunte en participant nombreux à ses obsèques. Son existence, hélas, n’a pas été parsemée de roses, bien au contraire. Peu de temps après son mariage, son mari, Innocent Chevrère dut partir pour la guerre. Après deux ans de captivité dans les «lager» allemands, là où il connut le martyre de la faim et de tout genre d’humiliations, finalement, en 1945, il rentra dans son pays natal, mais son calvaire atroce n’était pas encore terminé. Parti pour la Savoie pour des raisons de travail, il trou- va la mort tragiquement dans une nuit de septembre. Son épouse fidèle et la petite Miranda avaient à jamais perdu son appui précieux et son amour. Oui, c’est en regardant les yeux de sa petite inno- cente qu’elle trouva la force de ne pas se laisser abattre par le découragement. Elle fit encore tout son possible pour faire ren- trer dans le pays natal les dépouilles mor- telles de son mari. Elle voulait pouvoir réciter une prière et déposer une fleur sur son tombeau. L’on dit que le vrai amour est comme l’apparition des fantômes: tout le monde en parle mais personne ne les voit. Mais, heureusement, ici, nous nous trouvons en face d’un petit village; elle sut gagner l’estime des parents et l’amour des éco- liers par son dévouement et ses belles qualités de disponibilité et de compré- hension tout à fait exquises. «Notre tâche n’est pas si facile comme l’on croit, car pendant les heures d’école, nous devons remplacer les mamans des petits» aimait- elle répéter. Un jour je lui demandai pourquoi elle avait renoncé à un nouveau mariage tout en étant encore si jeune. «Les raisons sont plusieurs et pas fa- ciles à expliquer» me répondit-elle. Mon père me disait que les enfants orphelins n’aiment pas ceux qui remplacent leurs parents défunts et bien souvent ils les détestent en les considérant comme des intrus. Cette considération très délicate doit nous faire réfléchir. Il y a encore une deuxième raison. J’ai continué à aimer mon mari comme s’il était encore vivant. Je considère par conséquent mon nouveau mariage com- me un affront à sa mémoire. Quand on aime une personne il faut continuer à l’ai- mer après sa mort qui ne doit pas nous diviser mais nous unir toujours davanta- ge. Croyez-moi, chers amis lecteurs, que ça a été la première et dernière fois que j’entendis de la part d’une veuve des paroles si profondes et si nobles. La bonne Florentine demeure un exemple éclatant de fidélité et d’amour envers la famille. Qu’elle puisse avoir de nombreuses imitatrices. A sa fille Miranda nous di- sons: courage, soyez fière d’une maman semblable. Introd, le 28 novembre 1998 Célestin Ruffier 41
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È deceduta Henriette Bois All'età di 90 anni, è deceduta Henriette Bois; una lunga vita contrassegnata da tanto lavoro, lutti e sofferenze; ricordiamo con nostalgia il suo amore per la famiglia unito ad una singolare discrezione e pazienza; la sua fu una vita illuminata dalla fede alimentata da tanta preghiera. Quanto deve essere stato dolce e festoso il suo incontro con il marito ed i 4 figli che l'hanno preceduta! Ai suoi funerali ha partecipato, oltre agli amici di Valgrisenche e di Saint-Pierre, anche un folto gruppo da Châtillon, di cui il figlio don Sil- vio era stato parroco all'inizio degli anni '70. Primavera 1930 - gita scolastica Da sinistra a destra: 3ª fila: Chentre Mario, Chentre Ernesto, Chentre Pierino, Boverod Luigino. 2ª fila: Jordaney Adolfo, Boverod Aldino, Bochet Prospero, Mesère Pelagia (maestra di Babe- lon), Vauthier Luisa, Boverod Ida, Neyret Cherie (maestra di Verrogne), Vauthier Alice. 1ª fila: Boverod Letizia, Chentre Maurizia, Val Gemma, Vauthier Pierino. 42 Offerte per la chiesa e le attività parrocchiali Fillietroz-Anselmet; Favre-Junod; Barmaverain Luigi; Rossan Fernan- da; Buzzì; in memoria Fazzari Fran- cesco; Gerbelle Pina; Pellissier- Obert; Celesia Adolfo; Luboz Nic- colò; in memoria Vauthier Ivo; Juglair-Blond; Borre Giuseppe; Belli- Centoz; Trentaz-Di Donato; Nucci Franca; Branche Pierina; Pozzi Enzo; Savoye Annette; Pellissier Aldo; Trione Monique; Lale Murix Simo- na; Jorrioz Giuseppe; David Ernesto; Vitton Mea; in memoria Fico Anto- nio; De Col-Parrella; Berard Giuliet- ta; Garin Luigi; Lale Demoz Giacin- ta; Charruaz Ivonne; Paillex Roma- no; sorelle Martinet; Pariset Giulia; Arnod-Belli; Charles Stefano; Jordan Livio; Giustini Sergio e Maurizio; Gerbore Maria; Burgay; Pieiller- Campese; in memoria David Remo; Lettry Dante; Lavy Lino; Armand Eloi; in memoria Lussu Antonello; Luboz Dario; Grange Marcellino; in memoria Anselmet Albino; Lombar- do Antonio; Lale Lacroix Giorgio; Armand Aurelio; Champretavy Sil- vio; Fior Luigia; Frassy Carlo; Guer- ra; Viana; Christille Silvano; Lale Gerard Marcellina; Turco Salvatore; N.N.; Perruchon-Cheney; Ferretti- Trussoni; Bovard-Gerbelle; Cogneh Piero; in memoria Val Giuseppe; in memoria Rumiod Renato; Banfi; Savoye Pierre; Pariset Silvio; in me- moria Jorrioz Fiorentina; Jordaney Aldo; Jordaney Lorenzo; in memoria Ferracina Maria; Micotti-Lale La- croix; in memoria Borney Giulio e Anna; Glarey Maurice; Gerbore Em- ma; Paillex Sylvie; Ottin-Savoye; Ronzani Fortunato; Boson-Centoz; Pozzini Antonio; Borney Lidia; Belli- Ceriano; in memoria Armand San- drina; Tussidor-Berthod; Paillex El- so; Chiantelassa; Sergi-Thomasset; Bois Maria; Frutaz Amato, Centoz Agata; Chabod-Marquis; Fornara- Rossan; Christille Silvio; N.N.; Ru- miod-Savoie; in onore S. Antonio; Ronc-Marguerettaz; Jocallaz Dina; in memoria Rossini Carlo; Pellissier- Ceccarelli; Jordaney Maria; Del Ne- gro-Garin; Bonin Eddy; in memoria Perruchon M. Esterina. Totale L. 12.920.000. 43
Testo Originale Estratto
PRIORATO DI SAINT-PIERRE Incontri con il Signore Corsi di esercizi spirituali 1. Dal 26 al 31 dicembre 1998 P. NICOLA GONTIER, CAPPUCCINO - «Padre nostro che sei nei cieli» Mt 6,9 2. Dal 21 al 23 maggio 1999 DON PAOLO CURTAZ «Il Vangelo della gioia» 3. Dal 29 giugno al 4 luglio 1999 CORSO PER ANIMATORI MUSICALI DELLA LITURGIA 4. Dall'11 al 17 luglio 1999 P. FORTUNATO MUFFOLINI OMI «Mi alzerò e andrò da mio Padre» Lc 15, 18 5. Dal 19 al 25 luglio 1999 DON ALBINO LINTY BLANCHET «La carità edifica» 1ª lettera di Paolo ai Corinzi 6. Dal 28 luglio al 3 agosto 1999 DON LUIGI MAQUIGNAZ «Siate misericordiosi com'è misericordioso il Padre vostro» Lc 6, 36 7. Dall'11 al 15 agosto 1999 P. GEORGES COTTIER O.P. «L'amore del Padre» 44 8. Dal 18 al 24 agosto 1999 PER TUTTI P. ONORIO PONTOGLIO O.F.M. con la collaborazione dell'O.R. «Il Padre stesso vi ama poiché voi vi amate» Gv 16, 27 9. Dal 5 all'11 settembre 1999 PER TUTTI DON PAOLO CURTAZ «Il Padre misericordioso da Israele a Gesù» 10. Dal 29 al 31 ottobre 1999 PER GIOVANI DON ALBINO LINTY BLANCHET «Cristo immagine del Dio invisibile» (Le icone) 11. Dal 7 al 13 novembre 1999 PER TUTTI DON EDMONDO BRUNOD «Lettura spirituale Atti degli Apostoli» 12. Dal 26 al 31 dicembre 1999 Giornate di ritiro e preghiera Prima domenica del mese RITIRO PER GIOVANI don Albino Linty-Blanchet «Padre Nostro» 1-11-98 / 6-12-98 / 7-2-99 / 7-3-99 / 2-5-99 Seconda domenica del mese RITIRO PER ADULTI don Albino Linty-Blanchet «Padre Nostro» 8-11-98/13-12-98/14-2-99/14-3-99/9-5-99 INCONTRI PER FIDANZATI, SPOSI, FAMIGLIE don Edmondo Brunod Domenica 25-10-98 / 22-11-98 / 24-1-99 / 28-2-99 PER TUTTI PER GIOVANI PER TUTTI PER TUTTI PER TUTTI PER GIOVANI PER TUTTI • Gli incontri sono aperti a tutti: preti, religiose e laici, celibi e coniugati di qualsiasi ambiente o professione, purché tutti si attengano alle norme comuni. • Per iscriversi spedire in busta chiusa il tagliando di iscrizione a: Priorato 11010 Saint- Pierre -AO - tel. 0165/903823. • Si accettano le iscrizioni solo per la durata completa dei Corsi, che iniziano alle ore 19,30 e terminano alle ore 14,00 dei giorni indicati. Chi viene da lontano può arrivare sin dalla sera precedente prenotandosi per lettera o telefono. I ritiri di una giornata iniziano alle 9,30 e terminano alle 16,30. È gradita la prenotazione telefonica entro il giorno prima. • È richiesto il silenzio esterno totale per favorire l'incontro interiore con il Signore. • La casa vive esclusivamente di elemosina. Per le spese di ospitalità ognuno versa in busta anonima la quota che corrisponde alle sue reali possibilità. 45
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Nuovi membri del Popolo di Dio 8) Il 26 luglio battesimo di MONIOTTO CHIARA di Paolo e di Pieri Serenella. Padrini: Miiiery Enzo e Petey Gisella. 9) Il 26 luglio battesimo di PAILLEX SYLVIE di Rai- mondo e Courthoud Anna. Padrini: Talarico Angelo e Paillex Rosina. 10) Il 16 agosto battesimo di GLAREY MAURICE di Cor- rado e di Berlier Daniela. Padrini Lyveroulaz Eddy e Bindi Rosaria. 11) Il 5 settembre battesimo di TRUSSONI GIULIO GAETANO di Ezio e di Licitra Lisa. Padrini: Casoli Carlo e Spinazzé Silvia. 12) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI LAVINIA MARGHERITA di Guido e di Spinazzé Silvia. Padrini: Calderini Duccio e Licitra Lisa. 13) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI EDOARDO ANDREA di Stefano e di Belardo Enza Lorella. Padrini: Ferretti Andrea e Caravello Loredana. 14) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI LIVIO CLEMENTE EMILIO di Guido e di Spinazzé Silvia. Padrini: Spinazzé Paolo e Berlier Daniela. 15) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI TOMMASO FRANCO GUIDO MARIO di Stefano e di Belardo Enza Lorella. Padrini: Folcini Dario e Musolino Patrizia. 16) L'11 ottobre battesimo di MAVILLA ALESSIA di Maurizio e di Mazzeo Grazia. Padrini: Mazzeo Gianni e Pieropan Claudia. 17) L'11 ottobre battesimo di ZADKOVICH SIMONE di Luciano e di Morandi Sonia. Padrini: Giannini Marco e Sponton Alessia. 18) Il 15 novembre battesimo di JORDANEY GERMANO di Lorenzo e di Guala Virginia. Padrini: Papalia Rocco e Jordaney Manuela. 19) Il 15 novembre battesimo di PETITJACQUES CORINNE di Dario e di Chappuis Paola. Padrini: Chappuis Enzo e Dayné Monica. 46 Matrimoni 4) Il 6 giugno matrimonio tra PELLISSIER DINO e OBERT MILENA. Testi- moni: Pellissier Giuseppe e Obert Manuela. 5) Il 6 giugno matrimonio tra DE COL PAOLO e PAR- RELLA TERESA. Testimo- ni: Roggero Luigi, Brizio di Castellazzo Francesco, Lago Paola e Cesano Ales- sandra. 6) Il 13 giugno matrimonio tra OTTIN EDDY e SAVOYE DANIELA. Testi- moni: Gianesini Claudio e Savoye Cristina. 7) Il 13 giugno matrimonio tra DIEMOZ LUCA e VIL- LANOVA ERIKA. Testi- moni: Pascal Massimo e Clavel Loredana. 8) Il 20 giugno matrimonio tra CANGIANO GERARDO e LALE LACROIX CINDY. Testimoni: Oppliger Pascal e Kropf Tanja. 9) Il 27 giugno matrimonio tra JACQUEMOD FLAVIO e TOSCANO CAN- DIDA. Testimoni: Toscano Massimo, Lombard Stefano, Montini Cristina e Murier Lorena. 10) L'8 agosto matrimonio tra NICOLETTI LUCA e MELLÉ MARA. Testi- moni: Nicoletti Andrea e Mellé Paola. 11) Il 19 settembre matrimonio tra GASTALDI PAOLO e OBERTO ELISA. Testimoni: Boero Gabriele e Farcoz Serena. 12) Il 26 settembre matrimonio tra PRATO ANDREA e BOVARD JOSETTE. Testimoni: Bovard Marco, Borrello Antonio, Arnò Lucia e Béthaz Cristina. 13) Il 10 ottobre matrimonio tra SERGI FRANCESCO e THOMASSET PATRIZIA. Testimoni: Rabuazzo Francesca e Bossolono Flavio. 47
Testo Originale Estratto
NUMERI UTILI PRONTO INTERVENTO MEDICO 118 CARABINIERI 112 POLIZIA 113 VIGILI DEL FUOCO 115 SOCCORSO STRADALE ACI 116 SOCCORSO ALPINO (0165) 23.82.22 GUARDI A MEDICA / PRONTO SOCCORSO Aosta Ospedale (centralino) (0165) 3041 Pronto Soccorso (0165) 41400 (0165) 304256 Antey-Saint-André Guardia Medica (0166) 548106 Brusson Guardia Medica (0125) 300493 Volontari Soccorso (0125) 300243 Châtillon Guardia Medica (0166) 61777 Volontari Soccorso (0166) 62667 Cogne Guardia Medica (0165) 749107 Volontari Soccorso (0165) 74024 Courmayeur Guardia Medica (0165) 800461 Pronto Soccorso Traumat. (0165) 844684 Volontari Soccorso (0165) 846320 Donnas Guardia Medica (0125) 807388 Gignod Guardia Medica (0165) 256885 Gressoney-Saint-Jean Guardia Medica (0125) 345993 Volontari Soccorso (0125) 355400 La Thuile Guardia Medica (0165) 800461 Volontari Soccorso (0165) 885293 Morgex Guardia Medica (0165) 800461 Volontari Soccorso (0165) 846320 Nus Guardia Medica (0165) 767911 Saint-Pierre Guardia Medica (0165) 903811 Torgnon Guardia Medica (0166) 548106 Volontari Soccorso (0166) 540257 St-Vincent Guardia Medica (0166) 61777 Valtournenche Guardia Medica (0166) 548106 Volontari Soccorso (0166) 93027 Verrès Guardia Medica (0125) 929326 Volontari Soccorso (0125) 920888 Saint-Pierre (0165) 904124 Saint-Vincent Comando Compagnia (0166) 61360/61357 Valpelline Nuova Caserma (0165) 73200 Valtournenche (0166) 92022 Verrès (0125) 929010 POLIZIA Aosta Questura (centralino) (0165) 23711 Polizia Stradale (0165) 361545/361546 Courmayeur Polizia Stradale (0165) 869764 Polizia di Frontiera (0165) 869737 Pont-Saint-Martin Polizia Stradale (0125) 807207 Saint-Rhêmy-en-Bosses Polizia di Frontiera (0165) 780918 Traforo Gran San Bernardo (0165) 780901 Colle Gran San Bernardo (0165) 780948 GUARDIA FORESTALE Aosta (0165) 231185/86 Antey-Saint-André (0166) 548235 Arvier (0165) 99018 Aymavilles (0165) 902168 Brusson (0125) 300145 Châtillon (0166) 563265 Etroubles (0165) 78204 Gaby (0125) 345940 Morgex (0165) 809754 Nus (0165) 767921 Pontboset (0165) 806913 Pont-Saint-Martin (0125) 806858/59 Pré-Saint-Didier (0165) 87808 Valpelline (0165) 73238 Verrès (0125) 921005/06 Villeneuve (0165) 95026 CARABINIERI Aosta Comando Gruppo (0165) 361221 Comando Compagnia (0165) 262260 Breuil Posto fisso Breuil (0166) 949073 Posto fisso Plan Maison (0166) 949149 Brusson (0125) 300123 Châtillon Comando Compagnia (0166) 61360 Cogne (0165) 74026 Courmayeur (0165) 842225 Donnas (0125) 807054 Etroubles (0165) 78381/78229 Gressoney-Saint-Jean (0125) 355304 Morgex (0165) 800321/809412 Nus (0165) 767154/767934 VIGILI DEL FUOCO Aosta (0165) 44444 Ayas (0165) 307628 Brusson (0125) 300150 Courmayeur (0165) 843087 Pont-Saint-Martin (0165) 806419 Saint-Pierre (0165) 903103 Saint-Vincent (0166) 512223 (0336) 236993 Verrès (0125) 920232 NUMERI UTILI Guasti Enel (0165) 44346 Guasti Telecom 182 Protezione civile 238222 Ospedale 3041 Servizio Veterinario 238770/238780 I nostri defunti L'eterno riposo dona loro Signore, splenda ad essi la Luce Perpetua, riposino in Pace. Amen 10) Il 20 giugno è deceduto VAUTHIER IVO BENEDETTO di anni 61. 11) Il 29 giugno è deceduto ANSELMET ALBINO di anni 71. 12) Il 14 luglio è deceduto LUSSU ANTONIO di anni 32. 13) Il 4 agosto è deceduto PENNA DON GIULIO di anni 76. 14) Il 4 settembre è deceduta FERRACINA MARIA di anni 72. 15) Il 4 settembre è deceduta JORRIOZ ROMANA FIORENTINA di anni 90. 16) Il 15 ottobre è deceduta ARMAND ALESSANDRINA di anni 85. 17) L'11 novembre è deceduta PERRUCHON MARIA ESTERINA di anni 86. 18) L'11 novembre è deceduta BOIS ENRICHETTA MARIA GIULIANA di anni 90. 19) Il 12 novembre è deceduto ROSSINI CARLO AGOSTINO di anni 75. Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta. Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82