Bollettino Diocesano Aosta, Dicembre 1998: preparazione al Giubileo e annuncio della Visita Pastorale.

12-1998.pdf

Il bollettino parrocchiale diocesano di Aosta, datato Dicembre 1998, funge da sintesi delle attività comunitarie e da strumento di preparazione spirituale per il Giubileo del 2000, dedicando ampio spazio alla riflessione su Dio Padre e al Natale. Il documento annuncia e dettaglia l'imminente Visita Pastorale del Vescovo Giuseppe Anfossi a Saint-Pierre (aprile 1999) e riporta gli Orientamenti Pastorali 1998/99. La cronaca parrocchiale documenta intensamente le attività giovanili (Progetto Les Espaces Jeunes, con gite ed eventi ricreativi), le celebrazioni per la Terza Età (Festa Anziani e riflessioni sulla dignità della vita e della morte), e la commemorazione di anniversari storici. Sono inoltre trattati temi etici come l'impatto della televisione sulle famiglie, e vengono forniti aggiornamenti su vocazioni sacerdotali, la raccolta Caritas, le attività A.V.I.S. e gli immancabili registri sacramentali e necrologi.

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
L'écho de nos montagnes
La voce dei campanili
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE
Imprimerie Valdôtaine, Aoste
DERBY
photo: René Monjoie
Joyeux
Noël
Paroisse de
Saint-Pierre
XXXIXème année - n° 12 - DECEMBRE 1998


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre

Visita pastorale

Lettera
del Vescovo
a tutti i fedeli
della Diocesi
di Aosta

Carissimi sacerdoti, religiose, religiosi e fedeli tutti,

L a visita è per me una grande e bella occasione di incontro, un incontro che
desidero e che mi permetterà di conoscere di più e meglio la nostra bella
diocesi.
Chi viene?
Vengo io il vescovo, vengo nel nome del Signore, come suo rappresentan-
te e ministro.
Perché?
Per incontrarvi, come ho detto, o meglio per farvi visita, nel vostro paese,
nelle vostre piazze, nelle vostre chiese e per quanto possibile nelle vostre case.
E perché questa visita si chiama pastorale?
Perché io che vengo a visitarvi sono il vostro pastore; mi spiego: il Signore
Gesù attraverso una decisione del Papa mi ha messo qui in questa Valle a fare
1


Testo Originale Estratto
il vescovo; io, consapevole dei miei limiti, difetti e peccati, ho accettato e ora 
sento una responsabilità che supera le mie capacità e perciò mi affido alla 
vostra collaborazione e preghiera e soprattutto a quella dei sacerdoti. Vengo 
ora da voi come colui al quale il Signore vi ha affidati nel cammino di fede; 
con la mia visita voglio ravvivare la vostra fede e aiutarvi a riscoprire la bel-
lezza della vita cristiana anche oggi.
Vengo anche a sostenere la speranza e la carità. Vengo perciò a incoraggia-
re coloro che sono depressi o sconsolati, e sostenere coloro che si sentono in 
difficoltà ad amare o perdonare come vorrebbe il Signore.

Che cosa verrà a fare?
Verrò soprattutto ad ascoltare per conoscere e per rendermi conto dei pro-
blemi e delle situazioni; verrò anche per condividere... e poi per parlare, per
rispondere alle vostre domande, chiarire dei dubbi e dire come deve essere e
pensare un vero cristiano.

Cercherò anche di dirvi ciò che ha insegnato il Concilio Vaticano II. Quel-
la grande riunione di tutti i vescovi del mondo (iniziata dal Papa Giovanni 
XXIII nel 1962 e portata a termine da Paolo VI nel 1965) ha aiutato la Chiesa a 
capire come dire la fede oggi e quale ricchezza della Chiesa antica doveva 
essere ripresa e che cosa doveva essere cambiato per un suo sano aggiorna-
mento. Sarà mio desiderio e compito anche mantenere viva la tradizione della 
Chiesa in particolare quella della nostra diocesi e riproporla.

Con quale stile?
Verrò da voi come un fratello, un amico e un padre, meglio come un 
pastore che veglia e che vuol bene alle pecore.
La mia visita non dovrebbe provocare manifestazioni esteriori, ma l'in-
contro, dove i benvenuti brevi e semplici mettono tutti a proprio agio.
Non vorrei neppure limitare la visita alle persone che si ritrovano abitual-
mente in Chiesa o le più vicine ad essa, anche se a queste riserverò delle parti-
colari attenzioni; amerei scambiare una parola con tutti, anche con chi è lonta-
no dalla chiesa o è molto critico nei suoi confronti.
Si potranno prevedere degli incontri anche con chi ha responsabilità civili 
e con chi esercita professioni che riguardano l'educazione, l'insegnamento la 
sanità e la terza età.
Dovendo, tuttavia, fare delle scelte, cercherò di rispettare i gusti di Gesù
nel Vangelo; i suoi preferiti sono i piccoli, i deboli, gli ammalati, gli anziani, in
generale chi soffre, chi si interroga sulla fede e chi è scoraggiato o disperato e
chi vuole cambiare vita e convertirsi.

Che cosa mi aspetto?
Della gente che ha atteso la visita pregando e che è disposta a cambiare
qualche cosa, in breve della gente dal cuore aperto.

Per fare bene la visita ho bisogno di tutti; i lavoratori più impegnati saran-
no i parroci, non lasciateli soli. Chiedo poi la collaborazione dei Consigli 
Pastorali Parrocchiali e dei Consigli per gli Affari Economici.

Ancora una cosa importante
La visita accompagna il Giubileo del 2000 – lo prepara e lo segue –, un
anno che ricorda la nascita, la vita, la passione, la morte e la risurrezione di 
Gesù, e noi salvati da Lui. Il Giubileo perciò ci ricorda anche i santi che qui in 
Valle hanno portato la fede cristiana e l'hanno diffusa; ricorderemo perciò, in 
modo particolare, san Grato nostro patrono. Di conseguenza, saremo invitati a 
andare in pellegrinaggio alla nostra bella Cattedrale e là rinnoveremo la nostra 
fede in Gesù Cristo con la promessa battesimale.

Un'immagine e una preghiera
Per questa ragione l'immagine di san Grato accompagnerà la visita pasto-
rale. Quanto a me, lo invoco con le parole di un altro grande santo valdostano, 
sant'Anselmo:

San Grato
Beato amico di Dio
Questo tuo vicario indegno
A te ritorna senza stancarsi
nel dubbio, nell'incertezza,
con il pensiero del tuo popolo,
imploro da te consiglio,
chiedo il tuo aiuto,
guida loro e con loro me
Tu me li affidi,
ed io ti affido me e loro.

Colui che ci hai dato per patrono
rendilo, Signore, sollecito per noi
fa che otteniamo per lui la tua grazia.
(Passim, da Orazione di un vescovo o di un abate al santo patrono, in
Anselmo d'Aosta, Orazioni e meditazioni, Milano, Jaca Book, 1997)

✠ Giuseppe Anfossi, vescovo

Aosta, 18 ottobre 1998
29ª settimana del Tempo Ordinario

Il vescovo sarà in visita pastorale a Saint-Pierre
dal 19 al 25 aprile 1999
3


Testo Originale Estratto
Lettera del parroco

Vedere il Natale con occhi nuovi

Siamo tutti
convinti che
il Natale
non è solo il
panettone, la tredi-
cesima, la possibi-
lità di alcuni giorni
di vacanza, il calo-
re di una festa
familiare, l'albero
con le luci colorate.
E neppure soltanto
tirare fuori le sta-
tuine del presepio
che avevamo con-
servate così bene
dall'anno prece-
dente!
Ci vogliono
veramente occhi
nuovi per vedere, o
meglio, per con-
templare l'evento
stupendo di un Dio
che si fa Uomo, che
diventa bambino
per noi. Non basta
però sapere ciò una
volta per tutte: è
necessario ascolta-
re di nuovo questa
buona notizia e
farla circolare nel
modo giusto. E
qual è il modo giu-
sto per parlare del
Natale?
4

Bisogna togliere i luoghi comuni
dai nostri discorsi, evitare le sdolci-
nature e tutti i sentimentalismi di
cui la pubblicità ci offre svariati
modelli.
Anche un certo infantilismo che si
ferma al Gesù Bambino che non cre-
sce mai non rispecchia tutta la realtà
del mistero che celebriamo.
Ci vogliono quindi occhi nuovi,
diversi! Che sappiano vedere la
realtà di tutti i giorni con maggiore
trasparenza e... stupore.
Anche le persone sono da vedere
con uno sguardo... meno materiali-
stico e utilitaristico!
Ecco gli occhi della fede, di chi sa
contemplare in quel Bambino di
Betlemme il Figlio di Dio.
Buon Natale allora! Ma un Nata-
le che sia luce per tutti.

Vorrei formulare i miei auguri sot-
tolineando tre parole che sono per
me un significativo messaggio:
1. Piccolezza – Gesù nasce Bambi-
no, non irrompe nella storia da adul-
to. Non si impone come certi eroi, a
cui siamo abituati.
Si presenta piccolo, indifeso e
anche perseguitato. Trascorre poi 30
anni a Nazareth nel silenzio, condi-
videndo la normale vita di ogni abi-
tante della Palestina. Fa grandi le
piccole cose, dà valore alla quotidia-
nità, esalta la ferialità. Ci aiuta a non
dire più: «Che noia questa vita!».
2. Semplicità – Sono proprio i

pastori, gente semplice, considerata
ignorante e non acculturata, che sco-
prono per primi l'evento della nasci-
ta di quel Bambino che segna la sto-
ria.
Maria e Giuseppe sono due perso-
ne umili, ma sagge, nella loro uma-
nità e nella fede profonda.
Allora se siamo complicati, arte-
fatti, troppo esigenti e difficili, non
riusciamo a cogliere il messaggio del
Natale!
Se siamo più preoccupati della
salute che della salvezza, della
nostra libertà che della serenità inte-
riore, dei nostri diritti che della fidu-
cia in Lui... allora il Natale sarà solo
una festa di routine.
3. Universalità – Con i tempi che
corrono è necessario allargare lo
sguardo e superare le varie spinte
separatiste e razziste.
Gesù viene per tutti gli uomini,
non solo per alcuni.
La pace che gli Angeli cantano
sulla grotta di Betlemme è una invo-
cazione per ogni popolo, razza e
individuo.
Chiediamo allora occhi nuovi per
non giudicare subito l'altro come
diverso, come potenziale nemico.
Buon Natale a tutti, e iniziamo
l'anno nuovo con fiducia e speranza!
Un pensiero per chi fa più fatica
perché malato, solo o in difficoltà e
l'assicurazione che noi sacerdoti
ricorderemo tutti nella celebrazione
eucaristica.
5


Testo Originale Estratto
Perché sono nato,
dice Dio

Sono nato nudo, dice Dio
perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero
perché tu possa considerarmi l'unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perché tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perché tu creda che posso illuminare
qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio
perché tu non abbia mai a vergognarti
di essere te stesso.
Sono nato uomo
perché tu possa essere «dio».
Sono nato perseguitato
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio
per portare tutti alla casa del Padre.
Lambert Noben

Per non dimenticare...

I undici luglio del 1948, due giovani di Saint-Pierre, René Rumiod di 18
anni e Renato Oreiller di 17, persero la vita nelle acque del lago Cha-
molé. Insieme ad un gruppo di amici avevano partecipato ad una pro-
cessione al Santuario di San Grato e poi, per concludere la giornata,
erano saliti al lago. Fu fatalità, destino o imprudenza?...
Come tutte le disgrazie, anche questa sconvolse la vita di noi famigliari,
degli amici e lasciò il paese nel dolore.
Ora, a cinquanta anni di distanza, ho sentito il bisogno di ricordare quel
giorno. Non sapendo come organizzarmi, mi sono rivolta agli amici di allora,
ai coscritti di René.
In capo ad una settimana tutto era pronto, da parte mia estesi l'invito a
tutti coloro che avrebbero avuto il piacere di unirsi a noi.
Decidemmo quindi di recarci al lago di Chamolé il 12 luglio con il
seguente programma: – 8,30 ritrovo presso il piazzale dell'Hôtel du Château –
Santa messa – pranzo al sacco «comunitario» – rientro prima dell'ultima corsa
della seggiovia (ore 17).
Domenica 12 luglio ci trovammo quindi nel luogo convenuto e partimmo
dopo aver sistemato chi era sprovvisto di automobile.

I familiari di René e Renato a Chamolé


Testo Originale Estratto
Messa di anniversario a Chamolé
All'arrivo al lago, il sig. Camillo Bochet, che era arrivato su con un enor-
me zaino, provvide a sistemare una placca ricordo in marmo, su cui era scolpi-
ta la scritta «i coscritti» e la data.
Finito questo «lavoro» si è scelto il luogo dove celebrare la santa messa in
memoria dei due giovani. L'altare (un tavolo da campo) fu subito pronto e la
santa messa fu celebrata da don Gaod. Era stato invitato don Fosson, che all'e-
poca della disgrazia era parroco di Saint-Pierre, ma non poté pervenire con
suo e nostro rammarico, per motivi di salute.
La celebrazione, seguita con molto interesse anche dai numerosi turisti
presenti, fu accompagnata dai cori di alcuni cantori e dei coscritti. Al termine
della santa messa si diede inizio al «pranzo comunitario», che si rivelò abbon-
dante e dotato di una fornitissima enoteca, allietata da ricordi, battute, canti e
soprattutto da tanta cordialità e allegria.
Prima del rientro abbiamo voluto lasciare un ultimo pensiero ai nostri cari
intonando «Montagnes Valdôtaines».
Ciò che mi ha maggiormente colpito è stato lo spirito gioviale che ci ha
accompagnati durante tutta la giornata. Spesso mi ero chiesta: «chissà se qual-
cuno si ricorda quel giorno», ebbene ho avuto la certezza che nessuno li aveva
«dimenticati» e che l'amicizia era ancora viva in loro.
Di questo io e la mia famiglia ringraziamo, non solo i coscritti di René e di
Renato, ma tutti coloro che si sono uniti a noi in questa giornata, consapevoli
che l'amicizia conta ancora molto.
Un caloroso ringraziamento a tutti.
Renata
8
Alla messa si educa in famiglia
La vita di fede dovrebbe essere come l'acqua per i pesci, qualcosa di
indispensabile in cui si vive facendo le cose importanti dell'esistenza
U
na madre domandò quando avrebbe dovuto iniziare a educare la figlia.
«Quanti anni ha la bambina?», domandò a sua volta l'esperto. «Cinque».
«Cinque! Corri a casa! Sei già in ritardo di cinque anni!». Se questo è
certo per l'educazione in generale, è verissimo per l'educazione spiritua-
le. Le riviste religiose e i parroci sono sempre più spesso assillati da domande del
tipo: «Ho allevato i miei figli nella fede, ma adesso che sono grandi si rifiutano di
andare a messa. Che cosa devo fare?». Le risposte sono quasi sempre farfugliati
inviti a pazientare, a pregare, a sperare.
Molti genitori si sentono sinceramente in colpa e si chiedono in che cosa
possano avere sbagliato. Parlando dell'educazione spirituale in famiglia, abbia-
mo affermato che la vita spirituale si forma nel clima di un'educazione «atmosfe-
rica». Le linee portanti di questo tipo di pedagogia potrebbero essere riassunte
così:
il comportamento dei genitori conta più delle loro parole;
non bisogna avere paura di dire chiaramente quello che si pensa, fosse anche
un deciso «no», ai propri figli, perché qualunque sia la reazione visibile,
hanno un bisogno vitale di punti di riferimento;
ciò che i genitori si dicono tra di loro è più importante di ciò che essi dicono
ai figli: non si può pretendere che i bambini prendano sul serio la vita spiri-
tuale se non sentono i genitori parlare d'altro che di automobili, soldi, man-
giare, scuola o sberle.
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
Questo è valido anche per educare i figli a quel particolare e fondamentale
momento della vita cristiana che è la santa messa. Perché la messa entri a far parte
della vita, i bambini devono percepire e vivere gli atteggiamenti che in essa sono
celebrati. Si va a messa per piacere e non per dovere. Mentre troppi vanno a messa
per «timbrare il cartellino» e tutto quello che desiderano è che finisca presto.
Ecco alcuni degli atteggiamenti essenziali per partecipare e non solo assistere
alla messa. Tutti devono essere in qualche modo «educati prima».
Prepararsi per un avvenimento importante e sentire la festa. In famiglia, è
importante imparare a preparare con gioia le feste, gli onomastici e le ricorrenze,
anche quelle degli amici, e predisporre l'atmosfera giusta. La messa deve essere
sentita come uno splendido evento per il quale si vestono a festa il corpo e il
cuore.
9


Testo Originale Estratto
La gioia di incontrarsi e di essere accolti. Quando si riceve o si ricambia la
visita di parenti e di amici, i bambini sono chiamati a partecipare all'incontro e ai
suoi riti: abbracci, strette di mano, dialoghi, scambi di doni.
Perdono. È difficile dire: «Perdonami». Lo è altrettanto dire: «Ti perdono».
Ma solo se queste esperienze sono realmente vissute in famiglia, si comprendono
i riti iniziali della messa.
Ascolto. Quanto ci si ascolta in famiglia? Pochissimo. Le orecchie sono
costantemente «occupate» da suoni elettronici. Così è difficile ascoltare le parole
vive, semplici e dirette che più volte nella messa sono definite «Parola di Dio», e
che dovrebbero arrivare al cuore di chi ascolta.
Lettura ad alta voce. Per molti bambini la lettura ad alta voce rischia di
essere un semplice rumore di fondo.
Fare silenzio. Bisognerebbe ogni tanto giocare con i bambini «ad ascoltare il
silenzio».
Rispondere. Quando si va a una festa, non si va soltanto ad ascoltare. Si
parla, si condividono i ricordi e i pareri, si grida talvolta la propria gioia e il pro-
prio consenso. I bambini devono imparare che se si va a messa non solo per ascolta-
re e ricevere. Nella messa esprimiamo il nostro accordo con la Parola di Dio con
l'«Amen» e l'«Alleluia» e diciamo forte la nostra fede nel «Credo».
Sentirsi parte di una comunità. «Far parte di...» è un'esperienza che di soli-
to i bambini vivono con entusiasmo.
Pregare. La preghiera con la mamma e il papà è una di quelle esperienze
che si imprimono nella persona in modo indelebile. Ed è il modo migliore di
imparare a pregare.
Donare. I bambini devono scoprire la soddisfazione di ricevere e di fare pic-
coli regali.
Il sacrificio fatto per amore. Per questa esperienza i genitori possono dav-
vero essere i maestri più adatti, a patto di volerlo essere.
Memoria. I bambini e i ragazzi di oggi vivono praticamente solo nel presen-
te, in una specie di «tutto e subito» quasi ossessivo. Hanno bisogno di imparare
la bellezza e l'utilità del ricordare le persone e gli avvenimenti del passato.
Padre. Se la parola non ha un senso profondo e vivo nella vita quotidiana,
difficilmente lo acquisterà durante la messa. E finirà per essere una parola cinci-
schiata in più.
Scambiarsi segni di fraternità. Sorridere ai vicini, salutare cordialmente,
augurare bene e felicità a chi si incontra: la civiltà dell'amore comincia così.
Mangiare insieme. A tavola, in famiglia, si impara a condividere il cibo e le
parole. Solo se questo avviene davvero, i bambini possono comprendere il senso
della parola «banchetto» che tante volte ricorre durante la messa.
Ringraziare. La gratitudine chiaramente espressa, l'apprezzamento recipro-
co, la riconoscenza dovrebbero essere alcuni dei valori portanti della convivenza
familiare.
Essere benedetti. È una sensazione bellissima, ma oggi quasi sconosciuta.

Nel giorno
del patrono sono
state festeggiate
le coppie con 25
e 50 anni
di matrimonio
10

Il pranzo dei festeggiati per 25 e 50 anni di matrimonio
11


Testo Originale Estratto
Nel «Benedizionale» ufficiale della Chiesa c'è anche la benedizione ai figli data
dai genitori. Ma quanti genitori lo sanno?
Ricevere una missione di testimonianza e di impegno. Quando ci si lascia,
dopo una festa o dopo un incontro, si fanno tante promesse. Spesso si prendono
impegni per il futuro: «Non ci dimenticheremo!». Se la festa è stata bella e piena
di gioia, si desidera soprattutto ritrovarsi. Nello stesso tempo si è più soddisfatti,
più ricchi dentro. Anche i bambini possono accorgersi che esistono avvenimenti
ed incontri che cambiano la vita. E la messa è il più grande di tutti.

DUE CORSI DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
NELLA NOSTRA ZONA

IL PRIMO AL PRIORATO
Lunedì 18 e 25 gennaio
Lunedì 1, 8, 15 e 22 febbraio

IL SECONDO A MORGEX
Lunedì 12, 19 e 26 aprile
Lunedì 3, 10 e 17 maggio

Dopo la messa di anniversario dei matrimoni

12

Progetto giovani della Comunità Montana
Vi ricordiamo con questa sintesi il percorso evolutivo dei Centri Aggregativi
aperti dal mese di marzo '98 nell'ambito del Progetto Giovani della Comu-
nità Montana. Nella prima fase di apertura il loro utilizzo fu parziale con
chiusure e aperture in alternanza (Aymavilles/Saint-Pierre) essendovi un
solo animatore incaricato del loro funzionamento. L'entusiasmo dei giovani, sin
dall'inizio, fu chiaramente espresso con la loro partecipazione alle prime proposte
di attività peraltro scaturite dalle loro domande e bisogni.
Ecco qui un sunto delle attività intraprese:
Nell'ambito del Progetto Giovani:
- corsi di piano, danza moderna, una corale «Les jeunes du Grand Paradis» -
teatro, triathlon
- 2 gite aperte a tutti, una a Genova in primavera e l'altra alle Caravelle di
Ceriale in estate

Nell'ambito dello «Junior Club»
(associazione giovanile nata con l'impulso del Progetto Giovani):
- Le feste innanzitutto, quella di primavera (al salone polivalente di Avise) e
quella di Halloween nel mese scorso, sempre ad Avise. Forse è inutile precisar-
lo ma come potete immaginare queste due serate hanno raccolto un successo-
ne presso i giovani, (400 persone per la prima e 500 per la seconda).
- 3 gite proposte ai giovani nel periodo estivo; 1) gita al Nomenon che purtrop-

Gemellaggio Malta - Comunità Montana

13


Testo Originale Estratto
po ha avuto pochi partecipanti, 2) gita alle guglie di Donnas, dove un folto
gruppo di giovani temerari si è tuffato nell'acqua piuttosto fredda per non dire
gelida, ed infine la 3) e grandiosa gita all'Eurodisneyland di Parigi dove 63
giovani partecipanti hanno visitato in modo strabiliante, seppur in tempi brevi
(3 giorni), le molteplici attrazioni del Parco divertimenti e il fascino intramon-
tabile della capitale francese.
Inoltre l'associazione ha proposto in occasione de «Mondiale '98» l'allestimen-
to di un maxi schermo presso la scuola media di Villeneuve, 7 serate per 7 par-
tite con una folta presenza di pubblico, piccoli, giovani e adulti.
Sempre con il maxi schermo 3 serate di cinema all'aperto hanno attirato 410
spettatori, la programmazione cinema continua attualmente non più all'aperto
(visto le temperature già rigide), presso le palestre e gli auditorium dei vari
comuni componenti la Comunità Montana.
Per quel che riguarda lo sport, l'associazione «Junior Club» ha organizzato un
torneo di calcio a cinque che ha ottenuto un gradimento e una partecipazione
importante: 8 squadre per un totale di circa 60 partecipanti.
Nel mese di giugno '98 l'assunzione di 2 animatrici ha aumentato la possibilità
di proporre e preparare – con i giovani stessi – altre attività, alcune già intraprese
dall'animatore ed altre completamente nuove.
Quindi per quel che riguarda in particolare i «centri aggregativi - Les Espaces
Jeunes» le attività intraprese possono essere molteplici, alcune a carattere ordinario
mentre altre più saltuarie o eccezionali... ve ne elenchiamo alcune qui di seguito:
- partitelle di calcio presso il campetto parrocchiale di don Primo di Aymavilles;
- escursioni in montagna;
- uscite al palaghiaccio e in piscina, ad Aosta o Courmayeur;
- partite di «Street Hockey» e pratica dei «Rollers» ai «parcheggi» di Saint-Pierre;
- feste e festicciole organizzate e preparate per lo svolgimento nei Centri Aggre-
gativi (compleanni, gemellaggi tra classi valdostane e classi provenienti da
altre regioni, ecc...);
- uscite all'Oasi di Viverone durante il periodo estivo;
- numerosi giochi di società presenti e a disposizione dei ragazzi all'interno dei
Centri stessi (dimensione ludoteca);
- castagnata al centro di Aymavilles e, grazie all'acquisto recente di una T.V. con
videoregistratore, “séance video” per tutti.
La lista non è esaustiva e tante altre attività possono essere intraprese, vogliamo
comunque ricordarvi che la ragione d'essere dei Centri non è solo quella legata alla
loro dimensione ricreativa, nei Centri i giovani possono trovare anche un aiuto o un
«colpo di mano» per ogni tipo di problema, dall'inserzione professionale e scolasti-
ca, alla ricerca di informazioni riguardanti i vari centri di interesse (salute, vacanze,
cultura, studi e così via...) o al semplice bisogno di essere ascoltati in un contesto
relazionale (animatori-giovani) conviviale e valorizzante per i giovani stessi.

Gli animatori del Progetto Giovani
Berlier Lara - Fongo Roberto - Ghiotto Valeria

14

Gita
dei giovani
della
Comunità a
Ceriale

Roller
ai parcheggi
di Saint-Pierre

Soggiorno
in
Camargue
dei nostri
ragazzi
15


Testo Originale Estratto
po ha avuto pochi partecipanti, 2) gita alle guglie di Donnas, dove un folto
gruppo di giovani temerari si è tuffato nell'acqua piuttosto fredda per non dire
gelida, ed infine la 3) e grandiosa gita all'Eurodisneyland di Parigi dove 63
giovani partecipanti hanno visitato in modo strabiliante, seppur in tempi brevi
(3 giorni), le molteplici attrazioni del Parco divertimenti e il fascino intramon-
tabile della capitale francese.
Inoltre l'associazione ha proposto in occasione de «Mondiale '98» l'allestimen-
to di un maxi schermo presso la scuola media di Villeneuve, 7 serate per 7 par-
tite con una folta presenza di pubblico, piccoli, giovani e adulti.
Sempre con il maxi schermo 3 serate di cinema all'aperto hanno attirato 410
spettatori, la programmazione cinema continua attualmente non più all'aperto
(visto le temperature già rigide), presso le palestre e gli auditorium dei vari
comuni componenti la Comunità Montana.
Per quel che riguarda lo sport, l'associazione «Junior Club» ha organizzato un
torneo di calcio a cinque che ha ottenuto un gradimento e una partecipazione
importante: 8 squadre per un totale di circa 60 partecipanti.
Nel mese di giugno '98 l'assunzione di 2 animatrici ha aumentato la possibilità
di proporre e preparare - con i giovani stessi - altre attività, alcune già intraprese
dall'animatore ed altre completamente nuove.
Quindi per quel che riguarda in particolare i «centri aggregativi - Les Espaces
Jeunes» le attività intraprese possono essere molteplici, alcune a carattere ordinario
mentre altre più saltuarie o eccezionali... ve ne elenchiamo alcune qui di seguito:
- partitelle di calcio presso il campetto parrocchiale di don Primo di Aymavilles;
- escursioni in montagna;
- uscite al palaghiaccio e in piscina, ad Aosta o Courmayeur;
- partite di «Street Hockey» e pratica dei «Roller» ai «parcheggi» di Saint-Pierre;
- feste e festicciole organizzate e preparate per lo svolgimento nei Centri Aggre-
gativi (compleanni, gemellaggi tra classi valdostane e classi provenienti da
altre regioni, ecc...);
- uscite all'Oasi di Viverone durante il periodo estivo;
- numerosi giochi di società presenti e a disposizione dei ragazzi all'interno dei
Centri stessi (dimensione ludoteca);
- castagnata al centro di Aymavilles e, grazie all'acquisto recente di una T.V. con
videoregistratore, "séance video" per tutti.
La lista non è esaustiva e tante altre attività possono essere intraprese, vogliamo
comunque ricordarvi che la ragione d'essere dei Centri non è solo quella legata alla
loro dimensione ricreativa, nei Centri i giovani possono trovare anche un aiuto o un
«colpo di mano» per ogni tipo di problema, dall'inserzione professionale e scolasti-
ca, alla ricerca di informazioni riguardanti i vari centri di interesse (salute, vacanze,
cultura, studi e così via...) o al semplice bisogno di essere ascoltati in un contesto
relazionale (animatori-giovani) conviviale e valorizzante per i giovani stessi.
Gli animatori del Progetto Giovani
Berlier Lara - Fongo Roberto - Ghiotto Valeria
14
Gita
dei giovani
della
Comunità a
Ceriale
'Roller
ai parcheggi
di Saint-Pierre
Soggiorno
in
Camargue
dei nostri
ragazzi
15


Testo Originale Estratto
Notizie A.V.I.S.
Festa dell'Avis qualche anno fa!

È buona norma, a fine anno,
tirare le somme dell'anda-
mento dell'attività associati-
va.
La nostra sezione ha subito un
calo piuttosto sensibile di iscritti,
dovuto sia al fatto che un numero
consistente di donatori ha dovuto
abbandonare per motivi di salute,
sia alla diminuzione di nuovi iscritti
(una sola adesione quest'anno). È
vero che donare sangue è un atto di
volontà, e quindi non esistono obbli-
ghi particolari, ma è comunque
importante sottolineare che il nostro
gesto serve essenzialmente ad aiuta-
re chi soffre, quindi sarebbe molto
bello se il numero di iscritti e quindi
le donazioni aumentassero.
Quest'anno scade il mandato del
direttivo in carico: è necessario che
16

qualcuno abbia voglia di dedicare
un po' del suo tempo libero per le
attività della nostra sezione, perché
alcune persone del direttivo uscente
devono lasciare per motivi persona-
li, ed inoltre elementi nuovi porte-
rebbero nuove idee.
Tra le nostre attività c'è anche la
gara di bocce che nel mese di set-
tembre si è svolta al bocciodromo di
Gressan organizzata dalla nostra
sezione e valida per il Trofeo A.V.I.S.
Regionale: vi hanno partecipato 36
avisini (compresi quelli delle altre
sezioni regionali), che hanno conclu-
so le «ostilità» con un'immancabile
spaghettata.
Augurando buone feste, speria-
mo, con queste poche righe, di otte-
nere qualche buon risultato.
Il Direttivo

Saint-Pierre: festa anziani

Per il terzo anno consecutivo
sono stati festeggiati gli
anziani di Saint-Pierre. La
manifestazione, promossa
dall'Amministrazione Comunale e
organizzata dallo Spazio Club e da
un apposito comitato, si è svolta
domenica 6 settembre e ha riscontra-
to un notevole successo di parteci-
pazione. La giornata è iniziata con la
Celebrazione Eucaristica nella chie-
sa parrocchiale officiata da don
Aldo Rastello.
Più volte il parroco si è rivolto
agli anziani con affettuose parole di
ringraziamento per l'impegno, l'o-
nestà e l'esempio che ci tramandano,
esortandoli a non sentirsi inutili ma
a preservare nel trasmettere la loro
esperienza di vita e nell'esserci vici-
ni con la loro saggez-
za.
I partecipanti, con
le autorità e con una
delegazione di anziani
di Saint-Pierre-en-
Faucigny, paese ge-
mellato con Saint-
Pierre, con i parenti si
sono ritrovati alla mi-
crocomunità per
anziani per l'aperitivo
e per il pranzo. La
festa è proseguita nel
pomeriggio con l'esi-

bizione, assai apprezzata, di un
corso di ballo del Cral Cogne di
Aosta e con l'intrattenimento musi-
cale. Nel corso del pomeriggio agli
anziani presenti è stata consegnata
gratuitamente la tessera dell'Asso-
ciazione «L'âge de la sagesse», che si
propone di mantenere uniti gli
ultrasessantacinquenni con incontri
per trascorrere insieme ore di diver-
timento o organizzare possibili gite e
viaggi.
A conclusione della giornata di
festa tutti erano contenti: gli ospiti
della microcomunità, per aver tra-
scorso un pomeriggio diverso e in
compagnia, e gli anziani «esterni»
per aver ritrovato vecchi amici con
cui ricordare i bei tempi andati.

Annamaria

Sorrisi e allegria alla
festa degli anziani

17


Testo Originale Estratto
NOTIZIE A.V.I.S.
Saint-Pierre: festa anziani
Festa dell'Avis qualche anno fa!
È buona norma, a fine anno,
tirare le somme dell'anda-
mento dell'attività associati-
va.
La nostra sezione ha subito un
calo piuttosto sensibile di iscritti,
dovuto sia al fatto che un numero
consistente di donatori ha dovuto
abbandonare per motivi di salute,
sia alla diminuzione di nuovi iscritti
(una sola adesione quest'anno). È
vero che donare sangue è un atto di
volontà, e quindi non esistono obbli-
ghi particolari, ma è comunque
importante sottolineare che il nostro
gesto serve essenzialmente ad aiuta-
re chi soffre, quindi sarebbe molto
bello se il numero di iscritti e quindi
le donazioni aumentassero.
Quest'anno scade il mandato del
direttivo in carico: è necessario che
qualcuno abbia voglia di dedicare
un po' del suo tempo libero per le
attività della nostra sezione, perché
alcune persone del direttivo uscente
devono lasciare per motivi persona-
li, ed inoltre elementi nuovi porte-
rebbero nuove idee.
Tra le nostre attività c'è anche la
gara di bocce che nel mese di set-
tembre si è svolta al bocciodromo di
Gressan organizzata dalla nostra
sezione e valida per il Trofeo A.V.I.S.
Regionale: vi hanno partecipato 36
avisini (compresi quelli delle altre
sezioni regionali), che hanno conclu-
so le «ostilità» con un'immancabile
spaghettata.
Augurando buone feste, speria-
mo, con queste poche righe, di otte-
nere qualche buon risultato.
Il Direttivo
per il terzo anno consecutivo
sono stati festeggiati gli
anziani di Saint-Pierre. La
manifestazione, promossa
dall'Amministrazione Comunale e
organizzata dallo Spazio Club e da
un apposito comitato, si è svolta
domenica 6 settembre e ha riscontra-
to un notevole successo di parteci-
pazione. La giornata è iniziata con la
Celebrazione Eucaristica nella chie-
sa parrocchiale officiata da don
Aldo Rastello.
Più volte il parroco si è rivolto
agli anziani con affettuose parole di
ringraziamento per l'impegno, l'o-
nestà e l'esempio che ci tramandano,
esortandoli a non sentirsi inutili ma
a preservare nel trasmettere la loro
esperienza di vita e nell'esserci vici-
ni con la loro saggez-
za.
I partecipanti, con
le autorità e con una
delegazione di anziani
di Saint-Pierre-en-
Faucigny, paese ge-
mellato con Saint-
Pierre, con i parenti si
sono ritrovati alla mi-
crocomunità per
anziani per l'aperitivo
e per il pranzo. La
festa è proseguita nel
pomeriggio con l'esi-
bizione, assai apprezzata, di un
corso di ballo del Cral Cogne di
Aosta e con l'intrattenimento musi-
cale. Nel corso del pomeriggio agli
anziani presenti è stata consegnata
gratuitamente la tessera dell'Asso-
ciazione «L'âge de la sagesse», che si
propone di mantenere uniti gli
ultrasessantacinquenni con incontri
per trascorrere insieme ore di diver-
timento a organizzare possibili gite e
viaggi.
A conclusione della giornata di
festa tutti erano contenti: gli ospiti
della microcomunità, per aver tra-
scorso un pomeriggio diverso e in
compagnia, e gli anziani «esterni»
per aver ritrovato vecchi amici con
cui ricordare i bei tempi andati.
Annamaria
Sorrisi e allegria alla
festa degli anziani
16
17


Testo Originale Estratto
Le autorità
fanno gli
auguri
Le logo des Nations Unies pour l'Année
internationale des Personnes Agées, 1999,
veut exprimer vitalité, mouvement,
diversité et indépendance.
1999
Un seuil d'espérance
Au cours de son voyage pastoral en Autriche, du 19 au 21 juin dernier, le Pape Jean-Paul
II a rendu visite aux malades de l'Hospice Rennweg de la «Caritas Socialis» de Vienne.
Du message adressé à ses «bien-aimés frères et sœurs» de cet Hospice et «à tous ceux qui
vivent et travaillent dans le monde de la souffrance et de la douleur», nous extrayons de
longs passages, qui ouvrent une porte d'espérance sur les réalités de la vie et de la mort.
Le texte intégral de ce Message a été publié dans l'Osservatore Romano du 30 juin 1998.
Vivre avant la mort
Nous vivons dans une société où l'on cherche à supprimer la douleur. La souf-
france, la maladie et la mort sont effacées de la mémoire personnelle et publique,
même si leur présence finit par s'imposer de multiples manières dans la presse, la
télévision, les conférences. Le rejet de la mort se manifeste également dans le fait
que de nombreux malades meurent dans les hôpitaux ou dans d'autres structures,
c'est-à-dire en dehors de leur milieu habituel.
Gino e Pierre
premiati alla
festa degli
anziani
Che bella tavolata per i nostri anziani
I nostri anziani della Comunità
18
19


Testo Originale Estratto
Le autorità
fanno gli
auguri
Gino e Pierre
premiati alla
festa degli
anziani
Che bella tavolata per i nostri anziani
18
Le logo des Nations Unies pour l'Année
internationale des Personnes Agées, 1999,
veut exprimer vitalité, mouvement,
diversité et indépendance.
Un seuil d'espérance
Au cours de son voyage pastoral en Autriche, du 19 au 21 juin dernier, le Pape Jean-Paul
II a rendu visite aux malades de l'Hospice Rennweg de la «Caritas Socialis» de Vienne.
Du message adressé à ses «bien-aimés frères et sœurs» de cet Hospice et «à tous ceux qui
vivent et travaillent dans le monde de la souffrance et de la douleur», nous extrayons de
longs passages, qui ouvrent une porte d'espérance sur les réalités de la vie et de la mort.
Le texte intégral de ce Message a été publié dans l'Osservatore Romano du 30 juin 1998.
Vivre avant la mort
Nous vivons dans une société où l'on cherche à supprimer la douleur. La souf-
france, la maladie et la mort sont effacées de la mémoire personnelle et publique,
même si leur présence finit par s'imposer de multiples manières dans la presse, la
télévision, les conférences. Le rejet de la mort se manifeste également dans le fait
que de nombreux malades meurent dans les hôpitaux ou dans d'autres structures,
c'est-à-dire en dehors de leur milieu habituel.
I nostri anziani della Comunità
19
1999


Testo Originale Estratto
Affronter ces questions avec délicatesse et sensibilité - tel est le devoir de ceux
qui travaillent dans les hôpitaux et les hospices. Il est important de parler de la
souffrance et de la mort de façon à en atténuer la peur. En effet, mourir fait égale-
ment partie de la vie. A notre époque, il y a un besoin urgent de personnes qui
renouvellent cette conscience (...).

L'amour plus fort que la mort

Au chrétien aussi, la mort cache la vision directe de ce qui doit venir, mais le
croyant peut avoir confiance dans les paroles du Seigneur: «Je vis et vous aussi
vous vivrez» (Jn 14, 19). Les paroles de Jésus et le témoignage des Apôtres nous
montrent, à travers un langage suggestif, le nouveau monde de la résurrection et
expriment l'espérance: «Ainsi nous serons avec le Seigneur toujours» (1 Th 4, 17).
Pour que les malades en phase terminale et les personnes mourantes acceptent plus
facilement ce message, il est nécessaire que ceux qui les approchent démontrent par
leur conduite qu'ils prennent au sérieux les paroles de l'Évangile (...). La douleur et
la souffrance du présent peuvent ainsi être illuminées par la bonne nouvelle. Main-
tenant donc «demeurent la foi, l'espérance et la charité mais la plus grande des
trois, c'est la charité» (1 Co 13, 13). Car l'amour est plus fort que la mort (cf. Ct 8, 6).

Tout comme la conscience d'être aimés atténue la peur de la souffrance, ainsi
le respect de la dignité du malade l'aide, en cette grave et douloureuse étape de sa
vie, à découvrir une riche possibilité de maturation humaine et chrétienne (...).
Pour aider l'autre de façon concrète, il faut respecter sa douleur spécifique, en
reconnaissant la dignité qu'il conserve en dépit des effets dévastateurs que la dou-
leur comporte parfois.
Jean Paul II
21 juin 1998

Pronti ad assistere allo spettacolo di danza

En réalité, la majorité des personnes désirent pouvoir fermer les yeux dans
leur maison, parmi les membres de leur famille et leurs amis fidèles, mais tant de
familles ne se sentent pas en mesure, psychologiquement ou physiquement, de
satisfaire ce désir. Il existe en outre de nombreuses personnes seules, qui n'ont per-
sonne qui puisse rester auprès d'elles à la fin de leur chemin terrestre. Même en
mourant «sous» un toit, leur cœur est resté «sans» toit (...).

Par leur simple présence ici, les malades, qui souffrent ou qui sont sur le point
de mourir, invitent le visiteur qui les rencontre à ne pas se cacher la réalité de la
souffrance et de la mort. Il est encouragé à se rendre compte des limites de son exis-
tence et à les affronter ouvertement. L'Hospice fait comprendre que mourir signifie
vivre avant la mort (...). Ce lieu devient un seuil d'espérance, qui conduit au-delà
de la souffrance et de la mort (...).

Les grandes interrogations

Pour la majorité des personnes, la mort arrive trop tôt. Nombre de nos contem-
porains, même très âgés, souhaitent une mort rapide et indolore, d'autres demandent
un peu de temps pour prendre congé. Mais les peurs, les interrogations, les doutes et
les désirs sont toujours présents au cours de la dernière étape de la vie. Les chrétiens
doivent, eux aussi, affronter la peur de la mort, qui est le dernier ennemi, comme le
dit l'Écriture sainte (cf. 1 Co 15, 26; Ap 20, 14).

La fin de la vie place l'homme devant de grandes interrogations: comment
sera ma mort? Serai-je seul ou pourrai-je avoir auprès de moi les personnes qui me
sont chères? Qu'est-ce qui m'attend après la mort? Serai-je accueilli par la miséri-
corde divine?

Microcomunità in festa
20 21


Testo Originale Estratto
«Pregate il padrone della messe,
che mandi operai per la sua messe» (Lc 10,2)
È proprio di quest'anno (inaugurazione il 2 marzo '98) il trasferimento
dei seminaristi della nostra diocesi dal Piccolo Seminario al Seminario
Maggiore in via Xavier de Maistre ad Aosta. Il motivo di questo trasfe-
rimento è dei più belli: negli ultimi anni il numero dei seminaristi è
aumentato, attualmente ben dieci ragazzi, tutti valdostani, frequentano il
seminario... davvero una grande grazia per tutta la diocesi!
La scelta di entrare in un seminario è il primo passo di un lungo cammino di
formazione spirituale e intellettuale verso la definitiva consacrazione della
propria vita al servizio di Dio. Questo cammino di preparazione è segnato da
alcune tappe di riflessione in cui i ragazzi sono chiamati a meditare sulla loro
scelta e a confermare il loro proposito di divenire testimoni di Cristo.
Venerdì 13 novembre in Cattedrale, tre dei nostri seminaristi hanno con-
fermato, nel corso di una cerimonia emozionante presieduta dal Vescovo, la
loro volontà di proseguire con entusiasmo di fede il cammino fin qui intrapre-
so. Durante l'Euca-
restia Andrea Mar-
coz (parrocchia di
Saint-Rhémy-en-
Bosses) è stato
ammesso alla pre-
parazione al presbi-
terato, mentre San-
dro Nogara (parroc-
chia di Charvensod)
e Marco Bonvicini
(parrocchia di
Sant'Orso) sono
stati ammessi al
ministero di lettori,
In Cattedrale seminaristi
iniziano il cammino
verso il Sacerdozio
22
cioè annunciatari della parola con l'impegno di farla germogliare fedelmente
nel cuore di ognuno.
Come ricordava il Vescovo durante la predica, il seminario è un cerchio,
un cerchio attorno al quale stanno tanti altri cerchi che circondano e sorreggo-
no il primo. Noi tutti, religiosi e laici, siamo chiamati a essere parte viva, attiva
di questi cerchi, come? Con la preghiera! Non dimentichiamo nelle nostre pre-
ghiere di ringraziare il Signore per averci donato questi ragazzi che così festo-
samente, così meravigliosamente hanno deciso di vivere per lui, con lui ed in
lui; per loro preghiamo perché il Signore li sostenga e li confermi nella loro
vocazione... per loro che forse saranno i parroci dei nostri figli, dei nostri
nipoti. Davvero un grande grazie al Signore, perché, in questo momento in cui
i parroci sono sempre più una merce rara, ha fatto germogliare dalla nostra
piccola Valle tanto amore, tanta dedizione, tanta voglia di servizio.
Nicole
Preghiamo
per il
seminario:
Vieni o Spirito Santo
risveglia in tutti noi
un desiderio
autentico
di seguire Gesù
là dove ci chiama
insegnaci
ad offrire al Padre
le gioie e le fatiche
della vita quotidiana
per il dono
di nuovi ministri
del Vangelo.
Accompagna
ed illumina
i giovani che
si preparano
al servizio
di presbiteri
e coloro che
sono chiamati
a formarli
23


Testo Originale Estratto
Il caro intruso

Quando si parla di televisione in famiglia, si respira un clima
da guerra civile. Lo spettro della colpevolezza incombe
su telespettatori e genitori. I bambini l'adorano.
Nonni e genitori la guardano sempre di più

il ritorno da un'escursione
nel nostro pianeta, due
marziani offrono in dono al
loro capo un televisore.
«Non siamo riusciti a catturare nes-
sun terrestre», spiegano, «ma abbia-
mo messo le mani su uno dei loro
dei». Gli esperti minacciano conse-
guenze apocalittiche. La povera TV
viene caricata di tutte le colpe e di
tutte le nefandezze possibili. È
diventata oggetto di digiuno quare-
simale e quindi paragonata al cibo.
C'è chi prevede una «festa della
TV», come per il papà e la mamma.
Tutti discutono, parlano, terrorizza-
no, si scandalizzano. Ma poi, alla
sera, sprofondano in poltrone e
guardano la TV. È insomma uno di
quegli argomenti che è doveroso
affrontare con un alto grado di sere-
nità, perché dice il saggio: «Di fron-
te all'inevitabile, rilassati».

Proponiamo dieci semplici consi-
derazioni per riflettere in modo
equilibrato sul problema:

1. La televisione crea problemi
non per quello che fa, ma per
quello che non fa fare.

Come sarebbe la vita familiare se

non esistesse il televisore? È franca-
mente terribile la statistica che
dimostra che la grande maggioran-
za delle famiglie italiane fa consiste-
re lo stare insieme semplicemente
nel «guardare la televisione». Men-
tre in passato erano i genitori e i
nonni a trasmettere i valori della
società e della famiglia ai giovani,
ora è la televisione a trasmettere
mode e opinioni; e poiché i giovani
sono più ricettivi ai messaggi tele-
visivi, essi trasmettono a genitori e
nonni la cultura televisiva. Ne deri-
va una riorganizzazione «al contra-
rio» della trasmissione culturale tra
generazioni.

2. Non si deve mai usare la causa-
lità diretta, ma una causalità
circolare con «rinforzo».

Significa semplicemente che non
bisogna servirsi della polemica anti-
televisione come di un alibi. Non si
può dire: «La televisione non ci fa
più parlare!». Se fosse vero baste-
rebbe spegnere il televisore e, come
d'incanto, si dovrebbe ricominciare
il dialogo familiare. Tutti quelli che
hanno provato affermano invece
che non succede nulla.

24

3. È necessario insegnare ai figli a
«seguire un programma» non a
«guardare la TV».

Molti ingurgitano televisione in
modo bulimico, soltanto perché non
hanno niente di meglio da fare.
Guardano senza vedere. Passano da
un programma all'altro seguendo
spezzoni incoerenti. Questo è certa-
mente un modo stupido di passare
il tempo.

Un programma scelto e seguito
con attenzione può istruire, diverti-
re, informare. L'uso del videoregi-
stratore e delle videocassette aiuta i
genitori e gli educatori a creare au-
tentico interesse intorno ad un pro-
gramma specifico.

4. I ragazzi hanno bisogno di una
bussola.

I bambini non vedono solo i pro-
grammi loro diretti. Amano moltis-
simo vedere i programmi degli
adulti. E quindi vedono di tutto. Ma
in disordine, alla rinfusa, senza ri-
guardo per differenti gradi di ma-
turità o scelte valoriali della fami-
glia.

Oggi molto presto il bambino im-
para che ci sono mariti che ingan-
nano le mogli, che dei giovani
rubano nei supermercati, che gli
animali (e gli uomini) si divorano
tra di loro, che si guadagnano più
soldi con una rapina in banca o un
giochetto imbecille che lavorando

Patrono di Vetan
25


Testo Originale Estratto
Il caro intruso

Quando si parla di televisione in famiglia, si respira un clima
da guerra civile. Lo spettro della colpevolezza incombe
su telespettatori e genitori. I bambini l'adorano.
Nonni e genitori la guardano sempre di più

D I ritorno da un'escursione
nel nostro pianeta, due
marziani offrono in dono al
loro capo un televisore.
«Non siamo riusciti a catturare nes-
sun terrestre», spiegano, «ma abbia-
mo messo le mani su uno dei loro
dei». Gli esperti minacciano conse-
guenze apocalittiche. La povera TV
viene caricata di tutte le colpe e di
tutte le nefandezze possibili. È
diventata oggetto di digiuno quare-
simale e quindi paragonata al cibo.
C'è chi prevede una «festa della
TV», come per il papà e la mamma.
Tutti discutono, parlano, terrorizza-
no, si scandalizzano. Ma poi, alla
sera, sprofondano in poltrone e
guardano la TV. È insomma uno di
quegli argomenti che è doveroso
affrontare con un alto grado di sere-
nità, perché dice il saggio: «Di fron-
te all'inevitabile, rilassati».

Proponiamo dieci semplici consi-
derazioni per riflettere in modo
equilibrato sul problema:

1. La televisione crea problemi
non per quello che fa, ma per
quello che non fa fare.

Come sarebbe la vita familiare se

24

non esistesse il televisore? È franca-
mente terribile la statistica che
dimostra che la grande maggioran-
za delle famiglie italiane fa consiste-
re lo stare insieme semplicemente
nel «guardare la televisione». Men-
tre in passato erano i genitori e i
nonni a trasmettere i valori della
società e della famiglia ai giovani,
ora è la televisione a trasmettere
mode e opinioni; e poiché i giovani
sono più recettivi ai messaggi tele-
visivi, essi trasmettono a genitori e
nonni la cultura televisiva. Ne deri-
va una riorganizzazione «al contra-
rio» della trasmissione culturale tra
generazioni.

2. Non si deve mai usare la causa-
lità diretta, ma una causalità
circolare con «rinforzo».

Significa semplicemente che non
bisogna servirsi della polemica anti-
televisione come di un alibi. Non si
può dire: «La televisione non ci fa
più parlare!». Se fosse vero baste-
rebbe spegnere il televisore e, come
d'incanto, si dovrebbe ricominciare
il dialogo famigliare. Tutti quelli che
hanno provato affermano invece
che non succede nulla.

3. È necessario insegnare ai figli a
«seguire un programma» non a
«guardare la TV».

Molti ingurgitano televisione in
modo bulimico, soltanto perché non
hanno niente di meglio da fare.
Guardano senza vedere. Passano da
un programma all'altro seguendo
spezzoni incoerenti. Questo è certa-
mente un modo stupido di passare
il tempo.

Un programma scelto e seguito
con attenzione può istruire, diverti-
re, informare. L'uso del videoregi-
stratore e delle videocassette aiuta i
genitori e gli educatori a creare au-
tentico interesse intorno ad un pro-
gramma specifico.

4. I ragazzi hanno bisogno di una
bussola.

I bambini non vedono solo i pro-
grammi loro diretti. Amano moltis-
simo vedere i programmi degli
adulti. E quindi vedono di tutto. Ma
in disordine, alla rinfusa, senza ri-
guardo per differenti gradi di ma-
turità o scelte valoriali della fami-
glia.

Oggi molto presto il bambino im-
para che ci sono mariti che ingan-
nano le mogli, che dei giovani
rubano nei supermercati, che gli
animali (e gli uomini) si divorano
tra di loro, che si guadagnano più
soldi con una rapina in banca o un
giochetto imbecille che lavorando

Patrono di Vetan
25


Testo Originale Estratto
ecc. Un bambino esposto troppo a
lungo alla TV rischia davvero di
essere «scombussolato»: ha bisogno
di qualcuno che gli insegni a «giu-
dicare» e a distinguere ciò che è
bene e ciò che è male, ciò che è nor-
male e ciò che non lo è, il bello e il
brutto.

5. Bisogna imparare a neutralizza-
re la pubblicità.
Il linguaggio pubblicitario sfrutta
magnificamente le possibilità comu-
nicative del mezzo televisivo. È un
linguaggio che non passa per la via
del ragionamento e della riflessione:
vuole soltanto «sedurre» attraverso
la forza emotiva dell'immagine e
del suono. La pubblicità è «il pro-
gramma più lungo della TV».

6. È essenziale ricuperare gli altri
mezzi di comunicazione.
Questa può essere la dimentican-
za educativa peggiore di tutte. Il
bambino ha bisogno di imparare «a
parlare parlando». Non lo farà se
passerà lunghe ore in silenzio, al
buio, ad ascoltare o guardare una
«macchina». I ragazzi hanno biso-
gno di imparare a leggere e di fanta-
sticare, di apprezzare un quadro e
un concerto.

7. È necessario mantenere il con-
tatto con la realtà.
Le esperienze che i bambini vivo-
no di fronte al teleschermo sono «di
seconda mano». Rischiano di vivere
in una forma pericolosa di confusio-
ne, in cui saltano i confini tra realtà
e finzione, in cui tutto magari
diventa solo finzione. I bambini
devono essere presi per mano e por-
tati a vedere un vero tramonto, un
vero albero di pesco fiorito, una
vera mucca. Devono vedere il papà
e la mamma che lavorano.

8. Insegnare ai figli il gusto di
fare, non di stare a guardare.
L'apertura mentale del bambino
si sviluppa grazie ai sensi. Come il
cibo nutre l'organismo, così il tocca-
re, le sensazioni, i movimenti, le
immagini, i suoni, i sapori, gli odori
sono tutti «alimenti» fondamentali
per l'attenzione, la memoria, il pen-
siero, i sentimenti di un bambino e
anche per la formazione della sua
identità. Per crescere, svilupparsi,
acquisire sicurezza, i bambini han-
no bisogno di toccare, di giocare, di
fare, di sperimentare le bellezze, la
varietà e la complessità del mondo.
Devono sviluppare il gusto dell'atti-
vità, della creatività, non abituarsi
semplicemente a fare gli «spettatori
professionisti».

9. Costruire delle teste ben fatte.
La televisione non rimpiazzerà mai
la scuola, ma la scuola non può con-
tinuare come se la televisione non
esistesse. La televisione costringe
veramente l'educatore a modificare
il suo ruolo. L'educatore post-televi-
sivo non è più un dispensatore di
conoscenze (a questo provvedono
abbondantemente i mass media), ma
colui che aiuta i ragazzi a organiz-
zare queste conoscenze e a farle
proprie in un insieme coerente. I
mass media forniscono una miriade
di tessere colorate, gli educatori
devono fornire il «disegno» in cui
devono essere collocate per avere
un senso. Insegnare a pensare è uno
degli obiettivi fondamentali dell'e-
ducazione familiare.

10. Il pulsante che accende e spe-
gne è sempre nelle vostre mani.
E, di solito, è l'unico potere effettivo
che avete sul vostro televisore. E
soprattutto ricordate sempre ciò che
afferma un saggio proverbio cinese:
«Non è il vino che ubriaca l'uomo. È
l'uomo che si ubriaca».

Messa di San Lorenzo a Vetan

26
27


Testo Originale Estratto
Gli orientamenti
pastorali
per il 1998/99
esperienza di vita. Per la parte poi che dovesse risultare negativa, introducete un pen-
siero di purificazione: e siate buoni con chi vi ha dato la vita e ha custodito la vostra
infanzia e forse anche la vostra giovinezza. Fatelo, sarà più facile per voi dire: “Padre
nostro che sei nei cieli”».
Quale paternità oggi?
Il Vescovo propone partendo dal tema del Padre una riflessione sulla
paternità: «se da un lato i figli hanno bisogno di un padre per la loro identità, da un
altro lato è anche vero che i padri sono oggi troppo spesso in crisi di identità loro stes-
si, come se fossero a disagio nel loro ruolo, ed è forse per questo che la figura del padre
è molto assente. Come riscoprire la paternità, come farne esperienza? Come delineare
la nuova figura di padre? Sono questi dei temi di cui potremo parlare insieme quando
ci incontreremo, se lo desiderate» e ancora «L'esperienza della paternità è decisiva
per sentire che l'esistenza personale “poggia”, ha un sostegno e che a sua volta può
reggere, e che quindi un altro può contare su di te. Paternità dice sicurezza non come
rifugio, ma come fondamento per osare e per “buttarsi”. Paternità dice autorità e
autorevolezza che può rimproverare e correggere e che soprattutto fa da modello,
almeno perché indica l'ideale. Il padre è uno che “rimane”, uno che c'è, dall'adole-
scenza in poi, uno su cui puoi contare».
In occasione della festa di San Grato, patrono della Diocesi, mons. Giu-
seppe Anfossi ha consegnato una lettera ai Sacerdoti, ai Diaconi, ai Religiosi e
religiose e a tutti i Fedeli della Diocesi di Aosta, per illustrare gli orientamen-
ti e il calendario delle iniziative dell’anno pastorale 1998/1999. Proviamo
insieme, in tre tappe, a ripercorrerne i passaggi più significativi, quelli che
parlano direttamente alle nostre comunità parrocchiali o al nostro vivere la
fede nella vita quotidiana.
Ma cosa sono gli orientamenti?
Il Vescovo definisce gli orientamenti pastorali «un tentativo di capire quello
che il Signore Gesù, nostro fratello e salvatore si attende dalla Chiesa che è in Valle
d’Aosta per rispondere all’appello di tante persone che anche oggi le chiedono un
aiuto per vivere meglio e per essere salvate». È importante che questi diventino
anche un patrimonio comune delle nostre comunità parrocchiali, soprattutto
per quel che riguarda la parola del Vangelo attraverso la quale siamo chiama-
ti a leggere in controluce le nostre vite.
Orientamenti pastorali 1998-1999 alla luce del «figliuolo prodigo»
Il tema dell’anno è «Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre
vostro» (Luca 6,36). La proposta poggia sulla meditazione della pagina evan-
gelica conosciuta come il «figliolo prodigo». Leggendo questa pagina «ognuno
si sente volta per volta, o nello stesso momento, Prodigo e Maggiore: sulla strada che
va o su quella del ritorno: con davanti l'agonia o la gioia diffusiva del Padre: con l'in-
ferno nel cuore o le prime note della festività che si canta perfino in Cielo, per Colui
che dapprima era morto e ora è risuscitato» (don Primo Mazzolari).
Scrive ancora il vescovo presentando gli Orientamenti «Perché possiate
aprirvi al Vangelo del Padre buono, del figlio prodigo e del figlio geloso, vi invito a
chiudere per un momento la casa bella in cui abitate ora, e a riaprire furtivamente e
tremando il vecchio uscio della casa che vi ha visti bambini. Rievocate, nel ricordo, la
vostra casa paterna e benedite tutto ciò che il Signore, grazie ad essa, vi ha donato in
28
I nostri cantori a Vetan
29


Testo Originale Estratto
Gruppo giovanissimi dell'A. C.
«Sta lieto, o giovane nella tua giovinezza
e si rallegri il tuo cuore
nei giorni della tua gioventù»
Quoelet 11,9
I responsabili nazionali dell'Azione Cattolica Italiana sono sempre più
convinti che l'età che ha bisogno di una attenzione educatrice più forte
sia l'età dell'adolescenza e che dunque l'impegno educativo verso que-
sta età è uno dei più forti che gli animatori devono assumersi.
Il gruppo giovanissimi di Saint-Pierre è proprio la proposta dell'Azio-
ne Cattolica Italiana ai ragazzi del nostro paese, ragazzi di 14, 15 e 16 anni
con cui ci riuniamo ogni venerdì pomeriggio dalle ore 15,00 in sala San
Carlo.
La parrocchia si è impegnata a fornire a questi giovani i luoghi di
incontro e le persone guida con cui svolgere esperienze stimolanti, signifi-
cative, per scoprire assieme l'Amore di Dio, il suo essere un Padre buono,
premuroso, un Padre che sa perdonare, un Padre che dà aiuto e conforto
nelle situazioni più difficili come nelle vicissitudini quotidiane.
Al gruppo si viene per un momento di preghiera, di riflessione collet-
tiva in cui si ricorda come preghiera e vita non sono realtà separate, ma
unite perché sono anche un sorriso, una telefonata, un aiuto, un gesto di
perdono, una parola, un abbraccio ecc.
Sono gesti quotidiani di preghiera, perché la preghiera è amore. Ma al
gruppo si viene anche per parlare di sé, degli altri, per confrontarsi, per
discutere di amicizia, amore, famiglia, scuola, divertimenti.
Si viene per trovare assieme la risposta a quegli interrogativi congeniti
con l'essere adolescenti. Visto che l'adolescente è per antonomasia «colui
che è per strada», che è in cammino, al gruppo si cerca, con la collaborazio-
ne di tutti, di dare un senso a questo camminare e di porsi delle mete da
raggiungere-durante la marcia.
Nicole
32 33
Le nonne
preparano
le castagne
Non c'è festa
dei ragazzi
senza una
buona
castagnata
È festa all'Asilo per i bambini del catechismo


Testo Originale Estratto
«Padre sia santificato il tuo nome» Lc 11,2
«Andare ad un ritiro spirituale, non è andare a una conferenza di
teologia: al ritiro si arriva al centro della fede, il ritiro è esperienza
totalizzante di fede vissuta».
Don Albino
I giorni 30/31 ottobre e 1°
novembre al Priorato di
Saint-Pierre, don Albino
Linty (...l'instancabile predi-
catore dei giovani valdostani!) ha
predicato un ritiro spirituale dal tito-
lo «Padre, sia santificato il Tuo no-
me». I ragazzi della diocesi hanno
accolto, come sempre numerosi, l'in-
vito di don Albino a trascorrere tre
giorni nel silenzio, nella preghiera e
nella meditazione a tu per tu con il
Signore. Al centro della riflessione, la
figura del Padre, del Padre nostro
sempre in ascolto a cui rivolgiamo le
nostre preghiere, e del Padre nostro
sempre misericordioso a cui chiedia-
mo il perdono delle nostre colpe.
Assieme abbiamo riflettuto anzi-
tutto sulla preghiera, sul come prega-
re, sul saper pregare. Ma perché pre-
gare è tanto difficile? Forse perché la
preghiera esige la fede, esige il nostro
affidarsi a Dio, il nostro abbandonar-
ci a lui. Forse perché la preghiera ci
obbliga a essere veri, autentici, a fer-
marci, a guardarci dentro. Forse per-
ché, essendo un dialogo d'amore con
un Dio invisibile, esige lo sforzo di
staccarci dalla maternità in cui siamo
immersi. Forse perché pregare esige
gratuità di tempo in un mondo come
il nostro in cui domina una mentalità
efficentista e calcolatrice.
Allora chiediamoci ognuno di noi
34
«perché è difficile pregare, cosa mi
blocca nella preghiera, cosa mi blocca
davanti a Dio?» e cerchiamo di elimi-
nare ognuno i suoi ostacoli, le sue
barriere e lasciamo che si liberi den-
tro di noi la segreta energia della pre-
ghiera. E per imparare a pregare met-
tiamoci alla scuola di Cristo, guardia-
mo a come lui pregava il Padre, lui
che ai discepoli che gli chiedevano di
insegnargli a pregare disse «Dite Pa-
dre nostro» quel Padre nostro che ci
viene consegnato al momento del
Battesimo come preghiera dei figli,
perché proprio col Battesimo si
diventa figli del Padre.
Preghiamo dunque senza la paura
di guardarci dentro e di trovare, chi
più chi meno, la sua immondizia, i
suoi errori, le sue mancanze, le sue
colpe; iniziamo proprio con la pre-
ghiera a buttare verso l'altra sponda,
quella del Padre, il ponte che si era
spezzato, attraverso la preghiera pre-
pariamo la nostra riconciliazione con
lui e infine con la Confessione rinno-
viamo la nostra professione di fede, il
nostro impegno all'amore per il Pa-
dre. L'invito per tutti è a riscoprire il
volto del Dio buono che ci perdona, a
fare nostra la certezza che possiamo
sempre ripartire e a vivere la pre-
ghiera come dono del Padre a noi che
siamo suoi figli.
Nicole
Condividere il superfluo
per aiutare chi è nel bisogno
La distribuzione di un piatto caldo giornaliero alle persone bisognose e la
gestione dell'accoglienza notturna in Aosta sono gli obiettivi principali a cui
verranno destinati i proventi della 5ª raccolta diocesana di indumenti usati,
scarpe e borse, che si è effettuata sabato 7 novembre.
La raccolta in tutta la Valle ha avuto un buon riscontro: numerosi sono
stati infatti i mezzi che hanno trasportato alla stazione ferroviaria di Aosta i
sacchetti contenenti l'usato. Il numero dei vagoni riempiti è stato superiore
agli scorsi anni, ma questo era un dato prevedibile poiché si deve tener conto
che, ad eccezione delle vallate laterali, in Aosta e in tutto il resto della Regione
sono stati collocati gli appositi cassonetti «raccolta indumenti Caritas». Quindi
se si tiene conto della raccolta di un anno intero i dati sono decisamente supe-
riori.
Come già avevamo annunciato nel precedente numero del bollettino,
anche a Saint-Pierre è stato col-
locato in via Corrado Gex, vici-
no ai giardinetti dei bimbi, il
cassonetto Caritas. Un servizio
che funziona a pieno ritmo e
che è apprezzato dagli utenti ed
il cui svuotamento avviene set-
timanalmente.
Ciò nonostante Camillo
Bochet, in occasione della sud-
detta giornata diocesana, ha tra-
sportato ad Aosta un camion
carico di sacchetti.
Il nostro vescovo aveva
invitato «a condividere il
superfluo delle nostre famiglie
per aiutare chi è nel bisogno» e
attraverso il bollettino la Cari-
tas parrocchiale ringrazia colo-
ro che hanno accolto questo
invito.
Anna Maria
Cassonetto della Caritas
in centro del Borgo
FONDAZIO I OPERE CAR' AS - AOSTA
RACCOLTA PERM NENTE ABITI USA' I-SCARPE+BORSE
ATTENZIONE I CAPI INE INO STATO VENGONO REP PERATI COME INDUMENTI
SI RACCOGLIE: ABI MAGLIERIA BIANCA I-CA P PELLI, BORSE
-CON ITE TENDE
-CO PE APPALAIE IN DUO I STATO
ATTENZIONE VIP IGHIAMO DI DEPOSIT IE IL MATERIALE
IN SAUDHI U BUSTE IN PLASTICA CHIUsi
GRAZIE PER IL VOSTRO AIUTO
PER ALTRE INFORMAZIONI O COMUNICAZIONI
TELEFONARE AL MAGAZZINO CARITAS DI AOSTA
TEL. 0165/23 96 04-33 326
OPPURE AL N.
DI
35


Testo Originale Estratto
Monastero di Les Voirons

«Quando lo Spirito Santo fa la sua dimora in un uomo,
costui non può più smettere di pregare,
perché lo Spirito Santo prega in lui incessantemente»

Isacco di Ninive

Sopra Boëge, a due ore circa di auto da casa nostra, a 1200 m. d'altitu-
dine, immerse in una natura incantevole e incontaminata, un centi-
naio di giovani monache, età media 25 anni, hanno compiuto la scel-
ta radicale di vivere nella preghiera, nel silenzio, nella solitudine,
secondo quel precetto di San Paolo «pregate senza interruzione» (1 Tess.
5,17). La famiglia monastica a cui queste ragazze appartengono ha ricevuto
spontaneamente, al momento della sua fondazione nel 1950, il nome di
«monache di Betlemme» dal primo oratorio da loro fondato in una povera
stalla come evocazione dell'umile grotta in cui nacque Gesù. È dunque un
ordine ascetico, contemplativo caratterizzato dalla preghiera incessan-
te, dalla solitudine con Dio e dalla continua comunione con l'Amore del
Padre.

È comune a molti la critica alle monache o monaci contemplativi, definiti
spesso persone inutili, vite sprecate: ebbene costoro non sanno della grande
forza della preghiera. In realtà se avessimo fede quanto un granello di senapa
sposteremmo le montagne!

Sono convinta anch'io che la chiesa ha bisogno di persone consacrate che
si orientino più direttamente verso il mondo per evangelizzarlo, ciò nonostan-
te la chiesa ha anche bisogno di coloro che cercano, coltivano e testimoniano la
presenza di Dio nell'intenzione di ottenere la santificazione dell'umanità. Lo
stesso Gesù andava verso gli uomini per portare loro la luce, ma anche cercava
la solitudine per darsi alla contemplazione e alla preghiera.

Credo che nessuna di queste due esigenze possa essere trascurata nella
vita attuale della chiesa, tanto la vita attiva, quanto quella di ascesi collabora-
no al disegno del Padre di un mondo di pace, di amore, di un mondo in cui
volerci bene come fratelli diventi la cosa più naturale.

In soli 50 anni di vita la famiglia monastica delle monache di Betlemme
ha ispirato numerosissime vocazioni, si contano attualmente 24 monasteri
sparși in tutto il mondo (Italia, Francia, Belgio, Spagna, Argentina, Cile, Polo-
nia, Lituania, Stati Uniti, Brasile ecc.), con un numero complessivo di 500
membri. Il monastero di Les Voirons è il più numeroso perché è un monastero
di noviziato in cui le giovani ricevono la loro formazione per essere mandate
nelle varie parti del mondo.

Religiose in preghiera a Les Voirons

Esiste anche il ramo maschile, fondato più recentemente, nel 1976, presen-
te in Italia e in Francia con 2 monasteri. Entrambi gli ordini seguono la medesi-
ma regola di vita e la medesima liturgia ispirata alla tradizione dell'Oriente
cristiano, quindi grandi prostrazioni, incensazioni ecc.

Se qualcuno fosse interessato a visitare il monastero, per una giornata di
raccoglimento interiore, i visitatori sono ben accetti la domenica, giorno in cui
il silenzio è interrotto da un pasto comunitario e da una lunga passeggiata
comune.

Essi possono partecipare assieme alla comunità all'Eucarestia delle ore 11
e alla adorazione del Santissimo Sacramento (Ostia, simbolo del corpo di
Gesù) che viene esposto sull'altare della cappella a diverse ore del giorno.

Indicazioni stradali: traforo del Monte Bianco - Autostrada per Ginevra -
uscita Boëge - dal centro del paese seguire le indicazioni per «Les Montsvoi-
rons».

Nicole J.

36 37


Testo Originale Estratto
Nel tempo del Padre

I Papa Giovanni Paolo II ha volu- vicenda umana di Gesù. Egli è la
to che il 1999 fosse l'anno dedica- vicinanza di Dio all'uomo, la realtà
to alla scoperta di Dio, in ciascu- di un Padre che si prende cura di
no di noi e nel mondo intero, ciascuna delle sue creature.
come Padre.

Abbiamo 365 giorni per preparar- Dio Padre, amore oltre misura
ci al 2000 e alla celebrazione del
Giubileo. Gesù ci «mostra» l'aspetto più
profondo e strepitoso di Dio come
Ma per conoscere quello che Dio Padre morendo in croce manifestan-
fa come Padre, bisogna sapere quel- do così come il Padre ci ama.
lo che Dio è per sua natura.

«Nessuno può conoscere Dio, se Nella Pasqua non è solo Gesù che
non il Figlio e colui al quale il Figlio muore e risorge, ma è il Padre stesso
lo voglia rivelare».
che è toccato da questi avvenimenti.
Dio Figlio si separa dal Dio Padre
Gesù è il missionario del Padre, per poter stare con gli uomini, sepa-
colui che ce lo rivela e ce lo «mo- rati da Dio. Il Dio crocifisso dice fino
stra» («Mostraci il Padre» - gli chie- a che punto Dio è solidale con gli
de l'apostolo Filippo) con i suoi di- uomini; fino a che punto condivide
scorsi, i suoi comportamenti, i suoi totalmente il destino dell'uomo, di
miracoli, il suo modo di affidarsi a ogni uomo; fino a che punto il Padre
Lui; con il suo modo di vivere le ci ami: oltre ogni misura, sino a
scelte della vita, fino alla croce. donare tutto se stesso per noi.

«Filippo, chi vede me, vede il Pa- Come Cristo, ogni cristiano è co-
dre».
lui che si consegna totalmente al
Padre, che vuole che tutti gli uomini
In lui Dio non solo ha comunicato siano «salvi» e, animato dall'amore
con l'uomo, ma si è comunicato, si è del padre, si consegna totalmente ai
donato tutto, a tutti. fratelli.

Dio Padre, presenza vicina

È per questo che ognuno di noi, Dio, Padre nostro
oggi, sta davanti a Dio come un
figlio sta davanti al proprio padre, Lo stupore e la meraviglia devo-
perché quest'uomo, Gesù, è il Figlio no trovare in noi la disponibilità e
di Dio. farsi lode e preghiera. Gesù stesso si
è preoccupato di insegnarci a prega-
Da tutte le pagine del Vangelo in- re Dio come Padre.
fatti traspare l'intuizione di una pre-
senza paterna, che si è avvicinata Non sempre è facile esprimere le
alla storia di ogni uomo mediante la affermazioni del Padre Nostro, la-
sciandoci prendere totalmente da
38
esse.

Padre di inestimabile tenerezza e sorgente in noi dell'amore e della vita;
Padre sempre pronto ad ascoltarci e ad esaudirci;
Padre che ti curi di noi, ci guidi e ci sostieni, nel rispetto assoluto della
nostra libertà;
Padre che ci rendi fratelli tra di noi per condividere la gioia di amare;
Padre che oltrepassi gli orizzonti della terra e sei nel cuore di ogni vita e
di ogni avvenimento;
Padre che ci hai parlato e hai voluto rivelarci il tuo volto per mezzo del
Figlio Tuo;
Padre che continuamente vieni e sei già presente in ogni luogo e
tempo per riconciliarci;
Padre venga il tempo in cui il potere si tradurrà in silenzio, in cui l'avere
farà nascere condivisione;
Padre concedici di compiere ogni giorno la tua volontà nella santità,
giustizia ed amore fraterno;
Padre che ci garantisci il necessario e non il di più, affinché non accu-
muliamo troppo per il domani con il rischio di tenere per noi ciò che è
necessario agli altri;
Padre che ci perdoni sempre, di nuovo, infinitamente affinché impariamo
a perdonare;
Padre che ci doni il desiderio di essere perdonati e perdonandoci ci
rendi apostoli di riconciliazione;
Padre che non ci lasci mai soli in balia della tentazione, delle prove e
delle sofferenze;
Padre che ti preoccupi che non veniamo sopraffatti dalla seduzione del-
l'avere e del potere, dalla violenza e dal desiderio di comando;
Padre che il nostro cuore non sia turbato dalla rassegnazione, dalle
nostre angosce, dalla nostra viltà, dal gusto del denaro e dall'egoismo;
Padre rendici capaci di liberarci e di liberare là dove i popoli sono sfrut-
tati, affamati, schiacciati da forze inique ed ingiuste;
Padre liberaci dal Tentatore e dal Maligno, perché sia realizzato e reso
visibile ovunque il Tuo Regno:

Regno di giustizia, di amore e di pace.

39


Testo Originale Estratto
Alcuni stentano a dire «sia fatta la
tua volontà» per paura che il Padre
domandi loro cose difficili o impos-
sibili; altri riconoscono la loro inca-
pacità di perdonare: «rimetti a noi i
nostri debiti, come noi li rimettiamo
ai nostri debitori».
Ogni parola del «Padre Nostro»
dice quanto sia impegnativo ripeter-
40
la ogni giorno, ed ogni giorno testi-
moniarla con la vita.
Tuttavia questa preghiera ci aiuta
a sentirci più figli e fratelli: tutte le
volte che ci uniamo a Gesù, che pre-
ga il Padre, nel silenzio o nell’ango-
scia dell’Orto, impariamo a sussur-
rare all’orecchio del Padre le parole
d’amore.

riceviamo e pubblichiamo
Décès de Florentine

E
n septembre dernier, au bel âge de
90 ans est décédée madame JOR-
RIOZ Florentine veuve Chevrère,
originaire d’une excellente famille
du pays. Ses funérailles se sont déroulées
à Saint-Pierre, là où pendant ses der-
nières années elle habitait près de sa fille
Miranda, épouse Berthod qui l’a assistée
et soignée avec un dévouement tout à fait
exemplaire. Les Introlins ont bien voulu
témoigner leur estime à la défunte en
participant nombreux à ses obsèques.
Son existence, hélas, n’a pas été parsemée
de roses, bien au contraire. Peu de temps
après son mariage, son mari, Innocent
Chevrère dut partir pour la guerre. Après
deux ans de captivité dans les «lager»
allemands, là où il connut le martyre de
la faim et de tout genre d’humiliations,
finalement, en 1945, il rentra dans son
pays natal, mais son calvaire atroce
n’était pas encore terminé. Parti pour la
Savoie pour des raisons de travail, il trou-
va la mort tragiquement dans une nuit de
septembre. Son épouse fidèle et la petite
Miranda avaient à jamais perdu son
appui précieux et son amour. Oui, c’est
en regardant les yeux de sa petite inno-
cente qu’elle trouva la force de ne pas se
laisser abattre par le découragement. Elle
fit encore tout son possible pour faire ren-
trer dans le pays natal les dépouilles mor-
telles de son mari. Elle voulait pouvoir
réciter une prière et déposer une fleur sur
son tombeau.
L’on dit que le vrai amour est comme
l’apparition des fantômes: tout le monde
en parle mais personne ne les voit. Mais,
heureusement, ici, nous nous trouvons en
face d’un petit village; elle sut gagner
l’estime des parents et l’amour des éco-
liers par son dévouement et ses belles
qualités de disponibilité et de compré-
hension tout à fait exquises. «Notre tâche
n’est pas si facile comme l’on croit, car
pendant les heures d’école, nous devons
remplacer les mamans des petits» aimait-
elle répéter.
Un jour je lui demandai pourquoi elle
avait renoncé à un nouveau mariage tout
en étant encore si jeune.
«Les raisons sont plusieurs et pas fa-
ciles à expliquer» me répondit-elle. Mon
père me disait que les enfants orphelins
n’aiment pas ceux qui remplacent leurs
parents défunts et bien souvent ils les
détestent en les considérant comme des
intrus. Cette considération très délicate
doit nous faire réfléchir. Il y a encore une
deuxième raison.
J’ai continué à aimer mon mari comme
s’il était encore vivant. Je considère par
conséquent mon nouveau mariage com-
me un affront à sa mémoire. Quand on
aime une personne il faut continuer à l’ai-
mer après sa mort qui ne doit pas nous
diviser mais nous unir toujours davanta-
ge. Croyez-moi, chers amis lecteurs, que
ça a été la première et dernière fois que
j’entendis de la part d’une veuve des
paroles si profondes et si nobles.
La bonne Florentine demeure un
exemple éclatant de fidélité et d’amour
envers la famille.
Qu’elle puisse avoir de nombreuses
imitatrices. A sa fille Miranda nous di-
sons: courage, soyez fière d’une maman
semblable.
Introd, le 28 novembre 1998
Célestin Ruffier
41


Testo Originale Estratto
È deceduta Henriette Bois
All'età di 90 anni, è deceduta Henriette Bois; una lunga
vita contrassegnata da tanto
lavoro, lutti e sofferenze;
ricordiamo con nostalgia il suo
amore per la famiglia unito ad una
singolare discrezione e pazienza; la
sua fu una vita illuminata dalla fede
alimentata da tanta preghiera.
Quanto deve essere stato dolce e
festoso il suo incontro con il marito
ed i 4 figli che l'hanno preceduta!
Ai suoi funerali ha partecipato,
oltre agli amici di Valgrisenche e di
Saint-Pierre, anche un folto gruppo
da Châtillon, di cui il figlio don Sil-
vio era stato parroco all'inizio degli
anni '70.
Primavera 1930 - gita scolastica
Da sinistra a destra:
3ª fila: Chentre Mario, Chentre Ernesto, Chentre Pierino, Boverod Luigino.
2ª fila: Jordaney Adolfo, Boverod Aldino, Bochet Prospero, Mesère Pelagia (maestra di Babe-
lon), Vauthier Luisa, Boverod Ida, Neyret Cherie (maestra di Verrogne), Vauthier Alice.
1ª fila: Boverod Letizia, Chentre Maurizia, Val Gemma, Vauthier Pierino.
42
Offerte
per la chiesa e le attività parrocchiali
Fillietroz-Anselmet; Favre-Junod;
Barmaverain Luigi; Rossan Fernan-
da; Buzzì; in memoria Fazzari Fran-
cesco; Gerbelle Pina; Pellissier-
Obert; Celesia Adolfo; Luboz Nic-
colò; in memoria Vauthier Ivo;
Juglair-Blond; Borre Giuseppe; Belli-
Centoz; Trentaz-Di Donato; Nucci
Franca; Branche Pierina; Pozzi Enzo;
Savoye Annette; Pellissier Aldo;
Trione Monique; Lale Murix Simo-
na; Jorrioz Giuseppe; David Ernesto;
Vitton Mea; in memoria Fico Anto-
nio; De Col-Parrella; Berard Giuliet-
ta; Garin Luigi; Lale Demoz Giacin-
ta; Charruaz Ivonne; Paillex Roma-
no; sorelle Martinet; Pariset Giulia;
Arnod-Belli; Charles Stefano; Jordan
Livio; Giustini Sergio e Maurizio;
Gerbore Maria; Burgay; Pieiller-
Campese; in memoria David Remo;
Lettry Dante; Lavy Lino; Armand
Eloi; in memoria Lussu Antonello;
Luboz Dario; Grange Marcellino; in
memoria Anselmet Albino; Lombar-
do Antonio; Lale Lacroix Giorgio;
Armand Aurelio; Champretavy Sil-
vio; Fior Luigia; Frassy Carlo; Guer-
ra; Viana; Christille Silvano; Lale
Gerard Marcellina; Turco Salvatore;
N.N.; Perruchon-Cheney; Ferretti-
Trussoni; Bovard-Gerbelle; Cogneh
Piero; in memoria Val Giuseppe; in
memoria Rumiod Renato; Banfi;
Savoye Pierre; Pariset Silvio; in me-
moria Jorrioz Fiorentina; Jordaney
Aldo; Jordaney Lorenzo; in memoria
Ferracina Maria; Micotti-Lale La-
croix; in memoria Borney Giulio e
Anna; Glarey Maurice; Gerbore Em-
ma; Paillex Sylvie; Ottin-Savoye;
Ronzani Fortunato; Boson-Centoz;
Pozzini Antonio; Borney Lidia; Belli-
Ceriano; in memoria Armand San-
drina; Tussidor-Berthod; Paillex El-
so; Chiantelassa; Sergi-Thomasset;
Bois Maria; Frutaz Amato, Centoz
Agata; Chabod-Marquis; Fornara-
Rossan; Christille Silvio; N.N.; Ru-
miod-Savoie; in onore S. Antonio;
Ronc-Marguerettaz; Jocallaz Dina; in
memoria Rossini Carlo; Pellissier-
Ceccarelli; Jordaney Maria; Del Ne-
gro-Garin; Bonin Eddy; in memoria
Perruchon M. Esterina.
Totale L. 12.920.000.
43


Testo Originale Estratto
PRIORATO DI SAINT-PIERRE
Incontri con il Signore
Corsi di esercizi spirituali
1. Dal 26 al 31 dicembre 1998
P. NICOLA GONTIER, CAPPUCCINO -
«Padre nostro che sei nei cieli» Mt 6,9
2. Dal 21 al 23 maggio 1999
DON PAOLO CURTAZ
«Il Vangelo della gioia»
3. Dal 29 giugno al 4 luglio 1999
CORSO PER ANIMATORI MUSICALI DELLA LITURGIA
4. Dall'11 al 17 luglio 1999
P. FORTUNATO MUFFOLINI OMI
«Mi alzerò e andrò da mio Padre» Lc 15, 18
5. Dal 19 al 25 luglio 1999
DON ALBINO LINTY BLANCHET
«La carità edifica» 1ª lettera di Paolo ai Corinzi
6. Dal 28 luglio al 3 agosto 1999
DON LUIGI MAQUIGNAZ
«Siate misericordiosi
com'è misericordioso il Padre vostro» Lc 6, 36
7. Dall'11 al 15 agosto 1999
P. GEORGES COTTIER O.P.
«L'amore del Padre»
44
8. Dal 18 al 24 agosto 1999
PER TUTTI
P. ONORIO PONTOGLIO O.F.M.
con la collaborazione dell'O.R.
«Il Padre stesso vi ama poiché voi vi amate» Gv 16, 27
9. Dal 5 all'11 settembre 1999
PER TUTTI
DON PAOLO CURTAZ
«Il Padre misericordioso da Israele a Gesù»
10. Dal 29 al 31 ottobre 1999
PER GIOVANI
DON ALBINO LINTY BLANCHET
«Cristo immagine del Dio invisibile» (Le icone)
11. Dal 7 al 13 novembre 1999
PER TUTTI
DON EDMONDO BRUNOD
«Lettura spirituale Atti degli Apostoli»
12. Dal 26 al 31 dicembre 1999
Giornate di ritiro e preghiera
Prima domenica del mese
RITIRO PER GIOVANI don Albino Linty-Blanchet
«Padre Nostro»
1-11-98 / 6-12-98 / 7-2-99 / 7-3-99 / 2-5-99
Seconda domenica del mese
RITIRO PER ADULTI don Albino Linty-Blanchet
«Padre Nostro»
8-11-98/13-12-98/14-2-99/14-3-99/9-5-99
INCONTRI PER FIDANZATI, SPOSI, FAMIGLIE don Edmondo Brunod
Domenica 25-10-98 / 22-11-98 / 24-1-99 / 28-2-99
PER TUTTI
PER GIOVANI
PER TUTTI
PER TUTTI
PER TUTTI
PER GIOVANI
PER TUTTI
• Gli incontri sono aperti a tutti: preti, religiose e laici, celibi e coniugati di qualsiasi
ambiente o professione, purché tutti si attengano alle norme comuni.
• Per iscriversi spedire in busta chiusa il tagliando di iscrizione a: Priorato 11010 Saint-
Pierre -AO - tel. 0165/903823.
• Si accettano le iscrizioni solo per la durata completa dei Corsi, che iniziano alle ore 19,30
e terminano alle ore 14,00 dei giorni indicati. Chi viene da lontano può arrivare sin dalla
sera precedente prenotandosi per lettera o telefono. I ritiri di una giornata iniziano alle
9,30 e terminano alle 16,30. È gradita la prenotazione telefonica entro il giorno prima.
• È richiesto il silenzio esterno totale per favorire l'incontro interiore con il Signore.
• La casa vive esclusivamente di elemosina. Per le spese di ospitalità ognuno versa in busta
anonima la quota che corrisponde alle sue reali possibilità.
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Testo Originale Estratto
Nuovi membri del Popolo di Dio
8) Il 26 luglio battesimo di MONIOTTO CHIARA di
Paolo e di Pieri Serenella.
Padrini: Miiiery Enzo e
Petey Gisella.
9) Il 26 luglio battesimo di
PAILLEX SYLVIE di Rai-
mondo e Courthoud Anna.
Padrini: Talarico Angelo e
Paillex Rosina.
10) Il 16 agosto battesimo di
GLAREY MAURICE di Cor-
rado e di Berlier Daniela.
Padrini Lyveroulaz Eddy e
Bindi Rosaria.
11) Il 5 settembre battesimo di TRUSSONI GIULIO GAETANO di Ezio e di
Licitra Lisa. Padrini: Casoli Carlo e Spinazzé Silvia.
12) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI LAVINIA MARGHERITA di
Guido e di Spinazzé Silvia. Padrini: Calderini Duccio e Licitra Lisa.
13) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI EDOARDO ANDREA di Stefano
e di Belardo Enza Lorella. Padrini: Ferretti Andrea e Caravello Loredana.
14) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI LIVIO CLEMENTE EMILIO di
Guido e di Spinazzé Silvia. Padrini: Spinazzé Paolo e Berlier Daniela.
15) Il 5 settembre battesimo di FERRETTI TOMMASO FRANCO GUIDO
MARIO di Stefano e di Belardo Enza Lorella. Padrini: Folcini Dario e
Musolino Patrizia.
16) L'11 ottobre battesimo di MAVILLA ALESSIA di Maurizio e di Mazzeo
Grazia. Padrini: Mazzeo Gianni e Pieropan Claudia.
17) L'11 ottobre battesimo di ZADKOVICH SIMONE di Luciano e di
Morandi Sonia. Padrini: Giannini Marco e Sponton Alessia.
18) Il 15 novembre battesimo di JORDANEY GERMANO di Lorenzo e di
Guala Virginia. Padrini: Papalia Rocco e Jordaney Manuela.
19) Il 15 novembre battesimo di PETITJACQUES CORINNE di Dario e di
Chappuis Paola. Padrini: Chappuis Enzo e Dayné Monica.
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Matrimoni
4) Il 6 giugno matrimonio tra
PELLISSIER DINO e
OBERT MILENA. Testi-
moni: Pellissier Giuseppe e
Obert Manuela.
5) Il 6 giugno matrimonio tra
DE COL PAOLO e PAR-
RELLA TERESA. Testimo-
ni: Roggero Luigi, Brizio di
Castellazzo Francesco,
Lago Paola e Cesano Ales-
sandra.
6) Il 13 giugno matrimonio
tra OTTIN EDDY e
SAVOYE DANIELA. Testi-
moni: Gianesini Claudio e
Savoye Cristina.
7) Il 13 giugno matrimonio
tra DIEMOZ LUCA e VIL-
LANOVA ERIKA. Testi-
moni: Pascal Massimo e
Clavel Loredana.
8) Il 20 giugno matrimonio tra CANGIANO GERARDO e LALE LACROIX
CINDY. Testimoni: Oppliger Pascal e Kropf Tanja.
9) Il 27 giugno matrimonio tra JACQUEMOD FLAVIO e TOSCANO CAN-
DIDA. Testimoni: Toscano Massimo, Lombard Stefano, Montini Cristina e
Murier Lorena.
10) L'8 agosto matrimonio tra NICOLETTI LUCA e MELLÉ MARA. Testi-
moni: Nicoletti Andrea e Mellé Paola.
11) Il 19 settembre matrimonio tra GASTALDI PAOLO e OBERTO ELISA.
Testimoni: Boero Gabriele e Farcoz Serena.
12) Il 26 settembre matrimonio tra PRATO ANDREA e BOVARD JOSETTE.
Testimoni: Bovard Marco, Borrello Antonio, Arnò Lucia e Béthaz Cristina.
13) Il 10 ottobre matrimonio tra SERGI FRANCESCO e THOMASSET
PATRIZIA. Testimoni: Rabuazzo Francesca e Bossolono Flavio.
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Testo Originale Estratto
NUMERI UTILI
PRONTO INTERVENTO MEDICO 118
CARABINIERI 112
POLIZIA 113
VIGILI DEL FUOCO 115
SOCCORSO STRADALE ACI 116
SOCCORSO ALPINO (0165) 23.82.22
GUARDI A MEDICA / PRONTO SOCCORSO
Aosta Ospedale (centralino) (0165) 3041
Pronto Soccorso (0165) 41400
(0165) 304256
Antey-Saint-André Guardia Medica (0166) 548106
Brusson Guardia Medica (0125) 300493
Volontari Soccorso (0125) 300243
Châtillon Guardia Medica (0166) 61777
Volontari Soccorso (0166) 62667
Cogne Guardia Medica (0165) 749107
Volontari Soccorso (0165) 74024
Courmayeur Guardia Medica (0165) 800461
Pronto Soccorso Traumat. (0165) 844684
Volontari Soccorso (0165) 846320
Donnas Guardia Medica (0125) 807388
Gignod Guardia Medica (0165) 256885
Gressoney-Saint-Jean Guardia Medica (0125) 345993
Volontari Soccorso (0125) 355400
La Thuile Guardia Medica (0165) 800461
Volontari Soccorso (0165) 885293
Morgex Guardia Medica (0165) 800461
Volontari Soccorso (0165) 846320
Nus Guardia Medica (0165) 767911
Saint-Pierre Guardia Medica (0165) 903811
Torgnon Guardia Medica (0166) 548106
Volontari Soccorso (0166) 540257
St-Vincent Guardia Medica (0166) 61777
Valtournenche Guardia Medica (0166) 548106
Volontari Soccorso (0166) 93027
Verrès Guardia Medica (0125) 929326
Volontari Soccorso (0125) 920888
Saint-Pierre (0165) 904124
Saint-Vincent Comando Compagnia (0166) 61360/61357
Valpelline Nuova Caserma (0165) 73200
Valtournenche (0166) 92022
Verrès (0125) 929010
POLIZIA
Aosta Questura (centralino) (0165) 23711
Polizia Stradale (0165) 361545/361546
Courmayeur Polizia Stradale (0165) 869764
Polizia di Frontiera (0165) 869737
Pont-Saint-Martin Polizia Stradale (0125) 807207
Saint-Rhêmy-en-Bosses Polizia di Frontiera (0165) 780918
Traforo Gran San Bernardo (0165) 780901
Colle Gran San Bernardo (0165) 780948
GUARDIA FORESTALE
Aosta (0165) 231185/86
Antey-Saint-André (0166) 548235
Arvier (0165) 99018
Aymavilles (0165) 902168
Brusson (0125) 300145
Châtillon (0166) 563265
Etroubles (0165) 78204
Gaby (0125) 345940
Morgex (0165) 809754
Nus (0165) 767921
Pontboset (0165) 806913
Pont-Saint-Martin (0125) 806858/59
Pré-Saint-Didier (0165) 87808
Valpelline (0165) 73238
Verrès (0125) 921005/06
Villeneuve (0165) 95026
CARABINIERI
Aosta Comando Gruppo (0165) 361221
Comando Compagnia (0165) 262260
Breuil Posto fisso Breuil (0166) 949073
Posto fisso Plan Maison (0166) 949149
Brusson (0125) 300123
Châtillon Comando Compagnia (0166) 61360
Cogne (0165) 74026
Courmayeur (0165) 842225
Donnas (0125) 807054
Etroubles (0165) 78381/78229
Gressoney-Saint-Jean (0125) 355304
Morgex (0165) 800321/809412
Nus (0165) 767154/767934
VIGILI DEL FUOCO
Aosta (0165) 44444
Ayas (0165) 307628
Brusson (0125) 300150
Courmayeur (0165) 843087
Pont-Saint-Martin (0165) 806419
Saint-Pierre (0165) 903103
Saint-Vincent (0166) 512223
(0336) 236993
Verrès (0125) 920232
NUMERI UTILI
Guasti Enel (0165) 44346
Guasti Telecom 182
Protezione civile 238222
Ospedale 3041
Servizio Veterinario 238770/238780

I nostri defunti
L'eterno riposo dona loro Signore, splenda ad essi la Luce Perpetua, riposino in Pace. Amen
10) Il 20 giugno è deceduto VAUTHIER IVO BENEDETTO di anni 61.
11) Il 29 giugno è deceduto ANSELMET ALBINO di anni 71.
12) Il 14 luglio è deceduto LUSSU ANTONIO di anni 32.
13) Il 4 agosto è deceduto PENNA DON GIULIO di anni 76.
14) Il 4 settembre è deceduta FERRACINA MARIA di anni 72.
15) Il 4 settembre è deceduta JORRIOZ ROMANA FIORENTINA di anni 90.
16) Il 15 ottobre è deceduta ARMAND ALESSANDRINA di anni 85.
17) L'11 novembre è deceduta PERRUCHON MARIA ESTERINA di anni 86.
18) L'11 novembre è deceduta BOIS ENRICHETTA MARIA GIULIANA di anni 90.
19) Il 12 novembre è deceduto ROSSINI CARLO AGOSTINO di anni 75.

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta.
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n.10/82