Bollettino di Saint-Pierre 1983: Fede, Sacramenti, Sofferenza e Giubilei del Clero Valdostano.
5-1983.pdfIl bollettino parrocchiale "L'Echo de nos montagnes" di Maggio 1983, dalla Parrocchia di Saint-Pierre (Diocesi d'Aosta), documenta ampiamente la vita spirituale e comunitaria locale e diocesana. Il contenuto spazia da profondi approfondimenti teologici sul mistero della sofferenza umana in relazione ai conflitti globali, a riflessioni sulla catechesi e sul significato dell'Eucaristia. Il documento registra in dettaglio l'amministrazione dei Sacramenti recenti (Battesimi, Cresime, Prime Comunioni, Matrimoni) e le cronache degli eventi comunitari, come la Festa degli Alpini e le celebrazioni della Settimana Santa. Viene dato ampio risalto agli omaggi ai defunti, con un necrologio dettagliato dell'Abate Pierre Lale-Gérard, e alle celebrazioni dei giubilei sacerdotali di Monsignor Eugène Brunod e Abate Augustin Pession, offrendo anche una panoramica statistica sulla situazione demografica del clero valdostano e il registro delle offerte dei fedeli.
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Paroisse de Saint-Pierre XXIVème ANNEE - N° 5 MAI 1983 BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE Tipografia Valdostana - Aosta Photo: Gianni Masi L'Echo de nos montagnes La Voce dei campanili
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fratelli MAGNIN & c. MOBILI CENTRO CUCINE - LAMPADARI MAGNIN uguale ESPERIENZA sente le vostre esigenze, consi- glia e progetta l'ambiente con gusto su misura MAGNIN uguale ASSORTIMENTO propone 60 modelli di cucine tra cui 30 modelli esposti: SARILA - PATRIARCA - MORETUZZO - EFFE-TI VENETA CUCINE MAGNIN uguale SCELTA di elettrodomestici delle migliori marche, incorporate nella vostra cucina: BOSCH - AEG - NEFF - REX - GASFAIRE - SAMET - SMEG - SIEMENS MAGNIN è garanzia i nostri mobili sono garantiti 3 anni Saint-Pierre La sofferenza dell'uomo è la sofferenza di Dio Ho ancora negli occhi una scena straziante: un vecchio padre davanti al cadavere del proprio figlio deceduto in un incidente stradale. Il mio sgomento non era tanto per la giovane vita dilaniata tra le lamiere (benchè ce ne fosse abbastanza per inorridire) quanto piuttosto per il volto dell'anziano genitore. Nel silenzio della mia meditazione, il fatto capitato sulla strada si è tra- sferito in un altro piano, più generale. Il volto di quel padre... il volto di Dio Padre di fronte all'umanità dilaniata tra le lamiere contorte della guerra, della lebbra, della fame, dello sfruttamento... E mi venivano in mente le donne, i vecchi, i bambini di Beirut, quelli dell'Afganistan, quelli dell'Iran e dell'Iraq, quelli del Salvador, quelli, quelli... Una considerazione, che era confront della strada era impotente, non poteva farci niente, ma il Padre del Cielo può far tutto. Gli basterebbe un cenno della sua volontà per capovolgere la situa- zione. Allora, perchè non interviene? E' forse un Padre insensibile al dolore dell'uomo? Ho sfogliato le Scritture per cercare una risposta. Indubbiamente Dio ama la sua creatura e, in forza di questo amore, soffre quando essa è provata dal dolore. A questo punto resta sempre la domanda di fondo: « Perchè? ». Perchè Dio ha realizzato un progetto in cui c'è tanto dolore? Perchè non usa la sua « bacchetta magica » per eliminarlo? Per dare una risposta a questi « perchè » bisognerebbe capire come mai Dio « non ha risparmiato il proprio Figlio » (Rom. 8,32). 1 confrontateci preventivi gratuiti I NOSTRI CENTRI VENDITA: SAINT-CHRISTOPHE Regione Aeroporto MOBILI D'OGNI GENERE CENTRO CUCINE - LAMPADARI AOSTA - Via Festaz, 5 AOSTA - Via S. Anselmo ELETTRODOMESTICI DI INCASSO CENTRO CUCINE MACCHINE PER CUCIRE NECCHI LAMPADARI - OGGETTI PER LA CASA
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fratelli MAGNIN & c. MOBILI CENTRO CUCINE - LAMPADARI MAGNIN ESPERIENZA uguale sente le vostre esigenze, consi- glia e progetta l'ambiente con gusto su misura MAGNIN ASSORTIMENTO uguale propone 60 modelli di cucine tra cui 30 modelli esposti: SARILA - PATRIARCA - MORETUZZO - EFFE-TI VENETA CUCINE MAGNIN SCELTA uguale di elettrodomestici delle migliori marche, incorporate nella vostra cucina: BOSCH - AEG - NEFF - REX - GASFAIRE - SAMET - SMEG - SIEMENS MAGNIN RISPARMIO i prezzi sono i più convenienti sul mercato MAGNIN è garanzia i nostri mobili sono garantiti 3 anni confrontateci preventivi gratuiti I NOSTRI CENTRI VENDITA: SAINT-CHRISTOPHE Regione Aeroporto AOSTIA - Via Festaz, 5 AOSTA - Via S. Anselmo MOBILI D'OGNI GENERE CENTRO CUCINE - LAMPADARI ELETTRODOMESTICI DI INCASSO CENTRO CUCINE MACCHINE PER CUCIRE NECCHI LAMPADARI - OGGETTI PER LA CASA Saint-Pierre La sofferenza dell'uomo è la sofferenza di Dio Ho ancora negli occhi una scena straziante: un vecchio padre davanti al cadavere del proprio figlio deceduto in un incidente stradale. Il mio sgomento non era tanto per la giovane vita dilaniata tra le lamiere (benchè ce ne fosse abbastanza per inorridire ) quanto piuttosto per il volto dell'anziano genitore. Nel silenzio della mia meditazione, il fatto capitatomi sulla strada si è tra- sferito in un altro piano, più generale. Il volto di quel padre... il volto di Dio Padre di fronte all'umanità dilaniata tra le lamiere contorte della guerra, della lebbra, della fame, dello sfruttamento... E mi venivano in mente le donne, i vecchi, i bambini di Beirut, quelli dell'Afganistan, quelli dell'Iran e dell'Iraq, quelli del Salvador, quelli, quelli... Una considerazione, che era confronto, mi martellava il cervello: il padre della strada era impotente, non poteva farci niente, ma il Padre del Cielo può far tutto. Gli basterebbe un cenno della sua volontà per capovolgere la situa- zione. Allora, perché non interviene? E' forse un Padre insensibile al dolore dell'uomo? Ho sfogliato le Scritture per cercare una risposta. Indubbiamente Dio ama la sua creatura e, in forza di questo amore, soffre quando essa è provata dal dolore. A questo punto resta sempre la domanda di fondo: « Perché? ». Perché Dio ha realizzato un progetto in cui c'è tanto dolore? Perché non usa la sua « bacchetta magica » per eliminarlo? Per dare una risposta a questi « perché » bisognerebbe capire come mai Dio « non ha risparmiato il proprio Figlio » (Rom. 8,32). 1
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Questo « non ha risparmiato » costa caro a Dio, come gli costa caro ogni uomo che « non viene risparmiato » dal dolore. L'evangelista Giovanni fa dire a Gesù: « Padre, tutto ciò che è mio è tuo » (17,10); anche il dolore quindi anche la sofferenza per la passione e morte di croce. Nonostante queste considerazioni, o proprio in forza di queste consi- derazioni, torna a galla la vecchia domanda: « Perché? ». Una risposta esau- riente nessuno la sa dare. Troppo profondo è il mistero del dolore. Sappiamo che se Dio usasse la « bacchetta magica » come da molti si vorrebbe, la libertà umana verrebbe annientata e l'uomo diverrebbe un robot. Sappiamo inoltre che Dio è infinitamente buono e che sa cavare il bene anche dal male. « Se il chicco di grano caduto in terra, muore, produce molto frutto » (Gv. 12,24). La sofferenza, affrontata con fede, è il morire del chicco, condizione per un raccolto abbondante. Questo, in modo particolare, per i mali inevitabili. Ma ci sono tanti altri mali che noi possiamo e dobbiamo evitare. Forse Dio accetta la sofferenza dell'uomo, e in conseguenza anche la sua, nella speranza che siamo NOI a togliere questi mali dal mondo. Cioè dobbiamo essere noi coloro che cancellano la lebbra, la guerra, la fame... con il bagaglio di sofferenza che queste realtà portano con sé. A guardar bene, se avessimo il cuore buono e il senso della giustizia, i mezzi non ci mancherebbero per arrivare a questo traguardo. Allora? « Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo » (Salmo 50). Che sia proprio questa la strada per eliminare uno dei motivi profondi della sofferenza dell'uomo e di quella di Dio? Forse sì. piccoli, incombe sì su noi catechiste, sulla parrocchia, ma in modo particolare sulla famiglia. Purtroppo si è portati invece molte volte a considerare la pratica reli- giosa come « un impegno » che riguarda i bambini e gli anziani, i « grandi » non trovano e non hanno tempo per « queste cose » e quindi l'invito alla preghiera, alla partecipazione alla Messa, alla frequenza del catechismo, sono doveri richiesti ai bambini per poter accedere, troppe volte solo per tradizione, ai sacramenti. Assistiamo infatti, sempre più, a casi in cui la frequenza al catechismo è buona e regolare in II e in V elementare, due momenti o tappe importanti perché si ricevono i sacramenti della Penitenza, dell'Eucarestia e della Cresima. In I, III e IV è, invece, tutto relativo. I bambini sono liberi di fare come vogliono o le stesse famiglie preferiscono dar loro la possibilità di riposarsi, hanno paura che prendano freddo... quando poi per la partita o lo sci tutto è concesso, a volte con quanti sacrifici! Un'educazione alla fede e all'impegno cristiano impostati così conducono tanti dei nostri ragazzi a considerare il sacramento della Cresima come un traguardo desiderato dai genitori e l'impegno di testimoni di Cristo viene dimenticato. A questo punto è bene chiedersi: « MA PERCHE' TUTTO QUESTO? » Cari lettori, tempo fa, don Aldo, ci ha invitate a scrivere un articolo per il bollettino parrocchiale sul significato del nostro « ESSERE CATECHISTE » e come vedete siamo contente di comunicarvi la nostra esperienza (anche se con un handicap: scrivere molte volte è più difficile che esprimersi a voce). L'essere catechiste, per noi, non vuol dire avere un diploma di religione ma essere persone che cercano di trasmettere la loro fede e attraverso l'esempio e l'insegnamento portare i bam- bini ad una coerente testimonianza di vita. La religione, infatti, non è una materia, ma è vita e quindi il venire al catechismo non significa solo seguire una tradizione, imparare a memoria lezioni o nozioni ma crescere nell'amicizia con Gesù e sforzarsi di vivere ogni giorno come Lui ci insegna. Per fare questo cammino i bambini hanno bisogno di chiara testimo- nianza e di continuo confronto con le situazioni concrete; nella vita di ogni giorno. Questa grande responsabilità, di essere « dei segni validi » per i nostri Presepio vivente all'Asilo 2 3
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Perché troppo sovente ci sentiamo degli ARRIVATI, dei «grandi ma- turi », che non hanno più bisogno di nessuno. No, dobbiamo avere tutti, noi e voi, il coraggio e l'umiltà di sentirci sempre in cammino, di sentirci bisognosi di Dio e dei fratelli per crescere nel vero amore. I nostri bambini hanno bisogno di noi, della famiglia, della parrocchia, ma tutti noi abbiamo TANTO bisogno dei bambini, della loro semplicità, innocenza, spontaneità. Le catechiste suor Odetta, Paola Pozzini, Chiara Persod, Paola Varetti, Donata Bonin *** Una esperienza dei bambini di terza elementare Per completare il discorso del valore del catechismo e renderlo più vivo, ecco a voi una bella esperienza fatta dai nostri bambini di terza elementare, con la loro catechista Chiara. La preparazione al Natale ha voluto essere per loro un preparare il loro cuore per ricevere Gesù, aprendolo anche alle necessità dei fratelli bisognosi, vivendo così le parole di Gesù: «Tutto quello che avrete fatto a un vostro fratello l'avrete fatto a me ». Il periodo dell'Avvento è stato vissuto in un atteggiamento di rinuncia di qualcosa di loro per venire incontro e fare felici un gruppo di bambini del Centro Storico di Aosta che sovente passano le feste più belle senza ricevere nulla. Man mano che i giovedì passavano la sala di catechismo si riempiva di bei pacchi, espressione di tanta bontà, che alla vigilia di Natale sono stati portati ad Aosta e distribuiti ai piccoli destinatari. Giovedì 10 febbraio come sempre ci siamo ritrovati al catechismo per pregare insieme, ma una bella sorpresa ci attendeva. In mezzo al tavolo un pacco... che ci sarà... ci siamo chiesti sorpresi? Erano tante letterine che i nostri amici, di Aosta ci avevano inviato per ringraziarci. Rileggiamone una tutti insieme e cerchiamo di capire sempre più che è importante volersi bene e aiutarsi. « Carissimo/a amico/a, non ti conosco ancora, ma spero che ciò sia possibile un giorno, quando, magari, potremo giocare insieme sui prati del tuo paese. So che mi vuoi bene, perché hai pensato a me, per Natale e ti sei privato di qualcosa che forse, ti era molto caro, per farmi felice. Io ho goduto molto nel ricevere il dono e nel sapere che un bimbo che non conosco ha pensato a me e si è preoccupato di farmi trascorrere un Natale felice. Tu sei per me un amico, una delle persone che mi fanno capire che è bello vivere, perché nel mondo ci sono tanti gesti di amore, di generosità, di solidarietà, di amicizia, che ci insegnano a fare altrettanto e a godere di ciò che ho. So che si è felici quando ci si vuol bene e quando ci si sente amati, quindi tu hai contribuito a rendere gioioso il mio Natale, più ancora col tuo gesto che con ciò che mi hai mandato. Io, quindi, devo imparare da te e, anche se non ho la possibilità di offrire dei doni, posso ogni giorno regalare a chi mi è vicino, il mio sorriso, la mia gioia, la mia voglia di vivere, la mia gratitudine, il mio impegno, tutto ciò che sono. Tu hai una famiglia e quindi, insieme a te, amo i tuoi che ti hanno aiutato a crescere bene. Ti ringrazio ancora, sperando di conoscerti. Enzo » Aosta, 8 febbraio 1983. E noi con gioia, cari amici, vi diciamo venite, vi aspettiamo tutti per una merenda. I bambini di III elementare e Chiara 5
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L'abbé Pierre Lale-Gérard vient de nous quitter Il est revenu dans sa Vallée qu'il n'avait jamais oubliée lors de ses pérégrinations tout le long de l'Italie: il re-pose maintenant dans le cimetière de Saint-Pierre, au cœur de ce pays dont il avait toujours rêvé avec une poignan-te nostalgie. Pierre Lale-Gérard était né à Saint-Pierre le 8 février 1898. Dans sa jeu-nesse il avait servi à la cathédrale et à l'évêché, aux temps de Mgr Tasso. Dès lors il cultivait le désir de devenir prê-tre. Le prévôt Gorret ne jugea pas à propos de lui faire suivre les cours dans notre séminaire où il aurait dû apprendre le latin avec les tout petits; lui, le jeune homme qu'il était, se déci-da alors, conseillé aussi par l'archidia-cre Gre Gal, d'aller frapper à la porte des «Giuseppini», les Oblats de Saint-Jo-seph de Asti: une famille de religieux qui compte plusieurs centres d'aposto-lat, ça et là en Italie. L'an 1923 il fit son entrée en reli-gion et - à l'âge de 34 ans - il fut ordonné prêtre. Il exerça son ministère tour à tour à Rome, à Canosa, à Canelli et Barlet-ta, et plus longuement à Trino Vercel-lese et à Riccia (Campobasso) où il devint très tôt l'ami de tous et où il réalisa, sans faire du bruit, un grand bien. Sa caractéristique était la simplicité qui lui permettait d'approcher tout le monde, les humbles et les pauvres en particulier. Cette simplicité, qui rap-pelle la belle naïveté, la candeur et la fraîcheur des enfants mettait à leur aise les «petits» et disposait les «grands» 6 à l'accueillir avec sympathie et bienveil-lance. Serviable et ponctuel, humble et pieux, il était le bon sujet de la com-munauté, l'homme de confiance, même s'il n'a jamais occupé un poste de com-mandement. L'un de ses confrères écrit à ce propos: «Caractéristique della sua vita sacerdotale e religiosa sono la pre-ghiera e l'adattamento ai vari impegni affidatigli dai superiori, schivo di met-tersi in mostra, contento se la bella fi-gura la facevano altri». Dans l'obéis-sance Père Gérard trouvait la paix, la sérénité, la joie. Une seule chose lui manquait: l'air de son pays, la vision des montagnes et des villages de sa Vallée, le voisina-ge des amis de son enfance, de sa jeu-nesse. Aussi à peine avait-il quelques jours de liberté on le voyait arriver tout guilleret à Saint-Pierre, aller d'une mai-son à l'autre chez les parents et les con-naissances, heureux de se retrouver a-vec les siens, de pouvoir de nouveau parler ce patois qu'il n'avait pas oublié et dont il conservait certains mots, cer-taines expressions ou tournures que nos jeunes ne connaissent plus. Absent de son pays natal, il écrivait aux amis de longues lettres où l'on de-vinait qu'il était parfaitement au cou-rant des événements valdôtains, des nouvelles du diocèse d'Aoste: son es-prit et son cœur étaient constamment sur cette longueur d'onde. Nous le re-mercions de ces attentions et nous lui demandons de continuer du haut du ciel à nous penser et à nous aider encore. Samedi 4 décembre, les parents du père Gérard et les amis de Saint-Pier-re, d'Aoste, de Villeneuve, de Saint-Nicolas... se serraient autour de sa biè-re lors de la Messe d'obit. Mgr notre * * * L'Eucharistie au centre de notre communauté Jésus n'a pas inventé les gestes de la Cène, au soir du Jeudi-Saint: il leur a donné un contenu nouveau. Certains Juifs pieux avaient la cou-tume de se rassembler pour des repas à caractère religieux, où ils remerciaient Dieu de ses bienfaits. Il se souvenaient des dons que Dieu dispensait à travers les fruits de la terre, ils commémo-raient les actes qu'Il avait accomplis en faveur de son peuple, particulière- Evêque, à sa première sortie après la grave opération subie, a voulu présider la concélébration et adresser sa parole: c'était dire son estime pour ce prêtre si humble et pourtant si méritant. A ses sœurs, à ses cousins et neveux qui ont toujours eu pour le cher Défunt une affectueuse vénération, nous pré-sentons nos condoléances et l'assuran-ce d'une prière. En ces quelques décennies, neuf sont les prêtres de Saint-Pierre décédés: le chanoine Joseph Lale-Démoz, l'abbé Jean Jaccod, le chan. Branche, le père Louis Barmaverain missionnaire, l'é-conome Omer Anselmoz du Prieuré, l'archevêque Mgr Louis Centoz, l'ar-chiprêtre Adolphe Barmaverain, le sa-lésien Marcel Joyeusaz, l'abbé Pierre Gérard. Quel grand vide ils nous laissent! C'est une amère constatation que nous ne pouvons ignorer à la veille de la Journée du Séminaire. R. Fosson ment quand Il l'avait libéré de la ser-vitude égyptienne. Celui qui présidait au repas prononçait une prière d'action de grâces dont la «préface» de notre messe actuelle garde encore des traces. Ensuite, il rompait le pain et le distri-buait aux convives, puis il faisait cir-culer la coupe de vin. Le même pain et le même vin, la même prière, les mê-mes attitudes intérieures établissaient ces hommes dans l'unité vécue en Dieu. 7
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JESUS LUI-MEME EST LE PAIN ROMPU Jésus a repris ces paroles et ces ges- tes, mais il en a transformé la signifi- cation et le contenu, quand il a ajouté: « Ceci est mon corps livré pour vous, ceci est la coupe de mon sang qui sera répandu pour la multitude ». Ce n'é- tait plus du pain et du vin que Jésus offrait en signe de grâce, c'était son corps et son sang, sa personne même. Jésus, qui voyait arriver le supplice et la mort, donnait sa vie. Il faisait of- frande de lui-même. Ce geste résumait tout ce qu'il avait dit et fait. C'était le signe de l'amour sans limite. Une nou- velle existence pour Dieu et pour les hommes commençait à jamais, dans la salle haute, à la veille du Vendredi- Saint. Celle où l'amour peut vaincre toute mort et unir les hommes au plus haut d'eux-mêmes, en Dieu, par le Christ. DEPUIS DES SIECLES, LE PAIN UNISSANT LES HOMMES Depuis des siècles, bien avant la ve- nue du Christ, le pain et le vin accom- pagnaient la vie d'Israël. Ils faisaient partie de la nourriture quotidienne, ils rassemblaient les membres de la fa- mille ou de la tribu, étaient partagés en signe de parenté ou d'amitié. Le pain et le vin étaient reçus comme signe de alliance entre les hommes. Une ancien- ne tradition de la Bible racontait com- ment le roi Melchisedech était venu of- frir le pain à Abraham, en même temps que la paix. Ces humbles réalités plon- geaient en Dieu et au plus profond de l'humanité. Elles unissaient les êtres 8 dans une attitude commune d'accueil, d'action de grâces, de fraternité reçue de Dieu. JESUS FAIT CORPS AVEC SON EVANGILE Depuis la Cène du Jeudi-Saint, la communion n'est plus réalisée seule- ment à partir du pain et du vin, mais dans le partage du corps et du sang de Jésus. « Celui qui mange ma chair et qui boit mon sang, celui-là vivra éter- nellement ». En mangeant sa chair et en buvant son sang, il faut aussi assi- miler ses paroles, ses actes, et la nou- veauté de vie que Jésus avait semée de la Galilée à Jérusalem. « Pain rompu pour un monde nou- veau... » Jésus n'avait pas cessé d'invi- ter au Royaume, à un monde nouveau. Il avait montré par sa propre conduite ce qu'était ce Royaume. Il en avait par- lé à travers les paraboles. Il avait dé- noncé les hypocrisies, les étroitesses, les duretés d'une certaine société juive qui se réclamait abusivement de Dieu. Il n'avait pas cessé de montrer ce Royaume, disponible par ceux qui s'é- veillent et qui aiment. Avoir part à son Corps et à son Sang, c'était aussi avoir part à ce monde nouveau dont il était le commencement. C'était s'engager dans l'avènement du Royaume d'amour. Pas de Communion à Lui, qui ne soit en même temps communion aux autres hommes, considérés comme des frères. Les fils du même Père qui a dressé la table... L'action de grâces, la volonté de sui- vre Jésus, l'accueil de l'Evangile, l'en- trée dans l'amour actif sont donc insé- parables de l'eucharistie. Ceux qui re- çoivent le pain rompu seront des hom- mes passionnés de rompre le pain à leur tour. Le levain de Jésus soulèvera leur vie et la fera craquer dans une gé- nérosité sans cesse en éveil. Exposés au dynamisme d'amour qui surgit de Dieu, ils seront les artisans obstinés d'un monde autre. Happés vers ce Royaume à accueillir et à bâtir au jour le jour, à travers les lumières et les ténèbres de l'histoire. Jusqu'à accepter d'être eux-mêmes rompus et de voir couler leur sang, pour marcher derrière Jésus sur l'âpre chemin de croix, si sou- vent rencontré par les hommes qui pro- curent le salut de l'humanité. LE PAIN DES VOYAGEURS Le pain partagé est la nourriture des voyageurs partis pour l'ultime Exode, la Pâque de Jésus. Il est l'aliment des chercheurs actifs du Royaume. Ce pain, ce vin, disent déjà l'amour et la joie qui sont la lumière du pays de Dieu. I chierichetti di alcuni anni fa 9
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Brevi di cronaca 1 - Cresima Il 13 febbraio, in una giornata umi- da e nevosa, ben 34 ragazzi della no- stra parrocchia hanno ricevuto dalle mani del Vescovo il sacramento della confermazione cristiana. La Chiesa era stracolma come nelle più grandi occa- sioni, e quando Mons. Lari è entrato in Chiesa, seguito dai cresimandi, l'im- mensa folla dei presenti, dei padrini, dei fedeli ha sentito l'importanza del momento religioso, dando alla propria presenza un atteggiamento di grande fervore e raccoglimento. La pregevole esecuzione della canto- ria, la voce limpida e chiara delle let- trici, le risposte commosse dei padrini e dei cresimandi, l'omelia impegnativa del Vescovo, la Messa raccolta e solen- ne, l'impegno e la precisione dei chie- richetti, sono stati i momenti salienti di una di quelle cerimonie che lasciano una traccia non solo nei protagonisti, ma in tutta la comunità parrocchiale, che si sente più ricca, più impegnata, più buona. *** 2 - Pasqua La settimana santa è stata anche que- st'anno centro di grande impegno reli- gioso per tutta la comunità. Il giovedì santo ricordando l'Ultima Cena del Si- gnore, l'istituzione della Messa, è stata l'occasione per ringraziare Gesù della sua presenza viva nel nostro cammino. Il venerdì santo è stato un continuo pellegrinaggio di fedeli a pregare il Cri- sto presente nell'altare dell'adorazione; ricordando la passione e la morte di Gesù abbiamo sentito l'importanza del Suo amore per noi e della nostra rispo- sta con la preghiera e il desiderio di conversione. La domenica di Pasqua è stata la degna corona di una settimana di ap- profondimento e di crescita cristiana; quanta gente in Chiesa per ascoltare lo annuncio della Resurrezione e parteci- pare alla gioia della speranza cristiana! Per molti è stata anche l'occasione di fare Pasqua, attraverso i sacramenti cioè sentire il desiderio di passare ad un cristianesimo più convinto e gene- roso. *** 3 - Festa degli alpini Domenica 17 aprile l'associazione al- pini di Saint-Pierre ha festeggiato la « giornata » del gruppo. Alle 10 c'è stata la messa solenne in cui sono stati ricordati nella preghiera i vivi e i de- funiti, chiedendo a Dio luce e protezio- ne. Il parroco ha ricordato nell'omelia gli impegni di fraternità e di pace che stanno alla base dell'associazione alpi- ni: l'amore per il gruppo significa im- pegno di rispetto, di amicizia, di colla- borazione per un paese sempre più uni- to e fraterno. Dopo la messa un mazzo di fiori è stato portato al monumento per ricor- dare i caduti nelle guerre, coloro cioè che sono morti desiderando un mondo più buono, più giusto e in pace. Il pranzo sociale è stato servito con gusto e abbondanza al ristorante Gri- I cresimati nel giorno della loro Pentecoste 10 Una foto storica di qualche anno fa: i Cavalieri di Vittorio Veneto 11
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vola. Al termine l'alpino Del Degan, con brevi e appropriate parole, ha rin- graziato i convenuti e a nome del diret- tivo ha consegnato agli « anziani » tre targhe ricordo come riconoscenza per l'impegno sempre attivo svolto nel gruppo: i tre premiati, Belli Giuseppe, Fenoil Maurizio e Borney Giulio, era- no commossi e riconoscenti per questo gentile e generoso pensiero. Anche il rappresentante della sezione di Aosta, signor Collé, ha voluto presentare la sua congratulazione per la bella festa, presentando il saluto delle altre sezio- ni valdostane. Erano presenti alla festa anche due alpini di leva, Zemoz Fulvio e Oreil- ler Franco, che con un gesto simpatico hanno offerto all'associazione una cop- pa dell'amicizia. Poi ci sono stati i canti; l'allegria e il buon umore: le « belle voci » dei nostri alpini hanno eseguito con com- mozione i vecchi canti della « naja » e le tradizionali chansons de chez-nous. *** 4 - Prima Comunione Il 24 aprile, 14 bambini e 10 bam- bine hanno ricevuto, in una grandiosa cornice di folla, la prima comunione. E' stata una cerimonia raccolta e com- movente, di quelle destinate a lasciare una traccia non solo nei piccoli comu- nicandi, ma in tutti i numerosi parteci- panti. Era da parecchi giorni che la preparazione si era intensificata e man mano che si avvicinava il grande gior- no accanto a una comprensibile eccita- zione, si notava una sempre maggiore coscienza dell'importanza del primo in- contro con Gesù-Comunione. Alle ore dieci meno un quarto la piazza della Chiesa era già piena di gen- te e mentre i comunicandi aspettavano in fila l'arrivo del parroco e dei chier- chetti, i familiari, i parenti e gli altri entravano a prendere posto in Chiesa. Alle dieci precise i piccoli entravano processionalmente in Chiesa, mentre i cantori li accompagnavano con il canto d'ingresso. Era una gioia vedere questi bambini così raccolti, nel loro vestito di festa, passare tra i banchi della Chie- sa, anche esternamente così consape- voli del momento solenne che li aspet- tava. I primi banchi a loro riservati erano ornati di fiori, come segno di gioia e di partecipazione (anche la chiesa così pulita e fiorita, aveva il segno del lavo- ro delle mamme, che anche in questo modo hanno voluto essere più vicine ai loro bimbi). Poi c'è stata la messa: le letture, l'o- melia del parroco, i canti, l'Eucarestia per arrivare al momento della Comu- nione. In lunga fila uno per uno, i co- municandi si sono avvicinati al parroco che ha dato loro il Corpo di Cristo; un po' di emozione, poi il colloquio per- sonale con Gesù. Sono feste che si ripetono ogni an- no, eppure sembrano sempre così nuo- ve, così genuine: come si vorrebbe che fossero momenti di reale crescita spi- rituale per tutti, bambini, parenti, co- munità! I bambini della Prima Comunione 12 Il presepio preparato dai giovani 13
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Nuovi membri del popolo di Dio 1) il 23 gennaio battesimo di FRAS- SY MARCO di Carlo e di Pellissier Adriana. Padrini: Brunet Giorgio e Pel- lissier Rina. 2) Il 13 febbraio battesimo di LI- SCIDINI DANIELE di Bruno e di Grange Silvana. Padrini: Liscidini Ma- rio e Liscidini Silvana. 3) Il 20 febbraio battesimo di FER- RE' ANDREA di Marino e di Persod Lucia. Padrini: Tournoud Franco e Persod Rosa. 4) Il 27 febbraio battesimo di BLANCHET ORNELLA di Dilio e di Clochard Christiane. Padrini: Désan- dré Alessandro e Rose Chantal. 5) Il 21 marzo battesimo di TREN- TAZ ETTORE di Lino e di Paillex 14 Ines. Padrini: Paillex Tersillo e Tren- taz Elena. 6) Il 3 aprile battesimo di CHIO- NO DENNY di Gianni e di Paillex Alide. Padrini: Chiono Claudio e Pail- lex Livia. 7) Il 3 aprile battesimo di PICCOLI MARCO di Roberto e di Sirianni Alda. Padrini: Piccoli Filippo e Gallo Gio- vanna. 8) Il 10 aprile battesimo di JOCAL- LAZ ALICE di Remo e di Bonin Lucia. Padrini: Jocallaz Franco e Pesci Da- niela. 9) Il 17 aprile battesimo di CHEN- TRE NADINE MONICA di Pierino e di Gérard Giovanna. Padrini: Gérard Maurilio e Jeantet Martina. Nuovi Cresimati Il 13 febbraio Mons. Ovidio Lari ha conferito la Cresima ai seguenti bambini: Balegno Andrea di Walter, padrino: Monzeglio Riccardo; Barmaverain Fa- bio di Alessandro, padrino: Barmave- rain Adolfo; Berthod Fabio di Giaco- mo, padrino: Ferrod Alberto; Di Fran- cesco Stefano di Ennio, padrino: Ber- no Manlio; Berthod Jonny di Franco, padrino: Bergamini Enzo; Fazzari Gior- gio di Francesco, padrino: Cinti Mario; Guerini Rudy di Franco, padrino: Vi- gnolini Ermanno; Lale Lacroix Luca di Luigi, padrino: Vuillermoz Geremia; Massetto Stefano di Antonio, padrino: Pelizza Luigi; Nachmann Paolo di Ri- naldo, padrino: Abate Claudio; Obert Claudio di Virgilio, padrino: Janin Walter; Petey Massimo di Lindo, pa- drino: Sberze Ilario; Quagliotti Mauro di Lorenzo, padrino: Soncin Agostino. Arnò Luisa di Aldo, madrina: Cha- bod Rita; Bochet Mirca di Camillo, madrina: Lale Murix Simona; Cognetn Marzia di Bruno, madrina: Ziggiotti Ida; Cortivo Sandra di Gastone, madri- na: Cortivo Barbara; Courthoud Alda di Ezio, madrina: Courthoud Marika; Domaine Tiziana di Aldo, madrina: Rossan Irene; Ferrandoz Barbara di Sergio, madrina: Paillex Renata; Fer- randoz Marina di Pierino, madrina: Be- senval Reana; Fico Carmelina di Sal- vatore, madrina: Morandi Laura; Floc- cari Katia di Mario, madrina: Gaita Elda; Gobbo Loredana di Carlo, ma- drina: Christille Laura; Gobbo Raffael- la di Mario, madrina: Favre Livia; Isa- bel Barbara di Sergio, madrina: Arnod Bruna; Jacquemod Malvina di Anacle- to, madrina: Berselli Marisa; Liscidini Nadia di Bruno, madrina: Grange Ir- ma; Miret Raffaella di Basilio, madri- na: Charrère Adriana; Perruquet Ka- tia di Lino, madrina: Pellissier Liliana; Piccini Katia di Elio, madrina: Pepe Enza; Rinaudo Paola di Valerio, ma- drina: Michaud Bruna; Thomasset Sa- bina di Gino, madrina: Thomasset Pa- trizia; Trentaz Paola di Alberto, ma- drina: Salvitti Crivelli Caterina. *** Nuovi focolari cristiani 13) L'undici dicembre matrimonio tra BORBEY RICCARDO e LUBOZ DELFINA. Testimoni: Luboz Livia e Borbey Ezio. 1) Il 9 gennaio matrimonio tra PER- RONE ATTILIO e RAVENDA FRAN- CESCA. Testimoni: Parisi Andrea e Garino Roberto. 15
Testo Originale Estratto
I nostri defunti 17) Il 19 novembre è morto nella sua casa di Jacquemin JORDANEY SILVIO di anni 76. Da parecchi anni la sua salute era malferma, per cui so- vente era stato ricoverato in ospedale, e solo l'amore generoso delle figlie e dei familiari aveva saputo aiutarlo in que- sto lungo calvario. Uomo generoso, grande lavoratore, era stato anche per lungo tempo lavoratore emigrato, era sempre alla ricerca del bene della fa- miglia e dei suoi cari. 18) Il 4 dicembre si sono svolti a Saint-Pierre i funerali di PADRE LA- LE GERARD PIETRO di anni 84. Diventato sacerdote, è stato per tutta la vita fedele alla sua missione, portan- do ovunque il suo impegno di testi- mone e di ministro di Cristo. E' stato sepolto al suo paese natale, a cui sem- pre era rimasto affezionato, e a cui so- vente tornava accolto dalla bontà ge- nerosa della sorella e dei nipoti. 16 1) Il 10 gennaio è morta GALLI ISOLINA di anni 67. Dalla morte del marito, Morandi Sebastiano, non era stata più bene, tanto da doversi fare ricoverare sovente negli ospedali. La ricordiamo come donna buona, genero- sa, piena di disponibilità per la fami- glia e per tutti. Aveva anche il dono di una grande fede, che sapeva testi- moniare ocn il suo raccoglimento, con la preghiera, con la fedeltà alle prati- che religiose. 2) Il 13 febbraio è morto LALE GERARD AUGUSTO di anni 83. Si è spento serenamente nella sua casa della Charrère, con accanto la presen- za premurosa del figlio e dei parenti. Lo ricordiamo come uomo buono, di grande equilibrio, onesto, e chi l'ha conosciuto ed amato ricorda non solo le sue capacità e i suoi sacrifici, ma l'in- telligenza e la serenità del suo conver- sare. 3) Il 17 febbraio si sono svolti i fu- nerali di CORBET MARIA di anni 48. Abitava ad Aosta, ma è stata sepolta a Saint-Pierre, paese natio del marito. La sua morte improvvisa ha lasciato nel grande lutto il marito e i suoi giovani figli. Era donna di grande generosità, dedita con amore al bene della sua fa- miglia. 4) Il 28 febbraio è morta MANO TERESA di anni 78. Da tanti anni vi- veva a Saint-Pierre, e con il marito Marco lavorava alla custodia del Ca- stello de la Tour. In questi ultimi an- ni la salute non era più buona, e il gran- de affetto del marito e dei figli l'han- no aiutata a spegnersi serenamente. A- veva un cuore buono e generoso, sem- pre dedita al suo lavoro e al bene della famiglia. 5) Il 2 marzo è morta CURIAT RO- SA di anni 76. Nativa di Saint-Nicolas solo in questi ultimi anni era scesa a Bussan, presso i nipoti che l'hanno cir- condata di affetto e di cure. Era una donna schiva e generosa che sempre ha saputo nella sua vita il valore e la ru- dezza dei sacrifici e del lavoro. 6) Il 5 marzo è deceduta a La Char- rère COGNEIN MARCELLINA di anni 85. Da alcuni mesi non stava be- ne e la sua agonia fu lunga e penosa. Donna dal carattere vivo ebbe una vi- ta sovente travagliata, ma sempre, nei sacrifici e nel lavoro, seppe dare com- petenza e generosità. Amava la preghie- ra e in essa sovente trovò la forza per superare i momenti meno facili della sua esistenza. 7) Il 6 aprile è morta a Rumiod THOMASSET LEA, di anni 80. Nati- va di Vens, in Saint-Nicolas, ha voluto essere sepolta nel suo paese nativo, ac- canto ai suoi cari. Era da parecchio tempo che la sua salute era peggiorata, e accanto al marito, anche lui ammala- to, ha consumato la sua lunga agonia. Quanti sacrifici, quanta dedizione, quante preghiere nella sua lunga e du- ra esistenza. 8) Il 26 aprile è morto DOSSAN VITTORINO di anni 76. Erano anni ormai che la sua forte fibra era crolla- ta e l'affetto e la dedizione della mo- glie e dei figli l'hanno aiutato nel suo dolore, nei soventi ricoveri ospedalieri. Lo ricordiamo lassù nella sua Vetan, dove la vita era dura e fatta di enormi sacrifici, sempre pronto ad accoglierti nella sua casa, con l'ospitalità genero- sa del montanaro. 17
Testo Originale Estratto
Offerte PER LA CHIESA In memoria Oreiller Emilio; Saccani Cossard Celestina; Luboz Rina; N.N.; Campese Marco; Guyon Pellissier; in me- moria Pellissier Arsène; David Ernesto; Pompieri Borgo; Lale Démoz Faustine; N.N.; Borbey Luboz; Motta; Caput; Ter- radura; Mosso Cavallero; in memoria Paillex Ettore; in memoria Lale Murix Dé- siré; Radaele; Cognetn Bruno; Trentaz; Cogneln Enrico; Pompieri Rumiod; in me- moria Arnollin Camillo; in memoria Pa- dre Lale Gérard; Del Negro Giovanni; La- le Michel; N.N.; Bois Henriette; Bochet Aldo; Charrière Maria; Letitry Georgette; in memoria Paillex Lidia; in memoria Galli Isolina; Rosset Cheney; Colla Ulderi- ca; Boano; Christille Adele e Silvestro; Cognetn Domaine; Garavello; Frassy Car- lo; Petigat Ninfa; N.N.; Martin Marcelli- ne; Domaine Renato; in memoria Lale De- moz Graziella; Arnod Edvige; Cavassa; Lettrry Glancarlo; Garresi; in memoria Curiat Rosa; N.N.; N.N.; in memoria Isa- bel Aldo; in memoria Arnod Umberto; in memoria Lale Gérard Augusto; in memo- ria Mano Teresa; Lale François; Lucianaz; in memoria Cognetn Marcellina; Lavy Li- no; Jocallaz Remo; Cortiana; Fenoil To- bia; in memoria Paillex Ettore, in memo- ria Carere Natalina; Tallarico; Paillex Guido; Rossan Mario; Boson Carlo; N.N.; Thomasset Elso; Iannino Mario; Blanchet Ornella; in memoria Berthod Luisa e Fran- co; Vironda Gambin; Thérisod Camilla; Ronzani Domenico; Perron Giustina; N. N.; Cestaro; in memoria Dossan Vittori- no; in memoria Thomasset Eliseo e Alda; in memoria Charles Michel. Totale Lire 4.195.000. PER IL BOLLETTINO Centoz Ocleppo; Bétemps Armando; Bo- chet Camillo; Belli Ceriano; Bois Adolfo; Pellissier Aldo; Del Negro Giovanni; N. N.; Negro Domaine; Bochet Aldo; Gheza El- da; Berthod Dino; Rosset Cheney; N.N.; Boverod; Colla Ulderica; Gerbelle Pina; Cognetn Domaine; Jordaney Virène; Jo- callaz Elsa; Frassy Carlo; Vitton Mea Pie- rino; Cremaschi; Guglielmetti; Challan- cin Ernesto; Morandi Carlo; Domaine Re- nato; Lale Demoz Campese; Jordaney Al- do; Materaggia; Dayné Francesco; Ber- thod Aldo e Liliana; Luboz Nestore; Lavy Lino; Dossan; Cortiana; Fenoil Tobia; Tal- larico; Charrière Esterina; Glarey Augu- sto; Thérisod Camilla; Barmaverain Fran- co; Jacquemod Anacleto; Jacquin Mar- cello; Charles Michel. Totale L. 542.000. D'un clocher ... à l'autre AOSTE Noces d'or et d'argent sacerdotales Le jeudi saint à la cathédrale, en la présence de tout le clergé valdo- tain et d'une nombreuse assistance de fidèles, Mgr notre évêque rappe- lait que cette année, 1950ème de la rédemption, le vicaire général — mgr Eugène Brunod — et le curé d'Ollomont — l'abbé Augustin Pes- sion — célèbrent le cinquantième anniversaire de leur ordination sa- cerdotale et manifestait ses senti- ments de reconnaissance pour tant d'années de travail au service de l'é- glise locale. Tous les deux sont nés à Châtillon vers la fin de l'an 1910; ensemble ils ont suivi les cours au séminaire d' Aoste, l'un et l'autre bons chantres et organistes. Ils furent ordonnés prêtres le 10 juin de l'année sainte 1933 pour Mgr Imberti, alors à sa pre- mière ordination sacerdotale: avec eux l'abbé Cignetti, décédé à Rhêmes Notre Dame le 27 décembre 1940. Encore étudiant, l'abbé Eugène Brunod est surveillant au petit sé- minaire; jeune prêtre, il descend au grand séminaire, surveillant et pro- fesseur (1933-37); en même temps il enseigne religion aux écoles magis- trales et à l'institut professionnel. Les années 1939-49 il est directeur spirituel et de 1953 à 1967 supérieur au grand séminaire. Le 31 mai 1941, Mgr Imberti le nomme chanoine ef- fectif de la cathédrale; l'an 1953, il est élu membre de l'Académie St- Anselme. Chancelier épiscopal de- puis l'an 1939 jusqu'à sa nomination à vicaire général (1949): la plus haute responsabilité du Diocèse a- près celle de l'Evêque. Sa tâche est bien lourde: la correspondance avec Rome, les relations avec l'autorité civile, les dossiers de la curie et des paroisses, les démarches pour la fondation de nouvelles paroisses et la construction de nouvelles églises, les cas de mariage et de discipline ecclésiastique qui lui demandent parfois des décisions difficiles et tormentées. Fidèle à son bureau, méthodique dans son travail, res- pectueux des lois de l'Eglise et des Cinquantième de Mes- se de Mgr Eugène Bru- nod et du curé Augus- tin Pession et vingt- cinquième du curé Hector Milliéry 18 19
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ordonnances épiscopales, c'est le colaborateur exact et dévoué de l'E- vêque, le confrère accueillant et em- pressé des curés. Mgr Blanchet en quittant son mandat épiscopal l'an 1968 disait de lui: « Je n'aurais pu réaliser ce qui a été fait, sans l'aide de mon vicaire général ». Et Mgr Lari, ce jeudi saint: « Non seulement l'Evêque, mais tous les prêtres du Diocèse lui doivent de la reconnais- sance ». L'abbé Augustin Pession, l'été 1933, est vicaire à Cogne. De 1933 à 1938 il enseigne les sciences et les mathématiques au séminaire; en même temps il est aumônier au col- lège « Principe di Napoli » et ensuite vicaire au bourg St-Ours. Grand con- naisseur des matières qu'il doit en- seigner, l'artiste qu'il est, il tolère cependant avec quelques difficultés les horaires de rigueur dans l'ensei- gnement: c'est alors, en 1938, qu'il accepte d'aller curé dans une pa- roisse de montagne, à Ollomont, où, à côté du ministère pastoral qu'il accomplit fidèlement à la satisfac- tion générale, il peut s'adonner li- brement à ses hobby. Bricoleur a- droit, électricien et mécanicien ex- périmenté, maintes fois il a occasion de tirer d'embarras les chauffards en panne ou les campagnards dont les machines agricoles ne veulent pas fonctionner et souvent il est en- core à même de rendre de précieux services aux électriciens ou mécani- ciens de leur métier. Humble pèle- rin à Rome, à Lourdes, à St-Jacques d'Espagne et en Terre Sainte, il ne laisse échapper les détails intéres- sants ni à son attention ni à son ap- pareil photographique. Aimable cau- seur et prédicateur persuasif, il est souvent invité par les confrères aux fêtes, aux quarante heures, aux mis- sions paroissiales. Mgr Eugène Brunod et le curé Au- gustin Pession — après 50 ans de service! — sont encore vaillamment sur la brèche. Nous leur disons nos 20 félicitations, notre reconnaissance et notre souhait: ad multos annos! Nous voudrions encore applaudir ici à M. Hector Milliéry qui, lui, fête cette année ses 25 ans de messe: qu'il puisse continuer sur les traces de ses devanciers un apostolat cou- ronné de succès dans les deux pa- roisses, Introd et Rhêmes-St-Geor- ges, où il est curé, et auprès des jeu- nesses estudiantines dont il est pro- fesseur de religion. « Courrier de la Vallée d'Aoste » *** AVISE Le 31 du mois de mars est décédé, âgé de 85 ans, monsieur Denarier Benoît, chevalier de la République et de Vittorio Veneto, frère de l'an- cien curé de Chesallet, abbé David. Chrétien exemplaire, serviteur fi- dèle de son église, animateur de la chantrerie, toujours prêt à rendre service à tous dans ses fonctions de employé du bureau des postes qu'il desservit pendant 35 ans: voilà le souvenir qu'il nous laisse d'une vie honnête sans reproche, illuminée par la foi et soutenue par la prière. A sa famille, à la nombreuse pa- renté, nos condoléances émues et le souvenir cordial. ARNAD 35 anni di parrocchia di don Nouchy Domenica 10 aprile, ore 10,30. La chiesa di Arnad, meraviglioso monu- mento di arte romanica, riproposto da alcuni anni allo sguardo di chi ama contemplare opere antiche che ci ricordano l'amore per le cose bel- le e la ricchezza spirituale dei nostri antenati, era assiepata di gente. Circa 400 persone, su una popola- zione di 1300 abitanti si erano ritro- vate in quella occasione per festeg- giare i trentacinque anni di servizio sacerdotale nella loro parrocchia, di don Nouchy. Davanti all'altare, nei primi banchi, accanto alle autorità, vi erano i suoi anziani genitori, che in tutti questi anni gli sono stati accanto aiutandolo, condividendo un po' della sua vita. La funzione si è svolta in modo semplice e familiare. Dalla penom- bra del tempio, più che mai segno di incontro tra le ombre che sembrano avvolgere l'umanità e la luce che proviene dal mistero dell'Onnipoten- te che vuole irrompere nella storia degli uomini, saliva un dialogo fatto di canti e di preghiere, verso quel Dio più che mai presente in quel giorno nei segni dell'amicizia e della riconoscenza. Fin dall'inizio, mentre il Priore sa- liva verso l'altare, accompagnato da alcuni sacerdoti concelebranti e da uno stuolo di chierichetti, tra due ali di folla, si poteva assaporare nel- l'aria la gioia della festa. Il « Te Deum » cantato dal priore e dalla sua gente, era veramente il segno di un'armonia e di una gioia grande che saliva a Dio come grati- tudine e riconoscenza. Durante la messa, celebrata in francese, Monsi- gnor E. Brunod dopo aver portato il saluto, la stima e il ringraziamen- to del vescovo al parroco per la sua opera, sottolineava il valore del ser- vizio sacerdotale, il prete è dono di Dio all'umanità che cerca un senso, delle risposte. Esso è prolungamen- to della presenza di Cristo tra gli uomini. Dopo aver riaffermato la bellezza e grandezza del sacerdozio, mons. Brunod, si complimentava 21
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con la popolazione di Arnad per la lodevole e meravigliosa iniziativa. Ma questo clima di festa di fami- glia non si spegneva al termine del- l’Eucarestia. Ancora una volta, in un mondo di- viso e tante volte incapace di trova- re motivi di unione e di comunione, tutte queste persone che si erano strette attorno al loro « prieur » nel segno più bello e carico di mistero come quello dell’eucarestia, si ritro- vavano insieme a pranzo. Nell’im- mensa sala della Cooperativa locale, ancora trecentocinquanta persone con un rappresentante per famiglia partecipavano attorno allo stesso ta- volo, all’incontro di tutta la famiglia parrocchiale, che si concludeva con un’offerta di doni e ancora momen- ti di dialogo tra il priore e la sua gente. Bambini, giovani, persone adulte si sono alternate a esprimere la lo- ro riconoscenza a questo uomo che 35 anni fa era giunto in quel paese non alla ricerca di interessi e non per calcoli umani, ma inviato dal vescovo per annunciare Cristo e por- tare il suo Vangelo. Nel cuore, negli occhi di tanti vi era una grande commozione. In un breve spazio di tempo, nella mente del priore e dei presenti tanti ricor- di si accavallavano. Momenti tristi e dolorosi, momenti lieti e felici per un attimo ritornavano presenti e tutti trovavano un posto particolare nel cuore di quella gente che più che mai, in quelle ore, sembrava dila- tarsi e diventare capace di accoglie- re tutti: sì, perché il cuore di chi cerca di amare non conosce frontie- re di tempo e di spazio, ma vuole abbracciare tutto e tutti. Infine il ringraziamento di don Nouchy: parole semplici e vere, ri- 22 cordi di storie altrettanto vere che sgorgavano da un cuore pieno di ri- conoscenza verso Dio e verso gli abi- tanti di Arnad. Ma il suo discorso non era rac- chiuso nel mondo dei ricordi di sof- ferenze e gioie del passato. Nelle sue parole vi era la voglia di rico- minciare a impegnarsi con sempre più coraggio e disponibilità. « Mi avete ricordato — ha affermato do- po aver ascoltato i saluti e i ringra- ziamenti di tutti — non tanto ciò che ho fatto, ma soprattutto ciò che avrei dovuto fare e che insieme dob- biamo fare ». La gioia e l’emozione per la festa non gli impedivano di ricordare i gravi problemi sociali del suo paese, le fabbriche chiuse, i giovani senza lavoro... Poi poco alla volta, ciascuno se ne ritornava al suo mondo, alla sua ca- sa. E forse in ognuno c’era una gioia in più nel cuore: la gioia di una fe- sta diversa, la soddisfazione di aver visto tante famiglie ritrovarsi insie- me nella chiesa, casa di tutti, attor- no ad un uomo che appartiene a tut- ti, attorno ad un prete che da anni annuncia ad ognuno un lieto mes- saggio di speranza, condividendo la loro stessa vita. Con ragione perciò potevano vera- mente sorridere soddisfatte per la bella riuscita della festa le cinque maestre che l’avevano organizzata con fantasia, passione e amore. E quel giorno forse il paese di Arnad ha scoperto in sé una nuova realtà: la bellezza di ritrovarsi insieme. E forse da questo segno di unità po- tranno nascere speranze nuove per affrontare e impegnarsi a dare rispo- ste ai gravi problemi che esistono nella realtà sociale della parrocchia. (dal «Corriere della Valle ») AOSTA Un grazie di cuore e un augurio Due suore della Carità di S. Gio- vanna Antida (quelle che spesso in- contriamo nei corridoi dell’Ospeda- le), hanno dovuto lasciare Aosta e partire per Cuneo, dove daranno vi- ta a una comunità di assistenza a persone anziane: sono suor Ida, ad Aosta da 42 anni e suor Margherita, da 16. Le abbiamo incontrate prima del- la partenza e abbiamo chiesto loro di dirci qualcosa. Più con l’espres- sione della voce e del volto che con le parole, ci hanno detto quanto fos- sero affezionate alla Valle d’Aosta e ai Valdostani e quanto dispiacesse loro partire: « Per amore del Signo- re ci siamo fatte suore, siamo ve- nute qui, qui abbiamo lavorato; ora sempre per amore suo dobbiamo partire... ». Quando abbiamo cercato di espri- mere riconoscenza a nome di tutti quanti, esse, con semplicità, hanno replicato: « Siamo piuttosto noi a dover ringraziare; anzi, proprio at- traverso le pagine del “Corriere”, vogliamo far giungere il nostro sin- cero grazie a tutte le persone che, nel corso di questi anni, abbiamo incontrato e quelle che ci hanno aiu- tato nella nostra non facile missio- ne; in particolar modo, ringraziamo Monsignor Vescovo, i Rev. Parroci, il Seminario e tutte le comunità re- ligiose della città ». Detto questo, ci pare veramente doveroso, sempre attraverso il «Cor- riere », esprimere la riconoscenza di tutte quelle persone che, sia in ospe- dale sia fuori, sono state curate o beneficate da suor Ida e suor Mar- gherita; anzi ci pare giusto estende- re questo « grazie » a ogni suora che nel nostro ospedale ha lavorato o lavora ancora. Tutte le persone di una certa età ricordano certamente l’epoca in cui le suore avevano la responsabilità dei reparti e lavoravano a tempo pieno, senza prendere per sé né ore né giorni di riposo: chi ha conosciu- to allora suor Ida, sa come era to- talmente dedita alla sua missione da esserne anche fisicamente « consu- mata ». Con tutti questi ricordi salutiamo suor Ida e suor Margherita e augu- riamo loro buon lavoro a Cuneo, così pure auguriamo buon lavoro al- le suore che restano ad Aosta. (dal «Corriere della Valle ») * * * AOSTA Nuovi « lettori » Durante la solenne celebrazione mattutina del Giovedì Santo in cui oltre alla benedizione degli Oli, si ricordava l’istituzione del sacerdozio c’è stato il conferimento del Letto- rato, il primo dei ministeri di servi- zio della Comunità Ecclesiale. Vuillermoz Luigi, insegnante in pensione della parrocchia di St-Mar- tin-de-Corléans e Venturini Rinaldo, all’ultimo anno di teologia di Oyace, hanno ricevuto dalle mani del Ve- scovo il Libro della Parola di Dio, come segno di un loro più preciso impegno all’interno della Comunità diocesana. Attualmente i ministeri del Letto- rato e dell’Accolitato non hanno una loro specifica rilevanza e segnano un passo ufficiale verso il diaconato ed 23
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il sacerdozio. La Chiesa sta ancora cercando nuovi modi per un servizio ministe riale più consono alle esigenze della Parola di Dio, alle caratteristiche di coloro che accettano un ministero e alle necessità del Popolo di Dio. Il conferimento del Lettorato a Luigi e Rinaldo sia per tutti un'occasione per ripensare all'importanza di una proclamazione autorevole della Pa rola di Dio, che può esser proposta anche da chi non ha il ministero sa cerdotale e per loro l'augurio che questa Parola diventi sempre più parlante in loro per renderli sempre più gioiosamente disponibili nel ser vizio della nostra Comunità cristia na in Valle d'Aosta. *** A OSTA Situazione del clero Valdostano Nelle varie parrocchie della Dio cesi, domenica 12 dicembre 1982, è stata celebrata la Giornata per le Vocazioni Sacerdotali. Sul « Corrie re della Valle » i responsabili del Seminario hanno presentato la si tuazione, assai dolorosa riguardo al numero, dei ragazzi e dei giovani, che si preparano al Sacerdozio. Mi permetto di presentare ai cat tolici valdostani la situazione del clero a tutt'oggi: i sacerdoti sono, complessivamente, 133 + 37, così ri partiti secondo l'età: sotto i 30 anni: 4; dai 30 ai 40 anni: 16; dai 40 ai 50 anni: 38; dai 50 ai 60 anni: 42; dai 60 ai 70 anni: 38; dai 70 agli 80 anni: 22; dagli 80 ai 90 anni: 9. Don Giuseppe Gros, ex parroco di S. Ste fano in Aosta è il « decano » del cle ro valdostano, avendo compiuto 90 anni il 18 novembre 1982. Sono to talmente o parzialmente invalidi 18 di questi sacerdoti. Nella statistica sopra riportata sono computati anche i sacerdoti dei vari Ordini e Congregazioni Religio se (Canonici Regolari Lateranensi, Canonici del Gran S. Bernardo, Pa dri Cappuccini, Oblati di Maria I., Canossiani, Salesiani e Somaschi) che lavorano nella nostra Diocesi, alcuni come Parroci e Viceparroci, altri in varie attività pastorali. Il loro numero è di 37, così ripartiti secondo l'età: dai 30 ai 40 anni: 5; dai 40 ai 50 anni: 7; dai 50 ai 60 an ni: 13; dai 60 ai 70 anni: 6; dai 70 agli 80 anni: 5; oltre gli 80 anni: 1. Ai cattolici della nostra cara Valle chiediamo una preghiera, affinché nelle nostre parrocchie non venga mai a mancare quel « lumicino » di fede, speranza e carità che è il sa cerdote. Uno dei 170 Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato). Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte. Direttore: Don Aldo PERRIN Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82. 3 ANNI GARANZIA magazzini GATTI Operazione assistenza – Lavatrici – Frigoriferi – Congelatori – Cucine – Lavastoviglie – Tv colore e bianco-nero – Apparecchi Hi-Fi – Video registratori – Aspirapolveri – Battitappeto – Lucidatrici – Macchine caffè 35 anni di esperienza al vostro servizio Consegna - Garanzia - Assistenza ovunque in Valle d'Aosta ATTENZIONE! sconto 5% su acquisti superiori a L. 200.000 portando questa pagina ai magazzini GATTI Via Festaz, 75 - 11100 AOSTA – ☎ 32 946 - 44 059 - 35 659