Bollettino di Saint-Pierre 1983: Fede, Sacramenti, Sofferenza e Giubilei del Clero Valdostano.

5-1983.pdf

Il bollettino parrocchiale "L'Echo de nos montagnes" di Maggio 1983, dalla Parrocchia di Saint-Pierre (Diocesi d'Aosta), documenta ampiamente la vita spirituale e comunitaria locale e diocesana. Il contenuto spazia da profondi approfondimenti teologici sul mistero della sofferenza umana in relazione ai conflitti globali, a riflessioni sulla catechesi e sul significato dell'Eucaristia. Il documento registra in dettaglio l'amministrazione dei Sacramenti recenti (Battesimi, Cresime, Prime Comunioni, Matrimoni) e le cronache degli eventi comunitari, come la Festa degli Alpini e le celebrazioni della Settimana Santa. Viene dato ampio risalto agli omaggi ai defunti, con un necrologio dettagliato dell'Abate Pierre Lale-Gérard, e alle celebrazioni dei giubilei sacerdotali di Monsignor Eugène Brunod e Abate Augustin Pession, offrendo anche una panoramica statistica sulla situazione demografica del clero valdostano e il registro delle offerte dei fedeli.

Cerca nel contenuto di questo documento

Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse
de Saint-Pierre
XXIVème ANNEE - N° 5
MAI 1983
BULLETIN PAROISSIAL
DU DIOCÈSE D'AOSTE
Tipografia Valdostana - Aosta
Photo: Gianni Masi
L'Echo de nos montagnes
La Voce dei campanili


Testo Originale Estratto
fratelli
MAGNIN & c. MOBILI
CENTRO CUCINE - LAMPADARI
MAGNIN
uguale
ESPERIENZA
sente le vostre esigenze, consi-
glia e progetta l'ambiente con
gusto su misura
MAGNIN
uguale
ASSORTIMENTO
propone 60 modelli di cucine tra
cui 30 modelli esposti: SARILA
- PATRIARCA - MORETUZZO -
EFFE-TI VENETA CUCINE
MAGNIN
uguale
SCELTA
di elettrodomestici delle migliori
marche, incorporate nella vostra
cucina: BOSCH - AEG - NEFF
- REX - GASFAIRE - SAMET -
SMEG - SIEMENS
MAGNIN
è garanzia
i nostri mobili sono garantiti 3 anni
Saint-Pierre
La sofferenza dell'uomo
è la sofferenza di Dio
Ho ancora negli occhi una scena straziante: un vecchio padre davanti al
cadavere del proprio figlio deceduto in un incidente stradale. Il mio sgomento
non era tanto per la giovane vita dilaniata tra le lamiere (benchè ce ne fosse
abbastanza per inorridire) quanto piuttosto per il volto dell'anziano genitore.
Nel silenzio della mia meditazione, il fatto capitato sulla strada si è tra-
sferito in un altro piano, più generale. Il volto di quel padre... il volto di
Dio Padre di fronte all'umanità dilaniata tra le lamiere contorte della guerra,
della lebbra, della fame, dello sfruttamento... E mi venivano in mente le
donne, i vecchi, i bambini di Beirut, quelli dell'Afganistan, quelli dell'Iran
e dell'Iraq, quelli del Salvador, quelli, quelli...
Una considerazione, che era confront
della strada era impotente, non poteva farci niente, ma il Padre del Cielo può
far tutto. Gli basterebbe un cenno della sua volontà per capovolgere la situa-
zione. Allora, perchè non interviene? E' forse un Padre insensibile al dolore
dell'uomo?
Ho sfogliato le Scritture per cercare una risposta.
Indubbiamente Dio ama la sua creatura e, in forza di questo amore,
soffre quando essa è provata dal dolore.
A questo punto resta sempre la domanda di fondo: « Perchè? ». Perchè
Dio ha realizzato un progetto in cui c'è tanto dolore? Perchè non usa la sua
« bacchetta magica » per eliminarlo? Per dare una risposta a questi « perchè »
bisognerebbe capire come mai Dio « non ha risparmiato il proprio Figlio »
(Rom. 8,32).
1
confrontateci
preventivi gratuiti
I NOSTRI CENTRI VENDITA:
SAINT-CHRISTOPHE
Regione Aeroporto
MOBILI D'OGNI GENERE
CENTRO CUCINE - LAMPADARI
AOSTA - Via Festaz, 5
AOSTA - Via S. Anselmo
ELETTRODOMESTICI DI INCASSO
CENTRO CUCINE
MACCHINE PER CUCIRE NECCHI
LAMPADARI - OGGETTI PER LA CASA


Testo Originale Estratto
fratelli
MAGNIN & c. MOBILI
CENTRO CUCINE - LAMPADARI
MAGNIN
ESPERIENZA
uguale
sente le vostre esigenze, consi-
glia e progetta l'ambiente con
gusto su misura
MAGNIN
ASSORTIMENTO
uguale
propone 60 modelli di cucine tra
cui 30 modelli esposti: SARILA
- PATRIARCA - MORETUZZO -
EFFE-TI VENETA CUCINE
MAGNIN
SCELTA
uguale
di elettrodomestici delle migliori
marche, incorporate nella vostra
cucina: BOSCH - AEG - NEFF
- REX - GASFAIRE - SAMET -
SMEG - SIEMENS
MAGNIN
RISPARMIO
i prezzi sono i più convenienti
sul mercato
MAGNIN
è garanzia
i nostri mobili sono garantiti 3 anni
confrontateci
preventivi gratuiti
I NOSTRI CENTRI VENDITA:
SAINT-CHRISTOPHE
Regione Aeroporto
AOSTIA - Via Festaz, 5
AOSTA - Via S. Anselmo
MOBILI D'OGNI GENERE
CENTRO CUCINE - LAMPADARI
ELETTRODOMESTICI DI INCASSO
CENTRO CUCINE
MACCHINE PER CUCIRE NECCHI
LAMPADARI - OGGETTI PER LA CASA

Saint-Pierre

La sofferenza dell'uomo
è la sofferenza di Dio

Ho ancora negli occhi una scena straziante: un vecchio padre davanti al
cadavere del proprio figlio deceduto in un incidente stradale. Il mio sgomento
non era tanto per la giovane vita dilaniata tra le lamiere (benchè ce ne fosse
abbastanza per inorridire ) quanto piuttosto per il volto dell'anziano genitore.
Nel silenzio della mia meditazione, il fatto capitatomi sulla strada si è tra-
sferito in un altro piano, più generale. Il volto di quel padre... il volto di
Dio Padre di fronte all'umanità dilaniata tra le lamiere contorte della guerra,
della lebbra, della fame, dello sfruttamento... E mi venivano in mente le
donne, i vecchi, i bambini di Beirut, quelli dell'Afganistan, quelli dell'Iran
e dell'Iraq, quelli del Salvador, quelli, quelli...
Una considerazione, che era confronto, mi martellava il cervello: il padre
della strada era impotente, non poteva farci niente, ma il Padre del Cielo può
far tutto. Gli basterebbe un cenno della sua volontà per capovolgere la situa-
zione. Allora, perché non interviene? E' forse un Padre insensibile al dolore
dell'uomo?
Ho sfogliato le Scritture per cercare una risposta.
Indubbiamente Dio ama la sua creatura e, in forza di questo amore,
soffre quando essa è provata dal dolore.
A questo punto resta sempre la domanda di fondo: « Perché? ». Perché
Dio ha realizzato un progetto in cui c'è tanto dolore? Perché non usa la sua
« bacchetta magica » per eliminarlo? Per dare una risposta a questi « perché »
bisognerebbe capire come mai Dio « non ha risparmiato il proprio Figlio »
(Rom. 8,32).

1


Testo Originale Estratto
Questo « non ha risparmiato » costa caro a Dio, come gli costa caro ogni
uomo che « non viene risparmiato » dal dolore. L'evangelista Giovanni fa
dire a Gesù: « Padre, tutto ciò che è mio è tuo » (17,10); anche il dolore
quindi anche la sofferenza per la passione e morte di croce.
Nonostante queste considerazioni, o proprio in forza di queste consi-
derazioni, torna a galla la vecchia domanda: « Perché? ». Una risposta esau-
riente nessuno la sa dare. Troppo profondo è il mistero del dolore. Sappiamo
che se Dio usasse la « bacchetta magica » come da molti si vorrebbe, la libertà
umana verrebbe annientata e l'uomo diverrebbe un robot. Sappiamo inoltre
che Dio è infinitamente buono e che sa cavare il bene anche dal male. « Se il
chicco di grano caduto in terra, muore, produce molto frutto » (Gv. 12,24).
La sofferenza, affrontata con fede, è il morire del chicco, condizione per un
raccolto abbondante. Questo, in modo particolare, per i mali inevitabili. Ma
ci sono tanti altri mali che noi possiamo e dobbiamo evitare. Forse Dio accetta
la sofferenza dell'uomo, e in conseguenza anche la sua, nella speranza che
siamo NOI a togliere questi mali dal mondo. Cioè dobbiamo essere noi coloro
che cancellano la lebbra, la guerra, la fame... con il bagaglio di sofferenza
che queste realtà portano con sé. A guardar bene, se avessimo il cuore buono
e il senso della giustizia, i mezzi non ci mancherebbero per arrivare a questo
traguardo. Allora? « Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno
spirito saldo » (Salmo 50). Che sia proprio questa la strada per eliminare
uno dei motivi profondi della sofferenza dell'uomo e di quella di Dio? Forse sì.

piccoli, incombe sì su noi catechiste, sulla parrocchia, ma in modo particolare
sulla famiglia.
Purtroppo si è portati invece molte volte a considerare la pratica reli-
giosa come « un impegno » che riguarda i bambini e gli anziani, i « grandi »
non trovano e non hanno tempo per « queste cose » e quindi l'invito alla
preghiera, alla partecipazione alla Messa, alla frequenza del catechismo, sono
doveri richiesti ai bambini per poter accedere, troppe volte solo per tradizione,
ai sacramenti.
Assistiamo infatti, sempre più, a casi in cui la frequenza al catechismo
è buona e regolare in II e in V elementare, due momenti o tappe importanti
perché si ricevono i sacramenti della Penitenza, dell'Eucarestia e della Cresima.
In I, III e IV è, invece, tutto relativo. I bambini sono liberi di fare come
vogliono o le stesse famiglie preferiscono dar loro la possibilità di riposarsi,
hanno paura che prendano freddo... quando poi per la partita o lo sci tutto è
concesso, a volte con quanti sacrifici!
Un'educazione alla fede e all'impegno cristiano impostati così conducono
tanti dei nostri ragazzi a considerare il sacramento della Cresima come un
traguardo desiderato dai genitori e l'impegno di testimoni di Cristo viene
dimenticato.
A questo punto è bene chiedersi: « MA PERCHE' TUTTO QUESTO? »

Cari lettori,
tempo fa, don Aldo, ci ha invitate a scrivere un articolo per il bollettino
parrocchiale sul significato del nostro « ESSERE CATECHISTE » e come
vedete siamo contente di comunicarvi la nostra esperienza (anche se con un
handicap: scrivere molte volte è più difficile che esprimersi a voce).
L'essere catechiste, per noi, non vuol dire avere un diploma di religione
ma essere persone che cercano di
trasmettere la loro fede e attraverso l'esempio e l'insegnamento portare i bam-
bini ad una coerente testimonianza di vita.
La religione, infatti, non è una materia, ma è vita e quindi il venire al
catechismo non significa solo seguire una tradizione, imparare a memoria
lezioni o nozioni ma crescere nell'amicizia con Gesù e sforzarsi di vivere ogni
giorno come Lui ci insegna.
Per fare questo cammino i bambini hanno bisogno di chiara testimo-
nianza e di continuo confronto con le situazioni concrete; nella vita di ogni
giorno.
Questa grande responsabilità, di essere « dei segni validi » per i nostri

Presepio vivente all'Asilo

2 3


Testo Originale Estratto
Perché troppo sovente ci sentiamo degli ARRIVATI, dei «grandi ma-
turi », che non hanno più bisogno di nessuno.
No, dobbiamo avere tutti, noi e voi, il coraggio e l'umiltà di sentirci
sempre in cammino, di sentirci bisognosi di Dio e dei fratelli per crescere
nel vero amore.
I nostri bambini hanno bisogno di noi, della famiglia, della parrocchia,
ma tutti noi abbiamo TANTO bisogno dei bambini, della loro semplicità,
innocenza, spontaneità.
Le catechiste
suor Odetta, Paola Pozzini, Chiara Persod,
Paola Varetti, Donata Bonin
***
Una esperienza dei bambini di terza elementare

Per completare il discorso del valore del catechismo e renderlo più vivo,
ecco a voi una bella esperienza fatta dai nostri bambini di terza elementare,
con la loro catechista Chiara.
La preparazione al Natale ha voluto essere per loro un preparare il loro
cuore per ricevere Gesù, aprendolo anche alle necessità dei fratelli bisognosi,
vivendo così le parole di Gesù: «Tutto quello che avrete fatto a un vostro
fratello l'avrete fatto a me ».

Il periodo dell'Avvento è stato vissuto in un atteggiamento di rinuncia
di qualcosa di loro per venire incontro e fare felici un gruppo di bambini del
Centro Storico di Aosta che sovente passano le feste più belle senza ricevere
nulla.
Man mano che i giovedì passavano la sala di catechismo si riempiva
di bei pacchi, espressione di tanta bontà, che alla vigilia di Natale sono stati
portati ad Aosta e distribuiti ai piccoli destinatari.
Giovedì 10 febbraio come sempre ci siamo ritrovati al catechismo per
pregare insieme, ma una bella sorpresa ci attendeva.
In mezzo al tavolo un pacco... che ci sarà... ci siamo chiesti sorpresi?
Erano tante letterine che i nostri amici, di Aosta ci avevano inviato per
ringraziarci.
Rileggiamone una tutti insieme e cerchiamo di capire sempre più che è
importante volersi bene e aiutarsi.

« Carissimo/a amico/a,

non ti conosco ancora, ma spero che ciò sia possibile un giorno,
quando, magari, potremo giocare insieme sui prati del tuo paese. So che mi
vuoi bene, perché hai pensato a me, per Natale e ti sei privato di qualcosa
che forse, ti era molto caro, per farmi felice. Io ho goduto molto nel ricevere
il dono e nel sapere che un bimbo che non conosco ha pensato a me e si è
preoccupato di farmi trascorrere un Natale felice. Tu sei per me un amico, una
delle persone che mi fanno capire che è bello vivere, perché nel mondo ci sono
tanti gesti di amore, di generosità, di solidarietà, di amicizia, che ci insegnano
a fare altrettanto e a godere di ciò che ho. So che si è felici quando ci si vuol
bene e quando ci si sente amati, quindi tu hai contribuito a rendere gioioso
il mio Natale, più ancora col tuo gesto che con ciò che mi hai mandato. Io,
quindi, devo imparare da te e, anche se non ho la possibilità di offrire dei doni,
posso ogni giorno regalare a chi mi è vicino, il mio sorriso, la mia gioia, la
mia voglia di vivere, la mia gratitudine, il mio impegno, tutto ciò che sono.
Tu hai una famiglia e quindi, insieme a te, amo i tuoi che ti hanno
aiutato a crescere bene.
Ti ringrazio ancora, sperando di conoscerti.

Enzo »

Aosta, 8 febbraio 1983.

E noi con gioia, cari amici, vi diciamo venite, vi aspettiamo tutti per
una merenda.

I bambini di III elementare e Chiara

5


Testo Originale Estratto
L'abbé Pierre Lale-Gérard vient de nous quitter

Il est revenu dans sa Vallée qu'il
n'avait jamais oubliée lors de ses pérégrinations
tout le long de l'Italie: il re-pose
maintenant dans le cimetière de
Saint-Pierre, au cœur de ce pays dont
il avait toujours rêvé avec une poignan-te
nostalgie.

Pierre Lale-Gérard était né à Saint-Pierre
le 8 février 1898. Dans sa jeu-nesse
il avait servi à la cathédrale et à
l'évêché, aux temps de Mgr Tasso. Dès
lors il cultivait le désir de devenir prê-tre.
Le prévôt Gorret ne jugea pas à
propos de lui faire suivre les cours
dans notre séminaire où il aurait dû
apprendre le latin avec les tout petits;
lui, le jeune homme qu'il était, se déci-da
alors, conseillé aussi par l'archidia-cre
Gre Gal, d'aller frapper à la porte des
«Giuseppini», les Oblats de Saint-Jo-seph
de Asti: une famille de religieux
qui compte plusieurs centres d'aposto-lat,
ça et là en Italie.

L'an 1923 il fit son entrée en reli-gion
et - à l'âge de 34 ans - il fut
ordonné prêtre.

Il exerça son ministère tour à tour
à Rome, à Canosa, à Canelli et Barlet-ta,
et plus longuement à Trino Vercel-lese
et à Riccia (Campobasso) où il
devint très tôt l'ami de tous et où il
réalisa, sans faire du bruit, un grand
bien.

Sa caractéristique était la simplicité
qui lui permettait d'approcher tout le
monde, les humbles et les pauvres en
particulier. Cette simplicité, qui rap-pelle
la belle naïveté, la candeur et la
fraîcheur des enfants mettait à leur aise
les «petits» et disposait les «grands»

6

à l'accueillir avec sympathie et bienveil-lance.

Serviable et ponctuel, humble et
pieux, il était le bon sujet de la com-munauté,
l'homme de confiance, même
s'il n'a jamais occupé un poste de com-mandement.
L'un de ses confrères écrit
à ce propos: «Caractéristique della sua
vita sacerdotale e religiosa sono la pre-ghiera
e l'adattamento ai vari impegni
affidatigli dai superiori, schivo di met-tersi
in mostra, contento se la bella fi-gura
la facevano altri». Dans l'obéis-sance
Père Gérard trouvait la paix, la
sérénité, la joie.

Une seule chose lui manquait: l'air
de son pays, la vision des montagnes
et des villages de sa Vallée, le voisina-ge
des amis de son enfance, de sa jeu-nesse.
Aussi à peine avait-il quelques

jours de liberté on le voyait arriver tout
guilleret à Saint-Pierre, aller d'une mai-son
à l'autre chez les parents et les con-naissances,
heureux de se retrouver a-vec
les siens, de pouvoir de nouveau
parler ce patois qu'il n'avait pas oublié
et dont il conservait certains mots, cer-taines
expressions ou tournures que
nos jeunes ne connaissent plus.

Absent de son pays natal, il écrivait
aux amis de longues lettres où l'on de-vinait
qu'il était parfaitement au cou-rant
des événements valdôtains, des
nouvelles du diocèse d'Aoste: son es-prit
et son cœur étaient constamment
sur cette longueur d'onde. Nous le re-mercions
de ces attentions et nous lui
demandons de continuer du haut du
ciel à nous penser et à nous aider
encore.

Samedi 4 décembre, les parents du
père Gérard et les amis de Saint-Pier-re,
d'Aoste, de Villeneuve, de Saint-Nicolas...
se serraient autour de sa biè-re
lors de la Messe d'obit. Mgr notre

* * *

L'Eucharistie au centre
de notre communauté

Jésus n'a pas inventé les gestes de
la Cène, au soir du Jeudi-Saint: il leur
a donné un contenu nouveau.

Certains Juifs pieux avaient la cou-tume
de se rassembler pour des repas
à caractère religieux, où ils remerciaient
Dieu de ses bienfaits. Il se souvenaient
des dons que Dieu dispensait à travers
les fruits de la terre, ils commémo-raient
les actes qu'Il avait accomplis
en faveur de son peuple, particulière-

Evêque, à sa première sortie après la
grave opération subie, a voulu présider
la concélébration et adresser sa parole:
c'était dire son estime pour ce prêtre
si humble et pourtant si méritant.

A ses sœurs, à ses cousins et neveux
qui ont toujours eu pour le cher Défunt
une affectueuse vénération, nous pré-sentons
nos condoléances et l'assuran-ce
d'une prière.

En ces quelques décennies, neuf sont
les prêtres de Saint-Pierre décédés: le
chanoine Joseph Lale-Démoz, l'abbé
Jean Jaccod, le chan. Branche, le père
Louis Barmaverain missionnaire, l'é-conome
Omer Anselmoz du Prieuré,
l'archevêque Mgr Louis Centoz, l'ar-chiprêtre
Adolphe Barmaverain, le sa-lésien
Marcel Joyeusaz, l'abbé Pierre
Gérard.

Quel grand vide ils nous laissent!
C'est une amère constatation que nous
ne pouvons ignorer à la veille de la
Journée du Séminaire.

R. Fosson

ment quand Il l'avait libéré de la ser-vitude
égyptienne. Celui qui présidait
au repas prononçait une prière d'action
de grâces dont la «préface» de notre
messe actuelle garde encore des traces.
Ensuite, il rompait le pain et le distri-buait
aux convives, puis il faisait cir-culer
la coupe de vin. Le même pain et
le même vin, la même prière, les mê-mes
attitudes intérieures établissaient
ces hommes dans l'unité vécue en Dieu.

7


Testo Originale Estratto
JESUS LUI-MEME
EST LE PAIN ROMPU
Jésus a repris ces paroles et ces ges-
tes, mais il en a transformé la signifi-
cation et le contenu, quand il a ajouté:
« Ceci est mon corps livré pour vous,
ceci est la coupe de mon sang qui sera
répandu pour la multitude ». Ce n'é-
tait plus du pain et du vin que Jésus
offrait en signe de grâce, c'était son
corps et son sang, sa personne même.
Jésus, qui voyait arriver le supplice et
la mort, donnait sa vie. Il faisait of-
frande de lui-même. Ce geste résumait
tout ce qu'il avait dit et fait. C'était le
signe de l'amour sans limite. Une nou-
velle existence pour Dieu et pour les
hommes commençait à jamais, dans la
salle haute, à la veille du Vendredi-
Saint. Celle où l'amour peut vaincre
toute mort et unir les hommes au plus
haut d'eux-mêmes, en Dieu, par le
Christ.

DEPUIS DES SIECLES,
LE PAIN UNISSANT
LES HOMMES
Depuis des siècles, bien avant la ve-
nue du Christ, le pain et le vin accom-
pagnaient la vie d'Israël. Ils faisaient
partie de la nourriture quotidienne, ils
rassemblaient les membres de la fa-
mille ou de la tribu, étaient partagés
en signe de parenté ou d'amitié. Le pain
et le vin étaient reçus comme signe de
alliance entre les hommes. Une ancien-
ne tradition de la Bible racontait com-
ment le roi Melchisedech était venu of-
frir le pain à Abraham, en même temps
que la paix. Ces humbles réalités plon-
geaient en Dieu et au plus profond de
l'humanité. Elles unissaient les êtres
8

dans une attitude commune d'accueil,
d'action de grâces, de fraternité reçue
de Dieu.

JESUS FAIT CORPS
AVEC SON EVANGILE

Depuis la Cène du Jeudi-Saint, la
communion n'est plus réalisée seule-
ment à partir du pain et du vin, mais
dans le partage du corps et du sang de
Jésus. « Celui qui mange ma chair et
qui boit mon sang, celui-là vivra éter-
nellement ». En mangeant sa chair et
en buvant son sang, il faut aussi assi-
miler ses paroles, ses actes, et la nou-
veauté de vie que Jésus avait semée de
la Galilée à Jérusalem.

« Pain rompu pour un monde nou-
veau... » Jésus n'avait pas cessé d'invi-
ter au Royaume, à un monde nouveau.
Il avait montré par sa propre conduite
ce qu'était ce Royaume. Il en avait par-
lé à travers les paraboles. Il avait dé-
noncé les hypocrisies, les étroitesses,
les duretés d'une certaine société juive
qui se réclamait abusivement de Dieu.
Il n'avait pas cessé de montrer ce
Royaume, disponible par ceux qui s'é-
veillent et qui aiment. Avoir part à son
Corps et à son Sang, c'était aussi avoir
part à ce monde nouveau dont il était
le commencement. C'était s'engager
dans l'avènement du Royaume d'amour.
Pas de Communion à Lui, qui ne soit
en même temps communion aux autres
hommes, considérés comme des frères.
Les fils du même Père qui a dressé la
table...

L'action de grâces, la volonté de sui-
vre Jésus, l'accueil de l'Evangile, l'en-
trée dans l'amour actif sont donc insé-
parables de l'eucharistie. Ceux qui re-
çoivent le pain rompu seront des hom-

mes passionnés de rompre le pain à
leur tour. Le levain de Jésus soulèvera
leur vie et la fera craquer dans une gé-
nérosité sans cesse en éveil. Exposés
au dynamisme d'amour qui surgit de
Dieu, ils seront les artisans obstinés
d'un monde autre. Happés vers ce
Royaume à accueillir et à bâtir au jour
le jour, à travers les lumières et les
ténèbres de l'histoire. Jusqu'à accepter
d'être eux-mêmes rompus et de voir
couler leur sang, pour marcher derrière

Jésus sur l'âpre chemin de croix, si sou-
vent rencontré par les hommes qui pro-
curent le salut de l'humanité.

LE PAIN DES VOYAGEURS

Le pain partagé est la nourriture des
voyageurs partis pour l'ultime Exode,
la Pâque de Jésus. Il est l'aliment des
chercheurs actifs du Royaume. Ce pain,
ce vin, disent déjà l'amour et la joie
qui sont la lumière du pays de Dieu.

I chierichetti di alcuni anni fa
9


Testo Originale Estratto
Brevi di cronaca

1 - Cresima

Il 13 febbraio, in una giornata umi-
da e nevosa, ben 34 ragazzi della no-
stra parrocchia hanno ricevuto dalle
mani del Vescovo il sacramento della
confermazione cristiana. La Chiesa era
stracolma come nelle più grandi occa-
sioni, e quando Mons. Lari è entrato
in Chiesa, seguito dai cresimandi, l'im-
mensa folla dei presenti, dei padrini,
dei fedeli ha sentito l'importanza del
momento religioso, dando alla propria
presenza un atteggiamento di grande
fervore e raccoglimento.

La pregevole esecuzione della canto-
ria, la voce limpida e chiara delle let-
trici, le risposte commosse dei padrini
e dei cresimandi, l'omelia impegnativa
del Vescovo, la Messa raccolta e solen-
ne, l'impegno e la precisione dei chie-
richetti, sono stati i momenti salienti
di una di quelle cerimonie che lasciano
una traccia non solo nei protagonisti,
ma in tutta la comunità parrocchiale,
che si sente più ricca, più impegnata,
più buona.

***

2 - Pasqua

La settimana santa è stata anche que-
st'anno centro di grande impegno reli-
gioso per tutta la comunità. Il giovedì
santo ricordando l'Ultima Cena del Si-
gnore, l'istituzione della Messa, è stata
l'occasione per ringraziare Gesù della
sua presenza viva nel nostro cammino.
Il venerdì santo è stato un continuo
pellegrinaggio di fedeli a pregare il Cri-
sto presente nell'altare dell'adorazione;
ricordando la passione e la morte di
Gesù abbiamo sentito l'importanza del
Suo amore per noi e della nostra rispo-
sta con la preghiera e il desiderio di
conversione.
La domenica di Pasqua è stata la
degna corona di una settimana di ap-
profondimento e di crescita cristiana;
quanta gente in Chiesa per ascoltare lo
annuncio della Resurrezione e parteci-
pare alla gioia della speranza cristiana!
Per molti è stata anche l'occasione di
fare Pasqua, attraverso i sacramenti
cioè sentire il desiderio di passare ad
un cristianesimo più convinto e gene-
roso.

***

3 - Festa degli alpini

Domenica 17 aprile l'associazione al-
pini di Saint-Pierre ha festeggiato la
« giornata » del gruppo. Alle 10 c'è
stata la messa solenne in cui sono stati
ricordati nella preghiera i vivi e i de-
funiti, chiedendo a Dio luce e protezio-
ne. Il parroco ha ricordato nell'omelia
gli impegni di fraternità e di pace che
stanno alla base dell'associazione alpi-
ni: l'amore per il gruppo significa im-
pegno di rispetto, di amicizia, di colla-
borazione per un paese sempre più uni-
to e fraterno.
Dopo la messa un mazzo di fiori è
stato portato al monumento per ricor-
dare i caduti nelle guerre, coloro cioè
che sono morti desiderando un mondo
più buono, più giusto e in pace.
Il pranzo sociale è stato servito con
gusto e abbondanza al ristorante Gri-

I cresimati nel giorno della loro Pentecoste
10
Una foto storica di qualche anno fa: i Cavalieri di Vittorio Veneto
11


Testo Originale Estratto
vola. Al termine l'alpino Del Degan, con brevi e appropriate parole, ha rin- graziato i convenuti e a nome del diret- tivo ha consegnato agli « anziani » tre targhe ricordo come riconoscenza per l'impegno sempre attivo svolto nel gruppo: i tre premiati, Belli Giuseppe, Fenoil Maurizio e Borney Giulio, era- no commossi e riconoscenti per questo gentile e generoso pensiero. Anche il rappresentante della sezione di Aosta, signor Collé, ha voluto presentare la sua congratulazione per la bella festa, presentando il saluto delle altre sezio- ni valdostane. Erano presenti alla festa anche due alpini di leva, Zemoz Fulvio e Oreil- ler Franco, che con un gesto simpatico hanno offerto all'associazione una cop- pa dell'amicizia. Poi ci sono stati i canti; l'allegria e il buon umore: le « belle voci » dei nostri alpini hanno eseguito con com- mozione i vecchi canti della « naja » e le tradizionali chansons de chez-nous. *** 4 - Prima Comunione Il 24 aprile, 14 bambini e 10 bam- bine hanno ricevuto, in una grandiosa cornice di folla, la prima comunione. E' stata una cerimonia raccolta e com- movente, di quelle destinate a lasciare una traccia non solo nei piccoli comu- nicandi, ma in tutti i numerosi parteci- panti. Era da parecchi giorni che la preparazione si era intensificata e man mano che si avvicinava il grande gior- no accanto a una comprensibile eccita- zione, si notava una sempre maggiore coscienza dell'importanza del primo in- contro con Gesù-Comunione. Alle ore dieci meno un quarto la piazza della Chiesa era già piena di gen- te e mentre i comunicandi aspettavano in fila l'arrivo del parroco e dei chier- chetti, i familiari, i parenti e gli altri entravano a prendere posto in Chiesa. Alle dieci precise i piccoli entravano processionalmente in Chiesa, mentre i cantori li accompagnavano con il canto d'ingresso. Era una gioia vedere questi bambini così raccolti, nel loro vestito di festa, passare tra i banchi della Chie- sa, anche esternamente così consape- voli del momento solenne che li aspet- tava. I primi banchi a loro riservati erano ornati di fiori, come segno di gioia e di partecipazione (anche la chiesa così pulita e fiorita, aveva il segno del lavo- ro delle mamme, che anche in questo modo hanno voluto essere più vicine ai loro bimbi). Poi c'è stata la messa: le letture, l'o- melia del parroco, i canti, l'Eucarestia per arrivare al momento della Comu- nione. In lunga fila uno per uno, i co- municandi si sono avvicinati al parroco che ha dato loro il Corpo di Cristo; un po' di emozione, poi il colloquio per- sonale con Gesù. Sono feste che si ripetono ogni an- no, eppure sembrano sempre così nuo- ve, così genuine: come si vorrebbe che fossero momenti di reale crescita spi- rituale per tutti, bambini, parenti, co- munità! I bambini della Prima Comunione 12 Il presepio preparato dai giovani 13


Testo Originale Estratto
Nuovi membri del popolo di Dio
1) il 23 gennaio battesimo di FRAS-
SY MARCO di Carlo e di Pellissier
Adriana. Padrini: Brunet Giorgio e Pel-
lissier Rina.
2) Il 13 febbraio battesimo di LI-
SCIDINI DANIELE di Bruno e di
Grange Silvana. Padrini: Liscidini Ma-
rio e Liscidini Silvana.
3) Il 20 febbraio battesimo di FER-
RE' ANDREA di Marino e di Persod
Lucia. Padrini: Tournoud Franco e
Persod Rosa.
4) Il 27 febbraio battesimo di
BLANCHET ORNELLA di Dilio e di
Clochard Christiane. Padrini: Désan-
dré Alessandro e Rose Chantal.
5) Il 21 marzo battesimo di TREN-
TAZ ETTORE di Lino e di Paillex
14
Ines. Padrini: Paillex Tersillo e Tren-
taz Elena.
6) Il 3 aprile battesimo di CHIO-
NO DENNY di Gianni e di Paillex
Alide. Padrini: Chiono Claudio e Pail-
lex Livia.
7) Il 3 aprile battesimo di PICCOLI
MARCO di Roberto e di Sirianni Alda.
Padrini: Piccoli Filippo e Gallo Gio-
vanna.
8) Il 10 aprile battesimo di JOCAL-
LAZ ALICE di Remo e di Bonin Lucia.
Padrini: Jocallaz Franco e Pesci Da-
niela.
9) Il 17 aprile battesimo di CHEN-
TRE NADINE MONICA di Pierino e
di Gérard Giovanna. Padrini: Gérard
Maurilio e Jeantet Martina.
Nuovi Cresimati
Il 13 febbraio Mons. Ovidio Lari
ha conferito la Cresima ai seguenti
bambini:
Balegno Andrea di Walter, padrino:
Monzeglio Riccardo; Barmaverain Fa-
bio di Alessandro, padrino: Barmave-
rain Adolfo; Berthod Fabio di Giaco-
mo, padrino: Ferrod Alberto; Di Fran-
cesco Stefano di Ennio, padrino: Ber-
no Manlio; Berthod Jonny di Franco,
padrino: Bergamini Enzo; Fazzari Gior-
gio di Francesco, padrino: Cinti Mario;
Guerini Rudy di Franco, padrino: Vi-
gnolini Ermanno; Lale Lacroix Luca di
Luigi, padrino: Vuillermoz Geremia;
Massetto Stefano di Antonio, padrino:
Pelizza Luigi; Nachmann Paolo di Ri-
naldo, padrino: Abate Claudio; Obert
Claudio di Virgilio, padrino: Janin
Walter; Petey Massimo di Lindo, pa-
drino: Sberze Ilario; Quagliotti Mauro
di Lorenzo, padrino: Soncin Agostino.
Arnò Luisa di Aldo, madrina: Cha-
bod Rita; Bochet Mirca di Camillo,
madrina: Lale Murix Simona; Cognetn
Marzia di Bruno, madrina: Ziggiotti
Ida; Cortivo Sandra di Gastone, madri-
na: Cortivo Barbara; Courthoud Alda
di Ezio, madrina: Courthoud Marika;
Domaine Tiziana di Aldo, madrina:
Rossan Irene; Ferrandoz Barbara di
Sergio, madrina: Paillex Renata; Fer-
randoz Marina di Pierino, madrina: Be-
senval Reana; Fico Carmelina di Sal-
vatore, madrina: Morandi Laura; Floc-
cari Katia di Mario, madrina: Gaita
Elda; Gobbo Loredana di Carlo, ma-
drina: Christille Laura; Gobbo Raffael-
la di Mario, madrina: Favre Livia; Isa-
bel Barbara di Sergio, madrina: Arnod
Bruna; Jacquemod Malvina di Anacle-
to, madrina: Berselli Marisa; Liscidini
Nadia di Bruno, madrina: Grange Ir-
ma; Miret Raffaella di Basilio, madri-
na: Charrère Adriana; Perruquet Ka-
tia di Lino, madrina: Pellissier Liliana;
Piccini Katia di Elio, madrina: Pepe
Enza; Rinaudo Paola di Valerio, ma-
drina: Michaud Bruna; Thomasset Sa-
bina di Gino, madrina: Thomasset Pa-
trizia; Trentaz Paola di Alberto, ma-
drina: Salvitti Crivelli Caterina.
***
Nuovi focolari cristiani
13) L'undici dicembre matrimonio
tra BORBEY RICCARDO e LUBOZ
DELFINA. Testimoni: Luboz Livia e
Borbey Ezio.
1) Il 9 gennaio matrimonio tra PER-
RONE ATTILIO e RAVENDA FRAN-
CESCA. Testimoni: Parisi Andrea e
Garino Roberto.
15


Testo Originale Estratto
I nostri defunti

17) Il 19 novembre è morto nella
sua casa di Jacquemin JORDANEY
SILVIO di anni 76. Da parecchi anni
la sua salute era malferma, per cui so-
vente era stato ricoverato in ospedale,
e solo l'amore generoso delle figlie e dei
familiari aveva saputo aiutarlo in que-
sto lungo calvario. Uomo generoso,
grande lavoratore, era stato anche per
lungo tempo lavoratore emigrato, era
sempre alla ricerca del bene della fa-
miglia e dei suoi cari.

18) Il 4 dicembre si sono svolti a
Saint-Pierre i funerali di PADRE LA-
LE GERARD PIETRO di anni 84.
Diventato sacerdote, è stato per tutta
la vita fedele alla sua missione, portan-
do ovunque il suo impegno di testi-
mone e di ministro di Cristo. E' stato
sepolto al suo paese natale, a cui sem-
pre era rimasto affezionato, e a cui so-
vente tornava accolto dalla bontà ge-
nerosa della sorella e dei nipoti.

16

1) Il 10 gennaio è morta GALLI
ISOLINA di anni 67. Dalla morte del
marito, Morandi Sebastiano, non era
stata più bene, tanto da doversi fare
ricoverare sovente negli ospedali. La
ricordiamo come donna buona, genero-
sa, piena di disponibilità per la fami-
glia e per tutti. Aveva anche il dono
di una grande fede, che sapeva testi-
moniare ocn il suo raccoglimento, con
la preghiera, con la fedeltà alle prati-
che religiose.

2) Il 13 febbraio è morto LALE
GERARD AUGUSTO di anni 83. Si
è spento serenamente nella sua casa
della Charrère, con accanto la presen-
za premurosa del figlio e dei parenti.
Lo ricordiamo come uomo buono, di
grande equilibrio, onesto, e chi l'ha
conosciuto ed amato ricorda non solo
le sue capacità e i suoi sacrifici, ma l'in-
telligenza e la serenità del suo conver-
sare.

3) Il 17 febbraio si sono svolti i fu-
nerali di CORBET MARIA di anni 48.
Abitava ad Aosta, ma è stata sepolta a
Saint-Pierre, paese natio del marito. La
sua morte improvvisa ha lasciato nel
grande lutto il marito e i suoi giovani
figli. Era donna di grande generosità,
dedita con amore al bene della sua fa-
miglia.

4) Il 28 febbraio è morta MANO
TERESA di anni 78. Da tanti anni vi-
veva a Saint-Pierre, e con il marito
Marco lavorava alla custodia del Ca-
stello de la Tour. In questi ultimi an-
ni la salute non era più buona, e il gran-
de affetto del marito e dei figli l'han-
no aiutata a spegnersi serenamente. A-
veva un cuore buono e generoso, sem-
pre dedita al suo lavoro e al bene della
famiglia.

5) Il 2 marzo è morta CURIAT RO-
SA di anni 76. Nativa di Saint-Nicolas
solo in questi ultimi anni era scesa a
Bussan, presso i nipoti che l'hanno cir-
condata di affetto e di cure. Era una
donna schiva e generosa che sempre ha
saputo nella sua vita il valore e la ru-
dezza dei sacrifici e del lavoro.

6) Il 5 marzo è deceduta a La Char-
rère COGNEIN MARCELLINA di
anni 85. Da alcuni mesi non stava be-
ne e la sua agonia fu lunga e penosa.
Donna dal carattere vivo ebbe una vi-
ta sovente travagliata, ma sempre, nei
sacrifici e nel lavoro, seppe dare com-
petenza e generosità. Amava la preghie-
ra e in essa sovente trovò la forza per
superare i momenti meno facili della
sua esistenza.

7) Il 6 aprile è morta a Rumiod
THOMASSET LEA, di anni 80. Nati-
va di Vens, in Saint-Nicolas, ha voluto
essere sepolta nel suo paese nativo, ac-
canto ai suoi cari. Era da parecchio
tempo che la sua salute era peggiorata,
e accanto al marito, anche lui ammala-
to, ha consumato la sua lunga agonia.
Quanti sacrifici, quanta dedizione,
quante preghiere nella sua lunga e du-
ra esistenza.

8) Il 26 aprile è morto DOSSAN
VITTORINO di anni 76. Erano anni
ormai che la sua forte fibra era crolla-
ta e l'affetto e la dedizione della mo-
glie e dei figli l'hanno aiutato nel suo
dolore, nei soventi ricoveri ospedalieri.
Lo ricordiamo lassù nella sua Vetan,
dove la vita era dura e fatta di enormi
sacrifici, sempre pronto ad accoglierti
nella sua casa, con l'ospitalità genero-
sa del montanaro.

17


Testo Originale Estratto
Offerte
PER LA CHIESA
In memoria Oreiller Emilio; Saccani
Cossard Celestina; Luboz Rina; N.N.;
Campese Marco; Guyon Pellissier; in me-
moria Pellissier Arsène; David Ernesto;
Pompieri Borgo; Lale Démoz Faustine;
N.N.; Borbey Luboz; Motta; Caput; Ter-
radura; Mosso Cavallero; in memoria
Paillex Ettore; in memoria Lale Murix Dé-
siré; Radaele; Cognetn Bruno; Trentaz;
Cogneln Enrico; Pompieri Rumiod; in me-
moria Arnollin Camillo; in memoria Pa-
dre Lale Gérard; Del Negro Giovanni; La-
le Michel; N.N.; Bois Henriette; Bochet
Aldo; Charrière Maria; Letitry Georgette;
in memoria Paillex Lidia; in memoria
Galli Isolina; Rosset Cheney; Colla Ulderi-
ca; Boano; Christille Adele e Silvestro;
Cognetn Domaine; Garavello; Frassy Car-
lo; Petigat Ninfa; N.N.; Martin Marcelli-
ne; Domaine Renato; in memoria Lale De-
moz Graziella; Arnod Edvige; Cavassa;
Lettrry Glancarlo; Garresi; in memoria
Curiat Rosa; N.N.; N.N.; in memoria Isa-
bel Aldo; in memoria Arnod Umberto; in
memoria Lale Gérard Augusto; in memo-
ria Mano Teresa; Lale François; Lucianaz;
in memoria Cognetn Marcellina; Lavy Li-
no; Jocallaz Remo; Cortiana; Fenoil To-
bia; in memoria Paillex Ettore, in memo-
ria Carere Natalina; Tallarico; Paillex
Guido; Rossan Mario; Boson Carlo; N.N.;
Thomasset Elso; Iannino Mario; Blanchet
Ornella; in memoria Berthod Luisa e Fran-
co; Vironda Gambin; Thérisod Camilla;
Ronzani Domenico; Perron Giustina; N.
N.; Cestaro; in memoria Dossan Vittori-
no; in memoria Thomasset Eliseo e Alda;
in memoria Charles Michel. Totale Lire
4.195.000.
PER IL BOLLETTINO
Centoz Ocleppo; Bétemps Armando; Bo-
chet Camillo; Belli Ceriano; Bois Adolfo;
Pellissier Aldo; Del Negro Giovanni; N. N.;
Negro Domaine; Bochet Aldo; Gheza El-
da; Berthod Dino; Rosset Cheney; N.N.;
Boverod; Colla Ulderica; Gerbelle Pina;
Cognetn Domaine; Jordaney Virène; Jo-
callaz Elsa; Frassy Carlo; Vitton Mea Pie-
rino; Cremaschi; Guglielmetti; Challan-
cin Ernesto; Morandi Carlo; Domaine Re-
nato; Lale Demoz Campese; Jordaney Al-
do; Materaggia; Dayné Francesco; Ber-
thod Aldo e Liliana; Luboz Nestore; Lavy
Lino; Dossan; Cortiana; Fenoil Tobia; Tal-
larico; Charrière Esterina; Glarey Augu-
sto; Thérisod Camilla; Barmaverain Fran-
co; Jacquemod Anacleto; Jacquin Mar-
cello; Charles Michel. Totale L. 542.000.
D'un clocher ... à l'autre
AOSTE
Noces d'or et d'argent sacerdotales
Le jeudi saint à la cathédrale, en
la présence de tout le clergé valdo-
tain et d'une nombreuse assistance
de fidèles, Mgr notre évêque rappe-
lait que cette année, 1950ème de la
rédemption, le vicaire général —
mgr Eugène Brunod — et le curé
d'Ollomont — l'abbé Augustin Pes-
sion — célèbrent le cinquantième
anniversaire de leur ordination sa-
cerdotale et manifestait ses senti-
ments de reconnaissance pour tant
d'années de travail au service de l'é-
glise locale.
Tous les deux sont nés à Châtillon
vers la fin de l'an 1910; ensemble ils
ont suivi les cours au séminaire d'
Aoste, l'un et l'autre bons chantres
et organistes. Ils furent ordonnés
prêtres le 10 juin de l'année sainte
1933 pour Mgr Imberti, alors à sa pre-
mière ordination sacerdotale: avec
eux l'abbé Cignetti, décédé à Rhêmes
Notre Dame le 27 décembre 1940.
Encore étudiant, l'abbé Eugène
Brunod est surveillant au petit sé-
minaire; jeune prêtre, il descend au
grand séminaire, surveillant et pro-
fesseur (1933-37); en même temps il
enseigne religion aux écoles magis-
trales et à l'institut professionnel.
Les années 1939-49 il est directeur
spirituel et de 1953 à 1967 supérieur
au grand séminaire. Le 31 mai 1941,
Mgr Imberti le nomme chanoine ef-
fectif de la cathédrale; l'an 1953, il
est élu membre de l'Académie St-
Anselme. Chancelier épiscopal de-
puis l'an 1939 jusqu'à sa nomination
à vicaire général (1949): la plus
haute responsabilité du Diocèse a-
près celle de l'Evêque. Sa tâche est
bien lourde: la correspondance avec
Rome, les relations avec l'autorité
civile, les dossiers de la curie et des
paroisses, les démarches pour la
fondation de nouvelles paroisses et
la construction de nouvelles églises,
les cas de mariage et de discipline
ecclésiastique qui lui demandent
parfois des décisions difficiles et
tormentées. Fidèle à son bureau,
méthodique dans son travail, res-
pectueux des lois de l'Eglise et des
Cinquantième de Mes-
se de Mgr Eugène Bru-
nod et du curé Augus-
tin Pession et vingt-
cinquième du curé
Hector Milliéry
18
19


Testo Originale Estratto
ordonnances épiscopales, c'est le
colaborateur exact et dévoué de l'E-
vêque, le confrère accueillant et em-
pressé des curés. Mgr Blanchet en
quittant son mandat épiscopal l'an
1968 disait de lui: « Je n'aurais pu
réaliser ce qui a été fait, sans l'aide
de mon vicaire général ». Et Mgr
Lari, ce jeudi saint: « Non seulement
l'Evêque, mais tous les prêtres du
Diocèse lui doivent de la reconnais-
sance ».
L'abbé Augustin Pession, l'été
1933, est vicaire à Cogne. De 1933 à
1938 il enseigne les sciences et les
mathématiques au séminaire; en
même temps il est aumônier au col-
lège « Principe di Napoli » et ensuite
vicaire au bourg St-Ours. Grand con-
naisseur des matières qu'il doit en-
seigner, l'artiste qu'il est, il tolère
cependant avec quelques difficultés
les horaires de rigueur dans l'ensei-
gnement: c'est alors, en 1938, qu'il
accepte d'aller curé dans une pa-
roisse de montagne, à Ollomont, où,
à côté du ministère pastoral qu'il
accomplit fidèlement à la satisfac-
tion générale, il peut s'adonner li-
brement à ses hobby. Bricoleur a-
droit, électricien et mécanicien ex-
périmenté, maintes fois il a occasion
de tirer d'embarras les chauffards
en panne ou les campagnards dont
les machines agricoles ne veulent
pas fonctionner et souvent il est en-
core à même de rendre de précieux
services aux électriciens ou mécani-
ciens de leur métier. Humble pèle-
rin à Rome, à Lourdes, à St-Jacques
d'Espagne et en Terre Sainte, il ne
laisse échapper les détails intéres-
sants ni à son attention ni à son ap-
pareil photographique. Aimable cau-
seur et prédicateur persuasif, il est
souvent invité par les confrères aux
fêtes, aux quarante heures, aux mis-
sions paroissiales.
Mgr Eugène Brunod et le curé Au-
gustin Pession — après 50 ans de
service! — sont encore vaillamment
sur la brèche. Nous leur disons nos
20
félicitations, notre reconnaissance et
notre souhait: ad multos annos!
Nous voudrions encore applaudir
ici à M. Hector Milliéry qui, lui, fête
cette année ses 25 ans de messe:
qu'il puisse continuer sur les traces
de ses devanciers un apostolat cou-
ronné de succès dans les deux pa-
roisses, Introd et Rhêmes-St-Geor-
ges, où il est curé, et auprès des jeu-
nesses estudiantines dont il est pro-
fesseur de religion.
« Courrier de la Vallée d'Aoste »
***
AVISE
Le 31 du mois de mars est décédé,
âgé de 85 ans, monsieur Denarier
Benoît, chevalier de la République
et de Vittorio Veneto, frère de l'an-
cien curé de Chesallet, abbé David.
Chrétien exemplaire, serviteur fi-
dèle de son église, animateur de la
chantrerie, toujours prêt à rendre
service à tous dans ses fonctions de
employé du bureau des postes qu'il
desservit pendant 35 ans: voilà le
souvenir qu'il nous laisse d'une vie
honnête sans reproche, illuminée par
la foi et soutenue par la prière.
A sa famille, à la nombreuse pa-
renté, nos condoléances émues et le
souvenir cordial.
ARNAD
35 anni di parrocchia
di don Nouchy
Domenica 10 aprile, ore 10,30. La
chiesa di Arnad, meraviglioso monu-
mento di arte romanica, riproposto
da alcuni anni allo sguardo di chi
ama contemplare opere antiche che
ci ricordano l'amore per le cose bel-
le e la ricchezza spirituale dei nostri
antenati, era assiepata di gente.
Circa 400 persone, su una popola-
zione di 1300 abitanti si erano ritro-
vate in quella occasione per festeg-
giare i trentacinque anni di servizio
sacerdotale nella loro parrocchia, di
don Nouchy. Davanti all'altare, nei
primi banchi, accanto alle autorità,
vi erano i suoi anziani genitori, che
in tutti questi anni gli sono stati
accanto aiutandolo, condividendo
un po' della sua vita.
La funzione si è svolta in modo
semplice e familiare. Dalla penom-
bra del tempio, più che mai segno di
incontro tra le ombre che sembrano
avvolgere l'umanità e la luce che
proviene dal mistero dell'Onnipoten-
te che vuole irrompere nella storia
degli uomini, saliva un dialogo fatto
di canti e di preghiere, verso quel
Dio più che mai presente in quel
giorno nei segni dell'amicizia e della
riconoscenza.
Fin dall'inizio, mentre il Priore sa-
liva verso l'altare, accompagnato da
alcuni sacerdoti concelebranti e da
uno stuolo di chierichetti, tra due
ali di folla, si poteva assaporare nel-
l'aria la gioia della festa.
Il « Te Deum » cantato dal priore
e dalla sua gente, era veramente il
segno di un'armonia e di una gioia
grande che saliva a Dio come grati-
tudine e riconoscenza. Durante la
messa, celebrata in francese, Monsi-
gnor E. Brunod dopo aver portato
il saluto, la stima e il ringraziamen-
to del vescovo al parroco per la sua
opera, sottolineava il valore del ser-
vizio sacerdotale, il prete è dono di
Dio all'umanità che cerca un senso,
delle risposte. Esso è prolungamen-
to della presenza di Cristo tra gli
uomini. Dopo aver riaffermato la
bellezza e grandezza del sacerdozio,
mons. Brunod, si complimentava
21


Testo Originale Estratto
con la popolazione di Arnad per la
lodevole e meravigliosa iniziativa.

Ma questo clima di festa di fami-
glia non si spegneva al termine del-
l’Eucarestia.

Ancora una volta, in un mondo di-
viso e tante volte incapace di trova-
re motivi di unione e di comunione,
tutte queste persone che si erano
strette attorno al loro « prieur » nel
segno più bello e carico di mistero
come quello dell’eucarestia, si ritro-
vavano insieme a pranzo. Nell’im-
mensa sala della Cooperativa locale,
ancora trecentocinquanta persone
con un rappresentante per famiglia
partecipavano attorno allo stesso ta-
volo, all’incontro di tutta la famiglia
parrocchiale, che si concludeva con
un’offerta di doni e ancora momen-
ti di dialogo tra il priore e la sua
gente.

Bambini, giovani, persone adulte
si sono alternate a esprimere la lo-
ro riconoscenza a questo uomo che
35 anni fa era giunto in quel paese
non alla ricerca di interessi e non
per calcoli umani, ma inviato dal
vescovo per annunciare Cristo e por-
tare il suo Vangelo.

Nel cuore, negli occhi di tanti vi
era una grande commozione. In un
breve spazio di tempo, nella mente
del priore e dei presenti tanti ricor-
di si accavallavano. Momenti tristi
e dolorosi, momenti lieti e felici per
un attimo ritornavano presenti e
tutti trovavano un posto particolare
nel cuore di quella gente che più che
mai, in quelle ore, sembrava dila-
tarsi e diventare capace di accoglie-
re tutti: sì, perché il cuore di chi
cerca di amare non conosce frontie-
re di tempo e di spazio, ma vuole
abbracciare tutto e tutti.

Infine il ringraziamento di don
Nouchy: parole semplici e vere, ri-

22

cordi di storie altrettanto vere che
sgorgavano da un cuore pieno di ri-
conoscenza verso Dio e verso gli abi-
tanti di Arnad.

Ma il suo discorso non era rac-
chiuso nel mondo dei ricordi di sof-
ferenze e gioie del passato. Nelle
sue parole vi era la voglia di rico-
minciare a impegnarsi con sempre
più coraggio e disponibilità. « Mi
avete ricordato — ha affermato do-
po aver ascoltato i saluti e i ringra-
ziamenti di tutti — non tanto ciò
che ho fatto, ma soprattutto ciò che
avrei dovuto fare e che insieme dob-
biamo fare ».

La gioia e l’emozione per la festa
non gli impedivano di ricordare i
gravi problemi sociali del suo paese,
le fabbriche chiuse, i giovani senza
lavoro...

Poi poco alla volta, ciascuno se ne
ritornava al suo mondo, alla sua ca-
sa. E forse in ognuno c’era una gioia
in più nel cuore: la gioia di una fe-
sta diversa, la soddisfazione di aver
visto tante famiglie ritrovarsi insie-
me nella chiesa, casa di tutti, attor-
no ad un uomo che appartiene a tut-
ti, attorno ad un prete che da anni
annuncia ad ognuno un lieto mes-
saggio di speranza, condividendo la
loro stessa vita.

Con ragione perciò potevano vera-
mente sorridere soddisfatte per la
bella riuscita della festa le cinque
maestre che l’avevano organizzata
con fantasia, passione e amore. E
quel giorno forse il paese di Arnad
ha scoperto in sé una nuova realtà:
la bellezza di ritrovarsi insieme. E
forse da questo segno di unità po-
tranno nascere speranze nuove per
affrontare e impegnarsi a dare rispo-
ste ai gravi problemi che esistono
nella realtà sociale della parrocchia.
(dal «Corriere della Valle »)

AOSTA
Un grazie di cuore e un augurio

Due suore della Carità di S. Gio-
vanna Antida (quelle che spesso in-
contriamo nei corridoi dell’Ospeda-
le), hanno dovuto lasciare Aosta e
partire per Cuneo, dove daranno vi-
ta a una comunità di assistenza a
persone anziane: sono suor Ida, ad
Aosta da 42 anni e suor Margherita,
da 16.

Le abbiamo incontrate prima del-
la partenza e abbiamo chiesto loro
di dirci qualcosa. Più con l’espres-
sione della voce e del volto che con
le parole, ci hanno detto quanto fos-
sero affezionate alla Valle d’Aosta e
ai Valdostani e quanto dispiacesse
loro partire: « Per amore del Signo-
re ci siamo fatte suore, siamo ve-
nute qui, qui abbiamo lavorato; ora
sempre per amore suo dobbiamo
partire... ».

Quando abbiamo cercato di espri-
mere riconoscenza a nome di tutti
quanti, esse, con semplicità, hanno
replicato: « Siamo piuttosto noi a
dover ringraziare; anzi, proprio at-
traverso le pagine del “Corriere”,
vogliamo far giungere il nostro sin-
cero grazie a tutte le persone che,
nel corso di questi anni, abbiamo
incontrato e quelle che ci hanno aiu-
tato nella nostra non facile missio-
ne; in particolar modo, ringraziamo
Monsignor Vescovo, i Rev. Parroci,

il Seminario e tutte le comunità re-
ligiose della città ».

Detto questo, ci pare veramente
doveroso, sempre attraverso il «Cor-
riere », esprimere la riconoscenza di
tutte quelle persone che, sia in ospe-
dale sia fuori, sono state curate o
beneficate da suor Ida e suor Mar-
gherita; anzi ci pare giusto estende-
re questo « grazie » a ogni suora che
nel nostro ospedale ha lavorato o
lavora ancora.

Tutte le persone di una certa età
ricordano certamente l’epoca in cui
le suore avevano la responsabilità
dei reparti e lavoravano a tempo
pieno, senza prendere per sé né ore
né giorni di riposo: chi ha conosciu-
to allora suor Ida, sa come era to-
talmente dedita alla sua missione da
esserne anche fisicamente « consu-
mata ».

Con tutti questi ricordi salutiamo
suor Ida e suor Margherita e augu-
riamo loro buon lavoro a Cuneo,
così pure auguriamo buon lavoro al-
le suore che restano ad Aosta.

(dal «Corriere della Valle »)

* * *

AOSTA
Nuovi « lettori »

Durante la solenne celebrazione
mattutina del Giovedì Santo in cui
oltre alla benedizione degli Oli, si
ricordava l’istituzione del sacerdozio
c’è stato il conferimento del Letto-
rato, il primo dei ministeri di servi-
zio della Comunità Ecclesiale.

Vuillermoz Luigi, insegnante in
pensione della parrocchia di St-Mar-
tin-de-Corléans e Venturini Rinaldo,
all’ultimo anno di teologia di Oyace,
hanno ricevuto dalle mani del Ve-
scovo il Libro della Parola di Dio,
come segno di un loro più preciso
impegno all’interno della Comunità
diocesana.

Attualmente i ministeri del Letto-
rato e dell’Accolitato non hanno una
loro specifica rilevanza e segnano un
passo ufficiale verso il diaconato ed

23


Testo Originale Estratto
il sacerdozio.
La Chiesa sta ancora cercando
nuovi modi per un servizio ministe
riale più consono alle esigenze della
Parola di Dio, alle caratteristiche di
coloro che accettano un ministero e
alle necessità del Popolo di Dio. Il
conferimento del Lettorato a Luigi e
Rinaldo sia per tutti un'occasione
per ripensare all'importanza di una
proclamazione autorevole della Pa
rola di Dio, che può esser proposta
anche da chi non ha il ministero sa
cerdotale e per loro l'augurio che
questa Parola diventi sempre più
parlante in loro per renderli sempre
più gioiosamente disponibili nel ser
vizio della nostra Comunità cristia
na in Valle d'Aosta.
***
A OSTA
Situazione del clero Valdostano
Nelle varie parrocchie della Dio
cesi, domenica 12 dicembre 1982, è
stata celebrata la Giornata per le
Vocazioni Sacerdotali. Sul « Corrie
re della Valle » i responsabili del
Seminario hanno presentato la si
tuazione, assai dolorosa riguardo al
numero, dei ragazzi e dei giovani,
che si preparano al Sacerdozio.
Mi permetto di presentare ai cat
tolici valdostani la situazione del
clero a tutt'oggi: i sacerdoti sono,
complessivamente, 133 + 37, così ri
partiti secondo l'età: sotto i 30 anni:
4; dai 30 ai 40 anni: 16; dai 40 ai
50 anni: 38; dai 50 ai 60 anni: 42;
dai 60 ai 70 anni: 38; dai 70 agli 80
anni: 22; dagli 80 ai 90 anni: 9. Don
Giuseppe Gros, ex parroco di S. Ste
fano in Aosta è il « decano » del cle
ro valdostano, avendo compiuto 90
anni il 18 novembre 1982. Sono to
talmente o parzialmente invalidi 18
di questi sacerdoti.
Nella statistica sopra riportata
sono computati anche i sacerdoti dei
vari Ordini e Congregazioni Religio
se (Canonici Regolari Lateranensi,
Canonici del Gran S. Bernardo, Pa
dri Cappuccini, Oblati di Maria I.,
Canossiani, Salesiani e Somaschi)
che lavorano nella nostra Diocesi,
alcuni come Parroci e Viceparroci,
altri in varie attività pastorali. Il
loro numero è di 37, così ripartiti
secondo l'età: dai 30 ai 40 anni: 5;
dai 40 ai 50 anni: 7; dai 50 ai 60 an
ni: 13; dai 60 ai 70 anni: 6; dai 70
agli 80 anni: 5; oltre gli 80 anni: 1.
Ai cattolici della nostra cara Valle
chiediamo una preghiera, affinché
nelle nostre parrocchie non venga
mai a mancare quel « lumicino » di
fede, speranza e carità che è il sa
cerdote.
Uno dei 170
Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato).
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.
Direttore: Don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82.


3 ANNI
GARANZIA
magazzini GATTI

Operazione assistenza
– Lavatrici
– Frigoriferi
– Congelatori
– Cucine
– Lavastoviglie
– Tv colore e bianco-nero
– Apparecchi Hi-Fi
– Video registratori
– Aspirapolveri
– Battitappeto
– Lucidatrici
– Macchine caffè
35 anni di esperienza
al vostro servizio
Consegna - Garanzia - Assistenza
ovunque in Valle d'Aosta
ATTENZIONE! sconto 5%
su acquisti superiori a L. 200.000
portando questa pagina ai
magazzini GATTI
Via Festaz, 75 - 11100 AOSTA – ☎ 32 946 - 44 059 - 35 659