Bollettino parrocchiale: Crisi domenicale, alcolismo e quarant'anni di musica sacra in Valle d'Aosta.

12-1992.pdf

Questo bollettino parrocchiale di Saint-Pierre (dicembre 1992) offre un'ampia panoramica della vita religiosa e comunitaria della Valle d'Aosta. I temi pastorali includono l'analisi della crisi della partecipazione domenicale, la promozione del percorso di preparazione al matrimonio per il 1993 e le attività del Gruppo Giovani di Azione Cattolica. Una sezione significativa è dedicata all'allarme sociale dell'alcolismo, analizzando cause, conseguenze e strumenti di recupero (AICAT, AA). La parte più estesa documenta in dettaglio la storia quarantennale (1953-1992) degli incontri annuali delle Cantorie parrocchiali ("Rencontre des Maîtrises"), delineando statuti, eventi e l'applicazione delle direttive del Concilio Vaticano II sulla Musica Sacra. Il bollettino si conclude con le rubriche amministrative (registri sacramentali di battesimi, cresime, matrimoni e defunti del 1992), necrologi di personalità locali e notizie civiche, tra cui l'inaugurazione del Rifugio «Père Laurent».

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Buon Natale
Heureux Noël
Aoste. Le Cloitre de Saint Ours
L'Echo de nos montagnes
La voce dei campanili
BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCESE D'AOSTE
Imprimerie Valdôtaine - Aoste
Paroisse de
Saint-Pierre
XXXIIIème année - n° 12 DECEMBRE 1992


Testo Originale Estratto
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SAINT-PIERRE

La domenica,

giorno

del Signore

A Londra è comparso un gigantesco cartellone pubblicitario. «Gesù è in la-
crime», annuncia a caratteri cubitali su fondo nero. E spiega il perché annun-
ciando le cifre di una disfatta: «Domenica scorsa in Inghilterra il 37% delle per-
sone hanno guardato la tv, il 23% è andata al pub, il 14% ha lavato l'auto, l'8%
ha oziato a letto e solo il 12% è andato in chiesa. Vai a messa, è un atto di fede».

Non molto diverse le statistiche da noi!

Già nel 1984, i vescovi italiani pubblicavano una «nota pastorale» in cui ri-
chiamavano energicamente i fedeli al senso della domenica cristiana. «È sem-
pre più necessario» scrivevano «ripensare a fondo il ruolo e gli scopi del "fine
settimana" alla luce della nuova realtà socio-culturale, se non si vuole che an-
che la domenica, anziché rappresentare un momento di crescita per la convi-
venza umana, finisca con il diventare non solo un'evasione dall'impegno cri-
stiano ma anche un ulteriore motivo di disgregazione e di alienazione».

La celebrazione della domenica, continuano i vescovi, è per la Chiesa un

1


Testo Originale Estratto
segno di fedeltà al suo Signore. La Chiesa, infatti, lo ha ricevuto, non lo ha crea-
to: esso è per lei un dono: può goderne, ma non può né manipolarlo né cam-
biarne il ritmo, o il senso, o la struttura; esso infatti appartiene a Cristo e al suo
mistero. Il cristiano non può vivere senza celebrare questo giorno e questo mi-
stero.

La domenica è il giorno in cui la Chiesa è convocata in assemblea per la ce-
lebrazione dell'Eucaristia, per la proclamazione della parola di Dio e per le
opere di carità. La domenica è il giorno della «missione», poiché l'Eucaristia
non è solamente un rito ma anche scuola di vita per il credente che è inviato a
testimoniare con le opere nella vita personale e sociale il Vangelo proclamato.
La domenica è giorno di festa, una festa simbolica (perché nasce dalla Risurre-
zione di Gesù) e profetica che deve illuminare tutti gli altri giorni.

Per i cristiani la domenica non è la fine ma l'inizio della settimana.

Perciò non si può essere cristiani senza celebrare la domenica. I 49 martiri
di Abitene, con a capo il prete Saturnino, messi di fronte all'alternativa di tradi-
re la domenica, affrontarono la morte proclamando: «Non possiamo vivere
senza celebrare il giorno del Signore!».

Incontri in preparazione al
MATRIMONIO
Anno 1993

Per offrire momenti di formazione, riflessione e dialogo su alcuni aspetti relativi
alla vita di coppia, stimolare maggiore consapevolezza e capacità di porsi come
protagonisti attivi del proprio cammino di crescita umana e spirituale, aiutare a
costruire e realizzare un soddisfacente rapporto di coppia

PROGRAMMA

1° Il significato cristiano del matrimonio.
(Don Edmondo Brunod / Don Vittorio Vuyet)

2° Vivere armoniosamente in coppia.
(Prof. M. Luisa Truccato Tecco / Consul. Fam. Daniela Gaglio)

3° La vita coniugale e la sessualità di coppia: validità, limiti, aspetti proble-
matici.
(Prof. Piermario Tecco / Prof. Stefania Oderio)

4° Procreazione responsabile: anatomia e fisiologia delle funzioni sessuali.
Concepimento e gravidanza.
(Dott. Marco Debernardi / Dott. Lorenzo Pasquariello)

5° Procreazione responsabile: i segni della fertilità e della sterilità. Meccani-
smi della contraccezione.
(Dott. Francesca Lombardi / Consul. Fam. Piera e Guido Curighetti)

6° Aspetti giuridici del matrimonio nel diritto di famiglia
(Avv. Adolfo Dujany / Avv. Claudio Dalle)

CALENDARIO DEGLI INCONTRI - anno 1993

AOSTA Casa delle Opere – Cattedrale Gennaio 11-18-25 – Febbraio 1-8-15

CHATILLON Parrocchia Febbraio 15-22 – Marzo 1-8

VILLENEUVE Parrocchia Marzo 1-8-15-22-29 – Aprile 5

DONNAS Parrocchia Marzo 8-15-22-29 – Aprile 5-19

GRESSAN Parrocchia Aprile 19-26 – Maggio 3-10-17-24

VERRES Parrocchia Aprile 26 – Maggio 3-10-17-24-31

AOSTA Parrocchia Maria Immacolata Settembre 6-13-20-27 – Ottobre 4-11

VERRES Parrocchia Ottobre 11-18-25 – Novembre 8-15-22

Gli incontri si terranno alle ore 20.30

Il giorno della Cresima

3

2


Testo Originale Estratto
segno di fedeltà al suo Signore. La Chiesa, infatti, lo ha ricevuto, non lo ha crea-
to: esso è per lei un dono: può goderne, ma non può né manipolarlo né cam-
biarne il ritmo, o il senso, o la struttura; esso infatti appartiene a Cristo e al suo
mistero. Il cristiano non può vivere senza celebrare questo giorno e questo mi-
stero.
La domenica è il giorno in cui la Chiesa è convocata in assemblea per la ce-
lebrazione dell'Eucaristia, per la proclamazione della parola di Dio e per le
opere di carità. La domenica è il giorno della «missione», poiché l'Eucaristia
non è solamente un rito ma anche scuola di vita per il credente che è inviato a
testimoniare con le opere nella vita personale e sociale il Vangelo proclamato.
La domenica è giorno di festa, una festa simbolica (perché nasce dalla Risurre-
zione di Gesù) e profetica che deve illuminare tutti gli altri giorni.
Per i cristiani la domenica non è la fine ma l'inizio della settimana.
Perciò non si può essere cristiani senza celebrare la domenica. I 49 martiri
di Abitene, con a capo il prete Saturnino, messi di fronte all'alternativa di tradi-
re la domenica, affrontarono la morte proclamando: «Non possiamo vivere
senza celebrare il giorno del Signore!».

Il giorno della Cresima
2

Incontri in preparazione al
MATRIMONIO
Anno 1993

Per offrire momenti di formazione, riflessione e dialogo su alcuni aspetti relativi
alla vita di coppia, stimolare maggiore consapevolezza e capacità di porsi come
protagonisti attivi del proprio cammino di crescita umana e spirituale, aiutare a
costruire e realizzare un soddisfacente rapporto di coppia

PROGRAMMA
1° Il significato cristiano del matrimonio.
(Don Edmondo Brunod / Don Vittorio Vuyet)
2° Vivere armoniosamente in coppia.
(Prof. M. Luisa Truccato Tecco / Consul. Fam. Daniela Gaglio)
3° La vita coniugale e la sessualità di coppia: validità, limiti, aspetti proble-
matici.
(Prof. Piermario Tecco / Prof. Stefania Oderio)
4° Procreazione responsabile: anatomia e fisiologia delle funzioni sessuali.
Concepimento e gravidanza.
(Dott. Marco Debernardi / Dott. Lorenzo Pasquariello)
5° Procreazione responsabile: i segni della fertilità e della sterilità. Meccani-
smi della contraccezione.
(Dott. Francesca Lombardi / Consul. Fam. Piera e Guido Curighetti)
6° Aspetti giuridici del matrimonio nel diritto di famiglia
(Avv. Adolfo Dujany / Avv. Claudio Dalle)

CALENDARIO DEGLI INCONTRI - anno 1993
AOSTA Casa delle Opere – Cattedrale Gennaio 11-18-25 – Febbraio 1-8-15
CHATILLON Parrocchia Febbraio 1-8-15-22 – Marzo 1-8
VILLENEUVE Parrocchia Marzo 1-8-15-22-29 – Aprile 5
DONNAS Parrocchia Marzo 8-15-22-29 – Aprile 5-19
GRESSAN Parrocchia Aprile 19-26 – Maggio 3-10-17-24
VERRES Parrocchia Aprile 26 – Maggio 3-10-17-24-31
AOSTA Parrocchia Maria Immacolata Settembre 6-13-20-27 – Ottobre 4-11
VERRES Parrocchia Ottobre 11-18-25 – Novembre 8-15-22
Gli incontri si terranno alle ore 20.30
3


Testo Originale Estratto
GRUPPO GIOVANI DI A.C. DI SAINT-PIERRE
Anche quest'anno nel mese di ot-
tobre ha preso inizio il cammino an-
nuale dei gruppi di Azione Cattolica
Giovani e come gli altri gruppi della
diocesi valdostana, anche il nostro
gruppo di Saint-Pierre ha aperto i
battenti, riunendosi settimanalmente
il sabato pomeriggio.
L'inizio è stato piuttosto difficolto-
so in quanto l'esperienza di gruppo
degli ultimi anni aveva attraversato
periodi di crisi: da un passato abba-
stanza «glorioso» (l'incontro setti-
manale era seguito da una ventina di
giovani e più) siamo arrivati nel giro
di pochi anni a dimezzarci, per poi
arrivare, durante lo scorso anno, ad
incontrarcin 3 o 4 persone e soltan-
to saltuariamente. Questa situazione
si è venuta a creare quasi certamente
per una scarsità di impegno da parte
di tutti i partecipanti, animatori
compresi.
Poiché crediamo che il gruppo sia
uno dei luoghi privilegiati per la for-
mazione del giovane abbiamo deciso
di intraprendere nuovamente un
cammino di incontri per giovani, in-
vitando i ragazzi dei primi due anni
delle scuole superiori, ad un incon-
tro settimanale in cui parliamo delle
problematiche sempre più comples-
se che riguardano il mondo giovanile
e specificatamente del rapporto
del giovane con la propria crescita
spirituale.
Attualmente il gruppo consta di
4
circa dodici ragazzi che partecipano
alle varie attività in modo interessa-
to ed abbastanza costante; finora ab-
biamo iniziato a conoscerci, a fare
amicizia e a vivere una piccola parte
del nostro tempo in un ambito nuo-
vo che per molti risultava del tutto
sconosciuto: il gruppo.
Qui il giovane ha la possibilità di
parlare senza falsi pudori, di ciò che
lo interessa, di approfondire, quelle
problematiche che molto spesso la
fede cristiana suscita nei più giovani,
intenti alla ricerca di identità, di cre-
scere con altri suoi coetanei, in un
ambiente più rilassato e certamente
meno frenante di come può essere
quello scolastico.
Al fine di non lasciare che l'espe-
rienza del nostro cammino annuale
si esaurisca all'interno del gruppo,
cercheremo di partecipare ogni volta
che ci sarà possibile a quelle iniziati-
ve diocesane (Mese della Pace a gen-
naio, Carnevale, gite e campi-scuola
estivi) che i responsabili organizza-
no nel corso dell'anno.
Anche nel nostro piccolo in colla-
borazione con gli animatori delle
parrocchie vicine, abbiamo organiz-
zato, gli scorsi anni, numerose usci-
te, alcune delle quali di carattere lu-
dico e all'insegna della festa, altre in-
tese ad offrire al giovane un'espe-
rienza decisamente forte (le visite al
monastero francese di Tamié è stata
una delle nostre mete preferite).
Anche quest'anno ci proponiamo
delle gite con i giovani delle parroc-
chie vicine.
Sperando di fare giungere alla co-
munità parrocchiale ulteriori notizie
sull'andamento del nostro gruppo
nel prossimo numero del bollettino,
ringraziamo il Parroco e ci affidiamo
alla preghiera di tutti.
Gli animatori del gruppo giovani
Un buon bicchiere di vino alla Microcomunità
5


Testo Originale Estratto
ta alle labbra il bicchiere di cui aveva
una gran voglia. Per lui lo stato
d'emergenza potrebbe essere già
scattato. A verificarlo basta una pro-
va: se questa persona non è in grado
di rinunciare all'alcol per un periodo
prolungato, almeno una settimana,
senza provare malessere o disagio,
vuol dire che l'alcol non ha rinuncia-
to a lui.

Rischia di essere uno dei quattro
milioni di bevitori eccessivi che si
contano in Italia e potrà divenire
parte di quel milione e più di italiani
ammalati gravemente per abuso di
sostanze alcoliche.

Quando si beve troppo? È un pun-
to controverso. Si parla di dosi che
non compromettono la salute fino a

70-100 grammi di alcol puro al gior-
no, vale a dire tre quarti di vino al
giorno a gradazione medio-bassa.
Ma questo criterio può variare con
l'età, il sesso, il peso, l'attività eserci-
tata.

La vita dell'alcolista è brutta. Col
progredire della malattia aumentano
i disturbi fisici e la personalità si tra-
sforma. Diventa irritabile, impreve-
dibile e violento e coinvolgerà dura-
mente chi vive con lui, finendo per
escludere qualsiasi forma di convi-
venza.

Ammesso che ci sia una certa pre-
disposizione (tendenza agli eccessi,
presenza di genitori intossicati, fra-
gilità psicologica), l'alcolismo, nemi-
co molto insidioso, può colpire

Si festeggia, con riconoscenza i 50 anni di Poser organista
7
PROBLEMA DI SOCIETÀ

L'alcolismo è una triste piaga

Stefano, diciassette anni, è un ra-
gazzo timido, poco propenso alle pa-
role. Frequenta il liceo classico di
una prospera città della Lombardia.
A scuola, come gran parte degli al-
lievi, registra alti e bassi. Ultima-
mente a dire il vero ha infilato una
serie di brutti voti. Ma l'anno scola-
stico non è ancora terminato. Rime-
dierà. Quando è in compagnia con
gli altri è in preda alla tensione, vede
i compagni divertirsi, ridere e si sen-
te inadeguato. Per essere alla loro al-
tezza comincia a bere, perché solo
così prova l'euforia che lo fa sentire
come gli altri. L'esperienza è piace-
vole, disinibente, lo induce ad essere
più sciolto e allegro. Con il bicchiere
a portata di mano si sente meglio.
Subito svaniscono come nebbia le
contrarietà, il sentimento d'ansia e le
insicurezze che da un po' di tempo si
porta appresso. Però ogni tanto non
riesce a concentrarsi, è più svogliato
di prima e di umore plumbeo. E gli
succede di rispondere male o di es-
sere preso dall'impazienza. Esauri-
mento, sovraffaticamento, crisi ado-
lescenziale? No, è la strada della di-
pendenza, già imboccata. Ai margi-
ni, in agguato, si appostano la
svogliatezza, la depressione, l'isola-
mento. E Stefano, che tutto questo lo
tiene per sé, non ha idea del perico-
lo, nessuno gli spiega che se non po-
6

ne immediato freno alla sua tenden-
za a bere non gli sarà facile in futuro
applicarsi per mantenere un impe-
gno, assumersi la responsabilità di
un lavoro, di una famiglia, di una vi-
ta sociale e morale. Se l'allarme scat-
terà in tempo, uscire dalla stretta
non sarà troppo duro, ma se non in-
terviene una rottura con questa abi-
tudine, il ragazzo verrà risucchiato
da un vortice che sarà un autentico
calvario.

L'alcolismo è una realtà. Sommer-
sa e sterminata, serpeggia senza cla-
mori, ma è un killer spietato che uc-
cide più della droga, più del cancro,
più dell'Aids. Molto più diffuso di
quanto si creda, spesso vissuto in se-
greto, occultato dalle mura domesti-
che, resta un fenomeno che di solito
si ignora o si tende a rimuovere. Il
consumatore anche non accanito, ma
abituale, di bevande alcoliche si osti-
na a non ammettere che il bicchiere
sempre pieno è nocivo, o per lo me-
no non ritiene che questa insidia lo
riguardi personalmente. Non c'è un
solo robusto bevitore che non abbia
sostenuto almeno una volta che un
po' di vino o un bicchiere di whisky
non fanno male. «Mi avete mai visto
ubriaco? Io mi conosco, l'alcol lo
sopporto perfettamente e so benissi-
mo quanto posso bere e quando de-
vo smettere», esclama. E intanto por-


Testo Originale Estratto
chiunque. Da qualche tempo si va
diffondendo fra le donne, spesso
soggette più degli uomini a solitudi-
ni e frustrazioni, fra gli anziani, che
la società attiva tende ad escludere.
Anche il Sud, zona geografica un
tempo poco permeabile a queste abi-
tudini, adesso registra casi più fre-
quenti. E purtroppo l'alcolismo se-
gna in misura sempre crescente an-
che i giovani.

L'educazione può fare molto. Una
corretta informazione indicherà co-
me i prodotti alcolici se usati corret-
tamente possono accompagnare tut-
ta la vita e non hanno bisogno di es-
sere banditi come demoni. Accostar-
si all'alcol è un'esperienza sicu-
ramente gradevole per tutti quelli
che l'hanno provata nella giusta mi-
sura. Ma richiede conoscenza e con-
trollo. Superato un certo limite, que-
sta pratica può diventare un carico
pesante e una schiavitù.

BRINDISI E VETERINARI
Ma torniamo ai giovani. Perché gli
adolescenti bevono troppo? Certa-
mente lo fanno per costume e per
emulazione. Oggi si beve ad ogni
stormir di foglie. A tale abitudine
non è certo estranea la sollecitazione
che erompe dal messaggio pubblici-
tario, in questo caso più che mai su-
perficiale e incosciente. La realtà eco-
nomica e sociale dipinge l'alcol come
un bene di consumo, come un buon
amico dell'uomo. Gli spot lo esalta-
no proponendolo come discreta e
calda presenza nei momenti di rilas-
samento e di felicità, dopo lo sforzo
8

di un'impresa polare, per festeggiare
un incontro insperato al bagliore di
un caminetto acceso, attraverso la
raccomandazione di un rassicurante
veterinario in campagna, sullo yacht
occupato da festosa bellissima e atle-
tica gioventù.

Si attribuisce alle colpe sociali la
diffusione del bere fra i giovani. Sen-
za inoltrarsi in grosse analisi, è evi-
dente che i giovani hanno un gran
bisogno di stare insieme, vogliono
incontrarsi, cercano stimoli e moti-
vazioni, magari anche contestatarie.
E il brindisi è anche un poco il sim-
bolo di una compagnia ritrovata.

Ovunque, non solo nelle discote-
che. E a questo proposito, si può ne-
gare che le cosiddette stragi del sa-
bato sera siano causate in gran parte
dall'uso dell'alcol che anche in quan-
tità discrete allenta i riflessi? Da una
statistica rilevata in America è risul-
tato che ai giovanissimi basta una
quantità piccolissima per provocare
un incidente. Senza fare moralismi, o
terrorismo, è tempo di osservare la
realtà sconfortante di cui l'eccesso
d'alcol è responsabile.

Un quarto dei suicidi e quasi la
metà degli omicidi è provocato
dall'abuso di vini e di liquori. Que-
ste bevande sono alla radice di tante
malattie, dalla cirrosi epatica al can-
cro alla bocca, all'esofago e ai pol-
moni. Del resto le malattie attribui-
bili all'abuso dell'alcol sono la quarta
causa assoluta di morte. Negli ospe-
dali circa tremila persone muoiono
ogni anno per malattie alcolcorrelate
- come se in dodici mesi scomparis-

se l'intera popolazione di una città
come Sondrio. Agli effetti del bere
sono imputabili le violenze alle don-
ne e ai minori e gli odiosi abusi ses-
suuali, in famiglia e fuori. Centomila
incidenti stradali l'anno, più che dal-
la fatalità sono firmati dall'ubria-
chezza, anche non palese.

E per colpa dell'alcol falliscono
molti matrimoni e va in fumo una
quantità di rapporti. Ma non è tutto.
Attualmente in Italia nascono due-
mila bambini affetti da sindrome da
alcoldipendenza.

SI PUO COMBATTERE
E VINCERE
Quali sono i sistemi per contrasta-

re il fenomeno che si trascina dietro
un carico di dolore impotente non
solo per chi soffre di alcolismo, ma
per chi in famiglia condivide questa
piaga? Solo adesso in Italia si comin-
ciano a trovare gli strumenti per af-
frontare questa realtà, finora trascu-
rata rispetto agli altri Paesi europei.
Ma i servizi specifici sono ancora in-
sufficienti e disorganizzati per que-
sta che l'Organizzazione Mondiale
della Sanità ha riconosciuto come
una malattia che si può combattere e
vincere.

Non si tratta certo di arrivare al
proibizionismo, ma bisognerebbe
prevedere interventi decisivi da par-
te degli enti preposti alla tutela dei
cittadini. Tutti, dai medici ai legisla-

I cantori a Varallo
9


Testo Originale Estratto
tori, ai cittadini, in tutte le città do-
vrebbero essere informati e fare la
guardia contro i danni provocati da
questo che non è un vizio, ma un'in-
fermità che ha bisogno di cure e di
assistenza.
A chi si rivolge chi desidera uscire
dalla terribile esperienza del domi-
nio assoluto dell'alcool? Trova nella
società e nelle istituzioni che la go-
vernano strumenti di aiuto e di sal-
vezza? Uscire dall'inferno, affrontare
la vita senza l'alcool è difficile, ma si
può. Bisogna desiderare di farla fini-
ta con la schiavitù e accettare il pro-
prio stato di malattia.
Possono aiutarlo i terapeuti, i fa-
miliari che non si vergognano più e
soprattutto quelli che hanno vissuto
la stessa esperienza.
Gli interventi, indispensabili, per-
ché il cammino da soli non è percor-
ribile, li forniscono il Club alcolisti in
trattamento (AICAT) e l'associazio-
ne degli Alcolisti Anonimi. Ma ci so-
no altre reti di solidarietà che non
fanno più sentire solo il malato.
I primi intervengono su tre fronti:
medico (con la disintossicazione),
sociale (sedute dei malati fra di loro
e separatamente con i familiari), psi-
cologico (indagine interiore con i
psicoterapeuti, per lo più in gruppo).
In tutta Italia questi club sono più
di mille. Spiega un assistito: «Ci ri-
troviamo una volta a settimana, di
sera, dopo il lavoro. È presente il me-
dico, lo psicologo, l'assistente socia-
le, gli alcolisti e i loro familiari.
Sappiamo che di alcol si muore,
ma c'è un mezzo per ritornare alla
10
vita. Parliamo, raccontiamo la nostra
esperienza e le evoluzioni del tratta-
mento».

IL PROBLEMA
DEL PROSSIMO DECENNIO

I risultati più efficaci, le vere con-
quiste le hanno ottenute le associa-
zioni di soli volontari. Il movimento
degli Alcolisti Anonimi è stato fon-
dato nel 1935 e ha 30.000 sedi in tut-
to il mondo. Il vantaggio di questi
gruppi è che c'è una rete di amicizia
e di autentica affettuosa solidarietà.
Tutti sono passati attraverso la stessa
buia esperienza.
Se per qualcuno si verifica una ri-
caduta, ognuno si attiva per recupe-
rarlo. Grossa importanza è il coin-
volgimento che dà uno scopo all'al-
colista in trattamento e anche gli
strumenti ai familiari, che con il ma-
lato hanno sofferto. I parenti sono in-
dispensabili per il ritorno alla vita
dei loro congiunti.
Gli alcolisti in trattamento sono
persone di estrema sensibilità, resa
più acuta da un'esperienza molto
dolorosa.
Nel luogo più idoneo, essi narrano
brandelli di storie desolanti, schegge
di vita che si stanno ricomponendo
su uno sfondo di grande umanità.
«Ci ripromettiamo e lo promettiamo
ai nostri amici ogni giorno di resiste-
re per 24 ore. Dopo si vedrà». Hanno
una forza titanica e la speranza di
non ricadere mai più in una malattia
«da cui non si guarisce mai». «Se co-
noscete qualcuno colpito da questa
affezione, non nascondetelo in casa,
accompagnatelo da noi». Loro sanno
che l'alcolizzato non può da solo im-
boccare la strada giusta: basterà un
numero di telefono reperibile sugli
elenchi telefonici di tutt'Italia e il più
grosso è fatto.
Sarà dopo quello della droga il
problema del prossimo decennio?
Ha detto un esperto: «È giusto che
l'alcol che fa parte di una nostra tra-
dizione culturale sia patrocinato e
sia legale, ma fino a quando non si
farà un'educazione seria per capirne
fino in fondo gli effetti negativi, l'al-
col sarà anche il problema dei prossi-
mi cento anni».

I nostri anziani al mare
11


Testo Originale Estratto
GITA SOCIALE DELL'AVIS
DI SAINT-PIERRE A FIRENZE

Partenza giovedì pomeriggio per
un simpatico fine settimana in una
delle più belle città italiane; visita tu-
ristica e degustazione Chianti e piat-
ti tipici.
La città, capoluogo della Toscana,
si trova in una conca tra le colline di
Carossi, Fiesole e Settignano da un
lato e Arcetri e Bellosguardo dall'al-
tro. Il corso dell'Arno divide la città
in due parti collegate da sette ponti,
il più noto dei quali è il Ponte Vec-
chio, pittoresca costruzione medie-
vale fiancheggiata sui due lati da ca-
ratteristiche botteghe di orafi. Molto
estesa è la parte sulla destra del fiu-
me dove si è estesa l'espansione ur-
bana. In essa si trovano l'antico cen-
tro medievale e la maggior parte dei
monumenti, dei musei e delle galle-
rie.
Nella parte sulla sinistra sorgono
Palazzo Pitti, l'antica Reggia Dei Me-
dici e poi dei Lorena, la Chiesa di
Santo Spirito, la Chiesa del Carmine
con i celebri affreschi di Masaccio. I
più antichi monumenti della città ri-
salgono al periodo comunale - co-
spicua importanza hanno gli edifici
sacri di stile romanico: il Battistero
(fine dell'XI secolo) con porte di
bronzo dorato. Espressioni dell'ar-
chitettura gotica sono invece Santa
Maria Novella con facciata completa
secondo i moduli rinascimentali,
Santa Croce (XIII-XV secolo) con fac-
12

ciata e campanile dell'800, il Duomo
(Santa Maria del Fiore) iniziato nel
1296 con il campanile disegnato da
Giotto (1344) e la Cupola disegnata
da F. Brunelleschi (1420-46); all'ar-
chitettura civile dei secoli XIII e XIV
appartengono il Palazzo dei Podestà
e il Palazzo della Signoria (o Palazzo
Vecchio).
Numerosi i monumenti religiosi e
civili del rinascimento: l'Ospedale
degli Innocenti, Basilica di San Lo-
renzo, Santo Spirito, Palazzo Pitti,
Palazzo degli Uffici per citarne alcu-
ni.
Interessante mattinata del sabato
l'abbiamo trascorsa a San Giminia-
no; pittoresca cittadina medievale
arroccata su una collina e interamen-
te abitata nelle sue mura di cinta.
Negozíetti di souvenir locali, botti-
glierie con degustazione e salumerie
sono continuamente prese d'assalto
dai numerosi turisti di passaggio. A
seguire pranzo agrituristico in una
località caratteristica immersa in
mezzo alla natura.
Al rientro tappa a Lavagna per
una sana mangiata di pesce e, a se-
guire, classica passeggiata digestiva
in riva al mare.
Possiamo quindi affermare la buo-
na riuscita della gita con il solo ram-
marico di non aver avuto il pullman
al completo e di aver avuto, tra i par-
tecipanti, pochi soci avisini.

PATRONO A VERROGNE
Pranzo comunitario a Verrogne

Domenica 16 agosto, accompagnata da una bella giornata di sole, si è svol-
ta la festa patronale di Verrogne. Come ogni anno, in questa occasione, gli abi-
tanti del villaggio si ritrovano per festeggiare assieme il Santo Patrono.
Quel giorno, la piccola cappella, pulita ed adornata con vasi di fiori, era
gremita di fedeli che hanno seguito attentamente la funzione religiosa.
Durante l'omelia, Don Aldo ha ricordato la figura di San Teodulo, patrono
del villaggio, ed ha sottolineato l'importanza della fede in Dio.
Fede che, al giorno d'oggi, nella nostra vita, si trova in secondo piano per
lasciare il posto alle cose materiali, alle quali siamo troppo attaccati.
La messa è stata particolarmente «viva» grazie ad alcuni cantori che, gen-
tilmente, hanno accettato di animare la funzione con i canti.
Al termine della messa, dopo il rituale delle foto, è stato offerto un piccolo
rinfresco, al quale è seguito il pranzo, consumato in allegria tra canti e risate.
Un particolare ringraziamento va agli organizzatori per la buona riuscita
della festa, sperando che essa si possa ripetere con lo stesso entusiasmo negli
anni a venire.
Verrogneins... al prossimo anno!!
I. R.
13


Testo Originale Estratto
SUI TESTIMONI DI GEOVA
Carissimo Amico
Un'insidia grave per la nostra fede cristiana si presenta anche alle porte
delle nostre case: «i Testimoni di Geova».
Con la Bibbia in mano parlano di Dio, precisando che il suo vero nome è
Geova...; ma non è sufficiente parlare di Dio, per avere verità. Non a caso Gesù
ci mette in guardia dai falsi profeti.
I Testimoni di Geova si basano sulla predicazione di Charles Taze Russel,
che nel 1879 cominciò a spargere le nuove idee, tra le quali la fine del mondo
per il 1914. La guerra mondiale parve dargli ragione, ma lui morì nel 1916 ed il
mondo continuò a sopravvivere. Il Papato doveva scomparire nel 1918; a
quanto sembra è più vivo di prima.
Nel 1931 le idee di Russel furono riprese da Rutherford, che diede ai suoi
seguaci il nome di Testimoni di Geova, mentre prima si chiamavano «Uomini
dell'Aurora Millenaria» ed anche «Russelliti».
Nel 1942 successe Knorr, poi Franz che, all'americana, con grandi mezzi fi-

Parroco, lettrici e cantori a Verrogne

A Verrogne, dopo la Messa del patrono
14

La Microcomunità in gita a Vetan
15


Testo Originale Estratto
nanziari dirigono il movimento da un grattacielo di Brooklin (USA) diffonden-
do in particolare la «Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture» e la rivista
«La Torre di Guardia».

Ma bisognava aspettare che nascesse Russel per capire la Bibbia e sapere
che la si può interpretare «privatamente», mentre S. Paolo nelle lettere a Timo-
teo fa notare che la Bibbia è stata affidata agli Apostoli e Successori, da cui non
ci si deve discostare e S. Pietro aggiunge: «nessuna scrittura profetica va sog-
getta a interpretazione privata» (2 Pt. 1,20).

Anche le Chiese della Riforma Protestante non riconoscono la Bibbia dei
Testimoni di Geova per le manipolazioni, il modo arbitrario d'interpretarla e
ancor più per il martellamento nell'imporla.

Il nome di Dio, secondo essi, è Geova e chi non usa questo nome non può
appartenere al popolo di Dio. Ma il nome di Dio nelle Scritture è indicato in va-
ri modi: «l'Altissimo; l'Eterno; Signore». A Mosé che chiede il nome, Dio dirà: «Io
sono» (Es. 3,14) espresso in ebraico con le sole consonanti IHWH. Ma siccome
agli Ebrei non era lecito pronunciare il nome di Dio, al suo posto leggevano
«Adonai = Signore».

La vera lettura secondo i competenti ebrei, sarebbe «Jahvè».

Essi con l'imminente fine del mondo creano un clima di attesa, di paura di
ciò che sta per succedere, sfruttando le preoccupazioni che assillano gli uomini
di oggi: solo i Testimoni di Geova sopravviveranno al cataclisma universale.

È impossibile un vero dialogo con i loro propagandisti che di porta in por-
ta invitano prima a una discussione, poi ti offrono la loro bibbia, fino a coinvol-
gerti a partecipare alla loro riunione nella così detta «Sala del Regno».

Il dialogo che essi vogliono fare è sempre e solo a senso unico: essi hanno
sempre ragione, gli altri sempre torto.

Il miglior modo per rispondere loro nel chiudere la porta è dire: «Tu sei Te-
stimone di Geova, io di Cristo, Figlio di Dio».

16

1953-1992
40ème rencontre des Maîtrises

Chesallet

Cogne


Testo Originale Estratto
Le 7 septembre 1953
Il y a trois ou quatre ans passés, à Introd avait eu lieu la sépulture d’un fils de
l’organiste Berthod Nestor, à laquelle étaient intervenus un certain nombre de
Chantres des paroisses voisines lesquels s’étaient retrouvés après la cérémonie
pour prendre un verre ensemble, alors quelqu’un a dit: nous les chantres voisins
nous nous retrouvons quelque fois, mais c'est toujours pour de tristes circonstan-
ces, ne serait pas à propos de nous retrouver aussi par fois pour faire fête ensem-
ble? Ne pourrons nous pas établir un rendez-vous amical entre nous à être fait
chaque année à tour de rôle dans les paroisses de Aymavilles, Saint-Pierre, Introd
et Saint-Georges? La proposition fut acceptée au vol et on prit les accords pour
la mettre en exécution. Les Chantres de Saint-Pierre acceptèrent de commencer
et le premier rendez-vous amical fut fixé pour le 18 octobre 1953. Les Chantres
des paroisses précitées se donnèrent rendez-vous. Ils étaient près de septante et
ils exécutèrent la messe en musique Cervi de Perosi, sous la direction du géomè-
tre Tersillo Gilardi, et à l’orgue le maître Carlo Poser. Au sortir de l’église on prit
une photo qui parut dans le Messager de l’année suivante puis l’Hôtel du Châ-
teau les réunit pour un joyeux dîner.
(Dominique Rollandoz curé)
Introd
STATUTO
Il giorno 25 giugno 1966 alle ore 15 a Saint-Georges si è tenuta una riunione che
aveva come scopo di studiare insieme uno statuto; essendo presenti le cantorie di
Aymavilles, Chesallet, Saint-Pierre, Rhêmes-Notre-Dame e naturalmente Rhêmes-
Saint-Georges, si è deciso quanto segue:
L’anno di fondazione. L'anno 1953 essendosi trovati diversi cantori a Introd per il
funerale di Berthod di Nestor. Dopo il funerale i cantori si sono trovati riuniti in ca-
sa di Luboz Felice ed essendo presente il geom. Gilardi che disse: «Noi ci troviamo
generalmente solo nei funerali, perché non possiamo trovarci in un’altra circostanza
più lieta?».
Le cantorie di Saint-Pierre, Introd, Aymavilles e Saint-Georges si son trovate unani-
mi nel decidere di fare ogni anno un incontro e Saint-Pierre iniziò per primo.
Cantorie fondatrici. Aymavilles, Introd, Rhêmes-Saint-Georges e Saint-Pierre.
Le su elencate cantorie avevano questo scopo:
1) Incoraggiarsi a vicenda, ritrovandosi insieme.
2) Mettere a disposizione degli altri le proprie esperienze.
3) Gioia di eseguire una Messa Solenne insieme, dando così la possibilità alle di-
verse popolazioni di gustare il bel Canto di Chiesa.
4) I cantori s’impegnano di partecipare al funerale di uno di loro.
Rhêmes-Saint-Georges
1


Testo Originale Estratto
Visto, considerato e auspicato che sarebbe stato una bella cosa fare un piccolo
statuto è stato inviato a tutte le Cantorie un invito a trovarsi insieme per lo stu-
dio di suddetto statuto, che viene così formulato:

1) Riunirsi ogni anno a turno;
2) Ogni tanto sarebbe interessante fare una gita, come già si è fatto e chiedere un
contributo alla «Valle». Lo scopo di suddetta gita è il seguente:
    a) Eseguire in una data località una S. Messa e dei Canti di Chiesa.
    b) Aggiornarsi sentendo altre cantorie.
3) Il pranzo è organizzato dalla Cantoria ospitante, la quale secondo la consuetudi-
ne s'impegna a fornire il miglior vino che deve rallegrare i convitati.
4) Nei giorni precedenti alla Festa le Cantorie si trovano per una prova generale.
5) L'organizzazione artistica è lasciata alla Cantoria ospitante.
6) È consuetudine che alla fine della S. Messa si canti il «Libera me» per i Cantori
Defunti.
7) È pure cosa lodevole cantare alla fine del pranzo il «Laudate D.»
8) Si invita a organizzare la festa dal 1° maggio al 30 settembre.
9) La Cantoria organizzatrice è pregata di avvertire le altre almeno venti giorni pri-
ma della data della festa.
    Le Cantorie dovranno inviare entro sei giorni le loro adesioni.
10) Per il pagamento del pranzo ogni direttore versa la quota al Direttore della Can-
toria ospitante.
11) Sarebbe una cosa lodevole commemorare i cantori deceduti durante l'anno e ci-
tare il loro nome nella preghiera dei fedeli.
12) Durante la festa la Cantoria Organizzatrice potrà premiare i suoi Cantori che
abbiano 35 anni di servizio alla Chiesa.
13) Sarebbe auspicabile che in caso di decesso di un Cantore, il Presidente della
Cantoria avvertisse le altre Cantorie.
14) È bene tenere un registro che deve essere compilato in questo modo:
    a) relazione della festa, con numero dei partecipanti, la S. Messa eseguita, altri
    canti, località del pranzo.
    b) Raccogliere le foto ricordo degli anni scorsi e ogni anno inserire una foto di
    tutto il gruppo.
    c) Riservare una parte del registro per elencare i nomi dei cantori viventi ed
    annotare i decessi.
15) La Cantoria ospitante è libera di invitare le Autorità che crede opportuno.
16) Senza l'unanime consenso delle suddette Cantorie, non è bene che vengano invi-
tate a far parte del gruppo altre Cantorie, per vari motivi logistici.

(D. Ettore Milliéry - Segretario)
2

UN PO' DI STORIA
1953: SAINT-PIERRE

Il 18 ottobre «nasce» l'associazione, già con una voce possente! In chiesa, messa so-
lenne, cantata da un coro di 70 voci e poi pranzo all'Albergo del Castello, con di-
scorsi diversi.
Magnifica festa che ha lasciato in tutti un buon ricordo ed un desiderio di ripeterla
in avvenire.
3


Testo Originale Estratto
1954: INTROD

Visto il successo dell'anno precedente, il secondo incontro avviene ad Introd, con la
partecipazione di numerosi cantori che hanno animato non solo la Messa, ma anche
il pranzo sociale!

DIMANCHE 24 JUILLET 1955

L'année suivante la fête se répéta à Introd avec égal succès et cette année 1955
c'était le tour de la paroisse de Saint-Georges; la fête fut fixée pour le dimanche 24
juillet. Les chantres des paroisses voisines étaient au nombre de 43 et ceux de Saint-
Georges douze. Tous ensemble ils chantèrent la belle messe de Cervi. Jamais à coup
sûr les voutes de notre église n'avaient resonné si fort par une belle masse de voix. A
l'Offertoire on chanta le magnifique Ave Maria de Gounod et à la fin on exécute le
Libera me de Perosi pour les Chantres Défunts. Le Chanoine Vasier avec l'éloquen-
ce habituelle, dans un magnifique sermon fit ressortir le but de ce rendez-vous ami-
cal entre Chantres voisins et fit de très belles applications à la vie pratique à propos
de l'accord des voix, de la fidélité à la mesure et de l'expression si nécessaire dans
l'exécution de la musique.

L'assistance de la part de la population fut satisfaisante. Au sortir de la Messe on se

réunit sur la place de la cure pour un groupe photographique et pour une «bicchie-
rata» offerte par le curé local. Ensuite comme dans la paroisse on n'avait pas trouvé
un local assez vaste pour contenir un si grand nombre de Chantres, on monta tous
ensemble en pullman à Rhêmes-Notre-Dame au village de Chanavey où on alla pour
le dîner inaugurer la vaste salle du nouvel hôtel de la veuve Marie Zénoz. Le dîner
couta à tête lires mille sans compter le vin qui fut offert par les Chantres de Saint-
Georges. A vrai dire la population de Saint-Georges aurait bien préféré que toute
cette joyeuse fête se fut déroulée dans les limites de la paroisse, afin de pouvoir jouir
des chants qui auraient suivi le dîner, mais la question n'était pas facile à résoudre à
cause du défaut d'un local suffisant et de personnes qui se fussent chargées de faire
le dîner pour un groupe si nombreux. Et maintenant il ne reste qu'à souhaiter que
fortement convaincus de la sublimité de leur fonction tous ces Chantres soient
toujours davantage assidus pour accompagner les fonctions religieuses.

1956: AYMAVILLES

RIUNIONE DI CANTORI

Domenica 3 giugno, ha avuto luogo ad Aymavilles la quarta riunione delle can-
torie delle Parrocchie di Rhêmes-Saint-Georges, Introd, Saint-Pierre e Aymavilles.

Si tratta di una simpatica festa che tende a diventare tradizione.

La prima di queste riunioni si tenne quattro anni fa e da allora ogni anno i can-
tori delle quattro parrocchie si sono dati convegno, a turno, nei quattro paesi, ed ora
che il primo giro è finito, l'anno prossimo si ricomincerà daccapo.

La festa di domenica presentava un motivo di particolare interesse per la pre-
senza del Presidente della Valle avvocato Bondaz, il quale, in quanto facente parte
della cantoria di S. Orso, può essere considerato, oltre che primo cittadino, anche
primo cantore della Valle.

La festa è iniziata con la solenne Messa, cantata dalle quattro cantorie riunite.
L'esecuzione, alla quale ha partecipato con le sue eccezionali doti vocali anche il
Presidente della Valle è stata veramente pregevole.

Il Can. Vasier ha illustrato il significato dell'iniziativa ed è stato vivamente ap-
prezzato.

A mezzogiorno tutti i cantori si sono riuniti alla Cantina Svizzera per un pranzo
che, iniziato in tono sommesso, attraverso un graduale crescendo è terminato in un
«fortissimo» di canti ottimamente eseguiti. In questa fase della festa si sono partico-
larmente distinti i cantori di Saint-Pierre.

Ha poi preso la parola il signor Ottorino Pepellin di Aymavilles, organizzatore
della festa locale, il quale, dopo aver ringraziato della loro presenza le autorità, ricordava
come la musica, fin dai tempi di Platone, fosse considerata fattore importantissimo
di educazione e invitava i giovani allo studio per perpetuare le belle tradizioni delle
cantorie valdostane.
4 5


Testo Originale Estratto
Il Presidente Bondaz, dal canto suo sottolineando l'importanza che il canto ha come fattore di elevazione spirituale, si compiaceva per la bella dimostrazione di concordia offerta dalle quattro cantorie e metteva in evidenza il fatto che tale concordia era dovuta principalmente al canto che unisce e affratella gli uomini.
I presidenti delle quattro cantorie, poi, decidevano di nominare l'avvocato Bondaz loro presidente onorario. La carica veniva accettata come dimostrazione di stima e di affetto.
Si continuava poi a cantare e buona parte del repertorio valdostano veniva ripassato fra grandi bevute. In questa fase della festa l'esecuzione non era più eccessivamente curata.
La giornata è stata caratterizzata da una sana allegria; uno spirito fraterno aleggiava fra i commensali che si sentivano legati dalla stessa passione per il canto e per la musica.

1957: SAINT-PIERRE

La festa è stata vissuta con molto entusiasmo! È stata inoltre organizzata una giornata di «aggiornamento» a St. Maurice d'Agone (Suisse).
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1958: CHESALLET

La cantoria viene accolta con gioia, nell'associazione ed organizza la festa.

1959: INTROD

FESTA DEI CANTORI
Domenica 13 settembre i cantori di Chesallet, Aymavilles, Rhêmes-Saint-Georges, e Saint-Pierre si sono ritrovati con i cantori della nostra parrocchia per la loro annuale riunione. La festa, organizzata dal zelante direttore della nostra cantoria, ha avuto inizio con una messa solenne (Regina Pacis di Yon) in Chiesa ed il libera me per i defunti, ed è proseguita poi con un pranzo in un albergo di Cogne. Da notare che tutti i cinque direttori di cantoria hanno ricevuto negli scorsi anni il premio «fedeltà alla montagna»!
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Testo Originale Estratto
1960: RHEMES-SAINT-GEORGES
In una splendida giornata di sole, si è svolto l'annuale incontro! Nello stesso anno le
cantorie riunite partecipano a Como, alla 2ª giornata di aggiornamento.
1961: AYMAVILLES
Un centinaio di cantori partecipa alla festa annuale, cordialrmente accolti dalla popo-
lazione che apprezza i vari canti eseguiti con maestria!
1962: RHEMES-NOTRE-DAME
La cantoria locale entra a far parte dell'associazione e organizza la festa. In questa
circostanza interviene mons. Centoz
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1963: SAINT-PIERRE
Le cantorie si riuniscono in fraterno convegno!
5.
Psaume 116. *
I Audá-te Dóminum ómnes géntes: * laudá-te é-um
ómnes pópu-li.
1964: CHESALLET
Numerosi cantori «giovani» partecipano all'incontro.
Assente Rhêmes-Saint-Georges per ricorrenze locali importanti.
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Testo Originale Estratto
1965: COGNE
Chiede ed ottiene di entrare a far parte dell'Associazione ed organizza con gusto la
festa!

1966: INTROD
FETE DES CHANTRES
Dimanche 16 octobre les chantreries de Introd, Aymavilles, Saint-Pierre, Chesallet,
Cogne, Rhêmes-Notre-Dame et Rhêmes-Saint-Georges se sont retrouvés dans notre
Eglise pour leur réunion annuelle. Jamais nous n'avions entendu un chœur de voix
si puissant: plus de cent voix ont chanté une messe à trois voix, accompagné à l'or-
gue par notre vaillant organiste Chev. Berthod, le sermon a été donné par M. le Cha-
noine Domaine.
Plus tard le Café de la Gare de Villeneuve accueillit tout ce monde pour le dîner
social. Des discours, des chants, des souvenirs et des projets remplirent la soirée.
Cette journée si harmonieuse a certainement servi d'encouragement aux chantres dé-
voues de nos paroisses.
Nous leur renouvelons nos remerciements et nos souhaits.
Approvazione dello statuto da parte dell'Assemblea.

1967: RHEMES-SAINT-GEORGES
DOMENICA 27 AGOSTO 1967
RELAZIONE
La giornata era splendida: il cielo terso, un sole caldo. A gruppi giunsero i Cantori
delle diverse cantorie: Cogne, Aymavilles, Saint-Pierre, Introd, e i due Rhêmes.
Alle 10 S. Messa; venne eseguita la «Cervi» del Perosi; diresse magistralmente il
Prof. Bellegotti, accompagnò all'armonium, il maestro Poser (i Cantori si trovavano
in coro, anziché in tribuna).
Celebrava la S. Messa padre Reginaldo Santilli, che in gioventù fu maestro di coro.
Il rev. P. Santilli rivolse la sua calda parola alla Assemblea, tra le altre cose disse: «In-
vito tutti a meditare su questa festa, su questo raduno di cantori, i quali si occupano
di rendere lode al Signore nella sua casa, una missione questa così grande e nobile,
oltre che sollevare lo spirito, dà a noi la possibilità di pregare meglio.
Mi permetto di far notare a me e a tutti un proverbio della Sacra Scrittura che rac-
comanda al capo della famiglia e della comunità – non impedire che si faccia della
musica –. Perché la musica è una espressione, una rivelazione del nostro animo, cioè
esprime i nostri sentimenti, infatti quando vogliamo liberarci da qualche pena, can-
tiamo o ascoltiamo musica e questo canto ci dà un senso di pace, di tranquillità.
Se noi osserviamo bene, alla superficialità di molta gente, dei giovani e delle ragazze
di oggi, corrisponde una musica superficiale, delle canzonette che dicono le stesse
cose, che hanno stesse finali, gli stessi motivi, se invece vogliamo essere più vicini a
Dio o se vogliamo che la nostra anima vibri profondamente, cerchiamo quella musi-
ca che ci eleva. Quindi la musica è espressione dell'interiorità dell'uomo, dice quello
che c'è dentro di noi.
Cerchiamo in tutta la nostra vita che Dio sia sempre vicino a noi, attraverso anche
alla musica. A questi bravi cantori dobbiamo essere grati perché rendono il culto a
Dio più solenne e per la devozione che ispirano nella nostra anima.
Ospite di onore: il Vice-camerlengo Mons. Louis Centoz che ben volentieri accolse
l'invito di partecipare a questa simpatica festa.
Raramente si ha occasione di poter gustare una musica così ben eseguita.
Dopo il sacro rito, vermouth d'onore offerto dalla Cantoria locale; poi un corteo di
macchine si è diretto verso Notre-Dame. Dispiace che non ci si possa fermare a
Saint-Georges per il pranzo, la festa perde un po' del suo tono.
Erano presenti all'agape fraterna un centinaio di Cantori.

[Musical score snippet]

10 11


Testo Originale Estratto
L'Albergo Galisia si è fatto onore preparando un pranzo coi fiocchi. Il vino offerto,
secondo ormai una lunga tradizione, dalla cantorie ospitante, ben presto riscaldò
l'ambiente e tosto cori alternati si son formati e così i convitati furono rallegrati dai
bei canti. Al termine del pranzo si svolse la premiazione dei cantori di 50 anni di at-
tività.

Sedici furono i premiati e precisamente: sei di Saint-Pierre, tre di Aymavilles, tre di
Cogne, uno di Rhêmes-Notre-Dame e tre di Saint-Georges.
Distribuì la medaglia d'oro e il diploma d'onore, Mons. Centoz che tra l'altro disse:
«Vi porto il saluto e la benedizione del Papa che sarebbe così contento essere pre-
sente in mezzo a noi». Presero la parola il presidente onorario l'avv. Vittorino Bon-
daz, il Prof. Amato Berthet, l'assessore Mappelli, il prof. Bellegotti, il cav. Pepellin.
Gli oratori sottolinearono la gioia di trovarsi insieme (gioia che sprizzava dagli occhi
umidi di lacrime dei premiati), il giusto e doveroso gesto di premiare quei cantori
che per tanti anni sacrificarono del tempo prezioso per prepararsi a cantare le lodi al
Signore. Il cantare esige molta passione, spirito di sacrificio e fedeltà. È sperabile
che i giovani seguano l'esempio degli anziani, onde le Cantorie rifioriscano.

1968: 1ER SEPTEMBRE - AYMAVILLES

La paroisse d'Aymavilles a eu la joie et l'honneur d'accueillir, le dimanche 1° sep-
tembre, les chantreries des sept paroisses Aymavilles Cogne Chesallet - Introd -
Rhêmes-Saint-Georges - Rhêmes-Notre-Dame et Saint-Pierre, qui forment, depuis
désormais 15 ans, une Association vitale et bienfaisante qui les honore et les aide
fortement à rejoindre les buts très nobles que toute maîtrise se propose.
Il est un devoir de noter ici, en tout premier lieu, que Aymavilles (M. le Curé Tutel,
Monsieur le Syndic Bordet en tête) a su faire «les honneurs de la maison» d'une ma-
nière excellente, parfaite: l'annuelle rencontre, disons mieux le 15ème «Congrès» des
sept chantreries a été une réussite et un succès à tous les points de vie.
Nous aimons à signaler le nombre des chantres: 120; les Autorités présentes: M.
l'avocat Bondaz, Président d'honneur de l'Association; M. le sénateur Berthet;
M.M. les Assesseurs de la Région, M. Dujany et Mappelli; la participation intéressée
de toute la population de la Paroisse qui a été visiblement charmée par les chants li-
turgiques parfaitement exécutés.
Il est bien évident que le «clou» de la fête et du congrès a été la Messe solennelle: à
l'orgue il y a M. le Maëstro Poser, la baguette de chef d'orchestre est menée par M.
le professeur Bellegotti, les 120 voix se fondent et harmonisent à la perfection dans
les accents de la «Missa Regina Pacis» de Yon et des motets «Gaudens Gaudebo» et
«O Salutaris» de Perosi.
La foule des fidèles est pieuse et tout oreille: les sentiments tour à tour joyeux,
12

émouvants, triomphants que la musique exprime, passent dans tous les cœurs, dans
toutes les âmes.

Dans cette ambiance éprise, le prédicateur souligne l'importance que la liturgie,
après le Concile surtout, attribue à la musique sacrée, à «ce patrimoine d'une inisti-
mable valeur, qui excelle parmi toutes les expressions de l'art le plus authentique» et
qui a le pouvoir d'unifier les cœurs; d'élever les âmes; d'apporter de la splendeur
dans les fonctions.
Le prédicateur exprime l'estime et la reconnaissance des fidèles et du clergé à
l'adresse de ces «artistes de la voix» et les invite à persévérer tous, chantres, organis-
tes, chefs de maîtrise, dans leur noble mission, pour la joie et le profit spirituel de
nos fidèles, pour l'honneur de nos paroisses.
Au sortir de la Messe, les sept chantreries s'en furent dans la belle «Maison des
Oeuvres» de la Paroisse pour un vin d'honneur, puis auprès du «Restaurant du Châ-
teau» pour le banquet social.
Au dessert commencèrent les discours que la circonstance exigeait; parlèrent tour à
tour M. le curé d'Aymavilles, M. l'Avocat Bondaz, M. le Sénateur Berthet, M. le
Curé de Rhêmes, Mr le Prof. Bellegotti, Mr le chev. Louis Centoz, et M. l'Assesseur
Dujany. Tous les discours furent chaleureusement applaudis. Il est vain d'ajouter
que les plus belles chansons du répertoire valdôtain résonnèrent longuement.
Le Congrès des mêmes chantreries pour l'année 1969 se tiendra à Rhêmes-Notre-
Dame.
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Testo Originale Estratto
PELLEGRINAGGIO AL SACRO MONTE DI VARALLO
DOMENICA 23 GIUGNO 1968
La giornata non sembrava tanto iniziata bene: uno dei pullman ebbe un ritardo di
un'ora. Il viaggio di andata si svolse bene, nell'allegria generale. Ore 11 S. Messa al
Santuario, venne eseguita la «Messa Yon». Il Rettore del Santuario ebbe parole di
elogio e di incoraggiamento: «Il sentire ogni tanto una Messa in latino e in musica fa
sempre piacere». Verso le 12,30 i 72 Cantori più 4 Sacerdoti si riunirono all'albergo
Italia ove fra canti e allegria si consumò uno squisito pranzo. Venne pure ratificata
dall'Assemblea le decisioni prese dai capi cantori riunitisi a Saint-Georges il 19 mag-
gio.
Ecco le decisioni:
1 – Stanziare L. 300.000 per il Pellegrinaggio a Varallo.
2 – Istituzione della scuola per organisti, devolvendo per questo L. 100.000. Venne
scelto come maestro il Sig. Carlo Poser.
3 – Invito a tutte le Cantorie di raccogliere i vecchi Canti di Chiesa in latino o fran-
cese o italiano.
Il viaggio di ritorno fu un po' movimentato e avventuroso... forse un'altra volta sa-
rebbe opportuno specificare... meglio le tappe da farsi...
Un ringraziamento vada all'Assessore Cesare Dujany che volentieri e generosamente
diede un contributo per lo svolgersi di questa festa.
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1969: RHEMES-NOTRE-DAME
À la fête annuelle des chantres est présent cette année, Mgr Lari qui se félicite vive-
ment avec les promoteurs de l'initiative et avec tous les chantres.
1970: SAINT-PIERRE
Ritornano a Saint-Pierre le cantorie per l'annuale convegno, svoltosi in amicizia ed
in armonia. A pranzo, vari sono stati gli interventi per avere ulteriori delucidazioni
sulle norme del Concilio Vaticano 2º riguardanti la musica sacra.
1971: CHESALLET
La piccola chiesa di Chesallet stenta ad accogliere i numerosi cantori per l'annuale
incontro! Il coro possente si è fatto udire anche dalla folla che gremiva la piazza an-
tistante.
1972: COGNE
Il poderoso coro di 86 cantori eseguì tutta musica di Lorenzo Perosi, così comme-
morato degnamente.
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Testo Originale Estratto
1974: INTROD
Domenica 19 maggio la nostra parrocchia ha avuto l'onore di ospitare il raduno che,
ogni anno, vede l'incontro di otto cantorie della zona che si ritrovano per cantare
una messa solenne e per ritrovarsi per un pranzo sociale e discutere dei problemi
particolari.
L'incontro, organizzato alla perfezione dalla cantoria locale, è stata una occasione
per eseguire durante la messa solenne, la messa in musica, detta Cervi a tre voci del
grande compositore Perosi ed altri canti polifonici tradizionali di grande valore arti-
stico e spirituale: i numerosissimi fedeli che gremivano la chiesa parrocchiale hanno
certamente apprezzato queste eccezionali esecuzioni.
Da sottolineare, con piacere, come i membri della nostra cantoria, durante tutto il
periodo invernale, sotto la guida del maestro Poser, hanno voluto imparare questa
messa così impegnativa per essere anche loro non soltanto degli spettatori ma degli
esecutori dimostrando che con la buona volontà e l'impegno si riesce ad ottenere
dei risultati eccezionali.
Il 1° ottobre 1972, partecipazione a Tortona per il centenario di Lorenzo Perosi, i
numerosi cantori furono accolti con gioia dal Can. Gadda.

1973: VALSAVARENCHE
Entra a far parte delle Cantorie riunite ed organizza l'incontro annuale. Inoltre un
gruppo di cantori si reca all'arena di Verona per l'audizione della messa da requiem
di Verdi!

16

17

Al - le - lu - ja

ja

Al - le - lu -

Al - le - lu - ja

Al - le - lu -

ja

Al - le - lu - ja

Al - le - lu - ja

Al - le - lu -

Dn 7

Fa

Sib 6

Sol - 6

La 7

Re -


Testo Originale Estratto
votre vie: Chantez au Seigneur un chant nouveau. Vous cherchez comment chanter celui que vous aimez? Car, sans aucun doute, tu veux chanter celui que tu aimes. Tu cherches quelles louanges lui chanter? Vous avez entendu: Chantez au Seigneur un chant nouveau. Vous cherchez où sont ses louanges? Sa louange est dans l’assemblée des fidèles. La louange de celui que l'on veut chanter, c'est le chanteur lui même.
Vous voulez dire les louanges de Dieu? Soyez ce que vous dites. Vous êtes sa louange, si vous vivez selon le bien.

1975: RHEMES-SAINT-GEORGES

La cantoria di Rhèmes-Saint-Georges subentra ad organizzare l'incontro annuale al posto di Rhèmes-Notre-Dame che si è «eclissata», avendo dei problemi interni.

SAINT AUGUSTIN: LE CHANT NOUVEAU
Chantez au Seigneur un chant nouveau, sa louange est dans l’assemblée des fidèles.
Nous sommes invités à chanter au Seigneur un chant nouveau. L'homme nouveau connaît ce chant nouveau. Le chant est affaire de joie et, si nous y réfléchissons plus attentivement, il est affaire d'amour. Donc, celui qui sait aimer la vie nouvelle sait chanter le chant nouveau. Qu'est-ce que la vie nouvelle? Nous y sommes invités à cause du chant nouveau. Car tout appartient au même royaume: l’homme nouveau, le chant nouveau, le testament nouveau. Donc l’homme nouveau chantera le chant nouveau et appartiendra au testament nouveau.
En un mot, Dieu s'offre à nous. Il nous crie: Aimez-moi et vous m'aurez en vous. Car vous ne pouvez même pas m'aimer si vous ne m'avez pas en vous.
O mes frères! O mes fils! Enfants de l'Eglise catholique! Plantation sainte et céleste! Vous qui êtes régénérés dans le Christ et qui avez reçu la naissance d'en haut, écoutez-moi, ou plutôt écoutez par ma voix: Chantez au Seigneur un chant nouveau! Eh bien, dis-tu, je chante! Tu chantes, oui, tu chantes, je l'entends. Mais il ne faut pas que ta vie porte témoignage contre tes paroles.
Chantez avec la voix, chantez avec le cœur, chantez avec la bouche, chantze par toute
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1976: AYMAVILLES

Per la prima volta, cantano anche le voci bianche, pur rimanendo nella navata della chiesa!

1977: SAINT-PIERRE

Dopo un’animata discussione si decide di accogliere nell’associazione anche le voci bianche (fanciulle e fanciulli).
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Testo Originale Estratto
1979: COGNE
La giornata era piovosa, ma non per questo la festa fu meno allegra, anche per il vi-
no locale e soprattutto per la mocetta di...
Si deve inoltre notare che la scuola per organisti comincia a dare i suoi frutti!

1980: VALSAVARENCHE
Il 18 maggio si è tenuta a Valsavarenche la festa delle Cantorie riunite. A questo in-
contro hanno partecipato i cantori di Cogne, Chesallet, Introd, Saint-Pierre, Rhê-
mes-Saint-Georges, Valsavarenche.
Le Cantorie partecipanti, a rotazione, devono organizzare l'annuale raduno, offren-
do per l'occasione vino – possibilmente – in abbondanza!
Nella chiesa parrocchiale circa 150 cantori, maschi e femmine, ottimamente diretti
dal maestro Cesare Charruaz, all'organo il maestro Carlo Poser, hanno dimostrato la
loro bravura nell'esecuzione della Messa «Jubilaris» di Vittadini a tre voci, e di vari
canti sacri.
Particolarmente significativo il brano a 4 voci eseguito con l'accompagnamento oltre
che dall'organo, da quattro giovanissime violiniste che hanno dato prova della loro
bravura.
A mezzogiorno, dopo il rinfresco offerto dall'Amministrazione Comunale, tutti si
sono recati all'albergo Parco Nazionale per il pranzo che, inevitabilmente si è pro-
tratto fino a pomeriggio inoltrato per dare spazio a innumerevoli canti.
Non potevano mancare i soliti «quattro salti» al suono di fisarmonica e trombone.

1981: INTROD
23 maggio - Un centinaio di cantori di Cogne - Chesallet - Saint-Pierre - Introd -
Saint-Georges e Valsavarenche si son riuniti ad Introd per l'annuale incontro! È sta-
ta eseguita la Messa Vittadini a voci dispari ed alcuni mottetti che hanno richiesto
una notevole preparazione sia nelle singole parrocchie che assieme! Il risultato ha
soddisfatto tutti!

Perché si canta in chiesa?
I motivi possono essere diversi!
1 - Perché piace: il bel canto allieta il cuore e lo spirito!
2 - Per passione: come ad uno piace un buon bicchiere o meglio la pittura o simi-

Si è notato con dispiacere l'assenza della cantoria di Aymavilles, pare per motivi in-
terni!

1978: CHESALLET
21 maggio, giornata splendida di particolare solennità, che riunì nella gioia e nella
fraternità, i numerosi cantori che diretti dal Prof. Bellegotti eseguirono la messa
Cervi e vari canti a voci miste.
Seguì il pranzo all'Hôtel Villa des Fleurs.
La presenza dell'elemento femminile, ha cambiato un po' il tono della festa non
condiviso da tutti!

20 21


Testo Originale Estratto
li... ad un altro piace cantare!
3 - Per rallegrare una festa: il canto esprime molto bene i sentimenti di gioia e di
contentezza!
4 - Il canto fa incontrare gli amici! È bello passare del tempo a cantare assieme! Il
canto unisce le persone!
5 - Uno può cantare per fare contenti gli altri che desiderano cantare o che non san-
no cantare!
6 - Il canto è un modo dei più sentiti per esprimere al Signore la nostra gioia e la
nostra riconoscenza!
Cantare è bello, ma richiede impegno! Perseveranza. Quanto tempo richiede per le
«Prove». Ci vuole costanza per cantare ogni domenica, ogni festa, magari delle mes-
se e canti semplici!
Certo eseguire una messa a più voci dà più soddisfazione!
Più il motivo è grande e profondo, più uno s'impegna!
Talvolta la passione può venire meno! Altri interessi possono subentrare al canto!
Un po' di scoraggiamento può insinuarsi, soprattutto quando si constata che sono
quasi sempre gli stessi che partecipano alle ripetizioni con costanza e che sono pre-
senti nelle domeniche ordinarie!
Non sempre la gente è riconoscente! Allora uno vorrebbe ritirarsi o mettersi da par-
te, lasciar perdere...
Se si ama veramente Dio e gli altri, si superano quei momenti di stanchezza e di sco-
raggiamento. Bisogna agire per amore, per dimostrare a Dio che si è contenti del
grande dono della parola e della capacità di cantare! Quanti vorrebbero cantare e
non sanno perché, come si dice, sono stonati!
Il cantare in chiesa è un servizio reso alla Comunità parrocchiale che si riunisce per
la celebrazione dell'Eucarestia!
Dio non ci richiede la perfezione nell'esecuzione dei canti, ma impegno e tanta buo-
na volontà!
(Dalla predica della messa del giorno)
Poser et accompagnés à l'orgue par Annarosa Ronc, ils ont exécuté la «Messa De
Angelis», à deux voix égales de P. Dentella et de nombreux chants. Dans l'homélie
l'abbé Hector nous a rappelé que «qui chante prie deux fois»: sûrement le Bon
Dieu n'a pas tenu compte si l'exécution des chants était plus ou moins bonne, mais
il aura apprécié la patience et la volonté qu'on a eu pour préparer le tout! Et je vous
assure que ce n'est pas facile de diriger un tas de gens après n'avoir fait que deux
«répétitions»!
Après l'apéritif, le dîner au bar-restaurant Rouge et Noir. Nos félicitations à la cuisi-
nière Liliana et à toute la famille Pellissier qui s'est employée pour que tout ce passe
bien; et en effet...! Nombreux chants ont réjoui la fête, mais d'ailleurs ce sont bien
les chantres qui doivent chanter.
Merci donc aux chantres de Rhêmes-Saint-Georges pour la belle fête qui nous ont
préparé, et à nos amis de Villeneuve, nous donnons la bienvenue dans le groupe.

1983: VILLENEUVE

1982: RHEMES-SAINT-GEORGES
Dimanche, le 23 mai 1982
Les chantres de Cogne, Chesallet-Sarre, Saint-Pierre, Rhêmes-Saint-Georges, In-
trod, Valsavarenche et, pour la première fois, Villeneuve, se sont réunis pour la tra-
ditionnelle «fiha di tsantre».
Il y a déjà plus de 30 ans que l'on se retrouve pour cette fête, et chaque année dans
un pays différent. Cette fois-ci c'est Rhêmes-Saint-Georges qui a donné hospitalité à
peu près 120 chantres. Le matin, à 11 heures, sous la direction du Maître Charles
22
(Illustration of church towers and dates 1953-1983)
Viene accolta nell'associazione e organizza la festa.
Viene ricordato il 31° anniversario della fondazione delle cantorie riunite e il segr.
23


Testo Originale Estratto
Don Ettore Milliéry traccia a grandi linee le varie tappe percorse e nello stesso tem-
po auspica un avvicendamento alla segreteria!
La festa si è prolungata all'albergo Valdôtain, dove è stato servito un ottimo pranzo,
presenti circa 150 cantori.

1984: SAINT-PIERRE
Durante il pranzo vengono ricordati, specialmente per i più giovani, alcuni scopi
dell'associazione:
1) Incoraggiarsi a vicenda; 2) Mettere a disposizione degli altri le proprie esperienze;
3) Soprattutto «come animare» la celebrazione eucaristica.

3.
T
E Dé-um laudámus : * te Dóminum confi-té-
mur. Te aetérnum Pátrem ómnis térra vene-rá- tur. Ti-bi
ómnes Ange-li, tí-bi Caéli et univérsae Potestá- tes:

1985: CHESALLET
La chiesa di Chesallet vede riuniti circa 150 cantori. Dopo il pranzo il direttore della
cantoria Eugène Curtaz, coglie l'occasione per premiare 11 cantori locali con 35 an-
ni di servizio. Pure lui, riceve un riconoscimento per i suoi 30 anni di direzione della
cantoria.
Il segretario dell'Associazione porta conoscenza dell'assemblea le indicazioni del
Concilio vaticano secondo e norme di applicazione.
N.B. il documento verrà pubblicato a parte.

1986: COGNE
La rencontre annuelle des maîtrises de la Haute Vallée se déroule à l'église paroissia-
le; à l'initiative de la maîtrise locale.
Les paroisses sont dignement représentées et le public vivement intéressé.
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1987: VALSAVARENCHE

Il 24 maggio, accolti con amicizia e cordialità dalla cantoria locale e dalla popolazio-
ne, i numerosi cantori animarono la Celebrazione dell'Eucarestia con una splendida
foto di gruppo.

1988: INTROD
Domenica 22 maggio si è svolta l'annuale «Rencontre des Maîtrises», che ha visto
raggruppate parecchie cantorie dell'Alta Valle. Le Cantorie di Cogne Chesallet,
Rhêmes-Saint-Georges, Saint-Pierre, Valsavarenche, Villeneuve ed Introd avevano
quest'anno il loro rendez-vous proprio nella nostra parrocchia. Per l'occasione è sta-
ta eseguita una Messa a tre voci di Vittadini. Questa festa nata nel lontano 1953 per
volontà di alcuni cantori di diverse parrocchie, offre la possibilità di incontrarsi e di
scambiare qualche chiacchiera.
Questa associazione, se così possiamo chiamarla, è dotata anche di uno statuto dove
si rende merito a quei cantori che abbiano prestato il loro servizio nelle varie canto-
25


Testo Originale Estratto
rie per un tempo superiore a 35 anni. Proprio su questa prospettiva la nostra canto-
ria ha voluto offrire a tutti i cantori con 35 anni di servizio una pergamena ricordo.
Dopo la S. Messa celebrata da don Ettore Mlliery, la festa è proseguita nello splen-
dido scenario della Val di Rhêmes al ristorante Granta Parey.
L'appuntamento del prossimo anno è con gli amici di Rhêmes-Saint-Georges, perciò
diamo a loro il più sentito... arrivederci.
1989: RHEMES-SAINT-GEORGES
La «rinata cantoria» locale, accoglie con gioia i numerosi cantori provenienti da va-
rie parrocchie.
In un clima di amicizia, di gioia e di fede, si è svolta il 21 maggio, nella nostra par-
rocchia, la tradizionale festa dei cantori dell'Alta Valle.
È stata senz'altro una novità per alcuni di noi ragazzi, che per la prima volta abbia-
mo partecipato a questa festa e spero che continueremo a farvi parte sempre più nu-
merosi.
Con la presenza di circa 150 cantori provenienti dalle 7 cantorie di Chesallet, Co-
gne, Introd, Saint-Pierre, Valsavarenche, Villeneuve e Rhêmes-Saint-Georges, la
Santa Messa fu concelebrata alle ore 11,00 dal nostro parroco e da Don Chatrian
(Direttore dei Canti liturgici valdostani) che fece una bella ed interessante omelia
nella quale ci invitava ad unirci per cantare sempre più spesso e volentieri assieme,
senza formare piccole autonomie locali.
In questa liturgia della festa della SS. Trinità, col suo ricco e forte messaggio sul pia-
no della fede e della speranza, con la prospettiva dell'amore trinitario che ci viene
offerto quale modello di amore insuperato e insuperabile, sul quale dobbiamo
conformare la ns. vita di singoli, di gruppi e di comunità, credo che si inserisca bene
la vostra festa delle Cantorie - che ha raggiunto la sua 36ª edizione - come momen-
to di confronto, di dialogo, di riflessione liturgica e di comune impegno vissuto al
servizio della musica sacra. Mi sia quindi consentito, come responsabile diocesano
del settore, di sottolineare - con tanta rispettosa amicizia e con altrettanta franchez-
za - alcuni aspetti fondamentali del nostro compito di cantori.
Non credo che sia superfluo richiamare alla nostra consapevole attenzione il ruolo
specifico che la Chiesa ci affida: ruolo che non è decorativo, né di spettacolo, né di
ricerca di prestigio, ma bensì di servizio alla liturgia, in quella porzione di Chiesa lo-
cale che è la parrocchia. A questa comunità siamo mandati per essere i gioiosi an-
nunciatori di formidabili misteri: Credo in unum Deum-Gloria e Onore a Te, Signo-
re Gesù. Ma lumière et mon salut c'est le Seigneur... Il dono della fede sarà il coeffi-
ciente comune, che ci lega come fondamento indispensabile, perché il nostro canto
diventi, per noi e per gli altri, vera proclamazione delle più grandi verità cristiane.
Ruolo che ci deve rendere attenti allo specifico messaggio liturgico, proprio di ogni
celebrazione, evidenziandolo con una oculata scelta dei canti. Consapevoli, inoltre,
che il nostro ruolo di cantori ci abilita ad essere i primi animatori dell'Assemblea,
che non può e non deve rimanere muta, la Chiesa ci domanda una permanente di-
sponibilità ad essere, nei confronti dell'Assemblea gli educatori e stimolatori del
canto liturgico, mediante tutte quelle iniziative e presenze che la nostra sensibilità ri-
terrà più opportune.
Oggi abbiamo un più vivo senso della comunione, dell'interscambio delle esperien-
ze musicali. Premesso che la Chiesa particolare, che è la diocesi, non è una confede-
razione di repubbliche autonome, ma una famiglia i cui membri si sentono vincolati
da un comune destino e da un comune cammino, dove regna sovrana, la sintonia
degli impegni, e la convergenza degli obiettivi.
La strada da percorrere non è lasciata alla fantasia ma è tracciata dalla Chiesa, attra-
verso le Commissioni liturgiche, il cui compito non mortifica, ma coordina e stimola
lo sforzo delle Cantorie verso i traguardi della preparazione musicale, della parteci-
pazione collettiva, della comunione ecclesiale.
Ogni anno la nostra Chiesa valdostana, in occasione di S. Cecilia, ci chiama a raccol-
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27


Testo Originale Estratto
ta come cantorie per un programma musicalmente impegnativo e liturgicamente va-
lido, aperto e largamente sfruttabile sul piano parrocchiale. È un test indicato della
liturgia diocesana, su cui modellare le nostre liturgie e le nostre celebrazioni dome-
nicali.
Ecco perché il vescovo insiste tanto sulla diretta partecipazione di ogni cantoria, e
per questo ci ha mandato una sua lettera che ogni Direttore e organista ha ricevuto
perché ogni schola cantorum ne conoscesse il contenuto. È un momento importante
di verifica della nostra capacità di vincere tentazioni isolazioniste, per aprirci ai nuo-
vi orizzonti ecclesiastici della liturgia. E le varie manifestazioni che in questo campo si
fanno in alta, media e bassa valle, hanno valore nella misura in cui si lasciano per-
meare da questo spirito di comunione; e in armonia con le norme della riforma litur-
gica, diventano espressione orante non di un gruppo o di un settore, ma dell'intera
comunità diocesana.
Il giovane, un po' timido e un po' scontroso, capelli arruffati che si presenta a Mo-
zart per eseguire un brano: il motivo del Lauda Sion Salvatorem gregoriano: la ri-
sposta di Mozart: un giorno il mondo s'inchinerà davanti a questo giovane (Beheto-
ven).
Cari amici: ognuno di noi, come singoli e come gruppi corali del servizio della musi-
ca sacra, abbiamo un motivo da eseguire, non tanto perché il mondo s'inchini da-
vanti a noi, ma perché il mondo creda nel Vangelo di Gesù.
Vada a Voi il plauso per questo vostro incontro di cantorie, segno di legittimo plura-
lismo in campo musicale e liturgico, purché sia animato dallo sforzo non facile ma
doveroso, di inserirlo in questa prospettiva che la Chiesa ci ha dato, come segno del
nostro camminare insieme verso la salvezza.
Per l'occasione furono eseguiti canti francesi e latini e la Messa «Lauretana» a 2 vo-
ci.
La giornata trascorse velocemente, rallegrata dai canti e dagli amici di Cogne che
come sempre portano gioia e allegria.
Ringrazio il Presidente del consiglio Regionale che ha voluto portarci il suo saluto,
l'assessore Faval, il Presidente Onorario, Vittorio Bondaz, che hanno inviato un te-
legramma augurandoci buona festa.
Ringrazio ancora tutti i partecipanti per la bella giornata trascorsa insieme e in parti-
colar modo l'équipe dell'Hôtel Grande Rousse per lo squisito pranzo.
Un appunto per i cantori della parrocchia:
spero che continuerete a partecipare sempre numerosi alle ripetizioni e in Chiesa,
dopo le parole di epilogo rivolteci da sua eccellenza Monsignor Vescovo in occasio-
ne della Santa Cresima.
Queste siano per tutti noi un incoraggiamento a continuare, malgrado i numerosi sa-
crifici.
28
Monsieur Robert Louvin, Conseiller Régional
Messieurs les Curés de Rhêmes-Saint-Georges, Chesallet, Cogne, Saint-
Pierre, Valsavarenche
Monsieur Louis Martin, Directeur des Services Culturels, représentant
l'Assesseur à l'Instruction Publique
Monsieur Renée Petit Syndic de Rhêmes-Saint-Georges
Messieurs les Chantres
Mesdames et Messieurs,
Au nom de la Maîtrise de Rhêmes-Saint-Georges et en mon nom personnel je vous
remercie très chaleureusement d'être venus à cette 36º rencontre qui, depuis sa fon-
dation rentre désormais dans la tradition du chant religieux de la Haute Vallée
d'Aoste.
Je voudrais, en particulier, vous signaler que notre paroisse a été l'une des premières
à proposer cette rencontre; à ce propos, il importe de rappeler le souvenir de M.
Victor Mansuet Barmaz, un des promoteurs de cette fête, organiste de valeur, qui a
dirigé notre Maîtrise durant de nombreuses années, et je souhaite à nous tous de
suivre son exemple et celui de tous nos prédécesseurs.
J'adresse, en même temps, une invitation toute particulière aux jeunes: continuez à
fortifier les groupes de nos Maîtrises, et un encouragement aux moins jeunes: tenez
haut le flambeau du chant religieux et tous ensemble continuons à chanter dans la
joie et dans l'harmonie.
Je profite de cette occasion pour remercier les jeunes de ma paroisse et tous ceux
qui ont participé avec assiduité aux répétitions pour la préparation de cette rencon-
tre; et puis je veux remercier l'Assesseur à l'Instruction Publique, M.le prof. Dino
Viérin, qui aujourd'hui n'a pas pu être présent à cause d'autres engagements, et ses
prédécesseurs pour les subventions annuelles qui nous aident à payer les frais du
cours pour les jeunes organistes dirigés par le Maître Poser.
E colgo l'occasione per ringraziare personalmente il Maestro Carlo Poser che per
tanti anni, malgrado la pioggia, la neve e a volte la negligenza dei suoi allievi, ha avu-
to ed ha sempre la costanza di percorrere la strada della nostra vallata.
Inoltre ringrazio il nostro Sindaco per la disponibilità verso la nostra cantoria e, as-
sieme a lui il Consiglio Comunale, per il rinfresco offertoci.
Je souhaite à tous une bonne journée et je vous dis «aurevoir» à l'année prochaine
où nous nous retrouverons à Villeneuve pour la 37ème rencontre.
Encore bonne fête et amusez-vous bien.
L.C.
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Testo Originale Estratto
1990: VILLENEUVE

Ormai è diventata una bella consuetudine cantare la Messa attorno all'altare! Du-
rante il pranzo al Valdôtain, si è aperta una vivace discussione sul ruolo della canto-
ria nella celebrazione dell'eucarestia; si è quindi prospettato di organizzare un in-
contro con un esperto per discutere sull'argomento.

1991: SAINT-PIERRE

Si è consolidata l'abitudine, d'altronde senz'altro valida, di fissare un calendario per
le «ripetizioni», onde dare la possibilità alle varie voci di amalgamarsi.
Il pranzo ebbe luogo a Morgex al ristorante Cave du vin blanc.

SANTA CECILIA
MARTIRE
DEL III SECOLO

Tutti i fondatori, uomini e donne, dei «titoli» del-
le basiliche romane sono stati soppressi nel Calen-
dario universale della Chiesa, perché non si può
affermare che siano stati Martiri o confessori della
fede, ma soltanto persone benefiche che hanno
donato alla Chiesa le case o i palazzi diventati più
tardi basiliche.
Soltanto il nome di Santa Cecilia è restato alla da-
ta tradizionale.
Moltissimi Martiri, che presentavano gravi diffi-
coltà storiche, sono stati anch'essi soppressi in oc-
casione della revisione del Calendario. Non per-
ché si possa affermare che tali Santi non siano e-
sistiti, ma perché la loro esistenza non è
suffragata da prove storiche abbastanza consistenti e convincenti.
Soltanto la memoria di Santa Cecilia è stata conservata, per quanto anche la sua figura
presenti simili gravi difficoltà storiche.
Si dice – ma è soltanto un «si dice» – che questa doppia eccezione nei confronti di Santa
Cecilia, sia dovuta a una particolare insistenza, in occasione del Concilio ecumenico Va-
ticano II, del Papa Giovanni XXIII.
Ed è certo che, senza il nome di Santa Cecilia,
patrono dei musicisti, il Calendario sarebbe risul-
tato un po' più povero, mentre il rigore
storico non avrebbe guadagnato un gran che. Perché due fatti almeno sono certi ed elo-
quenti: che il «titolo» basilicale di Cecilia è antichissimo, sicuramente anteriore all'anno
313, cioè all'età di Costantino. E che la festa della Santa veniva già celebrata, nella sua
basilica di Trastevere, nell'anno 545.
Altra circostanza non priva di significato è che Cecilia venne sepolta nelle Catacombe di
San Callisto, in un posto d'onore, accanto alla cosiddetta «Cripta dei Papi». Più tardi, il
Papa Pasquale I, grande devoto della Santa, ne trasferì il corpo nella cripta della basilica
trasteverina.
Alla fine del ‘500, il sarcofago venne aperto, e il corpo della Santa apparve in eccezionale
stato di conservazione, avvolto in un abito di seta e d'oro. Il Maderna scolpì allora la ce-
lebre statua in marmo, a fedele riproduzione – così si disse – dall'aspetto e della posizio-
ne del corpo dell'antica Martire.

30
31


Testo Originale Estratto
Tutto il resto è opinabile, sul conto della donna devota che dette il proprio nome alla ba-
silica romana, e che probabilmente regalò alla Chiesa un fabbricato di sua proprietà; sul-
la fanciulla alla quale una celebre passione – che è però un testo letterario più che stori-
co – attribuisce una serie di drammatiche avventure, terminate con le più crudeli torture
e conclusesi con il taglio della testa, che tre colpi di spada non riuscirono a distaccare.
Resterebbe da spiegare come mai, dalla fine del Medioevo, la Santa Romana sia stata
considerata musicista e patrona di musicisti, quale è ormai universalmente nota. Anche
ciò si spiega con un passo della leggendaria Passioe, in cui si dice che «mentre gli orga-
ni suonavano, ella cantava nel suo cuore soltanto per il Signore».
Nella stessa maniera, non soltanto i musicisti, ma tutte le creature dovrebbero, prima
d'ogni altra cosa, dar lode a Dio datore di tutte le grazie, compresa quella dell'arte.
«Dal libro Piero Bargellini»
gico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà
e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e
che il popolo di Dio esige da essi.

LA MUSICA SACRA: INDICAZIONI DEL CONCILIO VATICANO 2°

NORME DI APPLICAZIONE

A che punto siamo nell'attuazione della riforma della musica sacra a 20 anni del
Concilio vaticano 2° che ha tracciato le grandi linee maestre da seguire?

Introduzione: Che cos'è la Liturgia? È l'insieme e l'ordine dei riti e delle cerimonie
del culto.

Che cos'è la Musica sacra? È quella composta per la celebrazione
del culto divino, ed è dotata di santità e bontà di forme.
(Cost. sulla sacra liturgia) - 112 - La tradizione musicale della Chiesa
costituisce un patrimonio di inestimabile valore, che eccelle tra le al-
tre espressioni dell'arte, specialmente per il fatto che il canto sacro,
unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della Liturgia so-
lenne.

Perciò la musica sacra sarà tanto più santa, quanto più strettamente
sarà unita all'azione liturgica, sia esprimendo «più dolcemente la
preghiera e favorendo l'unanimità, sia arricchendo di maggior so-
lennità riti sacri.

La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte le forme di
arte vera, purché dotata delle qualità necessarie. Il fine della musica
sacra è la gloria di Dio e la Santificazione dei fedeli.

I membri delle «Schola Cantorum» svolgono un vero ministero litur-

32

Incremento della Musica sacra: Si conservi e si incrementi con cura il patrimonio
della Musica sacra. Si promuovano con impegno le
«scholae cantorum». I Vescovi e gli altri pastori
d'anime curino diligentemente che in ogni azione
sacra celebrata in canto, tutta l'assemblea dei fedeli
possa dare la sua partecipazione attiva, a norma de-
gli articoli 28 che dice:

«Nelle celebrazioni liturgiche ciascun ministro o
semplice fedele, svolgendo il proprio ufficio, si li-
miti a compiere tutto e soltanto ciò che secondo la
natura del rito e le norme liturgiche, è di sua com-
petenza.

Art. 30: Per promuovere la partecipazione attiva,
si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, la
salmodia, e i gesti e l'atteggiamento del corpo. Si
osservi anche, a tempo debito, il sacro silenzio.

Formazione: Ai musicisti, ai cantori, e in primo luogo ai fanciulli si dia anche una
vera formazione liturgica.

Canto gregoriano: La chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio del-
la Liturgia romana: perciò, nelle azioni liturgiche, a parità di
condizioni, gli si riservi il posto principale. Gli altri generi di
musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affat-
to dalla celebrazione dei divini Uffici, purché rispondano allo
spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30.

Il canto popolare: Si promuova con impegno il canto popolare religioso, in modo
che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgi-
che, possano risuonare le voci dei fedeli.

Strumenti musicali e organo: Nella chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a
canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è
in grado di aggiungere un notevole splendore alle ce-
rimonie della Chiesa e di elevare potentemente gli
33


Testo Originale Estratto
animi a Dio e alle cose celesti.
Altri strumenti poi, si possono ammettere nel culto
divino... purché siano adatti all'uso sacro o vi si pos-
sano adattare, convengano alla dignità del tempio e
favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.
La Schola cantorum: Si potrà affidare alla schola alcuni canti del popolo special-
mente se i fedeli non sono ancora sufficientemente istruiti, o
quando si usano composizioni musicali a più voci, purché il
popolo non sia escluso dalle altre parti che gli spettano. Non
è da approvarsi l'uso di affidare alla sola «schola cantorum»
tutte le parti cantate del «proprio» e dell'ordinario, escluden-
do completamente il popolo dalla partecipazione nel canto.
FUNZIONE DELLA CANTORIA
A Saint-Pierre c'è stato un incontro dei Cantori con Padre Costa il quale ha traccia-
to la funzione della Schola Cantorum nella Celebrazione Eucaristica. Ecco alcune li-
nee portanti:
1 – I cantori sono dei volontari, che rendono un servizio alla Comunità. Non sono
quindi dei professionisti!
a) La cantoria è diversa da una «corale» per gli scopi che ha.
b) Col canto si rende gloria a Dio, è una preghiera. Non si canta per il
gusto di cantare.
2 – Fine della Cantoria è una Fede da cantare! La liturgia Eucaristica è impregna-
ta di Fede. Ci vuole quindi un atteggiamento di partecipazione e di attenzione.
Non chiacchierare nei momenti in cui non si canta! In altre parole i cantori
devono sentirsi un tutt'uno con l'assemblea.
3 – Compito della Cantoria è una assemblea da animare. Perché la gente non can-
ta?
a) perché si sente messa un po' da parte;
b) perché è più comodo ascoltare;
c) perché da anni si è sempre fatto così.
Ora, la Cantoria dovrebbe fare da locomotiva. La gente ha bisogno di essere
svegliata, stimolata, soprattutto guidata. Ci vogliono tempi lunghi! Ci vuole molta:
pazienza! È impossibile? No.
In diverse parrocchie della Valle già si è realizzato qualcosa in questo senso:
la gente canta i ritornelli, si unisce ai cantori nell'esecuzione di canti semplici, ma
profondi. Bisogna dire che oggi la gente ascolta di più la musica, ha un orecchio più
fine, sa quindi apprezzare di più e vorrebbe essere coinvolta.
Non bisogna mai perdere di vista le funzioni della Cantoria:
1) pregare cantando;
2) manifestare la propria fede con il canto;
3) animare, guidare.
OSSERVAZIONI:
1) I canti eseguiti in chiesa, devono avere un carattere sacro: sia come musica che
come parole.
2) I canti devono fare parte «integrante» del Rito e devono tener conto ad es.
(della Messa) delle «parti» e del momento liturgico (Pasqua...).
3) La musica sacra deve favorire la preghiera ed elevare gli animi a Dio.
4) I canti devono essere un atto di fede e di amore da parte di chi li esegue, quindi
devono essere autentica preghiera!
5) I canti sacri devono essere in «funzione» della liturgia e non vice-versa.
6) Compito della «schola» è quello di animare l'assemblea, favorendo il più possi-
bile la partecipazione dei fedeli al canto.
7) Nella scelta dei canti a più voci, si tenga conto delle «parole» che devono esse-
re capite da tutti, dall'assemblea.
8) Gli strumenti musicali hanno il compito di accompagnare il canto, facilitare la
partecipazione e rendere più profonda l'unità dell'assemblea. Tuttavia il loro
suono non deve coprire le voci, rendendo difficile la comprensione del testo;
anzi gli strumenti musicali tacciano quando il sacerdote proferisce ad alta voce
un testo suo proprio; quindi niente musica di sottofondo; l'organo può essere
usato prima che il sacerdote si rechi all'altare, all'offertorio, alla comunione e
alla fine.
34 35


Testo Originale Estratto
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Lettera a mamma Pierina
Mamma cara,
In una triste sera di maggio te
ne sei andata serenamente senza
dar fastidio a nessuno come hai
sempre vissuto, mentre io sono
rimasta qui a soffrire e a chieder-
mi tanti se e perché.
Anche se ho un marito e un fi-
glio meravigliosi che amo, tu ca-
ra mamma mi manchi proprio
tanto. Mi manca in particolare la
tua gioia di vivere, il tuo buon
umore. Riuscissi ad assomigliar-
ti almeno un po' in quella tua
straordinaria disponibilità ad
aiutare gli altri!
Avessi il tuo carattere allegro,
con la battuta sempre pronta.
Eppure la tua vita non è stata
delle più facili. A quei tempi,
con quattro figli e solo papà che
lavorava, ti sei sempre data da
fare per far quadrare il bilancio fami-
gliare. Mi ricordo quando ero piccola
che eri sempre fuori casa a lavorare e
quando arrivavi, anche se eri molto
stanca, era come se in casa entrasse il
sole.
Quanta gioia ci portavi. Però ci so-
no stati anche momenti difficili: la
malattia di papà, poi la sua morte.
Sono stati giorni davvero dolorosi e
tristi e tu che soffrivi più di tutti noi,
ci facevi coraggio.
Mamma sei sempre stata forte e
molto speciale (una roccia). Mi ba-
stava sentirti vicina per affrontare
qualsiasi ostacolo.
Anche il tuo testamento è stato un
gesto d'amore. Non hai pensato tan-
to alle cose materiali ma a quelle spi-
rituali.
Ci hai raccomandato di volerci
sempre bene e di pensare un po' an-
che alla preghiera, che in fondo con-
ta più dei soldi.
Villeneuve
17


Testo Originale Estratto
Penso che non manchi solo a noi
familiari, ma a tutte quelle persone
che ti hanno voluto bene. Lo hanno
dimostrato partecipando al dolore di
noi figli e delle nostre famiglie. Tutti
insieme vogliamo ringraziare in mo-
do particolare i sacerdoti, le cantorie,
i pompieri e tutte le persone che era-
no presenti o che ci sono state vicine
in modi e momenti diversi. Come
potrei non ringraziare il Signore per

avermi dato una mamma così mera-
vigliosa. I nostri cari scomparsi non
sono degli assenti, ma degli invisibili
che tengono i loro occhi pieni di lu-
ce, nei nostri pieni di lacrime. Io so-
no certa che tu e papà insieme ci gui-
derete dal cielo come l'avete sempre
fatto quando eravate tra noi.
ciao arrivederci Rita
Ti vogliamo ricordare sempre così

E giorno di festa per i nostri anziani e per gli accompagnatori
18

ANGOLO DELLA POESIA

Notte d'inverno

Era una fredda notte invernale
apparve in cielo la prima stella
e la nebbia, col suo velo fatale
avvolse ogni cosa nella notte più bella.

La neve cadeva col suo manto nevoso
imbiancando anche la lontana capanna
che sorgeva su quel massiccio montuoso
e da cui proveniva una ninna nanna.

Tutto era bianco, tutto era silenzioso
abeti, ponti, paesi e monti
solo si udiva il passo faticoso
di un viandante povero e sonnolento.

Avanzava lentamente verso il lumicino
che si scorgeva da quella chiesetta
dove riposava un dolce piccino:
era il Bimbo della notte benedetta.

Rosina Obert

Lo marchand

Euna mia de pan ner et euna mia de fromadzo
mé mon sac dz'î dza apprestò
pe la fëta de tot lo veulladzo
lo gran dzor l'est arreuvò
Pe descendre bo a la veulla
lo leutzon où lo meulet
fo pe vire lo ten comme l'est
Le s'ètsèle, le s'écove, le séjon

19


Testo Originale Estratto
le draps, le cuillére, l'artzon
lo coppa-pan, le statue et lo lanternin
dz'i dza tot prest pe deman matin
Lo tzapé et le sabot i pià
Trei - quatro mille, on fa a bon martsà
Pe po senti lo soüfflo de l'oura et lo gran fret
me baste pensé que dze si po solet
Euna gotta de vin tra euna conta et l'autra
Cetta l'est la pi dzenta feira de la Val d'Aosta
Dz'i recomandò a ma fenna
pe quan dze torno de la feira
Eun plat de seupa et eun vèiro de lacé
Et mé, pe lei montré mon Merci
comme lu la tradition
Euna dansa, eun cadeau, euna tsanson
Pe lo bonheur de totta la séison.

Rosina Obert

La squadra dei pulcini del Saint-Pierre

20

NUOVI
MEMBRI
DEL
POPOLO
DI DIO

17) Il 30 novembre battesimo di GIONO CALVETTO FEDERICA MARIA di
Silvio e di Ambroggio Silvia. Padrini: Passera Tiziano e Ambroggio Anna
Rita.
1) Il 23 febbraio battesimo di BONOMI VALENTINA di Ermanno e di Seif
Petra. Padrini: Bonomi Stefano e Seif Carolin.
2) Il 23 febbraio battesimo di MIDOLO LUCA ANDREA di Vincenzo e di
Contoz Franca. Padrini: Contoz Francesco e Castagna Elena.
3) Il 29 marzo battesimo di TOSETTI SIMONE di Giuseppe e di Nichele Ti-
ziana. Padrini: Gaia Pierpaolo e Simoncini Elena.
4) Il 19 aprile battesimo di CHENTRE JULIE di Walter e di Blond Daria. Pa-
drini: Garin Fiorenzo e Juglair Ivana.
5) Il 19 aprile battesimo di MORETTO MARCO di Alfonso e di Pasquon
Umberta. Padrini: Pasquon Nemorino e Guerra Elsa.
6) Il 19 aprile battesimo di DODARO DEBORAH di Maurizio e di Corica
Concetta. Padrini: Dodaro Luigi e Masin Paola.
7) Il 20 aprile battesimo di ZANETTI ELISA di Guido e di Artusio Tiziana.
Padrini: Zanetti Alberto e Badini Teresa.

21


Testo Originale Estratto
8) Il 20 aprile battesimo di BERTOLINI VALENTINA di Marco e di Di Giro-
lamo Concetta. Padrini: Boron Claudio e Micanti Benedetta.
9) Il 9 maggio battesimo di VAUDOIS ELISA di Luigi e di Bonomo Giusep-
pina. Padrini: Cargnino Andrea e Charrere Fulvia.
10) Il 17 maggio battesimo di CARVELLI DORIS di Luigi e di Gasbarre Anto-
nella. Padrini: Scandella Severo e Carvelli Anna.
11) Il 17 maggio battesimo di CONVERSANO MATTEO di Giorgio e di Sar-
zano Angela. Padrini: Muscatelli Donato e Conversano Simona.
12) Il 7 giugno battesimo di DANIELLO ANDREA di Carlo e di Pompeo Vil-
ma. Padrini: Pompeo Renato e Daniello Federica.
13) Il 14 giugno battesimo di JUGLAIR FABIO di Flavio e di Isabel Fabiana.
Padrini: Juglair Diego e Isabel Barbara.
14) Il 20 giugno battesimo di ELCE ROBERTO di Giovanni e di Lo Tufo Lucia.
Padrini: Valente Salvatore e Lo Tufo Silvana.
15) Il 27 giugno battesimo di CHANOUX DIDIER di Christian e di Cerise So-
nia. Padrini: Berard Sigfrido e Guichardaz Laura.
16) Il 26 luglio battesimo di DI VINCENZO NICOLE di Claudio e di Peloso
Angela. Padrini: Grassino Silvio e Donegà Maura.
17) Il 30 agosto battesimo di LAI GIACOMO di Silvio e di Oreiller Adriana.
Padrini: Lai Sandro e Lai Antonella.
18) Il 13 settembre battesimo di FURFARO JESSICA di Girolamo e di Furfaro
Concetta. Padrini: Fazari Giorgio e Personettaz Daniela.
19) Il 19 settembre battesimo di BELFROND FRANCESCA CHIARA di Re-
nato e di Mombelloni Roberta. Padrini: Belfrond Valter e Roveyaz Giuliet-
ta.
20) Il 20 settembre battesimo di CHANOUX CATERINA di Fulvio e di Tosetti
Graziella. Padrini: Chanoux Pier Giorgio e Bancod Maria.
21) Il 27 settembre battesimo di BESENVAL JESSICA di Claudio e di Talarico
Marisa. Padrini: Besenval Mauro e Cossu Samantha.
22) Il 27 settembre battesimo di BESENVAL MIRIAM di Claudio e di Talarico
Marisa. Padrini: Talarico Angelo e Favre Franca.
23) Il 17 ottobre battesimo di FRANZESE SARA di Francesco e di Domaine
Rosanna. Padrini: Domaine Stefano e Di Lorenzo Vincenza.
24) Il 15 novembre battesimo di GUASCONI DANIELA BEATRICE di Guido
e di Stromsholm Caterina. Padrini: Guasconi Marina e Casaro Sandra.

22

CRESIMATI
L'OTTO MARZO 1992
DA S. E. MONS.
OVIDIO LARI

1) Angelini Igor di Saverio, padrino Delfino Cesare.
2) Cagliari Tee Jay di Giordano, madrina Cachoz Carla.
3) Davì Alessandro di Delfino, padrino Gard Osvaldo.
4) Giannini Marco di Franco, padrino David Giorgio.
5) Gned Dario di Sandro, padrino Girardini Giovanni.
6) Grassi Andrea di Luciano, madrina Grassi Alessia.
7) Ieraci Andrea di Antonio, padrino Ercolei Alberto.
8) Lanier Alain di Luigi, madrina Canova Ernida.
9) Tournoud Jean Paul di Franco, padrino Persod Sisto.
10) Villanova Gianni di Giovanni, padrino Bontempi Roberto.
11) Carletti Elisa di Renato, madrina Pecchini Sara.
12) Ceccarelli Michela di Andrea, madrina Durand Roberta.
13) Gned Irene di Sandro, madrina Ronzani Annamaria.
14) Juglair Ivana di Angelo, madrina Juglair Egle.
15) Lale Demoz Susy di Alfredo, madrina Bonino Barbara.
16) Lale Lacroix Aline di Silvio, madrina Marten Canavesio Daniela.
17) Monteleone Maria di Fausto, madrina Masarà Luciana.
18) Porinotto Vanessa di Nicola, madrina Moniotto Anna.
19) Urraci Simona di Valerio, madrina Murru Donatella.

23


Testo Originale Estratto
MATRIMONI
1) Il 28 marzo matrimonio tra Torri one Stefano e Milanese Simona.
Testimoni: Uboldi Michela, Guido Maria Teresa, Guerraz Cesare e Abbre-
scia Nicola.
2) Il 9 maggio matrimonio tra Martarello Luciano e Bonfanti Karol.
Testimoni: Baster Elena e Casetta Roberto.
3) Il 23 maggio matrimonio tra Adorni Paolo e Berthod Milena.
Testimoni: Coquillard Solange, Bo Andrea, Bredy Claudio e Guasti Cristia-
no.
4) Il 6 giugno matrimonio tra Autore Pier Luigi e Diémoz Herta.
Testimoni: Autore Attilio e Comé Giuseppina.
5) Il 18 giugno matrimonio tra Strazza Nedo e Charruaz Edy.
Testimoni: Vaudois Mirena e De Gaetano Vincenzo.
6) Il 20 giugno matrimonio tra Formento Moletta Alberto e Pellissier Cristi-
na.
Testimoni: Pellissier Manuela e Francesconi Enrico.
7) Il 27 giugno matrimonio tra Tartoni Gabriele e Felappi Cristina Maria.
Testimoni: Campana Cristian e Tillier Mauro.
24

8) Il 4 Igulio matrimonio tra Charles Stefano e Rumiod Elga.
Testimoni: Arnod Patrizio e Billotti Gabriella.
9) L'otto agosto matrimonio tra Castellani Enzo e Leonardi Margherita.
Testimoni: Pietrini Fabrizio, Leonardi Nicoletta, Castellani Tiziana, Cami-
nada Domenico.
10) Il 5 settembre matrimonio tra Empereur Maurizio e Poletti Claudia.
Testimoni: Raspo Patrick e Lyveroulaz Paola.
11) Il 6 settembre matrimonio tra Cimino Salvatore e Magro Morena.
Testimoni: Maffione Carmela e Stevanoni Alessandro.
12) Il 12 settembre matrimonio tra Cornaz Franco e Pellu Patrizia.
Testimoni: Viérin Edy e Negretto Chiara.

I NOSTRI
DEFUNTI

Dei nostri morti
ricordati, Signore
splenda per loro
la tua pace,
vivano nella tua pace
per sempre.
Amen.

20) Il 6 dicembre è deceduta Stellin Linda di anni 59.
21) Il 13 dicembre è deceduta Christille Oierina di anni 79.
22) Il 15 dicembre è deceduto Bertolin Agostino di anni 72.
1) Il 1 gennaio è deceduta Tschopp Arlette di anni 65.
2) Il 25 gennaio è deceduta Chauviat Anna Luisa di anni 98.
25


Testo Originale Estratto
3) Il 12 febbraio è deceduta Lale Démoz Faustina di anni 92.
4) Il 20 febbraio è deceduto Paillex Alberto di anni 82.
5) Il 29 febbraio è deceduta Vitton Mea M. Elina di anni 80.
6) L'11 marzo è deceduto Fenoil Tobia di anni 73.
7) Il 20 marzo è deceduto Cantele Antonio di anni 61.
8) Il 24 marzo è deceduto Domaine Renato di anni 77.
9) Il 26 marzo è deceduto Lale Démoz Maurizio di anni 60.
10) L'otto aprile è deceduta Lorenzetti Carla di anni 50.
11) Il 9 aprile è deceduto Vauthier Renato di anni 53.
12) Il 14 maggio è deceduto Cogrein Bruno di anni 54.
13) Il 25 maggio è deceduta Bariselli Pierina di anni 74.
14) Il 1 luglio è deceduto Berthod Oscar di anni 86.
15) Il 4 agosto è deceduto Carconi Armando di anni 36.
16) Il 12 agosto è deceduto Motta Riccardo di anni 80.
17) Il 2 ottobre è deceduto Joyeusaz Carlo di anni 80.
18) Il 30 ottobre è deceduto Scalise Felice di anni 71.
19) Il 2 novembre è deceduta Gibellini Marcella di anni 90.

OFFERTE

PER LA CHIESA
E LE OPERE PARROCCHIALI
Ceranto; Centoz Silvio; Battistioli;
Campese-Lale Démoz; Miret; Co-
gnein Piero; Glarey-Besenval;
Bétemps Armando; Giono Calvetto;
Saccani Nino; Centoz-Ocleppo; An-
selmet Albino; Petigat Ninfa; in onore
S. Antonio e S. Lucia; N.N.; Cogrein
Enrico; Luboz Venance; Jocallaz René;
Primiero Mario; in memoria Therisod
Valeria; Rossan Luigi; Vaudan; in me-
moria Real Margherita; Arnod-Ferra-
cina; Christille Silvio; Rainero-Co-
gnein; Pozzi-Vergani; Bérard-Renza-
ni; Lale Murix Marcello; Boson Carlo;
Caligaris; David Ernesto; Blanchet;
Gerbore Emma; Pompieri; Ronzani
Fortunato; Cogrein Bruno; Perrod;
Jordaney Bruno; Jordaney Odette;
Chenevier Lillian; in memoria David
Betty; in memoria Stellin Linda; in
memoria Arnollin Camillo e Desiré;
Centoz Agate; Obert Lindo; Domai-
ne-Gorraz; Chiantelassa; Maran; Bel-
li-Martin; Benvenuto Gina; Cali-Lu-
boz; Caput; Charrère Esterina; Cham-
prétavy René; Lale Vera; Glarey Da-
rìa; Campese-Lale Demoz; in
memoria Pascal Cristina; Carlin Ales-
sandro; Lettrry Simona, Lettrry Geor-
gette; Vuyet Simona; Motta; Banard
Giuseppina; Christille Silvano; Jocal-
laz Piero; in memoria Bertolin Agosti-
no; Pozzini; Cachoz; Domaine Aldo;
in memoria Christille Pierina; Gu-
glielmetti; Carconi; in memoria Chau-
viat Anna; Di Nunzio; in memoria Pe-
tey Giuseppina; Olmo Mario; Pozzi-
Vergani; N.N.; Parleaz-Carlin; Vitton
Mea Elina e Pierino; in memoria Fet-
tolini-Belli; Christille Oscar; Rumiod-
Vaudan; Persod Pietro; Maquignaz
Nello; Lucianaz; Berthod Aldo e Lilia-
na; Borre; Jacquin Battista; Midolo; in
memoria Paillex Alberto; in memoria
Vitton Mea Elina (sorelle Ceranto); in
memoria Vitton Mea Elina; in memo-
ria Vitton Mea Elina (Cogrein Mario);
Cestaro; N.N.; Lanier Luigi; Thomas-
set Romilda; Rosset Souvenir; I Cresi-
mandi; Cremaschi; Chioso Giacinta;
in memoria Vitton Mea Elina (fam.
Lettry Giancarlo); Paillex Romano;
Bethaz-Garin; Chabod-Paradisi; Fran-
chin Mario; in memoria Lale Demoz
Faustina; in memoria Boverod Italo e
Emilio; Gned Sandro; Luboz Delfina;
Ducly-Luboz; Vuillermoz Geremia;
Cantatore-Martini; Lavy Lino; in me-
moria Fenoil Tobia; in memoria Lale
Demoz Tommasina; Garin Beniami-
no; Tournoud Franco; Berthod Mile-
na; Berthod Giacomo; Bochet Aldo;
Charles Giustino; Fiorani; Chenal-Da-
niello; Fornasari; in memoria Cantele
Antonio; Oreiller Vittorio; in onore S.
Antonio; Lale Murix Olinto; in memo-
ria Domaine Renato; De Mori; Lale
Lacroix Gino; Zanetti; Chentre Walter;
Chaffuaz Ivonne; Jocallaz Franco;
Vaudois Luigi; Junod Francesco; Ar-
nod-Isabel; Zemoz Adelina; Zemoz
Maria; N.N.; N.N.; Lale Gerard Giu-
seppe; Paillex Pierina; in memoria La-
le Demoz Maurizio; in memoria Co-
gnein Bruno; Belli-Centoz; Del Degan
Ivo; Del Degan Battista; N.N.; Ador-
ni-Berthod; Bonin Eddy; in memoria
Lale Alidoro; Barberis Rodolfo; Orel-
ler-Favre; Société Ouvrière; Rossan
Fernanda; Juglair Fabio; Strazza-
Charruaz; Moretto; Formento-Pellis-
sier; N.N.; Frutaz; in memoria Lettry
Marcello; Lettry Dante; in memoria
Vitton Mea Elina (Lettry Dante); in
memoria Bariselli Pierina; N.N.; Lale
Murix Simona; Jordaney-Perlasco; Jo-
callaz Augusto; Lillaz-Zorzetto; Ger-
belle Pina; Glarey Leopoldo; Armand
Eligio; Jordaney-Pallais; Luvison Gio-
vanni e Olga; Jordaney Lidia, in me-
moria Carconi Armando; Charles-
Nossen; N.N.; N.N.; Chappuis-Jorda-
ney; in memoria Motta Riccardo;
Chabod Angelo; in memoria Gerbore
Noé; in memoria Berthod Oscar; Di
Donato-Trentaz; Meynet-Glarey;
N.N.; in memoria Borney Jules e An-
na; in memoria Cogrein Prospero;
Arnollin Isa e Rosita; in memoria Sa-
voye Pierre; in memoria Glarey Rena-
to; Belfrond Francesca; Chanoux Ca-
terina; Chanoux Uberto; in memoria
Ronzani Stefano; Lettry-Del Negro;
Magro Morena; Besenval-Talarico; in
memoria Lorenzetti Carla; in memo-
ria Cogrein Bruno; in memoria def.ti
Arnod-Fenoil; in memoria def.ti fam.
Arnod Isidoro; Fillietroz-Anselmet;
Fenoil Maurizio; classe 1937; Paillex-
Luboz; in memoria Fornara Maria;
classe 1927; Lale Murix Marcello;
Dujany Marcello; Christille Innocent;
in memoria Gibellini Marcella; Cecca-
relli-Pellissier; N.N.; Capese-Arnod;
Centoz Silvio.
Totale L. 24.095.000.
27


Testo Originale Estratto
Oscar Luigi Scalfaro e la verità
In uno degli ultimi numeri del bol- differenza del nostro modo di vivere.
lettino “Reagire” ho letto con particola- “Se i giovani, di fronte a manifesta-
re attenzione quanto Oscar Luigi Scal- zioni che, naturalmente, sollecitano
faro, ora Presidente della Repubblica, una reazione, non ce l’hanno, sarà bene
disse all’Assemblea Nazionale del Se- che si facciano curare. Perché - ha pro-
gretariato Reagire del 10 maggio 1987, seguito Scalfaro - se un giovane, di
nell’Aula Magna dell’Augustinianum fronte a una figura di donna anziché
di Roma. presentarsi composta, si presenta in
Il Segretariato Nazionale di Reagire modo aggressivo, non sente nulla, è il
per la difesa e la dignità dell'uomo fu giovane che merita delle cure rapide”.
fondato da Raimondo Manzini nel no- Chiaro il discorso del nostro Presi-
vembre del 1982, con la partecipazione dente e perfettamente in sintonia con
di molte personalità: Augusto Del No- molti cattolici. Naturalmente quelli che
ce, Sergio Cotta, Carlo Casini, Gian- si sono battuti e si battono contro la cri-
franco Morra, Agostino Greggi. si dei costumi, contro la permissività e
Cinque anni fa Oscar Luigi Scalfaro, lottano per la dignità dell'uomo, sono
allora Ministro dell'Interno,' volle par- sempre stati giudicati fuori dal tempo,
tecipare come aderente all'Assemblea bigotti e oscurantisti.
Nazionale e mettere in evidenza nel “Occorre però non perdersi di corag-
suo incisivo intervento il valore sacro- gio”: è questo il pensiero dominante
santo della “verità”. dell'ultima parte del discorso di Scalfa-
Dopo aver ringraziato tutti coloro ro.
che si battono con coraggio per la mo- Bisogna non solo resistere, ma con-
ralità, Scalfaro sottolineò che in regime trattaccare sempre, ogni qual volta ci si
democratico non conta tanto essere presenti l'occasione... “perché la verità
maggioranza quanto piuttosto essere ha una vitalità invincibile e quando
schierati dalla parte della verità, ed es- tutte le storture sono morte, la verità ri-
serlo con umiltà. Dobbiamo combatte- torna senza una grinza in volto”.
re senza reticenze ogni aggressione e Sarà facile con la verità raggiungere
violenza contro la persona e la società, maggior spazio spirituale ed un rap-
sicuri di affrontare una giusta causa. porto più intenso con Dio.
Il Presidente disse allora: “Quando si Seguendo i consigli del nostro Presi-
nega la verità, noi cristiani siamo colpi- dente e l'efficacia della verità, dobbia-
ti troppo poco e cerchiamo mille ragio- mo sostenere gli uomini di “Reagire”,
ni ed argomentazioni per trovare scu- da dieci anni in lotta contro tutto quel-
santi o per vedere se siamo noi che non lo che offende la persona umana, sem-
abbiamo capito. Eppure è stato detto: il pre pronti e attivi per formare coscien-
vostro linguaggio sia sì sì, no no”. ze autenticamente cristiane che resti-
Con grande arguzia poi Oscar Luigi tuiscano all'uomo sensibilità morale.
Scalfaro passò a giudicare la strana in- Bettina Stiglich
28

D’un clocher...
à l’autre
SAINT-PIERRE
Décès du professeur
Charles Joyeusaz
Le 2 octobre 1992 - une année après de visiter, d’inspecter les classes et de
son épouse Marguerite Réal - est juger du travail des enseignants. La
décédé le prof. Charles Joyeusaz, âgé langue française qui revenait de plein
de 80 ans. droit parmi les matières d’étude dans
Il était né à Saint-Vincent où ses l’école valdôtaine trouvait en l’Ins-
parents avaient ouvert un commerce pecteur Joyeusaz le maître compé-
d’alimentaires; mais bien vite la fa- tent: en famille il parlait depuis
mille rentrait à Saint-Pierre où sont toujours le français et pour les élèves
nés tous les autres membres de la fa- il avait préparé un syllabaire “Sol Na-
mille: les soeurs Ovide, Lisette, Alice tal”.
et le frère aîné Marcel qui sera prêtre Au moment de la retraite il quitte-
de Don Bosco et lui aussi, dans un ra avec regret son service ponctuel et
champ différent, Inspecteur de la dévoué, après avoir bien mérité de
province de Novara. l’instruction et de l’éducation des jeu-
Après de bonnes études chez les nesses valdôtaines.
Salésiens et le diplôme décroché à Et pour parfaire le portrait de sa
Rome, Charles Joyeusaz est maître personnalité, ajoutez officier et an-
d’école à Saint-Christophe, Aoste, Tu- cien combattant, croix de guerre et
rin. L’an 1951 il est promu Directeur diplôme d’honneur de la Croix-Rou-
du 2me cercle scolaire d’Aoste et l’an ge, membre effectif de l’Académie de
1966 Inspecteur des écoles élémentai- St-Anselme.
res et maternelles de toute la Vallée. Nous présentons nos condoléances
L’Inspecteur était alors le suprême émues à toute la parenté, en particu-
modérateur des études ayant la tâche lier à son fils Robert.
29


Testo Originale Estratto
Sabato 3 ottobre
l'inaugurazione
Ristrutturata
un'ala
del rifugio
«Père Laurent»
Sabato 3 ottobre il Rifugio «Père
Laurent» ha ricordato il suo Patrono,
San Francesco, con un motivo in più
di gioia e di ringraziamento: alla
presenza di S. E. Mons. Ovidio Lari e
delle autorità regionali è, infatti, sta-
ta inaugurata, dopo una solenne Ce-
lebrazione Eucaristica, la ristruttura-
zione di un'ala del Rifugio, una volta
rustico ed ora predisposta per l'acco-
glienza di 25 ospiti.
Si tratta di un momento decisa-
mente importante per questa Casa di
Riposo: esso segna, infatti, un sensi-
bile miglioramento qualitativo nel
servizio che da 124 anni viene offer-
to, nella nostra Regione, in favore
delle persone della terza età.
Contribuire a migliorare le condi-
zioni in cui quest'opera viene porta-
ta avanti, e permettere che essa pos-
sa rispondere in modo completo alle
diversissime esigenze che provengo-
no dal mondo della terza età, è un
dovere di tutta la società. «Se c'è un
servizio che cerca di garantire
un'esistenza dignitosa alle persone
bisognose della terza età – sottoli-
nea, infatti, il direttore del Rifugio
Renato Henriet – dobbiamo sforzar-
ci, anche nel nostro interesse, a
diffondere e inculcare uno spirito di
servizio».
S. E. Mons. Lari stesso ha ricorda-
to, durante la Celebrazione Eucari-
stica, che «la civiltà di un popolo si
misura dal rispetto per i bambini e
per gli anziani».
Il Rifugio è ancora l'unica struttu-
ra in Valle disponibile ad accogliere
anche persone non autosufficienti,
ed è in grado di garantire, a chi ne
abbisogna, una completa e specializ-
zata assistenza medica.
E', dunque, un servizio completo,
portato avanti dall'abnegazione di
persone che, come il suo Presidente,
don Elio Vittaz, non ricusano di
fronteggiare una mole di lavoro im-
ponente.
30
Purtoppo, la volontà dei singoli,
per quanto grande, non è sufficiente:
la Casa di Riposo non è, infatti, in
grado, per mancanza di spazi, di far
fronte a tutte le richieste di acco-
glienza.
La ristrutturazione dell'ala del Ri-
fugio inaugurata sabato scorso, è,
dunque, un momento importante
proprio perché prelude alla rimoder-
nizzazione, ormai sentita come indi-
spensabile, dell'intera struttura.
GRESSAN
Incontro
dei
familiari
dei
sacerdoti
Domenica 11 nella casa parroc-
chiale di Gressan, ci siamo riuniti in
47 persone per una giornata “in fa-
miglia”. Genitori con figli preti, ge-
nitori con figli seminaristi. I genitori
hanno provveduto al necessario per
il pranzo, consumato nel salone e
“servito” dai nostri solerti e capaci
seminaristi.
I figli sacerdoti, sempre molto im-
pegnati, soprattutto la domenica, si
sono resi disponibili per un pome-
riggio insieme con nostra grande
gioia. Una Messa raccolta e seguita
attentamente ha chiuso in bellezza la
giornata di socializzazione e di sere-
nità. Disponibilità, gentilezza gioia e
tanta semplicità tra noi, sono state le
caratteristiche delle ore che abbiamo
potuto stare insieme.
Una vera agape! Il dispiacere del
commiato è stato mitigato dalla cer-
tezza che avremo ancora di queste
giornate e, ci auguriamo, di ritrovare
altri genitori e altri figli che hanno
già risposto o che stanno per farlo,
alla chiamata del Signore.
Jolanda Coquillard
31


Testo Originale Estratto
Ridi... se vuoi! ARRABBIATURE
PROFESSIONALITÀ
Un cliente, che ha ordinato un caffé, chia-
ma il cameriere e protesta:
– Dite un po', la mia tazzina di caffé era
piena di fondi. Che cosa significa?
– Non saprei, signore – risponde il came-
riere stancamente. – lo sono stato assun-
to qui per servire i clienti, non per fare il
veggente.

AMNESIA
Un professore dice ad uno studente:
– Elencatemi le ossa del cranio.
– Ehm... il parietale... il frontale...
– Continua, no?
– Un attimo, professore, ¶ ho tutti in testa...

PIERINO SINCERO
Il maestro: – Pierino quale è quell'animale
domestico brutto, sporco, che si rotola nel
fango?
Pierino felice: – lo, signor maestro!

MISURE DI PROTEZIONE

– Sì, sì, la permanente ti sta bene, però
non esagerare...

magazzini
GATTI

Acquistando

– Ma questi maledetti alberi a che servo-
no?... D'inverno non c'è bisogno d'om-
bra!...

SMEMORATO
Un ubriaco non smette di correre in tondo
con la porta girevole d'un bar, sino a che il
barista lo apostrofa:
– Ma che cosa state facendo, lì dentro?
– Non mi ricordo più se stavo entrando o
uscendo...

PIERINO A TAVOLA
Pierino, sul più bello di una cena, alla qua-
le sono presenti alcuni invitati, si alza e
annunzia:
– Vado a fare pipi.
Più tardi la mamma lo avverte che non è
bello assentarsi con quella motivazione,
quando si è a tavola. Pierino replica:
– E come devo dire?
– Vado a fare una passeggiatina.
Dopo una settimana, altra cena con invita-
ti. Pierino si agita sulla sedia. La mamma
lo interroga:
– Cos'hai Pierino?
– Mi sono fatto una passeggiatina nei pan-
taloni.

Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo di Aosta
Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte.

Direttore: don Aldo PERRIN
Autorizzazione del Tribunale di Aosta del 9 ottobre 1982, n. 10/82

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