La Voce dei Campanili: Pasqua 1972, Missioni, Alpini e Cronaca di St Pierre.
3-1972.pdfIl bollettino diocesano 'La Voce dei Campanili' di Aosta, numero di Marzo 1972, offre un panorama completo della vita parrocchiale e comunitaria, con la Pasqua e la Quaresima come temi centrali. Include profonde riflessioni teologiche sulla Passione e la Resurrezione, e un forte appello alla carità per sostenere la missione di Don Christille presso il Villaggio dei Lebbrosi di Sangmélima in Africa. La sezione di cronaca locale documenta gli eventi della comunità di St Pierre, come l'assemblea dell'A.V.I.S. e la storia dell'irrigazione, affiancata da registri parrocchiali, estesi necrologi (come quello per Isabel Aldo) e liste di offerte. Il documento integra anche rubriche culturali, storiche (Centenario degli Alpini), consigli pratici, annunci di servizi (Colonie di Vacanze) e pubblicità commerciali locali.
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Paroisse de St Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE MARS 1972 XIIIème ANNÉE - N 3 Sur la colline de Beauregard, aux abords de la Ville d'Aos- te, le château du Baron Jocteau; là est actuellement le siè- ge de l'Ecole de Haute-Montagne. « La Chiesa è credibile da chi crede in Gesù, perchè è la Sua Chiesa, la Sua continuità, la Sua pienezza ». (C. Carretto). La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana - Aosta
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St-Pier 00 Cari amici, siamo lasciando alle spalle anche questo inverno, così umido e nevoso e come sempre apportatore di malessere specie per i più deboli e i più anziani. I giorni passano, i mesi se ne vanno e intanto continua «l'avven- tura » della nostra vita, tra il susseguirsi di avvenimenti lieti o tristi, che caratterizzano da sempre la storia di ognuno di noi. Con i primi tepori della primavera arriva pure la Pasqua cristiana, momento importante e solenne del nostro anno liturgico. Il messaggio della Pasqua è tutta la ragione di essere della nostra comunità cristiana, perchè « se Cristo non è risorto è vana la nostra fede » (1 Cor. 15,17). La Chiesa (cioè tutti noi) infatti è mandata essenzialmente: a) per annunciare che il Figlio di Dio con la sua morte e risurre- zione ci ha liberato dal potere di satana e dalla morte e ci ha trasferiti nel regno del Padre. b) per portare poi i fedeli, nutriti dai sacramenti pasquali, a vivere in perfetta unione affinché esprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede. Pasqua centro della nostra fede Per noi gente di St. Pierre che significato possono ancora avere la morte e la risurrezione di Gesù? Con un un gruppo di persone abbiamo studiato questo problema; ecco come: A prima vista appare strano che Gesù abbia avuto tanti nemici. Ma era inevitabile: in un mondo ipocrita egli era la verità, in mezzo a gente interessata egli non pensava a sè, in una società fondata sull'e- goismo egli è stato l'amore. Un tipo così dava fastidio, era una condanna vivente: doveva per forza venire eliminato. I nemici di Gesù hanno deciso la sua morte. Furono spinti a volere la sua morte da tutto l'odio, dalla violenza, - 1 Concessionaria Fabris-Ford Esclusiva per la Valle D'Aosta SEDE: Saint-Vincent - Piazza Zerbion - Tel. 2619 FILIALE: Aosta - via Monte Pasubio - Tel. 40095 Vendita speciale CAPRI 1300 XL stesso prezzo CAPRI STANDARD dal 1° febbraio al 31 marzo 1972 Verranno offerti gratuitamente alla Clientela equipaggiamento XL e cerchi sportivi, gomme radiali, servo freno a carico Concessionario al SUPERMARKET Calzature 11100 AOSTA - Via Torino 12 - Tel. 40889 troverete il più vasto assortimento di calzature per UOMO, DONNA, BAMBINO TERRA - MARE - MONTI Visitateci! entrata libera Sistema di vendita che non suggestiona il cliente: Self-service Servitevi da soli
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tizia e dall'egoismo che da sempre troviamo nel mondo. Uno amici intimi, Giuda, lo tradi e lo consegnò ai soldati. Gesù fu tato a morire in croce. ra il supplizio che i romani riservavano agli schiavi. Egli aveva insegnato : « Amate i vostri nemici, pregate per chi vi perseguita, fate del bene a chi vi fa del male » (Mt. 5,44). Seppe morire perdonando e pregando per i suoi nemici e per tutti gli uomini. Egli ha fatto della sua morte IL PIU' GRANDE ATTO DI AMORE. Secondo l'uso degli ebrei, il cadavere straziato di Gesù fu posto in una tomba scavata nella roccia. Il terzo giorno (oggi lo chiamiamo la Domenica di Pasqua) i suoi amici trovarono la tomba vuota. Dapprima increduli, si sono convinti quando lo hanno visto, gli hanno parlato, lo hanno toccato, hanno mangiato con lui, era RISORTO. Essi hanno annunciato a tutto il mondo la loro fede e la loro certezza : - il Cristo morto è tornato in vita dopo tre giorni, come aveva preannunciato; - Gesù, il giusto condannato ingiustamente, è risorto: perciò l'ingiustizia non trionferà definitivamente. - Le ingiustizie che anche oggi vengono sopportate da tanti uomini verranno sanate, l'amore vincerà sull'egoismo; - La risurrezione di Gesù ci dà la certezza che un giorno risorgeremo anche noi: coloro che hanno creduto in lui otterranno ciò che hanno sperato; - Noi siamo chiamati a combattere con lui tutte le ingiustizie, ad amare Dio e gli uomini ad ogni costo. Quindi per noi dire io credo significa dire: « Io credo in Gesù, figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto per noi ». 2 — Cronaca del paese Assemblea dell'A.V.I.S. Il 12 febbraio si sono riuniti i soci appartenenti alla sezione A.V.I.S. di St Pierre per eleggere i membri del nuovo consiglio direttivo, che rimarrà in carica tre anni. All'inizio della riunione il presidente, dopo aver presentato il nuovo statuto, ha illustrato l'attività nei primi sei mesi della associazione. Certo l'inizio, come sempre, è stato un po' difficile, comunque i risultati sono stati discreti data la rispondenza della popolazione e l' impegno dei soci coordinatori. L'assemblea ha approvato il consuntivo finanziario del 1971 e il preventivo per il 1972. Il preventivo risulta il seguente: Uscite: Festa di inaugurazione della sezione L. 400.000 Spese varie 150.000 Rimborso spese - viaggio ai soci 50.000 Cancelleria 29.561 Entrate: Contributo comune 100.000 Contributo regionale 100.000 Contributo delle donazioni 200.000 Deposito bancario 229.961 L'assemblea ha richiesto di contribuire alle spese di viaggio agli addetti della segreteria, l'importo lo stabilirà il nuovo consiglio direttivo. Si è poi passato alle elezioni del nuovo direttivo, che in una riunione seguente ha così suddiviso gli incarichi: Manella Italo presidente Chioso Mario vicepresid. Del Degan Ivo vicepres. Manella Enrico economo Persod Lucia segretaria I pompieri del Borgo e di Etavel dopo la messa in onore di S. Barbara - 3
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Bożon Carlo consigliere e delega- to regionale Rastello don Aldo consigliere Bochet Camillo proboviro Persod Pietro proboviro Cognein Piero proboviro Campese Marco sindaco Primiero Mario sindaco Ravelli Emilio sindaco. Pur essendo già in molti deside- riamo avera ancora tante adesioni, contiamo sulla vostra generosità. La segretaria * * * Ricordo di Isabel Aldo La morte di un amico è sempre un momento tremendo, una di quel- le occasioni tristi in cui è duro e sprimere i propri sentimenti, duro non lasciare il cuore e gli occhi riempirsi di lacrime; tanto più poi quando questo amico ha solo 18 an- ni, proprio quando sembra che la vita debba portare le cose più dol- ci e più belle. La malattia e la mor- te di Aldo Isabel sono stati un duro dramma per tutti; ecco come i gio- vani ricordano il loro amico: E' da pochi giorni che abbiamo perso un caro amico! La malattia che colpì Aldo si ma- nifestò alcuni mesi prima e da al- lora egli fu costretto a rimanere sul letto che lo condusse poi alla morte nonostante le diverse cure che gli furono praticate. La vera cura che 4- lo aiutò ad affrontare così coraggio- samente la sua malattia fu certa- mente l'amore familiare da cui era continuamente circondato. Aldo noi giovani lo ricorderemo sempre come un ragazzo buono, egli era amico di tutti e credo anche che in questi mesi di sofferenza egli sia riuscito a combattere quel poco o tanto di egoismo che possiamo ri- scontrare in ognuno di noi e che dentro di sè abbia raggiunto la sere- nità. Ricorderemo in lui anche la ge- nerosità, infatti egli anche ultima- mente cercava di interessarsi di ciò che succedeva a St Pierre, di ciò che noi giovani facevamo e ci aiutava. Quando ci recavamo a trovarlo egli ci affrontava sempre con un sor- riso sulle labbra quasi non volesse farci partecipare al suo dolore, non volesse condividere le sue soffe- renze. Egli in quei momenti cercava di agevolarci raccontandoci quella bar- zelletta che serviva ad affrontare in seguito un piacevole discorso; cer- tamente qualcuno di noi al posto suo si sarebbe demoralizzato chiu- dendosi in sè e si sarebbe arreso alle ostilità, agli ostacoli che si in- contrano nella vita, egli invece fino all'ultimo istante ha trovato la for- za di combatterli. Forse a noi giovani non ci farà molto male il pensare alla grande virtù che abbiamo riscontrato in Aldo, cioè quella di aver saputo af- frontare con coraggio la sua vita terrena. Attorno al suo letto di morte ab- biamo avuto modo di riflettere su ciò che realmente può essere la vi- ta, di conoscerci l'un l'altro, di pre- figgerci un ideale sincero e di cer- care di portarlo avanti, affinchè questo nostro passaggio sulla terra non sia inutile, ma ci aiuti ad af- frontare serenamente, con coraggio, come Aldo ci ha insegnato, la mor- te e ciò che troveremo nell'aldilà. Tutta la popolazione di St Pierre ha partecipato al dolore dei fami- liari di Aldo; infatti quasi mai nel nostro comune si è visto tanta gen- te ad accompagnare un defunto al- la sua ultima dimora terrena e su- gli occhi di tutti si poteva leggere una profonda commozione per Al- do, che la morte troppo presto ha strappato da noi. I. R. * * * Il 31 gennaio, nelle prime ore del- la sera, si spegneva dopo molte sof- ferenze il nostro amico Aldo. La po- polazione di St Pierre e di altri co- muni vicini era accorsa numerosa a Bussan il 2 febbraio per accom- pagnare Aldo alla sua ultima dimo- ra terrena; la giornata nuvolosa sembrava rispecchiare lo stato d'a- nimo dei presenti. La cerimonia si è svolta con il solito rito, ma era diverso da tutte le altre volte per- chè la gente non solo partecipava al dolore dei familiari, ma sentiva di aver perso qualcosa di grande e di buono. La grave malattia colpì Aldo in maniera inguaribile e si manifestò particolarmente dolorosa dall'ago- sto scorso, e tutti i tentativi di gua- rirlo rimasero senza risultato, ma dimostrarono il grande amore che i genitori e i parenti nutrivano per Aldo. Questa ultima malattia che colpì Aldo, non fu l'unica che dovette af- frontare, fin dalla più tenera età apprese dalla vita il vero significa- to della parola sofferenza, ed egli rispose a queste avverse circostanze con coraggio, e soprattutto capì che questa vita terrena non è solo un evento fisico, ma anche una prepa- razione ad una vita ben diversa. Io credo che prima di dimenti- carci di Aldo, dovremo ancora bat- terci per poter conservare quei va- lori che nella sua breve esistenza ci ha saputo insegnare! O. C. Un gruppo di pompieri di Etavel - 5
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Quaresima di fraternità Durante la quaresima parliamo di sacrifici, penitenza... termini che, a volte, sembrano aver perso tanto del loro significato più vero e pro- fondo. Eppure mai come nel nostro mondo festaiolo e sprecone capia- mo il valore del sacrificio che è im- pegno all'amore e sguardo fraterno verso i bisognosi, i poveri. Nel mon- do esiste la realtà dei poveri, una realtà assurda e inaccettabile, che non può lasciarci cristianamente in- sensibili. Per dare concretezza ai nostri sa- crifici quaresimali, ho pensato di inviare quest'anno le nostre offerte a don Christille, in Africa, perchè li destini a qualcuno dei tristi casi che lo circondano. Vi avviso che il giorno di Pasqua raccoglieremo in Chiesa le offerte da inviare in Africa. Ecco la lettera di don Christille : Sangmélima, 8 febbraio 1972 Caro Signor Parroco, nella sua ultima gradita lettera Lei mi manifesta l'intenzione di in- vitare la gente di Saint Pierre a de- stinare agli africani di Sangmélima il ricavato di offerte e risparmi rea- lizzati in occasione della Quaresima. E' un'ottima idea, anche se dovete ricordare che ci sono altre Missio- ni bisognose come questa e forse anche più. Certo una offerta, per quanto grande, qui è come una goccia nel gran mare delle innumerevoli ne- cessità. Tuttavia non bisogna rifiu- tarsi di far qualcosa con il prete- sto di non poter far tutto. Tra l'al- tro anche un piccolo gesto può es- 6 — sere il segno di un grande amore e di una grande volontà di bene. Evidentemente l'ideale sarebbe di spingere questa gente a muoversi un po' di più, ad organizzarsi, a sfruttare le risorse che il Creatore ha disseminato pure qui. Appena ieri si è chiusa la Settimana della Promozione Rurale, alla quale han- no partecipato alcuni contadini del- la « brousse ». Ma è stata una cosa miserella. Talora penso agli sforzi enormi degli abitanti di Rumiod o di Ros- san o di Méod o di qualunque altro villaggio di Saint Pierre per valoriz- zare i loro terreni, per irrigarli, col- tivarli, disseminarli di alberi da frutta, eccetera; poi penso alla iner- zia della gente di qui, la quale si ac- contenta quasi sempre di portare al- la bocca ciò che cresce naturalmen- te; allora mi viene da dire: « Se questi africani vogliono proprio es- sere così pigri e indolenti, peggio per loro! Muoiano pure di fame! ». Ma non devo lasciarmi prendere da questi ragionamenti, anche perchè qui si è appena agli inizi del pro- gresso, e la strada si deve percor- rere a piccoli passi, se si vuole far qualcosa di duraturo. Per ora qui non sanno avere un po' di inizia- tiva. Impossibile convincerli, ad e- sempio, a fare l'allevamento del be- stiame. Le stesse galline sono lascia- te vagabondare e neppure si raccol- gono le uova. Anche i maialini * ronzolano qua e là, come pure le capre e le pecore. Ci sarebbe la pos- sibilità di avere abbondanti raccol- ti di granoturco, di riso, di miglio, oltre che di cacao, di caffè, di ara- chidi, di banane, eccetera; ma non sanno prendersi. Io lavoro soprattutto in mezzo agli studenti, circa 2.500; quasi tutti vengono da lontano e qui devono ac- contentarsi di dormire qua e là sot- to una tettoia. Per la scarsa attività dei loro parenti, che rimangono in « brousse », mentre i loro figli ven- gono soli a studiare in questa spe- cie di città, tali studenti, in genere dei giovanottoni e delle ragazzone di 16, 18, 20 anni, mangiano una so- la volta al giorno e neppure sempre, oltre che poco. Così a scuola non fanno altro che sbadigliare o tenere la testa appoggiata al banco. Ogni tanto marinano la scuola per scap- pare in « brousse » un giorno o due a riempirsi il ventre in qualche mo- do e poi ritornano. Insieme con il Vescovo, il Prefet- to ed altre Autorità, abbiamo pen- sato di aprire, se possibile già l'an- no prossimo, una Mensa Studente- sca con dei pasti a basso prezzo (20- 30 lire, non di più, perchè qui non sono capaci di procurarsi quattro soldi), pagando noi la differenza con offerte che dovremmo trovare. Ma per la vostra iniziativa di que- sta Quaresima, mi sembra che dob- biate prefiggervi una cosa più mo- desta e più precisa. C'è un Villaggio dei Lebbrosi, a tre chilometri dal centro di San- gmélima; io ci vado abbastanza so- vente, anche perchè vi lavorano al- cuni italiani, sacerdoti, religiosi e laici (sei in tutto). I lebbrosi lì so- no circa 150 e altrettanti sono i fa- miliari che li assistono e vivono con loro (perchè qui i sani non abban- donano mai i malati o i vecchi). Le prime volte mi faceva un po' specie accostare quei poveretti; essi hanno tra l'altro l'abitudine non solo di darti la mano, ma anche di abbrac- ciarti e baciarti; adesso però ci ho fatto un po' il callo. Ormai la lebbra si può guarire, almeno nel senso che si può stabilizzare. Il gruppo di ita- liani vi lavora veramente bene, cu- rando anche i bambini e orientando verso un lavoro (di falegnameria) i meno invalidi. Una cosa importante è nutrirli con proteine e vitamine. Così dome- nica 30 gennaio, in occasione della Festa dei Lebbrosi (la loro Festa !). è stato loro offerto un bue: natural- mente non ce n'è stato neppure un chilo per uno; tuttavia sul volto di ognuno si vedeva il sorriso: gene- ralmente non mangiano mai carne in tutto l'anno. Ecco un dono gra- dito che potreste loro fare! L'anno scorso, per la Festa di San Pietro, è stato dato un chilo di pesce fresco a testa. Gli italiani che si occupano di quei lebbrosi sono arrivati solo due anni fa e già hanno provveduto il villag- gio di acqua potabile, ricavandola dal sottosuolo con pozzi profondi e sterilizzandola. Inoltre essi hanno installato lì un gruppo elettrogeno per la luce elettrica pubblica (nes- sun lebbroso si azzarda ancora ad introdurre la luce elettrica nella sua capanna, anche perchè costerebbe troppo). Ora è stata anche portata a ter- mine la costruzione di un laborato- rio e si vorrebbe erigere un mode- sto dispensario per le cure e il ri- covero nei casi più gravi. Voi potre- ste contribuire, sia pur in minima parte (perchè la spesa prevista è di 10 milioni di lire), a tale realizza- zione. Oppure, più precisamente, potreste raccogliere il denaro occor- rente per l'acquisto di un nuovo mi- croscopio, che serve per le analisi dello stato di avanzamento o di gua- rigione della lebbra; ora c'è un mi- — 7
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croscopio malandato e quasi inser- vibile; uno nuovo costerebbe dalle 150.000 lire in su. (Evidentemente gli strumenti più potenti costano di più). Comunque veda Lei, Signor Par- roco, se e come lanciare l'iniziativa fra i suoi parrocchiani. In ogni ca- so me li saluti e dica loro che li ri- cordo tutti, specialmente nella pre- ghiera. A Lei in particolare invio un saluto molto affettuoso, unito all’ augurio di un lavoro sempre fecon- do in mezzo a quella buona popo- lazione. Sac. Giovanni Christille PETITE HISTOIRE DE CHEZ NOUS Il torrente di Bosses Il territorio di St Pierre si esten- de a sud, dalla dora Baltea fino alla linea di spartiacque che lo separa a nord per un tratto dalla Valle del Gran San Bernardo. Il terreno è fertile, il clima mite, gli abitanti laboriosi e attivi. Tutto contribuisce a far sì che di questo terreno non rimanga nulla di incol- to e che la vegetazione sia florida e rigogliosa. Però a completare de- corosamente il quadro positivo c’e- ra fino a pochi anni fa un elemento negativo. L’acqua d'irrigazione non era sufficiente per il fabbisogno di tutto il comprensorio. L’acqua proveniente dai nevai, du- rante l'estate, negli anni in cui ca- deva poca neve, veniva meno e una buona parte dei terreni compresi nella zona del Borgo soffriva di sic- cità. I raccolti erano seriamente compromessi e le fatiche dei conta- dini mal ricompensate. Questa zona doveva accontentarsi di quanto era in sovrappiù del fabbisogno collina- re. L'acqua proveniva dai: Rù Ba- chod, Rù de Pelaud, Rù d'Orsière, che facevano capo al torrente di Bosses. La distribuzione di questa insuf- ficiente rimanenza non era neppure ripartita equamente. Era fortunato chi arrivava il primo e molto spes- so la fortuna toccava al più forte. Venne il tempo in cui si sentì se- riamente la necessità di stabilire un ordine di distribuzione e porre fine a certi deplorevoli abusi. All'inizio del 700 e precisamente il 19 aprile del 1742 gli interessati hanno deciso in comune accordo per un regolamento di distribuzio- ne. Il documento legale fu redatto e inizia con la seguente intestazione: «Nos Seigneurs de la Royale dé- légation établie au Duché d'Aoste re- présentent avec le plus profond res- pect le Conseil de la Communauté de St Pierre Chatel-Argent et la Tour »; prosegue spiegando il per- chè della necessità di fissare una giusta proporzione dei diritti per o- gni proprietario di terreni; fra l’al- tro curiosa questa testimonianza : « Le fait est que les possesseurs des biens arrosables qui veulent jouir de l'eau du dit torrent se ren- dent plusieurs à la fois jusqu'à vingt et trente ensemble au devant de la Chapelle des Bosses tant par le mo- yen des gens de leur famille, ou- vriers ou domestiques y séjournant constamment de nuit et de jour sou- vent même pendant plus de quindze jours et quindze nuits sécutifs, les gens de leur famille lui portant à manger et boire pendant tout le dit temps pour attendre son tour. Très souvent le dernier arrivé comme plus fort et par menaces ou autre- ment l'emporte sur le premier qui est plus faible et qui attend depuis bien longtemps, ce qui occasionne des querelles et des batailles fré- quentes. Par les faits bien des par- ticuliers arrosent leurs possessions deux trois fois, avant que d'autres qu'ont le même droit puissent ar- roser pour la première fois ». L'anno seguente, il 31 marzo 1743, l'acqua venne divisa in « branches » per l'irrigazione di ogni cantone, di- visione che esiste tuttora e che vie- ne scrupolosamente osservata. Que- sto regolamento molto necessario non risolveva ancora le necessità dei proprietari dei terreni del Bor- go, che decisero di riunirsi e accor- darsi per la costruzione di un ca- nale che partisse dal torrente di Val- savaranche e portasse l'acqua tan- to desiderata e in abbondanza. Con sacrifici non indifferenti e soprattutto finanziari e con la di- rezione di persone capaci e di buo- na volontà il canale fu costruito. L’anno 1922 fu inaugurato alla presenza delle autorità e di un nu- meroso pubblico. Quel tempo di di- sagi è ormai lontano; ma l'opera compiuta rimane a testimoniare di quanto si possa fare di buono, di bello e di utile mediante l'unione e la buona volontà. M. A. DAI REGISTRI PARROCCHIALI Nuovi focolari cristiani : 1) Il 26 febbraio Christille Clau- dia ha sposato Piccini Elio di Cham- bave. Al nuovo focolare, che abiterà a St-Pierre, auguriamo tanto bene nel mutuo amore. * * * Nella Pace del Signore: 1) Il 17 gennaio improvvisamente è morto a soli 49 anni Marcoz Abe- le di Etroubles, vedovo di Jordaney Giulietta. Gran lavoratore e buon padre, ha lasciato troppo presto i suoi giovani figli nel dolore. 2) Il 23 gennaio dopo anni di cru- deli sofferenze, sopportate con cri- stiano amore, è morta Bochet Leon- cine ved. Luboz di 85 anni. La ricor- deremo come donna di grande co- raggio e energia nel duro lavoro dei campi. La malattia la costrinse al- l'immobilità per quattro anni: non lasciò mai mancare a nessuno il suo sorriso e una buona parola. 3) Troppo presto è deceduta Lu- boz Marcelle sposa di Domaine Fi- dèle, morta dopo breve malattia il 23 gennaio, a soli 63 anni. Buona sposa e mamma lascia nella solitu- dine e nel dolore il caro marito e i figli: resta per loro il ricordo di una dedizione che non va perduta nella casa del Padre. 4) Dopo crudeli sofferenze è mor- to, a soli 18 anni, Isabel Aldo, il 31 gennaio. Tanta folla ha partecipato commossa alla sua sepoltura. Era buono e generoso: ricorderemo il suo sorriso coraggioso. Il papà, la mamma, i parenti, e gli amici, che l'hanno curato ed amato, porteran- no nel cuore i momenti più veri di — 8 — — 9
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un amore che neppure la morte può cancellare. 5) Il 19 febbraio è morto Vau- thier Amedeo di anni 65. Gran la- voratore, lascia nel dolore la moglie Maria e i figli: resta per essi il ri- cordo dei sacrifici e l'impegno di imitarne la generosità. 6) Il 27 febbraio è stato sepolto Joccoz Ernesto di 57 anni, domici- liato a Bosses. I parenti e gli amici ricordano un uomo dal carattere buono e sereno. * * * NOTA Se qualcuno vuole vedere pubblicate le fotografie dei propri defunti è pregato di portarmele a tempo (io non ne farò richiesta). OFFERTE Chiesa: Lavy Lino 3000; Dott. Menegatti li- re 5000; Luboz Robert 3000; Duc Gra- ziano 5000; Campese Marco 3000; Sa- voye Pierre 5000; Saccani Erminia lire 2500; Pompieri di Rumiod 5000; N. N. 10.000; Lale De- moz Pia 7000; in memoria Marcoz A- bele 10.000; in memoria Luboz Mar- celle 10.000; in memoria Berthet A- mato 5000; Bozon Carlo 10.000; Cen- toz Silvio 8000; in memoria Bochet Leoncine 10.000; in onore S. Lucia lire 5000; Lyveroulaz Roberto 5000; Ros- san Mario 2000; Cognein Mario 2000; N. N. 3000; N. N. 5000; N. N. 5000; Besenval Innocenzo 5000; Arnod Luigi 3000; Dayné Livio 2000; Lale Lacroix Luigi 10.000; in memoria Marcoz Abe- le 10.000; pompieri del borgo 10.000; Gerbore David 8000; in memoria Lu- boz Luigia 9000; in memoria Joccoz Ernesto 15.000; Fam. Nervino 3000; Borney Jules 3000; in memoria Pari- set Bruna 10.000; *** Bollettino: Lavy Lino 3000; Vaudois Silvano 5000; Fillietroz Elso 2000; Varetti Pie- 10 - tro 3000; Ronzani Fortunato 1000; Fio- ravanti Fiorino 1000; N. N. 1000; Ar- nod Marcel 3000; Cavassa Marco lire 1000; N. N. 2000; Luboz Robert 2000; Campese Marco 2000; Saccani Ermi- nia 2500; Persod Mario 6000; N. N. 2000; Centoz Jules 2000; Vuyet Evari- sto 1000; Vuyet Alberto 3000; Del Ne- gro-Garin 3000; Borney Giuseppina li- re 1000; Lettry Roberto 2500; Del Ne- gro Giovanni 2500; N. N. 5000; Theri- sod Noël 1000; Lale Murix Bruno lire 4000; Fam. Chanoux 2000; Barmave- rain Sisto 2000; Lale Demoz Pia 3000; Guyon-Pellissier 2000; Chauviat Anne 2000; Bozon Carlo 2000; Centoz Sil- vio 2000; Carlin Provino 1000; Christil- le Silvano 2000; Lavit Augusto 5000; Pailex Romano 5000; Fam. Fiocca lire 2000; Degani Margherita 1000; Centoz Giorgio 1500; Vitton Mea Elina 1500; Rossan Mario 3000; Arnod Luigi lire 2000; Fam. Pacchiodo 3000; Charrère Evasio 3000; Rossan Cirillo 2000; Ros- san Luigi 3000; Cognein Mario 3000; Arnod Grato 2000; N. N. 2000; Lale Lacroix François 1000; Lale Lacroix Amedeo 3000; Battistioli Silvio 2000; Lale Murix Mario 2000; N. N. 5000; Besenval Innocenzo 5000. « In onore dell'Alpino Valdostano ». ATTUALITÀ La Patrie est sur nos monts, Elle est dans nos frais vallons. où vécurent nos vieux pères... ...Sur nos monts et dans nos coeurs Gli alpini hanno cento anni! Gli Alpini hanno cento anni! Domenica, 27 febbraio, in molti nostri paesi, ovunque esiste un « Gruppo di » o 48 nella nostra Regione — si sono ricordati, con la deposizione di corone presso i monumenti ai caduti, con la ce- razione della S. Messa nelle varie chiese parrocchiali, i primi cento anni di sistenza del corpo degli Alpini. E i festeggiamenti per questo centenario si protrarranno, in Italia e nella Val- le, su un ampio arco di tempo e si concluderanno il 15 ottobre prossimo, con un grande raduno di « veci » e di « boccia » in quel di Asiago e con cerimonie uffi- ciali presso i 3500 Gruppi di Alpini sparsi in Italia o anche all'estero. Se il nostro Bollettino parla di questo avvenimento e di queste commemo- razioni, è perchè essi interessano la più gran parte dei nostri giovani e dei no- stri uomini che portano o hanno portato, un giorno, sul caratteristico cappello, che conservano come un trofeo, la « lunga penna nera » dell'Alpino. Ed è un fatto innegabile, come è stato notato dal giornalista Remo Lugli, che « non c'è arma in Italia o nel mondo che abbia un così spiccato spirito di corpo come questo degli Alpini ». E questo perchè « a quegli uomini di montagna, forti e valorosi, si è chiesto molto e si è dato poco ». Questa pagina vuole essere: — una testimonianza di stima, di ammirazione e di riconoscenza, per quanto gli Alpini della nostra Valle e d'Italia hanno fatto di arduo, di generoso, di eroico spesso, a difesa dell'indipendenza e della libertà della Patria, che è dire di tutti e di ognuno di noi; — un ricordare i milioni di morti e di feriti, nel compimento di un dovere che si ispira ai sentimenti sacri dell'altruismo e della solidarietà dei destini, della cultura, della civiltà comune. — E vuole essere una invocazione e una preghiera: che l'alpino sopravviva e che il benemerito e simpatico corpo continui a forgiare, per le nuove genera- zioni, caratteri forti, coraggiosi e generosi, pronti a intervenire, a soccorrere, ad aiutare, a confortare in ogni circostanza di pericolo o di calamità pubblica; ma che non abbiano più a scendere, gli Alpini, sui campi di battaglia, in guer- re che tutti deploriamo... perchè « OGNI UOMO E' MIO FRATELLO ». E con questo augurio: VIVA GLI ALPINI! E.P. - 11
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Passione e Pasqua I due termini si intrecciano bene. Nella vita di ogni uomo, la gioia e il dolore si alternano regolarmente: la salute e la malattia, i successi e gli insuccessi, il salire e lo scendere, la vita e la morte, il CALVARIO e il TABOR. Cristo, Dio fatto uomo, ha condiviso questa nostra sorte. Ha patito la più dura e la più ignominiosa delle PASSIONI, ed è morto sulla croce come un malfattore. Così salvò e redense l'UMANITA' Poteva farlo in altro modo, certo: scelse questo, del dolore e del sacri- ficio. Forse è per questo che senza croce e senza sacrificio, senza impegno e sforzo, non si ottiene nulla di buono nel mondo: non nello studio e nello sport, non nel lavoro, non nella vita privata, nè familiare nè sociale. Ogni conquista costa sacrificio. E' legge di natura. E' volontà di Dio. E' la lezione questa, che ci imparte la STORIA di tutti i tempi, che l'e- sempio di tutti i santi, di tutti i grandi uomini dell'arte, della scienza, della letteratura ci confermano. O CRUX AVE, SPES UNICA! 12 — Ma Cristo E' RISORTO, nè muore più! Alla PASSIONE segue la PASQUA. Come all'inverno segue la primavera. Come al pianto ferale del venerdì santo segue l'alba e lo squillare delle campane a festa. Come all'oscurità della notte segue l'alba e il levare del sole che riempie il cielo di luce. Come all'Angelo che si china sul Cristo dolorante del Getsemani, suc- cede l'Angelo che annunzia: "E' RISORTO, NON E' QUI". E questo è l'acme, lo zenit della nostra bella FEDE : COME CRISTO E' RISORTO, COSI' RISORGEREMO NOI ! E. P. N. B. – I disegni riprodotti su queste pagine, sono stati espressamente eseguiti per il nostro Bollettino, dagli artisti valdostani, Sig. Michele Péaquin di St-Vincent e Luigi Bois di Valgrisanche. Li ringraziamo vivamente. (n.d.r.) — 13
Testo Originale Estratto
La bella preghiera di un Parroco delle nostre montagne Ti offro la mia solitudine, la mia voglia di fare quando ne sono impedito, o non ne posso più. Ti offro la mia popolazione che lavora, che suda, che si stanca, che si sforza ma molte volte quasi inutilmente. Ti offro il mio nido d'aquila su cui po- sa la mia chiesa e la mia dimora vecchia di secoli. Ti offro le strade insidiose, coperte di neve o viscide di fango. Ti offro le mie corse nei villaggi quasi deserti dove la vita si sta spegnendo petit à petit. Ti offro, o Signore, un lavoro oscuro e silenzioso che sembra esser fatto nel deserto. Ti offro, o Signore, quei giovani che ieri ho curato, amato, istruito e protetto e che oggi fatti grandi, non vedo più. Ti offro, o Signore, quelle pene che non ho mai raccontato a nessuno : note solo a Te ed agli Angeli. Ti offro, o Signore, quella gioia che ho di vivere, di darmi e di dare. Ti offro, o Signore, le anime che mi hanno seguito e quelle che incoraggian- domi mi hanno preceduto. Ti offro, o Signore, il po' di bene che ho fatto, quel tanto di bene che non ho voluto fare e tutto il bene che ho fatto male. Ti offro i miei 56 anni, i primi acciac- chi, le prime incertezze. Ti offro la bontà, la sollecitudine, la pazienza dei miei confratelli che non sempre ho capito. Ti offro, o Signore, la gioia di salire, di salire sempre ed anche la sofferenza di dover scendere verso il piano. Ti offro il mio passato, il mio presente, il mio avvenire. Ti offro, o Signore, il mio avvenire con quanto di buio, di incerto, di penoso, di difficile può nascondere. Ti offro le pene che non T'ho mai of- ferto, le difficoltà che non T'ho mai chie- sto, di sciogliere i dubbi che son rimasti oscuri. Ti offro i momenti della vita che ho creduto inutili perchè apparentemente in- fruttuosi. Ti offro, o Signore, quel poco che ho, che non è mio, ma è tuo. Ti offro gli occhi perchè vedano Te, la bocca perchè parli di Te, il cuore perchè Ti ami, i piedi perchè seguano la Tua strada, le mani perchè lavorino per la Tua causa, la mente perchè Ti contempli, tutto il corpo perchè non si stanchi di servirti. Ti offro, o Signore, quello che mi hai dato, perchè è Tuo, quello che è Tuo, quello che mi hai negato perchè non ne ero degno. Ti offro, o Signore, gli uomini che han- no perso la speranza, perchè hanno smar- rito la fede. Ti offro l'immensa tristezza che mi danno le madri che non sanno pregare. Don Romano 14 — A C Q U A « Un mese al mare dodici mesi di salute ». « Per un'infanzia più sana, più felice !». « I benefici delle vacan- ze al mare alla portata di ogni bambino ». Sull'Adriatico quest'anno, a IGEA MARINA, perla incastonata, tra RIMINI e CESENATICO la Colonia Pontificia Valdostana “Colonie de Vacances: La Vallée d'Aoste,, accoglie i vostri bimbi (6-12 anni) R I A + Una casa vasta e funzionale (240 posti letto), + un ampio cortile e un giardino fiorito, + una spiaggia riservata, + un vitto sano, abbondante, preparato con cura. + L'assistenza materna delle RR.de Suore di S. Giuseppe e di numerose vigilatrici di sicura generosità. + l'affetto illuminato del Cappellano, + l'assistenza medico-sanitaria di ogni giorno. + Il contributo congruo, generoso, dell'Amministrazione Regionale a seconda delle esigenze di ogni famiglia. 1° Turno: venerdì 30 giugno - venerdì 28 luglio per bambini. 2° Turno: lunedì 31 luglio - lunedì 28 agosto per bambine. S O L E Per le ISCRIZIONI, per INFORMAZIONI : rivolgersi alla Segreteria dell'O.D.A. - Via Xavier de Maistre, 25 - Aosta - Tel. 2580 (prefisso 0165) — L'Ufficio di Segreteria è aperto tutti i giorni feriali, ad eccezione del lunedì, dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 a partire dal 15 marzo. N. B. — La Direzione della Colonia cerca, per i mesi di luglio e agosto, personale addetto alla cucina, al guardaroba, ai refettori, alla pulizia della casa. Chi desiderasse occupare questi posti, per un mese o due mesi, è pregato di scrivere, specificando desideri e referenze, a: Segreteria Colonia Pontifi- cia Valdostana - Via Xavier de Maistre, 25 - 11100 Aosta.
Testo Originale Estratto
La pagina della donna, in casa! CONSIGLI PER EVITARE L'INFLUENZA E' possibile evitare l'influenza? La « grippe » ? Forse sì, se seguite questi consigli al primo sorgere dei sintomi dell'influenza. Brividi? mal di testa? indolenzimenti? Non esitate: mettetevi a letto per uno o due giorni. I medici constatano che delle complicazioni anche severe posso- no intervenire sulle persone che voglio- no, ad ogni costo, continuare il lavoro. Se dovete trovarvi a contatto con per- sone influenzate, succhiate qualche pa- stiglia, prendere un'aspirina e, in casa vostra, badate di non respirare aria trop- po asciutta. L'aria secca irrita le mucose del naso e della gola e ne diminuisce la resistenza ai virus; precauzione utile è il disporre nel vostro appartamento vari umidificatori dell'aria. La saggezza popolare afferma : « biso- gna affogare l'influenza ». E' vero; l'or- ganismo infatti, sotto l'influenza della febbre, perde acqua; bisogna sostituirla. Alcuni specialisti prescrivono, in quei casi, di assorbire almeno tre litri al gior- no di brodo di legumi; per contro scon- sigliano i « grogs » a base di alcool che sono inefficaci e a volte dannosi. LA MAGIA DEI NOMI CATERINA Nome di origine egiziana; significa « casta », « pura ». Le « Caterine » sono in generale don- ne di cervello e di testa fine. Sono al- quanto aggressive e pronte a farsi sen- tire. Tendono, per natura, all'egoismo, ma vi reagiscono facilmente per il fondo in- nato di generosità che possiedono e che è, spesso, esemplare. Le « Caterine » sono molto femminili ma di una femminilità forte e un po' au- toritaria. Hanno profondo il senso della fedeltà alle promesse fatte e giurate. Festa: 30 aprile, S. Caterina da Siena; 9 marzo, S. Caterina da Bologna; 28 no- vembre, S. Caterina Labourè. Se la sofferenza di un bambino ti è in- tollerabile, Se la vita di un bambino è per te di un valore assoluto, Se vuoi veramente, realmente aiutare a salvare un bimbo dalla morte per fame e inanizione, allora, non mancare, di fare la tua offer- ta di Quaresima per la Campagna contro la fame nel mondo. Lucilla Ce Bulletin est sous les presses quand 1972, que Mgr JOSEPH NOTRE VÉNÉRÉ ÉVÊQUE MISSIONNAIRE vient de mourir à Milan, très pieusement, saintement comme il a vécu. Que tous nos Valdôtains veuillent bien élever à Dieu une fervente prière pour le repos de sa belle âme. Le prochain numéro de notre Bulletin le rappellera mieux à ses lecteurs. D'ores et déjà nous pouvons bien dire que Mgr Obert est une des plus belles et des plus nobles figures que notre peuple valdôtain ait pro- duit au cours de toute sa longue histoire. Bollettini Diocesani Parrocchiali editi a cura del Vescovo d'Aosta (Art. 2 - Concordato). Gli articoli pubblicati sul presente Bollettino possono essere riprodotti con l'indicazione della fonte confezioni per uomo, signora, ragazzo la SOCIALE VESTE TUTTA LA FAMIGLIA A PREZZI IMBATTIBILI Corso Batt. Aosta 12 - Tel. 40.8.06 AOSTA Vasto assortimento per la primavera per UOMO SIGNORA RAGAZZO