Saint-Pierre: Consolidamento della Chiesa, cinquantenario sacerdotale e vita comunitaria
5-1982.pdfQuesto bollettino parrocchiale della Diocesi di Aosta del Maggio 1982 documenta la riapertura della Chiesa di Saint-Pierre, avvenuta il 28 marzo, dopo cinque anni di chiusura e complessi lavori di consolidamento statico, resi necessari da dissesti strutturali aggravati dal traffico sulla Statale 26. Il periodico enfatizza il successo dell'opera grazie alla collaborazione tra la popolazione, le autorità regionali e le maestranze, riportando discorsi e ringraziamenti. L'evento ha incluso la celebrazione della Cresima e la commemorazione del 50° anniversario di sacerdozio di Padre Lale Gérard. Il bollettino presenta inoltre un riassunto tecnico dettagliato sui lavori eseguiti, liste di donazioni per la chiesa e l'organo, articoli sulla vita scolastica e sportiva locale (gara dei pompieri), ampie sezioni di registri parrocchiali e necrologi (con un tributo al bambino Yuliano), e appendici storiche sugli antichi ospizi valdostani.
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Paroisse de Saint - Pierre BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE XXIIIème ANNEE - N° 5 MAI 1982 Dieu donne et toi, dans tes mains ouvertes, reçois la vie, l'amour, la beauté de la nature et les merveilles de ta douce Vallée. il castello di Fénis nella sua stupenda cornice La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tipografia VALDOSTANA - Aosta
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Ora dopo 5 anni, l'edificio, consolidato nelle sue fondamenta, rimesso a nuovo, è stato riaperto al culto, pronto a testimoniare l'impegno della nostra generazione per salvaguardare questo prezioso monumento e a trasmettere al futuro la nostra coraggiosa fedeltà ai valori che la Chiesa rappresenta. I nostri antenati la Chiesa l'avevano costruita (e il primo edificio risale a prima dell'anno 1000) e noi oggi possiamo essere fieri di avere continuato la loro opera, salvando la loro testimonianza di fede, e trasmettendo la nostra. Dopo tanto lavoro e tanti sacrifici, è grande il sentimento di riconoscenza per tutti coloro che hanno cooperato a questo risultato: e sono tanti che in varia misura hanno partecipato a questa opera; è tutta la popolazione di Saint-Pierre che ha dato il suo contributo. Le autorità regionali, i tecnici, le imprese, gli operai, sono stati i primi operatori di questo lavoro, dalle fonda- menta al tetto abbiamo visto il loro interessamento e la loro competente laboriosità. Poi c'è stato il volontariato di tante persone (per la risistemazione all'interno, le pulizie) che ha scritto una bella pagina sulla generosità e la competenza della nostra gente; poi le offerte di tutta la popolazione per i lavori eseguiti a nostre spese (tetto, altare, ecc.); la generosità delle suore, l'impegno personale dei cantori, dei giovani e dei ragazzi anche per sensibilizzare tutti con raccolte, lotterie, banchi di beneficienza. Su tutti, merita di essere sotto- lineato, l'impegno e la responsabilità dei membri del consiglio pastorale, sempre in prima fila e generosamente presenti ad un lavoro, che se è giunto in porto, è anche grazie alla loro dedizione. Nel 1977 il Vescovo scrivendo ai parrocchiani di Saint-Pierre diceva tra l'altro: «Mentre vi dico la mia sincera ammirazione, lasciate che vi esorti a non fermarvi qui. C'è ancora molto da fare per costruire la Chiesa. Voi ben sapete che più della Chiesa fatta di pietre, vale la Chiesa composta di battez- zati. E' bello costruire Chiese, ma è più bello e necessario costruire noi stessi come Chiesa viva del Dio vivo. Ogni cristiano deve essere una piccola Chiesa nella quale Dio è presente, la parola di Dio è ascoltata, è praticata, la preghiera è incessante, la carità è dominante, l'onestà dei costumi è luminosa e illumi- nante. Siate costruttori della Chiesa, ma in senso completo. Costruite la Chiesa in voi stessi, costruitela nelle vostre famiglie, specialmente nel cuore e nella vita dei vostri bambini; costruitela nella vostra comunità, facendo sì che la parrocchia di Saint-Pierre diventi sempre più famiglia di Dio e popolo di Dio». Sia questo il nostro impegno, per far sì che la Chiesa di pietre sia luogo di crescita, di incontro, di approfondimento, di preghiera e non solo un bel monumento che tutti ammirano! 2 — La paroisse de Saint-Pierre en liesse pour l'église entièrement rénovée L'église de St-Pierre, rénovée des pieds à la tête, a été rouverte dimanche dernier 28 mars. Pendant les cinq ans qu'ont duré les travaux la vie religieuse de la paroisse avait son centre à la chapelle des pé- nitents bien accueillante, oui, mais trop petite pour les grands jours de la vie paroissiale. Dimanche donc, fête solennelle à St- Pierre. Les travaux, ardus et délicats, pour solidifier les fondations de la construc- tion ont été vérifiés avec succès par la présence à l'église d'une foule qui com- blait au maximum ses capacités de réception: l'ing. Vallacqua et l'entre- prise Lale-Demoz peuvent être satisfaits de leur travail. Le toit avait été aussi refait complètement par l'entrepreneur Bochet: le chapeau complète l'aspect de l'ensemble. Un nouveau plancher (en carreaux de marbre cette fois), les peintures de l'intérieur et de la façade, l'illumination et surtout l'autel tourné vers le peuple préparé avec finesse d'exécution en exploitant les marbres de la balustrade: tout avait été prévu. Tout était prêt et reluisant de propreté. A noter ici le concours de la popu- lation pour préparer les derniers dé- tails toujours importants à ce que tout soit bien à sa place: et l'on sait quel travail reste à faire dans une maison après que sont passés par là les maçons et les peintres. Ces volontaires, cet esprit de con- corde sont la meilleure preuve de la vi- La processione parte dalla Chapelle des Pénitents. — 3
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vere ancora eseguiti: il restauro e la pulizia dell'organo, la sistemazione del-le vetrate, il controllo dell'impianto di riscaldamento, la rifusione della campa-na maggiore, la tinteggiatura e la poli-tura della parte esterna di tutto il com-plesso chiesa, casa parrocchiale, cam-panile e anche il castello, che costitui-scono questo insieme, a volte criticato per alcuni aspetti, ma indubbiamente unico nel suo genere. Benvenuto e grazie dunque a tutti coloro che sono qui oggi per questa giornata di gioia nel Signore, ma un benvenuto specialmente a tante giorna-te come questa che rappresentano il coronamento di uno sforzo comune e solidale per il bene reciproco in un mondo che ha tanto bisogno dell'impe-gno e della solidarietà di tutti. Je ne peux terminer ces quelques mots sans présenter mes vœux les plus sincères à Monsieur l'Abbé Pierre Lale 6 - Gérard qui dans cette église il y a 50 ans célébrait sa première messe. Nous l'avons aujourd'hui parmi nous heureux lui même de voir cette église si bien renouvelée lui rappelant certainement tant de souvenirs. Je voudrais enfin remercier tout particulièrement ceux qui ont contribué aux travaux de re-stauration de l'église: l'Administration Régionale, les techniciens, les entrepri-ses et les ouvriers qui ont travaillé pen-dant ces longues années, notre Curé Don Aldo qui s'est dévoué pour que tout aille aux mieux et surtout les per-sonnes qui avec leur oeuvre assidue de volontariat dans ces derniers mois ont nettoyé de fond en comble l'église et replacé tous les objets d'art sacré, et celles qui ont donné leur collaboration avec de nombreuses et généreuses of-frandes. Merci à tous; que le Seigneur nous bénisse et puisse rendre nos liens fraternels toujours plus fermes. Il discorso del Sindaco buito a restituire ai Saint-Piérolen tale patrimonio: — L'Amministrazione Regionale, oggi qui presente nelle persone dello Assessore Borbey, Lavori Pubblici — e l'Assessore Pollicini, Sovraintendente ai beni culturali — per i finanziamenti erogati al fine di permettere l'esecuzio-ne dei lavori necessari, lavori che solo in minima parte (quelli di rifiniture) possiamo in questo momento apprez-zare. — L'impresa che con la sua meri-toria esperienza ha portato a compimen-to i lavori, non sempre di facile ese-cuzione se si pensa a quelli resisi ne-cessari per le opere di consolidamento. — Il Reverendo Don Aldo, il qua-le con la sua dinamicità ha seguito co-stantemente l'evolversi dei lavori e che in non poche situazioni ha saputo con la sua intelligenza superare ostacoli, ac-collarsi decisioni le quali, noi tutti lo sappiamo, sono sempre difficili e su-scettibili di pesanti critiche. — La popolazione di St. Pierre la quale chiamata a contribuire per l'ese-cuzione dei lavori inerenti il rifacimen-to del tetto ha risposto con grande slan-cio all'appello rivoltagli. La gradita inaugurazione di oggi è al-tresì caratterizzata dalla Cresima, sa-cramento che i nostri bambini riceve-ranno fra poco dall'Eccellenza Monsi-gnor Ovidio Lari. Porgo a quest'ultimo un cordiale benvenuto e a tutti voi buona festa. - 7 Discorso del Sindaco Sono lieto di poter partecipare, a nome dell'Amministrazione Comunale di St-Pierre e mia personale, alla ma-nifestazione di quest'oggi che vede la popolazione di codesto comune riunita in occasione della riapertura della Chie-sa Parrocchiale. E' un avvenimento che noi, penso di interpretare in questo mo-mento anche il sentimento di ognuno di voi, aspettavamo da tempo. Sono passati infatti ben 5 anni dal giorno della sua chiusura per dar corso ai lavori di consolidamento. Edificio sacro che per tradizione esplica infinite funzioni: da luogo di preghiera, d'in-contro, a luogo dove si vivono momenti di gioia per le feste, dove si accompa-gna con tristezza i nostri morti, svolge quindi uno specifico compito nella so-cietà necessario oltremodo oggi dove la pace e l'amore rischiano di essere sof-focate dall'odio e da atti non accetta-bili da una comunità la quale ha speso parecchio negli ultimi decenni per la crescita della nazione. E' inoltre una testimonianza storica, prova ne sono i reperti venuti alla luce durante l'esecuzione dei lavori di stabi- lizzazione della roccia e del muro parte sud offrendoci un nuovo aspetto che ha caratterizzata la vita dei nostri an-tenati. Non ultima un'immagine turistica del paese di St. Pierre che unitamente al castello (in questo momento grave-mente ammalato) ne fa un imponente complesso monumentale. Vorrei ora, nel mio breve intervento, ricordare e nel contempo congratular-mi con coloro che in primus ha contri-
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Discorsi di alcuni bambini Quando si ritorna a casa, dopo un periodo di lontananza, si prova una grande gioia. Così è, oggi, per tutti noi, perché dopo 5 anni di arduo e lungo lavoro, la porta della nostra grande casa comune si riapre nuovamente. Sappiamo quante difficoltà, quanti problemi si sono dovuti affrontare per portare a termine i lavori, ma l'impe- gno fattivo del nostro parroco, da una parte, e la capacità delle maestranze, dall'altra hanno permesso di giungere a questo atteso giorno. E' perciò con gioia tutta particolare che St. Pierre dà, oggi, il benvenuto al suo vescovo e soprattutto, noi cresiman- di, che tra un pò, dalle sue mani rice- veremo il segno di testimoni di Cristo. Ma, in questi momenti così dolci e sereni, c'è nei nostri cuori anche uno struggente rimpianto per il nostro caro compagno Yuliano che non c'è più, ma che sentiamo con fede viva più che mai vicino a noi. In questo giorno così importante le chiediamo, monsignore, di accompa- gnarci con le sue preghiere perché il cammino della nostra vita sia onesto, laborioso e rischiarato sempre dalla fede. Ringraziamo il parroco per tutta la attenzione e la cura che pone alla no- stra crescita spirituale. 8 — Parlano i cresimandi Un grazie anche alle autorità locali e regionali per la loro presenza nella nostra bella e rinnovata chiesa. Que le bon Dieu envoie sur nous tous sa miséricordieuse bonté et que sa bénédiction descende sur notre beau pays et sur notre vallée. Riapertura della Chiesa: impressioni di una ragazza Il 28 marzo, dopo ben 5 anni, gli abitanti di St. Pierre sono finalmente rientrati nella loro chiesa. Oltre a questo atteso avvenimento nello stesso giorno i bambini di 5ª ele- mentare hanno ricevuto la Cresima. La Santa Messa, quindi, è stata celebrata dal Vescovo, Monsignor Ovidio Lari. Sono arrivata davanti alla chiesa verso le 9,30: sul sagrato un gran numero di gente era in attesa del corteo formato dal Vescovo, dal parroco, dai cresi- mandi e dai cantori che doveva partire dalla Chapelle des Pénitents, che per ben 5 anni ha sostituito la Chiesa di St. Pierre. Terminati finalmente i lavori di restauri si sentiva la gioia, l'impazienza della gente di ritornare nella chiesa che per generazioni e generazioni ha accol- to gli abitanti del nostro paese. Entrata nell'edificio per la prima vol- ta dopo tanto tempo; mi sono sentita letteralmente sbalordita dalla sua gran- dezza e ho pensato che finalmente ci sarebbe stato un posto da sedere per tutti: ma le mie previsioni, almeno per questa volta, erano errate, la chiesa straripava di gente e sul sagrato chi non era riuscito ad entrare tendeva l'orec- chio cercando di afferrare almeno qual- che parola dei discorsi e della Messa. Tutti coloro che si sono alternati al microfono, dal Sindaco, al membro del Consiglio Pastorale, ai cresimandi, han- no ringraziato chi si è adoperato per la ristrutturazione di questa nostra chie- sa, le autorità come tutti gli abitanti di St. Pierre. Ma forse le più significative parole sono state del Vescovo; Egli par- tecipava alla nostra felicità per la ria- Si sta entrando in Chiesa — 9
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pertura della chiesa ma ci ha ricordato che la Chiesa vera siamo noi cristiani. Il lavoro per la chiesa edificio è termi- nato ma un altro lavoro ben più arduo ci aspetta: portare nelle nostre fami- glie, nelle nostre case la Chiesa di Dio. E' un compito certamente più difficile da condurre a termine ma se ci riusci- remo, la gioia che in quel giorno ab- biamo provato dopo sarà centuplicata. Monsignor Lari ha anche ricordato i 50 anni di sacerdozio del Padre Pietro Lale Gérard, il quale ha accolto con commozione gli auguri che ha ricevuto così numerosi. Infine il Vescovo ha ter- minato ricordando i cresimandi e l'im- portanza del sacramento che stavano per ricevere: lo Spirito Santo che scen- de su di loro per renderli più adulti e forti. Ogni cosa di questo giorno mi è rimasta impressa e così credo a tutti quanti: dai canti, ai discorsi dei bam- bini, ai fiori, ma spero che dietro alla scenografia tutti i presenti abbiano ca- pito l'importanza e il valore dell'impe- gno affidatoci dal Vescovo «Portare Dio nelle nostre case». M. F. Remarques sur l'inauguration de l'église renouvellée de Saint-Pierre Après une matinée si émouvante et évocatrice, que nous venons de passer ce 28 mars 1982, écoutons ensemble la voix d'une vénérable légende valdô- taine appuyée sur une tradition ecclé- siastique. Que penser de ce myte selon lequel l'apôtre Saint-Pierre, en se rendant en Gaule, aurait évangélisé le pays d'Ao- ste? À son appui, dit le père Félix Tis- serand dans son mémoire «L'église et la paroisse de Châtillon» «on signale de nombreuses églises paroissiales qui lui sont consacrées et qui auraient jalon- nés son voyage apostolique: Vercell, Ivrée, Settimo Vittone, Donnas, Mont- jovet, Châtillon, Aoste, Saint-Pierre de Châtel - Argent. Ces églises auraient été autant d'étapes de son voyage. St- Pierre, en traversant notre pays, l'au- rait évangélisé et aurait laissé des disci- ples qui auraient continué son oeuvre et fondé des paroisses». Les étapes que je viens de mention- ner sont les premiers balbutiements de l'histoire religieuse de chez-nous, mais il est gentil beau et fier pour les saint- Piérolains que de penser à Pierre le Saint Apôtre comme le fondateur non seulement de l'église universelle à Ro- me, mais aussi le fondateur de notre première église paroissiale! Mais quittons les vieilles traditions, émouvantes et poétiques, si vous vou- lez, mais non transmise par écrit, et venons à l'histoire. Elle commence vers l'an mille et les faits historiques depuis lors, parlent et prouvent. Monsieur le Chanoine Roux dans la séance du 20 février 1895 donne lec- ture, à la Société Académique religieuse et scientifique de l'ancien Duché d'Ao- ste sous la protection de Saint-Anselme, d'une étude sur les origines des pa- roisses du diocèse d'Aoste. Il est cer- tain que ce diocèse existait dès la fin du IV siècle. S'il existait un diocèse avec son évêque, existaient des églises avec leurs prêtres et des chrétiens prati- quants. Or le premier oratoire du Pays fut la chapelle de Saint-Pierre hors les murs, à Saint-Ours. On doit arriver ce- pendant au VII siècle après J.C. pour voir apparaître la fondation de l'église de Saint-Pierre. Une documentation sûre sur les égIi- ses du diocèse est celle de la bulle du Pape Alexandre III du 20 Avril 1176. Saint-Pierre est parmi les églises men- tionnées dans ce document. A cette date on peut aussi faire remonter la construction du superbe clocher moyen- nageux qui encore aujourd'hui sillon- ne e ciel avec sa flèche harmonieuse, à l'ombre du château. En effet nous vo- yons notre église construite tout près du manoir féodal pour la plus grande commodité des seigneurs. Mais laissons l'histoire et venons à - 11 Le autorità presenti alla cerimonia. Il Vescovo benedice la Chiesa rinnovata. 10 -
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Nous allons revivre quelques instants de la vie mystique des souvenirs... Gra- vissons cette rampe pavée, découvrons- nous devant ces oratoires que l'on ne salue plus et où nos vieux déposaient l'obole pour les bonnes âmes, selon leur beau langage et entrons dans notre vieille église, aujourd'hui renouvellée dans ses fondements, dont le pieux sou- venir a éclairé parfois le chemin obscur de notre existence. Admiré Saint-Pierre en montant vers son église comme à l'autel de sa vie et rassemblez les grands souvenirs et les petits. Voyez encore ce berceau de verdure où le village coquet se blot- tit à vos pieds. Voyez au devant de vous ce sanctuaire primitif où fumèrent les autels du paganisme et, au dessus de vos têtes, voyez le beau ciel et le bel horizon! de cette belle et fortunée ter- re valdôtaine». Je voudrais bien continuer, mais ici le discours viendrait trop long et même ennuyeux. Alors je termine avec la parole d'un autre illustre poète valdôtain, le cha- noine Perret: Oh, qui nous chantera le poème d'a- mour / et d'invincible foi qui flotte en ce beau jour / Sous les vastes arceaux, le long de la nef ample, / Sur le marbre et sur l'or du grand rêve accomplit? / Chaque pierre à sa voix qui veut vain- cre l'oubli / Dans l'harmonie du no- veau temple». Merci Monsieur le Curé. A vous le plus grand mérite d'une oeuvre si belle et nécessaire, à Vous et à tous vos infa- ticables collaborateurs le plus grand honneur; à Dieu toute la gloire. Charles Joyeusaz la fête de ce jour si riches d'enseigne- ments et d'engagements. Voyez, aujour- d'hui, on peut dire, comme en 1673 lors de la consécration faite à l'occa- sion de l'inauguration de l'église de Valsavarenche, que l'église de Saint- Pierre a été si bien renouvellée que «l'ayant trouvée de terre et de briques, on la laisse toute d'or et d'azur». L'or de nos sentiments bien sûr et l'azur de nos espérances... Je voudrais vous dire encore et a- vec la parole d'un illustre Saintpiéro- lains, Louis Jaccod: «Venez avec moi. Inizia la Messa I cresimandi in prima fila 12 Il Vescovo tra Padre Lale Gerard e il Can. Fosson - 13
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I 50 anni di Messa di Padre Lale Gerard Il 28 marzo la comunità parrocchiale di Saint Pierre, ha voluto ricordare i cinquant'anni di Messa di padre Lale Gérard Pietro, uno dei suoi figli migliori. Nato a Saint Pierre 1'8 Febbraio 1898, visse la sua fanciullezza e la sua giovinezza nei villaggi alti, sempre buono e generoso nei suoi doveri e nel suo lavoro, dalla famiglia povera e laboriosa imparò presto il valore del sacrificio. A 22 anni, dopo tre anni di servizio presso il Vescovo di Aosta Mons. Tasso, entrò nella congregazione degli Oblati di San Giuseppe in Asti. Nel seminario di quella congrega- zione compì i primi studi in prepara- zione al noviziato. La prima Professio- ne religiosa l'ha emessa il 30 Ottobre 1923 e l'ordinazione sacerdotale, dopo gli studi teologici, l'ha ricevuta il 19 Settembre 1932 da Mons. Franco. Ce- lebrò poi la sua prima messa solenne a Saint-Pierre, tra la gioia e l'esultanza dei suoi familiari e dei suoi compatrio- ti. I suoi anni di sacerdote e di reli- gioso li ha trascorsi in varie case della sua Congregazione, come insegnante, confessore, predicatore: a Trino (Vc), a Roma, a Riccia (Cb), a Carbonara (Ba), a Frinco (At). Grande devoto della Madonna ne di- vulgò la devozione nei santuari della Mercede in Antignano (At), della Ma- donna del Carmine a Riccia, della Ma- donna dello Sterpeto a Barletta. Per tanti anni le sue ferie le ha trascorse presso il santuario di Oropa (Biella) quale confessore ai pellegrini. Sovente l'abbiamo rivisto tornare tra noi, non solo nei momenti lieti o tristi della sua amata famiglia, ma anche per brevi momenti di pausa nel suo servizio religioso; conosce tutti e anche da lon- tano è sempre stato informato delle at- tività dei suoi compaesani, a cui si è sentito sempre particolarmente legato. Quando è qui, lo vediamo girare nei nostri villaggi, sempre cortese e sorri- dente, con una parola buona per tutti. Scrive di lui un suo confratello «carat- teristiche della sua vita sacerdotale e religiosa, sono la preghiera e l'adatta- mento ai vari impegni affidati dai Su- periori, schivo del mettersi in mostra, contento se la bella figura la facevano i confratelli». Da circa 5 anni si trova nella casa di Riposo «Aluffi» in Castelnuovo Calcea (Asti), con l'ufficio di curare l'assisten- za spirituale agli anziani ospiti, dai qua- li è stimato e ben voluto. Con la preghiera di ogni giorno con- tinua il suo apostolato in sostegno dei confratelli che lavorano nelle varie at- tività della Congregazione. Continui, Padre Pietro, a pregare anche per il suo paese e per la sua par- rocchia natia e ad multos annos. Lo mandolì A l'ombra di cliochì lo mandolì l'at tornò fleù! L'est lé que chor pean fente de la rotze crei pocca et... queun effort pe ibé se zen! Mi son bosquet l'est pi rouse que la pi di meinallion quan galoppon pe la rampa a l'eira di leson! Portan sa téera l'est po balla di veugne... ma ... ma l'est todzor lo premi que annonche l'iforìi a coti di viou cliochì! G. P. 1931: Prima Messa di Padre Lale Gerard Pietro 14 – – 15
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Vita nella scuola materna L'allegra brigata dei piccoli Con questo articolo desideriamo por- tare tutta la comunità a conoscenza su ciò che abbiamo svolto nella nostra scuola materna e su come dovrebbe es- sere considerata per raggiungere le fi- nalità desiderate. Anzitutto è bene ribadire l'importan- za inderogabile del rapporto tra scuo- la e famiglia: è un discorso vecchio quanto l'educazione umana, ma sempre attuale e irrinunciabile. La famiglia da sempre educa con la pratica, in situazioni reali di vita, nella convivenza quotidiana. La scuola fin dall'inizio ha assunto un ruolo diverso, basato soprattutto sulla teoria, mentre oggi cerca di svol- gere un'attività più vicina alle esigenze del bambino, tanto è vero che ogni 16 — La Scuola Materna tra i vigneti bambino trova spazio, assistenza, strut- ture, interventi per lo sviluppo inte- grale della sua personalità, e non è e non vuole essere considerata un luogo dove si gioca per passare il tempo. Nel corso dell'anno abbiamo cercato di portare i bambini ad una conoscenza reale di ciò che li circonda, di far na- scere e crescere in loro fin da ora il senso di gratitudine verso Dio e verso tutte le persone che lavorano per noi, cogliendo lo spunto da alcune cose che quotidianamente ci sono donate (pane, latte, frutta). In autunno abbiamo vissuto l'espe- rienza della raccolta delle mele recan- doci nel frutteto adiacente la nostra scuola e in seguito alla raccolta della uva, ospitati dai sacerdoti e suore del priorato. Come ci hanno visti ci hanno salutato calorosamente invitandoci ad andare lungo i filari per vedere come avviene la raccolta dell'uva, e in se- guito a osservare anche la sua pigiatu- ra. Mentre si aiutava a deporre i grap- poli nelle apposite ceste, ne approfit- tavamo per mangiare alcuni acini, e co- sì tra un acino e un grappolo abbiamo cantato alcune canzoncine, allietando il lavoro di chi vendemmiava. Nel mese di febbraio siamo stati gen- tilmente ospitati da un panettiere di Aosta per poter far vivere ai bambini l'esperienza della lavorazione e cottura del pane. E' stata una giornata ricca di esperienza per i bambini che oltre ad andare dal panettiere hanno avuto la occasione di recarsi alla stazione, perso- nalmente richiedere il biglietto al bi- gliettario e pagarlo e poi salire sul tre- no, per raggiungere insieme Aosta dove il panettiere ci stava aspettando. Abbiamo cercato inoltre di far sen- tire ai bambini che anche loro fin da ora possono essere utili, far qualcosa per gli altri e che soprattutto il loro frequentare la scuola materna è un im- pegno e un lavoro come quello dei loro papà e delle loro mamme. Per condurre i piccoli a questa espe- rienza abbiamo realizzato con loro pic- coli oggetti che a Natale abbiamo ven- duto e il ricavato ci è servito per acqui- stare del materiale necessario per la scuola. E' stato per noi un anno molto ricco e bello, dove abbiamo constatato quan- to il bambino goda e si arricchisca di e- sperienze concrete, ma sarebbe stato molto più proficuo se avessimo avuto una maggior collaborazione da parte di molti genitori. — 17
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In realtà constatiamo, con rammari- co, che le varie attività svolte nella no- stra scuola riscuotono da parte di molti genitori poco interesse, non vengono svolte e approfondite a casa, con la scu- Finalmente, nelle prime ore del po- meriggio del 24, ecco la gara. C'è la fol- la delle grandi occasioni sui prati del Priorato, sotto un bel sole invernale, sono i tifosi, gli amici, pronti a battere le mani, a incoraggiare, o a fare qual- che risatina quando il passo e lo stile non sono proprio da manuale. L'anello di circa 2 chilometri è da percorrere due volte, la pista è ben tracciata e non presenta, a detta degli esperti, partico- lari difficoltà. Il cronometrista è Corniolo, si proce- de al sorteggio dei circa quaranta par- tecipanti, che ad intervallo di un mi- nuto si devono lanciare nella pista. Poi il via e qui se ne vedono di tutti i co- lori: c'è chi scia bene con stile e forza, c'è chi arranca faticosamente, c'è chi si porta il peso di una «pancetta», non troppo atletica, c'è chi ha il fiato corto per il poco allenamento o per troppe sigarette, c'è chi scopre che è più facile guardare che gareggiare... ma insomma la buona volontà non manca e lo spet- tacolo per il pubblico, è assicurato. Il 24 gennaio, si è svolta nei prati del Priorato, una gara di fondo tra i tre gruppi dei nostri pompieri: la cop- pa messa in palio sarebbe stata vinta dalla squadra che avesse ottenuto i quattro migliori tempi. L'attesa era mol- ta e per giorni e giorni i prati di Saint- Pierre, o l'anello di Saint-Nicolas, sono stati teatro di duri allenamenti, molti pompieri era la prima volta che calza- vano gli sci, ma la voglia di ben figu- sa di mancanza di tempo o di spazio; in verità la ragione prima della scarsa con- siderazione di ciò che i bambini fanno a scuola: cose anche belle e carine... ma da scuola materna. I bimbi alla raccolta delle mele rare era tanta e i consigli per le diete o per eliminare le «pancette» si spreca- vano. Intanto i pronostici erano l'argo- mento principe delle conversazioni al bar, si prevedeva una lotta tenace tra i pompieri della collina e del borgo sul filo dei secondi, mentre per la lotta in- dividuale i pronostici erano unanimi, vincerà il «vecchio» René, ma con al- cune possibili sorprese da parte di Sca- lise o dei fratelli Ferrandoz. Vince largamente, come da prono- stico, il non più giovane René di Ru- miod, e quanta invidia per il suo stile, per il suo fisico, per la sua andatura, da parte di ben più giovani concorrenti. Buona la prova dei Ferrandoz, inat- teso il terzo posto di Silvio del Borgo, un pò di delusione per il quarto posto di Scalise e intanto si cominciano a fare le somme dei tempi migliori per vedere quale gruppo vince la coppa. Sembra subito escluso il gruppo di Rumiod, nonostante l'eccezionale René e la buona prova di Lale Murix Bruno (il terzo e il quarto sono solo tredice- simi e sedicesimi); la lotta sul filo dei secondi è tra il gruppo del Borgo e della Collina e la spunta il Borgo per solo 23 secondi con il quartetto: Lale Lacroix Silvio, Scalise Mario, Charles Alberto e Arnoed Piero (prova inspe- rata la sua, risultata poi vincente) e se- condo il quartetto della Collina con Ferrandoz Piero e Sergio, Lale Murix Mario e Paillex Italo (un esordiente veramente tenace). Tutto è pronto per la gara dei pom- pieri. - 18 - - 19
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Al termine i commenti erano unani- mi: bella gara, bravi i vincitori, ottima l'organizzazione (con lo speaker uffi- ciale Vaudois Luigi, sempre puntuale e preciso... e anche spiritoso). Non sono mancati i propositi: per il prossimo anno più allenamenti, me- no sigarette e «bianchetti», più dieta, più vita sportiva e chissà che qualcuno dopo il mal di gambe e di braccia o do- po il fiatone non sappia mantenere gli impegni! Comunque è stata una giornata sim- patica, che ha saputo riunire i nostri tre gruppi di pompieri, e ci ha fatto sperare che continueranno con sempre più im- pegno e armonia il loro servizio al paese. il cronista Classifica individuale: 1) Champretavy Renato; 2) Ferran- doz Pierino; 3) Lale-Lacroix Silvio; 4) Scalise Mario; 5) Lale-Murix Mario; 6) Ferrandoz Sergio; 7) Charles Alberto; 8) Lale-Murix Bruno; 9) Arnod Piero; 10) Paillex Italo; 11) Charrere Evasio; 12) Fenoil Remo; 13) Luboz Dario; 14) Chenal Luigino; 15) Campese Mar- co; 16) Ducly Egidio; 17) Chappuis Provino; 18) Chappuis Pierino; 19) Belli Ino; 20) Isabel Sergio; 21) Lale- Lacroix Luigi; 22) Glarey Augusto; 23) Branche Ruggero; 24) Rumiod Do- nato; 25) Lale-Gerard Aldo; 26) Pic- cini Elio; 27) Bochet Camillo; 28) Christille Innocenzo; 29) Lovison Gio- vanni; 30) Bettoni Franco; 31) Primie- ro Mario; 32) Lale-Murix Eligio; 33) Simoncinino Nino; 34) Junod Francesco. Classifica a squadre: 1) Borgo 40'15" 2) Collina 40'43''02 3) Rumiod 43'05''10 Gara di pompieri: i cronometristi al lavoro. 20 — UTOPIA Ovvero breve storia del comune di Val Serena, della sua Parrocchia e del- la strada statale XYZ 26. Nel Comune di Val Serena, ridente paesino di una piccola regione di mon- tagna, c'era un complesso architettoni- co rappresentato da Chiesa, Casa Par- rocchiale e castello pseudomedioevale, che per l'usura del tempo, l'incuria de- gli uomini e le vibrazioni dei TIR, ri- schiava di rotolare sul ridente paesino stesso. Gli amministratori oculati di Val Serena decisero che tutto il com- plesso andava restaurato; si resero con- to infatti che un provvedimento setto- riale avrebbe solo differito il problema senza risolverlo, provocando uno sciu- pìo di tempo e di pubblico denaro. Re- staurarono quindi il tutto adibendo il castello a museo, durante il giorno e spettacoli di sons et lumières durante la notte, questo durante la stagione estiva. Centro Culturale, luogo di ritro- vo per feste e ricorrenze civili, durante l'inverno. La Chiesa ritornò alla sua antica bellezza e così la casa parroc- chiale. La strada statale XYZ 26 che era stata la maggiore responsabile del danneggiamento di quelle strutture e, cosa ancora più mesta di un'ecatombe di vittime di incidenti stradali, veniva evitata da una rapida via di transito, costruita lungo il fiume, in accordo con tutti gli altri comuni della bella valle che soffrivano gli stessi problemi. E co- sì tornò il sole sulla bella comunità di Val Serena e tutti vissero felici e con- tenti. Nel Comune di Val Serena però c'erano alcune premesse che resero possibili queste realizzazioni. Gli sprov- LETTERA AL BOLLETTINO veduti non si presentavano alle elezioni comunali e se si presentavano non ve- nivano eletti. Nel Comune di Val Serena l'amore disinteressato per il proprio paese su- perava la logica di partito, di schiara- mento politico e soprattutto il proprio interesse personale. La mancata realiz- zazione delle promesse elettorali da parte degli eletti si trasformava fine legislatura nella decapitazione in piaz- za degli interessati (questo però si ve- rificava nei tempi antichi, attualmente ci si limita all'ostracismo ed alla con- fisca dei beni). Gli abitanti di Saint Pierre hanno dimostrato, almeno nel restauro della loro Chiesa Parrocchiale, di avere molti punti in comune con gli abitanti di Val Serena. Grazie al loro contributo per- sonale, sia stato esso pecuniario o la- vorativo, hanno contribuito in prima persona ad una realizzazione veramen- te degna di nota. Viene quindi spon- taneo chiedersi: ma una popolazione così pronta e matura per una concreta collaborazione come può rimanere to- talmente inerte di fronte a tutto quello che, percorrendo la stessa via, si po- trebbe realizzare? D'accordo nel re- stauro della Chiesa la motivazione reli- giosa ha svolto un ruolo predominante. Per le realizzazioni di sapore laico esi- stono le istituzioni comunali ed i nostri oculati amministratori che prov- vedono... E meglio concludere qui perché non è certo dalle pagine di questo giornale che si vuol fare della polemica. L'Estranger — 21
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A ricordo di Yuliano «Signore, non ti chiediamo perché ce l'hai tolto, ti ringraziamo per avercelo dato». Correvi felice ad un allenamento: sei stato fermato. Come un piccolo atleta hai lottato quattro lunghi mesi per raggiungere lo striscione d'arrivo e ricevere come premio una coppa che si chiama — VITA —, ma non è giunta nelle tue mani come le tante altre. Quanta trepidazione, speranza, tremore ti hanno accompagnato lungo il percorso, Yuliano! E tutti, tutti noi ad aspettare con mamma, papà, Sabina, nonni e zii, la tua ripresa. Ma tu ti allontanavi sempre più... E poi... poi l'ultimo dono ai tuoi cari: un sorriso, il tuo dolce sorriso. Grazie, bimbo, per essere stato in mezzo a noi, per la gioia che ci hai donato, grazie per le tue vittorie che erano anche un po' nostre, per la tua disponibi- lità verso i deboli, grazie per come eri. Per noi tutti, che ti abbiamo amato, il pensiero di uno scrittore: «Non sono più dov'ero prima, ora sono dove siete voi» Sì, Yuliano, sempre. la tua maestra 22 — Caro Yuliano, io ho sempre sperato che tu potessi tornare con noi e conti- nuare la scuola. Non ti dimenticherò, pregherò molto per te. (Flavio) Eri un compagno attivo e bravo, per me sarà difficile dimenticarti. (Paolo) Yuliano, tutti ti conoscevano, eri un bambino allegro e lo sei ancora, eri bravo e tutti ti volevano e ti vogliono bene. (Christian) Non sei più con noi, Yuliano, ma il Signore ti accoglierà bene. (Isabella) Quando mi giro vedo sempre la tua coppa che hai vinto sciando e ti penso. (Sabrina) Io ho il cuore vuoto senza te, Yuliano. Lassù un giorno ti rivedrò. (Domingo) Yuliano, sappi che ti parlo come se tu fossi vicino a me, anzi tu sei dentro di me: nel mio cuore, insieme al tuo giochetto: i tappi di bottiglia, che ormai è passato di moda. Io ho pregato sempre per te e ti giuro che non l'avevo mai fatto, ma continuerò a farlo per ricordarti. Ti dico solo: arrivederci, Yuli, amico, campione. (Michèle) Guardo il tuo banco, penso a te, alla tua bontà, alla tua vivacità e alla tua franchezza. (Fabrizio) Credi, Yuliano, non è facile dimenticare un compagno come te, sempre pronto nell'aiutare chi era in difficoltà. (Francesca) Yuliano, mi rimarrai per sempre nel cuore come un simpatico compagno ed un fedele amico. (Thierry) Mi manca molto Yuliano. (Marino) Guardo sempre la coppa vinta da noi due, è in classe, posata sull'armadietto e penso a te, caro Yuliano. Ci rivedremo. (Bruno Bérard) Yuliano aspettaci con gioia perché ci rincontreremo e saremo ancora più amici. (Giuseppe) Mi sei stato un grande compagno, Yuliano. (Bruno Barmaverain) Lungo la strada che mi porta a casa ricordo Yuliano. (Patrizia) Era un mio caro amico. A me piaceva giocare con lui perché non ti faceva mai male. (Giuseppina) Senza di te c'è un grande vuoto. (Leo) Verrà il giorno, Yuliano, che io e tutti i tuoi compagni di classe, verremo con te, e, insieme, faremo ancora tante cose. (Caterina) Gesù, tieni sempre vicino a te il nostro Yuliano. (Elena) — 23
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Nuovi membri del Popolo di Dio 16) Il 20 dicembre battesimo di DE PACE MAURIZIO di Silvio e di Chi- narelli Clara. Padrini: Giovinazzo Mau- rizio e Mammoliti Carmela. 1) Il 10 gennaio battesimo di FAL- DELLA DOMENICA ANGELA ELI- NA di Leonardo e di Carvelli Elisa. Padrini: Bochet Camillo e Domaine Vilma. 2) Il 17 gennaio battesimo di MAR- RA BARBARA di Pietro e di Rocca Lucia. Padrini: Rocca Pietro e Rocca Rosa. 3) Il 7 marzo battesimo di LALE DEMOZ SUSY di Alfredo e di Nieroz Marinella. Padrini: Garino Ilario e Nie- roz Patrizia. 4) Il 21 marzo battesimo di TON- SO RAFFAELE di Bruno e di Petigat Carla. Padrini: Petigat Renzo e Petigat Giulia. 5) Il 21 marzo battesimo di PER- SOD MURIEL di Sisto e di Denarier Fernanda. Padrini: Carlin Marco e Do- maine Thea. 6) Il 4 aprile battesimo di ARCA- RO GIANLUCA di Sergio e di Domai- ne Loredana. Padrini: Gonthier Leo e Domaine Liliana. 7) Il 4 aprile battesimo di VILLA- NOVA ROBERT di Fortunato e di Ar- caro Lucia. Padrini: Petitjacques A- driano e Lucianaz Olga. 8) Il 18 aprile battesimo di DAVI ALESSANDRO di Delfino e di Gard Ida. Padrini: Davi Valerio e Gastaldi Rosanna. Nuovi Cresimati Il 28 marzo sono stati cresimati da S. E. Mons. Ovidio Lari: 1) Barmaverain Bruno, padrino: Sa- voye Faustino; 2) Berard Bruno, padri- 24 — no: Curtaz Vito; 3) Chinoux Renzo, padrino: Luboz Dario; 4) Chioso Chri- stian, padrino: Tacchella Daniele; 5) Curtaz Fabrizio, padrino: Berard Bat- tista; 6) Fico Giuseppe, padrino: Fal- della Leonardo; 7) Gadín Flavio (St. Nicolas), padrino: Cerlogne Luciano; 8) Lale Murix Domingo, padrino: Lale Gerard Marco; 9) Lavy Paolo, padri- no: Lavy Ettore; 10) Luboz Marino, padrino: Cossu Tonello; 11) Pariset Leo, padrino: Pieller Bruno; 12) Strop- pa Thierry, padrino: Giovannetti Gior- gio; 13) Trentaz Flavio, padrino: Tren- taz Lino; 14) Barbieri Giuseppina, ma- drina: Verta Michela; 15) Belli Fran- cesca, madrina: Dayné Ines; 16) Cam- pese Sabrina, madrina: Luboz Daniela; 17) Favre Isabella, madrina: Favre Na- thalie; 18) Fazzari Caterina, madrina: Vittaz Lidia; 19) Pariset Elena, madri- na: Paroli Virna; 20) Villanova Patri- zia, madrina: Padula Anna. Nuovi focolari cristiani 7) Il 28 novembre matrimonio tra FAVRE EZIO e MOGNOL NADIA. Testimoni: Romeo Vincenzo e Dalle Valentina. 1) Il 23 gennaio matrimonio tra DEL NEGRO CORRADO e CARLIN AGNESE SONIA. Testimoni: Char- ruaz Enrico e Pellissier Liliana. 2) Il 17 aprile matrimonio tra CRE- MASCHI MIRCO e EMPEREUR LO- REDANA. Testimoni: Belley Angelo e Lale Castain Wilma. 3) Il 24 aprile matrimonio tra BO- VI CORRADO e LANIER PATRI- ZIA. Testimoni: Bosonin Tiziana e Zerbato Mario. I nostri defunti 15) Il 27 novembre è deceduto CHIOSO REMO di anni 63. Una lun- ga malattia ha stroncato la forte fibra del bravo Remo. Era nativo di Netro (Vc), si sposò a St. Pierre, e qui lavorò e visse, godendo l'amore e la stima di tutti per la sua generosità e la sua cor- dialità. Aveva una fede profonda e sin- cera, che sempre lo guidò anche nei sentieri difficili della vita. 16) Il 22 dicembre è morto PAIL- LEX ETTORE di anni 67. Da alcuni mesi non stava bene e in poco tempo la sua salute crollò sotto gli assalti del- la malattia. Uomo laborioso e genero- so, sempre dedito al suo lavoro dei cam- pi, l'abbiamo visto fino alla fine sem- pre impegnato per il bene della sua famiglia. 17) All'alba del giorno di Natale, è morto CERIANO INNOCENZO di anni 93. Era il doyen del nostro paese e fino quasi agli ultimi tempi, aveva «portato bene» i suoi anni, sempre pieno di spirito, lucido, cordiale. Aveva vissuto duramente nel lavoro e nella fatica i suoi anni migliori, impegnan- dosi nei suoi doveri con quella gene- rosità laboriosa, che lo contraddistinse. 1) Il 20 gennaio è deceduta LALE TERESA di anni 93. Viveva ormai so- la dopo la morte della sorella, e solo — 25
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negli ultimi anni ebbe bisogno dell'aiu- to dei nipoti e dei vicini. Sempre lu- cida, vivace, serena, amava ricordare con affetto gli anni più duri della sua giovinezza e della sua vita. Sempre ci accoglieva con la corona del rosario in mano, testimone del suo amore alla preghiera e alla grande fede. 2) Il 19 gennaio, in ospedale, è mor- to LORO PIANA ERNESTO di anni 67. Il suo corpo riposa nel paese na- tio, in provincia di Vercelli. A noi ri- mane il caro ricordo di un uomo gene- roso, laborioso, coraggioso nella vita e nel dolore. Ci rimane soprattutto l'e- sempio di una grande fede, testimonian- za con l'impegno di colui che sa «in chi ha posto la sua speranza e la sua fidu- cia». 3) L'11 febbraio a Torino, in ospe- dale, è morto PELLISSIER YULIA- NO di anni 10. Vittima di un incidente stradale per più di quattro mesi lottò invano contro il male. Era un bimbo buono, intelligente, vivace, affettuoso, sportivo, amava la vita e i suoi cari con la forza dei suoi giovani anni. Il suo funerale fu una grossa testimonianza di affetto per lo strazio penoso dei suoi familiari e di caro ricordo per lui, che sappiamo vivo e presente accanto al Cristo Risorto. 4) Il 17 febbraio, in ospedale, è morto JANS-SAVY GIUSEPPE, di an- ni 71. La sua salute non era più buona, e dopo la morte della moglie Teresa, era crollata, trovando difficile anche avere coraggio. Così dopo neppure un anno è andato a raggiungerla nella Pa- tria Eterna. Lascia il ricordo dei suoi sacrifici, del suo lavoro, della sua de- dizione. 5) L'8 aprile è deceduta LALE DE- MOZ GRAZIELLA di anni 80. Anche se non stava bene, niente lasciava pre- sagire la sua morte improvvisa. Era sta- ta maestra generosa per tanti anni, e lascia caro ricordo del suo impegno non solo nei suoi parenti. Generazioni e generazioni di bambini sono stati da lei educati alla scuola e alla vita, e la nostra riconoscenza l'accompagna nella vita eterna, in cui sperava e credeva. 6) Al mattino di Pasqua, l'11 aprile, è morta improvvisamente PAILLEX LUISA in BERTHOD, di anni 72. Sposa e madre di famiglia, fu generosa nei suoi doveri e nel suo lavoro, corag- giosa anche nel dolore, quando due an- ni fa, proprio il giorno di Pasqua, perse improvvisamente il figlio Franco. La- scia ai suoi cari l'esempio della sua de- dizione, grande ideale di vita. 7) Il 15 aprile improvvisamente è morta CARERE NATALINA in DE- GANI, a soli 50 anni. Questa morte inaspettata, lascia nello strazio il marito e i suoi tre giovani figli, che ancora tanto avevano bisogno di lei. Nativa della Calabria, tra noi fu sempre gene- rosa e laboriosa, dedita con amore al bene della sua famiglia. Lascia, specie ai suoi figli, un esempio di grande ge- nerosità e anche di fede sincera. 8) Il 16 aprile è morto VIRONDA GAMBIN GIANNI di anni 67. Nati- vo di Borgiallo, ebbe dai suoi cari una educazione ai valori dell'impegno uma- no e della fede. Fu grande eroe della Resistenza. Emigrò in Brasile, dove la- vorò con grande generosità. Tornò tra noi, negli ultimi anni, nella casa della moglie. Ci lascia un caro ricordo della sua semplice cordialità, del suo inte- resse per quei valori civili e religiosi, che troppo sovente oggi dimentichiamo per inseguire facili mode e miti illusori. Breve riassunto della relazione tecnica sui lavori eseguiti nella Chiesa di St-Pierre PREMESSA Il progetto documenta le opere di consolidamento statico eseguite per ar- restare gravi e diffusi dissesti progres- sivamente manifestatisi nelle strutture murarie e nelle fondazioni della Chiesa parrocchiale di Saint-Pierre. Il progetto è stato eseguito in collaborazione con la direzione dei lavori svolta dai tecnici dell'assessorato dei Lavori Pubblici e in seguito ai «rapports» dei geologi del- la Geoprojets di Grenoble. ganiche strutture, abbia manifestato dissesti anche gravi, circa un secolo do- po il suo ultimo ampliamento. Tanto più che la stabilità dei terrapieni, era ridotta man mano dall'azione delle acque provenienti da monte, che scor- revano sopra la roccia fin sotto la casa parrocchiale, per la scarsa efficienza dei drenaggi esterni al muro Nord. Né va dimenticato che strutture murarie addossate a contatto di pareti rocciose tendono più di altre a degradarsi per effetto delle vibrazioni derivanti da sismi o dal traffico, a causa del minore smorzamento interno del suolo e del- l'asimmetria delle oscillazioni. Sembra in effetti che una sensibile accelerazio- ne del dissesto si sia verificata dopo la costruzione della nuova statale 26 e dopo l'apertura al traffico pesante del Traforo del Monte Bianco. LE STRUTTURE DA CONSOLIDARE L'edificio della Chiesa Parrocchiale di Saint-Pierre, nella sua forma attuale deriva da un sostanziale ingrandimento e riattamento di costruzioni preceden- ti, effettuato nella seconda metà del XIX sec. Ne è risultata un'unica navata con abside circolare, due cappelle laterali contrapposte a copertura voltata e il tutto appare costruito secondo le re- gole dell'arte muraria e organizzato se- condo simmetria. Ma questo aspetto di edificio organico e solido nasconde in realtà le gravi carenze di alcune mura- ture sulle quali fu costruito e una gran- de disorganicità in genere nelle sue strutture fondali. Infatti mentre il mu- ro laterale Nord appoggia direttamente sulla roccia compatta a monte, il muro Sud grava su una caotica successione di pannelli murari di differenti qualità e spessori, slegati tra loro e costruiti prima della canonica e presumibilmen- te in tempi diversi. Non stupisce che una costruzione piuttosto ampia e pe- sante, fondata su vecchie e così disor- I DISSESTI INDIVIDUATI Subito si riscontrò un diffuso strato di fatiscenza dei muri a valle e di fac- ciata della Chiesa e di tutti i muri della Canonica. Le fessure indicavano una rotazione verso valle e per alcune porzioni anche un abbassamento della struttura. L'au- mento della frequenza di rotture delle spie apposte alle principali fessure in- dicava inoltre l'accelerazione dei disse- sti statici e la necessità di intervenire senza indugi. Ultimati gli scavi all'in- terno della Chiesa, apparvero anche nu- merose e pericolose fessurazioni della roccia sottostante e massi isolati in sol- levamento ormai notevolmente dislo- cati. Una vecchia catena di ferro, che ancorava alla roccia il muro a valle in 26 — — 27
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OFFERTE PER LA CHIESA Molte di queste offerte sono state date specificatamente per i lavori dell'organo. Campese-Arnod; in memoria Oreiller Emilio; Del Negro Giovanni; Lale Murix Marcello; in memoria Vauthier Angela; Ceccarelli Michela; Cogmein Enrico; Sac- cani Nino; N. N.; N. N.; Martin Marcelli- ne; Pompieri Eta\vel; in memoria Chioso Remo; Jordaney Bruno; Caput; Pompieri Borgo; Terradura Lavinia; in memoria Sa- voy Serafino; Arnod Edvige; in memoria Arnod Maurizia; Colla Ulderica; Gilardi; Bettoni Franco; Berthod Aldo; David Er- nesto; Suore Asilo; Motto; Garin Luigi; Arnollin; in memoria Arnollin Camillo; N. N.; Battistioli; in memoria Paillex Ettore; N. N.; in memoria Ceriano Innocent; in memoria def. Domaine-Cogmein; in memo- ria Chaboud Luigi; in memoria Ronzani Domenico; N. N.; in onore S. Antonio; so- relle Lale Murix; in memoria Ceranto An- tonio; Faldella; Rumiod Antonino; Jorda- ney Anna; Jacquin Marcello; Tagliaferri; Sorelle Persod; Petey Lindo; Betemps Ar- mando; in memoria Branche Adolfo; in memoria Lesca e Vauthier; Domaine Re- nato; Dacisio; Ferrandoz Marcello; in me- moria Gerbore Guglielmina; Gerbelle Pi- na; in memoria Ceranto; Marra; Arnod E- ster; Chanoux Uberto; Fillietroz Elso; in memoria Ballarini Bruno; in memoria La- le Teresa; Junod Mario; Oreiller Eligio; Junod Francesco; in memoria Jocallaz Di- no; Domaine Aldo; N. N.; N. N.; Bonin Eddy; Duc Graziano; Belli Daniele; Mo- chet Pierino; Conchatré; Isabel Sergio; Glarey Paolo Augusto; Spadon; Barmave- rain Roberto; Jaccod Vittoria; N. N.; Be- rard Venance; Paillex Innocent; Vauthier Ivo; Cheney Rosset; Benvenuto; in me- moria Fioravanti-Chenal; N. N.; Lavy Li- no; Pompieri Rumiod; Champretavy Re- né; Lale Vera; Campese-Lale Demoz; Co- gmein Bruno; Thomasset Elso; Petigat Ninfa; Chaboud Venance; N. N.; Bochet Marcel et Nicoline; Berard Battista; Be- rard Giuseppe; Berthod Giacomo; Rinau- do; Tarello; Cestaro; Lale Lea e Aldo; in memoria Charron; festa Che- vrayron; Del Negro Corrado e Sonia; Da Soghe Linda; in memoria Pellissier Yu- liano (alunni di St. Pierre); Champretavy Corrado; Sacerdoti Priorato; Giuppone; Therisod Camilla; Cogmein Marcellina; N. N.; N. N.; Therisod Simon; Rumiod Fran- cesco; N. N.; Jordaney Raimonda; Pri- miero Mario; in memoria Paillex Vincent; in memoria Pellissier Yuliano (alunni di 5ª); in memoria Jans Savy Giuseppe; Charles Michel; in memoria Ravelli Emi- lio; N. N.; Trentaz Lino; David Gerbore; Trentaz Silvano; Floriani; Steccanella; Ru- miod Donato; Lale Murix Eligio; Lale Mu- rix Olinto; Paillex Romano; Paillex Enri- co; Belfrond; Paillex Andrea; Lale Ge- rard Marcelline; Jocallaz Josue; Jordaney Modeste; Bochet Aldo; Charriere Maria; in memoria Besenval Pierina; Luboz Ne- stor; in memoria Pellissier Yuliano; Lale Murix Ottino; N. N.; Ferrandoz Innocen- zo; Paillex Napoleone; Jacquin Battista; Ferrandoz Sergio; Carlin Gilda; Consorzio Carni; Parleaz Renzo; Lale Gerard Aldo; Cabraz; Gaod Celestina; Lale Demoz Al- fredo; Franchin; Chappuis Pierino; N. N.; Sartor; Lorenzi Gattoni Mistica; Cogmein Mario; Besenval Teresa; Cortiana; Rada- ele; Gheza Elda; Pellissier Aldo; Parset Silvio; Raspo; Arnod-Belli; N. N.; Belli Alfredo; Gavello; Loro Piana; Giuppone; N. N.; N. N.; in memoria Boano Antonio; Boson Carlo; Centoz Silvio; Durello Mi- chel e Chantal; Therisod Vittorio e Emi- lia; Can. Fosson; in memoria Pellissier Yuliano; in memoria def. Joyeusaz; in memoria Lale Perrin; in memoria Jean prossimità della facciata, fu trovata spezzata e con i monconi allontanati di circa 10 cm. Dello stesso ordine di grandezza è stimabile l'allontanamento da monte del masso su cui grava il mu- ro a valle della chiesa nella zona occi- dentale. Quindi il dissesto, oltreché alla fati- scenza dei muri, era causato anche dal movimento dello strato roccioso. GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO Prima dello scavo del terrapieno, quando si riteneva solida la roccia e si attribuiva il cedimento alle murature, si pensò di sostenere i carichi sopra i muri in cedimento mediante saettoni in cemento armato con ancoraggi pro- tesi e appoggiati al piede della roccia. Dopo gli scavi quando si trovò la roc- cia in fondazione tutt'altro che stabile, si dovette cambiare progetto di inter- vento. Partendo dal piano terra della casa parrocchiale furono eseguiti fori nella roccia con ancoraggio di tiranti in fer- ro, esecuzione di cordoli in cemento ar- mato sulle murature nonché immorsa- ture in cemento armato nella struttura muraria esistente, esecuzione di oriz- zontamenti in latero-cementro armato, gettati in opera, con rete metallica di ripartizione: il tutto con funzione di collegamento e di controventatura de- gli elementi murari e della roccia in dissesto. Sotto il pavimento della Chie- sa furono eseguiti pilastrini montanti in cemento armato, esecuzione di spe- roni in cemento armato a sostegno dei massi pericolanti della roccia. Il pavi- mento della Chiesa fu fatto in latero- cemento armato con travi, cordoli e immorsature, con tiranti esterni di fac- ciata sempre ancorati alla roccia e un cordolo esterno di contenimento del muro a valle collegato da immorsature al pavimento. Si prevedono inoltre un generale risarcimento e rinzaffatura del- le murate esistenti, con particolare at- tenzione al ripristino di efficaci lega- ture d'angolo e collegamenti alla roc- cia, per ridurre gli effetti delle vibra- zioni, ed un accurato drenaggio delle acque da monte, per mantenere asciu- tta la roccia e durevole il consolida- mento. ing. Vallacqua 28 — — 29
Testo Originale Estratto
Perrod; in memoria Centoz Battistina; Barni; N. N.; fratelli Lale Demoz (Quart); in memoria Fenoli Dario; Cognein Irma; in memoria Berthod Franco; Carlin Ales- sandro; N. N.; Fazzari Callà; Paillex Ro- mano; Lale Gerard Marco; coscritti del 2 e del 7; in memoria Paillex Luisa; Chap- puis-Chanoux; Garin Filippo; Chamonin; in memoria Carere Natalina; in memoria Vironda Gambin Gianni; Centoz Agata; in memoria Lale Demoz Graziella; Fazzari Panetta; Poser Carlo; N. N.; Persod Pie- tro; Bochet Camillo; Farinet-Rossan; Co- gnein Enrico; Jocallaz Franco; Perlasco Mario; Borney Jules; Glarey Leopoldo; Petey Lindo; Lyveroulaz Valter; N. N.; Savoye Osvaldo; Lale Murix Anais; in me- moria Gilardi Cino; Joyeusaz Robert; Be- senval Teresa; Celesia Adolfo; Gallinod Mario; Domaine Evaristo; N. N.; N. N.; Sandon Giuseppe; Lettrry Giancarlo; Char- rere Evasio; Zemoz Franco; Vuillermoz Geremia; fam. Henry Luigi; in memoria Fenoli Arturo; Piana-David; Piccirilli Ber- toldo; Giustini Sergio; Savoye Mario; Cre- maschi-Desandré; Berard Alfonso; Crema- schi Mirco. Totale L. 12.950.500 PER IL BOLLETTINO Del Negro Giovanni; Del Negro Sergio; Lale Murix Marcello; Lale Demoz Bruno; Zampieri-Rossan; Jordaney Bruno; Jorda- ney Raimonda; Neyret; Savoye Annetta; Liliana; Stroppa; Besenval Albert; N. N.; Domaine Irma; Fusinaz; Cachoz; Gaber- rand; Lale Lacroix Pacifico; Chenal Fran- cesco; Lale Demoz Renato; Pellissier Eli- seo; Branche Romilda; Chentre-Cossu; Paillex Elso; Paillex Cherie; Christille Sil- vano; Ferrere; Cremaschi; Rossi Mario; Gerbelle Pino; Arnod Ester; Chanoux; Fillietroz Elso; Junod Mario; Junod Fran- cesco; Tonso Bruno; Vigoni; Neyret; Pail- lex Ugo; Morandi Rosa; Christille Ivo; Mochet Pierino; Martin Marcelline; Ferre- re Giocondo; Jocallaz Augusto; Jaccod Vit- toria; Vauthier Ivo; Berard Venance; Pa- scal; N. N.; Anselmet Albino; Armand Eli- gio; Tonso Bartolomeo; Garin Piergior- gio; Campese-Lale Demoz; Miret; Berard Battista; Cantele; Borney Jules; Berthod Giacomo; Bochet Marcel; Maquignaz; Sol- ferino; Trione; Picchiottino; Chabod Ve- nance; Rinaudo; Lale Lea; Nicotera; De Soghe Linda; Lavy Lino; Therisod Camil- la; Lucianaz Adolfo; Thomasset Pierre; Caminada; Paillex Roger; Luboz Delfina; Lale Gerard Vincent; Belli-Centoz; Primie- ro; Centoz Dionigi; D'Apoli; Charles Mi- chel; Lale Demoz Guy; Gyppaz; Baravex; Belli; Gerbore David; Centoz Daniele; La- le Murix; Jordaney Modeste; Jordaney Vi- rène; N. N.; Bochet Idilio; Luboz Nestore; Curiat Aristide; Barmaverain Dino; N. N.; Bois Adolfo; Cortiana; Petijacques Mela- nia; Jocallaz Elso; Dayné Augusto; Carlin Perside; Arnod Maria; Bataillon; Piana; Perrod Jean; Betemps Armando; Paillex Ettore; Persod Mario; Centoz Agata. Totale L. 1.180.000 30 - Les vieux Hôpitaux ou Hospices valdôtains Nous poursuivons l'énumération des hospices que la charité chrétien- ne a échellonés, au cours du moyen-âge, le long des routes valdôtaines pour l'assistance des voyageurs et des pélerins. En descendant du Petit-Saint-Bernard à Aoste, nous trouvons: L'HOSPICE DE LA BALME. Il a commencé vers l'an 1340. Il avait son recteur prêtre, et sa chapelle dédiée à sainte Madeleine. Ses obliga- tions sont « de fournir la nourriture et le logement aux pèlerins pour au- tant qu'ils s'en présentent et particulièrement aux pèlerins malades », qui étaient enterrés sur l'endroit en cas de mort. En 1786, on fonda la recto- rie de la Balme et on lui annexa l'hospice. L'abbé J.-L. Duc était encore recteur de la Balme en 1845. Cette année, la rectorie disparut avec l'hos- pice. A noter que la vieille route de La Thuile à la Balme passait sur la rive gauche de la Doire du Rutor. L'HOSPICE DE SAINT-MARC A MORGEX. Entre Pré-Saint-Didier et Morgex, sur la rive droite de la Doire et sur le territoire de Morgex, à l'endroit où la procession de Saint-Marc fait une station, existait un hospice extrêmement ancien avec sa chapelle en l'honneur de saint Marc. Il fut détruit par les inondations successives du Lac du Rutor et de la Doire. En 1416, il n'y avait déjà plus, en cet endroit, qu'un oratoire avec l'image de saint Marc. - 31
Testo Originale Estratto
L'HOSPICE DU BOURG DE MORGEX. Cet hospice, situé à la bour- gade de Morgex, dépendait du Petit-Saint-Bernard. Il servait de pied-à- terre et de dépôt de provisions. En attendant, on y donnait l'hospitalité. Le recteur du Petit-Saint-Bernard y résidait même, de temps à autre. Premiers vestiges, année 1300; derniers vestiges, année 1725. En souvenir, une ruelle de Morgex porte encore aujourd'hui le nom de Charrière de l'Hôpital. L'HOSPICE DE LA SALLE. Il a été fondé l'an 1282, par le seigneur Jean Ney Monard, maître tailleur de La Salle. Les frères Chanoine y éri- gèrent une chapelle en 1430, en l'honneur de saint Thomas martyr, avec un recteur prêtre. Cet hospice, très bien tenu, avait six lits pour les pè- lerins. Le recteur avait l'obligation de faire l'école. Chapelle et hospice furent incendiés par les soldats français, en 1691. Toutefois, avec les fonds de l'hospice, on maintint un second vicaire qui devait faire l'école, et on continua à exercer l'hospitalité. Réadaptés, ces domiciles furent de nouveau transformés, l'année 1844, en rectorie pour l'enseignement de la jeunesse. Mais en 1855, la rectorie cessa définitivement d'exister. Ses fonds furent attribués, partie à la Fabrique paroissiale, partie à l'Ecole communale. La maison communale occupe actuellement l'emplacement du vieil hospice. L'HOSPICE DE LIVEROGNE. La maison existe encore aujourd'hui. C'est certainement le mieux conservé de tous les hospices. On le recon- naît facilement aux restes de fresques, représentant les scènes des oeu- vres de miséricorde, peintes sur façade donnant sur la rue principale du village. Il fut érigé l'an 1368, par Pierre feu Jean Chocquier de Noyerey d'Arvier. Il y avait un recteur, et deux lits pour les pèlerins. La chapelle était dédiée à la Sainte Vierge. Elle fut ruinée par les soldats français en 1691. En 1782, par décret de la Royale Délégation, les biens de l'hos- pice furent destinés à constituer la congrue du curé d'Arvier, lequel con- tinue encore aujourd'hui à accomplir les legs de la chapelle. L'HOSPICE DE VILLENEUVE. Il a été fondé vers 1315, par Jean Lostan, citoyen d'Aoste, lequel le dota plus tard par acte du 3 juin 1323. Il y avait un recteur, une chapelle à deux cloches dédiées à saint Gothard, et treize lits pour les pauvres. C'était le plus somptueux hospice de la Vallée. Outre la nourriture aux indigents qui y étaient hospitalisés, on devait y faire l'aumône d'une hémine de blé réduite en pain, à la porte de l'hospice, tous les jours depuis le mercredi des Cendres jusqu'à la fin du mois de mai. Maison et chapelle de l'hospice furent attribués à la Commune de Villeneuve, laquelle fit adapter et bâtir, au même endroit, par contrat d'entreprise en date du 3 juin 1787, la cure et l'église actuel- les du Bourg de Villeneuve. L'HOSPICE DE SARRE. Situé au village de Fochya. Très ancien, il tombait déjà en ruines en 1436. (à suivre) (Extrait de « Histoire de la Vallée d'Aoste » par l'abbé Henry) 32 — 3 ANNI GARANZIA magazzini GATTI OPERAZIONE ASSISTENZA — LAVATRICI — FRIGORIFERI — CONGELATORI — CUCINE — LAVASTOVIGLIE — TV COLORE E BIANCO-NERO — APPARECCHI HI-FI — VIDEO REGISTRATORI — ASPIRAPOLVERI — BATTITAPPETO - LUCIDATRICI — MACCHINE CAFFE' 35 anni di esperienza al vostro servizio Consegna - Garanzia - Assistenza ovunque in Valle d'Aosta ATTENZIONE! sconto 5% su acquisti superiori a L. 200.000 portando questa pagina ai magazzini GATTI VIA FESTAZ, 75 - AOSTA - 32 946 - 44 059 - 35 659