Saint-Pierre Maggio 1978: Ristrutturazioni Ecclesiastiche, Vita Comunitaria e Fede Valdostana.

5-1978.pdf

Il bollettino parrocchiale di Saint-Pierre, datato Maggio 1978, offre una panoramica dettagliata della vita spirituale, finanziaria e sociale della comunità. Il documento include riflessioni teologiche sulla Pasqua e sulla non violenza (Gandhi), e presenta il bilancio 1977 della Chiesa, evidenziando un notevole deficit dovuto, in parte, ai lavori sulla Chapelle des Penitents. Ampio spazio è dedicato agli aggiornamenti sui lavori di restauro e consolidamento della Chiesa parrocchiale, resi difficili e costosi dallo sgretolamento strutturale. Le cronache locali documentano la cerimonia delle Cresime officiata dal Vescovo, la Festa di S. Antonio con la benedizione degli animali e dei mezzi, e il rinnovo del direttivo A.V.I.S. con il resoconto sulle donazioni di sangue. Vengono riportati anche i risultati sportivi degli alunni locali nelle gare di sci e un approfondimento sul ruolo educativo della Scuola Materna. La sezione storico-culturale enfatizza la profonda devozione mariana nella Valle d'Aosta e include un profilo dello scrittore valdostano Abbé Fenoil, oltre alle rubriche con i dati anagrafici (battesimi, matrimoni, defunti).

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Contenuto Fogli


Testo Originale Estratto
Paroisse de Saint - Pierre
XIX° ANNEE - N° 5
MAI 1978
BULLETIN
PAROISSIAL
DU DIOCÈSE
D'AOSTE
Mois de Mai, Mois de Marie!
chaque jour une prière
à la Reine de ma Vallée!
Donne-nous, ô Seigneur, la grâce de voir ton amour
dans le monde, malgré l'échec humain et montre-
nous ce que chacun de nous peut faire pour hâter le
jour où règnera la paix universelle. (F. Borman).
La Voce dei Campanili
L'Echo de nos montagnes
Tip. Valdostana - Aosta


Testo Originale Estratto
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Saint-Pierre

Cari amici,

questo bollettino vi giunge alle soglie dell'estate, periodo di gran
lavoro e di vacanze, e vuole essere la voce della comunità cristiana di
Saint-Pierre. Queste pagine portano nelle vostre case le notizie di questi
ultimi mesi, ma vogliono soprattutto essere spunti di riflessione per far
si che tutti possiamo sentirci popolo di Dio in cammino verso l'eternità.
I tempi che viviamo non sono facili e forse proprio per questo occorre
essere profondamente riflessivi su quei valori che sono stati sempre
alla base del nostro vivere cristiano.

Come primo spunto di riflessione vi riporto una pagina letta su un
giornale quotidiano; è una bella meditazione sulla Pasqua.

ALLA RICERCA DI UNA PASQUA PERDUTA

Mio figlio mi ha domandato: « perché è Pasqua? Che cosa significa:
è Pasqua? ». Già, perché è Pasqua, perché torna la Pasqua? Non mi è
facile spiegarlo. In verità, mi sembra di non saperlo, di essermelo di-
menticato. Intorno, trovo soltanto gente che non lo sa, che se lo è di-
menticato, forse non l'ha mai saputo. C'è il calendario, certamente. C'è
la festa, anzi per essere esatti la festività, non si lavora, si mangia di più,
si va al cinema, alla gita, forse anche alla messa. Si incontrano persone
che dicono: « auguri, buona Pasqua », e tirano avanti. Si avrebbe voglia
di fermarle, di restituir loro la domanda di mio figlio.

Buona Pasqua. Provo a spiegarmi la parola. Io la dico, in un giorno
dell'anno, di un anno fatto di errori, di soprusi, di paure, di incertezze,
di gesti coi quali ho trattato gli altri come oggetti, piacevoli-spiacevoli,
come affare sociale, come ostacoli o come vantaggi, la dico in un giorno
dell'anno che la mia civiltà ha scelto a ricordare un altro giorno nel quale
Dio ha proclamato innocente e santo davanti al mondo un uomo con-
dannato e ucciso come malfattore. Un giorno nel quale un uomo aveva
vinto la morte, perché il padre lo aveva amato più della morte. Per
molti di noi quest'uomo è, come il padre, Dio, che significa, se la parola
non offende i laici, cosa che viene prima del tempo e continua dopo il
tempo.

Buona Pasqua, allora significa soprattutto: ti amo. Amo te, che sei lì,
e mi sbarri la strada, te che mi rubi la carriera, e te che mi fai soffrire,
e te che mi lasci indifferente, e te che sei fastidioso, e te che mi insidii
il benessere.
- 1


Testo Originale Estratto
Amo te che sarebbe, che è facilissimo amare, che sei bellezza e
piacere, e te, che sarebbe facilissimo odiare, che sei cattiveria e dolore.
Buona Pasqua, allora, significa soprattutto: sono pronto a pagare.
Chi paga, oggi, per le cose che dice, per il mestiere che fa, per le parole
che predica, per le moralità che impartisce agli altri? La grande frattura
adesso è proprio tra il dire e il fare, fra la pagliuzza e la trave, fra ciò
che indichiamo di arduo per gli altri e ciò che scegliamo di facile per noi.
Quell'uomo ucciso sul Golgota due millenni orsono aveva trascinato
una folla dietro di sè con parole nuove che gli spianarono la via del
sacrificio: e quando il sacrificio fu maturo, anzichè sottrarsi, lo accettò
come fosse giusto. Così la più clamorosa ingiustizia della storia profana
diventava giusta conclusione della storia sacra: senza morte non poteva
esserci risurrezione.
Dire buona Pasqua, quindi, dovrebbe essere una promessa: civil-
mente, una comunità che si scambiasse davvero la buona Pasqua po-
trebbe rompere con l'imbroglio di imporre agli altri ciò che non si vuole
per sè sopportare, la violenza come la povertà, la ricchezza vuota di
pensiero come la sofferenza inutile. Un uomo che augurasse davvero agli
altri buona Pasqua, agli occhi di molti rischierebbe di passare per matto.
Sembra che ci siano tante strade per rendere un po' migliore la
nostra vita. Dicono che ci siano tante Pasque, come ci sono tanti Gesù
profani. Quattro italiani su dieci sono convinti che anche Marx abbia
scritto a suo modo un Vangelo capace di darci una sua attendibile e
auspicabile Pasqua. Un marxista famoso, un vecchio pensatore quasi
cieco che ha saputo vedere molte cose, Ernst Bloch, disse in vero che
l'eroismo marxista è un venerdì santo senza Pasqua di risurrezione.
Non so. Rispetto le idee degli altri. Ciascuno ha diritto al Vangelo
delle figurine che si vendono nelle edicole,
che desidera. Persino a quello
in questo pericolosissimo e forse dolcemente blasfemo boom cristologico-
televisivo. Anche il cristiano che sta smarrendo la sua Pasqua, ha diritto
di ricercarsela con determinazione. Senza rischiare per questo di essere
confuso con i crociati della restaurazione.
L'altro giorno hanno buttato una molotov sul sagrato di una chiesa
vuota. Non è una grande tragedia: violenze assai più vaste corrono per
l'Italia. Augurare buona Pasqua vuol dire ricordarsi che anche quel
piccolo teppista è nostro fratello. Senza saperlo, ha partecipato con un
po' di benzina a una recita che si ripete da secoli, la crocifissione del
ricordo di un uomo crocifisso.
Forse noi ci siamo dimenticati la Pasqua, perchè avevamo da tempo
cancellato il venerdì santo e ci eravamo messi a giocare a dadi con i
ladroni.
2 –
La nostra
Chiesa
Ogni anno vengono presentati i conti della nostra Chiesa.
Il Consiglio Pastorale, tra i suoi compiti, ha quello dell'amministra-
zione dei soldi e dei beni che tutta la comunità possiede.
È giusto che portiamo a conoscenza di tutti il bilancio del 1977.
Le cifre sono sempre aride, ma dietro ci sta il desiderio di tutti
di amministrare saggiamente quanto i nostri antenati ci hanno trasmesso
e quanto di volta in volta i cristiani ci affidano.
ENTRATE
collette in Chiesa L. 1.041.160
offerte date al Parroco L. 2.634.000
interessi titoli L. 128.145
Totale L. 3.803.305
USCITE
spese per sistemazione Chapelle des Penitents
(+ imp. di riscaldamento) L. 5.270.856
Spese ordinarie (luce, ass., mater. liturgico, tasse,
catech., gasolio...) L. 1.415.767
Totale L. 6.686.623
DEFICIT 1977 – 2.883.318
Fondo cassa + 4.882.828
Un grande ringraziamento il Consiglio Pastorale lo rivolge a tutte
le persone che hanno dato il loro contributo personale ai lavori fatti
– 3


Testo Originale Estratto
nella Cappella des Penitents: abbiamo visto tanta generosità e ci è im-
possibile ricordare quanti hanno dedicato tempo e fatica per questo
bene comune.
Grosso impegno finanziario aspetta però ora la comunità di Saint-
Pierre, la sistemazione della Chiesa.
I lavori di rinforzo dell’edificio procedono a rilento a causa delle
difficoltà tecniche incontrate: la roccia interna e sottostante presenta
sgretolamenti ben superiori al previsto: le spese pertanto aumentano
notevolmente perché occorre anche rinsaldare tutta la massa rocciosa.
L'Amministrazione regionale pare essersi resa conto della necessità di
un deciso intervento tecnico e finanziario e quindi le prospettive per il
completamento dei lavori di consolidamento sono buone.
Però a noi come comunità rimangono da fare dei grossi lavori: il
rifacimento del tetto e la sistemazione dell'interno della Chiesa (imbian-
catura, altare...). Le spese previste sono enormi e mentre il Consiglio
Pastorale studia i modi più idonei per questi lavori e i finanziamenti,
sin d'ora rivolgiamo a tutti un caldo invito ad essere disponibili ad
ogni iniziativa per portare a compimento un'opera che sta a cuore a tutti.
Molta gente ci chiede quando potremo rientrare finalmente nella
nostra chiesa; per il momento ogni previsione è impossibile, certamente
rientreremo solo quando i lavori di rinforzo e di sistemazione saranno
ben ultimati; comunque se tutti porteremo il nostro contributo arrive-
remo presto a salvare e a ridare dignità a questo stupendo monumento
storico e cristiano che i nostri antenati ci hanno trasmesso.

Notizie di Paese
LA CRESIMA
Domenica 19 marzo è un giorno
molto importante ed entusiasmante
per tutti, il giorno della Cresima.
Oggi venti bambini riceveranno
questo sacramento che li renderà an-
cora più vicini al Signore e li aiute-
rà a vincere i loro difetti, a miglio-
rarsi sempre di più.
Sono solo le nove e un quarto e
già il piazzale della chiesetta è affol-
lato di gente: gruppetti sparsi qua
e là; io osservo i loro visi e li vedo
contenti e sorridenti. Cercano di ac-
corciare l'attesa chiacchierando e ri-
dendo; i cresimandi sono tutti chi
più chi meno eccitati: qualcuno se
ne sta in un angolo silenzioso, qual-
cun'altro parla con i compagni. In-
tanto i minuti passano... tutti guar-
dano impazienti l'orologio, sono qua-
si le dieci e il Vescovo non è ancora
arrivato. Poi finalmente una mac-
china arriva fino al piazzale, Sua Ec-
cellenza scende e mentre si avvia sa-
lutando a destra e a sinistra verso
l'ingresso della Chiesa, mentre noi
gli facciamo ala e battiamo le mani.
Mentre entriamo nella Cappella si
sentono già le prime note di un
canto.
I cresimandi sono messi in semi-
cerchio attorno all'altare e la loro
solo presenza porta aria di festa nel-
la nostra piccola ma meravigliosa
chiesetta. Il Vescovo con quella voce
bassa che si sente appena appena,
saluta tutti i presenti e in partico-
lare i bambini che in questo giorno
riceveranno la Cresima, ed ha iniz-
io la funzione con le letture della Pa-
rola di Dio e la predica del Vescovo.
Il Vescovo si rivolge ai giovani e so-
prattutto ai cresimandi dicendo del-
l'importanza di vivere la vita cristia-
na e di fare scelte decisive. Egli dice
«voi siete giovani ed è adesso che
dovete fare le vostre scelte, fatele


L'arrivo del Vescovo

— 5


Testo Originale Estratto
I Cresimati
bene; non fate come il popolo di Ge-
rusalemme che gridava crocifiggilo,
non crocifiggete Gesù con il vostro
comportamento o con i vostri tradi-
menti ». Non dimentica di rivolgersi
ai padrini e alle madrine ricordan-
do loro le responsabilità assunte.
Ma adesso è giunto il momento
più importante: ad uno ad uno i cre-
simandi, accompagnati dai padrini,
vanno davanti al Vescovo; sono mol-
to emozionati, rispondono a voce
bassa alle domande del Pastore e ri-
cevono lo Spirito Santo: è un mo-
mento di intensa commozione reli-
giosa.
Poi il resto della cerimonia, le foto
di gruppo, l'atmosfera di gioia, sono
il contorno abituale di una festa che
ci stupisce sempre per la sua fresca
spontaneità. È stato un giorno molto
bello, ma si spera che soprattutto sia
l'inizio di un impegno più grande
per i cresimati e per tutta la comu-
nità, essere testimoni di Cristo con
la parola e con la vita.
M. F.
***
RINNOVO
DEL DIRETTIVO AVIS
In concomitanza con la riunione
plenaria annuale dei soci della Se-
zione A.V.I.S. di Saint-Pierre questo
anno si è provveduto al rinnovo del-
le cariche del Consiglio Direttivo.
In tale occasione, oltre a far pa-
reggiare il bilancio, si è messo in lu-
ce l'operato della sezione nell'anno
1977 che si può sintetizzare nei se-
guenti punti:
Per ordine cronologico:
1) in data 22 maggio 1977 si è svol-
ta la festa dell'A.V.I.S. che, come di
Alfiere e labaro dell'A.V.I.S.
consueto, riunisce la quasi totalità
dei soci in una giornata di sincera
allegria. La prima parte della gior-
nata è stata dedicata alla consegna
di diplomi e benemerenze a soci par-
ticolarmente distintesi, quindi, dopo
la Santa Messa, la festa è proseguita
presso l'Hôtel « Grivola » dove si è
consumato il programmato pranzo.
2) Nel mese di gennaio di questo
anno un considerevole numero di so-
ci ha partecipato ad una gara di fon-
do disputatasi a Derby per organiz-
zazione della Sezione A.V.I.S. di La
Salle.
Degni di menzione i buoni piazza-
menti di Barmaverain Ido (2° della
sua categoria) e Champrétavy Rena-
to (1° della categoria « pionieri »).
Ottimo il piazzamento di squadra.
3) Nello stesso mese si è svolta a
Saint-Pierre una gara di « belotte »
alla cui organizzazione l'A.V.I.S. ha
collaborato attivamente mettendo,
tra l'altro, in palio due coppe e nu-
merose targhe.
L'Associazione intende anche in
questo modo propagandare i propri
scopi umanitari.
L'A.V.I.S. di Saint-Pierre compo-
sta da n. 85 soci effettivi, n. 5 soci
benemeriti ha effettuato nell'anno
1977 n. 144 donazioni per comples-
Avisini sciatori
a Derby
6 —
— 7


Testo Originale Estratto
sivi litri 36 di sangue donato; un rin-
graziamento particolare a tutti i So-
ci che hanno permesso di raggiun-
gere questi risultati e un invito a co-
loro che volessero diventare tali per
contribuire personalmente a questo
servizio di vitale importanza.
Come accennato in precedenza
quest'anno si è rinnovato il Consi-
glio Direttivo della associazione che
vede, tra l'altro, tra le sue file un
congruo numero di giovani.
Le cariche sono state così distri-
buite:
Presidente: Sig. Italo Manella;
V. Presidente: Sig. Ivo Del Degan,
Guido Pallais;
Segretario: Sig. Marco Oreiller;
Amministratore: Sig. Carlo Boson;
Consigliere addetto alla Organiz-
zazione e Sviluppo: Sig. Oscar Chris-
tille;
Consigliere addetto alla stampa e
propaganda: Sig. Marco Carlin;
Consigliere: Sig. Enrico Charruaz;
Consigliere: Sig. Luigi Vaudois.
C. M.

FESTA DI S. ANTONIO
In ritardo di una settimana causa
il maltempo si è svolta, per la prima
volta in Saint-Pierre, la festa di San
Antonio protettore degli animali. In
una giornata di pallido sole in que-
sto rigido inverno, si sono radunati
nel piazzale del municipio gli ani-
mali che alleviano il lavoro degli
agricoltori. Non sono mancati i pic-
coli pony che hanno subito suscitato
l'allegria dei bambini che sognando
lunghe galoppate aspettavano impa-
zienti il turno per poterli cavalcare
per qualche minuto.
Il parroco Don Aldo ha impartito
a tutti i presenti la S. Benedizione,
accumulando ai fedeli animali i mo-
derni mezzi che la tecnica ha messo
a disposizione dell'uomo.
Dopo la cerimonia con la sponta-
neità che è propria della gente sem-
plice si è formata una colonna di ca-
valli strigliati ed agghindati fieri con
i loro sonagli tintinnanti a cui face-
va seguito il rombo dei potenti trat-
tori cavalcati da baldi giovani e da
una graziosa moderna amazzone. La

Festa di S. Antonio

sfilata si è svolta attraverso i villaggi
della collina e per le vie del Borgo,
ed al festoso passaggio la gente si
affacciava alle finestre, veniva in-
contro, applaudiva i cavalli con i lo-
ro calessini.
Gli anziani rivivevano per qualche
minuto la loro giovinezza, certa-
mente più difficile ma forse più
spensierata, quando possedere un ca-
vallo od un mulo era già la ricchez-
za, ed i loro occhi tradivano un po'
di emozione.
E così dopo le ultime galoppate e
le ebbrezze di velocità la piccola fe-
sta volge al termine con le fotogra-
fie ricordo ed i saluti. Sfilano le
macchine potenti, passa il cavallo e
con un tantino di invidia guarda il
trattore poi pensa tra sè: io sono
stato il primo che ho aiutato l'uomo
nel duro lavoro dei campi, tu hai
solo copiato e sei d'acciaio, io ho un
cuore e vorrei poter continuare ad
essere l'umile fedele compagno. Poi
scuote la criniera volge lo sguardo
verso il suo padrone e aspettando
magari una carezza e un po' di bia-
da si avvia lentamente verso la
stalla.

Vigoni

***

RESTAURATA
LA CAPPELLA DI VERROGNE
Nel 1400 esisteva già una Cappel-
la a Verrogne, venne ricostruita da-

Benedizione di
S. Antonio

Cappella di Verrogne

8 — 9


Testo Originale Estratto
gli abitanti del villaggio interamente
a « Corvées » nel 1726, con un atto
di supplica degli abitanti indirizzato
al Vescovo in data 16 agosto 1776,
redatto dal notaio Michel Ferrère.
In questo atto di supplica gli abi-
tanti si impegnavano solennemente
verso il Vescovado alla manutenzio-
ne in buono stato della Cappella, con
i suoi paramenti e ornamenti sem-
pre in ottimo stato di conservazione.
Dopo anni di esitazione ed incuria
l'Amm. del Consorzio, con la colla-
borazione dei suoi membri, può con
tutta serenità affermare, di aver a-
dempiuto ad un impegno dei suoi
antenati.
I lavori consistevano in modo par-
ticolare: al rifacimento totale del tet-
to in ardesia con sostituzione della
travatura, ripristino dell'intonaco e-
sterno, il consolidamento delle fon-
dazioni dei muri perimetrali, al con-
solidamento della volta e rifacimen-
to delle arcate, nel rifacimento del
pavimento ed intonaco interno, la
sistemazione della porta d'entrata e
dell'affresco del Santo.
Siamo grati all'impresa di Bochet
Camillo per l'ottimo lavoro svolto,
con passione e serietà dagli operai e
maestranze.
Rimangono da completare gli af-
freschi interni, la dotazione dei ban-
chi all'interno, ed ornamenti in mo-
do da rendere meno spoglio l'inter-
no della Cappella.
L'Amministrazione del Consorzio
di Verrogne, è grata all'Ass. Regio-
nale, per il suo interessamento e fi-
nanziamento a cura dell'Ass. Anti-
chità e Belle Arti per la realizzazione
dell'intera opera.
L'inaugurazione e benedizione del-
la Cappella si svolgerà nel mese di
agosto 27 in occasione della festa di
San Teodulo.
Che il Santo protettore del villag-
gio – nella sua luce radiosa – coi
suoi occhi pieni di gloria guardi i
nostri pieni di lacrime nel ricordare
tutti i defunti del villaggio e perchè
una maggiore fede scenda su tutti
noi.
P.S. - Alcuni cenni storici.
– Albori nel 1400.
– Ricostruita nel 1726.
– L'altare è del 1689 in legno con
tre statue, S. Teodulo, S. Margheri-
ta, e della Madonna (rubata nel '72
e mai ritrovata).
– Ricostruzione inizio lavori ot-
tobre 1976. Ultimazione lavori set-
tembre del 1977.
– François Amédée - Milliet d'Ar-
villars - Vescovo di Aosta dal 1698-
1727 durante la ricostruzione della
Cappella del 1726.
Dacisio
***
SPORT INVERNALI
Mercoledì 29 marzo 1978, sulle ne-
vi di Cogne si è svolta, per la prima
volta, una gara di fondo e di slalom
– per le scuole elementari della Co-
munità Montana « Grand Paradis ».
Il tempo bello e l'ottimo stato del-
la neve, hanno permesso il regolare
svolgimento delle gare, perfettamen-
te organizzata dalla Direzione Didat-
tica, dalla Comunità Montana
« Grand Paradis » e soprattutto gra-
zie al fattivo interessamento ed alla
supervisione del comune di Cogne.
Fin dal mattino presto, un conti-
nuo arrivo di pullman e di macchine
private hanno portato nella bella
conca di Cogne gli alunni delle scuo-
le elementari di tutti i plessi scola-
stici facenti capo alla Direzione Di-
datica di Saint-Pierre, unitamente al-
le loro maestre, ai genitori ed ac-
compagnatori.
Perfetto il servizio logistico ed
ammirevole l'impegno di tutti – or-
ganizzatori e partecipanti.
Suddivisi per classe d'età e con
classifiche distinte per maschi e
femmine, oltre duecento concorrenti
hanno lottato per ottenere dei mi-
gliori piazzamenti e conquistare ai
propri plessi scolastici i trofei of-
ferti dalla Comunità Montana, dal-
la Direzione Didattica e dai vari co-
muni della zona.
10 —
Festa a La Salette
Festa della neve
a Vetan
— 11


Testo Originale Estratto
I rappresentanti di Saint-Pierre si
sono fatti veramente onore: oltre al
trofeo conquistato per la loro scuola
nella gara di slalom, hanno ottenuto
ottimi piazzamenti anche nella gara
di fondo.
Questi i piazzamenti ottenuti dagli
alunni di Saint-Pierre:
FONDO :
classe 1969 - categ. maschile: 1)
Garin Rinaldo;
classe 1968 - categ. maschile: 2)
Godioz Gaudenzio, 8) Bochet Davi-
de;
classe 1967 - categ. femminile: 4)
Garin Adriana; 13) Pellissier Moni-
ca; 15) Bonfanti Kathya.
categ. maschile: 11) Charles Wal-
ter.
SLALOM:
classe 1970 - categ. femminile: 6)
Celesia Sabrina;
categ. maschile: 1) Perrier Fulvio;
3) Di Francesco Nicola;
classe 1969 - categ. femminile: 1)
Berthod Monica; 6) Morelli Sara;
categ. maschile: 1) Boson Fabri-
zio; 4) Charles Giorgio; 11) Rumiod
Cesare.
classe 1968 - categ. femminile: 2)
Lyveroulaz Paola; 6) Bovard Josette;
categ. maschile: 2) Raspo Patrik;
4) Belli Andrea; 6) Lettry Loris; 8)
Bochet Davide; 12) Godioz Gauden-
zio; 13) Cianci Erik;
classe 1967 - categ. maschile: 14)
Lyveroulaz Devis;
classe 1966 - categ. maschile: 1)
Belli Teresio.
A Vetan
i campioni
si vedono...
Nel tardi pomeriggio, nell'affolla-
ta sala delle riunioni del Municipio
di Cogne, in presenza di tutte le Au-
torità e Sindaci della Comunità Mon-
tana il Direttore Didattico dott. Cian-
camerla ha proceduto alla premia-
zione di tutti i concorrenti, fra di-
scorsi di circostanza e con un ar-
rivederci al prossimo anno nel co-
mune di Saint-Nicolas.
Angolo della famiglia
Scuola Materna
Lo scopo della Scuola Materna è
di accogliere i bambini nell'età pre-
scolastica dai 3 ai 6 anni e si propo-
ne fini di educazione, di sviluppo
della personalità infantile, di assi-
stenza e di preparazione alla fre-
quenza della scuola dell'obbligo, in-
tegrando l'opera della famiglia. (Da-
gli orientamenti della scuola).
Per poter integrare l'opera della
famiglia riteniamo molto importan-
te e necessario il rapporto scuola
materna-famiglia, rapporto che pur-
troppo per ora esiste solo in minima
parte.
Dall'esperienza di quest'anno ab-
biamo constatato come esista anco-
ra una concezione sbagliata della
Scuola Materna, che viene conside-
rata come un semplice « asilo nido »
dove il bambino lo si porta per date
ore e in molti casi solo quando il
bambino lo vuole. In realtà invece
la Scuola Materna è una vera scuo-
la, dove non si gioca solamente, ma
si cerca di svolgere un programma
adatto ai bambini di questa età.
Programma che fin dall'inizio del-
l'anno, per mezzo di riunioni, abbia-
mo cercato di esporre e discutere
con i genitori.
Quest'anno abbiamo cercato di
sviluppare con i bambini tutto ciò
che riguarda il nostro paese, del qua-
le ogni mese ne abbiamo sviluppato
un aspetto particolare. Per rendere
più vivo il loro interesse, a seconda
delle conversazioni, abbiamo costrui-
to il paese in un angolo della classe.
Abbiamo voluto dare anche molta
importanza al francese, cercando di
La comunità numerosa e vivace dell'Asilo
12 —
— 13


Testo Originale Estratto
aiutare i piccoli a capire e a espri-
mersi in questa seconda lingua. Per
l'educazione religiosa partendo dal-
la creazione li abbiamo condotti a
considerare Dio come Nostro Padre
Buono, in seguito con la nascita di
Gesù abbiamo preso il Vangelo per
conoscere e cogliere insieme ai bam-
bini la vita di Gesù e ciò che Lui ci
dice ogni giorno.

Per avvicinare maggiormente i ge-
nitori alla scuola non ci siamo limi-
tate alle semplici riunioni tra genito-
ri e insegnanti ma abbiamo organiz-
zato, in alcune circostanze (Natale,

carnevale, festa di mamma e papà)
delle festicciole nelle quali i bambi-
ni hanno cercato di dare il meglio di
loro stessi.

Ci auguriamo che d'ora in poi la
Scuola Materna venga presa più se-
riamente, sia dal punto di vista delle
frequenze, che dai rapporti che si
dovrebbero instaurare tra genitori
e insegnanti.

Le insegnanti
della Scuola Materna
Mgr. Centoz

Festa all'Asilo
14 -

La pagina di noi ragazzi

Anche noi ragazzi abbiamo il no-
stro messaggio da trasmettere attra-
verso le pagine del Bollettino.

In questi periodi pieni di violenza
e di cattiveria abbiamo letto la vita
e il messaggio di un grande non-vio-
lento, ve ne parliamo in questa pa-
gina sperando che faccia a tutti il
bene che ha fatto a noi.

Il significato della
non violenza

La non violenza è la legge degli uo-
mini, la violenza è la legge dei bruti.
(Gandhi).

In questa frase è concentrata una
realtà, un modo di vivere e di ragio-
nare che rifiuta una tradizione di
odio e di violenza. Gandhi è stato
uno dei principali fautori della dot-
trina della «non violenza ». Nato
nel 1869 a Porbandar nell'India
Occidentale apparteneva a una fa-
miglia di ricchi mercanti. In quel
periodo l'India era una colonia in-
glese. Suo padre e suo nonno erano
stati uomini politici.

Studiò diritto in Inghilterra, dove
rimase dal 1888 al 1891. Tornato in
patria incominciò a lavorare. Nel
1893 si trasferì in Africa. Qui si ac-
corse come gli indiani venissero trat-
tati con atteggiamenti e sistemi di-
scriminatori e così incominciò a lot-
tare per la loro libertà. Nel 1914
Gandhi riuscì a far riconoscere dal
governo sud-africano alcuni fonda-

mentali diritti per gli indiani e su-
bito dopo questa vittoria tornò in
patria.

Anche qui si adoperò lottando per
l'indipendenza del suo popolo dal
colonialismo. Continuò a predicare
la dottrina della non violenza, peral-
tro antichissima risalente a tempi an-
teriori al buddismo, affermando che
« la vera liberazione è quella che ren-
de contemporaneamente liberi l'op-
pressore e l'oppresso ». Con questa
dottrina poneva in risalto due doti
dell'uomo ritenute fondamentali: l'a-
more e l'intelligenza. Spiegava: « L'a-
more non è soltanto uno stato nega-
tivo consistente nel non fare il male,
ma anche uno stato positivo consi-
stente nell'amare, nel fare il bene a
tutti, anche a chi fa il male ».

In India divenne la guida morale
di trecento milioni di persone. Con-
trappose all'odio l'amore, alla lotta
armata la parola, alla guerra la fra-
tellanza tra i popoli.

Lottò con pubblici digiuni per u-
na dimostrazione politica e morale.
Quando l'India divenne indipenden-
te (era il 15 agosto 1947) Gandhi
continuò a lottare per la pace e l'a-
more universale. Con frequenti di-
giuni riuscì a sedare alcune rivolte
interne. Fu chiamato dai suoi segua-
ci « Mahatma » che significa grande
anima. Era ancora impegnato a lot-
tare per placare gli scontri fra le di-
verse fazioni che dividevano l'India,
quando, durante la preghiera pub-
blica, fu ucciso da un fanatico indù

- 15


Testo Originale Estratto
Squadra pulcini
vincitore campionato
1977-78

con tre colpi di pistola. Era il 25
gennaio 1948.

Questa è stata per grandi linee la
vita di un uomo che ha sacrificato
tutto se stesso per predicare la pace
e l'amore fra i popoli. Nell'introdu-
zione alla raccolta dei suoi pensieri,
riguardanti la dottrina della non vio-
lenza scrisse: «Voglio illudermi che
alcuni dei miei scritti mi sopravvive-
ranno e potranno essere di qualche
utilità alla causa per la quale sono
stati scritti ».

Affermava che ogni uomo poteva
contribuire alla pace universale, qua-
lunque fosse stato il suo compito
nella vita.

« Se quando si immerge la mano
nel catino dell'acqua

se quando si attizza il fuoco con
il soffietto

se quando si allineano intermina-
bili colonne di numeri al proprio ta-
volo di contabile

se quando scottati dal sole, si è
immersi nella melma della risaia

se quando si è in piedi davanti al-
la fornace del fonditore non si rea-
lizza proprio la stessa vita religiosa
che se si fosse in preghiera in un
monastero, il mondo non sarà mai
salvo ».

16 -

NOTRE HISTOIRE

Déjà Ferdinando Neri dans son essai
sur la culture littéraire valdôtaine avait
fait ressortir que F. Fenoil « si può addi-
tare come lo scrittore di lingua française
più gradevole, più "dotato" dell'Otto-
cento valdostano ».

Né à Saint-Pierre en 1845, professeur
de langue et littérature française au
Grand Séminaire, l'abbé Ferdinand Fenoil
mourut jeune encore, miné par la phtisie
en 1888. Intelligence vive, esprit fin et
observateur, il possédait de réelles apti-
tudes littéraires.

Rédacteur de la Feuille d'Aoste, il ne
cessa de combattre loyalement et noble-
ment pour la conservation de la langue
française.

Professeur, il se distingua par la clar-
té, la précision, une chaleur communi-
cative et surtout par des délicatesses
de coeur qui émurent souvent ses élèves.

Malgré une faible santé et des occu-
pations innombrables, il publia des pa-
ges qui restent dans la littérature val-
dôtaine.

Son oeuvre la plus engagée est la
Terreur sur les Alpes, dont la première
édition parut à Florence en 1874 (deu-
xième édition, augmentée, Aoste 1887).
La Terreur est une étude essentiellement
historique où, à l'appui de mémoires de
l'époque (Relation de Frutaz, etc.), l'au-
teur décrit le passage de Napoléon par
la Vallée d'Aoste et la réaction locale
au Napoléonisme. Historien conscien-
cieux, Fenoil connaît à un haut degré l'art
d'animer et de colorer son récit. Les scè-
nes proprement historiques alternent
avec d'autres d'une tonalité profondé-
ment humaine, d'une psychologie juste
et mesurée: la procession du Rhuitor,
le portrait du Valgrisain, l'assassinat de
Thérèse Cantaz-Regis...

Fenoil essaya, le premier en Vallée
d'Aoste, le roman historique par son An-
na et le Suisse valdôtain (1875). Une

fille de Courmayeur (Anna) et un jeune
homme de Torgnon (Jean-Baptiste Gal)
se rencontrent à Paris. Anna, tombée
dans les pièges de la ville, se ruine; Jean-
Baptiste, enrôlé dans les gardes-suisses
de Louis XVI demeure fidèle au roi et se
sauve avec peine aux jours de la Révo-
lution.

Tous les deux retournent en Vallée
d'Aoste, Anna pour y mourir repentie de
ses écarts, Jean-Baptiste pour y conti-
nuer l'illustre lignée des Gal de Torgnon.
Le récit n'a pas une grande valeur.

Il faut bien avouer que le roman histo-
rique n'eut point de fortune dans notre
Vallée. A la fin du XIXe siècle, Tancredi
Tibaldi l'essayera à deux reprises, sans
succès d'ailleurs, par Junie et Italicus
(1881) et Ours Thibaut (1892).

Un autre ouvrage de Fenoil le Roi chas-
seur et les bouquetins de la Vallée d'Aos-
te (1878), exprime en de belles pages et
non sans quelques pointes polémiques,
la reconnaissance des Valdôtains envers
Victor-Emmanuel II.

Mais là où Fenoil, étalant toute sa
spontanéité, atteint la faîte de son ex-
pression littéraire, c'est dans Ca et là -
Souvenirs valdôtains (1883).

Dans ce recueil, l'auteur nous offre
« alcune leggende e aneddoti alpini, con
una grazia rustica che si rivela soprat-
tutto nell'evocazione di una antica natu-
ra più serena e benigna, quando il ghiac-
cio lambiva al suo limite le spighe bion-
de e i tralci della vite: ogni terra ha la
sua favola dell'età dell'oro, e questa, a
consolare le veglie dei lunghissimi in-
verni, s'appaga nel sogno di un raggio
di sole ». Poète dans ses loisirs, l'abbé
Fenoil fut de ceux qui malgré des épreu-
ves sensibles « s'illuminent de la flamme
de leur pensée toujours jeune et s'inspi-
rent aux idéals, qu'il gardent resplendis-
sants et purs au fond de leur coeur ».
L. C.

- 17


Testo Originale Estratto
NUOVI MEMBRI DEL POPOLO DI DIO

1) Il 5 marzo è stata battezzata Jorrioz
Manuela di Giulio e di Micotti Lorenzina.
Padrini: Jorrioz Maurizio e Morelli Frida.

2) Il 26 marzo battesimo di Lasagna An-
gelo Roberto di Firmino e di Comé Me-
lania. Padrini. Comé Luigi e Dalbard A-
driana.

3) Il 2 aprile è stata battezzata Lale
Lacroix Erika di Pierino e di Tedesco As-
sunta. Padrini: Barmaz Gianfranco e Lale
Lacroix Alma.

4) Il 27 aprile battesimo di Di France-
sco Nicola Martino di Eugenio e di Cioc-
chetti Wilma. Padrini: Rinaldo Curthod
e Vigitello Bianca Maria.

5) Il 27 aprile è stato battezzato Di
Francesco Stefano Antonio di Eugenio e
di Ciocchetti Wilma. Padrini: Tonioli Ric-
cardo e Di Francesco Divina.

6) Il 30 aprile battesimo di Corniolo
Carlo Eugenio di Pier Giovanni e di Ca-
nova Ernida. Padrini: Boson Carlo e Che-
nal Carla.

7) Il 30 aprile è stato battezzato Cle-
menti Luca di Antonio e di Masciullo Lui-

gia. Padrini: Nocera Luigi e Domaine
Elida.

8) Il 5 maggio battesimo di Scalise Lo-
ris di Mario e di Chenal Renata. Padrini:
Scalise Giuseppe e Truc Rita.

***

NUOVI FOCOLARI CRISTIANI

9) Il 10 dicembre si sono sposati Co-
gnein Piero e Carturier Lidia. Testimoni:
Chentre Pierino e Lale Murix Bruno.

1) Il 18 febbraio matrimonio tra Ferrod
Lelio e Paillex Vilma. Testimoni: Domai-
ne Ebe e Berthod Luciano.

2) Il 15 aprile si sono sposati Lombar-
do Antonino e Anselmet Marta. Testimo-
ni: Ceretta Giuseppe e Luboz Livia.

3) L'otto aprile matrimonio tra Persod
Sisto e Denarier Fernanda. Testimoni:
Carlin Marco e Domaine Thea.

Un particolare augurio a Sisto, mem-
bro attivo e generoso del Consiglio Pa-
storale, e alla sua gentile signora.

Pubblichiamo una poesia inviataci da
un cugino dello sposo.

Alliances Printanières

La douce primevère
A peine éclose
S'est refermée avec bonheur
Sur vos coeurs.
Et ses pétales, pour toujours,
Renfermeront votre amour;
Qui par les liens du sang Valdotains,
Fera renaître la fiére race,
De nos braves Salasses,
Buvons, buvons mes frères,
Levons, levons nos verres,
Souhaitant, que pour longtemps.
Votre cher amour,
soit dés ce jour,
Un éternel et doux printemps.

En l'honneur du mariage
de Sixte et Fernande,
je dédie ces rimes.

Guy Lale-Demoz

I NOSTRI DEFUNTI

La notizia di questa improvvisa trage-
dia sconvolgeva quanti conoscevano e
amavano il bravo Giancarlo. Egli era un
uomo dal carattere buono, generoso, af-
fettuoso, aveva un sorriso e una parola
gentile e cordiale per tutti.

Non aveva avuto una vita facile e for-
tunata e quando adesso sembrava aver
raggiunto quella serenità cercata per
tanti anni, la morte più crudele l'ha stron-
cato. Le lacrime della moglie e della
piccola Cristina sono il segno di una
tragedia che ci lascia col cuore infranto.
La certezza cristiana che certi valori non
possono andare perduti, ci dà appunta-
mento nella Casa del Padre.

24) Il 29 dicembre dopo una lunga e
penosa agonia è deceduto in ospedale
Arnollin Camillo di anni 50.

Quando muore un padre di famiglia an-
cora giovane e ancora così necessario,
rimaniamo sempre tutti sconvolti. Era
Camillo un buon lavoratore, dal carattere
cordiale e generoso, affettuosamente at-
taccato alla famiglia, e ai suoi giovani
figli. Siamo certi che il suo esempio ri-
marrà nel cuore e nella vita di quanti
l'hanno amato e di quanti ancora oggi
piangono la sua prematura scomparsa.

***

1) Ad Aosta, dove abitava ormai da
tempo, è deceduta il sette gennaio Lale
Demoz Eugenia ved. Barni, di anni 71.
Veniva spesso tra di noi, specie per gli
avvenimenti lieti o dolorosi dei suoi fa-
migliari.

Era una donna di grande fede che con
coraggio seppe affrontare anche i mo-
menti durai della tragica morte del ma-
rito. La figlia che tanto l'ha amata, porta
nel cuore i ricordi più cari ed esempi di
generosa bontà.

2) Il trenta novembre è morta dopo
lunga malattia Saccani Erminia di anni 69.
Per chi l'ha conosciuta e amata rimane
il ricordo di una donna generosa, servi-
zievole, piena di quelle delicatezze che
solo un animo profondamente buono può
avere.

La sua testimonianza di fede e di cari-
tà lascia una traccia indelebile nel cuore
di chi ha avuto la fortuna di starle vi-
cino. I nipoti e i familiari ci hanno dato
un grosso esempio di affetto e di dedi-
zione specie negli ultimi dolorosi mesi.

22) Il trenta novembre è deceduta Truf-
fa Mariuccia ved. Jaccod di anni 89. Per
chi va alla posta a a prendere i giornali,
sembra strano non più rivedere la dina-
mica e vivace Mariuccia. Donna corag-
giosa, lavoratrice indefessa, fino agli ul-
timi giorni l'abbiamo vista sulla « brec-
cia », attaccata al suo lavoro, come lo
fu sempre nella sua lunga vita. Vedova
ancora giovane, seppe con generosità e
dedizione dare un avvenire sereno alle
sue figlie.

23) Il 5 dicembre, mentre calavano le
prime ombre della sera, improvvisamente
moriva Rossi Giancarlo di anni 37.

2) Il tredici febbraio a Pollein è morta
Christille Angela ved. Chenal, di anni 65.
Una dolorosa malattia ha stroncato la
sua vita, i suoi sacrifici, il suo attacca-
mento alla famiglia. Da alcuni anni vi-
veva a Pollein con la figlia. È stata se-
polta nel cimitero del suo paese natio,
paese dove per tanti anni visse una vita
non sempre facile.

– 19


Testo Originale Estratto
3) Dopo anni di malattia è morto Lale
Murix Riccardo di anni 75, il 24 febbraio.
Da alcuni anni la sua salute, dopo un pe-
riodo di ospedalizzazione, andava decli-
nando e quando qualcuno andava a tro-
varlo piangeva forse pensando ai momen-
ti in cui poteva lavorare, sacrificarsi per
il bene dei suoi cari. La moglie e i figli
l'hanno curato con amore, dandoci una
grande testimonianza di affettuosa de-
dizione.

4) Alla bella età di 92 anni è morto il
16 aprile Lale Gérard Isaia. Nato da po-
vera e numerosa famiglia, sin da giovane
dovette emigrare per cercare un avven-
ire migliore. Visse per tanti anni in Ame-
rica, lavorando e faticando e tutti sap-
piamo quanto a volte è dura la vita del-
l'emigrato. Negli ultimi anni ritornò al
paese e fu curato con dedizione dalla
sorella e dai nipoti.

OFFERTE

PER LA CHIESA

In memoria Jaccod Mariuccia; Cremaschi;
Degani Margherita; Lale Perrin Amedeo e
Ang.; in memoria di Lettry Marcello; Co-

 g ne in Enrico; Pellissier Arsène; Motta; Ga-
rin Luigi; N. N.; Oreiller Lorenzo; Gerbelle
Pina; Ronzani Domenico; in memoria Barni
Eugenia; Del Degan Ivo; Lavit Augusto; in
memoria Jordaney Lidia; in memoria Ce-
ranto Antonio; in memoria Canova Carlo;
Durello; Oreiller Emilio; Chabod-Savoye;
Martin; in memoria Luboz Marcella; Ronc;
in memoria Savoye Attilio; sorelle Lale Mu-
rix; Daniello Auro; Luboz Maria; Borre;
in memoria Arnod Aless.; in memoria Bo-
chet Modeste; Erminia Saccani (lascito); O-
cleppo; Travaini; in memoria Charles Mi-
chel; in memoria Therisod Noël; Jocallaz
Franco; in memoria Paillex Marcel; Pompie-
ri del Borgo; Borra-Franco; Pozzini Paola;
in memoria Fillietroz Adolfo; in memoria
Dayné Palmira; Gheza Elda; in memoria
Christille Angela; in memoria Lesca-Vau-
thier; in memoria Gerbore Valentina; Batti-
stioli; in memoria Lale Murix Riccardo; in
memoria Jordaney Osvaldo; N. N.; Lasagna;
Bochet Idillio; in memoria Lale Demoz
Emeric; def. Gilardi Francesco; def. Branche
Fedele; Campese-Lale Demoz; Trentaz; La-
le Lacroix Amedeo; Oreiller Emilio; N. N.;
Varetti; Charruaz; in memoria Fenoli Dario;
Thérisod Camilla; in memoria Saccani Er-
minia; Lale Murix Mario; Cog nein Bruno;
Chanoux; Lettry Roberto; Linty Gina; fam.
Arnod Joseph; Domaine Filippo; Section U.
V.; in memoria Bochet Mirco.
Totale L. 1.204.000.

PER IL BOLLETTINO

 Cremaschi; Degani; Lale Perrin; Lettry
Giorgetta; Cog nein Enrico; Pellissier Arsè-
ne; Motta; Garin Luigi; Paillex Marcel; N.
N.; Martin; Junod; Del Negro Sergio e Gio-
vanni; Morandi Sebastiano; Rumiod Ro-
berta; Gerbelle Pina; Del Degan Ivo; Lavit
Augusto; Jordaney Silvio; Perlasco; Lale Ge-
rard Marcellina; Belfrond; Lale Murix-Vau-
dan; Armand Emilio; Christille Nestore;
Piccoli; Christille Silvain; Jordaney Modes-
te; Jordaney Virène; Rumiod Serafino; Jor-
daney Simona; N. N.; Oreiller Emilio; Zam-
pieri; Savoye Serafino; sorelle Lale Murix;
Daniello Auro; Lale Lacroix Luigi; Luboz
Maria; Ronzani Fortunato; Berthod Dino;
Domaine Renato; Rossan Cirillo; Ocleppo;
Paillex Andrea; Lale Castain Innocent; Let-
try Damien; Charles Delfino; Charles Mi-
chel; Lale Lacroix Pacifico; Jocallaz Franco;
Lettry Roberto; Chanoux; Empereur; Bor-
ra-Franco; Fratelli Ceriano; Therisod Mari-
ne; Arnod Edvige; Besenval Teresa; Ger-
bore Davide; Borre; Bochet Idillio; Lale
Demoz Emerico; N. N.; Campese-Lale De-
moz; Lyvveroulaz Roberto; N. N.; Varetti;
Fenoli Tobie; Therisod Camilla; Spadon;
Zemoz Adelina; Lale Murix Mario; Jocal-
laz Dino; Linty Gina; Centoz Agata.
Totale L. 405.500.

PER L'ASILO

 Erminia Saccani (lascito); in memoria Sa-
voye Attilio; sorelle Lale Murix; Lale Murix
Mario. Totale L. 255.000.

Notre Dame et la Vallée d'Aoste

Les Valdôtains, depuis qu'ils ont reçu la Foi chrétienne, sont devenus de
très fervents enfants de la Vierge Marie. Les innombrables Sanctuaires
et les chapelles de nos villages en témoignent de notre sincère dévotion
envers la Sainte Mère de Dieu. Pendant que la Madone restera la Reine
de la Vallée d'Aoste nous garderons notre Foi chrétienne limpide et forte.
— Le mois de Mai nous donne une bonne occasion, le chapelet à la main,
de invoquer le secours de la Sainte Vierge en ces moments tristes et
difficiles.

En préparation du mois de Mai,
le mois consacré à la dévotion en-
vers la Sainte Vierge Marie, je veux
vous rappeler que pour les Valdô-
tains ce culte est une question de
« fidélité ».
Depuis qu'ils ont reçu la religion
chrétienne ils sont devenus en effet
de très fervents enfants de la Mère
du Seigneur.

Les documents qui nous témoi-
gnent de cette tradition sont innom-
brables et remontent souvent à des
dates immémoriales et je ne peux
que me limiter à vous en citer les
principaux que je choisis unique-
ment parmi les édifices de culte ou
les objets les plus importants.

En commençant de la Basse Val-
lée nous trouvons avant tout l'église
de Sainte Marie de Vert du XIIe
siècle, le Sanctuaire de Notre Dame
de la Garde qui existait déjà en 1567,
le Sanctuaire de Machaby dont le
premier noyau remonte au XIIIe siè-
cle et qui a été agrandi en 1503 et re-
bâti dans la forme actuelle en 1694.
Le porche y a été ajouté en 1725.

Au sommet de la Vallée de Cham-
 porcher se trouve le Sanctuaire du
Miserin de 1625, reconstruit en 1717.

Plus bas la belle chapelle de la
Vignerose de 1768. A Pont-Bozet la
chapelle du Gomm de 1727. A Bard
celle de Albard de 1755.

Dans la Vallée de Gressoney la
chapelle de Notre Dame des Neiges
à Gressoney-Saint-Jean le 1718, le
Sanctuaire de Gaby de la même date.

A Arnad nous trouvons encore la
chapelle de Notre Dame au Chateau

de 1713 et la chapelle de Paolettaz
de 1815.

A Verrès en 1407 on a construit
une chapelle dédiée au Seigneur, à
Notre Dame et à tous les Saints dans
le vieux cimetière, en 1643 celle de
Notre Dame des Grâces, en 1677 la
chapelle de Notre Dame de Pitié.

A Issogne celle de Vesey de 1681.
Dans la Vallée de Ayas je cite le
Sanctuaire de Barmax de 1744. A
Montjovet Notre Dame de Pitié de
1582. A Champdepraz la chapelle de
Notre Dame de la Bonne rencontre
de 1707.

A Ema rèse l'Eglise de Sainte Ma-
rie de Sommarès du XIIe siècle. A
Saint-Vincent la chapelle de Notre
Dame du Mont Carmel à Pracourt
de 1609, reconstruite en 1745. A Châ-
tillon Notre Dame des Grâces de
1643. Dans la Vallée du Valtournen-
che la belle chapelle du Breuil de
1758.

A Chambave Notre Dame de Pitié
de 1676 reconstruite déjà en 1708.
Le sanctuaire de Cunéy, qui est le
plus haut d'Europe, à Saint Barthé-
lemy construit en 1661. A Saint-Mar-
cel le Sanctuaire de Plout bâti sur
une ancienne chapelle de Notre Da-
me des Hermites de 1715, et recons-
truite en l'honneur du Saint Nom
de Marie au XVIIIe siècle.

Au Bourg d'Aoste la chapelle de
Notre Dame de Pitié de 1624. Et sur-
tout la Cathédrale d'Aoste appelée
Cathédrale de Sainte Marie depuis
le IVe siècle. En 1279 on y a ajouté
un Cloître de Sainte Marie. De Bio-
naz je veux citer la chapelle de la
Poulaya dédiée à Notre Dame du

— 21


Testo Originale Estratto
D'un clocher... ...à l'autre
E' sempre viva la fraternità
fra la Valle di Aosta e Magnano in Riviera
Il 25 aprile 1978, il nostro Vescovo, Mons. Ovidio Lari, si è recato, con alcuni
membri della Caritas Diocesana a Magnano in Riviera per una visita di fraternità
e di amicizia alla parrocchia con la quale, come si ricorderà, la nostra Diocesi si
è gemellata fin dalle prime settimane dopo il terrificante terremoto del 6 maggio
1976. I parrocchiani del luogo hanno gradito questa visita ed hanno riempito per
l'occasione il vasto salone del Centro della Comunità che funge egregiamente da
Chiesa parrocchiale, per assistere devotamente alla Santa Messa che il nostro
Vescovo vi celebrò dettando nello stesso tempo una fervida omelia ricca di
preziosi insegnamenti e calda dell'affettuosa simpatia e della fraterna amicizia
di tutti i nostri Diocesani.
Al termine della funzione, rallegrata dai canti dell'ottima cantoria, parlarono
con viva simpatia per la nostra Valle, il Parroco Don Miconi, il Sindaco del paese,
l'illustre professore e alpinista Ardito Desio - oriundo del Friuli e grande amico
della nostra Valle - e lo studente del Liceo classico Sig. Fasiolo Alcide di cui
ci piace riportare qui le parole che sono indirizzate, tramite il Vescovo, a tutti i
Valdostani; leggete p.f.:
Vogliamo ancora una volta porgere il nostro più caloroso saluto a Lei
Eccellenza Illustrissima e a tutto il popolo di cui Lei è pastore e rap-
presentante.
Per la quarta volta ci è stato donato il beneficio della Sua gradita presenza
tra noi, e questo è un segno evidente del sincero affetto cristiano e della
solidarietà fraterna, che ormai unisce il nostro paese a tutta la sua vallata.
Con grande gioia ripensiamo ai sentimenti di riconoscenza e sincera
gratitudine, che ci legano a tutti voi, e l'augurio che faccio, interpretando
Sul campanile mutilo di Magnano in Riviera le campane cantano, piangono,
pregano in armoniosa sintonia coi sentimenti del popolo fedele...
— 23
Sur le faîte de notre cathédrale, la statue de la Vierge, Reine de la Vallée
d'Aoste, flanquée des statues de Saint Grat et Saint Jean-Baptiste.
Mont Carmel de 1614. A Arvier la chapelle de Notre Dame de Pitié
de 1596.
A Courmayeur nous trouvons le Sanctuaire du Berrier de 1792, a-
grandi en 1868.
Il m'est impossible de vous rap-
peler toutes les autres petites cha-
pelles consacrées à la Vierge qui
existent un peu partout dans chacu-
ne de nos Paroisses, de mentionner
les autels qu'il y a dans chaque égll-
se paroissiale de la Vallée, des ora-
toires qui se trouvent le long de nos
vieilles routes, et des tableaux ou les
fresques qui nous rappellent la Ma-
done dans nos églises, nos chapelles
et même sur la façade de maintes
vieilles maisons privées. Ensuite il
n'y a peut être pas une cime de nos
plus hautes montagnes où on n'ai
pas un jour placé une statue de la
Vierge.
Plusieurs Paroisses comme Vert,
Bard, Issogne, Montjovet, le Breuil,
l'Immaculée d'Aoste, Villeneuve, etc.
ont choisi la Vierge comme Pa-
tronne.
Et que dire des Confréries comme
celle du Saint Rosaire, d'autre du
Mont Carmel celle des Filles de Ma-
rie etc. qui sont nées un peu par-
tout et qui ont toujours été très flo-
rissantes en Vallée d'Aoste pour in-
culquer dans les gens des différentes
cathégories la dévotion à Notre Da-
me? Et de tous les jeunes valdô-
tains entrés dans un Ordre religieux
marial? On peut sans crainte de
doute affirmer que le peuple val-
dôtain a toujours été un peuple
marial!
Sauvons cette prérogative, et le
mois de Mai nous en donne une bon-
ne occasion, selon une ancienne tra-
dition que nous ne devons pas né-
gliger.
Pendant que la Madone restera la
Reine de la Vallée d'Aoste nous gar-
derons notre Foi et notre Amour
pour son Fils Jésus, notre Sauveur.
Donat Nouchy
(«Tiré du Réveil »)
22 —


Testo Originale Estratto
il pensiero di tutti i miei paesani, è che il Signore rinsaldi sempre più il
legame vivente d'amicizia che ha posto tra noi.
E infine preghiamo di cuore, Lei Eccellenza che si renda interprete di
questi nostri sentimenti, presso il suo amato popolo, certi di poterlo
festeggiare ancora tra noi. Amen.
Prima di lasciare Magnano il nostro Vescovo ha annunciato ufficialmente ai
Magnanesi la data del tanto atteso « PELLEGRINAGGIO DELL'AMICIZIA » che avrà
luogo la domenica 10 settembre; tale pellegrinaggio dell'amicizia viene così
inserito, molto opportunamente nell'itinerario del « PELLEGRINAGGIO VALDOSTA-
NO AI PIU' CELEBRATI SANTUARI DEL VENETO » che si svolgerà dal 9 al 13
SETTEMBRE.
I nostri fratelli Magnanesi aspettano i nostri pellegrini col più vivo desiderio
di FRATERNIZZARE con i nostri Diocesani.
ep.
Le clergé valdôtain est en deuil.
Le 20 du mois d'avril est pieusement
décédé Mr l'Abbé Jean-Baptiste Vicquéry,
natif de Brusson, âgé de 65 ans, ancien
curé de Gignod (1937-1968) retraité par le
suite auprès du Prieuré de Saint-Pierre et
depuis 1974 aumônier de la Maison de
Repos « Regina Pacis » de Donnas.
Prêtre au zèle ardent, Mr l'Abbé Vic-
quéry a prêché de nombreuses Missions,
des « Quarante-Heures » et plus encore
des « Retraites » dans presque toutes les
paroisses du Diocèse; sa prédication très
efficace et populaire était axée sur les
grandes vérités chrétiennes, sur les fins
dernières de l'homme et sur la nécessité
absolue de la grâce de Dieu et des Sacre-
ments qui la portent aux âmes; en parti-
culier les sacrements du Baptême, de la
Confession, de l'Eucharistie et des sacre-
ments des malades.
Ses funérailles qui eurent lieu à Brus-
son le 22 avril témoignèrent d'évidence
24 —
de l'estime et de l'amour dont le vénéré
défunt jouissait auprès du clergé et des
fidèles du Diocèse.
Que ses parents trouvent ici l'expres-
sion de nos sincères condoléances et l'as-
surance de nos prières pour le repos de
l'âme du cher disparu.
* * *
Tutti gli abitanti di La-Tour-D'Héréraz
hanno festeggiato con entusiasmo, il 2
aprile 1978, il Primo Centenario della fon-
dazione della loro parrocchia avvenuta nel
1887 ad opera di Mons. Duc.
A questa fausta celebrazione partecipa-
rono pure gli abitanti di Perloz, da cui
la parrocchia venne smembrata, e nume-
rosissimi amici degli abitanti della sim-
patica parrocchia convenuti dai paesi
vicini.
Erano presenti gli Assessori Regionali
Guido Chabod e Eraldo Manganone e il
consigliere regionale Ennio Pedrini.
La messa in musica polifonica venne
cantata, con vera arte, dall'ottima can-
toria di Quincinetto. La Banda Musicale
di Pont-Saint-Martin portò pure il suo
validissimo contributo al successo dei fe-
steggiamenti.
La predica di circostanza, particolar-
mente apprezzata, è stata fatta dal Can.
Brunier, già parroco di La-Tour-D'Héré-
raz, attualmente canonico di S. Orso e
Cancelliere presso la Curia Vescovile di
Aosta.
La popolazione locale ha collaborato con
esemplare impegno col Parroco Don Ugo
Nicco per la perfetta organizzazione del-
la doverosa manifestazione.
Erano pure presenti alla festa Don An-
dreino Colliard, già parroco di Perloz e
Don Cesare Verthuy, parroco di Lillianes.
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