Saint-Pierre Maggio 1978: Ristrutturazioni Ecclesiastiche, Vita Comunitaria e Fede Valdostana.
5-1978.pdfIl bollettino parrocchiale di Saint-Pierre, datato Maggio 1978, offre una panoramica dettagliata della vita spirituale, finanziaria e sociale della comunità. Il documento include riflessioni teologiche sulla Pasqua e sulla non violenza (Gandhi), e presenta il bilancio 1977 della Chiesa, evidenziando un notevole deficit dovuto, in parte, ai lavori sulla Chapelle des Penitents. Ampio spazio è dedicato agli aggiornamenti sui lavori di restauro e consolidamento della Chiesa parrocchiale, resi difficili e costosi dallo sgretolamento strutturale. Le cronache locali documentano la cerimonia delle Cresime officiata dal Vescovo, la Festa di S. Antonio con la benedizione degli animali e dei mezzi, e il rinnovo del direttivo A.V.I.S. con il resoconto sulle donazioni di sangue. Vengono riportati anche i risultati sportivi degli alunni locali nelle gare di sci e un approfondimento sul ruolo educativo della Scuola Materna. La sezione storico-culturale enfatizza la profonda devozione mariana nella Valle d'Aosta e include un profilo dello scrittore valdostano Abbé Fenoil, oltre alle rubriche con i dati anagrafici (battesimi, matrimoni, defunti).
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Paroisse de Saint - Pierre XIX° ANNEE - N° 5 MAI 1978 BULLETIN PAROISSIAL DU DIOCÈSE D'AOSTE Mois de Mai, Mois de Marie! chaque jour une prière à la Reine de ma Vallée! Donne-nous, ô Seigneur, la grâce de voir ton amour dans le monde, malgré l'échec humain et montre- nous ce que chacun de nous peut faire pour hâter le jour où règnera la paix universelle. (F. Borman). La Voce dei Campanili L'Echo de nos montagnes Tip. Valdostana - Aosta
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fratelli MAGNIN &C. NEGOZIO : VIA S. ANSELMO, 41 - Tel. 44.168 ESPOSIZIONE: Via Festaz, 5 - Telefono 32.321 11100 AOSTA - Centro Arredamento - Cucine componibili - Mobili - Lampadari - Elettrodomestici - TV Color NUOVO CENTRO VENDITA SAINT-CHRISTOPHE REG. AEROPORTO Tel. (0165) 43.824 INGRESSO LIBERO Saint-Pierre Cari amici, questo bollettino vi giunge alle soglie dell'estate, periodo di gran lavoro e di vacanze, e vuole essere la voce della comunità cristiana di Saint-Pierre. Queste pagine portano nelle vostre case le notizie di questi ultimi mesi, ma vogliono soprattutto essere spunti di riflessione per far si che tutti possiamo sentirci popolo di Dio in cammino verso l'eternità. I tempi che viviamo non sono facili e forse proprio per questo occorre essere profondamente riflessivi su quei valori che sono stati sempre alla base del nostro vivere cristiano. Come primo spunto di riflessione vi riporto una pagina letta su un giornale quotidiano; è una bella meditazione sulla Pasqua. ALLA RICERCA DI UNA PASQUA PERDUTA Mio figlio mi ha domandato: « perché è Pasqua? Che cosa significa: è Pasqua? ». Già, perché è Pasqua, perché torna la Pasqua? Non mi è facile spiegarlo. In verità, mi sembra di non saperlo, di essermelo di- menticato. Intorno, trovo soltanto gente che non lo sa, che se lo è di- menticato, forse non l'ha mai saputo. C'è il calendario, certamente. C'è la festa, anzi per essere esatti la festività, non si lavora, si mangia di più, si va al cinema, alla gita, forse anche alla messa. Si incontrano persone che dicono: « auguri, buona Pasqua », e tirano avanti. Si avrebbe voglia di fermarle, di restituir loro la domanda di mio figlio. Buona Pasqua. Provo a spiegarmi la parola. Io la dico, in un giorno dell'anno, di un anno fatto di errori, di soprusi, di paure, di incertezze, di gesti coi quali ho trattato gli altri come oggetti, piacevoli-spiacevoli, come affare sociale, come ostacoli o come vantaggi, la dico in un giorno dell'anno che la mia civiltà ha scelto a ricordare un altro giorno nel quale Dio ha proclamato innocente e santo davanti al mondo un uomo con- dannato e ucciso come malfattore. Un giorno nel quale un uomo aveva vinto la morte, perché il padre lo aveva amato più della morte. Per molti di noi quest'uomo è, come il padre, Dio, che significa, se la parola non offende i laici, cosa che viene prima del tempo e continua dopo il tempo. Buona Pasqua, allora significa soprattutto: ti amo. Amo te, che sei lì, e mi sbarri la strada, te che mi rubi la carriera, e te che mi fai soffrire, e te che mi lasci indifferente, e te che sei fastidioso, e te che mi insidii il benessere. - 1
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Amo te che sarebbe, che è facilissimo amare, che sei bellezza e piacere, e te, che sarebbe facilissimo odiare, che sei cattiveria e dolore. Buona Pasqua, allora, significa soprattutto: sono pronto a pagare. Chi paga, oggi, per le cose che dice, per il mestiere che fa, per le parole che predica, per le moralità che impartisce agli altri? La grande frattura adesso è proprio tra il dire e il fare, fra la pagliuzza e la trave, fra ciò che indichiamo di arduo per gli altri e ciò che scegliamo di facile per noi. Quell'uomo ucciso sul Golgota due millenni orsono aveva trascinato una folla dietro di sè con parole nuove che gli spianarono la via del sacrificio: e quando il sacrificio fu maturo, anzichè sottrarsi, lo accettò come fosse giusto. Così la più clamorosa ingiustizia della storia profana diventava giusta conclusione della storia sacra: senza morte non poteva esserci risurrezione. Dire buona Pasqua, quindi, dovrebbe essere una promessa: civil- mente, una comunità che si scambiasse davvero la buona Pasqua po- trebbe rompere con l'imbroglio di imporre agli altri ciò che non si vuole per sè sopportare, la violenza come la povertà, la ricchezza vuota di pensiero come la sofferenza inutile. Un uomo che augurasse davvero agli altri buona Pasqua, agli occhi di molti rischierebbe di passare per matto. Sembra che ci siano tante strade per rendere un po' migliore la nostra vita. Dicono che ci siano tante Pasque, come ci sono tanti Gesù profani. Quattro italiani su dieci sono convinti che anche Marx abbia scritto a suo modo un Vangelo capace di darci una sua attendibile e auspicabile Pasqua. Un marxista famoso, un vecchio pensatore quasi cieco che ha saputo vedere molte cose, Ernst Bloch, disse in vero che l'eroismo marxista è un venerdì santo senza Pasqua di risurrezione. Non so. Rispetto le idee degli altri. Ciascuno ha diritto al Vangelo delle figurine che si vendono nelle edicole, che desidera. Persino a quello in questo pericolosissimo e forse dolcemente blasfemo boom cristologico- televisivo. Anche il cristiano che sta smarrendo la sua Pasqua, ha diritto di ricercarsela con determinazione. Senza rischiare per questo di essere confuso con i crociati della restaurazione. L'altro giorno hanno buttato una molotov sul sagrato di una chiesa vuota. Non è una grande tragedia: violenze assai più vaste corrono per l'Italia. Augurare buona Pasqua vuol dire ricordarsi che anche quel piccolo teppista è nostro fratello. Senza saperlo, ha partecipato con un po' di benzina a una recita che si ripete da secoli, la crocifissione del ricordo di un uomo crocifisso. Forse noi ci siamo dimenticati la Pasqua, perchè avevamo da tempo cancellato il venerdì santo e ci eravamo messi a giocare a dadi con i ladroni. 2 – La nostra Chiesa Ogni anno vengono presentati i conti della nostra Chiesa. Il Consiglio Pastorale, tra i suoi compiti, ha quello dell'amministra- zione dei soldi e dei beni che tutta la comunità possiede. È giusto che portiamo a conoscenza di tutti il bilancio del 1977. Le cifre sono sempre aride, ma dietro ci sta il desiderio di tutti di amministrare saggiamente quanto i nostri antenati ci hanno trasmesso e quanto di volta in volta i cristiani ci affidano. ENTRATE collette in Chiesa L. 1.041.160 offerte date al Parroco L. 2.634.000 interessi titoli L. 128.145 Totale L. 3.803.305 USCITE spese per sistemazione Chapelle des Penitents (+ imp. di riscaldamento) L. 5.270.856 Spese ordinarie (luce, ass., mater. liturgico, tasse, catech., gasolio...) L. 1.415.767 Totale L. 6.686.623 DEFICIT 1977 – 2.883.318 Fondo cassa + 4.882.828 Un grande ringraziamento il Consiglio Pastorale lo rivolge a tutte le persone che hanno dato il loro contributo personale ai lavori fatti – 3
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nella Cappella des Penitents: abbiamo visto tanta generosità e ci è im- possibile ricordare quanti hanno dedicato tempo e fatica per questo bene comune. Grosso impegno finanziario aspetta però ora la comunità di Saint- Pierre, la sistemazione della Chiesa. I lavori di rinforzo dell’edificio procedono a rilento a causa delle difficoltà tecniche incontrate: la roccia interna e sottostante presenta sgretolamenti ben superiori al previsto: le spese pertanto aumentano notevolmente perché occorre anche rinsaldare tutta la massa rocciosa. L'Amministrazione regionale pare essersi resa conto della necessità di un deciso intervento tecnico e finanziario e quindi le prospettive per il completamento dei lavori di consolidamento sono buone. Però a noi come comunità rimangono da fare dei grossi lavori: il rifacimento del tetto e la sistemazione dell'interno della Chiesa (imbian- catura, altare...). Le spese previste sono enormi e mentre il Consiglio Pastorale studia i modi più idonei per questi lavori e i finanziamenti, sin d'ora rivolgiamo a tutti un caldo invito ad essere disponibili ad ogni iniziativa per portare a compimento un'opera che sta a cuore a tutti. Molta gente ci chiede quando potremo rientrare finalmente nella nostra chiesa; per il momento ogni previsione è impossibile, certamente rientreremo solo quando i lavori di rinforzo e di sistemazione saranno ben ultimati; comunque se tutti porteremo il nostro contributo arrive- remo presto a salvare e a ridare dignità a questo stupendo monumento storico e cristiano che i nostri antenati ci hanno trasmesso. Notizie di Paese LA CRESIMA Domenica 19 marzo è un giorno molto importante ed entusiasmante per tutti, il giorno della Cresima. Oggi venti bambini riceveranno questo sacramento che li renderà an- cora più vicini al Signore e li aiute- rà a vincere i loro difetti, a miglio- rarsi sempre di più. Sono solo le nove e un quarto e già il piazzale della chiesetta è affol- lato di gente: gruppetti sparsi qua e là; io osservo i loro visi e li vedo contenti e sorridenti. Cercano di ac- corciare l'attesa chiacchierando e ri- dendo; i cresimandi sono tutti chi più chi meno eccitati: qualcuno se ne sta in un angolo silenzioso, qual- cun'altro parla con i compagni. In- tanto i minuti passano... tutti guar- dano impazienti l'orologio, sono qua- si le dieci e il Vescovo non è ancora arrivato. Poi finalmente una mac- china arriva fino al piazzale, Sua Ec- cellenza scende e mentre si avvia sa- lutando a destra e a sinistra verso l'ingresso della Chiesa, mentre noi gli facciamo ala e battiamo le mani. Mentre entriamo nella Cappella si sentono già le prime note di un canto. I cresimandi sono messi in semi- cerchio attorno all'altare e la loro solo presenza porta aria di festa nel- la nostra piccola ma meravigliosa chiesetta. Il Vescovo con quella voce bassa che si sente appena appena, saluta tutti i presenti e in partico- lare i bambini che in questo giorno riceveranno la Cresima, ed ha iniz- io la funzione con le letture della Pa- rola di Dio e la predica del Vescovo. Il Vescovo si rivolge ai giovani e so- prattutto ai cresimandi dicendo del- l'importanza di vivere la vita cristia- na e di fare scelte decisive. Egli dice «voi siete giovani ed è adesso che dovete fare le vostre scelte, fatele L'arrivo del Vescovo — 5
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I Cresimati bene; non fate come il popolo di Ge- rusalemme che gridava crocifiggilo, non crocifiggete Gesù con il vostro comportamento o con i vostri tradi- menti ». Non dimentica di rivolgersi ai padrini e alle madrine ricordan- do loro le responsabilità assunte. Ma adesso è giunto il momento più importante: ad uno ad uno i cre- simandi, accompagnati dai padrini, vanno davanti al Vescovo; sono mol- to emozionati, rispondono a voce bassa alle domande del Pastore e ri- cevono lo Spirito Santo: è un mo- mento di intensa commozione reli- giosa. Poi il resto della cerimonia, le foto di gruppo, l'atmosfera di gioia, sono il contorno abituale di una festa che ci stupisce sempre per la sua fresca spontaneità. È stato un giorno molto bello, ma si spera che soprattutto sia l'inizio di un impegno più grande per i cresimati e per tutta la comu- nità, essere testimoni di Cristo con la parola e con la vita. M. F. *** RINNOVO DEL DIRETTIVO AVIS In concomitanza con la riunione plenaria annuale dei soci della Se- zione A.V.I.S. di Saint-Pierre questo anno si è provveduto al rinnovo del- le cariche del Consiglio Direttivo. In tale occasione, oltre a far pa- reggiare il bilancio, si è messo in lu- ce l'operato della sezione nell'anno 1977 che si può sintetizzare nei se- guenti punti: Per ordine cronologico: 1) in data 22 maggio 1977 si è svol- ta la festa dell'A.V.I.S. che, come di Alfiere e labaro dell'A.V.I.S. consueto, riunisce la quasi totalità dei soci in una giornata di sincera allegria. La prima parte della gior- nata è stata dedicata alla consegna di diplomi e benemerenze a soci par- ticolarmente distintesi, quindi, dopo la Santa Messa, la festa è proseguita presso l'Hôtel « Grivola » dove si è consumato il programmato pranzo. 2) Nel mese di gennaio di questo anno un considerevole numero di so- ci ha partecipato ad una gara di fon- do disputatasi a Derby per organiz- zazione della Sezione A.V.I.S. di La Salle. Degni di menzione i buoni piazza- menti di Barmaverain Ido (2° della sua categoria) e Champrétavy Rena- to (1° della categoria « pionieri »). Ottimo il piazzamento di squadra. 3) Nello stesso mese si è svolta a Saint-Pierre una gara di « belotte » alla cui organizzazione l'A.V.I.S. ha collaborato attivamente mettendo, tra l'altro, in palio due coppe e nu- merose targhe. L'Associazione intende anche in questo modo propagandare i propri scopi umanitari. L'A.V.I.S. di Saint-Pierre compo- sta da n. 85 soci effettivi, n. 5 soci benemeriti ha effettuato nell'anno 1977 n. 144 donazioni per comples- Avisini sciatori a Derby 6 — — 7
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sivi litri 36 di sangue donato; un rin- graziamento particolare a tutti i So- ci che hanno permesso di raggiun- gere questi risultati e un invito a co- loro che volessero diventare tali per contribuire personalmente a questo servizio di vitale importanza. Come accennato in precedenza quest'anno si è rinnovato il Consi- glio Direttivo della associazione che vede, tra l'altro, tra le sue file un congruo numero di giovani. Le cariche sono state così distri- buite: Presidente: Sig. Italo Manella; V. Presidente: Sig. Ivo Del Degan, Guido Pallais; Segretario: Sig. Marco Oreiller; Amministratore: Sig. Carlo Boson; Consigliere addetto alla Organiz- zazione e Sviluppo: Sig. Oscar Chris- tille; Consigliere addetto alla stampa e propaganda: Sig. Marco Carlin; Consigliere: Sig. Enrico Charruaz; Consigliere: Sig. Luigi Vaudois. C. M. FESTA DI S. ANTONIO In ritardo di una settimana causa il maltempo si è svolta, per la prima volta in Saint-Pierre, la festa di San Antonio protettore degli animali. In una giornata di pallido sole in que- sto rigido inverno, si sono radunati nel piazzale del municipio gli ani- mali che alleviano il lavoro degli agricoltori. Non sono mancati i pic- coli pony che hanno subito suscitato l'allegria dei bambini che sognando lunghe galoppate aspettavano impa- zienti il turno per poterli cavalcare per qualche minuto. Il parroco Don Aldo ha impartito a tutti i presenti la S. Benedizione, accumulando ai fedeli animali i mo- derni mezzi che la tecnica ha messo a disposizione dell'uomo. Dopo la cerimonia con la sponta- neità che è propria della gente sem- plice si è formata una colonna di ca- valli strigliati ed agghindati fieri con i loro sonagli tintinnanti a cui face- va seguito il rombo dei potenti trat- tori cavalcati da baldi giovani e da una graziosa moderna amazzone. La Festa di S. Antonio sfilata si è svolta attraverso i villaggi della collina e per le vie del Borgo, ed al festoso passaggio la gente si affacciava alle finestre, veniva in- contro, applaudiva i cavalli con i lo- ro calessini. Gli anziani rivivevano per qualche minuto la loro giovinezza, certa- mente più difficile ma forse più spensierata, quando possedere un ca- vallo od un mulo era già la ricchez- za, ed i loro occhi tradivano un po' di emozione. E così dopo le ultime galoppate e le ebbrezze di velocità la piccola fe- sta volge al termine con le fotogra- fie ricordo ed i saluti. Sfilano le macchine potenti, passa il cavallo e con un tantino di invidia guarda il trattore poi pensa tra sè: io sono stato il primo che ho aiutato l'uomo nel duro lavoro dei campi, tu hai solo copiato e sei d'acciaio, io ho un cuore e vorrei poter continuare ad essere l'umile fedele compagno. Poi scuote la criniera volge lo sguardo verso il suo padrone e aspettando magari una carezza e un po' di bia- da si avvia lentamente verso la stalla. Vigoni *** RESTAURATA LA CAPPELLA DI VERROGNE Nel 1400 esisteva già una Cappel- la a Verrogne, venne ricostruita da- Benedizione di S. Antonio Cappella di Verrogne 8 — 9
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gli abitanti del villaggio interamente a « Corvées » nel 1726, con un atto di supplica degli abitanti indirizzato al Vescovo in data 16 agosto 1776, redatto dal notaio Michel Ferrère. In questo atto di supplica gli abi- tanti si impegnavano solennemente verso il Vescovado alla manutenzio- ne in buono stato della Cappella, con i suoi paramenti e ornamenti sem- pre in ottimo stato di conservazione. Dopo anni di esitazione ed incuria l'Amm. del Consorzio, con la colla- borazione dei suoi membri, può con tutta serenità affermare, di aver a- dempiuto ad un impegno dei suoi antenati. I lavori consistevano in modo par- ticolare: al rifacimento totale del tet- to in ardesia con sostituzione della travatura, ripristino dell'intonaco e- sterno, il consolidamento delle fon- dazioni dei muri perimetrali, al con- solidamento della volta e rifacimen- to delle arcate, nel rifacimento del pavimento ed intonaco interno, la sistemazione della porta d'entrata e dell'affresco del Santo. Siamo grati all'impresa di Bochet Camillo per l'ottimo lavoro svolto, con passione e serietà dagli operai e maestranze. Rimangono da completare gli af- freschi interni, la dotazione dei ban- chi all'interno, ed ornamenti in mo- do da rendere meno spoglio l'inter- no della Cappella. L'Amministrazione del Consorzio di Verrogne, è grata all'Ass. Regio- nale, per il suo interessamento e fi- nanziamento a cura dell'Ass. Anti- chità e Belle Arti per la realizzazione dell'intera opera. L'inaugurazione e benedizione del- la Cappella si svolgerà nel mese di agosto 27 in occasione della festa di San Teodulo. Che il Santo protettore del villag- gio – nella sua luce radiosa – coi suoi occhi pieni di gloria guardi i nostri pieni di lacrime nel ricordare tutti i defunti del villaggio e perchè una maggiore fede scenda su tutti noi. P.S. - Alcuni cenni storici. – Albori nel 1400. – Ricostruita nel 1726. – L'altare è del 1689 in legno con tre statue, S. Teodulo, S. Margheri- ta, e della Madonna (rubata nel '72 e mai ritrovata). – Ricostruzione inizio lavori ot- tobre 1976. Ultimazione lavori set- tembre del 1977. – François Amédée - Milliet d'Ar- villars - Vescovo di Aosta dal 1698- 1727 durante la ricostruzione della Cappella del 1726. Dacisio *** SPORT INVERNALI Mercoledì 29 marzo 1978, sulle ne- vi di Cogne si è svolta, per la prima volta, una gara di fondo e di slalom – per le scuole elementari della Co- munità Montana « Grand Paradis ». Il tempo bello e l'ottimo stato del- la neve, hanno permesso il regolare svolgimento delle gare, perfettamen- te organizzata dalla Direzione Didat- tica, dalla Comunità Montana « Grand Paradis » e soprattutto gra- zie al fattivo interessamento ed alla supervisione del comune di Cogne. Fin dal mattino presto, un conti- nuo arrivo di pullman e di macchine private hanno portato nella bella conca di Cogne gli alunni delle scuo- le elementari di tutti i plessi scola- stici facenti capo alla Direzione Di- datica di Saint-Pierre, unitamente al- le loro maestre, ai genitori ed ac- compagnatori. Perfetto il servizio logistico ed ammirevole l'impegno di tutti – or- ganizzatori e partecipanti. Suddivisi per classe d'età e con classifiche distinte per maschi e femmine, oltre duecento concorrenti hanno lottato per ottenere dei mi- gliori piazzamenti e conquistare ai propri plessi scolastici i trofei of- ferti dalla Comunità Montana, dal- la Direzione Didattica e dai vari co- muni della zona. 10 — Festa a La Salette Festa della neve a Vetan — 11
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I rappresentanti di Saint-Pierre si sono fatti veramente onore: oltre al trofeo conquistato per la loro scuola nella gara di slalom, hanno ottenuto ottimi piazzamenti anche nella gara di fondo. Questi i piazzamenti ottenuti dagli alunni di Saint-Pierre: FONDO : classe 1969 - categ. maschile: 1) Garin Rinaldo; classe 1968 - categ. maschile: 2) Godioz Gaudenzio, 8) Bochet Davi- de; classe 1967 - categ. femminile: 4) Garin Adriana; 13) Pellissier Moni- ca; 15) Bonfanti Kathya. categ. maschile: 11) Charles Wal- ter. SLALOM: classe 1970 - categ. femminile: 6) Celesia Sabrina; categ. maschile: 1) Perrier Fulvio; 3) Di Francesco Nicola; classe 1969 - categ. femminile: 1) Berthod Monica; 6) Morelli Sara; categ. maschile: 1) Boson Fabri- zio; 4) Charles Giorgio; 11) Rumiod Cesare. classe 1968 - categ. femminile: 2) Lyveroulaz Paola; 6) Bovard Josette; categ. maschile: 2) Raspo Patrik; 4) Belli Andrea; 6) Lettry Loris; 8) Bochet Davide; 12) Godioz Gauden- zio; 13) Cianci Erik; classe 1967 - categ. maschile: 14) Lyveroulaz Devis; classe 1966 - categ. maschile: 1) Belli Teresio. A Vetan i campioni si vedono... Nel tardi pomeriggio, nell'affolla- ta sala delle riunioni del Municipio di Cogne, in presenza di tutte le Au- torità e Sindaci della Comunità Mon- tana il Direttore Didattico dott. Cian- camerla ha proceduto alla premia- zione di tutti i concorrenti, fra di- scorsi di circostanza e con un ar- rivederci al prossimo anno nel co- mune di Saint-Nicolas. Angolo della famiglia Scuola Materna Lo scopo della Scuola Materna è di accogliere i bambini nell'età pre- scolastica dai 3 ai 6 anni e si propo- ne fini di educazione, di sviluppo della personalità infantile, di assi- stenza e di preparazione alla fre- quenza della scuola dell'obbligo, in- tegrando l'opera della famiglia. (Da- gli orientamenti della scuola). Per poter integrare l'opera della famiglia riteniamo molto importan- te e necessario il rapporto scuola materna-famiglia, rapporto che pur- troppo per ora esiste solo in minima parte. Dall'esperienza di quest'anno ab- biamo constatato come esista anco- ra una concezione sbagliata della Scuola Materna, che viene conside- rata come un semplice « asilo nido » dove il bambino lo si porta per date ore e in molti casi solo quando il bambino lo vuole. In realtà invece la Scuola Materna è una vera scuo- la, dove non si gioca solamente, ma si cerca di svolgere un programma adatto ai bambini di questa età. Programma che fin dall'inizio del- l'anno, per mezzo di riunioni, abbia- mo cercato di esporre e discutere con i genitori. Quest'anno abbiamo cercato di sviluppare con i bambini tutto ciò che riguarda il nostro paese, del qua- le ogni mese ne abbiamo sviluppato un aspetto particolare. Per rendere più vivo il loro interesse, a seconda delle conversazioni, abbiamo costrui- to il paese in un angolo della classe. Abbiamo voluto dare anche molta importanza al francese, cercando di La comunità numerosa e vivace dell'Asilo 12 — — 13
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aiutare i piccoli a capire e a espri- mersi in questa seconda lingua. Per l'educazione religiosa partendo dal- la creazione li abbiamo condotti a considerare Dio come Nostro Padre Buono, in seguito con la nascita di Gesù abbiamo preso il Vangelo per conoscere e cogliere insieme ai bam- bini la vita di Gesù e ciò che Lui ci dice ogni giorno. Per avvicinare maggiormente i ge- nitori alla scuola non ci siamo limi- tate alle semplici riunioni tra genito- ri e insegnanti ma abbiamo organiz- zato, in alcune circostanze (Natale, carnevale, festa di mamma e papà) delle festicciole nelle quali i bambi- ni hanno cercato di dare il meglio di loro stessi. Ci auguriamo che d'ora in poi la Scuola Materna venga presa più se- riamente, sia dal punto di vista delle frequenze, che dai rapporti che si dovrebbero instaurare tra genitori e insegnanti. Le insegnanti della Scuola Materna Mgr. Centoz Festa all'Asilo 14 - La pagina di noi ragazzi Anche noi ragazzi abbiamo il no- stro messaggio da trasmettere attra- verso le pagine del Bollettino. In questi periodi pieni di violenza e di cattiveria abbiamo letto la vita e il messaggio di un grande non-vio- lento, ve ne parliamo in questa pa- gina sperando che faccia a tutti il bene che ha fatto a noi. Il significato della non violenza La non violenza è la legge degli uo- mini, la violenza è la legge dei bruti. (Gandhi). In questa frase è concentrata una realtà, un modo di vivere e di ragio- nare che rifiuta una tradizione di odio e di violenza. Gandhi è stato uno dei principali fautori della dot- trina della «non violenza ». Nato nel 1869 a Porbandar nell'India Occidentale apparteneva a una fa- miglia di ricchi mercanti. In quel periodo l'India era una colonia in- glese. Suo padre e suo nonno erano stati uomini politici. Studiò diritto in Inghilterra, dove rimase dal 1888 al 1891. Tornato in patria incominciò a lavorare. Nel 1893 si trasferì in Africa. Qui si ac- corse come gli indiani venissero trat- tati con atteggiamenti e sistemi di- scriminatori e così incominciò a lot- tare per la loro libertà. Nel 1914 Gandhi riuscì a far riconoscere dal governo sud-africano alcuni fonda- mentali diritti per gli indiani e su- bito dopo questa vittoria tornò in patria. Anche qui si adoperò lottando per l'indipendenza del suo popolo dal colonialismo. Continuò a predicare la dottrina della non violenza, peral- tro antichissima risalente a tempi an- teriori al buddismo, affermando che « la vera liberazione è quella che ren- de contemporaneamente liberi l'op- pressore e l'oppresso ». Con questa dottrina poneva in risalto due doti dell'uomo ritenute fondamentali: l'a- more e l'intelligenza. Spiegava: « L'a- more non è soltanto uno stato nega- tivo consistente nel non fare il male, ma anche uno stato positivo consi- stente nell'amare, nel fare il bene a tutti, anche a chi fa il male ». In India divenne la guida morale di trecento milioni di persone. Con- trappose all'odio l'amore, alla lotta armata la parola, alla guerra la fra- tellanza tra i popoli. Lottò con pubblici digiuni per u- na dimostrazione politica e morale. Quando l'India divenne indipenden- te (era il 15 agosto 1947) Gandhi continuò a lottare per la pace e l'a- more universale. Con frequenti di- giuni riuscì a sedare alcune rivolte interne. Fu chiamato dai suoi segua- ci « Mahatma » che significa grande anima. Era ancora impegnato a lot- tare per placare gli scontri fra le di- verse fazioni che dividevano l'India, quando, durante la preghiera pub- blica, fu ucciso da un fanatico indù - 15
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Squadra pulcini vincitore campionato 1977-78 con tre colpi di pistola. Era il 25 gennaio 1948. Questa è stata per grandi linee la vita di un uomo che ha sacrificato tutto se stesso per predicare la pace e l'amore fra i popoli. Nell'introdu- zione alla raccolta dei suoi pensieri, riguardanti la dottrina della non vio- lenza scrisse: «Voglio illudermi che alcuni dei miei scritti mi sopravvive- ranno e potranno essere di qualche utilità alla causa per la quale sono stati scritti ». Affermava che ogni uomo poteva contribuire alla pace universale, qua- lunque fosse stato il suo compito nella vita. « Se quando si immerge la mano nel catino dell'acqua se quando si attizza il fuoco con il soffietto se quando si allineano intermina- bili colonne di numeri al proprio ta- volo di contabile se quando scottati dal sole, si è immersi nella melma della risaia se quando si è in piedi davanti al- la fornace del fonditore non si rea- lizza proprio la stessa vita religiosa che se si fosse in preghiera in un monastero, il mondo non sarà mai salvo ». 16 - NOTRE HISTOIRE Déjà Ferdinando Neri dans son essai sur la culture littéraire valdôtaine avait fait ressortir que F. Fenoil « si può addi- tare come lo scrittore di lingua française più gradevole, più "dotato" dell'Otto- cento valdostano ». Né à Saint-Pierre en 1845, professeur de langue et littérature française au Grand Séminaire, l'abbé Ferdinand Fenoil mourut jeune encore, miné par la phtisie en 1888. Intelligence vive, esprit fin et observateur, il possédait de réelles apti- tudes littéraires. Rédacteur de la Feuille d'Aoste, il ne cessa de combattre loyalement et noble- ment pour la conservation de la langue française. Professeur, il se distingua par la clar- té, la précision, une chaleur communi- cative et surtout par des délicatesses de coeur qui émurent souvent ses élèves. Malgré une faible santé et des occu- pations innombrables, il publia des pa- ges qui restent dans la littérature val- dôtaine. Son oeuvre la plus engagée est la Terreur sur les Alpes, dont la première édition parut à Florence en 1874 (deu- xième édition, augmentée, Aoste 1887). La Terreur est une étude essentiellement historique où, à l'appui de mémoires de l'époque (Relation de Frutaz, etc.), l'au- teur décrit le passage de Napoléon par la Vallée d'Aoste et la réaction locale au Napoléonisme. Historien conscien- cieux, Fenoil connaît à un haut degré l'art d'animer et de colorer son récit. Les scè- nes proprement historiques alternent avec d'autres d'une tonalité profondé- ment humaine, d'une psychologie juste et mesurée: la procession du Rhuitor, le portrait du Valgrisain, l'assassinat de Thérèse Cantaz-Regis... Fenoil essaya, le premier en Vallée d'Aoste, le roman historique par son An- na et le Suisse valdôtain (1875). Une fille de Courmayeur (Anna) et un jeune homme de Torgnon (Jean-Baptiste Gal) se rencontrent à Paris. Anna, tombée dans les pièges de la ville, se ruine; Jean- Baptiste, enrôlé dans les gardes-suisses de Louis XVI demeure fidèle au roi et se sauve avec peine aux jours de la Révo- lution. Tous les deux retournent en Vallée d'Aoste, Anna pour y mourir repentie de ses écarts, Jean-Baptiste pour y conti- nuer l'illustre lignée des Gal de Torgnon. Le récit n'a pas une grande valeur. Il faut bien avouer que le roman histo- rique n'eut point de fortune dans notre Vallée. A la fin du XIXe siècle, Tancredi Tibaldi l'essayera à deux reprises, sans succès d'ailleurs, par Junie et Italicus (1881) et Ours Thibaut (1892). Un autre ouvrage de Fenoil le Roi chas- seur et les bouquetins de la Vallée d'Aos- te (1878), exprime en de belles pages et non sans quelques pointes polémiques, la reconnaissance des Valdôtains envers Victor-Emmanuel II. Mais là où Fenoil, étalant toute sa spontanéité, atteint la faîte de son ex- pression littéraire, c'est dans Ca et là - Souvenirs valdôtains (1883). Dans ce recueil, l'auteur nous offre « alcune leggende e aneddoti alpini, con una grazia rustica che si rivela soprat- tutto nell'evocazione di una antica natu- ra più serena e benigna, quando il ghiac- cio lambiva al suo limite le spighe bion- de e i tralci della vite: ogni terra ha la sua favola dell'età dell'oro, e questa, a consolare le veglie dei lunghissimi in- verni, s'appaga nel sogno di un raggio di sole ». Poète dans ses loisirs, l'abbé Fenoil fut de ceux qui malgré des épreu- ves sensibles « s'illuminent de la flamme de leur pensée toujours jeune et s'inspi- rent aux idéals, qu'il gardent resplendis- sants et purs au fond de leur coeur ». L. C. - 17
Testo Originale Estratto
NUOVI MEMBRI DEL POPOLO DI DIO 1) Il 5 marzo è stata battezzata Jorrioz Manuela di Giulio e di Micotti Lorenzina. Padrini: Jorrioz Maurizio e Morelli Frida. 2) Il 26 marzo battesimo di Lasagna An- gelo Roberto di Firmino e di Comé Me- lania. Padrini. Comé Luigi e Dalbard A- driana. 3) Il 2 aprile è stata battezzata Lale Lacroix Erika di Pierino e di Tedesco As- sunta. Padrini: Barmaz Gianfranco e Lale Lacroix Alma. 4) Il 27 aprile battesimo di Di France- sco Nicola Martino di Eugenio e di Cioc- chetti Wilma. Padrini: Rinaldo Curthod e Vigitello Bianca Maria. 5) Il 27 aprile è stato battezzato Di Francesco Stefano Antonio di Eugenio e di Ciocchetti Wilma. Padrini: Tonioli Ric- cardo e Di Francesco Divina. 6) Il 30 aprile battesimo di Corniolo Carlo Eugenio di Pier Giovanni e di Ca- nova Ernida. Padrini: Boson Carlo e Che- nal Carla. 7) Il 30 aprile è stato battezzato Cle- menti Luca di Antonio e di Masciullo Lui- gia. Padrini: Nocera Luigi e Domaine Elida. 8) Il 5 maggio battesimo di Scalise Lo- ris di Mario e di Chenal Renata. Padrini: Scalise Giuseppe e Truc Rita. *** NUOVI FOCOLARI CRISTIANI 9) Il 10 dicembre si sono sposati Co- gnein Piero e Carturier Lidia. Testimoni: Chentre Pierino e Lale Murix Bruno. 1) Il 18 febbraio matrimonio tra Ferrod Lelio e Paillex Vilma. Testimoni: Domai- ne Ebe e Berthod Luciano. 2) Il 15 aprile si sono sposati Lombar- do Antonino e Anselmet Marta. Testimo- ni: Ceretta Giuseppe e Luboz Livia. 3) L'otto aprile matrimonio tra Persod Sisto e Denarier Fernanda. Testimoni: Carlin Marco e Domaine Thea. Un particolare augurio a Sisto, mem- bro attivo e generoso del Consiglio Pa- storale, e alla sua gentile signora. Pubblichiamo una poesia inviataci da un cugino dello sposo. Alliances Printanières La douce primevère A peine éclose S'est refermée avec bonheur Sur vos coeurs. Et ses pétales, pour toujours, Renfermeront votre amour; Qui par les liens du sang Valdotains, Fera renaître la fiére race, De nos braves Salasses, Buvons, buvons mes frères, Levons, levons nos verres, Souhaitant, que pour longtemps. Votre cher amour, soit dés ce jour, Un éternel et doux printemps. En l'honneur du mariage de Sixte et Fernande, je dédie ces rimes. Guy Lale-Demoz I NOSTRI DEFUNTI La notizia di questa improvvisa trage- dia sconvolgeva quanti conoscevano e amavano il bravo Giancarlo. Egli era un uomo dal carattere buono, generoso, af- fettuoso, aveva un sorriso e una parola gentile e cordiale per tutti. Non aveva avuto una vita facile e for- tunata e quando adesso sembrava aver raggiunto quella serenità cercata per tanti anni, la morte più crudele l'ha stron- cato. Le lacrime della moglie e della piccola Cristina sono il segno di una tragedia che ci lascia col cuore infranto. La certezza cristiana che certi valori non possono andare perduti, ci dà appunta- mento nella Casa del Padre. 24) Il 29 dicembre dopo una lunga e penosa agonia è deceduto in ospedale Arnollin Camillo di anni 50. Quando muore un padre di famiglia an- cora giovane e ancora così necessario, rimaniamo sempre tutti sconvolti. Era Camillo un buon lavoratore, dal carattere cordiale e generoso, affettuosamente at- taccato alla famiglia, e ai suoi giovani figli. Siamo certi che il suo esempio ri- marrà nel cuore e nella vita di quanti l'hanno amato e di quanti ancora oggi piangono la sua prematura scomparsa. *** 1) Ad Aosta, dove abitava ormai da tempo, è deceduta il sette gennaio Lale Demoz Eugenia ved. Barni, di anni 71. Veniva spesso tra di noi, specie per gli avvenimenti lieti o dolorosi dei suoi fa- migliari. Era una donna di grande fede che con coraggio seppe affrontare anche i mo- menti durai della tragica morte del ma- rito. La figlia che tanto l'ha amata, porta nel cuore i ricordi più cari ed esempi di generosa bontà. 2) Il trenta novembre è morta dopo lunga malattia Saccani Erminia di anni 69. Per chi l'ha conosciuta e amata rimane il ricordo di una donna generosa, servi- zievole, piena di quelle delicatezze che solo un animo profondamente buono può avere. La sua testimonianza di fede e di cari- tà lascia una traccia indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di starle vi- cino. I nipoti e i familiari ci hanno dato un grosso esempio di affetto e di dedi- zione specie negli ultimi dolorosi mesi. 22) Il trenta novembre è deceduta Truf- fa Mariuccia ved. Jaccod di anni 89. Per chi va alla posta a a prendere i giornali, sembra strano non più rivedere la dina- mica e vivace Mariuccia. Donna corag- giosa, lavoratrice indefessa, fino agli ul- timi giorni l'abbiamo vista sulla « brec- cia », attaccata al suo lavoro, come lo fu sempre nella sua lunga vita. Vedova ancora giovane, seppe con generosità e dedizione dare un avvenire sereno alle sue figlie. 23) Il 5 dicembre, mentre calavano le prime ombre della sera, improvvisamente moriva Rossi Giancarlo di anni 37. 2) Il tredici febbraio a Pollein è morta Christille Angela ved. Chenal, di anni 65. Una dolorosa malattia ha stroncato la sua vita, i suoi sacrifici, il suo attacca- mento alla famiglia. Da alcuni anni vi- veva a Pollein con la figlia. È stata se- polta nel cimitero del suo paese natio, paese dove per tanti anni visse una vita non sempre facile. – 19
Testo Originale Estratto
3) Dopo anni di malattia è morto Lale Murix Riccardo di anni 75, il 24 febbraio. Da alcuni anni la sua salute, dopo un pe- riodo di ospedalizzazione, andava decli- nando e quando qualcuno andava a tro- varlo piangeva forse pensando ai momen- ti in cui poteva lavorare, sacrificarsi per il bene dei suoi cari. La moglie e i figli l'hanno curato con amore, dandoci una grande testimonianza di affettuosa de- dizione. 4) Alla bella età di 92 anni è morto il 16 aprile Lale Gérard Isaia. Nato da po- vera e numerosa famiglia, sin da giovane dovette emigrare per cercare un avven- ire migliore. Visse per tanti anni in Ame- rica, lavorando e faticando e tutti sap- piamo quanto a volte è dura la vita del- l'emigrato. Negli ultimi anni ritornò al paese e fu curato con dedizione dalla sorella e dai nipoti. OFFERTE PER LA CHIESA In memoria Jaccod Mariuccia; Cremaschi; Degani Margherita; Lale Perrin Amedeo e Ang.; in memoria di Lettry Marcello; Co- g ne in Enrico; Pellissier Arsène; Motta; Ga- rin Luigi; N. N.; Oreiller Lorenzo; Gerbelle Pina; Ronzani Domenico; in memoria Barni Eugenia; Del Degan Ivo; Lavit Augusto; in memoria Jordaney Lidia; in memoria Ce- ranto Antonio; in memoria Canova Carlo; Durello; Oreiller Emilio; Chabod-Savoye; Martin; in memoria Luboz Marcella; Ronc; in memoria Savoye Attilio; sorelle Lale Mu- rix; Daniello Auro; Luboz Maria; Borre; in memoria Arnod Aless.; in memoria Bo- chet Modeste; Erminia Saccani (lascito); O- cleppo; Travaini; in memoria Charles Mi- chel; in memoria Therisod Noël; Jocallaz Franco; in memoria Paillex Marcel; Pompie- ri del Borgo; Borra-Franco; Pozzini Paola; in memoria Fillietroz Adolfo; in memoria Dayné Palmira; Gheza Elda; in memoria Christille Angela; in memoria Lesca-Vau- thier; in memoria Gerbore Valentina; Batti- stioli; in memoria Lale Murix Riccardo; in memoria Jordaney Osvaldo; N. N.; Lasagna; Bochet Idillio; in memoria Lale Demoz Emeric; def. Gilardi Francesco; def. Branche Fedele; Campese-Lale Demoz; Trentaz; La- le Lacroix Amedeo; Oreiller Emilio; N. N.; Varetti; Charruaz; in memoria Fenoli Dario; Thérisod Camilla; in memoria Saccani Er- minia; Lale Murix Mario; Cog nein Bruno; Chanoux; Lettry Roberto; Linty Gina; fam. Arnod Joseph; Domaine Filippo; Section U. V.; in memoria Bochet Mirco. Totale L. 1.204.000. PER IL BOLLETTINO Cremaschi; Degani; Lale Perrin; Lettry Giorgetta; Cog nein Enrico; Pellissier Arsè- ne; Motta; Garin Luigi; Paillex Marcel; N. N.; Martin; Junod; Del Negro Sergio e Gio- vanni; Morandi Sebastiano; Rumiod Ro- berta; Gerbelle Pina; Del Degan Ivo; Lavit Augusto; Jordaney Silvio; Perlasco; Lale Ge- rard Marcellina; Belfrond; Lale Murix-Vau- dan; Armand Emilio; Christille Nestore; Piccoli; Christille Silvain; Jordaney Modes- te; Jordaney Virène; Rumiod Serafino; Jor- daney Simona; N. N.; Oreiller Emilio; Zam- pieri; Savoye Serafino; sorelle Lale Murix; Daniello Auro; Lale Lacroix Luigi; Luboz Maria; Ronzani Fortunato; Berthod Dino; Domaine Renato; Rossan Cirillo; Ocleppo; Paillex Andrea; Lale Castain Innocent; Let- try Damien; Charles Delfino; Charles Mi- chel; Lale Lacroix Pacifico; Jocallaz Franco; Lettry Roberto; Chanoux; Empereur; Bor- ra-Franco; Fratelli Ceriano; Therisod Mari- ne; Arnod Edvige; Besenval Teresa; Ger- bore Davide; Borre; Bochet Idillio; Lale Demoz Emerico; N. N.; Campese-Lale De- moz; Lyvveroulaz Roberto; N. N.; Varetti; Fenoli Tobie; Therisod Camilla; Spadon; Zemoz Adelina; Lale Murix Mario; Jocal- laz Dino; Linty Gina; Centoz Agata. Totale L. 405.500. PER L'ASILO Erminia Saccani (lascito); in memoria Sa- voye Attilio; sorelle Lale Murix; Lale Murix Mario. Totale L. 255.000. Notre Dame et la Vallée d'Aoste Les Valdôtains, depuis qu'ils ont reçu la Foi chrétienne, sont devenus de très fervents enfants de la Vierge Marie. Les innombrables Sanctuaires et les chapelles de nos villages en témoignent de notre sincère dévotion envers la Sainte Mère de Dieu. Pendant que la Madone restera la Reine de la Vallée d'Aoste nous garderons notre Foi chrétienne limpide et forte. — Le mois de Mai nous donne une bonne occasion, le chapelet à la main, de invoquer le secours de la Sainte Vierge en ces moments tristes et difficiles. En préparation du mois de Mai, le mois consacré à la dévotion en- vers la Sainte Vierge Marie, je veux vous rappeler que pour les Valdô- tains ce culte est une question de « fidélité ». Depuis qu'ils ont reçu la religion chrétienne ils sont devenus en effet de très fervents enfants de la Mère du Seigneur. Les documents qui nous témoi- gnent de cette tradition sont innom- brables et remontent souvent à des dates immémoriales et je ne peux que me limiter à vous en citer les principaux que je choisis unique- ment parmi les édifices de culte ou les objets les plus importants. En commençant de la Basse Val- lée nous trouvons avant tout l'église de Sainte Marie de Vert du XIIe siècle, le Sanctuaire de Notre Dame de la Garde qui existait déjà en 1567, le Sanctuaire de Machaby dont le premier noyau remonte au XIIIe siè- cle et qui a été agrandi en 1503 et re- bâti dans la forme actuelle en 1694. Le porche y a été ajouté en 1725. Au sommet de la Vallée de Cham- porcher se trouve le Sanctuaire du Miserin de 1625, reconstruit en 1717. Plus bas la belle chapelle de la Vignerose de 1768. A Pont-Bozet la chapelle du Gomm de 1727. A Bard celle de Albard de 1755. Dans la Vallée de Gressoney la chapelle de Notre Dame des Neiges à Gressoney-Saint-Jean le 1718, le Sanctuaire de Gaby de la même date. A Arnad nous trouvons encore la chapelle de Notre Dame au Chateau de 1713 et la chapelle de Paolettaz de 1815. A Verrès en 1407 on a construit une chapelle dédiée au Seigneur, à Notre Dame et à tous les Saints dans le vieux cimetière, en 1643 celle de Notre Dame des Grâces, en 1677 la chapelle de Notre Dame de Pitié. A Issogne celle de Vesey de 1681. Dans la Vallée de Ayas je cite le Sanctuaire de Barmax de 1744. A Montjovet Notre Dame de Pitié de 1582. A Champdepraz la chapelle de Notre Dame de la Bonne rencontre de 1707. A Ema rèse l'Eglise de Sainte Ma- rie de Sommarès du XIIe siècle. A Saint-Vincent la chapelle de Notre Dame du Mont Carmel à Pracourt de 1609, reconstruite en 1745. A Châ- tillon Notre Dame des Grâces de 1643. Dans la Vallée du Valtournen- che la belle chapelle du Breuil de 1758. A Chambave Notre Dame de Pitié de 1676 reconstruite déjà en 1708. Le sanctuaire de Cunéy, qui est le plus haut d'Europe, à Saint Barthé- lemy construit en 1661. A Saint-Mar- cel le Sanctuaire de Plout bâti sur une ancienne chapelle de Notre Da- me des Hermites de 1715, et recons- truite en l'honneur du Saint Nom de Marie au XVIIIe siècle. Au Bourg d'Aoste la chapelle de Notre Dame de Pitié de 1624. Et sur- tout la Cathédrale d'Aoste appelée Cathédrale de Sainte Marie depuis le IVe siècle. En 1279 on y a ajouté un Cloître de Sainte Marie. De Bio- naz je veux citer la chapelle de la Poulaya dédiée à Notre Dame du — 21
Testo Originale Estratto
D'un clocher... ...à l'autre E' sempre viva la fraternità fra la Valle di Aosta e Magnano in Riviera Il 25 aprile 1978, il nostro Vescovo, Mons. Ovidio Lari, si è recato, con alcuni membri della Caritas Diocesana a Magnano in Riviera per una visita di fraternità e di amicizia alla parrocchia con la quale, come si ricorderà, la nostra Diocesi si è gemellata fin dalle prime settimane dopo il terrificante terremoto del 6 maggio 1976. I parrocchiani del luogo hanno gradito questa visita ed hanno riempito per l'occasione il vasto salone del Centro della Comunità che funge egregiamente da Chiesa parrocchiale, per assistere devotamente alla Santa Messa che il nostro Vescovo vi celebrò dettando nello stesso tempo una fervida omelia ricca di preziosi insegnamenti e calda dell'affettuosa simpatia e della fraterna amicizia di tutti i nostri Diocesani. Al termine della funzione, rallegrata dai canti dell'ottima cantoria, parlarono con viva simpatia per la nostra Valle, il Parroco Don Miconi, il Sindaco del paese, l'illustre professore e alpinista Ardito Desio - oriundo del Friuli e grande amico della nostra Valle - e lo studente del Liceo classico Sig. Fasiolo Alcide di cui ci piace riportare qui le parole che sono indirizzate, tramite il Vescovo, a tutti i Valdostani; leggete p.f.: Vogliamo ancora una volta porgere il nostro più caloroso saluto a Lei Eccellenza Illustrissima e a tutto il popolo di cui Lei è pastore e rap- presentante. Per la quarta volta ci è stato donato il beneficio della Sua gradita presenza tra noi, e questo è un segno evidente del sincero affetto cristiano e della solidarietà fraterna, che ormai unisce il nostro paese a tutta la sua vallata. Con grande gioia ripensiamo ai sentimenti di riconoscenza e sincera gratitudine, che ci legano a tutti voi, e l'augurio che faccio, interpretando Sul campanile mutilo di Magnano in Riviera le campane cantano, piangono, pregano in armoniosa sintonia coi sentimenti del popolo fedele... — 23 Sur le faîte de notre cathédrale, la statue de la Vierge, Reine de la Vallée d'Aoste, flanquée des statues de Saint Grat et Saint Jean-Baptiste. Mont Carmel de 1614. A Arvier la chapelle de Notre Dame de Pitié de 1596. A Courmayeur nous trouvons le Sanctuaire du Berrier de 1792, a- grandi en 1868. Il m'est impossible de vous rap- peler toutes les autres petites cha- pelles consacrées à la Vierge qui existent un peu partout dans chacu- ne de nos Paroisses, de mentionner les autels qu'il y a dans chaque égll- se paroissiale de la Vallée, des ora- toires qui se trouvent le long de nos vieilles routes, et des tableaux ou les fresques qui nous rappellent la Ma- done dans nos églises, nos chapelles et même sur la façade de maintes vieilles maisons privées. Ensuite il n'y a peut être pas une cime de nos plus hautes montagnes où on n'ai pas un jour placé une statue de la Vierge. Plusieurs Paroisses comme Vert, Bard, Issogne, Montjovet, le Breuil, l'Immaculée d'Aoste, Villeneuve, etc. ont choisi la Vierge comme Pa- tronne. Et que dire des Confréries comme celle du Saint Rosaire, d'autre du Mont Carmel celle des Filles de Ma- rie etc. qui sont nées un peu par- tout et qui ont toujours été très flo- rissantes en Vallée d'Aoste pour in- culquer dans les gens des différentes cathégories la dévotion à Notre Da- me? Et de tous les jeunes valdô- tains entrés dans un Ordre religieux marial? On peut sans crainte de doute affirmer que le peuple val- dôtain a toujours été un peuple marial! Sauvons cette prérogative, et le mois de Mai nous en donne une bon- ne occasion, selon une ancienne tra- dition que nous ne devons pas né- gliger. Pendant que la Madone restera la Reine de la Vallée d'Aoste nous gar- derons notre Foi et notre Amour pour son Fils Jésus, notre Sauveur. Donat Nouchy («Tiré du Réveil ») 22 —
Testo Originale Estratto
il pensiero di tutti i miei paesani, è che il Signore rinsaldi sempre più il legame vivente d'amicizia che ha posto tra noi. E infine preghiamo di cuore, Lei Eccellenza che si renda interprete di questi nostri sentimenti, presso il suo amato popolo, certi di poterlo festeggiare ancora tra noi. Amen. Prima di lasciare Magnano il nostro Vescovo ha annunciato ufficialmente ai Magnanesi la data del tanto atteso « PELLEGRINAGGIO DELL'AMICIZIA » che avrà luogo la domenica 10 settembre; tale pellegrinaggio dell'amicizia viene così inserito, molto opportunamente nell'itinerario del « PELLEGRINAGGIO VALDOSTA- NO AI PIU' CELEBRATI SANTUARI DEL VENETO » che si svolgerà dal 9 al 13 SETTEMBRE. I nostri fratelli Magnanesi aspettano i nostri pellegrini col più vivo desiderio di FRATERNIZZARE con i nostri Diocesani. ep. Le clergé valdôtain est en deuil. Le 20 du mois d'avril est pieusement décédé Mr l'Abbé Jean-Baptiste Vicquéry, natif de Brusson, âgé de 65 ans, ancien curé de Gignod (1937-1968) retraité par le suite auprès du Prieuré de Saint-Pierre et depuis 1974 aumônier de la Maison de Repos « Regina Pacis » de Donnas. Prêtre au zèle ardent, Mr l'Abbé Vic- quéry a prêché de nombreuses Missions, des « Quarante-Heures » et plus encore des « Retraites » dans presque toutes les paroisses du Diocèse; sa prédication très efficace et populaire était axée sur les grandes vérités chrétiennes, sur les fins dernières de l'homme et sur la nécessité absolue de la grâce de Dieu et des Sacre- ments qui la portent aux âmes; en parti- culier les sacrements du Baptême, de la Confession, de l'Eucharistie et des sacre- ments des malades. Ses funérailles qui eurent lieu à Brus- son le 22 avril témoignèrent d'évidence 24 — de l'estime et de l'amour dont le vénéré défunt jouissait auprès du clergé et des fidèles du Diocèse. Que ses parents trouvent ici l'expres- sion de nos sincères condoléances et l'as- surance de nos prières pour le repos de l'âme du cher disparu. * * * Tutti gli abitanti di La-Tour-D'Héréraz hanno festeggiato con entusiasmo, il 2 aprile 1978, il Primo Centenario della fon- dazione della loro parrocchia avvenuta nel 1887 ad opera di Mons. Duc. A questa fausta celebrazione partecipa- rono pure gli abitanti di Perloz, da cui la parrocchia venne smembrata, e nume- rosissimi amici degli abitanti della sim- patica parrocchia convenuti dai paesi vicini. Erano presenti gli Assessori Regionali Guido Chabod e Eraldo Manganone e il consigliere regionale Ennio Pedrini. La messa in musica polifonica venne cantata, con vera arte, dall'ottima can- toria di Quincinetto. La Banda Musicale di Pont-Saint-Martin portò pure il suo validissimo contributo al successo dei fe- steggiamenti. La predica di circostanza, particolar- mente apprezzata, è stata fatta dal Can. Brunier, già parroco di La-Tour-D'Héré- raz, attualmente canonico di S. Orso e Cancelliere presso la Curia Vescovile di Aosta. La popolazione locale ha collaborato con esemplare impegno col Parroco Don Ugo Nicco per la perfetta organizzazione del- la doverosa manifestazione. Erano pure presenti alla festa Don An- dreino Colliard, già parroco di Perloz e Don Cesare Verthuy, parroco di Lillianes. a confezioni VIALE PARTIGIANI, 16 AOSTA - 32.238 eccezionale campagna promozionale di Primavera occasioni favolose in tutti i reparti UOMO Maglieria da L. 5.000 Camìceria da L. 5.000 Pantaloni da L. 9.500 Giubbotti da L. 12.500 Impermeabili da L. 35.000 Abiti da L. 39.000 RAGAZZO Maglieria Camìceria Pantaloni Abiti SIGNORA Gonne da L. 9.500 Camìceria da L. 5.000 Abiti da L. 5.000 Giacche lana da L. 9.500 Tailleur e soprabiti da L. 25.000 da L. 2.900 da L. 2.900 da L. 5.000 da L. 5.000 e tanti jeans per uomo-donna - ragazzo in fustagno e tessuto denim da L. 5.000 e 7.500 PER I VOSTRI ACQUISTI DI PRIMAVERA QUEST E' IL MOMENTO DI a confezioni VIALE PARTIGIANI, 16 AOSTA - 32.238