SOS NATURA: Ambiente, istruzione e voci dei bambini nella pubblicazione MÉLANGE Aprile 1990
me_lange_aprile_1990.pdfIl documento è l'edizione "SOS NATURA" (Aprile 1990) della pubblicazione trimestrale "MÉLANGE", edita dalla Biblioteca Comunale di Saint-Pierre (Valle d'Aosta). Il contenuto è fortemente incentrato su temi ambientali, con un dettagliato resoconto, prodotto dagli alunni della quarta classe, sui problemi dei boschi valdostani, inclusi incendi devastanti e infestazioni parassitarie. La rivista documenta inoltre le attività della biblioteca (corsi, esposizioni, una rassegna bibliografica sui nuovi arrivi) e affronta argomenti educativi (l'importanza della lettura e della scrittura). Non mancano le richieste sociali, come l'appello urgente di alcune bambine per la costruzione di un parco giochi.
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MÉLANGE 11010 SAINT-PIERRE Pubblicazione Trimestrale – ANNO VIII – N. 1 Spedizione in abb. post. (gruppo IV – 70%) APRILE 1990 S.O.S. NATURA MÉLANGE – Direttore Responsabile: Alida Caligaris – Direzione e Redazione: Biblioteca Comunale Saint-Pierre (Valle d’Aosta) – Autorizzazione del Tribunale di Aosta n. 4/83 del 4 maggio 1983 – Tipografia Valdostana, corso Padre Lorenzo n. 5 – 11100 Aosta Copertina di Giancarlo Zuppini
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PAGINA 2 DALLA BIBLIOTECA Il 31 marzo è stato l'ultimo giorno del CORSO DI CREATIVITA' che la Biblioteca aveva organizzato per la Scuola Elementare a cura del Sig. Zuppini. I bambini sono stati sollecitati a guardare la realtà che li circonda, a dimenticare i fumetti e i personaggi televi- sivi e a lasciar vivere la loro fantasia. I risultati si posso- no notare nella: ESPOSIZIONE dei lavori eseguiti dagli alunni della Scuola Elementare di Saint-Pierre, nell'anno 1990 DAL 10/4/90 presso la Biblioteca Quest'anno la festa di carnevale è stata molto particolare, infatti alcuni giovani si sono offerti quali animatori riscuotendo un gran successo tra i numerosi bambini che avevamo riunito nel salone mu- nicipale. Un grazie dunque a questi ragazzi che, per un pomeriggio, sono tornati bambini inventando giochi, can- zoni, per far divertire i più piccoli. CLASS 3-4A PAGINA 3 DALLA SCUOLA SCRIVERE.... Scrivere a scuola non è "affare semplice", chiedetelo agli insegnanti, dalle elemen- tari alle superiori ottenere un testo scritto, un tema è spesso un'impresa: "non so cosa scri- vere", "basta lungo così?" Questi sono alcuni esempi delle affermazioni più frequenti fatte dai bambini di fronte al foglio bianco. Qual è il problema? Perchè tanta fatica? La questione di fondo resta sicuramente la motivazione: perchè scrivere se non se ne capisce il senso ed il motivo? Poichè non è sempre facile capire questi problemi, esem- plifico e vi propongo due brevi dialoghi. Il primo è tra G,insegnante di scuola elementare e M, alunno di una classe terza ed il secondo è tra T, sempre insegnante e L, genitore dubbioso e polemico; sentiamo cosa si dicono a pro- posito dello scrivere a scuola. -G. Oggi, come tutti i lunedì mattina, facciamo il testo, scrivete il titolo: "Scrivo una lettera alla nonna per raccontarle come ho passato la domenica". Mi raccomando non voglio vedere una pagina inte- ra di: e poi, e dopo, abbiamo fatto ...ecc...Cercate di rac- contare bene, povera nonna, dovrà pur capire! -M. Ma maestro, io ho telefo- nato ieri sera alla nonna e le ho già raccontato tutto! Se devo dirle qualcosa uso il te- lefono, mica le mando una lettera! Commento: Disarmante, ma vero! Scrivere alla nonna suona falso, è un esercizio fine a se stesso, non se ne vede l'utili- tà. Passiamo al secondo dialogo: -L. Scrivere alla nonna sarà anche falso, ma dovranno pur imparare a scrivere questi bambini! La realtà è che voi non volete più far fare eser- cizi ai bambini: scrivere un testo, un tema è un esercizio, solo così si impara e anzi, più se ne fanno meglio è! -T. E' vero, più si scrive meglio è, ma perchè non scri- vere davvero, facendo sul serio. l'occasione per riflettere, farsi delle idee e soprattutto riorganizzarsele scrivendo. Germano Dionisi "Perchè un bambino sia bene educato una cosa importante abbiamo imparato: non permettete mai e poi mai onde evitare un sacco di guai, che il miserello se ne stia fermo davanti a un qualche teleschermo. A questo punto qualcuno dirà: "Va bene, va bene, ma come si fa? Come faranno i nostri figlioli a divertirsi, specie se soli? Come passare una bella serata senza la tele illuminata?" Scordato avete la vostra storia? Vi rinfreschiamo un po' la memoria? C'era una volta una grande avventura: la consuetudine alla lettura! Pieni di libri e comodini, scaffali, tavoli e anche lettini! Tutti leggevano e il tempo volava, e con il tempo la mente viaggiava: storie di draghi, regine e pirati, di navi e tesori ben sotterrati; deserti, giungle e fitte foreste. Paesi strani e luoghi mai visti, malvagi, eroi, tipi buffi o tristi: di spazio pei sogni ce n'era a iosa, leggere era un'attività meravigliosa! (Roald Dahl)
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PAGINA 4 I problemi della natura. Il bosco. Presentazione. Chers amis de Mélange, nous sommes les enfants de la quatrième classe de Saint-Pierre. Nous ne trouvons pas les mots pour vous demander un gros plaisir. En effet nous avons écrit un petit journal sur les problèmes de nos forêts. Notre désir c'est de faire comprendre aux personnes les dangers de la nature causés par les hommes c'est à dire: -la pollution et l'augmentation des insectes; -les incendies; -les maladies des arbres. Pour faire ce travail nous avons cherché des articles sur des journaux et aussi sur des encyclopédies, enfin nous avons fait des interviews à deux gardes forestiers. Nous avons bien aimé faire ce travail parce que nous l'avons fait ensemble, parfois divisés en petits groupes, en outre nous avons employé le computer pour la première fois dans notre vie. Nous vous demandons, s'il vous plaît, de publier sur votre journal notre petit travail pour que tous les gens de Saint-Pierre le puissent lire. Nous vous remercions d'avance et nous vous saluons: les enfants de la quatrième classe de Saint-Pierre. L'uomo e' il peggior nemico degli animali e delle piante, infatti a causa sua alcuni animali si stanno estinguendo. Gli uomini abbattono le foreste per costruirci case, fabbriche, miniere e parcheggi; prima di tagliare gli alberi bisognerebbe pensare quali zone disboscare e quali dovrebbero essere ripopolate. Inoltre a causa della siccita' e dei fiammiferi, che la gente butta, spesso scoppiano incendi che bruciano foreste intere. molti bambini si chiederanno "come facciamo noi piccoli a salvare le piante?" E' facile, ad esempio si possono conservare le riviste che ci sono in casa e gettarle poi nei contenitori specifici, questa carta poi verra' riciclata da alcune industrie che produrranno quaderni, buste, fogli ecc., con il marchio "carta riciclata". Con questo semplice gesto salviamo la vita a tanti alberi. Oppure si possono aiutare i parenti a raccogliere le foglie, farne dei mucchi e lasciarli allo scoperto in modo che la pioggia li faccia marcire: verra' fuori un buon letame da sporgere nei prati. Le piante abbelliscono i boschi: in autunno ci danno delle bellissime sfumature, anche da un ramo secco si possono scoprire forme e colori diversi. Un battero distrugge le nostre foreste. Da qualche anno gli abitanti della Valle d'Aosta si preoccupano perche' i boschi sono minacciati da numerosi pericoli. In certe zone come Introd e Pre'-Saint-Didier le piante conifere diventano di colore marrone e dopo un po' di tempo muoiono. L'Assessorato all'Agricoltura e Foreste non ha trovato con sicurezza cosa provoca questa malattia. Sembra che sia causata da un battero che divora gli aghi dei pini e gli impedisce di respirare. Si notano delle ampie zone di bosco prive di piante. C'e' chi dice che questa malattia sia causata dagli inverni troppo miti che abbiamo avuto in questi ultimi anni. Se questo battero si espandera' i boschi correranno gravi rischi. PAGINA 5 I DANNI DI ALCUNI INSETTI. Un albero per crescere ha bisogno di aria, acqua, luce, umidita'. Se questi ingredienti vengono a mancare le piante deperiscono ed e' piu' facile che prendano le malattie dagli insetti In alcune zone di Introd e di Pre'-St-Didier i boschi sono stati attaccati dalla Limantria Monaca e dalla Limantria dispar. Ai primi di agosto mamma Limantria depone dalle 200 alle 300 uova nelle screpolature della corteccia. Dopo un lungo inverno in una tiepida primavera , verso la meta' di maggio dell'anno successivo dalle uova escono tanti piccoli bruchi neri, lunghi 2-3mm. Hanno un buon appetito allora si dirigono verso le foglie e le rosicchiano. Dopo un po' cambiano la pelle, diventano piu' ingordi e lunghi 2-3cm. Quando vediamo le foglie rosse non e' il colore dell' autunno ma il colore dei rametti privi di foglie . Gli uomini della forestale hanno abbattuto molti alberi ormai malati perche' non minacciassero quelli sani ; hanno irrorato le zone piu' colpite con dei veleni , ma non sono serviti a molto , perche' non potevano dare veleni molto forti per non distruggere la nostra bella natura. Secondo alcune persone il numero di Limantria e' aumentato per colpa delle piogge acide provocate dall'inquinamento dell'aria . Ma il problema e' piu' complesso e probabilmente molte sono le cause che entrano in gioco. 1- alcune specie di alberi non sono piu' in armonia con il clima ; 2- da maggio ad agosto, nella stagione vegetativa, non ha piovuto molto; 3- sono scomparse delle fonti di irrigazione costruite dai montanari di una volta, molti anni fa c'erano dei canali che bagnavano il bosco anche nella stagione estiva . I bruchi di Limantria aspettavano l'occasione per aumentare di numero. Gli insetti e le piante. Gli insetti sono gli animali che danneggiano maggiormente le piante. Alcuni recano danni all' agricoltura come la flassera alla vite o il dolifero alla patata. Tutti questi piccoli insetti attaccano le piante in massiccio e si nutrono di alcune loro parti. Non sempre sono delle vere e proprie malattie perche' alcune parti della pianta rimangono sane. Altri insetti invece provocano dei tumori vegetali, non sempre dannosi, ma che non sono mai piacevoli. Ai danni provocati dagli insetti spesso si aggiunge l'inquinamento che aiuta i batteri ,e fa si che i danni arrecati alle piante siano sempre piu' gravi. Le malattie piu' frequenti nei boschi valdostani sono: - il mal dell'inchiostro , che provoca il cancro del castagno; - la Limantria dispar e la Limantria monaca che colpiscono le resine; - la Coleophera, la Laricella che provoca il cancro ai larici; - l'Adio e le galle che colpiscono le querce; - il Cocus Cocus che colpisce il pioppo. Gli incendi Gli incendi sono un' altra piaga per il bosco . Spesso potrebbero essere evitati se solo facessimo piu' attenzione: spegnere bene i "fuocherelli" dei pic-nic, non gettare , magari dal finestrino dell'auto un mozzicone di sigaretta o un fiammifero non ancora spento . quest'anno in Valle d'Aosta sono bruciati molti ettari di bosco , come il grande incendio che a Chatillon, tra il 23 e il 24 marzo, ha distrutto oltre 300 ettari di bosco . I vigili del fuoco sono quindi spesso impegnati; i pompieri valdostani possono avvalersi dell'aiu- to degli elicotteri che buttano acqua sul fuoco.
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PAGINA 6 riceviamo e pubblichiamo Come sempre questo è il titolo della nostra rubrica, ma questa volta c'è una complicazione: non sappiamo ancora chi è il destinatario di questa lettera. Il Sindaco, è ovvio, ma quale nome, quale volto avrà il prossimo Sindaco? Noi gli facciamo subito un regalo, due simpatiche lettere di due "cittadine" non ancora coinvolte nel gioco della democrazia elettiva e quindi attualmente "super partes", ma comunque con le loro idee, riflessioni, richieste e perchè no, con la loro voglia di contare. Ci permettiamo, Egregio Signor Sindaco, pur sapendo che l'inizio di un mandato è pieno di problemi, Io sono una bambina di 5A elementare della scuola accanto al Municipio, mi chiamo Katia David ed ho 11 anni . La disturbo per chiederle cortesemente se puo' costruire un parco giochi per noi bambini. Ora le spiego; la causa di questa lettera e' semplice : noi bambini siamo privi di aree per giocare . Persino davanti alla nostra scuola siamo stati privati del gioco del calcio perche' potrebbe far del male ai piccoli . Nei prati non possiamo andarci perche' procuriamo danni all' erba . Siamo costretti a giocare per le strade, ma dobbiamo metterci da parte, perche' passano delle auto. Lei e' l'unica persona a cui posso rivolgermi. Puo' sempre rifiutare, come accettare. Io le proporrei di costruirlo abbastanza grande con molte cose. Non ho idea di dove potrebbe farlo, ma penso che di aree ce ne siano. Se le viene a costare molto, faremo la colletta. Distinti saluti da Katia David impegni e cose importanti da fare, di pregarla di rispondere a queste lettere. Provi a trovare un attimo per impugnare carta e penna e si avventuri in una risposta, magari senza promesse, forse solo per spiegare le difficoltà, l'impossibilità, e, se mai ci sono, le possibilità di realizzazione. Sarebbe una bella "lezione" per questi bambini, imparerebbero, anche attraverso la sua risposta, che è davvero possibile dialogare con i propri rappresentanti nelle istituzioni e chissà, forse quando sarà il loro momento si presenteranno alle urne meno disillusi rispetto agli adulti di oggi. Egregio signor Sindaco, sono una bambina di 11 anni. Mi chiamo Antonella e frequento la classe 5A elementare e come tanti altri bambini vorrei un parco giochi. Ora noi bambini siamo costretti a giocare sul piazzale della scuola. Ma quello non e' "giocare" perche' non si puo' giocare a pallone in quanto ce lo hanno proibito perche' una volta una bambina di prima si e' messa in mezzo al "campo", un mio compagno ha tirato indietro e ha colpito quella bambina e da allora niente piu' pallone. Se si gioca a "fulmine", a prendere ecc. cadiamo e ci facciamo male. A me piacerebbe un parco con tanti alberi e panchine per gli anziani. Come giochi vorrei: qualche altalena, dondoli, un campo di pallone, scivoli e se e' possibile un mini labirinto, (ripeto se e' possibile), e dei cavalli a dondolo. Se non si puo' fare in un prato va bene anche la ghiaia purche' sia nei pressi della scuola. Servirebbe anche un telefono a gettoni nel caso qualcuno si facesse male e si dovesse chiamare un dottore. Le saremmo molto molto grati se lei ci desse ascolto. Ma se lei non lo facesse sarei delusa perche' un paese meraviglioso come Saint-Pierre non puo' rimanere senza un parco giochi. Con rispetto: un'alunna con un sogno realizzabile. PAGINA 7 UN LIBRO Nulla di meglio, per concludere questa parentesi sulla produzione scritta a scuola, della recensione di un libro; si tratta di "IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO sessanta temi di bambini napoletani" a cura di Marcello d'Orta, maestro elementare, edizione Mondadori. 1 Troppe cose, forse, sono state dette a proposito del libro, è quindi meglio non avventurarsi in esaltazioni o stroncature, ci sembra però divertente e nello stesso tempo utile per una riflessione, pubblicare due esempi di temi colorati e densi di storia e cultura e di lingua napoletana. Gli interventi di correzione sono estremamente limitati, in quanto come ci conferma il maestro che ha raccolto i temi, erano importanti il contenuto ed il messaggio: Colorati, vitalissimi, spesso prodigiosamente sgrammaticati e straripanti di humour involontario, di primo acchitto possono far pensare a una travolgente antologia di "perle". Ma, per chi sa guardare, sotto c'è sempre qualcosa di diverso e di più. Una saggezza e una allegria scanzonata e struggente nel suo candore e una cronaca quotidiana ilare e spietata che sfocia in uno spaccato inquietante delle condizioni del nostro Sud. Cavour, Garibaldi, Mazzini: quali tra questi personaggi del nostro Risorgimento preferisci, e perchè? Io preferisco Garibaldi perché è l'eroe dei due mondi, e così ora l'Italia non ha più vergogna di andare in America. Garibaldi io lo so quello che fece. Lui partì da Quarto al Volturno, ma no Quarto vicino a Napoli, una Quarto più lontana. Fece come se fosse il giro d'Italia, fino a che non arrivò a Marsala. A Marsala trovò i borboni di Napoli e delle due Sicilie, e li sconfisse. Erano 1000. Si chiamavano I GARIBARDINI. Erano 1000. Essi vestivano tutti di rosso, come il Liverpool. Poi salirono, salirono in Calabria. A Calabria incontrarono altri borboni di Napoli. E li sconfis- sero. E salirono ancora. Sali, sali, sali, arrivarono a Napoli, proprio dove stavano tutti i borboni di Na- poli. Come lo videro, fuggirono, fuggirono chi a Gaeta, chi a Ischia, chi a Frattamaggiore. Il re chiamo in aiuto i guappi della guapparia, ma i guappi come uscirono dalla galera, a Garibardi lo facevano entrare meglio di prima, e intanto fecero i guappi più guappi di prima. Quando Garibaldi divenne re d'Italia, ai 1000 li fece diventare: a chi principe, a chi cavaliere, a chi onorevole. A quelli che avevano sparato male non so che li fece diventare, forse facchini. Fai la presentazione di te stesso Mi chiamo Enzo quarto' e sono nato a Napoli, pe- rò vivo a Arzano, dove sono nato. Il giorno che sono nato non me lo ricordo, ma all'incirca. Ho dieci anni, e vivo a Arzano, via Traversa Santa Giu- stina 3. La mia statura, per la mia età, è troppo bassina e anche un pò grassa. Il mio viso è ovale, ma più di voi. Il mio colorito è pallido, ma d'estate no. Ho gli occhi neri, uguali. Già sò portare il motorino, qualche giorno vengo sotto scuola a farvelo vedere. Io sono un pò buono e un pò cattivo. Quando sono buono sono buono, quando mi prendono i cin- que minuti, cattivissimo. Quando mia sorella mi ha strappato i libri io gli ho rotto gli occhiali, meno male che ero sbagliato che erano solo quelli di nonna, se no papà mi stroppiava.2 A scuola porto la colazione e la dò anche a Mim- muccio che non la porta mai, perché è povero. Io però una cosa la voglio dire: Mimmo, ma tu non te la porti mai la colazione? 1 Insegnando in una classe in cui ben cinque bambini si chiamano Vincenzo, ho pensato di distinguerli assegnando loro un numero ordinale, ed elevandoli così a maestà imperiale. 2 Mi ammazzava di botte. Il libro IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO è disponibile in Biblioteca.
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PAGINA 8 NOVITA' IN BIBLIOTECA Dal volume: Il manuale del perfetto genitore, di Franco Bergamasco QUAND LES PARENTS SE SEPARENT di Françoise Dolto Ce livre est écrit pour les parents et pour leurs enfants: il se présente comme una longue interview d'une psychanalyste de métier qui, on le sait, se intéresse à ce que peut être la prévention des difficultés dues aux souffrances inconscientes des enfants; souffrances tou- jours articulées au non-dit ou à un mensonge implicite, fus- sent-ils maintenus au nom du "bien" de l'enfant. NUOVI ARRIVI VIAGGIATORI DEL TEMPO di Ray Bradbury LA NOTTE DELLA VOLPE di Jack Higgins I RAGAZZI DI GROVER AVENUE di George N. Dove LA STORIA DI UN UOMO CHE NON SI SPOSAVA di Doris Lessing IL SORDO CONTRO L'87 DISTRETTO di Ed McBain TOP CRIME: IL MEGLIO DELLA LETTERATURA GIALLA IL CORAGGIO DI LASCIARE di Beppe Gualazzini FORESTA DI CRISTALLO di James Ballard LA BASTARDA di Violette Leduc LA DONNA DEL FALCO di Marion Zimmer Bradley DAL BIG BANG AI BUCHI NERI di Stephen Hawking PRELUDIO ALLO SPAZIO di Arthur Clarke IL GENERALE NEL SUO LABIRINTO di Gabriel Garcia Marquez L'ULTIMO CAVALIERE di Stephen King ALICIA STORIA DI UNA SOPRAVVISSUTA di Alicia Appleman-Jurman La storia di Alicia comincia nella nativa Polonia dove, ancora bambina, conosce gli orrori delle persecuzioni razziali contro gli ebrei. Della sua famiglia, sterminata dai tedeschi, solo lei riesce a salvarsi e persino dopo aver assistito alle più atroci violenze, continua a nutrire fede nel prossimo grazie ai gesti eroici e oscuri di coloro che incontra. La sua testimo- nianza dolorosa ricorda una pagina di storia che l'uomo non potrà mai dimenticare. GABRIELLA GAROFANO E CANNELLA di Jorge Amado Gabriella dal profumo di garofano e dal colore di cannella è una mulatta sinuosa che non cammina ma balla, che non parla ma canta e danza, cucina e ama il suo Nacib, e anche un po' gli altri, perché l'amore è un fatto spontaneo, un momento di gioia da condivi- dere; le sue vicende fanno da filo conduttore al romanzo che coinvolge e mantiene vivo l'interesse, pagina dopo pagina. GIUSTIZIA di Friedrich Durrenmatt In un famoso ristorante di Zurigo, dove sono soliti darsi convegno giornalisti, manager, uomini di cultura, il consi- gliere cantonale Isaak Kohler ammazza a revolverate, davanti a tutti, un illustre professore universitario. Condannato a vent'anni di galera, Kohler convoca in carcere il giovane avvocato Spat e gli chiede di riesaminare il proprio caso partendo dall'ipotesi che non sia lui l'assassino. Squattri- nato com'è, Spat accetta l'assurdo incarico e finisce in trappola, anche perché non si avvede di scambiare la giustizia come apparato socia- le e burocratico di magistra- tura e polizia con la giustizia come affermazione umana di ciò che è giusto. Ma il finale imprevedibile rimette tutto in questione (e in primo luogo il significato di "giustizia").